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Nunzio Miccoli


 

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 13/1/2020)

I SUPERBUROCRATI

Chi difende artigiani, agricoltori, operai e piccoli imprenditori, deve lottare contro lo statalismo e contro la burocrazia parassitaria, fatta di conformisti, formalisti, insicuri, arroganti, gregari, ossequiosi ai superiori e terribili con i dipendenti. La classe politico-burocratica è cresciuta di numero e al suo interno le persone creative, con il senso della responsabilità e del servizio, sono isolate; il successo dei partiti si regge anche sul clientelismo, che protegge la classe burocratica, intanto, i piccoli produttori sono soffocati dalle tasse.

I burocrati sono di solito conformisti e conservatori, sono personalità insicure e bisognose di protezione, timorose di assumersi responsabilità e confidano su ordini e regolamenti; la classe parassitaria e sfruttatrice è la classe burocratica. La politica è stata usata per moltiplicare burocrazia, tasse e clientelismo o favoritismo, il quale è stato monarchico, liberale, cattolico e oggi, in  genere, di “sinistra”; di fronte a un problema, per favorire le clientele, si crea un ente o un ufficio pubblico, con fondi, personale e dirigenti, perché si crede di poter affidare allo stato la soluzione di ogni problema.

Purtroppo lo stato sociale sembra servire più ai burocrati che ai cittadini, perciò le istanze federali o autonomiste si sono mischiate a quelle antifiscali e antistatali, con una rivoluzione dal basso del popolo dei produttori. In Jugoslavia, sotto il comunismo, Milovan Gilas aveva parlato della nascita di una nuova classe parassitaria tra i dirigenti del partito comunista, però questa degenerazione è avvenuta anche nello statalismo occidentale.

Con la scusa dello stato sociale, i partiti statalisti, che si fanno passare anche per progressisti, hanno imposto tasse e sacrifici al popolo, foraggiando le clientele burocratiche; in Italia la rivolta dei produttori ha provocato la nascita della lega. Il consenso elettorale si è ottenuto con le assunzioni, la lottizzazione politica e il controllo dell’informazione; i dirigenti di sinistra non volevano realmente la rivoluzione, ma miravano a una fetta del potere; la ottennero  con la compiacenza della DC e a spese dei produttori. Alla fine occuparono enti locali, sottogoverno, scuola, informazione, magistratura e banche.

Perciò le cattedre universitarie sono state distribuite a discrezione di partito, premiando mediocri, conformisti, opportunisti e isolando personalità creative e indipendenti; le università, i giornali e le istituzioni culturali sono cadute in mano ai fiduciari dei partiti. La spesa pubblica è cresciuta perché ogni partito di governo doveva fare assunzioni e concedere finanziamenti agevolati agli amici, mentre le tangenti facevano lievitare il costo delle opere pubbliche.

Diversamente dalla pubblica amministrazione i privati, bollati come evasori, per ridurre i costi, lottavano per contenere i salari e riducevano il personale; la sinistra ha affidato allo stato servizi pubblici essenziali, favorendo così lo sviluppo della burocrazia conformista, conservatrice e parassitaria. Oggi i dirigenti pubblici provengono, in prevalenza, dalla classe politico-burocratica  di sinistra e occupano settori nevralgici dello stato.

Ormai gran parte della cultura e dell’informazione è incapace di pensare in maniera innovativa, intimidita dal mondo accademico, dai superburocrati e dai partiti; la burocrazia è ligia al potere, ossequiosa all’autorità, disprezza la gente comune e non ha il senso del servizio pubblico, è sottomessa al potere politico. Sotto qualunque forma, il potere è sempre oligarchico, servito, grazie ai privilegi loro concessi, dai superburocrati, democrazia e governo personale sono solo delle illusioni; le rivoluzioni hanno spesso tradito le aspettative, moltiplicando la burocrazia.

I funzionari di stato applicano fedelmente le decisioni del potere e perciò meritano un elevato trattamento economico, al posto dell’autonomia intelligente e responsabile, applicano la norma, il che li rende tanto formalisti. I superburocrati conoscono la normativa, statale e interna, ma sono animati da uno spirito difettoso, generalmente sono anziani, per cui, nella lotta per il potere apparente, hanno tentato di scansarli prima i giovani maschi e oggi le giovani donne che, quando sono belle, sono esibite dalla televisione assieme a vecchi e cadenti maschi dirigenti, in modo che i telespettatori possano pensare che le donne sicuramente appartengono a una razza superiore, illudendosi che possano cambiare in meglio l’Italia. 

La burocrazia è stata sempre strumento essenziale di ogni potere, tutte le dittature hanno potenziato la burocrazia, perché la classe burocratica è l’alleato ideale di un progetto di dominio e di sfruttamento; in cambio, i burocrati chiedono privilegi. La burocrazia è stata nemica naturale del mercato, nato avariato, e dell’iniziativa privata, invece i ceti produttivi sono visti con sospetto perché accusati di evasione e a causa del loro spirito indipendente.

Gli ottimisti ritengono che lo stato possa moltiplicare i pani e i pesci per i protetti, ma esso in passato ha sottoposto a spoliazione i contadini e oggi tutto il popolo dei produttori. Si è tentato di risolvere il problema della disoccupazione aumentando il numero dei burocrati raccomandati dai partiti, perciò si è formata una simbiosi tra politica e burocrazia; infatti, i burocrati dipendono dai politici per la loro sopravvivenza, i privilegi e la carriera, essi sono insicuri e irresponsabili, s’identificano con l’autorità e schiacciano il comune suddito.

Il burocrate sacrifica la libertà alla propria sicurezza, non ama il rischio e invidia chi vive in modo indipendente. I burocrati vivono di attività inutili e trovano godimento a imporre procedure assurde, esercitano la sopraffazione con la pignoleria e il formalismo e si dilettano sadicamente a perseguitare cittadini e dipendenti. Il lavoro del burocrate è spesso presenza oziosa e inutile in un luogo inutile, il suo rituale assurdo è imposto agli altri; il burocrate si sente inutile ma, tuttavia, è obbediente, non capisce lo scopo del suo lavoro, anche se è tanto pignolo, suo fine è ottenere note di merito e la promozione, come uno scolaretto.

Ogni gerarchia è così, soprattutto quelle militari. Il rapporto gerarchico e autoritario, secondo Reich, si fonda su persone sado-masochiste, sopra sono i sadici e sotto i masochisti. Queste personalità sono terrorizzate dall’idea di dover prendere delle decisioni autonome, con il rischio di svelare la loro inadeguatezza, perciò preferiscono obbedire. Perciò pare che al comando siano finite personalità esecutive, infatti, il potere desidera sempre strumenti ciechi, i superburocrati sono personalità infantili, insicure e obbedienti.

Invece il piccolo produttore appartiene a un mondo che rischia in proprio ed è autore della sua fortuna, è autonomo e responsabile; i cambiamenti della società possono venire solo dai piccoli produttori e dai lavoratori non dai burocrati; anche gli accademici sono diventati burocrati protetti dalla politica, caratterizzati dal servilismo. La carriera del magistrato, del militare e del funzionario è spesso una tradizione familiare, cioè, contro il merito, è diventata ereditaria.

Purtroppo al popolo dei piccoli produttori manca una sua coscienza di classe e una strategia sui propri obiettivi; purtroppo sembra che in Italia sia anche impossibile governare senza il consenso della chiesa; destra, centro e sinistra sono attenti a non scontentare il Vaticano. La chiesa, che troneggia sullo stato, è coccolata dai partiti e dall’informazione, in compenso, la burocrazia ha salari e pensioni migliori del settore privato. L’integralismo cattolico cerca d’imporre la propria etica e il proprio dogmatismo.

La lega ha guadagnato voti solo quando ha fatto dell’antistatalismo e quando ha animato la rivolta fiscale, il federalismo, le critiche all’Ue e alla valanga dell’immigrazione non regolata; purtroppo, in politica sono premiati i cinici e i furbi, mentre sono emarginati gli idealisti indipendenti, ai vertici sono i servi del potere occulto, mentre l’informazione impedisce un vero confronto critico e nasconde le notizie o fornisce mezze notizie.

Per paura del comunismo, dopo la seconda guerra mondiale, la DC ricevette molti voti, però oggi il voto cattolico, scaturito da motivazioni religiose, non esiste più; ciò nonostante la politica e la televisione sono sempre legati alla chiesa, perciò il voto clientelare e i condizionamenti vaticani sulla politica italiana si fanno passare per voto cattolico.

Lo stato dovrebbe accogliere i reclami contro gli abusi della burocrazia e premiare i burocrati disponibili verso il pubblico, perché i lavoratori indipendenti sono un terzo della forza di lavoro e i dipendenti del settore privato, la metà; uniti e senza i condizionamenti dei partiti possono riformare lo stato perché i dipendenti pubblici sono solo 3,5 milioni. I privati sono soggetti a pensioni di fame, licenziamenti, fallimenti, salari bassi, invece la burocrazia ha pensioni e retribuzioni migliori, vive spesso nell’ozio e nella sicurezza e nessuno la può licenziare. La burocrazia è però alleata del sindacato e dei partiti statalisti.

I gangli del potere accademico, giornalistico, scientifico, scolastico, bancario e dei magistrati sono stati appaltati agli amici del regime cattolico e di sinistra, ciò ha degradato il nostro mondo culturale, finito nelle mani di pseudo-intellettuali disposti a prostituirsi alla convenienza politica. L’università non può essere appannaggio di accademici che preferiscono la sicurezza alla libertà.

Accademico è diventato sinonimo di sterile, convenzionale e conformista, bisogna finirla con i burocrati e i professionisti della politica. La segretezza, garantita dalla falsa o lacunosa informazione è il principio della tirannia; è da ricordare che anche con il governo di centro sinistra c’è stata, oltre alla dilatazione delle funzioni dello stato e della burocrazia, maggiore concentrazione di ricchezza e più moderazione salariale, inoltre, sono aumentati i poveri, i privilegi e la pressione fiscale.

La sinistra, tradendo i comuni lavoratori, ha protetto le banche e i capitalisti e ha coccolato i mezzi d’informazione e l’UE; i giornalisti sono prevalentemente di sinistra e sono diventati sempre di più asserviti al potere. Anche se l’istruzione è molto aumentata, in Italia i lettori di giornali sono diminuiti; perché essi fanno propaganda e nascondono le notizie e perché hanno provvidenze pubbliche e aiuti dalle grandi imprese.

Hanno i proventi della pubblicità che serve a condizionarli, graziosamente concessa loro se sono accomodanti con il sistema; infatti, non possono criticare chi finanzia le loro testate e il governo che si fa passare per progressista, il direttore responsabile, erede del fascismo, esplica la sua vigilanza in questo campo. Le nomini a dirigenti dei maggiori enti sono sempre fatte in accordo con i partiti di governo, che naturalmente si aspettano gesti di gratitudine, come contratti, promozioni e assunzioni per i loro protetti.

Perciò, i ministri che dovrebbero controllare questi organismi, alla fine ne garantiscono l’impunità. In Italia la presenza delle forze di polizia di fronte alla criminalità è ridotta al minimo e si preferisce l’intervento successivo alla vigilanza sul territorio. Eppure in Italia esiste un poliziotto ogni 217 abitanti, in Svizzera uno ogni 598, in USA uno ogni 335, in Giappone uno ogni 558, in Israele uno ogni 310. A Roma vi è un poliziotto ogni 88 abitanti, a Bergamo uno ogni 2.079 abitanti; fra i poteri dalla magistratura italiana vi è la discrezionalità essa, infatti, coinvolgendo gli avvocati, può rinviare, e procrastinare "sine die" deliberazioni e decisioni altrimenti c’è la prescrizione voluta dai partiti.

In Italia il consiglio superiore della magistratura è costituito da uomini di collaudata fede politica e di totale subordinazione al potere governativo. I magistrati sono legati ad antichi e consolidati sodalizi, essi sono facilmente condizionabili nelle loro deliberazioni riguardanti gli incarichi e perciò non possono rispondere ad assoluta imparzialità. Sarà per questo che oggi nelle carceri italiane alloggiano solo piccoli criminali comuni.

Fonti: “Il manifesto dei liberisti” di Luigi De Marchi – Edizioni Seam . “Nemici a nord, sud, est, ovest” di Massimo Dolazza – Leonardo Facco Editore.

EUROPA

La funzione monetaria conferisce allo stato sovrano, assieme alle imposte, maggiore disponibilità liquida per la spesa pubblica; inoltre, i paesi con sovranità monetaria, se hanno la bilancia commerciale in passivo e alto debito pubblico, possono svalutare la loro moneta; se viceversa, sono privi di una loro moneta, devono applicare dei dazi all’importazione o aumentarli se esistono.

La Germania, che dirige l’UE, fece grandi sacrifici con le due guerre mondiali, ora, per dominare ancora l’Europa, con l’austerità, il marco e l’euro ha sacrificato il benessere dei cittadini tedeschi e anche europei, ha sacrificato salari e domanda interna. Con i suoi attivi valutari, ha puntato ad accumulare riserve utili per condizionare informazione e politica europee e per fare investimenti e concedere crediti all’estero indebitato.

Invece, l’attuale attivo commerciale italiano non è stato una libera scelta italiana, ma una conseguenza dell’austerità dell’UE, che ha contenuto la domanda interna italiana e perciò le industrie, per difendere profitto e lavoro dei dipendenti, sono state costrette ad aumentare le esportazioni, che hanno determinato l’attivo commerciale italiano con l’estero. S in Italia ripartisse la domanda interna, si dovrebbe ridurre l’attivo della bilancia commerciale e valutaria.

La crisi americana del 1929-32 iniziò con il crollo di borsa, seguito alla sua ascesa favorita dalla prima guerra mondiale, proseguì con i fallimenti bancari; il governo intervenne con la politica d’austerità governativa, con deflazione salariale e riduzione dei consumi. Questa politica fu poi corretta ammettendo maggiore deficit di bilancio, suggerito da Keynes, che era naturalmente più inflattivo, ma puntò su maggiori investimenti in opere pubbliche.

L’Italia fascista e la Germania nazista fecero altrettanto. Oggi pare che l’UE, a direzione tedesca, per controllare deficit di bilancio, debito pubblico e inflazione, stia perseguendo la stessa strada; la BCE di Draghi, contrastata dalla Germania, per superare la crisi economica, ha aumentato la liquidità monetaria, ma non ha avuto successo. La Germania teme molto l’inflazione, che travolse la Germania nella prima e nella seconda guerra mondiale.

ITALIA

La Flax Tax, proposta dalla Lega, è un’imposta proporzionale del 15% sul reddito, si tratta di una tassa piatta, già introdotta in altri paesi che, secondo gli auspici, avrebbe lo scopo di ridurre l’evasione fiscale illegale e rilanciare l’economia ma, con questa aliquota, non potrebbe ridurre la pressione fiscale; inoltre, l’imposta proposta è in contrasto con l’articolo 53 della costituzione che sostiene la progressività delle imposte, anche se questo principio è stato disatteso dai vari governi che hanno introdotto altre imposte proporzionali.

La Flax tax avvantaggia i più ricchi e i professionisti, con partite Iva in regime forfettario al 15%; con l’aliquota del 15% colpirebbe anche il reddito familiare fino a 50.000 euro annui, reintroducendo così l’imposta familiare. Con la Flax Tax, non è chiara la sorte di deduzioni e detrazioni per le quali esistono però già delle proposte, come la sorte delle altre imposte che, per salvaguardare la spesa pubblica, con un’aliquota del 15% dovrebbero rimanere, a meno che, l’aliquota non sia raddoppiata; cioè lo stato, con questa imposta, così come formulata, rinuncerebbe a un riassetto generale del sistema fiscale.

Per la me la Flax Tax, fiscalizzando i contributi e abolendo la maggior parte delle imposte, dovrebbe essere al 50%, con una deduzione fissa di 13.000 euro, mentre i redditi superiori a 100.000 euro annui perderebbero detrazioni e deduzioni, il risultato sarebbe un’imposta progressiva e il rispetto della costituzione. Con la nuova imposta, la Lega non può rischiare lamentele di massa, l’imposta familiare è sbagliata, perché due persone che lavorano possono guadagnarne 60.000 euro annui e perdere i benefici, però avrebbero maggiori spese per il trasporto e per i pasti fuori casa, a meno che, non si tenga conto di queste spese.

Agli enti locali, con il federalismo fiscale, potrebbe andare l’imposta sul gas e sulla benzina e l’Iva al 10% sui generi non essenziali, escludendo piccoli esercizi commerciali e artigiani senza dipendenti, che soffrono della concorrenza della grande distribuzione; con queste premesse, si potrebbero fare delle simulazioni, per verificare se ci sono le entrate per coprire le spese dello stato, che, con minore burocrazia, potrebbe anche usare dipendenti per attività di controllo fino ad adesso non esplicate.

Non bisogna nemmeno dimenticare che il bilancio dello stato è un buco nero misterioso. Berlusconi ottenne consenso perché aveva promesso di ridurre la pressione fiscale, le imposte sui redditi più bassi e di ridurre il numero delle imposte a sette, ora vive solo per l’europeismo, promettendo di farsi garante di Salvini verso l’Europa, il che segnerà anche la fine di Salvini.

Per aumentare, a parità di salario, Pil e occupazione e per ridurre pressione fiscale, debito pubblico e deficit pubblico, ridistribuendo il lavoro, occorre diminuire ore di lavoro, giornate di lavoro, anticipare la data di pensionamento, abolire ore di straordinario, doppio lavoro e lavoro per i pensionati; in tal modo, con l’aumento dei costi del lavoro, aumenterebbero i prezzi che riducono i debiti, cioè ciò che l’UE cerca affannosamente. I post comunisti sono in realtà statalisti e a favore del capitale e non progressisti o socialisti, perciò non possono proporre queste riforme; oggi c’è bisogno, ridistribuendo il lavoro, di socializzare il lavoro.

ISLAM

La Turchia è membro della Nato, dell’Ocse e, fino a ieri, aspirava a entrare nell’UE; erede dell’impero ottomano, ha mire espansionistiche nel mondo islamico, ora si sta avvicinando a Mosca. Grazie alla società russa Gazprom e al gasdotto russo TurkStream, ha rinunciato al gas di scisto liquefatto proveniente dagli Usa, non teme le sanzioni americane; anche la Germania ha chiesto il raddoppio del gasdotto North Stream, proveniente dal Bar Baltico, che trasporta gas russo baipassando l’Ucraina.

In tal modo Mosca aumenta la sua influenza su Turchia e Germania e divide la Nato, tuttavia la Russia, anche se aumenta le sue esportazioni, guarda sempre con una certa preoccupazione alla Germania rinata; con l’aiuto russo, la Turchia sta costruendo due centrali nucleari, milioni di turisti russi visitano le spiagge mediterranee della Turchia; pare che ora Russia e Turchia ora estendano la loro influenza in Libia.

In Libia operano le società petrolifere Eni italiana, Total francese e BP inglese, nel 1911 l’Italia, con una guerra, tolse la Libia alla Turchia; nel commercio estero, ora Russia e Turchia, al posto di dollaro ed euro, stanno usando rublo e moneta turca e hanno aderito a un sistema internazionale di pagamento alternativo allo Swift occidentale, la Turchia ha anche adottato la carta di credito russa Mir. A causa delle sanzioni, i rapporti tra Usa e Turchia peggiorano.

La Turchia ha deciso di acquistare missili intercettori S-400 dalla Russia, al posto  dei Patriot americani, perciò il Pentagono ha bloccato la vendita alla Turchia degli aeri F-35 americani, venduti alla Grecia. Turchia e Grecia sono rivali nello sfruttamento del petrolio cipriota e del Mediterraneo orientale; Ankara ha anche minacciato di chiudere la base militare americana di Incirlik e ora gli Usa vogliono trasferire le sue 50 testate nucleari ad Aviano in Italia.

Nel mondo islamico sono in competizione Turchia, Iran, Arabia ed Egitto, quindi la regione non conquisterà facilmente la pace, invece, contro l’informazione dominante, Israele non ha tentazioni espansioniste, fa solo rappresaglie aeree a chi fa attentati contro il suo territorio; come tutti gli stati, è nato con l guerra e desidera il riconoscimento da parte dei paesi islamici. A causa delle sanzioni americane, l’Italia ha perso miliardi di euro di esportazioni nel commercio con l’Iran, le sanzioni, assieme al protezionismo, servono agli Usa anche per riequilibrare il suo commercio estero, essi esportano gas liquefatto di scisto e armi, investono all’estero e importano capitali; sono legati a Israele e Arabia.

Haftar è appoggiato da Egitto, Emirati, Arabia, Russia e Francia; Al Serraj da Turchia, Qatar e Italia, la diversa posizione di Francia e Italia è giustificata dagli interessi petroliferi; per il petrolio e il gas; Macron vuole anche indebolire l’Italia. La Turchia è contrapposta a Grecia, Cipro, Egitto, Israele, Giordania e Italia, però l’Egitto di Al Sisi sostiene Haftar, soprattutto per contrastare i fratelli musulmani egiziani, messi fuori legge in Egitto, ma insediatisi e Tobruk.

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 6/1/2020)

La COSTITUZIONE ITALIANA 

Si dice che esiste una costituzione scritta e una costituzione materiale più seguita dai legislatori; l’articolo tre della costituzione italiana proclama l’eguaglianza dei cittadini avanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, d’opinione politica e di religione e costituisce il cardine di tutto l’impianto costituzionale. Nonostante l’articolo tre, ancora oggi gli italiani, nei fatti, non hanno gli stessi diritti, lo Stato non garantisce le stesse possibilità di studio, cura, giustizia e carriera a tutti; ciò che è più grave, è che la stessa legge ordinaria fa delle discriminazioni, in barba all’articolo tre.

Le costituzioni moderne sono nate per affermare l’eguaglianza dei cittadini davanti alla legge, in precedenza, le classi privilegiate, come il clero e l’aristocrazia, avevano privilegi economici, politici, legali, non rispondevano davanti alla giustizia e non pagavano le tasse, avevano immunità giudiziarie, esenzioni, franchigie e privilegi fiscali; con la monarchia assoluta, il bilancio dello Stato e il bilancio personale del re erano confusi.

I democratici si dicono difensori della costituzione italiana, la quale però è lettera morta nelle sue parti migliori, d’altra parte, una legge e una giustizia uguali per tutti significherebbero effettivamente rimuovere dall’irresponsabilità categorie di potere che sono state sempre irresponsabili davanti alla legge, ciò sarebbe una vera rivoluzione. In pratica, pare che, con la nostra democrazia niente sia cambiato.

L’eguaglianza dei cittadini davanti alla legge è stato il primo principio rivoluzionario, eppure ancora oggi il presidente della repubblica, come il re, è irresponsabile avanti alla legge e gli stessi parlamentari sono irresponsabili, di diritto o di fatto, per tanti loro atti o dichiarazioni; è irresponsabile il capo del governo. In politica è esistito sempre un gap tra teoria e pratica, la repubblica dovrebbe essere la cosa pubblica e sancire la trasparenza, che, di fatto, è stata eclissata.

Di fatto, democrazia e sovranità popolari paiono irraggiungibili, la sovranità del popolo è un’illusione terrestre; anche liberalismo, socialismo e comunismo si sono smentiti nelle loro realizzazioni pratiche, la sovranità appartiene a chi riscuote le tasse e, per legge, non le paga, e a chi beneficia del signoraggio monetario. La sovranità appartiene agli uomini d’onore che non perdono la faccia lavorando e pagando le tasse.

Non bisogna mai perdere di vista il fatto che lo Stato è un’impresa economica più privata delle altre, nata per riscuotere le tasse in cambio di una protezione concessa ai sudditi e garantendo l’anonimato ai proprietari dello Stato. La religione ha coltivato la credulità popolare costruendo il suddito ideale per lo Stato, utile anche al commercio, che differenza esiste, infatti, tra una promessa elettorale, una promessa commerciale e la promessa del regno di Dio?

La politica ci addormenta insistendo sulla sovranità popolare, però i partiti, che da sempre lottano per il potere, sono al servizio di un’élite anonima che domina sullo Stato e che possono ricattare in cambio di privilegi; la conseguenza è che lo Stato, invece di garantire l’eguaglianza dei cittadini, favorisce, anche con la legge ordinaria, parassitismo, privilegi e arricchimenti, in frode all’articolo tre.

La costituzione è un immenso inganno, perché è disattesa soprattutto dallo Stato, con le sue leggi ordinarie e con i trattati internazionali, come il concordato richiamato nella costituzione (art.7). L’elusione fiscale o evasione legale viola l’articolo tre, il diritto del lavoro è spesso anticostituzionale perché, per fare solo un esempio, prevede diversi trattamenti per i dipendenti delle varie amministrazioni dello Stato, anche se con la stessa qualifica e anzianità.

L’esenzione fiscale di cui gode il Vaticano è un privilegio in contrasto con l’articolo tre, in Italia i membri di religioni non cattoliche sono discriminati; In Italia si sono fatte leggi anticostituzionali con la complicità del parlamento, del governo, dei presidenti della repubblica che le promulgano e della corte costituzionale che non sempre è intervenuta a correggere gli errori della legislazione. A causa dell’articolo 7 della costituzione, in contrasto con il resto della costituzione, l’Italia non è uno Stato laico, non è uno Stato sovrano, ma telediretto dal Vaticano, il quale ha imposto i suoi simboli allo Stato italiano, perciò a esso s’inchinano i politici italiani desiderosi di fare carriera.

L’Italia attribuisce diversi diritti ai cittadini in base alla loro appartenenza religiosa, infatti, l’art. 8 della costituzione non afferma che tutte le religioni sono uguali avanti alla legge, ma che tutte sono ugualmente libere avanti alla legge, perciò la costituzione è un documento contraddittorio. I cittadini sono divisi in due categorie, in barba all’articolo tre della costituzione, quelli che professano religioni riconosciute dallo Stato, come quella cattolica, e quelli che professano religioni ammesse.

Infatti, ai seguaci d’altre religioni l’assistenza religiosa, in carcere e in ospedale, è concessa per favore e non per diritto, anche perché l’Italia è una repubblica fondata sui favori, il che contrasta con uno Stato di diritto che garantisce l’eguaglianza dei cittadini. Secondo la legge italiana, un rabbino, un pastore valdese e un prete cattolico sono ministri di culto e, pertanto, non sono tenuti a testimoniare davanti all’autorità giudiziaria, mentre un pope ortodosso, un lama e in imam sono privati cittadini, perciò, se, nelle stesse circostanze, mantengono il silenzio, possono essere accusati di favoreggiamento.

Mentre il codice Zanardelli del 1889 garantì la stessa libertà a tutti i culti ammessi nello Stato, con il concordato del 1929, la religione cattolica ritornò religione di Stato, come nello statuto albertino del 1848, e le minoranze religiose, nella migliore delle ipotesi, erano solo tollerate, infatti, anche dopo la seconda guerra mondiale, cioè a costituzione democratica vigente, in Italia evangelici e testimoni di Geova furono boicottati dalle forze dell’ordine. Eppure l’articolo 21 della costituzione riconosce la libertà di pensiero e l’articolo 8, la libertà di religione.

Per la nostra costituzione, Stato e Chiesa cattolica sono reciprocamente indipendenti e sovrani, mentre i rapporti con le altre religioni sono regolati dalla legge dello Stato che oggi è controllato dalla Chiesa, è un altro caso di palese discriminazione, in barba all’articolo tre. In Italia il diritto al riposo nei giorni di festività del proprio culto trova applicazioni solo per le confessioni che hanno stipulato intese con lo Stato, cioè non è un diritto automatico.

L’art 724 del c.p. puniva solo chi bestemmiava contro la religione di Stato, nel 1995 la corte costituzionale intervenne per tutelare anche le altre religioni, poi, per ragioni più pratiche che di diritto, il reato fu abolito. La religione adottata dallo Stato costringe a questi giri assurdi di valzer, solo nel 1995 la corte costituzionale ha eliminato il giuramento cattolico di dire la verità nei processi.

Con sentenza 508/2000 la corte costituzionale ha modificato il reato di vilipendio della religione cattolica, estendendo la tutela alle altre religioni, con sentenza 327/2002 ha abolito la norma che puniva più gravemente il turbamento delle funzioni cattoliche, rispetto alle altre religioni; però, per sudditanza verso la Chiesa, la corte costituzionale ha rinunziato a intervenire in altre questioni. Comunque, questi suoi interventi dal 1995 al 2002 attestano che nel 1984 l’Italia rimase paese confessionale e lo è tuttora.

Con lo statuto albertino del 1848 e il concordato del 1929, lo Stato italiano era dichiaratamente confessionale, con il concordato del 1984, pur eliminando il richiamo alla religione cattolica come religione di Stato, a causa di tante norme, costituzionali e ordinarie, nei fatti lo Stato rimase confessionale. Il reato di plagio è stato eliminato dal nostro ordinamento, però le sette religiose paiono proprio plagiare, manipolando le menti dei proseliti, i quali poi sono consegnati allo Stato come sudditi perfetti, disposti anche a morire in guerra.

Tante sette religiose e la chiesa cattolica sono state responsabili di pedofilia, violenza a bambini e truffa, inoltre, sfruttando la credulità popolare, si sono costituiti dei grandi patrimoni. Le religioni sono delle belle botteghe, non solo la chiesa cattolica, nel 1950 in Corea nacque l’associazione spirituale per l’unificazione del mondo cristiano, per opera di Sun Myung Moon, il quale divenne, in breve, proprietario d’imprese, fattorie, scuole, alberghi, fabbriche d’armi e produttore cinematografico, anche i santuari cattolici rendono molto e, del resto, i soldi bisogna impiegali da qualche parte.

L’Islam, in diversi paesi, ha risolto il dilemma tra leggi civili e leggi religiose, imponendo la legge islamica per tutti, così ha voluto prevenire le contraddizioni tra leggi ordinarie, leggi costituzionali, leggi civili e leggi religiose. L’Istat, appena si delineò la tendenza degli italiani a dichiararsi atei, ha smesso di censire la religione degli italiani, così il Vaticano e Radio Apostolica Italiana (la Rai) possono continuare ad affermare che in Italia i cattolici sono il 99% della popolazione.

In Italia sembra che il parlamento, prima di fare le leggi, debba chiedere il benestare alla conferenza episcopale italiana, nella televisione italiana il papa è presente in ogni telegiornale, sacerdoti fanno parte di commissioni televisive; è evidente l’influenza del Vaticano in tutti i canali televisivi, il Vaticano oggi straripa su tutta la vita pubblica e privata italiana.

In materia sessuale, all’ONU il Vaticano strizza l’occhio ai musulmani sul controllo sulle nascite, su omosessualità, sui diritti civili, su aborto e su anticoncezionali, i dirigenti della Chiesa guardano sempre con nostalgia al medioevo, quando non esisteva democrazia, liberalismo e socialismo; non a caso, nel XX secolo la Chiesa ha sostenuto le dittature dell’Europa e dell’America latina, il Vaticano non ha ratificato la convenzione dei diritti dell’uomo del 1950.

Oggi la Chiesa governa anche tramite laici, al governo o nelle banche, cioè per interposta persona, negli edifici pubblici troneggia la croce, i mass media italiani sono succubi del Vaticano, sono reticenti, si autocensurano e non hanno rispetto per la verità e per i lettori; all’ingresso dell’Enea, il più importante ente scientifico italiano, è stata posta una statua della madonna.

La chiesa cattolica ha peso anche all’estero, un concordato stipulato recentemente con la Croazia, prevede la restituzione dei beni della Chiesa, mentre i profughi italiani, con l’acquiescenza del governo italiano, non hanno avuto in restituzione le loro case confiscate dal regime di Tito. Comunque, le cose non sono molto diverse nelle altre religioni, in Grecia la religione, fino a poco tempo fa, doveva essere dichiarata sulla carta d’identità, il presidente della repubblica vi giura in nome della trinità, in questo paese è ostacolato il proselitismo a favore delle altre religioni, nell’Islam è impedito.

Nel 2001 il clero ortodosso macedone si è opposto alla parificazione dei culti religiosi, reclamando il massimo potere sulla società, anche la costituzione irlandese è stata emanata nel nome della santissima trinità, anche la Gran Bretagna punisce la bestemmia solo nei confronti della religione cristiana, in questo paese l’anglicanesimo è religione di Stato e lo Stato non è separato dalla religione.

La chiesa cattolica usa volontari e il lavoro a costo zero del basso clero (pagato dallo Stato italiano con l’8 per mille dell’Irpef) per massimizzare i suoi profitti, perciò la ricchezza della Chiesa, in Italia e nel mondo, anche se non è dichiarata, cresce più velocemente della ricchezza italiana o di quella mondiale. Il patrimonio della chiesa, celato anche all’estero, cresce velocemente e anche le entrate fiscali dello Stato italiano, controllato dalla Chiesa, crescono più velocemente del reddito nazionale; quando non si correggono queste forbici, si va inevitabilmente verso il generale pauperismo e la concentrazione estrema della ricchezza.

Oggi in Italia le leggi malviste dal Vaticano non passano, il Vaticano vuole che la morale cattolica valga per tutti. L’articolo tre della costituzione afferma che lo Stato non fa favori a nessuno, questa burla, inserita nella costituzione, ha acquistato una certa solennità; anche lo Stato abusa della credulità popolare, forse la metà delle leggi dello Stato sono incostituzionali e in violazione dell’articolo tre; l’inattività dello Stato, che non intende riparare alla situazione, attesta il deficit di legalità, di democrazia, di sovranità e di diritto esistenti in Italia.

Se i giuristi affermando che il nostro è uno Stato di diritto, qualcuno ci crede, se i politici affermano che il nostro è uno Stato laico, qualcuno ci crede, se i giuristi affermano che in Italia esiste una giustizia, qualcuno ci crede, se i magistrati affermano che tutti sono uguali avanti alla legge (art.3), qualcuno ci crede. Di fatto però, in Italia i diritti, come quelli costituzionali, non possono essere automatici, altrimenti non si potrebbe più fare un favore a nessuno e a nessuno si potrebbe chiedere, in cambio, favori, una mazzetta o un voto.

Generalmente, si proclama una cosa in costituzione e un’opposta in una legge ordinaria, senza che, normalmente, gli organi costituzionali dello Stato rivelino la contraddizione, lo fanno però anche per favorire una parte politica; la costituzione è letteralmente baipassata dalla legge ordinaria. Se esiste l’art. tre perché esistono i privilegi corporativi degli albi professionali? Perché esistono leggi elusive in materia fiscale? Perché le ragioni a statuto speciali hanno più risorse di quelle a statuto ordinario?

Secondo me, il presidente della repubblica attenta alla costituzione quando promulga leggi anticostituzionali, però nessun alto magistrato o il parlamento, che fa le leggi, ha mai affermato ciò; la corte costituzionale, a costituzione invariata, ha emesso sentenze contraddittorie sulla costituzionalità di norme, ad esempio in materia di adulterio, ma non dovrebbe limitarsi a seguire la moda.

In Italia l’abuso di credulità popolare è stato un reato, oggi depenalizzato, è un’altra beffa, di fatto, abusano della credulità popolare, politica, religione e commercio, da tale abuso sono anche nati falsi storici, falsi religiosi e falsi politici. Gli storici di corte, di partito o di religione sono abituati a fare omissioni dolose importanti, del resto, lo Stato ha imposto il segreto di Stato (o omertà statale) su fatti politicamente censurabili.

Anche il papa, dopo tanti scandali, ha imposto la segretezza sulla vita interna della Chiesa, nella pubblica amministrazione è imposto il segreto; anche la censura e il controllo sulla stampa sono serviti a influenzare il verdetto della storia e a favorire la governabilità dei sudditi contribuenti. Per quanto da me affermato, gli italiani, nominalmente considerati cittadini, in realtà sono ancora sudditi.

La costituzione, richiamata sempre da Mattarella, dovrebbe essere breve, con pochi principi, con articoli brevi ed essere estesa come un manifesto, non è essenziale per la vita di una nazione perché l’Inghilterra n’è priva, infatti, tutto l’ordinamento giuridico può contenerne i principi; è norma programmatica e legge quadro fondamentale. In Italia, dopo la sua entrata in vigore l’1.1.1948, la corte di cassazione non ebbe mandato per ripulire l’ordinamento di leggi anticostituzionali d’epoca fascista o anteriori e la corte costituzionale non ebbe mandato di dare parere obbligatorio sulla costituzionalità delle nuove leggi, il presidente della repubblica non fu richiamato all’obbligo di non promulgare le leggi anticostituzionali, per cui, leggi anticostituzionali si sono fatte anche in era repubblicana.

Perciò oggi sono ancora tante le leggi vigenti anticostituzionali; gli statuti anteriori all’era liberale erano d’esclusa concessione reale, non erano un patto fatto con i rappresentanti dei cittadini, su un altro piano, oggi esistono anche statuti e regolamenti comunitari, regionali e comunali, quelli comunali contengono più divieti che regolamentazioni. Fin dalla sua nascita, la nostra costituzione è regolarmente disattesa dal legislatore ordinario e dalla prassi politica di governo, inoltre contiene anche delle contraddizioni interne, ad esempio in materia d’eguaglianza religiosa, per l’inserimento del concordato nella costituzione.

 

Le costituzioni si possono sempre cambiare e possono essere superate, alcuni articoli della nostra sono stati modificati, quelle rigide come la nostra, che richiedono un processo complesso di revisione, sono cestinate quando una rivoluzione cambia tutto l’ordinamento giuridico; le costituzioni sono spiriti dei tempi e tuttavia la nostra costituzione è stata tradita fin dall’inizio delle sua applicazione perciò, di fronte alla realtà delle leggi ordinarie e della prassi di governo, la costituzione sembra tanto una burla o uno scherzo.

 

Quando si propone di modificare la costituzione, si replica che bisogna tenere fermi i principi fondamentali della prima parte, che contiene principi poetici, filosofici e non programmatici o di ordinamento dello stato, che sarebbero immodificabili, cioè non soggetti a revisione costituzionale; non ci facciamo illusioni, questo rispetto può avvenire solo se c’è la volontà politica e se vige un ordinamento coerente al rispetto di quei principi; le rivoluzioni, senza alcuna formalità, cambiano ordinamenti e costituzioni.

 

Ad ogni modo, la costituzione non è un dogma o un feticcio a cui aggrapparsi, è una carta giuridica fondamentale che fissa un percorso. E’ falsa la tesi che esista un patto sociale tra stato e popolo, sancito dalla costituzione, il potere si è sempre retto senza l’aiuto del popolo, poi però ne cerca il consenso, per rendere più agevole o meno difficile la governabilità.

 

Lo stato dovrebbe astenersi dall’abusare continuamente della credulità popolare, con principi conclamati mai applicati, con i principi fondamentali della costituzione non deve coltivare illusioni o addormentare; lo stato, per reggersi, si deve fondare su privilegi, favori e concessioni, perciò non può e non vuole che gli articoli della costituzione siano veramente attuati; per proteggere gli amici, non vuole che i cittadini siano uguali avanti alla legge.

La costituzione è bicefala, è pasticciata perché è nata da un compromesso tra cattolici e marxisti, con piccoli apporti liberali, è smentita dalle leggi ordinarie anticostituzionali, che sono tante, nacque per compensare la sinistra di una rivoluzione mancata, promettendo una rivoluzione costituzionale che rimase però sulla carta. Le costituzioni rivoluzionarie come la nostra si riconoscono da tre principi: l’eguaglianza dei cittadini davanti alla legge, il suffragio universale e l’imposta progressiva, di questi tre principi solo il suffragio universale è stato veramente concesso nella realtà. Le imposte sono anche proporzionali e in cifra fissa.

Nei test del russo Ivan Pavlov (1849-1936) sull’apprendimento e il riflesso condizionato, alcuni cani erano addestrati a riconoscere dei cerchi, con i quali ricevevano scariche elettriche, dai quadrati, con i quali ricevevano della carne; progressivamente si facevano assomigliare i quadrati ai cerchi e, quando la somiglianza diventava troppo forte, i cani non sapendo più cosa fare, impazzivano, succede anche agli uomini programmati e condizionati e, quando cominciano ad aprire gli occhi, perdono il senso dell’orientamento.

Analogamente, con le costituzioni possono impazzire tutte le persone legate alle regole, più che al pensiero critico, perché queste costituzioni sono lontane dalle leggi ordinarie, dalla politica, dalla realtà e dalle consuetudini. In psichiatria, la schizofrenia determina una perdita di contatto con la realtà, è caratterizzata da confusione mentale, difficoltà di comunicazione, deficit emozionale, alterazione dell’affettività fino al mutismo e alla mancanza d’interesse per la vita.Il suo sviluppo è favorito anche da fattori ambientali, in breve, si può affermare che tanti fattori, di origine sociale, come la cultura, contribuiscono a far perdere il senno all’uomo; per non perdere il senno, generalmente l’uomo ancora il suo cervello a un’ideologia, come fattore di sicurezza e di certezza.

 

Nella costituzione italiana si legge: Articolo 1: “L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro, la sovranità appartiene al popolo”. Tanti si sono affannati a dare una definizione della democrazia, che dovrebbe essere il governo del popolo e dovrebbe garantire l’eguaglianza, almeno giuridica dei cittadini. in realtà il popolo è senza sovranità ed è privo di eguaglianza avanti alla legge; sono tante le leggine, le leggi ad personam e le leggi di favore, ad esempio in materia fiscale e in materia di lavoro. Come i vecchi regimi, anche la nostra repubblica è fondata sui favori, sui conflitti d’interesse e sui privilegi.

 

Articolo 3: “ Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, d’opinione politica, di condizioni personali e sociali”. In realtà, le discriminazioni sono tante, le più gravi sono quelle sancite non dai pregiudizi e dai comportamenti umani, ma dalle leggi dello stato, che mettono in posizione superiore una religione; a volte si fanno leggi solo a  favore delle donne, la politica e la religione, quando possono, discriminano regolarmente in base all’ideale politico.

 

Articolo 4: “ La repubblica riconosce a tutti il diritto al lavoro”. Però lo stato non è capace di garantire il lavoro a tutti, la salute a tutti e la fortuna a tutti; però, in spregio all’articolo 3, può fare dei favori e concedere dei privilegi.

Articolo 5: “La repubblica promuove le autonomie locali”. L’Italia è nata unita con la forza e senza consenso, è stata restia a riconoscere le autonomie comunali e regionali; il fascismo sostituì il sindaco con il potestà di nomina governativa e le regioni, che avevano una base culturale, sono nate in ritardo, soggette a un controllo statale con un commissario governativo e sulle entrate. Vista la sua storia, in Italia la sovranità originale dovrebbe essere non dello stato, ma delle regioni e dei comuni, perciò il federalismo dovrebbe essere lo sbocco logico delle autonomie. In tutti gli stati, il popolo di una regione non è libero di chiedere la secessione, perché non è sovrano.

 

Articolo 6: “ La repubblica tutela le minoranze linguistiche”. Certamente, in casa ognuno è libero di parlare la sua lingua o il suo dialetto e, fuori casa, può scrivere un giornale in dialetto, ma libri, giornali, testi scolastici e leggi sono tutti scritti in italiano e forse è meglio così; dialetti e lingue minori sono meno spendibili in economia e nelle relazioni a distanza e perciò sono sacrificati naturalmente. Non si capisce il senso dell’articolo e la sua utilità, però l’articolo merita un’osservazione, dopo l’unità, l’italiano è stato utilizzato per omologare gli italiani.

 

Articolo 7: ” La chiesa e lo stato sono indipendenti e sovrani reciprocamente, i loro rapporti sono regolati dai patti lateranensi”. I patti lateranensi privilegiano la chiesa e, grazie a essi, lo stato non è indipendente dalla chiesa, oggi l’Italia sembra un protettorato del Vaticano o il giardino del Vaticano.

 

Articolo 8: “Tutte le confessioni religiose sono libere avanti alla legge”. Premesso che libere non significa uguali, perché la chiesa ha i privilegi del concordato e di tante leggi, in realtà, sotto questa costituzione, furono boicottati anche testimoni di Geova ed evangelici; la religione acattolica è privilegiata e sovvenzionata dallo stato, le confessioni minori sono ammesse ma hanno meno diritti di quella cattolica; ad esempio, a scuola ora di religione e crocefisso sono imposti in omaggio solo alla chiesa cattolica.

 

Articolo 10: “L’ordinamento giuridico italiano si uniforma al diritto internazionale”. Fonti del diritto internazionale sono le convenzioni internazionali e i trattati, spesse volte violati o non ratificati dal parlamento, ma lo fanno anche tanti altri stati, l’Italia non rispetta nemmeno direttive, regolamenti e sentenze dell’Unione Europea. Anche quest’articolo sembra una bella predica, la sua fonte sono i predicatori laici della politica.

 

Articolo 11: "L'Italia ripudia la guerra come strumento per la risoluzione delle controversie internazionali". In realtà l'Italia ha aderito ad alleanze militari, ufficialmente difensive, ed anche per difendersi si usano le armi, ha un esercito e partecipa all'estero a missioni militari, per lo più con copertura ONU; tutte queste partecipazioni implicano la presenza di truppe italiane impegnate su teatri di guerra, la difesa della pace, fatta con le nostre truppe, non può essere un alibi.

 

Articolo 15: “La segretezza della corrispondenza è inviolabile”. In realtà lo stato ha usato il servizio postale statale per fare queste violazioni, in Usa l’unico monopolio statale è stato il servizio postale, nato a tale scopo; si violano comunicazioni private e privacy anche con satelliti spia, con le intercettazioni telefoniche e con internet; si fanno schedature dei cittadini e, in carcere e in convento, si controlla la corrispondenza dei detenuti e delle suore.

 

Articolo17: “I cittadini hanno diritto di riunirsi liberamente senza armi e senza preavviso; però, per le riunioni in luogo pubblico, devono darne preavviso alle autorità, che possono vietarle per motivi di sicurezza”. Premesso che le riunioni fatte in casa sono sempre libere, la seconda parte dell’articolo sembra smentire la prima; oggi per le riunioni in luogo pubblico occorre chiedere il permesso alla polizia; la ragione risiede nel fatto che le leggi fasciste restrittive non sono state mai modificate e, in generale, le leggi di polizia sono ancora d’epoca fascista, come il codice penale Rocco e il Concordato; nessuno ha provveduto ad abrogarle, però in cambio c’è stato regalato questo bell’articolo della costituzione.

 

Articolo 18: “I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, però sono proibite le associazioni segrete a carattere politico-militare”. Lo stato cerca di difendersi da rivoluzioni e complotti, in effetti, ci sono sempre ottime ragioni per promuovere, da sinistra, le rivoluzioni, anche se poi riescono tutte male. Invece i complotti si fanno soprattutto da destra, è un fatto che la segretezza sembra minare la democrazia, perché la repubblica dovrebbe essere una cosa pubblica o trasparente, diversa da Cosa Nostra.

Guardiamo la realtà, mafia, partiti e massoneria sono nate come società segrete ed anche in era repubblicana lo stato ha tollerato società segrete come queste. I servizi segreti, operando in segreto e nell’illegalità, hanno agito al riparo del controllo popolare, lo stato repubblicano ha protetto organizzazioni segrete come Gladio e la P2. Il comitato di crisi, nato per seguire il sequestro Moro, era fatto di piduisti, i servizi segreti erano diretti da piduisti, perciò l’onorevole Tina Anselmi fece varare una legge che sciolse la loggia P2 e vietò le associazioni segrete; ma non erano già state vietate dalla costituzione?

Il segreto di stato ha impedito che si risalisse a mandanti di tanti fatti oscuri d’Italia, il segreto di stato nacque nel 1941, con un regio decreto di Mussolini e di Vittorio Emanuele III, serviva a impedire al popolo di conoscere cose note solo alle istituzioni più alte e ai servizi segreti. Nel 1977 fu pubblicata la legge 801/1977 su "Istituzione e ordinamento dei servizi, per le informazioni, la sicurezza e la disciplina del segreto di Stato".

Nel codice penale ci sono due livelli di segreto, il segreto in senso proprio e il divieto di divulgazione, Cossiga vietò alla magistratura di intervenire su materie secretate e di spettanza ai servizi segreti, nel 2003 il divieto alla magistratura servì a bloccare ogni indagine. I servizi segreti sono agli ordini del presidente del consiglio, il governo Prodi allargò il segreto di stato alle centrali nucleari e ai depositi di scorie, Berlusconi lo applicò anche al territorio militare.

La legge stabilisce che il segreto di Stato decada dopo 15 anni, può essere prorogato, ma che in nessun caso può superare i 30 anni, però le leggi si possono sempre modificare, Berlusconi ha voluto che ha il tempo decorra dall'entrata in vigore della legge e non dal fatto. Nel maggio 2010 sono scaduti i termini del segreto sul rapimento di Moro, la strage dell'Italicus e quella di piazza Fontana, ma non si è saputo niente lo stesso, la strage di Piazza della Loggia a Brescia si è chiusa, dopo 36 anni, con un nulla di fatto.  Berlusconi ha posto il segreto di Stato anche sullo scandalo Telecom-Sismi nel 2009 e sui dossier illegali di Telecom.

Con Berlusconi c'è stato un uso esagerato e non corretto del segreto di stato, coprendo l'accertamento della verità su fatti gravissimi, perciò i servizi segreti possono fare quello che vogliono, tanto poi possono appellarsi al segreto e tutto finisce lì. Il segreto di stato si affianca al controllo sull’informazione e di magistrati, impedendo che la giustizia raccolga le sue prove con le intercettazioni, il buio deve essere totale per i cittadini.

La conservazione del segreto di stato sulle maggiori stragi italiane ha lo scopo di tutelare persone che sono coinvolte in esse, sottraendole alla legge, solo una stampa libera, che in realtà manca, può svelare gli inganni del governo al popolo. La libertà di un popolo può derivare solo dalla conoscenza della verità, il dispotismo si riconosce dal bavaglio alla conoscenza della verità.

Le legge sul segreto di stato viola l’obbligatorietà dell’azione penale, l’indipendenza della magistratura, l’eguaglianza dei cittadini davanti alla legge, il contraddittorio nel giusto processo e serve a garantire immunità e impunità, cioè serve a evitare condanne certe per persone intoccabili responsabili di fatti criminosi; tra queste persone sono spesso politici e alti funzionari dello stato, come dire che lo stato è contro la trasparenza che dovrebbe caratterizzare la vita di una repubblica.

 

Articolo 21: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, anche per iscritto, la stampa non è soggetta né ad autorizzazione né a censura”. La libertà di pensiero è tutelata dallo stato soprattutto quando si evita di cambiare le cose; proprietà di giornali, sovvenzioni statali agli stessi, pubblicità sui giornali, legge fascista sulla stampa, ruolo del direttore del giornale, concorsi per esercitare la professione di giornalista, sono tutti sistemi creati da fascismo e repubblica per condizionale la libertà di stampa, introducendo così una forma subdola di controllo sulla stampa.

 

Se si evita di esternarlo, il pensiero è sempre libero, quando lo si vuole esternare, man mano che si passa dalla famiglia, al posto di lavoro e ai luoghi pubblici, si riduce progressivamente questa libertà. Quando il pensiero passa dalla parola alla scrittura, aumenta il controllo subdolo dello stato, fino al controllo sulla stampa, la quale perciò oggi ha poco da dire, oltre i pettegolezzi della politica.

Articolo 24: “Tutti possono adire la magistratura, gli errori giudiziari vanno risarciti”. A causa di norme innumerevoli, oscure e contraddittorie, l’affollamento di cause in magistratura serve a garantire il lavoro degli avvocati e una posizione ai giudici, con poche speranze di avere giustizia, soprattutto in tempi brevi; la riforma della giustizia è impedita dalla lobby trasversale degli avvocati in parlamento. Poche persone sono state risarcite dagli errori e dai ritardi della giustizia, alcuni ritardi sono stati risarciti in misura risibile, qualcuno è andato in galera innocente o sta ancora aspettando risarcimenti; la corte dei diritti europea ha condannato ripetutamente l’Italia per i ritardi della sua giustizia.

 

Articolo 27: ”L’imputato è innocente fino alla condanna definitiva”. Andava meglio scritto che il condannato in primo grado, quello colto in fragrante e quello reo confesso, se condannati in primo grado, sono condannati definitivi e non innocenti, anche se possono appellarsi solo per un grado. La formulazione dell’articolo incoraggia appelli e lavoro degli avvocati, che sono una lobby potente in parlamento, e allunga i tempi della giustizia; gli appelli e quindi il lavoro degli avvocati sono incentivati da norme oscure e contraddittorie e, in materia penale, quando si afferma che la condanna d’appello non può essere peggiore di quella del grado precedente.

 

Articolo 29: “La famiglia è una società naturale fondata sul matrimonio”. Qui non si dice che i coniugi devono essere di sesso diverso e nemmeno che il matrimonio deve essere certificato o omologato dall’autorità. La famiglia allargata include coniuge, consanguinei, figli, parenti e affini conviventi ed è una società naturale; il matrimonio civile è il risultato della volontà dello stato di omologare tutto, anche le cose più naturali e accettate, mentre il matrimonio religioso è un fatto privato e non dovrebbe avere effetti civili.

 

Articolo 32: “La repubblica tutela il diritto alla salute, nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario se non per disposizione di legge”. La salute dipende soprattutto dallo stile di vita, la medicina è solo un grosso business, anche i medici si ammalano e non riescono a guarire. L’articolo afferma da una parte la libertà nella scelta della cura e dall’altro afferma, contraddittoriamente, che uno, in caso di epidemia, può essere obbligato per legge a un trattamento sanitario a mezzo vaccino. I medici, facendo poca informazione, non favoriscono una scelta consapevole dei pazienti, preferiscono seguire le indicazioni delle case farmaceutiche e dei protocolli medici, in pratica le mode e gli interessi economici, destinando tutti a farmaci, bisturi e pratiche mediche a volte inutili e costose per la collettività.

 

Articolo 33: “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento, si possono aprire scuole private senza oneri per lo stato”. Sarà libera l’arte ma non l’insegnamento, i libri di testo sono approvati dallo stato, lo stato e la chiesa hanno sempre considerato la scuola un investimento, perciò hanno tenuto sotto osservazione o esame gli insegnanti, che devono superare esami d’idoneità e concorsi, inoltre, gli insegnanti sono legati a programmi e a libri di testo approvati. Il docente di scuola è un registratore che è stato privato della libertà di pensiero.

 

Per fare a favore alla chiesa, che controlla banche, scuole e ospedali, nel 1999 il governo della sinistra, con D'Alema e Berlinguer, ha fissato finanziamenti a favore della scuola privata, senza rilievi da parte del presidente della repubblica, che doveva promulgare la legge, e della corte costituzionale; dal 2000 al 2004 i governi di destra hanno concesso agevolazioni fiscali alle scuole private e contributi anche alle università private.

 

Articolo 34: “La scuola pubblica è aperta a tutti, gli studenti poveri e meritevoli hanno diritto a borse di studio statali”. Se la scuola è aperta a tutti, perché esiste il numero chiuso nelle università, lo stato dovrebbe limitarsi solo a segnalare le facoltà più adatte e quelle che danno più sbocco di lavoro; lo stato limita l’intervento a favore degli studenti poveri ma meritevoli, semplicemente prevedendo poche borse di studio rispetto al numero dei bisognosi; perciò l’articolo sa tanto di propagandistico.

 

L’istruzione obbligatoria pubblica è omologazione statale, all’istruzione ha diritto di provvedere anche la famiglia, in concorrenza dello stato, però non mi riferisco alla scuola privata, che è un business della chiesa retto dalla stessa mistica della scuola statale; attraverso le materie d’insegnamento, la chiesa e lo stato fanno anche propaganda, non insegnano solo un mestiere e non danno solo formazione, scuola, religione e lingua servono a tenere unito un paese, sotto un ordinamento o un regime.

 

Articolo 35: “La repubblica tutela il diritto al lavoro, la formazione professionale ed il lavoro italiano all’estero”. La costituzione, dopo aver detto all’art. 1 che la repubblica è fondata sul lavoro e all’art. 4 che lo stato garantisce il lavoro, adesso afferma di tutelare il diritto al lavoro, però lo stato tutela anche le rendite parassitarie e speculative e i parassiti che non hanno mai lavorato; lo stato italiano ha fatto poco per tutelare il lavoro italiano all’estero, che faceva rimesse valutarie compensate dalle esportazioni illegali italiane di capitali.

 

Articolo 36: “Il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del suo lavoro, sufficiente per le necessità della sua famiglia; la durata della giornata lavorativa è stabilità per legge, il lavoratore ha diritto a riposo settimanale e ferie”. Lo stato si è astenuto dal fissare con legge salari minimi, orari di lavoro, riposo e ferie, però ha approvato le tabelle con le tariffe minime degli ordini professionali, cioè quest’articolo non ha trovato realizzazione e, praticamente, ne è anche nata una disparità di trattamento. E’ il sindacato, con gli accordi contrattuali, che stabilisce il salario adeguato o minimo, recepito anche dai giudici del lavoro, però non sempre questi accordi rispettano le leggi di mercato.

 

Infatti, nelle varie categorie, se i salari sono alti, si crea disoccupazione, se sono bassi, si crea penuria di lavoratori; calpestando le categorie più produttive per l’economia, cioè contadini, operai e artigiani, generalmente dipendenti pubblici, addetti ai servizi o predicatori laici o colletti bianchi sono pagati di più. La durata della giornata lavorativa è vanificata da alcuni contratti, dagli straordinari e da un mercato del lavoro diventato più selvaggio; le ferie non sono uguali per tutti; con lo scopo di tutelare alte cariche, nemmeno il trattamento pensionistico è stato unificato.

 

Articolo 37: “La donna lavoratrice ha gli stessi diritti dell’uomo e la stessa retribuzione”. La discriminazione salariale e di carriera colpisce anche gli uomini, purtroppo oggi, le agenzie assumono soprattutto donne; è un caso di strabismo politico che femministi e politici non riescono a cogliere. Comunque, si fanno norme lesive dell'articolo 3 solo a vantaggio del lavoro femminile.

 

Articolo 38: “I poveri senza lavoro o altre entrate hanno diritto all’assistenza sociale”. In occidente l’Italia è all’ultimo posto per assistenza sociale alle famiglie bisognose, che sono abbandonate a se stesse, perciò, con un certo ritardo, è stato introdotto il reddito di cittadinanza; spesso chi è povero si deve arrangiare, ma tanti preferiscono non lavorare e avere l'assistenza statale; ci si chiede perciò perché è stato scritto quest’articolo, per abusare ancora una volta della credulità popolare.

 

Articolo 39: “L’organizzazione sindacale è libera, però i sindacati devono essere registrati, in tal modo acquistano la personalità giuridica e possono stipulare i contratti collettivi”. Sembra un’altra vocazione statale all’omologazione, però i sindacati confederali, legati ai partiti, intendendo ostacolare il sindacalismo libero, si sono opposti al riconoscimento, ma stipulano ugualmente contratti collettivi che sono anche fonte di diritto per i giudici del lavoro. I sindacati non sono organi di rilevanza costituzionale, però, di fatto, si sono spesso imposti a pubblica amministrazione, partiti e organizzazioni imprenditoriali.

 

I sindacalisti svolgono funzioni pubbliche in materia d’assistenza ai lavoratori, inoltre, dirigenti sindacali occupano posti di rilievo nella pubblica amministrazione, all’Inps, nelle grandi aziende e nelle banche, dove sono spesso in conflitto d’interesse, perché rappresentano contemporaneamente lavoratori e datori di lavoro; sono in parlamento ed hanno altri incarichi dallo stato, sono un potere non regolato o previsto dalla costituzione e sono collusi con la politica.

La Costituzione garantisce la rappresentatività sindacale però, in contrasto con la costituzione, non sono rappresentati sindacalisti liberamente eletti; anche in questo caso bisogna decidere se leggi e contratti devono uniformarsi alla costituzione o se invece bisogna cambiare la costituzione, la quale non può essere solo un dogma o un feticcio in grado di coltivare le illusioni nei sudditi contribuenti. 

Articolo 40: “Il diritto di sciopero si esercita nell’ambito delle leggi che lo regolano”. Queste leggi non sono state fatte perché il sindacato non le ha volute, il parlamento si è accodato, le leggi sullo sciopero erano viste dal sindacato come una regolamentazione o limitazione del libero diritto allo sciopero. Ci si chiede, com’è potuto avvenire ciò, a 60 anni dall’entrata in vigore della costituzione, se la costituzione è una norma programmatica e una norma cogente o inderogabile, obbligatoria soprattutto per il legislatore?

In pratica, la costituzione materiale afferma che lo sciopero è un diritto senza limiti però, un’intesa con la Fiat obbliga ogni dipendente a firmare un accordo in cui s’impegna a non scioperare contro l’accordo, pare in contrasto con quest’articolo. Insomma, continua l'uso strumentale e propagandistico della Costituzione, osannata da tutti, ma, in sostanza, in disuso fin dalla sua nascita, anche per merito del ministro della giustizia Togliatti che, per restare al governo, v’inserì l'articolo 7 e non abrogò codice Rocco e leggi di polizia fasciste. 

Articolo .41: “L’iniziativa economica privata è libera”. Però le pastoie burocratiche e le tagliole fiscali non aiutano l’esercizio di questa libertà, né lo sviluppo dell’economia, i mancati rimborsi fiscali alle ditte che esportano favoriscono le delocalizzazioni all’estero e l’impoverimento del paese. La costituzione di nuove imprese richiede tempi e costi notevoli, dal punto di vista burocratico, prima che esse possano cominciare a produrre reddito.

 

Articolo 47: “La repubblica tutela il risparmio in tutte le sue forme”. In realtà, la Banca d’Italia, che ha per soci banche, assicurazioni e Inps, non ha vigilato sulle banche e la Consob non ha vigilato sulle borse così, soprattutto in questi ultimi anni, si è sviluppata la speculazione finanziaria e il risparmio delle famiglie è stato falcidiato anche da insolvenze, inflazione, oneri bancari e tasse.

 

Articolo 50: ”Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle camere”. Queste petizioni si fanno anche ai comuni, quasi mai danno soddisfazioni al popolo che le fa, anche le interrogazioni parlamentari sono un rito inutile; come i referendum, questi strumenti sono utili quando il potere è disponibile ad ascoltare e a provvedere, invece oggi il potere, con il suo silenzio e le sue omissioni, vuole solo stancare il popolo in vena di reclamare.

 

Articolo 52: “L’ordinamento delle forze armate si uniforma allo spirito democratico della repubblica”. In realtà non sono democratiche né le caserme, né i conventi, i militari sono più asserviti degli altri cittadini, però non è democratica nemmeno la repubblica, che ama questi spropositi e questi enunciati.

 

Articolo 54: “I cittadini devono osservare la costituzione e le leggi”. Le leggi sono tante e per osservarle bisogna almeno conoscerle, però per lo stato l’ignoranza della legge non è ammessa; dall’altra parte, il legislatore ordinario non sempre osserva la costituzione e sono tante le leggi anticostituzionali. Consideriamo che i politici che fanno le leggi seguono anche il principio d’opportunità politica, che è opposto a quello d’eguaglianza o equità, cioè fanno favori a persone, imprese, lobby e a se stessi, perciò risultano spesso in conflitto d’interesse.

 

Articolo 67: "I parlamentari esercitano la loro funzione senza vincolo di mandato". Diversamente da altre costituzioni, quest’articolo permette ai parlamentari i ribaltoni e il cambio di casacca o maggioranza; il fatto è che, se in economia il mercato non funziona, in parlamento il mercato ha sempre funzionato bene, grazie soprattutto al potere economico delle lobby e degli interessi personali dei singoli parlamentari. Il mercato esiste anche nella chiesa, definito peccato di simonia. 

 

Articolo 68: “I membri del parlamento non rispondono dei voti e delle opinioni espresse, possono essere perquisiti o arrestati solo su autorizzazione del parlamento, salvo il caso di condanna irrevocabile o arresto in flagranza, analoga autorizzazione è richiesta per le intercettazioni telefoniche e per controllare la loro corrispondenza”. Si sta parlando d’immunità non garantite al resto dei cittadini, anche se i parlamentari si giustificano affermando di volersi difendere dalla lotta politica effettuata per via giudiziaria; comunque, per lo spirito di corpo, raramente il parlamento concede queste autorizzazioni, anche se ne ricorrerebbero gli estremi; i parlamentari non sono uguali agli altri cittadini.

 

Articolo 70: “La funzione legislativa è esercitata dalle due camere”. Ciò avviene anche se le due camere sono di diversa emanazione, il senato, di origine aristocratica, andrebbe abolito, sotto la monarchia, era di nomina regia; alcuni giuristi hanno sostenuto che due camere con gli stessi poteri, abilitate ad approvare una legge con una votazione per camera, garantiscono una legislazione più accurata e aggiungono che perciò esistono due camere, come esistono nel corpo due orecchie, due occhi, due reni, due polmoni, due braccia e due gambe.

 

Però in Italia, adottato il bicameralismo perfetto, non ne abbiamo ottenuto una legislazione accurata, infatti, le norme sono troppe, incerte, contraddittorie e scritte male, cioè di difficile interpretazione. Le leggi, diversamente da quelle naturali, sono nate dalle circostanze, dal caso, dalla convenzione, dall’ignoranza, dal contratto, dal mandato delle lobby, dalla superstizione, dai pregiudizi e dall’abuso di potere; hanno l’oscurità degli oracoli, si contraddicono, tendono a smantellare i costumi e il diritto naturale; quando sono detestate da tutti, invocando la costituzione, sono disapplicate dai giudici che dovrebbero applicarle.

 

Articolo 71: “Sono competenti a proporre le leggi il governo, le camere e il popolo con 50.000 firme”. Secondo la costituzione, la nostra repubblica è parlamentare, in realtà il governo legifera più del parlamento, soprattutto a mezzo di decreti, e le riforme si aspettano più dal governo che dal parlamento; i partiti prevalgono sul parlamento e oggi esistono anche le Autorità che rubano spazio al parlamento.

La conclamata divisione dei poteri pare imperfetta e il parlamento non pare titolare della sovranità popolare. Il popolo non propone leggi in parlamento perché non assistito dai partiti che non amano ingerenze popolari e referendum, il popolo ha proposto referendum abrogativi, ma non può proporre referendum propositivi e l’Unione Europea, con le sue leggi, ha ridotto ancora la sovranità del parlamento italiano e degli italiani.

 

Articoli 73-74: “Le leggi sono promulgate dal presidente della Repubblica, che le può temporaneamente rinviare alle camere con un messaggio motivato, ma se le camere le approvano di nuovo, poi le deve promulgare”. In realtà, poiché il presidente della repubblica può essere accusato d’attentato alla costituzione, può sempre rifiutarsi di firmare leggi anticostituzionali, però fino ad oggi i nostri presidenti hanno preferito fare i notai, perciò non hanno utilizzato queste prerogative e altri loro larghi poteri, generalmente seguono un partito.

 

La conseguenza è un numero elevato di leggi anticostituzionali in vigore. A leggere la costituzione, il nostro capo del governo ha meno poteri del cancelliere tedesco, del presidente della repubblica e del parlamento, però il parlamento ha meno poteri dei partiti. Caduto il fascismo, i costituzionalisti si erano preoccupati di controllare i poteri del capo del governo, valorizzando parlamento e presidente della repubblica, i Savoia invece, con poca fiducia verso la politica, tenevano a valorizzare forze armate e carabinieri.

 

Articolo 75: “500.000 elettori o cinque consigli regionali possono proporre l’abrogazione di leggi con referendum popolare, esclusa le materie tributarie, trattati e amnistie, il voto è valido se al referendum partecipa almeno la metà degli aventi diritto. La limitazione serviva a ostacolare interventi legislativi da parte del popolo, però, gli italiani, anche con queste limitazioni, avevano abolito ministero dell’agricoltura e finanziamento ai partiti, poi ripristinati dal parlamento, perciò oggi si rifiutano di votare a nuovi referendum e nessun referendum ha più successo.

 

In Svizzera si tengono referendum anche nelle materie negate agli italiani, poiché l’Unione Europea è stata accettata con un trattato, questa può abrogare il residuo di sovranità rimasto agli italiani, senza tema di voto popolare referendario; le maggioranze richieste per il successo dei referendum non ne facilita il successo. Il referendum propositivo non è stato voluto dai partiti, i quali vogliono il monopolio della legislazione e vogliono contrastano le riforme volute dal popolo.

 

Articolo 76: “L’esercizio della funzione legislativa può essere delegata al governo solo per tempi e oggetti definiti, perciò, in caso d’urgenza, il governo emana decreti che devono essere immediatamente convertiti in legge dalle camere”. In realtà, il governo, anche a causa della passività del parlamento, ha abusato spesso della decretazione d’urgenza, minando con ciò il principio della separazione dei poteri e la sovranità del parlamento.

 

Articolo 79: “L’amnistia e l’indulto sono concessi a maggioranza dei due terzi dalle camere”. Questi provvedimenti di clemenza, ora desueti, sono stati emanati con frequenza, sia in era monarchica sia in era repubblicana, in occasioni di ricorrenze particolari o per sfollare le carceri; in assenza d’amnistie e indulti, il presidente della repubblica emana più grazie individuali, violando con ciò il principio della separazione dei poteri, cioè intaccando le prerogative del parlamento. Questi provvedimenti di clemenza hanno carattere demagogico e minano il principio della certezza della pena che dovrebbe essere un deterrente al delinquere, meglio sarebbero pene certe e la depenalizzazione di certe norme, invece si fanno altre leggi e s’inventano altri reati.

 

Articolo 82: “Ciascuna camera può disporre inchieste”. Queste inchieste hanno un costo e pochi risultati pratici, perché ogni gruppo espone una tesi diversa e non si arriva a capo di niente; inoltre le inchieste parlamentari sono concorrenti con il potere d’indagine della magistratura; anche questo fatto mina il principio della separazione dei poteri, perché la magistratura è organo costituzionale.

 

Articolo 84: “L’ufficio di presidente della repubblica è incompatibile con qualsiasi altra carica”. Questa incompatibilità così formulata ed estesa non esiste per i membri del parlamento e del governo, che spesso hanno ruoli molteplici e in conflitto d’interesse, con confusione di ruoli tra controllore e controllato; evidentemente i costituzionalisti volevano dare un ruolo importante al presidente che ha effettivamente larghi poteri. L’Italia è una repubblica presidenziale senza voto popolare.

 

Articoli 87-88: “Il presidente indice le elezioni, autorizza la presentazione alle camere di leggi d’iniziativa del governo, promulga le leggi, indice i referendum popolari, ratifica i trattati internazionali, ha il comando delle forze armate, dichiara lo stato di guerra, presiede il consiglio superiore della magistratura, può concedere grazie, può sciogliere le camere”. I poteri del presidente sembrano estesi, può anche bloccare o rinviare le leggi, però, per la costituzione, non è un notaio o un simbolo che rappresenta l’unità, non è organo di garanzia della costituzione, perché questo ruolo appartiene alla corte costituzionale, che però non sempre l’ha esercitato.

 

Articoli 89-90: “Gli atti del presidente della repubblica devono essere controfirmati dai ministri o dal presidente del consiglio che se ne assumono la responsabilità; il presidente è responsabile solo d’alto tradimento e attentato alla costituzione”. Il presidente è irresponsabile come il re ed è al di sopra della legge, il potere assoluto aveva queste caratteristiche, però aveva come ulteriore caratteristica il fatto di riscuotere le tasse e di beneficiare del signoraggio monetario. In generale, la democrazia esiste quando i cittadini sono uguali davanti alla legge e la rivoluzione fu fatta per togliere privilegi e immunità a re e aristocrazia. Alcuni di questi privilegi legali e immunità sono stati ereditati dal presidente della repubblica e, in misura minora, dai parlamentari.

 

Articolo 92: “Il presidente della repubblica nomina il presidente del consiglio e, su proposta di questo, i singoli ministri”. Altro segno degli ampi poteri costituzionali del presidente della repubblica, in Italia questi poteri non si sono visti perché abbiamo avuto presidenti opachi e succubi dei partiti, che hanno preferito inviare messaggi al paese e fare i notai; il potere occulto che governa l’Italia ha sempre temuto un presidente di carattere che esercitasse i suoi poteri costituzionali, ma anche un capo del governo con ampi poteri.

 

Articolo 94: “Il governo deve avere la fiducia da parte delle camere”. Quest’articolo para ricordare che l’Italia è una repubblica parlamentare e che il parlamento è il depositario della sovranità popolare, ma non è vero.

 

Articoli 95-96: “Il presidente del consiglio è responsabile della politica del governo, mentre i ministri sono responsabili degli atti dei loro dicasteri; i ministri, per i reati da loro commessi, con autorizzazione delle camere sono sottoposti alla giustizia ordinaria “. Di fatto il parlamento ha esteso quest'immunità negando spesso l’autorizzazione, a vantaggio di ministri, ex ministri o parlamentari; però, diversamente dal presidente della repubblica, secondo la costituzione, i ministri sono responsabili dei loro atti politici e dei loro reati, non hanno il privilegio dell’irresponsabilità del presidente o del re. La legge stabilisce che il presidente del consiglio ed i ministri, per reati connessi alle loro funzioni, sono giudicati da un  tribunale speciale, chiamato tribunale dei ministri, i cui membri sono sorteggiati.

 

Le repubbliche possono essere presidenziali o possono concedere preminenza al presidente del consiglio o cancelliere, quindi queste due figure dovrebbero essere le massime cariche dello stato, meglio ancora sarebbe unificare la carica di presidente e capo del governo, concedendo però maggiori prerogative al parlamento. I poteri o organi costituzionali sono costituiti da presidenza della repubblica, governo, parlamento e magistratura. Tuttavia l’Italia è rimasto un paese un po’ monarchico perché il presidente ha conservato alloggio e parte dei poteri del re, conservandone l’aureola; come ieri si esaltava, da parte di tutti, il sovrano, oggi si esalta il presidente della repubblica, soprattutto da parte della televisione, ma lo fa anche con il papa.

Per timori di bonapartismo, si vuole il presidente del consiglio in posizione subalterna, perché, con il fascismo, le colpe dello stato sono sempre addebitate al capo del governo, in una logica di capro espiatorio; infatti, i Savoia erano irresponsabili, tiravano il sasso e nascondevano la mano, nominarono Mussolini capo del governo e poi lo fecero dimettere; comunque, anche sotto la monarchia, come sotto la repubblica, le crisi di governo erano numerose.

Da questa schizofrenia che sembra esorcizzare il fascismo, ne discende che spesso i commentatori televisivi, quando parlano di poteri, definiscono primo la presidenza della repubblica, secondo il presidente del senato, terzo il presidente della camera e quarto, pronunciato a denti stretti, il presidente del consiglio. Non sarebbe più giusto che questo fosse definito il primo o il secondo, come in tutte le costituzioni?

Articoli 101-102: “La giustizia è amministrata in nome del popolo, i giudici sono soggetti solo alla legge, la giurisdizione è unica e non possono essere istituiti tribunali o giudici speciali, ma possono essere create sezioni speciali giudicanti, presso i tribunali, dedicate a materie speciali”. La giustizia è amministrata in nome del popolo ed esistono dei partiti che si chiamano popolari, quanto è distante la costituzione dalla realtà, il vezzo di chiamare sempre in causa il popolo, la democrazia e la costituzione è un difetto della politica e dei demagoghi, la costituzione si dovrebbe limitare a dettare delle norme per far funzionare meglio lo stato e la legislazione.

 

I giudici sono soggetti alla legge, però la loro fortuna dipende anche dagli appoggi politici e sindacali e la politica segue il principio d’opportunità, che è opposto a quello di legalità e d’eguaglianza dei cittadini; perciò la storia insegna che, a volte, i giudici fanno finta di non vedere e non sentire e girano la testa dall’altra parte, spesso seguono le orme del governo o di un partito. Si dice che lo stato di diritto deve avere una giurisdizione unica e non tribunali speciali e che nessuno deve essere distolto dal suo giudice naturale, però l’Italia ha ancora tribunali speciali; non parlo dell’Inquisizione, mai dei tribunali militari, della magistratura delle acque, dei tribunali amministrativi, dei collegi arbitrali, delle commissioni tributarie, della Corte dei Conti, dei giudici del lavoro; forse solo questi ultimi possono passare come sezioni specializzate del tribunale. Il sofisma giuridico politico afferma che in Italia siamo sempre nel campo della giurisdizione unica, che esistono però sezioni specializzate della giustizia ordinaria per materie speciali e non giudici speciali; del resto, anche per la trinità si afferma che Dio è uno e trino.

 

Articolo 104: “La magistratura è un organo autonomo e indipendente e i membri del suo consiglio superiore della magistratura sono organo di autogoverno, il CSM è presieduto dal presidente della repubblica, i suoi membri sono eletti per 2/£ da parte dei magistrati e per 1/3 da parte del parlamento”. Queste elezioni si svolgono con criteri politici, perché i magistrati sono divisi in correnti politiche e il parlamento vota seguendo le indicazioni politiche; quindi anche se i magistrati italiani sono di carriera e non eletti come in Usa, sono legati per qualche verso alla politica, soprattutto quelli che desiderano emergere.

 

Questo fatto mina la loro indipendenza dai partiti, come dal governo che è espressione di una maggioranza parlamentare; è per questa ragione che parlamento e magistratura non si sono sforzati per rendere più celere la nostra giustizia che, così com’è formulata, serve solo a garantire lavoro agli avvocati e una posizione ai giudici. Dopo le tante stragi avvenute in Italia nei decenni scorsi, le sentenze sono state di assoluzione per mancanza di prove per gli imputati. Cioè non è stata accertato nessun colpevole, chi crede alla bontà di queste sentenze, osserva che perciò questi processi, lunghi e costosi, in grado di immobilizzare i palazzi di giustizia, non dovevano nemmeno iniziare; nemmeno sui disastri naturali si sono accertate delle responsabilità, così nei casi di alta corruzione nella pubblica amministrazione, perciò i presunti responsabili non sono stati allontanati.

Tra magistratura e governo il conflitto è sempre stato fittizio e un bluff, però è servito a ricattare il potere politico, per concedere maggiori privilegi ai magistrati; salvo eccezioni, le toghe sono generalmente colluse, in passato dipendevano anche ufficialmente dal governo, oggi spesso chiudono un occhio e, con il decorso del tempo, grazie alla durata dei processi, ci si dimentica dei fatti.

Alcune sentenze sono politiche, a parte le immunità riservate alla politica, prescrizioni, avocazioni, archiviazione e cancellazione di sentenze scomode da parte della cassazione, servono a mettere al riparo da responsabilità; l’obbligatorietà dell’azione penale è una chimera. I magistrati eroici che hanno a cuore legge e giustizia sono una minoranza, a volte, se non sono uccisi, sono trasferiti per opera del Consiglio Superiore della Magistratura, organo di autogoverno che serve solo a tutelare i privilegi dei magistrati, più che l'indipendenza della magistratura, contenendo l’invadenza degli altri poteri.

La magistratura invade il campo legislativo e non vuole essere giudicata nelle sentenze, ma giudica sulle leggi, in vigore o da approvare; le sentenze sono criticate solo dagli avvocati che si appellano e da giudici di grado superiore che le riformano. Diversamente dagli altri dipendenti dello stato, i magistrati, che sono pagati pure dallo stato, godono di speciale autonomia, non tanto per tutelare un principio di equità e di legalità o per essere indipendenti dai partiti.

Infatti, i magistrati hanno una loro fede politica ma, con l’autonomia, possono contrattare un’occasionale dipendenza con il governo o con i potenti, perché anche in magistratura esiste la corruzione; invece gli altri dipendenti pubblici, oltre i salari, orari di lavoro e ferie, non hanno nient’altro da contrattare con i ricatti. A causa di leggi di privilegio, in Italia il mercato non funziona, però questo ha sempre funzionato bene in parlamento (lobby e compravendita dei deputati), in chiesa (simonia) e in magistratura (mercato delle sentenze), la magistratura è stata sempre succube del potere e collusa e non disinteressatamente. Storicamente, la corruzione della politica ha sempre richiesto, per mettersi al riparo dalla legge, la stipula di una polizza assicurativa presso i giudici, polizza pagata alla classe dei magistrati con carriera, privilegi, favori, altre cariche remunerate e denaro; naturalmente, non mancano le eccezioni. 

Articoli 107-108: “I magistrati possono essere sottoposti a provvedimento disciplinare, trasferiti o sospesi solo dal consiglio superiore della magistratura, la legge assicura l’indipendenza dei giudici delle giurisdizioni speciali”. I magistrati sono stati sospesi e trasferiti per ragioni ideologiche e politiche che niente hanno a che fare con la giustizia; quindi il consiglio superiore della magistratura, organo d’autogoverno della magistratura, fa anche politica ed emana sentenze politiche d’opportunità che rivelano spesso scarsa indipendenza dagli altri poteri o dai partiti.

 

I giudici dovrebbero essere dipendenti dalla legge e indipendenti dai partiti e dal governo; poiché spesso fanno politica o sono pavidi o opportunisti, ciò non avviene. Solo in pochi paesi e in poche epoche il potere giudiziario è stato autonomo verso il governo, giudici indipendenti sono stati costretti a sacrificare la loro vita. Raramente nella storia i magistrati sono stati indipendenti dal governo; il procuratore della repubblica rappresenta lo stato, cioè il governo e la corte di cassazione è servita a cancellare sentenze scomode per il governo.

 

I giudici delle giurisdizioni speciali sono indipendenti, oltre che dagli altri poteri, anche dai giudici ordinari, perciò rafforzano l’autonomia dei loro uffici che appaiono come veri tribunali speciali. Il tribunale speciale non è necessariamente un tribunale di tipo fascista, ma è un tribunale legato a una materia specifica, con uffici speciali, giudici specializzati e speciale autonomia.

Articolo 112: “Il Pubblico Ministero esercita l'azione penale". Nei processi penali il pubblico ministero esercita l’accusa e, rappresenta l’interesse all’ordine pubblico e, in pratica, dovrebbe rappresentare il ministro dell’interno; di fatto, oggi L’Italia è l’unico paese in occidente in cui il pubblico ministero non dipende dal governo, vuole essere formalmente indipendente dal governo, dal ministro degli interni e da quello della giustizia.

Per non perdere in stipendio, lustro e carriera, vuole essere chiamato giudice, anche se il suo ruolo è diverso da quello del giudice o della magistratura giudicante, infatti, nei processi penali rappresenta l’accusa per conto dello stato. Questa figura non esiste in tutti gli ordinamenti, in alcuni l’accusa è sostenuta da un avvocato di parte, reso forte dai rapporti della polizia giudiziaria, oppure il pubblico ministero è un dipendente dello stato, separato dal giudice ordinario giudicante; in generale, il pubblico ministero rappresenta l’interesse dello stato alla difesa dell’ordine pubblico minacciato da gravi delitti. Il legame con ministero degli interni e con la sicurezza ne rivela il rapporto originale con la politica e il governo, anziché l’indipendenza.

 

Articolo 116: ”Sono istituite regioni a statuto speciale”. Queste regioni hanno maggiori autonomie e maggiori risorse di quelle ordinarie, il che è lesivi dell’art. 3, il privilegio nacque per difendere con incentivi l’unità del paese, cioè comprando i dirigenti politici di quelle regioni; come accade a tanti paesi, alcune regioni confinarie, con popolazione mista, erano votate alla secessione, perciò il governo italiano preferì fare delle concessioni. A parte le disuguaglianze per legge tra regioni e cittadini, è da ricordare che se i cittadini fossero sovrani, le regioni di frontiera, con una votazione a maggioranza, avrebbero diritto alla secessione; ma nessuno stato è capace di riconoscere questo diritto, gli stati sono a favore dell’autodeterminazione solo per i popoli degli altri stati.

 

Articolo 117: "competenze delle regioni". La riforma del titolo V della costituzione ha attribuito alle regioni, in alcune materie, competenza legislativa concorrente con lo stato, il che ha creato costosi doppioni ed hanno favorito la proliferazione burocratica, contribuendo a inceppare la macchina amministrativa. Sarebbe stato meglio, in una logica federale, conferire a comuni e regioni la sovranità originaria, con loro competenze esclusive in alcune materie, demandando le rimanenti funzioni allo stato.

 

Articolo 119: “Le entrate delle regioni sono fissate dalle leggi dello stato”. Le regioni non hanno autonomia finanziaria, non esiste federalismo fiscale, lo stato è geloso dei suoi contribuenti e, quando il federalismo nascerà, nelle regioni ci saranno sempre politici e funzionari fiduciari di Roma, quindi sarà difficile un vero federalismo e una vera autonomia regionale. Staremo a vedere.

 

Articolo 120: “Le regioni devono garantire libera circolazione di merci e di persone e non possono limitare il diritto a esercitare professioni e lavori”. L’articolo serve a prevenire frontiere economiche interne, però è lo stato che ha creato con le sue norme degli steccati, concedendo privilegi economici alle regioni a statuto speciale, concedendo concessioni e creando corporazioni e albi che impediscono il libero esercizio di una professione; con concorsi fasulli e abilitazioni discutibili, aventi lo scopo di estendere aree di privilegio per gli amici dello stato, escludendo altri da una professione; questo fatto ha procurato un danno economico all’Italia, discriminazioni e intralci al mercato.

 

Articolo 122: “Nessuno può far parte contemporaneamente di un consiglio regionale e di una camera; come i parlamentari, anche i consiglieri regionali non rispondono delle opinioni e dei voti espressi”. Continuano le discriminazioni volute dalla legge, ad ogni modo, si può essere contemporaneamente sindaco e parlamentare e, fino a poco tempo fa, prima che l’Europa lo vietasse, parlamentare italiano ed europeo.

 

Un altro caso di disparità di trattamento, in violazione dell’art. 3 che dice che tutti sono uguali avanti alla legge, sono le contraddizioni interne di una costituzione schizofrenica. L’irresponsabilità dei parlamentari è stata estesa ai consiglieri regionali perché allo stato costa poco estendere questi privilegi, calpestando i comuni cittadini che credono all’eguaglianza davanti alla legge.

 

Articolo 124: “Un commissario del governo, residente nel capoluogo della regione, esercita il controllo politico sulla regione”. Le cautele non sono mai troppe e lo stato centralista non vuole perdere il controllo sulle regioni; il fascismo eliminò sindaco e creò i podestà di nomina governativa, affiancato dal segretario comunale pure di nomina governativa, impose i prefetti alle province per esercitarne il controllo; per il controllo delle regioni, la repubblica ha inventato i commissari del governo. Non poteva essere diversamente, in fondo, la repubblica non ha eliminato nemmeno codice Rocco, concordato, leggi di polizia e leggi anticostituzionali di era fascista.

 

Articolo 127: “Ogni legge approvata dal consiglio regionale è comunicata al commissario del governo per l’approvazione e per controllare che non ecceda le competenze della regione; eventuali conflitti tra stato e regione sono risolti dalla corte costituzionale”. Insomma il nostro stato controlla in maniera maniacale comuni, province e regioni, avvenne ciò perché era nato, come gli altri stati, con la forza e non per volontà popolare, perciò dall’inizio temeva la sua disintegrazione, le autonomie e l’autodeterminazione dei popoli viventi in Italia.

 

Articolo134: “La corte costituzionale giudica sulla costituzionalità delle leggi, sui conflitti di competenza tra organi costituzionali dello stato e tra stato e regioni, inoltre giudica sulle accuse mosse contro il presidente della repubblica per alto tradimento e attentato alla costituzione”. Sul controllo della costituzionalità delle leggi l’articolo non afferma che la pronuncia si debba esplicare solo nel corso di processi ordinari come la giurisprudenza postula, perciò la corte avrebbe anche potuto muoversi con spinta autonoma per cancellare le vecchie leggi anticostituzionali, come avrebbe potuto impedire l’entrata in vigore di nuove leggi anticostituzionali; non l’ha fatto perché fin dall’inizio era legata alla politica, la quale segue il principio di opportunità e non quello di legalità e di eguaglianza.

Vale la pena di ricordare che di alto tradimento si sono macchiati anche ministri e parlamentari, facendo spionaggio durante la guerra fredda a favore del nemico (Dossier Mitrokhin), il reato di tradimento è imprescrittibile; in questo caso però, la competenza avrebbe dovuto essere della magistratura ordinaria, che però non se n’è mai occupata, ignorando, ancora una volta, l’eguaglianza dei cittadini avanti alla legge.

 

Per quanto riguarda l’attentato alla costituzione, c’è stata la promulgazione regolare di leggi anticostituzionali da parte dei presidenti, d’altra parte, la corte costituzionale non si è resa parte attiva nell’eliminazione delle leggi anticostituzionali fasciste, ma parte passiva di richieste d’incostituzionalità durante i processi; qualche volta sancì anche che erano costituzionali norme che erano, in realtà, anticostituzionali.

 

Infatti, una norma penale puniva l’adulterio femminile più pesantemente di quello maschile e la corte lo dichiarò costituzionale, poi, in un secondo tempo, a costituzione invariata, lo dichiarò anticostituzionale. Alla luce dell’articolo 3, non si capisce il diverso orientamento, cosa centra il fatto che la costituzione è una norma programmatica se può trovare immediatamente applicazione. La costituzione non deve seguire la moda ma applicare alcuni principi fondamentali, purtroppo però anche la corte costituzionale segue la politica. La corte, assecondando governo e parlamento, non ha ammesso proposte di referendum abrogativi perfettamente ammissibili.

 

Articolo135: “I membri della corte costituzionale sono nominati per un terzo dal presidente della repubblica, per un terzo dal parlamento e per un terzo dalla magistratura ordinaria”. Continuano le prerogative importanti del presidente della repubblica, che non è una figura scialba della costituzione, se gli si fanno esercitare i suoi poteri o se decide di esercitarli; comunque, i membri scelti dal presidente sarebbero indipendenti nel giudizio del presidente? Vista la politica, direi di No.  Sembrano cose teoriche perché i presidenti non sono mai stati accusati di tradimento o attentato alla costituzione.

 

Articoli138-139: “Le modifiche alla costituzione sono fatte con due deliberazioni, per ogni camera a maggioranza assoluta e quindi con referendum popolare, il referendum non occorre se l’approvazione delle camere avviene con i due terzi. La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale”. Questa norma ha valore fino a che la politica e l’ordinamento su cui si sostiene intende rispettarla, Roma è passata dalla monarchia, alla repubblica e all’impero.

 

Si dice anche che i principi fondamentali della costituzione non sono modificabili e che la costituzione è rigida e non flessibile, perché richiede un processo laborioso di modifica; tuttavia alcuni articoli sono stati modificati con questa procedura e, in generale, la costituzione cambia quando cambia l’ordinamento generale, con una rivoluzione o una seconda repubblica, che in Italia non è mai nata. La modifica avviene con l’intervento di una nuova assemblea costituente che ignora rigidità e procedure rigide della vecchia costituzione.

 

Secondo la disposizione transitoria finale n. XII: “E’ vietata la riorganizzazione del partito fascista”. In realtà, sotto nome diverso, in Italia, diversamente che in Germania, partiti extraparlamentari o parlamentari, di diversa denominazione, ma d’ispirazione fascista, nacquero con la tolleranza dello stato, il Vaticano propose anche un’alleanza con loro al governo e al comune di Roma; è la solita schizofrenia della politica, della legge e della costituzione italiana.

 

Secondo la disposizione transitoria finale n. XIII: “Ai membri di casa Savoia è vietato l’ingresso in Italia”. Anche questa norma, poiché il tempo è galantuomo, è stata accantonata. Secondo la disposizione transitoria finale n. XIV: “I titoli nobiliari non sono riconosciuti”. Però lo stato e la chiesa conferiscono onorificenze e titoli nobiliari dei quali si fa anche mercato, se un nobile è senza beni, si può vendere il titolo, se ha beni li usa assieme al suo titolo.

 

Una volta questi nobili avevano privilegi fiscali, oggi lo stato ha esteso questi privilegi ad altre categorie, invece di abolirli; se un nobile usa il suo titolo, lo stato non lo persegue, se uno si fa passare per nobile, usando falsi titoli, lo stato lo può perseguire; da questi fatti si può capire se i titoli nobiliari sono riconosciuti, aboliti, tutelati o meno. E' un'altra delle prese in giro della nostra costituzione.

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 30/12/2019)

LA DEMOCRAZIA

Le scelte della maggioranza non sono scelte scientifiche, perché la scienza non si pronuncia a maggioranza, le leggi sono commissionate dalle lobby; a livello legislativo, il popolo non conta niente, le maggioranze cambiano e le leggi sono cambiate, perciò le leggi sono solo il risultato di un compromesso; le decisioni prese a maggioranza non sono una caratteristica esclusiva della falsa democrazia, infatti, decidevano a maggioranza anche corsari e briganti. Le decisioni prese a maggioranza non sono infallibili, ma sono prese per scontentare il minor numero di persone possibili.

Oggi gli italiano votano soprattutto per ricevere dei favori, perciò nella nostra democrazia è stato falsato ed è stato stravolto l’uso del voto, si è perso il concetto di benessere comune. Il parlamento è nato per controllare il re, in altre parole  la spesa pubblica e le tasse, la costituzione è nata per controllare il re e il parlamento, cioè ancora per controllare la legislazione; però in Italia, soprattutto i controlli, a tutti i livelli, non funzionano, in Italia tutto ciò che è pubblico sembra proprietà dei partiti.

I parlamentari sono stati ricoperti di privilegi perché accettino il sistema senza cambiarlo, così hanno rinunciato a fare un servizio pubblico; oggi esistono i professionisti della politica, tanti hanno capito che la politica è la cuccagna; perciò i politici si ergono a difensori dell’ordine sociale esistente e, sostanzialmente, non vogliono cambiare più niente; d’altra parte, la pubblica amministrazione non corregge i  vizi, perché i pubblici funzionari sono assunti grazie ai buoni uffici dei partiti.

L’oligarchia anonima ha interesse a porre suoi uomini nei gangli del potere, questi suoi garanti locali sono i  suoi occhi, la sua bocca e le sue orecchie, non vuole uomini preparati, seri, indipendenti ed onesti, ma piuttosto servi corruttibili, che si facciano condizionare dai privilegi e dal denaro; questi oscuri personaggi  si assumono  la responsabilità di scelte che non sono loro, ma dell’oligarchia anonima.

Questi uomini nel medioevo si chiamavano capitani di ventura, nell’organizzazione mafiosa si chiamano teste di legno, uomini di paglia e pupazzi, perché privi di veri poteri d’iniziativa, sono garanti locali di altre i poteri. La politica fa scelte per clientelismo, interessi privati e ricerca del voto, gli stessi tecnici non sono  indipendenti dai partiti e sono mossi anche da interessi corporativi; esistono tecnici di destra, di centro e di sinistra, laici e bigotti.

Gli sprechi della capitale sono emulati dalla periferia, così il deficit del bilancio dello stato è dovuto anche al deficit degli enti locali, dei quali non si riesce a controllare la spesa; lo stato moderno è posseduto da un gruppo di parassiti che lo hanno occupato e non può più essere riformato. Chi è vicino al Palazzo, diventa amico e complice di chi lo abita e non ascolta più le richieste di riforme che arrivano da fuori.

Con la politica ci si arricchisce, chi frequenta la classe dirigente e l’oligarchia diventa suo cortigiano, tra questi cortigiani sono molti giornalisti; giornali e televisione servono per ricattare o influenzare la politica, per avere aiuti dallo stato e per sostenere dei potentati; la televisione pubblica non è usata per l’informazione o per elevare il livello culturale della gente, in supporto alla scuola. In genere dà mezze notizie e fa pubblicità alla propaganda dei partiti.

Secondo la sinistra e i manichei, i qualunquisti fanno di tutta l’erba un  fascio, invece essi distinguono il bene dal male, apparentemente, sono guidati da una fede incrollabile e da un’idea fissa; sono militanti organici di una fede, sono i portatori del regno del bene, mentre i loro avversari sono portatori del regno del male. I militanti sono portatori di un’ideologia e, generalmente, come gli sportivi, sono legati a un partito, come i  militari, non possono disertare o evadere, anche se il loro partito cambia politica.

Per loro, come per i fedeli delle religioni, il peccato d’apostasia è grave, si sono venduti schiavi per scelta libera e per interesse. Se i partiti cambiano politica, i loro militanti devono seguirli lo stesso, i militari fanno lo stesso quando cambiano alleanze o nemici; allo stato, alla chiesa ed ai partiti convengono uomini che, grazie anche all'obbedienza ed alla disciplina, si possano manovrare come fossero un solo uomo.

E’ bello parlare senza preconcetti ideologici, cioè senza rete, tutte le ideologie politiche di liberazione sono state tradite, così, da un punto di vista pratico, sono diventate utopie democrazia, repubblica, stato di diritto, liberismo, socialismo, comunismo e sovranità popolare. Quando i comunisti sollecitano l’intervento dello stato, lo rafforzano e così questo più diventare sempre più intromissivo e invasivo; lo stato è una finanziaria anonima al cubo che sfrutta con le tasse e fa pagare i servizi quattro volte quello che costano.

Furono trasformisti tutti i grossi politici italiani, cioè Giolitti, Crispi, Mussolini, Andreotti; accade che le ideologie, calate nella pratica, tendono ad avvicinarsi, forse perché sono tradite nei loro principi; mentre i militanti sono disposti a farsi scannare per principi astratti, i loro dirigenti di partito sono sempre disposti a vendersi e sanno che quei principi non li applicheranno mai; perciò, le ideologie vanno giudicate nelle realizzazioni pratiche e non in base alle promesse.

Ciò è vero anche per il cristianesimo, che è un’ideologia religiosa per fare soldi e per il potere, le religioni bottega, con il loro clero, vivono parassitariamente sulle spalle dei fedeli e dei sudditi. Il potere, in dittatura e in democrazia, rimane sostanzialmente esclusivo e non partecipativo, il governo è ancora l’emarginazione politica dei più da parte dei meno, le elezioni sono un inutile e stanco rituale e non cambiano sostanzialmente niente; le leggi si fanno su commissione delle lobbies, in  cambio di cesti di denaro per i partiti; ma l’oligarchia  si potrebbe stancare dei ricatti e delle liti dei partiti cosiddetti “democratici”.

Dalla fine della seconda guerra mondiale, in tutto il mondo, i signori della guerra, della rivoluzione o della resistenza, sono diventati capi di stato, di governo, dell’esercito o ministri, poi, potendo ricattare poteri forti e multinazionali, in cambio di privilegi e regalie, si sono accordati con essi;  il trasformismo è un costume normale della politica. La laicità dello stato italiano è un mito, lo stato italiano è quello che spende di più per la religione, i governi italiani sono controllati dalla chiesa, dalla Nato e dall’UE.

Dal punto di vista del popolo, ci sono state sempre delle ottime ragioni per fare la rivoluzione, la protesta fiscale o per secedere dallo stato centrale, ciò è vero ancora oggi, però tutte le rivoluzioni sono fallite o degenerate, così il potere, comprando alcuni capipopolo e perseguendo altri, ha riassorbito il dissenso ed il popolo è stato scaricato.

Vecchi dirigenti di sinistra sono stati cooptati dal potere e rivoluzionari politici e sindacalisti sono diventati dirigenti, resi inoffensivi dai privilegi: non bisogna mai dimenticare che gli stati autoritari sono la maggioranza, che la corruzione è diffusa a livello politico, che notevoli sono i rapporti tra mafia e politica. L’informazione e gli intellettuali di sinistra hanno fatto fatica a riconoscere che i profughi di guerra, le vittime civili di guerra e gli indipendentisti non sono solo palestinesi e che i muri di contenimento non sono stati fatti solo da Israele. Infine, non hanno ancora compreso che tutti gli stati sono nati occupando territori di altri stati.

Contro tutte i condizionamenti della politica, a parte i privilegi dei dipendenti pubblici, oggi sembra che i lavoratori preferiscono i padroncini allo stato, infatti, quando il loro padroni violano la legge, non fanno la spia, cioè non li denunciano, entrano in conflitto con loro solo per difendere i loro diritti di lavoro. Un trattato internazionale a favore dell’autodeterminazione e dell’autonomia dei popoli, recepito nel 1956 dalla legislazione italiana, è inattuato come tanti buoni trattati.

Da sempre, dietro il terrorismo ci sono mandanti, che sono stati o multinazionali, il terrorismo è uno dei modi di fare politica, soprattutto quando non ci si vuole impegnare in  una guerra. Lo stato e la religione si nutrono di divieti, i tabù e la paura sono sempre serviti a condizionare gli uomini, i divieti calpestano la libertà, in Italia è tutto vietato, salvo ciò che è permesso.

In barba a  regolamenti o divieti, si possono ottenere favori, che sono come i miracoli; guai all’ipotesi che i cittadini abbiano uguali diritti,  perché in questo caso non  si potrebbe più fare un  favore o un miracolo a nessuno; in queste cose, stato e  religione si compenetrano a vicenda. In cambio di favori, lavoro e carriera, la politica riceve voti, consensi e denaro.

Per quanto riguarda il perdurare della criminalità organizzata, in tutta la storia d’Europa, la nobiltà e gli stati hanno protetto i briganti e i bravi, questi erano spesso delinquenti comuni, sottratti alla giustizia, cioè amnistiati di fatto dai potenti, ai quali erano affidate operazioni sporche; anche i papi avevano protetto i briganti, poi evolutesi nella banda della Magliana, la Francia ha la legione straniera, i Borboni avevano favorito, per ragioni  politiche e contro i piemontesi, lo sviluppo del brigantaggio.

In tutta Europa la nobiltà accordava protezione alla criminalità, ai pirati e ai briganti, dai quali si sentiva protetta ed attratta e con i quali aveva un’origine comune; infatti, in origine gli aristocratici furono capi clan e signori della guerra che esercitavano l’eversione e l’estorsione, prima di assumere il potere.  Il Piemonte dopo l’unità  non considerava immorale l’alleanza con il brigantaggio.

Si dice da più parti che lo stato, che è un grande inganno, deve essere laico, sovrano, di diritto, democratico, costituzionale, con libertà di pensiero, liberista, sociale e fondato sul lavoro. Lo stato italiano, per i condizionamenti politici e culturali che subisce da parte della chiesa cattolica, non è laico, anche in forza del concordato inserito, come corpo estraneo, nella costituzione; non è sovrano ma protettorato di Vaticano, Nato e UE, anche per aver rinunciato alla sovranità monetaria

l’Italia non è stato di diritto perché è privo di un vero servizio di giustizia, non è uno stato democratico perché la democrazia presuppone il governo del popolo, in realtà i governi si fondano sull’emarginazione politica dei sudditi, cioè dei più da parte dei meno; la democrazia rappresentativa è un concetto assurdo, come la transustanziazione o presenza reale di Cristo nell’ostia.

In Italia non esiste la libertà di pensiero, che concretamente significa libertà di stampa, perché tutti sono liberi di pensare e di parlare in casa, perché esistono reati d’opinione e la legge fascista sulla stampa è ancora vigente; l’Italia non rispetta l’articolo 3 della costituzione, centrale in tutto l’impianto costituzionale, violato dallo stato clientelare e concordatario, perciò i cittadini non hanno gli stessi diritti davanti alla legge.

Lo stato non è sociale ma clientelare e fondato sui favori e sulle discriminazioni, il libero mercato non esiste perché è sabotato da monopoli, corporazioni,  regolamenti, concessioni, autorizzazioni e licenze, per avere le quali si paga. La democrazia è una mistificazione, i rappresentanti non sono vincolati agli elettori ed in Italia i referendum sono invisi alla classe politica, che si sente scavalcata, li accetta solo per i rimborsi elettorali e poi li fa fallire.

Diversamente dalla scienza, la politica fa promesse e non vuole progredire, ma progredisce solo nella forma, forse ciò è accaduto per il fine primario della tassazione che ha giustificato la nascita dello stato; la tassazione è la sua vera vocazione, senza la quale lo stato si estinguerebbe. I militanti hanno il culto dell’obbedienza, del dogma e dell’ortodossia, non vogliono dissentire o essere anticonformisti od originali, hanno rinunciato volontariamente alla libertà di pensiero.

Per i militanti, chi dissente rischia  il linciaggio morale; sono manipolati dai partiti e dall’oligarchia che sa che, se l’uomo non crede, non obbedisce e combatte ancora peggio ed allora le guerre giuste chi le fa? In Italia la separazione dei poteri non esiste, perché sindacati, autorità, magistrati, partiti e governo hanno espropriato i poteri del parlamento, perciò la sovranità parlamentare è minata e la nostra non è più una democrazia parlamentare.

I parlamentari hanno rinunciato a legiferare ed a proporre vere riforme e, per acquistarne la complicità, sono stati coperti d’oro. Nemmeno in Europa il parlamento conta, in Italia, Europa e Usa la democrazia rappresentativa è in crisi; chi, in base alla costituzione, ha il potere, non lo ha effettivamente ma è succube d’altri poteri, spesso soprannazionali e occulti.

Militari e basso clero sono gli ultimi schiavi dell’era democratica, soggetti a gerarchia, subordinazione, obbedienza, ordine, disciplina, omertà, devono reprimere la libertà di pensiero e di movimento. Durante il feudalesimo, i servi della gleba prestavano lavoro gratuito, non potevano allontanarsi dal fondo, non potevano sposarsi senza l’autorizzazione dei feudatario, facevano testamento a suo favore e non potevano cambiare mestiere.

Oggi i preti cattolici non possono facilmente cambiare mestiere, non possono sposarsi e assieme ai membri degli ordini religiosi  fanno testamento a favore della chiesa, le prestano lavoro gratuito e sono pagati dallo stato che tiene al sostegno politico della chiesa; anche i militari sono limitati nelle libertà, nel movimento e nel matrimonio. Con la schiavitù, un uomo normale può perdere l’autostima, l’uomo non può essere usato come una macchina;  però obbedisce per abitudine alle gerarchie sociali, nate per ereditarietà,  istruzione e clientelismo.

Alcuni uomini, per il ruolo rivestito, ne sono sopravvalutati ed altri sottovalutati, così alcuni si convincono, a torto, di valere più di altri e la società complessivamente ci rimette. L’individuo è plagiato da religione e ideologia, è omologato e si sente più protetto dal gruppo; tuttavia l’individualismo di alcuni uomini sarebbe da coltivare e non da combattere, perché è critico, creativo e porta alla curiosità scientifica.

Purtroppo, stato e religione congiurano contro l’individualismo a favore dell’uomo sociale. I politici, una volta che sono stati screditati dalla politica loro imposta dai poteri occulti, sono messi da parte e sostituiti con volti nuovi, intanto il popolo continua a sperare nel giorno della salvezza e della liberazione. Quando non esistono libere elezioni, per cambiare il governo, si ricorre ai complotti ed agli omicidi politici, è accaduto sotto papi, sovrani assoluti e governi autoritari, che aspiravano a durare a lungo.

La repubblica non è fondata solo sul lavoro, ma anche sul parassitismo. Prima che nascesse il parlamentarismo inglese, i partiti erano delle sette e le persone dabbene affermavano di non appartenere ad un  partito ma di essere a favore della società; allora i partiti erano contrapposti alla società e rappresentavano etnie, religioni, classi, famiglie; comunque, volevano il controllo dello stato, contro il partito o la dinastia al potere  e contro il bene comune.

I complotti, come le rivoluzioni, avevano programmi egualitari, ma favorivano solo alcuni che n’erano promossi cambiando di classe; i programmi dei partiti per il popolo sono una scusa, le promesse elettorali non sono mantenute. I signori della guerra, arrivati al potere, occupano i posti migliori e ne hanno una promozione sociale, mentre i contadini, come nel vecchio regime, continuano a lavorare la terra. In pratica, le rivoluzioni non hanno mai abolito le classi sociali.

La rivoluzione è causa di cambiamenti sociali solo per alcuni, cioè è una rivoluzione ristretta, le società segrete sono partiti segreti costituiti per il potere e gli affari; anche le gang sono società segrete mentre la repubblica dovrebbe essere una cosa pubblica trasparente, in realtà, il comune cittadino è emarginato dalla politica, che serve solo ad avere, con i favori, il consenso delle masse.

Lo stato è diretto da una società segreta in mano a pochi, avente per fine lo sfruttamento dei sudditi, con l’uso dello strumento monetario, delle tasse, delle requisizioni, degli espropri, del lavoro coatto, della coscrizione; i servizi concessi al cittadino sono da lui pagati a caro prezzo; con L’Unione Europea, il cittadino è ancora più estraneo di prima al potere.

La monarchia costituzionale fu un compromesso accettato dal liberalismo, che all’inizio reclamava la repubblica, però fu un inganno, se fosse nata, i monarchi avrebbero dovuto essere uguali agli altri cittadini davanti alla legge, invece, come in precedenza, il re rimase irresponsabile per i suoi atti, anche se ispirava l’azione di governo, al suo posto rispondevano i ministri; l’istituto dell’irresponsabilità del re è stato ereditato dal nostro presidente della repubblica.

L’irresponsabilità è anche tipica dei servizi segreti e dei poteri occulti come la massoneria, però il vero potere è quello anonimo dell’oligarchia che non risponde mai di niente, il vero potere si fonda sull’irresponsabilità e l’anonimato, è vero anche per le società commerciali. I poteri ufficiali sono chiamati a rispondere senza che abbiano vera libertà di decidere, sono pagati per assumersi la responsabilità di decisioni altrui, è ciò che accade in parlamento ed al governo.

Comunque, anche l’alta politica chiede di essere irresponsabile, alcuni vorrebbero far derivare l’irresponsabilità dal loro ruolo, non contenti delle protezioni delle loro corporazioni; l’hanno desiderata anche medici, fiscalisti, magistrati e governatori della Banca d’Italia. Stipendi, liquidazioni e pensioni favolose di dirigenti, diligentemente selezionati,  sono il prezzo per comprare silenzio e complicità, per ottenere la loro discrezione e perché si portino i segreti nella tomba, altrimenti bisognerebbe ammazzarli.

A causa di questa pretesa discrezione, sono nati segreto d’uffici, segreti di stato, segreti militari e segreti d’impresa, i personaggi tenuti alla discrezione devono portarsi i segreti nella tomba, perché  la schiavitù dell’uomo non deve cessare. Anche nella pubblica amministrazione esiste l’irresponsabilità, anche se non prevista dalla legge; dal punto di vista pratico, pochi rispondono dei loro atti.

L’indipendenza è un valore per tutte le istituzioni dello stato, per magistrati, sindacalisti dirigenti, insegnanti e giornalisti, non solo per gli organi costituzionali o per quelli di rilevanza costituzionale; di fatto, è raramente effettiva, perché gli uomini di successo, cioè che fanno carriera, si piegano al potere o ad un  partito  o sono vittime d’ideologie; non desiderano veramente fare un servizio al popolo, usano questo argomento per ricattare il potere e ricevere privilegi.

Giornalisti, sindacalisti, insegnanti e  magistrati sono legati a partiti, i dirigenti sono condizionati nelle scelte riguardanti il personale e i contratti; il potere preferisce uomini servi, anche se di lusso, piuttosto che uomini indipendenti e responsabili, la chiesa li vuole  obbedienti;  al potere fanno paura gli uomini indipendenti e li controlla attraverso i suoi garanti locali, uomini posti ai vertici dell’amministrazione e garanti dell’oligarchia che, con i complotti, possono provocare la caduta di un ministro o del governo.

L’uomo obbedisce al principio d’autorità e di gerarchia, l’obbedienza è insegnata in famiglia, a scuola, nel posto di lavoro, in caserma ed in convento; chi obbedisce, anche ad ordini sbagliati, ritiene di doverlo fare per dovere, con l’obbedienza, individui normali possono diventare sadici, perché la loro lealtà verso i superiori supera le considerazioni morali.

Lo stato è costituto da una popolazione stanziata su un territorio e soggetto all’autorità di un’oligarchia occulta, mediata dall’ordinaria classe politica che partecipa ai fasti dello stato; l’oligarchia opera in concreto attraverso forme di governo monarchica, aristocratica, repubblicana, dittatura, democrazia, socialismo, ecc. Però queste sono solo le forme apparenti del potere, il quale, in realtà, si concreta sempre in un’oligarchia, la forma è parodia, grancassa e messa in  scena per abbagliare il popolo.

Gli stati riscuotono coattivamente le imposte, in cambio di una generica protezione accordata ai sudditi, in realtà, non riescono ad assicurare ordine pubblico, pace con l’estero e giustizia, però riescono sempre bene nella riscossione delle imposte, funzione originaria ed autentica vocazione dello stato. La televisione fa la lotta all’evasione fiscale e lo stato ha punito duramente i cittadini che non pagavano le tasse o protezione, con espropriazioni e  fino alla condanna a morte, ai contadini che non pagavano sequestravano le pecore e incendiavano la casa.

La mafia non si comporta diversamente, il che rivela l’origine comune; lo stato è solo una mafia più evoluta, è un’organizzazione più scientifica e meno artigianale; la mafia ordinaria combatte il suo  monopolio fiscale, però talvolta lavora anche in sintonia con lo stato.

EUROPA

Con la crisi dei subprime immobiliari americani del 2007, abbiamo conosciuto i derivati finanziari, ora la banca tedesca Deutsche Bank, quella che detiene più derivati nel mondo, per non fallire, ha presentato un piano di ristrutturazione, con il licenziamento di 18.000 persone. Sono pari a 48.000 miliardi di euro i derivati detenuti da questa banca tedesca, i derivati sono prodotti finanziari che dipendono da un contratto o titolo sottostante.

Per tutelarsi dalle variazioni dei prezzi delle materie prime, agricole o industriali, questi contratti a termine derivati nacquero nell’ottocento, ma poi il sottostante si estese a valute, interessi e altri derivati; quindi, la speculazione si aprì anche a chi non aveva intenzione di vendere o acquistare affettivamente, scommettendo su contratti di opzione, swaps ecc. Oggi, in tutto il mondo, i derivati sono pari a circa 2,2 milioni di miliari di dollari, pari a 33 volte il Pil mondiale e annualmente ne sono scambiati per 640.000 miliardi di dollari.

Dopo la deregolamentazione monetaria del 1971 che sganciò i dollaro dall’oro, la deregolamentazione bancaria, iniziata in Usa nel 1982, ha portato a questo risultato e oggi il mercato dei derivati opera anche tramite piattaforme digitali create dalle banche; il valore del derivato è desunto dalla sua quotazione, stabilita discrezionalmente dalle banche, per renderlo appetibile ai compratori. Questi contratti, anche se non sono stati regolamentati dagli stati, sono stati standardizzati dalle banche e si sono create clearing houses di compensazione, che fungono da controparti a garanzia delle negoziazioni.

Si può acquistare un derivato anche allo scoperto, versando meno del 10% della sua quotazione, se va male, si perde e si può fallire, gettando nel lastrico lavoratori e risparmiatori; perciò nel 2008 la Fed è stata costretta a salvare banche americane, mentre la BCE è intervenuta con il QE, sempre dopo gli Usa e il  Giappone, solo nel 2015, ufficialmente per favorire il credito alle imprese, in realtà, anche per aiutare banche in sofferenza. Quando accettano risparmio e fanno credito, le banche fanno intermediazione però, in questi contratti derivati, futures o a termine, è maggiormente insito il rischio sul credito, perciò possono esser colpite da perdite.

I derivati sono anche debiti per chi li deve pagare alla scadenza, perciò a volte sono insoluti, i derivati sono misconosciuti dalla commissione europea, ai crediti di taluni speculatori corrispondono i debiti di altri.  Singolarmente, l’UE non tiene conto, tra gli altri debiti, dei debiti scaturiti da questi contratti, ha in antipatia solo il debito pubblico italiano, mentre l’Italia, diversamente da Inghilterra e Germania, ha sempre pagato i debiti dello stato e le su perdite sulle sue scommesse in derivati. Nel 2008 il rapporto debito pubblico/Pil di Irlanda, Grecia, Spagna e Portogallo aumentò e perciò intervenne con dei prestiti il MES, in aiuto delle banche creditrici francesi e tedesche, imponendo a questi paesi la ristrutturazione del loro debito, con privatizzazioni, deflazione salariale e interventi sulle pensioni.

La speculazione si lanciò sui bond irlandesi, portoghesi, spagnoli e Italiani e nel 2012 la Grecia fu obbligata a ristrutturare il suo debito pubblico e perciò gli speculatori  internazionali guadagnarono con il suo fallimento. Da considerare che, il nuovo ordine mondiale sa che la ricchezza finanziaria, con imposte, inflazione, oneri bancari e insolvenze, si distrugge normalmente in tre generazioni, trasferendo ricchezza dai creditori ai debitori.

La speculazione sui derivati agricoli e sul petrolio ne fece impennare i prezzi a favore degli accaparratori; oggi la ristrutturazione del debito prevista dal MEF aggiornato, rende normale la procedura applicata alla Grecia; ma la Germania non è disposta a pagare per l’Italia, punta solo sulle sue privatizzazioni, perciò l’Italia potrebbe pagare i contributi e poi potrebbe essere esclusa dai fondi del MES per non aver rispettato i requisiti richiesti sulla riduzione del debito pubblico.

D’altera parte, la Germania ha un progetto di fusione tra banca Intesa e Deutsche Bank, anche molte banche italiane sono state salvate fondendole con altre banche italiane. Per salvare le banche, si fanno affondare i paesi Pigs e non quelli core che guidano l’UE, ma, con i derivati, anche le grandi banche tedesche sono in crisi; alla televisione non resta altro che affermare che la Germania, diversamente dall’Italia, è un paese serio. (Per le notizie, fonte: Giovanna Cracco – sinistrainrete.info).

ITALIA

L’Italia ha bisogno di alleati contro Bruxelles, perciò Salvini, messo da parte il crocefisso, si dice vicino agli Usa e alla Russia, mentre Di Maio è vicino alla Cina. Ritengo che, per la sicurezza italiana e per il suo commercio, Usa, Russia e Cina siano, al momento attuale, tutti interlocutori validi per l’Italia; Meloni è italianista, invece Mattarella, Conte e PD sono vicini a Bruxelles, Francia e Germania, in pratica sono europeisti e non italianisti.

Nunzio Miccoli   www.viruslibertario.it;    viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 23/12/2019)

SAGGIO SUL FEMMINISMO

Com’è evidente, in beffa all’articolo tre della costituzione, che sancisce l’eguaglianza dei diritti tra sessi, religioni, classi e razze diverse, governo e parlamento italiano hanno pensato bene di varare innumerevoli leggi che disattendono questo principio centrale della costituzione; il presidente della repubblica pro-tempore le ha promulgate, attentando con ciò alla costituzione. Infatti, il diritto del lavoro è stato sempre anticostituzionale prevedendo, come in Francia, differenti trattamenti contributivi e pensionistici.

Sindacati e partiti si fanno una bandiera del femminismo, per narcotizzare gli italiani e dimostrare che hanno fatto qualche cosa al riguardo, così sono arrivati a mettere donne modeste in posizione di potere, con lo scopo preciso di non migliorare il clima politico ed economico italiano; queste donne, come fanno generalmente tutti i politici, stanno al gioco e diventano strumenti oscuri di un’occhiuta rapina.

I venditori d’oppio femminista non demordono e continuano a depistare il vero problema, infatti, se le donne sono discriminate, donna negra è peggio, donna povera è peggio, donna senza istruzione è peggio e donna atea e peggio; inoltre, le figlie dei notabili,  a parità di istruzione e di capacità, hanno maggiori possibilità sociali dei figli maschi degli operai. A questo punto, mettendo da parte la demagogia, val la pena fare un po’ di storia sulla condizione delle donne.

Nelle società matriarcali antiche la donna era sovrana in casa e aveva la potestà esclusiva sui figli, potestà, sovranità, proprietà e possesso sono termini simili; anche i coniugi, con il contratto di matrimonio, si posseggono reciprocamente, il corollario del possesso materiale è la gelosia. In epoca matriarcale il marito era assente da casa per più giorni per la caccia ma, come fanno gli uccelli, costruivano la casa, ne curavano al manutenzione e  si dedicavano alll’agricoltura mentre la moglie era impegnata a casa ad allevare numerosi figli; fino a 50 anni fa, furono le gravidanze plurime, fin dalla giovane età, ad allontanare le donne dal mondo del lavoro e non una macchinazione degli uomini.

Oggi l’occupazione femminile in Italia arriva al 50% e le donne rappresentano poco più della metà della popolazione, se è più bassa di quella dell’uomo, la colpa non è degli uomini ma dello stato, che non fornisce adeguati servizi all’infanzia. La donna è ormai emancipata in famiglia e, se vuole il lavoro, deve solo trovarlo, non deve chiedere il permesso al marito o al padre.

Radio apostolica italiana, cioè la Rai, inseguendo il vecchio adagio o dogma, ripete spesso che le donne sono discriminate nel posto di lavoro, sono pagate meno, sono licenziate prima e hanno maggiore difficoltà a trovare un posto di lavoro. Oggi nell’industria europea si assumono tanti immigrati, mentre nei servizi, nelle amministrazioni e nella scuola si assumono più donne; in pratica, in Francia si afferma che si assumono solo donne e a Treviso capoluogo alcune agenzia interinali hanno fatto sapere che, in pratica, riescono a far assumere solo donne. Il commento delle donne è: “Accade ciò perché appartengono a una razza superiore!”.

Con lo sviluppo dell’agricoltura e dell’urbanesimo, l’uomo tribale espropriò la moglie della sua potestà sui figli, creando il patriarcato che faceva perno sull’autorità esclusiva del marito sulla moglie e sui figli; se questo quadro è ormai superato in occidente, è tuttora vigente nell’Islam, dove la moglie è ancora soggetta al marito e i figli appartengono solo al padre. In occidente la rivoluzione liberale ha stabilito che la patria potestà appartiene a entrambi i coniugi, però non bisogna farsi incantare da norme spesso disattese dalla pratica; spesso, a causa dello sviluppo del femminismo, pare che i figli appartengano più alla madre che al padre e la moglie ha spesso la prevalenza anche sul marito.

Se fino a 50 anni fa studiavano più gli uomini che le donne, oggi accade il contrario, più indietro di 50 anni fa studiavano solo i figli dei ricchi, più avanti, tra il popolo, solo un figlio maschio tra i tanti; quindi, il diritto allo studio non fu discriminante solo nei confronti delle donne, le quali, se furono discriminate al riguardo, lo furono solo per un breve tempo. Donne studiose non sono autorizzate ad avere la memoria corta di chi racconta la storia limitandola solo alle ultime generazioni.

Oggi in Italia, chi è dotato d’istruzione, per acceder al lavoro e alla carriera professionale, può essere discriminato dal clientelismo e non dal sesso; paradossalmente, il clientelismo ha messo uomini e donne sullo stesso piano, con delle eccezioni e non sempre a svantaggio della donna; infatti, c’è chi afferma che le donne, con il sesso, hanno una marcia in più.

Se a volte i privati hanno riserve sull’assunzione delle donne, che possono assentarsi per maternità, ci sono studi professionali e attività commerciali in cui si assumono solo donne, anche se ci sono uomini che vorrebbero lavorarci con lo stesso salario. Per difendere il mito della discriminazione femminile, si postula che ciò dipenda dal fatto che le donne sono pagate meno.

Esistono lavori di fatica riservati a sole donne e lavori di fatica riservati solo a uomini, generalmente gli infortuni sul lavoro colpiscono più gli uomini, perché fanno lavori più pericolosi delle donne. Da notare che, quando in banca le donne si lamentavano perché non avevano dirigenti, i commessi erano solo uomini. I pregiudizi degli uomini sulle donne, sulle razze, sulle classi e sulle religioni esistono, tuttavia gli stessi pregiudizi esistono anche da parte delle donne, anche nei confronti degli uomini; chi generalizza è razzista, pare che l’uomo viva di pregiudizi e idiosincrasie, con antipatie per uomini, donne e animali, infatti, si dice religioso, ideologico e militante di partito preso; ciò che conta è che non faccia delle persecuzioni, delle vessazioni, dei maltrattamenti e delle discriminazioni.

Se si dicesse che i bianchi sono più intelligenti, virtuosi, coraggiosi e determinati dei negri, si verrebbe accusati di razzismo; ebbene le femministe, generalizzando, affermano queste loro superiorità nei confronti degli uomini e nessuno le accusa di razzismo. Oggi sembra che la donna studi con più profitto degli uomini, ciò dipende dal fatto che ha maggiore voglia di emergere, come accade a certi figli d’immigrati, dal fatto che la scuola è stata consegnata in mano a docenti di sesso femminile, che giudicano secondo la loro psicologia e dal fatto che la donna si matura prima, fisicamente e intellettualmente.

Alle prime classi alimentari, anche sei mesi di maggiore età pesano molto nelle capacità intellettive dei bambini, a quell’età i maschi sembrano i fratelli minori delle compagne; anche se si sa che l’uomo è destinato a crescere fisicamente più delle donne. Lo sviluppo intellettuale completo di un uomo si ha a 25 anni, cioè con la fine dell’età scolastica, solo a quell’età si può paragonare l’uomo alla donna; da quell’età in poi, nel mondo del lavoro si riscontra, forse, che gli uomini hanno in genere maggiori capacità tecniche e organizzative e le donne maggiori capacità comunicative, salvo eccezioni.

Comunque, oggi la donna si è fortemente lanciata nella ricerca scientifica; a a causa di certe mode americane, oggi pare che sia più importante vendere che fare un buon prodotto; c’è chi afferma che i prodotti buoni e a basso prezzo li sanno vendere tutti, mentre solo i campioni sanno vendere prodotti scadenti ad alto prezzo, perciò le donne sono utilizzate nel commercio. Ora passiamo a esaminare le discriminazioni della legge nei confronti dei sessi; la legge italiana ha discriminato gli uomini, consentendo alle donne di andare in pensione prima e prevedendo la pensione di reversibilità solo per le donne, fu una sentenza a correggere quest’anomalia.

Fino a poco tempo fa, il part-time e i permessi per la maternità erano concessi solo alle donne; in caso di separazione tra i coniugi, i giudici hanno assegnato i figli, quasi sempre, alla madre, non era previsto dare un figlio al padre e uno alla madre o l’affidamento alternato degli stessi. Si dice che, quando le navi affondano, si salvano solo le donne, la maggior parte di loro non si lamenta nemmeno della cavalleria, quando gli uomini pagano il conto; il paternalismo maschile le vuole proteggere perché le vede più debole e le donne ne approfittano, ad ogni modo, se le donne devono entrare nell’esercito, sono considerate forti, però sono messe a fare servizi meno pericolosi.

Le donne si sono abituate ad approfittare di privilegi, a scapito dell’uguaglianza, infatti, hanno tariffe particolari in discoteca e altrove. Devo continuare, perché Radio Apostolica Italiana, cioè la RAI, un servizio pubblico retto all’insegna del femminismo, non fa mai questi approfondimenti. Oggi risulta, più in tribunale che in televisione, che in famiglia anche la donna è capace di violenza verso i figli, i nonni e il marito; la singolarità sta nel fatto che, poiché anche l’uomo è vittima della retorica, poche volte i mariti hanno il coraggio di denunciare i maltrattamenti da loro subiti da parte della moglie.

Anche da alcuni film si nota che ci sono delle donne che sono delle furie e sono manesche e violente; nel mondo della mafia esistono pentiti e collaboratori di giustizia che sono solo maschi, generalmente, tra le donne di mafia non esistono pentiti; tra i narcos colombiani ci sono tante donne omicide. La donna subisce chi è autoritario che le può fare del male e, generalmente, calpesta o contesta chi la tratta con umanità.

D’altra parte, pare che larga parte dell’umanità, soprattutto tra i giovani, sia attratta dai delinquenti; qualcuno non concorderebbe con questa tesi, perché le donne spesso portano i segni di lesioni sul corpo; ma in certe famiglie accade che gli uomini, reagendo alla violenza delle donne, le lasciano segni più pesanti e visibili, perché dotati di maggiore energia fisica.

Quando la moglie critica la suocera e biasima il marito mammista che ne è succube, dimentica di rimarcare che il comportamento della suocera è il comportamento di un'altra donna, mentre i suoceri sono molto più discreti. In psicologia oggi si è scoperto che le figlie di donne separate sono vessate dalla madre, sentono la mancanza del padre e poi rifiutano di sposarsi.

Accade spesso che in famiglia le figliastre subiscono le vessazioni dalle matrigne e perdono autostima; in generale, la violenza delle madri sui figli nasce dal fatto che la madre considera i figli sua esclusiva proprietà; per la madre, i figli sono sempre figli oggetto. Ci sono donne che, per stare a fianco della madre sola, sono state costrette a rinunciare a una loro famiglia, condannate all’infelicità e alla solitudine, in generale, le donne sono sfruttate anche da altre donne.

Se è vero che in Italia, nelle precedenti generazioni lavoravano meno donne, per istruzione e scelta familiare, oggi le donne istruite irrompono nel mondo del lavoro; contemporaneamente, si reclamano sempre più donne in posizione di potere, anche discriminando gli uomini. Infatti, ci sono bandi d’assunzione in cui si assumono solo donne e le commissioni di pari opportunità, in parlamento o nel sindacato, operano solo al femminile.

E’ previsto lo sconto sull’energia alle donne imprenditrici, nelle università si fanno corsi per avviare le donne alla politica; in alcuni settori, l’assunzione di donne è favorita con benefici fiscali; inoltre, generalmente, le donne sono esentata dal lavoro notturno, pericoloso e usurante; sono gli uomini che lavorano negli altiforni, nelle miniere, negli impianti chimici e nei cantieri, dove gli incidenti sul lavoro sono maggiori e più pericolosi e invalidanti che negli altri lavori o nei lavori domestici.

Le donne si sono spesso lamentate perché non potevano accedere in certi posti di lavoro, come l’esercito, anche se in certi settori si assumono solo donne e gli uomini non se ne lamentato; tuttavia, si riscontrano molti casi di donne in carriera e con il tempo, occuperanno sempre posizioni più elevate. Tra pochi ani, le lavoratrici saranno più dei lavoratori e tra venti anni i dirigenti saranno al 70% donne, allora le donne affermeranno di aver raggiunto finalmente l’eguaglianza; In materia d’alimenti alle separate, secondo alcune sentenze della Cassazione, se una donna è senza lavoro è perché non lo trova, se un uomo è senza lavoro è perché non lo cerca.

In Italia esistono sgravi fiscali per le imprese femminili, corsie preferenziali per assumere donne nella pubblica amministrazione e nelle imprese, corridoi preferenziali per le donne nei concorsi, incentivi fiscali a chi assume donne. Tutte queste misure, anche se mirano a favorire l’occupazione femminile, sono discriminanti dal punto di vista legale e in contrasto con l’articolo tre della costituzione.

La scuola italiana è un monopolio femminile, l’educazione scolastica è a misura femminile, perciò avvantaggia le donne e svantaggia gli uomini; in alcuni atenei ci sono corsi riservati solo a donne, alcune borse di studio sono riservate solo a donne. Modalità didattiche e criteri di valutazione sono progettati per la mentalità femminile, anche se, nelle attività lavorative creative e tecniche, generalmente l’uomo si dimostra più capace, salvo eccezioni.

Sono banditi centinaia di corsi di qualificazione professionale per sole donne, con fondi europei, statali e regionali, ci sono iniziative a sostegno dell’imprenditoria femminile; in Italia esistono sportelli per l’orientamento e l’aggiornamento professionale solo delle donne. Esistono centri antiviolenza solo per donne, s’invita a votare donna e a candidare donne, anche se queste partecipano meno alla politica e andrebbe tenuto conto soprattutto di ciò, come accade in tutte le associazioni.

I partiti hanno usato le donne per farsi pubblicità, ottenere consenso e prendere voti, Irene Pivetti era presidente della Camera a 31 anni, in genere, un uomo a quell’età non diventa nemmeno parlamentare; oggi ci sono tante donne belle e giovani ai vertici della politica, con più meriti sessuali che di competenza. Gli uomini, a causa della demagogia della politica, sono alle corde, il governo norvegese ha previsto che le aziende che hanno una quota inferiore al 40% di donne nel consiglio d’amministrazione saranno chiuse. In Svezia un uomo ha donato dello sperma a una lesbica, per la fecondazione artificiale, ed è stato costretto dal giudice a mantenere il figlio.

In Svezia si fa pagare una tassa solo ai maschi neonati, per risarcire i futuri danni inferti alle donne, in Europa si è proposto di far votare i minorenni, con delega concessa alle madri, che così avrebbero voto plurimo; lo scopo non è l’eguaglianza tra i coniugi, ma consegnare tutto il potere alle donne. La donna decide da sola sull’interruzione della gravidanza, ha diritti sui figli, ma i figli non hanno diritto a entrambi i genitori, può imporre il riconoscimento della paternità e rifiutare il proprio. I figli, soprattutto le donne, soffrono per l’assenza del padre, però si parla solo di diritto alla maternità della donna ma non del diritto dei figli ad avere una mamma e un padre.

Non tutte le prostitute sono costrette al loro mestiere, alcune lo sono per libera scelta e guadagnano bene, la prostituzione non è reato, con la prostituzione si evadono le tasse sul reddito al 100%. Le prostituite sono considerare dai giudici buone madri e, in caso di separazione, le sono affidati i figli; viceversa, gli uomini che le frequentano sono considerati depravati e cattivi padri, perciò, in caso di separazione, non possono avere in affidamento i figli. Per gli economisti classici, è la domanda che crea l’offerta, per gli economisti moderni, grazie alla comunicazione, è l’offerta che crea la domanda, per i giudici italiani è la domanda che alimenta la prostituzione, le prostitute che lavorano solo per se stesse, sorridono soddisfatte.

Se una donna tradisce, lo fa perché desidera affermare d’essere libera e non un oggetto, se lo fa l’uomo, è un puttaniere; la donna ha diritto di non riconoscere il figlio, il padre e costretto al riconoscimento, con l’obbligo di mantenimento. Farsi mettere incinta da un ricco, per alcune donne è diventato un affare; se una donna abbandona i figli, vuol dire che è disperata e perciò bisogna aiutarla, quando lo fa l’uomo è condannato.

Risulta che tanti uomini separati, privati di casa e di larga parte del reddito, diventano barboni, viceversa in Europa, le donne separate, oltre la casa, i figli e parte dello stipendio del marito, hanno assistenza e sovvenzioni; l’uomo perde tutto e la donna prende tutto, se la casa aveva un mutuo, lo paga il marito e la moglie ha l’alloggio, oltre l’assegno di mantenimento e parte del TFR del marito.

I figli di separati sono generalmente assegnati alla madre, anche se indegna, il diritto dei figli ad avere anche un padre con l’affidamento alternato è ignorato; la madre generalmente ostacola anche l’assegnazione periodica dei figli al padre. Accade spesso che le donne separate, per vendetta, accusino a sproposito il marito di violenza sessuale e di molestie sessuali sui figli. Nella separazione, l’uomo è il presunto colpevole e la donna, la presunta vittima, però oggi sappiamo che esistono anche madri assassine.

La donna è presentata sempre come sfruttata, non si vuole ammettere che la prostituta, se è sfruttata, è una donna oggetto e senza testa; a ben guardare, l’essere umano si prostituisce con il sesso, con la testa e con le mani e sempre per denaro. Un uomo sposato che non lavora è un mantenuto, la donna sposata che non lavora è una casalinga. Non è reato fare la puttana ma è reato dare della puttana; però anche le donne danno della puttana ad altre donne e nessuno si scandalizza o le condanna.

Accade che gli uomini in casa, anche quando lavorano, spesso si dedicano a piccole riparazioni, aiutano la moglie nei lavori casalinghi e curano anche i figli; spesso, in questo caso, sono giudicate negativamente da altre donne o il loro lavoro in casa non è ricordato; il fatto è che la donna in casa ha un ruolo manageriale e come i manager tende a sminuisce il contributo dei suoi collaboratori, cioè madre, suocera, marito, figli e donna di servizio, sottolineando solo il suo contributo alle fatiche per la famiglia. Oggi la vita del maschio in occidente ha meno valore, naturalmente non si vuole generalizzare, le esperienze personali possono essere diverse, ciò che conta è non mistificare la realtà o il trend decadente che si va maturando.

Nell’esercito italiano le donne sono generalmente esentate dalla prima linea e da missioni rischiose, in Europa, in caso di violenza sessuale, gli uomini sono considerati colpevoli fino a prova contraria, le pene per l’infanticidio sono maggiori per l’uomo che per la donna. Viceversa nell’Islam, come in passato in occidente, l’adulterio femminile è punito più di quello maschile; è proprio difficile garantire l’eguaglianza tra uomo e donna, a parte le elucubrazioni della costituzione italiana.

In Europa tante donne hanno ucciso i figli e non hanno fatto un giorno di carcere, secondo alcuni dati, in Italia ogni tre giorni una madre uccide un figlio, però questa violenza delle donne è stata scusata, si parla di loro disagio mentale, però anche gli uomini potrebbero averlo; sono state assolte donne che hanno reciso il pene del marito, però dovrebbe essere una mutilazione e un reato, anche se queste donne avevano delle scusanti; che pena fanno certi politici e certi magistrati!

Esistono campagne per la prevenzione solo della salute delle donne, anche se si postula che la donna sia più sana fisicamente dell’uomo, soggetto a lavorare spesso con sostanze tossiche, molto meno presenti nei lavori domestici. L’ingresso di donne in palestre e discoteche è fatto a prezzo di favore, pagano di meno l’assicurazione sull’auto, perché si postula che fanno meno incidenti, in realtà perché guidano per meno chilometri degli uomini; però, nemmeno in questo caso bisogna generalizzare, si parla sempre di grandi numeri.

I casi di violenza domestica delle donne sui mariti sono numerosi, però i mezzi d’informazione drogati, per difendere l’immagine ideale della donna, posta, per i suoi valori, al centro dell’universo al posto della terra, la considerano sempre vittima, discriminata e sfruttata, perciò ne parlano poco, gli uomini e i mariti maltrattati non denunciano le angherie ricevute dalle donne. Tuttavia, i film rivelano che esistono donne violente, manesche e che odiano i maschi; ciò malgrado, si postula che le donne siano contro la guerra e contro la violenza.

Poiché l’occidente sta demagogicamente degenerando, l’Islam se n’è accorto e cerca di approfittare dei sue crisi di coscienza democratica; oggi tanti occidentali non sono attratti dalla sharia, o legge islamica, che è contro la logica e l’umanità, ma dall’autorità che gli uomini hanno nelle famiglie islamiche; se l’Islam saprà trarre profitto da questo fatto, è con il ruolo che riconosce agli uomini, invece che con il fondamentalismo e il terrorismo, che potrà sfondare in occidente e fare proselitismo presso uomini in cerca d’identità e di autorità.

Poiché anche le donne disprezzano gli uomini deboli o molli, alla conversione all’Islam degli uomini seguirebbe inevitabilmente quella delle donne. La chiesa ha estromesso le donne dai suoi posti di comando, è la più maschilista delle organizzazioni; malgrado il celibato, i preti hanno le donne, conoscono la psicologia femminile e la temono, hanno una madre e la conoscono.

La chiesa non è una democrazia, ma un’organizzazione autoritaria e gerarchica, le donne capiscono istintivamente, dove risiede il potere reale e chi è il vero padrone, anche le femmine degli animali si accoppiano con l’individui più forti, tra gli uomini sono quelli più potenti e più ricchi, perciò i tradimenti avvengono soprattutto nel posto di lavoro. Un alto prelato ha affermato che è difficile tenere le donne lontane dai preti, perciò le donne frequentano le chiese e i preti, per tornaconto più che per fervore religioso, non sono stupide ma furbe; vogliono la protezione da quelli che contano, ormai i loro padri e mariti non contano più nulla, accettano l’autorità della chiesa, anche se è loro negato un ruolo importante nella stessa.

Le femministe alimentano una mitologia a loro favore e chiamano maschilisti quelli che sono orgogliosi d’essere maschi, anche se non desiderano discriminare le donne; io ritengo che l’eguaglianza dei diritti tra uomini e donne sia importante e da salvaguardare, anche per ostacolare le prevaricazioni legali da parte delle donne, cioè per salvaguardare i nostri diritti d’uomini, che non possono essere spropriati dalle donne, le quali, in realtà, a parte le elucubrazioni del diritto, non credono all’eguaglianza dei diritti tra i sessi. Non è possibile che alla donna sia lecito ciò che non è lecito agli uomini.

Oggi in occidente, quando capita che è il marito a comandare, la moglie fa regolarmente opposizione perché siamo in democrazia, se però comanda la moglie, l’uomo si adatta ed è più arrendevole. Non è mai esistita l’eguaglianza dei coniugi in famiglia, oggi spesso comanda la moglie, i figli sono soggetti ai genitori, soprattutto alla madre, anche da maggiorenni, i figli maggiori prevalgono su quelli minori, cioè, in famiglia, l’eguaglianza non esiste.

Contemporaneamente, lo stato ha messo un’ipoteca sui figli, cioè anch’esso, come i genitori, partecipa alla potestà su di questi, infatti, pone limiti ai diritti e alle libertà dei minorenni, obbliga all’arruolamento i maggiorenni, consegna un codice fiscale a tutti i figli, che sottintende che l’unico ente che ha diritto a tassarli è lo stato. Il vantato rapporto edipico è stato enfatizzato ed è servito a giustificare il risentimento dei figli verso il padre; in realtà, un conflitto generazionale nasce quando i figli, arrivati all’adolescenza, diversamente che tra gli animali, rimangono in famiglia e il conflitto edipico ne diventa un corollario.

Come accade in tutte le associazioni o partiti, le donne, aderendo al femminismo, fanno partito per la tutela dei loro diritti, ma anche per acquisire posizioni di privilegio. Le femministe hanno spesso in astio gli uomini, come i partiti che difendono gli interessi di una classe; ciò malgrado, le donne anziane e le donne sole con figli maschi maggiorenni, diffidano più delle donne che degli uomini.

Si dice che la famiglia è la prima forma di società e che gli uomini e le donne si associano gerarchicamente ma, contro l’autorità del padre hanno lottato donne, figli, chiesa e stato, tutti intesi a minare la famiglia e l’autorità del padre, a favore delle altre organizzazioni sociali; perciò tanti sono rimasti orfani di un vero padre e ne hanno ricercato uno eccellente. Secondo tanti filosofi, Dio rappresenterebbe un padre eccellente e infallibile, é l’idealizzazione della figura paterna o patriarcale, un padre giusto e con tanta autorità che dà sicurezza.

Il legame ai valori antichi della famiglia non doveva necessariamente essere d’ostacolo alla modernità ma, a causa dell’emigrazione di milioni di persone, la famiglia si è disgregò e si perse la paternità, perché erano soprattutto gli uomini a emigrare; questo fatto determinò la perdita di legami familiari e anche per questo, con famiglie senza uomini, il mondo sta diventando prevalentemente a direzione femminile; infatti, nel sud dell’Italia, il mafioso è figlio della madre e non del padre.

Con la guerra e con l’assenza di uomini, cresce l’adulterio, aumentano i delitti contro il costume, l’infedeltà, si disperdono i figli e si allentarono i freni sociali, la donna si corrompe, aumentano nascite illegittime e aborti (oggi in Italia le nascite illegittime e tra donne sole si stima siano il 12%). Dal 1870, dall’Italia meridionale emigrarono milioni di uomini, perciò nei primi quindici anni del secolo XIX, in Italia meridionale gli uomini adulti furono spesso assenti.

In Calabria le famiglie acefale erano una su tre; mentre in precedenza la responsabilità del pudore femminile era ricaduto sulle spalle degli uomini, ora non c’erano più freni, perché padre padrone e marito autoritario erano stati estromessi dalla famiglia. Quando si vuole distruggere un popolo, si ricorre alla pulizia etnica e allo stupro etnico, lo hanno fatto anche i piemontesi occupanti, in precedenza, la società meridionale non ti faceva sprofondare, invece, sotto occupazione piemontese, aumentarono delitti contro la persona e contro il patrimonio e gli uomini rimasti si diedero alla criminalità mafiosa.

A causa della crescente miseria e disoccupazione, crebbe emigrazione e delinquenza, via i padri, si scatenarono i figli, si ebbero donne senza freni, figli delinquenti e padri derisi per il costume delle mogli, era il disfacimento delle famiglie e di una civiltà. Senza gli adulti, anche tra gli elefanti, i giovani smarriscono le regole, partiti dal sud gli uomini più intraprendenti, rimasero i più rassegnati, perdenti, oziosi e criminali.

Nel diciannovesimo secolo, nel mezzogiorno c’erano ruoli molto distinti tra uomo e donna e l’uomo prevaleva, infatti, tra uomini e animali, quando cede il patriarcato, aumenta il matriarcato e non le pari autorità tra i due membri della coppia; bisogna ricordare che le autorità alternative del padre o della madre discendono dalla natura e soprattutto dalla cultura e l’eguaglianza gerarchica tra i membri della coppia non esiste in nessuna specie animale. La figura del padre andrebbe insegnata perché il potere diseducativo della mancanza del padre è spaventoso.

Il discredito sistematico, generalizzato  e televisivo del padre fa male ai figli e alla famiglia, l’eccesso di libertà, senza paternità, favorisce alcolismo, licenza e criminalità, determina labili legami familiari e porta all’emarginazione sociale. Le figlie femmine sentono molto la mancanza del padre, i figli di divorziati non si sposano; perciò è sbagliata la lotta femminista contro il padre padrone, che può essere un padre autoritario, ma anche autorevole, a favore di un padre debole o assente, praticamente più succube che uguale alla moglie.

FINANZA MONDIALE

Per paura di un’altra crisi, banche centrali e privati stanno ammassando oro e futures sull’oro, mentre i privati, per cautelarsi dalla moneta elettronica, nascondono anche banconote; oro e moneta cartacea paiono, in buona parte spariti, dalla circolazione, anche a opera di ricchi e criminali. Le banche centrali stanno comprando oro a un ritmo forsennato, mentre in precedenza lo avevano venduto; sono risposte, anche della speculazione, ai segnali di crisi.

Negli ultimi tre anni nel mondo, 1.200 tonnellate di oro, per 57 miliardi di dollari, si sono mossi, in parte sono affluiti nei caveau di Regno Unito e Svizzera, dalla fine del 2016 gli investimenti privati in oro sono cresciuti regolarmente; quest’oro serve a speculare, a proteggere dai rischi politici e a preservare la propria ricchezza, perché si temono scenari politici ed economici estremi.

L’oro trattato è comunque minore rispetto ai futures in oro, che sono contratti a termine derivati, ma, se una parte dei detentori di quei contratti chiedesse la consegna dell’oro, il relativo mercato salterebbe; tuttavia, pare che stia sparendo anche la normale banconota, che le autorità vorrebbero sostituire con la moneta elettronica. Nel 2018, 1700 miliardi di dollari in contanti sono finiti all’estero, come ben rifugio designato, simile all’oro.

Nel 2017, 900 miliardi di dollari in contanti erano detenuti all’estero, ammassano denaro in contanti australiani, svizzeri e tedeschi, cioè non il terzo mondo o l’Italia; però non si sa quanto di questo denaro circoli effettivamente ed esattamente all’estero e bisogna calcolare anche le banconote false, delle quali il Tesoro americano non può rispondere e non le può controllare o calcolare.

Il denaro in contante è nascosto nelle cassette di sicurezza e in ogni altro luogo, in Germania, afflitta dall’inflazione, dopo la prima e la seconda guerra mondiale, si tratta di 150 miliardi di euro. Secondo la BCE, la circolazione di banconote non ha anomalie, ma la politica dei tassi negativi può aver spinto al ritiro del denaro dai conti correnti delle banche e a nasconderlo nelle cassette di sicurezza o altrove; non si può negare che la gente sta nascondendo banconote, sottraendolo alle banche. In Australia, ogni anno sono sottratti alle banche 7,6 miliardi di dollari australiani e tenuti nascosti, in previsione del peggio. (Per le notizie, fonte: Mauro Bottarelli - it.businessinsider.com).

ITALIA

Il Salvataggio della banca popolare di Bari, prima commissariata e poi in amministrazione straordinaria da parte di Bankitalia, prevede, in deroga al bail-in, un aiuto di 900 milioni di euro da parte di Invitalia, dipendente dal Tesoro, e l’ intervento del Mediocredito centrale  e del fondo interbancario di garanzia, con il fine di trasformare la banca in banca d’investimento dell’Italia meridionale.

Mediocredito, per l’equilibrio di liquidità, diversamente dalle banche popolari, secondo normativa e statuto, fa raccolta e impiego a medio e lungo termine, perciò il suo intervento nel salvataggio non è finanziariamente corretto ed è in contrasto con la sua normativa interna; invece l’intervento del fondo interbancario di garanzia, è un’assicurazione cooperativa tra banche, ma non è prevista per sanare comportamenti fraudolenti.

Purtroppo lo stato, impossibilitato a recuperare i soldi dispersi, è sempre intervenuto per sanare situazioni imputabili ad amministratori e dirigenti disonesti e oggi, grazie all’UE, sono saltate tutte le vecchie e sane regole della legge bancaria del 1936, che divideva le banche commerciali da quelle d’affari e, per la salvaguardia della liquidità, quelle a breve termine da quelle a medio e lungo termine.

Si nazionalizzano imprese decotte e poi, con la scusa della tutela dei posti di lavoro,  dopo il risanamento, per fare un regalo agli amici, si privatizzano di nuovo. Per fare i solidi, esiste una sola regola, farsi guardare le spalle, con adeguati compensi, dai centri di potere e relativi erogatori di denaro e dai controllori, però la corruzione non è solo italiana.

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Le statistiche dell’informazione sono spesso approssimative o inventate, in televisione, tre donne dietro una scrivania, sono capaci, in pochi istanti d’improvvisare una statistica; infatti, a causa della denatalità, si afferma che la popolazione italiana invecchia, invece sta ringiovanendo perché muoiono più vecchi rispetto alle nascite e perciò l’età media della popolazione si abbassa gradualmente.

Si dice che la donna è discriminata nell’assunzione, nel salario e nella carriera, ma questa discriminazione è sofferta anche da uomini e non esiste nei contratti collettivi, ma soprattutto, nel lavoro irregolare. Si afferma che, negli ultimi dieci anni, sono emigrati più italiani e ritornano ai loro paesi tanti immigrati, soprattutto irregolari, tuttavia, malgrado la denatalità, la popolazione italiana è cresciuta ed è arrivata a 61 milioni; probabilmente, non si contano gli immigrati, arrivati dalle frontiere terrestri, e che tanti cittadini italiani risiedono all’estero.

Pertanto, bisognerebbe avere il numero dei residenti, compresi gli immigrati senza cittadinanza, distinto da quello dei cittadini, residenti o meno. Infine, bisogna ricordare che in Italia risiedono circa 200 persone per km. quadrato, mentre nel mondo queste sono, in media, 50, perciò, poiché in  Italia esiste ancora disoccupazione, gli immigrati dovrebbero entrare  in base alle necessità del mercato del lavoro italiano, lo dice anche la Germania, e non secondo un disegno della criminalità, collusa con la politica e gli affari.

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 16/12/2019)

EUROPA

Per certi versi, sembra che la BCE, con i tassi zero, abbia disincentivato le banche a prestare alle imprese, ma la ragione sta soprattutto nella crisi che fa diminuire le richieste di crediti, fa aumentare gli insoluti e fa diminuire i fidi;  perciò i rapporti tra banche e BCE sono diventati tesi. Nell’eurozona, nel 2011, i prestiti alle imprese erano pari 900 miliardi di euro e ora sono pari a 655. Le banche italiane hanno profittato del tasso zero offerto dalla BCE sui loro conti, spostando 60 miliardi di euro verso la BCE ma, a causa dei rischi e dalle minori richieste di finanziamento, hanno ridotto i prestiti alle imprese.

Le banche estere fanno raccolta non solo con l’interbancario, ma anche tramite clearing house, con operazioni a termine garantite da titoli, per poter rientrare liberamente. Con la crisi, il settore bancario europeo, soprattutto quello tedesco, è diventato ipertrofico e perciò deve essere ridisegnato, riducendo sportelli e personale. Moody’s e Bundesbank lanciano l’allarme sulla situazione delle banche tedesche.

Fitch ha affermato che l’eurozona è colpita dalla sindrome giapponese degli anni novanta, caratterizzata dalla deflazione, a sua volta favorita dalla politica della commissione europea e dalla crisi economica e bancaria; l’Eba, l’autorità bancaria europea, ha registrato un calo di redditività delle banche, mentre le grandi banche tedesche hanno anche una redditività negativa; il settore bancario europeo e tedesco pare sia troppo grande per le necessità dell’eurozona.

Con la nascita dell’euro, avvenuta nel 1999, crebbero i prestiti e poi, con la crisi del 2008, ci furono le insolvenze e le perdite delle banche americane ed europee; le banche dei Land tedeschi avevano investito in titoli derivati americani e, con la crisi dei subprime, fallirono alcune banche tedesche e altre furono salvate dallo stato, i loro crediti insoluti verso la Grecia furono pagati dal MES. Oggi il sistema bancario europeo sembra troppo grande rispetto alle esigenze del mercato, anche perché sono calati i prestiti, c’è stata un’evoluzione tecnologica e i tassi sono bassi e non remunerativi.

Tuttavia pare che le banche americane godano di migliore salute di quelle tedesche, prima della crisi, la redditività delle banche tedesche era la metà di quelle americane, tese soprattutto alla speculazione finanziaria. Perciò, per aumentare la redditività, anche nelle banche tedesche, si è elevato il rischio finanziario speculativo e si è ridotto il capitale proprio; poi le autorità europee hanno puntato sull’aumento della capitalizzazione che, distribuendo gli utili a più soci,  ha ridotto ancora  la redditività per azione.

Per capire l’arcano, poiché la posizione di equilibrio è solo una e in economia non si conosce, per trovare l’equilibrio ci si sposta da una posizione squilibrata a un’altra; cioè le autorità europee, prima erano tese all’aumento della redditività e poi all’aumento della capitalizzazione che l’ha ridotta. In Germania il settore bancario poggia su tre pilastri, quello privato delle grandi banche, quello pubblico dei Land e quello cooperativo di banche popolari e casse di risparmio, in tutto sono 1.783 banche, con 30.000 sportelli e 600.000 dipendenti, il doppio che in Italia.

Ora sono previste pesanti ristrutturazioni in tutta l’UE, con ingenti investimenti in tecnologie e riduzioni di personale, com’è avvenuto in Giappone negli anni novanta; con fusioni, riduzioni di personale, riforme fiscali e finanziarie utili alle banche che, fino a oggi, la commissione europea, su mandato bancario e tedesco, non ha favorito.

Il governo italiano, in più fasi, anche su sollecitazione dell’UE, spinto dalla crisi di alcune banche, è intervenuto nel sistema bancario, anche con incentivi fiscali, favorendo prima le privatizzazioni e poi le fusioni, modificando la fisionomia e il ruolo delle sue banche, mentre la Germania ne ha conservato la struttura originaria. La situazione attuale è poco felice per alcune banche, in passato però, il peso economico e politico delle grandi banche italiane, non ha impedito le loro intrusioni politiche ed economiche (Per le notizie, fonte: Giuseppe Liturri – La Verità - Marco Onado – startmag.it).

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L’egemonismo tedesco rischia di frantumare l’Europa, dalla caduta dell’impero romano d’occidente, la Germania non riesce a nascondere la sua ambizione di dominare l’Europa, il successo elettorale di Johnson dipende da ciò. In Gran Bretagna hanno votato il 66,7% degli elettori inglesi e il partito conservatore Troy ha preso il 43% dei voti, con 86 seggi in più dei laburisti; Corbyn, il perdente laburista, aveva promesso più statalismo o dirigismo, con aumento di tasse e nazionalizzazioni e con la riduzione della settimana lavorativa a quattro giorni.

L’elettorato non ha avuto paura della fuga delle grandi aziende dalla City con la Brexit perché, al momento, il capitale non conosce confini e gli inglesi sperano nella cooperazione commerciale con gli Usa, già promessa da Trump; perciò, al momento, la sterlina si è rivalutata nei confronti di dollaro ed euro. Gli inglesi avevano ottenuto deroghe dall’UE in materia di compartecipazioni agli oneri e restituzioni finanziarie causate dai deficit commerciali con l’UE.

Ora dovranno affrontare lo scontro con scozzesi e irlandesi del nord che vogliono più autonomia e stare nell’UE. Nel 2021 in Germania ci saranno le elezioni politiche, nel 2022 in Francia e nel 2023 in Italia, l’UE si sta spostando a destra e la Brexit potrebbe avere un effetto domino, non sentito dall’informazione televisiva. L’attivo commerciale tedesco è servito a fare la predica ai paesi indebitati e al controllo tedesco di politica, informazione e piazze; per il momento, la Germania può vantarsi di aver recuperato il governo italiano.

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Lagarde, presidente della BCE, ha difeso l’indipendenza della BCE, che ha sede a Francoforte, sede anche della banca centrale tedesca, con la quale è a braccetto, perciò ha riservato elogi al ministro delle finanze tedesco Olaf Scholz. Contro l’opinione comune, ha affermato che la politica monetaria deve andare in direzione opposta a quella fiscale o di bilancio, perché i governi, quando spendono troppo, alimentano l’inflazione.

L’informazione italiana ha erroneamente affermato che Lagarde vuole seguire la via tracciata da Draghi con i tassi e il Qe, ma Lagarde, in una conferenza stampa, ha anche affermato di voler combattere i cambiamenti climatici, che è un tema di non competenza della BCE, e di puntare su un’inflazione un po’ superiore al 2%, che ridurrebbe con uno sconto i debiti degli stati, inoltre vuole esercitare la guida del sistema euro.

Anche se consumi e salari europei non aumentano, con riflessi negativi sul PIl, ha detto che la politica fiscale espansiva è adatta solo ai paesi con poco debito, come la Germania, e non all’Italia. Lagarde ha lodato  l’apertura del governo italiano  a limitare i BTP, ad alto rendimento, in portafoglio delle banche italiane che, forse, saranno costrette a venderli alle banche tedesche, del resto, anche le banche francesi ne hanno molti; questi titoli, in mano a banche estere, aumenteranno il debito verso l’estero dell’Italia e favoriranno la speculazione finanziaria internazionale, che ha nel suo obiettivo il debito pubblico italiano.

Lagarde ha affermato che non è, né una colomba né un falco, ma un gufo, simbolo della saggezza germanica.  Al momento, FED e BCE manterranno i tassi al livello attuale, però Deutsche Bank e Credit Suisse hanno condannato i tassi negativi che danneggerebbero le banche. Intanto, sia in Usa, che nell’UE, visti i tassi favorevoli, aumentano le emissioni di obbligazioni corporate delle grandi imprese, speriamo che le aziende onorino i debiti, perché la Germania è attenta solo ai debiti degli stati.

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Conte ha proposto all’eurogruppo di continuare a lavorare per la modifica del MES e di varare un pacchetto di riforme riguardanti l’unione bancaria, al momento, afferma di voler continuare a negoziare, senza sottoscrivere impegni. Ha ricordato che il MES esiste dal 2012, poi è intervenuto sulle CACS o clausole di azione collettiva e sull’EDIS o sistema europeo di assicurazione dei depositi, sui quali, afferma, che non è stata apposta ancora nessuna sua firma.

Queste clausole riguardano i titoli di stato, per i quali il ministro delle finanze italiano ha emanato il decreto 96717/2019, che ha stabilito, conformemente agli obblighi derivanti dal MES, che sui titoli di stato emessi dal 2013, con scadenza superiore l’anno, è consentito ai creditori, cioè soprattutto alle banche, di modificare, in un’assemblea con maggioranza qualificata e ai fini della ristrutturazione del debito, la struttura del debito pubblico.

Su sollecitazione del governo e con contropartite per le banche, si potrebbe modificare la scadenza dei titoli e ridurre l’importo da rimborsare. La Grecia ha già emanato una disciplina retroattiva per queste clausole di azione collettiva, che sarebbero più logiche per i titoli vecchi, perché quelli più recenti scontano già interessi più bassi, inoltre, per quelli di emissione più recente, il maggiore rischio ne potrebbe far aumentare di nuovo gli interessi.

E’ probabile che il governo italiano, per non  spaventare i risparmiatori, si sia limitato a introdurre la disciplina solo per i titoli di emissione più recente, riservandosi, in caso di necessità, di estendere la disciplina anche ai titoli di più vecchia emissione; lo stato lo può fare perché è lui che crea le norme, anche con decreti catenaccio urgenti, magari emanati di notte. 

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La commissione europea ha approvato il salvataggio della banca popolare tedesca NordLB, partecipata interamente da due Land della Sassonia, ponendo come condizione la riduzione dei costi e del personale; l’approvazione  evita il bail in, a carico di azionisti, obbligazionisti e depositanti, richiesto dalla Germania per le banche italiane.  Bisogna dire che la Germania, con la crisi del 2008, aveva già salvato delle sue banche, con soldi pubblici, poi cambiò le carte, imponendo il bail in, a danno dell’Italia, adesso è tornata alle sue pratiche precedenti, poi afferma che l’Italia non rispetta i trattati.

Se l’unione bancaria sotto la BCE non imporrà una linea comune, del salvataggio pubblico si avvarranno anche alcune casse di risparmio e altre banche popolari tedesche, ora sottratte alla disciplina comune europea e al controllo della BCE; anche la banca popolare di Bari dovrebbe essere salvata, senza colpire i risparmiatori. Il presidente dell’autorità di sorveglianza della BCE, Andrea Enria, ha affermato che, al riguardo, esistono legislazioni statali diverse, perciò bisognerebbe passare, con l’unione bancaria, a un unico sistema d’indirizzo della BCE.

L’unione bancaria dovrebbe essere una risposta alla crisi bancaria, destinata a regolamentare e omogeneizzare il settore finanziario, controllando banche e prodotti bancari; è un sistema di vigilanza da parte della BCE realizzato attraverso le banche centrali nazionali. Comunque, il Financial Times ha condannato il vigente doppio standard tedesco, le regole europee da riformare hanno troppe scappatoie per i tedeschi; anche Trichet ha affermato che, a volte, la BCE è costretta a smentirsi, infatti, la riforma del 2012 del bail in non è stata mai attuata veramente e anche l’Italia,  aiutando le banche popolare in difficoltà, se n’è sottratta.

Probabilmente, il MES, con la scusa di salvare le banche italiane, con soldi pubblici  salverà soprattutto le banche tedesche; in barba al bail in, negli ultimi quattro anni, il governo italiano, con poca informazione, con la scusa di salvare i risparmiatori depositanti, ha speso 10 miliardi di euro per salvare alcune banche popolari italiane. Il governo ha salvato le industrie con  la scusa di salvare l’occupazione e le banche con la scusa di salvare il risparmio.

ITALIA

Il movimento delle sardine, così chiamato perché fatto di giovani calcati nelle grandi piazze, è nato in Italia, è europeista e contro Salvini, ha detto Lenin che non c’è niente di più organizzato delle manifestazioni spontanee; la Germania è alla disperazione per la deriva dell’Italia, dalla quale è molto attratta. Le sardine sono stranamente sostenute dall’API e cantano ”bella ciao”, il canto dei partigiani nemici dei tedeschi.

Prima delle prossime elezioni politiche, il movimento si trasformerà in partito, si alleerà con il PD, che è germanofilo,  e toglierà consensi al M5S che poi, come tutti i fuochi di paglia, scomparirà. Alla Lega e a Fratelli d’Italia, per avere una maggioranza, sarà necessario accogliere i fuggiaschi di Forza Italia e del M5S, stando bene attenti a tenere lontani Berlusconi, che è europeista, e adepti stretti e Di Maio, Di Battista, Fico e Grillo. Dopo di che, il M5S si spegnerà rapidamente. Il reddito di cittadinanza rimarrà se, al posto dei  sussidi, riuscirà a garantire posti di lavoro ai poveri.

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 9/12/2019)

PREAMBOLO

Voglio fare un accenno su razzismo e antisemitismo, figlio delle idiosincrasie, perché gli uomini hanno in antipatia, il più delle volte senza motivo, piante, uomini, animali e microorganismi; il fatto è che l’uomo è vittima di una cultura che l’ha programmato e lo condiziona con motivazioni religiose, politiche, linguistiche, di costume, economiche, sociali, filosofiche, inoltre perché gli uomini mangiano cibi diversi o li mangiano in modo diverso e vestono diversamente e hanno organizzazioni politiche diverse.

Gli uomini sono programmati, anche con l’aiuto della propaganda dell’informazione, che fa soprattutto pubblicità alla propaganda di partito; sono programmati dai fratelli siamesi, cioè da religione e stato, nazionale o sovrannazionale; i quali, con la scuola e l’informazione, sono contrari al libero pensiero e al pensiero critico, in  grado di emancipare veramente l’umanità dai pregiudizi e dalle paure irrazionali che li rendono adatti e essere addestrati a essere governati, cioè  a essere credenti, lavoratori, contribuenti e soldati. 

Però gli uomini, simili in gruppo per l’aspetto fisico, sono singolarmente diversi, ed ha volte è difficile definirli di una sola razza; infatti, i gruppi sanguigni sono diversi, la pelle è diversa, i crani sono diversi e il fisico è diverso, sia dentro una razza o da una razza all’altra. Con l’isolamento e i cambiamenti alimentari, una specie si divide in razze, le quali nascono anche con l’ibridazione; infatti, l’uomo moderno ha anche geni dell’uomo di Denisova e dell’uomo di Neanderthal, cioè non è una razza pura. Con il tempo, queste razze fanno nascere nuove specie.

Spesso il razzismo è solo l’enfatizzazione delle differenze culturali, anche africani e asiatici sono razzisti verso altri africani e altri asiatici e quello che si chiama razzismo è solo antipatia, concorrenza per il territorio e timore verso altri uomini; chi prende le distanze dal razzismo non deve difendere i criminali di altre culture. I pregiudizi culturali sono spesso sbagliati, ma l’antisemitismo, se non procura discriminazioni e lesioni fisiche, va combattuto con le parole e l’educazione e non con il codice penale.

In natura, la paura del prossimo di altra cultura o etnia  o di un’altra razza o specie, può nascere anche dalla paura inconscia del contagio, infatti, gli elefanti hanno paura dei topi, i quali portano delle malattie; per esorcizzare questa paura, una donna ha affermato che gli immigrati sono tutti sani e gli italiani tutti ammalati  Volgarmente parlando, il razzismo è l’esaltazione di una cultura nei confronti delle altre; le razze sono delle varietà all’interno di una specie, animale o vegetale, perciò esistono tante razze selezionate di cani.

Però l’Italia da colonizzare, grazie alla sua informazione e alla sua propaganda politica, è stata addestrata a esaltare lo straniero e a disprezzare l’italianità; infatti gli schiavi, per nascita ed educazione, considerano naturale la loro condizione di esseri dominati e non pensano a ribellarsi; purtroppo le femministe hanno visto così solo la condizione femminile che in occidente si è però modificata.

 

EUROPA

Nel 1974 fu istituito il comitato per la Vigilanza bancaria di Basilea e nel 1988 nacque il primo accordo di Basilea, che imponeva alle banche delle misure per ridurre i rischi per i risparmiatori; si fissò un requisito patrimoniale minimo pari all’8% dei crediti concessi alla clientela e si crearono coefficienti di ponderazione per i rischi sui finanziamenti, ignorando però la diversificazione del portafoglio.

Nel 2008, con l’accordo di Basilea II, per rilevare il rischio e la propensione all’insolvenza, si cercò di rendere la regolamentazione più legata al rischio, introducendo il rating alle imprese, che teneva conto del loro bilancio, del loro andamento aziendale e dei loro programmi e prospettive di sviluppo. Nel 2010, con l’accordo di Basilea III, si aumentò il capitale proprio delle banche, portando il rapporto tra capitale e rischio ponderato al 4,5%.

Con il rating alle imprese c’era maggiore trasparenza e queste erano tenute a condividere le loro novità con la banca, perché le banche miravano a finanziare progetti sicuri; però le PMI avevano documentazioni limitate da esibire e avevano bisogno di procedere a una pianificazione finanziaria; praticamente, le imprese meno solide, meno organizzate e quelle con le idee più innovative e rischiose, vedevano ridursi il loro credito.

I prestiti dipendevano sempre dal rating, assegnato da agenzie private o dalla stessa banca, perciò le imprese dovevano organizzarsi per migliorare il proprio rating. Tutte queste alchimie e organismi di controllo, assieme a quelli dell’UE, non hanno impedito il precipitare delle crisi bancarie, però hanno creato posti ben remunerati in questi organismi, come succede negli organismi di controllo statali che poi, invariabilmente, non funzionano per il fine per cui sono stati creati.

Nel caso delle banche, i costi di queste operazioni sono stati sostenuti da imprese e famiglie e, nel caso dello stato e dell’UE, dai contribuenti, mentre i risparmiatori sono stati stritolati da Basilea, dai regolamenti bancari europei, dalle imposte, dagli oneri bancari, dalla mancata remunerazione e dall’inflazione.  Sembra che Basilea III comporterà, per le banche europee, per l’aumento del capitale proprio, un esborso di 400 miliardi di euro; l’accordo entrerà gradualmente in vigore, dal  2022  al 2027; nell’UE, l’incremento medio del capitale proprio sarà superiore al 20%.

Quando le banche immobilizzano parte del risparmio nel capitale, riducono gli utili, perciò sono indotte a preferire gli investimenti finanziari ai prestiti; inoltre, promuovere la stabilità bancaria può anche creare svantaggi competitivi nei confronti di altre aree come gli Usa. Nell’UE occorre un’armonizzazione della normativa bancaria e della vigilanza bancaria, ora promossa dalla vigilanza europea della BCE; ma non si sa se le misure introdotte saranno efficaci.

Si vuole un sistema unico di garanzie dei depositi, affrontando le insolvenze bancarie e promuovendo l’armonizzazione degli interventi statali in aiuto. In questo quadro, la riforma del MES sembra che voglia aiutare, con soldi di tutti i paesi dell’eurozona, soprattutto le banche tedesche e francesi. Il MES sembra fatto più per le grandi banche dell’Europa del nord che per gli stati indebitati come l’Italia.

Fra le altre cose, al direttore generale del MES, il tedesco Klaus Regling, è garantita, per la sua gestione, le sue scelte ed eventuali suoi abusi, la totale immunità amministrativa, civile e penale e l’irresponsabilità, ugualmente ai suoi sei consiglieri, per lo più tedeschi, francesi e olandesi, mancano italiani e spagnoli. Perciò, accettata la riforma del MES, le decisioni di Klaus Regling e compagni che avranno campo libero, non potranno essere giudicate e non potranno essere modificate e, se il risultato sarà il crollo dell’UE, se ne darà la colpa all’Italia.

Solo l’imperatore romano aveva questi poteri, i baroni e gli aristocratici medievali rispondevano all’imperatore o al re, il presidente della repubblica italiano può essere processato dalla corte costituzionale, per alto tradimento e attentato alla costituzione. Inoltre, le decisioni di Mario Draghi, a capo della BCE, sono state portate in giudizio davanti alla corte costituzionale tedesca.

Ad ogni modo, il presidente dell’Eurogruppo, costituito dai 19 ministri delle finanze dell’eurozona, Mario Centeno, ha affermato che non ci sono ragioni per modificare la riforma del MES, perché il  lavoro tecnico e l’accordo politico sono stati compiuti a giugno scorso,  mentre Visco ha affermato che il MES non prevede la ristrutturazione del debito dello stato, hanno torto tutti e due e dicono il falso.

I consulenti di Macron, l’europeista Shahin Vallée e Jean Ferry, hanno affermato che l’Eurogruppo dovrebbe rinviare la modifica del MEF e presentare una proposta più equilibrata, perché i prestiti sono riservati solo ai paesi in regola con i criteri di Maastricht, cioè deficit al 3% e debito al 60% o riduzione del debito negli ultimi due anni. Il che escluderebbe Francia, Italia e Spagna, a meno che non ristrutturino il debito, cioè il prestito lo potrebbero avere solo Germania e Olanda.

Secondo il trattato di Maastricht, nessun paese può avere un deficit commerciale superiore al 4% o un attivo commerciale superiore al 6%, il quale è superato dalla Germania che, con i suoi attivi valutare, comprando politica e informazione, vuole dominare l’Europa e perciò, con due pesi e due misure, non è stata richiamata dalla commissione europea. In genere, quando il debito non può essere finanziato dai risparmiatori nazionali, interviene la speculazione finanziaria internazionale, in questo caso, lo spread dipende dai giudizi dei mercati, che fanno aumentare, nell’interesse dei creditori, gli interessi e, per conseguenza, il debito pubblico.

Per aiutare la domanda, lo stato aumenta la spesa pubblica che fa aumentare il debito, perciò iI MES, come ha fatto la commissione europea e come fa il FMI, riduce la discrezionalità di bilancio degli stati e la loro sovranità, anche come conseguenza del fatto che sono privi della sovranità monetaria con cui si potrebbero finanziare direttamente. Per la restituzione del prestito, il MES costringe gli stati alle privatizzazioni, cioè li espropria, ed emette derivati a loro nome, che sono altri debiti. 

Il nuovo MES esproprierà il ruolo della politica e della commissione e funzionerà come un pilota automatico per l’aggiustamento dei conti; riceveranno i prestiti solo gli stati in regola, negli ultimi due anni, con la riduzione del debito. Gli atri saranno posti sotto la tutela del MES e dovranno procedere alla ristrutturazione del debito; in pratica, come è successo alla Grecia, dovranno dichiarare fallimento, svalutare i titoli di stato, attuare la deflazione salariale, ridurre l’assistenza statale, riformare le pensioni e privatizzare.

Lo spread aumenterebbe, aumenterebbero gli attacchi speculativi, si ridurrebbero i servizi sociali dello stato e, per ottenere unl prestito, bisognerà dimostrare di essere in grado di rimborsarlo. I paesi creditori, come la Germania, anche per tutelare le loro esportazioni, spingeranno per concedere altri crediti e così i debiti non diminuiranno; così lo scontro tra stati e finanza internazionale rappresenterà un livello più alto della veccha lotta di classe nazionale. (Per le notizie, fonte: blueoceanfinance.it – Manola Piras – startmag.it – Guido da Landriano – sinistrainrete.info – Italia Oggi – Tino Oldani – startmag.it – Federico Giusti e Ascanio Bernardeschi – La città futura – sinistrainrete.info).

ITALIA

Da 2012 a oggi, le pene pecuniarie, multe e ammende, comminate dallo stato, che sono pari al 25% delle condanne complessive, sono state pari a 6,9 miliardi di euro, però quelle riscosse effettivamente sono state pari solo a 196 milioni di euro, cioè il 3%. Generalmente, per arrivare alla condanna definitiva, passano otto anni, la pena pecuniaria fissata è uguale per tutti, cioè è indipendente dal reddito, ogni pratica ha lo stesso costo procedurale, indipendentemente dal livello della multa.

Poi Equitalia invia la cartella all’Agenzia delle entrate, per le verifiche sul patrimonio occorre l’intervento della guardia di finanza, alla fine le spese complessive della procedura superano la somma recuperata e, in pratica, la pena pecuniaria impagata si trasforma in impunità. Invece in Germania la pena pecuniaria supera l’80% delle condanne e il tasso di riscossione è del 90%.

Lo stato tedesco stabilisce in quanti giorni il condannato deve pagare, con un massimo di un anno e, in proporzione al reddito del condannato, è fissata la rata, se non si salda il conto, c’è il carcere o un lavoro di pubblica utilità non retribuito. In Italia il magistrato, dopo aver tentato di riscuotere la somma anche con il pignoramento, converte il credito in libertà vigilata, cioè l’insolvente deve firmare dai carabinieri, un giorno per ogni 250 euro da pagare, con un massimo di 18 mesi.

Se, per esempio, il condannato deve paragare 2.500 euro, basta firmare per dieci giorni, perciò qualcuno ha proposto di appaltare la riscossione a UniCredit che ha offerto allo stato il 25-30% dei crediti. Oltre le comuni multe, i reati prevedono le ammende, in alternativa al carcere. Queste morosità o inadempienze italiane sono forse una risposta alle morosità dello stato che paga in ritardo fornitori, rimborsi fiscali e risarcimenti. (Per le notizie, fonte: Milena Gabanelli – corriere.it).

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L’ex ministro degli esteri, Enzo Moavero Milanesi, ha affermato che sul MES il governo precedente aveva fatto solo degli accenni, ma senza approfondimenti da parte del governo e senza impegni, l’ex ministro dell’economia Giovanni Tria ha confermato; cioè, la riforma del MES non fu portata davanti al consiglio dei ministri. Perciò Salvini ha accusato Conte di tradimento, naturalmente, non davanti alla corte costituzionale, ma davanti al popolo italiano.

Il che è possibile, anche se i governi e i politici italiani tradiscono spessi gli italiani, l’importante e è difendere l’Unione Europea; adesso, per la ratifica del trattato, l’ultima parola spetta al Parlamento. Nell’UE, l’attivo commerciale italiano, dal punto di vista valutario, compensa in parte il passivo degli altri paesi, ma la commissione europea, accanita contro l’Italia, per mandarla in rovina su mandato tedesco, non tiene conto del fatto che l’attivo  commerciale compensa anche il deficit del bilancio dello stato,  che naturalmente critica.

Il MES potrebbe avere un affetto negativo sui titoli di stato in mano alle banche italiane, perciò Di Maio subordina la firma del MES all’assicurazione sui depositi o Edis e all’unione bancaria europea; queste misure esistevano anche con la legge bancaria italiana del 1936, voluta da Mussolini per prevenire altre crisi bancarie. come quella de 1929. Con la richiesta UE di ponderazione del rischio, si chiede d’introdurre una valutazione di rischio su titoli, oggi considerati sicuri dalle banche italiane e perciò messi tra le riserve di liquidità e tra quelle di patrimonio.

Il presidente dell’Abi, Patuelli, ha però rilevato che la ponderazione, riconoscendo la maggiore rischiosità dei titoli dello stato, potrebbe indurre banche e privati ad acquistare meno titoli di stato; oggi il debito pubblico italiano è pari a 2.350 miliardi di euro, le banche italiane ne detengono il 70%, come riserva o per conto di italiani. In teoria, la ristrutturazione del debito, imposta dal MES, sacrificando banche e risparmiatori, potrebbe anche prevedere un rimborso limitato, l’allungamento delle scadenze e, con la svalutazione dei titoli. potrebbe favorire le speculazioni degli hedge fund.

La ristrutturazione potrebbe far aumentare lo spread e il MES potrebbe porre dure condizioni per il futuro finanziamento del debito, tutte modalità utili a far fallire l’Italia. La ristrutturazione inciderebbe sui bilanci delle banche che hanno sostenuto il debito pubblico e alla fine sui risparmiatori che depositano o investono in titoli bancari. (Per le notizie, fonte:  Francesco Damato – Francesco Soto - startmag.it).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITCA NEWS (lunedì 2/12/2019)

PREAMBOLO

Intelligenza artificiale. Ci si chiede se l’informatica, l’intelligenza artificiale, gli algoritmi e i calcolatori, possano sostituire, integralmente, l’intelligenza umana nella direzione di un paese o di un’impresa; teoricamente è possibile, anche se l’azione umana è sempre diretta, per interesse, a falsare i processi. Con l’aiuto di macchine elettroniche, accade nel voto e nel gioco.

L’informatica è l’elaborazione e l’applicazione delle informazioni, miranti principalmente all’organizzazione di uno stato o di un’impresa. In informatica, gli algoritmi sono programmi, ricette e sequenze d’istruzioni, miranti a conseguire un risultato; generalmente non prevedono deroghe ed emendamenti previsti nel dibattito democratico; cioè, se i programmi non sono troppo complessi, sono privi di duttilità democratica. Sono a favore di una normativa univoca, senza libere interpretazioni, il che farebbe diventare macchina l'uomo che si serve di essa.

Se lo stato fosse trasparente, senza sotterfugi, favoritismi e furbizie, l’intelligenza artificiale potrebbe dirigere l’azione del governo; partendo da alcuni postulati modificabili annualmente, come Pil e gettito fiscale, il programma potrebbe stabilire priorità, stanziamenti per i vari ministeri, numero dei dipendenti pubblici e loro emolumenti, prevedendo anche stanziamenti per l’ecologia e per i disastri naturali.

Ma rimarrebbe sempre un margine d’incertezza, indeterminatezza e arbitrio, infatti, rilevatori diversi potrebbero fornire risultati diversi, a meno di porre troppi vincoli alla programmazione della macchina, il che sarebbe una violenza fatta all’intelligenza artificiale. Penso che in tutte le cose, più importante della competenza e della completezza, sono la serietà, l’onestà, l’indipendenza e il senso del servizio alla collettività.

Vale la pena di ricordare che programmazione e pianificazione sono normalmente adottate dalle grandi aziende e meno dagli stati democratici e liberali, che però, per alcune spese, hanno programmi d’intervento pluriennali, che vincolano l’autonomia di bilancio di governi successivi, con maggioranze diverse, cioè legano loro le mani e non sarebbe giusto.

L’intelligenza artificiale è un ramo dell’informatica che permette di progettare e programmare hardware e software di macchine e robot avanzati, in grado di emulare la mente umana; queste macchine dovrebbero anche avere il fine di vincolare lo stato e le imprese a fissare leggi e normative interne adeguate, perché le procedure dello stato dovrebbero necessariamente essere tradotte in leggi; il che potrebbe ledere la democrazia, ma forse potrebbe dare al popolo più certezza del diritto, più serenità politica e più benessere, tagliando le mani agli speculatori protetti dallo stato. Stiamo entrando nel campo dell’utopia.

 

USA

 

Dopo tante bolle espansive o speculative che fanno aumentare in borsa le quotazioni dei titoli, a Wall Street è in crisi il mercato dei corporate bond delle grandi aziende; gli indici di questi titoli a reddito fisso subiscono continui saliscendi, le informazioni sono negative o pessimistiche e gli acquisti sono ai minimi, perciò è ricominciata la fuga verso i beni rifugio.

Ne è colpito soprattutto Il settore energetico, perciò grandi imprese, come Aramco, fuggono da Wall Street; nel reddito fisso sono stati investiti 56.000 miliardi di dollari, poiché esso scricchiola, se ne dovrebbe avvantaggiare l’azionario ma, con la crisi economica, non è sicuro. E’ superfluo ricordare che gli Usa hanno assolutamente bisogno d’investimenti dall’estero, capaci di finanziare i loro debiti, cioè il deficit commerciale, il deficit del bilancio dello stato e i debiti privati d’imprese e famiglie; per tanti paesi, l’economia galleggia sul debito, ma la commissione europea lo rimprovera solo all’Italia.

ITALIA

Atlantia è la più grande concessionaria autostradale d’Italia, controllata dalla famiglia Benetton di Treviso, ma ne esistono altre; è sbagliato informarsi presso i rappresentanti dei partiti, invitati in televisione, sulle responsabilità per la caduta del ponte Morandi a Genova e sulle azioni da prendere da parte dello stato, la televisione può fare indagini da sola, è pagata dai cittadini per questo. In breve, la concessione non andava rinnovata perché è un regalo fatto dai partiti, se, relativamente alla manutenzione, ci sono stati inadempimenti contrattuali, si può rescindere il contratto anche prima della scadenza, il che vale anche per le altre società concessionarie tenute alla manutenzione.

La revoca della concessione da parte del governo deve prevedere adeguate misure atte ad evitare l’interruzione del servizio. Infine, se la società Atlantia è stata inaffidabile nella gestione autostradale, non si capisce perché il governo ha intavolato trattative con essa, per la cessione di una quota della compagnia aerea Alitalia. Non bisogna farsi intimidire dalle minacce di risarcimenti per il ritiro motivato della concessione autostradale; fra gli altri problemi italiani, il risanamento dell’Alitalia, fino a ora, è costato un occhio  agli italiani e non si può più continuare sulla stessa strada.

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Diversamente da quanto segnala la pubblicità televisiva non repressa, in Italia non si produce formaggio fatto solo con latte italiano, pasta fatta solo con grano duro italiano, olio d’oliva fatto solo con olive italiane; d’altra parte l’UE, d’accordo con i nostri governi e alla falsa insegna del libero commercio e della libera produzione, aveva proibito all’Italia di produrre latte sufficiente al fabbisogno del paese.

Con l’indifferenza degli organi preposti, le case automobilisti fanno offerte al pubblico di auto nuove, a prezzi scontati, che non si trovano nei concessionari, nemmeno ordinandole tramite loro; con il favoreggiamento della televisione, continua l’abuso di credulità popolare e la pubblicità ingannevole di prodotti anche difettosi, che promettono miracoli o che fanno male alla salute.

Fanno propaganda la politica, il commercio e la religione, tutti promettono la salvezza, in questo o nell’altro mondo, e la soddisfazione personale; l’abuso di credulità popolare, art.661 c.p., depenalizzato il 15/1/2016, utilizzato da politica, politica e commercio, tramite la pubblicità dell’informazione, è entrato nel DNA dell’uomo sociale, una sanzione pecuniaria è prevista solo in caso di turbamento dell’ordine pubblico. Lo stato predicatore dovrebbe prevenire questi abusi.

Bisogna ricordare che ci sono uomini, che si ritengono razionali, che non credono agli alieni, ma credono alla presenza di Cristo nell’ostia, insomma l’uomo è un misto di razionalità e irrazionalità, ha poco senso critico, segue i partiti e la cultura di massa; stato, commercio e religione smantellano la sua capacità di ragionare e il suo senso critico, il che, probabilmente, favorisce la governabilità e gli affari. Con il fine di gestire le coscienze, stato e religione sono i fratelli siamesi che fanno argine a difesa della propaganda di qualsiasi tipo.

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La Meloni ha criticato la Cina per la repressione a Hong Kong e l’ambasciatore cinese in Italia ha criticato l’intervento, perciò la Meloni ha reagito indignata; come si sa tra i politici italiani, ci sono quelli che tifano per gli Usa, chi lo fa per la Cina, chi per la Francia, chi per la Germania, chi per la Russia e chi, come Salvini, per l’Italia, perciò gli elettori l’hanno premiato.

In funzione antieuropea, cioè contro l’asse franco-tedesco, sembra che il M5S abbia rapporti con la Cina, Salvini con la Russia ed entrambi con gli Usa, il PD è con Francia e Germania e ora pare che Fratelli d’Italia, criticando la Cina, abbia abbandonato il sovranismo per l’europeismo; l’Italia, nel mirino di Bruxelles, ha bisogno di qualche amico, come Usa, Russia e Cina.

Sono sempre i soldi a indirizzare la politica italiana; non serve a niente dire, come fa la Meloni, che l’Italia è democratica e la Cina no, in realtà, democrazie e stati autoritari possono esserlo in diverso grado e ci sono anche false democrazie; però ci sono stati che perseguono i loro interessi nazionali, come la Francia e la Germanie, mentre l’Italia non ne è capace; i suoi governi preferiscono assecondare disegni politici stranieri, anche a danno dell’Italia.

A parte Salvini, tra i leaders politici italiani, nessuno ha protestato quando Macron ha definito rivoltanti gli italiani e ha premiato con 100.000 euro Carola Rackete, per le sue imprese al comando di una nave ONG, carica d’immigrati, che violava le acque territoriali italiane; per l’impresa, il macroniano Mattarella, invece di inviare una nota di protesta a Macron, avrebbe voluto baciarlo.

SI discute se l’intelligenza artificiale, fatta d’informatica, algoritmi e calcolatori elettronici che, in futuro, forse si potrebbero anche auto programmare, per ottimizzare l’uso delle risorse, possa sostituire le azioni e le scelte dei governi; a parte i problemi tecnologici da affrontare, forse è possibile teoricamente, ma è impedito praticamente, perché l’impresa privata, che controlla lo stato e ne fa profitto, anche con i suoi disservizi, i suoi ritardi e i suoi sperperi, non lo permetterebbe.

In Italia questa impresa lavora anche al servizio dello straniero e della chiesa, poi vengono i baroni locali e i dirigenti capitani di ventura che obbediscono a chi li paga; l’obbedienza è degli uomini in carriera, dei preti e dei militari. Anche la donna in carriera, dopo aver rifiutato l’autorità del marito, per i vantaggi economici ricevuti, ha accettato questa obbedienza, che mina la propria indipendenza di giudizio e la propria indipendenza nelle scelte che ha conquistato in famiglia.

Come si dice per la mafia, anche in politica, affari e religione, per capire le scelte di chi sta in cattedra ed eventualmente, per reprimere il malaffare, bisogna seguire il denaro; per il denaro, l’uomo accetta di essere obbediente, discreto e schiavo; alcuni però esigono di essere schiavi di lusso e ottengono i privilegi che chiedono.

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Fratelli d’Italia e Partito Radicale hanno invitato a Roma Joshua Wong, dissidente di Hong Kong, il governo cinese gli ha impedito di partire e perciò questo ha deciso d’intervenire via Skype. All’incontro hanno partecipato esponenti dei due partiti, di Lega e Forza Italia; nel suo intervento, Wong ha criticato la politica di non interferenza attuata da Di Maio e la politica di riavvicinamento del papa a Pechino.

Perciò l’ambasciatore cinese a Roma ha criticato l’interferenza italiana negli affari cinesi, ricordando che la Cina è un paese sovrano; Di Maio, che ha rapporti stretti con Pechino, per difendere la sua posizione, ha affermato che i rapporti commerciali italo-cinesi non possono mettere in discussione la sovranità del parlamento italiano. Salvini, inopportunamente, ha detto che l’Italia non è una provincia cinese ma una democrazia, ma quante volte l’Italia è stata mortificata dagli alleati e nessuno ha protestato.

E’ possibile che le critiche alla Cina partano da chi vuole creare attriti tra Italia e Cina, per isolare l’Itala, con l’aiuto di agenti italiani dello straniero, e farsene un boccone. In Italia, la penetrazione economica cinese va di pari passo con quella politica, però l’Italia ha subito questa sorte anche con altri paesi, presunti alleati; anche la cooperazione con Usa e Germania hanno richiesto pesanti contropartite per l’Italia.

Si rimprovera alla Cina di avere aperto in Xinjiang campi di concentramento, per nemici e dissidenti islamici autonomisti, esattamente come avevano fatto il Piemonte, al tempo del risorgimento, gli Usa al tempo della guerra civile, poi la Russia e la Germania; il papa, in precedenza ostile ai regimi comunisti, per il riavvicinamento con Pechino, ha dovuto riconoscere che le rivolte delle minoranze, come quelle di Hong Kong, avvengono in tanti paesi.

EUROPA

Lagarde, dall1/11/19 presidente della BCE, ha invitato Germania e Olanda, invece di puntare solo sull’esportazione, di aumentare gli investimenti per il clima e di rilanciare i consumi interni; chiede stimoli keynesiani, cioè più spesa pubblica, anche in deficit, e l’abbandono dell’austerità e della rigorosa disciplina di bilancio tedesca. Ha detto che la politica monetaria flessibile di Draghi ha favorito la ripresa e la domanda, ma che l’inflazione al 2% si può raggiungere più facilmente con investimenti nel digitale e nel verde.

Afferma che la Germania, per contrastare la stagnazione economica, deve spendere di più, afferma che, se Germania e Olanda non aumentano la spesa pubblica, la BCE non eliminerà i tassi negativi delle banche, che stanno mettendo in crisi le banche tedesche; come ha affermato l’agenzia Moody’s che ha abbassato il rating delle banche tedesche, da stabile a negativo. Anche gli Usa pare siano d’accordo.

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Moody’s e Bundesbank lanciano l’allarme sulla solidità del sistema bancario tedesco, finalmente hanno fatto eco diversi giornali finanziari italiani e, soprattutto, tedeschi, il maggiore spazio alla notizia l’ha dedicato il giornale tedesco Welt, l’unico che l’ha messa in prima pagina; s’incolpano della situazione costi, bassa redditività, tassi negativi, politica della BCE e difficoltà del credito immobiliare, che innescò la crisi del 2008; nessun accenno ai derivati.

In Germania, diversamente che in Italia, le notizie scomode al potere sono, in parte, sottaciute, però, nel suo rapporto annuale, la Bundesbank ne ha fatto un particolare approfondimento; il giornale Welt ha affermato che la Germania non ha approfittato della sua crescita dell’ultimo decennio per rafforzare le banche e ore anche l’industria mostra segni di cedimento.

Welt teme le esposizioni creditizie legate al settore immobiliare, soprattutto in caso di un’altra recessione economica; in Usa e in UE, quella del 2008 fu innescata proprio dal settore immobiliare.  Si chiede perciò alle banche di aumentare le riserve di capitale, che sono una forma di assicurazione interna, anche in funzione anticiclica, ma questi accantonamenti, generalmente, si fanno solo con gli utili.

In Italia il credito immobiliare è assistito da ipoteca e si guarda anche ai mezzi di smobilizzo del richiedente. Deutsche Bank e Commerzbank, già esposte con i derivati, hanno ampliato il credito immobiliare e ridotto solo il credito per l’acquisto di auto, la riduzione dei costi si affronta più con la riduzione del personale che con il miglioramento tecnologico, ma queste sono cose che accadono anche in Italia.

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Con i soldi che derivano da dazi, funzione monetaria e contributi dei governi, l’UE, finanzia, tra le altre cose, ricerca, agricoltura ed Erasmus; come succede con la spesa pubblica, sicuramente ci saranno cattivi utilizzi del denaro ricevuto, ma con queste elargizioni, tanti europei diventano affezionati europeisti. Invece a Treviso il governo italiano permette alle cooperative di acquistare dagli agricoltori kiwi a dieci centesimi il chilo e poi li invita a non sfruttare il lavoro degli immigrati; anche la chiesa, con contributi privati o della pubblica amministrazione, fa carità e assistenza, perciò i beneficiari la ringraziano e maledicono lo stato che tassa.

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.i;   viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 25/11/2019)

EUROPA

Quest’anno l’inflazione dell’Ue dovrebbe essere inferiore a quella dell’anno scorso, attestata al 2,3%, ma comunque sarà inferiore al 2% previsto dai trattati europei, i governi dell’Unione considerano l’inflazione salutare, anche se non si concilia con la deflazione salariale e con quella delle pensioni. Per favorire l’inflazione, Draghi vuole aumentare la liquidità, però basterebbe ridurre l’orario di lavoro a parità di salario e aumenterebbe anche costi, occupazione, Pil, consumi e produzione.

Draghi propone anche di combinare la politica monetaria con quella fiscale o di bilancio e, con i Tltro, vuole riavviare i prestiti ai privati. La Bundesbank, abituata a fare la voce grossa, critica il QE di Draghi e i tassi bassi e, per l’’emissione di green bond, Lagarde, afferma che la Germania rischia la recessione, ma è un rischio per tutta la zona euro.

In base alle regole attuali, la BCE può acquistare titoli sovrani di un paese in proporzione al suo Pil, alla sua popolazione e in misura non superiore alla terza parte del suo debito; quindi, tenuto conto dei titoli sovrani già posseduti, la BCE ne può acquistare solo per altri 42 miliardi di euro dalla Germania, per 160 miliardi dalla Francia, per 50 miliardi dalla Spagna e per 245 miliardi dall’Italia. (Per le notizie, fonte: Giuliano Balestreri – it.businessinsider.com.)

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Dal gennaio del 2008 Parigi, con poca informazione italiana, preme per un trattato con Roma, dove ha un piede in terra in Quirinale, ora, con il governo giallorosso e con il contributo di Renzi e Mattarella, questo trattato é imminente e riguarda industria, difesa, immigrazione e ricerca. Questo trattato dovrebbe servire a contrastare il predominio della Germania che ha, con la Francia, l’analogo trattato di Aquisgrana.

Questi trattati tra paesi dell’Unione minano la stessa Unione, comunque, la Germania, con la sua sete di espansione, ha fortemente operato perché si arrivasse a questo risultato. Macron, vuole anche una difesa comune europea diretta da Parigi, alla quale l’Italia ha già aderito, oggi la Francia ha in Italia partecipazioni industriali, accordi di fusione o cooperazione, come quelli tra Eni e Total, Psa e Fca, Fincantieri e Stx, Alenia e Thales; con l’aereo Tempest, l’Italia collabora anche con la Gran Bretagna e, in campo astronautico, collabora con la Nasa americana.

Come accaduto nel passato, pare che Francia e Germania, per dominare l’Europa, si stiano contendendo l’Italia; tuttavia la Germania, per asservire l’Italia, pur facendoci affari, l’ha sempre boicottata presso le istituzioni europee. L’Italia dovrebbe essere neutrale tra Francia e la Germania, battersi per la riforma dell’Unione e, per il momento, restare legata, per la sua sopravvivenza, alla Nato.

La Francia, apprezzando i BTP italiani ad alto interesse, detiene una bella fetta del debito pubblico italiano e vuole ostacolare l’espansione tedesca in Europa orientale; però nell’industria e nella ricerca l’Italia, che è il secondo paese industriale d’Unione, a volte, sembra più avanti della Francia; nel settore spaziale è agganciata agli Usa. Comunque, Macron ha collocato un suo uomo alla commissione europea, con delega su industria, difesa e spazio (Andrea Mainardi – startmag.it).

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Secondo Moody’s, la politica dei tassi negativi della BCE fa molto male alle banche tedesche, perciò ha cambiato da stabile a negativo la valutazione del sistema bancario tedesco, giustificata dalla riduzione della sua redditività, destinata a ridursi ancora con la diminuzione del margine d’interesse. Le banche che si finanziano con i depositi faticheranno di più a guadagnare con i tassi bassi, le più colpite saranno le piccole banche tedesche, cioè alcune popolari e casse di risparmio.

La difficoltà di Deutsche Bank, Allianz, Commerz Bank e di NordLb, sono segnali della crisi sistemica del comparto creditizio tedesco, assieme alla diminuzione di esportazione e produzione e di conseguenza, a breve, del Pil. La BCE ha reintrodotto il QE inviso alla Germania e ha tagliato i tassi d’interesse sui depositi presso la BCE a –0,5%, pare perciò che le banche tedesche stiano perdendo terreno rispetto alle banche americane e cinesi.

La Brexit priverà l’eurozona del grande centro finanziario di Londra e il rallentamento economico farà diminuire la redditività delle banche, perciò la Germania preme per completare l’unione bancaria e del mercato dei capitali, naturalmente, a vantaggio delle banche tedesche. (Per le notizie, fonte: Fernando Soto – startmag.it).

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L’UE ha stipulato accordi di liberalizzazione commerciale con il Canada o CETA e con il Giappone o JEPA, che prevedono riduzioni e abolizioni dei dazi commerciai vigenti; per l’Italia, se ne avvantaggerebbero agroalimentare, moda, chimica e industria in genere. Dopo la stipula dell’accordo, le esportazioni italiane sono aumentate in Canada del 13% e in Giappone del 15%; per l’abbigliamento, l’Italia è il primo fornitore UE del  Canada, il CETA si è anche impegnato a promuovere la tipicità italiana.

In Asia, il Giappone è il secondo mercato dell’UE, dopo la Cina e lo JEPA si è impegnato a eliminare gli ostacoli burocratici alle esportazioni europee; l’eliminazione dei dazi avverrà, gradualmente, in 15 anni, per l’Italia, se ne avvantaggeranno agroalimentare, moda, chimica e industria in genere. Altri accordi sono in corso di approvazione con Australia, Messico e altri paesi, tutti assieme coinvolgono il 14% dell’export italiano extra UE.

Quest’articolo è stato fatto sulla base di dati fornitimi e sembra un inno alla globalizzazione e un invito a combattere il protezionismo, però era giusto riportarlo. Gli uomini sono programmati e coltivati a una fede o a un’ideologia, perché hanno bisogno di credere in qualche cosa, ma altri credono a una fede solo per interesse; perciò esistono liberisti, globalizzatori ed europeisti.

Alcuni di loro, in maniera traumatica, anche se scuola, televisione ed economisti di corte cercano d’impedirlo, a volte cambiano idea, perciò alcuni comunisti sono diventati liberisti, amici dei mercati e papisti; cambiare idea è un nostro diritto e perciò è anche inevitabile il tracollo di partiti. Quando Mussolini, per rafforzare l’economia italiana sosteneva l’autarchia, che è un turbo protezionismo, e la battaglia per produrre più grano e importarne di meno, non era stupido.

Seguiva l’indicazione di paesi emergenti che miravano a proteggere la loro produzione dall’importazione, infatti, l’Inghilterra era stata schiavista e protezionista, a volte accettava le importazioni solo se le merci erano trasportate da navi inglesi, anche questo è protezionismo; poi, sfruttando il vapore, per favorire la produzione industriale e l’esportazione, divenne liberista.

Comunque, quando si esporta in un paese, spesso si danneggia la sua produzione, l’importazione più logica è quelle relativa a materie prime, merci e tecnologie che non si possiedono; così facendo si riduce il trasporto che inquina e si riducono i profitti delle  multinazionali, a vantaggio delle piccole imprese. 

USA

Oggi l’indebitamento totale del mondo, ha raggiunto i 255.000 miliardi di dollari, pari al 330% del Pil mondiale, ma l’informazione rimarca solo il debito pubblico italiano, che è pari al 135% del Pil, mentre quello privato non è elevato come quello di Usa ed Europa settentrionale; inoltre il debito pubblico italiano verso estero è compensato dal relativo credito verso l’estero. Il debito totale segnalato comprende quello pubblico o sovrano, quello privato delle grandi aziende corporate, quello privato e quello delle banche e delle società finanziarie.

Nell’indebitamento totale il peso maggiore l’hanno Cina e Usa, il debito sovrano totale è pari a 70.000 miliardi di dollari, il 40% dei debiti corporate del mondo è a rischio di default. La monetizzazione del debito è stata fatta dalle banche centrali con il QE ora, per contrastare i cambiamenti climatici, si progettano altri incrementi di liquidità. Le attività e passività del bilancio della Fed arrivano a 4.000 miliardi di dollari, le banche Usa continuano con la cartolarizzazione dei prestiti, che portarono alla crisi dei subprime del 2008.

Cresce la sfiducia verso le banche e verso la finanza speculativa, le banche non si fanno più credito, cioè l’interbancario è fermo e non si rialza nemmeno con i tassi più elevati.   L’espansione creditizia cinese mira a contrastare sofferenze e incagli creditizi, ne sono coinvolte le prime quattro banche del paese. A novembre di quest’anno la banca centrale cinese ha iniettato, nel sistema economico, nuova liquidità per 600 miliardi di yuan, pari a quasi 90.000 miliardi di dollari, ha tagliato i tassi sui prestiti e congelato i prestiti alle banche.

La Bce ha acquistato, al mercato primario, 2,8 miliardi di euro di obbligazioni corporate, tra cui obbligazioni Shell e Daimler; da più parti, si chiede la certificazione dei debiti delle istituzioni finanziarie, non basterebbe la sola iscrizione in bilancio, con monetizzazione da parte delle banche centrali; la Fed compra titoli dalle banche, subito dopo il loro acquisto dal Tesoro alle aste. (Per le notizie, fonfe: Mauro Bottarelli – il.businessinsider.com).

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In Usa scendono le vendite al dettaglio di negozi, grandi magazzini e centri commerciali e perciò, i relativi affitti sono calati del 25%; il calo è stato favorito, prima dall’aumento dei centri commerciali e dei grandi magazzini, poi da e-commerce e dalla stagnazione dei consumi, sono cose accadute anche in Italia. Oggi in Usa il Pil dipende, al 70%, dai consumi.

Ne sono stati colpiti anche i fondi speculativi che fanno scommesse sui prestiti, accade spesso che, nel credito al consumo, l’aumento dell’indebitamento netto si limiti agli interessi; ad ogni modo, con la riduzione dei consumi, i centri commerciali chiudono in massa e hanno chiuso anche 12.000 negozi.  Fitch ha tagliato il rating delle obbligazioni legate al commercio e tanti prestiti al consumo sono rifinanziati; stanno chiudendo punti vendita in tutto il paese e aumentano le scorte di magazzino, cioè l’invenduto, sono tutti segnali di crisi e di riduzione dei consumi.

ITALIA

Ha detto Mario Monti che l’UE ha fallito ed è destinata a sciogliersi, non ci aspettavamo un suo ravvedimento del genere; mentre l’Italia sbandierava il suo europeismo, qualche stato europeo ha fatto il furbo e perciò passeranno 50 anni prima che si possa dimenticare e si possa ritrovare un vero spirito europeo; chissà quando aprirà gli occhi Mattarella. Dopo la crisi bancaria de 1929, come avevano fatto gli americani, nel 1936 Mussolini aveva separato le banche commerciali da quelle d’affari speculative e, prima dell’ingresso dell’Italia nell’UE, le banche italiane erano garantite dai loro fondi di riserva, dal fondo interbancario di garanzia e dai BTP in portafoglio, mentre il risparmio privato era garantito dalla costituzione e dallo stato.

Ora, grazie alle alchimie europee, si parla di pericolo di default delle banche tedesche e italiane e del risparmio in pericolo, perciò l’unione pensa a forme assicurazioni per le banche e per i risparmiatori. Non dimentichiamo che le istituzioni europee sono costrette a inventarsi qualche cosa perché devono difendere la posizioni e i privilegi dei loro membri. A causa della propaganda, siamo sempre assaliti da dati discordanti che seminano confusione, però sembra che l’Italia, dopo Cina ed Emirati, sia il terzo paese investitore in Africa.

Per altri versi, sembra che l’Italia sia contesa e sia diventata, per la speculazione dei mercati, la colonia più redditizia del mondo, con governi asserviti dallo straniero. Per fronteggiare le crisi finanziarie dei paesi dell’eurozona, nel 2011 nacque Il MEF o fondo salva stati, che, in cambio di riforme strutturali, concedeva aiuti; ora Salvini accusa Conte di aver dato la sua adesione alla modifica, in senso peggiorativo, del MEF, senza avvisare il parlamento, mettendo così a rischio titoli e risparmio nazionale.

Il MES, superando in competenze la commissione europea e la BCE, dovrebbe stabilire le misure per fronteggiare le crisi; Di Maio si è espresso contro la riforma peggiorativa e ha invocato l’intervento del parlamento, Conte, respingendo le accuse di Salvini, vuole che la riforma proceda assieme a quella dell’unione bancaria; per accedere agli aiuti l’Italia dovrebbe accettare i parametri di Maastricht, oggi violati da diversi paesi dell’eurozona, e dovrebbe attuare la ristrutturazione del debito che, secondo Savona e visti gli attuali tassi, è sostenibile.

Del resto tutto il mondo galleggia sui debiti e tanti paesi stanno peggio dell’Italia, tuttavia, con una procedura obbligatoria di ristrutturazione del debito italiano, i mercati, temendo un default, seminerebbero il panico tra i risparmiatori, nessuno comprerebbe più titoli di stato italiani e quelli posseduti si svaluterebbero, oggi gli italiani detengono il 70% del debito nazionale. Qualche cosa del genere è già successa, a carico dell’Italia, con l’impennata dello spread alimentata dalle società di rating, dalla commissione europea e dai mercati.

Di revisione del MEF si parlava già nel precedente governo Conte, comunque, il risanamento significherebbe anche contenimento delle spese e aumento delle imposte, cioè austerità, richiederebbe un accordo con i creditori e il risanamento dei conti avverrebbe, anche con gli aiuti del MEF. Oggi il capitale del MEF è di 80 miliardi e l’Italia vi contribuisce con 14, con la riforma, l’Italia rischia, come in precedenza, solo di pagare e di non ricevere niente, intanto deve subire l’affossamento della sua economia e l’ulteriore asservimento del paese.

Conte ha affermato che Salvini ha partecipato alla discussione sulla riforma del MES, Salvini ha risposto che lui e la Lega hanno sempre detto no alla riforma; il ministro dell’economia Gualtieri ha detto che la riforma, con il governo giallo-rosso, è stata approvata dall’Eurogruppo e dall’Eurosummit e, in quella sede, l’Italia ha chiesto un bilancio dell’area euro e il completamento dell’unione bancaria.

Poi Gualtieri ha precisato  che l’Italia non ha bisogno dei prestiti del MES, anche perché il suo debito è sostenibile (pero, con la crisi, il quadro potrebbe cambiare). Una linea di credito di 70 miliardi di euro permetterà di gestire le crisi bancarie (a vantaggio, soprattutto, delle banche tedesche). Gualtieri ha aggiunto che non si chiederà la ristrutturazione del debito pubblico italiano, perché le regole non sono cambiate (in realtà, anche con il precedente MES, la ristrutturazione era prevista).

Per il ministro dell’economia si tratta solo di contrastare la speculazione (che l’UE ha spesso favorito a danno dell’Italia), rafforzando gli strumenti dell’Unione Monetaria idonei a gestire le crisi. In tale quadro, il MES diventa prestatore di ultima istanza (ruolo che si è impedito di svolgere alla BCE, mentre è svolto dalle altre banche centrali).

Per Gualtieri, il MES è uno strumento di stabilizzazione dei mercati finanziari e di difesa dalle crisi, afferma che bisogna prevedere garanzie comuni sui depositi, rilanciare gli investimenti e rivedere il patto di stabilità. Intanto, in Italia crescono le manifestazioni, sicuramente teledirette,  degli europeisti contro Salvini, il nemico pubblico numeri uno dei mercati.

Ma Salvini ha solo adottato paure, speranze e preoccupazioni degli italiani, finito lui, un altro adotterà le sue idee e avrà lo stesso successo, chi afferma che Salvini, senza ragione, ha sedotto gli italiani, che ragionano con la pancia e non sanno votare, li offende.  Gli europeisti italiani hanno adottato come simbolo la sardina, gli svizzeri, contrari a entrare nell’Unione Europea, avevano come simbolo un pollo spennato e ora gli italiani hanno capito perché; gli israeliani, che vedono l’UE a favore dell’Islam, non vogliono entrare nell’Unione, anche il papa è islamofilo e la televisione italiana è il megafono del papa e del presidente della repubblica italiana. 

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L’Italia deve imparare che, nella direzione dell’Italia e dell’UE, i poteri si accordano in precedenza e poi richiedono l’adesione dei membri e dei paesi emarginati come l’Italia, ai quali poi si rimprovera di essere assenti dalle decisioni. L’adesione dell’Italia alla forza d’intervento rapida europea o E12 voluta da Macron, che si aggiunge al precedente patto Pesco del 2018, di contenuto simile, ha contato sulla collaborazione passiva di Conte e Mattarella.

Ufficialmente si vuole rimanere legati alla Nato, ma Macron non è di questo parere; parlamento, commissione difesa e ministeri degli esteri non sono stati ancora informati, la Germania ha aderito all’iniziativa ma si dice ancora legata alla Nato e osteggia la leadership francese. All’ E!2 aderisce anche la Gran Bretagna che non fa parte del Pesco.  Conte, Mattarella, Renzi e PD sono filo francesi; tutto questo complotto, economico e militare, a danno soprattutto dell’Italia, è stato favorito dalle aspirazioni di dominio della Germania, aiutata dal paravento francese e dalla speculazione dei mercati.

Secondo alcuni, il meccanismo europeo di stabilità, o MES, dovrebbe diventare una specie di Fondo Monetario Internazionale, in realtà il FMI, con manovre di aggiustamento economico e di bilancio pubblico, mira a sanare gli squilibri della bilancia commerciale, invece il MES mira a ridurre il debito pubblico eccessivo, che dipenda dalla spesa pubblica eccessiva e in deficit, anche a causa di finalità sociali.

Infatti, in genere, gli stati che hanno bilanci pubblici in equilibrio e poco debito estero, hanno debiti privati più elevati perché i privati devono provvedere, con i loro mezzi, come accade in Usa, a sanità, pensioni e studi universitari dei figli. Con la riforma proposta del MES, gli stati contribuenti come l’Italia, per attingere ai suoi fondi, dovrebbero prima dichiarare default, sospendendo i pagamenti ai creditori, che sono soprattutto italiani, perciò ne sarebbero colpiti risparmi, consumi e banche.

L’Italia, colonia ceduta, consapevolmente o inconsapevolmente, dai suoi massimi dirigenti, ha già versato al MES, per il salvataggio di altri stati, 50 miliardi di euro, che sono soldi di contribuenti e risparmiatori, soprattutto italiani, che prestano allo stato. La fede nell’Europa c’è costata cara, è per questo che Trump, che conosce la situazione italiana, ha affermato che l’Italia starebbe meglio fuori dell’’Unione Europea, che è un impero in espansione.

La svalutazione dei titoli di stato italiani ad alto interesse e la loro riduzione da parte delle banche italiane, secondo i desideri della commissione europea, potrebbe andare anche a vantaggio di banche estere, che li acquisterebbero guadagnandoci anche sul capitale. Forse l’Italia, con la riforma del MES e con l’unione bancaria, eviterà penalizzazioni, ma dovrà solo pagare maggiori contributi alla Germania, per salvare le sue banche; allora il governo italiano griderà alla vittoria. (Per le notizie, fonte: Giuseppe Masala - l’Antidiplomatico.it - sinistrainrete.info).

CINA

La tenuta economica delle banche cinesi diminuisce, perciò il governo cinese ha deciso, a causa dell’aumento delle sofferenze, la nazionalizzazione della quinta banca Harbin Bank, rilevata al 48% dallo stato; la Cina è sempre pronta a tamponare la crisi delle sue banche che hanno un attivo 27.000 miliardi di dollari, il doppio di quello delle banche americane, la banca centrale le salva per evitare la corsa dei risparmiatori agli sportelli bancari.

L’eccesso di credito crea bolle e il sistema bancario comincia a scricchiolare, in Usa i due terzi della ricchezza sono investiti in azioni mentre in Cina in immobili; così sono cresciuti gli immobili a uso ufficio, ma a Shanghai il 37,5% di essi è ancora inutilizzato. La Cina è diventata il capofila mondiale del QE e oggi i debiti pubblici e privati cinesi arrivano al 320% del Pil.

Fino ad ora, anche con le crisi del 2008 e del 2016, la crescita globale mondiale, anche se drogata dall’immissione di liquidità, è stata favorita dall’economia e dalla banca centrale cinese e non dalla Fed, dalla Bce e dalla banca del Giappone; ma ora la Cina sta rallentando come l’economia mondiale, comunque, essa ha alimentato il 60% dell’indebitamento mondiale e della liquidità.

Nel mercato azionario cinese sono affluiti i risparmi da tutto il mondo, recentemente per 125 miliardi di dollari, soprattutto da Usa, Germania e Giappone; perciò la borsa azionaria è quadruplicate, cioè si è gonfiata, come accadde alla borsa americana nel 1929, evidenziando un sistema economico mondiale che galleggia sul debito. (Per le notizie, fonte: it.businessinsider.com – Mauro Bottarelli).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;    viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 18/11/2019)

PREAMBOLO

Dai tempi antichi, il mondo è stato sempre dominato da guerre, complotti, provocazioni, sfruttamenti coloniali di popoli, ricatti, corruzione  e terrorismo, gli stati, per aumentare di territorio e contribuenti, si espandevano profittando delle crisi interne di altri paesi; i governi di Islam e occidente non sono stati pacifisti e oggi l’Islam ha rilanciato il terrorismo.

Tuttavia, l’Islam potrebbe provocare una guerra nucleare tra oriente e occidente, non con il terrorismo, ma con una provocazione; un attacco nucleare, addebitato ingiustamente a un una delle due parti, potrebbe provocare la reazione nucleare dell’altra. Vale la pena di ricordare che, non solo che i complotti sono stati commessi e i benpensanti li negano, ma che i corsari, in tempo di pace, assalivano le navi con licenza di un re che compartecipava al loro bottino e che, ancora oggi, le guerre si fanno anche per procura; cioè, lo stato spesso getta il sasso e nasconde la mano.

EUROPA

Le azioni di Commerzbank e Deutsche Bank si svalutano progressivamente, le prime sono arrivate a 5 euro e le seconde a 6,9 euro, Commerzbank è partecipata dallo stato per il 15%; un progetto di fusione tra i due gruppi e con altre banche è fallito. DB, nelle varie trimestrali, segna perdite per miliardi di euro e perciò ha previsto tagli al personale per 18.000 persone; le due banche devono fronteggiare la concorrenza delle casse di risparmio tedesche che sono partecipate dagli enti locali, ma anche alcune di loro sono in difficoltà.

Ora DB punta di più verso le tradizionali attività bancarie, trascurano gli investimenti speculativi, nel 2000 fece investimenti speculativi in derivati Usa, relativi ai mutui subprime immobiliari, per 24 miliardi di euro, con perdite paurose (il governo italiano ha pagato regolarmente le perdite sui derivati fatte dagli enti locali italiani); a tale proposito, DB creò anche una bad bank alla quale conferì questi crediti deteriorati. Agli spregiudicati investimenti in Usa, si aggiungono le decine di miliardi di multe applicate a DB dall’autorità di vigilanza bancaria americana e ora anche dalla Banca d’Italia.

In Commerzbank aumentano i clienti insolventi, oggi anche le due banche applicano tassi negativi ai depositi e perciò l’UE ha chiesto anche a esse un rafforzamento patrimoniale; però le due banche sono aiutate economicamente da Bundesbank e dalla BCE con il Tiering, con lo scopo di evitare i tassi negativi sulle loro riserve depositate presso la BCE; inoltre sperano su aiuti da parte del governo tedesco.

Tanta generosità non è stata prevista per le banche italiane in difficoltà e quella concessa dal governo italiano è stata criticata dall’UE a direzione franco-tedesca. Con il Tiering, Draghi ha tagliato i tassi sui depositi delle banche presso la in Bce (a -0,50%),  però il tasso negativo non si applica a tutti i depositi, perché è stato introdotto un sistema di esenzioni.

Perciò i depositi delle banche italiane sarebbero esentati dai tassi negativi  per 90 miliardi di euro (oltre i 15 miliardi della riserva obbligatoria); quindi, le banche italiane possono prendere a prestito fondi a tassi negativi sul mercato interbancario e poi depositarli presso la Bce a tasso zero, lucrando la differenza, ma drenando liquidità e facendo salire i tassi dei BTP. E’ una forma di speculazione santificata dalla BCE.  

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La Germania, per completare l’unione bancaria, con la scusa del debito pubblico italiano, sembra abbia lanciato un altro attacco contro banche e titoli di stato italiani; il ministro delle finanze tedesco Scholz, seguendo un progetto di Schauble, vuole l’unione bancaria, con la politica di vigilanza sulle banche e con il meccanismo unico di risoluzione bancaria.

Egli chiede un meccanismo unico per la gestione delle insolvenze bancarie, la riduzione delle sofferenze bancarie, la riduzione del rischio sui titoli pubblici riducendone il numero e facendo adeguati accantonamenti; inoltre, propone la garanzia sui depositi con il fondo di garanzia nazionale, il fondo di garanzia europeo e aiuti dei governi nazionali, fino a ora vietati. Chiede anche l’armonizzazione delle imposte alle imprese; forse quest’ultima proposta è la migliore.

Però in Germania le casse di risparmio, che hanno un proprio fondo di garanzia, non sono d’accordo e le banche popolari, protette da Schauble, si sono sottratte alla vigilanza (quando impareremo che anche i tedeschi sono furbi!). Non è d’accordo con il progetto di Scholz nemmeno il ministro delle finanze italiano Gualtieri; con il completamento dell’unione bancaria, il paese che avrebbe più vantaggi sarebbe la Germania, se ne avvantaggerebbero Commerz Bank e Deutsche Bank che potrebbero sistemare i loro conti.

In pratica, queste due banche punterebbero su fusioni transazionali che richiedono l’unione bancaria, una proposta in tal senso è stata già fatta a Unicredit. Ha detto l’ex ministro Saccomanni che nel 2013 il bail-in fu imposto all’Italia con un ricatto, che faceva leva ancora sul suo debito  pubblico; ora la Germania tenta ancora un attacco distruttivo al nostro debito pubblico e alle nostre banche, dopo che l’Italia ha subito l’affondamento di diverse piccole banche.

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La commissione europea, non ancora rinnovata, ha presentato la bozza di bilancio pluriennale comunitario, a 27 stati, per il periodo 2021-2027, che naturalmente è in crescita, ma sicuramente sarà modificato da parlamento e consiglio; in media, i cittadini europei verseranno all’Unione 289 euro l’anno.  E’ previsto un taglio alla PAC o politica agricola comune e un aumento alla politica di coesione, a ricerca, sicurezza, Erasmus e immigrazione.

Per la PAC l’Italia subirà un taglio di 4,7 miliardi, come al solito, saremo il quarto paese beneficiario, dopo Francia, Spagna e Germania. Le entrate derivano, per oltre il 98%, da dazi commerciai all’importazione e multe per inadempienze degli stati e la parte rimanente deriva dai contributi degli stati, in tutto si tratta di oltre 1.000 miliardi di euro.

 Alcuni paesi vorrebbero limitare i contributo complessivo all’1% del Pil di ogni nazione,  come nel periodo precedente 2017-2021, altri vogliono portarla all’1,11%-1,16%; la Francia non vuole la riduzione per l’agricoltura, che oggi assorbe il 35% della spesa totale, fino a oggi, ha ricevuto 62,3 miliardi di euro l’anno, mentre l’Italia 36,3.

Come si vede, anche l’UE applica dazi all’importazione, ma non sono elevati come quelli  Usa. Sui finanziamenti europei all’agricoltura si specula in tutta l’UE, ma pare che se ne siano accorti soprattutto la guardia di finanza e la magistratura italiana; con il denaro, l’UE compra il consenso dell’informazione, della politica e dei governi dell’Unione, la corruzione non è solo italiana.

Infine, non sembra logica la quarta posizione dell’Italia tra i paesi beneficiari per gli aiuti all’agricoltura, anche perché l’Italia è il secondo contribuente netto dell’UE e ha un’agricoltura importante; se ci daranno qualche cosa con l’immigrazione, ce la toglieranno con l’agricoltura; colpa dei nostri rappresentanti, che sono europeisti ma non italianisti. (Per le notizie, fonte: Andrea Mainardi – startmag.it). 

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La commissione europea ha approvato il salvataggio, con fondi regionali pubblici, della banca sassone NordLB di Hannover, per 3,6 miliardi di euro e di Casse di risparmio tedesche in difficoltà; affermando che non violano la concorrenza e il divieto di aiuti di stato, mettendo da parte due offerte private di acquisto della banca; sono le solite ipocrisie tedesche e doppie misure discriminanti; il governo italiano dovrebbe rimarcarlo ma, purtroppo, è europeista.

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Macron ha affermato che la Nato è in morte cerebrale, ma il governo italiano ha gettato acqua sul fuoco, riaffermando la sua fedeltà alla Nato e mantenendo, su richiesta americana, militari italiani all’estero. Macron si batte per una diesa europea, prima complementare e poi autonoma dalla Nato, naturalmente sotto comando francese perché la Francia è potenza atomica, questo arsenale è usato dagli stati come strumento di ricatto; seguendo i desideri francesi, sono state create le iniziative militari europee E12 e  la Pesco.

Nell’UE, con il patto di Aquisgrana, esiste un asse militare tra Francia e Germania, che assieme dirigono l’UE e mirano a dominare l’UE; in questo momento non c’è un coordinamento tra gli alleati della Nato. La Turchia, che è un paese della Nato, si è confrontata con la Grecia, altro paese Nato, e ora rischia di confrontarsi con la Siria che è appoggiata dalla Russia. La Merkel ha criticato gli Usa, vuole apparentemente la distensione con la Russia, con la quale fa affari, è contraria al comando militare francese e si dice ancora legata alla Nato.

La Nato è stata giudicata inutile da Trump, che la usa per contropartite commerciali e per vendere armi, applicando però anche dazi all’Europa. Gli Usa promettono protezione militare a Europa e Arabia, in cambio di acquisto di armi e di beni in Usa; naturalmente, la Russia, che favorì la dissoluzione del patto di Varsavia, dopo aver appoggiato i sovranisti europei contro la Germania, appoggia la posizione francese sulla Nato.

Contro la Russia, nel 2014 gli Usa hanno appoggiato il golpe militare in Ucraina, mentre la Germania, anche se favorevole agli ucraini, si dice ufficialmente favorevole alla distensione con Mosca; nel 1986 Francia, Inghilterra e Usa vollero il bombardamento della Libia di Gheddafi, creando problemi all’Italia. Sarebbe ora che il governo italiano imparasse a seguire gli interessi dell’Italia e a ragionare con la propria testa; l’ultimo europeista italiano sarà Mattarella.

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Con il programma QE, la BCE, ha preso ad acquistare molte obbligazioni corporate, sia al mercato primario sia in quello secondario, di grandi aziende francesi, tedesche e olandesi, invece di concentrarsi solo sui titoli di stato acquisiti al mercato secondario; tra i beneficiari spiccano Shell, Daimler, Aeroporto di Parigi e la Dassault francese. Come si sa, in Europa settentrionale, prima degli aiuti alle banche, hanno pesato più i debiti privati che quelli pubblici, che tuttavia, a danno dell’Italia, sono stati nel mirino della commissione europea e  della BCE.

L’eurozona, anche a causa dei bassi tassi, sta diventando l’eldorado per le obbligazionarie corporate private, soprattutto nel mercato primario; Intanto in Italia, anche se lo spread è in rialzo, svetta la Borsa di Milano, trainata dal comparto bancario. Il Tiering di Draghi mira a mitigare gli effetti negativi, per le banche italiane, dei tassi negativi sulle riserve bancarie presso la BCE e ora pare ci sia anche un deflusso di capitali dal Nord Europa all’Italia.

La BCE ha stabilito un trattamento di favore sui depositi presso la BCE pari ad almeno sei volte la riserva minima obbligatoria presso la BCE, perciò le banche italiane possono raccogliere denaro all’estero e depositarlo presso la BCE, evitando il prelievo previsto. Se il Tiering dovesse minare gli stimoli monetari della BCE, si può sempre cambiare il livello di esenzione.

Il sostegno al mercato obbligazionario aiuta anche il sistema industriale tedesco, però, anche certe banche tedesche vivono in affanno; questi fatti hanno forse spinto Merkel e Scholz a premere l’accelerazione sull’unione bancaria. Non bisogna dimenticare che grandi industrie, grandi banche e stati vivono anche riparandosi dietro le alchimie e i misteri, come quelli della finanza. (Per le notizie,

fonte: Mauro Bottarelli – businessinsider.it).

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L’austerità di bilancio imposta, dalla commissione europea e la relativa disciplina di bilancio, impedendo un bilancio espansivo, ha ridotto consumi, occupazione e Pil; la deflazione salariale, cioè il contenimento dei salari, è servita a ridurre domanda e consumi e, in Germania, a favorire le esportazioni tedesche. Il debito pubblico è cresciuto con la crisi delle banche e con la speculazione, che ha fatto aumentare gli interessi sul debito pubblico.

Gli attivi commerciali tedeschi hanno fatto crescere, per compensazione, i debiti degli altri paesi in deficit commerciale. L’Unione Europea e l’euro sono serviti solo a contrastare l’inflazione e a garantire prezzi stabili; se n’è avvantaggiata l’Europa orientale, India e altri paesi emergenti, che hanno potuto svilupparsi in modo più veloce, mentre nell’UE s è imposta la stagnazione economica.

ITALIA

Lo stato è l’impresa privata di maggior successo economico, riscuote imposte in cambio di protezione e, per giustificare l’elevata tassazione ed evitare che i cittadini chiedano la riduzione delle imposte, presenta deficit di bilancio, elevati debiti pubblici, debiti fuori bilancio, residui passivi ed è perennemente in mora per i rimborsi, gli indennizzi e i pagamenti agli altri privati.

Francia e Germania e finanza internazionale, per soggiogare l’Italia e per speculare su di essa, con l’aiuto dello spread, dell’informazione e di agenti italiani, hanno fatto leva su queste sue debolezze; facendo finta di ignorare che l’Italia, con i crediti, verso l’estero, le riserve e il patrimonio artistico mobile non esposto, venduto alle aste di Londra e Milano, potrebbe portare il debito pubblico italiano al 60% del Pil, come previsto dai trattati europei.

Così facendo però si toglierebbero argomenti contro l’Italia alla società di rating, al FMI e alla commissione europea e non si potrebbe più speculare sul debito pubblico italiano, mentre lo stato sarebbe assalito dalle richieste di riduzione delle imposte, che sono la prima ragione dell’esistenza dello stato. Anche la chiesa predica contro l’avidità, e per cautelarsi da chi può farle i conti in tasca, presenta i sui conti sempre in passivo; in pratica, i debiti sono negativi solo per il popolino che, a causa loro, ne è usurato, pignorato, espropriato, fallisce ed è privato del credito bancario.

In Italia si continua ancora a scrivere che gli interessi sul debito pubblico sono pari a 65 miliardi di euro l’anno, ma con la riduzione degli interessi, il debito dovrebbe avere un costo medio del 4%, il che è irrealistico e nasconde un falso in bilancio. Probabilmente gli interessi passivi sono la metà e la differenza è usata per coprire spese militari fuori bilancio, che esistono nei bilanci pubblici di tanti paesi, compresa l’ex URSS.  

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 11/11/2019)

EUROPA

Il 12/12/2019 in Gran Bretagna ci saranno le elezioni politiche anticipate, la campagna elettorale non verterà solo sulla Brexit, ma anche sulla spesa pubblica perché, sia i conservatori di Johnson, sia i laburisti di Corbyn, vogliono aumentare la spesa pubblica, facendola arrivare ai livelli degli anni settanta, archiviando l’austerità. Conservatori e laburisti hanno promesso di aumentare la spesa in infrastrutture e in spese sociali.

Naturalmente, la spesa pubblica aumenterà il deficit del bilancio dello stato, secondo alcune stime, essa dovrebbe raggiungere il 41,3% del Pil per i conservatori e il 43,3% del Pil per i laburisti, negli anni settanta era al 42%; comunque, la Gran Bretagna continuerà a spendere meno, rispetto al Pil, di Italia, Francia e Germania. La spesa pubblica, bene indirizzata, può fare aumentare occupazione, consumi e produzione, quindi anche il Pil. Comunque, la miopia della commissione europea, si ostina ancora a censurare il piccolo aumento del deficit di bilancio dello stato italiano, sempre dovuto alla spesa pubblica. (Per le notizie, fonte: Marco Cimminella – it.businessinsider.com).

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Dopo la trimestrale del 30/10/2019 di Deutsche Bank, fondata nel 1852, il giornale tedesco Die Welt afferma che i maggiori soci della banca, con un CDA parallelo tenuto al di fuori dì Francoforte, stanno cercando di eliminare, prima della scadenza, il suo presidente. E’ previsto un piano di ristrutturazione della banca, con la creazione di una bad bank, capace di ripulire il suo bilancio dai crediti a rischio e dalle perdite.

Tra luglio e settembre 2019, DB ha segnato una perdita economica di 942 milioni di euro, i derivati sono un  capitolo a parte, nel terzo trimestre di quest’anno la banca ha registrato un calo dei ricavi del 15%, però sono cresciuti impieghi e risparmio gestito; sul bilancio pesano i crediti derivati in sofferenza, che sono scommesse bancarie e contratti a termine su debiti pubblici e di grandi imprese.

Perciò la banca d’affari JP Morgan ha tagliato il prezzo obiettivo del titolo a 6 euro, che è molto più basso dei suoi massimi storici e potrebbe ancora ridursi, però ci sono sempre analisti che invitano ad acquistare il titolo; DB, con il QE, deve subire i tassi negativi per le grandi imprese, perciò cerca di conservare i clienti retail. In queste condizioni, nessuno dovrebbe comprare le sue azioni, invece qualcuno le sta comprando.

Dipende da fatto che la speculazione, dà ancora un valore al titolo e compra con i ribassi, comunque, la banca è stata costretta ad abbandonare la borsa di New York. ma è troppo grande per fallire, probabilmente spera in un aiuto da parte del governo tedesco, che non è stato approvato dall’UE per le banche italiane in difficoltà. La Fed, acquistando azioni della DB, ha cercato di calmierare il mercato, anche Trump ha un conto presso DB.

La banca francese BNP Paribas ha acquistato il ramo trading di una hedge funds speculativa della DB e perciò 1.000 dipendenti di DB sono passati a BNP Paribas; ora un tracollo della banca non gioverebbe al governo tedesco, a Trump e ai francesi della BNP Paribas. (Per le notizie, fonte: Mauro Bottarelli - it.businessinsider.com).

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A settembre del 2021 ci saranno le nuove elezioni politiche in Germania, ma non è escluso che queste possano essere anticipate, la Merkel è attaccata dal quotidiano Die Weit, che l’ha sempre sostenuta, e dal giornale socialdemocratico Der Spiegel, che le rimprovera il risultato elettorale in Turingia. Le si rimprovera la crisi economica che ora lambisce anche la Germania e, soprattutto, di non aver chiuso le frontiere nel settembre del 2015 e l’accordo sull’immigrazione con Erdogan, che fecero entrare in Germania 1.100.000 profughi, soprattutto islamici, che fecero violenze alle donne e agli ebrei.

Il che favorì l’affermazione di destra, di neonazisti e il crollo dei socialdemocratici, è accaduto anche in Italia, dove il partito dell’immigrazione controlla anche papa, PD e televisione; alla guida della CDU, il successore della Merkel, Annegret Kramp Karrenbauer, non riscuote tanti consensi; sembra l’era dell’ascesa delle donne, le quali però, con la loro affermazione,  non sembra che cambieranno il mondo in meglio.

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Il ministro delle finanze tedesco Scholz, per far progredire l’Unione bancaria europea, vuole subordinare la garanzia sui depositi bancari a una valutazione prudenziale dei titoli  di stato posseduti dalle banche, aumentando, a titolo di garanzia, gli accantonamenti di capitale a riserva. Egli propone anche la riassicurazione europea sui depositi, per l’Italia, richiama l’attenzione sui crediti deteriorati e sui titoli di stato, senza accennare ai titoli illiquidi, come i derivati detenuti dalle banche tedesche e francesi.

A causa di essi, nei primi nove mesi dell’anno, Deutsche Bank ha perso molti miliardi di euro, anche sembra perciò, assurdamente, che la Germania voglia ridurre i rischi delle banche italiane e condividere con l’UE quelli delle banche tedesche. Berlino chiede di portare i crediti deteriorati al 2,5% dei prestiti totali, al netto del fondo svalutazione crediti, ora le banche italiane sono al 4,3%. Da considerare che le banche italiane, come quelle tedesche, non hanno tutte la stessa solidità economica.

Berlino chiede anche requisiti di capitale in base al rating e all’esposizione verso un solo stato, il che potrebbe costringere le banche italiane a liberarsi dei BP ad alto rendimento, a vantaggio di banche franco-tedesche. Lo spread della Grecia oggi è uguale a quello dell’Italia, perciò l’informazione, al servizio della speculazione e a danno dell’Italia, è tornata ripetere che Spagna e Grecia sono più solide dell’Italia, ma non è vero, i debiti della Grecia e della Spagna li ha pagati anche l’Italia.

Secondo Scholz che, grazie all’assenza italiana,  pare palare per la Germania e per l’UE,  con le nuove misure non dovrebbero essere richieste maggiori garanzie patrimoniali per le esposizioni fino al 33% del capitale; il che però potrebbe avere conseguenze negative sul patrimonio delle banche e potrebbe far crescere di nuovo lo spread italiano. Fra l’altro i BTP servono alle banche italiane anche per la gestione della liquidità, mentre le banche estere speculano, come hanno fatto con la Grecia, soprattutto sui loro interessi e plusvalenze, che le società di rating e la commissione europea fanno aumentare con il loro allarmismo.

L’Italia si è sempre opposta alla modifica del regolamento sui titoli di stato, la condivisione comunitaria dei rischi attraverso l’EDIS è limitata e la ponderazione dei rischi, fatta con il rating, potrebbe produrre instabilità finanziaria. Il coefficiente Tier1 è il coefficiente patrimoniale usato, secondo gli accordi di Basilea, per determinare il patrimonio di una banca. Nel novembre 2015 la commissione europea ha proposto di creare un sistema europeo di assicurazione dei depositi (EDIS), che è il terzo pilastro dell'unione bancaria. Questa proposta è stata ufficialmente adottata come parte di un pacchetto di misure capaci di migliorare l'unione economica e monetaria e di completare l'unione bancaria.

La proposta di EDIS si basa sui sistemi nazionali di garanzia dei depositi recepiti dalla direttiva 2014/49 dell’UE; questo sistema già garantisce che tutti i depositi, fino a 100.000 euro, siano protetti, con gli SGD o garanzie nazionali, in tutta l'UE. Con il QE, Draghi ha aiutato il bilancio pubblico dell’Italia, facendo cadere i tassi sui titoli pubblici,, ma la Germania, grazie ai suoi agenti collaborazioni italiani, è interessata soprattutto al fallimento dell’Italia e al suo asservimento.

Alla Francia e alla Germania interessa dividere materialmente l’Italia, mentre la finanza  Usa era interessata solo a speculare su di essa, ora però Trump, confessandosi, ha affermato che l’Italia starebbe meglio fuori dell’UE. Macron ha affermato che la Nato è moribonda e perciò vuole un esercito europeo, da impiegare eventualmente, secondo le sue intenzioni, anche contro paesi recalcitranti dell’Unione come l’Italia; pare che, purtroppo, anche l’Italia abbia aderito, senza dibattito parlamentare, al progetto. Come può essere una democrazia l’Italia?

Il direttorio franco-tedesco vuole dominare l’UE, asservire l’Italia e, con un’alleanza militare con la Cina, estromettere gli Usa, unificare il continente fino agli Urali. Putin ne è consapevole e perciò, per difendere la Russia, sostiene i sovranisti europei; mentre gli Usa sono decisi a ritirarsi dall’Europa, magari con un pretesto, quando se ne presenterà l’occasione.

La proposta del ministro delle finanze tedesco, Scholz, di completare l’unione bancaria europea con misure da lui suggerite, è stata respinta dal ministro dell’economia italiano Gualtieri; Scholz propone di calibrare il rischio dei titoli di stati sul rating del debito sovrano, il che avvantaggerebbe la Germania, e penalizzerebbe le banche italiane, che hanno forti quote del debito italiano.

La BCE non è prestatore di ultima istanza agli stati, però Draghi ha consentito alla BCE di acquistare titoli di stato in cambio di riforme e indirettamente, con il QE, la BCE acquista titoli di stato; l’idea di Scholz è la stessa di Schauble che voleva spezzare il legame tra banche e debito sovrano, disincentivando le banche a prestare allo stato. Chiedere alle banche, come fa Scholz, di fare accantonamenti proporzionali alla loro quota di debito sovrano avrebbe effetti distruttivi sulla competitività delle banche.

Sarebbero considerati rischiosi gli investimenti in titoli di stato italiani, si dovrebbero chiedere più interessi allo stato e più accantonamenti alle banche italiane. La nuova presidente della BCE, Lagarde, pare però che, con questa manovra, voglia anche mettere al sicuro Deutsche Bank, rendendo più facili aggiustamenti di capitale e di liquidità e più facile per la banca trovare un partner bancario, a prezzo però di una perdita in competitività per le altre banche europee. (Per le notizie, fonte: Ferdinando Soto – Marco Onado – Francesco Russo- . startmag.it – ilsole24ore – Milano Finanza).

 

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Sulle politiche economiche applicate, dopo la riunificazione, della Germania dell’est con la  Germania dell’ovest, i risultati sono deludenti, a parte le luci di Lipsia e Berlino che sono all’est; Philipp Ther, dell’università di Vienna, punta l’indice contro la politica economica di Bonn degli anni novanta e critica lo shock liberista applicato all’economia pianificata della DDR, infatti, ritiene che le privatizzazioni la misero in ginocchio.

Con le privatizzazioni di industrie o loro svendite, furono favoriti interessi e banche dell’ovest, distruggendo un patrimonio industriale e favorendo provvisoriamente la disoccupazione; l’agenzia creata da Bonn per gestire le privatizzazioni operò dal 1991 al 1994 e, purtroppo, allora il ministro Schroeder e la sinistra tedesca abbracciarono acriticamente le teorie neoliberiste; ufficialmente però, II governo centrale voleva solo archiviare le inefficienze comuniste e favorire gli investimenti privati.

Purtroppo, nella Germania dell’est, dopo aver perso i mercati dell’Europa orientale, esistevano dei buoni prodotti ma nessun mercato in occidente, perciò era destinata a soccombere nella competizione; il cambio tra marco dell’est e dell’ovest fu fissato gradualmente alla pari, perché bisognava contenere la fuga all’ovest dei tedeschi dell’est, ma questi se ne andarono ugualmente. Si vendettero le industrie della DDR a privati, anche perché la produttività dei lavoratori era più bassa.

Ora, con l’emigrazione verso ovest, la disoccupazione è bassa, ma all’est pare stia scoppiando, con il decremento demografico, lo squilibrio demografico, che l’immigrazione, per le competenze richieste, non potrà sanare a breve. Perciò lo squilibrio economico tra est e ovest è destinato ad aggravarsi, anche perché le regioni orientali hanno soprattutto una predominanza di zone rurali. (Per le notizie, fonte: Pierluigi Minnitti – starmag.it).

ITALIA

Si minaccia la chiusura delle acciaierie Ilva di Taranto, che occupano 10.000 dipendenti, più l’indotto, l’impresa siderurgica era stata acquisita dalla società franco-indiana Arcelor-Mittal, che ora ha rescisso il contratto di acquisto, perché il governo italiano ha eliminato la protezione legale ai dirigenti, relativamente al piano per l’ambiente, e perché il gruppo ha intenzione di ridurre il personale di 5.000 persone; esso ha perdite d’esercizio in Italia e nel mondo.

Produrre acciaio inquina e l’industria italiana questo metallo lo può acquistare anche altrove, i maggiori produttori mondiali sono Cina, India e alcuni paesi islamici, i governi italiani non hanno mai avuto una vera politica industriale; privatizzano e sono tesi soprattutto alla difesa dell’occupazione, invece occorre difendere soprattutto le industrie di punta, con una tecnologia e che inquinano poco.

Anche a Liverpool e Detroit sono state chiuse delle grandi industrie, anche società aeree inglesi e americane sono fallite; la società finlandese Nokia, miracolosamente, si riconvertì dalla cellulosa ai cellulari, l’Ilva potrebbe essere nazionalizzata dal governo italiano. Oltre le varie considerazioni fornite dalla televisione, val la pena di ricordare che, con la globalizzazione, Francia e Germania non hanno privatizzato tutto ma, per difendere soprattutto occupazione e tecnologia, hanno conservato importanti industrie e banche, infatti, la Renault appartiene allo stato francese ed è in perdita.

Sarebbe ora il caso di fare anche in Italia alcune nazionalizzazioni, purtroppo, gli amici italiani di Francia e Germania puntano a fare altre privatizzazioni; da considerare anche che la Francia ha in atto un’offensiva per la sua penetrazione politica ed economica in Italia, fatta con la sua acquisizione anche di grandi imprese italiane, mentre per quelle piccole, come la Nivea, acquisiti i brevetti e sposta la produzione in Francia; contemporaneamente, è gelosa della penetrazione commerciale italiana in Cina.

Intanto, poiché i parlamentari considerano il seggio in parlamento un palo della cuccagna, per paura di perdere questi privilegi, con lo scopo di confluire in un altro partito, si stanno spaccando M5S e Forza Italia; se ne dovrebbero avvantaggiare i partiti sovranisti Lega e Fratelli d’Italia che, secondo i sondaggi, avranno la maggioranza nel prossimo parlamento italiano e così, si spera, sarà la resa dei conti con i mercati e l’UE, ma Mattarella ne dovrebbe soffrire.

L’Italia non è messa economicamente e politicamente peggio della Spagna, eppure la Merkel, che è, di fatto, il supremo potere europeo, d’accordo con Napolitano, nel 2008 commissariò, con il governo Monti-Fornero, solo l’Italia, Se Salvini dovesse vincere le prossime elezioni politiche, vedremo fin dove arriverà il presidente Mattarella che potrebbe emulare Napolitano, perché l’Italia non è un paese sovrano. La Merkel, in tutta l’EU, tramite agenti locali, ha sostenuto europeisti contro sovranisti, ma poi i partiti europeisti hanno perso le elezioni, rovinando l’immagine ideale che gli italiani avevano dell’UE, della Merkel e della Germania.

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Carlo Cattaneo era uno dei padri maggiori del nostro risorgimento, era liberale, laico, federalista e repubblicano, con gli eventi incalzanti, fu messo un po’ da parte perché l’unità italiana si potette fare solo con la forza militare della dinastia dei Savoia e dell’astuzia di Cavour, che lavorarono in accordo con la Gran Bretagna, la Francia e, segretamente, con i repubblicani Mazzini e Garibaldi (fu il primo compromesso storico italiano), mentre non potettero cooperare a lungo con Carlo Cattaneo, restio agli intrighi. I Savoia, in incognito e con l’aiuto dell’esercito, riuscirono a controllare anche Mussolini, lo accettarono al potere e poi, con la sconfitta militare,  lo fecero cadere.

Caduto il fascismo, nacque la repubblica italiana, sotto tutela provvisoria americana e definitiva vaticana, perciò l’Italia cessò di essere un paese veramente laico e liberale, ammesso anche che lo sia mai stato, e si liberò anche del mito federalista che spaventava i centralisti romani, monarchici o repubblicani che fossero. Nei decenni successivi, lo stato cattolico fece un compromesso nascosto con i comunisti, che così, diventati democratici, accesero alle massime cariche e istituzioni, pubbliche  e private, cioè, non fu Berlinguer il primo a sostenere una politica di  compromesso.

Perciò lo stato accantonò il progetto federalista di autonomia, che non si realizzò nemmeno con la creazione delle regioni, nate depotenziate nel 1970 e previste dalla costituzione repubblicana, le quali hanno un limitato potere legislativo e un riconoscimento storico e culturale e non una vera autonomia amministrativa, come avviene nel federalismo. Sembrano solo il riconoscimento di una realtà culturale e non affermano la solidarietà, anche se lo stato creò degli strumenti, come la Cassa per Mezzogiorno, nata nel 1950 e poi soppressa nel 1984, mirante ad aiutare le regioni più povere dell’Italia meridionale, ma fece bene soprattutto alla politica.

Per rilanciare il federalismo, nel 1991 nacque la Lega Nord che, usando come ricatto la secessione delle regioni del nord, riportò alla ribalta la questione. Il federalismo esiste in Usa, in Germania e in Svizzera, è una forma di governo che rafforza il principio costituzionale di sovranità popolare, la democrazia diretta e l’istituto del referendum popolare; come detto, però ferisce il centralismo romano.

Potrebbe anche servire a ottimizzare l’uso delle risorse consegnate, con le imposte, allo stato, invece oggi il bilancio dello stato, come quello del Vaticano, è un mistero e un buco nero, perciò è impossibile risanarlo; le regioni non hanno le stesse risorse, non hanno, in termini di qualità, gli stessi servizi e la rappresentanza politica è stata distorta dai movimenti migratori interni che hanno fatto aumentare la popolazione di alcuni comuni e regioni e diminuire quella di altre.

Questa situazione non può essere risolta dai partiti che tradiscono gli elettori, ma solo da un vero movimento di popolo, ora l’élite, in difesa dei vari privilegi,  tiene ancora in pugno la situazione deteriorata, lo fa con la propaganda, i favori e la corruzione; fa di tutto perché il popolo continui a dormire e perché l’Italia non cambi in meglio, come obiettivamente meriterebbe.

Per logica, allo stato competerebbe difesa, esteri, interni, giustizia, istruzione e sanità, alle regioni competerebbe autonomia fiscale e monetaria con una moneta complementare, industria, commercio, agricoltura, servizi pubblici e opere pubbliche. La ricerca dovrebbe essere una competenza concorrente tra stato e regioni; l’UE è quasi uno stato che  impone agli stati dell'Unione una politica di bilancio e una politica monetaria con una banca centrale e l’euro, ha una politica agricola e ha un parlamento.

Per il momento ha rinunciato ad altre competenze ma, se dura, purtroppo non sarà una rinuncia definitiva; i partiti che vogliono più Europa chiedono più poteri a suo vantaggio, cioè lavorano per allontanare lo stato dai cittadini, sono nemici delle autonomie. Gli stati, retti da grandi interessi economici, anche oscuri, sono nati con la guerra e non con la partecipazione popolare poi, con il tempo, si sono cementati con il diritto, la religione, la lingua e la cultura; gli stati nati per mutuo consenso, come l’UE, a volte tornano a dividersi, perciò gli Usa, con la guerra, impedirono la secessione degli stati confederati del sud.

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I politici, come Mattarella, non vogliono ascoltare gli elettori e l’informazione preferisce solo fornire, in salotti televisivi, propaganda, pettegolezzi e mezze notizie. Sull’immigrazione, a causa dei vari governi, l’Italia è apparsa indubbiamente ambigua all’estero, Malta ha fatto accordi con la Libia per il rimpatrio degli immigrati clandestini, l’Italia non pare muoversi con altrettanta chiarezza; per le persone ragionevoli, l’immigrazione utile è quella selezionata.

Pare che il fisco italiano voglia controllare gli evasori dai loro risparmi cioè, chi risparmia molto, rispetto al guadagno ufficiale, è un evasore o svolge attività illegali. Per applicare questa strategia l’Italia dovrebbe prima controllare gli afflussi di risparmio verso l’estero e verso i paradisi fiscali, altrimenti la misura colpirebbe solo i piccoli evasori. Un’imposta patrimoniale esiste anche in Usa, dove la pressione fiscale è minore che in Italia, questa imposta si paga in sede di successione; però in Italia un’imposta patrimoniale del genere dovrebbe assorbire quelle esistenti, che sono, anche se in forma camuffata, 14. Queste imposte danno ora un gettito di 46 miliardi di euro l’anno, le principali sono l’imposta sugli immobili, il bollo auto e quella sulle attività finanziarie e i risparmi.

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Napolitano sosteneva, a capo del governo italiano, il commissario Mario Monti, dopo un accordo tra Washington e Bruxelles, invece Mattarella ha legittimato il governo tra M5S e PD, dopo un accordo tra Vaticano e Bruxelles; però la commissaria europea alla concorrenza, Margrethe Vestager, ha affermato che non si può ostacolare le forze sovraniste, come hanno fatto la Merkel e Macron; perciò ora anche la cornice catto-europeista si sta sgretolando.

Lo stesso cardinale Ruini, a capo della CEI, ha fatto delle aperture alla Lega e a Salvini, perciò l’informazione mainstream italiana, veramente poco indipendente, si è rapidamente adeguata; vedremo quali saranno le prossime mosse di Mattarella, magari potrebbe anche indire nuove elezioni politiche. Speriamo che Salvini, sedotto dagli europeisti, non cambi rotta, perché deve contribuire a riformare la stessa UE, che credeva ai suoi agenti italiani e non agli italiani in generale.       

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Nel 1947 a Gorizia fu costruito un muro, molto prima di quello di Berlino, costruito nel 1961 e abbattuto nel 1989; nel 1947 i soldati inglesi applicarono un filo spinato che divideva Gorizia italiana da Nova Gorica slava, nata con la divisione della città. Andarono alla Jugoslavia i 3/4 del suo territorio, con il 15% della popolazione; la popolazione della città era prevalentemente slovena, invece Trieste, privata del suo entroterra, tornò italiana nel 1953.

Con degli incentivi, il fascismo aveva inviato maestri d’italiano nella città; nel 1945 i partigiani comunisti tennero la città per 40 giorni e fecero sparire 665 persone; la divisione postbellica della città non risparmiò il cimitero e l’ospedale, però ai cittadini si chiese in quale parte della cortina di ferro volessero stare. La città era stata un po’ italiana, un po’ austriaca e un po’ slava, Nova Gorica, in pratica. fu costruita ex nuovo.

Il muro, in filo spinato, che divideva la città era presidiato e si minacciavano con le pallottole gli italiani che, da Nova Gorica, volevano attraversare il confine per andare a trovare i parenti a Gorizia. Dopo al caduta del muro di Berlino, nel 1992 si concesse un  permesso provvisorio per attraversare il confine e visitare i parenti. le famiglie avevano fatto la domanda e si scambiavano doni, le forze dell’ordine erano inadeguate a controllare la marea di gente.

Si riempirono le trattorie e si facevano doni e baratti, nel 1991 ci fu il crollò l’URSS e nel 1992 quello della Jugoslavia, ma il muro di Gorizia fu soppresso solo nel 2004, cioè quando la Slovenia entrò nell’UE, il governo italiano era distratto da altri temi, ma le due città erano in due stati diversi. E’ ingiusto che l’informazione non abbia ricordato questi fatti, oggi il confine lo attraversano solo gli italiani, Nova Gorica è una città moderna, con un grattacielo, un’università con docenti stranieri, piste ciclabili, scuole e divertimenti. Invece a Gorizia ci sono pensionati e vi arrivano gli immigrati dall’est, perciò i maligni dicono che Salvini voglia costruirci un altro muro. (Per le notizie, fonte: Francesco Cancellato – Ilpost.it).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 4/11/2019)

EUROPA

In Germania è la crisi della produzione industriale e dell’esportazione, perciò gli industriali chiedono più investimenti pubblici e l’aumento della domanda interna, sono anche a favore dell’iniezione di liquidità fatta dalla BCE; qualcuno afferma che Draghi ha salvato l’euro, mentre le banche, a causa dei tassi negativi, sono contrarie al suo QE. La democrazia cristiana della Merkel è divisa e il suo piano green non sarà sufficiente per risolvere la crisi del paese, è la crisi del sistema economico mercantilista tedesco e della globalizzazione, perciò la Germania vuole rilanciare i consumi interni, l’esito elettorale in Turingia, certifica la crisi politica ed economica della Germania.

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Lagarde, nuova presidente della BCE, è favorevole a una moneta digitale della BCE,  aperta a banche, grandi imprese e stati, invece Draghi, ex presidente della BCE, per il momento pare contrario; adesso solo le banche possono avere conti presso la BCE; la moneta legale è messa in circolazione dalle banche centrali nazionali, che funzionano come sportelli della BCE, mentre la moneta bancaria è creata dalle banche commerciali, quando concedono prestiti a interesse, la moneta bancaria costituisce il 90% del circolante totale.

Le banche centrali fissano il tasso d’interesse di riferimento o euribor, favorendo e disincentivando i prestiti; la massa monetaria in circolazione dipende dalla domanda del mercato, se l’economia va bene, le banche forniscono credito e la domanda di moneta aumenta. Una moneta digitale legale potrebbe essere utilizzata per i pagamenti con il computer e con lo smartphone, avrebbe lo stesso valore legale delle banconote e solo la BCE controllerebbe la massa monetaria in circolazione.

Questa moneta rafforzerebbe il ruolo di BCE, Francia e Germania, mentre le criptovalute private danno spazio al sovranismo. Però anche la moneta digitale della BCE, come le monete private, la Libra, l’attuale moneta legale e la moneta bancaria, possono  alimentare la speculazione, l’instabilità monetaria e l’inflazione. Con le monete digitali, c’è però il rischio che i privati trasferiscano i depositi dalle banche alla rete.

Oggi i tassi d’interesse della BCE sono praticamente a zero, il QE ha aiutato le banche, ma non ha rilanciato l‘economia, il credito bancario ristagna e le riserve di liquidità delle banche, presso la BCE, scoppiano; sono tutti segni di strozzature monetarie. La moneta digitale pubblica della BCE potrebbe fornire liquidità e finanziare direttamente l’economia reale, cioè banche, grandi imprese e stati.

Le monete o banconote sono certificati di debito e strumenti di pagamento, in senso lato, sono fatte dal comune denaro, da assegni, cambiali, titoli di stato e derivati, tutti strumenti negoziabili. Noi siamo passati dalla moneta d’oro o d’argento, al gold standard, al gold exchange standard, al dollar standard e alla moneta attuale inconvertibile, ora stiamo arrivando alla moneta digitale perché il denaro sta ancora cambiando; però questa moneta digitale, secondo Lagarde, deve essere regolamentata dalla BCE e sotto il controllo degli stati dell’eurozona.

Diverse banche centrali del mondo, con la crisi del dollaro, stanno esaminando seriamente il problema, anche perché tanti cittadini non hanno un conto corrente ma hanno solo un computer e uno smartphone; se i conti digitali della BCE offrissero anche un interesse, tante grandi imprese rinuncerebbero al loro conto presso una banca commerciale. Per aiutare le banche a evitare la crisi, la BCE e le banche centrali nazionali collegate, potrebbero concedere alle banche, che sono loro socie di capitale, la gestione della ricchezza dei clienti, commissioni, interessi, consulenze, prestiti e gestione dei titoli.

Ma dei sistemi di pagamento internazionali si occuperebbe, con la sua moneta digitale, la banca centrale. Le banche centrali del mondo si concentrerebbero sul sistema clearing di compensazione di pagamento, di debiti e crediti, mentre le istituzioni finanziarie e le banche commerciali private si occuperebbero della gestione dei clienti. Secondo Lagarde, bisogna essere aperti ai cambiamenti, però la BCE si è già schierata contro la Libra, Draghi non ha voluto aprire la BCE ai privati, cioè non ha voluto consentire a soggetti non bancari di aprire dei conti correnti preso la BCE, che non prevede la creazione di una moneta digitale da parte sua.

Se la BCE gestisse conti per i privati, farebbe concorrenza ai depositi del settore bancario, in ogni caso, la BCE immetterebbe direttamente moneta elettronica nei conti correnti privati e rafforzerebbe la sua politica monetaria, ora fatta attraverso le banche commerciali. Secondo le decisioni della BCE, la moneta potrebbe aumentare o diminuire, indipendentemente dai prestiti bancari.

Con la crisi monetaria e quella del dollaro, se non si torna all’oro, la faccenda è stata studiata dalle banche centrali di Canada, Cina, Svezia, Uruguay, Inghilterra e Svezia; le due ultime banche centrali sono all’avanguardia nella sperimentazione della moneta digitale; oggi esistono anche monete complementari private, digitali o meno. Con la moneta digitale della BCE, ci sarebbe la separazione dei pagamenti gestiti dalla Bce, rispetto alle altre attività bancarie.

Le banche concederebbero credito ma dovrebbero raccogliere denaro dal mercato, invece di crearlo dal nulla, cioè, il potere della moneta tornerebbe alla banca centrale e ai governi, sottraendo alle banche la creazione di moneta; tutta la politica monetaria sarebbe consegnata alla BCE. Con la nazionalizzazione della banca centrale, che, purtroppo, pochi propongono, la politica monetaria s’integrerebbe con la politica statale di bilancio o politica fiscale. (Per le notizie, fonte: Enrico Grazzini – Economia e Politica – sinistrainrete.info).

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Aumentano le preoccupazioni sul futuro dell’UE, ma Mattarella non se ne accorge, l’inserimento della nuova commissione è stato rinviato di un mese, il parlamento ha bocciato la candidatura della francese Sylvia Goulard, mentre Macron ha posto il veto alla candidatura di Manfred Weber; sono contesi i redditizi portafogli d’industria, difesa e digitale, il candidato francese Thierry Breton ha ricoperto troppi incarichi che lo espongono al conflitto d’interesse.

In Spagna si sono svolte quattro elezioni in quattro anni, mentre in Italia Mattarella, per amore verso l’UE e antipatia verso Salvini, non vuole sciogliere il parlamento e indire nuove elezioni Podemos pone condizioni a favore dei poveri che i socialisti, diventati liberali come in Italia, ritengono eccessive: Dirigenti catalani indipendentisti sono stati condannati; l’UE voleva l’abbattimento delle frontiere ma ora subisce i muri di confine interni contro l’immigrazione, però Macron ha chiesto porti aperti all’Italia.

In UE, i divari economici tra le regioni, che avrebbero dovuto essere colmati, fanno aumentare le richieste di autonomia, però l’Europa dell’est, diversamente da quella dell’ovest, grazie alle delocalizzazioni, si sta sviluppando velocemente. Per bloccare la germanizzazione dei Balcani, la Francia si è opposta all’ingresso nell’UE di Albania e Macedonia nell’Unione; con l’ingresso delle truppe turche in Siria, la Germania ha lanciato un appello per fermare l’offensiva e ha sospeso le vendite di armi alla Turchia, ora teme la riapertura dei campi profughi turchi e l’arrivo di altri emigranti attraverso i Balcani.

Per lo sfruttamento dei giacimenti d’idrocarburi ciprioti, esistono tensioni tra Turchia, Grecia, Cipro, Francia e Italia, sono tutti paesi alleati della Nato; fino a ora, si è dimostrato poco utile il rappresentante europeo agli esteri, cioè l’italiana Mogherini. (Per le notizie, fonte: Guido Salerno Aletta – startmag.it).

ITALIA

Settori dell’anfiteatro parlamentare e della televisione sentenziano che l’economia italiana è in stagnazione e in crisi, altri settori affermano che la crisi colpisce tutta l’eurozona; però la televisione non pare sottolineare che in Germania produzione industriale ed esportazioni diminuiscono, mentre in Italia aumentano; invece in Italia la l’occupazione non aumenta perché il governo non sblocca le somme, già stanziate, per le opere pubbliche, potrebbe essere colpa della burocrazia, ma potrebbe anche dipendere da una carenza di mano d’opera.

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La televisione ci ha informato che, per lo più, la destra non ha aderito alla proposta di condanna, da parte della sinistra, dell’antisemitismo, dell’incitamento all’odio e del razzismo; la televisione non deve fare solo propaganda, pettegolezzi e dare mezze notizie, ai telespettatori interessano anche le motivazioni di chi dissente, per fare ciò, non occorre intervistare le persone per strada.

E’ chiaro che la condanna dell’odio e del razzismo si prestano a strumentalizzazioni politiche di parte, il problema non riguarda solo gli ebrei; non possiamo processare tutti quelli che hanno delle idiosincrasie. Anche la sinistra ha alimentato l’odio, soprattutto in passato, non si può rischiare di ridurre la libertà di espressione e di manifestazione del pensiero. Se si condanna l’odio, bisogna condannare anche la vecchia lotta di classe, la rivoluzione e il sequestro proletario, tutti sentimenti nati a sinistra.

Gli ebrei sono come gli altri uomini, cioè belli e brutti, intelligenti e stupidi, onesti e disonesti, però in Usa e UE si distinguono in finanza, come professionisti, in affari e dirigenza, cioè sono una classe superiore, spesso osteggiata per i suoi trascorsi; invece in Israele esistono anche ebrei contadini, soldati, tecnici e scienziati. Se non ci fossero l’odio religioso e i pregiudizi, con la lotta di classe, l’occidente potrebbe avercela con gli ebrei; invece Israele si deve confrontare anche con l’Islam, che non ammette la sua esistenza.

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Conte è stato coinvolto in uno scandalo per una sua consulenza a un fondo speculativo immobiliare vaticano, per l’acquisto di immobili a Londra, fatto con utilizzo di fondi dell’obolo di San Pietro, cioè con distrazione illegale di fondi; per la faccenda, Salvini accusa Conte di conflitto d’interesse. tra gli investimenti spicca quello nella società Retelit, per la quale era stato richiesto un parere a Conte.

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Mattarella e il papa sono sempre esaltati dalla televisione italiana, Mattarella ha detto che non si può riscrivere la storia, altrimenti si destabilizza lo stato; però esistono segreti di stato e, poiché l’uomo è dominato dalle passioni, esistono diverse versione della storia. Poiché lo stato ha anche esercitato la censura, se s’impedisce la ricerca storica, s’impedisce la ricerca della verità, s’’impedisce la trasparenza dello stato, la democrazia e la libertà di ricerca e d’informazione.

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La missione segreta a Roma del ministro della giustizia americano Barr, tesa a incontrare in capo dei servizi segreti Dis, generale Vecchione, e i capi delle agenzie d’informazione esterna Aise e interna Aisi, mirava a indagare sulle inchieste relative alla campagna presidenziale di Trump; cioè sull’inchiesta russiagate, promossa da Hillary Clinton e su quella successiva di Trump, fatta sulla base di lettere della Clinton, che dovevano far luce sui rapporti tra Usa e Russia.

Nell’indagine pare sia anche coinvolta la Link università di Roma, che sembra ospitare dei membri dei servizi, alcune lettere compromettenti di Hillary Clinton pare siano state passate dai russi a Trump. In Italia il presidente del consiglio ha la delega alla guida dell’organo parlamentare collegiale Copasir, fatto di dieci membri, che controlla i servizi segreti, però Conte non ha avvertito, come avrebbe dovuto fare, il Copasir degli incontri segreti di Barr.

Conte, tra le altre cose, nomina i direttori delle due agenzie Aise e Aisi e il Dis che, per il rispetto delle direttive emanate dal presidente del consiglio, vigila su queste due agenzie; in pratica, Conte ha permesso a Barr d’incontrare segretamente i vertici dei servizi, senza avvertire il Copasir.  Nell’inchiesta russiagate si sosteneva che la Russia avesse interferito a favore dell’elezione di Trump.

George Papadopulos, consigliere di Trump, ha attaccato Renzi perché al servizio di Obama, ha accusato il professore maltese Mifsud, dell’università citata, di essere un agente della CIA e di aver agito, d’accordo con i servizi italiani, per sabotare la campagna elettorale di Trump, che perciò accusa il governo italiano. L’indagine di Barr va in direzione opposta a quella del procuratore americano  Mueller che, con l’inchiesta russiagate, ha affermato che la Russia aveva interferito nella campagna elettorale a favore di Trump, servendosi di alcune email  segrete di Clinton, consegnate dai russi. (Per le notizie, fonte: open.online).

CINA

In Cina vi è una classe media in espansione e cresce il numero dei consumatori, però tante piccole aziende italiane si sono tenute lontane da questo paese, timorose dei costi per poterci entrare, della distanza e della scarsa conoscenza del mercato. L’antica via della seta non era ostacolata dalle distanza tra Cina ed Europa; In Cina, Usa e Germania non producono solo per esportare all’estero o per risparmiare sul costo della mano d’opera, ma anche per il mercato interno. In Cina il Singles day è una giornata di sconti che frutta 31 miliardi di euro l’anno, l’uso di Internet, smartphone e nell’e-commerce Alibaba, procura grandi affari, il 60% della popolazione li usa, è un numero che supera i 300 di affezionati della rete milioni degli Usa.

Però le imprese devono farsi conoscere e devono dimostrarsi credibili, usando i moderni strumenti di comunicazione, registrando il nome della propria ditta anche in caratteri cinesi, dotandosi di un account su diverse piattaforme, permettendo i pagamenti digitali, mettendosi in contatto con aziende cinesi del proprio settore e cooperando con società  cinesi apprezzate.

Si può fare ciò senza avere una società sul territorio cinese, vanno bene tanti prodotti italiani, tecnologici e di consumo, la nuova via della seta ha rafforzato queste possibilità; l’Italia deve favorire un suo commercio privilegiato con la Cina e deve diversificare i mercati di esportazione, anche perché nell’eurozona, anche per colpa di Francia e Germania e dei loro tirapiedi italiani, non cresce; oggi la Cina attrae società e imprenditori da tutto il mondo.

I generi alimentari soffrono delle spese di trasporto e di conservazione e delle abitudini alimentari, all’olio d’oliva i cinesi preferiscono l’olio di arachide, mentre il vino francese, a causa del suo migliore e precoce marketing, ha maggiore prestigio di quello italiano, moda e design italiano sono apprezzati. Per vendere in Cina non è sufficiente un motore di ricerca o un sito di e-commerce, i cinesi preferiscono i negozi online di Allibata.

Si può vendere in Cina senza un rappresentante in loco, per il commercio in rete, la Cina applica un’imposta di consumo dell’11%, le società più forti aprono punti vendita nei centri commerciali; si possono creare società di venture capital, fondare una società cinese, essere presenti sul web; però non è indispensabile avere un socio cinese. Per chi vuole creare una società in Cina, sono previsti terreni gratuiti e, per due anni, l’esenzione fiscale, scuola per i figli e alloggio; però ogni provincia applica agevolazioni differenti. (Per le notizie, fonte: Marco Cimminella – it.businessinsider.com).

Nunzio Miccoli   www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 28/10/2019)

ITALIA

La corte dei conti regionale di Trieste, alla quale dovrebbero aggiungersi quelle di altre regioni italiane, ha sollevato la questione di legittimità, davanti alla corte costituzionale, per il taglio delle pensioni superiori a 100.000 euro lordi l’anno e per il blocco delle relative rivalutazioni, previsti dalla legge 145/2018, perché violerebbero gi articoli 3-36-38-53 della costituzione.

La corte afferma che la legge viola i principi di ragionevolezza, adeguatezza e affidamento, è discriminatoria e non è dettata dall’eccezionalità del settore previdenziale, perché non esiste l’esigenza del contenimento della spesa pubblica e di quella previdenziale. Queste osservazioni paiono ignorare il principio di equità e i rilievi europei sui deficit del bilancio pubblico e sulla necessità della riduzione del debito pubblico italiano, ma i giudici non amano fare sacrifici.

Contri questi tagli alle pensioni, anche le associazioni di pensionati Federspev e Confedir hanno presentato, in tutta Italia, migliaia di ricorsi; fino a oggi, le riforme delle pensioni hanno colpito solo i comuni lavoratori che, con l’acquiescenza sindacale, hanno finanziato, con i loro contributi, l’assistenza e tante pensioni privilegiate. (Per le notizie, fonte: Michele Poerio – startmag.it).

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L’Italia è sempre sotto tiro, da parte dell’UE, per il suo debito pubblico,  ma ora sembra che anche Mario Monti critichi la politica di austerità della commissione europea, però l’Italia  non è realisticamente in default; invece e apparentemente, sembra che il Vaticano sia vicino al fallimento, ma i suoi debiti possono servire anche a celarne la ricchezza. Nel 2018 il bilancio dell’Apsa, la banca centrale che gestisce gli immobili del Vaticano, ha presentato un passivo ma, non è riuscita a determinare, in maniera precisa, il vero deficit.

La santa sede ha 4.421 immobili, per mezzo milione di metri cubi, del valore di 2,7 miliardi di euro; per 41% sono case, per il 26% uffici e per l’8% negozi, spesso sono il risultato di lasciti testamentari di vedove che volevano conquistarsi un posto in paradiso. 800 di questi immobili sono sfitti e papa Francesco, invece di limitarsi predicare a favore dell’immigrazione, potrebbe destinarli agli immigrati, 3.200 di essi sono in locazione.

Il canone medio è di circa 8 euro al metro quadro, con uno sconto sul prezzo di mercato di circa il 45%, i morosi sono in aumento; a volte, la chiesa usa questi immobili in locazione come moneta di scambio a favore della politica, per ottenerne dei benefici. L’obolo di san Pietro arriva, da tutto il mondo, per il papa, ma è usato a favore della beneficenza solo per il 13% circa, la parte maggiore serve per mantenere le strutture ecclesiastiche del Vaticano.

In Italia l’8°% dell’Irpef è destinato, per il 50%, al mantenimento dei preti, mentre l’altro 50% è gestito dai vescovi, che controllano banche popolari e hanno investimenti speculativi all’estero. La chiesa è amministrata male, le offerte dell’obolo vengono da diocesi, fondazioni e fedeli, i paesi maggiormente contribuenti sono Germania, Stati Uniti e Italia, ma i contributi diminuiscono.

L’Apsa ha anche cospicui depositi, ma non ha ancora fatto un vero censimento delle sue proprietà immobiliari; per il 2019 ha previsto un deficit di quasi 100 milioni di euro, pesano le spese per il personale e quelle per le nunziature di tutto il mondo. Scendono i contributi a favore dell’Apsa di Ior e governatorato, il bilancio consolidato del 2018 ha presentato una perdita di 43,9 milioni, è peggiorata sia la gestione operativa che quella finanziaria.

I deficit più importanti della chiesa vengono dalla Segreteria di stato e dall’Apsa che, con l’Ior, costituiscono le tre banche del Vaticano. La segreteria di stato ha depositi per 650 milioni di euro, l’Apsa è la banca centrale e perde nella gestione operativa e in quella finanziaria speculativa. In Vaticano manca un vero inventario del patrimonio e un bilancio consolidato patrimoniale, economico e finanziario.

Spesso è stato soccorso dallo stato italiano, ad esempio, è successo con la crisi del banco Ambrosiano; non paga al comune di Roma elettricità, gas e smaltimenti dei rifiuti, al governo italiano non paga i trasporti in aereo del papa e 200 carabinieri fanno servizio in Vaticano, pagati dal governo italiano. La chiesa ha esenzioni fiscali, però partecipa al capitale di banche nazionali e popolari, queste seconde in mano ai vescovi.

Vive in  mancanza di regole economiche e di bilancio e di normative interne, ha una gestione clientelare e una contabilità evanescente. Chi ne beneficia è contrario alle riforme di papa Francesco in materia economica e finanziaria; tante sono le resistenze al cambiamento e alle riforme e le lotte di potere. I vertici della chiesa, che non è una democrazia di popolo, sono nominati dal papa, che ha anche nominato il revisore generale dei conti, Milone, i quale però, sconsolato, ha dato le dimissioni, che il papa ha accettato, nominando alla carica il suo vice.

Sono tante le zone d’ombra economico finanziarie, Il prefetto della segreteria per l’economia, l’australiano George Pell, per difendersi dalle accuse per pedofilia, rinunciando all’immunità diplomatica, ha dato le dimissioni ed è tornato in Australia; la chiesa chiede la castità ai preti, ma in Vaticano i pedofili sono protetti e gli omosessuali non sono discriminati, cioè fanno carriera e vi costituiscono anche un partito.

Pell investigava sui conti e sugli investimenti del Vaticano e sull’Aif, l’autorità antiriciclaggio vaticana, perciò qualcuno ne ha favorita l’epurazione, la pedofilia potrebbe anche essere stato un pretesto; ora il papa, per le sue riforme, si appoggia sul cardinale Marx, dell’arcidiocesi di Monaco. In quella città i fedeli disertano le chiese ma, aderendo a una religione cristiana, pagano la tassa ecclesiastica obbligatoria e ne beneficiano le chiese protestanti e cattolica.

Il patrimonio dell’arcivescovado ammonta a 3,5 miliardi di euro e aumenta tutti gli anni, esso dà lavoro a 16.000 persone, mentre 20.000 lavorano gratuitamente per la caritas.  Papa Ratzinger aveva criticato l’imposta ecclesiastica, affermava che, grazie a essa, per i fedeli la chiesa era diventata solo un datore di lavoro e non erano mossi dalla fede, ma avevano solo un contratto con la chiesa, rappresentata dalla sua burocrazia.

Chiesa e stato, fin dalla loro nascita, hanno sempre promesso riforme, per la chiesa cattolica occorrerebbe trasparenza, poche prediche e un vero bilancio consolidato e revisionato, sotto controllori, occorrerebbe un bilancio onnicomprensivo patrimoniale, economico e finanziario; quello patrimoniale dovrebbe includere l’inventario di tutti gli immobili posseduti, in Italia e all’estero, con il loro valore di mercato, aggiungendo a esso partecipazioni azionarie e bond.

Il ricavato della gestione economica e finanziaria non dovrebbe servire a remunerare gli alti prelati, ma dovrebbe servire a fare opere di beneficenza. La speculazione finanziaria, fatta dai dirigenti della chiesa cattolica, deve essere combattuta, la gerarchia della chiesa dovrebbe essere un’emanazione democratica dei fedeli, e dei vescovi; ordini e congregazioni devono partecipare a tutte le decisioni della chiesa, della quale il papa dovrebbe essere solo il rappresentante. Insomma urge una riforma anche del governo della chiesa.

La chiesa deve rivedere la morale sessuale, la sua posizione su aborto, divorzio ed eutanasia, deve abolire il celibato ecclesiastico, deve fare una revisione della dottrina e della storia della chiesa; mentre lo stato ha fatto alcune riforme, la chiesa cattolica le ha subite da altre chiese, il concilio Vaticano II è stato svuotato e Giovanni Paolo I è stato boicottato. Senza queste riforme, il cattolicesimo, e il cristianesimo in genere, incalzati dal mondo moderno e dall’Islam, sono destinati a estinguersi; però, poiché la chiesa cattolica ha potere politico ed economico, esisteranno sempre cattolici per convenienza e per fare carriera. (Per le notizie, fonte: Gianluigi Nuzzi – Il giudizio universale – Andrea Mainardi - startmag.it).

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I debiti pubblici servono allo stato per giustificare l’elevata tassazione, a sua volta giustificata dalla protezione dello stato concessa ai sudditi, che genera sprechi e privilegi; essi servono agli stati esteri per vincolare, in materia politica, economica e militare, le scelte degli stati semisovrani; servono alla speculazione internazionale per lucrare, con interessi usurai, sul debito pubblico. Se dal 1089 l’Italia avesse pagato interessi molto più bassi sul suo debito pubblico, oggi questo non supererebbe il 60% del Pil, come vogliono i trattati europei.

Dopo l’unità italiana, l’Italia era sotto controllo inglese perché doveva rimborsare all’Inghilterra i prestiti contratti con l’epopea risorgimentale, inoltre, l'Italia si era accollati anche i debiti esteri dei singoli stati italiani preunitari. Dopo la seconda guerra mondiale, gli alleati vincitori si fecero in quattro per limitare i rapporti italiani, dettati soprattutto da ragioni economiche, con la Russia e con i suoi alleati e, anche se gli italiani non se ne accorsero, perché l’informazione e le massime istituzioni li avevano assopiti, misero l’Italia sotto la tutela soft francese, perché la Francia aveva vinto gloriosamente la seconda guerra mondiale.

Le società di rating, la commissione europea e il Fondo monetario, diretto dalla francese Lagarde, con le loro analisi, facevano salire l’interesse dei BTP, che perciò impediva la riduzione del debito, come succede anche ai debitori privati usurati. La Francia si accaparrava i BTP ad alto interesse e a lunga scadenza e l’Italia faceva prestiti a 30 e 50 anni, ad alto interesse, riservati agli amici, cioè a stati e banche, che gli italiani non riuscivano ad accaparrarsi alle aste, in prima emissione, ma li compravano al mercato secondario, venduti dalle banche, che ne guadagnavano la plusvalenza.

Io ritengo che uno stato amico degli italiani avrebbe dovuto fare emissioni in Bot a basso rendimento, e per tutto il fabbisogno. Per la somma non sottoscritta, dopo 15 giorni avrebbe dovuto fare un’asta in BTP a 5 anni, a tasso leggermente più alto, e dopo altri 15 giorni un’altra asta di BTP a 10 anni, per la cifra rimanente, con tasso ancora un po’ più alto; tra i sottoscrittori andava data la precedenza agli italiani che, dal 1945 in poi, non sono mai fuggiti dai titoli pubblici dello stato.

In tal modo l’Italia, come ha fatto il Giappone, avrebbe risparmiato tanti interessi, avrebbe ridotto il suo debito pubblico e si sarebbe sottratta al ricatto dei paesi creditori; speculatori internazionali e banche avrebbero guadagnato meno. Al vertice delle maggiori istituzioni italiane, ci sono agenti di stati esteri, prima dell’unità italiana, in Vaticano e in altri stati si vendevano gli uffici pubblici e chi li comprava, faceva un investimento e li faceva fruttare; queste cose accadono ancora oggi.

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Secondo i dati aggiornati di Bankitalia e BCE, ricordati da Paolo Savona, presidente della Consob, il quale aveva ricordato alla commissione europea che l’Italia era solvibile e poteva indebitarsi anche per un importo pari al 200% del Pil, il saldo annuale del conto corrente valutario italiano con l’estero, che include commercio e altre partite, presenta un saldo positivo di 51 miliardi di euro.

Il saldo attivo dei redditi di capitale finanziario è pari 17 miliardi di euro, la posizione finanziaria netta del paese è vicina al pareggio. Invece il passivo francese è pari al 17% del Pil, quello spagnolo è passivo e pari al 77% del Pil, quello portoghese è passivo e pari al 100%, quello greco è passivo e supera il 100% del Pil; quello Usa è passivo e pari al 35% del Pil, però non include i derivati e i dollari che sono debiti insoluti.

In pratica, grazie ai governi coloniali italiani, gli italiani sono stati spremuti dall’UE e dalle imposte e i risparmi italiani sono finiti, in gran parte, all’estero, invece di finanziare lo sviluppo del paese. Così si spiega perché la Germania e la Francia, sostenuta da Mattarella, non vogliono nuove elezioni che potrebbero portare all’avvento di un governo Salvini-Meloni capace di rendere sovrana l’Italia. (Per le notizie, fonte: Pasquale Cicalese - sinistrainrete).

USA

Secondo il FMI, nel mondo ammontano a 15.000 miliardi di dollari le obbligazioni statali e private a tasso negativo, mentre ammontano a 19.000 miliardi di dollari i debiti delle imprese a rischio di default; questa situazione è stata favorita dal QE attuato dalle maggiori banche centrali del pianeta, per prevenire il rallentamento delle economie. Quest’ondata di liquidità senza costo, ha spinto le imprese a indebitarsi di più e ha spinto gli investitori istituzionali, in cerca di rendimenti, a dirigersi verso impieghi più rischiosi.

La capitalizzazione di mercato di alcune banche è bassa, sono aumentate le esposizioni in dollari e i prestiti in dollari sono diventati più rischiosi; per prevenire un’altra grande crisi economica, occorrerebbe rafforzare la cooperazione finanziaria internazionale, che oggi esiste solo per criticare il debito pubblico italiano. I debiti delle imprese sono un rischio imminente, d’altra parte, queste aziende, con utili ridotti o in perdita, non sarebbero in grado di pagare interessi più elevati.

Ad ogni modo, il governatore della banca d’Italia, Ignazio Visco, ha affermato che in Italia l’indebitamento delle imprese è in proporzione minore che in Usa e in Europa settentrionale, fino a oggi, FMI e UE hanno preferito rimarcare solo il debito pubblico italiano. (Per le notizie, fonte: Vittorio da Rold – Financial Louge – business insider Italia).

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Wall Street Journal afferma che le agenzie di rating Standard&Poor’s, Moody’s e Fitch, che danno valutazioni sul debito di stati e imprese, hanno dato valutazioni sopravvalutate a diverse grandi imprese, rinnovando la valutazione precedente con il rating BBB sul debito. Per il giornale, l’impresa Newell Brands ha debiti enormi, quadruplicati anche a causa di una fusione, eppure Moody’s non ha abbassato il suo rating.

Altri nomi altisonanti hanno ricevuto valutazioni favorevoli sul loro debito, è il caso di IBM che, per un’altra fusione, ha recentemente raddoppiato il debito; queste valutazioni ottimistiche tengono però conto anche del precedente storico di un’azienda e delle sue capacità di rimborsare i prestiti. Le banche centrali hanno consentito di portare il rendimento dei bond a livelli negativi e questa situazione ha fatto crescere l’indebitamento, mentre i risparmiatori sono alla disperata ricerca di rendimenti.

Le società di rating sono restie ad abbassare i rating, spinte dalla speculazione, l’hanno fatto solo con l’Italia; molti bond pubblici e privati sono detenuti da fondi pensionistici e previdenziali, che non potrebbero sostenere le perdite sui loro crediti. Solo oggi il FMI si è accorto che nel mondo, oltre i debiti degli stati, anche 19 trilioni di dollari di debito delle grandi imprese del mondo sono a rischio, ma la commissione europea guarda solo al debito degli stati dell’eurozona.

La società di rating S&P’s non ha ridotto il rating al debito della Kraft, per garantire alla stessa un po’ di respiro. Le tre sorelle di rating hanno anche cominciato a litigare per le loro valutazioni, cercano di difendere la loro credibilità in un mercato sempre più incerto. Solo adesso la Fed si è accorta della situazione, forse ha deciso, con FMI, che è il momento per una risoluzione controllata dell’economia del debito, magari con la denuncia unilaterale, da parte degli stati, dei loro debiti, perché l’inflazione non li riduce. Intanto l’attuale governo europeista italiano, indifferente, sta a guardare. (Per le notizie, fonte: Mauro Bottarelli – it.businessinsider.com).

ISLAM

Gli Usa hanno deciso di ritirarsi dalla Siria; dopo la caduta dell’Urss, d’accordo con la Turchia, sono intervenuti varie volte, a capo di una coalizione internazionale, in Irak, Afghanistan, Somalia e Siria, come la Francia lo ha fatto in Libia; contro l’Isis, gli Usa si sono appoggiati ai curdi, si dice che un Kurdistan indipendente non è nato perché mancava di uno sbocco al mare, che però manca anche alla Svizzera. Poi gli Usa, in Siria, hanno appoggiato i curdi contro Assad, alleato dei russi.

Ora Trump vuole ritirare gli Usa dal Medio Oriente, per dedicarsi ai problemi americani, perciò gli Usa hanno chiesto per la Siria una forza d’interposizione europea; però, l’attuale intervento turco non è stata una sorpresa, Francia, GB e Usa hanno ritirato preventivamene le loro truppe dalla Siria e ora i russi fanno da cuscinetto tra turchi e curdi. Nel 2016 Trump ha vinto le elezioni presidenziali promettendo il ritiro americano dal Medio Oriente.

Ora gli Usa sono autosufficienti per il petrolio, che non manca e può solo subire la speculazione sul suo prezzo, ma vendono armi all’Arabia Saudita che è loro alleata, applicano dazi e sanzioni a Cina, Russia ed Europa e, per gli Usa, l’Europa è diventata un competitore come gli altri due; perciò Francia e Germania vogliono affrancarsi dagli americani, vogliono un esercito europeo da loro controllato e vogliono dirigere l’Europa, che potrebbe entrare in rotta di collisione con la Russia. La storia del mondo è sempre andata così.

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L’Assemblea dell’Onu ha eletto i 14 nuovi membri del consiglio per la difesa dei diritti umani nel mondo, tra questi stati ci sono il Venezuela, la Libia e la Mauritania, accusati di non essere democratici; ma nessuno ha ancora dato una definizione univoca del termine democrazia, che sembra tanto una frode. In Mauritania, ex colonia francese, la schiavitù, abolita ufficialmente nel 1981, non è mai veramente scomparsa ed esiste in altri cinque paesi, anch’essi a dirigenza islamica.

Il paese è stato contrassegnato da diversi colpi di stato, l’attuale presidente Mohamed Ould Ghazouani, appartenente all’élite arabo-berbera, che è una minoranza rispetto agli africani autoctoni, pare sia stato eletto con brogli elettorali, accade in altri paesi del mondo, che si fingono democratici perché indicono le elezioni. La Mauritania è un ponte tra Magreb arabo e Africa nera sub-sahariana, la sua popolazione è divisa in caste, la minoranza arabo-berbera occupa il vertice della società, mentre al gradino più basso sono gli africani che, in condizioni spesso schiavistiche, soprattutto se di religione non islamica, sono la maggioranza del paese e svolgono i lavori più umili.

Lo status di schiavo è trasmesso dalla madre al figlio o s acquista, come in tanti paesi del terzo mondo, per debito, lo schiavo non riceve alcuna paga per il suo lavoro di contadino, mentre le donne schiave fanno lavori domestici, i loro figli non ricevono istruzione. Nel paese si arrestano gli attivisti di organizzazioni anti-schiavistiche, è praticata la tortura e gli africani neri sono discriminati, e considerati una razza inferiore. La difesa degli interessi economici francesi nella regione, grazia anche al franco CFA e all’indifferenza dell’UE, non è interessata a risolvere la situazione. (Per le notizie, fonte: ilpost.it).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 21/10/2019)

ITALIA

L’adesione di Conte al progetto di Macron per una forza militare europea d’intervento rapido (E12), al di fuori di Nato e della cooperazione militare PESCO, non ha avuto nessuna attenzione da parte dell’informazione, che preferisce occultare le notizie scomode. La forza militare sarà sotto comando francese e ufficialmente servirà a normalizzare situazioni di crisi, ma si potrebbe anche impiegare contro governi ostili europei.

L’Italia, a difesa della sua autonomia, nella prima e nella sonda guerra mondiale, rifiutò il comando unificato con gli alleati, perché i militari obbediscono a chi li comanda, anche se è straniero. Sono passati 15 giorni dall’adesione al trattato ed è necessaria l’approvazione del parlamento, però né Conte, né il ministro della difesa hanno ritenuto di doverlo informare; i ministeri della difesa e degli esteri hanno delle perplessità.

Washington e Berlino guardano, con diffidenza, all’iniziativa di Parigi, mentre, per la difesa europea e per lo sviluppo di armi, un’iniziativa franco-tedesca già esiste. La firma di Conte rientra nella politica filo francese di Conte, PD e Mattarella. (Per le notizie, fonte: Gianandrea Gaiani - startmag.it).

EUROPA

La Brexit è stata fissata per il 31.10.2019, ora le ipotesi sono un ennesimo rinvio, l’esecuzione del referendum popolare del 2016 favorevole all’uscita o un’uscita morbida della GB dall’Unione.  Al momento, la televisione informa che Johnson e UE, ma non il parlamento inglese, pare che abbiano trovato un’intesa sulla Brexit, qualcuno invoca un altro referendum.

Sulle trattative nel tappeto c’è la sorte dell’Irlanda del nord, i contributi dovuti dagli inglesi all’UE per 39 miliardi di sterline, una unione doganale con l’UE, i limiti alla pesca, i divieti degli aiuti di stato, la politica fiscale per le imprese transnazionali, il sistema di difesa europeo e il diritto da applicare nei contratti transazionali. L’attuale separazione politica tra Irlanda del Nord e Irlanda del sud, dal punto di vista doganale, complica il quadro, Londra, intrisa di finanza, manifesta a favore dell’UE.   

Per quanto riguarda la futura giurisdizione, questo tema è importante per le banche franco-tedesche che hanno stipulato contratti derivati per migliaia di miliardi di euro, che pesano per il 18% sui crediti di due loro banche.  Questi contratti generano dei contenziosi, fino a oggi, la loro compensazione o regolazione è avvenuta a Londra, sottoposta al diritto inglese, con la Brexit, non si sa quale sarà il diritto di riferimento e dove i contenziosi saranno affrontati e risolti.

Se non esiste un automatismo contrattato precedentemente, è difficile esportare un contratto nato sotto un’altra legislazione, un legale potrebbe opporsi al pagamento di un differenziale in interessi sui derivati, contestando la legittima giurisdizione; perciò un’ondata d’incertezze si riverserebbe sulle banche franco-tedesche, soprattutto BNP Paribas e Deutsche bank.

Oggi queste banche, al riparo della vigilanza della BCE, valutano autonomamente in bilancio i loro derivati, il cui prezzo non è stato valutato nemmeno dai tribunali; queste banche franco- tedesche hanno bilanci sui quali la Vigilanza stenta a capirci qualche cosa, anche perché la BCE ha permesso loro di sottrarsi alle regole comuni, sottraendole così alla Vigilanza bancaria, cioè ha concesso loro discrezionalità, come alle banche popolari tedesche. (Per le notizie, fonte: Fabio Dragoni e Giuseppe Liturri – startmag.it).

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Fino a poco tempo fa, il debito pubblico greco era considerato non onorabile e la Grecia, soccorsa dal FMI, era considerata in default, ora, a causa della caduta dell’interesse e dei tassi negativi, gli investitori esteri fanno a gara per sottoscrivere debito pubblico italiano e  greco ma, purtroppo, non c’e n’è molto per contentare tutte le richieste; comunque, la banche centrali di Austria e Italia si sono dette contrarie ai tassi negativi. Come è comico il mondo, ora gli investitori puntano sui titoli pubblici relativamente più rischiosi che, con le  scadenze medie e lunghe, possono garantire un interesse positivo.

Questa situazione dà maggior respiro alla ripresa economica greca e, con il risparmio negli interessi, al suo bilancio pubblico, perciò la Grecia segna una forte ripresa; la performance dei suoi titoli azionari supera quella degli altri paesi dell’Unione e il nuovo governo di centro-destra di kyriakos Mitsitakis ha promesso più lavoro e crescita del Pil. Con la riduzione del tasso di riferimento da parte della BCE, i paesi europei approfittano per vendere titoli di stato a interesse negativo, il che però fa aumentare il loro debito, ma procura un risparmio economico.

Con gli interessi ridotti, anche imprese e famiglia, se hanno garanzie, approfitteranno della situazione per accedere maggiormente, secondo gli auspici di Draghi, al credito bancario; Il governo italiano, fedele ai dettati europei e vittima della speculazione, invece di profittare dell’occasione per fare più debiti e investimenti, punta ancora sulla riduzione del debito pubblico. In questa situazione, i governi europei, ma non quello italiano, per prevenire un’altra recessione, cercano di stimolare gli investimenti, anche scontando un deficit di bilancio maggiore e maggiore debito pubblico.

Da un punto di vista pratico, iI QE di Draghi ha dato scacco alla disciplina di bilancio della commissione europea e della Germania. Anche in Grecia, i prestiti a breve termine hanno un interesse negativo, mentre quelli a medio e lungo termine un tasso positivo ma accettabile; la Grecia ha ricevuto altri prestiti dal FMI e gli investitori hanno iniziato a far crescere la domanda di debito greco. Dall’inizio dell’anno, l’indice della borsa di Atene è cresciuto del 36%, con una performance migliore di quella degli altri paesi dell’UE. (Per le notizie, fonte: Ben Winck – it.businessinsider.com).

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Non ci sarà l’embargo UE alle esportazioni di armi in Turchia, ma i singoli paesi si sono impegnati a limitarne l’export, l’Italia ha deciso di bloccare le forniture future e non quelle in corso. L’UE, senza minacciare sanzioni, ha condannato le azioni turche, ma l’embargo totale delle armi è difficile perché la Turchia fa ancora parte della Nato, comunque, anche la Turchia ha sviluppato una sua industria delle armi.

Come se gli stati non cambiassero sempre politica estera e trattati (ma l’Italia è criticata quando lo fa), l’Austria ha proposto il blocco definitivo dell’adesione della Turchia all’UE; come forma di ricatto, la Turchia, per bloccare l’emigrazione, ha chiesto all’UE altri soldi, oltre i 6 miliardi ricevuti nel 2016.

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L’FMI, grazie ai tassi negativi, afferma che il governo tedesco può espandere di più la spesa pubblica in investimenti pubblici e infrastrutture, inoltre, riducendo il cuneo fiscale ai lavoratori, può stimolare la domanda interna, facendo aumentare produzione industriale e Pil. Con questa politica ridurrebbe anche l’attivo della sua bilancia commerciale e favorirebbe la riduzione dell’indebitamento di paesi dell’UE che hanno bilance valutarie passive; l’FMI è impegnato a eliminare le barriere commerciali al commercio e a favorire il rilancio dell’industria, perciò raccomanda una politica fiscale espansiva, dopo la già attuata politica monetaria espansiva della BCE.

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Con il QE illimitato di Draghi, la BCE acquista ogni mese, dagli stati dell’eurozona,  20 miliardi di euro di titoli di stato e, in parte minore, obbligazioni di grandi imprese, in proporzione alla loro partecipazione al capitale della BCE, con un tetto pari al 33% del debito pubblico di ogni stato. Con queste regole, la BCE non potrebbe più acquistare bond tedeschi e olandesi e occorrerà cambiare le regole per acquistare altri titoli dei paesi più indebitati, come Italia e Spagna.

La Francia, contestando la politica del QE di Draghi, che fra poco sarà sostituito, alla guida della BCE, da Lagarde, ha dichiarato che questi acquisti dovrebbero avere solo il carattere di emergenza; occorrerebbe pertanto cambiare il limite del 33% e far sottoscrivere a Spagna e Italia quote più consistenti del capitale della BCE, anche con vincolo sulle loro riserve auree nazionali.

Ora, queste quote dipendono dalla popolazione e dal Pil degli stati dell’eurozona; la Germania era contraria alla prosecuzione del QE, ma i bond italiani rendono più di quelli tedeschi; i bond di Berlino, detenuti dalla Bce, sono inferiori dell’1.3% alla sua quota, quelli dell’Italia sono superiori dell’8,4%, quelli della Spagna del 7,4% e quelli della Francia del 3,9%.

L’utile di bilancio annuale della BCE è diviso tra le banche centrali dell’eurozona, partecipanti al suo capitale, queste dividono la loro quota, assieme al loro utile d’esercizio,  tra le banche ordinarie partecipanti al loro capitale, le quali lo destinano, parte a imposte allo stato, parte a riserva e parte agli azionisti. (Per le notizie, fonte: Alberto Pizzoli – agi.it).

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Cina e Russia si stanno liberando dei dollari, hanno deciso di non acquistare più bond americani e aumentano le loro riserve in oro, le infrastrutture della nuova via della seta favoriscono contratti in diverse valute. Il deficit del bilancio federale Usa è fuori controllo, in il problema è stato in parte affrontato con il QE della Fed, ma a spese dei creditori. La banca centrale olandese tesse le lodi dell’oro, come garanzia per la ricostituzione di un sistema monetario internazionale e, per ragioni di sicurezza, ha deciso di trasferite le sue riserve auree nel complesso militare di Zeist; però, anche il prezzo, dell’oro, come i bond e le azioni, oscilla.

L’Olanda teme la crisi dell’eurozona e del sistema dei pagamenti Target2; la banca centrale olandese ha anche chiesto la registrazione delle aziende che trattano in criptovalute. Le banche centrali tedesca, olandese e austriaca stanno rimpatriando le riserve auree detenute presso la Fed di New York, presso la banca d’Inghilterra e presso la banca di Francia; Germania e Olanda lavorano in accordo nell’UE, per l’euro, per le regole del bilancio pubblico  e nella gestione dell’oro.

Nel 1637 l’Olanda, con il mercato dei tulipani, aveva inventato i contratti speculativi derivati future, destinati ad alimentare l’attuale castello monetario, ora, con i derivati, si   specula, soprattutto, sulle nuove emissioni di bond, cioè sulle variazioni degli interessi dei debiti pubblici. Le banche centrali europee, su impulso franco-tedesco perché qualcuna non era d’accordo, hanno disdetto l’accordo aureo tra banche centrali del 1999 (le malelingue affermano che solo l’Italia viola gli accordi), mirante a coordinare le vendite dell’oro, per stabilizzarne il valoreM; ora, con la benedizione della BCE, lo potranno vendere liberamente.

Il governatore della banca d’Inghilterra ha detto che si sta per archiviare l’attuale ordine monetario mondiale basato su dollaro, che forse sarà sostituito da un paniere di valute e da una valuta virtuale. Intanto il governo italiano e Mattarella, fiduciosi verso lo straniero e l’UE, ma non verso gli italiani, stanno, come al solito, a guardare, convinti che l’oro italiano depositato all’estero sia al sicuro; devono solo combattere l’evasione fiscale, non autorizzata dallo stato e riservata solo agli amici, e tenersi legati all’UE, alla Nato e alla Chiesa. (Per le notizie, fonte: Mauro Bottareli - it.businessinsider.com).   

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 14/10/2019)

USA

Il presidente della FED, Powell, per stimolare l’economia, ha deciso di abbassare il tasso di riferimento all’1,75% - 2%; il Pil USA aumenta del 2% l’anno, l’inflazione è all’1,9% e la disoccupazione al 3,7%. Sembrano dati più che lusinghieri, rispetto a quelli europei, se sono veri, oggi la propaganda si fa anche con le statistiche taroccate; infatti, rimangono i debiti di tutti i tipi, favoriti dai deficit e dalla posizione internazionale del dollaro.

Gli Usa contano sui loro investimenti all’estero, sulle loro speculazioni finanziarie e sulle spese militari che aiutano l’economia; tuttavia, se non ci fossero i crediti, non ci sarebbero i debiti e viceversa, non ci sarebbe denaro e finanza e sarebbe più difficile aiutare i paesi poveri; occorrerebbe tornare al baratto e servirsi di una moneta di conto virtuale, come i DSP dei Fondo monetario internazionale. La globalizzazione è ufficialmente diretta da liberisti, che in realtà sono bari che si appropriano, illecitamente, di risorse di altri paesi, come fa l’Olanda, che è un paradiso fiscale europeo difeso dalla Germania.

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C’è chi alza la voce contro la spesa per il reddito di cittadinanza, però anche per l’immigrazione irregolare l’Italia spende miliardi di euro, per il soccorso in mare, il mantenimento e l’integrazione dei rifugiati o meno (anche quella cattiva costa qualche cosa), per le espulsioni e i rimpatri, per il recupero in mare delle salme degli annegati, ai quali offre regolari casse di legno e posti al cimitero.

Intanto il patto di Malta per la spartizione d’immigrati con i requisiti è stato accettato solo da tre stati, la Merkel ha anche precisato, a patto che il loro numero non aumenti, in pratica, non c’è stata nessuna svolta; quindi, la politica di Salvini di chiusura all’immigrazione, condivisa dalla maggioranza degli italiani, non era sbagliata, in generale, le immigrazioni non regolate e di massa generano timore negli animali e negli uomini abitanti in un territorio.

E’ logico che più immigrati arrivano, più ne arriveranno e più morti in mare ci saranno, altri immigrati arrivano attraverso le frontiere terrestri; la tesi alternativa di aiutare economicamente i paesi di partenza, richiede tempi lunghi, cioè cinquant’anni, come la lotta ai cambiamenti climatici; d’altra parte ci sono state sempre emigrazioni di popoli, con il collasso di altri popoli preesistenti, ma l’informazione televisiva e il papa non la presentano così.

EUROPA

Draghi ha criticato la discrezionalità concessa, in alcuni casi, dall’UE e dalle autorità nazionali europee a diverse banche dell’’Unione Europea, perché queste discrezionalità distorcono il mercato, minano la libera concorrenza e la parità di trattamento. Succede anche nella politica economica dello stato, per esempio con l’evasione fiscale legale concessa dallo stato a categorie e classi amiche, il che lede il principio di eguaglianza sancito dalla costituzione.

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La corte europea dei diritti dell’uomo di Straburgo ha respinto il ricorso italiano contro la sua precedente condanna per il carcere a vita applicato al mafioso Marcello Viola, condannato al carcere duro, in base all’articolo 41 bis, per non aver collaborato con la giustizia italiana, cioè per non aver parlato, confessato o fatto il nome di complici. Il condannato era ricorso alla corte perché, secondo i suoi avvocati, il suo ergastolo violava l’articolo 3 della convenzione europei dei diritti dell’uomo; i suoi avvocati avevano detto che non aveva collaborato per non mettere in pericolo i suoi familiari, com’era successo, in effetti, al mafioso pentito e collaborazionista,  Buscetta.

Oggi, per la giustizia italiana, questi mafiosi rappresentano un pericolo, ma non è stato sempre così, perché lo stato ha anche collaborato con la mafia; per la corte europea, dopo essersi espressa contro i trattamenti inumani applicati ai mafiosi detenuti, per mitigare la pena, occorreva tener conto solo del processo di reintegrazione. Giudici italiani, familiari delle vittime di mafia e quasi tutto ilo parlamento si sono espressi contro la sentenza delle corte.

Anche al mafioso Giovanni Brusca, che sciolse nell’acido il piccolo Matteo, figlio di un mafioso collaboratore di giustizia, sono stati negati i domiciliari e perciò, resta in carcere. Quest’Europa costa molto all’Italia, fra l’altro, i mafiosi continuano allegramente a riciclare denaro, riveriti dalle banche, in Europa settentrionale, mentre in Italia, con la condanna, sono espropriati dei loro beni.

ISLAM

Il presidente Trump, volendo ridurre gli impegni militari Usa all’estero, ha minacciato di ritirare le truppe americane e abbandonare i curdi di Siria, che hanno combattuto l’Isis, ora questi curdi sono minacciati dalla Turchia che, ambiguamente, sostiene la fratellanza musulmana, che è molto simile; la Turchia combatte i guerriglieri autonomisti curdi del PKK, ma in Siria ha anche mire espansioniste.

In Medio Oriente, potrebbe divampare la guerra generalizzata, perché l’Iran sostiene il governo di Damasco, i curdi e gli hezbollah libanesi; a sua volta, l’Iran è sostenuto dalla Russia e dal Qatar, mentre l’Egitto è nemico dei fratelli musulmani e quindi della Turchia, come minimo, potrebbe fornire delle armi ai curdi, che sono malvisti da Turchia e Iran. L’Arabia saudita e gli emirati sono nemici dell’Iran, ma entrambi finanziano terroristi islamici di diverse matrici, potrebbe scoppiare la guerra tra Iran e Israele. Il quadro è molto confuso e nemico della pace, ma evidenzia un risorgimento militarista del mondo islamico, carezzato dal papa.

Erdogan ha problemi economici e politici anche in  Turchia, avrebbe fatto meglio a non impegnarsi troppo in Siria; il risultato della sua politica potrebbe essere, malgrado gli aiuti economici ad esso ricevuti dall’UE, un’altra ondata migratoria, con il collasso dell’Europa. Con la dissoluzione dell’impero ottomano, il trattato di pace seguito alla prima guerra mondiale, tradendo le promesse della dottrina del presidente americano Wilson, non consentì ai curdi, abitanti in un territorio di confine contiguo, tra Turchia, Siria, Irak e Iran, di avere un loro stato indipendente. L’autodeterminazione è sbandierata dai trattati e dalla propaganda degli stati cosiddetti “democratici”, ma non è stata mai applicata, reciprocamente, nei loro territori; la sovranità del popolo è scritta solo sulla costituzione, bisogna ricordarlo a Mattarella.

ITALIA

Perché il Pil italiano non cresce? Dipende dal deficit annuale tra incassi e versamenti con l’UE per 5 miliardi di euro, dai miliardi di euro stanziati dall’UE per l’Italia e non spesi, dai mancati miliardi di euro di rimborsi fiscali da parte dello stato italiano, dagli 8 miliardi di euro di stanziamenti dei governi italiani per opere pubbliche mai completate e dall’eccessivo drenaggio fiscale dello stato italiano, pari al 43% del Pil, non compensato parzialmente dai mancati investimenti pubblici.

L’Italia non è un paese in default che riceve prestiti del FMI, ma con la propaganda, è stata costretta a emettere BTP ad alto interesse, sottoscritti da paesi ”amici” come la Francia, ultimamente ne è stato emesso uno di durata cinquantennale; anche questi titoli riducono la possibilità di spese, per investimenti in infrastrutture, da parte dello stato; inoltre, Il Pil potrebbe crescere anche con il rilancio dell’edilizia e con la ricostruzione delle città terremotate.

Oggi il risultato matematico di tanta inerzia governativa, è la riduzione di consumi, produzione e Pil e la pauperizzazione coloniale del popolo italiano; però la situazione non può dipendere solo dall’incapacità dei nostri governi e della nostra pubblica amministrazione, i governi di cosiddetti stati “amici”, d’accordo con mafia, finanza internazionale e Vaticano, vigilano perché l’Italia non cambi, per l’élite, i cambiamenti politici possono essere anche in perdita.

L’Italia unita si fece con il sostegno di Piemonte, Inghilterra, Francia e mafia (ottenne il nulla osta inglese perché il Piemonte si accollò i debiti esteri dei precedenti stati Italiani, (ma gli inglesi non avevano pagato i debiti verso i banchieri italiani del rinascimento); gli americani sbarcarono in Sicilia con il sostegno della mafia, poi anche il Vaticano si volse verso di loro.

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 7/10/2019)

ITALIA

Alla vigilia della prima guerra mondiale, a causa della rivalità tra Italia e Francia per il possesso della Tunisia e della Libia e della guerra commerciale tra Franca e Italia, per le esportazioni agricole dell’Italia meridionale e per il protezionismo industriale dell’Italia, l’Italia era alleata dell’Austria, suo vecchio nemico, e della Germania. La guerra fu scatenata dalla Francia e dalla Germania e l’Italia poteva rimanere neutrale perché l’alleanza era difensiva.

Come aveva fatto la Francia con l’Italia durante il risorgimento, per rimanere neutrale o per entrare in guerra a fianco dell’Austria, l’Italia chiese come compenso Trento e Trieste, l’Austria promise che lo avrebbe fatto a fine guerra con la sua vittoria, i Savoia non si fidavano; del resto, anche Mussolini temeva di vincere la guerra a fianco della Germania, perché avrebbe potuto fare la fine della Francia sconfitta.

Un fiume di denaro si riversò su giornali e politici italiani, per convincerli a entrare in guerra a fianco di Francia o Germania, rompendo la precedente alleanza e la neutralità, alla fine l’Italia si decise a entrare in guerra a fianco della Francia. La seconda guerra mondiale fu la continuazione della prima, la Germania voleva il suo impero europeo, Hitler, esaltato dai suoi primi successi, con la guerra lampo sul fronte occidentale, con un tradimento, si decise ad attaccare la Russia, con la quale aveva un trattato di amicizia e fu l’inizio della  fine per la Germania.

Dicono che giocare al raddoppio, come fece Hitler, è una politica perdente perché, appena si perde una mano, si perde tutto, però anche i romani avevano perso tante battaglie; invece Cavour, con la politica del carciofo, cioè occupando le regioni italiane a rate, alleandosi con diverse potenze e cambiando trattati di alleanza, aveva realizzato l’unità italiana in 22 anni, cioè dal 1848 al 1870, ma senza Trento e Trieste, annesse dopo la prima guerra mondiale; l’Italia non poteva comportarsi diversamente, cioè in  maniera così spregiudicata, in così breve tempo.

In generale, tutti gli stati, che hanno tre facce, non rispettano mai a lungo i trattati e le alleanze militari, perciò gli altri stati non sono stati meno spregiudicati dell’Italia; ma Francia e Spagna avevano raggiunto l’unità nel corso di alcuni secoli, perciò nessuno rimproverò loro doppiezze e tradimenti; comunque, per salvare le apparenze, i Savoia minacciarono storici e giornalisti di stare attenti a quello che scrivevano sul risorgimento, perché correvano il rischio di provvedimenti disciplinari, licenziamenti e galera. Secondo lo statuto albertino, l’Italia era uno stato confessionale e sicuramente non era una vera democrazia, se la democrazia esiste davvero.

Oggi la Germania, che vuole dominare Italia e l’Europa, rimprovera all’Italia di averle fatto perdere, con il suo tradimento, un’occasione nella prima guerra mondiale e ora, con le sue esportazioni esasperate, che costringono gli altri paesi a indebitarsi, delocalizzando, subappaltando e imprestando all’estero, comprando giornali e politica di diversi paesi, grazie ai trattati dell’’UE, pensa di coronare finalmente il suo sogno imperiale.  

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Sul voto ai sedicenni proposto dal governo e già applicato da diversi paesi europei, ci sarebbe da aggiungere che questo  dovrebbe accompagnarsi alla maturità e alla responsabilità personale, nella scuola e in giudizio, invece oggi, tale responsabilità è accollata ai genitori. Purtroppo, nessun politico, favorevole al voto ai sedicenni, ha rilevato l’anomalia

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Secondo gli ultimi dati della BCE, In Italia, rispetto agli altri paesi dell’eurozona, stanno calando i prestiti bancari alle imprese, infatti, recentemente sono calati dell’1,1% (5,7% con la cessione delle sofferenze), tornando ai livelli del 2006; diminuiscono soprattutto i prestiti d’esercizio a  breve termine. Dal 2015 al 2019, la cancellazione dei crediti in sofferenza, con le relative cartolarizzazioni, hanno eliminato circa 80 miliardi di prestiti dai bilanci di piccole banche.

Con il bail-in voluto dalla BCE, sono state azzerate azioni, obbligazioni e depositi e perciò la cessione delle sofferenze, oltre a favorire gli speculatori, si è risolta in una riduzione dei prestiti, con perdite sofferte dai bilanci bancari. Le banche affermano che, con il calo degli interessi, non conviene economicamente prestare, perché gli interessi devono garantire un margine d’intermediazione e remunerare il rischio d’insolvenza; adesso lo spread, tra tassi attivi e passivi, è di circa il 2%. Per i prestiti ai privati, le banche chiedono garanzie ma, al di fuori di questi, preferiscono acquistare più BTP, che sono più sicuri; ne detengono per 400 miliardi di euro, perché l’interesse sui BTP è, diversamente che in Germania, ancora attivo, anche se ridotto rispetto al passato.

Le imprese insolventi o uscite malconce dalla recessione, perdono spesso l’accesso al credito perché colpite dalla legge fallimentare italiana, più penalizzante rispetto all’estero,  e dalle regole europee, fatte per economie diverse dalla nostra e poi applicate con subalternità, dal 2011, dai governi italiani, invece di contestarle, come fanno i governi attenti ai bisogni dei loro paesi; non è escluso che commissione europea e BCE abbiano profittato di questa disattenzione italiana. (Per le notizie, fonte: Giuseppe Liturri – La Verità – starmag).

EUROPA

Sul nuovo QE di Draghi e sugli interessi sui depositi presso la BCE, questa si è spaccata, il governatore della Bundesbank, Weidmann, è contrario alla politica dei tassi bassi e negativi; in Germania diminuisce produzione industriale ed esportazione, aumentano i salari, ma si criticano i tassi negativi, perciò il giornale Bild ha definito Draghi il conte Dracula che colpisce i risparmi tedeschi.

Anche i rappresentanti di Francia, Olanda e Austria si sono detti contrari alla ripresa del QE, in questi paesi e in Germania, i tassi sui Bond sono negativi per tutte le scadenze, invece in Italia sono attivi, anche se in misura ridotta rispetto al passato. La Germania sta entrando in recessione industriale, eppure ha un saldo attivo nel bilancio dello stato, un debito pubblico in calo, una bilancia commerciale valutaria con un largo avanzo, una posizione finanziaria internazionale solida, un’inflazione contenuta e salari in forte crescita.

La BCE, acquistando con il QE titoli pubblici, immette liquidità nel sistema economico che fa scendere i tassi, mentre il Fiscal Compact della commissione europea punta a ridurre i deficit dei bilanci pubblici. Il mercantilismo tedesco si ritiene minato dai tassi d’interesse negativi; in Germania, l’eccesso di risparmio o di liquidità deriva anche dall’avanzo strutturale della bilancia dei pagamenti tedesca e dagli scarsi investimenti interni.

Anche se l’Italia trova sempre compratori, italiani e stranieri, banche e privati, per i suoi BTP poliennali, la BCE dovrebbe essere libera di acquistare titoli di stato italiani, senza essere costretta ad acquistare titoli tedeschi che rendono sempre meno. Le banche tedesche e francesi sono quelle che detengono, presso la BCE, i più elevati depositi, oltre la riserva obbligatoria, anche se la penalizzazione dello 0,5% è stata recentemente eliminata per gli importi oltre sei volte la riserva obbligatoria. Senza una politica fiscale espansiva del bilancio dello stato, a favore degli investimenti, la situazione di crisi non migliorerà; in Germania vi è un eccesso di risparmio rispetto agli investimenti, pari al 7% del Pil.

Tra il 2008 e il 2019, l’avanzo cumulato della bilancia dei pagamenti corrente ha superato i tre trilioni di dollari, le esportazioni sono pari al 40% del Pil, perciò il debito pubblico si è ridotto a 1.973 miliardi di euro; la BCE, con il QE, la BCE ha acquistato una quota del debito tedesco, per 519 miliardi di euro. Nell’ultimo anno, i prezzi sono saliti dell’1,5%, i salari del 4,3%, i prezzi degli immobili del 5%, cioè pare che la domanda interna stia salendo.

Il calo degli interessi sul debito pubblico ha fatto crollare il costo annuale del debito pubblico da 63 miliardi di euro del 2012 a 30,9 miliardi nel 2018, destinato ancora a scendere con interessi in discesa, ora in media allo 0,5%.  Per le loro garanzie, nel 2017, gli investitori esteri hanno acquistato bund per 982 miliardi di euro, i non residenti ne posseggono per il 63% e la BCE per 459 miliardi di euro; però i tassi negativi stanno riducendo l’afflusso di risparmi esteri. In tutti  paesi, i risparmi monetari sono falcidiati da commissioni bancarie, imposte, inflazione, insolvenze di banche, imprese e stati e da interessi negativi. (Per le notizie, fonte: Guido Salerno Aletta – sinistrainrete – Milano Finanza).

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Stampando moneta, le banche centrali, che appartengono a banche private e quindi sono private anch’esse, per lucro e in cambio di titoli di stato, immettendo liquidità nel sistema economico, hanno prestato soldi allo stato, che hanno alimentato il debito pubblico che, come quello privato, alimenta la schiavitù, però lo stato avrebbe potuto stampare denaro direttamente e senza costo.

In alcuni paesi, ci fu il divorzio tra stato e banca centrale, la banca centrale non finanziava più il Tesoro, ma immetteva liquidità acquistando titoli di stato al mercato secondario, cioè dalle banche ordinarie (operazione di mercato aperto), il che alimentava  inflazione e speculazione. Nemmeno la BCE può finanziare lo stato direttamente, ma con il QE, acquista dalle banche, al mercato secondario, titoli di stato dei paesi dell’eurozona e così alimenta la liquidità.

Per statuto, la BCE, per calmierare deficit di bilancio e per contenere l’inflazione, non può prestare soldi ai paesi dell’eurozona. La BCE, tramite le banche, fa anche prestiti agevolati Tltro alle multinazionali, ampiamente rappresentate presso le istituzioni europee; queste multinazionali, tramite le banche, esportano capitali nei paradisi fiscali. Questa macchinosità monetaria e bancaria serve a nascondere, le prassi oneste sono poche prassi, chiare, trasparenti e con pochi passaggi, stato e persuasori occulti ci hanno condotti a questa situazione; il denaro è un bene illusorio e virtuale, amplificato dai mercati finanziari e dalle istituzioni internazionali, sempre a favore della speculazione.

L’attuale gestione della moneta allontana il popolo dalla sovranità, alla fine il capitale, eliminando anche la democrazia, gli lascerà solo un lavoro dipendente, la proprietà della casa e un pezzo di terra, così riuscirà ad appropriarsi della parte maggiore della ricchezza mondiale, materiale e non mondiale. Nell’anonimato e nell’evasione legale delle imposte, avrà tutto il potere economico e politico, abolirà la moneta, il parlamento e la democrazia e farà tornare in auge l’aristocrazia e la servitù della gleba.

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Prima del QE di Draghi, il MES o ESM è stato un meccanismo europeo di stabilità finanziaria; in cambio di titoli pubblici, ha concesso prestiti agli stati dell’eurozona in crisi, chi non li rimborsa, perde il diritto di voto al suddetto fondo intergovernativo o fondo salva stati.  Per i prossimi due anni, un progetto tedesco di nuovo trattato ESM, sembra una nuova sfida tedesca all’Italia, da mettere Ko; infatti, con la collaborazione dei massimi dirigenti italiani, renderà in Italia impossibile una politica per la crescita e l’occupazione e, con gli aggiustamenti fiscali, porterà alla recessione e impedirà una politica di bilancio anticiclica.

Secondo le nuove regole, Il salvataggio di uno stato sarà precluso a causa del mancato rispetto delle regole sul debito pubblico, che ne prevedono una riduzione annuale graduale, cioè l’Italia non potrà beneficiare del credito fatto alla Grecia. Il nuovo governo giallorosso italiano ha già aderito acriticamente al nuovo impianto del trattato, che prevede il non intervento dell’ESM in caso di procedura d’infrazione da due anni, per deficit superiore al 3% e debito superiore al 60% del Pil, senza rientro annuale.

L’acquisto di titoli di stato di un paese in crisi, al mercato primario e secondario, diventa  discrezionale o è vagliato, per la concessione di credito si deve ristrutturare il debito; si limita ulteriormente la politica di bilancio degli stati in crisi, imponendo un programma di aggiustamento economico e un piano di stabilità del MES. Si riducono gli interventi delle banche centrali nazionali, il bail-in tra stati e la loro solidarietà, si vieta alla BCE di acquistare titoli pubblici.

Questa politica metterà a rischio anche il risparmio e la solidità delle banche che dovranno essere ricapitalizzate e dovranno applicare, in caso di loro insolvenza, il bail-in interno; la BCE assumerà un ruolo ancora più centrale, i debiti pubblici non saranno più da essa monetizzati e perciò sarà improbabile un nuovo QE. Per ridurre il debito pubblico, ci sarà probabilmente un’imposta patrimoniale sui risparmi, lo smantellamento del sistema pensionistico e sanitario; in pratica, si favorirà la stagnazione, sarà la crisi finanziaria globale e la recessione.

Con deposito delle riserve presso la BCE, gli stati debitori a rischio verso le altre banche centrali, dovranno prestare cauzioni, inoltre, dovranno dare garanzie sulle importazioni da pagare, il che, con l’assicurazione, ne determinerà un sovrapprezzo, con aumento dei prezzi dei beni importati. Sarà la dissoluzione del sistema dei pagamenti Target2 dell’eurozona, la Germania considera il saldo attivo del Target2 un attivo della sua banca centrale, anche se oggi la contribuzione italiana arriva a 120 miliardi di euro.

Contro la modifica dei trattati europei promessa dal M5S, si capisce che si tratta di un piano per la germanizzazione accelerata dell’eurozona, soprattutto a danno dell’Italia, a presidio dei patti, la supervisione sull’eurozona spetterà alla Bundesbank; per tenere buona la Francia, con benestare tedesco, oggi le banche francesi e lo stato francesi hanno accesso, senza controllo, al credito BCE, questo privilegio dovrebbe cessare. La Francia vuole prendere il controllo del sistema industriale e finanziario italiano, ma sarà difficile che la Germania, che è attratta dall’Italia, l’assecondi in tutto, alla fine potrebbero litigare per il controllo dell’Italia, alla Francia non basterà la solidarietà di Mattarella.

A causa dei rendimenti negativi dei suoi nuovi titoli pubblici, la Francia si è opposta al nuovo QE di Draghi, ha 300 miliardi di euro investiti in titoli pubblici italiani ad alto rendimento, però anch’essa ha bisogno di un assestamento fiscale o di bilancio; conta sulla cooperazione di Mattarella e PD e sull’acquiescenza della Germania ai suoi sforamenti e ai suoi privilegi; comunque, vuole il dominio sulla penisola, la Germania starà a guardare? La storia dell’Italia insegna. (Per le notizie, fonte: sinistrainrete – orizzonte48).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 30/9/2019)

ITALIA

Chi ha venduto recentemente BTP italiani, sulla base di notizie dell’informazione italiana, sempre disposta a giurare sulle falle della politica, di qualsiasi colore, e dell’economia italiana, ha sbagliato; questa informazione, finanziata dallo stato, favorendo il rialzo dello spread, è abituata a usare i dati contro l’Italia e favore dell’UE e dei mercati, ignorando gli acquisti di questi titoli dall’estero, i quali denotano fiducia.

Nell’ottobre 2018, per fare un dispetto al governo giallo-verde, fu comunicata la notizia della fuga di capitali dall’Italia, causata dalla vendita, da parte di stranieri, dei nostri titoli; anche se questi avevano provvisoriamente parcheggiato il ricavato di 66 miliardi di euro presso banche italiane, dimostrando ancora fiducia verso l’Italia. I dati del 19.9.2019 della banca d’Italia, dopo il cambio di governo, ci presentano una situazione ribaltata.

Gli stranieri hanno alimentato i loro investimenti in titoli italiani per 66 miliardi di euro, di cui 54 miliardi in titoli pubblici, come conseguenza, c’è stato il calo della passività Target2, da parte della banca d’Italia con la BCE, per 51 miliardi di euro. Questo calo ha migliorato anche la posizione finanziaria dell’Italia verso l’estero; la variazione è coincisa con l’avvento del governo giallo-rosso, salutato clamorosamente da Francia, Germania e commissione europea.

A giugno 2019 la BCE ha manifestato la volontà di riprendere ad acquistare titoli pubblici, perciò è iniziata la corsa all’acquisto dei titoli di stato italiani, considerati dagli investitori tra i migliori, per rischio e rendimento; per conseguenza degli acquisti, è iniziata la discesa dei tassi dei BTP; a dimostrazione della fiducia degli investitori, l’Italia non conosce aste deserte per questi titoli, infatti, le domande sono molto più elevate delle offerte.

Quando accadevano questi fatti, la commissione UE, nemica dell’Italia, aveva tenuto aperto, per pochi decimali, un contenzioso con l’Italia sul suo debito pubblico, poi, con il nuovo presidente Ursula von der Leyen, rinnegando il suo precedente pensiero, ha approvato una politica di bilancio più espansiva, probabilmente perché la Germania ne aveva bisogno per fronteggiare la sua recessione.

Comunque, i gestori di fondi esteri, vittime dei profeti di sventure e delle società di rating che avevano fatto salire lo spread italiano, hanno lamentato di essere rimasti sotto pesati sui titoli di stato italiani che avevano prenotato e non avevano acquistato; vittime dell’informazione, facevano fatica a capire cosa succedeva tra governo italiano e UE. In questa situazione, alle aste di BTP, hanno fatto la parte del leone le banche italiane, invitate, in precedenza, dalla commissione europea a ridurre il loro portafoglio in BTP, forse perché questi titoli, a causa del loro alto interesse e della loro solidità, interessavano a diverse banche straniere.

Le banche italiane hanno acquistato titoli italiani per 63 miliardi di euro e la Banca d’Italia ne ha acquistati per 29 miliardi; in quest’ultimo anno i tassi dei BTP decennali sono scesi dal 3,5% allo 0,90%, con grande risparmio di interessi per il Tesoro italiano e facendo un regalo gradito al governo giallo rosso; chi ha venduto quelli ad alto interesse, perché sedotto dall’informazione dei profeti di sventure, ora si sta mordendo le mani. (Per le notizie, fonte: Giuseppe Liturri – startmag.it).

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Di Maio è accusato dai suoi di avere troppi poteri e una fronda interna del suo partito, temendo di non essere rieletta, poiché non esiste il vincolo di mandato, che sarebbe giusto, minaccia di passare alla Lega. Se ci sarà la sconfitta del governo giallo rosso alle prossime elezioni amministrative umbre, ci potrebbe essere il passaggio di questi parlamentari dal M5S alla Lega e perciò la maggioranza giallo rossa diventerebbe minoranza; in quel caso, Mattarella, anche se è seguace di Macron, che è nemico di Salvini, potrebbe indire le elezioni anticipate.

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L’opinione espressa da Salvini sul fine vita o aiuto al suicidio assistito, che è conforme all’indirizzo della chiesa e contraria a una sentenza più liberale della corte costituzionale, poiché gli italiani sono in maggioranza a  favore di una qualche forma di eutanasia, potrebbe costargli cara alle prossime elezioni politiche. Di Maio, appoggiando la sentenza, ha detto che la questione non riguarda destra e sinistra ma la coscienza degli italiani e perciò dovrebbe liberamente decidere il parlamento.  Secondo alcuni sondaggi, pare che gli italiani, che sono in maggioranza a favore di divorzio, aborto ed eutanasia, sostengano più l’eutanasia, in qualsiasi forma, che l’aborto.

EUROPA

Draghi, per poter avviare un nuovo programma di QE, ha previsto aiuti o agevolazioni finanziarie alle banche centrali dell’eurozona, che andranno per il 50% alle banche tedesche e per il 12% a quelle italiane. Si spera che sappiano quello che fanno; pare che il flusso dei ricavi e dei profitti delle banche dell’eurosistema, senza il correttivo del Tiering della BCE, scenderà di 3-4 miliardi di euro, scenderanno anche i profitti delle banche centrali, trasferiti in parte ai loro governi.

La commissione europea ha ostacolato la politica espansiva del bilancio degli stati, ma il presidente della BCE, Draghi, ha attuato una politica monetaria espansiva e del taglio dei tassi; poi, accennando ai bilanci dei governi, ha invitato i governi di Germania e Olanda a spendere di più, perché hanno i conti pubblici in ordine, che permettono di rimanere nel patto di stabilità, anche con le maggiori spese; la Germania intende farlo con l’aumento della spesa per la lotta al cambiamento climatico, che dovrebbe favorire anche l’aumento del PIL.

L’operazione di tiering della BCE, sulla scia di quanto già fatto dalla FED, punta a un ulteriore taglio dei tassi d’interesse e a introdurre un nuovo QE; secondo le banche, il ribasso del costo del denaro ha avuto anche delle conseguenze negative sulle banche dell’eurozona e perciò, per ovviare ai problemi, interverrà il tiering della BCE di Francoforte, con un approccio graduale e differenziato.

Sui depositi in eccesso ai bisogni delle banche europee, una parte, cioè circa l’1% della raccolta, è depositata, come riserva obbligatoria minima, presso la BCE, ed è remunerata allo 0%. Dal 2015 la BCE, con il QE, ha acquistato dalle banche titoli di stato e bancari, perciò la liquidità degli istituti è aumentata e questi hanno iniziato a detenere, presso la BCE, più riserve del dovuto, sui quali la BCE ha applicato interessi negativi dello 0,4%, che hanno intaccato gli utili delle banche.

Le banche sono preoccupate per i tagli ai tassi d’interesse, nel mercato e presso la BCE, che ridurrebbero la loro redditività, senza il tiering, gli istituti continuerebbero a pagare tassi d’interesse negativi sui loro depositi presso la BCE, con esso invece potranno pagare o incassare lo 0%, riducendo l’impatto negativo della politica monetaria sui loro bilanci e sui loro utili. 

Tedeschi e olandesi si lagnano per la politica monetaria espansiva del QE e dei Tltro, ma il maggiore beneficiario di questa politica è stato la Germania, tra il 2008 e il 2018 Berlino, grazie al taglio dei tassi di Draghi, ha risparmiato 370 miliardi di euro in interessi sul debito pubblico, invece l’Italia ne ha pagati di più, con il rialzo dello spread favorito dalla speculazione. Per l’introduzione del nuovo QE, nel consiglio dì’amministrazione della BCE, è stata raggiunta con difficoltà la maggioranza, il governatore della banca centrale olandese ha affermato che la misura imposta da Draghi distorce i prezzi del mercato finanziario (già ampiamente distorto dalla speculazione) e, nel settore immobiliare, aumenta i rischi.

Da parte della BCE, a dicembre, si attende un altro taglio dei tassi e le banche temono che  ogni ulteriore riduzione inciderà sull’utile delle banche; con la nuova politica del tiering sulle riserve, per le banche dei paesi dell’Europa settentrionale, il beneficio anno  sarà di circa 4 miliardi di euro l’anno. La commissione europea ha vietato la politica espansiva di bilancio degli stati ma, con l’attuale politica monetaria espansiva della BCE, questi aiuti andranno per 50% alle banche tedesche e per il 12% a quelle italiane; si dice che la concessione è servita a Draghi per ottenere, dalle banche centrali del Nord Europa, l’approvazione del nuovo QE.

Gli stimoli monetari della BCE avvantaggeranno soprattutto le banche centrali core dell’Europa settentrionale. Le riserve depositate dalle banche europee presso la BCE, in eccesso sulla riserva obbligatoria, ammontano a 2 trilioni di euro che, con il tasso negativo dello 0,4% rappresentano un costo per le banche di 7,5 miliardi di euro annui. Per aiutare la redditività delle banche, il tiering sui depositi presso la BCE permetterebbe di non pagare l’interesse negativo dello 0,4%. Da rimarcare che la BCE ha concesso alla Germania di sottrarre le sue piccole banche popolari al servizio di vigilanza bancaria della BCE, mentre le casse rurali italiane non sono state sottratte, non si capisce la ragione di questo privilegio.

Attualmente, le banche sono disincentivate ad acquistare titoli pubblici a breve termine, i quali hanno rendimenti negativi anche inferiori allo 0,4%. La riserva obbligatoria è pari all’1% dei depositi ed è remunerata al tasso dello 0% d’interesse; sulla parte eccedente, la BCE percepisce lo 0,4%; sembra che la politica monetaria espansiva abbia alimentato i tassi negativi, riducendo i profitti delle banche che perciò, anche per questo, riducono il personale.

Draghi è convinto che l’euro è destinato a durare, chiede però l’unione fiscale dell’eurozona, cioè un bilancio comunitario UE con imposte proprie; da non confondere con l’armonizzazione fiscale, che si guarda bene dal chiedere, perché implica, per rafforzare il liberismo ed eliminare la concorrenza sleale, unificare i sistemi fiscali e abolire i paradisi fiscali. (Per le notizie, fonte: Ivo Invernizzi – riskcompliance.it – Gianluca Zappa – startmag.it – money.it).

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Le critiche mosse a Trump dagli “esperti” della televisione e dagli amanti del libero commercio, per il suo protezionismo, non tengono conto del deficit commerciale Usa, che Trump vorrebbe sanare; sarebbe strano che fosse protezionista la Germania, che ha un grande attivo commerciale e perciò, opportunisticamente, è contraria al protezionismo. Comunque, gli Usa possono affrontare il loro problema anche svalutando il dollaro, come ha sempre fatto l’Italia quando aveva, con la sovranità monetaria, la lira.

Lo stato è sovrano quando ha la potestà su un suo territorio, ha una sua moneta e un suo ordinamento esclusivo imposto al suo territorio, soggetto all’imposizione fiscale solo a suo favore; aderendo all’UE, l’Italia ha rinunciato a tutti questi privilegi. Lingua e religione sono caratteristiche meno importanti per lo stato, perché possono essere comuni con altri paesi.

Il popolo è teoricamente sovrano quando l’ordinamento giuridico discende solo da esso, con i referendum o tramite i suoi rappresentanti seduti in parlamento; in realtà, non è stato mai sovrano, è stato espropriato della sovranità da lobby, banche, società finanziare, partiti, multinazionali e da religioni organizzate per il potere. Il popolo è vittima dei predicatori  laici e religiosi e dell’informazione di stato, di religione o di parte. 

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 23/9/19)

ISLAM

Dopo agli attacchi iraniani alle petroliere nel golfo di Oman, il bombardamento di una grande raffineria Aramco saudita e dei relativi impianti petroliferi, può essere dovuto allo stato dell’Iran, colpito dalle sanzioni americane per il suo desiderio di dotarsi di armi nucleari e dalla crisi economica perché non riesce a vendere il suo petrolio. L’Iran sciita è nemico dell’Arabia e in Yemen sostiene gli Huthi, che alimentano una guerra civile contro il governo filosaudita; quest’azione bellica contro gli impianti petroliferi di Riad  ha, come conseguenza, l’aumento temporaneo del prezzo del petrolio che procura grossi guadagni agli speculatori.

Non dimentichiamo che gli stati, che hanno tre facce, sono abituati ad alimentare, oltre le guerre, complotti, provocazioni e terrorismo; anche la Siria è stata colpita da bombardamenti sulle sue infrastrutture petrolifere e da sanzioni sulle esportazioni di petrolio e perciò dei gruppi privati siriani l’hanno trasportato, in autobotti, in Turchia, a prezzo maggiorato, ma con uno sconto sul prezzo internazionale fatto lievitare dal conflitto.

Anche la Russia è stata colpita da sanzioni sulle esportazioni di petrolio e gas e perciò lo vende ai paesi che lo accettano, con lo sconto sul prezzo internazionale; è una grande occasione di guadagno per gli intermediari. In Teoria, l’aumento del prezzo del petrolio e questa grande speculazione potrebbero essere stati decisi da chi, sotto mentite spoglie, ha voluto l’attacco alla raffineria. Nel 1956, anche la crisi di Suez, con l’intervento militare di Francia, Egitto e Israele, fece aumentare di molto il prezzo del petrolio.

Accennando alle furbizie dello stato, in Egitto, l’ebreo Giuseppe, diventato coppiere del faraone, interpretò un suo sogno, che evidenziava che, a sette vacche grasse e sette spighe grandi di grano, sarebbero succedute sette vacche magre e sette spighe rinsecchite; perciò egli disse che, a sette anni di abbondanza agricola, sarebbero succeduti sette anni di carestia.

Il faraone, per sostenere la popolazione nei periodi di magra, negli anni di abbondanza, impose ammassi di grano. Con la carestia, il prezzo del grano aumentò, il faraone lo vendette agli altri paesi, riempì i suoi forzieri d’oro e il popolo rimase a pancia vuota e non ricevette benefici dal sogno interpretato da Giuseppe, né dalla politica degli ammassi del faraone. 

ITALIA

Pare che Salvini e Meloni, assecondando Berlusconi, vogliano essere meno sovranisti e vogliano riformare l’UE, per farla tornare alle sue origini; però Macron non è d’accordo e preferisce dirigere le mosse di Mattarella e Conte, con l’Italia protettorato dell’UE, cioè ha riformato il governo italiano. Macron e il presidente della repubblica tedesca, per rabbonire l’Italia e tenerla nell’UE, lisciano Conte e fanno continue visite a Mattarella,

Da parte dell’informazione televisiva italiana, stimatrice di Macron, in passato, si è parlato di Opa di Salvini su  Forza Italia, molto indebolita; ora si parla di Opa di Renzi sul PD, il quale vuole fondare un suo partito, che potrebbe avere un potere di veto o ricatto sul governo PD e M5S, soprattutto in vista delle nomine e poi per la scelta, nel 2022, del presidente della repubblica.

Come Renzi, Berlusconi potrebbe avere un potere di veto su un governo di destra, perciò Salvini farebbe meglio a tenerlo fuori, comunque, sembra che il sistema elettorale maggioritario, che Salvini chiede, non favorisca i ribaltoni.  L’Opa è un’offerta pubblica d’acquisto di azioni da parte di chi vuol assumere il controllo di una società, il quale fissa, inderogabilmente, un cospicuo numero di azioni da comprare e il relativo prezzo che, per incentivare l’operazione, è maggiore di quello di borsa.

L’Opa è subordinata al raggiungimento del numero di azioni da acquistare, cioè è un pacchetto chiuso, senza modifiche di quantità o di prezzo; è un forfait e significa prendere o lasciare. OPA significa offerta pubblica di acquisto e, rivolta al parlamento, significa offerta pubblica d’acquisto di parlamentari, come se il parlamento fosse un supermercato.

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In Italia per favorire il ricorso alle carte di credito e ai bancomat e per fare la guerra all’evasione fiscale, si parla di tassare il contante in c/c e al momento del prelievo; per l’uso di questi strumenti innovativi, basterebbe abbassare, per gli esercizi commerciali, i relativi costi bancari, perché spesso questi esercizi, anche senza carte, già rilasciano lo scontrino fiscale, mentre i professionisti e i piccoli riparatori domestici evadono.

Per favorire l’uso di moneta elettronica, invece di accanirsi solo sulla moneta Libra, occorrerebbe anche, coinvolgendo l’UE, limitare progressivamente le banconote in circolazione a quelle da 20 – 10 e 5 euro e limitare anche le monete a 10 – 20 - 50 centesimi, 1 e 2 euro, inoltre bisognerebbe abolire i paradisi fiscali, che favoriscono riciclaggio ed evasione; però la mafia, che è una lobby che vigila anche sulla legislazione, non è d’accordo, come farebbero gli spacciatori di droga, i corruttori e i corrotti?

EUROPA

Le banche, grazie a QE e Tiltro, sono piene di liquidità, ma banche, imprese e famiglie non vogliono indebitarsi, nemmeno a interessi zero; la recente liquidità a tre anni, offerta dalla Bce alle banche, è stata rifiutata, infatti, sono stati assegnati solo 2 miliardi di euro sui 35 offerti; le banche non si sono presentate all’appuntamento perché hanno fin troppa liquidità e hanno grandi depositi presso la BCE, oltre la riserva obbligatoria.

Mentre la commissione europea insiste con riforme strutturali, i governi puntano sulla flessibilità di bilancio, sulla creazione di posti di lavoro e sul rilancio dei consumi, la BCE e le banche cercano in tutti i modi di trovare nuovi debitori, anche se assistiti da garanzie. Tutti vogliono vendere e pochi comprano, perciò i prezzi scendono; mentre l’Italia è invitata a ridurre il suo debito pubblico, le banche rifiutano di indebitarsi con la BCE, nessuno vuole indebitarsi, nessuno vuole fare debiti, nemmeno a tasso zero.

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Il governo Conte 2, sedotto dall’UE, ha aderito all’accordo europeo d’intervento militare E12, che fa seguito al precedente accordo PESCO di cooperazione militare, nato nel 2017, ma le due organizzazioni non saranno fuse. Partecipano all’E12 Francia, Germania, Regno Unito, Italia, Spagna, Portogallo, Olanda, Belgio, Danimarca, Estonia e Finlandia e l’accordo potrebbe estendersi ad altri paesi. La Gran Bretagna non ha aderito al Pesco.

Ufficialmente e al momento, l’accordo integra la Nato e l’attività italiana si esplicherà soprattutto nel Mediterraneo, l’E12 sarà coordinato da un segretariato permanente nominato dalla Francia, che così assume il coordinamento militare dell’UE, aiutato da ufficiali di collegamento dei paesi aderenti. All’inizio la Germania aveva rifiutato la direzione francese, forse ha poi aderito perché consapevole che non avrebbero accettato una direzione tedesca.

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Dopo che gli Usa hanno deciso di tutelarsi dalle intromissioni tecniche, spionistiche e contrarie alla privacy del telefonino 5G cinese di Huawei, ora la violazione della privacy pare sia stata messa in atto anche con la SMART TV, la violazione dei dati personali è attuata da società di diversi paesi. Germania e Francia, per rendersi più autonome e sicure da Usa e Cina, hanno deciso perciò di creare un’infrastruttura autonoma di dati sovrani, memorizzati ed elaborati per l’Europa, creando un Claud europeo.

Anche il governo giallo-verde italiano aveva deciso di sganciarsi dalle imprese multinazionali del settore, come, Amazon, Microsoft, Google e Alibaba, affidando i servizi Claud della pubblica amministrazione a un Claud nazionale, nel quale sono però presenti Amazon, Microsoft, altre società private e società pubbliche come Infocamere. Ora il governo giallo-rosso dovrà decidere se accodarsi, com’è suo costume, alle mosse di Francia e Germania; sembra che sia il solo sistema per non essere isolati nell’UE.

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 16/9/2019)

PREAMBOLO

Oggi le armi nucleari sono, generalmente, un privilegio concesso alle grandi potenze e soprattutto a quelle vincitrici della seconda guerra mondiale, che siedono anche nel consiglio di sicurezza dell’ONU; i paesi possessori di armi nucleari fanno interventi militari all’estero ma, a causa  della loro deterrenza nucleare, non possono essere attaccati, ma subiscono solo attentati terroristici isolati. Non è sufficiente criticare solo le armi nucleari, che in pratica non si usano e funzionano solo da deterrente, bisogna sottolineare anche questo fatto.

L’allarme militare e nucleare serve agli Usa per aumentare le spese militari, la produzione industriale interna, l’occupazione e la domanda. In pratica, lo stato che ha armi nucleari, fa la guerra solo nel territorio di altri paesi, con le inevitabili distruzioni, allontanando la guerra dal suo territorio; l’Iran e la Corea del Nord l’hanno capito, perciò vogliono la bomba nucleare. La Liba e l’Irak non l’avevano capito, perciò hanno dovuto soccombere senza poter reagire; ciò detto, indipendentemente dalla caratteristica e dai demeriti dei regimi di Gheddafi e Saddam.

Deficit di bilancio e debito pubblico attestano, ufficialmente o apparentemente, lo stato di bisogno finanziario, evidenziato dall’informazione, da parte dello stato, che perciò può, con questo quadro, aumentare le tasse o mobilitare alla guerra. Per la sua condizione di bisogno o per lo stato di guerra, vero o conclamato, lo stato tassa, espropria, confisca, fa violenza, nazionalizza beni a carico di minoranze; mobilita anche i vecchi per la guerra. In pratica, ciò che è lecito allo stato, odierno o venturo, Italia o UE, non è lecito ai privati. 

ITALIA

Finalmente, l’europeista Mattarella, per superare la crisi economica, ha invitato l’UE a riformare il patto di stabilità, a ridurre l’austerità e i vincoli di bilancio, anche Conte si è mosso in tal senso e pare che l’UE, per fermare Salvini, sia disposta a concessioni in questi campi e nell’immigrazione, anche a riformare il trattato di Dublino; l’Italia ha proposto anche delle multe per i paesi che non accettano gli immigrati. Il presidente del consiglio d’Europa, il polacco Donald Tusk, con grande ignoranza, afferma che l’UE non si vuole accollare i debiti italiani; l’Italia non ne ha bisogno ma, con il fondo salvastati, ha pagato quelli di altri paesi, evidentemente egli ignora la situazione finanziaria, economica e patrimoniale di tutti i paesi dell’Unione.

Per il governo Austriaco, l’Austria non è una sala d’attesa per i profughi o presunti tali, per la Francia, che ci restituisce immigrati clandestini, deve esserlo solo l’Italia; con questa tesi, in Italia sono d’accordo mafia, televisione, chiesa, mercati, cooperative e ONG, mentre l’attuale governo italiano vorrebbe essere d’accordo, ma teme le reazioni negative all’immigrazione dell’elettorato; in fondo, è nato per bloccare l’ascesa di Salvini, impedendo il ricorso anticipato alle elezioni.

Anche il papa, che fa politica contro Salvini e a favore dell’immigrazione, ha i suoi grattacapi con altri uomini di chiesa e con i politici; ha detto che non teme uno scisma nella sua chiesa, in passato sempre sofferto, per cause dottrinarie e di potere nella chiesa. Si riferiva agli americani ma forse anche ai tedeschi; infatti, il cardinale tedesco Reinhard Marx è stato richiamato dal papa, che ha giudicato non vincolante, ma non l’ha vietato o condannato, un sinodo dei vescovi indetto dalla chiesa cattolica tedesca sui temi del celibato ecclesiastico, della morale sessuale e del potere dell’alto clero. 

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Roberto Gualtieri, laureato in lettere e professore di storia alla Sapienza, è diventato ministro dell’economia del governo Conte, senza una laurea in economia, pensavo che queste cose accadessero solo agli avvocati; dal 2014 al 2019 Gualtieri è stato presidente della commissione per i problemi economici e monetari del parlamento europeo; egli è stato acclamato dalle agenzie di rating e perciò la borsa di Milano sale e lo spread scende. Naturalmente, le maggiori imprese italiane si sono accodate e giudicano positivamente il nuovo governo di cui fa parte, si vuole che l’Italia rimanga fedele ai suoi padroni, cioè dentro la Nato, l’UE e l’euro e che mantenga l’equilibrio della sua finanza pubblica.

La collocazione euroatlantica dell’Italia è garantita dal PD, erede del PCI, finanziato con mille miliardi di lire, dall’URSS, con questa involuzione il PD, che ha sostituito la Lega al governo, è diventato l’interfaccia dell’UE, dei mercati e delle banche e offre maggiori garanzie alle istituzioni europee che si sono accanite contro l’Italia. Perciò Davide Sassoli è diventato presidente dell’europarlamento, Paolo Gentiloni è diventato membro della commissione europea per l’economia e Roberto Gualtieri è diventato ministro italiano dell’economia, appoggiato da Christine Lagarde, presidente della BCE.

Il PD, ufficialmente di sinistra, è in realtà un partito di destra, (Per andare a destra bisogna passare, diversamente dalle rotatorie, per la sinistra, altrimenti i lavoratori si ribellano); nel 2011 Gualtieri è stato negoziatore del Fiscal Compact, costringendo l’Italia a inserire in costituzione il pareggio di bilancio, inasprendo con ciò i vincoli di bilancio del patto europeo di stabilità, impedendo una politica espansiva anticiclica e favorendo il contenimento della spesa pubblica sociale e per gli investimenti pubblici. Gualtieri tranquillizza il grande capitale internazionale, che controlla, indirettamente, le istituzioni italiane, il governo italiano, la banca d’Italia e l’informazione italiana.

Poiché anche la Germania, senza rilievi della commissione  europea, vuole fare un deficit di bilancio, ora nell’UE anche Gualtieri critica le manovre restrittive di bilancio, chiede flessibilità di bilancio e vuole spese in deficit per il controllo climatico. Intanto il Canada pare stia robottizzando la sua agricoltura e, per la difesa europea svincolata dalla Nato, la Germania si rifiuta di lasciare il comando alla Francia. Nella prima e nella seconda guerra mondiale, l’informazione italiana, al servizio dello straniero, aveva criticato la decisione dell’esercito italiano di rifiutare un comando alleato unificato. 

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Mattarella, europeista e uomo del PD, ha chiesto all’UE una nuova politica sull’immigrazione e l’allentamento dei vincoli di bilancio, però il bilancio in deficit non era permesso a Salvini, il collante tra UE, PD, M5S e informazione era l’odio verso Salvini, ma nessuno ha sanzionato questo odio. Ora, per incitamento all’odio nella comunicazione, hanno oscurato su Facebook e Istagram,  Casa Pound e Forza Nuova.

Sembra il ritorno della censura, infatti, anche i No-Tav sono stati violenti nella comunicazione, naturalmente senza conseguenze; per combattere discriminazioni e neofascismo, vero o presunto, l’articolo tre della costituzione, la legge 205/1993 e l’articolo 604 del codice penale, difendono l’eguaglianza giuridica e la dignità delle persone, anche dalla violenza e dall’odio verbale, e condannano l’incitamento all’odio, razziale o meno.

La democrazia è un grande paravento propagandistico, perché la discriminazione politica, religiosa, di classe, di razza e di sesso permangono; incitano all’odio politica e religione e, chi dovrebbe sanzionarle, spesso fa finta di non vedere e di non sentire; anche le tribù arabe o africane si odiano e non se ne vergognano. Una chicca per tutte, in Usa i falliti sono espropriati della casa e poi possono riprendere a lavorare tranquillamente, come niente fosse successo.

In Italia, la loro casa è svenduta all’asta agli speculatori, rimane il loro debito residuo, sono iscritti nel registro dei falliti ed è loro revocato il credito bancario.  Per reagire agli attacchi a suo carico e al tradimento di Di Maio, Salvini fa male ad accostarsi a Berlusconi, che è europeista, papista e a favore dell’immigrazione incontrollata, potrebbe pagare di fronte ai suoi elettori, i quali però, per il momento, non sanno più a quale santo voltarsi. (Per le notizie, fonte: Marco Zacchera – Il Punto n.732).

EUROPA

La BCE ha come principale fine il controllo dell’inflazione, che perciò, secondo il suo statuto, non dove superare il 2% annuo; poiché quest’obiettivo, a causa della stagnazione economica e della domanda che non cresce adeguatamente, non è stato raggiunto, ha pensato di aumentare la massa monetaria, acquistando, al mercato secondario, titoli di stato degli stati dell’Unione. Quest’aumento della circolazione però non ha contribuito all’aumento dei consumi, della produzione e dei prezzi.

E’ molto strano il fatto che lo stato si debba preoccupare perché i prezzi sono troppo bassi, questi non aumentano, naturalmente a favore dei consumatori, perché la domanda è scarsa; ammettendo che per lo stato l’inflazione sia un salvavita, per aumentar i prezzi, basterebbe ridurre l’orario di lavoro a parità di salario, aumenterebbero costi di produzione, prezzi, occupazione, consumi, produzione e Pil. Sembra una cura socialista e sindacale, purtroppo oggi queste forze politiche, sedotte dal liberismo, sono appiattite sugli interessi dell’alta finanza e del capitale e perciò non ritengono di poter fare un torto a essi con un’idea del genere.

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Per i nuovi QE e Tltro della Bce, c’è scontro tra Draghi da una parte e Bundesbank, Germania, Olanda e Austria dall’altra, le nuove misure potrebbero abbassare i tassi sui mutui, favorire il credito per l’acquisto di abitazioni nuove o acquisite all’asta a basso prezzo e favorire la rinegoziazione dell’interesse sui mutui in essere; secondo Draghi, questi stimoli potrebbero favorire la crescita del Pil e ridurre le sofferenze bancarie. Difficile crederlo senza un aumento di salari e pensioni bassi.

Fino a ieri i depositi delle banche presso la BCE erano remunerati al tasso negativo dello --0,4%, adesso questo passa allo -0,5%, però chi, come banca Intesa, ha depositi oltre sei volte la riserva obbligatoria, ha un tasso pari a zero e perciò risparmia annualmente 100 milioni di euro. Secondo Draghi, in tal modo, le banche avranno più liquidità per i prestiti, minori costi, calerà ancora il rendimento dei titoli di stato e l’euro s’indebolirà, favorendo le esportazioni.

Queste misure dovrebbero penalizzare i piccoli istituti bancari con poca liquidità, ma non le grandi banche italiane. La politica monetaria della BCE ha, per statuto, il controllo dell’inflazione, per Draghi, l’aumento della domanda interna è compito del governo che la attuano con la politica fiscale o di bilancio o della spesa pubblica, tenendo però i conti in ordine, cioè escludendo il deficit, che, in realtà, può rilanciare la domanda.

Draghi ha detto che i paesi in surplus di bilancio e di esportazione devono fare più investimenti pubblici, ridurre le tasse e aumentare la domanda interna e, come Junker, ha ricordato che la Germania, con l’eccesso delle sue esportazioni, ha violato i parametri di Maastricht, favorendo l’indebitamento degli altri paesi; ma la commissione europea ha guardato solo al debito pubblico italiano e non pare essersene accorta.

Draghi ha poi ripetuto la solita litania della commissione europea, affermando che gli stati devono mettere in  ordine i conti, stimolare la crescita e ridurre la spesa corrente, cioè anche salari e pensioni; il che è contraddittorio con l’aumento di Pil e domanda. Alla prossima offerta di prestiti agevolati Tltro della BCE, le grandi banche italiane non  risponderanno, per le piccole banche europea c’è la disponibilità di 750 miliardi di euro. (Per le notizie, fonte: Gianluca Zappa – startmag.it).

USA

Negli Usa, nella gestione di risparmi e investimenti, i fondi BlackRock, Vanguard e SSGA hanno superato il sistema bancario, essi investono nelle azioni di grandi imprese, votano nelle loro assemblee e sono quotati in borsa; gestiscono 14.000 miliardi di dollari che costituiscono l’80% dei capitali gestiti da tutti i fondi, nelle prime 500 società Usa, la loro partecipazione azionaria è del 20,7%.

Questi fondi sono azionisti dominanti in imprese senza azionisti di controllo, perciò il dipartimento di giustizia e il governo federale vigilano a tutela della concorrenza, delle leggi antitrust, sui conflitti d’interesse e sulle manipolazioni del mercato e della borsa. Fino a oggi, si è detto che le banche sistemiche erano troppo grandi per fallire, ma oggi in Usa sono questi fondi che costituiscono il più grande oligopolio finanziario e ora si dirigono verso i mercati asiatico ed europeo.

La finanza poggia sui castelli di denaro che hanno un loro fragilità, polizze vita delle assicurazioni e fondi pensione delle banche, a causa del calo degli interessi, con  le spese di gestione, inflazione e insolvenze negli investimenti, non sono in grado di restituire il capitale versato in forma di rendita. Volevano fare concorrenza alla previdenza pubblica, ma hanno fallito, in Usa alcune assicurazioni private sono fallite.

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Nel 2018 il debito pubblico Usa, a causa del deficit annuale di bilancio, è arrivato a 22 trilioni di dollari, gli investitori stranieri detengono titoli pubblici americani per 19,4 trilioni di dollari. La bilancia commerciale americana è in forte passivo, la posizione finanziaria netta totale con il resto del mondo è stata negativa per 9,5 trilioni di dollari; perciò la Germania, che  critica il debito pubblico italiana, cresciuto con gli alti interessi alimentati dalle società dio rating, fa credito agli Usa, acquistando bond americani.

Nel 2018 il passivo commerciale con la Cina è stato di 420 miliardi di dollari, con l’UE per 169 miliardi di dollari, di cui 68 con la Germania e 32 con l’Italia, il passivo con il Canada è stato di 20 miliardi di dollari, di 67 miliardi con il Giappone; quello con la Cina, con i dazi, diminuisce e perciò la Cina disinveste in Usa. Gli Usa, per colmare il deficit di bilancio, s’indebitano con bond ad alto interesse, come ha fatto, fino al QE, l’Italia.

Il debito, essendo denominato in dollari inconvertibili, a parte gli interessi annuali, non sarà mai onorato, a meno che, il passivo commerciale, in cinquant’anni, non si trasformi in attivo commerciale che lo compensi; per raggiungere quest’obiettivo, bisognerebbe svalutare il dollaro del 50% e imporre dazi adeguati sulle merci importate prodotte anche in Usa. A causa di questa situazione, Trump si scontra con la Fed, chiedendo il ribasso dei tassi che fanno aumentare il deficit di bilancio americano.

Un’altra strada da percorrere, dopo aver riequilibrato bilancia commerciale e bilancio dello stato, è la denuncia unilaterale dei debiti, nel rinascimento l’Inghilterra lo fece con i banchieri italiani; gli Usa hanno la forza militare per farlo, dopo la seconda guerra mondiale, anche loro annullarono i debiti per le riparazioni di guerra dei tedeschi e quelli degli altri paesi europei. (Per le notizie, fonte: Salerno Aletta – startmag,it).

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 9/9/2019)

PREAMBOLO

Sulla spinta degli interessi economici e finanziari internazionali e non per volontà del popolo, si è affermata la globalizzazione economica e l’apertura delle frontiere, facendo perdere di vista gli interessi nazionali; il che, secondo un disegno occulto, avrebbe portato all’estinzione degli stati e al governo mondiale, allontanando il popolo dai centri del potere.  Da questa situazione ne è scaturito del malessere.

L’occidente si è indebolito economicamente e il resto del mondo, con i costi di lavoro, d’energia e imposte più basse e senza leggi contro l’inquinamento, grazie alle delocalizzazioni industriali, si è rafforzato; per il rafforzamento della paesi più deboli, queste scelte hanno funzionato meglio dei aiuti internazionali e dell’emigrazione. Dell’inquinamento non bisogna incolpare solo le multinazionali, gli stabilimenti industriali dei paesi emergenti, con la supervisione dell’ONU, dovrebbero essere soggetti alle stesse regole contro l’inquinamento di quelli occidentali, ma le multinazionali, che commissionano le leggi e influenzano la politica, per risparmiare, non le hanno volute.

Non bisogna ignorare che gli impianti delocalizzati in Cina e in India appartengono a multinazionali occidentali controllate da patti sociali, da consorzi di controllo o da grandi soci di riferimento, che ne influenzano le scelte, i piccoli azionisti, detti parco buoi, sono un paravento e contano poco, accade anche ai piccoli stati dell’UE; questi soci di riferimento sono anche uomini dei paesi orientali, come il sultano del Brunei.

Le istituzioni internazionali si stanno sfilacciando e il consiglio di sicurezza o dei privilegiati dell’Onu è separato dall’Assemblea, che è dominata dall’Islam, il G7 si è diluito nel G8 e nel G20, aumentando i conflitti interni. E’ cresciuta l’indifferenza, la diffidenza e l’ostilità, verso le istituzioni internazionali; anche le regole GATT sul commercio internazionale vanno strette, probabilmente questi conflitti saranno risolti, in qualche maniera, dai paesi deficitari nel commercio estero, come gli Usa, denunciando i loro debiti.

L’UE è divisa tra Francia e la Germania che ne rivendicano il dominio e il popolo italiano che, diversamente dai suoi governanti, vorrebbe essere indipendente; gli Usa e la GB da una parte e l’UE a trazione franco-tedesca dall’altra, pare si stiano staccando e si temono ritorni ai venti di guerra. Però tranquilli, c’è sempre chi afferma che, per amore della pace, è sempre meglio essere schiavi; l’Italia è un protettorato di Usa, Vaticano e UE; Cina e Russia fanno accordi e manovre militari e quest’ultima guarda con apprensione, non solo agli Usa, come afferma l’informazione, ma anche alla Germania e alla Francia, che è il suo paravento.

L’uomo non può autodeterminarsi o essere indipendente ideologicamente, perché vittima di una cultura e di una classe, per convenienza o per scelta ideologica, ha scelto di aderire a un partito o a una religione; come ai militari, il governo, sostenuto dall’informazione e dalla propaganda, gli  chiede di obbedire e di subire e non di manifestare libere preferenze con le elezioni.

Per gestirli meglio, i governi non vogliono uomini diversi perché essi sono animali sociali che seguono la logica di gruppo; con l’aiuto dell’informazione e della propaganda, sempre remunerate adeguatamente, li vogliono omologati al potere, spossessandoli della propria ragione, ma non sempre riescono in questa strategia che, in ogni modo, non favorisce il progresso dell’uomo ma i parassiti.

EUROPA

E’ guerra all’interno della BCE, tra chi, per lasciarsi alle spalle la crisi, chiede una politica monetaria espansiva, con il QE, con meno vincoli di bilancio e con il ribasso dei tassi, e dall’altra parte, i governatori delle banche centrali tedesca e olandese sono di parere opposto e sono legate all’equilibrio di bilancio; mentre il governatore della banca centrale francese è su posizioni intermedie e il governatore della banca centrale italiana è senza opinioni o, timidamente, non le manifesta.

I primi affermano che la BCE non può essere in ostaggio del mercato, però le misure attuate dopo il 2008, non sono state efficaci e ora le banche centrali, quando creano liquidità, sono sfidate anche dalle criptovalute private, mentre le banche commerciali creano denaro con i prestiti. Insomma, le banche centrali, come la FED e la BCE e come la banca centrale giapponese, hanno creato liquidità senza stimolare l’economia, non hanno incrementato il credito all’impresa e i consumi e il denaro creato è rimasto bloccato nei depositi bancari; però Mario Draghi, ha cercato, con qualsiasi medicina, di salvare l’euro.

Perciò il sistema delle banche centrali e delle banche commerciali hanno perso il ruolo di moltiplicatori della massa monetaria e ora sono minacciate anche dalla privatizzazione nella creazione del denaro che, togliendone il monopolio alle banche centrali, ne riduce il ruolo anche nella politica monetaria. In alcuni casi l’indipendenza della banca centrale è stata messa a rischio dal potere politico, infatti, in Turchia, Erdogan ha licenziato il governatore della banca centrale e Trump si è scontrato con il presidente della Federal Reserve. Erdogan, assillato dalla crisi, ha affermato se se non si trova usa soluzione per la Siria, malgrado i 6 miliardi di euro ricevuti dall’UE per contrastare l’emigrazione dei profughi siriani, riverserà in UE milioni di profughi; è’ un altro caso di mancato rispetto degli accordi, anche se la Germania afferma che solo l’Italia non li rispetta.

Ora le banche centrali nazionali dell’UE svolgono la funzione di sportelli della BCE, sia nella creazione di moneta sia nella vigilanza bancaria, perciò sono diventate quasi inutili; del resto, a Praga esiste ancora l’ambasciata d’Italia, anche se la repubblica ceca fa parte dell’UE e in Italia, per non licenziare dei  burocrati, non si riesce ad eliminare gli enti inutili. Il progetto di moneta privata Libra di Facebook è appoggiato da Visa, MasterCard e PayPal e perciò potrebbe diventare una moneta privata parallela di successo che, togliendone il monopolio alle banche centrali, dopo che queste l’hanno tolto agli stati, contribuirebbe alla dissoluzione degli stati.

Fino a oggi, con la moneta, gli stati hanno finanziato il loro bilancio e le banche commerciali hanno guadagnato lucrando con la moneta bancaria, perciò la moneta è stata il moltiplicatore e il distributore di pane e pesce, a vantaggio delle banche che controllano le banche centrali delle quali sono soci; stringendo i cordoni della borsa, finanziano e controllano lo stato e i giornali.

Le banche centrali, più che puntare al bene comune, hanno tenuto alla loro indipendenza dal potere politico, cioè verso lo stato, il quale ha rinunciato alla sua indipendenza dalla banca centrale, cioè i due poteri non sono reciprocamente indipendenti, come accade agli organi costituzionali dello stato; infatti, si afferma che, in Italia, la banca d’Italia, con l’insipienza della politica, ha divorziato dal Tesoro dello stato.

Con l’emissione delle banconote, in teoria, spesso smentita, secondo i fautori delle banche centrali e dalla loro indipendenza, queste possono regolare le fluttuazioni economiche cicliche e fare da stabilizzatori economici; mentre in guerra gli stati, con l’emissione monetaria incontrollata, alimentano l’iperinflazione e, in tempo di pace, anche il deficit spending può portare a questo risultato e non alla stabilizzazione economica e monetaria. Probabilmente la medicina deve essere dosata e limitata e deve essere somministrata dallo stato, se vuole essere sovrano, e non dalle banche centrali o commerciali che sono  società private, però anche lo stato, per tanti versi,  sembra un’impresa privata.

Il presidente della BCE, Lagarde, pari si sia messa sulla scia di Draghi, vuole una politica monetaria e chiede agli stati una politica di bilancio, con il rispetto del patto di stabilità del 1997; il presidente della commissione europea, Ursula Von Der Lyen, è favorevole a ridurre il rigore di bilancio, l’austerità e a concedere maggiore flessibilità di bilancio, purché sia salvaguardata l’attuazione, da parte degli stati, delle riforme strutturali in materia di lavoro, imprese e imposte. Forse Ursula vuole rabbonire gli italiani, staremo a vedere perché l’UE, che era un dogma per tanti politici e giornalisti nostrani, si è dimostrata spesso fallace.

ITALIA

L’Italia deve uscire dalla gabbia dell’euro e riconquistare la sovranità monetaria e normativa e deve nazionalizzare la Banca d’Italia, sottoponendola al controllo del Tesoro; l’istituto d’emissione, con l’autorizzazione dello stato, deve mettere in circolazione la nuova lira e il Tesoro deve vendere titoli pubblici solo agli italiani, a basso interesse,   perché il risparmio e la domanda interna non mancano. In tal modo, lo stato non avrà più bisogno di venderli a speculatori esteri; però, dovrà cercare di combattere l’inflazione e di lottare contro la disoccupazione e la povertà, dovrà tutelare il risparmio.

Lo stato italiano  può forzosamente abbassare gli interessi dei titoli pubblici in circolazione o allungarne la scadenza, oggi l’abbassamento degli interessi non è opportuno perché questi sono scesi di molto e perché si andrebbe, ingiustamente, a colpire il mercato secondario che ha acquistato i titoli a prezzo più alto del valore nominale. L’allungamento delle scadenze è utile solo quando i titoli non si possono rinnovare e lo stato è in pericolo di default; per ridurre il debito estero, si può compensarlo con i crediti verso l’estero o denunciarlo.

Sui media imperversa il terrorismo europeista però, secondo alcuni studi che valutano la posizione valutaria degli stati con l’estero e il loro bilancio pubblico, la lira si svaluterebbe nei confronti della Germania e si rivaluterebbe nei confronti di Francia e Spagna: Oggi il governo italiano, non potendo svalutare la moneta, ha invece proceduto alla deflazione o svalutazione interna di salari e pensioni, sacrificando con ciò, domanda e produzione interne. Ad ogni modo, viste le fluttuazioni monetarie, sarà opportuno, per garantire la domanda, reintrodurre anche la scala mobile.

Con la lira, il debito estero deve essere fissato in lire, nel rapporto di uno a uno, l’uscita dall’euro deve essere accompagnata dal controllo sul movimento dei capitali; del resto, nel 2013 Cipro introdusse misure contro l’uscita dei capitali, avallate dall’Unione Europea, in UE non ci possono essere figli e figliastri. Nel nuovo quadro, devono essere nazionalizzate le banche maggiori, sottraendole così alle norme penalizzanti dell’EU, come il bail-in e altre regole che non hanno salvato dal dissesto altre banche europee. In tal modo, si ridurrà il debito pubblico.

Le maggiori banche italiane e la banca centrale devono acquisire i BTP detenuti dalla Bce, pari a 250 miliardi di euro; la speculazione internazionale ha troppo guadagnato con il debito pubblico italiano e con le regole dell’UE sull’austerità. Il Giappone non è esposto verso la speculazione internazionale, anche se ha un debito pari al 220% del Pil, mentre l’Italia ne ha uno pari al 135%, perché ha la sovranità monetaria e perché i suoi bond sono acquistati solo dai suoi cittadini.

Lo stato deve nazionalizzare i settori strategici dell’economia, nei settori energia, banche, telecomunicazioni, acqua, trasporti pubblici e difesa; la rottura con l’eurodittatura è la premessa per far ripartire, oltre l’economia italiana, la lotta per l’eguaglianza, per la sovranità nazionale e popolare, per la democrazia, per la solidarietà e per la liberazione del popolo. (Per le notizie, fonte: programma 101 – sollevazione - sinistrainrete.info).

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I tedeschi non si fidano degli italiani perché li ritengono schiavi comprati che si potrebbero ribellare, non è accaduto solo nel corso della seconda guerra mondiale; infatti, la Germania fa grandi affari con la Cina e sta realizzando una via della seta ferroviaria con essa ma, per la via della seta marittima tra Italia e Cina, l’UE, a trazione tedesca, ha affermato che l’Italia doveva chiederle l’autorizzazione. In Generale, francesi,  tedeschi e austriaci, nel corso di secoli, per il dominio della penisola, si sono scontrati in Italia, ma adesso, si sono alleati contro l’Italia; il fatto è che i tedeschi hanno un alto senso della storia e perciò, conservando le loro ambizioni, dalla storia imparano.

La storia è maestra della vita e le sue vicende, come affermava Giambattista Vico, si ripetono, d’altra parte, la Germania è sempre attratta dall’Italia, il disprezzo di francesi e tedeschi per gli italiani è quello della volpe che, non potendo arrivare all’uva, afferma che è acerba. Karlheinz Deschner, nella “storia criminale” ha scritto che la Germania, desiderando l’Italia, con le guerre aveva esaurito tutte le sue energie, soprattutto però per andare in soccorso del papa, minacciato dagli stati italiani, perciò la Germania, come l’Italia, aveva raggiunto l’unità in ritardo.

Anche i franchi erano accorsi, chiamati dal papa contro i longobardi che volevano unificare l’Italia; i francesi intervennero, durante il risorgimento, anche contro la repubblica romana di Mazzini, invece gli italiani hanno combattuto, con Napoleone e con Garibaldi, contro i tedeschi. Recentemente, l’Italia era diventato il paese più europeista, ma ora, con l’asse franco-tedesco, nonostante gli impieghi finanziari tedeschi a favore di media e politica italiana, l’Italia è diventato il paese europeo meno europeista; ora i tedeschi, sempre attratti dall’Italia, per risolvere il loro travaglio esistenziale, si sono alleati con i francesi contro gli italiani.

Macron sta al gioco, sempre insultante contro gli italiani, la sua alleanza con Merkel, con il papa e con Mattarella e con il suo sostegno all’immigrazione solo in Italia, ne dovrebbero favorire la dissoluzione. Storicamente, Francia e Germania, compresa l’Austria, hanno potuto contare sulle divisioni italiane e sulla collaborazione dei papi di turno. Il papa chiamava lo straniero per difendersi dagli italiani e per impedire l’unità italiana.

Durante la prima guerra mondiale, i’imperatore di Germania promise al papa, in caso di vittoria, Roma con un corridoio fino al mare, forse il papa voleva farne un paradiso fiscale. Finita la guerra, il governo italiano impedì al papa di partecipare alla conferenza di pace, di questi fatti, la televisione papista italiana, cioè la RAI o radio apostolica italiana, non ci ha raccontato niente.

Ancora oggi Vaticano, Francia e Germania, sono uniti contro il popolo italiano, sostenuti da governi collaborazionisti italiani, com'è spesso accaduto nella storia italiana; il risultato di questi sforzi, con  o senza dissoluzione dell’UE, potrebbe portare alla divisione dell’Italia tra Francia, Germania e Vaticano e Di Maio, adeguatamente compensato, potrebbe diventare il governatore di Napoli. 

Per favorire la crisi del governo tra Lega e M5S e per impedire le elezioni anticipate, la Merkel ha esercitato pressioni su PD e Mattarella, tuttavia, l’informazione, parla dai disordini in Russia, della crisi in Iran e dei dazi di Trump, ma non fa piena luce sulla situazione negli altri grandi paesi dell’Unione. La Spagna ha rinnovato più volte il governo con le elezioni, non ha un governo stabile e ha una situazione critica del bilancio e dell’economia.

In Germania le esportazioni diminuiscono progressivamente e alla maggioranza tra democristiani e socialdemocratici sta subentrando una maggioranza tra destra e verdi; la legge elettorale francese ha ostacolato la rappresentanza di destra e sinistra e il governo, a causa delle accese manifestazioni di piazza, non riesce a fare le riforme strutturali, soprattutto in materia di pensioni e di pubblico impiego.

In Italia il governo PD-M5S ha la maggioranza nel parlamento ma non nel paese e perciò Mattarella non vuole le elezioni anticipate, le banche appoggiano sempre il PD e, con il nuovo governo, i ministri e i sottosegretari sono in maggioranza meridionali; alle elezioni europee di maggio scorso, la Lega ha dominato nel nord e nel centro, dove ha soppiantato il PD, mentre in Italia meridionale PD e M5S sono la maggioranza. Questa crisi non è solo economica, ma anche politica e pare stia spaccando l’Italia.

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (2/9/2019)

EUROPA

L’Unione bancaria europea e la relativa vigilanza esclusiva sulle banche dell’eurozona da parte della BCE, con le banche centrali nazionali diventate sportelli della stessa, è nata nel 2012, con lo scopo di interconnettere le banche dell’Unione; questo processo, già iniziato, si era arrestato con la crisi del 2008, che aveva fatto scendere di molto questa interconnessione.

Con la crisi bancaria, i capitali investiti erano stati rimpatriati in Germania e Francia e le banche creditrici di questi paesi hanno beneficiato del meccanismo europeo di stabilità, cioè del rimborso dei loro crediti verso la Grecia e altri paesi; a detta degli economisti di corte, questa situazione però metteva in pericolo la permanenza della moneta unica e poteva comportare il default di alcuni paesi. L’Unione bancaria prevedeva la vigilanza bancaria unica in capo alla BCE, la garanzia sui depositi e imponeva la risoluzione interna a copertura dei crediti deteriorati o il bail-in, a carico di azionisti, obbligazionisti e risparmiatori, fino al fallimento della banca.

Però, la garanzia europea sui depositi non è mai entrata in vigore e, senza una norma transitoria per il passaggio al nuovo regime, in Italia sono stati penalizzati i detentori di obbligazioni subordinate presso banche locali, che sono state colpite anche dalla corsa agli sportelli e dalla crisi di liquidità. Al vertice della BCE, l’italiano Mario Draghi, al servizio della Germania, aveva ignorato, tra i crediti a rischio, i derivati in mano alle banche tedesche e il rischio della speculazione di mercato che la BCE non ha ostacolato ma, contro l’Italia, ha anzi favorito, si parla della speculazione sui debiti sovrani.

Il rischio dei derivati tedeschi non era stato rilevato, per un singolare privilegio e per la discrezionalità riconosciuta dalla BCE ai revisori bancari tedeschi; inoltre, per strabismo di Draghi e per distrazione dei rappresentanti italiani nelle istituzioni europee, le piccole banche tedesche e le casse di risparmio hanno beneficiato del limite di 30 miliardi di euro, fino al quale, non sono soggette alla vigilanza della BCE, un singolare privilegio tra stati disuguali.

Queste piccole banche erano legate alla CDU, quindi, come diverse banche popolari italiane, legate ai vescovi o alla chiesa cattolica; erano difese anche da Schauble che, senza esenzioni dalla vigilanza, minacciava di porre il veto contro la vigilanza della BCE; ad ogni modo, esse rappresentano il 22% degli impieghi delle banche tedesche, per 1.000 miliardi di euro, che sono una cifra non piccola. Per volontà della Provvidenza, invece le banche cooperative italiane hanno dovuto rispettare i requisiti europei di capitale e di liquidità, il che ha snaturato il loro carattere mutualistico.

Ufficialmente, la Germania di Schauble, rifiutando la solidarietà, rifiutava di pagare per i debiti delle banche degli altri paesi, mentre l’Italia e altri paesi dell’eurozona, lo avevano fatto con il Meccanismo Europeo di Stabilità; Schauble contestava anche il ruolo di vigilanza bancaria attribuito alla BCE. Comunque. Non tutti i paesi dell’eurozona hanno recepito le norme del bail-in; inoltre, la Germania ha spostato il problema dal rischio bancario al rischio sovrano e Renzi, per miracolo, finalmente si decise a porre il veto sui bond nei bilanci bancari italiani che la Germania voleva limitare, mettendo a rischio il finanziamento del debito pubblico italiano.

Sembrava che la Germania e la Francia, con la collaborazione di agenti italiani, lavorasse per far fallire l’Italia e per acquistarla a prezzi di realizzo; ancora oggi, le casse di risparmio tedesche beneficiano della vigilanza nazionale, mentre i crediti deteriorati o NPL delle piccole banche italiane, senza norme transitorie, sono stati svenduti alla speculazione. A tale proposito, la commissione europea bloccò anche un intervento, in tal senso, in Italia, del fondo interbancario di garanzia, un fondo comune bancario creato per coprire le perdite sui crediti delle banche, perciò in Italia, il bail-in entrò in servizio bruciando miliardi di capitalizzazione delle banche.

Nel 2016 l’Italia chiese di sospendere il bail-in, non fu ascoltata, invece fu sospeso il trattato di Schengen sulla libera circolazione delle persone. L’Italia è sola nell’UE, perché è stata emarginata da Francia e Germania e perché i suoi uomini, per posizioni di potere, sono europeisti e nessuno vuole difendere le sue ragioni; questa Europa non può durare. L’Italia, con i suoi governi fantoccio, è incapace di difendere i suoi interessi all’estero, anche per amore della pace che sta a cuore a Monti; fra l’altro, con la crisi greca, anche con soldi italiani, si sono salvate banche creditrici tedesche, però l’Unicredit aveva aperto delle filiali in Europa orientale, a causa delle loro perdite su crediti, è stata costretta a chiuderle o a cederle. 

Ora Macron e Merkel, il gatto e la volpe, hanno dato il loro benestare a Conte, presidente del consiglio incaricato che, con il suo naso, rappresenta Pinocchio, il quale è in rotta con Salvini. Lo spread italiano scende, la borsa sale, gli interessi scendono, per favorire il suo governo, sono tutti favori fatti a Conte dai mercati, perché sono tutti il risultato di manipolazioni artificiose; la commissione europea, per combattere la crisi, ha anche proposto, in funzione espansiva, di alleggerire i vincoli di bilancio  (Per le notizie, fonte: Vladimiro Giacché – contropiano – sinistrainrete).

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La Spagna, retta dal socialista Sanchez, alleato con due partiti catalani, torna alle urne per la terza volta in quattro anni, invece agli italiani non è consentito da Mattarella; i catalani chiedevano un referendum per l’indipendenza della Catalogna, il loro leader Puigdemont è rimasto in Germania, perché la magistratura tedesca ha rifiutato l’estradizione; ora si profila una maggioranza di centrodestra, tra nazionalisti, popolari e liberali.

Mentre la Germania e la televisione italiana informano che la situazione economica della Spagna è migliore di quella dell’Italia, in realtà, la situazione della Spagna risulta molto precaria. Anche se la speculazione non fa rialzare il suo spread come quello italiano, i problemi della Spagna sono derivati dalla sua adesione all’euro, perciò oggi la sua bilancia dei pagamenti ha un passivo enorme, il debito pubblico è pari al 95% del Pil, come quello francese, i debiti verso l’estero sono notevoli e i debiti privati interni sono pari al 219,5% del Pil, cioè molto maggiori che in Italia, non è assente il deficit del bilancio statale.

La Spagna è oberata da debiti pubblici e privati verso l’estero, lo spread non si muove perché la Germania non vuole destabilizzarla, infatti, vi ha investito in edilizia, turismo e industria e l’ha soccorsa finanziariamente, anche con il contributo italiano, con il Meccanismo Europeo di Stabilità. Anche la Grecia ha notevoli deficit commerciali, deficit di bilancio, debiti privati e debiti pubblici, accade anche in Islanda, Irlanda, Cipro, Portogallo, Croazia, Polonia, Ungheria, Lettonia e Slovacchia. E’ il risultato dell’enorme attivo commerciale tedesco verso gli altri paesi dell’Unione.

Nell’UE, solo l’Italia e la Germania hanno un attivo nel commercio estero, la Germania l’ha conseguito, in violazione dei trattati, aumentando le esportazioni e contenendo i consumi interni e la spesa pubblica. La vera anomalia è l’Italia, sempre sbeffeggiata dalla Germania, dai suoi agenti e dalla televisione italiana (quando al volpe non  arriva all’uva dice che è acerba); la commissione europea si è concentrata solo sul debito pubblico e sul deficit di bilancio italiano, peraltro inferiore a quello francese, non sui debiti privati, sulle garanzie reali, sui crediti verso l’estero.

La commissione europea, su impulso tedesco è sempre stata comprensiva verso la Spagna, perché la Germania vuole comprare l’Europa con l’indebitamento dei vari paesi, l’operazione si può fare solo con l’accordo con la Francia, altrimenti, come è già accaduto in passato, ne nasceranno dei conflitti tra i due paesi; la storia insegna che le persone, le famiglie e gli stati si possono rendere schiavi grazie ai loro debiti.

In passato i franchi occuparono l’Italia su richiesta del papa, contrario all’unificazione italiana voluta dai longobardi, ora il megafono del papa è la televisione italiana, che è europeista e a favore dell’immigrazione in Italia, come la Francia che è un paese laico.

Se la Spagna avesse conservato la peseta, con la sua svalutazione avrebbe ridotto gli squilibri accumulati, invece ha aderito all’euro e perciò è andata incontro a un disastro; i suoi debiti, come quelli degli Usa e degli altri paesi europei citati, non saranno mai pagati, la storia è andata avanti anche così. Nel rinascimento, alcuni banchieri italiani non furono mai rimborsati da sovrani europei che avevano finanziato per le loro guerre, e poi c’è chi afferma che l’Italia rischia di diventare insolvente, la Germania l’ha ammonita affermando che i debiti devono essere pagati.

Gli Usa sono immuni dal contagio perché hanno una moneta di riserva internazionale come il dollaro, cioè possono indebitarsi verso l’estero senza costo e possono denunciare i loro debiti; l’Italia ha fatto diverse manovre correttive di bilancio, comunque, rispetto ai paesi citati, i suoi cittadini hanno pochi debiti verso le sue banche e, dal punto di vista finanziario, il paese ha pochi debiti verso l’estero; tra i maggiori creditori dello stato ci sono i suoi cittadini. 

La Germania, gli europeisti italiani e la televisione italiana si preoccupano solo del debito pubblico italiano e del deficit di bilancio italiano, invece l’Italia, come ha sempre fatto, può onorare il debito con i crediti verso l’estero, con gli attivi commerciali, con le riserve, con il grande risparmio e con le garanzie patrimoniali e artistiche. Il debito è rinnovato alla cadenza, ma non conviene rimborsarlo o ridurlo notevolmente, altrimenti gli italiani pretenderebbero una sostanziale riduzione delle imposte; infatti, lo stato è nato per riscuotere le tasse, in cambio di una protezione.

Salvini ha aperto formalmente la crisi del governo gialloverde, ma questa era stata, in realtà, decisa su mandato europeo, come succede agli stati semisovrani; con lo scopo di bloccare l’ascesa di Salvini e le elezioni anticipate, è sorto il governo bis di Conte. E’ probabile che l’UE, per favorire il successo di questo esperimento, ponga fine alla sua politica vessatoria verso l’Italia, favorita dai suoi agenti italiani, il primo sintomo di questo cambiamento di passo è stato la riduzione dello spread. (Per le notizie, fonte: Guido Salerno Aletta – progettoalternativo.com).

ITALIA

La clausola di salvaguardia sull’IVA, raccomandata dall’UE, prevede l’aumento graduale dell’Iva, entro il 2021, dal 22% al 26,5%, con aumento complessivo del gettito fiscale annuo di 51 miliardi di euro, a meno che il governo non riesca a reperire altre entrate o preveda riduzioni di spese. L’Iva è un’imposta sui consumi strettamente regressiva, a carico soprattutto dei lavoratori, fu introdotta nel 1972 dal ministro Preti, con l’aliquota fiscale iniziale del 12%, in attuazione di una direttiva europea che, nel tentativo di ridurre il deficit di bilancio, indirettamente spingeva il governo italiano, per compensazione, a ridimensionare gradualmente l’imposta progressiva sul reddito, prevista dalla costituzione italiana.

Alla fine degli anni settanta, gli scaglioni dell’imposta sul reddito erano 32, un’esagerazione che incentivava l’evasione fiscale e l’esportazione dei capitali, l’aliquota più alta era dell’80%, il PCI era contrario all’Iva, ai suoi aumenti e alla rimodulazione dell’imposta sul reddito. Con la riforma complessiva delle due imposte, la pressione fiscale, negli anni successivi, ha continuato ad aumentare, ma l’aliquota massima sui redditi scese progressivamente.

Però l’imposta sul reddito cessava di essere un meccanismo di redistribuzione del reddito e questo ruolo era assunto dall’imposta patrimoniale, nelle sue varie forme camuffate. Oggi il gettito dell’Iva è pari al 25% delle entrate fiscali dello stato, nel luglio del 2011, su pressione dell’UE, il quarto governo Berlusconi accettò la clausola di salvaguardia sull’Iva, se il suo governo non riusciva a reperire altre risorse capaci di soddisfare i vincoli di bilancio europei.

Berlusconi diede le dimissioni dal governo che fu commissariato dall’UE, perciò la clausola di salvaguardia fu attivata nel 2011 da Monti e nel 2013 da Letta, il governo gialloverde non l’ha messa in discussione ma si è limitato a rinviare la sua entrate in vigore; con i bilanci dello stato in deficit e con lo stato di crisi dell’economia, gli aumenti dell’Iva hanno sempre coinciso con l’aumento dei prezzi e con la riduzione dei consumi.

Per evitare la trappola dei mercati e le macchinazioni contro l’Italia, bisognerebbe ripudiare i vincoli di bilancio europei e il trattato di Maastricht, Berlusconi era sorto promettendo di ridurre le innumerevoli imposte a sette, ma non mantenne la promessa elettorale; Il fatto è che i mercati vogliono che le imposte le paghi solo il popolo, infatti, in passato, l’aristocrazia era esente da imposte e oggi l’oligarchia finanziaria è la sua erede. I padroni del mondo non vogliono pagare le imposte, del resto, nemmeno i proprietari pagano per entrare nella loro casa.

Lo stato si potrebbe reggere su tre imposte, un’imposta sul reddito al 50%, con fiscalizzazione dei contributi, con deduzione di 13.000 euro annui, senza deduzioni e deduzioni per i redditi sopra i 100.000 euro annui; il risultato sarebbe un’imposta progressiva. Per ridistribuire la ricchezza, dopo aver abolito evasione legale, paradisi fiscali ed esportazioni di capitali, lo stato dovrebbe introdurre un’imposta patrimoniale di successione, con l’aliquota del 50% e con franchigia di 300.000 euro. Un’imposta patrimoniale di successine esiste in Usa, che ha una pressione tributaria molto più bassa dell’Italia

La terza imposta sarebbe l’IVA al 10%, destinata agli enti locali, da applicare solo ai beni non di prima necessità, con esenzione per gli esercizi commerciali al dettaglio che hanno al massimo un dipendente, per difenderli dalla concorrenza della grande distribuzione. Io penso che l’oligarchia, sulla pelle degli italiani, stia facendo degli esperimenti, per vedere se il suo modello economico può funzionare senza far scoppiare la rivoluzione. Sono almeno trent’anni che l’Italia è un laboratorio sperimentale della finanza internazionale. (Per le notizie, fonte: Thomas Fazi – sinistrainrete).

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Sulle orme dell’UE, che commissariò l’Italia semisovrana con Monti, l’esagitato Grillo ha chiesto che il nuovo governo italiano sia fatto da non politici, cioè da tecnici, è un altro indice dell’involuzione del M5S; i tecnici non sono tutti uguali e ne esistono di destra e di sinistra, di laici e di bigotti, quelli papabili, per l’UE e per i mercati, sono uomini controllati e agenti, sono garanti locali e uomini di fiducia della nomenclatura finanziaria internazionale, cioè sono gli occhi e le orecchie dell’oligarchia mondialista. alla quale devono obbedire.

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Secondo il professore Federico Ferraù, non si vota perché la Lega è sgradita all’Europa e perché nel 2011 e nel 2012 Berlusconi e Monti hanno modificato la costituzione, perciò oggi i trattati e gli organi dell’UE che li hanno emanati, fanno parte del nostro ordinamento costituzionale e alcune scelte del nostro esecutivo devono avere la fiducia di Bruxelles; bell’affare per l’Italia, patria del diritto, e per la sovranità del popolo.

Per dovere di fedeltà all’UE, Mattarella ha conferito l’incarico di governo a Conte perché una consultazione elettorale può far nascere un conflitto tra l’Italia e l’UE; questa riforma costituzionali impone al governo gli equilibri di bilancio e la riduzione del debito pubblico. L’Italia ha interiorizzato il Fiscal Compact senza che ci fosse stato richiesto, riducendo così, la sovranità italiana di fronte allo straniero.

In tal modo, alcuni governi europei, dominanti nell’UE, governano gli italiani con il loro consenso e l’Italia è diventata un paese soggetto allo straniero; queste modifiche costituzionali, tra cui il pareggio di bilancio, non erano state richieste dai trattati europei e gli altri paesi non le hanno fatte. In pratica questi trattati europei non vincolano le scelte dei paesi dell’Unione, invece l’Italia, come accadeva in passato, si è affidata al governo di paesi stranieri, rinunciando alla sua indipendenza.

L’Italia ha scelto di diventare dipendente da altri stati senza contrappesi e senza autorizzazioni, ratifiche e referendum popolari, rinunciando alla sua sovranità. E’ stata più europeista degli altri paesi dell’Unione, ha modificato la costituzione in senso europeista e perciò, quando Macron s’intromette negli affari italiani, è come se s’intromettesse negli affari interni francesi.

Per attuare l’orientamento sovranista del popolo italiano, occorre urgentemente un’altra revisione della costituzione, anche se gli europeisti e Mattarella non fanno altro che esaltare l’attuale testo.  Il M5S pagherà il suo tradimento verso gli elettori; come accade ai grandi politici dismessi ed agli ex segretari generali, anche Conte e Di Maio, prevedendo la loro fina politica, probabilmente si aspettano un posto adeguato.

Infatti, la Fornero insegna in Germania e Letta è in Francia, al servizio del governo francese, Monte ha tanti incarichi ed è un  fiduciario della massoneria, come dire che sono stati sempre compensati i servitori discreti e obbedienti. La UE, in pratica la Germania e la Francia, ha tratto profitto dalla disponibilità di Mattarella, dei collaborazionisti italiani e della permeabilità verso lo straniero della costituzione italiana. (Per le notizie, fonte: Mario Esposito – Federico Ferraù – ilsussidiario.net – sinistrainrete.info).

Nunzio Miccoli   www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 26/8/2019)

ITALIA

Lega e M5S sono divisi su temi come l’alleanza militare, perché la Germania, con l’asse franco-tedesco, vuole allontanare gli Usa dall’Europa, magari anche con un accordo con la Russia, che Macron vuole riammettere al G7; però anche Trump, in funzione anticinese, vuole riavvicinarsi alla Russia. Lega e M5S soni divisi sull’adozione da parte dell’Italia degli aerei F35 americani che, peraltro, sono fabbricati anche in Italia, sull’ancoraggio dell’Italia all’UE nella formula attuale, contestata oggi dalla maggioranza degli italiani. Hanno posizioni un po’ diverse sull’immigrazione, infatti, il M5S ha smesso di sostenere la politica dei porti chiusi.

Sono divisi sul sostegno, da parte del M5S, a Ursula Von der Leyen, sostenuta dalla Germania e dalla Francia, alla presidenza della commissione europea; sono divisi su Tav, ufficialmente non voluta dal M5S, ma sollecitata da Francia e Germania, anche con contributi europei, e voluta dalla lega; su esito delle campagne elettorali, che hanno esasperato e spiazzato il M5S, sulla Flax Tax voluta dalla lega, mentre il M5S chiede la riduzione del cuneo fiscale per i lavoratori, sull’autonomia alle regioni del nord voluta dalla lega, invisa al M5S, e sulla legge di bilancio.

La manovra di bilancio contiene il grimaldello dell’aumento dell’Iva che ufficialmente nessuno vuole, anche perché il bilancio italiano è migliore di quello francese, fatte salve le spese ulteriori previste; comunque, Salvini ha detto che il bilancio di previsione era pronto senza aumento dell’Iva. Intanto Boris Johnson ha deciso per l’uscita dall’Unione e ha rinsaldato l’alleanza con Trump e ora l’America mira a contenere la Cina più che la Russia. In questo quadro, Mattarella e la Banca d’Italia sembrano più vicini all’UE che agli Usa, anche se pure gli Usa influenzano i cosiddetti mercati, cioè la finanza e le banche, a spese dell’Italia; ci piacerebbe che Mattarella ascoltasse più la voce degli italiani che quella dei mercati, come fanno, purtroppo, i massoni al vertice delle istituzioni.

Salvini ha contro papa, opposizione, UE, mercati, istituzioni nazionali e internazionali, informazione mainstream e M5S, ma i suoi nemici obbediscono soprattutto all’UE, cioè alla Francia e alla Germania; la maggioranza degli italiani l’ha capito e perciò lo sostengono; hanno capito tutto delle trame europee, anche i suoi nemici le conoscono ma non possono dissociarsi perché andrebbero contro i loro interessi, perciò sono costretti a mistificare.

Il mercato domina dove non dovrebbe entrare, cioè nel parlamento, nel governo, in chiesa e nelle istituzioni, perciò è molto difficile il governo del popolo, perciò la sovranità popolare è una chimera. Lo stato della chiesa vendeva gli uffici pubblici ai privati che li facevano fruttare a loro vantaggio, la regina di Cipro vendette l’isola ai veneziani, Genova vendette la Corsica ai francesi, anche, gli Usa, per comprare la Groenlandia non devono chiedere il permesso a chi la abita. Alla vigilia della prima guerra mondiale, i giornali italiani ricevettero un fiume di denaro, per spingere l’Italia a entrare in guerra a fianco di Francia o Germania, si muovono così gli amici italiani di Francia e Germania.

Per vendere grandi imprese statali allo straniero, non occorre chiedere il permesso al popolo, magari con un referendum; la democrazia moderna, è una frode democratica, la sua costituzione è citata falsamente come il corano, essa consiste nell’emarginazione del popolo dal governo dello stato, al massimo deve contentarsi di elezioni manipolate. Non sarebbe sbagliato seguire la volontà del popolo, anche con elezioni straordinarie; ma l’oligarchia e i suoi servi hanno paura del voto e perciò qualche volta l’ha disatteso, qualche volta l’ha tradito, vanificando le promesse elettorali dei partiti e, qualche volta, l'ha abolito.

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A Salvini, che ha contro informazione, papa e UE, è stata rimproverata l’ostentazione del rosario con il crocefisso e qualche politico, difendendo strumentalmente la laicità dello stato, perché la politica e la televisione sono ai piedi della chiesa, naturalmente l’ha attaccato. Salvini doveva astenersi da quell’esibizione, comunque, io non ritengo che sia un bigotto, come non lo sono i politici papisti e arrivisti, egli vorrebbe solo fare da scudo alla cultura cristiana, di fronte a quella islamica in espansione.

D’altra parte, ci sono vescovi che si tolgono il crocefisso di fronte alle moschee d’Israele, chiamato da essi, per un favore all’Islam, Terrasanta, e politici, come la Mogherini, che si mettono il velo davanti alle autorità politiche e religiose dell’Iran, e i politici nostrani, che non sono mai veramente laici, ma sono stati sedotti dal Vaticano, non hanno niente da dire. Salvini dovrebbe anche spiegare perché ha approvato il finanziamento pubblico a favore di radio radicale, che è europeista e ufficialmente laica; televisione, radio e giornali non dovrebbero avere finanziamenti pubblici. I mercati sono contro il governo gialloverde caduto, secondo il settimanale economico inglese the Economist, il governo PD-M5S è un’ottima cosa, invece le elezioni anticipate sono sbagliate, ma il PD è a favore dell’UE che la Gran Bretagna non digerisce bene. i partiti non sono omogenei, coerenti e lineari.

 

In Francia, Nicolas Seneze, sul quotidiano cattolico La Croix, afferma che gli Usa, con Trump e l’ex nunzio a Washington, Carlo Maria Viganò, prefetto della segreteria vaticana, assieme a Steve Bannon, Bolsonaro e Matteo Salvini, avevano sperato nelle dimissioni di papa Francesco; il generale de gesuiti,  Arturo Sosa, conferma, ma aggiunge che forse si vuole solo spianare la strada al prossimo papa, d’indirizzo diverso.

Si rimprovera a Bergoglio tatticismo, disordine finanziario, di tollerare la pedofilia e gli omosessuali e di favorire l’immigrazione. Il cardinale tedesco Kasper conferma che alcuni vogliono che questo pontificato finisca prima possibile; in Italia, anche i sondaggi danno in diminuzione le simpatie per il papa, in alcuni Salvini ha ricevuto più approvazioni del papa; tuttavia, alla fine è stato Viganò a dare le dimissioni dalla sua carica. Sono cose che succedono in politica e il papa di turno ha sempre fatto politica.

L’episcopato tedesco, per ostacolare pedofilia, omosessualità e adulterio, vuole l’abolizione del celibato ecclesiastico e l’apertura al sacerdozio femminile, il regime attuale permette un risparmio alla chiesa perché i preti sposati costerebbero di più. Però, Ninolas Seneze accenna alla critica, da parte dei conservatori, all’enciclica papale "Laudato Si" a favore della tutela dell’ambiente, che avrebbe urtato petrolieri, finanza e agroindustria americani, generalmente conservatori.

Probabilmente Seneze riceve impulsi dal governo francese, impegnato contro gli Usa, per dominare l’Europa assieme alla Germania, estromettendo gli Usa; la chiesa non è umile, è una multinazionale e, con le sue branchie, ha interessi economici in tutti quei settori, inoltre in banche, scuole e ospedali, con le sue divisioni, possiede tanta terra, in tutto il mondo; speriamo che, alla fine, ci sia fornito un dossier completo al riguardo, anche se la televisione è tanto discreta.

Pertanto, si tratta di una fake news, non segnalata come tale dall’informazione di parte perché la televisione italiana è il megafono del papa, vi si po’ nominare invano Dio ma non il papa; il dissenso al papa ha ben altre ragioni, anche queste da approfondire, se si baipassa la discrezione, perché il Vaticano non è una casa di vetro. (Per le notizie, fonte: ilmessaggero.it).

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La chiesa cattolica, alleata con gli europeisti e con la sinistra, contraria come Soros, ai confini, al nazionalismo e favorevole all’immigrazione, ha dichiarato guerra ai sovranisti; i nemici dei sovranisti desiderano un superstato europeo, dominato da Francia e Germania, favorevole all’immigrazione in Italia, in grado di disgregarla. A causa del sovraffollamento delle sue carceri, la Francia ha deciso di liberare il 60% dei terroristi islamici detenuti, che potrebbero arrivare anche in Italia.

La sfera d’influenza franco-tedesca in Europa aumenta con il sostegno di Vaticano, mafia, finanza e massoneria, il Vaticano esporta capitali, ha esenzioni fiscali, ma non è stato mai favorevole all’unità italiana. I governi dell’est dell’Europa sono inglobati nell’UE con gli investimenti in loco, con gli aiuti europei, comprando politica e informazione e con alte indennità ai loro rappresentanti nelle istituzioni europee. In Italia l’adesione all’europeismo si fa, con lo slogan “più Europa”, controllando politica, informazione e istituzioni e alimentando la disgregazione politica dell’Italia, anche con l’immigrazione incontrollata.

Ad ogni modo, con il tempo, sia l’Italia sia l’Europa potrebbero evolversi a vantaggio dei lavoratori e dei contribuenti, ma la chiesa cattolica non è facile che si riformi veramente o che scompaia, il suo megafono è la televisione italiana ed è alleata con l’UE; a causa del secolarismo e della scienza, è più facile che si fonda con l’islamismo. Salvini ha accennato che la crisi del governo gialloverde italiano è stata voluta dall’Europa, vedremo come risponderanno, alle prossime elezioni politiche, gli italiani.

EUROPA

Il rapporto mensile della banca centrale tedesca afferma che la produzione industriale tedesca è in diminuzione e perciò la Germania potrebbe entrare in recessione, sono calate l’edilizia, l’esportazione e la produzione automobilistica; poiché la debolezza delle esportazioni incide sulla domanda interna, il governo tedesco progetta un aumento della spesa pubblica in deficit di bilancio, fino a oggi criticato all’Italia dalla Germania.

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Gli investitori istituzionali sono il Meccanismo Europeo di Stabilità, la BCE e il FMI, negli stati sovrani anche la banca centrale, quelli privati, cioè il mercato, sono le banche e i privati, nazionali  stranieri; assieme finanziano stati, imprese e famiglie, gli strumenti di  finanziamento sono i titoli di stato, le obbligazioni e le azioni. In Grecia, gli investitori istituzionali detengono l’80% del suo debito pubblico, in Portogallo e Irlanda circa un terzo, in Italia il 21% in Spagna il 47%. Quindi l’Italia è meno esposta ai ricatti di queste istituzioni sovranazionali e più esposta alle speculazioni del mercato, sia sui titoli di stato che sulle azioni; avrebbe potuto in parte evitarle, vendendo i titoli di stato, come fa il Giappone, solo agli italiani, il che gli avrebbe permesso anche di risparmiare interessi sul debito pubblico.

 

Il parlamento europeo tiene sotto osservazione, per il basso livello d’interessi, i crediti su mutui di alcune banche di Svezia e Danimarca, anche se questi paesi non fanno parte dell’eurozona ma solo dell’UE, perciò non sono soggetti al controllo della BCE, ma a quello della loro banca centrale. La banca svedese Swedbank, la danese Danske Bank e la danese Jyske Bank, hanno concesso mutui ipotecari al tasso d’interesse negativo dello -0,5%, mentre la svedese Nordea Bank fa mutui a un tasso pari a zero.

L’agenzia americana Bloomberg ha confermato che, in Danimarca, diverse banche offrono crediti al tasso dello –0,5%, naturalmente maggiorati di spese e commissioni; gli Usa temono che il paese sia in difficoltà, perciò hanno fatto un’offerta, senza esito, per l’acquisto della Groenlandia. Sembra che, così agendo, queste banche vogliano evitare una bolla immobiliare come il subprime Usa del 2008.

In Usa i contratti di mutuo ipotecario sono pari a 9.410 miliardi di dollari, superiori a quelli del 2008, da allora la situazione sembra migliorata, mentre nell’UE con i QE e i Tltro, il mercato non pare sia riuscito a sfruttare l’opportunità offerta dai bassi tassi d’interesse; intanto la BCE annuncia un nuovo QE. (Per le notizie, fonte: Stefano Masa – startmag.it). 

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Paolo Savona, presidente della Consob, ha affermato che la Bce ha introdotto il QE con quattro anni di ritardo rispetto all’inizio della crisi del 2008, cioè nel 2012, e non ha gli strumenti per intervenire contro la speculazione; essa ha sede a Francoforte dove ha sede anche la banca centrale tedesca. La BCE censura le insolvenze bancarie italiane e ha chiuso un occhio su quelle di Deutsche Bank, causate dai derivati speculativi nel suo portafoglio. All’inizio il QE fu osteggiato dalla Germania, ma ora ne dovrebbe essere varato un nuovo programma perché Ursula, presidente della BCE, gode della fiducia della Merkel e la BCE dovrà intervenire a favore delle crisi bancarie tedesche.

La Federal Reserve americana ha abbassato il tasso di sconto al 2,25%, nel 2007 era al 5,25%, da allora il suo bilancio è cresciuto da 1.000 miliardi di dollari a 4.500 e il 55% dei suoi impieghi sono ad alto rischio (bisogna dirlo alla televisione italiana che, per aiutare la speculazione contro l’Italia, parla solo di crisi del debito italiano). A settembre la BCE attiverà nuove forme di QE; con i titoli pubblici e privati acquisiti, il suo bilancio è quintuplicato; purtroppo, la liquidità immessa non è andata al settore produttivo ma alle banche, che l’hanno usata anche per speculare.

Le banche americane, europee e giapponesi sono esposte a derivati di tipo speculativo e l’inglese Barclays Bank rileva che 12.000 miliardi di dollari di obbligazioni private e pubbliche hanno un tasso d’interesse negativo, in genere dello –0,5%; la metà delle obbligazioni pubbliche europee ha un tasso negativo, come il 20% delle obbligazioni private europee.

In Usa le imprese industriali hanno una caduta dei profitti del 12% e le imprese, con l’indebitamento, hanno riacquistato loro azioni per 1.000 miliardi di dollari; il popolo non è sovrano, malgrado quello che recita la costituzione, poiché le leggi sono commissionate non dal popolo, anche per interposto parlamento, ma da banche, lobby, mafia, Vaticano, Nato e Ue; anche con la presenza della Consob, il risparmio è sacrificato da inflazioni, imposte, commissioni bancarie, interessi negativi, insolvenze bancarie e d’imprese.

L’acquisto di azioni proprie da parte di una banca è permesso dalla legge, ma dovrebbe essere vietato perché è un regalo agli azionisti pagato dai risparmiatori depositanti, di solito, è fatto con fondi di riserva straordinari creati per sostenerne le quotazioni; in realtà, le banche ci speculano per guadagnare sulle fluttuazioni delle quotazioni; del resto, le banche hanno molto fluttuante e devono pur speculare su qualche cosa che ritengono relativamente più sicuro. Anche perché conoscono bene la situazione della loro banca; ad esempio acquistano loro azioni quando la speculazione, che anche esse alimentano, fa cadere, senza ragioni economiche interne,  le loro azioni.

In Germania, nel secondo trimestre del 2019, Deutsche Bank ha registrato una perdita di 3,15 miliardi di euro, dei quali 2,94 derivano dal settore dei derivati, che perciò vorrebbe ridurre. Questa banca ha in portafoglio derivati per 48.000 miliardi di euro, che è la quantità più alta del mondo. Inoltre in Usa, Deutsche Bank è indagata per riciclaggio in Estonia, come Goldman Sachs per riciclaggio in Malesia. (Per le notizie, fonte: Mario Lettieri e Paolo Raimondi – startmag.it).

CINA

Come il solito, l’informazione non ha voluto fare vera luce sulle proteste di Hong Kong, ma ha voluto fare solo propaganda anticinese; ufficialmente queste sono nate dal trattato di estradizione con la Cina, rifiutato dai cittadini di Hong Kong; ebbene, un trattato identico è stato firmato dalla Cina con altri 49 paesi, tra cui l’Italia che, molto spesso, ha evitato di farlo per il rimpatrio degli immigrati irregolari, cioè, ambiguamente, per tenerseli, nell’interesse della nostra criminalità interna.

La rivolta di Hong Kong è stata alimentata anche dalla disoccupazione giovanile, poi è stata strumentalizzata da una classe imprenditoriale locale legata ai poteri criminali della Triade e dall’alta burocrazia cittadina che vuole procrastinare la consegna dei poteri a Pachino; questa consegna era prevista dai trattati stipulati nel XIX secolo, dopo la guerra dell’oppio, scoppiata contro la Gran Bretagna, per contrastare la tossicodipendenza cinese.

La guerra dell’oppio scoppiò perché gli inglesi, superando le resistenze del governo cinese, volevano esportare l’oppio in Cina, la vinsero e imposero ai cinesi trattati ineguali cioè discriminanti, ma i cinesi si ribellarono e poi li denunciarono. Gli stati sovrani si riconoscono da una loro moneta e dal fatto che impongono un loro diritto al territorio di loro giurisdizione, la lingua è meno importante perché può essere comune a diversi paesi; la Cina vuole sottoporre Hong Kong a un’unica giurisdizione nazionale, alla quale, nei secoli passati, anche la chiesa cattolica si oppose in Italia e in Europa, cercando di conservare una sua giurisdizione autonoma.

I finanziamenti alla rivolta anticinese di Hong Kong arrivano da Usa e Gran Bretagna e, con la rivolta, la bandiera britannica è stata di nuovo issata a Hong Kong, è un attacco alla sovranità cinese sulla città e un’altra rivoluzione colorata come quelle sostenute dagli Usa in tutto ilo mondo.  Ciò malgrado, la polizia cinese, accusata dalla propaganda di violenze, nella repressione ha deto prova di grande moderazione, anche se ha minacciato la legge marziale, ma l’informazione occidentale non la racconta così.

E’ la conseguenza della guerra commerciale tra Usa e Cina, Trump aveva rimproverato alla Cina di aiutare le esportazioni con le imposte e il cambio favorevoli, perciò la Cina ha aumentato i consumi interni e limitato le esportazioni; poi è esplosa l’ostilità americana verso la tecnologia cinese 5g di Huawei. Gli Usa, che circondano la Cina con tante basi militari, ora la vogliono costringere a ridurre la proprietà statale di banche e imprese e a eliminare la pianificazione nazionale; le banche più grandi del mondo sono statali e cinesi e le prime dodici imprese cinesi sono di proprietà statale.

Hong Kong è un grande centro finanziario, sviluppatosi anche con gli investimenti esteri, e ospita molte banche straniere, fu presa dalla Gran Bretagna durante la guerra dell’oppio del 1842. Nel 1997 il suo Pil era pari al 27% di quello cinese ora, con lo sviluppo della Cina, è il 3%, oggi Hong Kong ha un tasso di povertà del 20%, mentre quello della Cina è molto più basso. Oltre il fiume, si è sviluppata la città di Shenzhen, che conta venti milioni di abitanti, il triplo di Hong Kong, ed è popolata da tante fabbriche, con parchi, strade alberate e trasporti elettrici pubblici. (Per le notizie: Marco Pondrelli – Sara Flounders – workers.org – sinistrainrete).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;    viruslibertario@gmail.com.

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 19 agosto 2019)

EUROPA

La comica.  I trattati europei, per contenere i debiti pubblici, impongono di contenere gli attivi commerciali e i deficit di bilancio statale, però la Germania non ha rispettato il tetto alle sue esportazioni, costringendo gli altri paesi a indebitarsi, perché debiti e crediti si compensano e sono a somma zero. Poi la Germania, presa dall’ansia di non riscuotere i suoi crediti, ha imposto l’austerità di bilancio e ha sentenziato che questi debiti dipendevano da troppi consumi, da troppe spese statali e dal fatto che gli europei producevano meno di quello che consumavano, imponendo, come correttivo, una politica di bilancio e salariale deflattiva. Per corollario, i problemi dell’UE sono nati soprattutto dall’enorme attivo commerciale della Germania, utile però a favorire l’espansionismo tedesco.

ITALIA

A causa dei rendimenti e alla sicurezza dei BTP, derivante dalle garanzie offerte dell’Italia, la Francia ha investito 300 miliardi di euro nel debito italiano; ora anche le assicurazioni giapponesi hanno preso ad acquistare in massa questi titoli italiani, che rendono in interessi e plusvalenze, mentre i relativi bond tedeschi e giapponesi hanno rendimenti negativi. In pratica, l’Italia finanzia la previdenza di altri stati e la Germania, se trova compratori, può indebitarsi, a lungo termine, anche con tassi negativi.

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Salvini, cambiando il nome alla Lega, ha rinunciato alla devolution dell’Italia settentrionale o Padania e ha steso una mano all’Italia meridionale, voleva il controllo dell’immigrazione, aumentare il peso dell’Italia nell’UE da riformare e vere riforme in Italia; ma i conservatori, sotto qualsiasi veste, e la camorra non hanno voluto perché, per loro l’Italia va bene così com'é.

Obiettivamente, il contratto di governo tra Lega e M5S è troppo generico, non ha un valore pratico ed è pieno di elucubrazioni; poiché i governi fanno promesse elettorali che poi non mantengono, anche Berlusconi fece un contratto di governo con gli italiani, che anche lui non rispettò. Ora, con la crisi di governo e lo stop temporaneo al programma di Salvini, che farebbe bene a non accostarsi a Berlusconi, c’è il rischio del ritorno a una devolution che favorisca una scissione tra nord e sud d’Italia; non è questione di autonomia delle regioni che, di per se, è una cosa buona.

In questa scissione, con una possibile guerra vivile, potrebbe perdere il Nord perché il sud controlla, con i suoi uomini, istituzioni, alta burocrazia, magistratura, comandi di esercito, carabinieri  e polizia, come, del resto fece il Nord al tempo dell’unità italiana, poi preferì dedicarsi a grandi  affari; l’UE, con la crisi italiana che ha favorito, potrebbe favorire la divisione dell’Italia.

Visto che non vuole disciplinare paradisi fiscali, movimenti di capitali e armonizzazione fiscale, per il momento, ritengo che la riduzione del cuneo fiscale sui salari e sulle pensioni sia meglio della Flax Tax, voluta da Salvini, Meloni e Berlusconi; anche perché le grandi industrie hanno già dei buoni sconti fiscali, con i crediti d’imposta, con gli ammortamenti anticipati e maggiorati, con gli aiuti di stato, ecc., che però, con la Flax Tax alle imprese, andrebbero probabilmente aboliti.

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Il debito pubblico italiano, che alimenta la speculazione contro l’Italia e fa lievitare gli interessi, andrebbe ridotto, ma lo stato non lo fa perché altrimenti gli italiani chiederebbero una riduzione delle imposte; tutti gli stati sono nati con la guerra, concedendo poi protezione in cambio d’imposte. Lo stato potrebbe ridurre il debito pubblico utilizzando riserve, crediti verso l’estero e tesori artistici immagazzinati e non esposti, che possono essere venduti alle aste, soprattutto a Londra.

Questi tesori artistici, con quelli esposti nei musei, come i bronzi di Riace, possono essere anche usati come garanzie dello stato verso i creditori, in modo da ridurre gli interessi; tra l’altro, nel Monte Rosa, tra l’Italia e la Svizzera, è stata scoperta un giacimento aurifero di 20 milioni di km quadrati, che ha alimentato l’affluente del Po, Dora Baltea, è la più grande miniera d’oro d’Europa; sicuramente, gli svizzeri, senza riguardo per la montagna, non ci penseranno due volte a sfruttarlo.

La storia insegna che le ricchezze esposte nei musei, in pace e soprattutto in guerra, fanno gola ai ladri, l’Italia è un paese controllato e sfruttato, non è sovrano, ma sotto controllo di Vaticano, Bruxelles e Usa e perciò non può muoversi liberalmente; gli agenti italiani collaborazionisti dello straniero e l’informazione italiana, con la propaganda, impediscono di perseguire gli interessi del popolo italiano.

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Dopo il crollo del ponte di Genova, sulla revoca proposta dal M5S alla concessione autostradale ad Atlantia, se si facesse un  referendum tra gli italiani, questi, anche se, in genere, non sostengono Di Maio, sarebbero d’accordo, perché l’Italia ha conservato diverse istituzioni medievali, cioè i pedaggi autostradali, le corporazioni professionali, che non sono conformi al liberismo, e lo strapotere del Vaticano che abbiamo in casa.

Salvini ha detto che l’abolizione delle province, per ritardi amministrativi, ha bloccato l’erogazione di miliardi stanziati per la manutenzione delle strade, in realtà, sempre per ragioni burocratiche, anche stato e regioni ritardono nelle spese per investimenti, facendo danni a Pil e occupazione. Ciò non è accaduta per caso, questi denari sono rimasti, senza remunerazione, nella disponibilità delle banche che li impiegano nella speculazione finanziaria o acquistando BTP.

Questo denaro, si somma a quello straordinario immesso dalla BCE, fa diminuire gli interessi e le banche non sanno cosa farne, esso aumenta il saldo attivo italiano Target2 alla BCE di Francoforte e c’è chi suggerisce, per ridurre il deficit dello stato, un’imposta patrimoniale sul risparmio, per colpire il notevole risparmio privato, perché gli italiani, timorosi per l’avvenire, pare che non vogliano consumere molto. E’ inutile sperare nella ragionevolezza dello stato.

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Sull’immigrazione incontrollata in Italia, salutata da Vaticano e mafia, ci sono studi che affermano che, tra soli cinquanta anni, la maggioranza degli italiani sarà fatta da immigrati e da figli di stranieri o di coppie miste. Spesso si usano la magia dei numeri e le statistiche, scelte ad arte, come la forma più moderna di propaganda, perciò io non voglio dare i numeri.

Diciamo che ogni generazione è di circa trenta anni, gli italiani fanno pochi figli, mentre gli immigrati ne fanno di più, i morti superano le nascite e agli immigrati naturalizzati è concesso il ricongiungimento familiare. Anche nei secoli passati in Italia c’è stata una fusione di popoli, autoctoni o immigrati, ma ciò che oggi fa impressione è il previsto ridotto lasso di tempo per il nuovo processo, cioè cinquanta anni; ne nasceranno sicuramente dei conflitti, ma il papa, gli affaristi e i mafiosi non se ne preoccupano. C’è un altro dato, a parte i criminali immigrati, gli adulti che arrivano per lavorare non sono costati niente per la loro crescita e istruzione, lo stato ha preferito tassare le famiglie, invece di aiutarle per l’allevamento di figli.

Bisogna imparare a dare valore alle dimensioni relative dei numeri e alla proporzione tra le grandezze, ad esempio, dal 1870 a oggi, nel mondo, sono emigrati milioni d’italiani; con i figli, questi oriundi italiani arrivano a sessanta milioni, una cifra pari agli attuali abitanti dell’Italia. Naturalmente, in Usa, Australia, Brasile, Argentina, Francia, ecc., sono migrate persone anche di altri paesi, ora è il momento dell’Africa come continente di migranti. Quindi, l’immigrazione prevista in Italia potrebbe essere plausibile, bisogna solo augurarsi che sia fatta di persone istruite e disposte a lavorare e non da criminali che seminano paura tra gli italiani residenti.

Papa e PD hanno affermato che gli immigrati sono solo profughi di guerra, naufraghi e bisognosi di cure mediche, il PD che, con il loro lavoro, ci pagano la pensione; Salvini ha affermato che gli immigrati ci costano cinque miliardi l’anno per la raccolta e l’accoglienza mentre qualcuno fa traffico d’immigrati per profitto. Sono tutte considerazioni di parte e l’informazione, preferendo i discorsi nei salotti e le interviste in strada, risparmiando il costo di un approfondimento, dà spazio alla propaganda, senza fare completa luce sul fenomeno epocale. La televisione, in genere, mette alla berlina Salvini.

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Se continua lo stallo del governo giallo verde, che è stato un errore nato dal fatto che Salvini aveva pochi parlamentari, sotto la direzione di Mattarella, saranno approvate, a maggioranza parlamentare variabile, le scadenze inderogabili di governo e poi si arriverà alle elezioni politiche, anticipate o meno. Mercati, Vaticano, camorra, UE e televisione sono sempre contro Salvini, che invece è stato apprezzato dalle recenti elezioni e dai sondaggi, per la sua posizione ferma verso immigrazione e l’UE, in questo secondo caso, senza risultati pratici.

Se Salvini conserverà il sostegno degli italiani, alle prossime elezioni politiche, a causa della riduzione del numero dei parlamentari, il M5S avrà un terzo dei suoi attuali parlamentari, forse Di Maio non sarà più in parlamento. Forza Italia potrebbe scomparire e forse potrebbe nascere un governo tra Lega e Fratelli d’Italia. Contro la propaganda, in quel caso Salvini, visto come nemico numero uno del sistema, deve resistere per attuare le riforme che l’Italia aspetta da cinquant’anni, nella prossima legislatura; comunque, anche se guarda a Berlusconi, che è europeista, papista e a favore dell’immigrazione, erede naturale di Salvini è la Meloni.

CINA

Per solidarietà verso il Pakistan, la Cina ha criticato la revoca da parte dell’India dell’autonomia già concessa al Kashmir e ha minacciato sanzioni economiche all’India se revoca la concessione del 5G alla Huawei cinese. Tra le frontiere di India e Pakistan e tra quelle tra Cina e India e tra Cina e Vietnam ci sono territori contesi; la Cina amministra la regione ksai Chin del Kashmir, facente parte del Xinjiang cinese, di religione islamica  e razza iugura, ma questa regione è rivendicata anche dall’India; anche la regione dell’Arunachal Pradesh è contesa da India e Cina, per la quale fa parte del Tibet ora cinese.

La Cina intende anche imporre la sua sfera d’influenza sul mar cinese meridionale e nell’oceano indiano, controlla il corridoio della via della seta, che va dal porto di Gwadar in Pakistan e attraversa Sri Lanka, Bangladesh e Myanmar e serve a garantire il suo collegamento con il Pakistan e la Persia. In queste terre la Cina ha costruito numerose infrastrutture di collegamento e controlla, oltre al porto di Gwadar, anche l’arcipelago delle Maldive.

La Cina ha appreso dagli inglesi, che controllavano Hong Kong, quando sia importante il controllo dei porti stranieri per il proprio commercio, per questo oggi, nel Mediterraneo, controlla il porto di Atene e con gli accordi con il governo italiano, punta a raggiungere lo stesso risultato anche con Genova, Trieste e Palermo, ma con benefici anche per l’Italia.

Trump non ha il diritto di intervenire, a parole, sulla rivolta di Hong Kong, al massimo lo potrebbe fare la Gran Bretagna, vecchia potenza dominante sulla città, come non ha diritto d’intervenire la Cina su una rivolta che dovesse scoppiare a New Orleans contro il governo federale americano. Un conto è la difesa della democrazia a mezzo stampa e un conto sono le interferenze politiche fatte con il paravento della democrazia, alle quali noi italiani, grazie agli agenti italiani collaborazionisti dello straniero, siamo ormai abituati. (Per le notizie, fonte: Giuseppe Gagliano - startmag.it).

USA

Su impulso di alcuni accademici di Harvard, l’Antitrust americana, preoccupata, ha intensificato i controlli sui Fondi comuni americani BlackRock, Vanguard e State Street Globe Advisor; i quali gestiscono 14.000 miliardi di dollari di risparmi, con potere di rappresentanza e di voto nelle assemblee delle società, con il 40% delle azioni delle principali grandi aziende americane.

Anno dopo anno, i loro asset finanziari crescono esponenzialmente, hanno anche fondi   indicizzati etf e applicano una commissione annua dello 0,2%, in diminuzione; nel 2018 negli Usa, BlackRock e Vanguard hanno raccolto il 57% dei fondi comuni americani e si sono estesi anche in Europa e Asia, richiamando l’attenzione dell’Antitrust europea. BlackRock, con il programma Aladdin, fa consulenza a governi e banche, mentre in Usa Vanguard, con 5.600 miliardi di dollari di raccolta, è prima per volumi trattati nei fondi comuni.

Vanguard è controllata dagli stessi fondi che amministra, cioè è in conflitto d’interesse e non può essere sempre trasparente. Questi castelli finanziari preoccupano e potrebbero alimentare la crisi finanziaria americana e mondiale e crollare, anche se l’informazione giura sempre sulla solidità della finanza e dell’economia americana e sulla debolezza finanziaria dell’Italia, gravata da un alto debito pubblico.

La droga della finanza ha spinto la Germania a impiegare i suoi attivi commerciali anche nei derivati e in Usa è servita, con l’acquisto di titoli pubblici in dollari, a coprire i deficit commerciali e di bilancio statale, il che ha tenuto su anche la quotazione del dollaro, inoltre ha favorito il credito a imprese e famiglie; ma quanto potrà tenere a galla i paesi questa droga? I persuasori occulti e gli economisti di corte, soprattutto italiani e tedeschi, si preoccupano solo del debito pubblico italiano che, in rapporto al Pil,  è inferiore a quello giapponese. (Per le notizie, fonte: Vincenzo Beltrami – Milano Finanza - startmag.it).

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La banca dei regolamenti internazionali di Basilea sostiene che Il rallentamento dell’economia mondiale ha avuto ripercussioni negative soprattutto per le imprese ed ha affermato che i debiti delle imprese preoccupano più di quelli degli stati sovrani (la commissione europea, per diversi anni, per l’Italia ha sentenziato l’opposto). In Usa I crediti ad alto rischio alle imprese hanno raggiunto i 3.000 miliardi di dollari, una cifra paragonabile ai crediti immobiliari subprime, di difficile realizzo, degli anni 2007-2008.

Aumentano anche i derivati che, per il 60%, sono detenuti da banche americane. La Banca d’Inghilterra condivide le preoccupazioni della Bri e ha affermato che, se la situazione continua a deteriorarsi, le conseguenze economiche travolgeranno diverse banche; in occidente, la quantità dei crediti deteriorati alle imprese, in alcuni casi, è arrivata al 45%, ma non in Italia, con eccezione per alcune banche popolari.

La conferenza delle nazioni unite ha anche affermato che il tasso zero offerto dalla Fed ai crediti concessi ai privati del terzo mondo, cioè imprese e famiglie, ha spinto questi a indebitarsi e perciò nel 2017 questi debiti sono arrivati al 26% del totale mondiale. In questi paesi il totale del debito privato è arrivato al 105% del Pil, il che ha favorito l’instabilità di Argentina, Brasile, India, Indonesia, Turchia e Sud Africa.

Bank of America e Goldman Sachs, relativamente a Usa e resto del mondo, per il 2020 hanno previsto una probabile recessione, rilevabile dalla caduta dei mercati borsistici azionari, dalla caduta degli investimenti da parte delle imprese e dalla caduta di produzione industriale e delle vendite; inoltre, poiché il rendimento dei bond decennali Usa è sceso sotto quelli a tre mesi, questo fatto preconizza una caduta generale degli interessi. (Per le notizie, fonte: Mario Lettieri e Paolo Raimondi – startmag.it – money.it).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 12/8/2019)

 PREAMBOLO                    

La falsa dicotomia dell’informazione tra notizie o fatti e commenti o opinioni, è reale solo se gli uomini che scrivono sono in buona fede, ai quali si può solo perdonare l’ignoranza; le fake news possono essere anche della stampa e della televisione, inoltre, anche le mezze notizie, che spesso sono solo il risultato dell’omertà e della censura di stato, assieme alle false notizie, drogano l’informazione, come la drogano la faziosità.

Perciò si rimproverano alcune espressioni pesanti di Salvini, ma quando Macron ha definito gli italiani “rivoltanti”, l’informazione e la politica italiana, di marca europeista, non si sono offese e perciò non hanno reagito e l’europeista francofilo Mattarella non ha inviato una nota di protesta a Parigi.  Del resto anche Berlusconi, criticando il voto popolare, ha offeso gli italiani perché ha detto che non sanno votare e ragionano con la pancia, a noi sembra che lui ragioni con lo stomaco.

EUROPA

Italia e Ungheria sono accusate di fare affari con la Russia. colpita dalle sanzioni commerciali degli Usa, però il Financial Times rinfaccia a Germania e Francia, definite dall’informazione italiana paesi più seri dell’Italia, di appoggiare a parola le sanzioni americane contro la Russia, ma di fare, in realtà, grandi affari con Mosca. Nel 2018 le aziende tedesche hanno investito quasi quattro miliardi di euro in Russia, tra gli investimenti complessivi degli ultimi anni spicca, il potenziamento dell’oleodotto nord Stream 2, inoltre, nel 2018, gli scambi commerciali russo-tedeschi sono cresciuti dell’8%.

Nello stesso anno, il commercio tra Francia e Russia è aumentato dell’11% e gli investimenti francesi in Russia hanno raggiunto complessivamente i 18 miliardi di euro; la Mercedes tedesca ha aperto uno stabilimento vicino a Mosca e la Total francese compartecipa a un progetto russo per lo sfruttamento del gas artico. Forse l’impulso a fare affari con la Russia è stato favorito anche dal fatto che nel 2019 la produzione industriale e l’esportazione di Francia  Germania sono diminuite; per fermare la Germania, gli Usa devono avvicinarsi i Russia e Cina, invece di sanzionarli.

Anche la francese Auchan fa investimenti in Russia; in nome del pragmatismo, anche imprese del Regno Unito vogliono fare affari con la Russia. Invece l’Italia, che aveva, per prima, iniziato a fare grandi affari e collaborazioni industriali con la Russia comunista, perciò redarguita dall’occidente, a causa delle sanzioni commerciali degli Usa e dei doppi standard dell’UE, è arretrata nel commercio e negli investimenti con la Russia. (Per le notizie, fonte: Alessandro Sperandio – startmag).

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Come in Italia, anche in Germania aumenta la criminalità degli immigrati, ciò malgrado, ora anche le chiese tedesche e Amazon finanziano le ONG che aiutano l’immigrazione africana e islamica clandestina, con l’obiettivo finale della sostituzione dei popoli europei. Teoricamente, la Germania divide i paesi islamici sicuri, cioè senza diritto di asilo, da quelli che mandano rifugiati che hanno questo diritto, ma, con i documenti falsi, questa distinzione non regge e lo stato può fingere di non  accorgersi, perché a esso tutto è permesso.

A causa dell’immigrazione clandestina dai paesi vicini, per dare soddisfazione ai tedeschi, il ministro degli interni tedesco ha promesso controlli più severi anche alle frontiere con la Svizzera e con l’Austria. L’accoglienza delle ONG tedesche Sea Eye, Sea Watch e Alan Kurdi, è finanziata dalle chiese cattolica, luterana ed evangelica, assieme ad Amazon, sindacati, scrittori, artisti, compagnie telefoniche.

Poiché le donazioni private alle ONG, a causa loro abusi, sono crollate, sono intervenute in soccorso le chiese, poi Marx, capo della conferenza episcopale tedesca, e Bedford Strohm, presidente degli evangelici, hanno criticato l’EU per non aver aperto le porte agli immigrati e, per rispetto verso l’Islam, si sono tolta la croce dal collo ad Al Aqsa a Gerusalemme e davanti al muro del pianto. In Germania le ONG raccolgono anche fondi per la difesa di Carole Rackete. (Per le notizie, fonte: Daniel Mosseri – Il Giornale – Informazione corretta).

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In Italia sono stati scoperti depositi di armi in Piemonte, Lombardia e Toscana, anche secondo l’impulso del battaglione ucraino Azov, poi trasformato in reggimento, che nel 2014, con il sostegno di Nato e Germania, ispirò il putsch neonazista di piazza Maidan e portò alla guerra civile contro gli autonomisti russi del Donbass. II reggimento Azov predica la difesa della religione cristiana e la purezza razziale della nazione ucraina, in realtà, fondata da unni o magiari o ungari, prevalentemente di razza mongola.

Il battaglione Azov si è distinto per la sua ferocia negli attacchi ai russi di Ucraina, come reggimento ora è inquadrato nella guardia nazionale e dipende dal ministero degli interni ucraino; questo reggimento ha reclute neonaziste e collabora anche con neonazisti tedeschi. Durante la seconda guerra mondiale, i nazisti ucraini hanno combattuto contro i russi, a fianco dei tedeschi.

Oggi i neonazisti ucraini, inquadrati nel reggimento ucraino, assieme ad altre organizzazioni militari ucraine, ricevono l’addestramento dalla Nato e reclutano neonazisti in tutta Europa, in Germania, in Italia e in Usa; è l’Ucraina e non l’Italia che mette a rischio la pace in  Europa, da ricordare che l’Ungheria fa parte della Nato, dove pare che spesso la mano destra non sa quello che fa la mano sinistra (Per le notizie, fonte: Manlio Dinucci – Il manifesto – sinistrainrete).

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Il modello economico tedesco, basato sulla produzione automobilistica, sull’esportazione e sull’espansione economica e politica all’estero, è in difficoltà e la produzione industriale tedesca diminuisce, infatti, è al minimo da sette anni; contro quanto riferito dai germanofili dell’informazione televisiva italiana, pare che i relativi indici di Italia ed eurozona sono migliori, perciò 85.000 lavoratori tedeschi saranno espulsi dalla produzione, coinvolgendo banche, industrie automobilistiche  e le imprese Basf, Siemens e Bayer.

In queste imprese si riducono gli utili e i loro titoli crollano in borsa, in Germania l’esportazione è pari al 40% del Pil, mentre in Italia, Francia e Gran Bretagna è pari a circa il 20%. Brexit, dazi americani e disciplina di bilancio europea hanno fatto male anche alla Germania, che dovrebbe fare maggiori investimenti in infrastrutture e dovrebbe aumentare i consumi, invece ha usato gli attivi commerciali e di bilancio per aumentare la sua penetrazione economica e politica all’estero.

Bisogna considerare che l’attivo commerciale di alcuni paesi favorisce l’indebitamento di altri paesi, i quali, paradossalmente e senza dazi, sono visti negativamente dalla Germania, che domina e indirizza la commissione europea; il che è assurdo perché debiti e crediti si compensano con i finanziamenti monetari. (Per le notizie, fonte: Domenico Moro – Il Laboratorio – sinistrainrete).

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Il primo ministro britannico, Boris Johnson, nel 2016 affermò che la Germania con il paravento dell’UE, perseguendo ufficialmente il federalismo europeo, in realtà sta perseguendo il disegno del dominio germanico sull’Europa, che fu di Hitler, anche se ora lo fa con mezzi finanziari e con l’aiuto francese; infatti, a parole, Hitler faceva ampio uso anche dell’ideologia federalista ed europeista.

Boris Johnson ha deciso di appoggiare gli Usa nella crisi con l’Iran per il nucleare e per le petroliere bloccate e sequestrate nello stretto di Hormuz, che violano la libertà di navigazione; Francia e Germania, che avevano dato un sostegno iniziale alla politica Usa verso l’Iran, ora si sono dissociate e puntano a incrementare gli affari con l’Iran e la Russia; l’Iran sciita intende perseguire la sua superiorità economica e militare sull’Arabia sunnita sostenuta dagli Usa e da Israele. E’ il segno dell’inizio della crisi tra Usa e UE e della fine della solidarietà occidentale e, con la difesa europea promossa da Francia e Germania, potrebbe essere l’inizio della fine anche della Nato.

Destra e sinistra, nel difendere l’Unità europea e il federalismo europeo, hanno criticato la sovranità nazionale e il nazionalismo, con la motivazione che le nazioni portavano ai conflitto militare; tuttavia e contraddittoriamente, Hitler non rinunciò veramente al nazionalismo tedesco e all’idea della superiorità razziale tedesca. Comunque, Hitler voleva l’Europa Unita sotto i tedeschi, come Carlo Magno e Napoleone la volevano sotto i francesi, perciò oggi Francia e Germania, aiutate da agenti collaborazionisti europei, hanno stipulato un patto che rievoca Aquisgrana, la capitale dei franco-germani.

Anche democratici e politici di sinistra, come Spinelli, hanno affermato che le nazioni, nate sulle ceneri del medioevo, alimentano i conflitti armati e di classe, ma la nazione francese fu esaltata dalla rivoluzione francese; i fascisti italiani affermavano che la federazione europea poteva contrastare i partiti comunisti. Insomma, per la destra e la sinistra, la sovranità statale e popolare può essere destabilizzante e può minare la pace.

Oggi abbiamo anche imparato che, per andare a destra, come si fa con le rotatorie, bisogna passare per la sinistra, altrimenti il popolo si ribella, perciò è stata lanciata la globalizzazione e l’abolizione delle frontiere voluta da Soros. Obiettivamente, trasporti e telecomunicazioni hanno favorito l’integrazione europea, perciò tanti hanno ritenuto inevitabile la creazione di uno stato federale più vasto.

Anche Einaudi auspicava organizzazioni sovranazionali, capaci di superare gli stati nazionali, fino a progettare la globalizzazione senza frontiere; l’economista tedesco Friedrich List, ignorando la Svizzera, affermava che l’Europa, per competere con i grandi stati, doveva unirsi sotto la direzione tedesca; l’espansionismo imperiale è stato prima francese e poi tedesco. In questa logica, anche Hitler voleva ampliare lo spazio vitale della Germania.

Nel 1940 Hermann Goring presentò un piano per l’unificazione economica e politica dell’Europa sotto la Germania, che prevedeva un’unione doganale e un’unica moneta, con l’abolizione delle frontiere, come la società aperta di Soros e della globalizzazione finanziaria; con il tempo contemporaneo, i finanziamenti alla stampa e ai partiti sarebbero serviti a far entrare l’idea nella testa dei cittadini.

Oltre la destra, anche democratici e sinistra hanno avversato lo stato nazionale, associato ai nazionalisti di destra, e hanno dichiarato di volere l’Unione Europea per preservare la pace, lo ha ribadito anche il plenipotenziario europeo Mario Monti; tuttavia, l’ideologia anti sovranista sminuisce il popolo e il parlamento e ha implicazioni autoritarie. Inventando la dicotomia tra nazionalismo ed europeismo, allontana i cittadini dallo stato, che diventa sempre più distante, riducendo la partecipazione democratica dei cittadini alla vita politica.

I poteri sono collegati contro il popolo, i capi di chiesa, di grandi istituzioni, anche internazionali, di multinazionali, di lobby, di stati, di massoneria e della mafia cooperano in segreto e attaccano il populismo; la sinistra ha dimenticato popolo e lavoratori ed è internazionalista e antisovranista. Il papa è antisovranista e a favore dell’immigrazione; questi poteri sono tutti d’accordo con le massime istituzioni EU che, con l’immigrazione, vogliono creare un impero europeo autoritario e dissolvere gli stati europei, la sovranità popolare e i valori democratici che l’Europa ha conquistato con tanta fatica.

Forse, per fare l’Europa Unita e creare uno stato federale europeo più grande, bisognerebbe prima smantellare i grandi stati europei, a cominciare dalla Germania, creando delle macroregioni con uguali diritti, altrimenti si ha, surrettiziamente, il dominio della Germania sull’Europa. Però la Francia non accetterà il suo smembramento, invece i piccoli stati dell’UE stanno nell’Unione per i vantaggi economici che ne ricevono, mentre l’Italia ha ricevuto solo danni dall’Unione, è stata emarginata e discriminata perché la sua classe dirigente preferisce obbedire a Francia e Germania.

In generale, circa la sorte delle unioni tra stati o imprese, dal punto di vista economico, sappiamo che le fusioni tra imprese favoriscono economie di scala, ma anche la chiusura di rami d’imprese e la disoccupazione; l’Unione tra stati può avere la stessa controindicazione, inoltre, invece di favorire la riduzione di prezzo con la concorrenza, può favorire l’avvento di giganteschi monopoli. (Per le notizie, fonte: Thomas Fazi – L’Antidiplomatico – sinistrainrete).

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A causa della politica monetaria espansiva del quantitative easing da parte della BCE, nell’UE i tassi dei bond decennali e trentennali olandesi, irlandesi e tedeschi hanno tutti rendimenti sotto zero, solo i BTP decennali italiani hanno un rendimento positivo dell’1,57%, poi aumentato con l’attuale crisi di governo italiana; la Bce è anche pronta ad abbassare i tassi sui depositi, che ora sono a zero, e progetta un nuovo programma di QE con l’acquisto di titoli di stato.

La tensione tra Usa Cina, i nuovi dazi sulle importazioni Usa dalla Cina e la svalutazione dello yuan cinese hanno anche favorito il calo delle borse europee; tuttavia, in Usa il tasso dei bond a 10 anni è allo 2,02% e Trump ha attaccato la Fed per il ribasso dei tassi che, quando sono elevati, attirano capitali dall’estero, alleviando il deficit commerciale americano. Nell’UE, con l’abbondante liquidità e con il Pil stazionario, secondo la teoria quantitativa, i prezzi avrebbero dovuto andare alle stelle, non è accaduto perché la moneta circolante è solo in misura minore di tipo cartacea e perché la disciplina di bilancio dell’UE ha contribuito a calmierare i prezzi.

L’austerità è stata un dogma di Merkel e Junker, però ora il governo tedesco, con lo scopo di combattere il cambiamento climatico e la recessione, progetta di abbandonare il pareggio del bilancio, aumentando il debito pubblico; tutte le cure dell’economia operate dai governi sono come quelle della salute, perciò possono anche fare ammalare. (Per la notizia, fonte: agenzia di stampa Reuters – startmag.it ).

ISLAM

Sembra che la Turchia, facente parte della Nato, e gli Usa hanno raggiunto un accordo per il controllo del confine tra Turchia e nordest della Siria (notizia della Stampa dell’8/8/2019); però, da altre fonti di segno contrario, apprendiamo che tra le file degli alleati della Turchia ci sono anche uomini dell’Isis. A ovest dell’Eufrate, l’esercito turco, che sostiene anche i fratelli musulmani e Al Qaeda, può contare sull’appoggio di jihadisti dell’Isis, cioè di uomini del califfato o Isis o Daesh o stato islamico.

Il califfato controlla ancora dei territori tra Irak e Siria e questi ribelli siriani sono armati da Ankara, hanno carri armati e armi pesanti; la Turchia li ha inquadrati come truppe ausiliarie, con lo scopo di dominare il nord della Siria e tenere divisi i curdi sostenuti dagli americani. Per sfuggire dai turchi che bombardano anche i civili, i curdi fuggono dalla Siria del nord.

Dopo la sconfitta parziale di Daesh, per opera di curdi, russi e americani, alcuni miliziani si sono rifugiati in Turchia, dove hanno trovato protezione, eppure la Turchia fa parte della coalizione internazionale anti Isis, ma in realtà, la sostiene. Obama aveva detto ai turchi di controllare il confine con la Siria e Trump vuole ritirare le truppe americane da questo confine.

Probabilmente, I militari turchi collaborano con gli islamisti con lo scopo di estendere i loro confini nazionali, perciò vogliono destabilizzare il nord della Siria, alla fuga dei suoi abitanti, dovrebbe seguire l’invasione turca; mentre le forze democratiche siriane, guidate dai curdi e sostenute, fino ad adesso, dagli americani, dovrebbero essere sacrificate. (Per le notizie, fonte: Alberto Marzocchi - Ilfattoquotidiano).

ITALIA

Le costanti punzecchiature e dispetti di Di Maio a Salvini che, al riguardo, fino adesso, si era dimostrato un buon incassatore, sono nate dall’invidia per i successi di Salvini ai sondaggi e dagli insuccessi di Di Maio agli stessi sondaggi; queste punzecchiature, messe in rilievo dalla televisione, hanno portato alla crisi del governo giallo-verde, nato perché pare non ci fosse un’altra maggioranza, ma ora, con le nuove elezioni, che Di Maio vorrebbe procrastinare, ci sarà una maggioranza più omogenea.

Con la crisi di governo italiana, com’era prevedibile, cade la borsa e sale lo spread; accade ciò perché la speculazione finanziaria internazionale, fatta da banche e capitalisti privati, che fanno lavorare il denaro al posto loro, hanno sempre approfittato di eventi politici e di altre catastrofi, per guadagnare dalle fluttuazioni delle borse che essi stessi alimentano, come alimentano le stesse crisi di governo. La speculazione finanziaria contro l’Italia è stata alimentata anche da Wall Street e nemmeno Trump ne conosce tutti i contenuti.

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 29/7/2019)

USA

Per le elezioni presidenziali americane del 2020, il rinnovo del mandato a Trump, secondo i sondaggi, è sostenuto dai repubblicani e avversato dalla maggior parte dell’informazione, dai democratici che sono la maggioranza e da Bruxelles; però pare che Trump abbia il sostegno della maggioranza degli americani. Alle elezioni giocheranno un ruolo dazi e guerra commerciale, il rapporto con l’Iran, la limitazione all’immigrazione islamica e la situazione economica americana che sembra buona.

Grazie al meccanismo del collegio elettorale americano, Trump potrebbe essere favorito e ottenere un secondo mandato alla Casa Bianca, il collegio è formato da 538 grandi elettori che, ogni quattro anni, scelgono il presidente, essi sono aumentati con l’incremento della popolazione. Questi delegati sono almeno tre per stato, i cittadini di ogni stato li eleggono con un sistema elettorale maggioritario diverso per ogni stato.

Le elezioni sono a scrutinio segreto e senza vincolo di mandato; con l’aumento della popolazione ispanica, che vota in prevalenza per il partito democratico, naturalmente, in Congresso il voto democratico è aumentato; tuttavia, pare che Trump sia ancora favorito, nonostante il suo gradimento, secondo i sondaggi, sia inferiore al 50%; però in Italia, a causa  del problema dell’immigrazione, esso è superiore a quello del papa e inferiore a quello di Salvini.

EUROPA

In un rapporto del bollettino mensile della Bundesbank si afferma che l’economia tedesca è in recessione perché la sue esportazioni e la sua produzione industriale diminuiscono, il che porterà alla diminuzione del suo Pil e anche alla sua decrescita; perciò la BCE sta valutando l’opportunità d’introdurre altri stimoli monetari che, come i precedenti, sicuramente non serviranno a raddrizzare la situazione. Pare che la Germania sia la prima vittima della guerra commerciale e della Brexit, val la pena di ricordare che l’informazione italiana mainstream ha invece sottolineato che la recessione è soprattutto italiana e non tedesca.

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Alla fine del primo trimestre del 2019 il debito pubblico francese, pari al 100% del Pil, ha superato, in valore assoluto, quello italiano, con 2.358,897 miliardi di euro contro i 2.358,537 miliardi di euro di quello italiano, che però è pari al 134% del suo Pil; è accaduto, senza rilievi da parte della commissione europea e causato dalle maggiori spese statali volute da Macron per fronteggiare le proteste dei gilet gialli.

Fino a oggi la Francia, rispetto all’Italia, ha beneficiato di migliori rapporti di Ocse, Bce, commissione europea, Fondo Monetario e propaganda dell’informazione, perciò, con la disattenzione della speculazione, ha potuto godere d’interessi più bassi nel collocamento dei suoi titoli pubblici; infatti, i bond decennali francesi hanno uno spread quasi nullo rispetto a quelli tedeschi.

A giugno del 2018 però, la corte dei conti francese ha definito preoccupante l’aumento del debito pubblico francese e il Fondo Monetario, diretto dalla francese Christine Lagarde, ha invitato il governo a tagliare le spese; la Francia è il paese europeo che più spesso ha violato il limite del 3% del deficit di bilancio, ma l’Italia, rispetto alla Francia, ha superato più spesso il limite fissato per il debito pubblico, pari al 60% del Pil; entrambi i limiti sono fissati dai trattati europei.

Però i rilievi della commissione europea sono stati fatti più all’Italia che alla Francia, questo fatto ha alimentato il rialzo dello spread e degli interessi dei BTP italiani e perciò i francesi, senza temere un improbabile default italiano, ne hanno acquistati per 300 miliardi di euro, mentre i tedeschi compravano i loro titoli poveri di rendimento. Macron era stato eletto con la promessa elettorale di azzerare il debito pubblico in cinque anni.

Il bilancio dello stato francese è in deficit dagli anni settanta, del resto, la Francia, a causa del deficit valutario, era abitata a svalutare il franco come l’Italia la lira; quest’anno il deficit del bilancio francese potrebbe arrivare al 3,1%, mentre quello italiano è al 2,04%; perciò Macron ha promesso di portarlo al 1,2% alla fine del suo mandato, cioè nel 2022. Tutto sommato, la situazione economica italiana pare migliore di quella francese, nell’attivo commerciale, nei debiti delle famiglie, nel risparmio nazionale, nella sua produzione industriale; quindi, non si capisce lo zelo della commissione contro di essa;  forse è dipeso dalla volontà di alimentare, con l’allarmismo, la salita degli interessi sul debito pubblico italiano, naturalmente, a vantaggio della speculazione.

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La finanziarizzazione dell’economia ha dirottato risorse dall’economia reale alla finanza, il drenaggio d risorse è stato fatto a favore della finanza speculativa, rafforzando il dominio del mercato finanziario, dei paradisi fiscali e dell’oligarchia. Il casinò finanziario è gestito soprattutto da New York, Londra e Francoforte, mentre il popolo s’impoverisce; accadde la stessa cosa con la decadenza della potenza commerciale e industriale di Venezia.

Con il declino dell’impero britannico, la City si è trasformata in centro finanziario globale che ha attirato ricchezze finanziarie da tutto il mondo; dopo il 1957, nel mondo fu creata dalla Gran Bretagna una rete di paradisi fiscali che tolsero risorse agli stati, ne pagarono il prezzo, sopratutto, il terzo mondo, l’Italia e tanti stati formalmente indipendenti.  (Per le notizie, fonte: Mauro Miccolis – sinistrainrete.it).

CINA

L’informazione usa spesso le notizie per sostenere gli interessi dell’oligarchia, il giornalista Paul Krugman, dalle colonne del New York Times, afferma che la politica e l’informazione galleggiano sulla corruzione, con compensi delle conferenze, con contributi, con la proprietà dei giornali e con le inserzioni pubblicitarie.

Con queste premesse, con la scusa della difesa dei diritti umani, ma in realtà, per interessi speculativi, si attaccano i governi, non è solo questione di Russiagate, che può essere una bufala  per Trump e Salvini. Da sempre, si afferma che nel parlamento italiano, fino a oggi, definito un mercato, siedono amici di Francia, di Germania e di Usa, però, come afferma Krugman,  questo non è diverso da altri parlamenti e dal parlamento europeo.

Le manifestazioni di Hong Kong contro il governo cinese e contro le estradizioni di criminali in territorio cinese, sono state presentate come violazioni dei diritti umani; Hong Kong è una regione autonoma della Cina, annessa nel 1997, alla fine del dominio britannico, imposto dagli inglesi per vendere liberamente oppio ai cinesi, il che ne favorì lo sviluppo dell’ambiente criminale. La Cina denunciò i trattati ineguali imposti dall’impero britannico, che imponevano diritti agli inglesi e doveri ai cinesi (però la Germania afferma che tutti i trattati devono essere rispettati).

Il governo cinese ha conservato le istituzioni democratiche introdotte a Hong Kong dagli inglesi e la maggioranza dei suoi cittadini sono filocinesi; l’estradizione, contestata dai ribelli, abroga la giurisdizione autonoma ma riguarda i delitti comuni e non i diritti politici. Hong Kong è diventato il ricettacolo della delinquenza, è ancora uno dei maggiori paradisi fiscali ma, come centro finanziario, è retrocesso rispetti ad altre città cinesi. La Cina ha imposto l’estradizione di criminali da Hong Kong per giudicarli in Cina, anche la chiesa cattolica, per secoli, ha difeso la sua giurisdizione autonoma, rispetto agli stati, per  giudicare i suoi preti pedofili e per assolverli.

In Cina, l’impetuosa crescita della produzione industriale cinese ha tolto spazio al potere della finanza, una parte degli abitanti di Hong Kong però vorrebbe che la città, oltre a conservare una sua giurisdizione autonoma, con tribunali indipendenti dallo stato,  tornasse a essere anche un hub finanziario e perciò, in nome della democrazia liberale, attacca, con manifestazioni violente, il governo cinese di Xi Jinping. (Per le notizie, fonte: Pino Arlacchi – Il Fatto Quotidiano - L’Antidiplomatico.it).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 22/7/2019)

EUROPA

La BCE, formalmente indipendente dai governi, è diretta da un comitato esecutivo di sei membri e dai governatori delle banche centrali dei paesi dell’UE, di fatto, è guidata dal suo presidente di turno che è il vero dominus. Praticamente però, la nuova presidente della BCE, Lagarde, è controllata dal presidente Macron, mentre Draghi, più tecnico, non era controllato da Mattarella.

Draghi ha preso decisioni che hanno fatto infuriate la Bundesbank, prima di lui, la BCE ha agito come braccio esecutivo di Francia e Germania, paesi creditori della Grecia; Lagarde è buona a intessere rapporti, perciò ascese alla guida del FMI, è stata legata a Sarkozy, come oggi a Macron, che è stato un banchiere d’affari. In questi anni abbiamo imparato che BCE e commissione europea, seguendo lo spirito tedesco, quando la realtà smentisce la teoria, generalmente non cambiano politica.

Poiché Macron, presidente ombra della BCE, come Moscovici, ha di mira l’Italia, è difficile che i rapporti tra UE e Italia migliorino; nella seconda istituzione dell’UE, la commissione europea, il nuovo presidente Ursula von der Leyen, molto contestata in patria, senza il voto dal M5S, non sarebbe stata eletta; così il movimento ha creato un’ulteriore grande frattura con la Lega.

Questa signora è stata dura con l’Italia, perciò gli italiani, contro le valutazioni della televisione, hanno poco da stare allegri, pare che il M5S si sta avvicinando agli europeisti anti sovranisti. In materia d’immigrazione, Francia e Germania hanno proposto l’accoglienza temporanea solo ai paesi del Mediterraneo, mentre la loro ripartizione tra gli stati dell’UE sarebbe volontaria; intanto la Francia rinvia in Italia gli immigrati chiusi in containers. (Per le notizie, fonte: Carlo Clericetti – sinistrainrete – Eguaglianza e Libertà).

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Obiettivamente l’UE, che doveva essere una libera confederazione, è una costruzione realizzata male, per favorirne la coesione è stato creato l’euro, che ha favorito la crisi economica in diversi paesi e, insieme, le esportazioni tedesche. L’UE è difesa militarmente dalla Nato, ma sembra che la Germania, con il suo paravento francese, si voglia sganciare, il che offende gli Usa e alimenta le divisioni e i sospetti tra i paesi europei e tra questi e gli Usa.

L’UE, solo dopo aver omogeneizzato i sistemi scolastici, avrebbe dovuto puntare sulla libertà di movimento delle persone e doveva puntare al libero movimento dei capitali solo dopo aver omogeneizzato i sistemi fiscali, vietando paradisi fiscali interni, evasioni fiscali legali, riciclaggio bancario e rendite fiscali. Contro l’immigrazione irregolare, doveva prevedere la difesa comune delle frontiere esterne, creando regolamenti comuni per gli immigrati ammessi in tutti gli stati dell’Unione.

Per una rappresentanza democratica degli stati, doveva avere un parlamento sovrano, soprattutto in materia di bilancio, e doveva impedire il direttorio franco-tedesco e la comunità europea di difesa, ora limitata a 10 paesi. Per non favorire le delocalizzazioni industriali e gli squilibri economici interni, andavano previsti, oltre le imposte comuni, anche salari, stipendi e pensioni minimi e massimi comuni e un prezzo comune per l’energia; anche per l’inquinamento, la raccolta dei rifiuti e il controllo sugli alimenti doveva esistere una disciplina comune.

Al posto di queste misure l’UE, che, in collaborazione con le lobby,  ha difeso efficacemente gli interessi delle imprese capitalistiche, per controllare il debito pubblico degli stati, in default o meno, si è impegnata per l’austerità e la disciplina di bilancio, che hanno fatto piombare nel caos le economie e hanno favorito la recessione italiana.

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L’UE a trazione tedesca, su impulso anche di Francia e GB, nel tentativo di salvaguardare i legami commerciali con Teheran, di preservare il vecchio accordo nucleare tra Iran e Nato e per affrancarsi economicamente e militarmente dagli Usa e dal dollaro, con lo scopo di aggirare le sanzioni americane all’Iran, relativamente al commercio estero con questo paese, ha varato il programma Instex, che si basa sul baratto.

Cioè gli esportatori europei sarebbero pagati da importatori europei di prodotti iraniani, cercando d’impedire il riciclaggio di denaro sporco, pare che però l’accordo non includa le esportazioni iraniane di petrolio. Dall’accordo si sono sfilati Polonia e Italia, che teme di allontanarsi dagli Usa e dalla Nato, ma vorrebbe preservare l’accordo sul nucleare con l’Iran, vuole continuare a commerciare con questo paese e non approva le sanzioni americane.

Negli anni a venire, la comunità europea di difesa, di cui non fa parte l’Italia, potrebbe favorire la dissoluzione della Nato e favorire, machiavellicamente, uno scontro militare tra Usa e Russia, regalando, con il benestare dei mercati e della Francia, l’Europa all’impero germanico; ciò detto anche in considerazione dell’attuale inadeguatezza dell’esercito tedesco, che era tale anche nella Germania di Weimar, prima dell’avvento di Hitler.

CINA

L’ultimo rapporto del Fondo Monetario internazionale afferma che la bilancia commerciale cinese, a causa dei dazi americani, della politica di bilancio del governo cinese e della rivalutazione dello Yuan, è in pareggio e non più in attivo; è accaduto ciò perché, negli ultimi 4 anni, i consumi interni sono cresciuti e hanno contribuito per il 60% alla crescita del Pil cinese. Il debito complessivo della Cina, incluso il debito dello stato, quello delle imprese e quello delle famiglie, è pari a 40.000 miliardi di dollari, cioè il 310% del Pil, una percentuale superiore a quella giapponese e italiana.

Invece la Germania, per il 2019, presenta ancora un avanzo commerciale pari al 7,3% del Pil, superiore al limite del 6%, previsto dai trattati europei, fissato per non creare squilibri economici all’interno dell’UE. La bilancia commerciale americana presenta un deficit pari al 2,3% del Pil; il Fondo Monetario Internazionale invita a ridurre i debiti tra stati che creano squilibri.

Il bilancio dello stato americano è in deficit  per 1.500 miliardi di dollari, pari al 7,9% del Pil  nel 2019 il debito complessivo dello stato americano, è aumentato del 10,4% arrivando a 22.000 miliardi di dollari, pari al 116% del Pil, che è pari a 19.000 miliardi di dollari; però questo debito pubblico ignora le banconote circolanti che sono anche un debito, anche se irredimibile.

Il debito complessivo americano, tra deficit commerciali, deficit di bilancio, debiti di famiglie e debiti d’imprese, è pari a 70.000 miliardi di dollari, ai quali andrebbero aggiunti i derivati, probabilmente superiori ai 200.000 miliardi di dollari, che sono debiti d’imprese ed enti pubblici, cartolarizzati come crediti in mano alle banche. I derivati sono crediti bancari di difficile realizzo e, nell’UE, hanno portato al dissesto di Deutsche Bank.

La finanza si regge non sul Pil o sulla produzione di beni, ma su una montagna di debiti, che fanno fallire o rendono schiave le persone, ma gli stati spesso non li pagano e nessuno può farci niente, perché lo stato è, generalmente, al disopra delle leggi, dei trattati e dei contratti; lo stato cioè, applica doppie misure, per cui, ciò che è lecito allo stato, non è lecito ai cittadini. Comunque, generalmente, il debito è addebitato solo all’Italia, per specularci sopra.

I governi italiani hanno voluto essere trasparenti con l’UE e non con i cittadini, perciò i nostri soci europei hanno emarginato, discriminato e reso serva l'Italia; l’hanno fatto rifiutando i cambiamenti italiani che minano gli interessi della speculazione, perciò in Italia hanno messo informazione, opposizione e istituzioni italiane ed europee contro l'attuale governo italiano.

ITALIA

Continuano le polemiche tra Lega e M5S, come le inchieste su Salvini, però gli italiani abituati alla politica fatta con polemiche, informazione e magistratura, osservano che Salvini è un buon incassatore, attendono risultati pratici dal suo governo, e perciò, per il momento, non gli tolgono il sostegno. Non sarebbero sbagliate le elezioni politiche anticipate, ma bisogna preparare il DEF prossimo, portare a termine le riforme in programma, anche se di compromesso, com’è sempre successo nei governi di coalizione italiani.

Alle prossime elezioni politiche, con una nuova maggioranza, probabilmente con Lega e Fratelli d’Italia, e un nuovo presidente della repubblica, ci potrebbero essere molte novità; l’Italia deve sganciarsi dalla speculazione internazionale e dalla sudditanza franco-tedesca, favorita da infiltrazioni straniere nelle sue istituzioni, nella politica e nell’informazione italiana. Per ragioni economiche, deve stare con Usa, Cina e Russia, anche se, purtroppo, le sanzioni americane ostacolano questa politica.

Salvini è temuto da Germania e Francia e riceve continue minacce, spero sia efficacemente difeso da una scorta. Comunque, entrando nel merito delle riforme, osservo che Di Maio ha ragione a difendere l’acqua pubblica, ha ragione sulla revoca delle  concessioni autostradali, ma ha torto sul salvataggio di Alitalia che è stato un buco nero nel bilancio dello stato, anche perché trasporta gratis onorevoli e papa.

Per aiutare Alitalia e Ilva, il M5S, come comunisti e postcomunisti, usa il tema strumentale della difesa dell’occupazione. Di Maio teme che le autonomie tolgano gli aiuti al sud, che però ha amministrato male le gravose tasse dei cittadini per l’asportazione dei rifiuti; accanto alle discariche e in attesa dell’economia circolare, i termovalorizzatori producono energia, esistono in tutta Europa e, come i forni crematori, inquinano poco. Gli stanziamenti statali per la sanità, in proporzione agli abitanti, sono stati maggiori per Lazio, Campania, e Sicilia e Puglia, ma con risultati peggiori; infine, con le autonomie,  bisognerebbe abolire i privilegi economici e fiscali delle regioni a statuto speciale, autonomia deve significare solo autonomia amministrativa e legislativa.

Il M5S teme che l’autonomia regionale possa danneggiare le regioni meridionali che, dotate di pari risorse, devono imparare e a gestirsi meglio. Politica ed economia hanno sempre delle ambiguità, per un principio di eguaglianza, Di Maio è contro le gabbie salariali e a favore del salario minimo, però anche i contratti di lavoro prevedono minimi salariali, superati da incentivi che hanno favorito i lavoratori del nord.

Bisogna riconoscere che le imprese, per risparmiare sul lavoro, si spostano in Slovenia e in altri paesi dell’UE, mentre al sud pagano in nero o con contratti irregolari e pagano salari più bassi. Il governo tedesco, dopo la riunificazione, per favorire lo sviluppo della Germania dell’est, stabilì di omogeneizzare salari e stipendi, pubblici e privati, gradualmente, in dieci anni, non credo che lo facesse per discriminare i lavoratori.

Per la stessa ragione, le imprese, per pagare meno tasse, spostano capitali, produzioni e sedi all’estero, se l’UE non interviene in materia, è facile che il nostro governo pensi a una riduzione delle imposte per le imprese. Flax Tax e riduzione del cuneo fiscale nei salari possono andare anche insieme; con due aliquote, detrazioni e deduzioni, la prima ridurrebbe anche il cuneo fiscale; l’Italia è il paese delle regioni e delle capitali, perciò anche la strada del federalismo fiscale va perseguita.

Un intervento andrebbe fatto anche sui contributi obbligatori, che andrebbero fiscalizzati, in modo da dare il via al vero stato sociale, la pensione diventerebbe una prestazione sociale, per la maggior parte slegata dagli emolumenti e dal reddito. Infine, M5S e Lega si sono divisi anche sulla sorte di un orso che fa danni in Trentino, il M5S non vuole che sia abbattuto però, da animalista, osservo che  gli animali selvatici vanno tutelati solo fino a che non creano danni o situazioni di pericolo per gli uomini. Gli animali selvatici devono anche imparare a stare lontani dall’uomo, perché è pericoloso,

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Gli economisti di corte hanno sempre chiesto un’economia italiana competitiva e, quando la bilancia commerciale italiana era passiva, si postulava che gi italiani consumassero meno di quanto producevano, cioè vivevano al disopra della loro possibilità; ora, anche grazie a un bilancio dello stato deflazionistico, con bassi salari, bassa domanda interna e con un cospicuo attivo commerciale, si dovrebbe affermare che gli italiani vivano al disotto delle loro possibilità.

Nei primi 5 mesi del 2019 il surplus commerciale italiano è stato di 16,4 miliardi di euro, con un incremento del 4% e l’Italia è diventato il quinto paese al mondo per attivo commerciale, al quale va aggiunto l’attivo della bilancia turistica, anch’esso in aumento. Tra le industrie italiane impegnate nell’esportazione, quella farmaceutica ha avuto un incremento del 49%, seguono i settori tessile, pelletteria, agroalimentare e macchinari industriali, che hanno una performance superiore a quelli tedeschi.

In Italia aumentano le esportazioni di beni di consumo; dal 2014 al 2017 le esportazioni di settore manifatturiero sono cresciute del 12%, quelle del settore dei beni di consumo del 14%; contro le critiche dell’opposizione che denuncia solo le difficoltà italiane, se ne sono accorti gli investitori esteri che, oltre a richiedere Btp italiani, hanno aumentato i loro investimenti produttivi in Italia. (Per le statistiche, fonte: Pasquale Cicalese – sinistrainrete - contropiano).

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L’acquisto di titoli pubblici da parte delle banche centrali va a finanziare il bilancio dello stato, in prima emissione fino al 1981, data del divorzio in Italia tra Tesoro e banca centrale, o al mercato secondario con il QE iniziato nel 2015, perche le banche centrali non potevano finanziare direttamente gli stati. In entrambi i casi, l’aumento della circolazione monetaria, attuata ufficialmente anche a favore delle imprese,  attuata per evitare il default di stati e per garantire maggiori risorse ai loro bilanci, comunque, è una rinuncia al controllo della quantità di moneta e dell’inflazione, che fortunatamente ora non è aumentata.

In Italia si è avuta una buona crescita economica dagli anni ‘80 al 2007, poi il rigore di bilancio e l’austerità dell’UE, favorirono la decrescita. Con il QE le banche centrali si sono riempite di titoli pubblici e l’operazione ha ridotto gli interessi delle nuove emissioni e quelli alle imprese; parte degli interessi riscossi sui titoli acquisiti dalle banche centrali sono retrocessi al Tesoro, riducendo il costo medio dell’indebitamento pubblico.

L’acquisto di titoli di stato al mercato secondario da parte delle banche centrali, o Quantitative Easing, denominato in Italia, fino al 1981, operazione di mercato aperto, fu attuato nel 2001 dal Giappone, nel 2008 dagli Usa e nel 2015 in UE; da allora in Giappone i titoli pubblici detenuti dalla banca centrale sono arrivati a 466 trilioni di Yen, negli Usa a 2.537 miliardi di dollari, nell’eurozona a 1.536 miliardi di euro.

Però, contemporaneamente, la BCE ha fatto anche prestiti a basso interesse alle banche, con operazioni Tltro, utilizzate dalle banche commerciali anche per acquistare titoli pubblici; le alchimie della finanza sono notevoli, ma sempre a vantaggio delle banche che controllano stati e Bce. I fondi sono stati erogati alle banche centrali in proporzione alla loro partecipazione al capitale della BCE, perciò il debito pubblico tedesco in mano alla Bce è salito al 17,7%, quello della Spagna al 19,3%, quello della Francia al 15,5% quello dell’Italia al 17,3%.

Con la retrocessione al Tesoro di parte degli interessi sui titoli, il costo medio del debito pubblico Usa  è sceso al 3,72%, in Giappone allo 0,71%, in Germania all’1,5%, in Francia all’1,73%, in Spagna al 2,54%, in Italia al 2,80% lordo, meno le imposte; il che significa che il costo del debito pubblico è molto inferiore ai 70.000 miliardi annui, denunciati da economisti di corte, opposizione e informazione, il che ha ridotto anche il deficit di bilancio, ma senza troppe spiegazioni per gli italiani.

Come voleva Keynes con il deficit di bilancio e contro gli euroburocrati e l’austerità dell’UE, le banche centrali, allentando le redini monetarie, hanno dato sostegno all’economia, hanno ridotto il deficit e abbassato gli interessi, ma l’economia produttiva, il Pil e la domanda non ne hanno tratto vantaggio, il debito pubblico italiano non è diminuito; ma le banche commerciali hanno migliorato la loro posizione economica, messa a rischio dalle insolvenze della clientela e dalle loro speculazioni. (Per le notizie, fonte: Congiuntura Ref – Startmag.it).

ISLAM

Le ONG sono finanziate anche da governi europei, tra cui l’Italia, e dall’ONU, e sostengono anche il terrorismo palestinese, l’Italia lo fa con circa 5 milioni di euro l’anno; ne beneficiano l’Autorità Nazionale Palestinese e il Fronte Nazionale per la Liberazione della Palestina; gli stanziamenti servono anche alla riabilitazione di ex detenuti palestinesi condannati per terrorismo.

L’ONG tedesca SEA Watch è finanziata dalla Germania, da un’associazione islamica e dalla Turchia di Erdogan, è collegata a Hamas, a gruppi terroristici islamici e ai fratelli musulmani, attivi in Africa settentrionale, Medio Oriente e Albania; in Italia, l’Ucoii è legata alla fratellanza musulmana,  che gli Emirati Arabi Uniti hanno messo fuorilegge.

L’organizzazione di riferimento di tante ONG è la fratellanza musulmana, che riceve finanziamenti da Turchia e dai paesi del Golfo, opera tramite organizzazioni caritatevoli, per la diffusione della fede islamica, punta a modificare lo stile di vita delle popolazioni; donazioni pubbliche e private sostengono le ONG del mondo islamico, l’Ucoii mette a disposizione dei detenuti di fede islamica 14 avvocati.

Queste Ong sono legate alla Fratellanza Musulmana e si espandono in Albania e Kosovo, regioni prossime all’Italia, Erdogan afferma che l’Europa è malata e vuole conquistare Roma, pare che anche papa Francesco sia vicino alla Fratellanza Musulmana. (Per le notizie, fonte: Stefano Piazza – Luciano Tirinnanzi - Informazione Corretta - Panorana 18/7/2019).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it - viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 15/7/2019)

EUROPA

Horst Seehofer, dal 2018 ministro degli interni tedesco, appartenente al partito Csu, nel 2017, quando era leader dei cristiano-sociali bavaresi, voleva chiedere il Brennero e le frontiere all’immigrazione, era a favore della linea restrittiva e perciò si scontrò con la Merkel; ora chiede all’Italia di aprire i porti e annuncia che la Germania è pronta ad accogliere alcuni migranti delle navi ONG.

Ha aperto un centro di espulsione per migranti senza permesso d’entrata, ha limitato i ricongiungimenti familiari per quelli con permesso, respingendo i profughi alla frontiera; ha affermato che l’integrazione è possibile solo limitando l’immigrazione, che è la madre di tutti i problemi politici, e si è unito al fronte anti-migranti. Con Salvini e il cancelliere tedesco Kurz, vuole una soluzione europea all’immigrazione e la protezione della frontiera esterna dell’UE e vuole negare i sussidi ai migranti approdati in Italia e poi arrivati in Germania.

Il presidente della repubblica federale tedesca e Macron, a sostegno di Carole Rackete, premiata dal presidente francese per le sue bravate ,invitano il governo italiano a salvare gli emigranti naufraghi che essi espellono, mentre il nuovo presidente del parlamento europeo, dopo aver esaltato l’UE, invita a modificare il trattato di Dublino sull’immigrazione. Delle sei ONG più attive nel salvataggio dei migranti, cinque sono tedesche, gli emigrati partono dalla Libia in disgregazione, ma provengono, al 65%, dall’Africa sub sahariana, soprattutto francese. 

Si dice che i tedeschi sono stanchi delle guerre, amano il verde ma non la solidarietà e gli immigrati africani, tuttavia, i loro dirigenti politici sognano sempre l’egemonia sull’Europa, soprattutto sui paesi fondanti la cultura europea; con la finanza ci sono riusciti con la Grecia, ma arrancano con l’Italia.

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In Grecia, Tsipras ha perso le elezioni politiche vinte da Mitsotakis, banchiere formatosi in Usa, che non rappresenta un’alternativa alla Troika, come non la rappresentava Varoufakis, giornalista e professore in Usa; probabilmente, con l’elezione di Mitsotakis, si spera che Bruxelles faccia delle concessioni alla Grecia. Quando l’oligarchia controlla finanza, partiti e informazione, non c’è spazio per la vera democrazia.

In genere, l’oligarchia teme i grandi cambiamenti che mettono in pericolo il suo potere, d’altra parte l’UE, a direzione franco-tedesca, non si può cambiare dall’interno, il suo parlamento ha solo un ruolo consultivo, mentre dominano le sue istituzioni come la commissione europea, la BCE e il consiglio dei ministri europei, in definitiva, i fiduciari delle lobby e della massoneria.

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Secondo la narrazione della televisione italiana, che è germanofila e attinge a previsioni statistiche spesso smentite, l’economia tedesca, a causa dei dazi americani, perde colpi ma sta meglio di quella italiana; in realtà, otto delle maggiori imprese tedesche prevedono, con la riduzione delle esportazioni, riduzioni consistenti della produzione e quindi, del Pil nazionale. Nel 2019 l’azienda chimica Baesf prevede una riduzione dell’utile del 30%, il settore manifatturiero prevede, in media, una caduta della produzione dell’8,6%, ne soffrono soprattutto auto e settore chimico farmaceutico.

La Germania esporta per 1.600 miliardi l’anno, con un attivo ci circa 500 miliardi,  spiazzando gli altri paesi europei che s’indebitano con le importazioni, ma non l’Italia che invece s’indebita con la spesa pubblica; il fatto è che l’economia tedesca, violando i trattati europei, che fissavano l’attivo massimo dell’export al 6%, dipende molto dalle esportazioni.

Il paese desiderava conquistare il mondo finanziariamente e, per ridurre i costi, negli anni scorsi ha contenuto salari e domanda interna; infatti, con le vendite all’estero, si acquisiscono risorse finanziare utili a conquistare all’estero mercati, imprese, informazione e politica. I regolamenti europei sull’inquinamento e le multe americane sulle auto Volkswagen alimentate a diesel, aumentano i costi, le auto elettriche e quelle a guida autonoma richiedono grandi investimenti che riducono gli utili; perciò in borsa, Daimler Benz, BMW e Volkswagen registrano cospicue perdite.

La borsa tedesca non è ballerina come quella italiana, spesso vittima della speculazione, quando gli indici continuano a calare per tutte le aziende, la situazione è preoccupante non solo per i risparmiatori. Nel trasporto aereo Lufthansa soffre della concorrenza delle compagnie low-cost e dell’aumento dei prezzi del carburante; le prime due banche tedesche, Deutsche Bank e Commerzbank, perdono vistosamente in borsa, soprattutto DB che voleva competere con le banche d’investimento di Wall Street.

Insomma, sono in difficoltà soprattutto i settori automobilistico, chimico e finanziario, l’assemblea dell’azienda chimico-farmaceutica Bayer ha criticato l’acquisto della Monsanto americana, produttrice di Ogm invisi agli europei, dai quali si temono danni alla salute. Si è rimproverato troppo il debito pubblico italiano e non quello privato di GB, Francia Germania e Usa. Il risparmio senza euro era colpito dall’inflazione, quello in euro è colpito dall’insolvenza dei debitori privati che travolgono le banche e quindi i risparmiatori.

Nel 2008 è accaduto in Usa e poi in vari paesi europei, poi con i salvataggi di banche fatti con il programma ESM, cioè con soldi degli stati dell’UE, a favore di Grecia, Irlanda, Spagna, Cipro e Portogallo in default, Anche Germania e Francia intervennero a salvare le loro banche, poi l’ha fatto l’Italia a favore di banche popolari, senza aiuti dell’UE. Questa crisi finanziaria che, nonostante il QE di Draghi, perdura, favorirà ì’impoverimento e la concentrazione della ricchezza e finirà per travolgere prima il dollaro e poi l’euro. (Per le notizie, fonte: Francesco Bertolino - startmag.it).

ISLAM

Missili anticarro, venduti nel 2010 dagli Usa alla Francia, con il divieto di trasferirli a terzi, sono stati trovati in un campo di miliziani di Haftar a Gherian, vicino a Tripoli. La vendita di armi alla Libia è stata vietata anche da un trattato Onu (la Germania afferma che solo l’Italia viola i trattati). La Turchia sostiene militarmente i fratelli musulmani (che sono amici del papa) e Al Serraj a Tripoli, il cui governo è sostenuto da Onu e Italia; gli emirati arabi, la Francia e l’Egitto sostengono Haftar a Tripoli; Arabia e Qatar sostengono l’Iran. Il mondo islamico, anche se è diviso al suo interno, è in guerra con Israele, con l’occidente e per la sua supremazia in Europa, Africa e Medio Oriente.

ITALIA

Nel 2018 in Italia le imprese controllate da multinazionali straniere erano 3.519, queste multinazionali ricevono spesso incentivi pubblici, chiudono impianti, delocalizzano e riducono personale; in tutto hanno 568.000 dipendenti, con 507 miliardi di euro di fatturato, cioè quasi un milione per dipendente. Non male, anche se la narrazione dominante afferma spesso che in Italia la produttività del lavoro è scarsa, è certo però che, nei paesi poveri, le imprese guadagnano di più con lavoratori sottopagati.

Dividendo il fatturato per il numero dei lavoratori, si ha quasi un milione di euro di ricavi per dipendente, con il quale remunerare stato, banche, soci, lavoro, costi industriali e commerciali; con il costo medio del lavoro pari a 30.000 euro annui, le imprese ci dovrebbero riuscire e, riducendo il costo del lavoro, non guadagnerebbero molto di più. Da considerare però, che la produttività va calcolata, oltre che sul fatturato, anche sulla quantità di beni prodotti.

Osservo che la produttività non dipende solo dall’impegno dei lavoratori, ma anche dagli investimenti interni, dall’organizzazione, dai costi energetici e dai servizi statali alle imprese; le imprese capitalistiche internazionali sono avide di guadagni, sui quali, con i paradisi fiscali, non pagano nemmeno le imposte. Se non si mette riparo a queste cose, è facile che, con la globalizzazione, si scivoli nella decadenza economica, nella disoccupazione di massa e nella schiavitù.

In ossequio alla globalizzazione e all’evaporazione delle frontiere, conformemente alla società aperta di Soros, le imprese che delocalizzano all’estero sostengono minori costi del lavoro, spendono meno per l’energia, pagano meno imposte e inquinano liberamente; cioè, alla fine, fanno maggiori profitti che poi, con l’acquiescenza dell’UE, inviano nei paradisi fiscali europei e del resto del mondo, favorendo con ciò la decadenza inarrestabile dell’Italia e dell’Europa.

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Lo stato italiano, sui suoi titoli del debito pubblico, non remunera i risparmiatori italiani con i Bot, ma remunera banche italiane e straniere con i BTP, i cittadini privati non riescono mai ad aggiudicarsi questi tioli alle aste, ma li possono acquistare al mercato secondario, dopo che le banche hanno fatto cassa con le loro plusvalenze. Il rialzo dello spread, favorito dalla propaganda finanziaria e dai catastrofisti italiani, rialza l’interesse dei BTP a 10 anni, ora in decrescita perché gli investitori sanno che l’Italia è un paese solido e non è a rischio d’insolvenza.

Senza farsi influenzare dalle diverse scadenze di questi titoli, forse, come fa il Giappone, non sarebbe sbagliato remunerare meglio gli italiani o remunerarli come gli investitori esteri, dando loro la precedenza nelle sottoscrizioni, in modo da avere una domanda interna pari all’offerta di titoli pubblici, mettendo così l’Italia al riparo della speculazione internazionale. Recentemente lo stato ha emesso BTP con scadenza a 50 anni e interessi naturalmente più elevati, trattasi di un altro regalo alle banche e allo straniero.

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Salvini, definito da The Economist il politico più pericoloso d’Europa,  fa paura ai mercati e all’UE e pertanto, per indebolirlo, fra le altre cose, è stato accusato di aver ricevuto finanziamenti dalla Russia, sotto forma di compartecipazione ai profitti delle esportazioni in Italia di fonti energetiche russe. La corruzione si fa nell’esportazione di armi e per condizionare politica e informazione, questa seconda è finanziata anche dallo stato che così, surrettiziamente, la condiziona.

Politica e informazione sono finanziate regolarmente da lobby, banche, industrie e potenze straniere, succede sia in periodo di crisi, sia in periodo di pace, il M5S ha chiesto, al riguardo, una commissione parlamentare d’inchiesta; scopo dei finanziamenti è condizionare la politica, baipassando la volontà del popolo che dovrebbe essere sovrano, in democrazia succede regolarmente. In cuor mio, preferirei che non fosse vera l’accusa mossa a Salvini, però non è sufficiente a togliergli il sostegno degli italiani che, assuefatti agli episodi di corruzione, vorrebbero solo vedere una politica fatta nell’interesse dei cittadini e dell’Italia.

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L’Inpgi, la cassa previdenza dei giornalisti ha un bilancio in grave dissesto ed è perciò vicina al commissariamento, perciò il decreto crescita del 2019 gli ha imposto di ridurre costi, di aumentare i contributi e di allargare la platea degli assicurati ai comunicatori; probabilmente, a danno degli altri lavoratori e, in genere, dei contribuenti, confluirà nell’Inps. Del resto, professionisti, invalidi, agricoltori, alti dirigenti, sindacalisti e altre categorie al di fuori dell’Inps, come gli onorevoli, hanno già beneficiato di prestazioni largamente superiori ai contributi versati.

C’è il rischio che la cassa, i cui trattamenti erano su base retributiva, dopo aver accumulato gravi perdite, sia trasferita all’Inps, infatti, l’Inpgi ha un ammanco di 200 milioni di euro, la pensione media dei giornalisti è di 5.000 euro il mese. Il passaggio di queste gestioni private all’Inps, in genere, è stato fatto quando il loro patrimonio era stato bruciato dalle perdite, a causa delle loro prestazioni superiori alle contribuzioni.

Lo stato, con l’assorbimento dell’Inpgi nell’Inps, farebbe un regalo ai giornalisti come ha già fatto con altre categorie protette e da gratificare, lo farebbe per condizionarli, come già fa con i finanziamenti all’informazione; ha bisogno della propaganda dell’informazione che serva a tenere su lo stato.

Nunzio Miccoli   www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 8/7/2019)

ITALIA

La capitana Carola Rackete, della nave ONG Sea Watch, agli arresti domiciliari, è stata prosciolta dal giudice per le indagini preliminari, perché avrebbe salvato delle persone in mare; Salvini è adirato, Francia e Germania ci fanno la morale, ma la Germania tratta male gli immigrati clandestini e li rimanda in Italia e la Francia, oltre a rispedirli in Italia, ha condannato un’italiana per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, ora questa si è appellata alla cassazione.

Quanto impareranno il capo del governo e Mattarella a protestare contro le angherie franco-tedesche? L’amore sconsiderato per l’UE sta costando caro all’Italia che vogliono disgregare. Carola sarà interrogata anche dal pubblico ministero, per favoreggiamento dell’immigrazione  clandestina; nessuna decisione è stata ancora presa sulla confisca della nave dell’ONG, che sicuramente è intenzionata a continuare nelle sue imprese; le altre ONG vogliono cavalcare la sentenza del GIP a favore di Carola, per continuare le loro imprese.

In Italia pare che diminuisca la disoccupazione, ma non per i giovani, era esplosa con il blocco del turnover causato dalla riforma delle pensioni dell’agente e commissario UE Fornero. Probabilmente, nei prossimi anni, se riprenderà l’economia, l’Italia avrà bisogna di operai per edilizia, lavori pubblici, industria, agricoltura e alcuni servizi; con delega dei governi precedenti, fino a ora il business dell’immigrazione, per fini di lucro, è stato gestito da ONG, ONLUS, Soros e criminali, invece bisognerà puntare su un’emigrazione controllata e regolata, secondo le necessità del mercato interno.

Pare che, per aiutare Carola, il governo tedesco, pressato da parte della sua opinione pubblica, abbia fatto pressioni su politica, informazione e magistratura italiana; altre due navi di ONG sono in agguato per portare altri immigrati in Italia, dove vi arrivano anche immigrati in barconi o gommoni e quelli regolari introdotti dalla comunità di Sant’Egidio, dal governo e da altre organizzazioni.

L’ONG spagnola Open Arms, con la nave Oscar Camps, prendeva migranti nelle acque internazionali prossime alla Libia, portandoli in porti, relativamente più lontani, italiani, perciò fu bloccata per tre mesi dal governo spagnolo; dopo che la Sea Watch di Carola Rackete ha forzato il blocco a Lampedusa, con l’approvazione del sindaco di Barcellona, pensa di emularla.

Per queste operazioni illegali di Open Arms, il governo spagnolo, senza reazioni franco-tedesche, ha previsto una sanzione di 900.000 euro, mentre il decreto sicurezza di Salvini ha previsto una sanzione di 50.000 euro. Forse il governo spagnolo di Sanchez, ritenuto da Macron suo alleato, ha compreso l’assedio cui è sottoposta l’Italia, soprattutto tramite la Libia, da parte di Francia e Germania, e, per non subire la spessa sorte, è corso ai ripari; il governo italiano farebbe bene ad ampliare i rapporti anche con la Spagna, oltre che con i paesi di Visegrad.

La nave ONG, Sea Eye, con 65 migranti a bordo, con l’approvazione tedesca, è diretta a Lampedusa, l’altra nave ONG italiana, Mediterranea, ha rifiutato di portare i suoi migranti a Malta; potrebbe dipendere anche dal fatto che l’Italia ha raccolto spesso i migranti, li cura, li ospita e li smista in altri paesi, al limite, li rimpatria a sue spese; sono tutti servizi costosi, ma comodi per gli emigranti irregolari. Mediterranea, tramite banca Etica, riceve aiuti da comuni, province e regioni italiane.

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Dopo il bombardamento della Francia sulla Libia che, anche per contrastare il franco CFA, voleva creare una moneta sovrana africana, si addensano nuove nubi sull’immigrazione, usata da alcuni paesi e da criminali per mandare a fondo l’Italia; Al Serraj è sostenuto da Onu, Italia e Turchia, Haftar dalla Francia, dall’Arabia e dall’Egitto, però la Turchia sostiene anche i fratelli musulmani e gli Usa si stanno avvicinando a Haftar. Dopo il provvedimento di proscioglimento di Carola, caldeggiato del presidente della repubblica tedesca e da larga parte della politica e dell’informazione italiana, ostili all’Italia, in Libia, il generale Haftar ha bombardato il centro di accoglienza emigranti di Tripoli, definendo Salvini un razzista.

Poi Haftar ha accusato Al Serraj, aiutato dall’Italia, di aver usato gli emigranti come scudi umani, ora Al Serraj minaccia di rilasciare gli emigranti, diventati strumenti di ricatto, dai centri di raccolta. Né Onu, dominato dall’Islam, né l’UE, dominata da Francia e Germania, sono intenzionate ad aiutare l’Italia, anzi, con la collaborazione di mafia e chiesa, giocano alla sua dissoluzione. Solo Trump, che non piace alla televisione italiana, capisce il dramma italiano; per difendersi, il governo gialloverde italiano si accosta a Usa, Cina e Russia.

Prima del trattato di Aquisgrana tra Francia e Germania, Adenauer aveva proposto l’unione tra Francia e Germania e De Gaulle, anche se diffidente verso la Germania, era tacitamente anche d’accordo, lo scopo era dominare insieme l’Europa, superando le vecchie rivalità. A causa della smania di dominio e della chiave per il successo, anche Hitler, quando sapeva di aver perso la guerra, affermava, amaramente, che avrebbe dovuto allearsi con la Gran Bretagna. L’informazione italiana non sottolinea questi fatti, perché è spesso disfattista, antiitaliana e al servizio di potenze straniere e di lobby.

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La spazzatura non raccolta a Napoli e a Roma è diventata una tragedia, al riguardo, l’UE ci multa, ma non  multa le centrali a carbone tedesche, il caso alimenta la propaganda anti italiana; il servizio di raccolta è dominato, con complicità politiche, anche dalla mafia. La sinistra si è sempre opposta ai termovalorizzatori, che esistono in tutte le grandi città europee, certo, sarebbe meglio il riciclo totale o l’economia circolare, ma, finché non lo rendiamo possibile, per togliere i rifiuti dalle strade, servono anche i termovalorizzatori e le discariche.

Per lucro, la mafia si è infiltrata anche nei settori rifiuti e immigrazione, naturalmente collaborando con politica, chiesa e affari, dall’unità a oggi ha collaborato con inglesi, americani, governi italiani e con l’UE; tra l’altro, ricicla anche a Francoforte, le grandi banche, legate allo stato tedesco, naturalmente ringraziano. In Italia ha fatto scandalo l’affidamento dei minori, la spazzatura abbandonata, l’immigrazione incontrollata, il traffico di droga, gli appalti, gli scandali della sanità, l’’informazione di parte e la giustizia che procura solo lavoro ad avvocati e giudici.

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La Fed, criticata spesso da Trump, come la BCE, afferma esageratamente che i conti pubblici italiani mettono a rischio anche la stabilità finanziaria americana; probabilmente, ambienti americani si sono accorti che gli Usa, come la Germania, fino a oggi hanno guadagnato dalla situazione italiana e perciò, non desiderano un cambio di passo, perché l’Italia ha contribuito al benessere economico della speculazione internazionale.

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Le statiste ufficiali hanno spesso ignorato i debiti privati e rimarcato il debito pubblico italiano, però in Italia i debiti delle famiglie sono minori che in Francia, mentre i risparmi privati sono maggiori. Per misurare il reddito medio, le statistiche comparano il Pil pro capite dei vari paesi però, per determinare il vero reddito spendibile delle famiglie, sarebbe anche logico tener anche conto dei debiti privati che sottraggono reddito alle famiglie e aggiungere i risparmi che danno reddito; con questa rettifica, il reddito pro capite italiano non sarebbe inferiore a quello francese.

Il debito pubblico italiano è pari a circa 2.300 miliardi di euro, con un costo dichiarato in interessi di 65 miliardi l’anno che, con il calo degli interessi, è destinato a scendere; tenuto conto che le emissioni pluriennali sono state fatte a diversi interessi, il costo medio di questo debito è ufficialmente del 2,9%, i BTP decennali costano in media il 2,6%, questi dati sembrano però incongrui.

Bisogna tener conto che i Bot non sono remunerati e che gli altri titoli sono soggetti a ritenute fiscali che ne riducono il costo in interessi; la durata media del debito è di 7 anni, tuttavia, lo stato paga anche interessi sui derivati fatti dagli enti locali, per 4 miliardi di euro l’anno. Come i privati, anche gli stati hanno la tendenza a falsificare i bilanci, con spese fuori bilancio o alterandone i dati, magari per nascondere spese militari.

Ciò che è lecito allo stato non è lecito ai privati; tolte le ritenute fiscali totali, Bot e Btp a tre anni, cioè due terzi del debito complessivo, non costano niente, il rimanente costa un 2%, cioè il costo annuale del debito pubblico sembrerebbe di circa 16 miliardi, più i 4 miliardi in derivati, per scommesse fatte sugli interessi passivi, in tutto 20 miliardi, mi scusino i professori e gli economisti di corte, come si fa allora ad arrivare ai 65 miliardi denunciati?

EUROPA

Sulle nomine dell’UE, anche di prestanomi filotedeschi, ha deciso sempre, in incognito, la Germania, però adesso la Germania è stata più diplomatica con l’Italia, mentre la Francia di Macron, che si è inserita nel gioco, ha espresso solo boria. Conformemente agli accordi del duopolio Francia-Germania, per le nomine all’UE, la francese Lagarde, sempre severa sul debito e sul deficit di bilancio italiano quando era alla guida del FMI, andrà alla guida della BCE, mentre la tedesca Von Der Leyen, legata alla Merkel, ma dichiaratamente atlantista, andrà alla presidenza della commissione. Al catalano Joseph Michel, contrario agli indipendentisti, andrà il posto della Mogherini agli esteri.

All’Italia, non per volontà del direttorio franco-tedesco, ma per volontà dell’assemblea,  è andata la presidenza del parlamento, il nuovo presidente del PD, Davide Sassoli, eletto dal parlamento, ha dichiarato la sua fedeltà incondizionata all’UE e ha detto che bisogna riformare il trattato di Dublino, speriamo che riesca. Il presidente del consiglio europeo Tusk è stato sostituito con Charles Michel; all’Italia dovrebbe anche andare il commissario economico alla concorrenza.

Per quanto riguarda la concorrenza, l’Antitrust italiana ha evidenziato i danni economici fatti all’Italia dai paradisi fiscali dei piccoli paesi dell’UE, sarà difficile abolirli, come sarà difficile costringere i paesi di Visegrad ad accettare gli immigrati. In UE, per favorire la libera circolazione di merci, capitali e persone, occorrerebbe anche un’’armonizzazione fiscale e scolastica; ma sembra che le istituzioni europee, con le diverse tassazioni,  siano solo intenzionate a favorire, con l’esportazione dei capitali, l’evasione legale delle, imposte.

Conte si è dichiarato contento delle nomine, ha torto, perché si è rafforzato l’asse franco-tedesco, che però è sconcertato dalla resistenza del governo italiano e dell’economia italiana al loro disegno per il suo affondamento; Salvini ha affermato che era importante cambiare le regole e non i nomi, soprattutto in materia d’immigrazione, però si fa illusioni, la Francia si muove più spregiudicatamente.

In precedenza, a capo delle istituzioni europee, l’Italia aveva tre nomi, Mogherini, Tajani e Draghi, che però erano un paravento della Germania, dalla quale prendevano ordini; con le nuove nomine, pare avere meno peso e sembra anche che si sia arresa a Bruxelles; dopo le vicende giudiziarie di Thyssenkrupp, del CSM e di Carola, non si può credere, come afferma Mattarella, che in Italia, in Francia e in Germania, la magistratura sia sempre indipendente dal governo e dalla politica.

Erano in ballo il processo a Carola e la procedura d’infrazione contro l’Italia mentre, stranamente, la Francia non era imputabile per le stesse violazioni di bilancio; probabilmente questa procedura, come la liberazione di Carola, sono state oggetto di trattative da parte di Mattarella e di Conte che, come Tria, sembra un pesce in balia delle acque europee, è la sorte degli europeisti.

Comunque, Mattarella, già europeista oltranzista, pare si sia avvicinato un po’ al governo gialloverde, al quale però ha imposto il capo del governo e cercato d’inculcare l’amore per l’UE. In genere, gli europeisti non sono, come si dice spesso, gli amanti della pace in Europa; tra gli italiani e gli europei, tra alti burocrati e politici, nazionali e dell’UE, sono tali quelli che mangiano con l’EU.

Parlo soprattutto degli alti euroburocrati, che ne temono la dissoluzione in stati sovrani e perciò cercano in tutti i modi di farla sopravvivere e di esorcizzare la sovranità nazionale, presentandola come fosse una bestemmia, come il populismo che deriva da popolo. Gli inglesi lo hanno capito e si vogliono tenere alla larga dall’Europa a trazione tedesca; grosse novità ci saranno, con le prossime elezioni presidenziali in Francia, con le prossime elezioni politiche in Italia e con la scadenza del mandato di Mattarella; intanto, l’attuale  governo italiano si accosta a Usa, Cina e Russia.

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Con le elezioni al parlamento europeo, l’Italia ha perso tre rappresentanti importanti nelle istituzioni UE, ma il suo governo pare brindare alla vittoria, un anno fa Francia e la Germania firmarono una dichiarazione per rinnovare gli impegni europei di solidarietà, giustizia e pace, per affrontare assieme la crisi migratoria,  per una tassazione comune; purtroppo però, dopo le elezioni europee, l’asse franco-tedesco, a causa delle diffidenze reciproche, pare scricchiolare.

Macron e Merkel hanno rilevanti problemi di consenso interno, Berlino non vuole più il ministro delle finanze europeo, non vuole un consistente bilancio europeo, capace di sostenere le riforme; inoltre, per il controllo delle istituzioni europee, è iniziato uno scontro tra Francia e Germania, mentre in UE sono nate nuove temibili formazioni politiche.

Macron si è opposto al disegno di fare presidente della commissione europea il rappresentante del gruppo politico più numeroso a Strasburgo, che doveva essere il tedesco Manfred Weber del partito popolare; vuole essere l’ago della bilancia europea, ma, sul piano politico interno, sta per essere superato da Le Pen e Salvini, che avanza grazie all’assenza di una politica europea sull’immigrazione.

Come accade in Italia, la maggioranza che sostiene il governo francese è eterogenea,  fino a oggi, le istituzioni europee sono state controllate surrettiziamente dalla Germania, tramite suoi agenti sotto altra bandiera; questo paese, economicamente florido, non vuole la condivisione dei rischi, la solidarietà e i riequilibri economici interni, mentre in Francia il processo di risanamento delle finanze procede a rilento.

Quest’anno in Francia, il deficit di bilancio arriverà al 3,1%, costringendo il governo a rinviare ancora l’obiettivo del pareggio di bilancio; è un risultato peggiore di Spagna e Italia. La Germania, per non perdere la faccia, non può più fare altri sconti alla Francia, come già fatto in precedenza, il commissario francese Moscovici, tanto fazioso, sta per lasciare il posto e pare ignorare il particolare.

Macron ha capito le trame sotterranee tedesche, ha fatto un patto di dominio sull’UE con la Germania e poi, nell’interesse sovranista del primato di Parigi, per il controllo delle istituzioni europee, si è messo in competizione con la Germania; perciò l’alleanza tra i due paesi, sostanzialmente, non esiste più. I dirigenti tedeschi, delusi dagli sviluppi della situazione e dalle reazioni italiane, come la volpe che, quando non arriva all’uva, afferma che è acerba, ora affermano che possono fare a meno dell’UE e dell’Europa.

Intanto anche in Germania, ricca di riserve finanziarie per gli attivi commerciali e di bilancio, utilizzati per favorire la penetrazione politica in paesi come l’Italia, anche se con pochi disoccupati, con la crisi di sovrapproduzione, cresce la disperazione dei lavoratori tedeschi più poveri, a Parigi la situazione non è migliore. 

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 1/7/2019)

ITALIA

Curiosità monetarie: chi rifiuta una banconota legale, anche se a corso forzoso o senza copertura e senza garanzia statale, secondo la legge, deve essere condannato. Anche i falsari di banconote sono condannati, chi le distrugge anche. Lo stato può ripudiare le sue banconote, che sono certificati irredimibili di debito pubblico, ma garantisce il risparmio solo fino a una certa cifra, però non garantisce dall’inflazione che esso alimenta e che, come le imposte, toglie potere d’acquisto alle banconote. Il debito pubblico può essere consolidato dallo stato, allungandone la scadenza, può essere denunciato, in tutto o in parte, e può esserne ridotto forzatamente l’interesse dei titoli di stato già emessi e in circolzione, con imposte o senza; l’Italia lo potrebbe fare agevolmente, perché trova facilmente finanziatori del suo deficit di bilancio.

Allo stato non conviene azzerare debito pubblico e deficit di bilancio, perché i sudditi contribuenti pretenderebbero una riduzione sostanziale delle imposte; lo stato è una società segreta nata per la riscossione delle imposte, in cambio di una protezione o scurezza concessa ai sudditi contribuenti; nel diritto commerciale, quando l’oggetto sociale non si può raggiungere, la società deve essere sciolta.

Come esiste il plus valore d’impresa, o profitto, esiste il plus valore di stato, che è quanto va ai soci occulti dello stato e ai suoi alti burocrati, comprati con privilegi economici, per averne obbedienza, omertà e complicità. I plus valore destinato ai soci dello stato scaturisce dalla loro fornitura, a prezzi monopolistici incontrollati, di beni come le armi, servizi bancari, ospedalieri e scolastici privati e di grandi appalti, anche tramite fiduciari o prestanomi; da sottolineare che la copertura per la flax tax non è richiesta per le spese militari, i paesi piccoli fanno debiti all’estero, ma le armi le pagano in contanti.

L’Italia era il paese più europeista e ora è quello che lo è di meno, è entrata in Europa perché non  riusciva a riformarsi o cambiare da sola e la Germania, alleata di chiesa, mafia e mercati, ha cercato di affondarla, per annettersela completamente. Monti, agente dei mercati, ha cinicamente affermato che dovrebbe adattarsi, altrimenti in Europa torneranno i venti di guerra.

La crisi economica della fabbrica di elettrodomestici Whirlpool di Napoli, controllata dagli americani, che aveva ricevuto aiuti dallo stato italiano per continuare a produrre e per salvaguardare l’occupazione, probabilmente, con l’intervento dei sindacati e di Di Maio e con le manifestazioni degli operai dell’azienda, avrà un esito a spese dello stato. Bisogna dire che chiudere un’industria significa perdere tecnologie e occupazione; inoltre, da un’impresa che non fa profitto, lo stato trae sempre Iva sul venduto e imposte sui salari dei lavoratori che, a volte, pareggiano gli aiuti di stato.

Bisogna considerare che gli investimenti nelle opere pubbliche creano occupazione, mentre oggi, quelli nelle industrie private, anche con incentivi fiscali, servono prevalentemente a ridurre i costi del lavoro e non ad aumentare l’occupazione; inoltre, le imprese delocalizzano per ridurre i costi di lavoro, energia e imposte. Perciò, vista l’apertura dei mercati, il salario minimo, che esiste in altri paesi, non dovrebbe essere troppo alto e dovrebbe essere variabile secondo il tipo d’industria e secondo la sua produttività e redditività.

Non hanno diritto solo le donne di lamentarsi, con gli incentivi, lo straordinario, il grado e l’anzianità, il salario e lo stipendio uguali per tutti non esistono, non esistono tra stati dell’UE e nemmeno all’interno degli stessi stati, anche se, con le delocalizzazioni dettate dalla globalizzazione, a volte sarebbe necessario introdurre nell’UE un salario minimo, per evitare che l’occupazione diminuisca in Italia e aumenti in Europa orientale.

Secondo la Bce di Mario Draghi, la proposta di Lega, Fratelli d’Italia e M5S di acquisire, da parte dello stato italiano, l’oro e le riserve della banca d’Italia, confligge con i trattati europei, con lo statuto della banca, con la costituzione italiana, con l’indipendenza della banca centrale e con la proprietà privata. L’europeista Draghi afferma che la BCE ha competenze esclusive per la politica monetaria e per la destinazione delle riserve, già vendute dalla GB, e che le relative decisioni della Banca d’Italia dipendono dalla BCE e non dallo stato italiano, afferma che, se lo stato se ne appropria, contro o  trattati europei, finanzia il suo bilancio.

Con i trattati europei, sarebbe stato utile uniformare lo stato giuridico di tutte le banche centrali europee, ma li governi italiani preferivano fare regali ai mercati. Per procedere alla nazionalizzazione della banca centrale risparmiando, la Meloni propone di abolire la riforma del 2013 che rivalutò il capitale della banca e quindi le riserve, la quale fece un regalo agli azionisti di Bankitalia; comunque, occorre ribadire che le riserve della banca centrale appartengono allo stato italiano e non alla Banca d’Italia o alla Bce, la banca ne è solo il custode per conto dello stato, come lo sono le banche private per i depositi privati.

Uno scandalo ha investito il CSM, organo di autogoverno dei magistrati, che non esiste in altri paesi democratici, che ha ottenuto maggiore indipendenza di altri organi costituzionali; il CSM è competente per le nomine negli uffici giudiziarie e per le azioni disciplinari contro i magistrati. Bisognerebbe riflettere liberamente se quest’organo ha un senso o debba essere abolito, lo stato deve funzionare e non serve invocare sempre e inutilmente la democrazia; al momento, i suoi giudici pare lo stiano riformando, dando più peso alle componenti di sinistra.

Con la caduta del fascismo e con l’attuale costituzione, per esorcizzare l’autoritarismo, sono stati depotenziati presidenza del consiglio dei ministri, ministro della giustizia, ministro degli interni e, con la Nato, ministro della difesa; mentre è stato potenziato, a danno del parlamento, il ruolo del presidente della repubblica. Poi l’UE, togliendo altre fette di sovranità allo stato italiano, al parlamento italiano e agli italiani, ha provveduto a depotenziare il ruolo del ministro del bilancio, della banca d’Italia e, ancora una volta, del parlamento italiano.

Le competenze del consiglio superiore della magistratura andrebbero conferite, con delega del ministro della giustizia, ad alcuni dirigenti del ministero, assistiti da consulenti; mentre, per quanto riguarda la riforma della giustizia, che dovrebbe essere, oltre che indipendente, anche più veloce, più economica e meno farraginosa, la riforma dei codici dovrebbe fare capo al ministro della giustizia e al parlamento. Vale la pena di ricordare che, con il patto sociale, in cambio di sicurezza e giustizia, i sudditi hanno accettato di pagare imposte, rinunciando a  farsi giustizia da se.

Poiché l’accordo di Schengen sulla libera circolazione non riguarda l’immigrazione  clandestina ma i cittadini dell’UE, Salvini, in mancanza di ripartizione degli immigrati, per bloccare l’immigrazione clandestina, anche dal nordest, oltre alle espulsioni, quando riesdcono, ha proposto il pattugliamento del confine con gli sloveni o la costruzione di un muro. Su questa immigrazione, contro il governo italiano, l’informazione fa spesso, a favore di Francia, Germania e Vaticano, del terrorismo mediatico.

L’Olanda si è rifiutata di accogliere gli emigranti dell’ONG tedesca Sea Watch, battente bandiera olandese, e deputati del PD sono saliti sulla nave, guidata dal capitano Carole Rackete, con lo scopo di sostenere la sua azione in violazione delle leggi italiane e di promuovere a suo favore una raccolta straordinaria di fondi; intanto altri barconi o gommoni sono salpati per l’Italia, partenti anche dalla Turchia, a volte messi in mare, senza motori, da navi vicine alle acque territoriali italiane.

A parte il denaro versato dai migranti agli scafisti e ad altri intermediari, con le donazioni, tra il 2017 e il 2018, l’ONG tedesca Sea Watch, ha incassato 3,5 milioni di euro;  i volontari che vi prestano servizio, per tre settimane di lavoro, ricevono 2.000 euro e perciò ha molte domande. Tra i requisiti richiesti, c’è la conoscenza dell’Italiano, perché la destinazione preferita della nave è l’Italia e non il porto più vicino, come vuole la legge del mare.

La corte europea dei diritti dell’uomo sostiene le ragioni dell’Italia; la nave, a causa delle sue violazioni, è stata minacciata di sequestro, di una multa e dell’arresto del capitano, sostenuto da Lerner, Cacciari e pseudo intellettuali di sinistra  (si fa per dire). Ciò malgrado, la capitana Carole ha forzato il blocco e la nave Sea Watch è arrivata a Lampedusa, schiacciando una motovedetta della guardia di finanza; è stata arrestata e gli immigrati dovrebbero essere distribuiti tra diversi paesi, ma in passato sono fuggiti dai centri di accoglienza e si sono dispersi; la nave è stata sequestrata, in precedenza, per atti analoghi, era  stata già sequestrata e poi dissequestrata. 

La procura di Reggio Emilia sta indagando sul business degli affidi retribuiti di minori, arrestando assistenti sociali, medici, politici, un giudice e un sindaco del PD; gli assistenti sociali accusavano i genitori di essere pedofili, poi l’associazione per delinquere, portava via i figli e faceva i soldi con l’affido, affidandoli anche a genitori pedofili, mettendoli in case famiglia gestite da cooperative che ricevevano molti contributi dai comuni.

In conflitto d’interesse, alcuni giudici avevano anche incarichi nelle cooperative che gestivano case famiglia, le quali hanno fruttato un miliardo di euro; con elettroshock e torture si convincevano falsamente i bambini di avere una patologia post traumatica da abuso. Preparando il terreno con il solito tam tam, la televisione italiano ha insistito molto, sugli immigrati profughi di guerra, sull’abuso dei genitori sui figli e sulle violenze alle donne, accorgendosi in ritardo delle violenze delle donne a danno di bambini e anziani; al momento, la proposta di un’indagine parlamentare sulle comunità che accolgono i minori è bloccata, bisognerebbe indagare anche sull’opaco sistema degli affidi familiari.

EUROPA

 Il Consiglio d’Europa di Strasburgo ha votato a favore della riammissione della Russia, sospesa dopo il suo scontro con l’Ucraina, anche con lo scopo di garantire ai russi l’accesso alla corte europea dei diritti umani. Per eleggere il nuovo segretario generale, ora si attende che la Russia nomini una sua delegazione; la Russia, sospesa nel 2014, ha smesso di versare la sua quota annuale, causando un ammanco di 60 milioni di euro. Queste istituzioni costano come gli enti inutili italiani e, per conservare i posti, è difficile abolirle, perché tanti vivono da nababbi tra le loro file, anche se con risultati scarsi, mentre gli operai devono lottare per l’occupazione e il salario minimo.

 

Mario Draghi, per favorire banche, grandi imprese e le esportazioni tedesche, vuole tagliare i tassi e, con il QE, vuole dare più denaro alle banche, perciò Trump ha accusato la Bce di puntare alla svalutazione dell’euro che danneggerebbe la ripresa economia americana. Lo stimolo monetario del QE fu varato nel 2015, cioè dopo il fallimento del piano LITRO del 2011, trattasi di operazioni di rifinanziamento, a lungo termine, della BCE, che rifornì di liquidità solo le banche e le imprese esportatrici tedesche, non le piccole imprese dell’UE; è accaduto anche con il QE.

Invece di aiutare la produzione, queste risorse hanno alimentato, fino a oggi, il circuito finanziario e speculativo; comunque, Draghi afferma di voler tenere sotto controllo, con le sue misure, il debito pubblico e lo spread italiano, però condivide la politica di austerità imposta all’Italia e il rispetto delle regole europee. Questa politica ha ostacolato gli investimenti pubblici, sacrificato il rilancio della domanda interna, l’aumento dei salari e delle pensioni e ha ostacolato la riduzione delle tasse e, con il rigore dei conti pubblici, ha imposto la spending review e attaccato i minibot, sollecitando al governo italiano un’altra manovra di bilancio con carattere recessivo.

La Mogherini, Tajani e Draghi non hanno mai difeso il governo italiano, ma la commissione europea; a capo delle istituzioni italiane ed europee, l’Italia ha sempre nominato agenti dei mercati; è per questo che Draghi potrebbe diventare il successore di Juncker, a capo della commissione europea. Con l’aiuto di Mattarella, ligio all’UE, è iniziato il negoziato sulla procedura d’infrazione contro l’Italia, mentre la Francia, che ha commesso le stesse violazioni, non si può toccare perché è il paravento della Germania.

CINA

Un cinese è stato eletto presidente della FAO, agenzia dell’Onu per la lotta alla fame nel mondo, con sede a Roma, la Cina guarda soprattutto all’Africa, maggiore beneficiaria di questi aiuti internazionali, infatti, si sta espandendo nel continente, anche a spese della Francia e del franco neocoloniale FCA. Per il suo collegamento con l’Africa, beneficia dell’utilizzo del porto di Palermo, concesso dall’Italia e, per la via marittima della seta verso l’Europa continentale, di Genova e Trieste.

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it; viruslibertario@gmail.com.

 

  ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 24/6/2019)

ITALIA

Diversamente da ciò che sostiene la commissione europea, il Fondo monetario e gli speculatori, che si fanno sentire tramite l’informazione, l’Italia, tra riserve, crediti verso l’estero, risparmio privato, scarsi debiti privati e patrimonio pubblico e privato, ha ampie ricchezze in grado di garantire i creditori del suo debito pubblico; eppure l’UE, a trazione tedesca, insiste ancora, con minacce di procedura d’infrazione, nel proporre altre misure recessive all’Italia che, diversamente dalla Francia, da 37 anni, per ridurre il suo debito, ha avanzi primario di bilancio, che hanno tolto risorse alla spesa pubblica e all’economia, perciò è ancora in recessione e il suo Pil non aumenta.

Il Pil italiano, in termini reali, è ancora inferiore a quello del 2008, mentre Francia, Germania e Spagna l’hanno aumentato, inoltre, in Italia, il rapporto debito/Pil non migliora. Dal 1992 al 2007 l’Italia era riuscita a ridurre questo rapporto, ma Francia e Germania sono state meno severe nella gestione del loro bilancio; l’Italia, su impulso tedesco, è stata sempre fustigata dalla commissione europea, però, anche in Francia e Germania, con le crisi bancarie, il rapporto debito/Pil è peggiorato.

L’Italia ha usato gli avanzi primari per pagare gli elevati interessi del suo debito pubblico, fatti salire dalla speculazione; i governi italiani sono stati sempre troppo zelanti e remissivi con l’UE, in pratica con Germania e Francia che la dirigono. Perciò, il credito all’economia si è ridotto e poi è crollato, è andato meglio in Francia, che però, per aiutare le sue banche in dissesto, violando il limite del 60% sul Pil fissato dai trattati, è stata costretta a portare il suo indebitamento al 100% del Pil; poi la Germania, dopo ave comprato i nuovi titoli del debito pubblico francese, ha cercato di impedire all’Italia d’intervenire allo stesso modo a favore delle sue banche in crisi.

Nonostante il ruolo dell’UE contro l’Italia, secondo Savona, l’Italia rimane un paese solido e oggi si deve confrontare da solo contro il problema dell’emigrazione; in alcuni paesi africani, i crediti e gli aiuti internazionali sono utilizzati dalla classe dirigente anche per finanziare l’emigrazione, diventata un business, su cui guadagnano carovanieri, scafisti, mafia, ONG, Soros, criminali, produttori agricoli italiani, sfruttatori di prostitute, pedofili, trafficanti di organi, di droga, ricettatori e spacciatori. In generale, in difetto di sovranità monetaria, gli immigrati servono a calmierare i salari, cioè a favorire la svalutazione interna dei prezzi.

Le ONG hanno traghettato gli immigrati dalle coste libiche, bloccati poi da un decreto di Salvini, ora li rilasciano, su dei gommoni, fuori delle acque territoriali italiane, da dove arrivano in Italia, con il plauso del papa e con l’inerzia o l’impotenza di Salvini. L’unico argine all’immigrazione clandestina sono i 6.000 euro richiesti dai trafficanti, se avessero fatto prezzi popolari, senza guadagni per gli intermediari, quanti sarebbero stati gli immigrati arrivati in Italia?

A causa del ruolo svolto dall’informazione italiana e dalla banca d’Italia, ostili al governo gialloverde, solo una minoranza di politici europei, in buona fede, è riuscita a capire la vera situazione italiana, che non è drammatica come la si descrive e i mercati l’hanno capito; in pratica, la commissione europea, succube della Germania, che calpesta l’Italia, si fa influenzare anche dalle chiacchiere dell’informazione italiana.

Il disfattismo europeista, tramite i suoi esperti di parte, è dominato dalla propaganda dell’informazione, al riguardo, paradossalmente, euronews sembra più obiettiva della televisione italiana che fa propaganda a favore dell’UE, del PD, del Vaticano e dei mercati. In Germania il governo controlla la televisione, mentre in Italia la controlla l’opposizione e il governo la finanzia.

Con il ruolo di sudditanza dell’Italia, perché i suoi massimi dirigenti sono controllarti dallo straniero, l’UE ha comunque affermato che il governo gialloverde tenta di controllare l’informazione; in realtà, le nuove nomine alla Rai non hanno cambiato il quadro, il governo finanzia l’informazione che è in prevalenza a favore dell’opposizione, che perde voti, mentre la stampa perde lettori.

PD, papa Francesco, Soros e informazione sono stati i grandi sponsor dell’immigrazione, quella regolare e certificata non avrebbe garantito questi guadagni; l’Italia è diventata il primo esportatori di organi da trapianto e l’UE ne chiede sempre di più, la chiesa e i suoi uomini fanno eco. Intanto coop rosse e bianche sfruttano i lavoratori, immigrati o meno, i quali svolgono anche servizi esternalizzati dai comuni.

I rappresentanti italiani presso le istituzioni europee, per lo più massoni, hanno fatto gli interessi della Germania e gli euroburocrati e i parlamentari europei, per conservare i loro privilegi, assecondano le trame contro l’Italia. Draghi si è espresso contro i minibot e i corrispondenti Rai in Usa si sono espressi contro Trump e Israele, la Mogherini si è espressa a favore dell’Iran, Juncker, Moscovici e Dombrovskis sono sempre contro l’Italia.

L’informazione ha assecondato il disegno imperiale della Germania e perciò in Italia la stampa ha perso lettori, ma ora, visti i successi di Salvini e Trump, pare si stia in parte  ravvedendo, cioè ha cambiato un po’ il tono. Tria, Moavero e Mattarella sono filo europei e potrebbero essere cancellati dopo le prossime elezioni  politiche e presidenziali; Fico e Di Battista, con un governo fatto da Lega e Fratelli d’Italia, potrebbero seguire la stessa sorte.  Di Maio ha richiamato Di Battista affermando che indebolisce il governo, secondo un  sondaggio, Salvini è il politico italiano più amato in Francia, la televisione italiana non  lo avrebbe mai detto.

Lo statista Salvini si deve confrontare con Pd, alleati, UE, informazione e Mattarella, gli italiani capiscono, perciò potrebbe raggiungere il 51% dei suffragi. Nelle trattative sul deficit di bilancio italiano (che è inferiore a quello francese) e sulla minacciata procedura d’infrazione all’Italia, Conte ha dichiarato che il governo italiano, nelle nomine europee e nella commissione europea, ha deciso di appoggiare i nomi di quelli disposti a ridiscutere le regole europee.

Savona ha affermato che, con il suo patrimonio e il suo risparmio, l’Italia potrebbe avere un debito pubblico anche pari al 200% del Pil, infatti, il Giappone ne ha uno del 250%; però il Giappone ha notevoli vantaggi sull’Italia, ha una sua valuta, il suo governo s’indebita solo presso i giapponesi e remunera a basso interesse i suoi bond, mentre gli spread italiani sono fatti salire dalla speculazione.

Savona afferma che i giudizi negativi espressi dalle istituzioni internazionali sull’Italia e le denigrazioni delle istituzioni europee sono il risultato di un pregiudizio e un aiuto alla speculazione contro l’Italia; questi pregiudizi sono rafforzati dal ruolo svolto contro l’Italia da Mattarella, Visco e Boccia. Dal 1981, con il divorzio tra Tesoro e Banca d’Italia, questa non presta più denaro al bilancio dello stato e l’Italia è diventata vittima di euro e spread.

Speculatori e tecnocrati europei sono in combutta contro l’Italia, all’Italia occorrono più investimenti, il nostro paese non è insolvente perché paga i suoi debiti e perciò trova ampio credito all’estero; tuttavia, per sfuggire alle grinfie della finanza internazionale, gli italiani, invece di inviare risparmio all’estero, anche per ragioni fiscali, come fa il Giappone, devono indirizzarlo al finanziamento dello stato e agli investimenti interni. Il risparmio italiano supera i 4.000 miliardi di euro ed è superiore al debito pubblico, così l’Italia si sottrarrebbe al ricatto della speculazione internazionale; tra gli esportatori di capitali nei paradisi fiscali ci sono Vaticano, vescovi, ordini religiosi, capitalisti, mafia e alti dirigenti pubblici e privati.

Dopo aver accusato la Banca d’Italia di non aver vigilato per prevenire le crisi bancarie, Lega e M5S hanno proposto una riforma della banca dì’Italia, rispettandone l’autonomia e ispirandosi allo statuto della banca centrale tedesca; la riforma modifica le regole di nomina del governatore e del direttivo e attribuisce al parlamento il potere di modificare il suo statuto.

Fino ad oggi le modifiche dello statuto erano deliberate dall’assemblea straordinaria, in pratica dalle banche che partecipano al suo capitale, il PD è stato il guardiano dell’autonomia della banca centrale e delle grandi banche. Lega e M5S vogliono che i membri del direttivo siano nominati da governo e parlamento, così la nomina di governatore, direttore generale e dei due vice direttori generali, secondo il progetto, passeranno al governo e al parlamento.

Oggi i ruoli della banca centrale, privata da UE ed euro dell’emissione monetaria, del controllo sulle banche e della tesoreria unica, sono molto ridotti rispetto al passato, perciò anche la banca d’Italia, se perdurano UE ed euro, dovrebbe dimagrire in termini di competenze, personale e privilegi economici. Oggi il governatore è indicato dal governo e nominato dal presidente della repubblica, mentre il direttivo è nominato dal consiglio superiore della Banca.

Con la riforma, cresce il ruolo del governo sulle sue nomine, con ciò, l’Italia mira ad avvicinarsi agli standard europei e a sottrarre la banca centrale alle influenze esterne o internazionali. In Italia esiste però un’altra anomalia da sanare, diversamente dalla Germania, il paese, con le privatizzazioni, sollecitate anche dall’estero, non ha più banche pubbliche, quindi il capitale della banca centrale è controllato dalle banche. La banca d’Italia paga imposte sui suoi profitti allo stato, come fosse un’impresa privata e non un organo pubblico, rivendicando contemporaneamente, diversamente da altre istituzioni, la sua autonomia dallo stato. 

Per pagare debiti arretrati verso le imprese per 30 miliardi di euro, il governo vorrebbe emettere minibot, che sarebbero altro debito a breve, ma, visti i rendimenti dei BOT, senza remunerazione; tuttavia, tralasciando le polemiche di Draghi al riguardo, che si è chiesto se i minibot sono denaro o titoli del debito pubblico, in economia si afferma che il concetto allargato di moneta include anche prestiti bancari, depositi in c/c, criptovalute, assegni, cambiali, derivati e titoli di stato come i BTP e i BOT, perché sono tutti mezzi di pagamento circolanti valorizzati da chi li accetta, anche se senza copertura o garanzia statale.

Se l’Italia uscisse dall’euro, sarebbe per essa un affare, potrebbe rimborsare il debito con gli euro in suo possesso, materiali o scritturali, e poi lo stato potrebbe emettere una sua moneta; gli Usa, per azzerare i loro debiti pubblici e privati, potrebbero ripudiare il dollaro dandosi un’altra moneta, senza dover rimborsare niente a nessuno, lo potrebbero fare quando gli operatori disinvestono in Usa, la potenza militare americana sarebbe in grado di dissuadere, da qualunque reazione, i paesi creditori.

Ora gli Usa, con il loro grande deficit commerciale, possono solo svalutare il dollaro, aumentare i dazi all’importazione e agire sui tassi d’interesse, cioè aumentando gli interessi sui bond e abbassandoli per i prestiti a imprese e famiglie. Anche i debiti pubblici si possono ripudiare, rinegoziare, consolidare, mentre in Italia i privati falliti  sono esposti alla gogna, iscritti nel registro dei falliti e non possono iniziare un’altra imprese se prima non pagano tutti i debiti; invece in Usa, se trovano altro credito bancario, possono farlo.

Il neocolonialismo francese, con il franco FCA, affama larga parte dell’Africa, alimentando l’immigrazione, con la chiusura delle frontiere, Francia e Germania ci restituiscono immigrati arrivati dall’Italia e la Svizzera chiude alcuni valichi con l’Italia; è la naturale conclusione o controindicazione alla globalizzazione e alla società aperta di Soros e di papa Francesco, che hanno patrocinato l’abolizione delle frontiere e l’emigrazione.

La sinistra italiana è a favore di UE, banche, papa e immigrazione, ha voltato le spalle ai lavoratori italiani, i quali gli hanno tolto il voto. Le privatizzazioni non funzionano perché lo stato continua a pagare per i servizi privatizzati, per far decollare l’Italia, occorre utilizzare i fondi europei, fare investimenti con la spesa pubblica, ridurre gli sprechi della pubblica amministrazione, contrastare la burocrazia e la corruzione, tagliare tasse a imprese e famiglie, tagliare pensioni ed emolumenti elevati e abolire l’elusione o evasione legale delle imposte, della quale la televisione non parla mai, ma condanna l’evasione privata.

Gli azionisti dello stato, che assomiglia a una società segreta, sono preoccupati da questa prospettiva, come dell’abolizione dei paradisi fiscali e dell’elusione fiscale. Salvini, boicottato dall’informazione, è stato premiato dagli elettori e si sta rivelando un vero statista, ora il bavarese Manfred Weber chiede il sostegno dell’Italia per la sua  nomina a presidente della commissione europea, da dove potrà aiutare l’Italia concedendole più flessibilità di bilancio e meno rigorismo e austerità.

Non è sufficiente partecipare alle decisioni europee alle quali l’Italia è stata spesso assente, i grandi attori, come Francia e Germania, concertano in anticipo le loro proposte da portare in assemblea, quindi l’Italia, per stare nell’UE, deve ricercare delle alleanze. Dopo i successi elettorali della lega e con un rimpasto nel governo italiano, alla lega potrebbero andare i lavori pubblici e la difesa e Dio Maio potrebbe cedere anche un suo ministero, ma Mattarella, che è europeista, si oppone, anche Fico e Di Battista, per far durare questo governo, andrebbero  tacitati.

La chiesa, assediata da omosessuali, pedofili e affaristi, con Avvenire, il quotidiano dei vescovi italiani, fa pubblicità all’Islam, se un quotidiano islamico facesse la stessa cosa, la sua redazione sarebbe messa a fuoco, del resto; la chiesa si è accorta in ritardo anche delle persecuzioni islamiche nei confronti dei cristiani. Con il decreto sicurezza di Salvini, ora le navi delle ONG rischiano il sequestro, le corrette azioni della magistratura politicizzata erano state depotenziare a favore dell’immigrazione; come capo del consiglio superiore della magistratura, della corruzione sulle nomine da parte del CSM, Mattarella doveva essere a conoscenza.

Per pagare i 30 miliardi di debiti dello stato, si è proposta anche un’imposta del 15% sul contenuto delle cassette di sicurezza, che naturalmente aumenterebbe la pressione  tributaria, sembra che nelle cassette siano custoditi 200 miliardi di euro in contanti, anche perché, in banca, i depositi non sono più remunerati; sulla proposta, apparentemente rientrata, l’informazione alimenta la sua bagarre.

Nelle scuole islamiche di Pisa, per insegnare il Corano, si puniscono bambini con mazze, bastioni e barre di ferro. Le sentenze della magistratura possono essere anche curiose, ad Aosta, un vice procuratore ha sentenziato che non è reato affermare che i napoletani sono tutti ladri, un altro giudice affermò che la parola terrone non rappresenta un’offesa ma cafone si. Come fatto con la rottamazione delle auto vecchie, nonostante l’Italia manchi ancora delle relative colonnine per il rifornimento, il governo ha votato incentivi per l’acquisto di auto elettriche, che l’Italia non produce, ma le produce la Francia, sembra un aiuto alla Francia che ci maltratta.

Salvini ha confermato il finanziamento pubblico annuo, per tre milioni di euro, a radio radicale, che è sempre stata contro il governo gialloverde; il partito radicale è stato prima laico, poi a favore dei detenuti, europeista e a favore dell’immigrazione. Pannella affermava che le carceri italiane erano, non solo sovraffollate, ma anche dei lager, però, un detenuto americano, recluso in carcere italiano per droga, ha affermato che le carceri italiane sono meglio di quelle americane, che assomigliano a gabbie di ferro singole. Probabilmente Salvini, criticato da Di Maio, ha ceduto al ricatto dell’informazione che tratta bene quelli che la finanziano, mentre i suoi lettori diminuiscono.

In realtà, per superare la crisi, non bisogna finanziare i predicatori laici o religiosi, ma fare credito a chi non ha risorse e ha poche garanzie, ma ha buoni progetti; invece Avvenire ha lanciato un appello ai bambini, per saldare le spese dell’elemosiniere del papa, sostenute per la corrente  elettrica non pagata di un edificio occupato da immigrati, intanto in chiesa si rubano offerte e arredi. Contro la psicosi alimentata da Moscovici e informazione contro l’Italia, gli investitori esteri fanno incetta di BTP italiani, anche con gli interessi in calo, dimostrando di voler concedere credito all’Italia.

In Piemonte, il presidente Chiamparino è stato sostituito da Cirio del centro destra, che ha tolto il sostegno economico al raduno antileghista del gay pride. Nel carcere di Padova la direzione ha concesso una cella matrimoniale a due gay tunisini spacciatori, in Tunisia non avrebbero avuto tanta fortuna. Il prete brianzolo Giorgio De Capitani celebra le funzioni religioso e non è stato spretato, tuttavia, senza conseguenze giudiziarie, ha invitato a uccidere Salvini.

A proposito della nave traghettatrice di un’ONG tedesca, Sea Watch, la commissione europea ha stabilito che la Libia non è un posto sicuro, perciò sarebbe meglio accogliere gli immigrati imbarcati in Italia. La CGIL senza accennare allo sfruttamento della donna, per non danneggiare corpo e carriera delle donne benestanti, si batte per l’utero in  affitto.

EUROPA

Nei paesi dell’UE, c’è stata una bassa affluenza alle elezioni europee, soprattutto nei paesi dell’Europa dell’est, da esse risulta che la Germania, per i vantaggi che riceve dall’UE, è prevalentemente europeista, Francia, Italia e GB sono prevalentemente sovraniste e la Spagna, che ha utilizzato sapientemente i fondi europei, ha confermato il sostegno ai socialisti che perdono in tutta l’UE.

La Germania va però anche a destra e, dagli ultimi sondaggi, pare che i verdi siano diventati il primo partito, in Gran Bretagna è cresciuto il partito Brexit di Farange e il prossimo cancelliere dovrebbe essere Boris Johnson che è a favore della Brexit. L’UE, attualmente telediretta dalla Germania, per superare la sua crisi politica, dovrebbe riformarsi e dare più spazio alle regioni e agli stati partecipanti, archiviando l’austerità di bilancio; in Italia sono antieuropeisti sia la Lega che il M5S, nel paese ci saranno grosse novità con le prossime elezioni politiche e con la scadenza del mandato di Mattarella che è europeista come Tria.

Facebook, con la collaborazione di grandi aziende di servizi, vuole creare una nuova criptovaluta, la libra, che dovrebbe fare concorrenza a dollaro ed euro. Dopo il bitcoin, nato dieci anni fa, che non ha avuto grande diffusione, ma ha favorito la speculazione sulla sua quotazione, a questo nuovo progetto di criptovaluta o valuta digitale dovrebbero partecipare anche Amazon e grandi banche. Al progetto Libra partecipano, con capitale, 100 società, del sistema si avvantaggeranno i paesi sottosviluppati con poche banche; a causa dei dati personali acquisiti dalla nuova piattaforma, sono sorte preoccupazioni per la tutela dalle privacy.

La moneta virtuale Libra non dipenderebbe da banche o dalle banche centrali e priverebbe gli stati, come fatto dall’euro, della sovranità monetaria e forse della sovranità popolare, purtroppo, potrebbe favorire anche l’avvento di un governo mondiale; formalmente e inizialmente, sarebbe collegata alle maggiori monete internazionali, come il dollaro e l’euro, e avrebbe un valore più stabile dei bitcoin, garantirebbe pagamenti istantanei: Con questa moneta, Savona teme l’emarginazione del sistema bancario internazionale, delle banche centrali, forse anche di FMI e Banca Mondiale.

Tra gli economisti c’è chi sostiene che la moneta non è un valore ma un velo insignificante al cospetto dell’economia reale, e c’è chi sostiene che l’emissione monetaria con il deficit del bilancio dello stato e con le  operazioni di mercato aperto, anche dette quantitative easing, in sigla QE, possono stimolare l’economia; al riguardo però, pare che, con l’insuccesso del QE europeo, che non  ha aiutato la produzione, Mario Draghi sia stato smentito. Ora Trump attacca il progetto di Draghi che, per aiutare l’economia europea, vorrebbe svalutare l’euro, perché gli Uisa hanno una  bilancia commerciale passiva e l’UE ne ha una attiva.

Con il ruolo di UE e BCE, pare che la moneta sia divenuta importante, però sono più importanti produzione agricola, artigiana e industriale, come l’occupazione, inoltre è importante la domanda nazionale ed estera che stimolano la produzione e l’occupazione; perciò è importante sostenere i consumi con meno imposte e difendere salari, pensioni e stipendi. I lavoratori dipendenti non si costruiscono patrimoni personali, ma allevano figli e favoriscono la crescita del Pil; proletario viene da prole.

Macron, con idee confuse, è sovranista ed europeista, vuole una revisione di Schengen, un giro di vite sugli Imam predicatori e vuole fare concorrenza a Le Pen; la Svizzera vuole chiudere i valichi dall’Italia perché afferma che vi arrivano rapinatori italiani, è un altro attacco alla libertà di circolazione in Europa. La corte UE ha condannato l’Italia per il carcere a vita e un giornale tedesco chiama gli italiani straccioni, Macron ci dice rivoltanti, nessuna protesta e Mattarella si scusa con Macron per le reazioni italiane, dovremmo imparare ad avere più dignità e orgoglio.

Trump chiede la rivalutazione dell’euro e la riduzione dell’attivo commerciale tedesco che ha rafforzato il ruolo della Germania, però, senza chiedere permesso a nessuno,  potrebbe anche svalutare il dollaro, aumentare i dazi all’importazione, agire sui tassi d’interesse e tassare le società americane che hanno delocalizzato e non hanno fatto rientrare i profitti in Usa.

Le elite europee, prevalentemente di sinistra, si fa per dire, vogliono l’Eurabia e vogliono cancellare l’identità giudaico cristiana dell’Europa. Con il sincretismo religioso si può fare, con le crisi dei valori precedenti nacquero ebraismo, cristianesimo, zoroastrismo, manicheismo, islamismo e buddismo; comunque, per il quotidiano dei vescovi italiani, l’Islam è religione di pace, naturalmente come il cristianesimo delle crociate.

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 10/6/2019)

ITALIA

Quando i superburocrati si sentono inutili e improduttivi, per dimostrare che lavorano molto, s’inventano regolamenti e procedure amministrative inutili e più lunghe, che ritardano i tempi di esecuzione, aumentano il lavoro degli addetti all’amministrazione e richiedono nuove assunzioni; la loro numerosa platea di dipendenti serve poi a giustificare il loro ruolo o grado e il loro elevato stipendio. Ciò detto vale per l’Italia e per Bruxelles, Il blocco degli appalti italiani potrebbe dipendere anche da questo..

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Conte ha affermato che l’Italia ricostruirà 600 chiese distrutte dal terremoto, ma la chiesa cattolica avrebbe i mezzi economici per farlo da sola, del resto lo fa anche in Francia, il cui governo non  paga nemmeno la protezione alla chiesa cattolica, come fa l’Italia. Finita la seconda guerra mondiale, in Germania si pensò a ricostruire prima le fabbriche, invece In Italia, a spese del governo, si pensò a ricostruire prima le chiese, perciò è impossibile negare che l’Italia sia un paese confessionale; l’Italia non è stata mai indipendente nelle sue scelte, non bisogna dimenticare che è, di fatto, un protettorato dei mercati e del Vaticano.

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A volte le statistiche, diffuse dalla televisione, sono solo una forma di propaganda, il governo indiano è stato accusato dall’opposizione di aver falsificato le statistiche, aumentando il Pil e sottostimando la disoccupazione. Per l’Italia, in materia di corruzione, è tipica, ma poco convincente, la sua posizione statistica mondiale non lusinghiera, che serve a diminuire l’autostima degli italiani e a renderne più facile la sottomissione allo straniero.

EUROPA

Polonia e Spagna, grazie anche agli aiuti dell’UE, si sviluppano più velocemente dell’Italia meridionale, però la Spagna ha una disoccupazione di oltre il 17%, cioè più alta dell’Italia.

In Germania è stato assassinato il politico locale democristiano Walter Luebcke, inviso alla destra di Pegida, il quale, a favore della solidarietà cattolica, si era speso a favore degli immigrati. Le proteste popolari contro il governo non esistono solo in Francia, ma anche in Germania.

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Non è vero, come è stato sostenuto l’informazione mainstream, che, con le elezioni europee niente è cambiato, in Germania i socialdemocratici sono crollati e, secondo i più recenti sondaggi, i verdi sono diventati il primo partito, mentre in Italia la Lega continua ad avanzare e ora è arrivata a oltre il 36%; forse è stato aiutata dagli inviti a favore dell’immigrazione del papa e del suo megafono, cioè la televisione italiana, come dalla prese di posizione in materia, del presidente della camera Fico. Anche Fratelli d’Italia avanzano, mentre Forza Italia s’indebolisce e, di questo passo, alle prossime elezioni politiche, forse Lega e Fratelli d’Italia saranno in  grado di formare un governo da soli

In Germania gli industriali reclamano più investimenti in infrastrutture e digitale, in teoria, lo stato, grazia all’attivo commerciale e a quello del bilancio dello stato, avrebbe i mezzi per farlo, ma forse preferisce usarli per favorire, con la propaganda e acquistando amici, l’espansione economica e politica tedesca all’estero e soprattutto in Europa.

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Le religioni hanno patrimoni che investono nella terra, negli immobili e in borsa, la chiesa anglicana è importante azionista di Exxon Mobil, che l’anno scorso ha avuto un utile netto di 20,8 miliardi di dollari; la chiesa anglicana ha imposto, alle elezioni nell’assemblea della società, un nuovo presidente ambientalista, favorevole alla riduzione delle emissioni inquinanti, è sicuramente una prova di sensibilità, invece il papa preferisce spendersi a favore dell’immigrazione.

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L’autonominatosi direttorio dell’UE, cioè Francia e Germania, nelle persone del ministro delle finanze francese, Le Maire, e della cancelliera tedesca, Merkel, alla federazione degli industriali tedeschi hanno criticato le regole antitrust dell’UE, che non consentirebbero di competere alla pari con Cina e Usa; in quella sede, la Merkel ha criticato la bocciatura da parte della commissione europea della fusione tra Siemens e Alstom.

Recentemente, la commissione, presieduta da Margrethe Vestager, per proteggere le produzioni dell’UE, si è concentrata soprattutto sulle acquisizioni straniere in UE e sulla posizione dominante nel marcato di  Amazon e Google, ma la Merkel l’accusa di non permettere un’UE più competitiva; tuttavia, si sa che la Germania, violando i trattati europei, esporta più della Cina. Secondo Francia e Germania, la commissione europea dovrebbe favorire la nascita di campioni economici europei nell’ UE e nei mercati pertinenti come l’Africa.

Affermano che la politica sulla concorrenza non deve essere troppo restrittiva, però è scritta sui trattati, che la Merkel invita spesso a rispettare; ora questa vuole cambiare le regole dell’Antitrust e vuole che, con il cambiamento della commissione, in materia, si pronunci il consiglio europeo, cioè i governi. Comunque, è da ricordare che, dal 2010, la commissione ha respinto solo sette concentrazioni, anche così però, Le Maire ha richiesto la revisione delle regole antitrust europee ma, per il settore digitale, a dominio americano e cinese, chiede di ostacolare la concentrazione e invoca regole antitrust più severe; ha anche invitato a combattere i comportamenti anticoncorrenziali delle società più tecnologiche.

Tenuto conto che l’Italia è stata sempre assente nelle decisioni europee, bisognerà vedere cosa ne penseranno le lobby europee al servizio anche di Usa e Cina; la Merkel, secondo i telegiornali italiani, seria e rigorista, in questa questione rivela il suo opportunismo. La Germania ha violato i trattati con l’eccesso di esportazioni; per andare incontro ai creditori tedeschi e francesi, ha salvato le banche greche con soldi anche italiani, vietando poi all’Italia i salvataggi statali delle sue banche e imponendole il bail-in.

Con il trattato franco-tedesco, ha minato la sopravvivenza dell’UE, senza il permesso dell’UE e irritando gli Usa, ha fatto collegamenti ferroviari con la Cina e gasdotti diretti in Russia, poi all’Italia ha detto che, per la via marittima della seta, doveva chiedere il permesso all’UE. (Per le notizie, fonte: Chiara Rossi – startmag.it).

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Germania e Francia, con la partecipazione della francese Dassault e del consorzio europeo Airbus, hanno costituito un consorzio per la costruzione del caccia di sesta generazione FCAS; Gran Bretagna, Italia e Svezia hanno fatto altrettanto con il Tempest, al quale partecipano Rolls Royce e Leonardo-Finmeccanica. L’FCAS dovrebbe sostituire Tornado ed Eurofighter, la Francia punta anche all’esportazione di questo aereo che dovrebbe entrare in servizio dal 2040, gli Usa hanno già sostituito gli F22 con gli F35; per la difesa europea, l’UE progetta anche un nuovo carro armato franco-tedesco, che dovrebbe sostituire il Leopard 2A6-7 e il Leclerc francese. (Per le notizie, fonte: Aurelio Giansiracusa – startmag.it).

ISLAM

Pare che in Siria siano nate delle frizioni tra Russia e Iran, Mosca vuole garantire anche la sopravvivenza di Israele, mentre, nel Golan, l’Iran sostiene gli Hezbollah che, con i loro attacchi, vorrebbero distruggere Israele. L’Iran vuole il suo controllo politico sulla Sira mentre Mosca vuole solo sostenere Assad al potere; come accade nei paesi capitalisti che alimentano le guerre, Russia e Iran, finita la guerra in Siria, sono concorrenti nel business della ricostruzione della Siria; inoltre Mosca, per contenere il terrorismo sunnita in Russia, vuole un dialogo con Riad, nemica di Teheran.

Anche a causa delle loro posizioni verso Israele, cioè non solo per motivazioni religiose, gli stati sunniti si dividono dagli sciiti, ma si dividono tra loro anche i sunniti, infatti, il Qatar sunnita collabora, anche militarmente, con l’Iran sciita. Oggi il mondo islamico non pare trovare la pace, si arma, come già fatto nella storia da tanti stati, alimenta il terrorismo e alcune sue frange vogliono uno stato islamico integralista religioso, cioè un nuovo impero, impegnato nella distruzione di ebrei e cristiani,  con la falsa motivazione religiosa, perché la religione aiuta l’immolarsi dei combattenti.

Per favorire la loro penetrazione politica, Arabia e Turchia finanziano la costruzione di moschee in Europa, Russia e Africa; la Turchia, anche se appartenente alla Nato, si è avvicinata alla Russia, dove opera il terrorismo islamico e dove sono immigrati siriani e iracheni. Anche a causa delle sanzioni americane, la Russia è colpita da crisi economica e inflazione e perciò la popolarità di Putin è in calo; con la riforma delle pensioni, gli uomini vanno in  pensione a 65 anni, mentre la durata media della loro vita è di 66 anni; nel paese, soprattutto in città, aumentano povertà e proteste.

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 3/6/2019)

EUROPA

Alle elezioni europee, in Germania hanno vinto ancora gli europeisti, anche se ridimensionati, mentre i verdi sono aumentati di molto, il paese è europeista perché, diversamente dall’Italia, ha avuto grandi benefici dall’UE; però i sovranisti sono annidati anche tra nazionalisti, popolari, liberali, socialisti e verdi. I partiti verdi, ambientalisti ed ecologisti sono animati da buoni sentimenti, anche se spesso espressi male o non tradotti in pratica.

In Europa si consuma ancora carbone che inquina, gli allevamenti di bovini e suini inquinano, si fanno troppi contenitori e imballaggi poi gettati, i contenitori di alimenti, bevande e detersivi dovrebbero essere in vetro standard riutilizzabile con lavaggio, come si faceva una volta con le bottiglie della centrale del latte. Oltre all’impegno su raccolta e smaltimento dei rifiuti, bisognerebbe ostacolare l’uso della plastica e l’interesse delle industrie a favorire la sostituzione di macchine e apparecchi, invece della loro riparazione; alcuni componenti di macchinari di varie marche, dovrebbero essere standardizzati e comuni.

Le fotocopiatrici, spesso, costano meno del kit delle relative cartucce. Si dice spesso che l’UE dovrebbe puntare all’unione politica, Il fatto è che l’UE è nata a tavolino con un immaginario, anche se non immediato, disegno politico, che si è poi concretato in un disegno economico in mano a lobby di banche, industrie, ordini professionali e produttori agricoli. I politici non vedono l’ora di mettersi al servizio di chi li può pagare, non accade solo in Italia, anche i privilegi economici, derivanti dalla carica, sono un sistema di corruzione che vuole il consenso, a tutti i costi, da parte dell’alta dirigenza e dell’informazione.

La lega ha criticato la progettata riduzione degli aiuti europei all’agricoltura italiana ed europea, ma l’UE spende il 38% del suo bilancio a favore dell’agricoltura e il paese che se ne avvantaggia di più è la Francia; concede finanziamenti agevolati a vantaggio soprattutto dei paesi dell’Europa settentrionale che hanno favorito la produzione zootecnica che inquina, riducendo le importazioni da paesi, come l’Argentina, che avevano bisogno di esportare carne allevata nei pascoli.

In un disegno neo-imperiale, la Germania ha usato le esportazioni per avere risorse per condizionare politica e informazione e per comprare industrie degli altri paesi, favorendo la sua penetrazione politica ed economica in Europa e nell’Islam. In Ungheria Orban, grazie agli aiuti europei, si stringe alla Merkel e perciò rifiuta di collaborare con Salvini però, come l’Italia, rifiuta l’immigrazione, anche se nel suo paese c’è piena occupazione.

ITALIA

Dopo il successo, alle elezioni europee, del partito italiano della Lega, questa, per rafforzare la sua posizione, dovrebbe proporre una fusione con Fratelli d’Italia e lanciare una specie di Opa su Forza Italia, cooptando, per non disorientare gli elettori, solo i membri giovani che non hanno avuto responsabilità nel partito o che non ne sono stati portavoci.

I risultati italiani alle elezioni europee, a danno del M5S, sono soprattutto dovuti al protagonismo e all’eccesso di polemiche di Di Maio, che non ha capito che, a causa dell’UE e dell’immigrazione, il vento della politica italiano spinge a destra. Di Maio, a causa dell’insuccesso elettorale del suo partito, è sotto accusa ma, con le consultazioni in rete attraverso la piattaforma Rousseau, per il momento, è stato confermato ma, se va alle elezioni politiche anticipate, rischia di vedere dimezzata la sua rappresentanza parlamentare.

Bisogna tenere presente che i parlamentari pentastellati, come gli altri  non vogliono perdere il loro posto in parlamento che equivale a una vincita alla lotteria; quindi, in caso di disaccordi nel governo, il M5S non chiederà le elezioni politiche anticipate, ma le potrebbe chiedere la Lega, per bloccare la scelta di Di Battista alla guida del M5S e per contestare le prese di posizione di Fico, del ministro Trenta e altre riforme del M5.

Poiché i comunisti italiani, che hanno un piccolo partito, col tempo si fanno sedurre dal potere e dal denaro, infatti, con il trasformismo, in passato si sono evoluti passando da sinistra a destra e cambiando nome, privandoli di rappresentanza gli elettori, alle elezioni europee; hanno preferito loro un PD che è, praticamente, un partito di  destra che usa sempre i soliti slogan contro il governo, senza fare dell’autocritica, ma adesso pare essere corso ai ripari  con delle proposte di riforma.

E’ scaduta la convenzione con radio radicale, non rinnovata dal governo, al quale costava 3,5 milioni di euro l’anno, un’incredibile elargizione, come quella fatta alla stampa e alla  televisione, il partito radicale, che non ha superato lo sbarramento del 4% alle elezioni europee, ha accantonato la laicità dello stato e perciò la Bonino non affascina più nessuno.

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Il sottosegretario grillino alla difesa, Tofalo, ha criticato le scelte del ministro della difesa Trenta, del M5S, affermando che il nemico da combattere non è Salvini, ma l’apparato amministrativo del ministero che rifiuta il controllo politico; come dire, che la difesa, come la magistratura e il Quirinale, vuole essere autonoma dal governo. Dall’altra parte, il generale Mario Arpino e altri tre generali in pensione non hanno partecipato, dalla tribuna, alla parata militare del 2/6/2019, per la festa della repubblica, hanno accusato il ministro di avere scarso interesse all’efficienza delle forze armate.

Il ministro ha affermato che le forze armate devono esser tese all’inclusione sociale, Fico ha precisato,m anche a vantaggio di zingari e immigrati, intanto i gommoni, carichi d’immigrati, soccorsi dalla marina militare italiana, continuano ad arrivare, Salvini ha affermato che li ridistribuirà tra altri paesi europei. Un professore dell’Università privata cattolica Luiss di Roma ha affermato che i paesi più forti hanno più PIL, più forze armate e accolgono l’immigrazione, però ci sono paesi piccoli che hanno un Pil pro capite più alto e il benessere dei paesi si valuta anche con altri indici; l’alta spesa militare alimenta le guerre, ma contribuisce ad alzare il Pil.

Bisogna sempre ricordare che nel calcolo del Pil è più importante l’industria dei servizi, i grandi paesi che abbandonano l’industria decadono e che, nella storia, le immigrazioni di massa si sono risolte in invasioni che hanno fatto crollare civiltà. A proposito dell’accoglienza verso gli immigrati  e in riferimento agli inviti del papa a favore di essa, val la pena di ricordare che, complessivamente, nel mondo esistono, in media, circa 50 persone per chilometro quadrato, invece in Italia ci sono 200 abitanti per chilometro quadrato. L’immigrazione dovrebbe essere regolata secondo le necessità del paese di arrivo e andrebbe diretta soprattutto verso i paesi con minore densità di popolazione.

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 27/5/2019)

EUROPA

Gli alleati, Usa, GB e Francia, vincitori della seconda guerra mondiale, hanno delocalizzato industrie e ora hanno un grande deficit commerciale, colmato in parte con le attività speculative finanziarie e dagli Usa anche con il dollaro, che è un certificato di debito irredimibile, solo all’Italia è rimproverato il suo debito pubblico.  invece i paesi sconfitti, Germana, Giappone e Italia, hanno un attivo commerciale, usato dalla Germania per accrescere, con un piano di rivincita, la sua influenza politica in Europa, mentre anche i lavoratori tedeschi soffrono per l’austerità.

La Germania oggi è per il controllo del bilancio e per la bassa inflazione, però finanziò la prima e la seconda guerra mondiale con il deficit di bilancio, che le procurò grande inflazione; per finanziare la guerra, si indebitò utilizzando anche prestiti Usa; utilizzò anche i beni degli ebrei e dei paesi occupanti e il lavoro schiavo. Dopo la seconda guerra mondiale, non rimborsò il suo debito di guerra; oggi vuole disciplina di bilancio e controllo dei salari, ma, con il paravento francese, ha nel cassetto ancora un suo piano egemonico per l’Europa, anche con una sua politica di avvicinamento al mondo islamico.

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I rappresentati italiani della Lega hanno chiesto alla BCE perché, per gli stress test sulle banche italiane, è ricorsa alle consulenze pagate del Fondo investimenti speculativo americano Blackrock, evidenziando il conflitto d’interesse, perché il fondo investe 6.000 miliardi di dollari anche nel settore bancario. Anche se Blackrock aveva garantito la riservatezza sui dati raccolti e la loro separazione rispetto ai suoi investimenti, è un fatto che esso ha rifiutato un finanziamento alla banca italiana Carige in difficoltà. Pare che i conflitti d’interesse esistano in Italia e in Europa e il diritto è impotente a dirimerli.

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La PAC, politica agricola comunitaria dell’UE, per i suoi interventi impegna il 38% dei fondi dell’Unione, facendo concorrenza sleale a Usa, Argentina, Brasile e altri grandi paesi esportatori di derrate alimentari, favorendo la produzione interna di carne che inquina aria e acque e calmierando i prezzi agricoli europei. Sembra che l’UE abbia più a cuore l’agricoltura che gli investimenti pubblici e la politica sociale; infatti, gli agricoltori sono meno del 10% della popolazione attiva, cioè circa 20 milioni, il maggiore beneficiario di questi aiuti è la Francia che la Germania vuole tenere buona.

Sembra che l’UE, con la sua politica agricola, abbia favorito in Italia l’importazione di prodotti alimentari, dal punto di vista sanitario, meno garantiti di quelli italiani, ma più economici, danneggiando i produttori italiani, che hanno costi di produzione più alti, e tollerando i falsi alimenti made in Italy. Nella prima repubblica italiana lo stato aveva previsto diverse provvidenze per gli agricoltori, cioè prestiti agevolati per conduzione, zootecnia, formazione della piccola proprietà contadina, aiuti per le avversità atmosferiche, ecc.; con l’avvento dell’UE, queste misure furono abolite, oggi l’UE concede aiuti con i soldi degli stati e riceve i ringraziamenti degli agricoltori, mentre i singoli stati tassano, accade anche con la beneficenza della chiesa.

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Secondo i germanofili, tutto quello che nasce in Germania e serio e non può essere il risultato di furbizia, si è proposta la connessione delle reti elettriche dell’UE, senza rimborso delle spese di trasporto. L’Italia è stata il primo paese ad acquistare gas dalla Russia, con un gasdotto costruito dall’Eni, a causa delle pressioni americane, ha abbandonato questo fornitore e ora la Germania, che ha sempre inquinato con il suo carbone,  è il primo acquirente di gas russo e lo vuole fornire anche all’Italia.

Le critiche, per ragioni ambientali, ai metanodotti provenienti da Balcani, Turchia, Cipro e Israele, hanno ritardato l’allacciamento dell’Italia a fonti alternative e ora la Germania, per rifarsi delle spese di trasporto del gas russo, come fanno i paesi africani attraversati da oleodotti, esige dall’Italia il rimborso di 500 milioni di euro l’anno per le spese di trasporto di un gas, che l’UE potrebbe far circolare liberamente come l’elettricità.

Il gasdotto tedesco proveniente dalla Russia e stato costruito, per ragioni strategiche ed economiche, con soldi tedeschi, però, anche così, ciò che chiede la Germania può essere definito un dazio, una tangente, una tariffa o pedaggio come quelle autostradali. Il rimborso preteso dalla Germania sarà a carico di consumatori e industria italiana che già paga l’elettricità più cara, rispetto ai concorrenti europei.

Quando l’UE proponeva all’Italia di predisporre nei porti italiani degli impianti di rigassificazione del gas, trasportato liquido via mare, da distribuire con gasdotti in Europa, il tema del rimborso delle spese non fu affrontato; l’Italia anche in quel caso, su pressione degli ecologisti, paventò l’inquinamento dei mari, ma non chiese il pagamento delle spese, con una maggiorazione del prezzo del gas.

Il migliore sovranismo è quello della Brexit e dall’accordo di Aquisgrana, con cui, con la crisi dell’UE, Francia e Germania difendono i propri interessi economici e decidono politica estera europea, puntando su un loro esercito comune e sulla politica industriale comune. Già Montanelli aveva affermato che nell’Unione Europea i francesi sarebbero entrati da francesi, i tedeschi da tedeschi e gli italiani, svendendo l’italianità, da europei.

 

ITALIA

Costatiamo che, secondo la costituzione materiale italiana, anche se il presidente della repubblica non è eletto, la repubblica italiana è indubbiamente presidenziale, il presidente del consiglio, chiunque esso sia, secondo la costituzione scritta, sempre esaltata da Mattarella, è evanescente, ma si è ritagliato un ruolo con quella materiale. Il parlamento, sovrano secondo la costituzione scritta, ha abdicato al suo ruolo legislativo secondo quella materiale, infatti, si dedica solo alle polemiche o è assenteista, anche il parlamento dell’UE non è molto diverso, però, a parole, nessuno vuole seppellire il parlamento.

Di Maio, per fermare l’ascesa della lega, oltre le sue invettive e polemiche televisive, ha cercato di usare Mattarella, che è europeista e filo francese, contro Salvini, fortunatamente, il presidente usa anche le informazioni dei servizi segreti e dei carabinieri; comunque Salvini, vista l’aria che tira nel governo, ha rinviato la presentazione e la votazione del nuovo decreto di scurezza a dopo le elezioni europee, che hanno segnato il successo della Lega, divenuto il primo partito italiano.

Alle elezioni europee si sono presentati partiti minori, spesso smarcati da televisione e partiti generalisti, che sostengono ottime tesi su UE, euro, immigrazione e problemi sociali, ma, per questa tornata elettorale, non hanno raggiunto la soglia di sbarramento del 4%; purtroppo, nessun partito difende più la laicità dello stato, qualche voce isolata, paradossalmente, è venuta solo dalla chiesa, la televisione è sempre il megafono del papa; il partito pirata lotta contro brevetti e diritto d’autore e per la libertà della rete.

Bisogna lottare per la diffusione della conoscenza e contro i segreti, quelli che non vogliono che si copi, anche in termini non letterali, sono quelli che copiano di più, parlo dei professori che a volte, vietando di copiare, sembrano gli autarchici della cultura. L’uomo dovrebbe copiare in libertà e non essere semplicemente condizionato o programmato, la conoscenza si è diffusa ed è cresciuta con lo scambio d’informazioni e, con la memoria, produce cultura; la quale, a sua volta, incrementa l’intelligenza, perché l’uomo senza cultura è simile a una bestia. Grazie alla cultura, l’uomo è bipede, parla e scrive, i bambini allevati dai lupi, camminano a quattro zampe, non parlano e non scrivono, invece i gatti, anche se allevati dall’uomo, camminano sempre a quattro zampe.

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La chiesa cattolica ha sempre avuto la fissa del sesso, per risparmiare, ha imposto ai preti il celibato dei monaci, indirettamente alimentando nei preti pedofilia, omosessualità, adulterio e abbandono del sacerdozio da pare di preti buoni, ma casti per libera scelta. La chiesa cattolica, per privilegio, ha concesso il matrimonio ai preti di alcune regioni della terra e ora, a causa delle parrocchie rimaste senza sacerdoti, anche se, apparentemente, sempre vincolata da scelte precedenti, con una riforma, potrebbe ammettere il matrimonio di preti e suore che però poi, con le sentenze della sacra rota, potrebbero anche separarsi.

ISLAM

Trump ha predisposto un nuovo piano per la pace tra Israele e i palestinesi e l’agenzia dell’Onu, Unrwa, che eroga gli aiuti economici ai palestinesi, ai quali si aggiungono quelli arabi, europei e americani, è entrata in agitazione perché preferisce gli aiuti internazionali, che potrebbero ridursi, alla pace; i palestinesi, in più generazioni, hanno rinunciato all’integrazione nei vari stati della regione e ora sono diventati cinque milioni.

Va da se che i dirigenti palestinesi, con questi soldi, vivono in ville milionarie e con cospicui conti in banca, da Gaza, Hamas controlla l’Unrwa e sta preparando una terza intifada o rivolta contro Israele, dopo quelle del 1987 e del 2000; anche Onu, Vaticano e conferenza episcopale italiana, sostengono le ragioni dei palestinesi, i vescovi cattolici e armeni lo fanno perché desiderano rimanere a Gerusalemme, mantenendosi con la religione.

Nel 1948, dopo una guerra civile tra israeliani e palestinesi, l’ONU sancì la divisione del territorio palestinese, conteso tra Israele e palestinesi, la decisione fu accettata da Israele, ma palestinesi e arabi, non desiderando lo stato d’Israele, si opposero alla spartizione; perciò, dopo la guerra del 1948 che vide la nascita dello stato d’Israele, scoppiarono, tra Israele e paesi arabi,  le guerre del 1956, 1967 e 1973, tutte vinte dallo stato d’Israele.

Indipendentemente dalle ragioni delle parti in guerra e di chi inizia la guerra come aggressore o di chi è la vittima o l’aggredito, tutti sanno che in guerra chi vince acquista territorio e chi perde, lo perde, ma sembra che per Israele queste ragioni non valgono, Israele ha già restituito Sinai e Gaza,  perciò, per distruggere Israele, i dirigenti palestinesi alimentarono il terrorismo contro i civili palestinesi. Comunque, nacquero conflitti con i palestinesi anche all’interno dei paesi arabi.

Negli anni ’60, all’interno della Giordania, nacque uno stato palestinese che riscuoteva autonomamente le imposte o protezione, perciò re Hussein, con l’operazione settembre  nero, cancello questo stato e negli anni ’70 i palestinesi fuggirono in Libano, dove  attaccavano i cristiani locali e dal Libano i civili israeliani con i missili. Con l’intervento di forze internazionali, i rivoltosi palestinesi furono cacciati anche dal Libano.

Nel 1993 con gli accordi d Oslo, ci fu il reciproco riconoscimento di Israele e dell’OLP o Organizzazione per la liberazione della Palestina; Israele si ritirò da Gaza e da parte della Cisgiordania, mentre, al momento, il problema di Gerusalemme e dei coloni israeliani di Cisgiordania fu accantonato; l’OLP governava su alcune città della Cisgiordania e l’esercito israeliano cominciò a ritirarsi.

Nel 1994 in Cisgiordania nacque perciò, con funzione amministrativa autonoma, ma sotto occupazione dell’esercito israeliano, l’Autorità Palestinese o ANP che, con i soldi dei donatori, progressivamente continuò ad alimentare il terrorismo contro i civili israeliani. Nel 2007 a Gaza, Hamas, per ragioni economiche e di potere, fece un colpo di stato ammazzando i rivali palestinesi di Al Fatah e impose la sharia; contemporaneamente, all’ONU, l’assemblea, dominata da paesi islamici, votava numerose risoluzioni contro Israele, con l’indifferenza dell’occidente che faceva affari con l’Islam.

Impossibile credere che i donatori occidentali e arabi facciano donazioni solo per carità, perché fanno affari con la vendita di armi, mentre paesi islamici fanno affari con gas, petrolio, droga e immigrazione illegale, soprattutto islamica; però, parte degli aiuti occidentali rimangono nelle tasche degli occidentali. Quando il primo ministro albanese si lamentò con il ministro italiano De Michelis di aver ricevuto solo la metà dei soldi stanziati dall’Italia per l’Albania, De Michelis rispose che la differenza serviva a coprire le spese di amministrazione. (Per le notizie, fonte: Deborah Fait – Informazione Corretta 25/5/2019).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 20/5/2019)

EUROPA

La corte dei diritti europea ha sentenziato che gli immigrati clandestini, a rischio di persecuzione nei loro paesi d’origine, non possono essere rimpatriati, senza eccezione, nemmeno quelli che hanno fatto strage contro cristiani o contro altri civili nei loro paesi o che si sono macchiati di delitti nel paese ospitante. Questa sentenza mette a rischio i rimpatri di Salvini e fornisce un aiuto economico agli avvocati che difendono, con il gratuito patrocinio, criminali immigrati, proponendo a essi il ricorso contro il provvedimento d’espulsione. In materia giudiziaria, sbagliano le istituzioni europee e quelle italiane, c’è tanto da fare, anche per rivedere i codici italiani.

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A parte le multe, che colpiscono, per i suoi ritardi, soprattutto l’Italia, nei primi mesi del 2019, i paesi dell’Unione Europea hanno presentato un bilancio finanziario contenente entrate e uscite con l’Unione, che è il seguente; la Slovacchia ha ricevuto 560 milioni di euro in più di quanto ha versato, la repubblica Ceca 523 milioni in più, l’Ungheria 462 milioni in più, la Grecia 448 milioni in più, la Romania 256 milioni in più, la Polonia 240 milioni in più, la Spagna 78 milioni in più, l’Italia, con la distrazione dei rappresentanti italiani presso l’UE, ne ha ricevuti 59 milioni in meno.

Probabilmente, tutti questi paesi, inclusi quelli di Visegrad, sono stati aiutati per favorire il loro sviluppo, quasi tutti sono contrari alla ripartizione degli immigrati; eccetto l’Italia, tutti quanti, poiché non sono nati europeisti, hanno presentato larghe astensioni alle elezioni europee precedenti; forse, con una strategia tedesca, sono stati comprati, come ha fatto l’Italia con l’Alto Adige, per farli entrare nell’Unione, perciò ora anche l’Albania, grazie ai vantaggi finanziari, desidera entrarvi. (Fonte: Il Messaggero 18/5/2019).

ITALIA

A Roma, un vescovo romano ha riallacciato abusivamente le utenze elettriche di occupanti abusivi di un immobile, sospese per mancati pagamenti; la chiesa è abituata a fare beneficenza con i soldi degli altri, cioè con obolo di San Pietro, donazioni, lasciti, 8°% Irpef; 200 carabinieri garantiscono la sicurezza del papa, che viaggia gratis sugli aerei Alitalia. Contro gli occupanti abusivi dei suoi immobili, la chiesa usa le ruspe o li fa sloggiare, un terzo dei senza tetto italiani risiede a Roma, dove la chiesa è il primo proprietario di immobili, ne ha più dello stato italiano e del comune di Roma.

Lo stato fa manutenzione di chiese e di San Pietro e finanzia i giubilei, da parte sua, la chiesa cattolica, evade legalmente le tasse, esporta capitali all’estero e usa i suoi immobili per farne alberghi e immobili commerciali esentasse, poi, per fare un favore al suo braccio secolare, cioè allo stato, invita gli italiani a non evadere le tasse. Sull’immigrazione clandestina, la chiesa è sulla stessa linea di PD, Forza Italia e criminalità, la quale fa profitto con questi immigrati, a volte criminali essi stesi, mentre gli italiani si sentono sempre più insicuri e perciò aumenta il voto a destra.

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Riguardo all’imposizione fiscale, le imposte sono pagate da consumatori, percettori di reddito e proprietari, ma il beneficiario è sempre lo stato, che guadagna anche con imprese in perdita, perché percepisce l’Iva sui loro prodotti e Irpef sugli stipendi dei loro dipendenti che sono anche consumatori. Il che significa che lo stato e non gli imprenditori, dovrebbe avere un interesse alla sopravvivenza anche di imprese in perdita.

Se lo stato e l’UE fossero equi, dovrebbe esistere solo un’imposta sul reddito, con fiscalizzazione dei contributi e con alta detrazione per i lavoratori; questa imposta andrebbe affiancata da un’imposta patrimoniale di successione, con una detrazione; le altre imposte dovrebbero essere abolite. L’UE, per favorire la concorrenza su un piano di parità, dovrebbe abolire i paradisi fiscali interni e combattere le distorsioni economiche, derivanti dalle diverse normative statali, le quali favoriscono le esportazioni di risparmi, inoltre, dovrebbe favorire l’armonizzazione fiscale interna.

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Le sanzioni e i provvedimenti disciplinari contro i dipendenti pubblici assenteisti sono doverose, però è più importante l’obbligazione di risultato, cioè il rendimento dei lavoratori; se un dipendente arriva in ritardo in ufficio, ma esamina più pratiche degli altri, non dovrebbe essere sanzionato, i capi ufficio dovrebbero controllare. Però si dice che questa verifica è difficile, in realtà, accade che gli impiegati godano di protezioni clientelari; nelle industrie si rileva il costo per unità di prodotto e i tempi medi per la sua lavorazione, questo secondo indice si può utilizzare anche nella pubblica amministrazione; non è vero che a Roma mancano poliziotti, perché ce n’è uno ogni 90 abitanti.

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Chi, come la chiesa, gli ebrei e la massoneria, controlla in incognito le banche, con i soldi dei risparmiatori, fa credito a costo zero e specula sui debiti pubblici e privati e sulla borsa. Ormai tutti sanno, per quanto riguarda il malcostume della chiesa cattolica, che presso di essa esiste la pedofilia, però, al suo interno, gli omosessuali sono più numerosi e formano un partito; più numerosi di tutti sono i preti adulteri che hanno figli ospitati in collegi riservati e destinati a grande carriera; un alto prelato ha affermato che è difficile tenere le donne, anche sposate, lontane dai preti, perché sanno che la chiesa ha il potere e può distribuire favori.

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Al 31/3/2019 le start up innovative digitali, costituite on line, in Italia sono state 2181, esse sono finanziate anche dai PIR o piani di risparmio individuali, investimenti privati canalizzati dal governo per mezzo delle banche; i loro tempi medi di costituzione sono di 23,6 giorni. E’ noto che la maggior parte di queste imprese, come avviene nella vita animale, non sopravvive, ma alcune sopravvivono è crescono, rafforzando il patrimonio imprenditoriale italiano che è notevole.

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Nel governo è in discussione la riforma della giustizia, il ministro Buonafede vuole potenziare il ruolo dell’avvocato, che spesso, con i ricorsi, è la causa principale del ritardo della giustizia; il ministro ha rilanciato il gratuito patrocinio per gli indigenti, a spese dello stato, il quali alimenta il lavoro degli avvocati. Il gratuito patrocinio ha aumentato i processi anche a favore degli immigrati, spesso prosciolti e risarciti dai magistrati. La riforma prevede anche l’equo compenso per chi si deve pagare gli avvocati, però questo compenso sarà stabilito, per legge, dagli avvocati che siedono in parlamento e al governo, è avvenuto anche con l’indennità parlamentare.

Osservo che la giustizia dovrebbe essere gratuita per tutti, perché, con il patto sociale tra stato e cittadini, lo stato concesse la protezione giudiziaria dello stato in cambio delle imposte, così il cittadino rinunciò a farsi giustizia da solo, evitando il rischio che si facesse giustizia anche chi aveva torto. Con la riforma, sembra che non si dia maggior rilievo alla velocizzazione dei processi civili e commerciali, richiesta dalle imprese.

La lega osserva che, per snellire i processi penali, non bisogna rinunciare alla tutela degli indagati e che la riforma aumenta soprattutto i poteri di procure, pubblici ministeri e avvocati; anche la lega è però a favore del potenziamento del ruolo degli avvocati, una lobby potente in parlamento e al governo. Per Salvini bisogna ridurre la durata dei processi, riducendo i tempi di prescrizione, afferma che la riforma della giustizia non deve essere fatta contro magistrati, pm e avvocati, per noi non deve essere fatta nemmeno contro l’informazione, i diritti dei cittadini, le tasche dei cittadini e contro le persone chiamate in processo. (Per le notizie, fonte: Luca Martino - Policy Maker).

ISLAM

ONG tedesche, finanziate dal governo tedesco, con apposite navi, alimentano l’immigrazione clandestina in Italia; il ministro degli esteri tedesco, Helko Maas e la cancelliera Angela Merkel hanno fatto spesso dichiarazioni a favore di Israele, in realtà, fin dalla prima guerra mondale, la Germania è a favore del mondo islamico, che oggi alimenta il terrorismo e l’immigrazione. Il settimanale tedesco Der Spiegel ha accostato la Merkel ai nazisti.

La Germania finanzia ONG che vogliono la distruzione di Israele e promuovono il boicottaggio economico o BDS contro Israele, queste, indirettamente, oltre l’immigrazione, sostengono il terrorismo e la distruzione d’Israele. L’UE a direzione tedesca e la Germania, con fondazioni e ONG, sono impegnate indirettamente in questo ruolo, tra i beneficiari vi è l’ONG Al Haq, guidata da un terrorista appartenente al Fronte di Liberazione palestinese, il suo direttore generale, Snawan Jabann, è stato condannato per terrorismo.

La Germania Usa l’UE come un suo paravento, all’Onu vota generalmente a favore delle risoluzioni contro Israele e l’ambasciatore tedesco all’Onu, Christoff  Heusgen, ha paragonato Israele a Hamas, però, sicuramente, Hamas gli è più simpatica; Vaticano e chiesa cattolica palestinese sono sulla stessa linea. La Germania rivendica un ruolo di maggior rilievo all’ONU, vuole entrare nel suo consiglio di sicurezza e perciò è allineata ai regimi islamici del golfo; anche gli interessi economici e quelli imperiali tedeschi favoriscono lo strabismo politico e l’antisemitismo. (Per le notizie, fonte: Benjamin Weinthal – Informazione Corretta 15/5/2019).

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Due imprese tra loro indipendenti, ma controllate con la partecipazione azionaria, apparentemente, dalle stesse poche persone, che però possono essere anche prestanomi, possono trasferire reddito tassabile dall’una all’altra, aumentando o diminuendo i prezzi di merci e materie prime tra loro negoziate; nel commercio estero avviene la stessa cosa, trasferendo profitti e reddito tassabile da un paese all’altro. Gli accordi di commercio internazionali non prevedono uniformità di tassazione dei capitali e nel commercio internazionale non sono adeguatamente tutelati i prodotti agricoli originali.

Con le triangolazioni si possono evitare le sanzioni commerciali degli USA, rischiando però un aumento del prezzo del prodotto acquistato; gli stati vogliono tutelare i loro brevetti industriali ma, quando acquistano aziende estere private o privatizzate, acquistano anche i loro brevetti e la loro tecnologia. Insomma, con le esportazioni di capitali e i paradisi fiscali, la globalizzazione ha tutte queste controindicazioni; ha impoverito paesi industriali ma, con le delocalizzazioni ha favorito lo sviluppo di paesi emergenti, mentre la beneficenza internazionale si è risolta in sprechi a favore di politici e loro accoliti e di chi fa affari con la miseria e l’emigrazione.

Nunzio Miccoli   www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 13/5/2019)

PREAMBOLO

E’ accaduto spesso che In nuovi partiti della salvezza, laici e religiosi, rappresentati da predicatori di partiti eredi delle vecchie società segrete, soprattutto prima delle elezioni, propongono riforme, spesso abbandonate quando riescono a occupare seggi e, soprattutto, quando sono al governo. Comunque, con il trascorrere del tempo, con periodiche e parziali riforme e con la propaganda, da un punto di vista più formale che sostanziale, hanno poi effettivamente cambiato il volto di religioni, democrazia, socialismo.

Prima dei partiti, hanno partorito riforme anche induismo, ebraismo, cristianesimo e islamismo e oggi si propone, giustamente, di riformare l’Unione Europea. Lo stato, per combattere le frodi e dare certezza, si è dato pesi e misure certificate, che hanno funzionato; ha ripetuto però, senza successo, l’operazione con il diritto, modificando spesso le norme. Il fatto è che al diritto e alla politica manca la stabilità, accade ciò perché l’élite vuole conservare poteri e privilegi e il popolo vorrebbe vere riforme e certezza del diritto.

E’ il dilemma della democrazia e del socialismo, che perciò con il tempo, hanno cambiato di significato e si sono snaturati, anche la chiesa ha sostituito il regno di Dio con la curia romana. E’ una continua lotta tra chi, come le società segrete, ha il potere in incognito e chi, come il popolo, s’illude di averlo; l’élite non ha mai voluto il governo del popolo, governa per interposte persone sempre corrotte perché comprate con i privilegi. L’èlite governa favorendo l’illusione popolare della salvezza alle vicine votazioni. Tra aristocrazia, oligarchia e democrazia moderna, da un punto di vista reale e non formale, le differenze sono poche perché le lobby pesano tanto sul governo e sulla legislazione.

Per il potere, il debito pubblico italiano non è sempre una iattura, perché serve a tenere alta la pressione fiscale, perché le imposte sono la prima finalità dello stato; teoricamente, se c’è la volontà politica,  deficit di bilancio e debiti pubblici si possono ridurre compensando crediti esteri con debiti esteri, vendendo alle aste beni artistici mobili non esposti nei musei e vendendo l’oro e le riserve della Banca d’Italia. Non si è seguita questa politica perché, riducendo deficit di bilancio e debito pubblico, i cittadini avrebbero richiesto la riduzione delle imposte.

La sovranità dello stato, del parlamento e dei cittadini è stata consegnata a Nato, UIE, mafia, lobby, chiesa, istituzioni internazionali, potenze straniere, banche e affari in genere; l’euro e il controllo dell’UE sul bilancio dello stato minano la sovranità dello stato e del parlamento. Grazie agli agenti dei mercati presenti nell’informazione e nelle istituzioni italiane, le leggi sono commissionate da Nato, UE, banche, lobby, mafia e chiesa, tra loro corrispondenti.

A vantaggio di Wall Street, Francoforte e Londra, anche la mafia ricicla all’estero, mentre al popolo è lasciata la passione sportiva del voto periodico, purché niente cambi. Dall’unità in Italia, contro il rinnovamento proposto da nuove forze politiche, si sono sempre coalizzati mafia, chiesa, affari e potenze straniere, rappresentati da istituzioni e informazione; poiché hanno guadagnato molto con il vecchio regime, i grandi interessi, grazie a questi legami, sono stati sempre contrari ai cambiamenti favorevoli al popolo.

ISLAM

La diplomazia italiana, sostenendo i piani dell’ONU e dell’ENI, non ha capito che in Libia gli stati sunniti, con interferenze dell’Iran sciita, stanno lottando tra di loro; a fianco di Al Serraj, sono scese in campo anche milizie islamiche, fratelli musulmani e tante tribù. Ora Al Serraj controlla Tripoli e Misurata ed è sostenuto da Italia, Onu, Qatar, Turchia e Iran, invece Haftar domina in Cirenaica ed è sostenuto da Arabia, Egitto, Emirati, Francia e Russia, questi secondi paesi sono impegnati a combattere gli jihadisti islamici, soprattutto i fratelli musulmani ospitati a Tripoli.

Poiché i fratelli musulmani, con le loro milizie, sostengono Al Serraj, gli Usa, che ora li riconoscono come terroristi, si sono smarcati e l’hanno abbandonato per appoggiare Haftar; perciò l’Italia deve aggiornare la sua politica verso la Libia, non sono solo in  gioco gli interessi petroliferi dell’Eni, anche senza la Libia, che è un fornitore di petrolio comodo e vicino di casa, l’Italia riuscirà ad approvvigionarsi di petrolio che non manca.

La politica estera italiana deve svincolarsi dall’Eni e da potenze straniere; se vogliamo recuperare sovranità, non possiamo impiccarci con Nato, UE e sanzioni americane, ma dobbiamo mediare per riavvicinare gli Usa a Russia e Cina. I dazi americani non sono scelte egoistiche che modificano i trattati, come afferma la televisione, perché la bilancia commerciale cinese e tedesca è in attivo e quella americana è in passivo; gli Usa dovrebbero anche svalutare il dollaro, non lo fanno e tengono gli interessi più alti, per attirare capitali dall’estero, la ragione sta sempre nel loro deficit valutario.

Bisogna evitare l’arrivo in Italia d’immigrati e jihadisti islamici e rivedere la nostra politica verso alcuni paesi islamici; non cessano i venti di guerra, è probabile che Turchia, Iran e Arabia saranno i prossimi paesi a possedere la bomba atomica. Con il passaggio degli americani all’altro fronte, forse gli Usa si stanno avvicinando alla Russia ma, per sostenere la loro spesa militare con la tensione internazionale, non lo possono dare a intendere; per la sopravvivenza dell’Italia in Europa e nel mondo, è essenziale l’avvicinamento degli Usa a Russia e Cina. (Per le notizie, fonte: Maurizio Molinari - La Stampa 5/5/19 – Informazione Corretta).

ITALIA

L’economista olandese Servaas Storm ha affermato che l’Italia è stato il paese più ligio alle regole europee sui conti pubblici, per ridurre inflazione e debito pubblico, ha favorito la deflazione salariale e mortificato domanda, occupazione e crescita; ha privatizzato banche e industrie pubbliche ed ha abbandonato l’economia mista, ha ridotto la sanità pubblica e le pensioni, eliminando, per un’infatuazione verso l’Europa, il controllo democratico del parlamento italiano sul bilancio dello stato.

Con l’intenzione di abbattere l’inflazione e stabilizzare il cambio della lira, spesso soggetta a svalutazioni, nel 1979 l’Italia aveva aderito al sistema monetario europeo a cambi fissi, per conseguenza, perse competitività, crebbe il debito pubblico e diminuì la domanda; se si fosse contratta anche la spesa pubblica, la crescita sarebbe diminuita ancora di più, perciò si preferì far crescere il debito pubblico.  Fra l’altro, le banche centrali e la banca d’Italia, spesso, invece di sostenere il cambio fisso della lira comprando lire, la vendevano per comprare altre monete, speculando al suo ribasso.

Dal 1995 al 2008 si ebbe l’avanzo primario del 3% sul bilancio dello stato, uno sforzo notevole, considerati gli interessi elevati sui titoli di stato, quest’avanzo era servito a portare il rapporto debito/Pil al disotto del 100%; purtroppo, con la crisi del 2008, il rapporto arrivò al 130% del Pil. Invece la Francia aveva conservato un deficit di bilancio e un deficit primario, con cui espanse la sua domanda per 461 miliardi di euro, mentre l’Italia la ridusse di 227.

Per conseguenza, crollarono gli investimenti e il capo economista della Deutsche Bank, David Folkerts Landau, fu costretto a riconoscere la frugalità italiana; per abbattere il debito si era sacrificata la crescita. Ora David Folkerts Landau afferma che l’Italia, per ridurre il rapporto debito/Pil, dovrebbe esigere dall’UE la riduzione degli interessi sui titoli pubblici italiani, bloccando, con l’aiuto dell’UE, le trame, al riguardo, della speculazione.

Purtroppo, la speculazione finanziaria internazionale, che ha sede a New York, Londra e Francoforte, ha imposto un’altra agenda; la Germania, che vuole dominare l’Europa, con il sostegno pagato di settori dell’informazione e della politica italiana ed europea, ha favorito la crisi italiana, Chiudere, con la crisi, il credito bancario alle imprese, come spesso è stato fatto, alimenta la crisi, però permette alle multinazionali di acquistare industrie italiane a prezzo di liquidazione e di acquisire tecnologie.

Nonostante la cura mortale tedesca somministrata all’Italia, questa, come affermato erroneamente da economisti di corte agenti dello straniero, non è ancora un paese insolvente  incapace di onorare i suoi debiti esteri. Quando non interviene la speculazione, nel “libero mercato” le banche prestano a interesse diverso e in base al reddito e alle garanzie del richiedente, però per l’Italia si sono affermati altri principi discriminatori come, ad esempio, le crisi politiche e la mancanza di riforme, in realtà, gli italiani hanno più risparmio e patrimonio dei francesi e dei tedeschi; la Banca d’Italia ha più riserve della banca di Francia, la bilancia commerciale italiana è attiva, quella francese è passiva.

Il debito estero italiano è pari al credito estero, il patrimonio pubblico italiano è il primo del mondo, considerando soprattutto i beni artistici mobili che si possono vendere alle aste; purtroppo, informazione, soprattutto televisiva, economisti di corte e politici venduti hanno sostenuto tesi diverse, forse per favorire, a breve, il rialzo dello spread a favore di speculatori esteri e, a termine, la spoliazione, con l’aiuto dell’immigrazione, dei beni artistici italiani. Recentemente, un quadro di Leonardo è stato venduto, all’asta, per 400 milioni di dollari (Per le notizie, fonte: Sergio Cesaratto - startmag.it).

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it;  viruslibertario@gmail.com.

    

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 6/5/2019)

ITALIA

Le assegnazioni mensili dei BTP, ad alto rendimento e di nuova emissione, è fatta alle aste mensili, tramite banche italiane ed estere, se li fanno assegnare clienti e stati importanti e gli italiani ne vengono esclusi, a loro vanno i Bot, che non rendono niente, e i BTP al mercato secondario, dopo che le banche ne hanno guadagnato in plusvalenze con il calo degli interessi. Con l’aumento degli spread, la domanda di BTP è sempre superiore all’offerta, gli assegnatari sono favoriti, rispetto alla massa dei richiedenti, da Banca d’Italia, Tesoro, banche e autorità monetarie in genere.

Grazie alla propaganda finanziaria e giornalistica, in testa società di rating, Ocse, commissione europea, Banca Mondiale e FMI, lo spread italiano e gli interessi sui BTP sono spesso saliti e perciò la Francia è riuscita a farsi assegnare, complessivamente e in più anni, 380 miliardi di euro in BTP; mentre i suoi deficit di bilancio statale e commerciale sono finanziati, a un interesse più basso, dalla Germania, che ha deciso di ingraziarsi il paese.

Questa, in collaborazione con i mercati, ha affermato spesso, con toni allarmistici,  che il default dell’Italia potrebbe minare l’UE, perciò aiuta la Francia, mentre la Francia aiuta la Spagna, anche se, Francia e Spagna non hanno posizioni finanziarie più solide dell’Italia. Ha affermato Junker, prossimo alla scadenza del suo mandato che, a violare i trattati europei. sono stati Germania, Francia e Italia, e che la Germania ha un’ossessione per l’Italia. La volpe, quando non riesce ad arrivare all’uva, afferma che è acerba.

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A fine 2018, i titoli pubblici dell’eurozona acquistati dalla BCE, con il programma QE, con lo scopo di favorire i prestiti alle imprese UE, sono stati pari a 393 miliardi di euro, tra cui 320 miliardi di BTP italiani; la somma, invece di entrare nell’economia reale, è stata, per lo più, depositata dalle banche presso la BCE e va a costituire, con i saldi commerciali e le esportazioni di capitali,  il saldo del Target2 a credito dell’Italia.

L’oro di riserva, depositato presso la Banca d’Italia, ammonta a 89 miliardi di euro, in parte depositato, in garanzia, presso la Federal Reserve americano, presso la banca centrale di Londra e presso la BCE di Francoforte; a esso si aggiungono altre valute di riserva per 37 miliardi di euro. Come ha fatto la Gran Bretagna, questa disponibilità monetaria, pari a 126 miliardi di euro, poteva essere usata per ridurre il debito pubblico o il deficit di bilancio; ma l’Italia, retta da governi servili verso lo straniero, si è sempre mossa come una colonia priva di sovranità e indipendenza.

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Le costituzioni, norme fondamentali dello stato, contengono dei buoni principi e l’intelaiatura dell’organizzazione dello stato, ma sono spesso disattese nella realtà o incoerenti; l’articolo uno della costituzione italiana afferma che l’Italia è una repubblica democratica non fondata sul malaffare, ma sul lavoro, cioè che appartiene ai lavoratori. Per il diritto commerciale, le società commercial sono fondate su un capitale messo dai soci, che conferisce loro il diritto al voto nell’assemblea societaria.

Il corollario è che nella repubblica, chi non lavora, come i disoccupati, anche se involontari, e i cittadini che vivono come parassiti, non dovrebbero votare; naturalmente i costituzionalisti, andando oltre l’analisi letterale, darebbero un’interpretazione diversa. La mia analisi è un paradosso e una provocazione però, se il diritto fosse logico e consequenziale, oltre che equo, non si dovrebbe arrivare a queste contraddizioni. 

EUROPA

Dal punto di vista finanziario, la situazione della Spagna, coltivata da Macron, non è ideale, nel 2008 il suo debito pubblico era pari al 39,8% del PIl, poi, con la crisi immobiliare, per salvare le sue banche, esplose; ora è pari al 96,23% del Pil, sforando con ciò il limite del 60% fissato a Maastricht; il paese non ha fatto grandi progressi nella riduzione del suo debito pubblico e, diversamente dall’Italia, ha un cospicuo deficit commerciale  e un alto debito privato.

Nel 2009 il suo debito privato, soprattutto verso le banche, era pari al 219,5% del Pil, cioè molto maggiore di quello italiano. Nel 2001 la sua posizione finanziaria netta con l’estero era passiva per 225 miliardi di euro, nel 2018 era passiva per 525 miliardi di euro, cioè circa la metà del suo Pil; l’Italia ha percentuali più basse. La commissione europea, agli ordini della Germania, è pero più comprensiva verso la Spagna e la Francia, che verso l’Italia; in ogni modo, con l’Unione Europea, la Spagna è cresciuta economicamente, invece l’Italia no. (Fonte: Guido Salerno Aletta – startmag.it).

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Contro i profeti di sventure, pare che l’Italia stia uscendo dalla recessione, mentre la Germania vi stia entrando; questo paese, che esporta per un valore pari al 40% del suo Pil mentre l’Italia per il 25%, per favorire le sue esportazioni con i bassi salari, ha sacrificato la domanda interna e perciò ora ha una crisi di sovrapproduzione, nel senso che le sue esportazioni diminuiscono, come risultato si avrà una riduzione del suo Pil, che significa recessione.

Come ha ricordato Junker, l’attivo commerciale tedesco ha violato il limite del 6% previsto dai trattati e nell’eurozona alimenta squilibri economici, occupazionali e i debiti esteri dei paesi; la Germania usa i suoi crediti per acquisire aziende di altri paesi e, in un disegno imperiale, per comprare governi, politici, istituzioni europee e informazione.   

La Germania ha un’economia meno equilibrata dell’Italia, la quale conta su industria, agricoltura e turismo, inoltre la sua produzione industriale è concentrata soprattutto nella produzione automobilista in crisi. La produzione automobilistica tedesca è stata colpita dal calo della domanda mondiale, dall’avversione verso le auto diesel inquinanti e dalla fase di attesa del mercato di fronte alle auto elettriche più care.

Mentre Lega e M5S litigano, con il giubilo dell’opposizione, che però non se ne avvantaggia sul piano elettorale; i due partiti al governo, secondo i sondaggi, sono approdati a posizioni di forze relative invertite; comunque, il trasformismo politico in Italia è sempre dominante, dirigenti sindacali, PD e confindustria ora sono tutti a favore dell’Unione Europea, non era così in passato, quando la confindustria era in posizione dialettica verso sindacati e partiti di sinistra, mentre il PCI era contrario a Nato e Unione Europea.

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In Europa è ancora forte l’antisemitismo, alimentato da vecchi pregiudizi cristiani e dall’immigrazione islamica, tuttavia, contro il parere sbagliato dei più, oggi razziamo, antisemitismo e discriminazione ed emarginazione sociale non sono sinonimi; infatti, gli antisemiti ce l’hanno con gli ebrei che sembrano della stessa razza degli europei, ma di diversa cultura e spesso di classe superiore. I razzisti sono contro quelli che sembrano somaticamente di razza diversa, la discriminazione sociale ed economica è stata diretta verso i ceti bassi di tutto il mondo e, nei secoli passati, fu estesa agli ebrei, ma questi oggi non la soffrono più.

I progressisti, negano le razze e sono spesso antisemiti per odio di classe, assistiti da uomini di scienza, (ma anche la scienza può essere dogmatica), affermano che gli uomini appartengono a un’unica razza, tuttavia, si notano differenze tra bianchi, pigmei, boscimani, ottentotti e bantù; riconoscere i criteri di differenziazione razziale e farne delle classificazioni e delle categorie, non è razzismo se queste differenze non danno origine a discriminazioni e persecuzioni.

Contro la vecchia cultura ebraica, spagnola e tedesca, contrarie ai matrimoni misti, le razze sono nate con l’isolamento e si sono mischiate con l’ibridazione, dando luogo a differenze razziali locali; è stato evidenziato anche con alcune razze di pesci e di uccelli, anche le varie specie di cani si sono incrociate. Recentemente è stato riscontrato che l’uomo moderno, proveniente dall’Africa, ha anche dei geni dell’uomo europeo di neanderthal e dell’uomo asiatico di denisova, che erano specie diverse di uomo e non razze umane diverse.

E’ probabile che questi incroci abbiano anche rafforzato l’uomo moderno, uscito dall’Africa 100.000 anni fa e arrivato in Europa, perciò la difesa della razza pura fatta in passato da ebrei, spagnoli e tedeschi e da tanti altri paesi potrebbe essere sbagliata; l’uomo moderno proveniente dall’Africa, incrociandosi con l’uomo europeo di neanderthal, probabilmente, in era glaciale e postglaciale, è stato più capace di resistere al freddo.

Gli ebrei affermano che la loro vecchia contrarietà al matrimonio misto non era razzismo ma difesa della cultura nazionale dalle contaminazioni straniere, può essere vero anche per cristiani e musulmani; ad ogni modo, per amare nella stessa intensità cani e gatti, non è necessario affermare, come fanno i progressisti, che essi sono della stessa razza o di un’unica razza.

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La Francia confida su Mattarella, è ai primi posti mondiali per la spesa militare e, avendo vinto a tavolino la seconda guerra mondiale, per privilegio riconosciuto ai vincitori, siede nel consiglio di sicurezza Onu e ha la bomba atomica, che dovrebbe essere messa al bando per tutti. La maggiore spesa militare della Francia rispetto all’Italia, curiosamente, corrisponde alla maggiore spesa italiana per interessi sul debito pubblico. 

USA

Recentemente Trump ha inserito i fratelli musulmani, che in precedenza aveva sostenuto, tra le organizzazioni terroristiche, al momento; il gesuita papa Francesco, favorevole alla fratellanza islamica, all’immigrazione islamica e contrario ai sovranisti, non è intenzionato a seguirne l’esempio; ma anche in questo, com’è sempre capitato ai papi, è contrastato da altre alte personalità della chiesa e della curia romana, la televisione italiana è papista e perciò non dà rilievo alla cosa.

Pare che Trump, al riguardo, abbia allertato il governo italiano e perciò Salvini è segue la faccenda con attenzione all’erta; fra l’altro, il governo di Al Serraj, a Tripoli, sostenuto dall’ONU, pare che sia anche appoggiato da milizie dell’ISIS. Imperi e stati in espansione hanno sempre alimentato il terrorismo estero, i fratelli musulmani sono collegati, nelle varie denominazioni, a stato islamico, califfato, Isis, Daesh, Hamas di Gaza, Al Qaeda e all’UCOII italiana, ufficialmente moderata  per la sinistra.  Anche Iran e Qatar appoggiano il terrorismo, ma da posizioni diverse, contrastati dagli Usa e appoggiati dalla Russia. 

Lo studente universitario Regeni fu mandato in Egitto da un’insegnante londinese, seguace della fratellanza musulmana; il presidente egiziano Al Sisi, che aveva messo l’organizzazione fuori legge, afferma che era stato inviato in Egitto come spia, ma potrebbe sbagliare. Grillini e sinistra italiana, ignorando questi fatti, più interessati a fare giustizia a Regeni che a sostenere l’Egitto, chiedono la condanna degli agenti egiziani, assassini di Regeni nel corso di un interrogatorio. Al Sisi, per proteggere la polizia, non si adegua, è successo varie volte anche in Italia; vale la pena di ricordare che però, recentemente, anche i carabinieri italiani hanno ucciso il giovane italiano Cucchi, a suon di botte, e perciò sono stati scaricati dai loro comandanti e processati.

Nunzio Miccoli   www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

  

 ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 29/4/2019)

ITALIA

Il comico Totò faceva ironia sulle frontiere, perché affermava che, ai due lati della frontiera, gli alberi erano gli stessi; a causa di guerre, persecuzioni, carestie e pulizia etnica, i popoli sono stati sempre costretti a spostarsi, poi gli stati sono nati per iniziativa di principi che hanno imposto, con la forza delle armi, la loro protezione a popoli diversi che poi hanno omologato, creando lo stato nazione.

Le stimmate degli stati sono diverse, tra stati in espansione e stati consolidati, per i primi è normale la pirateria, il terrorismo, la guerra e la violazione dei trattati e dei diritti; per i secondi, è consueto esaltare propagandisticamente la democrazia e la sovranità popolare, d’altra parte, è abominevole dire ai bambini che babbo natale non esiste.  Gli stati in espansione sono spregiudicati e alieni alla pace, ad esempio, è accaduto con il macedone Alessandro, con il franco Carlo Magno e con il mongolo Gengis Khan, che erano sempre in guerra.

La rivoluzione cristiana ha invitato a porgere l’altra guancia e così cadde l’impero romano, con la guerra fredda, il PCI propose per l’Italia il disarmo unilaterale di esercito e polizia, oggi il suo erede PD si preoccupa della sorte dei rapinatori, che non accettano i rischi del loro mestiere, quando il rapinato reagisce con forza alle loro rapine; inoltre è contro la leva militare obbligatoria dei periodi rivoluzionari.

Le divisioni tra stati nazione, da un punto di vista etnico, sono nate per iniziativa statale, perché ogni stato voleva essere sovrano del suo orto, imponendo perciò, anche subdolamente, lingua, diritto, religione, scuola, circolazione a destra o a sinistra, pesi e misure, moneta, abbigliamento e divise, urbanistica, architettura e vitto. Perciò, a parte il colore della pelle, sono nati popoli apparentemente diversi.

L’Unione Europea, per omologare gli europei, ha imposto una moneta e il programma Erasmus per studenti, ma ha rinunciato a una scuola comune e all’armonizzazione fiscale che dovevano essere propedeutici alla libera circolazione di lavoratori e capitali, non ha lavorato per una difesa comune europea; in materia fiscale ha agito cosi per favorire la rendita fiscale di alcuni paesi dell’UE, minando il concetto di liberismo e danneggiando l’Italia.

L’emigrazione, per non provocare reazioni inconsulte, dovrebbe essere regolata con i paesi di provenienza, selezionando le persone nel rispetto delle legalità e in base alle professioni richieste, ad esempio, in Italia mancano medici e fornai. A parte l’interesse speculativo e criminale verso l’immigrazione, le prese di posizione ideologiche sono sbagliate; ci sono anche forze che patrocinano l’immigrazione illimitata, soprattutto islamica e oggi nel mondo la religione più perseguitata è il cristianesimo, ma i papi, per lo più, non se ne sono accorti.

I papi non hanno sempre parlato con una voce sola, Giovanni Paolo II, contro l’emigrazione forzata, ha detto che gli uomini hanno il diritto di vivere nella propria terra, Benedetto XVI ha detto che anche il diritto a non essere costretto a emigrare o fuggire deve essere salvaguardato; invece papa Francesco ha affermato il diritto illimitato a emigrare, senza riguardo per le frontiere e ignorando i conflitti che ne possono scaturire. Con la crisi libica, in Italia, potrebbero arrivare tanti emigranti forzati, sarà una vera boccata d’ossigeno per tanti criminali italiani.

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Nonostante la promessa di ridurre imposte a imprese e lavoratori, che porta consensi elettorali, ma poi la promessa è accantonata dai governi, dai dati del bilancio di previsione italiano del 2019, pare che la pressione fiscale sul Pil, comprendente imposte e contributi, non sia destinata a scendere; anche se ci saranno leggere variazioni da un anno all’altro. Il discorso, nonostante i richiami dell’UE, vale anche per il debito pubblico che, se non  aumenta il Pil, non diminuirà a breve, dipende soprattutto dalle spese per la sanità, dagli interessi passivi sul debito pubblico, dalle spese per la difesa e dalle spese per le pensioni.

Pare che i paesi che hanno percentualmente la maggiore pressione  fiscale hanno anche  maggiori spese, altrimenti diminuirebbe il loro debito, cioè, per ridurre le spese, bisogna ridurre le entrate e viceversa. Ad ogni modo in Italia, diversamente dalla Germania, e fortunatamente, le esportazioni crescono, il che, apparentemente, avrà a breve un leggero effetto positivo sull’incremento del Pil italiano e non su quello tedesco.

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A causa dei vincoli europei, Il declino dell’economia italiana dura da trent’anni, non è dipeso da cure sbagliate, ma da una strategia interna all’UE da parte di chi la vuole egemonizzare, immobilizzando l’Italia; a causa dello spread, le banche francesi detengono nei loro bilanci 385 miliardi di euro di titoli di stato italiani, ad alto interesse a causa dello spread, alimentato ad arte dai mercati, mentre il debito francese è finanziato dalle eccedenze tedesche.

La crisi attuale deriva dalle regole di Maastricht del 1992 e dall’avvento dell’euro del 2002, infatti, nel 1990 il Pil pro capite italiano era il 97% di quello francese, oggi è il 76%; in questi trent’anni l’Italia è stato l’unico paese dell’UE che, per miopia e fede dell’Europa, si è impegnato veramente nella politica di austerità e nelle riforme strutturali europee. A causa della moderazione salariale e all’impossibilità di svalutare il cambio, l’Italia ha sacrificato domanda interna, produzione e occupazione.

In quegli anni, i governi italiani, per ridurre il debito, hanno conseguito continui avanzi primari, mentre i governi francesi hanno realizzato disavanzi primari, a causa dello spread, gli interessi più elevati hanno spinto in alto il debito pubblico, invece di ridurlo; con un Pil stazionario, le misure imposte dall’Unione hanno rallentato la crescita economica italiana. La Francia, con la politica del deficit, ha stimolato l’economia per 461 miliardi di euro, mentre l’Italia ha tagliato la domanda per 227 miliardi di euro, perciò ora in Italia la spesa per il welfare è pari al 70% della Francia.

Prima di Maastricht, l’inflazione italiana era addebitata alle rivendicazioni dei sindacati, ai sindacati si addebitava la bassa produttività del lavoro, alti salari e bassi profitti, perciò, con le riforme strutturali, si puntò alla graduale deregolamentazione del mercato del lavoro. Per conseguenza, oggi l’Italia non ha un salario minimo garantito, come altri paesi europei, e non ha un generoso sistema di sussidi alla disoccupazione, al di fuori dei dipendenti regolari estromessi dal lavoro.

In Italia i lavoratori a tempo determinato sono percentualmente molto maggiori che in Francia e i salari crescono meno che nel resto dell’UE; la moderazione salariale ha ridotto l’inflazione da domanda, ma ha fatto aumentare la quota di profitto sul Pil, quindi, con il sacrificio della domanda, si è fermata la crescita. Nel 2015 l’utilizzo degli impianti industriali si è fermato al 63%, il che non aiuta i nuovi investimenti; senza la domanda, non servono nemmeno superammortamenti; comunque, l’Italia soffre anche della concorrenza di paesi a basso costo di mano d’opera. Oggi in Francia e Germania i lavoratori industriali guadagnano 35 euro l’ora e in Italia 23, in Italia la produttività, che dipende dagli investimenti, è più bassa.

ISLAM

In Libia il generale Haftar è sostenuto dalla Francia per il petrolio, dalla Russia che vuole basi militari in Libia, dall’Egitto che desidera fermare i fratelli musulmani e riceve petrolio dalla Libia e rimesse dai lavoratori egiziani emigrati in Libia; Haftar è sostenuto dall’Arabia che vuole l’egemonia sui paesi arabi e, con la guerra, punta al rialzo del prezzo del petrolio che già sta aumentando.

Invece Trump, concentrato nella difesa degli interessi americani, soprattutto in America Latina, ha puntato a fare ingenti accordi militari con l’Arabia e perciò ha scaricato Al Serraj; d’accordo con Israele, l’ha fatto anche per sostenere l’Arabia contro l’Iran, contro il quale ha imposto sanzioni commerciali anche agli alleati e all’Italia. Non bisogna dimenticare che sanzioni, dazi e multe sono imposte per lo stato che li riscuote.

Dall’inizio del 2019 i futures sul petrolio sono rincarati del 35% e in Italia è rincarata la benzina alla pompa, il che farà rialzare l’inflazione tanto invocata dagli economisti di corte; oggi a causa della guerra, la produzione di petrolio libico è un terzo di quella del periodo di Gheddafi, però il petrolio non manca come nel 1967, quando ci fu la guerra di Suez tra paesi arabi e Israele.  L’Eni, a causa delle discutibili sanzioni americane, ha sostituito fornitori di energia come Russia, Iran e Libia, con paesi arabi del golfo persico.

Con il suo petrolio, l’Arabia deve pagare le forniture militari Usa, del quale è il primo acquirente, con il 60% delle forniture militari e il 40% di armi prodotte in Arabia, su licenza americana. Dopo il dollaro, le armi sono sempre un grande affare per l’economia americana, le armi anche per altri paesi, mentre petrolio e gas lo sono per i paesi islamici, il che, naturalmente, non può aiutare la pace.

GIAPPONE

L’economia giapponese, collegata a quella mondiale, è naturalmente ciclica, nel 1987, dopo anni d’espansione ed esportazioni, ci fu il crollo; nel 1995 finì il periodo di deflazione e depressione e perciò il Pil e i prezzi ripresero a crescere. Dal 2017 i prezzi sono aumentati del 2%, però nel 2018 sono iniziate le vendite massicce, da parte di investitori esteri, di azioni giapponesi poco redditizie, diverse erano state anche in perdita.

La popolazione invecchia e diminuisce quella in età lavorativa, comunque, nel 2019 la partecipazione al lavoro dei giapponesi, grazie al contributo di donne e anziani, è stata del 63,23%; il tasso di disoccupazione è molto basso e i lavoratori stranieri sono il 2% della forza di lavorio. La bilancia valutaria è in attivo e i turisti stranieri sono 20 milioni.

A causa della piena occupazione e per risparmiare costo del lavoro, il Giappone ha delocalizzato industrie in altri paesi asiatici, ai quali ha anche affidato delle subforniture; ora gli investimenti produttivi interni, viste le perdite di tante imprese, si contraggono e sono selezionati guardando più alla redditività che al fatturato; perciò i profitti stanno tornando di nuovo, comunque, la valutazione estera del mercato azionario giapponese è diminuita.

Le esportazioni giapponesi, sul totale mondiale, si sono stabilizzate e sono costanti e le imprese giapponesi si stanno riorientando verso il mercato interno, piuttosto che verso l’esportazione, come avveniva negli anni passati. In tutti i modi, il Giappone finanzia molto la ricerca e rimane un paese avanzato. (Fonte: Alex Lee - startmag).

EUROPA

La vigilanza bancaria europea afferma che piccole banche popolari italiane sono a rischio d’insolvenza, ignorando le condizioni delle banche tedesche Deutsche Bank e Commerzbank; perciò l’UE ha costretto le banche italiane a subire il bail-in e a cedere i prestiti in sofferenza, a prezzi stracciati, a fondi speculativi, imponendo, con la scusa che si trattava di aiuti pubblici, anche l’utilizzo del fondo interbancario privato di garanzia.

Parte del capitale delle due grandi banche tedesche è in mano al ministero delle finanze tedesco, queste banche non hanno solo derivati di dubbio realizzo, ma anche crediti incagliati verso le imprese. In Germania le piccole banche locali sono al di fuori delle regole di tedesche ed europee e l’’UE non ha niente da eccepire, perciò Deutsche Bank è costretta ad adeguarsi alle loro condizioni.

Deutsche Bank e Commerzbank si sono impegnate in impieghi finanziari a rischio e hanno costi più alti delle grandi banche italiane, i loro lavoratori siedono nel consiglio di sorveglianza che si è opposto al taglio di 30.000 lavoratori, mentre in Italia, con accordi sindacali, i dipendenti sono stati tagliati di un quarto. Prima dell’introduzione del bail-in, le banche tedesche sono state spesso tenute in piedi perché ricapitalizzate dallo stato, con miliardi di euro. (Fonte: Nicola Porro – ilgiornale.it).

USA

Negli anni settanta gli investimenti Usa erano in calo e il settore produttivo rivolse i suoi investimenti in quello finanziario; con la stagnazione dei redditi da lavoro, gli Usa decisero di favorire il credito al consumo, perciò esplosero la finanza e le attività speculative. Nel 1980 le attività finanziarie Usa erano pari al PIL, mentre nel 2007, data della crisi immobiliare, arrivarono al 356%. Nel 2005 in Usa, a causa dei bassi interessi, si era sviluppato il mercato immobiliare, e perciò nel 2008 esplosero i mutui subprime.

Nel 2007 la quota dei profitti finanziari sul totale dei profitti era del 40% in Usa, la crescita economica era favorita dalla finanza, ma era destinata a far esplodere le crisi; la conseguente crisi bancaria del 2007 fu poi pagata dai governi, più in Europa che negli Usa, si fece con la socializzazione delle perdite.  Allora come adesso, con il mercato borsistico, le quotazioni di borsa erano svincolate dal reddito delle imprese.

La politica del tasso zero d’interesse delle banche centrali a favore delle altre banche, fece salire velocemente i debiti rispetto al Pil, dal 2008 triplicarono le obbligazioni pubbliche e private; le imprese riacquistavano le proprie azioni per sostenerne il prezzo e per speculare, le famiglie s'indebitavano per la casa e per la laurea. Le delocalizzazioni all’estero ridussero la produzione interna, risultato della globalizzazione furono dazi d’importazione e disoccupazione.

Nell’UE, il trattato di Maastricht ha prodotto deflazione salariale e riduzione dei diritti sociali e del lavoro. Nel 2000 il 72% delle monete in  possesso delle banche centrali erano dollari, poi veniva l’euro, oggi avanza anche lo yuan cinese, che si rivaluta gradualmente; è entrato nel paniere dei DSP del FMI e si ha aperto a Shanghai il mercato dei future sul petrolio in yuan.

Pechino è collegata Mosca, paesi Brics, Venezuela, Iran, questi paesi lavorano tramite una camera di compensazione, anche Swift, cioè con telecomunicazioni, la quale però è egemonizzata dal dollaro. Gli Usa hanno debiti fuori controllo per derivati, emissioni di dollari, debito pubblico, deficit di bilancio, deficit commerciale e debiti d’imprese e famiglie. I dollari in circolazione sono certificati di debito, quando non saranno più accettati, non saranno nemmeno rimborsati.

Ufficialmente e propagandisticamente, il rapporto debito/PIL è del 107%, sicuramente sottostimato, il deficit di bilancio è del 4%, nel 2018 il disavanzo commerciale è stato di 621 miliardi di dollari, con una posizione finanziaria passiva netta con l’estero di 9.627 miliardi di dollari. Poiché le imprese avevano delocalizzato, il governo americano, per riequilibrare i conti con l’estero e attirare capitali ha aumentato gli interessi e ridotto le tasse alle imprese.

Per ridurre le importazioni, ha puntato sui dazi, ha aumentato la liquidità con il QE e ha concesso agevolazioni creditizie. Anche con queste alchimie, ora il debito delle imprese ammonta a 9,1 trilioni di dollari, quello delle famiglie a 13,5 e gli acquisti di T-bond da parte di stranieri sono diminuiti. Questi dati non sembrano in sintonia con l’esposizione totale verso l’estero, di cui sopra.

Per fare altri miracoli, si sono trasferiti capitali dal mercato azionario a quello obbligazionario, si è ricorsi alle variazioni di tasso e alle strette  monetarie e si è iniziata, a colpi di dazi, una guerra commerciale con Cina e UE. La Cina non acquista più debito Usa, l’Arabia vende petrolio agli Usa in  cambio di armi e ad altri paesi in cambio di dollari, il Giappone investe in Usa per riceverne protezione; le guerre hanno fatto aumentare il prezzo del petrolio, a vantaggio dei produttori e degli Usa che riciclano petrodollari.

E’ un fatto che le guerre sono una boccata d’ossigeno per l’economia americana, che fa affari con le armi e la guerra. Ora anche gli Usa producono petrolio, l’Arabia vende petrolio anche alla Cina, in yuan agganciati all’oro, vende petrolio anche a Giappone, India, EU. Oltre la guerra e la vendita di armi, gli Usa operano nel mercato finanziario anche con i Credit Default Swap, o assicurazioni sui crediti, con il risultato di influenzare il rating sul debito pubblico italiano, il che favorisce il suo declassamento provocando il rialto dello spread e degli interessi sul debito pubblico.

In questa logica finanziaria, anche la Nato si è trasformata in strumento di polizia internazionale che, indirettamente, con le guerre, alimenta le speculazioni finanziarie, favorisce l’esportazione n Usa di capitali che vogliono mettersi al riparo della guerra e arresta il processo di dedollarizzazione. Da ricordare che il bombardamento della Libia del 2011 pose fine al progetto di dinaro d’oro di Gheddafi, che doveva fare concorrenza al dollaro; a queste ritorsioni e strategie, si aggiungono sanzioni, dazi e multe che fanno male anche all’Italia. (Per le notizie: Vladimiro Giacché - Giacomo Gabellini – Guido Salerno Aletta – sinistrainrete.info).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;    viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 22/4/2019)

ITALIA

La situazione libica è poco chiara, succede quando interessi esteri e lotte intestine di potere favoriscono la divisione interna di paesi. Emerge che Haftar, leader a Tobruk, sostenuto da Russia, Egitto, Arabia, Emirati e Francia, è stato un esule in Usa, esattamente come i terroristi italiani ospitati in Francia; ci sono sempre paesi che, per farsi le scarpe o intrattenere rapporti profittevoli in futuro, tengono buone relazioni con gli oppositori di governi stranieri.

A Tripoli l’avversario di Haftar, Al Serraj, è sostenuto da Onu, Turchia, Usa, Qatar e Italia, in pratica dall’Eni, Al Serraj, come gli Usa e il papa, sostiene i fratelli musulmani, ai quali sono contrari Egitto e Qatar, è anche appoggiato da milizie di Al Qaeda e Isis. Gli Usa, non volendosi impegnare nella guerra civile, hanno ritirato i loro uomini dalla Libia, anche l’Eni ha richiamato dei suoi dipendenti; comunque Trump, criticato spesso dalla nostra televisione, dimostra sempre la sua stima all’Italia, anche se sembra che i servizi segreti italiani abbiano cooperato contro Trump nella vicenda Russiagate.

L’Egitto sostiene Haftar per il petrolio e perché tanti egiziani lavorano in  Libia da dove fanno rimesse in denaro in Egitto; nelle ultime ore anche Trump, accusato nell’inchiesta  Russiagate di collusione con la Russia, in corso di archiviazione,  pare si sia riaccostato ad Haftar, gettando nello scompiglio la cabina di regia Usa-Italia per la Libia e soprattutto il governo di Tripoli, che accusa gli Usa di tradimento. E’ probabile che l’Italia, per fare un favore all’Eni e per dimostrarsi cooerente, abbia sbagliato nella scelta dei suoi compagni di viaggio.

La Francia continuando la sua politica neocolonialista, non ha riguardi per l’Italia, però smentisce il suo ruolo ambiguo in Libia, rilevato dalle intercettazioni telefoniche dei servizi segreti italiani; ad ricordare che in Ruanda, la Francia, per interesse, sostenne gli hutu contro i tutsi sostenuti dagli Usa. Il pericolo di un’immigrazione incontrollata dalla Libia alimenta la polemica del moccioso Di Maio contro Salvini, inviso a PD, Francia, Germania e informazione. Sembra che Di Maio si stia avvicinando al PD; informazione, UE, PD e Berlusconi lavorano per far cadere il governo italiano, senza valutare bene le alternative.

Mentre la Germania lavora nell’ombra come la faina, la Francia di Macron, come i suoi  predecessori, continua a muoversi contro gli interessi dell’Italia, ha accolto, a braccia aperte, i suoi terroristi, che Macron ha promesso di restituire; Macron ha anche  difeso l’emigrazione libica solo in Italia; tuttavia le ambizioni imperiali della Francia non le hanno risparmiato la brutta figura della rivolta della sua piazza, il che significa che i francesi non lo stimano troppo, ma l’informazione italiana e francese, per lo più, non lo possono dire. Del resto, Tria è fiduciario di Mattarella e questo è fiduciario della Francia e del’Unione Europea, che si accanisce contro lì’Italia.

L’incendio, probabilmente fortuito, alla chiesa di Notre Dame, che è un simbolo nazionale, potrebbe anche essere un’estensione degli incendi ai cassonetti; da ricordare che,  senza troppo clamore mediatico, pare che in questi anni in Francia siano state incendiate oltre 200 chiese; per non essere accusati di populismo e razzismo, i responsabili non si possono nominare.

In queste vicende gioca un ruolo anche la crisi economica, qualcuno incolpa Salvini che, dopo aver archiviato la devoluzione dell’Italia settentrionale, vorrebbe salvare l’Italia dagli immigrati e da quest’Unione Europea; la crisi economica postbellica del 2019, in Italia portò all’occupazione delle fabbriche e perciò, per paura della rivoluzione, Savoia, militari, chiesa, industriali e agrari (la chiesa era principale agrario) consegnarono il potere a Mussolini.

Dopo la crisi economica del 1929, sofferta dalla Germania più dell’Italia, Hitler, imitando Mussolini e con il sostegno delle stesse categorie economiche che avevano appoggiato Mussolini, prese il potere in Germania. Non è la personalità di singoli uomini che porta alla dittatura, è la situazione economica che alimenta le rivolte sociali, anche teledirette e, per reazione, nazionalismo, sovranismo ed autoritarismo, poi se ne incolpa un catalizzatore umano o capro espiatorio, dietro il quale però, potentati anonimi tirano le fila.

Se questi avessero conosciuto l’evoluzione dei comunisti, spinti dalla paura, non avrebbero consegnato il potere a Mussolini e Hitler, infatti, i comunisti, per arrivismo di potere, sono diventati sovietisti, atlantisti, europeisti, islamisti, liberali e amici dei mercati; anche Berlusconi, archiviando il popolo, è amico dei potenti, è stato attaccato da PD e UE, ha guardato con simpatria a Renzi e ora si dice europeista e a favore dell’immigrazione e di tutti i papi, che non ha mai tradito.

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L’UE, accedendo all’informazione italiana che fa sempre l’elenco dei disastri italiani, continua a multare l’Italia, che fino ad oggi ha pagato oltre 500 milioni di euro per aria inquinata, assenza di depuratori e mancata asportazione di rifiuti. Si sa che, per consuete incapacità politiche e amministrative e per speculazioni private, i ritardi italiani sono tanti, basta vedere Roma; tuttavia, anche se l’informazione non ne parla, è impossibile che certe lacune non esistano anche nell’Europa orientale ed è anche probabile che questi paesi dell’Unione non vengano multati; inoltre, Germania e Francia, utilizzando il carbone, devono inquinare parecchio.

Queste statistiche della televisione, che ci mettono sempre all’ultimo posto in Europa, probabilmente sono false, anche se di altra fonte, e servono solo a gettare giù il morale degli italiani, per renderli rassegnati e farli schiavi di paesi stranieri come la Francia e la Germania. Non è mia intenzione difendere Mussolini, ma questo, consapevole di questi fatti, volendo tutelare l’immagine dell’Italia, vietò all’informazione di raccontare fatti che evidenziassero la mancanza dello stato.

Non rispettava la libertà sfrenata, polemica, amante dei pettegolezzi, della propaganda e l’irresponsabilità della stampa, però allora l’Italia era stimata e considerata di più in patria e all’estero; in Francia e Germania, quando lo stato è assente, l’informazione è reticente, mi chiedo cosa faccia il nuovo presidente della RAI, che doveva aprire un’era nuova nell’informazione televisiva; l’informazione dovrebbe fare un servizio pubblico a chi la legge o l’ascolta e non a chi la paga; oltretutto, il canone RAI è obbligatorio.

Anche gli Usa hanno multato Unicredit per operazioni con l’Iran in violazione delle sanzioni, a sua volta l’UE ha multato Google per abuso di posizione dominante; è da evidenziare che dazi, sanzioni e multe milionarie non sono solo pene, ma anche entrate fiscali per gli stati che li riscuotono, osservo che, viste le cifre in ballo, i lavoratori dipendenti preferirebbero il licenziamento a una multa salata comminata per le loro violazioni.

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Le statistiche sugli interessi del debito pubblico italiano paiono ignorare che i Bot non rendono e che gli interessi sono colpiti da imposte, perciò gli interessi annui, al netto, arriverebbero a circa 40 miliardi di euro e non a 68, come si afferma normalmente; fra l’altro, in questi anni, gli interessi sarebbero anche diminuiti e variano da un anno all’altro. La lamentela sul debito pubblico e sui relativi interessi, serve agli agenti dei mercati, come Tria, a ridurre spese e aumentare le imposte, lamentando i debiti, ai sudditi si possono chiedere più facilmente sacrifici.

L’Ue, con una politica economica depressiva e con l’austerità, con la scusa dell’equilibrio di bilancio e dei vincoli ai bilanci statali, indirettamente, mira allo stesso fine. Il bilancio dello stato è un mistero insondabile, stati ed enti locali predicano la correttezza e hanno spese fuori bilancio, a volte le spese militari, invise ai più, sono nascoste tra le altre spese; si tratta di falsi in bilancio. Riguardo alla tassazione, non bisogna dimenticare che lo stato è nato per riscuotere imposte in cambio della protezione, ancora, le somme stanziate in bilancio e spese in ritardo, sono depositate in banca, remunerate a tasso zero e impiegate a interesse, magari prestandole allo stesso stato.

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Qualificare, da parte dello stato, la Banca d’Italia come istituto di diritto pubblico è fuorviante, probabilmente la qualificazione è prevista dalla legge e dal suo statuto, perché una volta le banche partecipanti al suo capitale erano pubbliche; ora questa banca centrale è partecipata solo da grandi banche italiane privatizzate, assicurazioni e Inps. Allo stato, senza una partecipazione al capitale, come succede alle imprese private, è girato come imposte, gran parte dell’utile; i soci della banca d’Italia, per la loro partecipazione, sono remunerati al 6%, è un buon rendimento visto che le banche non pagano la raccolta di risparmio; l’Inps partecipa al capitale anche per concedere al sistema delle banche la benevolenza di PD e sindacati. Il PD domina tra i lavoratori dell’Inps e in Banca d’Italia la CGIL è il sindacato dominante.

La storia dell’Inps dei lavoratori dipendenti privati, è approssimativamente questa, essa nacque con aliquote contributive elevate rispetto ad altri paesi, a carico dei lavoratori e dei datori di lavoro; accantonava le somme riscosse in regime di capitalizzazione e impiegava la raccolta in titoli di stato, i quali, con la guerra, furono falcidiati dall’inflazione, perciò il sistema, giocoforza,  fu sostituito con quello a ripartizione: Quindi lo stato ammise nel suo sistema previdenziale Inps anche professionisti e agricoltori che, diversamente dai lavoratori, versavano molto meno di quello che ricevevano come pensione.

Poi visto che il bilancio dell’Inps era ancora in attivo, lo stato attinse ai suoi fondi per l’assistenza sociale, senza versamenti da parte sua; quindi l’UE, grazie a diverse riforme, pretese per tutti i paesi dell’Unione, con la scusa dell’allungamento della vita, l’allungamento graduale dell’età della pensione e la riduzione della stessa. Malgrado questo, dal punto di vista finanziario, la gestione era ancora in attivo e lo stato usava Inail e Inps come bancomat per i bisogni del bilancio dello stato, impossessandosi dei suoi avanzi annuali, ignorando che i fondi Inps erano a destinazione specifica; il sindacato non interveniva a difesa dei diritti dei lavoratori e i dirigenti sindacali facevano carriera.

Con un bilancio ancora attivo, si fece confluire la gestione delle pensioni dei lavoratori pubblici nella gestione Inps, per i quali lo stato non aveva fatto accantonamenti, con riserva di versare quanto abbisognava per coprire le spese; da allora c’è stato il can can e le lamentele dell’informazione sulla disastrosa situazione dei conti dell’Inps, addebitata ancora all’aumento della durata della vita e quindi delle pensioni.

A parte l’alta dirigenza, premiata con pensioni da nababbi, esorbitanti rispetti ai contributi da essa versati, per la sua fedeltà ai padroni occulti dello stato, oggi i comuni lavoratori, con il sistema retributivo o contributivo, che si sono succeduti, considerata inflazione, spese di gestione, imposte e contribuiti di solidarietà, a causa dell’uso che lo stato fa dei contributi Inps, ricevono una pensione inferiore ai contributi versati aumentati dell’interesse, in Svizzera sono trattati meglio. L’ha evidenziato un lavoratore italiano che ha voluto, per un colpo di sole,  trasferire in Italia i suoi contribuiti per la pensione versati in Svizzera.

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Da parte di un paese, l’attivo commerciale è utile per accumulare riserve, crediti, investimenti esteri e per comprare, in una logica espansionista, la politica e l’informazione estere; in generale, per favorire le esportazioni, bisogna ridurre la domanda interna, con bassi salari e imposte; questa politica, su impulso tedesco, è attuata dall’UE con l’austerità, che sacrifica i salari interni anche per fronteggiare le importazioni dai paesi emergenti.

Analogamente, la bilancia commerciale in deficit è generalmente la conseguenza dell’alta domanda interna, come accade in Usa e come sta avvenendo in Cina che sta azzerando il suo attivo commerciale. Per proteggere produzione interna e profitti, si sfruttano gli impianti industriali con la domanda interna o con quella estera; al momento però, tra gli alleati occidentali, gli Usa criticano l’enorme attivo commerciale tedesco che alimenta l’indebitamento di altri paesi. Anche il deficit del bilancio dello stato alimenta il suo indebitamento.

USA

Il giornalista australiano Julian Assange, ricercato in GB e Usa e rifugiato nell’ambasciata ecuadoregna di Londra, n’è stato espulso e arrestato dalla polizia inglese per essere consegnato a quella americana. Grazie all’autocensura dell’informazione, in generale, questa non ha ricordato le ragioni della cattura di un giornalista di fama mondiale, che fa notizia da 15 anni ed è stato anche premiato molte volte.

Il giornalismo mainstream serve solo a bollare persone scomode al sistema, Julian Assange, con la sua fondazione Wikileaks, ha scritto di crimini di guerra americani contro  civili iracheni bombardati; ha anche pubblicato email scottanti della Clinton, difesa dalla televisione italiana contro Trump, ha scritto anche della frode elettorale americana alle primarie democratiche, a danno di Bernie Sanders.

Assange ha denunciato che le guerre americane a difesa della “democrazia” sono utili ai produttori americani di armi, questi, fra l’altro, sono anche editori di giornali e finanziatori di partiti e giornalisti. Quest’apparato propagandistico è in grado d’innalzare in politica o di distruggere la carriera delle persone; in Unione Europea, perseguendo un programma imperiale della Germania, accade la stessa cosa.

I gruppi difensori dei diritti umani, che sostengono l’immigrazione di massa, non protestano con manifestazioni per l’arresto di Assange, la disinformazione dilaga e il vero giornalismo scompare sotto i colpi della censura, dell’autocensura o dell’intimidazione giudiziaria; si vuole impedire il cambiamento di un mondo unipolare in uno multipolare, imporre la globalizzazione e un Nuovo Ordine Mondiale e, da parte degli Usa, apparentemente, si vuole fermare Russia e Cina.

La libertà d’informazione non interessa più a nessuno, l’informazione deve essere solo la copertura d’interessi, tanti i giornalisti scrivono bugie o mezze notizie su commissione; il giornalista tedesco Udo Ulfkottes ha scritto articoli falsi per la CIA. Ulfkottes pubblicava articoli con il suo nome, ma scritti da agenti della CIA, in accordo con i servizi segreti tedeschi e occidentali in genere; in Usa accade anche con l’informazione farmaceutica, scritta dalle stesse case farmaceutiche. Ci sono giornalisti, favoriti nella carriera, che lavorano per la CIA e altri che lavorano per Wall Street, per grandi multinazionali o per la commissione europea.

Visto la situazione dell’UE, con la Francia e la Germania in pole position, per il momento all’Italia conviene essere ancora legata agli Usa, che, diversamente dai governi di Francia e Germania, hanno ancore del rispetto per l’Italia. Però l’Italia deve anche ampliare i rapporti economici e commerciali con la Cina, che la Germania voleva riservare a se stessa, pretendendo che l’Italia, per muoversi autonomamente, dovesse chiederle l’autorizzazione.

Purtroppo, la disinformazione giornalistica dei neocon, dei neoliberisti e dei finti intellettuali di sinistra, ha conquistato destra e sinistra, demonizza populisti e sovranisti (i qualunquisti dove sono finiti?), sostiene i mercati e alimenta le tensioni con Russia e Cina e la speculazione contro l’Italia. (Fonte: Federico Pieraccini.- sinistrainrete – l’Antidiplomatico).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

     

ECONOMIA E POLITICA NEWS (15/4/2019)

EUROPA

Il professore Wolfgang Streeck, sociologo ed economista, direttore del Max Planck Institute, ha affermato che l’UE è un impero neoliberale a direzione finanziaria che, con la globalizzazione, mira allo smantellamento delle barriere commerciali e della protezione sociale europea, imponendo agli stati una politica e capi di governo come Monti. All’inizio l’UE, con sei paesi fondatori, era un’organizzazione per la pianificazione economica in alcuni settori, poi divenne un mercato comune senza dazi, per la libera circolazione di merci, lavoro e capitale.

Con la fine del comunismo, i trattati europei e l’euro hanno puntato al controllo dei bilanci degli stati, mentre l’UE si è allargata a 28 stati eterogenei, diretti a livello centrale, dalla Germania e dalla Francia, per il tramite di commissione europea e BCE; perciò, i trattati dell’UE sembrano una costituzione rigida e irreversibile che non si può cambiare. L’UE rifiuta l’autonomia nazionale e punta alla spoliazione della politica democratica e sovrana delle nazioni; perciò sono nati dei conflitti interni tra i paesi europei, com’è sempre successo quando uno stato europeo voleva dominare gli altri.

Nell’UE i lavoratori devono competere con costi del lavoro più bassi, all’interno e all’estero, cioè sono messi gli uni contro gli altri, senza tutele giuridiche e sindacali, praticamente, i sindacati e la sinistra classica hanno smobilitato; con l’euro, gli stati sono stati privati della sovranità monetaria, dell’autonomia di bilancio e della possibilità di aggiustare il cambio, perciò sono finiti la solidarietà sociale e lo stato nazionale che ridistribuisce la ricchezza. Se ne sono avvantaggiate le multinazionali che godono anche di privilegi fiscali

L’Ue è un’istituzione antidemocratica sostenuta dalla sinistra, che, durante il suo governo,  ha occupato tutti i posti dirigenziali; l’UE importa mano d’opera a basso costo o prodotti fabbricati all’estero con mano d’opera sottopagata, deprimendo i salari interni e il livello di vita della popolazione: Nell’UE il centro impone la sua politica alla periferia, l’obbedienza degli stati è compensata con il trasferimento di fondi strutturali, mentre, chi non rispetta le regole, è punito, i paesi europei dell’est, per i benefici economici che ricevono, stanno al gioco, invece, paesi centrali come la Francia, non sono puniti, per le loro infrazioni.

La Gran Bretagna è stata aiutata dai fondi strutturali europei ad alleviare gli squilibri regionali, questi denari derivano dai fondi di dotazione di tutti i paesi europei, rispetto ai quali la GB è stata in attivo, invece l’Italia, a causa dei ritardi della sua pubblica amministrazione nel loro utilizzo e delle multe, in passivo. Prima di questa involuzione, in Gran Bretagna e Italia esistevano sindacati potenti, collegati alla sinistra che oggi, per arrivismo al potere,  trascura lo stato sociale e i lavoratori.

Stati e imperi non sono mai nati con accordi o per sovranità popolare, ma con la forza delle armi, l’UE, espressone dei mercati, cioè delle istituzioni finanziarie e dei fantocci politici da loro controllati, contiene la finzione di sovranità popolare; in generale, i popoli antichi hanno occupato terre, saccheggiato, sterminato, fatto fuggire e fondendosi con altri popoli, quindi hanno imposto la protezione, creando con ciò gli stati. Le guerre si fanno per rubare terre e ricchezze e per acquistare altri contribuenti, la protezione, con il controllo del territorio, è propedeutica allo stato.

La ricchezza si raggiunge velocemente rubando; rispetto al lavoro, con la guerra, si fatica di meno e per un breve periodo, ma si rischia di più; la rivoluzione e la lotta di resistenza non aboliscono le classi, come affermato, a torto, da Marx, ma favoriscono la promozione sociale dei vincenti, cioè il passaggio a una classe superiore; in pratica, a chi rimane nella stessa classe, non conviene fare la rivoluzione; anche i rivoluzionari, veri o presunti8, rubano ai contribuenti, esattamente come lo stato, lo fanno all’opposizione e al governo.

Lo stato è effettivamente nato per la riscossione delle imposte, è l’’impresa economica e di potere di maggior successo che, senza le imposte, si estinguerebbe; tutte le imprese, se non riescono a raggiungere l’oggetto sociale, si estinguono. Adesso pare che anche l’Italia abbia aumentato il suo contributo all’UE, che, secondo gli europeisti, con tanti politici ed euroburocrati, è dotata di poche risorse; però, anche la moneta fornisce le entrate per governare, è stato così per tutti gli stati sovrani che si sono finanziati con il signoraggio monetario.

In UE alcuni paesi stringono accordi riservati con le multinazionali che desiderano pagare meno tasse, questi paradisi fiscali sottraggono all’Italia miliardi di euro l’anno, se ne avvantaggiano Olanda, Lussemburgo, Irlanda, Malta, Cipro e Belgio. In Olanda, per le multinazionali, l’aliquota fiscale è dell’1%, questi paradisi agiscono senza trasparenza, non danno informazioni, stabiliscono in anticipo l’imposta, garantiscono l’anonimato ai proprietari e le royalities non sono tassate. L’UE, che per tanti è una cosa seria, permette tutto questo; generalmente chi, tra uomini e stati, fa la morale agli altri, è più immorale di loro.

In tutto il mondo, i paradisi fiscali sono 58, da 20 anni l’Olanda impartisce lezioni di austerità, in Lussemburgo 12.000 società e 80 multinazionali vi tengono una sede che ha solo un indirizzo con una cassetta per le lettere, ogni anno l’Olanda sottrae 50 miliardi di euro di tasse ad altri stati. I giganti del digitale, Google, Apple, Facebook e Amazon inviano i loro profitti in Irlanda, Lussemburgo e Paesi Bassi e l’UE è impossibilitata a introdurre una web tax.

Nel Lussemburgo le entrate fiscali da società estere sono pari al 208% del Pil, a Malta l’80%, in Olanda il 21%; ci si chiede quanto l’UE affronterà questo problema economico. Intanto aumentano nuovamente i debiti privati che portarono alla crisi del 2008, le imprese, profittando dei bassi tassi d’interesse dovuti all’aumento della liquidità, aumentano i loro debiti. Le banche non fanno impieghi nelle attività produttive ma nella finanza e poi, a causa delle insolvenze, devono essere salvate dallo stato.

Riacquistano azioni proprie e fanno investimenti speculativi e in derivati, nelle banche, il rapporto tra capitale proprio e impieghi è debole, cioè manca l’equilibrio di liquidità, acquistano titoli di stato di scarsa redditività o a rischio e ora si avvicina a un’altra bolla immobiliare, perché gli immobili, prima sono aumentati di prezzo e ora non si vendono. Ci s’indebita, stato e privati, per pagare altri debiti.

Le grandi banche private, che in Italia sono padrone di Bankitalia, sono sostenute e aiutate dalle banche centrali, mentre le banche centrali dell’UE sono uno sportello della Bce, i conflitti d’interesse sono infiniti; la BCE concede prestiti a banche interconnesse, allo 0%, con il quale queste acquistano titoli di stato. Questo è il quadro, però la commissione europea si limita a denunciare solo troppa spesa pubblica e troppo debito pubblico.

Mentre l’informazione afferma che la recessione alle porte è solo italiana, in Germania diminuisce produzione ed esportazione, che si tradurranno in diminuzione del Pil e recessione, comunque, la crescita rallenta anche in Usa, Cina e Francia e tanti paesi del terzo mondo sono prossimi alla crisi del debito pubblico. La Bce ha favorito le concentrazioni di banche che ora, si afferma, sono troppo grandi per fallire.

L’euro è una camicia di forza per le economie più deboli che non possono svalutare per recuperare competitività, permangono le asimmetrie economiche tra paesi europei che l’UE doveva appianare; aumentano i profitti internazionali esentasse e calano i salari occidentali; la Grecia, dopo le cure ricevute, non é ancora capace di rimborsare i suoi debiti, l’Italia invece ci riesce.

Bisognerebbe far pagare i salvataggi bancari ai responsabili dei fallimenti bancari e non ai risparmiatori o ai contribuenti, bisognerebbe nazionalizzare le banche sistemiche; il debito fatto per salvare le banche private è illegittimo; le banche centrali devono essere pubbliche e devono tornare a svolgere il ruolo di creatori di moneta legale a favore dello stato e non delle banche, ammettendo anche moneta bancaria complementare in circolazione.

Le Germania, che è abituata ad alimentare l’inflazione solo in periodo bellico, ha ritenuto che compito principale della BCE fosse la stabilità di prezzi, la strategia serviva anche a difenderla dalle svalutazioni competitive, soprattutto dell’Italia. Dal 1968, con l’unione doganale, lo sviluppo europeo è stato lasciato nelle mani del mercato e delle multinazionali, si riteneva che il mercato comune non sarebbe stato tale senza una moneta comune, ma l’euro, con la stabilità dei cambi,  assomiglia ai cambi fissi tra monete e al gold standard.

Nel 1970, con il serpente monetario, era prevista un’oscillazione tra monete del 2,25% rispetto all’Ecu, il marco, sempre grazie alle esportazioni, si apprezzò e per rimanere nel serpente, gli altri paesi dovettero svalutare le loro monete. Ad ogni modo, nel caso di squilibri persistenti, la parità centrale poteva essere rivista e le banche centrali potevano concedere assistenza, comprando le monete di paesi in difficoltà; ma a volte preferivano comprare monete più forti.

La quantità di Ecu a disposizione dei paesi era creata con il trasferimento a un Fondo europeo del 20% delle riserve delle banche centrali, queste riserve auree sono ancora oggi in mano alla BCE; da allora, vi sono state varie crisi e disallineamenti valutari e nel 1992 la crisi ha portato alla dissoluzione dello Sme. Con una politica a favore del mercato e della lotta all’inflazione si é voluto combattere l’incertezza legata ai cambi flessibili; i cambi flessibili consentono di correggere gli squilibri della bilancia dei pagamenti ma favoriscono l’inflazione, che però è anche associata allo sviluppo produttivo e al prezzo dell’energia e de salari.

La politica monetaria dovrebbe essere indirizzata anche all’occupazione, è previsto anche dalla Fed, invece la Bce fissa l’interesse di riferimento per i paesi dell’eurozona ed è interessata soprattutto a combattere l’inflazione. Con il controllo sul bilancio della politica fiscale manca la solidarietà tra i paesi, l’euro non prevede strumenti di stabilizzazione, ma prevede solo un attivo limitato nel commercio estero (violato dalla Germania), per non ristringere le risorse monetarie dei paesi in deficit.

Perciò la politica fiscale ha imposto i trattati di Maastricht, patto di stabilità e Fiscal Compact, con criteri di convergenza obbligatori e controllo centralizzato. Allargando il mercato interno non si era però previsto lo sviluppo e la regolamentazione preventiva delle attività finanziarie, il che, per prevenire i dissesti bancari, ha favorito la nascita dell’unione bancaria. L’impalcatura europea non è nata con un progetto valido e complessivo, perciò richiede continui aggiustamenti.

La Germania, animata ad un disegno egemonico, facilitato dalle esportazioni che le danno i mezzi per comprare politica e informazione dell’UE, con le banche ricicla l’attivo commerciale prestandolo ai paesi in deficit ed esponendo paesi insolventi al default. Negli anni duemila, con gli interessi bassi, i prestiti finanziavano l’acquisto d’immobili, che poi rimasero vuoti e perciò scoppiò la bolla immobiliare: L’EU incolpò della crisi i paesi indebitati, obbligati, per pagare i debiti, a tagliare la spesa pubblica e ad aumentare le tasse; la crisi delle bilance dei pagamenti è stata presentata come crisi del debito pubblico, poi l’UE ha preteso austerità e riforme strutturali.

I paesi perdendo la flessibilità del tasso di cambio di una loro moneta, il controllo del tasso d’interesse e del bilancio dello stato, hanno puntato sulla deflazione salariale, chiedendo un mercato del lavoro sempre più flessibile, riducendo la domanda e accrescendo le disuguaglianze sociali; però, anche con l’austerità, il sistema bancario, che controlla gli stati, è stato salvato.

Con la globalizzazione si riducono i prezzi ma i profitti rimangono all’estero, perciò cala domanda e occupazione e peggiora per tanti paesi, ma non per l’Italia, la bilancia di pagamento, la commissione europea incolpa di tutto il debito pubblico. A chi chiede condivisione dei rischi e dei debiti pubblici, solidarietà, assicurazione europea sui depositi ed eurobonds, l’UE risponde di fare prima i compiti a casa, è una specie di medicina che potrebbe essere mortale, mentre quelle precedenti hanno fatto solo ammalare.

USA

Se gli Usa non fermano il progetto di legge Nopec, che colpisce i cartelli petroliferi e   espone i membri Opec alle cause antitrust, l’Arabia Saudita ha minacciato di vendere il petrolio in valuta diversa dal dollaro; probabilmente, poiché è legata agli Usa, la minaccia non sarà attuata. L’Arabia controlla il 10% dell’offerta mondiale di petrolio, i contratti sono denominati in dollari e la moneta saudita, il riyad, è agganciata al dollaro.

Oggi, Russia, Iran, Venezuela e Cina non sono più legate al dollaro e la dedollarizzazione del commercio internazionale potrebbe favorire la svalutazione del dollaro che, per la sua natura di moneta di riserva internazionale, allevia i deficit di bilancio e commerciali americani. L’Ue, per compensare la protezione militare americana, paga, in dollari americani, l’80% della sua importazione d’energia, per 300 miliardi di euro l’anno, il che contribuisce a tenere alta la quotazione del dollaro.

ITALIA

Gli esperti della televisione, che sono sempre di parte, denunciano che l’Italia sta andando verso la recessione, contrassegnata da una riduzione del Pil, ma i dati della Germania non sono molto migliori, anzi in Italia, al contrario della Germania, stanno aumentando consumi, produzione ed esportazione, il che si tradurrà in aumento del Pil, anche se modesto; però gli anni a venire, grazie alla politica del governo giallo-verde, potrebbero essere migliori. Quando si raggiunge il fondo, con un Pil ridotto del 10% dai massimi storici, bisogna pur risalire, altrimenti i cicli economici sono privi di significato.

In regime misto di neoliberismo, protezionismo, aiuti di stato e privilegi fiscali, in genere, le grandi imprese vogliono essere protette quando producono in patria, non vogliono essere ostacolate quando esportano capitali e linee di produzione, vogliono aiuti di stato, vogliono imposte ridotte per le loro produzioni all’estero e, dopo queste agevolazioni, si rifiutano di reimportare i loro profitti realizzati all’estero. Il risultato può essere solo la decadenza industriale ed economica dei grandi paesi industriali, gli Usa se ne stanno accorgendo solo adesso, mentre la sinistra, amica dei mercati, se ne accorgerà più avanti.

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Nel 2009 la Cina puntava sulle esportazioni, dal 2018 però, per contrastare la crisi, ha puntato sulla domanda interna, invece Germania e Italia, puntando su contenimento della domanda interna e dei salari, hanno continuato a puntare sulle esportazioni. Nel 2009 la Cina, accusata di dumping, aveva un attivo commerciale pari al 4,9% del Pil, per 243 miliardi di dollari, nel 2018 è stato solo dello 0,7% del Pil, per 97 miliardi, mentre in Italia è stato del 2%, per 41 miliardi; quello della Germania è stato l’8% del Pil per 327 miliardi, sforando i limiti fissati al 6% dai trattati, senza richiami della commissione europea.

Oggi il Pil tedesco dipende quasi al 50% dalle esportazioni, quindi la Germania, avendo sacrificato la domanda interna con le riforme Hartz del lavoro, è fortemente esposta alla crisi internazionale che penalizza il commercio, assieme all’Italia che le fa da subfornitrice. In Italia la deflazione salariale e la riforma del lavoro sono state favorite da Treu, Biagi e Renzi, per quest’ultimo  con l’abolizione dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori.

Per rilanciare la domanda interna occorrerebbero maggiori salari e riduzione d’imposte a lavoratori e pensionati, ma si ridurrebbe l’attivo commerciale  perché le esportazioni sono uno sbocca alla domanda interna debole; ora nemmeno il saldo primario del bilancio dello stato è utilizzato per fini sociali e per investimenti pubblici. Il mercantilismo tedesco, che ha ispirato i nostri governi, è responsabile della caduta dell’economia italiana che, con la crisi internazionale, dopo la caduta della domanda interna, è destinata a soffrire, come la Germania, anche della caduta dell’esportazione.

Fino agli anni ottanta, l’imprenditoria italiana contava poco rispetto alle imprese pubbliche, poi l’UE, anche a causa del debito pubblico italiano, impose le privatizzazioni, contemporaneamente, diminuirono le tutele del lavoro e la politica, per fronteggiare la concorrenza estera, puntò solo a risparmiare sul costo del lavoro; per difendere il loro potere d’acquisto, i lavoratori risposero con la denatalità (Fonte: Guido Salerno Aletta – Claudio Conti - sinistrainrete – contropiano).

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Dopo aver remunerato le banche partecipanti al suo capitale, la banca d’Italia ha trasferito al Tesoro 6 miliardi di euro, come quota utili del 2018. In generale, lo stato s’indebita emettendo titoli presso banche private o presso la banca centrale, anche le banche private ottengono prestiti dalla banca centrale, garantiti anche da titoli di stato; tuttavia, quando la banca centrale finanzia lo stato lo fa a costo zero per lo stato, perché crea denaro dal nulla.

Nel 1999, con l’introduzione dell’euro, ogni banca centrale dell’eurozona è diventata indipendente dal governo nazionale, perciò gli stati si possono finanziare solo presso le banche; fino al 1981 in Italia la banca centrale era alle dipendenze del governo e acquistava dallo stato i titoli non acquistati dai privati e dalle banche, permettendo allo stato notevoli risparmi; nel 1981, con il divorzio tra Tesoro e Banca d’Italia, la banca df’Italia fu sciolta dall’obbligo di acquistare titoli, poi nel 1992, le banche partecipanti al suo capitale furono privatizzate.

Per contenere l’inflazione, secondo le direttive dell’Unione Europea, si voleva rendere indipendente la creazione di moneta dal deficit del bilancio dello stato, perciò le banche centrali non potevano più finanziare il debito pubblico, ma lo potevano fare a interesse le banche private; tuttavia, dal 2015 al 2018, la BCE, con il QE, prese ad acquistare titoli di stato dalle banche al mercato secondario, diventando creditore dello stato italiano tramite il suo sportello della Banca d’Italia, acquistando così 300 miliardi di titoli, che hanno poi fruttato i 6 miliardi di cui sopra, trasferiti allo stato.

Sembra il gioco delle tre carte; eppure, il denaro creato dal nulla da una banca centrale pubblica di uno stato sovrano potrebbe essere una risorsa strategica per gli investimenti pubblici e per la spesa sociale, invece oggi il finanziamento del debito pubblico è lasciato in balia dei mercati e della speculazione che alimenta lo spread e fa salire il costo del debito pubblico. Se la Banca d’Italia acquistasse, alla loro emissione, i titoli del debito pubblico, questo non peserebbe allo stato.

Il Giappone colloca i titoli distato al 60% presso i giapponesi, a un tasso modesto, e al 40% presso la banca centrale senza costo, invece l’Italia si rivolge al credito bancario, anche straniero, che è invitato a nozze per usufruire di un interesse e per speculare sul debito pubblico italiano. (Fonte: coniarerivolta – sinistrainrete).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it; viruslibertario@gmail.com.

   

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì (8/4/2019)

RUSSIA

Sembra che le relazioni tra Russa e Cina stiano peggiorando, mentre la diffidenza di Mosca verso la Cina aumenta; Mosca, con una Russia asiatica spopolata, teme la crescita del potere economico e militare della Cina, che l’ha tagliata fuori dalla via terrestre della seta e penetra, via mare, nel Mediterraneo. La Russia, per contenere la Cina ha cercato, con un certo successo, di avvicinarsi all’India, ma Giappone e Usa sono rimasti freddi.

Aldilà delle sanzioni americane e delle relazioni dell’informazione, per migliorare le relazioni con gli Usa e l’UE, Mosca, che teme di perdere il controllo dell’Asia centrale, vorrebbe appianare le divergenze su Ucraina, Iran, Siria e Corea del Nord; al riguardo, esiste un dialogo segreto tra Usa e Russia. L’Ue potrebbe avvicinarsi a Mosca, ma la Germania,  con il cappello francese, vuole dominare l’Europa, perciò potrebbe anche spingere a un accordo con la Cina, contro la Russia che si trova in mezzo; i venti di guerra sono solo sopiti. Non è un caso che la via della sete terrestre abbia tagliato fuori la Russia, preferendo passare per i Balcani.

Per Mosca sarebbe il caso, come fece con l’Alaska ceduta agli Usa per timore dei britannici che controllavano il Canada, di fare un’alleanza politica e militare con la Cina, cedendole metà della Russia asiatica, in cambio di un aiuto allo sviluppo dell’altra metà  rimasta nelle sue mani. Per favorire il suo sviluppo, la Russia potrebbe, disinnescando il problema ucraino, avvicinarsi di più all’UE fornendole energia e materie prime e aprendo le porte all’immigrazione, riducendo la relativa pressione sull’UE e portando il paese a oltre a 10. milioni di chilometri quadrati, con 350 milioni di abitanti. (Per le notizie, fonte: Carlo Pelanda – startmag.it).

ITALIA

La stagnazione economica di UE e Italia è anche colpa della commissione europea, la quale, contrariata dalla mancata riduzione del deficit strutturale, cioè non temporaneo o dovuto alla congiuntura, del bilancio dello stato italiano, che doveva essere dello 0,8% nel 2019, dopo tante trattative, ha accettato un deficit di bilancio dello 2,04%, però destinato ad aumentare nel corso dell’esercizio. Nel 2019, a causa della crisi economica che investe anche  Usa e Germania, il Pil italiano non dovrebbe aumentare e, con la decrescita, si andrà verso la recessione.

Un accenno va fatto sull’allarmismo dell’informazione sui conti pubblici dello stato italiano, secondo Unimpresa e opposizione, nel 2018 il debito pubblico è aumentato di 71 miliardi di euro, contro i 35 dell’anno precedente; però il fabbisogno complessivo della pubblica amministrazione si è ridotto da 62 miliardi di euro a 42. Secondo la Banca d’Italia, il debito pubblico sarebbe passato da 2.263 miliardi di euro a 2.317, con aumento di 54 miliardi, ma, con le disponibilità liquide di tesoreria om cassa, passate da 7 miliardi di euro a 32 miliardi, in realtà, il debito pubblico è passato da 2.317 miliardi di euro a 2.357.

Il maggiore debito di 40 miliardi è servito a elevare la scorta di cassa del Tesoro, per prevenire, comprando titoli di stato italiani, l’incremento dell’interesse da parte del Tesoro americano; per conseguenza, oggi il Tesoro ha 75 miliardi di euro di scorta, superiori al deficit di bilancio previsto per il 2019. E’ una conseguenza delle alchimie della contabilità pubblica. Il Fiscal Compact prevedeva che, in condizioni di economiche avverse, per favorire la crescita, fosse concessa maggiore flessibilità al deficit, invece, la commissione europea ha chiesto ancora la riduzione del debito e del deficit strutturale.

Viste le protese di piazza e la recessione in arrivo, la Francia ha impegnato in bilancio altri 10 miliardi di euro, tra minori tasse e nuove spese, informando a posteriori la commissione europea e sforando nuovamente il 3% del deficit pubblico; il governo francese non teme gli ammonimenti della commissione europea e la procedura d’infrazione, perché nell’UE esistono figli e figliastri e la Francia è sposata alla Germania che dirige nell’ombra la commissione.

Alla vigilia della recessione, anche il Pil di Usa e Germania crescono poco, perciò, se l’Italia sarà la prima a entrare nella recessione, nemmeno i corridori arrivano assieme al traguardo, quindi anche la Germania sta per entrare in recessione; tuttavia, il governo italiano, per non deprimere ulteriormente consumi e Pil, non è intenzionato, come ipotizza l’opposizione, a varare una manovra di bilancio correttiva, con l’aumento d’imposte. In passato, la politica economica di uno stato sovrano mirava a massimizzare crescita e occupazione, mantenendo in equilibrio i conti con l’estero e contenendo salari e deficit di bilancio, per contrastare l’inflazione.

Oggi, con l’Italia semisovrana o poco sovrana, la politica  economica è regolata dalla politica del bilancio pubblico voluta dalle direttive dell’UE e dalla commissione europea, e da quella monetaria regolata dalla BCE che, per far ripartire l’economia reale, con il QE, ha aumentato la liquidità e vantaggio della speculazione finanziaria, ignorando che oggi la maggior parte della moneta in circolazione è attivata con i prestiti concessi dal sistema bancario, cioè dall’economia reale.

Dal 2008 al 2019, l’Italia ha speso 800 miliardi di euro in interessi passivi sul debito  pubblico, oltre  le spese militari delle quali, poiché esistono spese fuori bilancio, non si conosce il preciso ammontare e gli Usa ne chiedono l’aumento; la somma spesa per interessi è finita in mano al sistema finanziario ed ha preso la via dell’estero. Visti i salari più bassi dei paesi emergenti, c’è chi, come gli industriali, per consolarsi, affermano che la disoccupazione è un freno positivo alla crescita interna dei salari, che si è voluta contenere in Usa, Germania, Italia e Francia. Visti i risultati di questa politica economica, secondo il parere della Banca di Francia, la BCE e la commissione europea non sono attrezzate per affrontare una nuova crisi economica sistemica, dopo quella del 2008. (Per le notizie, fonte: Guido Salerno Aletta - startmag.it).

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Storicamente, la lotta al capitalismo si è concretizzata nella lotta al latifondo, nella richiesta dell’abolizione della proprietà privata e nella ridistribuzione della ricchezza; però, nessuno contesta più la proprietà della casa o di un pezzo di terra per i bisogni della famiglia, però bisognerebbe riservare la proprietà della terra a chi la lavora, anche con la successione. Le multinazionali, per non favorire l’impoverimento di paesi industriali, non devono essere premiate sul piano fiscale, ma devono essere penalizzate; per favorire l’azionariato popolare, le partecipazioni azionarie non devono pagare maggiori imposte rispetto alle obbligazioni pubbliche o private.

Poiché abbiamo appurato che a volte le obbligazioni possono essere più rischiose delle azioni, lo stato non deve disincentivare la partecipazione al capitale dei lavoratori, soprattutto nelle imprese in cui lavorano; perciò, nelle società per azioni dovrebbe essere tassato solo l’utile a bilancio e non le azioni. Invece i possessori di grande capitale in partecipazione dovrebbero  pagare un’imposta patrimoniale annuale e una di successione.

In tal modo i lavoratori, con risparmio, eredità e liquidazioni, accederebbero alla proprietà  di aziende in cui lavorano; con le piccole banche, artigiani e lavoratori non hanno mai raggiunto effettivamente questo obiettivo. Lo stato dovrebbe anche dotarsi di procedure per assegnare ai lavoratori, anche con incentivi pubblici, la proprietà di aziende in liquidazione, impedendo la chiusura di produzioni. I lavoratori conserverebbero il lavoro e potrebbero rilanciare imprese in perdita economica ma con dei clienti; da ricordare che le multinazionali, delocalizzando, chiudono imprese ancora attive.

EUROPA

In questi ultimi anni le autorità di vigilanza bancaria europee hanno concentrato l’attenzione sui crediti deteriorati delle banche italiane, ma in precedenza c’era stato scarso controllo sulle attività illegali e scorrette delle banche dell’Europa settentrionale. Dal 2012 al 2018 le banche europee sono state multate di 14,3 miliardi di euro, per il 75% per opera delle autorità preposte americane, per riciclaggio, soprattutto di denaro russo, violazioni di sanzioni economiche e per scarso controllo nelle operazioni.

Sono state multate la banca olandese Ing, Deutsche Bank, Bnp Paribas, la banca danese Danske, la svedese Swedbank, la Nordea, la lettone Ablv, la Hsbc, la Commerzbank, la Rabobank, Standard Chartered e la Societé  Générale. La banca d’Italia, a sua volta, ha bloccato le attività della banca olandese Ing e ha sanzionato la banca Ubi, per mancanza di collaborazione e scarsa trasparenza nelle segnalazioni.

Pnp Paribas ha ricevuto una multa di 8,9 miliardi di dollari per transazioni finanziarie illegali con Cuba, Iran e Sudan, tutti paesi soggetti a sanzioni americane. In alcuni casi, i supervisori hanno rinviato l’apertura della procedura d’infrazione, in cambio di futuri maggiori controlli e del rispetto della normativa. Una recente direttiva antiriciclaggio dell’UE, con l’intervento dell’Autorità bancaria europea, ha potenziato i controlli sulle banche, perciò in futuro dovrebbero ridursi le sanzioni alle banche, per violazioni di norme. (Per le notizie, fonte: Francesco Ninfole – startmag.it).

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La sospensione dal partito popolare europeo del partito del leader ungherese Orban, la posizione dei partiti sovranisti e antieuropei, la Brexit, l’allontanarsi dei membri della lega anseatica e dei partner orientali della Germania e l‘ostilità di Usa Italia, hanno mandato in fibrillazione il partito CDU diretto dalla cancelliera Merkel, alla quale sta per succedere Annegret Kramp Karrenbauer, che vuole favorire la politica tedesca rispetto a quella europea.

Anche le relazioni tra Berlino e Parigi si raffreddano, perciò Macron non ha partecipato alla conferenza sulla sicurezza di Monaco, mentre Parigi appare più debole nei confronti di Madrid; perciò la Germania pare allontanarsi dall’europeismo di Macron e il parlamento tedesco ha rifiutato la votazione congiunta con il parlamento francese, come previsto dagli accordi di Aquisgrana.

La Merkel aveva spostato il suo partito CDU verso socialdemocratici e verdi e aveva proposto di fare entrare in Germania altri milioni d’immigrati, ora la prossima cancelliera AKK guarda al partito di  destra AfD, che probabilmente si affermerà nelle prossime elezioni regionali d’autunno in Brandeburgo, Sassonia e Turingia. Fra le altre cose, gli elettori attribuiscono l’aumento di affitti e del costo delle abitazioni all’afflusso d’immigrati.

L’avversario di AKK è Wolfgang Schauble; mentre la CDU sta abbandonando sinistra ed europeismo, l’SPD socialdemocratico della coalizione di governo sta abbandonando la svolta liberale e propone l’aumento della spesa sociale e un reddito universale. Dopo le elezioni regionali d’autunno, tra i partiti della coalizione si aprirà il confronto sul contratto di governo e la Merkel lascerà la guida del governo. (Per le notizie, fonte: Carlo Bastasin – ilsole24ore.com).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 1/4/2019)

ITALIA

Dalle ultime battute del governo gialloverde sulla via della seta, pare che Salvini sia filoamericano, Mattarella filoeuropeo e Di Maio filocinese; l’Italia, boicottata dall’UE, cerca alleanze, mentre si rinsaldano le alleanze tra Germania e Francia, che prendono le distanze dagli Usa e da Israele. La Germania, controllando parte dell’informazione e della politica italiana,  vuole dominare l’Italia, si accosta all’Islam, vuole fare affari con Cina e Russia, ma teme la potenza russa, perciò ci saranno altri sviluppi.

Dall’informazione apprendiamo che la Lega, che, tra le altre cose, è contro le unioni civili, sostiene l’integralismo cattolico, però è significativo che il papa, non ha voluto ricevere Salvini perché è contro l’immigrazione; in realtà, secondo me, la Lega, in genere, usa l’ombrello cattolico come schema identitario, per difendere l’Italia dalla penetrazione islamica.

Da sinistra, si fa per dire, il PD attacca le riforme sociali del M5S e Francia e Germania, controllando settori politici e dell’informazione italiana, hanno attaccato spesso Salvini, vogliono sempre dare lezioni all’Italia, permettendosi di fare con la Cina ciò che all’Italia è negato; come pretesto, affermano che in UE, con la Cina, bisogna muoversi uniti; questi sono i fatti, eppure, anche con la fine della luna di miele, la Germania si sente molto attratta dall’Italia, ma la vuole dominare.

Si sta aprendo una nuova era politica, ci saranno grosse novità con le prossime elezioni europee e italiane e con il rinnovo della presidenza della repubblica italiana; diversi paesi dell’UE stanno nell’UE per interesse, l’Italia spera di non rimetterci più, gli europeisti, fuori e dentro l’Italia, la tengono d’occhio, allarmati dalle sue mosse contrassegnate dall’autonomia.

Il sovranismo italiano ha urtato la Germania, ma un po’ anche gli Usa che, a causa del predominio tedesco nell’UE, potrebbero tornare a essere isolazionisti, passando il testimonial alla Cina, dall’Usa definita autoritaria,  ma anche la democrazia è una frode. La Germania, che parla con la bocca di Macron e Junker, ha affermato che l’uscita dell’Italia dall’UE, ne potrebbe comportare lo scioglimento, il che significa che i legami interni sono molto deboli, rimarrebbe però, finché dura,  l’asse franco-tedesco.

Dopo la condanna della commissione europea da parte del tribunale europeo, per il fallimento da essa provocato, con il bail-in, di piccole banche italiane, adesso risalta un’altra anomalia dei mercati, a dominio anglo, tedesco, americano; lo spread italiano, fatto salire dalle società di rating e dall’allarmismo dell’informazione, ha dato come risultato che i bond americani a 10 ani e i Btp italiani a 10 anni hanno praticamente lo stesso interesse.

Il che è strano perché gli interessi, per stati, imprese e persone, in genere dipendono dal reddito, dai debiti e dalle garanzie; infatti, gli Usa hanno più debiti, tra pubblici e privati, dell’Italia; ciò malgrado, la televisione italiana giudica meglio la situazione economica americana e la sua solvibilità rispetto all’Italia; che sia un'altra manipolazione artificiosa dei tassi da parte dei mercati, che vogliono mettere in ginocchio l’Italia?

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Sulla nuova via della seta o Bri e relativo memorandum firmato dal governo italiano con il presidente cinese Xi Jin Ping, si sono indirizzati i moniti critici di Washington e Bruxelles, che non vogliono che l’Italia si muova con indipendenza; sembra che l’Italia abbia sdoganato la Cina, è anche il primo paese occidentale ad aver aderito anche alla Banca Asiatica d’investimento e infrastrutture. Sulla sicurezza delle telecomunicazioni 5G di Huwaei e Zte, il governo si riserva il controllo con la golden power.

Però l’Italia è spiata anche dagli alleati e la Germania, in rotta con gli Usa per il dominio dell’Europa, è intenzionata a fare il 5G con la Cina ed anche la Gran Bretagna; la via della seta terrestre, tra Pechino e la Germania, è già in allestimento, inoltre la Merkel ha accusato gli americani di averla intercettata con le telecomunicazioni; tutti gli italiani sono stati schedati dallo stato.

I gesuiti avevano richiesto al presidente cinese, in visita a Roma, anche una sua visita a papa Francesco, per il momento l’incontro non è avvenuto, però il papa è stato invitato in Cina; in passato, russi e cinesi avevano rifiutato questi inviti perché sospettosi delle ingerenze vaticane, fortissime in Italia. L’incontro tra Cina e Vaticano ha risvolti non solo a favore della libertà religiosa, ma ha anche risvolti politici ed economici e servirà ad avvicinare la Cina all’Italia; i governi italiani sono stati sempre supini ai desideri della chiesa cattolica, con eccezione per l’immigrazione. (Fonte, Marco Orioles – startmag.it).

 

L’economista Joseph Stiglitz, premio nobel per l’economia ed ex presidente della Banca Mondiale, ha affermato che se l’Italia esce dall’UE è una tragedia per l’UE, se resta è una tragedia per l’Italia; egli afferma che bisogna riscrivere i trattati europei perché i paesi aderenti hanno regole fiscali diverse, che permettono il dumping fiscale rimproverato dagli Usa alla Cina. Queste asimmetrie possono portare al collasso economico e sociale dell’UE.

Stiglitz afferma anche che le regole rigide e uguali per tutti sono sbagliate, esattamente come la mancanza di autonomia; l’austerità ha permesso alla Germania di dominare l’Europa, ma non ha permesso di colmare le disuguaglianze sociali com’era stato promesso. Stiglitz aveva già consigliato all’Italia di uscire dall’euro, ha affermato che, se i trattati non si possono cambiare, si possono interpretare diversamente e per mutuo accordo.

Sembra un ragionamento italiano condannato dalla Germania, però è quello che fanno spesso, per opportunità, la giurisprudenza, la politica o gli avvocati. Disuguaglianze, disoccupazione e globalizzazione stanno distruggendo l’Unione Europea, occorrerebbe più solidarietà perché l’euro funziona solo per paesi simili che hanno ispirato i trattati nel loro interesse. (Fonte: Joseph Stiglitz – sinistrainrete.info – L’Huffington Post).

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Il presidente Mattarella ha promulgato la legge sulla costituzione della commissione d’inchiesta sulle banche, cioè non solo su quelle in crisi, che sono anche sotto indagine giudiziaria, invitando i presidenti delle camere a controllare per non debordare nel controllo sul credito, perché le banche sono private e indipendenti da parlamento e governo, ma soggette alla vigilanza di Bankitalia, Bce, Consob, ESMA, Ivass, Covip, a loro volta istituzioni autonome dal parlamento.

Da queste note non sembra che l’Italia sia una repubblica parlamentare, forse, come si afferma da taluni e secondo la costituzione materiale, è una repubblica presidenziale; compito della commissione è però investigare su società di rating, derivati, fondazioni bancarie e tutela del risparmio. Recentemente, la Consob ha multato la dirigenza di Veneto Banca per aver venduto ai propri clienti, azioni proprie in portafoglio, con la banca ormai in dissesto.

Per Mattarella, la commissione non deve entrare nella gestione del credito personale, non deve interferire con le indagini della magistratura, non deve condizionare la gestione del credito, travalicando i ruoli di competenza di altre istituzioni; deve trattare con cautela le informazioni sui clienti detenute dalle banche, rispettando il segreto bancario, che esiste nei confronti del parlamento e  del governo, ma non nei confronti della magistratura, non deve suscitare allarme tra i risparmiatori e il mercato, influendo sul corso della giustizia che indaga autonomamente, però anche la televisione esercita tale influenza.

Dopo che al parlamento è stata tolta la sovranità sul bilancio, conferita alla commissione europea, ci manca solo che si dica che anche il governo, che è un’emanazione di una maggioranza parlamentare, è autonomo dal parlamento; i mercati alla riscossa, hanno vinto, solo i cittadini non sono sovrani, perché si devono muovere solo con licenze, concorsi pilotati, raccomandazioni, concessioni e autorizzazioni. Le istituzioni hanno a capo garanti, in termini massonici, di poteri occulti, questi garanti, che sono gli occhi e le orecchie dei loro padroni, sono premiati profumatamente, con privilegi, per la loro obbedienza e discrezione. 

Si dice che i cittadini sono sovrani e indirettamente lo sarebbe il parlamento, possibile che così pochi poteri abbiano avuto i vecchi sovrani? Per rendere proficuo il potere d’inchiesta delle televisioni e delle commissioni parlamentari, queste, in caso di violazione di legge, dovrebbero fare sempre delle denuncie alla magistratura, in questo modo però, per il  lavoro, scoppierebbe la magistratura. L’Italia, effettivamente, non è una repubblica parlamentare, gli organi costituzionali non sono uguali, autonomi e indipendenti, prima c’è il presidente e ultimo è il parlamento, che ha perso anche parte del potere legislativo; critichiamo le dittature, ma la democrazia è un imbroglio. 

EUROPA

La Brexit, a causa delle trattative sulle condizioni per l’uscita tra UE e GB,  sembra abbia messo in fibrillazione i cittadini britannici, che perciò si sono divisi, tuttavia la televisione, maestra in propaganda europeista, non ha ritenuto di sentire quali sono veramente i sentimenti del popolo britannico in materia; si sono fatte solo interviste pilotate da parte della televisione italiana e di euronews, infarcite di  propaganda, miranti a dimostrare l’irrazionalità della Brexit. Io ritengo che gli inglesi abbiano individuato Ie nuove mire egemoniche della Germania e perciò si vogliono tenere lontani da quest’Unione Europea, fra non molto, anche gli Usa seguiranno il loro esempio.

La classe dominante, quando è intelligente, sa come vanno le cose e ritiene che alla morale comune e alla verità di comodo sia soggetto solo il cittadino comune; per omertà e interesse non evidenzia i lati oscuri della nostra “democrazia”; scuola, religione, stato, propaganda politica e informazione, sono tarate solo per la ricerca del consenso e per tenere docile il popolo: Con la predica, politica e religiosa, siamo allevati nell’illusione, la schiavitù è accettata quando si riconosce il proprio ruolo vile e perciò non ci si ribella; affermare che tutti gli italiani sono corrotti, ladri, mafiosi e traditori, come sono spesso i nostri dirigenti, serve ad avvilirli in modo che accettino le loro condizioni e non si ribellino ai soprusi e alla schiavitù.

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (25/3/2019)

EUROPA

Il tribunale dell’UE, su ricorso della banca popolare di Bari, che ha assorbito la Cassa di Risparmio di Teramo, ha rigettato la tesi della commissione europea che aveva definito aiuto di stato l’intervento a favore della banca da parte del Fondo Interbancario di Garanzia, provocandone il fallimento. Come sostiene l’Abi e Bankitalia, nell’intervento del Fondo Interbancario non c’era aiuto di stato, il quale, come si sa, è escluso anche dalla più recente normativa europea del bail-in.

A vietare l’intervento di salvataggio che portò al fallimento della cassa di risparmio di Teramo fu il commissario europeo, a capo dell’Antitrust, Margarethe Vestager; la decisione fu poi applicata anche ad altre quattro banche italiane, cioè le casse di risparmio di Ferrara, Chieti, Marche ed Etruria, lasciate fallire dopo il bail-in, con danni per i risparmiatori. Abi e Bankitalia hanno chiesto, pertanto, di procedere con un’azione risarcitoria, chiedendo anche le dimissioni di Vestager, la commissione europea, da parte sua e a vantaggio degli avvocati, ha deciso per il ricorso contro la sentenza, presso la Corte Europea.

ITALIA

Sulla via della seta si moltiplicano gli appelli privi di senno, poiché l’Italia appartiene alla Nato, s’invoca la fedeltà agli Usa; l’Italia ha basi Nato, dopo la seconda guerra, i suoi governi hanno sostenuto le imprese militari americane, gli Usa controllano esercito e apparati di sicurezza italiani, accade anche al Giappone, che, per avere la protezione militare degli Usa, deve  anche comprare bond americani.

Bisogna dire che, da sempre, ma per un limite ragionevole di tempo che non supera  quasi mai i cento anni, i paesi sconfitti in guerra, sono stati aggregati ai vincitori, perdendo la sovranità; però anche i romani spesso affrancavano gli schiavi di guerra, li facevano liberti e alcune volte sposavano donne liberte. Italia, Giappone e Germania non possono sedere nel consiglio di sicurezza perché hanno perso la seconda guerra e non possono avere armi nucleari, che dovrebbero essere proibite per tutti.

Le istituzioni come l’Onu, il Fmi e la Banca Mondiale sono nate, su impulso Usa, dopo la seconda guerra, conferendo dei privilegi ai paesi vincitori inseriti nel consiglio di sicurezza dell’Onu, ora dominato nell’Assemblea dai paesi islamici; però, in democrazia, tutti i paesi dovrebbero avere la stessa dignità. Anche le sanzioni economiche minacciate dagli Usa agli alleati, per affari da loro fatti con Russia e Cina, paiono sproporzionate.

Dico queste cose non per animosità verso gli Usa, dove vivono 40 milioni di persone di origine italiana, infierire contro gli Usa sembrerebbe come infierire contro la propria madre, scrivo per giustizia. In tutte queste vicende la Francia, che ha vinto la seconda guerra mondiale a tavolino, siede al consiglio di sicurezza dell’Onu e ha la bomba atomica;  in UE, Macron, erede di Vichy, spadroneggia appoggiandosi alla Germania e insulta l’Italia.

Il consiglio di sicurezza dell’Onu dovrebbe essere totalmente elettivo, a rotazione, senza veto, con una scadenza e rinnovabile, altrimenti è meglio abolire quest’organizzazione. La Germania, tramite burocrati, politici e informazione, si è impegnata molto per la rovina dell’Italia e perciò i mercati, tramite Macron, le hanno promesso un posto al consiglio  di Sicurezza dell’Onu e la bomba atomica; purtroppo, Trump è contro Wall Street e contro la Merkel. Grazie alla propaganda dell’informazione, le persone sono spesso condizionate nelle opinioni, se hanno un ruolo, obbediscono ai superiori, sono pochi gli uomini liberi in grado di capire dove siamo diretti e come siamo manipolati.

Nell’ottocento gli europei, avendo esaurito l’argento sudamericano, per pagare la seta cinese, chiesero a questo paese di accettare l’oppio in pagamento della seta, ne nacque la rivolta dei boxer cinesi e la guerra dell’oppio che la Cina perse e gli europei, con trattati ineguali, cioè riservati ai paesi senza sovranità, costrinsero la Cina a importare oppio e a cedere alcuni porti.

Adesso la Cina chiede liberamente l’uso di alcuni nostri porti e qualche agente dello straniero lamenta la perdita di sovranità italiana e la globalizzazione economica portata avanti dalla Cina, eventi che ci sono stati già imposti da Usa e Germania. La Cina ha una storia simile a quella di Roma, è stata soggiogata dai mongoli, come l’Italia dai germani, e tuttavia è riuscita conservare la sua unità ed è risorta economicamente, mentre l’impero romano si è dissolto e l’Italia è ancora schiava degli alleati.

Contro l’intesa con la Cina, si moltiplicano i falsi appelli alla solidarietà occidentale, che però è stata violata anche dai nostri alleati, con i loro commerci e investimenti con la Cina, nella lotta contro il terrorismo italiano e con la mafia che ricicla all’estero; i nostri alleati hanno calpestato gli interessi economici italiani in Russia, Iran e Ue. Bisogna anche ricordare che il Fondo monetario, controllato dal governo americano, è stato in prima fila nell’alimentare la speculazione contro l’Italia, assieme a società di rating americane, controllate da banche d’affari americane; queste banche hanno potuto operare indisturbate contro l’Italia, senza richiami da parte del governo americano.

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L’informazione non è libera, soprattutto a causa di chi la fornisce. All’informazione si chiede di separare i fatti o notizie dalle opinioni o commenti, però non mancano notizie false, imprecise, parziali o mezze notizie; inoltre, mentre i commenti s’individuano tra le notizie e i pettegolezzi servono a riempire il vuoto lasciato da mezze notizie, queste sono anche dovute all’autocensura di un partito mandante; l’informazione è condizionata dal denaro e da chi sceglie i giornalisti, la libertà personale dell’informazione è una chimera. I fatti e la propaganda non devono mai essere separati o espellere la verità.

In televisione le notizie si danno anche nei salotti che ospitano illustri personaggi, questi salotti costano poco rispetto ad altri programmi televisivi e riempiono le trasmissioni televisive, in esse sono prevalenti le opinioni politiche che non sono notizie. Sarebbe anche opportuno che gli intervistatori della televisione non blocchino gli intervistati in mezzo alla strada, se questi non rispondono nemmeno dalla loro sede all’intervista, se ne dà notizia alla TV, accedendo alle informazioni da altri canali legali.

La televisione italiana d’inchiesta e i suoi salotti, con i dibattiti d’approfondimento  e propaganda, avrebbe anche il dovere di comunicare notizie sugli scandali, gli stipendi e i favoritismi della televisione, che coinvolgono giornalisti, dirigenti, conduttori televisivi e moderatori. I moderatori dei dibattiti televisivi dovrebbero solo dare i tempi d’intervento, invece intervengono più degli ospiti, smettono di parlare solo con gli annunci pubblicitari.

USA

Gli Usa hanno deciso che la protezione militare americana ai paesi ricchi, facenti parte della Nato, e a Giappone e Corea del sud, deve essere pagata al 100%, con una maggiorazione del 50%; per l’Italia si tratta dello stipendio di 12.000 militari, delle spese per gli aerei di base ad Aviano e Sigonella e per la sesta flotta di base e Gaeta, più la manutenzione e la sostituzione delle armi nucleari; si tratta di una spesa che si aggiunge alle nostre spese militari ed è sottratta agli investimenti pubblici. Attualmente, non si sa quale sia la compartecipazione dei paesi a queste spese perché è un segreto militare, accettato dai precedenti governi, ma il parlamento ne dovrebbe essere informato, secondo alcuni studi, si tratta di circa il 34% della spesa.

La Francia ha un sistema di difesa autonomo e dovrebbe risparmiare, mentre i costi per gli altri alleati potrebbero salire anche del 600%, ai quali vanno aggiunte le spese militari dirette dei singoli paesi; però è previsto uno sconto per i paesi che appoggiano le operazioni militari Usa all’estero, come l’invio di truppe italiane in Polonia e nei paesi baltici, per fronteggiare la minaccia russa, vera o presunta. (Fonte. il Manifesto).

Naturalmente, la pretesa americana sarà oggetto di trattativa con gli alleati, purtroppo i governi italiani sono sempre stati supini con papa, Usa e Germania; anche nell’antichità, i paesi protetti si dovevano pagare la protezione, accade anche con la mafia; però gli Usa hanno anche delle difficoltà di bilancio pubblico, che spiegano queste misure, non evidenziate dalla televisione italiana che, generalmente, per avvilire gli italiani ed esaltare l’UE, parla solo di difficoltà italiane.

Gli imperi, per mano militare, impongono la protezione e accumulano sudditi, contribuenti, territorio, capitale e forza, quando le loro imprese economiche diventano meno profittevoli o non rendono più, i loro dirigenti e potentati economici (perché stato e grande capitale sono alleati), con la decadenza economica e militare, si dirigono verso impieghi edilizi in patria e finanziari all’estero.

E’ accaduto a tutti gli imperi e, per stare agli ultimi secoli, secondo lo schema di Giovanni Arrighi “Il lungo secolo XX”, accadde all’impero spagnolo, assistito dalla finanza genovese che finanziava le sue imprese belliche, poi all’Olanda, alla Gran Bretagna e agli Usa, ora è il momento della Cina. Alla lista si potrebbe aggiungere Portogallo, Francia e la Germania del sacro romano impero che oggi, con la sua industria e la sua finanza, ha conservato le sue aspirazioni imperiali, che hanno come paravento l’UE.

Ogni ciclo si chiude con l’avvento di altre potenze, che puntano principalmente all’accumulazione di capitale, mentre quelle decadenti sono immerse nella speculazione finanziaria; in Italia hanno finanziato le guerre di grandi stati europei, Genova, Venezia, Firenze, Milano, che, a volte, hanno perso i loro crediti (ora la Germania, che non ha pagato i suoi debiti di guerra, invita l’Italia a pagare i suoi debiti esteri).

Le collette raccolte dal papa erano utilizzate dai banchieri Medici per finanziare le guerre della Francia. I nuovi imperi, come le nuove imprese economiche, sono caratterizzati da slancio e voglia di successo, quelli vecchi puntano ad amministrare ricchezze finanziare accumulate che, con l’inflazione, le insolvenze, le esazioni di stato (in assenza di esenzioni) e le guerre, si erodono e allora si chiude la fase finale dell’era  di decadenza, si chiude un ciclo e se ne apre un altro.

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 18/3/2019)

EUROPA

Dicono che gli uomini sono uguali e di un’unica razza, però in Europa perdura l’antisemitismo e, di riflesso, l’avversione verso Israele, accade in Germania, Francia, Inghilterra e in tutta l’Europa orientale e settentrionale, questa seconda giudicata dai tedeschi più assennata degli italiani. In Germania, la maggioranza degli immigrati islamici è antisemita, mentre i tedeschi lo sono al 20%.

All’Assemblea dell’Onu, la Germania vota le risoluzioni contro Israele, che sono la grande maggioranza; al consiglio per i diritti umani dell’Onu, oltre la metà delle risoluzioni sono contro Israele; in queste sedi, la Germania, forse per opportunità di affari con l’Islam, è regolarmente schierata contro Israele, accusato di essere uno stato apartheid. Gli Usa hanno revocato il loro finanziamento all’agenzia dell’Onu, Unrwa, che aiuta economicamente i palestinesi, e la Germania si è offerta di coprire la cifra mancante.

Come nelle due guerre mondiali, la Germania è vicina all’Islam e all’Iran, uno degli sponsor del terrorismo, che vuole la distruzione di Israele; in Germania le statistiche sui crimini antisemiti sono falsamente addebitate solo alla destra revanscista, in realtà, vi partecipano soprattutto islamici. Nelle scuole tedesche, Israele è presentato in modo negativo e i palestinesi in modo positivo, gli scontri tra israeliani e palestinesi sono sempre addebitati a Israele, in Italia lo fa anche la stampa della chiesa cattolica.

Con la propaganda della religione e dello stato, hanno usato l’antisemitismo, in Europa e nell’Islam, per nascondere il malgoverno e per dare uno sfogo alla rabbia del popolo. A chi afferma giustamente che le differenze con gli ebrei sono culturali e non razziali, io ribatto che tutti gli uomini sono condizionati e programmati da famiglia, religione, scuola, stato, classe e condizione sociale e che gli ebrei, secondo natura, non sono peggiori di cristiani e islamici. 

Per proteggersi dalle accuse rivolte loro, purtroppo, gli ebrei dovrebbero comportarsi meglio degli altri uomini, invece si comportano come i cristiani e perciò sono bollati, in segno dispregiativo, come finanzieri ebrei, capitalisti ebrei, giornalisti ebrei, speculatori ebrei, avvocati ebrei e medici ebrei: Gli ebrei, generalmente conservatori, come tutti, partecipano, a mezzo stampa, alla tifoseria politica e in Italia sono contro il governo giallo-verde, anche questo serve a procurare loro dei nemici. (Per le notizie: Manfred Gerstenfeld - Informazione Corretta 10/3/2019).

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Nel giugno del 2018, il presidente della Bce, Mario Draghi, ha affermato che il quantitative easing ha funzionato bene, facendo aumentare i Pil dell’eurozona del 1,9% e l’inflazione dell’1,9%; questi dati sono strati contestati dal ministero dell’economia olandese, che afferma che l’effetto sulla crescita è stato nullo, mentre i maggiori benefici li hanno avuti Francia e Germania.

Il QE è stato adottato anche in Usa e Giappone, però, laddove ha raggiunto la soglia del 2% d’inflazione, è dipeso soprattutto dall’aumento di prezzo delle materie prime e non dall’aumento della domanda; del QE hanno beneficiato le banche, che invece avrebbero dovuto aiutare l’economia reale con i prestiti, perciò la liquidità aggiuntiva è rimasta in mano al settore finanziario, aiutando i bilanci delle banche, ma ha tenuto bassi gli interessi.

Così facendo però, si sono mantenute in vita imprese piccole, vecchie, marginali e con bassa produttività, le quali hanno anche difficoltà a pagare i debiti; in Italia ci sono stati molti fallimenti di queste imprese, ma la loro quota sul totale delle imprese, dal 2007 al 2013, è aumentata dal 7% al 19%. Per il presidente di Bankitalia, Ignazio Visco, con la crisi, c’è stata una riduzione del credito, della concorrenza e della redditività, il QE ha solo aiutato la sopravvivenza delle imprese marginali. (Fonte: Riccardo Sorrentino – ilsole24ore.com).

ITALIA

La Banca Europea per gli Investimenti nacque, per iniziativa dell’Italia, con il trattato di Roma del 1957, da allora questo paese è stato tra quelli che ha beneficiato di più dei suoi prestiti, dal 2008, in tutto, 108 miliardi di euro. La Bei ha finanziato le Pmi dell’eurozona con 43 miliardi di euro, altri finanziamenti sono stati destinati alle infrastrutture, alle conseguenze di sismi, di disastri idrogeologici, la Bei ha concesso finanziamenti alla ricerca, alle università e a progetti di difesa dell’ambiente.

La Bei è il braccio finanziario della commissione europea, dal 2015, con il piano Junker, ha stanziato 375 miliardi di euro per rilanciare l’economia europea, l’Italia è al secondo paese  per gli utilizzi. La Bei fa operazioni di contrasto contro terrorismo, riciclaggio e contro l’attività economica criminale in genere, fa l’analisi della sostenibilità economica e ambientale dei progetti. (Fonte: Dario Scannapieco - startmag.it).

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Il 22/3/2019, il presidente cinese Xi, il 23/3/2019, sarà in visita a Roma, per siglare memorandum o accordo sulla partecipazione italiana alla nuova via della seta o BRI; Usa, Francia e Germani, che non apprezzano l’autonomia italiana, sono contrarie; comunque, Trump, vuole disinnescare la guerra commerciale con la Cina. Per motivi di sicurezza, l’accordo tra Roma e Pechino sembra momentaneamente non includere la tecnologia cinese 5G delle comunicazioni mobili.

In Italia gli investimenti cinesi sono pari a 22 miliardi di euro, inferiori a quelli realizzati in Gran Bretagna, il terminale marittimo della nuova via della seta dovrebbe essere il porto franco di Trieste e Genova, al progetto marittimo cinese si sono già associati Malta, Anversa, Egitto e Israele, assieme ad altri 66 paesi per le relative vie terrestri; per tutti questi paesi gli Usa non hanno protestato, si dice perché l’Italia fa parte del G7 e dell’Alleanza Atlantica.

La materia sembra però di competenza del ministro per il commercio e non del ministro degli esteri; l’opera è una grande opportunità per lo sviluppo dell’Italia, già tagliata fuori dall’apertura dei grandi traffici con l’Asia e l’America. Il progetto serve a incrementare il traffico marittimo, in partenza e in arrivo, coinvolgendo imprese italiane nella realizzazione dell’opera, le imprese italiane Leonardo-Finmeccanica e Terna sono state già consultate.

Il 6/3/2019, l’adesione italiana alla BRI ha assunto una risonanza mondiale, si teme una deriva che allontani l'Italia dall’Alleanza Atlantica; d’altra parte, i nostri alleati, con l’aiuto della nostra televisione, hanno voluto l’isolamento dell’Italia favorendo, in ossequio ai mercati, la speculazione internazionale a suo carico. Sulla questione Huawei, gli Usa si dicono preoccupati per la sicurezza e per i dati dei cittadini.

Affermano che l’Italia è un hub importante per la provenienza del cavo sottomarino 5G dall’Africa; ora l’Italia deve mettere al lavoro le sue strutture di cyber sicurezza, per verificare se questi rischi esistono e, eventualmente, per intervenire. A ogni modo, le intrusioni sulla rete e lo spionaggio militare, politico e industriale lo hanno fatto, a carico dell’Italia, anche i nostri cauti alleati.

L’Italia ha un’economia equilibrata in grado di esportare tanti prodotti, perciò la nuova via della seta non sarà riservata solo alle merci cinesi d’esportazione; non bisogna essere sudditi degli Usa o della Germania, dall’unità italiana, la classe dirigente italiana, in cambio di privilegi per la casta agente dello straniero, ha voluto che l’Italia fosse sempre serva dello straniero.

Dalla televisione abbiamo sentito le riserve italiane e straniere su quest’opera, i cinesi non si offenderanno perché ne erano preparati, vogliono utilizzare e valorizzare la posizione strategica italiana nel Mediterraneo. Secondo la banca mondiale, la nuova via della seta ridurrà i costi di trasporto e inquinamento, migliorerà le infrastrutture, aumenterà investimenti nella realizzazione dell’opera, Pil, occupazione, esportazioni italiane e, in generale, investimenti esteri in Italia; così finiremo di correre dietro a Francia e Germania.

Tria e Conte sostengono il progetto, mentre Mattarella e Salvini, per rispetto verso gli Usa, sono più cauti, questa connettività euroasiatica, già prevista dalle agende europee 2020 e 2030, per il momento implica che l’impresa è squisitamente commerciale e perciò non dovrebbe rompere i vincoli italiani, inoltre  e segue le indicazioni dell’Onu ma, seguendo la storia di tutti i paesi, con il tempo, non si può mai sapere.

L’accordo con l’Italia segue altri 13 accordi fatti dalla Cina con altri paesi europei, punta a favorire la cooperazione e lo sviluppo tra Europa e Cina; Lyndon LaRouche è stato il primo a proporre la nuova via della seta. Nel Mediterraneo ne beneficeranno Genova e Trieste e, con i trafori delle Alpi, anche l’Europa settentrionale, mentre l’Italia meridionale potrebbe diventare l’hub per l’Africa. I cinesi sono già in diversi porti del Mediterraneo, soprattutto ad Atene, e vogliono già costruire un nuovo molo a Trieste; il 15% della capacità portuale europea è in mano cinese, perciò, chi chiede una politica comune dell’UE con la Cina, non sa cosa dice.

Per i trasporti di merci, per via ferroviaria, con la Cina, in Germania, Duisburg è diventata l’hub principale per l’Europa e la Germania non si è dovuta giustificare, anche la Tav Torino-Lione, ignorando, come ha fatto la televisione italiana, la discriminante dei costi di realizzazione tra Francia e Italia, s’inserisce in questo nuovo sistema di trasporti; l’Europa non la stiamo dividendo noi, è già divisa da austerità, immigrazione, discriminazioni verso l’Italia e dal trattato di Aquisgrana tra Francia e Germania.

Usa, Germania e altri paesi hanno già investito in Cina e la Cina ha già fatto molte acquisizioni in Gran Bretagna, Germania e altri paesi europei, gli investimenti cinesi ammontano a 225 miliardi di dollari; questi accordi sono stati patrocinati da governi europei, in testa la Merkel e la May, Gentiloni e Tria si sono associati, perciò ora non si capisce l’allarme della commissione europea e di Trump sugli accordi tra Cina e Italia.

Già si sapeva che la Cina ha un diverso modo di governance dell’economia, a parte il problema della segretezza violabile dalle reti 5G, l’Italia è stata spiata con le telecomunicazioni anche dagli alleati, che controllano i nostri servizi segreti e hanno loro agenti nelle istituzioni italiane che hanno svenduto l’Italia; non bisogna nemmeno ignorare che la Cina, senza riserve da parte di Bruxelles, ha una larga partecipazione al porto di Rotterdam.

Spero pertanto che il governo italiano resista alle vessazioni e alle imposizioni di Usa e Ue, deve dimostrare che ha un briciolo di sovranità, che vuole tutelare i suoi interessi economici e che rifiuta le discriminazioni; sono 168 i gruppi cinesi che hanno investito in Italia, con diversi miliardi di euro e 12,7 miliardi di fatturato, l’investimento maggiore è stato fatto alla Pirelli. I cinesi non hanno verso l’Italia la stessa arroganza dei suoi alleati, diversamente da Usa e Francia, con le loro partecipazioni, i cinesi non si appropriano di marchio e tecnologia, per poi chiudere le aziende in Italia. (Federico Fubini - Marco Orioles - startmag.it – Manola Piras – Policy Maker – Dario Ronzoni – linkiesta.it – Tino Oldani – Italia oggi).

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Secondo i dati della banca d’Italia, l’Italia ha investito 800 miliardi di euro all’estero, il dato si rileva dal saldo Target 2 della BCE e dagli attivi, in più anni, della bilancia valutaria con l’estero, mentre dall’estero sono stati investiti in Italia 300 miliardi di euro; si tratta di 500 miliardi di euro di risparmi o capitali esportati all’estero che potevano essere impiegati in Italia. A causa dei vincoli di bilancio dei trattati europei, l’Italia non può utilizzare questi soldi per gli investimenti interni in infrastrutture e per la spesa sociale.

Per imprese, famiglie e stato, i debiti fatti con la spesa reggono se ci sono le garanzie patrimoniali e di reddito, come accade per l’Italia; la Germania, imponendo l’austerità, usufruisce di tassi negativi sui bund, mentre l’Italia deve pagare tassi maggiorati con lo spread. Lo stato non può limitarsi solo a giustizia, difesa e sicurezza interna, come accade con la politica dell’UE che oggi ha fatto si che in Germania giacciono i  risparmi italiani remunerati a tasso negativo.

A causa dei trattati europei, l’Italia non può bloccare questa fuga di capitali, negando ai cittadini servizi adeguati, se questi capitali rientrassero in Italia, crollerebbero gli interessi interni, si salverebbero le piccole banche, aumenterebbe spesa pubblica, produzione e investimenti. La Germania, con la sua disponibilità finanziaria, presta soldi a Spagna e Francia, compra governi e informazione e vuole piegare l’Italia. (Per le notizie: Giuseppe Masala – sinistrainrete – Megachip).

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Dopo il QE, la Bce ha varato un nuovo piano TLITRO di rifinanziamento per le banche che, fino a oggi, grazie a questi piani, hanno ricevuto 700 miliardi di euro, i nuovi TLTRO servono anche a rimborsare quelli in scadenza del 2016 e 2017; lo scopo è fornire alle banche liquidità a tasso zero, per concedere prestiti all’economia reale. Purtroppo, dal 2015 al 2019, a causa della recessione, i crediti a famiglie e imprese italiane sono scesi da 1.420 miliardi di euro a 1.300.

Imponendo alle banche la svendita delle sofferenze bancarie, la Bce ne ha peggiorata la situazione patrimoniale, aiutata però dalle plusvalenze sui titoli di stato; grazie al QE, di   liquidità le banche italiane ne hanno a sufficienza, infatti, hanno 70 miliardi di euro di riserve oltre i loro depositi presso la Bce. I bilanci in deficit, con la spesa pubblica, avrebbero consentito di mettere più denaro nelle tasche dei privati, favorendo i consumi e la produzione; ora le banche detengono anche tanti titoli di stato che probabilmente dovranno essere ceduti alla Bce con un nuovo QE. (Fabio Dragoni e Antonio Rinaldi – scenari economici – startmag,it).

ISLAM

L’autorità nazionale palestinese, per amministrare il suo territorio, riceve aiuti internazionali dall’ONU, dagli Usa, dall’EU, dal mondo islamico e da altri paesi; negli ultimi dieci anni,  circa tre miliardi di dollari l’anno, pari a circa 1.000 dollari a testa per una popolazione di circa tre milioni di persone. I palestinesi ricevano i maggiori aiuti dal resto del mondo, l’Onu, tramite la sua agenzia Unrwa,  invia 540 milioni, è la sua maggiore contribuzione ed è la stessa cifra che l’Onu invia all’Irak, afflitto dalla guerra, che ha una popolazione dieci volte superiore.

Ora è accaduto che L’ANP si è dichiarata in crisi  economica e perciò ha dimezzato lo stipendio ai suoi dipendenti che guadagnano più di 500 euro il mese; da considerare però che, compito dell’ANP è finanziare il terrorismo contro Israele e non la crescita economica, nel suo territorio è anche diffusa la corruzione. Ramallah e Gaza vogliono la distruzione d’Israele, perciò pagano i terroristi reclusi in carcere e le famiglie di quelli morti, le cifre variano da 400 a 2.500 euro il mese, in  proporzione alla condanna.

Perciò Norvegia, Australia e Usa hanno ritirato i loro aiuti e Israele ha ridotto le tasse doganali versate all’ANP, in proporzione a queste elargizioni che sono pari a 350 milioni di dollari l’anno; per conseguenza, l’ANP ha accusato Israele di aver violato gli accordi di Oslo del 1993, i quali però proibivano il sostegno palestinese al terrorismo contro Israele. In questa vicenda, per tenere buono il mondo islamico e i palestinesi, la Germania, la Francia e la Gran Bretagna non hanno seguito le mosse degli Usa e perciò hanno continuato a versare aiuti all’ANP, contemporaneamente, fanno accordi militari ed economici con Israele.

L’ONU, con sede a New York, ha 100.000 dipendenti, ha un bilancio annuo di 18 miliardi di euro, ne fanno parte 193 stati, l’assemblea ha 27 enti, il segretariato 14, il consiglio economico 28; ognuna di queste realtà ha consiglio, segretario e consulenti; i posti sono lottizzati, la maggioranza è islamista e terzomondista. L’Onu condanna Israele, senza accennare al terrorismo e ai missili scagliati contro questo stato che si difende, condanna le reazioni di Israele e difende i diritti dei palestinesi, Del consiglio dei diritti umani dell’Onu fanno parte stati che non rispettano questi diritti, contro Israele si fanno, a getto continuo, mozioni, rapporti e risoluzioni. (Fonte: Ugo Volli – Progetto Dreyfus).

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 11/3/2019)

USA

Gli Usa hanno cercato di disinnescare la minaccia nucleare nordcoreana, anche per proteggere Corea del sud e Giappone, legati agli Usa dal punto di vista economico e militare; gli Usa, nel confronto economico e militare con la Cina, hanno bisogno di alleati, con questo paese vogliono riequilibrare i rapporti commerciali e non intendono più trasferire alla Cina tecnologia americana.

A prescindere da quello che raccontano Wall Street e i notiziari della televisione, nel 2018 gli Usa hanno avuto un deficit  commerciale di 600 miliardi di dollari, il bilancio federale ha un deficit del 4% rispetto al Pil e lo stato ha un debito pubblico di 22.000 miliardi di euro, con gli interessi che costituiscono, per importanza, la terza voce di spesa, mentre le armi sono la prima. Questi interessi, fino a oggi, sono serviti ad attirare i capitali esteri che pareggiano il deficit commerciale.

Invece il Giappone, che ha un debito pubblico pari al 240% del Pil, come la Germania, paga interessi zero sul debito pubblico, pareggia il deficit annuale con l’attivo commerciale e vende i bond di stato soprattutto ai suoi cittadini; il Giappone, con il disavanzo di bilancio, finanza spesa pubblica e investimenti infrastrutturali, all’Italia è vietato dallo spread e dall’UE. La delocalizzazione industriale americana, nata negli anni ottanta per ridurre i costi, ha portato a questa situazione e le imprese americane che fanno profitti all’estero, non li fanno ritornare in patria, ma li usano per speculare nel mercato finanziario internazionale.

Oltre i debiti dello stato americano, esistono quelli delle famiglie e delle imprese, nel 2018 la posizione debitoria netta degli Usa è stata di 8.000 miliardi di dollari, ai quali vanno aggiunti i derivati, che sono debiti per amministrazione pubblica, imprese e privati e crediti deteriorati di difficile realizzo in mano alle banche. Per pareggiare la bilancia commerciale, gli Usa non svalutano adeguatamente il dollaro, perché, assieme agli interessi, attirano capitali dall’estero e difendono il ruolo del dollaro come moneta di riserva e di commercio internazionale, anche questo ruolo ne tiene su la quotazione e aiuta il deficit commerciale americano.

In questo momento d’incertezza, Cina, Giappone e i paesi del Golfo non comprano più Titoli del Tesoro americano e, probabilmente, non rinnoveranno quelli a scadenza nelle loro mani, la Russia si è già disfatta di questi titoli. A rigor di logica, per una nazione militarmente agguerrita e al riparo di aggressioni, è questo il momento per denunciare il suo debito estero, sottraendosi anche ai suoi impegni internazionali.

Tra Usa e Filippine esiste un trattato di difesa del 1951 e le Filippine lo vogliono usare per lottare contro le rivendicazioni cinesi sul mare cinese meridionale, ma gli Usa non vogliono difendere queste pretese territoriali delle Filippine, anche perché la Cina ha promesso altri investimenti in Usa. Di fronte alle sanzioni Usa, la Russia, che è legata da un patto militare con la Cina, con la quale fa anche esercitazioni militari, ha affermato che la politica estera di Mosca poggia sulla pazienza strategica.

Per ridurre le spese, gli Usa ritirano le truppe da alcuni paesi e chiedono agli alleati di aumentare il loro impegno militare. Secondo alcuni esperti, nel 2019 il terrorismo, coltivato, come la guerra, a turno da tutte le potenze, come modo di fare politica, e poi sfuggito anche dalle loro mani, declinerà momentaneamente nel mondo. Gli Usa affermano di aver sconfitto il califfato in Siria, ma i curdi combattono ancora.

Migliaia di civili fuggono da Baghouz, enclave siriana fino a oggi controllata dall’Isis, dove sono trincerati miliziani e terroristi che non vogliono arrendersi; tra gli sfollati ci sono arabi, europei, asiatici e africani, tutti di fede islamica e soprattutto donne e bambini; Trump ha invitato i paesi europei a riprendersi i loro cittadini, ma questi nicchiano. L’Isis si difende con droni, mine antiuomo, razzi e kamikaze, gli Usa attaccano con gli aerei; in una fossa comune di Baghouz sono state trovate le teste mozzate di donne yazide rapite dall’Isis, che hanno rifiutato di convertirsi all'islam. (Fonte: Guido Salerno – Marco Orioles startmag.it - . teleborsa.it – policymakermag.it .)

EUROPA

Per sostenere la liquidità interna delle banche dell’E, per il 2019 la BCE ha deciso di fare prestiti Tltro alle banche in difficoltà allo 0% e, per stimolarle le banche a prestare alle imprese; ha deciso di remunerare i depositi bancari allo 0,4% negativo; per quanto riguarda il programma di quantità easing scaduto il 31/12/2018, relativo all’acquisto di obbligazioni pubbliche e di grandi aziende europee, i rimborsi dei titoli in scadenza saranno reinvestiti fino al rialzo dei tassi.

Gli stati sovrani finanziano il deficit pubblico emettendo titoli di stato e stampando moneta, ora l’Italia può solo vendere i Btp, in prima emissione e ad alto rendimento, alle banche e non a Bankitalia, ma la Bce vorrebbe che le banche italiane riducessero i Btp nel loro portafoglio, i quali sono per esse anche una riserva di liquidità, la Bce chiede anche la loro ricapitalizzazione ed è ferma a imporre il limite del 2% annuo per l’inflazione.

La vendita di questi titoli molto redditizi, anche a causa dello spread, apprezzati anche nel mercato internazionale, rispetto a quelli tedeschi che non rendono niente, andrebbe a vantaggio di banche dell’Europa settentrionale, di Bundesbank, Bce e DeutsheBank; inoltre, l’aumento di capitale delle nostre banche più solide, come banca Intesa, che s è sempre espressa contro la ricapitalizzazione, potrebbe comportare il loro assorbimento da parte di altre banche nordeuropee. Per quelle piccole e in  difficoltà, la politica della Bce pare più adeguata, anche se discriminatoria con il bail-in, il FMI loda la decisione della Bce di rimandare il rialzo dei tassi d’interesse.

L’inflazione controllata, tenuta a bada dalle Bce, si è accompagnata alla stagnazione del Pil e della domanda e denuncia la deflazione e il calo dei salari reali; con la scusa dell’equilibrio di bilancio, per contrastare il basso costo del lavoro dei paesi emergenti, la commissione europea ha puntato sull’austerità, poi la Bce, per stimolare la produzione e i prestiti alle imprese, ha varato il QE che ha solo favorito, con l’aumento della liquidità, la speculazione finanziaria.

Con l’aumento della liquidità, il quantitative easing doveva aumentare, con i prestiti, anche i prezzi, perché i prestiti alimentano la moneta bancaria e con essa anche i prezzi; la Bce ha mancato di raggiungere suo obiettivo e ora il problema è il calo del Pil e della domanda e non i prezzi, che aumentano con l’aumento della domanda che non c’è stata. Non si possono curare i sintomi, come fa la medicina, ignorando la causa delle malattie che non si riescono a curare.

Per chi non ha mutui a tasso variabile, l’inflazione è un trasferimento di risorse dal creditore al debitore, il che è positivo, mentre i lavoratori devono essere indennizzati con l’indicizzazione dei salari. La moneta può essere d’oro, d’argento, costituita da grano o altra materia prima, cartacea, bancaria, di conto, di conto corrente, virtuale, elettronica, ecc; quella che produce inflazione, quando è creata in eccesso, è soprattutto quella cartacea.

La moneta, prodotta senza limiti, favorisce l’inflazione, cioè la sua perdita di valore; sotto questo aspetto, sono inflattivi il deficit del bilancio dello stato e l’attivo commerciale con l’estero. Tutti i paesi sovrani, per i regolamenti interni, dovrebbero avere una moneta interna; invece, per i regolamenti monetari internazionali, servirebbe una moneta di conto, fatta dalla media ponderata delle maggiori monete del mondo, simile ai DSP del Fmi; il commercio internazionale andrebbe fatto con il baratto regolato in questa moneta.

I paesi dovrebbero acquistare all’estero in base a ciò che vendono all’estero, tenendo conto anche di turismo e di rimesse degli emigranti; tutti i paesi, per difendere la loro produzione, hanno diritto di applicare dazi all’importazione, ma non lo potrebbero fare quando hanno con l’estero una bilancia valutaria attiva; in tal modo, cesserebbe credito e debito estero, assieme alla massa finanziaria utilizzata dalla speculazione internazionale. I regolamenti valutari esteri andrebbero fatti in clearing, cioè con compensazione e con la moneta internazionale di conto.

ITALIA

La Cina e l’Italia, con la partecipazione delle sue società Leonardo - Finmeccanica e Terna, hanno deciso di cooperare nello sviluppo della nuova via della seta o BRI, il testo dell’accordo sarà firmato a breve e perciò il presidente Xi è atteso a Roma; si prevedono cinque corridoi terrestri e uno marittimo, con terminale marittimo, via Suez, il porto franco di Trieste, che dovrebbe collegare la Cina all’Italia.

Il piano di collaborazione infrastrutturale prevede la realizzazione di autostrade, reti ferroviarie, ponti, porti e telecomunicazioni; l’Italia è il primo paese del G7 a partecipare al progetto, dopo altre settanta nazioni del mondo; poiché l’Italia fa parte dell’alleanza atlantica, gli Usa, gelosi dei successi cinesi, stizziti, hanno reagito negativamente al progetto e alla disponibilità italiana, il governo italiano ha cercato di fornire loro delle rassicurazioni.

L’Italia diverrebbe partner privilegiato della Cina, in materia di commercio, finanza, investimenti e cooperazione in genere; essa s’impegna a fare lobbying a Bruxelles a  favore della Cina; al momento l’UE non sembra interessata a cooperare, a questi progetti, con Pechino, gli Usa sono contrari,  Conte e M5S sostengono il progetto, invece la Lega, filoamericana, pare più tiepida.  

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E  POLITICA NEWS (lunedì 4/3/2019)

EUROPA

Il ministro dell’’Industria tedesco, Peter Altmaier, con un documento, ha impostato la strategia industriale del paese per il 2030; ha affermato che la Germania è in ritardo nell’innovazione tecnologica, rispetto a Cina e Usa, eppure al summit dell’UE, tenuto a Lisbona nel 2000, si era promessa la coesione sociale e un’economia basata sulla conoscenza e sull’innovazione.

Invece non si è fatto nulla e la Germania è rimasta ancorata al modello industriale tradizionale, soprattutto automobilistico, e, con l’austerità, ha imposto ai paesi dell’Unione di migliorare la competitività e l’equilibrio di bilancio, sacrificando il salario. Dal 2000, quattro riforme Hartz sul lavoro, nel 2017 hanno fatto scendere la sua remunerazione dal 62,11% al 52,94% del Pil, in Italia dal 50,7% al 44,2% del Pil.

Nello stesso periodo in Germania gli investimenti sono passati dal 23% al 20,3% del Pil, la prossima crisi potrebbe far saltare le banche tedesche, per i suoi impiegati in derivati e prestiti rischiosi a paesi esteri e senza garanzie. Grazie alle esportazioni, nel 2017, la posizione finanziaria della Germania verso l’estero presenta un attivo di 1.771 miliardi di euro, mentre gli investimenti esteri in obbligazioni pubbliche e private tedesche, con gli interessi soprattutto negativi, sono pari a 1.111 miliardi di euro, con 982 miliardi di debito pubblico in mano soprattutto a stranieri.

Oggi la riduzione del peso dei salari non basta a garantire la competitività dell’industria, lo stato dovrebbe creare le condizioni ottimali per la crescita economica e contrastare le acquisizioni estere, soprattutto cinesi, d’imprese tedesche ad alta tecnologia; un fondo sovrano tedesco dovrebbe acquisire le partecipazioni in aziende strategiche da nazionalizzare. Il governo tedesco so sta muovendo in questa direzione.

L’industria tedesca non ha esteso adeguatamente l’informatizzazione, i computer, i robot, le biotecnologie e l’intelligenza artificiale, oggi la produzione di televisori è in mano giapponese e coreana e quella di smartphone è in mano cinese e coreana. La Germania, per ridurre i costi, ha delocalizzato industrie in Europa orientale, esportando all’estero tecnologia e produzione, ma dovrebbe imparare proteggere dagli stranieri la tecnologia delle sue grandi industrie.

Secondo le statistiche, la Germania è in recessione nel settore manifatturiero, nei servizi, nelle costruzioni e nel commercio estero, perciò le previsioni di crescita del Pil all’1%, sono a rischio di ribasso; anche a causa dei dazi americani; come accade in Cina, il saldo del commercio estero è largamente positivo e, con la sottovalutazione dell’euro, favorisce gli squilibri di altri stati e il loro indebitamento; ad ogni modo, come ha fatto con i derivati americani, a causa della diarchia Francia-Germania, la Germania, per aiutare la Francia, ha acquistato parte del debito estero francese. (Per le notizie: Guido Salerno Aletta – starmag.it).

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Anche se l’UE, seguendo gli Usa, ha riconosciuto la presidenza Guaidò in Venezuela, esageratamente, gli Usa hanno minacciato Maduro d’intervento militare e lì’UE gli ha inviato un ultimatum; però l’Ue, aggirando le sanzioni Usa, vorrebbe continuare a fare affari con l’Iran e la Russia, il che, alla lunga, potrebbe portare al divorzio tra Usa e UE. L’UE, a direzione franco-tedesca, slitta verso est; gli Usa sono contrari al gasdotto Nord Stream 2 proveniente dalla Russia e hanno avvertito che le compagnie tedesche partecipanti al progetto potrebbero essere sanzionate dal governo americano.

Trump vuole fornire gas liquefatto all’Europa, al posto della Russia, perciò ha fatto accordi con la Polonia, gli oppositori del gas russo sono Polonia, paesi baltici, Regno Unito,  Irlanda, Danimarca, Svezia e Croazia; per solidarietà verso gli Usa, anche Francia e Italia. Per lo più, questi paesi vogliono contrastare la penetrazione russa in Europa occidentale. La posizione dell’Italia è singolare perché è stato il primo paese europeo a importare gas dalla Russia, con  un gasdotto costruito dall’Eni.

Per quanto riguarda i negoziati commerciali tra Usa e UE, per il momento gli Usa non hanno imposto i dazi del 25% sulle auto europee, però vogliono includere nell’accordo l’agricoltura e gli europei sono contrari. Bruxelles non vuole riaprire la partita sugli accordi di libero scambio, ha sabotato gli accordi TTIP e ha fatto concessioni solo per l’importazione di soia e gas dagli Usa.

E’ in gioco il legame transatlantico e le cose, probabilmente, non cambieranno con il prossimo presidente degli Usa. La Nato sta svolgendo una esercitazione navale nel Mediterraneo e Trump vuole che Usa e UE facciano fronte comune contro la Cina, che accusa di pratiche commerciali scorrete, sussidi alle imprese esportatrici, furto di tecnologia Usa e basso valore dello yuan. Vuole proteggere gli Usa dai giganti delle telecomunicazioni cinesi Huawei e ZTE, perciò gli Usa stanno esercitando pressioni sugli alleati europei per dissuaderli, per motivi di sicurezza, dall’affidare le reti 5G alle due compagnie cinesi.  (Federico Punzi – La Stampa).

ITALIA

I servizi segreti italiani hanno presentato una relazione al capo del governo italiano, che afferma che Usa, Gran Bretagna, Francia e Germania stanno facendo lo screening degli investimenti stranieri in questi paesi; l’Italia pare in ritardo anche su questo fronte. La Francia ha sottratto alla libertà degli investimenti dall’estero la sicurezza interna e la difesa, includendo cyber sicurezza, intelligenza artificiale, robotica, stampa 3D e semiconduttori.

La Germania ha fissato al 10% la partecipazione estera nei settori della sicurezza interna, della difesa, energia, telecomunicazioni e informazione. La Gran Bretagna ha limitato la partecipazione estera in piccole aziende innovative iglesi operanti nella difesa, computer, tecnologia quantistica, inasprendo i controlli. Non sappiamo se la vecchia politica italiana, amante del liberismo, della globalizzazione, dell’europeismo e dell’atlantismo, abbia deciso di adeguarsi a queste novità.

Gli Usa, per mezzo dell’intelligence, sorvegliano tutti i tentativi esteri di acquisire il controllo d’imprese statunitensi, nel campo di tecnologie e infrastrutture critiche e dei dati sensibili personali. Sorvegliano gli investimenti capaci di favorire lo spionaggio, come gli investimenti immobiliari esteri vicini a installazioni militari, a porti e aeroporti. (Fonte: Startmag.it).

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