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Nunzio Miccoli


 

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 25/5/2020)

ITALIA

Le imprese multinazionali che hanno una sede in Olanda attirano capitali e risparmiano imposte, l’Olanda ha anche processi commerciali rapidi, perciò, per difendere le loro entrate fiscali, gli stati dell’Unione Europea hanno fatto accordi segreti  per la tassazione con queste imprese, però l’Italia ci perde ancora 10 miliardi di euro l’anno. Il governo dovrebbe portare il problema all’attenzione europea, l’UE ha già fatto una raccomandazione all’Olanda, senza esiti pratici.

Le grandi imprese, per calmierare i costi, sono solite fare una pianificazione fiscale, anche con l’intento di risparmiare imposte, ora le lobby presenti nelle istituzioni europee sono all’erta e oggi, se l’Olanda, che è protetta dalla Germania, non facesse parte dell’UE, probabilmente avrebbe più difficoltà a favorire l’elusione fiscale; inoltre, le imprese italiane con sedi in quel paese, premono sul nostro governo perché le cose rimangano come sono. Di questo tema si parla poco presso le istituzioni europee e presso l’informazione italiana, finanziata anche da grandi banche e grandi industrie.

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La televisione con il suo tam tam e i suoi numeri, ci ha fatto, giornalmente, un lavaggio del cervello, cercando di ridicolizzare chi ha idee e tesi diverse e non omologate e perciò non crede ai dogmi e agli accademici e medici che parlano dalla cattedra, cioè non crede sempre a chi parla in nome della scienza ufficiale che, in realtà,  non parla sempre con una sola voce; condannando le fake news, infatti, anche papa Pio IX, rivolgendosi agli ignoranti, diceva che chi parla dalla cattedra è infallibile.

La maggioranza degli uomini sono programmati, indottrinati dalla propaganda e asserviti ai dogmi, perciò cadono regolarmente nei luoghi comuni, non a caso, infatti, polizia, informazione e giudici sono pagati dal governo;  quelli che hanno voluto presentare idee e tesi diverse hanno subito l’ostracismo, poi, una piccola minoranza di loro, ha imposto altre idee e altri paradigmi e cattedratici e informazione si sono uniformati, anche se all’inizio erano riluttanti.

Non si sa con precisione quanti sono stati veramente i morti per coronavirus, perché alcuni non sono stati censiti e altri che sono stati censiti, sono morti per altre malattie, i test hanno dato falsi positivi e falsi negativi; con la chiusura dei posti di lavoro ci sono stati meno morti sul lavoro e in incidenti stradali. I morti di coronavirus erano soprattutto anziani malati di altre gravi patologie. L’Inps considera sottostimati i morti denunciati dalla protezione civile.

Perciò i morti complessivi dell’anno 2020, probabilmente, non saranno molto diversi da quelli degli anni precedenti, quando avremo i dati di quest’anno, potremo fare i raffronti con i dati dell’Istat. Se i morti saranno come l’anno precedente, contro l’opinione di OMS, informazione e protezione civile, non c’è stata una pandemia, invece con la peste medievale, la spagnola del 1914-18 e il vaiolo e il morbillo diffuso dagli spagnoli tra gli indios sudamericani, ci furono sicuramente delle pandemie, capaci di ridurre notevolmente  la popolazione.

Il distanziamento sociale andrebbe meglio definito distanziamento sanitario, perché il distanziamento sociale è stato sempre praticato dalle classi sociali elevate nei confronti di quelle più basse che, poiché i poveri avevano poca igiene, patogeni e anche le pulci, non si stringevano nemmeno la mano; alcune classi elevate che la stringevano, poi si disinfettavano la mano con alcool denaturato, ciò malgrado alcuni di loro sono ugualmente morti per una malattia infettiva. Comunque, virus, batteri e funghi di altri uomini o animali possono rafforzare il nostro sistema immunitario.

Chi vive e in ambiente sterile, con un sistema immunitario inadeguato, appena esce fuori, è più soggetto alle malattie epidemiche. Ad ogni modo, il coronavirus è servito a mettere economicamente in ginocchio l’Italia, forse chi ha lottato tanto per prenderne possesso, ora, grazie agli agenti italiani europeisti, collaborazionisti dello straniero e nemici degli italianisti, potrà profittare della situazione. Paura e religione rafforzano la solidità della direzione del governo e la sua programmazione dell’uomo.

EUROPA

Macron ha perso la maggioranza parlamentare in Francia, perciò Macron e Merkel si sono riaccostati e hanno detto si a un piano di recovery fund per 500 miliardi di euro, per il 27% a carico della Germania; questi prestiti, praticamente senza interesse, fatti con somme raccolte dall’UE nel mercato finanziario internazionale, saranno contabilizzati nel bilancio europeo e si aggiungeranno ai 150 miliardi di euro annuali disponibili in bilancio, ma saranno pagati dagli stati che, naturalmente, li contabilizzeranno a loro debito da ammortizzare.

Sono in disaccordo, anche con questa forma di erogazione, che però non è mutualizzazione del debito e nemmeno un regalo senza rimborso, cioè non sono un finanziamento a fondo perduto, Olanda, Austria, Svezia, Danimarca, prima satelliti della Germania che ora teme la la disgregazione del suo impero europeo. E’ contraria anche la corte costituzionale tedesca, che difende la sovranità tedesca, mentre Ursula von der Leyen è d’accordo; gli interventi economici saranno assegnati secondo lo stato di bisogno dei paesi.

Francia e Germania, capofila europei con consenso degli europeisti italiani nemici degli italianisti, sono anche d’accordo su una web tax e sul fatto che bisogna sottrarre agli stranieri la produzione del vaccino anti Covid-19, che diventerà un grosso business; infatti, anche se lo regaleranno ai cittadini, gli stati dovranno pagarlo alle società farmaceutiche. Comunque la somma dei recovery bond destinata all’Italia, circa 100 miliardi di euro, non sarà a fondo perduto o regalata, come segnalato da Conte e osteggiato da Austria e Olanda, ma aumenterà il suo debito perché trattasi di prestito.

Tra le condizioni richieste per la concessione, finita l’emergenza pandemia, ci potrebbero essere riforme e un’altra riforma delle pensioni, a carico dei nuovi pensionati. Checché ne dicano le società di rating, controllate dalle banche d’affari che speculano, l’Italia ha credito interno ed estero e potrebbe anche indebitarsi autonomamente; poiché non è uno stato insolvente, non subirebbe condizioni, ma dovrebbe pagare interessi più alti, è solo la neo-madrepatria Europa che ci chiede condizioni per i prestiti.

In alcune aste dei Bot, che non danno reddito, e di BTP che hanno un rendimento, le domande sono state molto maggiori all’offerta, il caso più recente è quello dei BTP Italia, il governo avrebbe potuto ampliare l’offerta dei titoli e, con le maggiori vendite rispetto alle necessità del momento e dei rinnovi delle scadenza, avrebbe potuto rimborsare i BTP a lunga scadenza e ad alto interesse, risparmiando miliardi; oggi lo stato ci rimette con l’Europa, con la gestione del debito pubblico e con tante altre spese dello stato.

Se l’Italia non trovasse più compratori per il rinnovo dei titoli pubblici alle scadenze e per l’aumento del debito pubblico, potrebbe anche trasformare titoli di stato in irredimibili e pagare solo gli interessi, però sarebbe un segnale che alimenterebbe la speculazione dei mercati a carico dell’Italia; lo stato, tradendo le promesse di rimborso fatte lo potrebbe fare perché fa le leggi, cioè, ciò che è lecito a esso non è lecito ai privati.

Gli stranieri gradiscono i titoli di stato italiani ad alto rendimento, l’Italia ne ha emessi anche a 30 e 50 anni, perciò la Francia ne ha per 300 miliardi di euro; invece di fare regali agli amici, forse come riparazione nascosta di guerra, il Tesoro italiano dovrebbe fare emissioni aperte di Bot agli italiani, che costano poco, poi fare emissioni aperte di BTP, a varie scadenze, sempre riservate agli italiani.

Se il fabbisogno complessivo non viene coperto, lo stato dovrebbe offrire agli stranieri la parte rimanente di BTP da collocare, così facendo, l’Italia risparmierebbe tanti miliardi sul costo del debito pubblico; il Giappone, che non ha meno debiti dell’Italia, agendo così si è sottratto alla speculazione dei mercati che hanno fatto salire lo spread italiano e quindi gli interessi.

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La commissione europea, d’accordo con l’OMS, il 12/9/2020 organizzerà un vertice a Bruxelles, a favore della vaccinazione obbligatoria di tutta la popolazione, per dare sostegno all’ipotesi di vaccinazione, che ha lo scopo di prevenire malattie prevedibili, garantire la vaccinazione a tutti, combattere la riluttanza verso i vaccini, garantire efficacia e sicurezza dei vaccini e dare incentivi economici alla relativa ricerca.

Inoltre, prevenire la mancanza di vaccini, consegnare e stoccare vaccini alle strutture sanitarie, dare informazioni adeguate ai cittadini e stabilire una nuova agenda delle vaccinazioni. E’ noto che i vaccini, che sono i farmaci per le persone sane, sono un grosso business, con questo programma si tenta di superare la resistenza ai vaccini, soprattutto da parte degli anziani, che spesso sono visti come un peso.

Un programma del genere dovrebbe essere più in una tabella di marcia di tipo cinese, che della “democratica” UE; intanto tra Usa e Cina, per volontà soprattutto di Trump, si riapre la guerra fredda, archiviando quella con la Russia, che però sembra ancora alleata della Cina; questa guerra fredda sarà occasione di altri lauti guadagni per le industrie belliche e servirà, con pericolo di guerra, a compattare i due campi degli stati che si fronteggiano, naturalmente sempre per interesse e non per religione o per motivi ideologici.

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 18/5/2020)

EUROPA      

In una situazione di stress economico-finanziario, le banche più esposte sono quelle franco-tedesche, le quali mettono anche a rischio la sopravvivenza dell’euro. Nel 2012 nacque l’Unione bancaria, fondata su tre pilastri; il primo, per un privilegio concesso a banche popolari e casse di risparmio, riguarda la sorveglianza per le banche che hanno più di 30 miliardi di euro di attivo; perciò, poiché in  Germania le banche piccole  sono più numerose che Italia, queste sono sottratte al controllo.

Il secondo pilastro è la risoluzione unica interna delle crisi bancario o bail-in, a carico di azionisti e risparmiatori, senza intervento da parte degli stati; in precedenza, la Germania aveva salvato le sue banche con 259 miliardi di euro di soldi pubblici, perciò nel 2016 il governo italiano non potette salvare alcune sue banche popolari in dissesto, le quali perciò perdettero 46 miliardi in capitalizzazioni.

Il terzo pilastro prevedeva la garanzia comune sui depositi, ma non è entrato mai in vigore, comunque, la Germania voleva penalizzare le banche italiane, perché dotate di NPL di difficile realizzo e di titoli di stato, mentre le banche tedesche e francesi avevano più derivati, che sono crediti a  rischio tollerati dalla BCE. Ora le banche devono resistere alle conseguenze del Covid-19, quelle italiane, per ridurre il rischio, hanno ridotto il credito alle imprese e ora si chiede loro di aumentarlo; tra le altre cose, all’Unione Bancaria si rimprovera di aver fronteggiato il rischio su credito, ma non quello di mercato che, con tanti paesi debitori, incombe.

Mentre i tedeschi, quanto negoziano, sanno fare i loro interessi, gli italiani, armati di europeismo, hanno avuto per obiettivo solo la maggiore integrazione europea perciò, fino a ora, non hanno mai fatto accordi per guadagnarci, né hanno mai posto il veto sulle deliberazioni europee. Forse pensavano che gli europei erano meglio degli italiani. (Fonte Vladimiro Giacché – Giuseppe Liturri – startmag.it).

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La BCE ha deciso di non tener più conto delle valutazioni delle società di rating, sempre evidenziate dalla televisione italiana e usate per speculare contro l’Italia, facendo aumentare i suoi interessi perciò, prima accettava solo titoli di stato con tripla A, mentre ora accetta anche quelli con il rating sotto BBB. Le tre agenzie di rating americane, che sono controllate da banche d’affari, sono anche boicottate dal governo americano che ha impedito loro di dare valutazioni critiche nei confronti dei titoli di stato americani; invece, la televisione italiana ha giornalmente evidenziato le valutazioni negative delle agenzie sull’Italia.

I contratti future sono per lo più virtuali e senza trasferimento di beni, si fanno su derivati, materie prime, petrolio, cereali e titoli, lucrano sulla differenza di prezzo a termine, come si fa con e operazioni finanziarie allo scoperto e non prevedono depositi a garanzia; in Italia, le operazioni finanziarie allo scoperto sono state momentaneamente sospese, però sembra che la Consob non ha il potere di farlo, probabilmente perché i mercati hanno voluto così. Intanto governi e banche centrali stanziano miliardi di euro contro il Covid-19, utili anche alla speculazione, sempre attenta a crisi economiche, politiche, guerre, terremoti ed epidemie. (Fonte: Marco Lettieri e Paolo Raimondi – startmag.it).

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La commissione europea ha minacciato una procedura d’infrazione contro la Germania perché la sua corte costituzionale ha censurato la BCE per aver accettato il QE, chiedendole giustificazioni; ne potrebbe discendere una pensante multa per la Germania e la crisi di UE ed euro, la decisione spetterà alla Corte di Giustizia europea, la quale però ha già approvato il QE di Draghi. Tremano, per il loro posto, politici ed euroburocrati europei, in ciò simili agli italiani. 

La corte costituzionale tedesca, più indipendente dalla UE della corte costituzionale italiana, attacca la BCE e condiziona le attuali trattative entro l’UE, ritiene che il QE sia una forzatura ai trattati europei, coinvolgendo nella disputa anche gli acquisti di titoli di stato per fronteggiare il coronavirus, però senza escluderli al momento.  Afferma che i prestiti concessi dalla BCE non sono proporzionali al peso di ogni paese, tuttavia, la corte di giustizia europea ha approvato il programma, invitando però a rispettare i limiti del 33%, cioè la BCE avrebbe dovuto acquistare titoli di stato dalle banche centrali conformemente all’articolo 29 dello statuto della BCE e non secondo i debiti degli stati; il che però imporrebbe agli stati di ricorrere anche ai mercati, subendo lo spread, la corte è anche contraria al finanziamento diretto degli stati, vietato dalle norme europee.

Il limite di assorbimenti dei titoli da parte della BCE, pari al 33%, avrebbe dovuto essere abolito, però la BCE non ha affermato che il capital Key, cioè l’acquisto di titoli in quota pari alla partecipazione al capitale della BCE, sarebbe stato abbandonato. I tedeschi hanno portato, più di una volta, l’Unione Europea a un passo dal baratro; comunque, la corte costituzionale tedesca non si sente vincolata dalle decisioni della corte di giustizia europea perché la BCE, secondo il suo parere, si è mossa fuori dei trattati; in materia di trattati, non si ritiene subordinata a quella europea perché l’UE non è una federazione e i padroni dei trattati, secondo il suo parere, sono gli stati.

Però, per la commissione europea e la BCE, le decisioni della Corte europea sono vincolanti e la Corte ha affermato che le decisioni della BCE eseguono soprattutto il mandato sulla stabilità dei prezzi, che è stato rispettato. Nel 1992 la Germania fece crollare lo Sme sul tema dell’oscillazione delle monete, l’accordo prevedeva che raggiunto il suo limite massimo concesso a una moneta, tutte le banche centrali dovevano intervenire per difendere la sua parità, cioè comprandola o vendendola.

La Bundesbank, d’accordo con il governo tedesco, violando gli accordi, non lo fece e perciò uscirono dallo Sme GB e Italia; oggi un fatto del genere provocherebbe la fine dell’euro, soprattutto per opera di Italia, Francia e Spagna. Contro la BCE, la corte costituzionale tedesca afferma la priorità dell’art.5 del trattato sul QE di Draghi, che previde emissioni nel 2015 – 2018 e 2019.

Scopo di Draghi era ridurre lo spread e salvare l’euro e in parte ci riuscì; ma la politica solidaristica e redistributiva della BCE non era accettata dai tedeschi, perciò accusavano Draghi di abuso di potere monetario e di finanziare i disavanzi pubblici. Nel 2018 la corte di giustizia aveva però escluso entrambe le violazioni, ora la corte costituzionale tedesca afferma che la BCE non ha rispettato, a fini redistributivi, la proporzionalità dei finanziamenti.

In caso di mancata risposta soddisfacente, entro tre mesi, da parte della BCE, la Corte tedesca ha affermato che non parteciperà più al programma di acquisto di titoli, anche se momentaneamente, a causa della pandemia, ha accettato alcune politiche anticonvenzionali; perciò ha accettato il finanziamento monetario dei debiti pubblici, ma solo in base alla partecipazione degli stati al capitale della BCE, come la sospensione temporanea del limite del 33% negli acquisti di titoli di uno stato, entro i 750 miliardi di euro stanziati.

La BCE ha anche dichiarato di voler ignorare, nell’acquisizione di titoli, la valutazione delle società di rating, indipendentemente dalla quota di partecipazione degli stati al capitale della BCE. Sembra che, a causa dell’atteggiamento tedesco, questa Europa che piace a Mattarella, non sia una costruzione unitaria e perciò non è in grado di rispondere a uno shock esterno come la pandemia.

Le operazioni messe in campo da commissione europea e consiglio europeo (MES-BEI e SURE), sono monetizzazioni e prestiti da restituire, a un tasso minimo di favore, che aumenteranno il debito pubblico degli stati, imponendo, negli anni a venire, il rientro del debito, secondo la politica di austerità della Germania; l’Italia ha credito nel mercato e perciò potrebbe rinunciare a questi prestiti, la Germania non è impegnata all’azzeramento o al livellamento, tra i paesi dell’Unione, dello spread e anche alla riduzione dello spread italiano.

La Germania non vuole andare oltre i trattati e la sentenza della sua corte costituzionale è un avvertimento alla BCE contro la flessibilità e per l’applicazione dei trattati. L’unica soluzione sarebbero aiuti a fondo perduto da parte della banca centrale, oggi vietati dai trattati; perciò è in gioco l’appartenenza all’EU e all’euro, forse sarebbe opportuno ritornare al mercato comune, con una moneta nazionale e il libero movimento delle persone, il controllo sul movimento dei capitali e dell’immigrazione, unificando sistemi fiscali e scolastici.

Mentre sembra che Conte, con tanta ambiguità e con la benedizione di Mattarella, Gentiloni e Berlusconi, voglia ricorrere al MES, Spagna, Portogallo, Grecia e Francia hanno dichiarato di non aver bisogno dei prestiti del MES per fronteggiare la crisi economico-sanitaria, perché trovano credito nel mercato finanziario e perché i prestiti offerti sono destinati soprattutto ai paesi in difficoltà finanziarie.

E’ vero che, in questo caso, il MES prevede la sospensione temporanea di alcune condizioni per l’accessione al credito, però il credito potrebbe dare ai mercati un’impressione di debolezza dei paesi richiedenti, favorendo la speculazione a loro carico. Per sospendere definitivamente le condizioni occorrerebbe modificare il trattato del MES il che richiederebbe l’unanimità, ma la Germania è contraria. (Fonte: sinistrainrete.info -  money.it – soldi e potere – Domenico Moro - Carlo Clericetti - Michelangelo Colombo – startmag.it).

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E’ opportuno fare un altro chiarimento sulla creazione della moneta e della liquidità, questa si crea con i deficit di bilancio, i debiti e i prestiti e può essere fiduciaria, bancaria e virtuale, con o senza garanzie, con o senza condizioni; quando una banca commerciale o centrale fa prestiti a persone, imprese o stati, crea, direttamente o indirettamente, sempre denaro, le banche centrali lo fanno sia acquistando titoli di stato di nuova emissione, sia acquistandoli al mercato secondario con il QE, come ha fatto la BCE e il FMI.

La monetizzazione o la creazione di liquidità monetaria avviene sempre in contropartita di un fido in conto corrente, questa politica monetaria può aiutare imprese e stati, favorire la ripresa, ma anche l’inflazione, la quale però ha il merito di ridurre i debiti. In ogni modo, anche il finanziamento a fondo perduto, senza interessi, senza rimborso e senza garanzie, crea moneta o liquidità.

La moneta è uno strumento di pagamento, perciò è costituita, in senso lato, da moneta  convertibile in oro o fiduciaria o inconvertibile o bancaria o virtuale, ma anche da titoli di stato, obbligazioni private, derivati, cambiali, assegni, aperture di credito e ricevute bancarie; perché questi sono tutti strumenti di pagamento. Le banche concedono prestiti con la raccolta di risparmio, creando con ciò altra moneta, quando la commissione europea, con il MES, concede credito di qualsiasi tipo, cioè anche a fondo perduto o senza rimborso, crea moneta, e la BCE fa altrettanto con i QE.

Succede, anche se oggi queste istituzioni rilevano, in contropartita, i loro impegni di bilancio ma non i loro debiti, che invece sono contabilizzati dagli stati; le cose stanno così, quando l’UE fa un credito o un finanziamento a fondo perduto, addebita, in contropartita, lo stato beneficiario e, se questo è insolvente o senza garanzie, il credito diventa insoluto cioè irrecuperabile, ma Il debito è contabilizzato dallo stato ricevente.

Si chiede professionalità a tutti, ma in Italia gli avvocati hanno tutte le professionalità, perciò fanno tutti i mestieri, infatti, i ministri dell’economia italiana sono generalmente laureati in legge, quindi hanno sostenuto solo un esame universitario in economia. 

ITALIA

Le misure adottate dal governo italiano contro la pandemia, sono eccessive e sproporzionate, forse non si tratta nemmeno di una vera pandemia, visti i milioni di morti con le pandemie della peste e della spagnola; però le morti, anche se le misure, nella fase 2, sono rallentate, per l’economia italiana risultano ancora opprimenti. In Italia, Il virus Covid-19 circola liberamente da 8 mesi, cioè dall’autunno scorso, senza aver registrato una grande moria, eccetto che in Lombardia e in alcune RSA e ospedali; il numero di tutti i decessi, rispetto al periodo precedente, ha avuto un incremento minimo, ma a Roma è diminuito.

I 32.000 morti appartengono, per lo più, alla quarta età, contrassegnata da malattie cardiovascolari e tumori, cioè da un sistema immunitario ridotto; OMS e Protezione civile si sono assunte la responsabilità di proclamare una pandemia che probabilmente non esiste, Alla fine dell’anno valuteremo i morti complessivi di quest’anno con quelli dell’anno precedente, a causa della Lombardia, ci dovrebbe essere un aumento nel 2020 .

La terapia del plasma applicata a Mantova è valida però, per curare i malati, occorrono il sangue di altri ammalati dotati di anticorpi e senza patogeni e il virus muta, perciò si attende un vaccino, ma il virus è mutageno. Contro il virus, oltre il plasma suddetto, sono efficaci le vitamine C e D, con le quali le case farmaceutiche non guadagnano niente. Il presidente della Tanzania ha restituito dei kit difettosi per i test, testati su capre e pecore, che hanno dato falsi risultati positivi, ha affermato che il suo paese non ha bisogno di questi aiuti, pagati da benefattori e stati, ma graditi dalle case farmaceutiche, che hanno tra i soci Bill Gates.

In Africa i decessi per Covid-19 sono stati pochi, ma sono stati fatti anche pochi test, in tutti i paesi, il distanziamento sociale imposto, che ha ridotto le libertà,  è stato spesso esagerato e di lunga durata; medici e politici, a volte, non solo non si vaccinano, ma non usano nemmeno le mascherine e i guanti che, secondo alcuni, possono essere anche controproducenti perché il contatto sociale rafforza il sistema immunitario. Infatti, gli uomini condividono virus e batteri grazie ai quali sviluppano una risposta immunitaria e si evolvono, diversamente, il sistema immunitario crolla.

Non è una fake news, ma voce di medici non propagandati dalla televisione, chi ha un efficace sistema immunitario e non è anziano, si è visto che può uscire anche senza mascherina e senza guanti, che riducono la propria flora batterica perché questa non entra in contatto con quella dei vicini; perciò diminuisce la protezione reciproca dai rischi d’infezione, come dire che il contagio generalizzato di batteri e virus rafforza il sistema immunitario, perché la grandissima parte di questi batteri e virus sono nostri alleati o sono tollerati.

Infatti, all’arrivo degli spagnoli, gli indios, che non erano immunizzati dalle loro malattie, furono falcidiati dal vaiolo; tra uomini e animali, se separi un individuo dal gruppo, a causa del suo stress fisico, allunghi anche i tempi di guarigione. Chi, finita la pandemia, esce da casa con un sistema immunitario indebolito e non messo alla prova dall’ambiente, può essere colpito da diverse malattie perciò, alla riapertura dalla segregazione, ci saranno tanti malati, poi interpretati come vittime di una seconda ondata di ritorno del Covid-19.

Ci sono state perone morte di malattie infettive che, dopo essersi stretta la mano, per abitudine, se la disinfettavano discretamente con l’alcol; d’altra parte, il distanziamento sociale è anche praticato istintivamente tra culture umane diverse, classi diverse e specie diverse, c’è chi dice che avvenga per razzismo o per idiosincrasie, ma forse anche per timore dei patogeni.

Si sono inseriti tra i morti per coronavirus tutti quelli che sono risultati positivi, quasi azzerando i casi di altra mortalità patologica, anche perché hanno riservato i reparti degli ospedali e delle case di ricovero soprattutto ai malati di Covid-19. Agli ospedali di Pavia e Mantova non ci sono quasi più morti per altre patologie, vi si curano persone con trasfusione di plasma iperimmune, anche in fase convalescente, e se ne esce guariti.

Il recupero è immediato e senza complicanze, i malati sono immediatamente staccati dal respiratore e dall’intubamento; purtroppo, le case farmaceutiche non ci guadagnano niente. Fino adesso, per la prevenzione e la diagnosi del coronavirus, l’informazione, che lotta contro le fake news, si è concentrata sul vaccino, sull’eparina antitrombotica, sugli antiinfiammatori, sul distanziamento sociale, sul lavaggio delle mani e sulle  mascherine e i guanti. 

Il Dottor Mario Bracco ha affermato che, sul coronavirus, la protezione civile italiana e la televisione italiana hanno creato un terrorismo assurdo e il lavaggio del cervello, perché il numero dei morti è falso; generalmente questo virus non uccide una persona sana e giovane, ma colpisce soprattutto anziani con un sistema immunitario debole; afferma che  il vaccino non serve perché il virus muta. Si muore sempre di qualche male, sono stati fatti passare morti ammalati per morti di Covid-19 e morti per Covid-19 per morti naturali; la malattia di Kawasaki ha colpito i giovani, con infiammazioni ai vasi, ma è stata favorita dal Covid-19.

Come sono manipolate le statistiche, che sono la forma più moderna di propaganda; secondo la televisione, fake news e voci di popolo o populiste non possono ledere la sapienza della scienza, che però non è mai univoca, comunque, papa Pio IX, affermava che, chi parla dalla cattedra, è sempre infallibile. (Fonte: Dottor Pasquale Mario Bracco AD di Maleam spa – Byoblu - Money.it – codenamejumper.wordpress.com – Reuters).

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A causa delle sue discariche, dalla commissione europea fioccano le multe a carico dell’Italia, per queste discariche sono previste delle bonifiche, fino adesso ne abbiamo chiuse 41 su 81, pagando, dal 2004, 84 milioni di euro di multe l’anno. Su quest’affare della criminalità e sul suo modo di sbarazzarsi dei rifiuti, i carabinieri, con il fine della chiusura delle discariche e della tutela dell’ambientale, fanno relazioni semestrali, seguite anche da inchieste giudiziarie a carico della criminalità che ricicla i suoi profitti anche a Francoforte.

Occorrerebbe censire tutte le discariche, perché tante non sono conosciute e occorre recuperare territorio, risanare il suolo e difendere l’ambiente, senza ignorare che la “sinistra”, per anni, per combattere l’inquinamento da fumi, s’è opposta ai termovalorizzatori, che esistono in tutta Europa e producono energia. Lo scopo è la riqualificazione del territorio, la decontaminazione di aree dai rifiuti tossici, il risanamento dalle discariche e il rilancio della green economy, ma quanto tempo ci vorrà? Lo stato non ha fretta e le multe dobbiamo pagarle lo stesso; la Germania non ha pietà per l’Italia. (Fonte: Nunzio Ingiusto – startmag.it).

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I sequestratori che chiedono un riscatto, oggi generalmente terroristi islamici, sanno che l’Italia, che vieta il pagamento di sequestri in Italia, diversamente dagli Usa, che impediscono il pagamento, è un buon paese pagatore, perciò ci saranno sempre più sequestri d’italiani all’estero. Dal 1996; l’Italia ha pagato circa 80 milioni di euro per pagare riscatti per la liberazione di cooperanti italiani rapiti, 13 dei quali al seguito di Ong, per l’importo di circa 2 milioni a testa.

I pagamenti sono fatti, per ordine del governo italiano, dai nostri servizi segreti, generalmente i rapiti sono donne, questi cooperanti non dovrebbero essere inviati in zone a rischio, probabilmente ci sono delle complicità, le Ong, per lucro e con la benedizione del papa, favoriscono anche l’immigrazione non regolata e clandestina. Nel 1996 in Cecenia fu pagato il riscatto per Sandro Pocaterra, Augusto Lombardi e Giuseppe Valenti, nel 2004 in Irak fu pagato il riscatto di Simona Pari e Simona Torretta.

Nel 2008 in Somalia fu pagato il riscatto per Giuliano Paganini e Jolanda Occhipinti, nel 2011 in Africa orientale fu pagato il riscatto di Rossella Urri, nel 2011 in Sudan fu pagato il riscatto per Francesco Azzarà; nel 2012 in India fu pagato il riscatto per Paolo Bosusco e Claudio Colangelo, nel 2015 in Siria fu pagato riscatto per Greta e Vanessa, nel 2020 in Somalia è stato pagato il riscatto per Silvia Romano. (Fonte: Fausto Biloslavo – startmag.it). 

Nunzio Miccoli   www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 11/5/2020)

EUROPA

L’Olanda, che critica l’elevato debito pubblico italiano, ha un elevato debito privato, delle famiglie e delle imprese, è un paradiso fiscale che vive parassitariamente sul prodotto e sui profitti di grandi imprese degli altri paesi europei ed è il primo esportatore di droghe sintetiche del mondo. In Italia esistono un grande risparmio privato, pochi debiti privati e un grande patrimonio immobiliare.

Previa blocco dell’esportazione di capitali e profitti e costringendone il rientro, in Italia l’imposta patrimoniale potrebbe servire a ridistribuire la ricchezza e a eliminare le imposte minori, riducendo anche la pressione tributaria.  Fino ad oggi, in Italia e in Europa, gli aiuti economici dello stato sono andati soprattutto a banche e grandi imprese e, ancora oggi, in Italia e Germania, sono previsti grandi aiuti per le banche.

Con quei soldi, in Italia le banche comprano altri BTP che, in contropartita, fanno aumentare il debito pubblico dello stato, mentre la Germania, con i suoi soldi e con quelli della BCE deve salvare le sue due maggiori banche, le quali sono in default con i derivati; infatti, le regole europee, grazie al supporto di lobby, politica e informazione, valgono per l’Italia, ma non per la Germania.

Con l’euro la Germania, lasciando autonomia agli stati in materia fiscale e scolastica, che avrebbero dovuto essere i primi punti del programma dell’UE, ha progettato la conquista dell’Europa, senza sparare un colpo di cannone; quando la BCE emette moneta, lo fa addebitando il Tesoro degli stati, le cui banche centrali sono sportelli della BCE, per i titoli di stato sottoscritti o comperati al mercato secondario con il QE o per le aperture di credito in c/c concesse.

Tra le sue passività rileva la moneta emessa che costituisce dei suoi certificati di debito cioè un debito perciò, se l’Italia s’indebita con il MES, la BCE rileva un credito nei suoi confronti e il Tesoro italiano rileva un altro debito nei confronti della BCE. Con la modifica del MES, pare che la BCE, in caso di violazioni dell’Italia al trattato o inadempienze, possa chiedere all’Italia il rimborso immediato, sembra un’altra clausola usuraia, idonea a strozzare; la Germania è tenace e i dirigenti europeisti, l’informazione mainstream e gli economisti di corte italiani o sono ignoranti o sono complici comprati.

Che magnifica invenzione che è la moneta, con le sue alchimie, moltiplica pani e pesci e riesce ad asservire paesi; se l’Italia uscisse dall’euro e avesse una sua moneta, ne guadagnerebbe molto, invece, se la Germania perdesse l’euro, che aiuta le sue esportazioni, ci rimetterebbe molto. In Europa dominano le lobby e in Italia il servilismo politico verso la Germania; Conte non doveva assecondare la Merkel, che ha sabotato eurobond, coronabond e recoverybond, preservando il potere di ricatto del MES sul bilancio dello stato italiano.

Comunque, il governo italiano pare che sia ancora a favore dei recoverybond e, viste le esperienze della Grecia, alla quale la Germania ci voleva accumunare nella sorte, pare  sia diffidente verso  il MES, per il quale la commissione europea, per i prestiti a tasso molto contenuto, esige sempre garanzie ma, per il momento, cioè a causa del virus, non chiede una sorveglianza rafforzata e concede un deficit di bilancio al 3%.

A causa della pandemia, pare che la commissione europea sia disposta a derogare temporaneamente dal trattato del MES, soprattutto in materia di sorveglianza e aggiustamento; tuttavia, i suoi attuali finanziamenti agevolati sono a destinazione specifica per il Covid–19 e i MES opera con un fondo di dotazione di tutti gli stati; però, occorre ricordare che l’Italia, e probabilmente altri paesi, hanno spesso usato fondi a destinazione specifica per altri scopi; la Germania lo sa e forse potrebbe chiudere un occhio.

L’8/5/2020 l’Eurogruppo ha approvato il nuovo MES, prevedendo, a favore degli stati dell’eurozona, un fido per le spese necessarie per fronteggiare il coronavirus; i ministri economici hanno accettato la proposta della commissione, eliminando alcune condizioni, ogni paese godrà di un credito pari al 2% del suo Pil, per l’Italia 36 miliardi di euro, al tasso annuo dello 0,1%, disponibile da giugno 2020  a dicembre 2022.

Cessata la disponibilità di fondi, le altre erogazioni seguiranno l’articolo 14 del regolamento 472/2013, perciò la commissione potrebbe raccomandare misure correttive ai bilanci dei paesi debitori, cioè le condizioni più dure preesistenti. L’accesso al credito del MES potrebbe essere interpretato dai mercati come indice di debolezza degli stati che perciò diverrebbero obiettivo della speculazione internazionale; perciò M5S e destra italiana, anche con un interesse molto basso, sono ancora contrarie al MES e non si sa se l’Italia e altri paesi utilizzeranno il credito.

Comunque, la commissione propone all’eurogruppo un’attività di sorveglianza, ai sensi del regolamento MES 472/2013, invitando a una valutazione della stabilità finanziaria dell’eurozona e alla sostenibilità del debito di ciascun paese; cioè, non contiene deroghe sostanziali al trattato.  Il regolamento suddetto prevede la richiesta d’informazioni, prove di stress finanziario, verifiche e aggiustamenti finanziari, come la sorveglianza di cui all’articolo 14 e l’apporto di correzioni al bilancio; il trattato del MES del 2012 contiene gli stessi meccanismi di monitoraggio, di valutazioni e altre misure correttive.

La commissione pretende una valutazione preliminare di sostenibilità perché il Covid-19, secondo essa, rappresenterebbe un rischio per la stabilità finanziaria dell’eurozona, inoltre vuole che, dopo il 2021, ci sia l’impegno a rafforzare, con degli aggiustamenti, i fondamentali economici e finanziari dell’eurozona; in parole povere, checché ne dica la politica che non sa leggere, i condizionamenti, la sorveglianza e le garanzie permangono; anche gli interessi seppure ridotti, sono una condizione per i prestiti, che sono diversi dai finanziamenti a fondo perduto. La Germania è dura e vuole vincere e dominare sempre.

Perciò, nel 2022, cioè superata la pandemia, l’Italia sarà sottoposta a una sorveglianza rafforzata e a una cura greca, a colpi di avanzo primario, che l’Italia ha già ha applicato, poi forse verranno privatizzazioni e altre tasse; mentre rimarrà il paradiso fiscale Olanda, protetto dalla Germania, dove gli armatori greci, ma anche capitalisti italiani, esportano i loro capitali e i loro profitti; perciò i privilegi di questo paese sono tutelati, come il vecchio paradiso fiscale Svizzera che perciò fu rispettato e non invaso da Hitler.

In teoria, l’Italia potrebbe accedere a questi prestiti se l’interesse per la collocazione interna dei suoi titoli sono più alti o se non trova più compratori dei suoi titoli pubblici, cosa difficile se gli italiani continuano a comprarli, direttamente o attraverso il risparmio gestito delle banche italiane, all’ultima asta dei Bot, che non rendono niente, la domanda è stata  cinque volte superiore all’offerta ed è accaduto anche per i BTP. Ad ogni modo, non bisogna confidare nelle dichiarazioni propagandistiche, a favore del MES, di politici italiani ed europei, comunque e fortunatamente, al momento pare che la commissione europea non voglia più ricorrere ai servigi della Troika.

Probabilmente però, superata la pandemia, con un debito pubblico aumentato, torneranno gli aggiustamenti di bilancio e l’austerità di matrice europea. Purtroppo, i media e la politica italiana sono affollati di economisti filotedeschi e dall’ignoranza; con l’aiuto del denaro, il potere mediatico ha compresso l’autostima degli italiani e ridimensionato l’Italia, perciò la Germania, per conquistarla, tramite i suoi agenti premiati, ha potuto ricattarla continuamente.

Prima dell’euro, in Italia la stretta creditizia delle banche, anche su indicazione europea, aveva già prodotto l’austerità e la contrazione dei consumi, favorendo le esportazioni a scapito della domanda interna; invece in Olanda, sviluppando i consumi, si è favorita la maggiore crescita del reddito nazionale e l’indebitamento privato a scapito del risparmio privato. Quando sinistra e francescani chiedevano la riduzione dei consumi, in pratica chiedevano la contrazione della domanda interna e del Pil, anche se i consumi, pubblici e privati, con l’educazione, dovrebbero essere sempre morigerati e razionalizzati, sia da parte dello stato, che dei privati.

La contabilità del reddito nazionale, con il Pil, fornisce una graduatoria del reddito pro-capite dei paesi, tenendo a volte conto, grazie a delle stime, anche della loro struttura dei prezzzi interni e del lavoro nero; di questi aspetti sì tiene nota, però ce ne sarebbe un altro. Un paese come la Germania che esporta molto più di quanto importa, contenendo i suoi consumi interni, acquista valuta per gli impieghi finanziari, gli investimenti e la speculazione all’estero, ma sottrae beni alla domanda interna, riducendo il reddito pro-capite consumato, accade l’opposto per quelli che importano più di quello che esportano.

In due famiglie con lo stesso reddito accade la stessa cosa, una può risparmiare di più e un’altra, indebitandosi, può consumare di più. Anche di questo elemento, gli economisti di corte e dell’informazione, di destra, di centro, di sinistra, laici e bigotti, dovrebbero tenere conto, ma preferiscono solo recitare la parte che i loro padroni hanno assegnato loro. Guai a mettersi contro i cattedratici, perché sono quelli che, contro le fake news, devono inculcare l’opinione comune della gente, ricevendone, come compenso, dei privilegi.

Un alto dirigente della BCE ha affermato che bisogna ridurre le oscillazioni degli spread sui titoli di stato dei paesi dell’UE, cosa in parte realizzatasi con il QE di Draghi, ma non ha detto che bisogna livellarli tutti, né che bisogna abolirli; per l’Italia potrebbe anche significare che, secondo la sua opinione, il suo spread dovrebbe rimanere fisso al suo livello massimo raggiunto, con implicazioni negative per i suoi interessi passivi e per il suo debito pubblico complessivo.

In Italia lo spread è arrivato a 238 punti base che, secondo i professori europeisti, potrebbe  raddoppiare se non avessimo la protezione delle BCE di Francoforte, che assicura acquisti quotidiani di Btp, che però hanno un loro rendimento, in parte, grazie alle alchimie della finanza, retrocesso all’Italia. A marzo la BCE ha approvato un piano per la pandemia grazie al quale sta comprando Btp, a ritmi doppi rispetto a quelli previsti dalle quote massime stabilite per ciascun Paese dell'Eurozona.

La Corte di giustizia europea, temendo che il programma di acquisto possa violare il  diritto dell'Ue, soprattutto relativamente al divieto di monetizzazione e finanziamento dei deficit pubblici, e violare il mandato stesso conferito alla Bce, aveva fatto le sue obiezioni; tuttavia, nel dicembre 2018 aveva  stabilito che il programma di acquisto era n linea con le leggi comunitarie e perciò, anche Bundesbank, con gli attivi valutari tedeschi, partecipava al programma di acquisto illimitato di titoli di stato di singoli Paesi della zona euro.

Se però la giustizia tedesca stabilisse che gli acquisti di titoli di Stato non sono conformi alla legge tedesca, proibirebbe alla Bundesbank di partecipare al programma, anche se, secondo le norme europee, è legalmente obbligata a seguire le decisioni della Bce; con il diritto, si può sempre spaccare un capello in quattro, naturalmente, nel senso della lunghezza.

Perciò la corte costituzionale tedesca ha fatto obiezioni sui QE di Draghi perché questo avrebbe violato i trattati  sulla monetizzazione e sul finanziamento degli stati, facendo però eccezione per i coronavirus, che però non hanno ancore esplicato il loro effetto. BCE e corte di giustizia dell’UE hanno comunque affermato che il diritto europeo è superiore a quello tedesco, mentre l’Italia, fin dall’inizio, per amore illimitato verso l’Europa, che doveva colmare i nostri ritardi nelle riforme, ha subordinato il diritto italiano a quello dell’Unione.

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Al momento dell’armistizio italiano con gli alleati dell’8/9/1943, l’Italia era fortemente in credito commerciale con la Germania, anche se regolato contrattualmente in clearing; nell’accordo di pace di Parigi del 1947 l’Italia pagò integralmente il suo debito di guerra e s’impegnò a non chiedere riparazioni di guerra alla Germania, ma avrebbero dovuto essere fatti salvi i debiti commerciali tedeschi pregressi. L’accordo di Londra del 1953, approvò il dimezzamento dei debiti della Germania.

La repubblica sociale italiana di Salò, su occupazione tedesca, sottopose l’Italia a contributi per spese di occupazione e per le armi, sottoponendola ad alte contribuzioni mensili; i tedeschi s’impossessarono dei risparmi dei deportati italiani e dall’8 settembre del 1943 pretesero sette miliardi di lire il mese, come contributo alle spese belliche.  Generalmente, sottoponevano a tassazione  e requisizione tutti i paesi da loro occupati.

Poiché l’ultimo bilancio dello stato unitario italiano era stato di 81 miliardi di lire e il Pil italiano era di 130 miliardi di lire, l’Italia del nord doveva pagare alla Germania, come contributo di guerra, 84 miliardi di lire annue, più le spese d’occupazione. Con le lire i tedeschi facevano acquisti in Italia settentrionale, perciò crebbe l’inflazione, si armò il movimento partigiano e scioperanti delle fabbriche furono inviati nei campi di concentramento.

Crebbe l’indebitamento del bilancio dello stato che Mussolini, prima delle guerre d’Etiopia e di Spagna, aveva portato al pareggio; anche a causa delle distruzioni di guerra, si ridussero le entrate del 30% e aumentò debito pubblico e inflazione. Dopo aver subito la tassazione austriaca del Lombardo-Veneto, la repubblica di Salò conosceva quella tedesca, che era peggiore e oggi la repubblica filotedesca italiana è pronta a subire dalla Germania una sorte analoga, ma gli italiani sono in larga maggioranza, contrari; gli americani, con gli accordi di pace, sono stati molto più generosi con la Germania, ma forse dipende dal fatto che la Germania sa difendere meglio i suoi interessi. (Per le notizie, fonte: Franco Leaf - mittdolcino.com - G. Aly – Lo stato sociale di Hitler – Einaudi 2007).

ITALIA

Intanto continuano gli sbarchi d’immigrati a Lampedusa, tollerati dal governo italiano di “sinistra” questi, appesantendo il sistema sanitario siciliano, sono posti in quarantena e poi, se sono sani, sono inviati anche in Germania; probabilmente il governo italiano, dopo quello tedesco, stima che, alla lunga, questi possano essere utili all’economia italiana, come operai economici nei settori pubblico e privato. Ovviamente, il papa invita sempre all’accoglienza e alla solidarietà, però anche la criminalità è interessata al fenomeno.

Per fronteggiare la pandemia, le misure accelerate adottate da Conte sono state poco rispettose verso il parlamento, però  sono state poi rallentate dalla burocrazia;  comunque, sono incostituzionali perché hanno privato i cittadini di libertà garantite dalla costituzione, infatti, gli articoli 13 e 16 affermano che la libertà personale è inviolabile e perciò ogni cittadino può spostarsi liberamente entro il territorio nazionale; le limitazioni possono essere stabilite solo dalla legge ordinaria coinvolgendo il parlamento.

I DPCM emanati o decreti del presidente del consiglio dei ministri, sono solo atti amministrativi, ma il governo li equipara alle leggi del parlamento; il decreto legge n.6 del 23/2/2020 era limitato solo alle zone rosse e non a tutto il territorio nazionale, perciò Conte, con gli atti amministrativi estensivi ha impresso una deriva autoritaria al paese. A parte i vuoti proclami politici, un governo acquista i pieni poteri solo in caso di guerra e quando le camere glie lo conferiscono però, l’emergenza sanitaria, ha rilevanza inferiore alla guerra.

C’è a dire però che, nei tempi moderni, come le dichiarazioni di guerra, queste leggi sulla guerra possono essere assurde, infatti, gli stati che devono andare in  guerra, se aspettano le deliberazioni del parlamento, sono subito aggrediti e perciò hanno perso la guerra già in partenza. Nei loro interventi, le forze dell’ordine non avevano norme precise cui riferirsi, infatti, il governo alternava raccomandazioni a divieti e multe, non precisava chi erano i congiunti, le mascherine a 50 centesimi non si trovano e, se si trovano, non sono certificate; perciò l’emergenza ha reso opache le fonti del diritto e le imposizioni sono state calate sulla gente nella misura meno corretta, contando su un mix di paura, sulle sanzioni e sul senso di responsabilità individuale. (Fonte: money.it).

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L’amministratore delegato di banca Intesa, Carlo Messina, afferma che i prestiti per la pandemia, garantiti o sovvenzionati dallo stato o dalla BCE, vanno restituiti e aggiunge che, per il rilancio economico, si possono fare anche finanziamenti a fondo perduto, che però aumentano anch’essi il debito pubblico. Si dice a favore della redistribuzione della ricchezza ma non dell’imposta patrimoniale.

Per gli aiuti alle imprese, propone la socializzazione dei loro debiti verso le banche, però si esprime contro la mutualizzazione dei debiti degli stati a livello europeo, che sono praticamente la stessa cosa. La ricchezza nazionale italiana è pari 10 trilioni di euro, il 40% è concentrata nelle mani del 20% della popolazione; le famiglie detengono direttamente solo il 4% dei titoli di stato ma, attraverso il risparmio gestito, assieme agli altri privati come le banche, possiedono i due terzi del debito pubblico, mentre un terzo e in mano agli stranieri.

Con la sollecitazione delle banche, gli italiani si sono diretti verso il risparmio gestito, perciò Messina propone di portare gli acquisti diretti di titoli statali, da parte del pubblico, al 20%, per mezzo di bond sociali remunerati e detassati però, già oggi, la tassazione dei titoli di stato è pari al 12,5%, contro il 26% delle altre rendite finanziarie. Trasformare il debito privato in debito pubblico, come vorrebbe la Germania al suo interno, si scontra però con l’esigenza italiana di ridurre il suo debito pubblico.

Nel 2014, con l’approvazione dell’OCSE, l’Italia concesse sgravi e uno scudo penale a chi faceva rientrare i capitali dall’estero e l’operazione, secondo Messina, si potrebbe replicare, mentre i bond sociali dovrebbero servire a rifinanziamento le imprese, sanando anche la loro posizione debitoria verso le banche. Però esiste ancora risparmio privato italiano all’estero, per 150 miliardi di euro, più quello depositato in Italia nelle cassette di sicurezza.

Messina, per aiutare le imprese e indirettamente le banche creditrici, propone il rientro dei capitali con uno scudo fiscale più ampio, vorrebbe anche far ritornare in Italia le imprese italiane con sede all’estero, colà collocate per risparmiare imposte, però anche banca Intese ha una sede in Lussemburgo. Ogni anno, in Italia si accantonano 26 miliardi di euro per TFR e perciò Messina vorrebbe dirottarli in titoli di stato esentasse o bond sociali.

Dal 2007 i lavoratori possono lasciarli in azienda o destinarli a previdenza complementare, remunerati all’1,5% e rivalutati al 75% dell’inflazione, per le imprese con più di 50 dipendenti, questi soldi sono gestiti dall’Inps e destinati per il 30% a finanziare lo stato, in entrambi i casi, fanno crescere l’indebitamento pubblico. Messina non parla della bontà dell’azionariato popolare, è assurdo accumunare piccoli azionisti, chiamati parco buoi, ai grandi capitalisti, il piccolo risparmiatore investe indifferentemente in bond pubblici e privati  e in azioni, non fa differenze e guarda al rendimento; Messina non accenna al  fatto che l’inflazione, con il trasferimento di risorse dai risparmiatori e dai creditori ai debitori, riduce i debiti.

Con l’inflazione i più danneggiati sono i lavoratori che però si possono tutelare con l’indicizzazione dei salari, che in Italia è stata abolita  nel 1992, anno di crisi per l’economia italiana; Messina propone il lancio di titoli garantiti dagli immobili pubblici, però anche questi aumentano il debito pubblico e poi lo stato dovrebbe pagare un fitto sugli immobili da lui ceduti; del resto, i privati ipotecano la casa anche per finanziarsi.

Egli afferma che, oltre il risparmio privato, per rilanciare l’economia, ci sono 150 miliardi di euro di fondi pubblici bloccati dalla burocrazia e destinati agli investimenti pubblici, altri 150 miliardi sono previsti, se vogliamo credere alle promesse dello stato, per la green economy, perciò non bisogna fare eccessivo affidamento sulla BCE. Afferma che il suo progetto per l’Italia potrebbe abbassare lo spread, dice che la piccola e media impresa deve investire in ricerca e sviluppo, ma purtroppo manca spesso di mezzi economici,  e deve accedere più facilmente al credito, che le banche spesso lesinano, perché, purtroppo, non conosce altre forme di finanziamento oltre le banche.

Invita a utilizzare i 36 miliardi di euro del MES per la pandemia;  nel 2012 l’OMT o QE di Draghi, con l’acquisto illimitato di titoli di stato al mercato secondario, puntava anche a ridurre lo spread e ci riuscì anche nell’interesse dei bond pubblici tedeschi. Non bisogna farsi illusioni, stante così com’è la UE, quando un paese come la Grecia non riesce più ad accedere al mercato, è sottoposta inevitabilmente al commissariamento, alla Troika, al risanamento del bilancio pubblico e alle privatizzazioni, però sembra che l’Italia trovi ancora credito, con il Covid-19 può perderlo in  parte, ma l’UE si è offerta di aiutarla.

I social bond o obbligazioni sociali non sono una novità di Messina, sono stati già emessi, per miliardi di dollari, da alcuni paesi europei, dalla banca europea per gli investimenti e da organismi sovranazionali; le somme raccolte sono a destinazione specifica, soprattutto per la green economy e per la lotta contro gli effetti del Covid-19. (Fonte: Contropiano.org – sinistrainrete.info).

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it;   viruslibertario.@gmail.com.

 

 ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 4/5/2020)

ITALIA

Non è vero che gli stati si associano sempre in base al sistema politico, economico o religioso, ma lo fanno sempre in base agli interessi economici e alle ambizioni territoriali, inoltre lo fanno per motivi temporanei di sicurezza o perché sono soggetti a altri stati o sono aggressori. Nella seconda guerra mondiale, Germania, Italia e Giappone si allearono solo perché Inghilterra, Francia, Usa e Russia si erano spartite il mondo e volevano riparare alla discriminazione; oggi gli Usa, superata la guerra fredda con la Russia, vedono la Cina come il loro maggiore rivale.

Consideriamo però che, lo sviluppo della Cina è stato aiutato dal basso costo della mano d’opera cinese, dalle localizzazioni industriali occidentali, dal trasferimento di tecnologie e dall’esportazione di capitali nei paradisi fiscali, che hanno privato i governi dei paesi d’origine d’importanti risorse d'origine fiscale e del debito estero degli Usa, soprattutto verso la Cina che, con il suo sviluppo industriale, esporta molto; cioè, questi sviluppi della Cina sono stati favoriti dall’occidente, perciò Trump dovrebbe prendersela soprattutto con i suoi uomini d’affari.

Comunque, l’Italia ha bisogno di amici, per la sua sicurezza e per il suo sviluppo economico, perciò non deve scegliere tra Usa e Cina, ma deve essere amica d’entrambi e della Russia. Invece Salvini, per lealtà verso gli Usa, ha deciso di stare con gli Usa e la Chiesa e contro la Cina; non bisogna dimenticare che i legami dell’Italia con Usa sono imposti anche dai 35 milioni di persone di origine italiana residenti in Usa, senza considerare i familiari.

Non per scelta libera, perché paese sconfitto in guerra, l’Italia appartiene o, se si crede alla sovranità del popolo, aderisce alla Nato, ma la storia insegna che alleanze militari e trattati internazionali non durano in eterno e nemmeno le monete come l’euro. A causa dell’abbondante risparmio privato che esiste in Italia, poiché la legge italiana non lo impedisce, le banche italiane hanno finanziato imprese francesi che hanno acquistato imprese italiane.

Visto questo risparmio, Messina, amministratore delegato di banca Intesa, ha proposto un prestito forzoso, da parte degli italiani a favore dello stato italiano, garantito dai suoi immobili pubblici; se i relativi titoli saranno negoziabili, potranno finire anche nelle mani di banche tedesche e, se lo stato insolvente non  rimborserà i titoli, queste aggrediranno gli immobili; in altre occasioni i tedeschi hanno fatto capire che desiderano questi immobili. Quindi, la proposta di Messina potrebbe essere partita dagli stessi tedeschi. 

La politica del governo Conte contro il coronavirus, a causa di un eccesso di regolamentazione e restrizione, con la minaccia dell'applicazione del codice penale e con il Tam Tam della televisione, che è sembrato una specie di lavaggio del cervello, ha compresso la libertà di circolazione e di scelta della gente. Sarebbe stato sufficiente, come è stato fatto da altri paesi europei, che hanno avuto meno contagiati dell’Italia, appellarsi, invece che alle multe, al senso di responsabilità individuale.

Sarebbe stato sufficiente imporre mascherine ma non autocertificazioni che mortificano il senso di libertà delle persone, e per le riaperture delle imprese, appellarsi al senso di responsabilità delle imprese, previa accordo con i rappresentanti dei lavoratori, perché queste dovrebbero essere interessate alla sicurezza nel lavoro, garantito da tutti i presidi sanitari interni concessi dallo stato.

Le chiusure imposte da Cina e Corea del sud sono state temporanee, hanno avuto successo e perciò provocheranno a questi paesi meno danni economici che all’Italia; in Italia, si è ritenuto, come si fa in guerra e nelle dittature, che durante un’epidemia, sia necessario terrorizzare la popolazione per costringerla a rimanere a casa, basandosi spesso sulla letalità del virus che, comunque, malgrado le misure prese dal governo, in Italia è risultato molto più letale che in Germania.

Le conseguenze sono state delle ecatombe in Lombardia, RSA e ospedali sovraffollati e facili alle infezioni, è stata ridotta l’assistenza sanitaria domiciliare agli anziani che sono i più soggetti alla moria, perciò, i contagi e le morti relative, alla fine, sono stati, oltre che maggiori rispetto all’estero, sicuramente sottostimati. Per reazione popolare, contro le restrizioni e le reclusioni in casa, si sono fatte petizioni per riaprire chiese, bar e ristoranti e per fare tamponi a tutti, mentre le regioni del nord hanno sollecitato la ripresa della produzione delle imprese.

Tuttavia, in questi giorni, in Germania il numero delle persone infettate è risalito a indice uno, il che ha imposto la reintroduzione di alcune delle misure restrittive alla gente che era tornata in strada; comunque, il Bundestag non vuole che, contro la pandemia, tutte le decisioni siano lasciate ai virologi e chiede che si tenga conto anche d’implicazioni economiche, sociali e psicologiche delle decisioni del governo.

Anche la corte costituzionale tedesca si è opposta a norme dell’UE, contrarie alla costituzione tedesca, mentre in Italia, tra le fonti del diritto, pare che le norme europee, come se l’Italia fosse un protettorato europeo, prevalgano sui quelle della costituzione italiana; tutto merito dei politici europeisti italiani che non hanno nemmeno previsto dei referendum per l’adesione all’UE, con la motivazione che i trattati internazionali non possono essere soggetti a referendum. 

Sul coronavirus abbiamo sentito in televisione notizie contrastanti, questa invitava a seguire la scienza, che non aveva sempre la stessa voce, e non le fake news, cioè quelle invise al potere, con lo slogan “ce la faremo” invitava ad avere coraggio e contemporaneamente invitava alla prudenza e a restare chiusi in casa; poiché la pandemia era in agguato, abbatteva moralmente e diffondeva la paura; con i suoi esperti della comunicazione, la televisione dava i numeri con statistiche che sottostimavano i contagi.

Il virus Covid-19, dal momento della sua apparizione, nel dicembre del 2019 in Cina, pare sia già mutato molte volte, il che è una novità e rappresenta una notevole minaccia per tutti; in Italia poche persone hanno fatto il tampone, anche perché non sono disponibili per tutti, per cui le persone contagiate sono molte di più di quelle accertate; tutti questi fatti renderanno più difficile trovare un vaccino contro di esso, soprattutto in breve termine.

Per l’Italia, le conseguenze economiche negative potranno accelerare la sua acquisizione e colonizzazione da parte di paesi che vogliono espandersi a suo danno; per altri, la pandemia può essere fonte di profitto come la guerra, la quale oggi non si può fare perché la bomba atomica minaccia tutta la vita della terra; quindi, in senso lato, siamo stati vaccinati da una guerra mondiale ma non dalle pandemie che potrebbero essere, con le armi biologiche, anche artificiali.

Dopo gli effetti positivi sul virus dell’eparina antitrombotica e degli antiinfiammatori, pare che allergici e asmatici siano meno colpiti dal Covid-19, l’ha affermato la Società Italiana di allergologia, l’ospedale di Verona e il Journal of Allergy degli Usa; infatti, negli ospedali, le persone allergiche o asmatiche colpite da coronavirus sono rare. Non se ne conosce il motivo, ma potrebbe dipendere dai cortisonici antiinfiammatori inalati; comunque, secondo il Financial Times, i morti per coronavirus sono, in media, almeno il 60% in più di quelli conteggiat, evviva le statistiche ufficiali.

Infine, quando ci sono terremoti, eruzioni, alluvioni ed epidemie, in televisione si fanno sentire organizzazioni che raccolgono denaro a favore dell’emergenza; ammesso che sia effettivamente una sollecitazione per nobili cause, per rispetto verso gli italiani donatori, sarebbe utile che lo stato autorizzasse la raccolta di questo denaro solo a favore di organizzazioni garantite e di alto profilo, monitorandole costantemente, anche nei loro vertici, e controllando le somme raccolte e le loro destinazioni. Purtroppo, pare che lo stato non monitora, in tabaccheria, nemmeno il gioco delle macchinette, rinunciando così a gran parte del relativo gettito fiscale; fra l’altro, il gioco d’azzardo, di qualsiasi tipo, andrebbe anche abolito.

USA

Due infermiere, una delle due qualificatasi come Sara NP, hanno affermato che negli ospedali di New York stanno provocando la morte, con i respiratori artificiali, a molti pazienti di Covid-19; perciò molte morti non deriverebbero dal virus ma dalle terapie, in ospedale, a volte, succede. Le persone affette sono ricoverate in terapia intensiva e attaccati alle  macchine per la respirazione forzata artificiale.

Il dottor Cameron Kyle Sidell ha precisato che i respiratori, per eccesso di pressione, provocano danni ai polmoni, per cui l’80% dei pazienti, sui quali sono usati questi macchinari, muore, si tratta soprattutto di anziani. Il dottor Giampaolo Palma, cardiologo dell’ospedale di Salerno, afferma che il Covid-19, a principio, attacca i vasi sanguigni e non i polmoni.

Una volta che i contagiati entrano in ospedale, i parenti acconsentono al ricovero e poi sono allontanati, quindi, i pazienti acconsentono alle cure e non possono più tornare indietro; entrati nel reparto corretto, sono automaticamente intubati. La pressione elevata procura traumi polmonari e, se i pazienti smettono di respirare, per il timore di contagio, non sono rianimati, né sottoposti a defibrillazione. Il senatore del Minnesota, Scott Jensen, ha dichiarato che gli ospedali ricorrono all’uso dei respiratori perché, per patologie del genere, ricevono maggiori incentivi economici dallo stato.

Queste morti alimentano il clima di emergenza; così gli ospedali e le RSA sono, purtroppo, diventati provvidenziali per l’eliminazione di persone considerate ormai inutili per la società ma costano a essa; guarda caso, in un ospedale italiano, medico e infermiera uccidevano dei vecchi e perciò sono finiti sotto processo, Grillo vuole togliere il voto ai vecchi e altri vorrebbero ridurre il numero dei vecchi pensionati, eppure essi, finché stavano bene, sono stati utili ai loro familiari.

Nella televisione di stato italiana, un vecchio medico si lamentava perché in ospedale ci sono troppi vecchi, in Olanda e Inghilterra affermano che gli ultraottantenni non devono essere ricoverati in ospedale, che sarebbe per loro inutile. Tanti se ne vogliono sbarazzare e, per lavori leciti o illeciti, ma in genere sottopagati, vogliono gli immigrati giovani; in faccende come queste, la televisione invita a credere alla scienza e non alle chiacchiere della gente, ai populisti o alle fake news.

La Gran Bretagna ha importato 250 ventilatori o respiratori cinesi per terapia intensiva, che si sono rivelati difettosi, perché la fornitura d’ossigeno è risultata variabile e incostante e perché non è possibili pulirli adeguatamente; cosa importante perché sono usati contro una malattia infettiva, alcuni di essi sono portatili adatti alle ambulanze ma non alle lunghe degenze.

Ciò malgrado, anche l’Italia ha importato, grazie ai buoni uffici di Di Maio, 1.000 ventilatori dalla Cina, che sono della stessa tipologia di quelli forniti alla Gran Bretagna; si afferma   che abbiano subito dei miglioramenti e che gli apposi reparti ospedalieri italiani ne abbiano attestato l’efficienza. L’ex presidente della camera, Irene Pivetti, a capo di una società, ha importato milioni di mascherine antivirus, che non sono certificate e perciò sono state sequestrate, una regione ha chiesto i danni (le donne non cambieranno il mondo!). (Per le notizie, fonte: mittdolcino.com – lacrunadellago.net – money.it – Tg Rai).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruislibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 27/4/2020)

ITALIA

Mettendo da parte fake news e isteria e psicosi alimentate dal Tam Tam della televisione, supponendo che i dati dell’anagrafe sui decessi siano abbastanza aggiornati, sembra che, a causa della pandemia, negli ultimi quattro mesi in Italia sono morte, per varie cause e coronavirus,  complessivamente 216.000 persone, mentre la media degli anni precedenti è pari a 232.000 persone.

I più colpiti sono stati anziani e ricoverati nelle RSA,  dove i morti per Covid19, in Italia e nel resto del mondo civilizzato, sono stati il 50% del totale, però in Lombardia c’è stata una mortalità tripla, rispetto alla media nazionale; è probabile che, anche negli anni passati, nelle RSA i morti sono stati un numero impressionante, come dire che gli anziani gravemente malati, muoiono facilmente e tempestivamente all’ospedale e nelle case di ricovero.

Con la pandemia, l’Italia ha avuto la mortalità più alta nel mondo, cioè 338 persone per milione, mentre la Germania, nel contenimento della pandemia, ha ottenuto ottimi risultati, senza limitare eccessivamente la libertà dei cittadini; la politica di fermo seguita dal governo italiano costerà molto cara all’economia, naturalmente a vantaggio di chi specula sull’Italia e sul debito pubblico italiano. L’ultima parola spetterà alle prossime elezioni politiche e ai processi contro le RSA. (Per le statistiche evidenziate, fonte: ilsole24ore.com).

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Prima di affrontare la pandemia, il governo Conte è rimasto inerte per circa un mese, mentre si rimproveravano alla Cina i ritardi nelle comunicazioni; Andrea Urbani, dirigente del ministero della sanità, ha detto che, il 5 gennaio la direzione generale del ministero della sanità riportava i casi del contagio da Wuhan e, in Italia, le prime polmoniti anomale si sono avute il 7 gennaio. Perciò il governo, conoscendo il pericolo dispose un primo piano.

Il 20/1 era pronto il decreto, però non si voleva creare panico nella popolazione, il 27 gennaio il ministero prescrisse il controllo di chi arrivava da Wuhan e l blocco dei voli con la Cina, ma senza applicare immediatamente un piano di emergenza e senza informare gli ospedali e le Regioni. Poi, con l’epidemia, si chiese al ministero di chiudere tutto, i materiali sanitari di presidio erano introvabili.

La Lombardia era la regione più colpita, la regione non rispondeva agli appelli dei medici e il governo taceva, il 21/2 c’è stato il primo paziente ricoverato all’ospedale di Cotogno, ma non sottoposto a tampone perché non veniva dalla Cina; i posti in terapia intensiva si sono rivelati subito insufficienti e la protezione civile chiese al direttore generale della salute, Andrea Urbani, di aumentare del 50 - 100% i posti letto per la terapia intensiva e per le malattie infettive.

Per prevenire il contagio, Salvini proponeva di chiudere tutto, ma Conte nicchiava, voleva fare solo un passo alla volta, con dei decreti, poi le regioni del nord cominciarono a muoversi da sole; in Lombarda il presidente Fontana emise un’ordinanza restrittiva, però si chiedevano deroghe per alcune attività, si associarono Veneto ed Emilia. Domenica 8 marzo aumentarono di molto i contagi, quindi Conte annunciò l’emergenza sanitaria, con 38 giorni di ritardo sui tempi utili per combattere l’epidemia.

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Un vaccino contro il coronavirus potrebbe essere risolutivo, ma richiede del tempo, il relativo virus è soggetto a mutazioni annuali, è conosciuto, nella sua specie, da 60 anni ed è ricondotto al raffreddore; questi virus sono di tanti tipi e si legano alle membrane delle cellule, era un coronavirus anche la SARS del 2002, che provocò la morte di 700 persone, sviluppatasi in ambienti ospedalieri, fu debellata in fretta e senza il vaccino.

Poi, nel 2015, ci fu il coronavirus MERS, con 500 morti, più di un terzo delle persone con la malattia moriva, anch’essa si concentrava negli ospedali, in breve sparì senza vaccino. Nel 2204 la Cina usò un vaccino sperimentale contro la SARS; quando l’epidemia sparisce, diminuisce l’esigenza di creare un vaccino, per la cui ricerca sono necessari molti soldi. Il vaccino serve a immunizzare da un batterio o un virus, stimolando la nostra reazione immunitaria, nel novecento hanno avuto successo quelli contro il vaiolo e la poliomelite.

Per allestire i vaccini, prima si fanno sperimentazioni su animali e poi test clinici su persone volontarie, il processo può durare anni, per l’Ebola il vaccino è stato approntato recentemente, per l’AIDS ancora non esiste. Il virus varia rapidamente e può rimanere inattivo, il Covid-19 è la più grande emergenza sanitaria recente, per il numero di persone colpite e, contro di esso, si stanno studiando diversi vaccini.

Potrebbe essere necessario vaccinarsi contro il Covid-19 ogni anno soprattutto gli anziani, come avviene per l’influenza, se la malattia non sparisce da sola, per ridurne la diffusione, bisognerebbe vaccinare il 65% della popolazione, con milioni di dosi di vaccino; comunque, questo non è mai efficace al 100%, gli anziani, dotati di un sistema immunitario indebolito, dovrebbero sempre fare i richiami (Per le notizie, fonte: ilpost.it – Emanuele Menietti).     

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L’amministratore delegato di Banca intesa, Carlo Messina, per ridurre il debito pubblico italiano, visti i risparmi elevati degli italiani e il loro patrimonio privato che arriva a dieci trilioni di euro, propone un bond sociale di lunga durata, anche forzoso, che porti il risparmio delle famiglie italiane verso questi titoli per un importo pari  al 20% del debito complessivo, cioè circa 500 miliardi di euro. Poiché l’Europa non vuole la mutualizzazione dei debiti pubblici, propone di investire il TFR in titoli pubblici esentasse, però, per aumentare i consumi, andrebbero meglio in busta paga.  

Questi bond, garantiti dallo stato, dovrebbero avere un rendimento accettabile, sgravi fiscali e uno scudo penale per chi reimporta i capitali dall’estero, dove ci sono 200 miliardi di euro depositati da italiani; questi prestiti fatti allo stato sarebbero destinati alla pandemia, agli investimenti e a ridurre il debito pubblico; comunque, Messina afferma che questi titoli non dovrebbero essere soggetti all’imposta patrimoniale di successione.  (Per le notizie, fonte: finanziaonline. com).

EUROPA

Il reddito pro-capite italiano è inferiore a quello tedesco, mentre la ricchezza e il risparmio privato pro-capite italiani sono maggiori di quelli tedeschi, le famiglie italiane sono proprietari della casa all’80%, anche se spesso vi pagano una rata di mutuo, in Germania sono proprietarie della casa solo il 45% delle famiglie tedesche;  in Germania, complessivamente, i debiti privati, di famiglie e aziende, sono maggiori di quelli italiani, mentre in Italia, rispetto al Pil, il debito pubblico è più alto di quello tedesco.

L’informazione drogata, per speculare sull’Italia e far salire il suo spread, ha affermato che i titoli di stato italiani sono spazzatura, cioè rischiosi però, mentre nel rinascimento, vari stati non rimborsarono i debiti contratti con i banchieri italiani, dal 1960 l’Italia ha sempre onorato i suoi debiti esteri; lo stato italiano si accollò anche i debiti esteri dei precedenti stati della penisola, altrimenti l’Inghilterra non avrebbe favorito la sua unificazione. Oggi i crediti esteri dell’Italia sono pari ai suoi debiti esteri, comunque sono esistiti anche stati falliti e  sono risorti solo quelli che sono riusciti ad affrancarsi dallo straniero, evitando così di diventare colonie o protettorati sfruttati.  

La commissione europea, in ossequio ai trattati e alla Germania, nel fissare i limiti del bilancio pubblico degli stati per il loro risanamento, avrebbe dovuto tenere conto di questi dati e non solo del debito pubblico; infatti, in Usa e Germania, a causa dell’intervento di risanamento dello stato a favore delle banche, causato dalle insolvenze private verso le stesse, hanno determinato un aumento del debito pubblico. In proporzione al reddito, Usa, Cina e Giappone hanno debiti pubblici più alti dell’Italia.

Ora la commissione europea, con una riforma del MES, progetta altri interventi a favore del risanamento delle banche, soprattutto tedesche, causato da queste insolvenze di famiglie e imprese; ignorando le proposte italiane a favore degli eurobond e di un debito pubblico comune, che normalmente vige negli stati confederati che hanno una banca centrale comune e una moneta comune.

Per ragioni storiche, economiche e culturali, i paesi non sono uguali e l’Italia, per eccesso di europeismo dei suoi governi, ha avuto il torto di non aver fatto molto per portare altri paesi dell’Unione verso queste analisi e verso le sue posizioni, perché la sua classe dirigente è, per lo più, fideista ed europeista. Adesso ci si chiede perché i risparmi italiani sono relativamente maggiori se i redditi sono più bassi.

Forse è dipeso dal fatto che lo stato italiano è stato incapace di una vera politica sociale a tutto campo, infatti, su pressione europea, ha contenuto anche le spese per la sanità e quelle per le pensioni, perciò gli italiani sostengono, a parte, notevoli spese sanitarie, soprattutto dentistiche; perciò, con il risparmio privato, i cittadini hanno ovviato all’imprevidenza dello stato di fronte a calamità, crisi economiche, epidemie e guerre; infatti, solo recentemente si è affrontata la necessità di garantire, da parte dello stato, un reddito minimo a favore dei più deboli meritevoli, cioè privi di redditi nascosti.

I cittadini risparmiano per comprare casa o un terreno e per finanziare matrimoni, malattie o funerali familiari, nella convinzione che, se si è privi di denaro, si fanno debiti e si cade nelle mani di usurai che ti rendono schiavi; accade anche agli stati usurati da altri stati, che poi s’impossessano dei loro beni. L’imposta patrimoniale è demonizzata da informazione e possidenti, però in Usa esiste un’imposta patrimoniale di successione e questo paese ha una pressione tributaria più bassa dell’Italia.

Poiché i paradisi fiscali sono difesi dalle multinazionali, bisognerebbe imporre la tassazione ordinaria nazionali sui profitti dei capitali esportati e porre un ostacolo al movimento dei capitali verso l’estero; l’imposta patrimoniale di successione potrebbe servire a ridurre il numero delle imposte, ad abbassare la pressione tributaria e a ridurre la concentrazione della ricchezza, oltre a essa basterebbero solo Iva e imposta sul reddito.

Al consiglio europeo di giovedì 23/4/2020 Conte ha proposto i recovery fund o recovery bond, con rimborso da parte dei singoli stati e garanzia della BCE, che così calmiererebbe gli spread; la condivisione del debito nascerebbe solo in caso d’insolvenza del singolo stato. I recovery bond sono titoli di debito come i coronabond e gli eurobond e sarebbero, secondo Conte, conformi ai trattati; la BCE li comprerebbe e le somme sarebbero immediatamente disponibili tra i paesi in maggiore difficoltà con il coronavirus.

Per combattere gli effetti economici della pandemia con i recovery fund o bond, al Consiglio dei ministri dell’UE del 23/4/2020, la Merkel si è detta d’accordo, ma gli stati non sono d’accordo su come finanziarli, se con sussidi o prestiti; essi avrebbero una durata di sette anni e assieme a MES, BEI, BCE e SURE, entrerebbero in servizio da giugno prossimo; però la Merkel chiede maggiori contributi agli stati, per il bilancio europeo, comunque, diversi deputati tedeschi del Bundestag hanno proposto più aiuti per l’Italia.

Per la Meloni, il MES è l’anticamera della Troika, comunque sembra che il Consiglio d’Europa non riuscirà a ridurre gli spread a vantaggio dell’Italia, perché i mercati desiderano che le cose, in questa faccenda, restino così come sono, lo aveva fatto capire anche Lagarde. Un altro problema è la monetizzazione dei debiti degli stati da parte della BCE, affrontato in parte da Draghi con il QE, che però non ha trasformato la BCE in prestatore di ultima istanza.

La Merkel non vuole la condivisione dei debiti, la loro mutualizzazione e gli eurobond, ma ha promesso un aumento del contributo tedesco alle spese, mentre per Ursula von der Leyen i recovery bond dovrebbero essere solo obbligazioni per finanziare la ripresa dopo il Covid19. Conte si è fatto ascoltare al Consiglio europeo e, alleato con Francia e Spagna, ha avuto un certo successo, è la prima volta che accade da quanto l’Italia è dentro l’UE.

Pertanto, confermato il sostegno europeo a Mes, Sure e Bei, il consiglio europeo ha deciso un ennesimo rinvio delle decisioni, l’Austria non vuole contributi europei per l recovery fund; per essa, come per gli usurai, solidarietà significa solo prestiti, che però l’Italia, previa verifica dei tassi dettati dagli spread dei mercati, non ha difficoltà ad attivare anche da sola, in Italia e all’estero.

I nemici dell’Italia e gli agenti italiani collaborazionisti dello straniero, affermano però che i suoi titoli pubblici sono spazzatura e che è un rischio che le banche italiane ne detengano per centinaia di miliardi di euro; ma queste usano i BTP come riserva di liquidità, per il loro reddito e per speculare, a causa delle fluttuazioni del loro valore, sulle loro plusvalenze. Comunque, si ha l’impressione che, così come stanno le cose, senza l’Italia l’UE si scioglie, lo avevano fatto capire anche i tedeschi, il che significa che, diversamente dall’opinione dei dirigenti politici italiani succubi dello straniero, l’Italia non è un paese irrilevante.

L’Italia ha risparmio, credito all’Interno e all’estero ma, in una situazione come questa, con l’economia bloccata, assieme ad altri paesi europei con meno credito, potrebbe attingere al credito europeo, però formulato in maniera accettabile. La Germania ha un po’ di miopia a negare i debiti comuni perché, se vuole costruire un impero (Europa fa rima con Germania, oppure si scrive Europa e si pronuncia Germania), l’unica strada è far indebitare mutualisticamente gli stati, tramite gli eurobond, con la BCE che, purtroppo, è controllata dalla Germania; Salvini, anche se si è avvicinato alla chiesa, lo ha capito.

In UE, la Lega si è espressa contro gli eurobond o coronabond e contro il MES, invece Conte sostiene gli eurobond e un debito condiviso, ma non il MES, che all’Italia non conviene attivare; sostengono la proposta di Conte, Francia, Spagna e altri sei paesi, con l’opposizione di Germania, Austria, Finlandia e Olanda; però i verdi tedeschi sono a favore degli eurobond. In Italia, hanno votato contro gli eurobond o coronabond, Lega e Forza Italia, mentre ha votato a favore Fratelli d’Italia, il PD (il partito degli ex partigiani) sostiene le posizioni della Germania.

La Lega ha votato contro gli eurobond perché sarebbero un debito con garanzia, non dell’Europa, ma verso l’Europa, al suo posto Salvini propone titoli di stato, con agevolazioni fiscali, sottoscritti dagli italiani e garantiti dal governo italiano e dalla BCE; ma fino a ora l’Italia, per le sue garanzie patrimoniali, per indebitarsi, non ha avuto bisogna della garanzia della BCE; la Francia considera i BTP i migliori titoli di stato del mercato, infatti, ne possiede per 300 miliardi di euro.

Per Salvini gli eurobond corrispondono alla cessione totale di sovranità italiana all’UE, mentre la BCE, emettendo moneta e comprando BTP, dovrebbe essere, come le altre banche centrali, solo prestatore di ultima istanza. Salvini, in cambio di BTP, vorrebbe chiedere soldi agli italiani perché in Italia esiste molto risparmio, perciò propone un’emissione straordinaria di buoni del Tesoro e BTP, perché i prestiti dell’Europa, com’è stato fatto con la Grecia. servono a rendere schiavi i paesi e a imporre Troika e privatizzazioni.

Per fare cassa, Salvini propone anche un condono fiscale ed edilizio, avallando così irregolarità dei cittadini; discutibilmente, ne sono stati fatti tanti in Italia, ma forse Salvini, ha delle motivazioni valide al riguardo, che l’informazione, dando mezze notizie, non vuole dare. Per favorite l’indebitamento verso l’Italia e non verso l’Europa, occorrerebbe anche che l’emissione di una moneta nazionale fosse fatta non dalla banca d’Italia, che è privata perché partecipata da banche private e quindi dai mercati, ma fosse fatta direttamente dal Tesoro, con dei biglietti di stato e non di banca, in tal modo, il Tesoro non avrebbe nemmeno bisogno di emettere titoli di stato in contropartita.

Per non cadere dalla padella sulla brace, bisogna sempre tenere presente che le nostre maggiori istituzioni sono controllate indirettamente dall’estero e non dagli italiani o dai loro rappresentanti eletti. Dal 1945 l’Italia non è uno stato sovrano ed è una falsa democrazia, chi perde la guerra mette ai suoi soldati le divise dei vincitori, presta loro, gratuitamente, le sue basi militari e fa le sue guerre, assecondando i mercati, dietro i quali sono i vincitori.

Conte è andato al consiglio europeo del 23/4/2020, senza un mandato parlamentare, perché anche la maggioranza di governo è divisa, infatti, il M5S è contrario al MES e Conte, sulla materia, è ambiguo. Qualche cosa di simile accadde alla fine degli anni settanta, con la nascita dello SME e dell’ECU, allora la sinistra, che era una cosa diversa da quella attuale, si era detta contraria, ma il governo centrista di Andreotti, in cambio di una maggiore oscillazione della lira, alla fine aderì alla riforma.

Nel 1981 ci fu il divorzio tra Tesoro e banca d’Italia, la decisione fu presa in solitaria dal ministro del Tesoro Andreatta, infatti, il parlamento fu informato a cose fatte, perciò Formica fece cadere il governo Spadolini. Nel 2002 ci fu la partecipazione italiana all’euro, per contenere il deficit di bilancio al 3%, come previsto dal trattato, il governo Prodi introdusse la tassa per l’Europa, allora vista miopemente, da politica e informazione italiana, più virtuosa dell’Italia.

Perciò in seguito, per le varie riforme, il governo di turno asseriva sempre “ce lo chiede l’Europa”, perciò la fece cadere in discredito verso gli italiani che diventarono dai più europeisti, i più sovranisti o euroscettici dell’UE. In Europa l’Italia ha fatto la comparsa e non ha mai posto il veto sulle scelte degli euroburocrati, perché vi dominano Germania, poteri forti e lobby. Gli altri paesi occupavano poltrone importanti, mentre l’Italia si nutriva solo di fede nell’Europa, poi, per fortuna, riuscimmo a piazzare Draghi alla guida della BCE.

Con i suoi abusi, la Germania ha continuato a sforare nel commercio estero, a salvare le sue banche, diritto che poi negò all’Italia per le se banche, misconoscendo il peso negativo dei suoi derivati e dei debiti privati; per favorire la speculazione con il rialzo dello spread sui titoli di stato italiani, tramite i suoi agenti europei, puntava il dito solo sul debito pubblico italiano, mentre tollerava il paradiso fiscale Olanda, di cui beneficiano anche capitalisti tedeschi.

A carico dell’Italia, si applicavano multe e indirizzi discriminanti in agricoltura; quest’atteggiamento di Germania e soci come Olanda e Austria, era incoraggiato dal fatto che l’Italia era diretta da governi deboli e di breve durata, da una burocrazia farraginosa, da legislazione e giustizia inadeguate e lente; perciò non era nemmeno capace di utilizzare i fondi nazionali ed europei, stanziati a  favore della sua economia e ora ha il coraggio di chiederne degli altri contro l’epidemia.  Non bisogna mai dimenticare che la mafia, rinfacciata dall’estero agli italiani,  per difendere i suoi sporchi affari, sì è spesso alleata con lo straniero o con le banche straniere dove ricicla.

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Secondo alcuni, per i mercati finanziari, il peggio deve ancora arrivare, però potrebbe essere una fake new per aiutare la speculazione; l’economia è basata sui consumi e il calo del prezzo del petrolio è dovuto al calo della domanda, anche a causa del Covid-19, perciò in Usa si è proposto di dare 2.000 dollari al mese a quelli con reddito inferiore, il che potrebbe favorire l’inflazione che, associata alla recessione, si chiama stagflazione, ma favorirebbe anche la riduzione dei debiti.

Oggi nel mondo, i debiti totali oggi sono pari a 253.000 miliardi di dollari, cioè il 322% del Pil mondiale, vuol dire che l’Italia, non diesa dalla sua classe dirigente, con il suo previsto 250% di debito a causa del coronavirus, più i pochi debiti privati, rispetto a Germani e Olanda, è un paese virtuoso, ma sempre sotto tiro dei mercati che vogliono speculare sulla sua economia. Il reddito universale americano probabilmente svaluterebbe la moneta, ridurrebbe il debito e farebbe aumentare il valore dell’oro che l’Italia possiede nelle sue riserve; ma pare che anche il monte Rosa contenga la miniera d’oro più grande del mondo, l’oro è arrivato 1.800 dollari l’oncia.

La Germania vorrebbe farci adottare il MES, accettato dai paesi dell’Unione nel 2012, dopo la crisi dei subprime del 2008, questo MES richiede la ristrutturazione del debito che lo spread, fino a oggi, in Italia ha fatto aumentare. In Grecia, le misure di risanamento imposte dalla Troika fecero morire molti bambini, eppure, l’apposita commissione europea creata appositamente per il contenimento delle fake news, non ne ha parlato; silenzio stampa e mezze notizie servono a non dare spazio agli euroscettici, ma alla propaganda e alla fede nell’UE.

Il presidente della commissione europea, Ursula von der Leyen, ha chiesto scusa all’Italia verso la quale le colpe dell’UE sono notevoli, anche se avallate dagli europeisti italiani; comunque, in Olanda e Germania i cittadini hanno già ricevuto i contributi statali contro l’epidemia, mentre in Italia ancora no e il suo governo è in attesa che Bruxelles decida per l’Italia.

In Italia l’industria turistica, che produce il 35% del Pil, è ferma, il neo-europeista, Berlusconi, già maltrattato dall’UE, ha accettato i 36 miliardi di euro del MES per la pandemia, ma senza condizioni, secondo il solito stanco ritornello, il che potrebbe aprire la strada alla ristrutturazione del nostro debito e alle ingerenze dei mercati e della Troika sull’Italia; quest’ultima, passata la pandemia, si potrebbe far sentire anche sui tagli alla sanità.

Infatti, in Grecia, dal 2009 al 2012, la spesa per natalità e maternità è stata ridotta del 73%, quella per la salute mentale del 50%, sono stati ridotti gli stipendi dei sanitari, i suicidi sono aumentati del 40%; a causa del peggioramento delle condizioni sanitarie, anche senza il coronavirus, migliaia di pazienti sono morti; sono cresciuti HIV e tubercolosi e il paese è costretto a ospitare immigrati rifiutati da altri paesi dell’UE, naturalmente, sempre con scorse informazioni da parte dell’informazione e della politica europeista.

Grazie alle crisi economiche, militari, politiche, sanitarie e ambientali, è facile che i paesi si rassegnino a cedere parti di territorio o di sovranità e imprese e che siano costretti a cadere sotto il controllo d’imperi in espansione, con svendita di patrimonio pubblico e privato; infatti, quanto si ricevono aiuti perché si ha l’acqua alla gola, non si può scegliere non si possono imporre condizioni, il risultato è la fine della democrazia nata in Grecia. (Massimiliano Bonavoglia - sinistrainrete.info).

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 20/4/2020)

ALLA RICERCA DELLA SALUTE

Ormai è risaputo, ma l’informazione ne parla poco, che l’allevamento animale inquina aria e acqua, più del carbone e del petrolio; però, alcune fake news di stati in competizione attribuiscono la colpa del coronavirus a Usa, Israele e Cina, quest’ultima è accusata di aver disperso, per errore, il virus, da un laboratorio sperimentale di Wuhan che, nella ricerca di un vaccino, manipolava il virus dell’Aids. in generale, le fake news sono notizie invise al potere e ai suoi tirapiedi. Visto l’esito infelice del virus sui ricoverati nelle RSA, ora si chiede, da settembre prossimo, la vaccinazione obbligatoria degli anziani contro l’influenza.

Comunque, pare che i liquami degli allevamenti fatti in ambienti chiusi, sparsi nei campi e nebulizzati con l’acqua, contengano diversi patogeni, cioè batterie e virus, incluso il corona (da segnalazione della trasmissione televisiva Report RAI 3); la dispersione è aiutata dalla pressione atmosferica, dai venti e dalla pioggia, anche a tanti chilometri di distanza e il coronavirus è duro a morire, perciò è stato preso anche da cadaveri.

Ad ogni modo, per tranquillizzare gli allevatori e i carnivori, il professor Peter Forster dell’università di Cambridge, ha rilevato che, a causa di diverse mutazioni del Covid-19, oggi esistono tre tipi di coronavirus, il tipo A, apparso a Wuhan in Cina, tra il 20 e il 25 novembre dell’anno scorso, con una mutazione di quello dei pipistrelli, (ma il nobel in medicina Montagnier, che è un ricercatore contrario ai vaccini, anticipa la data a settembre). Questo nuovo virus avrebbe fatto il salto di specie sull’uomo; il tipo B  rappresenta una mutazione successiva ed è presente in Cina e il tipo C, arrivato in Italia da Shanghai, via Germania, e poi in Europa e Asia, mentre in Usa esistono tutti e tre i tipi di virus. (money.it). 

Trump rimprovera all’OMS di non aver affrontato a dovere la pandemia e la Cina di averla diffusa, saremo fortunati se, con o senza vaccino, riusciremo a debellarlo presto. L’uomo mangia volentieri la carne perché ne è dopato o assuefatto a livello cerebrale, come quelli che fumano, bevono tanti caffè o tanto alcool e poi ne pagano il prezzo in malattie; però anche alcuni suoi batteri intestinali gradiscono la carne. Quando cinesi e indiani consumeranno tanta carne come gli americani, aumenterà l’inquinamento e sarà un  problema trovare mangime per gli animali da allevamento.

In passato, l’uomo, a causa dei cambiamenti climatici e della carestia, si orientò anche verso il consumo della carne, perché rimasto senza frutta e vegetali. Infatti, dai reperti fossili di animali vissuti milioni di anni fa, gli scienziati stabiliscono, dall’esame dei loro denti, cosa mangiavano e, guarda caso, l’animale che oggi ha i denti più simili all’uomo è una scimmia che mangia solo frutta. Il fatto è che l’evoluzione biologica è molto più lenta di quella culturale e di quella alimentare, perciò il fisico dell’uomo non si è ancora completamente adattato alla dieta carnivora.

Infatti, l‘uomo ha nello stomaco meno acido cloridrico dei carnivori, ha reni e fegato, in proporzione, più piccoli dei carnivori, l’intestino più lungo dei carnivori, manca dell’enzima uricasi dei carnivori, che aiuta la digestione della carne, è attratto dai profumi dei campi, dei fiori e della frutta, mentre i carnivori sono attratti dall’odore del sangue. Altri onnivori come l’uomo hanno fatto strada nel consumo della carne, però l’orso ha i canini dei carnivori ma ha i molari diversi da quelli dei carnivori, perciò deve scuoiare le prede con le unghie; la tartaruga marina non è ancora assuefatta, come lo sono i pesci, al sale marino e perciò, quando arriva a terra, lo espelle dagli occhi con il muco.

L’iguana marino si libera del sale, una volta arrivato a terra, con degli starnuti, anche il muco umano contiene del sale, alleggerendo così il peso degli organi emuntori, cioè reni e fegato che se ne vogliono sbarazzare. Poiché i cibi hanno tempi di digestione diversi, l flora batterica intestinale è specializzate per cibi diversi e la carne richiede più tempo per la digestione;  l’orso, che è onnivoro, non mischia i cibi nello stomaco, invece l’uomo, per digerirli prima, li cuoce anche e li conserva in vario modo, riducendone il valore nutrizionale, perciò si riempie lo stomaco, rendendo più costosa la digestione.

E’ un fatto che, quando l’uomo compra un animale da compagnia, chiede al venditore cosa mangia, per l’uomo questo dovrebbe risponderebbe, mangia tutto; le donne,  praticamente, hanno la podestà esclusiva sui figli, danno loro l’imprinting iniziale, soprattutto insegnando cosa mangiare; in pratica, a danno della loro salute, li abituano a mangiare carne.

E’ soprattutto dall’alimentazione che deriva la nostra salute, ma anche dalla temperatura esterna e dall’igiene, le malattie cardiovascolari e al colon derivano soprattutto dal consumo eccessivo di carne, la stitichezza è il primo sintomo; poi c’è l’insonnia, che deriva dalla difficoltà di digestione, ma vista come una fatalità, nessuno si chiede se possa dipendere da ciò che si è mangiato la sera o se si è mangiato troppo. Insomma, l’uomo non è ancora biologicamente assuefatto al consumo di carne e tante patologie ne sono la conseguenza.

Viste le distanze tra le stelle, al momento è assurda una comunicazione radio con gli alieni, ai quali però, se fossero presenti sulla terra, senza averne timore, mi piacerebbe chiedere, poiché sono esseri evoluti, cosa mangiano e quali sono la loro organizzazione economica e le loro istituzioni politiche e sociali. Gli alimenti vegetali contengono diversi minerali buoni per l’organismo, l’acqua, che favorisce le reazioni chimiche, è solvente e purificante; per le piante, il calore del sole è un fattore di crescita; con l’aiuto dell’ossigeno, l’uomo e gli animali metabolizzano queste sostanze, producendo energia, i vegetali ci danno anche vitamine ed enzimi.

Però i prodotti vegetali contengono minerali organici o colloidali, non cristallini, perciò più facilmente assimilabili dal corpo; fra l’altro, si dice sempre che gli aminoacidi delle piane, derivati dall’azoto, sono i mattoni delle proteine, ebbene, il corpo umano, per digerire le proteine animali, deve prima trasformarle in aminoacidi; questo fatto fa capire che il cibo più adatto all’uomo è di natura vegetale.

Nel 2001 l’università d Cambridge fece una ricerca su un campione di 20.000 persone dei due sessi, di tutte le età e condizioni sociali, per accertare quali vivessero più a lungo e in buona salute, risultò che vegetariani e vegani erano i più fortunati; ciò malgrado, l’informazione, per non danneggiare allevamenti e industria casearia, ne parlò poco.  Anche le mezze notizie sono false notizie, lo stato incorre spesso in questo vizio, in Italia finanza stampa e televisione, ciò malgrado, vegetariani e vegani sono già otto milioni e aumentano.

Poi c’è la questione del maltrattamento degli animali da carne, per come sono allevati e uccisi, fortunati gli animali che sono uccisi con una fucilata, durante una caccia, il trattamento degli animali da carne non è degno dell’uomo civile; il consumo di carne favorisce la crescita degli ormoni cerebrali che rendono l’uomo incline alla violenza, infatti, se i carnivori cacciatori non sono violenti, assassini e predatori, non mangiano.

L’OMS ha dichiarato che stanno per scattare le condizioni, previste in contratto, per ridurre del 16,7%, a causa della pandemia del Covid19, il rimborso delle pandemic obbligazioni emesse dalla banca Mondiale nel 2017 contro la Sars, con l’annullamento, in alternativa, delle obbligazioni al 100%¸ ovviamente, trattasi di obbligazioni speculative, con interessi mensili ad alto rendimento. Queste organizzazioni internazionali, dalle quali Trump sta uscendo, fanno rilievi agli stati, favoriscono le speculazioni e garantiscono privilegi economici ai loro membri.

Il risparmio dovrebbe esser devoluto ai paesi più poveri colpiti dalla pandemia, in fondo, la BCE ha voluto anche espropriare gli utili delle banche destinati agli azionisti; nell’operazione sono coinvolte la Banca per la Ricostruzione e lo Sviluppo e la Banca Mondiale. L’esito dell’operazione o il mancato rimborso dipende da un certo  numero di persone morte e, a conti fatti, è stato raggiunto, perciò il mancato rimborso e l’aiuto ai paesi poveri colpiti dalla pandemia dovrebbero essere riconosciuti a luglio del 2020.  

EUROPA

L’ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder si è dichiarato favorevole agli eurobond, sui quali esiste anche un ripensamento dei vertici dello Spd, i cui economisti, fino a ora, avevano poco peso rispetto agli ordoliberisti della Cdu; con il nuovo governo Merkel, sembra che qualche cosa stia cambiando, infatti, iI nuovo ministro delle finanze, Scholz, dello Spd, ha sostituito il capo economista del suo predecessore Schauble, con uno aperto agli eurobond. 

Per favorire la ripresa, ora al Bundestag si chiedono più investimenti, con una strategia condivisa con i sindacati e con la confindustria, contando anche sulla collaborazione di economisti keynesiani favorevoli agli eurobond. Però Scholz non ritiene di doversi impegnare su questa scelta invisa ai tedeschi, anche perché lo Spd perde voti; tuttavia,  difende il MES ed è convinto che, prima o poi, la Merkel, per affrontare la pandemia, dovrà accettare gli eurobond.

Al parlamento europeo la maggioranza si è espressa anche contro i coronabond. Al riguardo, la politica italiana è divisa tra europeisti e italianisti o nazionalisti; la sorte di paesi caduti nelle mani di altri paesi è dipesa sempre dalla collaborazione pagata di dirigenti dei paesi destinati a essere dominati; in genere, si tratta di personaggi intenzionati a fare carriera e a trarre vantaggio economico, politico o di potere da questo loro tradimento.

ITALIA

Il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha polemizzato con il ministro per i rapporti con le regioni, Francesco Boccia, cha ha invitato i governatori ad assumersi le loro responsabilità contro il coronavirus; Zaia ha affermato che la fase due per il rientro dalle segregazioni, già esiste ed è stata decisa dal governo, seguirà una terza fase, dividendo l’Italia in tre zone, il nord dovrebbe tornare alla normalità per ultimo, la regione Lombardia, per il numero dei morti, è sotto accusa. Ma c’è chi chiede una riapertura simultanea di tutte le regioni.

Diversi paesi hanno riaperto le fabbriche e probabilmente, a fine  maggio, lo faranno tutti, Zaia ricorda che, in Veneto, la chiusura per tutti i lavoratori non c’è più, perché il governo ha delegato alle prefetture le deroghe a favore delle imprese  che, d’accordo con i lavoratori, vogliono riaprire, perciò il Veneto si è adeguato con il silenzio assenso. In Veneto l’epidemia è in calo, ma ci potrebbe essere un ritorno della fase acuta, forse a settembre, la quale richiede diversi giorni di ospedalizzazione.

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Conte è contrario a un governo di tecnici, ma ci sono proposte per la sostituzione di Conte con Vittorio Colao o Mario Draghi, entrambi filoamericani, (I nostri governi e i nostri presidenti si decidono anche all’estero. LA SOVRANITA’ DEL POPOLO E LA DEMOCRAZIA SONO UNA BURLA!). Colao, ex manager di Vodafone, è sostenuto dalla corrente cattolica del PD, dall’informazione mainstream, dal mondo bancario, da Francia e Germania, che hanno come portavoce Enrico Letta; però il mondo politico suddetto ha rapporti cordiali anche con la Cina, sostenuta soprattutto dal M5S. Draghi, come capo del governo, a causa della crisi, forse potrebbe puntare su un governo di unità nazionale, ma difficilmente riuscirà nel’impresa, potrebbe anche puntare a succedere, al momento debito, a Mattarella che, per assecondare papa Francesco, pare si sia avvicinato alla Cina che, fino a ora, rifiutava rapporti con il Vaticano.

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Ci si chiede se conviene all’Italia, per affrontare la crisi sanitaria, accedere al MES, c’è però chi vuole accedere agli aiuti del MES, ma senza condizioni, cosa significa? Il MES è nato nel 2012, con un capitale di oltre 700 miliardi di euro, l’Italia ne ha una quota del 17,7%, ma ne ha effettivamente versati 14,3 miliardi; però ne ha versati altri 60 per salvare alcuni in paesi in dissesto e i loro creditori, cioè Francia e Germania, fino a ora, l’Italia non ha mai visto tornare indietro i suoi soldi, a scopo di aiuto o risanamento.

Pertanto, l’intervento del MES contro la pandemia richiede, da parte degli stati, risorse aggiuntive nazionali, oltre l’impegno incondizionato e irrevocabile con l’UE, a versare, entro sette giorni dalla richiesta, la somma richiesta a ogni stato per gli interventi. Germania e Francia, in considerazione della loro percentuale di voti, trascinando altri paesi, riescono sempre a determinare la maggioranza, imponendo i loro indirizzi. Sono cose che succedono anche nella politica interna dei partiti italiani.

Il finanziamento in aiuto a ogni stato, anche fatto assieme ai coronabond comunitari, non può superare il 2% del PIL, per l’Italia 37 miliardi di euro, che però non basterebbero e perciò questa dovrebbe anche ricorrere, autonomamente, al mercato finanziario, mentre l’onere dei coronabond dovrebbe essere rimborsato, pro quota, dagli stati, forse senza interessi; in pratica, aumenterebbe notevolmente il debito pubblico italiano. Cioè, non si tratta di una graziosa elargizione, perché l’Italia dovrebbe restituire miliardi, anche considerata l’attuale caduta del Pil del  9%, questa non è solidarietà.

Accedere a questo finanziamento implica anche l’accettazione della riforma del trattato del MES, che prevede anche la risoluzione delle crisi bancarie dell’Europa settentrionale, prevede che le difficoltà delle banche, derivanti da insolvenze private, debbano essere sanate dall’UE grazie a un fondo comune di sostegno finanziario alle banche. L’Italia ne beneficerebbe poco perché nel paese prevalgono i debiti pubblici su quelli privati, però il meccanismo farebbe aumentare ancora di più, ma a vantaggio di altri paesi,  il debito pubblico italiano.

La BCE, diversamente dalle altre banche centrali, non può finanziare direttamente gli stati con gli eurobond ma, con i contributi degli stati e con la sua funzione monetaria, cioè con il QE, finanzia le banche. In tal modo, l’UE interviene a difesa delle attività finanziarie e speculative, in pratica, la riforma del MES è stata ideata per questo scopo e non per fronteggiare la pandemia di Covid-19. (Per le notizie, fonte: Gaetano Caputi – startmag.it).  

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;    viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 13/4/2020)

EUROPA

Perché l’Italia deve indebitarsi con SURE, BEI e MES? Indebitarsi in questo modo mette sotto controllo le finanze italiane, invece potevano indebitarci in BTP acquistabili volentieri da italiani e stranieri, da banche e privati e dalla BCE; in quest’ultimo caso, con interessi che ci tornano indietro come dividenti di bankitalia, poi trasferiti in gran parte al Tesoro italiano, si parla di cioè circa 7,8 miliardi di euro nel 2019.  Per gli eurobond, ci si obietta che non c’è tempo, perché il coronavirus urge, ma questo potrebbe scemare in qualche mese; con la diminuzione dei contagi, il governo ha già un piano di rientro dalla crisi e probabilmente, dopo Pasqua, riapriranno prima le imprese.

La Germania, tramite suoi agenti italiani ed europei, sedotta dall’Italia, spasima per mettere le mani sull’Italia e sui suoi tesori, perciò è parso che, con un governo di un’evanescente sinistra, ci stesse riuscendo. Larga parte della politica italiana e degli italiani è diventata euroscettica e anche Mattarella sta aprendo gli occhi, mentre Conte, con l’emigrazione e la pandemia, si è apparentemente avvicinato alle tesi sovraniste, ma tiene sempre a distanza Salvini e Meloni.

All’’eurogruppo del 7/4/2020 non si è trovato l’accordo ed è stato rimandato tutto, Conte, Gualtieri e funzionari del Tesoro si sono dichiarati scettici verso il MES e hanno chiesto gli eurobond, mentre il parlamento italiano non ha espresso alcun indirizzo in merito, né è stato sentito dal governo; ma potrebbe essere il solito stile di autosufficienza di Conte verso l’opposizione, della quale non si valutano o accettano nemmeno gli emendamenti alle leggi sul coronavirus o altre proposte.

Il SURE di Ursula von der Leyen è presentato come un’assicurazione contro la disoccupazione, quanto si tratta di un prestito su garanzie, con un premio che, complessivamente, potrebbe essere superiore al risarcimento. Esso può prestare fino a 100 miliardi complessivi, i paesi richiedenti dovranno concedere garanzie ai mercati, tra i quali è sicuramente anche la Germania. In pratica, daremo garanzie perché la commissione trovi risorse nel mercato e ce ne presti una parte, con suo sindacato sull’impiego delle somme prestate.

Il fondo della BEI, di cui l’Italia è azionista al 19%, serve a mobilitare 200 miliardi di euro per prestiti alle imprese da parte dell’’UE, naturalmente assistiti da garanzie; poiché il suo bilancio dispone di 140 miliardi di euro l’anno; per il fabbisogno, la BEI dovrà rivolgersi ai mercati, naturalmente, dietro garanzie. In un’intervista al quotidiano tedesco  Bild, Conte ha chiesto anche un ammorbidimento delle regole di bilancio, altrimenti ogni paese farà da se, ma potrebbe essere solo una manfrina; se la minaccia fosse vera, potrebbe portare alla fine di euro e EU; a causa del coronavirus, Cina e Usa hanno messo a  disposizione il 13% del loro Pil.

La Germania non vuole gli eurobond e vuole tornare al più presto all’austerità, perciò, con una scusa, il presidente del MES, Regling, ha affermato che non c’è tempo per affrontare il tema degli eurobond, mentre il MES può emettere immediatamente obbligazioni e prestare denaro, cioè può prestare 410 miliardi di euro a tutta l’eurozona, naturalmente, previa adeguata disciplina di bilancio e garanzie.

Poiché il governo, a causa della crisi del coronavirus, sta ponendo le basi per un aumento del deficit di bilancio e del debito pubblico, con il peggioramento dei conti pubblici, comanderanno i creditori, tra essi sarà sicuramente la Germania, che ha tanta disponibilità valutaria derivante dai suoi attivi commerciali. Trump, informato dai servizi segreti, afferma spesso che l’Italia ha sbagliato ad aderire all’UE, perché è destinata a diventare un pollo spennato.

Di concerto con Commissione europea, BCE e FMI, il trattato del MES pone condizioni rigorose; perciò Conte e Gualtieri affermano che il MES, che non ha niente in comune con il piano Marshall evocato da Ursula von der Leyen, è inadatto nell’attuale forma e perciò lo vogliono senza condizioni e assistito dagli eurobond. Questi meccanismi infernali, messi a punto dalla Germania, tramite i suoi agenti occulti di altri paesi, possono servire a far fallire l’Italia o a far saltare l’eurozona, qualcuno è già pronto prendersi i suoi brandelli.

All’eurogruppo partecipano anche funzionari del Tesoro, il senatore Bagnai ha accusato Conte, Gualtieri e i funzionari del Tesoro di svendere l’Italia, perché il documento europeo da firmare non elimina, come promesso da Conte e Gualtieri, le condizioni capestro, né le firme al protocollo d’intesa; perciò il deputato leghista Borghi ha protestato presso il presidente della camera Fico, invocando l’articolo 5 della legge 234/2012, che prevede consultazione preventiva e informazione alle camere. Al riguardo, Mattarella non ha niente da dire.

Fortunatamente, alcune condizioni capestro pare siano state eliminate; la democrazia non è messa a rischio solo da Orban, le misure prese dal governo contro il coronavirus non sono sempre conformi alla democrazia, il MEF si muove in maniera difforme dalle indicazioni ufficiali e attuali del governo italiano; questo in precedenza, per antipatia verso Salvini, era d’accordo, ma sotto banco, con i registi dell’UE, anche in spregio alle prerogative del parlamento, cioè mettendolo di fronte al fatto compiuto.

Da parte della politica, si parla sempre di crisi di liquidità, ma le imprese ferme per il coronavirus o con costi superiori ai ricavi, sono in realtà in perdita; la crisi liquidità si ha invece, anche se si hanno profitti, quando i pagamenti sono più ravvicinati rispetto agli incassi. Ora, senza gi aiuti del governo, è meglio parlare di calo dei consumi, della produzione e dell’occupazione.

La richiesta tedesca, accolta dal governo italiano, di sospendere la distribuzione degli utili di banche e imprese, può essere un errore, perché alcune imprese sono attive e altre passive; il profitto è anche un misuratore d’efficienza e, in azienda, può servire a fare investimenti interni, altrimenti, abolendo tutti i profitti, si può attuare una collettivizzazione delle attività economiche o la chiusure delle stesse, a vantaggio dei creditori.

La Germania ha anche chiesto di impedire alle banche di acquistare azioni proprie, queste lo fanno per sostenerne le quotazioni, ma anche per speculare sulle loro variazioni di quotazione, magari anche, con l’aiuto dell’informazione controllata. Tuttavia è probabile che la Germania, impedendo a Banca Intesa di acquistare le sue azioni e i BTP, voglia riservarli alle sue banche decotte, per un aiuto economico e per una loro scalata alla suddetta banca. L’UE, a trazione tedesca, contiene diverse trappole per l’Italia.

La BCE, estendendo il QE a vantaggio d’imprese e famiglie, cioè accettando allo sconto prestiti privati, aiuta anche l’indebitamento privato dell’Europa settentrionale, spesso insolvente; avviene ciò mentre la Germania chiede rigore all’Italia, a causa del suo debito pubblico. Dobbiamo imparare a riconoscere che anche negli altri paesi, come in Italia, esistono furbizia e mancanza di serietà; da Carlo Magno a oggi, in Italia la penetrazione  dello straniero è stata aiutata da chiesa, mafia, politica e affari, tutti italiani. La mafia ricicla alla grande in Olanda e Germania, ossequiata dalle banche di quei paesi,. 

Conte ha affermato che la riforma del MES, che contiene condizioni più pesanti del precedente, non è stato firmato dall’Italia, pertanto va rivisto e bisogna insistere con gli eurobond; con il MES, la Germania ha comprato la Grecia e vorrebbe farlo anche con l’Italia, perciò potrebbe farlo anche con il vecchio MES accettato da Monti. La pandemia da coronavirus produce gli effetti di una guerra, che favorisce l’arricchimento di paesi e banche e persone, a detrimento di altri, perché la pauperizzazione, favorita dalle misure economiche contro l pandemia del nostro governo, favorisce l’indebitamento e la svendita del patrimonio personale e nazionale.

ITALIA

A causa del coronavirus, l’Italia, poiché gli altri paesi europei hanno chiuso le frontiere, come chiedeva Salvini, ha chiuso i porti, è però notevole il fatto che, da parte dell’UE, sono stati anche sospesi diversi trattati, in precedenza difesi dagli stati e poi messi da parte dagli stessi. E’ stato sospeso il trattato di Schengen sulla libera circolazione delle persone, inoltre, il patto di stabilità, il fiscal compact e l’austerità.

Si è bloccato alle frontiere materiale sanitario diretto in Italia, 14 paesi hanno reintrodotto controlli alle frontiere, l’Austria è stato il primo stato a chiudere il Brennero, causando ritardo nelle consegne delle merci; sono stati eliminati i limiti ai deficit di bilancio, al patto di stabilità e al Fiscal compact, che prevedono deficit massimo al 3% e debito pubblico al 60% del Pil. Finita la crisi, secondo i desideri tedeschi, dovrebbe tornare l’austerità, ma il condizionale è d’obbligo.

I finanziamenti europei al QE sono pari a 750 miliardi di euro, con 100 miliardi contro la disoccupazione, è stata allentata la regolamentazione sugli aiuti di stato e concessa liquidità alle imprese per centinaia di miliardi di euro, con prestiti, a basso interesse, fino al 100% della spesa; è stata promessa maggiore flessibilità del bilancio dello stato a favore dell’economia e promessi aiuti alle banche per l’economia reale. Gran parte di questi soldi, andrà sicuramente in aiuto delle banche tedesche in difficoltà perché immerse nella speculazione dei derivati.

Accantonando gli eurobond, che non sono nemmeno nominati nell’ultimo vertice dell’eurogruppo, è stato trovato un  accordo per la riforma del MES, eliminando alcune  condizioni e promettendo bassi interessi sui prestiti, comunque finalizzati alla lotta al coronavirus; integrando le misure del MES a quelle della BEI, del SURE e della BCE con il QE. Il MES garantirà i crediti fino al 2% del Pil dell’eurozona.

L’Italia, senza porre il veto al rinnovo del MES, avrebbe dovuto uscirne, facendosi restituire i soldi da essa versati per il suo fondo di dotazione. Ora il nuovo MES è definito light, a causa dei bassi tassi e senza condizioni onerose; all’Italia andranno 39 miliardi di euro, pari al 2% del suo Pil, con rimborso in 10 anni, il che potrebbe spingere lo stato, per il rientro nei parametri, a nuova austerità su pensioni, Iva, risparmio e tasse in generale.

Per la Meloni, Conte e Gualtieri hanno solo fatto finta di alzare la voce e perciò li accusa di tradimento, Salvini ha annunciato una mozione di sfiducia contro Gualtieri e afferma che gli interessi sono, in realtà, a discrezione dei creditori; perciò paventa la tassazione dei risparmi, che in Italia sono notevoli, così il governo non troverà più compratori italiani per i suoi titoli e si dovrà rivolgere agli speculatori stranieri che reclameranno, assistiti dalle società di rating, interessi più alti.

Per fronteggiare pandemia e crisi economica, il piano complessivo dell’UE, secondo la girandola delle cifre, pare che preveda una spesa complessiva di circa 1.000 miliardi di euro; per Gualtieri, gli eurobond non sono stati del tutto abbandonati. Fino al 1981, il debito pubblico italiano non superava il 60% del Pil, poi ci fu il divorzio tra Tesoro e Banca d’Italia e perciò schizzò al 120%; mentre la spesa pubblica italiana, al netto degli interessi, era inferiore a quella degli altri paesi dell’UE.

Con la perdita della sovranità monetaria, fu la speculazione a favorire l’aumento degli interessi e, per conseguenza, l’aumento del debito pubblico; poi, la crisi del 2008 favorì la politica d’austerità e perciò nel 2014 nell’UE il debito pubblico medio arrivò al 94%, mentre in Italia arrivò al 135%. E’ assurdo pagare interessi usurai alla speculazione, quando gli italiani possono finanziare lo stato a tasso molto più basso, anche all’ultima asta dei Bot, la domanda è stata molto superiore all’offerta, naturalmente, accade anche con  i BTP.

L’Italia, sconfitta in guerra, con questi strumenti sta pagando una riparazione agli alleati, mentre la Germania ha trattato e perciò se n’è liberata. E’ stata sbagliata la nostra partecipazione all’UE e all’euro, abbiamo pagato cara la nostra fede nell’Unione Europea, anche i nostri soci europei hanno speculato sull’Italia. Ora, a causa della nostra classe dirigente politica, potremo abbandonare l’UE solo dopo che l’avranno fatto tutti gli altri paesi; a causa di trame straniere, ora l’Italia rischia di perdere, dopo la sovranità, anche le sue migliori imprese.

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 6/4/2020)

EUROPA

Nell’ultima seduta dell’eurogruppo, il ministro olandese delle finanze, Hoekstra, rifiutando la solidarietà e il debito comune degli eurobond, avente lo scopo di affrontare la crisi del coronavirus, ha accusato Italia, Spagna e Portogallo di non aver economizzato, in questi anni, sul bilancio, per affrontare l’emergenza, perciò ha chiesto un’indagine sull’operato dell’Italia.

In realtà, negli ultimi anni l’Italia ha avuto una decrescita economica e del Pil, mentre il paradiso fiscale chiamato Olanda, con il benestare tedesco e acquiescenza degli altri paesi, ha fatto cassa con le imposte evase dalle grandi imprese degli altri paesi. Il ministro delle finanze portoghese, Costa, ha replicato che il suo paese ha importato il virus da un altro paese europeo, come l’Italia l’ha importato dalla Germania, anche questo fatto dovrebbe implicare una solidarietà europea nell’affrontare l’emergenza.

A causa del coronavirus, il 23/3 l’Ecofin ha deciso il blocco del patto di stabilità, già violato ripetutamente dagli stati, pero la commissione europea amava accusare di questo fatto soprattutto l’Italia; come conseguenza, gli stati emetteranno più titoli di debito che alimenteranno anche il mercato della speculazione, cioè spread, interessi e corso de titoli stessi.

In Teoria, la BCE dovrebbe proteggerci dalla speculazione finanziarie, comunque, a causa dell0’emergenza coronavirus, ha deciso un’erogazione straordinaria di 750 miliardi di euro; per evitare la caduta delle quotazioni di borsa, avrebbe anche potuto imporre delle chiusure temporanee della borsa, la quale però ha i suoi garanti, in Italia e in Europa.   Anche nella BCE ci sono conflitti, è condizionata dalle lobby perché i mercati si fanno sentire dietro la banca, dentro la commissione europea e dentro le altre istituzioni europee.

Con il QE, la BCE incamera i titoli di stato perché la Germania non vuole la mutualizzazione dei debiti e gli eurobond, ma questa partita, per l’Italia, cioè il suo governo e la sua opposizione, non è ancora chiusa; assecondando le trame speculative dei mercati, l’UE non ha mai voluto risolvere la crisi dei debiti sovrani, quella bancaria e quella migratoria e ora non risolverà nemmeno quella del coronavirus. Ha rifiutato, secondo i desideri della Germania, che coordina Lagarde e Ursula von der Leyen, operazioni coordinate degli stati perché, con l’assenza di volontà popolare, afferma, non previste dai trattati.

Però questi trattati sono spesso rimasti sulla carta, come la costituzione italiana, però hanno rimproverato solo l’Italia di violarli. Ora si profila una nuova recessione, la crisi da pandemia non significa solo, come afferma spesso la televisione, crisi di liquidità, ma soprattutto crisi di domanda per mancati redditi personali, di produzione e di Pil, destinato a decrescere; ci saranno problemi di approvvigionamento e bisognerà garantire di più l’incolumità dei lavoratori sul posto di lavoro e, in genere, la salvaguardia della salute.

Il nascente impero tedesco accusa Orban, che ha riformato la costituzione ungherese, di sovranismo e di autoritarismo, Salvini e Meloni sono contrari al MES,  Conte ha affermato che il MES, così com’è perché imposto dalla Germania, non serve all’Italia, che era il paese più europeista ma più assente in UE,  mentre ora è diventato il più euroscettico e si fa seguire anche da altri paesi populisti, sovranisti o euroscettici.

Orban ha ricevuto la solidarietà da parte di Salvini e Meloni, avendo chiesto i pieni poteri per lottare contro il coronavirus, è stato definito dittatore dalla televisione e dagli europeisti italiani, perciò ha elevato proteste contro l’Italia, mentre Mattarella non protestò quando Macron definì “rivoltanti” gli italiani. Per combattere il coronavirus e contrastare gli eurobond, Ursula von der Leyen ha proposto lo stanziamento di 100 miliardi di euro per i cassintegrati e ha promesso che la somma sarà usata con flessibilità; ha proposto la modifica del bilancio pluriennale 2021-2027, l’uso per l’emergenza del MES e della banca europea degli investimenti.

Però il ministro delle finanze francese, Le Maire, ha chiesto un fondo o debito comune europeo per finanziare, temporaneamente, le maggiori spese, in Germania, membri dello SPD si sono espressi a favore dei coronabond; anche Paolo Gentiloni, commissario europeo agli affari economici, visto il blocco delle produzioni, ha proposto un fondo europeo per la cassa integrazione. Il sostegno sarà dato ai paesi con dei prestiti, utilizzando fondi implementati del bilancio europeo e risorse messe a disposizione dei paesi.

Comunque, si continua a chiedere uno strumento di debito comune, un fondo limitato nel tempo, della durata di 5 o 10 anni, anche fuori del bilancio UE, si chiede di usare il bilancio come stimolo per far ripartire l’economia; Lagarde e Centeno, presidente dell’eurogruppo, chiedono d’implementare i fondi del bilancio pluriennale, eliminando le garanzie, con il fine del risanamento e dell’investimento.

Però nella CDU tedesca ci sono ancora tanti uomini fedeli all’austerità o all’egemonismo tedesco e contrari all’eurobond ma, secondo la Merkel, l’eccesso di rigorismo rischia di distruggere l’Unione; oggi nell’UE, satelliti della Germania sono Olanda, Austria e Finlandia, tutti difensori del MES e dell’euro e contrari ai debiti comuni, che sono tipici di tutte le banche centrali, abituate a finanziare gli stati.

La seconda banca tedesca, Commerzbank, partecipata dallo stato tedesco al 15%, con pochi rilievi da parte della BCE e dei mercati è in grande difficoltà economiche per i derivati in suo possesso, a causa degli effetti economici del coronavirus, ha invitato a vendere i BTP italiani, perché sono destinati a svalutarsi; come se queste previsioni degli analisti fossero facili, la banca, che ne possiede per 9,5 miliardi di euro, cioè pochi, afferma che nel 2021 il debito pubblico italiano arriverà al 145% del Pil.

Però la notizia dà una mano alla speculazione di mercato; se il Tesoro italiano, come fa il Giappone, avesse riservato i titoli di stato solo agli italiani, che ora assorbono Bot senza interessi, l’intervento della banca sarebbe stato inutile. Ora si faranno sentire le società di rating legate alle banche d’affari e aumenterà lo spread, a vantaggio di quelli che acquistano titoli italiani ad alto interesse e di quelli che speculano su plusvalenze e minusvalenze su questi titoli.

La Germania fa anche muro contri gli aiuti all’Italia, dove si chiudono imprese, ma ospita, nei suoi ospedali, degli italiani affetti da coronavirus, certificati e collaudati perché sicuramente filotedeschi. Per fronteggiare la crisi economica da coronavirus, il governo italiano, con un decreto, ha stanziato svariati miliardi; non sarebbe sbagliato che, con l’emergenza, utilizzasse anche le sue riserve auree e valutarie; se l’emergenza è grave, prima di toccare i risparmi degli italiani, è inutile tenersi stretti i tesori.

In vista dell’eurogruppo di martedì prossimo, Francia e Germania, diseguali dagli altri paesi perché l’UE non  è una democrazia, si sono accordate per un credito MES ai paesi, fino al 2% del loro Pil, si tratta in tutto di 235 miliardi di euro; si sono anche accordate per la garanzia all’80% dei prestiti Bei alle imprese, pari a 200 miliardi di euro, e per un prestito contro la disoccupazione, per 100 miliardi di euro. A questi impegni, si aggiungono 80 miliardi di euro per affrontare i costi sanitari dell’emergenza.

Conte ha però affermato che il MES deve essere riformato e non deve prevedere condizioni, Gualtieri e Conte insistono con la richiesta di eurobond e di un debito comune; comunque, la Francia ha proposto un Fondo temporaneo di debito comune. Il patto di stabilità è per il momento sospeso, finita la crisi, ritornerà in funzione con i limiti di deficit di bilancio e debito, il che dovrebbe favorire l’ulteriore indebolimento e la svendita dell’Italia, com’è accaduto alla Grecia, ma forse si eviterà la dittatura della Troika.

Nessuno ha messo in calendario la discussione sulle asimmetrie fiscali e i paradisi fiscali europei, come l’Olanda, cara alla Germania; gli armatori greci depositano i profitti in Olanda, dove pagano poche tasse, perciò la Grecia è senza risorse, è usurata e privatizza.

USA

Per affrontare la crisi da coronavirus e quella economica, la FED si è offerta di comprare dalle altre banche centrali i titoli di stato anche acquisiti con il QE, riservando la stessa opzione alle istituzioni finanziarie internazionali che hanno un conto presso la FED; il che moltiplicherà ancora la liquidità internazionale in dollari, che non sarà onorata perché i dollari sono inconvertibili e possono essere anche ripudiati.

Si sa che gli Usa sono già superindebitati per la loro parte, comunque, con tanta liquidità nel mondo, in dollari, yuan, yen e euro, al momento sembra che, fortunatamente, l’inflazione è controllata; sostituire i titoli del Tesoro con i dollari non è detto che sia un guadagno, per valutare i rischi d’insolvenze degli stati, è importante anche valutare quale stato ha emesso i titoli di debito; già adesso le riserve dello stato sono costituite anche da dollari, comunque agli Usa aumentare la liquidità in dollari non costa molto.

ITALIA

Il 2//3/2020 BCE e Bankitalia hanno invitato banche e assicurazioni a sospendere la distribuzione degli utili agli azionisti, almeno fino all’1/10/2020 (e la costituzione che tutela il risparmio?), però le imprese  non sono tutte uguali, infatti, alcune hanno utili da distribuire e altre no; la BCE ha anche vietato l’acquisto, a scopo speculativo, di azioni proprie, lo scopo è rafforzare i mezzi propri e concedere prestiti a imprese e famiglie, ma le banche, con il QE e il TLTRO, hanno già, acquisito tanta liquidità.

In genere le banche concedono prestiti a famiglie e imprese in grado di restituirli, a meno che si vogliano trasformare i prestiti in regali. Ora l’utile non distribuito andrà a riserva, ma Banca Intesa e banca Mediolanum affermano di volerlo ridistribuire appena possibile, magari finita la crisi del coronavirus; lo scopo ufficiale dell’espropriazione dell’utile è anche rafforzare la solidità delle banche, soprattutto quelle più deboli come popolari e grandi banche tedesche.

Unicredit ha evidenziato che quest’utile serve anche a finanziare le fondazioni che sono socie di banche e intervengono anche contro la pandemia. Anche alcune imprese hanno deciso di sospendere l’erogazione degli utili e, tra le banche estere, la banca spagnola Santander è solida come banca Intesa; mentre le banche tedesche Commerzbank e Deutsche Bank sono in difficoltà con i derivati, cioè hanno pochi utili da distribuire.

Probabilmente gli utili in questione saranno temporaneamente cancellati, dipenderà dalle condizioni della banca, l’espropriazioni di utili, con la scusa del coronavirus,  potrebbe anche servire ad affrontare le prossime sofferenze bancarie, soprattutto in Germania; comunque, alcune banche intendono ripristinare, appena possibile, la politica dei dividendi, che è stata la prassi legale delle società di capitali; del resto, anche lo stato potrebbe sospendere il pagamento degli interessi sul debito pubblico, se lo vuole, perché ciò che è lecito allo stato non è lecito ai privati.

L’Eiopa e l’Ivass, gli istituti per al vigilanza delle assicurazioni, non hanno vietato la distribuzione degli utili, ma hanno invitato alla prudenza, alcune assicurazioni sono in difficoltà e perciò chiedono a Bruxelles e agli stati d’intervenire, come è stato fatto per le banche, per evitare il loro tracollo; l’UE troverà la formula per farlo, magari con gli utili delle banche floride come Santander e Intesa.

Il profitto o plus valore non è solo espropriazione capitalistica, tra le altre cose, è anche un misuratore di efficienza delle imprese ma, con la socializzazione delle perdite, anche dirigenti che hanno fatto fallire imprese ricevono il bonus annuale e le banche che hanno prodotto utili, devono aiutare quelle in perdita. Non è giusto che le banche ripianano i debiti di altre imprese, però le banche lo fanno al loro interno con il fondo interbancario di garanzia; comunque, da parte della Germania, guai a fare concessioni sui debiti dell’Italia, anche se nel 1953 alla Germania furono abbonati, in gran parte, i debiti e le riparazioni di guerra (la Germania, in cambio della sua neutralità, ottenne dall’Urss l’unificazione e poi dagli Usa, in cambio dell’adesione alla Nato, ottenne l’abbono dei suoi debiti; l’Italia non partecipò agli accordi perché paese soggetto, non sovrano e inaffidabile, diversamente dagli alleati che sono seri, quindi la Germania, per la sfortuna dell’Italia, fu assunta dai mercati); comunque, la Germania invita sempre l’Italia a rispettare debiti e trattati.

Fino a poco tempo fa, si diceva che l’Italia era isolata in Europa, ma ora è seguita da un bel gruppo di paesi che hanno aperto gli occhi, questi sono definiti populisti, sovranisti e inadempienti; il fatto è che l’Italia, a parte le apparenze di segno contrario, con la sua produzione e la sua ricerca, dà sempre fastidio alla Germania, che però la desidera ardentemente.

Quelli che fanno carriera nei centri nevralgici del potere, come banche centrali, parlamento, governo e presidenza della repubblica, godono molto spesso del sostegno dei mercati finanziari, però, dopo Monti, anche Draghi, se ha un cervello, deve essersi reso conto d’essere stato usato dalla Germania e dalla Merkel, ma non lo può dire.

Da presidente della BCE, Draghi invitava a contenere il debito pubblico, le spese delle regioni, le spese sociali e quelle per le pensioni e aveva approvato la riforma costituzionale italiana che imponeva il pareggio di bilancio. Chiedeva tagli alla spesa pubblica, alle pensioni, agli stipendi pubblici, ai salari, chiedeva liberalizzazioni, concorrenza e privatizzazioni; i morti di coronavirus all’ospedale sono morti anche a causa della riduzione della spesa sanitaria, depotenziare la sanità pubblica serviva a potenziare la sanità privata.

In controtendenza rispetto alla collettivizzazione dei vecchi comunisti, ora Draghi afferma che i debiti delle imprese private devono essere ripianate dallo stato che così aumenterebbe il suo debito; è l’opposto di quello che l’Italia ha fatto fino adesso perché, rispetto agli altri paesi, ha un alto debito pubblico e pochi debiti privati. La socializzazione delle perdite voluta da Draghi, implica la riduzione delle politiche sociali, infatti, gli stati s’indebiteranno di più a favore dei mercati che decideranno gli interessi. Purtroppo, l’UE ha costretto gli stati a indebitarsi con le banche, rinunciando alla loro sovranità monetaria che serviva anche a finanziare il loro bilancio.

Oggi le banche ricevono prestiti dalla BCE a tasso zero e li prestano agli stati a interesse corrente, oggi le grandi imprese sono in crisi e con indebitamenti crescenti, l’ipertrofia finanziaria, avvantaggiando la Cina, ha ridimensionato l’economia produttiva; si è privatizzata sanità e istruzione e inquinato l’ambiente. Con l’economia neoliberista, si vogliono trasferire i debiti dai privati allo stato, il che conferirà più potere al capitalismo finanziario a danno di quello produttivo.

Forse si sta realizzando l’agenda per il nuovo ordine del mondo e poi se la prendono con Orban, nemico dei mercati e dei superburocrati europei, il quale, si dice, vorrebbe abolire la sovranità popolare e la “democrazia”; ma nemmeno l’UE è una democrazia, perché le sue istituzioni non dipendono dal popolo. Per risollevare l’Italia, non basteranno gli eurobond, essa deve agire anche da sola, contro la sua burocrazia e contro quella europea, deve impedire che, su mandato dei mercati, sia colonizzata dalla Germania.

Si rimprovera a Orban di voler fare il dittatore, ma in Unione Europea manca la democrazia, perché il parlamento non conta e le sue istituzioni non sono responsabili davanti ai popoli europei, ma seguono solo le direttive della Germania. Comunque, per tranquillizzare i nordisti, anche con le riforme europee, ogni paese dovrebbe rispondere del proprio debito, il che escluderebbe la mutualizzazione dei debiti e lo stato federale che la richiederebbe, forse l’UE si sta sfasciando.

La Germania vuole la colonizzazione dei paesi dell’Europa del sud e la rinascita dell’impero germanico, quindi, per il momento, i parametri di Maastricht, che hanno fatto danni all’Italia, sono solo accantonati e non abrogati. Poiché anche gli eurobond sarebbero un debito, l’Italia dovrebbe anche agire per conto suo, adottando, finché dura l’euro, una moneta complementare come i certificati di credito fiscali o i biglietti di stato senza debito, cioè non emessi dalla banca d’Italia.

Questi strumenti sono rispettosi dei trattati europei e doterebbero l’Italia di tutta la moneta necessaria per la ripresa, sarebbero emessi alla pari con gli euro, ma sarebbero possibili di svalutazione nei suoi confronti. Quando una moneta si svaluta, si riduce il debito; seguendo altri paesi che hanno la sovranità monetaria e, fortunatamente, non hanno nemmeno l’euro, l’Italia può anche convertire forzosamente il debito, prorogandone la scadenza se non trova compratori alle nuove emissioni, riducendone gli interessi o eliminandoli, il che ridurrebbe il debito reale dello stato; l’Italia può anche denunciare il suo debito, soprattutto quello estero, perché allo stato è tutto lecito.

Purtroppo economisti e politici italiani sono soprattutto europeisti, germanofili e legati ai mercati, come i ministri dell’economia, i presidenti della repubblica e i governatori della Banca d’Italia, perciò non hanno mai voluto imboccare questa strada; oggi lo stato sovrano si riconosce da un suo ordinamento, da una sua lingua e da una sua moneta, mentre accetta anche più religioni in concorrenza.

In Italia, per favorire la Germania, con l’aiuto di post-comunisti, si è depotenziato lo stato, ridotto gli apparati pubblici, privatizzate imprese strategiche di stato e le banche, mentre Germania e Francia le hanno conservate; favorendo così anche la privatizzazione della banca d’Italia, che è partecipata dalle banche. Si è favorita l’emigrazione di laureati e l’importazione di lavoratori senza qualifica; il debito pubblico non è un problema per i paesi sovrani che hanno una loro moneta, devono solo controllare l’inflazione e temere poco la svalutazione, bisogna superare il dogma e l’abbaglio che ci è derivato dall’UE. 

Lo stato debitore non deve essere usurato con gli interessi dai creditori che gli impediscono di ridurre il debito estero; con il MES l’Italia dovrebbe  privatizzare e rimborsare i creditori, come ha fatto la Grecia. La moneta può essere ripudiata come ha fatto la Germania con il marco, dopo la seconda guerra mondiale; le monete comuni, previo accordo, si sono ripudiate più facilmente dai singoli paesi aderenti; anche senza accordo, i trattati non sono un tabù, vari stati hanno adottato monete comuni e poi ci hanno rinunciato.

Il rilancio economico si ha distribuendo il lavoro e facendo una riforma fiscale, riducendo, a parità di salario, le ore di lavoro, anticipando la pensione, proibendo doppio lavoro e lavoro ai pensionati, non favorendo l'aumento di produttività e limitando il volontariato gratuito; naturalmente, aumenterebbero i prezzi, ma aumenterebbero consumi, produzione, occupazione e Pil e la disoccupazione sparirebbe.

Lo stato deve combattere i paradisi fiscali, dove le grandi imprese evadono le imposte nazionali, sacrificando le economie dei paesi dove producono; le imposte dovrebbero essere solo tre, l’Iva riservata alle regioni, con esenzioni per le imprese familiari soffocate dalla grande distribuzione e con esenzione per i beni di prima necessità; poi l’imposta sul reddito, con un’unica aliquota e con alta detrazione per i redditi più bassi e senza detrazioni e deduzione per i redditi più alti.

Quindi, un’imposta di successione, con una buona detrazione uguale per tutti; le aliquote relative, se la politica e la burocrazia sono onesti e lo stato non è un'impresa privata occulta, o una mafia criminale sofisticata, se c’è la volontà politica, devono dipendere dalle  necessità dello stato, al netto degli sprechi e dei furti, facendo simulazioni e calcoli, perché il gettito fiscale complessivo dipende necessariamente dalla spesa dello stato, se lo stato vuole continuare ad esistere. Come detto, in attesa d’alternative, anche la moneta, che è un valore illusorio, può essere fonte di entrate per lo stato, capace di sostenere la spesa pubblica.

Dopo l’autocertificazione da esibire alle forze dell’ordine per uscire da casa, a causa del coronavirus, Il governo ha deciso di corrispondere un reddito d’emergenza alle famiglie senza reddito, previa autocertificazione, i controlli seguiranno successivamente. Sull’assegno c’è un balletto al rialzo dei partiti, che dovrebbero anche tener conto degli attuali livelli delle pensioni minime e del reddito di cittadinanza non cumulabile.

Conte chiede collaborazione alle opposizioni e le critica, ha ridotto gli interventi economici richiesti dall’opposizione per il coronavirus, però sembra abbia adottato l’Idea della lega di favorire gli investimenti con i risparmi depositati nei conti correnti; bisogna vedere come farà, visto che vuole espropriare gli utili delle banche, non può sempre abbeverare lo stato alla Cassa Depositi e Prestiti.

Poiché Conte si sta prendendo tutta la scena, Zingaretti, per recuperare spazio al PD, chiede una camera di regia comune, fatta anche di enti locali ed esperti; infatti, Conte impazza in televisione, giornali e social, Casaleggio ha anticipato che il nuovo M5S dovrà essere digitale e forse si chiamerà “Insieme con Conte”. Il premier è stato ricevuto dal Papa, che ha spinto i manager pubblici e i servizi segreti a stringersi intorno a lui, perciò il gradimento di Conte aumenta e ora è sostenuto anche da Corriere, Repubblica e Facebook, contrari ai sovranisti; però, ai sondaggi, primo partito è la Lega, secondo Fratelli d’Italia, terzo PD e quarto M5S che, alle ultime elezioni politiche, era il primo partito. Sarà in grado Conte di fare un miracolo, l’establishment lo spera.  

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 30/3/2020)

ITALIA

Quando la televisione afferma che, di fronte al coronavirus, governo e regioni si sono mossi in ritardo, sbagliando mosse e non muovendosi in sintonia (ma queste cose accadono tutte le volte che lo stato si muove contro qualche emergenza), si dimentica di ricordare che l’OMS ha imposto dei piani, aggiornati periodicamente, che stabiliscano le mosse di stati e regioni in materia.

Pertanto piani nazionali contro le epidemie sono stati messi a punto nel 2002, nel 2005 contro l’influenza aviaria del 2003, con aggiornamenti nel 2007 e nel 2016, quindi, i piani contro la pandemia del coronavirus c’erano, nessuno li ha seguiti e il governo si è mosso in ritardo. L’OMS ha richiamato l’attenzione sugli allevamenti degli animali e sul ruolo di controllo dei veterinari.

Fra l’altro, la carne favorisce, oltre le malattie influenzali e altre malattie, l’inquinamento ed è meno salutare di una dieta vegetariana, che è curativa e nutriente e, con la sua produzione agricola, è in grado di alimentare un maggior numero di persone della dieta carnea. L’OMS invita al controllo della trasmissione in ospedale dell’influenza, raccomandando disinfezione e scorte di mascherine, tamponi e guanti per il personale, raccomandando scorte di antivirali, perché la messa a punto di un vaccino richiede più di un anno.

Il piano di emergenza italiano del 2002 guardava all’influenza spagnola del 1918 e a quelle del 1957, 1978 e 1968, nella consapevolezza che era impossibile contrastare efficacemente e tempestivamente la diffusione del virus influenzale, che però può essere di varia pericolosità; lo scopo era ridurre morbosità, mortalità e ospedalizzazione, il piano doveva essere aggiornato annualmente e approvato dalla conferenza permanente tra stato e regioni. Oggi assistiamo che, per la mortalità da questo virus influenzale, a causa dei suoi ritardi e per non aver ottemperato all’indicazione dell’OMS, l’Italia è in testa nel mondo.

Le epidemie influenzali di questo tipo sono contrassegnate da virus che hanno frequenti cambiamenti, hanno frequenza annuale e possono causare pandemie, i virus fanno ricombinazioni genetiche tra virus animali e umani; l’infezione è trasmessa dopo quattro giorni con febbre, difficoltà respiratorie, dolori di testa e, generalmente, favorisce otite nei bambini e polmonite, colpisce soprattutto immunodepressi e anziani, con decessi anche in due giorni.

Le persone già colpite da virus del genere guadagnano un certo grado d’immunità e sembra che alcuni gruppi sanguigni siano più soggetti all’influenza e non si capisce perché gli uomini, per dogma definiti un’unica razza, abbiano tanti gruppi sanguigni diversi; i virus fanno passaggi di specie e oggi si afferma che hanno favorito, in alcuni casi, come i batteri, anche l’evoluzione umana. Questi virus influenzali hanno anche alimentato, oltre le malattie, falsi allarmi, il nostro sistema immunitario, costituito anche di batteri, li combatte.

Gli animali che possono trasmettere virus pericolosi per l’uomo sono suini, uccelli, bovini, ma anche animali selvatici, i virus sono trasmissibili anche dagli uomini agli animali. L’epidemia di Hong Kong del 1997 alimentò un falso allarme e portò allo sterminio di pollame, la produzione di vaccini richiede tempi lunghi, quindi occorre prendere misure di controllo alternativo con gli antivirali. Le misure d’isolamento in casa, adottate dal governo italiano, in alcuni casi, potrebbero alimentare la depressione e indebolire il sistema immunitario, accelerando la morte di anziani soli.

In caso estremo, si può essere infettati da coronavirus al 70% con il 25% di ammalati, non è possibile prevedere una pandemia che può capitare anche d’estate, gli intervalli di tempo, tra una vera pandemia e l’altra, vanno da 11 a 42 anni, l’ultima è avvenuta nel 1968; alcune pandemie, anche se non dipendono dai viaggi, si diffondono più velocemente di altre. La variazione di un ceppo esistente impiega 18 mesi, mentre la diffusione avviene in 6 mesi.

Perciò non si ha il tempo di predisporre un vaccino, la pandemia si diffonde con ondate di 12-18 mesi, perciò, in assenza di vaccino, bisogna ricorrere agli antivirali; generalmente, questi virus influenzali arrivano dagli allevamenti poco curati o in gabbia dell’estremo oriente e poi si diffondono nel mondo. Le epidemie influenzali durano 2-3 mesi, hanno ondate epidemiche, però alcuni ceppi pandemici individuati non hanno diffuso la pandemia; in genere, queste epidemie, favoriscono assenteismo scolastico e lavorativo, visite mediche e ricoveri ospedalieri, devono essere notificate a scuola e al posto di lavoro; in assenza di vaccino, i ceppi vecchi del virus sono utilizzati nel vaccino gli anziani per la stagione seguente, ma l’esito favorevole non è sempre garantito.

In materia, l’Italia si è impegnata a collaborare con le autorità internazionali e con i paesi UE, anche per la messa in commercio di un vaccino selezionato, per il quale è prevista l’autorizzazione. Per la messa a punto di una strategia internazionale, l’OMS dichiara l’inizio di una nuova pandemia; però non pare che i governi e l’Italia rispettino gli accordi internazionali, spesso firmati a scatola chiusa; infatti, gli enti e gli uffici importanti servono anche a garantire una posizione, cioè la spartizione delle poltrone.

Da ricordare che i tagli alla sanità sono stati voluti anche dall'UE; con il coronavirus, la sanità italiana, a causa di tagli nelle spese e di mancata programmazione per le epidemie, è stata trovata impreparata all’emergenza; è aumentato l’isolamento in casa, con il possibile collasso della rete internet e sarà paggio con il prossimo sviluppo del telelavoro; intanto aumentano i videogiochi domestici e, con le difficoltà della rete, rallentano i collegamenti e peggiora la qualità del video e dell’audio televisivi. (Per le notizie, fonte: salute.gov.it).

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Conte, nell’ultimo intervento alla camera, sembra che, per affrontare la crisi del coronavirus e la crisi economica, abbia escluso il coinvolgimento dell’opposizione, eppure Mattarella aveva sollecitato il dialogo; Conte è sostenuto dai grillini che però, anche con i loro cambiamenti di politica, restano ancora contrari al MES e, su questo tema, sono d’accordo con Giorgia Meloni.

Il governo Conte non ha solo snobbato il parlamento e limitato, come accade in guerra con lo stato d’assedio e il coprifuoco, con le autocertificazioni e le multe relative, la libertà di movimento delle persone, ha confiscato, tramite suoi organi mascherine in farmacia, dopo che l’Italia aveva reclamato per comportamenti analoghi di altri paesi a danno dell’Italia; grazie al coronavirus, sembra che il governo stia ponendo le basi dello stato di polizia e così l‘Italia continua a essere un laboratorio per il nuovo ordine mondiale.

Il capogruppo PD, Delrio, ha chiesto a Conte di dialogare con le opposizioni e Maria Elena Boschi, di Italia Viva, ha chiesto al governo delle scuse per i ritardi, poi si è detta d’accordo con le critiche al governo da parte dei leghisti. Occhiuto, di Forza Italia, ribadendo che il governo deve coinvolgere le opposizioni poi, poiché è europeista come Berlusconi e Di Maio, ha cercato di prendere le distanze dalle altre componenti di centro destra.

Intanto si chiede a Mattarella di sostituire Conte con Draghi, che è sostenuto da opposizione e da parte del PD, mentre grillini e cattolici del PD, facendo pressioni su Mattarella, sostengono Conte. Anche se il presidente non è eletto dagli italiani, seconda la costituzione materiale italiana, che è diversa da quella scritta, l’Italia è una repubblica presidenziale perciò, come Napolitano, Mattarella fa e disfa, a suo piacimento, i governi.

Purtroppo il governo Conte ha una sua maggioranza parlamentare, anche se si va sfaldando, comunque, pare che Mattarella stia prendendo le distanze dal governo Conte; però anche la gestione del capo dello stato è criticata e perciò il parlamento potrebbe chiedere anche le dimissioni di Mattarella perché, formalmente, l’Italia è una repubblica parlamentare. Con tanti cambiamenti i grillini, che chiedevano le dimissioni di Mattarella, ora lo sostengono, come sostengono Conte.  

Pare che sull’emergenza virale Mattarella sia in disaccordo con Conte e chiede una maggiore partecipazione dell’UE alla difesa dal coronavirus e alla ricostruzione economica e politica dell’UE, mentre Conte, vista la passività europea e la sua sordità verso le richieste italiane, aveva affermato minaccioso: “Altrimenti l’Italia farà da sola”. Il presidente ha anche invitato all’unità nazionale italiana, che però potrebbe favorire un’unica voce nella politica, senza dissensi.

Conte, per fronteggiare il coronavirus, si è detto disponibile ad accedere al MES, ma la Germania richiede, come garanzia, gli immobili dello stato italiano; Salvini propone interessi più alti sui titoli di stato, speriamo si riferisca solo ai Bot detenuti dagli italiani,  altrimenti la sua proposta peggiorerebbero i conti dello stato. I 30 miliardi di utili da confiscare alle banche sono poca cosa rispetto al Pil dell’eurozona; da tutti i partiti fioccano proposte assurde di aiuti d’emergenza per le famiglie e le imprese colpite dal coronavirus, le quali spianano la strada al raddoppio del debito pubblico. (Per le notizie, fonte: Francesco Damato – policymakermag.it; Francesco Galletti – startmag.it).

USA

Secondo Bank of America, Fed, Bloomberg e Ubs, dopo l’ultima seduta di Wall Street del 20/3/2020, sembra si stia avvicinando una nuova depressione, come quelle del 1987, del 2001 e del 2008; perciò la Fed ha autorizzato le imprese a emettere cambiali a 270 giorni a scopo di finanziamento, il QE è stato esteso ai corporate bond, il tutto, dopo che le grandi imprese hanno avuto tagli fiscali nel 2017 e, paradossalmente, profitti record nel 2018.

Poiché il dollaro non è convertibile, la Fed ha raddoppiato l’immissione di QE, la borsa retrocede e ci sono preoccupazioni per l’occupazione, tante piccole aziende hanno debiti problematici con le banche, ma succede anche alle grandi aziende; a causa del calo del prezzo del petrolio, per l’Occidental Petroleum s’ipotizza la bancarotta entro cinque anni. Come accade all’UE, anche l’economia americana è in contrazione.

Si preannuncia una catena di fallimenti per le imprese corporate come l’impresa di trasporti aerea Boeing la quale, come l’Alitalia, chiede il salvataggio pubblico; si prevede una catena d’insolvenze e di default di massa. Però le aziende fallite a volte rinascono, magari cambiando nome o con le incorporazioni in altre aziende, anche le banche beneficiano di questa prassi, infatti, il fallimento può servire, con o senza intervento dello stato, anche a cancellare i debiti. (Per le notizie, fonte: money.it).

EUROPA

In antitesi ai segnali che arrivano dal governo e dal parlamento italiano e dalla Bce, in Germania, Il ministro dell’economia Altmaier e il ministro delle finanze Schulz, profittando delle favorevoli condizioni d’interesse sui titoli di stato di nuova emissione, per fronteggiare il coronavirus, hanno proposto lo stanziamento di centinaia di miliardi di euro, il che implicherà l’aumento temporaneo del deficit di bilancio e del debito; comunque, hanno affermato che, finita la pandemia, la Germania ritornerà all’austerità e al pareggio di bilancio e i nuovi debiti saranno rimborsati entro il 2023.

Comunque Draghi afferma che, per fronteggiare il coronavirus, bisogna aumentare il debito pubblico, Macron e Conte vogliono i coronabond o eurobond ma la Germania è contraria; l’UE è complessivamente incerta e in ritardo verso l’epidemia tuttavia, per ora, alla BCE si è a favore dell’aumento del QE. Per le sue posizioni dannose e discriminatorie verso l’Italia, la Meloni continua ad attaccare la Germania.

Con il programma di emergenza contro la pandemia, trarranno vantaggio economico dall’intervento delle BCE soprattutto due banche tedesche e due banche francesi, cioè Deutsche Bank, Commerzbank, BNP Paribas e Société Générale; con la politica d’intervento monetaria del QE, la banca centrale vuole proteggerle dai rischi di mercato per il coronavirus e dai rischi su crediti, visti i derivati in loro possesso.

I titoli di queste banche, a causa della pandemia, si sono svalutati e perciò, per sostenerli, la Bce, con il QE, provvede ad acquistarli, Francia e Germania si sono spese per l’intervento; per il 2020 si tratta di acquisti complessivi per 1.110 miliardi di euro. Lo scopo ufficiale è migliorare la liquidità delle banche e rendere più flessibili i controlli sulla capitalizzazione e sulla liquidità delle banche, ridurre la volatilità del mercato e fronteggiare la recessione.

All’ultimo vertice europeo, presente il consiglio e l’eurogruppo formato dai ministri delle finanze, si è parlato del MES; con lo scopo di allestire una comune linea di difesa dalla crisi, l’intervento del MES dovrebbe essere pari al 2% del Pil di ogni paese.  Mario Centeno, rappresentante italiano della Lega, ha appoggiato l’intervento del MES perché avente lo scopo di affrontare la crisi sanitaria ed economica.

Anche il ministro italiano dell’economia Gualtieri ha difeso il MES, trattando senza mandato di Conte che si era detto contrario; il pacchetto di aiuti non dovrebbe entrare nel calcolo del debito degli stati, cioè il debito rimarrebbe a carico della BCE, finché durano quest’istituzione e l’euro e poi? I coronabond, invisi a Germania e Olanda, ma chiesti da Italia, Francia e Spagna, in pratica, già esistono, sono debiti senza certificato e sono quelli emessi dal MES.

Il MES è sostenuto da Centeno, Gualtieri, Germania e Olanda, però la Merkel è contraria al debito condiviso, bisognerebbe prima mettere in comune anche le riserve valutarie; nell’ottocento, al momento dell’unità nazionale, Germania e Italia adottarono simultaneamente una moneta comune e misero in comune le riserve e i debiti dei precedenti stati, invece l’UE, per calcolo della Germania, ha preferito partire solo con l’unione monetaria.

La BCE, dopo il suo piano d’acquisto di titoli per 750 miliardi di euro, ha proposto di sospendere, per due anni, la distribuzione degli utili delle banche, con lo scopo di affrontare la crisi del coronavirus e quella economica e per aiutare, con i 30 miliardi risparmiati dalle banche, imprese e famiglie. Non tutte le banche sono in condizioni di distribuire utili significativi, ad esempio, a causa della loro situazione economica, le due prime banche tedesche non lo possono fare; la Germania aveva anche proposto la ricapitalizzazione delle nostre banche e la riduzione del loro portafoglio di titoli di stato italiani che, a causa del loro rendimento, sono appetibili per le banche tedesche.

A causa del coronavirus, il governo italiano ha già preso decisioni dure e restrittive sulla libera circolazione delle persone e, per l’accoglienza degli immigrati, si sarebbero potuti requisire gli immobili non utilizzati, ma queste cose non interessano alla Germania. Ursula Von der Leyen si è espressa contro gli eurobond perché non coperti da garanzie, Conte ha replicato che la proposta è di competenza dell’eurogruppo, allora Ursula non ha escluso la proposta a patto che sia rispettosa dei trattati.

Poi si è impegnata ad adottare più flessibilità nell’impiego dei fondi d’investimento strutturali e regionali, al riguardo, l’UE gestisce anche un fondo pluriennale. In questo momento Macron è a fianco dell’Italia, contro egoismi e a favore della solidarietà, sanitaria e finanziaria. A volte la politica intransigente e prepotente della Germania, che è un paese creditore, sembra celare la sua convinzione che l’UE non durerà a lungo. (Per le notizie, fonte: Fernando Soto – Antonio Forte – Giuseppe Liturri – startmag.it – ansa.it – money.it).

Nunzio Miccoli   www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 23/3/2020)

EUROPA

Mentre la Fed, per stimolare l’economia americana, ha abbassato i tassi allo 0,025% e varato un aumento del QE di 700 miliardi di dollari, in Italia è crollata la borsa e saliti lo spread e il rendimento dei BTP di nuova emissione; per superare la crisi del coronavirus e affrontare le ingenti spese previste, il governo italiano progetta di chiedere aiuto al MES, che i germanofili vogliono riformare a danno dell’Italia.

D’altra parte, gli stimoli fiscali o di bilancio del governo italiano, che non sono quelli suggeriti da Lagarde, rischiano di indebolire la solvibilità dell’Italia a vantaggio degli speculatori. Il MES, con il suo fondo di dotazione di 500 miliardi di euro, ufficialmente avrebbe lo scopo di aiutare i paesi in difficoltà concedendo loro credito, in realtà contribuisce anche ad allarmare i mercati, cioè i creditori, sempre timorosi d’insolvenze, facendo aumentare il costo del loro debito pubblico.

Consideriamo però che, fino a oggi, l’Italia non ha avuto bisogno del MES, perché ha sempre trovato credito, presso gli italiani a tasso zero e presso gli stranieri a tassi elevati, fatti salire, con l’acquiescenza delle autorità italiane, dalle società di rating e dall’UE. Lagarde ha affermato che non è compito della BCE controllare lo spread ma, servire l’economia nazionale è compito della politica di bilancio o fiscale del governo, cioè del Tesoro italiano e della Banca d’Italia che però, fino a oggi, hanno favorito gli alti interessi sui BTP, impedendo così, come succede alle persone usurate, la riduzione del debito.

Così com’è congegnato, il MES,che si vuole peggiorare a danno dell’Italia, implica la fine dell’autonomia di bilancio italiana e della sua già poca indipendenza politica; accettare il credito del MES significa, com’è successo alla Grecia, subire più dure condizioni di bilancio e ulteriore austerità. Berlusconi, garante dell’UE, vigila perché Salvini si uniformi a questa linea.

Quando il Mes o la BCE acquistano titoli di stato italiani al mercato secondario, le banche li vendono con la plusvalenza e queste istituzioni europee ne sostengono le quotazioni; la cosa si verifica a causa degli alti interessi e dalle garanzie offerte dall’Italia perciò i suoi BTP sono richiesti, cioè, l’acquisto, più che un aiuto, è un investimento; mentre per gli stati in dissesto come la Grecia, l’acquisto da parte del MES di questi titoli, anche con soldi italiani, è stato veramente un aiuto.

L’Italia emette BTP a 10 – 30 e 50 anni, molto richiesti, al mercato primario o secondario,  da banche centrali e banche in genere, per investimento e liquidità, o per conto di loro importanti clienti; questi titoli sono però negati ai privati italiani che finanziano regolarmente il debito dello stato. Se i governi italiani amassero gli italiani, non permetterebbero questa stortura.

Il Giappone si comporta diversamente perché i suoi creditori sono solo giapponesi, che finanziano lo stato a tasso zero; la prassi italiana favorisce anche i ricatti della commissione europea nei confronti dell’Italia, motivati dal suo elevato debito pubblico; comunque, favoriscono, con gli alti interessi, l’aumento del debito pubblico italiano; infatti, come accade alle persone usurate, non si può ridurre. Se ne ha l’impressione che, sotto sotto,  i mercati e il direttorio franco-tedesco mirino alla spoliazione e alla disgregazione dell’Italia.

Per la sopravvivenza dell’euro e per fronteggiare il coronavirus e la crisi economica, per fare felice il governo italiano e infelici i sostenitori dell’austerità, Il presidente della commissione europea, Ursula Von Der Leyen,  ha deciso di sospendere il patto di stabilità, che metteva le briglie ai bilanci degli stati, e di aumentare la liquidità; il che, con un cambiamento di rotta, dovrebbe favorire la spesa facile e l’aumento del debito pubblico. Ursula Von Der Leyen sta valutando anche la possibilità di emettere bond europei, questi provvedimenti dovranno essere ratificati dal consiglio dei ministri europeo.

L’informazione alimenta la nebbia dell’ignoranza e le emergenze, amplificate dai tam tam della televisione, vengono da crisi dinastiche, guerre, terremoti, guerre civili, eruzioni vulcaniche e pandemie, ne conseguono  crolli di borsa e la speculazione che compra titoli con lo sconto quando tutti vendono; per capire questi fenomeni e la psicologia e la psicosi di massa, regolando le nostre azioni all’emergenza, bisogna imparare a valutare l’ordine di grandezza relativa delle cifre denunciate.

Mistero delle statistiche e non delle fake news della rete! Pare che in Italia le morte per coronavirus, soprattutto di anziani, siano sottostimate perché ai morti spesso non è stato fatto il tampone, però ci sano anche morti giovani, per polmoniti anomale, che spesso sono una conseguenza del virus, senza essere stati sottoposti al tampone per il Covid19. Il paese che si è mosso meglio contro la pandemia è la Corea del sud, perché non ha isolato i paesi, ma ha sottoposto a test tutti i sospetti, cioè migliaia di persone, poi ha imposto l’isolamento ai contagiati, il che gli ha permesso di essere colpita, in proporzione all’Italia, da pochi morti. Inutile discorrere, il governo italiano, contro le fake news, esalta le misure prese dall’Italia, presentandola come esempio per il mondo, ma i nostri morti, ufficialmente, superano quelli della Cina, che ha una popolazione 22 volte superiore a quella italiana.

Fatti salvi i problemi organizzativi della sanità dettati dall’epidemia, prima del coronavirus, eccetto che in alcune località perché si tratta di medie, in Italia i morti erano per l’85% anziani e con il coronavirus sono l’85%, tutti con varie malattie, le donne sono solo il 30%. Per stare sempre alla magia e al significato dei numeri, invece che alla propaganda, cioè mettendo da parte l’isteria e guardando alle proporzioni, checché ne dicano le femministe, solo per fare degli esempi, in Italia le donne uccise sono molte meno degli uomini uccisi e sono molte meno dei morti sul lavoro o in incidenti stradali. Infine, se in un mese in Italia sono morti per coronavirus alcune migliaia di persone, in un mese ne muoiono, complessivamente, più di 50.000.

Sembra che in Italia i morti per coronavirus, rispetto ai contagiati, siano in percentuale più alta che all’estero, però in Germania fanno il tampone a tutti quelli che arrivano dall’estero e, se sono contagiati, li mettono in quarantena. Invece in Italia facciamo liberamente entrare e uscire italiani, stranieri e immigrati, naturalmente senza controlli; perciò probabilmente rileviamo meno contagiati e morti in percentuale maggiore; poi rimproveravano ad altri paesi di avere più contagiati rispetto a quelli censiti.

Politica e televisione invitano all’unità, che purtroppo si può realizzare solo quando non si hanno più avvocati che ti difendono e quando si ha una sola opinione, cioè quando la propaganda ha una sola voce; infatti, solo quando i politici si criticano, riusciamo a conoscere qualche scandalo importante. Però bisogna dire che il coronavirus è stato favorito dalla globalizzazione, la quale favorirà anche il governo mondiale, il nuovo ordine del mondo e, forse, il ritorno alla schiavitù.

Nel secolo XX, la decadenza economica degli Usa e dell’Europa si è verificata a causa di guerre, anche in terre lontane, che hanno comportato alti costi per gli stati e alti guadagli per alcuni privati costruttori di armi; è continuata con le delocalizzazioni che hanno impoverito economicamente l’occidente, a vantaggio di privati occidentali che volevano risparmiare sui costi e l’hanno ancora privato di risorse allocando i profitti in paradisi fiscali dove potevano risparmiare le imposte previste dai loro stati; il coronavirus è stato solo il colpo di grazia finale.

La Francia difende i suoi asset industriali strategici, anche con le nazionalizzazioni e, aiutata dai francofili italiani che non amano l’Italia, progetta di acquistare altri asset strategici italiani. In Italia tutti i governi non ribassano mai i carburanti, anche quando, come oggi, il petrolio ribassa alla metà del prezzo precedente, anche quando, come adesso, costa solo 25 dollari al barile. Tengono i prezzi di benzina e gas fermi e, con il maggiore gettito fiscale, l’attuale governo finanzia le agevolazioni fiscali per il coronavirus; sembra il gioco delle tre carte, consideriamo che a febbraio del 2020 un impiegato in pensione è arrivato a pagare 800 euro una bolletta per il gas domestico.

Da alcuni studi, sembra che l’inquinamento atmosferico faccia più morti del coronavirus e che lo smog faccia da veicolo per il coronavirus, cioè che ne faciliti la penetrazione nei polmoni;  questa situazione farà retrocedere il Pil di Italia e Germania e forse sarà la pietra tombale dell’UE. Dalla situazione economica molto compromessa, nascerà un mondo diverso e, com’è spesso accaduto per tanti stati del mondo, questa volta la Cina imporrà la sua guida; con una UE fino a ora ostile, l’Italia ha bisogno di qualche amico, non è vero che le cosiddette “democrazie” scelgano amici sempre tra stati democratici”.

In Europa, a causa dei governi degli stati e dell’UE, sarà la fine di Schengen, cioè della libera circolazione delle persone, e il colpo di grazia politico. Oggi in UE il Consiglio dei Ministri prevale sulla commissione europea, anche perché le emergenze economico-politiche finiscono per rafforzare gli esecutivi, in Italia l’invito all’Unità ha lo stesso fine, la democrazia e la sovranità popolare sono un bluff.

Il presidente Trump, sostenuto dal segretario Pompeo, ma criticato da De Blasio e Pelosi, continua a definire l’epidemia Covid 19 “virus cinese” e, minacciando ritorsioni contro la Cina, l’accusa di aver parlato troppo tardi del virus, perciò dai cinesi è stato accusato di seminare il panico e di alimentare il razzismo anticinese; alle proteste cinesi, l’ambasciatore cinese è stato convocato a Washington.

Bisogna ricordare che la Cina ha nascosto, per settimane, il virus e l’epidemia, condannando i medici che, in  violazione del divieto, ne parlavano. Il virus è stato scoperto, per la prima volta, a Wuhan, il 17/11/2019, forse portato, secondo i cinesi, da militari americani in missione in Cina; la Cina ha fatto sforzi immani per contenerlo, ma si è diffuso ugualmente nel mondo.

A causa del coronavirus, la Banca di Cina ha ribassato i tassi, relativamente alti rispetto a USA, UE e Giappone, al 3,15%, la banca centrale del Giappone allo –0,1%, gli Usa all’1,25%, il Canada all’1,25%, l’Australia allo 0,5%, il Regno Unito allo 0,25%, la Svizzera allo –0,75%, la cui moneta si rafforza come lo yen, mentre la sterlina s’indebolisce. La BCE è stata l’ultima banca centrale a intervenire, con lo –0,50%, contemporaneamente aumentando la liquidità come la Fed.

In UE, investimenti, consumi e produzione diminuiscono, si è interrotta l’importazione di componenti industriali importati dalla Cina, contribuendo così alla riduzione della  produzione in Usa, UE e Giappone; si sono chiuse reti commerciali e perciò si chiede agli stati una politica fiscale espansiva. Lagarde ha scatenato il panico rifiutandosi di eliminare gli spread che danneggiano soprattutto l’Italia.

Comunque, secondo la signora, gli spazi di manovra della BCE sono limitati, anche se, a causa del coronavirus, la banca centrale europea, con i QE e i Tltro, continua ad alimentare la liquidità; complessivamente ora si tratta di circa 2.000 miliardi di euro, da distribuire tra i vari paesi. Per la Gran Bretagna è stato facile uscire dall’UE perché non aveva adottato l’euro, per gli altri paesi sarà difficile uscire dall’euro perché bisognerà stabilire con gli  stati, pro quota, la destinazione di questa enorme massa monetaria, che è un debito con cui gli stati si finanziano. 

Poiché le imprese, per non impiegare capitale, preferiscono vendere per il mercato e non, in attesa della vendita, per il loro magazzino, in agricoltura si vende il raccolto prima di raccoglierlo e nell’industria si vendono su commessa prodotti non ancora fabbricati. Anche con i contratti a termine o derivati si vendono beni agricoli o materie prime non posseduti con operazioni a termine o vendita di cose future che non sono ancora nella nostra disponibilità, e qui si entra in gioco la speculazione.

Questo tipo d’operazione si fa anche nel mercato finanziario ed è detta vendita allo scoperto o short, l’operazione si fa dietro garanzie con una banca o un broker che prestano azioni dietro un interesse, l’operazione è solamente speculativa e perciò andrebbe essere vietata, purtroppo il legislatore fa leggi su commissione, ma non dei cittadini.

Gli stati falliti o in default o insolventi sono stati diversi, ad esempio la Germania era in default dopo la prima e la seconda guerra mondiale, la Grecia lo è stata recentemente e oggi tocca al Libano, che ha un debito pari al 170% del Pil e non può pagare i suoi bond in scadenza, ma propone di pagarli ristrutturando il suo debito. Intanto la Germania, che ha un debito pubblico pari solo al 60% del Pil, vede la sua esportazione e produzione diminuire perciò, per fronteggiare la crisi generata dal coronavirus, ha stanziato 350 miliardi di euro, mentre la BCE ne ha stanziati 750, a vantaggio di tutti i paesi dell’Unione.

Nunzio Miccoli   www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 16/3/2020)

ITALIA

Contro la comune narrazione politica della televisione, il bilancio consuntivo dello stato del 2019, rispetto alla finanziaria o bilancio di previsione, ha evidenziato queste differenze: il deficit del bilancio è stato dell’1,6%, contro quello previsto del 2,04%. Con quota cento delle pensioni abbiamo speso in meno due miliardi di euro, con il reddito di cittadinanza abbiamo risparmiato 1,6 miliardi, tre miliardi li abbiamo risparmiati in minori interessi sul debito pubblico.

Grazie alla fatturazione elettronica, alla lotta all’evasione e alle multe, le entrate sono aumentate di venti miliardi, la spesa corrente della pubblica amministrazione è diminuita dello 0,4%; l’avanzo primario ha avuto un surplus dell’1,7%, il prelievo fiscale dei lavoratori dipendenti è aumentato del 2,1% e quello dei dipendenti pubblici del 3,1%. A proposito dei falsi in bilancio e delle previsioni sbagliate, c’è da augurarsi che i bilanci delle grandi imprese siano più aderenti alla realtà del bilancio dello stato.

Adesso il governo tratta per lo sforamento del bilancio del 2020 causato dal coronavirus, naturalmente, dovrebbe farlo con dati inattendibili. Il bilancio di previsione si discosta sempre dal bilancio consuntivo, anche questo definito però, dall’ex governatore della Banca d’Italia, Visco, bilancio virtuale; il fatto è che ciò che è lecito allo stato non è lecito ai privati, cioè, solo lo stato può fare bilanci falsi.

Poiché i politici non sanno contare, i dirigenti dello stato, al servizio di oligarchie occulte, istruendo i politici, tengono sempre alte le asticelle delle previsioni di spesa perché, seguendo l’indicazione dei padroni dello stato, non possono disabituare i sudditi a un’elevata imposizione fiscale. Altre statistiche significative, ma ambigue della televisione, riguardano le perdite in borsa dovute alla psicosi e al panico generati del coronavirus.

Secondo la teoria matematica dei giochi a somma zero, le centinaia di miliardi di euro persi da alcuni sono stati guadagnati da altri, inoltre, per i piccoli operatori di borsa, si tratta solo di perdite virtuali, perché le perdite reali si hanno solo quando si vende in perdita, la borsa spesso si riprende. (Per le notizie, fonte: Kartana - sinistrainrete.info – L’Antidiplomatico).

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Per il coronavirus, che ha colpito fino ad ora, soprattutto Cina, Italia e Corea del sud, ma seguono tanti altri paesi, sono già morte migliaia di persone e il tasso di mortalità pare sia di circa il 3,5% delle persone contagiate;  lo stato di pandemia, rispetto all’epidemia, riguarderebbe il mondo intero.  Per affrontare l’emergenza economica, il Fondo Monetario ha stanziato 50 miliardi di dollari, destinati ai paesi a reddito basso e medio.

La Banca Mondiale ha stanziato 12 miliardi, destinati ai paesi poveri; l’Ecofin, cioè i ministri economici dell’UE, non ha ancora preso delle decisioni in merito, ha accettato la flessibilità di bilancio, ma vuole anticipare la riforma del MES, che potrebbe fare molto male all’Italia. Il governo italiano ha deciso, con l’autorizzazione della commissione europea, di aumentare il deficit di bilancio del 2020 di 7,5 miliardi di euro, ai quali ha aggiunto 25 miliardi, per combattere gli effetti economici del coronavirus, portando il deficit oltre il 3%, come la Francia.

Vale anche la pena di ricordare che il 28.6.2017 la Banca Mondiale ha anche emesso due serie  di obbligazioni, scadenti il 15.7.2020, per 320 milioni di dollari, con lo scopo di far fronte a eventuali pandemie, che però sembrano delle scommesse finanziarie; la prima serie di 225 milioni ha il tasso del 6,9%, la seconda di 95 milioni ha il tasso dell’11%,  le relative cedole scadono il 15 di ogni mese.

Sono trattamenti di sicuro favore, però il regolamento prevede la perdita del capitale in caso di coronavirus e ora l’OMS ha dichiarato lo stato di pandemia; le condizioni richieste per la perdita del capitale investito e per gli indennizzi ai paesi più colpiti sono 2.500 morti nel paese epicentro, che è la Cina, e 20 morti in Corea del sud e in Italia, condizioni che si sono verificate.

Al riguardo, sarebbe utile che il governo italiano, che pende dalla bocca di Francia e Germania, per la tutela dei suoi diritti al risarcimento, si facesse sentire presso la commissione europea, presso la BCE e, naturalmente, direttamente presso l’OMS; ma forse lo farà la Cina, anche nell’interesse dell’Italia, anche se l’indennizzo sarà sicuramente molto inferiore ai danni sofferti dai paesi colpiti dalla pandemia. (Per le notizie, fonte: Leopoldo Gasbarro – nicolaporro.it).

EUROPA

Alla commissione europea, il presidente Ursula Von Der Leyen si è detto disponibile a sospendere il patto di stabilità sulla disciplina di bilancio degli stati, adottando una maggiore elasticità nella spesa; invece il presidente della BCE, la francese Lagarde, si è detta contraria ad abbassare i tassi, come già fatto dagli Usa, a finanziare la lotta al coronavirus e allo spread uguale per tutti gli stati. Lagarde afferma che lo spread non è materia della BCE; però, secondo Mario Monti, le banche centrali non dovrebbero muoversi secondo le indicazioni dei mercati, abituati a speculare sull’Italia.

Però, al fine di aiutare il credito bancario a favore delle imprese e le banche, Lagarde ha deciso di potenziale i Tltro a favore delle imprese e di aumentare di 120 milioni di euro, con il QE, la liquidità, per l’acquisto di titoli di stato al mercato secondario, aiutando così anche il finanziamento differito dei bilanci in debito di alcuni stati; infatti se si negoziano i titoli al mercato secondario, gli stati sono incentivati a fare nuove emissioni. Ma l’Italia, con i suoi alti interessi e le sue garanzie, fino a ora, non ha avuto bisogno di questo sostegno perché ha trovato sempre credito; tuttavia, le banche hanno in genere, grazie al QE adottato fino a ora, abbastanza liquidità, quindi non hanno bisogno di questa misura.

Grazie al suo elevato spread, alimentato dalla speculazione dei mercati, dalle società di rating e dall’UE, gli interessi elevati sui titoli di stato italiani hanno sempre trovato compratori, allontanando lo spettro dell’insolvenza. Purtroppo, per aiutare gli investitori esteri, l’UE, con un’altra misura, vorrebbe ridurre il portafoglio di titoli di stato italiani delle banche italiane, che usano questi titoli come investimento e per la loro liquidità.

Ora lo spread italiano, a causa del coronavirus, è in aumento, mentre la sua borsa è in perdita; vista l’emergenza, l’Italia vorrebbe portare il deficit al 3,3% come quello francese; per le sue dichiarazioni in merito, Lagarde, agente dei mercati e del FMI, è stata criticata da maggioranza e opposizione italiana e anche da Mattarella, mentre Meloni ne ha chiesto le dimissioni. Intanto 17 accademici italiani di sinistra hanno chiesto al ministro dell’economia Gualtieri di non firmare il nuovo MES, sembra che l’UE, a direzione tedesca ma con cappello francese, si stia sfaldando.

Senza aiuti europei, pare che la Cina fornisca all’Italia mascherine contro il coronavirus, il pacchetto di misure di Lagarde mira, in realtà, a sostenere le imprese e le banche tedesche, ma non è interessata agli effetti economici sull’Italia del coronavirus, né ai problemi italiani, infatti, vorrebbe il default dell’Italia. La nuova immissione di liquidità di 120 miliardi di euro non si spiega perché, in genere, le banche non hanno mancanza di liquidità.

Lagarde accetta gli spread come si evolvono, ma in realtà sono pilotato dalla speculazione e, per combattere il coronavirus, invita il governo italiano a usare la leva fiscale, come, in effetti, sta facendo, mentre Banca Mondiale e Fondo monetario hanno previsto interventi economici a favore dei paesi meno ricchi, colpiti dalla pandemia, ma non si sa se l’Italia sarà tra  i beneficiari; qualche aiuto verrà dalla commissione europea di Ursula von Der Leyen.  

Lagarde ha affermato che spread e coronavirus non rientrano tra i compiti della BCE, ha confermato il controllo dell’inflazione, sempre relativamente bassa e perciò non è argomento di preoccupazione. I 17 accademici italiani di sinistra hanno chiesto al ministro dell’economia Gualtieri di non firmare la riforma prevista del MES, la firma è fissata per il 16 marzo 2020; affermano che l’Unione deve riportare la sua politica su un binario di crescita e inclusione.

La riforma deve essere presa all’unanimità e prevede il voto dei creditori sulla ristrutturazione del debito degli stati; contemporaneamente alla revisione del MES, l’Italia aveva anche chiesto l’esame della riforma dell’Unione bancaria e un fondo europeo per gli investimenti, ma queste proposte sono state rinviate al 2024, assieme alla garanzia sui depositi.

Con la scusa della riduzione del rischio bancario, che oggi è soprattutto tedesco, il nuovo trattamento verso i titoli di stato italiani potrebbe far precipitare l’economia italiana, il risparmio italiano e le banche italiane, inoltre, i paesi dell’Europa settentrionale, ricchi di paradisi fiscali per il riciclaggio e l’evasione fiscale, sono anche contrari a un aumento del bilancio europeo, orientato soprattutto a favore dell’agricoltura francese.

Purtroppo l’Italia non è capace di spendere nemmeno i soldi europei e quelli statali italiani, già stanziati e destinati all’economia e agli investimenti; le riforme europee hanno sempre svantaggiato l’Italia perché i suoi governi, che sono europeisti e non italianisti, hanno sempre votato a favore, anche contro i suoi interessi, mentre alcuni paesi hanno votato contro il regolamento comune dell’immigrazione, hanno elevato barriere interne contro l’immigrazione e contro il coronavirus e non hanno operato a favore delle energie alternative.

Alle riunioni dell’eurogruppo l’Italia dovrebbe cominciare a presentare proposte che aiutino a superare la crisi, ostacolando l’egemonismo tedesco con copertura francese, ora pare che anche Mattarella stia mutando il suo atteggiamento verso l’UE; perciò l’Italia potrebbe andare verso le elezioni anticipate e l’UE si potrebbe sfaldare.

Intanto si cerca di coinvolgere al ribasso Salvini, orientandolo verso il governo giallo-rosso; Berlusconi, neo-europeista acquistato, s’impegna in tal senso, perché vuole un governo di unità nazionale, cioè un’ammucchiata politica con Salvini, sarà difficile che gli italiani ne possano essere avvantaggiati, ma la Germania ne sarà tranquillizzata.

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

 ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 9/3/2020)

ITALIA

Sembra che, grazie all’attivismo di Macron e all’accondiscendenza di Mattarella, contro l’autonomia dei governi italiani, sia in atto un’alleanza tra Vaticano e Francia; Germania e Francia investono in Italia, in imprese e politica, e perciò hanno interessi economici e politici in Italia; la chiesa cattolica ricicla denaro a Francoforte e il governo francese, apparentemente, non versa contributi alla chiesa cattolica, mentre Italia, Usa e Germania sono, tra soldi pubblici e privati, i suoi primi contribuenti e, come si sa, il cane muove la coda solo dopo aver ricevuto qualche cosa.

In politica e in televisione, i laici sono diventati rari come le tigri albine; la politica è anche un gioco, il governo di unità nazionale, proposto da Salvini, può servire solo a spartire le poltrone, sembra un’idea della vecchia politica, democristiana e comunista, e potrebbe essere una proposta del Vaticano. Salvini deve fare attenzione perché gli italiani tolgono il voto a chi cambia politica, cosa che fanno generalmente, con il tempo, tutti i partiti, lo ha fatto anche Di Maio, perché sono trasformisti; quelli di essi che hanno del consenso, é bene che evitino i tentennamenti e le metamorfosi, la fortuna elettorale di Salvini è derivata dalla sua posizione su immigrazione, sicurezza e Unione Europea.

In occidente, in Europa e nel mondo, l’alta finanza, ebraica, cristiana e islamica, cioè diretta ufficialmente da uomini con una fede religiosa, lavora in accordo, i suoi capi, anche se ostentano la religione, in realtà, non credono in Dio; le guerre e l’espansione della finanza puntano a incrementare, da parte di stati o persone, le proprie terre o le proprie ricchezze, gli uomini e gli stati non sono mai contenti e non moderano mai l’appetito, perciò nei paesi avanzati cresce la povertà.

Il popolo è diventato estraneo allo stato perché è stato privato del potere legislativo e della sovranità, perché le istituzioni e organizzazioni internazionali, come FMI, OCSE, OMS, ONU e UE, hanno, a loro volta, estraniato gli stati dalla legislazione, in quanto tese alla globalizzazione, alla speculazione internazionale, al nuovo ordine mondiale e al governo mondiale diretto da alcuni stati e dalle istituzioni suddette. La globalizzazione ha implicato maggiore fiducia riservata ai cattedratici della finanza internazionale, togliendola agli stati e alle persone critiche e indipendenti.

Le guerre e l’espropriazione di ricchezze altrui non sono solo, come affermavano i comunisti, una conseguenza della povertà, dell’emarginazione e della sete di eguaglianza economica e di distribuzione della ricchezza, ma nascono anche, da parte di stati e persone già benestanti,  dalla voglia di aumentare la propria ricchezza; all’interno di tale progetto, la religione è uno strumento per mobilitare le coscienze, favorendo il sacrificio di combattenti fanatizzati, a favore di un disegno di dominio, di espansione, di un potere occulto e oligarchico.

Quando si afferma che l’UE deve contribuire a risollevare l’economia italiana, si dimentica che in Italia ci sono decine di miliardi non spesi, assegnatici dall’UE o destinati a opere pubbliche, come si dimentica che i soldi non spesi dalle regioni, ufficialmente per ragioni burocratiche, furono espropriate dallo stato; però, se c’è la volontà politica, le leggi si possono sempre cambiare, così come stanno le cose, le somme non spese o spese in ritardo, sono utilizzate dalle banche a tasso zero, è uno dei tanti modi per sfruttare la colonia Italia.

Le notizie della televisione, sempre critiche e dirompenti per l’Italia, con l’aiuto di esperti, servono anche a seminare il panico e lo sconforto e a togliere prestigio all’Italia, ai suoi governi e alla sua scienza e alla sua economia; potrebbe essere una strategia dei mercati, che hanno agenti nell’informazione e nella politica italiane e puntano a speculare finanziariamente sull’Italia.

Al riguardo, Francia e Germania stanno molto più attente, caute e discrete, il dramma del coronavirus lo conferma, al riguardo, CNN e OMS hanno diffuso notizie che possono fare molti danni economici all’Italia; da ricordare che Mussolini proibì all’informazione italiana di fornire notizie di scandali politici e di delitti, naturalmente, è stato perciò redarguito dai “democratici”. I morti per coronavirus sono all’85% persone di oltre 75 anni, anche prima della pandemia, i morti erano all’85% persone di oltre 75 anni. 

Accade che chi si senta discriminato per razza, religione, classe, censo, cultura, aspetto fisico, menomazioni, malattie e sesso, se non perde l’autostima, per compensazione, guarda alla rivoluzione e, più avanti, vuole tutto il potere, per se e per la sua categoria, arrivando, paradossalmente,  com’è accaduto alle nuove dinastie, alle razze e agli stati emergenti, anche a sfruttare gli altri uomini; come dire che l’uomo non ama il prossimo suo o disprezza l’umanità; accade anche alle donne, ma le femministe lo negano.

EUROPA

La politica monetaria espansiva della BCE doveva servire a contrastare la recessione favorita dalla politica di austerità dei bilanci statali, voluta dalla commissione europea, che ha però puntato anche al contenimento dell’inflazione. Per quanto riguarda le banche, il 2019 ha segnato una riduzione dei crediti deteriorati alle imprese, mentre il nuovo credito alle imprese è rimasto debole a causa della debole domanda interna, del sottoutilizzo degli impianti produttivi nazionali che perciò non richiedevano nuovi investimenti produttivi e a causa degli investimenti produttivi all’estero da parte delle grandi imprese europee.

Oggi l’attivo commerciale UE  è di 400 miliardi di euro, mentre il passivo degli Usa supera quella cifra, senza manovre speculative, ne dovrebbe derivare una rivalutazione dell’euro verso il dollaro, un afflusso d’investimenti esteri e un rialzo delle borse europee. Gli Usa hanno deciso di ribassare i tassi dei bond decennali, portandoli all’1% e di abbassare di mezzo punto il tasso di sconto.

I tassi d’interesse sugli impieghi delle banche europee restano deboli, ma sono compensati dall’aumento dei ricavi sui titoli e dal fatto che la raccolta non costa niente; negli anni a venire, superato lo tsunami del coronavirus, il credito alle famiglie dovrebbe crescere, ma a tassi costanti, mentre gli utili delle banche dovrebbero aumentare a causa dei minori accantonamenti derivanti dai crediti a rischio; comunque, nell’UE, la riduzione degli interessi ha ridotto il costo del debito pubblico e ne ha beneficiato anche la Germania.

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Nel corso di un’esercitazione militare, In Europa settentrionale sono sbarcati 30.000 soldati Usa, perfettamente equipaggiati, per difenderla dalla Russia, che non minaccia nessuno e si è anche ritirata da tanti territori dell’Europa orientale. I militari sono senza mascherina e sono esentati dalle norme contro il coronavirus richieste ai civili. L’arrivo potrebbe essere una copertura contro la pandemia e per la nuova invasione d’immigrati voluta dalla Turchia.

Erdogan vuole liberarsi dei profughi siriani e spedirli in Grecia, perciò ricatta l’UE, che gli ha quindi promesso altri 500 milioni di euro, oltre i sei miliardi già concessi, mentre 700 milioni sono stati concessi alla Grecia; invece a Salvini, che voleva contenere l’immigrazione in Italia dalla Libia, ha riservato solo rampogne. Ursula  Von der Layen ha detto che la Grecia è la frontiera europea, allora Sassoli, per non turbare il papa e Soros, ha precisato che l’Europa non è uno scudo contro l’immigrazione.

Per il momento, l’UE ha deciso di accogliere 4.000 minori, i quali però, di solito, dopo l’arrivo, scompaiono regolarmente; questi migranti hanno rafforzato Salvini e il partito di estrema destra tedesco AfD; Ankara sollecita anche il rilascio dei visti d’ingresso in Europa per i cittadini turchi, ha bloccato le trivellazioni a Cipro e ha fatto diversi accordi con il governo di Tripoli.

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George Soros, ricevuto con tutti gli onori dal papa, con la sua fondazione Società Aperta, finanzia i paesi dell’Europa orientale, le ONG che agevolano l’immigrazione e, direttamente o indirettamente con gli incarichi, gran parte dei giudici della corte dei diritti europea. Il 51% dei 100 giudici, non sono giudici e nemmeno avvocati o laureati in legge, non sono indipendenti e non seguono sempre alla lettera la convenzione europea sui  diritti, soprattutto contro l’ingerenza politica. (Per le notizie, fonte: John Laughland – Università di Oxford - l’antidiplomatico – sinistrainrete.info).

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 2/3/2020)

ITALIA

L’Italia ha recentemente emesso BTP a trenta anni, per trenta miliardi di euro, al tasso, al lordo delle imposte, del 2,5%; come il solito, visto il rendimento, la domanda è stata molto più alta. A queste aste gli italiani non riescono ad acquistarli, perciò acquistano Bot che non rendono, però acquistano BTP a lunga scadenza le banche italiane e straniere e perciò, fino a oggi, i francesi, che sono amici di Mattarella, ne posseggono per 300 miliardi di euro; probabilmente le banche sono raccomandate rispetto ai privati italiani.

L’Unione Bancaria europea vorrebbe anche costringere le banche italiane a detenere meno BTP, in  modo che quelle franco-tedesche possano detenerne di più. Se l’Italia fosse uno stato sovrano con una sua moneta, come fanno altri stati, potrebbe riservare questi titoli ai suoi cittadini, se sono disposti acomprali, anche a un interesse più basso  e il bilancio dello stato, con interessi più bassi, se ne avvantaggerebbe; anche la Francia emette titoli del genere a trenta anni,  però a un tasso molto più basso.

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All’1/1/2019 le pensioni in pagamento dei dipendenti pubblici sono state poco più di due milioni per circa 72 miliardi di euro, dominano quelle di anzianità che sono 1.663.000, con una spesa di 45 miliardi di euro. Si sono fatte riforme delle pensioni dal  1992 al 2012, a parte il criterio di calcolo, retributivo o contributivo, si poteva andare in  pensione anche dopo 20 per gli statali e 25 anni per i dipendenti degli enti locali, non solo le donne; comunque, ancora oggi, le forze dell’dine possono andare in pensione a 58 anni e, per causa di servizio, anche prima, un beneficio che è loro concesso frequentemente.

L’1/1/2012 l’Inpdap dei dipendenti pubblici è confluito, con i contributi dello stato, nell’Inps, peggiorando i suoi conti, perché lo stato non effettuava tutti gli accantonamenti per le sue pensioni poi, il blocco del turnover del settore pubblico ha ancora peggiorato la contabilità delle pensioni dei dipendenti pubblici. Nella gestione dell’Inps pesano l’assistenza e le pensioni d’anzianità, i lavoratori a vita finanziano i suddetti settori.

Penso che da parte di stato, informazione, banca d’Italia e Inps, per difendere i privilegi, di cui beneficiano anche ex lavoratori sindacalisti, esiste una certa reticenza a evidenziare tutte le storture del sistema Italia, Le pensioni d’anzianità sono circa sei milioni, su oltre 17 milioni complessive; in materia, l’Italia si distingue dagli altri paesi per i contributi pensionistici più elevati e per le più numerose pensioni anticipate e di anzianità. (Per le notizie, fonte: Giuliano Cazzola – startmag.it).

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L’allarmismo sul coronavirus è stato alimentato dall’informazione televisiva che, invocando la scienza, che non parla sempre con una voce sola, dopo aver invitato ai dibattiti tanti “esperti”, ha parlato, a tutte le ore, prevalentemente di esso. La scienza cambia con i nuovi paradigmi e ha le sue incertezze e nemmeno il diritto dà la certezza, la quale è promessa solo dalla religione e dalla dittatura.

L’informazione, al soldo dello stato, fa pubblicità alla propaganda di partito ed è, naturalmente, incerta e volubile, non può avere certezze, perché i governi cambiano, però invoca certezze, ora la sua attenzione caotica al tema, procurerà danni economici al paese. Conte ha accusato le regioni del nord, aggredite dal coronavirus, di aver favorito, con la loro politica, la diffusione del virus, forse vorrebbe riconsegnare allo stato la gestione della sanità, togliendola alle regioni, poi, com’è accaduto in Usa, lo stato la consegnerebbe alle cliniche private della chiesa cattolica:

Per combattere la diffusione del virus, l’allarmismo dell’informazione televisiva ha diffuso il panico, portando, per impedirne la diffusione, alla chiusura di scuole, carnevale di Venezia e locali pubblici, ma stranamente, non delle discoteche, sarò stata una svista; per aiutare la speculazione economica contro l’Italia, non solo l’OMS e l’OCSE, ma anche Moody’s ha fatto sentire la sua voce, eppure pare che il 95% dei contagiati guarisca.

Lo stato nasconde la verità, ha i segreti e non è trasparente, perciò la gente non crede all’informazione pagata dallo stato e ai magistrati pagati dallo stato; le istituzioni internazionali non sono sempre autorevoli perché teledirette da grandi stati, infatti, la Società delle Nazioni condannò l’Italia per la sua annessione dell’Etiopia, dopo che Francia e Inghilterra si erano spartita l’Africa.

Con le sue risoluzioni, l’ONU condanna sempre le azioni militari d’Israele e molto meno quelle di altri paesi, ha condannato l’occupazione di terre palestinesi da parte d’Israele, senza tener conto che tutti gli stati hanno occupato terre altrui, perché la sovranità del popolo non esiste; ha condannato l’Italia per aver chiuso i porti all’immigrazione, trascurando il fatto che altri paesi avevano chiuso le frontiere all’immigrazione. Intanto l’immigrazione riprende e nessuno la ferma, il governo, agente di Bruxelles e nemico di Salvini, non ci pensa, l’Unione Europea non ha una strategia contro di essa, contro il coronavirus e contro la concorrenza sleale fiscale interna.

I politici europei preferiscono seguire le direttive delle lobby e, fino a oggi, hanno legiferato preferibilmente su agricoltura, pesca, debito pubblico, disciplina del bilancio statale e non sulla salubrità degli alimenti o sull’inquinamento. Per gli alti emolumenti da loro ricevuti, in genere, politici e alti burocrati europei sono europeisti contrari ai sovranisti, perciò sono a favore delle istituzioni europee. Per reazione, il parlamento italiano ha avuto scatti d’orgoglio verso la politica dell’Unione, sempre discriminante e attiva contro l’Italia; anche il coronavirus si è rivelato un’arma della speculazione internazionale levata contro l’Italia.

Il parlamento italiano dovrebbe anche riprendere la battaglia a favore della laicità dello stato e a favore dei lavoratori dipendenti, anche pensionati, di artigiani, agricoltori e piccoli imprenditori, cosa doverosa perché anche il papa si è detto contrario ai populisti, cioè al  partito del popolo. Prima della rivoluzione russa, i populisti volevano soprattutto la riforma fondiaria, cioè la distribuzione delle terre, appartenente spesso ai latifondisti della chiesa, che oggi, come proprietario terriero, si nasconde dietro finanziarie; pare che un terzo delle terre di vari paesi appartenga, indirettamente, a enti religiosi cattolici.

Purtroppo i partiti, alla ricerca dei privilegi per i loro uomini, con il tempo, si vendono e, poiché il capitale paga più dei lavoratori, cambiano programma e si spostano da sinistra a destra; è successo anche alla storia delle religioni, anche se ufficialmente, partiti e religioni si proclamano a favore del popolo, cioè affermano di essere moderati o progressisti. Stato e religione sono i fratelli siamesi, il loro nemico è il popolo che si può ribellare e creare disordini, perciò, tramite giornalisti e storici di corte, alimentano la menzogna, mentre alla rete rimproverano le fake news.

Nell’Unione Europea, Francia e Germania hanno governato unite contro l’Italia, ma presto potrebbero litigare per il controllo dell’Italia; la Merkel ha contato sul sostegno della televisione italiana, sulla corruzione politica e sulla sua personale prepotenza; Macron, legato alla finanza internazionale, ha contato sulla sua arroganza e sul sostegno di Mattarella, massoneria, PD, Di Maio, Conte, Vaticano e mafia.  Salvini sollecita le elezioni politiche anticipate a Mattarella che preferisce essere vicino a Macron, contrario al governo di Salvini e a favore dell’immigrazione in Italia.

Non è un mistero che l’Italia unita si è fatta con il sostegno di mafia, Francia e Inghilterra e, se si dovesse dividere di nuovo, Di Maio diventerebbe viceré di Napoli e il papa riceverà la città di Roma. La Mafia sostenne il processo d’unità nazionale assieme a Inghilterra e Piemonte, sostenne lo sbarco degli americani in Sicilia, i governi democristiani e oggi è legata all’alta finanza internazionale, a Francoforte e al Vaticano che speculano contro l’Italia, anche con l’immigrazione e con il coronavirus. Potenze e poteri, palesi od occulti, possono operare anche in raccordo.

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Il governo ha imposto misure di emergenza per una supposta epidemia che, secondo il CNR, nell’85% dei casi, è una specie d’influenza, con possibile sviluppo in una polmonite benigna che nell’11% dei casi che richiederebbe il ricovero e il ricorso a una terapia intensiva nel 4% dei casi, con l’1% dei ricoverati a rischio di morte, se trattasi di anziani immunodepressi. Partendo da queste premesse, il governo, tramite la televisione martellante e i persuasori occulti, si è impegnato a diffondere il panico, con limitazioni dei movimenti e delle libertà individuali.

In pratica, il governo ha emanato un decreto per la sicurezza pubblica che ha implicato la militarizzazione di diversi comuni, il che permetterà, quando si verificheranno altri casi di persone infettate, di estendere gradualmente questo stato di emergenza eccezionale a tutte le regioni, anche se mancheranno i posti letto in ospedale. Nelle aree interessate, assieme alla quarantena, è previsto divieto di accesso e di allontanamenti dal comune, divieto di manifestazioni, chiusura di locali pubblici, di scuole e di muse e sospensione di concorsi pubblici.

Per un’influenza come le altre, dopo che in Europa il terrorismo ha richiesto provvedimenti eccezionali, le notizie sono rimbalzate all’estero, con danni al commercio e all’economia italiana, perché si sono bloccati con mondo alcuni trasporti terrestri, marittimi e aerei. Così si è alimentato lo stato di paura e di panico collettivo, perché l’Italia è, per l’oligarchia mondiale, un laboratorio sperimentale. Con il pretesto dell’epidemia da contenere, in nome della sicurezza collettiva, è crollata la borsa, alimentando la speculazione, e si sono limitate le libertà individuali; è un fatto che stato e religione sono costretti a governare alimentando la paura, grazie a inferno, carceri, guerre, terrorismo e malattie. (Per le notizie, fonte: Giorgio Agamben – sinistrainrete.info).

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Al recente vertice tra Macron e Conte, tenutosi a Napoli, con le sollecitazioni del francofilo Mattarella, si è detto di voler superare le precedenti incomprensioni tra Francia e Italia; ricordiamo l’appoggio di Di Maio ai gilet gialli francesi, gli insulti di Macron agli italiani, definiti, senza le proteste di Mattarella, “rivoltanti”, il premio di 100.000 euro concesso da Macron a Carole Rackete, per aver violato l’embargo italiano all’immigrazione e le tensioni tra Francia e Italia in Libia.

Si è parlato del rilancio della cooperazione, l’interscambio tra i due paesi è pari a 86 miliardi di euro l’anno, è stato ribadito che le frontiere dell’UE devono restare aperte, cioè che il trattato di Schengen rimane; ma le barriere interne all’immigrazione rimangono e la Francia non accetta gli immigrati africani provenienti dall’Italia, che papa e Macron desiderano arrivino in Italia.

Il nostro governo ha ripreso il progetto della TAV e il trattato del Quirinale tra Francia e Italia riparte, si parla di dotare l’Unione di un bilancio adeguato e di rilanciare l’Unione Bancaria che potrebbe far molto male all’Italia; si rilancia la joint venture tra Fincantieri e Naval Group e la cooperazione nel settiore militare navale, con il rafforzamento dell’accordo militare Pesco dell’UE.

Attraverso i piani Pesco e EDF, Parigi ha piani egemonici e di guida per la difesa, che la Germania non accetta volentieri, la Francia si è accorta in ritardo delle competenze industriali e scientifiche italiane e ne è gelosa, perciò desidera progetti comuni per la difesa e lo spazio, dove già esiste la partnership Leonardo – Thales; però la Francia, che mette avanti sempre gli interessi francesi, mentre il governo italiano ìè europeista, sostiene il razzo francese Arianne e vorrebbe azzoppare il razzo Vega italiano.

Il trattato del Quirinale potrebbe avvicinare l’Italia al trattato di Aquisgrana che, da 57 anni, unisce Parigi a Berlino; fino a oggi, Parigi e Berlino sono state alleate contro l’Italia, perciò la mediazione di Mattarella non si sa dove potrà portare, forse alla presa di distanza della Germania che, come la Francia, aveva mire egemoniche verso l’Italia. (Per le notizie, fonte: Marco Orioles – startmag.it.

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Il governo giallorosso italiano, modificando il comma sei dell’artico 2476 del codice civile, ha previsto che, dopo una valutazione del giudice, per tutelare i creditori, gli amministratori di srl rispondano verso i creditori, per l’inosservanza degli obblighi relativi alla conservazione del patrimonio sociale dell’impresa, in modo però che, in queste piccole società, rimanga l’autonomia patrimoniale tra soci e creditori  ma non tra amministratore e creditori. Nelle società di persone, l’autonomia patrimoniale, di fronte ai creditori, tra capitale sociale e patrimonio dei soci, non esiste, ma esiste nelle società di capitali

Con la riforma, l’amministratore risponderebbe, come nelle società di persone snc, anche con il suo patrimonio; ad ogni modo, ne sarebbero coinvolte, oltre alle piccole imprese, professionisti e partite Iva che beneficiano del regime agevolato, con ricavi di euro 65.000 – 100.000 e tassazione al 15%. In pratica, a beneficio dei soci, la responsabilità limitata rimarrebbe, come nelle spa; forse era il caso, per tutelare assieme soci e creditori dell’impresa, di coinvolgere nella riforma anche le spa, perché l’autonomia patrimoniale delle società di capitale dovrebbe esistere solo per le perdite addebitabili al mercato e non per comportamenti disonesti degli amministratori, come si è visto nel dissesto delle banche.

EUROPA

Il consiglio europeo del 20-21 febbraio, per interessi divergenti tra gli stati, non ha trovato l’accordo sul bilancio 2021.2027, relativamente alla ripartizione dei contributi degli stati, tra gli impegni c’erano sussidi agricoli, cambiamento climatico, difesa, ricerca e coesione regionale; la Germania ha invitato a contenere le aspirazioni nei limiti delle risorse disponibili.

La Germania si è anche espressa contro i sussidi agricoli, che sono la prima voce di spesa e hanno come primo beneficiario la Francia, ha invitato a superare la politica degli sconti sui contributi, a vantaggio soprattutto di Gran Bretagna, piccoli paesi in dissesto e dei paesi di Visegrad,  ma non dell’Italia, anche Juncker aveva proposto di eliminarli. L’Italia non ha mai votato contro le leggi europee, non ha avuto trattamenti di favore,  non ha mai chiesto sconti ed è il quarto contribuente netto dell’UE, con un disavanzo di 5,2 miliardi di euro l’anno.

I paesi di Visegrad beneficiano di sconti e vogliono mantenerli per la coesione regionale, perché l’UE li ha arricchiti, con essi, con le delocalizzazioni e con l’emigrazione interna, perciò vogliono renderli permanenti. C’è poco spazio per l’aumento della spesa e perciò la spesa complessiva di bilancio, probabilmente, rimarrà vicino all’1% del Pil dell’UE; i paesi che hanno beneficiato di più del mercato unico, l’hanno fatto con le spese comunitarie, con le delocalizzazioni e con l’emigrazione interna, generica o qualificata. (Per le notizie, fonte: Giuseppe Liturri – startmag.it – La Verità 26/2/2020).

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Salvini non riesce ad avere, dall’europeista Mattarella e dal neo-europeista Di Maio, elezioni politiche anticipate, eppure in Spagna ci sono state quattro elezioni in due anni e i governi di Italia, Gran Bretagna, Francia e Germania, forse a causa della crisi, hanno perso consenso, con esponenti del governo indagati da parte dell’autorità giudiziaria. Sembra la crisi della democrazia rappresentativa, anche perché i governi li decidono le lobby, i poteri e le potenze, coccolati dall’informazione, soprattutto televisiva, e non gli elettori; non è questione del sistema elettorale, spesso ritagliato da una maggioranza, dopo simulazioni elettorali.

In Israele il 3 marzo ci sarà la terza elezione anticipata e, se non ci sarà una maggioranza, a settembre potrebbe essercene una quarta, il 20% degli elettori è fatto di antisionisti palestinesi ed ebrei ortodossi di destra, che ritengono che il ritorno del messia avrebbe dovuto precedere la nascita d’Israele; gli antisionisti sono antinazionalisti, mentre i sionisti sono i nazionalisti del partito Likud, al quale appartiene Netanyahu.

Gli ebrei sono divisi tra askenaziti orientali e sefarditi europei, il sistema elettorale proporzionale non riesca varare una maggioranza stabile, il governo deve resistere alle provocazioni palestinesi e all’imperialismo iraniano; gli arabi palestinesi sono antisionisti e sostengono Hamas o l’Autorità palestinese. Likud e destra religiosa sono alleati, ma non esiste una maggioranza politica.

Nel partito Likud, il filorusso Lieberman è avversario di Netanyahu, Lieberman è sostenuto da informazione e magistratura e ha chiesto nuove elezioni però, secondo i sondaggi, l’avversario elettorale di Netanyahu è Gantz, un militare del partito centrista. Dopo le elezioni parlamentari per il Knesset del 3 marzo, potrebbe anche essere varato un governo di minoranza, ma ci potrebbero essere anche nuove elezioni a settembre, sancendo così lo stallo del sistema politico israeliano. La storia insegna che l’instabilità politica interna incoraggia le aggressioni militari da parte di nemici esterni.

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 24/2/2020)

ITALIA

Secondo un rapporto del 2018 del ministero del lavoro, in Italia continua a crescere il numero degli occupati, a tempo determinato o indeterminato, arrivato a 23.215.000, mentre decresce quello dei pensionati, i lavoratori in nero non sono calcolati; lavoratori censiti e lavoratori in nero sono in tutto 30 milioni.  Le prestazioni previdenziali e assistenziali sono state pari a oltre 200 miliardi di euro, pari all’11,72% del Pil, di cui 183 sono formalmente pensioni previdenziali.

Dell’assistenza hanno beneficiato 4.121.039 persone, pero i beneficiari di prestazioni totalmente o parzialmente assistite sono 7.889.693, pari al 49,3% di tutti i pensionati; i pensionati totali sono stati 17,8 milioni. Mentre le prestazioni previdenziali si sono ridotte, quelle assistenziali continuano ad aumentare; la spesa sociale continua a crescere e non è vero che l’Italia spende poco in welfare.

Alcuni prendono due pensioni, per l’assistenza, nel 2018 si è trattato di una spesa complessivamente pari 105,666 miliardi di euro, destinata ad aumentare con il reddito di cittadinanza; invece la spesa pensionistica è in linea con la media europea, cioè è pari all’11,72% del Pil, ciò nonostante, la commissione europea ha sempre chiesto all’Italia la riforma del sistema pensionistico.

Rimane indubbia l’urgenza di separare la previdenza dall’assistenza, perequando le pensioni previdenziali, riducendo i privilegi della previdenza e gli abusi dell’assistenza; quota 100 dovrebbe portare a un aumento prestazioni previdenziali, ma queste, in ogni modo, con i decessi, nel prossimo decennio dovrebbero continuare a diminuire.

Se a volta i dati paiono contraddittori, se ne può dare la colpa anche all’Inps, che fornisce i dati ed è socio della banca d’Italia; d’altra parte, nemmeno il bilancio dello stato è sempre chiaro, nemmeno per i parlamentari che lo votano, l’ha fatto capire anche l’ex governatore della Banca d’Italia, Fazio. (Per le notizie, fonte: Alberto Brambilla – Itinerari previdenziali - startmag.it).

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MES e Unione bancaria possono fare molto male alle banche italiane, al riguardo, Bruxelles e Roma parlano lingue diverse, gli atti del MES non sono stati formalmente trasmessi alle camere italiane e la firma del MES ci sarà entro marzo, mentre la trattativa per l’Unione Bancaria si chiuderà entro il 2024; Bruxelles procede spedita, senza opposizioni da parte dell’Italia.

Tra i contenuti della riforma c’è la garanzia comune sui depositi e la risoluzione delle crisi bancarie, ad ogni modo, le condizioni poste dal parlamento italiano non sono state ascoltate; si attacca il debito pubblico italiano obbligando le banche italiane a ridurre la concentrazione in titoli di stato italiani per 384 miliardi di euro.

Con un contributo dell’Unione Europea all’EDIS, l’assicurazione sui depositi, si punta a incentivare le banche italiane a vendere i BTP in cambio di analoghi titoli tedeschi e francesi, che rendono molto meno; lo scopo ufficiale è ridurre i rischi derivanti dalla loro concentrazione, ignorando i derivati in possesso delle banche francesi e tedesche, elevando i loro profitti e riducendo quelli delle banche italiane.

Se, dopo le prossime elezioni politiche italiane, per reazione dovesse sciogliersi l’UE, è già previsto che se ne attribuirà la colpa all’Italia. Intanto Di Maio è diventato europeista come Berlusconi e Giorgetto difende l’euro; l’Italia ha perso la sovranità monetaria, che è fonte di entrate per lo stato, ciò malgrado,  gli italiani apprezzano la stabilità dell’euro ma non le istituzioni europee, infatti, sono diventati scettici verso l’UE che tiranneggia l’Italia e ha favorito la crisi italiana.

Nella contabilità della partita doppia, il totale degli accreditamenti e uguale al totale degli addebitamenti, cioè, quando si fa credito, soprattutto dietro garanzie, qualche altro s’indebita; accade con il risparmio detenuto dalle banche, con il deficit commerciale coperto con crediti esteri e con il deficit di bilancio dello stato, ripianato da stati che hanno attivi valutari con l’estero, dal risparmio dei cittadini e, per gli stati con sovranità monetaria, dall’emissione di altre banconote, che sono certificati di debito statali.

Salvo i favori fatti agli amici, I tassi sui fidi bancari dipendono più dalle garanzie che dall’ammontare del fido concesso, cioè dai debiti di un cliente verso la banca. Perciò non bisognerebbe mai fare troppi rilievi all’Italia per il suo debito pubblico, che è  assistito da garanzie adeguate, mentre le società rating, con le loro valutazioni, hanno alimentato la crescita dello spread italiano, per avere maggiori interessi da parte di uno stato indebitato ma solvibile, guadagnando anche sulle plusvalenze, perché la speculazione guadagna su borsa, valute e titoli di stato.

Da trent’anni l’Italia, diretta da europeisti e sottoposta alla dittatura della commissione europea, subisce uno spread alto e discriminante che invece, grazie alle garanzie, non sarebbe previsto con il comune credito bancario, perciò avrebbe dovuto essere più basso. Con uno spread come quello tedesco, il debito pubblico italiano, come vogliono i trattati, sarebbe stato pari al 60% del Pil, invece, cresciuto con la speculazione, non ha consentito la riduzione del debito pubblico, succede anche alle persone usurate. Quanto capiscono poco i nostri politici!

La teoria matematica dei giochi, applicata a borsa, economia, politica e guerra, è a somma zero quando una parte vince e l’altra perde la medesima somma, in realtà, in borsa esiste un terzo giocatore subdolo, cioè le banche, che guadagnano con le commissioni d’intermediazione e, a volte, manipolano anche la quotazione dei titoli trattati;  perciò, per le banche, rendono  più i titoli che il portafoglio. 

L’UE è influenzata dai mercati, dalle lobby e dalla speculazione ma, per favorire la libera concorrenza, le imposte dovrebbero esser le stesse, non ci dovrebbero essere i paradisi fiscali, ci dovrebbe essere un unico ordinamento scolastico, e gli interessi sul debiti pubblici dovrebbero essere gli stessi. Ora, poiché l’Italia riesce sempre a rinnovare il suo debito alle scadenze, non lo deve consolidare o renderlo irredimibile, ma può solo ridurre forzosamente gli interessi sui titoli di stato in circolazione, tenendo però conto di chi li ha acquistati, a prezzo maggiorato, al mercato secondario. 

Quando l’informazione serve la propaganda e perciò, con la riserva mentale, alimenta il gap tra pensiero recondito e la manifestazione dello stesso, bisogna ricordare che I debiti pubblici e privati creano la liquidità monetaria usata per i pagamenti; in tal modo, la moneta, fiduciaria, bancaria e virtuale, produce il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci; è per questo che gli americani, che hanno già sperimentato il miracolo del dollaro, volevano, a beneficio di tutti, lanciare il denaro dall’elicottero.

EUROPA

Non esiste un nesso tra andamento economico e andamento di borsa, nel 2019 in Iran le sanzioni americane sono state inasprite, perciò è aumentata l’inflazione e sono diminuiti il prezzo e la produzione del petrolio, Pil e quotazione della sua moneta, il Rial; però, la sua borsa, grazie alla speculazione, è salita ed è stata la migliore del mondo. In Giappone il Pil è diminuito del 6,1%, ma la borsa e i profitti sono aumentati, per conseguenza, il paese ha ridotto l’espansione monetaria e quella fiscale.

Mentre la televisione italiana, abituata a elogiare la Germania e a denigrare l’Italia, rimarca sempre la recessione italiana, la Germania, anche se favorita dagli stimoli fiscali e monetari, perde in produzione, esportazione, profitti e Pil; ciò malgrado, la sua borsa è ai massimi. Forse è iniziata la deglobalizzazione produttiva, cioè la riduzione delle delocalizzazioni industriali (non è colpa del coronavirus).

Ma la globalizzazione del mercato mondiale dei capitali, cioè l’esportazione o il movimento dei capitali, liberalizzato dagli stati liberisti e non protezionisti, continua, il che favorirà l’impoverimento dell’occidente e lo sviluppo del terzo mondo; cioè, ai fini della redistribuzione della ricchezza, il movimento dei capitali funziona meglio degli aiuti economici.

La speculazione alimenta anche le fluttuazioni delle valute, infatti, al momento, anche grazie ai dazi americani, euro e yen si svalutano contro il dollaro. Le borse sono influenzate più dalla speculazione che dalla politica monetaria, perciò la Fed progetta di ridurre il QE; con l’abbondante liquidità, i tassi sono ai minimi. (Per le notizie, fonte: Alessandro Fugnoli – Fondi Kairos - startmag.it).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 17/2/2020)

EUROPA

Con la Brexit, la Gran Bretagna ha deciso di lasciare l’UE; assieme agli Usa, ha messo da parte l’europeismo, il multilateralismo commerciale e la globalizzazione perché è critica verso la legislazione dell’UE e verso lo strapotere tedesco e perché, come gli Usa, ha una bilancia commerciale passiva, non compensata dall’attivo finanziario e dei servizi; in teoria risolvibile con la svalutazione monetaria e con i dazi, adottati da Trump, perché la GB ha conservato la sovranità monetaria.

Purtroppo però, la via della svalutazione, in Usa e GB, non è percorribile, perché i due paesi devono attrarre capitali dall’estero, anche diretti verso bond governativi, che compensino il deficit valutario, quindi desiderano una valuta stabile; però finanza e servizi non hanno aiutato molto Pil e occupazione e non hanno compensato le perdite produttive d’industria e agricoltura, entrambe sotto pressione da parte dei paesi emergenti.

Il paese si sta deindustrializzando e rifiuta gli standard legislativi dell’UE, come lo strapotere della Germania, peraltro anch’essa in caduta produttiva. C’è ancora da definire il rapporto con l’Irlanda del nord e la relativa disciplina commerciale doganale; la GB punta, comunque, a trattative commerciali autonome con gli altri paesi, mentre il libero scambio con l’UE, a causa del suo deficit commerciale, seguendo le orme degli Usa, potrebbe essere foriero di dazi commerciali, cioè sarebbe un altro colpo alla globalizzazione che era diventata il dogma degli economisti di corte, spesso ex comunisti.

Contro l’opinione dominante, in teoria, i sovranisti o nazionalisti, nel commercio estero, possono essere sia liberisti che protezionisti; d’altra parte, la storia del mondo è ciclica dal punto di vista delle crisi economiche, e pendolare dal punto di vista dei primati d'alcuni paesi e delle relazioni internazionali, perciò non bisognerebbe mai essere dogmatici, invece, poiché si rifiutano di seguire la moda, sono purtroppo dogmatici religione, scienza ed economia.

Sono in crisi la filosofia mercantilista del Wto e quella di bilancio e monetaria dell’UE che, con la globalizzazione, hanno favorito le attuali crisi economiche ricorrenti. Con le delocalizzazioni, assecondando le aspirazioni della grande industria, tutto l’occidente si è deindustrializzato a favore dei paesi emergenti, dove i costi di lavoro, energia e imposte sono contenuti e si può inquinare più liberamente. Probabilmente la GB, divorziando dall’UE, potrà aver accesso al mercato americano e ai paesi del Commonwealth, terrà gli immigrati europei ora residenti in GB e ne rifiuterà altri, mentre quelli del terzo mondo, secondo Macron, dovrebbero andare in Italia (plaudono papa, mafia, e cooperative).

Il nuovo ministro dell’interno italiano, Luciana Lamorgese, vuole eliminate le multe, introdotte da Salvini, a carico delle ONG che favoriscono l’immigrazione clandestina; tutto ciò è accaduto, dopo che l’UE, diretta dalla Germania, ha calpestato la sovranità nazionale dei paesi europei. Secondo un’indagine estera, a parità di lavoro, s’immigra nelle grandi città, anche gli stranieri, per guadagnare di più; allora perché si dice che la discriminazione salariale è solo a danno delle donne, possono essere discriminati anche gli uomini e perché si dice che gli immigrati sono solo profughi.

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Dopo lo scoppio delle crisi dei subprime americani del 2008, per contrastare la politica di austerità voluta dalla Germania, le banche centrali abilitate all’emissione monetaria, cioè Fed, BCE e banca del Giappone, hanno adottato una politica monetaria espansiva che in Europa ha azzerato i tassi d’interesse e il rendimento dei titoli di stato. Con il QE, le banche centrali hanno acquistato obbligazioni pubbliche e private e hanno fatto crescere i mercati finanziari e immobiliari, creando perdite ai risparmiatori e ai fondi pensione.

Ciò malgrado, nonostante gli auspici della commissione europea, il tasso d’inflazione è rimasto basso, se fosse stato più alto, avrebbe favorito la riduzione reale del debito degli stati; in controtendenza rispetto alla Germania, il bund decennale americano ha raggiunto l’1,78%, perciò l’eurozona ha superato Cina e Giappone come acquirente di titoli di stato americani, mentre il disavanzo commerciale americano, nonostante i dazi di Trump, persiste.

Aumentano le esportazioni europee, si rafforza l’euro e, contemporaneamente, l’afflusso di denaro in Usa sostiene la quotazione del dollaro. Ci vorrebbe una riforma monetaria mondiale, con una moneta simile ai diritti speciali di prelievo del Fondo Monetario Internazionale, poi bisognerà decidere la sorte di tutti questi dollari in circolazione; come accade in guerra, solo una svalutazione enorme del suo valore potrebbe fornire una risposta, perché la moneta si ripudia quando non vale più nulla.

ITALIA

Sembra che in Puglia, a un imprenditore che rifiutava il pizzo, le banche non hanno più concesso il credito; a volte sembra anche che pagare il racket, quando lo stato è latitante, convenga, mentre si può essere sequestrati dal fisco, dagli avvocati e dalle banche, e si spende di più. Probabilmente perciò, nel sud d’Italia, chi resiste alla mafia, è soggetto anche a più  verifiche fiscali e riceve  meno contributi europei per l’agricoltura, perché la mafia aiuta il lavoro di chi la paga e chi tiene la bocca chiusa.

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Quando s’invoca il multiculturalismo, non si tiene presente che i romani, facendo prigionieri di guerra, li portavano schiavi a Roma, che così tendeva al cosmopolitismo e al multiculturalismo. Il multiculturalismo che implicherebbe  tolleranza verso altre culture, derivava dalla conseguenza della lotta tra stati per la terra e per le tasse imposte ai sudditi; come conseguenza, faceva morti, deportazioni, schiavi, pulizia etnica, emigrazioni forzate, matrimoni misti ma, per chi utilizzava gli schiavi, anche profitto.

La prima tappa dell’immigrazione forzata è traumatica e produce un’azione di rigetto da parte di quelli che non sfruttano gli immigrati, mentre quelli che li sfruttano dicono di essere a favore dell’accoglienza e della solidarietà. Nel corso dei secoli, gli stati omogenei sono nati omologando, con la forza, persone di origini diverse, è accaduto tra greci, romani, germani, italiani, arabi, cinesi, ecc; si diventa omogenei quando si ha una sola lingua e un solo ordinamento giuridico statale, mentre il multiculturalismo si predica, con la tolleranza, solo nella fase anteriore tribale e non omogenea.

Dopo le deprecabili vicende belliche, con i loro eccessi, l’Italia accettò il rientro dei tirolesi in Alto Adige, ma gli italiani di Venezia Giulia, Istria, Dalmazia e Libia, alla fine della seconda guerra mondiale, furono uccisi e scacciati dalla terre che abitavano e i sopravvissuti non poterono ritornare; contro una logica multiculturale, furono rifiutati e la sinistra titoista, che oggi si definisce multiculturale, non li difese e li accusò tutti di essere fascisti, mentre gli storici e i giornalisti di regime antifascista tacevano, perché questa non era una storia da raccontare.

Ancora oggi, l’Italia e gli altri grandi paesi europei, non sono del tutto omogenei per etnia e classe, perciò alcune minoranze hanno rigurgiti autonomistici e nazionalistici; di multiculturalismo non si parla più quando nasce un popolo nuovo e quando non c’è più bisogno di solidarietà e di tolleranza verso chi viene da fuori, perché si vive in una sola cultura, anche se, dall’origine, artificiale e forzata.

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Quando il pensiero si traduce in comunicazione verbale o scritta, in genere la comunicazione non corrisponde alla trasmissione telepatica del pensiero che, ove fosse possibile, è più genuina, perché l’uomo, quando parla, forse per tutelarsi o per interesse, è abituato a dissimulare, cosa impossibile da fare con la telepatia. Insomma, l’uomo comunica con la riserva mentale, lo stato dissimula con la costituzione e la politica lo fa con le promesse elettorali e con le dichiarazioni, il commercio lo fa con la pubblicità, la religione lo fa con la salvezza per tutti.

Grazie all’informazione, finanziata dallo stato e da poteri economici, sembra che qualche stato, tramite agenti o servizi, operi per sabotare le buone relazioni tra Italia ed Egitto, tra Italia e Israele e tra Italia e Cina. Macron è geloso dell’Italia e vorrebbe fermare il suo attivismo mediterraneo e la sua vendita di navi militari all’Egitto; l’Italia collabora con Israele ed Egitto nello sfruttamento di giacimenti d’idrocarburi e collabora con Israele nella ricerca spaziale e nella difesa e, contro il parere della Germania, ha aperto i suoi porti alla Cina.

Salvini sbaglia quando afferma di sentirsi legato solo agli Usa, l’Italia deve imparare a fare i suoi interessi economici, anche contro Francia e Germania, come fanno gli Usa e come voleva Craxi. Purtroppo, per provocare incidenti diplomatici internazionali, su ispirazione dei soliti ignoti, è accaduto che l’informazione, soprattutto televisiva, abbia rimproverato all’Egitto, dopo la morte di Regeni, di aver imprigionato, senza un motivo, uno studente, agli italiani l’apparizione di scritte antiebraiche e alla Cina di aver diffuso il coronavirus; per il momento, ha protestato solo la Cina.

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 10/2/2020)

LE CONDIZIONI DELL’ITALIA

La Lega è nata per riformare l’Italia, a causa delle storture italiane, chiese la devoluzione nel nord Italia e accese la polemica contro Roma ladrona; la Lega degenerò sotto Bossi e oggi Salvini, rigettata la devoluzione, vorrebbe tornate alle riforme, ma ha contro PD, conservatori, UE, informazione e, subdolamente, Berlusconi che, nell’interesse dei mercati, avrà il compito di sabotare le riforme. Malgrado alcuni errori di Salvini, gli italiani, che vorrebbero cambiare l’Italia, con il voto l’hanno rafforzato ma, con l’itinere della politica, potrebbero cambiare idea.

Lo stato di diritto è quello in cui esiste un principio di legalità diffusa, con una giustizia equa, celere ed economica, senza prescrizione, che riconosca l’eguaglianza dei cittadini davanti alla legge, con un’amministrazione  non vessatoria ed efficiente ed una partecipazione reali dei cittadini ala vita politica; in realtà, lo stato riduce la libertà dei singoli, discrimina, fa favori e stabilisce che ciò che non è concesso ai singoli è concesso allo stato.

La legge e le pene sono incerte, le leggi sono contraddittorie, le sentenze, con i loro gradi, arrivano in ritardo, vanificando qualsiasi giustizia, la carcerazione preventiva è troppo lunga. L’eguaglianza dei cittadini davanti alla legge  è il primo principio rivoluzionario, mentre la giustizia è il primo compito dello stato derivante dal patto sociale; malgrado ciò, lo stato imparò subito a fare favori, cioè  a fare discriminazioni con le leggi, inoltre, il potere ha sempre considerato la giustizia un lusso per i sudditi, ma occasione di lavoro per gli avvocati.

La classe dirigente era “legibus soluta”, cioè aveva immunità giudiziarie, in Italia, la cassazione ha cancellato sentenze scomode per lo stato, la corte costituzionale non ha eliminato le leggi anticostituzionali, il presidente della repubblica ne ha promulgate altre; a volte, la magistratura ha  fatto finta di non vedere su fatti gravi e delittuosi, previsti come tali dalla legge, ha archiviato e assolto quando non doveva.

L’esistenza di reati d’opinione, dei finanziamenti alla stampa e della legge sulla stampa, dimostra che in Italia non è facile esercitare la libertà di pensiero, la quale si esercita praticamente nell’informazione; l’articolo 3 della costituzione è regolarmente baipassato, in materia fiscale, si sono fatte leggi elusive per gli amici, i trattamenti pensionistici sono diversi nelle varie categorie, perciò il diritto del lavoro viola spesso il principio d’eguaglianza, cioè è anticostituzionale.

I dipendenti pubblici, da un’amministrazione all’altra, a parità di qualifica e anzianità, hanno stipendi diversi, l’esercizio dei diritti politici è reso difficile dalle leggi elettorali e dal fatto che i partiti impongono i loro candidati; il cittadino è schiacciato dalla pubblica amministrazione, alla quale deve chiedere licenze, autorizzazioni e concessioni, perché tutto è vietato, salvo quello che è permesso; però il permesso, e non è un caso, si ottiene pagando.

Il sistema fiscale è espropriativo; con autotassazione e sostituto d’imposta, lo stato è veloce nel riscuotere e lento nel pagare, di questo fatto non è colpevole solo la burocrazia, ma anche chi fa le leggi e di chi, dietro le quinte, dirige le sorti dello stato; gli avvocati fanno le leggi, le amministrano, in giudizio o fuori, e ne reclamano l’applicazione in  giudizio;  il popolo non governa mai realmente, nemmeno per interposta persona. Lo stato non è una democrazia trasparente, l’omertà statale si chiama segreto di stato, segreto militare e segreto della pubblica amministrazione.

I gusci vuoti della repubblica, della democrazia e del socialismo tradiscono la realtà perenne dell’oligarchia, in Italia rappresentata soprattutto dalla chiesa; l’Italia è ancora uno stato confessionale e un  protettorato Vaticano, che condiziona la vita pubblica italiana. Lo stato è la più grande sanguisuga mai inventata, è l’impresa economica privata di maggior successo;  se un  imprenditore opera con i suoi soldi e lavora dodici ore il  giorno, alla fine dell’esercizio la sua impresa pagherà imposta sul reddito, i suoi dipendenti imposta sul reddito e i suoi clienti, l’Iva.

Sommando queste imposte, dalla sua attività lo stato avrà guadagnato molto più di lui; servizi pubblici, deficit di bilancio dello stato e debiti dello stato sono un alibi per giustificare un’esazione così sfrontata; l’evasione è nata anche come reazione a questi fatti. Poiché lo stato non è giusto ed efficiente, non riesce a garantire la convivenza civile, come aveva promesso con il patto sociale.

Le diverse fortune economiche, certificate o favorite dallo stato, generano gelosie e divisioni, il lavoro subordinato ha conservato alcune caratteristiche della schiavitù, infatti, i salariati non sono autonomi, non sono liberi  e non si autodeterminano. Per garantire il lavoro agli avvocati, i processi sono lunghi, mentre i gradi di giudizio dovrebbero essere due, con sentenza esecutiva già in primo grado; nei processi penali si dovrebbe poter appellare solo l’avvocato difensore e non il pubblico ministero, la sentenza d’appello dovrebbe essere anche peggiorativa; invece oggi la giustizia pare conforme all’interesse degli avvocati, ben rappresentati in Parlamento.

Chi gode del gratuito patrocino, ha maggior ragione per appellarsi, perciò questo diritto andrebbe sospeso; i dipendenti pubblici si appellano perché hanno diritto allo stipendio fino all’ultimo grado d’appello, se lo stipendio fosse sospeso dopo la prima sentenza, forse non si appellerebbero. La democrazia non si valuta in base ai gradi d’appello, i quali servono solo a ritardare il corso della giustizia.

Anche i fiscalisti sono favoriti dalle leggi dello stato, la macchinosità delle leggi fiscali ne garantisce il lavoro, è per questa ragione che tante norme non si possono semplificare; dopo il patto, statuto o costituzione, fatto con lo stato, la giustizia dovrebbe essere gratuita per tutti, invece oggi è pagata ma non garantita. Per lo stato,  una giustizia giusta e l’eguaglianza dei cittadini davanti alla legge sono un lusso per i cittadini, non vuole che rispondano dei loro atti i detentori del potere effettivo ed i loro politici e dirigenti tirapiedi.

Se i giudici  non archiviano, se gli inquisiti eccellenti non sono assolti, ci sono sempre la corte d’appello e la corte di cassazione che possono cancellare le sentenze scomode, poi ci sono le grazie, gli indulti e le amnistie; perciò non esiste una giustizia operante in concreto. Agli uomini è stato inculcato il rispetto della legge, era così per ebrei, romani e oggi per l’Islam, però il diritto positivo è spesso iniquo, arbitrario e convenzionale, cioè irrazionale; nasce all’interno di una maggioranza e dalla legislazione illimitata dello stato, mentre il diritto naturale e consuetudinario era un diritto circoscritto, limitato e legato al costume delle genti, cioè era sentito dal popolo, anche se primitivo.

Se le norme sono di difficile interpretazione, favoriscono la litigiosità ed il lavoro degli avvocati; non tutto quello che è scritto nella norma è giusto, perché il diritto si trasforma con il tempo, i costumi ed i luoghi, oltre che con  gli equilibri polittici, perciò deve essere continuamente riformato; quasi mai le leggi sono logiche, altrimenti sarebbero  uguali in  tutte le epoche ed in tutti i paesi, le leggi servono anche a tutelare precisi interessi.

Le leggi positive di diritto comune sono caduche come tutte le cose umane, furono definite sacre dagli ebrei, per facilitarne il rispetto e per tornaconto dello stato; comunque, in Italia oggi, malgrado quello che se ne dice da parte dei politici, manca civiltà giuridica e il paese non è un paese di diritto. Il popolo non è stato mai realmente sovrano in nessun paese, tuttavia va approfondita la questione della sovranità dell’Italia come stato; in Italia pesa la presenza del Vaticano, che condiziona la politica nazionale e l’economia del paese; il Vaticano, riceve tributi dallo stato Italiano, che è un suo protettorato, parlo dell’8°% Irpef, inoltre ha privilegi fiscali come li hanno sempre avuti i veri sovrani.

Tuttavia, per stabilirne il grado di sovranità, la posizione internazionale dell’Italia  va vagliata anche in rapporto agli altri paesi; consideriamo che l’Italia ha perso la seconda guerra mondiale e quindi potrebbe essere stata trattata dai vincitori, cioè dalle grandi democrazie, come uno stato semisovrano invece che come un amico o un alleato. Mi riferisco alle basi militari americane in Italia, realizzate senza voto del parlamento e anche con soldi italiani, all’adesione alla Nato e ai vincoli a essa imposti  dai circuiti finanziari internazionali dominati dall’occidente. 

Dopo la seconda guerra mondiale, in Italia sono avvenute delle stranezze, si sono chiuse industrie elettroniche, chimiche e farmaceutiche e contenuta la produzione interna automobilistica, favorendo la produzione estera e la nostra politica non ha difeso la produzione nazionale. Le industrie privatizzate e passate allo straniero, hanno comportato la chiusura di stabilimenti e il trasferimento all’estero di brevetti.

In Italia Ugo La Malfa, legato ad ambienti finanziari, con la scusa di combattere i consumi privati, impedì l’apertura di fabbriche di televisori a colori, così l’industria elettronica nazionale, all’inizio molto dotata,  decadde paurosamente a vantaggio dei produttori esteri.

La Fiat, invece di potenziare la produzione di auto in Italia, prima si è opposta all’arrivo dei giapponesi ad Arese e poi ha spostato gran parte della produzione all’estero, perché il Vaticano, con le sue banche e d’industrie, voleva espandersi in Europa Orientale e in America Latina.

Inoltre, i produttori italiani, quando esportano all’estero, faticano a farsi rimborsare Iva e altre imposte, come a riscuotere crediti verso la pubblica amministrazione; dietro queste scelte c’è una precisa strategia. Non credo che tutto ciò sia accaduto casualmente, ma sembra avere lo scopo, a carico di un paese neocoloniale, di scoraggiare la produzione industriale in Italia e di trasferirla all’estero.

La politica italiana è al servizio dell’élite, la finanza controlla la Banca d’Italia e la politica economica e di bilancio del paese, perciò i conti dello stato sono sempre sotto il vaglio di centri esteri come la commissione europea, soprattutto dopo la perdita della funzione monetaria. Quale è la ragione per cui i fondi comuni d’investimento di diritto lussemburghese, autorizzati ad operare in Italia, debbano pagare meno tasse dei fondi italiani? Probabilmente, da parte della politica italiana, s’intende aiutare la concorrenza estera e la produzione estera nei confronti dell’Italia, esattamente com’è sempre avvenuto per i paesi coloniali.

Non è vero che la pubblica amministrazione italiana è lentissima per colpa dei burocrati, menti sottili hanno progettato questa situazione, predisponendo leggi ad hoc; infatti, lo stato italiano incassa tasse velocemente e spende lentamente. Abbiamo inventato i sostituti d’imposta e l’autotassazione; l’oligarchia sa come tutelare i suoi interessi e sfruttare le colonie, incassare velocemente e spendere lentamente, però l’economia italiana risulta svantaggiata e penalizzata rispetto all’estero.

Pressione fiscale italiana, delocalizzazione, politica economica dell’Europa, mancato rimborso delle tasse alle imprese sono solo strumenti di una politica dell’élite, che ha alimentato il debito pubblico italiano ed è ostile alla volontà di riformare il sistema Italia, molto dinamico per altri versi. In Italia esiste la vocazione all’impresa ma è valutata con i famigerati rating, che generano pessimismo e rassegnazione.

La stampa prezzolata insiste su criminalità e corruzione italiane, in modo da far fuggire gli investimenti italiani all’estero; la televisione italiana, oltre a presentarci sempre il papa, parla sempre di delitti, di corruzione e di mafia, il che crea allarme, sfiducia all’estero e scoraggiamento interno, però in Italia ci sono meno omicidi che in Francia e in Inghilterra.

La politica è impedita a fare una vera riforma della pubblica amministrazione e della giustizia e favorisce gli investimenti all’estero piuttosto che in Italia, così ne viene colpita l’occupazione. In Italia esiste la corruzione, ma è infame sostenere che è maggiore che nel terzo mondo, come ripetono tanti articolisti e tanta bella stampa al soldo dell’élite; in Italia le privatizzazioni sono state fatte sotto la spinta internazionale, a prezzi di favore, a favore di gruppi esteri e con tangenti per i politici.

E’ accaduto anche nel terzo mondo e in Russia, infine, il debito degli stati serve a ridurli in schiavitù, cioè nella condizione di stati coloniali e semisovrani, infatti, il servizio del debito ha preso il posto dei tributi degli stati tributari. Il Vaticano ha rappresentanti ufficiali all’ONU e non ufficiali nelle istituzioni europee, poiché è grande investitore internazionale e padrone d’Italia, alla Banca Centrale Europea è sentito più del governo italiano; perciò gli stati europei, da qualche decennio, hanno preso l’abitudine ad accordarsi con il Vaticano, il quale poi passa gli ordini ai governi italiani di tutti i colori che, inginocchiandosi, si uniformano; così  lo stato italiano è baipassato ed il suo governo è snobbato, la ragione risiede nel fatto che l’Italia non è uno stato sovrano.

I nostri politici sono dei veri burattini prezzolati, il nostro presidente della repubblica è pagato più del presidente della repubblica americana, i nostri parlamentari sono pagati meglio di quelli degli altri paesi europei; i capitani di ventura, per obbedire all’oligarchia e per non ricattare i veri poteri, sono comprati, compensati e tutelati lautamente. Presidente della repubblica, ministri e governatori della Banca centrale sono tutti fiduciari dell’élite, sono loro garanti locali, cioè agenti, occhi, bocca e orecchie dei veri padroni.

Sono tante le tasse e le multe pagate dall’Italia allo straniero, soprattutto all’UE, noi inviamo all’estero truppe di pace e partecipiamo a varie collette internazionali, sulle quali mangiano in molti, siamo contribuente netto con l’Europa; cioè, dopo aver rinunciato alla moneta, che dovrebbe essere fonte di entrate per il governo,  le versiamo più di quello che riceviamo da essa, tutti questi gravami internazionali non aiutano la crescita economica dell’Italia, è accaduto anche alle colonie. In India le spese del’esercito d’occupazione   inglese erano pagate dagli indiani.

Il pacchetto internazionale per il clima dovrebbe servire a  ridurre le emissioni di carbonio, per prevenire il riscaldamento globale, forse è un bluff, a tale proposito, si chiedono aiuti per la riconversione ai paesi poveri; però non ne saranno beneficiari i paesi poveri, ma  intermediari potenti che viaggiano in jet privati inquinanti, anche i politici dei paesi poveri sono cointeressati all’abbuffata. Questi aiuti dovrebbero servire ad aiutare i paesi poveri ad attrezzarsi per le riduzioni delle emissioni, ma Cina e Usa sono i maggiori inquinatori e non sono pronti per prendere impegni precisi in materia.

L’Europa ha bacchettato sempre il deficit italiano, ha chiesto di inasprire la legge sulle pensioni, quando l’Inps era ancora attiva; dell’attivo si è appropriato lo stato che deve tener conto degli interessi dell’oligarchia,soprattutto straniera. Quando si chiede di certificare i bilanci delle società e di colpire i falsi in bilancio si dimentica cosa disse l’ex  governatore della banca d’Italia, Fazio, cioè che il bilancio dello stato italiano è virtuale; da sempre, ciò che, per legge, è lecito allo stato, non è lecito ai privati.

Dopo aver sfruttato in epoca coloniale i paesi poveri, oggi l’élite ritiene che, utilizzando la leva della solidarietà, la moneta e le istituzioni internazionali, sia meglio sfruttare i paesi ricchi, in fondo, i briganti hanno sempre saputo che rubare ai ricchi rende più che rubare ai poveri. Non ci facciamo incantare dai numeri al lotto delle statistiche della televisione, l’Italia è un forte produttore di beni industriali, malgrado la forza dei nostri piccoli imprenditori, tasse maggiori che all’estero e la famigerata Irap, disincentivano l’occupazione, la produzione e  creano distorsioni a sfavore dell’Italia, favoriscono gli esportatori di capitali italiani e centri finanziari esteri che riciclano capitali mafiosi.

Dalla fine della seconda guerra l’Italia, con terrorismo, instabilità politica ed economica,  speculazioni sulla lira ed esportazione di capitali all’estero, è stato un laboratorio per l’elite, che poi ha esportato questo modello di successo neocoloniale anche nel terzo mondo. L’instabilità politica dell’Italia  ha aiutato  le speculazioni sulla lira e ha ridotto le velleità indipendentiste del paese.

L’identità di un popolo si può distruggere anche con l’immigrazione incontrollata o non regolamentata, mentre la religione islamica aiuterebbe anche a rinforzare il principio d’autorità, l’autorità dello stato e la religione. Oggi anche la sanità, dietro cui sono le banche e quindi l’élite, è diventata una grande speculazione economica, la sanità pubblica e privata spesso non serve per curare o prevenire malattie, ma serve di più al profitto.

I maggiori costi di trasporto italiani, giustificati dall’orografia, si potevano calmierare con la navigazione di cabotaggio, le lunghe coste erano i nostri canali navigabili, ma la politica asservita non l’ha voluta; anche se sarebbe costata poco e i porti già c’erano, non si è voluto rendere il paese più concorrenziale. La maggiore spesa per l’energia elettrica da parte delle imprese, dovuta alle tasse,  è un modo per contenere produzione, occupazione e consumi interni, a favore della produzione estera e per impoverite e colonizzare l’Italia.

In Italia la piccola e media impresa è vitale, tuttavia, superati i contrasti con il sindacato, ha difficoltà con il credito e con la pubblica amministrazione, produce bene ma ha problemi  che le impediscono di rispettare i termini di consegna ed anche questo fatto favorisce la concorrenza estera. La politica, chiusa in una sfera d’oro, è incapace di capire questi problemi ed i problemi del paese, è incapace di porvi rimedio oppure n’è impedita da "lor signori".

Dalla fine della seconda guerra mondiale, l’Italia è perennemente in una situazione d’emergenza economica e di crisi politica, questa è la condizione migliore per non fare le riforme che razionalizzino il sistema Italia e rendano il paese più simile ad una “democrazia” matura e moderna, capace di difendere meglio anche i suoi interessi all’estero.

La “democrazia” è generalmente rappresentata da un governo che scaturisce dal voto di maggioranza, tuttavia, la politica si cimenta servendo soprattutto gli interessi di una minoranza, espressa in sostanza da lobby e fondazioni, mentre l’informazione è finanziata dallo stato, che è, in realtà, un’impresa privata, e ancora da altri privati. L’uomo si è evoluto con l’intelligenza, ma in politica, mirando alla carriera, ai privilegi e al potere apparente, s’impone soprattutto con la furbizia, mettendosi al servizio di poteri forti.

Dietro le quinte, i capitalisti della finanza ispirano la politica, servendosi di politici che sono pupazzi da loro finanziati, però Berlusconi, che è amante delle competizioni sportive, ha voluto impegnarsi personalmente nell’arena politica. Invece di valorizzare competenza, coltura e intelligenza, in politica o nella vita civile, gli uomini, al servizio di chi li paga o li finanzia, elogiano chi li aiuta, criticano chi li ostacola e sono indifferenti verso chi non li aiuta e non li ostacola; i rappresentanti politici e l’informazione servono generalmente chi li remunera, anche indirettamente.

EUROPA

Mentre la banca centrale cinese e la Fed continuano, con il QE, a iniettare liquidità, la BCE di Lagarde vorrebbe superare anche il limite teorico inflazionistico del 2%, difficile da aggiungere per la sovrabbondanza di moneta virtuale, meno sensibile verso l’inflazione, rispetto a quelle cartacea e perché i cittadini non spendono e nascondono il contante anche nelle cassette di sicurezza.

Nell’eurogruppo, costituito dai ministri delle finanze, il suo capo Blanchard preme per un rialzo del limite del 2%, mentre Holzmann, della banca centrale austriaca, punta su una riduzione e sollecita anche la riduzione del debito pubblico italiano; una soluzione di compromesso porterebbe al mantenimento del 2% programmato, peraltro sempre teorico.

Il capo della Bundesbank, Weidmann, chiede la fine della politica monetaria espansiva e dei tassi negativi sui depositi; intanto la BCE ha ridotto l’acquisto di titoli tedeschi mentre, con il QE, è aumentato il contante che, nello spirito del QE, dovrebbe essere messo in circolo. In questa situazione, le banche commerciali tedesche hanno chiesto al trader di metalli preziosi ProAurum di Monaco, di affittare i suoi caveau per stoccare il largo contante da loro detenuto.

Inoltre aumentano le richieste di cassette di sicurezza usate per i depositi di contante, i cittadini, timorosi verso crisi e insolvenze, sono diffidenti verso la Borsa e, anche se la BCE vorrebbe aumentare l’inflazione, vogliono mantenere il denaro in forma liquida; comunque, le obbligazioni private tedesche sono ancora acquistate, infatti, le imprese si finanziano emettendo bond, senza ricorrere al sistema bancario.

Poiché gli spread sono scesi, ora si vorrebbe, a danno dell’Italia e a vantaggio della Germania, ricalibrare gli acquisti di QE a favore dei corporate privati, cioè di azioni e obbligazioni private di grandi società, rispetto ai titoli sovrani come i BTP, il che aprirebbe un buco insanabile nel bilancio dello stato italiano e penalizzerebbe gli acquisti di titoli del debito pubblico italiano, anche se gli italiani hanno ancora fiducia nei titoli di stato.  

Lagarde propone anche una politica green, con investimenti pubblici europei ma derivanti dai contributi di tutti gli stati dell’Unione, a favore dell’ambiente, che potrebbero favorire occupazione, produzione e Pil, a favore soprattutto dei paesi che usano più carbone, come Germania, Francia e Polonia. I lavori per la definizione del nuovo MES dovrebbero chiudersi entro marzo, perciò le proposte di modifica del piano di Conte e di Gualtieri probabilmente non saranno accettate.

Poi ci sarà la discussione sull’Unione Bancaria, con la ponderazione dei rischi relativamente ai titoli di stato posseduti dalle banche; Milano Finanza è allarmata e dovrebbe esserlo anche la Banca d’Italia, perché le nostre banche potrebbero esserne danneggiate. La Germania vuole togliere il risk free ai BTP italiani, penalizzandone la valutazione e danneggiando, con la relativa svalutazione, i possessori, soprattutto le banche che li usano come riserva di liquidità e posta a garanzia del capitale proprio; infatti, riserve e capitale sociale costituiscono il capitale proprio, riducendosi il quale, la commissione europea pretende la ricapitalizzazione.

E’ inutile ricordare che l’Italia ha sempre pagato i suoi debiti, mentre Grecia e Spagna, con contributo italiano, hanno beneficiato del MES, a vantaggio di paesi creditori come Francia e Germania; la politica monetaria e finanziaria dell’UE è idonea a far fallire l’Italia; l’UE avrebbe invece dovuto occuparsi di libero commercio interno, omogeneizzando, scuola, fisco, mercato dei capitali e giustizia e non di moneta e debito pubblico che dovrebbero essere a gestione degli stati sovrani. Purtroppo l’Italia ha rinunciato all,a sovranità a favore di Vaticano, Nato e Ue.

Per il rafforzamento dell’Unione Bancaria si discute anche sulla garanzia comune sui depositi o EDIS, attuata con i fondi di garanzia nazionali e con un fondo europeo; si vuole spingere le banche a ridurre la concentrazione di titoli sovrani, accusandole poi di essere sottocapitalizzate. Con le clausole di azione collettiva o CAC, cioè la ristrutturazione del debito pubblico, si modificano, com’è stato fatto con la Grecia, interessi e scadenza dei titoli che non si riesce a rinnovare; dopo tutte queste belle novità, ci sarà la ratifica del parlamento, comunque, il pacchetto è da attuare entro il 2024.

E’ in gioco la sopravvivenza delle nostre banche che non si possono privare delle garanzie sulla liquidità e, con la svalutazione dei titoli di stato, non possono rischiare delle perdite economiche; il mandato parlamentare italiano al governo per le trattative su queste questioni pare sia stato disatteso. Sul pacchetto si prefigura l’ennesima imposizione dell’UE, cioè prendere o lasciare, perché i nostri governi sono collaborazioni europei senza spina dorsale.

Quando L’Italia chiede una cosa e vuole contare, dall’UE è snobbata e se ne fa un’altra, l’adesione italiana all’UE è stata la più grande disgrazia per il nostro sventurato paese che perciò non si risolleverà più, non è solo colpa dei nostri governanti nazionali o del Vaticano. (Per le notizie, fonte: Mauro Bottarelli – it.businessinsider.com - Michelangelo Colombo - Milano Finanza - Startmag.it).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 3/2/2020)

IL CITTADINO INFORMATO

Per la prima volta nella storia, la gente, grazie ad internet, è politicamente desta, cosciente e interattiva, in tal modo è in grado di fronteggiare gli effetti perversi della globalizzazione; sfida l’informazione prostituita, i poteri costituiti e il nuovo ordine del mondo; perciò bisogna proteggere la libertà della rete che ha già subito attacchi da vari governi, soprattutto da parte di quelli più autoritari, mentre i “democratici!” l’accusano di diffondere fake news, cioè notizie false che, storicamente, sono state alimentate anche dallo stato e dall’informazione da esso finanziata.

La disinformazione, aiutata da servizi segreti, alimenta il terrorismo mediatico, lo scopo è favorire la speculazione e la disgregazione di stati anche alleati; in questa strategia l’Italia, paese semisovrano perché uscito sconfitto dalla seconda guerra mondiale, è stato un laboratorio, le ricette da essa subite sono state applicate anche al terzo mondo. Le società segrete sono infiltrate da agenti d’intelligence di potenze straniere perché gli stati si muovono nella segretezza e non nella trasparenza; queste società segrete nacquero come partiti o corporazioni segrete, per puntare a interessi economici e di potere, inevitabilmente perciò, furono portate a favorire i complotti.

Eserciti segreti e disinformazione sono gli strumenti del potere, in genere nel mondo, i poteri più importanti dello stato non sono i poteri costituzionali, ma il clero e l’esercito, il che attesta quando sia staccata dalla realtà la costituzione; per i loro fini, gli stati hanno finanziato operazioni sotto falsa bandiera, guerre e terrorismo. Non si capisce bene dove si stia dirigendo il mondo, come stia cambiando e chi ispira le azioni dei fondamentalisti; in Inghilterra esistono già cento corti della sharia, i tribunali islamici che hanno minato la common low uguale per tutti.

Ufficialmente in Europa, è stata appoggiata la giurisdizione unica, che garantiva una legge uguale per tutti, mentre la chiesa cattolica reclamava, anche per prosciogliere i preti pedofili, una sua giurisdizione autonoma; ma è stato un insuccesso, perché tribunali speciali e giurisdizioni speciali sono esistite a Roma, nel medioevo, nelle dittature e nelle false democrazie. I tribunali islamici negano diritti umani, libertà e uguaglianza; non abbiamo scampo, il liberismo ha portato alla privatizzazione “democratica” dello stato e il comunismo alla dittatura personale.

La sharia, per la successione, sostiene l’ineguaglianza dei figli maschi con le femmine, prevede il ripudio della moglie, la poligamia, sostiene che in tribunale la testimonianza di una donna non vale come quella di un uomo ed è contraria ai matrimoni misti. Tollerare l’intolleranza religiosa fa vacillare la democrazia, minando i diritti dell’uomo, gli uomini non possono essere esposti al totalitarismo teocratico, combattuto dai laici; curiosamente,  oggi papa e sinistra civettano con l’Islam.

Le guerre scoppiano per la difesa d’interessi economici, per le terre, per i mercati e per vendere armi, sono volute da alcune camarille che controllano gli stati. Gli stati fanno trattati di pace, di alleanza o per regolare varie materie, però, poiché mirano ad acquistare influenza, come accade nei contratti privati, violano regolarmente questi trattati (la Germania ha accusato solo l’Italia di farlo); tutto ciò è reso possibile dal fatto che il popolo non è stato mai veramente sovrano da nessuna parte.

 

Il principio d’intangibilità delle frontiere è conclamato da trattati ma è spesso disatteso, perché le frontiere sono regolarmente contestate da stati in guerra, singolarmente, questo principio è in contrasto con il principio dell’autodeterminazione dei popoli, sancito da convenzioni internazionali, che sono trattati internazionali. Lo stato nazionale non è veramente nazionale perché non è fatto di una sola etnia, però ha mirato a diventarlo, imponendo leggi, lingua, costume e religione, cioè omologando i cittadini, senza chiedere i loro permesso.

Comunque, l’Unione Europea, nella confusione del linguaggio, invece di difendere lo stato-nazione, ora pare voglia difendere, appoggiando le macroregioni, lo stato plurietnico, ma vuole omologare gli europei con le sue leggi; forse, conformemente agli indirizzi del Nuovo Ordine Mondiale, vuole stati nazionali più piccoli per controllarli meglio, con il rafforzamento del governo centrale dell’Unione Europea. L’élite mondialista vorrebbe usare il proprio potere economico e politico per tenere sotto controllo la popolazione mondiale, ritiene che la più grande minaccia  sia una popolazione consapevole che pensa liberamente ed in modo critico. Il XXI secolo pare destinato a diventare l’era dei controllori del mondo che si avvalgono  della psicologia di massa, di istruzione, propaganda, religione, stampa, televisione, cinema e radio.

 

La psicologia consente il controllo delle popolazioni meglio delle dittature, secondo Ficht, l’istruzione pubblica e privata serve a distruggere il libero arbitrio, la ricerca storica indipendente e lo spirito critico; perciò, da ora in poi, sarà l’autorità che imporrà le convinzioni più comuni, grazie alla scuola, l’autorità è in grado di precludere alle menti dei ragazzi tutte le idee eterodosse per il potere.

Con l’eugenetica si possono creare differenze di specie tra dominanti e dominati, i quali, come delle pecore, non avranno più la forza di ribellarsi; questa nuova rivoluzione mirerà a controllare l’uomo; anche per Mussolini e Hitler, i loro regimi erano una rivoluzione. Mentre in precedenza occorreva cercarne il consenso con la propaganda, le nuove tecniche indurranno  la popolazione  ad amare la propria condizione d’asservimento.

 

Oggi non esiste più la libera ricerca sorretta dalla curiosità personale, ma solo la ricerca sponsorizzata, infatti, le fondazioni Rockefeller e Ford  avevano sostenuto il movimento eugenetico. A capo di questi movimenti erano sir Julian Huxley ed il  principe Bernardo d’Olanda, uno dei fondatori del gruppo Bilderberg nato nel 1954. Nel 1946 Huxley propose di favorire lo sviluppo di una sola cultura mondiale, propedeutica al Nuovo Ordine Mondiale,  e l’avvento, con la genetica, di una razza più obbediente, naturalmente, con il fine del controllo dell’umanità.

 

Huxley si chiedeva come conciliare il principio giuridico dell’eguaglianza, con la disuguaglianza  biologica alla quale credeva. L’élite aspira a  rivolgersi all’umanità con una sola voce, ma sa che dittatura e propaganda non sono sufficienti per raggiungere questo scopo. Perciò l’eugenetica guarda all’organizzazione sociale ed al controllo dell’uomo e  sfocia nell’ingegneria sociale della disuguaglianza giuridica e sociale. Come avvenne in India, la genetica può favorire la creazione di un sistema di caste biologiche, fino alla separazione biologica in due specie, una intelligente e dominante ed una inferiore ottusa, dominata e schiava. La ricerca genetica è finanziata dalle stesse persone che finanziarono l’eugenetica; per ottenere credito, afferma di voler salvare la terra e l’ambiente. Le fondazioni Ford e Rockefeller finanziano anche il movimento ecologista, imponendo il loro punto di vista.

 

Nel 1961 Huxley, che era stato il primo direttore dell’Unesco, fondò anche il WWF, comunque sosteneva sempre l’eugenetica e riteneva che l’evoluzione umana potesse essere accelerata anche da eventi catastrofici, come le guerre o le catastrofi naturali; lo sostengono anche gli evoluzionisti, che rilevano che l’evoluzione biologica umana è avvenuta anche grazie alle catastrofi naturali, a guerre, pandemie, catastrofi e crisi economiche e politiche. Per volontà dell’élite, le ricerche più sensibili nei settori d’ingegneria genetica, avvengono generalmente in laboratori privati. I membri dell’élite vogliono controllare la società e rimodellarla, vogliono plasmare le idee e creare una pubblica opinione omogenea e accettata da tutti, ritengono che la maggior parte degli uomini sia fatta di esseri emotivi ed irrazionali che, per creare stabilità e ordine, devono essere controllati, a scapito dell’essenza stessa dell’umanità, comunemente intesa. L’uomo perde umanità quando è omologato dallo stato.

 

In realtà, se si dà loro dello spazio, anche da classi sociali marginali possono derivare individui eccellenti; comunque, anche Berlusconi, attaccando il populismo, considera una razza inferiore i lavoratori e i poveri. Queste persone dell’élite, ritengono che gli uomini comuni si trovino in perenne stato adolescenziale, impreparata a prendere decisioni, ritengono che, se gli uomini fossero destinati biologicamente ad essere liberi e valorizzati, lo sarebbero automaticamente, come se non esistesse discriminazione; d’altra parte è anche vero che l’uomo, per la sua sicurezza, rinuncia spesso alla libertà e accetta le catene della schiavitù e lo sfruttamento.

Il pensiero libertario è una forma di autogoverno, significa libertà nella responsabilità;  è l’affermazione dell’individualità senza sentire il bisogno di governanti, cosa obiettivamente difficile da raggiungere, è rifiuto del potere dell’uomo sull’uomo e il rifiuto della servitù. Per le persone, i popoli e gli stati, proprietà, sovranità, potestà, possesso e potere legittimo esprimono l’esercizio di un potere sulla terra, su se stessi e sulle altre persone.

 

Questo potere si può trasmettere o interrompere, a vantaggio di altri, solo con titoli idonei e normalmente riconosciuti, come la compravendita, la successione testamentaria, la successione dinastica e la guerra; con la guerra, il riconoscimento degli altri stati alle conquiste, come dimostra la storia, generalmente arriva sempre, anche se in  ritardo, perché, da parte della comunità internazionale, si finisce con il riconoscere la situazione di fatto. Quando manca il titolo legittimo alla successione, il giurista Lucifredi (diritto pubblico) affermava che il potere legittimo apparteneva a chi lo aveva posseduto per primo; ad esempio, se oggi esistessero gli etruschi, la sovranità legittima sulla Toscana apparterrebbe a loro, mentre i pellirosse, se non avessero perduto delle guerre, avrebbero il diritto sovrano sulle terre degli Usa.

 

Poiché gli ebrei avevano abitato per primi Israele, mancando il precedente popolo dei cananiti, il potere sulla Palestina apparterrebbe a loro e non a greci, romani, arabi o turchi; inoltre, Israele ha occupato delle terre non solo in base ad una successione legittima, peraltro contestata, ma anche avendo acquistato delle terre dai palestinesi ed avendo vinto delle guerre. E inutile fare i moralisti, le guerre sono un titolo idoneo  per acquistare  territorio, così ha fatto, anche dopo la seconda guerra mondiale, cioè in tempi recenti, la Francia con la Germania, la Jugoslavia con l’Italia e la Russia con il Giappone. Un altro titolo per il passaggio della proprietà della terra è l’usucapione, che si verifica quando il vecchio proprietario trascura o mostra disinteresse verso la sua proprietà.

 

Nei rapporti tra popoli si poteva verificare quando i nomadi si spostavano da un  territorio a vantaggio d’altri popoli o a seguito di pulizia etnica o deportazione; nel diritto interno, generalmente, i diritti reali sugli immobili si acquistano, da parte del nuovo proprietario, in virtù  del possesso continuato per venti anni. Sotto quest’aspetto, la diaspora ebraica, che non avvenne per libera scelta, potrebbe aver favorito questo processo a vantaggio d’altri popoli, non solo arabi, i quali non possono sostenere di aver abitato o di aver posseduto da sempre la Palestina e Gerusalemme, perché erano originari dell’Arabia. L’assemblea dell’Onu, con le sue risoluzioni contro Israele, pare vederla diversamente.

 

Infine, nei rapporti tra stato e cittadino, il diritto sovrano dovrebbe appartenere al popolo, che però non lo ha mai realmente esercitato;  politici e giuristi preferiscono, nella maggiore confusione, parlare, di volta in volta, di sovranità originale di stato, popolo e parlamento, che lo dovrebbe rappresentare ma in realtà non lo rappresenta. Per alcuni, il diritto sovrano originale appartiene allo stato, quello derivato agli enti locali, come il comune e la regione.

Vista la storia d'Italia, dovrebbe essere il contrario, però l'Italia è uno stato che ama definirsi unitario. In realtà, la sovranità originale e totale appartiene ad un potere occulto che, nell'irresponsabilità e nell'anonimato, riscuote le imposte e beneficia del signoraggio monetario, in cambio di una generica protezione offerta ai sudditi contribuenti. Questo patto non scritto è stato però violato, perché i sudditi contribuenti, non solo in Italia, in realtà, sono privi sia di giustizia che di sicurezza.

Acque, boschi e miniere dovrebbero appartenere alle comunità locali e non agli stati o alle multinazionali; gli stati sono diretti da banditi, anche la classe dirigente dei paesi poveri fa paura. L’abuso di credulità popolare viene dal commercio, dalla politica e dalla religione, non c’è differenza tra una promessa commerciale, una promessa elettorale e la promessa del regno di Dio; gli uomini sono allevati nella credulità, perché devono essere governati, tassati e sfruttati.

La solidarietà è sfruttata da organizzazioni grandi e piccole, l’istinto allo sfruttamento ed al parassitismo è diffuso e innato, anche tra piante e animali, il parassitismo è sofferto ma è la prima legge della natura biologica; l’uomo aspira ad elevarsi sugli altri uomini e non all’eguaglianza. Chi parla d’eguaglianza, aspira in realtà al privilegio e al potere; per cacciare una classe dirigente, non si può dire al popolo di volersi sostituire ad essa, anche le donne, facendosi scudo con l’eguaglianza, mirano al privilegio e al potere.

Da emarginati, si predica l’eguaglianza, al potere si acquistano privilegi, lo hanno fatto anche tanti rivoluzionari e tanti signori della guerra; chi voleva abbattere una dinastia, affermava di difendere gli interessi del popolo, che soffriva per la povertà e le tasse. L’eguaglianza legale, giudiziaria, economica e sociale, per alcuni è svantaggiosa, perché con essa se ne hanno attività e passività, mentre con il privilegio si hanno solo attività o vantaggi.

Se si è al disopra degli altri, non si fanno lavori fisici e faticosi, limitandosi a predicare; insomma, quando si sogna, si sogna l’eguaglianza o di vincere alla lotteria? Contro lo spirito della costituzione, lo Stato italiano ha pensato bene di favorire i suoi amici con leggi ordinarie che hanno concesso loro dei privilegi. I magistrati hanno procrastinato  sentenze, hanno avocato, hanno fatto politica, hanno emesso poche sentenze, hanno assolto senza ragione, hanno archiviato, hanno mandato in prescrizione i processi;  in compenso, sono stati coperti di privilegi.

Nel mondo manca, da sempre, una magistratura indipendente, perché il potere non ha mai volute che gli uomini fossero veramente uguali davanti alla legge ed alla giustizia; nella sanità, abusando della credulità popolari, si punta su cure costose e dannose alla salute, ma profittevoli per professionisti e multinazionali. Quando la sinistra è con lo stato è dalla parte dei privilegiati, lo stato si comporta come un’impresa economica che ingrassa tanti parassiti, il parassitismo è interno allo Stato e nel mercato.

Le pensioni privilegiata sono state un regalo dello stato fatto ai suoi amici, per servizi ad esso resi, il parassitismo ed il falso assistenzialismo si annidano nei conti dell’Inps, che ha confuso gestione previdenziale con quella sociale, mentre quella puramente previdenziale, generalmente non è passiva; tralasciando il lavoro pubblico, in generale, il lavoro subordinato è alienante, perciò il lavoratore non vede l’ora di andare in pensione. Sono gli alti dirigenti e i generali che non vorrebbero mai andare in pensione, per non perdere i loro privilegi e la loro posizione e per non sentirsi dei cittadini comuni come gli altri; i demagoghi chiamano questo atteggiamento, attaccamento al lavoro che mancherebbe agli operai.

Un disegno politico mira a far morire i lavoratori subordinati nel posto di lavoro; infatti, fino all’ottocento, gli operai dovevano morire di fatica nel posto di lavoro, mentre le pensioni andavano date solo ad amici, cioè alle categorie privilegiate e parassitarie; nel mondo antico e nel medievale, le pensioni le prendevano solo guardie pretoriane, maestri di palazzi, concubine, favoriti e favorite.

Facendo morire i lavoratori sul posto di lavoro, in età inoltrata, si trasformerebbe l’Inps in un’impresa economica molto redditizia, come lo sono la sanità e lo stato. Una volta i vecchi  erano tenuti in conto, venerati e rispettati, invece che tollerati, ma oggi gli esperti economici di corte affermano che sono un peso, non importa che abbiano lavorato da giovani, mentre i figli hanno incominciato a lavorare a trenta anni, si afferma invece che, a causa di questi vecchi, i figli devono lavorare fino a 65 anni.

Nel nostro paese le morti sono più delle nascite, il che significa che, poiché la maggior parte dei morti sono anziani, l’età media della popolazione diminuisce, con un ringiovanimento della popolazione, contro il dogma dei media che afferma che la popolazione invecchia. Paragonare la durata media della vita nel 1960 con quella d’oggi può essere una truffa, se s’ignorano le morti in guerra e l’epidemia di spagnola, come la più elevata mortalità infantile di allora.

E’ diminuita la mortalità infantile, mentre la medicina non ha fatto miracoli; alimentazione ottimale, diminuzione di mortalità infantile, igiene e riscaldamenti hanno allungato la vita, mentre inquinanti, sostanze tossiche, cattiva alimentazione e la cattiva sanità l’accorciano.  Le statistiche sono manipolate e sono l’ultima frontiera della propaganda di stato, servono ad  ottenere dal popolo certe direzioni di marcia; i dirigenti dell’Inps sono ex sindacalisti.

Si dice che oggi il 70% della popolazione vive in media più di 80 anni, mentre il 30 restante muore molto prima, chi alla nascita, chi a 12 anni, chi a 20, chi a 40 e chi appena andato in pensione; quindi la durata media della vita non dovrebbe essere di 80 anni, come afferma il governo, ma di 75; infatti, in  Usa si dice che la durata media della vita è di 75 anni. Tutti conosciamo amici a parenti che sono morti molto prima degli 80 anni, per portare la media della durata della vita a 80 anni, considerate le premorti, dovremmo conoscerne tanti  morti a 120 anni di età. (Per le notizie, fonte: Andrew Gavin Marshall  “L’ascesa della dittatura scientifica globale” Nexus n.88).

 

EUROPA

La sinistra, si fa per dire, è sempre in prima linea nell’adottare le misure economiche suggerite dalle organizzazioni internazionali, Christine Lagarde è stata presidente del FMI e ora è presidente della BCE; il FMI, a favore della finanza, aveva condotto una battaglia contro l’uso del contante, che favorisce l’evasione fiscale, favorendo così il microcredito, l’indebitamento dei poveri e la loro riduzione in schiavitù; purtroppo però, ora la BCE afferma che la limitazione nell’uso del contante non ha favorito i consumi e  non è servita a ridurre l’evasione fiscale.

Il parziale cambiamento di paradiga di Lagarde è dovuto al fatto che la Germania, che domina l’UE, non vuole privarsi del contante; la Germania detta legge anche ai nostri germanofili, spesso ex partigiani. Per favorire la pauperizzazione generale, il credito al consumo, l’indebitamento dei poveri e la previdenza privata, il FMI ha anche nel mirino la previdenza pubblica, per la quale dipinge scenari apocalittici, con il buco sulle pensioni, e perciò propone un’ennesima riforma delle pensioni che nemmeno i francesi accettano.

Vuole che i giovani si dirigano al lavoro più facilmente, con salari bassi e che ricorrano al credito al consumo, perché privi dell’aiuto economico dei genitori con una pensione. L’obiettivo della lobby finanziaria è di impoverire lavoratori e classi medie, con lo scopo di rafforzare il rapporto gerarchico e la dipendenza tra ricchi e poveri. Con le riforme delle pensioni dei lavoratori, si fa sprofondare larga parte della popolazione verso il basso e la si rende più ricattabile; invece, con i beneficiari delle pensioni privilegiate, cioè dirigenti, politici e sindacalisti al servizio dell’élite anonima, la resa di conti avverrà quando questa rivoluzione sarà compiuta.

In una visione eugenetica, dall’élite finanziaria, il divario di classe è visto anche come una differenza razziale, perché il razzismo non riguarderebbe solo il colore della pelle o i tratti somatici, ma è anche una conseguenza dei rapporti gerarchici, economici e sociali che rende più ottusi i dominati, minando tutti i principi egualitari di cui noi ci siamo nutriti fino a oggi. (Per le notizie, fonte: Comidad – sinistrainrete.info). 

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Draghi ha ricevuto dal presidente della repubblica federale tedesca, Steinmeier, la croce al merito ed è stato elogiato dalla Deutsche Bank (gravata da una pesante perdita d’esercizio causata dai derivati nel suo portafoglio), per aver salvato l’euro e fermato la recessione; Steinmeier ha però auspicato la fine degli interessi bassi e negativi. Fino a ieri, Draghi era stato criticato dal governatore della Bundesbank, Weidmann, perché il governatore della Bce, contro la politica di austerità della Merkel, di Schauble e quindi della commissione europea, aveva ridotto i tassi e adottato il QE, i quali forse  hanno consentito maggiori investimenti pubblici, ma, per soliti ritardi dello stato, probabilmente non in Italia, che è un protettorato.

Per statuto, la BCE non può prestare soldi agli stati ma li presta alle banche, tuttavia, con il QE, non è riuscita ad alzare di molto l’inflazione, che avrebbe contribuito, con i bassi interessi sul debito pubblico, a ridurre il debito dello stato; il nuovo presidente della BCE, Lagarde, ha affermato di voler seguire la strada tracciata da Draghi, ma potrebbe essere una dichiarazione con poco seguito.

Per Steinmeier, la politica di Draghi è stata utile, non solo per i paesi mediterranei dell’UE, ma anche per la Germania perché, dal 2008 al 2019, i tassi bassi, anche se hanno colpito i risparmiatori e danneggiato la previdenza integrativa, hanno fatto risparmiare al Tesoro tedesco 436 miliardi di euro in interessi, riducendo il debito pubblico tedesco; perciò la Germania ha potuto aumentare salari minimi e pensioni. Invece in Italia, gli alti interessi sul debito pubblico, favoriti dallo spread, fatto lievitare dalla speculazione, hanno fatto aumentare il debito  pubblico.

Il quotidiano conservatore tedesco, Die Welt, è però deciso a reiterare le vecchie accuse fatte a Draghi dal mondo economico finanziario tedesco e dalla Bundesbank; in sostanza, accusa Draghi di aver colpito, con i tassi bassi, il risparmio privato dei tedeschi, ignorando che il risparmio bancario, quando non si rifugia nel mattone, è stato sempre falcidiato da inflazione, insolvenze, oneri bancari, imposte e guerre, nell’ultimo caso, soprattutto in Germania; inoltre, con la riduzione dei tassi sul debito pubblico, lo stato se n’è avvantaggiato.

Die Welt riconosce che le strategie di Draghi hanno fermato la crisi e salvato l’euro, ammesso che ne valesse la pena, perché il M5S voleva fare un referendum contro l’euro che non si poteva svalutare e perciò non ha aiutato, come aveva fatto la lira, l’economia italiana a crescere; comunque, Die Welt afferma che il salvataggio dell’euro è stato solo temporaneo e ha provocato gravi danni collaterali.

Il giornale scrive che Draghi, attaccando il risparmio, ha attaccato le pensioni integrative e impedito ai lavoratori tedeschi di accumulare risparmio per l’acquisto di una casa; però un’inflazione maggiore alimentata dal QE, in una logica sociale, avrebbe potuto trasferire maggiori risorse dai creditori e dai risparmiatori ai debitori che la casa la stanno già pagando con un mutuo. Le banche sono preoccupate per i bassi tassi, per i loro riflessi sui loro conti economici, ignorando che risparmiano sulla raccolta, ma Die Welt afferma che i tassi bassi spingono a fare più debiti con le banche, che dovrebbero esserne contente; però tolgono anche spazio all’usura, anche bancaria. (Per le notizie, fonte: Tino Oldani – Pierluigi Mennitti – startmag.it).

ITALIA

Poiché l’Italia non era capace di riformarsi da sola, ha aderito all’UE, cioè è diventata succube della Germania, la quale, invece di aiutarla sul piano normativo e delle riforme, ad esempio nel settore giustizia, scuola e fisco, punta al suo esaurimento economico e al suo smembramenti a favore di Francia Germania e Vaticano. Purtroppo Di Maio, a causa dei dispetti della politica, ha gettato Salvini tra le braccia dell’ultimo agente europeo, Berlusconi, ma sono agenti europei anche Tajani e Gentiloni, tutti nemici dei populisti, cioè dei partigiani del popolo.

Delle imposte ho scritto, il sistema dovrebbe basarsi solo su imposta sul reddito, Iva e imposta di successione; invece le pensioni dovrebbero avere soprattutto un effetto sociale e ridistributivo del reddito. Chi ha lavorato solo 20 anni, non dovrebbe avere una pensione inferiore a quella sociale, a quella di reversibilità e al reddito di cittadinanza, perché, chi ha lavorato poco, in realtà è stato spesso disoccupato, ha lavorato in nero, ha avuto impegni di famiglia, ma anche lui ha diritto di vivere.

La spesa pensionistica, quando occorre, si può ridurre, ma non con le alchimie contabili, come la quota cento, ritengo che, con 35 anni di lavoro, tutti hanno diritto al 60% dell’ultimo stipendio, senza indennità, con esenzione, come accade all’estero, dell’imposta sul reddito. La pensione dovrebbe aumentare del 2% l’anno, per ogni anno lavorato in più, in  tal modo, la data del pensionamento la stabilirebbe il lavoratore.

Naturalmente, i pensionati privilegiati non sono d’accordo con questa proposta, ad ogni modo, per loro dovrebbe vigere la pensione massima e unica, includente tutte le pensioni, di 4.000 euro netti il mese; mentre la pensione minima dei lavotatori dipendenti dovrebbe essere di 1.200 euro netti il mese. Se il Pil non cresce e i consumi nemmeno (non molti anni fa la sinistra raccomandava la crescita zero e la riduzione dei consumi), non crescono automaticamente la produzione e l’occupazione.

Perciò, per dare lavoro ai giovani, bisogna mandare in  pensione i vecchi e impedire che lavorino più a lungo; inoltre, sarebbe opportuno ripartire il monte ore di lavoro, diminuendo, a parità di salario, ore di lavoro, giornate di lavoro e proibendo, per quanto possibile, doppio lavoro e cumulo lavoro pensione. Con questa semplice ricetta, si otterrebbe la piena occupazione, ma aumenterebbero costi e prezzi e perciò i salari e le pensioni andrebbero indicizzati; purtroppo oggi, tra gli economisti di corte, su indirizzo dei mercati, domina la deflazione o calmierazione dei prezzi e dei salari. Capitalisti e FMI non sono d’accordo a ripartire il lavoro, preferiscono fare immigrare persone che lavorano per più ore e con salari ridotti, puntando anche, con un certo lasso, alla riduzione dei diritti per tutti.

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 27/1/2020)

 

I POTERI DELLO STATO

Quando si parla dei poteri dello stato, generalmente ci si riferisce a quelli previsti dalla costituzione, però sarebbe più corretto distinguere i poteri della costituzione da quelli reali; infatti, i poteri possono essere costituzionali e reali, costituzionali, extracostituzionali e anticostituzionali, palesi e occulti, legali e illegali; inoltre, alcuni poteri palesi esercitano anche poteri occulti. Tra i poteri occulti, non di poco conto, vanno messi nei vari paesi, l’alta finanza, le società segrete e il clero.

Questi poteri non fanno direttamente leggi, come non le fa la magistratura, ma sono in grado di influire sul processo legislativo, con ricadute su tutti i cittadini; non è un mistero che in tanti paesi, ieri e oggi, esercito e clero sono poteri reali che influenzano la vita politica e il governo dei paesi, anche se non sono citati tra i poteri della costituzione. La costituzione non è indispensabile alla vita di un paese e l’Inghilterra non ce l’ha, tuttavia se esiste, l’ordinamento legislativo complessivo dovrebbe essere allineato alla costituzione.

Ora accade, non solo che si fanno leggi anticostituzionali, ma che, come hanno rilevato molti studiosi, esistono poteri reali che non sono inseriti nella costituzione, come l’informazione, i sindacati, i partiti, le autorità, l’esercito, la polizia, i servizi segreti e le Autorità. Alcuni di questi poteri sembrano anche prevalere sui poteri o organi costituzionale dello stato, ad esempio, i partiti e il governo a volte sembrano prevalere sul parlamento; nonostante la nostra democrazia si definisca parlamentare.

Da questa disamina si ricava l’impressione che la costituzione è un documento osannato ma staccato dalla realtà; dopo l’esperienza fascista, la nostra repubblica è stata qualificata parlamentare anche per contenere il potere personale del presidente della repubblica e del capo del governo. Il capo del governo, secondo la costituzione, ha meno poteri del capo dello stato, ma in sostanza non è così, sia perché il presidente non esercita tutti i suoi poteri, sia perché il capo del governo ha un ruolo effettivo di direzione nel governo palese, anche se è condizionato dagli altri poteri.

Insomma la costituzione può dire che la repubblica è parlamentare ma in realtà non lo è, può dire che i poteri sono divisi, ma in realtà il governo legifera e la magistratura esercita il sindacato sulle leggi, può dire che lo stato è laico, ma il clero condiziona le leggi trasformando lo stato, in maniera strisciante, in confessionale; infine, il legislatore ordinario, sotto la pressione delle lobby, dal 1948 ha prodotto continuamente leggi anticostituzionali, promulgate dai presidenti e ignorate dalla corte costituzionale.

Con l’entrata in vigore della carta costituzionale, la corte di cassazione avrebbe dovuto abrogare le leggi fasciste anticostituzionali che sono tuttora vigenti, per conservare queste leggi, la corte costituzionale fu fatta nascere, non a caso, solo nel 1954. L’Italia il presidente della repubblica non esercita i suoi ampi poteri, non è solo il garante della costituzione, perché questo compito spetta alla corte costituzione, si lamenta che non ha potere esecutivo, ma la nostra non è una repubblica presidenziale; il capo del governo lamenta che, leggendo la costituzione, ha meno poteri del presidente e c’è chi invoca il cancellierato; in realtà, il capo del governo, nella pratica, ha poteri d’indirizzo che esorbitano la costituzione ed è meglio così.

La corte costituzionale, dalla sua costituzione, non ha sempre sorvegliato sulle leggi, la costituzione fissa alla prima parte alcuni principi, peraltro disattesi, come l’articolo 3, alla seconda parte parla della struttura dello stato, con la divisione dei poteri; l’una e l’altra non corrispondono alla realtà. Se la costituzione deve esistere, bisogna adeguare la legislazione alla costituzione o bisogna aggiornare la costituzione; la costituzione non può essere un documento campato in aria, ma deve informare tutto l’ordinamento e deve essere un documento di programmazione legislativa; comunque, la costituzione si può sempre modificare e la stessa carta costituzionale ne suggerisce la procedura, fra l’altro, con questa procedura, è già stata modificata marginalmente in alcune sue parti.

I comportamenti illegali dei cittadini vanno naturalmente contro la legge; però una legge anticostituzionale è illegale e perciò, poiché la costituzione dovrebbe condizionare tutto l’ordinamento giuridico, non dovrebbe mai entrare in vigore; oppure, per esistere, dovrebbe essere stata preceduta da una revisione della costituzione, la quale non deve essere mai vista come un dogma, anche se, le modifiche della costituzione dovrebbero essere sempre migliorative e non dovrebbero togliere diritti o discriminare i cittadini.

Per inciso, non va dimenticato, che non tutte le costituzioni sono democratiche e costituzione non è sinonimo di democrazia, inoltre, la democrazia si presenta sotto diverse forme. Quando si confrontano i sistemi politici, si fanno differenze tra democrazie, sempre imperfette, dalle dittature, dalle tirannidi, dai regimi autoritari, dai regimi personali e dalle monarchie assolute; contemporaneamente si contrappongono gli stati confederati o federali con quelli con amministrazione accentrata, definiti unitari, questi ultimi sono meno rispettosi delle autonomie locali.

Alcuni ritengono che la nostra democrazia imperfetta sia un’evoluzione dei primi regimi personali. Vale la pena di fare un po’ di storia al riguardo; originariamente le tribù e i clan, dirette da un signore della guerra, dediti usualmente a caccia e a razzie, non riconoscevano un’autorità monarchica superiore, però, di fronte ad un pericolo esterno comune, si costituivano in confederazione e poi in federazione.

Con ciò conferivano poteri superiori a un monarca, il quale assumeva i poteri del comandante militare della coalizione e, in secondo tempo, il ruolo di giudice supremo e legislatore; il tutto in cambio della protezione, cioè il re reclamava tasse dai sudditi, in cambio della sicurezza interna e estera offerta loro. I capi tribù, giuravano fedeltà al re, erano esonerati dalle tasse e fornivano truppe equipaggiate a loro spese.

Con il tempo, la nuova dinastia ampliava con la guerra i confini dello stato, aumentando i suoi contribuenti interni e sottoponendo popoli esterni sconfitti a un regime coloniale o di protettorato, cioè rendendo tributari pure loro; dal che si evince che la prima finalità dello stato è la riscossione delle tasse, il che rappresenta il carattere distintivo e originale dello stato, senza il quale lo stato si estinguerebbe. All’inizio, la tassazione era motivata dalla protezione o sicurezza, in pace e in guerra e, in un secondo tempo, da alcuni servizi resi dallo stato, fatti pagare però ai sudditi, in regime di tassazione, a caro prezzo.

Man mano che il potere si accentrava sempre di più, quando il pericolo esterno diminuiva, i baroni o boiardi, cioè i nobili ex capi delle tribù, rivendicavano una loro autonomia dal potere centrale, oltre i normali privilegi già concessi dalla corona, cioè immunità, privilegi ed esenzioni, come l’esenzione dalle tasse, il possesso di terre e la sottrazione alla legge comune. E’ da questa classe di taglieggiatori che nacque la nobiltà, anche se essa, a causa di guerre, rivoluzioni e occupazioni da parte di stranieri, lungo i secoli non è stata sempre la stessa.

Anche i re o imperatori erano nati dalle loro file, normalmente i condottieri e i signori della guerra si facevano prima conti e, se avevano fortuna o sapevano giocare bene le loro carte, si facevano re; questi, in primo tempo erano eletti dagli altri principi o nobili, in un secondo tempo, trasmettevano il loro titolo ai successori; le vicissitudini storiche spostarono il potere dai nobili al re, i nobili formavano la corte del re e il potere diveniva sempre più assoluto e lontano dal popolo. Poiché non c’erano le elezioni, le dinastie potevano cambiare con i complotti.

Tutte le civiltà sono state precedute da nomadismo e tribalismo, le tribù avevano delle assemblee di villaggio dirette dagli anziani, che diedero vita al senato, mentre il capo tribù era un sindaco eletto che si evolse in un secondo tempo in conte, trasmettendo il suo titolo; era la stessa evoluzione della monarchia e dei vescovi, accolti tra gli aristocratici, mentre il papa è rimasto un sovrano assoluto elettivo.

Ancora oggi nel terzo mondo i dittatori, seguendo il processo di formazione delle monarchie, tentano di trasmettere la loro carica al figlio; nella storia, le cariche di parlamentare, ambasciatore, notaio, giudice e alti funzionari a capo di uffici sono state spesso ereditarie; comunque, tutte queste cariche, come gli uffici, potevano anche essere vendute, cosa che nobii, il papa e vescovi hanno fatto spesso.

Sembra che la strategia del potere sia quella di allontanarsi sempre di più dal popolo, passando dal localismo delle tribù, alla federazione, al governo unitario centralista e autoritario, alla globalizzazione, fino al governo unico mondiale; eppure, non le libere elezioni, ma il localismo e il decentramento sono la migliore forma di democrazia, con autonomia amministrativa e fiscale, democrazia diretta e uso delle risorse locali a esclusivo benessere della comunità locale, usando principalmente le produzioni locali, con ciò riducendo trasporti inutili e inquinamento. 

Anche se il federalismo sembra più rispettoso dei sudditi nei confronti del potere centrale unitario, pare che il localismo, il federalismo, il governo centrale e quello mondiale siano tutte delle tappe di un processo storico degenerativo che ha espropriato i sudditi di ogni sovranità e di ogni controllo sugli atti del governo. Gli individui, vivendo nella tribù, per ragioni di sicurezza, avevano dovuto rinunciare ad autodeterminazione e autogestione, ora, per adattamento e istinto di sopravvivenza, queste aspirazioni sono morte nella maggior parte degli uomini a favore di uno spirito comunitario; gli uomini degenerati non desiderano più essere orfani di un’autorità, alla quale obbediscono, però alcuni uomini hanno conservato queste aspirazioni, reclamano autogoverno e soffrono di questa degenerazione.

Laddove manca la possibilità di autodeterminazione, di autogoverno o di secessione, esiste ancora una monarchia occulta assoluta, anche se ci sembra di vivere in regime repubblicano, perché anche la monarchia era un simbolo e rappresentava l’unità nazionale; la realtà del potere, in ogni regime dove esiste poca libertà e poca democrazia, è l’oligarchia di qualunque forma, che ancora oggi dirige, dietro le quinte, le nostre sorti.

I politici di turno sono i loro pupazzi, sempre alla ricerca di privilegi; come si cambiano i parlamentari e i ministri, anche il monarca o il dittatore, quando non segue gli indirizzi dell’oligarchia occulta, con una congiura di palazzo e con il cambio di dinastia, si può cambiare. Lo stato è una società segreta o occulta nata per la riscossione delle imposte, in cambio di una generica protezione concessa ai sudditi.

Fatti i governi, sono nati gli stati e poi di seguito le nazioni, imponendo delle leggi uniformi, un’istruzione, una religione e una lingua, sottoponendo i sudditi a una tassazione solo a favore dello stato, facendo divenire illegale la tassazione concorrente e molto antica delle mafie; tuttavia, com’è nella logica delle false democrazie, anche questi stati sono stati costretti a conservare immunità, esenzioni e privilegi a favore di personaggi di rango, amici o soci del potere occulto. Il tutto mentre gli ingenui declamano l’eguaglianza dei cittadini avanti alla legge, sancita dalla costituzione.

ITALIA

Sul divorzio tra Lega e M5S, i servizi televisivi hanno insistito sui temi dell’immigrazione incontrollata e sui rapporti con l’Europa, però, nonostante le posizioni personali di alcuni parlamentari, i due partiti erano abbastanza vicini, inoltre Di Maio aveva imposto a Salvini il reddito di cittadinanza e quota 100 per le pensioni. Invece, contro il sentimento dei cittadini, PD, papa, Macron, mafia e cooperative, sostenevano UE e migranti; Di Maio si staccò da Salvini perché geloso dei suoi successi elettorali a spese del M5S, ma ora sembra che abbia anche abbandonato il sovranismo per l’europeismo.

Ciò che la televisione non ha evidenziato con i telegiornali, che sono una fotocopia di quelli dei giorni precedenti e pubblicità alla propaganda dei partiti, è la perdurante differenza sostanziale tra i due partiti sulla riforma della giustizia che soffre anche di tare addebitabili ai giudici. Questo è un tema molto importante perché i parlamentari sono per lo più avvocati che difendono il loro lavoro e i loro proventi, quindi favoriscono la lentezza della giustizia, mentre Berlusconi, con la prescrizione lunga, il garantismo e l’antigiustizialismo, come accadeva nei vecchi regimi, con la prescrizione lunga, mira a garantire, a personaggi eccellenti, l’impunità o immunità dalla legge.

Perciò, a parte la divisione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, su cui si poteva trovare un accordo, pesano i temi della riduzione dei gradi di giudizio, dell’appello che dovrebbe poter aggravare la pena prevista in primo grado, del primo grado che dovrebbe avere valore di sentenza esecutiva e soprattutto la prescrizione che dovrebbe essere breve e limitata al primo grado. Ricordiamo che questi sono apparentemente gli impianti giudiziari dei paesi più democratici ed evoluti. 

Anche se la televisione non l’ha evidenziato, la posizione di Salvini su immigrazione e rapporto con l’Europa, condivisa dalla maggioranza degli italiani, ne ha garantito il successo elettorale, mentre sulla riforma della giustizia era ed è più impegnato il M5S; invece la Lega, legandosi a Berlusconi, vanifica la possibilità di una vera riforma della giustizia. Fra l’altro Berlusconi, già maltrattato dall’UE, è diventato europeista ed è a favore dell’immigrazione, il che, vista la posizione degli italiani, potrebbe far sparire Forza Italia dal parlamento, se si presentasse da sola con un sistema elettorale proporzionale con lo sbarramento al 5%.

Per quanto sopra, una maggioranza di centro destra, salutata da Meloni, paralizzerebbe le riforme del centro destra, consegnando a un sopravvissuto Berlusconi, che oggi ha il potere del denaro e non quello del voto o della ragione, un potere di veto nei confronti del nuovo governo; il sistema elettorale maggioritario voluto da Berlusconi si presterebbe egregiamente a questo disegno.

Un po’ meno servirebbe a Berlusconi il sistema proporzionale voluto dalla sinistra, fatta di ex comunisti, ex partigiani, ex democristiani, ora germanofili, che vuole bloccare Salvini con la riforma elettorale, inoltre, lo sbarramento potrebbe far sparire Forza Italia; funzionerebbe poco un accordo tra Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia, perché sarebbe un accordo precario, soggetto a ricatti e veti di Berlusconi, che potrebbe minare la stabilità anche di questo governo e così la commissione europea vincerebbe, ancora una volta, contro l’Italia.

Berlusconi, a difesa dei suoi interessi, lavora già in accordo con la Merkel, perché ha detto che in UE si fa garante di Salvini, probabilmente si sono sentiti. In tutti i paesi, il capitale, i poteri e le potenze, con il denaro, condizionano le azioni dei governi, impedendo le riforme più vantaggiose per il popolo. Se Salvini si farà piegare dagli alleati, la palla del governo passerà temporaneamente alla Meloni, la quale però, poiché è legata a Berlusconi,  durerà poco e così l’Italia non troverà mai la pace e la strada delle vere riforme; al momento, per la stabilità e le riforme, l’Ideale sarebbe un  governo di soli Lega e Fratelli d’Italia, Berlusconi non va bene nemmeno come consigliere.

Nel secolare braccio di ferro per le tasse, tra stato e contribuenti, Berlusconi, sull’onda passata del consenso popolare, aveva proposto la riduzione delle imposte sul reddito ai redditi più bassi e la riduzione del numero delle imposte a sette; invece eliminò solo l’imposta patrimoniale di successione che colpiva soprattutto i ricchi, perciò aumentò la concentrazione della ricchezza.

Oggi lo stesso Berlusconi, trascinandosi dietro Lega e Fratelli d’Italia, propone una Flax Tax, o tassa proporzionale piatta sul reddito, al 15%, che, viste le esigenze di bilancio, presuppone la conservazione delle altre imposte. Avrebbe fatto meglio a sostenere Flax Tax, Iva e imposta patrimoniale, senza stabilire le aliquote, perché, per le entrate, bisognerà fare delle simulazioni, proponendo l’eliminazione delle altre imposte.

Invece la sinistra, per rilanciare la domanda, propone la riduzione delle imposte sul lavoro e promette una riforma generale del sistema fiscale, il che potrebbe portarle dei consensi, sempre che le promesse, come succede spesso in politica, non siano tradite; vedremo come il governo di sinistra si comporterà per i prossimi esercizi di bilancio, e quale sarà la risposta degli elettori alle prossime elezioni amministrative e politiche. Intanto il M5S perde parlamentari e dopo le prossime elezioni politiche, se Renzi e Berlusconi saranno in parlamento, potrebbero essere alleati.

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La Germania, sempre intenta a boicottare l’Italia, dopo aver criticato la fusione, nel settore navale, tra Fincantieri e la francese Stx, ora critica l’accordo, nel settore dei sistemi di difesa, tra l’italiana Thales e la francese Naval Group, intanto fa accordi di cooperazione militare con la Francia. Purtroppo i governi italiani coltivano solo l’europeismo e gli interessi di Usa, Germania e Francia, cioè l’Italia, sconfitta in guerra, boicotta l’interesse nazionale, il patriottismo, il sovranismo e il nazionalismo, assimilandoli al fascismo.

Perciò si boicotta chi è orgogliosamente impegnato in politica estera, cioè i nostri governi non sostengono la nostra diplomazia e non sanno guidarla, cioè rinunciano a difendere i nostri interessi nazionali; invece Francia e Germania, presso le istituzioni europee, hanno sempre privilegiato i loro interessi nazionali. Eppure l’Italia ha economia, scienza e tecnologia riconosciute in Cina, Russia e Usa.

In televisione si attaccano i sovranisti e si considera il nazionalismo un parente del fascismo e una colpa da espiare, forse accade ciò perché la sinistra ha difeso l’internazionalismo e la chiesa, l’ecumenismo, il che ha sacrificato l’interesse nazionale; eppure, contro l’URSS, il nazionalismo si sviluppò anche in Ungheria, Cecoslovacchia e, contro l’occidente, in tanti paesi coloniali di tutto il mondo. Nel 1989, caduto il comunismo sovietico, la sinistra ha sostituito Mosca con l’Europa Unita, prima da esso considerata strumento dell’imperialismo americano. (Per le notizie, fonte: startmag.it – Pierluigi Mennitti - Gianfranco Polillo – Ernesto Galli della Loggia). 

EUROPA

Macron ha minacciato di applicare una web tax del 3% sulle entrate delle multinazionali come Amazon, Google e Facebook, che operano in rete, Trump ha risposto minacciando di aumentare i dazi sulle importazioni dalla Francia; in Italia un’imposta del genere entrerà in vigore il 2021 e gli Usa minacciano rappresaglie. Per la tassa digitale, l’OCSE chiede regole internazionali uniformi, invece Trump preferirebbe  accordi volontari bilaterali.

Anche Londra e Roma stanno adottando imposte digitali come quella francese, perciò gli Usa minacciano di inasprire i dazi sulle importazioni dall’Europa di metalli e automobili, intanto multano Airbus per i sussidi o aiuti di stato alla produzione, che l’UE ha rimproverato anche all’Italia. BCE, Banca dei Regolamenti Internazionali e banche centrali d’Inghilterra, Canada, Giappone, Svizzera e Svezia, stanno anche studiando per la creazione di una valuta digitale centrale.

L’idea non è apprezzata dalle banche che producono moneta bancaria con i prestiti. La BCE vuole creare un sistema di pagamento elettronico perché l’euro è troppo dipendente da operatori extra UE e vuole creare una carta di credito europea che non costringa a passare per Visa e MasterCard americane. All’iniziativa partecipano 20 banche europee, inclusa Intesa e Unicredit. 

Il fatto è che l’UE, nei sistemi di pagamento, non ha l’autonomia e perciò l’euro è vulnerabile agli attacchi esterni della speculazione, inoltre, i bitcoin come la Libra cinese, vanificano i controlli antiriciclaggio, che nell’UE ha esercitato soprattutto l’Italia. In Europa, i due terzi dei pagamenti non in contanti sono gestiti all’estero, invece il 60% dei pagamenti elettronici dovrebbe essere a gestione europea; comunque la BCE afferma che il progetto di carta di credito europea dovrebbe essere privato e non statale, in pratica, dovrebbe essere controllato da grandi banche e dalla BCE, quindi, dai soliti ignoti. (Per le notizie, fonte: Giusy Caretto – Fernando Soto – startmag.it).

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Macron è a favore del piano green per l’energia di Davos, sostenuto anche da Ursula von der Leyen e da Lagarde e, contando anche sugli aiuti economici dell’UE, ha deciso la chiusura delle sette centrali nucleari più vecchie, puntando sul biogas e sull’eolico; la produzione elettrica francese da nucleare, entro il 2035, dovrebbe ridursi del 20%. Anche la Germania è impegnata nella riduzione di centrali nucleari e a carbone, puntando soprattutto sul gas di origine russa, che in occidente l’Eni ha importato per prima e oggi, con la crisi libica, senza i divieti americani, potrebbe continuare a farlo; per l’Italia, il problema delle forniture di gas e petrolio, è solo di business e non strategico perché, anche senza la Libia, essi non mancherebbero, anche Israele e Usa sono disposti a fornirli.

USA

Per volontà soprattutto americana, il QE sta diventando permanente e la liquidità creata serve a rifinanziare il debito mondiale, la domanda e la produzione; fino a oggi, a sentire la televisione e gli economisti di corte, il debito è stato rimproverato solo all’Italia. Questa liquidità serve alle banche per galleggiare, responsabile della situazione è soprattutto la Fed che, per dopare l’economia, cioè la domanda, ha anche favorito il rialzo ingiustificato, visti gli utili, dei titoli azionari, il che ha alimentato la narrativa dell’informazione che sostiene, per attirare capitali in Usa, che l’economia americana scoppia di salute, la disoccupazione è al minimo e la borsa sale.

La Fed finanzia hedge funds speculativi che distribuiscono liquidità perciò, in caso di crisi, gli hedge funds dovrebbero essere salvati dai contribuenti americani, comunque, in caso di crisi, la Fed si propone anche di finanziare piccole banche, salvando così anche Wall Street, cioè la borsa americana; si sta parlando del bail-out a seguito dell’implosione di soggetti finanziari insolventi. Anche quest’operazione di salvataggio delle banche, fatta da tanti paesi, è stata rimproverata dalla commissione europea solo all’Italia, della quale si vorrebbe il fallimento.

Per evitare la crisi bancaria generale, si pensa di utilizzare forme di compensazione al di fuori dei circuiti regolamentari, sostituendo più contratti in derivati con un unico contratto; La Fed è preoccupata perché i derivati sono pari a 11 volte il Pil mondiale (dall'Italia sempre onorati alle scadenze); perciò JP Morgan ha ritirato parte dei suoi depositi presso la Fed, con i quali ha acquistato obbligazioni utilizzate come garanzia presso la Fed, per finanziarsi, e così è riuscita ad aumentare i suoi profitti.

Trump, criticato dalla televisione per i dazi e la green economy, ma esaltato par i successi economici, continua a ripetere, come fanno i venditori, che l’economia americana non è mai stata così forte, e critica la politica dei tassi della FED che, così agendo, avrebbe ostacolato l’ascesa di Pil e borsa; però la Fed, con il QE, ha iniettando, da settembre 2019, da 50 a 80 miliardi di dollari al mese di liquidità, con cui ha acquistato anche titoli di stato.

Intanto 27 indicatori economici USA registrano un miglioramento e 56 un peggioramento e Il 53% degli amministratori delegati di 83 paesi prevede un rallentamento dell’economia contro un 27% di ottimisti; la maggioranza prevede una recessione come quella del 2008, perché aumentano i debiti di stato, imprese e famiglie, alle quali Trump ha promesso una riduzione delle tasse. I debiti delle famiglie crescono con le tasse universitarie, le carte di credito, con l’acquisto di automobili e con il credito al consumo; con il credito facile si vogliono stimolare i consumi, nel 2008 questa politica portò alla crisi dei derivati subprime. (Per le notizie, fonte: it.businessinsider.com – Mauro Bottarelli).

ISLAM

Fino a oggi, nel Mediterraneo l’Italia è stata il proconsole americano, pacifista ma non disarmato, per rendersene conto, basta seguire gli interventi di Mattarella, Conte e papa; però oggi nel Mediterraneo paiono prevalere i disegni espansionistici della Turchia, che sostiene i fratelli musulmani e punta sul petrolio e il gas del Mediterraneo, come sul controllo dei porti libici, mentre la Cina punta sui porti italiani.

Erdogan e Qatar sostengono la fratellanza musulmana e il governo Al Serraj di Tripoli, invece, Egitto e Arabia, nemici dei fratelli musulmani, sostengono il governo di Haftar a Tobruk. La conferenza di pace di Berlino, voluta dalla Merkel, è fallita, perciò i combattimenti continuano, questa guerra è fatta dalla Turchia anche per il petrolio, ma da Qatar ed Emirati, soprattutto, per motivi di espansione, perché lo producono.

I player islamici impegnati hanno ambizioni espansionistiche, comunque, il Qatar finanzia la Turchia, mentre gli Emirati vogliono fermare i fratelli musulmani. Il Qatar ha sostenuto l’occidente contro Gheddafi e oggi sostiene Tripoli, l’Arabia sostiene gli Emirati, il Qatar sostiene finanziariamente la Turchia; quindi, la guerra in Libia non è una guerra per l’energia, com’è stato raccontato spesso dalla nostra informazione, ma di supremazia tra paesi islamici, anche se Haftar punta anche a controllare la produzione petrolifera libica.

I fratelli musulmani sono arabi sunniti nazionalisti, nati nel 1928 in Egitto, e costretti dal regime Al Sisi a emigrare a Tripoli, protetti da Turchia, Qatar e Al Serraj; in genere, nei paesi arabi sunniti, dominano i salafiti che sono i tradizionalisti dell’islamismo sunnita.  

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.t;   viruslibertario@gmail.com.

 

 ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 20/1/2020)

 

LA LIBERTA’ DI STAMPA E DI INTERNET 

Le costituzioni devono essere brevi e quella sulla stampa degli Stati Uniti non ha previsto norme attuative che, in genere, ritardano, con  un ripensamento e il veto dei superburocrati, l’attuazione delle riforme; la costituzione americana afferma che la stampa è libera, senza aver previsto una legge speciale sulla stampa. La Gran Bretagna ha poche leggi scritte, non ha una costituzione e la sua giustizia si fonda sui precedenti giurisprudenziali, naturalmente, anche in questo paese manca una legge sulla stampa.

Invece in Europa continentale, le rivoluzioni popolari portarono a una legge sulla stampa, quindi al controllo delle notizie e in Italia alla creazione dell’ordine professionale dei giornalisti, con la figura del direttore responsabile verso lo stato. Lo statuto albertino del 1948 affermava che la stampa era libera ma era soggetta a norme repressive.

Il costituzionalismo americano sostiene il principio della sovranità ascendente, che promana dal popolo, invece in Italia prevale il principio di sovranità discendente dall’alto. Anche lo statuto albertino conteneva il principio della sovranità discendente, nel preambolo il re era definito tale per grazia di Dio, com’era nella tradizione delle monarchie europee; l’articolo 1 affermava che la religione cattolica era la sola religione dello stato e che gli altri culti erano tollerati; dal 1984 in Italia il cattolicesimo non è più religione ufficiale, ma rimane religione privilegiata, mentre gli altri culti sono ammessi.

Diversamente dal mondo anglosassone, dove il sovrano era l’individuo, la rivoluzione francese del 1789 stabilì che titolare della sovranità era la nazione (art.3 della dichiarazione dei diritti), cioè non l’individuo; il costituzionalismo francese aveva posto dei limiti alla libertà, secondo l’art. 10 della dichiarazione francese dei diritti, le opinioni erano libere se non turbavano l’ordine pubblico, secondo l’art.12, la stampa era libera, salvo a rispondere dell’abuso di questa libertà.

Secondo la costituzione italiana, le religioni diverse dalla cattolica possono esistere se non sono in contrasto con l’ordinamento, però, quando lo stato trasforma i peccati di una religione in reati, privilegia una religione, infatti, in Italia il cattolicesimo è religione dominante perché è costituzionalmente proclamata e per le numerose leggi a suo favore.

Lo statuto albertino del 1848, dopo aver proclamato la libertà di stampa, ne previde il controllo con una legge speciale dello stesso anno; la costituzione italiana del 1948, dopo aver proclamato la libertà di stampa, ne previde il controllo con una legge speciale dello stesso anno. In generale, la legge speciale alimenta la confusione nelle norme e l’incertezza del diritto, consente il controllo politico e non tutela le minoranze.

Platone, nella Repubblica, si era detto contro le leggi speciali, John Locke (1632-1704) aveva detto che non bisognava sfornare continuamente leggi, Thomas Jefferson (1743-1826) e James Madison (1751-1836) si erano espressi contro l’onnipotenza dei legislatori che si concretava attraverso l’illimitato potere di fare leggi. Le affermazioni di principio sono nella costituzione e nel diritto comune e la negazione di queste sono nelle leggi speciali; queste leggi speciali servono anche a disfare leggi costituzionali e ordinarie fatte da altre maggioranze, magari con la scusa di regolarle, di interpretarle o di darne attuazione.

Come volevano i greci e i costituzionalisti americani, la vita di un paese deve essere regolata solo da costituzione e codici, invece le leggi speciali di regimi autoritari e di regimi scarsamente democratici sono spesso in contrasto con le leggi generali. Il parlamento più fa leggi e più è costretto a farne, ne scaturisce un’ipertrofia normativa; le norme inadeguate vanno abrogate e non interpretate con altre norme o affiancate da leggi speciali, che spesso le smentiscono; la libertà non si difende con l’illimitata produzione di norme legislative.

Oggi in Italia il caos normativo e l’elefantiasi delle norme sono tali che la corte costituzionale, con una sentenza, è stata costretta ad ammettere, a vantaggio dei cittadini, l’ignoranza della legge (sentenza del 24.3.1988 n.364). In Italia legge ordinaria e decreti del governo hanno la stessa forza di legge, invece nella Grecia antica il decreto era di rango inferiore; perciò l’attività legislativa deve essere separata da quella amministrativa del governo che non dovrebbe emanare decreti che abrogano leggi ordinarie e mortificano il parlamento.

La costituzione è stata fatta soprattutto per tutelare le minoranze, perché sono i deboli che reclamano uguaglianza e giustizia (Politica di Aristotele); purtroppo, questi decreti del governo non sono fatti solo in casi eccezionali di necessità e urgenza e, in Italia, se non sono convertiti in legge dal parlamento, generalmente sono ripetuti e ripresentati. Lo statuto albertino non prevedeva che il governo emanasse decreti con forza di legge, però nel 1888 la magistratura ne riconobbe la legittimità, poi il fascismo e la repubblica ne abusarono.

Il fatto è che in Italia la maggioranza, da lungo tempo, vede nella legge e nella legge  elettorale lo strumento per consolidare il proprio potere; in realtà, stabilità politica, certezza del diritto e libertà del cittadino si ottengono solo con una forte limitazione del potere di fare leggi, soprattutto da parte del governo. Alexander Hamilton (1757-1804) affermava che, con la costituzione, era superflua anche la dichiarazione dei diritti; negli USA, sulla costituzionalità delle leggi, esiste il sindacato diffuso e ogni giudice può disapplicare una legge da lui ritenuta anticostituzionale; in Italia invece, il rimando alla corte costituzionale è servito a mantenere in vigore leggi fasciste difese dalla chiesa.

In Inghilterra la common low prevede la responsabilità personale del giornalista, in Italia la legge sulla stampa vi aggiunge la responsabilità oggettiva di editore e direttore del giornale; la costituzione ha lo scopo di frenare il sistema legislativo, Antonio Scalia, Giudice della Corte Suprema americana, ha detto che i creatori della costituzione americana non avevano fiducia nei politici e nei giudici.

In Usa, per garantire la libertà di espressione, la corte suprema ha assolto chi ha bruciato la bandiera, in Italia invece il vilipendio alla bandiera è reato (art. 292 c.p.). Nel 1847 a Roma, Pio IX, per tutelare religione e governo, fece una legge speciale sulla stampa e introdusse la censura; nel 1847 anche il Piemonte fece una legge analoga con censori, sempre per tutelare governo e religione.

Lo scopo di queste leggi era reprimere gli abusi sulla stampa libera, la quale spingeva al cambiamento, invece che alla stabilità, e alimentava i disordini, si vedeva nella stampa la causa maggiore dei mali degli stati, oggi è così anche con la rete. Vietando certe stampe, queste erano stampate all’estero e poi distribuite in patria, com’era accaduto in Francia, da Luigi XIV a Luigi XVI, quando i libelli francesi vietati erano stampati in Olanda e Svizzera.

E’ un fatto che il potere produce anticorpi per difendersi e autoconservarsi, perciò colpisce le persone indipendenti e non integrate nel sistema, nei regimi autoritari vieta apertamente il dissenso e usa la repressione; ma lo spirito di libertà è osteggiato anche nei regimi democratici; dappertutto, l’ortodossia porta vantaggi e carriera e l’eresia guai. Nel 1850 Civiltà Cattolica, il giornale dei gesuiti, diretto dal gesuita Carlo Maria Curci, affermava di difendere la verità contro l’opinione libera.

Per Curci il giornale del popolo doveva essere il catechismo, affermava che il popolo doveva essere soggetto all’autorità, che aveva bisogno di tutela e doveva essere  l’obbediente; anche per Hitler le masse erano inerti e in preda ai pregiudizi, Curci affermava che l’opinione pubblica è donna e, come Hitler, equiparava la donna alla massa; però Platone sosteneva che le stesse attitudini esistevano in tutti e due i due sessi.

Civiltà Cattolica scriveva che i giornali favorivano il pervertimento morale e religioso, che erano il quarto flagello dell’umanità, dopo la fame, la peste e la guerra, che saper leggere era una disgrazia e che gli analfabeti erano i migliori sudditi; mentre la carta dei diritti americana del 1791 vietava qualsiasi intervento legislativo in materia di stampa, Civiltà Cattolica era a favore del controllo sulla stampa.

Nel 1856 Civiltà Cattolica affermava che la censura sulla stampa non offendeva la libertà, ma permetteva di filtrare quanto il popolo poteva leggere, si diceva contro libero esame e suggeriva di leggere solo Bibbia e Bellarmino (1542-1621), gesuita, cardinale e dirigente del Sant’Uffizio, erede dell’Inquisizione, tribunale speciale al tempo del processo a Giordano Bruno e Galileo Galilei.

Invece in America Jhon Milton (1608-1674) era a favore di libertà di stampa senza censura, voleva l’istruzione per tutti e che tutti sapessero leggere; prima di lui, nel 1611 re Giacomo I d’Inghilterra voleva che tutti gli inglesi sapessero leggere. Con lo statuto albertino del 1848 e l’editto o legge speciale sulla stampa dello stesso anno, si passò da una censura preventiva a leggi repressive; scomparve l’autorizzazione preventiva alla stampa e la relativa cauzione e fu creato l’istituto del giurì, cioè i giudici popolari per i reati.

Nel 1215 i baroni inglesi strapparono a re Giovanni Senzaterra la Magna Charta e il costituzionalismo moderno fece il suo primo passo, la Magna Charta stabiliva che nessuno poteva essere arrestato senza legge e provvedimento del giudice. Nel 1776 la costituzione dello stato della Virginia, nei processi, richiese la natura dell’accusa, il confronto tra accusatori e testimoni, un processo basato su prove, un rapido giudizio, una giuria imparziale e un giurì popolare; tutte cose mancanti nei processi dell’Inquisizione e degli stati autoritari.

Per Aristotele il cittadino era naturalmente giudice e doveva anche partecipare alle cariche pubbliche; il 30.4.1790, in materia criminale, anche in Francia nacquero i giurati popolari e  tribunali collettivi; era prevista anche una difesa in contraddittorio, i giurì furono introdotti anche negli stati italiani. Il 17.12.1851 il Piemonte, in materia di stampa, ridusse le competenze dei giurì, a vantaggio della magistratura, che non era indipendente dal governo, il 3.2.1852 la legge previde che una parte dei giudici popolari dovesse essere di nomina governativa.

Questi giudici popolari erano generalmente persone di scarsa cultura e spesso erano consiglieri comunali; i gesuiti di Civiltà Cattolica erano contrari a questi giurati ignoranti, credevano alla sovranità discendente e al gregge che ha bisogno di pastori e di cani, dicevano che il popolo immaturo aveva bisogno di una guida. Allora i membri del senato piemontese erano nominati dal re e, come nella camera dei lords inglesi, tra loro vi erano anche dei vescovi; nel 848 Carlo Marx diffuse il suo manifesto, sono innumerevoli le ragioni che spingono alla rivoluzione, anche se poi queste degenerano tutte.

Il 14.1.1858 Felice Orsini attentò alla vita di Napoleone III e Cavour introdusse il nuovo reato di apologia di assassinio politico, come se ce ne fosse bisogno, poi propose di affidare la formazione delle liste dei giurati a una commissione composta di pubbliche autorità; intanto gli inglesi avevano abolito l’imposta sugli annunci, sui giornali e sulla carta e in Inghilterra la stampa si diffuse. Il 22.11.1888 in Italia entrò in vigore il nuovo codice penale, ma i reati sulla stampa erano regolati con una legge speciale.

Secondo Luigi Einaudi (1874-1961) ogni giornalista avrebbe dovuto rispondere in base al diritto comune, relativamente ai reati di diffamazione, ingiurie e notizie false; era contrario alla legge speciale sulla stampa, perché il diritto comune era estensibile anche ai reati di stampa, ma la legge speciale inventava nuovi reati e nuove pene. Per Mussolini (1928), che in materia aveva lavorato in accordo con i gesuiti, il giornalismo doveva essere un’orchestra alla quale il governo dava il La attraverso i suoi uffici stampa.

Dopo la distruzione delle redazioni dell’Avanti e del Corriere da parte dei fascisti, nel 1923 il re, che d’accordo con il Vaticano, aveva sostenuto tacitamente l’avvento del fascismo, firmò un decreto che, in materia di stampa, attribuiva poteri straordinari al prefetto, naturlmente sempre a difesa d’istituzioni e religione; previde il sequestro dei giornali per opera degli organi di pubblica sicurezza e poi nel 1924 nacque la legge sulla stampa fascista.

La legge n. 2307/1925 impose anche la figura di un direttore responsabile iscritto a uno speciale albo; il 3.2.1963, in era repubblicana, nacque la corporazione dell’ordine dei giornalisti con il relativo albo, prevedendo un esame per esercitare il mestiere di giornalista; già nel 1850 Civiltà Cattolica aveva proposto un esame per chi voleva scrivere sui giornali. Il giornalismo italiano fu inquadrato nel sindacalismo fascista e divenne un’arma del regime, nel 1929 nacque la commissione superiore sulla stampa che doveva tenere sotto controllo i giornalisti tesserati; nel 1963 nacque il consiglio nazionale dell’ordine, controllato dal ministero di Grazia e Giustizia.

Il 23.3.1968 la corte costituzionale, con sentenza n. 11, riconobbe legittimità costituzionale all’attribuzione conferita al ministro e che l’ordine dei giornalisti non minava libertà di pensiero e di stampa, di cui all’art.21 della costituzione; si affermava che le misure sui giornalisti servivano anche a imporre regole alla professione. In Italia esiste un intreccio tra media, potere economico e potere politico, i circoli della stampa aiutano questi incontri.

I provvedimenti disciplinari contro giornalisti avvengono sotto controllo di pubblico ministero e procura e i giornalisti sono diventati intimi con i giudici; il legislatore repubblicano italiano, in materia di stampa, non ha fatto altro che copiare le leggi fasciste, perché così volevano il Vaticano e comunisti, interessati a partecipare ai vantaggi del potere, con appalti, assunzioni e promozioni.

Del resto, i comunisti avevano approvato l’inserimento dell’articolo 7 nella costituzione e, per rimanere al governo, avrebbero approvato anche la monarchia. Chi crede alla loro coerenza, afferma che le norme fasciste sarebbero tornate utili anche sotto un regime comunista, quindi era meglio conservarle; il guardasigilli Togliatti, sedotto o attratto dalla chiesa, trattò con il Vaticano e fu giocato dal Vaticano.

In Italia, presso il tribunale è previsto anche un giudice speciale per i giornalisti, non previsto dall’art. 102 della costituzione, che sostiene la giurisdizione unica, è stato creato  con un sofisma e definito solo sezione specializzata del tribunale; è la solita schizofrenia antilibertaria del legislatore italiano, in realtà, è un tribunale speciale nato per applicare una legge speciale.

Nel 1198 Innocenzo III, per il bene della chiesa e dello stato, creò il tribunale speciale dell’Inquisizione, con l’intento di assuefare il popolo al diritto canonico e per combattere le eresie, allora la stampa non era nominata perché non esisteva. L’Inquisizione serviva a prevenire reati, nei processi vi era la presunzione di colpevolezza e l’inversione dell’onere della prova, a danno degli imputati, chiamati rei, in quanto sospetti.

Oggi in Italia il giornalista deve rispondere ai vertici dell’ordine, con provvedimento disciplinare, e alla Procura con processo giudiziario, le pene vanno dalla censura alla radiazione, è l’involuzione di un paese falsamente democratico. Nel 1215 in Inghilterra nacque la Magna Charta, nel 1628 la petizione sui diritti, nel 1689 la carta dei diritti, i quali affermavano che nessun criminale poteva essere sottratto alla giustizia ordinaria; invece in Italia il tribunale dei giornalisti prevede una giustizia amministrativa interna all’ordine e una via giudiziaria, tramite un tribunale speciale, fino alla sospensione dall’albo, alla cancellazione e alla condanna penale.

Caduto il fascismo, in Italia furono emanati 11 decreti per regolamentare i tribunali speciali; con il consenso del guardasigilli Togliatti, i giornalisti che avevano collaborato con il regime fascista, furono amnistiati e riciclati. Del fascismo abbiamo conservato codici, leggi di pubblica sicurezza, ordinamento giudiziario, rapporti con la chiesa cattolica e legge sulla stampa; inoltre abbiamo rimesso in piedi vecchi arnesi, cioè dirigenti fascisti.

Il 28.7.17899 Mirabeau, alla costituente francese, aveva affermato che un popolo che vuole essere libero non può adottare persone, principi e procedure della tirannia; però in Italia magistrati, giornalisti e docenti fascisti furono metabolizzati dal nuovo regime democristiano. Oggi in Italia i rapporti tra politica e giustizia sono stretti e la magistratura è contraria al giurì, i tribunali hanno amnistiato persone responsabili di sevizie in periodo fascista, hanno assolto crimini fascisti, hanno procrastinato o archiviato processi penali, mandandoli in prescrizione. .

Oggi la legge di pubblica sicurezza chiede, come sotto il fascismo, l’autorizzazione per volantinare, affiggere manifestini e fare manifestazioni pubbliche; per qualsiasi scritto, serve la licenza del questore, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria che devono poi informare l’autorità giudiziaria. In Italia la stampa è ancora soggetta ad autorizzazioni, censure e legge speciale; la tirannia è sempre cominciata con una legge sulla stampa.

Ancora oggi la magistratura ordinaria italiana, che è un’altra bella corporazione, è contraria ai giurì o tribunali popolari; l’1.1.1948 entrò in vigore la costituzione democratica e il 7.2.1948 la Corte di Cassazione, doveva decidere sulla sorte delle leggi del fascismo; la Cassazione affermò che solo il futuro legislatore era competente ad abrogare le leggi fasciste, perché la costituzione era una norma programmatica e non precettizia e perciò non le poteva cancellare.

Il parlamento non provvide ad abrogare le leggi fasciste, la Corte Costituzionale, non a caso, nacque in ritardo nel 1956; perciò ancora oggi, come sotto il fascismo, occorre l’autorizzazione di polizia per affiggere avvisi e distribuire volantini, occorre il permesso della polizia in materia di stampa, perché vigono le leggi fasciste sulla pubblica sicurezza. Però, qualche volta, nel corso di processi ordinari, la corte costituzionale, spesso riluttante, è stata costretta a cancellare delle norme anticostituzionali, in questa e in altra materia.

Comunque, ancora oggi, l’art. 113 della legge di pubblica sicurezza, ordinata in un Testo Unico del 1931, è in contrasto con l’articolo 21 della costituzione sulla libertà di stampa; per i liberali l’articolo 21 è norma precettizia, cioè da applicare subito, e non programmatica, mentre la Cassazione, con la sentenza del 12.10.1950, ha stabilito che è norma programmatica, cioè da attuare con comodo; ma così è legittimata la censura del questore per ogni scritto. Questo art. 113 è servito a condannare i manifestini contro il governo; i testi unici sono raccolte di leggi o parti di leggi, anche speciali, a causa dell’elefantiasi delle norme, aiutano a ricercare la normativa in vigore su una materia particolare.

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I regolamenti di lista affermano che l’operato degli amministratori di lista è insindacabile, mentre l’iscritto è responsabile unico dei suoi messaggi; sulla stampa e sui prodotti editoriali d’internet esiste la figura del direttore responsabile, che aggiunge la sua responsabilità a quella dell’autore. La legge sulla stampa fascista, come il codice penale Rocco, è in contrasto con l’articolo 21 della costituzione, che garantisce la libertà di stampa e d’informazione, ed ha creato la figura del direttore responsabile. Poi, sempre in era fascista, dopo aver rafforzato la censura, sono nati gli albi dei giornalisti, i diritti d’autore, la SIAE ed i finanziamenti pubblici alla stampa, tutti strumenti nati per condizionare e controllare la stampa e l’informazione.

Dopo la seconda guerra mondiale, comunisti e democristiani conservarono il concordato, i reati d’opinione, codice Rocco e quest’impianto, come compromesso antidemocratico tra fascismo e repubblica, certe norme fasciste erano ben viste dalla Chiesa. I comunisti pensavano che queste leggi fasciste potessero essere utili ad una dittatura comunista, ad ogni modo, prima di accettarle, chiesero alla DC posti alla scuola, in magistratura e nelle altre amministrazioni ed enti di Stato, parlo di sottogoverno, comuni impieghi e dirigenze; però non riuscirono a restare al governo, perché De Gasperi, li cacciò.

D’altra parte, la Chiesa, a causa della sua vocazione autoritaria, che aveva aiutato l’ascesa del fascismo, era stata sempre a favore di tutte le leggi rivolte a ridurre la libertà di scampa e d’opinione.  Il compromesso tra comunisti e democristiani era un grave vulnus inflitto alla costituzione del 1948, divenuta corpo estraneo tra le leggi ordinarie dello Stato, ancora oggi sono molte le leggi anticostituzionali, ad esempio nel campo del lavoro e delle pensioni.

Bisogna ricordare che nel 1945 il Vaticano chiese agli alleati di restituire tutti i diritti solo agli ebrei convertiti al cristianesimo; gli americani, che avevano voluto la democrazia anche in Giappone, si opposero recisamente. La legge 603/1941, regolante il diritto d’autore, nacque sotto il fascismo, ufficialmente per regolare i diritti d’autore, sotto l’aspetto materiale ed economico, ma anche per ostacolare la libera circolazione delle idee e delle informazioni. Anche fotografie e bozzetti costituiscono opere dell’ingegno, soggette a diritti d’autore.

I diritti economici riguardano riproduzione, esecuzione, diffusione, distribuzione, elaborazione e riduzione delle opere, con relativo sfruttamento economico; questi diritti patrimoniali possono essere acquistati, alienati e trasmessi e scadono 70 anni dopo la morte dell’autore, dopo di che le opere diventano di dominio pubblico. Invece i diritti morali permangono quando sono scaduti quelli economici e riguardano il diritto alla paternità e all’integrità dell’opera, senza falsificazioni.

In Italia la società SIAE svolge monopolisticamente attività d’intermediazione tra autore ed editore, è un carrozzone e un altro filtro di controllo sulla stampa (durante il. fascismo, le opere invise al regime non dovevano arrivare all’editore); ufficialmente concede l’autorizzazione alla pubblicazione, incassa e distribuisce compensi. Se è vero che la SIAE è l’unica società autorizzata dallo Stato a questa attività, con dirigenti e amministratori che ricevono i loro compensi, oggi l’adesione alla SIAE non è obbligatoria ma volontaria, perciò l’autore può decidere di trattare direttamente e liberamente con l’editore o con un agente che lo presenti ad un editore.

All’estero esistono solo agenzie private d’intermediazione che non hanno il monopolio pubblico che ha la SIAE; però in Italia, la traduzione d’opere straniere, generalmente, non passano attraverso la SIAE e la sua registrazione, ma da un agente estero arrivano direttamente all’editore italiano. La Cassazione ha stabilito che i siti diventano prodotti editoriali, simili alla carta stampata, quando hanno periodicità e ricevono contributi pubblici; in questo caso devono essere registrati in tribunale e avere la figura del direttore responsabile.

Gli altri siti e blog non sono soggetti a queste restrizioni, comunque in Italia, i controlli sulla rete sono notevoli e sono stati oscurati tanti siti, soprattutto per ragioni morali. I siti non registrati, sono comunque soggetti alle norme sul copyright e necessitano d’autorizzazioni per le riproduzioni d’articoli, testi e immagini. Il reato di diffamazione a mezzo stampa non è un reato d’opinione perché il giudice, per garantire, di fatto, una certa libertà di stampa, condanna solo la diffamazione calunniosa, cioè frutto d’invenzione.

Tuttavia un giornalista coraggioso, rischiando in proprio,  può ricevere indiscrezioni, da fonte autorevole, prive  d’accertamento e il politico, per difendersi, querela sempre per diffamazione, anche se l’accusa è veritiera. Questo fatto e la paura di richiesta di risarcimenti, concorre alla limitazione della libertà di stampa, che perciò in Italia, non esiste, anche se esiste una certa tolleranza da parte dello Stato, che vuole farsi passare per democratico.

Una curiosità, in Usa, i politici condannati sono abbandonati anche dai loro partiti, in Italia sono presentati dai loro partiti come perseguitati dalla magistratura e ricandidati in parlamento, per metterli al riparo della giustizia. Poiché in Italia, rispetto all’estero, si sono fatte troppe intercettazioni, il governo Berlusconi ha promesso cinque anni di carcere per i giornalisti che propagano il contenuto d’intercettazioni telefoniche, per chi le ordina e a chi le esegue; l’intercettazione sarebbe permessa solo per mafia e terrorismo, è un fatto però che molte volte, da intercettazioni di fonte diversa, si risale casualmente a fatti di mafia e di terrorismo.

Per la legge, sono tenuti al segreto avvocati, giudici e giornalisti, è prevista la condanna di giornalisti che hanno ottenuto informazioni in modo illecito, cioè anche con le intercettazioni. Non si è voluto confidare nel senso di responsabilità dei giudici e dei giornalisti, adesso c’è il rischio che la libertà di stampa riceva un altro colpo. Di tutte le istituzioni e organi italiani, oggi la peggiore è proprio l’informazione, si vuole, in tutti i modi, che gli italiani continuino a dormire, non siano informati e che in Italia non si riformi niente, per chi, dietro le quinte, dirige veramente lo Stato, l’Italia va bene così com’è.

Grazie al pagamento di un canone da parte d’amici dei partiti, in Italia la concessione delle frequenze televisive è data dallo Stato, in violazione ad indirizzi liberisti; anche la corte di giustizia della UE ha sentenziato che il regime italiano d’assegnazione delle frequenze è contraria al diritto comunitario, perché non rispetta il principio della libera prestazione. Però si sa che l’Italia non è un paese veramente liberista e democratico, nemmeno i partiti che si professano liberisti e democratici lo vogliono tale; i privilegi fiscali e normativi non si possono toccare. 

La SIAE si batte perché sia riconosciuto il diritto d’autore anche ai siti didattici, culturali e non commerciali, cioè che non riscuotono abbonamenti o fanno profitto, magari con la pubblicità; secondo chi non è innamorato della SIAE, con l’uso non commerciale del sito o del blog non si dovrebbero pagare i diritti d’autore. Sarebbe necessaria una normativa democratica che garantisca il libero accesso all’informazione culturale in rete, le informazioni sbagliate non vanno censurate, ma vanno confutate da altre informazioni; perciò non è necessario controllare l’informazione, che deve essere libera. Salvaguardata la tutela dei testi, le belle idee, nell’interesse dei cittadini e della cultura, si dovrebbero poter copiare, ci dovrebbe essere la libera circolazione delle idee anche altrui.

I siti didattici riproducono contenuti culturali, fatta salva la citazione della fonte, in occidente si fa scambio gratuito d’informazioni in rete, dove appaiono anche sintesi d’opere letterarie, senza restrizioni, autorizzazioni o contropartite economiche; non è così in Italia. La SIAE ha posto seri problemi anche nell’utilizzo delle immagini non autorizzate, che violerebbero il diritto d’autore, cercando di accomunare siti commerciali e siti didattici; urge pertanto una modifica della legge sui diritti d’autore, che non ostacoli la diffusione della cultura, del libero pensiero e dell’informazione.

In Italia occorrerebbe un albo in cui inserire siti didattici e culturali, concedendo ad essi una liberatoria per l’uso del diritto d’autore, quando manca il fine di lucro; nei paesi poveri si lotta contro il diritto d’autore, che limita l’accesso alla cultura e alla salute del corpo e rallenta il progresso e la conoscenza tecnica e scientifica. Se, con il riassunto, l’opera non deve essere modificata o stravolta e ne deve essere riconosciuta la paternità dell’autore, può accadere che questi riassunti o digest possano essere omissivi, dipende infatti dalla loro estensione; infatti, a forza di ridurre, si può togliere qualche cosa d’importante e, con l’eccessiva riduzione, si arriva solo alla presentazione del libro, che è lecita.

Sarebbe auspicabile che in rete, per questi riassunti, ci fosse tolleranza da parte di Stato, Siae, agenti, autori ed editori, chi ha amore per la diffusione della cultura dovrebbe tollerarli; inoltre non è escluso che, per questa strada, l’autore possa incrementare le vendite dei suoi libri, invece che esserne defraudato, perché il suo libro ne è pubblicizzato. Per quanto riguarda le comunicazioni commerciali a d’altro tipo indesiderate, che si vorrebbe impedire di ricevere nella propria casella di posta elettronica, bisogna ricordare che in Italia si riceve posta ordinaria indesiderata nella cassetta delle lettere, anche quando il destinatario ha manifestato la sua contrarietà, e, da parte dello Stato, si dovrebbe spiegare la differenza di regolamentazione.

Mentre un giudice di Bari ha emesso una condanna a carico di due gruppi della grande distribuzione che depositavano pubblicità nelle cassette delle lettere, il legislatore, per rispetto verso la grande distribuzione, non ha fatto chiarezza; nel caso di Bari, il giudice ha rilevato, nella prassi, un danno esistenziale, lesivo della persona, consistente, in scocciatura o seccatura. Gran parte della carta buttata nelle nostre case, per la quale si paga la tassa sui rifiuti, è fatta di pubblicità commerciale, che riempie la cassetta delle lettere e toglie spazio alla posta ordinaria; la cassetta è proprietà privata, perciò dovrebbe ricevere solo la corrispondenza del destinatario.

Ricordiamo che l’Italia ha il record delle condanne da parte della corte di giustizia di Strasburgo, per violazione di norme comunitarie, regolamenti, convenzioni, inadempienze, durata dei suoi processi, violazioni di libertà, mancanza di un equo processo, omessa raccolta di rifiuti, e per difetto di libertà di stampa. E’ vero che nemmeno in Europa tutto riluce e, a causa di questi deficit e del debito pubblico e del deficit del bilancio pubblico, la Germania vuole impadronirsi dell’Italia.

Dal punto di vista della legalità, della laicità e della democrazia, pare che l’Italia sia messa peggio degli altri paesi UE. In Italia esiste uno scontro tra democrazia apparente o falsa e dittatura occulta o sotterranea, lo Stato si muove regolarmente in violazione della costituzione, corpo estraneo all’interno di leggi ordinarie; tante leggi anticostituzionali, ora vigenti, sono opera di parlamento, governi e presidenti che le promulgano; la corte costituzionale ha preferito spesso dormire.

Le sentenze possono essere bizzarre e contraddittorie o partigiane, però generalmente si muovono all’interno della legge ordinaria. Se il giudice, per ignoranza o malafede, emette anche sentenze in violazione di norme, la Corte costituzionale ha emesso sentenze in violazione della costituzione, impedendo referendum perfettamente leciti o riconoscendo costituzionali norme che non lo erano.

Il reato di plagio (art.603 c.p.), considerati i kamikaze, lo sfruttamento del lavoro e le vittime dei pedofili, fu cancellato perché giudicato incostituzionale dalla Consulta. La corte costituzionale, in epoca repubblicana, riconobbe valido il reato d’adulterio solo per le donne, come se l’Italia fosse un paese musulmano, poi, in un secondo momento, il reato fu abolito.

Noi siamo soggetti al delirio e al dogma della costituzione, che tutti richiamano, ma che lo Stato ha vanificato. La corte di Cassazione ha annullato sentenze in ossequio al potere, il presidente della repubblica, dal 1949, attentando alla costituzione, ha promulgato leggi anticostituzionali. Oggi in Europa la voce del popolo è stata rimpiazzata dalla voce delle lobbies, in Italia ed in Europa la sovranità del popolo non si sa dove abiti. (Tra le fonti: “Storia della libertà di stampa in Italia” di Rinaldo Boggiani – Edizioni Associate).

ISLAM

In Libia Haftar è sostenuto da Egitto, Emirati e Arabia che, a loro volta, sostengono i salafiti contro i fratelli musulmani, sostenuti da Turchia e Qatar; Haftar e soci alla fine hanno deciso di partecipare alla conferenza di pace di Berlino del 19/1/2020 e rifiutano un accordo con Russia e Turchia, chiedendo il ritiro dei mercenari siriani inviati in Libia dalla Turchia.

Di Maio, diventato europeista, ha affermato che l’UE, in questa vicenda, si deve esprimere con una voce sola, cioè con quella della Merkel, la Grecia, poiché invisa alla Turchia, non è stata invitata. Anche in questa faccenda e nell’immigrazione irregolare, l’UE è apparsa divisa e l’Italia ha da tempo deciso di andare contro i suoi interessi economici perché nel 2011, in ossequio alla Francia, decise di partecipare al bombardamento di Gheddafi.

ITALIA

La produzione agricola pugliese è molto importante e molti sono i fondi europei a favore dell’agricoltura europea, la Francia è il paese che ne beneficia di più; recentemente, la guardia di finanza italiana è intervenuta per frodi commesse su questi fondi e per il recupero delle somme ingiustamente erogate. I paesi dell’est, non alieni a queste frodi, crescono con gli aiuti europei e continueranno a farlo, anche con gli stanziamenti per la sostituzione del carbone con le energie alternative, mentre l’UE non potrà fare niente contro l’inquinamento da zootecnia, tipico della Francia, ma potrà continuare a multare l’Italia per il mancato smaltimento dei rifiuti, tipico anche di altri paesi.

La Germania sa che questi fondi si prestano a speculazioni, ma fa finta di niente e li mantiene per tenere legate a se agricoltori, politici e superburocrati europei; comunque, pare che in Puglia, per ragioni burocratiche, giacciono inutilizzati 142 milioni di euro, destinati dalla commissione europee alla sua agricoltura, i quali dovrebbero essere spesi entro il 2020, in difetto dovrebbero essere restituiti.

Intanto, la commissione  europea prepara il prossimo piano quinquennale per l’agricoltura e quello per la difesa dell’ambiente, che prevede la sostituzione del carbone con fonti energetiche non inquinanti; ne beneficeranno soprattutto Germania, Francia e Polopnia. I fondi europei e la politica della commissione europea hanno favorito lo sviluppo dei paesi dell’Europa dell’est, ma non dell’Italia, che si distingue solo per le multe ricevute. 

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Alla commissione giustizia della camera, Lega, Forza Italia, Italia Viva e Fratelli d’Italia hanno votato contro la riforma della Giustizia di Bonafede, definita giustizialista da Berlusconi; questa riforma prevede, come avviene in altri paesi europei, anche per ridurre la durata dei processi, di conservare la prescrizione solo fino al primo grado di giudizio,  il che, visto l’interesse degli avvocati ad allungare i tempi della giustizia, sarà difficile da raggiungere.

Hanno votato a favore M5S e PD; in realtà, la lentezza della giustizia serve a garantire il lavoro degli avvocati che fanno le leggi e sono numericamente predominanti in  parlamento, perciò è un miracolo che un  governo si preoccupi di ridurre i tempi del processi; inoltre, la prescrizione, nata per accelerare i processi, è servita soprattutto a cancellare i processi a carico d’imputati eccellenti come Berlusconi, garantendo loro l’impunità, perché la giustizia non è stata mai uguale per tutti, infatti, aristocratici e alto clero ne erano esenti.

Perciò, alla commissione giustizia della camera è stata bocciata la proposta del berlusconiano Costa di non accorciare i tempi della prescrizione, seguendo invece le indicazioni del ministro della giustizia Bonafede, cioè imitandola al primo grado di giudizio. Entro il 26.1.2020  la proposta arriverà alla Camera per il voto, Berlusconi è contrario al giustizialismo e al processo infinito che però, con la prescrizione, estesa a tutti i gradi di giudizio, ha garantito l’impunità a imputati eccellenti.

 

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Parlamentari e dipendenti eletti a una carica pubblica, insieme ai sindacalisti, ricevono una doppia pensione, con contributi figurativi versati dall’Inps; se la legge lo avesse previsto, si sarebbero potute cumulare le due contribuzioni per una sola pensione, ma i parlamentari e gli altri eletti ci avrebbero rimesso, in fondo, le leggi le approva il parlamento, fatto soprattutto di avvocati.

Un regolamento della camera afferma che i contributi versati per i parlamentari hanno natura previdenziale per una pensione. Tutto considerato però, Di Maio avrebbe dovuto chiedere, non solo la riduzione dei vitalizi  dei parlamentari, la prescrizione breve nei processi e la riduzione dei gradi di giudizio, ma anche l’abolizione della doppia pensione; sicuramente l’omissione non è frutto di distrazione, l’interesse dei parlamentari è predominante.

In genere, i contributi figurativi a carico dello stato sono riconosciuti per il servizio militare, malattia e infortunio, congedo e maternità, per malattia di bambini e handicap grave. In realtà, questi trattamenti sono diventati però privilegi concessi anche ai servitori dello stato e dei partiti, che non sono mai veramente autonomi; anche i sindacalisti hanno servito lo stato, ad esempio, accettando l’abolizione della scala mobile e del fiscal drag.

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L’agenzia spaziale italiana o Asi, con le ditte Thales Alenia di Torino e Leonardo Finmeccanica, avevano fatto un accordo con la Cina per partecipare alla costruzione di una stazione orbitale cinese, ma gli Usa, come se l’Italia fosse un paese semisovrano, si sono opposti all’accordo. Italia e Usa avevano già partecipato alla creazione della stazione spaziale russa e gli Usa hanno anche impedito la vendita di elicotteri italiani Agusta all’Urss, acquistati però dagli Usa.

La stazione spaziale cinese dovrebbe essere messa in orbita nel 2022, comunque, dopo l’accordo per realizzazione della via marittima della seta, attraverso Suez, con terminali i porti di Genova, Trieste e Palermo, l’ex ministro Fioramonti aveva firmato 15 accordi scientifici di collaborazione con la Cina. Gli Usa, dopo i dazi contro le importazioni dalla Cina,, intendono bloccare lo sviluppo scientifico, industriale e spaziale cinese, favorito dalle delocalizzazioni industriali in Cina, ma oggi anche la Cina fa investimenti tecnologici in Europa e Usa.

Nel 2015 la Cina acquistò la società italiana Sir, specializzata nella robotica automobilistica e perciò scattò il Golden Power del DIS dei servizi segreti italiani,  impegnato per fermare la scalata di Vivendi su Tim e, su direttive dell’UE, sul fronte della tecnologia cinese del 5G. In barba alla globalizzazione e al libero commercio, nei settori strategici e nelle telecomunicazioni, il Golden Power ha superato la Golden Share o pacchetto azionario statale di controllo su una società.

I fondi sovrani cinesi puntano a impossessarsi di settori strategici come energia e comunicazioni, ma lo stato, riducendo il libero mercato, punta sulla sicurezza delle reti, dell’intelligenza artificiale, di semiconduttori, di tecnologia spaziale e nucleare; i cinesi si sono già assicurato il controllo della società tedesca di robotica Kuka.  Per esigenze di sicurezza, la commissione europea punta a limitare la libera circolazione del capitale.

In Europa esistono, figli come Francia, Germania e Olanda e figliastri, come l’Italia, mentre gli altri paesi sono comprati con gli aiuti e con le alte prebende ai loro rappresentanti nell’UE; ma anche Berlusconi, che è diventato europeista ma è sempre garantista, è generoso con amici e alleati.  La Germania ha criticato la scelta autonoma dell’Italia, per la via della seta marittima, mentre aveva autonomamente deciso di aumentare i trasporti di gas e ferroviari tra Germania e Russia, infischiandosi delle critiche  americane.

Oggi gli investimenti cinesi in Europa superano quelli europei e gli Usa mirano a proteggere le aziende ad alta tecnologia perché i cinesi, acquistando aziende estere, mirano a impossessarsi della loro tecnologia e dei loro brevetti, non è questione di profitti.  In questo campo i servizi segreti informano la politica, anche se l’Italia ha bisogno d’investimenti esteri; conformemente ai desideri americani, un regolamento UE del 2017 chiede il controllo sugli investimenti predatori cinesi, aventi il fine di acquisire tecnologia sensibile. (Per le notizie, fonte: Luigi Pareira – startmag.it - Mimmo Frassinetti - agi.it).

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 13/1/2020)

I SUPERBUROCRATI

Chi difende artigiani, agricoltori, operai e piccoli imprenditori, deve lottare contro lo statalismo e contro la burocrazia parassitaria, fatta di conformisti, formalisti, insicuri, arroganti, gregari, ossequiosi ai superiori e terribili con i dipendenti. La classe politico-burocratica è cresciuta di numero e al suo interno le persone creative, con il senso della responsabilità e del servizio, sono isolate; il successo dei partiti si regge anche sul clientelismo, che protegge la classe burocratica, intanto, i piccoli produttori sono soffocati dalle tasse.

I burocrati sono di solito conformisti e conservatori, sono personalità insicure e bisognose di protezione, timorose di assumersi responsabilità e confidano su ordini e regolamenti; la classe parassitaria e sfruttatrice è la classe burocratica. La politica è stata usata per moltiplicare burocrazia, tasse e clientelismo o favoritismo, il quale è stato monarchico, liberale, cattolico e oggi, in  genere, di “sinistra”; di fronte a un problema, per favorire le clientele, si crea un ente o un ufficio pubblico, con fondi, personale e dirigenti, perché si crede di poter affidare allo stato la soluzione di ogni problema.

Purtroppo lo stato sociale sembra servire più ai burocrati che ai cittadini, perciò le istanze federali o autonomiste si sono mischiate a quelle antifiscali e antistatali, con una rivoluzione dal basso del popolo dei produttori. In Jugoslavia, sotto il comunismo, Milovan Gilas aveva parlato della nascita di una nuova classe parassitaria tra i dirigenti del partito comunista, però questa degenerazione è avvenuta anche nello statalismo occidentale.

Con la scusa dello stato sociale, i partiti statalisti, che si fanno passare anche per progressisti, hanno imposto tasse e sacrifici al popolo, foraggiando le clientele burocratiche; in Italia la rivolta dei produttori ha provocato la nascita della lega. Il consenso elettorale si è ottenuto con le assunzioni, la lottizzazione politica e il controllo dell’informazione; i dirigenti di sinistra non volevano realmente la rivoluzione, ma miravano a una fetta del potere; la ottennero  con la compiacenza della DC e a spese dei produttori. Alla fine occuparono enti locali, sottogoverno, scuola, informazione, magistratura e banche.

Perciò le cattedre universitarie sono state distribuite a discrezione di partito, premiando mediocri, conformisti, opportunisti e isolando personalità creative e indipendenti; le università, i giornali e le istituzioni culturali sono cadute in mano ai fiduciari dei partiti. La spesa pubblica è cresciuta perché ogni partito di governo doveva fare assunzioni e concedere finanziamenti agevolati agli amici, mentre le tangenti facevano lievitare il costo delle opere pubbliche.

Diversamente dalla pubblica amministrazione i privati, bollati come evasori, per ridurre i costi, lottavano per contenere i salari e riducevano il personale; la sinistra ha affidato allo stato servizi pubblici essenziali, favorendo così lo sviluppo della burocrazia conformista, conservatrice e parassitaria. Oggi i dirigenti pubblici provengono, in prevalenza, dalla classe politico-burocratica  di sinistra e occupano settori nevralgici dello stato.

Ormai gran parte della cultura e dell’informazione è incapace di pensare in maniera innovativa, intimidita dal mondo accademico, dai superburocrati e dai partiti; la burocrazia è ligia al potere, ossequiosa all’autorità, disprezza la gente comune e non ha il senso del servizio pubblico, è sottomessa al potere politico. Sotto qualunque forma, il potere è sempre oligarchico, servito, grazie ai privilegi loro concessi, dai superburocrati, democrazia e governo personale sono solo delle illusioni; le rivoluzioni hanno spesso tradito le aspettative, moltiplicando la burocrazia.

I funzionari di stato applicano fedelmente le decisioni del potere e perciò meritano un elevato trattamento economico, al posto dell’autonomia intelligente e responsabile, applicano la norma, il che li rende tanto formalisti. I superburocrati conoscono la normativa, statale e interna, ma sono animati da uno spirito difettoso, generalmente sono anziani, per cui, nella lotta per il potere apparente, hanno tentato di scansarli prima i giovani maschi e oggi le giovani donne che, quando sono belle, sono esibite dalla televisione assieme a vecchi e cadenti maschi dirigenti, in modo che i telespettatori possano pensare che le donne sicuramente appartengono a una razza superiore, illudendosi che possano cambiare in meglio l’Italia. 

La burocrazia è stata sempre strumento essenziale di ogni potere, tutte le dittature hanno potenziato la burocrazia, perché la classe burocratica è l’alleato ideale di un progetto di dominio e di sfruttamento; in cambio, i burocrati chiedono privilegi. La burocrazia è stata nemica naturale del mercato, nato avariato, e dell’iniziativa privata, invece i ceti produttivi sono visti con sospetto perché accusati di evasione e a causa del loro spirito indipendente.

Gli ottimisti ritengono che lo stato possa moltiplicare i pani e i pesci per i protetti, ma esso in passato ha sottoposto a spoliazione i contadini e oggi tutto il popolo dei produttori. Si è tentato di risolvere il problema della disoccupazione aumentando il numero dei burocrati raccomandati dai partiti, perciò si è formata una simbiosi tra politica e burocrazia; infatti, i burocrati dipendono dai politici per la loro sopravvivenza, i privilegi e la carriera, essi sono insicuri e irresponsabili, s’identificano con l’autorità e schiacciano il comune suddito.

Il burocrate sacrifica la libertà alla propria sicurezza, non ama il rischio e invidia chi vive in modo indipendente. I burocrati vivono di attività inutili e trovano godimento a imporre procedure assurde, esercitano la sopraffazione con la pignoleria e il formalismo e si dilettano sadicamente a perseguitare cittadini e dipendenti. Il lavoro del burocrate è spesso presenza oziosa e inutile in un luogo inutile, il suo rituale assurdo è imposto agli altri; il burocrate si sente inutile ma, tuttavia, è obbediente, non capisce lo scopo del suo lavoro, anche se è tanto pignolo, suo fine è ottenere note di merito e la promozione, come uno scolaretto.

Ogni gerarchia è così, soprattutto quelle militari. Il rapporto gerarchico e autoritario, secondo Reich, si fonda su persone sado-masochiste, sopra sono i sadici e sotto i masochisti. Queste personalità sono terrorizzate dall’idea di dover prendere delle decisioni autonome, con il rischio di svelare la loro inadeguatezza, perciò preferiscono obbedire. Perciò pare che al comando siano finite personalità esecutive, infatti, il potere desidera sempre strumenti ciechi, i superburocrati sono personalità infantili, insicure e obbedienti.

Invece il piccolo produttore appartiene a un mondo che rischia in proprio ed è autore della sua fortuna, è autonomo e responsabile; i cambiamenti della società possono venire solo dai piccoli produttori e dai lavoratori non dai burocrati; anche gli accademici sono diventati burocrati protetti dalla politica, caratterizzati dal servilismo. La carriera del magistrato, del militare e del funzionario è spesso una tradizione familiare, cioè, contro il merito, è diventata ereditaria.

Purtroppo al popolo dei piccoli produttori manca una sua coscienza di classe e una strategia sui propri obiettivi; purtroppo sembra che in Italia sia anche impossibile governare senza il consenso della chiesa; destra, centro e sinistra sono attenti a non scontentare il Vaticano. La chiesa, che troneggia sullo stato, è coccolata dai partiti e dall’informazione, in compenso, la burocrazia ha salari e pensioni migliori del settore privato. L’integralismo cattolico cerca d’imporre la propria etica e il proprio dogmatismo.

La lega ha guadagnato voti solo quando ha fatto dell’antistatalismo e quando ha animato la rivolta fiscale, il federalismo, le critiche all’Ue e alla valanga dell’immigrazione non regolata; purtroppo, in politica sono premiati i cinici e i furbi, mentre sono emarginati gli idealisti indipendenti, ai vertici sono i servi del potere occulto, mentre l’informazione impedisce un vero confronto critico e nasconde le notizie o fornisce mezze notizie.

Per paura del comunismo, dopo la seconda guerra mondiale, la DC ricevette molti voti, però oggi il voto cattolico, scaturito da motivazioni religiose, non esiste più; ciò nonostante la politica e la televisione sono sempre legati alla chiesa, perciò il voto clientelare e i condizionamenti vaticani sulla politica italiana si fanno passare per voto cattolico.

Lo stato dovrebbe accogliere i reclami contro gli abusi della burocrazia e premiare i burocrati disponibili verso il pubblico, perché i lavoratori indipendenti sono un terzo della forza di lavoro e i dipendenti del settore privato, la metà; uniti e senza i condizionamenti dei partiti possono riformare lo stato perché i dipendenti pubblici sono solo 3,5 milioni. I privati sono soggetti a pensioni di fame, licenziamenti, fallimenti, salari bassi, invece la burocrazia ha pensioni e retribuzioni migliori, vive spesso nell’ozio e nella sicurezza e nessuno la può licenziare. La burocrazia è però alleata del sindacato e dei partiti statalisti.

I gangli del potere accademico, giornalistico, scientifico, scolastico, bancario e dei magistrati sono stati appaltati agli amici del regime cattolico e di sinistra, ciò ha degradato il nostro mondo culturale, finito nelle mani di pseudo-intellettuali disposti a prostituirsi alla convenienza politica. L’università non può essere appannaggio di accademici che preferiscono la sicurezza alla libertà.

Accademico è diventato sinonimo di sterile, convenzionale e conformista, bisogna finirla con i burocrati e i professionisti della politica. La segretezza, garantita dalla falsa o lacunosa informazione è il principio della tirannia; è da ricordare che anche con il governo di centro sinistra c’è stata, oltre alla dilatazione delle funzioni dello stato e della burocrazia, maggiore concentrazione di ricchezza e più moderazione salariale, inoltre, sono aumentati i poveri, i privilegi e la pressione fiscale.

La sinistra, tradendo i comuni lavoratori, ha protetto le banche e i capitalisti e ha coccolato i mezzi d’informazione e l’UE; i giornalisti sono prevalentemente di sinistra e sono diventati sempre di più asserviti al potere. Anche se l’istruzione è molto aumentata, in Italia i lettori di giornali sono diminuiti; perché essi fanno propaganda e nascondono le notizie e perché hanno provvidenze pubbliche e aiuti dalle grandi imprese.

Hanno i proventi della pubblicità che serve a condizionarli, graziosamente concessa loro se sono accomodanti con il sistema; infatti, non possono criticare chi finanzia le loro testate e il governo che si fa passare per progressista, il direttore responsabile, erede del fascismo, esplica la sua vigilanza in questo campo. Le nomini a dirigenti dei maggiori enti sono sempre fatte in accordo con i partiti di governo, che naturalmente si aspettano gesti di gratitudine, come contratti, promozioni e assunzioni per i loro protetti.

Perciò, i ministri che dovrebbero controllare questi organismi, alla fine ne garantiscono l’impunità. In Italia la presenza delle forze di polizia di fronte alla criminalità è ridotta al minimo e si preferisce l’intervento successivo alla vigilanza sul territorio. Eppure in Italia esiste un poliziotto ogni 217 abitanti, in Svizzera uno ogni 598, in USA uno ogni 335, in Giappone uno ogni 558, in Israele uno ogni 310. A Roma vi è un poliziotto ogni 88 abitanti, a Bergamo uno ogni 2.079 abitanti; fra i poteri dalla magistratura italiana vi è la discrezionalità essa, infatti, coinvolgendo gli avvocati, può rinviare, e procrastinare "sine die" deliberazioni e decisioni altrimenti c’è la prescrizione voluta dai partiti.

In Italia il consiglio superiore della magistratura è costituito da uomini di collaudata fede politica e di totale subordinazione al potere governativo. I magistrati sono legati ad antichi e consolidati sodalizi, essi sono facilmente condizionabili nelle loro deliberazioni riguardanti gli incarichi e perciò non possono rispondere ad assoluta imparzialità. Sarà per questo che oggi nelle carceri italiane alloggiano solo piccoli criminali comuni.

Fonti: “Il manifesto dei liberisti” di Luigi De Marchi – Edizioni Seam . “Nemici a nord, sud, est, ovest” di Massimo Dolazza – Leonardo Facco Editore.

EUROPA

La funzione monetaria conferisce allo stato sovrano, assieme alle imposte, maggiore disponibilità liquida per la spesa pubblica; inoltre, i paesi con sovranità monetaria, se hanno la bilancia commerciale in passivo e alto debito pubblico, possono svalutare la loro moneta; se viceversa, sono privi di una loro moneta, devono applicare dei dazi all’importazione o aumentarli se esistono.

La Germania, che dirige l’UE, fece grandi sacrifici con le due guerre mondiali, ora, per dominare ancora l’Europa, con l’austerità, il marco e l’euro ha sacrificato il benessere dei cittadini tedeschi e anche europei, ha sacrificato salari e domanda interna. Con i suoi attivi valutari, ha puntato ad accumulare riserve utili per condizionare informazione e politica europee e per fare investimenti e concedere crediti all’estero indebitato.

Invece, l’attuale attivo commerciale italiano non è stato una libera scelta italiana, ma una conseguenza dell’austerità dell’UE, che ha contenuto la domanda interna italiana e perciò le industrie, per difendere profitto e lavoro dei dipendenti, sono state costrette ad aumentare le esportazioni, che hanno determinato l’attivo commerciale italiano con l’estero. S in Italia ripartisse la domanda interna, si dovrebbe ridurre l’attivo della bilancia commerciale e valutaria.

La crisi americana del 1929-32 iniziò con il crollo di borsa, seguito alla sua ascesa favorita dalla prima guerra mondiale, proseguì con i fallimenti bancari; il governo intervenne con la politica d’austerità governativa, con deflazione salariale e riduzione dei consumi. Questa politica fu poi corretta ammettendo maggiore deficit di bilancio, suggerito da Keynes, che era naturalmente più inflattivo, ma puntò su maggiori investimenti in opere pubbliche.

L’Italia fascista e la Germania nazista fecero altrettanto. Oggi pare che l’UE, a direzione tedesca, per controllare deficit di bilancio, debito pubblico e inflazione, stia perseguendo la stessa strada; la BCE di Draghi, contrastata dalla Germania, per superare la crisi economica, ha aumentato la liquidità monetaria, ma non ha avuto successo. La Germania teme molto l’inflazione, che travolse la Germania nella prima e nella seconda guerra mondiale.

ITALIA

La Flax Tax, proposta dalla Lega, è un’imposta proporzionale del 15% sul reddito, si tratta di una tassa piatta, già introdotta in altri paesi che, secondo gli auspici, avrebbe lo scopo di ridurre l’evasione fiscale illegale e rilanciare l’economia ma, con questa aliquota, non potrebbe ridurre la pressione fiscale; inoltre, l’imposta proposta è in contrasto con l’articolo 53 della costituzione che sostiene la progressività delle imposte, anche se questo principio è stato disatteso dai vari governi che hanno introdotto altre imposte proporzionali.

La Flax tax avvantaggia i più ricchi e i professionisti, con partite Iva in regime forfettario al 15%; con l’aliquota del 15% colpirebbe anche il reddito familiare fino a 50.000 euro annui, reintroducendo così l’imposta familiare. Con la Flax Tax, non è chiara la sorte di deduzioni e detrazioni per le quali esistono però già delle proposte, come la sorte delle altre imposte che, per salvaguardare la spesa pubblica, con un’aliquota del 15% dovrebbero rimanere, a meno che, l’aliquota non sia raddoppiata; cioè lo stato, con questa imposta, così come formulata, rinuncerebbe a un riassetto generale del sistema fiscale.

Per la me la Flax Tax, fiscalizzando i contributi e abolendo la maggior parte delle imposte, dovrebbe essere al 50%, con una deduzione fissa di 13.000 euro, mentre i redditi superiori a 100.000 euro annui perderebbero detrazioni e deduzioni, il risultato sarebbe un’imposta progressiva e il rispetto della costituzione. Con la nuova imposta, la Lega non può rischiare lamentele di massa, l’imposta familiare è sbagliata, perché due persone che lavorano possono guadagnarne 60.000 euro annui e perdere i benefici, però avrebbero maggiori spese per il trasporto e per i pasti fuori casa, a meno che, non si tenga conto di queste spese.

Agli enti locali, con il federalismo fiscale, potrebbe andare l’imposta sul gas e sulla benzina e l’Iva al 10% sui generi non essenziali, escludendo piccoli esercizi commerciali e artigiani senza dipendenti, che soffrono della concorrenza della grande distribuzione; con queste premesse, si potrebbero fare delle simulazioni, per verificare se ci sono le entrate per coprire le spese dello stato, che, con minore burocrazia, potrebbe anche usare dipendenti per attività di controllo fino ad adesso non esplicate.

Non bisogna nemmeno dimenticare che il bilancio dello stato è un buco nero misterioso. Berlusconi ottenne consenso perché aveva promesso di ridurre la pressione fiscale, le imposte sui redditi più bassi e di ridurre il numero delle imposte a sette, ora vive solo per l’europeismo, promettendo di farsi garante di Salvini verso l’Europa, il che segnerà anche la fine di Salvini.

Per aumentare, a parità di salario, Pil e occupazione e per ridurre pressione fiscale, debito pubblico e deficit pubblico, ridistribuendo il lavoro, occorre diminuire ore di lavoro, giornate di lavoro, anticipare la data di pensionamento, abolire ore di straordinario, doppio lavoro e lavoro per i pensionati; in tal modo, con l’aumento dei costi del lavoro, aumenterebbero i prezzi che riducono i debiti, cioè ciò che l’UE cerca affannosamente. I post comunisti sono in realtà statalisti e a favore del capitale e non progressisti o socialisti, perciò non possono proporre queste riforme; oggi c’è bisogno, ridistribuendo il lavoro, di socializzare il lavoro.

ISLAM

La Turchia è membro della Nato, dell’Ocse e, fino a ieri, aspirava a entrare nell’UE; erede dell’impero ottomano, ha mire espansionistiche nel mondo islamico, ora si sta avvicinando a Mosca. Grazie alla società russa Gazprom e al gasdotto russo TurkStream, ha rinunciato al gas di scisto liquefatto proveniente dagli Usa, non teme le sanzioni americane; anche la Germania ha chiesto il raddoppio del gasdotto North Stream, proveniente dal Bar Baltico, che trasporta gas russo baipassando l’Ucraina.

In tal modo Mosca aumenta la sua influenza su Turchia e Germania e divide la Nato, tuttavia la Russia, anche se aumenta le sue esportazioni, guarda sempre con una certa preoccupazione alla Germania rinata; con l’aiuto russo, la Turchia sta costruendo due centrali nucleari, milioni di turisti russi visitano le spiagge mediterranee della Turchia; pare che ora Russia e Turchia ora estendano la loro influenza in Libia.

In Libia operano le società petrolifere Eni italiana, Total francese e BP inglese, nel 1911 l’Italia, con una guerra, tolse la Libia alla Turchia; nel commercio estero, ora Russia e Turchia, al posto di dollaro ed euro, stanno usando rublo e moneta turca e hanno aderito a un sistema internazionale di pagamento alternativo allo Swift occidentale, la Turchia ha anche adottato la carta di credito russa Mir. A causa delle sanzioni, i rapporti tra Usa e Turchia peggiorano.

La Turchia ha deciso di acquistare missili intercettori S-400 dalla Russia, al posto  dei Patriot americani, perciò il Pentagono ha bloccato la vendita alla Turchia degli aeri F-35 americani, venduti alla Grecia. Turchia e Grecia sono rivali nello sfruttamento del petrolio cipriota e del Mediterraneo orientale; Ankara ha anche minacciato di chiudere la base militare americana di Incirlik e ora gli Usa vogliono trasferire le sue 50 testate nucleari ad Aviano in Italia.

Nel mondo islamico sono in competizione Turchia, Iran, Arabia ed Egitto, quindi la regione non conquisterà facilmente la pace, invece, contro l’informazione dominante, Israele non ha tentazioni espansioniste, fa solo rappresaglie aeree a chi fa attentati contro il suo territorio; come tutti gli stati, è nato con l guerra e desidera il riconoscimento da parte dei paesi islamici. A causa delle sanzioni americane, l’Italia ha perso miliardi di euro di esportazioni nel commercio con l’Iran, le sanzioni, assieme al protezionismo, servono agli Usa anche per riequilibrare il suo commercio estero, essi esportano gas liquefatto di scisto e armi, investono all’estero e importano capitali; sono legati a Israele e Arabia.

Haftar è appoggiato da Egitto, Emirati, Arabia, Russia e Francia; Al Serraj da Turchia, Qatar e Italia, la diversa posizione di Francia e Italia è giustificata dagli interessi petroliferi; per il petrolio e il gas; Macron vuole anche indebolire l’Italia. La Turchia è contrapposta a Grecia, Cipro, Egitto, Israele, Giordania e Italia, però l’Egitto di Al Sisi sostiene Haftar, soprattutto per contrastare i fratelli musulmani egiziani, messi fuori legge in Egitto, ma insediatisi e Tobruk.

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 6/1/2020)

La COSTITUZIONE ITALIANA 

Si dice che esiste una costituzione scritta e una costituzione materiale più seguita dai legislatori; l’articolo tre della costituzione italiana proclama l’eguaglianza dei cittadini avanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, d’opinione politica e di religione e costituisce il cardine di tutto l’impianto costituzionale. Nonostante l’articolo tre, ancora oggi gli italiani, nei fatti, non hanno gli stessi diritti, lo Stato non garantisce le stesse possibilità di studio, cura, giustizia e carriera a tutti; ciò che è più grave, è che la stessa legge ordinaria fa delle discriminazioni, in barba all’articolo tre.

Le costituzioni moderne sono nate per affermare l’eguaglianza dei cittadini davanti alla legge, in precedenza, le classi privilegiate, come il clero e l’aristocrazia, avevano privilegi economici, politici, legali, non rispondevano davanti alla giustizia e non pagavano le tasse, avevano immunità giudiziarie, esenzioni, franchigie e privilegi fiscali; con la monarchia assoluta, il bilancio dello Stato e il bilancio personale del re erano confusi.

I democratici si dicono difensori della costituzione italiana, la quale però è lettera morta nelle sue parti migliori, d’altra parte, una legge e una giustizia uguali per tutti significherebbero effettivamente rimuovere dall’irresponsabilità categorie di potere che sono state sempre irresponsabili davanti alla legge, ciò sarebbe una vera rivoluzione. In pratica, pare che, con la nostra democrazia niente sia cambiato.

L’eguaglianza dei cittadini davanti alla legge è stato il primo principio rivoluzionario, eppure ancora oggi il presidente della repubblica, come il re, è irresponsabile avanti alla legge e gli stessi parlamentari sono irresponsabili, di diritto o di fatto, per tanti loro atti o dichiarazioni; è irresponsabile il capo del governo. In politica è esistito sempre un gap tra teoria e pratica, la repubblica dovrebbe essere la cosa pubblica e sancire la trasparenza, che, di fatto, è stata eclissata.

Di fatto, democrazia e sovranità popolari paiono irraggiungibili, la sovranità del popolo è un’illusione terrestre; anche liberalismo, socialismo e comunismo si sono smentiti nelle loro realizzazioni pratiche, la sovranità appartiene a chi riscuote le tasse e, per legge, non le paga, e a chi beneficia del signoraggio monetario. La sovranità appartiene agli uomini d’onore che non perdono la faccia lavorando e pagando le tasse.

Non bisogna mai perdere di vista il fatto che lo Stato è un’impresa economica più privata delle altre, nata per riscuotere le tasse in cambio di una protezione concessa ai sudditi e garantendo l’anonimato ai proprietari dello Stato. La religione ha coltivato la credulità popolare costruendo il suddito ideale per lo Stato, utile anche al commercio, che differenza esiste, infatti, tra una promessa elettorale, una promessa commerciale e la promessa del regno di Dio?

La politica ci addormenta insistendo sulla sovranità popolare, però i partiti, che da sempre lottano per il potere, sono al servizio di un’élite anonima che domina sullo Stato e che possono ricattare in cambio di privilegi; la conseguenza è che lo Stato, invece di garantire l’eguaglianza dei cittadini, favorisce, anche con la legge ordinaria, parassitismo, privilegi e arricchimenti, in frode all’articolo tre.

La costituzione è un immenso inganno, perché è disattesa soprattutto dallo Stato, con le sue leggi ordinarie e con i trattati internazionali, come il concordato richiamato nella costituzione (art.7). L’elusione fiscale o evasione legale viola l’articolo tre, il diritto del lavoro è spesso anticostituzionale perché, per fare solo un esempio, prevede diversi trattamenti per i dipendenti delle varie amministrazioni dello Stato, anche se con la stessa qualifica e anzianità.

L’esenzione fiscale di cui gode il Vaticano è un privilegio in contrasto con l’articolo tre, in Italia i membri di religioni non cattoliche sono discriminati; In Italia si sono fatte leggi anticostituzionali con la complicità del parlamento, del governo, dei presidenti della repubblica che le promulgano e della corte costituzionale che non sempre è intervenuta a correggere gli errori della legislazione. A causa dell’articolo 7 della costituzione, in contrasto con il resto della costituzione, l’Italia non è uno Stato laico, non è uno Stato sovrano, ma telediretto dal Vaticano, il quale ha imposto i suoi simboli allo Stato italiano, perciò a esso s’inchinano i politici italiani desiderosi di fare carriera.

L’Italia attribuisce diversi diritti ai cittadini in base alla loro appartenenza religiosa, infatti, l’art. 8 della costituzione non afferma che tutte le religioni sono uguali avanti alla legge, ma che tutte sono ugualmente libere avanti alla legge, perciò la costituzione è un documento contraddittorio. I cittadini sono divisi in due categorie, in barba all’articolo tre della costituzione, quelli che professano religioni riconosciute dallo Stato, come quella cattolica, e quelli che professano religioni ammesse.

Infatti, ai seguaci d’altre religioni l’assistenza religiosa, in carcere e in ospedale, è concessa per favore e non per diritto, anche perché l’Italia è una repubblica fondata sui favori, il che contrasta con uno Stato di diritto che garantisce l’eguaglianza dei cittadini. Secondo la legge italiana, un rabbino, un pastore valdese e un prete cattolico sono ministri di culto e, pertanto, non sono tenuti a testimoniare davanti all’autorità giudiziaria, mentre un pope ortodosso, un lama e in imam sono privati cittadini, perciò, se, nelle stesse circostanze, mantengono il silenzio, possono essere accusati di favoreggiamento.

Mentre il codice Zanardelli del 1889 garantì la stessa libertà a tutti i culti ammessi nello Stato, con il concordato del 1929, la religione cattolica ritornò religione di Stato, come nello statuto albertino del 1848, e le minoranze religiose, nella migliore delle ipotesi, erano solo tollerate, infatti, anche dopo la seconda guerra mondiale, cioè a costituzione democratica vigente, in Italia evangelici e testimoni di Geova furono boicottati dalle forze dell’ordine. Eppure l’articolo 21 della costituzione riconosce la libertà di pensiero e l’articolo 8, la libertà di religione.

Per la nostra costituzione, Stato e Chiesa cattolica sono reciprocamente indipendenti e sovrani, mentre i rapporti con le altre religioni sono regolati dalla legge dello Stato che oggi è controllato dalla Chiesa, è un altro caso di palese discriminazione, in barba all’articolo tre. In Italia il diritto al riposo nei giorni di festività del proprio culto trova applicazioni solo per le confessioni che hanno stipulato intese con lo Stato, cioè non è un diritto automatico.

L’art 724 del c.p. puniva solo chi bestemmiava contro la religione di Stato, nel 1995 la corte costituzionale intervenne per tutelare anche le altre religioni, poi, per ragioni più pratiche che di diritto, il reato fu abolito. La religione adottata dallo Stato costringe a questi giri assurdi di valzer, solo nel 1995 la corte costituzionale ha eliminato il giuramento cattolico di dire la verità nei processi.

Con sentenza 508/2000 la corte costituzionale ha modificato il reato di vilipendio della religione cattolica, estendendo la tutela alle altre religioni, con sentenza 327/2002 ha abolito la norma che puniva più gravemente il turbamento delle funzioni cattoliche, rispetto alle altre religioni; però, per sudditanza verso la Chiesa, la corte costituzionale ha rinunziato a intervenire in altre questioni. Comunque, questi suoi interventi dal 1995 al 2002 attestano che nel 1984 l’Italia rimase paese confessionale e lo è tuttora.

Con lo statuto albertino del 1848 e il concordato del 1929, lo Stato italiano era dichiaratamente confessionale, con il concordato del 1984, pur eliminando il richiamo alla religione cattolica come religione di Stato, a causa di tante norme, costituzionali e ordinarie, nei fatti lo Stato rimase confessionale. Il reato di plagio è stato eliminato dal nostro ordinamento, però le sette religiose paiono proprio plagiare, manipolando le menti dei proseliti, i quali poi sono consegnati allo Stato come sudditi perfetti, disposti anche a morire in guerra.

Tante sette religiose e la chiesa cattolica sono state responsabili di pedofilia, violenza a bambini e truffa, inoltre, sfruttando la credulità popolare, si sono costituiti dei grandi patrimoni. Le religioni sono delle belle botteghe, non solo la chiesa cattolica, nel 1950 in Corea nacque l’associazione spirituale per l’unificazione del mondo cristiano, per opera di Sun Myung Moon, il quale divenne, in breve, proprietario d’imprese, fattorie, scuole, alberghi, fabbriche d’armi e produttore cinematografico, anche i santuari cattolici rendono molto e, del resto, i soldi bisogna impiegali da qualche parte.

L’Islam, in diversi paesi, ha risolto il dilemma tra leggi civili e leggi religiose, imponendo la legge islamica per tutti, così ha voluto prevenire le contraddizioni tra leggi ordinarie, leggi costituzionali, leggi civili e leggi religiose. L’Istat, appena si delineò la tendenza degli italiani a dichiararsi atei, ha smesso di censire la religione degli italiani, così il Vaticano e Radio Apostolica Italiana (la Rai) possono continuare ad affermare che in Italia i cattolici sono il 99% della popolazione.

In Italia sembra che il parlamento, prima di fare le leggi, debba chiedere il benestare alla conferenza episcopale italiana, nella televisione italiana il papa è presente in ogni telegiornale, sacerdoti fanno parte di commissioni televisive; è evidente l’influenza del Vaticano in tutti i canali televisivi, il Vaticano oggi straripa su tutta la vita pubblica e privata italiana.

In materia sessuale, all’ONU il Vaticano strizza l’occhio ai musulmani sul controllo sulle nascite, su omosessualità, sui diritti civili, su aborto e su anticoncezionali, i dirigenti della Chiesa guardano sempre con nostalgia al medioevo, quando non esisteva democrazia, liberalismo e socialismo; non a caso, nel XX secolo la Chiesa ha sostenuto le dittature dell’Europa e dell’America latina, il Vaticano non ha ratificato la convenzione dei diritti dell’uomo del 1950.

Oggi la Chiesa governa anche tramite laici, al governo o nelle banche, cioè per interposta persona, negli edifici pubblici troneggia la croce, i mass media italiani sono succubi del Vaticano, sono reticenti, si autocensurano e non hanno rispetto per la verità e per i lettori; all’ingresso dell’Enea, il più importante ente scientifico italiano, è stata posta una statua della madonna.

La chiesa cattolica ha peso anche all’estero, un concordato stipulato recentemente con la Croazia, prevede la restituzione dei beni della Chiesa, mentre i profughi italiani, con l’acquiescenza del governo italiano, non hanno avuto in restituzione le loro case confiscate dal regime di Tito. Comunque, le cose non sono molto diverse nelle altre religioni, in Grecia la religione, fino a poco tempo fa, doveva essere dichiarata sulla carta d’identità, il presidente della repubblica vi giura in nome della trinità, in questo paese è ostacolato il proselitismo a favore delle altre religioni, nell’Islam è impedito.

Nel 2001 il clero ortodosso macedone si è opposto alla parificazione dei culti religiosi, reclamando il massimo potere sulla società, anche la costituzione irlandese è stata emanata nel nome della santissima trinità, anche la Gran Bretagna punisce la bestemmia solo nei confronti della religione cristiana, in questo paese l’anglicanesimo è religione di Stato e lo Stato non è separato dalla religione.

La chiesa cattolica usa volontari e il lavoro a costo zero del basso clero (pagato dallo Stato italiano con l’8 per mille dell’Irpef) per massimizzare i suoi profitti, perciò la ricchezza della Chiesa, in Italia e nel mondo, anche se non è dichiarata, cresce più velocemente della ricchezza italiana o di quella mondiale. Il patrimonio della chiesa, celato anche all’estero, cresce velocemente e anche le entrate fiscali dello Stato italiano, controllato dalla Chiesa, crescono più velocemente del reddito nazionale; quando non si correggono queste forbici, si va inevitabilmente verso il generale pauperismo e la concentrazione estrema della ricchezza.

Oggi in Italia le leggi malviste dal Vaticano non passano, il Vaticano vuole che la morale cattolica valga per tutti. L’articolo tre della costituzione afferma che lo Stato non fa favori a nessuno, questa burla, inserita nella costituzione, ha acquistato una certa solennità; anche lo Stato abusa della credulità popolare, forse la metà delle leggi dello Stato sono incostituzionali e in violazione dell’articolo tre; l’inattività dello Stato, che non intende riparare alla situazione, attesta il deficit di legalità, di democrazia, di sovranità e di diritto esistenti in Italia.

Se i giuristi affermando che il nostro è uno Stato di diritto, qualcuno ci crede, se i politici affermano che il nostro è uno Stato laico, qualcuno ci crede, se i giuristi affermano che in Italia esiste una giustizia, qualcuno ci crede, se i magistrati affermano che tutti sono uguali avanti alla legge (art.3), qualcuno ci crede. Di fatto però, in Italia i diritti, come quelli costituzionali, non possono essere automatici, altrimenti non si potrebbe più fare un favore a nessuno e a nessuno si potrebbe chiedere, in cambio, favori, una mazzetta o un voto.

Generalmente, si proclama una cosa in costituzione e un’opposta in una legge ordinaria, senza che, normalmente, gli organi costituzionali dello Stato rivelino la contraddizione, lo fanno però anche per favorire una parte politica; la costituzione è letteralmente baipassata dalla legge ordinaria. Se esiste l’art. tre perché esistono i privilegi corporativi degli albi professionali? Perché esistono leggi elusive in materia fiscale? Perché le ragioni a statuto speciali hanno più risorse di quelle a statuto ordinario?

Secondo me, il presidente della repubblica attenta alla costituzione quando promulga leggi anticostituzionali, però nessun alto magistrato o il parlamento, che fa le leggi, ha mai affermato ciò; la corte costituzionale, a costituzione invariata, ha emesso sentenze contraddittorie sulla costituzionalità di norme, ad esempio in materia di adulterio, ma non dovrebbe limitarsi a seguire la moda.

In Italia l’abuso di credulità popolare è stato un reato, oggi depenalizzato, è un’altra beffa, di fatto, abusano della credulità popolare, politica, religione e commercio, da tale abuso sono anche nati falsi storici, falsi religiosi e falsi politici. Gli storici di corte, di partito o di religione sono abituati a fare omissioni dolose importanti, del resto, lo Stato ha imposto il segreto di Stato (o omertà statale) su fatti politicamente censurabili.

Anche il papa, dopo tanti scandali, ha imposto la segretezza sulla vita interna della Chiesa, nella pubblica amministrazione è imposto il segreto; anche la censura e il controllo sulla stampa sono serviti a influenzare il verdetto della storia e a favorire la governabilità dei sudditi contribuenti. Per quanto da me affermato, gli italiani, nominalmente considerati cittadini, in realtà sono ancora sudditi.

La costituzione, richiamata sempre da Mattarella, dovrebbe essere breve, con pochi principi, con articoli brevi ed essere estesa come un manifesto, non è essenziale per la vita di una nazione perché l’Inghilterra n’è priva, infatti, tutto l’ordinamento giuridico può contenerne i principi; è norma programmatica e legge quadro fondamentale. In Italia, dopo la sua entrata in vigore l’1.1.1948, la corte di cassazione non ebbe mandato per ripulire l’ordinamento di leggi anticostituzionali d’epoca fascista o anteriori e la corte costituzionale non ebbe mandato di dare parere obbligatorio sulla costituzionalità delle nuove leggi, il presidente della repubblica non fu richiamato all’obbligo di non promulgare le leggi anticostituzionali, per cui, leggi anticostituzionali si sono fatte anche in era repubblicana.

Perciò oggi sono ancora tante le leggi vigenti anticostituzionali; gli statuti anteriori all’era liberale erano d’esclusa concessione reale, non erano un patto fatto con i rappresentanti dei cittadini, su un altro piano, oggi esistono anche statuti e regolamenti comunitari, regionali e comunali, quelli comunali contengono più divieti che regolamentazioni. Fin dalla sua nascita, la nostra costituzione è regolarmente disattesa dal legislatore ordinario e dalla prassi politica di governo, inoltre contiene anche delle contraddizioni interne, ad esempio in materia d’eguaglianza religiosa, per l’inserimento del concordato nella costituzione.

 

Le costituzioni si possono sempre cambiare e possono essere superate, alcuni articoli della nostra sono stati modificati, quelle rigide come la nostra, che richiedono un processo complesso di revisione, sono cestinate quando una rivoluzione cambia tutto l’ordinamento giuridico; le costituzioni sono spiriti dei tempi e tuttavia la nostra costituzione è stata tradita fin dall’inizio delle sua applicazione perciò, di fronte alla realtà delle leggi ordinarie e della prassi di governo, la costituzione sembra tanto una burla o uno scherzo.

 

Quando si propone di modificare la costituzione, si replica che bisogna tenere fermi i principi fondamentali della prima parte, che contiene principi poetici, filosofici e non programmatici o di ordinamento dello stato, che sarebbero immodificabili, cioè non soggetti a revisione costituzionale; non ci facciamo illusioni, questo rispetto può avvenire solo se c’è la volontà politica e se vige un ordinamento coerente al rispetto di quei principi; le rivoluzioni, senza alcuna formalità, cambiano ordinamenti e costituzioni.

 

Ad ogni modo, la costituzione non è un dogma o un feticcio a cui aggrapparsi, è una carta giuridica fondamentale che fissa un percorso. E’ falsa la tesi che esista un patto sociale tra stato e popolo, sancito dalla costituzione, il potere si è sempre retto senza l’aiuto del popolo, poi però ne cerca il consenso, per rendere più agevole o meno difficile la governabilità.

 

Lo stato dovrebbe astenersi dall’abusare continuamente della credulità popolare, con principi conclamati mai applicati, con i principi fondamentali della costituzione non deve coltivare illusioni o addormentare; lo stato, per reggersi, si deve fondare su privilegi, favori e concessioni, perciò non può e non vuole che gli articoli della costituzione siano veramente attuati; per proteggere gli amici, non vuole che i cittadini siano uguali avanti alla legge.

La costituzione è bicefala, è pasticciata perché è nata da un compromesso tra cattolici e marxisti, con piccoli apporti liberali, è smentita dalle leggi ordinarie anticostituzionali, che sono tante, nacque per compensare la sinistra di una rivoluzione mancata, promettendo una rivoluzione costituzionale che rimase però sulla carta. Le costituzioni rivoluzionarie come la nostra si riconoscono da tre principi: l’eguaglianza dei cittadini davanti alla legge, il suffragio universale e l’imposta progressiva, di questi tre principi solo il suffragio universale è stato veramente concesso nella realtà. Le imposte sono anche proporzionali e in cifra fissa.

Nei test del russo Ivan Pavlov (1849-1936) sull’apprendimento e il riflesso condizionato, alcuni cani erano addestrati a riconoscere dei cerchi, con i quali ricevevano scariche elettriche, dai quadrati, con i quali ricevevano della carne; progressivamente si facevano assomigliare i quadrati ai cerchi e, quando la somiglianza diventava troppo forte, i cani non sapendo più cosa fare, impazzivano, succede anche agli uomini programmati e condizionati e, quando cominciano ad aprire gli occhi, perdono il senso dell’orientamento.

Analogamente, con le costituzioni possono impazzire tutte le persone legate alle regole, più che al pensiero critico, perché queste costituzioni sono lontane dalle leggi ordinarie, dalla politica, dalla realtà e dalle consuetudini. In psichiatria, la schizofrenia determina una perdita di contatto con la realtà, è caratterizzata da confusione mentale, difficoltà di comunicazione, deficit emozionale, alterazione dell’affettività fino al mutismo e alla mancanza d’interesse per la vita.Il suo sviluppo è favorito anche da fattori ambientali, in breve, si può affermare che tanti fattori, di origine sociale, come la cultura, contribuiscono a far perdere il senno all’uomo; per non perdere il senno, generalmente l’uomo ancora il suo cervello a un’ideologia, come fattore di sicurezza e di certezza.

 

Nella costituzione italiana si legge: Articolo 1: “L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro, la sovranità appartiene al popolo”. Tanti si sono affannati a dare una definizione della democrazia, che dovrebbe essere il governo del popolo e dovrebbe garantire l’eguaglianza, almeno giuridica dei cittadini. in realtà il popolo è senza sovranità ed è privo di eguaglianza avanti alla legge; sono tante le leggine, le leggi ad personam e le leggi di favore, ad esempio in materia fiscale e in materia di lavoro. Come i vecchi regimi, anche la nostra repubblica è fondata sui favori, sui conflitti d’interesse e sui privilegi.

 

Articolo 3: “ Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, d’opinione politica, di condizioni personali e sociali”. In realtà, le discriminazioni sono tante, le più gravi sono quelle sancite non dai pregiudizi e dai comportamenti umani, ma dalle leggi dello stato, che mettono in posizione superiore una religione; a volte si fanno leggi solo a  favore delle donne, la politica e la religione, quando possono, discriminano regolarmente in base all’ideale politico.

 

Articolo 4: “ La repubblica riconosce a tutti il diritto al lavoro”. Però lo stato non è capace di garantire il lavoro a tutti, la salute a tutti e la fortuna a tutti; però, in spregio all’articolo 3, può fare dei favori e concedere dei privilegi.

Articolo 5: “La repubblica promuove le autonomie locali”. L’Italia è nata unita con la forza e senza consenso, è stata restia a riconoscere le autonomie comunali e regionali; il fascismo sostituì il sindaco con il potestà di nomina governativa e le regioni, che avevano una base culturale, sono nate in ritardo, soggette a un controllo statale con un commissario governativo e sulle entrate. Vista la sua storia, in Italia la sovranità originale dovrebbe essere non dello stato, ma delle regioni e dei comuni, perciò il federalismo dovrebbe essere lo sbocco logico delle autonomie. In tutti gli stati, il popolo di una regione non è libero di chiedere la secessione, perché non è sovrano.

 

Articolo 6: “ La repubblica tutela le minoranze linguistiche”. Certamente, in casa ognuno è libero di parlare la sua lingua o il suo dialetto e, fuori casa, può scrivere un giornale in dialetto, ma libri, giornali, testi scolastici e leggi sono tutti scritti in italiano e forse è meglio così; dialetti e lingue minori sono meno spendibili in economia e nelle relazioni a distanza e perciò sono sacrificati naturalmente. Non si capisce il senso dell’articolo e la sua utilità, però l’articolo merita un’osservazione, dopo l’unità, l’italiano è stato utilizzato per omologare gli italiani.

 

Articolo 7: ” La chiesa e lo stato sono indipendenti e sovrani reciprocamente, i loro rapporti sono regolati dai patti lateranensi”. I patti lateranensi privilegiano la chiesa e, grazie a essi, lo stato non è indipendente dalla chiesa, oggi l’Italia sembra un protettorato del Vaticano o il giardino del Vaticano.

 

Articolo 8: “Tutte le confessioni religiose sono libere avanti alla legge”. Premesso che libere non significa uguali, perché la chiesa ha i privilegi del concordato e di tante leggi, in realtà, sotto questa costituzione, furono boicottati anche testimoni di Geova ed evangelici; la religione acattolica è privilegiata e sovvenzionata dallo stato, le confessioni minori sono ammesse ma hanno meno diritti di quella cattolica; ad esempio, a scuola ora di religione e crocefisso sono imposti in omaggio solo alla chiesa cattolica.

 

Articolo 10: “L’ordinamento giuridico italiano si uniforma al diritto internazionale”. Fonti del diritto internazionale sono le convenzioni internazionali e i trattati, spesse volte violati o non ratificati dal parlamento, ma lo fanno anche tanti altri stati, l’Italia non rispetta nemmeno direttive, regolamenti e sentenze dell’Unione Europea. Anche quest’articolo sembra una bella predica, la sua fonte sono i predicatori laici della politica.

 

Articolo 11: "L'Italia ripudia la guerra come strumento per la risoluzione delle controversie internazionali". In realtà l'Italia ha aderito ad alleanze militari, ufficialmente difensive, ed anche per difendersi si usano le armi, ha un esercito e partecipa all'estero a missioni militari, per lo più con copertura ONU; tutte queste partecipazioni implicano la presenza di truppe italiane impegnate su teatri di guerra, la difesa della pace, fatta con le nostre truppe, non può essere un alibi.

 

Articolo 15: “La segretezza della corrispondenza è inviolabile”. In realtà lo stato ha usato il servizio postale statale per fare queste violazioni, in Usa l’unico monopolio statale è stato il servizio postale, nato a tale scopo; si violano comunicazioni private e privacy anche con satelliti spia, con le intercettazioni telefoniche e con internet; si fanno schedature dei cittadini e, in carcere e in convento, si controlla la corrispondenza dei detenuti e delle suore.

 

Articolo17: “I cittadini hanno diritto di riunirsi liberamente senza armi e senza preavviso; però, per le riunioni in luogo pubblico, devono darne preavviso alle autorità, che possono vietarle per motivi di sicurezza”. Premesso che le riunioni fatte in casa sono sempre libere, la seconda parte dell’articolo sembra smentire la prima; oggi per le riunioni in luogo pubblico occorre chiedere il permesso alla polizia; la ragione risiede nel fatto che le leggi fasciste restrittive non sono state mai modificate e, in generale, le leggi di polizia sono ancora d’epoca fascista, come il codice penale Rocco e il Concordato; nessuno ha provveduto ad abrogarle, però in cambio c’è stato regalato questo bell’articolo della costituzione.

 

Articolo 18: “I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, però sono proibite le associazioni segrete a carattere politico-militare”. Lo stato cerca di difendersi da rivoluzioni e complotti, in effetti, ci sono sempre ottime ragioni per promuovere, da sinistra, le rivoluzioni, anche se poi riescono tutte male. Invece i complotti si fanno soprattutto da destra, è un fatto che la segretezza sembra minare la democrazia, perché la repubblica dovrebbe essere una cosa pubblica o trasparente, diversa da Cosa Nostra.

Guardiamo la realtà, mafia, partiti e massoneria sono nate come società segrete ed anche in era repubblicana lo stato ha tollerato società segrete come queste. I servizi segreti, operando in segreto e nell’illegalità, hanno agito al riparo del controllo popolare, lo stato repubblicano ha protetto organizzazioni segrete come Gladio e la P2. Il comitato di crisi, nato per seguire il sequestro Moro, era fatto di piduisti, i servizi segreti erano diretti da piduisti, perciò l’onorevole Tina Anselmi fece varare una legge che sciolse la loggia P2 e vietò le associazioni segrete; ma non erano già state vietate dalla costituzione?

Il segreto di stato ha impedito che si risalisse a mandanti di tanti fatti oscuri d’Italia, il segreto di stato nacque nel 1941, con un regio decreto di Mussolini e di Vittorio Emanuele III, serviva a impedire al popolo di conoscere cose note solo alle istituzioni più alte e ai servizi segreti. Nel 1977 fu pubblicata la legge 801/1977 su "Istituzione e ordinamento dei servizi, per le informazioni, la sicurezza e la disciplina del segreto di Stato".

Nel codice penale ci sono due livelli di segreto, il segreto in senso proprio e il divieto di divulgazione, Cossiga vietò alla magistratura di intervenire su materie secretate e di spettanza ai servizi segreti, nel 2003 il divieto alla magistratura servì a bloccare ogni indagine. I servizi segreti sono agli ordini del presidente del consiglio, il governo Prodi allargò il segreto di stato alle centrali nucleari e ai depositi di scorie, Berlusconi lo applicò anche al territorio militare.

La legge stabilisce che il segreto di Stato decada dopo 15 anni, può essere prorogato, ma che in nessun caso può superare i 30 anni, però le leggi si possono sempre modificare, Berlusconi ha voluto che ha il tempo decorra dall'entrata in vigore della legge e non dal fatto. Nel maggio 2010 sono scaduti i termini del segreto sul rapimento di Moro, la strage dell'Italicus e quella di piazza Fontana, ma non si è saputo niente lo stesso, la strage di Piazza della Loggia a Brescia si è chiusa, dopo 36 anni, con un nulla di fatto.  Berlusconi ha posto il segreto di Stato anche sullo scandalo Telecom-Sismi nel 2009 e sui dossier illegali di Telecom.

Con Berlusconi c'è stato un uso esagerato e non corretto del segreto di stato, coprendo l'accertamento della verità su fatti gravissimi, perciò i servizi segreti possono fare quello che vogliono, tanto poi possono appellarsi al segreto e tutto finisce lì. Il segreto di stato si affianca al controllo sull’informazione e di magistrati, impedendo che la giustizia raccolga le sue prove con le intercettazioni, il buio deve essere totale per i cittadini.

La conservazione del segreto di stato sulle maggiori stragi italiane ha lo scopo di tutelare persone che sono coinvolte in esse, sottraendole alla legge, solo una stampa libera, che in realtà manca, può svelare gli inganni del governo al popolo. La libertà di un popolo può derivare solo dalla conoscenza della verità, il dispotismo si riconosce dal bavaglio alla conoscenza della verità.

Le legge sul segreto di stato viola l’obbligatorietà dell’azione penale, l’indipendenza della magistratura, l’eguaglianza dei cittadini davanti alla legge, il contraddittorio nel giusto processo e serve a garantire immunità e impunità, cioè serve a evitare condanne certe per persone intoccabili responsabili di fatti criminosi; tra queste persone sono spesso politici e alti funzionari dello stato, come dire che lo stato è contro la trasparenza che dovrebbe caratterizzare la vita di una repubblica.

 

Articolo 21: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, anche per iscritto, la stampa non è soggetta né ad autorizzazione né a censura”. La libertà di pensiero è tutelata dallo stato soprattutto quando si evita di cambiare le cose; proprietà di giornali, sovvenzioni statali agli stessi, pubblicità sui giornali, legge fascista sulla stampa, ruolo del direttore del giornale, concorsi per esercitare la professione di giornalista, sono tutti sistemi creati da fascismo e repubblica per condizionale la libertà di stampa, introducendo così una forma subdola di controllo sulla stampa.

 

Se si evita di esternarlo, il pensiero è sempre libero, quando lo si vuole esternare, man mano che si passa dalla famiglia, al posto di lavoro e ai luoghi pubblici, si riduce progressivamente questa libertà. Quando il pensiero passa dalla parola alla scrittura, aumenta il controllo subdolo dello stato, fino al controllo sulla stampa, la quale perciò oggi ha poco da dire, oltre i pettegolezzi della politica.

Articolo 24: “Tutti possono adire la magistratura, gli errori giudiziari vanno risarciti”. A causa di norme innumerevoli, oscure e contraddittorie, l’affollamento di cause in magistratura serve a garantire il lavoro degli avvocati e una posizione ai giudici, con poche speranze di avere giustizia, soprattutto in tempi brevi; la riforma della giustizia è impedita dalla lobby trasversale degli avvocati in parlamento. Poche persone sono state risarcite dagli errori e dai ritardi della giustizia, alcuni ritardi sono stati risarciti in misura risibile, qualcuno è andato in galera innocente o sta ancora aspettando risarcimenti; la corte dei diritti europea ha condannato ripetutamente l’Italia per i ritardi della sua giustizia.

 

Articolo 27: ”L’imputato è innocente fino alla condanna definitiva”. Andava meglio scritto che il condannato in primo grado, quello colto in fragrante e quello reo confesso, se condannati in primo grado, sono condannati definitivi e non innocenti, anche se possono appellarsi solo per un grado. La formulazione dell’articolo incoraggia appelli e lavoro degli avvocati, che sono una lobby potente in parlamento, e allunga i tempi della giustizia; gli appelli e quindi il lavoro degli avvocati sono incentivati da norme oscure e contraddittorie e, in materia penale, quando si afferma che la condanna d’appello non può essere peggiore di quella del grado precedente.

 

Articolo 29: “La famiglia è una società naturale fondata sul matrimonio”. Qui non si dice che i coniugi devono essere di sesso diverso e nemmeno che il matrimonio deve essere certificato o omologato dall’autorità. La famiglia allargata include coniuge, consanguinei, figli, parenti e affini conviventi ed è una società naturale; il matrimonio civile è il risultato della volontà dello stato di omologare tutto, anche le cose più naturali e accettate, mentre il matrimonio religioso è un fatto privato e non dovrebbe avere effetti civili.

 

Articolo 32: “La repubblica tutela il diritto alla salute, nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario se non per disposizione di legge”. La salute dipende soprattutto dallo stile di vita, la medicina è solo un grosso business, anche i medici si ammalano e non riescono a guarire. L’articolo afferma da una parte la libertà nella scelta della cura e dall’altro afferma, contraddittoriamente, che uno, in caso di epidemia, può essere obbligato per legge a un trattamento sanitario a mezzo vaccino. I medici, facendo poca informazione, non favoriscono una scelta consapevole dei pazienti, preferiscono seguire le indicazioni delle case farmaceutiche e dei protocolli medici, in pratica le mode e gli interessi economici, destinando tutti a farmaci, bisturi e pratiche mediche a volte inutili e costose per la collettività.

 

Articolo 33: “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento, si possono aprire scuole private senza oneri per lo stato”. Sarà libera l’arte ma non l’insegnamento, i libri di testo sono approvati dallo stato, lo stato e la chiesa hanno sempre considerato la scuola un investimento, perciò hanno tenuto sotto osservazione o esame gli insegnanti, che devono superare esami d’idoneità e concorsi, inoltre, gli insegnanti sono legati a programmi e a libri di testo approvati. Il docente di scuola è un registratore che è stato privato della libertà di pensiero.

 

Per fare a favore alla chiesa, che controlla banche, scuole e ospedali, nel 1999 il governo della sinistra, con D'Alema e Berlinguer, ha fissato finanziamenti a favore della scuola privata, senza rilievi da parte del presidente della repubblica, che doveva promulgare la legge, e della corte costituzionale; dal 2000 al 2004 i governi di destra hanno concesso agevolazioni fiscali alle scuole private e contributi anche alle università private.

 

Articolo 34: “La scuola pubblica è aperta a tutti, gli studenti poveri e meritevoli hanno diritto a borse di studio statali”. Se la scuola è aperta a tutti, perché esiste il numero chiuso nelle università, lo stato dovrebbe limitarsi solo a segnalare le facoltà più adatte e quelle che danno più sbocco di lavoro; lo stato limita l’intervento a favore degli studenti poveri ma meritevoli, semplicemente prevedendo poche borse di studio rispetto al numero dei bisognosi; perciò l’articolo sa tanto di propagandistico.

 

L’istruzione obbligatoria pubblica è omologazione statale, all’istruzione ha diritto di provvedere anche la famiglia, in concorrenza dello stato, però non mi riferisco alla scuola privata, che è un business della chiesa retto dalla stessa mistica della scuola statale; attraverso le materie d’insegnamento, la chiesa e lo stato fanno anche propaganda, non insegnano solo un mestiere e non danno solo formazione, scuola, religione e lingua servono a tenere unito un paese, sotto un ordinamento o un regime.

 

Articolo 35: “La repubblica tutela il diritto al lavoro, la formazione professionale ed il lavoro italiano all’estero”. La costituzione, dopo aver detto all’art. 1 che la repubblica è fondata sul lavoro e all’art. 4 che lo stato garantisce il lavoro, adesso afferma di tutelare il diritto al lavoro, però lo stato tutela anche le rendite parassitarie e speculative e i parassiti che non hanno mai lavorato; lo stato italiano ha fatto poco per tutelare il lavoro italiano all’estero, che faceva rimesse valutarie compensate dalle esportazioni illegali italiane di capitali.

 

Articolo 36: “Il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del suo lavoro, sufficiente per le necessità della sua famiglia; la durata della giornata lavorativa è stabilità per legge, il lavoratore ha diritto a riposo settimanale e ferie”. Lo stato si è astenuto dal fissare con legge salari minimi, orari di lavoro, riposo e ferie, però ha approvato le tabelle con le tariffe minime degli ordini professionali, cioè quest’articolo non ha trovato realizzazione e, praticamente, ne è anche nata una disparità di trattamento. E’ il sindacato, con gli accordi contrattuali, che stabilisce il salario adeguato o minimo, recepito anche dai giudici del lavoro, però non sempre questi accordi rispettano le leggi di mercato.

 

Infatti, nelle varie categorie, se i salari sono alti, si crea disoccupazione, se sono bassi, si crea penuria di lavoratori; calpestando le categorie più produttive per l’economia, cioè contadini, operai e artigiani, generalmente dipendenti pubblici, addetti ai servizi o predicatori laici o colletti bianchi sono pagati di più. La durata della giornata lavorativa è vanificata da alcuni contratti, dagli straordinari e da un mercato del lavoro diventato più selvaggio; le ferie non sono uguali per tutti; con lo scopo di tutelare alte cariche, nemmeno il trattamento pensionistico è stato unificato.

 

Articolo 37: “La donna lavoratrice ha gli stessi diritti dell’uomo e la stessa retribuzione”. La discriminazione salariale e di carriera colpisce anche gli uomini, purtroppo oggi, le agenzie assumono soprattutto donne; è un caso di strabismo politico che femministi e politici non riescono a cogliere. Comunque, si fanno norme lesive dell'articolo 3 solo a vantaggio del lavoro femminile.

 

Articolo 38: “I poveri senza lavoro o altre entrate hanno diritto all’assistenza sociale”. In occidente l’Italia è all’ultimo posto per assistenza sociale alle famiglie bisognose, che sono abbandonate a se stesse, perciò, con un certo ritardo, è stato introdotto il reddito di cittadinanza; spesso chi è povero si deve arrangiare, ma tanti preferiscono non lavorare e avere l'assistenza statale; ci si chiede perciò perché è stato scritto quest’articolo, per abusare ancora una volta della credulità popolare.

 

Articolo 39: “L’organizzazione sindacale è libera, però i sindacati devono essere registrati, in tal modo acquistano la personalità giuridica e possono stipulare i contratti collettivi”. Sembra un’altra vocazione statale all’omologazione, però i sindacati confederali, legati ai partiti, intendendo ostacolare il sindacalismo libero, si sono opposti al riconoscimento, ma stipulano ugualmente contratti collettivi che sono anche fonte di diritto per i giudici del lavoro. I sindacati non sono organi di rilevanza costituzionale, però, di fatto, si sono spesso imposti a pubblica amministrazione, partiti e organizzazioni imprenditoriali.

 

I sindacalisti svolgono funzioni pubbliche in materia d’assistenza ai lavoratori, inoltre, dirigenti sindacali occupano posti di rilievo nella pubblica amministrazione, all’Inps, nelle grandi aziende e nelle banche, dove sono spesso in conflitto d’interesse, perché rappresentano contemporaneamente lavoratori e datori di lavoro; sono in parlamento ed hanno altri incarichi dallo stato, sono un potere non regolato o previsto dalla costituzione e sono collusi con la politica.

La Costituzione garantisce la rappresentatività sindacale però, in contrasto con la costituzione, non sono rappresentati sindacalisti liberamente eletti; anche in questo caso bisogna decidere se leggi e contratti devono uniformarsi alla costituzione o se invece bisogna cambiare la costituzione, la quale non può essere solo un dogma o un feticcio in grado di coltivare le illusioni nei sudditi contribuenti. 

Articolo 40: “Il diritto di sciopero si esercita nell’ambito delle leggi che lo regolano”. Queste leggi non sono state fatte perché il sindacato non le ha volute, il parlamento si è accodato, le leggi sullo sciopero erano viste dal sindacato come una regolamentazione o limitazione del libero diritto allo sciopero. Ci si chiede, com’è potuto avvenire ciò, a 60 anni dall’entrata in vigore della costituzione, se la costituzione è una norma programmatica e una norma cogente o inderogabile, obbligatoria soprattutto per il legislatore?

In pratica, la costituzione materiale afferma che lo sciopero è un diritto senza limiti però, un’intesa con la Fiat obbliga ogni dipendente a firmare un accordo in cui s’impegna a non scioperare contro l’accordo, pare in contrasto con quest’articolo. Insomma, continua l'uso strumentale e propagandistico della Costituzione, osannata da tutti, ma, in sostanza, in disuso fin dalla sua nascita, anche per merito del ministro della giustizia Togliatti che, per restare al governo, v’inserì l'articolo 7 e non abrogò codice Rocco e leggi di polizia fasciste. 

Articolo .41: “L’iniziativa economica privata è libera”. Però le pastoie burocratiche e le tagliole fiscali non aiutano l’esercizio di questa libertà, né lo sviluppo dell’economia, i mancati rimborsi fiscali alle ditte che esportano favoriscono le delocalizzazioni all’estero e l’impoverimento del paese. La costituzione di nuove imprese richiede tempi e costi notevoli, dal punto di vista burocratico, prima che esse possano cominciare a produrre reddito.

 

Articolo 47: “La repubblica tutela il risparmio in tutte le sue forme”. In realtà, la Banca d’Italia, che ha per soci banche, assicurazioni e Inps, non ha vigilato sulle banche e la Consob non ha vigilato sulle borse così, soprattutto in questi ultimi anni, si è sviluppata la speculazione finanziaria e il risparmio delle famiglie è stato falcidiato anche da insolvenze, inflazione, oneri bancari e tasse.

 

Articolo 50: ”Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle camere”. Queste petizioni si fanno anche ai comuni, quasi mai danno soddisfazioni al popolo che le fa, anche le interrogazioni parlamentari sono un rito inutile; come i referendum, questi strumenti sono utili quando il potere è disponibile ad ascoltare e a provvedere, invece oggi il potere, con il suo silenzio e le sue omissioni, vuole solo stancare il popolo in vena di reclamare.

 

Articolo 52: “L’ordinamento delle forze armate si uniforma allo spirito democratico della repubblica”. In realtà non sono democratiche né le caserme, né i conventi, i militari sono più asserviti degli altri cittadini, però non è democratica nemmeno la repubblica, che ama questi spropositi e questi enunciati.

 

Articolo 54: “I cittadini devono osservare la costituzione e le leggi”. Le leggi sono tante e per osservarle bisogna almeno conoscerle, però per lo stato l’ignoranza della legge non è ammessa; dall’altra parte, il legislatore ordinario non sempre osserva la costituzione e sono tante le leggi anticostituzionali. Consideriamo che i politici che fanno le leggi seguono anche il principio d’opportunità politica, che è opposto a quello d’eguaglianza o equità, cioè fanno favori a persone, imprese, lobby e a se stessi, perciò risultano spesso in conflitto d’interesse.

 

Articolo 67: "I parlamentari esercitano la loro funzione senza vincolo di mandato". Diversamente da altre costituzioni, quest’articolo permette ai parlamentari i ribaltoni e il cambio di casacca o maggioranza; il fatto è che, se in economia il mercato non funziona, in parlamento il mercato ha sempre funzionato bene, grazie soprattutto al potere economico delle lobby e degli interessi personali dei singoli parlamentari. Il mercato esiste anche nella chiesa, definito peccato di simonia. 

 

Articolo 68: “I membri del parlamento non rispondono dei voti e delle opinioni espresse, possono essere perquisiti o arrestati solo su autorizzazione del parlamento, salvo il caso di condanna irrevocabile o arresto in flagranza, analoga autorizzazione è richiesta per le intercettazioni telefoniche e per controllare la loro corrispondenza”. Si sta parlando d’immunità non garantite al resto dei cittadini, anche se i parlamentari si giustificano affermando di volersi difendere dalla lotta politica effettuata per via giudiziaria; comunque, per lo spirito di corpo, raramente il parlamento concede queste autorizzazioni, anche se ne ricorrerebbero gli estremi; i parlamentari non sono uguali agli altri cittadini.

 

Articolo 70: “La funzione legislativa è esercitata dalle due camere”. Ciò avviene anche se le due camere sono di diversa emanazione, il senato, di origine aristocratica, andrebbe abolito, sotto la monarchia, era di nomina regia; alcuni giuristi hanno sostenuto che due camere con gli stessi poteri, abilitate ad approvare una legge con una votazione per camera, garantiscono una legislazione più accurata e aggiungono che perciò esistono due camere, come esistono nel corpo due orecchie, due occhi, due reni, due polmoni, due braccia e due gambe.

 

Però in Italia, adottato il bicameralismo perfetto, non ne abbiamo ottenuto una legislazione accurata, infatti, le norme sono troppe, incerte, contraddittorie e scritte male, cioè di difficile interpretazione. Le leggi, diversamente da quelle naturali, sono nate dalle circostanze, dal caso, dalla convenzione, dall’ignoranza, dal contratto, dal mandato delle lobby, dalla superstizione, dai pregiudizi e dall’abuso di potere; hanno l’oscurità degli oracoli, si contraddicono, tendono a smantellare i costumi e il diritto naturale; quando sono detestate da tutti, invocando la costituzione, sono disapplicate dai giudici che dovrebbero applicarle.

 

Articolo 71: “Sono competenti a proporre le leggi il governo, le camere e il popolo con 50.000 firme”. Secondo la costituzione, la nostra repubblica è parlamentare, in realtà il governo legifera più del parlamento, soprattutto a mezzo di decreti, e le riforme si aspettano più dal governo che dal parlamento; i partiti prevalgono sul parlamento e oggi esistono anche le Autorità che rubano spazio al parlamento.

La conclamata divisione dei poteri pare imperfetta e il parlamento non pare titolare della sovranità popolare. Il popolo non propone leggi in parlamento perché non assistito dai partiti che non amano ingerenze popolari e referendum, il popolo ha proposto referendum abrogativi, ma non può proporre referendum propositivi e l’Unione Europea, con le sue leggi, ha ridotto ancora la sovranità del parlamento italiano e degli italiani.

 

Articoli 73-74: “Le leggi sono promulgate dal presidente della Repubblica, che le può temporaneamente rinviare alle camere con un messaggio motivato, ma se le camere le approvano di nuovo, poi le deve promulgare”. In realtà, poiché il presidente della repubblica può essere accusato d’attentato alla costituzione, può sempre rifiutarsi di firmare leggi anticostituzionali, però fino ad oggi i nostri presidenti hanno preferito fare i notai, perciò non hanno utilizzato queste prerogative e altri loro larghi poteri, generalmente seguono un partito.

 

La conseguenza è un numero elevato di leggi anticostituzionali in vigore. A leggere la costituzione, il nostro capo del governo ha meno poteri del cancelliere tedesco, del presidente della repubblica e del parlamento, però il parlamento ha meno poteri dei partiti. Caduto il fascismo, i costituzionalisti si erano preoccupati di controllare i poteri del capo del governo, valorizzando parlamento e presidente della repubblica, i Savoia invece, con poca fiducia verso la politica, tenevano a valorizzare forze armate e carabinieri.

 

Articolo 75: “500.000 elettori o cinque consigli regionali possono proporre l’abrogazione di leggi con referendum popolare, esclusa le materie tributarie, trattati e amnistie, il voto è valido se al referendum partecipa almeno la metà degli aventi diritto. La limitazione serviva a ostacolare interventi legislativi da parte del popolo, però, gli italiani, anche con queste limitazioni, avevano abolito ministero dell’agricoltura e finanziamento ai partiti, poi ripristinati dal parlamento, perciò oggi si rifiutano di votare a nuovi referendum e nessun referendum ha più successo.

 

In Svizzera si tengono referendum anche nelle materie negate agli italiani, poiché l’Unione Europea è stata accettata con un trattato, questa può abrogare il residuo di sovranità rimasto agli italiani, senza tema di voto popolare referendario; le maggioranze richieste per il successo dei referendum non ne facilita il successo. Il referendum propositivo non è stato voluto dai partiti, i quali vogliono il monopolio della legislazione e vogliono contrastano le riforme volute dal popolo.

 

Articolo 76: “L’esercizio della funzione legislativa può essere delegata al governo solo per tempi e oggetti definiti, perciò, in caso d’urgenza, il governo emana decreti che devono essere immediatamente convertiti in legge dalle camere”. In realtà, il governo, anche a causa della passività del parlamento, ha abusato spesso della decretazione d’urgenza, minando con ciò il principio della separazione dei poteri e la sovranità del parlamento.

 

Articolo 79: “L’amnistia e l’indulto sono concessi a maggioranza dei due terzi dalle camere”. Questi provvedimenti di clemenza, ora desueti, sono stati emanati con frequenza, sia in era monarchica sia in era repubblicana, in occasioni di ricorrenze particolari o per sfollare le carceri; in assenza d’amnistie e indulti, il presidente della repubblica emana più grazie individuali, violando con ciò il principio della separazione dei poteri, cioè intaccando le prerogative del parlamento. Questi provvedimenti di clemenza hanno carattere demagogico e minano il principio della certezza della pena che dovrebbe essere un deterrente al delinquere, meglio sarebbero pene certe e la depenalizzazione di certe norme, invece si fanno altre leggi e s’inventano altri reati.

 

Articolo 82: “Ciascuna camera può disporre inchieste”. Queste inchieste hanno un costo e pochi risultati pratici, perché ogni gruppo espone una tesi diversa e non si arriva a capo di niente; inoltre le inchieste parlamentari sono concorrenti con il potere d’indagine della magistratura; anche questo fatto mina il principio della separazione dei poteri, perché la magistratura è organo costituzionale.

 

Articolo 84: “L’ufficio di presidente della repubblica è incompatibile con qualsiasi altra carica”. Questa incompatibilità così formulata ed estesa non esiste per i membri del parlamento e del governo, che spesso hanno ruoli molteplici e in conflitto d’interesse, con confusione di ruoli tra controllore e controllato; evidentemente i costituzionalisti volevano dare un ruolo importante al presidente che ha effettivamente larghi poteri. L’Italia è una repubblica presidenziale senza voto popolare.

 

Articoli 87-88: “Il presidente indice le elezioni, autorizza la presentazione alle camere di leggi d’iniziativa del governo, promulga le leggi, indice i referendum popolari, ratifica i trattati internazionali, ha il comando delle forze armate, dichiara lo stato di guerra, presiede il consiglio superiore della magistratura, può concedere grazie, può sciogliere le camere”. I poteri del presidente sembrano estesi, può anche bloccare o rinviare le leggi, però, per la costituzione, non è un notaio o un simbolo che rappresenta l’unità, non è organo di garanzia della costituzione, perché questo ruolo appartiene alla corte costituzionale, che però non sempre l’ha esercitato.

 

Articoli 89-90: “Gli atti del presidente della repubblica devono essere controfirmati dai ministri o dal presidente del consiglio che se ne assumono la responsabilità; il presidente è responsabile solo d’alto tradimento e attentato alla costituzione”. Il presidente è irresponsabile come il re ed è al di sopra della legge, il potere assoluto aveva queste caratteristiche, però aveva come ulteriore caratteristica il fatto di riscuotere le tasse e di beneficiare del signoraggio monetario. In generale, la democrazia esiste quando i cittadini sono uguali davanti alla legge e la rivoluzione fu fatta per togliere privilegi e immunità a re e aristocrazia. Alcuni di questi privilegi legali e immunità sono stati ereditati dal presidente della repubblica e, in misura minora, dai parlamentari.

 

Articolo 92: “Il presidente della repubblica nomina il presidente del consiglio e, su proposta di questo, i singoli ministri”. Altro segno degli ampi poteri costituzionali del presidente della repubblica, in Italia questi poteri non si sono visti perché abbiamo avuto presidenti opachi e succubi dei partiti, che hanno preferito inviare messaggi al paese e fare i notai; il potere occulto che governa l’Italia ha sempre temuto un presidente di carattere che esercitasse i suoi poteri costituzionali, ma anche un capo del governo con ampi poteri.

 

Articolo 94: “Il governo deve avere la fiducia da parte delle camere”. Quest’articolo para ricordare che l’Italia è una repubblica parlamentare e che il parlamento è il depositario della sovranità popolare, ma non è vero.

 

Articoli 95-96: “Il presidente del consiglio è responsabile della politica del governo, mentre i ministri sono responsabili degli atti dei loro dicasteri; i ministri, per i reati da loro commessi, con autorizzazione delle camere sono sottoposti alla giustizia ordinaria “. Di fatto il parlamento ha esteso quest'immunità negando spesso l’autorizzazione, a vantaggio di ministri, ex ministri o parlamentari; però, diversamente dal presidente della repubblica, secondo la costituzione, i ministri sono responsabili dei loro atti politici e dei loro reati, non hanno il privilegio dell’irresponsabilità del presidente o del re. La legge stabilisce che il presidente del consiglio ed i ministri, per reati connessi alle loro funzioni, sono giudicati da un  tribunale speciale, chiamato tribunale dei ministri, i cui membri sono sorteggiati.

 

Le repubbliche possono essere presidenziali o possono concedere preminenza al presidente del consiglio o cancelliere, quindi queste due figure dovrebbero essere le massime cariche dello stato, meglio ancora sarebbe unificare la carica di presidente e capo del governo, concedendo però maggiori prerogative al parlamento. I poteri o organi costituzionali sono costituiti da presidenza della repubblica, governo, parlamento e magistratura. Tuttavia l’Italia è rimasto un paese un po’ monarchico perché il presidente ha conservato alloggio e parte dei poteri del re, conservandone l’aureola; come ieri si esaltava, da parte di tutti, il sovrano, oggi si esalta il presidente della repubblica, soprattutto da parte della televisione, ma lo fa anche con il papa.

Per timori di bonapartismo, si vuole il presidente del consiglio in posizione subalterna, perché, con il fascismo, le colpe dello stato sono sempre addebitate al capo del governo, in una logica di capro espiatorio; infatti, i Savoia erano irresponsabili, tiravano il sasso e nascondevano la mano, nominarono Mussolini capo del governo e poi lo fecero dimettere; comunque, anche sotto la monarchia, come sotto la repubblica, le crisi di governo erano numerose.

Da questa schizofrenia che sembra esorcizzare il fascismo, ne discende che spesso i commentatori televisivi, quando parlano di poteri, definiscono primo la presidenza della repubblica, secondo il presidente del senato, terzo il presidente della camera e quarto, pronunciato a denti stretti, il presidente del consiglio. Non sarebbe più giusto che questo fosse definito il primo o il secondo, come in tutte le costituzioni?

Articoli 101-102: “La giustizia è amministrata in nome del popolo, i giudici sono soggetti solo alla legge, la giurisdizione è unica e non possono essere istituiti tribunali o giudici speciali, ma possono essere create sezioni speciali giudicanti, presso i tribunali, dedicate a materie speciali”. La giustizia è amministrata in nome del popolo ed esistono dei partiti che si chiamano popolari, quanto è distante la costituzione dalla realtà, il vezzo di chiamare sempre in causa il popolo, la democrazia e la costituzione è un difetto della politica e dei demagoghi, la costituzione si dovrebbe limitare a dettare delle norme per far funzionare meglio lo stato e la legislazione.

 

I giudici sono soggetti alla legge, però la loro fortuna dipende anche dagli appoggi politici e sindacali e la politica segue il principio d’opportunità, che è opposto a quello di legalità e d’eguaglianza dei cittadini; perciò la storia insegna che, a volte, i giudici fanno finta di non vedere e non sentire e girano la testa dall’altra parte, spesso seguono le orme del governo o di un partito. Si dice che lo stato di diritto deve avere una giurisdizione unica e non tribunali speciali e che nessuno deve essere distolto dal suo giudice naturale, però l’Italia ha ancora tribunali speciali; non parlo dell’Inquisizione, mai dei tribunali militari, della magistratura delle acque, dei tribunali amministrativi, dei collegi arbitrali, delle commissioni tributarie, della Corte dei Conti, dei giudici del lavoro; forse solo questi ultimi possono passare come sezioni specializzate del tribunale. Il sofisma giuridico politico afferma che in Italia siamo sempre nel campo della giurisdizione unica, che esistono però sezioni specializzate della giustizia ordinaria per materie speciali e non giudici speciali; del resto, anche per la trinità si afferma che Dio è uno e trino.

 

Articolo 104: “La magistratura è un organo autonomo e indipendente e i membri del suo consiglio superiore della magistratura sono organo di autogoverno, il CSM è presieduto dal presidente della repubblica, i suoi membri sono eletti per 2/£ da parte dei magistrati e per 1/3 da parte del parlamento”. Queste elezioni si svolgono con criteri politici, perché i magistrati sono divisi in correnti politiche e il parlamento vota seguendo le indicazioni politiche; quindi anche se i magistrati italiani sono di carriera e non eletti come in Usa, sono legati per qualche verso alla politica, soprattutto quelli che desiderano emergere.

 

Questo fatto mina la loro indipendenza dai partiti, come dal governo che è espressione di una maggioranza parlamentare; è per questa ragione che parlamento e magistratura non si sono sforzati per rendere più celere la nostra giustizia che, così com’è formulata, serve solo a garantire lavoro agli avvocati e una posizione ai giudici. Dopo le tante stragi avvenute in Italia nei decenni scorsi, le sentenze sono state di assoluzione per mancanza di prove per gli imputati. Cioè non è stata accertato nessun colpevole, chi crede alla bontà di queste sentenze, osserva che perciò questi processi, lunghi e costosi, in grado di immobilizzare i palazzi di giustizia, non dovevano nemmeno iniziare; nemmeno sui disastri naturali si sono accertate delle responsabilità, così nei casi di alta corruzione nella pubblica amministrazione, perciò i presunti responsabili non sono stati allontanati.

Tra magistratura e governo il conflitto è sempre stato fittizio e un bluff, però è servito a ricattare il potere politico, per concedere maggiori privilegi ai magistrati; salvo eccezioni, le toghe sono generalmente colluse, in passato dipendevano anche ufficialmente dal governo, oggi spesso chiudono un occhio e, con il decorso del tempo, grazie alla durata dei processi, ci si dimentica dei fatti.

Alcune sentenze sono politiche, a parte le immunità riservate alla politica, prescrizioni, avocazioni, archiviazione e cancellazione di sentenze scomode da parte della cassazione, servono a mettere al riparo da responsabilità; l’obbligatorietà dell’azione penale è una chimera. I magistrati eroici che hanno a cuore legge e giustizia sono una minoranza, a volte, se non sono uccisi, sono trasferiti per opera del Consiglio Superiore della Magistratura, organo di autogoverno che serve solo a tutelare i privilegi dei magistrati, più che l'indipendenza della magistratura, contenendo l’invadenza degli altri poteri.

La magistratura invade il campo legislativo e non vuole essere giudicata nelle sentenze, ma giudica sulle leggi, in vigore o da approvare; le sentenze sono criticate solo dagli avvocati che si appellano e da giudici di grado superiore che le riformano. Diversamente dagli altri dipendenti dello stato, i magistrati, che sono pagati pure dallo stato, godono di speciale autonomia, non tanto per tutelare un principio di equità e di legalità o per essere indipendenti dai partiti.

Infatti, i magistrati hanno una loro fede politica ma, con l’autonomia, possono contrattare un’occasionale dipendenza con il governo o con i potenti, perché anche in magistratura esiste la corruzione; invece gli altri dipendenti pubblici, oltre i salari, orari di lavoro e ferie, non hanno nient’altro da contrattare con i ricatti. A causa di leggi di privilegio, in Italia il mercato non funziona, però questo ha sempre funzionato bene in parlamento (lobby e compravendita dei deputati), in chiesa (simonia) e in magistratura (mercato delle sentenze), la magistratura è stata sempre succube del potere e collusa e non disinteressatamente. Storicamente, la corruzione della politica ha sempre richiesto, per mettersi al riparo dalla legge, la stipula di una polizza assicurativa presso i giudici, polizza pagata alla classe dei magistrati con carriera, privilegi, favori, altre cariche remunerate e denaro; naturalmente, non mancano le eccezioni. 

Articoli 107-108: “I magistrati possono essere sottoposti a provvedimento disciplinare, trasferiti o sospesi solo dal consiglio superiore della magistratura, la legge assicura l’indipendenza dei giudici delle giurisdizioni speciali”. I magistrati sono stati sospesi e trasferiti per ragioni ideologiche e politiche che niente hanno a che fare con la giustizia; quindi il consiglio superiore della magistratura, organo d’autogoverno della magistratura, fa anche politica ed emana sentenze politiche d’opportunità che rivelano spesso scarsa indipendenza dagli altri poteri o dai partiti.

 

I giudici dovrebbero essere dipendenti dalla legge e indipendenti dai partiti e dal governo; poiché spesso fanno politica o sono pavidi o opportunisti, ciò non avviene. Solo in pochi paesi e in poche epoche il potere giudiziario è stato autonomo verso il governo, giudici indipendenti sono stati costretti a sacrificare la loro vita. Raramente nella storia i magistrati sono stati indipendenti dal governo; il procuratore della repubblica rappresenta lo stato, cioè il governo e la corte di cassazione è servita a cancellare sentenze scomode per il governo.

 

I giudici delle giurisdizioni speciali sono indipendenti, oltre che dagli altri poteri, anche dai giudici ordinari, perciò rafforzano l’autonomia dei loro uffici che appaiono come veri tribunali speciali. Il tribunale speciale non è necessariamente un tribunale di tipo fascista, ma è un tribunale legato a una materia specifica, con uffici speciali, giudici specializzati e speciale autonomia.

Articolo 112: “Il Pubblico Ministero esercita l'azione penale". Nei processi penali il pubblico ministero esercita l’accusa e, rappresenta l’interesse all’ordine pubblico e, in pratica, dovrebbe rappresentare il ministro dell’interno; di fatto, oggi L’Italia è l’unico paese in occidente in cui il pubblico ministero non dipende dal governo, vuole essere formalmente indipendente dal governo, dal ministro degli interni e da quello della giustizia.

Per non perdere in stipendio, lustro e carriera, vuole essere chiamato giudice, anche se il suo ruolo è diverso da quello del giudice o della magistratura giudicante, infatti, nei processi penali rappresenta l’accusa per conto dello stato. Questa figura non esiste in tutti gli ordinamenti, in alcuni l’accusa è sostenuta da un avvocato di parte, reso forte dai rapporti della polizia giudiziaria, oppure il pubblico ministero è un dipendente dello stato, separato dal giudice ordinario giudicante; in generale, il pubblico ministero rappresenta l’interesse dello stato alla difesa dell’ordine pubblico minacciato da gravi delitti. Il legame con ministero degli interni e con la sicurezza ne rivela il rapporto originale con la politica e il governo, anziché l’indipendenza.

 

Articolo 116: ”Sono istituite regioni a statuto speciale”. Queste regioni hanno maggiori autonomie e maggiori risorse di quelle ordinarie, il che è lesivi dell’art. 3, il privilegio nacque per difendere con incentivi l’unità del paese, cioè comprando i dirigenti politici di quelle regioni; come accade a tanti paesi, alcune regioni confinarie, con popolazione mista, erano votate alla secessione, perciò il governo italiano preferì fare delle concessioni. A parte le disuguaglianze per legge tra regioni e cittadini, è da ricordare che se i cittadini fossero sovrani, le regioni di frontiera, con una votazione a maggioranza, avrebbero diritto alla secessione; ma nessuno stato è capace di riconoscere questo diritto, gli stati sono a favore dell’autodeterminazione solo per i popoli degli altri stati.

 

Articolo 117: "competenze delle regioni". La riforma del titolo V della costituzione ha attribuito alle regioni, in alcune materie, competenza legislativa concorrente con lo stato, il che ha creato costosi doppioni ed hanno favorito la proliferazione burocratica, contribuendo a inceppare la macchina amministrativa. Sarebbe stato meglio, in una logica federale, conferire a comuni e regioni la sovranità originaria, con loro competenze esclusive in alcune materie, demandando le rimanenti funzioni allo stato.

 

Articolo 119: “Le entrate delle regioni sono fissate dalle leggi dello stato”. Le regioni non hanno autonomia finanziaria, non esiste federalismo fiscale, lo stato è geloso dei suoi contribuenti e, quando il federalismo nascerà, nelle regioni ci saranno sempre politici e funzionari fiduciari di Roma, quindi sarà difficile un vero federalismo e una vera autonomia regionale. Staremo a vedere.

 

Articolo 120: “Le regioni devono garantire libera circolazione di merci e di persone e non possono limitare il diritto a esercitare professioni e lavori”. L’articolo serve a prevenire frontiere economiche interne, però è lo stato che ha creato con le sue norme degli steccati, concedendo privilegi economici alle regioni a statuto speciale, concedendo concessioni e creando corporazioni e albi che impediscono il libero esercizio di una professione; con concorsi fasulli e abilitazioni discutibili, aventi lo scopo di estendere aree di privilegio per gli amici dello stato, escludendo altri da una professione; questo fatto ha procurato un danno economico all’Italia, discriminazioni e intralci al mercato.

 

Articolo 122: “Nessuno può far parte contemporaneamente di un consiglio regionale e di una camera; come i parlamentari, anche i consiglieri regionali non rispondono delle opinioni e dei voti espressi”. Continuano le discriminazioni volute dalla legge, ad ogni modo, si può essere contemporaneamente sindaco e parlamentare e, fino a poco tempo fa, prima che l’Europa lo vietasse, parlamentare italiano ed europeo.

 

Un altro caso di disparità di trattamento, in violazione dell’art. 3 che dice che tutti sono uguali avanti alla legge, sono le contraddizioni interne di una costituzione schizofrenica. L’irresponsabilità dei parlamentari è stata estesa ai consiglieri regionali perché allo stato costa poco estendere questi privilegi, calpestando i comuni cittadini che credono all’eguaglianza davanti alla legge.

 

Articolo 124: “Un commissario del governo, residente nel capoluogo della regione, esercita il controllo politico sulla regione”. Le cautele non sono mai troppe e lo stato centralista non vuole perdere il controllo sulle regioni; il fascismo eliminò sindaco e creò i podestà di nomina governativa, affiancato dal segretario comunale pure di nomina governativa, impose i prefetti alle province per esercitarne il controllo; per il controllo delle regioni, la repubblica ha inventato i commissari del governo. Non poteva essere diversamente, in fondo, la repubblica non ha eliminato nemmeno codice Rocco, concordato, leggi di polizia e leggi anticostituzionali di era fascista.

 

Articolo 127: “Ogni legge approvata dal consiglio regionale è comunicata al commissario del governo per l’approvazione e per controllare che non ecceda le competenze della regione; eventuali conflitti tra stato e regione sono risolti dalla corte costituzionale”. Insomma il nostro stato controlla in maniera maniacale comuni, province e regioni, avvenne ciò perché era nato, come gli altri stati, con la forza e non per volontà popolare, perciò dall’inizio temeva la sua disintegrazione, le autonomie e l’autodeterminazione dei popoli viventi in Italia.

 

Articolo134: “La corte costituzionale giudica sulla costituzionalità delle leggi, sui conflitti di competenza tra organi costituzionali dello stato e tra stato e regioni, inoltre giudica sulle accuse mosse contro il presidente della repubblica per alto tradimento e attentato alla costituzione”. Sul controllo della costituzionalità delle leggi l’articolo non afferma che la pronuncia si debba esplicare solo nel corso di processi ordinari come la giurisprudenza postula, perciò la corte avrebbe anche potuto muoversi con spinta autonoma per cancellare le vecchie leggi anticostituzionali, come avrebbe potuto impedire l’entrata in vigore di nuove leggi anticostituzionali; non l’ha fatto perché fin dall’inizio era legata alla politica, la quale segue il principio di opportunità e non quello di legalità e di eguaglianza.

Vale la pena di ricordare che di alto tradimento si sono macchiati anche ministri e parlamentari, facendo spionaggio durante la guerra fredda a favore del nemico (Dossier Mitrokhin), il reato di tradimento è imprescrittibile; in questo caso però, la competenza avrebbe dovuto essere della magistratura ordinaria, che però non se n’è mai occupata, ignorando, ancora una volta, l’eguaglianza dei cittadini avanti alla legge.

 

Per quanto riguarda l’attentato alla costituzione, c’è stata la promulgazione regolare di leggi anticostituzionali da parte dei presidenti, d’altra parte, la corte costituzionale non si è resa parte attiva nell’eliminazione delle leggi anticostituzionali fasciste, ma parte passiva di richieste d’incostituzionalità durante i processi; qualche volta sancì anche che erano costituzionali norme che erano, in realtà, anticostituzionali.

 

Infatti, una norma penale puniva l’adulterio femminile più pesantemente di quello maschile e la corte lo dichiarò costituzionale, poi, in un secondo tempo, a costituzione invariata, lo dichiarò anticostituzionale. Alla luce dell’articolo 3, non si capisce il diverso orientamento, cosa centra il fatto che la costituzione è una norma programmatica se può trovare immediatamente applicazione. La costituzione non deve seguire la moda ma applicare alcuni principi fondamentali, purtroppo però anche la corte costituzionale segue la politica. La corte, assecondando governo e parlamento, non ha ammesso proposte di referendum abrogativi perfettamente ammissibili.

 

Articolo135: “I membri della corte costituzionale sono nominati per un terzo dal presidente della repubblica, per un terzo dal parlamento e per un terzo dalla magistratura ordinaria”. Continuano le prerogative importanti del presidente della repubblica, che non è una figura scialba della costituzione, se gli si fanno esercitare i suoi poteri o se decide di esercitarli; comunque, i membri scelti dal presidente sarebbero indipendenti nel giudizio del presidente? Vista la politica, direi di No.  Sembrano cose teoriche perché i presidenti non sono mai stati accusati di tradimento o attentato alla costituzione.

 

Articoli138-139: “Le modifiche alla costituzione sono fatte con due deliberazioni, per ogni camera a maggioranza assoluta e quindi con referendum popolare, il referendum non occorre se l’approvazione delle camere avviene con i due terzi. La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale”. Questa norma ha valore fino a che la politica e l’ordinamento su cui si sostiene intende rispettarla, Roma è passata dalla monarchia, alla repubblica e all’impero.

 

Si dice anche che i principi fondamentali della costituzione non sono modificabili e che la costituzione è rigida e non flessibile, perché richiede un processo laborioso di modifica; tuttavia alcuni articoli sono stati modificati con questa procedura e, in generale, la costituzione cambia quando cambia l’ordinamento generale, con una rivoluzione o una seconda repubblica, che in Italia non è mai nata. La modifica avviene con l’intervento di una nuova assemblea costituente che ignora rigidità e procedure rigide della vecchia costituzione.

 

Secondo la disposizione transitoria finale n. XII: “E’ vietata la riorganizzazione del partito fascista”. In realtà, sotto nome diverso, in Italia, diversamente che in Germania, partiti extraparlamentari o parlamentari, di diversa denominazione, ma d’ispirazione fascista, nacquero con la tolleranza dello stato, il Vaticano propose anche un’alleanza con loro al governo e al comune di Roma; è la solita schizofrenia della politica, della legge e della costituzione italiana.

 

Secondo la disposizione transitoria finale n. XIII: “Ai membri di casa Savoia è vietato l’ingresso in Italia”. Anche questa norma, poiché il tempo è galantuomo, è stata accantonata. Secondo la disposizione transitoria finale n. XIV: “I titoli nobiliari non sono riconosciuti”. Però lo stato e la chiesa conferiscono onorificenze e titoli nobiliari dei quali si fa anche mercato, se un nobile è senza beni, si può vendere il titolo, se ha beni li usa assieme al suo titolo.

 

Una volta questi nobili avevano privilegi fiscali, oggi lo stato ha esteso questi privilegi ad altre categorie, invece di abolirli; se un nobile usa il suo titolo, lo stato non lo persegue, se uno si fa passare per nobile, usando falsi titoli, lo stato lo può perseguire; da questi fatti si può capire se i titoli nobiliari sono riconosciuti, aboliti, tutelati o meno. E' un'altra delle prese in giro della nostra costituzione.

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 30/12/2019)

LA DEMOCRAZIA

Le scelte della maggioranza non sono scelte scientifiche, perché la scienza non si pronuncia a maggioranza, le leggi sono commissionate dalle lobby; a livello legislativo, il popolo non conta niente, le maggioranze cambiano e le leggi sono cambiate, perciò le leggi sono solo il risultato di un compromesso; le decisioni prese a maggioranza non sono una caratteristica esclusiva della falsa democrazia, infatti, decidevano a maggioranza anche corsari e briganti. Le decisioni prese a maggioranza non sono infallibili, ma sono prese per scontentare il minor numero di persone possibili.

Oggi gli italiano votano soprattutto per ricevere dei favori, perciò nella nostra democrazia è stato falsato ed è stato stravolto l’uso del voto, si è perso il concetto di benessere comune. Il parlamento è nato per controllare il re, in altre parole  la spesa pubblica e le tasse, la costituzione è nata per controllare il re e il parlamento, cioè ancora per controllare la legislazione; però in Italia, soprattutto i controlli, a tutti i livelli, non funzionano, in Italia tutto ciò che è pubblico sembra proprietà dei partiti.

I parlamentari sono stati ricoperti di privilegi perché accettino il sistema senza cambiarlo, così hanno rinunciato a fare un servizio pubblico; oggi esistono i professionisti della politica, tanti hanno capito che la politica è la cuccagna; perciò i politici si ergono a difensori dell’ordine sociale esistente e, sostanzialmente, non vogliono cambiare più niente; d’altra parte, la pubblica amministrazione non corregge i  vizi, perché i pubblici funzionari sono assunti grazie ai buoni uffici dei partiti.

L’oligarchia anonima ha interesse a porre suoi uomini nei gangli del potere, questi suoi garanti locali sono i  suoi occhi, la sua bocca e le sue orecchie, non vuole uomini preparati, seri, indipendenti ed onesti, ma piuttosto servi corruttibili, che si facciano condizionare dai privilegi e dal denaro; questi oscuri personaggi  si assumono  la responsabilità di scelte che non sono loro, ma dell’oligarchia anonima.

Questi uomini nel medioevo si chiamavano capitani di ventura, nell’organizzazione mafiosa si chiamano teste di legno, uomini di paglia e pupazzi, perché privi di veri poteri d’iniziativa, sono garanti locali di altre i poteri. La politica fa scelte per clientelismo, interessi privati e ricerca del voto, gli stessi tecnici non sono  indipendenti dai partiti e sono mossi anche da interessi corporativi; esistono tecnici di destra, di centro e di sinistra, laici e bigotti.

Gli sprechi della capitale sono emulati dalla periferia, così il deficit del bilancio dello stato è dovuto anche al deficit degli enti locali, dei quali non si riesce a controllare la spesa; lo stato moderno è posseduto da un gruppo di parassiti che lo hanno occupato e non può più essere riformato. Chi è vicino al Palazzo, diventa amico e complice di chi lo abita e non ascolta più le richieste di riforme che arrivano da fuori.

Con la politica ci si arricchisce, chi frequenta la classe dirigente e l’oligarchia diventa suo cortigiano, tra questi cortigiani sono molti giornalisti; giornali e televisione servono per ricattare o influenzare la politica, per avere aiuti dallo stato e per sostenere dei potentati; la televisione pubblica non è usata per l’informazione o per elevare il livello culturale della gente, in supporto alla scuola. In genere dà mezze notizie e fa pubblicità alla propaganda dei partiti.

Secondo la sinistra e i manichei, i qualunquisti fanno di tutta l’erba un  fascio, invece essi distinguono il bene dal male, apparentemente, sono guidati da una fede incrollabile e da un’idea fissa; sono militanti organici di una fede, sono i portatori del regno del bene, mentre i loro avversari sono portatori del regno del male. I militanti sono portatori di un’ideologia e, generalmente, come gli sportivi, sono legati a un partito, come i  militari, non possono disertare o evadere, anche se il loro partito cambia politica.

Per loro, come per i fedeli delle religioni, il peccato d’apostasia è grave, si sono venduti schiavi per scelta libera e per interesse. Se i partiti cambiano politica, i loro militanti devono seguirli lo stesso, i militari fanno lo stesso quando cambiano alleanze o nemici; allo stato, alla chiesa ed ai partiti convengono uomini che, grazie anche all'obbedienza ed alla disciplina, si possano manovrare come fossero un solo uomo.

E’ bello parlare senza preconcetti ideologici, cioè senza rete, tutte le ideologie politiche di liberazione sono state tradite, così, da un punto di vista pratico, sono diventate utopie democrazia, repubblica, stato di diritto, liberismo, socialismo, comunismo e sovranità popolare. Quando i comunisti sollecitano l’intervento dello stato, lo rafforzano e così questo più diventare sempre più intromissivo e invasivo; lo stato è una finanziaria anonima al cubo che sfrutta con le tasse e fa pagare i servizi quattro volte quello che costano.

Furono trasformisti tutti i grossi politici italiani, cioè Giolitti, Crispi, Mussolini, Andreotti; accade che le ideologie, calate nella pratica, tendono ad avvicinarsi, forse perché sono tradite nei loro principi; mentre i militanti sono disposti a farsi scannare per principi astratti, i loro dirigenti di partito sono sempre disposti a vendersi e sanno che quei principi non li applicheranno mai; perciò, le ideologie vanno giudicate nelle realizzazioni pratiche e non in base alle promesse.

Ciò è vero anche per il cristianesimo, che è un’ideologia religiosa per fare soldi e per il potere, le religioni bottega, con il loro clero, vivono parassitariamente sulle spalle dei fedeli e dei sudditi. Il potere, in dittatura e in democrazia, rimane sostanzialmente esclusivo e non partecipativo, il governo è ancora l’emarginazione politica dei più da parte dei meno, le elezioni sono un inutile e stanco rituale e non cambiano sostanzialmente niente; le leggi si fanno su commissione delle lobbies, in  cambio di cesti di denaro per i partiti; ma l’oligarchia  si potrebbe stancare dei ricatti e delle liti dei partiti cosiddetti “democratici”.

Dalla fine della seconda guerra mondiale, in tutto il mondo, i signori della guerra, della rivoluzione o della resistenza, sono diventati capi di stato, di governo, dell’esercito o ministri, poi, potendo ricattare poteri forti e multinazionali, in cambio di privilegi e regalie, si sono accordati con essi;  il trasformismo è un costume normale della politica. La laicità dello stato italiano è un mito, lo stato italiano è quello che spende di più per la religione, i governi italiani sono controllati dalla chiesa, dalla Nato e dall’UE.

Dal punto di vista del popolo, ci sono state sempre delle ottime ragioni per fare la rivoluzione, la protesta fiscale o per secedere dallo stato centrale, ciò è vero ancora oggi, però tutte le rivoluzioni sono fallite o degenerate, così il potere, comprando alcuni capipopolo e perseguendo altri, ha riassorbito il dissenso ed il popolo è stato scaricato.

Vecchi dirigenti di sinistra sono stati cooptati dal potere e rivoluzionari politici e sindacalisti sono diventati dirigenti, resi inoffensivi dai privilegi: non bisogna mai dimenticare che gli stati autoritari sono la maggioranza, che la corruzione è diffusa a livello politico, che notevoli sono i rapporti tra mafia e politica. L’informazione e gli intellettuali di sinistra hanno fatto fatica a riconoscere che i profughi di guerra, le vittime civili di guerra e gli indipendentisti non sono solo palestinesi e che i muri di contenimento non sono stati fatti solo da Israele. Infine, non hanno ancora compreso che tutti gli stati sono nati occupando territori di altri stati.

Contro tutte i condizionamenti della politica, a parte i privilegi dei dipendenti pubblici, oggi sembra che i lavoratori preferiscono i padroncini allo stato, infatti, quando il loro padroni violano la legge, non fanno la spia, cioè non li denunciano, entrano in conflitto con loro solo per difendere i loro diritti di lavoro. Un trattato internazionale a favore dell’autodeterminazione e dell’autonomia dei popoli, recepito nel 1956 dalla legislazione italiana, è inattuato come tanti buoni trattati.

Da sempre, dietro il terrorismo ci sono mandanti, che sono stati o multinazionali, il terrorismo è uno dei modi di fare politica, soprattutto quando non ci si vuole impegnare in  una guerra. Lo stato e la religione si nutrono di divieti, i tabù e la paura sono sempre serviti a condizionare gli uomini, i divieti calpestano la libertà, in Italia è tutto vietato, salvo ciò che è permesso.

In barba a  regolamenti o divieti, si possono ottenere favori, che sono come i miracoli; guai all’ipotesi che i cittadini abbiano uguali diritti,  perché in questo caso non  si potrebbe più fare un  favore o un miracolo a nessuno; in queste cose, stato e  religione si compenetrano a vicenda. In cambio di favori, lavoro e carriera, la politica riceve voti, consensi e denaro.

Per quanto riguarda il perdurare della criminalità organizzata, in tutta la storia d’Europa, la nobiltà e gli stati hanno protetto i briganti e i bravi, questi erano spesso delinquenti comuni, sottratti alla giustizia, cioè amnistiati di fatto dai potenti, ai quali erano affidate operazioni sporche; anche i papi avevano protetto i briganti, poi evolutesi nella banda della Magliana, la Francia ha la legione straniera, i Borboni avevano favorito, per ragioni  politiche e contro i piemontesi, lo sviluppo del brigantaggio.

In tutta Europa la nobiltà accordava protezione alla criminalità, ai pirati e ai briganti, dai quali si sentiva protetta ed attratta e con i quali aveva un’origine comune; infatti, in origine gli aristocratici furono capi clan e signori della guerra che esercitavano l’eversione e l’estorsione, prima di assumere il potere.  Il Piemonte dopo l’unità  non considerava immorale l’alleanza con il brigantaggio.

Si dice da più parti che lo stato, che è un grande inganno, deve essere laico, sovrano, di diritto, democratico, costituzionale, con libertà di pensiero, liberista, sociale e fondato sul lavoro. Lo stato italiano, per i condizionamenti politici e culturali che subisce da parte della chiesa cattolica, non è laico, anche in forza del concordato inserito, come corpo estraneo, nella costituzione; non è sovrano ma protettorato di Vaticano, Nato e UE, anche per aver rinunciato alla sovranità monetaria

l’Italia non è stato di diritto perché è privo di un vero servizio di giustizia, non è uno stato democratico perché la democrazia presuppone il governo del popolo, in realtà i governi si fondano sull’emarginazione politica dei sudditi, cioè dei più da parte dei meno; la democrazia rappresentativa è un concetto assurdo, come la transustanziazione o presenza reale di Cristo nell’ostia.

In Italia non esiste la libertà di pensiero, che concretamente significa libertà di stampa, perché tutti sono liberi di pensare e di parlare in casa, perché esistono reati d’opinione e la legge fascista sulla stampa è ancora vigente; l’Italia non rispetta l’articolo 3 della costituzione, centrale in tutto l’impianto costituzionale, violato dallo stato clientelare e concordatario, perciò i cittadini non hanno gli stessi diritti davanti alla legge.

Lo stato non è sociale ma clientelare e fondato sui favori e sulle discriminazioni, il libero mercato non esiste perché è sabotato da monopoli, corporazioni,  regolamenti, concessioni, autorizzazioni e licenze, per avere le quali si paga. La democrazia è una mistificazione, i rappresentanti non sono vincolati agli elettori ed in Italia i referendum sono invisi alla classe politica, che si sente scavalcata, li accetta solo per i rimborsi elettorali e poi li fa fallire.

Diversamente dalla scienza, la politica fa promesse e non vuole progredire, ma progredisce solo nella forma, forse ciò è accaduto per il fine primario della tassazione che ha giustificato la nascita dello stato; la tassazione è la sua vera vocazione, senza la quale lo stato si estinguerebbe. I militanti hanno il culto dell’obbedienza, del dogma e dell’ortodossia, non vogliono dissentire o essere anticonformisti od originali, hanno rinunciato volontariamente alla libertà di pensiero.

Per i militanti, chi dissente rischia  il linciaggio morale; sono manipolati dai partiti e dall’oligarchia che sa che, se l’uomo non crede, non obbedisce e combatte ancora peggio ed allora le guerre giuste chi le fa? In Italia la separazione dei poteri non esiste, perché sindacati, autorità, magistrati, partiti e governo hanno espropriato i poteri del parlamento, perciò la sovranità parlamentare è minata e la nostra non è più una democrazia parlamentare.

I parlamentari hanno rinunciato a legiferare ed a proporre vere riforme e, per acquistarne la complicità, sono stati coperti d’oro. Nemmeno in Europa il parlamento conta, in Italia, Europa e Usa la democrazia rappresentativa è in crisi; chi, in base alla costituzione, ha il potere, non lo ha effettivamente ma è succube d’altri poteri, spesso soprannazionali e occulti.

Militari e basso clero sono gli ultimi schiavi dell’era democratica, soggetti a gerarchia, subordinazione, obbedienza, ordine, disciplina, omertà, devono reprimere la libertà di pensiero e di movimento. Durante il feudalesimo, i servi della gleba prestavano lavoro gratuito, non potevano allontanarsi dal fondo, non potevano sposarsi senza l’autorizzazione dei feudatario, facevano testamento a suo favore e non potevano cambiare mestiere.

Oggi i preti cattolici non possono facilmente cambiare mestiere, non possono sposarsi e assieme ai membri degli ordini religiosi  fanno testamento a favore della chiesa, le prestano lavoro gratuito e sono pagati dallo stato che tiene al sostegno politico della chiesa; anche i militari sono limitati nelle libertà, nel movimento e nel matrimonio. Con la schiavitù, un uomo normale può perdere l’autostima, l’uomo non può essere usato come una macchina;  però obbedisce per abitudine alle gerarchie sociali, nate per ereditarietà,  istruzione e clientelismo.

Alcuni uomini, per il ruolo rivestito, ne sono sopravvalutati ed altri sottovalutati, così alcuni si convincono, a torto, di valere più di altri e la società complessivamente ci rimette. L’individuo è plagiato da religione e ideologia, è omologato e si sente più protetto dal gruppo; tuttavia l’individualismo di alcuni uomini sarebbe da coltivare e non da combattere, perché è critico, creativo e porta alla curiosità scientifica.

Purtroppo, stato e religione congiurano contro l’individualismo a favore dell’uomo sociale. I politici, una volta che sono stati screditati dalla politica loro imposta dai poteri occulti, sono messi da parte e sostituiti con volti nuovi, intanto il popolo continua a sperare nel giorno della salvezza e della liberazione. Quando non esistono libere elezioni, per cambiare il governo, si ricorre ai complotti ed agli omicidi politici, è accaduto sotto papi, sovrani assoluti e governi autoritari, che aspiravano a durare a lungo.

La repubblica non è fondata solo sul lavoro, ma anche sul parassitismo. Prima che nascesse il parlamentarismo inglese, i partiti erano delle sette e le persone dabbene affermavano di non appartenere ad un  partito ma di essere a favore della società; allora i partiti erano contrapposti alla società e rappresentavano etnie, religioni, classi, famiglie; comunque, volevano il controllo dello stato, contro il partito o la dinastia al potere  e contro il bene comune.

I complotti, come le rivoluzioni, avevano programmi egualitari, ma favorivano solo alcuni che n’erano promossi cambiando di classe; i programmi dei partiti per il popolo sono una scusa, le promesse elettorali non sono mantenute. I signori della guerra, arrivati al potere, occupano i posti migliori e ne hanno una promozione sociale, mentre i contadini, come nel vecchio regime, continuano a lavorare la terra. In pratica, le rivoluzioni non hanno mai abolito le classi sociali.

La rivoluzione è causa di cambiamenti sociali solo per alcuni, cioè è una rivoluzione ristretta, le società segrete sono partiti segreti costituiti per il potere e gli affari; anche le gang sono società segrete mentre la repubblica dovrebbe essere una cosa pubblica trasparente, in realtà, il comune cittadino è emarginato dalla politica, che serve solo ad avere, con i favori, il consenso delle masse.

Lo stato è diretto da una società segreta in mano a pochi, avente per fine lo sfruttamento dei sudditi, con l’uso dello strumento monetario, delle tasse, delle requisizioni, degli espropri, del lavoro coatto, della coscrizione; i servizi concessi al cittadino sono da lui pagati a caro prezzo; con L’Unione Europea, il cittadino è ancora più estraneo di prima al potere.

La monarchia costituzionale fu un compromesso accettato dal liberalismo, che all’inizio reclamava la repubblica, però fu un inganno, se fosse nata, i monarchi avrebbero dovuto essere uguali agli altri cittadini davanti alla legge, invece, come in precedenza, il re rimase irresponsabile per i suoi atti, anche se ispirava l’azione di governo, al suo posto rispondevano i ministri; l’istituto dell’irresponsabilità del re è stato ereditato dal nostro presidente della repubblica.

L’irresponsabilità è anche tipica dei servizi segreti e dei poteri occulti come la massoneria, però il vero potere è quello anonimo dell’oligarchia che non risponde mai di niente, il vero potere si fonda sull’irresponsabilità e l’anonimato, è vero anche per le società commerciali. I poteri ufficiali sono chiamati a rispondere senza che abbiano vera libertà di decidere, sono pagati per assumersi la responsabilità di decisioni altrui, è ciò che accade in parlamento ed al governo.

Comunque, anche l’alta politica chiede di essere irresponsabile, alcuni vorrebbero far derivare l’irresponsabilità dal loro ruolo, non contenti delle protezioni delle loro corporazioni; l’hanno desiderata anche medici, fiscalisti, magistrati e governatori della Banca d’Italia. Stipendi, liquidazioni e pensioni favolose di dirigenti, diligentemente selezionati,  sono il prezzo per comprare silenzio e complicità, per ottenere la loro discrezione e perché si portino i segreti nella tomba, altrimenti bisognerebbe ammazzarli.

A causa di questa pretesa discrezione, sono nati segreto d’uffici, segreti di stato, segreti militari e segreti d’impresa, i personaggi tenuti alla discrezione devono portarsi i segreti nella tomba, perché  la schiavitù dell’uomo non deve cessare. Anche nella pubblica amministrazione esiste l’irresponsabilità, anche se non prevista dalla legge; dal punto di vista pratico, pochi rispondono dei loro atti.

L’indipendenza è un valore per tutte le istituzioni dello stato, per magistrati, sindacalisti dirigenti, insegnanti e giornalisti, non solo per gli organi costituzionali o per quelli di rilevanza costituzionale; di fatto, è raramente effettiva, perché gli uomini di successo, cioè che fanno carriera, si piegano al potere o ad un  partito  o sono vittime d’ideologie; non desiderano veramente fare un servizio al popolo, usano questo argomento per ricattare il potere e ricevere privilegi.

Giornalisti, sindacalisti, insegnanti e  magistrati sono legati a partiti, i dirigenti sono condizionati nelle scelte riguardanti il personale e i contratti; il potere preferisce uomini servi, anche se di lusso, piuttosto che uomini indipendenti e responsabili, la chiesa li vuole  obbedienti;  al potere fanno paura gli uomini indipendenti e li controlla attraverso i suoi garanti locali, uomini posti ai vertici dell’amministrazione e garanti dell’oligarchia che, con i complotti, possono provocare la caduta di un ministro o del governo.

L’uomo obbedisce al principio d’autorità e di gerarchia, l’obbedienza è insegnata in famiglia, a scuola, nel posto di lavoro, in caserma ed in convento; chi obbedisce, anche ad ordini sbagliati, ritiene di doverlo fare per dovere, con l’obbedienza, individui normali possono diventare sadici, perché la loro lealtà verso i superiori supera le considerazioni morali.

Lo stato è costituto da una popolazione stanziata su un territorio e soggetto all’autorità di un’oligarchia occulta, mediata dall’ordinaria classe politica che partecipa ai fasti dello stato; l’oligarchia opera in concreto attraverso forme di governo monarchica, aristocratica, repubblicana, dittatura, democrazia, socialismo, ecc. Però queste sono solo le forme apparenti del potere, il quale, in realtà, si concreta sempre in un’oligarchia, la forma è parodia, grancassa e messa in  scena per abbagliare il popolo.

Gli stati riscuotono coattivamente le imposte, in cambio di una generica protezione accordata ai sudditi, in realtà, non riescono ad assicurare ordine pubblico, pace con l’estero e giustizia, però riescono sempre bene nella riscossione delle imposte, funzione originaria ed autentica vocazione dello stato. La televisione fa la lotta all’evasione fiscale e lo stato ha punito duramente i cittadini che non pagavano le tasse o protezione, con espropriazioni e  fino alla condanna a morte, ai contadini che non pagavano sequestravano le pecore e incendiavano la casa.

La mafia non si comporta diversamente, il che rivela l’origine comune; lo stato è solo una mafia più evoluta, è un’organizzazione più scientifica e meno artigianale; la mafia ordinaria combatte il suo  monopolio fiscale, però talvolta lavora anche in sintonia con lo stato.

EUROPA

Con la crisi dei subprime immobiliari americani del 2007, abbiamo conosciuto i derivati finanziari, ora la banca tedesca Deutsche Bank, quella che detiene più derivati nel mondo, per non fallire, ha presentato un piano di ristrutturazione, con il licenziamento di 18.000 persone. Sono pari a 48.000 miliardi di euro i derivati detenuti da questa banca tedesca, i derivati sono prodotti finanziari che dipendono da un contratto o titolo sottostante.

Per tutelarsi dalle variazioni dei prezzi delle materie prime, agricole o industriali, questi contratti a termine derivati nacquero nell’ottocento, ma poi il sottostante si estese a valute, interessi e altri derivati; quindi, la speculazione si aprì anche a chi non aveva intenzione di vendere o acquistare affettivamente, scommettendo su contratti di opzione, swaps ecc. Oggi, in tutto il mondo, i derivati sono pari a circa 2,2 milioni di miliari di dollari, pari a 33 volte il Pil mondiale e annualmente ne sono scambiati per 640.000 miliardi di dollari.

Dopo la deregolamentazione monetaria del 1971 che sganciò i dollaro dall’oro, la deregolamentazione bancaria, iniziata in Usa nel 1982, ha portato a questo risultato e oggi il mercato dei derivati opera anche tramite piattaforme digitali create dalle banche; il valore del derivato è desunto dalla sua quotazione, stabilita discrezionalmente dalle banche, per renderlo appetibile ai compratori. Questi contratti, anche se non sono stati regolamentati dagli stati, sono stati standardizzati dalle banche e si sono create clearing houses di compensazione, che fungono da controparti a garanzia delle negoziazioni.

Si può acquistare un derivato anche allo scoperto, versando meno del 10% della sua quotazione, se va male, si perde e si può fallire, gettando nel lastrico lavoratori e risparmiatori; perciò nel 2008 la Fed è stata costretta a salvare banche americane, mentre la BCE è intervenuta con il QE, sempre dopo gli Usa e il  Giappone, solo nel 2015, ufficialmente per favorire il credito alle imprese, in realtà, anche per aiutare banche in sofferenza. Quando accettano risparmio e fanno credito, le banche fanno intermediazione però, in questi contratti derivati, futures o a termine, è maggiormente insito il rischio sul credito, perciò possono esser colpite da perdite.

I derivati sono anche debiti per chi li deve pagare alla scadenza, perciò a volte sono insoluti, i derivati sono misconosciuti dalla commissione europea, ai crediti di taluni speculatori corrispondono i debiti di altri.  Singolarmente, l’UE non tiene conto, tra gli altri debiti, dei debiti scaturiti da questi contratti, ha in antipatia solo il debito pubblico italiano, mentre l’Italia, diversamente da Inghilterra e Germania, ha sempre pagato i debiti dello stato e le su perdite sulle sue scommesse in derivati. Nel 2008 il rapporto debito pubblico/Pil di Irlanda, Grecia, Spagna e Portogallo aumentò e perciò intervenne con dei prestiti il MES, in aiuto delle banche creditrici francesi e tedesche, imponendo a questi paesi la ristrutturazione del loro debito, con privatizzazioni, deflazione salariale e interventi sulle pensioni.

La speculazione si lanciò sui bond irlandesi, portoghesi, spagnoli e Italiani e nel 2012 la Grecia fu obbligata a ristrutturare il suo debito pubblico e perciò gli speculatori  internazionali guadagnarono con il suo fallimento. Da considerare che, il nuovo ordine mondiale sa che la ricchezza finanziaria, con imposte, inflazione, oneri bancari e insolvenze, si distrugge normalmente in tre generazioni, trasferendo ricchezza dai creditori ai debitori.

La speculazione sui derivati agricoli e sul petrolio ne fece impennare i prezzi a favore degli accaparratori; oggi la ristrutturazione del debito prevista dal MEF aggiornato, rende normale la procedura applicata alla Grecia; ma la Germania non è disposta a pagare per l’Italia, punta solo sulle sue privatizzazioni, perciò l’Italia potrebbe pagare i contributi e poi potrebbe essere esclusa dai fondi del MES per non aver rispettato i requisiti richiesti sulla riduzione del debito pubblico.

D’altera parte, la Germania ha un progetto di fusione tra banca Intesa e Deutsche Bank, anche molte banche italiane sono state salvate fondendole con altre banche italiane. Per salvare le banche, si fanno affondare i paesi Pigs e non quelli core che guidano l’UE, ma, con i derivati, anche le grandi banche tedesche sono in crisi; alla televisione non resta altro che affermare che la Germania, diversamente dall’Italia, è un paese serio. (Per le notizie, fonte: Giovanna Cracco – sinistrainrete.info).

ITALIA

L’Italia ha bisogno di alleati contro Bruxelles, perciò Salvini, messo da parte il crocefisso, si dice vicino agli Usa e alla Russia, mentre Di Maio è vicino alla Cina. Ritengo che, per la sicurezza italiana e per il suo commercio, Usa, Russia e Cina siano, al momento attuale, tutti interlocutori validi per l’Italia; Meloni è italianista, invece Mattarella, Conte e PD sono vicini a Bruxelles, Francia e Germania, in pratica sono europeisti e non italianisti.

Nunzio Miccoli   www.viruslibertario.it;    viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 23/12/2019)

SAGGIO SUL FEMMINISMO

Com’è evidente, in beffa all’articolo tre della costituzione, che sancisce l’eguaglianza dei diritti tra sessi, religioni, classi e razze diverse, governo e parlamento italiano hanno pensato bene di varare innumerevoli leggi che disattendono questo principio centrale della costituzione; il presidente della repubblica pro-tempore le ha promulgate, attentando con ciò alla costituzione. Infatti, il diritto del lavoro è stato sempre anticostituzionale prevedendo, come in Francia, differenti trattamenti contributivi e pensionistici.

Sindacati e partiti si fanno una bandiera del femminismo, per narcotizzare gli italiani e dimostrare che hanno fatto qualche cosa al riguardo, così sono arrivati a mettere donne modeste in posizione di potere, con lo scopo preciso di non migliorare il clima politico ed economico italiano; queste donne, come fanno generalmente tutti i politici, stanno al gioco e diventano strumenti oscuri di un’occhiuta rapina.

I venditori d’oppio femminista non demordono e continuano a depistare il vero problema, infatti, se le donne sono discriminate, donna negra è peggio, donna povera è peggio, donna senza istruzione è peggio e donna atea e peggio; inoltre, le figlie dei notabili,  a parità di istruzione e di capacità, hanno maggiori possibilità sociali dei figli maschi degli operai. A questo punto, mettendo da parte la demagogia, val la pena fare un po’ di storia sulla condizione delle donne.

Nelle società matriarcali antiche la donna era sovrana in casa e aveva la potestà esclusiva sui figli, potestà, sovranità, proprietà e possesso sono termini simili; anche i coniugi, con il contratto di matrimonio, si posseggono reciprocamente, il corollario del possesso materiale è la gelosia. In epoca matriarcale il marito era assente da casa per più giorni per la caccia ma, come fanno gli uccelli, costruivano la casa, ne curavano al manutenzione e  si dedicavano alll’agricoltura mentre la moglie era impegnata a casa ad allevare numerosi figli; fino a 50 anni fa, furono le gravidanze plurime, fin dalla giovane età, ad allontanare le donne dal mondo del lavoro e non una macchinazione degli uomini.

Oggi l’occupazione femminile in Italia arriva al 50% e le donne rappresentano poco più della metà della popolazione, se è più bassa di quella dell’uomo, la colpa non è degli uomini ma dello stato, che non fornisce adeguati servizi all’infanzia. La donna è ormai emancipata in famiglia e, se vuole il lavoro, deve solo trovarlo, non deve chiedere il permesso al marito o al padre.

Radio apostolica italiana, cioè la Rai, inseguendo il vecchio adagio o dogma, ripete spesso che le donne sono discriminate nel posto di lavoro, sono pagate meno, sono licenziate prima e hanno maggiore difficoltà a trovare un posto di lavoro. Oggi nell’industria europea si assumono tanti immigrati, mentre nei servizi, nelle amministrazioni e nella scuola si assumono più donne; in pratica, in Francia si afferma che si assumono solo donne e a Treviso capoluogo alcune agenzia interinali hanno fatto sapere che, in pratica, riescono a far assumere solo donne. Il commento delle donne è: “Accade ciò perché appartengono a una razza superiore!”.

Con lo sviluppo dell’agricoltura e dell’urbanesimo, l’uomo tribale espropriò la moglie della sua potestà sui figli, creando il patriarcato che faceva perno sull’autorità esclusiva del marito sulla moglie e sui figli; se questo quadro è ormai superato in occidente, è tuttora vigente nell’Islam, dove la moglie è ancora soggetta al marito e i figli appartengono solo al padre. In occidente la rivoluzione liberale ha stabilito che la patria potestà appartiene a entrambi i coniugi, però non bisogna farsi incantare da norme spesso disattese dalla pratica; spesso, a causa dello sviluppo del femminismo, pare che i figli appartengano più alla madre che al padre e la moglie ha spesso la prevalenza anche sul marito.

Se fino a 50 anni fa studiavano più gli uomini che le donne, oggi accade il contrario, più indietro di 50 anni fa studiavano solo i figli dei ricchi, più avanti, tra il popolo, solo un figlio maschio tra i tanti; quindi, il diritto allo studio non fu discriminante solo nei confronti delle donne, le quali, se furono discriminate al riguardo, lo furono solo per un breve tempo. Donne studiose non sono autorizzate ad avere la memoria corta di chi racconta la storia limitandola solo alle ultime generazioni.

Oggi in Italia, chi è dotato d’istruzione, per acceder al lavoro e alla carriera professionale, può essere discriminato dal clientelismo e non dal sesso; paradossalmente, il clientelismo ha messo uomini e donne sullo stesso piano, con delle eccezioni e non sempre a svantaggio della donna; infatti, c’è chi afferma che le donne, con il sesso, hanno una marcia in più.

Se a volte i privati hanno riserve sull’assunzione delle donne, che possono assentarsi per maternità, ci sono studi professionali e attività commerciali in cui si assumono solo donne, anche se ci sono uomini che vorrebbero lavorarci con lo stesso salario. Per difendere il mito della discriminazione femminile, si postula che ciò dipenda dal fatto che le donne sono pagate meno.

Esistono lavori di fatica riservati a sole donne e lavori di fatica riservati solo a uomini, generalmente gli infortuni sul lavoro colpiscono più gli uomini, perché fanno lavori più pericolosi delle donne. Da notare che, quando in banca le donne si lamentavano perché non avevano dirigenti, i commessi erano solo uomini. I pregiudizi degli uomini sulle donne, sulle razze, sulle classi e sulle religioni esistono, tuttavia gli stessi pregiudizi esistono anche da parte delle donne, anche nei confronti degli uomini; chi generalizza è razzista, pare che l’uomo viva di pregiudizi e idiosincrasie, con antipatie per uomini, donne e animali, infatti, si dice religioso, ideologico e militante di partito preso; ciò che conta è che non faccia delle persecuzioni, delle vessazioni, dei maltrattamenti e delle discriminazioni.

Se si dicesse che i bianchi sono più intelligenti, virtuosi, coraggiosi e determinati dei negri, si verrebbe accusati di razzismo; ebbene le femministe, generalizzando, affermano queste loro superiorità nei confronti degli uomini e nessuno le accusa di razzismo. Oggi sembra che la donna studi con più profitto degli uomini, ciò dipende dal fatto che ha maggiore voglia di emergere, come accade a certi figli d’immigrati, dal fatto che la scuola è stata consegnata in mano a docenti di sesso femminile, che giudicano secondo la loro psicologia e dal fatto che la donna si matura prima, fisicamente e intellettualmente.

Alle prime classi alimentari, anche sei mesi di maggiore età pesano molto nelle capacità intellettive dei bambini, a quell’età i maschi sembrano i fratelli minori delle compagne; anche se si sa che l’uomo è destinato a crescere fisicamente più delle donne. Lo sviluppo intellettuale completo di un uomo si ha a 25 anni, cioè con la fine dell’età scolastica, solo a quell’età si può paragonare l’uomo alla donna; da quell’età in poi, nel mondo del lavoro si riscontra, forse, che gli uomini hanno in genere maggiori capacità tecniche e organizzative e le donne maggiori capacità comunicative, salvo eccezioni.

Comunque, oggi la donna si è fortemente lanciata nella ricerca scientifica; a a causa di certe mode americane, oggi pare che sia più importante vendere che fare un buon prodotto; c’è chi afferma che i prodotti buoni e a basso prezzo li sanno vendere tutti, mentre solo i campioni sanno vendere prodotti scadenti ad alto prezzo, perciò le donne sono utilizzate nel commercio. Ora passiamo a esaminare le discriminazioni della legge nei confronti dei sessi; la legge italiana ha discriminato gli uomini, consentendo alle donne di andare in pensione prima e prevedendo la pensione di reversibilità solo per le donne, fu una sentenza a correggere quest’anomalia.

Fino a poco tempo fa, il part-time e i permessi per la maternità erano concessi solo alle donne; in caso di separazione tra i coniugi, i giudici hanno assegnato i figli, quasi sempre, alla madre, non era previsto dare un figlio al padre e uno alla madre o l’affidamento alternato degli stessi. Si dice che, quando le navi affondano, si salvano solo le donne, la maggior parte di loro non si lamenta nemmeno della cavalleria, quando gli uomini pagano il conto; il paternalismo maschile le vuole proteggere perché le vede più debole e le donne ne approfittano, ad ogni modo, se le donne devono entrare nell’esercito, sono considerate forti, però sono messe a fare servizi meno pericolosi.

Le donne si sono abituate ad approfittare di privilegi, a scapito dell’uguaglianza, infatti, hanno tariffe particolari in discoteca e altrove. Devo continuare, perché Radio Apostolica Italiana, cioè la RAI, un servizio pubblico retto all’insegna del femminismo, non fa mai questi approfondimenti. Oggi risulta, più in tribunale che in televisione, che in famiglia anche la donna è capace di violenza verso i figli, i nonni e il marito; la singolarità sta nel fatto che, poiché anche l’uomo è vittima della retorica, poche volte i mariti hanno il coraggio di denunciare i maltrattamenti da loro subiti da parte della moglie.

Anche da alcuni film si nota che ci sono delle donne che sono delle furie e sono manesche e violente; nel mondo della mafia esistono pentiti e collaboratori di giustizia che sono solo maschi, generalmente, tra le donne di mafia non esistono pentiti; tra i narcos colombiani ci sono tante donne omicide. La donna subisce chi è autoritario che le può fare del male e, generalmente, calpesta o contesta chi la tratta con umanità.

D’altra parte, pare che larga parte dell’umanità, soprattutto tra i giovani, sia attratta dai delinquenti; qualcuno non concorderebbe con questa tesi, perché le donne spesso portano i segni di lesioni sul corpo; ma in certe famiglie accade che gli uomini, reagendo alla violenza delle donne, le lasciano segni più pesanti e visibili, perché dotati di maggiore energia fisica.

Quando la moglie critica la suocera e biasima il marito mammista che ne è succube, dimentica di rimarcare che il comportamento della suocera è il comportamento di un'altra donna, mentre i suoceri sono molto più discreti. In psicologia oggi si è scoperto che le figlie di donne separate sono vessate dalla madre, sentono la mancanza del padre e poi rifiutano di sposarsi.

Accade spesso che in famiglia le figliastre subiscono le vessazioni dalle matrigne e perdono autostima; in generale, la violenza delle madri sui figli nasce dal fatto che la madre considera i figli sua esclusiva proprietà; per la madre, i figli sono sempre figli oggetto. Ci sono donne che, per stare a fianco della madre sola, sono state costrette a rinunciare a una loro famiglia, condannate all’infelicità e alla solitudine, in generale, le donne sono sfruttate anche da altre donne.

Se è vero che in Italia, nelle precedenti generazioni lavoravano meno donne, per istruzione e scelta familiare, oggi le donne istruite irrompono nel mondo del lavoro; contemporaneamente, si reclamano sempre più donne in posizione di potere, anche discriminando gli uomini. Infatti, ci sono bandi d’assunzione in cui si assumono solo donne e le commissioni di pari opportunità, in parlamento o nel sindacato, operano solo al femminile.

E’ previsto lo sconto sull’energia alle donne imprenditrici, nelle università si fanno corsi per avviare le donne alla politica; in alcuni settori, l’assunzione di donne è favorita con benefici fiscali; inoltre, generalmente, le donne sono esentata dal lavoro notturno, pericoloso e usurante; sono gli uomini che lavorano negli altiforni, nelle miniere, negli impianti chimici e nei cantieri, dove gli incidenti sul lavoro sono maggiori e più pericolosi e invalidanti che negli altri lavori o nei lavori domestici.

Le donne si sono spesso lamentate perché non potevano accedere in certi posti di lavoro, come l’esercito, anche se in certi settori si assumono solo donne e gli uomini non se ne lamentato; tuttavia, si riscontrano molti casi di donne in carriera e con il tempo, occuperanno sempre posizioni più elevate. Tra pochi ani, le lavoratrici saranno più dei lavoratori e tra venti anni i dirigenti saranno al 70% donne, allora le donne affermeranno di aver raggiunto finalmente l’eguaglianza; In materia d’alimenti alle separate, secondo alcune sentenze della Cassazione, se una donna è senza lavoro è perché non lo trova, se un uomo è senza lavoro è perché non lo cerca.

In Italia esistono sgravi fiscali per le imprese femminili, corsie preferenziali per assumere donne nella pubblica amministrazione e nelle imprese, corridoi preferenziali per le donne nei concorsi, incentivi fiscali a chi assume donne. Tutte queste misure, anche se mirano a favorire l’occupazione femminile, sono discriminanti dal punto di vista legale e in contrasto con l’articolo tre della costituzione.

La scuola italiana è un monopolio femminile, l’educazione scolastica è a misura femminile, perciò avvantaggia le donne e svantaggia gli uomini; in alcuni atenei ci sono corsi riservati solo a donne, alcune borse di studio sono riservate solo a donne. Modalità didattiche e criteri di valutazione sono progettati per la mentalità femminile, anche se, nelle attività lavorative creative e tecniche, generalmente l’uomo si dimostra più capace, salvo eccezioni.

Sono banditi centinaia di corsi di qualificazione professionale per sole donne, con fondi europei, statali e regionali, ci sono iniziative a sostegno dell’imprenditoria femminile; in Italia esistono sportelli per l’orientamento e l’aggiornamento professionale solo delle donne. Esistono centri antiviolenza solo per donne, s’invita a votare donna e a candidare donne, anche se queste partecipano meno alla politica e andrebbe tenuto conto soprattutto di ciò, come accade in tutte le associazioni.

I partiti hanno usato le donne per farsi pubblicità, ottenere consenso e prendere voti, Irene Pivetti era presidente della Camera a 31 anni, in genere, un uomo a quell’età non diventa nemmeno parlamentare; oggi ci sono tante donne belle e giovani ai vertici della politica, con più meriti sessuali che di competenza. Gli uomini, a causa della demagogia della politica, sono alle corde, il governo norvegese ha previsto che le aziende che hanno una quota inferiore al 40% di donne nel consiglio d’amministrazione saranno chiuse. In Svezia un uomo ha donato dello sperma a una lesbica, per la fecondazione artificiale, ed è stato costretto dal giudice a mantenere il figlio.

In Svezia si fa pagare una tassa solo ai maschi neonati, per risarcire i futuri danni inferti alle donne, in Europa si è proposto di far votare i minorenni, con delega concessa alle madri, che così avrebbero voto plurimo; lo scopo non è l’eguaglianza tra i coniugi, ma consegnare tutto il potere alle donne. La donna decide da sola sull’interruzione della gravidanza, ha diritti sui figli, ma i figli non hanno diritto a entrambi i genitori, può imporre il riconoscimento della paternità e rifiutare il proprio. I figli, soprattutto le donne, soffrono per l’assenza del padre, però si parla solo di diritto alla maternità della donna ma non del diritto dei figli ad avere una mamma e un padre.

Non tutte le prostitute sono costrette al loro mestiere, alcune lo sono per libera scelta e guadagnano bene, la prostituzione non è reato, con la prostituzione si evadono le tasse sul reddito al 100%. Le prostituite sono considerare dai giudici buone madri e, in caso di separazione, le sono affidati i figli; viceversa, gli uomini che le frequentano sono considerati depravati e cattivi padri, perciò, in caso di separazione, non possono avere in affidamento i figli. Per gli economisti classici, è la domanda che crea l’offerta, per gli economisti moderni, grazie alla comunicazione, è l’offerta che crea la domanda, per i giudici italiani è la domanda che alimenta la prostituzione, le prostitute che lavorano solo per se stesse, sorridono soddisfatte.

Se una donna tradisce, lo fa perché desidera affermare d’essere libera e non un oggetto, se lo fa l’uomo, è un puttaniere; la donna ha diritto di non riconoscere il figlio, il padre e costretto al riconoscimento, con l’obbligo di mantenimento. Farsi mettere incinta da un ricco, per alcune donne è diventato un affare; se una donna abbandona i figli, vuol dire che è disperata e perciò bisogna aiutarla, quando lo fa l’uomo è condannato.

Risulta che tanti uomini separati, privati di casa e di larga parte del reddito, diventano barboni, viceversa in Europa, le donne separate, oltre la casa, i figli e parte dello stipendio del marito, hanno assistenza e sovvenzioni; l’uomo perde tutto e la donna prende tutto, se la casa aveva un mutuo, lo paga il marito e la moglie ha l’alloggio, oltre l’assegno di mantenimento e parte del TFR del marito.

I figli di separati sono generalmente assegnati alla madre, anche se indegna, il diritto dei figli ad avere anche un padre con l’affidamento alternato è ignorato; la madre generalmente ostacola anche l’assegnazione periodica dei figli al padre. Accade spesso che le donne separate, per vendetta, accusino a sproposito il marito di violenza sessuale e di molestie sessuali sui figli. Nella separazione, l’uomo è il presunto colpevole e la donna, la presunta vittima, però oggi sappiamo che esistono anche madri assassine.

La donna è presentata sempre come sfruttata, non si vuole ammettere che la prostituta, se è sfruttata, è una donna oggetto e senza testa; a ben guardare, l’essere umano si prostituisce con il sesso, con la testa e con le mani e sempre per denaro. Un uomo sposato che non lavora è un mantenuto, la donna sposata che non lavora è una casalinga. Non è reato fare la puttana ma è reato dare della puttana; però anche le donne danno della puttana ad altre donne e nessuno si scandalizza o le condanna.

Accade che gli uomini in casa, anche quando lavorano, spesso si dedicano a piccole riparazioni, aiutano la moglie nei lavori casalinghi e curano anche i figli; spesso, in questo caso, sono giudicate negativamente da altre donne o il loro lavoro in casa non è ricordato; il fatto è che la donna in casa ha un ruolo manageriale e come i manager tende a sminuisce il contributo dei suoi collaboratori, cioè madre, suocera, marito, figli e donna di servizio, sottolineando solo il suo contributo alle fatiche per la famiglia. Oggi la vita del maschio in occidente ha meno valore, naturalmente non si vuole generalizzare, le esperienze personali possono essere diverse, ciò che conta è non mistificare la realtà o il trend decadente che si va maturando.

Nell’esercito italiano le donne sono generalmente esentate dalla prima linea e da missioni rischiose, in Europa, in caso di violenza sessuale, gli uomini sono considerati colpevoli fino a prova contraria, le pene per l’infanticidio sono maggiori per l’uomo che per la donna. Viceversa nell’Islam, come in passato in occidente, l’adulterio femminile è punito più di quello maschile; è proprio difficile garantire l’eguaglianza tra uomo e donna, a parte le elucubrazioni della costituzione italiana.

In Europa tante donne hanno ucciso i figli e non hanno fatto un giorno di carcere, secondo alcuni dati, in Italia ogni tre giorni una madre uccide un figlio, però questa violenza delle donne è stata scusata, si parla di loro disagio mentale, però anche gli uomini potrebbero averlo; sono state assolte donne che hanno reciso il pene del marito, però dovrebbe essere una mutilazione e un reato, anche se queste donne avevano delle scusanti; che pena fanno certi politici e certi magistrati!

Esistono campagne per la prevenzione solo della salute delle donne, anche se si postula che la donna sia più sana fisicamente dell’uomo, soggetto a lavorare spesso con sostanze tossiche, molto meno presenti nei lavori domestici. L’ingresso di donne in palestre e discoteche è fatto a prezzo di favore, pagano di meno l’assicurazione sull’auto, perché si postula che fanno meno incidenti, in realtà perché guidano per meno chilometri degli uomini; però, nemmeno in questo caso bisogna generalizzare, si parla sempre di grandi numeri.

I casi di violenza domestica delle donne sui mariti sono numerosi, però i mezzi d’informazione drogati, per difendere l’immagine ideale della donna, posta, per i suoi valori, al centro dell’universo al posto della terra, la considerano sempre vittima, discriminata e sfruttata, perciò ne parlano poco, gli uomini e i mariti maltrattati non denunciano le angherie ricevute dalle donne. Tuttavia, i film rivelano che esistono donne violente, manesche e che odiano i maschi; ciò malgrado, si postula che le donne siano contro la guerra e contro la violenza.

Poiché l’occidente sta demagogicamente degenerando, l’Islam se n’è accorto e cerca di approfittare dei sue crisi di coscienza democratica; oggi tanti occidentali non sono attratti dalla sharia, o legge islamica, che è contro la logica e l’umanità, ma dall’autorità che gli uomini hanno nelle famiglie islamiche; se l’Islam saprà trarre profitto da questo fatto, è con il ruolo che riconosce agli uomini, invece che con il fondamentalismo e il terrorismo, che potrà sfondare in occidente e fare proselitismo presso uomini in cerca d’identità e di autorità.

Poiché anche le donne disprezzano gli uomini deboli o molli, alla conversione all’Islam degli uomini seguirebbe inevitabilmente quella delle donne. La chiesa ha estromesso le donne dai suoi posti di comando, è la più maschilista delle organizzazioni; malgrado il celibato, i preti hanno le donne, conoscono la psicologia femminile e la temono, hanno una madre e la conoscono.

La chiesa non è una democrazia, ma un’organizzazione autoritaria e gerarchica, le donne capiscono istintivamente, dove risiede il potere reale e chi è il vero padrone, anche le femmine degli animali si accoppiano con l’individui più forti, tra gli uomini sono quelli più potenti e più ricchi, perciò i tradimenti avvengono soprattutto nel posto di lavoro. Un alto prelato ha affermato che è difficile tenere le donne lontane dai preti, perciò le donne frequentano le chiese e i preti, per tornaconto più che per fervore religioso, non sono stupide ma furbe; vogliono la protezione da quelli che contano, ormai i loro padri e mariti non contano più nulla, accettano l’autorità della chiesa, anche se è loro negato un ruolo importante nella stessa.

Le femministe alimentano una mitologia a loro favore e chiamano maschilisti quelli che sono orgogliosi d’essere maschi, anche se non desiderano discriminare le donne; io ritengo che l’eguaglianza dei diritti tra uomini e donne sia importante e da salvaguardare, anche per ostacolare le prevaricazioni legali da parte delle donne, cioè per salvaguardare i nostri diritti d’uomini, che non possono essere spropriati dalle donne, le quali, in realtà, a parte le elucubrazioni del diritto, non credono all’eguaglianza dei diritti tra i sessi. Non è possibile che alla donna sia lecito ciò che non è lecito agli uomini.

Oggi in occidente, quando capita che è il marito a comandare, la moglie fa regolarmente opposizione perché siamo in democrazia, se però comanda la moglie, l’uomo si adatta ed è più arrendevole. Non è mai esistita l’eguaglianza dei coniugi in famiglia, oggi spesso comanda la moglie, i figli sono soggetti ai genitori, soprattutto alla madre, anche da maggiorenni, i figli maggiori prevalgono su quelli minori, cioè, in famiglia, l’eguaglianza non esiste.

Contemporaneamente, lo stato ha messo un’ipoteca sui figli, cioè anch’esso, come i genitori, partecipa alla potestà su di questi, infatti, pone limiti ai diritti e alle libertà dei minorenni, obbliga all’arruolamento i maggiorenni, consegna un codice fiscale a tutti i figli, che sottintende che l’unico ente che ha diritto a tassarli è lo stato. Il vantato rapporto edipico è stato enfatizzato ed è servito a giustificare il risentimento dei figli verso il padre; in realtà, un conflitto generazionale nasce quando i figli, arrivati all’adolescenza, diversamente che tra gli animali, rimangono in famiglia e il conflitto edipico ne diventa un corollario.

Come accade in tutte le associazioni o partiti, le donne, aderendo al femminismo, fanno partito per la tutela dei loro diritti, ma anche per acquisire posizioni di privilegio. Le femministe hanno spesso in astio gli uomini, come i partiti che difendono gli interessi di una classe; ciò malgrado, le donne anziane e le donne sole con figli maschi maggiorenni, diffidano più delle donne che degli uomini.

Si dice che la famiglia è la prima forma di società e che gli uomini e le donne si associano gerarchicamente ma, contro l’autorità del padre hanno lottato donne, figli, chiesa e stato, tutti intesi a minare la famiglia e l’autorità del padre, a favore delle altre organizzazioni sociali; perciò tanti sono rimasti orfani di un vero padre e ne hanno ricercato uno eccellente. Secondo tanti filosofi, Dio rappresenterebbe un padre eccellente e infallibile, é l’idealizzazione della figura paterna o patriarcale, un padre giusto e con tanta autorità che dà sicurezza.

Il legame ai valori antichi della famiglia non doveva necessariamente essere d’ostacolo alla modernità ma, a causa dell’emigrazione di milioni di persone, la famiglia si è disgregò e si perse la paternità, perché erano soprattutto gli uomini a emigrare; questo fatto determinò la perdita di legami familiari e anche per questo, con famiglie senza uomini, il mondo sta diventando prevalentemente a direzione femminile; infatti, nel sud dell’Italia, il mafioso è figlio della madre e non del padre.

Con la guerra e con l’assenza di uomini, cresce l’adulterio, aumentano i delitti contro il costume, l’infedeltà, si disperdono i figli e si allentarono i freni sociali, la donna si corrompe, aumentano nascite illegittime e aborti (oggi in Italia le nascite illegittime e tra donne sole si stima siano il 12%). Dal 1870, dall’Italia meridionale emigrarono milioni di uomini, perciò nei primi quindici anni del secolo XIX, in Italia meridionale gli uomini adulti furono spesso assenti.

In Calabria le famiglie acefale erano una su tre; mentre in precedenza la responsabilità del pudore femminile era ricaduto sulle spalle degli uomini, ora non c’erano più freni, perché padre padrone e marito autoritario erano stati estromessi dalla famiglia. Quando si vuole distruggere un popolo, si ricorre alla pulizia etnica e allo stupro etnico, lo hanno fatto anche i piemontesi occupanti, in precedenza, la società meridionale non ti faceva sprofondare, invece, sotto occupazione piemontese, aumentarono delitti contro la persona e contro il patrimonio e gli uomini rimasti si diedero alla criminalità mafiosa.

A causa della crescente miseria e disoccupazione, crebbe emigrazione e delinquenza, via i padri, si scatenarono i figli, si ebbero donne senza freni, figli delinquenti e padri derisi per il costume delle mogli, era il disfacimento delle famiglie e di una civiltà. Senza gli adulti, anche tra gli elefanti, i giovani smarriscono le regole, partiti dal sud gli uomini più intraprendenti, rimasero i più rassegnati, perdenti, oziosi e criminali.

Nel diciannovesimo secolo, nel mezzogiorno c’erano ruoli molto distinti tra uomo e donna e l’uomo prevaleva, infatti, tra uomini e animali, quando cede il patriarcato, aumenta il matriarcato e non le pari autorità tra i due membri della coppia; bisogna ricordare che le autorità alternative del padre o della madre discendono dalla natura e soprattutto dalla cultura e l’eguaglianza gerarchica tra i membri della coppia non esiste in nessuna specie animale. La figura del padre andrebbe insegnata perché il potere diseducativo della mancanza del padre è spaventoso.

Il discredito sistematico, generalizzato  e televisivo del padre fa male ai figli e alla famiglia, l’eccesso di libertà, senza paternità, favorisce alcolismo, licenza e criminalità, determina labili legami familiari e porta all’emarginazione sociale. Le figlie femmine sentono molto la mancanza del padre, i figli di divorziati non si sposano; perciò è sbagliata la lotta femminista contro il padre padrone, che può essere un padre autoritario, ma anche autorevole, a favore di un padre debole o assente, praticamente più succube che uguale alla moglie.

FINANZA MONDIALE

Per paura di un’altra crisi, banche centrali e privati stanno ammassando oro e futures sull’oro, mentre i privati, per cautelarsi dalla moneta elettronica, nascondono anche banconote; oro e moneta cartacea paiono, in buona parte spariti, dalla circolazione, anche a opera di ricchi e criminali. Le banche centrali stanno comprando oro a un ritmo forsennato, mentre in precedenza lo avevano venduto; sono risposte, anche della speculazione, ai segnali di crisi.

Negli ultimi tre anni nel mondo, 1.200 tonnellate di oro, per 57 miliardi di dollari, si sono mossi, in parte sono affluiti nei caveau di Regno Unito e Svizzera, dalla fine del 2016 gli investimenti privati in oro sono cresciuti regolarmente; quest’oro serve a speculare, a proteggere dai rischi politici e a preservare la propria ricchezza, perché si temono scenari politici ed economici estremi.

L’oro trattato è comunque minore rispetto ai futures in oro, che sono contratti a termine derivati, ma, se una parte dei detentori di quei contratti chiedesse la consegna dell’oro, il relativo mercato salterebbe; tuttavia, pare che stia sparendo anche la normale banconota, che le autorità vorrebbero sostituire con la moneta elettronica. Nel 2018, 1700 miliardi di dollari in contanti sono finiti all’estero, come ben rifugio designato, simile all’oro.

Nel 2017, 900 miliardi di dollari in contanti erano detenuti all’estero, ammassano denaro in contanti australiani, svizzeri e tedeschi, cioè non il terzo mondo o l’Italia; però non si sa quanto di questo denaro circoli effettivamente ed esattamente all’estero e bisogna calcolare anche le banconote false, delle quali il Tesoro americano non può rispondere e non le può controllare o calcolare.

Il denaro in contante è nascosto nelle cassette di sicurezza e in ogni altro luogo, in Germania, afflitta dall’inflazione, dopo la prima e la seconda guerra mondiale, si tratta di 150 miliardi di euro. Secondo la BCE, la circolazione di banconote non ha anomalie, ma la politica dei tassi negativi può aver spinto al ritiro del denaro dai conti correnti delle banche e a nasconderlo nelle cassette di sicurezza o altrove; non si può negare che la gente sta nascondendo banconote, sottraendolo alle banche. In Australia, ogni anno sono sottratti alle banche 7,6 miliardi di dollari australiani e tenuti nascosti, in previsione del peggio. (Per le notizie, fonte: Mauro Bottarelli - it.businessinsider.com).

ITALIA

Il Salvataggio della banca popolare di Bari, prima commissariata e poi in amministrazione straordinaria da parte di Bankitalia, prevede, in deroga al bail-in, un aiuto di 900 milioni di euro da parte di Invitalia, dipendente dal Tesoro, e l’ intervento del Mediocredito centrale  e del fondo interbancario di garanzia, con il fine di trasformare la banca in banca d’investimento dell’Italia meridionale.

Mediocredito, per l’equilibrio di liquidità, diversamente dalle banche popolari, secondo normativa e statuto, fa raccolta e impiego a medio e lungo termine, perciò il suo intervento nel salvataggio non è finanziariamente corretto ed è in contrasto con la sua normativa interna; invece l’intervento del fondo interbancario di garanzia, è un’assicurazione cooperativa tra banche, ma non è prevista per sanare comportamenti fraudolenti.

Purtroppo lo stato, impossibilitato a recuperare i soldi dispersi, è sempre intervenuto per sanare situazioni imputabili ad amministratori e dirigenti disonesti e oggi, grazie all’UE, sono saltate tutte le vecchie e sane regole della legge bancaria del 1936, che divideva le banche commerciali da quelle d’affari e, per la salvaguardia della liquidità, quelle a breve termine da quelle a medio e lungo termine.

Si nazionalizzano imprese decotte e poi, con la scusa della tutela dei posti di lavoro,  dopo il risanamento, per fare un regalo agli amici, si privatizzano di nuovo. Per fare i solidi, esiste una sola regola, farsi guardare le spalle, con adeguati compensi, dai centri di potere e relativi erogatori di denaro e dai controllori, però la corruzione non è solo italiana.

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Le statistiche dell’informazione sono spesso approssimative o inventate, in televisione, tre donne dietro una scrivania, sono capaci, in pochi istanti d’improvvisare una statistica; infatti, a causa della denatalità, si afferma che la popolazione italiana invecchia, invece sta ringiovanendo perché muoiono più vecchi rispetto alle nascite e perciò l’età media della popolazione si abbassa gradualmente.

Si dice che la donna è discriminata nell’assunzione, nel salario e nella carriera, ma questa discriminazione è sofferta anche da uomini e non esiste nei contratti collettivi, ma soprattutto, nel lavoro irregolare. Si afferma che, negli ultimi dieci anni, sono emigrati più italiani e ritornano ai loro paesi tanti immigrati, soprattutto irregolari, tuttavia, malgrado la denatalità, la popolazione italiana è cresciuta ed è arrivata a 61 milioni; probabilmente, non si contano gli immigrati, arrivati dalle frontiere terrestri, e che tanti cittadini italiani risiedono all’estero.

Pertanto, bisognerebbe avere il numero dei residenti, compresi gli immigrati senza cittadinanza, distinto da quello dei cittadini, residenti o meno. Infine, bisogna ricordare che in Italia risiedono circa 200 persone per km. quadrato, mentre nel mondo queste sono, in media, 50, perciò, poiché in  Italia esiste ancora disoccupazione, gli immigrati dovrebbero entrare  in base alle necessità del mercato del lavoro italiano, lo dice anche la Germania, e non secondo un disegno della criminalità, collusa con la politica e gli affari.

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 16/12/2019)

EUROPA

Per certi versi, sembra che la BCE, con i tassi zero, abbia disincentivato le banche a prestare alle imprese, ma la ragione sta soprattutto nella crisi che fa diminuire le richieste di crediti, fa aumentare gli insoluti e fa diminuire i fidi;  perciò i rapporti tra banche e BCE sono diventati tesi. Nell’eurozona, nel 2011, i prestiti alle imprese erano pari 900 miliardi di euro e ora sono pari a 655. Le banche italiane hanno profittato del tasso zero offerto dalla BCE sui loro conti, spostando 60 miliardi di euro verso la BCE ma, a causa dei rischi e dalle minori richieste di finanziamento, hanno ridotto i prestiti alle imprese.

Le banche estere fanno raccolta non solo con l’interbancario, ma anche tramite clearing house, con operazioni a termine garantite da titoli, per poter rientrare liberamente. Con la crisi, il settore bancario europeo, soprattutto quello tedesco, è diventato ipertrofico e perciò deve essere ridisegnato, riducendo sportelli e personale. Moody’s e Bundesbank lanciano l’allarme sulla situazione delle banche tedesche.

Fitch ha affermato che l’eurozona è colpita dalla sindrome giapponese degli anni novanta, caratterizzata dalla deflazione, a sua volta favorita dalla politica della commissione europea e dalla crisi economica e bancaria; l’Eba, l’autorità bancaria europea, ha registrato un calo di redditività delle banche, mentre le grandi banche tedesche hanno anche una redditività negativa; il settore bancario europeo e tedesco pare sia troppo grande per le necessità dell’eurozona.

Con la nascita dell’euro, avvenuta nel 1999, crebbero i prestiti e poi, con la crisi del 2008, ci furono le insolvenze e le perdite delle banche americane ed europee; le banche dei Land tedeschi avevano investito in titoli derivati americani e, con la crisi dei subprime, fallirono alcune banche tedesche e altre furono salvate dallo stato, i loro crediti insoluti verso la Grecia furono pagati dal MES. Oggi il sistema bancario europeo sembra troppo grande rispetto alle esigenze del mercato, anche perché sono calati i prestiti, c’è stata un’evoluzione tecnologica e i tassi sono bassi e non remunerativi.

Tuttavia pare che le banche americane godano di migliore salute di quelle tedesche, prima della crisi, la redditività delle banche tedesche era la metà di quelle americane, tese soprattutto alla speculazione finanziaria. Perciò, per aumentare la redditività, anche nelle banche tedesche, si è elevato il rischio finanziario speculativo e si è ridotto il capitale proprio; poi le autorità europee hanno puntato sull’aumento della capitalizzazione che, distribuendo gli utili a più soci,  ha ridotto ancora  la redditività per azione.

Per capire l’arcano, poiché la posizione di equilibrio è solo una e in economia non si conosce, per trovare l’equilibrio ci si sposta da una posizione squilibrata a un’altra; cioè le autorità europee, prima erano tese all’aumento della redditività e poi all’aumento della capitalizzazione che l’ha ridotta. In Germania il settore bancario poggia su tre pilastri, quello privato delle grandi banche, quello pubblico dei Land e quello cooperativo di banche popolari e casse di risparmio, in tutto sono 1.783 banche, con 30.000 sportelli e 600.000 dipendenti, il doppio che in Italia.

Ora sono previste pesanti ristrutturazioni in tutta l’UE, con ingenti investimenti in tecnologie e riduzioni di personale, com’è avvenuto in Giappone negli anni novanta; con fusioni, riduzioni di personale, riforme fiscali e finanziarie utili alle banche che, fino a oggi, la commissione europea, su mandato bancario e tedesco, non ha favorito.

Il governo italiano, in più fasi, anche su sollecitazione dell’UE, spinto dalla crisi di alcune banche, è intervenuto nel sistema bancario, anche con incentivi fiscali, favorendo prima le privatizzazioni e poi le fusioni, modificando la fisionomia e il ruolo delle sue banche, mentre la Germania ne ha conservato la struttura originaria. La situazione attuale è poco felice per alcune banche, in passato però, il peso economico e politico delle grandi banche italiane, non ha impedito le loro intrusioni politiche ed economiche (Per le notizie, fonte: Giuseppe Liturri – La Verità - Marco Onado – startmag.it).

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L’egemonismo tedesco rischia di frantumare l’Europa, dalla caduta dell’impero romano d’occidente, la Germania non riesce a nascondere la sua ambizione di dominare l’Europa, il successo elettorale di Johnson dipende da ciò. In Gran Bretagna hanno votato il 66,7% degli elettori inglesi e il partito conservatore Troy ha preso il 43% dei voti, con 86 seggi in più dei laburisti; Corbyn, il perdente laburista, aveva promesso più statalismo o dirigismo, con aumento di tasse e nazionalizzazioni e con la riduzione della settimana lavorativa a quattro giorni.

L’elettorato non ha avuto paura della fuga delle grandi aziende dalla City con la Brexit perché, al momento, il capitale non conosce confini e gli inglesi sperano nella cooperazione commerciale con gli Usa, già promessa da Trump; perciò, al momento, la sterlina si è rivalutata nei confronti di dollaro ed euro. Gli inglesi avevano ottenuto deroghe dall’UE in materia di compartecipazioni agli oneri e restituzioni finanziarie causate dai deficit commerciali con l’UE.

Ora dovranno affrontare lo scontro con scozzesi e irlandesi del nord che vogliono più autonomia e stare nell’UE. Nel 2021 in Germania ci saranno le elezioni politiche, nel 2022 in Francia e nel 2023 in Italia, l’UE si sta spostando a destra e la Brexit potrebbe avere un effetto domino, non sentito dall’informazione televisiva. L’attivo commerciale tedesco è servito a fare la predica ai paesi indebitati e al controllo tedesco di politica, informazione e piazze; per il momento, la Germania può vantarsi di aver recuperato il governo italiano.

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Lagarde, presidente della BCE, ha difeso l’indipendenza della BCE, che ha sede a Francoforte, sede anche della banca centrale tedesca, con la quale è a braccetto, perciò ha riservato elogi al ministro delle finanze tedesco Olaf Scholz. Contro l’opinione comune, ha affermato che la politica monetaria deve andare in direzione opposta a quella fiscale o di bilancio, perché i governi, quando spendono troppo, alimentano l’inflazione.

L’informazione italiana ha erroneamente affermato che Lagarde vuole seguire la via tracciata da Draghi con i tassi e il Qe, ma Lagarde, in una conferenza stampa, ha anche affermato di voler combattere i cambiamenti climatici, che è un tema di non competenza della BCE, e di puntare su un’inflazione un po’ superiore al 2%, che ridurrebbe con uno sconto i debiti degli stati, inoltre vuole esercitare la guida del sistema euro.

Anche se consumi e salari europei non aumentano, con riflessi negativi sul PIl, ha detto che la politica fiscale espansiva è adatta solo ai paesi con poco debito, come la Germania, e non all’Italia. Lagarde ha lodato  l’apertura del governo italiano  a limitare i BTP, ad alto rendimento, in portafoglio delle banche italiane che, forse, saranno costrette a venderli alle banche tedesche, del resto, anche le banche francesi ne hanno molti; questi titoli, in mano a banche estere, aumenteranno il debito verso l’estero dell’Italia e favoriranno la speculazione finanziaria internazionale, che ha nel suo obiettivo il debito pubblico italiano.

Lagarde ha affermato che non è, né una colomba né un falco, ma un gufo, simbolo della saggezza germanica.  Al momento, FED e BCE manterranno i tassi al livello attuale, però Deutsche Bank e Credit Suisse hanno condannato i tassi negativi che danneggerebbero le banche. Intanto, sia in Usa, che nell’UE, visti i tassi favorevoli, aumentano le emissioni di obbligazioni corporate delle grandi imprese, speriamo che le aziende onorino i debiti, perché la Germania è attenta solo ai debiti degli stati.

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Conte ha proposto all’eurogruppo di continuare a lavorare per la modifica del MES e di varare un pacchetto di riforme riguardanti l’unione bancaria, al momento, afferma di voler continuare a negoziare, senza sottoscrivere impegni. Ha ricordato che il MES esiste dal 2012, poi è intervenuto sulle CACS o clausole di azione collettiva e sull’EDIS o sistema europeo di assicurazione dei depositi, sui quali, afferma, che non è stata apposta ancora nessuna sua firma.

Queste clausole riguardano i titoli di stato, per i quali il ministro delle finanze italiano ha emanato il decreto 96717/2019, che ha stabilito, conformemente agli obblighi derivanti dal MES, che sui titoli di stato emessi dal 2013, con scadenza superiore l’anno, è consentito ai creditori, cioè soprattutto alle banche, di modificare, in un’assemblea con maggioranza qualificata e ai fini della ristrutturazione del debito, la struttura del debito pubblico.

Su sollecitazione del governo e con contropartite per le banche, si potrebbe modificare la scadenza dei titoli e ridurre l’importo da rimborsare. La Grecia ha già emanato una disciplina retroattiva per queste clausole di azione collettiva, che sarebbero più logiche per i titoli vecchi, perché quelli più recenti scontano già interessi più bassi, inoltre, per quelli di emissione più recente, il maggiore rischio ne potrebbe far aumentare di nuovo gli interessi.

E’ probabile che il governo italiano, per non  spaventare i risparmiatori, si sia limitato a introdurre la disciplina solo per i titoli di emissione più recente, riservandosi, in caso di necessità, di estendere la disciplina anche ai titoli di più vecchia emissione; lo stato lo può fare perché è lui che crea le norme, anche con decreti catenaccio urgenti, magari emanati di notte. 

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La commissione europea ha approvato il salvataggio della banca popolare tedesca NordLB, partecipata interamente da due Land della Sassonia, ponendo come condizione la riduzione dei costi e del personale; l’approvazione  evita il bail in, a carico di azionisti, obbligazionisti e depositanti, richiesto dalla Germania per le banche italiane.  Bisogna dire che la Germania, con la crisi del 2008, aveva già salvato delle sue banche, con soldi pubblici, poi cambiò le carte, imponendo il bail in, a danno dell’Italia, adesso è tornata alle sue pratiche precedenti, poi afferma che l’Italia non rispetta i trattati.

Se l’unione bancaria sotto la BCE non imporrà una linea comune, del salvataggio pubblico si avvarranno anche alcune casse di risparmio e altre banche popolari tedesche, ora sottratte alla disciplina comune europea e al controllo della BCE; anche la banca popolare di Bari dovrebbe essere salvata, senza colpire i risparmiatori. Il presidente dell’autorità di sorveglianza della BCE, Andrea Enria, ha affermato che, al riguardo, esistono legislazioni statali diverse, perciò bisognerebbe passare, con l’unione bancaria, a un unico sistema d’indirizzo della BCE.

L’unione bancaria dovrebbe essere una risposta alla crisi bancaria, destinata a regolamentare e omogeneizzare il settore finanziario, controllando banche e prodotti bancari; è un sistema di vigilanza da parte della BCE realizzato attraverso le banche centrali nazionali. Comunque, il Financial Times ha condannato il vigente doppio standard tedesco, le regole europee da riformare hanno troppe scappatoie per i tedeschi; anche Trichet ha affermato che, a volte, la BCE è costretta a smentirsi, infatti, la riforma del 2012 del bail in non è stata mai attuata veramente e anche l’Italia,  aiutando le banche popolare in difficoltà, se n’è sottratta.

Probabilmente, il MES, con la scusa di salvare le banche italiane, con soldi pubblici  salverà soprattutto le banche tedesche; in barba al bail in, negli ultimi quattro anni, il governo italiano, con poca informazione, con la scusa di salvare i risparmiatori depositanti, ha speso 10 miliardi di euro per salvare alcune banche popolari italiane. Il governo ha salvato le industrie con  la scusa di salvare l’occupazione e le banche con la scusa di salvare il risparmio.

ITALIA

Il movimento delle sardine, così chiamato perché fatto di giovani calcati nelle grandi piazze, è nato in Italia, è europeista e contro Salvini, ha detto Lenin che non c’è niente di più organizzato delle manifestazioni spontanee; la Germania è alla disperazione per la deriva dell’Italia, dalla quale è molto attratta. Le sardine sono stranamente sostenute dall’API e cantano ”bella ciao”, il canto dei partigiani nemici dei tedeschi.

Prima delle prossime elezioni politiche, il movimento si trasformerà in partito, si alleerà con il PD, che è germanofilo,  e toglierà consensi al M5S che poi, come tutti i fuochi di paglia, scomparirà. Alla Lega e a Fratelli d’Italia, per avere una maggioranza, sarà necessario accogliere i fuggiaschi di Forza Italia e del M5S, stando bene attenti a tenere lontani Berlusconi, che è europeista, e adepti stretti e Di Maio, Di Battista, Fico e Grillo. Dopo di che, il M5S si spegnerà rapidamente. Il reddito di cittadinanza rimarrà se, al posto dei  sussidi, riuscirà a garantire posti di lavoro ai poveri.

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 9/12/2019)

PREAMBOLO

Voglio fare un accenno su razzismo e antisemitismo, figlio delle idiosincrasie, perché gli uomini hanno in antipatia, il più delle volte senza motivo, piante, uomini, animali e microorganismi; il fatto è che l’uomo è vittima di una cultura che l’ha programmato e lo condiziona con motivazioni religiose, politiche, linguistiche, di costume, economiche, sociali, filosofiche, inoltre perché gli uomini mangiano cibi diversi o li mangiano in modo diverso e vestono diversamente e hanno organizzazioni politiche diverse.

Gli uomini sono programmati, anche con l’aiuto della propaganda dell’informazione, che fa soprattutto pubblicità alla propaganda di partito; sono programmati dai fratelli siamesi, cioè da religione e stato, nazionale o sovrannazionale; i quali, con la scuola e l’informazione, sono contrari al libero pensiero e al pensiero critico, in  grado di emancipare veramente l’umanità dai pregiudizi e dalle paure irrazionali che li rendono adatti e essere addestrati a essere governati, cioè  a essere credenti, lavoratori, contribuenti e soldati. 

Però gli uomini, simili in gruppo per l’aspetto fisico, sono singolarmente diversi, ed ha volte è difficile definirli di una sola razza; infatti, i gruppi sanguigni sono diversi, la pelle è diversa, i crani sono diversi e il fisico è diverso, sia dentro una razza o da una razza all’altra. Con l’isolamento e i cambiamenti alimentari, una specie si divide in razze, le quali nascono anche con l’ibridazione; infatti, l’uomo moderno ha anche geni dell’uomo di Denisova e dell’uomo di Neanderthal, cioè non è una razza pura. Con il tempo, queste razze fanno nascere nuove specie.

Spesso il razzismo è solo l’enfatizzazione delle differenze culturali, anche africani e asiatici sono razzisti verso altri africani e altri asiatici e quello che si chiama razzismo è solo antipatia, concorrenza per il territorio e timore verso altri uomini; chi prende le distanze dal razzismo non deve difendere i criminali di altre culture. I pregiudizi culturali sono spesso sbagliati, ma l’antisemitismo, se non procura discriminazioni e lesioni fisiche, va combattuto con le parole e l’educazione e non con il codice penale.

In natura, la paura del prossimo di altra cultura o etnia  o di un’altra razza o specie, può nascere anche dalla paura inconscia del contagio, infatti, gli elefanti hanno paura dei topi, i quali portano delle malattie; per esorcizzare questa paura, una donna ha affermato che gli immigrati sono tutti sani e gli italiani tutti ammalati  Volgarmente parlando, il razzismo è l’esaltazione di una cultura nei confronti delle altre; le razze sono delle varietà all’interno di una specie, animale o vegetale, perciò esistono tante razze selezionate di cani.

Però l’Italia da colonizzare, grazie alla sua informazione e alla sua propaganda politica, è stata addestrata a esaltare lo straniero e a disprezzare l’italianità; infatti gli schiavi, per nascita ed educazione, considerano naturale la loro condizione di esseri dominati e non pensano a ribellarsi; purtroppo le femministe hanno visto così solo la condizione femminile che in occidente si è però modificata.

 

EUROPA

Nel 1974 fu istituito il comitato per la Vigilanza bancaria di Basilea e nel 1988 nacque il primo accordo di Basilea, che imponeva alle banche delle misure per ridurre i rischi per i risparmiatori; si fissò un requisito patrimoniale minimo pari all’8% dei crediti concessi alla clientela e si crearono coefficienti di ponderazione per i rischi sui finanziamenti, ignorando però la diversificazione del portafoglio.

Nel 2008, con l’accordo di Basilea II, per rilevare il rischio e la propensione all’insolvenza, si cercò di rendere la regolamentazione più legata al rischio, introducendo il rating alle imprese, che teneva conto del loro bilancio, del loro andamento aziendale e dei loro programmi e prospettive di sviluppo. Nel 2010, con l’accordo di Basilea III, si aumentò il capitale proprio delle banche, portando il rapporto tra capitale e rischio ponderato al 4,5%.

Con il rating alle imprese c’era maggiore trasparenza e queste erano tenute a condividere le loro novità con la banca, perché le banche miravano a finanziare progetti sicuri; però le PMI avevano documentazioni limitate da esibire e avevano bisogno di procedere a una pianificazione finanziaria; praticamente, le imprese meno solide, meno organizzate e quelle con le idee più innovative e rischiose, vedevano ridursi il loro credito.

I prestiti dipendevano sempre dal rating, assegnato da agenzie private o dalla stessa banca, perciò le imprese dovevano organizzarsi per migliorare il proprio rating. Tutte queste alchimie e organismi di controllo, assieme a quelli dell’UE, non hanno impedito il precipitare delle crisi bancarie, però hanno creato posti ben remunerati in questi organismi, come succede negli organismi di controllo statali che poi, invariabilmente, non funzionano per il fine per cui sono stati creati.

Nel caso delle banche, i costi di queste operazioni sono stati sostenuti da imprese e famiglie e, nel caso dello stato e dell’UE, dai contribuenti, mentre i risparmiatori sono stati stritolati da Basilea, dai regolamenti bancari europei, dalle imposte, dagli oneri bancari, dalla mancata remunerazione e dall’inflazione.  Sembra che Basilea III comporterà, per le banche europee, per l’aumento del capitale proprio, un esborso di 400 miliardi di euro; l’accordo entrerà gradualmente in vigore, dal  2022  al 2027; nell’UE, l’incremento medio del capitale proprio sarà superiore al 20%.

Quando le banche immobilizzano parte del risparmio nel capitale, riducono gli utili, perciò sono indotte a preferire gli investimenti finanziari ai prestiti; inoltre, promuovere la stabilità bancaria può anche creare svantaggi competitivi nei confronti di altre aree come gli Usa. Nell’UE occorre un’armonizzazione della normativa bancaria e della vigilanza bancaria, ora promossa dalla vigilanza europea della BCE; ma non si sa se le misure introdotte saranno efficaci.

Si vuole un sistema unico di garanzie dei depositi, affrontando le insolvenze bancarie e promuovendo l’armonizzazione degli interventi statali in aiuto. In questo quadro, la riforma del MES sembra che voglia aiutare, con soldi di tutti i paesi dell’eurozona, soprattutto le banche tedesche e francesi. Il MES sembra fatto più per le grandi banche dell’Europa del nord che per gli stati indebitati come l’Italia.

Fra le altre cose, al direttore generale del MES, il tedesco Klaus Regling, è garantita, per la sua gestione, le sue scelte ed eventuali suoi abusi, la totale immunità amministrativa, civile e penale e l’irresponsabilità, ugualmente ai suoi sei consiglieri, per lo più tedeschi, francesi e olandesi, mancano italiani e spagnoli. Perciò, accettata la riforma del MES, le decisioni di Klaus Regling e compagni che avranno campo libero, non potranno essere giudicate e non potranno essere modificate e, se il risultato sarà il crollo dell’UE, se ne darà la colpa all’Italia.

Solo l’imperatore romano aveva questi poteri, i baroni e gli aristocratici medievali rispondevano all’imperatore o al re, il presidente della repubblica italiano può essere processato dalla corte costituzionale, per alto tradimento e attentato alla costituzione. Inoltre, le decisioni di Mario Draghi, a capo della BCE, sono state portate in giudizio davanti alla corte costituzionale tedesca.

Ad ogni modo, il presidente dell’Eurogruppo, costituito dai 19 ministri delle finanze dell’eurozona, Mario Centeno, ha affermato che non ci sono ragioni per modificare la riforma del MES, perché il  lavoro tecnico e l’accordo politico sono stati compiuti a giugno scorso,  mentre Visco ha affermato che il MES non prevede la ristrutturazione del debito dello stato, hanno torto tutti e due e dicono il falso.

I consulenti di Macron, l’europeista Shahin Vallée e Jean Ferry, hanno affermato che l’Eurogruppo dovrebbe rinviare la modifica del MEF e presentare una proposta più equilibrata, perché i prestiti sono riservati solo ai paesi in regola con i criteri di Maastricht, cioè deficit al 3% e debito al 60% o riduzione del debito negli ultimi due anni. Il che escluderebbe Francia, Italia e Spagna, a meno che non ristrutturino il debito, cioè il prestito lo potrebbero avere solo Germania e Olanda.

Secondo il trattato di Maastricht, nessun paese può avere un deficit commerciale superiore al 4% o un attivo commerciale superiore al 6%, il quale è superato dalla Germania che, con i suoi attivi valutare, comprando politica e informazione, vuole dominare l’Europa e perciò, con due pesi e due misure, non è stata richiamata dalla commissione europea. In genere, quando il debito non può essere finanziato dai risparmiatori nazionali, interviene la speculazione finanziaria internazionale, in questo caso, lo spread dipende dai giudizi dei mercati, che fanno aumentare, nell’interesse dei creditori, gli interessi e, per conseguenza, il debito pubblico.

Per aiutare la domanda, lo stato aumenta la spesa pubblica che fa aumentare il debito, perciò iI MES, come ha fatto la commissione europea e come fa il FMI, riduce la discrezionalità di bilancio degli stati e la loro sovranità, anche come conseguenza del fatto che sono privi della sovranità monetaria con cui si potrebbero finanziare direttamente. Per la restituzione del prestito, il MES costringe gli stati alle privatizzazioni, cioè li espropria, ed emette derivati a loro nome, che sono altri debiti. 

Il nuovo MES esproprierà il ruolo della politica e della commissione e funzionerà come un pilota automatico per l’aggiustamento dei conti; riceveranno i prestiti solo gli stati in regola, negli ultimi due anni, con la riduzione del debito. Gli atri saranno posti sotto la tutela del MES e dovranno procedere alla ristrutturazione del debito; in pratica, come è successo alla Grecia, dovranno dichiarare fallimento, svalutare i titoli di stato, attuare la deflazione salariale, ridurre l’assistenza statale, riformare le pensioni e privatizzare.

Lo spread aumenterebbe, aumenterebbero gli attacchi speculativi, si ridurrebbero i servizi sociali dello stato e, per ottenere unl prestito, bisognerà dimostrare di essere in grado di rimborsarlo. I paesi creditori, come la Germania, anche per tutelare le loro esportazioni, spingeranno per concedere altri crediti e così i debiti non diminuiranno; così lo scontro tra stati e finanza internazionale rappresenterà un livello più alto della veccha lotta di classe nazionale. (Per le notizie, fonte: blueoceanfinance.it – Manola Piras – startmag.it – Guido da Landriano – sinistrainrete.info – Italia Oggi – Tino Oldani – startmag.it – Federico Giusti e Ascanio Bernardeschi – La città futura – sinistrainrete.info).

ITALIA

Da 2012 a oggi, le pene pecuniarie, multe e ammende, comminate dallo stato, che sono pari al 25% delle condanne complessive, sono state pari a 6,9 miliardi di euro, però quelle riscosse effettivamente sono state pari solo a 196 milioni di euro, cioè il 3%. Generalmente, per arrivare alla condanna definitiva, passano otto anni, la pena pecuniaria fissata è uguale per tutti, cioè è indipendente dal reddito, ogni pratica ha lo stesso costo procedurale, indipendentemente dal livello della multa.

Poi Equitalia invia la cartella all’Agenzia delle entrate, per le verifiche sul patrimonio occorre l’intervento della guardia di finanza, alla fine le spese complessive della procedura superano la somma recuperata e, in pratica, la pena pecuniaria impagata si trasforma in impunità. Invece in Germania la pena pecuniaria supera l’80% delle condanne e il tasso di riscossione è del 90%.

Lo stato tedesco stabilisce in quanti giorni il condannato deve pagare, con un massimo di un anno e, in proporzione al reddito del condannato, è fissata la rata, se non si salda il conto, c’è il carcere o un lavoro di pubblica utilità non retribuito. In Italia il magistrato, dopo aver tentato di riscuotere la somma anche con il pignoramento, converte il credito in libertà vigilata, cioè l’insolvente deve firmare dai carabinieri, un giorno per ogni 250 euro da pagare, con un massimo di 18 mesi.

Se, per esempio, il condannato deve paragare 2.500 euro, basta firmare per dieci giorni, perciò qualcuno ha proposto di appaltare la riscossione a UniCredit che ha offerto allo stato il 25-30% dei crediti. Oltre le comuni multe, i reati prevedono le ammende, in alternativa al carcere. Queste morosità o inadempienze italiane sono forse una risposta alle morosità dello stato che paga in ritardo fornitori, rimborsi fiscali e risarcimenti. (Per le notizie, fonte: Milena Gabanelli – corriere.it).

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L’ex ministro degli esteri, Enzo Moavero Milanesi, ha affermato che sul MES il governo precedente aveva fatto solo degli accenni, ma senza approfondimenti da parte del governo e senza impegni, l’ex ministro dell’economia Giovanni Tria ha confermato; cioè, la riforma del MES non fu portata davanti al consiglio dei ministri. Perciò Salvini ha accusato Conte di tradimento, naturalmente, non davanti alla corte costituzionale, ma davanti al popolo italiano.

Il che è possibile, anche se i governi e i politici italiani tradiscono spessi gli italiani, l’importante e è difendere l’Unione Europea; adesso, per la ratifica del trattato, l’ultima parola spetta al Parlamento. Nell’UE, l’attivo commerciale italiano, dal punto di vista valutario, compensa in parte il passivo degli altri paesi, ma la commissione europea, accanita contro l’Italia, per mandarla in rovina su mandato tedesco, non tiene conto del fatto che l’attivo  commerciale compensa anche il deficit del bilancio dello stato,  che naturalmente critica.

Il MES potrebbe avere un affetto negativo sui titoli di stato in mano alle banche italiane, perciò Di Maio subordina la firma del MES all’assicurazione sui depositi o Edis e all’unione bancaria europea; queste misure esistevano anche con la legge bancaria italiana del 1936, voluta da Mussolini per prevenire altre crisi bancarie. come quella de 1929. Con la richiesta UE di ponderazione del rischio, si chiede d’introdurre una valutazione di rischio su titoli, oggi considerati sicuri dalle banche italiane e perciò messi tra le riserve di liquidità e tra quelle di patrimonio.

Il presidente dell’Abi, Patuelli, ha però rilevato che la ponderazione, riconoscendo la maggiore rischiosità dei titoli dello stato, potrebbe indurre banche e privati ad acquistare meno titoli di stato; oggi il debito pubblico italiano è pari a 2.350 miliardi di euro, le banche italiane ne detengono il 70%, come riserva o per conto di italiani. In teoria, la ristrutturazione del debito, imposta dal MES, sacrificando banche e risparmiatori, potrebbe anche prevedere un rimborso limitato, l’allungamento delle scadenze e, con la svalutazione dei titoli. potrebbe favorire le speculazioni degli hedge fund.

La ristrutturazione potrebbe far aumentare lo spread e il MES potrebbe porre dure condizioni per il futuro finanziamento del debito, tutte modalità utili a far fallire l’Italia. La ristrutturazione inciderebbe sui bilanci delle banche che hanno sostenuto il debito pubblico e alla fine sui risparmiatori che depositano o investono in titoli bancari. (Per le notizie, fonte:  Francesco Damato – Francesco Soto - startmag.it).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITCA NEWS (lunedì 2/12/2019)

PREAMBOLO

Intelligenza artificiale. Ci si chiede se l’informatica, l’intelligenza artificiale, gli algoritmi e i calcolatori, possano sostituire, integralmente, l’intelligenza umana nella direzione di un paese o di un’impresa; teoricamente è possibile, anche se l’azione umana è sempre diretta, per interesse, a falsare i processi. Con l’aiuto di macchine elettroniche, accade nel voto e nel gioco.

L’informatica è l’elaborazione e l’applicazione delle informazioni, miranti principalmente all’organizzazione di uno stato o di un’impresa. In informatica, gli algoritmi sono programmi, ricette e sequenze d’istruzioni, miranti a conseguire un risultato; generalmente non prevedono deroghe ed emendamenti previsti nel dibattito democratico; cioè, se i programmi non sono troppo complessi, sono privi di duttilità democratica. Sono a favore di una normativa univoca, senza libere interpretazioni, il che farebbe diventare macchina l'uomo che si serve di essa.

Se lo stato fosse trasparente, senza sotterfugi, favoritismi e furbizie, l’intelligenza artificiale potrebbe dirigere l’azione del governo; partendo da alcuni postulati modificabili annualmente, come Pil e gettito fiscale, il programma potrebbe stabilire priorità, stanziamenti per i vari ministeri, numero dei dipendenti pubblici e loro emolumenti, prevedendo anche stanziamenti per l’ecologia e per i disastri naturali.

Ma rimarrebbe sempre un margine d’incertezza, indeterminatezza e arbitrio, infatti, rilevatori diversi potrebbero fornire risultati diversi, a meno di porre troppi vincoli alla programmazione della macchina, il che sarebbe una violenza fatta all’intelligenza artificiale. Penso che in tutte le cose, più importante della competenza e della completezza, sono la serietà, l’onestà, l’indipendenza e il senso del servizio alla collettività.

Vale la pena di ricordare che programmazione e pianificazione sono normalmente adottate dalle grandi aziende e meno dagli stati democratici e liberali, che però, per alcune spese, hanno programmi d’intervento pluriennali, che vincolano l’autonomia di bilancio di governi successivi, con maggioranze diverse, cioè legano loro le mani e non sarebbe giusto.

L’intelligenza artificiale è un ramo dell’informatica che permette di progettare e programmare hardware e software di macchine e robot avanzati, in grado di emulare la mente umana; queste macchine dovrebbero anche avere il fine di vincolare lo stato e le imprese a fissare leggi e normative interne adeguate, perché le procedure dello stato dovrebbero necessariamente essere tradotte in leggi; il che potrebbe ledere la democrazia, ma forse potrebbe dare al popolo più certezza del diritto, più serenità politica e più benessere, tagliando le mani agli speculatori protetti dallo stato. Stiamo entrando nel campo dell’utopia.

 

USA

 

Dopo tante bolle espansive o speculative che fanno aumentare in borsa le quotazioni dei titoli, a Wall Street è in crisi il mercato dei corporate bond delle grandi aziende; gli indici di questi titoli a reddito fisso subiscono continui saliscendi, le informazioni sono negative o pessimistiche e gli acquisti sono ai minimi, perciò è ricominciata la fuga verso i beni rifugio.

Ne è colpito soprattutto Il settore energetico, perciò grandi imprese, come Aramco, fuggono da Wall Street; nel reddito fisso sono stati investiti 56.000 miliardi di dollari, poiché esso scricchiola, se ne dovrebbe avvantaggiare l’azionario ma, con la crisi economica, non è sicuro. E’ superfluo ricordare che gli Usa hanno assolutamente bisogno d’investimenti dall’estero, capaci di finanziare i loro debiti, cioè il deficit commerciale, il deficit del bilancio dello stato e i debiti privati d’imprese e famiglie; per tanti paesi, l’economia galleggia sul debito, ma la commissione europea lo rimprovera solo all’Italia.

ITALIA

Atlantia è la più grande concessionaria autostradale d’Italia, controllata dalla famiglia Benetton di Treviso, ma ne esistono altre; è sbagliato informarsi presso i rappresentanti dei partiti, invitati in televisione, sulle responsabilità per la caduta del ponte Morandi a Genova e sulle azioni da prendere da parte dello stato, la televisione può fare indagini da sola, è pagata dai cittadini per questo. In breve, la concessione non andava rinnovata perché è un regalo fatto dai partiti, se, relativamente alla manutenzione, ci sono stati inadempimenti contrattuali, si può rescindere il contratto anche prima della scadenza, il che vale anche per le altre società concessionarie tenute alla manutenzione.

La revoca della concessione da parte del governo deve prevedere adeguate misure atte ad evitare l’interruzione del servizio. Infine, se la società Atlantia è stata inaffidabile nella gestione autostradale, non si capisce perché il governo ha intavolato trattative con essa, per la cessione di una quota della compagnia aerea Alitalia. Non bisogna farsi intimidire dalle minacce di risarcimenti per il ritiro motivato della concessione autostradale; fra gli altri problemi italiani, il risanamento dell’Alitalia, fino a ora, è costato un occhio  agli italiani e non si può più continuare sulla stessa strada.

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Diversamente da quanto segnala la pubblicità televisiva non repressa, in Italia non si produce formaggio fatto solo con latte italiano, pasta fatta solo con grano duro italiano, olio d’oliva fatto solo con olive italiane; d’altra parte l’UE, d’accordo con i nostri governi e alla falsa insegna del libero commercio e della libera produzione, aveva proibito all’Italia di produrre latte sufficiente al fabbisogno del paese.

Con l’indifferenza degli organi preposti, le case automobilisti fanno offerte al pubblico di auto nuove, a prezzi scontati, che non si trovano nei concessionari, nemmeno ordinandole tramite loro; con il favoreggiamento della televisione, continua l’abuso di credulità popolare e la pubblicità ingannevole di prodotti anche difettosi, che promettono miracoli o che fanno male alla salute.

Fanno propaganda la politica, il commercio e la religione, tutti promettono la salvezza, in questo o nell’altro mondo, e la soddisfazione personale; l’abuso di credulità popolare, art.661 c.p., depenalizzato il 15/1/2016, utilizzato da politica, politica e commercio, tramite la pubblicità dell’informazione, è entrato nel DNA dell’uomo sociale, una sanzione pecuniaria è prevista solo in caso di turbamento dell’ordine pubblico. Lo stato predicatore dovrebbe prevenire questi abusi.

Bisogna ricordare che ci sono uomini, che si ritengono razionali, che non credono agli alieni, ma credono alla presenza di Cristo nell’ostia, insomma l’uomo è un misto di razionalità e irrazionalità, ha poco senso critico, segue i partiti e la cultura di massa; stato, commercio e religione smantellano la sua capacità di ragionare e il suo senso critico, il che, probabilmente, favorisce la governabilità e gli affari. Con il fine di gestire le coscienze, stato e religione sono i fratelli siamesi che fanno argine a difesa della propaganda di qualsiasi tipo.

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La Meloni ha criticato la Cina per la repressione a Hong Kong e l’ambasciatore cinese in Italia ha criticato l’intervento, perciò la Meloni ha reagito indignata; come si sa tra i politici italiani, ci sono quelli che tifano per gli Usa, chi lo fa per la Cina, chi per la Francia, chi per la Germania, chi per la Russia e chi, come Salvini, per l’Italia, perciò gli elettori l’hanno premiato.

In funzione antieuropea, cioè contro l’asse franco-tedesco, sembra che il M5S abbia rapporti con la Cina, Salvini con la Russia ed entrambi con gli Usa, il PD è con Francia e Germania e ora pare che Fratelli d’Italia, criticando la Cina, abbia abbandonato il sovranismo per l’europeismo; l’Italia, nel mirino di Bruxelles, ha bisogno di qualche amico, come Usa, Russia e Cina.

Sono sempre i soldi a indirizzare la politica italiana; non serve a niente dire, come fa la Meloni, che l’Italia è democratica e la Cina no, in realtà, democrazie e stati autoritari possono esserlo in diverso grado e ci sono anche false democrazie; però ci sono stati che perseguono i loro interessi nazionali, come la Francia e la Germanie, mentre l’Italia non ne è capace; i suoi governi preferiscono assecondare disegni politici stranieri, anche a danno dell’Italia.

A parte Salvini, tra i leaders politici italiani, nessuno ha protestato quando Macron ha definito rivoltanti gli italiani e ha premiato con 100.000 euro Carola Rackete, per le sue imprese al comando di una nave ONG, carica d’immigrati, che violava le acque territoriali italiane; per l’impresa, il macroniano Mattarella, invece di inviare una nota di protesta a Macron, avrebbe voluto baciarlo.

SI discute se l’intelligenza artificiale, fatta d’informatica, algoritmi e calcolatori elettronici che, in futuro, forse si potrebbero anche auto programmare, per ottimizzare l’uso delle risorse, possa sostituire le azioni e le scelte dei governi; a parte i problemi tecnologici da affrontare, forse è possibile teoricamente, ma è impedito praticamente, perché l’impresa privata, che controlla lo stato e ne fa profitto, anche con i suoi disservizi, i suoi ritardi e i suoi sperperi, non lo permetterebbe.

In Italia questa impresa lavora anche al servizio dello straniero e della chiesa, poi vengono i baroni locali e i dirigenti capitani di ventura che obbediscono a chi li paga; l’obbedienza è degli uomini in carriera, dei preti e dei militari. Anche la donna in carriera, dopo aver rifiutato l’autorità del marito, per i vantaggi economici ricevuti, ha accettato questa obbedienza, che mina la propria indipendenza di giudizio e la propria indipendenza nelle scelte che ha conquistato in famiglia.

Come si dice per la mafia, anche in politica, affari e religione, per capire le scelte di chi sta in cattedra ed eventualmente, per reprimere il malaffare, bisogna seguire il denaro; per il denaro, l’uomo accetta di essere obbediente, discreto e schiavo; alcuni però esigono di essere schiavi di lusso e ottengono i privilegi che chiedono.

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Fratelli d’Italia e Partito Radicale hanno invitato a Roma Joshua Wong, dissidente di Hong Kong, il governo cinese gli ha impedito di partire e perciò questo ha deciso d’intervenire via Skype. All’incontro hanno partecipato esponenti dei due partiti, di Lega e Forza Italia; nel suo intervento, Wong ha criticato la politica di non interferenza attuata da Di Maio e la politica di riavvicinamento del papa a Pechino.

Perciò l’ambasciatore cinese a Roma ha criticato l’interferenza italiana negli affari cinesi, ricordando che la Cina è un paese sovrano; Di Maio, che ha rapporti stretti con Pechino, per difendere la sua posizione, ha affermato che i rapporti commerciali italo-cinesi non possono mettere in discussione la sovranità del parlamento italiano. Salvini, inopportunamente, ha detto che l’Italia non è una provincia cinese ma una democrazia, ma quante volte l’Italia è stata mortificata dagli alleati e nessuno ha protestato.

E’ possibile che le critiche alla Cina partano da chi vuole creare attriti tra Italia e Cina, per isolare l’Itala, con l’aiuto di agenti italiani dello straniero, e farsene un boccone. In Italia, la penetrazione economica cinese va di pari passo con quella politica, però l’Italia ha subito questa sorte anche con altri paesi, presunti alleati; anche la cooperazione con Usa e Germania hanno richiesto pesanti contropartite per l’Italia.

Si rimprovera alla Cina di avere aperto in Xinjiang campi di concentramento, per nemici e dissidenti islamici autonomisti, esattamente come avevano fatto il Piemonte, al tempo del risorgimento, gli Usa al tempo della guerra civile, poi la Russia e la Germania; il papa, in precedenza ostile ai regimi comunisti, per il riavvicinamento con Pechino, ha dovuto riconoscere che le rivolte delle minoranze, come quelle di Hong Kong, avvengono in tanti paesi.

EUROPA

Lagarde, dall1/11/19 presidente della BCE, ha invitato Germania e Olanda, invece di puntare solo sull’esportazione, di aumentare gli investimenti per il clima e di rilanciare i consumi interni; chiede stimoli keynesiani, cioè più spesa pubblica, anche in deficit, e l’abbandono dell’austerità e della rigorosa disciplina di bilancio tedesca. Ha detto che la politica monetaria flessibile di Draghi ha favorito la ripresa e la domanda, ma che l’inflazione al 2% si può raggiungere più facilmente con investimenti nel digitale e nel verde.

Afferma che la Germania, per contrastare la stagnazione economica, deve spendere di più, afferma che, se Germania e Olanda non aumentano la spesa pubblica, la BCE non eliminerà i tassi negativi delle banche, che stanno mettendo in crisi le banche tedesche; come ha affermato l’agenzia Moody’s che ha abbassato il rating delle banche tedesche, da stabile a negativo. Anche gli Usa pare siano d’accordo.

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Moody’s e Bundesbank lanciano l’allarme sulla solidità del sistema bancario tedesco, finalmente hanno fatto eco diversi giornali finanziari italiani e, soprattutto, tedeschi, il maggiore spazio alla notizia l’ha dedicato il giornale tedesco Welt, l’unico che l’ha messa in prima pagina; s’incolpano della situazione costi, bassa redditività, tassi negativi, politica della BCE e difficoltà del credito immobiliare, che innescò la crisi del 2008; nessun accenno ai derivati.

In Germania, diversamente che in Italia, le notizie scomode al potere sono, in parte, sottaciute, però, nel suo rapporto annuale, la Bundesbank ne ha fatto un particolare approfondimento; il giornale Welt ha affermato che la Germania non ha approfittato della sua crescita dell’ultimo decennio per rafforzare le banche e ore anche l’industria mostra segni di cedimento.

Welt teme le esposizioni creditizie legate al settore immobiliare, soprattutto in caso di un’altra recessione economica; in Usa e in UE, quella del 2008 fu innescata proprio dal settore immobiliare.  Si chiede perciò alle banche di aumentare le riserve di capitale, che sono una forma di assicurazione interna, anche in funzione anticiclica, ma questi accantonamenti, generalmente, si fanno solo con gli utili.

In Italia il credito immobiliare è assistito da ipoteca e si guarda anche ai mezzi di smobilizzo del richiedente. Deutsche Bank e Commerzbank, già esposte con i derivati, hanno ampliato il credito immobiliare e ridotto solo il credito per l’acquisto di auto, la riduzione dei costi si affronta più con la riduzione del personale che con il miglioramento tecnologico, ma queste sono cose che accadono anche in Italia.

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Con i soldi che derivano da dazi, funzione monetaria e contributi dei governi, l’UE, finanzia, tra le altre cose, ricerca, agricoltura ed Erasmus; come succede con la spesa pubblica, sicuramente ci saranno cattivi utilizzi del denaro ricevuto, ma con queste elargizioni, tanti europei diventano affezionati europeisti. Invece a Treviso il governo italiano permette alle cooperative di acquistare dagli agricoltori kiwi a dieci centesimi il chilo e poi li invita a non sfruttare il lavoro degli immigrati; anche la chiesa, con contributi privati o della pubblica amministrazione, fa carità e assistenza, perciò i beneficiari la ringraziano e maledicono lo stato che tassa.

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.i;   viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 25/11/2019)

EUROPA

Quest’anno l’inflazione dell’Ue dovrebbe essere inferiore a quella dell’anno scorso, attestata al 2,3%, ma comunque sarà inferiore al 2% previsto dai trattati europei, i governi dell’Unione considerano l’inflazione salutare, anche se non si concilia con la deflazione salariale e con quella delle pensioni. Per favorire l’inflazione, Draghi vuole aumentare la liquidità, però basterebbe ridurre l’orario di lavoro a parità di salario e aumenterebbe anche costi, occupazione, Pil, consumi e produzione.

Draghi propone anche di combinare la politica monetaria con quella fiscale o di bilancio e, con i Tltro, vuole riavviare i prestiti ai privati. La Bundesbank, abituata a fare la voce grossa, critica il QE di Draghi e i tassi bassi e, per l’’emissione di green bond, Lagarde, afferma che la Germania rischia la recessione, ma è un rischio per tutta la zona euro.

In base alle regole attuali, la BCE può acquistare titoli sovrani di un paese in proporzione al suo Pil, alla sua popolazione e in misura non superiore alla terza parte del suo debito; quindi, tenuto conto dei titoli sovrani già posseduti, la BCE ne può acquistare solo per altri 42 miliardi di euro dalla Germania, per 160 miliardi dalla Francia, per 50 miliardi dalla Spagna e per 245 miliardi dall’Italia. (Per le notizie, fonte: Giuliano Balestreri – it.businessinsider.com.)

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Dal gennaio del 2008 Parigi, con poca informazione italiana, preme per un trattato con Roma, dove ha un piede in terra in Quirinale, ora, con il governo giallorosso e con il contributo di Renzi e Mattarella, questo trattato é imminente e riguarda industria, difesa, immigrazione e ricerca. Questo trattato dovrebbe servire a contrastare il predominio della Germania che ha, con la Francia, l’analogo trattato di Aquisgrana.

Questi trattati tra paesi dell’Unione minano la stessa Unione, comunque, la Germania, con la sua sete di espansione, ha fortemente operato perché si arrivasse a questo risultato. Macron, vuole anche una difesa comune europea diretta da Parigi, alla quale l’Italia ha già aderito, oggi la Francia ha in Italia partecipazioni industriali, accordi di fusione o cooperazione, come quelli tra Eni e Total, Psa e Fca, Fincantieri e Stx, Alenia e Thales; con l’aereo Tempest, l’Italia collabora anche con la Gran Bretagna e, in campo astronautico, collabora con la Nasa americana.

Come accaduto nel passato, pare che Francia e Germania, per dominare l’Europa, si stiano contendendo l’Italia; tuttavia la Germania, per asservire l’Italia, pur facendoci affari, l’ha sempre boicottata presso le istituzioni europee. L’Italia dovrebbe essere neutrale tra Francia e la Germania, battersi per la riforma dell’Unione e, per il momento, restare legata, per la sua sopravvivenza, alla Nato.

La Francia, apprezzando i BTP italiani ad alto interesse, detiene una bella fetta del debito pubblico italiano e vuole ostacolare l’espansione tedesca in Europa orientale; però nell’industria e nella ricerca l’Italia, che è il secondo paese industriale d’Unione, a volte, sembra più avanti della Francia; nel settore spaziale è agganciata agli Usa. Comunque, Macron ha collocato un suo uomo alla commissione europea, con delega su industria, difesa e spazio (Andrea Mainardi – startmag.it).

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Secondo Moody’s, la politica dei tassi negativi della BCE fa molto male alle banche tedesche, perciò ha cambiato da stabile a negativo la valutazione del sistema bancario tedesco, giustificata dalla riduzione della sua redditività, destinata a ridursi ancora con la diminuzione del margine d’interesse. Le banche che si finanziano con i depositi faticheranno di più a guadagnare con i tassi bassi, le più colpite saranno le piccole banche tedesche, cioè alcune popolari e casse di risparmio.

La difficoltà di Deutsche Bank, Allianz, Commerz Bank e di NordLb, sono segnali della crisi sistemica del comparto creditizio tedesco, assieme alla diminuzione di esportazione e produzione e di conseguenza, a breve, del Pil. La BCE ha reintrodotto il QE inviso alla Germania e ha tagliato i tassi d’interesse sui depositi presso la BCE a –0,5%, pare perciò che le banche tedesche stiano perdendo terreno rispetto alle banche americane e cinesi.

La Brexit priverà l’eurozona del grande centro finanziario di Londra e il rallentamento economico farà diminuire la redditività delle banche, perciò la Germania preme per completare l’unione bancaria e del mercato dei capitali, naturalmente, a vantaggio delle banche tedesche. (Per le notizie, fonte: Fernando Soto – startmag.it).

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L’UE ha stipulato accordi di liberalizzazione commerciale con il Canada o CETA e con il Giappone o JEPA, che prevedono riduzioni e abolizioni dei dazi commerciai vigenti; per l’Italia, se ne avvantaggerebbero agroalimentare, moda, chimica e industria in genere. Dopo la stipula dell’accordo, le esportazioni italiane sono aumentate in Canada del 13% e in Giappone del 15%; per l’abbigliamento, l’Italia è il primo fornitore UE del  Canada, il CETA si è anche impegnato a promuovere la tipicità italiana.

In Asia, il Giappone è il secondo mercato dell’UE, dopo la Cina e lo JEPA si è impegnato a eliminare gli ostacoli burocratici alle esportazioni europee; l’eliminazione dei dazi avverrà, gradualmente, in 15 anni, per l’Italia, se ne avvantaggeranno agroalimentare, moda, chimica e industria in genere. Altri accordi sono in corso di approvazione con Australia, Messico e altri paesi, tutti assieme coinvolgono il 14% dell’export italiano extra UE.

Quest’articolo è stato fatto sulla base di dati fornitimi e sembra un inno alla globalizzazione e un invito a combattere il protezionismo, però era giusto riportarlo. Gli uomini sono programmati e coltivati a una fede o a un’ideologia, perché hanno bisogno di credere in qualche cosa, ma altri credono a una fede solo per interesse; perciò esistono liberisti, globalizzatori ed europeisti.

Alcuni di loro, in maniera traumatica, anche se scuola, televisione ed economisti di corte cercano d’impedirlo, a volte cambiano idea, perciò alcuni comunisti sono diventati liberisti, amici dei mercati e papisti; cambiare idea è un nostro diritto e perciò è anche inevitabile il tracollo di partiti. Quando Mussolini, per rafforzare l’economia italiana sosteneva l’autarchia, che è un turbo protezionismo, e la battaglia per produrre più grano e importarne di meno, non era stupido.

Seguiva l’indicazione di paesi emergenti che miravano a proteggere la loro produzione dall’importazione, infatti, l’Inghilterra era stata schiavista e protezionista, a volte accettava le importazioni solo se le merci erano trasportate da navi inglesi, anche questo è protezionismo; poi, sfruttando il vapore, per favorire la produzione industriale e l’esportazione, divenne liberista.

Comunque, quando si esporta in un paese, spesso si danneggia la sua produzione, l’importazione più logica è quelle relativa a materie prime, merci e tecnologie che non si possiedono; così facendo si riduce il trasporto che inquina e si riducono i profitti delle  multinazionali, a vantaggio delle piccole imprese. 

USA

Oggi l’indebitamento totale del mondo, ha raggiunto i 255.000 miliardi di dollari, pari al 330% del Pil mondiale, ma l’informazione rimarca solo il debito pubblico italiano, che è pari al 135% del Pil, mentre quello privato non è elevato come quello di Usa ed Europa settentrionale; inoltre il debito pubblico italiano verso estero è compensato dal relativo credito verso l’estero. Il debito totale segnalato comprende quello pubblico o sovrano, quello privato delle grandi aziende corporate, quello privato e quello delle banche e delle società finanziarie.

Nell’indebitamento totale il peso maggiore l’hanno Cina e Usa, il debito sovrano totale è pari a 70.000 miliardi di dollari, il 40% dei debiti corporate del mondo è a rischio di default. La monetizzazione del debito è stata fatta dalle banche centrali con il QE ora, per contrastare i cambiamenti climatici, si progettano altri incrementi di liquidità. Le attività e passività del bilancio della Fed arrivano a 4.000 miliardi di dollari, le banche Usa continuano con la cartolarizzazione dei prestiti, che portarono alla crisi dei subprime del 2008.

Cresce la sfiducia verso le banche e verso la finanza speculativa, le banche non si fanno più credito, cioè l’interbancario è fermo e non si rialza nemmeno con i tassi più elevati.   L’espansione creditizia cinese mira a contrastare sofferenze e incagli creditizi, ne sono coinvolte le prime quattro banche del paese. A novembre di quest’anno la banca centrale cinese ha iniettato, nel sistema economico, nuova liquidità per 600 miliardi di yuan, pari a quasi 90.000 miliardi di dollari, ha tagliato i tassi sui prestiti e congelato i prestiti alle banche.

La Bce ha acquistato, al mercato primario, 2,8 miliardi di euro di obbligazioni corporate, tra cui obbligazioni Shell e Daimler; da più parti, si chiede la certificazione dei debiti delle istituzioni finanziarie, non basterebbe la sola iscrizione in bilancio, con monetizzazione da parte delle banche centrali; la Fed compra titoli dalle banche, subito dopo il loro acquisto dal Tesoro alle aste. (Per le notizie, fonfe: Mauro Bottarelli – il.businessinsider.com).

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In Usa scendono le vendite al dettaglio di negozi, grandi magazzini e centri commerciali e perciò, i relativi affitti sono calati del 25%; il calo è stato favorito, prima dall’aumento dei centri commerciali e dei grandi magazzini, poi da e-commerce e dalla stagnazione dei consumi, sono cose accadute anche in Italia. Oggi in Usa il Pil dipende, al 70%, dai consumi.

Ne sono stati colpiti anche i fondi speculativi che fanno scommesse sui prestiti, accade spesso che, nel credito al consumo, l’aumento dell’indebitamento netto si limiti agli interessi; ad ogni modo, con la riduzione dei consumi, i centri commerciali chiudono in massa e hanno chiuso anche 12.000 negozi.  Fitch ha tagliato il rating delle obbligazioni legate al commercio e tanti prestiti al consumo sono rifinanziati; stanno chiudendo punti vendita in tutto il paese e aumentano le scorte di magazzino, cioè l’invenduto, sono tutti segnali di crisi e di riduzione dei consumi.

ITALIA

Ha detto Mario Monti che l’UE ha fallito ed è destinata a sciogliersi, non ci aspettavamo un suo ravvedimento del genere; mentre l’Italia sbandierava il suo europeismo, qualche stato europeo ha fatto il furbo e perciò passeranno 50 anni prima che si possa dimenticare e si possa ritrovare un vero spirito europeo; chissà quando aprirà gli occhi Mattarella. Dopo la crisi bancaria de 1929, come avevano fatto gli americani, nel 1936 Mussolini aveva separato le banche commerciali da quelle d’affari speculative e, prima dell’ingresso dell’Italia nell’UE, le banche italiane erano garantite dai loro fondi di riserva, dal fondo interbancario di garanzia e dai BTP in portafoglio, mentre il risparmio privato era garantito dalla costituzione e dallo stato.

Ora, grazie alle alchimie europee, si parla di pericolo di default delle banche tedesche e italiane e del risparmio in pericolo, perciò l’unione pensa a forme assicurazioni per le banche e per i risparmiatori. Non dimentichiamo che le istituzioni europee sono costrette a inventarsi qualche cosa perché devono difendere la posizioni e i privilegi dei loro membri. A causa della propaganda, siamo sempre assaliti da dati discordanti che seminano confusione, però sembra che l’Italia, dopo Cina ed Emirati, sia il terzo paese investitore in Africa.

Per altri versi, sembra che l’Italia sia contesa e sia diventata, per la speculazione dei mercati, la colonia più redditizia del mondo, con governi asserviti dallo straniero. Per fronteggiare le crisi finanziarie dei paesi dell’eurozona, nel 2011 nacque Il MEF o fondo salva stati, che, in cambio di riforme strutturali, concedeva aiuti; ora Salvini accusa Conte di aver dato la sua adesione alla modifica, in senso peggiorativo, del MEF, senza avvisare il parlamento, mettendo così a rischio titoli e risparmio nazionale.

Il MES, superando in competenze la commissione europea e la BCE, dovrebbe stabilire le misure per fronteggiare le crisi; Di Maio si è espresso contro la riforma peggiorativa e ha invocato l’intervento del parlamento, Conte, respingendo le accuse di Salvini, vuole che la riforma proceda assieme a quella dell’unione bancaria; per accedere agli aiuti l’Italia dovrebbe accettare i parametri di Maastricht, oggi violati da diversi paesi dell’eurozona, e dovrebbe attuare la ristrutturazione del debito che, secondo Savona e visti gli attuali tassi, è sostenibile.

Del resto tutto il mondo galleggia sui debiti e tanti paesi stanno peggio dell’Italia, tuttavia, con una procedura obbligatoria di ristrutturazione del debito italiano, i mercati, temendo un default, seminerebbero il panico tra i risparmiatori, nessuno comprerebbe più titoli di stato italiani e quelli posseduti si svaluterebbero, oggi gli italiani detengono il 70% del debito nazionale. Qualche cosa del genere è già successa, a carico dell’Italia, con l’impennata dello spread alimentata dalle società di rating, dalla commissione europea e dai mercati.

Di revisione del MEF si parlava già nel precedente governo Conte, comunque, il risanamento significherebbe anche contenimento delle spese e aumento delle imposte, cioè austerità, richiederebbe un accordo con i creditori e il risanamento dei conti avverrebbe, anche con gli aiuti del MEF. Oggi il capitale del MEF è di 80 miliardi e l’Italia vi contribuisce con 14, con la riforma, l’Italia rischia, come in precedenza, solo di pagare e di non ricevere niente, intanto deve subire l’affossamento della sua economia e l’ulteriore asservimento del paese.

Conte ha affermato che Salvini ha partecipato alla discussione sulla riforma del MES, Salvini ha risposto che lui e la Lega hanno sempre detto no alla riforma; il ministro dell’economia Gualtieri ha detto che la riforma, con il governo giallo-rosso, è stata approvata dall’Eurogruppo e dall’Eurosummit e, in quella sede, l’Italia ha chiesto un bilancio dell’area euro e il completamento dell’unione bancaria.

Poi Gualtieri ha precisato  che l’Italia non ha bisogno dei prestiti del MES, anche perché il suo debito è sostenibile (pero, con la crisi, il quadro potrebbe cambiare). Una linea di credito di 70 miliardi di euro permetterà di gestire le crisi bancarie (a vantaggio, soprattutto, delle banche tedesche). Gualtieri ha aggiunto che non si chiederà la ristrutturazione del debito pubblico italiano, perché le regole non sono cambiate (in realtà, anche con il precedente MES, la ristrutturazione era prevista).

Per il ministro dell’economia si tratta solo di contrastare la speculazione (che l’UE ha spesso favorito a danno dell’Italia), rafforzando gli strumenti dell’Unione Monetaria idonei a gestire le crisi. In tale quadro, il MES diventa prestatore di ultima istanza (ruolo che si è impedito di svolgere alla BCE, mentre è svolto dalle altre banche centrali).

Per Gualtieri, il MES è uno strumento di stabilizzazione dei mercati finanziari e di difesa dalle crisi, afferma che bisogna prevedere garanzie comuni sui depositi, rilanciare gli investimenti e rivedere il patto di stabilità. Intanto, in Italia crescono le manifestazioni, sicuramente teledirette,  degli europeisti contro Salvini, il nemico pubblico numeri uno dei mercati.

Ma Salvini ha solo adottato paure, speranze e preoccupazioni degli italiani, finito lui, un altro adotterà le sue idee e avrà lo stesso successo, chi afferma che Salvini, senza ragione, ha sedotto gli italiani, che ragionano con la pancia e non sanno votare, li offende.  Gli europeisti italiani hanno adottato come simbolo la sardina, gli svizzeri, contrari a entrare nell’Unione Europea, avevano come simbolo un pollo spennato e ora gli italiani hanno capito perché; gli israeliani, che vedono l’UE a favore dell’Islam, non vogliono entrare nell’Unione, anche il papa è islamofilo e la televisione italiana è il megafono del papa e del presidente della repubblica italiana. 

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L’Italia deve imparare che, nella direzione dell’Italia e dell’UE, i poteri si accordano in precedenza e poi richiedono l’adesione dei membri e dei paesi emarginati come l’Italia, ai quali poi si rimprovera di essere assenti dalle decisioni. L’adesione dell’Italia alla forza d’intervento rapida europea o E12 voluta da Macron, che si aggiunge al precedente patto Pesco del 2018, di contenuto simile, ha contato sulla collaborazione passiva di Conte e Mattarella.

Ufficialmente si vuole rimanere legati alla Nato, ma Macron non è di questo parere; parlamento, commissione difesa e ministeri degli esteri non sono stati ancora informati, la Germania ha aderito all’iniziativa ma si dice ancora legata alla Nato e osteggia la leadership francese. All’ E!2 aderisce anche la Gran Bretagna che non fa parte del Pesco.  Conte, Mattarella, Renzi e PD sono filo francesi; tutto questo complotto, economico e militare, a danno soprattutto dell’Italia, è stato favorito dalle aspirazioni di dominio della Germania, aiutata dal paravento francese e dalla speculazione dei mercati.

Secondo alcuni, il meccanismo europeo di stabilità, o MES, dovrebbe diventare una specie di Fondo Monetario Internazionale, in realtà il FMI, con manovre di aggiustamento economico e di bilancio pubblico, mira a sanare gli squilibri della bilancia commerciale, invece il MES mira a ridurre il debito pubblico eccessivo, che dipenda dalla spesa pubblica eccessiva e in deficit, anche a causa di finalità sociali.

Infatti, in genere, gli stati che hanno bilanci pubblici in equilibrio e poco debito estero, hanno debiti privati più elevati perché i privati devono provvedere, con i loro mezzi, come accade in Usa, a sanità, pensioni e studi universitari dei figli. Con la riforma proposta del MES, gli stati contribuenti come l’Italia, per attingere ai suoi fondi, dovrebbero prima dichiarare default, sospendendo i pagamenti ai creditori, che sono soprattutto italiani, perciò ne sarebbero colpiti risparmi, consumi e banche.

L’Italia, colonia ceduta, consapevolmente o inconsapevolmente, dai suoi massimi dirigenti, ha già versato al MES, per il salvataggio di altri stati, 50 miliardi di euro, che sono soldi di contribuenti e risparmiatori, soprattutto italiani, che prestano allo stato. La fede nell’Europa c’è costata cara, è per questo che Trump, che conosce la situazione italiana, ha affermato che l’Italia starebbe meglio fuori dell’’Unione Europea, che è un impero in espansione.

La svalutazione dei titoli di stato italiani ad alto interesse e la loro riduzione da parte delle banche italiane, secondo i desideri della commissione europea, potrebbe andare anche a vantaggio di banche estere, che li acquisterebbero guadagnandoci anche sul capitale. Forse l’Italia, con la riforma del MES e con l’unione bancaria, eviterà penalizzazioni, ma dovrà solo pagare maggiori contributi alla Germania, per salvare le sue banche; allora il governo italiano griderà alla vittoria. (Per le notizie, fonte: Giuseppe Masala - l’Antidiplomatico.it - sinistrainrete.info).

CINA

La tenuta economica delle banche cinesi diminuisce, perciò il governo cinese ha deciso, a causa dell’aumento delle sofferenze, la nazionalizzazione della quinta banca Harbin Bank, rilevata al 48% dallo stato; la Cina è sempre pronta a tamponare la crisi delle sue banche che hanno un attivo 27.000 miliardi di dollari, il doppio di quello delle banche americane, la banca centrale le salva per evitare la corsa dei risparmiatori agli sportelli bancari.

L’eccesso di credito crea bolle e il sistema bancario comincia a scricchiolare, in Usa i due terzi della ricchezza sono investiti in azioni mentre in Cina in immobili; così sono cresciuti gli immobili a uso ufficio, ma a Shanghai il 37,5% di essi è ancora inutilizzato. La Cina è diventata il capofila mondiale del QE e oggi i debiti pubblici e privati cinesi arrivano al 320% del Pil.

Fino ad ora, anche con le crisi del 2008 e del 2016, la crescita globale mondiale, anche se drogata dall’immissione di liquidità, è stata favorita dall’economia e dalla banca centrale cinese e non dalla Fed, dalla Bce e dalla banca del Giappone; ma ora la Cina sta rallentando come l’economia mondiale, comunque, essa ha alimentato il 60% dell’indebitamento mondiale e della liquidità.

Nel mercato azionario cinese sono affluiti i risparmi da tutto il mondo, recentemente per 125 miliardi di dollari, soprattutto da Usa, Germania e Giappone; perciò la borsa azionaria è quadruplicate, cioè si è gonfiata, come accadde alla borsa americana nel 1929, evidenziando un sistema economico mondiale che galleggia sul debito. (Per le notizie, fonte: it.businessinsider.com – Mauro Bottarelli).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;    viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 18/11/2019)

PREAMBOLO

Dai tempi antichi, il mondo è stato sempre dominato da guerre, complotti, provocazioni, sfruttamenti coloniali di popoli, ricatti, corruzione  e terrorismo, gli stati, per aumentare di territorio e contribuenti, si espandevano profittando delle crisi interne di altri paesi; i governi di Islam e occidente non sono stati pacifisti e oggi l’Islam ha rilanciato il terrorismo.

Tuttavia, l’Islam potrebbe provocare una guerra nucleare tra oriente e occidente, non con il terrorismo, ma con una provocazione; un attacco nucleare, addebitato ingiustamente a un una delle due parti, potrebbe provocare la reazione nucleare dell’altra. Vale la pena di ricordare che, non solo che i complotti sono stati commessi e i benpensanti li negano, ma che i corsari, in tempo di pace, assalivano le navi con licenza di un re che compartecipava al loro bottino e che, ancora oggi, le guerre si fanno anche per procura; cioè, lo stato spesso getta il sasso e nasconde la mano.

EUROPA

Le azioni di Commerzbank e Deutsche Bank si svalutano progressivamente, le prime sono arrivate a 5 euro e le seconde a 6,9 euro, Commerzbank è partecipata dallo stato per il 15%; un progetto di fusione tra i due gruppi e con altre banche è fallito. DB, nelle varie trimestrali, segna perdite per miliardi di euro e perciò ha previsto tagli al personale per 18.000 persone; le due banche devono fronteggiare la concorrenza delle casse di risparmio tedesche che sono partecipate dagli enti locali, ma anche alcune di loro sono in difficoltà.

Ora DB punta di più verso le tradizionali attività bancarie, trascurano gli investimenti speculativi, nel 2000 fece investimenti speculativi in derivati Usa, relativi ai mutui subprime immobiliari, per 24 miliardi di euro, con perdite paurose (il governo italiano ha pagato regolarmente le perdite sui derivati fatte dagli enti locali italiani); a tale proposito, DB creò anche una bad bank alla quale conferì questi crediti deteriorati. Agli spregiudicati investimenti in Usa, si aggiungono le decine di miliardi di multe applicate a DB dall’autorità di vigilanza bancaria americana e ora anche dalla Banca d’Italia.

In Commerzbank aumentano i clienti insolventi, oggi anche le due banche applicano tassi negativi ai depositi e perciò l’UE ha chiesto anche a esse un rafforzamento patrimoniale; però le due banche sono aiutate economicamente da Bundesbank e dalla BCE con il Tiering, con lo scopo di evitare i tassi negativi sulle loro riserve depositate presso la BCE; inoltre sperano su aiuti da parte del governo tedesco.

Tanta generosità non è stata prevista per le banche italiane in difficoltà e quella concessa dal governo italiano è stata criticata dall’UE a direzione franco-tedesca. Con il Tiering, Draghi ha tagliato i tassi sui depositi delle banche presso la in Bce (a -0,50%),  però il tasso negativo non si applica a tutti i depositi, perché è stato introdotto un sistema di esenzioni.

Perciò i depositi delle banche italiane sarebbero esentati dai tassi negativi  per 90 miliardi di euro (oltre i 15 miliardi della riserva obbligatoria); quindi, le banche italiane possono prendere a prestito fondi a tassi negativi sul mercato interbancario e poi depositarli presso la Bce a tasso zero, lucrando la differenza, ma drenando liquidità e facendo salire i tassi dei BTP. E’ una forma di speculazione santificata dalla BCE.  

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La Germania, per completare l’unione bancaria, con la scusa del debito pubblico italiano, sembra abbia lanciato un altro attacco contro banche e titoli di stato italiani; il ministro delle finanze tedesco Scholz, seguendo un progetto di Schauble, vuole l’unione bancaria, con la politica di vigilanza sulle banche e con il meccanismo unico di risoluzione bancaria.

Egli chiede un meccanismo unico per la gestione delle insolvenze bancarie, la riduzione delle sofferenze bancarie, la riduzione del rischio sui titoli pubblici riducendone il numero e facendo adeguati accantonamenti; inoltre, propone la garanzia sui depositi con il fondo di garanzia nazionale, il fondo di garanzia europeo e aiuti dei governi nazionali, fino a ora vietati. Chiede anche l’armonizzazione delle imposte alle imprese; forse quest’ultima proposta è la migliore.

Però in Germania le casse di risparmio, che hanno un proprio fondo di garanzia, non sono d’accordo e le banche popolari, protette da Schauble, si sono sottratte alla vigilanza (quando impareremo che anche i tedeschi sono furbi!). Non è d’accordo con il progetto di Scholz nemmeno il ministro delle finanze italiano Gualtieri; con il completamento dell’unione bancaria, il paese che avrebbe più vantaggi sarebbe la Germania, se ne avvantaggerebbero Commerz Bank e Deutsche Bank che potrebbero sistemare i loro conti.

In pratica, queste due banche punterebbero su fusioni transazionali che richiedono l’unione bancaria, una proposta in tal senso è stata già fatta a Unicredit. Ha detto l’ex ministro Saccomanni che nel 2013 il bail-in fu imposto all’Italia con un ricatto, che faceva leva ancora sul suo debito  pubblico; ora la Germania tenta ancora un attacco distruttivo al nostro debito pubblico e alle nostre banche, dopo che l’Italia ha subito l’affondamento di diverse piccole banche.

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La commissione europea, non ancora rinnovata, ha presentato la bozza di bilancio pluriennale comunitario, a 27 stati, per il periodo 2021-2027, che naturalmente è in crescita, ma sicuramente sarà modificato da parlamento e consiglio; in media, i cittadini europei verseranno all’Unione 289 euro l’anno.  E’ previsto un taglio alla PAC o politica agricola comune e un aumento alla politica di coesione, a ricerca, sicurezza, Erasmus e immigrazione.

Per la PAC l’Italia subirà un taglio di 4,7 miliardi, come al solito, saremo il quarto paese beneficiario, dopo Francia, Spagna e Germania. Le entrate derivano, per oltre il 98%, da dazi commerciai all’importazione e multe per inadempienze degli stati e la parte rimanente deriva dai contributi degli stati, in tutto si tratta di oltre 1.000 miliardi di euro.

 Alcuni paesi vorrebbero limitare i contributo complessivo all’1% del Pil di ogni nazione,  come nel periodo precedente 2017-2021, altri vogliono portarla all’1,11%-1,16%; la Francia non vuole la riduzione per l’agricoltura, che oggi assorbe il 35% della spesa totale, fino a oggi, ha ricevuto 62,3 miliardi di euro l’anno, mentre l’Italia 36,3.

Come si vede, anche l’UE applica dazi all’importazione, ma non sono elevati come quelli  Usa. Sui finanziamenti europei all’agricoltura si specula in tutta l’UE, ma pare che se ne siano accorti soprattutto la guardia di finanza e la magistratura italiana; con il denaro, l’UE compra il consenso dell’informazione, della politica e dei governi dell’Unione, la corruzione non è solo italiana.

Infine, non sembra logica la quarta posizione dell’Italia tra i paesi beneficiari per gli aiuti all’agricoltura, anche perché l’Italia è il secondo contribuente netto dell’UE e ha un’agricoltura importante; se ci daranno qualche cosa con l’immigrazione, ce la toglieranno con l’agricoltura; colpa dei nostri rappresentanti, che sono europeisti ma non italianisti. (Per le notizie, fonte: Andrea Mainardi – startmag.it). 

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La commissione europea ha approvato il salvataggio, con fondi regionali pubblici, della banca sassone NordLB di Hannover, per 3,6 miliardi di euro e di Casse di risparmio tedesche in difficoltà; affermando che non violano la concorrenza e il divieto di aiuti di stato, mettendo da parte due offerte private di acquisto della banca; sono le solite ipocrisie tedesche e doppie misure discriminanti; il governo italiano dovrebbe rimarcarlo ma, purtroppo, è europeista.

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Macron ha affermato che la Nato è in morte cerebrale, ma il governo italiano ha gettato acqua sul fuoco, riaffermando la sua fedeltà alla Nato e mantenendo, su richiesta americana, militari italiani all’estero. Macron si batte per una diesa europea, prima complementare e poi autonoma dalla Nato, naturalmente sotto comando francese perché la Francia è potenza atomica, questo arsenale è usato dagli stati come strumento di ricatto; seguendo i desideri francesi, sono state create le iniziative militari europee E12 e  la Pesco.

Nell’UE, con il patto di Aquisgrana, esiste un asse militare tra Francia e Germania, che assieme dirigono l’UE e mirano a dominare l’UE; in questo momento non c’è un coordinamento tra gli alleati della Nato. La Turchia, che è un paese della Nato, si è confrontata con la Grecia, altro paese Nato, e ora rischia di confrontarsi con la Siria che è appoggiata dalla Russia. La Merkel ha criticato gli Usa, vuole apparentemente la distensione con la Russia, con la quale fa affari, è contraria al comando militare francese e si dice ancora legata alla Nato.

La Nato è stata giudicata inutile da Trump, che la usa per contropartite commerciali e per vendere armi, applicando però anche dazi all’Europa. Gli Usa promettono protezione militare a Europa e Arabia, in cambio di acquisto di armi e di beni in Usa; naturalmente, la Russia, che favorì la dissoluzione del patto di Varsavia, dopo aver appoggiato i sovranisti europei contro la Germania, appoggia la posizione francese sulla Nato.

Contro la Russia, nel 2014 gli Usa hanno appoggiato il golpe militare in Ucraina, mentre la Germania, anche se favorevole agli ucraini, si dice ufficialmente favorevole alla distensione con Mosca; nel 1986 Francia, Inghilterra e Usa vollero il bombardamento della Libia di Gheddafi, creando problemi all’Italia. Sarebbe ora che il governo italiano imparasse a seguire gli interessi dell’Italia e a ragionare con la propria testa; l’ultimo europeista italiano sarà Mattarella.

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Con il programma QE, la BCE, ha preso ad acquistare molte obbligazioni corporate, sia al mercato primario sia in quello secondario, di grandi aziende francesi, tedesche e olandesi, invece di concentrarsi solo sui titoli di stato acquisiti al mercato secondario; tra i beneficiari spiccano Shell, Daimler, Aeroporto di Parigi e la Dassault francese. Come si sa, in Europa settentrionale, prima degli aiuti alle banche, hanno pesato più i debiti privati che quelli pubblici, che tuttavia, a danno dell’Italia, sono stati nel mirino della commissione europea e  della BCE.

L’eurozona, anche a causa dei bassi tassi, sta diventando l’eldorado per le obbligazionarie corporate private, soprattutto nel mercato primario; Intanto in Italia, anche se lo spread è in rialzo, svetta la Borsa di Milano, trainata dal comparto bancario. Il Tiering di Draghi mira a mitigare gli effetti negativi, per le banche italiane, dei tassi negativi sulle riserve bancarie presso la BCE e ora pare ci sia anche un deflusso di capitali dal Nord Europa all’Italia.

La BCE ha stabilito un trattamento di favore sui depositi presso la BCE pari ad almeno sei volte la riserva minima obbligatoria presso la BCE, perciò le banche italiane possono raccogliere denaro all’estero e depositarlo presso la BCE, evitando il prelievo previsto. Se il Tiering dovesse minare gli stimoli monetari della BCE, si può sempre cambiare il livello di esenzione.

Il sostegno al mercato obbligazionario aiuta anche il sistema industriale tedesco, però, anche certe banche tedesche vivono in affanno; questi fatti hanno forse spinto Merkel e Scholz a premere l’accelerazione sull’unione bancaria. Non bisogna dimenticare che grandi industrie, grandi banche e stati vivono anche riparandosi dietro le alchimie e i misteri, come quelli della finanza. (Per le notizie,

fonte: Mauro Bottarelli – businessinsider.it).

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L’austerità di bilancio imposta, dalla commissione europea e la relativa disciplina di bilancio, impedendo un bilancio espansivo, ha ridotto consumi, occupazione e Pil; la deflazione salariale, cioè il contenimento dei salari, è servita a ridurre domanda e consumi e, in Germania, a favorire le esportazioni tedesche. Il debito pubblico è cresciuto con la crisi delle banche e con la speculazione, che ha fatto aumentare gli interessi sul debito pubblico.

Gli attivi commerciali tedeschi hanno fatto crescere, per compensazione, i debiti degli altri paesi in deficit commerciale. L’Unione Europea e l’euro sono serviti solo a contrastare l’inflazione e a garantire prezzi stabili; se n’è avvantaggiata l’Europa orientale, India e altri paesi emergenti, che hanno potuto svilupparsi in modo più veloce, mentre nell’UE s è imposta la stagnazione economica.

ITALIA

Lo stato è l’impresa privata di maggior successo economico, riscuote imposte in cambio di protezione e, per giustificare l’elevata tassazione ed evitare che i cittadini chiedano la riduzione delle imposte, presenta deficit di bilancio, elevati debiti pubblici, debiti fuori bilancio, residui passivi ed è perennemente in mora per i rimborsi, gli indennizzi e i pagamenti agli altri privati.

Francia e Germania e finanza internazionale, per soggiogare l’Italia e per speculare su di essa, con l’aiuto dello spread, dell’informazione e di agenti italiani, hanno fatto leva su queste sue debolezze; facendo finta di ignorare che l’Italia, con i crediti, verso l’estero, le riserve e il patrimonio artistico mobile non esposto, venduto alle aste di Londra e Milano, potrebbe portare il debito pubblico italiano al 60% del Pil, come previsto dai trattati europei.

Così facendo però si toglierebbero argomenti contro l’Italia alla società di rating, al FMI e alla commissione europea e non si potrebbe più speculare sul debito pubblico italiano, mentre lo stato sarebbe assalito dalle richieste di riduzione delle imposte, che sono la prima ragione dell’esistenza dello stato. Anche la chiesa predica contro l’avidità, e per cautelarsi da chi può farle i conti in tasca, presenta i sui conti sempre in passivo; in pratica, i debiti sono negativi solo per il popolino che, a causa loro, ne è usurato, pignorato, espropriato, fallisce ed è privato del credito bancario.

In Italia si continua ancora a scrivere che gli interessi sul debito pubblico sono pari a 65 miliardi di euro l’anno, ma con la riduzione degli interessi, il debito dovrebbe avere un costo medio del 4%, il che è irrealistico e nasconde un falso in bilancio. Probabilmente gli interessi passivi sono la metà e la differenza è usata per coprire spese militari fuori bilancio, che esistono nei bilanci pubblici di tanti paesi, compresa l’ex URSS.  

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 11/11/2019)

EUROPA

Il 12/12/2019 in Gran Bretagna ci saranno le elezioni politiche anticipate, la campagna elettorale non verterà solo sulla Brexit, ma anche sulla spesa pubblica perché, sia i conservatori di Johnson, sia i laburisti di Corbyn, vogliono aumentare la spesa pubblica, facendola arrivare ai livelli degli anni settanta, archiviando l’austerità. Conservatori e laburisti hanno promesso di aumentare la spesa in infrastrutture e in spese sociali.

Naturalmente, la spesa pubblica aumenterà il deficit del bilancio dello stato, secondo alcune stime, essa dovrebbe raggiungere il 41,3% del Pil per i conservatori e il 43,3% del Pil per i laburisti, negli anni settanta era al 42%; comunque, la Gran Bretagna continuerà a spendere meno, rispetto al Pil, di Italia, Francia e Germania. La spesa pubblica, bene indirizzata, può fare aumentare occupazione, consumi e produzione, quindi anche il Pil. Comunque, la miopia della commissione europea, si ostina ancora a censurare il piccolo aumento del deficit di bilancio dello stato italiano, sempre dovuto alla spesa pubblica. (Per le notizie, fonte: Marco Cimminella – it.businessinsider.com).

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Dopo la trimestrale del 30/10/2019 di Deutsche Bank, fondata nel 1852, il giornale tedesco Die Welt afferma che i maggiori soci della banca, con un CDA parallelo tenuto al di fuori dì Francoforte, stanno cercando di eliminare, prima della scadenza, il suo presidente. E’ previsto un piano di ristrutturazione della banca, con la creazione di una bad bank, capace di ripulire il suo bilancio dai crediti a rischio e dalle perdite.

Tra luglio e settembre 2019, DB ha segnato una perdita economica di 942 milioni di euro, i derivati sono un  capitolo a parte, nel terzo trimestre di quest’anno la banca ha registrato un calo dei ricavi del 15%, però sono cresciuti impieghi e risparmio gestito; sul bilancio pesano i crediti derivati in sofferenza, che sono scommesse bancarie e contratti a termine su debiti pubblici e di grandi imprese.

Perciò la banca d’affari JP Morgan ha tagliato il prezzo obiettivo del titolo a 6 euro, che è molto più basso dei suoi massimi storici e potrebbe ancora ridursi, però ci sono sempre analisti che invitano ad acquistare il titolo; DB, con il QE, deve subire i tassi negativi per le grandi imprese, perciò cerca di conservare i clienti retail. In queste condizioni, nessuno dovrebbe comprare le sue azioni, invece qualcuno le sta comprando.

Dipende da fatto che la speculazione, dà ancora un valore al titolo e compra con i ribassi, comunque, la banca è stata costretta ad abbandonare la borsa di New York. ma è troppo grande per fallire, probabilmente spera in un aiuto da parte del governo tedesco, che non è stato approvato dall’UE per le banche italiane in difficoltà. La Fed, acquistando azioni della DB, ha cercato di calmierare il mercato, anche Trump ha un conto presso DB.

La banca francese BNP Paribas ha acquistato il ramo trading di una hedge funds speculativa della DB e perciò 1.000 dipendenti di DB sono passati a BNP Paribas; ora un tracollo della banca non gioverebbe al governo tedesco, a Trump e ai francesi della BNP Paribas. (Per le notizie, fonte: Mauro Bottarelli - it.businessinsider.com).

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A settembre del 2021 ci saranno le nuove elezioni politiche in Germania, ma non è escluso che queste possano essere anticipate, la Merkel è attaccata dal quotidiano Die Weit, che l’ha sempre sostenuta, e dal giornale socialdemocratico Der Spiegel, che le rimprovera il risultato elettorale in Turingia. Le si rimprovera la crisi economica che ora lambisce anche la Germania e, soprattutto, di non aver chiuso le frontiere nel settembre del 2015 e l’accordo sull’immigrazione con Erdogan, che fecero entrare in Germania 1.100.000 profughi, soprattutto islamici, che fecero violenze alle donne e agli ebrei.

Il che favorì l’affermazione di destra, di neonazisti e il crollo dei socialdemocratici, è accaduto anche in Italia, dove il partito dell’immigrazione controlla anche papa, PD e televisione; alla guida della CDU, il successore della Merkel, Annegret Kramp Karrenbauer, non riscuote tanti consensi; sembra l’era dell’ascesa delle donne, le quali però, con la loro affermazione,  non sembra che cambieranno il mondo in meglio.

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Il ministro delle finanze tedesco Scholz, per far progredire l’Unione bancaria europea, vuole subordinare la garanzia sui depositi bancari a una valutazione prudenziale dei titoli  di stato posseduti dalle banche, aumentando, a titolo di garanzia, gli accantonamenti di capitale a riserva. Egli propone anche la riassicurazione europea sui depositi, per l’Italia, richiama l’attenzione sui crediti deteriorati e sui titoli di stato, senza accennare ai titoli illiquidi, come i derivati detenuti dalle banche tedesche e francesi.

A causa di essi, nei primi nove mesi dell’anno, Deutsche Bank ha perso molti miliardi di euro, anche sembra perciò, assurdamente, che la Germania voglia ridurre i rischi delle banche italiane e condividere con l’UE quelli delle banche tedesche. Berlino chiede di portare i crediti deteriorati al 2,5% dei prestiti totali, al netto del fondo svalutazione crediti, ora le banche italiane sono al 4,3%. Da considerare che le banche italiane, come quelle tedesche, non hanno tutte la stessa solidità economica.

Berlino chiede anche requisiti di capitale in base al rating e all’esposizione verso un solo stato, il che potrebbe costringere le banche italiane a liberarsi dei BP ad alto rendimento, a vantaggio di banche franco-tedesche. Lo spread della Grecia oggi è uguale a quello dell’Italia, perciò l’informazione, al servizio della speculazione e a danno dell’Italia, è tornata ripetere che Spagna e Grecia sono più solide dell’Italia, ma non è vero, i debiti della Grecia e della Spagna li ha pagati anche l’Italia.

Secondo Scholz che, grazie all’assenza italiana,  pare palare per la Germania e per l’UE,  con le nuove misure non dovrebbero essere richieste maggiori garanzie patrimoniali per le esposizioni fino al 33% del capitale; il che però potrebbe avere conseguenze negative sul patrimonio delle banche e potrebbe far crescere di nuovo lo spread italiano. Fra l’altro i BTP servono alle banche italiane anche per la gestione della liquidità, mentre le banche estere speculano, come hanno fatto con la Grecia, soprattutto sui loro interessi e plusvalenze, che le società di rating e la commissione europea fanno aumentare con il loro allarmismo.

L’Italia si è sempre opposta alla modifica del regolamento sui titoli di stato, la condivisione comunitaria dei rischi attraverso l’EDIS è limitata e la ponderazione dei rischi, fatta con il rating, potrebbe produrre instabilità finanziaria. Il coefficiente Tier1 è il coefficiente patrimoniale usato, secondo gli accordi di Basilea, per determinare il patrimonio di una banca. Nel novembre 2015 la commissione europea ha proposto di creare un sistema europeo di assicurazione dei depositi (EDIS), che è il terzo pilastro dell'unione bancaria. Questa proposta è stata ufficialmente adottata come parte di un pacchetto di misure capaci di migliorare l'unione economica e monetaria e di completare l'unione bancaria.

La proposta di EDIS si basa sui sistemi nazionali di garanzia dei depositi recepiti dalla direttiva 2014/49 dell’UE; questo sistema già garantisce che tutti i depositi, fino a 100.000 euro, siano protetti, con gli SGD o garanzie nazionali, in tutta l'UE. Con il QE, Draghi ha aiutato il bilancio pubblico dell’Italia, facendo cadere i tassi sui titoli pubblici,, ma la Germania, grazie ai suoi agenti collaborazioni italiani, è interessata soprattutto al fallimento dell’Italia e al suo asservimento.

Alla Francia e alla Germania interessa dividere materialmente l’Italia, mentre la finanza  Usa era interessata solo a speculare su di essa, ora però Trump, confessandosi, ha affermato che l’Italia starebbe meglio fuori dell’UE. Macron ha affermato che la Nato è moribonda e perciò vuole un esercito europeo, da impiegare eventualmente, secondo le sue intenzioni, anche contro paesi recalcitranti dell’Unione come l’Italia; pare che, purtroppo, anche l’Italia abbia aderito, senza dibattito parlamentare, al progetto. Come può essere una democrazia l’Italia?

Il direttorio franco-tedesco vuole dominare l’UE, asservire l’Italia e, con un’alleanza militare con la Cina, estromettere gli Usa, unificare il continente fino agli Urali. Putin ne è consapevole e perciò, per difendere la Russia, sostiene i sovranisti europei; mentre gli Usa sono decisi a ritirarsi dall’Europa, magari con un pretesto, quando se ne presenterà l’occasione.

La proposta del ministro delle finanze tedesco, Scholz, di completare l’unione bancaria europea con misure da lui suggerite, è stata respinta dal ministro dell’economia italiano Gualtieri; Scholz propone di calibrare il rischio dei titoli di stati sul rating del debito sovrano, il che avvantaggerebbe la Germania, e penalizzerebbe le banche italiane, che hanno forti quote del debito italiano.

La BCE non è prestatore di ultima istanza agli stati, però Draghi ha consentito alla BCE di acquistare titoli di stato in cambio di riforme e indirettamente, con il QE, la BCE acquista titoli di stato; l’idea di Scholz è la stessa di Schauble che voleva spezzare il legame tra banche e debito sovrano, disincentivando le banche a prestare allo stato. Chiedere alle banche, come fa Scholz, di fare accantonamenti proporzionali alla loro quota di debito sovrano avrebbe effetti distruttivi sulla competitività delle banche.

Sarebbero considerati rischiosi gli investimenti in titoli di stato italiani, si dovrebbero chiedere più interessi allo stato e più accantonamenti alle banche italiane. La nuova presidente della BCE, Lagarde, pare però che, con questa manovra, voglia anche mettere al sicuro Deutsche Bank, rendendo più facili aggiustamenti di capitale e di liquidità e più facile per la banca trovare un partner bancario, a prezzo però di una perdita in competitività per le altre banche europee. (Per le notizie, fonte: Ferdinando Soto – Marco Onado – Francesco Russo- . startmag.it – ilsole24ore – Milano Finanza).

 

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Sulle politiche economiche applicate, dopo la riunificazione, della Germania dell’est con la  Germania dell’ovest, i risultati sono deludenti, a parte le luci di Lipsia e Berlino che sono all’est; Philipp Ther, dell’università di Vienna, punta l’indice contro la politica economica di Bonn degli anni novanta e critica lo shock liberista applicato all’economia pianificata della DDR, infatti, ritiene che le privatizzazioni la misero in ginocchio.

Con le privatizzazioni di industrie o loro svendite, furono favoriti interessi e banche dell’ovest, distruggendo un patrimonio industriale e favorendo provvisoriamente la disoccupazione; l’agenzia creata da Bonn per gestire le privatizzazioni operò dal 1991 al 1994 e, purtroppo, allora il ministro Schroeder e la sinistra tedesca abbracciarono acriticamente le teorie neoliberiste; ufficialmente però, II governo centrale voleva solo archiviare le inefficienze comuniste e favorire gli investimenti privati.

Purtroppo, nella Germania dell’est, dopo aver perso i mercati dell’Europa orientale, esistevano dei buoni prodotti ma nessun mercato in occidente, perciò era destinata a soccombere nella competizione; il cambio tra marco dell’est e dell’ovest fu fissato gradualmente alla pari, perché bisognava contenere la fuga all’ovest dei tedeschi dell’est, ma questi se ne andarono ugualmente. Si vendettero le industrie della DDR a privati, anche perché la produttività dei lavoratori era più bassa.

Ora, con l’emigrazione verso ovest, la disoccupazione è bassa, ma all’est pare stia scoppiando, con il decremento demografico, lo squilibrio demografico, che l’immigrazione, per le competenze richieste, non potrà sanare a breve. Perciò lo squilibrio economico tra est e ovest è destinato ad aggravarsi, anche perché le regioni orientali hanno soprattutto una predominanza di zone rurali. (Per le notizie, fonte: Pierluigi Minnitti – starmag.it).

ITALIA

Si minaccia la chiusura delle acciaierie Ilva di Taranto, che occupano 10.000 dipendenti, più l’indotto, l’impresa siderurgica era stata acquisita dalla società franco-indiana Arcelor-Mittal, che ora ha rescisso il contratto di acquisto, perché il governo italiano ha eliminato la protezione legale ai dirigenti, relativamente al piano per l’ambiente, e perché il gruppo ha intenzione di ridurre il personale di 5.000 persone; esso ha perdite d’esercizio in Italia e nel mondo.

Produrre acciaio inquina e l’industria italiana questo metallo lo può acquistare anche altrove, i maggiori produttori mondiali sono Cina, India e alcuni paesi islamici, i governi italiani non hanno mai avuto una vera politica industriale; privatizzano e sono tesi soprattutto alla difesa dell’occupazione, invece occorre difendere soprattutto le industrie di punta, con una tecnologia e che inquinano poco.

Anche a Liverpool e Detroit sono state chiuse delle grandi industrie, anche società aeree inglesi e americane sono fallite; la società finlandese Nokia, miracolosamente, si riconvertì dalla cellulosa ai cellulari, l’Ilva potrebbe essere nazionalizzata dal governo italiano. Oltre le varie considerazioni fornite dalla televisione, val la pena di ricordare che, con la globalizzazione, Francia e Germania non hanno privatizzato tutto ma, per difendere soprattutto occupazione e tecnologia, hanno conservato importanti industrie e banche, infatti, la Renault appartiene allo stato francese ed è in perdita.

Sarebbe ora il caso di fare anche in Italia alcune nazionalizzazioni, purtroppo, gli amici italiani di Francia e Germania puntano a fare altre privatizzazioni; da considerare anche che la Francia ha in atto un’offensiva per la sua penetrazione politica ed economica in Italia, fatta con la sua acquisizione anche di grandi imprese italiane, mentre per quelle piccole, come la Nivea, acquisiti i brevetti e sposta la produzione in Francia; contemporaneamente, è gelosa della penetrazione commerciale italiana in Cina.

Intanto, poiché i parlamentari considerano il seggio in parlamento un palo della cuccagna, per paura di perdere questi privilegi, con lo scopo di confluire in un altro partito, si stanno spaccando M5S e Forza Italia; se ne dovrebbero avvantaggiare i partiti sovranisti Lega e Fratelli d’Italia che, secondo i sondaggi, avranno la maggioranza nel prossimo parlamento italiano e così, si spera, sarà la resa dei conti con i mercati e l’UE, ma Mattarella ne dovrebbe soffrire.

L’Italia non è messa economicamente e politicamente peggio della Spagna, eppure la Merkel, che è, di fatto, il supremo potere europeo, d’accordo con Napolitano, nel 2008 commissariò, con il governo Monti-Fornero, solo l’Italia, Se Salvini dovesse vincere le prossime elezioni politiche, vedremo fin dove arriverà il presidente Mattarella che potrebbe emulare Napolitano, perché l’Italia non è un paese sovrano. La Merkel, in tutta l’EU, tramite agenti locali, ha sostenuto europeisti contro sovranisti, ma poi i partiti europeisti hanno perso le elezioni, rovinando l’immagine ideale che gli italiani avevano dell’UE, della Merkel e della Germania.

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Carlo Cattaneo era uno dei padri maggiori del nostro risorgimento, era liberale, laico, federalista e repubblicano, con gli eventi incalzanti, fu messo un po’ da parte perché l’unità italiana si potette fare solo con la forza militare della dinastia dei Savoia e dell’astuzia di Cavour, che lavorarono in accordo con la Gran Bretagna, la Francia e, segretamente, con i repubblicani Mazzini e Garibaldi (fu il primo compromesso storico italiano), mentre non potettero cooperare a lungo con Carlo Cattaneo, restio agli intrighi. I Savoia, in incognito e con l’aiuto dell’esercito, riuscirono a controllare anche Mussolini, lo accettarono al potere e poi, con la sconfitta militare,  lo fecero cadere.

Caduto il fascismo, nacque la repubblica italiana, sotto tutela provvisoria americana e definitiva vaticana, perciò l’Italia cessò di essere un paese veramente laico e liberale, ammesso anche che lo sia mai stato, e si liberò anche del mito federalista che spaventava i centralisti romani, monarchici o repubblicani che fossero. Nei decenni successivi, lo stato cattolico fece un compromesso nascosto con i comunisti, che così, diventati democratici, accesero alle massime cariche e istituzioni, pubbliche  e private, cioè, non fu Berlinguer il primo a sostenere una politica di  compromesso.

Perciò lo stato accantonò il progetto federalista di autonomia, che non si realizzò nemmeno con la creazione delle regioni, nate depotenziate nel 1970 e previste dalla costituzione repubblicana, le quali hanno un limitato potere legislativo e un riconoscimento storico e culturale e non una vera autonomia amministrativa, come avviene nel federalismo. Sembrano solo il riconoscimento di una realtà culturale e non affermano la solidarietà, anche se lo stato creò degli strumenti, come la Cassa per Mezzogiorno, nata nel 1950 e poi soppressa nel 1984, mirante ad aiutare le regioni più povere dell’Italia meridionale, ma fece bene soprattutto alla politica.

Per rilanciare il federalismo, nel 1991 nacque la Lega Nord che, usando come ricatto la secessione delle regioni del nord, riportò alla ribalta la questione. Il federalismo esiste in Usa, in Germania e in Svizzera, è una forma di governo che rafforza il principio costituzionale di sovranità popolare, la democrazia diretta e l’istituto del referendum popolare; come detto, però ferisce il centralismo romano.

Potrebbe anche servire a ottimizzare l’uso delle risorse consegnate, con le imposte, allo stato, invece oggi il bilancio dello stato, come quello del Vaticano, è un mistero e un buco nero, perciò è impossibile risanarlo; le regioni non hanno le stesse risorse, non hanno, in termini di qualità, gli stessi servizi e la rappresentanza politica è stata distorta dai movimenti migratori interni che hanno fatto aumentare la popolazione di alcuni comuni e regioni e diminuire quella di altre.

Questa situazione non può essere risolta dai partiti che tradiscono gli elettori, ma solo da un vero movimento di popolo, ora l’élite, in difesa dei vari privilegi,  tiene ancora in pugno la situazione deteriorata, lo fa con la propaganda, i favori e la corruzione; fa di tutto perché il popolo continui a dormire e perché l’Italia non cambi in meglio, come obiettivamente meriterebbe.

Per logica, allo stato competerebbe difesa, esteri, interni, giustizia, istruzione e sanità, alle regioni competerebbe autonomia fiscale e monetaria con una moneta complementare, industria, commercio, agricoltura, servizi pubblici e opere pubbliche. La ricerca dovrebbe essere una competenza concorrente tra stato e regioni; l’UE è quasi uno stato che  impone agli stati dell'Unione una politica di bilancio e una politica monetaria con una banca centrale e l’euro, ha una politica agricola e ha un parlamento.

Per il momento ha rinunciato ad altre competenze ma, se dura, purtroppo non sarà una rinuncia definitiva; i partiti che vogliono più Europa chiedono più poteri a suo vantaggio, cioè lavorano per allontanare lo stato dai cittadini, sono nemici delle autonomie. Gli stati, retti da grandi interessi economici, anche oscuri, sono nati con la guerra e non con la partecipazione popolare poi, con il tempo, si sono cementati con il diritto, la religione, la lingua e la cultura; gli stati nati per mutuo consenso, come l’UE, a volte tornano a dividersi, perciò gli Usa, con la guerra, impedirono la secessione degli stati confederati del sud.

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I politici, come Mattarella, non vogliono ascoltare gli elettori e l’informazione preferisce solo fornire, in salotti televisivi, propaganda, pettegolezzi e mezze notizie. Sull’immigrazione, a causa dei vari governi, l’Italia è apparsa indubbiamente ambigua all’estero, Malta ha fatto accordi con la Libia per il rimpatrio degli immigrati clandestini, l’Italia non pare muoversi con altrettanta chiarezza; per le persone ragionevoli, l’immigrazione utile è quella selezionata.

Pare che il fisco italiano voglia controllare gli evasori dai loro risparmi cioè, chi risparmia molto, rispetto al guadagno ufficiale, è un evasore o svolge attività illegali. Per applicare questa strategia l’Italia dovrebbe prima controllare gli afflussi di risparmio verso l’estero e verso i paradisi fiscali, altrimenti la misura colpirebbe solo i piccoli evasori. Un’imposta patrimoniale esiste anche in Usa, dove la pressione fiscale è minore che in Italia, questa imposta si paga in sede di successione; però in Italia un’imposta patrimoniale del genere dovrebbe assorbire quelle esistenti, che sono, anche se in forma camuffata, 14. Queste imposte danno ora un gettito di 46 miliardi di euro l’anno, le principali sono l’imposta sugli immobili, il bollo auto e quella sulle attività finanziarie e i risparmi.

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Napolitano sosteneva, a capo del governo italiano, il commissario Mario Monti, dopo un accordo tra Washington e Bruxelles, invece Mattarella ha legittimato il governo tra M5S e PD, dopo un accordo tra Vaticano e Bruxelles; però la commissaria europea alla concorrenza, Margrethe Vestager, ha affermato che non si può ostacolare le forze sovraniste, come hanno fatto la Merkel e Macron; perciò ora anche la cornice catto-europeista si sta sgretolando.

Lo stesso cardinale Ruini, a capo della CEI, ha fatto delle aperture alla Lega e a Salvini, perciò l’informazione mainstream italiana, veramente poco indipendente, si è rapidamente adeguata; vedremo quali saranno le prossime mosse di Mattarella, magari potrebbe anche indire nuove elezioni politiche. Speriamo che Salvini, sedotto dagli europeisti, non cambi rotta, perché deve contribuire a riformare la stessa UE, che credeva ai suoi agenti italiani e non agli italiani in generale.       

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Nel 1947 a Gorizia fu costruito un muro, molto prima di quello di Berlino, costruito nel 1961 e abbattuto nel 1989; nel 1947 i soldati inglesi applicarono un filo spinato che divideva Gorizia italiana da Nova Gorica slava, nata con la divisione della città. Andarono alla Jugoslavia i 3/4 del suo territorio, con il 15% della popolazione; la popolazione della città era prevalentemente slovena, invece Trieste, privata del suo entroterra, tornò italiana nel 1953.

Con degli incentivi, il fascismo aveva inviato maestri d’italiano nella città; nel 1945 i partigiani comunisti tennero la città per 40 giorni e fecero sparire 665 persone; la divisione postbellica della città non risparmiò il cimitero e l’ospedale, però ai cittadini si chiese in quale parte della cortina di ferro volessero stare. La città era stata un po’ italiana, un po’ austriaca e un po’ slava, Nova Gorica, in pratica. fu costruita ex nuovo.

Il muro, in filo spinato, che divideva la città era presidiato e si minacciavano con le pallottole gli italiani che, da Nova Gorica, volevano attraversare il confine per andare a trovare i parenti a Gorizia. Dopo al caduta del muro di Berlino, nel 1992 si concesse un  permesso provvisorio per attraversare il confine e visitare i parenti. le famiglie avevano fatto la domanda e si scambiavano doni, le forze dell’ordine erano inadeguate a controllare la marea di gente.

Si riempirono le trattorie e si facevano doni e baratti, nel 1991 ci fu il crollò l’URSS e nel 1992 quello della Jugoslavia, ma il muro di Gorizia fu soppresso solo nel 2004, cioè quando la Slovenia entrò nell’UE, il governo italiano era distratto da altri temi, ma le due città erano in due stati diversi. E’ ingiusto che l’informazione non abbia ricordato questi fatti, oggi il confine lo attraversano solo gli italiani, Nova Gorica è una città moderna, con un grattacielo, un’università con docenti stranieri, piste ciclabili, scuole e divertimenti. Invece a Gorizia ci sono pensionati e vi arrivano gli immigrati dall’est, perciò i maligni dicono che Salvini voglia costruirci un altro muro. (Per le notizie, fonte: Francesco Cancellato – Ilpost.it).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 4/11/2019)

EUROPA

In Germania è la crisi della produzione industriale e dell’esportazione, perciò gli industriali chiedono più investimenti pubblici e l’aumento della domanda interna, sono anche a favore dell’iniezione di liquidità fatta dalla BCE; qualcuno afferma che Draghi ha salvato l’euro, mentre le banche, a causa dei tassi negativi, sono contrarie al suo QE. La democrazia cristiana della Merkel è divisa e il suo piano green non sarà sufficiente per risolvere la crisi del paese, è la crisi del sistema economico mercantilista tedesco e della globalizzazione, perciò la Germania vuole rilanciare i consumi interni, l’esito elettorale in Turingia, certifica la crisi politica ed economica della Germania.

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Lagarde, nuova presidente della BCE, è favorevole a una moneta digitale della BCE,  aperta a banche, grandi imprese e stati, invece Draghi, ex presidente della BCE, per il momento pare contrario; adesso solo le banche possono avere conti presso la BCE; la moneta legale è messa in circolazione dalle banche centrali nazionali, che funzionano come sportelli della BCE, mentre la moneta bancaria è creata dalle banche commerciali, quando concedono prestiti a interesse, la moneta bancaria costituisce il 90% del circolante totale.

Le banche centrali fissano il tasso d’interesse di riferimento o euribor, favorendo e disincentivando i prestiti; la massa monetaria in circolazione dipende dalla domanda del mercato, se l’economia va bene, le banche forniscono credito e la domanda di moneta aumenta. Una moneta digitale legale potrebbe essere utilizzata per i pagamenti con il computer e con lo smartphone, avrebbe lo stesso valore legale delle banconote e solo la BCE controllerebbe la massa monetaria in circolazione.

Questa moneta rafforzerebbe il ruolo di BCE, Francia e Germania, mentre le criptovalute private danno spazio al sovranismo. Però anche la moneta digitale della BCE, come le monete private, la Libra, l’attuale moneta legale e la moneta bancaria, possono  alimentare la speculazione, l’instabilità monetaria e l’inflazione. Con le monete digitali, c’è però il rischio che i privati trasferiscano i depositi dalle banche alla rete.

Oggi i tassi d’interesse della BCE sono praticamente a zero, il QE ha aiutato le banche, ma non ha rilanciato l‘economia, il credito bancario ristagna e le riserve di liquidità delle banche, presso la BCE, scoppiano; sono tutti segni di strozzature monetarie. La moneta digitale pubblica della BCE potrebbe fornire liquidità e finanziare direttamente l’economia reale, cioè banche, grandi imprese e stati.

Le monete o banconote sono certificati di debito e strumenti di pagamento, in senso lato, sono fatte dal comune denaro, da assegni, cambiali, titoli di stato e derivati, tutti strumenti negoziabili. Noi siamo passati dalla moneta d’oro o d’argento, al gold standard, al gold exchange standard, al dollar standard e alla moneta attuale inconvertibile, ora stiamo arrivando alla moneta digitale perché il denaro sta ancora cambiando; però questa moneta digitale, secondo Lagarde, deve essere regolamentata dalla BCE e sotto il controllo degli stati dell’eurozona.

Diverse banche centrali del mondo, con la crisi del dollaro, stanno esaminando seriamente il problema, anche perché tanti cittadini non hanno un conto corrente ma hanno solo un computer e uno smartphone; se i conti digitali della BCE offrissero anche un interesse, tante grandi imprese rinuncerebbero al loro conto presso una banca commerciale. Per aiutare le banche a evitare la crisi, la BCE e le banche centrali nazionali collegate, potrebbero concedere alle banche, che sono loro socie di capitale, la gestione della ricchezza dei clienti, commissioni, interessi, consulenze, prestiti e gestione dei titoli.

Ma dei sistemi di pagamento internazionali si occuperebbe, con la sua moneta digitale, la banca centrale. Le banche centrali del mondo si concentrerebbero sul sistema clearing di compensazione di pagamento, di debiti e crediti, mentre le istituzioni finanziarie e le banche commerciali private si occuperebbero della gestione dei clienti. Secondo Lagarde, bisogna essere aperti ai cambiamenti, però la BCE si è già schierata contro la Libra, Draghi non ha voluto aprire la BCE ai privati, cioè non ha voluto consentire a soggetti non bancari di aprire dei conti correnti preso la BCE, che non prevede la creazione di una moneta digitale da parte sua.

Se la BCE gestisse conti per i privati, farebbe concorrenza ai depositi del settore bancario, in ogni caso, la BCE immetterebbe direttamente moneta elettronica nei conti correnti privati e rafforzerebbe la sua politica monetaria, ora fatta attraverso le banche commerciali. Secondo le decisioni della BCE, la moneta potrebbe aumentare o diminuire, indipendentemente dai prestiti bancari.

Con la crisi monetaria e quella del dollaro, se non si torna all’oro, la faccenda è stata studiata dalle banche centrali di Canada, Cina, Svezia, Uruguay, Inghilterra e Svezia; le due ultime banche centrali sono all’avanguardia nella sperimentazione della moneta digitale; oggi esistono anche monete complementari private, digitali o meno. Con la moneta digitale della BCE, ci sarebbe la separazione dei pagamenti gestiti dalla Bce, rispetto alle altre attività bancarie.

Le banche concederebbero credito ma dovrebbero raccogliere denaro dal mercato, invece di crearlo dal nulla, cioè, il potere della moneta tornerebbe alla banca centrale e ai governi, sottraendo alle banche la creazione di moneta; tutta la politica monetaria sarebbe consegnata alla BCE. Con la nazionalizzazione della banca centrale, che, purtroppo, pochi propongono, la politica monetaria s’integrerebbe con la politica statale di bilancio o politica fiscale. (Per le notizie, fonte: Enrico Grazzini – Economia e Politica – sinistrainrete.info).

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Aumentano le preoccupazioni sul futuro dell’UE, ma Mattarella non se ne accorge, l’inserimento della nuova commissione è stato rinviato di un mese, il parlamento ha bocciato la candidatura della francese Sylvia Goulard, mentre Macron ha posto il veto alla candidatura di Manfred Weber; sono contesi i redditizi portafogli d’industria, difesa e digitale, il candidato francese Thierry Breton ha ricoperto troppi incarichi che lo espongono al conflitto d’interesse.

In Spagna si sono svolte quattro elezioni in quattro anni, mentre in Italia Mattarella, per amore verso l’UE e antipatia verso Salvini, non vuole sciogliere il parlamento e indire nuove elezioni Podemos pone condizioni a favore dei poveri che i socialisti, diventati liberali come in Italia, ritengono eccessive: Dirigenti catalani indipendentisti sono stati condannati; l’UE voleva l’abbattimento delle frontiere ma ora subisce i muri di confine interni contro l’immigrazione, però Macron ha chiesto porti aperti all’Italia.

In UE, i divari economici tra le regioni, che avrebbero dovuto essere colmati, fanno aumentare le richieste di autonomia, però l’Europa dell’est, diversamente da quella dell’ovest, grazie alle delocalizzazioni, si sta sviluppando velocemente. Per bloccare la germanizzazione dei Balcani, la Francia si è opposta all’ingresso nell’UE di Albania e Macedonia nell’Unione; con l’ingresso delle truppe turche in Siria, la Germania ha lanciato un appello per fermare l’offensiva e ha sospeso le vendite di armi alla Turchia, ora teme la riapertura dei campi profughi turchi e l’arrivo di altri emigranti attraverso i Balcani.

Per lo sfruttamento dei giacimenti d’idrocarburi ciprioti, esistono tensioni tra Turchia, Grecia, Cipro, Francia e Italia, sono tutti paesi alleati della Nato; fino a ora, si è dimostrato poco utile il rappresentante europeo agli esteri, cioè l’italiana Mogherini. (Per le notizie, fonte: Guido Salerno Aletta – startmag.it).

ITALIA

Settori dell’anfiteatro parlamentare e della televisione sentenziano che l’economia italiana è in stagnazione e in crisi, altri settori affermano che la crisi colpisce tutta l’eurozona; però la televisione non pare sottolineare che in Germania produzione industriale ed esportazioni diminuiscono, mentre in Italia aumentano; invece in Italia la l’occupazione non aumenta perché il governo non sblocca le somme, già stanziate, per le opere pubbliche, potrebbe essere colpa della burocrazia, ma potrebbe anche dipendere da una carenza di mano d’opera.

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La televisione ci ha informato che, per lo più, la destra non ha aderito alla proposta di condanna, da parte della sinistra, dell’antisemitismo, dell’incitamento all’odio e del razzismo; la televisione non deve fare solo propaganda, pettegolezzi e dare mezze notizie, ai telespettatori interessano anche le motivazioni di chi dissente, per fare ciò, non occorre intervistare le persone per strada.

E’ chiaro che la condanna dell’odio e del razzismo si prestano a strumentalizzazioni politiche di parte, il problema non riguarda solo gli ebrei; non possiamo processare tutti quelli che hanno delle idiosincrasie. Anche la sinistra ha alimentato l’odio, soprattutto in passato, non si può rischiare di ridurre la libertà di espressione e di manifestazione del pensiero. Se si condanna l’odio, bisogna condannare anche la vecchia lotta di classe, la rivoluzione e il sequestro proletario, tutti sentimenti nati a sinistra.

Gli ebrei sono come gli altri uomini, cioè belli e brutti, intelligenti e stupidi, onesti e disonesti, però in Usa e UE si distinguono in finanza, come professionisti, in affari e dirigenza, cioè sono una classe superiore, spesso osteggiata per i suoi trascorsi; invece in Israele esistono anche ebrei contadini, soldati, tecnici e scienziati. Se non ci fossero l’odio religioso e i pregiudizi, con la lotta di classe, l’occidente potrebbe avercela con gli ebrei; invece Israele si deve confrontare anche con l’Islam, che non ammette la sua esistenza.

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Conte è stato coinvolto in uno scandalo per una sua consulenza a un fondo speculativo immobiliare vaticano, per l’acquisto di immobili a Londra, fatto con utilizzo di fondi dell’obolo di San Pietro, cioè con distrazione illegale di fondi; per la faccenda, Salvini accusa Conte di conflitto d’interesse. tra gli investimenti spicca quello nella società Retelit, per la quale era stato richiesto un parere a Conte.

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Mattarella e il papa sono sempre esaltati dalla televisione italiana, Mattarella ha detto che non si può riscrivere la storia, altrimenti si destabilizza lo stato; però esistono segreti di stato e, poiché l’uomo è dominato dalle passioni, esistono diverse versione della storia. Poiché lo stato ha anche esercitato la censura, se s’impedisce la ricerca storica, s’impedisce la ricerca della verità, s’’impedisce la trasparenza dello stato, la democrazia e la libertà di ricerca e d’informazione.

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La missione segreta a Roma del ministro della giustizia americano Barr, tesa a incontrare in capo dei servizi segreti Dis, generale Vecchione, e i capi delle agenzie d’informazione esterna Aise e interna Aisi, mirava a indagare sulle inchieste relative alla campagna presidenziale di Trump; cioè sull’inchiesta russiagate, promossa da Hillary Clinton e su quella successiva di Trump, fatta sulla base di lettere della Clinton, che dovevano far luce sui rapporti tra Usa e Russia.

Nell’indagine pare sia anche coinvolta la Link università di Roma, che sembra ospitare dei membri dei servizi, alcune lettere compromettenti di Hillary Clinton pare siano state passate dai russi a Trump. In Italia il presidente del consiglio ha la delega alla guida dell’organo parlamentare collegiale Copasir, fatto di dieci membri, che controlla i servizi segreti, però Conte non ha avvertito, come avrebbe dovuto fare, il Copasir degli incontri segreti di Barr.

Conte, tra le altre cose, nomina i direttori delle due agenzie Aise e Aisi e il Dis che, per il rispetto delle direttive emanate dal presidente del consiglio, vigila su queste due agenzie; in pratica, Conte ha permesso a Barr d’incontrare segretamente i vertici dei servizi, senza avvertire il Copasir.  Nell’inchiesta russiagate si sosteneva che la Russia avesse interferito a favore dell’elezione di Trump.

George Papadopulos, consigliere di Trump, ha attaccato Renzi perché al servizio di Obama, ha accusato il professore maltese Mifsud, dell’università citata, di essere un agente della CIA e di aver agito, d’accordo con i servizi italiani, per sabotare la campagna elettorale di Trump, che perciò accusa il governo italiano. L’indagine di Barr va in direzione opposta a quella del procuratore americano  Mueller che, con l’inchiesta russiagate, ha affermato che la Russia aveva interferito nella campagna elettorale a favore di Trump, servendosi di alcune email  segrete di Clinton, consegnate dai russi. (Per le notizie, fonte: open.online).

CINA

In Cina vi è una classe media in espansione e cresce il numero dei consumatori, però tante piccole aziende italiane si sono tenute lontane da questo paese, timorose dei costi per poterci entrare, della distanza e della scarsa conoscenza del mercato. L’antica via della seta non era ostacolata dalle distanza tra Cina ed Europa; In Cina, Usa e Germania non producono solo per esportare all’estero o per risparmiare sul costo della mano d’opera, ma anche per il mercato interno. In Cina il Singles day è una giornata di sconti che frutta 31 miliardi di euro l’anno, l’uso di Internet, smartphone e nell’e-commerce Alibaba, procura grandi affari, il 60% della popolazione li usa, è un numero che supera i 300 di affezionati della rete milioni degli Usa.

Però le imprese devono farsi conoscere e devono dimostrarsi credibili, usando i moderni strumenti di comunicazione, registrando il nome della propria ditta anche in caratteri cinesi, dotandosi di un account su diverse piattaforme, permettendo i pagamenti digitali, mettendosi in contatto con aziende cinesi del proprio settore e cooperando con società  cinesi apprezzate.

Si può fare ciò senza avere una società sul territorio cinese, vanno bene tanti prodotti italiani, tecnologici e di consumo, la nuova via della seta ha rafforzato queste possibilità; l’Italia deve favorire un suo commercio privilegiato con la Cina e deve diversificare i mercati di esportazione, anche perché nell’eurozona, anche per colpa di Francia e Germania e dei loro tirapiedi italiani, non cresce; oggi la Cina attrae società e imprenditori da tutto il mondo.

I generi alimentari soffrono delle spese di trasporto e di conservazione e delle abitudini alimentari, all’olio d’oliva i cinesi preferiscono l’olio di arachide, mentre il vino francese, a causa del suo migliore e precoce marketing, ha maggiore prestigio di quello italiano, moda e design italiano sono apprezzati. Per vendere in Cina non è sufficiente un motore di ricerca o un sito di e-commerce, i cinesi preferiscono i negozi online di Allibata.

Si può vendere in Cina senza un rappresentante in loco, per il commercio in rete, la Cina applica un’imposta di consumo dell’11%, le società più forti aprono punti vendita nei centri commerciali; si possono creare società di venture capital, fondare una società cinese, essere presenti sul web; però non è indispensabile avere un socio cinese. Per chi vuole creare una società in Cina, sono previsti terreni gratuiti e, per due anni, l’esenzione fiscale, scuola per i figli e alloggio; però ogni provincia applica agevolazioni differenti. (Per le notizie, fonte: Marco Cimminella – it.businessinsider.com).

Nunzio Miccoli   www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 28/10/2019)

ITALIA

La corte dei conti regionale di Trieste, alla quale dovrebbero aggiungersi quelle di altre regioni italiane, ha sollevato la questione di legittimità, davanti alla corte costituzionale, per il taglio delle pensioni superiori a 100.000 euro lordi l’anno e per il blocco delle relative rivalutazioni, previsti dalla legge 145/2018, perché violerebbero gi articoli 3-36-38-53 della costituzione.

La corte afferma che la legge viola i principi di ragionevolezza, adeguatezza e affidamento, è discriminatoria e non è dettata dall’eccezionalità del settore previdenziale, perché non esiste l’esigenza del contenimento della spesa pubblica e di quella previdenziale. Queste osservazioni paiono ignorare il principio di equità e i rilievi europei sui deficit del bilancio pubblico e sulla necessità della riduzione del debito pubblico italiano, ma i giudici non amano fare sacrifici.

Contri questi tagli alle pensioni, anche le associazioni di pensionati Federspev e Confedir hanno presentato, in tutta Italia, migliaia di ricorsi; fino a oggi, le riforme delle pensioni hanno colpito solo i comuni lavoratori che, con l’acquiescenza sindacale, hanno finanziato, con i loro contributi, l’assistenza e tante pensioni privilegiate. (Per le notizie, fonte: Michele Poerio – startmag.it).

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L’Italia è sempre sotto tiro, da parte dell’UE, per il suo debito pubblico,  ma ora sembra che anche Mario Monti critichi la politica di austerità della commissione europea, però l’Italia  non è realisticamente in default; invece e apparentemente, sembra che il Vaticano sia vicino al fallimento, ma i suoi debiti possono servire anche a celarne la ricchezza. Nel 2018 il bilancio dell’Apsa, la banca centrale che gestisce gli immobili del Vaticano, ha presentato un passivo ma, non è riuscita a determinare, in maniera precisa, il vero deficit.

La santa sede ha 4.421 immobili, per mezzo milione di metri cubi, del valore di 2,7 miliardi di euro; per 41% sono case, per il 26% uffici e per l’8% negozi, spesso sono il risultato di lasciti testamentari di vedove che volevano conquistarsi un posto in paradiso. 800 di questi immobili sono sfitti e papa Francesco, invece di limitarsi predicare a favore dell’immigrazione, potrebbe destinarli agli immigrati, 3.200 di essi sono in locazione.

Il canone medio è di circa 8 euro al metro quadro, con uno sconto sul prezzo di mercato di circa il 45%, i morosi sono in aumento; a volte, la chiesa usa questi immobili in locazione come moneta di scambio a favore della politica, per ottenerne dei benefici. L’obolo di san Pietro arriva, da tutto il mondo, per il papa, ma è usato a favore della beneficenza solo per il 13% circa, la parte maggiore serve per mantenere le strutture ecclesiastiche del Vaticano.

In Italia l’8°% dell’Irpef è destinato, per il 50%, al mantenimento dei preti, mentre l’altro 50% è gestito dai vescovi, che controllano banche popolari e hanno investimenti speculativi all’estero. La chiesa è amministrata male, le offerte dell’obolo vengono da diocesi, fondazioni e fedeli, i paesi maggiormente contribuenti sono Germania, Stati Uniti e Italia, ma i contributi diminuiscono.

L’Apsa ha anche cospicui depositi, ma non ha ancora fatto un vero censimento delle sue proprietà immobiliari; per il 2019 ha previsto un deficit di quasi 100 milioni di euro, pesano le spese per il personale e quelle per le nunziature di tutto il mondo. Scendono i contributi a favore dell’Apsa di Ior e governatorato, il bilancio consolidato del 2018 ha presentato una perdita di 43,9 milioni, è peggiorata sia la gestione operativa che quella finanziaria.

I deficit più importanti della chiesa vengono dalla Segreteria di stato e dall’Apsa che, con l’Ior, costituiscono le tre banche del Vaticano. La segreteria di stato ha depositi per 650 milioni di euro, l’Apsa è la banca centrale e perde nella gestione operativa e in quella finanziaria speculativa. In Vaticano manca un vero inventario del patrimonio e un bilancio consolidato patrimoniale, economico e finanziario.

Spesso è stato soccorso dallo stato italiano, ad esempio, è successo con la crisi del banco Ambrosiano; non paga al comune di Roma elettricità, gas e smaltimenti dei rifiuti, al governo italiano non paga i trasporti in aereo del papa e 200 carabinieri fanno servizio in Vaticano, pagati dal governo italiano. La chiesa ha esenzioni fiscali, però partecipa al capitale di banche nazionali e popolari, queste seconde in mano ai vescovi.

Vive in  mancanza di regole economiche e di bilancio e di normative interne, ha una gestione clientelare e una contabilità evanescente. Chi ne beneficia è contrario alle riforme di papa Francesco in materia economica e finanziaria; tante sono le resistenze al cambiamento e alle riforme e le lotte di potere. I vertici della chiesa, che non è una democrazia di popolo, sono nominati dal papa, che ha anche nominato il revisore generale dei conti, Milone, i quale però, sconsolato, ha dato le dimissioni, che il papa ha accettato, nominando alla carica il suo vice.

Sono tante le zone d’ombra economico finanziarie, Il prefetto della segreteria per l’economia, l’australiano George Pell, per difendersi dalle accuse per pedofilia, rinunciando all’immunità diplomatica, ha dato le dimissioni ed è tornato in Australia; la chiesa chiede la castità ai preti, ma in Vaticano i pedofili sono protetti e gli omosessuali non sono discriminati, cioè fanno carriera e vi costituiscono anche un partito.

Pell investigava sui conti e sugli investimenti del Vaticano e sull’Aif, l’autorità antiriciclaggio vaticana, perciò qualcuno ne ha favorita l’epurazione, la pedofilia potrebbe anche essere stato un pretesto; ora il papa, per le sue riforme, si appoggia sul cardinale Marx, dell’arcidiocesi di Monaco. In quella città i fedeli disertano le chiese ma, aderendo a una religione cristiana, pagano la tassa ecclesiastica obbligatoria e ne beneficiano le chiese protestanti e cattolica.

Il patrimonio dell’arcivescovado ammonta a 3,5 miliardi di euro e aumenta tutti gli anni, esso dà lavoro a 16.000 persone, mentre 20.000 lavorano gratuitamente per la caritas.  Papa Ratzinger aveva criticato l’imposta ecclesiastica, affermava che, grazie a essa, per i fedeli la chiesa era diventata solo un datore di lavoro e non erano mossi dalla fede, ma avevano solo un contratto con la chiesa, rappresentata dalla sua burocrazia.

Chiesa e stato, fin dalla loro nascita, hanno sempre promesso riforme, per la chiesa cattolica occorrerebbe trasparenza, poche prediche e un vero bilancio consolidato e revisionato, sotto controllori, occorrerebbe un bilancio onnicomprensivo patrimoniale, economico e finanziario; quello patrimoniale dovrebbe includere l’inventario di tutti gli immobili posseduti, in Italia e all’estero, con il loro valore di mercato, aggiungendo a esso partecipazioni azionarie e bond.

Il ricavato della gestione economica e finanziaria non dovrebbe servire a remunerare gli alti prelati, ma dovrebbe servire a fare opere di beneficenza. La speculazione finanziaria, fatta dai dirigenti della chiesa cattolica, deve essere combattuta, la gerarchia della chiesa dovrebbe essere un’emanazione democratica dei fedeli, e dei vescovi; ordini e congregazioni devono partecipare a tutte le decisioni della chiesa, della quale il papa dovrebbe essere solo il rappresentante. Insomma urge una riforma anche del governo della chiesa.

La chiesa deve rivedere la morale sessuale, la sua posizione su aborto, divorzio ed eutanasia, deve abolire il celibato ecclesiastico, deve fare una revisione della dottrina e della storia della chiesa; mentre lo stato ha fatto alcune riforme, la chiesa cattolica le ha subite da altre chiese, il concilio Vaticano II è stato svuotato e Giovanni Paolo I è stato boicottato. Senza queste riforme, il cattolicesimo, e il cristianesimo in genere, incalzati dal mondo moderno e dall’Islam, sono destinati a estinguersi; però, poiché la chiesa cattolica ha potere politico ed economico, esisteranno sempre cattolici per convenienza e per fare carriera. (Per le notizie, fonte: Gianluigi Nuzzi – Il giudizio universale – Andrea Mainardi - startmag.it).

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I debiti pubblici servono allo stato per giustificare l’elevata tassazione, a sua volta giustificata dalla protezione dello stato concessa ai sudditi, che genera sprechi e privilegi; essi servono agli stati esteri per vincolare, in materia politica, economica e militare, le scelte degli stati semisovrani; servono alla speculazione internazionale per lucrare, con interessi usurai, sul debito pubblico. Se dal 1089 l’Italia avesse pagato interessi molto più bassi sul suo debito pubblico, oggi questo non supererebbe il 60% del Pil, come vogliono i trattati europei.

Dopo l’unità italiana, l’Italia era sotto controllo inglese perché doveva rimborsare all’Inghilterra i prestiti contratti con l’epopea risorgimentale, inoltre, l'Italia si era accollati anche i debiti esteri dei singoli stati italiani preunitari. Dopo la seconda guerra mondiale, gli alleati vincitori si fecero in quattro per limitare i rapporti italiani, dettati soprattutto da ragioni economiche, con la Russia e con i suoi alleati e, anche se gli italiani non se ne accorsero, perché l’informazione e le massime istituzioni li avevano assopiti, misero l’Italia sotto la tutela soft francese, perché la Francia aveva vinto gloriosamente la seconda guerra mondiale.

Le società di rating, la commissione europea e il Fondo monetario, diretto dalla francese Lagarde, con le loro analisi, facevano salire l’interesse dei BTP, che perciò impediva la riduzione del debito, come succede anche ai debitori privati usurati. La Francia si accaparrava i BTP ad alto interesse e a lunga scadenza e l’Italia faceva prestiti a 30 e 50 anni, ad alto interesse, riservati agli amici, cioè a stati e banche, che gli italiani non riuscivano ad accaparrarsi alle aste, in prima emissione, ma li compravano al mercato secondario, venduti dalle banche, che ne guadagnavano la plusvalenza.

Io ritengo che uno stato amico degli italiani avrebbe dovuto fare emissioni in Bot a basso rendimento, e per tutto il fabbisogno. Per la somma non sottoscritta, dopo 15 giorni avrebbe dovuto fare un’asta in BTP a 5 anni, a tasso leggermente più alto, e dopo altri 15 giorni un’altra asta di BTP a 10 anni, per la cifra rimanente, con tasso ancora un po’ più alto; tra i sottoscrittori andava data la precedenza agli italiani che, dal 1945 in poi, non sono mai fuggiti dai titoli pubblici dello stato.

In tal modo l’Italia, come ha fatto il Giappone, avrebbe risparmiato tanti interessi, avrebbe ridotto il suo debito pubblico e si sarebbe sottratta al ricatto dei paesi creditori; speculatori internazionali e banche avrebbero guadagnato meno. Al vertice delle maggiori istituzioni italiane, ci sono agenti di stati esteri, prima dell’unità italiana, in Vaticano e in altri stati si vendevano gli uffici pubblici e chi li comprava, faceva un investimento e li faceva fruttare; queste cose accadono ancora oggi.

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Secondo i dati aggiornati di Bankitalia e BCE, ricordati da Paolo Savona, presidente della Consob, il quale aveva ricordato alla commissione europea che l’Italia era solvibile e poteva indebitarsi anche per un importo pari al 200% del Pil, il saldo annuale del conto corrente valutario italiano con l’estero, che include commercio e altre partite, presenta un saldo positivo di 51 miliardi di euro.

Il saldo attivo dei redditi di capitale finanziario è pari 17 miliardi di euro, la posizione finanziaria netta del paese è vicina al pareggio. Invece il passivo francese è pari al 17% del Pil, quello spagnolo è passivo e pari al 77% del Pil, quello portoghese è passivo e pari al 100%, quello greco è passivo e supera il 100% del Pil; quello Usa è passivo e pari al 35% del Pil, però non include i derivati e i dollari che sono debiti insoluti.

In pratica, grazie ai governi coloniali italiani, gli italiani sono stati spremuti dall’UE e dalle imposte e i risparmi italiani sono finiti, in gran parte, all’estero, invece di finanziare lo sviluppo del paese. Così si spiega perché la Germania e la Francia, sostenuta da Mattarella, non vogliono nuove elezioni che potrebbero portare all’avvento di un governo Salvini-Meloni capace di rendere sovrana l’Italia. (Per le notizie, fonte: Pasquale Cicalese - sinistrainrete).

USA

Secondo il FMI, nel mondo ammontano a 15.000 miliardi di dollari le obbligazioni statali e private a tasso negativo, mentre ammontano a 19.000 miliardi di dollari i debiti delle imprese a rischio di default; questa situazione è stata favorita dal QE attuato dalle maggiori banche centrali del pianeta, per prevenire il rallentamento delle economie. Quest’ondata di liquidità senza costo, ha spinto le imprese a indebitarsi di più e ha spinto gli investitori istituzionali, in cerca di rendimenti, a dirigersi verso impieghi più rischiosi.

La capitalizzazione di mercato di alcune banche è bassa, sono aumentate le esposizioni in dollari e i prestiti in dollari sono diventati più rischiosi; per prevenire un’altra grande crisi economica, occorrerebbe rafforzare la cooperazione finanziaria internazionale, che oggi esiste solo per criticare il debito pubblico italiano. I debiti delle imprese sono un rischio imminente, d’altra parte, queste aziende, con utili ridotti o in perdita, non sarebbero in grado di pagare interessi più elevati.

Ad ogni modo, il governatore della banca d’Italia, Ignazio Visco, ha affermato che in Italia l’indebitamento delle imprese è in proporzione minore che in Usa e in Europa settentrionale, fino a oggi, FMI e UE hanno preferito rimarcare solo il debito pubblico italiano. (Per le notizie, fonte: Vittorio da Rold – Financial Louge – business insider Italia).

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Wall Street Journal afferma che le agenzie di rating Standard&Poor’s, Moody’s e Fitch, che danno valutazioni sul debito di stati e imprese, hanno dato valutazioni sopravvalutate a diverse grandi imprese, rinnovando la valutazione precedente con il rating BBB sul debito. Per il giornale, l’impresa Newell Brands ha debiti enormi, quadruplicati anche a causa di una fusione, eppure Moody’s non ha abbassato il suo rating.

Altri nomi altisonanti hanno ricevuto valutazioni favorevoli sul loro debito, è il caso di IBM che, per un’altra fusione, ha recentemente raddoppiato il debito; queste valutazioni ottimistiche tengono però conto anche del precedente storico di un’azienda e delle sue capacità di rimborsare i prestiti. Le banche centrali hanno consentito di portare il rendimento dei bond a livelli negativi e questa situazione ha fatto crescere l’indebitamento, mentre i risparmiatori sono alla disperata ricerca di rendimenti.

Le società di rating sono restie ad abbassare i rating, spinte dalla speculazione, l’hanno fatto solo con l’Italia; molti bond pubblici e privati sono detenuti da fondi pensionistici e previdenziali, che non potrebbero sostenere le perdite sui loro crediti. Solo oggi il FMI si è accorto che nel mondo, oltre i debiti degli stati, anche 19 trilioni di dollari di debito delle grandi imprese del mondo sono a rischio, ma la commissione europea guarda solo al debito degli stati dell’eurozona.

La società di rating S&P’s non ha ridotto il rating al debito della Kraft, per garantire alla stessa un po’ di respiro. Le tre sorelle di rating hanno anche cominciato a litigare per le loro valutazioni, cercano di difendere la loro credibilità in un mercato sempre più incerto. Solo adesso la Fed si è accorta della situazione, forse ha deciso, con FMI, che è il momento per una risoluzione controllata dell’economia del debito, magari con la denuncia unilaterale, da parte degli stati, dei loro debiti, perché l’inflazione non li riduce. Intanto l’attuale governo europeista italiano, indifferente, sta a guardare. (Per le notizie, fonte: Mauro Bottarelli – it.businessinsider.com).

ISLAM

Gli Usa hanno deciso di ritirarsi dalla Siria; dopo la caduta dell’Urss, d’accordo con la Turchia, sono intervenuti varie volte, a capo di una coalizione internazionale, in Irak, Afghanistan, Somalia e Siria, come la Francia lo ha fatto in Libia; contro l’Isis, gli Usa si sono appoggiati ai curdi, si dice che un Kurdistan indipendente non è nato perché mancava di uno sbocco al mare, che però manca anche alla Svizzera. Poi gli Usa, in Siria, hanno appoggiato i curdi contro Assad, alleato dei russi.

Ora Trump vuole ritirare gli Usa dal Medio Oriente, per dedicarsi ai problemi americani, perciò gli Usa hanno chiesto per la Siria una forza d’interposizione europea; però, l’attuale intervento turco non è stata una sorpresa, Francia, GB e Usa hanno ritirato preventivamene le loro truppe dalla Siria e ora i russi fanno da cuscinetto tra turchi e curdi. Nel 2016 Trump ha vinto le elezioni presidenziali promettendo il ritiro americano dal Medio Oriente.

Ora gli Usa sono autosufficienti per il petrolio, che non manca e può solo subire la speculazione sul suo prezzo, ma vendono armi all’Arabia Saudita che è loro alleata, applicano dazi e sanzioni a Cina, Russia ed Europa e, per gli Usa, l’Europa è diventata un competitore come gli altri due; perciò Francia e Germania vogliono affrancarsi dagli americani, vogliono un esercito europeo da loro controllato e vogliono dirigere l’Europa, che potrebbe entrare in rotta di collisione con la Russia. La storia del mondo è sempre andata così.

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L’Assemblea dell’Onu ha eletto i 14 nuovi membri del consiglio per la difesa dei diritti umani nel mondo, tra questi stati ci sono il Venezuela, la Libia e la Mauritania, accusati di non essere democratici; ma nessuno ha ancora dato una definizione univoca del termine democrazia, che sembra tanto una frode. In Mauritania, ex colonia francese, la schiavitù, abolita ufficialmente nel 1981, non è mai veramente scomparsa ed esiste in altri cinque paesi, anch’essi a dirigenza islamica.

Il paese è stato contrassegnato da diversi colpi di stato, l’attuale presidente Mohamed Ould Ghazouani, appartenente all’élite arabo-berbera, che è una minoranza rispetto agli africani autoctoni, pare sia stato eletto con brogli elettorali, accade in altri paesi del mondo, che si fingono democratici perché indicono le elezioni. La Mauritania è un ponte tra Magreb arabo e Africa nera sub-sahariana, la sua popolazione è divisa in caste, la minoranza arabo-berbera occupa il vertice della società, mentre al gradino più basso sono gli africani che, in condizioni spesso schiavistiche, soprattutto se di religione non islamica, sono la maggioranza del paese e svolgono i lavori più umili.

Lo status di schiavo è trasmesso dalla madre al figlio o s acquista, come in tanti paesi del terzo mondo, per debito, lo schiavo non riceve alcuna paga per il suo lavoro di contadino, mentre le donne schiave fanno lavori domestici, i loro figli non ricevono istruzione. Nel paese si arrestano gli attivisti di organizzazioni anti-schiavistiche, è praticata la tortura e gli africani neri sono discriminati, e considerati una razza inferiore. La difesa degli interessi economici francesi nella regione, grazia anche al franco CFA e all’indifferenza dell’UE, non è interessata a risolvere la situazione. (Per le notizie, fonte: ilpost.it).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 21/10/2019)

ITALIA

L’adesione di Conte al progetto di Macron per una forza militare europea d’intervento rapido (E12), al di fuori di Nato e della cooperazione militare PESCO, non ha avuto nessuna attenzione da parte dell’informazione, che preferisce occultare le notizie scomode. La forza militare sarà sotto comando francese e ufficialmente servirà a normalizzare situazioni di crisi, ma si potrebbe anche impiegare contro governi ostili europei.

L’Italia, a difesa della sua autonomia, nella prima e nella sonda guerra mondiale, rifiutò il comando unificato con gli alleati, perché i militari obbediscono a chi li comanda, anche se è straniero. Sono passati 15 giorni dall’adesione al trattato ed è necessaria l’approvazione del parlamento, però né Conte, né il ministro della difesa hanno ritenuto di doverlo informare; i ministeri della difesa e degli esteri hanno delle perplessità.

Washington e Berlino guardano, con diffidenza, all’iniziativa di Parigi, mentre, per la difesa europea e per lo sviluppo di armi, un’iniziativa franco-tedesca già esiste. La firma di Conte rientra nella politica filo francese di Conte, PD e Mattarella. (Per le notizie, fonte: Gianandrea Gaiani - startmag.it).

EUROPA

La Brexit è stata fissata per il 31.10.2019, ora le ipotesi sono un ennesimo rinvio, l’esecuzione del referendum popolare del 2016 favorevole all’uscita o un’uscita morbida della GB dall’Unione.  Al momento, la televisione informa che Johnson e UE, ma non il parlamento inglese, pare che abbiano trovato un’intesa sulla Brexit, qualcuno invoca un altro referendum.

Sulle trattative nel tappeto c’è la sorte dell’Irlanda del nord, i contributi dovuti dagli inglesi all’UE per 39 miliardi di sterline, una unione doganale con l’UE, i limiti alla pesca, i divieti degli aiuti di stato, la politica fiscale per le imprese transnazionali, il sistema di difesa europeo e il diritto da applicare nei contratti transazionali. L’attuale separazione politica tra Irlanda del Nord e Irlanda del sud, dal punto di vista doganale, complica il quadro, Londra, intrisa di finanza, manifesta a favore dell’UE.   

Per quanto riguarda la futura giurisdizione, questo tema è importante per le banche franco-tedesche che hanno stipulato contratti derivati per migliaia di miliardi di euro, che pesano per il 18% sui crediti di due loro banche.  Questi contratti generano dei contenziosi, fino a oggi, la loro compensazione o regolazione è avvenuta a Londra, sottoposta al diritto inglese, con la Brexit, non si sa quale sarà il diritto di riferimento e dove i contenziosi saranno affrontati e risolti.

Se non esiste un automatismo contrattato precedentemente, è difficile esportare un contratto nato sotto un’altra legislazione, un legale potrebbe opporsi al pagamento di un differenziale in interessi sui derivati, contestando la legittima giurisdizione; perciò un’ondata d’incertezze si riverserebbe sulle banche franco-tedesche, soprattutto BNP Paribas e Deutsche bank.

Oggi queste banche, al riparo della vigilanza della BCE, valutano autonomamente in bilancio i loro derivati, il cui prezzo non è stato valutato nemmeno dai tribunali; queste banche franco- tedesche hanno bilanci sui quali la Vigilanza stenta a capirci qualche cosa, anche perché la BCE ha permesso loro di sottrarsi alle regole comuni, sottraendole così alla Vigilanza bancaria, cioè ha concesso loro discrezionalità, come alle banche popolari tedesche. (Per le notizie, fonte: Fabio Dragoni e Giuseppe Liturri – startmag.it).

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Fino a poco tempo fa, il debito pubblico greco era considerato non onorabile e la Grecia, soccorsa dal FMI, era considerata in default, ora, a causa della caduta dell’interesse e dei tassi negativi, gli investitori esteri fanno a gara per sottoscrivere debito pubblico italiano e  greco ma, purtroppo, non c’e n’è molto per contentare tutte le richieste; comunque, la banche centrali di Austria e Italia si sono dette contrarie ai tassi negativi. Come è comico il mondo, ora gli investitori puntano sui titoli pubblici relativamente più rischiosi che, con le  scadenze medie e lunghe, possono garantire un interesse positivo.

Questa situazione dà maggior respiro alla ripresa economica greca e, con il risparmio negli interessi, al suo bilancio pubblico, perciò la Grecia segna una forte ripresa; la performance dei suoi titoli azionari supera quella degli altri paesi dell’Unione e il nuovo governo di centro-destra di kyriakos Mitsitakis ha promesso più lavoro e crescita del Pil. Con la riduzione del tasso di riferimento da parte della BCE, i paesi europei approfittano per vendere titoli di stato a interesse negativo, il che però fa aumentare il loro debito, ma procura un risparmio economico.

Con gli interessi ridotti, anche imprese e famiglia, se hanno garanzie, approfitteranno della situazione per accedere maggiormente, secondo gli auspici di Draghi, al credito bancario; Il governo italiano, fedele ai dettati europei e vittima della speculazione, invece di profittare dell’occasione per fare più debiti e investimenti, punta ancora sulla riduzione del debito pubblico. In questa situazione, i governi europei, ma non quello italiano, per prevenire un’altra recessione, cercano di stimolare gli investimenti, anche scontando un deficit di bilancio maggiore e maggiore debito pubblico.

Da un punto di vista pratico, iI QE di Draghi ha dato scacco alla disciplina di bilancio della commissione europea e della Germania. Anche in Grecia, i prestiti a breve termine hanno un interesse negativo, mentre quelli a medio e lungo termine un tasso positivo ma accettabile; la Grecia ha ricevuto altri prestiti dal FMI e gli investitori hanno iniziato a far crescere la domanda di debito greco. Dall’inizio dell’anno, l’indice della borsa di Atene è cresciuto del 36%, con una performance migliore di quella degli altri paesi dell’UE. (Per le notizie, fonte: Ben Winck – it.businessinsider.com).

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Non ci sarà l’embargo UE alle esportazioni di armi in Turchia, ma i singoli paesi si sono impegnati a limitarne l’export, l’Italia ha deciso di bloccare le forniture future e non quelle in corso. L’UE, senza minacciare sanzioni, ha condannato le azioni turche, ma l’embargo totale delle armi è difficile perché la Turchia fa ancora parte della Nato, comunque, anche la Turchia ha sviluppato una sua industria delle armi.

Come se gli stati non cambiassero sempre politica estera e trattati (ma l’Italia è criticata quando lo fa), l’Austria ha proposto il blocco definitivo dell’adesione della Turchia all’UE; come forma di ricatto, la Turchia, per bloccare l’emigrazione, ha chiesto all’UE altri soldi, oltre i 6 miliardi ricevuti nel 2016.

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L’FMI, grazie ai tassi negativi, afferma che il governo tedesco può espandere di più la spesa pubblica in investimenti pubblici e infrastrutture, inoltre, riducendo il cuneo fiscale ai lavoratori, può stimolare la domanda interna, facendo aumentare produzione industriale e Pil. Con questa politica ridurrebbe anche l’attivo della sua bilancia commerciale e favorirebbe la riduzione dell’indebitamento di paesi dell’UE che hanno bilance valutarie passive; l’FMI è impegnato a eliminare le barriere commerciali al commercio e a favorire il rilancio dell’industria, perciò raccomanda una politica fiscale espansiva, dopo la già attuata politica monetaria espansiva della BCE.

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Con il QE illimitato di Draghi, la BCE acquista ogni mese, dagli stati dell’eurozona,  20 miliardi di euro di titoli di stato e, in parte minore, obbligazioni di grandi imprese, in proporzione alla loro partecipazione al capitale della BCE, con un tetto pari al 33% del debito pubblico di ogni stato. Con queste regole, la BCE non potrebbe più acquistare bond tedeschi e olandesi e occorrerà cambiare le regole per acquistare altri titoli dei paesi più indebitati, come Italia e Spagna.

La Francia, contestando la politica del QE di Draghi, che fra poco sarà sostituito, alla guida della BCE, da Lagarde, ha dichiarato che questi acquisti dovrebbero avere solo il carattere di emergenza; occorrerebbe pertanto cambiare il limite del 33% e far sottoscrivere a Spagna e Italia quote più consistenti del capitale della BCE, anche con vincolo sulle loro riserve auree nazionali.

Ora, queste quote dipendono dalla popolazione e dal Pil degli stati dell’eurozona; la Germania era contraria alla prosecuzione del QE, ma i bond italiani rendono più di quelli tedeschi; i bond di Berlino, detenuti dalla Bce, sono inferiori dell’1.3% alla sua quota, quelli dell’Italia sono superiori dell’8,4%, quelli della Spagna del 7,4% e quelli della Francia del 3,9%.

L’utile di bilancio annuale della BCE è diviso tra le banche centrali dell’eurozona, partecipanti al suo capitale, queste dividono la loro quota, assieme al loro utile d’esercizio,  tra le banche ordinarie partecipanti al loro capitale, le quali lo destinano, parte a imposte allo stato, parte a riserva e parte agli azionisti. (Per le notizie, fonte: Alberto Pizzoli – agi.it).

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Cina e Russia si stanno liberando dei dollari, hanno deciso di non acquistare più bond americani e aumentano le loro riserve in oro, le infrastrutture della nuova via della seta favoriscono contratti in diverse valute. Il deficit del bilancio federale Usa è fuori controllo, in il problema è stato in parte affrontato con il QE della Fed, ma a spese dei creditori. La banca centrale olandese tesse le lodi dell’oro, come garanzia per la ricostituzione di un sistema monetario internazionale e, per ragioni di sicurezza, ha deciso di trasferite le sue riserve auree nel complesso militare di Zeist; però, anche il prezzo, dell’oro, come i bond e le azioni, oscilla.

L’Olanda teme la crisi dell’eurozona e del sistema dei pagamenti Target2; la banca centrale olandese ha anche chiesto la registrazione delle aziende che trattano in criptovalute. Le banche centrali tedesca, olandese e austriaca stanno rimpatriando le riserve auree detenute presso la Fed di New York, presso la banca d’Inghilterra e presso la banca di Francia; Germania e Olanda lavorano in accordo nell’UE, per l’euro, per le regole del bilancio pubblico  e nella gestione dell’oro.

Nel 1637 l’Olanda, con il mercato dei tulipani, aveva inventato i contratti speculativi derivati future, destinati ad alimentare l’attuale castello monetario, ora, con i derivati, si   specula, soprattutto, sulle nuove emissioni di bond, cioè sulle variazioni degli interessi dei debiti pubblici. Le banche centrali europee, su impulso franco-tedesco perché qualcuna non era d’accordo, hanno disdetto l’accordo aureo tra banche centrali del 1999 (le malelingue affermano che solo l’Italia viola gli accordi), mirante a coordinare le vendite dell’oro, per stabilizzarne il valoreM; ora, con la benedizione della BCE, lo potranno vendere liberamente.

Il governatore della banca d’Inghilterra ha detto che si sta per archiviare l’attuale ordine monetario mondiale basato su dollaro, che forse sarà sostituito da un paniere di valute e da una valuta virtuale. Intanto il governo italiano e Mattarella, fiduciosi verso lo straniero e l’UE, ma non verso gli italiani, stanno, come al solito, a guardare, convinti che l’oro italiano depositato all’estero sia al sicuro; devono solo combattere l’evasione fiscale, non autorizzata dallo stato e riservata solo agli amici, e tenersi legati all’UE, alla Nato e alla Chiesa. (Per le notizie, fonte: Mauro Bottareli - it.businessinsider.com).   

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 14/10/2019)

USA

Il presidente della FED, Powell, per stimolare l’economia, ha deciso di abbassare il tasso di riferimento all’1,75% - 2%; il Pil USA aumenta del 2% l’anno, l’inflazione è all’1,9% e la disoccupazione al 3,7%. Sembrano dati più che lusinghieri, rispetto a quelli europei, se sono veri, oggi la propaganda si fa anche con le statistiche taroccate; infatti, rimangono i debiti di tutti i tipi, favoriti dai deficit e dalla posizione internazionale del dollaro.

Gli Usa contano sui loro investimenti all’estero, sulle loro speculazioni finanziarie e sulle spese militari che aiutano l’economia; tuttavia, se non ci fossero i crediti, non ci sarebbero i debiti e viceversa, non ci sarebbe denaro e finanza e sarebbe più difficile aiutare i paesi poveri; occorrerebbe tornare al baratto e servirsi di una moneta di conto virtuale, come i DSP dei Fondo monetario internazionale. La globalizzazione è ufficialmente diretta da liberisti, che in realtà sono bari che si appropriano, illecitamente, di risorse di altri paesi, come fa l’Olanda, che è un paradiso fiscale europeo difeso dalla Germania.

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C’è chi alza la voce contro la spesa per il reddito di cittadinanza, però anche per l’immigrazione irregolare l’Italia spende miliardi di euro, per il soccorso in mare, il mantenimento e l’integrazione dei rifugiati o meno (anche quella cattiva costa qualche cosa), per le espulsioni e i rimpatri, per il recupero in mare delle salme degli annegati, ai quali offre regolari casse di legno e posti al cimitero.

Intanto il patto di Malta per la spartizione d’immigrati con i requisiti è stato accettato solo da tre stati, la Merkel ha anche precisato, a patto che il loro numero non aumenti, in pratica, non c’è stata nessuna svolta; quindi, la politica di Salvini di chiusura all’immigrazione, condivisa dalla maggioranza degli italiani, non era sbagliata, in generale, le immigrazioni non regolate e di massa generano timore negli animali e negli uomini abitanti in un territorio.

E’ logico che più immigrati arrivano, più ne arriveranno e più morti in mare ci saranno, altri immigrati arrivano attraverso le frontiere terrestri; la tesi alternativa di aiutare economicamente i paesi di partenza, richiede tempi lunghi, cioè cinquant’anni, come la lotta ai cambiamenti climatici; d’altra parte ci sono state sempre emigrazioni di popoli, con il collasso di altri popoli preesistenti, ma l’informazione televisiva e il papa non la presentano così.

EUROPA

Draghi ha criticato la discrezionalità concessa, in alcuni casi, dall’UE e dalle autorità nazionali europee a diverse banche dell’’Unione Europea, perché queste discrezionalità distorcono il mercato, minano la libera concorrenza e la parità di trattamento. Succede anche nella politica economica dello stato, per esempio con l’evasione fiscale legale concessa dallo stato a categorie e classi amiche, il che lede il principio di eguaglianza sancito dalla costituzione.

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La corte europea dei diritti dell’uomo di Straburgo ha respinto il ricorso italiano contro la sua precedente condanna per il carcere a vita applicato al mafioso Marcello Viola, condannato al carcere duro, in base all’articolo 41 bis, per non aver collaborato con la giustizia italiana, cioè per non aver parlato, confessato o fatto il nome di complici. Il condannato era ricorso alla corte perché, secondo i suoi avvocati, il suo ergastolo violava l’articolo 3 della convenzione europei dei diritti dell’uomo; i suoi avvocati avevano detto che non aveva collaborato per non mettere in pericolo i suoi familiari, com’era successo, in effetti, al mafioso pentito e collaborazionista,  Buscetta.

Oggi, per la giustizia italiana, questi mafiosi rappresentano un pericolo, ma non è stato sempre così, perché lo stato ha anche collaborato con la mafia; per la corte europea, dopo essersi espressa contro i trattamenti inumani applicati ai mafiosi detenuti, per mitigare la pena, occorreva tener conto solo del processo di reintegrazione. Giudici italiani, familiari delle vittime di mafia e quasi tutto ilo parlamento si sono espressi contro la sentenza delle corte.

Anche al mafioso Giovanni Brusca, che sciolse nell’acido il piccolo Matteo, figlio di un mafioso collaboratore di giustizia, sono stati negati i domiciliari e perciò, resta in carcere. Quest’Europa costa molto all’Italia, fra l’altro, i mafiosi continuano allegramente a riciclare denaro, riveriti dalle banche, in Europa settentrionale, mentre in Italia, con la condanna, sono espropriati dei loro beni.

ISLAM

Il presidente Trump, volendo ridurre gli impegni militari Usa all’estero, ha minacciato di ritirare le truppe americane e abbandonare i curdi di Siria, che hanno combattuto l’Isis, ora questi curdi sono minacciati dalla Turchia che, ambiguamente, sostiene la fratellanza musulmana, che è molto simile; la Turchia combatte i guerriglieri autonomisti curdi del PKK, ma in Siria ha anche mire espansioniste.

In Medio Oriente, potrebbe divampare la guerra generalizzata, perché l’Iran sostiene il governo di Damasco, i curdi e gli hezbollah libanesi; a sua volta, l’Iran è sostenuto dalla Russia e dal Qatar, mentre l’Egitto è nemico dei fratelli musulmani e quindi della Turchia, come minimo, potrebbe fornire delle armi ai curdi, che sono malvisti da Turchia e Iran. L’Arabia saudita e gli emirati sono nemici dell’Iran, ma entrambi finanziano terroristi islamici di diverse matrici, potrebbe scoppiare la guerra tra Iran e Israele. Il quadro è molto confuso e nemico della pace, ma evidenzia un risorgimento militarista del mondo islamico, carezzato dal papa.

Erdogan ha problemi economici e politici anche in  Turchia, avrebbe fatto meglio a non impegnarsi troppo in Siria; il risultato della sua politica potrebbe essere, malgrado gli aiuti economici ad esso ricevuti dall’UE, un’altra ondata migratoria, con il collasso dell’Europa. Con la dissoluzione dell’impero ottomano, il trattato di pace seguito alla prima guerra mondiale, tradendo le promesse della dottrina del presidente americano Wilson, non consentì ai curdi, abitanti in un territorio di confine contiguo, tra Turchia, Siria, Irak e Iran, di avere un loro stato indipendente. L’autodeterminazione è sbandierata dai trattati e dalla propaganda degli stati cosiddetti “democratici”, ma non è stata mai applicata, reciprocamente, nei loro territori; la sovranità del popolo è scritta solo sulla costituzione, bisogna ricordarlo a Mattarella.

ITALIA

Perché il Pil italiano non cresce? Dipende dal deficit annuale tra incassi e versamenti con l’UE per 5 miliardi di euro, dai miliardi di euro stanziati dall’UE per l’Italia e non spesi, dai mancati miliardi di euro di rimborsi fiscali da parte dello stato italiano, dagli 8 miliardi di euro di stanziamenti dei governi italiani per opere pubbliche mai completate e dall’eccessivo drenaggio fiscale dello stato italiano, pari al 43% del Pil, non compensato parzialmente dai mancati investimenti pubblici.

L’Italia non è un paese in default che riceve prestiti del FMI, ma con la propaganda, è stata costretta a emettere BTP ad alto interesse, sottoscritti da paesi ”amici” come la Francia, ultimamente ne è stato emesso uno di durata cinquantennale; anche questi titoli riducono la possibilità di spese, per investimenti in infrastrutture, da parte dello stato; inoltre, Il Pil potrebbe crescere anche con il rilancio dell’edilizia e con la ricostruzione delle città terremotate.

Oggi il risultato matematico di tanta inerzia governativa, è la riduzione di consumi, produzione e Pil e la pauperizzazione coloniale del popolo italiano; però la situazione non può dipendere solo dall’incapacità dei nostri governi e della nostra pubblica amministrazione, i governi di cosiddetti stati “amici”, d’accordo con mafia, finanza internazionale e Vaticano, vigilano perché l’Italia non cambi, per l’élite, i cambiamenti politici possono essere anche in perdita.

L’Italia unita si fece con il sostegno di Piemonte, Inghilterra, Francia e mafia (ottenne il nulla osta inglese perché il Piemonte si accollò i debiti esteri dei precedenti stati Italiani, (ma gli inglesi non avevano pagato i debiti verso i banchieri italiani del rinascimento); gli americani sbarcarono in Sicilia con il sostegno della mafia, poi anche il Vaticano si volse verso di loro.

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 7/10/2019)

ITALIA

Alla vigilia della prima guerra mondiale, a causa della rivalità tra Italia e Francia per il possesso della Tunisia e della Libia e della guerra commerciale tra Franca e Italia, per le esportazioni agricole dell’Italia meridionale e per il protezionismo industriale dell’Italia, l’Italia era alleata dell’Austria, suo vecchio nemico, e della Germania. La guerra fu scatenata dalla Francia e dalla Germania e l’Italia poteva rimanere neutrale perché l’alleanza era difensiva.

Come aveva fatto la Francia con l’Italia durante il risorgimento, per rimanere neutrale o per entrare in guerra a fianco dell’Austria, l’Italia chiese come compenso Trento e Trieste, l’Austria promise che lo avrebbe fatto a fine guerra con la sua vittoria, i Savoia non si fidavano; del resto, anche Mussolini temeva di vincere la guerra a fianco della Germania, perché avrebbe potuto fare la fine della Francia sconfitta.

Un fiume di denaro si riversò su giornali e politici italiani, per convincerli a entrare in guerra a fianco di Francia o Germania, rompendo la precedente alleanza e la neutralità, alla fine l’Italia si decise a entrare in guerra a fianco della Francia. La seconda guerra mondiale fu la continuazione della prima, la Germania voleva il suo impero europeo, Hitler, esaltato dai suoi primi successi, con la guerra lampo sul fronte occidentale, con un tradimento, si decise ad attaccare la Russia, con la quale aveva un trattato di amicizia e fu l’inizio della  fine per la Germania.

Dicono che giocare al raddoppio, come fece Hitler, è una politica perdente perché, appena si perde una mano, si perde tutto, però anche i romani avevano perso tante battaglie; invece Cavour, con la politica del carciofo, cioè occupando le regioni italiane a rate, alleandosi con diverse potenze e cambiando trattati di alleanza, aveva realizzato l’unità italiana in 22 anni, cioè dal 1848 al 1870, ma senza Trento e Trieste, annesse dopo la prima guerra mondiale; l’Italia non poteva comportarsi diversamente, cioè in  maniera così spregiudicata, in così breve tempo.

In generale, tutti gli stati, che hanno tre facce, non rispettano mai a lungo i trattati e le alleanze militari, perciò gli altri stati non sono stati meno spregiudicati dell’Italia; ma Francia e Spagna avevano raggiunto l’unità nel corso di alcuni secoli, perciò nessuno rimproverò loro doppiezze e tradimenti; comunque, per salvare le apparenze, i Savoia minacciarono storici e giornalisti di stare attenti a quello che scrivevano sul risorgimento, perché correvano il rischio di provvedimenti disciplinari, licenziamenti e galera. Secondo lo statuto albertino, l’Italia era uno stato confessionale e sicuramente non era una vera democrazia, se la democrazia esiste davvero.

Oggi la Germania, che vuole dominare Italia e l’Europa, rimprovera all’Italia di averle fatto perdere, con il suo tradimento, un’occasione nella prima guerra mondiale e ora, con le sue esportazioni esasperate, che costringono gli altri paesi a indebitarsi, delocalizzando, subappaltando e imprestando all’estero, comprando giornali e politica di diversi paesi, grazie ai trattati dell’’UE, pensa di coronare finalmente il suo sogno imperiale.  

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Sul voto ai sedicenni proposto dal governo e già applicato da diversi paesi europei, ci sarebbe da aggiungere che questo  dovrebbe accompagnarsi alla maturità e alla responsabilità personale, nella scuola e in giudizio, invece oggi, tale responsabilità è accollata ai genitori. Purtroppo, nessun politico, favorevole al voto ai sedicenni, ha rilevato l’anomalia

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Secondo gli ultimi dati della BCE, In Italia, rispetto agli altri paesi dell’eurozona, stanno calando i prestiti bancari alle imprese, infatti, recentemente sono calati dell’1,1% (5,7% con la cessione delle sofferenze), tornando ai livelli del 2006; diminuiscono soprattutto i prestiti d’esercizio a  breve termine. Dal 2015 al 2019, la cancellazione dei crediti in sofferenza, con le relative cartolarizzazioni, hanno eliminato circa 80 miliardi di prestiti dai bilanci di piccole banche.

Con il bail-in voluto dalla BCE, sono state azzerate azioni, obbligazioni e depositi e perciò la cessione delle sofferenze, oltre a favorire gli speculatori, si è risolta in una riduzione dei prestiti, con perdite sofferte dai bilanci bancari. Le banche affermano che, con il calo degli interessi, non conviene economicamente prestare, perché gli interessi devono garantire un margine d’intermediazione e remunerare il rischio d’insolvenza; adesso lo spread, tra tassi attivi e passivi, è di circa il 2%. Per i prestiti ai privati, le banche chiedono garanzie ma, al di fuori di questi, preferiscono acquistare più BTP, che sono più sicuri; ne detengono per 400 miliardi di euro, perché l’interesse sui BTP è, diversamente che in Germania, ancora attivo, anche se ridotto rispetto al passato.

Le imprese insolventi o uscite malconce dalla recessione, perdono spesso l’accesso al credito perché colpite dalla legge fallimentare italiana, più penalizzante rispetto all’estero,  e dalle regole europee, fatte per economie diverse dalla nostra e poi applicate con subalternità, dal 2011, dai governi italiani, invece di contestarle, come fanno i governi attenti ai bisogni dei loro paesi; non è escluso che commissione europea e BCE abbiano profittato di questa disattenzione italiana. (Per le notizie, fonte: Giuseppe Liturri – La Verità – starmag).

EUROPA

Sul nuovo QE di Draghi e sugli interessi sui depositi presso la BCE, questa si è spaccata, il governatore della Bundesbank, Weidmann, è contrario alla politica dei tassi bassi e negativi; in Germania diminuisce produzione industriale ed esportazione, aumentano i salari, ma si criticano i tassi negativi, perciò il giornale Bild ha definito Draghi il conte Dracula che colpisce i risparmi tedeschi.

Anche i rappresentanti di Francia, Olanda e Austria si sono detti contrari alla ripresa del QE, in questi paesi e in Germania, i tassi sui Bond sono negativi per tutte le scadenze, invece in Italia sono attivi, anche se in misura ridotta rispetto al passato. La Germania sta entrando in recessione industriale, eppure ha un saldo attivo nel bilancio dello stato, un debito pubblico in calo, una bilancia commerciale valutaria con un largo avanzo, una posizione finanziaria internazionale solida, un’inflazione contenuta e salari in forte crescita.

La BCE, acquistando con il QE titoli pubblici, immette liquidità nel sistema economico che fa scendere i tassi, mentre il Fiscal Compact della commissione europea punta a ridurre i deficit dei bilanci pubblici. Il mercantilismo tedesco si ritiene minato dai tassi d’interesse negativi; in Germania, l’eccesso di risparmio o di liquidità deriva anche dall’avanzo strutturale della bilancia dei pagamenti tedesca e dagli scarsi investimenti interni.

Anche se l’Italia trova sempre compratori, italiani e stranieri, banche e privati, per i suoi BTP poliennali, la BCE dovrebbe essere libera di acquistare titoli di stato italiani, senza essere costretta ad acquistare titoli tedeschi che rendono sempre meno. Le banche tedesche e francesi sono quelle che detengono, presso la BCE, i più elevati depositi, oltre la riserva obbligatoria, anche se la penalizzazione dello 0,5% è stata recentemente eliminata per gli importi oltre sei volte la riserva obbligatoria. Senza una politica fiscale espansiva del bilancio dello stato, a favore degli investimenti, la situazione di crisi non migliorerà; in Germania vi è un eccesso di risparmio rispetto agli investimenti, pari al 7% del Pil.

Tra il 2008 e il 2019, l’avanzo cumulato della bilancia dei pagamenti corrente ha superato i tre trilioni di dollari, le esportazioni sono pari al 40% del Pil, perciò il debito pubblico si è ridotto a 1.973 miliardi di euro; la BCE, con il QE, la BCE ha acquistato una quota del debito tedesco, per 519 miliardi di euro. Nell’ultimo anno, i prezzi sono saliti dell’1,5%, i salari del 4,3%, i prezzi degli immobili del 5%, cioè pare che la domanda interna stia salendo.

Il calo degli interessi sul debito pubblico ha fatto crollare il costo annuale del debito pubblico da 63 miliardi di euro del 2012 a 30,9 miliardi nel 2018, destinato ancora a scendere con interessi in discesa, ora in media allo 0,5%.  Per le loro garanzie, nel 2017, gli investitori esteri hanno acquistato bund per 982 miliardi di euro, i non residenti ne posseggono per il 63% e la BCE per 459 miliardi di euro; però i tassi negativi stanno riducendo l’afflusso di risparmi esteri. In tutti  paesi, i risparmi monetari sono falcidiati da commissioni bancarie, imposte, inflazione, insolvenze di banche, imprese e stati e da interessi negativi. (Per le notizie, fonte: Guido Salerno Aletta – sinistrainrete – Milano Finanza).

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Stampando moneta, le banche centrali, che appartengono a banche private e quindi sono private anch’esse, per lucro e in cambio di titoli di stato, immettendo liquidità nel sistema economico, hanno prestato soldi allo stato, che hanno alimentato il debito pubblico che, come quello privato, alimenta la schiavitù, però lo stato avrebbe potuto stampare denaro direttamente e senza costo.

In alcuni paesi, ci fu il divorzio tra stato e banca centrale, la banca centrale non finanziava più il Tesoro, ma immetteva liquidità acquistando titoli di stato al mercato secondario, cioè dalle banche ordinarie (operazione di mercato aperto), il che alimentava  inflazione e speculazione. Nemmeno la BCE può finanziare lo stato direttamente, ma con il QE, acquista dalle banche, al mercato secondario, titoli di stato dei paesi dell’eurozona e così alimenta la liquidità.

Per statuto, la BCE, per calmierare deficit di bilancio e per contenere l’inflazione, non può prestare soldi ai paesi dell’eurozona. La BCE, tramite le banche, fa anche prestiti agevolati Tltro alle multinazionali, ampiamente rappresentate presso le istituzioni europee; queste multinazionali, tramite le banche, esportano capitali nei paradisi fiscali. Questa macchinosità monetaria e bancaria serve a nascondere, le prassi oneste sono poche prassi, chiare, trasparenti e con pochi passaggi, stato e persuasori occulti ci hanno condotti a questa situazione; il denaro è un bene illusorio e virtuale, amplificato dai mercati finanziari e dalle istituzioni internazionali, sempre a favore della speculazione.

L’attuale gestione della moneta allontana il popolo dalla sovranità, alla fine il capitale, eliminando anche la democrazia, gli lascerà solo un lavoro dipendente, la proprietà della casa e un pezzo di terra, così riuscirà ad appropriarsi della parte maggiore della ricchezza mondiale, materiale e non mondiale. Nell’anonimato e nell’evasione legale delle imposte, avrà tutto il potere economico e politico, abolirà la moneta, il parlamento e la democrazia e farà tornare in auge l’aristocrazia e la servitù della gleba.

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Prima del QE di Draghi, il MES o ESM è stato un meccanismo europeo di stabilità finanziaria; in cambio di titoli pubblici, ha concesso prestiti agli stati dell’eurozona in crisi, chi non li rimborsa, perde il diritto di voto al suddetto fondo intergovernativo o fondo salva stati.  Per i prossimi due anni, un progetto tedesco di nuovo trattato ESM, sembra una nuova sfida tedesca all’Italia, da mettere Ko; infatti, con la collaborazione dei massimi dirigenti italiani, renderà in Italia impossibile una politica per la crescita e l’occupazione e, con gli aggiustamenti fiscali, porterà alla recessione e impedirà una politica di bilancio anticiclica.

Secondo le nuove regole, Il salvataggio di uno stato sarà precluso a causa del mancato rispetto delle regole sul debito pubblico, che ne prevedono una riduzione annuale graduale, cioè l’Italia non potrà beneficiare del credito fatto alla Grecia. Il nuovo governo giallorosso italiano ha già aderito acriticamente al nuovo impianto del trattato, che prevede il non intervento dell’ESM in caso di procedura d’infrazione da due anni, per deficit superiore al 3% e debito superiore al 60% del Pil, senza rientro annuale.

L’acquisto di titoli di stato di un paese in crisi, al mercato primario e secondario, diventa  discrezionale o è vagliato, per la concessione di credito si deve ristrutturare il debito; si limita ulteriormente la politica di bilancio degli stati in crisi, imponendo un programma di aggiustamento economico e un piano di stabilità del MES. Si riducono gli interventi delle banche centrali nazionali, il bail-in tra stati e la loro solidarietà, si vieta alla BCE di acquistare titoli pubblici.

Questa politica metterà a rischio anche il risparmio e la solidità delle banche che dovranno essere ricapitalizzate e dovranno applicare, in caso di loro insolvenza, il bail-in interno; la BCE assumerà un ruolo ancora più centrale, i debiti pubblici non saranno più da essa monetizzati e perciò sarà improbabile un nuovo QE. Per ridurre il debito pubblico, ci sarà probabilmente un’imposta patrimoniale sui risparmi, lo smantellamento del sistema pensionistico e sanitario; in pratica, si favorirà la stagnazione, sarà la crisi finanziaria globale e la recessione.

Con deposito delle riserve presso la BCE, gli stati debitori a rischio verso le altre banche centrali, dovranno prestare cauzioni, inoltre, dovranno dare garanzie sulle importazioni da pagare, il che, con l’assicurazione, ne determinerà un sovrapprezzo, con aumento dei prezzi dei beni importati. Sarà la dissoluzione del sistema dei pagamenti Target2 dell’eurozona, la Germania considera il saldo attivo del Target2 un attivo della sua banca centrale, anche se oggi la contribuzione italiana arriva a 120 miliardi di euro.

Contro la modifica dei trattati europei promessa dal M5S, si capisce che si tratta di un piano per la germanizzazione accelerata dell’eurozona, soprattutto a danno dell’Italia, a presidio dei patti, la supervisione sull’eurozona spetterà alla Bundesbank; per tenere buona la Francia, con benestare tedesco, oggi le banche francesi e lo stato francesi hanno accesso, senza controllo, al credito BCE, questo privilegio dovrebbe cessare. La Francia vuole prendere il controllo del sistema industriale e finanziario italiano, ma sarà difficile che la Germania, che è attratta dall’Italia, l’assecondi in tutto, alla fine potrebbero litigare per il controllo dell’Italia, alla Francia non basterà la solidarietà di Mattarella.

A causa dei rendimenti negativi dei suoi nuovi titoli pubblici, la Francia si è opposta al nuovo QE di Draghi, ha 300 miliardi di euro investiti in titoli pubblici italiani ad alto rendimento, però anch’essa ha bisogno di un assestamento fiscale o di bilancio; conta sulla cooperazione di Mattarella e PD e sull’acquiescenza della Germania ai suoi sforamenti e ai suoi privilegi; comunque, vuole il dominio sulla penisola, la Germania starà a guardare? La storia dell’Italia insegna. (Per le notizie, fonte: sinistrainrete – orizzonte48).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 30/9/2019)

ITALIA

Chi ha venduto recentemente BTP italiani, sulla base di notizie dell’informazione italiana, sempre disposta a giurare sulle falle della politica, di qualsiasi colore, e dell’economia italiana, ha sbagliato; questa informazione, finanziata dallo stato, favorendo il rialzo dello spread, è abituata a usare i dati contro l’Italia e favore dell’UE e dei mercati, ignorando gli acquisti di questi titoli dall’estero, i quali denotano fiducia.

Nell’ottobre 2018, per fare un dispetto al governo giallo-verde, fu comunicata la notizia della fuga di capitali dall’Italia, causata dalla vendita, da parte di stranieri, dei nostri titoli; anche se questi avevano provvisoriamente parcheggiato il ricavato di 66 miliardi di euro presso banche italiane, dimostrando ancora fiducia verso l’Italia. I dati del 19.9.2019 della banca d’Italia, dopo il cambio di governo, ci presentano una situazione ribaltata.

Gli stranieri hanno alimentato i loro investimenti in titoli italiani per 66 miliardi di euro, di cui 54 miliardi in titoli pubblici, come conseguenza, c’è stato il calo della passività Target2, da parte della banca d’Italia con la BCE, per 51 miliardi di euro. Questo calo ha migliorato anche la posizione finanziaria dell’Italia verso l’estero; la variazione è coincisa con l’avvento del governo giallo-rosso, salutato clamorosamente da Francia, Germania e commissione europea.

A giugno 2019 la BCE ha manifestato la volontà di riprendere ad acquistare titoli pubblici, perciò è iniziata la corsa all’acquisto dei titoli di stato italiani, considerati dagli investitori tra i migliori, per rischio e rendimento; per conseguenza degli acquisti, è iniziata la discesa dei tassi dei BTP; a dimostrazione della fiducia degli investitori, l’Italia non conosce aste deserte per questi titoli, infatti, le domande sono molto più elevate delle offerte.

Quando accadevano questi fatti, la commissione UE, nemica dell’Italia, aveva tenuto aperto, per pochi decimali, un contenzioso con l’Italia sul suo debito pubblico, poi, con il nuovo presidente Ursula von der Leyen, rinnegando il suo precedente pensiero, ha approvato una politica di bilancio più espansiva, probabilmente perché la Germania ne aveva bisogno per fronteggiare la sua recessione.

Comunque, i gestori di fondi esteri, vittime dei profeti di sventure e delle società di rating che avevano fatto salire lo spread italiano, hanno lamentato di essere rimasti sotto pesati sui titoli di stato italiani che avevano prenotato e non avevano acquistato; vittime dell’informazione, facevano fatica a capire cosa succedeva tra governo italiano e UE. In questa situazione, alle aste di BTP, hanno fatto la parte del leone le banche italiane, invitate, in precedenza, dalla commissione europea a ridurre il loro portafoglio in BTP, forse perché questi titoli, a causa del loro alto interesse e della loro solidità, interessavano a diverse banche straniere.

Le banche italiane hanno acquistato titoli italiani per 63 miliardi di euro e la Banca d’Italia ne ha acquistati per 29 miliardi; in quest’ultimo anno i tassi dei BTP decennali sono scesi dal 3,5% allo 0,90%, con grande risparmio di interessi per il Tesoro italiano e facendo un regalo gradito al governo giallo rosso; chi ha venduto quelli ad alto interesse, perché sedotto dall’informazione dei profeti di sventure, ora si sta mordendo le mani. (Per le notizie, fonte: Giuseppe Liturri – startmag.it).

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Di Maio è accusato dai suoi di avere troppi poteri e una fronda interna del suo partito, temendo di non essere rieletta, poiché non esiste il vincolo di mandato, che sarebbe giusto, minaccia di passare alla Lega. Se ci sarà la sconfitta del governo giallo rosso alle prossime elezioni amministrative umbre, ci potrebbe essere il passaggio di questi parlamentari dal M5S alla Lega e perciò la maggioranza giallo rossa diventerebbe minoranza; in quel caso, Mattarella, anche se è seguace di Macron, che è nemico di Salvini, potrebbe indire le elezioni anticipate.

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L’opinione espressa da Salvini sul fine vita o aiuto al suicidio assistito, che è conforme all’indirizzo della chiesa e contraria a una sentenza più liberale della corte costituzionale, poiché gli italiani sono in maggioranza a  favore di una qualche forma di eutanasia, potrebbe costargli cara alle prossime elezioni politiche. Di Maio, appoggiando la sentenza, ha detto che la questione non riguarda destra e sinistra ma la coscienza degli italiani e perciò dovrebbe liberamente decidere il parlamento.  Secondo alcuni sondaggi, pare che gli italiani, che sono in maggioranza a favore di divorzio, aborto ed eutanasia, sostengano più l’eutanasia, in qualsiasi forma, che l’aborto.

EUROPA

Draghi, per poter avviare un nuovo programma di QE, ha previsto aiuti o agevolazioni finanziarie alle banche centrali dell’eurozona, che andranno per il 50% alle banche tedesche e per il 12% a quelle italiane. Si spera che sappiano quello che fanno; pare che il flusso dei ricavi e dei profitti delle banche dell’eurosistema, senza il correttivo del Tiering della BCE, scenderà di 3-4 miliardi di euro, scenderanno anche i profitti delle banche centrali, trasferiti in parte ai loro governi.

La commissione europea ha ostacolato la politica espansiva del bilancio degli stati, ma il presidente della BCE, Draghi, ha attuato una politica monetaria espansiva e del taglio dei tassi; poi, accennando ai bilanci dei governi, ha invitato i governi di Germania e Olanda a spendere di più, perché hanno i conti pubblici in ordine, che permettono di rimanere nel patto di stabilità, anche con le maggiori spese; la Germania intende farlo con l’aumento della spesa per la lotta al cambiamento climatico, che dovrebbe favorire anche l’aumento del PIL.

L’operazione di tiering della BCE, sulla scia di quanto già fatto dalla FED, punta a un ulteriore taglio dei tassi d’interesse e a introdurre un nuovo QE; secondo le banche, il ribasso del costo del denaro ha avuto anche delle conseguenze negative sulle banche dell’eurozona e perciò, per ovviare ai problemi, interverrà il tiering della BCE di Francoforte, con un approccio graduale e differenziato.

Sui depositi in eccesso ai bisogni delle banche europee, una parte, cioè circa l’1% della raccolta, è depositata, come riserva obbligatoria minima, presso la BCE, ed è remunerata allo 0%. Dal 2015 la BCE, con il QE, ha acquistato dalle banche titoli di stato e bancari, perciò la liquidità degli istituti è aumentata e questi hanno iniziato a detenere, presso la BCE, più riserve del dovuto, sui quali la BCE ha applicato interessi negativi dello 0,4%, che hanno intaccato gli utili delle banche.

Le banche sono preoccupate per i tagli ai tassi d’interesse, nel mercato e presso la BCE, che ridurrebbero la loro redditività, senza il tiering, gli istituti continuerebbero a pagare tassi d’interesse negativi sui loro depositi presso la BCE, con esso invece potranno pagare o incassare lo 0%, riducendo l’impatto negativo della politica monetaria sui loro bilanci e sui loro utili. 

Tedeschi e olandesi si lagnano per la politica monetaria espansiva del QE e dei Tltro, ma il maggiore beneficiario di questa politica è stato la Germania, tra il 2008 e il 2018 Berlino, grazie al taglio dei tassi di Draghi, ha risparmiato 370 miliardi di euro in interessi sul debito pubblico, invece l’Italia ne ha pagati di più, con il rialzo dello spread favorito dalla speculazione. Per l’introduzione del nuovo QE, nel consiglio dì’amministrazione della BCE, è stata raggiunta con difficoltà la maggioranza, il governatore della banca centrale olandese ha affermato che la misura imposta da Draghi distorce i prezzi del mercato finanziario (già ampiamente distorto dalla speculazione) e, nel settore immobiliare, aumenta i rischi.

Da parte della BCE, a dicembre, si attende un altro taglio dei tassi e le banche temono che  ogni ulteriore riduzione inciderà sull’utile delle banche; con la nuova politica del tiering sulle riserve, per le banche dei paesi dell’Europa settentrionale, il beneficio anno  sarà di circa 4 miliardi di euro l’anno. La commissione europea ha vietato la politica espansiva di bilancio degli stati ma, con l’attuale politica monetaria espansiva della BCE, questi aiuti andranno per 50% alle banche tedesche e per il 12% a quelle italiane; si dice che la concessione è servita a Draghi per ottenere, dalle banche centrali del Nord Europa, l’approvazione del nuovo QE.

Gli stimoli monetari della BCE avvantaggeranno soprattutto le banche centrali core dell’Europa settentrionale. Le riserve depositate dalle banche europee presso la BCE, in eccesso sulla riserva obbligatoria, ammontano a 2 trilioni di euro che, con il tasso negativo dello 0,4% rappresentano un costo per le banche di 7,5 miliardi di euro annui. Per aiutare la redditività delle banche, il tiering sui depositi presso la BCE permetterebbe di non pagare l’interesse negativo dello 0,4%. Da rimarcare che la BCE ha concesso alla Germania di sottrarre le sue piccole banche popolari al servizio di vigilanza bancaria della BCE, mentre le casse rurali italiane non sono state sottratte, non si capisce la ragione di questo privilegio.

Attualmente, le banche sono disincentivate ad acquistare titoli pubblici a breve termine, i quali hanno rendimenti negativi anche inferiori allo 0,4%. La riserva obbligatoria è pari all’1% dei depositi ed è remunerata al tasso dello 0% d’interesse; sulla parte eccedente, la BCE percepisce lo 0,4%; sembra che la politica monetaria espansiva abbia alimentato i tassi negativi, riducendo i profitti delle banche che perciò, anche per questo, riducono il personale.

Draghi è convinto che l’euro è destinato a durare, chiede però l’unione fiscale dell’eurozona, cioè un bilancio comunitario UE con imposte proprie; da non confondere con l’armonizzazione fiscale, che si guarda bene dal chiedere, perché implica, per rafforzare il liberismo ed eliminare la concorrenza sleale, unificare i sistemi fiscali e abolire i paradisi fiscali. (Per le notizie, fonte: Ivo Invernizzi – riskcompliance.it – Gianluca Zappa – startmag.it – money.it).

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Le critiche mosse a Trump dagli “esperti” della televisione e dagli amanti del libero commercio, per il suo protezionismo, non tengono conto del deficit commerciale Usa, che Trump vorrebbe sanare; sarebbe strano che fosse protezionista la Germania, che ha un grande attivo commerciale e perciò, opportunisticamente, è contraria al protezionismo. Comunque, gli Usa possono affrontare il loro problema anche svalutando il dollaro, come ha sempre fatto l’Italia quando aveva, con la sovranità monetaria, la lira.

Lo stato è sovrano quando ha la potestà su un suo territorio, ha una sua moneta e un suo ordinamento esclusivo imposto al suo territorio, soggetto all’imposizione fiscale solo a suo favore; aderendo all’UE, l’Italia ha rinunciato a tutti questi privilegi. Lingua e religione sono caratteristiche meno importanti per lo stato, perché possono essere comuni con altri paesi.

Il popolo è teoricamente sovrano quando l’ordinamento giuridico discende solo da esso, con i referendum o tramite i suoi rappresentanti seduti in parlamento; in realtà, non è stato mai sovrano, è stato espropriato della sovranità da lobby, banche, società finanziare, partiti, multinazionali e da religioni organizzate per il potere. Il popolo è vittima dei predicatori  laici e religiosi e dell’informazione di stato, di religione o di parte. 

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 23/9/19)

ISLAM

Dopo agli attacchi iraniani alle petroliere nel golfo di Oman, il bombardamento di una grande raffineria Aramco saudita e dei relativi impianti petroliferi, può essere dovuto allo stato dell’Iran, colpito dalle sanzioni americane per il suo desiderio di dotarsi di armi nucleari e dalla crisi economica perché non riesce a vendere il suo petrolio. L’Iran sciita è nemico dell’Arabia e in Yemen sostiene gli Huthi, che alimentano una guerra civile contro il governo filosaudita; quest’azione bellica contro gli impianti petroliferi di Riad  ha, come conseguenza, l’aumento temporaneo del prezzo del petrolio che procura grossi guadagni agli speculatori.

Non dimentichiamo che gli stati, che hanno tre facce, sono abituati ad alimentare, oltre le guerre, complotti, provocazioni e terrorismo; anche la Siria è stata colpita da bombardamenti sulle sue infrastrutture petrolifere e da sanzioni sulle esportazioni di petrolio e perciò dei gruppi privati siriani l’hanno trasportato, in autobotti, in Turchia, a prezzo maggiorato, ma con uno sconto sul prezzo internazionale fatto lievitare dal conflitto.

Anche la Russia è stata colpita da sanzioni sulle esportazioni di petrolio e gas e perciò lo vende ai paesi che lo accettano, con lo sconto sul prezzo internazionale; è una grande occasione di guadagno per gli intermediari. In Teoria, l’aumento del prezzo del petrolio e questa grande speculazione potrebbero essere stati decisi da chi, sotto mentite spoglie, ha voluto l’attacco alla raffineria. Nel 1956, anche la crisi di Suez, con l’intervento militare di Francia, Egitto e Israele, fece aumentare di molto il prezzo del petrolio.

Accennando alle furbizie dello stato, in Egitto, l’ebreo Giuseppe, diventato coppiere del faraone, interpretò un suo sogno, che evidenziava che, a sette vacche grasse e sette spighe grandi di grano, sarebbero succedute sette vacche magre e sette spighe rinsecchite; perciò egli disse che, a sette anni di abbondanza agricola, sarebbero succeduti sette anni di carestia.

Il faraone, per sostenere la popolazione nei periodi di magra, negli anni di abbondanza, impose ammassi di grano. Con la carestia, il prezzo del grano aumentò, il faraone lo vendette agli altri paesi, riempì i suoi forzieri d’oro e il popolo rimase a pancia vuota e non ricevette benefici dal sogno interpretato da Giuseppe, né dalla politica degli ammassi del faraone. 

ITALIA

Pare che Salvini e Meloni, assecondando Berlusconi, vogliano essere meno sovranisti e vogliano riformare l’UE, per farla tornare alle sue origini; però Macron non è d’accordo e preferisce dirigere le mosse di Mattarella e Conte, con l’Italia protettorato dell’UE, cioè ha riformato il governo italiano. Macron e il presidente della repubblica tedesca, per rabbonire l’Italia e tenerla nell’UE, lisciano Conte e fanno continue visite a Mattarella,

Da parte dell’informazione televisiva italiana, stimatrice di Macron, in passato, si è parlato di Opa di Salvini su  Forza Italia, molto indebolita; ora si parla di Opa di Renzi sul PD, il quale vuole fondare un suo partito, che potrebbe avere un potere di veto o ricatto sul governo PD e M5S, soprattutto in vista delle nomine e poi per la scelta, nel 2022, del presidente della repubblica.

Come Renzi, Berlusconi potrebbe avere un potere di veto su un governo di destra, perciò Salvini farebbe meglio a tenerlo fuori, comunque, sembra che il sistema elettorale maggioritario, che Salvini chiede, non favorisca i ribaltoni.  L’Opa è un’offerta pubblica d’acquisto di azioni da parte di chi vuol assumere il controllo di una società, il quale fissa, inderogabilmente, un cospicuo numero di azioni da comprare e il relativo prezzo che, per incentivare l’operazione, è maggiore di quello di borsa.

L’Opa è subordinata al raggiungimento del numero di azioni da acquistare, cioè è un pacchetto chiuso, senza modifiche di quantità o di prezzo; è un forfait e significa prendere o lasciare. OPA significa offerta pubblica di acquisto e, rivolta al parlamento, significa offerta pubblica d’acquisto di parlamentari, come se il parlamento fosse un supermercato.

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In Italia per favorire il ricorso alle carte di credito e ai bancomat e per fare la guerra all’evasione fiscale, si parla di tassare il contante in c/c e al momento del prelievo; per l’uso di questi strumenti innovativi, basterebbe abbassare, per gli esercizi commerciali, i relativi costi bancari, perché spesso questi esercizi, anche senza carte, già rilasciano lo scontrino fiscale, mentre i professionisti e i piccoli riparatori domestici evadono.

Per favorire l’uso di moneta elettronica, invece di accanirsi solo sulla moneta Libra, occorrerebbe anche, coinvolgendo l’UE, limitare progressivamente le banconote in circolazione a quelle da 20 – 10 e 5 euro e limitare anche le monete a 10 – 20 - 50 centesimi, 1 e 2 euro, inoltre bisognerebbe abolire i paradisi fiscali, che favoriscono riciclaggio ed evasione; però la mafia, che è una lobby che vigila anche sulla legislazione, non è d’accordo, come farebbero gli spacciatori di droga, i corruttori e i corrotti?

EUROPA

Le banche, grazie a QE e Tiltro, sono piene di liquidità, ma banche, imprese e famiglie non vogliono indebitarsi, nemmeno a interessi zero; la recente liquidità a tre anni, offerta dalla Bce alle banche, è stata rifiutata, infatti, sono stati assegnati solo 2 miliardi di euro sui 35 offerti; le banche non si sono presentate all’appuntamento perché hanno fin troppa liquidità e hanno grandi depositi presso la BCE, oltre la riserva obbligatoria.

Mentre la commissione europea insiste con riforme strutturali, i governi puntano sulla flessibilità di bilancio, sulla creazione di posti di lavoro e sul rilancio dei consumi, la BCE e le banche cercano in tutti i modi di trovare nuovi debitori, anche se assistiti da garanzie. Tutti vogliono vendere e pochi comprano, perciò i prezzi scendono; mentre l’Italia è invitata a ridurre il suo debito pubblico, le banche rifiutano di indebitarsi con la BCE, nessuno vuole indebitarsi, nessuno vuole fare debiti, nemmeno a tasso zero.

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Il governo Conte 2, sedotto dall’UE, ha aderito all’accordo europeo d’intervento militare E12, che fa seguito al precedente accordo PESCO di cooperazione militare, nato nel 2017, ma le due organizzazioni non saranno fuse. Partecipano all’E12 Francia, Germania, Regno Unito, Italia, Spagna, Portogallo, Olanda, Belgio, Danimarca, Estonia e Finlandia e l’accordo potrebbe estendersi ad altri paesi. La Gran Bretagna non ha aderito al Pesco.

Ufficialmente e al momento, l’accordo integra la Nato e l’attività italiana si esplicherà soprattutto nel Mediterraneo, l’E12 sarà coordinato da un segretariato permanente nominato dalla Francia, che così assume il coordinamento militare dell’UE, aiutato da ufficiali di collegamento dei paesi aderenti. All’inizio la Germania aveva rifiutato la direzione francese, forse ha poi aderito perché consapevole che non avrebbero accettato una direzione tedesca.

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Dopo che gli Usa hanno deciso di tutelarsi dalle intromissioni tecniche, spionistiche e contrarie alla privacy del telefonino 5G cinese di Huawei, ora la violazione della privacy pare sia stata messa in atto anche con la SMART TV, la violazione dei dati personali è attuata da società di diversi paesi. Germania e Francia, per rendersi più autonome e sicure da Usa e Cina, hanno deciso perciò di creare un’infrastruttura autonoma di dati sovrani, memorizzati ed elaborati per l’Europa, creando un Claud europeo.

Anche il governo giallo-verde italiano aveva deciso di sganciarsi dalle imprese multinazionali del settore, come, Amazon, Microsoft, Google e Alibaba, affidando i servizi Claud della pubblica amministrazione a un Claud nazionale, nel quale sono però presenti Amazon, Microsoft, altre società private e società pubbliche come Infocamere. Ora il governo giallo-rosso dovrà decidere se accodarsi, com’è suo costume, alle mosse di Francia e Germania; sembra che sia il solo sistema per non essere isolati nell’UE.

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 16/9/2019)

PREAMBOLO

Oggi le armi nucleari sono, generalmente, un privilegio concesso alle grandi potenze e soprattutto a quelle vincitrici della seconda guerra mondiale, che siedono anche nel consiglio di sicurezza dell’ONU; i paesi possessori di armi nucleari fanno interventi militari all’estero ma, a causa  della loro deterrenza nucleare, non possono essere attaccati, ma subiscono solo attentati terroristici isolati. Non è sufficiente criticare solo le armi nucleari, che in pratica non si usano e funzionano solo da deterrente, bisogna sottolineare anche questo fatto.

L’allarme militare e nucleare serve agli Usa per aumentare le spese militari, la produzione industriale interna, l’occupazione e la domanda. In pratica, lo stato che ha armi nucleari, fa la guerra solo nel territorio di altri paesi, con le inevitabili distruzioni, allontanando la guerra dal suo territorio; l’Iran e la Corea del Nord l’hanno capito, perciò vogliono la bomba nucleare. La Liba e l’Irak non l’avevano capito, perciò hanno dovuto soccombere senza poter reagire; ciò detto, indipendentemente dalla caratteristica e dai demeriti dei regimi di Gheddafi e Saddam.

Deficit di bilancio e debito pubblico attestano, ufficialmente o apparentemente, lo stato di bisogno finanziario, evidenziato dall’informazione, da parte dello stato, che perciò può, con questo quadro, aumentare le tasse o mobilitare alla guerra. Per la sua condizione di bisogno o per lo stato di guerra, vero o conclamato, lo stato tassa, espropria, confisca, fa violenza, nazionalizza beni a carico di minoranze; mobilita anche i vecchi per la guerra. In pratica, ciò che è lecito allo stato, odierno o venturo, Italia o UE, non è lecito ai privati. 

ITALIA

Finalmente, l’europeista Mattarella, per superare la crisi economica, ha invitato l’UE a riformare il patto di stabilità, a ridurre l’austerità e i vincoli di bilancio, anche Conte si è mosso in tal senso e pare che l’UE, per fermare Salvini, sia disposta a concessioni in questi campi e nell’immigrazione, anche a riformare il trattato di Dublino; l’Italia ha proposto anche delle multe per i paesi che non accettano gli immigrati. Il presidente del consiglio d’Europa, il polacco Donald Tusk, con grande ignoranza, afferma che l’UE non si vuole accollare i debiti italiani; l’Italia non ne ha bisogno ma, con il fondo salvastati, ha pagato quelli di altri paesi, evidentemente egli ignora la situazione finanziaria, economica e patrimoniale di tutti i paesi dell’Unione.

Per il governo Austriaco, l’Austria non è una sala d’attesa per i profughi o presunti tali, per la Francia, che ci restituisce immigrati clandestini, deve esserlo solo l’Italia; con questa tesi, in Italia sono d’accordo mafia, televisione, chiesa, mercati, cooperative e ONG, mentre l’attuale governo italiano vorrebbe essere d’accordo, ma teme le reazioni negative all’immigrazione dell’elettorato; in fondo, è nato per bloccare l’ascesa di Salvini, impedendo il ricorso anticipato alle elezioni.

Anche il papa, che fa politica contro Salvini e a favore dell’immigrazione, ha i suoi grattacapi con altri uomini di chiesa e con i politici; ha detto che non teme uno scisma nella sua chiesa, in passato sempre sofferto, per cause dottrinarie e di potere nella chiesa. Si riferiva agli americani ma forse anche ai tedeschi; infatti, il cardinale tedesco Reinhard Marx è stato richiamato dal papa, che ha giudicato non vincolante, ma non l’ha vietato o condannato, un sinodo dei vescovi indetto dalla chiesa cattolica tedesca sui temi del celibato ecclesiastico, della morale sessuale e del potere dell’alto clero. 

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Roberto Gualtieri, laureato in lettere e professore di storia alla Sapienza, è diventato ministro dell’economia del governo Conte, senza una laurea in economia, pensavo che queste cose accadessero solo agli avvocati; dal 2014 al 2019 Gualtieri è stato presidente della commissione per i problemi economici e monetari del parlamento europeo; egli è stato acclamato dalle agenzie di rating e perciò la borsa di Milano sale e lo spread scende. Naturalmente, le maggiori imprese italiane si sono accodate e giudicano positivamente il nuovo governo di cui fa parte, si vuole che l’Italia rimanga fedele ai suoi padroni, cioè dentro la Nato, l’UE e l’euro e che mantenga l’equilibrio della sua finanza pubblica.

La collocazione euroatlantica dell’Italia è garantita dal PD, erede del PCI, finanziato con mille miliardi di lire, dall’URSS, con questa involuzione il PD, che ha sostituito la Lega al governo, è diventato l’interfaccia dell’UE, dei mercati e delle banche e offre maggiori garanzie alle istituzioni europee che si sono accanite contro l’Italia. Perciò Davide Sassoli è diventato presidente dell’europarlamento, Paolo Gentiloni è diventato membro della commissione europea per l’economia e Roberto Gualtieri è diventato ministro italiano dell’economia, appoggiato da Christine Lagarde, presidente della BCE.

Il PD, ufficialmente di sinistra, è in realtà un partito di destra, (Per andare a destra bisogna passare, diversamente dalle rotatorie, per la sinistra, altrimenti i lavoratori si ribellano); nel 2011 Gualtieri è stato negoziatore del Fiscal Compact, costringendo l’Italia a inserire in costituzione il pareggio di bilancio, inasprendo con ciò i vincoli di bilancio del patto europeo di stabilità, impedendo una politica espansiva anticiclica e favorendo il contenimento della spesa pubblica sociale e per gli investimenti pubblici. Gualtieri tranquillizza il grande capitale internazionale, che controlla, indirettamente, le istituzioni italiane, il governo italiano, la banca d’Italia e l’informazione italiana.

Poiché anche la Germania, senza rilievi della commissione  europea, vuole fare un deficit di bilancio, ora nell’UE anche Gualtieri critica le manovre restrittive di bilancio, chiede flessibilità di bilancio e vuole spese in deficit per il controllo climatico. Intanto il Canada pare stia robottizzando la sua agricoltura e, per la difesa europea svincolata dalla Nato, la Germania si rifiuta di lasciare il comando alla Francia. Nella prima e nella seconda guerra mondiale, l’informazione italiana, al servizio dello straniero, aveva criticato la decisione dell’esercito italiano di rifiutare un comando alleato unificato. 

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Mattarella, europeista e uomo del PD, ha chiesto all’UE una nuova politica sull’immigrazione e l’allentamento dei vincoli di bilancio, però il bilancio in deficit non era permesso a Salvini, il collante tra UE, PD, M5S e informazione era l’odio verso Salvini, ma nessuno ha sanzionato questo odio. Ora, per incitamento all’odio nella comunicazione, hanno oscurato su Facebook e Istagram,  Casa Pound e Forza Nuova.

Sembra il ritorno della censura, infatti, anche i No-Tav sono stati violenti nella comunicazione, naturalmente senza conseguenze; per combattere discriminazioni e neofascismo, vero o presunto, l’articolo tre della costituzione, la legge 205/1993 e l’articolo 604 del codice penale, difendono l’eguaglianza giuridica e la dignità delle persone, anche dalla violenza e dall’odio verbale, e condannano l’incitamento all’odio, razziale o meno.

La democrazia è un grande paravento propagandistico, perché la discriminazione politica, religiosa, di classe, di razza e di sesso permangono; incitano all’odio politica e religione e, chi dovrebbe sanzionarle, spesso fa finta di non vedere e di non sentire; anche le tribù arabe o africane si odiano e non se ne vergognano. Una chicca per tutte, in Usa i falliti sono espropriati della casa e poi possono riprendere a lavorare tranquillamente, come niente fosse successo.

In Italia, la loro casa è svenduta all’asta agli speculatori, rimane il loro debito residuo, sono iscritti nel registro dei falliti ed è loro revocato il credito bancario.  Per reagire agli attacchi a suo carico e al tradimento di Di Maio, Salvini fa male ad accostarsi a Berlusconi, che è europeista, papista e a favore dell’immigrazione incontrollata, potrebbe pagare di fronte ai suoi elettori, i quali però, per il momento, non sanno più a quale santo voltarsi. (Per le notizie, fonte: Marco Zacchera – Il Punto n.732).

EUROPA

La BCE ha come principale fine il controllo dell’inflazione, che perciò, secondo il suo statuto, non dove superare il 2% annuo; poiché quest’obiettivo, a causa della stagnazione economica e della domanda che non cresce adeguatamente, non è stato raggiunto, ha pensato di aumentare la massa monetaria, acquistando, al mercato secondario, titoli di stato degli stati dell’Unione. Quest’aumento della circolazione però non ha contribuito all’aumento dei consumi, della produzione e dei prezzi.

E’ molto strano il fatto che lo stato si debba preoccupare perché i prezzi sono troppo bassi, questi non aumentano, naturalmente a favore dei consumatori, perché la domanda è scarsa; ammettendo che per lo stato l’inflazione sia un salvavita, per aumentar i prezzi, basterebbe ridurre l’orario di lavoro a parità di salario, aumenterebbero costi di produzione, prezzi, occupazione, consumi, produzione e Pil. Sembra una cura socialista e sindacale, purtroppo oggi queste forze politiche, sedotte dal liberismo, sono appiattite sugli interessi dell’alta finanza e del capitale e perciò non ritengono di poter fare un torto a essi con un’idea del genere.

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Per i nuovi QE e Tltro della Bce, c’è scontro tra Draghi da una parte e Bundesbank, Germania, Olanda e Austria dall’altra, le nuove misure potrebbero abbassare i tassi sui mutui, favorire il credito per l’acquisto di abitazioni nuove o acquisite all’asta a basso prezzo e favorire la rinegoziazione dell’interesse sui mutui in essere; secondo Draghi, questi stimoli potrebbero favorire la crescita del Pil e ridurre le sofferenze bancarie. Difficile crederlo senza un aumento di salari e pensioni bassi.

Fino a ieri i depositi delle banche presso la BCE erano remunerati al tasso negativo dello --0,4%, adesso questo passa allo -0,5%, però chi, come banca Intesa, ha depositi oltre sei volte la riserva obbligatoria, ha un tasso pari a zero e perciò risparmia annualmente 100 milioni di euro. Secondo Draghi, in tal modo, le banche avranno più liquidità per i prestiti, minori costi, calerà ancora il rendimento dei titoli di stato e l’euro s’indebolirà, favorendo le esportazioni.

Queste misure dovrebbero penalizzare i piccoli istituti bancari con poca liquidità, ma non le grandi banche italiane. La politica monetaria della BCE ha, per statuto, il controllo dell’inflazione, per Draghi, l’aumento della domanda interna è compito del governo che la attuano con la politica fiscale o di bilancio o della spesa pubblica, tenendo però i conti in ordine, cioè escludendo il deficit, che, in realtà, può rilanciare la domanda.

Draghi ha detto che i paesi in surplus di bilancio e di esportazione devono fare più investimenti pubblici, ridurre le tasse e aumentare la domanda interna e, come Junker, ha ricordato che la Germania, con l’eccesso delle sue esportazioni, ha violato i parametri di Maastricht, favorendo l’indebitamento degli altri paesi; ma la commissione europea ha guardato solo al debito pubblico italiano e non pare essersene accorta.

Draghi ha poi ripetuto la solita litania della commissione europea, affermando che gli stati devono mettere in  ordine i conti, stimolare la crescita e ridurre la spesa corrente, cioè anche salari e pensioni; il che è contraddittorio con l’aumento di Pil e domanda. Alla prossima offerta di prestiti agevolati Tltro della BCE, le grandi banche italiane non  risponderanno, per le piccole banche europea c’è la disponibilità di 750 miliardi di euro. (Per le notizie, fonte: Gianluca Zappa – startmag.it).

USA

Negli Usa, nella gestione di risparmi e investimenti, i fondi BlackRock, Vanguard e SSGA hanno superato il sistema bancario, essi investono nelle azioni di grandi imprese, votano nelle loro assemblee e sono quotati in borsa; gestiscono 14.000 miliardi di dollari che costituiscono l’80% dei capitali gestiti da tutti i fondi, nelle prime 500 società Usa, la loro partecipazione azionaria è del 20,7%.

Questi fondi sono azionisti dominanti in imprese senza azionisti di controllo, perciò il dipartimento di giustizia e il governo federale vigilano a tutela della concorrenza, delle leggi antitrust, sui conflitti d’interesse e sulle manipolazioni del mercato e della borsa. Fino a oggi, si è detto che le banche sistemiche erano troppo grandi per fallire, ma oggi in Usa sono questi fondi che costituiscono il più grande oligopolio finanziario e ora si dirigono verso i mercati asiatico ed europeo.

La finanza poggia sui castelli di denaro che hanno un loro fragilità, polizze vita delle assicurazioni e fondi pensione delle banche, a causa del calo degli interessi, con  le spese di gestione, inflazione e insolvenze negli investimenti, non sono in grado di restituire il capitale versato in forma di rendita. Volevano fare concorrenza alla previdenza pubblica, ma hanno fallito, in Usa alcune assicurazioni private sono fallite.

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Nel 2018 il debito pubblico Usa, a causa del deficit annuale di bilancio, è arrivato a 22 trilioni di dollari, gli investitori stranieri detengono titoli pubblici americani per 19,4 trilioni di dollari. La bilancia commerciale americana è in forte passivo, la posizione finanziaria netta totale con il resto del mondo è stata negativa per 9,5 trilioni di dollari; perciò la Germania, che  critica il debito pubblico italiana, cresciuto con gli alti interessi alimentati dalle società dio rating, fa credito agli Usa, acquistando bond americani.

Nel 2018 il passivo commerciale con la Cina è stato di 420 miliardi di dollari, con l’UE per 169 miliardi di dollari, di cui 68 con la Germania e 32 con l’Italia, il passivo con il Canada è stato di 20 miliardi di dollari, di 67 miliardi con il Giappone; quello con la Cina, con i dazi, diminuisce e perciò la Cina disinveste in Usa. Gli Usa, per colmare il deficit di bilancio, s’indebitano con bond ad alto interesse, come ha fatto, fino al QE, l’Italia.

Il debito, essendo denominato in dollari inconvertibili, a parte gli interessi annuali, non sarà mai onorato, a meno che, il passivo commerciale, in cinquant’anni, non si trasformi in attivo commerciale che lo compensi; per raggiungere quest’obiettivo, bisognerebbe svalutare il dollaro del 50% e imporre dazi adeguati sulle merci importate prodotte anche in Usa. A causa di questa situazione, Trump si scontra con la Fed, chiedendo il ribasso dei tassi che fanno aumentare il deficit di bilancio americano.

Un’altra strada da percorrere, dopo aver riequilibrato bilancia commerciale e bilancio dello stato, è la denuncia unilaterale dei debiti, nel rinascimento l’Inghilterra lo fece con i banchieri italiani; gli Usa hanno la forza militare per farlo, dopo la seconda guerra mondiale, anche loro annullarono i debiti per le riparazioni di guerra dei tedeschi e quelli degli altri paesi europei. (Per le notizie, fonte: Salerno Aletta – startmag,it).

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 9/9/2019)

PREAMBOLO

Sulla spinta degli interessi economici e finanziari internazionali e non per volontà del popolo, si è affermata la globalizzazione economica e l’apertura delle frontiere, facendo perdere di vista gli interessi nazionali; il che, secondo un disegno occulto, avrebbe portato all’estinzione degli stati e al governo mondiale, allontanando il popolo dai centri del potere.  Da questa situazione ne è scaturito del malessere.

L’occidente si è indebolito economicamente e il resto del mondo, con i costi di lavoro, d’energia e imposte più basse e senza leggi contro l’inquinamento, grazie alle delocalizzazioni industriali, si è rafforzato; per il rafforzamento della paesi più deboli, queste scelte hanno funzionato meglio dei aiuti internazionali e dell’emigrazione. Dell’inquinamento non bisogna incolpare solo le multinazionali, gli stabilimenti industriali dei paesi emergenti, con la supervisione dell’ONU, dovrebbero essere soggetti alle stesse regole contro l’inquinamento di quelli occidentali, ma le multinazionali, che commissionano le leggi e influenzano la politica, per risparmiare, non le hanno volute.

Non bisogna ignorare che gli impianti delocalizzati in Cina e in India appartengono a multinazionali occidentali controllate da patti sociali, da consorzi di controllo o da grandi soci di riferimento, che ne influenzano le scelte, i piccoli azionisti, detti parco buoi, sono un paravento e contano poco, accade anche ai piccoli stati dell’UE; questi soci di riferimento sono anche uomini dei paesi orientali, come il sultano del Brunei.

Le istituzioni internazionali si stanno sfilacciando e il consiglio di sicurezza o dei privilegiati dell’Onu è separato dall’Assemblea, che è dominata dall’Islam, il G7 si è diluito nel G8 e nel G20, aumentando i conflitti interni. E’ cresciuta l’indifferenza, la diffidenza e l’ostilità, verso le istituzioni internazionali; anche le regole GATT sul commercio internazionale vanno strette, probabilmente questi conflitti saranno risolti, in qualche maniera, dai paesi deficitari nel commercio estero, come gli Usa, denunciando i loro debiti.

L’UE è divisa tra Francia e la Germania che ne rivendicano il dominio e il popolo italiano che, diversamente dai suoi governanti, vorrebbe essere indipendente; gli Usa e la GB da una parte e l’UE a trazione franco-tedesca dall’altra, pare si stiano staccando e si temono ritorni ai venti di guerra. Però tranquilli, c’è sempre chi afferma che, per amore della pace, è sempre meglio essere schiavi; l’Italia è un protettorato di Usa, Vaticano e UE; Cina e Russia fanno accordi e manovre militari e quest’ultima guarda con apprensione, non solo agli Usa, come afferma l’informazione, ma anche alla Germania e alla Francia, che è il suo paravento.

L’uomo non può autodeterminarsi o essere indipendente ideologicamente, perché vittima di una cultura e di una classe, per convenienza o per scelta ideologica, ha scelto di aderire a un partito o a una religione; come ai militari, il governo, sostenuto dall’informazione e dalla propaganda, gli  chiede di obbedire e di subire e non di manifestare libere preferenze con le elezioni.

Per gestirli meglio, i governi non vogliono uomini diversi perché essi sono animali sociali che seguono la logica di gruppo; con l’aiuto dell’informazione e della propaganda, sempre remunerate adeguatamente, li vogliono omologati al potere, spossessandoli della propria ragione, ma non sempre riescono in questa strategia che, in ogni modo, non favorisce il progresso dell’uomo ma i parassiti.

EUROPA

E’ guerra all’interno della BCE, tra chi, per lasciarsi alle spalle la crisi, chiede una politica monetaria espansiva, con il QE, con meno vincoli di bilancio e con il ribasso dei tassi, e dall’altra parte, i governatori delle banche centrali tedesca e olandese sono di parere opposto e sono legate all’equilibrio di bilancio; mentre il governatore della banca centrale francese è su posizioni intermedie e il governatore della banca centrale italiana è senza opinioni o, timidamente, non le manifesta.

I primi affermano che la BCE non può essere in ostaggio del mercato, però le misure attuate dopo il 2008, non sono state efficaci e ora le banche centrali, quando creano liquidità, sono sfidate anche dalle criptovalute private, mentre le banche commerciali creano denaro con i prestiti. Insomma, le banche centrali, come la FED e la BCE e come la banca centrale giapponese, hanno creato liquidità senza stimolare l’economia, non hanno incrementato il credito all’impresa e i consumi e il denaro creato è rimasto bloccato nei depositi bancari; però Mario Draghi, ha cercato, con qualsiasi medicina, di salvare l’euro.

Perciò il sistema delle banche centrali e delle banche commerciali hanno perso il ruolo di moltiplicatori della massa monetaria e ora sono minacciate anche dalla privatizzazione nella creazione del denaro che, togliendone il monopolio alle banche centrali, ne riduce il ruolo anche nella politica monetaria. In alcuni casi l’indipendenza della banca centrale è stata messa a rischio dal potere politico, infatti, in Turchia, Erdogan ha licenziato il governatore della banca centrale e Trump si è scontrato con il presidente della Federal Reserve. Erdogan, assillato dalla crisi, ha affermato se se non si trova usa soluzione per la Siria, malgrado i 6 miliardi di euro ricevuti dall’UE per contrastare l’emigrazione dei profughi siriani, riverserà in UE milioni di profughi; è’ un altro caso di mancato rispetto degli accordi, anche se la Germania afferma che solo l’Italia non li rispetta.

Ora le banche centrali nazionali dell’UE svolgono la funzione di sportelli della BCE, sia nella creazione di moneta sia nella vigilanza bancaria, perciò sono diventate quasi inutili; del resto, a Praga esiste ancora l’ambasciata d’Italia, anche se la repubblica ceca fa parte dell’UE e in Italia, per non licenziare dei  burocrati, non si riesce ad eliminare gli enti inutili. Il progetto di moneta privata Libra di Facebook è appoggiato da Visa, MasterCard e PayPal e perciò potrebbe diventare una moneta privata parallela di successo che, togliendone il monopolio alle banche centrali, dopo che queste l’hanno tolto agli stati, contribuirebbe alla dissoluzione degli stati.

Fino a oggi, con la moneta, gli stati hanno finanziato il loro bilancio e le banche commerciali hanno guadagnato lucrando con la moneta bancaria, perciò la moneta è stata il moltiplicatore e il distributore di pane e pesce, a vantaggio delle banche che controllano le banche centrali delle quali sono soci; stringendo i cordoni della borsa, finanziano e controllano lo stato e i giornali.

Le banche centrali, più che puntare al bene comune, hanno tenuto alla loro indipendenza dal potere politico, cioè verso lo stato, il quale ha rinunciato alla sua indipendenza dalla banca centrale, cioè i due poteri non sono reciprocamente indipendenti, come accade agli organi costituzionali dello stato; infatti, si afferma che, in Italia, la banca d’Italia, con l’insipienza della politica, ha divorziato dal Tesoro dello stato.

Con l’emissione delle banconote, in teoria, spesso smentita, secondo i fautori delle banche centrali e dalla loro indipendenza, queste possono regolare le fluttuazioni economiche cicliche e fare da stabilizzatori economici; mentre in guerra gli stati, con l’emissione monetaria incontrollata, alimentano l’iperinflazione e, in tempo di pace, anche il deficit spending può portare a questo risultato e non alla stabilizzazione economica e monetaria. Probabilmente la medicina deve essere dosata e limitata e deve essere somministrata dallo stato, se vuole essere sovrano, e non dalle banche centrali o commerciali che sono  società private, però anche lo stato, per tanti versi,  sembra un’impresa privata.

Il presidente della BCE, Lagarde, pari si sia messa sulla scia di Draghi, vuole una politica monetaria e chiede agli stati una politica di bilancio, con il rispetto del patto di stabilità del 1997; il presidente della commissione europea, Ursula Von Der Lyen, è favorevole a ridurre il rigore di bilancio, l’austerità e a concedere maggiore flessibilità di bilancio, purché sia salvaguardata l’attuazione, da parte degli stati, delle riforme strutturali in materia di lavoro, imprese e imposte. Forse Ursula vuole rabbonire gli italiani, staremo a vedere perché l’UE, che era un dogma per tanti politici e giornalisti nostrani, si è dimostrata spesso fallace.

ITALIA

L’Italia deve uscire dalla gabbia dell’euro e riconquistare la sovranità monetaria e normativa e deve nazionalizzare la Banca d’Italia, sottoponendola al controllo del Tesoro; l’istituto d’emissione, con l’autorizzazione dello stato, deve mettere in circolazione la nuova lira e il Tesoro deve vendere titoli pubblici solo agli italiani, a basso interesse,   perché il risparmio e la domanda interna non mancano. In tal modo, lo stato non avrà più bisogno di venderli a speculatori esteri; però, dovrà cercare di combattere l’inflazione e di lottare contro la disoccupazione e la povertà, dovrà tutelare il risparmio.

Lo stato italiano  può forzosamente abbassare gli interessi dei titoli pubblici in circolazione o allungarne la scadenza, oggi l’abbassamento degli interessi non è opportuno perché questi sono scesi di molto e perché si andrebbe, ingiustamente, a colpire il mercato secondario che ha acquistato i titoli a prezzo più alto del valore nominale. L’allungamento delle scadenze è utile solo quando i titoli non si possono rinnovare e lo stato è in pericolo di default; per ridurre il debito estero, si può compensarlo con i crediti verso l’estero o denunciarlo.

Sui media imperversa il terrorismo europeista però, secondo alcuni studi che valutano la posizione valutaria degli stati con l’estero e il loro bilancio pubblico, la lira si svaluterebbe nei confronti della Germania e si rivaluterebbe nei confronti di Francia e Spagna: Oggi il governo italiano, non potendo svalutare la moneta, ha invece proceduto alla deflazione o svalutazione interna di salari e pensioni, sacrificando con ciò, domanda e produzione interne. Ad ogni modo, viste le fluttuazioni monetarie, sarà opportuno, per garantire la domanda, reintrodurre anche la scala mobile.

Con la lira, il debito estero deve essere fissato in lire, nel rapporto di uno a uno, l’uscita dall’euro deve essere accompagnata dal controllo sul movimento dei capitali; del resto, nel 2013 Cipro introdusse misure contro l’uscita dei capitali, avallate dall’Unione Europea, in UE non ci possono essere figli e figliastri. Nel nuovo quadro, devono essere nazionalizzate le banche maggiori, sottraendole così alle norme penalizzanti dell’EU, come il bail-in e altre regole che non hanno salvato dal dissesto altre banche europee. In tal modo, si ridurrà il debito pubblico.

Le maggiori banche italiane e la banca centrale devono acquisire i BTP detenuti dalla Bce, pari a 250 miliardi di euro; la speculazione internazionale ha troppo guadagnato con il debito pubblico italiano e con le regole dell’UE sull’austerità. Il Giappone non è esposto verso la speculazione internazionale, anche se ha un debito pari al 220% del Pil, mentre l’Italia ne ha uno pari al 135%, perché ha la sovranità monetaria e perché i suoi bond sono acquistati solo dai suoi cittadini.

Lo stato deve nazionalizzare i settori strategici dell’economia, nei settori energia, banche, telecomunicazioni, acqua, trasporti pubblici e difesa; la rottura con l’eurodittatura è la premessa per far ripartire, oltre l’economia italiana, la lotta per l’eguaglianza, per la sovranità nazionale e popolare, per la democrazia, per la solidarietà e per la liberazione del popolo. (Per le notizie, fonte: programma 101 – sollevazione - sinistrainrete.info).

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I tedeschi non si fidano degli italiani perché li ritengono schiavi comprati che si potrebbero ribellare, non è accaduto solo nel corso della seconda guerra mondiale; infatti, la Germania fa grandi affari con la Cina e sta realizzando una via della seta ferroviaria con essa ma, per la via della seta marittima tra Italia e Cina, l’UE, a trazione tedesca, ha affermato che l’Italia doveva chiederle l’autorizzazione. In Generale, francesi,  tedeschi e austriaci, nel corso di secoli, per il dominio della penisola, si sono scontrati in Italia, ma adesso, si sono alleati contro l’Italia; il fatto è che i tedeschi hanno un alto senso della storia e perciò, conservando le loro ambizioni, dalla storia imparano.

La storia è maestra della vita e le sue vicende, come affermava Giambattista Vico, si ripetono, d’altra parte, la Germania è sempre attratta dall’Italia, il disprezzo di francesi e tedeschi per gli italiani è quello della volpe che, non potendo arrivare all’uva, afferma che è acerba. Karlheinz Deschner, nella “storia criminale” ha scritto che la Germania, desiderando l’Italia, con le guerre aveva esaurito tutte le sue energie, soprattutto però per andare in soccorso del papa, minacciato dagli stati italiani, perciò la Germania, come l’Italia, aveva raggiunto l’unità in ritardo.

Anche i franchi erano accorsi, chiamati dal papa contro i longobardi che volevano unificare l’Italia; i francesi intervennero, durante il risorgimento, anche contro la repubblica romana di Mazzini, invece gli italiani hanno combattuto, con Napoleone e con Garibaldi, contro i tedeschi. Recentemente, l’Italia era diventato il paese più europeista, ma ora, con l’asse franco-tedesco, nonostante gli impieghi finanziari tedeschi a favore di media e politica italiana, l’Italia è diventato il paese europeo meno europeista; ora i tedeschi, sempre attratti dall’Italia, per risolvere il loro travaglio esistenziale, si sono alleati con i francesi contro gli italiani.

Macron sta al gioco, sempre insultante contro gli italiani, la sua alleanza con Merkel, con il papa e con Mattarella e con il suo sostegno all’immigrazione solo in Italia, ne dovrebbero favorire la dissoluzione. Storicamente, Francia e Germania, compresa l’Austria, hanno potuto contare sulle divisioni italiane e sulla collaborazione dei papi di turno. Il papa chiamava lo straniero per difendersi dagli italiani e per impedire l’unità italiana.

Durante la prima guerra mondiale, i’imperatore di Germania promise al papa, in caso di vittoria, Roma con un corridoio fino al mare, forse il papa voleva farne un paradiso fiscale. Finita la guerra, il governo italiano impedì al papa di partecipare alla conferenza di pace, di questi fatti, la televisione papista italiana, cioè la RAI o radio apostolica italiana, non ci ha raccontato niente.

Ancora oggi Vaticano, Francia e Germania, sono uniti contro il popolo italiano, sostenuti da governi collaborazionisti italiani, com'è spesso accaduto nella storia italiana; il risultato di questi sforzi, con  o senza dissoluzione dell’UE, potrebbe portare alla divisione dell’Italia tra Francia, Germania e Vaticano e Di Maio, adeguatamente compensato, potrebbe diventare il governatore di Napoli. 

Per favorire la crisi del governo tra Lega e M5S e per impedire le elezioni anticipate, la Merkel ha esercitato pressioni su PD e Mattarella, tuttavia, l’informazione, parla dai disordini in Russia, della crisi in Iran e dei dazi di Trump, ma non fa piena luce sulla situazione negli altri grandi paesi dell’Unione. La Spagna ha rinnovato più volte il governo con le elezioni, non ha un governo stabile e ha una situazione critica del bilancio e dell’economia.

In Germania le esportazioni diminuiscono progressivamente e alla maggioranza tra democristiani e socialdemocratici sta subentrando una maggioranza tra destra e verdi; la legge elettorale francese ha ostacolato la rappresentanza di destra e sinistra e il governo, a causa delle accese manifestazioni di piazza, non riesce a fare le riforme strutturali, soprattutto in materia di pensioni e di pubblico impiego.

In Italia il governo PD-M5S ha la maggioranza nel parlamento ma non nel paese e perciò Mattarella non vuole le elezioni anticipate, le banche appoggiano sempre il PD e, con il nuovo governo, i ministri e i sottosegretari sono in maggioranza meridionali; alle elezioni europee di maggio scorso, la Lega ha dominato nel nord e nel centro, dove ha soppiantato il PD, mentre in Italia meridionale PD e M5S sono la maggioranza. Questa crisi non è solo economica, ma anche politica e pare stia spaccando l’Italia.

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (2/9/2019)

EUROPA

L’Unione bancaria europea e la relativa vigilanza esclusiva sulle banche dell’eurozona da parte della BCE, con le banche centrali nazionali diventate sportelli della stessa, è nata nel 2012, con lo scopo di interconnettere le banche dell’Unione; questo processo, già iniziato, si era arrestato con la crisi del 2008, che aveva fatto scendere di molto questa interconnessione.

Con la crisi bancaria, i capitali investiti erano stati rimpatriati in Germania e Francia e le banche creditrici di questi paesi hanno beneficiato del meccanismo europeo di stabilità, cioè del rimborso dei loro crediti verso la Grecia e altri paesi; a detta degli economisti di corte, questa situazione però metteva in pericolo la permanenza della moneta unica e poteva comportare il default di alcuni paesi. L’Unione bancaria prevedeva la vigilanza bancaria unica in capo alla BCE, la garanzia sui depositi e imponeva la risoluzione interna a copertura dei crediti deteriorati o il bail-in, a carico di azionisti, obbligazionisti e risparmiatori, fino al fallimento della banca.

Però, la garanzia europea sui depositi non è mai entrata in vigore e, senza una norma transitoria per il passaggio al nuovo regime, in Italia sono stati penalizzati i detentori di obbligazioni subordinate presso banche locali, che sono state colpite anche dalla corsa agli sportelli e dalla crisi di liquidità. Al vertice della BCE, l’italiano Mario Draghi, al servizio della Germania, aveva ignorato, tra i crediti a rischio, i derivati in mano alle banche tedesche e il rischio della speculazione di mercato che la BCE non ha ostacolato ma, contro l’Italia, ha anzi favorito, si parla della speculazione sui debiti sovrani.

Il rischio dei derivati tedeschi non era stato rilevato, per un singolare privilegio e per la discrezionalità riconosciuta dalla BCE ai revisori bancari tedeschi; inoltre, per strabismo di Draghi e per distrazione dei rappresentanti italiani nelle istituzio