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Nunzio Miccoli


 

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 11/3/2019)

USA

Gli Usa hanno cercato di disinnescare la minaccia nucleare nordcoreana, anche per proteggere Corea del sud e Giappone, legati agli Usa dal punto di vista economico e militare; gli Usa, nel confronto economico e militare con la Cina, hanno bisogno di alleati, con questo paese vogliono riequilibrare i rapporti commerciali e non intendono più trasferire alla Cina tecnologia americana.

A prescindere da quello che raccontano Wall Street e i notiziari della televisione, nel 2018 gli Usa hanno avuto un deficit  commerciale di 600 miliardi di dollari, il bilancio federale ha un deficit del 4% rispetto al Pil e lo stato ha un debito pubblico di 22.000 miliardi di euro, con gli interessi che costituiscono, per importanza, la terza voce di spesa, mentre le armi sono la prima. Questi interessi, fino a oggi, sono serviti ad attirare i capitali esteri che pareggiano il deficit commerciale.

Invece il Giappone, che ha un debito pubblico pari al 240% del Pil, come la Germania, paga interessi zero sul debito pubblico, pareggia il deficit annuale con l’attivo commerciale e vende i bond di stato soprattutto ai suoi cittadini; il Giappone, con il disavanzo di bilancio, finanza spesa pubblica e investimenti infrastrutturali, all’Italia è vietato dallo spread e dall’UE. La delocalizzazione industriale americana, nata negli anni ottanta per ridurre i costi, ha portato a questa situazione e le imprese americane che fanno profitti all’estero, non li fanno ritornare in patria, ma li usano per speculare nel mercato finanziario internazionale.

Oltre i debiti dello stato americano, esistono quelli delle famiglie e delle imprese, nel 2018 la posizione debitoria netta degli Usa è stata di 8.000 miliardi di dollari, ai quali vanno aggiunti i derivati, che sono debiti per amministrazione pubblica, imprese e privati e crediti deteriorati di difficile realizzo in mano alle banche. Per pareggiare la bilancia commerciale, gli Usa non svalutano adeguatamente il dollaro, perché, assieme agli interessi, attirano capitali dall’estero e difendono il ruolo del dollaro come moneta di riserva e di commercio internazionale, anche questo ruolo ne tiene su la quotazione e aiuta il deficit commerciale americano.

In questo momento d’incertezza, Cina, Giappone e i paesi del Golfo non comprano più Titoli del Tesoro americano e, probabilmente, non rinnoveranno quelli a scadenza nelle loro mani, la Russia si è già disfatta di questi titoli. A rigor di logica, per una nazione militarmente agguerrita e al riparo di aggressioni, è questo il momento per denunciare il suo debito estero, sottraendosi anche ai suoi impegni internazionali.

Tra Usa e Filippine esiste un trattato di difesa del 1951 e le Filippine lo vogliono usare per lottare contro le rivendicazioni cinesi sul mare cinese meridionale, ma gli Usa non vogliono difendere queste pretese territoriali delle Filippine, anche perché la Cina ha promesso altri investimenti in Usa. Di fronte alle sanzioni Usa, la Russia, che è legata da un patto militare con la Cina, con la quale fa anche esercitazioni militari, ha affermato che la politica estera di Mosca poggia sulla pazienza strategica.

Per ridurre le spese, gli Usa ritirano le truppe da alcuni paesi e chiedono agli alleati di aumentare il loro impegno militare. Secondo alcuni esperti, nel 2019 il terrorismo, coltivato, come la guerra, a turno da tutte le potenze, come modo di fare politica, e poi sfuggito anche dalle loro mani, declinerà momentaneamente nel mondo. Gli Usa affermano di aver sconfitto il califfato in Siria, ma i curdi combattono ancora.

Migliaia di civili fuggono da Baghouz, enclave siriana fino a oggi controllata dall’Isis, dove sono trincerati miliziani e terroristi che non vogliono arrendersi; tra gli sfollati ci sono arabi, europei, asiatici e africani, tutti di fede islamica e soprattutto donne e bambini; Trump ha invitato i paesi europei a riprendersi i loro cittadini, ma questi nicchiano. L’Isis si difende con droni, mine antiuomo, razzi e kamikaze, gli Usa attaccano con gli aerei; in una fossa comune di Baghouz sono state trovate le teste mozzate di donne yazide rapite dall’Isis, che hanno rifiutato di convertirsi all'islam. (Fonte: Guido Salerno – Marco Orioles startmag.it - . teleborsa.it – policymakermag.it .)

EUROPA

Per sostenere la liquidità interna delle banche dell’E, per il 2019 la BCE ha deciso di fare prestiti Tltro alle banche in difficoltà allo 0% e, per stimolarle le banche a prestare alle imprese; ha deciso di remunerare i depositi bancari allo 0,4% negativo; per quanto riguarda il programma di quantità easing scaduto il 31/12/2018, relativo all’acquisto di obbligazioni pubbliche e di grandi aziende europee, i rimborsi dei titoli in scadenza saranno reinvestiti fino al rialzo dei tassi.

Gli stati sovrani finanziano il deficit pubblico emettendo titoli di stato e stampando moneta, ora l’Italia può solo vendere i Btp, in prima emissione e ad alto rendimento, alle banche e non a Bankitalia, ma la Bce vorrebbe che le banche italiane riducessero i Btp nel loro portafoglio, i quali sono per esse anche una riserva di liquidità, la Bce chiede anche la loro ricapitalizzazione ed è ferma a imporre il limite del 2% annuo per l’inflazione.

La vendita di questi titoli molto redditizi, anche a causa dello spread, apprezzati anche nel mercato internazionale, rispetto a quelli tedeschi che non rendono niente, andrebbe a vantaggio di banche dell’Europa settentrionale, di Bundesbank, Bce e DeutsheBank; inoltre, l’aumento di capitale delle nostre banche più solide, come banca Intesa, che s è sempre espressa contro la ricapitalizzazione, potrebbe comportare il loro assorbimento da parte di altre banche nordeuropee. Per quelle piccole e in  difficoltà, la politica della Bce pare più adeguata, anche se discriminatoria con il bail-in, il FMI loda la decisione della Bce di rimandare il rialzo dei tassi d’interesse.

L’inflazione controllata, tenuta a bada dalle Bce, si è accompagnata alla stagnazione del Pil e della domanda e denuncia la deflazione e il calo dei salari reali; con la scusa dell’equilibrio di bilancio, per contrastare il basso costo del lavoro dei paesi emergenti, la commissione europea ha puntato sull’austerità, poi la Bce, per stimolare la produzione e i prestiti alle imprese, ha varato il QE che ha solo favorito, con l’aumento della liquidità, la speculazione finanziaria.

Con l’aumento della liquidità, il quantitative easing doveva aumentare, con i prestiti, anche i prezzi, perché i prestiti alimentano la moneta bancaria e con essa anche i prezzi; la Bce ha mancato di raggiungere suo obiettivo e ora il problema è il calo del Pil e della domanda e non i prezzi, che aumentano con l’aumento della domanda che non c’è stata. Non si possono curare i sintomi, come fa la medicina, ignorando la causa delle malattie che non si riescono a curare.

Per chi non ha mutui a tasso variabile, l’inflazione è un trasferimento di risorse dal creditore al debitore, il che è positivo, mentre i lavoratori devono essere indennizzati con l’indicizzazione dei salari. La moneta può essere d’oro, d’argento, costituita da grano o altra materia prima, cartacea, bancaria, di conto, di conto corrente, virtuale, elettronica, ecc; quella che produce inflazione, quando è creata in eccesso, è soprattutto quella cartacea.

La moneta, prodotta senza limiti, favorisce l’inflazione, cioè la sua perdita di valore; sotto questo aspetto, sono inflattivi il deficit del bilancio dello stato e l’attivo commerciale con l’estero. Tutti i paesi sovrani, per i regolamenti interni, dovrebbero avere una moneta interna; invece, per i regolamenti monetari internazionali, servirebbe una moneta di conto, fatta dalla media ponderata delle maggiori monete del mondo, simile ai DSP del Fmi; il commercio internazionale andrebbe fatto con il baratto regolato in questa moneta.

I paesi dovrebbero acquistare all’estero in base a ciò che vendono all’estero, tenendo conto anche di turismo e di rimesse degli emigranti; tutti i paesi, per difendere la loro produzione, hanno diritto di applicare dazi all’importazione, ma non lo potrebbero fare quando hanno con l’estero una bilancia valutaria attiva; in tal modo, cesserebbe credito e debito estero, assieme alla massa finanziaria utilizzata dalla speculazione internazionale. I regolamenti valutari esteri andrebbero fatti in clearing, cioè con compensazione e con la moneta internazionale di conto.

ITALIA

La Cina e l’Italia, con la partecipazione delle sue società Leonardo - Finmeccanica e Terna, hanno deciso di cooperare nello sviluppo della nuova via della seta o BRI, il testo dell’accordo sarà firmato a breve e perciò il presidente Xi è atteso a Roma; si prevedono cinque corridoi terrestri e uno marittimo, con terminale marittimo, via Suez, il porto franco di Trieste, che dovrebbe collegare la Cina all’Italia.

Il piano di collaborazione infrastrutturale prevede la realizzazione di autostrade, reti ferroviarie, ponti, porti e telecomunicazioni; l’Italia è il primo paese del G7 a partecipare al progetto, dopo altre settanta nazioni del mondo; poiché l’Italia fa parte dell’alleanza atlantica, gli Usa, gelosi dei successi cinesi, stizziti, hanno reagito negativamente al progetto e alla disponibilità italiana, il governo italiano ha cercato di fornire loro delle rassicurazioni.

L’Italia diverrebbe partner privilegiato della Cina, in materia di commercio, finanza, investimenti e cooperazione in genere; essa s’impegna a fare lobbying a Bruxelles a  favore della Cina; al momento l’UE non sembra interessata a cooperare, a questi progetti, con Pechino, gli Usa sono contrari,  Conte e M5S sostengono il progetto, invece la Lega, filoamericana, pare più tiepida.  

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E  POLITICA NEWS (lunedì 4/3/2019)

EUROPA

Il ministro dell’’Industria tedesco, Peter Altmaier, con un documento, ha impostato la strategia industriale del paese per il 2030; ha affermato che la Germania è in ritardo nell’innovazione tecnologica, rispetto a Cina e Usa, eppure al summit dell’UE, tenuto a Lisbona nel 2000, si era promessa la coesione sociale e un’economia basata sulla conoscenza e sull’innovazione.

Invece non si è fatto nulla e la Germania è rimasta ancorata al modello industriale tradizionale, soprattutto automobilistico, e, con l’austerità, ha imposto ai paesi dell’Unione di migliorare la competitività e l’equilibrio di bilancio, sacrificando il salario. Dal 2000, quattro riforme Hartz sul lavoro, nel 2017 hanno fatto scendere la sua remunerazione dal 62,11% al 52,94% del Pil, in Italia dal 50,7% al 44,2% del Pil.

Nello stesso periodo in Germania gli investimenti sono passati dal 23% al 20,3% del Pil, la prossima crisi potrebbe far saltare le banche tedesche, per i suoi impiegati in derivati e prestiti rischiosi a paesi esteri e senza garanzie. Grazie alle esportazioni, nel 2017, la posizione finanziaria della Germania verso l’estero presenta un attivo di 1.771 miliardi di euro, mentre gli investimenti esteri in obbligazioni pubbliche e private tedesche, con gli interessi soprattutto negativi, sono pari a 1.111 miliardi di euro, con 982 miliardi di debito pubblico in mano soprattutto a stranieri.

Oggi la riduzione del peso dei salari non basta a garantire la competitività dell’industria, lo stato dovrebbe creare le condizioni ottimali per la crescita economica e contrastare le acquisizioni estere, soprattutto cinesi, d’imprese tedesche ad alta tecnologia; un fondo sovrano tedesco dovrebbe acquisire le partecipazioni in aziende strategiche da nazionalizzare. Il governo tedesco so sta muovendo in questa direzione.

L’industria tedesca non ha esteso adeguatamente l’informatizzazione, i computer, i robot, le biotecnologie e l’intelligenza artificiale, oggi la produzione di televisori è in mano giapponese e coreana e quella di smartphone è in mano cinese e coreana. La Germania, per ridurre i costi, ha delocalizzato industrie in Europa orientale, esportando all’estero tecnologia e produzione, ma dovrebbe imparare proteggere dagli stranieri la tecnologia delle sue grandi industrie.

Secondo le statistiche, la Germania è in recessione nel settore manifatturiero, nei servizi, nelle costruzioni e nel commercio estero, perciò le previsioni di crescita del Pil all’1%, sono a rischio di ribasso; anche a causa dei dazi americani; come accade in Cina, il saldo del commercio estero è largamente positivo e, con la sottovalutazione dell’euro, favorisce gli squilibri di altri stati e il loro indebitamento; ad ogni modo, come ha fatto con i derivati americani, a causa della diarchia Francia-Germania, la Germania, per aiutare la Francia, ha acquistato parte del debito estero francese. (Per le notizie: Guido Salerno Aletta – starmag.it).

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Anche se l’UE, seguendo gli Usa, ha riconosciuto la presidenza Guaidò in Venezuela, esageratamente, gli Usa hanno minacciato Maduro d’intervento militare e lì’UE gli ha inviato un ultimatum; però l’Ue, aggirando le sanzioni Usa, vorrebbe continuare a fare affari con l’Iran e la Russia, il che, alla lunga, potrebbe portare al divorzio tra Usa e UE. L’UE, a direzione franco-tedesca, slitta verso est; gli Usa sono contrari al gasdotto Nord Stream 2 proveniente dalla Russia e hanno avvertito che le compagnie tedesche partecipanti al progetto potrebbero essere sanzionate dal governo americano.

Trump vuole fornire gas liquefatto all’Europa, al posto della Russia, perciò ha fatto accordi con la Polonia, gli oppositori del gas russo sono Polonia, paesi baltici, Regno Unito,  Irlanda, Danimarca, Svezia e Croazia; per solidarietà verso gli Usa, anche Francia e Italia. Per lo più, questi paesi vogliono contrastare la penetrazione russa in Europa occidentale. La posizione dell’Italia è singolare perché è stato il primo paese europeo a importare gas dalla Russia, con  un gasdotto costruito dall’Eni.

Per quanto riguarda i negoziati commerciali tra Usa e UE, per il momento gli Usa non hanno imposto i dazi del 25% sulle auto europee, però vogliono includere nell’accordo l’agricoltura e gli europei sono contrari. Bruxelles non vuole riaprire la partita sugli accordi di libero scambio, ha sabotato gli accordi TTIP e ha fatto concessioni solo per l’importazione di soia e gas dagli Usa.

E’ in gioco il legame transatlantico e le cose, probabilmente, non cambieranno con il prossimo presidente degli Usa. La Nato sta svolgendo una esercitazione navale nel Mediterraneo e Trump vuole che Usa e UE facciano fronte comune contro la Cina, che accusa di pratiche commerciali scorrete, sussidi alle imprese esportatrici, furto di tecnologia Usa e basso valore dello yuan. Vuole proteggere gli Usa dai giganti delle telecomunicazioni cinesi Huawei e ZTE, perciò gli Usa stanno esercitando pressioni sugli alleati europei per dissuaderli, per motivi di sicurezza, dall’affidare le reti 5G alle due compagnie cinesi.  (Federico Punzi – La Stampa).

ITALIA

I servizi segreti italiani hanno presentato una relazione al capo del governo italiano, che afferma che Usa, Gran Bretagna, Francia e Germania stanno facendo lo screening degli investimenti stranieri in questi paesi; l’Italia pare in ritardo anche su questo fronte. La Francia ha sottratto alla libertà degli investimenti dall’estero la sicurezza interna e la difesa, includendo cyber sicurezza, intelligenza artificiale, robotica, stampa 3D e semiconduttori.

La Germania ha fissato al 10% la partecipazione estera nei settori della sicurezza interna, della difesa, energia, telecomunicazioni e informazione. La Gran Bretagna ha limitato la partecipazione estera in piccole aziende innovative iglesi operanti nella difesa, computer, tecnologia quantistica, inasprendo i controlli. Non sappiamo se la vecchia politica italiana, amante del liberismo, della globalizzazione, dell’europeismo e dell’atlantismo, abbia deciso di adeguarsi a queste novità.

Gli Usa, per mezzo dell’intelligence, sorvegliano tutti i tentativi esteri di acquisire il controllo d’imprese statunitensi, nel campo di tecnologie e infrastrutture critiche e dei dati sensibili personali. Sorvegliano gli investimenti capaci di favorire lo spionaggio, come gli investimenti immobiliari esteri vicini a installazioni militari, a porti e aeroporti. (Fonte: Startmag.it).

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Antonio Fazio, ex governatore della Banca d’Italia, dope le diatribe sull’oro depositato presso la banca d’Italia, che si è proposto di vendere, ha affermato che in UK e USA l’oro della banca centrale appartiene al Tesoro, invece in Italia, Francia e Germania appartiene alla banca centrale, che in Italia è, purtroppo, privata. I nazisti sottrassero quest’oro alle banche centrali e furono costretti a restituirlo, nel 1997 il governo italiano utilizzò parte di queste riserve auree per ridurre il deficit di bilancio.

Gli statuti di Bce e delle banche centrali disciplinano la materia, nell’UE quest’oro s dice che serva a garantire la stabilità dell’euro, una parte dell’oro italiano è depositata a Francoforte, Londra e New York; tuttavia, l’Inghilterra ha venduto parte delle sue riserve auree, senza soffrire della svalutazione della sterlina. Fratelli d’Italia ha presentato una proposta per nazionalizzare la Banca d’Italia ora privata e il M5S è d’accordo.

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La separazione tra Tesoro e banca d’Italia fece aumentare il debito pubblico e costrinse l’Italia ad aggrapparsi all’euro, ora il governo vuole intervenire nelle nomine dei vertici di Bankitalia. L’euro è servito a far retrocedere economicamente l’Italia; la Germania è il paese che ha guadagnato di più dall’eurozona, l’Italia è quello che ci ha rimesso di più, lo dicono anche ambienti tedeschi.

Nel 1979 furono incriminati Paolo Baffi e Sarcinelli, per favoreggiamento, interessi privati, mancata vigilanza sulle banche, poi furono prosciolti e non subirono nemmeno il processo, ma furono costretti a dimettersi; poiché la politica la fanno anche la chiesa e la giustizia, forse una manovra politica fu ordita contro di loro. Comunque, Baffi fu il primo a rivendicare l’autonomia della banca df’Italia dal Tesoro, che fu concessa nel 1982; era però contrario all’entrata dell’Italia nello Sme e ai cambi fissi; anche con l’euro, i cambi interni dell’UE sono fissi.

L’incriminazione di Baffi e le scelte successive di Bankitalia, dettate dalla politica, che si muove anche attraverso la magistratura, oggi, sotto la spinta della Germania, hanno portato l’Italia all’attuale situazione. Dalle direttive europee è derivata la dipendenza del bilancio dello stato dai vincoli europei, l’indebolimento del welfare e il dominio della finanza; l’egemonismo tedesco è passato per via fiscale o di bilancio e monetaria, riducendo la competitività italiana basata sulle svalutazioni della lira.

Contro i difensori dell’indipendenza della banca centrale, Matteo Renzi era contrario alla riconferma di Visco alla carica di governatore di Bankitalia, oggi Di Maio e Salvini, visti i mancati controlli su banche e borsa, rilevano l’inefficacia di una regolamentazione bancaria che mette a rischio i risparmi e la tenuta delle banche; perciò, vogliono intervenire sulle nomine dei vertici di Bankitalia e Consob.

Naturalmente, a questo disegno, sono contrari Repubblica, Pd, vertici UE, economisti della scuola di Chicago e neoliberisti, i quali ritengono che i mercati riescano e autoregolarsi da soli e che perciò Bankitalia sia meritevole d’’indipendenza verso il parlamento e il governo. Essi però non tengono conto che la banca centrale non è un organo dello stato e perciò, secondo la costituzione, non ha diritto all’indipendenza dagli altri organi dello stato, perciò il governo ha il potere di regolamentare l’azione della banca centrale; essi ritengono l’intervento del governo sulle azioni o omissioni della banca centrale, un’interferenza turbativa della sua indipendenza e della libertà di mercato.

Il neoliberismo si è affermato con la riduzione dei poteri dei parlamenti, valorizzando le istituzioni internazionali e difendendo l’indipendenza delle banche centrali dal governo; perciò la Banca d’Italia è diventata una succursale della Bce, che è contigua ai settori finanziari sovranazionali, dei quali Bankitalia è complice e corresponsabile, anche perché il suo capitale è in mano a grandi banche e assicurazioni italiane; essa è diventata una copertura dei poteri forti, capaci di dirottare il potere decisionale dal parlamento e dal governo, a favore della finanza.

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Dal 2000 al 2017 la Cina ha investito 13,7 miliardi di euro in 600 aziende italiane, che hanno 18 miliardi di euro di fatturato e 30.000 dipendenti, in Europa l’Italia è il terzo paese, dopo Gran Bretagna e Germania; invece le aziende cinesi, a capitale parzialmente o totalmente italiano, sono oltre 2.000, con 160.000 dipendenti e 25 miliardi di euro di fatturato. L’interscambio complessivo supera i 50 miliardi ed è in crescita, crescono soprattutto le esportazioni italiane.

Con l’allargamento del canale di Suez e l’apertura della via marittima della seta, è cresciuto l’interesse cinese per le crociere nel Mediterraneo, conteso dalla società italo-svizzera Msc e dalla società tedesca Costa; le navi da crociera del mondo sono realizzate al 60% dalla società italiana Fincantieri, che è molto interessata alle commesse cinesi, Costa è sostenuta da M5S, Cina e Germania.

Al centro della via marittima della seta, passante per il Mediterraneo, che riguarderà anche il traffico merci, c’è l’Italia, la Cina vuole lanciarsi nel mercato del turismo e delle crociere e Costa punta ai porti dell’alto Adriatico, mentre Msc a quelli sul Tirreno e a Genova; la Cina vuole fare anche un’autostrada, con sbocco nel Montenegro, in Grecia ha il controllo del Pireo. (Per le notizie: Michelangelo Colombo – startmag.it).

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Il ministro dell‘economia Tria, fino a ieri innamorato europeista, assieme a Mattarella e Moavero, alla commissione finanze del Tesoro, sul dossier banche italiane, ha rimarcato gli errori di Berlino e Bruxelles; ha detto che al bail-in erano contrari lui stesso, il ministro Stammati, l’Abi e la banca d’Italia, ma che il ministro delle finanze tedesco aveva minacciato che, se l’Italia non avesse accettato il bail-in o risoluzione interna delle crisi bancarie, avrebbero diffuso la voce che le banche italiane stavano per fallire. Era una forma di ricatto terroristico dei mercati che, con il benestare degli euroburocrati e la grancassa dell’informazione e delle società di rating, hanno alimentato la speculazione finanziaria sull’Italia.

A causa dei danni collaterali della globalizzazione, Tria afferma che la protezione pubblica del risparmio deve essere fatta; è da ricordare però che, anche la Germania, con soldi pubblici, ha salvato dall’insolvenza le sue banche, poi, a danno dell’Italia, poiché è un paese serio, ha cambiato le regole. Comunque, il principio che soci e creditori non privilegiati rispondano delle perdite e del fallimento di un’impresa è previsto anche dal nostro diritto fallimentare, mentre la costituzione italiana promette di proteggere i risparmi. Sembra una promessa da marinaio, difficile da mantenere, perché i risparmiatori sono storicamente colpiti da inflazione alimentata dal bilancio dello stato, imposte, commissioni bancarie, bassi rendimenti e insolvenze bancarie e societarie.

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Savona ha affermato che, per favorire crescita e occupazione e per fare concorrenza ai bund tedeschi e ai T-bond americani, l’UE deve ammettere bond rilasciati dal Meccanismo Europeo di Stabilità o ESM, che ha questo potere, in tal modo avremmo delle attività finanziarie prive di rischio. I bund tedeschi, a causa del surplus del bilancio dello stato, sono insufficienti a soddisfare la domanda europea, perciò, fino ad oggi, i risparmi europei, facendo un favore agli Usa, si sono diretti verso i bond americani, alterando interessi, tasso di cambio e neutralizzando gli sforzi per ridurre i deficit di bilancio.

Per accrescere la posizione dell’euro, l’emittente deve essere un’autorità sovranazionale europea, però gli stati dell’Unione dovrebbero garantire i debiti reciproci, in tal modo si ridurrebbe il costo dell’indebitamento statale, si farebbero più investimenti pubblici e si ridurrebbe il peso dei titoli sovrani detenuti dalle banche. La Germania non ha voluto mettere in  comune il debito degli stati dell’Unione, ora però, stringendosi alla Francia, con il suo attivo valutario, ha risolto il problema del deficit e dell’indebitamento solo per questo paese.

Con i trattati di Maastricht e il Fiscal Compact, sono stati fissati i vincoli posti alla Bce di divieto di finanziamento agli stati e di garanzia di stabilità dei prezzi, escludendo la promozione dello sviluppo; perciò il risparmio si è diretto verso i titoli pubblici tedeschi senza reddito e verso i titoli pubblici americani, mentre i paesi con alto debito pubblico, come l’Italia, sono costretti a pagare interessi più alti, privandosi di risorse per gli investimenti.

Nel 1945, dopo gli accordi di Bretton Woods, per stabilizzare i bilanci di paesi in mancanza di liquidità, nacque il FMI, mentre la Banca Mondiale concedeva loro prestiti; invece nell’UE, l’ESM richiede, come il FMI, riforme strutturali, poi concretamente definite dalla commissione europea, ma manca una banca centrale come la Banca Mondiale, capace di concedere prestiti per lo sviluppo. Perciò l’ESM, garantendo la sicurezza ai risparmiatori, dovrebbe raccogliere risparmio a basso interesse per gli investimenti, riducendo i titoli di stato nei portafogli delle banche.  Purtroppo in UE l’euro è diventato uno strumento di dominio in mano ai paesi core e non di solidarietà e così, per reazione, è nato il sovranismo.

Comunque, il Tesoro italiano ha sempre trovato credito presso gli italiani, le banche italiane considerano i BTP in portafoglio anche un investimento, diversamente esporterebbero più capitali, la pubblica amministrazione italiana non è ancora in grado di mobilitare prontamente i mezzi economici in suo possesso per gli investimenti; cioè, prima di avviare la riforma proposta da Savona, il governo giallo verde deve anche risolvere questo problema, pare ci stia pensando.

ISLAM

In Libia operano società petrolifere di ricerca italiane, francesi, spagnole, inglesi austriache e norvegesi, nel 2011 l’aggressione a Gheddafi fu appoggiata da Francia e Lega Araba, Qatar ed Emirati presero anche parte al bombardamento; oggi però, Doha sostiene i fratelli musulmani, invisi all’Egitto, e Abu Dhabi, con Arabia ed Egitto, le forze islamiste.

In Libia, gli Emirati Arabi Uniti sostengono Haftar, assieme a Francia ed Egitto, invece il Qatar e l’Onu sostengono al Serraj; le due fazioni hanno partecipato anche alla guerra civile libica del 2014. L’Eni ha rafforzato il suo rapporto con gli Emirati, che stanno estendendo la loro influenza oltre la penisola araba e fino allo Yemen; però anche Al Sisi dipende dal sostegno finanziario degli Emirati e dell’Arabia.

USA

Pare che gli Usa usino il sistema giudiziario per fini economici e politici, non accade solo in Italia, il che prova che, a volte, la magistratura non è indipendente; dal 1993, il Dipartimento per il commercio, quello della giustizia e l’intelligence, nell’interesse delle grandi imprese americane, hanno operato per estendere la propria giurisdizione all’estero. Per favorirne l’acquisizione di imprese da parte di società Usa, hanno fatto processi contro imprese europee; Frederic Pierucci, presidente di una filiale francese di Alstom, fu accusato di corruzione in Indonesia e il 24/4/2014 il ramo energia di Alstom è stato acquisito da General Electric.

Con lo scopo di favorire l’acquisizione del gruppo francese da parte della General Electric, Pierucci è stato rinchiuso in carcere;  l’Alstom è un’impresa strategica nel settore nucleare, ora gli Usa potrebbero impedire la fornitura, da parte di GE, di pezzi d ricambio, intanto GE riduce i suoi posti di lavoro negli stabilimenti francesi. Gli Usa vogliono impadronirsi di industrie del vecchio continente e lo fanno anche comminando ammende esorbitanti;  GE ha acquisito quattro società francesi ricorrendo agli stessi mezzi e l’Alstom è stata condannata a un’ammenda di 772 milioni di dollari; gli Usa volevano anche impedire il trasferimento di tecnologia Alstom ai cinesi.

Anche l’Italia fu accusata di corruzione per la vendita di mezzi militari all’India e così l’affare andò a monte, comunque, nemmeno la Francia è stata sempre corretta nei progetti di fusione tra imprese italiane francesi. Nel 1996 la Francia, con le privatizzazioni, stava vendendo Thomson, leader dell’elettronica, alla coreana Daewoo, per entrare nell’affare, la giustizia Usa si servì del principio di extraterritorialità e delle lotta alla corruzione.

Gli Usa hanno recentemente inflitto alle imprese francesi ammende per 13 miliardi di dollari; con il pretesto della lotta alla corruzione, gli Usa colpiscono imprese europee per favorire le proprie nel mercato mondiale; con l’extraterritorialità della loro giurisdizione, sanzionano imprese europee che hanno avuto rapporti con paesi soggetti all’embargo Usa o per casi di corruzione, è accaduto ad Alcatel, Alstom, Technip, Total, BNP Paribas, Credit Agricole e Aveva.

Con il potere dell’extraterritorialità della giustizia americana, la tedesca Commerzbank e il gruppo bancario europeo HSBC sono stati condannati per riciclaggio; Deutsche Bank dovrebbe pagare una penalità di 14 miliardi di euro, per il suo ruolo avuto nella crisi dei subprime, Volkswagen è stata sanzionata per inquinamento. Per un nesso di tipo commerciale, questa legge Usa permette di perseguire imprese estere all’estero, è ’ sufficiente che abbiano fatto una transazione in dollari, usato una banca o usato un host o un server Usa.

Airbus potrebbe finire in giudizio Usa per sospetta corruzione in dollari in Francia e Inghilterra; la società cementiera Lafarge, sotto inchiesta per finanziamento a Daesh in Sira, che pagava per poter continuare a fare affari, pagava in dollari tramite una banca statunitense, sottoponendosi così alle sanzioni Usa. Oggi si usano il diritto e la giustizia a difesa della potenza economica di un paese o per favorire la sua politica estera.

Gli Usa, per raccogliere le informazioni, usano tutti i servizi d giustizia e d’intelligence, negli ultimi dieci anni, 40 miliardi di dollari di ammende sono stati inflitti dalla giustizia Usa a imprese europee. I parlamentari europei, contro al legge Usa dell’extraterritorialità,  hanno invocato il regolamento europeo del 1996, la legge Usa ha rafforzato l’embargo contro Cuba e proibiva investimenti esteri nel gas iraniano e nel petrolio libico.

L’8/5/2018 gli Usa hanno reiterato le sanzioni all’Iran, vogliono anche evitare che le imprese europee acquistino quote di mercato dei paesi colpiti dalle loro sanzioni; già nel 1977 gli Usa, per affari di tangenti nella Lockheed, adottarono una legge anticorruzione. Gli americani rimproveravano ai francesi di pagare tangenti nella vendita di armi e ora, per far fronte alla concorrenza economica dell’Europa, stanno adottando gli stesi mezzi da essi usati contro l’Unione Sovietica.

Perciò nel 1996 la legge anticorruzione è stata estesa a tutti i paesi, agendo per  corruzione, violazione dell’embargo e frode fiscale. Gli Usa, che, dopo le loro delocalizzazioni, anche se con indici economici positivi (se non sono falsi), sono pieni di debiti e sono economicamente decadenti, vogliono contenere economicamente la Cina e impedire che si venda tecnologia a russi e cinesi, perciò utilizzano l’arma anticorruzione. Nel 2014 BNP Paribas è stata condannata a pagare 9 miliardi di dollari di ammenda per non aver rispettato l’embargo contro Cuba e Iran.

La giustizia Usa ha collaborato, per il suo rafforzamento economico, con le imprese americane; nel 2014, l’impresa Alcatel fu accusata di aver pagato tangenti a un politico del Costarica e fu costretta a fondersi con l’Impresa Usa Lucent, con diminuzione del potere decisionale dei dirigenti francesi; è accaduto anche con la fusione tra Fiat e Chrysler e con la fusione d’imprese francesi con imprese italiane come Luxottica.

La giustizia Usa si è messa anche al servizio dello spionaggio industriale, perché le imprese multate sono messe sotto sorveglianza per tre anni; perché rispettino gli obblighi, un esperto ha accesso a tutte le informazioni che riguardano l’Impresa e deve farne rapporto al ministero della giustizia americano; per evitare altre sanzioni, l’impresa sorvegliata è costretta ad accettare queste interferenze. Gli elementi sensibili sono comunicati alle agenzie governative che se ne servono per la guerra economica, queste procedure tolgono ai paesi europei qualsiasi parvenza di sovranità.

Nella guerra economica non ci sono amici e gli Usa usano pratiche commerciali sleali, corroborate dalla loro giustizia, è come se l’Europa non avesse leggi anticorruzione; in materia di corruzione, gli Usa sanzionano meno le loro imprese rispetto a quelle europee, colpite anche all’estero. Visti i rischi legati all’uso del dollaro, ora in EU si propone di usare di più l’euro nel commercio internazionale.

Comunque, la commissione europea ha chiesto un rimborso di 13 miliardi di euro all’Apple americana, per evasione fiscale, Google, Apple, Facebook e Amazon impediscono alle società europee di affermarsi nei loro settori. Nel diritto interno nessuno può essere condannato due volte per lo stesso reato, invece ora, nel diritto internazionale, uno può essere condannato due volte per lo stesso reato, ma da due stati diversi. E’ il risultato della globalizzazione, della guerra commerciale e dell’utilizzo americano della giustizia a fini economici; nel 2017, il congresso Usa ha approvato una legge che applica sanzioni contro Corea del Nord, Iran e Russia, imponendo al resto del mondo di rispettarle; gli Usa vogliono impedire la cooperazione economica europea con Russia e Cina.

Le imprese che non rispettano questi obblighi, perdono il diritto a partecipare a gare d‘appalto negli Usa ed è reso più difficile il loro accesso a banche americane; le nuove sanzioni contro la Russia penalizzano le imprese europee e sono contrarie al diritto internazionale. Gli Usa sono diventati il primo decisore della politica economica internazionale che gli altri devono subire, mentre l’EU, come i singoli stati europei, di fronte agli Usa, appaiono timidi e privi di sovranità e indipendenza. (Per le notizie: André Chamy – voltairenet.org).

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Secondo Wikileaks, FMI, Banca Mondiale, Ocse e Bri sono usate dagli Usa come un’arma finanziaria internazionale, per far indebitare e fallire, con prestiti e sanzioni, paesi come l’Argentina, il Venezuela, la Corea del Nord e Iran; il governo americano esercita influenza sulle istituzioni finanziarie internazionali. Queste istituzioni sono nate dopo gli accordi di Bretton Woods, condizionano i flussi finanziari, manipolano commercio, tassi, interessi, proteggono i paradisi fiscali e fanno un favore agli speculatori.

Applicano sanzioni e negano prestiti e aiuti o li concedono a certe condizioni, queste sono armi improprie usate per incentivare o dissuadere azioni dei governi, coordinate dal dipartimento di stato e dai sevizi segreti americani; manipolano le scelte economiche indipendenti e integrano gli strumenti economici e finanziari con quelli militari.  Secondo un dogma, si afferma che anche Fmi e la Banca Mondiale sono indipendenti, in realtà, la Banca Mondiale ha sede a Washington e il suo presidente è un americano scelto dal presidente degli Usa.

Il board della banca si è sempre adeguato alle direttive di Washington, gli Usa sono il maggior azionista della banca, con una quota dell’85%, il che gli conferisce il potere di veto; il governatore della banca mondiale è il segretario al Tesoro americano, Steve Mnuchin, che è anche un ex banchiere di Goldman Sachs. Gli Usa sono i maggiori azionisti del Fmi, con il 17,46% del capitale, ogni anno gli versano miliardi di dollari e controllano il Fmi minacciando di trattenere questi soldi.

Queste istituzioni hanno usato i prestiti per sequestrare nazioni indebitate, imponendo a esse aggiustamenti strutturali, privatizzazioni, deregolamentazioni e austerità, avvantaggiando così, in nome della società aperta, multinazionali straniere. Saddam, Gheddafi, Chavez e oggi Cina e Russia hanno avuto il progetto di creare una banca autonoma e una moneta sovranazionale concorrente del dollaro, perciò questi paesi sono tutti finiti nel mirino americano. Nel 2012 l’Ecuador ha concesso asilo ad Assange e gli Usa hanno minacciato di colpirlo con misure commerciali punitive, il FMI ha fatto prestiti all’Argentina e nel 2001 ne ha causato il collasso economico.  (Per le notizie: Whitney Webb – sinistrainrete.info).

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L’anno scorso, le banche centrali hanno comprato 640 tonnellate di oro; il 29.3.219, in conformità agli accordi di Basilea 3, potrebbe rinascere, non sotto forma di certificati, il gold standard, soppresso nel 1971 da Nixon; BRI, FED, BCE, Banca d’Inghilterra e  Banca di Francia, cioè gli alleati allargati alla Germania, vogliono trasformare l’oro in denaro per le banche, parificandolo ai bond sovrani, al dollaro e all’euro.

In economia, c’è chi capisce in ritardo e chi arriva in ritardo, sembra il caso dell’Italia, dipende dal fatto che un nucleo di paesi coordina, in segreto e in anticipo, le azioni, perciò è più tempestivo; dal 1945 l’Italia è stata coltivata nella fede nell’Europa, ma, nelle istituzioni europee, ha fatto sempre la comparsa passiva, tenuta a distanza dai progetti rilevanti della potenza imperiale europea, la Germania, nobilitata dai mercati, assieme al suo cappello, la Francia, questi due paesi sono sempre stati i coordinatori di quest’Unione Europea.

Le banche hanno il più alto ammontare di titoli di stato, in Italia 400 miliardi di euro, e alcune banche potrebbero sostituire i titoli di stato con l’oro, con danni per gli stati indebitati; le banche centrali di diversi stati hanno comprato oro, Mosca ha liquidato l’intero portafoglio di titoli di stato americani, sostituiti con l’oro; tonnellate d’oro sono state ritirate dalle banche centrali, prima custodite nella Federal Reserve di New York e nella Banca d’Inghilterra.

A Londra e New York avviene il 90% delle contrattazioni dell’oro, il cui valore oscilla perché sull’oro si specula nei contratti a termine, ma anche perché è richiesto da banche centrali e dal mercato dei preziosi. Cina india e Russia vedono nell’oro un rifugio sicuro, perciò hanno raddoppiato le loro riserve auree, che, anche in Italia, sono elevate. (Per le notizie, fonte: Alessandro Plateroti – ilsole24ore.com). 

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì  25/2/2019)

USA

Da cinquant’anni, il capitalismo finanziario neoliberista ha preso il potere in occidente, così ha aumentato le disuguaglianze e ridotto la crescita del salario, esso fa perno su New York, Londra e Francoforte che, per essere accolta nel club dei vincitori del secondo conflitto, anche all’ONU, con le eccedenze valutarie ha assorbito gran parte dei derivati americani, che sono crediti deteriorati e del debito francese.

Wall Street e UE operano in accordo e non tengono conto delle opinioni, dei cittadini ma dei desideri dei mercati espressi da banche, lobby e comitati di affari.  Questi governi, invece di puntare sugli investimenti, hanno voluto l’austerità ed hanno aiutato a piene mani le banche. Il dollaro è l’ultimo pilastro dell’impero americano in declino, dall’altra parte del mondo i paesi Brics, l’Asean e la comunità euroasiatica puntano, in alternativa al dollaro in crisi, a un ritorno a un paniere di valute come i DSP, alle compensazioni commerciali in clearing e al baratto internazionale.

La finanza è diretta dalle banche ed è alleata con gli stati occidentali, soprattutto con gli Usa, l’informazione, a danno dell’Italia, favorisce la speculazione e aiuta il rialzo dello spread; anche in passato il declino delle potenze imperiali è avvenuto con il dominio della finanza nell’economia, è accaduto a Genova, Venezia, Olanda, Inghilterra e oggi agli Usa, che è un debitore insolvente e difende con la forza militare, dai suoi creditori.

In occidente, il mercato vuole autoregolarsi soprattutto in finanza, al riparo dello stato che è controllato dallo stessa finanza, invece in Cina è lo stato che, con l’economia sociale di mercato, controlla il mercato; la Cina non è subordinato al mercato ma lo controlla. In Cina lo stato è proprietario delle maggiori imprese e delle banche, dirige l’economia e fa anche un a politica sociale.

La finanza è la componente più instabile del capitalismo, ha prodotto le crisi del 1929, quella del 2008 e quella attuale e ispira il fondamentalismo dell’informazione che si esprime a favore del mercato; in occidente, generalmente, i profitti dell’industria non sono investiti in attività produttive e restano in mano alla finanza speculativa, solo il 10% dei risparmi è diretto all’economia reale, il resto va ad alimentare la speculazione finanziaria e perciò oggi l’1% della popolazione mondiale detiene la metà della ricchezza.

Dopo gli accordi di Bretton Woods del 1944, al dollar standard si sostituì il gold dollar standard e nel 1971 il dollar standard, in UE poche decine di persone, fiduciarie dei mercati, impongono, sotto emergenza, misure di austerità, senza dibattito democratico; l’Italia, a causa della pochezza della sua classe politica, asservita allo straniero, non ha mai votato contro provvedimenti dell’UE lesivi della sua economia.

I media europei sono succubi e al soldo dei poteri finanziari, con la scusa del debito pubblico, hanno appoggiato l’austerità, la finanza ha guadagnato sugli stati con i prestiti e poi con le misure di risanamento del bilancio; la Grecia è stata messa nelle mani delle banche d’affari e poi la Troika le ha imposto, per il risanamento, una cura da cavallo. Alla sorte segnata per la Grecia, doveva seguire quella dell’Italia che si è ribellata con il governo giallo-verde.

I rappresentanti degli stati presso l’UE non hanno obiettato, perché contenti di ricevere i loro lauti privilegi economici; quando la Grecia voleva entrare in UE o non trovava più credito, Goldman Sachs, JPMorgan e Chase Manhattan, gli avevano fatto stipulare dei derivati. Questa cura è stata applicata anche ad altri paesi, grazie a loro ex dipendenti passati al servizio d’istituzioni statali.

Nei mercati finanziari si registrano i maggiori guadagni, sono legati alla finanza speculativa le grandi banche, l’informazione, le banche centrali e i ministri economici; secondo Greenspan, gli hedge fund speculativi non possono essere regolati perché altrimenti i loro clienti si rivolgono ai paradisi fiscali esteri; banche e stati non sono trasparenti ma i cittadini devono esserlo, così diventano più vulnerabili agli attacchi speculativi.

Le grandi banche americane hanno concesso prestiti agli hedge fund per attività speculative e la Fed era responsabile di omesso controllo, un cartello di grandi banche americane ed europee usano informazioni riservate; tra gli investitori nei fondi speculativi ci sono anche diverse banche centrali; il dogma ricorrente è che si devono aiutare le banche perché così si aiutano i risparmiatori.

Le operazioni di trading includono borse, obbligazioni, valute e derivati, queste operazioni sono sottratte al controllo dello stato, la globalizzazione è nata con il consenso degli stati, che, in occidente, sono in sintonia con il grande capitale; in Italia gli esperti di corte invitano il governo a rassicurare i mercati che alimentano la speculazione contro l’Italia. Il volume degli scambi finanziari mondiali supera di molto il Pil del pianeta, la finanza è esplosa dopo il 1971, con il denaro virtuale senza copertura.

Come accade nei casinò, i futures sono derivati e scommesse su altre scommesse. L’instabilità è congenita, dilapida ricchezze private e poi lo stato soccorre le banche coinvolte e in crisi, mentre le piccole imprese industriali non trovano credito; quando non s’investe, il 90% dei prestiti bancari rimane dentro il sistema bancario, usati per le speculazioni. Le grandi imprese industriali si sono fatte delle imprese finanziarie che impiegano i loro profitti in finanza e fanno prestiti ai clienti, guadagnano più con la finanza che con l’industria.

Politica, commissione europea, Bce, università e informazione sono, in genere, al servizio della finanza, i cui uomini sono al vertice delle istituzioni, di banche centrali, sono primi ministri e ministri del Tesoro; il connubio stato-finanza è curato a Wall Street, City di Londra e Francoforte, accettata per le attività liquide tedesche. Otto banche d’affari europee e americane operano assieme a hedge fund e società di rating; dopo la crisi del 1929, le banche d’affari erano separate da quelle commerciali, oggi non è più così, in Italia, la banca centrale è separata anche dal Tesoro e appartiene a grandi banche private.

I difensori di spread e Troika, decidono i corsi di borsa, i cambi tra valute, i prezzi delle obbligazioni e delle materie prime, con l’aiuto dell’informazione favoriscono le crisi, guadagnando al rialzo e al ribasso della borsa; è un potere antidemocratico, i cui uomini soni compensati bene. Le pensioni pubbliche sono sostituite dai fondi pensione e dalle polizze vita, si specula sui debiti e lo stato non protegge il risparmio, colpito da imposte, oneri bancari, insolvenze, speculazione e inflazione.

L’inflazione però, redistribuzione ricchezza e riduce il debito statale e privato. I dirigenti di banca manipolano i mercati e si assegnano bonus e stock options, tuttavia, con le crisi del 1929 e del 2008, in Usa fallirono diverse banche d’affari, perciò vi sono rimaste solo cinque grandi conglomerati bancari, con in testa Goldman Sachs, collegata al Tesoro Usa, ma anche alle istituzioni europee. La finanza americana ed europea ospita ex dirigenti di Goldman Sachs, Wall Street sostiene le campagne elettorali di politici e presidenti americani. I massoni si aiutano anche da posizioni apparentemente dialettiche.

Perciò si chiede di nazionalizzare alcune banche e di regolamentare il mercato delle banche, chiedendo l’aumento della loro liquidità, della loro solvibilità e il controllo sui paradisi fiscali, ma senza risultati; però, nel 2009 il governo inglese è entrato nel capitale delle maggiori banche inglesi, offrendo la sua garanzia sui depositi, si è chiesta anche la creazione di società di rating europee e l’attribuzione al Fmi di compiti di sorveglianza sulle banche, purtroppo, anche il Fmi fa parte della combriccola.

Non è cambiato niente e ora si aspetta la prossima bufera finanziaria perché c’è chi guadagna con la speculazione finanziaria senza regolazione statale; i capitalisti sacrificando la domanda, rimandano gli investimenti e con i loro profitti fanno speculazioni, qualcuno investe in beni rifugio come oro, diamanti e opere d’arte, nelle privatizzazioni e nei fallimenti di imprese e stati. E’ accaduto anche negli anni trenta, solo la spesa pubblica in disavanzo può aiutare la domanda, al posto dell’austerità promossa da UE e FMI, utile a far affluire risorse liquide in Usa, per colmare i suoi debiti.

Le case automobilistiche guadagnano più con le loro società finanziarie che con le automobili, si sono convertite in banche e guadagnano denaro facendo lavorare il denaro, gli investitori istituzionali possiedono la metà del capitale delle imprese quotate in borsa, così riescono a guadagnare anche il 15% annuo, non contano più fatturato, numero dei dipendenti e tecnologia; gli imprenditori fanno spezzatini delle loro imprese e delocalizzano all’estero delle produzioni.

Si riducono i salari reali e si esternalizzano le produzioni, si chiudono produzioni ancora attive per altre più redditizie delocalizzate in paesi emergenti, trasferendo dai lavoratori ai capitalisti otto punti del Pil. Esiste un legame tra capitalismo finanziario e stagnazione economica; l’età d’oro del capitalismo occidentale è andata dal 1944 al 1971, poi ci siamo avviati verso la stagnazione e la finanziarizzazione dell’economia, i profitti industriali, con la concorrenza e gli alti salari, si sono abbassati e la finanza ha imposto la deregolamentazione del mercato, le privatizzazione e la riduzione del salario reale.

Il capitalismo ha cicli di espansione e di recessione, con lo sviluppo della finanza, questa seconda fase ha coinciso, poiché la ruota della storia gira, con la caduta del primato di Genova, che prestava alla Spagna, e di Venezia che prestava all’Inghilterra, poi di Olanda, l’Inghilterra e Usa. Ora è il momento della Cina che ha a cuore la sua industria, esporta e perciò si sviluppa; per Marx il capitalismo industriale entra in crisi con la caduta del profitto, dovuta alla concorrenza, ai miglioramenti salariali e alle imposte.

Nel 1944 Bretton Woods diede respiro alla instabilità monetaria che aveva messo da parte il gold standard, purtroppo, nel 1971 ci fu lo sganciamento del dollaro dall’oro imposto da Nixon e nel 1973 ci fu la crisi petrolifera; il ciclo si stava chiudendo e così ritornò la depressione degli anni trenta, sanata da Roosevelt con gli investimenti in opere pubbliche. Da allora, la produttività del lavoro, dipendente dagli investimenti e dal valore aggiunto del prodotto, ha preso a calare.

Dal 1945 al 1973, in occidente, il Pil è cresciuto all’incirca e in media del 4,5% l’anno, dal 2012 al 2017 è crollato a meno del 2% e l’incremento di produttività è crollato dal 4% a meno dell’1%, mentre la disoccupazione è tornata al 10%; gli investimenti produttivi, che prima erano al tasso dell’8% annuo, si fermarono. Nel 2009 fu introdotto il QE, prima in Usa e poi nell’UE, ma non se ne avvantaggiò la produzione perché la domanda era scarsa e le imprese produttive si erano date alla finanza.

Dagli anni novanta iniziò lo sviluppo industriale dei paesi Brics e dell’Asia, dove il capitalismo occidentale aveva delocalizzato, attratto da minori imposte, salari e costi energetici; in occidente, alla caduta del profitto, era seguita la caduta della domanda, mentre i risparmi s’indirizzavano soprattutto verso la speculazione. Il tasso di risparmio mondiale era sceso in media al 20% rispetto al Pil e la redditività degli investimenti o Roe era caduta del 20% rispetto al 2007.

A causa dell’abbondante liquidità, dovuta anche al QE, gli interessi reali sui risparmi sono diventati negativi, solo una guerra generale, con l’inevitabile enorme inflazione, avrebbe potuto riportare i profitti e l’incremento del Pil degli anni cinquanta e sessanta, l’anarchia dei mercati finanziari aveva devastato la società. Dopo la seconda guerra mondiale, Roosevelt aveva proposto l’ONU, un governo mondiale e una politica di sviluppo.

Con lui, Bretton Woods aveva eliminato i movimenti di capitali internazionali, offerto credito all’economia reale, la resurrezione del gold standard con la mediazione del dollaro e la guerra alla rendita che aveva portato, secondo Keynes, alla crisi degli anni trenta. Usando  la direzione pubblica per combattere l’instabilità, Roosevelt voleva estendere al mondo il suo programma di New Deal e inaugurare un governo mondiale; voleva la decolonizzazione e varò un piano Marshall di aiuti economici ai paesi usciti dalla guerra, per la ricostruzione, voleva sbarrare il passo alla guerra e al collasso economico.

L’Onu doveva garantire la pace, invece la Società delle Nazioni, nata tra le due guerre, era un congresso di nazioni a cui gli Usa non parteciparono, l’ONU fu la prima istituzione sovranazionale della storia; però la guerra fredda, con l’esplosione della prima bomba atomica sotto Truman, si profilava all’orizzonte, nel progetto americano non fu più coinvolta la Russa e poi fu ridimensionato e sommerso da critiche il ruolo dell’ONU.

Con le su armi e le sue basi Nato, gli Usa esercitavano il governo sui paesi occidentali, difendendo anche il ruolo del dollaro, le riserve auree americane eguagliavano quelle di tutti gli altri paesi occidentali, però dal 1971 gli Usa si trasformarono da paese creditore in paese debitore, perciò, con riserve auree insufficienti, gli Usa sospesero la convertibilità del dollaro in oro.

Per sopperire all’esigenza del commercio internazionale, per una situazione del genere, Keynes aveva proposto una clearing house dove gli attivi e i passivi del commercio si compensassero, grazie ad un’unità di conto sovranazionale, il bancor. Si diceva che la depressine degli anni trenta avesse portato alla seconda guerra mondiale, perché Hitler era andato al potere con la crisi economica. Bisognava introdurre una cooperazione internazionale, prevenire la crisi e riportare il gold standard, collegandolo al dollaro, c’era l’antipatia verso la finanza che aveva condotto alla crisi.

Per eliminare la speculazione sulle valute, Bretton Woods impose cambi fissi ma aggiustabili periodicamente, stabilì bassi tassi d’interesse e proibiti gli investimenti e i prestiti speculativi; ai grandi istituti di credito fu imposta una riserva di liquidità pari a circa il 25% del denaro prestato, banche e fondi pensione furono obbligati a detenere il debito dei loro paesi.

Nel 1945 il debito pubblico dei paesi sviluppati era vicino al 90% del Pil, con l’inflazione, i tassi d’interesse reali erano negativi perciò, con l’aumento del Pil, nel 1973 questi debiti raggiunsero il 25% del Pil; da allora questo debito è risalito in media al 90% circa; cessò il controllo statale sul movimento dei capitali e iniziò l’era neoliberista. Nel 1951 il Pil dell’Europa, con l’edilizia e i lavori pubblici, tornò ai livelli prebellici, dal 1945 al 1973 l’occidente si sviluppò al 4,5% annuo, aumentò la produttività e si raggiunse la piena occupazione.

In Europa lo stato aveva preso il controllo di banche e imprese strategiche, la spesa sociale raddoppiò dall’8% al 16% del Pil, fu contenuto il potere della proprietà privata e del mercato. Alla fine dell’ottocento le monete erano convertibili in oro e la sua scarsità frenava il commercio estero, rendendo debitori paesi con la bilancia commerciale in deficit, obbligandoli a una politica di austerità della spesa pubblica. Nel 1944 il gold standard fu restaurato con un dollaro cartaceo convertibile in oro, mentre le altre monete erano convertibili in dollari; l’oro era quotato a 35 dollari l’oncia, le altre monete avevano cambi fissi, ma aggiustabili, in base alla situazione dei loro conti con l’estero.

Il gold dollar standard obbligava gli Usa alla copertura dei dollari in oro e li faceva fornitori della liquidità internazionale, per assicurarla, gli Usa dovevano mantenere in deficit la loro bilancia dei pagamenti e il loro bilancio statale, cioè dovevano indebitarsi; a tal fine, gli Usa furono aiutati dalla guerra fredda e dal riarmo. La tecnica continuò con la guerra di Corea del 1950, quella del Vietnam del 1964, quelle in America Latina, Africa e Medio Oriente; più gli Usa erano in debito, più il gold dollar standard andava a regime.

Neò1960 il dollaro raggiunse i 40 dollari l’oncia, con difficoltà di copertura in oro da parte del Tesoro Usa; i dollari erano un debito estero degli Usa e cresceva il debito del Tesoro Usa verso le altre banche centrali che pretendevano la conversione dei dollari in oro. Gli Usa avrebbero potuto tagliare le spese militari, ridurre le importazioni con i dazi, favorire  la deflazione salariale e svalutare il dollaro, ma nel 1971 Nixon preferì dichiarare la fine della convertibilità del dollaro in oro, così nacque il dollar standard inconvertibile e resuscitò il capitalismo finanziario; il dollaro inconvertibile era prodotto dalla Federal Reserve e rilasciato con l’’acquisto di buoni del Tesoro Usa o T-bond.

Quando finirono i cambi fissi, gli Usa avevano il signoraggio sul dollaro e potevano manipolare il suo valore, che dipendeva anche dalla sua domanda per il commercio e dal deficit di bilancio e della bilancia commerciale. Nel 1973 il prezzo del petrolio quadruplicò, i depositi in eurodollari passarono a 97,7 miliardi di dollari nel 1971 a 258,7 nel 1975, gli Usa potevano accumulare deficit senza limiti. Nel 1971, con il dollar standard di Nixon, sono rinati finanza privata, cambi fluttuanti, movimenti liberi di capitali, la deregolamentazione dei mercati finanziari ed è cessato lo sviluppo dell’economia reale e il controllo pubblico sull’economia e finanza, a favore della libertà del mercato.

La crisi petrolifera del 1973 favorì lo sviluppo dei petrodollari il cui riciclaggio era in mano alle banche americane, l’aumento del prezzo del petrolio portò momentaneamente al passivo le bilance commerciali europee e giapponesi. Gli Usa svalutarono il dollaro e aumentarono l’interesse, finanziando debito e riarmo, poi l’Unione Europea e gli Usa imposero la libertà di movimento dei capitali e la concorrenza tra i paesi faceva scendere i profitti.

Mentre in Europa aumentavano salari e produttività, nel 1970 la quota americana sulle esportazioni mondiali era scesa dal 33% al 16%, cadevano i profitti e Thatcher e Reagan operarono per la diminuzione del costo del lavoro. Nell’anno 2000 i prezzi del mercato azionario avevano recuperato le perdite precedenti, era aumentata la disoccupazione e la disciplina nelle fabbriche, l’inflazione era sotto controllo e la crescita dei salari si era fermata.

I salari reali americani cominciarono a decrescere e i profitti cominciarono a risalire, nel resto dell’occidente accadeva la stessa cosa; ci fu l’attacco alle torri gemelle dell’11/9/2001, con le reazioni militari americane. Oggi l’1% della popolazione possiede quasi la metà della ricchezza mondiale, in occidente va ai salari il 60% del Pil; purtroppo i salari sono una componente centrale della domanda che è stata combattuta dal mercato favorendo l’indebitamento privato, che nel 2011 in occidente ha raggiunto il 160% medio del Pil.

Questo fatto accelerò la crescita della finanza, nel 2008 in Usa fu il crack del settore dei mutui immobiliare Usa, l’Italia non era colpita dal debito privato, ma dalla politica di austerità europea; le banche facevano operazioni a rischio e poi ne soffrivano le conseguenze. Nel 2010 il tasso di profitto era sceso dal 24% del 1950 al 12% e l’economia occidentale entrava nuovamente in recessione.

Le industrie compensavano la caduta dei profitti industriali con gli impieghi finanziari; comunque, nonostante i bassi interessi, gli investimenti scarseggiavano, i derivati avevano mandato a pezzi la finanza americana, parte di essi furono ceduti alla Germania, per accettarla nel club dei padroni della finanza internazionale; con i suoi attivi commerciali, la Germania acquistò anche parte del debito francese.

Cresceva la disuguaglianza e nel 2013 i patrimoni dei superricchi avevano superato del 30% quelli del 2007, dagli anni ottanta al duemila si gonfiarono i prezzi delle azioni e degli immobili, mentre le banche facevano profitti con le commissioni. La finanziarizzazione dell’economia era iniziata negli ultimi decenni del novecento, l’espansione finanziaria segnava la fine di un ciclo produttivo e la decadenza economica, politica e militare degli Usa.

Il capitalismo vive di relazioni riservate e invisibili, non è trasparente e vive di opacità, opera in collaborazione con lo stato e mina l’economia di mercato, le lobby controllano gli stati; i cicli economici sono esistiti con Olanda, Inghilterra, Usa e nel secolo XXI è iniziato il ciclo cinese; le guerre hanno fatto emergere nuove potenze e cadere quelle precedenti, ricchezze finanziarie sono state perdute perché stati insolventi non hanno pagato e perché il risparmio è stato falcidiato dall’inflazione. Gli stati, con eccedenze commerciali, hanno finanziato quelli indebitati deficitari, alimentando il debito internazionale e le guerre, nel rinascimento la Spagna era indebitata con Genova e l’Inghilterra con Venezia, alla quale non rimborso i crediti.

L’età dell’oro di Bretton Woods finì nel 1971, con le guerre d Bush del 2001-2003, la protezione americana fu pagata con l’elezione del dollaro a moneta mondiale, la guerra fredda fu contrassegnata dalla crescita degli armamenti americani; l’Unione sovietica sosteneva movimenti rivoluzionario e nazionalisti, evitando lo scontro con gli Usa, mentre i paesi dell’Europa occidentale avevano partecipato alla creazione della Nato.

Nel 1989 cadde il comunismo, ma l’America, ufficialmente lottando sempre contro il comunismo, intervenne in decine di conflitti nel mondo, rovesciando governi e finanziando colpi di stato; lottando contro i cambiamenti politici e contro movimenti popolari, intervenne in Egitto e Iran. Contro Nasser utilizzò i fratelli musulmani, alimentò al Qaeda e Isis, usava i fondamentalisti islamici in funzione anticomunista, seguendo gli inglesi, si legò ai wahabiti sauditi.

Tutto ciò portò alla teocrazia di Khomeini, alla distruzione dell’Afganistan, all’avvento di Saddam in Irak, al terrorismo di Bin Laden e alla guerra civile siriana. Ufficialmente si combatteva per il petrolio e contro il comunismo; nel 2017 la spesa militare Usa arrivò a 492 miliardi di dollari, con 400 basi in 36 paesi; agli alleati gli Usa chiedevano di sostenere il dollaro, in cambio della protezione americana.

In Vietnam gli Usa avevano combattuto da soli, mentre gli alleati si rafforzavano economicamente. Reagan, sapendo di non potere impegnare l’esercito americano in tutte le guerre, iniziò le guerre per procura in Libano, Nicaragua, Angola, Afganistan e Cambogia; gli Usa perdevano il controllo dell’Onu e, per difendere la posizione del dollaro, usarono la forza in Kosovo, Afganistan, Irak, Siria, Libano e Yemen, offrivano la protezione militare dopo aver creato la minaccia.

Gli Usa si erano trasformati da garante della pace in fonte della destabilizzazione, intervenivano violentemente negli affari internazionali e applicavano le sanzioni a Iran e Russia, ma non si dimenticarono di chiedere al Giappone di finanziare il deficit commerciale e del bilancio americano; sotto Reagan, aumentarono i tassi, attirando i capitali dall’Europa, trasformando gli Usa nel maggiore debitore del pianeta.

Negli anni novanta ci fu una ripresa dell’economia americana, ma i profitti della finanza superavano sempre quelli delle imprese produttive, in Usa, l’indebitamento di stato, imprese e famiglie, iniziato negli anni settanta, continuò ad aumentare. Oggi gli Usa sono il paese più indebitato verso l’estero, il Giappone lo è solo con i giapponesi, l’Italia, vista la larga domanda interna di titoli di stato, potrebbe esserlo, ma preferisce vedere Btp a 10 anni agli stranieri, che perciò fanno aumentare lo spread italiano.

In precedenza la sterlina era il frutto di prestiti della City e non di debiti ed era ancorata all’oro, l’India forniva truppe a Londra, a carico dei contribuenti indiani, invece il dollaro era messo in circolazione a volontà, senza preoccuparsi dell’indebitamento americano. Sono alti i rischi d’insolvenza degli Usa, che potrebbero denunciare debiti e ripudiare il dollaro, facendosi scudo della loro forza militare verso i creditori.  I maggiore creditori degli Usa sono Cina, Germania e Giappone, che hanno impiegato gli attivi commerciali per acquistare titoli del Tesoro Usa; però la Cina ha cessato di comprare titoli americani, seguiranno sicuramente Germania e Giappone, con la Germania ci sono già varie occasioni di attrito.

I paesi europei, per favorire gli Usa, pagano importazioni in dollari invece che in euro, tenendo su la quotazione del dollaro che, a causa del deficit commerciale americano andrebbe svalutato, accompagnando l’operazione con l’introduzione dei dazi, che non sono una scelta ideologica, ma dettata dal deficit commerciale, inoltre sono un’entrata fiscale. La Cina punta invece a favorire la domanda interna e a difendere la produzione nazionale.

Gli Usa si sono fatti pagare dagli alleati la loro protezione militare, incentivata anche ad arte, hanno provocato crisi e recessioni nei paesi emergenti. La crisi dei paesi asiatici del 1997-98 ha costretto questi paesi a mettersi nelle mani del Fondo monetario che lì ha sottoposti  a dure condizioni di risanamento; è successo, complice l’UE, anche con la Grecia. L’Indonesia cedette al Fmi la sovranità economica, il quale impose l’abolizione dei sussidi alimentari alla popolazione in Indonesia, Tailandia, Malesia e Corea del Sud. Oggi, tramite l’UE, nell’obiettivo c’è l’Italia, le politiche fiscali e monetarie euro-americane hanno provocato danni a tanti paesi.

Le riserve dei paesi esportatori sono custodite dal Tesoro americano e coprono ’80% del deficit commerciale Usa, il dollaro si è svalutato del 40% rispetto all’euro, il Tesoro Usa favorisce la svalutazione del dollaro, che riduce il peso del debito e stimola le esportazioni, gli Usa remunerano i T bond a basso interesse. Vista la situazione, gli Usa cercano di impedire la dedollarizzazione dell’economia mondiale, infatti, si erano rifiutati di usare il dollaro Saddam e Gheddafi e furono puniti; Russia, Cina e Iran hanno imboccato  la stessa strada, perciò Russia e Iran sono colpite dalle sanzioni americane.

Cina e Russia hanno creato una clearing house di compensazione commerciale, mentre il simile sistema Swift dell’UE è controllato dagli Usa, perciò l’euro è diventato una moneta anticrescita. I paesi dell’eurozona godono di cambi fissi interni ma, per non urtare gli Usa, l’internazionalizzazione dell’euro si è fermata, malgrado il Pil dell’eurozona sia pari a quello americano; nei momenti di panico, gli operatori di mercato si aggrappano al dollaro e non all’euro.

L’UE ha consegnato la Grecai nelle mani della Troika, facendo un favore ai creditori europei e alle banche d’affari di Wall Street, gli americani della Federal Reserve vogliono eliminare la concorrenza dell’euro; Wall Street opera in sintonia con Tesoro americano, società di rating, grandi banche, banche centrali e massoneria.  L’euro, in vece di favorire la crescita dell’economia europea, l’ha affossata, favorendo la stagnazione economica; gli eurocrati sono antikeynesiani e hanno paralizzato l’azione dei governi europei in periodo di crisi.

Secondo Stiplitz, si dovrebbero abbassare gli interessi, stimolare consumi e investimenti, promuovere le esportazioni, ridurre i tassi di cambio di alcune valute, aumentare la spesa pubblica e ridurre le tasse; invece, in periodo di recessione, si sono ridotte le spese e alzate le tasse. Mentre la Federal Reserve ha un mandato più largo, la Bce ha il compito esclusivo di lotta all’inflazione, non presta agli stati dell’eurozona ma alle banche; l’emissione di denaro da parte degli stati sovrani è nata per colmare i disavanzi del bilancio dello stato, per la spesa sociale e per promuovere l’occupazione.

La Bce, per statuito, non può prestare denaro agli stati, ma alle banche, se gli stati hanno bisogno di denaro, si devono rivolgere alle banche, naturalmente, a un certo tasso d’interesse; le banche versano alla Bce parte dei fondi raccolti, questi soldi non vanno all’economia reale e restano nel circuito finanziario. Fiscal compact, patto di stabilità e pareggio di bilancio in costituzione, hanno tarpato le ali a paesi europei come l’Italia.

Dal 2007 al 2015 il Pil procapite dell’eurozona è decresciuto del 2%, mentre quello degli altri paesi europei è cresciuto, i trattati di Maastricht, allontanandosi dal trattato di Roma del 1957, ha tolto agli stati ogni discrezionalità fiscale, monetaria e sociale, mettendo al bando il keynesismo. Gli stati dovrebbero proteggere la società dalle tendenze distruttive del capitalismo, purtroppo oggi l’Ue è al servizio dei mercati, della finanza e del governo americano.

Gli Usa dipendono dall’afflusso di capitali esteri, stampano dollari, comprano e si armano con l’indebitamento, perciò la banca mondiale ha detto che il dollaro perderà lo status di moneta di riserva nel 2025; per allora occorrerà sostituire il dollaro con un paniere di valute, come i diritti speciali di prelievo del Fondo monetario internazionale, ne hanno parlato banca centrale cinese e l’Onu; le agenzie di rating minacciano di abbassare il rating agli Usa, il Fondo monetario prevede anche una crisi di fiducia sul debito degli Usa. 

Le delocalizzazioni industriali hanno favorito il deficit commerciale americano, i paesi eccedentari hanno finanziato gli Usa e ora tutta l’impalcatura sta per crollare. Il capitale è stato il motore dell’imperialismo e del militarismo, oggi la Cina ha il potere economico e gli Usa quello militare, la competizione tra grandi imprese accompagna quella tra stati; la Cina ha sviluppato l’economia sociale di mercato, con controllo statale e con un’estesa proprietà statale in grandi imprese e banche.

L’espansione economica dell’Asia è cominciata con il Giappone, proseguita dalla Corea del sud e quindi dalla Cina e dall’India e da altri paesi. L’Asia ha sofferto la guerra di Corea, quella cambogiana e quella vietnamita, oggi è in pace e si sviluppa economicamente e socialmente, l’Asean è l’associazione di dieci paesi asiatici: Cina e Giappone non praticano sanzioni economiche, nemmeno per Taiwan.

A parte gli incidenti nel mar cinese meridionale, questi paesi hanno, generalmente, relazioni pacifiche e non aumentano le loro spese militari, generalmente queste sono pari al 2% del Pil, quelle di India e Cina sono al 2,5%, quelle del Giappone all’1%, nessuno pensa di doversi difendere dalla Cina. Alcune potenze, come l’Urss, sono cadute non a causa della guerra, accadrà anche agli Usa, anche se, ancora oggi, il militarismo americano ha bisogno di un nemico e perciò la Cina che ha preso il posto dell’Urss.

In Usa esiste il connubio tra stato, finanza, grande industria e apparato militare, finche gli Usa ricevono investimenti dall’estero, non possono fare guerra ai loro investitori; in Usa cresce la disuguaglianza sociale, i redditi dei lavoratori americani non crescono dal 1967. La finanza ha svuotato i processi democratici, l’egemonia Usa è alla fase terminale, negli anni settanta fu la fine del gold standard e iniziò l’era di Nixon, Reagan e Thatcher, aumentò l’indebitamento e diminuirono i salari reali, invece l’Asia sta riducendo la povertà.

Nel 2017 la Cina ha speso per le armi 228 miliardi di dollari, gli Usa 600 miliardi, in Asia la riduzione della povertà è iniziata dopo la seconda guerra mondiale, con le riforme agrarie, riducendo il potere e le terre dei proprietari terrieri, come fu fatto in Europa; aiutando i poveri, si stimola la domanda e si aiuta la produzione; la Cina vuole il governo statale del mercato, il consenso interno e lo sviluppo economico e sociale.

I governi cinesi son pragmatici e hanno copiato la politica giapponese di promozione dell’industria e nell’innovazione; alla fine  degli anni ottanta, anche Tokio si è convertita alla finanza, hanno puntato sulla deregolamentazione del mercato e si è arrestata la crescita del paese, hanno preferito guardare agli Usa decadenti invece che alla Cina. La Cina ha rafforzato i controlli sui mercati e si è sottratta alla crisi, anche a quella asiatica del 1997-1998, ha alimentato la crescita industriale con i risparmi nazionali, ha controllato le sue banche.

Attua politiche redistributive del reddito, favorisce l’impresa privata, l’India è sulla stessa strada, invece il Giappone ristagna; in Cina lo stato è il proprietario della maggior parte delle imprese del paese, il governo non dipende dalla finanza: Realizzando infrastrutture, la Cina ha creato milioni di posti di lavoro, un quarto del Pil cinese deriva dall’edilizia e dalle infrastrutture, il governo ha ordinato alle banche di aprire il credito.

Il debito cinese è in moneta nazionale, la banca centrale ha molte riserve e stampa denaro senza copertura, il debito è interno e le banche sono pubbliche, la Cina non vuole l’abolizione della proprietà privata e la pianificazione centralizzata. La Cina ha il controllo dell’economia e vuole eliminare la povertà, controlla il movimento dei capitali; la Russia e la Cina, con i paesi Brics, minacciano la posizione del dollaro, vogliono sostituire il dollaro con cinque valute.

L’Asia vuole entrare attivamente nel governo delle istituzioni internazionali, in occidente non c’è un progetto di riforma delle istituzioni finanziarie, Wall Street è associata a Tesoro Usa, City di Londra, Bce e commissione europea; New York, Londra, Parigi e Francoforte non hanno progetti di riforma, Washington e Bruxelles sono d’accordo e la Germania fa finta di criticare gli Usa. L’economia occidentale ristagna e ci vorrebbe una nuova Bretton Woods, hanno devastato l’economia giapponese e quella italiana, in un mondo multipolare, il pil occidentale non cresce.(fonte: Pino Arlacchi – I Padroni della finanza mondiale).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it   viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 18/2/2019)

ITALIA

Lega e M5S stanno pensando di usare parte dell’oro della banca d’Italia per coprire alcune spese pubbliche, la banca d’Italia è la terza banca centrale detentrice di oro nel mondo, dopo Federal Reserve e Bundesbank e la quarta dopo il FMI, che, al netto del deposito presso la Bce, pari a 141 tonnellate, è pari a 2.452 tonnellate. Parte dell’oro della Banca d’Italia è anche depositato nella Federal Reserve e nella Banca d’Inghilterra e non se ne capisce la ragione,

Altri paesi europei, quando le quotazioni dell’oro erano alte, ne hanno venduto dal 20% al 60%. Poiché il vicedirettore generale di Bankitalia, Luigi Federico Signorini, ha criticato reddito di cittadinanza, quota cento per le pensioni e non ha vigilato sulle crisi bancarie, il M5S non lo vuole riconfermare. L’europeista Tria, a difesa dell’indipendenza della Banca d’Italia, s’è opposto e Mattarella pare contrario alla proposta.

La Bce, reagendo alle critiche del governo gialloverde alle azioni della dirigenza di Bankitalia, soprattutto per l’omessa vigilanza sulle banche, ha affermato che questa, come prevede la legge italiana, è indipendente dal Tesoro italiano, cioè, indirettamente conferma che dipende dal mercato finanziario, cioè dalle banche.

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A parte l’analisi dei costi, l’opposizione del M5S alla Tav Torino Lione è sbagliata, è evidente che l’Italia settentrionale ha bisogno di collegamenti ferroviari, anche ad alta velocità e autostradali con l’Europa settentrionale, per mezzo di tunnel sotto le Alpi. Che si siano fatte grandi opere di collegamento per aiutare i grandi affari è vero, dopo l’Unità dell'Italia, la rete ferroviaria, con l’urbanesimo, collegava le città ma, con le montagne, seguiva anche tracciati discutibili.

Dopo la seconda guerra mondiale, la rete autostradale seguiva la stessa logica, un ministro si fece anche costruire un casello vicino a casa sua. Per quanto riguarda l’Italia peninsulare e marittima, quando le città costiere erano poco sviluppate, personalmente avrei fatto collegamenti ferroviari e autostradali lungo le coste adriatica e tirrenica, con raccordi  autostradali interni  e servizi di corriere.

Per liberare le strade da tanto traffico su gomma, bisognava puntare sulle ferrovie e per le persone, puntare sulla navigazione fluviale e sulla navigazione sottoscosta, tramite aliscafi. In questa logica, la Norvegia che, per certi aspetti, somiglia all’Italia, non ha sviluppato l’alta velocità; per l’Italia, i porti di riferimento in Adriatico potrebbero essere Trieste, Venezia, Ravenna, Ancona, Pescare, Bari; nel mar ligure e nel Tirreno Genova, Livorno, Ostia, Napoli, Palermo, Cagliari. Per spostarsi, d’estate sarebbe stato come fare una vacanza, forse questo progetto potrebbe essere riaperto.

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Il presidente del consiglio italiano, Giuseppe Conte, definito dal belga Verhofstadt, burattino di Salvini e Di Maio, al parlamento di Strasburgo ha invitato a discutere sul futuro dell’UE, perché il suo progetto ha perso la spinta; ha affermato che l’UE ha sbagliato a imporre una politica di rigore o austerità anche di fronte alla crisi, che l’Unione è apparsa oligarchica e distante dal popolo europeo; senza citare Macron, Conte ha difeso il legame dell’Europa con gli Usa. Ha affermato che l’UE è incapace di gestire l’immigrazione africana; agli insulti indirizzati all’Italia, agli italiani e al capo del loro governo, non seguono mai le proteste del filo francese Mattarella, solo Macron ha diritto di pretendere il rispetto dell’Italia per la Francia.

EUROPA

In questi anni la crescita dell’economia francese, senza eccessivi rilievi della commissione europea, è dipesa soprattutto dalla spesa pubblica e dal deficit di bilancio, invece in Germania è dipesa dalle esportazioni; invece l’Italia, anche grazie alle esportazioni, è decresciuta poco; dal 2015 in Germania, per fronteggiare la concorrenza dei paesi emergenti, i salari, in termini reali, sono scesi.

Gli stati dell’UE non sono tutti uguali, perciò, fino adesso, la finanza francese, giustamente, non ha imboccato la strada europea dell’austerità, raccomandata da commissione europea e Germania. La spesa pubblica francese ha avuto un effetto espansivo,  il bilancio pubblico francese non ha avuto un attivo primario con i suoi effetti negativi; i bilanci annuali francesi sono stati in passivo più di quelli italiani, ma, con l’aiuto tedesco che ha assorbito i suoi titoli pubblici, ha avuto interessi più contenuti. La Francia ha finanziato la spesa pubblica con il deficit di bilancio, invece in Italia la maggiore spesa è stata sostenuta per pagare gli interessi pubblici, senza ridurre il debito. Nel 2018 in Italia l’onere per gli interessi è stato pari al 3,4% del Pil.

In Italia, tallonata dalla commissione europea, il contributo alla crescita del Pil da parte della spesa pubblica è stato pari a zero, la politica fiscale del bilancio ha agito in senso restrittivo verso le famiglie e i consumi che perciò diminuiscono; però ora anche in Francia i consumi sono in decrescita ed è esplosa la protesta del gilet gialli. In Italia il contributo positivo dell’export non basta a sostenere la crescita e la spesa pubblica, anche a causa dell’avanzo primario. (Per le notizie: Guido Salerno Aletta – Milano Finanza.

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Il presidente francese Macron ha deciso un giro di vite contro l’informazione, una legge votata dal parlamento è diretta contro le fake news, soprattutto nei tre mesi precedenti le elezioni; il governo minaccia di oscurare i canali televisivi controllati da un paese estero e vuole nazionalizzare il sistema radiotelevisivo nazionale. La commissione europea si preoccupa solo delle minacce all’indipendenza dell’informazione italiana, sollevate dall’opposizione italiana.

Per garantire l’indipendenza e la neutralità dell’informazione, Macron vuole introdurre il finanziamento statale dell’informazione e una censura preventiva come quella della Pravda; cioè vuole imporre una verità di stato, si tratta, in sostanza, di un attacco alla libertà d’informazione. In Italia, con la legge sulla stampa, la televisione pubblica e il finanziamento statale di giornali e televisione, siamo già in questa situazione, però, stranamente, per ora a vantaggio dell’opposizione, dell’UE e dei mercati.

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In Un decennio, con la crisi del 2008, i governi hanno salvato diverse banche Usa e della GB, ma l’Europa si è mossa in ritardo, l’Italia per ultima, alcune banche hanno ancora crediti deteriorati e devono ricapitalizzarsi. Nel 2008 gli Usa fecero alle banche, con crediti deteriorati delle iniezioni di capitali da parte della Federal Reserve e la banca d’Inghilterra fece altrettanto, anche in Irlanda ci furono altre iniezioni di capitale, mentre le banche greche furono aiutate dal fondo salva stati europeo.

La Spagna, con 50 miliardi di euro, creò una bad bank per fronteggiare i crediti immobiliari insoluti; le banche popolari tedesche avevano investito nei subprime immobiliari americani, entrarono in difficoltà e il governo le ha ricapitalizzate, la Commerzbank privata è stata salvata dallo stato. Ora in Usa la crisi bancaria pare sia passate e l’economia si è ripresa, in UE non è così e diverse banche hanno ancora crediti deteriorati e devono essere ricapitalizzate.

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Le banche dell’UE hanno liquidità in eccesso, oltre la riserva obbligatoria, per 1.250 miliardi di euro, per il 67% depositata in banche tedesche e per il 24% in quelle francesi; i tedeschi sono stati contrari alla politica espansiva QE della Bce e poi se ne sono avvantaggiati, ora questa applica a questi depositi l’interesse negativo dello 0,4%. Italia e Spagna, pur avendo avuto il 56% dei finanziamenti agevolati dalla Bce, a volte non utilizzati, spiccano per la loro dipendenza dalla Bce che perciò sarà costretta a erogare nuovi finanziamenti Tlitro.

Poiché le crisi bancarie, con il tempo, si dimenticano, a metà gennaio 2019 le banche italiane hanno ripreso a finanziarsi con le obbligazioni per 10 miliardi di euro; il sistema bancario europeo pare obiettivamente squilibrato e spesso, in difficoltà, le azioni di Francia e Germania che si sono autonominate la guida dell’UE, sono sicuramente coordinate. (Per le notizie. Morya Longo – ilsole24.com).

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Forse sta per finire il governo di coalizione tedesca tra Cdu e Spd, che dura dal 2006 diretto dalla Merkel per quattro mandati; la Cdu critica la politica migratoria della Merkel e l’Spd vuole un cambio di passo in campo sociale. Le riforme economiche di Schroder, dal 2000, hanno favorito lo sviluppo economico tedesco, ma oggi sono sostenute solo da Cdu e industriali.

L’Spd vuole aiutare gli emarginati, che esistono anche in Germania, e potenziare il welfare, perciò anche in Germania chiede una forma di reddito di cittadinanza, per i disoccupati  chiede di allungare i tempi del sussidio di disoccupazione e corsi di riqualificazione;  chiede maggiore sostegno statale per figli e un salario minimo di 12 euro l’ora, inoltre, chiede l‘aumento delle pensioni minime. In tal modo, l’Spd pensa di recuperare il consenso perso con la coabitazione con la Merkel.

Per la copertura della spesa relativa a queste riforme, l’Spd propone di aumentare le tasse, anche reintroducendo l’imposta patrimoniale; perciò la Cdu accusa i socialdemocratici di volere la fine dell’economia sociale di mercato. L’Spd critica la politica migratoria della Merkel, però, secondo gli industriali, la Germania, dopo la recente ondata immigratoria, ha ancora bisogno di altra manodopera.

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La società americana Exxon ha scoperto che intorno  a Cipro, oltre il petrolio, c’è un vasto giacimento di gas, gli Usa sostengono l’autorità greco-cipriota, la Turchia occupa la parte settentrionale dell’isola e rivendica le sue acque territoriali, dove gli Usa svolgono esercitazioni militari assieme agli israeliani; vista la situazione, gli Usa hanno deciso anche di abolire l’embargo di armi ai greco-ciprioti, imposto nel 1974.

Per il momento, gli Usa non hanno chiesto una base militare a Cipro, perché ne hanno una in Grecia e una in Israele, il 29/1/2019, a Cipro, si è svolto il summit dei paesi dell’UE e si è parlato anche di lotta al terrorismo e di riunificazione dell’isola, divisa dal 1974 quando ci fu l’occupazione della parte settentrionale da parte dei turchi. Ad Ankara è stato proposto lo sfruttamento comune delle risorse energetiche dell’isola, ma questa ha rifiutato e ha definito le iniziative dell’UE nell’isola, ingerenze interne.

Total ed Eni hanno diritti di sfruttamento nell’isola e il governo di Cipro ha offerto una base navale alla Francia, dal 1959 la Gran Bretagna vi ha un’importante base della RAF, gli israeliani vi hanno gruppi aeronavali e truppe nella linea di demarcazione tra le due zone. Perciò la Turchia ha potenziato la sua presenza militare nella zona settentrionale dell’isola, senza l’aiuto estero, i greco-ciprioti non potrebbero resistere a un attacco turco.

ISLAM

Spinto dagli Usa, l’erede al trono saudita, bin Salman, ha deciso di fare la guerra al terrorismo islamico e alle sue reti di finanziamento, in mano ad emiri sauditi, per i responsabili di omicidi, prevede anche la pena di morte. Il denaro saudita che arriva in Europa finanzia moschee, associazioni, distribuisce pubblicazioni nelle carceri e, fino a oggi, ha coperto i terroristi sunniti di obbedienza saudita.

I tedeschi accusano gli emiri di aizzare, fin dagli anni ottanta, le comunità musulmane sunnite contro lo stato tedesco e contro la comunità sciita di Germania; a causa di questo contrasto sono a rischio gli scambi commerciali tra Germania e Arabia, erano 10 miliardi di euro nel 2015, sono scesi a 6,6 nel 2017 e nel 2018 scenderanno ancora; a pagare il prezzo più alto saranno le imprese tedesche del settore edilizio in Arabia saudita. (Per le notizie: Stefano Piazza - Libero 12/2/2019).

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In Libia il generale Haftar che, da Tobruk, comanda le forze armate libiche, appoggiato dalla Francia, sembra abbia occupato il campo petrolifero di Sharara, nel Fezzan, da dove partono delle ondate migratorie. Haftar è contrastato da Al Serraj, che governa a Tripoli ed è sostenuto dall’Onu e dall’Italia; l’Unione africana è al lavoro per tentare una riconciliazione. A Sharara, l’Eni ha concessioni fino al 2042, la popeline arriva a Tripoli e poi in Italia, paese di naturale destinazione del petrolio libico.

Nel 2004 a Parigi ci fu un accordo di collaborazione tra i paesi delle due sponde del Mediterraneo, per conseguenza, una missione italiana è arrivata a Tripoli, lo scopo è aiutare Al Serraj a contrastare le milizie locali e Haftar, presto arriverà un’altra missione francese.

ASIA

Netanyahu sta trattando con Putin l’adesione di Israele all’Unione Eurasiatica o Eau, una comunità di stati indipendenti, legati da vincoli economici, nata nel 2014, simile all’Unione Europea, di cui fanno parte Russia, Bielorussia, Kazakhstan, Kirghizistan, Armenia e si potrebbero aggiungere anche Egitto, Iran, Israele e India. La presenza contemporanea di Israele e Iran dovrebbe implicare la pacificazione tra i due paesi.

Per Israele, il nodo centrale è la presenza iraniana in Siria, lo stato ebraico bombarda le postazioni militari dei pasdaran iraniani e, per spingere i russi a bloccare la presenza militare iraniana in Siria, ha messo nel piatto la tecnologia israeliana dell’intelligenza artificiale e delle biotecnologie, alle quali i russi sono molto interessati. Israele è anche legata agli Usa e potrebbe giocare un ruolo nel miglioramento delle relazioni tra Russia e Usa; con una comunità del genere, la Russia non avrebbe più niente da temere dalle sanzioni americane. (Per le notizie: Giordano Stabile – La Stampa 12/2/2019).

CINA

La Cina, con il Pil che aumenta del 6% l’anno, diversamente dall’UE, persegue una politica di crescita; con la crisi mondiale che ha portato a un rallentamento del settore manifatturiero e dell’export, ora punta sui consumi interni; perciò per favorire i prestiti a favore delle famiglie, la banca centrale del popolo ha abbassato il coefficiente di riserva obbligatoria delle banche. Conseguentemente, il credito totale è arrivato al 252% del Pil ed è cresciuto più del Pil stesso, il tasso di risparmio arriva al 50% del Pil mentre in Usa è del 18%.

Per sostenere il mercato interno, Il governo ha attuato degli sgravi fiscali alle famiglie e ha aumentato gli investimenti pubblici. Nel 2018 in Usa il deficit commerciale, per merci e servizi con il mondo, è arrivato a circa 600 miliardi di dollari, per il 47% verso la Cina, poi vengono Germania e Giappone; a causa della guerra commerciale tra Usa e Cina, recentemente, le importazioni cinesi di merci americane sono diminuite, mentre le importazioni americane di merci cinesi sono aumentate.

A causa dei dazi cinesi e americani, ora la Cina si fornisce di soia in Argentina e Brasile e la soia americana è esportata in Europa; Cina, Germania e Giappone sono creditori netti verso gli Usa che, a loro volta, sono debitori netti verso il mondo. Pare che i debiti americani, grazie al dollaro, si concilino con l’aumento del Pil e dell’occupazione, invece, la politica di austerità e di riduzione del debito dell’UE ha minato la crescita dell’eurozona e l’occupazione, inoltre la Germania, per aiutare le sue esportazioni, ha puntato sulla deflazione salariale.

La crisi migratoria, non affrontata e risolta dall’UE, ha messo in crisi l’Unione euro-mediterranea, nata nel 2008; i paesi dell’eurozona, più che cooperare, sono tra loro competitori. In quest’Europa a trazione franco-tedesca con l’avallo dell’informazione, crescono le frizioni e le divisioni interne, mentre Usa e Cina puntano su una politica di crescita economica, in Usa rilevabile dall’incremento dell’occupazione e del Pil, ma non delle esportazioni, in Cina anche nelle esportazioni. (Per le notizie: Guido Salerno Aletta – startmag.it).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmaIL.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS ( lunedì 11/2/2019 )

EUROPA

Con lo scopo di contrastare la recessione, il QE della Bce ha creato moneta per 2.600 miliardi di euro, pari al 20% del Pil dell’eurozona; ne hanno beneficiato soprattutto le maggiori banche dell’eurozona, afflitte da crediti deteriorati, soprattutto derivati, detenuti da Germania e Francia, per 6.800 miliardi di euro, pari a metà del Pil dell’eurozona; questa liquidità è stata immessa  anche per coprire le difficoltà di bilancio e i debiti di Spagna, Portogallo, Irlanda e Grecia.

I derivati sono crediti deteriorati in mano soprattutto a banche tedesche, la commissione europea e la Bce si rifiutano di affrontare il problema e di spingere la Germania alla loro riduzione; i derivati in mano alle banche sono spesso crediti deteriorati, come parte dei crediti verso l’estero degli stati. La Bce, per statuto, deve combatte l’inflazione e non può stampare moneta, non può aiutare lo sviluppo con il deficit di bilancio perché deve tutelare il suo equilibrio; tuttavia, il QE o operazioni di mercato aperto, è un modo surrettizio di creare liquidità.

Per contrastare la deflazione e aiutare l’economia reale, con il QE, la Bce ha pensato di favorire i prestiti all’economia reale, fornendo liquidità alle banche acquistando da esse, al mercato secondario, titoli di stato e obbligazioni, al mercato secondario, di grandi imprese multinazionali europee, con ciò ha puntato a contrastare la politica d’austerità voluta dalla Germania, richiedendo anche riforme strutturali, riduzione della spesa pubblica, smantellamento del Welfare e deflazione salariale.

Oggi,di norma, sono soprattutto le banche che, concedendo prestiti, creano moneta, con il QE la Bce ha puntato a incrementare le riserve di liquidità delle banche, che però, per far ripartire la domanda, in realtà, non hanno incrementato i prestiti garantiti, ma, in alcune banche, solo quelli di favore fatti agli amici; per far ripartire la domanda, bisognava dare denaro, non alle banche, ma a famiglie, imprese ed enti pubblici.

Con il QE, la Bce ha comprato dalle banche 2.100 miliardi di euro di titoli di stato e 500 miliardi di obbligazioni di multinazionali europee, ha acquistato bond di stato in  proporzione al Pil dei paesi dell’eurozona, cioè 515 miliardi di euro dalla Germania, 418 dalla Francia e 363 dall’Italia. Con questa massa di liquidità, in maniera imprevista, si sono avvantaggiate le esportazioni tedesche, si è svalutato temporaneamente l’euro, si è fatto scendere il rendimento dei titoli di stato tedeschi in negativo, si è ridotto il debito pubblico tedesco che ora è al 60’% del Pil, in precedenza era aumentato a causa dei salvataggi bancari. In  una parola, se n’è avvantaggiata la Germania.

Nel 2018 nell’UE, l’inflazione è stata dell’1,8%, l’acquisto della Bce dei titoli di stato al mercato secondario ha azzerato i rendimenti delle nuove emissioni, perciò ora rendono solo i titoli di durata superiore ai cinque anni, per conseguenza, gli investitori si sono diretti verso il mercato azionario, gonfiando le borse europee, che nel 2018 hanno cominciato a sgonfiarsi.

Prima del QE, i prestiti a famiglie e imprese arrivavano a 10.400 miliardi, nel 2018 sono arrivati a 11.100 miliardi, un piccolo risultato per 2.600 miliardi di liquidità immessa; i prestiti all’economia reale non sono aumentati, non è aumentata la domanda, il Pil e l’occupazione, nell’eurozona; nell’UE, la disoccupazione media, è dell’8%. La maggior parte del denaro creato dalla Bce è tornata alla Bce, come deposito delle banche per 1.800 miliardi di euro, oltre le riserve obbligatorie, prima del QE erano 150.

Con il quantitative easing, le banche si sono liberate dei titoli a rischio e non hanno aumentato significativamente i prestiti all’economia, sui loro depositi la Bce, per spingerle agli impieghi, applica tassi negativi dello 0,4%. Le banche rifiutano prestiti interbancari perché non si fidano delle altre banche; comunque, gli interessi sui prestiti bancari sono diminuiti e se ne sono avvantaggiate le multinazionali.

La banca centrale Svizzera, la Banca del Giappone e la Bce, applicano interessi negativi sui depositi liquidi delle banche presso di esse, oltre le riserve obbligatorie detenute che, nella Bce, sono pari all’1% dei depositi della clientela e non pagano nessuna tassa.  Dal 2014 il piano Litro della Bce ha lanciato prestiti, al tasso dello 0% a 4 anni, a favore delle banche, nel 2016 i prestiti T-litro sono stati elargiti anche a favore dell’economia reale. Nel 2015 è entrato in  funzione il quantitative easing, per incentivare i prestiti all’economia reale, con il 0,4% di ritenuta sui depositi; però la banca del Giappone e la banca centrale Svizzera, per aumentare gli utili delle banche, applicano due tassi negativi.

La Bce ha acquistato 178 miliardi di obbligazioni di multinazionali europee, francesi per il 30%, tedesche per il 25%, italiane per il 12% e spagnole per il 10%; se i soldi della Bce fossero stati consegnati all’economa reale, sarebbero aumentata domanda e produzione. Con questo sistema, negli anni 2015 – 2018 in Italia, la liquidità immessa è stata il doppio dei deficit di bilancio, lo spread italiano è diminuito e, con il calo degli interessi, si è ridotto il costo del debito pubblico.

I titoli italiani acquistati al mercato secondario non hanno aumentato la liquidità interna, infatti, il credito  bancario interno è passato dai 1420 miliardi di euro del 2015 ai 1329 del 2018. Quando, prima dell’euro, la Banca d’Italia acquistava titoli di stato alle aste, aumentavano liquidità, risorse statali, produzione e occupazione e la banca retrocedeva allo stato gli interessi percepiti al netto delle commissioni. Ora la banca d’Italia paga imposte allo stato e utili a banche e assicurazioni partecipanti al suo capitale.

Le banche italiane hanno ceduto i titoli di stato alla Bundesbank che li ha girati a Bankitalia che è diventata debitrice di Bundesbank e creditrice, con il saldo del Target 2, dello stato italiano. Nel 2018 le banche italiane detenevano titoli di stato per 395 miliardi di euro, mentre nel 2015 erano 387; non hanno venduto i titoli per ottenere liquidità, ma li hanno tenuti in portafoglio per incassare gli interessi, senza fare nuovo credito all’economia reale; a questo errore si è aggiunto l’avanzo primario del bilancio e la riduzione del deficit di bilancio statale imposto dall’UE, che hanno contribuito a favorire la caduta d’investimenti, domanda e Pil.

La Bce dell’europeista Draghi, obbediente massone, ha anche richiesto alle banche di ridurre i titoli di stato in  portafoglio, danneggiando il bilancio dello stato che, al mercato primario, si finanzia con essi e le banche italiane che li considerano, sia in prima emissione che al mercato secondario,  un  solido investimenti di portafoglio; in tal modo Draghi, fa un favore alle banche estere che acquistano i Btp per i loro alti interessi e le loro alte garanzie.

Lo spread misura il rischio sul credito, è il differenziale o scarto tra Btp a dieci anni e Bund tedeschi a 10 anni, riguarda sia le nuove emissioni alle aste che gli interessi su questi titoli al mercato secondario. In questi giorni la televisione italiana, nonostante i Btp di nuova emissione siano stati molti richiesti, perché l’Italia offre buone garanzie ai creditori, ha denunciato l’aumento dello spread.

Correttamente, potrebbe essere accaduto a causa del calo dei tassi tedeschi, con gli interessi italiani rimasti invariati, il che ha generato un aumento dello spread italiano; la televisione, che fa l’opposizione al governo, non lo ha spiegato. Secondo logica, spread e interessi dovrebbero aumentare quando non si trova facilmente credito; al di fuori della circostanza suggerita, non si capisce quest’aumento che genera allarmismo, a meno che non sia intervenuta la mano dei mercati speculativi e delle banche centrali.

In assenza di pareggio di bilancio, se lo stato non avrà più modo di finanziare il deficit di bilancio, andrà in default, cioè sarà insolvente e fallirà, svendendo i suoi asset; com’è successo lla Grecia, è quello che desidera per l’Italia la commissione europea e il Fondo Monetario Internazionale, che ha gettato nel lastrico tanti piccoli paesi. Il governo italiano, che ha contro informazione italiana, banca d’Italia e Quirinale, dovrebbe spendersi per informare gli altri paesi dell’UE su cosa si trama contro l’Italia, anche perché il PD afferma che l’Italia è isolata in Europa; Salvini e Di Maio dovrebbero incontrarsi spesso, per una conciliazione e per raccordare le loro mosse e dichiarazioni.

Nel 2019 si prevede una crescita dell’eurozona dell’1,5%, per evitare il rischio di recessione, occorrerebbe modificare i trattati europei, eliminare l’austerità, modificare la politica di bilancio europea e imporre l’armonizzazione fiscale o fare una politica fiscale europea. L’UE pratica una politica  a favore dei paesi più poveri dell’eurozona, aiutandone lo sviluppo, la Spagna se n’è avvantaggiato e ha saputo utilizzare meglio dell’Italia i fondi europei; ma la Germania, per un’Europa Unita, non vuole mettere in comune i debiti nazionali, come fu fatto con l’unificazione italiana e tedesca. (Per le notizie: Enrico Grazzoni – MicroMega).

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Quando si tratta di salvare banche tedesche, la Germania, invece di applicare il bail-in, usa denaro pubblico e non i depositi e il capitale delle banche, è successo con la landesbank Nord LB della Sassonia, con l’intervento di altre due landesbank sassoni e di una cassa di risparmio, tutte a controllo pubblico, mentre l’Italia, ha privatizzato tutte le banche e la banca centrale.

Però la Germania è convinta di rispettare le regole e nessuno la richiama, per il momento, la commissione europea non ha eccepito niente, si tratta però dell’ennesimo salvataggio bancario tedesco fatto con denaro pubblico; la banca in questione era piena di crediti deteriorati del settore marittimo, ora la Nord LB, con i soldi pubblici non sarà più a rischio di dissesto. La commissione europea predica il rispetto dei trattati, ma la Nord Lb viola le regole Ue sulle banche.

Sembra che la commissione darà il via libera al salvataggio sulla base del precedente della banca portoghese Caixa General de Depositos. Le norme UE sono state  teoricamente pensate per garantire la concorrenza, in realtà, applicano regole diverse ai paesi, favorendo le banche pubbliche che, con garanzie pubbliche, si finanziano a tassi più bassi e con la crisi, sono salvate dallo stato. Invece in Italia le banche private pagano lo spread più elevato e il rischio Italia è alimentato artificialmente dalle società di rating e dalla propaganda dell’informazione.

La Germania non ha voluto privatizzare la Nord Lb perché, per salvare le sue banche preferisce utilizzare denaro pubblico; per salvare soci e risparmiatori delle banche, in Usa ed Europa si è utilizzato denaro pubblico; comunque, alla fine, anche in Italia, per salvare banche popolari e MPS, che sono private, si è utilizzato denaro pubblico. (Per le notizie: Francesco Ninfole – Milano Finanza). 

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Il ministro dell’economia tedesco, Peter Altmer, con il piano industria 2030, prevede l’intervento dello stato nell’economia, la lotta alla deindustrializzazione, la difesa delle industrie nazionali dalle scalate ostili, investimenti pubblici nell’intelligenza artificiale, nelle connessioni informatiche, nelle biotecnologie, nella guida autonoma e nell’aerospaziale, portando il peso dell’industria sul Pil dal 22% al 30%.

Il Trattato di Lisbona, firmato il 13/12/2007, aveva promesso che nel 2020 l’UE sarebbe diventata l’area più innovativa del mondo, non è accaduto e la Germania, tramite le direttive dell’Unione, si è sforzata anche per favorire la deindustrializzazione dell’Italia; l’Agenda 2010 di Schroeder ha puntato alla deflazione e flessibilizzazione salariale.

Oggi in Germania, il tasso d’investimento rispetto al Pil è del 19%, cioè meno della metà della Cina, e non è servito a finanziare il salto tecnologico. La Cina sforna sei milioni di laureati l’anno, la metà in materie scientifiche, e negli ultimi anni 500.000 ricercatori cinesi sono rientrati in Cina dagli Usa, la preparazione tecnica dei lavoratori cinesi è elevata; invece la scuola tedesca è classista perché all’università non vanno i figli degli operai, come era permesso nella DDR prima del 1989.

La Germania deve rivedere il suo modello economico mercantilista, mitigare l’austerità di bilancio e contrastare la deflazione salariale; purtroppo, con la mediazione dell’UE, è stata imitata anche dall’Italia che, su sollecitazione tedesca, ha anche privatizzato alcune sue industrie statali, invece di proteggerle, favorendo con ciò la disoccupazione.  (Per le notizie: Pasquale Cicalese – Contropiano.org). 

ITALIA

Una decina di fondi speculativi specializzati stanno acquistando i crediti deteriorati delle banche italiane o NPL, la Bce pretende che siano smaltiti in 7 anni, quelli non coperti da accantonamenti bancari erano 341 miliardi di euro nel 2008 e oggi sono 200; sembra che in Italia gli NPL sono il 9,4% degli impieghi, mentre nell’UE, dopo i salvataggi precedenti delle banche in crisi, sono il 3,4%; però i dati della Bce non comprendono i derivati che, per la maggior parte, sono crediti deteriorati in mani tedesche.

I fondi acquirenti dei crediti deteriorati faranno un affare d’oro, nel 2017 ne sono stati ceduti 71 miliardi, nel 2018, 66 e nel 2019, 50, si prospetta una colossale speculazione per questi fondi speculativi che acquistano in media al 25% del loro valore nominale; aspettandosi poi un rimborso maggiore da famiglie e imprese in difficoltà, con un margine di profitto del 30%.

Tra i fondi interessati e banche ci sono Dobank, Cerved, un colosso svedese, Tages, Prelios, Ifis, Credito Fondiario, banca Intesa, Sga, tra i partecipanti ci sono anche finanzieri italiani, banche italiane e il Tesoro italiano. L’affare è gestito da ex banchieri collegati alle banche, più il prezzo di acquisto è basso, più i profitti sono interessanti, se i crediti sono garantiti da immobili, il loro valore cresce e viceversa.

Le banche potrebbero recuperare direttamente, in media, il 50% dei crediti deteriorati, una parte della perdita su crediti è coperta dal fondo svalutazione crediti, con la cessione a un valore più basso ci rimettono; la Sga ha acquistato crediti deteriorati da Carige e popolari venete e stima un utile loro sull’operazione del 35%. Declinati gli usurai, si tratta sempre di una gigantesca speculazione avallata dallo stato e dall’UE.

Il Fondo Monetario, diretto dalla francese Lagarde, per deprimere l’economia italiana, lamenta la decrescita italiana, il debito dello statp italiano e il deficit di bilancio italiano, afferma che l’Italia mette in  pericolo la stabilità dell’UE; il FMI; d’accordo con i mercati, con le società di rating e con la commissione europea, contando sull’informazione italiana e sui collaborazionisti italiani dello straniero, messi a capo d’istituzioni italiane, alimenta la speculazione sull’Italia, che invita a tassare la prima casa. Alcuni decenni fa, anche la Gran Bretagna fu colpita da decrescita industriale, del Pil e da deficit e debito dello stato e anche Soros speculò sulla sterlina, risolse temporaneamente i suoi problemi dedicandosi, a piene meni, alla finanza. (Per le notizie: Fabio Pavesi – Fatto Quotidiano).

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Lo spread e gli interessi del debito pubblico italiano, con i fondamentali italiani, dovrebbero diminuire, lo stato afferma di tutelare il risparmio, ma ci sono manine che influenzano il corso della borsa, indipendentemente dalla salute delle imprese quotate; non è questione di mercato e di domanda e offerta. Qualcuno vuole massimizzare i guadagni in anticipo e in qualsiasi situazione, anche di crisi, e lo stato non reprime e non controlla; perciò un titolo fluttua da un  giorno all’altro e, nell’interesse di creditori e speculatori, gli interessi e lo spread crescono anche quando dovrebbero diminuire. Per la speculazione, l’Italia è stata un laboratorio ideale, anche con le svalutazioni della lira, soprattutto a vantaggio di stranieri, aiutati da loro garanti locali, posti a capo delle istituzioni dello stato italiano.

Alle aste dei titoli di stato italiani, gli italiani acquistano i Bot senza interessi e la domanda supera l’offerta, a quella dei Btp decennali, remunerati a circa il 3%, la domanda supera ugualmente l’offerta, ma sono assegnati a banche italiane e straniere. Anche il Giappone ha un alto debito, collocato però sempre in patria, perciò l’Italia, se la domanda interna è alta, potrebbe vendere tanti Bot, quante sono le richieste, all’interesse dell’1% e, se c’è la richiesta, tutti i Btp a 10 anni da collocare, al 2%, alle banche italiane e agli italiani. Forse lo stato risparmierebbe interessi, sarebbe più generoso con gli italiani e meno ricattabile dallo straniero per il suo debito estero.

Sembra che il Pil italiano non cresca abbastanza, in modo da compensare, con il calo degli interessi, la crescita del debito pubblico; però, anche i governi collaborazionisti italiani, ossequiosi verso l’UE per volontà di Mattarella, affermano di volerlo ridurre. Morale: in economia e in medicina si sperimenta, per mezzo di uomini non indipendenti, sulla pelle del popolo, che non è stato mai sovrano.

Statistica, algoritmi ed econometria rischiano di mettere in crisi anche le certezze della matematica, infatti, a consuntivo, le previsioni statistiche risultano sempre sbagliate; la statistica è diventata l’oppio del popolo. La banca d’Italia è privata e non è un organo dello stato, è indipendente dal governo e spesso ha mancato al suo ruolo di presidio degli interessi nazionali, i suoi vertici vanno sostituiti perché sono emanazione, più dei mercati e delle banche, che del popolo italiano.

CINA

Mentre parte dei risparmi privati cinesi prende la via di Usa ed Europa, quelli delle imprese pubbliche hanno, con i loro investimenti, destinazioni interne, la Cina non compra più titoli di stato americani. Nel 2018 i colossi industriali e commerciali statali hanno fatturato 4.300 miliardi di dollari, pari a 1/3 del Pil cinese, che ora eguaglia quello americano ed europeo; i consumi interni hanno contribuito per il 76% alla crescita del Pil, ma i debiti delle società sono pari al 188% del Pil, in Italia sono molto meno.

Nell’ultimo decennio la Cina, secondo le statistiche, ha prodotto risparmio pari a quasi la metà del Pil (sembra incredibile). I numeri sono magici e le statistiche sono ingannevoli; nei paesi arretrati i contadini producono per l’autoconsumo, non vendono, non risparmiano e la loro produzione non entra nel Pil. Quando un’economia largamente agricola, come quella della Cina di qualche decennio fa, si converte gradualmente in economia industriale, anche con lo sviluppo dell’edilizia, risparmio e reddito nazionale aumentano velocemente; quindi, probabilmente, l’elevato risparmio cinese dipende dalla sottovalutazione della produzione agricola cinese.

Il governo cinese vuole ridurre il tasso di risparmio e potenziare previdenza e sanità pubbliche, ha concesso detrazioni e deduzioni fiscali ai lavoratori, vuole aumentare i consumi privati, ridurre i debiti societari, aumentare i salari e la produttività del lavoro; vuole fare maggiori investimenti pubblici in infrastrutture; ancorché il governo sia comunista, vuole  favorire il mercato e realizzare la via della seta verso l’Europa, pare una politica opposta a quella austera dell’UE. (Per le notizie: Pasquale Cicalese – Contropiano.org).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 4/2/2019)

ITALIA

Matteo Salvini è d’accordo con la linea dura espressa, contro Maduro, dall’UE e dagli USA che, ingerendo nella politica interna di un altro stato, chiedono il voto o, in difetto, il riconoscimento come presidente di Guaidò; ma Salvini è stato criticato da Alessandro di Battista, che teme un’escalation di violenza in Venezuela. Salvini è preoccupato per la sorte sociale degli italiani di Venezuela ma, così agendo, si avvicina agli europeisti; Conte afferma di volere una riconciliazione nazionale però anche lui sostiene la posizione dell’UE, patrocinata, con i suoi contatti, dalla Mogherini.

Manlio di Stefano, per le nuove elezioni, propone una mediazione italiana, ritiene che l’ultimatum a Maduro potrebbe compattare il suo potere; Maduro è stato eletto fraudolentemente ma, fare ora Guaidò presidente, senza un voto, equivale a un colpo di stato, perciò Cina e Russia, al momento, sostengono Maduro. Mattarella, Draghi, Conte, Tria, Mogherini e Moavero sono europeisti, mentre la maggioranza degli italiani sono italianisti, euroscettici o sovranisti.

Dopo il seggio al consiglio di sicurezza dell’Onu, richiesto dalla Francia per la Germania, invece che per l’Unione Europea, si potrebbe ipotizzate che l’Unione Europea riconosca la dominanza Usa in America Latina, in cambio del riconoscimento della dominanza franco-tedesca in Europa, a dispetto di Russia e Italia. Questa strategia servirebbe ad allontanare dall’Europa sia gli Usa che la Russia. (Per le notizie: Francesco Damato – ansa.it).

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Draghi ha affermato che il debito pubblico italiano fa perdere all’Italia la sovranità, in realtà, il debito, com’è accaduto alla Grecia, a volte rende anche schiavi, ma a volte, con gli investimenti, aiuta lo sviluppo di famiglie, imprese e stati; inoltre, gli Usa, grazie al dollaro, hanno più debiti dell’Italia, il Giappone ha più debiti dell’Italia ma solo verso i suoi cittadini, la Francia ha più debiti dell’Italia verso l’estero.

I paesi prestatori, con attivo commerciale, attenti alle garanzie dei paesi debitori, fanno prestiti a quelli con deficit di bilancio e deficit commerciale; i paesi creditori, cioè con attivi commerciali, hanno bisogno di paesi debitori a quali fare prestiti, è il caso della Germania con la Francia e l’Italia, i cui Btp sono, anche con il calo dello spread, ad alta remunerazione e perciò sono bene accettati dal mercato.

L’Italia, a copertura del debito, ha ampie garanzie, fatte di riserve auree e valutarie, crediti verso l’estero, patrimonio economico, tesori artistici mobili che, venduti all’asta, coprirebbero tutti i debiti italiani; perciò, anche i tedeschi hanno riconosciuto che l’Italia è un paese solido. Il Venezuela è un paese povero ma ha il petrolio, ha tre miliardi di dollari privati depositati a Londra, sui quali la Gran Bretagna, vista la situazione, ha posto il blocco, non credo sia giusto.

Con i cambi di regime, gli stati possono anche appropriarsi dei soldi altrui, l’Italia deve stare attenta perché ha miliardi di euro a Francoforte, Svizzera, New York e Londra; gli stati sono capaci di rubare in guerra e in pace, anche a carico dei loro cittadini; però, l’Inghilterra appoggiò l’unità italiana solo perché il Piemonte si accollò tutti i debiti degli stati italiani verso di essa.

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Continuano gli insulti francesi all’Italia, la Francia ha richiamato il suo ambasciatore in Italia, un tirapiedi di Macron, il quale vende la Francia alla Germania, ci ha definito straccioni, un altro ha detto che Tria, sempre pieno di paura, mastica gomma americana, Moscovici, con le sue imposizioni discriminanti sul bilancio pubblico italiano, vuole intimidirci. Ora Macron afferma che gli italiani hanno un governo che non meritano, ma la politica e il giornalismo italiano ospitano anche sinistri europeisti e economisti filo francesi, cioè uomini di paglia amici della Francia, come ne esistono della Germania.

Macron ha favorito la dissoluzione della Libia e l’emigrazione dalla Libia diretta in Italia,  vuole che solo l’Italia accolga gli immigrati. La commissione europea, a direzione franco-tedesca, relativamente al debito pubblico, usa due pesi e due misure verso la Francia e l’Italia. Ci vorrebbe almeno una nota di  protesta, ma gli stati non sovrani e sfruttati e le corti che vivono di regalie e privilegi, poiché non sono indipendenti, non possono protestare quando sono trattati male, lo possono fare solo gli alleati a pieno titolo e non sottoposti o gli stati nemici.

Sulla nave tedesca Sea Watch, ormeggiata fuori Siracusa, con bandiera olandese e con un carico di profughi raccolti da un’Ong “umanitaria”, si è arrivati a una soluzione, con il loro sbarco e distribuzione tra sette paesi europei; sempre che non si disperderanno prima, com’è successo in precedenza. Bisogna dire che le Ong, facendo del favoreggiamento all’immigrazione clandestina, non facilitano solo questi traffici di emigranti, ma sono finanziate da stati e, per copertura, da privati, per svolgere dei servizi che gli stati non possono svolgere direttamente; infatti, quando gli stati non hanno relazioni diplomatiche con altri stati, si servono, per informazioni e spionaggio, delle loro Ong presenti in questi paesi.

Sulla nave Sea Watch in mano a un’Ong tedesca, sta indagando il Viminale, sembra accertato che i barconi partiti dalla Libia, che contengono immigrati di altri paesi e non profughi di guerra, partono quando una nave di un’Ong è vicina alle acque libiche, ostacolando l’azione della guardia costiera libica. In prossimità della nave, per accelerare il soccorso, i gommoni sono fatti sgonfiare, lamentando l’affondamento; le chiamate di soccorso partono da un’Ong.

Distribuiti tra diversi paesi gli immigranti della Sea Watch, si è rilevato che la nave non è in regola per queste operazioni e che andrebbe sequestrata per associazione a delinquere e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina; ma probabilmente, grazie  ad alcune uscite della magistratura, a giorni partirà, con le stesse modalità, un altro gommone dalla Libia, raccolto magari da un’altra Ong e applaudito dagli umanitaristi. Comunque, al dilà della propaganda e d’interessi economici di parte, se si vuole dirimere la diversità d’interpretazione sui fatti, le riprese dai satelliti dei movimenti dei gommoni con emigranti, di navi di Ong e d’interventi della guardia costiera libica e italiana, sono documentabili perfettamente, senza pericolo di sbagliare.

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La televisione, disperata perché non riesce a fermare la crescita di Lega e M5S, ne sottolinea i loro contrasti interni e ha comunicato una lievissima flessione del Pil italiano, annunciando la recessione, che però lambisce anche la Germania; una crescita tedesca all’1% non è molto diversa ad una crescita italiana allo 0%. C’è da dire che i bilanci di stato, imprese e famiglie, quando gli scarti tra entrate e spese sono minimi, rispetto all’esercizio precedente, segnalano, in pratica, un’invarianza. Con i provvedimenti del governo, l’aumento dei consumi potrebbe far aumentare il Pil, ma mi piace ricordare che, in passato, la sinistra, forse per favorire lo sviluppo dei paesi emergenti, come sta  accadendo,  per l’Italia, invocava la crescita zero e il calo dei consumi, che significano calo del Pil.

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Uno degli handicap italiani è il numero elevato di dottori in legge che, come dirigenti, accedono a tutte le professioni, soprattutto nella pubblica amministrazione, e nella politica; gli avvocati sono causidici e spaccano i capelli in 64 parti, da legislatori, poiché odiano la semplicità, rendono le leggi più oscure e contraddittorie; dirigono il sistema economico al posto di laureati in economia. Perciò, in politica, la polemica di Calenda non va fatta tra laureati e diplomati; al parlamento o al governo, andrebbero meglio i laureati, però il diplomato in una materia specifica vale più di un dottore in legge inserito come dirigente in tutti i ruoli.

Naturalmente, poiché gli uomini non sono tutti uguali, ci sono le eccezioni; ci sono dottori in legge che, con un esame di economia all’università, sono diventati dirigenti di Banca d’Italia, di banche, del Tesoro e ministri dell’economia; mentre i laureati in economia, di questi esami, ne fanno 13. Questi laureati in legge, da dirigenti, si fanno assistere da consulenti o tecnici, come fanno i giudici con i periti; per la funzione giudicante sembra logico, ma non per quella di un ministro di un dicastero sòpecifico, dove vanno bene i laureati in  economia, medicina, fisica, ingegneria, ecc.; entrare in questa logica, in Italia significa patrocinare una rivoluzione.

EUROPA

Nel 2018 la banca europea per investimenti, che ha come vicepresidente l’italiano Dario Scannapieco, per le colonnine di ricarica elettrica delle auto, ha concesso all’Enel finanziamenti per 57,5 milioni di euro; ha concesso 340 milioni di euro alla Motork, che produce piattaforme digitali per auto, 30 milioni di euro alla ditta Acque Veronesi, prevalentemente pubblica, 37 milioni alla ditta bolognese Marposs, che produce apparecchi di precisione; 130 milioni all’università di Bologna, diversi milioni alla ditta Roboze di Bari, che produce stampanti 3D, 350 milioni alla ditta Oper Fiber, per la fibra ottica, 150 milioni all’aeroporto di Venezia, 650 milioni alle ferrovie di Milano Nord e 40 milioni alla Fiera di Milano.

Negli ultimi dieci anni la Bei ha concesso 108 miliardi di finanziamenti per gli investimenti nei paesi UE e l’Italia, anche per il valore della sue ricerca, pubblica e privata, è il secondo beneficiario di questi finanziamenti; in Italia le spese per la ricerca sono la metà che in Francia ma, secondo gli americani, in sostanza, hanno lo stesso valore. Nel 2018 i finanziamenti complessivi della Bei ai paesi dell’Unione, derivanti dagli apporti al bilancio comunitario da parte degli stati, sono stati pari a 8,5 miliardi di euro.

A questi finanziamenti, derivanti dalle contribuzioni dei paesi dell’Unione, si aggiungono quelli assegnati dal Fondo europeo per gli investimenti, partecipato dalla Bei, negli investimenti finanziati dalla Bei partecipano anche gli stati e i privati, in Italia sostengono investimenti complessivi, in più anni, per oltre 300 miliardi di euro. In questi investimenti, la Bei ha iniziato a partecipare al rischio, offrendo anche consulenza; il piano Junker per gli investimenti sembra che abbia fatto bene alla Bei e speriamo che l’Italia sappia trarne profitto e che riesca a utilizzare questi fondi.

Abbiamo il dovere di ricordare anche le cose buone fatte dall’UE; per quanto riguarda la posizione finanziaria dell’Italia verso l’UE, bisogna ricordare che essa, per aiutare i paesi più deboli dell’Unione, versa, in linea di competenza, 3 miliardi di euro in più di quelli che riceve; invece, dal punto di vista finanziario, considerate anche le multe all’Italia e l’insufficiente utilizzo, da parte dell’Italia, dei fondi europei, esse versa 4,4 miliardi più di ciò che riceve. Su questi squilibri, la Gran Bretagna riceveva restituzioni finanziarie e l’Italia no, perché era un paese governato da europeisti assenteisti. (Per le notizie: Lorenzo Bernardi – startmag.it).

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Secondo Journal du dimanche, la scalata nel 2017 del banchiere d’affari Macron all’Eliseo, è stata finanziata soprattutto dai ricchi, perciò egli, da presidente, ha ridotto le imposte ai ricchi e le ha aumentate ai salariati e agli stipendiati; i suoi finanziatori vengono soprattutto da Parigi, poi da Londra e dalla Svizzera, meno dalla provincia francese; il che ha favorito la rivolta dei gilet gialli, però in questo sbocco ha anche giocato un ruolo il depauperamento della classe operaia, impiegatizia e dei pensionati, la disoccupazione e l’avvicinamento della Francia alla Germania. (Per le notizie: Tino Oldani – ItaliaOggi).

USA

A causa delle incertezze finanziarie, monetarie e politiche, nel 2018 le banche centrali hanno acquistato oro per complessive 681,5 tonnellate, il che rappresenta il più alto livello di acquisti dal 1971; con un aumento del 74% rispetto al 2017, la domanda rimarrà alta anche nel 2019. La banca centrale russa ha acquistato oro per 274,3 tonnellate, le riserve della Federal Reserve sono costituite per il 73,9% di oro, nella Bundesbank per il 69,2%, in Bankitalia per il 65,5%; Usa, Germania e Italia sono i primi tre paesi detentori di riserve auree.

Hanno acquistato molto oro, tra gli atri paesi, oltre la Russia, Turchia, Ungheria, Polonia e Iran.  L’oro è utilizzato, come riserva, più dalle banche centrali, che dall’industria e dalla gioielleria, se le banche centrali lo vendessero tutto, il suo prezzo di mercato crollerebbe; questi acquisti hanno anche un significato cautelativo, ma alimentano anche la speculazione, perché gli acquisti delle banche centrali ne aumentano il prezzo e le vendite un deprezzamento, dai quali, come accade con la moneta, scaturisce una sua volatilità. (Per le notizie: Francesco Bertolino – Milano Finanza).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;    viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 28/12/2019)

ITALIA

La corte dei conti, nella seduta del 27/12/2018 ha emesso la sua relazione annuale che contiene anche i rapporti finanziari di entrate e uscita tra Italia e Unione Europea; con l’utilizzo di fondi comunitari, peraltro derivanti dai conferimenti fiscali degli stati aderenti; essa ha rilevato che nell’anno 2017, l’Italia è contribuente netto per 4,4 miliardi di euro. Sarebbero interessanti i confronti con gli altri paesi dell’UE, che non sono divulgati dall’informazione.

Sulla somma pesa la cifra di 547 milioni di euro per seconde condanne della corte di giustizia europea, per violazioni di obblighi, come ad esempio, la mancata raccolta della spazzatura; naturalmente, pesano maggiormente la restituzione di fondi europei non utilizzati, per investimenti e occupazione, e, in generale, la perdita di finanziamenti europei non utilizzati. I ritardi sono dovuti alla nostra pubblica amministrazione, in passato ai nostri politici era anche rimproverata la loro assenza nelle sedute del parlamento europeo; gli altri rappresentanti erano meno europeisti di noi, ma in Europa erano più presenti e sapevano tutelare meglio gli interessi dei loro paesi.

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Per coprire eventuali perdite bancarie dell’eurozona, la Bce chiede, in 4 anni, la ricapitalizzazione delle 38 maggiori banche dell’eurozona, con 450 miliardi di euro, di cui 95 per l’Italia. L’operazione andrebbe fatta con nuove emissioni azionarie per 60 miliardi di euro e trasformando 390 miliardi di titoli di stato in bond. Con l’operazione, ci potrebbe essere un impatto negativo sulla redditività del capitale, favorendo l’acquisizione estera di banche italiane.

I bond emessi in Italia avranno interessi più alti a causa dello spread e potrebbero aumentare gli interessi sui prestiti concessi dalle banche. La più grande banca italiana, banca Intesa, si era sempre espressa contro la ricapitalizzazione, che potrebbe anche aprile la strada alla scalata delle nostre banche da parte dello straniero. (Per le notizie: Francesco Ninfole – Milano Finanza).

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Per non cambiare l’Italia, con l’apporto determinante delle catene massoniche, sono europeisti Monti, Carli, Baffi, Mattarella, Corriere, Repubblica e televisione mainstream; dall’unità, l’Italia non è stata mai sovranista e orgogliosa della sua autonomia, è stata prima legata all’Inghilterra, poi alla Francia, alla Germania, agli Usa, ora a Bruxelles. Per gli europeisti nostrani senza cuore che ci vogliono subordinati, alleanze e vincoli esteri aiutano l’Italia.

I risultati recenti sono stati negativi e hanno favorito la speculazione a danno dell’Italia; con la crisi dell’UE, Tajani, Moscovici e altri dirigenti delle istituzioni europee sono rabbiosi con l’Italia, perché temono di perdere posizione e privilegi; diversamente dagli operai tedeschi, guadagnano oltre 20.000 euro il mese. I rappresentanti di piccoli paesi europei a basso reddito, sono europeisti per i soldi che ricevono dalle istituzioni europee; storicamente, le corti si sono sempre mosse così.

Per l’informazione, cioè stampa e televisione mainstream, il discorso è diverso, esse, direttamente o indirettamente, ricevono soldi da stato, stati esteri e privati, con apporto di capitale e pubblicità, che naturalmente servono a condizionarla e a fare propaganda. Adesso l’informazione che conta è europeista, a favore dell’immigrazione e contro il governo Lega-M5S.

Alla vigilia della prima guerra mondiale, arrivò dall’estero in Italia un fiume di denaro, destinato ai giornali, per spingerla a entrare in  guerra a favore della Francia o della Germania; si ruppe l’alleanza con la Germania e l’informazione scrisse che il cambio dell’alleanza era dovuto all’ambiguità degli italiani. Potenza del denaro e degli interessi, l’’imperatore di Germania promise al papa, in caso di vittoria, la città di Roma con un corridoio fino al mare, probabilmente il papa voleva farne un paradiso fiscale, poi Mussolini, per tutelarsi e rafforzare il regime, fece la pace con il Vaticano.

I capi delle nostre istituzioni, compensati con la carriera, il denaro o altri privilegi, prendono spesso ordini dall’estero, le leggi si fanno su commissione di UE, Chiesa, lobby, mafia e massoneria. E’ presumibile che l’Italia, con la sostituzione di uomini, cambierà veramente solo dopo le prossime elezioni europee, dopo le prossime elezioni politiche e dopo il prossimo presidente della repubblica.

Per recuperare veramente l’orgoglio nazionale, bisognerà cambiare Mattarella, Tria, Moavero e Fico, che sono europeisti e non italianisti; alcuni mandanti, dall’estero stanno ancora remando contro l’Italia. Per la faccenda Regeni, vogliono mettere l’Egitto, che è un paese amico, contro l’Italia, hanno cercato di farlo anche con la Libia. (Per le notizie: Lorenzo Lamperti – AffariItaliani.it).

EUROPA

Dopo il trattamento fiscale di favore ricevuto dalla ditta Nike dall’Olanda, per combattere l’elusione fiscale da parte delle multinazionali, la commissaria europea alla concorrenza, Margrethe Vestager, ha rilevato che l’evasione delle multinazionali nell’Unione, grazie ad accordi fiscali con i paesi, ammonta a circa 175 miliardi di euro l’anno. Pertanto, l’1 gennaio 2019 la commissione europea ha emanato una direttiva antielusione che accoglie le raccomandazioni dell’Ocse al riguardo.

Lo scopo è bloccare il trasferimento di utili verso paesi con tassazione inferiore, come Irlanda, Olanda e Lussemburgo, attuato trasferendo gli utili a una filiale estera e manipolando il prezzo delle transazioni con essa; la direttiva introduce anche limiti alla deducibilità degli interessi passivi, derivanti da prestiti ad alto interesse, da una filiale residente in un paradiso fiscale a un’altra con sede in un paese europeo ad alta tassazione.

Si vuole anche impedire la prassi delle multinazionali di avere filiali in paradisi fiscali e impedire l’attribuzione di brevetti a filiali nei paradisi fiscali, come impedire accordi con stati per ottenere vantaggi fiscali, evitando la doppia tassazione con paesi extra UE. Nel Regno Unito sono sotto indagine dalla commissione, per elusione, Nike e Ikea, per profitti trasferiti a sussidiarie o fondazioni esenti da imposte, attraverso operazioni infragruppo, come pagamenti d’interessi e royalities.

A causa di questa elusione, l’Italia, con la web Tax, ha fatto pagare a Google la modesta cifra di 306 milioni di euro e nel 2016 anche la commissione europea ha sanzionato Apple per 13 miliardi d’imposte non pagate, tramite due sussidiarie in Irlanda, non tassabili per il fisco Usa perché registrate in Irlanda. Tutti i profitti delle vendite UE erano registrati a Dublino, sottoposti a imposizione solo in minima parte perché attribuiti a una sede centrale esistente solo sulla carta.

Nella tassazione alle imprese esiste una forte disparità tra i paesi UE, con diversi regimi di deduzione d’interessi e ammortamenti e con una struttura diversa del capitale, in parte a debito e in parte azionario; inoltre, è difficile raggiungere accordi  di cooperazione e ragionevolezza con i paradisi fiscali extracomunitari, perciò bisognerebbe minacciarli d’invasione, ma la classe dirigente italiana e dell’UE è contraria perché è ufficialmente pacifista.

Nel 2016 le imposte pagate in UE dai giganti dell’hi-tech sono state molto inferiori a quelle pagate in Usa, perciò Trump ha fatto un taglio alle imposte alle imprese dal 35% al 21%, con il 15,5% sui profitti offshore. Trump ha anche voluto che per le imposte vigesse la competenza territoriale, cioè le imposte andrebbero pagate dove si producono gli utili (per la nostra televisione, Trump ha solo ridotto le imposte alle grandi imprese. (Per le notizie: Lorenzo Sala – Financial Times – Il Sole24 ore).

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Hanno detto Alessandro di Battista, Luigi Di Maio e Giorgia Meloni che, fino a che non sarà abolito il franco CFA, gli africani impoveriti continueranno a scappare dalle ex colonie francesi d’Africa, accusando la Francia di politica neocolonialista; il franco CFA, che non turba la commissione europea, fu introdotto nel 1945 in 14 paesi africani, ed è gestito  dal Tesoro francese, con un cambio fisso con l’euro.

Questo franco ha recentemente garantito la stabilità dei prezzi, ma ha lasciato nelle mani francesi il signoraggio monetario, anche le riserve valutarie di questi paesi sono depositate, per lo più, presso il Tesoro francese, si tratta di circa 10 miliardi di euro. Il franco CFA è accusato di non favorire lo sviluppo di quei paesi, anche perché, come accade con l’euro, non possono svalutarlo, ma favorisce gli investimenti francesi in questi paesi e non le esportazioni delle loro merci.

Macron ha detto che nessun paese africano ha chiesto la soppressione del franco CFA, non è vero e la classe dirigente delle colonie, generalmente, prende ordini dai colonizzatori (accade anche in Italia), e fornisce loro anche truppe in guerra, questo  accade anche con il Commonwealth britannico. Dal 6/12/1945 14 colonie francesi d’Africa occidentale e centrale hanno il franco CFA, come valuta prima legata al franco francese e poi all’euro, il 65% delle riserve valutarie di questi paesi è depositato presso il Tesoro francese, per essere utilizzate ci vuole l’autorizzazione di Parigi; a questi stati africani, si aggiungono le isole Comore dell’oceano indiano; invece le colonie francesi del Pacifico hanno il franco CFP.

Tra le colonie francesi, nel 1982 solo le Isole Ebridi hanno abbandonato il franco coloniale per una loro valuta. Le due zone d’Africa, con franco FCA, quella occidentale e quella centrale, hanno formalmente due banche centrali, comunque dipendenti dal Tesoro francese, ma le loro valute non sono tra loro convertibili. Le autorità francesi partecipano alla definizione della politica monetaria delle due zone; questi paesi, quando il franco CFA era legato al franco, si avvantaggiavano delle svalutazioni del franco, ora con l’euro, più stabile, hanno perso questa possibilità, perdendo anche in competitività.

Invece la Gran Bretagna, anche con il Commonwealth, non ha aderito all’euro e nel 1947 ha consentito all’Egitto di abbandonare la sterlina, poi l’hanno fatto altre 54 sue colonie, l’ultima è stato il Brunei nel 2001; evidentemente, la sovranità monetaria è vantaggiosa, per i paesi che possono rivendicarla. Le colonie francesi hanno, a volte, richiesto di abbandonare il franco CFA, l’ultimo è stato il Ciad, confinante con la Libia, perciò i servizi segreti francesi hanno fornito armi al gruppo terroristico islamico Boko Haram, legato a Daesh.

Ad agosto del 2018 il presidente del Ciad, Idriss Deby, voleva introdurre una sua moneta, perciò Boko Haram ricevette altre armi francesi, a intercettarle furono le forse dell’ordine del Camerun, che arrestarono anche due cittadini francesi; Boko Haram colpisce solo le ex colonie francesi dotate di franco CFA. La nostra informazione, come al solito, al servizio dello straniero, fornisce solo mezze notizie e l’altra metà è rimpiazzata dalla propaganda, in questo caso a favore della Francia.

Il 31/10/2010, in Costa d’Avorio, vinse le elezioni presidenziali Alassane Quattara, contro il vecchio presidente Laurent Gbagbo, sostenuto dalla Francia che, per mantenere lo status quo, intervenne su mandato dell’ONU, fra l’altro zelante anche contro l’Italia e a favore dell’immigrazione in Italia, come Francia, papa e Soros; per conseguenza, Gbagbo fu rovesciato e recluso come prigioniero politico nel suo paese.

Si era mosso contro Chirac, Sarkozy, Hollande e Macron, perché voleva tutelare gli interessi economici del suo paese, opponendosi anche alle privatizzazioni a favore dei francesi. Nelle colonie francesi d’Africa, i francesi hanno il controllo dell’economia, sono i primi fornitori e i primi clienti, controllano banche, acqua potabile, elettricità, edilizia, trasporti, porti, telefoni, tabacco e petrolio.

Finalmente, un governo italiano ha chiesto alla Francia la restituzione di 30 terroristi italiani rifugiati in quel paese, i governi precedenti non l’hanno fatto, forse perché ne hanno protetto la fuga; sono stati accolti e protetti dalla Francia che li controllava, infatti, non si può bussare alle porte che non ti aprono. (Per le notizie: Francois Hollande – ItaliaOggi.it - ilpost.it).

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L’Unione europea è investita dalla crisi e la produzione industriale tedesca è calata del 4,7%, la Germania, con le esportazioni, ha perseguito un programma mercantilista e, per abbattere il debito pubblico dei paesi UE, per essa da alimentare solo in guerra, ha puntato sul contenimento salariale, degli investimenti pubblici e delle spese per la sanità e le pensioni; in tale quadro, la Bce è stata più interessata al controllo dell’inflazione che all’occupazione, ora obbliga le banche alla copertura dei crediti deteriorati fino al 100% del loro ammontare, appesantendo il loro bilancio.

Invece la Cina, temendo il calo del commercio internazionale, poco preoccupata per il deficit e il debito pubblici, per favorire i consumi, vuole aumentare i salari, abolire le tasse sui salari e ridurre le imposte alle piccole imprese, vuole aumentare gli investimenti pubblici e favorire i prestiti alle imprese produttive; in Usa, che hanno deficit e debiti cronici, per stimolare il mercato interno, si riducono le imposte alle imprese, si concedono incentivi per il ritorno d’industrie in Usa e si aumentando i salari.

La gestione della crisi da parte di Bruxelles, ha spaccato l’Europa tra paesi creditori e paesi debitori, ha negato gli stimoli fiscali interni e i paesi dell’UE soffrono della perdita della loro sovranità monetaria, perché gli stati sovrani si sono sempre finanziati con i dazi e con la moneta. L’Unione Europea dovrebbe avere una politica fiscale omogenea, con funzioni anticicliche; per stimolare l’economia, dovrebbe favorire gli investimenti e combattere la disoccupazione, gli investimenti pubblici non dovrebbero essere calcolati nel deficit di bilancio dello stato. (Per le notizie: Claudio Conti – contropiano – sinistrainrete).

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Tralasciando le mezze notizie e la propaganda dell’informazione e di alcuni storici di corte, i trattati internazionali sono fonti di diritto come le costituzioni, gli stati hanno sempre fatto trattati di amicizia, poiché hanno tre facce, a questi trattati aggiungono anche protocolli segreti che affermano cose diverse. Secondo le convenienze del momento, spesso questi trattati sono violati, abbandonati o traditi, del resto, gli stati lo fanno anche con le loro costituzioni interne.

Violando i trattati UE, il recente trattato di Aquisgrana, antica capitale del sacro romano impero, a direzione franco-germanica, senza ufficialmente debordare dal trattato nord atlantico del 4/4/1949 e senza denunciare i trattati dell’Unione Europea, prevede, tramite consultazioni, la cooperazione e il coordinamento, tra Francia e Germania, in politica estera, sicurezza, economica, monetaria, fiscale e militare.

Con un programma comune di difesa, è rafforzata la cooperazione militare reciproca, potenziando l’industria della difesa e creando un consiglio comune per la difesa; i due stati, facendo seguito a precedenti accordi internazionali, s’impegnano alla protezione dell’ambiante e alla ricerca energetica. Puntano a creare una zona economica comune franco – tedesca e a cooperare sul piano legislativo e nel campo della ricerca e dell’innovazione.

Il trattato promuove l’insegnamento reciproco di francese e tedesco, creando, in materia d’informazione, un Erasmus di alti funzionari reciprochi. Germania e Francia vogliono essere il locomotore del treno dell’UE, gli altri stati si dovrebbero far trascinare; l’accordo punta anche su una difesa comune europea. Le reazioni negative della pubblica opinione italiana, in maggioranza euroscettica, non sono nate dal fatto che l’Italia si è sentita esclusa dal patto, ma dal fatto che i due paesi hanno spesso cercato di calpestarla.

Ci sono stati anche vertici bilaterali annuali tra Francia e Italia, Mattarella è un patito della Francia, perciò nel settembre del 2017 ci fu un summit, detto del Quirinale, e si è anche pensato a un trattato tra Italia e Francia. Speriamo che non si faccia; anche se i governi italiani, collaborazionisti dello straniero, hanno sempre fatto trattati sbilanciati contro gli interessi dell’Italia.

In questo momento, l’Italia deve tenersi stretti gli Usa e al Nato, non perché sono stati sempre diligenti, ma perché sono il male minore per l’Italia, che non potrebbe mai pesare in UE come Francia e Germania, a prescindere da quello che dicono i trattati, perché la si vuole paese subalterno e schiavo da sfruttare. Al momento Francia e Italia potrebbero coordinarsi in sede europea, per una maggiore flessibilità dei loro bilanci, ma alla Francia le cose fanno bene così come sono, perché la commissione europea non vede gli sforamenti francesi e i deficit di bilancio e commerciali francesi sono coperti da acquisti di titoli pubblici francesi da parte della Germania.

La comunità franco-tedesca, prevista dal trattato di Aquisgrana di gennaio 1919, unisce due stati non omogenei, però anche le regioni degli stati non sono omogenee; nel 2017 la Germania ha avuto un avanzo commerciale di 41 miliardi di euro con la Francia e possiede 427 miliardi di euro di titoli pubblici francesi, che alleviano deficit di bilancio e il debito commerciale francesi; poi la Germania fa dell’allarmismo sul debito estero italiano che è la metà di quello francese.

In confronto, il disavanzo commerciale Usa con la Germania è di 50 miliardi, però il Pil Usa è sei volte più grande di quello francese; la forza delle esportazioni tedesche è derivata dal basso costo del lavoro e dalle subforniture estere. La cooperazione industriale franco-tedesca include l’Airbus, costruito in Francia, Germania e Gran Bretagna; però, le progettate fusioni di aziende dei due paesi non sempre hanno avuto fortuna, nel settore nucleare, telefonico, ferroviario e automobilistico, le imprese tedesche del settore non hanno  ben visto  nemmeno la fusione tra Fincantieri e STX.

Il Trattato di Aquisgrana si riallaccia alla proposta di comunità di difesa europea degli anni cinquanta, sabotata dalla Francia, con esso si mette in comune la forza nucleare francese con gli attivi commerciali tedeschi, che servono a ripianare deficit di bilancio e debito pubblico francese. Questo trattato supera la sfera economico-commerciale, ma ha un significato soprattutto militare, anche nella relativa ricerca, indebolisce l’Unione Europea e ne accelera il processo di disgregazione.

La Germania si schiera contro gli Usa che minaccia i dazi le sue esportazioni e attenta alla sovranità franco-tedesca sull’Europa, in prospettiva, vuole allontanare gli Usa dall’Europa;  il trattato propone una forza d’intervento franco-tedesca e, con la probabile ammissione della Germania al consiglio di sicurezza dell’ONU, sulla stampa tedesca si comincia a parlare di dotare il paese di una potenza nucleare, violando con ciò il trattato di non  proliferazione nucleare del dopoguerra.

Del resto, i trattati li violano tutti, ma la Germania critica solo l’Italia di violarli; questo trattato di Aquisgrana ha un significato soprattutto per l’Italia, che ha un‘industria militare di alto livello e il suo popolo, diversamente dai suoi dirigenti, rifiuta l’asservimento a Francia e Germania; per contenere l’Italia e rimetterla nei ranghi, Macron e Merkel si sono opposti alla cessione dei cantieri navali francesi Stx a Fincantieri. (Per le notizie: Jean Pierre Dernis – Guido Salerno Aletta – Tino Oldani -startmag.it).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (21/1/2019)

ITALIA

Il varo del provvedimento governativo, per l’introduzione congiunta della quota cento sulle pensioni e reddito di cittadinanza per i poveri, previsti dal contratto di governo, suscita delle perplessità, soprattutto riguardo al secondo intervento; infatti, più che oneroso, sembra troppo generoso. Anche con gravi sanzioni penali, si temono abusi perché l’amministrazione italiana non fa controlli.

Da vari segnali, sembra che l’economia europea e italiana potrebbero andare verso la stagnazione o la recessione, la crescita del Pil e la produzione rallentano, perciò sarà difficile che la disoccupazione possa diminuire. Secondo il suo progetto, il reddito di cittadinanza è nato, non come misura assistenziale, ma per favorire, con i centri per l’impiego, l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

Un reddito minimo, per ragioni sociali, doveva essere introdotto, a favore di poveri e disoccupati, ma con la recessione, potrebbero arrivare gli esuberi che ingrosseranno la platea di disoccupati che chiedono il reddito di cittadinanza; perciò l’istituto si trasformerà in misura assistenziale. Alcuni faranno la domanda per il beneficio e intanto lavoreranno in nero.

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La cassa di risparmio di Genova è andata in crisi perché il suo presidente Bernaschi, che è stato condannato, con l’aiuto di banche offshore e paradisi fiscali, aveva distratto fondi per l’arricchimento personale. Trattasi di una replica di quanto successo a MPS, aiutata, per il suo salvataggio, da miliardi di euro di aiuti di stato; per Carige, la Bce ha richiesto la ricapitalizzazione, naturalmente ancora con i soldi dello stato italiano.

Dal 2008 a oggi gli stati dell’UE, per coprire le perdite su crediti delle banche europee, hanno pagato 1.400 miliardi di euro, con quei soldi si poteva fare un piano gigantesco d’investimenti pubblici, invece lo stato ha tolto alla CDP anche 250 miliardi di euro di risparmio postale, prima destinato agli investimenti dei comuni; per il ministro Savona, sono velleitarie le richieste della BCE che vogliono un aumento di capitale delle banche.

Socio al 27,5% della Carige é la famiglia Malacalza, che ha intenzione di adire la corte di giustizia europea per danni alla Carige e alla sua famiglia; intanto ha spedito lettere a Bce, Bankitalia e Consob. Carige, con un piano concordato con la Bce, doveva aumentare il capitale ma i bond relativi sono stati rifiutati dal pubblico, timoroso per la sorte della banca, perciò il prestito è stato sottoscritto dal Fondo interbancario di garanzia. Pertanto, Malacalza chiede alla Bce anche documentazioni e spiegazioni sul provvedimento di commissariamento della sua banca. 

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Matteo Salvini ha criticato la Bce per la sua politica indiscriminata, anche contro banche sane, tesa a ridurre i crediti deteriorati delle banche, che hanno favorito la speculazione, reso più difficile la ricapitalizzazione, perché i clienti si sono allontanati e colpito risparmi, capitale delle banche e reso più instabili le banche colpite. La Bce ha denunciato altri crediti deteriorati del MPS e ha chiesto a tutte le banche di azzerare, in sette anni, i crediti deteriorati, molti dei quali sono ceduti alla finanza speculativa.

Questi sono già in parte ammortizzati dai fondi svalutazione crediti e le banche sono sorrette dalle crisi dal fondo interbancario di garanzia; a causa dell’azione della Bce, MPS è stato sospeso dalle quotazioni per eccesso di ribasso e ha sofferto della fuga di clienti.  Per la Bce, su MPS pesano anche troppi BTP in portafoglio, i quali però sono generalmente appetibili per italiani e banche italiane e straniere e sono stati sempre rimborsati dallo stato italiano.

Bce chiede accantonamenti e cessione di crediti deteriorati e BTP, a vantaggio di speculatori e accaparratori, per conseguenza, le banche colpite riducono gli utili, svalutano il capitale, aumentano le coperture assicurative ai crediti e svalutano i crediti deteriorati. Nel sistema bancario italiano pare che esistano 37,5 miliardi di euro di sofferenze, che dovranno essere gradualmente svalutate, ma ne arriveranno altre perché c’è sempre chi non paga i debiti e in banca chi paga, con una maggiorazione dell’interesse, paga anche per chi non paga.

Banca Intesa, la prima banca italiana, non ravvisa impatti significativi nei provvedimenti della Bce e ha un piano di copertura dei creduti deteriorati; l’Unione bancaria ha alimentato la crisi del sistema bancario, ha indirettamente colpito risparmi e capitale proprio delle banche; in precedenza, il sistema bancario italiano era quello che aveva resistito meglio alla crisi bancaria del 2008; afferma Salvini che l’atteggiamento della Bce è sicuramente prevaricatore e foriero di ulteriori crisi bancarie e di regali alla speculazione. (Per le notizie: Fernando Soto – Startmag).

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Le spread cala e all’ultima asta dei Bot a 12 mesi, c’è stata una richiesta superiore all’offerta, cioè 10,7 miliardi di euro invece di 7, anche con un interesse in calo dello 0,285%, gli acquirenti hanno acquistato più Bot che analoghi titoli tedeschi con rendimento negativo. Le banche italiane li usano come garanzia per prestiti a 4-5 anni, allo 0,15%, presso la Bce, tra questi, i prestiti Titro sono destinati all’economia reale.

Altra garanzia dei Bot è data dal fatto che, con eventuale uscita dall’euro, i prestiti sarebbero sempre rimborsati in euro. Entro marzo 2021 andranno in scadenza 740 miliardi di euro di finanziamenti Titro, un terzo dei quali a istituti bancari italiani, che perciò acquistano Bot, come garanzia collaterale, per il rinnovo del finanziamento. Questa situazione si è creata anche perché la Bce ha imposto la svalutazione dei crediti deteriorati e perciò alcune piccole banche italiane, non quotate, fanno fatica a trovare sottoscrittori per le loro obbligazioni..

Recentemente Piazza Affari, al netto del rally di borsa, ha segnato una performance rispetto alle altre piazze finanziarie, le banche italiane vedono aumentare le quotazioni dei loro titoli e i BTP sono premiati dai mercati; il rendimento dei BTP di nuova emissione cala e le relative aste trovano tutte collocazione. La borsa di Milano sembra la migliore piazza azionaria in Europa, l’indice FTSE Mib è percorso da un’ondata rialzista, in contropartita, i bund tedeschi, a causa delle incertezze economiche della Germania, hanno avuto un modesto rialzo del rendimento.

La banca d’Italia, pur non essendo organo costituzionale dello stato, ma una società privata, più indipendente del parlamento dal Quirinale, è tuttavia vicina ai mercati e all’opposizione; essa vuole essere precisa, ma sbaglia spesso le previsioni e ora  prevede tempi bui per l’Italia. Il governo aveva previsto un aumento del Pil dell’1% per il 2019, ma la banca afferma che aumenterà solo dello 0,6%.

E’ bello giocare con i numeri che sono magici e che spesso, a consuntivo, non collimano con le previsioni; infatti, con la decrescita della popolazione e con l’emigrazione italiana verso l’estero, il Pil pro capite italiano, in termini reali, potrebbe anche aumentare dell’1% e quello nominale pro capite, che tiene conto dell’aumento dei prezzi, anche del 2%. Istat e bankitalia amano essere precisi, ma in queste cose è meglio aggiungere la parola circa.

Comunque, visto il calo demografico, l’immigrazione compensativa dall’estero andrebbe sempre regolata secondo le necessità del mercato del lavoro italiano, il che, vista la crisi economica perdurante, richiederà del tempo per un intervento oculato da parte del governo. (Per le notizie: Vito Lops - Ilsole24ore – Giuseppe Sersale – Startmag).

EUROPA

Poiché l’UE rischia un progressivo impoverimento, l’Italia ha chiesto una riforma dell’architettura istituzionale dell’UE, dei suoi trattati interni, della sua politica e della sua legislazione; perciò, gli euroburocrati e i politici impiegati nelle istituzioni europee, temendo di perdere il loro posto, sono in allarme: Il ministro Savona ha chiesto un fondo salva stati, il M5S, per risparmiare, ha chiesto di chiudere la sede di Strasburgo e i francesi hanno chiesto un fondo europeo contro la disoccupazione.

La crescita è bassa, la disoccupazione è alta e i salari crescono poco, secondo The Economist, i debiti sovrani e la crisi finanziaria iniziata nel 2008, hanno iniziato a segnare la fine dell’euro; con la sua politica, l’UE ha ridotto del 25% il Pil della Grecia e la Germania si rifiuta ancora di pagare i danni di guerra a questo paese impoverito. La BCE, prima di Draghi, ha praticato una politica monetaria restrittiva, che ha favorito la recessione e non ha reagito prontamente al crash finanziario del 2008 e la commissione europea ha raccomandato ai paesi l’austerità di bilancio.

Gli squilibri commerciali interni, contro lo spirito dei trattati che non li volevano, hanno diviso i paesi europei tra creditori e debitori, dirottando le eccedenze monetarie tedesche in attività finanziarie speculative. L’UE non ha una politica fiscale comune di tipo anticiclico, tesa agli investimenti pubblici e all’occupazione; contro l’Italia, la commissione ha cavalcato la spinta della speculazione.

The Economist afferma che la crisi economica è ancora in atto, il che mette a rischio la sopravvivenza dell’eurozona, ma in Italia gli europeisti negano questa realtà e incolpano di tutto il governo gialloverde. Per uscire da questa situazione, occorre una riforma dell’architettura istituzionale, della legislazione, dei trattati interni e della politica dell’UE, anche se con la contrarietà di europeisti dogmatici, di singoli paesi dell’UE, della commissione e della Bce. Comunque, non vero, come amar ripetere il PD, che l’Italia è isolata in Europa.

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Le materie prime, soprattutto petrolio, gas, grano e soia, hanno prezzi fluttuanti influenzati dalla speculazione che opera nei contratti a termine, ma anche dal ciclo economico, nel senso che il prezzo aumenta quando l’economia cresce e diminuisce quando rallenta; un aumento del prezzo delle materie prime era previsto per il 2018 ma ora è previsto per la metà dell’anno 2019.

Anche le guerre commerciali incidono sul prezzo, gli Usa esportano in Cina un terzo della loro produzione di soia, ma la Cina, reagendo ai dazi americani, ne ha sospeso l’importazione e perciò gran parte della produzione Usa è rimasta accatastata nel Midwest, con riflesso sul suo prezzo. Anche il prezzo del petrolio è volatile e, in questi anni, il prezzo del barile è andato da 58 a 86 dollari al barile, perciò l’OPEC minaccia di tagliare la produzione, il prezzo del gas è legato al prezzo del petrolio. Da considerare anche che, nelle materie prime, esistono anche grandi scorte da smaltire, che possono giocare un effetto anticiclico sui prezzi.

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La magistratura contabile europea della corte dei conti, ha denunciato che la BCE di Francoforte, che vigila per prevenire e risolvere le crisi bancarie, non risponde alle sue richieste d’informazioni rilevanti, com’è suo diritto viste le crisi bancarie; così facendo, mette da parte la trasparenza, si giustifica affermando che alcune di esse hanno carattere confidenziale. Ci chiediamo a chi Draghi risponda effettivamente.  

La BCE monitora costantemente le banche, però non vuole poteri di controllo sulla sua attività, nella vigilanza della BCE esistono anche conflitti d’interesse; eppure la Corte ha dichiarato di non voler interferire nella sua gestione e che le informazioni richieste servono all’espletamento delle se funzioni perché la gestione bancaria presenta rischi notevoli per i bilanci pubblici. La vigilanza bancaria è stata sottratta alle banche centrali degli stati e conferita alla BCE che, ritenendosi indipendente, non vuole essere vigilata dalla corte dei conti; i soci della BCE sono le banche centrali dell’eurosistema, e i soci di queste sono le banche maggiori. (Per le notizie: Michele Arnese – Startmag).

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Le banche centrali, dopo anni di politiche monetarie espansive volte a mitigare la crisi del 2008, adesso hanno deciso di fare una politica monetaria più restrittiva, elevando i tassi e creando meno moneta; però Trump, contro l’indirizzo della Riserva Federale, diretta da Jerome Powell, teme che questa politica possa penalizzare la produzione industriale americana in ripresa.

Powell, in questo momento, è contro una politica monetaria espansiva, contro l’aumento del debito pubblico e contro l’apoteosi della finanza internazionale. Il 31/12/1918 in UE è finita la politica del QE della Bce e, con la riduzione degli interessi sul debito pubblico, ne hanno beneficiato la finanza pubblica e la finanza privata, ma non la crescita dell’economia reale. (Per le notizie: Christian Marazzi – tysm – sinistrainrete).

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Olivier Blanchard, dirigente dell’FMI, afferma che il debito pubblico, come quello di famiglie imprese, se è ben investito, può essere occasione di sviluppo, afferma anche che la Grecia è stata massacrata dalle imposizioni della Troika; però, per chi difende l’austerità, se la realtà non corrisponde alla teoria, è la realtà che è sbagliata. Blanchard afferma che, quando il tasso di crescita di un paese è superiore al costo del suo debito pubblico, il debito si riduce senza bisogno di austerità, cioè senza di tagli alla spesa e senza aumenti d’imposte.

Dal 1950 in Usa, Giappone, Europa e GB l’aumento del Pil ha superato il costo del debito, purtroppo, dal 2008, con la crisi finanziaria, le cose sono cambiate; Blanchard afferma che l’ossessione per il debito pubblico è sbagliata e che sono sbagliate le regole europee per contrastare la crisi, le quali hanno fatto uscire l’Italia dai binari dello sviluppo.

Se fosse possibile, bisognerebbe rompere, con un referendum, la gabbia dell’Unione Europea, denunciando i trattati europei, il discorso vale per i paesi, come la GB, che se lo possono permettere, avendo conservato un briciolo di sovranità; l’UE è nata su un progetto dell’élite e, in subordine, per contrastare le conseguenze dell’inconvertibilità del dollaro in oro nel 1971.

Le classi dirigenti europee non hanno mai sottoposto il disegno dell’Unione Europea al voto dei cittadini e quando la sua costituzione è stata sottoposta nel 2005 a referendum in Francia e Olanda, è stato bocciata. A decidere i trattati sono i governi degli stati, traditori dei cittadini, riuniti nel consiglio dei ministri europeo, poi i trattati sono ratificati dai parlamenti nazionali.

I trattati internazionali prevedono obblighi che discendono sui cittadini senza loro consenso, quelli europei operano con regolamenti, direttive e raccomandazioni; i regolamenti sono generali e obbligatori, le direttive lasciano più libertà di scelta, cioè Bruxelles decide l’obiettivo da raggiungere e i Parlamenti nazionali ne decidono i modi. Ciò ha consentito di accentrare le decisioni in mano a governi, commissione e Bce, che non rispondono ai parlamenti e nemmeno ai cittadini.

L’UE innova le leggi di tutti i paesi aderenti e l’articolo 75 della costituzione italiana non consente un referendum contro i trattati internazionali come quelli che reggono l’Unione, sottraendo potere decisionale al parlamento nazionale, che rappresenta i cittadini, e ai cittadini medesimi. Anche i poteri di controllo del parlamento europeo sono ridotti.

Jared  Bernstein ha affermato che si è data troppa importanza al debito pubblico, mentre è importante la ragione per la quale si fa il debito, infatti, non si può fare debito per togliere le tasse ai ricchi e si può fare per investimenti pubblici. Comunque c’è chi è a favore dell’austerità espansiva, affermando che tagliare la spesa pubblica, stimola la crescita, ma è stato smentito da Olivier Blanchard; infatti,m la spesa pubblica può creare anche domanda occupazione e aumento del Pil.

Tutti hanno bisogno di tempo per capire quello che succede e perciò qualche economista si sta ravvedendo. Bruxelles ha imposto politiche di austerità che hanno liberalizzato il lavoro, privatizzato la sanità e i servizi pubblici, innalzato l’età pensionabile; ha voluto il sostegno alle banche e ridotto quelli ai comuni, trasferendo il controllo dei bilanci statali a Bruxelles. Le raccomandazioni di Bruxelles derivano da un’oligarchia occulta, l’Italia non può continuare a sottostare al diktat di un’oligarchia, per lo più straniera, che decide le entrate e le uscite dello stato. (Per le notizie: Carlo Clericetti – soldi e potere – Franco Russo – euro stop . sinistrainrete).

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In dieci anni vari paesi europei, con la corruzione di funzionari o in cambio d’investimenti, hanno venduto a stranieri 133.000 passaporti o la residenza; in tal modo, sono arrivati russi, libanesi, turchi, brasiliani, venezuelani, sudafricani, cinesi, ucraini, kazaki, uzbeki, bielorussi, azerbaigiani e sauditi. I paesi europei destinatari sono Cipro, Irlanda, Malta, Spagna, Portogallo, Inghilterra, Lettonia, Ungheria e Bulgaria; poiché questo commercio può comportare corruzione, evasione fiscale e riciclaggio mafioso, l’Unione Europea ha invitato i paesi a fare controlli sui richiedenti ma, grazie al potere dei soldi, senza risultato; cioè, generalmente, gli stati d’arrivo non fanno controlli sugli arrivati.

Il Portogallo garantisce anche esenzione fiscale ai pensionati, Malta respinge gli extracomunitari ma non i ricchi, del resto anche l’Australia accetta solo i ricchi. Il governo maltese promuove la vendita di cittadinanza, la società di consulenza scozzese, con sede in Jersey, Henley & partners, con 25 uffici nel mondo, si occupa di vendita di passaporti maltesi, con l’impegno a fare investimenti a Malta. (Per le notizie – Roberto Galullo – ilsole24ore).

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Senza approvazione degli altri paesi UE e degli Usa, il 22/1/2019   e Germania, facendo seguito al trattato dell’Eliseo del 1963, firmeranno un trattato, di 28 articoli, per l’integrazione franco tedesca; con convergenze in politica estera, difesa, sicurezza, ricerca e armamenti. Sarà creato un consiglio di difesa franco-tedesco, con la richiesta di fare la Germania membro permanente del consiglio di sicurezza dell’Onu.

Dopo la rivolta anti Macron dei gilet gialli, a causa di questo trattato, Marine Le Pen ha accusato di Macron di alto tradimento e di vendere la Francia alla Germania; tutto questo avviene alla vigilia del rinnovo del parlamento europeo che così, con qualsiasi maggioranza, è destinato a contare sempre di meno. (Per le notizie: Tino Oldani – startmag).

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Nel settore ferroviario europeo vi è il progetto di fusione tra la tedesca Siemens e la francese Alstom, pretestuosamente presentato per fronteggiare la concorrenza cinese e americana; l’Antitrust europea segue il caso come la concentrazione Fincantieri-Stx. A difesa della concorrenza è intervenuto il commissario signora Vestager, la quale nel 2015 intervenne contro la fusione di quattro piccole banche italiane, però il consorzio Airbus, retto da francesi e tedeschi, fu approvato; perciò Financial Times afferma che le regole dovrebbero valere per tutti. .

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I trattati di libero commercio TTIP e Ceta, tra Usa, Canada e UE, non sono stati definitivamente archiviati perché le trattative sono ancora in corso, la commissione europea continua a trattare, ma il Congresso Usa afferma che l’accordo ci sarà solo inserendo in esso l’agricoltura. Trump vuole l’abbattimento delle barriere doganali europee sui prodotti agricoli e l’eliminazione del divieto a importare gli Ogm.

Dopo il blocco delle importazioni cinesi di soia, come ritorsione ai dazi americani, in barba ai paesi dell’UE, un accordo informale di luglio scorso, tra Junker e Trump, ha fato aumentare l’importazione di soia Ogm dagli Usa. Solo a queste condizioni Trump revocherebbe i dazi americani del 25% sulle auto europee importate, che sono, soprattutto tedesche. L’attuale maggioranza di governo italiana è sempre stata contro Ttip e Ceta, se con il parlamento non cambierà linea, inevitabilmente, come avviene nel gioco della politica, sarà attaccato dall’opposizione (Per le notizie: Monica Sisto – Il Fatto Quotidiano).

Nunzio Miccoli  www.virusibertario.it;    viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (14/1/2019)

EUROPA

Da novembre 2017, gli ordini all’industria tedesca sono diminuiti del 4,3%, sono diminuiti del 3,2% gli ordini dall’estero e dell’11,6% quelli dell’eurozona, è il segno di una recessione mondiale; i maggiori paesi esportatori, cioè Cina e Germania, per il 2019, hanno rivisto al ribasso le previsioni di crescita.

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L’Esma, l’autorità di vigilanza europea sui mercati finanziari, ha pubblicato il suo rapporto annuale sui derivati, questo afferma che, a fine 2017, il mercato europeo dei derivati è stato pari a 660.000 miliardi di euro, dei quali 542.000, i più rischiosi, sono stati contrattati fuori dei mercati regolamentati, cioè fuori banca. Il Pil dell’eurozona è pari a circa 15.000 miliardi di euro e si stima che nel 2020 dovrebbe diminuire, esso rappresenta il 2,2% dei derivati europei.

La banca dei regolamenti internazionali, che ha sede a Ginevra, su questa materia, si serve di dati forniti dalle banche centrali, in base a questi, alla fine del 2017, ha stimato che i  derivati mondiali ammontavano a 622.000 miliardi di dollari e che il mercato dei derivati europei sarebbe un quarto del totale; cioè, i due dati sono discordanti.

La durata di questi contratti è generalmente inferiore a un anno, quelli sulle monete sono il 12%, quelli legati ai tassi d’interesse sono il 69%, il 19% è legato alle materie prime, cioè petrolio, gas e grano, sono i cosiddetti futures o contratti a termine; alcuni  enti pubblici italiani hanno stipulato quelli legati all’interesse e il Tesoro è dovuto intervenire per ripianare le loro perdite. Questi contratti a rischio o scommesse speculative, sono stipulati da società d’investimento e da banche; il 33% dei derivati è stipulato in dollari, il 28% in euro e l’11% in sterline.

I principali mercati europei dei derivati sono Londra, Francoforte e Parigi, la City di Londra, con le attività finanziarie complessive, produce il 12% del Pil inglese. Tra le 12 maggiori banche internazionali impegnate in questo tipo di speculazioni, 9 sono europee, la prima è Deutsche Bank; a causa di questo quadro, sembra che le maggiori banche europee si stiano allontanando dalla speculazione e pensano di rilanciare il credito commerciale per lo sviluppo. (Per le notizie: Mario Lettieri e Paolo Raimondi – startmag.it).

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Francia e Germania hanno deciso di contrastare insieme l’acquisizione, da parte del cantieri italiani Fincantieri, dei cantieri francesi STX; come succede ai sottoposti subordinati, la commissione è europea ha sposato la loro linea, sostenendo che l’operazione nuoce alla concorrenza nel settore delle navi da crociera, perciò l’Antitrust europea è chiamata a intervenire. E’ la solita politica di figli e figliastri, invece all’Airbus, a controllo franco tedesco, pare che vada tutto bene; purtroppo. l’Italia è in queste condizioni perché i suoi massimi dirigenti sono filotedeschi o filo francesi e Francia e Germania,  dominare l’Europa, hanno fatto cartello e la Francia fa da coperchio alla Germania.

Dopo l’aggiudicazione all’asta dei cantieri navali Stx a Fincantieri, prima controllati dai coreani con una partecipazione del 66%, il governo francese di Valls lasciò all’Italia la maggioranza del capitale, ma il 27.7.2017, il nuovo governo Macron nazionalizzò Stx, lasciando a Fincantieri il 50% della società, più un prestito francese revocabile dell’1%.

Un accordo simile è stato fatto con il governo americano dalla Fiat, che in pratica è servito a far emigrare la Fiat in Usa; contemporaneamente, tra Francia e Italia, si decise di costituire una joint venture per la costruzione di navi militari, tra Fincantieri e Naval Group; oggi la Germania ospita il più grande competitore europeo di Fincantieri, cioè Meyer Werft.

L’Unione Europea, cioè la Francia e la Germania, vuole costruire una difesa europea e un’industria europea della difesa, speriamo che l’Italia ne resti fuori; in Italia, il settore ha 200.000 dipendenti ed esporta molto, l’industria italiana, se protetta da governi lungimiranti, invece che svenduta dai nemici nostrani dei sovranisti, potrebbe essere protagonista in Italia e nel mondo. Gran parte del commercio tra Usa e Italia, riguarda prodotti ad alta tecnologia.

La Francia compra piccole imprese italiane, acquisisce i loro brevetti, chiude i loro  impianti in Italia e li trasferisce in Francia, per la fusione tra Essilor-Luxottica, ha voluto la sede a Parigi e la quotazione azionaria solo a Parigi, sospendendo quella che Luxottica aveva a Milano; con questa fusione, gli azionisti italiani pagheranno imposte del 35% sugli utili modesti, alla Francia e all’Italia, perciò si libereranno delle azioni e così il gruppo rimarrà nelle mani francesi.

Invece la Germania, che compra aziende italiane, le lascia in Italia. Macron, come un feldmaresciallo, afferma che Di Maio deve rispettare la Francia (che ha la force de frappe) e non deve sostenere la rivolta dei gilet gialli; probabilmente, nella sua ignoranza, dimentica che la Francia concesse l’asilo politico a un terrorista rapinatore pluriomicida come Cesare Battisti.

Nella storia le crisi,  politiche ed economiche, dei paesi, alimentate anche da complotti esteri, con l’aiuto di agenti operanti nei paesi da asservire, hanno favorito la conquista di questi paesi; Macron, forse per smantellare l’Italia con la crisi, d’accordo con la Germania, è a favore dell’immigrazione solo in Italia, a tal fine, conta su Mattarella, su Soros e su papa Francesco.

E’ singolare che la Francia, paese laico che, diversamente dall’Italia, non paga la protezione alla chiesa, dai tempi di Napoleone III, sia sempre intervenuta in Italia a favore del papa e contro i governi laici italiani. I tedeschi hanno puntato a piegare e dominare, anche con l’aiuto dell’informazione e di politici collaborazionisti dei due paesi, la Grecia e l’Italia, perché sono sempre stati molto attratti dalla cultura classica greca e romana.

La crisi politiche, determinate da crisi dinastiche, economiche, carestie, catastrofi naturali e guerre, determinano il vuoto interno di potere che, con l’aiuto di collaborazionisti interni, chiama lo straniero. In fisica non esiste il vuoto assoluto, questo generalmente è riempito da aria, acqua e polvere, quando esso si crea artificialmente in un fusto, si crea il collasso delle sue pareti. In famiglia, quando, con la scusa dell’eguaglianza, c’è la lotta di potere tra marito e moglie, se il marito non cede disciplinatamente lo scettro di comando alla moglie, si ha la disgregazione della famiglia e lo sbando dei figli adolescenti.

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La banca statale di Sassonia NordLB, carica di NPL o crediti deteriorati del settore navale, ha in Germania il peggiore stress test e perciò nel 2019 vuole ridurre i crediti deteriorati da 7,7 miliardi a 5 miliardi di euro; per ricapitalizzare, ha cercato, senza successo, grossi investitori privati. La banca è partecipata per il 59,13% dalla Bassa Sassonia e per il resto da casse di risparmio.

La fusione con altra Landesbank è fallita perché queste banche sono legate a un territorio e le Landsbanken forti non si vogliono fondersi con quelle deboli, in Italia lo fanno con gli aiuti di stato; la banca è pubblica e appartiene a un Land, non è quotata in borsa e, senza modificare la legge, non è previsto l’ingresso di privati. Per la ricapitalizzazione, si pensa di ricorrere a bond convertibili sottoscritti da società di private equity; il bilancio del 2018 è in perdita e dal 2005 la banca ha perso la garanzia pubblica. Lo stato della Sassonia vorrebbe conservare il 51% del capitale e cedere il resto ai privati. (Per le notizie: Isabella Bufacchi - ilsole240re. com).

Dal 2008, con l’euro e, malgrado la crisi, la pubblica amministrazione tedesca, con i bassi tassi d’interesse, ha risparmiato 368 miliardi di euro, hanno risparmiato lo stato federale, i singoli stati, comuni e assicurazioni sociali; la Germania è il paese che ha risparmiato di più, seguita dalla Francia, la quale però, a causa dei salvataggi delle sue banche, ha aumentato di molto il suo debito pubblico. La Germania, consociata alla Francia, con i crediti e gli investimenti, ripiana il suo deficit di bilancio e il suo deficit commerciale.

Nel 2007 il rendimento dei bund era del 4,2%, superiore all’attuale costo dei Btp italiani e al costo medio attuale del debito pubblico italiano;  però, con la crisi, produzione ed esportazioni tedesche vanno scemando, nell’ultimo anno sono calate del 4,7%; accade anche in Italia, dove l’opposizione ne incolpa al governo. Il mercato principale delle esportazioni tedesche è la Cina, poi vengono Usa, Francia e Italia.

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Nella vigilanza bancaria europea esiste un enorme numero di contenziosi messi su da banche che si sentono danneggiate dai provvedimenti della Bce per la risoluzione delle crisi bancarie; dal 2012 la vigilanza dell’unione bancaria è esercitata su 120 banche dell’eurozona, però la Germania non ha accettato la garanzia comune sui depositi. A causa della disciplina europea delle crisi bancarie, dal 2016 l’indice di borsa italiano delle banche è crollato, sono quasi scomparse le obbligazioni ed è crollata la fiducia nel sistema bancario, anche la tutela statale sul risparmio è diminuita.

700 ricorsi e azioni legali sono stati fatti dalle banche contro la Bce, diminuiscono investimenti e consumi; davanti a obiettivi altisonanti non realizzati varrebbe la pena, da parte del governo italiano, di porre un veto sul bilancio comunitari ma, come al solito e per rispetto verso Mattarella, l’Italia non lo fa e anzi accetta che l’UE si rifiuti anche di discutere il piano di Savona sulla Bce. Accade ai paesi sottosviluppati e con senso d’inferiorità, controllati surrettiziamente dallo straniero.

All’inizio degli anni settanta, la corte costituzionale italiana, senza chiedere l’adeguamento della nostra costituzione, non ha ritenuto che fosse negativo l’impatto delle norme europee sull’Italia e la sua costituzione; si è dato per scontato che i trattati europei fossero compatibili con l’articolo 11 della costituzione e l’interesse nazionale è stato messo da parte. Eppure la costituzione italiana riteneva centrale l’interesse nazionale, da allora abbiamo fatto quello che ci chiedeva l’UE, un’Italia che era incapace di riformarsi da sola, si sottometteva alla disciplina europea, era quello che volevano Carli e Schioppa.

Oggi, di fronte agli insuccessi dell’UE, i cittadini italiani, in precedenza i più europeisti, chiedono meno Europa, invece i tedeschi hanno sempre difeso, anche di fronte a Bruxelles, la loro costituzione. Nell’Ue i tedeschi hanno imposto una loro visione; l’articolo 11 della nostra costituzione consente una limitazione della sovranità, però per assicurare la pace, non afferma che il deficit di bilancio di alcuni è ammissibile e quello di altri no, la Francia ha sforato i parametri europei dieci volte in 11 anni e nessuno l’ha richiamata.

L’articolo 4 del trattato Ue precisa che l’Unione rispetta la struttura costituzionale degli stati, ma oggi, chi in Italia lo cita, è accusato di antieuropeismo; i governi italiani hanno sempre l’ansia di non essere accettati, di essere isolati, perciò si accodano sempre e rinunciano a pretendere parità di condizioni. L’Italia potrebbe chiedere una verifica sistematica di ciò che ci arriva da Bruxelles, deciso in segreto da Francia e Germania nei corridoi e non nelle sedi istituzionali europee, ma non lo fa; perciò, l’ultima legge di bilancio italiano è stata peggiorata, con più tasse e meno investimenti e l’opposizione ne dà la cola al governo. Udite, udite: l’Ue ha gridato che l’Italia, con i suoi deficit di bilancio, mette a rischio la sopravvivenza dell’euro.

Gli investitori internazionali e le banche fanno causa alla Bce che, per la risoluzione delle crisi bancarie, nel 2017 ha chiesto la liquidazione del Banco Popular Espagnol, provocando perdite ad azionisti e obbligazionisti per 4,1 miliardi di euro e la cessione della banca al banco Santander per 1 dollaro; naturalmente, hanno reagito gli hedge fund che hanno fatto causa. Nel 2017 99 di questi procedimenti sono stati intentati presso la corte di giustizia europea, per il Banco Popular Espanol pare ci siano state violazioni del segreto professionale e la fuga d’informazioni; in generale, il piani della Bce prevedono tagli dei costi e perciò cliente e risparmiatori fuggono dalle banche colpite, ma anche da quelle sane, è accaduta anche in Italia.

Fed e Bce hanno chiesto risoluzione immediata per la banca lituana ABLV che faceva riciclaggio di denaro sporco e la Bce ha chiesto la sua liquidazione con la procedura fallimentare lituana. Ci sono cause intentate da investitori per la disparità di trattamento e per confusione normativa, di fronte ai nuovi problemi, la Bce opera con discrezionalità e i tedeschi impongono la linea, nel 2015 è accaduto anche alle nostre banche popolari.

L’unione monetarie e l’unione bancaria favoriscono squilibri e asimmetria, visto il quadro, politici e superburocrati europei, con il collasso dell’Unione, temono di perdere il posto e qualche volta della situazione danna la colpa all’Italia. Con le elezione europee di maggio prossimo, se l’Ue non vuole cessare, s’impone una revisione del processo d’integrazione europea, l’austerità e l’euro hanno tradito le promesse.

Dopo lo sganciamento del dollaro dall’oro nel 1971, per difendere la Germania dalle svalutazioni competitive che aiutavano le esportazioni, nel 1972 nacque il serpente monetario europeo a cambi flessibili e negli anni ottanta il sistema monetario europeo a cambi fissi. Nel 1992 la Germania, con il trattato di Maastricht, chiedeva la riduzione dei disavanzi di bilancio e dei debiti pubblici, queste regole furono poi sistematicamente violate da Germania e Francia, ma gli europeisti non lo ricordano.

Nel 1944, invece dell’euro, Keynes aveva proposto il bancor, come moneta di regolamento delle banche centrali, avente una certa flessibilità, nel 2000 fece la sua comparsa l’euro, però l’UE non aveva progetti d’integrazione fiscale e politica; perciò l’euro era una moneta senza direzione politica e priva di un bilancio adeguato, che avrebbe dovuto essere pari ad almeno il 10% del Pil dell’eurozona, doveva essere amministrato dalla Bce che doveva essere anche prestatore di ultima istanza, invece questa prese a operare attraverso le banche commerciali.

La Germania proteggeva la sua produzione industriale e le sue esportazioni e i disavanzi commerciali degli altri paesi favorivano i suoi impieghi finanziari internazionali; con i movimenti di capitali, la finanza, baipassando gli stati, imponeva dinamiche nuove. Dal 2007 su sviluppò una crisi finanziaria nord atlantica, con banche europee impegnate nella speculazione; in tale situazione, la liquidità non veniva più dalle banche centrali ma dal commercio internazionale squilibrato a favore di alcuni paesi come Germania e Cina.

Quando esplose la crisi del debito greco, anche il Belgio aveva un debito pari al 100% del Pil, comunque, con la globalizzazione, l’industria tedesca si estese in Europa orientale e le catene produttive, come accaduto anche in Usa, divennero transnazionali.  In tale quadro, il parlamento europeo e quelli nazionali europei sono diventati ininfluenti; la commissione europea raccomanda riforme strutturali e austerità e commina sanziona, manca una vera regolazione, senza discriminazioni, di tutto il sistema.

L’austerità, invece che ai lavoratori, dovrebbe essere pretesa all’oligarchia, anche se, la finanziarizzazione dell’economia e le delocalizzazioni industriali per ridurre il costo del lavoro, più degli aiuti esteri, hanno favorito lo sviluppo dei paesi emergenti; ma dal 2007 la crisi ha segnato l’inizio della fine della finanza speculativa e perciò ora, anche se c’è chi non vede il cambiamento del tempo, come difesa dal deficit commerciale, s’invoca il protezionismo. L’economia è ciclica e le scelte politiche sono reversibili, perciò si chiede di nuovo un New Deal per gli investimenti pubblici e l’occupazione, con il corollario del deficit di bilancio dello stato. (Fonti: sinistrainrete – startmag).

ISLAM

Trump ha dichiarato che l’Iran, a causa della sua crisi interna, favorita dalle sanzioni, si vuole ritirare dalla Siria, perciò ha deciso il ritiro anche delle truppe Usa, entro 4 mesi, naturalmente, Israele è contraria. Trump ha anche detto che l’Isis sunnita è diretta soprattutto contro l’Iran e che odia più l’Iran che Israele, sembra anche che la Siria si voglia sganciare dall’Iran.

In Siria, l’Isis, nelle zone sotto controllo di Mosca e Damasco, è stata sradicata, ma non in quelle sotto controllo Usa colpite dagli aerei americani; d’altra parte gli Usa, che hanno problemi economici, non possono contrastare contemporaneamente Isis e Iran. Sembra che Trump, neocon e tribuno della plebe, dopo il protezionismo e la denuncia dei trattati internazionali, voglia togliere agli Usa il ruolo di gendarme del mondo, conferito loro da Francia e Gran Bretagna, indebolite dalla seconda guerra mondiale. Questo ruolo fu sostenuto anche da romani e da inglesi.

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Il 17-18 dicembre scorso, le autorità doganali libiche hanno scoperto, in due containers, enormi quantità di armi leggere provenienti dalla Turchia, sbarcate nel porto occidentale di Khoms, destinate ai terroristi della fratellanza musulmana. Dalla caduta di Gheddafi, il consiglio di sicurezza dell’Onu aveva posto l’embargo su queste armi, nel paese ci sono molte milizie islamiche armate.

I governi di Serraj a Tripoli e di Haftar a Tobruk, nemico, assieme all’Egitto di Al Sisi, dei fratelli musulmani, hanno entrambi protestato; diversi paesi islamici forniscono armi ai terroristi libici dell’Isis o di Al Qaeda; altre armi turche, dirette in Libia, sono state individuate dalla Grecia, anche provenienti dall’Ucraina. Il procuratore generale della Libia ha emesso mandato di arresto su 826 terroristi islamici che sono fuggiti in Turchia e Qatar, sostenitori dei fratelli musulmani; il Qatar è vicino all’Iran e ha fornito alla Libia anche gruppi islamici armati.

Il generale Haftar è il principale nemico della penetrazione turca in Libia, l’Onu lavora per la riconciliazione fra Tripoli e Tobruk, a novembre scorso Haftar si oppose alla partecipazione turca alla conferenza di Palermo promossa dall’Italia; generalmente i media sono poco interessati alla questione, sono favorevoli agli emigranti su cui speculano anche i trafficanti e i terroristi, che acquistano armi con il ricavato del loro trasporto.

La Turchia di Erdogan, tiene i piedi in due staffe, è legata alla Nato e alla Russia, ma la commissione europea è preoccupata solo per il nazionalismo di Salvini; la Turchia ha fermato i profughi partenti dalla Turchia in cambio di 5 miliardi di euro dall’UE, ora, d’accordo con i gruppi islamici, li fa partire dalla Libia. La Turchia continua la sua penetrazione nel territorio del vecchio impero ottomano, fino al Mar Rosso, Sudan, Eritrea e Golfo persico.  (Per le notizie Zvi Mavel - Informazione Corretta).

ITALIA

Dopo l’insuccesso dell’aumento di capitale di Banca Carige, dopo la decisione della Bce di nominare tre commissari per la banca, dopo che il titolo è stato sospeso dalle quotazioni, dopo le dimissioni dei suoi consiglieri, sulla crisi della banca, il governo Conte, ufficialmente a tutela dei suoi clienti e risparmiatori e per il suo consolidamento patrimoniale e il suo rilancio, coma fatto da Renzi, invece di lasciarla fallire, ha deciso alcune forme di sostegno pubblico a suo favore.

Banca Carige dovrebbe ricevere aiuti dal fondo Interbancario di garanzia, finanziamenti da Bankitalia e Bce e, come ultima ipotesi, come avvenuto per MPS, un aiuto del Tesoro italiano, puntando anche sulla sua ricapitalizzazione e sulla fusione con altra banca. I suoi crediti deteriorati Npl dovrebbero essere rilevati dalla società Sga del ministero dell’economia. Per il suo rafforzamento patrimoniale e per la garanzia statale sulla emissioni di obbligazioni, in assenza di nazionalizzazione, lo stato dovrebbe impegnare 1,3 miliardi di euro.

Il salvataggio di Carige da parte del governo è stato previsto da apposito decreto che ricalca quello precedente per il salvataggio di MPS, allora il governo Gentiloni, seguendo le norme europee, puntò anche sulla nazionalizzazione della banca. Ora il governo Conte ha stanziato a favore di Carige  un  miliardo per la partecipazione al suo capitale e 300 milioni come garanzia statale sull’emissione di obbligazioni.

Il governo afferma di voler salvare obbligazionisti e correntisti, alla ricapitalizzazione potrebbe seguire la nazionalizzazione, però attenzione, il Tesoro ha rilevato MPS  con 5,4 miliardi di euro, mentre oggi la banca  vale in borsa solo 1,2 miliardi; i risparmiatori sono un pretesto, da sempre, dallo stato le banche non sono trattate come gli esodati. L’UE limita il costo dei salvataggi bancari;  per la Carige, prima della nazionalizzazione, il Tesoro dovrebbe azzerare il capitale  e convertire le obbligazioni in azioni.

I tre commissari dell’UE  chiedono la garanzia statale all’emissione di obbligazioni poi, se ci sono investitori privati, si può pensare alla ricapitalizzazione, spetterebbe al fondo interbancario di garanzia fissare le condizione per il prestito obbligazionario di 300 milioni di euro La vigilanza europea di Francoforte ha rilevato che le banche italiane hanno un Npe ratio, cioè un rapporto medio tra crediti deteriorati e crediti totali,  del 21,4% e perciò ha invitato a ridurlo in  tre anni.

Tenuto anche conto degli accantonamenti al fondo svalutazione crediti, per le nostre due maggiori banche, Banca Intesa vuole portarlo al 6% netto e Unicredit al 4%, ciò potrebbe, oltre che aiutare gli speculatori con le cessioni dei crediti, causare minusvalenze alle banche che poi richiederebbe ricapitalizzazioni. Perciò Bankitalia ha suggerito il recupero interno dei crediti deteriorati, perché dal 2006 al 2015,  così operando, si sono recuperati il 47% dei crediti, mentre con le cessioni solo il 23%, con un bell’utile per gli speculatori. (Per le notizie: ilsole24ore.com).

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Tra chiesa cattolica e Lega i rapporti non sono buoni, con il suo giornale Avvenire, la conferenza episcopale italiana contesta il decreto sicurezza di Salvini e il raddoppio dell’imposta Ires al Terzo Settore del volontariato non profit e il giornale Civiltà Cattolica dei gesuiti auspica la caduta del governo Conte. Matteo Salvini afferma che esiste una frattura tra gerarchie cattoliche e popolo cristiano, per Salvini le parrocchie e l’attaccamento alla messa vengono prima del Vaticano, del papa e della conferenza episcopale, non è kil solo a pensarla così  e perciò ia televisione lo esorcizza.

Per Salvini il cattolicesimo è un segnale identitario verso l’Islam, invece papa Francesco vuole immigrati di tutte le razze e religioni e fraternizza con i fratelli musulmani egiziani; il giornale Famiglia Cristiana sostiene l’immigrazione e perciò ha paragonato Salvini a Satana.  Civiltà Cattolica attacca sovranismo e  secolarismo e ha più fiducia verso Di Maio.

Vista la situazione, alcuni vescovi propongono la nascita di un partito laico cristiano, il che dimostra che la chiesa ha sempre fatto politica e che il Vaticano non è stato mai indipendente dai partiti; ma la laicità si vede più dai fatti che dallo statuto di un partito. Sul problema dei migranti ci sono stati scontri tra Viminale e gerarchie, papa Francesco, in televisione, non trascura mai di dire parole a favore dei migranti; da considerare che, nella chiesa, sono preminenti gli interessi economici, lo ha riconosciuto lo stesso papa Francesco

Civiltà Cattolica lamenta il caos politico italiano e chiede l’integrazione e non la lotta all’immigrazione, ma l’integrazione si ottiene con la buona politica, con il tempo e la pazienza; invece Salvini afferma che la sicurezza e la democrazia si possono avere solo con un popolo omogeneo etnicamente, solo il trascorrere dei secoli e le guerre civili, con la fusione di popoli diversi, hanno superato questa visione, creando le nazioni e gli stati. (Per le notizie: agi.it).

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Nel corso della consueta campagna mediatico-terroristica, l’informazione mainstream nostrana aveva scritto che l’aumento degli spread avrebbe comportato l’aumento dell’interesse sui mutui; ciò non è avvenuto perché questi dipendono dai tassi applicati dalla Bce alle banche, rimasti bassi per contrastare il rallentamento dell’economia. Tuttavia in Italia, l’aumento dello spread ha fatto crescere l’interesse sulle nuove emissioni di Btp, svalutando i Btp offerti al mercato secondario.

CINA

La Cina, per compensare la caduta delle esportazioni, vuole spingere la domanda interna e ridurre le imposte ai lavoratori e ai consumatori; perciò, a beneficio d ricchi e poveri, ha ridotto l’Iva e, per i lavoratori, ha aumentato le detrazioni fiscali sul reddito, su corsi di formazione, affitto, figli a carico e spese mediche. In Cina la sanità è per il 70% a carico dello stato e per il 30% a carico dei lavoratori, lo stato progetta la creazione di un sistema universale della sanità.

USA

Trump, senza darne comunicazione a Bruxelles, ha snobbato l’UE, declassando, con i protocolli, la sua rappresentanza diplomatica, da stato membro a organizzazione internazionale; perciò, al funerale di George Bush, l’ambasciatore dell’Unione  è stato spostato dai primi posti all’ultimo; si discute se sarà corretta l’attuale scelta, ripristinando lo status precedente dell’Unione.

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Nel 1987 fu stipulato un trattato di non proliferazione nucleare tra Urss e Usa, che eliminò i missili nucleari a corta gittata tra Europa e Urss, ora UE e Usa lo vogliono rigettare perché la Russia avrebbe sperimentato un missile di categoria proibita; l’installazione di nuovi missili nucleari americani in Europa, spingerà la Russia fare altrettanti, gli Usa tengono nel mirino anche la Cina.

Giuseppe Conte, come hanno sempre fatto i governi italiani, anche in questo caso si è accodato all’Ue e il parlamento italiano non è stato chiamato a decidere in merito, come non ha chiesto agli Usa di rimuovere dal paese le bombe nucleari. Ancora una volta, si è violata la sovranità del popolo e la libertà e completezza dell’informazione, anche un piano di uscita dall’euro dovrebbe essere un diritto, la Germania l’ha, ma per i governi italiani è stato prioritario appiattirsi e aderire incondizionatamente e disciplinatamente ai trattati dell’UE.

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (7/1/2019)

ITALIA          

Un militare napoletano, in servizio a Motta di Livenza - Treviso, ha disobbedito ai superiori, rifiutando di partecipare alla messa di Pasqua perché non credente e perché riteneva che la partecipazione alle cerimonie religiose non rientrasse nei suoi compiti; perciò è stato degradato e licenziato, la sentenza è stata confermata dal Tar del Lazio, la partecipazione alla messa, per il comando, era prevista come attività di servizio, al militare era rimproverata anche una cattiva condotta disciplinare.

Non sembra che l’Italia appaia sempre come uno stato laico ma confessionale, purtroppo anche oggi. Circa quaranta anni fa, la Direzione Generale degli istituti di Pena del ministero della Giustizia, diramò una circolare che esonerava i detenuti dall’obbligo di partecipare alla messa cattolica, perché tra loro c’erano membri di confessioni non cattoliche e atei; in precedenza, anche con la nostra costituzione “democratica e laica” erano costretti a partecipare. (Per le notizie: Rubina Bon - La Stampa 30/12/2018).

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Sotto pressione da parte di Bruxelles, con la manovra economica, relativa al 2019, del governo, sono state introdotte sette flat tax o imposte sostitutive dell’imposta sul reddito, che, assieme agli altri balzelli, ridimensionano purtroppo l’Irpef, quale imposta generale progressiva sul reddito delle persone fisiche; la riforma è stata introdotta per le partite Iva, le locazioni, le ripetizioni e per i redditi occasionali diversi. Essa farà salire il gettito complessivo delle imposte sostitutive, nel 2017 pari a 16 miliardi di euro; ripropone anche la rivalutazione dei terreni e fissa al 7% anche l’imposta sostitutiva per i pensionati, ora residenti all’estero, che decideranno di trasferirsi nei piccoli centri dell’Italia meridionale. (Per le notizie: Cristiano Dell’Oste - IlSole24ore.com).

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Il reddito di cittadinanza del governo gialloverde al momento sembra che, salvo modifiche, riguarderà 1,375 milioni di famiglie, per una spesa annua di 8,1 miliardi di euro, ne usufruiranno cittadini e pensionato con un Isee massimo di 9.360 euro, esclusa la prima casa; questi non potranno avere risparmi superiori a 6.000 euro, aumentati di 2.000 euro per ogni componente della famiglia e 5.000 per i disabili. Sembrano proposte generose e ne beneficerà soprattutto la Campania.

Le entrate annue non potranno essere superiori a 6.000 euro, maggiorate di 1.200 per ogni minorenne e di 2.400 per ogni maggiorenne; per chi abbia una casa in affitto, la soglia di partenza è elevata a 9.360 euro, per i pensionati a 7.560. Non avranno diritto al sussidio i richiedenti  dimissionari nei dodici mesi precedenti il sussidio, ne avranno diritto gli stranieri con permesso di soggiorno, residenti in Italia da almeno dieci anni.

L’assegno sarà di 500 euro al mese più 280 per l’affitto o la rata di mutuo, per i pensionati 150 euro. Chi ottiene il sussidio deve firmare un patto per il lavoro, di durata 18 mesi, e non potrà rifiutare offerte di lavoro attraverso i centri per l’impiego o i comuni, pena la perdita del diritto. (Per le notizie: Andrea Bassi e Luca Cifoni - il messaggero.it).

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Nel 2019 l’euro compirà 20 anni e Bloomberg ne dà un giudizio negativo, dal 1985 al 2001 il Pil italiano era cresciuto del 44% e dal 2002 al 2017 del 2%, nel primo periodo, le esportazioni erano cresciute del 136,3% e nel secondo del 40,9%. Dal 1999 a oggi, il Pil pro capite e la disoccupazione sono rimaste invariati, ma dal 2007 la produzione industriale è diminuita del 22% e la produttività è diminuita del 5%, mentre è aumentata in Germania, Francia e Spagna.

In Passato l’Italia, per stimolare l’economia e l’esportazione, ricorreva alla svalutazione della lira, forse si sarebbe ottenuto lo stesso risultato anche con l’innovazione tecnologica, gli investimenti pubblici e la ricerca. (Per le notizie: Giuseppe Cordasco – panorama.it).

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Alla chiusura dell’anno borsistico 2018, il listino milanese ha ceduto il 16,2% mentre il Dax di Francoforte, con il calo delle esportazioni, i problemi di Volkswagen e DeutscheBank, ha perso il 18,3%; la capitalizzazione della borsa italiana è scesa in termini assoluti e rispetto al Pil, gli scambi di azioni si sono mantenuti stabili, ma le società quotate sono arrivate a 387. Le società quotate hanno raccolto meno denaro sul mercato italiano e il risparmio italiano ha preso la via di Francoforte, aumentando il saldo del Target2 a credito dell’Italia, l’anno 2019 potrebbe essere migliore.

Fondi d’investimento, banche e privati si sono dedicati alla speculazione su titoli di stato e sulle azioni e, anche se sono diminuite le loro quotazioni, a causa del calo del loro prezzo, sono aumentati i dividendi percentuali che, con la prossima distribuzione, in Italia paiono i più generosi d’Europa. Nel prossimo anno, a causa del calo del commercio internazionale, in Germania ci potrebbe essere una frenata; però in Usa, con i dazi, pare ci sia una ripresa industriale. (Per le notizie: Maximilian Cellino – ilsole24ore.com).

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Dopo lo scandalo, della seconda metà del XIX secolo, della Banca Romana, a controllo vaticano, dichiarata insolvente per aver fatto prestiti di favore ai politici, mai rimborsati, nel 1929 il fascismo stipulò il concordato con la chiesa e la indennizzò per la perdita di territorio subita; poi ci fu la crisi bancaria del 1929, il fascismo fu costretto al risanamento delle banche e così la Banca Romana fu irizzata.

Il fascismo, anche con il pareggio di bilancio, fece investimenti pubblici e, con Inps e Inail, potenziò il welfare. Con la riforma bancaria italiana del 1936, voluta dal fascismo, c’erano grandi banche pubbliche, grandi banche IRI, giuridicamente private, banche commerciali, banche d’affari, banche popolari e cooperative.

Le banche commerciali erano divise tra banche di credito a breve termine e banche di credito a medio e lungo termine, le banche private erano divise in società per azioni, banche popolari e banche cooperative. Dopo la seconda guerra, seguendo le mode americane, ci furono gradualmente molti cambiamenti, crebbero le banche miste e universali; le banche di credito ordinario a breve termine furono autorizzate a creare sezioni per il credito a medio e lungo termine e tutte le banche facevano impieghi finanziari.

Secondo il progetto fascista, la divisione e specializzazione tra banche, assieme alla legge bancaria, erano serviti per prevenire un’altra crisi bancaria, a garantire l’equilibrio economico con le garanzie richieste ai clienti  e con il fondo svalutazione crediti; quello finanziario doveva garantire la liquidità, facendo corrispondere la raccolta a breve con gli impieghi a breve, la raccolta a lunga scadenza, fatta con obbligazioni e cartelle fondiarie, con gli impieghi a lunga scadenza.

Per prevenire l’insolvenza delle banche, esistevano i fondi di  riserva e il Fondo interbancario di garanzia, che esistono ancora adesso, ma sono stati depotenziati e sono utilizzati con finalità diverse. Oggi tutti gli steccati, creati dal fascismo per prevenire le crisi bancarie, sono crollati, i fondi citati esistono ancora, ma le banche non hanno più rispettato l’equilibrio di liquidità; cioè hanno prestato oltre la raccolta e il capitale proprio, anche a favore di amici senza garanzie, come era stato fatto dalla Banca Romana.

Con la crisi attuale, di fronte ai risparmiatori e allo stato, al quale hanno chiesto aiuto, ne hanno incolpato i privati debitori insolventi. Le banche prestano con garanzie ai debitori e guadagnano commissioni con gli impieghi finanziari, per conto dei propri clienti, nei fondi comuni internazionali, che generano anche perdite per loro; inoltre guadagnano con la speculazione finanziaria su valute, materie prime e sui debiti degli stati.

Il loro utile, destinato ai soliti ignoti, sparisce nei paradisi fiscali, mentre agli stati rimangono le loro perdite da risanare. Da un punto di vista pratico e non giuridico, le banche sono società private come gli stati, assieme costituiscono un Pool a controllo massonico, finalizzato alla globalizzazione e al nuovo ordine mondiale o governo mondiale; per raggiungere quest’obiettivo; la prima mossa era esautorare, come ha fatto l’UE, gli stati nazionali, vincolandoli a norme internazionali volute dai governanti occulti del mondo.

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Diversamente da quanto raccontato da televisione e settori dell’opposizione, secondo un rapporto della Banca d’Italia, il recente aumento dello spread non ha fatto aumentare il costo medio del nostro debito pubblico che, in realtà, è diminuito. Da maggio a novembre  2018 il costo dei Btp di nuova emissione, è però aumentato, facendo diminuire, al mercato secondario, il prezzo dei titoli già emessi.

Con il costo medio diminuito diminuisce il costo del debito pubblico contabilizzato nel bilancio dello stato; le dichiarazioni terroristiche e incaute, di segno contrario, di Renzi, Gentiloni, commissione europea e delle società di rating, utili a far salire lo spread, nel 2018 hanno però favorito l’aumento degli interessi. Contemporaneamente, gli acquisti di Btp della Bce si sono ridotti a 3 miliardi mensili, ma l’Italia ha trovato sempre compratori per i suoi titoli, al mercato primario e secondario,  perché i creditori preferiscono fare credito ai debitori più solidi e perciò, a dispetto dei profeti di sventura, non è fallita.

Il costo medio del nostro debito pubblico continuerà a diminuire come in precedenza; nel 2008, nel 2011, nel 2012 e nel 2018, il costo delle nuove emissioni ha superato il costo medio, mentre, negli altri anni, il costo delle nuove emissioni è stato inferiore. Oggi il costo medio del debito pubblico italiano, che è pari a 62 miliardi di euro, continua a diminuire ed è pari al 2,2% del debito complessivo  che è di 1.300 miliardi di euro; nel costo medio va tenuto conto dei Bot che non rendono e delle imposte che riducono il costo sui titoli. (Per le notizie: Fabio Dragoni e Antonio Rinaldi – startmag.it).

EUROPA

Le azioni di Deutsche Bank sono crollate a 7 euro, la banca accumula e nasconde perdite, è dedita alla speculazione, possiede derivati pari 20 volte il Pil della Germania, è accusata di evasione fiscale, riciclaggio di denaro sporco e ha operato con paesi sotto embargo. Ha manipolato tassi di cambio, Libor ed euribor, ha speculato con i titoli subprime, ha arbitrariamente alzato gli interessi sui mutui, ha truccato il mercato dei metalli preziosi, perciò gli Usa hanno iniziato una class action contro di essa, mentre in Italia è indagata a causa del derivato Santorini stipulato con Mps.

Tra sanzioni e multe, DB dovrebbe pagare 15 miliardi di euro, poiché da tre anni presenta bilanci in perdita, la Bce di Draghi l’ha sottoposta a stress test, stranamente senza rilievi notevoli. Sembra che Deutsche Bank e Commerzbank si siano sottratte alla vigilanza; per risanarle, si prospetta la loro fusione, con la riduzione del personale e la chiusura di sportelli, però, anche così, il loro indebitamento sarà superiore al Pil italiano, quindi le azioni di DB sono sopravvalutate anche a 7 euro e la più grande banca tedesca dovrebbe essere dichiarata fallita.

Probabilmente, poiché non tutti i paesi dell’UE sono uguali e con pari diritti e obblighi, sarà la Bce a salvare DB e Commerzbank, che è a partecipazione statale; infatti, sembra che, Weidmann, ex presidente di DB, dovrebbe succedere a Draghi come presidente della Bce. Anche da questi fatti, sembra che le banche centrali continiano a supportare la speculazione finanziaria internazionale delle banche private.

Probabilmente, le regole di Schauble sui salvataggi bancari, che prevedono il bail in, saranno sospese, a vantaggio delle due banche; eppure, l’unione bancaria è stata inflessibile nella vigilanza sulle banche popolari italiane in difficoltà, per crediti scriteriati concessi e per investimenti speculativi sbagliati, costringendole a svendere le sofferenze a fondi speculativi internazionali, controllati da banche più grosse.

Fra le altre cose, in Italia le banche popolari, ufficialmente controllate da piccoli imprenditori che spesso sono in realtà solo dei prestanomi, dalla loro nascita e fino a oggi, sono controllate in buona parte, da padroni occulti, cioè dai vescovi, i quali hanno sempre dettato la linea gestionale e le scelte di queste banche, cioè anche le loro scelte fallimentari. (Per le notizie: Francesco Cappello – startmag.it).

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La commissione europea impone austerità e sacrifici, però, per stimolare l’economia e andare oltre l’euro, potrebbe essere utile una moneta complementare o fiscale, con la riduzione temporanea di alcune tasse, in sintonia con altre agevolazioni fiscali che non entrano nel debito pubblico. La sovranità monetaria è il diritto di creare moneta e appartiene allo stato, infatti, la BCE versa il signoraggio monetario agli stati dell’Unione.

Secondo i trattati europei, l’obiettivo della banche centrali europee e della Bce è salvaguardare la stabilità dei prezzi, ma anche lo sviluppo economico, l’occupazione, la coesione economica e la solidarietà tra stati; purtroppo ora la politica dell’UE, a difesa dalle esportazioni dei paesi emergenti, pare  orientata verso la deflazione salariale, favorendo indirettamente la disoccupazione.

Stante la speculazione delle banche private, per l’Italia sarebbe utile avere banche pubbliche e una banca centrale pubblica, anche la politica fiscale e di bilancio dovrebbe appartenere agli stati; oggi il 90% della moneta è creata dalle banche, con i prestiti e i relativi interessi, questa moneta bancaria, soprattutto elettronica, non ha carattere legale ed è accettata volontariamente.

Con la sovranità monetaria, fiscale e di bilancio degli stati, Bce e banche centrai nazionali hanno il diritto a emettere banconote a corso legale; attualmente, con l’approvazione della Bce, gli stati coniano anche monete metalliche; però la Germania conia monete metalliche di taglio superiore ai due euro, che possono circolare solo all’interno del suo territorio. Perciò gli stati possono emettere anche biglietti di stato valevoli solo per il loro territorio e, poiché le monete fiscali sono di accettazione volontaria, possono essere emesse dallo stato come la monta elettronica, come fanno le banche private.

La quantità di moneta in circolazione è controllata dalle banche e non dallo stato, che ha rinunciato volontariamente alla sovranità monetaria, costringendo i cittadini a servirsi della moneta elettronica, creata da banche private, che genera debito e interessi, mentre lo stato dovrebbe creare moneta, come strumento di pagamento e misura dei valori, senza debito. (Per le notizie: Fabio Conditi – sinistrainrete.info).

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Dal 1979 siamo abituati a eleggere i rappresentanti al parlamento europeo  e, alla fine di maggio di quest’anno ci sarà un altro rinnovo,  con  il quale ci dovrebbero essere delle grosse novità, infatti, avanzeranno i partiti sovranisti che ne vogliono cambiare le regole. Questi rimproverano all’UE di non proteggere i confini, la mancanza di poteri del parlamento, gli abusi della commissione europea  e l’austerità.

Gli Stati Uniti d’Europa non sono nati, la comunità di difesa  nemmeno, se da una parte s’invocava la deregolamentazione, si constata che nell’UE vi è un eccesso di regolamentazione e di proliferazione normativa; le si rimprovera anche un’austerità sbagliata che non ha ridotto i debiti pubblici degli stati. Tuttavia diversi paesi hanno recuperato i livelli dei redditi  di prima del 2008 e l’Italia non è tra questi.

Alcuni di essi, come la Germania, hanno anche incrementato il tasso d’occupazione;  hanno avuto maggior successo i paesi che, scontentando le masse, hanno contenuto le spese senza aumentare le imposte, l’Italia non l’ha potuto fare perché aveva da pagare gli interessi sul debito, fatti salire dalla speculazione. L’UE ha voluto l’equilibrio di bilancio e il contenimento del deficit, senza individuare gli strumenti migliori per raggiungerlo, non si è dotata di strumenti efficaci contro la crisi, non ha previsto le crisi, non ha operato per ridurre le disparità tra i paesi UE con la concorrenza, con l’armonizzazione fiscale e con la lotta ai paradisi fiscali interni, non ha previsto deroghe all’austerità dettate dalla crisi.

Viste le rivolte in Francia, i cui rappresentanti, come Moscovici, volevano dare lezioni all’Italia, bisogna dire che l’austerità sta impoverendo anche questo paese che, a causa del suo elevato deficit commerciale, aumenta velocemente il suo debito pubblico, che dovrebbe raggiungere la percentuale del debito pubblico italiano sul Pil tra cinque anni; a quel punto vedremo cosa sentenzierà la commissione europea, se l’Ue sarà ancora in piedi a quella data. (Per le notizie:  Luca Ricolfi – panorama.it).

ISLAM

I nostri informatori hanno sempre parlato di muri di confine costruiti da Israele e da Trump, in realtà, questi muri di confine si sono costruiti da migliaia di anni, in quasi tutti i paesi del mondo; ora, senza che se ne faccia menzione, anche l’Algeria vuole costruire un miro fortificato, lungo 6.343 chilometri, al confine con Marocco, Mauritania, Mali, Niger, Libia e Tunisia; sembra un altro schiaffo alla globalizzazione.

Lo scapo è arginare terroristi, trafficanti di droga, di armi e migranti illegali; l‘Algeria spende 4 miliardi di euro l’anno solo per difendere i confini con Tunisia e Libia E il confine con la Libia è chiuso dalla caduta di Gheddafi; I terroristi sono divisi in tre gruppi, uno è affiliato ad Al Qaeda, uno all’Isis e un terzo gruppo è indipendente. Tra Marocco e Algeria esiste una disputa di confine e perciò la frontiera è chiusa, il Marocco è il più grande esportatore di hashish nel mondo, come l’Afganistan lo è dell’oppio; esiste anche un collegamento fra trafficanti di droga, armi e uomini. (Per le notizie: Francesco Semprini e Giordano Stabile - La Stampa)

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (31/12/2018)

USA

In America Trump, a causa della crisi del debito americana, attacca la politica della Fed, dei motivi, veri o presunti, devono esserci, ma Trump e l’informazione non li spiegano; diciamo che le banche centrali, sia in Usa sia in Europa, sono state spesso coinvolte, assieme alle grandi banche, nell’omissione di controllo o nella connivenza con la speculazione internazionale, accade anche in Germania.

La polemica ha fatto crollare temporaneamente la borsa americana, stessa evoluzione subita dal dollaro, sia nei confronti dell’euro sia dello yen, il che è una buona cosa per chi, come le banche, specula sulle valute; per attirare i capitali esteri, sono saliti anche gli interessi. Forse a causa dei conflitti commerciali tra Usa e Cina, è crollata anche la borsa di Tokyo; a causa della crisi economica di alcuni paesi importatori, è crollato anche il prezzo del petrolio, sul quale si specula nei contratti a termine;  i paesi Opec, per sostenerne il prezzo, hanno deciso di ridurne la produzione.

A causa della crisi del debito americano, cioè deficit di bilancio, deficit commerciale, debito delle imprese e delle famiglie, per risparmiare, Trump ha deciso di ritirare le truppe americane dalla Siria ma non d’all’Iraq, in Siria l’Isis non è stata ancora completamente sconfitta; naturalmente i curdi di Siria, alleati degli americani, hanno protestato, mentre la Turchia di Erdogan, nemica dei curdi, aspirante a ricostituire l’impero ottomano, a cominciare dalla Siria, ha festeggiato.

EUROPA

Il Bilancio dello stato è in deficit quando serve a favorire l’espansione economica, in pareggio o in attivo quando mira ad attuare una politica deflattiva e di austerità, in pratica di minore sviluppo; tuttavia, quando è attivo, è naturale che i contribuenti chiedano una riduzione delle tasse. Il bilancio dello stato in pareggio è raro perché ha natura finanziaria, con prestiti compensativi con l’estero, senza movimenti di capitali, si verifica raramente.

Come il deficit commerciale, il deficit di bilancio alimenta i prestiti e i debiti, ciò avviene per lo stato, per le imprese, che hanno bilanci economici, e per le famiglie; il debito può rendere schiavi mettendo il debitore sotto ricatto, ma anche stimolare, quando lo stato è indipendente, lo sviluppo con gli investimenti. Con il debito, le famiglie comprano la casa, con i loro stipendio non lo potrebbero fare mai, le imprese investono e s’ingrandiscono e lo stato, se è ben gestito, può fare investimenti in opere pubbliche. La commissione europea non consente all’Italia di fare debito nemmeno per gli investimenti.

Sono quattro anni che la Germania, dopo il largo attivo della bilancia commerciale, denuncia anche un avanzo nel bilancio dello stato e nel 2018 questo potrebbe raggiungere i 10-12 miliardi di euro, derivanti soprattutto dalle maggiori entrate fiscali; il governo è pressato dalle richieste di ridistribuire la manna, a favore della difesa, portandola al 2% del Pil come vuole Trump, delle ferrovie, della rete elettrica, delle pensioni o di utilizzare la somma per ridurre il debito pubblico, pari al 64% del Pil.

Il governo però non vuole eliminare la tassa di solidarietà, pari a 20 miliardi di euro l’anno, nata per sostenere il costo della riunificazione; è sempre difficile eliminare queste tasse, come gli enti pubblici, perché sono governate da superburocrati con alti emolumenti, amici  della politica che non vogliono perdere il loro posto. Infine, è contraddittorio che la Germania, che ha perso due guerre mondiali, dopo essere stata disarmata, le sono state ridotte le riparazioni di guerra, oggi è invitata dagli Usa a riarmarsi; comunque, anche la Germania sembra voler prendere le distanze dagli Usa e, tramite uomini di paglia della commissione europea e dei governi europei, sembra voler dominare l’Europa.

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Gli Usa hanno debiti maggiori dei paesi europei e la crisi economica si trascina dal 2007 a oggi; alla crisi dei derivati subprime americani del 2007, utilizzati anche per rilanciare la domanda interna americana, si aggiunse negli anni 2010-2012 l’aumento dei debiti pubblici dei paesi europei, causato soprattutto dagli aiuti statali alle banche in dissesto, che risaliva a speculazioni, crediti incauti e operazioni in eurodollari.

A causa della speculazione delle banche, i prezzi dei titoli non dipendeva più solo dal loro rendimento, dai loro bilanci e dal rischio, ma dalle manovre dei mercati, trasmesse dall’informazione e dalle società di rating. I cinesi hanno investito in Usa le loro eccedenze commerciali e le banche europee si sono indebitate in dollari, sostenendo così la quotazione di questa moneta, che invece, a  causa dei debiti americani, andava svalutata. Da allora il prezzo altalenante dei titoli è stato determinato soprattutto dall’abbondante circolazione monetaria anche dei QE e dalla speculazione bancaria e non dalle garanzie sottostanti delle imprese e degli stati.

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A New York si è tenuto un incontro tra rappresentanti della Federal Reserve e della Banca d’Italia, lo scopo era analizzare lo stato di salute del sistema finanziario internazionale; in quella sede, la Banca d’Italia ha messo in rilievo la vulnerabilità del sistema finanziario non bancario, come le Sim, i gestori di risparmio, i fondi d’investimento, gli hedge fund, le assicurazioni, i collateral loan obligation e tutti gli altri organismi dediti alla speculazione. Nel 2016 i loro attivi erano pari a 160.000 miliardi di dollari, il doppio del 2008, mentre quelli del sistema bancario non sono aumentati.

Anche la banca d’Italia, che è una società privata controllata, in conflitto d’interesse, dalle banche,  è stata accusata di non aver  controllato adeguatamente le banche. Purtroppo, il sistema finanziario non bancario opera anche con la vendita automatica di titoli, per mezzo di computer che operano con algoritmi sofisticati e queste tecniche possono portare al crollo dell’intero sistema finanziario, provocando, per contagio, una raffica di vendite.

Anche le banche, ricevendone delle commissioni, si rivolgono a questi gestori, i quali però non sono soggetti alle stesse regole del sistema bancario; inoltre, le norme finanziare nazionali sono diverse e manca una regolamentazione unitaria della finanza, perciò, in omaggio alla deregolamentazione, le società di gestione operano senza controllo. (Per le notizie: startmag.it - Mario Lettieri e Paolo Raimondi).

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Il fallimento dell’euro, vantaggioso per la sua stabilità e per i viaggi all’estero, è palese e il quantitative easing non ha rilanciato la produzione; la commissione europea, inseguendo i trattati europei, ha provocato la diminuzione della domanda interna, la riduzione di salari, investimenti,  potere d’acquisto, pensioni e produzione, mentre sono aumentate la disoccupazione, l’indebitamento e le tasse.

L’UE è la zona del mondo a più bassa crescita, la crescita potrebbe essere recuperata con una moneta nazionale svalutabile, temporaneamente anche con una moneta complementare all’euro; l’aumento dei costi dovuto alla svalutazione monetaria sarebbe compensato dall’indicizzazione dei salari e, con la maggiore inflazione e svalutazione della moneta, aumenterebbe l’esportazione e diminuirebbero i debiti pubblici e privati.

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Il quantitative easing finirà al 31/12/218, fino al 30/11 la Bce ha immesso liquidità nel sistema per 2.563 miliardi di euro, creando moneta scritturale dal nulla, come facevano, con operazioni di mercato aperto, gli stati nazionali europei con sovranità monetaria. Lo scopo della Bce era contrastare la deflazione, stimolare la produzione e riportare l’inflazione al 2% annuo.

Questo risultato non è stato raggiunto, l’economia reale non ne ha beneficiato, mentre 300 miliardi di euro dell’Italia sono affluiti, come movimento di capitale, a Francoforte con i saldi del Target2. Adesso il tasso di crescita dell’Italia dovrebbe essere solo dell’1%, come l’inflazione, il QE doveva favorire la svalutazione dell’euro e aumentare la competitività dell’eurozona, ma non è riuscito e l’inflazione dipende soprattutto dal costo dell’energia, dalle tariffe pubbliche e da alcune imposte come l’Iva.

L’acquisto di titoli pubblici e privati da parte del QE è stato effettuato nel mercato secondario, però in passato la Banca d’Italia, operando con lo stesso strumento, retrocedeva allo stato gli interessi percepiti sui titoli acquistati e la nuova moneta entrava direttamente nel sistema dei pagamenti pubblici, favorendo la domanda. Tra l’altro, l’UE non ha favorito investimenti infrastrutturali e per l’innovazione, capaci di creare occupazione e sviluppo.

Con il QE, la Bce ha solo cercato di rendere meno duro il Fiscal Compact che, con il bilancio in pareggio, anche per fronteggiare la concorrenza dei paesi emergenti, aveva puntato sulla deflazione salariale; per conseguenza, l’eurozona è diventata un’area a elevata conflittualità sociale; come vogliono i globalizzatori, l’UE ha creduto erroneamente alla capacità del mercato di autoregolarsi.

La Germania, tramite i suoi accoliti piazzati nella commissione europea e nel governo degli stati dell’eurozona, volendo mettere in ginocchio l’Italia e farla diventare colonia tedesca e capro espiatorio della situazione, ha sempre puntato il dito contro la situazione di dissesto finanziario dell’Italia, sostenendo che metteva in pericolo la stabilità dell’eurozona e che correva il rischio di non trovare più compratori per i suoi titoli. Questa sequela di giudizi errati contro l’Italia ha favorito, a vantaggio degli speculatori, il rialzo dell’interesse delle sue nuove emissioni di titoli pubblici.

E’ soprattutto la Germania che ha beneficiato degli interventi dei trattati e della BCE, rafforzandosi commercialmente con le esportazioni, finanziariamente con i movimenti di capitale in arrivo e remunerando a tasso zero i suoi titoli pubblici, favorendo con ciò il contenimento del suo debito pubblico; con  l’attivo commerciale ha fatto investimenti all’estero e ha comprato politica e informazione nei vari paesi europei.

Invece l’Italia è stata penalizzata dai trattati europei e il sistema bancario italiano è stato penalizzato dalla normativa bancaria, europea e italiana, su capitale, liquidità, sofferenze, stress test e politica fiscale; il che ha penalizzato anche l’economia reale, perché il sistema bancario non ha favorito l’accesso al credito (Per le notizie: Startmag.it – Guido Salerno Aletta).

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In coordinamento con la direttiva europea sul Copyright, il Consiglio df’Europa sta introducendo una specie di censura sulle opinioni scomode, perciò Youtube è scesa in campo contro questa nuova mossa contro la libertà della rete; sembra che si voglia fare piazza pulita di chi sfugge alle maglie dei media mainstream. (Per le notizie: Super User - sinistrainrete.info).

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La Bce e altre banche centrali, per monitorare le banche, si affidano alla consulenza di società private e, a tal fine, anche la banca centrale di Francia si è rivolta a BlackRock  per gli esami di Crash Test, è evidente il conflitto d’interesse. Dopo la Brexit, Parigi desidera diventare la sede del mercato europeo dell’oro, così Londra perderà parte del mercato dei derivati e la custodia dell’oro sovrano; Parigi è stata anche scelta come sede dell’Autorità Bancaria Europea.

La Banca di Francia ha costituito anche una società con JP Morgan, il più grande gestore di fondi d’investimento speculativi Hedge Fund, questa banca gestisce la metà dei derivati in lingotti d’oro, mentre l’altra metà è in mano a Goldman Sachs; la banca centrale di Francia è socia di JP Morgan anche per la custodia e la gestione delle riserve auree, per trading speculativo e affitto di lingotti.

Mentre Trump vuole reindustrializzare gli Usa, la Francia, incapace di raggiungere la Germania nell’industria e nell’esportazione, si è gettata nella finanza speculativa, per cui, d’ora in poi, ai maggiori centri finanziari preposti alla speculazione, cioè New York, Londra e Francoforte, si dovrebbe aggiungere Parigi. (Per le notizie: Fernando Soto - startmag.it).

ITALIA

Il maxiemendamento alla manovra di bilancio del governo italiano, premuto o messo in scacco da Bruxelles, per il 2019 prevede una rivalutazione delle pensioni del 100% del tasso d’’inflazione per quelle fino a tre volte il minimo, del 77% per quelle tra 4 e 5 volte il minimo, del 52% per quelle tra 5 e 6 volte il minimo, del 47% per quelle tra 6 e 8 volte il minimo, del 45% per quelle tra 8 e 9 volte il minimo e del 40% per quelle oltre 9 volte il minimo, con ricalcolo contributivo per le pensioni sopra i 4.500 euro netti il mese.

Secondo il professor Gustavo Piga, a causa del Fiscal Compact, che avrebbe dovuto essere abrogato con un referendum, la manovra del governo è stata peggiorata da Bruxelles; afferma che il maggior debito sarebbe stato giustificato se fosse stato impiegato in investimenti pubblici e che le regole europee sono sbagliate perché non hanno previsto le crisi di alcuni paesi, forse favorite anche da queste regole, invece la commissione ha preteso più tasse e meno investimenti pubblici, aiutando con ciò la recessione.

Ha costretto il governo a varare una manovra più restrittiva e meno espansiva; Piga si dichiara anche contrario al reddito di cittadinanza, ignorando i più bisognosi e che la pubblica amministrazione è lenta ha impiegare i soldi pubblici destinati a investimenti, che perciò non risultano più di stimolo all’economia e a volte sono anche spesi male, mentre la domanda popolare aiuta subito la produzione.

Malgrado l’atteggiamento francese verso l’Italia, quest’ultima ha accettato la Web Tax proposta dai francesi, la quale si ripercuoterà sugli utilizzatori della rete; forse questo diktat europeo favorirà la dissoluzione dell’UE, poi Junker ne incolperà l’Italia, Tajani perderà il suo posto e gli europeisti dell’opposizione, della Banca d’Italia e del Quirinale  piangeranno.

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La televisione italiana, senza organizzare dibattiti religiosi con la partecipazione delle varie religioni e degli atei, si presta volentieri a pubblicizzare la figura di papa Francesco e dei suoi interventi, con 137 ore l’anno contro le 75 di Benedetto XVI; eppure l’Italia, a dispetto della politica, risulta un  paese sempre più laico e secolarizzato. Nel 2014 i matrimoni cattolici sono stati il 57% quelli civili il 43%, sono aumentate separazioni e divorzi e sono diminuiti gli annullamenti rotali del vincolo matrimoniale, i battezzati sono stati il 76,6%, gli studenti che hanno rifiutato l’insegnamento cattolico sono stati il 21% e la corte costituzionale ha invitato il parlamento a introdurre l’eutanasia. (Per le notizie: Carlo Troilo - Il Fatto Quotidiano).

ISLAM

Mentre si afferma che le donne cambieranno in meglio il mondo, Mogherini adora il governo iraniano e Boldrini afferma che l’occidente dovrebbe accogliere a braccia aperte la cultura islamica. In realtà, risulta che iI governo iraniano è preoccupato per il proselitismo cristiano sotto le feste di Natale e imprigiona molti cristiani, assieme a giornalisti, donne ed ebrei; le esecuzioni capitali sono numerose e i convertiti al cristianesimo finiscono sulla forca. Nel mondo, le dittature sono in maggioranza e le democrazie sono una frode.

Corrono rischi anche sunniti, sufi, zoroastriani e seguaci della dottrina Bahai, questi ultimi hanno trovato rifugio in Usa e Israele; sono tante le spie pagate dal regime, le donne contrarie al velo finiscono in galera. Al riguardo, le femministe nostrane non hanno niente da dire e la sinistra e il papa non amano parlare male dell’Islam, con il quale tanti fanno affari. Le persecuzioni religiose nell’Islam denunciano una mancanza di libertà religiosa, però mancano anche le altre libertà e intanto l’ONU, dominata dai paesi islamici, accusa l’Italia di razzismo. (Per le notizie: Deborah Fait – Informazioe Corretta).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it; viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (24/12/2018)

EUROPA

Con il secondo rapporto del 2018 sulla stabilità finanziaria, la Banca d’Italia ha affermato che il debito pubblico italiano è tra i più sostenibili dell’eurozona, che la situazione finanziaria delle famiglie italiane, anche con il calo delle quotazioni dovuto allo spread, è solida, che l’anno 2018 è stato particolarmente difficile per tutte le piazze finanziarie del mondo.

Ad aprile 2018 alcuni investitori esteri, che, diversamente dai piccoli risparmiatori, vogliono guadagnare sul capitale e sulle plusvalenze, spaventati dalle incertezze politiche italiane, ricordate dall’informazione propagandistica, hanno venduto temporaneamente BTP; purtroppo la Francia può fare il deficit di bilancio che vuole, ma l’Italia deve fare quello che vuole l’UE, alla quale è legato Mattarella.

L’Italia ha un indicatore della sostenibilità del debito pubblico che è migliore di quello della Francia, In Italia il debito pubblico è pari al 130% del Pil e in Francia è pari al 100%; il debito pubblico italiano detenuto da stranieri è pari al 37% del totale, in Francia è pari al 61%. In Italia il debito privato è limitato, invece le imprese francesi siedono su una montagna di debiti.

L’Italia ha un saldo positivo della bilancia commerciale pari al 3% del suo volume, mentre la Francia ha un deficit; dopo la Germania, l’Italia è il secondo esportatore d’Europa e la seconda potenza industriale d’Europa. La Francia finanzia deficit di bilancio e deficit commerciale con il credito estero e ha più difficoltà economiche dell’Italia; il commissario europeo, il francese  Moscovici, ama fare rilievi solo all’Italia, secondo Marine Le Pen, che condanna l’austerità, è stato il peggiore ministro dell’economia della Francia  (Per le notizie, fonte: Startmag.it – Giuseppe Liturri). 

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I crediti derivati, detenuti soprattutto dalle banche, sono pari a 33 volte il Pil mondiale, furono inventati dalla Goldman Sachs di Soros, ben introdotto nelle istituzioni europee, e sono garantiti da un sottostante fantasioso e frutto di creatività; trattasi di un calderone meno sicuro dei casinò. Questi crediti, in maggioranza insoluti anche se non dichiarati, se ricevessero un rendimento del 2%, questo  sarebbe pari a 2/3 del Pil mondiale; cioè essi sono inevitabilmente senza reddito e irrealizzabili al valore nominale, sono molto peggio delle obbligazioni subordinate di banca Etruria.

283:000 miliardi di euro di derivati, pari al 42%, sono in mano a banche europee, in testa Deutsche Bank, Barclays e Credit Suisse; in Usa, vengono in ordine, JP Morgan, Citigroup e Bank of America, assorbita da Deutsche Bank. La crisi del 2008 nacque con il mercato dei derivati, subprime immobiliari, americani; rispetto ad allora, oggi i derivati, in tutto io mondo, sono triplicati; allora gli Usa, per salvare le loro banche, le aiutarono finanziariamente, gli stati dell’Europa settentrionale fecero la stessa cosa con le loro banche, facendo aumentare con ciò il loro debito pubblico, oggi arrivato, in media, al 100% del Pil..

Poi la Germania cambiò le regole, introducendo il bail-in o risoluzione interna alle banche delle crisi bancarie, a danno dell’Italia che aveva alcune banche in difficoltà; per stimolare l’economia e aiutare le banche, le banche centrali d'Europa, Usa e Giappone, puntarono sul quantitative easing, stampando denaro e prestandolo alle banche a tasso zero; in Italia questo denaro non servì a stimolare l’economia, ma, per la sua maggior parte, fu esportato a Francoforte, facendo aumentare il saldo del Target2 a favore dell’Italia.

L’Antitrust dell’UE accusa quattro banche europee, Deutsche Bank, Credit Suisse, Credit Agricole e Bank of America di ave fatto cartello contro la concorrenza nel mercato secondario internazionale dei bond, con lo scopo di influenzarne i prezzi e, come si fa con la speculazione finanziaria, di guadagnarci in plusvalenze. Il governo tedesco, per fronteggiare la crisi dei derivati, vuole fondere Deutsche Bank con Commerzbank.

La crisi di Deutsche Bank, nonostante i finanziamenti pubblici, non è finita, infatti, ha in cassaforte titoli derivati spazzatura pari a 15 volte il Pil della Germania, che andrebbero ripudiati o svalutati. La quotazione di questa banca in borsa è scesa da 116 a 7,65 euro, ha 15 miliardi di euro di capitale proprio a fronte di 1.500 miliardi di derivati, perciò dovrebbe essere dichiarata fallita, ma tranquilli, la Bce processa le sofferenze private delle banche italiane ma non i titoli  derivati tedeschi. Forse si avvicina un’altra crisi, anche il Pil tedesco, con il calo delle esportazioni, diminuisce; purtroppo, la Germania, dietro le quinte, fissa le regole europee, gestisce e interpreta i trattati e la commissione europea esegue.

Questi derivati senza reddito sono un’illusione e andrebbero svalutati enormemente, come si fece con il marco dopo la seconda guerra mondiale, solo le guerre sono in  grado di resettare un marcato drogato come quello attuale; comunque, l’informazione e gli europeisti continuano a insegnare che la Germania, diversamente dall’Italia, è un paese provvido, virtuoso, serio e dà l’esempio agli altri paesi.

Sono titoli di credito le banconote, le cambiali, gli assegni, in titoli di stato, le obbligazioni private e i derivati, la gran parte di questi ultimi andrebbero messi tra gli insoluti perché sono crediti irrecuperabili, ma la commissione europea, a direzione tedesca, non se ne preoccupa. Le imprese private insolventi sono escusse, invece gli stati no, a meno di fare loro la guerra o di togliere loro temporaneamente altro credito; l’Italia, sempre tra gli imputati, paga i suoi debiti esteri, peraltro oggi pari ai suoi crediti esteri, e ha pagato i derivati dei suoi enti locali. (Per le notizie, fonte: Francesco Piccioni – lantidiplomatico.it – Contropiano -  Ferdinando Soto – startmag.it). 

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Per gli stress testi sulle banche europee del 2014 e del 2016, la Bce si è rivolta a società private di consulenza e a fondi d’investimento americani; nel 2014 si rivolse alle società di consulenza Oliver Wyman e Mckinsey, pagando 8,3 milioni di euro, e nel 2016 si rivolse al fondo investimenti Blackrock e a Oliver Wyman, pagando 26 milioni di euro. Blackrock è il più grande investitore internazionale nel settore bancario.

Perciò, a causa del suo duplice ruolo, Blackrock è in conflitto d’interesse, anche se, come si fa di consueto, si è impegnata alla riservatezza sui dati acquisiti e a non conferire incarichi o dare valutazioni d’investimento su banche per le quali erano stati fatti i test. C’è da dubitare su questa garanzia, perché i grandi investitori ricercano notizie riservate e affidabili sulle società e sulle banche in cui investire.

A Schauble, padre spirituale dell’austerità dell’UE, non è sembrato nemmeno trasparente l’incarico conferito alla società Oliver Wyman che ha affermato che, a causa della fretta, non c’era stato un bando regolare per l’assegnazione dell’incarico. I superburocrati e i politici europei sono contro l’Italia che minaccia le loro entrate, anche in  Italia è stato difficile abolire gli enti inutili,   anche i superburocrati di Bruxelles guadagno con gli appalti, non accade solo in Italia. (Per le notizie, fonte: Il Sole 24 Ore – Fernando Soto).

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Il Global Compact dell’Onu, emesso a favore dell’emigrazione, fa rientrare l’emigrazione nei diritti umani, già tutelati dalla carta dei diritti umani dell’Onu; invita a chiedere agli emigranti la carta d’identità, ad accoglierli e a garantire loro un lavoro. Chiede di raccoglierli in mare, di sradicare la tratta, di garantire loro assistenza, i servizi pubblici, l’inclusione sociale, l’integrazione e di combattere la discriminazione razziale.

Chiede di favorire le loro rimesse economiche all’estero e un’emigrazione ordinata, però non equipara i profughi, bisognosi di maggiore tutela, ai migranti economici. Purtroppo, il loro diritto al lavoro e ai servizi si scontra con la politica europea di austerità, con la privatizzazione dei servizi pubblici e con il pareggio di bilancio. L’Onu chiede anche di ridurre i fattori negativi che spingono all’emigrazione, senza accennare allo sfruttamento coloniale e alle guerre.

Alcuni paese emergenti si stanno sviluppando, l’Onu non si rende conto che l’emigrazione irregolare ostacola quella regolare e aiuta il traffico e lo sfruttamento di esseri umani da parte della criminalità. Il Global Compact è il cavallo d Troia della globalizzazione, del nuovo ordine mondiale e della Società aperta d Soros, i grandi capitalisti, di tutte le razze, hanno sempre collaborato contro l’interesse del popolo comune.

La mano invisibile del grande capitale finanziario vuole rendere regolare l’emigrazione clandestina gestita da criminalità e ONG. Per favorire quest’immigrazione, l’ONU ha inviato in Italia un team per controllarne e denunciarne il relativo razzismo; in Italia il papa è a  favore dell’emigrazione. L’equiparazione tra migranti economici e rifugiati ignora che l’unica legislazione di tutela in materia riguarda i rifugiati, gli altri immigrati sono rifugiati da respingere per la legge.

Il risultato del Global Compact, potrebbe essere una pressione continua all’accoglienza sugli stati, favorirà l’aumento dei conflitti interni negli stati di arrivo, il rafforzamento delle destre e la destabilizzazione di tanti paesi; con i muri interni contro l’emigrazione, metterà a rischio anche l’esistenza dell’UE. L’emigrazione di massa è stata sempre dovuta a guerre e carestie, il primo diritto dei popoli dovrebbe essere quello di sopravvivere dignitosamente e di non emigrare. (Per le notizie, fonte: Ugo Boghetta – Rinascita- sinistrainerete.info).

ITALIA

Ai soliti problemi della giustizia, se ne sta aggiungendo un altro, facendo aumentare i costi della giustizia e gli affollamenti delle aule dei tribunali. Il gratuito patrocinio offerto dallo stato, con spese legali e giudiziarie a carico dello stato, a favore d’immigrati e italiani poveri, sta alimentando artificialmente un mercato, con avvocati che incoraggiano a fare cause; la prassi funziona sempre in sede di conciliazione.

Poiché lo stato non paga la parcella dell’avvocato, generalmente con poche cause, che assiste il povero, quando la causa è temeraria, cioè senza fondamento, questo, per avere una soddisfazione giudiziaria, si mette d’accordo con l’avvocato della parte avversa, con scambio di favori per le cause a venire. Questo modo di procedere fa diminuire la fiducia dei cittadini nella giustizia e negli avvocati, l’ordine degli avvocati dovrebbe intervenire; anche i ritardi della giustizia e gli appelli dipendono soprattutto da loro, inoltre, sono soprattutto loro, al governo o al parlamento, a fare le leggi che regolano i processi civili e penali.

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Mattarella non fa altro che richiamare il governo al rispetto della costituzione, spesso baipassata dai presidenti della repubblica, nella composizione del governo, nella promulgazione delle leggi, nel rispetto della separazione dei poteri; Non si sa di quale costituzione parli Mattarella, perché in Italia si sono fatte leggi incostituzionali promulgate dai presidenti della repubblica, perciò si afferma che una costituzione materiale ha preso il sopravvento su quella scritta.

Per la costituzione italiana è imputabile il presidente che attenta alla costituzione e quello che trama con potenze straniere. Mattarella plaude anche al cedimento del governo verso l’UE, che ha comportato meno spesa pubblica e più imposte, per questo obiettivo s’è impegnato molto, infatti, il governo si è rimangiata parte delle sue promesse elettorali, cosa che i partiti fanno spesso.

La frase di Schauble che afferma che se l’Italia esce dell’UE è la fine dell’UE, è diretta ai superburocrati di Bruxelles che s’ingrassano con il palo della cuccagna chiamata UE e perciò anche il presidente del parlamento europeo, Tajani, è preoccupato dalle minacce provenienti dal governo italiano; Moavero e Tria appartengono al partito di Mattarella, Berlusconi e PD sono europeisti e sono, sotto sotto,  felici dell’involuzione nel governo.

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Secondo logica, con il Pil stagnante, la disoccupazione si combatte abolendo doppio lavoro, straordinario, riducendo l’orario di lavoro, anticipando l’età della pensione e riducendo la produttività; la cura contraria non serve all’occupazione, ma serve a  fronteggiare la concorrenza dei paesi emergenti e a diminuire il costo industriale per unità di prodotto. Il welfare si potenzia fiscalizzando i contributi e tagliando le pensioni più alte; la riforma fiscale si fa aumentando le detrazioni e le deduzioni ai lavoratori più poveri, aumentando le imposte ai lavoratori e ai cittadini più ricchi, eliminando le imposte minori, combattendo esportazioni di capitali, delocalizzazioni industriali, paradisi fiscali e introducendo un’imposta patrimoniale di successione.

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I governi PD hanno concesso agli immigrati 40.000 permessi di soggiorno per motivi umanitari, ma solo 3.200 di loro lavorano, il beneficio è stato concesso, dal 2014 al 2017, a circa il 20% degli immigrati irregolari e senza permesso; con l’avvento al governo di Salvini e del suo decreto sulla sicurezza, gli immigrati, autorizzati al soggiorno umanitario, sono crollati al 5% dei loro arrivi. Questi permessi, in genere, non hanno favorito inclusione sociale, lavorativa e integrazione; quando Roma concedeva tali tutele umanitarie, le altre capitali europee le concedevano solo raramente. (Per le notizie, fonte: ilgiornale.it – Giuseppe De Lorenzo).

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I trattati europei di Maastricht e MES obbligano al 60% del debito sul PIL e al 3% del deficit di bilancio, nel 2012 il Fiscal Compact derogò da essi, puntando al pareggio di bilancio, inserito in Italia in costituzione con l’articolo 81, imponeva anche la riduzione del debito pubblico con ammortamento annuale. La riduzione del debito sarebbe stata più facilmente raggiungibile con la crescita, invece che con l’austerità; i nostri soci europei hanno operato per indebolire l’Italia e tenerla sotto ricatto.

Il governo illegittimo di Monti, non votato ma benvisto dal Quirinale, mettendo da parte la nostra costituzione, volle il Fiscal Compact, che però non fu inserito nei trattati e fu rifiutato da repubblica Ceca e Gran Bretagna, invece l’Italia ha sempre formato tutti i trattati internazionali ed europei. Il MES fu adottato con procedura illegittima, per salvare alcuni paesi dell’UE, e impose all’Italia un esborso finanziario che aumento il suo debito; poi la mafia delle agenzie di rating, con l’aumento dello spread, ha fatto aumentare ulteriormente il debito italiano.

In caso di mancata riduzione del debito e del deficit, i governi europeisti italiani che firmarono questi impegni, avevano promesso l’aumento dell’Iva e le privatizzazioni sollecitate dalle multinazionali: Ad ogni modo, nonostante le manovre recessive e austere, il debito pubblico, è passato dal 132% del Pil del 2016 a 130,8% del Pil del 2018, inoltre, in dieci anni, in Italia la spesa pubblica è aumentata meno che negli altri paesi europei, impoverendo il paese.

La commissione europea è preda dell’ossessione della spesa per le pensioni, in Italia pari al 15% del Pil, perciò ha richiesto la riduzione delle pensioni, l’allungamento dell’età per la pensione, il calcolo contributivo, la riduzione dei salari e un’imposta patrimoniale. Ha chiesto di tassare tutte le case, di rivedere gli estimi catastali e di ridurre le agevolazioni fiscali; è contraria al pagamento in contanti, a favore dei pagamenti elettronici e della fattura elettronica; vuole l’accelerazione dei processi civili e la dichiarazione d’insolvenza stragiudiziale, cioè il pignoramenti dell’immobile senza il giudice.

Vuole la liberalizzazione dei servizi professionali, abolendo le relative corporazioni, dei trasporti pubblici, degli appalti pubblici, vuole trasformare le piccole banche in spa, la rinegoziazione dei crediti bancari deteriorati, privatizzazioni; cioè vuole un programma politico che nessuno ha votato, anche perché l’Italia non è più un paese sovrano ma una colonia dell’UE. Comunque, alcun richieste dell’UE sono giuste.

Mentre l’Italia rispettava tanti impegni, grazie e governi e informazione collaborazionisti o agenti dello straniero, negli anni scorsi, Spagna e Francia avevano deficit di bilancio dell’’8%, è per questo che la Spagna, anche con gli aiuti europei, si è sviluppata velocemente, come si è sviluppata velocemente la Polonia, grazie alle delocalizzazioni e ai trasferimenti finanziari dell’Unione.

Trattasi di un accanimento trentennale sull’Italia, che si vuole svendere e smembrare, con l’appoggio d’informazione e istituzioni dello stato, sulla base di procedure illegittime e incostituzionali che non turbano Mattarella e gli altri europeisti; purtroppo ora pare che anche il governo gialloverde stia cedendo alla dittatura europea, alla finanza internazionale e gli europeisti plaudono. (Per le notizie, fonte: Nicoletta Forcheri – sinistrainrete. Info).

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Con l’intervento censore di Bruxelles, per gli anni 2019.21 la manovra economica di bilancio del governo è stata emendata, l’economia dovrebbe crescere dell’1% l’anno, per lo 0,6% dovuto al commercio estero, il deficit di bilancio sarà nel 2019 del 2,04%, grazie a una maggiore spesa riconosciuta di 3.644 miliardi di euro per mettere in sicurezza il territorio, augurandoci che le procedure amministrative consentano di aprire in fretta i cantieri.

Il governo si è impegnato a trovare maggiori risorse per 38,5 miliardi di euro nel triennio, con lo scopo di far scendere il deficit all’1,5% nel 2021, l’aumento dell’Iva dovrebbe pesare per il 59%, ma Di Maio ha affermato che non ci sarà, ma ci saranno tagli alle spese e maggiori imposte, con riduzioni di sgravi, taglio all’indicizzazione delle pensioni e al reddito di cittadinanza e riduzione della spesa per investimenti.

Malgrado le dichiarazioni e le promesse di Di Maio, è una vera Caporetto o ritirata del governo, peraltro assediato da informazione, istituzioni, opposizione, lobby, Ocse, mercati e commissione europea, che non vogliono che il paese cambi in meglio, che sia  indipendente e progredisca; l’UE ha attuato il suo progetto acquisendo il controllo di moneta e bilancio dello stato, a parlamento, governo e cittadini italiani è rimasto ben poco. L’ideale sarebbe uscire dall’UE, che si sente forte perché spalleggiata da settori della politica, istituzioni e informazione italiana. (Per le notizie, fonte: Gianfranco Politto – startmag.it).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (17/12/2018)

EUROPA

Macron, diventato presidente con un programma popolare avanzato (ma le promesse elettorali sono come la promessa del regno di Dio), è stato definito un “incapace” da Jean Fitoussi; a causa delle proteste e della ventata rivoluzionaria francese contro il suo governo, attribuita dal suo governo a provocatori stranieri, sarà costretto ad abbassare le tasse e a violare il Fiscal Compact. Così c’è chi spera che il commissario europeo, il francese amico di Macron, Moscovici, forse la finirà di fare l’intransigente con l’Italia e il presidente della commissione europea, Junker, non potendo fare rilievi alla Francia, dovrà chiudere un  occhio anche sul deficit del bilancio italiano.

Aderendo alla cura Merkel, osannata dalla nostra televisione, Macron voleva rilanciare l’austerità, la disciplina di bilancio e l’Europa, ma forse, secondo il professor Piga, sta mettendo fine al Fiscal Compact, cioè non è solo questione del superamento del deficit di bilancio del 3%, come affermato dagli economisti di corte, ma sembra un funerale per lì’UE; infatti, nei suoi discorsi, Macron non menziona più l’Europa, ma solo la Francia, cioè sembra diventato un sovranista.

Ora annuncia più spese, più provvidenze sociali e salariali e meno tasse, ha abbandonato la politica della Merkel e, nonostante l’esterofilia dell’informazione italiana e dell’amore verso la Francia da parte di Mattarella, in pratica sembra che ha abbia vinto l’Italia; mentre Macron si è suicidato politicamente e la Merkel si allontana gradualmente dalla politica; l’uno sta per essere licenziato e l’altra sta disertando con disonore.

Macron aveva rimbrottato l’Italia, con l’approvazione di opposizione e informazione italiane, perché abituata a prendere schiaffi in faccia dalla Germania, per aver rifiutato gli immigrati; nessuna parola di critica al fatto  che l’Europa dell’est ha bisogno di lavoratori, ma non vuole immigrati, manda i sui lavoratori in Europa occidentale perché colà guadagnano di più. Adesso l’Italia dovrà resistere alle offerte di amicizia di Francia e Germania, per non restare vittima, come successo in passato, dei loro intrighi.

Negli anni novanta i disoccupati tedeschi erano arrivati a 4 milioni, la Germania, dopo essersi dissanguata con oltre 1000 miliardi di euro di aiuti alla Germania dell’est (però ci specularono anche uomini d’affari tedeschi che rilevarono le sue fabbriche e si dedicarono alla sua ricostruzione), dal 2000 la Germania cercò di uscire dalla crisi con il programma Agenda 2010, varato del cancelliere socialdemocratico Schroeder.

Per favorire la riunificazione e lo sviluppo della Germania dell’est, (quest’operazione non si è ancora conclusa, perché il sottosviluppo esiste in aree di tutti i paesi) la Germania, in dieci anni, spese dai 1.000 ai 1.500 miliardi di euro, s’impoverì e raggiunse i cinque milioni di disoccupati; per curarla, Schroeder mise in discussione i pilastri dell’economia sociale, come fosse di destra. Si dice che per andare a destra bisogna passare per la sinistra, altrimenti il popolo si ribella.

Dal 2000 la Germania cresceva meno della media dei paesi dell’UE e meno dell’Italia, Schroeder, con la riforma Harz IV, intervenne nel mercato del lavoro e ridusse prestazioni sociali, salari e welfare, favorì il lavoro temporaneo, i minijob, i contratti aziendali, ridusse pensioni e prestazioni sanitarie. Con questa cura da cavallo, la produttività crebbe più dei salari e aumentò l’esportazione, purtroppo però la Germania era uno dei paesi con più anziani che chiedevano prestazioni.

Furono ridotte le imposte sul reddito e aumentati gli investimenti pubblici, i sussidi di disoccupazione aumentarono assieme ai disoccupati e crebbe il deficit del bilancio tedesco che superò il fatidico 3%, accadde sia in Francia che in Germania, violando così il patto di stabilità. Nel 2010 l’intero pacchetto del programma Agenda 2010 era entrato in  vigore, con l’aiuto della precarizzazione del lavoro, erano stati creati 3 milioni di posti di lavoro o di finto lavoro.

Per favorire le esportazioni tedesche, che conducevano all’indebitamento di paesi con la bilancia commerciale in deficit, si puntò sulla precarizzazione del lavoro, sussidiando poi anche i lavoratori; questo modello fu poi imposto dai trattati a tutti gli europei. La deflazione salariale attuata dalla Germania l’ha resa più competitiva all’estero; inevitabilmente però, il programma Harz IV fu coperto da critiche e fu la crisi politica del partito socialdemocratico tedesco.

Con i trattati europei, con la sua influenza politica e con il suo esempio, la Germania esportò il suo modello negli altri paesi dell’UE, oggi la Germania vanta i tassi di crescita e produttività più alti d’Europa e la disoccupazione è pari a 3 milioni di persone, che ricevono un’indennità; però alla fine del 2018, forse a causa dei dazi americani, la sua produzione industriale, la sua esportazione e il suo Pil stanno diminuendo. In Italia la richiesta di un reddito minimo è giustificata dal fatto che, a causa dei vincoli di bilancio, i disoccupati che non hanno mai lavorato o hanno lavorato in nero, non hanno tutele e le spese per i giovani e la famiglia sono al disotto della media europea.

La Merkel, che è successa a Schroeder, ha proseguito nelle riforme sociali, costringendo gli stati dell’UE a introdurle indirettamente con i trattati; secondo un centro studi di politica estera tedesco, l’insuccesso di Macron è dovuto più all’accondiscendenza francese verso la Merkel che alla sua presunzione. La stampa tedesca non ha parlato delle conseguenze nefaste sulla Germania della sua politica sociale e poi sulla politica europea, realizzate attraverso la commissione europea, influenzata subdolamente dalla Germania.

Con una politica egemonica avallata dalla Francia, la Germania, prima si è accanita sulla Grecia e poi, senza motivo, visti i suoi fondamentali, sull’Italia, mentre i paesi europei sottosviluppati dell’est erano aiutati con denaro tedesco, dell’Unione e con le delocalizzazioni industriali in loco; non bisogna nemmeno ignorare che le potenze egemoni comprano istituzioni, uffici, politici e informazione. La Germania ha chiesto riforme strutturali anche a Macron, ha sostenuto l’asse franco-tedesco per dominare l’Europa, ha preteso risparmi su spesa pubblica, salari, pensioni e welfare, poi la Merkel ha presenziato alla consegna a Macron del premio Carlo Magno.

Tuttavia la Merkel, sentendosi più forte, ha fatto cadere le richieste francesi di una riforma dell’eurozona, del suo bilancio e della creazione di un esercito europeo a guida francese, ha bloccato anche la proposta di una web tax a carico delle multinazionali Usa, forse perché voleva proteggere le sue esportazioni dalle ritorsioni Usa; invece  dell’esercito europeo, la Germania preferisce una cooperazione militare europea, peraltro già avviata.

A seguito della rivolta dei francesi, Macron si sta rendendo conto che le regole europee sono insostenibili, nel 2000 la Germania era il malato d’’Europa e la Francia lo è nel 2018; il fatto è che, purtroppo, la Francia ha un grande deficit commerciale, invece la Germania ha un largo attivo, con cui compra istituzioni, politici, informazione e presta e investe all'estero; fino a ieri la Francia aveva accumulato risorse finanziarie che investiva all’estero ma oggi queste si sono esaurite.

Il capitale tedesco penetra anche in Francia, l’impresa francese che produce treni ad alta velocità è stata acquisita al 51% dai tedeschi, il paese s’indebita con l’estero e il bilancio dello stato ha passivi come quello italiano, però l’Italia ha un commercio estero attivo e grandi risparmi privati ancora inutilizzati. La Francia ha deficit commerciale, deficit di bilancio, il suo debito pubblico è arrivato al 100% del Pil, il suo risparmio diminuisce e s’indebita all’estero, l’Italia ha solo deficit di bilancio e debito pubblico al 130%, .

Dal 2002 al 2007 la Francia violò i parametri di Maastricht perché il suo deficit di bilancio era superiore al 3%, ma il suo commercio estero aveva un saldo positivo e perciò non ricevette rilievi dalla commissione europea; oggi l’Italia, che è in condizioni migliori, li riceve. Dopo la crisi del 2008, la bilancia commerciale francese è andata in deficit e la Francia, invece di prestare soldi all’estero a iniziato a prenderli in  prestito.

Nel 2017 il suo deficit pubblico era finanziato dai privati e dall’estero e il FMI, presieduto dalla francese Lagarde, non se ne preoccupava, nemmeno  la commissione europea se ne preoccupava. La deflazione salariale di Macron doveva restituire competitività commerciale alla Francia, come ottenuto dalla Germania,  perché non poteva svalutare una sua moneta, ma fino ad oggi, a causa del deficit commerciale, non è accaduto.

Con la crisi, anche in Francia si parla di riduzione di spesa pubblica, flessibilizzazione del lavoro e si favorisce il lavoro precario; però tranquilli, con la cura Merkel, pare che anche in Germania stia crescendo la rivolta, dopo gli scioperi dei ferrovieri francesi, sono iniziati quelli dei tedeschi, queste categorie vogliono difendere i loro privilegi. Le riforme tedesche, con la riduzione del costo del lavoro, sono nate anche dalla necessità, con l’apertura dei mercati, di difendere la produzione nazionale e le esportazioni tedesche, messe a rischio dal costo del lavoro estero più basso e dalle delocalizzazioni che hanno giustificato i dazi americani.

Poiché la televisione, che è politicamente corretta, non ha chiarito la questione, ritengo che la Gran Bretagna, con la Brexit, abbia deciso di uscire dall’Unione Europea perché è critica verso la burocrazia dell’Ue, è sovranista, teme la Germania e vuole difendere i suoi confini; come quasi tutti i paesi dell’Ue, è contraria all’immigrazione, è contro l’austerità e a favore della spesa pubblica, crede che i costi sostenuti per l’adesione all’UE abbiano sottratto risorse alla sanità inglese. (Per le notizie, fonte: Startmag – La Stampa).

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Secondo un copione già scritto, Deutsche Bank, che ricicla denaro ed è piana di derivati di difficile realizzo e che perciò andrebbero svalutati, progetta una fusione con Commerzbank, che ha gli stessi problemi con i derivati; dovrebbe essere salvata con nuove regole europee, da cambiare poi, per evitare che siano utilizzate anche dall’Italia, è success con il bail bancario. Come sono seri i nordici, che sono stati coinvolti dalla filiale estone della banca danese Danske Bank a ripulire o riciclare 180 miliardi di dollari depositati da suoi clienti russi.

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Gli Usa volevano smarcare l’Europa dal gas russo, ma la Germania ha potenziato il suo gasdotto proveniente dalla Russia e ora anche il gasdotto Tap proveniente dall’Azerbaigian e diretto in Italia, potrebbe essere rifornito di gas russo; eppure era nato per ridurre la dipendenza di gas dell’Europa dalla Russia colpita da sanzioni.  Il fatto è che il prezzo del gas è aumentato e l’Italia dipende per il 92% dal gas d’importazione, inoltre è il maggiore consumatore di gas in Europa.

Fino a oggi, la Germania ha preferito il carbone che inquina di più, perciò gli ecologisti tedeschi sono insorti. L’80% del gasdotto Tap è già pronto, il gasdotto South Stream, proveniente dalla Russia è stato bloccato, il raddoppio del gasdotto North Stream, diretto dalla Russia alla Germania attraverso il Baltico è in via di ultimazione, il terzo gasdotto in funzione è il Turkish Stream che ha un collegamento che arriva anche in Italia.

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Stretta dalle sanzioni americane ed europee, a causa del calo degli investimenti esteri, la Russia, che coopera in vari campi con la Cina, per gli investimenti si è rivolta a questo paese; purtroppo, forse preoccupata dalle tensioni internazionali tra Usa e Cina, anche questo paese sta disinvestendo in Russia. Nel primo semestre 2018 i sui disinvestimenti sono stati del 24%, mentre ha investito 65 miliardi di dollari in aziende straniere; inoltre sono state bloccate partnership russo-cinesi, tra cui la linea ferroviaria Pechino-Mosca–Berlino e rinviata la costituzione di un’area di libero scambio tra Cina e Russia; pare che stia finendo anche la luna di miele tra Cina e Russia.  (Per le notizie, fonte: Startmag)

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Secondo gli amministratori del grande fondo d’investimenti americano Blackrock, che ha in gestione oltre 6.000 miliardi di dollari in fondi comuni, i Btp a lunga scadenza sono meglio dei Bund tedeschi, per il loro rendimento e per le garanzie offerte dall’Italia; perciò ha deciso di mantenere una posizione lunga sui Btp e corta sui Bund tedeschi. Il Fondo comune punta anche su posizioni selezionate in obbligazioni societarie europee e riserva anche una forte attenzione ai titoli azionari, spesso maltrattati, da informazione e stato italiano, per i relativi rischi e quindi, per la tutela dei risparmiatori.

Eppure, contando su un efficace controllo della Consob, public company e azionariato popolare andrebbero diffusi; l’analisi di Blackrock dovrebbe essere una risposta ai profeti di sventure che avvertono sempre che l’Italia potrebbe non trovare più compratori per i suoi titoli di debito pubblico.

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La disputa sui cambiamenti climatici iniziò nel 1992, anno di crisi economica, perciò nel 1997 a Kioto, in Giappone, furono fissati i limiti di emissione inquinanti, poi ci fu l’accordo di Parigi del 2015 che, eliminando i combustibili fossili, soprattutto il carbone, puntava a limitare il riscaldamento della terra a due gradi. Il 14 dicembre si è quasi conclusa in Polonia l’ennesima conferenza sul clima.

In questa riunione, il presidente polacco ha affermato che la Polonia non può rinunciare al carbone che produce e che copre l’80% del bilancio energetico della Polonia. La Germania, che ha molte centrali a carbone, ha affermato che non può prendere una decisione perché una sua commissione finirà di esaminare il problema e ne farà una relazione l’anno prossimo.

Il suo ministro delle finanze, Olaf Scholz ha chiesto al suo governo quando saranno messi a disposizioni delle regioni i fondi per favorire la transizione dal carbone all’energia pulita. La Francia, a causa della rivolta dei gilet gialli, ha revocato l’aumento delle imposte su gasolio e benzina, che ufficialmente doveva servire a ridurre il consumo di questi carburanti.

Nel 2017 Trump ha fatto uscire gli Usa da questi accordi costosi sul clima, miranti a ridurre le emissioni, perché non ne condivide le analisi e gli effetti e perché non vuole dare aiuti al terzo mondo, destinati a essere sperperati con la scusa di proteggere l’ambiente, è l’opinione anche di altri. Nell’accordo di Parigi del 2015 era stato previsto uno stanziamento per la difesa dell’ambiente, a favore dei paesi poveri, di 100 miliardi di dollari, ma a fine 2017 ne sono stati spesi solo 10,3.

In Polonia non è stato raggiunto un vero e definitivo accordo e l’anno prossimo si terrà un vertice mondiale sul clima; in rappresentanza degli stati, tanti partecipano a queste assemblee mondiali, assieme al coniuge e spesati, così girano il mondo a spese dei contribuenti. Un dirigente sindacale della Finsider mi ha detto che così ha girato tutto il mondo.

L’Europa si è ritagliata una posizione leader sul clima, però, non bisogna ignorare che i cambiamenti climatici dipendono anche da altri fattori naturali, periodici o imprevisti, perché la terra si muove tra riscaldamenti climatici ed ere glaciali; a cause dell’asse inclinato della terra, essa ruota come una trottola in un ciclo di 26.000 anni. Fra 10.000 anni ci dovrebbe essere una’altra era glaciale, poi ci sono le mini ere glaciali intermedie, sofferte anche nei secoli non troppo lontani, favorite dall’aumento periodico delle macchie solari e ad altri fattori eccezionali.

ITALIA

Sulle conseguenze nefaste del rialzo dello spread che avrebbe fatto crescere i tassi su prestiti e mutui, gli italiani hanno subito il bombardamento della narrazione televisiva e degli economisti di corte; però, secondo Abi e banca d’Italia, anche se sono aumentati i tassi sui Btp, con riflessi negativi sul servizio del debito pubblico, il tasso alle imprese è rimasto intorno all’1,5%, quello alle famiglie intorno allo 2,25%. Il contenimento dei tassi è stato dovuto, anche per effetto del QE, alla liquidità in eccesso delle banche, rispetto alla riserva obbligatoria depositata in Banca d’Italia, cioè 71 miliardi di euro, rispetto ai 15 obbligatori.

Con questo denaro le banche hanno comprato Btp a lunga scadenza, pari a 373 miliardi di euro, che rendono più del 3% netto; è una situazione diversa da quella del 2011 quando le banche, per carenza di liquidità, ridussero i prestiti e aumentarono gli interessi. La salute delle banche italiane è generalmente buona, anche i saldi del Target 2 tra Banca d’Italia e Bce, che registrano le operazioni contabili con l’estero, cioè commercio e investimenti con l’estero, è stabile e pari, con un  saldo attivo per l’Italia, di 492 miliardi di euro; questi soldi italiani starebbero meglio in Italia, ma purtroppo, siamo sudditi dell’UE e perciò devono essere depositati presso la BCE di Francoforte.

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Ha detto il commissario francese Moscovici che la Francia può sforare il 3% di deficit sul Pil e l’Italia no, anche se temporaneamente, per due anni e per motivi eccezionali; ma la Francia ha sforato già altre volte; Moscovici ha ammonito che la commissione europea sorveglia il debito italiano da molti anni. A causa della sua rivolta popolare, la Francia prevede maggiori spese per 10 miliardi, inoltre la commissione europea afferma che il Pil francese sia, diversamente all’Italia, al disotto del suo potenziale, è commovente la fede di Moscovici verso la Francia. Per la commissione, la Francia va nella direzione giusta, mentre l’Italia in quella opposta rispetto agli impegni presi, inoltre afferma che l’Italia non ha migliorato il deficit strutturale, il che non permette di riassorbire il debito.

Nel 1991 fu siglato il trattato di Maastricht, reiterato nel 2007 e nel 1999 fu firmato il patto di stabilità, i quali fissavano il deficit massimo annuale al 3% rispetto al Pil, con lo sforamento soggetto a sanzioni; questo però fu superato da vari paesi che non rispettano i patti, in più anni e senza sanzioni. Il debito massimo previsto è del 60% rispetto al Pil, ma senza sanzioni, questo è stato superato da tutti i paesi e oggi il debito medio dell’ UE è pari al 100%, quello italiano arriva al 130%; la commissione trascura l’equità di giudizio.

Nel 2012 fu siglato il Fiscal Compact o patto di bilancio che, derogando da Maastricht, imponeva il pareggio di bilancio e favoriva l’austerità; non è vero che solo l’Italia è confusionaria. Secondo la commissione il deficit è strutturale quando un paese continua a registrare un deficit, anche se la sua economia in ripresa, cioè non è dovuto alla congiuntura economica negativa.

Ma l’economia italiana non opera al massimo, con la crisi hanno chiuso tante aziende e altre, con l bassa domanda, hanno impianti industriali sottoutilizzati; ma la commissione ribatte che il deficit italiano non è normale ma strutturale, in realtà, è stato favorito anche dal rialzo dello spread, organizzato dalla speculazione finanziaria, che ha fatto aumentare gli interessi sul debito pubblico..

Sono questioni di lana caprina, come accaduto negli ultimi trent’anni, i nostri soci, secondo un disegno dei mercati, vogliono mettere in ginocchio l’Italia e Mattarella non se ne rende conto; secondo la commissione, la politica di austerità può essere ammessa sia in tempo di recessione che di crescita e guarda alla produzione potenziale che nemmeno lei sa valutare; ma la commissione, per mettere in riga il governo italiano, conta sulla collaborazione di banca d’Italia e di Mattarella e preferisce dialogare con Tria che è un  pulcino.

Dal 2008 al 2014 il bilancio strutturale non è stato mai in pareggio in nessuno dei paesi Pigs, i parametri della commissione e le sue misure correttive sono del tutto arbitrari, la commissione può sovrastimare o sottostimare a discrezione le prospettive di crescita dei paesi, per i conti a discrezione della commissione, i bilanci italiani non reggono. Il deficit pubblico include anche gli interessi che, dal 2000 al 2009, nell’eurozona sono stati in media pari al 3,2% del Pil, con avanzi primari rispetto al Pil.

Per i più, gli interessi a debito non sono una spesa produttiva, ma lo sono gli impieghi finanziari delle imprese perché forniscono ad esse un reddito. A volte la commissione europea, con i suoi pretesti, sembra volere l’avanzo obbligatorio di bilancio, perché gli stati dovrebbero ridurre il debito otre il 60% del Pil, del 5% l’anno, il che favorirebbe l’austerità permanente (Per le notizie, fonte; oneeuro.it).

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Di Maio è diventato europeista come Berlusconi, perciò, come accade spesso in politica, il governo sta accantonando parte delle promesse elettorali, cedendo a Bruxelles; infatti, ha accettato di ridurre i deficit di bilancio, accetta Tav e Tap, ha ridimensionato la riduzione delle pensioni d’oro e reddito di cittadinanza e sembra stia accettando i termovalorizzatori.

Il M5S è filo islamico e la Lega è filoisraeliana, l’opposizione di sinistra rimarca la contraddizione o l’involuzione dei partiti al governo, ma dovrebbe essere contenta perché avvicina M5S a PD, che però, sorretto solo dalla polemica, sta esalando gli ultimi respiri; la Lega sovranista dovrebbe avere un grande successo alle prossime elezioni europee di maggio prossimo.

Generalmente la televisione fornisce opinioni contrarie alla Brexit, una regia occulta vorrebbe dissolvere gli stati sovranisti, infatti, anche Tony Blair ha esaltato l’euro e l’Unione Europea, invece Cameron, prima della Brexit, era personalmente contrario a Fiscal Compact, Unione bancaria ed ESM, forse temeva anche il ruolo della Germania in Europa. Dopo la Brexit, le trattative tra Ue e il primo ministro inglese May sono al palo, la commissione europea vuole che chi lascia l’UE, il nuovo impero europeo, riceva una dura punizione.

Draghi, grazie alla sua posizione al vertice della BCE, si dice europeista ma afferma anche di essere orgoglioso di essere italiano; però ha detto che l’euro ha mantenuto in parte la sovranità monetaria degli stati perché, con lo Sme, nell’UE, la politica monetaria era decisa solo dalla Germania, sembra un’ammissione del ruolo esorbitante della Germania, che si serve di uomini di paglia, nell’Unione.

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;    viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (10/12/2018)

ITALIA

Banca Intesa si è unita alla società svedese Intrum, che è stata preferita alla cinese Cefc, nella cessione dei suoi Npl o crediti deteriorati, costituendo perciò un consorzio, appartenente al 51% a Intrum e al 49% a Intesa; si tratta di 11 miliardi di euro di crediti deteriorati relativi al periodo 2018-2021. Questi sono ceduti al 28,7% del valore nominale, sono cartolarizzati e valutati 3,1 miliardi, il che si traduce in una plusvalenza per Intesa di 400 miliardi, rispetto agli accantonamenti al fondo svalutazione crediti; dal 2015 al 2017 erano stati ceduti altri crediti deteriorati pari a 26 miliardi.

Il capitale per l’operazione di cessione di crediti in portafoglio sarà fornito da un consorzio di banche, costituito al 60% da Imi, Mediobanca, Goldman Sachs, Credit Suisse e Hsbc e al 40% da Intrum con una quota al 51% e Intesa al 49%; con quest’operazione, le sofferenze di banca Intesa scenderanno sotto il 6% dei crediti totali.

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Uno stato è sovrano e libero quando ha una sua moneta e, attraverso il parlamento, vota liberamente il bilancio dello stato, per Bruxelles e i trattati europei, l’Italia non ha questa libertà; il popolo è sovrano quando con i referendum impone il suo indirizzo nella stesura dei trattati internazionali, in Italia non abbiamo questa libertà. Si dice che L’Italia è una democrazia perché c’è il suffragio elettorale e una costituzione avanzata, ma la costituzione, esaltata da Mattarella, è inattuata nella parte migliore e in parte andrebbe riformata per affermare una vera sovranità.

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Sembra che il ministro dell’economia Tria, forse per i prossimi cambi di direzione del governo, abbia intenzione di dimettersi, il governo ha nominato Conte come interlocutore di Bruxelles sulla manovra. Il posto di Tria dovrebbe essere preso dall’economista Gustavo Piga che, per aiutare occupazione e domanda, propone un new deal, cioè un piano d’investimenti pubblici, in piccole opere pubbliche, di 16 miliardi di euro, spostando risorse dalle pensioni e dal reddito di cittadinanza.

Piga, sostenuto da Savona, è a favore del Fiscal Compact, vuole ridurre i tempi di pagamento della pubblica amministrazione, che hanno un ritardo medio di 84 giorni, superiore a quello autorizzato dall’Europa che è di 60 giorni. Accade che la pubblica amministrazione, con alcuni trucchi, per evitare l’aumento del debito pubblico, violando i trattati di Maastricht e Fiscal Compact, spesso prevede in contratto ritardi nei pagamenti superiori a 60 giorni; chiede di rinunciare agli interessi di mora, di posticipare l’emissione della fattura o il suo invio e di ritardare l’emissione degli stati di avanzamento dei lavori.

Piga non approva il Def com’è stato formulato, perché viola normativa europea e italiana, anche se il voto del 4/3/2018 ha contestato il fiscal Compact e parlamento europeo e parlamento italiano hanno rifiutato l’inserimento dei vincoli di bilancio nell’ordinamento giuridico comunitario. Ciò malgrado, Di Maio continua a ripetere che vuole ridurre le pensioni d’oro, difendere il reddito di cittadinanza e riformare la legge Fornero, cioè non vuole che il programma di governo sia solo una promessa elettorale, come spesso accade.

Per altri versi, sembra che il governo, purtroppo, anche con la riduzione del deficit di bilancio, esca sconfitto dal braccio di ferro con la commissione europea e perciò riscrive la manovra economica sotto dettatura di Bruxelles; forse Tria sarà sacrificato pur essendo stato, da europeista ossequioso e timido verso la commissione, ligio, al precedente indirizzo del governo.

La riscrittura della manovra riguarda la riduzione del deficit per gli anni 2019-21, abbassandolo dal 2,4% al 2%, la riduzione degli impegni per reddito di cittadinanza e pensioni, il che porterà a una riduzione della spesa di 7 miliardi di euro; ma l’UE pretende una riduzione di 16 miliardi di euro, con cifre precise votate dal parlamento, consentendo con ciò di abbassare, oltre il deficit, anche il debito in più anni. Conte sta predisponendo un superemendamento al riguardo, il rigorismo dell’UE a direzione tedesca  e solo nei confronti dell’Italia, rafforzerà Salvini alle elezioni di maggio prossimo e forse spingerà l’Italia a uscire dall’UE e dall’eurozona, Di Maio si professa sempre europeista.

EUROPA

La banca d’Italia ha segnalato che le banche francesi e tedesche hanno in portafoglio, crediti illiquidi pari a 6.800 miliardi di euro, che rappresentano un multiplo dei crediti deteriorati e in sofferenza; con una loro svalutazione del 5% eroderebbero tutto il capitale di queste banche, essi comprendono i derivati bancari e su di essi la Vigilanza bancaria europea avrebbe il dovere di intervenire e di pretenderne la riduzione. Generalmente, per crediti liquidi s’intendono i titoli di stato solvibili, per crediti illiquidi s’intendono crediti deteriorati, sofferenze, partecipazioni, immobilizzazioni, derivati e crediti a rischio.

Per stabilire il valore di questi crediti, le banche dell’Europa settentrionale ricorrono a stime arbitrarie; per migliorare l’aspetto dei loro bilanci, i valori sono opinabili e la loro svalutazione è discrezionale e a vantaggio dei bilanci delle banche. Questi crediti illiquidi sono classificati ai livelli 1 - 2 e 3, questi ultimi sono i più tossici o illiquidi secondo il rischio; una forte svalutazione di questi titoli si potrebbe avere solo con una guerra, lo insegnano prima e seconda guerra mondiale. (Per le notizie, fonte: Startmag.it – Ferdinando Soto).

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La Bce, nel corso della consueta revisione quinquennale, a seguito della diminuzione del Pil dell’Italia, ridurrà dal 12,31% all’11,80% la quota azionaria di partecipazione dell’Italia al suo capitale, mentre aumenteranno le quote di Germania e Francia, il che determinerà l’acquisto di meno titoli pubblici italiani. Ciò non è fonte di preoccupazione perché l’Italia ha sempre trovato compratori, italiani e stranieri, pubblici e privati, per i suoi titoli; oggi la Bce ha 350 miliardi di euro di titoli italiani, acquistati con il quantitative easing, i quali scadranno nel 2019 e dovranno essere rinnovati, per quanto detto, il rinnovo sarà naturalmente inferiore.

L’attuale quota di partecipazione della Germania è pari al 17,9973%; ai fini di stimolo economico, il QE, che dovrebbe cessare, prevedeva che la Bce acquistasse titoli di debito pubblico degli stati dell’eurozona in proporzione alla loro quota di partecipazione; con le nuove stime dei Pil, perdono quote Italia, Spagna e Grecia, che perciò potranno cedere meno debito. Da considerare però che spesso le regole, con l’aiuto del padrone, sono bypassabili, perché questi paesi, con l’eccezione dell’Italia, sono stati soccorsi anche dal Fondo Salvastati o Mes.

La riduzione di titoli italiani ceduti potrebbe anche arrivare a 28 miliardi di euro, ma si dice che la Bundesbank potrebbe acquistare quote addizionali di titoli da paesi che hanno migliorato la loro posizione, naturalmente esclusa l’Italia; in precedenza ha ceduto titoli italiani per farne cadere la valutazione e fare aumentare l’interesse delle nuove emissioni. Per il prossimo anno, la BCE ha già fissato, a un livello inferiore, l’acquisto di titoli italiani, anche perché detiene titoli italiani, da rinnovare, a più lunga scadenza, sono quelli che rendono di più, quelli che rendono meno, cioè i Bot, sono riservati agli italiani.

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Al congresso tedesco della CDU, dopo 18 anni, la Merkel ha perduto la carica di segretario del partito, ma conserva quella di capo del governo fino al 2021; c’erano tre candidati, i conservatori Merz e Spahn e l’esponente della sinistra, la signora Kramp- Karrenbaur, sostenuta dalla Merkel, che è divenuta segretario del partito. Il nuovo segretario, per motivi di sicurezza, è contro la politica delle porte aperte all’immigrazione della Merkel e vuole una riforma fiscale.

Merz è un europeista e vuole riformare l’eurozona e semplificare l’imposta sul reddito, Spahn vuole ridurre le tasse alle imprese. Secondo i sondaggi, come i democratici italiani, i socialdemocratici dell’Spd sono in  crisi d’identità e perciò vogliono recuperare idee di sinistra, in materia di lavoro e di stato sociale; i verdi, diventati il secondo partito, sono vicini alla piccola borghesia, con le prossime elezioni politiche, dovrebbero governare assieme alla CDU.

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Com’è accaduto in Italia, in Germania gli immigrati sono sottopagati, senza contratto di lavoro, senza contributi e con straordinario non retribuito, a causa delle tensioni provocate dall’immigrazione, la Merkel ha fatto dietro front all’accoglienza indiscriminata; gli stranieri sono soggetti a grave sfruttamento nei luoghi di lavoro, ne soffrono soprattutto romeni, bulgari e latinoamericani, pagati con salari inferiori al minimo salariale e alloggiano in luoghi insalubri. Negli anni a venire, in Germania occorreranno 1,5 milioni di lavoratori stranieri, da accogliere, secondo la Merkel, con permesso di soggiorno temporaneo, potranno rimanere solo se entro sei mesi ottengono un contratto di lavoro.

Nel 2018 si sono creati 700.000 nuovi posto di lavoro, metà riservati ai tedeschi e l’altra metà agli immigrati, si tratta di operai senza contratto che non hanno nemmeno la possibilità di difendere i loro diritti. Contemporaneamente, la Germania, che soffre di squilibrio o calo demografico, fa entrare diplomati e laureati dagli altri paesi dell’UE, ma adesso è colpita anche dalla recessione economica, perciò ci potrebbero essere altre novità; Schengen .non sarà un tabù per la Germania che è autorizzata a violare i trattati. (Per le notizie, fonte: Ilgiornale.it – Giuseppe De Lorenzo)

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Sul fronte del debito globale, l’Italia sta meglio di tanti altri paesi, generalmente, i mercati temono più il debito privato che quello pubblico, più il deficit valutario che il deficit di bilancio; considerano penalizzante la rinuncia alla sovranità monetaria e tengono conto anche del debito pensionistico. Oggi il debito pubblico globale, cioè del mondo, ha raggiunto i 260.000 miliardi di dollari, più dei due terzi è dato dal debito privato, i paesi più indebitati, rispetto al Pil, sono Usa, Giappone e Cina.

Generalmente il debito globale cresce con la dimensione dell’economia, il default degli stati, esorcizzato dai creditori e soccorso dal FMI, cancella il loro debito e impone il risanamento dei loro bilanci; la commissione europea, con l’avallo di Bankitalia e di Mattarella, l’ha imposto, senza logica, solo all’Italia, l’assenza di debito significa anche mancanza di fiducia da parte dei prestatori. Il Lussemburgo al primo posto per debito totale, pari al 434% del Pil, fatto soprattutto di debiti societari, poi viene il Giappone, con il 373% del Pil, fatto soprattutto di debito pubblico in mano alla banca centrale, da fondi pensione e da debiti verso le banche; a causa soprattutto del debito privato, poi vengono Francia, Spagna, Regno Unito, l’Italia è al nono posto, per il debito pubblico.

La Germania non figura nella graduatoria perché non inserisce nel calcolo i derivati, che sono notevoli e la commissione europea non ha niente da eccepire; Argentina e Turchia hanno poco debito globale, ma hanno la bilancia valutaria in deficit e perciò hanno poco credito. Misteri della statistica: In Argentina gli interessi sono mostruosi, mentre il Giappone, che ha un debito mostruoso, li ha bassi. I creditori valutano anche la percentuale del debito detenuto dai creditori esteri, valutano se il debito è detenuto sotto legge estera, come la crescita del Pil, l’inflazione, il patrimonio pubblico e privato e il reddito medio dei cittadini.

Poiché l’Italia non può gestire autonomamente bilancio e moneta, il suo debito è soggetto alla legge estera ed è valutato più negativamente; nel debito globale, generalmente, non è incluso quello implicito nascente dalle pensioni, che non esiste quando la gestione delle pensioni è in equilibrio e quando le pensioni sono pagate dai lavoratori in servizio. Con questo debito implicito, il debito globale degli Usa, Spagna, Lussemburgo e Irlanda, aumenterebbe enormemente; per tanti aspetti, l’Italia sembra il paese più virtuoso, infatti, resiste agli attacchi speculativi dei mercati che vorrebbero vederla fallire.

Infine ci sarebbe da considerare il debito scaturante dai derivati in portafoglio delle banche, né Wall Street, né Londra né Francoforte, che sono le sedi centrali dei mercati, opportunisticamente, ne vogliono tener conto, si tratta di un multiplo elevato del Pil mondiale. La restrizione del credito, dovuta alle insolvenze, alla riduzione di liquidità, ovviata dal QE, come la crisi dei derivati subprime del 2008, fa diminuire domanda, Pil e investimenti, facendo crescere il rapporto debito/Pil globale. (Per le notizie, fonte: Marcello Minenna – voci dall’estero - sinistrainrete.info).

USA

Nel corso del G20 di Buenos Aires, Usa è Cina hanno concordato una tregua di tre mesi sui nuovi dazi sulle importazioni, gli Usa avevano già dazi del 10% sulle importazioni cinesi; nel 2017 il disavanzo commerciale americano è stato di 650 miliardi di dollari, compensato dagli investimenti cinesi in Usa, fatto in azioni o attività economiche Usa o in titoli pubblici americani, il che si traduce in acquisto di debito americano. Trump vuole anche proteggere produzione intellettuale, brevetti e difendersi dalla sottovalutazione della moneta cinese, dalle minori imposte cinesi su industrie ed esportazione e, in genere, dalle barriere non tariffarie cinesi.

Per proteggere gli interessi nazionali, chiede anche una riforma del Wto, Trump è sovranista, attacca il multilateralismo, le regole internazionali e l’Onu e ha annunciato il ritiro degli Usa dagli accordi di Parigi sul clima. La Cina ha accettato di aumentare le importazioni agricole, energetiche e meccaniche dagli Usa e di ridurre i dazi cinesi sulle auto americane che ora arrivano al 40%; il presidente cinese Xi ha promesso il rispetto della proprietà intellettuale, di cessare gli attacchi cibernetici e di abbandonare le barriere non tariffarie al commercio.

I dazi commerciali, assieme alla svalutazione della moneta, sono una difesa commerciale utile ai paesi deficitari nel commercio estero, tuttavia, sono bypassati dal contrabbando e dai containers che lo favoriscono. A causa della ventata protezionista, fatta passare dall’informazione per una moda combattuta dai globalizzatori, e della relativa decrescita economica, anche le esportazioni tedesche diminuiscono; Cina e Germania dovrebbero compensare la caduta dell’esportazione con l’aumento della domanda interna.

Intanto aumentano le tensioni, fatte lievitare dall’Ucraina, sostenuta da Germania; la Germania e la Cina vorrebbero mantenere la coesione dell’UE, mentre Usa e Russia temono l’egemonismo tedesco in Europa. A causa della situazione in Ucraina, rifornita di armi dalla Nato, dopo le sanzioni alla Russia, aumentano le minacce di guerra della Nato alla Russia, che ha un patto militare con la Cina.

Dopo l’introduzione dei dazi e la critica ai trattati internazionali, non sarebbe sbagliato che Trump suggerisse lo scioglimento, come fu fatto per il patto di Varsavia, anche della Nato, rifiutandosi, invece di minacciare Mosca, di farsi invischiare nei confronti militari ucraini.  L’esercito integrato europeo, visti i chiari di luna, per il momento è inopportuno; bisogna difendersi dalle provocazioni e dalla propaganda, la quale è tipica di partiti, religione e commercio, invece stampa e televisione non dovrebbero fare propaganda, ma devono solo informare, purtroppo non è così.

ISRAELE

Tanto per ripetere cose che già si sanno, all’Onu, l’Italia continua a votare risoluzioni contro Israele, come il Vaticano, condanna la sua annessione di Gerusalemme est e di aver fatto di Gerusalemme la capitale; l’Onu accusa Israele di non garantire la libertà religiosa a Gerusalemme e promuove attività anti israeliane, addebita solo a Israele la responsabilità del conflitto tra arabi e israeliani. Conte e il papa hanno ricevuto il presidente della Palestina, Abu Mazen, come fosse un capo di stato.

In UE è favorevole a Israele solo l’Ungheria, generalmente l’UE, a direzione tedesca, per interessi commerciali con l’islam, fatto di paesi arabi o sciiti, e per l’inveterato antisemitismo, è contro Israele e vuole prendere le distanze dagli Usa, sostenuti da Australia, GB e Canada, è anche contraria ai dazi americani. Salvini è amico di Israele e contrario all’immigrazione, ma il ministero degli esteri italiano, che lavora in autonomia, e il ministro Moavero, voluto da Mattarella, come la Mogherini sono filo islamici.

Il M5S è anti israeliano e sostiene soprattutto l’Iran, sono anti israeliani Fico, favorevole all’immigrazione, e Di Stefano. L’Italia è allineata all’Ue sulla Brexit e sulle sanzioni, comminate dal parlamento europeo, con la scusa della difesa della democrazia, a Polonia e Ungheria, per l’Ungheria il M5S ha votato a favore e la Lega contro; del resto, gli altri paesi UE sono a favore delle sanzioni dell’Ue all’Italia. Per certi versi, le politiche estera e interna europea, fiancheggiate dall’informazione, sembrano antiamericane e filotedesche; però le informazioni sembrano commissionate dai potentati mondiali.

Censurando la storia, secondo le risoluzioni Onu, la maggior parte dei paesi del mondo non riconoscono i legami storici degli ebrei con Gerusalemme, da Gaza si lanciano palloni incendiari contro Israele, che reagisce; l’Iran lancia contro Israele missili dalla Siria, costringendola a riaprire i rifugi, inoltre ha creato cellule terroristiche che colpiscono Israele e lancia missili sul Golan israeliano, Israele risponde con gli aerei.

L’Iran sta in Siria non per aiutare Assad, vuole un suo impero ed è una minaccia come l’Isis che, al momento ridimensionato, ora vuole creare uno stato islamico nel Sinai, sempre alle porte di Israele. Tuttavia, lo stato d’Israele, grazie alla sua tecnologia, si è rafforzato, cede a pagamento droni armati alla Germania e ha contribuito a sventare decide di attentati nel mondo, diretti soprattutto contro l’occidente.

L’Indonesia è il più grande stato islamico, non ha rapporti diplomatici con Israele, tuttavia, lo sceicco Staguf, che è nemico di Iran e Isis ed è a favore del dialogo interreligioso, come fanno l’Egitto e l’Arabia, sta rafforzando i rapporti con Israele. La celebrazione del giorno della Russia, d’accordo con questo paese, è stata spostata da Tel Aviv e Gerusalemme, riconosciuta da Usa e Russia come capitale di Israele, vi hanno spostato l’ambasciata senza riconoscere però l’annessione di Gerusalemme est; la Germania, su sollecitazione islamica, preme sui paesi alleati, per non spostare la loro ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme (Per le notizie, fonte: Israele.net - progetto Dreyfus – Ugo Volli).

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (3/12/2018)

ITALIA          

Ufficialmente, per evitare la procedura d’infrazione, un vertice del governo, dando parziale soddisfazione a informazione, Bruxelles, opposizione e alle massime istituzioni, ha deciso di annacquare il programma di governo; infatti, per ridurre deficit e favorire gli investimenti, i governo progetta di rimodulare la riforma delle pensioni, cioè della quota 100, e di procrastinare a giugno prossimo il reddito di cittadinanza, ma ancora non si conoscono la platea dei beneficiari e i criteri d’attribuzione definitivi.

Si spera che rimanga la riduzione delle pensioni elevate di persone che non hanno nemmeno versato i contributi corrispondenti, Boeri afferma falsamente che questa riduzione renderebbe poco, forse preferirebbe aumentare l’imposta sul sale che rende ancora meno. Il governo vuole varare un provvedimento per la tutela dei risparmi, il che potrebbe significare altri aiuti alle banche, soprattutto alla banca Carige e alla banca Popolare di Bari.

Comunque, il governo parolaio o predicatore conferma gli obiettivi del contratto e Salvini conferma l‘abolizione integrale della legge Fornero che, in realtà, con la quota 100 e con la modifica della stessa con il restringimento della platea dei beneficiari con le penalizzazioni, sicuramente riceverà un ritocco di un certo rilievo. Visto il cambiamento di direzione, per perdere tempo, si attendono le relazioni tecniche sulle spese, le quali, come si sa, sono sempre di parte, cioè servono a giustificare un indirizzo.

Intanto continuano i negoziati con Bruxelles, Draghi è fiducioso in un accordo e la lega vorrebbe trasformare il reddito di cittadinanza in una riduzione fiscale a favore delle imprese che assumono. Nessun cenno alla Flax tax, il governo ci aveva fatto credere di essere fermo verso le richieste europee, ma ora pare calare le braghe; per sanare i nostri mali, potevamo anche adottare una nostra moneta e uscire dall’UE, ma Mattarella è l’uomo di fiducia dell’UE.

Complessivamente, com’è successo con i precedenti governi, poiché il popolo non è sovrano ed è orbato, direttamente o indirettamente, del potere, si tratta di un tradimento delle promesse elettorali e del relativo contratto (l’ha fatto anche Berlusconi), e si ratta di un cedimento verso Bruxelles; alle prossime elezioni, sarà difficile ingannare gli elettori. probabilmente aumenteranno le astensioni, Intanto, i registi dello spread, visto il chiaro di luna, lo stanno facendo scendere.

Di Maio voleva un  referendum sull’euro, ma ora non perde occasione per dichiararsi europeista; anche sull’emigrazione ci sono novità, i migranti arrivano ancora in barconi e per aereo e Salvini li va a ricevere; inoltre, dalle frontiere francese, svizzera e slovena continuano ad arrivare immigrati e Salvini, per rispetto verso il papa, non sembra esserne turbato; vedremo come lo stato si regolerà con il nuovo decreto sulla sicurezza.

Visti i problemi dell’Italia, favoriti dalla politica, dalla mafia, dalla chiesa  e dalla classe dirigente, l’UE, obbedendo ai mercati, invece di sanzionarla o multarla, avrebbe potuto indirizzarla per migliorare la funzionalità dello stato; invece, proteggendo i paradisi fiscali dentro l’UE e favorendo, con le sue concessioni, alcuni paesi europei, ha approfittato delle sue debolezze per favorirne la dissoluzione.

Fortunatamente, Salvini, dopo le dichiarazioni di segno contrario del ministro degli esteri, Moavero e di Conte, ha affermato che il governo non parteciperà al summit di Marrakech favorevole alla liberalizzazione, in tutto il mondo, dell’emigrazione; secondo un piano dell’Onu appoggiato da Soros e dal papa, al quale si sono già opposti alcuni paesi europei e gli Usa. Nella situazione attuale, l’avversario di Mattarella, il quale è il garante dell’UE e dei mercati,  è Salvini.

Informazione e opposizione denunciano che il governo è responsabile della procedura d’infrazione della CE, la quale però non è stata data per deficit eccessivo ma per aver superato il rapporto tra debito e Pil; il che però è una conseguenza della flessibilità concessa dalla commissione ai precedenti governi; perciò negli anni 2015-2017 il debito è rimasto inchiodato al 131,8%, mentre, secondo la commissione avrebbe dovuto essere ridotto al 120% entro il 2021.

Perciò il 21/11/2018 la commissione europea ha bocciato la manovra italiana per il 2019, secondo i trattati, il rapporto debito Pil avrebbe dovuto essere del 60%, ma oggi, la media del debito dei paesi UE è al 100%, comunque, il deficit di bilancio è entro il limite del 3% consentito. Secondo il Def del governo, con un deficit del 2,4%, l’economia avrebbe dovuto crescere dell’1,5%, ma la crisi economica europea sta mettendo i bastoni tra le ruote.

Secondo il modello econometrico seguito da Banca d’Italia, commissione europea, Istat e Fmi hanno ridotto questo tasso di crescita a valori più bassi, ma diversi, in genere a poco più dell’1%; ma il FMI prevede una caduta del debito che dovrebbe arrivare al 125% del Pil nel 2023. Ad ogni modo, secondo gli esperti, la previsione del governo sembrerebbe sovrastimata, perciò l’opposizione chiede una modifica del Def, con l’abbandono del reddito di cittadinanza e della riforma della legge Fornero.

Nelle previsioni dei critici del Def non si tiene conto degli effetti sulla domanda del reddito di cittadinanza, del quale non si conoscono i contorni, e del turnover derivante dalla riforma della legge Fornero, l’Istat valuta un impatto positivo sul Pil dello 0,2%. Un’altra incertezza sulle prospettive è data dalla differenza tra Pil potenziale raggiungibile e Pil reale; a tale proposito Fmi e CE forniscono dati molto diversi. I modelli devono tener conto dell’incremento previsto dei salari e della dinamica dei prezzi, in questi anni i salari italiani sono stati stagnanti, per il 2019 il pil potenziale stimato dal Fmi è maggiore di quello della CE di un punto di Pil.

I pasdaran dell’equilibrio di bilancio e dell’austerità non demordono e non vogliono una politica espansiva della domanda, comunque, negli ultimi anni l’Italia ha raggiunto complessivamente gli 800 miliardi di euro di avanzi primari che, come avviene nelle persone e nelle imprese usurate, non sono serviti a ridurre il debito, ma a pagare gli interessi; perciò il rapporto debito/Pil è cresciuto.

Compresa l’ansia dei creditori di non ricevere più il dovuto, val la pena di ricordare che la crescita d’imprese e famiglie si ottiene anche grazie all’indebitamento, esorcizzato dalla CE, il default colpisce solo alcuni e l’Italia, con le sue garanzie, pare ne sia immune. Oltre a rilanciare i consumi, occorrono investimenti pubblici, combattere la povertà e la disoccupazione, ma la CE e la confindustria preferiscono solo il sostegno alle imprese.

Per interesse economico, la speculazione fa crescere lo spread italiano e così guadagna acquistando titoli di stato svalutati, favorendo in qualche caso la sottocapitalizzazione delle banche che hanno questi titoli, che perciò dovrebbero essere tenuti in bilancio al valore di acquisto; comunque, altre banche guadagnano plusvalenze quando vendono questi titoli a reddito fisso, rivalutati dal calo dell’interesse.

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Il professor Sergio Cesaratto, economista dell’Università di Siena ed esperto economico dell’Unione Europea, afferma che nell’UE è la Germania che non rispetta le regole e non l’Italia; l’Italia ha fatto operazioni di risanamento fiscale fin dagli anni novanta e ha tagliato la spesa pubblica, con effetti negativi sulla domanda interna. La Germania, perseguendo un disegno egemonico, ha calmierato il suo costo del lavoro e ha interessi più bassi, perciò, con il cambio fisso dell’eurozona, ha guadagnato in competitività nei confronti dell’Italia che, con interessi più alti, non può svalutare la sua moneta; questa situazione ha alimentato le esportazioni tedesche e perciò la Germania, violando le regole di Maastricht, ha superato il limite del 6% di squilibrio commerciale con gli altri partner dell’UE.

L’indebitamento dei paesi periferici dell’eurozona è stato aiutato da prestiti tedeschi che alimentavano le esportazioni tedesche, poi il risanamento dei debiti di questi paesi è stato pagato anche dall’Italia, con il piano salva stati; la crisi nasce quando è impossibile pagare i debiti, l’Italia non ne è stata toccata. Gli Usa, per superare la crisi, chiedono a Germania, Giappone e Cina di aumentare la domanda interna, poi, viste le risposte insoddisfacenti, per proteggere la loro produzione, sono ricorsi ai dazi protettivi con l’estero.

La Germania, con un’alleanza paravento con la debole Francia, dirige l’UE, invece di sostenere il prezzo dei titoli pubblici italiani, manovrando dietro le quinte le istituzioni della UE, per il suo debito e il suo deficit di bilancio, vuole sanzionare in tutti i modi l’Italia; l’austerità c’è costata 30 punti del rapporto debito/Pil, cioè quelli che abbiamo in più della Francia. Il tasso d’interesse dei bund è allo 0,35%, ma la Bce, per garantire la concorrenza, dovrebbe operare per stabilire interessi uguali in tutti i paesi dell’UE; anche il sistema fiscale dovrebbe essere lo stesso e dovrebbero essere eliminati i paradisi fiscali dentro l’Unione.

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La banca d’Italia costringe le banche a cedere i crediti di difficile realizzo a investitori speculativi stranieri al 25% del valore nominale, ricevendo così 30 miliardi al posto di 120, questa procedura favorisce i processi esecutivi in tribunale e il deprezzamento del mercato immobiliare; sarebbe invece utile dare la possibilità ai debitori di saldare il proprio debito al 25%, come concesso agli speculatori.

Si decongestionerebbero le aule de tribunali, occorrerebbe un obbligo di preventiva conciliazione, prima del recupero forzoso; in tal modo, i debitori morosi riconquisterebbero la verginità bancaria e giudiziaria. Per rendere possibile questa procedura di alto valore sociale, occorrerebbe una modifica parziale dell’articolo 58 del Testo Unico Bancario che prevede la cessione alle banche dei beni dei debitori insolventi, poi assegnati in blocco agli speculatori internazionali. (Fabio Dragoni e Antonio Rinaldi – Startmag.it).

USA.

Il decreto sicurezza di Salvini contiene il diritto illimitato alla legittima difesa, è contestato dall’Associazione Nazionale partigiani che pure deve averlo esercitato in guerra; tra uomini e animali, si difendono quelli più forti, mentre non lo fanno i deboli, i vecchi e i malati, che perciò sono destinati a soccombere. Sembra che taluni siano più interessati a tutelare gli aggressori dalle conseguenze delle loro azioni che gli aggrediti, invece i malviventi è utile che capiscano che il loro mestiere è più rischioso di quello dei comuni lavoratori, perché si può anche essere uccisi.

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Si è chiuso il vertice annuale del G20 tenuto a Buenos Aires, non c’è stata la condanna del protezionismo, l’Organizzazione Mondiale del Commercio ha riconosciuto che ha bisogno di essere riformata; sul commercio estero si dovrebbe trovare un accordo tra Usa e Cina, le due parti concordano che nel commercio internazionale qualche cosa non funziona.

Lagarde, presidente del Fondo Monetario Internazionale, ha invitato a contenere il debito pubblico, ha detto che le riforme strutturali aumentano la crescita mondiale e ha criticato i dazi perché rallenterebbero la crescita globale. In realtà, sono gli avanzi commerciali che, con i conseguenti prestiti dei paesi eccedentari, alimentano il debito, assieme al deficit di bilancio. Gli Usa hanno preso le distanze dall’accordo di Parigi sul clima, però s’impegnano a utilizzare il più possibile le fonti di energia rinnovabili.

EUROPA

Sembra che l’Ucraina voglia usare l’incidente marittimo tra Russia e Ucraina, nel tratto del mare d’Azov, Mar Nero, che ha comportato la cattura di navi e marinai ucraini da parte dei russi, per coinvolgere la Nato in uno scontro con la Russia; non si sa come sia capitato l’incidente, visto che le parto si accusano di complotto e un’inchiesta ancora non esiste. L’Italia ha già criticato le sanzioni contro la Russia, mentre la Germania, che domina l’UE, ed euronews sembrano sostenere le ragioni dell’Ucraina.

Poroshenko rimprovera a Putin di voler restaurare l’impero sovietico, però in Ucraina esistono settori neonazisti e truppe ucraine combatterono contro i russi nell’esercito di Hitler; oggi esiste un contenzioso con la Russia sulle regioni autonome dell’Ucraina e sulla Crimea.  L’UE ha condannato l’azione russa, però sarà difficile ottenere una convergenza europea su altre sanzioni o ritorsioni alla Russa, visto che è richiesta l’unanimità.

Il presidente del consiglio UE, il polacco Tusk, ha espersso la sua solidarietà al presidente ucraino Poroshenko, il responsabile della politica estera dell’UE, Federica Mogherini, ha invitato la Russia a restituire navi ed equipaggi, definendo inaccettabile il suo uso della forza, chiedendo anche il libero accesso al mare di Azov. Il presidente dell’europarlamento Tajani si è unito alla richiesta e, facendo felice l’Ucraina e la Germania, ha definito fondamentale l’integrità territoriale dell’Ucraina, il ministro degli esteri austriaco Keneissi ha chiesto altre sanzioni per la Russia.

Estonia, Lettonia, Lituania e Gran Bretagna premono per una reazione decisa contro la Russia, mentre Italia, Grecia, Bulgaria e Cipro invitano alla distensione e al dialogo con la Russia, cioè vogliono bloccare l’escalation. Con mossa volpina, la Merkel ha offerto a Putin e Poroshenko la sua mediazione, ma è stata rifiutata dalla Russia perché la Germania è dalla parte dell’Ucraina contro la Russia. L’Ucraina chiede a Nato e UE sostegno politico, aiuti economici e militari e anche una base Nato missilistica sul suo territorio, come quelle impiantate dagli Usa in Polonia e nel Baltico. Sulle sanzioni, sarà difficile che al consiglio UE di dicembre si raggiunga l’unanimità.

L’economia ucraina è in crisi, le banche nazionali sono deboli e non arrivano più investimenti dall’estero, il 78% degli ucraini giudica negativamente la situazione economica e politica; il paese soffre di corruzione, di stretta creditizia e di ridotti nuovi investimenti esteri, il Pil è crollato. Fino al 2013 c’era stato il boom edilizio e arrivavano investimento stranieri, soprattutto tedeschi.

Il precedente presidente filorusso Yanukovich era contrario all’associazione del paese all’Ue, con l’avvento di Poroshenko, si è perduta Crimea e Donbass e si è inasprito lo scontro, anche militare, con Mosca; da allora si sono in intensificati i rapporti tra Germania e Ucraina. Il voto potrebbe riportare al potere Julia Tymoshenko, già appoggiata dalla Germania, la quale è in lista nei sondaggi.

Tymoshenko ha annunciato che, in caso di vittoria, dimezzerà il prezzo del gas, riducendo le entrate tributarie; perciò il FMI ha minacciato di far saltare il pacchetto di aiuti di 17 miliardi di dollari euro. In Ucraina, il reddito pro capite è di 2.553 dollari e lo stipendio medio mensile è di 260 dollari, Poroshenko aveva promesso le riforme della pubblica amministrazione e della giustizia ma non le ha fatte.

Gli ucraini emigrano in Germania e in Polonia e i polacchi in Germania e in Gran Bretagna, perciò in Ucraina non si trova più manodopera, l’inflazione è al 10%;  2000 aziende tedesche danno lavoro a 600.000 ucraini e l’interscambio commerciale tra Berlino e Kiev è notevole. La Germania è diventata il protettore dell’Ucraina e si proposta come mediatore con Mosca, per la pace nella guerra civile ucraina, aveva appoggiato gli accordi di Minsk e poi ha cercato di mediare nell’incidente dello stretto di Kerch, nel mare d’Azov, ma Putin ha rifiutato questa mediazione.

La Germania che desiderava penetrare in Ucraina, ora teme che l’instabilità Ucraina possa mettere in discussione il raddoppio dl gasdotto Nord Stream tra Russia e Germania, contestato dagli americani e dai paesi dell’Europa orientale, che ora sembrano temere più la Russia che la Germania. Nonostante la fragilità economica e politica dell’Ucraina, dietro la politica esiste sempre una solida oligarchia che tira anonima i fili dietro le quinte e, verosimilmente, oggi è più legata alla Germania che alla Russia. (Per le notizie, tra le fonti: startmag.it – Pierluigi Menniti).

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Dopo che i governi europei e la commissione europea, grazie a concessioni economiche, seguendo l’indirizzo tedesco, hanno rigettato la richiesta di maggiore flessibilità per il bilancio pubblico italiano, l’europarlamento ha detto no all’inserimento del Fiscal Compact, che contiene il patto di stabilità sul bilancio, nell’ordinamento giuridico europeo, cioè hanno contestato l’austerità di bilancio, imposta dalla commissione europea solo all’Italia.

L’articolo 16 del trattato Fiscal Compact prevedeva la verifica dei risultati conseguiti dall’austerità, ma pare che la commissione se ne sia dimenticata; eppure occorrerebbe portare dei correttivi al trattato, non si dovrebbe più guardare solo al deficit e al debito dello stato, ma guardare anche al debito privato, come alle garanzie economiche offerte da ogni singolo paese e dalla situazione della bilancia valutaria.

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La Deutsche bank di Francoforte è sospettata di riciclaggio nell’inchiesta Panama Papers, infatti, aiutava i clienti che volevano riciclare ad aprire conti off-shore nei paradisi fiscali, poi i clienti avrebbero trasferito i soldi dai conti illeciti a Deutsche Bank e questa non segnalava i casi di riciclaggio; il tutto avveniva tramite una società delle Isole Vergini britanniche.

Centinaia di clienti sarebbero stati serviti in questo modo, ora sarebbero urgenti misure da parte dell’UE contro il riciclaggio ed evasione fiscale internazionale, si dovrebbe chiedere maggiore trasparenza e maggiore vigilanza sui mercati finanziari, ma la finanza governa e perciò manca la volontà politica. Al parlamento europeo è stata votata una mozione che condanna operazioni di evasione fiscale nate in Germania, che hanno causato perdite di parecchi miliardi di euro nei bilanci degli stati.

Panama Papers è un fascicolo che contiene 11 milioni di documenti con 200.000 società off-shore, contenenti nominativi di manager e leader politici anche italiani; in Italia si aspetta che a maggio prossimo sia pubblicata la lista completa d’imprese e persone coinvolte nell’inchiesta, le quali dovrebbero rispondere di evasione fiscale. 

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Se la Germania è stata investita dalla crisi, la Francia sta peggio e non sta meglio dell’Italia, il Pil francese cresce dell’1,7% l’anno, cioè meno della media europea che è del 2,1%, l’export è fermo, la bilancia commerciale è passiva, la disoccupazione è al 10% e aumenta; il mercato del lavoro denuncia una certa rigidità, la tassazione sul lavoro e la pressione fiscale sono elevate come Italia; in genere, gli stati Ocse fanno pagare meno imposte ai lavoratori.

Gli investimenti pubblici francesi sono inferiori a quelli della Spagna, la Francia dovrebbe ridurre il welfare di cui beneficiano anche gli agricoltori; nessuna riforma promessa è stata attuata, la povertà è cresciuta e il costo della vita è aumentato, la burocrazia è costosa. A causa dell’immigrazione, i francesi si sentono insicuri e, come la Lega, accusano Macron di volere una sostituzione etnica e la scristianizzazione della Francia.

Macron ha creato un centro di potere attorno  a se, ma un’ondata di scandali si è abbattuta sull’Eliseo, l’arroganza di Macron ha spinto molti ministri alle dimissioni, l’ha fatto il ministro dell’ambiente Hulot, il ministro dello sport Flessel e il ministro dell’interno Collomb; Macron ha assunto le fattezze di un despota e si circonda di oligarchi, è legato al mondo finanziario e tecnocratico e vuole essere un monarca repubblicano, ma la Francia è già una repubblica presidenziale, anche se ha anche un primo ministro.

Un’inchiesta per corruzione ha coinvolto il segretario generale dell’Eliseo, Kohler, accusato di traffico d’influenze e d’interessi e di legami con l’armatore MSC (ci avevano informato che corruzione e mafia esistono solo in Italia); il ministro della cultura Nyssen è stato accusato di conflitto d’interesse e di abusi edilizi ma non si è dimesso.  Macron, seguendo il piano di Sarkozy, è in conflitto con l’Italia per la Libia, gettando nel caos il paese. Esalta l’Unione Europea e condanna i populisti, criticando con ciò la storia francese, che è stata rivoluzionaria e nazionalista, anche Macron, socio delle Merkel, è un prodotto delle oligarchie.

Nunzio Miccoli   www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

ECONOMIA E POLITICA NEWS (26/11/2018)

ITALIA

Quest’anno la Francia prevede un deficit di bilancio al 2,8%, mentre l’italia, un deficit del 2,4%, tuttavia, per la commissione europea, l’Italia non ha diritto alle deroghe al Fiscal Compact e alla flessibilità, concesse in situazioni eccezionali ad altri paesi dell’UE, perché non ha criticità e cresce, anche se di poco; quindi, secondo il patto di stabilità, è tenuta all’equilibrio strutturale del bilancio, riducendo del 5% l’anno la parte del debito pubblico eccedente il 60% del Pil.

Probabilmente la commissione europea non sanzionerà l’Italia, ma, con la sua posizione, favorendo la speculazione finanziaria, la vuole punire favorendo, con l’allarmismo alimentato dalla nostra informazione, il rialzo dello spread che produce maggiori interessi a quelli che acquistano titoli di stato. Però, la difficoltà a collocare Btp Italia a tasso variabile, è dovuta solo al fatto che, in periodo di deflazione, i titoli legati all’inflazione non convengono; in Italia esiste grande risparmio e l’edilizia, come segno di ripresa, si sta riprendendo.

La procedura d’infrazione a carico dell’Italia, che richiederebbe un aggiustamento dei conti, ha colpito la Francia nel 2017 e la Spagna nel 2018, però le sanzioni minacciate all’Italia e rimarcate dall’informazione terroristica e di parte, non sono mai state applicate. All’apparenza, la commissione europea pretende il ritiro della manovra italiana sul bilancio e il rispetto delle regole, mentre il governo italiano, con le sue misure, vorrebbe solo rilanciare la domanda.

Il motivo ufficiale della bocciatura è il debito fuori controllo e la rinuncia italiana a ridurre, da subito, anche se in più anni, il debito pubblico, ma queste regole non sono state rispettate nemmeno negli anni passati, quando al governo italiano c’erano gli europeisti, perciò trattati meglio dalla commissione europea. Dal 2008 l’Italia è stata massacrata dai mercati speculativi, tramite il loro braccio armato, cioè la Troika, perciò nel 2019 il suo Pil reale sarà ancora inferiore del 4% rispetto a quello del 2007, allora pari a 1687 miliardi di euro, mentre sarà di 1.630 miliardi di euro l’anno prossimo. 

Oltre alle garanzie offerte ai creditori dei titoli di stato, in questi anni solo Italia e Germania hanno avuto un avanzo primario del bilancio, ma la Germania beneficia d’interessi più bassi sul debito che è più basso sdi quello italiano, dell’elevato avanzo nel commercio estero e, come avviene nei paradisi fiscali, di elevate rimesse di denaro, anche mafioso, dall’estero. Per altri versi, l’Italia si è distinta in rigore di bilancio, anche perché ha adottato una politica di deflazione salariale e con l’avanzo primario del bilancio, ha compensato gli interessi sul debito pubblico.

La conseguente austerità ha frenato la crescita dell’economia e la riduzione del rapporto debito/Pil, perciò la commissione ha dato il via alla procedura per debito eccessivo; a mettere nei guai l’Italia sono stati anche i governi Renzi e Gentiloni che non hanno rispettato il piano di riduzione del debito, ai sensi del patto di stabilità;  anzi, sono arrivati a chiedere flessibilità in cambio dell’accettazione degli immigrati che gli altri paesi europei rifiutavano.

L’Italia non ha sfondato il rapporto deficit/Pil, fissato al 3%, come hanno fatto negli anni passati Francia e Spagna, inoltre anche gli altri paesi non rispettano il tetto del debito avendo superato per esso il limite del 60% del Pil, oggi la Francia supera il 100%. Da quanto esiste l’euro, l’Italia non ha mai rispettato la regola sul debito e solo oggi, con un governo gialloverde, la commissione si accorge della regola violata.

Il rientro del debito italiano richiederà molti anni, a meno che tutti i paesi non arrivino al 130% del Pil come l’Italia, al momento la media del dedito UE è del 100%, cioè superiore al 60% fissato da Maastricht; a causa di questa evoluzione, la commissione, ipocritamente, sarà costretta ad assolvere tutti. Nonostante la propaganda europeista dell’informazione, a causa di questa situazione, gli italiani sono diventati, in maggioranza, euroscettici, però il 57% di loro crede all’euro, che ci ha dato stabilità dei prezzi, la deflazione non è sempre una disgrazia.

L’Italia ha risparmio che presta all’estero perché, con una domanda fiacca, non è in grado di utilizzarlo al suo interno e perciò non cresce. La politica di bilancio dovrebbe utilizzare questi risparmi, favorire la domanda e aumentare gli investimenti pubblici, il che favorirebbe l’aumento dell’occupazione e l’aumento del Pil; purtroppo, le regole dell’UE impediscono questa politica. Ai problemi dell’Italia e alle regole europee si sono aggiunti quelli derivanti dalla crisi mondiale che sta aggredendo anche la Germania e gli altri paesi europei.

L’Unione Europea chiede il rispetto delle regole e il governo italiano chiede il buonsenso, Questo, per risolvere il contenzioso con la commissione europea, invia in UE Tria e Conte, che, di fronte a Macron e Junker,  sembrano due pulcini timorosi con la coda in mezzo alle gambe; poiché le massime istituzioni italiane sono legate a filo doppio con l’UE e sono spalleggiate dall’informazione italiana, in questa situazione, la Germania era certa che l’Italia le sarebbe caduta in mano come una pera matura.

La Vicenda Nissan-Renault denota quanto sono capaci d’imporsi all’estero paesi come il Giappone e quanto sia arrendevole l’Italia, i cui governi, per omaggiare lo straniero, hanno solo praticato lo sport di mortificare gli italiani e perciò gli italiani sono diventati in maggioranza da europeisti ad antieuropeisti. Gli stati nascono con la guerra e non con la sovranità popolare e si confederano per volontà comune e con il tempo, poi, come hanno fatto gli Usa, si consolidano territorialmente e combattono il separatismo degli stati interni.

Gli italiani devono stare attenti, con il decorso del tempo, il governo centrale degli stati confederali, come l’UE, non accetta la devoluzione e non rispetta, come gli altri stati, autonomia e autodeterminazione; con il consolidamento territoriale, fa la guerra agli stati interni che decidono la secessione; infatti, dopo poco più di cento anni dalla costituzione federale, gli stati americani unionisti dichiararono la guerra agli stati confederali del sud che volevano separarsi.

La Lega ha cambiato nome, ora si chiama solo Lega, al posto di Lega nord per l’indipendenza della Padania, però, seguendo un vecchio programma della lega, ha approvato il regionalismo differenziato o rafforzato, cioè una speciale autonomia simile a quella concessa alle regioni a statuto speciale, il che potrebbe portare, con l'adesione delle altre regioni, a uno stato federale. Le regioni al momento interessate a questo programma sono Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna.

La prima regione a ratificare l’accordo sarà il Veneto, bisognerà ripartire le imposte tra stato e regioni, 23 materie rimarranno alla regione, tra cui scuola e sanità, allo stato rimarrà giustizia, interneri, esteri, difesa e interessi sul debito pubblico; i concorsi per gli insegnanti saranno regionali e finirà il sistema sanitario nazionale con prestazioni uguali per tutti. Colpa della maggiore inefficienza delle regioni meridionali e del Lazio, perché, per la sanità, hanno avuto dallo stato risorse uguali o maggiori rispetto alle altre regioni.

Non è detto che l’Italia con il federalismo si spacchi, perché esistono stati federali, come Svizzera e Germania, la cui pubblica amministrazione funziona meglio di quella italiana; la Sicilia, regione a statuto speciale, per colpa della politica e della mafia, tra loro alleate, non è stata capace di utilizzare al meglio la sua autonomia. Il contributo di solidarietà dalle regioni più ricche a quelle più povere rimarrà ma, se nessuno controlla, chi sarà in grado di garantire i risultati?

L’Italia aveva inutilmente chiesto all’UE che le spese per investimenti degli stati non fossero conteggiate nei parametri europei, ora, dopo che di Maio ha proclamato la sua fedeltà all’UE, Merkel e Macron hanno proposto un fondo europeo per gli investimenti statali approvati dall’Eurogruppo, che è composto dai ministri delle finanze e opera riservatamente e non risponde a nessuno; evviva la democrazia!

La quota destinata a ogni paese sarebbe pari allo 0,2% del Pil, con l’impegno a rispettare le regole comunitarie e a ristrutturare il debito, trasformando l’Esm in organo esercitante il controllo sui conti pubblici. Paolo Savona ha suggerito per iscritto all’Europa una nuova politica e, come forma di mancato rispetto, non ha ricevuto nessuna risposta: Per prevenire un’eventuale procedura d’infrazione, l’Italia dovrebbe ridurre il debito pubblico di 18 miliardi di euro in tre anni, magari privatizzando, le multinazionali sono ansiose e in aspettativa, intanto deve scontare l’aumento dello spread alimentato dall’allarmismo della speculazione collegata a settori dell’informazione.

A questo fondo per gli investimenti potrebbe accedere solo chi è in  sintonia con gli obblighi europei su deficit e debito, cioè, in teoria, potrebbero essere esclusi tutti, ma, visti i precedenti, rischia di essere esclusa solo l’Italia da schiavizzare, la quale già versa più di quanto ricevuto dall’UE. Gli aiuti in cambio di riforme sono stati già concessi a favore di paesi in difficoltà, per la flessibilità, la partecipazione all’euro, il Fiscal Compact e Schengen; questo rigore avrebbe un senso solo per i paesi che ricevono più di quello che versano, ma l’Italia non appartiene a questa categoria e purtroppo, grazie alla sua pubblica amministrazione e alle sue leggi e procedure interne, non sa usare gli aiuti dell’UE come la Spagna.

Secondo l’ex capo ufficio studi di Mediobanca, Fulvio Coltorti, nei suoi rapporti, la Banca d’Italia dovrebbe essere neutrale con tutti i governi e dovrebbe ridurre le tensioni invece di favorire la speculazione; l’Italia non sta per fallire, il fatto è che la Banca d’Italia è un’impresa privata che, come la Bce, appartiene al conglomerato che si chiama “mercati”, in pratica alle banche.

Giornali e televisione hanno interpretato in un certo modo il suo rapporto sulla stabilità finanziaria italiana e perciò hanno segnalato che, con l’aumento dello spread, sono a rischio i risparmi delle famiglie, in realtà già ampiamente tassati dallo stato che li dovrebbe proteggere. Se Bankitalia avesse segnalato anche aspetti positivi dell’economia italiana,  avrebbe ridotto le tensioni, all’informazione pilotata non si può chiedere la stessa sensibilità.

Gridare “al lupo al lupo” svaluta i titoli di chi li ha in portafoglio, ma fa un regalo a chi li compra svalutati e con gli acquisti e con la bisca della borsa fuori controllo, questi si possono anche rivalutare. Alla loro scadenza, i titoli di stato sono rimborsati al valore nominale, cioè senza perdite, mentre, per le azioni fluttuanti, abbiamo un altro indice tranquillizzante, in genere, i profitti delle aziende quotate aumentano dal 2013.

Una tabella della Banca d’Italia afferma che nel 2018 i crediti deteriorati delle banche, dopo le svalutazioni, sono solo 13 miliardi di euro e un crash test della Bce ha affermato che ora le banche italiane sono solide e non hanno nemmeno bisogno di ricapitalizzazione; inoltre, a fronte di questi crediti deteriorati, stanno 141 miliardi di garanzie reali e personali dei clienti, fatti da imprese e famiglie.

USA

La telefonia di ultima generazione 5g, utilizzata dalla cinese Huawei è la più utilizzata nel mondo, ora gli Usa, a difesa della sicurezza informatica e militare, tentano di boicottarla facendo leva sui loro alleati. La maggior parte del traffico internet dei militari viaggia attraverso reti commerciali e non via satellite e, purtroppo, Huawei, non è indipendente, ma è legata al governo cinese; sembra un’altra tappa della guerra commerciale e tecnologica tra Usa e Cina. Alla presa di posizione Usa si sono associati GB e Australia, il presidente cinese Xi e Trump s’incontreranno presto al G20 di Buenos Aires, per discutere sui rapporti commerciali e sul 5g.

EUROPA

In Germania l’indice delle vendite è in forte calo e la componente manifatturiera è al minimo da 32 anni, con ridimensionamento della produzione automobilistica, delle esportazioni e dei consumi interni; questi ultimi sacrificati da bassi salari per fronteggiare la concorrenza estera e per favorire l’aggressività commerciale tedesca che, con l’avanzo commerciale, ha dopato l’economia. Nel 2018 la crescita del Pil sarà dell’1,4% e sarà inferiore l’anno prossimo; comunque, mengtre la bilancia commerciale europea con l’estero è sempre attiva, un intervento della speculazione, ha favorito una svalutazione temporanea dell’euro, infatti c’è chi specula anche sulle valute, cioè sui cambi.

L’ex ministro ebreo rumeno, Laufer, afferma che la Merkel ha chiesto al presidente rumeno Iohannis, di origine tedesca, di non trasferire l’ambasciata rumena da Tel Aviv a Gerusalemme, forse per compiacere i paesi arabi o forse per un inveterato antisemitismo, secondo i punti di vista. Il governo tedesco non ha negato il fatto, Iohannis ha anche impedito a Laufer di ricevere un incarico ministeriale e questo lo accusa anche d’essere legato a settori neonazisti. A volte sembra che la Germania, come il Vaticano, sia a fianco della finanza ebraica americana, ma contro Israele, il fatto è che oggi massoneria e finanza internazionale hanno come centri decisionali Wall Street, Londra e Francoforte (Informazione Corretta 23/11/2018).

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Mentre Malta dirotta continuamente migranti sui barconi verso l’Italia, senza reazioni da parte dell’UE e pare che anche la voce di Salvini si sia affievolita, l’assemblea dell’Onu, dominata da paesi islamici, dopo aver condannato i respingimenti di migranti da parte dell’Italia, ha varato il trattato Global Compact, che sostiene illimitatamente il diritto all’immigrazione di migranti di guerra ed economici; affermando che l’emigrazione è un diritto umano e che gli stati devono difendere il multiculturalismo (ma gli stati islamici spesso non lo fanno).

Il trattato impegna i governi a rivedere le leggi in questione; si tratta di patto globale sull’immigrazione che mette a rischio sovranità e controllo delle frontiere, che hanno giustificato l’esistenza di stati indipendenti; sembra il programma di Soros e della sua società aperta. La Germania, che vuole controllare i flussi immigratori, è perplessa, hanno già deciso di non sottoscrivere il trattato Usa, Ungheria, Austria, Repubblica Ceca e Polonia.

Il ministro degli esteri italiano Moavero si è detto stranamente d’accordo, il papa sarà contento, ma l’Italia ancora non ha firmato; le risoluzioni nell’Onu, come tanti trattati internazionali, spesso non sono rispettate e il patto non sembra vincolante, però, se l’Italia lo firma, senza reazioni negative di Salvini, dimostra di essere ambigua. L’immigrazione deve essere selezionata e controllata, secondo le richieste dei mercati, tutti i paesi la devono accogliere; in Italia, in crisi di disoccupazione, continuano ad arrivare migranti, in barca, attraverso le frontiere terrestri o in aereo, il flusso si è ridotto e il trattato Onu è corso ai ripari, la denatalità non è un problema, se in Itala fossimo 50 milioni, staremmo meglio.

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Dopo i massacri di Parigi del 13/11/2015, organizzati dall’Isis, che provocarono la morte di tanti civili, i servizi segreti francesi, che non avevano interpreti in arabo e non avevano infiltrati tra le file islamiche, si sono riorganizzati e, con l’aiuto di altri servizi segreti e del Mossad israeliano, hanno ucciso o fatto uccidere tutti i partecipanti a quelle stragi; in qualche caso, l’hanno fatto passando informazioni sui nominativi dei ricercati ai servizi segreti iracheni e americani.

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (21/11/2018)

EUROPA

I comportamenti singolari di Macron verso l’Italia hanno dei precedenti nei presidenti suoi predecessori, da Mitterand, a Sarkozy a Hollande; la Francia ha concesso asilo a terroristi italiani rifiutandone l’estradizione in Italia. Prima di allearsi, nei giorni nostri, con la Germania per dominare l’Europa, la Francia era stata ostile all’espansionismo tedesco, ma proteggeva il proprio. Essa ha sempre cercato di contenere l’Italia e d’intervenire nelle cose italiane, si dice che Mattarella sia filo francese, il che spiega il suo piglio contro il governo gialloverde, finalmente però, pare che questo abbia riconosciuto la crisi dell’UE.

Nel medioevo, i franchi intervennero in Italia contro i longobardi, che volevano unificare l’Italia, perché chiamati dal papa che non voleva perdere io suo territorio; pagati con terre italiane, i francesi intervennero in Italia nel risorgimento. Napoleone III, anche se dichiaratamente laico, intervenne in Italia, per difendere il papa dalla repubblica romana. Ciò malgrado, nel 1870 Garibaldi, senza contropartite, andò in Francia a combattere i tedeschi.

Nel primo conflitto, l’Italia, contesa dalle due coalizioni contrapposte, intervenne a fianco della Francia perché questa e la Gran Bretagna comprarono partiti e giornali italiani, ma poi la Francia sottrasse all’Italia il frutto della sua vittoria. Per espansionismo la Francia, ufficialmente laica, intervenne a favore del papa e contro il partito laico italiano; questo interventismo francese a favore del papa era ed è giustificato anche dal potere economico e dai privilegi fiscali goduti in Italia dalla chiesa e dalle sue attività economiche; la cosa è stata oggi segnalata anche da una sentenza della corte di giustizia europea.

Non è un mistero che chiesa e Vaticano hanno investito all’estero, prima in Francia e Inghilterra e poi in Usa, Svizzera e Germania, in pratica a Francoforte; nel rinascimento, l’Inghilterra non  onorò i suoi debiti verso i banchieri italiani e poi nel risorgimento aiutò l’unità italiana in cambio dell’assunzione del debito estero di tutti gli stati italiani in capo all’Italia unita; da notare che l’informazione asservita afferma che l’Europa settentrionale è più seria dell’Italia. 

Con le esenzioni, le donazioni e i privilegi, cioè con i soldi dello stato italiano, la chiesa, oltre gli investimenti all’estero, fa beneficenza, così lo stato è criticato per le sue esazioni e la chiesa è benedetta per l sua beneficenza. Oggi Macron e papa, appoggiando la relativa speculazione economica, sostengono l’immigrazione in Italia che, visti i precedenti storici, con la crisi economica, potrebbe far collassare l’Italia e, come già successo in  passato,  potrebbe favorire un intervento militare pacificatore straniero.

A proposito di privilegi e carità pelosa, si dice anche che l’UE abbia concesso all’Italia una spesa straordinaria di miliardi di euro per gli immigrati che, secondo Macron, dovevano arrivare solo in Italia, ma anche questi sono soldi italiani. Quelli versati dall’Italia all’UE, sono dirottati dall’UE a favore di regioni italiane, immigrazione, imprese e agricoltura, ma sono sempre soldi versati dall’Italia. Quando lo stato italiano spende in deficit e senza una propria moneta, spende sempre del suo, comunque, l’Italia versa all’UE più di quanto riceva da essa, non solo per colpa delle multe.

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La riforma del lavoro tedesca, voluta da Peter Hartz e dall’ex cancelliere socialdemocratico Schroeder, ha mirato a combattere la disoccupazione e, indirettamente, abbassando il costo del lavoro, ad aiutare il sistema produttivo; prevede dei sussidi come integrazione salariale per i lavoratori precari e a tempo determinato.

Per favorire questo piano, Schroeder ha ridotto i sussidi di disoccupazione, introdotto il reddito minimo di lavoro e, senza volerlo, ha favorito il precariato; ha creato job center per il collocamento e la formazione e ha creato agenzie private per l’impiego. I job center devono accertare le condizioni di bisogno, chi riceve un sussidio deve accettare il lavoro  che gli è offerto dal job center, anche se il relativo salario è inferiore a quello previsto dai contratti collettivi; tra i motivi di esonero sono i figli minori di 3 anni, assistenza a familiari non autosufficienti, formazione scolastica e un progetto imprenditoriale.

In tal modo, anche a causa della concorrenza tra lavoratori, le aziende pagano meno gli operai e li fanno lavorare di più, cancellando diritti, in caso di rifiuto del lavoro  il sussidio è progressivamente ridotto e poi sospeso; le agenzie del lavoro a tempo determinato ti  escludono dai benefici anche se il datore di lavoro non riceve benefici dal tuo lavoro. I job center ritengono spesso che i beneficiari dei sussidi non  vogliano emanciparsi e che preferiscono rimanere nel welfare.

Quelli che ricevono un sussidio devono documentare come lo spendono, perciò tanti ci rinunciano, nel 2012 son stati circa un milione; il sistema sanziona chi vuole mantenere arbitrariamente lo stato di bisogno. I minijob prevedono una remunerazione massima di 450 euro mensili più 400 di sussidio, la paga oraria non supera i 2,5 euro, ne beneficiano circa 4,5 milioni di persone.

In Germania la riforma ha fatto diminuire la disoccupazione, facendo figurare come occupati i titolari di minijob; le imprese speculano sui sussidi, riducono il costo del lavoro e fronteggiano la concorrenza dei paesi emergenti a basso costo del lavoro: I sindacati sono ridimensionati e si sentono poco o non reagiscono, i loro iscritti sono solo il 18% dei lavoratori.

La situazione deprime il costo del lavoro anche dei lavoratori regolari, il governo è corso ai  ripari fissando il salario lordo minimo a 8,5 euro l’ora. Lo stato afferma di offrire un’opportunità di lavoro, chi non lo accetta è visto come un approfittatore, si ritiene che i disoccupati siano persone con poca voglia di lavorare e che l’etica del lavoro aiuti l’economia e la coesione sociale.

USA

Lo sviluppo industriale cinese e le esportazioni cinesi sono state favorite dalle delocalizzazioni industriali in Cina da parte di Usa, Germania e Giappone; perciò, a causa degli squilibri commerciali degli Usa con la Cina, cresce la tensione tra Usa e Cina e pare che la politica di Trump sia più diretta contro la Cina che contro la Russia. Alla vigilia del G20 di fine mese a Buenos Aires, il presidente Usa Donald Trump torna ad accusare la Cina di aver utilizzato la sua adesione al WTO, concessa da Bill Clinton, senza rispettarne le regole della concorrenza e senza rispettare i brevetti, ricorrendo anche a dumping e alle facilitazioni fiscali alle esportazioni.

Trump vuole impedire alla Cina d’impossessarsi di dati scambiati tra i cittadini e di accedere all’intelligenza artificiale, alla scienza genetica, alla scienza americana in genere e alla tecnologia americana G5 d’internet superveloce; rimprovera alla Cina un’aggressività militare nel Mar cinese meridionale. Trump vuole ridurre il surplus commerciale di Pechino con i dazi doganali, vuole ostacolare gli investimenti cinesi in Europa, Africa, Messico e Canada, anche con la revisione degli accordi Nafta con stati del continente americano.

La Germania è il paese leader negli scambi con Pechino e la Cina, con la nuova via della seta, sembra volersi avvicinare all’Europa, per la parte terrestre, attraverso l’Asia e, per la parte marittima, attraverso Suez e Mediterraneo, fino ai porti di Monfalcone e Trieste, dai quali le merci cinesi arriverebbero facilmente, per una via più breve, in Europa continentale, baipassando Rotterdam.

La Cina vorrebbe gestire direttamente il porto di Monfalcone e il governo gialloverde italiano è pronto a una collaborazione con la Cina anche nella realizzazione di una rete 5G in Italia, vedremo quale sarà la reazione degli Usa. Ad Atene i cinesi già gestiscono il porto del Pireo e, per conseguenza, all’Onu e nell’UE, il governo greco difende gli interessi sella Cina, votando a suo favore.

ISLAM

Con le guerre in Irak e Siria, si è fatto largo uso di contrabbando di petrolio, trafugato ed esportato a prezzi stracciati, da questi due paesi verso la Turchia, dove questo petrolio è raffinato e, assieme ai suoi derivati, è esportato a prezzo scontato del 50% in Italia e in Europa; è per questo che in Italia stanno sorgendo tanti distributori autonomi di carburante. Nell’esportazione si sono poi aggiunti anche i gruppi armati libici che stanno saccheggiando le risorse economiche della Libia e fanno affari anche con l’emigrazione diretta in Italia.

In queste operazioni, la mafia siciliana collabora con quella maltese, meno tallonata dalla politica di quelle italiana; perciò, coma ha scritto la giornalista maltese Caruana uccisa, Malta non è più solo un paradiso fiscale ma, nell’indifferenza dell’UE, è diventata centro di traffici illeciti e di criminalità. Le importazioni di petrolio e derivati di contrabbandono consentono larghi margini alle mafie, mentre lo stato perde le imposte relative; la mafia non potrebbe fare questi affari senza un rapporto privilegiato e senza un accordo con la politica di tanti paesi.

AMERICA LATINA

All’inizio di questo millennio, governi progressisti erano insidiati nella quasi totalità degli stati dell’America Latina, la leadership era riconosciuta al bolivariano Hugo Chavez in Venezuela; con il Mercosur si erano fatto un progetto d’integrazione economica tra gli stati, mente gli Usa erano stati isolati. Con il nuovo secolo e millennio, c’è stato un ribaltamento di forze, come quello che sta avvenendo in EU, che segna un progresso delle destre.

In Argentina Il peronismo ha ceduto il passo alla destra di Mauricio Macri e in Brasile, colpito da guerra civile e crisi economica gravissima, si è affermata la destra di Bolsonaro, così si è chiuso il ciclo progressista. I petrodollari e i deficit americani avevano favorito l’aumento di liquidità internazionale, l’indebitamento degli stati e il processo di finanziarizzazione dell’economia; ora, con la decolonizzazione, le banche hanno trovato clienti da indebitare nei paesi del terzo mondo.

Paul Volcker, alla guida del FED aumentò i tassi d’interesse, favorendo, in concomitanza con il calo del prezzo delle materie prime, l’insolvenza dei paesi del terzo mondo, poi il FMI impose a essi, per ridurre il debito estero, riforme e austerità. Gli Usa avevano imposto a questi paesi prima regimi autoritari e poi la cura del FMI;  intanto cresceva economicamente la Cina, quindi, la vittoria di Donald Trump ha contrassegnato il nuova paradigma di destra.

La recessione mondiale è stata caratterizzata dai debiti esteri, alimentati dai deficit di bilancio e valutari degli Usa e dall’aumentata liquidità internazionale, dal crollo del prezzo delle materie prime, che peggiorava la ragione d scambio dei paesi esportatori e dal calo della domanda; in tale quadro, le condizioni politiche latino americane sono peggiorate, favorendo l’affermazione delle destre, ora però, paradossalmente, l’oligarchia mondialista, che ha tanti amici a sinistra, a causa del ciclo economico negativo, vede messa in pericolo la sua supremazia.

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

 ECONOMIA E POLITICA NEWS (12/11/2018)

ITALIA

Nel 2017 il debito pubblico italiano era pari a 2.300 miliardi di euro, gli interessi lordi sul debito erano pari a 65 MD, al netto d’imposte 57 MD; il costo medio di questo indebitamento dello stato è di circa il 2,5%. I Bot rappresentano 1/3 della raccolta e, con le tasse e i bassi rendimenti, non costano praticamente niente allo stato, i Btp hanno invece un costo medio del 3%, e sono destinati, prevalentemente e in prima Emissione, a banche e investitori esteri, mentre sono acquisiti dai privati nel mercato secondario e le banche ne guadagnano plusvalenze.

All’interno del debito pubblico, il debito italiano verso l’estero è pari al credito verso l’estero, il debito privato interno, rispetto agli altri paesi europei, è limitato e le riserve auree e valutarie italiane sono le quarte del mondo, in parte sono depositate presso la BCE; il bilancio dello stato, al netto degli interessi, ha un avanzo primario di 25 miliardi di euro.

Se l’Italia non pagasse gli interessi sul debito pubblico, avrebbe un bilancio, non in pareggio, ma in attivo, il suo debito aumenta con gli interessi, come avviene per le persone usurate; a causa della contrazione della domanda interna, l’Italia, che ha un sistema produttivo, esporta di più e ne ha anche un avanzo commerciale di 50 miliardi. Gli enti pubblici hanno un patrimonio edilizio alienabile di 50 miliardi di euro, gli italiani hanno un patrimonio privato pari a 4.000 miliardi di euro e risparmi pari a 800 miliardi di euro; l’Italia ha riserve auree e valutarie pari a oltre 100 miliardi di euro, ha un tesoro in opere d’arte mobili, ha un elevato risparmio privato interno, maggiore che negli altri paesi, circa il 10% del Pil annuo è risparmiato e investito.

Perciò l’Italia, nonostante l’austerità che deprime domanda, occupazione e Pil, come ha affermato Deutsche Bank, ha una posizione economica solida; ciò malgrado, la BCE non vuole o non può calmierare lo spread italiano a 300 punti, facendo salire gli interessi. Gli stati dell’UE hanno ceduto ai mercati la sovranità monetaria e la BCE, diversamente dalle altre banche centrali, stampa moneta per le banche, che sono controllate dai soliti ignoti, e non per gli stati. La Bce non interviene per difendere l’Italia dagli attacchi speculativi e i mercati chiedono interessi più alti ai paesi solvibili come l’Italia, mentre quelli in default sono soccorsi dal FMI; malgrado questi dati, economisti, politici e giornalisti di corte hanno affermato che l’Italia era in pericolo di default.

La moneta non è ricchezza ma stimola la crescita del reddito, senza una loro moneta, Cina e Corea del sud non avrebbero potuto svilupparsi, il monopolio dell’emissione monetaria nell’UE è detenuto dalla BCE; per stimolare l’economia italiana, l’Italia dovrebbe uscire dall’euro o dovrebbe adottare una moneta complementare, mentre il debito estero dovrebbe essere denominato in euro e non aumenterebbe. L’Italia ha un patrimonio artistico mobile inestimabile, considerate le quotazioni alle aste, non può fallire; a garantire i creditori stanno il patrimonio, il Pil e il fatto che l’Italia, diversamente dalla Germania, ha sempre pagato i suoi debiti, la posizione ultimativa della commissione europea verso l’Italia è intimidatoria e assurda.

Il vice presidente della commissione, il lituano Dombrovskis, attacca l’Italia per il suo debito pubblico, ma sbaglia perché l’Italia rispetta il limite del deficit massimo del 3% del bilancio dello stato, altri paesi l’hanno sforato e non sono stati richiamati, né sanzionati; la commissione ha cambiato le regole più favorevoli quando dovevano essere adottate dall0’Italia, è successo anche con il bail-in.

L’atteggiamento di Dombrovskis nasce anche dal fatto che Lituania, Polonia e Ucraina accusano l’Italia di essere amica della Russia, le provocazioni fatte da questi paesi alla Russia, hanno coinvolto gli Usa e rischiano di coinvolgerci in una guerra; è la Germania che, volendo dominare l’Europa, dopo essersi accostata alla Francia, beneficia della propaganda antirussa e dell’isolamento della Russia.

Gli agenti dei mercati e dell’UE hanno favorito deregolamentazioni, delocalizzazioni, privatizzazioni e paradisi fiscali, favoriscono le speculazioni sui debiti degli stati, l’hanno fatto anche con la lira, sono contro gli aiuti di stato; vista la crisi dell’UE, Francia e Germania hanno un piano per uscire dall’euro, ma in Italia non se ne può parlare, per gli agenti dello straniero, l’UE e l’euro sono un dogma.

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In Italia l’indice manifatturiero è ai minimi e il Pil non cresce, non è colpa del governo gialloverde come blatera l’opposizione e l’informazione mainstream, gli ordinativi interni sono scarsi e diminuiscono quelli esteri; con una caduta del commercio mondiale, diminuiscono, in tutta l’UE, le esportazioni e per l’Italia diminuiscono anche le subforniture alla Germania.

La Germania, come l’Italia, puntava molto sulla domanda estera, diversamente dagli Usa; l’austerità e il pareggio di bilancio voluti dalla Germania dovevano servire a ridurre i debiti  pubblici anche per difendere i suoi crediti da eccedenza commerciale; per conseguenza, ha ridotto la domanda interna dell’intera UE, provocando anche disoccupazione e calo d’investimenti. I trattati, violati dalla Germania, avevano cercato d’impedire  questa evoluzione, ponendo un tetto del 6% all’attivo commerciale tedesco.

L’eurozona e soprattutto la Germania concorrono ampiamente alla creazione del deficit commerciale americano, naturalmente assieme alla Cina, perciò gli Usa hanno introdotto dazi commerciali; l’UE e la Cina non possono più continuare a puntare sulle esportazioni che inquinano con i trasporti. La Cina l’ha capito e, dopo aver accelerato lo sviluppo produttivo anche grazie a delocalizzazioni e investimenti dall’estero, ora punta sullo sviluppo del mercato interno, ridimensionando il commercio estero che è destinato a diminuire, anche perché si stanno industrializzando India, Vietnam, Messico e altri paesi, destinati a divenire concorrenti.

EUROPA

L’informazione vuole dare a intendere che i paesi dell’Europa settentrionale sono migliori e più democratici dell’Italia, eppure il governo del Lussemburgo, presieduto, da Juncker, aveva schedato tutti i cittadini del suo paese; poi Juncker divenne presidente della commissione europea, ora è vicino alla scadenza, contro l’Italia, il vicepresidente della commissione, il lettone Dombrovskis, gli dà manforte.

Il Lussemburgo è la capitale europea dell’elusione fiscale, è un paradiso fiscale, dove le multinazionali portano i capitali e i profitti per non pagare le tasse; con accordi fiscali segreti, 340 multinazionali pagano meno dell’1% di tasse sui profitti, lo fanno anche gli armatori della povera Grecia, con la collusione delle istituzioni dell’UE; nel sistema sono coinvolti anche Belgio, Olanda, Irlanda e Malta.

Con questa concorrenza sleale fatta agli altri stati dell’UE, si sono sottratte centinaia di miliardi di euro alle casse degli stati, spesso deficitari, si tratta di una truffa ai danni degli stati membri, spesso oltraggiati come l’Italia; invece la commissione europea fa la morale sui debiti pubblici, fortunatamente però, anche il partito di Juncker perde consensi e l’UE, anche a causa di questi fati, rischia di saltare. L’Europa diventa sovranista e le elezioni europee caleranno come una mannaia sui superburocrati e politici europei che rischiano di perdere il posto, perché responsabili della disfatta dell’UE; curiosamente, per l’UE e i suoi accoliti, la sovranità è diventata una bestemmia, Macron ha affermato che la patria degli europei è l’Europa.

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Con la guerra civile in Libia e i bombardamenti di Francia e Inghilterra, pare che il Belgio, paradiso fiscale, abbia usato il denaro libico o fondo sovrano,, congelato nel paese, circa 14 miliardi di euro, per finanziare guerriglieri libici, terroristi libici e l’immigrazione verso l’Italia; a congelare i beni libici contribuirono anche alcune risoluzioni dell’ONU. L’Italia, in caso  di conflitti con l’UE, dovrebbe tenere presenti questi fatti perché ha denaro depositato a Francoforte.

Come le guerre commerciali, economiche e militari, anche le multe sono diventate strumento di ritorsione; lo scopo dell’iniziativa belga, appoggiata dalle istituzioni europee di Bruxelles, era quello di destabilizzare la Libia e di favorire l’immigrazione in Italia; invece il denaro avrebbe dovuto rimanere congelato nelle banche belghe e non inviato a gruppi terroristici libici nemici di Gheddafi, alimentando con ciò anche il traffico di armi. (Fonte Mauro Indelicato – Gli occhi della guerra – sinistrainrete. Info).

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Il presidente della commissione europea, Juncker, auspicando la riforma degli accordi di Dublino sull’immigrazione, che altri paesi UE non vogliono toccare e nessuno li critica per i respingimenti; in deroga al patto di stabilità, per affrontare la spesa per i migranti, ha concesso al bilancio italiano una flessibilità, cioè una maggiore spesa, di 30 miliardi di euro.

Macron voleva fare arrivare i migranti tutti in Italia, Salvini criticando Malta per la sua politica verso i migranti, per rappresaglia, ha minacciato di bloccare, con il voto italiano, il bilancio comunitario che richiede l’unanimità. Circa le minacce alla pace cui ha alluso la Merkel, Salvini ha detto che la commissione europea ha distrutto il sogno europeo e che gli italiani hanno già dato troppo alle regole europee; il ministro italiano dell’economia Tria ha affermato che, per rispettare le regole UE, il governo italiano dovrebbe fare una manovra economica suicida.

USA

La maggioranza degli ebrei americani è contro Israele e contro Trump, che è amico di Israele; in altre parole è in atto un divorzio tra la diaspora ebrea americana e Israele; invece gli israeliani approvano il modo in cui Trump ha gestito i rapporti tra Usa e Israele. Gli ebrei d’Israele sono ebrei di popolo, cioè populisti, quelli americani sono spesso finanzieri e uomini d’affari vicini al partito democratico, accade anche con i democratici italiani.

In Usa gli ebrei e la finanza sono, in maggioranza, con il partito democratico e non sono contrari all’immigrazione, anche islamica, invece i repubblicani di Trump sono contrari all’immigrazione e all’Islam, esattamente come la destra di Kurz in Austria e la destra di Orban in Ungheria. In passato, gli Usa non hanno operato sempre correttamente nelle loro sfere d’influenza, in America Latina e in Italia, tuttavia sono stati coinvolti in guerre mondiali da paesi dell’Europa occidentale e oggi sono sotto ricatto bellicista da parte di  Arabia Saudita e dei paesi dell’Europa orientale.

Nella seconda guerra mondiale, gli Usa hanno guadagnato con gli armamenti, con la finanza e con le esportazioni, però non hanno chiesto agli alleati territorio in compenso del loro intervento, come ha fatto la Francia con l’Italia nel Risorgimento; se avessero voluto, gli Usa, per entrare nel secondo conflitto, senza attendere l’aggressione giapponese, avrebbero potuto chiedere in compenso agli alleati, Canada, Guaiane, Haiti, San Domingo, Cuba e Portorico e li avrebbero ottenuti.

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La Francia era nazionalista, contraria alla riunificazione tedesca e contraria a integrarsi nella Nato, oggi si è legata alla Germania e, per prendere le distanze dagli Usa, vorrebbe un esercito europeo. L’Italia partecipa alle esercitazioni militari della Nato e invia truppe alla base Nato in Lituania, Mattarella, amico della Francia, è andato in visita in Lituania, la quale è preoccupata dall’atteggiamento amichevole dell’Italia verso la Russia, soggetta a sanzioni americane però, stranamente, la Russia collabora, in parte, al programma spaziale americano.

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Gli Usa hanno reintrodotto le sanzioni alle esportazioni del petrolio iraniano soppresse da Obama con un accordo sul nucleare, si tratta di blocco all’esportazione di petrolio, sanzioni finanziarie, divieto di esportazione in Iran di tecnologia e metalli; alle sanzioni sono obbligati anche i paesi alleati, pena ritorsioni. L’Italia è esonerata per sei mesi, assieme a Cina, Taiwan, Giappone, Corea del sud, India, Turchia e Grecia.

L’Iran è accusato di volersi dotare di armi nucleari e di finanziare il terrorismo in Medio Oriente, non è il solo, il paese è aiutato nel commercio estero da Russia, Cina e Turchia; gli Usa non perdono occasione per elevare il livello di scontro anche con la Cina e la Russia; perciò, le relazioni tra Turchia, Iran e Russia sono sempre più intense, mentre peggiorano quelle tra Usa e Turchia.

Macron e il consiglio europeo erano a favore del mantenimento dell’accordo sul nucleare con l’Iran firmato da Obama; l’Italia è in conflitto con Bruxelles sulla politica di bilancio e con la Francia per l’immigrazione e la Libia, è sostenuta dagli Usa e vorrebbe fare da mediatore di pace tra Russia e Usa e tra Iran e Usa che applicano sanzioni alla Russia, ma hanno accordi di cooperazione spaziale con essa. La Germania vorrebbe allontanare dall’Europa Usa e Russia.

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Trump è arrivato a Parigi per il centenario della fine della prima guerra mondiale, tra gli altri capi di stato c’e anche Putin; Trump ha manifestato la sua contrarietà alla creazione di un esercito europeo. La discussione verterà sul commercio estero, sui dazi americani, sulle sanzioni a Iran e Russia e sulla situazione in Siria; le relazioni tra Usa e UE sono tese.

Gli Usa hanno rimesso in piedi le vecchie sanzioni con l’Iran, ma l’UE vuole mantenere in vigore l’accordo sul nucleare di Obama e, per proteggere il suo commercio, cerca di aggirare le sanzioni. Anche la Russia ha ricevuto sanzioni, aggirate dalla Germania accedendo alle forniture russe di gas tramite un nuovo gasdotto; con la Russia è in ballo anche un trattato riguardante i missili nucleari; in altra sede, gli Usa devono anche affrontare un nuovo negoziato sugli accordi Nafta con Canada e Messico.

ISLAM

Grazie a un accordo segreto tra Israele e Arabia saudita, tra il genero di Trump, Kushner, e il principe ereditario saudita Bin Salman, da alcuni mesi, i palestinesi si vedono rifiutare da Riad il visto per il pellegrinaggio alla Mecca. Lo scopo è spingere Giordania, Libano a naturalizzare i rifugiati palestinesi, a concedere loro la cittadinanza, a porre fine al diritto al ritorno per i rifugiati palestinesi e a negoziare la pace tra Israele e Olp. All’iniziativa sono naturalmente contrari la fratellanza musulmana, cui apparteneva il giornalista Khashoggi ucciso, Hamas, Turchia e Qatar, da cui trasmette l’emittente televisiva Al Jazeera, e naturalmente, l’Iran sciita (Fonte: Il Giornale 9/11/2018).

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Sembra che il generale Haftar non voglia più partecipare al summit di Palermo per la Libia, perché non vuole sedere al tavolo assieme ai rappresentanti di Qatar, Al Qaeda e fratelli musulmani, invisi al presidente egiziano Al Sisi, principale sponsor di Haftar. Il capo del governo italiano, Conte, insiste per la partecipazione, ma afferma di non voler interferire tra le parti libiche, russi e americani hanno cercato inutilmente di convincere Haftar a partecipare al summit..

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (5/11/2018)

ITALIA

Salvini e Di Maio hanno promesso di aiutare la piccola impresa, i lavoratori e la classe media e di voler combattere la mala gestione dello stato, hanno promesso di nazionalizzare alcune banche, ore le vogliono aiutare come Renzi e vogliono conservare per lo stato Alitalia, che andrebbe regalata perché è fonte di continue perdite, anche perché trasporta gratis papa e politici.

Gli stati, non solo l’Italia, se tornavano loro utili, hanno sempre tollerato illegalità, corruzione, favori, ricatti e tradimenti; l’alta finanzia ha espropriato popolo e classe media e la piccola impresa è stata spesso rovinata dalle imposte e dalla crisi, ma, la miseria di tanti non giustifica la ricchezza di pochi. Il patto di stabilità europeo del 1997, per il controllo del bilancio dello stato, è assurdo in periodi di depressione, per i quali Keynes suggeriva il disavanzo, i lavori pubblici e maggiore spesa pubblica.

La commissione europea la pensa diversamente e ha detto falsamente che solo l’Italia non rispetta gli impegni presi, i quali sono stati imposti dai mercati all’Italia per metterla in  ginocchio; l’infaticabile europeista Mattarella fa loro eco, sostenendo che del disordine dei conti pubblici, esistente anche ieri ma lui non lo ricorda, fanno le spese i più deboli; in realtà, ora i più deboli fanno le spese del dogma del pareggio di bilancio.

Si vuole ignorare che, se si riducono gli interessi sul debito pubblico, si riduce anche il debito, lo spread è un’arma terroristica di attacco utile a mandare a picco l’Italia e a metterla sotto tutela del FMI. Le banche centrali possono favorire la riduzione degli interessi sul debito italiano comprando i suoi titoli pubblici, invece preferiscono far decidere al mercato, cioè alle banche e agli speculatori che, con l’altalena dei tassi, guadagnano vendendoli o comprandoli. L’UE dovrebbe fare controlli sugli interessi e non sui bilanci gestiti dai parlamenti ch dovrebbero essere sovrani.

Savona ha affermato che la BCE può intervenire selettivamente sui nostri titoli di stato comprandoli, come fece nel 2011 con alcuni paesi dell’UE, invece preferisce non comprare e perciò questi titoli, nel suo portafoglio e in quello delle banche, si svalutano. Fortunatamente l’Italia, per le sue garanzie, trova ampio credito e compratori tra italiani e grandi paesi stranieri al di fuori dell’UE. 

Contrariamente a quanto asserito dai profeti di sventure, con la salita degli interessi causata dall’aumento dello spread, gli investitori esteri, che operano tramite fondi, stanno assorbendo il 50% dei titoli italiani, agli italiani va l’altro 50%. L’Italia è un  paese solido e uno di quelli capaci di trovare più facilmente credito; Germania e Francia sono i nostri nemici, altro che solidarietà europea; comunque la Merkel, visti i recenti risultati elettorali tedeschi, ha deciso di gettare la spugna e di allontanarsi dalla politica, vedremo cosa succederà con le elezioni europee del maggio 2019.

Europa orientale e Spagna hanno fatto un matrimonio d’interesse con l’UE, l’Italia voleva un matrimonio d’amore ed è stata tradita dalla Germania, perciò all’ingresso era il paese europeo più europeista e oggi è il meno europeista Di Maio sbaglia a dire, forse per tranquillizzare Mattarella, che non vuole uscire dall’euro e dall’UE, i paesi sovrani, in queste condizioni, come ha fatto la Gran Bretagna, hanno il diritto e il dovere di farlo; perciò l’uscita e una moneta nazionale dovrebbero essere una scelta logica, anche se ha dei costi; sembra che anche la Germania, al riparo della seduzione europeista d’informazione e politici, ci stia pensando, perciò oggi l’arroganza verso l’Italia è soprattutto di marca francese.

La massoneria internazionale cammina e si regge sue due gambe, cioè banche e informazione, ma poggia anche su politici, magistrati, poliziotti e accademici; come la mafia, coltiva segretezza, complicità, favori, illegalità, ha per scopo il potere e la ricchezza e, per raggiungere questo fine, distribuisce favori ai suoi adepti che la servono fedelmente. La massoneria, nata, come i partiti, ufficialmente a difesa della libertà, dell’eguaglianza e della fratellanza, froda la legge e il popolo, al quale però raccomanda di rispettare la legge.

L’Italia è sotto attacco dei mercati e dell’UE che non tiene conto nemmeno dei terremoti italiani, come di altri disastri naturali e delle alluvioni, è sotto attacco soprattutto con lo strumento dello spread; poliziotti, magistrati, capi di governo, presidenti della repubblica e governatori della banca centrale, quando aderiscono alla massoneria, tradiscono lo stato, la legge e il principio di equità e indipendenza. Le potenze e la massoneria, per farsi servire, con la corruzione, piazzano i loro uomini nel gangli del potere dei paesi, anche in Italia. 

Per coartare gli aderenti, la massoneria, oltre a distribuire favori che alimentano la loro vanità, fa firmare a essi un contratto a vita; si tratta di un giuramento di sangue come quello della mafia, i cui capi aderiscono alla massoneria. All’interno della massoneria internazionale, con le sue logge, gli aderenti di basso grado non conoscono i segreti custoditi dai capi o maestri, accade anche nella chiesa, i cui vescovi, a volte, aderiscono a una loggia massonica.

Dice Maurizio Blondet che la massoneria pratica riti e sacrifici e, con il ricatto, tiene in pugno gli aderenti; la parte più esclusiva dei massoni, chiede fiducia agli aderenti, spesso inconsapevoli, e applica al popolo la psicologia di massa; entro di se, sa che la morale e la legge sono solo per il popolo, mentre le azioni dei capi massoni non hanno limiti. La massoneria, grazie al denaro, manipola popolo e media, falsa tutto perché vede la gente come pecore o ovini, ritiene che sia facile manipolare le masse programmate, ma le ultime elezioni italiane, grazie anche all’insipienza dell’informazione, dimostrano che spesso si sbaglia.

I massoni disprezzano l’uomo, poiché lo stato non aiuta le famiglie numerose, sono favorevoli all’immigrazione di nassa che destabilizza i paesi e alimenta la criminalità, che è per loro fonte di altri profitti. Gli ebrei, perseguitati spesso nella storia, appartengono a tutte le classi, soprattutto in Israele, ma in occidente, rispetto al loro numero, sono economicamente sovrappesati e i loro  leader sono spesso legati alla finanza e alla massoneria.

Non è un segreto che alcuni membri dell’élite ebraica dominano la finanza e la massoneria, tra loro sono Soros, Rotschild, Rockefeller, Goldman, Sachs, Warburg, Schiff, Lazare, Warburg e Monsanto; nel nome del liberismo e della globalizzazione, essi dirigono le nostre sorti. Tenuto conto che gli ebrei sono uomini come gli altri, Israele e gli ebrei si difendono e bene dall’antisemitismo che generalizza, però dovrebbero fare un’analisi non su chi lo alimenta, ma del perché è nato; non è possibile che i cristiani credano che gli ebrei hanno ucciso Dio, ma l’antisemitismo potrebbe dipendere dalla lotta di classe.

La crema dell’ebraismo è riunita in associazioni, come i comuni partiti, che danno protezione, lavoro e favoriscono la carriera dei loro membri. Nella loro azione sono aiutati da direttori di grandi giornali o grandi reti televisive, che spesso sono ebrei o comunque massoni di altro ceppo, che perciò garantiscono la collaborazione ad altri massoni; questi ebrei d’élite, come gli aristocratici e i vescovi, a volte hanno anche figli illegittimi, che non sono abbandonati, ma valorizzati e piazzati nei gangli del potere.

Come l’aristocrazia e la chiesa, i massoni più importanti, nelle attività politiche e d’impresa,  si servono di prestanomi; nella ricerca del profitto, la massoneria si muove come un’organizzazione criminale segreta, favorendo, per profitto, speculazioni, fondamentalismo, complotti, divisioni tra uomini e guerre; la massoneria finanzia tutte le fazioni armate, una loggia massonica esiste anche in Vaticano.

Nel 1992 Georges Soros fece svalutare la lira del 30% e l’Italia ci rimise 60 miliardi di dollari, una cifra pari alla spesa dell’Italia per il fondo salva stati europeo che, nel momento del bisogno, con i nuovi regolamenti europei, non ha potuto utilizzare per se stessa. Soros, bene accetto nell’UE, d’accordo con il papa, è a favore della globalizzazione, ha finanziato l’immigrazione islamica e sostiene un governo mondiale occulto senza frontiere ma, mezza Europa si è ribellata a questo disegno.

Per speculare sulla lira, Soros fece una colossale vendita di lire allo scoperto, che cioè non aveva e poi le ricomprò svalutate; l’attacco ebbe successo con l’acquiescenza di Bankitalia, di Ciampi e Amato che, per la difesa della lira che non volevano svalutare, regalarono i miliardi a Soros; allora la Bundesbank non volle spendere un marco per la difesa della lira, cioè non aveva voluto comprare lire, ovviamente, doveva fare gli interessi degli speculatori.

La fede nell’Europa sta distruggendo l’Italia; come l’euro, anche la lira, con sue svalutazioni pilotate, è stata una tragedia per l’Italia, ora anche il Venezuela e il Brasile, paesi ricchissimi di risorse naturali, sono spinti a svendere i loro gioielli, naturalmente anche  a causa del debito pubblico. Nel 1992 le banche d’affari comprarono a prezzo stracciati le imprese dell’IRI e Renzi voleva ripetere l’azione con le banche popolari italiane.

La Gran Bretagna partecipò all’operazione di privatizzazione del 1992 e magistrati e stampa attaccarono Craxi che si opponeva alla svendita. Per questi meriti, Amato divenne capo del governo e il venerabile maestro massone, Ciampi, divenne presidente della repubblica, esaltato da Corriere e Repubblica, è così che si fa carriera. La lobby italiana a favore dell’operazione di Soros comprendeva anche Prodi, Cuccia, Rossi, Albertini, Benetton e Caracciolo; le procure insabbiarono le indagini, evviva l’indipendenza della magistratura!

Dopo le insolvenze in alcune banche popolari italiane, peraltro verificatesi anche in altri paesi dell’UE, su tutte le banche italiane si è abbattuta recentemente una bufera alimentata dalla mala gestione, dalla speculazione e dalla cattiva informazione; perciò la BCE ha compiuto un crash test sulle maggiori banche dell’UE, di cui 4 italiane, per attestare lo stato di salute di queste banche.

La commissione europea, fedele alle lobby, ha sempre gli occhi rivolti sull’Italia, paese ricco da spogliare, una direttiva europea aveva già imposto il bail in o risoluzione interna delle crisi bancarie, le quali possono nascere da insolvenze, mala gestione e per scarsa capitalizzazione. A sorpresa dell’informazione italiana, che presenta l’Italia come il paese più sciagurato dell’UE, le grandi banche italiane sono risultate più solide di quelle tedesche, per capitalizzazione e solvibilità.

Gli economisti di corte, con l’aumento degli spread e con la svalutazione, peraltro temporanea, dei Btp, ci avevano detto che forse le banche italiane, a garanzia dei risparmiatori, avrebbero dovuto fare degli aumenti di capitale, che cioè avrebbero dovuto ricapitalizzarsi, ma il presidente di banca Intesa aveva affermato che questa banca non ne aveva bisogno.

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Dopo il referendum consultivo del 22/10/2017, con esito positivo sull’autonomia del Veneto, nel silenzio prevalente dell’informazione, con il sostegno di Salvini e nel rispetto della costituzione, è arrivato al consiglio dei ministri il disegno di legge sull’autonomia del Veneto, ne seguiranno due analoghi per Lombardia ed Emilia. Il presidente della Regione Veneto, Zaia, ha affermato che tutte le comunità e regioni italiane hanno diritto all’autonomia, in pratica a uno stato federale; potrebbe essere la strada per bloccare l’uscita di comuni veneti verso regioni limitrofe perché più dotate di trasferimenti statali.

La maggioranza di governo è d’accordo e il parlamento potrà esprimere solo un si o un no sulla proposta di legge; dovrebbe seguire la promulgazione di Mattarella; con l’approvazione, il Veneto potrà gestire esclusivamente 23 materie, tra cui sanità, trasporti, ambiente e scuola, scegliendo per questa i programmi, mentre assunzioni e trasferimenti saranno solo locali. Il Veneto potrà contare su più generose entrate perché, nel progetto ottimistico, il 90’% delle imposte del Veneto rimarrà in Veneto.

Lo stato è nato con la guerra, per riscuotere imposte e dare protezione, dalla rivoluzione francese, il parlamento ha preteso di dire la sua sulla spesa pubblica; purtroppo, soprattutto in Italia, il bilancio dello stato è un’alchimia misteriosa senza troppa trasparenza e, a prima vista e al netto degli sprechi, le maggiori risorse destinate al Veneto saranno sottratte alle altre regioni; perciò, probabilmente, si affermerà gradualmente l’autonomia di tutte le regioni e l’Italia potrebbe divenire amministrativamente quasi come la Svizzera; a quel punto, Roma capitale che fine farà? Le capitali, con la loro superburocrazia, sono sempre vissute sulle spalle della provincia; a Roma, capitale dei disservizi, esiste un poliziotto ogni 90 abitanti, cioè, in proporzione, molti più che a Bergamo e, curiosamente, Salvini ha promesso a essa altri poliziotti contro la criminalità. S sa che i poliziotti devono difendere principalmente papa, presidente della repubblica e le altre alte cariche dello stato.

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L’Unicef e un’Ong e un’Agenzia dell’Onu senza fini di lucro, con il suo Fondo per l’infanzia e con il denaro di benefattori, finanzia l’assistenza ai bambini poveri e malati del terzo mondo; la procura di Firenze ha accertato che ha destinato due terzi del denaro raccolto, pari a 10 milioni di euro, per fini privati, ma l’Unicef ha deciso di non querelare nessuno per la presunta appropriazione indebita e nemmeno di approfondire la questione.

Le organizzazioni che raccolgono denaro per beneficenze non sono soggette ad alcun controllo, lo stato le ignora e i loro appelli televisivi sono probabilmente gratuiti; tra i beneficiari della somma raccolta dall’Unicef ci sarebbero la società Play Therapy Africa, la famiglia di Matteo Renzi e i fratelli Concini, Matteo Renzi minaccia querele. La televisione, che ha parlato ripetutamente di fondi della Lega distratti a fini privati, pare, per lo più, ignorare la questione. (Per la notizia - fonte: Il Fatto Quotidiano – Davide Vecchi).

EUROPA

A volte sembra che venti di guerra si affaccino nuovamente in Europa, la Nato, nata nel 1949 e poi allargatasi ad altri paesi, è un’alleanza difensiva, rivolta soprattutto contro la Russia ma non solo. Nel passato recente, abbiamo assistito a frizioni tra Grecia e Turchia, aderenti alla Nato, e ne potrebbero nascere anche tra i paesi dell’Europa occidentale; se un paese Nato attacca un altro paese Nato, quale sarà il ruolo dell’alleanza? Questa è tenuta a difenderlo?

Gli esperti di cose militari, forse per esorcizzarlo, non hanno mai chiarito il dilemma, quasi tutti i paesi Nato hanno basi americane, in caso di attacco da parte di un paese ufficialmente alleato, devono reagire? I paesi dell’Europa orientale temono stupidamente solo la Russia; la Nato dovrebbe essere soppressa, se deve rimanere, è il momento di ripensare che le difese Nato, come radar e missili, devono essere orientate in tutte le direzioni e contro qualsiasi paese, anche se è ufficialmente alleato, e non solo contro la Russia.

Quando si progettava di aprire il tunnel tra Francia e Inghilterra, in Gran Bretagna i contrari affermavano che l’isolamento dal continente europeo aveva preservato la Gran Bretagna dalle invasioni, se allora ci fosse stata l’immigrazione selvaggia, avrebbe usato anche quest’argomento. Oggi la Francia, in forte crisi interna a causa dell’immigrazione, come altri paesi UE,  eleva barriere alla frontiera con l’Italia e vorrebbe inaugurare una galleria ferroviaria per l’alta velocità sotto le Alpi, per la tratta Torino - Lione, laddove Pietro Micca si fece saltare in aria per sbarrare il passo ai francesi.

A parte i risvolti economici della questione, in nome dell’europeismo, non si vuole tener conto delle ragioni che reclamano più sicurezza per l’Italia e del fatto che paesi stranieri hanno agenti nelle istituzioni, nei partiti e nell’informazione italiana. L’Italia partecipa alle recenti manovre militari della Nato e, contemporaneamente, Salvini e il suo governo proclamano l’amicizia con la Russia e criticano le sanzioni americane ed europee, sollecitate dall’Ucraina, contro la Russia.

Sembra che il governo italiano voglia fare da mediatore di pace tra Russia e Usa, mentre gli eredi del comunismo e Berlusconi, sono diventati solo filo tedeschi e, in subordine, filoamericani; comunque, i filotedeschi definiscono fascista e razzista Trump, Salvini e Bolsonaro, al potere in Brasile, anche se dichiaratamente nemico degli antisemiti; da ricordare che i comunisti diedero del fascista anche ai socialdemocratici, da essi chiamati socialfascisti. 

Nunzio Miccoli   www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (29/10/2018)

EUROPA

Dopo la Catalogna, le Fiandre, regione del Belgio, chiedono l’indipendenza dal Belgio; il nazionalista fiammingo Gerolf Annemans ha elogiato Matteo Salvini per la sua politica sull’immigrazione, su flessibilità di bilancio e sovranità; assieme alla Lega di Salvini, a Viktor Orban in Ungheria e al Front National francese di Marine Le Pen, vuole accrescere la compagine sovranista nel parlamento europeo, puntando alla maggioranza per le prossime elezioni europee del maggio 2019.

Anche il governo belga è accusato di non tenere i conti del bilancio in ordine e sta chiedendo maggiore flessibilità di bilancio alla commissione europea, in passato l’hanno ottenuta, senza sanzioni, diversi paesi tra cui Francia, Germania e Spagna, ora però, contando sulla collaborazione di mercati, di politici italiani agenti dei mercati, e dell’informazione italiana, le sanzioni sono minacciate all’Italia.

Le discriminazioni europee sono tante, l’Italia non ha potuto usufruire del fondo salva stati, e non ha potuto evitare il bail-in con gli aiuti di stato alle banche, come già fatto da altre banche europee, Contando anche sull’ungherese Viktor Orban, diversi paesi chiedono di rivedere l’euro, anche a costo di farlo saltare; dopo le elezioni vogliono cambiare le istituzioni europee, consentendo misure nazionali per uscire dalla crisi.

Oggi è difficile uscire dall’UE e ancora di più dall’euro, come se l’UE fosse un impero in mano ad anonimi, in cui l’Italia è trattata quasi come una colonia; Annemans afferma che l’Italia vuole flessibilità per costruire una politica economica e sociale nazionale, afferma che l’euro non è un dogma e che i paesi del sud dell’Europa devono avere la possibilità di sviluppare un sistema economico e di bilancio nazionale.

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Hitler arrivò al potere in Germania con l’aiuto della chiesa cattolica locale e del relativo partito del centro cattolico, tuttavia non si astenne dal criticare la pedofilia dei preti cattolici tedeschi; ancora oggi, una commissione della conferenza episcopale tedesca ha rilevato che, dal 1946 a 2014, in Germania ci sono stati 1.670 casi di pedofilia per opera di sacerdoti tedeschi; inoltre, i vescovi tedeschi sembrano ancora antisemiti. Da ricordare che solo nel 1965 Giovanni XXIII tolse l’accusa cattolica di deicidio rivolta al popolo ebraico, mentre oggi la chiesa cattolica, per ricordare da che parte sta, sostiene incondizionatamente le azioni dei palestinesi.

Nel 2007, 27 vescovi cattolici tedeschi hanno partecipato a un pellegrinaggio in Israele e, in quell’occasione, Maria Hanke, vescovo di Eichstatt, ha paragonato il ghetto di Varsavia a quello palestinese di Ramallah, il vescovo Walter Mixa di Augsburg, poi dimessosi per pedofilia, ha pure paragonato Ramallah a un ghetto. L’arcivescovo negazionista di Colonia, Joachim Meisner, ignorando le tante barriere erette nel mondo, ha paragonato la barriera con la West Bank al muro di Berlino e ha paragonato la pillola antiaborto alla Shoah e al gas Zyklon usato dai nazisti nelle camere a gas.

I vescovi tedeschi sono ancora antisemiti e non fanno autocritica per i loro casi di pedofilia; in tutto il mondo, da 2.000 anni, la chiesa cattolica ha coltivato, incubato e protetto, con la sua giurisdizione autonoma, la pedofilia, ma l’ha fatto anche l’alta aristocrazia, mentre governi, informazione politicamente corretta e giustizia hanno teso spesso a ignorare il fenomeno. Obbedendo alle lobby danarose in grado di condizionare, l’informazione e la maggior parte della politica sono implacabili solo con Trump e con il nuovo governo italiano (Per le notizie, fonte: Manfred Gerstenfeld -- Informazione Corretta).

CINA

Dopo essersi fatta superare da Germania, Francia e Inghilterra, l’Italia sta diventando una delle principali destinazioni degli investimenti cinesi in Europa; a tale fine, la Cassa Depositi e Prestiti italiana collabora con la Cina che ha fatto investimenti e Joint venture con Terna, Snam e Ansaldo; CDP e Cina hanno creato un fondo di 100 milioni di euro, destinato a essere investito in piccole e medie imprese italiane cinesi.

In Cina, come in Italia, esistono tante piccole e medie imprese, fino ad ora l’Italia non ha adottato una strategia economica globale con la Cina, avente lo scopo di negoziare accordi d’investimento e commerciali; con la realizzazione della via della seta, per la parte marittima attraverso Suez, questa via dovrebbe avere come sbocco finale l’alto Adriatico e Trieste.

Anche se la Germania, il Giappone e gli Usa investono in Cina, fino ad oggi Italia e UE sono state contro gli investimenti cinesi in UE; la Cina ha grandi progetti internazionali e il commercio italo cinese cresce costantemente: La Cina vuole sfruttare la posizione geografica dell’Italia in Europa e nel Mediterraneo, in tal modo l’Italia può riguadagnare posizioni nel commercio estero perse con la scoperta dell’America.

Il ministro dello sviluppo economico italiano ha costituito una task force per la Cina, si vuole anche una cooperazione tecnica e scientifica con questo paese, come si vuole aiutare le piccole imprese italiane a connettersi con la Cina; si vuole anche cooperare con la Cina nel continente africano, per far diventare l’italia, il principale partner commercial della Cina in Europa.

ISLAM

L’assassinio, avvenuto presso l’ambasciata saudita in Turchia, del giornalista saudita Jamal Khashoggi, seguace dei fratelli musulmani, ordinato dal governo del principe ereditario saudita Bin Salman, è stato condannato da Trump e denunciato dal presidente turco Erdogan, a sua volta persecutore di giornalisti e dissidenti nel suo paese. L’Arabia Saudita è custode dei luoghi santi, strappati agli ottomani, e Turchia e Arabia si contendono la guida dei paesi sunniti.

In Egitto, Libia e Siria, la primavera araba fu ispirata da Turchia, Qatar e fratelli  musulmani; Arabia waabita ed Egitto sono nemici dei fratelli musulmani e appoggiano Al Sisi in Egitto e Haftar a Tobruk in Libia, inoltre, sono contrari al sogno neo-ottomano di Erdogan; nella penisola arabica e nel golfo persico, l’Arabia è alleata con Dubai e Abu Dhabi e nemica di Qatar, Turchia e Iran.

Gli Usa sono interessati ai buoni rapporti con l’Arabia per il petrolio, le loro forniture di armi e per proteggere Israele, però Khashoggi, come l’imam Gulen, oppositore di Erdogan, risiedeva in America; perciò Erdogan, per avvicinarsi agli Usa, ha appena restituito agli Usa il pastore evangelico Andrew Craig Brunson, detenuto ad Ankara, a causa del quale gli Usa avevano colpito di sanzioni la Turchia.

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Nel 1979 ci fu l’assedio alla Mecca da parte di fanatici islamisti wahabiti e salafiti, perciò il re saudita fu costretto a concedere al partito religioso, in cambio del sostegno alla monarchia, il finanziamento di miliardi di dollari per la diffusione del wahabismo nel mondo; perciò si addestrarono imam missionari nell’università islamica di Medina e nel mondo si crearono tante moschee.

Da allora, la lega islamica mondiale è diventata il braccio religioso della monarchia saudita e, in tutto il mondo, si sono costruite moschee, centri musulmani, istituti islamici e madrase; lo scopo era promuovere il fondamentalismo e attaccare occidente, ebrei, gay, diritti delle donne, sciiti e islamici moderati. Lo scopo è islamizzare l’occidente e bloccare le riforme moderate dell’Islam, rallentando l’evoluzione dell’Islam; perciò, le riforme di Bin Salman sono forse un bluff.

Oggi i sauditi finanziano università occidentali e l’Arabia controlla la maggior parte delle moschee del mondo. Finito il comunismo, i sauditi hanno reimpiantato l’Islam fondamentalista in Albania, Kosovo e Bosnia, controllano la maggior parte delle case editrici islamiche, inviano missionari e distribuiscono gratuitamente copie del corano in tutte le lingue; i loro imam sono finiti sotto inchiesta giudiziaria per aver insegnato l’odio. Tra gli immigrati dalla Libia c’erano cristiani e musulmani e i musulmani hanno buttato in mare i cristiani, poi il governo italiano è stato accusato dall’ONU, dominata dall’Islam, di non aver soccorso immigrati naufragati o di averli respinti.

ITALIA

Le società di rating valutano le obbligazioni di stati e imprese, ma sono state benevoli con Francia e Spagna e implacabili con l’Italia, discriminando, diedero ottime valutazioni sui subprime immobiliari del 2008 che portarono all’implosione del sistema finanziario statunitense. Con il rating, queste agenzie aiutano la speculazione su stati e imprese, poiché le loro valutazioni sono pagate da stati e imprese indebitati, sono in  conflitto d’interesse e sono più benevole con chi paga di più, sembra quasi che esercitino il ricatto.

Sui derivati, in mano a banche tedesche, non dicono niente, questi sono titoli tossici di dubbio realizzo e la commissione europea non li include nei segnali di allarme per le banche come fa per i deficit di bilancio degli stati e per le insolvenze in mano alle banche popolari italiane. Purtroppo, i fondi pensione sono obbligati, per regolamento, ad acquistare solo obbligazioni che abbiano un certo rating.

Chi chiede un rating riceve una visita da un impiegato dell’agenzia che fa un’ispezione ed esamina i documenti, per gli stati questi esami si basano su informazioni varie su cui hanno accesso. Raramente i loro giudizi influenzano le scelte dei mercati ma, con l’aiuto dell’informazione e di tecnici di parte prezzolati, possono far salire gli spread. I titoli Btp dello stato italiano ad alto reddito, riservati in pratica alle banche in prima emissione, sono molto richiesti e hanno trovato sempre compratori, perché l’Italia è un paese solido, solvibile e  con molte garanzie.

I paesi piccoli, deboli e indebitati non ottengono credito dalle banche internazionali e perciò chiedono aiuti economici al Fondo Monetario Internazionale che, per il loro risanamento e il pagame4nto dei loro debiti, impone l’austerità del bilancio pubblico; l’Italia non ha avuto bisogno di percorrere questa strada, ma la commissione europea, a direzione franco-tedesca, per indebolirla economicamente, le ha imposto ugualmente una politica di austerità. 

Per avere liquidità, le famiglie americane facevano mutui garantiti dalla propria casa e la cartolarizzazione dei mutui americani, assieme alle emissioni di banconote del Tesoro Usa, aumentò la liquidità delle famiglie e i consumi;  ma univa mutui sicuri con mutui rischiosi e tanti mutui erano senza garanzie, comunque le valutazioni delle agenzie di rating erano sempre alte, non indagavano e perciò la bolla, inevitabilmente, scoppiò.

Le istituzioni europee, come l’informazione e gran parte della dirigenza e della politica italiana, hanno fatto un fuoco di sbarramento contro il governo italiano gialloverde; però; anche se la televisione italiana generalmente non lo ricorda, l’informazione anglosassone segue un indirizzo diverso e perciò Washington Post, Financial Times e Bloomberg hanno accusato la BCE di manipolare il mercato per far salire lo spread italiano, la magistratura italiana, al riguardo, ha indagato.

Bruxelles e Francoforte, cioè Parigi e Berlino, il gatto e la volpe, criticano la manovra italiana, però Deutsche Bank, indebolita dai derivati nel suo portafoglio, ha affermato che l’Italia ha fondamentali solidissimi e ha definito i membri della commissione europea dei bulli, anche JP Morgan ha dato attestati di fiducia al debito pubblico italiano. Per quanto riguarda l’atteggiamento europeista delle istituzioni italiane e degli alti dirigenti italiani, come dei direttori dell’informazione, sono tutti debitori della politica passata e oggi dello straniero.

Ha ricordato Mimmo Porcaro di Rinascita, che Guido Carli, governatore di Bankitalia, aveva dichiarato che aveva aggirato più volte il parlamento per favorire i soci dell’UE,  forse vendendo ai fondi pensione esteri Btp al 10% mentre agli italiani andavano Bot all’1%; la Banca d’Italia e la BCE sono stati sempre covo di europeisti e ci hanno fornito  anche dei capi di governo. A Volte, i debiti aiutano lo sviluppo, l’importante è che, nell’interesse del creditore, vengano pagati.

L’Italia ha sempre pagato i suoi debiti, è il paese ideale per i creditori esteri, i quali tengono anche a tassi elevati per i loro crediti e perciò vogliono favorire il rialzo dello spread; l’Italia ha sempre trovato credito presso italiani e stranieri, mentre, per le imprese italiane, non si può dire sempre la stessa cosa. Le perdite delle banche sui titoli in portafoglio sono perdite virtuali se non li vendono, esse, con il movimento speculativo degli interessi, guadagnano in  plusvalenze quando li vendono a privati. L’UE è contraria alla democrazia, espressa dal voto popolare e dal parlamento, opera in nome di un disegno mondialista e globalizzatore ed è a favore di mercati e della speculazione bancarie a direzione massonica.

Sono appetibili per lo straniero alcune imprese e banche italiane, nel 2011 alcune voci asserivano che l’UE voleva che Unicredit fosse ceduta al Qatar e Banca Intesa a un gruppo anglo tedesco; oggi, poiché le grandi banche tedesche sono indebolite dai derivati in loro portafoglio, le banche popolari italiane potrebbero esse scalate da banche francesi e spagnole, forse per questo Renzi le voleva trasformare in società per azioni. Le banche popolari hanno scarsa capitalizzazione, sono state aiutate dallo stato e il Monte dei Paschi dei compagni è stato salvato dal Tesoro con miliardi di euro.

L’UE aveva approvato tutte le decisioni dei governi italiani di sinistra e ora spara a zero contro quello gialloverde, anche Wall Street Journal si è schierato contro la commissione europea per i suoi diktat contro l’Italia; Bloomberg giudica irragionevole la fissa di Bruxelles sul deficit, che però fa aumentare lo spread a vantaggio delle banche straniere che comprano titoli di stato italiani.

Molti paesi europei non hanno le carte in  regola, nel 2012 la Francia aveva un deficit di bilancio del 4% e la Spagna del 9%, poi soccorsa anche dal credito italiano. I parlamenti sovrani sono nati per la gestione autonoma del bilancio dello stato, privati di questo potere, i loro governi si vedono sottratto ogni potere. I burocrati europei hanno una strategia arrogante verso l’Italia, lo afferma anche la grande stampa anglosassone.

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A causa delle varie manomissioni al sistema delle pensioni da parte di vari governi italiani, alzate le pensioni minime e previsto un reddito minimo per i più poveri, il governo gialloverde progetta di aiutare i giovani, alternativamente precari, disoccupati o occupati regolarmente, prevedendo per essi, con 20 anni di contributi, una pensione minima di 780 euro al mese, a 60 anni di età.

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (22/10/2018)

PREAMBOLO

Per rispetto verso la sovranità popolare, si dice che lo stato, nei suoi processi, dovrebbe essere trasparente come una casa di vetro, a volte è lo stesso stato che sembra garantire questo suo aspetto, in pratica, poiché è un buon predicatore, non è così perché esistono i segreti di stato. Con una finzione, lo stato è definito persona giuridica, cioè, come le persone fisiche, è un soggetto di diritti con capacità di agire e di difendersi in giudizio e in guerra; a causa dei suoi segreti e delle sue trame, sembra però anche una società segreta privata.

Comunque la si veda, pare che in dottrina si voglia preservare la privacy, sia a vantaggio delle persone giuridiche che delle persone fisiche; ciò che è lecito allo stato non è lecito ai sudditi, il che rappresenta una disuguaglianza di fondo rispetto alla legge, poiché anche lo stato dovrebbe essere soggetto alla legge, invece ha tre facce, spia i cittadini e  custodisce segreti.

Con l’aiuto dei servizi segreti e della polizia, con la posta, il telefono, i satelliti, la rete e la videosorveglianza, lo stato spia e scheda in segreto i suoi cittadini. Nell’amministrazione della giustizia, il casellario giudiziario è stato creato per conservare i dati penali sensibili delle persone condannate; non è questione di dittatura e di democrazia, lo stato zarista spiava i cittadini con l’aiuto dei preti che violavano il segreto della confessione.

Naturalmente, gli stati non hanno lo stesso grado di rispetto verso i cittadini che, comunque, non sono mai sovrani. Secondo la scienza futuristica, quando gli uomini acquisiranno la telepatia, lo stato finirà di spiare perché si saprà in anticipo cosa l’uomo pensa, cosa fa e cosa vuole, perciò non sarà più necessaria la confessione o sanzionare le bugie dei bambini e la falsa testimonianza, però l’uomo potrebbe perdere l’uso della parola. 

Perciò, al momento, non ci rimane che difendere la privacy solo nei confronti dei privati, cioè imprese e  cittadini; però la privacy è difficile da tutelare anche nei rapporti privati, in commercio; questa privacy, tutelata dalla legge, sembra proprio uno scherzo. Infatti, a causa dei rapporti burocratici e commerciali, i cittadini diffondono i loro dati e c’è chi fa di loro commercio, inoltre, le banche schedano i clienti, con i loro dati, il loro patrimonio e le loro abitudini commerciali, lo fanno soprattutto per prevenire le insolvenze, soprattutto quando sono inadempienti.

ITALIA

A gennaio o a maggio del 2019 il ministro dell’economia Giovanni Tria, inviso a Di Maio, secondo alcune voci, forse potrebbe essere sostituito o costretto alle dimissioni, assieme al ministro degli esteri Enzo Moavero, inviso a Salvini; superata la crisi sulla nota di aggiustamenti al Def, c’è stata una battaglia sulla legge di bilancio; Tria, seguendo le indicazioni europee, intendeva fissare il deficit di bilancio all’1,6%.

Di Maio non sopporta Tria e si è scontrato con lui anche su Alitalia, tra i sostituti di Tria ci potrebbe essere l’accademico Gustavo Piga, esperto di debito pubblico e di politica monetaria oppure, in seconda fila, Rainer Masera, già ministro del bilancio del governo Dini ed ex dirigente di Banca d’Italia, San Paolo, Lehman Brothers e Banca Europea  degli investimenti, un uomo delle banche  e, probabilmente, anche della massoneria, che perciò, non può rassicurare.

Il governo gialloverde è sempre sotto la lente critica di UE, Mattarella, mercati, banca d’Italia, Inps e informazione, gli si dovrebbe dare il tempo per esprimersi governando, anche se manifesta delle temporanee contraddizioni, invece si evidenzia che è stato colto da un altro incidente; di Maio si è accorto di un’interpolazione o manipolazione, non concordata con la maggioranza, al testo del decreto legge fiscale, che prevede un grosso condono sulle esportazioni di capitali. La responsabilità potrebbe essere di un dirigente politico, forse dei sottosegretari leghisti Giorgetti e Garavaglia, legati a Berlusconi; Salvini afferma che l’articolo era stato letto e votato nella sua interezza, cioè con la presunta manipolazione, il che mette in cattiva luce Di Maio.

Al decreto sicurezza, presentato dalla Lega, che revoca protezione umanitaria e cittadinanza agli immigrati sottoposti a procedimento penale, il M5S ha presentato 81 emendamenti, alcuni penta stellati, come Fico, sono ostili alla linea di Salvini sull’immigrazione; a sua volta, Salvini ha criticato il condono edilizio per Ischia colpita dal terremoto. Sono altri incidenti della maggioranza, accade anche nei matrimoni e all’interno dei partiti.

I conservatori di tutti i colori, all’opposizione del governo giallo verde, denunciano un attacco alla democrazia liberale da parte dei populisti e sovranisti, contrari ai mercati e alla globalizzazione. Il liberalismo e il liberismo nacquero, però, prima della democrazia e del suffragio universale, in precedenza il voto era un appannaggio di minoranze; ancora oggi, le élite hanno paura di riforme sociali e della maggioranza che scaturisce dal voto allargato, mentre l’estensione del concetto di democrazia cerca di difendere il welfare al posto del mercato, purtroppo, anche l’UE è dominata dalle lobby e da Soros.

Per Marx la politica è un’emanazione dell’economia, però oggi, in Italia, la politica illuminata si vuole affrancare da questa sudditanza e vorrebbe prendersi una rivincita sull’economia, chiedendo il ritorno alla sovranità popolare e allo stato nazione; Germania, Francia e commissione europea sono in  ansia per la situazione italiana.

Secondo un sondaggio, gli italiani sono più favorevoli alla lotta all’evasione legale che ai condoni, sono più interessati alla sicurezza che alla libertà personale, più favorevoli all’espulsione degli immigrati che alla loro accoglienza, più interessati alle tutele sul lavoro che alla sua flessibilità e più interessati all’occupazione che all’assistenza sociale. Il PD potrebbe dire che in Italia e in Europa spira un’aria di destra, ma di chi è la colpa? Comunque, il PD non  è un partito di sinistra.

Secondo il presidente della Rai, Marcello Foa, il PD o i suoi deputati sono  finanziati da George Soros, il finanziere ebreo favorevole all’immigrazione, al governo mondiale e alla globalizzazione; Soros ha molta influenza anche dentro l’UE, non è una novità che i partiti sono finanziati dalle lobby . Foa afferma che delle organizzazioni internazionali hanno enormi poteri e sono al riparo dalla sovranità popolare, se n’erano accorti anche gli italiani, così si spiega il risultato  alle elezioni politiche. David Sassoli, vicepresidente del parlamento UE, ha annunciato querela contro Foa, i “democratici” affermano che l’elezione di Foa è stata irregolare.

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L’agenzia di rating Usa, Moody’s, che spara sentenze e scorazza senza controllo in finanza, ha abbassato il rating dell’Italia a Baa3, ora il suo debito è di un gradino sopra la spazzatura; eppure non esistono paesi solvibili, cioè non in pericolo di default, come l’Italia, che però, come il Giappone, dovrebbe riservare i BTP soprattutto agli italiani, invece sono acquistati da fondi comuni e banche che speculano sulle variazioni di spread.

Il rialzo dello spread fa aumentare l’interesse sulle nuove emissioni e l’interesse sui mutui a tasso variabile, le banche perdono virtualmente con il calo di valore dei titoli in portafoglio ma ci guadagnano con quelli di nuova emissione; quando li vendono, guadagnano realmente in plusvalenze.

Oggi si possono aprire conti correnti presso una banca tedesca, direttamente da casa, con il proprio computer, trasferendo i propri risparmi, questi conti hanno spese più basse di quelli italiani e interessi sulle giacenze, il che favorirà il trasferimento di risparmio legalmente conseguito da Italia a Germania, che seguirà quello illegale. Con questi soldi le banche tedesche possono comprare i BTP di nuova emissione i cui interessi sono stati fatti salire dai rialzi dello spread, favoriti dal terrorismo finanziario delle società di rating.

Acquistano i BTP italiani i fondi comuni, i fondi pensione esteri e le banche italiane e straniere, che guadagnano le plusvalenze quando li vendono con la riduzione degli spread; agli italiani vanno i Bot senza reddito, anche se le domande di titoli di stato da parte loro sono maggiori delle offerte, quindi alle aste, potrebbero essere offerti anche a loro: Perciò sono costretti a comprarli al mercato secondario, dopo che le banche italiane hanno guadagnato in plusvalenze.

L’informazione, mal diretta contro l’Italia, lamenta che, a causa del rialzo dello spread, si rischia di non trovare compratori per i titoli di stato italiani, in realtà, il rialzo degli spread, con l’aumento degli interessi, favorisce gli acquisti e la speculazione internazionale; dal 1963 l’Italia è il mercato prediletto dalla speculazione internazionale, i soldi da essa guadagnati sono stati tolti all’Italia come fosse una colonia; l’Italia ha sempre pagato i suoi debiti e non è ricorsa agli aiuti del FMI, anzi, con la mafia e il Target2, trasferisce liquidità in Germania.

I mercati, che si sono riempite le tasche con la lira e con le crisi annuali di governo italiano, che favorivano anche crisi economiche e svalutazioni della lira, non possono accettare che un paese solido, con un attivo valutario e con un grande patrimonio pubblico si sottragga alla speculazione dei mercati; i quali, d’accordo con politica e informazione nostrana, cooperano nel  hanno il progetto di distruggere l’Italia e di mettere le mani sulle sue ricchezze.

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La Cina non accetta più rifiuti riciclabili dall’Italia perciò a Milano la ndrangheta, alleata con settori della politica e degli affari, per liberare i siti di stoccaggio, appicca tanti incendi nei depositi, con il rischio di rilascio di diossina. Il governo concede tanti incentivi alle piccole centrali idroelettriche, che si stanno aprendo soprattutto in Lombardia, le quali hanno impatto  ambientale e cancellano specie animali e vegetali; questa fonte energetica riciclabile sarebbe, comunque, quantitativamente poco rilevante. In Italia, visti i vantaggi economici, aumentano le richieste di passaggio di comuni e provincie da una regione all’altra, dal Piemonte e dall’Emilia alla Lombardia e dal Veneto al Trentino Alto Adige.

EUROPA

Com’è noto, alcune banche favoriscono il riciclaggio di denaro sporco criminale o frutto di corruzione o evasione fiscale; l’informazione italiana pone sempre l’accento sulla serietà dei paesi dell’Europa settentrionale, eppure la banca danese Danske Bank, cioè il più grande gruppo bancario danese, pare sia diventata la banca europea che ricicla più denaro sporco.

Svolge questa sua attività tramite la sua filiale estone che, con il riciclaggio, ha trasferito all’estero 234 miliardi di dollari, a beneficio soprattutto di russi e di cittadini dell’Europa orientale; i russi riciclano denaro anche a Cipro e gli italiani lo riciclano a Francoforte e in Svizzera. Danske Bank opera attraverso corrispondenti bancari esteri, come Deutsche Bank, e banche inglesi, lo fa tramite bonifici in dollari della filiale estone. Poiché le banche hanno ricevuto segnalazioni su operazioni sospette della banca danese, alcune banche americane hanno smesso di fare affari con essa.

Il governo dell’Azerbaigian ha usato la banca danese per pagamenti riservati fatti attraverso banche britanniche, a beneficio di politici e giornalisti, a scopo sospetto di corruttela; tra i beneficiari, ci sono anche membri del Consiglio d’Europa e della banca europea per la ricostruzione  e lo sviluppo (BERS). La banca danese si è giustificata affermando d non aver svolto controlli adeguati sulla filiale estone che svolgeva il riciclaggio, ma potrebbe essere una scusa perché il controllo era doveroso da arte della sede centrale. 

Comunque, l’agenzia nazionale per il crimine del Regno Unito ha avviato un’indagine su questo riciclaggio, che avrebbe coinvolto banche britanniche; è probabile che la banca danese Danske Bank, a causa di queste operazioni, possa essere multata di miliardi di dollari dalle autorità di regolamentazione bancaria statunitensi ed europee. (Per le notizie, fonte: Informazione Corretta).

Nunzio Miccoli   www.vuiruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (15/10/2018)

PREAMBOLO

Si è voluto combattere la riduzione della popolazione, dovuta soprattutto all’aumento dei morti causato dall’invecchiamento, favorendo subdolamente l’immigrazione, al momento, a causa della crisi, poco richiesta dal mercato del lavoro; l’aborto lecito o illecito e il controllo delle nascite erano più che giustificati quando le famiglie erano ricche di figli ma, se dovessero ridursi di molto gli autoctoni, l’aborto, che è curiosamente un diritto concesso solo alla madre e non al marito, potrebbe tornare a essere illegale.

Non è questione di morale o d’ideologia, l’aborto e il controllo delle nascite dovrebbero essere leciti soprattutto quando la popolazione aumenta o un paese o una famiglia sono sovrappopolati, ma dovrebbero essere vietati se la popolazione autoctona rischiasse di estinguersi. Al popolo è stato insegnato che sono inviolabili, sacre ed eterne le leggi, i trattati e i contratti, che però si cambiano perché sono convenzionali, infatti, hanno sempre seguito i costumi, le mode e le contingenze; una legge che autorizza l’aborto potrebbe anche divenire, come si dice in diritto, una legge eccezionale, come il coprifuoco in tempo di guerra. Il provvedimento del comune di Verona, mirante a scoraggiare l’aborto, è solo un’anticipazione di cambio di passo, non è questione di destra e di sinistra, di laici e bigotti.

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Soprattutto per i paesi con sovranità monetaria, la moneta si crea con il deficit di bilancio e con l’attivo commerciale, ma gli Usa, avendo il dollaro usato per la liquidità internazionale, la creano con il passivo commerciale, inondando il mondo di dollari che alimentano il debito estero americano e favoriscono speculazioni finanziarie, crisi economiche e indebitamento di paesi. Grazie a mafia, massoneria, chiesa, banche, paradisi fiscali, QE e attivo commerciale, l’Italia esporta capitali a Francoforte, con i quali, senza i vincoli europei, potrebbe fare investimenti interni.

Mentre gli Usa, a causa del deficit commerciale, sono costretti a introdurre dazi sulle importazioni, la Cina ha alimentato le sue esportazioni, favorite dagli investimenti sul suo territorio da parte di americani, giapponesi e tedeschi; le ha spinte anche con il dumping commerciale, poi è entrata nel WTO e ha reso convertibile la sua moneta. Vista la situazione, probabilmente sarà costretta a rivalutare lo yuan, mentre il dollaro si svaluterà, anche se la nostra televisione non fa che esaltare i successi economici americani e rimarcare gli insuccessi economici italiani.

La Cina crea moneta con il deficit di bilancio e, come la Germania, usa gli attivi commerciali per fare investimenti all’estero, usa la moneta di conto corrente con l’estero ma rifiuta le banconote estere in contanti, sa che la moneta cartacea è un bluff; ha regolamenti in conto con i vari paesi, usando le monete più importanti, paga le importazioni con le esportazioni e con i crediti eccedenti fa investimenti all’estero.

Poiché non ha certezze sulla sorte dell’enorme debito estero americano, sta riducendo il suo portafoglio in titoli del Tesoro americani ma, UE e informazione, favorendo la speculazione contro l’Italia, puntano il dito solo sul debito pubblico italiano. L’Italia dovrebbe seguire l’esempio cinese, ma non lo può fare perché si è sposata alla Germania; il deficit del bilancio dello stato, come affermava Keynes, assomiglia al deficit del bilancio finanziario di una famiglia o di un’impresa che acquistano, accendendo un debito bancario, un immobile; perciò gli investimenti pubblici non dovrebbero essere calcolati nel deficit, perché se i debiti sono onorati, come ha fatto sempre l’Italia, non fanno che creare ricchezza, non si capisce il rigore della UE verso il deficit di bilancio dell’Italia.

L’ansia che nasce dalla preoccupazione di non recuperare i propri crediti, l’hanno avuta anche i banchieri italiani dei secoli passati, i quali finanziavano i monarchi per la guerra; parte di questi debiti non furono mai pagati. La Germania, che non ha pagato il suo debito  di guerra, invita l’Italia a onorare i suoi debiti e a rispettare i trattati che tutti gli stati, inclusa la Germania, hanno regolarmente violato. Società di rating e allarmismo europeo sul deficit italiano, fanno salire lo spread e l’interesse sui titoli pubblici italiani a lunga scadenza, a vantaggio dei possessori stranieri, il che rivela l’intento speculativo del can can televisivo sullo spread.

ITALIA

Ottaviano Del Turco, assolto o difeso ripetutamente dall’informazione dall’accusa di corruzione, è stato definitivamente condannato dalla Cassazione, dopo le condanne di Tribunale e Corte d’Appello, il che vuol dire che, a volte, l’informazione, come la magistratura, fa solo politica a favore di una tifoseria di partito. I partiti invitano a rispettare le sentenze che fanno loro comodo, concretamente però, queste sentenze, non sono rispettate perché sono spesso impugnate e riformate in appello.

Dal 2019 il governo sopprimerà i finanziamenti ai giornali, però rimane il canone TV; anche a vantaggio delle piccole emittenti private; una rivoluzione pacifica è in atto, secondo la costituzione, richiamata stranamente anche dall’europeista Mattarella, ma spesso disattesa da legislatore e da presidente che promulga leggi anticostituzionali, la sovranità non appartiene ai mercati, all’UE, al Vaticano o alla banca d’Italia, ma al parlamento e al popolo.

Anche la Spagna dovrebbe essere soggetta alla procedura d’infrazione, per deficit di bilancio, da parte della commissione europea, il deficit previsto per il 2019 è dell’1,8%, ma ha ricevuto l’OK dall’Europa; come la Francia, la Spagna ha un debito pubblico pari al 100% del Pil e il suo Pil aumenta del 4% l’anno. Il governo di minoranza, costituito da socialisti e Podemos, vuole indicizzare le pensioni, aumentare le pensioni minime, rilanciare l’edilizia, ridurre le tasse universitarie, ridurre precariato e contratti a termine; è un buon programma, chissà se manterrà queste promesse.

Il governo italiano, poiché l’Italia ha una crescita più bassa e un debito pubblico maggiore, per favorire una maggiore crescita, per il 2019 ha previsto un deficit di bilancio del 2,4%, le reazioni dell’Europa paiono negative, essa, per favorire la speculazione contro lò’Italia, è sempre pronta a sanzionarla. Se è vero che la sovranità, teoricamente e secondo la costituzione, appartiene al popolo e non ai mercati, all’UE, al Vaticano o alla banca d’Italia, c’è da dire che i vincoli esterni al bilancio dello stato italiano sono stati rafforzati dall’art.81 della costituzione italiana che prevede il pareggio di bilancio, perciò quest’articolo, antitetico rispetto alle lezioni di Keynes, andrebbe abolito.

La giornalista maltese Daphne Caruana, è stata uccisa per aver denunciato la corruzione politica del suo paese, dove il governo di Muscat controlla racket, polizia, magistratura e dove si vendono passaporti europei e si favoriscono network criminali: Pare che Malta non abbia ricevuto buoni insegnamenti dalla dominazione inglese, è un paradisio fiscale e l’UE, sempre attenta a ciò che avviene in Italia, sta a guardare apparentemente indifferente.

Nunzio Miccoli   www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (3/10/2018)

ITALIA

Il ministro italiano Paolo Savona, accusato dall’europeista Mattarella di essere a favore della reversibilità dall’euro e dall’Unione Europea, ha inviato recentemente un documento a Bruxelles con cui difende concorrenza, mercati e trattati europei, che hanno indebolito lavoro e stato sociale, ma in Italia, non l’assistenza statale ai ricchi. I trattati di Maastricht e Lisbona avevano promesso agli europei piena occupazione, benessere economico, solidarietà tra gli stati e libera circolazioni di merci, capitali e persone, ma ha difeso solo il movimento dei capitali e ci ha difesi dall’inflazione .

Savona afferma che l’UE ha utilizzato mezzi inadeguati per i suoi fini e poi è stata messa in crisi dai flussi migratori; anche se l’Europa cresce poco, Savona non è interessato alle disuguaglianze, al reddito di cittadinanza, alla redistribuzione della ricchezza e al welfare. In una visione tecnocratica, propone una riforma della Bce, per farla diventare prestatore  di ultima istanza a favore degli stati, cioè propone un nuovo fondo salva stati, accusa anche Draghi di aver introdotto in ritardo il quantitative easing.

Suggerisce nuovi strumenti per fronteggiare gli attacchi speculativi espressi dagli spread; per combattere disoccupazione e disuguaglianze, chiede più investimenti in infrastrutture da parte degli stati; con la mediazione della Bce, propone un piano dei rimborsi dei debiti pubblici per la parte eccedente il 60% del Pil, con garanzia da parte delle entrate degli stati indebitati e del loro patrimonio.

Paolo Savona sostiene i trattati europei che  però, nella fattispecie, definisce sbagliati, sostiene il mercato, il liberismo, il rispetto della legge, il profitto e il salario, ma è contrario alla rendita, cioè è a favore delle attività produttive; le rendite sono costituite da pensioni, assistenza pubblica, rendimenti finanziari e affitti, afferma che l’assistenza sociale alimenta la spesa pubblica.

Fatta eccezione per gli amici dello stato, abituato a concedere privilegi, esenzioni, immunità e pensioni immeritate, generalmente, le pensioni sono pagate dai lavoratori, gli affitti discendono da investimenti edilizi che hanno creato occupazione e aumento del Pil e gli impieghi finanziari collocati all’estero dagli imprenditori, denunciano una stanchezza nella loro attività e la volontà di difendersi dalla voracità del fisco italiano.

Per il progresso del popolo è necessaria la cultura, che è il risultato di memoria, istruzione scolastica, personale, familiare, religiosa, di classe e di gruppo; tuttavia, l’istruzione e l’educazione tendono a condizionare e programmare l’individuo, il che ne riduce il libero arbitrio. L’arrivismo sociale alimenta le discriminazioni ed è aiutato da scaltrezza, spregiudicatezza, ricatto, corruzione e politica delle relazioni, cioè aderendo a un partito, una religione, mafia, massoneria o altra associazione, in ciò si è aiutati anche dal peso dalla propria famiglia.

Nel 1960 la lira ricevette l’oscar della stabilità, dal 1963, per la gioia degli speculatori internazionali sulla lira, iniziò la crisi economica italiana che dura fino ad oggi; la valanga di xeno dollari in cerca d’impieghi ha alimentato questa crisi ed ha alimentato, con la politica dell’UE; la crisi del bilancio dello stato e quella bancaria; in precedenza, la crisi era controllata efficacemente dalla legge bancaria italiana del 1936 e dal Tesoro e dalla Banca d’Italia che cooperavano.

Prima dei trattati europei, la legge bancaria proteggeva il risparmiatore e la normativa  consentiva alla banca d’Italia di finanziare il Tesoro; per tutelare il risparmio, separava le banche commerciali da quelle d’affari e il credito a breve  termine da quello a medio e lungo termine. In motori dell’economia italiana sono stati le esportazioni, le costruzioni edilizie e le opere pubbliche, ma ora edilizia e opere pubbliche sono state fortemente ridimensionate, mentre lo sviluppo edilizio ha consentito, prima della crisi, lo sviluppo di Spagna e Irlanda.

Nel 1971 gli Usa, mancando di coperture adeguate in oro per i dollari in circolazione, posero fine alla loro convertibilità e ai cambi fissi, introdotti nel 1944 con gli accordi di Bretton Woods. L’Europa adottò i cambi fluttuanti e nel 1974 ci fu la crisi petrolifera, poi in Italia ci fu l’attacco allo stato delle brigate rosse; negli anni ottanta, per combattere la stagflazione, Thatcher e Reagan puntarono su deregolamentazione e privatizzazione; il debito pubblico italiano raggiunse il 90% del Pil; il trattato di Maastricht prevedeva il 60%, oggi esso raggiunge il 130% e quello della Francia è del 100%.

L’Italia ha risparmio inutilizzato che, con la mediazione bancaria, prende la via dell’estero e compensa il debito estero, la maggior parte del debito pubblico italiano è posseduto da italiani, l’Italia ha anche una bilancia dei pagamenti in attivo e un avanzo primario di bilancio, il patrimonio dello stato che garantisce i creditori è notevole; nel 1989 crollò il muro di Berlino.

Nel 1992 fu firmato il trattato di Maastricht, scoppiò mani pulite, crebbe la crisi economica e si fecero privatizzazioni; l’1 gennaio 1999 l’euro sostituì la lira; nel 2001 la Cina, con cambio fisso sottovalutato e con una politica di dumping, entrò nel WTO e aumentarono le sue esportazioni; la BCE, per regolamento, non poteva intervenire sul cambio dell’euro che, fortunatamente, poteva essere solo rivalutato, perché la bilancia commerciale era in attivo.

La globalizzazione, non avendo previsto un sistema di cambi regolati, consenti alla speculazione di agire liberamente, aprendo la strada alla possibilità di un ritorno al protezionismo. Nel 2008 in Usa, con la crisi edilizia dei subprime, fallì la banca Lehman Brothers, nel 2011 in Italia cadde il governo Berlusconi e furono introdotti i vincoli di bilancio europei del fiscal compact.

Il Pil italiano cadde del 10%, le grandi imprese chiedevano sempre protezione e aiuti allo stato e, rispetto al 1960, la lira si svalutò di tre volte. Non avendo l’Italia sovranità monetaria, con il suo debito pubblico espresso in euro, se non trovasse più credito, sarebbe maggiormente esposta al default dello stato. L’Italia è entrata nella gabbia europea con stati ostili verso l’Italia e gli immigrati, d’altra parte, non è possibile considerare lecita l’immigrazione illecita.

Per Savona, il governo della legge è il fondamento della democrazia, per gli ebrei e i romani, la legge era sacra, però la legge non è immutabile e si può cambiare, anche i trattati sono legge; inoltre la legge è commissionata da lobby, chiesa, banche, mafia, UE e non è fatta dal popolo, nemmeno per interposizione parlamentare; i potenti si sottraggono facilmente alla legge, inoltre, nell’UE la burocrazia opera come potere costituito.

Il concetto d’inflazione programmata, come quella fissata dai trattati europei, significa che lo stato, con imposte indirette, tariffe e monetazione, può stabilire il tasso di svalutazione della moneta.  L’UE deve sapere che gli italiani non sono cretini, la politica si è alleata con la burocrazia, Keynes valorizzò lo stato nazionale, che l’UE vuole smantellare, e cercò di combattere la disoccupazione con il deficit di bilancio e gli investimenti pubblici.

Con il suo deficit, la bilancia valutaria americana ha assunto il ruolo di una banca centrale mondiale che crea liquidità internazionale; superati gli accordi di Bretton Woods, si è passati al regime dei cambi liberi o flessibili e oggi anche le criptovalute ledono il principio di sovranità monetaria e il signoraggio monetario; anche le banche, con i depositi, alimentano la liquidità. La BCE non può intervenire sul cambio estero dell’euro o finanziare gli stati membri; per la UE, con i bilanci statali in pareggio o quasi, si salvaguarda la stabilità monetaria.

Con il fiscal compact, l’UE ha puntato sul pareggio di bilancio, rinunciando al coordinamento delle politiche fiscali e a varare una scuola comune; l’economia italiana, come quella tedesca e cinese, con le esportazioni, dipende dalla domanda mondiale, che, a sua volta, dipende anche da dazi e crisi; perciò, per aiutare l’occupazione interna, sarebbe utile, rilanciare i salari e la domanda interna, perché la domanda mondiale non è controllabile dal governo italiano.

L’inflazione può dipendere da costi, da imposte, da moneta e da domanda, cioè da redditi e salari, la concorrenza, senza accordi di cartello tra produttori e venditori, teoricamente dovrebbe prevenire l’inflazione. Per aumentare gli investimenti, nel 1993 il governo Ciampi, tributario verso idee estere, varò la banca universale, mettendo fine a quella specializzata e mettendo a rischio le banche; fu un errore perché favorì il credito a imprenditori incapaci o furbacchioni, mise a rischio i depositi e favorì le rendite e l’assistenza alle imprese.

Le banche italiane non avevano procedure interne per il controllo dei derivati, perciò persero anche con questi impieghi, con ricadute anche su stato e enti locali, inoltre, hanno diversificato gli investimenti a favore di titoli esteri, favorendo le esportazioni di capitali, in passato ostacolate, e sottraendo il risparmio interno all’economia italiana. Impedendo il riciclaggio interno del denaro, lo stato ha favorito il riciclaggio a favore di banche estere, la Merkel ha affermato che la Germania è impreparata a controllare il riciclaggio, ma probabilmente non vuole farlo.

Gli euroburocrati non sono infallibili, a volte pensano al loro tornaconto, Il rigore di bilancio ha favorito la crisi e oggi i condizionamenti dell’UE hanno un peso determinane negativo sull’economia italiana, cioè è cessata la gestione dell’economia italiana da parte del governo italiano, non è solo questione di euro. L’UE si è impegnata nella lotta per la stabilità monetaria, mentre gli stati vorrebbero lottare per lo sviluppo.

Savona, per bloccare il nervosismo dello spread,  ha offerto, a garanzia del debito estero, il patrimonio dello stato, ha proposto l’azzeramento del deficit di bilancio con un fondo speciale della BCE che accogliesse la percentuale eccedente il 60% rispetto al Pil; ma la Bce ha preferito acquistare titoli sovrani con il QE, alimentando con ciò una posta aggiuntiva del debito italiano con i saldi del Target2.

La tassazione sugli immobili da parte di Monti ha bloccato l’investimento in abitazioni, sostituiti in parte, dalle spese per manutenzione e ristrutturazione che, per fortuna dell’occupazione, non sono poche perché in Italia esistono tante abitazioni. Poiché si sentono deboli sul piano commerciale, Brexit, Trump e Macron non vogliono il mercato aperto; la libera concorrenza della globalizzazione non tiene conto d’imposte diverse, costi sociali e per l’ambiente e favorisce il dumping  commerciale e sociale.

Nel 1205 la Magna Charta pose un limite al potere del sovrano, a vantaggio dell’aristocrazia, anche in Russia, contro lo zar, vinsero i boiardi, simili agli attuali boiardi di stato; nel secolo XVIII la costituzione americana, replicata da quella francese, separò i poteri dello stato e stabilì i diritti dei cittadini. La sovranità popolare avanzò nel XIX secolo, ma nel XX secolo si affermò il potere della burocrazia, che attua una dittatura subdola degli uffici pubblici, succeduta al dispotismo monarchico e all’oligarchia.

Lo stato dovrebbe essere al servizio del cittadino ma, nato per riscuotere imposte in cambio di protezione, sembra, in realtà, un’impresa privata occulta, che oggi si vuole rimangiare anche lo stato sociale; il mercato detta leggi e gli organi dello stato, depotenziando la sovranità dello stato, sono al suo servizio. Il potere autonomo della burocrazia, i vincoli del mercato e dell’UE, con l’aiuto dell’informazione, hanno introdotto un nuovo modo di governare; oligarchie e UE operano al di sopra della volontà democratica del popolo.

Le costituzioni dovevano esser lo scudo della volontà popolare e dovevano difendere il cittadino dalle burocrazie e dal mercato, ma non sono riuscite in questo intento, per Mattarella la costituzione italiana, sostanzialmente, deve difendere la politica dell’UE. La costituzione italiana è nata come un misto tra liberalismo, comunismo e confessionalismo; l’espansione del bilancio pubblico non è dovuto solo alle spese sociali per la ricerca del consenso, ma anche a quelle militari e a quelle a favore di banche, imprese e chiesa.

L’impreparazione del parlamento ha spinto ad approvare i trattati europei, la pace di Vestfalia del XVII secolo, oltre la pace religiosa, identificava lo stato da territorio, popolazione e leggi, l’UE ha svuotato gli stati da territorio, nazioni e leggi proprie, gettando le basi dello stato sovranazionale autoritario, grazie a trattati regolarmente disattesi, non solo dall’Italia. Il popolo chiedeva uno stato che ridistribuisse ricchezza, invece hanno sottoposto la volontà del popolo a vincoli esterni e gli hanno tappato la bocca.

Per Smith la concorrenza avrebbe ridistribuito il reddito, però per Ricardo questo compito spettava allo stato, per Keynes la spesa pubblica favoriva l’occupazione, per Marx era la rivoluzione che doveva unire socialmente gli uomini. Aristocrazia e dittatura illuminate non aiutano il popolo perché è la finanza che fissa gli interessi e le regole del gioco; gli uomini non dovrebbero essere governati da altri uomini ma da leggi socialmente giuste e sentite dal popolo, magari da lui suggerite, il potere costituente, conferito sulla carta al popolo, non deve essere definitivamente annullato.

Il trattato di Lisbona del 2007, all’art.3, abolisce le frontiere interne, garantisce libera circolazione delle persone, controllo delle frontiere e dell’immigrazione, lotta alla criminalità e si batte per la solidarietà tra stati e per l’eliminazione della povertà. Oggi i cittadini non sono uguali socialmente ma, a causa dei favori concessi dallo stato, nemmeno nei diritti e nei doveri; la moneta doveva nascere solo con l’unione politica, a questo punto non più auspicabile; non correggendo i difetti dell’UE, le sue promesse non possono essere mantenute.

La costruzione europea è incompleta perché non prevede terapie per la risoluzione delle crisi, per Berlusconi i cittadini non sanno votare, ma lo sanno fare i dirigenti illuminati, per il potere, gli italiani non possono decidere con i referendum, l’Italia si è messa con cattivi compagni di strada. Aveva chiesto il rinvio per l’entrata in guerra e nell’euro, ma la Germania si oppose, poi Prodi fece pagare agli italiani una pesante eurotassa per entrare.

Il mercato comune era nato con gli accordi di Roma del 1957; la sovranità fiscale italiana è stata intaccata nel 1992 da Maastricht e poi dal fiscal compact che voleva il pareggio di bilancio. Con il consenso della cultura accademica e il dominio dei trattati, sta nascendo un impero europeo a trazione tedesca; le libertà degli stati sono state ridotte, i burocrati di Bruxelles sono attenti alle violazioni dei vincoli europei da parte dell’Italia, ma non di Francia e Germania, alle segnalano le violazioni o inadempienze relative all’art. 3 del trattato di Lisbona.

I paesi europei dominanti, prima rimproveravano l’assenza dell’Italia, ma ora vogliono essere seguiti passivamente, con la forza economica e militare, vogliono ignorare coesione volontaria e solidarietà, l’UE ha ignorato i paradisi fiscali ed è favorevole alla rendita dell’alta finanza. La sovranità monetaria dello stato è stata trasferita alle istituzioni dell’’UE ma non alla BCE, la sovranità fiscale è restata nominalmente ai membri, ma con dei vincoli, con esiti deflazionistici, inoltre, rifiutando l’armonizzazione fiscale, si favorisce concorrenza sleale e dumping fiscale.

Con la libera circolazione del lavoro, le differenze salariali tra i paesi dell’UE, che esistono anche all’interno degli stati, in teoria dovrebbero attenuarsi, ma i gruppi dominanti, per diminuire i costi e aumentare i profitti, non le vogliono eliminare. Il libero mercato è diventato una finzione e dilaga la corruzione politica; il consiglio europeo dei capi di stato e di governo è organo di governo, ma tutela solo l’interesse dei paesi leader, la commissione europea è un organo di controllo dei vincoli.

Il parlamento è organo consultivo, la Bce può finanziare le banche ma non gli stati, i rappresentanti degli stati stanno a sentire principalmente ciò che dice il rappresentante della Germania; anche Francia e Spagna non hanno rispettato i parametri di Maastricht, la Germania ha violato il limite alle sue esportazioni. I gruppi dominanti apprezzano i vincoli europei, perché favoriscono movimenti di capitali e paradisi fiscali e sfruttano i bassi salari delle aree meno sviluppate, non sono interessati a una scuola comune.

La Bce non ha strumenti adeguato per contrastare gli attacchi speculativi contro gli stati e il risparmio depositato in banca, la conversione cinese di dollari in euro ha favorito la variazione del cambio tra euro e dollaro. L’Italia non si è ripresa perché è dominata da lobby sovranazionali e dai loro agenti, i problemi sociali non dovrebbero essere solo di competenza nazionale, l’armonizzazione fiscale avrebbe risolto il problema e ostacolato il movimento dei capitali. Una sana politica fiscale incide su crescita, occupazione, imposte, inflazione e investimenti pubblici.

L’eccesso di risparmio italiano deriva soprattutto dall’attivo valutario con l’estero, ma non può essere usato per gli investimenti pubblici perché, contrastando l’indebitamento pubblico, le norme europee sul deficit di bilancio lo impediscono. La Germania viola i patti accumulando crediti commerciali e la Francia non rispetta il limite al deficit di bilancio, l’Italia, con le sue esportazioni di capitali, s’indebita con i saldi di Target2, pur essendo creditore verso l’estero; l’UE pretende la riforma del mercato del lavoro e della pubblica amministrazione e non è interessata agli investimenti infrastrutturali e alla scuola.

Per i suoi contenuti e per il localismo, esiste un’economia più esposta alla concorrenza di altra, le piccole imprese italiane non fanno ricerca, l’euro ha sostituito il rischio di cambio con il rischio  di default dello stato. Gli italiani hanno accettato l’euro perché sedotti da informazione e da una politica impreparata, però, uscire dall’euro creerà altri costi, difficoltà e aggiustamenti.

E’ stato sbagliato consegnare la sovranità fiscale a FMI-BCE e commissione europea, però l’euro non è irreversibile, non si può pagare per l’euro senza esiti positivi, l’Italia dovrebbe almeno dotarsi di una moneta complementare. La BCE deve favorire, oltre la stabilità monetaria, la crescita, deve finanziare gli stati e intervenire, come fanno le altre banche centrali, sui cambi: Bisogna attribuire al parlamento europeo e alla commissione europea poteri legislativi e al consiglio europeo dei capi di stato e di governo compiti di vigilanza; purtroppo, fino a oggi, i governi italiani hanno chiesto passivamente solo flessibilità.

La mediocrità soffoca originalità, anticonformismo, talento e autogoverno; il 1990 il PCI cambiò nome e pian piano si trasformò nei contenuti, nel 1991 scoppiò mani pulite, nel 1992 fu firmato il trattato di Maastricht e gli interessi sul debito pubblico raggiunsero il 15%, la lira fu svalutata e gli italiani furono colpiti dall’eurotassa. Si decise di privatizzare le partecipazioni pubbliche, nella prima repubblica comandavano il Vaticano e gli Usa, nella seconda i mercati e la Germania.

Savona e Ciampi, poveri illusi, erano favorevoli a un’alleanza con i francesi, invece si sviluppò l’asse franco-tedesco; in un sistema competitivo e senza accordi di monopolio, teoricamente il profitto tende a zero e non esistono rendite, però ci sono rendite giuste per la giustizia sociale e rendite e privilegi concessi agli amici dello stato. Altri temi ricorrenti sono la lotta alla corruzione e per la produttività, la quale però deriva anche da infrastrutture, costi energetici, investimenti, giustizia e da produzioni con alto valore aggiunto.

La crisi nasce anche quando il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere, Savona ha una grande stima dei tecnici della Banca d’Italia che non ha vigilato bene sulle banche; l’esterofilia italiana crea dipendenza culturale e bassa autostima, tipica di chi non vuole passare da provinciale, eppure in Italia esiste una ricerca scientifica e imprese avanzate, ma, diversamente dal passato, oggi il paese è emarginato dalle scelte globali.

Il deficit valutario americano inondò il mondo di dollari; petrodollari ed eurodollari aumentarono la massa monetaria mondiale alimentando crisi, debito estero, instabilità dei cambi e inflazione, tra i detentori della liquidità internazionale ci sono i fondi sovrani di paesi islamici che alimentano guerre e terrorismo. Questa liquidità internazionale è nata, non per volontà degli stati, cioè con il deficit di bilancio statale combattuto da Germania e commissione europea, ma è nata autonomamente con il deficit valutario americano.

Nel 1968 Carli aveva creato i Bot, all’inizio acquistati solo da banche, oggi i Bot sono riservati agli italiani e sono senza reddito, mentre agli stranieri vanno i BTP ad alto reddito. Poiché s’incolpava solo il salario dell’inflazione, il sindacalista Carniti affermava che con l’indicizzazione, il salario voleva essere una variabile indipendente del mercato, poi fu abolita scala mobile fiscal drag.

La Cina ha rivalutato parzialmente lo yuan, rendendolo convertibile, e la Germania non intende finanziare il fondo comune europeo a protezione dei depositi, poi questo è stato sostituito da una riserva dell’1% sui depositi. La Vigilanza della Banca d’Italia aveva commesso errori ed omissioni nel corso delle crisi bancarie italiane, però non poteva accedere a notizie riservate interne alle banche. La produttività dipende anche da burocrazia, norme e giustizia; oggi le idee dominanti sono quelle degli accademici di corte, alla ribalta grazie all’informazione, non sono quelle della cultura e della ragione.

Carli volle l’adesione all’euro che oggi tanti vorrebbero riformare, anche per uscire dall’euro bisognerà pagare, la politica mercantilista e di dominio tedesca ha messo in crisi l’UE; la liquidità internazionale è stata sottratta al controllo delle autorità statali, ha alimentato credito, finanzia e delocalizzazioni americane, comunque, gli investimenti in settori esposti alla concorrenza rendono meno.

Abbiamo ereditato errori sui quali hanno prosperato personaggi illustri, l’Italia ha un sistema tributario demenziale che ostacola la produzione di reddito, avrebbe dovuto resistere ai vincoli europei, il mercato deve essere sostenuto solo quando crea benessere e non crisi. Alcuni considerano inconciliabile il mercato con la democrazia, il nuovo governo italiano e il nuovo parlamento italiano sono ostacolati nel ridistribuire il reddito, il capitale finanziario ha vinto la lotta di classe. La Banca d’Italia, fiduciaria dei poteri finanziari, ha espresso presidenti della repubblica e ministri economici, fino a oggi, la classe dirigente ha scelto il governo al posto del popolo.

USA

All’assemblea generale dell’ONU c’è stato uno scontro fra Trump e Macron, da una parte c’è la visione sovranista di Trump e dall’altra quella multilaterale di Macron; Trump ha detto di essere contrario a cedere la sovranità nazionale a una burocrazia sovranazionale non eletta e ha rigettato il globalismo. Ha magnificato la ripresa economica americana e si è detto a favore della cooperazione al posto della governance globale, inoltre, vuole bloccare l’arrivo di clandestini. Trump è contro le regole del commercio internazionale, contro il WTO, contro corte penale internazionale, contro ONU, contro multilateralismo e libero commercio, ritiene assurde le regole delle organizzazioni internazionali, sostiene l’America first e propone il ritorno al protezionismo.

Trump ha poi accusato l’Iran di essere sponsor del terrorismo e ha annunciato nuove sanzioni contro di esso; l’Iran sostiene economicamente i talebani afgani rifugiati in Iran, che fanno corsi di aggiornamento militare organizzati dalle guardie della rivoluzione iraniane, questi operano anche con attentati suicidi, contro gli americani e contro la frangia afgana dell’Isis, legata all’Arabia, sostenuta a sua volta da Usa, Israele e paesi arabi sunniti.

Trump ha accusato la Cina di pratiche commerciali ingiuste, con sottovalutazione dell’yuan e dei salari, sussidi fiscali all’esportazione e dazi all’importazione; con questi mezzi la Cina, industrializzatosi con le delocalizzazioni americane, tedesche e giapponesi, ha prevalso nell’interscambio con gli Usa. Ha criticato la Germania perché si rifornisce di gas dalla Russia, tramite gasdotto, invece che dagli Usa, con navi trasportanti gas liquefatto; la Germania ha puntato sulla vicinanza del fornitore e sulle spese di trasporto più contenute, cioè fa i suoi interessi economici e non riduce nemmeno le centrali a carbone, molto inquinanti, perché produce carbone.

Al palazzo di vetro, il presidente iraniano Rohani ha accusato Trump di voler demolire le istituzioni internazionali, di aver denunciato l’accordo sul nucleare tra Usa e Iran, stipulato nel 2015, e di voler rovesciare il governo del suo paese; Rohani ha il sostegno di Federica Mogherini, ministro degli esteri dell’UE, la quale, indifferente ai vincoli interni della UE,  vuole eludere sanzioni e vincoli Usa al commercio europeo con l’Iran, perciò, poiché gli Usa vogliono escludere l’Iran dal sistema dei pagamenti internazionali Swift, per il regolamento, propone canali diversi dal mercato del dollaro, minacciando la posizione del dollaro.

Macron, anche se in precedenza la Francia era nazionalista, difende multilateralismo, universalismo e cooperazione, attaccando nazionalismo e populismo, indirettamente sta forse lavorando per la vittoria di Le Pen; contro Trump, ha difeso la corte penale internazionale e l’Unesco e, legato da un patto con la Merkel, ha accusato Trump di voler disfare l’Europa.

Macron è contrario al nazionalismo e, contro l’Italia, ha difeso l’immigrazione dalla Libia; guadagnandosi il plauso dell’Islam, ha difeso i diritti dei palestinesi e l’idea dei due stati in Palestina. L’Onu progetta un Global Compact per l’emigrazione, per la gestione comune del fenomeno, ma Trump, in difesa della sovranità degli stati, assistito da diversi paesi europei, si è detto contrario al progetto.

Trump ha rilevato che l’Europa spende poco per la sua difesa, il che potrebbe portare al disimpegno militare Usa in Europa. Siamo forse alla fine di un ciclo politico, militare ed economico; gli Usa, con la Gran Bretagna, erano stati la culla della democrazia, del  globalismo e del liberismo, hanno delocalizzato industrie, hanno sofferto di deficit nel commercio estero e gli stati in attivo, come Cina e Germania, con la liquidità internazionale acquisita, sono diventati creditori degli Usa.

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (24/9/2018)

PREAMBOLO

Con gli insuccessi di liberismo e globalizzazione, c’è chi si chiede se c’era del buono nel marxismo e nel socialismo di vecchio stampo, cioè non riformati. Premesso che gli stati autoritari possono essere capitalistici, socialisti o comunisti, la lotta ai privilegi e all’emarginazione fu fatta dai borghesi contro gli aristocratici, dai contadini contro i latifondisti e dai proletari contro i capitalisti associati ai finanzieri.

Perciò Marx aveva evidenziato la perenne lotta di classe e affermò ottimisticamente che il plus valore, cioè il guadagno del capitalista sul lavoro dipendente, sarebbe stato eliminato dal comunismo; d’altra parte, bisogna dire che il parassitismo esiste tra uomini, animali e piante, sembra una legge biologica ineliminabile. Con l’invenzione del denaro, che è un artificio innaturale, ma probabilmente utile all’età moderna, tra gli uomini sono entrati in  gioco i soldi ed è evidente che i soldi veri, cioè tanti soldi, si fanno solo utilizzando il lavoro degli altri, sia in industria, che in commercio e finanza.

I piccoli imprenditori usano il lavoro dipendente cercando di pagarlo il meno possibile, il costo del lavoro non dipende solo dalla domanda e dall’offerta perché, con i ricavi, devono pagare anche imposte, oneri bancari, costi energetici, e fare, con un  po’ di fortuna, anche tanto profitto; poiché stato, finanza e servizi pubblici sono collegati, è evidente che è lo stato che li spinge a sfruttare a basso costo il lavoro umano, anche con le delocalizzazioni che mettono a rischio la domanda e l’occupazione interna.

I finanzieri dicono che fanno i soldi facendo lavorare, al posto loro, il denaro, il quale però, senza gli impieghi, cioè senza lavoro umano, sarebbe improduttivo; anche gli alti burocrati e gli alti dirigenti, coperti di privilegi, quando lavorano e quando sono in pensione, vivono grazie al lavoro degli altri. Lo stato e chi sta dietro ad esso, è abituato a comprare uomini selezionati, generalmente con poca cultura, che hanno la caratteristica di essere obbedienti, discreti, ricattabili e corruttibili; per fare più facilmente carriera, spesso sono collegati a chiesa, massoneria, lobby, grandi banche, mafia e potenze straniere.

Con la lotta al populismo, si evidenzia che il vero nemico dello stato è il popolo, la democrazia e la sovranità del popolo non esistono, dietro lo stato, che è un’impresa privata occulta, sono i soliti ignoti; tra gli uomini, i più disprezzati sono stati i contadini, soprattutto quando reclamavano la terra. E’ tanto difficile modificare questi meccanismi, favoriti dal fatto che il popolo si mette in mano ad altri per reclamare ordine e sicurezza, anche quando i poteri lo tradiscono; con le elezioni, il popolo può solo cambiare la classe al governo e sperare; un augurio al nuovo governo italiano.

Eppure, quando la terra è comune o appartiene allo stato che l’assegna in concessione, si evita il suo frazionamento con la successione, si evita latifondo privato con le relative differenze sociali; in generale però, come si sa, lo stato è occupato da categorie che, al suo riparo si vendono a chi le paga e fanno i loro interessi e quelli dei loro mandanti, tradendo le promesse sociali della politica illuminata.

ISLAM

L’asse tra Roma e Serraj, che governa a Tripoli, forse si sta frantumando, Haftar, che governa a Tobruk, sostenuto da Francia, Russia ed Egitto, con le sue milizie minaccia la capitale. Il governo italiano e l’Onu avevano puntato sul governo di unità nazionale di Serraj, ma ora Roma è costretta a dialogare con Haftar. Il ministro degli esteri italiano, Moavero, si è recato a Bengasi per un incontro con Haftar e ha affermato di volere il dialogo con tutte le parti libiche, di battersi per l’autodeterminazione e la sovranità della Libia e di ritenere che i libici debbano decidere liberamente, con elezioni trasparenti, il loro destino.

Haftar ha proposto un’onorevole uscita di Serraj dal governo di Tripoli, con la sua nomina ad ambasciatore in un paese importante; l’ambasciatore italiano Perrone, amico di Serraj, poiché non  è gradito a Tobruk, è stato mandato in ferie. Roma e l’Onu avevano puntato sul cavallo sbagliato, ma l’Italia ha troppi interessi in Libia, soprattutto petrolio, gas, ricostruzione e immigrati.

Il governo italiano aveva conquistato una posizione di forza in Tripolitania, ma ora, per salvare l’unità del paese e la presenza italiana in Liba, è costretto a dialogare con Haftar che sta per prendere Tripoli; poiché Serraj sta perdendo Tripoli, non può essere il capo della Libia pacificata. Russia ed Egitto sono in buoni rapporti con l’Italia e perciò possono favorire il disegno italiano; l’assalto alla sede della compagnia petrolifera nazionale, che sosteneva il governo di Tripoli e, contemporaneamente, teneva i collegamenti con le varie fazioni e l’Eni, attesta che alcune milizie erano contrarie alla sua politica e a quella di Serraj. (Per le notizie, fonte: Lorenzo Viola – Gli occhi della guerra - sinistrainrete).

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Secondo gli europeisti italiani, l’Olanda è un paese serio, perciò non dovrebbe avere tre facce come l’Italia (opinione dei tedeschi), ora però risulta che finanzia gruppi terroristici islamici di varia provenienza, che combattono contro Assad e contro i curdi; dal 2015 ha elargito 70 milioni di euro, soprattutto in equipaggiamenti militari; alcuni gruppi beneficiari, alcuni gruppi beneficiari erano stati inclusi dal ministero della giustizia tra le organizzazioni terroristiche.

Il parlamento olandese è in subbuglio, tra le organizzazioni beneficiarie vi è la FSA, Free Syrian Army, che massacra civili curdi, anche bambini, buona parte di quelli che combattono per questa formazione possono essere chiamati terroristi, essa è infiltrata da Al Qaeda, turchi, Al Nusra, ex membri di Isis e membri della brigata Sultano Murad, già accusata di crimini di guerra contro i civili curdi.

Foreign fighters olandesi, di origine islamica, sono andati a combattere in Siria, questi guerriglieri che combattono contro Assad e contro i curdi andrebbero giudicati per le loro azioni e non per le loro parole di propaganda; teniamo conto di quanto la propaganda dell’informazione affermi, con notizie capziose o favorevoli al mondo islamico, sulle azioni di Israele contro i resistenti palestinesi e contro i civili palestinesi. (Per le notizie, fonte: Mirko Molteni - Informazione corretta - Libero 22/9/2018).

EUROPA

A luglio scorso una direttiva europea sul copyright, liberticida per la rete, fu bocciata, ufficialmente serviva a limitare lo strapotere di Google e Facebook; ora una nuova legge del parlamento europeo, approvata il 12/9/2018, minaccia di mettere più potere nelle loro mani e di ridare slancio alla carta stampata mainstream, al momento in forte crisi. Gli articoli 11 e 13, ufficialmente a tutela del copyright, prevedono una tassa a carico di Google e Facebook e renderebbe difficile il lavoro d Wilkipedia; con delle penali, impedisce che materiale protetto dal copyright sia caricato nei siti.

La normativa è complicata e i problemi che hanno portato alla bocciatura della direttiva a luglio, rimangono aperti, per evitare battaglie legali, il risultato sarà la generale applicazione di queste norme, a danno dei piccoli siti d’informazione. E’ un duro colpo per internet, il parlamento europeo ha messo le multinazionali della rete davanti alla libertà di espressione; con la legge sulla privacy, anche molte piattaforme importanti sono state oscurate.

Il M5S ha votato contro questa legge sul copyright che, fra l’altro, contiene il divieto di pubblicare immagini e contenuti di link, ma essa ha anche contenuti oscuri, con questa legge Google e Facebook possono impedire la libera divulgazione di notizie e contenuti; cioè; le due piattaforme, per individuare i siti non gratuiti che non pagano i diritti di copyright, si dovranno servire di costosi algoritmi.

La difesa del diritto d’autore è solo un pretesto per fermare la libera informazione e la circolazione delle idee; per abbattere i costi di controllo, Google e Facebook potrebbero bloccare tutta l’informazione non-mainstream, cioè quella che ha favorito Trump, Brexit e sovranisti; anche una foto può favorite il blocco del blog. Speriamo nel rinnovo del parlamento europeo che avverrà a maggio del 2019, il quale potrebbe regalare delle novità su questo fronte (Per le notizie fonte: Rhett Jones – Massimo Bordin – sinistrainrete).

ITALIA

Le banche centrali sono autonome dal governo ma non è vero il contrario, nell’agosto del 2011 una lettera della BCE favorì la caduta del governo Berlusconi e in Italia, in ossequio alla Bce e alla commissione europea, Napolitano e Mattarella sono intervenuti pesantemente nella nomina dei governi. Ora anche Mario Draghi è intervenuto pesantemente contro il governo giallo-verde, per lui e gli europeisti, la legge sul bilancio italiana dovrebbe rispettare i vincoli di bilancio previsti dai trattati.

L’UE spera nella collaborazione del capo dl governo italiano Conte, ne ministro degli esteri Moavero e nel ministro dell’economia Tria, che ha scippato il posto a Savona, la televisione italiana tifa per tutti quelli che sono contro l’alleanza tra Salvini e Di Maio, rimarcando alcuni diverbi interni al governo. L’alto commissario europeo agli affari economici e monetari, Pierre Moscovici, con la solita litania, ha detto che la legge di bilancio italiana deve essere credibile. Malgrado l’informazione italiana accenni a dissidi tra Lega e M5S, Salvini e Di Maio paiono compatti, cercano di guadagnare tempio e resistono alle sirene di Berlusconi, che è diventato europeista e, con l’ultimo colpo di coda, vuole presentarsi alle elezioni europee.

Salvini e Di Maio affermano che, fra otto mesi, con le lezioni europee, questa commissione europea non esisterà più, perché le urne travolgeranno popolari e socialisti e in Italia forse ci si potrà sbarazzare della quinta colonna europeista al governo. Se Lega e M5S avranno successo elettorale, la maggioranza si potrà anche scegliere un altro presidente della repubblica; i poteri esteri hanno sempre contato su agenti interni collaborazionisti, collocati tra le altre cariche di banca centrale, governo, parlmento e presidenza della repubblica; romani, spagnoli e inglesi potevano dominare ampi territori solo con la collaborazione di principi locali.

Per disfare l’UE e i trattati, bisognerebbe tornare a prima dell’euro e di Maastricht, l’uscita unilaterale italiana sarebbe un atto politico sovrano se la politica interna, emancipata dallo straniero, lo richiede, il che però potrebbe portare alla fine di UE ed eurozona; in questo caso, l’UE potrebbe alimentare una guerra contro la secessione italiana, ma l’Italia potrebbe contare sull’aiuto di Usa, Russia e Cina.

Il ministro Padoan aveva definito l’UE un problema, ora però è Mario Draghi che è severo sul governo italiano e Moscovici ha definito l’Italia un problema, ha puntato ancora il dito sul debito pubblico che l’Italia ha sempre onorato, favorendo con ciò la sua recessione. Il tedesco Gunter Oettinger, titolare al bilancio, a proposito del rialzo dello spread, ha affermato che i mercati hanno dato una lezione agli elettori italiani, però questo rialzo ha favorito gli acquirenti esteri dei titoli di stato italiani, mentre agli italiani vanno titoli di stato senza interessi.

Queste incursioni dei mercati, ben rappresentati a Bruxelles, hanno fatto salire interessi e costo del debito pubblico italiano; secondo Draghi, i professori del governo, cioè Conte, Tria e Moavero, sono una garanzia per i poteri forti europei e i mercati finanziari, vedremo se per loro è più importante conservare il posto; i passati governi di centro-sinistra sono stati i più fedeli esecutori dei diktat europei e ora il PD, per i dissidi interni, si sta smembrando, mente Forza Italia perde sempre più consensi, gli italiani non  sono stupidi..

L’informazione italiana difende l’indipendenza delle banche centrali dai governi, ma non l’indipendenza dei governi da esse, succede quando esse intervengono pesantemente sull’indirizzo politico, come d’altra parte fanno i presidenti della repubblica italiana che, secondo la costituzione scritta, è una repubblica parlamentare, ma non è vero, la costituzione materiale afferma il contrario. 

Mentre le sirene di Forza Italia, criticano il governo e cercano di staccare Salvini da Di Maio, il PD e la sua informazione, pagata dagli italiani, con pettegolezzi e toni propagandistici, attaccano il governo; bisogna dare un po’ d tempo al governo per esprimersi, poi, com’è previsto in democrazia, verrà il giudizio degli elettori. In materia di emigrazione, Salvini sta operando bene con l’UE, speriamo che lo faccia anche con  i trattati; Di Maio sta elaborando il suo programma sociale e sembra temporeggiare su di esso e con la UE, perché deve difendersi dagli agenti dei mercati presenti nel governo e nella presidenza della repubblica. (Per le notizie:, fonte: Sergio Cararo – Piemme - sinistrainrete).

Nunzio Miccoli   www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (16/9/2018)

PREAMBOLO

Lo stato italiano ha i suoi segreti e non è trasparente, invece i cittadini sono da esso spiati, devono confessare i propri atti delittuosi o peccati alla chiesa, alleata o controllore dello stato, e devono essere trasparenti e senza vera privacy perché sono sudditi senza sovranità, non solo sullo stato, ma nemmeno sulla propria persona. Un piccolo segreto, le banche centrali, indipendenti dagli organi dello stato senza previsione costituzionale, sono controllate da grandi banche e quindi, dai soliti ignoti, sono la lunga mano o i garanti locali del governo occulto massonico mondiale.

In Europa, la libertà d’informazione è minacciata da leggi e regolamenti che minano questa libertà; Google può oscurare la pagina di un sito e quindi delle notizie scomode per il potere, che perciò non possono essere rese pubbliche. Nell’oligarchia dell’UE, degli individui anonimi possono ostacolare la diffusione di una notizia e un’opinione pericolosa, si tratta di una forma di censura che mina lo stato di diritto.

Questa pratica era comune anche da parte dei media tradizionali che censuravano le notizie scomode; a volte, come paravento, si afferma che l’omissione è fatta a tutela della privacy e poi, a dimostrazione della loro obiettività, si condannano le persecuzioni di giornalisti in tutti i paesi. Naturalmente, l’informazione drogata, che nasconde le notizie e può servire a confondere le idee, assieme alla propaganda e alla censura, palese o occulta, sono pagate da sudditi contribuenti, lettori e telespettatori.

Un accenno va fatto anche al copyright o diritto d’autore o diritti di proprietà intellettuale, recentemente l’UE ha emanato una direttiva che sanziona quelli che, in rete, copiano notizie dell’informazione mainstream a scopo di profitto. Anticamente non esisteva diritto d’autore, i libri appartenevano a chi li stampava e a chi li comprava, l’autore era spesso sconosciuto, perciò, dalla tradizione anche i vangeli, opera di anonimi, sono stati attribuiti arbitrariamente a degli apostoli.

Anche la difesa del copyright può essere usata per impedire la circolazione di notizie scomode, in Italia l’informazione è sotto ricatto o controllo dello stato grazie alla legge fascista sulla stampa ancora in vigore; poi l’informazione è condizionata da aiuti economici dello stato, della pubblicità, di lobby e privati. Comunque, nella logica dei grandi numeri, qualche notizia scomoda passa ugualmente, perciò, da parte dello stato, con vari appigli, legali si vorrebbe reprimere il fenomeno.

Non esiste solo la tutela statale sulla proprietà immobiliare e finanziaria, ma anche quella sulle idee, delle quali lo stato cerca, con appigli causidici o a difesa della proprietà, di ostacolare la libera circolazione, perché è meglio che il popolo continui a dormire. Fortunatamente, le barzellette circolano e nessuno ne reclama il diritto d’autore, ad ogni modo, in Italia, anche una banda musicale che suona un pezzo di musica in piazza deve pagare i diritti d’autore alla SIAE; con la stessa logica, sono nati anche i brevetti industriali, a danno dei paesi poveri che vedono aumentare il costo dei medicinali; le spese sostenute per la ricerca sono una scusa, perché sono stati ritirati dal commercio molti medicinali che facevano ammalare.

Grazie alla collaborazione dei giudici che sono ufficialmente indipendenti, ma sono pagati dallo stato, per lo stato italiano, visti i costi della giustizia o degli avvocati, le norme repressive s’interpretano a favore degli amici e si applicano con rigore ai nemici; l’informazione deve essere politicamente corretta, cioè deve sostenere il potere e la televisione deve essere il megafono del papa di turno, soprattutto la Rai o Radio apostolica italiana.

Mentre il diritto naturale è limitato, ma obbedisce a una logica, quello dello stato è illimitato e serve, non ad attuare giustizia ed eguaglianza, ma a tutelare interessi; inoltre, è convenzionale perché gli stati modificano continuamente le loro norme e, nella stessa epoca e nella stessa materia, gli stati hanno norme diverse. Mentre s’invoca una legge certa per il popolo, il potere, per far lavorare gli avvocati, i burocrati e i consulenti, è abituato a produrre leggi caotiche e contraddittorie che paralizzano giustizia e pubblica amministrazione.

ITALIA

Per l’Italia, l’informazione è diventato il problema principale, assieme all’UE e alla giustizia, la politica viene dopo. La televisione, con l’aiuto di un esperto di corte, per criticare l’attuale governo con una notizia apparentemente tecnica e obiettiva, ha detto che, come segno di crisi, il valore di mercato dei BTP a lunga scadenza è calato. In realtà, è accaduto che, con l’aumento dello spread, favorito dai mercati, sono aumentati gli interessi delle nuove emissioni.

Questi BTP ad alto rendimento sono stati acquistati da banche italiane ed estere poi, prevedendo il calo dello spread e degli interessi, le banche li hanno venduti guadagnando le plusvalenze e facendone calare le quotazioni; a quelli che li hanno acquistati al mercato secondario, hanno detto che la loro perdita è derivata dalla politica del nuovo governo italiano.

OCCIDENTE

Il premio nobel dell’economia Joseph Stiglitz, per superare la crisi mondiale, propone di aumentare i salari, regolare la finanza e lottare contro i monopoli; è un fatto che l’evasione fiscale, autorizzata dalla globalizzazione con i paradisi fiscali e dagli stati con l’evasione legale, privano gli stati di risorse per la sanità e l’istruzione, poi l’informazione ne incolpa i piccoli evasori che spesso evadono per sopravvivere.

Per conto di ricchi clienti, le banche internazionali riciclano denaro sporco, anche nel settore immobiliare; le grandi banche, aiutate dalle banche centrali da loro controllate, sono una lobby e un gruppo di pressione sui governi, ai quali commissionano leggi a loro favore. Crescono le disuguaglianze e in Usa l’1% della popolazione ha un reddito pari a un quarto di quello di tutti gli americani, in Europa non è diverso.

Tuttavia in Usa, malgrado i suoi debiti commerciali, dello stato, delle imprese, delle famiglie e degli universitari, grazie all’appetibilità internazionale del dollaro, si magnifica il tasso di disoccupazione ai minimi storici e la crescita della borsa e del Pil. Riducendo i salari a favore dei profitti e abbassando le imposte alle grandi imprese, sono cresciuti gli indici di borsa; tuttavia, i dati statistici economici possono essere anche il risultato di una propaganda che disinforma, perché in Usa la povertà aumenta.

Trump, anche con i dazi doganali, vuole riscrivere le regole del commercio internazionale che, in una discussione serena e senza dispetti tra paesi, evidenza sicuramente delle anomalie da correggere; dopo le delocalizzazioni industriali americane in Cina e Messico, bisognerà vedere se avranno successo le azioni di Trump che vuole far ritornare la produzione automobilistica in Usa, anche a difesa dei posti di lavoro, noi glie lo auguriamo.

Gli americani poveri non hanno un sistema sanitario adeguato e l’indebitamento degli studenti universitari americani ha raggiunto i 1.500 miliardi di dollari, le scuole e gli ospedali americani sono spesso privati e in mano alla chiesa cattolica. La riforma fiscale d Trump sembra a favore delle imprese e non del lavoro, mentre l’UE sta affondando con l’austerità; gli sforzi per riformare l’euro sono diminuiti perciò è facile che nascano, prima della sua implosione, delle monete parallele.

L’UE ha favorito la svalutazione interna dei salari, riducendo con ciò domanda e occupazione; se si vuole risolvere il problema delle disuguaglianze, bisogna aumentare salari e occupazione, ridistribuire il reddito, potenziare l’istruzione e la sanità pubbliche e creare una vera imposta di successione che assorba altre imposte. Il mercato non funziona, eppure ci sono enormi richieste di lavoro e di casa, come per la manutenzione delle città, per opere pubblica per la salvaguardia del territorio e per la cura degli anziani; a volta, a sentire l’informazione, sembra che la colpa della crisi sia degli anziani e dei pensionati che vivono troppo, perciò si favorisce l’immigrazione di chi poi non lavora, la democrazia moderna, più nominale che reale, è veramente inadeguata e insulsa.

ISLAM

Trump ha revocato gli aiuti economici ai palestinesi dell’Olp e ha chiuso la sede diplomatica palestinese in Usa perché i palestinesi hanno ostacolano il processo di pace con Israele; i palestinesi minacciano anche di denunciare Israele davanti alla corte penale internazionale dell’Aja. Gli Usa ritengono la corte penale internazionale dell’Aja, da cui si sono ritirati, uno strumento in mano ai paesi islamici.

Bisogna ricordare che Avvenire e il Manifesto, cioè il cartello catto comunista, sono  con i palestinesi contro Israele, la corte dell’Aja ha anche avviato un’indagine sui crimini dei soldati Usa in Afghanistan. Anche l’Onu è ormai abbondantemente screditata perché appoggia anche l’invasione islamica in Italia, il suo alto commissario per i diritti umani, la cilena Michelle Bachelet, ha accusato l’Italia di razzismo contro immigrati islamici e rom e l’ha accusata di ostacolare il lavoro umanitario di raccolta dei migranti da parte delle ONG.

Val la pena di ricordare che la Bachelet ha sostenuto i regimi autoritari di Cuba, Nicaragua e Venezuela, è stata criticata dagli attivisti per i diritti umani per aver sostenuto Raul Castro e di aver rifiutato d’incontrare i dissidenti cubani; non ha mai condannato le repressioni di Raul Castro e ha appoggiato Fidel Castro, Chavez, Maduro e Ortega. Ha fatto presiedere la conferenza sul disarmo da Assad e ha voluto la Turchia, che ha fatto incarcerare giornalisti e oppositori, come vicepresidente del comitato di controllo delle organizzazioni non governative sui diritti umani.

Gli Usa hanno abbandonato l’alto commissariato il giugno scorso, reputandolo inutile, nel 2015 la Bachelet non impedì che l’Iran entrasse nell’agenzia Onu per l’emancipazione femminile. Tra i membri del commissariato Onu sui diritti umani ci sono Arabia, Cina, Qatar, Venezuela, Cuba, Irak, Emirati, Pakistan, Afghanistan e Siria; nel 2003 la commissione fu presieduta dalla Libia di Gheddafi. La commissione costa molto e non si è occupata dei fatti di Tibet, Cecenia, di Mugabe e Saddam, ma si è impegnata a contrastare le campagne di diffamazione contro l’Islam; l’Arabia è sempre in prima fila nella commissione, eppure non ha mai firmato la dichiarazione universale sui diritti dell’uomo del 1948.

La commissione emana tante risoluzioni contro Israele, la cui esistenza favorisce la coesione tra stati islamici, comunque conta poco, l’occidente chiude un occhio per continuare a fare affari con i paesi autoritari o islamici; però questi fatti attestano che anche l’ONU, come la società delle Nazioni, dovrebbe essere chiusa, il grattacielo che la ospita fu concesso in uso gratuito dal governo Usa che ora dovrebbe dargli lo sfratto.

Mentre l’ONU emette risoluzioni a favore dell’Islam e contro Israele, né l’Onu né il papa condannano le persecuzioni e la pulizia etnica di cristiani, in Siria, Irak, Pakistan e altrove, da dove presto scompariranno. Si dice che il candidato di Haftar alle prossime elezioni libiche sia amico dei gesuiti, in fondo, anche papa Francesco, favorevole all’immigrazione islamica, è vicino ai fratelli musulmani. La Mogherini, dopo il ritiro degli aiuti americani ai palestinesi, ha deciso di aumentare il contributo dell’UE a loro favore.

EUROPA

Il presidente francese Emmanuel Macron, con le sue smargiassate e la sua arroganza, mostra i muscoli e, contro i populisti, si erge a europeista, però vari ministri del suo governo, con le loro dimissioni, l’hanno abbandonato mentre il suo tasso di popolarità è sceso al 31%. Lo scandalo Benallà, la sua guardia del corpo magrebina, travestita illecitamente da poliziotto, che ha usato la violenza contro manifestanti, gli ha rovinato l’immagine.

La sua megalomania e la sua mancanza di equilibrio l’hanno spinto ad accettare la presenza di lobby nella sua cerchia di potere; oggi dimissioni e inchieste giudiziarie scuotono il suo potere e la sua amministrazione è nel caos; la procura nazionale francese indaga su reati finanziari e casi di corruzione del suo governo, come su un contratto dai contorni illeciti tra il porto di Le Havre e l’armatore svizzero MSC.

La Francia di Macron è paralizzata tra immobilismo e mania di grandezza; com’è accaduto in Italia con il PD, lo stato francese è stato occupato da un‘élite vicina a Macron, che è malato di bonapartismo; si è presentato ai francesi con grande credito che ha subito dilapidato con le riforme sul lavoro e sulle ferrovie, comunque, non ha perso la sua retorica.

Per contrastare il populismo di Le Pen, il radicalismo di Malenchon e il governo italiano fatto da Lega e M5S, il sistema mediatico italiano e francese e il PD si sono schierati con Macron. Oggi la Francia è in attrito con l’Italia in materia migratoria; inoltre, l’acquisizione dei cantieri Saint-Nizaire da parte di Fincantieri, si è risolta molto male per l’Italia perché i nostri governi papisti non hanno mai saputo difendere gli interessi nazionali, infatti, amano lo straniero e odiano gli italiani.

Per la missione militare italiana in Niger, che doveva servire anche a indagare e a bloccare l’emigrazione che nasceva da quelle parti, come a contrastare gli jihadisti, la Francia voleva che militari italiani combattessero sotto comando francese; ma Roma, per avere libertà d’indagine, non ha accettato; la Francia, che forse sostiene quest’emigrazione, li avrebbe sacrificati senza successo nelle indagini.

Anche i confini tra Francia e Italia hanno alimentato un contenzioso, a Bardonecchia, in provincia di Torino, cinque poliziotti francesi, con le proteste italiane, sono entrati nel centro migranti per fare il test dell’urina a un nigeriano spacciatore. Il trattato di Caen del 2015, firmato da Gentiloni, definisce, a danno della pesca italiana, i confini marittimi tra i due paesi, come quello fatto con la Tunisia, che ora confisca pescherecci italiani; con questo trattato, la Francia si è annessa acque pescose davanti alla Sardegna, però il trattato non è stato ancora ratificato dal parlamento italiano.

Per dominare l’UE con un duopolio, la Francia si è sempre presentata a fianco della Germania che all’inizio non voleva nell’UE, però ora sembra voler cautamente scardinare l’egemonia tedesca, relegando in posizione subalterna l’Italia; comunque, malgrado Macron sia un fanfarone, è ben visto dal PD che, per le prossime lezioni europee, si vuole alleare con lui, senza aver maturato un’idea dell’interesse nazionale e dopo essere stato attratto dagli USA, dalla Germania e dall’URSS, perché il PD discende dal PCI e dalla DC.

In questa situazione, a causa della speculazione internazionale contro l’Italia, vista la stabilità dell’euro (la lira era soggetta a grande speculazione internazionale), al momento l’Italia non dovrebbe uscire dall’euro; ma deve dotarsi di una moneta complementare nazionale e ignorare i trattati capestro che gli altri stati non rispettano. Poiché il commercio estero italiano è attivo per l’Italia, questa deve puntare sulla libertà di commercio in Europa e ostacolare le sue esportazioni di capitali, le sue delocalizzazioni e i paradisi fiscali; deve conservare un’alleanza militare solo con gli Usa e aiutarlo a trovare la via della conciliazione con Russia e Cina.

Negli anni antecedenti la prima guerra mondiale, l’Italia aveva aderito provvisoriamente alla triplice alleanza con Austria e Germania perché la Francia si era annessa la Tunisia e aveva alimentato una guerra agricolo commerciale con l’Italia; la Francia, ricca di colonie, aveva anche scippato il Marocco alla Germania. Nel 1981 la Francia impose il suo protettorato alla Tunisia perché questo paese si era avvicinato all’Italia, oggi il commercio estero con i paesi del Mediterraneo vede l’Italia prevalere sulla Francia.

Comunque, fino al 2008, i rapporti italo francesi erano soddisfacenti e c’erra stata collaborazione tra i due paesi nel Mediterraneo, ad agosto fu firmato il trattato di amicizia tra Italia e Libia, che rinunciava a sostenere il terrorismo; Italia e Francia s’impegnavano a contrastare i paradisi fiscali, a controllare gli hedge-fund o fondi speculativi, a combattere la speculazione finanziaria e puntavano anche sulla cooperazione militare.

Gli ultimi dieci però hanno contrapposto l’Italia alla Francia, l’UE è un tavolo da gioco in cui tutti hanno barato, dove tutti, dietro lo schermo dei trattati, perseguono obiettivi nazionali, i governi italiani hanno voluto essere ligi alla e regole dell’UE calpestando gli italiani; il clima tra i due paesi si è deteriorato anche a causa dell’asse tra Parigi e Berlino. Dal 2011, anno di crisi, l’Italia è diventata terreno di conquista per la Francia, con incursioni su Tim, Mediaset, Unicredit e Generali; ora la Francia, con le privatizzazioni, la finanza e la borsa, punta ad acquisire imprese italiane nei settori del lusso, distribuzione, telecomunicazione, televisione, alimentare, energia e banche, invece la Germania si dirige verso il settore metalmeccanico italiano.

Nel 2011, l’intervento anglo francese in Libia, sostenuto da Obama e Clinton, diede avvio alle primavere arabe contro i vecchi regimi e poi al terrorismo islamico; mentre l’Italia era investita dalla speculazione finanziaria internazionale, nel 2011 nacque l’asse franco tedesco. La situazione economica francese, per tanti versi, non è migliore di quella italiana; come la Spagna, la Francia ha un deficit di bilancio del 4%, concesso per favore dalla commissione europea, che all’Italia chiede sacrifici maggiori.

La Francia ha un deficit commerciale complessivo di 62 miliardi di euro (con la Germania di 41 miliardi), con il suo attivo, la Germania detiene titoli di stato francesi per 404 miliardi; invece l’Italia ha un avanzo commerciale di 40 miliardi di euro e un disavanzo commerciale limitato con la Germania per 10 miliardi. La Francia ha un deficit commerciale con l’Italia di 6,7 miliardi di euro, l’Italia possiede titoli di stato francesi per 153 miliardi e la Francia titoli di stato italiani per 277 miliardi.

Il Mediterraneo è diventato l’area di maggiore frizione tra Italia e Francia, in Libia la Francia, mentre l’Italia punta sulla pacificazione, sobillando le fazioni armate, mira al settore petrolifero e al suo fondo sovrano, che ha partecipazioni anche in Unicredit, mira anche, per la fine della guerra civile, alle commesse per la ricostruzione. La Francia si è legata alla Germania e si è staccata dalla Gran Bretagna e dagli Usa:

Dal 2011 la Francia ha scommesso sulla debolezza finanziaria italiana, alimentata dalla speculazione internazionale di Francoforte, Londra e Wall Street; invece che sulla collaborazione con l’Italia, ha puntato sullo scontro con essa nel Mediterraneo, dove l’Italia ha un commercio estero con i paesi rivieraschi più florido di quello francese: La Francia, cedendo alle pressioni economico finanziarie tedesche, ha puntato a destabilizzare Italia e  Mediterraneo, lavorando per la rivincita tedesca e la disgregazione dell’Italia. (Per le notizie, fonte: Andrea Muratore – sinistrainrete – Contropiano).

Nunzio Miccoli   www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (10/9/2018)

ISLAM

A Gaza, Hamas gestisce gli aiuti Unrwa, un’agenzia dell’Onu, li utilizza, assieme a quelli dell’UE, per la scuola e la sanità, ma anche per lanciare missili e fare attentati terroristici contro Israele, li usa anche per indottrinare all’odio contro Israle e a mantenere i palestinesi in condizioni di profughi, sia da un punto di vista economico che psicologico; la Gran Bretagna, dopo la decisione degli Usa d’interrompere i suoi finanziamenti, ha deciso di aumentare il suo contributo all’Unrwa. (Per le notizie, fonte: Informazione Corretta).

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Al Serraj è sotto assedio a Tripoli da parte di milizie ribelli, comandate dal generale Asl Kani; il governo di unità nazionale, sostenuto da Usa, UE e Onu, doveva portare stabilità al paese, ma è contrastato dai Tobruk, dove governa il generale Haftar, sostenuto da fratelli musulmani, Francia ed emirati. Le milizie ribelli sono arrivate nei pressi  dell’aeroporto e accusano il governo di essersi impossessato di soldi pubblici, riferendosi ai finanziamenti dell’UE e dei proventi del petrolio.

L’Italia sta allestendo una task force di corpi speciali, ma la sua diplomazia lavora per disinnescare la guerra civile, l’ambasciatore italiano Perrone è inviso a Haftar perciò, come atto d’intimidazione, un missile è esploso vicino all’ambasciata italiana. Gli americani portano avanti un piano di riconciliazione nazionale sostenuto dall’ONU, vogliono contrastare i terroristi, impedire la guerra civile e fermare gli emigranti.

Lo stato islamico è stato scacciato da Sirte, ma nel Magreb Al Qaeda è ancora attiva e rifornisce di armi gli Jihadisti; gli Usa, conducono raid aerei contro cellule terroristiche e Italia, Francia, Usa e GB hanno diffuso un comunicato generico che condanna la violenza a Tripoli. Haftar governa a Tobruk e vuole far cadere il governo di Tripoli, l’Italia cerca di capire quali sono le reali intenzioni della Francia, a parte le dichiarazioni ufficiali; l’azione italiana è sostenuta da Trump.

Il 3/9/2018 le forze di Misurate sono accorse in difesa del governo di Tripoli, per imporre un nuovo cessate il fuoco e si sono insediate nell’aeroporto per riattivare lo scalo; gli agenti rivali della Cirenaica sono foraggiati dagli emirati e dalla Francia, interessata al petrolio sfruttato dall’Eni e a destabilizzare con l’emigrazione l’Italia. Anche seguaci di Gheddafi appoggiano Haftar, il che è paradossale perché fu la Francia ad abbattere Gheddafi; le forze anti Serraj puntano anche a vincere le elezioni farsa del 10 dicembre prossimo.

Le forse di Misurata, guidate dal generale Al Zein, in genere, concordano le loro azioni con Roma, infatti, è esistita una triangolazione Tripoli-Misurata-Roma, mirante a dare il controllo di Tripoli alle milizie di Misurata; purtroppo, il governo di Tripoli sembra debole ed è attaccato da varie milizie rivali, con l’accordo precedente di pacificazione internazionale, purtroppo era stato anche colpito dall’embargo internazionale delle armi, sicuramente violato anche da esso..

Tra le altre cose, in Libia, Erdogan sta sfidando l’Arabia Saudita, l‘attacco del generale Al Kani al governo di Al Serraj è stato organizzato da Salah Badi di Misurata, tornato nel 2014 dalla Turchia, con un programma anticorruzione e con milizie legate ai fratelli musulmani; fece fuggire a Tobruk il parlamento appena eletto, poi fu fatto sloggiare dal generale Haftar, quindi Onu e Usa imposero il governo di unità nazionale di Tripoli, con a capo Al Serraj.

Da allora Tripoli è controllata da milizie islamiche rivali di Badi, più vicine all’Arabia Saudita che alla Turchia; a Misurata Al Serraj conta anche sull’appoggio del generale Al Zein, ma parte della sua milizia appoggia Badi. Misurata è la città più filo turca della Libia, che è stata l’ultima colonia Turca in Africa, al tempo dell’’occupazione italiana del 1911. I fratelli musulmani, invisi al governo di Al Sisi in Egitto, hanno come punto di riferimento la Turchia.

Turchia e Qatar sono alleati e il Qatar è alleato con l’Iran nello Yemen, il senato libico è retto da Khaled Al Mishri che è un fratello musulmano, una specie di massoneria islamica; così in Libia, alla rivalità tra Al Serraj e Haftar e tra Italia e Francia, si aggiunge quella tra Turchia e Arabia e il paese stenta a trovare la via della pace, intanto l’emigrazione dal paese, fonte di denaro per le milizie armate, continua. 

A Tripoli è fragile il cessate il fuoco negoziato dall’Onu giorni fa, perché poche milizie di Misurata, dopo aver sconfitto Gheddafi nel 2011 e poi l’Isis a Sirte, hanno deciso di andare a combattere per Serraj; sono contro gli jihadisti ma non a favore della guerra civile, desiderano un dialogo nazionale anche con Haftar; non sono d’accordo per le elezioni politiche il 10/12 prossimo, non vogliono soldati stranieri sul suolo libico.

Se gli scontri riprenderanno, i trafficanti di uomini ne approfitteranno per mettere in mare sempre più migranti, almeno 50.000 sono pronti a imbarcarsi per l’Italia; medici senza frontiere denuncia che migliaia di migranti sono rinchiusi in centri di detenzione. Nel 2018 sono arrivati in Italia meno immigrati che nel 2017, però sono aumentate le partenze da Tunisia, Algeria ed Egeo. (Per le notizie, fonte: La Stampa - Corriere – Il Giornale).

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Tramite la sua fondazione Open Society (che è a favore dell’immigrazione come il papa), Soros finanzia l’Iran che, a sua volta, è uno degli stati che finanziano il terrorismo; Open Society opera in più di 100 paesi; l’ebreo Soros si vanta di difendere la libertà di espressione, in Ungheria è sopravvissuto all’occupazione nazista. Nel suo programma, non è un mistero, vuole la distruzione d’Israele, critica la politica di Gerusalemme, ha promosso il boicottaggio internazionale economico-commerciale contro Israele, che accusa di crimini di guerra e di praticare l’apartheid.

Anche Barack Obama aveva sostenuto un’operazione mediatica a favore dell’Iran (l’informazione serve a questo), del resto, anche Federica Mogherini ed Emma Bonino sono a favore dell’Iran che, per amore dell’obiettività; è uno stato confessionale e autoritario come tanti altri e, come la Corea del Nord, vuole la bomba atomica, da usare come deterrente, perché  l’hanno monopolisticamente solo pochi stati, del resto, essa rappresenta un grave pericolo per l’umanità, se fosse messa al bando, alcuni stati la nasconderebbero come hanno fatto per le armi chimiche. (Per le notizie, fonte: La verità 6/9/2018).

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L’immigrazione islamica è sponsorizzata e finanziata da Soros, stati islamici e sceicchi, gli immigrati sono uno spaccato dell’umanità, perché includono aspiranti lavoratori, disposti a farsi sfruttare con salari di fame, terroristi, mendicanti, criminali, profughi di guerra, bambini per pedofili (migliaia di loro sono scomparsi), prostitute, donne per assistere anziani, colf, donatori involontari di organi e spacciatori di droga. La mafia materiale italiana, con quella virtuale, predicatrice e finanziaria, dell’Europa settentrionale, sono all’erta per sfruttare, a 360 gradi, il relativo business, informazione, papa e PD fanno da battistrada.

Perciò l’Italia è diventata nel mondo il principale paese esportatore di organi da trapianto, a parte quelli utilizzati direttamente in Italia; nel 2017 ne sono stati esportati 528, le autorizzazioni sono date dagli Uffici di sanità Marittima aerea e di frontiera. Nei prelievi sono impegnati medici, anestesisti, chirurghi e infermieri, tutti pagati profumatamente, mentre i donatori, volontari o involontari, donano gratis i loro organi.

Il direttore del Centro Nazionale Trapianti, Alessandro Nanni, dispone, in base alla legge 91/99, di molti milioni di euro annui e il Consiglio d’Europa invita il nostro governo a non lesinare i finanziamenti per lo sviluppo dei trapianti; in lista di attesa di un trapianto in UE  ci sono 60.000 persone, (Per le notizie, fonte: Lega Nazionale contro la predazione degli organi).

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A causa della sua scarsa collaborazione nella lotta contro il terrorismo islamico e i talebani, Al Qaeda e Bin Laden avevano trovato rifugio nel paese e tuttora i talebani hanno basi in Pakistan, protetti dai servizi segreti pakistani (in tanti paesi, i servizi segreti rappresentano sempre un lato oscuro della guerra e della politica); gli Usa hanno sospeso gli aiuti economici al Pakistan, dal 2002, 33 miliardi di dollari; anche i palestinesi ricevono aiuti dall’estero e perciò il loro terrorismo contro Israele non cessa.

Gli aiuti americani saranno riattivati quando Islamabad cambierà politica e gli americani non si ritireranno dal paese finché i talebani non si decidano a negoziare la pace; per rappresaglia, il premier pakistano Imran Khan ha minacciato l’abbattimento di droni americani che violano lo spazio aereo pakistano senza permesso; (Per le notizie, fonte: Paolo Mastrolilli – La Stampa 3/9/2018).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;    viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (3/9/2018)

ITALIA

Sulle privatizzazioni italiane, il professor Marcello De Cecco fornisce delle illuminanti argomentazioni, accusando molti economisti e tecnocrati di fare solo ideologia, afferma che lo stato può essere proprietario d’imprese; infatti, ancora oggi Francia e Germania hanno importanti imprese pubbliche, mentre l’Italia, con la scusa del debito pubblico e dell’economia di scala, ha puntato sulla privatizzazione, anche a vantaggio d’imprese straniere.

Le imprese pubbliche italiane erano gestite senza capitale e si procuravano i capitali con le obbligazioni e, dopo la crisi degli anni trenta, costruirono importanti infrastrutture. Dal 1870 anche la Germania favorì l’intervento pubblico in economia e anche il sistema previdenziale tedesco dava le pensioni ai vecchi con i contributi dei lavoratori; le banche miste tedesche finanziavano le imprese che alimentavano i depositi, favorendo la nascita di tante imprese.

In Italia, dopo la prima guerra mondiale, nacquero IMI, Iri ed Eni, l’Iri fu creata sulle spoglie della Banca Commerciale Italiana e del Credito Italiano, l’industria controllate da queste due banche passò allo stato e la piccola industria privata lavorava all’ombra della grande impresa pubblica; l’autostrada del sole fu costruita in cinque anni, mentre le auto erano costruite dai privati, soprattutto dalla Fiat.

Negli anni ottanta e novanta l’industria siderurgica accumulò perdite e debiti a causa dell’aumento dei tassi d’interesse, favorito dalla speculazione internazionale sulla lira; con la crisi del 1992, anche per ridurre il debito pubblico e delle imprese di stato, si è puntato sulle privatizzazioni, perciò le imprese irizzate e in perdita furono messe sul mercato, archiviando con ciò l’economia mista italiana. Per combattere la corruzione dei boiardi di stato, invece di mandare via questi personaggi, si è preferito demolire le partecipazioni pubbliche, gonfiare artificialmente il debito  serve ad aumentare imposte e a svendere le imprese di stato.

Dal 1980 al 1992 il debito pubblico, diversamente dall’estero, era quasi interamente assorbito dagli italiani, mentre le banche finanziavano le imprese. Il debito pubblico italiano era diventato il risparmio previdenziale delle famiglie; invece oggi, un terzo del debito pubblico è in mano straniera e del Vaticano. Si tratta di BTP a lunga scadenza e di maggior rendimento; li comprano francesi e tedeschi, per assicurarsi la loro pensione integrativa, mentre le banche li comprano per rivenderli e guadagnare una plusvalenza quando gli interessi calano, agli italiani invece vanno i Bot che non rendono, è così’ che la repubblica tutela il risparmio, oltre che con l’inflazione alimentata dalla monetazione.

Le banche d’affari e d’investimento sono state coinvolte nel processo di privatizzazione e gestiscono parte del debito pubblico italiano e, con le fluttuazioni di borsa e la speculazione finanziaria, condizionano il debito pubblico. Con la globalizzazione, la grande l’industria italiana è presente solo in due casi, mentre i francesi e i tedeschi hanno diverse grandi imprese di stato perché non hanno privatizzato.

L’Italia è protagonista solo nella piccola impresa che, aiutata, invece che vessata con le imposte, potrebbe anche diventare grande; purtroppo, la piccola impresa non fa ricerca e non produce brevetti. Si è attaccata la rigidità del mercato del lavoro e dei salari e oggi cerca del consenso politico si fa solo con l’aiuto dell’informazione di parte, il che ha fatto perdere voti alla sinistra.

La preoccupazione dei governi e dell’UE è stata solo quella di combattere il deficit di bilancio e il debito pubblico, adottando una politica ufficialmente interclassista, in realtà spostata a vantaggio del capitale finanziario (Per le notizie, fonte: Italo Nobile – Contropiano.org).

L’oligarchia finanziaria e burocratica europea ha dichiarato guerra all’Italia; Bruxelles, spalleggiata dal papa, non vuole procedere al ricollocamento dei migranti, mentre la sinistra chic, europeista, papista, islamista e amica dei mercati, sostiene l’immigrazione. Anche i berlusconiani sono europeisti e papisti, alta burocrazia, economisti di corte, finanza e lobby vogliono ridurre l’Italia al livello della Grecia.

Si contrappongono loro Lega, M5S, nuove sinistre francesi e tedesche e i laburisti di Corbyn; Trump ha offerto a Conte di acquistare titoli di stato italiani, a causa della fine del QE da parte della Bce, voluta dalla Germania. Gli europeisti, a difesa di grandi interessi, affermano che sono preoccupati per le riforme promesse dal nuovo governo, in materia fiscale, previdenziale, per le minacciate rinazionalizzazioni, per la denuncia delle concessioni e per la violazione dei trattati europei, soprattutto in materia di deficit di bilancio e di riforma delle pensioni.

Fino a oggi anche Wall Street, con le sue banche d’affari e le società di rating, ha favorito la speculazione contro l’Italia, ora però Trump offre un aiuto contro le manovre speculative di Francoforte contro l’Italia che vogliono riportare al potere il renzisconismo.  Con la crisi del debito americana, anche la Cina avrebbe un vantaggio a investire in titoli pubblici non denominati in dollari. (Per le notizie, fonte: Il simplicissimus).

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Secondo diversi economisti, per l’Italia una valuta parallela all’euro è possibile, la speculazione internazionale è terribile, gli ultimi due presidenti della repubblica hanno imposto presidenti del consiglio non eletti, dei tecnocrati disposti ad azzerare i diritti sociali: Il governo Monti e i seguenti fino a Gentiloni; sono stati il governo Napolitano, sorretto da Bruxelles; anche Mattarella ha influito sulla formazione del nuovo governo, avrebbe voluto un governo tecnico di minoranza diretto da Cottarelli ed era contrario a nominare ministro dell’economia Savona, che è euroscettico.

Non si vuole ripristinare la sovranità italiana, però un gruppo di economisti, tra cui Sylos Labini, propone accanto all’euro una moneta fiscale con sconti fiscali su imposte future, senza aumentare il debito, la quale sarebbe accettabile dai trattati europei. Anche Joseph Stiglitz propone una valuta parallela per l’Italia, la quale però violerebbe le regole dell’euro, se il governo intende rispettarle; in fondo anche Berlusconi aveva proposto una moneta parallela, ma oggi, da europeista, rinnegherebbe l’idea; inoltre, nemmeno la Germania ha rispettato tutti i trattati europei.

Con la proposta di Labini e di altri economisti, il governo dovrebbe emettere obbligazioni trasferibili e negoziabili, da utilizzare per i regolamenti fiscali due anni dopo, con lo scopo di ottenere, per imprese e privati, risparmi fiscali da utilizzare come l’euro per acquistare beni e servizi. La moneta fiscale sarebbe assegnata a gitolo gratuito, per integrare il reddito dei dipendenti, finanziare investimenti pubblici e spesa sociale e per ridurre le imposte sul lavoro alle imprese; essa farebbe aumentare la domanda interna, ridurre il costo del lavoro e aumentare il Pil. La moneta fiscale è coerente con le regole dell’eurozona, tuttavia assegna solo alla politica monetaria la cura dei mali dell’UE.

Questa moneta fiscale non sarebbero debito dello stato con rischio d’insolvenza, la quale  sarebbe a carico dei possessori come il relativo deprezzamento, non sarebbe registrata nel bilancio pubblico fino a che non fosse utilizzata per rimborsi fiscali due anni dopo. Con essa, l’Italia colmerebbe il gap tra produzione potenziale e effettiva, recuperando il Pil perduto con la politica europea di austerità e il debito pubblico smetterebbe di crescere; inoltre, con l’inflazione e l’incremento del Pil, il debito diminuirebbe realmente rispetto al PIl.

In caso d sovraemissione, solo i destinatari della moneta fiscale rischierebbero, in questo caso, il valore della moneta diminuirebbe, ma non quello dell’euro, cioè sarebbe una moneta più fragile dell’euro. Tra il 1998 e il 2017 l’Italia è stata l’unico paese dell’eurozona ad avere un avanzo primario nel bilancio dello stato, con effetti recessivi; rispetto al 2007, oggi il Pil italiano è più basso di 100 miliardi di euro, con aumento di disoccupazione, emigrazione e precariato.

Savona vuole anche un grande piano d’investimenti pubblici, se la burocrazia sarà capaci di utilizzare bene e tempestivamente il denaro stanziato e se politica e informazione non remeranno a favore dello straniero; la Bce sta esaurendo il piano QE, perciò questi Certificati di credito fiscali o CCF, per alcuni, potrebbero risolvere il problema, sempre che euro e UE non implodano prima. Questa moneta copia i Sardex, una moneta nata in Sardegna, accettata dai commercianti e ancorata all’euro. (Per le notizie, fonte: Pino Cabras – Democrazia nella comunicazione).

USA

Recentemente hanno deciso di disfarsi o di non acquistare più titoli del Tesoro americano Cina, Russia, Turchia, Messico, India, Taiwan e Giappone, riducendo anche i loro investimenti in Usa; ufficialmente l’azione si è svolta a causa di sanzioni e dazi americani, in realtà, anche a causa della crisi del debito americana, foriera di svalutazioni di titoli pubblici americani e dollari e anche della possibile denuncia del debito estero americano; e dire che l’informazione e i mercati hanno puntato sempre il dito solo contro il debito pubblico italiano.

Gli Usa hanno anche provocato, svendendola, il crollo della lira turca; la Cina è il maggiore creditore degli Usa, questi paesi non intendono più fargli credito, la Cina ha crediti per 1,2 trilioni di dollari; il panico dei mercati sarà inevitabile, con la svalutazione del dollaro, molto più efficace dei dazi americani, ne sarebbero colpite anche le esportazioni cinesi e tedesche in Usa, mentre aumenterebbero quelle americane. (Per le notizie, fonte: Remocontro).

EUROPA

La crisi bancaria italiana è il frutto soprattutto di alcune normative europee che hanno generato delle asimmetrie, la Germania ha provveduto, prima della loro entrata in  vigore, a salvare le sue banche, poi ha ottenuto di esentare dalla supervisione bancaria le sue casse di risparmio e le sue banche popolari; anche in questo caso, l’arrendevolezza della classe politica italiana ha accettato regole contrarie all’interesse nazionale italiano.

Con la crisi del 2008 i prestiti transfrontalieri si erano fortemente ridotti, il che poneva a rischio l’esistenza dell’euro, con la bancarotta di alcuni stati, perciò nel 2013 nacque l’Unione bancaria europea che, con i suoi tre pilastri, impostò un sistema unico di vigilanza bancaria, una procedura per la risoluzione delle crisi bancarie e una garanzia europea sui depositi. Le procedure di salvataggio delle banche in crisi, tenuto conto del divieto di salvataggio pubblico nazionale, hanno discriminato l’Italia perché furono adottate dopo che molti paesi europei avevano elargito aiuti pubblici alle proprie banche, violando la normativa europea che proibiva gli aiuti di stato e alterando la concorrenza bancaria europea.

Oggi impedendo all’Italia il salvataggio da parte dello stato delle sue banche, si crea perciò una disparità di fondo, infatti, la normativa europea prevede il bail-in o risoluzione interna alla banca, cioè non a carico degli stati, ma di azionisti, obbligazionisti e correntisti, fino al fallimento; tuttavia, la garanzia europea sui depositi e rimasta inattuata, minando la solidarietà europea e lasciando la garanzia sulle spalle dei singoli paesi.

Inoltre, l’Unione bancaria è stata introdotta senza una fase transitoria, come si faceva con i decreti catenaccio dei governi italiani partoriti in una notte, in contrasto con gli articoli 43 e 47 della costituzione, sacrificando i possessori di obbligazioni subordinate italiane e favorendo la corsa agli sportelli delle banche popolari italiane colpite. Tra le altre asimmetrie, si è trascurato il problema dei derivati finanziati, ponendo sotto osservazione solo i rischi su crediti, curati più della finanza dal sistema bancario italiano; inoltre, si è trascurato da parte della vigilanza della BCE il rischio di mercato, che è spesso d’importazione cioè extra eurozona.

La Deutsche  Bank di Francoforte è immersa i derivati dei quali non si conosce il vero ammontare svalutato. Contro ogni logica ed equità, a favore delle casse di risparmio e banche popolari tedesche è stato fissato un tetto di 30 miliardi di euro di asset minimo per essere soggette alla vigilanza della BCE, secondo i desideri dral ministro delle finanze tedesco Schauble, le banche beneficiate sono tutte legate alla CDU.

Un’altra asimmetria è data dal fatto che in Germania gli IPS sono fondi bancari di garanzia non soggetti alla disciplina europea sui requisiti di capitale e liquidità, invece, le banche cooperative italiane, spesso riunite in consorzio, rientrano pienamente nella normativa europea; a causa delle loro dimensioni, due di esse su tre hanno le dimensioni per essere sottoposte alla vigilanza della BCE.

Nel 2013 partì l’Unione bancaria europea solo con due pilastri dei tre previsti, perché le casse di risparmio e le banche popolari tedesche non vogliono partecipare al sistema di garanzia europeo e non vogliono la vigilanza europea sulle banche minori tedesche.  Schauble ha anche contestato alla BCE il suo duplice ruolo di vigilanza bancaria e di guida in politica monetaria, poi ha subordinato la garanzia europea sui depositi al recepimento del bail-in da parte degli stati, quindi ha chiesto che le banche europee riducessero i titoli di stato in portafoglio, spostando il rischio bancario verso il rischio paese.

Perciò le casse di risparmio tedesche potranno continuare a beneficiare di requisiti di capitale più laschi e a beneficiare di una vigilanza solo nazionale; le casse di risparmio e le banche popolari tedesche pretendono la loro autonomia e non vogliono essere sotto la vigilanza di un’autorità europea, hanno preteso e ottenuto una disparità di trattamento. In Italia i crediti deteriorati delle banche derivano dalla grande crisi del 2008 e all’affarismo e alla speculazione interna bancaria, comune al resto del mondo. Da allora, non è stata intrapresa nessuna azione di salvataggio delle banche, a parte l’intervento a favore del Monte dei Paschi, collaterale al PD, i partito dell’oligarchia, poi è arrivata la regolamentazione europea, con l’invito a cedere i crediti problematici, anche a basso prezzo, naturalmente a vantaggio degli speculatori.

Nel 2015 la commissione europea impedì al fondo interbancario italiano di salvare, a tutela dei depositi, quattro banche popolari, nel 2016 entrò in vigore, senza transizione, il bail-in, perciò, senza garanzia europea sui depositi, così si bruciano 46 miliardi di capitalizzazione, con la fuga dei depositi che non si sarebbe verificata con la normativa bancaria nazionale. Senza bail-aut o garanzia sui depositi, la normativa europea è stato un altro fattore di rischio e non di stabilizzazione per le banche italiane, la Germania però se n’è sottratta in parte.

Nel 2016 è stato sospeso il trattato di Schengen sulla libera circolazione delle persone, ma non il bail-in, che contraddice la nostra costituzione; consideriamo che anche la corte costituzionale tedesca si è opposta a normative europee contrarie alla costituzione tedesca, ma la politica italiana tace. La politica europeista italiana ha taciuto, forse perché i nostri politici sono venduti o non capiscono o sono agenti dello straniero. (Per le notizie, fonte Vladimiro Giacché – Voci dall’estero).

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In Gran Bretagna, la privatizzazione dei servizi pubblici, che dovrebbero essere un monopolio pubblico naturale, è stata un disastro e un regalo a privati, con peggioramento dei servizi; nella difesa dei concessionari privati, come si vede nel crollò del ponte di Genova, sono in sintonia destra britannica e sinistra italiana (per andare a destra bisogna passare dalla sinistra, altrimenti il popolo si ribella). In Gran Bretagna ferrovie, energia, acqua e poste sono state privatizzate dalla Thatcher e ora i laburisti ne rivogliono il controllo statale.

I privatizzatori avevano promesso efficienza, investimenti e proprietà diffusa, è accaduto il contrario, danneggiando contribuenti e utenti. La proprietà delle società assegnatarie è in  mano a un piccolo gruppo d’investitori internazionali con sede nei paradisi fiscali, i prezzi sono aumentati del 40%, in gran parte destinati a profitti e interessi sul debito fatto lievitare artificialmente, i benefici della concorrenza non si sono visti; perciò, secondo i laburisti, le utilities dovrebbero tornare in mano pubblica, statale o locale.

Con la privatizzazione di questi servizi, il denaro degli utenti va a sostenere i profitti privati, i loro prezzi aumentano, i servizi peggiorano e il debito delle società assegnatarie aumenta. Perciò nel 1977 in Gran Bretagna i cantieri navali sono stati nazionalizzati, anche se la televisione italiana non ne parla, nel mondo c’è un’inversione nel processo di privatizzazione, in Usa l’85% delle forniture di acqua viene dal settore pubblico e l’80% dell’elettricità tedesca è gestita da regioni e comuni.

In Gran Bretagna molti di questi servizi sono finiti in mano a società pubbliche straniere, il che sembra un’anomalia economica, i laburisti, con la rinazionalizzazione, vogliono il controllo democratico locale sui servizi; invece politici conservatori hanno tratto profitto personale dalle privatizzazioni, va evidenziato che le tangenti non vanno solo ai politici italiani (Per le notizie, fonte: John McDonnel – Voci dall’estero).

Nunzio Miccoli   www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (22/8/2018)

ISLAM

Con la crisi delle relazioni tra Turchia e occidente, la lira turca si è svalutata a causa del deficit del bilancio dello stato e, soprattutto, della crisi economica e politica, delle esportazioni di capitali; inoltre perché le banche centrali, incluse quella turca, invece di sostenere, con gli acquisti, le lire, le hanno vendute per acquistare dollari ed euro. La Turchia ha anche un deficit commerciale, ma il suo Pil aumenta del 7% l’anno, cioè a un tasso cinese; con l’aumento dei tassi d’interesse influenzati dalla banca centrale. la speculazione è sicuramente coinvolta nel deterioramento economico, dal quale può trarre profitto. Da annotare che le banche centrali, coordinate da Bce, Fmi e Banca mondiale,  lavorano anche di concerto e a favore dei soliti ignoti, facendo danno all’economia nazionale e all’erario.

La banca centrale turca, per sostenere la lira turca, come suggerito anche da Erdogan, dovrebbe vendere valuta estera delle sue riserve ad acquistare lire turche; però l’operazione si risolverebbe in una perdita sui cambi, perciò la banca centrale, pubblica e soprattutto privata, alla fine, per profitto, si comporta come un finanziere speculatore privato, cioè vendendo lire e acquistando valuta estera. L’aumento del costo del denaro, favorito dalla banca centrale, alimenta l’inflazione. In Italia, la banca centrale è privata perché  posseduta da banche privatizzate, assicurazioni  e Inps; gli utili della banca centrale provengono generalmente dal signoraggio monetario e dall’utile sui cambi e sui saldi valutari, oggi ridotti con l’adesione italiana all’euro.

Anche l’Iran è investito dall’inflazione, la quale è favorita da deficit di bilancio, aumento d’interessi, fuga di capitali e politica della banca centrale, ma soprattutto dalle sanzioni americane che impediscono al paese di acquisire valuta estera con le esportazioni e di aiutare l’economia con gli investimenti pubblici. Poiché la speculazione è sempre al varco per approfittare delle crisi dei paesi, anche in Iran pesano le esportazioni di capitali e la politica della banca centrale, che mira più a fare profitto che a sostenere, con il suo acquisto, la moneta del paese. Una crisi economica e politica in Turchia e Iran, può fare arrivare altri immigrati in Europa occidentale.

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In Iran, l’ayatollah Khamenei ha criticato il capo del governo Rohani per la sua linea troppo morbida con gli Usa, ha vietato nuovi colloqui con gli Usa e nuove trattative sul nucleare; ha affermato che la crisi economica è dovuta più alla negligenza del governo che alle sanzioni americane; per interessi economici, l’UE tiene rapporti cordiali con Teheran, mentre s’intensifica la collaborazione militare tra Iran, Turchia e Russia. (Per le notizie, fonte: La Stampa 14/8/2018).

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L’anno sorso è stato firmato un accordo tra il governo di Roma e le tribù del Fezzan Libico, mirante a contrastare infiltrazioni d’immigrati da Niger e Ciad; ora si sta alimentando un nuovo conflitto, con coinvolgimento del generale Haftar, dei francesi, dei Tuareg, di arabi della tribù di Aulad Suleiman e dei Tebu africani. Negli anni cinquanta ci fu una guerra in Ciad, i Tebu stavano con Gheddafi e i Tuareg contro.

Con la mediazione italiana, nel 2017 i Tebu erano vicini alle posizioni di Roma e, in attesa di una missione militare italiana in Niger, controllavano la frontiera dalle infiltrazioni; la missione fu poi abortita per l’opposizione del governo nigeriano e della Francia. Il 12/4/2018 le tribù del Fezzan si sono incontrate sotto regia francese e la tribù araba di Aulad Suleiman ha accusato il governo di Tripoli, diretto da Al Sarraj, e l’Italia di non aver rispettato l’accordo di Roma, in precedenza era stata contro Gheddafi e Haftar e vicina ad Al Sarraj.

Poiché i Tuareg algerini sono stati sempre alleati della Francia, all’Italia restavano solo i Tebu; Haftar e Al Sbarraj si contendono i giacimenti petroliferi del Fezzan, i Tebu vogliano allearsi con il generale Haftar, ma subiscono le infiltrazioni di elementi della loro etnia provenienti da Ciad e Nigeria; gli arabi li accusano di volersi prendere, alleati di Haftar, tutto il Fezzan. Forse all’Italia non resta che tagliare i rapporti con la Libia, bloccare l’immigrazione e rifornirsi di petrolio, che non manca, nel libero mercato, l’Eni fa una sua politica estera da sola (Per le notizie, fonte: La Stampa 19/8/2018).

EUROPA

Fino al 1989, il Mar Caspio era un lago interno diviso tra Urss e Iran, ora, con un trattato, Russia, Iran, Azerbaigiana, Kazakhstan e Turkmenistan si sono spartito il Mar Caspio; con esso, la superficie del bacino è considerata acqua internazionale navigabile, mentre i fondali, ricchi di petrolio e gas, saranno divisi tra i suddetti stati, però, gli esatti confini delle zone di competenza devono essere ancora decisi.  

Gli stati terzi non possono avere basi militari nel lago o solcare le sue acque con le loro navi militari; le acque territoriali sono fissate in 15 miglia, più 10 miglia per la pesca dello storione; dai suoi incrociatori lanciamissili dislocati nel lago, Mosca ha lanciato raid aerei sulla Siria. Resta incerto il destino del gasdotto Trans Caspico o Tcgp, da collegarsi al Tap diretto in Italia, sostenuto dagli Usa che avversano il gasdotto tra Russia e Germania (Per le notizie, fonte: Giuseppe Agliastro- Informazione corretta).

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L’agenzia di stampa italiana ANSA ha diffuso la notizia che la Monsanto americana, acquistata dalla Bayer tedesca con 66 miliardi di dollari, è stata condannata dal tribunale di San Francisco per aver usato il pesticida cancerogeno glifosato contro piante infestanti le coltivazioni di cereali OGM. Il risarcimento riconosciuto a un bidello è stato di 289 milioni di dollari.

In Usa è stato vietato l’uso del prodotto, invece la commissione europea, su sollecitazione della Germania, ne ha prorogato l’uso fino al 2022, anche se il parlamento europeo si era detto contrario. L’interesse economico tedesco, con il denaro, ha piegato scienza,  politica e ’informazione; nel 2015 in Usa, anche la Volkswagen fu multata per 14,7 miliardi di euro, per emissioni inquinanti taroccate dei motori diesel. Durante la guerra in Vietnam, la Monsanto aveva usato il defoliante tossico Orange, che provocò tanti tumori alla popolazione locale.

Si profila la possibilità di una gigantesca class-action a carico della Monsanto-Bayer,  erano stati falsificati gli studi scientifici che attestavano la non cancerogenicità del glifosato, forse qualche cosa del genere è stata fatta anche per attestare l’innocuità di tutti i vaccini. Sul terreno commerciale e finanziario, esiste uno scontro tra Usa e Germania che usa come paravento l’UE, dove controlla politica e informazione; in questo quadro, s’inserisce la multa di 4,34 miliardi di euro, per abuso di posizione dominante, comminata il 18/7/2018 a Google dalla commissione europea, che sembra tanto una rappresaglia. (Per le notizie, fonte: Enzo Pennetta – Critica Scientifica).

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Timorosa verso l’immigrazione islamica, la Germania, che nel 2015 aveva accolto un milione d’immigrati, per lo più islamici, ha deciso di accogliere solo immigrati dai paesi UE e di accogliere dai paesi extracomunitari solo lavoratori qualificati, forniti di diploma o laurea e con conoscenza della lingua tedesca. Il paese invecchia e c’è mancanza di mano d’opera, ma l’immigrazione dai paesi UE toglie risorse umane anche ai soci europei come l’Italia.

La sinistra tedesca vorrebbe ancora una politica delle porte aperte, ma la destra vuole contrastare immigrazione clandestina, inmigrazione secondaria di extracomunitari provenienti dai paesi UE e accelerare le espulsioni d’immigrati non accettati; inoltre, i profughi politici o di guerra avranno solo un permesso di soggiorno limitato. In compenso, i profughi accettati non dovranno più dimostrare di aver ottenuto un’offerta di lavoro, potranno frequentare corsi di specializzazione e saranno riconosciuti più velocemente i loro diplomi e lauree conseguiti all’estero. (Per le notizie, fonte: La Stampa 18/8/2018).

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La fondazione Open Society di Soros controlla, con attività di tipo lobbistico, un terzo dei parlamentari europei, di tutti i paesi e partiti, cioè 226 deputati su 751, eletti nel 2014; quelli italiani sono soprattutto del PD e sono 13, tra loro sono Gualtieri; Barbara Spinelli e Cofferati. Questi uomini sono sensibili a una tesi e devono perorare una causa; Open Society mira a costruire relazioni durature con i parlamentari, ad alcuni di essi Soros ha finanziato la campagna elettorale.

Il rapporto tra lobby e istituzioni europee è legale ed è normato dalla legge, la fondazione di Soros, speculatore internazionale in relazione stretta con altri speculatori anche più grandi di lui, ha sede negli Usa. Soros, come il papa e il PD, sostiene l’immigrazione, tra i lobbisti non italiani c’è Martin Schulz, ex presidente del parlamento europeo E aspirante cancelliere tedesco.

La fondazione vuole il controllo politico sull’Ucraina e vuole ostacolare le relazioni tra UE e Israele, sa a chi rivolgersi nei vari temi, come movimento dei capitali, dazi, pesca, riproduzione, protezione dei dati; cura i rapporti con uomini che sanno tessere alleanze, come l’ucraino Kaja Kallas che sa come liberarsi dalla dipendenza energetica europea verso la Russia.

La fondazione ha questi parlamentari amici anche nella commissione europea, è perciò in grado di riunire reti di consenso e di orientare le politiche europee. In Italia l’attività delle lobby, per rispetto formale verso il popolo a parole sovrano, non è disciplinata dalla legge; invece in UE l’attività di questi gruppi di pressione è benvista e legale; vi esistono anche registri dei lobbisti che difendono gli interessi di grandi aziende e associazioni di categoria.

Nella nostra attuale democrazia lo stato è diventato il guardiano degli interessi privati e deve solo tutelare la proprietà privata di chi ha molto più degli altri; comunque, il lobbismo è fatto anche da multinazionali, università, organizzazioni ambientaliste e gruppi religiosi. Soros fa lo speculatore ricevendo notizie riservate e in anticipo, causando eventi e provocando andamenti di mercato, tutte cose vietate in Italia.

Soros ha finanziato le campagne elettorali europee del 2014 di 90 organizzazioni europee, manipola l’informazione e finanzia le ONG, mobilita le persone in rete, fa comunicazione e offre consulenza gratuita; alcune sue iniziative sono cofinanziate dal servizio comunicazione del parlamento europeo; non è interessato ai diritti del mondo del lavoro. Finanzia siti multilingue e svolge azioni persuasive con ritorno politico o economico per lui e per l’élite. Oggi cresce la divaricazione tra conoscenza della gente, trasmessa da scuola e media, e conoscenza dell’élite dominante, in  tal modo il sistema esercita un più ampio controllo sulla gente. (Per le notizie, fonte: Francesco Galofaro – sinistrainrete). 

AMERICA

I paesi poveri sono schiavi del debito e trovano poco credito, i loro creditori sono difesi dal Fondo Monetario internazione che impone a essi una politica di risanamento e di bilancio; a volte sembra che il FMI voglia commissariare il mondo intero. Contro la Turchia, dando spazio alla speculazione e alle società di rating, vuole difendere i crediti vantati da altri paesi, con l’austerità di bilancio, la deflazione, le privatizzazioni e una stretta all’economia.

Trump ha anche aumentato i dazi sulle merci turche e nel paese ci potrebbe essere un colpo di stato militare. L’America vuole combattete il deficit commerciale e la crisi interna con i dazi, promovendo la sua reindustrializzazione, lo fa anche calpestando i paesi più poveri, latino americani e africani; anche l’UE, a direzione tedesca, segue questa prassi, perciò anche Mario Monti ha detto che il governo della Troika, cioè di FMI, Bce e Commissione europea, è una cosa disgustosa.

La Troika controlla i media mainstream per conto delle lobby e la sinistra italiana si accoda; in Nicaragua, a Ortega si oppongono gli studenti, dietro i quali ci sono le ONG finanziate anche da Soros; si attaccano i governi corrotti dei paesi poveri, assieme ai comunisti, ma sono corrotti i governi di tutti i paesi.In Ucraina le ONG, dopo aver contribuito al colpo di stato nazista, guidano le masse contro la corruzione, probabilmente, anche l’Ucraina sarà commissariata dal FMI. (Per le notizie, fonte: Comidad).

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L’informazione, sia nei paesi formalmente democratici, sia in quelli antidemocratici, non è mai neutrale o imparziale, con mezze notizie, deve fare solo propaganda a favore di grande capitale, grandi potenze e potere in genere, essa presiede alla formazione dell’opinione pubblica; purtroppo oggi, guerra, complotti e terrorismo sono l’unica via d’uscita alla crisi in cui si dibatte il capitalismo diventato speculativo.

Esaltando la falsa democrazia e la religione fondamentalista, si sponsorizza il terrorismo, si fanno guerre umanitarie e, senza un ritorno per i lavoratori, si pontifica sulla fine delle ideologie; in tutti i paesi, s’intensifica lo sfruttamento del lavoro e nell’obiettivo del grande capitale ci sono paesi ricchi di risorse naturali come il Venezuela, che perciò è stato oggetto di attacchi esterni contro Bolivar, Chavez e Maduro. Il neocolonialismo è succeduto al colonialismo

Le corporazioni internazionali della stampa protestano sempre per l’assenza di libertà di una parte sola, cioè di quella minacciosa verso capitale e privilegi; tuttavia, ancora oggi, come appare evidente, in America Latina l’anticomunismo opera in accordo con l’intelligence Usa. Se l’attentato contro Maduro fosse andato a segno, ci sarebbe stata una guerra civile e un intervento militare estero, forse con il sostegno anche del parlamento europeo.

Nel 2002 il colpo di stato contro Chavez fu organizzato da Cia, media, lobby, industriali e gerarchie ecclesiastiche; nella tentata strage del 4/8/2018 era coinvolto un agente della Cia. Le stragi impunite d’Italia ci ricordano che l’Italia è stata un laboratorio politico per capitale e potenze straniere mandanti. In Venezuela, l’estrema destra ha partecipato agli attentati contro Maduro, appoggiata dal governo colombiano; anche immigrati italiani eccellenti hanno partecipato alla resistenza contro Maduro, naturalmente, sempre a difesa di interessi economici.

Come accade nel terzo mondo neo-colonizzato, il paese è sommerso da corruzione, criminalità, inflazione e burocrazia, come accade in Italia, tutti accettati dal potere occulto. Maturo attaccava anche il latifondo; è accaduto anche nella storia dell’Italia unita; anche Garibaldi, a difesa dai latifondisti, fece sparare sui contadini che reclamavano la terra.

Il secolo novecento è stato il secolo delle rivoluzioni, sarebbe stato giusto archiviarlo con l’eguaglianza e la giustizia, invece è stato archiviato con la disuguaglianza e l’ingiustizia. La democrazia camuffata o capitalista è stata assediata dal popolo con le armi della rivoluzione e con il voto, ma, nella lotta di classe, hanno vinto quelli che hanno difeso i  privilegi; questi, con l’aiuto dell’informazione, non vogliono cambiare kil mondo e accusano gli innovatori di comunismo, antisemitismo e populismo. (Per le notizie, fonte: Geraldina Colotti – La Città Futura).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

 ECONOMIA E POLITICA NEWS (13/8/2018)

PREAMBOLO

Facendo un’analisi sintetica di un bilancio di stato e imprese, bisogna annotare che il bilancio patrimoniale annuale delle imprese si divide in attività e passività e che le passività si dividono in debiti e capitale proprio, che include utile o perdite d’esercizio; per le imprese è importante anche il volume delle vendite o ricavi e il debito totale, valutato in rapporto all’attivo e al capitale proprio.

Le banche sono le imprese private che hanno, in proporzione, più debiti e meno capitale proprio; i bilanci falsi si costruiscono falsando le poste attive e passive, con sottovalutazioni o sopravvalutazioni, e nascondendo il contenzioso legale con clienti e fornitori, dal quale, senza accantonamento cautelari costituiti tra le passività, possono discendere perdite colossali in grado di far fallire un’impresa.

I bilanci di stato e amministrazioni locali hanno natura finanziaria, cioè non rilevano costi e ricavi, ma entrate e uscite, però anche lo stato è in grado di impostare un bilancio patrimoniale che include riserve, immobili, debito pubblico e crediti pubblici. L’attivo o il passivo valutario con l’estero, dovuto a commercio estero o movimenti valutari, è simile all’utile di esercizio di un’impresa commerciale; l’attivo valutario aumenta le riserve e il patrimonio, il passivo le diminuisce

Diversamente dagli Usa, l’Italia ha un attivo valutario con l’estero, il debito pubblico, accumulato con i deficit annuali dei bilanci finanziari dello stato è detenuto da cittadini e stranieri; alcuni stranieri sono italiani estero vestiti, come il Vaticano, che compra all’estero titoli di stato italiani. In Italia, i debiti verso l’estero sono adeguatamente compensati dai crediti verso l’estero; però non è facile scambiare o cedere allo stesso prezzo crediti verso l’estero con debiti verso l’estero, la cessione di crediti si fa sempre con lo sconto, cioè con una perdita; la finanza bancaria specula anche su questo. 

EUROPA      

L’8/8/2018 l’esercito della Georgia ha aggredito l’Ossezia del sud, che l’ha respinto; dopo le sanzioni alla Russia, continuano le iniziative occidentali, in funzione antirussa, contro l’Ossezia del sud e contro Abkhazia; queste due regioni dell’Ucraina vogliono l’’autodeterminazione, come la Catalogna e il Veneto. Mattarella, legato a UE, Nato, chiesa e mercati, giorni prima aveva fatto visita alla capitale georgiana, da dove parte il gasdotto per l’Italia, promettendo assistenza militare contro la Russia e invitando il paese a entrare nella Nato; invece la Germania ha preferito un gasdotto partente dalla Russia che, prima delle sanzioni, riforniva anche l’Italia; tale gasdotto attraversa il mare del nord, baipassando l’Ucraina.

La visita di Mattarella obbedisce al disegno della Nato di destabilizzare l’area caucasica, la televisione italiana, com’è sua consuetudine, al riguardo, ha dato solo mezze notizie; le mortificazioni alla Russia, con la quale l’Italia era in buoni rapporti, soprattutto economici, non cessano; a causa delle sue armi nucleari, l’Iran segue la stessa sorte della Russia, soprattutto da parte degli Usa. La Liga veneta ha stretto rapporti con i governi di Abkhazia e Ossezia del sud ed è a favore dell’autodeterminazione dei popoli. (Per le notizie, fonte: Liga Veneta).

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Il parlamento europeo di Strasburgo ha approvato la direttiva 957/2018, per i lavoratori distaccati da altri paesi UE, per incarico delle loro imprese, che lavorano a tempo e per il massimo di 18 mesi; si tratta di due milioni di persone da aggiungere ai 17 milioni di cittadini UE che lavorano stabilmente in un altro paese dell’Unione. Sulla direttiva c’è stata convergenza tra governi nazionali, commissione europea, sindacati e imprese.

Relativamente al salario, teoricamente si fissa il principio che, per lo stesso lavoro e nello stesso posto, il salario deve essere uguale, un principio disatteso anche nei singoli paesi e non solo a svantaggio delle donne. Occorre comunque ricordare che, ogni conquista salariale, è un ostacolo alla libertà delle imprese; infatti, con la direttiva, dopo aver predicato di voler combattere il dumping sociale, con il distacco, i contributi sul lavoro restano quelli del paese di provenienza, con risparmio per le imprese del paese distaccante.

Oggi non c’è un’autorità nazionale o europea, politica o giurisdizionale, che si batta seriamente per l’eguaglianza di trattamento; perciò in passato il sindacato minacciava di porre un freno alla liberalizzazione del mercato transazionale del lavoro, ma l’UE, forse per contrastare la concorrenza estera e abbassare il costo del lavoro con la concorrenza, ha boicottato le vertenze per l’aumento salariale e per la tutela dei lavoratori in distacco.

Per i lavoratori temporanei in distacco, la corte di giustizia ha dichiarato illegale la richiesta di salari superiori a quelli minimi e ha multato il Lussemburgo per infrazione della direttiva, perché aveva aggiunto ulteriori diritti agli immigrati; però, secondo la direttiva, per tecnici, manager e lavoratori qualificati in distacco, questi principi non valgono e perciò essi possono essere pagati anche più che nel loro paese.

Per il lavoro qualificato, la mobilità è incentivata con aumenti salariali, inoltre, non si vuole che la mobilità interna sia svincolata dal lavoro, cioè non si vogliono immigrati temporanei nullafacenti; Juncker vuole che le persone e l lavoratori si muovano solo al bisogno e vuole trasformare il lavoro migrante in lavoro in distacco, altro che libertà di circolazione nell’UE; secondo lui, il lavoro deve andare dove è richiesto e deve tornare al suo paese quando la domanda viene meno.

Juncker e soci vogliono un’economia regolata che aiuti il profitto, si progetta anche di costituire, entro il 2019, un’Agenzia europea che controlli i 17 milioni di lavoratori UE presso altri stati dell’Unione. Juncker vuole contrastare l’insubordinazione operaia e vuole un salario minimo uguale in ogni paese, ma diverso da un paese all’altro, senza riconoscere il diritto di sciopero.

Perciò oggi è impossibile fare una vertenza per i lavoratori in distacco, cioè si può fare un’azione legale a livello aziendale, ma non un’azione sindacale collettiva; ai sindacati sarà impossibile avanzare rivendicazioni che vadano oltre il singolo lavoratore e il singolo luogo di lavoro. In tutti gli stati dell’UE si cerca di limitare il diritto di sciopero e perciò non si sa a quale diritto di sciopero possano fare ricorso i lavoratori in distacco, lo sciopero sta diventando una prassi, accettata o combattuta, ma non più un diritto garantito per legge.

Affrontare il problema delle differenze salariali è difficile, nel nome del libero mercato, ogni conquista salariale nazionale è compensata dal salario ridotto di altri paesi dell’Unione; per gli imprenditori, il salario non deve più obbedire nemmeno alla contrattazione nazionale, ma deve scaturire dal risultato economico dell’impresa, senza tener conto dell’eguaglianza salariale per tutti. (Per le notizie, fonte: sinistrainrete – connessioni globali).

ITALIA

In attesa della riforma fiscale, del reddito minimo per i non abbienti e delle nomine alle presidenze della Rai e dell’INPS, usato dai governi italiani per garantire pensioni privilegiate e per l’assistenza, Di Maio ha fatto un’apertura alla previdenza integrativa, cioè fondi pensione e polizze vita, già proposte da banche e assicurazioni, che rappresentano un business privato. Per il cambio di paradigma, banca Intesa è già pronta al via.

Teoricamente queste pensioni private sarebbero a capitalizzazione, cioè garantite da fondi di riserva investiti, ma, da un punto di vista finanziario, prima delle prime erogazioni delle pensioni, costituiranno una larga fonte di entrate per banche e assicurazioni. Col tempo però, c’è il pericolo che i loro investimenti per il pagamento delle pensioni, possono seguire le vicende di tutti gli investimenti, colpiti spesso dalle conseguenze di guerre, inflazione, insolvenze e fallimenti d’imprese, stati e delle stesse assicurazioni, com’è avvenuto in Usa.

Probabilmente, i fortunati che riceveranno una pensione, dopo 40 anni di lavoro, non riceveranno il capitale versato rivalutato, cioè, anche a cause delle spese di gestione, riceveranno, in termini reali, molto meno di quanto versato; perciò, per i lavoratori pensionati, il sistema pensionistico più garantista è quello a ripartizione, pagato dai lavoratori in servizio.

Diversamente, tutelato il business privato delle pensioni private, tutti i lavoratori pensionati, per sopravvivere, avranno bisogno dell’assistenza pubblica. Vale anche la pena di ricordare che tutte le pensioni, pubbliche e private, nascono a capitalizzazione, che rappresenta il palo della cuccagna per banche e assicurazioni, e, con le insolvenze e con il temo diventano a ripartizione.

Salvini, per il suo ruolo, è più votato alla sicurezza e al controllo dell’emigrazione, però si è detto a favore di Tav, Tap e Pedemontana; sui vaccini, Di Maio, tradendo le promesse elettorali, si è espresso per la conservazione dell’obbligo della vaccinazione in età scolastica. Consideriamo però che in nessun paese europeo sono obbligatori 10 vaccini, inoltre, farmaci e vaccini, come dimostrato dai farmaci ritirati dal commercio, hanno delle controindicazioni, perciò non sarebbe stata sbagliata la libera scelta dei genitori, almeno per alcuni vaccini.

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Prima di dare lezioni sull’assenza di laicità nell’Islam, con un po’ di riflessione, in Italia laicità dovrebbe significare, anche se politici, giornalisti e storici di corte non lo ricordano, abolire l’8°% Irpef, cappellani militari, insegnamento della religione a scuola, privilegi fiscali concessi alle attività economiche della chiesa, revocare il celibato di preti, frati e suore, porre fine ai conventi di clausura o reclusione e allo sfruttamento di preti e suore; inoltre, il Vaticano dovrebbe accollarsi le spese dei viaggi del papa e dei giubilei.

La chiesa ama predicare ma non è povera, possiede terre, immobili, grandi imprese e banche; l’informazione, invece di dare pubblicità alle prediche del papa, dovrebbe spingerla, in nome della trasparenza e della serietà, alle riforme della sua gerarchia e della sua dottrina e dovrebbe spingerla a fare privatizzazioni e a mettere ordine nei suoi bilanci e nelle sue finanze; con il ricavato potrebbe fare più beneficenza.

L’Italia unita la espropriò e, purtroppo, Mussolini la indennizzò; la chiesa ingerisce nella vita politica e legislativa italiana, minando il concetto di separazione dei poteri tra chiesa e stato e minando la sovranità dello stato, cosa che, del resto, fa anche l’UE. Sotto gli imperatori romani, Roma era zona franca dalle imposte, pagate solo dalle altre provincie dell’impero; per avere il sostegno dei romani, l’imperatore faceva loro favori e beneficenza; questi favori, che ledono l’eguaglianza dei cittadini, esistono ancora.

Nei secoli successivi, il regime aristocratico esonerò dalle imposte aristocratici e alto clero, i quali, oltre i privilegi fiscali, avevano anche immunità giudiziarie ed esenzioni. Si dice che la rivoluzione francese pose fine a questi privilegi, purtroppo, ancora oggi, la seducente democrazia italiana, della quale si esalta la costituzione, garantisce alcuni di questi privilegi al clero e alle alte cariche politiche dello stato, le quali, facendosi beffe di tutti, favorendo chiesa, lobby, banche e potenze straniere, amano dire che i cittadini italiani sono tutti uguali davanti alla legge. I predicatori possono essere sia religiosi che laici, cioè politici, capitalisti e giornalisti; i fratelli siamesi, cioè stato e religione, sono omertosi e custodiscono segreti impenetrabili per i cittadini, contro i quali sono alleati.

ISLAM

Il generale irlandese Michael Beary, comandante della forza militare internazionale Unifil in Libano meridionale, è stato sostituito dal generale italiano Stefano Del Col, con il compito di impedire agli Hezbollah, per conto dell’ONU, di schierarsi a sud del fiume Litani, da dove i palestinesi facevano atti terroristici contro Israele. Beary non era riuscito ad assolvere il suo compito, Del Col dovrebbe assicurare che l’area non sia utilizzata per attività ostili di ogni tipo, fino a oggi, le truppe Unifil, per timore, si erano rifiutate di entrare nelle aree controllate dagli Hezbollah.

Per la sorveglianza del territorio, Del Col potrebbe servirsi di droni, che Beary non aveva voluto utilizzare, con i quali potrebbe monitorare le attività degli Hezbollah, riferendo all’ONU; Beary ha minato la credibilità di Unifil che Del Col dovrebbe ripristinare. Da Gaza Hamas intende lanciare 5.000 aquiloni e palloni incendiari contro gli israeliani, fino a oggi, questi hanno fatto scoppiare 11 incendi nella città di Sderot e nelle aree israeliane vicino Gaza.

Dalla Siria, l’’Iran lancia missili su Israele, che perciò ha riaperto i rifugi, l’Iran ha anche creato unità terroristiche in grado di colpire le comunità israeliane stanziate sulle alture di Golan; ha lanciato tanti missili sul Golan israeliano, provocando una reazione aerea da parte di Israele. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha detto che Israele, in collaborazione con i servizi d’intelligence di altri paesi, ha contribuito a sventare decine d attentati terroristici nel mondo ed ha paragonato la minaccia dell’Isis a quella dell’Iran che, come la Turchia, vorrebbe creare un suo impero in Medio Oriente.

Ha detto che l’Iran vorrebbe dominare la Sira, che però è al 90% sunnita, provocando, dopo la sconfitta dell’Isis, un’altra guerra civile in Siria. Israele sta migliorando i suoi rapporti con l’Indonesia e con altri paesi sunniti, attrae per la sua preparazione tecnico-scientifica e militare, utile a contrastare Iran e Isis; la Germania ha affittato da Israele dei droni da ricognizione e bombardamento con missili.

Come segno di disgelo tra Israele e Russia, recentemente, questa ha celebrato la giornata della Russia a Gerusalemme ovest, finora la celebrazione si era sempre tenuta a Tel Aviv; nel 2017 la Russia ha riconosciuto Gerusalemme ovest come capitale di Israele, poi l’hanno fatto gli Usa, dove hanno trasferito la relativa ambasciata (Per le notizie, fonte: Israele. net).

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Il governo di Tobruk, diretto dal generale Haftar, ha dichiarato persona non gradita l’ambasciatore italiano Perrone, perché si è dichiarato contrario alle elezioni per il 10.12.2018; contro le intromissioni di Italia, Turchia e Qatar, ha chiesto aiuto a Francia e Russia; ha anche aggiunto che non vuole militari italiani in Libia, nemmeno se svolgono funzioni umanitarie, forse vuole proteggere gli esportatori di emigranti dalla Libia. Nel mese di maggio scorso, un vertice sulla Libia si è tenuto a Parigi, la Francia vuole tenere le elezioni e la Total vuole scalzare l’Eni dalla Libia.

Il ministro degli esteri italiano Moavero sta preparando una conferenza a Sciacca, dove ha chiesto la partecipazione del presidente egiziano Al Sisi; l’Egitto è alleato di Haftar, ma è contrario alle elezioni come l’Italia, memore di quanto accaduto nel 2012 quando dalle urne in Egitto uscirono vincitori i fratelli musulmani di Morsi, che fu messo fuorilegge.

A Sciacca ci sarà anche Pompeo o Trump, che con Conte ha creato una cabina di regia per affrontare la crisi libica e per rafforzare il governo di unità nazionale di Al Serraj a Tripoli, sostenuto dalle Nazioni Unite; anche Mosca, in questa questione, ha ribadito la sua piena sintonia con l’Italia. E’ un altro smacco per la Francia che, in accordo con il governo del Niger, voleva sommergere l’Italia d’immigrati, per farla crollare. (Per le notizie, fonte: La Stampa 10/8/2018).

USA

A causa delle delocalizzazioni o investimenti industriali americani in Cina, nati per risparmiare su costo del lavoro, energia e imposte, ne hanno sofferto industria americana ed esportazioni americane; perciò la bilancia commerciale cinese è nettamente attiva nei confronti degli Usa, che cercano di correre ai ripari con i dazi. La produzione delle multinazionali americane realizzata in Cina, se fosse fatta in Usa, con le maggiori esportazioni, potrebbe pareggiare questo deficit commerciale americano.

Le multinazionali americane in parte emigrate, generalmente non importano i profitti esteri in Usa, ma li rinvestono in Cina o in altri paesi emergenti che offrono salari, energia e imposte più contenute. Poiché si è sempre invitati alla cooperazione economica tra i paesi, per certi versi, pare che questa sia diventata la strada per favorire lo sviluppo economico dei paesi emergenti, anche se un ristretto gruppo di uomini diventa sempre più ricco.

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (5/8/2018)

EUROPA

La Germania nazista fece un enorme sforzo bellico, aiutata da prestiti di banche americane, dai beni espropriati agli ebrei, dai furti di oro a banche centrali e privati, dai furti di opere d’arte, di ricchezze agricole e minerarie nei paesi occupati, dal lavoro forzato di stranieri; inoltre, per armarsi, alimentò moltissimo l’emissione monetaria, con effetti gravemente inflattivi. I paesi neutrali, in cambio di oro, gli fornirono le materie prima, mentre la Svizzere fece da tesoriere dell’oro nazista per i pagamenti delle forniture estere.

Parte dell’oro fu recuperata dagli americani e servì per finanziare, in parte, il piano Marshall, mentre le opere d’arte ritrovate furono restituite agli stati e ai privati; tuttavia, altro oro e altre opere d’arte non furono più trovati e dell’oro trafugato dai nazisti giace ancora nei forzieri delle banche svizzere. Per le espropriazioni subite dagli ebrei, la Svizzera ha pagato un indennizzo di un miliardo di dollari a Israele, che è solo una parte dell’oro affluito in Svizzera.

L’oro è ancora usato nei regolamenti economici internazionale perché dà più fiducia rispetto alla banconota; alcuni negozi, a causa della crisi economica, d’insolvenze e inflazione, comprano oro e i monti di pietà delle banche fanno prestito su pegno di oro, anche di provenienza furtiva, svalutato del 50%; poiché questo non è riscattato alla scadenza del prestito, è venduto dalle banche ed entra nel mercato legale riciclato o ripulito, cioè fuso in lingotti.

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Il leader laburista britannico Jeremy Corbyn, allontanatosi dal laburista-liberista Tony Blair, dopo che il suo partito ha superato i Tories, emulando Trump, afferma che la Gran Bretagna deve recuperare il controllo della sua economia. Corbyn critica Margaret Thatcher e Theresa May e ha largo consenso tra i giovani, vuole togliere spazio alla finanza speculativa e riportare in patria la produzione industriale britannica emigrata all’estero.

Corbyn, dalla finanza internazionale e da parte dell’informazione, è accusato di essere antisemita, è probabile che lo sia, ma io ritengo che semiti e antisemiti, cattolici e atei, se sono soci in affari, pienamente soddisfatti, sono pieni di reciproca stima, e non si accusano pubblicamente d’antisemitismo o ateismo. L’accusa pretestuosa, riservata anche a Grillo e Trump, nasce anche da chi si sente minacciato ed è teso a difendere i  propri interessi, cioè, non vuole cambiare il mondo o le cose.

Corbyn vuole nazionalizzare settori strategici dell’economia, aumentare il potere d’acquisto di operai e classe media e porre fine al liberismo selvaggio; nel settore pubblico, vuole porre fine all’outsourcing o appalti a società esterne. Vuole creare nuovi posti di lavoro, soprattutto in settori avanzati; afferma che importare prodotti a basso costo dall’estero ha minato la produzione britannica, favorendo la crescita del settore finanziario della City di Londra.

Corbyn afferma che la mancanza di sostegno statale alla produzione, di qualsiasi tipo, ha minato il dinamismo dell’economia britannica. In Italia, il successo elettorale di Lega e M5S, votati dalla maggioranza degli italiani, è dovuta agli stessi temi e alla richiesta di vere riforme e di uno stato sociale, discende da una richiesta pressante del popolo, chiamato spregiativamente ”populisti” da Berlusconi (Per le notizie, fonte: L’antidiplomatico.it.).

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Il 28/6/2018 c’è stata la giornata mondiale Unicef del rifugiato di guerra o per instabilità politica o economica, si tratta di 30 milioni di persone registrate in 80 paesi del mondo; tra essi, i minorenni e gli adolescenti sono il 28%, che spesso sono vittime di tratta, abusi e arruolamenti militari forzati, generalmente, non hanno protezione e cure sanitarie e spesso non frequentano nemmeno la scuola. La Russia, che afferma di mancare di mano d’opera, il Canada e l’Australia potrebbero ospitare agevolmente questi 30 milioni di persone

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In Francia, il ministro dell’interno, Gerard Collomb, ha fatto approvare dal parlamento una legge, teoricamente a favore dell’immigrazione controllata, per il diritto d’asilo e l’integrazione degli immigrati accolti; destra e sinistra hanno votato contro e ora, anche a causa  della vicenda Benalla, picchiatore di manifestanti francesi, Collomb, con un rimpasto ministeriale, rischia il suo posto.

Le legge punta a limitare l’immigrazione, a ridurre i tempi d’attesa per le richieste d’asilo, ad accelerare le espulsioni e a migliorare le condizioni di accoglienza per chi ottiene l’asilo. Chi non ottiene lo stato di rifugiato è trattenuto, per novanta giorni, in centri di detenzione amministrativi e poi è rispedito nel paese d’origine; la sinistra ha protestato perché non vuole vedere i bambini dietro le sbarre. Intanto, la corte costituzionale, contro gli intendimenti del governo, ha affermato che non può essere perseguito chi, per solidarietà, offre sostegno disinteressato a un immigrato irregolare (Per le notizie, Il Foglio 3/8/2018).

ISLAM

Per il dominio su Gerusalemme e sul mondo islamico, sono in lotta Riad e Ankara, che finanziano, anche per le armi, la fazione a loro favorevole; la Turchia è sostenuta da Qatar, Sudan e Iran, l’Arabia da Bahrein, Egitto, Giordania ed Emirati, che hanno fatto delle aperture a Israele. Turchia, Qatar e Iran sono anche i maggiori sostenitori di Hamas nella striscia di Gaza, Hamas è legata ai fratelli musulmani ed è invisa all’Egitto.

L’Arabia è legata agli Usa e la Turchia è tentata di uscire dalla Nato per legarsi a Russia e Iran; l’ente che gestisce la spianata delle moschee di Gerusalemme è legato alla monarchia giordana, sostenuta da Bahrein ed Emirati. Mentre l’Arabia cerca di ritrovare la strada della pace con Israele, Turchia, Qatar e Iran, con il denaro, alimentano, all’interno del mondo islamico, la discordia, la guerra civile, il terrorismo e l’emigrazione di popoli. Forse c’è stata un’evoluzione nella contesa o forse siamo stati vittime della propaganda e perciò non avevamo capito berne la situazione. (Per le notizie, fonte: La Stampa 29/7/2018).

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Pare che in Iran l’opposizione, anche se si fa sentire cautamente, sia fatta soprattutto dai laici che avversano la casta religiosa al potere che impone il velo alle donne; invece in Italia; maggioranza e opposizione, politicamente corretti, nei loro programmi evitano di farsi difensori dei valori della laicità, mentre la televisione fa da megafono del papa.

USA

Nell’incontro con Conte, Trump, non per frasi di circostanza, ha avuto toni lodevoli verso l’Italia, però ha insistito per mantenere le sanzioni alla Russia; prima delle sanzioni, l’Iran ci riforniva di petrolio e la Russia, tramite oleodotti, di gas, ora diretto in Germania, che perciò non rispetta le sanzioni americane: Nell’importazione d’idrocarburi, bisogna tener conto, non solo della diversificazione strategica delle fonti e dei fornitori, ma anche delle sanzioni e del costo diverso del loro trasporto.

Bisogna anche tener conto del costo da sostenere se il gas deve essere liquefatto e poi rigassificato, del fatto che trasporti distanti espongono a maggiori rischi d’inquinamento, del costo di gasdotti e oleodotti e del fatto che, con le sanzioni, si fanno anche triangolazioni, cioè si vende l’idrocarburo con lo sconto e chi lo compra, lo vende a prezzi di mercato, è un altro caso di speculazione.

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (28/7/2018)

PREAMBOLO

Le persone comuni credono alla presenza di Cristo nell’ostia, ma irridono all’idea di una presenza aliena sulla terra; per me gli alieni esistono e hanno basi nascoste sulla terra; da tanto tempo, sono entrati in relazione con i governi terrestri e hanno influenzato l’evoluzione biologica, culturale, tecnica e scientifica dell’uomo, sono gli dei dell’antichità. Essi hanno un governo, sono razionalisti, naturalisti, vegetariani e pacifisti; come le imprese, attuano la pianificazione tecnica ed economica.

I governi terrestri e le società segrete terrestri non li vogliono rivelare perché temono che, a causa loro, si mettano in discussione privilegi, organizzazione umana, sue forme di governo, la religione e il libero commercio; naturalmente, gli alieni potrebbero rivelarsi a tutti di loro iniziativa, non lo fanno perché, secondo un accordo con i governi terrestri, lo faranno quando ci sarà una maggiore evoluzione morale e una maggiore consapevolezza da parte dell’uomo; l’informazione, eccetto Sky, obbediente a chi la paga, generalmente non parla di queste cose.

USA

Trump, a causa dell’enorme deficit commerciale Usa, introducendo i dazi, ha iniziato una guerra commerciale contro la Cina e l’UE o meglio contro la Germania; Trump accusa i cinesi di rubare la tecnologia, di ostacolare le esportazioni americane e di sviluppare la propria tecnologia e le proprie esportazioni con il sostegno dello stato. Non dice che il 50% delle esportazioni cinesi in Usa è fatto da imprese americane, delocalizzate in loco, poi vengono quelle tedesche e giapponesi.

Per aiutare il commercio Usa, bisognerebbe svalutare il dollaro e contrastare le delocalizzazioni industriali; in termini reali, la Cina ha già superato il Pil e il commercio estero americano. Nella storia, le potenze economiche e militari si sono succedute regolarmente, la Gran Bretagna fu superata dagli Usa dopo la seconda guerra mondiale.  Nel medioevo, la Francia carpì a Firenze la tecnica della produzione della seta e a Venezia quella della lavorazione degli specchi, facendo emigrare in Francia artigiani delle due città; nel 1813 gli Usa carpirono all’Inghilterra la tecnica del telaio a vapore.

La Cina sta delocalizzando la sua produzione d’acciaio all’estero e sta sviluppando la sua domanda interna. Gli Usa esportano in Cina merci per 130 miliardi di dollari e servizi per 50, con l’eccedenza valutaria, la Cina vi acquista molti titoli pubblici, che sono debiti del Tesoro americano. I cinesi nel 2017 hanno esportato in Usa per 506 miliardi, ma gli investimenti Usa in Cina sono maggiori di quelli cinesi in Usa, probabilmente perché gli americani i dollari non li ricevono con il commercio ma li creano.

Gli Usa hanno delocalizzato molto anche in Messico, ora tanti, a causa del protezionismo americano, temono una recessione del commercio mondiale e la possibile denuncia dell’enorme debito estero americano che, con i derivati, è impagabile; m a l’informazione e la Germania puntano l’indice solo sul debito pubblico italiano. E’ per questo che la Cina è tesa a sviluppare il suo mercato interno, mentre l’UE, invece di calmierare le esportazioni tedesche, che creano squilibri economici, crede ancora all’austerità francescana (Per le notizie, fonte: Vincenzo Comito – sbilanciamoci.info).

EUROPA

Più del deficit di bilancio dello stato, gli squilibri commerciali favoriscono l’indebitamento dei paesi debitori e la sviluppo del mercato speculativo da parte dei paesi creditori; infatti, il denaro o moneta, di qualsiasi tipo, cioè statale, bancaria, di conto e privata, nasce sempre dall’indebitamento dello stato, causato da ragioni commerciali o di bilancio; il che favorisce la schiavitù di stati e persone, assieme a un disegno imperialista dei creditori.

L’economista tedesco Hans-Werner Sinn, rileva che l’euro non ha favorito la crescita europea, la convergenza tra le economie dell’EU e l’efficiente allocazione dei capitali, afferma che la crisi dell’eurozona dipende dall’indebitamento estero. A causa dell’attivo commerciale, i risparmi dei tedeschi hanno drogato la crescita economica di paesi periferici, favorendo, con il loro afflusso, eccessi di spesa pubblica e bolle immobiliari, favorendo  la loro maggiore inflazione e perciò, minando la loro competitività.

L’attivo della bilancia commerciale tedesca è derivato anche da un deficit d’importazioni per bassi salari interni. Il trattato di Lisbona impone a uno stato di non accollarsi i debiti di un altro stato, senza stabilire regole per prevenire le insolvenze degli stati, senza regolare il mercato finanziario e favorendo la speculazione. Le distorsioni del mercato dei capitali sono state affrontate con il Meccanismo Europeo di Stabilità e con il QE della BCE.

Il salvataggio di banche e paesi periferici ha permesso di salvare anche le banche creditrici tedesche; secondo Sinn, le autorità europee non sarebbero dovute intervenire per impedire il fallimento delle banche creditrici. Oggi i paesi creditori e quelli debitori sono condannati dall’euro, con conseguenti trasferimenti di risparmi, crescita del Target2, o crediti bancari a vantaggio della Germania, salvataggi, austerità e demolizione dello stato sociale.

Negli anni ’20, ‘30’ e ’50 fu approvata la remissione parziale dei debiti di guerra tedeschi, mentre oggi l’UE rifiuta d’affrontare il problema dei debiti pubblici; i paesi periferici dovrebbero recuperare la competitività con un euro flessibile e con possibilità di un’uscita dall’eurozona, in tal modo, ritroverebbero la via per aggiustare i rapporti con gli altri paesi, senza svalutare salari e pensioni. Purtroppo, anche Say, come l’UE, affermava che per l’aggiustamento era necessario la flessibilità del mercato del lavoro.

La politica monetaria tedesca ha adottato una linea anti Keynesiana, rifiutando interventi discrezionali degli stati, obiettivi di equità sociale e il controllo sui movimenti di capitali e non imponendo l’armonizzazione fiscale, senza la quale si hanno solo distorsioni della concorrenza e squilibri commerciali. Senza questi errori, le banche, con l’aumento delle attività liquide, non avrebbero assunto tanti aspetti speculativi.

Oggi le banche non fanno più semplice intermediazione del risparmio, ma fanno speculazione; contro gli ordoliberisti di Friburgo, Keynes riteneva che le crisi erano connaturali al capitalismo, esse si producono in modo endogeno grazie al ruolo svolto da moneta e dalla finanza, favorendo l’instabilità economica, rispetto la quale, la moneta non è affatto neutrale.

Per favorire l’occupazione, Keynes voleva una politica monetaria e fiscale espansiva, cioè non voleva l’eliminazione del deficit di bilancio. Per riparare ai guasti, oggi l’euro riformismo chiede solo la riforma dei trattati, fine dall’austerità e maggiore flessibilità; però, per una maggiore occupazione e per salvare l’UE, occorre anche una più equa distribuzione di redditi e ricchezze.

Inoltre, occorre anche regolamentare finanza e movimento dei capitali e favorire l’aumento della domanda interna con aumento dei salari; il riequilibrio non deve pesare solo sulle spalle dei debitori, come vogliono gli usurai; inoltre occorre rilanciare l’economia mista e creare nuovamente banche di stato. (Per le notizie, fonte Andrea Kalajzic – Hans-WernerSinn - sinistrainrete).

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Secondo l’economista keynesiano Sergio Cesaratto, la Germania, che rimprovera all’Italia di non rispettare le regole, non le rispetta nemmeno lei; purtroppo gli italiani, grazie alla cattiva e non disinteressata informazione nostrana, soffrono di un complesso d’inferiorità verso i tedeschi. Comunque, Nietzsche contro, l’opinione comune, affermava che i tedeschi fanno il doppio gioco e mischiano imbrogli e morale, seguendo il proprio interesse.

I tedeschi sono egoisti e vogliono l’egemonia; anche se sono attratti dall’Italia, denigrano gli italiani, i media tedeschi non fanno autocritica e difendono la loro classe dirigente; i tedeschi hanno imposto un doppio standard a vantaggio della Germania, per cui anche il salvataggio della Grecia e la riunificazione tedesca si sono rivelati un affare economico per la Germania, è probabile che essa, diversamente dall’Italia, sia molto più abile nel negoziato (Per le notizie, fonte: Marcello Foa – sinistrainrete.info). 

ITALIA

L’autarchia culturale, con l’aiuto della propaganda, con lo scopo di essere accettati da un gruppo, rifiuta aprioristicamente i punti di vista di altri partiti o religioni. Si afferma che anche gli italiani emigrarono, dimenticando che l’hanno fatto tutti i popoli e trascurando che l’immigrazione può essere anche regolata: Bisogna anche ricordare che tutti i popoli sono stati prevalentenente contadini e che la mafia è nata autonomamente in tutto il mondo, poi si organizzò meglio in Italia e nei paesi evoluti, non è stata inventata dagli italiani.

Lo spreco alimentare da parte dei cittadini, ricordato dalla televisione, vuole sottintendere che la gente vive anche troppo bene, invece nei supermercati è imposto da norme statali che intendono escludere dal commercio i prodotti in scadenza; questo spreco non esiste solo in Italia, in Giappone è anche più alto. Nei supermercati riguarda molti prodotti ancora commestibili; ospedali e carceri buttano cibo; lo stato, al riguardo, non può fare la morale alla gente perché spreca di più, ad esempio in materia di appalti, in strumenti di guerra e nella spesa pubblica in genere.

In Italia, le somme stanziate dal governo, da regioni ed enti locali, destinate agli investimenti pubblici, non si spendono a causa dei ritardi burocratici previsti dalla legge, ma anche perché le banche le ricevono in deposito e, con il ritardo nell’erogazione, le prestano a interesse. Le banche, tesoriere della pubblica amministrazione, hanno fatto sempre lucro con quest’attività, non possono augurarsi una spesa pubblica celere, anche se questa creerebbe occupazione  e metterebbe al sicuro il territorio da frane, terremoti e alluvioni.

Lealtà e tradimenti non sono tipici di un popolo, diserzioni, ritirate, violazioni di trattati e tradimenti sono tipici di tutti i paesi, a causa d’insuccessi militari, cambi di governo e crisi economiche; quando la nave affonda, anche i topi scappano. La guerra tra alleati e nazi-fascisti non nacque perché i primi erano democratici e i secondi  no, ma perché gli alleati si erano spartito il mondo e la Germania voleva espandersi nell’est d’Europa, l’Italia nel Mediterraneo e il Giappone in Asia.

Ridistribuite la ricchezza significa non solo ridistribuire reddito monetario, ma anche, con una riforma fondiaria, la terra, perciò nacquero i moti contadini; i paesi che hanno tanta terra e scarsa popolazione, se non vogliono cedere parte del loro territorio, devono essere i primi ad accettare gli immigrati, naturalmente in maniera regolata e secondo le necessità del loro mercato del lavoro.

La televisione, dopo aver remato contro l’alleanza tra Lega e M5S, adesso parla di frizioni tra i due partiti sull’accettazione della TAV Torino-Lione; è probabile che l’Italia debba avere dei treni veloci, però non si devono ignorare le posizioni dei cittadini piemontesi, in genere contrari, come il fatto che l’opera è l’ennesima speculazione; perciò bisognerebbe controllare la regolarità dell’appalto e degli accordi con la Francia, perché il tratto francese è più lungo di quello italiano, ma l’Italia paga di più.

Sanzioni e multe servono a costringere un  popolo a seguire un percorso preordinato;  l’Italia, invece delle Tav, vista la sua conformazione marittima, avrebbe dovuto sviluppare la navigazione di cabotaggio, per le merci e le persone. Purtroppo, anche la nostra informazione è solita ingiuriare italiani, chiamandoli populisti e corrotti; bisognerebbe ricordare che la corruzione, a tutti i livelli, non esiste solo in Italia.

ISLAM

La campionessa di scacchi israeliana, di sette anni, Liel Levitan, doveva partecipare al campionato mondiale di scacchi, in Arabia Saudita, poi spostato a Monastir, in Tunisia, ma non ha potuto partecipare perché israeliana. Ai campionati di judo di Rio del 2016, il campione egiziano non ha stretto la mano all’israeliano che l’ha sconfitto, ma l’informazione ha condannato la nascita dello stato nazione di Israele e lo spostamento della sua capitale a Gerusalemme. Gli stati arabi, violando le leggi internazionali, proibiscono l’ingresso a cittadini israeliani e a volte anche a quelli che hanno un passaporto con visto israeliano; inoltre condannano i loro cittadini che collaborano in campo culturale con Israele (Per le notizie,: fonte: Il Foglio 27/7/2018 - Giulio Meotti).

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (22/7/2018)

USA

Trump dice quello che pensa ma è contraddittorio, mentre, gli altri politici, a comando, muovono solo la coda e perciò appaiono più coerenti alle direttive dei loro mandanti incogniti; Trump, dopo aver colpito la Russia con le sanzioni, sembra volersi accostare a Putin. Forse per aiutare l’industria bellica, dopo aver criticato la Nato, giudicandola quasi inutile, invitando gli alleati ad aumentare le spese militari, la vuole potenziare, da ricordare che la Nato è nata in funzione antirussa.

Per alimentare lo stato di guerra permanente, sostiene l’Islam sunnita contro quello sciita, sostenuto dalla Russia; per difendersi dagli attacchi dell’opposizione, difende la Russia nell’inchiesta sul russiagate, che ipotizza un intervento russo nella rete, per influenzare le elezioni presidenziali americane e favore di Trump. D’altra parte; si sa che le potenze ricorrono alle astuzie  e alle provocazioni, anche via rete, e che da Usa, GB e Russia sono state espulse spie che lavoravano per il nemico.

Trump vuole che la Germania tagli il cordone ombelicale delle forniture di gas dalla Russia, rifornendosi con gas americano, con maggiori oneri per l’UE; com’è successo con le sanzioni e, senza vederne i rischi, vuole che la Germania riarmi. Trump vuole allentare i rapporti stretti tra Russia e Cina, che collaborano anche nei settori industriali, scientifici e militari. In questa situazione, è la Germania, che in Europa si è rafforzata e vuole tenerne fuori Russia e Usa, che riuscirà a  far nascere la Comunità Europea di difesa, in passato invisa dalla Francia.

Visto il deficit della bilancia commerciale Usa, sono logiche le misure protezionistiche di Trump; però, constatate le reazioni negative degli alleati come la Germania, che hanno un commercio estero eccedentario, per ridare spazio alle esportazioni americane, Trump farebbe meglio a svalutare il dollaro e ostacolare le delocalizzazioni, come sembra stia cercando di fare, però anche lui deve tenere conto degli interessi dei poteri forti che uccidono anche i presidenti.

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La commissione europea, su impulso della sua Antitrust, ha inflitto una multa di 4,3 miliardi di euro a Google, che si aggiungono ad altri due miliardi già comminati, per pratiche monopolistiche e abuso di posizione dominante del suo sistema operativo Android che opera in rete; gli Usa avevano già multato pesantemente la Volkswagen perché troppo inquinante.

Dopo il protezionismo Usa, che peraltro insegue quello europeo perché i dazi europei erano più alti di quelli americani, ma l’informazione, attiva nelle critiche a Trump, lo ricorda raramente, potrebbero essere le prime mosse di una guerra commerciale tra Usa e UE. Poi gli Usa potrebbero uscire anche dalla Nato, l’UE diverrebbe una confederazione con una difesa comune e senza più possibilità di devoluzione o scelte autonoma degli stati membri, infatti, nella metà dell’ottocento gli unionisti americani per contrastare la devoluzione degli stati confederati del sud, fecero loro guerra. 

L’incontro di Helsinki del 18/7/2018 fra Trump e Putin, potrebbe mettere la prima pietra per porre fine alla seconda guerra mondiale, terminata, come la guerra di Corea, con un armistizio e non con un trattato di pace: Gli Usa sembravano anche volersi staccare dall’Europa per avvicinarsi all’Asia, dove hanno investito o delocalizzato molto, come hanno fatto in Messico, ma adesso pare che sia l’Europa che si accosti a Cina e Giappone, è un’altra prova che i trattati non sono irreversibili, come sostengono i dogmatici, basta conoscere la storia.

ITALIA,

Il calciatore Ronaldo è stato acquistato per molti milioni di euro dalla Juventus proveniente dal Barcellona, anche Ronaldo ha ricevuto un ottimo ingaggio personale; com’è noto, le squadre di calcio sono state indagate per evasione fiscale, ma non sono estranee nemmeno ai falsi in  bilancio. La compravendita dei calciatori presuppone che questi, in  violazione della convenzione sui diritti dell’uomo, non sono proprietari di se stessi, cioè nel calcio e in carcere, come in era schiavistica, si appaltano ai privati i lavoratori invece che i lavori, cioè vi si fa appalto di mano d’opera.

Inoltre, vendendo un calciatore a un prezzo elevato, si ottengono plusvalenze che coprono costi e perdite precedenti, mentre la società che lo acquista, caso singolare al di fuori dello schiavismo, lo mette tra le attività di bilancio, assieme agli altri beni; sperando, grazie a loro, di rifarsi con i successi nei campionati, nell’incremento della società nel valore di borsa e nel gioco pronostici da parte di taluni (esistono anche partite truccate). Anche il calcio è oppio del popolo, usato per fare sopportare loro le sofferenze di tutti i giorni, inflitte da stato e potenti, infatti, i romani usavano lo sport per drogare il popolo; perciò anche oggi il calcio è una sommatoria d’intrallazzi e speculazioni, tollerati, come diceva Macchiavelli, per la ragione di stato.

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A proposito dell’atteggiamento di Boeri che mette i bastoni tra le ruote del governo, assieme a Tria e Fico, con il rischio di farlo cadere, anche prima delle elezioni europee, bisogna ricordare che l’Inps e socio della Banca d’Italia, assieme a banche e assicurazioni; quindi partecipa alla distribuzione del signoraggio monetario, attribuito in compartecipazione dalla BCE alla Banca d’Italia: Forse l’ammissione dell’Inps nella compagine sociale fu imposta per avere la complicità di partiti e sindacati in tutte le scelte della Banca d’Italia, infatti, stranamente, in Banca d’Italia c’era un solo sindacato dei lavoratori, non si volevano voci fuori dal coro.

Forse Boeri, come gli alti dirigenti della Rai, teme che le critiche di questo governo alle alte pensioni possa intaccare la sua prossima pensione e liquidazione; all’Inps, alla Rai e altrove si sono pagati tanto i dirigenti, non perché erano competenti, ma perché erano obbedienti e discreti, cioè omertosi; infatti, Boeri e i suoi simili che dirigono le banche, più che i lavoratori, difendono i mercati, i privilegi, la speculazione e il liberismo sfrenato.

EUROPA

L’UE ha siglato l’accordo Jefta di libero commercio con il Giappone, simile al CETA e alla vecchia bozza di accordo commerciale transatlantico, fallita per la posizione contraria americana, che teme la concorrenza estera e deve confrontarsi con l’enorme squilibrio della sua bilancia commerciale. Di Maio, già contrario al CETA, ha accettato l’accordo Jefta, adesso bisognerà vedere come si potrà difendere la genuinità dei prodotti alimentari italiani dalla concorrenza estera sleale.

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Oltre la Nato, in UE si stanno intessendo accordi complementari di cooperazione militare, come il PeSco, un accordo di cooperazione rafforzata in attesa dell’esercito europeo, e lo IEL, forza d’intervento rapido, voluta da Macron; il tutto con aumento di spese militari e cercando di coinvolgere la Gran Bretagna. Il governo italiano non ha ancora sciolto le riserve sull’acquisto degli F35 e lo IEL è stato accettato da Germania, Francia e Spagna, ma al momento non dall’Italia, il suo scopo è la difesa da attacchi, per la protezione umanitaria di civili e operare contro le catastrofi naturali.

Se si scioglie la Nato e gli Usa ritirano le loro armi dall’Europa, sarà una soluzione logica e preveggente; però,  in caso di disordini provocati dall’immigrazione, la forza d’intervento rapido, sarebbe titolata a intervenire militarmente; del resto un euroburocrate neonazista ha già minacciato, come già fatto in Serbia, l’intervento militare in Italia; nell’ottocento in Usa lo fecero i nordisti contro i sudisti

Sembrerebbe, insomma, una nuova Santa Alleanza, promossa nel 1815 da Russia, Austria e Prussia, dopo la caduta di Napoleone; ora questa alleanza è promossa dalla Germania e dalla Francia, contro stati riottosi, come appare agli europeisti l’Italia; le frizioni tra Italia e Francia sono nate con il petrolio libico, in Libia, l’Italia appoggia il governo di Serraj e la Francia quello di Haftar; altre frizioni sono nate con l’immigrazione, appoggiata da Macron in Italia e non in Francia, e nelle trattative Vivendi-Mediaset, fallite e Fincantieri-Stx, chiuse con un pessimo accordo per l’Italia.

Contro Trump, Macron, d’accordo con la Germania, ritiene che protezionismo e nazionalismo, ritenuto un impiccio, possano minare l’unità europea e che immigrazione e terrorismo siano fenomeni duraturi (anche perché incoraggiati dalle potenze); vuole fronteggiare paesi autoritari come la Russia e la Turchia (che fa parte della Nato) e, come l’Italia, propone la modifica dei trattati europei; da ricordare che Macron era sostenuto da Gentiloni e Mattarella è vicino alla Francia. 

Lo IEI sarebbe finanziato da fondi europei e sarebbe fornita di mezzi idonei per affrontare le crisi, il quartiere generale sarebbe a Parigi, da dove si deciderà liberamente dove, come e quando intervenire, magari senza richiesta degli stati interessati; in fondo, per le armi gli stati trovano sempre i soldi che non trovano per le spese sociali, la solidarietà e la democrazia europea sono delle chimere.

Mi chiedo quale sarà la reazione delle basi americane in Italia, in caso di attacco militare convenzionale all’Italia da parte di paesi Nato come Francia e Germania; non credo che gli Usa, dilaniati da una guerra politica interna, alimentata anche dallo straniero, sul tema del protezionismo e dell’immigrazione, si siano posta la questione: Probabilmente i due paesi cercheranno il sostegno e la richiesta d’intervento, com’è sempre accaduto nella storia d’Italia, di partiti e politici collaborazionisti italiani e della Chiesa.

Gli economisti di corte ci hanno tempestati con la tesi che l’euro è irreversibile e che i trattati internazionali fatti dall’Italia non si stracciano, però gli Usa, che si muovono con più autonomia dell’Italia, perché non sono schiavi, in caso di mancato aumento delle spese militari da parte degli alleati, hanno minacciato di uscire dalla Nato. Secondo Der Spiegel, dopo la caduta del muro di Berlino, il 71% dei tedeschi della Germania dell’Est, voleva cambiare regime, ma non voleva unirsi alla Germania dell’ovest; perché l’informazione non l’ha ricordato? (Per le notizie, fonte: Rachele Gonnelli – sbilanciamoci.info 6/7/2018).

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Mattarella, che vive sulla faccia nascosta della luna ed esalta l’UE e la Nato, ha compiuto una visita nei paesi baltici e in Georgia, che fornisce l’Italia di energia, e dove ha  inaugurato uno stabilimento chimico italiano; in quella occasione, provocando la Russia, ha invitato la Georgia a entrare nella Nato e nella UE. La Russia  ha sempre avuto buone relazioni economiche con l’Italia, soprattutto prima delle sanzioni economiche; Mattarella, fiduciario della UE, ha promesso anche alla Georgia il sostegno militare dell’Italia, naturalmente contro la Russia.

L’Italia starebbe molto meglio fuori dell’UE e della Nato, risparmierebbe spese militari e il suo Pil sarebbe maggiore; con una propria valuta e un  po’ di protezionismo, gli italiani starebbero meglio e l’industria sarebbe più florida; della situazione attuale traggono profitto solo multinazionali, industrie militari, esportatori di capitali e d’imprese  e grandi banche.

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In UE l’antisemitismo è ancora forte e la Mogherini, delegata UE agli esteri, è vicina ai palestinesi e perciò non sembra amica d’ Israele, come non lo sono Manifesto, Repubblica, Avvenire e Osservatore Romano. Netanyahu, capo del governo israeliano, oltre che con Trump, ha buone relazioni diplomatiche con i capi dei governi di alcuni paesi europei, come l’ungherese Orban, l’austriaco Kurz e il russo Putin.

In Ungheria esistono 100.000 ebrei e Orban è nazionalista, ma vuole smarcarsi dalle accuse, rivoltegli in passato, di antisemitismo. Orban, rinnegando la politica ungherese del periodo nazista, ha dichiarato di voler proteggere la comunità ebraica ungherese; il governo ungherese ha anche speso 14,5 milioni di dollari nella ristrutturazione di una sinagoga di Pest.

Orban è contro l’immigrazione, soprattutto islamica ed è contro Soros che ha tentacoli anche nelle istituzioni dell’UE; Soros è uno speculatore internazionale che finanzia Ong che favoriscono l’immigrazione e, pur essendo ebreo, finanzia organizzazioni e Ong che, in Europa e in  Israele, diffamano Israele. L’UE ha accusato l’Ungheria di aver costruito un muro contro l’immigrazione e di non rispettare la legge sull’asilo e sul ricollocamento degli immigranti.

I quattro paesi del gruppo di Visegrad, cioè Ungheria, Polonia, Slovacchia e repubblica Ceca, con un veto, hanno bloccato un documento filo palestinese europeo che condannava il trasferimento dell’ambasciata americana a Gerusalemme, già capitale storica di Israele, nato con la guerra come gli altri stati; è un altro caso di frizione tra Usa e UE. (Per le notizie, fonte: La Stampa 19/7/2018).

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In Francia la sinistra antieuropeista di Malenchon o PG, è in opposizione alla sinistra tradizionale europeista che aderisce alla sinistra europea o SE, perciò il PG ha deciso di uscire dalla SE.  Il PG è contrario all’austerità e ai trattati europei; in Grecia, Syriza  ha accettato l’austerità, ha attaccato lo sciopero, ridotto le pensioni e privatizzato, perciò il PG aveva chiesto, senza successo, l’espulsione di Syriza  dalla SE.

Malenchon ha dichiarato: “Noi vogliamo governare e non essere sottomessi all’UE, vogliamo lottare a favore dei pensionati e per l’indipendenza della Francia, non vogliamo essere complici del massacro sociale imposto ai popoli d’Europa”. Il PG vuole promuovere una formazione di sinistra all’interno dell’UE, il primo passo è stato la dichiarazione di Lisbona del 2007, che ha aumentato i poteri del parlamento europeo, poi c’è stata la critica successiva dei trattati europei e lo spirito di rivolta italiano e dei lavoratori francesi.

Altre adesioni alla linea del PG sono venute dalla sinistra danese, svedese e finlandese, invece in Italia, il Manifesto ha criticato la rottura, addebitata a un nazionalismo di sinistra contrario all’internazionalismo di sinistra; in realtà l’UE è antidemocratica e favorisce indirettamente o per reazione la xenofobia e il populismo, che rappresenta la maggioranza del popolo che coltiva sentimenti antieuropei.

In Francia, Macron è ultraliberista e fedele ai trattati europei, Le Pen è una xenofoba di destra, contraria all’UE e il partito comunista francese è europeista. Come la confederazione europea dei sindacati o CES, la SE è diventato il cavallo di Troia delle multinazionali e cinghia di trasmissione dell’UE, che è imperialista e bellicista, lo abbiamo visto in Serbia, Irak e Libia; è pertanto necessario ricostituire una sinistra di classe in Europa. (Per le notizie, fonte: Guido Salza – La Città futura). 

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Se un professore di corte mi chiedesse a cosa è dovuta, secondo me, la crisi economica internazionale, per timore dei fulmini ideologici, non gli risponderei quello che sto per scrivere. Secondo me, la crisi è dovuta agli squilibri commerciali, alle delocalizzazioni industriali e ai paradisi fiscali, in minore misura è dovuta ai deficit di bilancio e al debito pubblico, presentati come più importanti dalla commissione europea.

Gli squilibri commerciali aumentano debiti e attività finanziarie in attesa di collocamento e di speculazione, le delocalizzazioni derivano dalla ricerca di paradisi fiscali e di minori costi del lavoro, sottraendo lavoro in patria; i paradisi fiscali favoriscono l’evasione fiscale e deficit di bilancio e debito pubblico. Tutti questi eventi alimentano la massa monetaria in cerca d’impieghi, soprattutto speculativi, cioè fughe di capitali, risparmio gestito transnazionale e derivati.

Nunzio Miccoli   www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (16/7/2018)

EUROPA

Da pochi giorni è iniziato il semestre UE a guida austriaca e il ministro degli interni austriaco Kickl e il premier Kurz hanno proposto un piano che, derogando alla convenzione di Ginevra, prevede uno stop alle domande di asilo nel territorio dell’Unione, bloccando porti e frontiere esterne. Gli hotspot di prima accoglienza dovrebbero essere creati in Africa, ma i paesi africani non li vogliono e il consiglio europeo li ha esclusi; ogni paese europeo dovrebbe stabilire autonomamente quanti emigranti far entrare, gli altri sarebbero respinti.

Intanto, per gli accordi scellerati fatti dai precedenti governi italiani su sollecitazione del papa, i quali hanno aperto i porti italiani all’immigrazione, in Italia continuano ad arrivare navi militari, mercanti e di Ong che portano immigrati; la riduzione rilevata sull’anno precedente, è dovuta al fatto che tanti, viste le resistenze del nuovo governo italiano, si sono rifiutati di partire e a causa dei morti in  mare tra gli immigrati (Per le notizie, fonte La Stampa 9/7/2018).

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Nel Mediterraneo, l’operazione Sophia, a guida italiana, con navi, elicotteri e aerei dell’UE, ha eseguito fermi, controlli e ha distrutto imbarcazioni che trasportavano emigranti; suo compito è controllare il traffico di uomini e altri traffici del crimine organizzato, non prevede il soccorso in mare, ma alcune volte l’ha fatto, sbarcando gli immigrati in Italia, anche perché i governi italiani lo avevano concesso all’UE. All’operazione collabora anche Frontex, che dovrebbe tutelare le frontiere esterne dell’UE.

La missione Sophia segnala indirettamente alle navi delle Ong i gommoni dei migranti avvistati dai velivoli, con comunicazioni dirette al comando della guardia costiera di Roma che, a sua volta, informa le navi delle Ong. Perciò Salvini reagisce, la procura di Catania ha sequestrato la nave Open Arms con emigranti, segnalata da un elicottero italiano, la nave Ong Sea Watch 3, contenente migranti, è stata fermata e i suoi passeggeri sono stati trasbordati, nell’ambito dell’operazione Sophia, sulla nave militare Santa Maria e poi sbarcati ad Augusta.

La nave Diciotti, della guardia costiera italiana, con uomini della polizia di stato, contenente 67 migranti raccolti da un gommone, aveva chiesto di sbarcare a Trapani; gli emigranti, per non essere consegnati ai libici, avevano minacciato l’equipaggio, perciò Salvini ha promesso ai dirottatori le manette e la galera e poi non ha autorizzato lo sbarco, la procura di Trapani indaga. Pare che la confusione dei precedenti governi italiani, in realtà favorevoli all’immigrazione, e la disinformazione dei predicatori laici della televisione abbiano aiutato l’immigrazione.

Salvini reagisce e la Lega aumenta i suoi voti, arrivando a pareggiare il M5S; anche se si afferma che gli italiani sono in maggioranza favorevoli all’euro, in maggioranza, sono contro l’immigrazione, su questo tema, sono distanti dalla propaganda televisiva, politicamente corretta e megafono del papa. (Per le notizie, fonte: Il Giornale 10/7/2018 – Fausto Bilislavo e Chiara Giannini – Il Sole 24 ore).

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In Belgio, Francia, Germania, Olanda e Turchia sono stati fermati agenti iraniani accusati di preparare attentati, ma potrebbero essere anche azioni di provocatori al soldo dell’Arabia, nemica dell’Iran. In Germania, questi terroristi, che hanno una base anche in Albania, preparavano attentati contro obiettivi israeliani; sponsor del terrorismo sono Arabia, Qatar, Iran e Turchia che, ne danno la colpa ad altri.

Le potenze hanno sempre agito con le provocazioni e con il terrorismo che è un vecchio modo di fare politica; l’Arabia si scontra con l’Iran nello Yemen e in Siria e minaccia di bloccare gli stretti di Hormuz, mentre grandi imprese europee, dopo le sanzioni americane, per i timori di guerra, si stanno ritirando dall’Iran. (Per le notizie, fonte: Corriere della Sera 10/7/2018 – Guido Olimpio).

ITALIA

Sono vani gli sforzi statali per la tutela della privacy e dei dati personali, dei quali si chiede la riservatezza, in  materia sanitaria, in internet e in altri campi; in pratica, la privacy rientra nella categoria dei segreti della persona, simili ai segreti di stato, d’impresa, di chiesa, militari, bancari fino alle confessioni in chiesa. Lo stato vive nella segretezza, spia e non vuole essere spiato, i servizi segreti esistono per questo, le norme sulla riservatezza sono inefficaci perché le imprese e la chiesa hanno la stesa pretesa dello stato, ma spesso, senza successo.

I sudditi vivono d’illusioni coltivate dallo stato, se a parole questo non tutelasse il risparmio, nessuno risparmierebbe e non porterebbe più denaro in banca, se la chiesa non tutelasse il segreto della confessione, nessuno si confesserebbe più, perciò anche la polizia protegge i delatori. Assieme alla segretezza, la propaganda aiuta politica, commercio e religione, tutti abusano della credulità popolare che, tuttavia, è perseguita dalla legge.

Il segreto della confessione, a tutela della sicurezza di alte cariche o per liberare dal carcere un innocente, a volte è stato violato. Lo stato, per legittimarsi, deve dare delle garanzie, per amministrare la giustizia, proclama l’eguaglianza dei cittadini davanti alla legge, ma poi, grazie ad altre leggi e alla prassi politica, non rispetta questo principio; inoltre, troppe norme significano confusione, incertezza del diritto e nessuna norma.

Il discorso vale per tutti gli stati, non solo per la mafia, che, come lo stato, è una società segreta che opera nella riservatezza; il concetto di trasparenza non si concilia con il potere, legale o criminale. Lo stato, da buon predicatore, ha segreti e spia i cittadini, anche d’accordo con la religione; contemporaneamente, vieta ai cittadini di spiarsi tra di loro o di attentare alla riservatezza delle altre persone.

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La privacy tutela il diritto alla riservatezza sui dati della vita privata di ogni persona e mira a impedirne la divulgazione senza l’autorizzazione dell’interessato; l’Istituto nacque in Usa negli anni ’60 e in Italia si affermò gradualmente dagli anni ’70, con recepimenti anche legislativi, nella costituzione italiana ce n’è traccia negli articoli 2-14-15-21. Ogni persona ha diritto di accedere ai dati che la riguardano, per ottenerne la rettifica, la revoca dell’autorizzazione o il risarcimento.

La convenzione europea dei diritti dell’uomo difende le libertà personali, cioè i diritti personali, anche dallo stato, fatte salve le azioni a difesa dell’ordine pubblico; anche se sembra contraddittorio, tra i dati personali tutelati c’è anche la proprietà, normalmente censita dalle banche per i  loro clienti, le banche gestiscono anche una centrale rischi clienti e schede informative sui clienti.

Inoltre, possono accedere al catasto urbano, per rilevare iscrizioni ipotecarie dei loro clienti, in pratica, con la centrale rischi e i rapporti di corrispondenza con le altre banche, sui loro clienti, hanno un’informazione patrimoniale più completa di quella posseduta dal fisco; sempre la materia di attenuazione o violazione della privacy, i tribunali hanno un casellario giudiziario dei condannati, che usano anche per il controllo della recidività.

Altri dati sensibili tutelati dalla privacy sono razza, convinzioni personali, salute, costumi sessuali; il trattamento illecito può dare luogo a risarcimento; la cessione di dati a terzi può essere fatta solo su autorizzazione dell’interessato. Ci si può opporre al trattamento di dati a fini commerciali, l’interessato può chiedere la cancellazione, l’aggiornamento e la rettifica dei suoi dati. Il garante per la protezione dei dati personali ha poteri istruttori, consultivi e sanzionatori e il suo intervento costituisce il primo grado del giudizio amministrativo, con possibilità di ricorrere successivamente anche alla magistratura.

In alcuni casi, il garante può escludere il consenso dell’interessato al trattamento dei suoi dati, il risarcimento prescinde dalla volontarietà del comportamento; gli illeciti, tra le altre cose, riguardano l’omessa esibizione di documenti al garante, l’omessa adozione di misure necessarie alla sicurezza dei dati e la falsità delle notificazioni al garante. La privacy trova limitazione nel diritto d’informazione e di manifestazione del pensiero, il consenso al trattamento dei propri dati personali può essere anche revocato.

Possono essere utilizzate foto fornite dall’interessato o scattate in manifestazioni pubbliche, le foto possono essere utilizzate da giornalisti o da chi fa informazione; la tutela all’anonimato di minori impedisce d’identificare le vittime di violenze. Dopo la tutela della segretezza nella corrispondenza cartacea e della comunicazione telegrafica e telefonica, in internet, la tutela della privacy serve a prevenire furti di dati, a prevenire installazioni abusive di apparecchiature e programmi per intercettazioni, a evitare rivelazioni di documenti segreti, a impedire accessi non autorizzati, spionaggio e frode informatica.

Un’azienda non può pubblicare i dati di un proprio cliente senza sua autorizzazione, le sanzioni prevedono, oltre il risarcimento, la reclusione con aggravante per chi commette gli abusi come operatore del sistema. Purtroppo oggi una violazione commessa in rete produce effetti anche in altri paesi, quindi, per l’uso della rete, è necessario un processo di regolamentazione internazionale. In questa materia, in Italia il diritto alla difesa prevale su quello alla privacy e il diritto alla privacy prevale sul diritto d’autore (Per le notizie di carattere giuridico, fonte: Bruno Saetta).

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Dalla fine della seconda guerra mondiale, i governi italiani sono passati dal servizio degli Usa al servizio della UE, usata come paravento della Germania, alle trame americane si sono sostituite quelle tedesche, miranti a destabilizzare l’Italia e a egemonizzare l’Europa (con il denaro si può!). Però, in Europa arrivano soldi anche dall’Islam, cioè da Arabia, Qatar, Kuwait, Emirati, Marocco e Algeria, a favore di moschee, politica e informazione, perciò vi cresce l’antisemitismo, la disinformazione e il terrorismo, che è, come la guerra, un modo di fare politica.

Non si può contenere l’emigrazione islamico-africana, che rappresenta una strategia di penetrazione, con aiuti economici europei che arricchiranno solo le tasche di politici africani ed europei; purtroppo in Africa, finanziarie cinesi ed europee hanno acquistato tanta terra fertile, per produrre prodotti agricoli, industriali o alimentari, da esportazione, sottraendola agli africani.

USA

Stante il deficit cronico della bilancia commerciale degli Usa, che ha spinto Trump a introdurre dazi all’importazione per riequilibrarla, in questo momento pare strana la rivalutazione del dollaro che, in un mercato corretto e purgato dalla speculazione, avrebbe dovuto svalutarsi, mentre l’euro avrebbe dovuto rivalutarsi. I cosiddetti mercati, che includono banche centrali e grandi banche, hanno acquistato dollari per farli rivalutare, poi, per portare a casa il guadagno, li venderanno, il dollaro si porrà a un valore molto più basso dell’attuale e gli Usa, per aiutare le loro esportazioni, potranno contare sulla svalutazione del dollaro, invece che sui dazi invisi ai nostri economisti europeisti.

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (8/7/2018)

EUROPA

Dietro l’immigrazione, invece della solidarietà e dell’umanitarismo, c’è il business; finanza, multinazionali e sinistra si sono alleati per riempire l’Europa di nuovi schiavi e per ridurre i diritti dei lavoratori e il costo del lavoro. I registi di quest’operazione, che ha spinto all’esodo, sono stati favoriti dalla propaganda di politica e informazione, che hanno presentato le ONG, come ha fatto Fico, con il quale bisogna fare i conti, come dei salvatori.

I salvataggi nascondono interessi politici ed economici, la nave Proactiva Open Arms, popolata da attivisti di sinistra, sostenuta da George Soros, vuole abolire stati e confini e ha ricevuto una donazione dalla compagnia marittima spagnola Gruppo Ibazibal. Nel 2014 la maggior parte dei 140.000 migranti, su sollecitazione del papa, è stata recuperata, con la missione Mare Nostrum, dalla marina militare italiana, però 40.000 di loro furono salvati da navi commerciali, costrette a deviare dalla loro rotta, come prevede la legge del mare, a costi notevolissimi.

Con le proteste degli armatori, George Soros con la sua fondazione Open society, e il Gruppo Ibazibal, si risolsero a finanziare le Ong; a Soros non interessa salvare vite umane, ma, con il business dell’emigrazione, vuole utilizzare i flussi migratori per incrinare frontiere e sovranità degli stati. Le navi delle Ong sono gestite da gruppi di sinistra, spesso inconsapevoli delle finalità recondite delle operazioni di salvataggio; in UE, anche l’Islam militante si appoggia ai gruppi di sinistra.

Le Ong sono finanziate da stati e da gruppi industriali di vari paesi, anche tedeschi, con quest’operazione le multinazionali sono interessate soprattutto ad abbassare il costo del lavoro, introducendo in Europa manodopera a basso costo. Gli immigrati servono indirettamente anche a favorire, con la reazione popolare, la destra; poiché gli uomini non sono uguali e non sono destinati alla stessa sorte, considerato lo spettro della società e il decremento demografico, i migranti ospitano sicuramente, oltre che rifugiati e aspiranti lavoratori, anche criminali, terroristi, minori per pedofili e donatori involontari di organi; inoltre, minori da adottare, ladri per ricettatori, venditori di droga, prostitute, clienti per giochi d’azzardo, droga e usura.

Non è un’esagerazione, anche l’emarginazione alimenta questo spettro sociale, il denaro si fa in tanti modi; l’élite al potere, che dirige le nostre sorti, è spregiudicata e, con le leggi, insegna l’onestà che non pratica. Si fanno pagare ai migranti parte delle spese per attraversare l’Africa, per la raccolta in mare e il trasporto; secondo un progetto dell’élite,  all’Italia sarebbe spettato il costo dell’accoglimento.

Nell’impresa; Soros ha impegnato 500 milioni di dollari del suo patrimonio, è sostenuto dall’EU ma non dagli Usa di Trump e nemmeno dai paesi dell’Europa orientale che hanno chiuso le frontiere; l’Ungheria, malvista dalla Germania, lo boicotta, anche con la legge. Sull’immigrazione l’opinione pubblica pare divisa, in realtà in Italia, da un a parte sta il governo e la maggioranza del popolo, cioè i cosiddetti populisti, dall’altra parte sta PD, informazione, chiesa, mafia, istituzioni e classe dirigente coordinata dai mercati. (Per le notizie, fonte: Gian Micalessin – Il Giornale 1/7/2018 - Informazione Corretta).

ISLAM

Secondo la convenzione di Parigi, firmata da Israele e Autorità Palestinese, Israele deve versare annualmente all’A.P. le imposte riscosse nei territori amministrati o di pertinenza dall’A.P., destinate all’assistenza sociale alla sua popolazione. Recentemente il parlamento israeliano ha votato una legge che gli consente di decurtare dalla cifra le remunerazioni concesse alle famiglie dei terroristi uccisi o reclusi, con cifre crescenti, per atti che vanno dalla violenza all’omicidio; un terrorista ha ucciso otto israeliani e la famiglia ha ricevuto un assegno di 10.000 euro, diviso in pagamenti mensili.

Con questa procedura, l’A.P. devolve alle famiglie dei terroristi condannati circa 350 milioni di euro annui; secondo il parlamento israeliano, in questo modo l’Autorità Palestinese incoraggia il terrorismo, anche contro civili israeliani; però la televisione nostrana e Avvenire non la racconteranno mai così (Per le notizie, fonte: Vito Anav – Breacking News – Informazione Corretta).

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Contro Israele, aumentano gli sforzi di Turchia e Iran, anche se questi paesi operano separatamente, l’Iran sostiene Hamas a Gaza, sul Golan sostiene l’esercito di Assad e in Libano gli Hezbollah sciiti; a Gaza ha ispirato la marcia del ritorno; dalla Siria ci sono stati lanci iraniani di missili contro Israele, che ha risposto. In Libano, le elezioni parlamentari del 6/5/2018 hanno rafforzato il partito filo iraniano Nasrallah, mentre si è indebolito il partito del primo ministro sunnita Hariri, vicino all’Arabia saudita, che si è ravvicinata a Israele.

Netanyahu ha denunciato il mancato rispetto da parte dell’Iran del trattato sul nucleare e il suo potenziamento del programma missilistico; perciò Trump si è ritirato dal trattato sul disarmo nucleare con l’Iran, tuttavia, vuole ritirarsi dalla Siria, come dall’Afghanistan, incoraggiando iniziative anti iraniane di Israele e Arabia Saudita.

La Turchia di Erdogan vuole estendere la sua influenza suGerusalemme e Palestina e perciò i paesi arabi sono allarmati, Erdogan è quello che si è opposto di più al trasferimento dell’ambasciata Usa a Gerusalemme; ha richiamato il suo ambasciatore da Israele, ha fatto donazioni ai fratelli musulmani che operano a Gerusalemme e donazioni a organizzazioni islamiste turche che protestano contro gli Usa e Israele.

L’attività turca ha allarmato palestinesi, giordani e sauditi, re Abdullah di Giordani è il custode della spianata delle moschee e non vuole esser scavalcato; Giordania e Autorità Palestinese temono di perdere consenso tra la popolazione palestinese; sono sempre più numerosi i ritratti di Erdogan branditi dai palestinesi che protestano, sicuramente sovvenzionati da Erdogan.

Molte nazioni islamiche stanno allacciando rapporti con Israele, per le sue conoscenze tecnico-scientifiche e perché lotta contro Iran e Isis, la Germania acquista droni armati da Israele e Russia e Usa hanno riconosciuto Gerusalemme come capitale di Israele, con riserve sulla sovranità su Gerusalemme est. Invece da Gaza, Hamas ha deciso di lanciare anche aquiloni e palloni incendiari verso Israele, mentre l’Iran, dalle sue basi, gli lancia contro missili ai quali Israele risponde. Per Israele, l’Iran rappresenta una minaccia peggiore dell’Isis.

La squadra mobile di Torino ha arrestato più di venti trafficanti marocchini di marijuana,  destinata a finanziare il terrorismo islamico dell’Isis in Africa settentrionale; nelle indagini sono stati imputati per favoreggiamento un avvocato italiano e una talpa della procura che lo informava sulle indagini (Per le notizie, fonte: Informazione Corretta – La Stampa 4/7/2018 – Giordano Stabile – Repubblica – Erica di Biasi 6/7/2017). 

ITALIA

L’economista Joseph Stigliz ha affermato che l’Italia, per rilanciare la sua economia, dovrebbe adottare, a fianco dell’euro, una moneta complementare fiscale, perché oggi l’Italia fa debito solo per pagare gli interessi sul debito; invece Merkel e Macron, la volpe e il gatto, per curare o meglio massacrare l’Italia, stanno già pensando all’intervento di un Fondo Monetario Europeo, anche se l’Italia, considerate le sue garanzie patrimoniali, non ne avrebbe bisogno. Macron e Merkel sono sostenuti da italiani di rilievo, agenti dello straniero.

Tagliare spesa pubblica e costo del lavoro, come suggerito dall’UE, ha ridotto il Pil italiano; se non si vuole uscire dall’euro, che sarebbe la scelta migliore, una moneta complementare, di qualsiasi tipo, potrebbe conferire maggiore spazio di spesa al governo; la nuova moneta fiscale non farebbe aumentare debito pubblico e deficit di bilancio. Questi titoli di sconto fiscale o TSF darebbero diritto, dopo tre anni dall’emissione, a ridurre i pagamenti di tasse e contributi e sarebbero usati da imprese e privati; potrebbero essere ceduti in garanzia e incrementerebbero consumi e, dopo tre anni, gettito fiscale e Pil.

Se si decide di restare nell’euro, gli TSF sembrerebbero permessi dagli accordi di Maastricht, mentre, per adottare altre monete complementari o i mini-bot cartacei, bisognerebbe uscire dall’euro, però si potrebbe sempre trattare, se il governo ha spina dorsale. Gli TSF non sono debiti e non sono rimborsabili, teoricamente, possono essere accettati in garanzia dalla BCE per concedere prestiti alle banche, però oggi sono le banche italiane che esportano capitali privati e capitali derivanti dal QE (Per le notizie, fonte sinistrainrete – Enrico Grazzini).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;    viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (1/7/2018)

ITALIA

La narrazione mitico - propagandistica ha affermato che gli immigrati sono tutti profughi di guerra e non comprendono terroristi in fuga, in realtà, la maggioranza è fatta di emigranti economici, non molto poveri per i loro paesi di origine; inoltre, tra i profughi di guerra si annidano, non solo donne e bambini, ma, anche se in minoranza, terroristi sconfitti che, dopo aver fatto stragi, cercano di sfuggire alle rappresaglie del partito che li ha sconfitti; la criminalità comune aiuta, a pagamento, la loro fuga.

Quando in Ruanda, per ragioni economiche, di potere e razziali, dal 1990 al 1993 ci fu la guerra civile tra hutu, di razza bantù, e tutsi di razza nilotica; nel 1994 gli hutu, nel corso di un genocidio, fecero strage di tutsi e le suore cattoliche hutu appiccarono anche il fuoco ai tutsi catturati. Gli hutu erano sostenuti e armati dalla Francia e i tutsi dagli americani; poi i tutsi superstiti si ripresero ed erano desiderosi di vendicarsi, perciò la chiesa cattolica fece fuggire in Italia alcuni hutu macchiatisi di terrorismo e strage. Quando il Vaticano ordina, al governo italiano non rimane che obbedire.

In Italia sono a favore dell’immigrazione mafia, chiesa, informazione, alti dirigenti, economisti di corte,  PD e alcuni sindaci siciliani; tanti giustificano la loro presa di posizione con le ragioni umanitarie e con il rispetto delle leggi internazionali che prevedono il soccorso in mare. Con gli immigrati fanno affari tutti quelli che fanno intermediazione per loro e quelli che li utilizzano all’arrivo come mano d’opera a basso costo, inoltre, quelli che se ne servono per attività criminali e quelli che li addestrano per la jihad, la maggior parte degli immigrati è senza occupazione.

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Secondo una sensazione comune, il ruolo della cattedra e la presunta infallibilità che ne deriva, danno potere, anche di unire e sciogliere gli uomini o uomini e donne, purché gli altri le credano; anche se la cattedra non è effettivamente infallibile; l’uomo è programmato all’obbedienza e condizionato da stato, religione, scuola e informazione. I dirigenti, remunerati bene, sono condizionati all’obbedienza e alla discrezione o omertà, però, mettendo da parte la propaganda, sanno come stanno effettivamente le cose.

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Le consulenze bancarie fallaci, in materie d’investimenti, possono generale risentimenti da parte di piccoli risparmiatori delusi, il che fa aumentare la platea di persone risentite verso banche, liberismo e mercato; i loro sentimenti si sommano a quelli dei piccoli imprenditori, di pensionati e lavoratori comuni. Banche e Consob, li sacrificano e lo stato non tutela veramente il risparmio, però le banche cercato di essere più caute con le classi elevate, che servono a tenere su il sistema e a evitare la rivoluzione.

Faccio un esempio, un giudice che, seguendo i consigli della banca, ha sofferto gravi perdite finanziarie, quando si trova a giudicare su casi di malcostume bancario, diventa più severo con le banche; infatti, non esiste solo la norma, i giudici hanno delle discrezionalità, altrimenti nessuno si appellerebbe. Inutile ripetere che lo stato tutela il risparmio e il giudice applica la legge, la giustizia rimane la peggiore amministrazione dello stato.

Le banche invitano anche i piccoli risparmiatori a modificare spesso le loro scelte d’investimento finanziario, dando anche delle indicazioni; con ciò, esse guadagnano commissioni d’intermediazioni e provvigioni a vantaggio dei loro alti dirigenti che spostano questo denaro all’estero, mentre il piccolo risparmiatore vede erodere il suo risparmio e lo stato, amico delle banche, resta indifferente.

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Il Pd, soprattutto a livello dirigenziale, con i suoi uomini ha occupato televisione, giornali, scuola, banche e intera pubblica amministrazione, ricevendone il sostegno politico, cioè voti e propaganda a favore; ora però anche i suoi sostenitori delle regioni rosse, come si è visto alle elezioni, lo stanno abbandonando, cioè, difettando in riconoscenza, ne condannano discretamente, l’operato economico-politico . 

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Per quanto riguarda il debito pubblico, bisogna distinguere tra paesi debitori, come l’Italia, che trovano credito, e paesi debitori che, a causa di poche garanzie, non lo trovano e perciò si rivolgono al FMI, che impone condizioni molto dure ai paesi soccorsi. All’Italia queste condizioni capestro sono state imposte dalla commissione europea e dai trattati dell’UE.

I paesi indebitati si dividono in tre categorie, quelli monitorati dal FMI, come il Venezuela, quelli monitorati prevalentemente dalla commissione europea, come l’Italia, e gli Usa che non sono monitorati da nessuno, perché gestiscono una moneta di riserva che attira in Usa il risparmio mondiale e sovraintendono ai movimenti finanziari internazionali. In generale, il risparmio è attirato dai paradisi fiscali, che esistono anche in Usa e in Germania, da privilegi fiscali e dalla solidità economica e finanziaria di un paese.

Gli Usa lo attirano con la moneta e la Germania con il saldo valutario attivo; i paesi che hanno attivi valutari li devono necessariamente investire da qualche parte; la Germania lo ha fatto investendo all’estero in attività produttive, comprando titoli di stato e investendo in derivati; è la conseguenza dell’uso della moneta e degli squilibri commerciali. Con la moneta, gli Usa finanziano il debito estero e il bilancio dello stato, l’Italia non lo può fare perché è senza moneta ed è sotto ricatto da parte della commissione europea.

USA

In Usa i giudici di primo grado avevano bocciato, a più riprese, il provvedimento di Trump che vietava l’ingresso in Usa di persone provenienti da paesi che alimentano il terrorismo o da paesi a rischio o nemici degli Usa, soprattutto musulmani; poi è intervenuta la Corte suprema, che ha ribaltato la decisione, affermando che il provvedimento di Trump avrebbe lo scopo di garantire la sicurezza del paese dal terrorismo.

John Bolton, consigliere per la sicurezza americano, è arrivato a Roma per rafforzare l’intesa con Il nuovo governo italiano e preparare la visita di Conte, alla fine di luglio, alla Casa Bianca. Bolton ha incontrato Conte, Salvini e il ministro della difesa Trenta, Trump considera l’Italia un paese leader, però, poiché l’Italia vorrebbe richiamare i soldati italiani da Kabul, Trump li ha invitati a restare.

Sulla Libia l’Italia chiede un riconoscimento del ruolo dell’Italia e desidera frenare le ambizioni francesi; il governo italiano si è detto favorevole a riammettere la Russia al G7 e a ritirare le sanzioni a suo carico. Sul dazio americano l’Italia è vincolata dalle scelte dell’UE, però, riguardo la Cina, in materia di dazio, il suo governo condivide la posizione di Trump. L’Italia, per la sua posizione critica verso l’ UE, potrebbe diventare l’alleato naturale di Washington in Europa.

Per Sergio Marchionne, i dazi americani sulle auto importate dagli Usa dall’EU sono gestibili, inoltre, afferma che negli scambi commerciali già esistono delle anomalie e dazi diversi; però ritiene che sarebbe meglio discutere tra paesi, invece di intraprendere azioni unilaterali. Sa che il paese europeo che ha beneficiato di più dalle esportazioni automobilistiche in Usa è la Germania e ritiene che, al riguardo, sarebbero opportuni accordi tra gli Usa e i singoli stati europei, se fosse possibile.

Trump stima Marchionne, 3 dei 5 milioni di auto FCA sono prodotte in USA e l’azienda vuole espandersi nel territorio NAFTA, per esportare vetture nel resto del mondo. Marchionne ha consegnato una nuova Jeep Wrangler ai carabinieri che pattugliano le spiagge romagnole; la FCA vuole sviluppare sempre di più la produzione di Jeep e conquistare il 20% del mercato dei Suv. Questo è il quadro, ma PD e televisiva italiana sono nettamente schierati contro Trump e a favore della Germania (Per le notizie, fonte, La Stampa 27/6/2018 – Informazione Corretta).

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Il 27/6/2018 la camera dei rappresentanti Usa ha respinto la proposta di legge sull’immigrazione, sostenuta dai repubblicani moderati e appoggiata da Trump; i democratici hanno votato contro e i repubblicani, pur essendo il gruppo più forte, si sono spaccati. La proposta era un compromesso tra conservatori e moderati; Trump chiedeva soldi per costruire il muro con il Messico e voleva selezionare gli ingressi in base alle richieste del mercato del lavoro, era anche a favore del ricongiungimento dei bambini con i genitori.

Secondo Trump, il voto doveva essere posticipato dopo le elezioni di novembre, quando i repubblicani, secondo i sondaggi, avrebbero avuto una maggioranza più forte; i democratici ritengono che il testo di legge sia troppo duro con gli immigrati. Eppure la legge bocciata avrebbe consentito ai bambini da restare con i genitori, questo tema era stato agitato dalla propaganda televisiva contro Trump; ma per gli oppositori la concessione non era abbastanza, chiedevano all’amministrazione di smetterla di rinchiudere gli immigrati, anche Macron vorrebbe rinchiudere gli immigrati in Italia (Per le notizie, fonte: Il Corriere della sera).

EUROPA

Il parlamento europeo, riunito a Strasburgo, su proposta dei deputati Oettinger/Voss e con parere favorevole della commissione europea, per la tutela dei copyright nei confronti dei giganti della rete, ha formulato una proposta di legge, con l’introduzione di una tassa, per i collegamenti con link e con articoli di giornali. Antonio Tajani, presidente del parlamento europeo, ha precisato che non si tratta di censura per orientare l’opinione della gente; secondo Di Maio però, poiché non è facile controllare l’informazione, in questo caso si ricorre alla tutela del diritto d’autore.

Alcuni temono che il parlamento europeo possa attentare alla libertà d’informazione, con questa legge, le piattaforme online sarebbero responsabili per le violazioni del copyright da parte dei loro utenti (art.13), perciò, chi adotta contenuti o immagini di altri, potrebbe ricevere il messaggio: “Non avete una licenza per questo contenuto". Secondo alcune opinioni, ne sarebbero colpite notizie, frammenti di notizie e loro commenti, limitando la libertà d’informazione.

In Italia già la legge fascista sulla stampa, ancora in vigore, introducendo la figura del direttore responsabile e dei concorsi filtrati per giornalista, unitamente al codice fascista di Rocco, che ha implementato i reati  d’opinione, ha tentato la strada della censura indiretta sull’informazione; tutti strumenti utili a controllare e condizionare l’informazione. Poi il fascismo, a questi strumenti, aggiunse la censura diretta, oggi l’informazione si condiziona anche con i finanziamenti pubblici e privati e di paesi esteri (Per le notizie, fonte: Enzo Pennetta – Critica scientifica).

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Il summit europeo sull’immigrazione ha avuto un esito deludente, non ci sono obblighi vincolanti per gli altri paesi; l’Italia di Conte, in precedenza sempre remissiva, voleva usare il pugno duro e ha usato il veto, non era isolata come afferma Martina, ma si sentiva isolata. Ha avuto parole di solidarietà, ma avrebbe dovuto cercare accordi preventivi con i paesi che vogliono contenere l’immigrazione, cioè il gruppo di Visegrad, Spagna e Grecia, invece l’hanno fatto, in cambio di contropartite, Germania e Francia che hanno un disegno egemonico europeo, a danno dell’Italia.

Nei secoli passati, Spagna, Francia e Germania, per dominare l’Italia, erano divise, ora sono unite e gli agenti italiani dello straniero, plaudono per la raggiunta unità e pace continentale. L’informazione italiana, sempre comprensiva con la Germania, elenca i problemi di Macron e Merkel con la loro opposizione, ignorando i problemi del governo italiano che ha contro opposizione, papa, informazione ed economisti e dirigenti di corte. Adesso si è messo di traverso anche Fico, presidente della camera, che si è espresso, in qualche maniera, a favore d’immigrazione e ONG.

I temi rimasti sul tappeto sono sempre i soliti, superamento degli accordi di Dublino, ruolo, controllo  e contenimento dell’operato delle ONG, chiusura all’immigrazione dei porti e delle frontiere, centri raccolta e identificazione per gli immigrati, loro ripartizione tra stati e loro rimpatri; contributi sostanziosi a chi accoglie immigrati sono stati concessi solo a Grecia e Turchia. L’Italia, secondo Soros, papa e Macron, è invitata a raccogliere altri immigrati, probabilmente i nostri grandi soci europei, con la collaborazione d’italiani, agenti dello straniero, la vogliono destabilizzare.

Con delle grandi mangiate riservate ai rappresentanti dei governi, si faranno altri summit, altri trattati, violati come tutti i trattati fatti dagli  stati, ma per la Germania e l’informazione italiana, solo l’Italia non rispetta i patti. Intanto c’è una novità, sembra che la Troika lasci la Grecia, impoverita e tenuta in quarantena e in osservazione, con  Tsipras divenuto, in cambio di aiuti economici, da elemento di riscatto, a collaborazionista della Germania.

ISLAM

A Cagliari si prepara il comitato di accoglienza della Freedom Flotilla, destinazione Gaza, partita da Norvegia e Svezia, destinata a emulare di un’altra flottiglia partita l’11/11/2010 dalla Turchia. Questa nuova flotilla farà tappe a Napoli e Palermo, suo scopo è chiedere la fine del blocco israeliano di Gaza, l’abolizione dei muri e la libertà di movimento, in terra e in mare.

Israele ha cessato l’occupazione di Gaza nel 2005, gli israeliani si ritirarono e Hamas incendiò le serre israeliane che sarebbero tornate utili anche per i palestinesi; da allora, lancia dalla città razzi contro Israele, che hanno bruciato molti ettari di coltivazioni. Ciò malgrado, al valico di Keren, Israele preleva malati palestinesi da curare negli ospedali israeliani e vi fa arrivare, a titolo gratuito, anche molti TIR carichi di viveri.

Hamas, per non esserne indebolita, ha anche rifiutato un piano di aiuti di Israele e Usa; finita la seconda guerra mondiale, anche il piano Marshall fu rifiutato, per questo motivo, dai paesi comunisti dell’Europa orientale. L’ANP non paga più l’acqua a Israele che tuttavia continua a fornirla, e mette in vendita i viveri forniti gratis da Israele, desidera la guerriglia permanente; intanto, grazie all’informazione occidentale, in occidente i palestinesi ricevono sempre tanta simpatia (Per le notizie, fonte: Informazione Corretta – Deborah Faith).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (25/6/2018)

USA

Al vertice del G7 tenutosi a Chalevoix, in Canada, c’è stato uno scontro tra Usa e gli altri paesi, a causa dell’aumento dei dazi americani su alluminio e acciaio, ora Trump vuole replicare l’azione anche contro le importazioni di automobili; gli altri sei paesi del summit. hanno diramato un comunicato di condanna sui dazi Usa. Il presidente Trump sta sfidando il libero scambio, che era diventato un dogma, e sembra voglia sostituire il multilateralismo con i rapporti bilaterali tra stati.

Trump sembra anche ritenere inutili, perché non funzionano, le istituzioni internazionali come G7, Wto, Fmi, Onu, Nato e Banca Mondiale; sembra voler sfidare le relazioni internazionali. Perciò si è ritenuto che il summit del G7 si sarebbe chiuso con un comunicato non firmato dagli Usa; oggi il mercato delle altre sei nazioni partecipanti, che hanno la bilancia valutaria in attivo, è superiore a quello degli Usa, mentre quella Usa è in passivo. (Per le notizie, fonte: Alessandro Avvisato - contropiano.org).

ITALIA

Quando lo stato funziona, la spesa pubblica distribuisce redditi ai privati e, se è usata sapientemente, favorisce la redistribuzione del reddito, però lo stato, per legittimarsi, dovrebbe anche correggere le distorsioni del mercato, contrastando la speculazione finanziaria; invece, da trenta anni, la politica dell’emergenza dai governi italiani è stata usata per far accettare agli italiani delle politiche che li danneggiavano. Per farlo, si è data dell’Italia, da parte dell’informazione, un’immagine sempre negativa, mentre, contro Salvini, l’informazione, il presidente della Consob e il governatore della Banca d’Italia esaltano sempre l’euro.

Questa presentazione foraggiata è poi diventata prevalente anche presso gli investitori esteri che desideravano speculare sull’Italia, la politica dei governi è stata sostenuta dai privilegiati italiani che non volevano perdere i privilegi con delle vere riforme che, inevitabilmente, toccano privilegi, esenzioni e immunità: Questi galantuomini italiani, al servizio dello straniero, auspicavano piuttosto per l’Italia la sorte di alcuni paesi asiatici, di Grecia, Argentina e Venezuela, soccorsi dai finanziamenti del FMI.

Eppure l’Italia, nonostante chi l’ha governata, è ancora in piedi, anche la commissione  europea, fino al 2015, malgrado le lamentele televisive sul debito pubblico italiano, aveva affermato che questo era sostenibile dall’Italia; da quella data la situazione è peggiorata, anche a causa della politica di austerità voluta dall’UE.  La percezione dell’Italia all’estero è stata distorta da governi, partiti e informazione italiana, tutti tele diretti a favore della speculazione internazionale.

Si volevano imporre, con la politica dell’emergenza, riforme come quella delle pensioni e le privatizzazioni, senza toccare i privilegi e senza fare vere riforme che gli italiani si aspettavano, come quelle sociali e fiscali, della giustizia, della pubblica amministrazione, senza alleggerire le imposte alle piccole imprese che spesso, con la crisi e le imposte, sono costrette a chiudere; però gli esperti di corte ne hanno data la colpa solo al costo del lavoro e alla scala mobile, poi abolita.

Nonostante gli esperti di corte abbiano vilipeso spesso gli italiani ma non la loro classe dirigente, si riscontra che i fondamenti economici dell’Italia sono ancora solidi e perciò oggi, invece di scommettere in borsa contro l’Italia, tutelando veramente il risparmio, si potrebbe scommettere a suo favore. Alle elezioni europee del prossimo anno, ci si aspetta un grande successo della Lega di Salvini; con le mortificazioni riservate all’Italia dai nostri soci dell’UE, finché non sarà abolito il voto, aumenterà la pattuglia degli euroscettici italiani al parlamento europeo (Per le notizie, fonte: Alberto Bagnai – sinistrainrete).

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La propaganda di parte, fatta con considerazioni faziose, con notizie di parte e con mezze notizie, con i suoi avvocati, la fa da padrona in Tribunale, chiesa, politica, affari e informazione. Trump è sempre oggetto di attacchi per la sua politica protezionista, dettata dal deficit della bilancia commerciale Usa, per il suo presunto anti islamismo, razzismo e populismo, tipici di chi appare nemico della sinistra o meglio, dell’élite mondialista. Trump è oggetto di attacchi per la sua politica di respingimento degli immigrati, anche a danno di bambini, per voler costruire anche un muro con il Messico, come quelli che si costruiscono, con meno polemiche, in Europa, al confine di stati dell’UE, il che sembra più grave.

Il papa, come la sinistra, desidera l’immigrazione con tanti bambini, ufficialmente per solidarietà e a causa del decremento demografico italiano, mettendo così in pericolo, con tanti immigrati, la stabilità interna italiana; il papa, con l’opposizione e gli esperti di corte, critica le misure anti immigrazione del nuovo governo italiano. Fino ad adesso, l’acquiescenza dei governi italiani alle vessazioni dell’UE a danno dell’Italia, agli insulti rivolti all’Italia da francesi e tedeschi e all’indifferenza dell’UE verso l’invasione diretta in Italia, ha fatto comodo a chi vuole mandare a fondo l’Italia, ma anche alla Lega che avanza.

In queste vicende, l’informazione italiana e soprattutto la televisione, per guadagnarsi  il pane, è sempre dalla parte di Merkel, Germania, Macron, Junker e papa, mentre riserva critiche a Trump, Salvini, Di Maio e amministrazione del M5S a Roma, come se le amministrazioni precedenti fossero state migliori.  Il governo deve subito mettere mano sul tema dell’indipendenza dell’informazione, che è condizionata da finanziamenti pubblici e. privati e di paesi esteri. A causa della nuova progettata politica europea sull’immigrazione, in disegno voleva solo un direttorio europeo fatto da Germania e Francia, perciò, il presidente del consiglio italiano, Conte, ha minacciare di non intervenire al mini summit europeo sulla materia.

La maggioranza degli italiani non è stupida, alle prossime elezioni europee la Lega avrà un successone; ci vorrebbe anche un miracolo che facesse aprire gli occhi all’europeista Mattarella; ammesso che sia in buona fede e al servizio dell’Italia, questo, per vederci chiaro nella questione, avrebbe anche potuto chiedere aiuto ai servizi d’informazione, con la corruzione, avrebbero parlato anche settori dei servizi tedeschi: E’ chiaro che la Germania, isolando Usa e Russia e calpestando l’Italia, seguendo un suo vecchio vizio, vuole dominare l’Europa, mentre i francesi fanno gli utili idioti che insultano l’Italia.

ISLAM

Nel 2017 a Torino un nato su tre è stato musulmano, tra venti anni un terzo degli elettori sarà musulmano, con lo jus soli anche prima; nell’Islam non esiste divisione tra stato e religione, esso non s’integra ma invade e vuole imporre a tutti la sua visione del mondo. Perciò il Pd ha fatto i conti elettorali e oggi a Milano il Ramadan si celebra dentro la sede del PD; nella sezione del Pd di Lodi, uomini e donne islamiche pregano separati, negli anni sessanta la festa del Ramadan era celebrata in un’area sportiva comunale, poi fu spostata in moschea e oggi si celebra nella sezione del PD.

Forse è per questo che il centro destra ha conquistato il comune di Lodi, il PD non controlla se le organizzazioni islamiche sono finanziate dall’estero, né cosa si dice nelle prediche, ma forse lo fa segretamente la polizia; forse anche il PD riceve finanziamenti esteri dall’Arabia, come li riceveva il PCI dall’Urss, l’Arabia e altri paesi arabi del golfo, distribuiscono soldi a politici di tanti paesi.

Alcuni anni fa, poiché l’informazione non ne parlava, io, da laico, scrissi che in diversi paesi islamici i cristiani erano perseguitate, cacciati o discriminati, mi rispose una persona affermando: “Sono un comunista falce e martellio, attento che ti denuncio per istigazione all’odio razziale!”. Ecco dove sono arrivati gli eredi del un partito comunista, laico e ateo, per il potere, i postcomunisti non hanno ritenuto sufficiente allearsi solo con chiesa, mercati e lobby (Per le notizie: fonte: Alberto Giannoni – Il Giornale).

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Il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro ha affermato che le Ong, difese dai solidaristi, aiutano i trafficanti di uomini, in Libia già esistono centri di raccolta per emigranti raccolti poi in mare dalle Ong; le navi che li imbarcano stazionano a ridosso delle acque libiche, gli immigrati sono caricati dai trafficanti su gommoni scadenti che naufragano regolarmente. Nel traffico collaborano organizzazioni criminali dei paesi d’origine e di transito; in questa indagine, il procuratore collabora con un’agenzia Onu per il contrasto al crimine organizzato internazionale; dovrebbe indagare anche sul ruolo di Soros e della guardia costiera italiana che coordina l’azione delle ONG.

L’Italia non ha adottato misure efficaci contro l’immigrazione perché, su sollecitazione del papa e del decremento demografico, il PD voleva immigrati; poi su questi sventurati tanti hanno speculato, si dice che con gli emigranti si guadagna più che con la droga, l’UE ha assecondato l’ambiguità italiana per fare affondare l’Italia. Il ministro dell’interno Salvini, dopo la chiusura dei porti, deve impedire alla guardia costiera il suo ruolo facilitatore all’immigrazione, se ci saranno dei morti, nessuno partirà più; l’idea di difendere le frontiere esterne dell’Unione è essenziale, come quella di chiudere i porti italiani all’immigrazione che, purtroppo, con l’aiuto della televisione, sfrutta il sentimento di pietà degli italiani.

Non esiste solo la legge del mare, ma anche la sovranità dello stato sulle sue acque territoriali, se gli altri stati chiudono le frontiere, noi non le possiamo aprire; di umanitarismo e solidarietà, che nascondono la speculazione, si può soccombere. In Libia il governo di Serraj alimenta la corruzione interna, il profitto dei traffici favorisce la collusione tra criminalità e politica, accade anche in Italia; vi si contrabbandano uomini, petrolio, droga e armi. I centri di raccolta libici sono gestiti da corrotti e criminali, quelli che,  secondo alcune proposte italiane e della UE, dovrebbe gestire i nuovi centri di raccolta in Libia, ne sarebbero sicuramente contaminati perché dovrebbero utilizzare anche personale locale.

Intanto l’Italia, poiché sembra che con il nuovo governo voglia ostacolare questa immigrazione, continua a ricevere schiaffi in faccia, da politici di Francia, Germanie e UE, dal PD e dall’informazione mainstream, che remano contro l’Italia. Se non si risolve il problema dell’immigrazione, con ripartizione degli immigrati tra stati, respingimenti, hot spot e centri di raccolta in Africa e aiuti ai paesi di provenienza, dopo gli altri errori e le ingiustizie dell’Unione, questa potrebbe crollare. L’immigrazione sarà bloccata, non dagli aiuti esteri, ma solo contrastando la criminalità internazionale che la organizza (Per le notizie, fonte: Antonella Aldrighetti).

EUROPA

Il governatore di Bankitalia, il presidente della Consob e il ministro dell’economia Tria affermano che l’euro è solido, mentre Draghi afferma che irreversibile, cioè, è un dogma anche per l’informazione e tanti politici. A favore degli eurobond si sono espressi Tremonti, Juncker, Ciampi, Prodi e Monti, mentre la Germania si è detta contraria, però ha sostenuto il Meccanismo Europeo di Stabilità che consentì di salvare il proprio sistema bancario dal presunto default greco.

Il sottosegretario di stato Giancarlo Giorgetti, ritiene che gli eurobond possano aiutare gli investimenti in infrastrutture, Savona avrebbe voluto far confluire in un Fondo europeo i debiti pubblici che superino il 60% del PIl, remunerati a basso interesse, allungandone le scadenze e dando in garanzia beni dello stato. Il Fondo trasformerebbe i titoli nazionali in titoli europei, con emissione di obbligazioni per i privati; per Tria, ministro dell’economia, gli investimenti pubblici dovrebbero essere resi possibili anche dal temporaneo deficit di bilancio.

Alla fine dell’anno terminerà il QE, con titoli di stato italiani acquistati dalla BCE al mercato secondario, per 300 miliardi di euro. La platea dei sostenitori dell’euro si va riducendo e si tende solo a evidenziare i problemi connessi all’uscita da questa moneta; governo e Bankitalia, per evitare contraccolpi, avrebbero il dovere di predisporre un eventuale piano d’uscita, come l’ha la Germania. La crisi, iniziata nel 2008, ha investito soprattutto l’eurozona, l’euro ha aumentato le asimmetrie tra i paesi dell’UE, a vantaggio della Germania e a svantaggio dell’Italia.

Il ritorno a una moneta nazionale, anche complementare rispetto all’euro, potrebbe aiutarci a uscire dalla crisi, dal 2008 l’Italia ha perso 9 punti di Pil, diverse imprese hanno chiuso e la disoccupazione è cresciuta. Ora si prospetta un periodo di stagnazione, impoverimento generale e precarizzazione del lavoro, con tagli a scuola, sanità e pensioni. Avendo rinunciato alla lira, il governo italiano ha anche rinunciato a una fonte di finanziamento della spesa pubblica; comunque, per superare la crisi, invece dell’uscita dall’euro, alcuni propongono la riforma dei trattati dell’UE che sono vessatori e l’Italia.

L’unione Europea non è nata per solidarietà, ma su progetto neoliberista e a vantaggio del neomercantilismo tedesco; affermare che l’euro sia irreversibile, pare un dogma religioso, anche gli stati si uniscono e si dividono, tuttavia, una campagna terroristica afferma che non ci sono alternative alla gabbia dell’euro. Si teme che l’uscita dall’euro porti a una forte svalutazione della lira, invece, secondo alcuni studi, ci sarebbe solo una forte rivalutazione del marco, con vantaggi competitivi per tutti i paesi dell’Unione; se si ripudiasse l’euro, la lira si rivaluterebbe verso la maggioranza dei paesi dell’eurozona.

Il surplus commerciale della Germania è pari al 10% del Pil, mentre le regole, che la Merkel invita a rispettare, imporrebbero il limite del 6%, ma per Berlino che ha sforato, non ci sono state sanzioni, è una delle tante asimmetrie dell’UE. L’euro non è una moneta neutrale, aiuta le esportazioni tedesche e permette alle imprese e allo stato tedesco di finanziarsi a tassi bassissimi; poiché non si può agire sui cambi a favore delle bilance commerciali in passivo, la politica di austerità voluta dalla Germania ha favorito la svalutazione interna di aziende, immobili, salari e pensioni, a svantaggio soprattutto delle classi popolari.

Per difendere i suoi interessi, la classe dirigente italiana, ha preferito schierarsi con l’oligarchia finanziaria che difende l’euro. Dal 2008-2016 il surplus commerciale italiano, pari a 40 miliardi di euro annui, ha superato i livelli precrisi, la riduzione dei consumi e dei salari ha favorito le esportazioni, mentre le importazioni sono crollate del 4,5% in termini monetari e del 30% in termini reali; sono tutti indici della riduzione del Pil e della deflazione di prezzi e salari.

In precedenza, la svalutazione della lira non aveva impedito all’Italia di continuare a crescere, però, chi teme la svalutazione, ne paventa la conseguente inflazione, ma le due percentuali non sono mai uguali e, generalmente, la prima è molto maggiore, oggi però, domina lo spettro della deflazione. Nel triennio 1993-1995 la lira si svalutò del 50% rispetto al marco, poi, negli anni seguenti l’Italia adottò l’euro con un cambio che rivalutò la lira abolita, ridusse salari e pensioni e rivalutò il debito pubblico, invece di svalutarlo come sarebbe stato desiderabile.

Con la svalutazione, si ridurrebbe debito pubblico e privato a tasso fisso, il prezzo del petrolio, dato dal cambio con il dollaro, incide solo per il 25% alla pompa, il 57% è determinato da imposte e il resto dai costi industriali e commerciali. In caso di uscita dall’euro i terroristi europeisti affermano che ci sarà una fuga di capitali, in realtà, questa fuga è già in atto, come risulta dai saldi Target 2 e come accade nei periodi d’incertezza che precedono una modifica sostanziale del rapporto di cambio; la fuga dipende dall’aspettativa della svalutazione alimentata dai media, dagli speculatori e dal partito pro-euro.

Chi esporta capitali apre conti in valuta estera all’estero o acquista titoli o fondi in altra valuta, però, con i nuovi rapporti di cambio, generalmente i capitali rientrano; cioè, con questi movimenti di capitali, si vuole solo speculare sui rapporti di cambio, poi, il rientro dei capitali farà apprezzare di nuovo la lira. Un altro dogma dell’informazione afferma che il controllo sui movimenti di capitali è vietato, però nel 2015 l’UE ha imposto a Grecia e Cipro limiti molto severi per chi voleva esportare capitali all’estero.

Fu fatto nell’interesse delle banche creditrici tedesche, ma si può fare anche nell’interesse di un paese che decide di dotarsi di una sua moneta. Con l’Italexit o uscita dell’Italia dall’euro, si teme un aumento del debito pubblico e dei debiti privati, ma la Lex Monetae di uno stato sovrano afferma che esso può scegliere o cambiare moneta e fissare liberamente il tasso di conversione con le altre monete.

Con l’aiuto di una legge speciale allo scopo, gli art.1277-1281 del c.c. stabiliranno come i rapporti di debito e credito in euro saranno regolati in lire, questa procedura è riconosciuta anche dal regolamento della UE, CE n.1103/97, eppure gli esperti di corte ci avevano detto che non era possibile uscire dall’euro. Se l’Itala torna alla lira nel rapporto 1 a 1, ha diritto di farlo e iI debito estero non aumenterebbe, fatte salve le fluttuazioni successive della lira. Il debito pubblico italiano, detenuto all’estero, è pari a 800 miliardi di euro, generalmente BTP a buon rendimento, mentre ai pensionati italiani si consegnano Bot senza rendimento, questo debito estero si può rimborsare in lire.

Però il governo Monti, attenuando la sovranità monetaria italiana, ha introdotto il debito estero sotto legislazione straniera o CAC, pari a soli 48 miliardi di euro, perciò i creditori potrebbero opporsi alla rideterminazione in lire del loro credito, con la Grecia l’hanno accettata temendo il default, cioè la perdita di tutti i crediti. In Italia il debito privato verso l’estero non esiste, in questo caso, la posizione finanziaria verso l’estero è attiva per 580 miliardi di euro.

Le imprese italiane che hanno emesso bond sotto legislazione straniera, l’hanno fatto per spuntare interessi bassi, cioè per speculare nel casinò della finanza. Nonostante la televisione non lo dica, nel mondo, la globalizzazione è in crisi, crescono le misure protezionistiche e si riduce la percentuale del commercio estero sul Pil mondiale; un’uscita concordata dell’Italia dall’eurozona sarebbe preferibile a una unilaterale, meglio ancora se fatta assieme ad altri paesi, ci sarebbe anche l’ipotisi di abolizione per tutti dell’euro.

Vista l’aria che tira, la Polonia si rifiuta di entrare nell’euro, la repubblica Ceca ha sganciato la corona dall’euro e poi si è rivalutata, la Danimarca vuole muoversi nella stessa direzione. La Svizzera e la Norvegia sono fuori dall’euro e perciò hanno reagito meglio alla crisi, il Pil della Corea del sud aumenta del 3% l’anno. Nel mondo, l’euro, una moneta senza stato, non ha trovato imitatori.

L’alternativa all’uscita sarebbe l’aggravarsi della crisi, un governo popolare d’emergenza dovrebbe decidere la strada da prendere, ma il ministro dell’economia Tria, sembra  ancora affezionato all’euro. Per la salvezza dell’Italia, l’uscita dalla moneta unica deve essere accompagnata dalla nazionalizzazione di alcune banche e della presa di distanza dal neo-liberismo e dalla globalizzazione (Per le notizie: fonte: Leonardo Mazzei – Sollevazione – sinistraionmrete.info – rivista il Ponte; Lorenzo d’Onofrio – Eurobond – sinistrainrete.info).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (20/6/2018)

Con la rivoluzione digitale di Silicon Valley, l’uomo tenta di farsi onnipotente, infatti, stabilisce simultaneamente centinaia di contatti; la prima rivoluzione industriale è stata meccanica, la seconda elettrica, la terza digitale, la quarta punta sull’intelligenza artificiale. Queste nuove tecnologie hanno aumentato la produttività del lavoro e ridotto i costi di produzione, ma, salvo eccezioni, non la disoccupazione; alle macchine sono affidati ruoli più semplici, ripetitivi e faticosi, mentre agli uomini si chiede più specializzazione.

Senza riduzione delle ore lavorate e della vita lavorativa la disoccupazione è destinata ad aumentare, però questa rivoluzione potrebbe liberare l’uomo dalla schiavitù del lavoro, sopratutto fisico, facendogli perdere manualità e abilità fisiche e artigiane. Per compensazione, aumenta il volontariato, la tecnologia sta cancellando il lavoro salariato, perciò si propone di tassare i robot per pagare un reddito di cittadinanza.

Abolendo il lavoro, si abolirebbe la divisione in classi sociali ma non la concentrazione della ricchezza, mentre il reddito potrebbe essere distribuito con quello prodotto dalle macchine. I governi finanziano l’industria 4.0 e la robotizzazione, ma la fiducia nelle istituzioni diminuisce, nel lavorio di routine, le macchine si aggiornano più velocemente degli uomini che però, in teoria, con la tecnologia, avranno più tempo libero.

L’Unione Europea ha proposto uno stato giuridico per i robot, definite persone elettroniche responsabili delle proprie azioni, cioè facendoli diventare cittadini che pagano le tasse e hanno dei diritti; le macchine, dotate d’intelligenza artificiale, si renderanno autonome dagli uomini. In test d’intelligenza queste macchine hanno già superato l’uomo, non solo in memoria, lettura e nei giochi.

Comunque, in Usa tante persone sono diventate ostili verso la tecnologia di Silicon Valley, perché, oltre l’innovazione, ha creato disoccupazione e diminuzione dei salari, rendendo superflue tante professioni; questa nuova tecnologia sta distruggendo il tessuto sociale, disumanizza l’uomo, favorisce il controllo sociale, libera dal lavoro ma favorisce la schiavitù.

Nonostante le promesse di eguaglianza, l’uomo brama ancora la ricchezza, perciò aumentiamo le disuguaglianze sociali, accade ciò perché la speculazione si è alleata con le macchine; aumenta il degrado sociale, cresce la disumanizzazione, diminuisce il gusto artigiano, diminuisce la felicità e si creano uomini privi d'identità e cultura. Cioè si creano individui più controllabili, intercambiabili e manipolabili; per i padroni, i robot hanno il vantaggio che non si lamentano e non scioperano.

Per la produzione e i servizi, l’uomo è diventato antiquato, è meno veloce dei computer e perciò si pensa a una fusione tra uomo e macchina cioè al trans umanesimo; si vuole ingegnerizzare il cervello umano, ma poi si teme che l’intelligenza artificiale possa entrare in conflitto con quella umana e prevalere sull’uomo, in ogni modo, i lavoratori hanno difficoltà ad adattarsi ai cambiamenti. In 24 ore I computer immagazzinano più dati di quanto faccia un lavoratore nel corso della sua intera vita.

Oggi la finanza funziona anche grazie ad algoritmi, con questa rivoluzione, perderanno il posto i quadri intermedi, gli addetti alle vendite, gli amministrativi, colletti bianchi e professionisti; già oggi, in diversi stati, i bassi salari sono compensati dal welfare; le procedure sanitarie robotiche aumentano velocemente, nel 2014 nell’UE le vendite di robot sono cresciute del 29%. Purtroppo, l’automazione asservisce l’uomo alle macchine, ne riduce le competenze e aumenta la sua passività.

L’automazione aumenta la sorveglianza sulle persone e riduce la privacy, il processo è facilitato dal fatto che l’uomo baratta diritti con i beni, cioè pare che gli uomini rinuncerebbero alla vita privata e all’indipendenza per più beni e servizi offerti gratuitamente. Oggi le persone sono tracciate; la rivoluzione industriale aveva valorizzato la classe media che ora è sacrificata anch’essa; i computer concentrano il potere a favore di chi li crea e internet favorisce il pensiero unico e non aiuta lo sviluppo della conoscenza personale originale.

Amazon ha brevettato un braccialetto elettronico per monitorare l’attività dei dipendenti, in Italia la sinistra al governo ha concesso enormi sconti fiscali ad Amazon, Google e Apple, dopo la loro reiterata evasione fiscale; lo Jobs Act consente il controllo dei dipendenti; oggi piattaforme digitali consegnano cibo a domicilio.  Tuttavia, Silicon Valley pullula di pentiti che mettono in guardia dai social network, in Italia il danno è stato fatto con la complicità della politica  che ha anche introdotto in classe gli smartphone e i tablet.

Anche il ministro Calenda, per favorire l’industria 4.0, ha sostenuto i braccialetti elettronici, infatti, le aziende che lo installano beneficiano di un super ammortamento fino al 250%, invece le interfaccia uomo-macchina per controllo a distanza sono incentivate al 140%. Al momento, ai braccialetti, sono vietati gli impulsi per spingere al lavoro, in compenso,  questi braccialetti trasmettono dati personali del lavoratore al datore di lavoro.

Poiché la sinistra coccola le lobby, Renzi ha nominato Diego Piacentini, ex manager Amazon, commissario alla digitalizzazione della pubblica amministrazione; la giunta di Milano del PD ha nominato Roberta Cocco, di Microsoft, assessore alla trasformazione digitale; Microsoft, Philip Morris e Michelin si sono avvalsi della Tax Ruling che prevede accordi fiscali preventivi; ai piccoli imprenditori ci penserà, con riduzioni fiscali, Salvini. Mentre le tasse per le piccole e medie imprese sono aumentate, anche Apple ha fatto un condono fiscale con il governo Usa e con quello italiano, che hanno concesso sconti fiscali anche ad Amazon Apple, Facebook e Google.

I social trasformano anche il telefono in microspia a favore di grandi aziende, le piattaforme si sottraggono anche alle norme anticoncorrenza, nel 2017 le cinque maggiori imprese americane sono diventate Apple, Google, Microsoft, Amazon e Facebook. Ora Facebook, su decisione UE, pagherà un po’ di imposte all’UE, invece di pagarli solo a Dublino; però la UE ha sanzionato anche Amazon. La commissione europea ha introdotto anche una web tax, che dovrebbe entrare in vigore nel 2019, con una stretta anche per i paradisi fiscali, anche la web tax sarà a favore solo di Bruxelles e non dei singoli stati.

Nelle classi italiane l’uso dei cellulari e di altri dispositivi elettronici è stato autorizzato dal ministro dell’istruzione Fedeli, sono elementi di distrazione e di mancanza di rispetto verso i docenti; questi strumenti creano dipendenza e riducono attenzione e apprendimento, perciò in Usa, Francia e Gran Bretagna sono vietati. Per il piano digitale in Italia si sono stanziati a favore delle aziende produttrici 1,2 miliardi di euro.

All’università cattolica di Milano un progetto è finanziato da Samsung; tuttavia, Tim Cook, capo dell’Apple e Bill Gates di Microsoft sono contrari all’uso degli iPhone da parte dei più piccoli, Berlusconi toglierebbe loro anche la televisione; Cook non vuole che suo nipote utilizzi i social network. Però Apple vuole insegnare ai bambini a programmare in codice, ritiene utile il linguaggio informatico, però questi dispositivi creano isolamento e dissociazione sociale, perciò dovrebbero essere impediti ai bambini più piccoli.

Gli strumenti digitali, come le droghe, danno dipendenza e danneggiano lo sviluppo del cervello del bambino, esternalizzano verso il computer lo sforzo mentale, riducono l’empatia verso genitori e coetanei, fanno trascurare l’esercizio fisico, favoriscono isolamento, ipertensione, depressione, obesità, deficit di attenzione e ansia; nei bambini, la lontananza dal telefonino fa aumentare pressione e battito cardiaco.

Le grandi aziende digitali, favorite dal governo italiano di sinistra, spesso non rispettano le leggi, rubano dati, proprietà intellettuali ed evadono le tasse; a scuola l’utilizzo di tablet e smartphone rende più difficile per gli alunni leggere i libri; con questi mezzi, i ragazzi non capiscono la differenza tra notizie, fatti e opinioni, la tastiera fa perdere la capacità di scrivere a mano e di leggere a voce.

Oggi gli adolescenti non ritengono utile la scuola per salire ai piani sociali alti, ritengono che diano più possibilità di successo, non le competenze, ma le relazioni e non si può dare loro torto; con l’evaporazione del padre, la famiglia è al servizio del figlio e lo difende a spada tratta davanti ai professori. I giovani hanno aspettative perché sono giovani, in fondo, anche la televisione lamenta la disoccupazione giovanile ma non di quelli che hanno più di 50 anni.

Per i giovani, ritenendosi importanti per la famiglia e la società, il narcisismo è più importante della famiglia o della scuola, rifiutano il modello verticale della gerarchia a favore di quello orizzontale della rete; vogliono essere al centro dell’attenzione e quando non ci riescono, diminuisce la loro autostima, con depressione e suicidi. Grazie al telefonino, sono più isolati e dormano molto, sottraendo ore allo studio.

I videogiochi sodo diventati un’epidemia giovanile e i social network sono diventati una droga che crea dipendenza comportamentale e compulsiva, senza stimoli online, diventano ansiosi e ne ricevono danni cerebrali, devono essere sempre connessi, la dipendenza dai social crea isolamento; per disintossicarsi, dovrebbero leggere dei libri ma non lo desiderano. A scuola i maschi ottengono risultati peggiori delle femmine, faticano di più a entrare nel mondo del lavoro, sono obesi e restano con i genitori più a lungo, hanno problemi di relazione con le donne e si isolano, si concentrano sui giochi online; tuttavia la televisione è concentrata solo sull’emarginazione e la violenza alle donne.

La mortalità è aumentata con la diminuzione della copertura arborea e con la cattiva alimentazione, che fanno aumentare le malattie cardiovascolari e respiratorie, il contatto con la natura è diminuito; la vita dei ragazzi si svolge al chiuso, sorvegliati dai grandi; però anche l’adolescente ha bisogno della natura, che favorisce il suo sviluppo armonico, tuttavia, nel mondo non cessa l’immigrazione dalla campagna nelle grandi città.

La rivoluzione digitale, più di quella industriale, è comoda, elimina la fatica ma ci fa perdere competenze, relazioni e natura; i finanzieri al comando detengono anche il controllo della tecnologia che ci rende dipendenti, sono tante le malattie della civiltà e del benessere; il nostro corpo non si è evoluto assieme alla tecnica, per rafforzare il sistema immunitario abbiamo bisogno anche di sporcarci le mani, l’igiene eccessiva è un male.

Per fare esercizio fisico ci si dedica al volontariato gratuito, i giovani non sono interessati alla proprietà e alla conoscenza, i servizi gratuiti servono per affiliarti e per garantire un monopolio, con la gratuità ti tengono al guinzaglio e sotto controllo. La vera cultura è elitaria e nemica della rivoluzione digitale, pochi conoscono i meccanismi della tecnologia e perciò sono dipendenti da quelli che la fabbricano, purtroppo oggi, gli strumenti rotti si cambiano e non si possono riparare.

A proposito di proprietà digitale, le cose che compriamo non sono nostre ma ci sono concesse in licenza o comodato, gli stati non hanno la sovranità digitale, le multinazionali di Silicon Valley controllano i nostri dati personali; la rivoluzione digitale, con la licenza, mette in discussione la proprietà privata perché i prodotti rimangono sotto il controllo del venditore, non si possono riparare o rivendere. I diritti dei consumatori dipendono dai produttori, con l’aggiornamento del software, si rendono inutili i dispositivi presi in licenza.

Nasce così un gigantesco strumento di controllo sociale, si ostacolano riparazioni indipendenti e fornitori indipendenti, le aziende produttrici possono rendere inutili prodotti già pagati, i colossi digitali ci monitorano e ci preparano al feudalesimo digitale e alla schiavitù personale. Google ha cacciato l’ingegnere James Damore con l’accusa di razzismo, maschilismo e antifemminismo, perché ha affermato che le donne sono biologicamente diverse, voleva solo sollevare un’onesta discussione sul gender gap e parlare di differenza tra uomini e donne.

L’ingegnere afferma che la cultura di sinistra di Google, politicamente corretta, riduce al silenzio chi dissente, in fondo, anche le femministe affermano la loro superiorità e diversità; l’ingegnere sostiene che le differenze tra uomo e donna non dipendono dai pregiudizi, afferma che le donne sono più ansiose, che non bisogna costringere gli uomini a essere femminili orientandoli verso lavori fatti prevalentemente dalle donne.

Per queste parole l’ingegnere è stato definito maschilista, l’ideologia dominante vuole tappargli la bocca, però James Damore è diventato un idolo dei conservatori, con danno di immagine per Google, comunque, ha detto di non essere un conservatore misogino. Anche se i mezzi d’informazione sono schierati a sinistra, il 40% del personale della società Google si è detto d’accordo con lui, affermano che però, per evitare il licenziamento, non lo avrebbe sostenuto pubblicamente.

Il politicamente correte è lavaggio del cervello che elimina le discussioni, degno dell’Unione Sovietica, si vuole reprimete la libertà di pensiero e le idee controcorrente, ignorando che i diritti civili sono nati con la libertà di parola, anche se è errata; l’ideologia di sinistra chiede uguaglianza di trattamento tra i generi, ma nemmeno tutti gli uomini e le donne sono uguali, cioè non  hanno le stesse opportunità sociali; si vuole creare un’umanità standardizzata e omologata, bisognerebbe invece chiedere uguaglianza di opportunità e non di trattamento.

Il pensiero dominante è stato recepito da Google e i governi appoggiano la visione di Google che non prevede l’esistenza degli stati e delle frontiere; con questa rivoluzione, i piccoli paesi potranno contare di più, cambierà l’idea di cittadinanza e di sovranità, i sindaci faranno accordi con le imprese tecnologiche e nasceranno rifugiati politici virtuali che potranno difendere in rete idee non permesse nel loro paese.

Purtroppo la rete, presentata come una liberazione, non è neutra, infatti, saranno i colossi di Silicon Valley a decidere cosa può circolare e cosa no, cancellando diversi profili e gran parte dei dati non risiederà più nelle memorie dei PC, ma nel claud, una memoria esterna remota alimentata dal server. Le decisioni vitali saranno prese dalle imprese digitali e non dai governi, Google ci dirà cosa dovremo credere.

In un delirio di onnipotenza, Elon Musk, fondatore di Tesla, vuole la fusione tra uomo e macchina, vuole collegare il cervello umano al computer con un’interfaccia, un dispositivo impiantato chirurgicamente nel cervello. Bill Gates, fondatore di Microsoft, vuole limitare la crescita demografica in Africa con la filantropia e vuole eliminare la guerra. Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, vuole creare una comunità globale, abolendo la democrazia partecipativa e superando le istituzioni tradizionali e gli stati, rendendo inutile il voto; per combattere le fake news, egli afferma che bisognerà dare più potere a Facebook.

Perciò Yuval Harari afferma che sta avanzando una dittatura tecnologica con la quale i governi, controllati dai soliti ignoti, potranno manipolarci e potranno ottenere il controllo assoluto delle nostre vite. Parag Khanna, teorico della globalizzazione, afferma che la democrazia deve essere aggiustata perché non funziona più, afferma che è meglio la tecnocrazia; anche Napolitano la pensava così.

Si sente ancora l’influenza dell’Unione Sovietica, secondo Khanna, la selezione della classe dirigente deve essere fatta dalla rete, gli stati devono essere gestiti come grandi aziende, la volontà popolare è meno importante perché il popolo è volubile e manipolabile, i capricci del popolo non devono essere assecondati. Come dire che, per andare a destra, bisogna passare per la sinistra, altrimenti il popolo si ribella.

Le grandi aziende digitali desiderano il pensiero unico perché non sono neutrali, la rete censura con discrezionalità, decide quali sono i contenuti da far circolare, ha fatto pubblicità ai terroristi islamici, non censura la violenza ma le presunte fake news, boicotta le notizie non gradite e filtra le opinioni senza dibattito. Però gli utenti non sono sempre sciocchi e si difendono da soli dalle fake news.

Infatti sembra che solo il 10% degli utenti crede veramente alle bufale, però anche l’UE guida la crociata contro le fake news, non vuole un’interpretazione personale dei fatti, perciò la gente è sfiduciata verso i media e la rete e c’è chi, amico del potere, si arrocca e chiede un intervento censorio nella rete. Il potere crede che la rete progressista è buona e che quella populista è cattiva; all’inizio la rete aveva attaccato, in nome della libertà d’informazione, la carta stampata, che è stata ridimensionata, oggi anch’essa è soggetta a critiche. Ora si afferma che anch’essa minaccia la democrazia, le persone usano la rete per leggere quello che desiderano leggere, si crea cioè la camera dell’eco con le stesse opinioni e si restringe il libero scambio d’idee, si afferma che i populisti si rafforzano con le fake news della rete e si chiede perciò più controllo sulla rete.

Nell’UE, Mariya Gabriel, commissario al digitale, affermando di voler contrastare le fake news, per proteggere la democrazia, vigila sul voto, è appoggiata dall’Open Society di Soros; Federica Mogherini, commissario europeo agli affari esteri, con il sostegno di Soros, vuole combattere la campagna di disinformazione condotta dalla Russia. Tra 39 esperti a loro sostegno c’è anche Federico Fubini, pure legato a Soros, che finanzia organismi che combattono le fake news. Non si capisce come mai un faccendiere come Soros abbia tanta influenza, naturalmente ce l’ha grazie ai soldi, la politica si seduce con i soldi.

All’inizio del 2018 il ministro dell’interno italiano Minniti ha affermato di voler combattere le fake news e la disinformazione, d’accordo con il ministro della giustizia Orlando, ha creato una consulta di 51 organizzazioni impegnate a diffondere la verità (la verità di Orwell) contro razzismo, fascismo, omofobia, islamofobia, dieci di esse sono sostenute da Soros, il quale è favorevole all’immigrazione, all’Islam e alla destabilizzazione degli stati. Silicon Valley è il centro nevralgico della sinistra globale legata alla finanza neoliberista.

Airbnb è un portale che mette a disposizione una camera per brevi periodi, senza discriminazioni, però, se un ospite è rifiutato, non si sa se è colpa della pelle o di altre cose, magari i moventi sono inconfessabili. A Slicon Valley si organizzano festini a base di sesso e droga, si vuole l’amore l’ibero e abbattere il tabù della monogamia; per evitare l’accusa di molestie, prima si firma un contratto.

Presto il sesso non sarà più necessario per il concepimento, si potrà anche decidere l’aspetto fisico del nascituro, chi sarà senza copertura sanitaria, ricorrerà alla riproduzione naturale; le coppie dello stesso sesso potranno avere bambini, nasceranno superbambini e non più bambini malati, naturalmente, nasceranno nuovamente le caste economiche e razziali, da intelligenze differenti e con diverse opportunità sociali.

La manipolazione del DNA ci fa ritornare all’eugenetica; con sistemi di riparazione cellulare o di modifica del DNA, l’ingegnerai genetica dovrebbe prevenire gli errori della riproduzione naturale; si prospetta anche di debellare invecchiamento e morte. Poiché la coscienza può essere spostata, si afferma che si possono acquistare altri corpi. Google è impegnata in questo campo, tramite una startup; però solo i super ricchi si possono permettere nuove custodie, alcuni si fanno congelare.

Oggi i vecchi sono tollerati, la loro esperienza non conta, l’ideale è essere giovane, vogliono essere tutti adolescenti; i genitori si vestono come i figli, che sono viziati; dalla società; sono valorizzati i giovani considerati innocenti, mentre gli adulti sono considerati corrotti, anche Gesù ha detto che il regno dei cieli è riservato solo a chi torna fanciullo. Si dice che gli anziani sono borbottoni e i giovani spontanei.

Agli anziani, che aiutano figli e nipoti e assistono anche familiari malati, si tagliano le pensioni; solo un quarto degli italiani di oltre 65 anni sa usare il computer e solo il 7% di chi ha più di 75 anni li sa usare. Questi anziani sono isolati e con una bassa pensione, le discriminazioni agli anziani non interessano a nessuno, meglio tutelare le donne giovani. In Italia gli anziani vivono più a lungo che nella UE ma, dopo i 75 anni, la loro speranza di vita è inferiore che nell’UE.

Forse dipende dal fatto che, per ragioni economiche, rinunciano spesso alle cure sanitarie, dentarie, oculistiche, per la sordità, ecc., non sono autosufficienti e hanno poca assistenza da stato e familiari, sono isolati; eppure in Italia i vecchi hanno ricevuto vaccini gratuiti per stare meglio e vivere di più; i vecchi sono un peso per i giovani e lo stato. Oggi la promessa religiosa è il neoliberismo sposato alla tecno scienza e al  transumanesimo; l’autorità e la gerarchia sono state abbattute dal neoliberismo e sono cessate le relazioni tra adulti e giovani, non c’è più spazio per gli anziani.

Si dice che un pollo arrosto dorato messo su un piatto, alla luce diretta di un riflettore,  rappresenta la nuova frontiera dell'eros del cibo animale; televisione, giornali e rete, per i mangiatori da carne animale, presentano la carne sempre in modo sensuale, esaltandone il desiderio; i piatti sono lussuriosi, chi mangia simula voluttà, desiderio sensuale e godimento. Bisogna sedurre il consumatore poco interessato alla macellazione animale cioè alla sorte degli animali da allevamento; lo si fa a tutela dei produttori di carne e della medicina che cura le patologie di chi abusa della carne, questi piatti sono guardati con cupidigia; tuttavia, anoressici e abulici aumentano, assieme a vegani e vegetariani.

La rivoluzione digitale ha diffuso il culto della trasparenza, anche delle frontiere e della privacy, telecamere, microfoni nascosti, microspie, big data trafugati, ci fanno vedere scene macabre, i media sono un contropotere che forse sta perdendo in credibilità. Lo stato, ignorando la trasparenza, nega l’accesso agli archivi segreti, eppure, rendere pubblico un fatto non significa informare, non è sufficiente dare dati statistici, spesso errati, forse troppa luce dell’informazione può accecare e rende incapaci di distinguere.

I riflettori puntano solo dove si vuol fare vedere, celando il lato oscuro della finanza, il potere preferisce tenersi celato, lo stato spia i cittadini e non si sente sicuro quando tutela privacy e trasparenza; i colossi digitali accumulano big data carpiti e ci fanno soldi, tracciando gli utenti per capirne comportamenti e preferenze, per orientare i loro comportamenti. Google usa 57 indicatori per capire chi siamo e per vendere, non stimola la riflessione.

Facebook si è impegnata a dare notizie affidabili e poi ha deciso che sono gli utenti a stabilire quali sono le notizie affidabili, Google piazza su molti siti la propria pubblicità. Il 77% delle pagine web è tracciato o monitorato; internet non è gratuita perché la paghiamo cedendole informazioni e privacy, fornendogli nostri dati a fini commerciali. Dopo la nostra morte, i nostri dati continuano a sopravvivere con pagine commemorative, per attenuare il distacco; a Silicon Valley hanno creato un robot nella rete di un morto che dialoga, si tratta d’immortalità digitale senza corpo. Ora si discute come disciplinare i dati digitali dopo la morte, dopo il testamento biologico, occorrerà pensare a un testamento digitale.

Esiste uno scontro tra uomo, tecnologia e natura, l’uomo è facilmente schiavizzabile dalla tecnica, ha fatto danni immani a se stesso e al mondo naturale, favorendo la disgregazione sociale e un conflitto aperto e devastante. Dipendendo dalla tecnica, l’uomo perde forza, conoscenza, intelligenza, libertà e cessa di evolversi biologicamente; la tecnica può diventare uno strumento per il controllo umano e per limitarne la libertà, porta alla ribellione e, per reazione, allo stato autoritario (Per le notizie, fonte: Francesco Borgonovo – Fermate le macchine!).

Nunzio Miccoli   www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (13/6/2018)

EUROPA

Il miliardario George Soros, ebreo ungherese naturalizzato americano, è un filantropo che ha speculato su lira e sterlina e sulle crisi economiche italiane; tramite le ONG e ha finanziato, per profitto e umanitarismo, secondo i punti di vista, l’immigrazione islamica dall’Africa verso l’Italia; ha sostenuto anche le ONG palestinesi contrarie a Israele. Soros ha sostenuto la nascita dell’Unione  Europea, ma oggi riconosce che questo progetto è in crisi, non a causa dell’egemonismo della Germania, ma a causa d’immigrazione, austerità e di processi di disgregazione interni come la Brexit e il nuovo governo italiano.

Propone un piano Marshall per l’Africa (sul quale tanti politici e speculatori potranno riempirsi le tasche) riservando il diritto all’immigrazione ai profughi di guerra e a quelli richiesti dal mercato del lavoro europeo; però non parla di ripartizione degli immigrati tra i vari paesi europei. Soros propone più cooperazione tra i paesi dell’Unione, per essi il riavvicinamento non dovrà avvenire dall’alto ma dal basso (a causa dello strapotere dei mercati, i sentimenti antieuropei sono forti). Soros ritiene che, per quest’evoluzione, l’uomo della provvidenza sia Emmanuel Macron, perché forse gli altri capi di stato e di governo si sono ormai logorati (Per le notizie, fonte: Il Foglio 30/5/2018).

Il governo polacco, con poco senso storico, teme la Russia e non la Germania, il fatto è che in Europa governi, politica e informazione sono legati economicamente alla Germania, con il denaro si condizionano anche i governi. Dal canto suo, Trump sollecita la Germania ad aumentare la spesa militare, invece di ridurre quella degli Usa; la politica non è disinteressata ma è anche ottusa, con i trattati di pace, gli alleati imposero alla Germania, dopo la prima e la seconda guerra mondiale, di ridurre gli armamenti.

ITALIA

L’Unione Europea invita le banche ad aumentare la capitalizzazione, cioè il capitale proprio di rischio, e a risolvere internamente il problema degli insoluti, senza ricorrere agli aiuti di stato, come hanno fatto, fino a oggi, i paesi dell’Europa settentrionale. L’amministratore delegato di Unicredit, che è la banca italiana più internazionalizzata, ha però rilevato che la sua banca ha un grado di capitalizzazione più alto delle banche tedesche Deutsche Bank e Commerzbank.

Deutsche Bank, definita banca a rischio dagli americani, è anche stracarica di derivati, che sono, per lo più, crediti internazionali di difficile realizzo; ma la commissione europea preferisce guardare solo al debito pubblico italiano; anche il debito privato italiano, in proporzione Pil, è inferiore a quello tedesco. Il debito o passività delle suddette banche tedesche è stato alimentato, soprattutto, da gestioni patrimoniali, derivati, insolvenze e speculazione finanziaria.

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Mattarella voleva un governo tecnico o neutrale di emanazione dei mercati, ha poi capito che l’incarico di governo a Cottarelli non avrebbe trovato il sostegno parlamentare, il che dimostra che la proposta dei ministri fatta da Lega e M5S, essendo l’Italia una repubblica parlamentare, doveva essere considerata vincolante per il presidente. Diceva i professor Guarino che i tecnici non sono mai neutrali, come li espone subdolamente Mattarella, perché ce ne sono di destra, di sinistra e di centro, ce ne sono anche di laici e di bigotti; oggi quelli rampanti sono legati ai mercati e alla massoneria.

Nonostante il rifiuto opposto da Mattarella a Paolo Savona, per la sua intransigenza sull’euro e i trattati europei, maturata recentemente, per i quali però era disposto a trattare, alla fine è stato varato un governo Lega – M5S, sostituendo Savona all’economia con un altro accademico. La Meloni si è avvicinata in ritardo a Salvini, promettendo un’astensione, se lo avesse fatto per tempo, invece di corteggiare Berlusconi, assieme alle altre donnine di destra, anche lei sarebbe diventata ministro.

Agli ultimi sondaggi aumenta fortemente la Lega, arrivata al 27%, mentre si ridimensiona fortemente Forza Italia, che teme un’Opa di Salvini su tutta la destra; è la giusta remunerazione per il neoeuropeista Berlusconi. Nonostante la classe dirigente dello stato, delle banche e della televisione sia fatta di uomini del PD, questo partito, atlantista, europeista, papista e amico dei mercati, perde costantemente nei sondaggi, mentre la Lega cresce; comunque, la televisione, che è peggio della politica, fa sempre tifo e propaganda per il PD e per il legame tra Italia e UE.

Il risultato alle elezioni amministrative non sposta il quadro, il M5S pare cedente ma ha avuto più rappresentanti che nelle amministrative precedenti, il seggio a sindaco di Roma non gli ha portato fortuna, per chi conosce Roma, il risultato era prevedibile. Mattarella è filotedesco e gli Usa, che si avvicinano alla Russia, contano sull’Italia per contenere l’espansionismo tedesco che vuole dominare l’Europa; il governo del cambiamento italiano potrà riuscire solo se riuscirà a bloccare l’invadenza dell’UE a direzione tedesca.

ITALIA

Riflettendo sulla politica di Trump, quando si ha una bilancia valutaria passiva, si hanno tre strade, applicare dazi all’importazione, svalutare la propria moneta o indebitarsi con l’estero, le misure possono essere alternative o adottate insieme. Gli interessi sui titoli pubblici e lo spread, quando uno stato ha difficoltà a rifinanziare il proprio debito estero, a causa del rischio d’insolvenza, aumentano, però l’Italia ha sempre trovato acquirenti per i propri titoli, in Italia e all’estero.

Generalmente alle aste gli italiani acquistano quelli a breve scadenza, senza interessi e le banche acquistano quelli a lunga scadenza e ad alto interesse; quando gli interessi scendono, le banche li vendono, guadagnando in plusvalenze; difficilmente alle aste i privati riescono ad aggiudicarsi questi titoli. Gli interessi possono anche aumentare quando i paesi indebitati hanno poche garanzie economiche e patrimoniali, ma non è il caso dell’Italia.

Perciò gli interessi sul debito aumentano solo grazie alla speculazione che, per farsene una ragione, ritiene troppo elevato il debito pubblico italiano, ma in Giappone le cose vanno diversamente. La speculazione sul debito pubblico italiano è aiutata dalle banche centrali che vendono titoli di stato favorendone il deprezzamento e l’aumento dell’interesse dei titoli di nuova emissione; favoriscono anche svalutazioni e rivalutazioni di valute, vendendole e comprandole.

Le banche centrali sono tra loro collegate e la BCE controlla la banca d’Italia, esse fanno sistema e sono controllata da grandi banche, cioè dai soliti ignoti; anche con le fluttuazioni di borsa si guadagna, utilizzando, come fanno le società di rating, notizie e crisi economiche e politiche dei paesi. La borsa italiana è controllata da quella di Londra e il presidente della Consob che, per tutelare il risparmio, dovrebbe controllare la borsa, ha dichiarato è l’euro è un ottimo affare per l’Italia ed è una moneta solida.

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La nave di un’ONG, Aquarius, con profughi africani, partita da Gibilterra con il benestare inglese, che invece avrebbe dovuto bloccarla, non ha potuto attraccare in un porto italiano perché il nuovo governo ha posto il blocco ai porti, comunque e stata rifornita di aiuti alimentari italiani, poi è stata dirottata verso il porto di Valencia, in Spagna, che si è offerta di ospitarli.

 Subito si sono levate critiche al governo italiano da Spagna che impedisce il passaggio degli emigrati dall’Africa, dagli altri paesi europei che costruiscono barriere all’immigrazione e dalla Francia che, bombardando la Libia, ci ha messi in questa situazione. Fra l’altro, l’Inghilterra non permette l’arrivo di emigranti africani dalla Francia e la Francia  non permette l’arrivo di emigranti africani dall’Italia

Tutti speculano sull’Italia e criticano l’Italia, l’informazione lo fa al servizio dello straniero; avete visto a quanto è stato venduto all’asta un antico vaso cinese, si parla di 26 milioni di euro. Chissà a quanti miliardari fanno gola i tesori artistici mobili italiani, ospitati nei musei italiani e fuori di essi; con la guerra e la crisi economica si possono mettere le mani anche su questi beni, non solo sulle privatizzazioni.

Gli italiani hanno aperto gli occhi e ora sono minacciati da invasati, anche d’invasione militare, perché metterebbero in pericolo l’esistenza dell’Unione Europea, l’Italia, che era il paese più europeista, ora è diventato il più euroscettico. Comunque la Spagna ha saputo utilizzare gli aiuti europei meglio degli insipienti governi italiani, collusi con la mafia, costruisce molte infrastrutture, si sviluppa velocemente e non ha acquistato derivati.

Le opere pubbliche italiane costano di più per far guadagnare di più alle imprese amiche italiane, se dovessero costruire con soldi europei, sarebbero soggette al controllo europeo su preventivi e spese; perciò non sono stati utilizzati i finanziamenti europei poi utilizzati da altri paesi. Fino ad oggi, l’UE è stata al gioco perché non ha preteso l’apertura del mercato italiano alle imprese appaltatrici europee, cioè, contro il liberismo, si sono spartito il mercato; tuttavia, per la loro capacità tecnica, all’estero imprese italiane sono state capaci d’allargare il canale di Suez e quello di Panama.

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L’intelligenza umana può essere di diverso tipo e può essere misurata diversamente, non è fatta solo, come avviene per il computer, di memoria e di programmazione, ma, di fronte a nuove situazioni, è naturalmente più duttile e si espande. L’uomo ha un’intelligenza potenziale che si espande con la cultura, comunque e purtroppo, anche l’uomo è programmabile e condizionabile da stato è religione, cioè dalla propaganda.

Il cervello umano, con l’evoluzione e la cultura, rappresenta anche l’intelligenza operativa, esso, come dimensione, pare più grande di quello che gli abbisogna perché è pronto a un’ulteriore evoluzione culturale; anche il DNA umano contiene una parte che lo predispone all’evoluzione biologica dettata dall’ambiente. Non è vero che non si può nominare invano o criticare Dio, per la televisione italiana, che fa propaganda, è sufficiente non nominare invano il papa e il presidente sella repubblica.

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

 

 ECONOMIA E POLITICA NEWS (30/5/2018)

ITALIA

La speculazione finanziaria sull’Italia, diretta dalle banche d’affari, dai centri finanziari di Londra, Francoforte e Wall Street, dalle banche centrali e dalle società di rating, con la scusa del debito pubblico italiano, ha alimentato diverse volte la corsa dello spread italiano, che rappresenta il differenziale tra BTP e bund tedeschi. Ufficialmente, questo spread dovrebbe corrispondere al maggior rischio, per i creditori, dei titoli italiani rispetto a quelli tedeschi.

Le banche, con il risparmio gestito, acquistano titoli di stato di diversi paesi, ma non hanno molte scelte, perché alcuni paesi sono insolventi e decotti come il Venezuela, altri sono super indebitati come Usa, Cina, Giappone e Italia, ma offrono ancora maggiori garanzie ai creditori, che si tutelano con interessi maggiorati; comunque, gli Usa trovano più facilmente credito perché detengono la principale moneta di riserva.

Se il mercato non fosse controllato e le banche non cooperassero che la speculazione, facendo salire i tassi interni, comprando titoli di stato esteri come quelli tedeschi e vendendo quelli italiani, mentre i privati fanno affluire in Germania anche capitale di origine illecita e lecita, lo spread italiano non aumenterebbe. Correttamente, se il mercato finanziario fosse diretto da galantuomini e non dagli speculatori, lo spread italiano dovrebbe aumentare solo quando il Tesoro ha difficoltà a collocare i suoi titoli.

In realtà, il governo italiano, diversamente da Germania e Russia, dall’unità a oggi, poiché ha sempre pagato i suoi debiti in scadenza, ha sempre trovato nuovi sottoscrittori, in Italia e all’estero; i quali poi, quando gli interessi di mercato calano, speculano sulle plusvalenze, lo fanno soprattutto le banche. Perciò non si capisce a cosa sia dovuto quest’aumento dello spread, se non alle manovre delle banche centrali e d’affari di paesi alleati che si dovrebbero aiutare e invece si sbarazzano di titoli di stato italiani, provocando il rialzo dello spread.

Le banche centrali, assieme alle banche d’affari del loro paese, a volte speculano vendendo e comprando valute e titoli di stato del proprio paese e di altri paesi, accumulando guadagni per loro e perdite per il loro stato e per altri stati; la Germania, dopo aver attirato capitali italiani di origine mafiosa, della chiesa e del mondo degli affari e della politica, l’ha fatto contro l’Italia e contro i suoi titoli di stato.

La speculazione e i relativi movimenti di capitali sono aiutati da un’informazione compensata che lavora per i mercati e che, con il suo terrorismo mediatico, favorisce il rialzo dello spread italiano. Bisogna dire che la televisione italiana, politicamente corretta, sembra il megafono del papa e dei mercati, essa ha esaltato tutti i papi e i presidenti della repubblica italiana, nessuno escluso.

Tanti vogliono speculare sull’Italia e schiavizzarla, forse per mettere le mani sui suoi tesori d’arte asportabili, ma ora gli italiani, grazie anche a Paolo Savona, stanno aprendo gli occhi; il giornale tedesco Der Spiegel ha definito gli italiani tutti straccioni, è un segno di disprezzo nazista, un euroburocrate massone ha affermato che i mercati insegneranno agli italiani a votare. Savona,  vista la loro propaganda pagata europeista, si rifiuta di parlare con i giornalisti televisivi italiani; i collaborazionisti dello straniero devono ricordare che, quando la volpe non riesce ad arrivare all’uva, afferma che è acerba.

Tutti i trattati dovrebbero avere una scadenza o una data per la verifica dei risultati, per la possibile proroga, modifica o abbandono, invece, generalmente, sono a scadenza indeterminata perciò, la storia insegna, che sono abbandonati gradualmente dai paesi aderenti, secondo la loro convenienza, poi la Germania critica solo l’Italia perché non rispetta i trattati.

La Germania, utilizzando i suoi attivi valutari per la corruzione di governi, politici e informazione, vuole estromettere gli Usa dall’Europa, vuole isolare la Russia e allearsi con la Cina, con cui fa grandi affari, e Islam, per dominare l’Europa; anche l’impero romano cadde con la penetrazione germanica a nord e islamica a sud. In tale quadro, guardando agli altri scacchieri, la Corea potrebbe riunificarsi, sarebbe denuclearizzata e la sua neutralità e indipendenza sarebbero garantite dalla Cina; però, poiché la politica è generalmente ottimista, la piazza tedesca sta esplodendo contro l’immigrazione islamica e contro il governo della Merkel.

The Guardian afferma che le regole dell’eurozona sono assurde, che il governo italiano ha aderito con leggerezza all’euro, senza rispettare i criteri di convergenza, poi l’austerità ha dato spazio ai partiti euroscettici che richiedono una politica espansiva di bilancio, contro l’informazione mainstream al servizio di Bruxelles. L’Italia, per favorire produzione e occupazione, era abituata a svalutare la lira, perciò ora Lega e M5S chiedono una procedura per l’uscita dall’euro che, al momento, non esiste.

Di fronte  a tale eventualità, la Banca d’Italia dovrebbe acquistare titoli di stato italiani, ma, dopo il divorzio con il Tesoro, asservita alla logica di Bruxelles, cioè legata alla BCE, potrebbe contrastare questo disegno, lasciando lo stato senza risorse e favorendone il default. Sarebbe cioè un’altra crisi finanziaria come quelle del 2008 e del 2011; il progettato governo, fatto da Lega e M5S, aveva piani di spesa che erano una sfida all’UE e ai governi precedenti, che, senza un preciso piano di copertura delle spese, per lo meno poco spiegato dai vincitori delle elezkioni, avrebbe aumentato il deficit di bilancio.

Il vero problema è l’assurda politica deflazionistica di controllo di bilancio dell’eurozona; lo stato giapponese ha superato la crisi economica prestando al settore privato e aumentando il debito pubblico, l’Italia, grazie ai trattati europei, non lo può fare. Eppure il debito complessivo italiano, tra pubblico e privato, è inferiore a quello di Gran Bretagna, Francia e Spagna, ma all’UE interessa solo quello pubblico.

Oltre l’unione monetaria nell’UE occorrerebbe anche quella fiscale e, per contrastare le distorsioni economiche, l’armonizzazione fiscale, ora la competizione internazionale si fa solo con la deflazione interna, cioè tagliando spesa pubblica per sanità e pensioni e con l’austerità di bilancio. Il progettato governo giallo-verde di Lega e M5S ha incontrato l’opposizione di Mattarella alla nomina di Paolo Savona a ministro dell’economia, opponendovi il veto.

Savona è stato un alto dirigente di Banca d’Italia, direttore generale di Confindustria e ministro dell’industria del governo Ciampi e solo recentemente è diventato euroscettico e antitedesco. Afferma che l’euro è una gabbia tedesca e che bisognerebbe uscirne o andrebbero riformati i trattati europei e ha denunciato gli effetti negativi dell’ingresso dell’Italia nell’UE. Negli ultimi 25 anni l’economia dell’Italia è peggiorata, piccoli industriali, lavoratori e pensionati se ne lamentano; invece gli euroentusiasti, economisti di corte, pontificano in televisione e sono ben remunerati dall’establishment, anche il papa sostiene, con la televisione, Mattarella contro Savona.

E’ un fatto che, se fosse stato nominato ministro dell’economia, Savona, con le sue idee, avrebbe dovuto sedere di diritto nell’eurogruppo, contro l’azionista di maggioranza dell’UE che è la Germania. Savona afferma che, dietro il paravento deal liberaldemocrazia, in EU c’è una concezione sovietica o fascista, cioè imperiale; Mattarella, definito impropriamente garante della costituzione italiana, ma lo è solo dei trattati UE, invoca la superiorità dell’ordinamento europeo sulla costituzione italiana e il voto popolare.

Mattarella mette in discussione la democrazia parlamentare italiana prevista dalla nostra costituzione, in favore di un presidenzialismo non previsto dalla costituzione, perciò, come governatore dell’UE, ritiene che una coalizione che non sta bene a Bruxelles non può governare. I trattati europei non sono stati approvati dagli italiani con referendum e le direttive dell’UE sono entrate automaticamente nel diritto italiano, senza un aggiustamento delle norme costituzionali interne, ad eccezione dell’art.81 che impone il pareggio di bilancio.

Perciò il piccolo partito Potere al Popolo sta raccogliendo firme per modificare, con referendum, l’articolo 81 della costituzione e il movimento Eurostop sta facendo altrettanto per un referendum contro i trattati europei. Se queste richieste di referendum non fossero accolte o, in caso  di esito positivo dei referendum, sw questi non fossero rispettati dal governo, come quelli che abolirono ministero dell’agricoltura e finanziamento dei partiti, vuol dire che in Italia la democrazia è morta.

Intanto, il M5S ha proposto in parlamento lo impeachment di Mattarella, per alto tradimento (intesa con uno stato che minaccia il benessere dell’Italia) e attentato alla costituzione (art.90), anche perché egli non ha accettato l’esito elettorale, cioè il nuovo governo voluto dagli italiani (Salvini non ha appoggiato l’iniziativa).  E’ probabile, come rilevato da taluni, che Salvini, deve aver avuto timore della potenza di fuoco dei suoi nemici e non della fattibilità delle riforme proposte da Lega e M5S, mi auguro che l’alleanza duri anche dopo le prossime elezioni; gli uomini fanno carriera con l’omertà e l’acquiescenza e, a volte, finiscono quando si fanno difensori del popolo.

L’articolo 92 della costituzione afferma che il capo dello stato nomina il primo ministro e, su proposta di questo, nomina gli altri ministeri; perciò, apparentemente, sembra che Mattarella non abbia violato la costituzione, però ha ignorato un’indicazione del parlamento che l’ha eletto (art.83); inoltre, poiché il capo del governo designato è a capo dell’amministrazione pubblica, nel diritto amministrativo, i pareri, dati a diversi livelli, possono essere vincolanti e non vincolanti, secondo me, nella repubblica parlamentare, quelli del capo del governo designato a proporre i ministri, sono vincolanti, in quella presidenziale, non sono vincolanti.

Il presidente, rappresentando l’unità nazionale (art.87), non può prescindere da un’indicazione della maggioranza del parlamento, giura fedeltà alla repubblica e alla sua costituzione davanti al parlamento (art.91). L’Italia è sempre stata definita una repubblica parlamentare, con un parlamento che è portavoce della sovranità popolare, se fosse stata presidenziale, con un presidente eletto direttamente dal popolo, Mattarella non sarebbe stato censurabile.

Com’era prevedibile, in questa disputa, il papa e la televisione, sostengono Mattarella che ha motivato politicamente e non istituzionalmente il suo veto a Savona, ha imposto agli italiani il governo che lui desidera, anche se provvisorio; infatti, Cottarelli è un acceso difensore della Troika e dell’UE; Mattarella che è osannato da televisione ed euroburocrati, ha fatto un colpo di stato come lo fece Napolitano.

Con l’esito delle prossime elezioni politiche, Mattarella, agente dei mercati, si troverà davanti allo stesso problema, perciò, né Cottarelli, né i ministri del suo governo, dovrebbero accettare l’incarico. Savona si è dichiarato offeso da Mattarella e ha dichiarato che la sua critica all’euro serviva solo a rinegoziare i trattati, del resto, anche Berlusconi, aveva proposto una moneta complementare, era un’ottima idea poi, per amore verso i mercati, si è riciclato europeista e la Meloni non ha niente da obiettare.

I governatori, di fatto come Mattarella, e di diritto come quello della Banca d’Italia, sono assistiti dai segretari generali, come quelli della Camera, del Senato, di altri organi dello stato e delle grandi banche, i quali sono sempre in rapporto con la politica. Le massime cariche di questi organi e istituzioni, sono sotto tutela di questi segretari generali, che sono  in termini massonici, garanti locali anche di altri poteri che non voglio comparire; cioè vogliono restare anonimi, al massimo fanno parlare per loro solo il papa e la televisione, le loro azioni e i loro consigli condizionano il capo politico dell’organo di riferimento.

Questi segretari generali assicurano la continuità e l’uniformità d’indirizzo dell’organo in questione, anche con la sostituzione dei loro capi politici; con rotture clamorose durante i periodi rivoluzionari, anche se non sanguinari, i quali ribaltano i vecchi ordinamenti, i vecchi modi di governare e di fare politica e le vecchie alleanze di classe e con paesi esteri, cercando anche di affermare la laicità e l’indipendenza dello stato, che sono la stessa cosa.

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Personalmente io sono a favore dell’aborto, ora mi riferisco ai servizi televisivi sulla ragazza pachistana, cittadina italiana, costretta ad abortire, contro la sua volontà, dai suoi parenti in Pakistan. La ragazza, tornata in Italia, sicura di se, ha dichiarato che intende conseguire la maturità e proseguire gli studi, la televisione ha esaltato il suo coraggio e la sua ribellione al sopruso, che probabilmente sarebbe stato attuato anche da mamme italiane.

Il servizio televisivo non ha chiesto alla ragazza come avrebbe potuto dedicarsi allo studio con un neonato, forse consegnandolo ai genitori; un piccolo commento in tal senso, sarebbe stato opportuno, cioè andrebbe condannato anche l’egoismo o la superficialità dei giovani. Ci sono adolescenti che si lamentano perché nessuno li ama, di fronte a tanto affetto per la ragazza, da parte di femministe, antiabortisti e televisione, è probabile che ora tante adolescenti decideranno di avere un figlio, scaricandolo poi sui genitori e sullo stato, cioè sulla collettività.

Negli esseri umani la procreazione deve essere responsabile, il che giustifica anche l’aborto e gli anticoncezionali, in natura, gli animali agiscono diversamente, i loro discendenti, al 90%, sono vittime di mortalità infantile. In generale, l’aborto deve essere volontario e non deve essere deciso solo dalla madre, ma anche dal padre; in Italia la legge, esaltando l’eguaglianza di genere, non prevede il concorso del padre nella decisione.

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (24/5/2018)

ITALIA

Di fronte alle intrusioni di Napolitano e Mattarella, dove stanno i costituzionalisti che dovrebbero vigilare? i reati presidenziali di tradimento e attentato alla costituzione, sono ancora vigenti? Sembra che anche Mattarella, svuotando la democrazia popolare, voglia una repubblica presidenziale o voglia farsi governatore dell’UE; avrebbe voluto  porre il veto sulla nomina del presidente del consiglio e dei ministri; non è più garante della costituzione ma è sembrato voler rovesciare l’esito elettorale democratico, vuole un governo leale verso l’UE sotto la tutela del Quirinale.

Fortunatamente, Lega e M5S hanno già detto no al governo del presidente e al governo tecnico di emanazione, come i precedenti, dei mercati e non della volontà popolare e parlamentare; la costituzione afferma che la sovranità appartiene al popolo e non a un monarca che opera per conto dei mercati e dell’UE. Con la costituzione vigente, Mattarella non può respingere un presidente del consiglio espresso da una maggioranza parlamentare, sarebbe un altro colpo di stato, anche se Napolitano ci ha abituati.

A difesa delle prerogative parlamentari, Salvini è sembrato più risoluto, invece Di Maio  si è detto amico dell’UE e ha dichiarato la sua stima per Mattarella; Berlusconi, diventato europeista, ha dovuto cedere di fronte alla prospettiva di nuove elezioni minacciate da Salvini, perché teme che Salvini potrebbe ingoiare tutti i voti della destra e andare al governo da solo.

Berlusconi, tradite le sue promesse di riforme che gli avevano procurato le antipatie di PD, mercati e UE, si è fatto garante per l’Italia verso l’UE, con quale diritto?, Con quale mandato? Dopo dieci anni di crisi e dieci anni d’austerità, l’Italia è sotto il giogo della Germania, le forze oligarchiche, aiutate dall’informazione italiana e da politici agenti dello straniero, vogliono il loro sopravvento definitivo sui rappresentanti del popolo italiano.

Mattarella non vuole essere notaio ma, su mandato europeo, vuole essere arbitro delle sorti del paese, ha proposto a Lega e M5S, senza successo, un governo di tecnici, definito  falsamente governo neutrale, ora forse desidera un governo, non di emanazione popolare, ma su mandato dell’UE. Chiede un presidente del consiglio di suo gradimento e un tecnico garante dei trattati con l’Unione; non vuole che si allentino i vincoli dell’Unione Europea.

Mattarella è disponibile ad aumentare la spesa militare, per la quale non esige copertura, l’aumento è gradito anche alla Merkel che vuole sganciare l’UE dagli Usa. L’obbligo di copertura per le nuove spese è previsto dalla legge, però non è seguito per tutte le spese dello stato, altrimenti non esisterebbe deficit di bilancio. Il bilancio dello stato è un mistero e una finzione, come quello della Santa Sede, il parlamento è stato incapace di controllarne le spese.

Napolitano ha fatto lezione, per Mattarella, il governo italiano non deve essere indipendente, ma deve essere limitato da altri poteri, perciò deve stare nel solco tracciato da Monti a Gentiloni; vuole vigilare sul profilo di ogni ministro, che non deve essere populista, ma competente, cioè europeista. Poiché non vuole aumentare il debito, non vuole la cancellazione della legge Fornero, della Jobs Act e non vuole flax tax e reddito di cittadinanza, perché, afferma, non avrebbero copertura adeguata.

Si richiama alla costituzione scritta, però, per pragmatismo, vuole anche una costituzione materiale conforme ai trattati europei; su mandato e raccomandazioni dell’UE, afferma che il parlamento non ha il potere di cambiare le cose, vuole una democrazia svuotata dall’interno e a sovranità limitata, come l’hanno desiderato fino ad oggi gli Usa, in Italia e nel mondo.

Come un agente dei globalizzatori, definisce il sovranismo, una forma di particolarismo, non vuole difendere l’indipendenza e l’identità del paese; i populisti Salvini e di Maio non sono graditi a Mattarella e alla grande informazione italiana e internazionale. Si sta aprendo una fase istituzionale inedita, Mattarella, violando l’indipendenza del parlamento, chiede l’adeguamento dell’Italia ai vincoli esteri, cioè all’UE e all’euro, e non ai risultati elettorali; è diventato filtro del governo per conto dell’UE; eppure questo vincolo esterno oggi, senza modica della costituzione, è incostituzionale, se n’è accorta anche la suprema corte tedesca, ma Mattarella fa finta di niente.

Come i neoliberisti anglosassoni, gli ordoliberisti tedeschi rifiutano che lo Stato intervenga nel falsare il libero gioco del mercato ma, a differenza dei primi, non ritengono che la libera concorrenza si possa sviluppare spontaneamente; cioè chiedono allo stato di  organizzarla, costruendo le condizioni giuridiche, tecniche, sociali e culturali che la rendono possibile. Uno dei nomi proposti da Lega e M5S a capo del governo è il professore Giulio Sapelli, che ritiene ordoliberisti i trattati europei perché incompatibili con la costituzione italiana del 1948.

Sapelli afferma che in Italia ci siamo dimenticati che i governi nascono secondo la volontà popolare e che, per fare i governi, da 20 anni, grazie all’informazione asservita e agli economisti dio corte, si preferisce guardare all’UE, allo spread  e agli indici di borsa; Sapelli afferma che in Italia, decaduta la sinistra, ci sarà presto uno scontro tra grande borghesia, legata all’estero e all’UE, rappresentata da Berlusconi, e piccola borghesia più legata all’Italia, Lega e M5S. La Lega aveva già preso le parti della piccola impresa; con le ideologie in crisi, Sapelli afferma che i populisti rappresentano il popolo allontanatosi dalla sinistra nominale o convenzionale, tutta amica del grande capitale finanziario.

Sapelli afferma che il Fiscal Compact fissa un limite al debito pubblico senza una logica, perciò nemmeno Renzi lo vuole inserire nei trattati europei, Sapelli non vuole per l’Italia la fine dell’Argentina. Afferma che la moneta unica è stata un errore, questi trattati sono stati imposti, come una camicia di forza, dai tedeschi; l’UE non ha legittimità politica perché il parlamento europeo non è sovrano, l’UE va avanti con regolamenti e direttive e non con leggi del parlamento europeo eletto dal popolo.

Il Giappone ha un debito pari al 250% del pil e solo il 3% di disoccupazione, la Cina ha un debito pari al 330% del pil e registra una crescita economica impetuosa, il can can sul debito pubblico italiano serve a speculare sull’Italia e a favorirne il suo default e le privatizzazioni. Napolitano e Monti hanno fatto un colpo di stato contro Berlusconi, trattato, fino a ieri, sempre male dall’UE, ma ora Berlusconi, per difendere i suoi interessi economici, è diventato europeista.

Hanno voluto distruggere banche e imprese pubbliche italiane, assieme alle sue imprese miste, che ora dominano nelle tigri asiatiche che crescono; l’Italia è entrata nella globalizzazione in posizione subalterna, è stata svenduta da governi e informazione, collusi e ignoranti: La sinistra ha tradito il popolo e si è alleata con la finanza, favorendo lo schiavismo e il neocolonialismo; un conformismo acritico e la collaborazione pagata della propaganda dell’informazione stanno facendo grandi danni al paese. (Per le notizie, fonte: Leonardo Mazzei – Dante Barontini – Francesco Erspamer- Giulio Sapelli - sinistrainrete).

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Giuseppe Conte, proposto come presidente del consiglio da Di Maio, come altri ministri proposti dal M5S, sembra vicino al PD, in pratica ai mercati; pare abbia gonfiato il suo curriculum, si è detto a favore della meritocrazia, ma in Italia anche i bravi, per andare avanti, devono essere raccomandati. Anche altri ministri proposti da Di Maio sono europeisti, invece Paolo Savona, proposta da Salvini, è euroscettico e contrario all’euro perciò è inviso a Mattarella, garante dell’UE e non della costituzione.

Salvini è ostile all’UE e all’immigrazione, mentre Di Maio, è europeista e atlantista, cioè avrebbe dovuto essere alleato naturale di Gentiloni e Mattarella; invece, per le sue critiche al governo Renzi, è sempre stato oggetto di attacco da parte di PD, informazione ed EU, che forse tenevano conto anche dei sentimenti della base del M5S. Se Di Maio non la finirà di servire UE e Nato e di difendere l’immigrazione, si potrebbe andare alle elezioni anticipate e allora la Lega avrà un grande successo; l’UE teme anche un successo della Lega e del M5S alle prossime elezioni europee del 2019.

USA

Non esistono solo il boicottaggio e la speculazione dei mercati sull’Italia, la Russia, dopo le sanzioni economiche e il boicottaggio alle olimpiadi, è accusata di aver interferito nelle elezioni americane, tedesche, inglesi e francesi, cioè degli alleati allargati ai tedeschi. La Germania, facendo contenti polacchi e lettoni, ha apostrofato in modo arrogante la Russia per i fatti di Ucraina e, assieme alla televisione, ha accusato Trump di collusione con la Russia; sembra la favola di Fedro del lupo e dell’agnello.

La Russia  è continuamente mortificata dagli Usa e il potere è abituato a offendere spesso i cittadini, insinuando che sono tutti imbecilli; bisogna ricordare che le grandi potenze, con i loro agenti hanno sempre interferito, con i soldi, la propaganda e l’intelligence, nelle elezioni di papi, presidenti, capi di governo, ministri, governatori delle banche centrali, cioè di tecnici massoni legati al FMI, alla Banca Mondiale e alla BCE, cioè al governo occulto mondiale o nuovo ordine del mondo.

Sono prassi per consolidare alleanze, per favorire la speculazione, lo sfruttamento dei popoli e per alimentare la guerra fredda e quella calda. Nei secoli passati, il papa influenzava l’elezione dell’imperatore di Germania, l’imperatore tedesco influenzava l’elezione del papa, il re di Spagna e quello di Francia facevano la stessa cosa; oggi l’elezione del presidente Usa è influenzato, con la rete e con l’informazione, anche da Cina, Russia, Germania, Arabia Saudita, Qatar ed emirati.

Poiché le campagne elettorali costano, tutti mettono mano al portafoglio, oggi a favore del comitato elettorale americano; a volte, per una  forma di assicurazione, gli stessi paesi finanziano entrambi i due aspiranti presidenti in corsa, per essere poi sostenuti a loro volta, anche in caso di guerra, le lobby lo fanno per essere aiutate nei loro affari. Perciò, il presidente della repubblica italiana è deciso anche all’estero, è la farsa della democrazia e della sovranità popolare; sarà triste riconoscerlo, ma forse solo le dittature si difendono da queste intrusioni.

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Continuano gli attacchi di Trump alla Corea del Nord e all’Iran per l’arma nucleare, Kim Jong un non vuole rinunciare all’arma nucleare perché l’hanno anche gli Usa; la Russia ha ricordato che, se avessero avuto l’arma nucleare, Gheddafi e Saddam non sarebbero stati attaccati. Fino ad oggi, la paura della bomba atomica, un monopolio antiliberista nato dall’esito della seconda guerra mondiale, ha impedito la terza guerra mondiale, perché assicura l’inviolabilità a chi la possiede.

Gli Usa, Israele e Arabia sono alleati e nemici dell’Iran, però c’è una novità, Israele si sta avvicinando anche alla Russia che, a sua volta si sta allontanando dall’Iran, adesso l’informazione ebraica non dirà più che Putin non è un democratico. Gli uomini giudicano buoni quelli che li aiutano, cattivi, quelli che li ostacolano e indifferenti quelli che sono neutrali, è per questo che Grillo, avendo attaccato i mercati, con un’esagerazione, è stato paragonato a Hitler.

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

   

ECONOMIA E POLITICA NEWS (16/5/2018)

ITALIA          

I libertari hanno sempre difeso la libertà umana, l’eguaglianza dei diritti e l’autodeterminazione, soprattutto di fronte alle eccessive intrusioni dello stato, che non è nato, come si sostiene, per il bene comune; all’articolo 3, anche la costituzione italiana, spesso lontana dalla realtà e non per colpa dei cittadini, afferma l’eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, indipendentemente dalla razza, dal sesso, dalla religione e dal pensiero politico.

Oggi sembra però che la televisione italiana sia concentrata soprattutto sui diritti e sulla  libertà delle donne, ignorando che, se una donna è negra, povera e ignorante, è ancora  peggio, ciò detto vale anche per gli uomini; cioè possono essere discriminanti anche altri fattori; inoltre, la violenza, favorita anche dall’emarginazione, può essere anche statale e femminile, lo vediamo in guerra, a casa, negli asili e nelle case di ricovero per anziani. Le donne sostengono di avere il diritto di sposare chi vogliono ma, nelle altre scelte importanti, uomini e donne non sempre sono liberi.

Sembrerà strano, ma, in generale, il posto in cui la donna può esercitare più libertà è la famiglia, che è la prima forma di società, dove essa esercita l’autorità sui figli, comprimendo la loro libertà, e non si sente più soggetta al marito o al padre; però essa ha molta meno libertà di fronte al datore di lavoro e allo stato; perciò, razionalmente, si lavora più per necessità che per vocazione, le libertà negate a tutti sono molte.

Per dare una sicurezza economica alle donne e agli uomini, in società arcaiche nacquero i matrimoni combinati e la dote, voluti dal padre e dalla madre, e c’è chi dice che i matrimoni combinati sono quelli che durano di più; d’altra parte, in tutti i campi, le nostre scelte non sono sempre infallibili, ma spesso sono dettate solo dalle infatuazioni. Anche studio e lavoro per i figli sono spesso decisi dai genitori e i figli si lamentano della prevaricazione, ma, generalmente, solo all’inizio.

La donna afferma di essere libera di sposare, di accompagnarsi con chi vuole e di rientrare a notte fonda, anche se minorenne, anche con i conseguenti rischi, perciò gli islamici affermano che troppa libertà le fa male. E’ un reato fare violenza alla donna, come svaligiare una gioielleria chiusa e con misure di sicurezza, certe misure cautelative sono adottate per prevenire gli scassi, si può dare torto al gioielliere?

Ammesso che la donna trova un lavoro, non può sceglierlo liberamente, così non può scegliere l’orario di lavoro e, per ragioni economiche, non può scegliere la casa in cui  abitare; per la stessa ragione, non può generalmente scegliere liberamente dove fare le vacanze e non può attribuirne sempre la colpa al padre o al marito, perché rischierebbe di essere definita immatura.

Metà degli psicologi afferma che la crisi della famiglia è dovuta all’atteggiamento della donna, alla rivolta della moglie è seguita quella dei figli, invece stato e religione risentono relativamente meno di questa crisi. Non bisogna avere paura, probabilmente andiamo verso il matriarcato, che esiste in società umane e animali, cioè, l’eguaglianza tra uomo e donna che, secondo natura, non esiste nei rapporti gerarchici, significa solo che ora esiste la possibilità di ribaltare i ruoli tra uomo e donna.

La televisione detta i tempi dell’evoluzione del costume, cioè non ha insegnato solo l’italiano, fa propaganda politica e insegue nuove mode, a volte però il mondo sembra proprio impazzito. Un giudice ha affermato che, considerati gli impegni di lavoro, la moglie, nella scelta della residenza e della casa di abitazione, non deve obbligatoriamente seguire il marito, come raccomandato in precedenza dalla religione e dallo stato; però io noto che, generalmente, è il marito che, anche senza la sentenza salomonica di un giudice, segue la moglie, nel senso che va ad abitare dove è più comodo per la moglie, per i trasporti e gli studi dei figli, sembra che in questo caso sia discriminato il marito, ma questo non se ne lamenta.

A causa della lotta per il potere familiare tra moglie e marito, muovendosi a favore delle donne, oggi si parla spesso di diritti, di virtù e di valore delle donne, rimarcando il clima conflittuale con l’uomo, che spesso porta alla violenza; val la pena di ricordare che spesso le donne non vanno d’accordo, non solo con la suocera, ma nemmeno con la madre, la sorella e la figlia; allora perché dovrebbero andare d’accordo con il padre o con il marito?

Ci sono vedove, con una modesta pensione, che preferiscono vivere da sole in un alloggio, piuttosto che dividerlo, ripartendo le spese, con la sorella vedova anch’essa. Hanno portato a questa situazione la disgregazione della famiglia patriarcale e la demolizione, grazie alla propaganda femminista e della televisione, del ruolo del padre e del marito.

Nella famiglia naturale e patriarcale, veniva prima il padre, poi la madre e poi i figli, in ordine decrescente d’età, era l’organizzazione gerarchica di tutti gli animali; un figlio di venti anni non poteva avere lo stesso ruolo, cioè non poteva essere uguale a suo fratello di cinque anni, cioè, l’eguaglianza, la piena libertà e l’indipendenza delle proprie azioni non esistevano.

Poiché il lavoro è una costrizione, è alienante nella sua organizzazione, comprime la libertà personale e l’autodeterminazione ed è spesso imposto dallo stato di necessità economica familiare, ci sono donne e uomini che sono contenti di vivere in famiglia, senza essere costretti a lavorare e tutti i lavoratori desiderano andare in pensione, il più presto possibile; chi fa le riforme delle pensioni dovrebbe riflettere anche su ciò.

Sarà per questo che il nazismo, nei campi obbligatori di lavoro e sterminio, aveva subdolamente scritto: il lavoro rende liberi! A. parte ciò, esiste sempre la sindrome da lavoro dipendenza; ci sono donne che, per realizzarsi, hanno deciso di trascurare la famiglia per andare a lavorare in fabbrica alla catena di montaggio o in un negozio o in un ufficio.

Se non lo fanno per necessità economica, questo fatto la dice molto sulla loro intelligenza; in era schiavistica, la classe dirigente ha sempre difeso la schiavitù, ora riserva i lavori meno alienanti e meglio pagati ai suoi protetti e difende l’attuale organizzazione del lavoro concesso come un  favore, anche se è una costrizione  alienante; i persuasori occulti della cultura, della politica e dell’informazione esistono per difendere gli attuali valori.

Tornando alle condizioni della famiglia, oggi i figli maggiori, che vivono con i genitori, non vogliono obbedire al padre, si confidano solo con la madre e fanno solo ciò che comanda la madre, il capo ufficio o il datore di lavoro; il padre ex padrone non può essere troppo severo con loro, ma può fare solo il gorilla della moglie, cioè punilrli al comando della madre. Questi figli “madri dipendenti” diventano spesso preti, gay o depressi; la psicologia, con poca attenzione da parte dei media, tenta di far capire anche questo.

La famiglia è importante ma non è mai stata una società di eguali, ma fatta da individui in scala decrescente d’autorità; le donne trattano i figli minori come oggetti di cui hanno il monopolio, però, in famiglia, tutti reagiscono all’autorità altrui; la moglie minaccia di tornare dalla madre e i figli di scappare da casa, sono tutti ricatti che dimostrano quanto sia indebolita l’autorità paterna.

Se non vanno d’accordo coniugi, fratelli e sorelle, nemmeno i gay conviventi vanno d’accordo, infatti, si odiano e si separano spesso, perciò il problema non può essere, come affermato da femministe e televisione, solo il padre e il marito. Gli uomini hanno bisogno di vivere assieme però, contemporaneamente, nella ricerca dell’emancipazione, del privilegio e del potere, sono portatori di fattori di disgregazione.

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Le trattative per il nuovo governo italiano sono in stallo, Salvini si è dimostrato più lucido e fermo di Di Maio, lo stallo non dipende dal fatto che non ci sono entrate per le riforme, perché una revisione complessiva dalla spesa, attaccando i privilegi, metterebbe adeguate risorse a disposizione. I vicoli europei e la strategia dell'UE sono contro l’Italia che si vuole  dipendente dalla Germania, anche la chiesa che, attraverso le banche da essa controllate investe in Germania, è d’accordo, perciò, con la determinazione di Salvini, potremmo andare verso le elezioni anticipate, consegnando il prossimo governo alla destra.

In Italia occorrerebbe un governo forte, unito e rivoluzionario che, senza sangue, per modificare i trattati, minacci l’uscita dell’Italia dall’UE, anche per recuperare un po’ della sua sovranità; ma politica e informazione, in genere, non sono d’accordo perché i paesi si controllano e si dividono dall’interno comprando politica e informazione.

EUROPA

Secondo il Fondo Monetario Internazionale, il reddito medio reale procapite della Spagna, rivalutato ai prezzi correnti, ha superato quello italiano, cioè 31.191 euro contro 31.072; però in Italia la ricchezza, privata e pubblica è maggiore. Spagna e Italia hanno una bassa domanda privata interna e, anche grazie al turismo, un attivo valutario con l’estero; però la Spagna, avendo minori manifatture, ha una maggiore disoccupazione dell’Italia.

Per fronteggiare la crisi economica, la Spagna ha fatto più investimenti pubblici in infrastrutture, alberghi e autostrade e perciò, al contrario dell’Italia, ha recentemente aumentato di molto il deficit del bilancio dello stato e il debito pubblico, mentre l’Italia, pressata dai mercati al servizio degli speculatori e dalle loro istituzioni internazionali, per il suo elevato debito pubblico, ha inseguito il pareggio di bilancio e l’avanzo primario. Queste istituzioni hanno però ignorato l’elevato debito pubblico giapponese e americano e che perfino la Cina ha un  debito pari al 330% del Pil, molto più alto di quello italiano.

La spesa pubblica spagnola ha alimentato il deficit pubblico, ma ha fatto aumentare la domanda pubblica e il Pil; cioè i governi spagnoli hanno sostenuto l’economia più di quelli italiani, che sono stati un’emanazione della Germania; in Italia i governi hanno sottratto alla domanda più redditi di quanto ne abbiano generato con la spesa pubblica. In Spagna, come in Germania, il governo ha destinato più soldi per il salvataggio delle banche impelagate negli insoluti edilizi, l’edilizia aveva favorito, con gli investimenti pubblici, occupazione e domanda; la Spagna ha imboccato questa strada perché manca di un settore manifatturiero forte come l’Italia.

Da ricordare anche che nell’edilizia spagnola si sono riversati investimenti di banche tedesche, che poi, con le insolvenze, sono state aiutate dal fondo europeo salva stati, l’Italia vi ha contribuito con 60 miliardi di euro e ora dall’UE gli sono proibiti aiuti alle sue banche. La Spagna ha provveduto alla deregolamentazione del mercato del lavoro, riducendone il costo e puntando sulla contrattazione aziendale, l’Italia sta seguendo la stessa strada.

Il caso spagnolo dimostra che la spesa pubblica può essere un elemento della crescita economica, anche se non si concilia con l’austerità e il pareggio di bilancio; ora pare che la Francia, pure in crisi, voglia sostenere la crescita economica anche con il riarmo, che è una spesa pubblica di primo livello (Per le notizie, fonte: coniarerivolta – sinistrainrete).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it - viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS  9/5/2018

ITALIA

Il governo italiano, per favorire speculatori, schiavisti moderni e trafficanti di uomini e, per contrastare il calo demografico, ha appoggiato l’immigrazione, anche islamica, poi, per salvare la faccia, ha accusato l’UE di scarsa solidarietà su questo tema: La televisione ha accusato di razzismo quelli che si sono detti contrari a questa immigrazione, presentando gli immigrati come profughi di guerra; in realtà, come accade nei grandi numeri, tra loro si sono individuati anche terroristi islamici, rapinatori, omicidi e stupratori.

Oggi in Italia gli immigrati sono cinque milioni, tra i quali gli islamici sono 1,5 milioni, per orgoglio, essi difendono la loro cultura e le loro donne portano il velo; in moschea e fuori la moschea, ci sono Imam che infiammano i loro cuori e anche italiani si convertono all’Islam; d’altra parte, il popolo, deluso dal potere, è sempre attratto da ideologie d’importazione, dopo comunismo e buddismo, è la volta dell’Islam, già presente in regioni d’Europa.

In televisione Lerner, su questa penetrazione, ha fatto delle interviste a italiani ed europei, segnalando le loro osservazioni e le loro preoccupazioni; la società su questo e su altri temi è divisa e pare perdere la bussola; d’all’esito delle elezioni, sembra che l’Italia si possa spaccare di nuovo. L’occidente e soprattutto l’Italia, che vivono in democrazie imperfette e truffaldine, con grande fatica, hanno affermato alcuni valori, come la libertà di pensiero, l’eguaglianza tra uomo e donna e la laicità dello stato, con il diritto alla libertà religiosa, all’ateismo e al diritto di cambiare religione.

Ritengo che, nella grande maggioranza, l’immigrazione islamica, sia fatta di brava gente in cerca di una sistemazione economica, un’accoglienza dignitosa e un lavorio, che manca anche a tanti italiani; dobbiamo però constatare che nella loro cultura, in genere, i nostri valori prima accennati sono poco tutelati; ci chiediamo pertanto se, con il loro arrivo, ancora in crescita, l’Europa intenda tornare indietro dai suoi attuali valori. Non è questione di tolleranza e di accoglienza, ci dovremmo chiedere, per esempio, se s’intende seppellire la laicità e affermare la supremazia maschile nel campo del diritto.

Quando in Europa arrivò il cristianesimo, i primi a convertirsi, delusi dalla loro religione, furono quelli aperti alle nuove mode provenienti dall’estero, poi il cristianesimo fu dichiarata religione lecita, tutelata anche da una sua legislazione autonoma, cioè esistevano due legislazioni indipendenti e i cittadini non erano uguali davanti ad una sola legge; quindi, con le conversioni massicce nei ranghi dell’esercito romano, il cristianesimo fu dichiarata unica religione legale dello stato e fu imposta la legislazione unica. Le leggi seguono i costumi e oggi in alcuni paesi, come l’Inghilterra, la sharia è legale per musulmani, ma non è stata ancora estesa agli inglesi.

Gli imperi nascono e muoiono e si fanno forti di una cultura, di un diritto, di una lingua, di una religione e di una scienza, naturalmente in evoluzione o involuzione; le donne che si convertono all’Islam non temono di perdere in dignità e diritti: Gli uomini, spesso profughi di sinistra dopo la caduta del comunismo, cercano una nuova via di riscatto o meglio di affermazione personale, perché gli uomini e le donne predicano l’eguaglianza, ma vogliono solo, in una logica di potere e di affermazione economica personale, elevarsi al disopra degli altri uomini; perciò, messe in scacco le mistificazioni e le falsificazioni democratiche, si è data via libera alla nuova rivoluzione culturale che si sta avvicinando.

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In genere, le banche fanno credito in base alle garanzie, cioè correttezza commerciale, reddito e patrimonio; dalla quotazione alle aste di alcune opere d’arte mobili, si evince che l’Italia offre ampie garanzie, cioè i suoi debiti pubblici e privati non superano in valore i suoi crediti. Il patrimonio dello stato e i suoi beni artistici mobili, offrono perciò ampie garanzie ai creditori internazionali; inoltre, adesso l’Italia è favorita dal calo degli interessi, anche con le speculazioni in perdita sui derivati, il can can sul debito pubblico dell’Italia è stato alimentato dalla speculazione internazionale contro l’Italia.

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I partiti, al servizio di poteri occulti e lobby, prendono in giro gli italiani e li ritengono poco intelligenti e facili vittime della propaganda, invece sono molto intelligenti; se si va al voto con una legge elettorale proporzionale, con premio di maggioranza al partito più votato, potremo avere al governo solo il M5S, con PD e Forza Italia ancora dimezzati; però il M5S dovrà impegnarsi a fare vere riforme e a ridiscutere i trattati europei o a uscire dall’euro o dall’UE, la quale non ha favorito l’Italia, ma, come i recenti governi inerti italiani, ha favorito gli speculatori internazionali sull’Italia.

In Italia i governi hanno favorito la speculazione interna sulle concessioni autostradali, gli appalti pubblici, la privatizzazione delle acque, l’immigrazione, i rifiuti, ecc.; non si sono utilizzati fondi europei, mentre, con aiuti europei e credito tedesco, la Spagna ha fatto grandi investimenti pubblici e ha costruito alberghi e immobili privati, aiutando con ciò occupazione ed economia. Ora Madrid ha più metropolitane di tutta l’Italia e una maggiore rete autostradale.

Per conseguenza però, la Spagna ha visto crescere il suo debito pubblico e i suoi debiti verso le banche creditrici tedesche; come gli Usa, è stata colpita dalla bolla edilizia, cioè dalle insolvenze immobiliari, con però minor eco, rispetto all’Italia, da parte della speculazione internazionale. A causa delle sue esposizioni verso le banche tedesche, l’UE le ha ridotto il debito, anche a spese dell’Italia; i governi italiani non hanno fatto altro che assecondare le politiche dell’UE, gettandosi cenere in testa per le critiche sulle inadempienze italiane della commissione europea e della Germania, e chiedendo sempre maggiori sacrifici agli italiani che hanno alimentato la recessione, senza ridurre gli sprechi interni.

EUROPA

Tremila anni fa in Italia, tra i celti e germani, esistevano numerosissime tribù indipendenti che parlavano diverse lingue, con la guerra e non con la sovranità popolare e la democrazia, anche se imperfette, si formarono federazioni di tribù e poi stati nazionali, cementati e omologati all'interno da una sola lingua nazionale. Per favorire il passaggio, lo stato nacque prima federale e poi unitario, riducendo progressivamente le autonomie, il che non sembrava democrazia, autodeterminazione e sovranità popolare.

Quest’evoluzione era stata spinta dalle necessità della tassazione e della guerra, in cambio al popolo suddito era promessa, vanamente, sicurezza interna ed estera, cioè giustizia e difesa; in cambio della sottoposizione dei sudditi alla tassazione, lo stato concedeva la sua protezione, garantendo privilegi all’aristocrazia che doveva tenere a bada il popolo.

Su questa base, lo stato si affermava come l’impresa economica privata, anche se occulta, di maggior successo, che non aveva niente da spartire con la vera democrazia e con la sovranità popolare, perciò, il voto machiavellico è diventato uno stanco rituale. Lo stato è un’impresa economica che ha per oggetto la riscossione delle imposte, tutte le imprese commerciali si estinguono quando non possono più raggiungere il loro oggetto statuale.

ISLAM

Il 2/5/2018 si sono riuniti all’Aja, presso la sede dell’Opcw, l’organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, i giudici che dovevano pronunciarsi sull’attacco chimico di Assad a Douma, in Siria. Sono stati interrogati 17 siriani e il bambino di 11 anni, che la televisione ha immortalato investito a un getto d’acqua, utilizzato per liberarlo dal gas al cloro.

Trump, Macron e Theresa May avevano dichiarato di avere le prove dell’uso di armi chimiche da parte di Assad, però è stato poi accertato che il filmato utilizzato era una fiction girata da jihadisti alleati della Turchia o degli Usa; com’è stato accertato da un ex ufficiale italiano del Nbc, un’organizzazione costituita per affrontare le conseguenze di attacchi chimici; anche i 17 testimoni hanno confermato che non c’è stato nessun attacco chimico.

Si tratterebbe del solito flop e insuccesso della propaganda di guerra evidenziata dalla televisione, pagata anche per servizi del genere, apparentemente senza rettifiche successive di rilievo, anche perché l’informazione di attacco chimico era stata abbondantemente ripetuta e messa in rilievo, più volte, anche se, ovviamente, con le smentite russe e del governo siriano (Per le notizie, fonte: Contropiano.org - 4/5/2018).

Nunzio Miccoli   www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (1/5/2018)

EUROPA

La Germania rimprovera alla Russia la sua politica verso l’Ucraina, ha speculato con l’annessione della DDR e ora sta ripetendo l’operazione con la Grecia, con altri paesi europei e con l’Italia, da essa criticata ma dalla quale si è sempre sentita attratta; comunque, gli italiani, in maggioranza diffidenti verso l’UE, giudicano ancora peggio i loro governi. La corruzione della politica dei paesi più deboli e le loro crisi interne sono lo strumento principe di penetrazione della finanza, dei poteri e delle potenze; così si comportò anche il Piemonte con il regno di Napoli e così cercò e di farlo Mussolini con la Grecia.

Con l’Unione bancaria, i tedeschi hanno tenuto fuori della vigilanza europea le loro banche che fanno credito alle imprese; la Germania, per aiutare le sue banche in difficoltà ha versato loro 259 miliardi di euro, anche l’Italia, contribuendo al fondo salva stati, ha contribuito al salvataggio di banche creditrici di paesi dell’Europa settentrionale, soprattutto tedesche. Ora, con il bail-in, non è più possibile concedere questi aiuti di stato, però l’Italia ha già concesso 20 miliardi alle sue banche e forse ne dovrà concedere altri 20; vedremo quali saranno le reazioni dell’UE, che è abituata a multare l’Italia, com’è abituato il governo italiano a multare gli italiani.

Come l’immigrazione, malvista dai paesi dell’Europa settentrionale, le regole asimmetriche aumentano gli squilibri europei e le eccedenze commerciali favoriscono i prestiti ai paesi indebitati, poi la Germania, a causa dei suoi crediti, è presa dall’ansia per le possibili insolvenze di questi paesi. La Germania ha prestato alla Grecia in deficit commerciale, i cui armatori avevano anche trasferito capitali in Olanda, perché gli interessi della Grecia erano alti, poi, per aiutare le sue banche creditrici, con i soldi anche degli altri paesi europei, gli ha ridotto il debito estero.

L’aumento del debito pubblico della Grecia è stato favorito dai crediti facili della Germania che, con la crisi dei subprime americani del 2008, ha poi iniziato a ridurre le sue esposizioni verso questo paese. Il debito, pubblico e privato, alimenta la schiavitù di persone e paesi e nasce dai deficit di bilancio e valutari; l’euro ha impedito gli aggiustamenti di cambio nei paesi deficitari, costringendoli a svalutare il lavoro, poi tanti paesi europei hanno anche favorito il dumping fiscale.

Gli Usa lo rimproverano alla Cina ma, per attirare capitali dall’Europa meridionale, è praticato anche dall’Europa settentrionale che ospitata, all’interno dell’UE, anche paradisi fiscali; la crisi non è derivata dal debito pubblico, ma dallo squilibrio di bilance  commerciali che alimentano i prestiti compensativi; anche l’Italia, pur avendo una bilancia valutaria complessivamente attiva, ha un deficit commerciale con la Germania. I paesi europei in crisi dovrebbero fare una politica economica espansiva, invece la Germania ha imposto a tutti l’austerità e le restrizioni di bilancio, il che però non ha ridotto il loro debito pubblico.

Con la caduta della domanda, come conseguenza dell’austerità, in Italia hanno chiuso le fabbriche più deboli e quelle che avevano costi del lavoro più alti, a vantaggio dell’Europa orientale dove si è delocalizzato. Nel 1992 ci fa l’attacco di Soros alla lira e la prima grande privatizzazione italiana, ora Soros, per guadagno, finanzia l’emigrazione africana verso l’Italia, benvista dai governi di Renzi e di Gentiloni e dal papa, mentre altri paesi europei erigono barriere. La Germania, per favorire le sue esportazioni e acquisire valuta per i suoi investimenti all’estero, ha contenuto la sua domanda interna, invece l’Italia, a causa del calo della domanda interna indotta dall’austerità, per aiutare la sua industria e l’occupazione, ha favorito anch’essa le sue esportazioni.

L’immigrazione incontrollata non è gestibile, anche se tanti ci speculano, l’Italia e la Grecia non possono essere lasciate sole davanti a questo fenomeno, gli stati, per non collassare, devono avere il controllo delle frontiere e selezionare e limitare gli immigrati, non è razzismo affermare ciò. Nel mondo e in Europa stanno tornando il nazionalismo, il colonialismo, lo schiavismo e lo sfruttamento del lavoro, anche se in nuove forme occulte, com’è occulto il vero governo dell’Italia e dell’UE.

Come fatto nel mondo da Wall Street e dalla City di Londra, per dominare l’Europa con la finanza, da Francoforte, la Germania, senza colonie, contenendo la sua domanda interna, è stata costretta a seguire una politica mercantilista che incoraggia le esportazioni e alimenta un attivo commerciale enorme, favorendo però il precariato in Germania e, di riflesso, anche in Italia. Gli attivi commerciali danno vita a disponibilità finanziarie in cerca d’impieghi e acquisizioni all’estero, dai quali nasce la richiesta estera di privatizzazioni italiane.

Per la Germania, memore della sua inflazione durante prima e la seconda guerra, il valore supremo da salvaguardare è la stabilità dei prezzi, che si ottiene con l’equilibrio del bilancio pubblico, cioè con i vincoli di bilancio; più di essi però, è la recessione che ha contribuito a calmierare i prezzi. Questa politica, senza sovranità monetaria e senza una moneta da svalutare, abbinata all’austerità, ha favorito una disoccupazione europea media dell’11%, mentre la Germania ne ha una del 3,6%. La Grecia, su pressione tedesca, ha dovuto rinnegare l’esito di un referendum popolare che aveva rigettato l’austerità e poi è stata costretta alle privatizzazioni, a vantaggio di chi aveva i liquidi come i tedeschi.

Oggi in Italia anche Berlusconi, Calenda e Padoan, che sono agenti dell’UE, vogliono altre privatizzazioni; lo stato deve porre dei vincoli al mercato, invece di lasciarlo libero, il che però richiede la modifica dei trattati europei, cosa difficile da farsi perché è richiesta l’unanimità; perciò, per recuperare la nostra indipendenza o sovranità, l’Italia dovrebbe abbandonare Ue ed euro; senza dimenticare però, che i mercati hanno speculato anche sula lira, cioè, il governo italiano dovrebbe imparare a curare gli interessi italiani, invece di disprezzare gli italiani e di essere attratto dallo straniero.

Classi politiche attente ai propri interessi, ma vendute allo straniero, alla mafia, alla chiesa e ai poteri forti come le banche, stanno portando alla rovina l’Italia, il parlamento è un grande supermercato e la politica è abituata a fare favori a se stessa e agli amici; i politici italiani, non disinteressatamente, predicano e fanno polemiche perché, in tutti i partiti, si vuole impedire un accordo tra Lega e M5S, che forse avrebbero potuto rinnovare l’Italia; comunque, la corruzione non esiste solo in Italia (Per le notizie, fonte: Vladimiro Giacché).

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Il mantra su debito pubblico e deficit di bilancio deriva dal risultato disastroso delle regole di Maastricht, ci sono alcuni che affermano che favorire il risparmio riduce la domanda, altri che la politica dell’austerità favorisce depressione economica, disoccupazione, abbandono scolastico e criminalità e che, insistendo sul pareggio di bilancio, la depressione può solo aumentare.

In realtà, il deficit di bilancio aumenta il reddito disponibile e la domanda e spinge i produttori a fare maggiori investimenti, se una fabbrica avesse il bilancio sempre in pareggio, senza un programma d’espansione, non aumenterebbe gli investimenti e non emetterebbe più obbligazioni o azioni e venderebbe di meno. Chi risparmia di più spende di meno, il che significa meno reddito nazionale, inoltre, quando in banca aumentano i risparmi, non aumentano automaticamente i prestiti bancari e qualche volta questi risparmi sono dirottati verso l’estero.

La spesa di denaro preso a prestito aumenta la domanda, non ci si deve preoccupare dell’effetto inflazionistico del deficit, la politica restrittiva del credito, in risposta al deficit, può essere dannosa; tuttavia, il deficit del bilancio pubblico può fare aumentare gli interessi. Con l’economia più prospera, aumentano le entrate fiscali e il debito pubblico è più facilmente gestibile con la piena occupazione.

I tassi di cambio flessibili sono il mezzo con cui si riequilibrano i diversi livelli dei prezzi dei paesi e gli squilibri commerciali sono ovviati dai movimenti di capitali; i cambi fissi possono esistere solo con politiche fiscali coordinate, altrimenti c’è spazio solo per la speculazione e con gli interventi della banca centrale, gli stimoli artificiali alla domanda possono portare a un aumento dell’importazione.

In regime di cambi fluttuanti, gli attacchi speculativi diminuiscono, purtroppo però oggi i paesi europei non possono perseguire una politica autonoma dell’occupazione, perché non hanno autonomia monetaria e perciò sono costretti a fare il gioco degli speculatori internazionali (Per le notizie, fonte: William Vickrey – Voci dall’estero).

OCCIDENTE

L’occidente, dopo la crisi dei subprime del 2008, ha concesso maggiore spazio alla finanza internazionale e all’indebitamento pubblico e privato; gli Usa hanno ridotto la loro capacità industriale e non contribuiscono più, con i loro investimenti, alla crescita economica dell’Asia, mentre la Cina già contribuisce alla crescita mondiale per il 30%. Il suo progetto della via della seta contribuirà allo sviluppo asiatico, nel 2017 l’interscambio della Cina con i paesi dell’Asean ha raggiunto i 500 miliardi di dollari ed è destinato ad aumentare.

Questo commercio cinese con i paesi asiatici, che sono in forte sviluppo, aumenta del 20% l’anno e l’industrializzazione dei paesi asiatici aumenta; com’è accaduto in occidente con lo sviluppo dell’industria, in Cina cresce il processo di urbanizzazione e, secondo un progetto del governo, nel 2020 nel paese ci saranno due medici ogni mille abitanti, rendendo la sanità pubblica un servizio universale, mentre in occidente si vuole ridurla.

In Cina l’urbanizzazione e l’aumento di reddito e di risparmio, con la fuga dalle campagne e l’aumento della classe media, faranno aumentare domanda interna, investimenti, produzione e commercio estero e questo paese diventerà presto il centro del mercato mondiale (Per le notizie, fonte: Pasquale Cicalese).

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Il Fondo Monetario Internazionale, con le sue raccomandazioni, ripete come un mantra all’Italia e agli altri governi che, a garanzia dei creditori internazionali, cioè anche del FMI, devono ridurre i debiti pubblici, i paesi che deviano da queste raccomandazioni sono soggetti alle sue reazioni e a quelle dei mercati finanziari. Perciò l’Italia dovrebbe accantonare le promesse elettorali, ridurre la spesa corrente per pensioni e sanità e tassare di più immobili e consumi, obbligando la gente a lavorare di più e per un salario ridotto.

Tuttavia, l’aumento della tassazione indiretta riduce i consumi e quindi la produzione, gli investimenti e l’occupazione, per il momento ovviati in parte dalle esportazioni, ma il quadro potrebbe peggiorare; poiché la politica obbedisce allo straniero e a poteri occulti, ora sarà difficile mettere insieme in Italia, dopo le promesse elettorali, una coalizione di governo per realizzare questo programma del FMI e sarà difficile anche attuare un programma per cambiare l’Italia, come voluto dal M5S.

Nel mondo, il debito complessivo, tra pubblico e privato, nel 2016 ha raggiunto i 164.000 miliardi di dollari, pari al 225% del pil mondiale, il debito pubblico italiano, ricordato come una spada di Damocle per speculare sull’Italia, è pari al 135% del pil; mentre i derivati finanziari, che sono un’altra forma di debito, sono dieci volte superiori al debito mondiale. Il mondo galleggia su un castello di debiti, comunque, non bisogna credere alle società di rating, l’Italia, non sta peggio della maggior parte dei paesi, in Italia pesa più il debito pubblico, mentre in Usa, Europa settentrionale e nei paesi emergenti, quello privato.

Dopo la crisi iniziata nel 2008 e dopo 10 anni di feroce austerità dell’UE, quasi tutte le banche centrali occidentali, per impedire il tracollo economico definitivo, visti i vincoli di bilancio, hanno adottato la politica monetaria espansiva del QE; invece la politica d’espansione di Keynes, senza vincoli di bilancio, riguardava l’espansione del deficit del bilancio dello stato, finanziato con l’indebitamento, ma oggi, generalmente, gli stati, redarguiti dal FMI, imboccano la strada del QE.

Comunque, la Federal Reserve degli Usa ha ripreso ad alzare timidamente e gradualmente i tassi, lo fa per favorire gli investimenti dall’estero e il collocamento di titoli pubblici, ma non se ne avvantaggeranno consumi e investimenti produttivi; l’enorme massa di liquidità creata in questi anni, in cerca di profitto, non sa dove andare, se si dirigesse verso i consumi interni, farebbe aumentare i prezzi, il FMI consiglia ai governi di normalizzare gradualmente la politica monetaria, cioè di abbandonare il QE.

Anche con le malattie, spesso si prescrivono farmaci per curare malanni creati da altri farmaci, l’occidente, eccettuata la Germania, ha sbagliato a ridurre la sua capacità di produzione industriale, delocalizzando all’estero, a vantaggio di Cina, India e altri paesi asiatici, questo fatto ha favorito crisi e disoccupazione in occidente (Per le notizie, fonte: Claudio Conti).

ITALIA

L’esito delle elezioni amministrative in Friuli è dovuto all’avvicinamento ai mercati e all’UE da parte di Di Maio, Renzi, Gentiloni e Berlusconi, ha trionfato Salvini, mentre gli italiani si allontanano sempre di più dall’informazione mainstream, se ne dovrebbe avvantaggiare la rete accusata di fake news. Il successo di Salvini è dovuto alle sue precedenti critiche all’UE, tutore dell’Italia, e alle sue critiche alla politica italiana a favore dell’immigrazione.

La lega, diventata nazionale, ha attenuato le polemiche con Roma, però avrebbe il dovere di ricordare che la capitale di Roma è sempre il Vaticano. Io ritengo che un governo di minoranza retto da Salvini potrebbe esistere anche senza mercanteggiamento tra partiti, a patto che questi si convincano che gli italiani sono un popolo molto più maturo di quanto loro credano. Una volta anche Di Maio aveva proposto un governo di minoranza del M5S, poi, attratto dai mercati e abbandonato il massimalismo del movimento, si è speso, senza successo, per accordi con PD e Lega.

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Purtroppo, dobbiamo riconoscere che i governi italiani non hanno alcuna autonomia rispetto alle decisioni prese dai mercati, dalle istituzioni internazionali, dai trattati dell’UE e dalla moneta unica, perciò Lega e soprattutto M5S, per rendersi benvisti da quelli che contano, hanno attenuato il loro programma originario e oggi Di Maio promette in contratto programma di 10 punti che rappresenta una resa ai mercati internazionali, gli interessi italiani sono stati messi da parte.

Afferma di voler mantenere gli impegni presi in sede europea, sembra il trionfo del renzismo, afferma di accettare i vincoli di bilancio e favore dell’integrazione europea, accantona il reddito di cittadinanza a favore di un reddito d’inclusione potenziato, promesso anche da Gentiloni. Con Salvini, con la scusa delle emergenze, pare accantonare la cancellazione della legge Fornero e della flax tax, è anche cancellata la critica all’austerità; perciò, il prossimo governo italiano deve rassegnarsi a realizzare il programma deciso dai trattati europei, per modificare i quali ci vuole l’unanimità.

Non si costruiscono alternative stando dentro una gabbia e sbattendo la testa contro un muro, l’ha dimostrato anche Tsipras in Grecia, oggi lo dimostrano Di Maio e, in misura minore, Salvini, un piano alternativo dovrebbe prevedere la rottura dell’unione europea che, per tanta politica e informazione è, in omaggio ai mercati, un dogma, perciò, contro il capitale finanziario internazionale, il nazionalismo sta montando in EU e nella stessa Germania che la domina (Per le notizie, fonte: Dante Barontini – Contropiano.org).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (18/4/2018)

ITALIA

Dopo lo strepitoso successo elettorale di M5S e Lega, boicottati dall’informazione e dai falsi sondaggi elettorali che non avevano evidenziato la sonora sconfitta di PD e Forza Italia, continuano le sparate dell’ultra conservatore Berlusconi, che rimprovera gli italiani di aver votato male, definendo il M5S populista, comunista, antidemocratico, incompetente, ecc.

Salvini, debitore verso Berlusconi, rimprovera a Di Maio di avere pregiudiziali antiberlusconiane, in realtà, il fronte della conservazione, che va dal PD a Forza Italia, è allarmato dall’esito delle elezioni, perché non vuole cambiare l’Italia. Dagli interventi in televisione di Salvini e Berlusconi, in maniera visibile, pare che Berlusconi controlli le azioni e le parole di Salvini, forse sono legati da un altro atto notarile, come le promesse di Berlusconi fatte in passato agli italiani.

Lega e Forza Italia si sono presentati uniti all’elezione, non per il comune DNA, ma per sfruttare il sistema elettorale; ora però Salvini sembra stringersi a Berlusconi perché partiti e informazione dipendono da poteri e potenze che li finanziano. I conservatori non vogliono il rinnovamento dell’Italia e fanno un favore a quelli che difendono i privilegi o hanno speculato contro l’Italia.  Di Maio ha il difetto di essersi troppo legato all’Europa che è da riformare come l’Italia.

USA

La Russia ha accusato la GB di aver architettato la provocazione del gas in Siria (il gas è un’arma chimica come l’esplosivo, ma non dilania i corpi, cioè sembra meno letale), pare che Usa e GB, tra cui esistono relazioni speciali, stiano operando per il ritorno della guerra fredda: La Cina conquista il primato economico e commerciale e il governo italiano si dichiara cane fedele della Nato, i post  comunisti sono diventati conservatori e sono diventati convinti atlantisti ed europeisti.

L’Italia non può essere veramente nemica degli Usa perché in questo paese vivono tanti italiani, però, al riparo della cortina fumogena dell’informazione, noi italiani avremmo il dovere di esprimere, non solo la solidarietà generica all’alleato, ma anche di esternare il nostro dissenso verso alcune sue iniziative militari all’estero, quando ciò occorre. Se qualche volta ciò è avvenuto, devono averlo coperto con il segreto di stato

L’Attacco di rappresaglia a una base siriana del 13-14/4, da parte di Usa, Francia e GB, fatto senza voto dell’Onu e del congresso americano, pare sia stato preannunciato ai russi e avrebbe colpito una base di stoccaggio di armi chimiche; la maggior parte dei missili degli alleati è stata intercettata e abbattuta dalle difese aeree siriane, gli altri hanno fatto pochi danni. La Siria nega di aver usato il gas contro i civili, il gas potrebbe essere stato usato anche dai terroristi; l’opposizione armata contro Assad è sostenuta da Usa, Francia e GB e comprende anche i terroristi.

Putin ha affermato che azioni militari del genere aumenteranno il flusso di profughi diretti in Europa, la rappresaglia armata è partita da Cipro e dal mare, l’Italia, diversamente dal passato, per l’azione, ha fornito solo appoggi logistici di ricognitori partiti dalla base di Sigonella. La Francia avrebbe dovuto chiedere una posizione comune all’Unione Europea, che probabilmente l’avrebbe dissuasa, perciò ci ha rinunciato.

Trump ha affermato che è stata la Francia a persuaderlo a bombardare la base siriana, la Francia ebbe lo stesso ruolo nel bombardare la Libia; ora Trump, forse dopo aver sentito Putin, ha dichiarato, ancora una volta, di volersi ritirare dalla Siria. L’UE ha condannato l’uso di armi chimiche e si detta contraria ad altre sanzioni contro Iran e Russia.

EUROPA

In Europa continuano gli episodi di antisemitismo, come ho già detto, gli uomini sono tutti uguali, in ogni nazione ci sono belli e brutti, onesti e disonesti, stupidi e intelligenti, incontro negre che sono bellissime. L’antisemitismo ha una matrice cattolica, nacque perché gli ebrei avevano rifiutato la conversione al cristianesimo e ne avevano contestato le basi dottrinarie e politiche, per rappresaglia, fu loro proibito di possedere la terra e perciò si dedicarono agli affari e alla finanza, anche in modo spregiudicato, come fanno, del resto, anche alcuni cristiani.

Divenne automatico, quando si attaccavano capitalisti o finanziari, ricordare che spesso erano capitalisti ebrei e finanzieri ebrei; perciò oggi sarebbe opportuno che i comuni cittadini ebrei si unissero ai cristiani nella condanna degli spregiudicati finanzieri ebrei. Cioè, gli ebrei non si dovrebbero limitare a condannare l’antisemitismo, dovrebbero sforzarsi di essere migliori degli altri e dovrebbero condannare i cattivi ebrei; purtroppo però, sono divenuti conservatori in massa e perciò non riescono a fare questo passo.

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Grazie all’art. 50 del trattato di Maastricht, attualmente si può uscire dall’UE, ma non è prevista una procedura d’uscita dal’euro, come se fosse irrevocabile, la cosa però è teorica perché tutti i trattati sono stati gradualmente stracciati dagli stati; a causa dei saldi monetari debitori di alcuni paesi, previsti dai regolamenti contabili del Target2, ora la Germania, per evitare una sua perdita, propone una procedura d’uscita. La Germania, che ha tanto guadagnato con  l’UE, ha detto anche che potrebbe farne a meno

In Germania, senza solidarietà, senza condivisione dei rischi e senza mettere in  comune i debiti pubblici, il Pil cresce al 3% l‘anno, ha una disoccupazione al 3,6% ed ha un surplus commerciale annuo di 300 miliardi di euro; il suo sviluppo è stato favorito dagli altri paesi, perché aveva tenuto fronte all’imperialismo americano, inglese e francese. Attualmente, si può uscire dall’euro solo uscendo dall’UE, però, con trattati ad hoc, si potrebbe stare anche furori dell’Unione con l’euro o aderire solo al mercato comune senza euro. 

Con l’introduzione del QE, invece di aumentare credito a famiglie e piccole imprese come promesso, sono aumentati i trasferimenti finanziari e le esportazioni di capitali, facendo aumentare i saldi debitori di Italia, Spagna e Portogallo, mentre il saldo a credito della Bundesbank ha raggiunto 913 miliardi di euro. Il regolamento contabile è fatto, tramite BCE, tra banche centrali, i crediti sono irrevocabili e inesigibili e sono remunerati al tasso minimo.

Questi saldi nascono da saldi commerciali, investimenti e disinvestimenti esteri, gli italiani non hanno solo debiti, ma hanno investito nell’eurozona 220 miliardi di euro; attualmente, le banche centrali sono succursali della BCE e, se l’unione monetaria permane, non ci sono problemi, se però l’Italia uscisse dall’euro, dovrebbe pagare il suo debito risultante dal Targer2, pari a 440 miliardi di euro, ma solo se lo volesse volontariamente.

Questo credito la Germania non potrebbe pretenderlo perché è irrevocabile e senza scadenza, in caso di regolamento, non è nemmeno previsto se debba essere regolato in euro o in lire; le nazioni creditrici sono Germania, Olanda e Lussemburgo. La Germania vuole un’uscita ordinata dall’euro, naturalmente alle sue condizioni, cioè senza perdite per essa.

Vuole anche creare un Fondo Monetario Europeo e un ministro delle finanze dell’eurozona, non vuole la mutualizzazione dei debiti, come fatto da Italia e Germania al tempo dell’unità o con la riunificazione tedesca, con la quale, gli furono abbonati anche i debiti di guerra. All’unione monetaria doveva seguire quella fiscale e quella politica federale, progetto ormai dimenticato, ora la Germania vuole un tipo di risoluzione europea, come quella adottata dopo la crisi greca del 2015, che vide l’Italia contribuire a ripianare i suoi debiti verso le banche creditrici tedesche.

La Germania vuole ignorare che, nell’essenza del capitalismo, commercio, credito e risparmio alimentano debito, finanza e strumenti monetari e non se ne esce fuori, avrebbe fatto meglio a puntare su un equilibrio commerciale rispettoso di tutti, come previsto dai trattati europei, che prevedono uno sforamento limitato, che invece non ha rispettato; è anche contraria al protezionismo, che punta al raggiungimento di questo equilibrio. Il Target2, con il commercio e l’acquisto di titoli,riflette anche la variazione dell’indebitamento verso l’estero.

Con il QE, la posizione debitoria dell’Italia è arrivata, ad aprile 2017, a 440 miliardi di euro, è cresciuta anche a causa della fuga di capitali o movimento di capitali verso l’estero, per le quali le banche riscuotono l’intermediazione, inoltre con la vendita di titoli di stato italiani da parte di non residenti, con gli investimenti esteri gestiti da banche e assicurazioni per i loro clienti italiani e con afflusso di risparmio nell’eurosistema; anche se gli avanzi commerciali italiani, pari al 2,6% del Pil nel 2016, contribuiscono a variare il saldo a favore dell’Italia.

Debiti e crediti sono denominati in euro e la BCE garantisce l’irreversibilità dell’euro, il sistema è utilizzato da banche centrali e banche commerciali ed è regolato dalla BCE; attualmente, la Germania ha crediti per 913 miliardi di euro e l’Italia debiti per oltre 440 miliardi di euro. La Germania considera un problema l’accumulo d passività, questa situazione è peggiorata dal 2012 con l’introduzione del QE.

Oggi anche i titoli di stato domestici acquistati transitando attraverso l’estero, i saldi diventerebbero esplosivi con l’uscita dall’euro, poiché la Germania non vuole onorare il debito degli altri; perciò corre ai ripari e ha chiesto all’Italia, per uscire dall’eurozona, anche garanzie in oro. Ne nascerebbe una reazione a effetto domino, perché tutti i paesi vorrebbero rientrare dei loro crediti.

Poiché i prestiti tra banche non sono più assistiti da garanzie in titoli, Target 2 riguarda commercio e compensazioni di pagamenti tra banche centrali dell’eurozona, che hanno anche evitato il trasferimento di riserve valutarie; la sua variazione è la conseguenza di operazioni commerciali aggravate dalle speculazioni finanziarie delle banche che, nel periodo 2010-2015, durante la crisi, in  previsione dell’uscita dell’Italia dall’euro, hanno acquistato titoli di stato tedeschi, facendo gonfiare il debito della Banca d’Italia verso l’eurosistema.

Perciò, anche con il QE, in Italia si è ridotta la liquidità che è aumentata in Germania, inizialmente contraria al QE, anche la bilancia commerciale italiana, pur essendo globalmente attiva, è in passivo con la Germania, con riflessi sul saldo. Fino a che si resta nell’euro, il Target2 è una partita di giro ma, se si uscisse, la perdita sarebbe in capo alla Banca d’Italia, che vedrebbe ridotte le sue riserve, in proporzione alla sua partecipazione alla BCE che è del 18%; ciò detto non in linea di diritto, perché non sono previste penalità per l’uscita.

L’esposizione debitoria italiana di 440 miliardi nel Target2 deriva soprattutto da operazioni speculative e non da operazioni commerciali, il Target2 registra solo flussi monetari, in caso di uscita dall’euro, il saldo negativo ricadrebbe eventualmente sulla Banca d’Italia; questo saldo si è incrementato con il programma QE ed è un indicatore delle compensazioni di masse monetarie addebitate e accreditate. (Per e notizie, fonte: Marcello Minemma – Alberto Micalizzi – Fabio Lugano - sinistrainrete).

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L’UE ha affermato che devono essere revocato gli aiuti fiscali concessi dal governo italiano ai terremotati dell’Aquila perché sono aiuti di stato ed ha affermato che la Brexit comporta minori entrate per l’UE, da ripianare da parte degli altri paesi, senza tener conto delle spese dell’UE per la GB che, con le restituzioni finanziarie, erano superiori; poi si è detta disponibile a concedere maggiori aiuti ai nuovi paesi dell’Europa orientale aderenti all’Unione.

ISLAM

Israele considera la Giordania uno stato cuscinetto da salvare dal caos di Siria e Irak, con essa nel 1994 ha fatto un trattato di pace, inesistente con altri paesi islamici ancora in stato di guerra con Israele, riconoscendogli lo status di guardiano dei luoghi santi dell’Islam a Gerusalemme. La Giordania ha una popolazione, esclusi i due milioni di rifugiati siriani e iracheni, di quasi 10 milioni di abitanti, in quarto dei quali sono beduini e tre quarti palestinesi.

I beduini formano i ranghi dell’esercito e i palestinesi si dedicano alle attività commerciali, nel settembre del 1970 la monarchia fece strage di palestinesi che si erano ribellati; per una scelta politica di pacificazione e per salvare l’unità del paese, re Abdullah II ha sposato una donna palestinese; purtroppo, dalla primavera araba del 2010 e con l’avvento del web, è diminuita la presa del governo sull’informazione ed è cresciuta l’influenza di fratelli musulmani e ISIS.

Perciò, a causa della corruzione e dell’aumento di tasse e di prezzi, sono cresciute le proteste contro il regime, soprattutto da parte dell’opposizione, è diminuito anche il sostegno economico da parte dei paesi del golfo che hanno sostenuto il terrorismo. Si accusa il re di essere dipendente dal gioco d’azzardo e il governo di essere ladro e di non mantenere le promesse; il re non reagisce perché vuole passare per liberale o forse per sollecitare altri aiuti dall’occidente e dai paesi arabi ricchi (Per le notizie, fonte: Mordechai Kadar – Informazione corretta).

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Come fu chiusa la Società delle Nazioni, dovrebbe essere chiusa anche l’ONU, che si fa beffe di tutti, infatti, l’ONU ha stabilito le nuove nomine interne; perciò l’Arabia Saudita presiederà il consiglio per i diritti umani, l’Iran presiederà la commissione per i diritti delle donne, la Turchia avrà la supervisione delle ONG sul tema dei diritti umani e la Siria presiederà la commissione per il disarmo, anche per le armi chimiche.

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (12/4/2018)

USA

L’informazione di corte critica il protezionismo di Trump, notiamo che il mondo recente, racchiuso, con la scusa delle ideologie, tra politica e interessi, si è diviso tra protezionismo e liberismo; il protezionismo era tipico delle economie chiuse, lo stato, per far entrare le merci straniere nel suo territorio, riscuoteva i dazi e i privati e i feudatari riscuotevano dazi per attraversare ponti da loro costruiti. Le merci straniere entravano con le carovane e con le navi e lo stato con i dazi garantiva, ma con poco successo, che i trasportatori non fossero attaccati da predoni e pirati.

Anche oggi lo stato, a parole, garantisce ai cittadini pagatori d’imposte, sicurezza e ordine pubblico, ma non ci riesce ed è inutile fare denunce, un poliziotto italiano ha detto che le denunce servono a fini statistici e che le indagini si fanno solo per i raccomandati; perciò i cittadini non denunciano e le statistiche false, che sono la più moderna forma di propaganda, affermano che i reati diminuiscono.

Con la globalizzazione, che ha il marchio del liberismo estremo, si vorrebbe tutelare, a favore delle multinazionali, il commercio transazionale; però all’inizio dell’era liberale, aboliti i dazi interni, si tutelava solo la libertà di commercio all’interno dello stato ma, quando la bilancia commerciale con l’estero era passiva, anche per proteggere la produzione nazionale, si applicavano dazi all’importazione che procuravano anche un’entrata allo stato; cioè, visto che anche la produzione nazionale era tassata, era una tassa sulle produzioni straniere.

Quando l’Inghilterra non aveva una grande flotta mercantile, per svilupparla e fronteggiare la Spagna, fece una legge protezionista che imponeva le importazioni via mare solo per mezzo di navi inglesi. Raggiunta la superiorità marittima e coloniale, abolì traffico di schiavi, schiavitù e adottò il liberismo o libero commercio, poi evolutosi nella globalizzazione; le politiche dei grandi stati sono state spesso politiche di potenza e di convenienza, poi imposte a paesi marginali da loro controllati. 

Oggi appare conveniente che paesi eccedentari come Cina e Germania siano liberisti, ma sarebbe illogico che lo fossero gli Usa che sono deficitari; la Cina dovrebbe capire e non dovrebbe minacciare rappresaglie, inoltre dovrebbe contrastare la sua concorrenza sleale, fatta di agevolazioni fiscali alle sue esportazioni e, se i suoi salari sono più bassi, dovrebbe rivalutare lo yuan.

Gli Usa dovrebbero limitarsi a tassare le importazioni di prodotti industriali, anche perché fanno concorrenza alle produzioni nazionali, minacciando anche la svalutazione del dollaro; una volta, per gli stati sovrani con una loro moneta, era una misura consueta quando la bilancia valutaria era passiva, ma oggi è poco usata in Usa perché il dollaro è tranquillamente tesaurizzato all’estero; ma fino a quando durerà questa situazione, infatti, prima l’UE, poi la Libia, quindi la Russia e la Cina, con loro monete hanno inteso affrancarsi dalla posizione privilegiata del dollaro. Gli Usa, resi isterici da queste misure,  hanno reagito duramente.

L’UE che, diversamente dagli Usa, ha una bilancia valutaria attiva, invece di accodarsi alle proteste cinesi, minacciando dazi sule importazioni dagli Usa, dovrebbe capire e per, aiutare gli Usa a ripianare i suoi debiti esteri, dovrebbe rivalutare l’euro; i professori di corte dicono che questa misura farebbe male alle esportazioni europee, però diminuirebbe il costo delle importazioni delle materie prime e i dazi all’importazione farebbero bene al bilancio dello stato, in sofferenza a causa della politica di bilancio imposta dalla UE.

La rivalutazione ridurrebbe le esportazioni e farebbe aumentare le importazioni dai paesi deficitari, sulle quali lo stato riscuoterebbe dazi e si ridurrebbe il traffico spasmodico e inquinante del commercio internazionale; i dazi proteggerebbero la produzione interna e l’occupazione. Per aumentare la domanda interna e l’occupazione, bisognerebbe anche aumentare salari e pensioni; sono tutte ricette contrarie a quelle della globalizzazione che, per favorire il commercio internazionale, ha puntato a ridurre salari e pensioni.

ISLAM

In occidente l’Islam, con mandanti a volta ignoti, alimenta il terrorismo mentre in Medio Oriente e in Africa settentrionale c’è la caccia contro cristiani ed ebrei; inoltre, gli sciiti lottano contro i sunniti. Trump minaccia, fa la guerra e sanziona per conto dei sauditi sunniti, che alimentano integralismo e terrorismo. Israele, timoroso verso l’Iran, si è accostato all’Arabia, però c’è una novità.

Trump aveva annunciato di volersi ritirare dalla Siria, gli americani sarebbero stati sostituiti dai francesi, ma adesso, dietro sollecitazione saudita e del Pentagono, per rintuzzare le vittorie di Assad contro la sua opposizione armata, ha cambiato idea e minaccia di bombardare le basi militari di Assad; la Russia è pronta a reagire, sarà uno scherzo o sta per scoppiare la terza guerra mondiale; il debolissimo governo italiano, fedele alla Nato e con poca spina dorsale, invece di fare politica di moderazione internazionale, si limita a predicare la pace.

ITALIA

Il FMI che, con il loro indebitamento, ha favorito la crisi di tanti paesi asiatici e latino-americani, per garantire competitività, crescita economica e per ridurre il debito pubblico, suggerisce al governo italiano alcune misure economiche. Riconosce che l’Italia non spende molto per  istruzione e investimenti pubblici e che il numero dei dipendenti pubblici italiani è inferiore rispetto alla media dei paesi dell’eurozona. In Italia si possono ridurre solo le spese per l’istruzione e la sanità, anche perché si vogliono privatizzare, e non quelle per le armi, le banche, la politica, le grandi imprese, i grandi appalti e la chiesa.

Comunque, per ridurre la spesa pubblica e il debito pubblico, il FMI propone di tagliare ancora le pensioni, non solo quelle privilegiate, e di ridurre la spesa sanitaria del 2% rispetto al Pil, una percentuale pari alle spese militari richieste all’Italia, che non si possono ridurre. Il bilancio dello stato italiano è messo meglio di quello degli Usa, ha già un avanzo primario e la bilancia commerciale è in attivo; però l’austerità, bloccando salari e pensioni, ha fatto diminuire il Pil e aumentare la disoccupazione, i nostri problemi sono nati dai sacrifici e dalla politica di austerità imposta, con la forza, ai più recenti governi italiani da UE e FMI.

Il Fondo Monetaria, come un avvocato della controparte, contesta l’affermazione che i conti previdenziali italiani siano in ordine, afferma che si vuole ignorare l’evoluzione futura del Pil italiano (che in  realtà sta aumentando) e del quadro demografico ed economico generale; propone di ridurre i contributi per pensioni e malattie a carico dei datori di lavoro, di ridurre il cuneo fiscale che grava nel costo del lavoro e di aumentare l’Iva.

Tuttavia, i tagli proposti deprimerebbero ancora di più l’economia italiana, inoltre, subdolamente, le misure proposte servono a favorire lo sviluppo di pensioni private e di cliniche private e a favorire la concentrazione della ricchezza a favore di quelli che sono già ricchi e non, vista l’esperienza del recente passato, a ridurre deficit di bilancio e debito pubblico (Per le notizie, fonte: coniarerivolta - sinistrainrete).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (5/4/2018)

USA

Una telefonata di Trump a Putin, per congratularsi per la sua vittoria elettorale, ha suscitato reazioni negative di media, neocon, Wall Street, Cia e apparato militare -industriale americano. Il capo della Cia, Jhon Brennan, ha accusato Trump di cedere ai ricatti russi, eppure anche Obama, dopo il precedente successo elettorale di Putin, gli aveva telefonato, per congratularsi; Trump è andato avanti senza consigliarsi con i suoi consiglieri che lo sconsigliavano.

Trump ha precisato che trovare un  accordo con la Russia è una buona cosa, aiuterebbe anche a risolvere il contenzioso con Corea del Nord, Siria, e Iran, ha ricordato che anche Bush, Clinton e Obama avevano cercato la via dell’accordo, quindi ha deciso d’incontrare Putin. Questo ha elogiato il pragmatismo di Trump, ma settori della politica americana spingono per uno scontro tra Usa e Russia, Usa e Iran e Usa e Corea del Nord. La Gran Bretagna è però il paese leader del fronte internazionale antirusso, da essa Putin è stato definito autoritario e mandante di omicidi politici, dalla propaganda è paragonato a Hitler, è successo anche a Milosevic, Saddam, Assad e Grillo.

Trump, oltre che ad andare per la sua strada e a esternare il suo pensiero, mentre gli altri politici non lo fanno, perché preferiscono predicare, è coraggioso a mettersi contro i potenti del mondo; potrebbe morire di morte non naturale, perché nelle corti si è sempre fatto ricorso agli omicidi. Il laburista Jeremy Corbyn è a favore della riconciliazione con la Russia, ma in Gran Bretagna governo e informazione non favoriscono la riconciliazione tra oriente e occidente, la Rai si accoda; ora bisogna lottare per la difesa di una vera democrazia e per la libertà d’informazione (Per le notizie, fonte: Davide Malacaria – Gli occhio della guerra – sinistrainrete).

EUROPA

L’avvelenamento di due russi, per opera di servizi segreti, un’ex spia russa e Litvinenko, avvenuti in Gran Bretagna, sono stati addebitati da questo paese, senza prove, alla Russia. Gli stati uccidono anche con finti incidenti stradali, come accadde nel 1997 a Diana Spencer; per interesse economico, danno vita anche a provocazioni e complotti, addebitati poi ad altri paesi.

Questa situazione serve ad aumentare l’isolamento della Russia, con il codazzo di sanzioni, condanne e riduzione dei corpi diplomatici tra Russia e occidente, che vuole essere cane servente di chi, dietro le quinte, vuole aumentare la tensione internazionale. Russia, Turchia e Iran si sono avvicinate, la Francia, criticata dalla Turchia, sostiene i ribelli, son solo curdi, in Sira e Irak, si dice che l’Italia è vicina alla Russia, soprattutto per motivi commerciali.

Come l’Italia, gli Usa sono una falsa democrazia e la Russia vuole sembrare una democrazia, però ormai pare che l’occidente abbia il monopolio e il marchio esclusivo della democrazia; il riavvicinamento tra Corea del Nord e Corea del Sud, con la loro partecipazione ai giochi invernali, non ha fatto piacere all’apparato militare americano e alla Cia (Per le notizie, fonte: Comidad – sinistrainrete).

ITALIA

Le grandi riforme da fare in Italia, a pressione tributaria invariata, la quale può diminuire con la ripresa economica e l’aumento del reddito nazionale, sono le seguenti: blocco all’immigrazione, federalismo, anche fiscale, accorpando alcune regioni, eliminazione delle ragioni a statuto speciale e dei loro privilegi economici. La sovranità originaria deve appartenere a regioni e comuni perché l’Italia è stata il paese delle capitali; bisogna sostituire le province con consorzi di comuni, abolire il senato, unificare capo del governo con presidente della repubblica, che deve essere eletto dal popolo.

Occorre restituire la sovranità al parlamento che non deve più essere sotto tutela presidenziale, deve essere previsto un reddito minimo in attesa di lavoro e pensioni minime; il sistema elettorale deve essere inserito in costituzione e deve essere proporzionale con lo sbarramento. Tutte le elezioni devono essere quadriennali, però tra un’elezione e l’altre, cioè ogni due anni, per attuare la democrazia diretta, si devono tenere referendum, propositivi, abrogatiti e consultivi. Deve essere introdotto per legge il vincolo di mandato, che deve essere rigido con l’elezione a un partito e flessibile nel programma per le coalizioni di governo.

Devono cessare irresponsabilità e immunità della politica, i condannati in primo grado non devono sedere in parlamento, bisogna diminuire il costo della politica eliminando anche vitalizi e liquidazioni ai parlamentari; per la giustizia devono essere previsti solo due gradi di giudizio, la sentenza di primo grado deve essere già esecutiva. La riforma fiscale deve prevedere un’imposta sul reddito con la fiscalizzazione dei contributi, con franchigia a 13.000 euro e con l’eliminazione di detrazioni, e deduzioni per i redditi superiori ai 100.000 euro annui; l’evasione legale e la riduzione privilegiata delle imposte devono cessare.

Per ridurre la concentrazione della ricchezza, deve essere prevista un’imposta patrimoniale di successione, con franchigia di 300.000 euro, con lo stato come erede figurativo, con diritti pari agli altri eredi e con prelazione, per la sua quota, sui beni liquidi. Lo stato deve denunciare il concordato con la chiesa e tassare le sue attività economiche.

Le imposte minori devono essere soppresse, l’Iva ridotta al minimo, soprattutto per i consumi popolari, con eventuali dazi doganali e imposte sulla benzina deve servire a finanziare le regioni; tante altre piccole riforme si possono fare se c’è la volontà politica, rimuovendo le interferenze esterne al parlamento. I decreti legge del governo devono diminuire e la potestà legislativa delle regioni deve essere conservata; con un parlamento sovrano, devono essere vietate le leggi commissionate dalle