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Nunzio Miccoli


 

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 15/7/2019)

EUROPA

Horst Seehofer, dal 2018 ministro degli interni tedesco, appartenente al partito Csu, nel 2017, quando era leader dei cristiano-sociali bavaresi, voleva chiedere il Brennero e le frontiere all’immigrazione, era a favore della linea restrittiva e perciò si scontrò con la Merkel; ora chiede all’Italia di aprire i porti e annuncia che la Germania è pronta ad accogliere alcuni migranti delle navi ONG.

Ha aperto un centro di espulsione per migranti senza permesso d’entrata, ha limitato i ricongiungimenti familiari per quelli con permesso, respingendo i profughi alla frontiera; ha affermato che l’integrazione è possibile solo limitando l’immigrazione, che è la madre di tutti i problemi politici, e si è unito al fronte anti-migranti. Con Salvini e il cancelliere tedesco Kurz, vuole una soluzione europea all’immigrazione e la protezione della frontiera esterna dell’UE e vuole negare i sussidi ai migranti approdati in Italia e poi arrivati in Germania.

Il presidente della repubblica federale tedesca e Macron, a sostegno di Carole Rackete, premiata dal presidente francese per le sue bravate ,invitano il governo italiano a salvare gli emigranti naufraghi che essi espellono, mentre il nuovo presidente del parlamento europeo, dopo aver esaltato l’UE, invita a modificare il trattato di Dublino sull’immigrazione. Delle sei ONG più attive nel salvataggio dei migranti, cinque sono tedesche, gli emigrati partono dalla Libia in disgregazione, ma provengono, al 65%, dall’Africa sub sahariana, soprattutto francese. 

Si dice che i tedeschi sono stanchi delle guerre, amano il verde ma non la solidarietà e gli immigrati africani, tuttavia, i loro dirigenti politici sognano sempre l’egemonia sull’Europa, soprattutto sui paesi fondanti la cultura europea; con la finanza ci sono riusciti con la Grecia, ma arrancano con l’Italia.

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In Grecia, Tsipras ha perso le elezioni politiche vinte da Mitsotakis, banchiere formatosi in Usa, che non rappresenta un’alternativa alla Troika, come non la rappresentava Varoufakis, giornalista e professore in Usa; probabilmente, con l’elezione di Mitsotakis, si spera che Bruxelles faccia delle concessioni alla Grecia. Quando l’oligarchia controlla finanza, partiti e informazione, non c’è spazio per la vera democrazia.

In genere, l’oligarchia teme i grandi cambiamenti che mettono in pericolo il suo potere, d’altra parte l’UE, a direzione franco-tedesca, non si può cambiare dall’interno, il suo parlamento ha solo un ruolo consultivo, mentre dominano le sue istituzioni come la commissione europea, la BCE e il consiglio dei ministri europei, in definitiva, i fiduciari delle lobby e della massoneria.

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Secondo la narrazione della televisione italiana, che è germanofila e attinge a previsioni statistiche spesso smentite, l’economia tedesca, a causa dei dazi americani, perde colpi ma sta meglio di quella italiana; in realtà, otto delle maggiori imprese tedesche prevedono, con la riduzione delle esportazioni, riduzioni consistenti della produzione e quindi, del Pil nazionale. Nel 2019 l’azienda chimica Baesf prevede una riduzione dell’utile del 30%, il settore manifatturiero prevede, in media, una caduta della produzione dell’8,6%, ne soffrono soprattutto auto e settore chimico farmaceutico.

La Germania esporta per 1.600 miliardi l’anno, con un attivo ci circa 500 miliardi,  spiazzando gli altri paesi europei che s’indebitano con le importazioni, ma non l’Italia che invece s’indebita con la spesa pubblica; il fatto è che l’economia tedesca, violando i trattati europei, che fissavano l’attivo massimo dell’export al 6%, dipende molto dalle esportazioni.

Il paese desiderava conquistare il mondo finanziariamente e, per ridurre i costi, negli anni scorsi ha contenuto salari e domanda interna; infatti, con le vendite all’estero, si acquisiscono risorse finanziare utili a conquistare all’estero mercati, imprese, informazione e politica. I regolamenti europei sull’inquinamento e le multe americane sulle auto Volkswagen alimentate a diesel, aumentano i costi, le auto elettriche e quelle a guida autonoma richiedono grandi investimenti che riducono gli utili; perciò in borsa, Daimler Benz, BMW e Volkswagen registrano cospicue perdite.

La borsa tedesca non è ballerina come quella italiana, spesso vittima della speculazione, quando gli indici continuano a calare per tutte le aziende, la situazione è preoccupante non solo per i risparmiatori. Nel trasporto aereo Lufthansa soffre della concorrenza delle compagnie low-cost e dell’aumento dei prezzi del carburante; le prime due banche tedesche, Deutsche Bank e Commerzbank, perdono vistosamente in borsa, soprattutto DB che voleva competere con le banche d’investimento di Wall Street.

Insomma, sono in difficoltà soprattutto i settori automobilistico, chimico e finanziario, l’assemblea dell’azienda chimico-farmaceutica Bayer ha criticato l’acquisto della Monsanto americana, produttrice di Ogm invisi agli europei, dai quali si temono danni alla salute. Si è rimproverato troppo il debito pubblico italiano e non quello privato di GB, Francia Germania e Usa. Il risparmio senza euro era colpito dall’inflazione, quello in euro è colpito dall’insolvenza dei debitori privati che travolgono le banche e quindi i risparmiatori.

Nel 2008 è accaduto in Usa e poi in vari paesi europei, poi con i salvataggi di banche fatti con il programma ESM, cioè con soldi degli stati dell’UE, a favore di Grecia, Irlanda, Spagna, Cipro e Portogallo in default, Anche Germania e Francia intervennero a salvare le loro banche, poi l’ha fatto l’Italia a favore di banche popolari, senza aiuti dell’UE. Questa crisi finanziaria che, nonostante il QE di Draghi, perdura, favorirà ì’impoverimento e la concentrazione della ricchezza e finirà per travolgere prima il dollaro e poi l’euro. (Per le notizie, fonte: Francesco Bertolino - startmag.it).

ISLAM

Missili anticarro, venduti nel 2010 dagli Usa alla Francia, con il divieto di trasferirli a terzi, sono stati trovati in un campo di miliziani di Haftar a Gherian, vicino a Tripoli. La vendita di armi alla Libia è stata vietata anche da un trattato Onu (la Germania afferma che solo l’Italia viola i trattati). La Turchia sostiene militarmente i fratelli musulmani (che sono amici del papa) e Al Serraj a Tripoli, il cui governo è sostenuto da Onu e Italia; gli emirati arabi, la Francia e l’Egitto sostengono Haftar a Tripoli; Arabia e Qatar sostengono l’Iran. Il mondo islamico, anche se è diviso al suo interno, è in guerra con Israele, con l’occidente e per la sua supremazia in Europa, Africa e Medio Oriente.

ITALIA

Nel 2018 in Italia le imprese controllate da multinazionali straniere erano 3.519, queste multinazionali ricevono spesso incentivi pubblici, chiudono impianti, delocalizzano e riducono personale; in tutto hanno 568.000 dipendenti, con 507 miliardi di euro di fatturato, cioè quasi un milione per dipendente. Non male, anche se la narrazione dominante afferma spesso che in Italia la produttività del lavoro è scarsa, è certo però che, nei paesi poveri, le imprese guadagnano di più con lavoratori sottopagati.

Dividendo il fatturato per il numero dei lavoratori, si ha quasi un milione di euro di ricavi per dipendente, con il quale remunerare stato, banche, soci, lavoro, costi industriali e commerciali; con il costo medio del lavoro pari a 30.000 euro annui, le imprese ci dovrebbero riuscire e, riducendo il costo del lavoro, non guadagnerebbero molto di più. Da considerare però, che la produttività va calcolata, oltre che sul fatturato, anche sulla quantità di beni prodotti.

Osservo che la produttività non dipende solo dall’impegno dei lavoratori, ma anche dagli investimenti interni, dall’organizzazione, dai costi energetici e dai servizi statali alle imprese; le imprese capitalistiche internazionali sono avide di guadagni, sui quali, con i paradisi fiscali, non pagano nemmeno le imposte. Se non si mette riparo a queste cose, è facile che, con la globalizzazione, si scivoli nella decadenza economica, nella disoccupazione di massa e nella schiavitù.

In ossequio alla globalizzazione e all’evaporazione delle frontiere, conformemente alla società aperta di Soros, le imprese che delocalizzano all’estero sostengono minori costi del lavoro, spendono meno per l’energia, pagano meno imposte e inquinano liberamente; cioè, alla fine, fanno maggiori profitti che poi, con l’acquiescenza dell’UE, inviano nei paradisi fiscali europei e del resto del mondo, favorendo con ciò la decadenza inarrestabile dell’Italia e dell’Europa.

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Lo stato italiano, sui suoi titoli del debito pubblico, non remunera i risparmiatori italiani con i Bot, ma remunera banche italiane e straniere con i BTP, i cittadini privati non riescono mai ad aggiudicarsi questi tioli alle aste, ma li possono acquistare al mercato secondario, dopo che le banche hanno fatto cassa con le loro plusvalenze. Il rialzo dello spread, favorito dalla propaganda finanziaria e dai catastrofisti italiani, rialza l’interesse dei BTP a 10 anni, ora in decrescita perché gli investitori sanno che l’Italia è un paese solido e non è a rischio d’insolvenza.

Senza farsi influenzare dalle diverse scadenze di questi titoli, forse, come fa il Giappone, non sarebbe sbagliato remunerare meglio gli italiani o remunerarli come gli investitori esteri, dando loro la precedenza nelle sottoscrizioni, in modo da avere una domanda interna pari all’offerta di titoli pubblici, mettendo così l’Italia al riparo della speculazione internazionale. Recentemente lo stato ha emesso BTP con scadenza a 50 anni e interessi naturalmente più elevati, trattasi di un altro regalo alle banche e allo straniero.

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Salvini, definito da The Economist il politico più pericoloso d’Europa,  fa paura ai mercati e all’UE e pertanto, per indebolirlo, fra le altre cose, è stato accusato di aver ricevuto finanziamenti dalla Russia, sotto forma di compartecipazione ai profitti delle esportazioni in Italia di fonti energetiche russe. La corruzione si fa nell’esportazione di armi e per condizionare politica e informazione, questa seconda è finanziata anche dallo stato che così, surrettiziamente, la condiziona.

Politica e informazione sono finanziate regolarmente da lobby, banche, industrie e potenze straniere, succede sia in periodo di crisi, sia in periodo di pace, il M5S ha chiesto, al riguardo, una commissione parlamentare d’inchiesta; scopo dei finanziamenti è condizionare la politica, baipassando la volontà del popolo che dovrebbe essere sovrano, in democrazia succede regolarmente. In cuor mio, preferirei che non fosse vera l’accusa mossa a Salvini, però non è sufficiente a togliergli il sostegno degli italiani che, assuefatti agli episodi di corruzione, vorrebbero solo vedere una politica fatta nell’interesse dei cittadini e dell’Italia.

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L’Inpgi, la cassa previdenza dei giornalisti ha un bilancio in grave dissesto ed è perciò vicina al commissariamento, perciò il decreto crescita del 2019 gli ha imposto di ridurre costi, di aumentare i contributi e di allargare la platea degli assicurati ai comunicatori; probabilmente, a danno degli altri lavoratori e, in genere, dei contribuenti, confluirà nell’Inps. Del resto, professionisti, invalidi, agricoltori, alti dirigenti, sindacalisti e altre categorie al di fuori dell’Inps, come gli onorevoli, hanno già beneficiato di prestazioni largamente superiori ai contributi versati.

C’è il rischio che la cassa, i cui trattamenti erano su base retributiva, dopo aver accumulato gravi perdite, sia trasferita all’Inps, infatti, l’Inpgi ha un ammanco di 200 milioni di euro, la pensione media dei giornalisti è di 5.000 euro il mese. Il passaggio di queste gestioni private all’Inps, in genere, è stato fatto quando il loro patrimonio era stato bruciato dalle perdite, a causa delle loro prestazioni superiori alle contribuzioni.

Lo stato, con l’assorbimento dell’Inpgi nell’Inps, farebbe un regalo ai giornalisti come ha già fatto con altre categorie protette e da gratificare, lo farebbe per condizionarli, come già fa con i finanziamenti all’informazione; ha bisogno della propaganda dell’informazione che serva a tenere su lo stato.

Nunzio Miccoli   www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 8/7/2019)

ITALIA

La capitana Carola Rackete, della nave ONG Sea Watch, agli arresti domiciliari, è stata prosciolta dal giudice per le indagini preliminari, perché avrebbe salvato delle persone in mare; Salvini è adirato, Francia e Germania ci fanno la morale, ma la Germania tratta male gli immigrati clandestini e li rimanda in Italia e la Francia, oltre a rispedirli in Italia, ha condannato un’italiana per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, ora questa si è appellata alla cassazione.

Quanto impareranno il capo del governo e Mattarella a protestare contro le angherie franco-tedesche? L’amore sconsiderato per l’UE sta costando caro all’Italia che vogliono disgregare. Carola sarà interrogata anche dal pubblico ministero, per favoreggiamento dell’immigrazione  clandestina; nessuna decisione è stata ancora presa sulla confisca della nave dell’ONG, che sicuramente è intenzionata a continuare nelle sue imprese; le altre ONG vogliono cavalcare la sentenza del GIP a favore di Carola, per continuare le loro imprese.

In Italia pare che diminuisca la disoccupazione, ma non per i giovani, era esplosa con il blocco del turnover causato dalla riforma delle pensioni dell’agente e commissario UE Fornero. Probabilmente, nei prossimi anni, se riprenderà l’economia, l’Italia avrà bisogna di operai per edilizia, lavori pubblici, industria, agricoltura e alcuni servizi; con delega dei governi precedenti, fino a ora il business dell’immigrazione, per fini di lucro, è stato gestito da ONG, ONLUS, Soros e criminali, invece bisognerà puntare su un’emigrazione controllata e regolata, secondo le necessità del mercato interno.

Pare che, per aiutare Carola, il governo tedesco, pressato da parte della sua opinione pubblica, abbia fatto pressioni su politica, informazione e magistratura italiana; altre due navi di ONG sono in agguato per portare altri immigrati in Italia, dove vi arrivano anche immigrati in barconi o gommoni e quelli regolari introdotti dalla comunità di Sant’Egidio, dal governo e da altre organizzazioni.

L’ONG spagnola Open Arms, con la nave Oscar Camps, prendeva migranti nelle acque internazionali prossime alla Libia, portandoli in porti, relativamente più lontani, italiani, perciò fu bloccata per tre mesi dal governo spagnolo; dopo che la Sea Watch di Carola Rackete ha forzato il blocco a Lampedusa, con l’approvazione del sindaco di Barcellona, pensa di emularla.

Per queste operazioni illegali di Open Arms, il governo spagnolo, senza reazioni franco-tedesche, ha previsto una sanzione di 900.000 euro, mentre il decreto sicurezza di Salvini ha previsto una sanzione di 50.000 euro. Forse il governo spagnolo di Sanchez, ritenuto da Macron suo alleato, ha compreso l’assedio cui è sottoposta l’Italia, soprattutto tramite la Libia, da parte di Francia e Germania, e, per non subire la spessa sorte, è corso ai ripari; il governo italiano farebbe bene ad ampliare i rapporti anche con la Spagna, oltre che con i paesi di Visegrad.

La nave ONG, Sea Eye, con 65 migranti a bordo, con l’approvazione tedesca, è diretta a Lampedusa, l’altra nave ONG italiana, Mediterranea, ha rifiutato di portare i suoi migranti a Malta; potrebbe dipendere anche dal fatto che l’Italia ha raccolto spesso i migranti, li cura, li ospita e li smista in altri paesi, al limite, li rimpatria a sue spese; sono tutti servizi costosi, ma comodi per gli emigranti irregolari. Mediterranea, tramite banca Etica, riceve aiuti da comuni, province e regioni italiane.

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Dopo il bombardamento della Francia sulla Libia che, anche per contrastare il franco CFA, voleva creare una moneta sovrana africana, si addensano nuove nubi sull’immigrazione, usata da alcuni paesi e da criminali per mandare a fondo l’Italia; Al Serraj è sostenuto da Onu, Italia e Turchia, Haftar dalla Francia, dall’Arabia e dall’Egitto, però la Turchia sostiene anche i fratelli musulmani e gli Usa si stanno avvicinando a Haftar. Dopo il provvedimento di proscioglimento di Carola, caldeggiato del presidente della repubblica tedesca e da larga parte della politica e dell’informazione italiana, ostili all’Italia, in Libia, il generale Haftar ha bombardato il centro di accoglienza emigranti di Tripoli, definendo Salvini un razzista.

Poi Haftar ha accusato Al Serraj, aiutato dall’Italia, di aver usato gli emigranti come scudi umani, ora Al Serraj minaccia di rilasciare gli emigranti, diventati strumenti di ricatto, dai centri di raccolta. Né Onu, dominato dall’Islam, né l’UE, dominata da Francia e Germania, sono intenzionate ad aiutare l’Italia, anzi, con la collaborazione di mafia e chiesa, giocano alla sua dissoluzione. Solo Trump, che non piace alla televisione italiana, capisce il dramma italiano; per difendersi, il governo gialloverde italiano si accosta a Usa, Cina e Russia.

Prima del trattato di Aquisgrana tra Francia e Germania, Adenauer aveva proposto l’unione tra Francia e Germania e De Gaulle, anche se diffidente verso la Germania, era tacitamente anche d’accordo, lo scopo era dominare insieme l’Europa, superando le vecchie rivalità. A causa della smania di dominio e della chiave per il successo, anche Hitler, quando sapeva di aver perso la guerra, affermava, amaramente, che avrebbe dovuto allearsi con la Gran Bretagna. L’informazione italiana non sottolinea questi fatti, perché è spesso disfattista, antiitaliana e al servizio di potenze straniere e di lobby.

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La spazzatura non raccolta a Napoli e a Roma è diventata una tragedia, al riguardo, l’UE ci multa, ma non  multa le centrali a carbone tedesche, il caso alimenta la propaganda anti italiana; il servizio di raccolta è dominato, con complicità politiche, anche dalla mafia. La sinistra si è sempre opposta ai termovalorizzatori, che esistono in tutte le grandi città europee, certo, sarebbe meglio il riciclo totale o l’economia circolare, ma, finché non lo rendiamo possibile, per togliere i rifiuti dalle strade, servono anche i termovalorizzatori e le discariche.

Per lucro, la mafia si è infiltrata anche nei settori rifiuti e immigrazione, naturalmente collaborando con politica, chiesa e affari, dall’unità a oggi ha collaborato con inglesi, americani, governi italiani e con l’UE; tra l’altro, ricicla anche a Francoforte, le grandi banche, legate allo stato tedesco, naturalmente ringraziano. In Italia ha fatto scandalo l’affidamento dei minori, la spazzatura abbandonata, l’immigrazione incontrollata, il traffico di droga, gli appalti, gli scandali della sanità, l’’informazione di parte e la giustizia che procura solo lavoro ad avvocati e giudici.

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La Fed, criticata spesso da Trump, come la BCE, afferma esageratamente che i conti pubblici italiani mettono a rischio anche la stabilità finanziaria americana; probabilmente, ambienti americani si sono accorti che gli Usa, come la Germania, fino a oggi hanno guadagnato dalla situazione italiana e perciò, non desiderano un cambio di passo, perché l’Italia ha contribuito al benessere economico della speculazione internazionale.

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Le statiste ufficiali hanno spesso ignorato i debiti privati e rimarcato il debito pubblico italiano, però in Italia i debiti delle famiglie sono minori che in Francia, mentre i risparmi privati sono maggiori. Per misurare il reddito medio, le statistiche comparano il Pil pro capite dei vari paesi però, per determinare il vero reddito spendibile delle famiglie, sarebbe anche logico tener anche conto dei debiti privati che sottraggono reddito alle famiglie e aggiungere i risparmi che danno reddito; con questa rettifica, il reddito pro capite italiano non sarebbe inferiore a quello francese.

Il debito pubblico italiano è pari a circa 2.300 miliardi di euro, con un costo dichiarato in interessi di 65 miliardi l’anno che, con il calo degli interessi, è destinato a scendere; tenuto conto che le emissioni pluriennali sono state fatte a diversi interessi, il costo medio di questo debito è ufficialmente del 2,9%, i BTP decennali costano in media il 2,6%, questi dati sembrano però incongrui.

Bisogna tener conto che i Bot non sono remunerati e che gli altri titoli sono soggetti a ritenute fiscali che ne riducono il costo in interessi; la durata media del debito è di 7 anni, tuttavia, lo stato paga anche interessi sui derivati fatti dagli enti locali, per 4 miliardi di euro l’anno. Come i privati, anche gli stati hanno la tendenza a falsificare i bilanci, con spese fuori bilancio o alterandone i dati, magari per nascondere spese militari.

Ciò che è lecito allo stato non è lecito ai privati; tolte le ritenute fiscali totali, Bot e Btp a tre anni, cioè due terzi del debito complessivo, non costano niente, il rimanente costa un 2%, cioè il costo annuale del debito pubblico sembrerebbe di circa 16 miliardi, più i 4 miliardi in derivati, per scommesse fatte sugli interessi passivi, in tutto 20 miliardi, mi scusino i professori e gli economisti di corte, come si fa allora ad arrivare ai 65 miliardi denunciati?

EUROPA

Sulle nomine dell’UE, anche di prestanomi filotedeschi, ha deciso sempre, in incognito, la Germania, però adesso la Germania è stata più diplomatica con l’Italia, mentre la Francia di Macron, che si è inserita nel gioco, ha espresso solo boria. Conformemente agli accordi del duopolio Francia-Germania, per le nomine all’UE, la francese Lagarde, sempre severa sul debito e sul deficit di bilancio italiano quando era alla guida del FMI, andrà alla guida della BCE, mentre la tedesca Von Der Leyen, legata alla Merkel, ma dichiaratamente atlantista, andrà alla presidenza della commissione. Al catalano Joseph Michel, contrario agli indipendentisti, andrà il posto della Mogherini agli esteri.

All’Italia, non per volontà del direttorio franco-tedesco, ma per volontà dell’assemblea,  è andata la presidenza del parlamento, il nuovo presidente del PD, Davide Sassoli, eletto dal parlamento, ha dichiarato la sua fedeltà incondizionata all’UE e ha detto che bisogna riformare il trattato di Dublino, speriamo che riesca. Il presidente del consiglio europeo Tusk è stato sostituito con Charles Michel; all’Italia dovrebbe anche andare il commissario economico alla concorrenza.

Per quanto riguarda la concorrenza, l’Antitrust italiana ha evidenziato i danni economici fatti all’Italia dai paradisi fiscali dei piccoli paesi dell’UE, sarà difficile abolirli, come sarà difficile costringere i paesi di Visegrad ad accettare gli immigrati. In UE, per favorire la libera circolazione di merci, capitali e persone, occorrerebbe anche un’’armonizzazione fiscale e scolastica; ma sembra che le istituzioni europee, con le diverse tassazioni,  siano solo intenzionate a favorire, con l’esportazione dei capitali, l’evasione legale delle, imposte.

Conte si è dichiarato contento delle nomine, ha torto, perché si è rafforzato l’asse franco-tedesco, che però è sconcertato dalla resistenza del governo italiano e dell’economia italiana al loro disegno per il suo affondamento; Salvini ha affermato che era importante cambiare le regole e non i nomi, soprattutto in materia d’immigrazione, però si fa illusioni, la Francia si muove più spregiudicatamente.

In precedenza, a capo delle istituzioni europee, l’Italia aveva tre nomi, Mogherini, Tajani e Draghi, che però erano un paravento della Germania, dalla quale prendevano ordini; con le nuove nomine, pare avere meno peso e sembra anche che si sia arresa a Bruxelles; dopo le vicende giudiziarie di Thyssenkrupp, del CSM e di Carola, non si può credere, come afferma Mattarella, che in Italia, in Francia e in Germania, la magistratura sia sempre indipendente dal governo e dalla politica.

Erano in ballo il processo a Carola e la procedura d’infrazione contro l’Italia mentre, stranamente, la Francia non era imputabile per le stesse violazioni di bilancio; probabilmente questa procedura, come la liberazione di Carola, sono state oggetto di trattative da parte di Mattarella e di Conte che, come Tria, sembra un pesce in balia delle acque europee, è la sorte degli europeisti.

Comunque, Mattarella, già europeista oltranzista, pare si sia avvicinato un po’ al governo gialloverde, al quale però ha imposto il capo del governo e cercato d’inculcare l’amore per l’UE. In genere, gli europeisti non sono, come si dice spesso, gli amanti della pace in Europa; tra gli italiani e gli europei, tra alti burocrati e politici, nazionali e dell’UE, sono tali quelli che mangiano con l’EU.

Parlo soprattutto degli alti euroburocrati, che ne temono la dissoluzione in stati sovrani e perciò cercano in tutti i modi di farla sopravvivere e di esorcizzare la sovranità nazionale, presentandola come fosse una bestemmia, come il populismo che deriva da popolo. Gli inglesi lo hanno capito e si vogliono tenere alla larga dall’Europa a trazione tedesca; grosse novità ci saranno, con le prossime elezioni presidenziali in Francia, con le prossime elezioni politiche in Italia e con la scadenza del mandato di Mattarella; intanto, l’attuale  governo italiano si accosta a Usa, Cina e Russia.

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Con le elezioni al parlamento europeo, l’Italia ha perso tre rappresentanti importanti nelle istituzioni UE, ma il suo governo pare brindare alla vittoria, un anno fa Francia e la Germania firmarono una dichiarazione per rinnovare gli impegni europei di solidarietà, giustizia e pace, per affrontare assieme la crisi migratoria,  per una tassazione comune; purtroppo però, dopo le elezioni europee, l’asse franco-tedesco, a causa delle diffidenze reciproche, pare scricchiolare.

Macron e Merkel hanno rilevanti problemi di consenso interno, Berlino non vuole più il ministro delle finanze europeo, non vuole un consistente bilancio europeo, capace di sostenere le riforme; inoltre, per il controllo delle istituzioni europee, è iniziato uno scontro tra Francia e Germania, mentre in UE sono nate nuove temibili formazioni politiche.

Macron si è opposto al disegno di fare presidente della commissione europea il rappresentante del gruppo politico più numeroso a Strasburgo, che doveva essere il tedesco Manfred Weber del partito popolare; vuole essere l’ago della bilancia europea, ma, sul piano politico interno, sta per essere superato da Le Pen e Salvini, che avanza grazie all’assenza di una politica europea sull’immigrazione.

Come accade in Italia, la maggioranza che sostiene il governo francese è eterogenea,  fino a oggi, le istituzioni europee sono state controllate surrettiziamente dalla Germania, tramite suoi agenti sotto altra bandiera; questo paese, economicamente florido, non vuole la condivisione dei rischi, la solidarietà e i riequilibri economici interni, mentre in Francia il processo di risanamento delle finanze procede a rilento.

Quest’anno in Francia, il deficit di bilancio arriverà al 3,1%, costringendo il governo a rinviare ancora l’obiettivo del pareggio di bilancio; è un risultato peggiore di Spagna e Italia. La Germania, per non perdere la faccia, non può più fare altri sconti alla Francia, come già fatto in precedenza, il commissario francese Moscovici, tanto fazioso, sta per lasciare il posto e pare ignorare il particolare.

Macron ha capito le trame sotterranee tedesche, ha fatto un patto di dominio sull’UE con la Germania e poi, nell’interesse sovranista del primato di Parigi, per il controllo delle istituzioni europee, si è messo in competizione con la Germania; perciò l’alleanza tra i due paesi, sostanzialmente, non esiste più. I dirigenti tedeschi, delusi dagli sviluppi della situazione e dalle reazioni italiane, come la volpe che, quando non arriva all’uva, afferma che è acerba, ora affermano che possono fare a meno dell’UE e dell’Europa.

Intanto anche in Germania, ricca di riserve finanziarie per gli attivi commerciali e di bilancio, utilizzati per favorire la penetrazione politica in paesi come l’Italia, anche se con pochi disoccupati, con la crisi di sovrapproduzione, cresce la disperazione dei lavoratori tedeschi più poveri, a Parigi la situazione non è migliore. 

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 1/7/2019)

ITALIA

Curiosità monetarie: chi rifiuta una banconota legale, anche se a corso forzoso o senza copertura e senza garanzia statale, secondo la legge, deve essere condannato. Anche i falsari di banconote sono condannati, chi le distrugge anche. Lo stato può ripudiare le sue banconote, che sono certificati irredimibili di debito pubblico, ma garantisce il risparmio solo fino a una certa cifra, però non garantisce dall’inflazione che esso alimenta e che, come le imposte, toglie potere d’acquisto alle banconote. Il debito pubblico può essere consolidato dallo stato, allungandone la scadenza, può essere denunciato, in tutto o in parte, e può esserne ridotto forzatamente l’interesse dei titoli di stato già emessi e in circolzione, con imposte o senza; l’Italia lo potrebbe fare agevolmente, perché trova facilmente finanziatori del suo deficit di bilancio.

Allo stato non conviene azzerare debito pubblico e deficit di bilancio, perché i sudditi contribuenti pretenderebbero una riduzione sostanziale delle imposte; lo stato è una società segreta nata per la riscossione delle imposte, in cambio di una protezione o scurezza concessa ai sudditi contribuenti; nel diritto commerciale, quando l’oggetto sociale non si può raggiungere, la società deve essere sciolta.

Come esiste il plus valore d’impresa, o profitto, esiste il plus valore di stato, che è quanto va ai soci occulti dello stato e ai suoi alti burocrati, comprati con privilegi economici, per averne obbedienza, omertà e complicità. I plus valore destinato ai soci dello stato scaturisce dalla loro fornitura, a prezzi monopolistici incontrollati, di beni come le armi, servizi bancari, ospedalieri e scolastici privati e di grandi appalti, anche tramite fiduciari o prestanomi; da sottolineare che la copertura per la flax tax non è richiesta per le spese militari, i paesi piccoli fanno debiti all’estero, ma le armi le pagano in contanti.

L’Italia era il paese più europeista e ora è quello che lo è di meno, è entrata in Europa perché non  riusciva a riformarsi o cambiare da sola e la Germania, alleata di chiesa, mafia e mercati, ha cercato di affondarla, per annettersela completamente. Monti, agente dei mercati, ha cinicamente affermato che dovrebbe adattarsi, altrimenti in Europa torneranno i venti di guerra.

La crisi economica della fabbrica di elettrodomestici Whirlpool di Napoli, controllata dagli americani, che aveva ricevuto aiuti dallo stato italiano per continuare a produrre e per salvaguardare l’occupazione, probabilmente, con l’intervento dei sindacati e di Di Maio e con le manifestazioni degli operai dell’azienda, avrà un esito a spese dello stato. Bisogna dire che chiudere un’industria significa perdere tecnologie e occupazione; inoltre, da un’impresa che non fa profitto, lo stato trae sempre Iva sul venduto e imposte sui salari dei lavoratori che, a volte, pareggiano gli aiuti di stato.

Bisogna considerare che gli investimenti nelle opere pubbliche creano occupazione, mentre oggi, quelli nelle industrie private, anche con incentivi fiscali, servono prevalentemente a ridurre i costi del lavoro e non ad aumentare l’occupazione; inoltre, le imprese delocalizzano per ridurre i costi di lavoro, energia e imposte. Perciò, vista l’apertura dei mercati, il salario minimo, che esiste in altri paesi, non dovrebbe essere troppo alto e dovrebbe essere variabile secondo il tipo d’industria e secondo la sua produttività e redditività.

Non hanno diritto solo le donne di lamentarsi, con gli incentivi, lo straordinario, il grado e l’anzianità, il salario e lo stipendio uguali per tutti non esistono, non esistono tra stati dell’UE e nemmeno all’interno degli stessi stati, anche se, con le delocalizzazioni dettate dalla globalizzazione, a volte sarebbe necessario introdurre nell’UE un salario minimo, per evitare che l’occupazione diminuisca in Italia e aumenti in Europa orientale.

Secondo la Bce di Mario Draghi, la proposta di Lega, Fratelli d’Italia e M5S di acquisire, da parte dello stato italiano, l’oro e le riserve della banca d’Italia, confligge con i trattati europei, con lo statuto della banca, con la costituzione italiana, con l’indipendenza della banca centrale e con la proprietà privata. L’europeista Draghi afferma che la BCE ha competenze esclusive per la politica monetaria e per la destinazione delle riserve, già vendute dalla GB, e che le relative decisioni della Banca d’Italia dipendono dalla BCE e non dallo stato italiano, afferma che, se lo stato se ne appropria, contro o  trattati europei, finanzia il suo bilancio.

Con i trattati europei, sarebbe stato utile uniformare lo stato giuridico di tutte le banche centrali europee, ma li governi italiani preferivano fare regali ai mercati. Per procedere alla nazionalizzazione della banca centrale risparmiando, la Meloni propone di abolire la riforma del 2013 che rivalutò il capitale della banca e quindi le riserve, la quale fece un regalo agli azionisti di Bankitalia; comunque, occorre ribadire che le riserve della banca centrale appartengono allo stato italiano e non alla Banca d’Italia o alla Bce, la banca ne è solo il custode per conto dello stato, come lo sono le banche private per i depositi privati.

Uno scandalo ha investito il CSM, organo di autogoverno dei magistrati, che non esiste in altri paesi democratici, che ha ottenuto maggiore indipendenza di altri organi costituzionali; il CSM è competente per le nomine negli uffici giudiziarie e per le azioni disciplinari contro i magistrati. Bisognerebbe riflettere liberamente se quest’organo ha un senso o debba essere abolito, lo stato deve funzionare e non serve invocare sempre e inutilmente la democrazia; al momento, i suoi giudici pare lo stiano riformando, dando più peso alle componenti di sinistra.

Con la caduta del fascismo e con l’attuale costituzione, per esorcizzare l’autoritarismo, sono stati depotenziati presidenza del consiglio dei ministri, ministro della giustizia, ministro degli interni e, con la Nato, ministro della difesa; mentre è stato potenziato, a danno del parlamento, il ruolo del presidente della repubblica. Poi l’UE, togliendo altre fette di sovranità allo stato italiano, al parlamento italiano e agli italiani, ha provveduto a depotenziare il ruolo del ministro del bilancio, della banca d’Italia e, ancora una volta, del parlamento italiano.

Le competenze del consiglio superiore della magistratura andrebbero conferite, con delega del ministro della giustizia, ad alcuni dirigenti del ministero, assistiti da consulenti; mentre, per quanto riguarda la riforma della giustizia, che dovrebbe essere, oltre che indipendente, anche più veloce, più economica e meno farraginosa, la riforma dei codici dovrebbe fare capo al ministro della giustizia e al parlamento. Vale la pena di ricordare che, con il patto sociale, in cambio di sicurezza e giustizia, i sudditi hanno accettato di pagare imposte, rinunciando a  farsi giustizia da se.

Poiché l’accordo di Schengen sulla libera circolazione non riguarda l’immigrazione  clandestina ma i cittadini dell’UE, Salvini, in mancanza di ripartizione degli immigrati, per bloccare l’immigrazione clandestina, anche dal nordest, oltre alle espulsioni, quando riesdcono, ha proposto il pattugliamento del confine con gli sloveni o la costruzione di un muro. Su questa immigrazione, contro il governo italiano, l’informazione fa spesso, a favore di Francia, Germania e Vaticano, del terrorismo mediatico.

L’Olanda si è rifiutata di accogliere gli emigranti dell’ONG tedesca Sea Watch, battente bandiera olandese, e deputati del PD sono saliti sulla nave, guidata dal capitano Carole Rackete, con lo scopo di sostenere la sua azione in violazione delle leggi italiane e di promuovere a suo favore una raccolta straordinaria di fondi; intanto altri barconi o gommoni sono salpati per l’Italia, partenti anche dalla Turchia, a volte messi in mare, senza motori, da navi vicine alle acque territoriali italiane.

A parte il denaro versato dai migranti agli scafisti e ad altri intermediari, con le donazioni, tra il 2017 e il 2018, l’ONG tedesca Sea Watch, ha incassato 3,5 milioni di euro;  i volontari che vi prestano servizio, per tre settimane di lavoro, ricevono 2.000 euro e perciò ha molte domande. Tra i requisiti richiesti, c’è la conoscenza dell’Italiano, perché la destinazione preferita della nave è l’Italia e non il porto più vicino, come vuole la legge del mare.

La corte europea dei diritti dell’uomo sostiene le ragioni dell’Italia; la nave, a causa delle sue violazioni, è stata minacciata di sequestro, di una multa e dell’arresto del capitano, sostenuto da Lerner, Cacciari e pseudo intellettuali di sinistra  (si fa per dire). Ciò malgrado, la capitana Carole ha forzato il blocco e la nave Sea Watch è arrivata a Lampedusa, schiacciando una motovedetta della guardia di finanza; è stata arrestata e gli immigrati dovrebbero essere distribuiti tra diversi paesi, ma in passato sono fuggiti dai centri di accoglienza e si sono dispersi; la nave è stata sequestrata, in precedenza, per atti analoghi, era  stata già sequestrata e poi dissequestrata. 

La procura di Reggio Emilia sta indagando sul business degli affidi retribuiti di minori, arrestando assistenti sociali, medici, politici, un giudice e un sindaco del PD; gli assistenti sociali accusavano i genitori di essere pedofili, poi l’associazione per delinquere, portava via i figli e faceva i soldi con l’affido, affidandoli anche a genitori pedofili, mettendoli in case famiglia gestite da cooperative che ricevevano molti contributi dai comuni.

In conflitto d’interesse, alcuni giudici avevano anche incarichi nelle cooperative che gestivano case famiglia, le quali hanno fruttato un miliardo di euro; con elettroshock e torture si convincevano falsamente i bambini di avere una patologia post traumatica da abuso. Preparando il terreno con il solito tam tam, la televisione italiano ha insistito molto, sugli immigrati profughi di guerra, sull’abuso dei genitori sui figli e sulle violenze alle donne, accorgendosi in ritardo delle violenze delle donne a danno di bambini e anziani; al momento, la proposta di un’indagine parlamentare sulle comunità che accolgono i minori è bloccata, bisognerebbe indagare anche sull’opaco sistema degli affidi familiari.

EUROPA

 Il Consiglio d’Europa di Strasburgo ha votato a favore della riammissione della Russia, sospesa dopo il suo scontro con l’Ucraina, anche con lo scopo di garantire ai russi l’accesso alla corte europea dei diritti umani. Per eleggere il nuovo segretario generale, ora si attende che la Russia nomini una sua delegazione; la Russia, sospesa nel 2014, ha smesso di versare la sua quota annuale, causando un ammanco di 60 milioni di euro. Queste istituzioni costano come gli enti inutili italiani e, per conservare i posti, è difficile abolirle, perché tanti vivono da nababbi tra le loro file, anche se con risultati scarsi, mentre gli operai devono lottare per l’occupazione e il salario minimo.

 

Mario Draghi, per favorire banche, grandi imprese e le esportazioni tedesche, vuole tagliare i tassi e, con il QE, vuole dare più denaro alle banche, perciò Trump ha accusato la Bce di puntare alla svalutazione dell’euro che danneggerebbe la ripresa economia americana. Lo stimolo monetario del QE fu varato nel 2015, cioè dopo il fallimento del piano LITRO del 2011, trattasi di operazioni di rifinanziamento, a lungo termine, della BCE, che rifornì di liquidità solo le banche e le imprese esportatrici tedesche, non le piccole imprese dell’UE; è accaduto anche con il QE.

Invece di aiutare la produzione, queste risorse hanno alimentato, fino a oggi, il circuito finanziario e speculativo; comunque, Draghi afferma di voler tenere sotto controllo, con le sue misure, il debito pubblico e lo spread italiano, però condivide la politica di austerità imposta all’Italia e il rispetto delle regole europee. Questa politica ha ostacolato gli investimenti pubblici, sacrificato il rilancio della domanda interna, l’aumento dei salari e delle pensioni e ha ostacolato la riduzione delle tasse e, con il rigore dei conti pubblici, ha imposto la spending review e attaccato i minibot, sollecitando al governo italiano un’altra manovra di bilancio con carattere recessivo.

La Mogherini, Tajani e Draghi non hanno mai difeso il governo italiano, ma la commissione europea; a capo delle istituzioni italiane ed europee, l’Italia ha sempre nominato agenti dei mercati; è per questo che Draghi potrebbe diventare il successore di Juncker, a capo della commissione europea. Con l’aiuto di Mattarella, ligio all’UE, è iniziato il negoziato sulla procedura d’infrazione contro l’Italia, mentre la Francia, che ha commesso le stesse violazioni, non si può toccare perché è il paravento della Germania.

CINA

Un cinese è stato eletto presidente della FAO, agenzia dell’Onu per la lotta alla fame nel mondo, con sede a Roma, la Cina guarda soprattutto all’Africa, maggiore beneficiaria di questi aiuti internazionali, infatti, si sta espandendo nel continente, anche a spese della Francia e del franco neocoloniale FCA. Per il suo collegamento con l’Africa, beneficia dell’utilizzo del porto di Palermo, concesso dall’Italia e, per la via marittima della seta verso l’Europa continentale, di Genova e Trieste.

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it; viruslibertario@gmail.com.

 

  ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 24/6/2019)

ITALIA

Diversamente da ciò che sostiene la commissione europea, il Fondo monetario e gli speculatori, che si fanno sentire tramite l’informazione, l’Italia, tra riserve, crediti verso l’estero, risparmio privato, scarsi debiti privati e patrimonio pubblico e privato, ha ampie ricchezze in grado di garantire i creditori del suo debito pubblico; eppure l’UE, a trazione tedesca, insiste ancora, con minacce di procedura d’infrazione, nel proporre altre misure recessive all’Italia che, diversamente dalla Francia, da 37 anni, per ridurre il suo debito, ha avanzi primario di bilancio, che hanno tolto risorse alla spesa pubblica e all’economia, perciò è ancora in recessione e il suo Pil non aumenta.

Il Pil italiano, in termini reali, è ancora inferiore a quello del 2008, mentre Francia, Germania e Spagna l’hanno aumentato, inoltre, in Italia, il rapporto debito/Pil non migliora. Dal 1992 al 2007 l’Italia era riuscita a ridurre questo rapporto, ma Francia e Germania sono state meno severe nella gestione del loro bilancio; l’Italia, su impulso tedesco, è stata sempre fustigata dalla commissione europea, però, anche in Francia e Germania, con le crisi bancarie, il rapporto debito/Pil è peggiorato.

L’Italia ha usato gli avanzi primari per pagare gli elevati interessi del suo debito pubblico, fatti salire dalla speculazione; i governi italiani sono stati sempre troppo zelanti e remissivi con l’UE, in pratica con Germania e Francia che la dirigono. Perciò, il credito all’economia si è ridotto e poi è crollato, è andato meglio in Francia, che però, per aiutare le sue banche in dissesto, violando il limite del 60% sul Pil fissato dai trattati, è stata costretta a portare il suo indebitamento al 100% del Pil; poi la Germania, dopo ave comprato i nuovi titoli del debito pubblico francese, ha cercato di impedire all’Italia d’intervenire allo stesso modo a favore delle sue banche in crisi.

Nonostante il ruolo dell’UE contro l’Italia, secondo Savona, l’Italia rimane un paese solido e oggi si deve confrontare da solo contro il problema dell’emigrazione; in alcuni paesi africani, i crediti e gli aiuti internazionali sono utilizzati dalla classe dirigente anche per finanziare l’emigrazione, diventata un business, su cui guadagnano carovanieri, scafisti, mafia, ONG, Soros, criminali, produttori agricoli italiani, sfruttatori di prostitute, pedofili, trafficanti di organi, di droga, ricettatori e spacciatori. In generale, in difetto di sovranità monetaria, gli immigrati servono a calmierare i salari, cioè a favorire la svalutazione interna dei prezzi.

Le ONG hanno traghettato gli immigrati dalle coste libiche, bloccati poi da un decreto di Salvini, ora li rilasciano, su dei gommoni, fuori delle acque territoriali italiane, da dove arrivano in Italia, con il plauso del papa e con l’inerzia o l’impotenza di Salvini. L’unico argine all’immigrazione clandestina sono i 6.000 euro richiesti dai trafficanti, se avessero fatto prezzi popolari, senza guadagni per gli intermediari, quanti sarebbero stati gli immigrati arrivati in Italia?

A causa del ruolo svolto dall’informazione italiana e dalla banca d’Italia, ostili al governo gialloverde, solo una minoranza di politici europei, in buona fede, è riuscita a capire la vera situazione italiana, che non è drammatica come la si descrive e i mercati l’hanno capito; in pratica, la commissione europea, succube della Germania, che calpesta l’Italia, si fa influenzare anche dalle chiacchiere dell’informazione italiana.

Il disfattismo europeista, tramite i suoi esperti di parte, è dominato dalla propaganda dell’informazione, al riguardo, paradossalmente, euronews sembra più obiettiva della televisione italiana che fa propaganda a favore dell’UE, del PD, del Vaticano e dei mercati. In Germania il governo controlla la televisione, mentre in Italia la controlla l’opposizione e il governo la finanzia.

Con il ruolo di sudditanza dell’Italia, perché i suoi massimi dirigenti sono controllarti dallo straniero, l’UE ha comunque affermato che il governo gialloverde tenta di controllare l’informazione; in realtà, le nuove nomine alla Rai non hanno cambiato il quadro, il governo finanzia l’informazione che è in prevalenza a favore dell’opposizione, che perde voti, mentre la stampa perde lettori.

PD, papa Francesco, Soros e informazione sono stati i grandi sponsor dell’immigrazione, quella regolare e certificata non avrebbe garantito questi guadagni; l’Italia è diventata il primo esportatori di organi da trapianto e l’UE ne chiede sempre di più, la chiesa e i suoi uomini fanno eco. Intanto coop rosse e bianche sfruttano i lavoratori, immigrati o meno, i quali svolgono anche servizi esternalizzati dai comuni.

I rappresentanti italiani presso le istituzioni europee, per lo più massoni, hanno fatto gli interessi della Germania e gli euroburocrati e i parlamentari europei, per conservare i loro privilegi, assecondano le trame contro l’Italia. Draghi si è espresso contro i minibot e i corrispondenti Rai in Usa si sono espressi contro Trump e Israele, la Mogherini si è espressa a favore dell’Iran, Juncker, Moscovici e Dombrovskis sono sempre contro l’Italia.

L’informazione ha assecondato il disegno imperiale della Germania e perciò in Italia la stampa ha perso lettori, ma ora, visti i successi di Salvini e Trump, pare si stia in parte  ravvedendo, cioè ha cambiato un po’ il tono. Tria, Moavero e Mattarella sono filo europei e potrebbero essere cancellati dopo le prossime elezioni  politiche e presidenziali; Fico e Di Battista, con un governo fatto da Lega e Fratelli d’Italia, potrebbero seguire la stessa sorte.  Di Maio ha richiamato Di Battista affermando che indebolisce il governo, secondo un  sondaggio, Salvini è il politico italiano più amato in Francia, la televisione italiana non  lo avrebbe mai detto.

Lo statista Salvini si deve confrontare con Pd, alleati, UE, informazione e Mattarella, gli italiani capiscono, perciò potrebbe raggiungere il 51% dei suffragi. Nelle trattative sul deficit di bilancio italiano (che è inferiore a quello francese) e sulla minacciata procedura d’infrazione all’Italia, Conte ha dichiarato che il governo italiano, nelle nomine europee e nella commissione europea, ha deciso di appoggiare i nomi di quelli disposti a ridiscutere le regole europee.

Savona ha affermato che, con il suo patrimonio e il suo risparmio, l’Italia potrebbe avere un debito pubblico anche pari al 200% del Pil, infatti, il Giappone ne ha uno del 250%; però il Giappone ha notevoli vantaggi sull’Italia, ha una sua valuta, il suo governo s’indebita solo presso i giapponesi e remunera a basso interesse i suoi bond, mentre gli spread italiani sono fatti salire dalla speculazione.

Savona afferma che i giudizi negativi espressi dalle istituzioni internazionali sull’Italia e le denigrazioni delle istituzioni europee sono il risultato di un pregiudizio e un aiuto alla speculazione contro l’Italia; questi pregiudizi sono rafforzati dal ruolo svolto contro l’Italia da Mattarella, Visco e Boccia. Dal 1981, con il divorzio tra Tesoro e Banca d’Italia, questa non presta più denaro al bilancio dello stato e l’Italia è diventata vittima di euro e spread.

Speculatori e tecnocrati europei sono in combutta contro l’Italia, all’Italia occorrono più investimenti, il nostro paese non è insolvente perché paga i suoi debiti e perciò trova ampio credito all’estero; tuttavia, per sfuggire alle grinfie della finanza internazionale, gli italiani, invece di inviare risparmio all’estero, anche per ragioni fiscali, come fa il Giappone, devono indirizzarlo al finanziamento dello stato e agli investimenti interni. Il risparmio italiano supera i 4.000 miliardi di euro ed è superiore al debito pubblico, così l’Italia si sottrarrebbe al ricatto della speculazione internazionale; tra gli esportatori di capitali nei paradisi fiscali ci sono Vaticano, vescovi, ordini religiosi, capitalisti, mafia e alti dirigenti pubblici e privati.

Dopo aver accusato la Banca d’Italia di non aver vigilato per prevenire le crisi bancarie, Lega e M5S hanno proposto una riforma della banca dì’Italia, rispettandone l’autonomia e ispirandosi allo statuto della banca centrale tedesca; la riforma modifica le regole di nomina del governatore e del direttivo e attribuisce al parlamento il potere di modificare il suo statuto.

Fino ad oggi le modifiche dello statuto erano deliberate dall’assemblea straordinaria, in pratica dalle banche che partecipano al suo capitale, il PD è stato il guardiano dell’autonomia della banca centrale e delle grandi banche. Lega e M5S vogliono che i membri del direttivo siano nominati da governo e parlamento, così la nomina di governatore, direttore generale e dei due vice direttori generali, secondo il progetto, passeranno al governo e al parlamento.

Oggi i ruoli della banca centrale, privata da UE ed euro dell’emissione monetaria, del controllo sulle banche e della tesoreria unica, sono molto ridotti rispetto al passato, perciò anche la banca d’Italia, se perdurano UE ed euro, dovrebbe dimagrire in termini di competenze, personale e privilegi economici. Oggi il governatore è indicato dal governo e nominato dal presidente della repubblica, mentre il direttivo è nominato dal consiglio superiore della Banca.

Con la riforma, cresce il ruolo del governo sulle sue nomine, con ciò, l’Italia mira ad avvicinarsi agli standard europei e a sottrarre la banca centrale alle influenze esterne o internazionali. In Italia esiste però un’altra anomalia da sanare, diversamente dalla Germania, il paese, con le privatizzazioni, sollecitate anche dall’estero, non ha più banche pubbliche, quindi il capitale della banca centrale è controllato dalle banche. La banca d’Italia paga imposte sui suoi profitti allo stato, come fosse un’impresa privata e non un organo pubblico, rivendicando contemporaneamente, diversamente da altre istituzioni, la sua autonomia dallo stato. 

Per pagare debiti arretrati verso le imprese per 30 miliardi di euro, il governo vorrebbe emettere minibot, che sarebbero altro debito a breve, ma, visti i rendimenti dei BOT, senza remunerazione; tuttavia, tralasciando le polemiche di Draghi al riguardo, che si è chiesto se i minibot sono denaro o titoli del debito pubblico, in economia si afferma che il concetto allargato di moneta include anche prestiti bancari, depositi in c/c, criptovalute, assegni, cambiali, derivati e titoli di stato come i BTP e i BOT, perché sono tutti mezzi di pagamento circolanti valorizzati da chi li accetta, anche se senza copertura o garanzia statale.

Se l’Italia uscisse dall’euro, sarebbe per essa un affare, potrebbe rimborsare il debito con gli euro in suo possesso, materiali o scritturali, e poi lo stato potrebbe emettere una sua moneta; gli Usa, per azzerare i loro debiti pubblici e privati, potrebbero ripudiare il dollaro dandosi un’altra moneta, senza dover rimborsare niente a nessuno, lo potrebbero fare quando gli operatori disinvestono in Usa, la potenza militare americana sarebbe in grado di dissuadere, da qualunque reazione, i paesi creditori.

Ora gli Usa, con il loro grande deficit commerciale, possono solo svalutare il dollaro, aumentare i dazi all’importazione e agire sui tassi d’interesse, cioè aumentando gli interessi sui bond e abbassandoli per i prestiti a imprese e famiglie. Anche i debiti pubblici si possono ripudiare, rinegoziare, consolidare, mentre in Italia i privati falliti  sono esposti alla gogna, iscritti nel registro dei falliti e non possono iniziare un’altra imprese se prima non pagano tutti i debiti; invece in Usa, se trovano altro credito bancario, possono farlo.

Il neocolonialismo francese, con il franco FCA, affama larga parte dell’Africa, alimentando l’immigrazione, con la chiusura delle frontiere, Francia e Germania ci restituiscono immigrati arrivati dall’Italia e la Svizzera chiude alcuni valichi con l’Italia; è la naturale conclusione o controindicazione alla globalizzazione e alla società aperta di Soros e di papa Francesco, che hanno patrocinato l’abolizione delle frontiere e l’emigrazione.

La sinistra italiana è a favore di UE, banche, papa e immigrazione, ha voltato le spalle ai lavoratori italiani, i quali gli hanno tolto il voto. Le privatizzazioni non funzionano perché lo stato continua a pagare per i servizi privatizzati, per far decollare l’Italia, occorre utilizzare i fondi europei, fare investimenti con la spesa pubblica, ridurre gli sprechi della pubblica amministrazione, contrastare la burocrazia e la corruzione, tagliare tasse a imprese e famiglie, tagliare pensioni ed emolumenti elevati e abolire l’elusione o evasione legale delle imposte, della quale la televisione non parla mai, ma condanna l’evasione privata.

Gli azionisti dello stato, che assomiglia a una società segreta, sono preoccupati da questa prospettiva, come dell’abolizione dei paradisi fiscali e dell’elusione fiscale. Salvini, boicottato dall’informazione, è stato premiato dagli elettori e si sta rivelando un vero statista, ora il bavarese Manfred Weber chiede il sostegno dell’Italia per la sua  nomina a presidente della commissione europea, da dove potrà aiutare l’Italia concedendole più flessibilità di bilancio e meno rigorismo e austerità.

Non è sufficiente partecipare alle decisioni europee alle quali l’Italia è stata spesso assente, i grandi attori, come Francia e Germania, concertano in anticipo le loro proposte da portare in assemblea, quindi l’Italia, per stare nell’UE, deve ricercare delle alleanze. Dopo i successi elettorali della lega e con un rimpasto nel governo italiano, alla lega potrebbero andare i lavori pubblici e la difesa e Dio Maio potrebbe cedere anche un suo ministero, ma Mattarella, che è europeista, si oppone, anche Fico e Di Battista, per far durare questo governo, andrebbero  tacitati.

La chiesa, assediata da omosessuali, pedofili e affaristi, con Avvenire, il quotidiano dei vescovi italiani, fa pubblicità all’Islam, se un quotidiano islamico facesse la stessa cosa, la sua redazione sarebbe messa a fuoco, del resto; la chiesa si è accorta in ritardo anche delle persecuzioni islamiche nei confronti dei cristiani. Con il decreto sicurezza di Salvini, ora le navi delle ONG rischiano il sequestro, le corrette azioni della magistratura politicizzata erano state depotenziare a favore dell’immigrazione; come capo del consiglio superiore della magistratura, della corruzione sulle nomine da parte del CSM, Mattarella doveva essere a conoscenza.

Per pagare i 30 miliardi di debiti dello stato, si è proposta anche un’imposta del 15% sul contenuto delle cassette di sicurezza, che naturalmente aumenterebbe la pressione  tributaria, sembra che nelle cassette siano custoditi 200 miliardi di euro in contanti, anche perché, in banca, i depositi non sono più remunerati; sulla proposta, apparentemente rientrata, l’informazione alimenta la sua bagarre.

Nelle scuole islamiche di Pisa, per insegnare il Corano, si puniscono bambini con mazze, bastioni e barre di ferro. Le sentenze della magistratura possono essere anche curiose, ad Aosta, un vice procuratore ha sentenziato che non è reato affermare che i napoletani sono tutti ladri, un altro giudice affermò che la parola terrone non rappresenta un’offesa ma cafone si. Come fatto con la rottamazione delle auto vecchie, nonostante l’Italia manchi ancora delle relative colonnine per il rifornimento, il governo ha votato incentivi per l’acquisto di auto elettriche, che l’Italia non produce, ma le produce la Francia, sembra un aiuto alla Francia che ci maltratta.

Salvini ha confermato il finanziamento pubblico annuo, per tre milioni di euro, a radio radicale, che è sempre stata contro il governo gialloverde; il partito radicale è stato prima laico, poi a favore dei detenuti, europeista e a favore dell’immigrazione. Pannella affermava che le carceri italiane erano, non solo sovraffollate, ma anche dei lager, però, un detenuto americano, recluso in carcere italiano per droga, ha affermato che le carceri italiane sono meglio di quelle americane, che assomigliano a gabbie di ferro singole. Probabilmente Salvini, criticato da Di Maio, ha ceduto al ricatto dell’informazione che tratta bene quelli che la finanziano, mentre i suoi lettori diminuiscono.

In realtà, per superare la crisi, non bisogna finanziare i predicatori laici o religiosi, ma fare credito a chi non ha risorse e ha poche garanzie, ma ha buoni progetti; invece Avvenire ha lanciato un appello ai bambini, per saldare le spese dell’elemosiniere del papa, sostenute per la corrente  elettrica non pagata di un edificio occupato da immigrati, intanto in chiesa si rubano offerte e arredi. Contro la psicosi alimentata da Moscovici e informazione contro l’Italia, gli investitori esteri fanno incetta di BTP italiani, anche con gli interessi in calo, dimostrando di voler concedere credito all’Italia.

In Piemonte, il presidente Chiamparino è stato sostituito da Cirio del centro destra, che ha tolto il sostegno economico al raduno antileghista del gay pride. Nel carcere di Padova la direzione ha concesso una cella matrimoniale a due gay tunisini spacciatori, in Tunisia non avrebbero avuto tanta fortuna. Il prete brianzolo Giorgio De Capitani celebra le funzioni religioso e non è stato spretato, tuttavia, senza conseguenze giudiziarie, ha invitato a uccidere Salvini.

A proposito della nave traghettatrice di un’ONG tedesca, Sea Watch, la commissione europea ha stabilito che la Libia non è un posto sicuro, perciò sarebbe meglio accogliere gli immigrati imbarcati in Italia. La CGIL senza accennare allo sfruttamento della donna, per non danneggiare corpo e carriera delle donne benestanti, si batte per l’utero in  affitto.

EUROPA

Nei paesi dell’UE, c’è stata una bassa affluenza alle elezioni europee, soprattutto nei paesi dell’Europa dell’est, da esse risulta che la Germania, per i vantaggi che riceve dall’UE, è prevalentemente europeista, Francia, Italia e GB sono prevalentemente sovraniste e la Spagna, che ha utilizzato sapientemente i fondi europei, ha confermato il sostegno ai socialisti che perdono in tutta l’UE.

La Germania va però anche a destra e, dagli ultimi sondaggi, pare che i verdi siano diventati il primo partito, in Gran Bretagna è cresciuto il partito Brexit di Farange e il prossimo cancelliere dovrebbe essere Boris Johnson che è a favore della Brexit. L’UE, attualmente telediretta dalla Germania, per superare la sua crisi politica, dovrebbe riformarsi e dare più spazio alle regioni e agli stati partecipanti, archiviando l’austerità di bilancio; in Italia sono antieuropeisti sia la Lega che il M5S, nel paese ci saranno grosse novità con le prossime elezioni politiche e con la scadenza del mandato di Mattarella che è europeista come Tria.

Facebook, con la collaborazione di grandi aziende di servizi, vuole creare una nuova criptovaluta, la libra, che dovrebbe fare concorrenza a dollaro ed euro. Dopo il bitcoin, nato dieci anni fa, che non ha avuto grande diffusione, ma ha favorito la speculazione sulla sua quotazione, a questo nuovo progetto di criptovaluta o valuta digitale dovrebbero partecipare anche Amazon e grandi banche. Al progetto Libra partecipano, con capitale, 100 società, del sistema si avvantaggeranno i paesi sottosviluppati con poche banche; a causa dei dati personali acquisiti dalla nuova piattaforma, sono sorte preoccupazioni per la tutela dalle privacy.

La moneta virtuale Libra non dipenderebbe da banche o dalle banche centrali e priverebbe gli stati, come fatto dall’euro, della sovranità monetaria e forse della sovranità popolare, purtroppo, potrebbe favorire anche l’avvento di un governo mondiale; formalmente e inizialmente, sarebbe collegata alle maggiori monete internazionali, come il dollaro e l’euro, e avrebbe un valore più stabile dei bitcoin, garantirebbe pagamenti istantanei: Con questa moneta, Savona teme l’emarginazione del sistema bancario internazionale, delle banche centrali, forse anche di FMI e Banca Mondiale.

Tra gli economisti c’è chi sostiene che la moneta non è un valore ma un velo insignificante al cospetto dell’economia reale, e c’è chi sostiene che l’emissione monetaria con il deficit del bilancio dello stato e con le  operazioni di mercato aperto, anche dette quantitative easing, in sigla QE, possono stimolare l’economia; al riguardo però, pare che, con l’insuccesso del QE europeo, che non  ha aiutato la produzione, Mario Draghi sia stato smentito. Ora Trump attacca il progetto di Draghi che, per aiutare l’economia europea, vorrebbe svalutare l’euro, perché gli Uisa hanno una  bilancia commerciale passiva e l’UE ne ha una attiva.

Con il ruolo di UE e BCE, pare che la moneta sia divenuta importante, però sono più importanti produzione agricola, artigiana e industriale, come l’occupazione, inoltre è importante la domanda nazionale ed estera che stimolano la produzione e l’occupazione; perciò è importante sostenere i consumi con meno imposte e difendere salari, pensioni e stipendi. I lavoratori dipendenti non si costruiscono patrimoni personali, ma allevano figli e favoriscono la crescita del Pil; proletario viene da prole.

Macron, con idee confuse, è sovranista ed europeista, vuole una revisione di Schengen, un giro di vite sugli Imam predicatori e vuole fare concorrenza a Le Pen; la Svizzera vuole chiudere i valichi dall’Italia perché afferma che vi arrivano rapinatori italiani, è un altro attacco alla libertà di circolazione in Europa. La corte UE ha condannato l’Italia per il carcere a vita e un giornale tedesco chiama gli italiani straccioni, Macron ci dice rivoltanti, nessuna protesta e Mattarella si scusa con Macron per le reazioni italiane, dovremmo imparare ad avere più dignità e orgoglio.

Trump chiede la rivalutazione dell’euro e la riduzione dell’attivo commerciale tedesco che ha rafforzato il ruolo della Germania, però, senza chiedere permesso a nessuno,  potrebbe anche svalutare il dollaro, aumentare i dazi all’importazione, agire sui tassi d’interesse e tassare le società americane che hanno delocalizzato e non hanno fatto rientrare i profitti in Usa.

Le elite europee, prevalentemente di sinistra, si fa per dire, vogliono l’Eurabia e vogliono cancellare l’identità giudaico cristiana dell’Europa. Con il sincretismo religioso si può fare, con le crisi dei valori precedenti nacquero ebraismo, cristianesimo, zoroastrismo, manicheismo, islamismo e buddismo; comunque, per il quotidiano dei vescovi italiani, l’Islam è religione di pace, naturalmente come il cristianesimo delle crociate.

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 10/6/2019)

ITALIA

Quando i superburocrati si sentono inutili e improduttivi, per dimostrare che lavorano molto, s’inventano regolamenti e procedure amministrative inutili e più lunghe, che ritardano i tempi di esecuzione, aumentano il lavoro degli addetti all’amministrazione e richiedono nuove assunzioni; la loro numerosa platea di dipendenti serve poi a giustificare il loro ruolo o grado e il loro elevato stipendio. Ciò detto vale per l’Italia e per Bruxelles, Il blocco degli appalti italiani potrebbe dipendere anche da questo..

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Conte ha affermato che l’Italia ricostruirà 600 chiese distrutte dal terremoto, ma la chiesa cattolica avrebbe i mezzi economici per farlo da sola, del resto lo fa anche in Francia, il cui governo non  paga nemmeno la protezione alla chiesa cattolica, come fa l’Italia. Finita la seconda guerra mondiale, in Germania si pensò a ricostruire prima le fabbriche, invece In Italia, a spese del governo, si pensò a ricostruire prima le chiese, perciò è impossibile negare che l’Italia sia un paese confessionale; l’Italia non è stata mai indipendente nelle sue scelte, non bisogna dimenticare che è, di fatto, un protettorato dei mercati e del Vaticano.

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A volte le statistiche, diffuse dalla televisione, sono solo una forma di propaganda, il governo indiano è stato accusato dall’opposizione di aver falsificato le statistiche, aumentando il Pil e sottostimando la disoccupazione. Per l’Italia, in materia di corruzione, è tipica, ma poco convincente, la sua posizione statistica mondiale non lusinghiera, che serve a diminuire l’autostima degli italiani e a renderne più facile la sottomissione allo straniero.

EUROPA

Polonia e Spagna, grazie anche agli aiuti dell’UE, si sviluppano più velocemente dell’Italia meridionale, però la Spagna ha una disoccupazione di oltre il 17%, cioè più alta dell’Italia.

In Germania è stato assassinato il politico locale democristiano Walter Luebcke, inviso alla destra di Pegida, il quale, a favore della solidarietà cattolica, si era speso a favore degli immigrati. Le proteste popolari contro il governo non esistono solo in Francia, ma anche in Germania.

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Non è vero, come è stato sostenuto l’informazione mainstream, che, con le elezioni europee niente è cambiato, in Germania i socialdemocratici sono crollati e, secondo i più recenti sondaggi, i verdi sono diventati il primo partito, mentre in Italia la Lega continua ad avanzare e ora è arrivata a oltre il 36%; forse è stato aiutata dagli inviti a favore dell’immigrazione del papa e del suo megafono, cioè la televisione italiana, come dalla prese di posizione in materia, del presidente della camera Fico. Anche Fratelli d’Italia avanzano, mentre Forza Italia s’indebolisce e, di questo passo, alle prossime elezioni politiche, forse Lega e Fratelli d’Italia saranno in  grado di formare un governo da soli

In Germania gli industriali reclamano più investimenti in infrastrutture e digitale, in teoria, lo stato, grazia all’attivo commerciale e a quello del bilancio dello stato, avrebbe i mezzi per farlo, ma forse preferisce usarli per favorire, con la propaganda e acquistando amici, l’espansione economica e politica tedesca all’estero e soprattutto in Europa.

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Le religioni hanno patrimoni che investono nella terra, negli immobili e in borsa, la chiesa anglicana è importante azionista di Exxon Mobil, che l’anno scorso ha avuto un utile netto di 20,8 miliardi di dollari; la chiesa anglicana ha imposto, alle elezioni nell’assemblea della società, un nuovo presidente ambientalista, favorevole alla riduzione delle emissioni inquinanti, è sicuramente una prova di sensibilità, invece il papa preferisce spendersi a favore dell’immigrazione.

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L’autonominatosi direttorio dell’UE, cioè Francia e Germania, nelle persone del ministro delle finanze francese, Le Maire, e della cancelliera tedesca, Merkel, alla federazione degli industriali tedeschi hanno criticato le regole antitrust dell’UE, che non consentirebbero di competere alla pari con Cina e Usa; in quella sede, la Merkel ha criticato la bocciatura da parte della commissione europea della fusione tra Siemens e Alstom.

Recentemente, la commissione, presieduta da Margrethe Vestager, per proteggere le produzioni dell’UE, si è concentrata soprattutto sulle acquisizioni straniere in UE e sulla posizione dominante nel marcato di  Amazon e Google, ma la Merkel l’accusa di non permettere un’UE più competitiva; tuttavia, si sa che la Germania, violando i trattati europei, esporta più della Cina. Secondo Francia e Germania, la commissione europea dovrebbe favorire la nascita di campioni economici europei nell’ UE e nei mercati pertinenti come l’Africa.

Affermano che la politica sulla concorrenza non deve essere troppo restrittiva, però è scritta sui trattati, che la Merkel invita spesso a rispettare; ora questa vuole cambiare le regole dell’Antitrust e vuole che, con il cambiamento della commissione, in materia, si pronunci il consiglio europeo, cioè i governi. Comunque, è da ricordare che, dal 2010, la commissione ha respinto solo sette concentrazioni, anche così però, Le Maire ha richiesto la revisione delle regole antitrust europee ma, per il settore digitale, a dominio americano e cinese, chiede di ostacolare la concentrazione e invoca regole antitrust più severe; ha anche invitato a combattere i comportamenti anticoncorrenziali delle società più tecnologiche.

Tenuto conto che l’Italia è stata sempre assente nelle decisioni europee, bisognerà vedere cosa ne penseranno le lobby europee al servizio anche di Usa e Cina; la Merkel, secondo i telegiornali italiani, seria e rigorista, in questa questione rivela il suo opportunismo. La Germania ha violato i trattati con l’eccesso di esportazioni; per andare incontro ai creditori tedeschi e francesi, ha salvato le banche greche con soldi anche italiani, vietando poi all’Italia i salvataggi statali delle sue banche e imponendole il bail-in.

Con il trattato franco-tedesco, ha minato la sopravvivenza dell’UE, senza il permesso dell’UE e irritando gli Usa, ha fatto collegamenti ferroviari con la Cina e gasdotti diretti in Russia, poi all’Italia ha detto che, per la via marittima della seta, doveva chiedere il permesso all’UE. (Per le notizie, fonte: Chiara Rossi – startmag.it).

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Germania e Francia, con la partecipazione della francese Dassault e del consorzio europeo Airbus, hanno costituito un consorzio per la costruzione del caccia di sesta generazione FCAS; Gran Bretagna, Italia e Svezia hanno fatto altrettanto con il Tempest, al quale partecipano Rolls Royce e Leonardo-Finmeccanica. L’FCAS dovrebbe sostituire Tornado ed Eurofighter, la Francia punta anche all’esportazione di questo aereo che dovrebbe entrare in servizio dal 2040, gli Usa hanno già sostituito gli F22 con gli F35; per la difesa europea, l’UE progetta anche un nuovo carro armato franco-tedesco, che dovrebbe sostituire il Leopard 2A6-7 e il Leclerc francese. (Per le notizie, fonte: Aurelio Giansiracusa – startmag.it).

ISLAM

Pare che in Siria siano nate delle frizioni tra Russia e Iran, Mosca vuole garantire anche la sopravvivenza di Israele, mentre, nel Golan, l’Iran sostiene gli Hezbollah che, con i loro attacchi, vorrebbero distruggere Israele. L’Iran vuole il suo controllo politico sulla Sira mentre Mosca vuole solo sostenere Assad al potere; come accade nei paesi capitalisti che alimentano le guerre, Russia e Iran, finita la guerra in Siria, sono concorrenti nel business della ricostruzione della Siria; inoltre Mosca, per contenere il terrorismo sunnita in Russia, vuole un dialogo con Riad, nemica di Teheran.

Anche a causa delle loro posizioni verso Israele, cioè non solo per motivazioni religiose, gli stati sunniti si dividono dagli sciiti, ma si dividono tra loro anche i sunniti, infatti, il Qatar sunnita collabora, anche militarmente, con l’Iran sciita. Oggi il mondo islamico non pare trovare la pace, si arma, come già fatto nella storia da tanti stati, alimenta il terrorismo e alcune sue frange vogliono uno stato islamico integralista religioso, cioè un nuovo impero, impegnato nella distruzione di ebrei e cristiani,  con la falsa motivazione religiosa, perché la religione aiuta l’immolarsi dei combattenti.

Per favorire la loro penetrazione politica, Arabia e Turchia finanziano la costruzione di moschee in Europa, Russia e Africa; la Turchia, anche se appartenente alla Nato, si è avvicinata alla Russia, dove opera il terrorismo islamico e dove sono immigrati siriani e iracheni. Anche a causa delle sanzioni americane, la Russia è colpita da crisi economica e inflazione e perciò la popolarità di Putin è in calo; con la riforma delle pensioni, gli uomini vanno in  pensione a 65 anni, mentre la durata media della loro vita è di 66 anni; nel paese, soprattutto in città, aumentano povertà e proteste.

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 3/6/2019)

EUROPA

Alle elezioni europee, in Germania hanno vinto ancora gli europeisti, anche se ridimensionati, mentre i verdi sono aumentati di molto, il paese è europeista perché, diversamente dall’Italia, ha avuto grandi benefici dall’UE; però i sovranisti sono annidati anche tra nazionalisti, popolari, liberali, socialisti e verdi. I partiti verdi, ambientalisti ed ecologisti sono animati da buoni sentimenti, anche se spesso espressi male o non tradotti in pratica.

In Europa si consuma ancora carbone che inquina, gli allevamenti di bovini e suini inquinano, si fanno troppi contenitori e imballaggi poi gettati, i contenitori di alimenti, bevande e detersivi dovrebbero essere in vetro standard riutilizzabile con lavaggio, come si faceva una volta con le bottiglie della centrale del latte. Oltre all’impegno su raccolta e smaltimento dei rifiuti, bisognerebbe ostacolare l’uso della plastica e l’interesse delle industrie a favorire la sostituzione di macchine e apparecchi, invece della loro riparazione; alcuni componenti di macchinari di varie marche, dovrebbero essere standardizzati e comuni.

Le fotocopiatrici, spesso, costano meno del kit delle relative cartucce. Si dice spesso che l’UE dovrebbe puntare all’unione politica, Il fatto è che l’UE è nata a tavolino con un immaginario, anche se non immediato, disegno politico, che si è poi concretato in un disegno economico in mano a lobby di banche, industrie, ordini professionali e produttori agricoli. I politici non vedono l’ora di mettersi al servizio di chi li può pagare, non accade solo in Italia, anche i privilegi economici, derivanti dalla carica, sono un sistema di corruzione che vuole il consenso, a tutti i costi, da parte dell’alta dirigenza e dell’informazione.

La lega ha criticato la progettata riduzione degli aiuti europei all’agricoltura italiana ed europea, ma l’UE spende il 38% del suo bilancio a favore dell’agricoltura e il paese che se ne avvantaggia di più è la Francia; concede finanziamenti agevolati a vantaggio soprattutto dei paesi dell’Europa settentrionale che hanno favorito la produzione zootecnica che inquina, riducendo le importazioni da paesi, come l’Argentina, che avevano bisogno di esportare carne allevata nei pascoli.

In un disegno neo-imperiale, la Germania ha usato le esportazioni per avere risorse per condizionare politica e informazione e per comprare industrie degli altri paesi, favorendo la sua penetrazione politica ed economica in Europa e nell’Islam. In Ungheria Orban, grazie agli aiuti europei, si stringe alla Merkel e perciò rifiuta di collaborare con Salvini però, come l’Italia, rifiuta l’immigrazione, anche se nel suo paese c’è piena occupazione.

ITALIA

Dopo il successo, alle elezioni europee, del partito italiano della Lega, questa, per rafforzare la sua posizione, dovrebbe proporre una fusione con Fratelli d’Italia e lanciare una specie di Opa su Forza Italia, cooptando, per non disorientare gli elettori, solo i membri giovani che non hanno avuto responsabilità nel partito o che non ne sono stati portavoci.

I risultati italiani alle elezioni europee, a danno del M5S, sono soprattutto dovuti al protagonismo e all’eccesso di polemiche di Di Maio, che non ha capito che, a causa dell’UE e dell’immigrazione, il vento della politica italiano spinge a destra. Di Maio, a causa dell’insuccesso elettorale del suo partito, è sotto accusa ma, con le consultazioni in rete attraverso la piattaforma Rousseau, per il momento, è stato confermato ma, se va alle elezioni politiche anticipate, rischia di vedere dimezzata la sua rappresentanza parlamentare.

Bisogna tenere presente che i parlamentari pentastellati, come gli altri  non vogliono perdere il loro posto in parlamento che equivale a una vincita alla lotteria; quindi, in caso di disaccordi nel governo, il M5S non chiederà le elezioni politiche anticipate, ma le potrebbe chiedere la Lega, per bloccare la scelta di Di Battista alla guida del M5S e per contestare le prese di posizione di Fico, del ministro Trenta e altre riforme del M5.

Poiché i comunisti italiani, che hanno un piccolo partito, col tempo si fanno sedurre dal potere e dal denaro, infatti, con il trasformismo, in passato si sono evoluti passando da sinistra a destra e cambiando nome, privandoli di rappresentanza gli elettori, alle elezioni europee; hanno preferito loro un PD che è, praticamente, un partito di  destra che usa sempre i soliti slogan contro il governo, senza fare dell’autocritica, ma adesso pare essere corso ai ripari  con delle proposte di riforma.

E’ scaduta la convenzione con radio radicale, non rinnovata dal governo, al quale costava 3,5 milioni di euro l’anno, un’incredibile elargizione, come quella fatta alla stampa e alla  televisione, il partito radicale, che non ha superato lo sbarramento del 4% alle elezioni europee, ha accantonato la laicità dello stato e perciò la Bonino non affascina più nessuno.

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Il sottosegretario grillino alla difesa, Tofalo, ha criticato le scelte del ministro della difesa Trenta, del M5S, affermando che il nemico da combattere non è Salvini, ma l’apparato amministrativo del ministero che rifiuta il controllo politico; come dire, che la difesa, come la magistratura e il Quirinale, vuole essere autonoma dal governo. Dall’altra parte, il generale Mario Arpino e altri tre generali in pensione non hanno partecipato, dalla tribuna, alla parata militare del 2/6/2019, per la festa della repubblica, hanno accusato il ministro di avere scarso interesse all’efficienza delle forze armate.

Il ministro ha affermato che le forze armate devono esser tese all’inclusione sociale, Fico ha precisato,m anche a vantaggio di zingari e immigrati, intanto i gommoni, carichi d’immigrati, soccorsi dalla marina militare italiana, continuano ad arrivare, Salvini ha affermato che li ridistribuirà tra altri paesi europei. Un professore dell’Università privata cattolica Luiss di Roma ha affermato che i paesi più forti hanno più PIL, più forze armate e accolgono l’immigrazione, però ci sono paesi piccoli che hanno un Pil pro capite più alto e il benessere dei paesi si valuta anche con altri indici; l’alta spesa militare alimenta le guerre, ma contribuisce ad alzare il Pil.

Bisogna sempre ricordare che nel calcolo del Pil è più importante l’industria dei servizi, i grandi paesi che abbandonano l’industria decadono e che, nella storia, le immigrazioni di massa si sono risolte in invasioni che hanno fatto crollare civiltà. A proposito dell’accoglienza verso gli immigrati  e in riferimento agli inviti del papa a favore di essa, val la pena di ricordare che, complessivamente, nel mondo esistono, in media, circa 50 persone per chilometro quadrato, invece in Italia ci sono 200 abitanti per chilometro quadrato. L’immigrazione dovrebbe essere regolata secondo le necessità del paese di arrivo e andrebbe diretta soprattutto verso i paesi con minore densità di popolazione.

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 27/5/2019)

EUROPA

Gli alleati, Usa, GB e Francia, vincitori della seconda guerra mondiale, hanno delocalizzato industrie e ora hanno un grande deficit commerciale, colmato in parte con le attività speculative finanziarie e dagli Usa anche con il dollaro, che è un certificato di debito irredimibile, solo all’Italia è rimproverato il suo debito pubblico.  invece i paesi sconfitti, Germana, Giappone e Italia, hanno un attivo commerciale, usato dalla Germania per accrescere, con un piano di rivincita, la sua influenza politica in Europa, mentre anche i lavoratori tedeschi soffrono per l’austerità.

La Germania oggi è per il controllo del bilancio e per la bassa inflazione, però finanziò la prima e la seconda guerra mondiale con il deficit di bilancio, che le procurò grande inflazione; per finanziare la guerra, si indebitò utilizzando anche prestiti Usa; utilizzò anche i beni degli ebrei e dei paesi occupanti e il lavoro schiavo. Dopo la seconda guerra mondiale, non rimborsò il suo debito di guerra; oggi vuole disciplina di bilancio e controllo dei salari, ma, con il paravento francese, ha nel cassetto ancora un suo piano egemonico per l’Europa, anche con una sua politica di avvicinamento al mondo islamico.

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I rappresentati italiani della Lega hanno chiesto alla BCE perché, per gli stress test sulle banche italiane, è ricorsa alle consulenze pagate del Fondo investimenti speculativo americano Blackrock, evidenziando il conflitto d’interesse, perché il fondo investe 6.000 miliardi di dollari anche nel settore bancario. Anche se Blackrock aveva garantito la riservatezza sui dati raccolti e la loro separazione rispetto ai suoi investimenti, è un fatto che esso ha rifiutato un finanziamento alla banca italiana Carige in difficoltà. Pare che i conflitti d’interesse esistano in Italia e in Europa e il diritto è impotente a dirimerli.

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La PAC, politica agricola comunitaria dell’UE, per i suoi interventi impegna il 38% dei fondi dell’Unione, facendo concorrenza sleale a Usa, Argentina, Brasile e altri grandi paesi esportatori di derrate alimentari, favorendo la produzione interna di carne che inquina aria e acque e calmierando i prezzi agricoli europei. Sembra che l’UE abbia più a cuore l’agricoltura che gli investimenti pubblici e la politica sociale; infatti, gli agricoltori sono meno del 10% della popolazione attiva, cioè circa 20 milioni, il maggiore beneficiario di questi aiuti è la Francia che la Germania vuole tenere buona.

Sembra che l’UE, con la sua politica agricola, abbia favorito in Italia l’importazione di prodotti alimentari, dal punto di vista sanitario, meno garantiti di quelli italiani, ma più economici, danneggiando i produttori italiani, che hanno costi di produzione più alti, e tollerando i falsi alimenti made in Italy. Nella prima repubblica italiana lo stato aveva previsto diverse provvidenze per gli agricoltori, cioè prestiti agevolati per conduzione, zootecnia, formazione della piccola proprietà contadina, aiuti per le avversità atmosferiche, ecc.; con l’avvento dell’UE, queste misure furono abolite, oggi l’UE concede aiuti con i soldi degli stati e riceve i ringraziamenti degli agricoltori, mentre i singoli stati tassano, accade anche con la beneficenza della chiesa.

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Secondo i germanofili, tutto quello che nasce in Germania e serio e non può essere il risultato di furbizia, si è proposta la connessione delle reti elettriche dell’UE, senza rimborso delle spese di trasporto. L’Italia è stata il primo paese ad acquistare gas dalla Russia, con un gasdotto costruito dall’Eni, a causa delle pressioni americane, ha abbandonato questo fornitore e ora la Germania, che ha sempre inquinato con il suo carbone,  è il primo acquirente di gas russo e lo vuole fornire anche all’Italia.

Le critiche, per ragioni ambientali, ai metanodotti provenienti da Balcani, Turchia, Cipro e Israele, hanno ritardato l’allacciamento dell’Italia a fonti alternative e ora la Germania, per rifarsi delle spese di trasporto del gas russo, come fanno i paesi africani attraversati da oleodotti, esige dall’Italia il rimborso di 500 milioni di euro l’anno per le spese di trasporto di un gas, che l’UE potrebbe far circolare liberamente come l’elettricità.

Il gasdotto tedesco proveniente dalla Russia e stato costruito, per ragioni strategiche ed economiche, con soldi tedeschi, però, anche così, ciò che chiede la Germania può essere definito un dazio, una tangente, una tariffa o pedaggio come quelle autostradali. Il rimborso preteso dalla Germania sarà a carico di consumatori e industria italiana che già paga l’elettricità più cara, rispetto ai concorrenti europei.

Quando l’UE proponeva all’Italia di predisporre nei porti italiani degli impianti di rigassificazione del gas, trasportato liquido via mare, da distribuire con gasdotti in Europa, il tema del rimborso delle spese non fu affrontato; l’Italia anche in quel caso, su pressione degli ecologisti, paventò l’inquinamento dei mari, ma non chiese il pagamento delle spese, con una maggiorazione del prezzo del gas.

Il migliore sovranismo è quello della Brexit e dall’accordo di Aquisgrana, con cui, con la crisi dell’UE, Francia e Germania difendono i propri interessi economici e decidono politica estera europea, puntando su un loro esercito comune e sulla politica industriale comune. Già Montanelli aveva affermato che nell’Unione Europea i francesi sarebbero entrati da francesi, i tedeschi da tedeschi e gli italiani, svendendo l’italianità, da europei.

 

ITALIA

Costatiamo che, secondo la costituzione materiale italiana, anche se il presidente della repubblica non è eletto, la repubblica italiana è indubbiamente presidenziale, il presidente del consiglio, chiunque esso sia, secondo la costituzione scritta, sempre esaltata da Mattarella, è evanescente, ma si è ritagliato un ruolo con quella materiale. Il parlamento, sovrano secondo la costituzione scritta, ha abdicato al suo ruolo legislativo secondo quella materiale, infatti, si dedica solo alle polemiche o è assenteista, anche il parlamento dell’UE non è molto diverso, però, a parole, nessuno vuole seppellire il parlamento.

Di Maio, per fermare l’ascesa della lega, oltre le sue invettive e polemiche televisive, ha cercato di usare Mattarella, che è europeista e filo francese, contro Salvini, fortunatamente, il presidente usa anche le informazioni dei servizi segreti e dei carabinieri; comunque Salvini, vista l’aria che tira nel governo, ha rinviato la presentazione e la votazione del nuovo decreto di scurezza a dopo le elezioni europee, che hanno segnato il successo della Lega, divenuto il primo partito italiano.

Alle elezioni europee si sono presentati partiti minori, spesso smarcati da televisione e partiti generalisti, che sostengono ottime tesi su UE, euro, immigrazione e problemi sociali, ma, per questa tornata elettorale, non hanno raggiunto la soglia di sbarramento del 4%; purtroppo, nessun partito difende più la laicità dello stato, qualche voce isolata, paradossalmente, è venuta solo dalla chiesa, la televisione è sempre il megafono del papa; il partito pirata lotta contro brevetti e diritto d’autore e per la libertà della rete.

Bisogna lottare per la diffusione della conoscenza e contro i segreti, quelli che non vogliono che si copi, anche in termini non letterali, sono quelli che copiano di più, parlo dei professori che a volte, vietando di copiare, sembrano gli autarchici della cultura. L’uomo dovrebbe copiare in libertà e non essere semplicemente condizionato o programmato, la conoscenza si è diffusa ed è cresciuta con lo scambio d’informazioni e, con la memoria, produce cultura; la quale, a sua volta, incrementa l’intelligenza, perché l’uomo senza cultura è simile a una bestia. Grazie alla cultura, l’uomo è bipede, parla e scrive, i bambini allevati dai lupi, camminano a quattro zampe, non parlano e non scrivono, invece i gatti, anche se allevati dall’uomo, camminano sempre a quattro zampe.

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La chiesa cattolica ha sempre avuto la fissa del sesso, per risparmiare, ha imposto ai preti il celibato dei monaci, indirettamente alimentando nei preti pedofilia, omosessualità, adulterio e abbandono del sacerdozio da pare di preti buoni, ma casti per libera scelta. La chiesa cattolica, per privilegio, ha concesso il matrimonio ai preti di alcune regioni della terra e ora, a causa delle parrocchie rimaste senza sacerdoti, anche se, apparentemente, sempre vincolata da scelte precedenti, con una riforma, potrebbe ammettere il matrimonio di preti e suore che però poi, con le sentenze della sacra rota, potrebbero anche separarsi.

ISLAM

Trump ha predisposto un nuovo piano per la pace tra Israele e i palestinesi e l’agenzia dell’Onu, Unrwa, che eroga gli aiuti economici ai palestinesi, ai quali si aggiungono quelli arabi, europei e americani, è entrata in agitazione perché preferisce gli aiuti internazionali, che potrebbero ridursi, alla pace; i palestinesi, in più generazioni, hanno rinunciato all’integrazione nei vari stati della regione e ora sono diventati cinque milioni.

Va da se che i dirigenti palestinesi, con questi soldi, vivono in ville milionarie e con cospicui conti in banca, da Gaza, Hamas controlla l’Unrwa e sta preparando una terza intifada o rivolta contro Israele, dopo quelle del 1987 e del 2000; anche Onu, Vaticano e conferenza episcopale italiana, sostengono le ragioni dei palestinesi, i vescovi cattolici e armeni lo fanno perché desiderano rimanere a Gerusalemme, mantenendosi con la religione.

Nel 1948, dopo una guerra civile tra israeliani e palestinesi, l’ONU sancì la divisione del territorio palestinese, conteso tra Israele e palestinesi, la decisione fu accettata da Israele, ma palestinesi e arabi, non desiderando lo stato d’Israele, si opposero alla spartizione; perciò, dopo la guerra del 1948 che vide la nascita dello stato d’Israele, scoppiarono, tra Israele e paesi arabi,  le guerre del 1956, 1967 e 1973, tutte vinte dallo stato d’Israele.

Indipendentemente dalle ragioni delle parti in guerra e di chi inizia la guerra come aggressore o di chi è la vittima o l’aggredito, tutti sanno che in guerra chi vince acquista territorio e chi perde, lo perde, ma sembra che per Israele queste ragioni non valgono, Israele ha già restituito Sinai e Gaza,  perciò, per distruggere Israele, i dirigenti palestinesi alimentarono il terrorismo contro i civili palestinesi. Comunque, nacquero conflitti con i palestinesi anche all’interno dei paesi arabi.

Negli anni ’60, all’interno della Giordania, nacque uno stato palestinese che riscuoteva autonomamente le imposte o protezione, perciò re Hussein, con l’operazione settembre  nero, cancello questo stato e negli anni ’70 i palestinesi fuggirono in Libano, dove  attaccavano i cristiani locali e dal Libano i civili israeliani con i missili. Con l’intervento di forze internazionali, i rivoltosi palestinesi furono cacciati anche dal Libano.

Nel 1993 con gli accordi d Oslo, ci fu il reciproco riconoscimento di Israele e dell’OLP o Organizzazione per la liberazione della Palestina; Israele si ritirò da Gaza e da parte della Cisgiordania, mentre, al momento, il problema di Gerusalemme e dei coloni israeliani di Cisgiordania fu accantonato; l’OLP governava su alcune città della Cisgiordania e l’esercito israeliano cominciò a ritirarsi.

Nel 1994 in Cisgiordania nacque perciò, con funzione amministrativa autonoma, ma sotto occupazione dell’esercito israeliano, l’Autorità Palestinese o ANP che, con i soldi dei donatori, progressivamente continuò ad alimentare il terrorismo contro i civili israeliani. Nel 2007 a Gaza, Hamas, per ragioni economiche e di potere, fece un colpo di stato ammazzando i rivali palestinesi di Al Fatah e impose la sharia; contemporaneamente, all’ONU, l’assemblea, dominata da paesi islamici, votava numerose risoluzioni contro Israele, con l’indifferenza dell’occidente che faceva affari con l’Islam.

Impossibile credere che i donatori occidentali e arabi facciano donazioni solo per carità, perché fanno affari con la vendita di armi, mentre paesi islamici fanno affari con gas, petrolio, droga e immigrazione illegale, soprattutto islamica; però, parte degli aiuti occidentali rimangono nelle tasche degli occidentali. Quando il primo ministro albanese si lamentò con il ministro italiano De Michelis di aver ricevuto solo la metà dei soldi stanziati dall’Italia per l’Albania, De Michelis rispose che la differenza serviva a coprire le spese di amministrazione. (Per le notizie, fonte: Deborah Fait – Informazione Corretta 25/5/2019).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 20/5/2019)

EUROPA

La corte dei diritti europea ha sentenziato che gli immigrati clandestini, a rischio di persecuzione nei loro paesi d’origine, non possono essere rimpatriati, senza eccezione, nemmeno quelli che hanno fatto strage contro cristiani o contro altri civili nei loro paesi o che si sono macchiati di delitti nel paese ospitante. Questa sentenza mette a rischio i rimpatri di Salvini e fornisce un aiuto economico agli avvocati che difendono, con il gratuito patrocinio, criminali immigrati, proponendo a essi il ricorso contro il provvedimento d’espulsione. In materia giudiziaria, sbagliano le istituzioni europee e quelle italiane, c’è tanto da fare, anche per rivedere i codici italiani.

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A parte le multe, che colpiscono, per i suoi ritardi, soprattutto l’Italia, nei primi mesi del 2019, i paesi dell’Unione Europea hanno presentato un bilancio finanziario contenente entrate e uscite con l’Unione, che è il seguente; la Slovacchia ha ricevuto 560 milioni di euro in più di quanto ha versato, la repubblica Ceca 523 milioni in più, l’Ungheria 462 milioni in più, la Grecia 448 milioni in più, la Romania 256 milioni in più, la Polonia 240 milioni in più, la Spagna 78 milioni in più, l’Italia, con la distrazione dei rappresentanti italiani presso l’UE, ne ha ricevuti 59 milioni in meno.

Probabilmente, tutti questi paesi, inclusi quelli di Visegrad, sono stati aiutati per favorire il loro sviluppo, quasi tutti sono contrari alla ripartizione degli immigrati; eccetto l’Italia, tutti quanti, poiché non sono nati europeisti, hanno presentato larghe astensioni alle elezioni europee precedenti; forse, con una strategia tedesca, sono stati comprati, come ha fatto l’Italia con l’Alto Adige, per farli entrare nell’Unione, perciò ora anche l’Albania, grazie ai vantaggi finanziari, desidera entrarvi. (Fonte: Il Messaggero 18/5/2019).

ITALIA

A Roma, un vescovo romano ha riallacciato abusivamente le utenze elettriche di occupanti abusivi di un immobile, sospese per mancati pagamenti; la chiesa è abituata a fare beneficenza con i soldi degli altri, cioè con obolo di San Pietro, donazioni, lasciti, 8°% Irpef; 200 carabinieri garantiscono la sicurezza del papa, che viaggia gratis sugli aerei Alitalia. Contro gli occupanti abusivi dei suoi immobili, la chiesa usa le ruspe o li fa sloggiare, un terzo dei senza tetto italiani risiede a Roma, dove la chiesa è il primo proprietario di immobili, ne ha più dello stato italiano e del comune di Roma.

Lo stato fa manutenzione di chiese e di San Pietro e finanzia i giubilei, da parte sua, la chiesa cattolica, evade legalmente le tasse, esporta capitali all’estero e usa i suoi immobili per farne alberghi e immobili commerciali esentasse, poi, per fare un favore al suo braccio secolare, cioè allo stato, invita gli italiani a non evadere le tasse. Sull’immigrazione clandestina, la chiesa è sulla stessa linea di PD, Forza Italia e criminalità, la quale fa profitto con questi immigrati, a volte criminali essi stesi, mentre gli italiani si sentono sempre più insicuri e perciò aumenta il voto a destra.

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Riguardo all’imposizione fiscale, le imposte sono pagate da consumatori, percettori di reddito e proprietari, ma il beneficiario è sempre lo stato, che guadagna anche con imprese in perdita, perché percepisce l’Iva sui loro prodotti e Irpef sugli stipendi dei loro dipendenti che sono anche consumatori. Il che significa che lo stato e non gli imprenditori, dovrebbe avere un interesse alla sopravvivenza anche di imprese in perdita.

Se lo stato e l’UE fossero equi, dovrebbe esistere solo un’imposta sul reddito, con fiscalizzazione dei contributi e con alta detrazione per i lavoratori; questa imposta andrebbe affiancata da un’imposta patrimoniale di successione, con una detrazione; le altre imposte dovrebbero essere abolite. L’UE, per favorire la concorrenza su un piano di parità, dovrebbe abolire i paradisi fiscali interni e combattere le distorsioni economiche, derivanti dalle diverse normative statali, le quali favoriscono le esportazioni di risparmi, inoltre, dovrebbe favorire l’armonizzazione fiscale interna.

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Le sanzioni e i provvedimenti disciplinari contro i dipendenti pubblici assenteisti sono doverose, però è più importante l’obbligazione di risultato, cioè il rendimento dei lavoratori; se un dipendente arriva in ritardo in ufficio, ma esamina più pratiche degli altri, non dovrebbe essere sanzionato, i capi ufficio dovrebbero controllare. Però si dice che questa verifica è difficile, in realtà, accade che gli impiegati godano di protezioni clientelari; nelle industrie si rileva il costo per unità di prodotto e i tempi medi per la sua lavorazione, questo secondo indice si può utilizzare anche nella pubblica amministrazione; non è vero che a Roma mancano poliziotti, perché ce n’è uno ogni 90 abitanti.

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Chi, come la chiesa, gli ebrei e la massoneria, controlla in incognito le banche, con i soldi dei risparmiatori, fa credito a costo zero e specula sui debiti pubblici e privati e sulla borsa. Ormai tutti sanno, per quanto riguarda il malcostume della chiesa cattolica, che presso di essa esiste la pedofilia, però, al suo interno, gli omosessuali sono più numerosi e formano un partito; più numerosi di tutti sono i preti adulteri che hanno figli ospitati in collegi riservati e destinati a grande carriera; un alto prelato ha affermato che è difficile tenere le donne, anche sposate, lontane dai preti, perché sanno che la chiesa ha il potere e può distribuire favori.

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Al 31/3/2019 le start up innovative digitali, costituite on line, in Italia sono state 2181, esse sono finanziate anche dai PIR o piani di risparmio individuali, investimenti privati canalizzati dal governo per mezzo delle banche; i loro tempi medi di costituzione sono di 23,6 giorni. E’ noto che la maggior parte di queste imprese, come avviene nella vita animale, non sopravvive, ma alcune sopravvivono è crescono, rafforzando il patrimonio imprenditoriale italiano che è notevole.

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Nel governo è in discussione la riforma della giustizia, il ministro Buonafede vuole potenziare il ruolo dell’avvocato, che spesso, con i ricorsi, è la causa principale del ritardo della giustizia; il ministro ha rilanciato il gratuito patrocinio per gli indigenti, a spese dello stato, il quali alimenta il lavoro degli avvocati. Il gratuito patrocinio ha aumentato i processi anche a favore degli immigrati, spesso prosciolti e risarciti dai magistrati. La riforma prevede anche l’equo compenso per chi si deve pagare gli avvocati, però questo compenso sarà stabilito, per legge, dagli avvocati che siedono in parlamento e al governo, è avvenuto anche con l’indennità parlamentare.

Osservo che la giustizia dovrebbe essere gratuita per tutti, perché, con il patto sociale tra stato e cittadini, lo stato concesse la protezione giudiziaria dello stato in cambio delle imposte, così il cittadino rinunciò a farsi giustizia da solo, evitando il rischio che si facesse giustizia anche chi aveva torto. Con la riforma, sembra che non si dia maggior rilievo alla velocizzazione dei processi civili e commerciali, richiesta dalle imprese.

La lega osserva che, per snellire i processi penali, non bisogna rinunciare alla tutela degli indagati e che la riforma aumenta soprattutto i poteri di procure, pubblici ministeri e avvocati; anche la lega è però a favore del potenziamento del ruolo degli avvocati, una lobby potente in parlamento e al governo. Per Salvini bisogna ridurre la durata dei processi, riducendo i tempi di prescrizione, afferma che la riforma della giustizia non deve essere fatta contro magistrati, pm e avvocati, per noi non deve essere fatta nemmeno contro l’informazione, i diritti dei cittadini, le tasche dei cittadini e contro le persone chiamate in processo. (Per le notizie, fonte: Luca Martino - Policy Maker).

ISLAM

ONG tedesche, finanziate dal governo tedesco, con apposite navi, alimentano l’immigrazione clandestina in Italia; il ministro degli esteri tedesco, Helko Maas e la cancelliera Angela Merkel hanno fatto spesso dichiarazioni a favore di Israele, in realtà, fin dalla prima guerra mondale, la Germania è a favore del mondo islamico, che oggi alimenta il terrorismo e l’immigrazione. Il settimanale tedesco Der Spiegel ha accostato la Merkel ai nazisti.

La Germania finanzia ONG che vogliono la distruzione di Israele e promuovono il boicottaggio economico o BDS contro Israele, queste, indirettamente, oltre l’immigrazione, sostengono il terrorismo e la distruzione d’Israele. L’UE a direzione tedesca e la Germania, con fondazioni e ONG, sono impegnate indirettamente in questo ruolo, tra i beneficiari vi è l’ONG Al Haq, guidata da un terrorista appartenente al Fronte di Liberazione palestinese, il suo direttore generale, Snawan Jabann, è stato condannato per terrorismo.

La Germania Usa l’UE come un suo paravento, all’Onu vota generalmente a favore delle risoluzioni contro Israele e l’ambasciatore tedesco all’Onu, Christoff  Heusgen, ha paragonato Israele a Hamas, però, sicuramente, Hamas gli è più simpatica; Vaticano e chiesa cattolica palestinese sono sulla stessa linea. La Germania rivendica un ruolo di maggior rilievo all’ONU, vuole entrare nel suo consiglio di sicurezza e perciò è allineata ai regimi islamici del golfo; anche gli interessi economici e quelli imperiali tedeschi favoriscono lo strabismo politico e l’antisemitismo. (Per le notizie, fonte: Benjamin Weinthal – Informazione Corretta 15/5/2019).

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Due imprese tra loro indipendenti, ma controllate con la partecipazione azionaria, apparentemente, dalle stesse poche persone, che però possono essere anche prestanomi, possono trasferire reddito tassabile dall’una all’altra, aumentando o diminuendo i prezzi di merci e materie prime tra loro negoziate; nel commercio estero avviene la stessa cosa, trasferendo profitti e reddito tassabile da un paese all’altro. Gli accordi di commercio internazionali non prevedono uniformità di tassazione dei capitali e nel commercio internazionale non sono adeguatamente tutelati i prodotti agricoli originali.

Con le triangolazioni si possono evitare le sanzioni commerciali degli USA, rischiando però un aumento del prezzo del prodotto acquistato; gli stati vogliono tutelare i loro brevetti industriali ma, quando acquistano aziende estere private o privatizzate, acquistano anche i loro brevetti e la loro tecnologia. Insomma, con le esportazioni di capitali e i paradisi fiscali, la globalizzazione ha tutte queste controindicazioni; ha impoverito paesi industriali ma, con le delocalizzazioni ha favorito lo sviluppo di paesi emergenti, mentre la beneficenza internazionale si è risolta in sprechi a favore di politici e loro accoliti e di chi fa affari con la miseria e l’emigrazione.

Nunzio Miccoli   www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 13/5/2019)

PREAMBOLO

E’ accaduto spesso che In nuovi partiti della salvezza, laici e religiosi, rappresentati da predicatori di partiti eredi delle vecchie società segrete, soprattutto prima delle elezioni, propongono riforme, spesso abbandonate quando riescono a occupare seggi e, soprattutto, quando sono al governo. Comunque, con il trascorrere del tempo, con periodiche e parziali riforme e con la propaganda, da un punto di vista più formale che sostanziale, hanno poi effettivamente cambiato il volto di religioni, democrazia, socialismo.

Prima dei partiti, hanno partorito riforme anche induismo, ebraismo, cristianesimo e islamismo e oggi si propone, giustamente, di riformare l’Unione Europea. Lo stato, per combattere le frodi e dare certezza, si è dato pesi e misure certificate, che hanno funzionato; ha ripetuto però, senza successo, l’operazione con il diritto, modificando spesso le norme. Il fatto è che al diritto e alla politica manca la stabilità, accade ciò perché l’élite vuole conservare poteri e privilegi e il popolo vorrebbe vere riforme e certezza del diritto.

E’ il dilemma della democrazia e del socialismo, che perciò con il tempo, hanno cambiato di significato e si sono snaturati, anche la chiesa ha sostituito il regno di Dio con la curia romana. E’ una continua lotta tra chi, come le società segrete, ha il potere in incognito e chi, come il popolo, s’illude di averlo; l’élite non ha mai voluto il governo del popolo, governa per interposte persone sempre corrotte perché comprate con i privilegi. L’èlite governa favorendo l’illusione popolare della salvezza alle vicine votazioni. Tra aristocrazia, oligarchia e democrazia moderna, da un punto di vista reale e non formale, le differenze sono poche perché le lobby pesano tanto sul governo e sulla legislazione.

Per il potere, il debito pubblico italiano non è sempre una iattura, perché serve a tenere alta la pressione fiscale, perché le imposte sono la prima finalità dello stato; teoricamente, se c’è la volontà politica,  deficit di bilancio e debiti pubblici si possono ridurre compensando crediti esteri con debiti esteri, vendendo alle aste beni artistici mobili non esposti nei musei e vendendo l’oro e le riserve della Banca d’Italia. Non si è seguita questa politica perché, riducendo deficit di bilancio e debito pubblico, i cittadini avrebbero richiesto la riduzione delle imposte.

La sovranità dello stato, del parlamento e dei cittadini è stata consegnata a Nato, UIE, mafia, lobby, chiesa, istituzioni internazionali, potenze straniere, banche e affari in genere; l’euro e il controllo dell’UE sul bilancio dello stato minano la sovranità dello stato e del parlamento. Grazie agli agenti dei mercati presenti nell’informazione e nelle istituzioni italiane, le leggi sono commissionate da Nato, UE, banche, lobby, mafia e chiesa, tra loro corrispondenti.

A vantaggio di Wall Street, Francoforte e Londra, anche la mafia ricicla all’estero, mentre al popolo è lasciata la passione sportiva del voto periodico, purché niente cambi. Dall’unità in Italia, contro il rinnovamento proposto da nuove forze politiche, si sono sempre coalizzati mafia, chiesa, affari e potenze straniere, rappresentati da istituzioni e informazione; poiché hanno guadagnato molto con il vecchio regime, i grandi interessi, grazie a questi legami, sono stati sempre contrari ai cambiamenti favorevoli al popolo.

ISLAM

La diplomazia italiana, sostenendo i piani dell’ONU e dell’ENI, non ha capito che in Libia gli stati sunniti, con interferenze dell’Iran sciita, stanno lottando tra di loro; a fianco di Al Serraj, sono scese in campo anche milizie islamiche, fratelli musulmani e tante tribù. Ora Al Serraj controlla Tripoli e Misurata ed è sostenuto da Italia, Onu, Qatar, Turchia e Iran, invece Haftar domina in Cirenaica ed è sostenuto da Arabia, Egitto, Emirati, Francia e Russia, questi secondi paesi sono impegnati a combattere gli jihadisti islamici, soprattutto i fratelli musulmani ospitati a Tripoli.

Poiché i fratelli musulmani, con le loro milizie, sostengono Al Serraj, gli Usa, che ora li riconoscono come terroristi, si sono smarcati e l’hanno abbandonato per appoggiare Haftar; perciò l’Italia deve aggiornare la sua politica verso la Libia, non sono solo in  gioco gli interessi petroliferi dell’Eni, anche senza la Libia, che è un fornitore di petrolio comodo e vicino di casa, l’Italia riuscirà ad approvvigionarsi di petrolio che non manca.

La politica estera italiana deve svincolarsi dall’Eni e da potenze straniere; se vogliamo recuperare sovranità, non possiamo impiccarci con Nato, UE e sanzioni americane, ma dobbiamo mediare per riavvicinare gli Usa a Russia e Cina. I dazi americani non sono scelte egoistiche che modificano i trattati, come afferma la televisione, perché la bilancia commerciale cinese e tedesca è in attivo e quella americana è in passivo; gli Usa dovrebbero anche svalutare il dollaro, non lo fanno e tengono gli interessi più alti, per attirare capitali dall’estero, la ragione sta sempre nel loro deficit valutario.

Bisogna evitare l’arrivo in Italia d’immigrati e jihadisti islamici e rivedere la nostra politica verso alcuni paesi islamici; non cessano i venti di guerra, è probabile che Turchia, Iran e Arabia saranno i prossimi paesi a possedere la bomba atomica. Con il passaggio degli americani all’altro fronte, forse gli Usa si stanno avvicinando alla Russia ma, per sostenere la loro spesa militare con la tensione internazionale, non lo possono dare a intendere; per la sopravvivenza dell’Italia in Europa e nel mondo, è essenziale l’avvicinamento degli Usa a Russia e Cina. (Per le notizie, fonte: Maurizio Molinari - La Stampa 5/5/19 – Informazione Corretta).

ITALIA

L’economista olandese Servaas Storm ha affermato che l’Italia è stato il paese più ligio alle regole europee sui conti pubblici, per ridurre inflazione e debito pubblico, ha favorito la deflazione salariale e mortificato domanda, occupazione e crescita; ha privatizzato banche e industrie pubbliche ed ha abbandonato l’economia mista, ha ridotto la sanità pubblica e le pensioni, eliminando, per un’infatuazione verso l’Europa, il controllo democratico del parlamento italiano sul bilancio dello stato.

Con l’intenzione di abbattere l’inflazione e stabilizzare il cambio della lira, spesso soggetta a svalutazioni, nel 1979 l’Italia aveva aderito al sistema monetario europeo a cambi fissi, per conseguenza, perse competitività, crebbe il debito pubblico e diminuì la domanda; se si fosse contratta anche la spesa pubblica, la crescita sarebbe diminuita ancora di più, perciò si preferì far crescere il debito pubblico.  Fra l’altro, le banche centrali e la banca d’Italia, spesso, invece di sostenere il cambio fisso della lira comprando lire, la vendevano per comprare altre monete, speculando al suo ribasso.

Dal 1995 al 2008 si ebbe l’avanzo primario del 3% sul bilancio dello stato, uno sforzo notevole, considerati gli interessi elevati sui titoli di stato, quest’avanzo era servito a portare il rapporto debito/Pil al disotto del 100%; purtroppo, con la crisi del 2008, il rapporto arrivò al 130% del Pil. Invece la Francia aveva conservato un deficit di bilancio e un deficit primario, con cui espanse la sua domanda per 461 miliardi di euro, mentre l’Italia la ridusse di 227.

Per conseguenza, crollarono gli investimenti e il capo economista della Deutsche Bank, David Folkerts Landau, fu costretto a riconoscere la frugalità italiana; per abbattere il debito si era sacrificata la crescita. Ora David Folkerts Landau afferma che l’Italia, per ridurre il rapporto debito/Pil, dovrebbe esigere dall’UE la riduzione degli interessi sui titoli pubblici italiani, bloccando, con l’aiuto dell’UE, le trame, al riguardo, della speculazione.

Purtroppo, la speculazione finanziaria internazionale, che ha sede a New York, Londra e Francoforte, ha imposto un’altra agenda; la Germania, che vuole dominare l’Europa, con il sostegno pagato di settori dell’informazione e della politica italiana ed europea, ha favorito la crisi italiana, Chiudere, con la crisi, il credito bancario alle imprese, come spesso è stato fatto, alimenta la crisi, però permette alle multinazionali di acquistare industrie italiane a prezzo di liquidazione e di acquisire tecnologie.

Nonostante la cura mortale tedesca somministrata all’Italia, questa, come affermato erroneamente da economisti di corte agenti dello straniero, non è ancora un paese insolvente  incapace di onorare i suoi debiti esteri. Quando non interviene la speculazione, nel “libero mercato” le banche prestano a interesse diverso e in base al reddito e alle garanzie del richiedente, però per l’Italia si sono affermati altri principi discriminatori come, ad esempio, le crisi politiche e la mancanza di riforme, in realtà, gli italiani hanno più risparmio e patrimonio dei francesi e dei tedeschi; la Banca d’Italia ha più riserve della banca di Francia, la bilancia commerciale italiana è attiva, quella francese è passiva.

Il debito estero italiano è pari al credito estero, il patrimonio pubblico italiano è il primo del mondo, considerando soprattutto i beni artistici mobili che si possono vendere alle aste; purtroppo, informazione, soprattutto televisiva, economisti di corte e politici venduti hanno sostenuto tesi diverse, forse per favorire, a breve, il rialzo dello spread a favore di speculatori esteri e, a termine, la spoliazione, con l’aiuto dell’immigrazione, dei beni artistici italiani. Recentemente, un quadro di Leonardo è stato venduto, all’asta, per 400 milioni di dollari (Per le notizie, fonte: Sergio Cesaratto - startmag.it).

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it;  viruslibertario@gmail.com.

    

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 6/5/2019)

ITALIA

Le assegnazioni mensili dei BTP, ad alto rendimento e di nuova emissione, è fatta alle aste mensili, tramite banche italiane ed estere, se li fanno assegnare clienti e stati importanti e gli italiani ne vengono esclusi, a loro vanno i Bot, che non rendono niente, e i BTP al mercato secondario, dopo che le banche ne hanno guadagnato in plusvalenze con il calo degli interessi. Con l’aumento degli spread, la domanda di BTP è sempre superiore all’offerta, gli assegnatari sono favoriti, rispetto alla massa dei richiedenti, da Banca d’Italia, Tesoro, banche e autorità monetarie in genere.

Grazie alla propaganda finanziaria e giornalistica, in testa società di rating, Ocse, commissione europea, Banca Mondiale e FMI, lo spread italiano e gli interessi sui BTP sono spesso saliti e perciò la Francia è riuscita a farsi assegnare, complessivamente e in più anni, 380 miliardi di euro in BTP; mentre i suoi deficit di bilancio statale e commerciale sono finanziati, a un interesse più basso, dalla Germania, che ha deciso di ingraziarsi il paese.

Questa, in collaborazione con i mercati, ha affermato spesso, con toni allarmistici,  che il default dell’Italia potrebbe minare l’UE, perciò aiuta la Francia, mentre la Francia aiuta la Spagna, anche se, Francia e Spagna non hanno posizioni finanziarie più solide dell’Italia. Ha affermato Junker, prossimo alla scadenza del suo mandato che, a violare i trattati europei. sono stati Germania, Francia e Italia, e che la Germania ha un’ossessione per l’Italia. La volpe, quando non riesce ad arrivare all’uva, afferma che è acerba.

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A fine 2018, i titoli pubblici dell’eurozona acquistati dalla BCE, con il programma QE, con lo scopo di favorire i prestiti alle imprese UE, sono stati pari a 393 miliardi di euro, tra cui 320 miliardi di BTP italiani; la somma, invece di entrare nell’economia reale, è stata, per lo più, depositata dalle banche presso la BCE e va a costituire, con i saldi commerciali e le esportazioni di capitali,  il saldo del Target2 a credito dell’Italia.

L’oro di riserva, depositato presso la Banca d’Italia, ammonta a 89 miliardi di euro, in parte depositato, in garanzia, presso la Federal Reserve americano, presso la banca centrale di Londra e presso la BCE di Francoforte; a esso si aggiungono altre valute di riserva per 37 miliardi di euro. Come ha fatto la Gran Bretagna, questa disponibilità monetaria, pari a 126 miliardi di euro, poteva essere usata per ridurre il debito pubblico o il deficit di bilancio; ma l’Italia, retta da governi servili verso lo straniero, si è sempre mossa come una colonia priva di sovranità e indipendenza.

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Le costituzioni, norme fondamentali dello stato, contengono dei buoni principi e l’intelaiatura dell’organizzazione dello stato, ma sono spesso disattese nella realtà o incoerenti; l’articolo uno della costituzione italiana afferma che l’Italia è una repubblica democratica non fondata sul malaffare, ma sul lavoro, cioè che appartiene ai lavoratori. Per il diritto commerciale, le società commercial sono fondate su un capitale messo dai soci, che conferisce loro il diritto al voto nell’assemblea societaria.

Il corollario è che nella repubblica, chi non lavora, come i disoccupati, anche se involontari, e i cittadini che vivono come parassiti, non dovrebbero votare; naturalmente i costituzionalisti, andando oltre l’analisi letterale, darebbero un’interpretazione diversa. La mia analisi è un paradosso e una provocazione però, se il diritto fosse logico e consequenziale, oltre che equo, non si dovrebbe arrivare a queste contraddizioni. 

EUROPA

Dal punto di vista finanziario, la situazione della Spagna, coltivata da Macron, non è ideale, nel 2008 il suo debito pubblico era pari al 39,8% del PIl, poi, con la crisi immobiliare, per salvare le sue banche, esplose; ora è pari al 96,23% del Pil, sforando con ciò il limite del 60% fissato a Maastricht; il paese non ha fatto grandi progressi nella riduzione del suo debito pubblico e, diversamente dall’Italia, ha un cospicuo deficit commerciale  e un alto debito privato.

Nel 2009 il suo debito privato, soprattutto verso le banche, era pari al 219,5% del Pil, cioè molto maggiore di quello italiano. Nel 2001 la sua posizione finanziaria netta con l’estero era passiva per 225 miliardi di euro, nel 2018 era passiva per 525 miliardi di euro, cioè circa la metà del suo Pil; l’Italia ha percentuali più basse. La commissione europea, agli ordini della Germania, è pero più comprensiva verso la Spagna e la Francia, che verso l’Italia; in ogni modo, con l’Unione Europea, la Spagna è cresciuta economicamente, invece l’Italia no. (Fonte: Guido Salerno Aletta – startmag.it).

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Contro i profeti di sventure, pare che l’Italia stia uscendo dalla recessione, mentre la Germania vi stia entrando; questo paese, che esporta per un valore pari al 40% del suo Pil mentre l’Italia per il 25%, per favorire le sue esportazioni con i bassi salari, ha sacrificato la domanda interna e perciò ora ha una crisi di sovrapproduzione, nel senso che le sue esportazioni diminuiscono, come risultato si avrà una riduzione del suo Pil, che significa recessione.

Come ha ricordato Junker, l’attivo commerciale tedesco ha violato il limite del 6% previsto dai trattati e nell’eurozona alimenta squilibri economici, occupazionali e i debiti esteri dei paesi; la Germania usa i suoi crediti per acquisire aziende di altri paesi e, in un disegno imperiale, per comprare governi, politici, istituzioni europee e informazione.   

La Germania ha un’economia meno equilibrata dell’Italia, la quale conta su industria, agricoltura e turismo, inoltre la sua produzione industriale è concentrata soprattutto nella produzione automobilista in crisi. La produzione automobilistica tedesca è stata colpita dal calo della domanda mondiale, dall’avversione verso le auto diesel inquinanti e dalla fase di attesa del mercato di fronte alle auto elettriche più care.

Mentre Lega e M5S litigano, con il giubilo dell’opposizione, che però non se ne avvantaggia sul piano elettorale; i due partiti al governo, secondo i sondaggi, sono approdati a posizioni di forze relative invertite; comunque, il trasformismo politico in Italia è sempre dominante, dirigenti sindacali, PD e confindustria ora sono tutti a favore dell’Unione Europea, non era così in passato, quando la confindustria era in posizione dialettica verso sindacati e partiti di sinistra, mentre il PCI era contrario a Nato e Unione Europea.

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In Europa è ancora forte l’antisemitismo, alimentato da vecchi pregiudizi cristiani e dall’immigrazione islamica, tuttavia, contro il parere sbagliato dei più, oggi razziamo, antisemitismo e discriminazione ed emarginazione sociale non sono sinonimi; infatti, gli antisemiti ce l’hanno con gli ebrei che sembrano della stessa razza degli europei, ma di diversa cultura e spesso di classe superiore. I razzisti sono contro quelli che sembrano somaticamente di razza diversa, la discriminazione sociale ed economica è stata diretta verso i ceti bassi di tutto il mondo e, nei secoli passati, fu estesa agli ebrei, ma questi oggi non la soffrono più.

I progressisti, negano le razze e sono spesso antisemiti per odio di classe, assistiti da uomini di scienza, (ma anche la scienza può essere dogmatica), affermano che gli uomini appartengono a un’unica razza, tuttavia, si notano differenze tra bianchi, pigmei, boscimani, ottentotti e bantù; riconoscere i criteri di differenziazione razziale e farne delle classificazioni e delle categorie, non è razzismo se queste differenze non danno origine a discriminazioni e persecuzioni.

Contro la vecchia cultura ebraica, spagnola e tedesca, contrarie ai matrimoni misti, le razze sono nate con l’isolamento e si sono mischiate con l’ibridazione, dando luogo a differenze razziali locali; è stato evidenziato anche con alcune razze di pesci e di uccelli, anche le varie specie di cani si sono incrociate. Recentemente è stato riscontrato che l’uomo moderno, proveniente dall’Africa, ha anche dei geni dell’uomo europeo di neanderthal e dell’uomo asiatico di denisova, che erano specie diverse di uomo e non razze umane diverse.

E’ probabile che questi incroci abbiano anche rafforzato l’uomo moderno, uscito dall’Africa 100.000 anni fa e arrivato in Europa, perciò la difesa della razza pura fatta in passato da ebrei, spagnoli e tedeschi e da tanti altri paesi potrebbe essere sbagliata; l’uomo moderno proveniente dall’Africa, incrociandosi con l’uomo europeo di neanderthal, probabilmente, in era glaciale e postglaciale, è stato più capace di resistere al freddo.

Gli ebrei affermano che la loro vecchia contrarietà al matrimonio misto non era razzismo ma difesa della cultura nazionale dalle contaminazioni straniere, può essere vero anche per cristiani e musulmani; ad ogni modo, per amare nella stessa intensità cani e gatti, non è necessario affermare, come fanno i progressisti, che essi sono della stessa razza o di un’unica razza.

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La Francia confida su Mattarella, è ai primi posti mondiali per la spesa militare e, avendo vinto a tavolino la seconda guerra mondiale, per privilegio riconosciuto ai vincitori, siede nel consiglio di sicurezza Onu e ha la bomba atomica, che dovrebbe essere messa al bando per tutti. La maggiore spesa militare della Francia rispetto all’Italia, curiosamente, corrisponde alla maggiore spesa italiana per interessi sul debito pubblico. 

USA

Recentemente Trump ha inserito i fratelli musulmani, che in precedenza aveva sostenuto, tra le organizzazioni terroristiche, al momento; il gesuita papa Francesco, favorevole alla fratellanza islamica, all’immigrazione islamica e contrario ai sovranisti, non è intenzionato a seguirne l’esempio; ma anche in questo, com’è sempre capitato ai papi, è contrastato da altre alte personalità della chiesa e della curia romana, la televisione italiana è papista e perciò non dà rilievo alla cosa.

Pare che Trump, al riguardo, abbia allertato il governo italiano e perciò Salvini è segue la faccenda con attenzione all’erta; fra l’altro, il governo di Al Serraj, a Tripoli, sostenuto dall’ONU, pare che sia anche appoggiato da milizie dell’ISIS. Imperi e stati in espansione hanno sempre alimentato il terrorismo estero, i fratelli musulmani sono collegati, nelle varie denominazioni, a stato islamico, califfato, Isis, Daesh, Hamas di Gaza, Al Qaeda e all’UCOII italiana, ufficialmente moderata  per la sinistra.  Anche Iran e Qatar appoggiano il terrorismo, ma da posizioni diverse, contrastati dagli Usa e appoggiati dalla Russia. 

Lo studente universitario Regeni fu mandato in Egitto da un’insegnante londinese, seguace della fratellanza musulmana; il presidente egiziano Al Sisi, che aveva messo l’organizzazione fuori legge, afferma che era stato inviato in Egitto come spia, ma potrebbe sbagliare. Grillini e sinistra italiana, ignorando questi fatti, più interessati a fare giustizia a Regeni che a sostenere l’Egitto, chiedono la condanna degli agenti egiziani, assassini di Regeni nel corso di un interrogatorio. Al Sisi, per proteggere la polizia, non si adegua, è successo varie volte anche in Italia; vale la pena di ricordare che però, recentemente, anche i carabinieri italiani hanno ucciso il giovane italiano Cucchi, a suon di botte, e perciò sono stati scaricati dai loro comandanti e processati.

Nunzio Miccoli   www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

  

 ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 29/4/2019)

ITALIA

Il comico Totò faceva ironia sulle frontiere, perché affermava che, ai due lati della frontiera, gli alberi erano gli stessi; a causa di guerre, persecuzioni, carestie e pulizia etnica, i popoli sono stati sempre costretti a spostarsi, poi gli stati sono nati per iniziativa di principi che hanno imposto, con la forza delle armi, la loro protezione a popoli diversi che poi hanno omologato, creando lo stato nazione.

Le stimmate degli stati sono diverse, tra stati in espansione e stati consolidati, per i primi è normale la pirateria, il terrorismo, la guerra e la violazione dei trattati e dei diritti; per i secondi, è consueto esaltare propagandisticamente la democrazia e la sovranità popolare, d’altra parte, è abominevole dire ai bambini che babbo natale non esiste.  Gli stati in espansione sono spregiudicati e alieni alla pace, ad esempio, è accaduto con il macedone Alessandro, con il franco Carlo Magno e con il mongolo Gengis Khan, che erano sempre in guerra.

La rivoluzione cristiana ha invitato a porgere l’altra guancia e così cadde l’impero romano, con la guerra fredda, il PCI propose per l’Italia il disarmo unilaterale di esercito e polizia, oggi il suo erede PD si preoccupa della sorte dei rapinatori, che non accettano i rischi del loro mestiere, quando il rapinato reagisce con forza alle loro rapine; inoltre è contro la leva militare obbligatoria dei periodi rivoluzionari.

Le divisioni tra stati nazione, da un punto di vista etnico, sono nate per iniziativa statale, perché ogni stato voleva essere sovrano del suo orto, imponendo perciò, anche subdolamente, lingua, diritto, religione, scuola, circolazione a destra o a sinistra, pesi e misure, moneta, abbigliamento e divise, urbanistica, architettura e vitto. Perciò, a parte il colore della pelle, sono nati popoli apparentemente diversi.

L’Unione Europea, per omologare gli europei, ha imposto una moneta e il programma Erasmus per studenti, ma ha rinunciato a una scuola comune e all’armonizzazione fiscale che dovevano essere propedeutici alla libera circolazione di lavoratori e capitali, non ha lavorato per una difesa comune europea; in materia fiscale ha agito cosi per favorire la rendita fiscale di alcuni paesi dell’UE, minando il concetto di liberismo e danneggiando l’Italia.

L’emigrazione, per non provocare reazioni inconsulte, dovrebbe essere regolata con i paesi di provenienza, selezionando le persone nel rispetto delle legalità e in base alle professioni richieste, ad esempio, in Italia mancano medici e fornai. A parte l’interesse speculativo e criminale verso l’immigrazione, le prese di posizione ideologiche sono sbagliate; ci sono anche forze che patrocinano l’immigrazione illimitata, soprattutto islamica e oggi nel mondo la religione più perseguitata è il cristianesimo, ma i papi, per lo più, non se ne sono accorti.

I papi non hanno sempre parlato con una voce sola, Giovanni Paolo II, contro l’emigrazione forzata, ha detto che gli uomini hanno il diritto di vivere nella propria terra, Benedetto XVI ha detto che anche il diritto a non essere costretto a emigrare o fuggire deve essere salvaguardato; invece papa Francesco ha affermato il diritto illimitato a emigrare, senza riguardo per le frontiere e ignorando i conflitti che ne possono scaturire. Con la crisi libica, in Italia, potrebbero arrivare tanti emigranti forzati, sarà una vera boccata d’ossigeno per tanti criminali italiani.

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Nonostante la promessa di ridurre imposte a imprese e lavoratori, che porta consensi elettorali, ma poi la promessa è accantonata dai governi, dai dati del bilancio di previsione italiano del 2019, pare che la pressione fiscale sul Pil, comprendente imposte e contributi, non sia destinata a scendere; anche se ci saranno leggere variazioni da un anno all’altro. Il discorso, nonostante i richiami dell’UE, vale anche per il debito pubblico che, se non  aumenta il Pil, non diminuirà a breve, dipende soprattutto dalle spese per la sanità, dagli interessi passivi sul debito pubblico, dalle spese per la difesa e dalle spese per le pensioni.

Pare che i paesi che hanno percentualmente la maggiore pressione  fiscale hanno anche  maggiori spese, altrimenti diminuirebbe il loro debito, cioè, per ridurre le spese, bisogna ridurre le entrate e viceversa. Ad ogni modo in Italia, diversamente dalla Germania, e fortunatamente, le esportazioni crescono, il che, apparentemente, avrà a breve un leggero effetto positivo sull’incremento del Pil italiano e non su quello tedesco.

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A causa dei vincoli europei, Il declino dell’economia italiana dura da trent’anni, non è dipeso da cure sbagliate, ma da una strategia interna all’UE da parte di chi la vuole egemonizzare, immobilizzando l’Italia; a causa dello spread, le banche francesi detengono nei loro bilanci 385 miliardi di euro di titoli di stato italiani, ad alto interesse a causa dello spread, alimentato ad arte dai mercati, mentre il debito francese è finanziato dalle eccedenze tedesche.

La crisi attuale deriva dalle regole di Maastricht del 1992 e dall’avvento dell’euro del 2002, infatti, nel 1990 il Pil pro capite italiano era il 97% di quello francese, oggi è il 76%; in questi trent’anni l’Italia è stato l’unico paese dell’UE che, per miopia e fede dell’Europa, si è impegnato veramente nella politica di austerità e nelle riforme strutturali europee. A causa della moderazione salariale e all’impossibilità di svalutare il cambio, l’Italia ha sacrificato domanda interna, produzione e occupazione.

In quegli anni, i governi italiani, per ridurre il debito, hanno conseguito continui avanzi primari, mentre i governi francesi hanno realizzato disavanzi primari, a causa dello spread, gli interessi più elevati hanno spinto in alto il debito pubblico, invece di ridurlo; con un Pil stazionario, le misure imposte dall’Unione hanno rallentato la crescita economica italiana. La Francia, con la politica del deficit, ha stimolato l’economia per 461 miliardi di euro, mentre l’Italia ha tagliato la domanda per 227 miliardi di euro, perciò ora in Italia la spesa per il welfare è pari al 70% della Francia.

Prima di Maastricht, l’inflazione italiana era addebitata alle rivendicazioni dei sindacati, ai sindacati si addebitava la bassa produttività del lavoro, alti salari e bassi profitti, perciò, con le riforme strutturali, si puntò alla graduale deregolamentazione del mercato del lavoro. Per conseguenza, oggi l’Italia non ha un salario minimo garantito, come altri paesi europei, e non ha un generoso sistema di sussidi alla disoccupazione, al di fuori dei dipendenti regolari estromessi dal lavoro.

In Italia i lavoratori a tempo determinato sono percentualmente molto maggiori che in Francia e i salari crescono meno che nel resto dell’UE; la moderazione salariale ha ridotto l’inflazione da domanda, ma ha fatto aumentare la quota di profitto sul Pil, quindi, con il sacrificio della domanda, si è fermata la crescita. Nel 2015 l’utilizzo degli impianti industriali si è fermato al 63%, il che non aiuta i nuovi investimenti; senza la domanda, non servono nemmeno superammortamenti; comunque, l’Italia soffre anche della concorrenza di paesi a basso costo di mano d’opera. Oggi in Francia e Germania i lavoratori industriali guadagnano 35 euro l’ora e in Italia 23, in Italia la produttività, che dipende dagli investimenti, è più bassa.

ISLAM

In Libia il generale Haftar è sostenuto dalla Francia per il petrolio, dalla Russia che vuole basi militari in Libia, dall’Egitto che desidera fermare i fratelli musulmani e riceve petrolio dalla Libia e rimesse dai lavoratori egiziani emigrati in Libia; Haftar è sostenuto dall’Arabia che vuole l’egemonia sui paesi arabi e, con la guerra, punta al rialzo del prezzo del petrolio che già sta aumentando.

Invece Trump, concentrato nella difesa degli interessi americani, soprattutto in America Latina, ha puntato a fare ingenti accordi militari con l’Arabia e perciò ha scaricato Al Serraj; d’accordo con Israele, l’ha fatto anche per sostenere l’Arabia contro l’Iran, contro il quale ha imposto sanzioni commerciali anche agli alleati e all’Italia. Non bisogna dimenticare che sanzioni, dazi e multe sono imposte per lo stato che li riscuote.

Dall’inizio del 2019 i futures sul petrolio sono rincarati del 35% e in Italia è rincarata la benzina alla pompa, il che farà rialzare l’inflazione tanto invocata dagli economisti di corte; oggi a causa della guerra, la produzione di petrolio libico è un terzo di quella del periodo di Gheddafi, però il petrolio non manca come nel 1967, quando ci fu la guerra di Suez tra paesi arabi e Israele.  L’Eni, a causa delle discutibili sanzioni americane, ha sostituito fornitori di energia come Russia, Iran e Libia, con paesi arabi del golfo persico.

Con il suo petrolio, l’Arabia deve pagare le forniture militari Usa, del quale è il primo acquirente, con il 60% delle forniture militari e il 40% di armi prodotte in Arabia, su licenza americana. Dopo il dollaro, le armi sono sempre un grande affare per l’economia americana, le armi anche per altri paesi, mentre petrolio e gas lo sono per i paesi islamici, il che, naturalmente, non può aiutare la pace.

GIAPPONE

L’economia giapponese, collegata a quella mondiale, è naturalmente ciclica, nel 1987, dopo anni d’espansione ed esportazioni, ci fu il crollo; nel 1995 finì il periodo di deflazione e depressione e perciò il Pil e i prezzi ripresero a crescere. Dal 2017 i prezzi sono aumentati del 2%, però nel 2018 sono iniziate le vendite massicce, da parte di investitori esteri, di azioni giapponesi poco redditizie, diverse erano state anche in perdita.

La popolazione invecchia e diminuisce quella in età lavorativa, comunque, nel 2019 la partecipazione al lavoro dei giapponesi, grazie al contributo di donne e anziani, è stata del 63,23%; il tasso di disoccupazione è molto basso e i lavoratori stranieri sono il 2% della forza di lavorio. La bilancia valutaria è in attivo e i turisti stranieri sono 20 milioni.

A causa della piena occupazione e per risparmiare costo del lavoro, il Giappone ha delocalizzato industrie in altri paesi asiatici, ai quali ha anche affidato delle subforniture; ora gli investimenti produttivi interni, viste le perdite di tante imprese, si contraggono e sono selezionati guardando più alla redditività che al fatturato; perciò i profitti stanno tornando di nuovo, comunque, la valutazione estera del mercato azionario giapponese è diminuita.

Le esportazioni giapponesi, sul totale mondiale, si sono stabilizzate e sono costanti e le imprese giapponesi si stanno riorientando verso il mercato interno, piuttosto che verso l’esportazione, come avveniva negli anni passati. In tutti i modi, il Giappone finanzia molto la ricerca e rimane un paese avanzato. (Fonte: Alex Lee - startmag).

EUROPA

La vigilanza bancaria europea afferma che piccole banche popolari italiane sono a rischio d’insolvenza, ignorando le condizioni delle banche tedesche Deutsche Bank e Commerzbank; perciò l’UE ha costretto le banche italiane a subire il bail-in e a cedere i prestiti in sofferenza, a prezzi stracciati, a fondi speculativi, imponendo, con la scusa che si trattava di aiuti pubblici, anche l’utilizzo del fondo interbancario privato di garanzia.

Parte del capitale delle due grandi banche tedesche è in mano al ministero delle finanze tedesco, queste banche non hanno solo derivati di dubbio realizzo, ma anche crediti incagliati verso le imprese. In Germania le piccole banche locali sono al di fuori delle regole di tedesche ed europee e l’’UE non ha niente da eccepire, perciò Deutsche Bank è costretta ad adeguarsi alle loro condizioni.

Deutsche Bank e Commerzbank si sono impegnate in impieghi finanziari a rischio e hanno costi più alti delle grandi banche italiane, i loro lavoratori siedono nel consiglio di sorveglianza che si è opposto al taglio di 30.000 lavoratori, mentre in Italia, con accordi sindacali, i dipendenti sono stati tagliati di un quarto. Prima dell’introduzione del bail-in, le banche tedesche sono state spesso tenute in piedi perché ricapitalizzate dallo stato, con miliardi di euro. (Fonte: Nicola Porro – ilgiornale.it).

USA

Negli anni settanta gli investimenti Usa erano in calo e il settore produttivo rivolse i suoi investimenti in quello finanziario; con la stagnazione dei redditi da lavoro, gli Usa decisero di favorire il credito al consumo, perciò esplosero la finanza e le attività speculative. Nel 1980 le attività finanziarie Usa erano pari al PIL, mentre nel 2007, data della crisi immobiliare, arrivarono al 356%. Nel 2005 in Usa, a causa dei bassi interessi, si era sviluppato il mercato immobiliare, e perciò nel 2008 esplosero i mutui subprime.

Nel 2007 la quota dei profitti finanziari sul totale dei profitti era del 40% in Usa, la crescita economica era favorita dalla finanza, ma era destinata a far esplodere le crisi; la conseguente crisi bancaria del 2007 fu poi pagata dai governi, più in Europa che negli Usa, si fece con la socializzazione delle perdite.  Allora come adesso, con il mercato borsistico, le quotazioni di borsa erano svincolate dal reddito delle imprese.

La politica del tasso zero d’interesse delle banche centrali a favore delle altre banche, fece salire velocemente i debiti rispetto al Pil, dal 2008 triplicarono le obbligazioni pubbliche e private; le imprese riacquistavano le proprie azioni per sostenerne il prezzo e per speculare, le famiglie s'indebitavano per la casa e per la laurea. Le delocalizzazioni all’estero ridussero la produzione interna, risultato della globalizzazione furono dazi d’importazione e disoccupazione.

Nell’UE, il trattato di Maastricht ha prodotto deflazione salariale e riduzione dei diritti sociali e del lavoro. Nel 2000 il 72% delle monete in  possesso delle banche centrali erano dollari, poi veniva l’euro, oggi avanza anche lo yuan cinese, che si rivaluta gradualmente; è entrato nel paniere dei DSP del FMI e si ha aperto a Shanghai il mercato dei future sul petrolio in yuan.

Pechino è collegata Mosca, paesi Brics, Venezuela, Iran, questi paesi lavorano tramite una camera di compensazione, anche Swift, cioè con telecomunicazioni, la quale però è egemonizzata dal dollaro. Gli Usa hanno debiti fuori controllo per derivati, emissioni di dollari, debito pubblico, deficit di bilancio, deficit commerciale e debiti d’imprese e famiglie. I dollari in circolazione sono certificati di debito, quando non saranno più accettati, non saranno nemmeno rimborsati.

Ufficialmente e propagandisticamente, il rapporto debito/PIL è del 107%, sicuramente sottostimato, il deficit di bilancio è del 4%, nel 2018 il disavanzo commerciale è stato di 621 miliardi di dollari, con una posizione finanziaria passiva netta con l’estero di 9.627 miliardi di dollari. Poiché le imprese avevano delocalizzato, il governo americano, per riequilibrare i conti con l’estero e attirare capitali ha aumentato gli interessi e ridotto le tasse alle imprese.

Per ridurre le importazioni, ha puntato sui dazi, ha aumentato la liquidità con il QE e ha concesso agevolazioni creditizie. Anche con queste alchimie, ora il debito delle imprese ammonta a 9,1 trilioni di dollari, quello delle famiglie a 13,5 e gli acquisti di T-bond da parte di stranieri sono diminuiti. Questi dati non sembrano in sintonia con l’esposizione totale verso l’estero, di cui sopra.

Per fare altri miracoli, si sono trasferiti capitali dal mercato azionario a quello obbligazionario, si è ricorsi alle variazioni di tasso e alle strette  monetarie e si è iniziata, a colpi di dazi, una guerra commerciale con Cina e UE. La Cina non acquista più debito Usa, l’Arabia vende petrolio agli Usa in  cambio di armi e ad altri paesi in cambio di dollari, il Giappone investe in Usa per riceverne protezione; le guerre hanno fatto aumentare il prezzo del petrolio, a vantaggio dei produttori e degli Usa che riciclano petrodollari.

E’ un fatto che le guerre sono una boccata d’ossigeno per l’economia americana, che fa affari con le armi e la guerra. Ora anche gli Usa producono petrolio, l’Arabia vende petrolio anche alla Cina, in yuan agganciati all’oro, vende petrolio anche a Giappone, India, EU. Oltre la guerra e la vendita di armi, gli Usa operano nel mercato finanziario anche con i Credit Default Swap, o assicurazioni sui crediti, con il risultato di influenzare il rating sul debito pubblico italiano, il che favorisce il suo declassamento provocando il rialto dello spread e degli interessi sul debito pubblico.

In questa logica finanziaria, anche la Nato si è trasformata in strumento di polizia internazionale che, indirettamente, con le guerre, alimenta le speculazioni finanziarie, favorisce l’esportazione n Usa di capitali che vogliono mettersi al riparo della guerra e arresta il processo di dedollarizzazione. Da ricordare che il bombardamento della Libia del 2011 pose fine al progetto di dinaro d’oro di Gheddafi, che doveva fare concorrenza al dollaro; a queste ritorsioni e strategie, si aggiungono sanzioni, dazi e multe che fanno male anche all’Italia. (Per le notizie: Vladimiro Giacché - Giacomo Gabellini – Guido Salerno Aletta – sinistrainrete.info).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;    viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 22/4/2019)

ITALIA

La situazione libica è poco chiara, succede quando interessi esteri e lotte intestine di potere favoriscono la divisione interna di paesi. Emerge che Haftar, leader a Tobruk, sostenuto da Russia, Egitto, Arabia, Emirati e Francia, è stato un esule in Usa, esattamente come i terroristi italiani ospitati in Francia; ci sono sempre paesi che, per farsi le scarpe o intrattenere rapporti profittevoli in futuro, tengono buone relazioni con gli oppositori di governi stranieri.

A Tripoli l’avversario di Haftar, Al Serraj, è sostenuto da Onu, Turchia, Usa, Qatar e Italia, in pratica dall’Eni, Al Serraj, come gli Usa e il papa, sostiene i fratelli musulmani, ai quali sono contrari Egitto e Qatar, è anche appoggiato da milizie di Al Qaeda e Isis. Gli Usa, non volendosi impegnare nella guerra civile, hanno ritirato i loro uomini dalla Libia, anche l’Eni ha richiamato dei suoi dipendenti; comunque Trump, criticato spesso dalla nostra televisione, dimostra sempre la sua stima all’Italia, anche se sembra che i servizi segreti italiani abbiano cooperato contro Trump nella vicenda Russiagate.

L’Egitto sostiene Haftar per il petrolio e perché tanti egiziani lavorano in  Libia da dove fanno rimesse in denaro in Egitto; nelle ultime ore anche Trump, accusato nell’inchiesta  Russiagate di collusione con la Russia, in corso di archiviazione,  pare si sia riaccostato ad Haftar, gettando nello scompiglio la cabina di regia Usa-Italia per la Libia e soprattutto il governo di Tripoli, che accusa gli Usa di tradimento. E’ probabile che l’Italia, per fare un favore all’Eni e per dimostrarsi cooerente, abbia sbagliato nella scelta dei suoi compagni di viaggio.

La Francia continuando la sua politica neocolonialista, non ha riguardi per l’Italia, però smentisce il suo ruolo ambiguo in Libia, rilevato dalle intercettazioni telefoniche dei servizi segreti italiani; ad ricordare che in Ruanda, la Francia, per interesse, sostenne gli hutu contro i tutsi sostenuti dagli Usa. Il pericolo di un’immigrazione incontrollata dalla Libia alimenta la polemica del moccioso Di Maio contro Salvini, inviso a PD, Francia, Germania e informazione. Sembra che Di Maio si stia avvicinando al PD; informazione, UE, PD e Berlusconi lavorano per far cadere il governo italiano, senza valutare bene le alternative.

Mentre la Germania lavora nell’ombra come la faina, la Francia di Macron, come i suoi  predecessori, continua a muoversi contro gli interessi dell’Italia, ha accolto, a braccia aperte, i suoi terroristi, che Macron ha promesso di restituire; Macron ha anche  difeso l’emigrazione libica solo in Italia; tuttavia le ambizioni imperiali della Francia non le hanno risparmiato la brutta figura della rivolta della sua piazza, il che significa che i francesi non lo stimano troppo, ma l’informazione italiana e francese, per lo più, non lo possono dire. Del resto, Tria è fiduciario di Mattarella e questo è fiduciario della Francia e del’Unione Europea, che si accanisce contro lì’Italia.

L’incendio, probabilmente fortuito, alla chiesa di Notre Dame, che è un simbolo nazionale, potrebbe anche essere un’estensione degli incendi ai cassonetti; da ricordare che,  senza troppo clamore mediatico, pare che in questi anni in Francia siano state incendiate oltre 200 chiese; per non essere accusati di populismo e razzismo, i responsabili non si possono nominare.

In queste vicende gioca un ruolo anche la crisi economica, qualcuno incolpa Salvini che, dopo aver archiviato la devoluzione dell’Italia settentrionale, vorrebbe salvare l’Italia dagli immigrati e da quest’Unione Europea; la crisi economica postbellica del 2019, in Italia portò all’occupazione delle fabbriche e perciò, per paura della rivoluzione, Savoia, militari, chiesa, industriali e agrari (la chiesa era principale agrario) consegnarono il potere a Mussolini.

Dopo la crisi economica del 1929, sofferta dalla Germania più dell’Italia, Hitler, imitando Mussolini e con il sostegno delle stesse categorie economiche che avevano appoggiato Mussolini, prese il potere in Germania. Non è la personalità di singoli uomini che porta alla dittatura, è la situazione economica che alimenta le rivolte sociali, anche teledirette e, per reazione, nazionalismo, sovranismo ed autoritarismo, poi se ne incolpa un catalizzatore umano o capro espiatorio, dietro il quale però, potentati anonimi tirano le fila.

Se questi avessero conosciuto l’evoluzione dei comunisti, spinti dalla paura, non avrebbero consegnato il potere a Mussolini e Hitler, infatti, i comunisti, per arrivismo di potere, sono diventati sovietisti, atlantisti, europeisti, islamisti, liberali e amici dei mercati; anche Berlusconi, archiviando il popolo, è amico dei potenti, è stato attaccato da PD e UE, ha guardato con simpatria a Renzi e ora si dice europeista e a favore dell’immigrazione e di tutti i papi, che non ha mai tradito.

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L’UE, accedendo all’informazione italiana che fa sempre l’elenco dei disastri italiani, continua a multare l’Italia, che fino ad oggi ha pagato oltre 500 milioni di euro per aria inquinata, assenza di depuratori e mancata asportazione di rifiuti. Si sa che, per consuete incapacità politiche e amministrative e per speculazioni private, i ritardi italiani sono tanti, basta vedere Roma; tuttavia, anche se l’informazione non ne parla, è impossibile che certe lacune non esistano anche nell’Europa orientale ed è anche probabile che questi paesi dell’Unione non vengano multati; inoltre, Germania e Francia, utilizzando il carbone, devono inquinare parecchio.

Queste statistiche della televisione, che ci mettono sempre all’ultimo posto in Europa, probabilmente sono false, anche se di altra fonte, e servono solo a gettare giù il morale degli italiani, per renderli rassegnati e farli schiavi di paesi stranieri come la Francia e la Germania. Non è mia intenzione difendere Mussolini, ma questo, consapevole di questi fatti, volendo tutelare l’immagine dell’Italia, vietò all’informazione di raccontare fatti che evidenziassero la mancanza dello stato.

Non rispettava la libertà sfrenata, polemica, amante dei pettegolezzi, della propaganda e l’irresponsabilità della stampa, però allora l’Italia era stimata e considerata di più in patria e all’estero; in Francia e Germania, quando lo stato è assente, l’informazione è reticente, mi chiedo cosa faccia il nuovo presidente della RAI, che doveva aprire un’era nuova nell’informazione televisiva; l’informazione dovrebbe fare un servizio pubblico a chi la legge o l’ascolta e non a chi la paga; oltretutto, il canone RAI è obbligatorio.

Anche gli Usa hanno multato Unicredit per operazioni con l’Iran in violazione delle sanzioni, a sua volta l’UE ha multato Google per abuso di posizione dominante; è da evidenziare che dazi, sanzioni e multe milionarie non sono solo pene, ma anche entrate fiscali per gli stati che li riscuotono, osservo che, viste le cifre in ballo, i lavoratori dipendenti preferirebbero il licenziamento a una multa salata comminata per le loro violazioni.

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Le statistiche sugli interessi del debito pubblico italiano paiono ignorare che i Bot non rendono e che gli interessi sono colpiti da imposte, perciò gli interessi annui, al netto, arriverebbero a circa 40 miliardi di euro e non a 68, come si afferma normalmente; fra l’altro, in questi anni, gli interessi sarebbero anche diminuiti e variano da un anno all’altro. La lamentela sul debito pubblico e sui relativi interessi, serve agli agenti dei mercati, come Tria, a ridurre spese e aumentare le imposte, lamentando i debiti, ai sudditi si possono chiedere più facilmente sacrifici.

L’Ue, con una politica economica depressiva e con l’austerità, con la scusa dell’equilibrio di bilancio e dei vincoli ai bilanci statali, indirettamente, mira allo stesso fine. Il bilancio dello stato è un mistero insondabile, stati ed enti locali predicano la correttezza e hanno spese fuori bilancio, a volte le spese militari, invise ai più, sono nascoste tra le altre spese; si tratta di falsi in bilancio. Riguardo alla tassazione, non bisogna dimenticare che lo stato è nato per riscuotere imposte in cambio della protezione, ancora, le somme stanziate in bilancio e spese in ritardo, sono depositate in banca, remunerate a tasso zero e impiegate a interesse, magari prestandole allo stesso stato.

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Qualificare, da parte dello stato, la Banca d’Italia come istituto di diritto pubblico è fuorviante, probabilmente la qualificazione è prevista dalla legge e dal suo statuto, perché una volta le banche partecipanti al suo capitale erano pubbliche; ora questa banca centrale è partecipata solo da grandi banche italiane privatizzate, assicurazioni e Inps. Allo stato, senza una partecipazione al capitale, come succede alle imprese private, è girato come imposte, gran parte dell’utile; i soci della banca d’Italia, per la loro partecipazione, sono remunerati al 6%, è un buon rendimento visto che le banche non pagano la raccolta di risparmio; l’Inps partecipa al capitale anche per concedere al sistema delle banche la benevolenza di PD e sindacati. Il PD domina tra i lavoratori dell’Inps e in Banca d’Italia la CGIL è il sindacato dominante.

La storia dell’Inps dei lavoratori dipendenti privati, è approssimativamente questa, essa nacque con aliquote contributive elevate rispetto ad altri paesi, a carico dei lavoratori e dei datori di lavoro; accantonava le somme riscosse in regime di capitalizzazione e impiegava la raccolta in titoli di stato, i quali, con la guerra, furono falcidiati dall’inflazione, perciò il sistema, giocoforza,  fu sostituito con quello a ripartizione: Quindi lo stato ammise nel suo sistema previdenziale Inps anche professionisti e agricoltori che, diversamente dai lavoratori, versavano molto meno di quello che ricevevano come pensione.

Poi visto che il bilancio dell’Inps era ancora in attivo, lo stato attinse ai suoi fondi per l’assistenza sociale, senza versamenti da parte sua; quindi l’UE, grazie a diverse riforme, pretese per tutti i paesi dell’Unione, con la scusa dell’allungamento della vita, l’allungamento graduale dell’età della pensione e la riduzione della stessa. Malgrado questo, dal punto di vista finanziario, la gestione era ancora in attivo e lo stato usava Inail e Inps come bancomat per i bisogni del bilancio dello stato, impossessandosi dei suoi avanzi annuali, ignorando che i fondi Inps erano a destinazione specifica; il sindacato non interveniva a difesa dei diritti dei lavoratori e i dirigenti sindacali facevano carriera.

Con un bilancio ancora attivo, si fece confluire la gestione delle pensioni dei lavoratori pubblici nella gestione Inps, per i quali lo stato non aveva fatto accantonamenti, con riserva di versare quanto abbisognava per coprire le spese; da allora c’è stato il can can e le lamentele dell’informazione sulla disastrosa situazione dei conti dell’Inps, addebitata ancora all’aumento della durata della vita e quindi delle pensioni.

A parte l’alta dirigenza, premiata con pensioni da nababbi, esorbitanti rispetti ai contributi da essa versati, per la sua fedeltà ai padroni occulti dello stato, oggi i comuni lavoratori, con il sistema retributivo o contributivo, che si sono succeduti, considerata inflazione, spese di gestione, imposte e contribuiti di solidarietà, a causa dell’uso che lo stato fa dei contributi Inps, ricevono una pensione inferiore ai contributi versati aumentati dell’interesse, in Svizzera sono trattati meglio. L’ha evidenziato un lavoratore italiano che ha voluto, per un colpo di sole,  trasferire in Italia i suoi contribuiti per la pensione versati in Svizzera.

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Da parte di un paese, l’attivo commerciale è utile per accumulare riserve, crediti, investimenti esteri e per comprare, in una logica espansionista, la politica e l’informazione estere; in generale, per favorire le esportazioni, bisogna ridurre la domanda interna, con bassi salari e imposte; questa politica, su impulso tedesco, è attuata dall’UE con l’austerità, che sacrifica i salari interni anche per fronteggiare le importazioni dai paesi emergenti.

Analogamente, la bilancia commerciale in deficit è generalmente la conseguenza dell’alta domanda interna, come accade in Usa e come sta avvenendo in Cina che sta azzerando il suo attivo commerciale. Per proteggere produzione interna e profitti, si sfruttano gli impianti industriali con la domanda interna o con quella estera; al momento però, tra gli alleati occidentali, gli Usa criticano l’enorme attivo commerciale tedesco che alimenta l’indebitamento di altri paesi. Anche il deficit del bilancio dello stato alimenta il suo indebitamento.

USA

Il giornalista australiano Julian Assange, ricercato in GB e Usa e rifugiato nell’ambasciata ecuadoregna di Londra, n’è stato espulso e arrestato dalla polizia inglese per essere consegnato a quella americana. Grazie all’autocensura dell’informazione, in generale, questa non ha ricordato le ragioni della cattura di un giornalista di fama mondiale, che fa notizia da 15 anni ed è stato anche premiato molte volte.

Il giornalismo mainstream serve solo a bollare persone scomode al sistema, Julian Assange, con la sua fondazione Wikileaks, ha scritto di crimini di guerra americani contro  civili iracheni bombardati; ha anche pubblicato email scottanti della Clinton, difesa dalla televisione italiana contro Trump, ha scritto anche della frode elettorale americana alle primarie democratiche, a danno di Bernie Sanders.

Assange ha denunciato che le guerre americane a difesa della “democrazia” sono utili ai produttori americani di armi, questi, fra l’altro, sono anche editori di giornali e finanziatori di partiti e giornalisti. Quest’apparato propagandistico è in grado d’innalzare in politica o di distruggere la carriera delle persone; in Unione Europea, perseguendo un programma imperiale della Germania, accade la stessa cosa.

I gruppi difensori dei diritti umani, che sostengono l’immigrazione di massa, non protestano con manifestazioni per l’arresto di Assange, la disinformazione dilaga e il vero giornalismo scompare sotto i colpi della censura, dell’autocensura o dell’intimidazione giudiziaria; si vuole impedire il cambiamento di un mondo unipolare in uno multipolare, imporre la globalizzazione e un Nuovo Ordine Mondiale e, da parte degli Usa, apparentemente, si vuole fermare Russia e Cina.

La libertà d’informazione non interessa più a nessuno, l’informazione deve essere solo la copertura d’interessi, tanti i giornalisti scrivono bugie o mezze notizie su commissione; il giornalista tedesco Udo Ulfkottes ha scritto articoli falsi per la CIA. Ulfkottes pubblicava articoli con il suo nome, ma scritti da agenti della CIA, in accordo con i servizi segreti tedeschi e occidentali in genere; in Usa accade anche con l’informazione farmaceutica, scritta dalle stesse case farmaceutiche. Ci sono giornalisti, favoriti nella carriera, che lavorano per la CIA e altri che lavorano per Wall Street, per grandi multinazionali o per la commissione europea.

Visto la situazione dell’UE, con la Francia e la Germania in pole position, per il momento all’Italia conviene essere ancora legata agli Usa, che, diversamente dai governi di Francia e Germania, hanno ancore del rispetto per l’Italia. Però l’Italia deve anche ampliare i rapporti economici e commerciali con la Cina, che la Germania voleva riservare a se stessa, pretendendo che l’Italia, per muoversi autonomamente, dovesse chiederle l’autorizzazione.

Purtroppo, la disinformazione giornalistica dei neocon, dei neoliberisti e dei finti intellettuali di sinistra, ha conquistato destra e sinistra, demonizza populisti e sovranisti (i qualunquisti dove sono finiti?), sostiene i mercati e alimenta le tensioni con Russia e Cina e la speculazione contro l’Italia. (Fonte: Federico Pieraccini.- sinistrainrete – l’Antidiplomatico).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

     

ECONOMIA E POLITICA NEWS (15/4/2019)

EUROPA

Il professore Wolfgang Streeck, sociologo ed economista, direttore del Max Planck Institute, ha affermato che l’UE è un impero neoliberale a direzione finanziaria che, con la globalizzazione, mira allo smantellamento delle barriere commerciali e della protezione sociale europea, imponendo agli stati una politica e capi di governo come Monti. All’inizio l’UE, con sei paesi fondatori, era un’organizzazione per la pianificazione economica in alcuni settori, poi divenne un mercato comune senza dazi, per la libera circolazione di merci, lavoro e capitale.

Con la fine del comunismo, i trattati europei e l’euro hanno puntato al controllo dei bilanci degli stati, mentre l’UE si è allargata a 28 stati eterogenei, diretti a livello centrale, dalla Germania e dalla Francia, per il tramite di commissione europea e BCE; perciò, i trattati dell’UE sembrano una costituzione rigida e irreversibile che non si può cambiare. L’UE rifiuta l’autonomia nazionale e punta alla spoliazione della politica democratica e sovrana delle nazioni; perciò sono nati dei conflitti interni tra i paesi europei, com’è sempre successo quando uno stato europeo voleva dominare gli altri.

Nell’UE i lavoratori devono competere con costi del lavoro più bassi, all’interno e all’estero, cioè sono messi gli uni contro gli altri, senza tutele giuridiche e sindacali, praticamente, i sindacati e la sinistra classica hanno smobilitato; con l’euro, gli stati sono stati privati della sovranità monetaria, dell’autonomia di bilancio e della possibilità di aggiustare il cambio, perciò sono finiti la solidarietà sociale e lo stato nazionale che ridistribuisce la ricchezza. Se ne sono avvantaggiate le multinazionali che godono anche di privilegi fiscali

L’Ue è un’istituzione antidemocratica sostenuta dalla sinistra, che, durante il suo governo,  ha occupato tutti i posti dirigenziali; l’UE importa mano d’opera a basso costo o prodotti fabbricati all’estero con mano d’opera sottopagata, deprimendo i salari interni e il livello di vita della popolazione: Nell’UE il centro impone la sua politica alla periferia, l’obbedienza degli stati è compensata con il trasferimento di fondi strutturali, mentre, chi non rispetta le regole, è punito, i paesi europei dell’est, per i benefici economici che ricevono, stanno al gioco, invece, paesi centrali come la Francia, non sono puniti, per le loro infrazioni.

La Gran Bretagna è stata aiutata dai fondi strutturali europei ad alleviare gli squilibri regionali, questi denari derivano dai fondi di dotazione di tutti i paesi europei, rispetto ai quali la GB è stata in attivo, invece l’Italia, a causa dei ritardi della sua pubblica amministrazione nel loro utilizzo e delle multe, in passivo. Prima di questa involuzione, in Gran Bretagna e Italia esistevano sindacati potenti, collegati alla sinistra che oggi, per arrivismo al potere,  trascura lo stato sociale e i lavoratori.

Stati e imperi non sono mai nati con accordi o per sovranità popolare, ma con la forza delle armi, l’UE, espressone dei mercati, cioè delle istituzioni finanziarie e dei fantocci politici da loro controllati, contiene la finzione di sovranità popolare; in generale, i popoli antichi hanno occupato terre, saccheggiato, sterminato, fatto fuggire e fondendosi con altri popoli, quindi hanno imposto la protezione, creando con ciò gli stati. Le guerre si fanno per rubare terre e ricchezze e per acquistare altri contribuenti, la protezione, con il controllo del territorio, è propedeutica allo stato.

La ricchezza si raggiunge velocemente rubando; rispetto al lavoro, con la guerra, si fatica di meno e per un breve periodo, ma si rischia di più; la rivoluzione e la lotta di resistenza non aboliscono le classi, come affermato, a torto, da Marx, ma favoriscono la promozione sociale dei vincenti, cioè il passaggio a una classe superiore; in pratica, a chi rimane nella stessa classe, non conviene fare la rivoluzione; anche i rivoluzionari, veri o presunti8, rubano ai contribuenti, esattamente come lo stato, lo fanno all’opposizione e al governo.

Lo stato è effettivamente nato per la riscossione delle imposte, è l’’impresa economica e di potere di maggior successo che, senza le imposte, si estinguerebbe; tutte le imprese, se non riescono a raggiungere l’oggetto sociale, si estinguono. Adesso pare che anche l’Italia abbia aumentato il suo contributo all’UE, che, secondo gli europeisti, con tanti politici ed euroburocrati, è dotata di poche risorse; però, anche la moneta fornisce le entrate per governare, è stato così per tutti gli stati sovrani che si sono finanziati con il signoraggio monetario.

In UE alcuni paesi stringono accordi riservati con le multinazionali che desiderano pagare meno tasse, questi paradisi fiscali sottraggono all’Italia miliardi di euro l’anno, se ne avvantaggiano Olanda, Lussemburgo, Irlanda, Malta, Cipro e Belgio. In Olanda, per le multinazionali, l’aliquota fiscale è dell’1%, questi paradisi agiscono senza trasparenza, non danno informazioni, stabiliscono in anticipo l’imposta, garantiscono l’anonimato ai proprietari e le royalities non sono tassate. L’UE, che per tanti è una cosa seria, permette tutto questo; generalmente chi, tra uomini e stati, fa la morale agli altri, è più immorale di loro.

In tutto il mondo, i paradisi fiscali sono 58, da 20 anni l’Olanda impartisce lezioni di austerità, in Lussemburgo 12.000 società e 80 multinazionali vi tengono una sede che ha solo un indirizzo con una cassetta per le lettere, ogni anno l’Olanda sottrae 50 miliardi di euro di tasse ad altri stati. I giganti del digitale, Google, Apple, Facebook e Amazon inviano i loro profitti in Irlanda, Lussemburgo e Paesi Bassi e l’UE è impossibilitata a introdurre una web tax.

Nel Lussemburgo le entrate fiscali da società estere sono pari al 208% del Pil, a Malta l’80%, in Olanda il 21%; ci si chiede quanto l’UE affronterà questo problema economico. Intanto aumentano nuovamente i debiti privati che portarono alla crisi del 2008, le imprese, profittando dei bassi tassi d’interesse dovuti all’aumento della liquidità, aumentano i loro debiti. Le banche non fanno impieghi nelle attività produttive ma nella finanza e poi, a causa delle insolvenze, devono essere salvate dallo stato.

Riacquistano azioni proprie e fanno investimenti speculativi e in derivati, nelle banche, il rapporto tra capitale proprio e impieghi è debole, cioè manca l’equilibrio di liquidità, acquistano titoli di stato di scarsa redditività o a rischio e ora si avvicina a un’altra bolla immobiliare, perché gli immobili, prima sono aumentati di prezzo e ora non si vendono. Ci s’indebita, stato e privati, per pagare altri debiti.

Le grandi banche private, che in Italia sono padrone di Bankitalia, sono sostenute e aiutate dalle banche centrali, mentre le banche centrali dell’UE sono uno sportello della Bce, i conflitti d’interesse sono infiniti; la BCE concede prestiti a banche interconnesse, allo 0%, con il quale queste acquistano titoli di stato. Questo è il quadro, però la commissione europea si limita a denunciare solo troppa spesa pubblica e troppo debito pubblico.

Mentre l’informazione afferma che la recessione alle porte è solo italiana, in Germania diminuisce produzione ed esportazione, che si tradurranno in diminuzione del Pil e recessione, comunque, la crescita rallenta anche in Usa, Cina e Francia e tanti paesi del terzo mondo sono prossimi alla crisi del debito pubblico. La Bce ha favorito le concentrazioni di banche che ora, si afferma, sono troppo grandi per fallire.

L’euro è una camicia di forza per le economie più deboli che non possono svalutare per recuperare competitività, permangono le asimmetrie economiche tra paesi europei che l’UE doveva appianare; aumentano i profitti internazionali esentasse e calano i salari occidentali; la Grecia, dopo le cure ricevute, non é ancora capace di rimborsare i suoi debiti, l’Italia invece ci riesce.

Bisognerebbe far pagare i salvataggi bancari ai responsabili dei fallimenti bancari e non ai risparmiatori o ai contribuenti, bisognerebbe nazionalizzare le banche sistemiche; il debito fatto per salvare le banche private è illegittimo; le banche centrali devono essere pubbliche e devono tornare a svolgere il ruolo di creatori di moneta legale a favore dello stato e non delle banche, ammettendo anche moneta bancaria complementare in circolazione.

Le Germania, che è abituata ad alimentare l’inflazione solo in periodo bellico, ha ritenuto che compito principale della BCE fosse la stabilità di prezzi, la strategia serviva anche a difenderla dalle svalutazioni competitive, soprattutto dell’Italia. Dal 1968, con l’unione doganale, lo sviluppo europeo è stato lasciato nelle mani del mercato e delle multinazionali, si riteneva che il mercato comune non sarebbe stato tale senza una moneta comune, ma l’euro, con la stabilità dei cambi,  assomiglia ai cambi fissi tra monete e al gold standard.

Nel 1970, con il serpente monetario, era prevista un’oscillazione tra monete del 2,25% rispetto all’Ecu, il marco, sempre grazie alle esportazioni, si apprezzò e per rimanere nel serpente, gli altri paesi dovettero svalutare le loro monete. Ad ogni modo, nel caso di squilibri persistenti, la parità centrale poteva essere rivista e le banche centrali potevano concedere assistenza, comprando le monete di paesi in difficoltà; ma a volte preferivano comprare monete più forti.

La quantità di Ecu a disposizione dei paesi era creata con il trasferimento a un Fondo europeo del 20% delle riserve delle banche centrali, queste riserve auree sono ancora oggi in mano alla BCE; da allora, vi sono state varie crisi e disallineamenti valutari e nel 1992 la crisi ha portato alla dissoluzione dello Sme. Con una politica a favore del mercato e della lotta all’inflazione si é voluto combattere l’incertezza legata ai cambi flessibili; i cambi flessibili consentono di correggere gli squilibri della bilancia dei pagamenti ma favoriscono l’inflazione, che però è anche associata allo sviluppo produttivo e al prezzo dell’energia e de salari.

La politica monetaria dovrebbe essere indirizzata anche all’occupazione, è previsto anche dalla Fed, invece la Bce fissa l’interesse di riferimento per i paesi dell’eurozona ed è interessata soprattutto a combattere l’inflazione. Con il controllo sul bilancio della politica fiscale manca la solidarietà tra i paesi, l’euro non prevede strumenti di stabilizzazione, ma prevede solo un attivo limitato nel commercio estero (violato dalla Germania), per non ristringere le risorse monetarie dei paesi in deficit.

Perciò la politica fiscale ha imposto i trattati di Maastricht, patto di stabilità e Fiscal Compact, con criteri di convergenza obbligatori e controllo centralizzato. Allargando il mercato interno non si era però previsto lo sviluppo e la regolamentazione preventiva delle attività finanziarie, il che, per prevenire i dissesti bancari, ha favorito la nascita dell’unione bancaria. L’impalcatura europea non è nata con un progetto valido e complessivo, perciò richiede continui aggiustamenti.

La Germania, animata ad un disegno egemonico, facilitato dalle esportazioni che le danno i mezzi per comprare politica e informazione dell’UE, con le banche ricicla l’attivo commerciale prestandolo ai paesi in deficit ed esponendo paesi insolventi al default. Negli anni duemila, con gli interessi bassi, i prestiti finanziavano l’acquisto d’immobili, che poi rimasero vuoti e perciò scoppiò la bolla immobiliare: L’EU incolpò della crisi i paesi indebitati, obbligati, per pagare i debiti, a tagliare la spesa pubblica e ad aumentare le tasse; la crisi delle bilance dei pagamenti è stata presentata come crisi del debito pubblico, poi l’UE ha preteso austerità e riforme strutturali.

I paesi perdendo la flessibilità del tasso di cambio di una loro moneta, il controllo del tasso d’interesse e del bilancio dello stato, hanno puntato sulla deflazione salariale, chiedendo un mercato del lavoro sempre più flessibile, riducendo la domanda e accrescendo le disuguaglianze sociali; però, anche con l’austerità, il sistema bancario, che controlla gli stati, è stato salvato.

Con la globalizzazione si riducono i prezzi ma i profitti rimangono all’estero, perciò cala domanda e occupazione e peggiora per tanti paesi, ma non per l’Italia, la bilancia di pagamento, la commissione europea incolpa di tutto il debito pubblico. A chi chiede condivisione dei rischi e dei debiti pubblici, solidarietà, assicurazione europea sui depositi ed eurobonds, l’UE risponde di fare prima i compiti a casa, è una specie di medicina che potrebbe essere mortale, mentre quelle precedenti hanno fatto solo ammalare.

USA

Se gli Usa non fermano il progetto di legge Nopec, che colpisce i cartelli petroliferi e   espone i membri Opec alle cause antitrust, l’Arabia Saudita ha minacciato di vendere il petrolio in valuta diversa dal dollaro; probabilmente, poiché è legata agli Usa, la minaccia non sarà attuata. L’Arabia controlla il 10% dell’offerta mondiale di petrolio, i contratti sono denominati in dollari e la moneta saudita, il riyad, è agganciata al dollaro.

Oggi, Russia, Iran, Venezuela e Cina non sono più legate al dollaro e la dedollarizzazione del commercio internazionale potrebbe favorire la svalutazione del dollaro che, per la sua natura di moneta di riserva internazionale, allevia i deficit di bilancio e commerciali americani. L’Ue, per compensare la protezione militare americana, paga, in dollari americani, l’80% della sua importazione d’energia, per 300 miliardi di euro l’anno, il che contribuisce a tenere alta la quotazione del dollaro.

ITALIA

Gli esperti della televisione, che sono sempre di parte, denunciano che l’Italia sta andando verso la recessione, contrassegnata da una riduzione del Pil, ma i dati della Germania non sono molto migliori, anzi in Italia, al contrario della Germania, stanno aumentando consumi, produzione ed esportazione, il che si tradurrà in aumento del Pil, anche se modesto; però gli anni a venire, grazie alla politica del governo giallo-verde, potrebbero essere migliori. Quando si raggiunge il fondo, con un Pil ridotto del 10% dai massimi storici, bisogna pur risalire, altrimenti i cicli economici sono privi di significato.

In regime misto di neoliberismo, protezionismo, aiuti di stato e privilegi fiscali, in genere, le grandi imprese vogliono essere protette quando producono in patria, non vogliono essere ostacolate quando esportano capitali e linee di produzione, vogliono aiuti di stato, vogliono imposte ridotte per le loro produzioni all’estero e, dopo queste agevolazioni, si rifiutano di reimportare i loro profitti realizzati all’estero. Il risultato può essere solo la decadenza industriale ed economica dei grandi paesi industriali, gli Usa se ne stanno accorgendo solo adesso, mentre la sinistra, amica dei mercati, se ne accorgerà più avanti.

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Nel 2009 la Cina puntava sulle esportazioni, dal 2018 però, per contrastare la crisi, ha puntato sulla domanda interna, invece Germania e Italia, puntando su contenimento della domanda interna e dei salari, hanno continuato a puntare sulle esportazioni. Nel 2009 la Cina, accusata di dumping, aveva un attivo commerciale pari al 4,9% del Pil, per 243 miliardi di dollari, nel 2018 è stato solo dello 0,7% del Pil, per 97 miliardi, mentre in Italia è stato del 2%, per 41 miliardi; quello della Germania è stato l’8% del Pil per 327 miliardi, sforando i limiti fissati al 6% dai trattati, senza richiami della commissione europea.

Oggi il Pil tedesco dipende quasi al 50% dalle esportazioni, quindi la Germania, avendo sacrificato la domanda interna con le riforme Hartz del lavoro, è fortemente esposta alla crisi internazionale che penalizza il commercio, assieme all’Italia che le fa da subfornitrice. In Italia la deflazione salariale e la riforma del lavoro sono state favorite da Treu, Biagi e Renzi, per quest’ultimo  con l’abolizione dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori.

Per rilanciare la domanda interna occorrerebbero maggiori salari e riduzione d’imposte a lavoratori e pensionati, ma si ridurrebbe l’attivo commerciale  perché le esportazioni sono uno sbocca alla domanda interna debole; ora nemmeno il saldo primario del bilancio dello stato è utilizzato per fini sociali e per investimenti pubblici. Il mercantilismo tedesco, che ha ispirato i nostri governi, è responsabile della caduta dell’economia italiana che, con la crisi internazionale, dopo la caduta della domanda interna, è destinata a soffrire, come la Germania, anche della caduta dell’esportazione.

Fino agli anni ottanta, l’imprenditoria italiana contava poco rispetto alle imprese pubbliche, poi l’UE, anche a causa del debito pubblico italiano, impose le privatizzazioni, contemporaneamente, diminuirono le tutele del lavoro e la politica, per fronteggiare la concorrenza estera, puntò solo a risparmiare sul costo del lavoro; per difendere il loro potere d’acquisto, i lavoratori risposero con la denatalità (Fonte: Guido Salerno Aletta – Claudio Conti - sinistrainrete – contropiano).

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Dopo aver remunerato le banche partecipanti al suo capitale, la banca d’Italia ha trasferito al Tesoro 6 miliardi di euro, come quota utili del 2018. In generale, lo stato s’indebita emettendo titoli presso banche private o presso la banca centrale, anche le banche private ottengono prestiti dalla banca centrale, garantiti anche da titoli di stato; tuttavia, quando la banca centrale finanzia lo stato lo fa a costo zero per lo stato, perché crea denaro dal nulla.

Nel 1999, con l’introduzione dell’euro, ogni banca centrale dell’eurozona è diventata indipendente dal governo nazionale, perciò gli stati si possono finanziare solo presso le banche; fino al 1981 in Italia la banca centrale era alle dipendenze del governo e acquistava dallo stato i titoli non acquistati dai privati e dalle banche, permettendo allo stato notevoli risparmi; nel 1981, con il divorzio tra Tesoro e Banca d’Italia, la banca df’Italia fu sciolta dall’obbligo di acquistare titoli, poi nel 1992, le banche partecipanti al suo capitale furono privatizzate.

Per contenere l’inflazione, secondo le direttive dell’Unione Europea, si voleva rendere indipendente la creazione di moneta dal deficit del bilancio dello stato, perciò le banche centrali non potevano più finanziare il debito pubblico, ma lo potevano fare a interesse le banche private; tuttavia, dal 2015 al 2018, la BCE, con il QE, prese ad acquistare titoli di stato dalle banche al mercato secondario, diventando creditore dello stato italiano tramite il suo sportello della Banca d’Italia, acquistando così 300 miliardi di titoli, che hanno poi fruttato i 6 miliardi di cui sopra, trasferiti allo stato.

Sembra il gioco delle tre carte; eppure, il denaro creato dal nulla da una banca centrale pubblica di uno stato sovrano potrebbe essere una risorsa strategica per gli investimenti pubblici e per la spesa sociale, invece oggi il finanziamento del debito pubblico è lasciato in balia dei mercati e della speculazione che alimenta lo spread e fa salire il costo del debito pubblico. Se la Banca d’Italia acquistasse, alla loro emissione, i titoli del debito pubblico, questo non peserebbe allo stato.

Il Giappone colloca i titoli distato al 60% presso i giapponesi, a un tasso modesto, e al 40% presso la banca centrale senza costo, invece l’Italia si rivolge al credito bancario, anche straniero, che è invitato a nozze per usufruire di un interesse e per speculare sul debito pubblico italiano. (Fonte: coniarerivolta – sinistrainrete).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it; viruslibertario@gmail.com.

   

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì (8/4/2019)

RUSSIA

Sembra che le relazioni tra Russa e Cina stiano peggiorando, mentre la diffidenza di Mosca verso la Cina aumenta; Mosca, con una Russia asiatica spopolata, teme la crescita del potere economico e militare della Cina, che l’ha tagliata fuori dalla via terrestre della seta e penetra, via mare, nel Mediterraneo. La Russia, per contenere la Cina ha cercato, con un certo successo, di avvicinarsi all’India, ma Giappone e Usa sono rimasti freddi.

Aldilà delle sanzioni americane e delle relazioni dell’informazione, per migliorare le relazioni con gli Usa e l’UE, Mosca, che teme di perdere il controllo dell’Asia centrale, vorrebbe appianare le divergenze su Ucraina, Iran, Siria e Corea del Nord; al riguardo, esiste un dialogo segreto tra Usa e Russia. L’Ue potrebbe avvicinarsi a Mosca, ma la Germania,  con il cappello francese, vuole dominare l’Europa, perciò potrebbe anche spingere a un accordo con la Cina, contro la Russia che si trova in mezzo; i venti di guerra sono solo sopiti. Non è un caso che la via della sete terrestre abbia tagliato fuori la Russia, preferendo passare per i Balcani.

Per Mosca sarebbe il caso, come fece con l’Alaska ceduta agli Usa per timore dei britannici che controllavano il Canada, di fare un’alleanza politica e militare con la Cina, cedendole metà della Russia asiatica, in cambio di un aiuto allo sviluppo dell’altra metà  rimasta nelle sue mani. Per favorire il suo sviluppo, la Russia potrebbe, disinnescando il problema ucraino, avvicinarsi di più all’UE fornendole energia e materie prime e aprendo le porte all’immigrazione, riducendo la relativa pressione sull’UE e portando il paese a oltre a 10. milioni di chilometri quadrati, con 350 milioni di abitanti. (Per le notizie, fonte: Carlo Pelanda – startmag.it).

ITALIA

La stagnazione economica di UE e Italia è anche colpa della commissione europea, la quale, contrariata dalla mancata riduzione del deficit strutturale, cioè non temporaneo o dovuto alla congiuntura, del bilancio dello stato italiano, che doveva essere dello 0,8% nel 2019, dopo tante trattative, ha accettato un deficit di bilancio dello 2,04%, però destinato ad aumentare nel corso dell’esercizio. Nel 2019, a causa della crisi economica che investe anche  Usa e Germania, il Pil italiano non dovrebbe aumentare e, con la decrescita, si andrà verso la recessione.

Un accenno va fatto sull’allarmismo dell’informazione sui conti pubblici dello stato italiano, secondo Unimpresa e opposizione, nel 2018 il debito pubblico è aumentato di 71 miliardi di euro, contro i 35 dell’anno precedente; però il fabbisogno complessivo della pubblica amministrazione si è ridotto da 62 miliardi di euro a 42. Secondo la Banca d’Italia, il debito pubblico sarebbe passato da 2.263 miliardi di euro a 2.317, con aumento di 54 miliardi, ma, con le disponibilità liquide di tesoreria om cassa, passate da 7 miliardi di euro a 32 miliardi, in realtà, il debito pubblico è passato da 2.317 miliardi di euro a 2.357.

Il maggiore debito di 40 miliardi è servito a elevare la scorta di cassa del Tesoro, per prevenire, comprando titoli di stato italiani, l’incremento dell’interesse da parte del Tesoro americano; per conseguenza, oggi il Tesoro ha 75 miliardi di euro di scorta, superiori al deficit di bilancio previsto per il 2019. E’ una conseguenza delle alchimie della contabilità pubblica. Il Fiscal Compact prevedeva che, in condizioni di economiche avverse, per favorire la crescita, fosse concessa maggiore flessibilità al deficit, invece, la commissione europea ha chiesto ancora la riduzione del debito e del deficit strutturale.

Viste le protese di piazza e la recessione in arrivo, la Francia ha impegnato in bilancio altri 10 miliardi di euro, tra minori tasse e nuove spese, informando a posteriori la commissione europea e sforando nuovamente il 3% del deficit pubblico; il governo francese non teme gli ammonimenti della commissione europea e la procedura d’infrazione, perché nell’UE esistono figli e figliastri e la Francia è sposata alla Germania che dirige nell’ombra la commissione.

Alla vigilia della recessione, anche il Pil di Usa e Germania crescono poco, perciò, se l’Italia sarà la prima a entrare nella recessione, nemmeno i corridori arrivano assieme al traguardo, quindi anche la Germania sta per entrare in recessione; tuttavia, il governo italiano, per non deprimere ulteriormente consumi e Pil, non è intenzionato, come ipotizza l’opposizione, a varare una manovra di bilancio correttiva, con l’aumento d’imposte. In passato, la politica economica di uno stato sovrano mirava a massimizzare crescita e occupazione, mantenendo in equilibrio i conti con l’estero e contenendo salari e deficit di bilancio, per contrastare l’inflazione.

Oggi, con l’Italia semisovrana o poco sovrana, la politica  economica è regolata dalla politica del bilancio pubblico voluta dalle direttive dell’UE e dalla commissione europea, e da quella monetaria regolata dalla BCE che, per far ripartire l’economia reale, con il QE, ha aumentato la liquidità e vantaggio della speculazione finanziaria, ignorando che oggi la maggior parte della moneta in circolazione è attivata con i prestiti concessi dal sistema bancario, cioè dall’economia reale.

Dal 2008 al 2019, l’Italia ha speso 800 miliardi di euro in interessi passivi sul debito  pubblico, oltre  le spese militari delle quali, poiché esistono spese fuori bilancio, non si conosce il preciso ammontare e gli Usa ne chiedono l’aumento; la somma spesa per interessi è finita in mano al sistema finanziario ed ha preso la via dell’estero. Visti i salari più bassi dei paesi emergenti, c’è chi, come gli industriali, per consolarsi, affermano che la disoccupazione è un freno positivo alla crescita interna dei salari, che si è voluta contenere in Usa, Germania, Italia e Francia. Visti i risultati di questa politica economica, secondo il parere della Banca di Francia, la BCE e la commissione europea non sono attrezzate per affrontare una nuova crisi economica sistemica, dopo quella del 2008. (Per le notizie, fonte: Guido Salerno Aletta - startmag.it).

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Storicamente, la lotta al capitalismo si è concretizzata nella lotta al latifondo, nella richiesta dell’abolizione della proprietà privata e nella ridistribuzione della ricchezza; però, nessuno contesta più la proprietà della casa o di un pezzo di terra per i bisogni della famiglia, però bisognerebbe riservare la proprietà della terra a chi la lavora, anche con la successione. Le multinazionali, per non favorire l’impoverimento di paesi industriali, non devono essere premiate sul piano fiscale, ma devono essere penalizzate; per favorire l’azionariato popolare, le partecipazioni azionarie non devono pagare maggiori imposte rispetto alle obbligazioni pubbliche o private.

Poiché abbiamo appurato che a volte le obbligazioni possono essere più rischiose delle azioni, lo stato non deve disincentivare la partecipazione al capitale dei lavoratori, soprattutto nelle imprese in cui lavorano; perciò, nelle società per azioni dovrebbe essere tassato solo l’utile a bilancio e non le azioni. Invece i possessori di grande capitale in partecipazione dovrebbero  pagare un’imposta patrimoniale annuale e una di successione.

In tal modo i lavoratori, con risparmio, eredità e liquidazioni, accederebbero alla proprietà  di aziende in cui lavorano; con le piccole banche, artigiani e lavoratori non hanno mai raggiunto effettivamente questo obiettivo. Lo stato dovrebbe anche dotarsi di procedure per assegnare ai lavoratori, anche con incentivi pubblici, la proprietà di aziende in liquidazione, impedendo la chiusura di produzioni. I lavoratori conserverebbero il lavoro e potrebbero rilanciare imprese in perdita economica ma con dei clienti; da ricordare che le multinazionali, delocalizzando, chiudono imprese ancora attive.

EUROPA

In questi ultimi anni le autorità di vigilanza bancaria europee hanno concentrato l’attenzione sui crediti deteriorati delle banche italiane, ma in precedenza c’era stato scarso controllo sulle attività illegali e scorrette delle banche dell’Europa settentrionale. Dal 2012 al 2018 le banche europee sono state multate di 14,3 miliardi di euro, per il 75% per opera delle autorità preposte americane, per riciclaggio, soprattutto di denaro russo, violazioni di sanzioni economiche e per scarso controllo nelle operazioni.

Sono state multate la banca olandese Ing, Deutsche Bank, Bnp Paribas, la banca danese Danske, la svedese Swedbank, la Nordea, la lettone Ablv, la Hsbc, la Commerzbank, la Rabobank, Standard Chartered e la Societé  Générale. La banca d’Italia, a sua volta, ha bloccato le attività della banca olandese Ing e ha sanzionato la banca Ubi, per mancanza di collaborazione e scarsa trasparenza nelle segnalazioni.

Pnp Paribas ha ricevuto una multa di 8,9 miliardi di dollari per transazioni finanziarie illegali con Cuba, Iran e Sudan, tutti paesi soggetti a sanzioni americane. In alcuni casi, i supervisori hanno rinviato l’apertura della procedura d’infrazione, in cambio di futuri maggiori controlli e del rispetto della normativa. Una recente direttiva antiriciclaggio dell’UE, con l’intervento dell’Autorità bancaria europea, ha potenziato i controlli sulle banche, perciò in futuro dovrebbero ridursi le sanzioni alle banche, per violazioni di norme. (Per le notizie, fonte: Francesco Ninfole – startmag.it).

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La sospensione dal partito popolare europeo del partito del leader ungherese Orban, la posizione dei partiti sovranisti e antieuropei, la Brexit, l’allontanarsi dei membri della lega anseatica e dei partner orientali della Germania e l‘ostilità di Usa Italia, hanno mandato in fibrillazione il partito CDU diretto dalla cancelliera Merkel, alla quale sta per succedere Annegret Kramp Karrenbauer, che vuole favorire la politica tedesca rispetto a quella europea.

Anche le relazioni tra Berlino e Parigi si raffreddano, perciò Macron non ha partecipato alla conferenza sulla sicurezza di Monaco, mentre Parigi appare più debole nei confronti di Madrid; perciò la Germania pare allontanarsi dall’europeismo di Macron e il parlamento tedesco ha rifiutato la votazione congiunta con il parlamento francese, come previsto dagli accordi di Aquisgrana.

La Merkel aveva spostato il suo partito CDU verso socialdemocratici e verdi e aveva proposto di fare entrare in Germania altri milioni d’immigrati, ora la prossima cancelliera AKK guarda al partito di  destra AfD, che probabilmente si affermerà nelle prossime elezioni regionali d’autunno in Brandeburgo, Sassonia e Turingia. Fra le altre cose, gli elettori attribuiscono l’aumento di affitti e del costo delle abitazioni all’afflusso d’immigrati.

L’avversario di AKK è Wolfgang Schauble; mentre la CDU sta abbandonando sinistra ed europeismo, l’SPD socialdemocratico della coalizione di governo sta abbandonando la svolta liberale e propone l’aumento della spesa sociale e un reddito universale. Dopo le elezioni regionali d’autunno, tra i partiti della coalizione si aprirà il confronto sul contratto di governo e la Merkel lascerà la guida del governo. (Per le notizie, fonte: Carlo Bastasin – ilsole24ore.com).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 1/4/2019)

ITALIA

Dalle ultime battute del governo gialloverde sulla via della seta, pare che Salvini sia filoamericano, Mattarella filoeuropeo e Di Maio filocinese; l’Italia, boicottata dall’UE, cerca alleanze, mentre si rinsaldano le alleanze tra Germania e Francia, che prendono le distanze dagli Usa e da Israele. La Germania, controllando parte dell’informazione e della politica italiana,  vuole dominare l’Italia, si accosta all’Islam, vuole fare affari con Cina e Russia, ma teme la potenza russa, perciò ci saranno altri sviluppi.

Dall’informazione apprendiamo che la Lega, che, tra le altre cose, è contro le unioni civili, sostiene l’integralismo cattolico, però è significativo che il papa, non ha voluto ricevere Salvini perché è contro l’immigrazione; in realtà, secondo me, la Lega, in genere, usa l’ombrello cattolico come schema identitario, per difendere l’Italia dalla penetrazione islamica.

Da sinistra, si fa per dire, il PD attacca le riforme sociali del M5S e Francia e Germania, controllando settori politici e dell’informazione italiana, hanno attaccato spesso Salvini, vogliono sempre dare lezioni all’Italia, permettendosi di fare con la Cina ciò che all’Italia è negato; come pretesto, affermano che in UE, con la Cina, bisogna muoversi uniti; questi sono i fatti, eppure, anche con la fine della luna di miele, la Germania si sente molto attratta dall’Italia, ma la vuole dominare.

Si sta aprendo una nuova era politica, ci saranno grosse novità con le prossime elezioni europee e italiane e con il rinnovo della presidenza della repubblica italiana; diversi paesi dell’UE stanno nell’UE per interesse, l’Italia spera di non rimetterci più, gli europeisti, fuori e dentro l’Italia, la tengono d’occhio, allarmati dalle sue mosse contrassegnate dall’autonomia.

Il sovranismo italiano ha urtato la Germania, ma un po’ anche gli Usa che, a causa del predominio tedesco nell’UE, potrebbero tornare a essere isolazionisti, passando il testimonial alla Cina, dall’Usa definita autoritaria,  ma anche la democrazia è una frode. La Germania, che parla con la bocca di Macron e Junker, ha affermato che l’uscita dell’Italia dall’UE, ne potrebbe comportare lo scioglimento, il che significa che i legami interni sono molto deboli, rimarrebbe però, finché dura,  l’asse franco-tedesco.

Dopo la condanna della commissione europea da parte del tribunale europeo, per il fallimento da essa provocato, con il bail-in, di piccole banche italiane, adesso risalta un’altra anomalia dei mercati, a dominio anglo, tedesco, americano; lo spread italiano, fatto salire dalle società di rating e dall’allarmismo dell’informazione, ha dato come risultato che i bond americani a 10 ani e i Btp italiani a 10 anni hanno praticamente lo stesso interesse.

Il che è strano perché gli interessi, per stati, imprese e persone, in genere dipendono dal reddito, dai debiti e dalle garanzie; infatti, gli Usa hanno più debiti, tra pubblici e privati, dell’Italia; ciò malgrado, la televisione italiana giudica meglio la situazione economica americana e la sua solvibilità rispetto all’Italia; che sia un'altra manipolazione artificiosa dei tassi da parte dei mercati, che vogliono mettere in ginocchio l’Italia?

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Sulla nuova via della seta o Bri e relativo memorandum firmato dal governo italiano con il presidente cinese Xi Jin Ping, si sono indirizzati i moniti critici di Washington e Bruxelles, che non vogliono che l’Italia si muova con indipendenza; sembra che l’Italia abbia sdoganato la Cina, è anche il primo paese occidentale ad aver aderito anche alla Banca Asiatica d’investimento e infrastrutture. Sulla sicurezza delle telecomunicazioni 5G di Huwaei e Zte, il governo si riserva il controllo con la golden power.

Però l’Italia è spiata anche dagli alleati e la Germania, in rotta con gli Usa per il dominio dell’Europa, è intenzionata a fare il 5G con la Cina ed anche la Gran Bretagna; la via della seta terrestre, tra Pechino e la Germania, è già in allestimento, inoltre la Merkel ha accusato gli americani di averla intercettata con le telecomunicazioni; tutti gli italiani sono stati schedati dallo stato.

I gesuiti avevano richiesto al presidente cinese, in visita a Roma, anche una sua visita a papa Francesco, per il momento l’incontro non è avvenuto, però il papa è stato invitato in Cina; in passato, russi e cinesi avevano rifiutato questi inviti perché sospettosi delle ingerenze vaticane, fortissime in Italia. L’incontro tra Cina e Vaticano ha risvolti non solo a favore della libertà religiosa, ma ha anche risvolti politici ed economici e servirà ad avvicinare la Cina all’Italia; i governi italiani sono stati sempre supini ai desideri della chiesa cattolica, con eccezione per l’immigrazione. (Fonte, Marco Orioles – startmag.it).

 

L’economista Joseph Stiglitz, premio nobel per l’economia ed ex presidente della Banca Mondiale, ha affermato che se l’Italia esce dall’UE è una tragedia per l’UE, se resta è una tragedia per l’Italia; egli afferma che bisogna riscrivere i trattati europei perché i paesi aderenti hanno regole fiscali diverse, che permettono il dumping fiscale rimproverato dagli Usa alla Cina. Queste asimmetrie possono portare al collasso economico e sociale dell’UE.

Stiglitz afferma anche che le regole rigide e uguali per tutti sono sbagliate, esattamente come la mancanza di autonomia; l’austerità ha permesso alla Germania di dominare l’Europa, ma non ha permesso di colmare le disuguaglianze sociali com’era stato promesso. Stiglitz aveva già consigliato all’Italia di uscire dall’euro, ha affermato che, se i trattati non si possono cambiare, si possono interpretare diversamente e per mutuo accordo.

Sembra un ragionamento italiano condannato dalla Germania, però è quello che fanno spesso, per opportunità, la giurisprudenza, la politica o gli avvocati. Disuguaglianze, disoccupazione e globalizzazione stanno distruggendo l’Unione Europea, occorrerebbe più solidarietà perché l’euro funziona solo per paesi simili che hanno ispirato i trattati nel loro interesse. (Fonte: Joseph Stiglitz – sinistrainrete.info – L’Huffington Post).

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Il presidente Mattarella ha promulgato la legge sulla costituzione della commissione d’inchiesta sulle banche, cioè non solo su quelle in crisi, che sono anche sotto indagine giudiziaria, invitando i presidenti delle camere a controllare per non debordare nel controllo sul credito, perché le banche sono private e indipendenti da parlamento e governo, ma soggette alla vigilanza di Bankitalia, Bce, Consob, ESMA, Ivass, Covip, a loro volta istituzioni autonome dal parlamento.

Da queste note non sembra che l’Italia sia una repubblica parlamentare, forse, come si afferma da taluni e secondo la costituzione materiale, è una repubblica presidenziale; compito della commissione è però investigare su società di rating, derivati, fondazioni bancarie e tutela del risparmio. Recentemente, la Consob ha multato la dirigenza di Veneto Banca per aver venduto ai propri clienti, azioni proprie in portafoglio, con la banca ormai in dissesto.

Per Mattarella, la commissione non deve entrare nella gestione del credito personale, non deve interferire con le indagini della magistratura, non deve condizionare la gestione del credito, travalicando i ruoli di competenza di altre istituzioni; deve trattare con cautela le informazioni sui clienti detenute dalle banche, rispettando il segreto bancario, che esiste nei confronti del parlamento e  del governo, ma non nei confronti della magistratura, non deve suscitare allarme tra i risparmiatori e il mercato, influendo sul corso della giustizia che indaga autonomamente, però anche la televisione esercita tale influenza.

Dopo che al parlamento è stata tolta la sovranità sul bilancio, conferita alla commissione europea, ci manca solo che si dica che anche il governo, che è un’emanazione di una maggioranza parlamentare, è autonomo dal parlamento; i mercati alla riscossa, hanno vinto, solo i cittadini non sono sovrani, perché si devono muovere solo con licenze, concorsi pilotati, raccomandazioni, concessioni e autorizzazioni. Le istituzioni hanno a capo garanti, in termini massonici, di poteri occulti, questi garanti, che sono gli occhi e le orecchie dei loro padroni, sono premiati profumatamente, con privilegi, per la loro obbedienza e discrezione. 

Si dice che i cittadini sono sovrani e indirettamente lo sarebbe il parlamento, possibile che così pochi poteri abbiano avuto i vecchi sovrani? Per rendere proficuo il potere d’inchiesta delle televisioni e delle commissioni parlamentari, queste, in caso di violazione di legge, dovrebbero fare sempre delle denuncie alla magistratura, in questo modo però, per il  lavoro, scoppierebbe la magistratura. L’Italia, effettivamente, non è una repubblica parlamentare, gli organi costituzionali non sono uguali, autonomi e indipendenti, prima c’è il presidente e ultimo è il parlamento, che ha perso anche parte del potere legislativo; critichiamo le dittature, ma la democrazia è un imbroglio. 

EUROPA

La Brexit, a causa delle trattative sulle condizioni per l’uscita tra UE e GB,  sembra abbia messo in fibrillazione i cittadini britannici, che perciò si sono divisi, tuttavia la televisione, maestra in propaganda europeista, non ha ritenuto di sentire quali sono veramente i sentimenti del popolo britannico in materia; si sono fatte solo interviste pilotate da parte della televisione italiana e di euronews, infarcite di  propaganda, miranti a dimostrare l’irrazionalità della Brexit. Io ritengo che gli inglesi abbiano individuato Ie nuove mire egemoniche della Germania e perciò si vogliono tenere lontani da quest’Unione Europea, fra non molto, anche gli Usa seguiranno il loro esempio.

La classe dominante, quando è intelligente, sa come vanno le cose e ritiene che alla morale comune e alla verità di comodo sia soggetto solo il cittadino comune; per omertà e interesse non evidenzia i lati oscuri della nostra “democrazia”; scuola, religione, stato, propaganda politica e informazione, sono tarate solo per la ricerca del consenso e per tenere docile il popolo: Con la predica, politica e religiosa, siamo allevati nell’illusione, la schiavitù è accettata quando si riconosce il proprio ruolo vile e perciò non ci si ribella; affermare che tutti gli italiani sono corrotti, ladri, mafiosi e traditori, come sono spesso i nostri dirigenti, serve ad avvilirli in modo che accettino le loro condizioni e non si ribellino ai soprusi e alla schiavitù.

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (25/3/2019)

EUROPA

Il tribunale dell’UE, su ricorso della banca popolare di Bari, che ha assorbito la Cassa di Risparmio di Teramo, ha rigettato la tesi della commissione europea che aveva definito aiuto di stato l’intervento a favore della banca da parte del Fondo Interbancario di Garanzia, provocandone il fallimento. Come sostiene l’Abi e Bankitalia, nell’intervento del Fondo Interbancario non c’era aiuto di stato, il quale, come si sa, è escluso anche dalla più recente normativa europea del bail-in.

A vietare l’intervento di salvataggio che portò al fallimento della cassa di risparmio di Teramo fu il commissario europeo, a capo dell’Antitrust, Margarethe Vestager; la decisione fu poi applicata anche ad altre quattro banche italiane, cioè le casse di risparmio di Ferrara, Chieti, Marche ed Etruria, lasciate fallire dopo il bail-in, con danni per i risparmiatori. Abi e Bankitalia hanno chiesto, pertanto, di procedere con un’azione risarcitoria, chiedendo anche le dimissioni di Vestager, la commissione europea, da parte sua e a vantaggio degli avvocati, ha deciso per il ricorso contro la sentenza, presso la Corte Europea.

ITALIA

Sulla via della seta si moltiplicano gli appelli privi di senno, poiché l’Italia appartiene alla Nato, s’invoca la fedeltà agli Usa; l’Italia ha basi Nato, dopo la seconda guerra, i suoi governi hanno sostenuto le imprese militari americane, gli Usa controllano esercito e apparati di sicurezza italiani, accade anche al Giappone, che, per avere la protezione militare degli Usa, deve  anche comprare bond americani.

Bisogna dire che, da sempre, ma per un limite ragionevole di tempo che non supera  quasi mai i cento anni, i paesi sconfitti in guerra, sono stati aggregati ai vincitori, perdendo la sovranità; però anche i romani spesso affrancavano gli schiavi di guerra, li facevano liberti e alcune volte sposavano donne liberte. Italia, Giappone e Germania non possono sedere nel consiglio di sicurezza perché hanno perso la seconda guerra e non possono avere armi nucleari, che dovrebbero essere proibite per tutti.

Le istituzioni come l’Onu, il Fmi e la Banca Mondiale sono nate, su impulso Usa, dopo la seconda guerra, conferendo dei privilegi ai paesi vincitori inseriti nel consiglio di sicurezza dell’Onu, ora dominato nell’Assemblea dai paesi islamici; però, in democrazia, tutti i paesi dovrebbero avere la stessa dignità. Anche le sanzioni economiche minacciate dagli Usa agli alleati, per affari da loro fatti con Russia e Cina, paiono sproporzionate.

Dico queste cose non per animosità verso gli Usa, dove vivono 40 milioni di persone di origine italiana, infierire contro gli Usa sembrerebbe come infierire contro la propria madre, scrivo per giustizia. In tutte queste vicende la Francia, che ha vinto la seconda guerra mondiale a tavolino, siede al consiglio di sicurezza dell’Onu e ha la bomba atomica;  in UE, Macron, erede di Vichy, spadroneggia appoggiandosi alla Germania e insulta l’Italia.

Il consiglio di sicurezza dell’Onu dovrebbe essere totalmente elettivo, a rotazione, senza veto, con una scadenza e rinnovabile, altrimenti è meglio abolire quest’organizzazione. La Germania, tramite burocrati, politici e informazione, si è impegnata molto per la rovina dell’Italia e perciò i mercati, tramite Macron, le hanno promesso un posto al consiglio  di Sicurezza dell’Onu e la bomba atomica; purtroppo, Trump è contro Wall Street e contro la Merkel. Grazie alla propaganda dell’informazione, le persone sono spesso condizionate nelle opinioni, se hanno un ruolo, obbediscono ai superiori, sono pochi gli uomini liberi in grado di capire dove siamo diretti e come siamo manipolati.

Nell’ottocento gli europei, avendo esaurito l’argento sudamericano, per pagare la seta cinese, chiesero a questo paese di accettare l’oppio in pagamento della seta, ne nacque la rivolta dei boxer cinesi e la guerra dell’oppio che la Cina perse e gli europei, con trattati ineguali, cioè riservati ai paesi senza sovranità, costrinsero la Cina a importare oppio e a cedere alcuni porti.

Adesso la Cina chiede liberamente l’uso di alcuni nostri porti e qualche agente dello straniero lamenta la perdita di sovranità italiana e la globalizzazione economica portata avanti dalla Cina, eventi che ci sono stati già imposti da Usa e Germania. La Cina ha una storia simile a quella di Roma, è stata soggiogata dai mongoli, come l’Italia dai germani, e tuttavia è riuscita conservare la sua unità ed è risorta economicamente, mentre l’impero romano si è dissolto e l’Italia è ancora schiava degli alleati.

Contro l’intesa con la Cina, si moltiplicano i falsi appelli alla solidarietà occidentale, che però è stata violata anche dai nostri alleati, con i loro commerci e investimenti con la Cina, nella lotta contro il terrorismo italiano e con la mafia che ricicla all’estero; i nostri alleati hanno calpestato gli interessi economici italiani in Russia, Iran e Ue. Bisogna anche ricordare che il Fondo monetario, controllato dal governo americano, è stato in prima fila nell’alimentare la speculazione contro l’Italia, assieme a società di rating americane, controllate da banche d’affari americane; queste banche hanno potuto operare indisturbate contro l’Italia, senza richiami da parte del governo americano.

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L’informazione non è libera, soprattutto a causa di chi la fornisce. All’informazione si chiede di separare i fatti o notizie dalle opinioni o commenti, però non mancano notizie false, imprecise, parziali o mezze notizie; inoltre, mentre i commenti s’individuano tra le notizie e i pettegolezzi servono a riempire il vuoto lasciato da mezze notizie, queste sono anche dovute all’autocensura di un partito mandante; l’informazione è condizionata dal denaro e da chi sceglie i giornalisti, la libertà personale dell’informazione è una chimera. I fatti e la propaganda non devono mai essere separati o espellere la verità.

In televisione le notizie si danno anche nei salotti che ospitano illustri personaggi, questi salotti costano poco rispetto ad altri programmi televisivi e riempiono le trasmissioni televisive, in esse sono prevalenti le opinioni politiche che non sono notizie. Sarebbe anche opportuno che gli intervistatori della televisione non blocchino gli intervistati in mezzo alla strada, se questi non rispondono nemmeno dalla loro sede all’intervista, se ne dà notizia alla TV, accedendo alle informazioni da altri canali legali.

La televisione italiana d’inchiesta e i suoi salotti, con i dibattiti d’approfondimento  e propaganda, avrebbe anche il dovere di comunicare notizie sugli scandali, gli stipendi e i favoritismi della televisione, che coinvolgono giornalisti, dirigenti, conduttori televisivi e moderatori. I moderatori dei dibattiti televisivi dovrebbero solo dare i tempi d’intervento, invece intervengono più degli ospiti, smettono di parlare solo con gli annunci pubblicitari.

USA

Gli Usa hanno deciso che la protezione militare americana ai paesi ricchi, facenti parte della Nato, e a Giappone e Corea del sud, deve essere pagata al 100%, con una maggiorazione del 50%; per l’Italia si tratta dello stipendio di 12.000 militari, delle spese per gli aerei di base ad Aviano e Sigonella e per la sesta flotta di base e Gaeta, più la manutenzione e la sostituzione delle armi nucleari; si tratta di una spesa che si aggiunge alle nostre spese militari ed è sottratta agli investimenti pubblici. Attualmente, non si sa quale sia la compartecipazione dei paesi a queste spese perché è un segreto militare, accettato dai precedenti governi, ma il parlamento ne dovrebbe essere informato, secondo alcuni studi, si tratta di circa il 34% della spesa.

La Francia ha un sistema di difesa autonomo e dovrebbe risparmiare, mentre i costi per gli altri alleati potrebbero salire anche del 600%, ai quali vanno aggiunte le spese militari dirette dei singoli paesi; però è previsto uno sconto per i paesi che appoggiano le operazioni militari Usa all’estero, come l’invio di truppe italiane in Polonia e nei paesi baltici, per fronteggiare la minaccia russa, vera o presunta. (Fonte. il Manifesto).

Naturalmente, la pretesa americana sarà oggetto di trattativa con gli alleati, purtroppo i governi italiani sono sempre stati supini con papa, Usa e Germania; anche nell’antichità, i paesi protetti si dovevano pagare la protezione, accade anche con la mafia; però gli Usa hanno anche delle difficoltà di bilancio pubblico, che spiegano queste misure, non evidenziate dalla televisione italiana che, generalmente, per avvilire gli italiani ed esaltare l’UE, parla solo di difficoltà italiane.

Gli imperi, per mano militare, impongono la protezione e accumulano sudditi, contribuenti, territorio, capitale e forza, quando le loro imprese economiche diventano meno profittevoli o non rendono più, i loro dirigenti e potentati economici (perché stato e grande capitale sono alleati), con la decadenza economica e militare, si dirigono verso impieghi edilizi in patria e finanziari all’estero.

E’ accaduto a tutti gli imperi e, per stare agli ultimi secoli, secondo lo schema di Giovanni Arrighi “Il lungo secolo XX”, accadde all’impero spagnolo, assistito dalla finanza genovese che finanziava le sue imprese belliche, poi all’Olanda, alla Gran Bretagna e agli Usa, ora è il momento della Cina. Alla lista si potrebbe aggiungere Portogallo, Francia e la Germania del sacro romano impero che oggi, con la sua industria e la sua finanza, ha conservato le sue aspirazioni imperiali, che hanno come paravento l’UE.

Ogni ciclo si chiude con l’avvento di altre potenze, che puntano principalmente all’accumulazione di capitale, mentre quelle decadenti sono immerse nella speculazione finanziaria; in Italia hanno finanziato le guerre di grandi stati europei, Genova, Venezia, Firenze, Milano, che, a volte, hanno perso i loro crediti (ora la Germania, che non ha pagato i suoi debiti di guerra, invita l’Italia a pagare i suoi debiti esteri).

Le collette raccolte dal papa erano utilizzate dai banchieri Medici per finanziare le guerre della Francia. I nuovi imperi, come le nuove imprese economiche, sono caratterizzati da slancio e voglia di successo, quelli vecchi puntano ad amministrare ricchezze finanziare accumulate che, con l’inflazione, le insolvenze, le esazioni di stato (in assenza di esenzioni) e le guerre, si erodono e allora si chiude la fase finale dell’era  di decadenza, si chiude un ciclo e se ne apre un altro.

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 18/3/2019)

EUROPA

Dicono che gli uomini sono uguali e di un’unica razza, però in Europa perdura l’antisemitismo e, di riflesso, l’avversione verso Israele, accade in Germania, Francia, Inghilterra e in tutta l’Europa orientale e settentrionale, questa seconda giudicata dai tedeschi più assennata degli italiani. In Germania, la maggioranza degli immigrati islamici è antisemita, mentre i tedeschi lo sono al 20%.

All’Assemblea dell’Onu, la Germania vota le risoluzioni contro Israele, che sono la grande maggioranza; al consiglio per i diritti umani dell’Onu, oltre la metà delle risoluzioni sono contro Israele; in queste sedi, la Germania, forse per opportunità di affari con l’Islam, è regolarmente schierata contro Israele, accusato di essere uno stato apartheid. Gli Usa hanno revocato il loro finanziamento all’agenzia dell’Onu, Unrwa, che aiuta economicamente i palestinesi, e la Germania si è offerta di coprire la cifra mancante.

Come nelle due guerre mondiali, la Germania è vicina all’Islam e all’Iran, uno degli sponsor del terrorismo, che vuole la distruzione di Israele; in Germania le statistiche sui crimini antisemiti sono falsamente addebitate solo alla destra revanscista, in realtà, vi partecipano soprattutto islamici. Nelle scuole tedesche, Israele è presentato in modo negativo e i palestinesi in modo positivo, gli scontri tra israeliani e palestinesi sono sempre addebitati a Israele, in Italia lo fa anche la stampa della chiesa cattolica.

Con la propaganda della religione e dello stato, hanno usato l’antisemitismo, in Europa e nell’Islam, per nascondere il malgoverno e per dare uno sfogo alla rabbia del popolo. A chi afferma giustamente che le differenze con gli ebrei sono culturali e non razziali, io ribatto che tutti gli uomini sono condizionati e programmati da famiglia, religione, scuola, stato, classe e condizione sociale e che gli ebrei, secondo natura, non sono peggiori di cristiani e islamici. 

Per proteggersi dalle accuse rivolte loro, purtroppo, gli ebrei dovrebbero comportarsi meglio degli altri uomini, invece si comportano come i cristiani e perciò sono bollati, in segno dispregiativo, come finanzieri ebrei, capitalisti ebrei, giornalisti ebrei, speculatori ebrei, avvocati ebrei e medici ebrei: Gli ebrei, generalmente conservatori, come tutti, partecipano, a mezzo stampa, alla tifoseria politica e in Italia sono contro il governo giallo-verde, anche questo serve a procurare loro dei nemici. (Per le notizie: Manfred Gerstenfeld - Informazione Corretta 10/3/2019).

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Nel giugno del 2018, il presidente della Bce, Mario Draghi, ha affermato che il quantitative easing ha funzionato bene, facendo aumentare i Pil dell’eurozona del 1,9% e l’inflazione dell’1,9%; questi dati sono strati contestati dal ministero dell’economia olandese, che afferma che l’effetto sulla crescita è stato nullo, mentre i maggiori benefici li hanno avuti Francia e Germania.

Il QE è stato adottato anche in Usa e Giappone, però, laddove ha raggiunto la soglia del 2% d’inflazione, è dipeso soprattutto dall’aumento di prezzo delle materie prime e non dall’aumento della domanda; del QE hanno beneficiato le banche, che invece avrebbero dovuto aiutare l’economia reale con i prestiti, perciò la liquidità aggiuntiva è rimasta in mano al settore finanziario, aiutando i bilanci delle banche, ma ha tenuto bassi gli interessi.

Così facendo però, si sono mantenute in vita imprese piccole, vecchie, marginali e con bassa produttività, le quali hanno anche difficoltà a pagare i debiti; in Italia ci sono stati molti fallimenti di queste imprese, ma la loro quota sul totale delle imprese, dal 2007 al 2013, è aumentata dal 7% al 19%. Per il presidente di Bankitalia, Ignazio Visco, con la crisi, c’è stata una riduzione del credito, della concorrenza e della redditività, il QE ha solo aiutato la sopravvivenza delle imprese marginali. (Fonte: Riccardo Sorrentino – ilsole24ore.com).

ITALIA

La Banca Europea per gli Investimenti nacque, per iniziativa dell’Italia, con il trattato di Roma del 1957, da allora questo paese è stato tra quelli che ha beneficiato di più dei suoi prestiti, dal 2008, in tutto, 108 miliardi di euro. La Bei ha finanziato le Pmi dell’eurozona con 43 miliardi di euro, altri finanziamenti sono stati destinati alle infrastrutture, alle conseguenze di sismi, di disastri idrogeologici, la Bei ha concesso finanziamenti alla ricerca, alle università e a progetti di difesa dell’ambiente.

La Bei è il braccio finanziario della commissione europea, dal 2015, con il piano Junker, ha stanziato 375 miliardi di euro per rilanciare l’economia europea, l’Italia è al secondo paese  per gli utilizzi. La Bei fa operazioni di contrasto contro terrorismo, riciclaggio e contro l’attività economica criminale in genere, fa l’analisi della sostenibilità economica e ambientale dei progetti. (Fonte: Dario Scannapieco - startmag.it).

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Il 22/3/2019, il presidente cinese Xi, il 23/3/2019, sarà in visita a Roma, per siglare memorandum o accordo sulla partecipazione italiana alla nuova via della seta o BRI; Usa, Francia e Germani, che non apprezzano l’autonomia italiana, sono contrarie; comunque, Trump, vuole disinnescare la guerra commerciale con la Cina. Per motivi di sicurezza, l’accordo tra Roma e Pechino sembra momentaneamente non includere la tecnologia cinese 5G delle comunicazioni mobili.

In Italia gli investimenti cinesi sono pari a 22 miliardi di euro, inferiori a quelli realizzati in Gran Bretagna, il terminale marittimo della nuova via della seta dovrebbe essere il porto franco di Trieste e Genova, al progetto marittimo cinese si sono già associati Malta, Anversa, Egitto e Israele, assieme ad altri 66 paesi per le relative vie terrestri; per tutti questi paesi gli Usa non hanno protestato, si dice perché l’Italia fa parte del G7 e dell’Alleanza Atlantica.

La materia sembra però di competenza del ministro per il commercio e non del ministro degli esteri; l’opera è una grande opportunità per lo sviluppo dell’Italia, già tagliata fuori dall’apertura dei grandi traffici con l’Asia e l’America. Il progetto serve a incrementare il traffico marittimo, in partenza e in arrivo, coinvolgendo imprese italiane nella realizzazione dell’opera, le imprese italiane Leonardo-Finmeccanica e Terna sono state già consultate.

Il 6/3/2019, l’adesione italiana alla BRI ha assunto una risonanza mondiale, si teme una deriva che allontani l'Italia dall’Alleanza Atlantica; d’altra parte, i nostri alleati, con l’aiuto della nostra televisione, hanno voluto l’isolamento dell’Italia favorendo, in ossequio ai mercati, la speculazione internazionale a suo carico. Sulla questione Huawei, gli Usa si dicono preoccupati per la sicurezza e per i dati dei cittadini.

Affermano che l’Italia è un hub importante per la provenienza del cavo sottomarino 5G dall’Africa; ora l’Italia deve mettere al lavoro le sue strutture di cyber sicurezza, per verificare se questi rischi esistono e, eventualmente, per intervenire. A ogni modo, le intrusioni sulla rete e lo spionaggio militare, politico e industriale lo hanno fatto, a carico dell’Italia, anche i nostri cauti alleati.

L’Italia ha un’economia equilibrata in grado di esportare tanti prodotti, perciò la nuova via della seta non sarà riservata solo alle merci cinesi d’esportazione; non bisogna essere sudditi degli Usa o della Germania, dall’unità italiana, la classe dirigente italiana, in cambio di privilegi per la casta agente dello straniero, ha voluto che l’Italia fosse sempre serva dello straniero.

Dalla televisione abbiamo sentito le riserve italiane e straniere su quest’opera, i cinesi non si offenderanno perché ne erano preparati, vogliono utilizzare e valorizzare la posizione strategica italiana nel Mediterraneo. Secondo la banca mondiale, la nuova via della seta ridurrà i costi di trasporto e inquinamento, migliorerà le infrastrutture, aumenterà investimenti nella realizzazione dell’opera, Pil, occupazione, esportazioni italiane e, in generale, investimenti esteri in Italia; così finiremo di correre dietro a Francia e Germania.

Tria e Conte sostengono il progetto, mentre Mattarella e Salvini, per rispetto verso gli Usa, sono più cauti, questa connettività euroasiatica, già prevista dalle agende europee 2020 e 2030, per il momento implica che l’impresa è squisitamente commerciale e perciò non dovrebbe rompere i vincoli italiani, inoltre  e segue le indicazioni dell’Onu ma, seguendo la storia di tutti i paesi, con il tempo, non si può mai sapere.

L’accordo con l’Italia segue altri 13 accordi fatti dalla Cina con altri paesi europei, punta a favorire la cooperazione e lo sviluppo tra Europa e Cina; Lyndon LaRouche è stato il primo a proporre la nuova via della seta. Nel Mediterraneo ne beneficeranno Genova e Trieste e, con i trafori delle Alpi, anche l’Europa settentrionale, mentre l’Italia meridionale potrebbe diventare l’hub per l’Africa. I cinesi sono già in diversi porti del Mediterraneo, soprattutto ad Atene, e vogliono già costruire un nuovo molo a Trieste; il 15% della capacità portuale europea è in mano cinese, perciò, chi chiede una politica comune dell’UE con la Cina, non sa cosa dice.

Per i trasporti di merci, per via ferroviaria, con la Cina, in Germania, Duisburg è diventata l’hub principale per l’Europa e la Germania non si è dovuta giustificare, anche la Tav Torino-Lione, ignorando, come ha fatto la televisione italiana, la discriminante dei costi di realizzazione tra Francia e Italia, s’inserisce in questo nuovo sistema di trasporti; l’Europa non la stiamo dividendo noi, è già divisa da austerità, immigrazione, discriminazioni verso l’Italia e dal trattato di Aquisgrana tra Francia e Germania.

Usa, Germania e altri paesi hanno già investito in Cina e la Cina ha già fatto molte acquisizioni in Gran Bretagna, Germania e altri paesi europei, gli investimenti cinesi ammontano a 225 miliardi di dollari; questi accordi sono stati patrocinati da governi europei, in testa la Merkel e la May, Gentiloni e Tria si sono associati, perciò ora non si capisce l’allarme della commissione europea e di Trump sugli accordi tra Cina e Italia.

Già si sapeva che la Cina ha un diverso modo di governance dell’economia, a parte il problema della segretezza violabile dalle reti 5G, l’Italia è stata spiata con le telecomunicazioni anche dagli alleati, che controllano i nostri servizi segreti e hanno loro agenti nelle istituzioni italiane che hanno svenduto l’Italia; non bisogna nemmeno ignorare che la Cina, senza riserve da parte di Bruxelles, ha una larga partecipazione al porto di Rotterdam.

Spero pertanto che il governo italiano resista alle vessazioni e alle imposizioni di Usa e Ue, deve dimostrare che ha un briciolo di sovranità, che vuole tutelare i suoi interessi economici e che rifiuta le discriminazioni; sono 168 i gruppi cinesi che hanno investito in Italia, con diversi miliardi di euro e 12,7 miliardi di fatturato, l’investimento maggiore è stato fatto alla Pirelli. I cinesi non hanno verso l’Italia la stessa arroganza dei suoi alleati, diversamente da Usa e Francia, con le loro partecipazioni, i cinesi non si appropriano di marchio e tecnologia, per poi chiudere le aziende in Italia. (Federico Fubini - Marco Orioles - startmag.it – Manola Piras – Policy Maker – Dario Ronzoni – linkiesta.it – Tino Oldani – Italia oggi).

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Secondo i dati della banca d’Italia, l’Italia ha investito 800 miliardi di euro all’estero, il dato si rileva dal saldo Target 2 della BCE e dagli attivi, in più anni, della bilancia valutaria con l’estero, mentre dall’estero sono stati investiti in Italia 300 miliardi di euro; si tratta di 500 miliardi di euro di risparmi o capitali esportati all’estero che potevano essere impiegati in Italia. A causa dei vincoli di bilancio dei trattati europei, l’Italia non può utilizzare questi soldi per gli investimenti interni in infrastrutture e per la spesa sociale.

Per imprese, famiglie e stato, i debiti fatti con la spesa reggono se ci sono le garanzie patrimoniali e di reddito, come accade per l’Italia; la Germania, imponendo l’austerità, usufruisce di tassi negativi sui bund, mentre l’Italia deve pagare tassi maggiorati con lo spread. Lo stato non può limitarsi solo a giustizia, difesa e sicurezza interna, come accade con la politica dell’UE che oggi ha fatto si che in Germania giacciono i  risparmi italiani remunerati a tasso negativo.

A causa dei trattati europei, l’Italia non può bloccare questa fuga di capitali, negando ai cittadini servizi adeguati, se questi capitali rientrassero in Italia, crollerebbero gli interessi interni, si salverebbero le piccole banche, aumenterebbe spesa pubblica, produzione e investimenti. La Germania, con la sua disponibilità finanziaria, presta soldi a Spagna e Francia, compra governi e informazione e vuole piegare l’Italia. (Per le notizie: Giuseppe Masala – sinistrainrete – Megachip).

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Dopo il QE, la Bce ha varato un nuovo piano TLITRO di rifinanziamento per le banche che, fino a oggi, grazie a questi piani, hanno ricevuto 700 miliardi di euro, i nuovi TLTRO servono anche a rimborsare quelli in scadenza del 2016 e 2017; lo scopo è fornire alle banche liquidità a tasso zero, per concedere prestiti all’economia reale. Purtroppo, dal 2015 al 2019, a causa della recessione, i crediti a famiglie e imprese italiane sono scesi da 1.420 miliardi di euro a 1.300.

Imponendo alle banche la svendita delle sofferenze bancarie, la Bce ne ha peggiorata la situazione patrimoniale, aiutata però dalle plusvalenze sui titoli di stato; grazie al QE, di   liquidità le banche italiane ne hanno a sufficienza, infatti, hanno 70 miliardi di euro di riserve oltre i loro depositi presso la Bce. I bilanci in deficit, con la spesa pubblica, avrebbero consentito di mettere più denaro nelle tasche dei privati, favorendo i consumi e la produzione; ora le banche detengono anche tanti titoli di stato che probabilmente dovranno essere ceduti alla Bce con un nuovo QE. (Fabio Dragoni e Antonio Rinaldi – scenari economici – startmag,it).

ISLAM

L’autorità nazionale palestinese, per amministrare il suo territorio, riceve aiuti internazionali dall’ONU, dagli Usa, dall’EU, dal mondo islamico e da altri paesi; negli ultimi dieci anni,  circa tre miliardi di dollari l’anno, pari a circa 1.000 dollari a testa per una popolazione di circa tre milioni di persone. I palestinesi ricevano i maggiori aiuti dal resto del mondo, l’Onu, tramite la sua agenzia Unrwa,  invia 540 milioni, è la sua maggiore contribuzione ed è la stessa cifra che l’Onu invia all’Irak, afflitto dalla guerra, che ha una popolazione dieci volte superiore.

Ora è accaduto che L’ANP si è dichiarata in crisi  economica e perciò ha dimezzato lo stipendio ai suoi dipendenti che guadagnano più di 500 euro il mese; da considerare però che, compito dell’ANP è finanziare il terrorismo contro Israele e non la crescita economica, nel suo territorio è anche diffusa la corruzione. Ramallah e Gaza vogliono la distruzione d’Israele, perciò pagano i terroristi reclusi in carcere e le famiglie di quelli morti, le cifre variano da 400 a 2.500 euro il mese, in  proporzione alla condanna.

Perciò Norvegia, Australia e Usa hanno ritirato i loro aiuti e Israele ha ridotto le tasse doganali versate all’ANP, in proporzione a queste elargizioni che sono pari a 350 milioni di dollari l’anno; per conseguenza, l’ANP ha accusato Israele di aver violato gli accordi di Oslo del 1993, i quali però proibivano il sostegno palestinese al terrorismo contro Israele. In questa vicenda, per tenere buono il mondo islamico e i palestinesi, la Germania, la Francia e la Gran Bretagna non hanno seguito le mosse degli Usa e perciò hanno continuato a versare aiuti all’ANP, contemporaneamente, fanno accordi militari ed economici con Israele.

L’ONU, con sede a New York, ha 100.000 dipendenti, ha un bilancio annuo di 18 miliardi di euro, ne fanno parte 193 stati, l’assemblea ha 27 enti, il segretariato 14, il consiglio economico 28; ognuna di queste realtà ha consiglio, segretario e consulenti; i posti sono lottizzati, la maggioranza è islamista e terzomondista. L’Onu condanna Israele, senza accennare al terrorismo e ai missili scagliati contro questo stato che si difende, condanna le reazioni di Israele e difende i diritti dei palestinesi, Del consiglio dei diritti umani dell’Onu fanno parte stati che non rispettano questi diritti, contro Israele si fanno, a getto continuo, mozioni, rapporti e risoluzioni. (Fonte: Ugo Volli – Progetto Dreyfus).

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 11/3/2019)

USA

Gli Usa hanno cercato di disinnescare la minaccia nucleare nordcoreana, anche per proteggere Corea del sud e Giappone, legati agli Usa dal punto di vista economico e militare; gli Usa, nel confronto economico e militare con la Cina, hanno bisogno di alleati, con questo paese vogliono riequilibrare i rapporti commerciali e non intendono più trasferire alla Cina tecnologia americana.

A prescindere da quello che raccontano Wall Street e i notiziari della televisione, nel 2018 gli Usa hanno avuto un deficit  commerciale di 600 miliardi di dollari, il bilancio federale ha un deficit del 4% rispetto al Pil e lo stato ha un debito pubblico di 22.000 miliardi di euro, con gli interessi che costituiscono, per importanza, la terza voce di spesa, mentre le armi sono la prima. Questi interessi, fino a oggi, sono serviti ad attirare i capitali esteri che pareggiano il deficit commerciale.

Invece il Giappone, che ha un debito pubblico pari al 240% del Pil, come la Germania, paga interessi zero sul debito pubblico, pareggia il deficit annuale con l’attivo commerciale e vende i bond di stato soprattutto ai suoi cittadini; il Giappone, con il disavanzo di bilancio, finanza spesa pubblica e investimenti infrastrutturali, all’Italia è vietato dallo spread e dall’UE. La delocalizzazione industriale americana, nata negli anni ottanta per ridurre i costi, ha portato a questa situazione e le imprese americane che fanno profitti all’estero, non li fanno ritornare in patria, ma li usano per speculare nel mercato finanziario internazionale.

Oltre i debiti dello stato americano, esistono quelli delle famiglie e delle imprese, nel 2018 la posizione debitoria netta degli Usa è stata di 8.000 miliardi di dollari, ai quali vanno aggiunti i derivati, che sono debiti per amministrazione pubblica, imprese e privati e crediti deteriorati di difficile realizzo in mano alle banche. Per pareggiare la bilancia commerciale, gli Usa non svalutano adeguatamente il dollaro, perché, assieme agli interessi, attirano capitali dall’estero e difendono il ruolo del dollaro come moneta di riserva e di commercio internazionale, anche questo ruolo ne tiene su la quotazione e aiuta il deficit commerciale americano.

In questo momento d’incertezza, Cina, Giappone e i paesi del Golfo non comprano più Titoli del Tesoro americano e, probabilmente, non rinnoveranno quelli a scadenza nelle loro mani, la Russia si è già disfatta di questi titoli. A rigor di logica, per una nazione militarmente agguerrita e al riparo di aggressioni, è questo il momento per denunciare il suo debito estero, sottraendosi anche ai suoi impegni internazionali.

Tra Usa e Filippine esiste un trattato di difesa del 1951 e le Filippine lo vogliono usare per lottare contro le rivendicazioni cinesi sul mare cinese meridionale, ma gli Usa non vogliono difendere queste pretese territoriali delle Filippine, anche perché la Cina ha promesso altri investimenti in Usa. Di fronte alle sanzioni Usa, la Russia, che è legata da un patto militare con la Cina, con la quale fa anche esercitazioni militari, ha affermato che la politica estera di Mosca poggia sulla pazienza strategica.

Per ridurre le spese, gli Usa ritirano le truppe da alcuni paesi e chiedono agli alleati di aumentare il loro impegno militare. Secondo alcuni esperti, nel 2019 il terrorismo, coltivato, come la guerra, a turno da tutte le potenze, come modo di fare politica, e poi sfuggito anche dalle loro mani, declinerà momentaneamente nel mondo. Gli Usa affermano di aver sconfitto il califfato in Siria, ma i curdi combattono ancora.

Migliaia di civili fuggono da Baghouz, enclave siriana fino a oggi controllata dall’Isis, dove sono trincerati miliziani e terroristi che non vogliono arrendersi; tra gli sfollati ci sono arabi, europei, asiatici e africani, tutti di fede islamica e soprattutto donne e bambini; Trump ha invitato i paesi europei a riprendersi i loro cittadini, ma questi nicchiano. L’Isis si difende con droni, mine antiuomo, razzi e kamikaze, gli Usa attaccano con gli aerei; in una fossa comune di Baghouz sono state trovate le teste mozzate di donne yazide rapite dall’Isis, che hanno rifiutato di convertirsi all'islam. (Fonte: Guido Salerno – Marco Orioles startmag.it - . teleborsa.it – policymakermag.it .)

EUROPA

Per sostenere la liquidità interna delle banche dell’E, per il 2019 la BCE ha deciso di fare prestiti Tltro alle banche in difficoltà allo 0% e, per stimolarle le banche a prestare alle imprese; ha deciso di remunerare i depositi bancari allo 0,4% negativo; per quanto riguarda il programma di quantità easing scaduto il 31/12/2018, relativo all’acquisto di obbligazioni pubbliche e di grandi aziende europee, i rimborsi dei titoli in scadenza saranno reinvestiti fino al rialzo dei tassi.

Gli stati sovrani finanziano il deficit pubblico emettendo titoli di stato e stampando moneta, ora l’Italia può solo vendere i Btp, in prima emissione e ad alto rendimento, alle banche e non a Bankitalia, ma la Bce vorrebbe che le banche italiane riducessero i Btp nel loro portafoglio, i quali sono per esse anche una riserva di liquidità, la Bce chiede anche la loro ricapitalizzazione ed è ferma a imporre il limite del 2% annuo per l’inflazione.

La vendita di questi titoli molto redditizi, anche a causa dello spread, apprezzati anche nel mercato internazionale, rispetto a quelli tedeschi che non rendono niente, andrebbe a vantaggio di banche dell’Europa settentrionale, di Bundesbank, Bce e DeutsheBank; inoltre, l’aumento di capitale delle nostre banche più solide, come banca Intesa, che s è sempre espressa contro la ricapitalizzazione, potrebbe comportare il loro assorbimento da parte di altre banche nordeuropee. Per quelle piccole e in  difficoltà, la politica della Bce pare più adeguata, anche se discriminatoria con il bail-in, il FMI loda la decisione della Bce di rimandare il rialzo dei tassi d’interesse.

L’inflazione controllata, tenuta a bada dalle Bce, si è accompagnata alla stagnazione del Pil e della domanda e denuncia la deflazione e il calo dei salari reali; con la scusa dell’equilibrio di bilancio, per contrastare il basso costo del lavoro dei paesi emergenti, la commissione europea ha puntato sull’austerità, poi la Bce, per stimolare la produzione e i prestiti alle imprese, ha varato il QE che ha solo favorito, con l’aumento della liquidità, la speculazione finanziaria.

Con l’aumento della liquidità, il quantitative easing doveva aumentare, con i prestiti, anche i prezzi, perché i prestiti alimentano la moneta bancaria e con essa anche i prezzi; la Bce ha mancato di raggiungere suo obiettivo e ora il problema è il calo del Pil e della domanda e non i prezzi, che aumentano con l’aumento della domanda che non c’è stata. Non si possono curare i sintomi, come fa la medicina, ignorando la causa delle malattie che non si riescono a curare.

Per chi non ha mutui a tasso variabile, l’inflazione è un trasferimento di risorse dal creditore al debitore, il che è positivo, mentre i lavoratori devono essere indennizzati con l’indicizzazione dei salari. La moneta può essere d’oro, d’argento, costituita da grano o altra materia prima, cartacea, bancaria, di conto, di conto corrente, virtuale, elettronica, ecc; quella che produce inflazione, quando è creata in eccesso, è soprattutto quella cartacea.

La moneta, prodotta senza limiti, favorisce l’inflazione, cioè la sua perdita di valore; sotto questo aspetto, sono inflattivi il deficit del bilancio dello stato e l’attivo commerciale con l’estero. Tutti i paesi sovrani, per i regolamenti interni, dovrebbero avere una moneta interna; invece, per i regolamenti monetari internazionali, servirebbe una moneta di conto, fatta dalla media ponderata delle maggiori monete del mondo, simile ai DSP del Fmi; il commercio internazionale andrebbe fatto con il baratto regolato in questa moneta.

I paesi dovrebbero acquistare all’estero in base a ciò che vendono all’estero, tenendo conto anche di turismo e di rimesse degli emigranti; tutti i paesi, per difendere la loro produzione, hanno diritto di applicare dazi all’importazione, ma non lo potrebbero fare quando hanno con l’estero una bilancia valutaria attiva; in tal modo, cesserebbe credito e debito estero, assieme alla massa finanziaria utilizzata dalla speculazione internazionale. I regolamenti valutari esteri andrebbero fatti in clearing, cioè con compensazione e con la moneta internazionale di conto.

ITALIA

La Cina e l’Italia, con la partecipazione delle sue società Leonardo - Finmeccanica e Terna, hanno deciso di cooperare nello sviluppo della nuova via della seta o BRI, il testo dell’accordo sarà firmato a breve e perciò il presidente Xi è atteso a Roma; si prevedono cinque corridoi terrestri e uno marittimo, con terminale marittimo, via Suez, il porto franco di Trieste, che dovrebbe collegare la Cina all’Italia.

Il piano di collaborazione infrastrutturale prevede la realizzazione di autostrade, reti ferroviarie, ponti, porti e telecomunicazioni; l’Italia è il primo paese del G7 a partecipare al progetto, dopo altre settanta nazioni del mondo; poiché l’Italia fa parte dell’alleanza atlantica, gli Usa, gelosi dei successi cinesi, stizziti, hanno reagito negativamente al progetto e alla disponibilità italiana, il governo italiano ha cercato di fornire loro delle rassicurazioni.

L’Italia diverrebbe partner privilegiato della Cina, in materia di commercio, finanza, investimenti e cooperazione in genere; essa s’impegna a fare lobbying a Bruxelles a  favore della Cina; al momento l’UE non sembra interessata a cooperare, a questi progetti, con Pechino, gli Usa sono contrari,  Conte e M5S sostengono il progetto, invece la Lega, filoamericana, pare più tiepida.  

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E  POLITICA NEWS (lunedì 4/3/2019)

EUROPA

Il ministro dell’’Industria tedesco, Peter Altmaier, con un documento, ha impostato la strategia industriale del paese per il 2030; ha affermato che la Germania è in ritardo nell’innovazione tecnologica, rispetto a Cina e Usa, eppure al summit dell’UE, tenuto a Lisbona nel 2000, si era promessa la coesione sociale e un’economia basata sulla conoscenza e sull’innovazione.

Invece non si è fatto nulla e la Germania è rimasta ancorata al modello industriale tradizionale, soprattutto automobilistico, e, con l’austerità, ha imposto ai paesi dell’Unione di migliorare la competitività e l’equilibrio di bilancio, sacrificando il salario. Dal 2000, quattro riforme Hartz sul lavoro, nel 2017 hanno fatto scendere la sua remunerazione dal 62,11% al 52,94% del Pil, in Italia dal 50,7% al 44,2% del Pil.

Nello stesso periodo in Germania gli investimenti sono passati dal 23% al 20,3% del Pil, la prossima crisi potrebbe far saltare le banche tedesche, per i suoi impiegati in derivati e prestiti rischiosi a paesi esteri e senza garanzie. Grazie alle esportazioni, nel 2017, la posizione finanziaria della Germania verso l’estero presenta un attivo di 1.771 miliardi di euro, mentre gli investimenti esteri in obbligazioni pubbliche e private tedesche, con gli interessi soprattutto negativi, sono pari a 1.111 miliardi di euro, con 982 miliardi di debito pubblico in mano soprattutto a stranieri.

Oggi la riduzione del peso dei salari non basta a garantire la competitività dell’industria, lo stato dovrebbe creare le condizioni ottimali per la crescita economica e contrastare le acquisizioni estere, soprattutto cinesi, d’imprese tedesche ad alta tecnologia; un fondo sovrano tedesco dovrebbe acquisire le partecipazioni in aziende strategiche da nazionalizzare. Il governo tedesco so sta muovendo in questa direzione.

L’industria tedesca non ha esteso adeguatamente l’informatizzazione, i computer, i robot, le biotecnologie e l’intelligenza artificiale, oggi la produzione di televisori è in mano giapponese e coreana e quella di smartphone è in mano cinese e coreana. La Germania, per ridurre i costi, ha delocalizzato industrie in Europa orientale, esportando all’estero tecnologia e produzione, ma dovrebbe imparare proteggere dagli stranieri la tecnologia delle sue grandi industrie.

Secondo le statistiche, la Germania è in recessione nel settore manifatturiero, nei servizi, nelle costruzioni e nel commercio estero, perciò le previsioni di crescita del Pil all’1%, sono a rischio di ribasso; anche a causa dei dazi americani; come accade in Cina, il saldo del commercio estero è largamente positivo e, con la sottovalutazione dell’euro, favorisce gli squilibri di altri stati e il loro indebitamento; ad ogni modo, come ha fatto con i derivati americani, a causa della diarchia Francia-Germania, la Germania, per aiutare la Francia, ha acquistato parte del debito estero francese. (Per le notizie: Guido Salerno Aletta – starmag.it).

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Anche se l’UE, seguendo gli Usa, ha riconosciuto la presidenza Guaidò in Venezuela, esageratamente, gli Usa hanno minacciato Maduro d’intervento militare e lì’UE gli ha inviato un ultimatum; però l’Ue, aggirando le sanzioni Usa, vorrebbe continuare a fare affari con l’Iran e la Russia, il che, alla lunga, potrebbe portare al divorzio tra Usa e UE. L’UE, a direzione franco-tedesca, slitta verso est; gli Usa sono contrari al gasdotto Nord Stream 2 proveniente dalla Russia e hanno avvertito che le compagnie tedesche partecipanti al progetto potrebbero essere sanzionate dal governo americano.

Trump vuole fornire gas liquefatto all’Europa, al posto della Russia, perciò ha fatto accordi con la Polonia, gli oppositori del gas russo sono Polonia, paesi baltici, Regno Unito,  Irlanda, Danimarca, Svezia e Croazia; per solidarietà verso gli Usa, anche Francia e Italia. Per lo più, questi paesi vogliono contrastare la penetrazione russa in Europa occidentale. La posizione dell’Italia è singolare perché è stato il primo paese europeo a importare gas dalla Russia, con  un gasdotto costruito dall’Eni.

Per quanto riguarda i negoziati commerciali tra Usa e UE, per il momento gli Usa non hanno imposto i dazi del 25% sulle auto europee, però vogliono includere nell’accordo l’agricoltura e gli europei sono contrari. Bruxelles non vuole riaprire la partita sugli accordi di libero scambio, ha sabotato gli accordi TTIP e ha fatto concessioni solo per l’importazione di soia e gas dagli Usa.

E’ in gioco il legame transatlantico e le cose, probabilmente, non cambieranno con il prossimo presidente degli Usa. La Nato sta svolgendo una esercitazione navale nel Mediterraneo e Trump vuole che Usa e UE facciano fronte comune contro la Cina, che accusa di pratiche commerciali scorrete, sussidi alle imprese esportatrici, furto di tecnologia Usa e basso valore dello yuan. Vuole proteggere gli Usa dai giganti delle telecomunicazioni cinesi Huawei e ZTE, perciò gli Usa stanno esercitando pressioni sugli alleati europei per dissuaderli, per motivi di sicurezza, dall’affidare le reti 5G alle due compagnie cinesi.  (Federico Punzi – La Stampa).

ITALIA

I servizi segreti italiani hanno presentato una relazione al capo del governo italiano, che afferma che Usa, Gran Bretagna, Francia e Germania stanno facendo lo screening degli investimenti stranieri in questi paesi; l’Italia pare in ritardo anche su questo fronte. La Francia ha sottratto alla libertà degli investimenti dall’estero la sicurezza interna e la difesa, includendo cyber sicurezza, intelligenza artificiale, robotica, stampa 3D e semiconduttori.

La Germania ha fissato al 10% la partecipazione estera nei settori della sicurezza interna, della difesa, energia, telecomunicazioni e informazione. La Gran Bretagna ha limitato la partecipazione estera in piccole aziende innovative iglesi operanti nella difesa, computer, tecnologia quantistica, inasprendo i controlli. Non sappiamo se la vecchia politica italiana, amante del liberismo, della globalizzazione, dell’europeismo e dell’atlantismo, abbia deciso di adeguarsi a queste novità.

Gli Usa, per mezzo dell’intelligence, sorvegliano tutti i tentativi esteri di acquisire il controllo d’imprese statunitensi, nel campo di tecnologie e infrastrutture critiche e dei dati sensibili personali. Sorvegliano gli investimenti capaci di favorire lo spionaggio, come gli investimenti immobiliari esteri vicini a installazioni militari, a porti e aeroporti. (Fonte: Startmag.it).

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Antonio Fazio, ex governatore della Banca d’Italia, dope le diatribe sull’oro depositato presso la banca d’Italia, che si è proposto di vendere, ha affermato che in UK e USA l’oro della banca centrale appartiene al Tesoro, invece in Italia, Francia e Germania appartiene alla banca centrale, che in Italia è, purtroppo, privata. I nazisti sottrassero quest’oro alle banche centrali e furono costretti a restituirlo, nel 1997 il governo italiano utilizzò parte di queste riserve auree per ridurre il deficit di bilancio.

Gli statuti di Bce e delle banche centrali disciplinano la materia, nell’UE quest’oro s dice che serva a garantire la stabilità dell’euro, una parte dell’oro italiano è depositata a Francoforte, Londra e New York; tuttavia, l’Inghilterra ha venduto parte delle sue riserve auree, senza soffrire della svalutazione della sterlina. Fratelli d’Italia ha presentato una proposta per nazionalizzare la Banca d’Italia ora privata e il M5S è d’accordo.

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La separazione tra Tesoro e banca d’Italia fece aumentare il debito pubblico e costrinse l’Italia ad aggrapparsi all’euro, ora il governo vuole intervenire nelle nomine dei vertici di Bankitalia. L’euro è servito a far retrocedere economicamente l’Italia; la Germania è il paese che ha guadagnato di più dall’eurozona, l’Italia è quello che ci ha rimesso di più, lo dicono anche ambienti tedeschi.

Nel 1979 furono incriminati Paolo Baffi e Sarcinelli, per favoreggiamento, interessi privati, mancata vigilanza sulle banche, poi furono prosciolti e non subirono nemmeno il processo, ma furono costretti a dimettersi; poiché la politica la fanno anche la chiesa e la giustizia, forse una manovra politica fu ordita contro di loro. Comunque, Baffi fu il primo a rivendicare l’autonomia della banca df’Italia dal Tesoro, che fu concessa nel 1982; era però contrario all’entrata dell’Italia nello Sme e ai cambi fissi; anche con l’euro, i cambi interni dell’UE sono fissi.

L’incriminazione di Baffi e le scelte successive di Bankitalia, dettate dalla politica, che si muove anche attraverso la magistratura, oggi, sotto la spinta della Germania, hanno portato l’Italia all’attuale situazione. Dalle direttive europee è derivata la dipendenza del bilancio dello stato dai vincoli europei, l’indebolimento del welfare e il dominio della finanza; l’egemonismo tedesco è passato per via fiscale o di bilancio e monetaria, riducendo la competitività italiana basata sulle svalutazioni della lira.

Contro i difensori dell’indipendenza della banca centrale, Matteo Renzi era contrario alla riconferma di Visco alla carica di governatore di Bankitalia, oggi Di Maio e Salvini, visti i mancati controlli su banche e borsa, rilevano l’inefficacia di una regolamentazione bancaria che mette a rischio i risparmi e la tenuta delle banche; perciò, vogliono intervenire sulle nomine dei vertici di Bankitalia e Consob.

Naturalmente, a questo disegno, sono contrari Repubblica, Pd, vertici UE, economisti della scuola di Chicago e neoliberisti, i quali ritengono che i mercati riescano e autoregolarsi da soli e che perciò Bankitalia sia meritevole d’’indipendenza verso il parlamento e il governo. Essi però non tengono conto che la banca centrale non è un organo dello stato e perciò, secondo la costituzione, non ha diritto all’indipendenza dagli altri organi dello stato, perciò il governo ha il potere di regolamentare l’azione della banca centrale; essi ritengono l’intervento del governo sulle azioni o omissioni della banca centrale, un’interferenza turbativa della sua indipendenza e della libertà di mercato.

Il neoliberismo si è affermato con la riduzione dei poteri dei parlamenti, valorizzando le istituzioni internazionali e difendendo l’indipendenza delle banche centrali dal governo; perciò la Banca d’Italia è diventata una succursale della Bce, che è contigua ai settori finanziari sovranazionali, dei quali Bankitalia è complice e corresponsabile, anche perché il suo capitale è in mano a grandi banche e assicurazioni italiane; essa è diventata una copertura dei poteri forti, capaci di dirottare il potere decisionale dal parlamento e dal governo, a favore della finanza.

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Dal 2000 al 2017 la Cina ha investito 13,7 miliardi di euro in 600 aziende italiane, che hanno 18 miliardi di euro di fatturato e 30.000 dipendenti, in Europa l’Italia è il terzo paese, dopo Gran Bretagna e Germania; invece le aziende cinesi, a capitale parzialmente o totalmente italiano, sono oltre 2.000, con 160.000 dipendenti e 25 miliardi di euro di fatturato. L’interscambio complessivo supera i 50 miliardi ed è in crescita, crescono soprattutto le esportazioni italiane.

Con l’allargamento del canale di Suez e l’apertura della via marittima della seta, è cresciuto l’interesse cinese per le crociere nel Mediterraneo, conteso dalla società italo-svizzera Msc e dalla società tedesca Costa; le navi da crociera del mondo sono realizzate al 60% dalla società italiana Fincantieri, che è molto interessata alle commesse cinesi, Costa è sostenuta da M5S, Cina e Germania.

Al centro della via marittima della seta, passante per il Mediterraneo, che riguarderà anche il traffico merci, c’è l’Italia, la Cina vuole lanciarsi nel mercato del turismo e delle crociere e Costa punta ai porti dell’alto Adriatico, mentre Msc a quelli sul Tirreno e a Genova; la Cina vuole fare anche un’autostrada, con sbocco nel Montenegro, in Grecia ha il controllo del Pireo. (Per le notizie: Michelangelo Colombo – startmag.it).

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Il ministro dell‘economia Tria, fino a ieri innamorato europeista, assieme a Mattarella e Moavero, alla commissione finanze del Tesoro, sul dossier banche italiane, ha rimarcato gli errori di Berlino e Bruxelles; ha detto che al bail-in erano contrari lui stesso, il ministro Stammati, l’Abi e la banca d’Italia, ma che il ministro delle finanze tedesco aveva minacciato che, se l’Italia non avesse accettato il bail-in o risoluzione interna delle crisi bancarie, avrebbero diffuso la voce che le banche italiane stavano per fallire. Era una forma di ricatto terroristico dei mercati che, con il benestare degli euroburocrati e la grancassa dell’informazione e delle società di rating, hanno alimentato la speculazione finanziaria sull’Italia.

A causa dei danni collaterali della globalizzazione, Tria afferma che la protezione pubblica del risparmio deve essere fatta; è da ricordare però che, anche la Germania, con soldi pubblici, ha salvato dall’insolvenza le sue banche, poi, a danno dell’Italia, poiché è un paese serio, ha cambiato le regole. Comunque, il principio che soci e creditori non privilegiati rispondano delle perdite e del fallimento di un’impresa è previsto anche dal nostro diritto fallimentare, mentre la costituzione italiana promette di proteggere i risparmi. Sembra una promessa da marinaio, difficile da mantenere, perché i risparmiatori sono storicamente colpiti da inflazione alimentata dal bilancio dello stato, imposte, commissioni bancarie, bassi rendimenti e insolvenze bancarie e societarie.

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Savona ha affermato che, per favorire crescita e occupazione e per fare concorrenza ai bund tedeschi e ai T-bond americani, l’UE deve ammettere bond rilasciati dal Meccanismo Europeo di Stabilità o ESM, che ha questo potere, in tal modo avremmo delle attività finanziarie prive di rischio. I bund tedeschi, a causa del surplus del bilancio dello stato, sono insufficienti a soddisfare la domanda europea, perciò, fino ad oggi, i risparmi europei, facendo un favore agli Usa, si sono diretti verso i bond americani, alterando interessi, tasso di cambio e neutralizzando gli sforzi per ridurre i deficit di bilancio.

Per accrescere la posizione dell’euro, l’emittente deve essere un’autorità sovranazionale europea, però gli stati dell’Unione dovrebbero garantire i debiti reciproci, in tal modo si ridurrebbe il costo dell’indebitamento statale, si farebbero più investimenti pubblici e si ridurrebbe il peso dei titoli sovrani detenuti dalle banche. La Germania non ha voluto mettere in  comune il debito degli stati dell’Unione, ora però, stringendosi alla Francia, con il suo attivo valutario, ha risolto il problema del deficit e dell’indebitamento solo per questo paese.

Con i trattati di Maastricht e il Fiscal Compact, sono stati fissati i vincoli posti alla Bce di divieto di finanziamento agli stati e di garanzia di stabilità dei prezzi, escludendo la promozione dello sviluppo; perciò il risparmio si è diretto verso i titoli pubblici tedeschi senza reddito e verso i titoli pubblici americani, mentre i paesi con alto debito pubblico, come l’Italia, sono costretti a pagare interessi più alti, privandosi di risorse per gli investimenti.

Nel 1945, dopo gli accordi di Bretton Woods, per stabilizzare i bilanci di paesi in mancanza di liquidità, nacque il FMI, mentre la Banca Mondiale concedeva loro prestiti; invece nell’UE, l’ESM richiede, come il FMI, riforme strutturali, poi concretamente definite dalla commissione europea, ma manca una banca centrale come la Banca Mondiale, capace di concedere prestiti per lo sviluppo. Perciò l’ESM, garantendo la sicurezza ai risparmiatori, dovrebbe raccogliere risparmio a basso interesse per gli investimenti, riducendo i titoli di stato nei portafogli delle banche.  Purtroppo in UE l’euro è diventato uno strumento di dominio in mano ai paesi core e non di solidarietà e così, per reazione, è nato il sovranismo.

Comunque, il Tesoro italiano ha sempre trovato credito presso gli italiani, le banche italiane considerano i BTP in portafoglio anche un investimento, diversamente esporterebbero più capitali, la pubblica amministrazione italiana non è ancora in grado di mobilitare prontamente i mezzi economici in suo possesso per gli investimenti; cioè, prima di avviare la riforma proposta da Savona, il governo giallo verde deve anche risolvere questo problema, pare ci stia pensando.

ISLAM

In Libia operano società petrolifere di ricerca italiane, francesi, spagnole, inglesi austriache e norvegesi, nel 2011 l’aggressione a Gheddafi fu appoggiata da Francia e Lega Araba, Qatar ed Emirati presero anche parte al bombardamento; oggi però, Doha sostiene i fratelli musulmani, invisi all’Egitto, e Abu Dhabi, con Arabia ed Egitto, le forze islamiste.

In Libia, gli Emirati Arabi Uniti sostengono Haftar, assieme a Francia ed Egitto, invece il Qatar e l’Onu sostengono al Serraj; le due fazioni hanno partecipato anche alla guerra civile libica del 2014. L’Eni ha rafforzato il suo rapporto con gli Emirati, che stanno estendendo la loro influenza oltre la penisola araba e fino allo Yemen; però anche Al Sisi dipende dal sostegno finanziario degli Emirati e dell’Arabia.

USA

Pare che gli Usa usino il sistema giudiziario per fini economici e politici, non accade solo in Italia, il che prova che, a volte, la magistratura non è indipendente; dal 1993, il Dipartimento per il commercio, quello della giustizia e l’intelligence, nell’interesse delle grandi imprese americane, hanno operato per estendere la propria giurisdizione all’estero. Per favorirne l’acquisizione di imprese da parte di società Usa, hanno fatto processi contro imprese europee; Frederic Pierucci, presidente di una filiale francese di Alstom, fu accusato di corruzione in Indonesia e il 24/4/2014 il ramo energia di Alstom è stato acquisito da General Electric.

Con lo scopo di favorire l’acquisizione del gruppo francese da parte della General Electric, Pierucci è stato rinchiuso in carcere;  l’Alstom è un’impresa strategica nel settore nucleare, ora gli Usa potrebbero impedire la fornitura, da parte di GE, di pezzi d ricambio, intanto GE riduce i suoi posti di lavoro negli stabilimenti francesi. Gli Usa vogliono impadronirsi di industrie del vecchio continente e lo fanno anche comminando ammende esorbitanti;  GE ha acquisito quattro società francesi ricorrendo agli stessi mezzi e l’Alstom è stata condannata a un’ammenda di 772 milioni di dollari; gli Usa volevano anche impedire il trasferimento di tecnologia Alstom ai cinesi.

Anche l’Italia fu accusata di corruzione per la vendita di mezzi militari all’India e così l’affare andò a monte, comunque, nemmeno la Francia è stata sempre corretta nei progetti di fusione tra imprese italiane francesi. Nel 1996 la Francia, con le privatizzazioni, stava vendendo Thomson, leader dell’elettronica, alla coreana Daewoo, per entrare nell’affare, la giustizia Usa si servì del principio di extraterritorialità e delle lotta alla corruzione.

Gli Usa hanno recentemente inflitto alle imprese francesi ammende per 13 miliardi di dollari; con il pretesto della lotta alla corruzione, gli Usa colpiscono imprese europee per favorire le proprie nel mercato mondiale; con l’extraterritorialità della loro giurisdizione, sanzionano imprese europee che hanno avuto rapporti con paesi soggetti all’embargo Usa o per casi di corruzione, è accaduto ad Alcatel, Alstom, Technip, Total, BNP Paribas, Credit Agricole e Aveva.

Con il potere dell’extraterritorialità della giustizia americana, la tedesca Commerzbank e il gruppo bancario europeo HSBC sono stati condannati per riciclaggio; Deutsche Bank dovrebbe pagare una penalità di 14 miliardi di euro, per il suo ruolo avuto nella crisi dei subprime, Volkswagen è stata sanzionata per inquinamento. Per un nesso di tipo commerciale, questa legge Usa permette di perseguire imprese estere all’estero, è ’ sufficiente che abbiano fatto una transazione in dollari, usato una banca o usato un host o un server Usa.

Airbus potrebbe finire in giudizio Usa per sospetta corruzione in dollari in Francia e Inghilterra; la società cementiera Lafarge, sotto inchiesta per finanziamento a Daesh in Sira, che pagava per poter continuare a fare affari, pagava in dollari tramite una banca statunitense, sottoponendosi così alle sanzioni Usa. Oggi si usano il diritto e la giustizia a difesa della potenza economica di un paese o per favorire la sua politica estera.

Gli Usa, per raccogliere le informazioni, usano tutti i servizi d giustizia e d’intelligence, negli ultimi dieci anni, 40 miliardi di dollari di ammende sono stati inflitti dalla giustizia Usa a imprese europee. I parlamentari europei, contro al legge Usa dell’extraterritorialità,  hanno invocato il regolamento europeo del 1996, la legge Usa ha rafforzato l’embargo contro Cuba e proibiva investimenti esteri nel gas iraniano e nel petrolio libico.

L’8/5/2018 gli Usa hanno reiterato le sanzioni all’Iran, vogliono anche evitare che le imprese europee acquistino quote di mercato dei paesi colpiti dalle loro sanzioni; già nel 1977 gli Usa, per affari di tangenti nella Lockheed, adottarono una legge anticorruzione. Gli americani rimproveravano ai francesi di pagare tangenti nella vendita di armi e ora, per far fronte alla concorrenza economica dell’Europa, stanno adottando gli stesi mezzi da essi usati contro l’Unione Sovietica.

Perciò nel 1996 la legge anticorruzione è stata estesa a tutti i paesi, agendo per  corruzione, violazione dell’embargo e frode fiscale. Gli Usa, che, dopo le loro delocalizzazioni, anche se con indici economici positivi (se non sono falsi), sono pieni di debiti e sono economicamente decadenti, vogliono contenere economicamente la Cina e impedire che si venda tecnologia a russi e cinesi, perciò utilizzano l’arma anticorruzione. Nel 2014 BNP Paribas è stata condannata a pagare 9 miliardi di dollari di ammenda per non aver rispettato l’embargo contro Cuba e Iran.

La giustizia Usa ha collaborato, per il suo rafforzamento economico, con le imprese americane; nel 2014, l’impresa Alcatel fu accusata di aver pagato tangenti a un politico del Costarica e fu costretta a fondersi con l’Impresa Usa Lucent, con diminuzione del potere decisionale dei dirigenti francesi; è accaduto anche con la fusione tra Fiat e Chrysler e con la fusione d’imprese francesi con imprese italiane come Luxottica.

La giustizia Usa si è messa anche al servizio dello spionaggio industriale, perché le imprese multate sono messe sotto sorveglianza per tre anni; perché rispettino gli obblighi, un esperto ha accesso a tutte le informazioni che riguardano l’Impresa e deve farne rapporto al ministero della giustizia americano; per evitare altre sanzioni, l’impresa sorvegliata è costretta ad accettare queste interferenze. Gli elementi sensibili sono comunicati alle agenzie governative che se ne servono per la guerra economica, queste procedure tolgono ai paesi europei qualsiasi parvenza di sovranità.

Nella guerra economica non ci sono amici e gli Usa usano pratiche commerciali sleali, corroborate dalla loro giustizia, è come se l’Europa non avesse leggi anticorruzione; in materia di corruzione, gli Usa sanzionano meno le loro imprese rispetto a quelle europee, colpite anche all’estero. Visti i rischi legati all’uso del dollaro, ora in EU si propone di usare di più l’euro nel commercio internazionale.

Comunque, la commissione europea ha chiesto un rimborso di 13 miliardi di euro all’Apple americana, per evasione fiscale, Google, Apple, Facebook e Amazon impediscono alle società europee di affermarsi nei loro settori. Nel diritto interno nessuno può essere condannato due volte per lo stesso reato, invece ora, nel diritto internazionale, uno può essere condannato due volte per lo stesso reato, ma da due stati diversi. E’ il risultato della globalizzazione, della guerra commerciale e dell’utilizzo americano della giustizia a fini economici; nel 2017, il congresso Usa ha approvato una legge che applica sanzioni contro Corea del Nord, Iran e Russia, imponendo al resto del mondo di rispettarle; gli Usa vogliono impedire la cooperazione economica europea con Russia e Cina.

Le imprese che non rispettano questi obblighi, perdono il diritto a partecipare a gare d‘appalto negli Usa ed è reso più difficile il loro accesso a banche americane; le nuove sanzioni contro la Russia penalizzano le imprese europee e sono contrarie al diritto internazionale. Gli Usa sono diventati il primo decisore della politica economica internazionale che gli altri devono subire, mentre l’EU, come i singoli stati europei, di fronte agli Usa, appaiono timidi e privi di sovranità e indipendenza. (Per le notizie: André Chamy – voltairenet.org).

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Secondo Wikileaks, FMI, Banca Mondiale, Ocse e Bri sono usate dagli Usa come un’arma finanziaria internazionale, per far indebitare e fallire, con prestiti e sanzioni, paesi come l’Argentina, il Venezuela, la Corea del Nord e Iran; il governo americano esercita influenza sulle istituzioni finanziarie internazionali. Queste istituzioni sono nate dopo gli accordi di Bretton Woods, condizionano i flussi finanziari, manipolano commercio, tassi, interessi, proteggono i paradisi fiscali e fanno un favore agli speculatori.

Applicano sanzioni e negano prestiti e aiuti o li concedono a certe condizioni, queste sono armi improprie usate per incentivare o dissuadere azioni dei governi, coordinate dal dipartimento di stato e dai sevizi segreti americani; manipolano le scelte economiche indipendenti e integrano gli strumenti economici e finanziari con quelli militari.  Secondo un dogma, si afferma che anche Fmi e la Banca Mondiale sono indipendenti, in realtà, la Banca Mondiale ha sede a Washington e il suo presidente è un americano scelto dal presidente degli Usa.

Il board della banca si è sempre adeguato alle direttive di Washington, gli Usa sono il maggior azionista della banca, con una quota dell’85%, il che gli conferisce il potere di veto; il governatore della banca mondiale è il segretario al Tesoro americano, Steve Mnuchin, che è anche un ex banchiere di Goldman Sachs. Gli Usa sono i maggiori azionisti del Fmi, con il 17,46% del capitale, ogni anno gli versano miliardi di dollari e controllano il Fmi minacciando di trattenere questi soldi.

Queste istituzioni hanno usato i prestiti per sequestrare nazioni indebitate, imponendo a esse aggiustamenti strutturali, privatizzazioni, deregolamentazioni e austerità, avvantaggiando così, in nome della società aperta, multinazionali straniere. Saddam, Gheddafi, Chavez e oggi Cina e Russia hanno avuto il progetto di creare una banca autonoma e una moneta sovranazionale concorrente del dollaro, perciò questi paesi sono tutti finiti nel mirino americano. Nel 2012 l’Ecuador ha concesso asilo ad Assange e gli Usa hanno minacciato di colpirlo con misure commerciali punitive, il FMI ha fatto prestiti all’Argentina e nel 2001 ne ha causato il collasso economico.  (Per le notizie: Whitney Webb – sinistrainrete.info).

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L’anno scorso, le banche centrali hanno comprato 640 tonnellate di oro; il 29.3.219, in conformità agli accordi di Basilea 3, potrebbe rinascere, non sotto forma di certificati, il gold standard, soppresso nel 1971 da Nixon; BRI, FED, BCE, Banca d’Inghilterra e  Banca di Francia, cioè gli alleati allargati alla Germania, vogliono trasformare l’oro in denaro per le banche, parificandolo ai bond sovrani, al dollaro e all’euro.

In economia, c’è chi capisce in ritardo e chi arriva in ritardo, sembra il caso dell’Italia, dipende dal fatto che un nucleo di paesi coordina, in segreto e in anticipo, le azioni, perciò è più tempestivo; dal 1945 l’Italia è stata coltivata nella fede nell’Europa, ma, nelle istituzioni europee, ha fatto sempre la comparsa passiva, tenuta a distanza dai progetti rilevanti della potenza imperiale europea, la Germania, nobilitata dai mercati, assieme al suo cappello, la Francia, questi due paesi sono sempre stati i coordinatori di quest’Unione Europea.

Le banche hanno il più alto ammontare di titoli di stato, in Italia 400 miliardi di euro, e alcune banche potrebbero sostituire i titoli di stato con l’oro, con danni per gli stati indebitati; le banche centrali di diversi stati hanno comprato oro, Mosca ha liquidato l’intero portafoglio di titoli di stato americani, sostituiti con l’oro; tonnellate d’oro sono state ritirate dalle banche centrali, prima custodite nella Federal Reserve di New York e nella Banca d’Inghilterra.

A Londra e New York avviene il 90% delle contrattazioni dell’oro, il cui valore oscilla perché sull’oro si specula nei contratti a termine, ma anche perché è richiesto da banche centrali e dal mercato dei preziosi. Cina india e Russia vedono nell’oro un rifugio sicuro, perciò hanno raddoppiato le loro riserve auree, che, anche in Italia, sono elevate. (Per le notizie, fonte: Alessandro Plateroti – ilsole24ore.com). 

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì  25/2/2019)

USA

Da cinquant’anni, il capitalismo finanziario neoliberista ha preso il potere in occidente, così ha aumentato le disuguaglianze e ridotto la crescita del salario, esso fa perno su New York, Londra e Francoforte che, per essere accolta nel club dei vincitori del secondo conflitto, anche all’ONU, con le eccedenze valutarie ha assorbito gran parte dei derivati americani, che sono crediti deteriorati e del debito francese.

Wall Street e UE operano in accordo e non tengono conto delle opinioni, dei cittadini ma dei desideri dei mercati espressi da banche, lobby e comitati di affari.  Questi governi, invece di puntare sugli investimenti, hanno voluto l’austerità ed hanno aiutato a piene mani le banche. Il dollaro è l’ultimo pilastro dell’impero americano in declino, dall’altra parte del mondo i paesi Brics, l’Asean e la comunità euroasiatica puntano, in alternativa al dollaro in crisi, a un ritorno a un paniere di valute come i DSP, alle compensazioni commerciali in clearing e al baratto internazionale.

La finanza è diretta dalle banche ed è alleata con gli stati occidentali, soprattutto con gli Usa, l’informazione, a danno dell’Italia, favorisce la speculazione e aiuta il rialzo dello spread; anche in passato il declino delle potenze imperiali è avvenuto con il dominio della finanza nell’economia, è accaduto a Genova, Venezia, Olanda, Inghilterra e oggi agli Usa, che è un debitore insolvente e difende con la forza militare, dai suoi creditori.

In occidente, il mercato vuole autoregolarsi soprattutto in finanza, al riparo dello stato che è controllato dallo stessa finanza, invece in Cina è lo stato che, con l’economia sociale di mercato, controlla il mercato; la Cina non è subordinato al mercato ma lo controlla. In Cina lo stato è proprietario delle maggiori imprese e delle banche, dirige l’economia e fa anche un a politica sociale.

La finanza è la componente più instabile del capitalismo, ha prodotto le crisi del 1929, quella del 2008 e quella attuale e ispira il fondamentalismo dell’informazione che si esprime a favore del mercato; in occidente, generalmente, i profitti dell’industria non sono investiti in attività produttive e restano in mano alla finanza speculativa, solo il 10% dei risparmi è diretto all’economia reale, il resto va ad alimentare la speculazione finanziaria e perciò oggi l’1% della popolazione mondiale detiene la metà della ricchezza.

Dopo gli accordi di Bretton Woods del 1944, al dollar standard si sostituì il gold dollar standard e nel 1971 il dollar standard, in UE poche decine di persone, fiduciarie dei mercati, impongono, sotto emergenza, misure di austerità, senza dibattito democratico; l’Italia, a causa della pochezza della sua classe politica, asservita allo straniero, non ha mai votato contro provvedimenti dell’UE lesivi della sua economia.

I media europei sono succubi e al soldo dei poteri finanziari, con la scusa del debito pubblico, hanno appoggiato l’austerità, la finanza ha guadagnato sugli stati con i prestiti e poi con le misure di risanamento del bilancio; la Grecia è stata messa nelle mani delle banche d’affari e poi la Troika le ha imposto, per il risanamento, una cura da cavallo. Alla sorte segnata per la Grecia, doveva seguire quella dell’Italia che si è ribellata con il governo giallo-verde.

I rappresentanti degli stati presso l’UE non hanno obiettato, perché contenti di ricevere i loro lauti privilegi economici; quando la Grecia voleva entrare in UE o non trovava più credito, Goldman Sachs, JPMorgan e Chase Manhattan, gli avevano fatto stipulare dei derivati. Questa cura è stata applicata anche ad altri paesi, grazie a loro ex dipendenti passati al servizio d’istituzioni statali.

Nei mercati finanziari si registrano i maggiori guadagni, sono legati alla finanza speculativa le grandi banche, l’informazione, le banche centrali e i ministri economici; secondo Greenspan, gli hedge fund speculativi non possono essere regolati perché altrimenti i loro clienti si rivolgono ai paradisi fiscali esteri; banche e stati non sono trasparenti ma i cittadini devono esserlo, così diventano più vulnerabili agli attacchi speculativi.

Le grandi banche americane hanno concesso prestiti agli hedge fund per attività speculative e la Fed era responsabile di omesso controllo, un cartello di grandi banche americane ed europee usano informazioni riservate; tra gli investitori nei fondi speculativi ci sono anche diverse banche centrali; il dogma ricorrente è che si devono aiutare le banche perché così si aiutano i risparmiatori.

Le operazioni di trading includono borse, obbligazioni, valute e derivati, queste operazioni sono sottratte al controllo dello stato, la globalizzazione è nata con il consenso degli stati, che, in occidente, sono in sintonia con il grande capitale; in Italia gli esperti di corte invitano il governo a rassicurare i mercati che alimentano la speculazione contro l’Italia. Il volume degli scambi finanziari mondiali supera di molto il Pil del pianeta, la finanza è esplosa dopo il 1971, con il denaro virtuale senza copertura.

Come accade nei casinò, i futures sono derivati e scommesse su altre scommesse. L’instabilità è congenita, dilapida ricchezze private e poi lo stato soccorre le banche coinvolte e in crisi, mentre le piccole imprese industriali non trovano credito; quando non s’investe, il 90% dei prestiti bancari rimane dentro il sistema bancario, usati per le speculazioni. Le grandi imprese industriali si sono fatte delle imprese finanziarie che impiegano i loro profitti in finanza e fanno prestiti ai clienti, guadagnano più con la finanza che con l’industria.

Politica, commissione europea, Bce, università e informazione sono, in genere, al servizio della finanza, i cui uomini sono al vertice delle istituzioni, di banche centrali, sono primi ministri e ministri del Tesoro; il connubio stato-finanza è curato a Wall Street, City di Londra e Francoforte, accettata per le attività liquide tedesche. Otto banche d’affari europee e americane operano assieme a hedge fund e società di rating; dopo la crisi del 1929, le banche d’affari erano separate da quelle commerciali, oggi non è più così, in Italia, la banca centrale è separata anche dal Tesoro e appartiene a grandi banche private.

I difensori di spread e Troika, decidono i corsi di borsa, i cambi tra valute, i prezzi delle obbligazioni e delle materie prime, con l’aiuto dell’informazione favoriscono le crisi, guadagnando al rialzo e al ribasso della borsa; è un potere antidemocratico, i cui uomini soni compensati bene. Le pensioni pubbliche sono sostituite dai fondi pensione e dalle polizze vita, si specula sui debiti e lo stato non protegge il risparmio, colpito da imposte, oneri bancari, insolvenze, speculazione e inflazione.

L’inflazione però, redistribuzione ricchezza e riduce il debito statale e privato. I dirigenti di banca manipolano i mercati e si assegnano bonus e stock options, tuttavia, con le crisi del 1929 e del 2008, in Usa fallirono diverse banche d’affari, perciò vi sono rimaste solo cinque grandi conglomerati bancari, con in testa Goldman Sachs, collegata al Tesoro Usa, ma anche alle istituzioni europee. La finanza americana ed europea ospita ex dirigenti di Goldman Sachs, Wall Street sostiene le campagne elettorali di politici e presidenti americani. I massoni si aiutano anche da posizioni apparentemente dialettiche.

Perciò si chiede di nazionalizzare alcune banche e di regolamentare il mercato delle banche, chiedendo l’aumento della loro liquidità, della loro solvibilità e il controllo sui paradisi fiscali, ma senza risultati; però, nel 2009 il governo inglese è entrato nel capitale delle maggiori banche inglesi, offrendo la sua garanzia sui depositi, si è chiesta anche la creazione di società di rating europee e l’attribuzione al Fmi di compiti di sorveglianza sulle banche, purtroppo, anche il Fmi fa parte della combriccola.

Non è cambiato niente e ora si aspetta la prossima bufera finanziaria perché c’è chi guadagna con la speculazione finanziaria senza regolazione statale; i capitalisti sacrificando la domanda, rimandano gli investimenti e con i loro profitti fanno speculazioni, qualcuno investe in beni rifugio come oro, diamanti e opere d’arte, nelle privatizzazioni e nei fallimenti di imprese e stati. E’ accaduto anche negli anni trenta, solo la spesa pubblica in disavanzo può aiutare la domanda, al posto dell’austerità promossa da UE e FMI, utile a far affluire risorse liquide in Usa, per colmare i suoi debiti.

Le case automobilistiche guadagnano più con le loro società finanziarie che con le automobili, si sono convertite in banche e guadagnano denaro facendo lavorare il denaro, gli investitori istituzionali possiedono la metà del capitale delle imprese quotate in borsa, così riescono a guadagnare anche il 15% annuo, non contano più fatturato, numero dei dipendenti e tecnologia; gli imprenditori fanno spezzatini delle loro imprese e delocalizzano all’estero delle produzioni.

Si riducono i salari reali e si esternalizzano le produzioni, si chiudono produzioni ancora attive per altre più redditizie delocalizzate in paesi emergenti, trasferendo dai lavoratori ai capitalisti otto punti del Pil. Esiste un legame tra capitalismo finanziario e stagnazione economica; l’età d’oro del capitalismo occidentale è andata dal 1944 al 1971, poi ci siamo avviati verso la stagnazione e la finanziarizzazione dell’economia, i profitti industriali, con la concorrenza e gli alti salari, si sono abbassati e la finanza ha imposto la deregolamentazione del mercato, le privatizzazione e la riduzione del salario reale.

Il capitalismo ha cicli di espansione e di recessione, con lo sviluppo della finanza, questa seconda fase ha coinciso, poiché la ruota della storia gira, con la caduta del primato di Genova, che prestava alla Spagna, e di Venezia che prestava all’Inghilterra, poi di Olanda, l’Inghilterra e Usa. Ora è il momento della Cina che ha a cuore la sua industria, esporta e perciò si sviluppa; per Marx il capitalismo industriale entra in crisi con la caduta del profitto, dovuta alla concorrenza, ai miglioramenti salariali e alle imposte.

Nel 1944 Bretton Woods diede respiro alla instabilità monetaria che aveva messo da parte il gold standard, purtroppo, nel 1971 ci fu lo sganciamento del dollaro dall’oro imposto da Nixon e nel 1973 ci fu la crisi petrolifera; il ciclo si stava chiudendo e così ritornò la depressione degli anni trenta, sanata da Roosevelt con gli investimenti in opere pubbliche. Da allora, la produttività del lavoro, dipendente dagli investimenti e dal valore aggiunto del prodotto, ha preso a calare.

Dal 1945 al 1973, in occidente, il Pil è cresciuto all’incirca e in media del 4,5% l’anno, dal 2012 al 2017 è crollato a meno del 2% e l’incremento di produttività è crollato dal 4% a meno dell’1%, mentre la disoccupazione è tornata al 10%; gli investimenti produttivi, che prima erano al tasso dell’8% annuo, si fermarono. Nel 2009 fu introdotto il QE, prima in Usa e poi nell’UE, ma non se ne avvantaggiò la produzione perché la domanda era scarsa e le imprese produttive si erano date alla finanza.

Dagli anni novanta iniziò lo sviluppo industriale dei paesi Brics e dell’Asia, dove il capitalismo occidentale aveva delocalizzato, attratto da minori imposte, salari e costi energetici; in occidente, alla caduta del profitto, era seguita la caduta della domanda, mentre i risparmi s’indirizzavano soprattutto verso la speculazione. Il tasso di risparmio mondiale era sceso in media al 20% rispetto al Pil e la redditività degli investimenti o Roe era caduta del 20% rispetto al 2007.

A causa dell’abbondante liquidità, dovuta anche al QE, gli interessi reali sui risparmi sono diventati negativi, solo una guerra generale, con l’inevitabile enorme inflazione, avrebbe potuto riportare i profitti e l’incremento del Pil degli anni cinquanta e sessanta, l’anarchia dei mercati finanziari aveva devastato la società. Dopo la seconda guerra mondiale, Roosevelt aveva proposto l’ONU, un governo mondiale e una politica di sviluppo.

Con lui, Bretton Woods aveva eliminato i movimenti di capitali internazionali, offerto credito all’economia reale, la resurrezione del gold standard con la mediazione del dollaro e la guerra alla rendita che aveva portato, secondo Keynes, alla crisi degli anni trenta. Usando  la direzione pubblica per combattere l’instabilità, Roosevelt voleva estendere al mondo il suo programma di New Deal e inaugurare un governo mondiale; voleva la decolonizzazione e varò un piano Marshall di aiuti economici ai paesi usciti dalla guerra, per la ricostruzione, voleva sbarrare il passo alla guerra e al collasso economico.

L’Onu doveva garantire la pace, invece la Società delle Nazioni, nata tra le due guerre, era un congresso di nazioni a cui gli Usa non parteciparono, l’ONU fu la prima istituzione sovranazionale della storia; però la guerra fredda, con l’esplosione della prima bomba atomica sotto Truman, si profilava all’orizzonte, nel progetto americano non fu più coinvolta la Russa e poi fu ridimensionato e sommerso da critiche il ruolo dell’ONU.

Con le su armi e le sue basi Nato, gli Usa esercitavano il governo sui paesi occidentali, difendendo anche il ruolo del dollaro, le riserve auree americane eguagliavano quelle di tutti gli altri paesi occidentali, però dal 1971 gli Usa si trasformarono da paese creditore in paese debitore, perciò, con riserve auree insufficienti, gli Usa sospesero la convertibilità del dollaro in oro.

Per sopperire all’esigenza del commercio internazionale, per una situazione del genere, Keynes aveva proposto una clearing house dove gli attivi e i passivi del commercio si compensassero, grazie ad un’unità di conto sovranazionale, il bancor. Si diceva che la depressine degli anni trenta avesse portato alla seconda guerra mondiale, perché Hitler era andato al potere con la crisi economica. Bisognava introdurre una cooperazione internazionale, prevenire la crisi e riportare il gold standard, collegandolo al dollaro, c’era l’antipatia verso la finanza che aveva condotto alla crisi.

Per eliminare la speculazione sulle valute, Bretton Woods impose cambi fissi ma aggiustabili periodicamente, stabilì bassi tassi d’interesse e proibiti gli investimenti e i prestiti speculativi; ai grandi istituti di credito fu imposta una riserva di liquidità pari a circa il 25% del denaro prestato, banche e fondi pensione furono obbligati a detenere il debito dei loro paesi.

Nel 1945 il debito pubblico dei paesi sviluppati era vicino al 90% del Pil, con l’inflazione, i tassi d’interesse reali erano negativi perciò, con l’aumento del Pil, nel 1973 questi debiti raggiunsero il 25% del Pil; da allora questo debito è risalito in media al 90% circa; cessò il controllo statale sul movimento dei capitali e iniziò l’era neoliberista. Nel 1951 il Pil dell’Europa, con l’edilizia e i lavori pubblici, tornò ai livelli prebellici, dal 1945 al 1973 l’occidente si sviluppò al 4,5% annuo, aumentò la produttività e si raggiunse la piena occupazione.

In Europa lo stato aveva preso il controllo di banche e imprese strategiche, la spesa sociale raddoppiò dall’8% al 16% del Pil, fu contenuto il potere della proprietà privata e del mercato. Alla fine dell’ottocento le monete erano convertibili in oro e la sua scarsità frenava il commercio estero, rendendo debitori paesi con la bilancia commerciale in deficit, obbligandoli a una politica di austerità della spesa pubblica. Nel 1944 il gold standard fu restaurato con un dollaro cartaceo convertibile in oro, mentre le altre monete erano convertibili in dollari; l’oro era quotato a 35 dollari l’oncia, le altre monete avevano cambi fissi, ma aggiustabili, in base alla situazione dei loro conti con l’estero.

Il gold dollar standard obbligava gli Usa alla copertura dei dollari in oro e li faceva fornitori della liquidità internazionale, per assicurarla, gli Usa dovevano mantenere in deficit la loro bilancia dei pagamenti e il loro bilancio statale, cioè dovevano indebitarsi; a tal fine, gli Usa furono aiutati dalla guerra fredda e dal riarmo. La tecnica continuò con la guerra di Corea del 1950, quella del Vietnam del 1964, quelle in America Latina, Africa e Medio Oriente; più gli Usa erano in debito, più il gold dollar standard andava a regime.

Neò1960 il dollaro raggiunse i 40 dollari l’oncia, con difficoltà di copertura in oro da parte del Tesoro Usa; i dollari erano un debito estero degli Usa e cresceva il debito del Tesoro Usa verso le altre banche centrali che pretendevano la conversione dei dollari in oro. Gli Usa avrebbero potuto tagliare le spese militari, ridurre le importazioni con i dazi, favorire  la deflazione salariale e svalutare il dollaro, ma nel 1971 Nixon preferì dichiarare la fine della convertibilità del dollaro in oro, così nacque il dollar standard inconvertibile e resuscitò il capitalismo finanziario; il dollaro inconvertibile era prodotto dalla Federal Reserve e rilasciato con l’’acquisto di buoni del Tesoro Usa o T-bond.

Quando finirono i cambi fissi, gli Usa avevano il signoraggio sul dollaro e potevano manipolare il suo valore, che dipendeva anche dalla sua domanda per il commercio e dal deficit di bilancio e della bilancia commerciale. Nel 1973 il prezzo del petrolio quadruplicò, i depositi in eurodollari passarono a 97,7 miliardi di dollari nel 1971 a 258,7 nel 1975, gli Usa potevano accumulare deficit senza limiti. Nel 1971, con il dollar standard di Nixon, sono rinati finanza privata, cambi fluttuanti, movimenti liberi di capitali, la deregolamentazione dei mercati finanziari ed è cessato lo sviluppo dell’economia reale e il controllo pubblico sull’economia e finanza, a favore della libertà del mercato.

La crisi petrolifera del 1973 favorì lo sviluppo dei petrodollari il cui riciclaggio era in mano alle banche americane, l’aumento del prezzo del petrolio portò momentaneamente al passivo le bilance commerciali europee e giapponesi. Gli Usa svalutarono il dollaro e aumentarono l’interesse, finanziando debito e riarmo, poi l’Unione Europea e gli Usa imposero la libertà di movimento dei capitali e la concorrenza tra i paesi faceva scendere i profitti.

Mentre in Europa aumentavano salari e produttività, nel 1970 la quota americana sulle esportazioni mondiali era scesa dal 33% al 16%, cadevano i profitti e Thatcher e Reagan operarono per la diminuzione del costo del lavoro. Nell’anno 2000 i prezzi del mercato azionario avevano recuperato le perdite precedenti, era aumentata la disoccupazione e la disciplina nelle fabbriche, l’inflazione era sotto controllo e la crescita dei salari si era fermata.

I salari reali americani cominciarono a decrescere e i profitti cominciarono a risalire, nel resto dell’occidente accadeva la stessa cosa; ci fu l’attacco alle torri gemelle dell’11/9/2001, con le reazioni militari americane. Oggi l’1% della popolazione possiede quasi la metà della ricchezza mondiale, in occidente va ai salari il 60% del Pil; purtroppo i salari sono una componente centrale della domanda che è stata combattuta dal mercato favorendo l’indebitamento privato, che nel 2011 in occidente ha raggiunto il 160% medio del Pil.

Questo fatto accelerò la crescita della finanza, nel 2008 in Usa fu il crack del settore dei mutui immobiliare Usa, l’Italia non era colpita dal debito privato, ma dalla politica di austerità europea; le banche facevano operazioni a rischio e poi ne soffrivano le conseguenze. Nel 2010 il tasso di profitto era sceso dal 24% del 1950 al 12% e l’economia occidentale entrava nuovamente in recessione.

Le industrie compensavano la caduta dei profitti industriali con gli impieghi finanziari; comunque, nonostante i bassi interessi, gli investimenti scarseggiavano, i derivati avevano mandato a pezzi la finanza americana, parte di essi furono ceduti alla Germania, per accettarla nel club dei padroni della finanza internazionale; con i suoi attivi commerciali, la Germania acquistò anche parte del debito francese.

Cresceva la disuguaglianza e nel 2013 i patrimoni dei superricchi avevano superato del 30% quelli del 2007, dagli anni ottanta al duemila si gonfiarono i prezzi delle azioni e degli immobili, mentre le banche facevano profitti con le commissioni. La finanziarizzazione dell’economia era iniziata negli ultimi decenni del novecento, l’espansione finanziaria segnava la fine di un ciclo produttivo e la decadenza economica, politica e militare degli Usa.

Il capitalismo vive di relazioni riservate e invisibili, non è trasparente e vive di opacità, opera in collaborazione con lo stato e mina l’economia di mercato, le lobby controllano gli stati; i cicli economici sono esistiti con Olanda, Inghilterra, Usa e nel secolo XXI è iniziato il ciclo cinese; le guerre hanno fatto emergere nuove potenze e cadere quelle precedenti, ricchezze finanziarie sono state perdute perché stati insolventi non hanno pagato e perché il risparmio è stato falcidiato dall’inflazione. Gli stati, con eccedenze commerciali, hanno finanziato quelli indebitati deficitari, alimentando il debito internazionale e le guerre, nel rinascimento la Spagna era indebitata con Genova e l’Inghilterra con Venezia, alla quale non rimborso i crediti.

L’età dell’oro di Bretton Woods finì nel 1971, con le guerre d Bush del 2001-2003, la protezione americana fu pagata con l’elezione del dollaro a moneta mondiale, la guerra fredda fu contrassegnata dalla crescita degli armamenti americani; l’Unione sovietica sosteneva movimenti rivoluzionario e nazionalisti, evitando lo scontro con gli Usa, mentre i paesi dell’Europa occidentale avevano partecipato alla creazione della Nato.

Nel 1989 cadde il comunismo, ma l’America, ufficialmente lottando sempre contro il comunismo, intervenne in decine di conflitti nel mondo, rovesciando governi e finanziando colpi di stato; lottando contro i cambiamenti politici e contro movimenti popolari, intervenne in Egitto e Iran. Contro Nasser utilizzò i fratelli musulmani, alimentò al Qaeda e Isis, usava i fondamentalisti islamici in funzione anticomunista, seguendo gli inglesi, si legò ai wahabiti sauditi.

Tutto ciò portò alla teocrazia di Khomeini, alla distruzione dell’Afganistan, all’avvento di Saddam in Irak, al terrorismo di Bin Laden e alla guerra civile siriana. Ufficialmente si combatteva per il petrolio e contro il comunismo; nel 2017 la spesa militare Usa arrivò a 492 miliardi di dollari, con 400 basi in 36 paesi; agli alleati gli Usa chiedevano di sostenere il dollaro, in cambio della protezione americana.

In Vietnam gli Usa avevano combattuto da soli, mentre gli alleati si rafforzavano economicamente. Reagan, sapendo di non potere impegnare l’esercito americano in tutte le guerre, iniziò le guerre per procura in Libano, Nicaragua, Angola, Afganistan e Cambogia; gli Usa perdevano il controllo dell’Onu e, per difendere la posizione del dollaro, usarono la forza in Kosovo, Afganistan, Irak, Siria, Libano e Yemen, offrivano la protezione militare dopo aver creato la minaccia.

Gli Usa si erano trasformati da garante della pace in fonte della destabilizzazione, intervenivano violentemente negli affari internazionali e applicavano le sanzioni a Iran e Russia, ma non si dimenticarono di chiedere al Giappone di finanziare il deficit commerciale e del bilancio americano; sotto Reagan, aumentarono i tassi, attirando i capitali dall’Europa, trasformando gli Usa nel maggiore debitore del pianeta.

Negli anni novanta ci fu una ripresa dell’economia americana, ma i profitti della finanza superavano sempre quelli delle imprese produttive, in Usa, l’indebitamento di stato, imprese e famiglie, iniziato negli anni settanta, continuò ad aumentare. Oggi gli Usa sono il paese più indebitato verso l’estero, il Giappone lo è solo con i giapponesi, l’Italia, vista la larga domanda interna di titoli di stato, potrebbe esserlo, ma preferisce vedere Btp a 10 anni agli stranieri, che perciò fanno aumentare lo spread italiano.

In precedenza la sterlina era il frutto di prestiti della City e non di debiti ed era ancorata all’oro, l’India forniva truppe a Londra, a carico dei contribuenti indiani, invece il dollaro era messo in circolazione a volontà, senza preoccuparsi dell’indebitamento americano. Sono alti i rischi d’insolvenza degli Usa, che potrebbero denunciare debiti e ripudiare il dollaro, facendosi scudo della loro forza militare verso i creditori.  I maggiore creditori degli Usa sono Cina, Germania e Giappone, che hanno impiegato gli attivi commerciali per acquistare titoli del Tesoro Usa; però la Cina ha cessato di comprare titoli americani, seguiranno sicuramente Germania e Giappone, con la Germania ci sono già varie occasioni di attrito.

I paesi europei, per favorire gli Usa, pagano importazioni in dollari invece che in euro, tenendo su la quotazione del dollaro che, a causa del deficit commerciale americano andrebbe svalutato, accompagnando l’operazione con l’introduzione dei dazi, che non sono una scelta ideologica, ma dettata dal deficit commerciale, inoltre sono un’entrata fiscale. La Cina punta invece a favorire la domanda interna e a difendere la produzione nazionale.

Gli Usa si sono fatti pagare dagli alleati la loro protezione militare, incentivata anche ad arte, hanno provocato crisi e recessioni nei paesi emergenti. La crisi dei paesi asiatici del 1997-98 ha costretto questi paesi a mettersi nelle mani del Fondo monetario che lì ha sottoposti  a dure condizioni di risanamento; è successo, complice l’UE, anche con la Grecia. L’Indonesia cedette al Fmi la sovranità economica, il quale impose l’abolizione dei sussidi alimentari alla popolazione in Indonesia, Tailandia, Malesia e Corea del Sud. Oggi, tramite l’UE, nell’obiettivo c’è l’Italia, le politiche fiscali e monetarie euro-americane hanno provocato danni a tanti paesi.

Le riserve dei paesi esportatori sono custodite dal Tesoro americano e coprono ’80% del deficit commerciale Usa, il dollaro si è svalutato del 40% rispetto all’euro, il Tesoro Usa favorisce la svalutazione del dollaro, che riduce il peso del debito e stimola le esportazioni, gli Usa remunerano i T bond a basso interesse. Vista la situazione, gli Usa cercano di impedire la dedollarizzazione dell’economia mondiale, infatti, si erano rifiutati di usare il dollaro Saddam e Gheddafi e furono puniti; Russia, Cina e Iran hanno imboccato  la stessa strada, perciò Russia e Iran sono colpite dalle sanzioni americane.

Cina e Russia hanno creato una clearing house di compensazione commerciale, mentre il simile sistema Swift dell’UE è controllato dagli Usa, perciò l’euro è diventato una moneta anticrescita. I paesi dell’eurozona godono di cambi fissi interni ma, per non urtare gli Usa, l’internazionalizzazione dell’euro si è fermata, malgrado il Pil dell’eurozona sia pari a quello americano; nei momenti di panico, gli operatori di mercato si aggrappano al dollaro e non all’euro.

L’UE ha consegnato la Grecai nelle mani della Troika, facendo un favore ai creditori europei e alle banche d’affari di Wall Street, gli americani della Federal Reserve vogliono eliminare la concorrenza dell’euro; Wall Street opera in sintonia con Tesoro americano, società di rating, grandi banche, banche centrali e massoneria.  L’euro, in vece di favorire la crescita dell’economia europea, l’ha affossata, favorendo la stagnazione economica; gli eurocrati sono antikeynesiani e hanno paralizzato l’azione dei governi europei in periodo di crisi.

Secondo Stiplitz, si dovrebbero abbassare gli interessi, stimolare consumi e investimenti, promuovere le esportazioni, ridurre i tassi di cambio di alcune valute, aumentare la spesa pubblica e ridurre le tasse; invece, in periodo di recessione, si sono ridotte le spese e alzate le tasse. Mentre la Federal Reserve ha un mandato più largo, la Bce ha il compito esclusivo di lotta all’inflazione, non presta agli stati dell’eurozona ma alle banche; l’emissione di denaro da parte degli stati sovrani è nata per colmare i disavanzi del bilancio dello stato, per la spesa sociale e per promuovere l’occupazione.

La Bce, per statuito, non può prestare denaro agli stati, ma alle banche, se gli stati hanno bisogno di denaro, si devono rivolgere alle banche, naturalmente, a un certo tasso d’interesse; le banche versano alla Bce parte dei fondi raccolti, questi soldi non vanno all’economia reale e restano nel circuito finanziario. Fiscal compact, patto di stabilità e pareggio di bilancio in costituzione, hanno tarpato le ali a paesi europei come l’Italia.

Dal 2007 al 2015 il Pil procapite dell’eurozona è decresciuto del 2%, mentre quello degli altri paesi europei è cresciuto, i trattati di Maastricht, allontanandosi dal trattato di Roma del 1957, ha tolto agli stati ogni discrezionalità fiscale, monetaria e sociale, mettendo al bando il keynesismo. Gli stati dovrebbero proteggere la società dalle tendenze distruttive del capitalismo, purtroppo oggi l’Ue è al servizio dei mercati, della finanza e del governo americano.

Gli Usa dipendono dall’afflusso di capitali esteri, stampano dollari, comprano e si armano con l’indebitamento, perciò la banca mondiale ha detto che il dollaro perderà lo status di moneta di riserva nel 2025; per allora occorrerà sostituire il dollaro con un paniere di valute, come i diritti speciali di prelievo del Fondo monetario internazionale, ne hanno parlato banca centrale cinese e l’Onu; le agenzie di rating minacciano di abbassare il rating agli Usa, il Fondo monetario prevede anche una crisi di fiducia sul debito degli Usa. 

Le delocalizzazioni industriali hanno favorito il deficit commerciale americano, i paesi eccedentari hanno finanziato gli Usa e ora tutta l’impalcatura sta per crollare. Il capitale è stato il motore dell’imperialismo e del militarismo, oggi la Cina ha il potere economico e gli Usa quello militare, la competizione tra grandi imprese accompagna quella tra stati; la Cina ha sviluppato l’economia sociale di mercato, con controllo statale e con un’estesa proprietà statale in grandi imprese e banche.

L’espansione economica dell’Asia è cominciata con il Giappone, proseguita dalla Corea del sud e quindi dalla Cina e dall’India e da altri paesi. L’Asia ha sofferto la guerra di Corea, quella cambogiana e quella vietnamita, oggi è in pace e si sviluppa economicamente e socialmente, l’Asean è l’associazione di dieci paesi asiatici: Cina e Giappone non praticano sanzioni economiche, nemmeno per Taiwan.

A parte gli incidenti nel mar cinese meridionale, questi paesi hanno, generalmente, relazioni pacifiche e non aumentano le loro spese militari, generalmente queste sono pari al 2% del Pil, quelle di India e Cina sono al 2,5%, quelle del Giappone all’1%, nessuno pensa di doversi difendere dalla Cina. Alcune potenze, come l’Urss, sono cadute non a causa della guerra, accadrà anche agli Usa, anche se, ancora oggi, il militarismo americano ha bisogno di un nemico e perciò la Cina che ha preso il posto dell’Urss.

In Usa esiste il connubio tra stato, finanza, grande industria e apparato militare, finche gli Usa ricevono investimenti dall’estero, non possono fare guerra ai loro investitori; in Usa cresce la disuguaglianza sociale, i redditi dei lavoratori americani non crescono dal 1967. La finanza ha svuotato i processi democratici, l’egemonia Usa è alla fase terminale, negli anni settanta fu la fine del gold standard e iniziò l’era di Nixon, Reagan e Thatcher, aumentò l’indebitamento e diminuirono i salari reali, invece l’Asia sta riducendo la povertà.

Nel 2017 la Cina ha speso per le armi 228 miliardi di dollari, gli Usa 600 miliardi, in Asia la riduzione della povertà è iniziata dopo la seconda guerra mondiale, con le riforme agrarie, riducendo il potere e le terre dei proprietari terrieri, come fu fatto in Europa; aiutando i poveri, si stimola la domanda e si aiuta la produzione; la Cina vuole il governo statale del mercato, il consenso interno e lo sviluppo economico e sociale.

I governi cinesi son pragmatici e hanno copiato la politica giapponese di promozione dell’industria e nell’innovazione; alla fine  degli anni ottanta, anche Tokio si è convertita alla finanza, hanno puntato sulla deregolamentazione del mercato e si è arrestata la crescita del paese, hanno preferito guardare agli Usa decadenti invece che alla Cina. La Cina ha rafforzato i controlli sui mercati e si è sottratta alla crisi, anche a quella asiatica del 1997-1998, ha alimentato la crescita industriale con i risparmi nazionali, ha controllato le sue banche.

Attua politiche redistributive del reddito, favorisce l’impresa privata, l’India è sulla stessa strada, invece il Giappone ristagna; in Cina lo stato è il proprietario della maggior parte delle imprese del paese, il governo non dipende dalla finanza: Realizzando infrastrutture, la Cina ha creato milioni di posti di lavoro, un quarto del Pil cinese deriva dall’edilizia e dalle infrastrutture, il governo ha ordinato alle banche di aprire il credito.

Il debito cinese è in moneta nazionale, la banca centrale ha molte riserve e stampa denaro senza copertura, il debito è interno e le banche sono pubbliche, la Cina non vuole l’abolizione della proprietà privata e la pianificazione centralizzata. La Cina ha il controllo dell’economia e vuole eliminare la povertà, controlla il movimento dei capitali; la Russia e la Cina, con i paesi Brics, minacciano la posizione del dollaro, vogliono sostituire il dollaro con cinque valute.

L’Asia vuole entrare attivamente nel governo delle istituzioni internazionali, in occidente non c’è un progetto di riforma delle istituzioni finanziarie, Wall Street è associata a Tesoro Usa, City di Londra, Bce e commissione europea; New York, Londra, Parigi e Francoforte non hanno progetti di riforma, Washington e Bruxelles sono d’accordo e la Germania fa finta di criticare gli Usa. L’economia occidentale ristagna e ci vorrebbe una nuova Bretton Woods, hanno devastato l’economia giapponese e quella italiana, in un mondo multipolare, il pil occidentale non cresce.(fonte: Pino Arlacchi – I Padroni della finanza mondiale).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it   viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 18/2/2019)

ITALIA

Lega e M5S stanno pensando di usare parte dell’oro della banca d’Italia per coprire alcune spese pubbliche, la banca d’Italia è la terza banca centrale detentrice di oro nel mondo, dopo Federal Reserve e Bundesbank e la quarta dopo il FMI, che, al netto del deposito presso la Bce, pari a 141 tonnellate, è pari a 2.452 tonnellate. Parte dell’oro della Banca d’Italia è anche depositato nella Federal Reserve e nella Banca d’Inghilterra e non se ne capisce la ragione,

Altri paesi europei, quando le quotazioni dell’oro erano alte, ne hanno venduto dal 20% al 60%. Poiché il vicedirettore generale di Bankitalia, Luigi Federico Signorini, ha criticato reddito di cittadinanza, quota cento per le pensioni e non ha vigilato sulle crisi bancarie, il M5S non lo vuole riconfermare. L’europeista Tria, a difesa dell’indipendenza della Banca d’Italia, s’è opposto e Mattarella pare contrario alla proposta.

La Bce, reagendo alle critiche del governo gialloverde alle azioni della dirigenza di Bankitalia, soprattutto per l’omessa vigilanza sulle banche, ha affermato che questa, come prevede la legge italiana, è indipendente dal Tesoro italiano, cioè, indirettamente conferma che dipende dal mercato finanziario, cioè dalle banche.

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A parte l’analisi dei costi, l’opposizione del M5S alla Tav Torino Lione è sbagliata, è evidente che l’Italia settentrionale ha bisogno di collegamenti ferroviari, anche ad alta velocità e autostradali con l’Europa settentrionale, per mezzo di tunnel sotto le Alpi. Che si siano fatte grandi opere di collegamento per aiutare i grandi affari è vero, dopo l’Unità dell'Italia, la rete ferroviaria, con l’urbanesimo, collegava le città ma, con le montagne, seguiva anche tracciati discutibili.

Dopo la seconda guerra mondiale, la rete autostradale seguiva la stessa logica, un ministro si fece anche costruire un casello vicino a casa sua. Per quanto riguarda l’Italia peninsulare e marittima, quando le città costiere erano poco sviluppate, personalmente avrei fatto collegamenti ferroviari e autostradali lungo le coste adriatica e tirrenica, con raccordi  autostradali interni  e servizi di corriere.

Per liberare le strade da tanto traffico su gomma, bisognava puntare sulle ferrovie e per le persone, puntare sulla navigazione fluviale e sulla navigazione sottoscosta, tramite aliscafi. In questa logica, la Norvegia che, per certi aspetti, somiglia all’Italia, non ha sviluppato l’alta velocità; per l’Italia, i porti di riferimento in Adriatico potrebbero essere Trieste, Venezia, Ravenna, Ancona, Pescare, Bari; nel mar ligure e nel Tirreno Genova, Livorno, Ostia, Napoli, Palermo, Cagliari. Per spostarsi, d’estate sarebbe stato come fare una vacanza, forse questo progetto potrebbe essere riaperto.

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Il presidente del consiglio italiano, Giuseppe Conte, definito dal belga Verhofstadt, burattino di Salvini e Di Maio, al parlamento di Strasburgo ha invitato a discutere sul futuro dell’UE, perché il suo progetto ha perso la spinta; ha affermato che l’UE ha sbagliato a imporre una politica di rigore o austerità anche di fronte alla crisi, che l’Unione è apparsa oligarchica e distante dal popolo europeo; senza citare Macron, Conte ha difeso il legame dell’Europa con gli Usa. Ha affermato che l’UE è incapace di gestire l’immigrazione africana; agli insulti indirizzati all’Italia, agli italiani e al capo del loro governo, non seguono mai le proteste del filo francese Mattarella, solo Macron ha diritto di pretendere il rispetto dell’Italia per la Francia.

EUROPA

In questi anni la crescita dell’economia francese, senza eccessivi rilievi della commissione europea, è dipesa soprattutto dalla spesa pubblica e dal deficit di bilancio, invece in Germania è dipesa dalle esportazioni; invece l’Italia, anche grazie alle esportazioni, è decresciuta poco; dal 2015 in Germania, per fronteggiare la concorrenza dei paesi emergenti, i salari, in termini reali, sono scesi.

Gli stati dell’UE non sono tutti uguali, perciò, fino adesso, la finanza francese, giustamente, non ha imboccato la strada europea dell’austerità, raccomandata da commissione europea e Germania. La spesa pubblica francese ha avuto un effetto espansivo,  il bilancio pubblico francese non ha avuto un attivo primario con i suoi effetti negativi; i bilanci annuali francesi sono stati in passivo più di quelli italiani, ma, con l’aiuto tedesco che ha assorbito i suoi titoli pubblici, ha avuto interessi più contenuti. La Francia ha finanziato la spesa pubblica con il deficit di bilancio, invece in Italia la maggiore spesa è stata sostenuta per pagare gli interessi pubblici, senza ridurre il debito. Nel 2018 in Italia l’onere per gli interessi è stato pari al 3,4% del Pil.

In Italia, tallonata dalla commissione europea, il contributo alla crescita del Pil da parte della spesa pubblica è stato pari a zero, la politica fiscale del bilancio ha agito in senso restrittivo verso le famiglie e i consumi che perciò diminuiscono; però ora anche in Francia i consumi sono in decrescita ed è esplosa la protesta del gilet gialli. In Italia il contributo positivo dell’export non basta a sostenere la crescita e la spesa pubblica, anche a causa dell’avanzo primario. (Per le notizie: Guido Salerno Aletta – Milano Finanza.

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Il presidente francese Macron ha deciso un giro di vite contro l’informazione, una legge votata dal parlamento è diretta contro le fake news, soprattutto nei tre mesi precedenti le elezioni; il governo minaccia di oscurare i canali televisivi controllati da un paese estero e vuole nazionalizzare il sistema radiotelevisivo nazionale. La commissione europea si preoccupa solo delle minacce all’indipendenza dell’informazione italiana, sollevate dall’opposizione italiana.

Per garantire l’indipendenza e la neutralità dell’informazione, Macron vuole introdurre il finanziamento statale dell’informazione e una censura preventiva come quella della Pravda; cioè vuole imporre una verità di stato, si tratta, in sostanza, di un attacco alla libertà d’informazione. In Italia, con la legge sulla stampa, la televisione pubblica e il finanziamento statale di giornali e televisione, siamo già in questa situazione, però, stranamente, per ora a vantaggio dell’opposizione, dell’UE e dei mercati.

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In Un decennio, con la crisi del 2008, i governi hanno salvato diverse banche Usa e della GB, ma l’Europa si è mossa in ritardo, l’Italia per ultima, alcune banche hanno ancora crediti deteriorati e devono ricapitalizzarsi. Nel 2008 gli Usa fecero alle banche, con crediti deteriorati delle iniezioni di capitali da parte della Federal Reserve e la banca d’Inghilterra fece altrettanto, anche in Irlanda ci furono altre iniezioni di capitale, mentre le banche greche furono aiutate dal fondo salva stati europeo.

La Spagna, con 50 miliardi di euro, creò una bad bank per fronteggiare i crediti immobiliari insoluti; le banche popolari tedesche avevano investito nei subprime immobiliari americani, entrarono in difficoltà e il governo le ha ricapitalizzate, la Commerzbank privata è stata salvata dallo stato. Ora in Usa la crisi bancaria pare sia passate e l’economia si è ripresa, in UE non è così e diverse banche hanno ancora crediti deteriorati e devono essere ricapitalizzate.

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Le banche dell’UE hanno liquidità in eccesso, oltre la riserva obbligatoria, per 1.250 miliardi di euro, per il 67% depositata in banche tedesche e per il 24% in quelle francesi; i tedeschi sono stati contrari alla politica espansiva QE della Bce e poi se ne sono avvantaggiati, ora questa applica a questi depositi l’interesse negativo dello 0,4%. Italia e Spagna, pur avendo avuto il 56% dei finanziamenti agevolati dalla Bce, a volte non utilizzati, spiccano per la loro dipendenza dalla Bce che perciò sarà costretta a erogare nuovi finanziamenti Tlitro.

Poiché le crisi bancarie, con il tempo, si dimenticano, a metà gennaio 2019 le banche italiane hanno ripreso a finanziarsi con le obbligazioni per 10 miliardi di euro; il sistema bancario europeo pare obiettivamente squilibrato e spesso, in difficoltà, le azioni di Francia e Germania che si sono autonominate la guida dell’UE, sono sicuramente coordinate. (Per le notizie. Morya Longo – ilsole24.com).

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Forse sta per finire il governo di coalizione tedesca tra Cdu e Spd, che dura dal 2006 diretto dalla Merkel per quattro mandati; la Cdu critica la politica migratoria della Merkel e l’Spd vuole un cambio di passo in campo sociale. Le riforme economiche di Schroder, dal 2000, hanno favorito lo sviluppo economico tedesco, ma oggi sono sostenute solo da Cdu e industriali.

L’Spd vuole aiutare gli emarginati, che esistono anche in Germania, e potenziare il welfare, perciò anche in Germania chiede una forma di reddito di cittadinanza, per i disoccupati  chiede di allungare i tempi del sussidio di disoccupazione e corsi di riqualificazione;  chiede maggiore sostegno statale per figli e un salario minimo di 12 euro l’ora, inoltre, chiede l‘aumento delle pensioni minime. In tal modo, l’Spd pensa di recuperare il consenso perso con la coabitazione con la Merkel.

Per la copertura della spesa relativa a queste riforme, l’Spd propone di aumentare le tasse, anche reintroducendo l’imposta patrimoniale; perciò la Cdu accusa i socialdemocratici di volere la fine dell’economia sociale di mercato. L’Spd critica la politica migratoria della Merkel, però, secondo gli industriali, la Germania, dopo la recente ondata immigratoria, ha ancora bisogno di altra manodopera.

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La società americana Exxon ha scoperto che intorno  a Cipro, oltre il petrolio, c’è un vasto giacimento di gas, gli Usa sostengono l’autorità greco-cipriota, la Turchia occupa la parte settentrionale dell’isola e rivendica le sue acque territoriali, dove gli Usa svolgono esercitazioni militari assieme agli israeliani; vista la situazione, gli Usa hanno deciso anche di abolire l’embargo di armi ai greco-ciprioti, imposto nel 1974.

Per il momento, gli Usa non hanno chiesto una base militare a Cipro, perché ne hanno una in Grecia e una in Israele, il 29/1/2019, a Cipro, si è svolto il summit dei paesi dell’UE e si è parlato anche di lotta al terrorismo e di riunificazione dell’isola, divisa dal 1974 quando ci fu l’occupazione della parte settentrionale da parte dei turchi. Ad Ankara è stato proposto lo sfruttamento comune delle risorse energetiche dell’isola, ma questa ha rifiutato e ha definito le iniziative dell’UE nell’isola, ingerenze interne.

Total ed Eni hanno diritti di sfruttamento nell’isola e il governo di Cipro ha offerto una base navale alla Francia, dal 1959 la Gran Bretagna vi ha un’importante base della RAF, gli israeliani vi hanno gruppi aeronavali e truppe nella linea di demarcazione tra le due zone. Perciò la Turchia ha potenziato la sua presenza militare nella zona settentrionale dell’isola, senza l’aiuto estero, i greco-ciprioti non potrebbero resistere a un attacco turco.

ISLAM

Spinto dagli Usa, l’erede al trono saudita, bin Salman, ha deciso di fare la guerra al terrorismo islamico e alle sue reti di finanziamento, in mano ad emiri sauditi, per i responsabili di omicidi, prevede anche la pena di morte. Il denaro saudita che arriva in Europa finanzia moschee, associazioni, distribuisce pubblicazioni nelle carceri e, fino a oggi, ha coperto i terroristi sunniti di obbedienza saudita.

I tedeschi accusano gli emiri di aizzare, fin dagli anni ottanta, le comunità musulmane sunnite contro lo stato tedesco e contro la comunità sciita di Germania; a causa di questo contrasto sono a rischio gli scambi commerciali tra Germania e Arabia, erano 10 miliardi di euro nel 2015, sono scesi a 6,6 nel 2017 e nel 2018 scenderanno ancora; a pagare il prezzo più alto saranno le imprese tedesche del settore edilizio in Arabia saudita. (Per le notizie: Stefano Piazza - Libero 12/2/2019).

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In Libia il generale Haftar che, da Tobruk, comanda le forze armate libiche, appoggiato dalla Francia, sembra abbia occupato il campo petrolifero di Sharara, nel Fezzan, da dove partono delle ondate migratorie. Haftar è contrastato da Al Serraj, che governa a Tripoli ed è sostenuto dall’Onu e dall’Italia; l’Unione africana è al lavoro per tentare una riconciliazione. A Sharara, l’Eni ha concessioni fino al 2042, la popeline arriva a Tripoli e poi in Italia, paese di naturale destinazione del petrolio libico.

Nel 2004 a Parigi ci fu un accordo di collaborazione tra i paesi delle due sponde del Mediterraneo, per conseguenza, una missione italiana è arrivata a Tripoli, lo scopo è aiutare Al Serraj a contrastare le milizie locali e Haftar, presto arriverà un’altra missione francese.

ASIA

Netanyahu sta trattando con Putin l’adesione di Israele all’Unione Eurasiatica o Eau, una comunità di stati indipendenti, legati da vincoli economici, nata nel 2014, simile all’Unione Europea, di cui fanno parte Russia, Bielorussia, Kazakhstan, Kirghizistan, Armenia e si potrebbero aggiungere anche Egitto, Iran, Israele e India. La presenza contemporanea di Israele e Iran dovrebbe implicare la pacificazione tra i due paesi.

Per Israele, il nodo centrale è la presenza iraniana in Siria, lo stato ebraico bombarda le postazioni militari dei pasdaran iraniani e, per spingere i russi a bloccare la presenza militare iraniana in Siria, ha messo nel piatto la tecnologia israeliana dell’intelligenza artificiale e delle biotecnologie, alle quali i russi sono molto interessati. Israele è anche legata agli Usa e potrebbe giocare un ruolo nel miglioramento delle relazioni tra Russia e Usa; con una comunità del genere, la Russia non avrebbe più niente da temere dalle sanzioni americane. (Per le notizie: Giordano Stabile – La Stampa 12/2/2019).

CINA

La Cina, con il Pil che aumenta del 6% l’anno, diversamente dall’UE, persegue una politica di crescita; con la crisi mondiale che ha portato a un rallentamento del settore manifatturiero e dell’export, ora punta sui consumi interni; perciò per favorire i prestiti a favore delle famiglie, la banca centrale del popolo ha abbassato il coefficiente di riserva obbligatoria delle banche. Conseguentemente, il credito totale è arrivato al 252% del Pil ed è cresciuto più del Pil stesso, il tasso di risparmio arriva al 50% del Pil mentre in Usa è del 18%.

Per sostenere il mercato interno, Il governo ha attuato degli sgravi fiscali alle famiglie e ha aumentato gli investimenti pubblici. Nel 2018 in Usa il deficit commerciale, per merci e servizi con il mondo, è arrivato a circa 600 miliardi di dollari, per il 47% verso la Cina, poi vengono Germania e Giappone; a causa della guerra commerciale tra Usa e Cina, recentemente, le importazioni cinesi di merci americane sono diminuite, mentre le importazioni americane di merci cinesi sono aumentate.

A causa dei dazi cinesi e americani, ora la Cina si fornisce di soia in Argentina e Brasile e la soia americana è esportata in Europa; Cina, Germania e Giappone sono creditori netti verso gli Usa che, a loro volta, sono debitori netti verso il mondo. Pare che i debiti americani, grazie al dollaro, si concilino con l’aumento del Pil e dell’occupazione, invece, la politica di austerità e di riduzione del debito dell’UE ha minato la crescita dell’eurozona e l’occupazione, inoltre la Germania, per aiutare le sue esportazioni, ha puntato sulla deflazione salariale.

La crisi migratoria, non affrontata e risolta dall’UE, ha messo in crisi l’Unione euro-mediterranea, nata nel 2008; i paesi dell’eurozona, più che cooperare, sono tra loro competitori. In quest’Europa a trazione franco-tedesca con l’avallo dell’informazione, crescono le frizioni e le divisioni interne, mentre Usa e Cina puntano su una politica di crescita economica, in Usa rilevabile dall’incremento dell’occupazione e del Pil, ma non delle esportazioni, in Cina anche nelle esportazioni. (Per le notizie: Guido Salerno Aletta – startmag.it).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmaIL.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS ( lunedì 11/2/2019 )

EUROPA

Con lo scopo di contrastare la recessione, il QE della Bce ha creato moneta per 2.600 miliardi di euro, pari al 20% del Pil dell’eurozona; ne hanno beneficiato soprattutto le maggiori banche dell’eurozona, afflitte da crediti deteriorati, soprattutto derivati, detenuti da Germania e Francia, per 6.800 miliardi di euro, pari a metà del Pil dell’eurozona; questa liquidità è stata immessa  anche per coprire le difficoltà di bilancio e i debiti di Spagna, Portogallo, Irlanda e Grecia.

I derivati sono crediti deteriorati in mano soprattutto a banche tedesche, la commissione europea e la Bce si rifiutano di affrontare il problema e di spingere la Germania alla loro riduzione; i derivati in mano alle banche sono spesso crediti deteriorati, come parte dei crediti verso l’estero degli stati. La Bce, per statuto, deve combatte l’inflazione e non può stampare moneta, non può aiutare lo sviluppo con il deficit di bilancio perché deve tutelare il suo equilibrio; tuttavia, il QE o operazioni di mercato aperto, è un modo surrettizio di creare liquidità.

Per contrastare la deflazione e aiutare l’economia reale, con il QE, la Bce ha pensato di favorire i prestiti all’economia reale, fornendo liquidità alle banche acquistando da esse, al mercato secondario, titoli di stato e obbligazioni, al mercato secondario, di grandi imprese multinazionali europee, con ciò ha puntato a contrastare la politica d’austerità voluta dalla Germania, richiedendo anche riforme strutturali, riduzione della spesa pubblica, smantellamento del Welfare e deflazione salariale.

Oggi,di norma, sono soprattutto le banche che, concedendo prestiti, creano moneta, con il QE la Bce ha puntato a incrementare le riserve di liquidità delle banche, che però, per far ripartire la domanda, in realtà, non hanno incrementato i prestiti garantiti, ma, in alcune banche, solo quelli di favore fatti agli amici; per far ripartire la domanda, bisognava dare denaro, non alle banche, ma a famiglie, imprese ed enti pubblici.

Con il QE, la Bce ha comprato dalle banche 2.100 miliardi di euro di titoli di stato e 500 miliardi di obbligazioni di multinazionali europee, ha acquistato bond di stato in  proporzione al Pil dei paesi dell’eurozona, cioè 515 miliardi di euro dalla Germania, 418 dalla Francia e 363 dall’Italia. Con questa massa di liquidità, in maniera imprevista, si sono avvantaggiate le esportazioni tedesche, si è svalutato temporaneamente l’euro, si è fatto scendere il rendimento dei titoli di stato tedeschi in negativo, si è ridotto il debito pubblico tedesco che ora è al 60’% del Pil, in precedenza era aumentato a causa dei salvataggi bancari. In  una parola, se n’è avvantaggiata la Germania.

Nel 2018 nell’UE, l’inflazione è stata dell’1,8%, l’acquisto della Bce dei titoli di stato al mercato secondario ha azzerato i rendimenti delle nuove emissioni, perciò ora rendono solo i titoli di durata superiore ai cinque anni, per conseguenza, gli investitori si sono diretti verso il mercato azionario, gonfiando le borse europee, che nel 2018 hanno cominciato a sgonfiarsi.

Prima del QE, i prestiti a famiglie e imprese arrivavano a 10.400 miliardi, nel 2018 sono arrivati a 11.100 miliardi, un piccolo risultato per 2.600 miliardi di liquidità immessa; i prestiti all’economia reale non sono aumentati, non è aumentata la domanda, il Pil e l’occupazione, nell’eurozona; nell’UE, la disoccupazione media, è dell’8%. La maggior parte del denaro creato dalla Bce è tornata alla Bce, come deposito delle banche per 1.800 miliardi di euro, oltre le riserve obbligatorie, prima del QE erano 150.

Con il quantitative easing, le banche si sono liberate dei titoli a rischio e non hanno aumentato significativamente i prestiti all’economia, sui loro depositi la Bce, per spingerle agli impieghi, applica tassi negativi dello 0,4%. Le banche rifiutano prestiti interbancari perché non si fidano delle altre banche; comunque, gli interessi sui prestiti bancari sono diminuiti e se ne sono avvantaggiate le multinazionali.

La banca centrale Svizzera, la Banca del Giappone e la Bce, applicano interessi negativi sui depositi liquidi delle banche presso di esse, oltre le riserve obbligatorie detenute che, nella Bce, sono pari all’1% dei depositi della clientela e non pagano nessuna tassa.  Dal 2014 il piano Litro della Bce ha lanciato prestiti, al tasso dello 0% a 4 anni, a favore delle banche, nel 2016 i prestiti T-litro sono stati elargiti anche a favore dell’economia reale. Nel 2015 è entrato in  funzione il quantitative easing, per incentivare i prestiti all’economia reale, con il 0,4% di ritenuta sui depositi; però la banca del Giappone e la banca centrale Svizzera, per aumentare gli utili delle banche, applicano due tassi negativi.

La Bce ha acquistato 178 miliardi di obbligazioni di multinazionali europee, francesi per il 30%, tedesche per il 25%, italiane per il 12% e spagnole per il 10%; se i soldi della Bce fossero stati consegnati all’economa reale, sarebbero aumentata domanda e produzione. Con questo sistema, negli anni 2015 – 2018 in Italia, la liquidità immessa è stata il doppio dei deficit di bilancio, lo spread italiano è diminuito e, con il calo degli interessi, si è ridotto il costo del debito pubblico.

I titoli italiani acquistati al mercato secondario non hanno aumentato la liquidità interna, infatti, il credito  bancario interno è passato dai 1420 miliardi di euro del 2015 ai 1329 del 2018. Quando, prima dell’euro, la Banca d’Italia acquistava titoli di stato alle aste, aumentavano liquidità, risorse statali, produzione e occupazione e la banca retrocedeva allo stato gli interessi percepiti al netto delle commissioni. Ora la banca d’Italia paga imposte allo stato e utili a banche e assicurazioni partecipanti al suo capitale.

Le banche italiane hanno ceduto i titoli di stato alla Bundesbank che li ha girati a Bankitalia che è diventata debitrice di Bundesbank e creditrice, con il saldo del Target 2, dello stato italiano. Nel 2018 le banche italiane detenevano titoli di stato per 395 miliardi di euro, mentre nel 2015 erano 387; non hanno venduto i titoli per ottenere liquidità, ma li hanno tenuti in portafoglio per incassare gli interessi, senza fare nuovo credito all’economia reale; a questo errore si è aggiunto l’avanzo primario del bilancio e la riduzione del deficit di bilancio statale imposto dall’UE, che hanno contribuito a favorire la caduta d’investimenti, domanda e Pil.

La Bce dell’europeista Draghi, obbediente massone, ha anche richiesto alle banche di ridurre i titoli di stato in  portafoglio, danneggiando il bilancio dello stato che, al mercato primario, si finanzia con essi e le banche italiane che li considerano, sia in prima emissione che al mercato secondario,  un  solido investimenti di portafoglio; in tal modo Draghi, fa un favore alle banche estere che acquistano i Btp per i loro alti interessi e le loro alte garanzie.

Lo spread misura il rischio sul credito, è il differenziale o scarto tra Btp a dieci anni e Bund tedeschi a 10 anni, riguarda sia le nuove emissioni alle aste che gli interessi su questi titoli al mercato secondario. In questi giorni la televisione italiana, nonostante i Btp di nuova emissione siano stati molti richiesti, perché l’Italia offre buone garanzie ai creditori, ha denunciato l’aumento dello spread.

Correttamente, potrebbe essere accaduto a causa del calo dei tassi tedeschi, con gli interessi italiani rimasti invariati, il che ha generato un aumento dello spread italiano; la televisione, che fa l’opposizione al governo, non lo ha spiegato. Secondo logica, spread e interessi dovrebbero aumentare quando non si trova facilmente credito; al di fuori della circostanza suggerita, non si capisce quest’aumento che genera allarmismo, a meno che non sia intervenuta la mano dei mercati speculativi e delle banche centrali.

In assenza di pareggio di bilancio, se lo stato non avrà più modo di finanziare il deficit di bilancio, andrà in default, cioè sarà insolvente e fallirà, svendendo i suoi asset; com’è successo lla Grecia, è quello che desidera per l’Italia la commissione europea e il Fondo Monetario Internazionale, che ha gettato nel lastrico tanti piccoli paesi. Il governo italiano, che ha contro informazione italiana, banca d’Italia e Quirinale, dovrebbe spendersi per informare gli altri paesi dell’UE su cosa si trama contro l’Italia, anche perché il PD afferma che l’Italia è isolata in Europa; Salvini e Di Maio dovrebbero incontrarsi spesso, per una conciliazione e per raccordare le loro mosse e dichiarazioni.

Nel 2019 si prevede una crescita dell’eurozona dell’1,5%, per evitare il rischio di recessione, occorrerebbe modificare i trattati europei, eliminare l’austerità, modificare la politica di bilancio europea e imporre l’armonizzazione fiscale o fare una politica fiscale europea. L’UE pratica una politica  a favore dei paesi più poveri dell’eurozona, aiutandone lo sviluppo, la Spagna se n’è avvantaggiato e ha saputo utilizzare meglio dell’Italia i fondi europei; ma la Germania, per un’Europa Unita, non vuole mettere in comune i debiti nazionali, come fu fatto con l’unificazione italiana e tedesca. (Per le notizie: Enrico Grazzoni – MicroMega).

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Quando si tratta di salvare banche tedesche, la Germania, invece di applicare il bail-in, usa denaro pubblico e non i depositi e il capitale delle banche, è successo con la landesbank Nord LB della Sassonia, con l’intervento di altre due landesbank sassoni e di una cassa di risparmio, tutte a controllo pubblico, mentre l’Italia, ha privatizzato tutte le banche e la banca centrale.

Però la Germania è convinta di rispettare le regole e nessuno la richiama, per il momento, la commissione europea non ha eccepito niente, si tratta però dell’ennesimo salvataggio bancario tedesco fatto con denaro pubblico; la banca in questione era piena di crediti deteriorati del settore marittimo, ora la Nord LB, con i soldi pubblici non sarà più a rischio di dissesto. La commissione europea predica il rispetto dei trattati, ma la Nord Lb viola le regole Ue sulle banche.

Sembra che la commissione darà il via libera al salvataggio sulla base del precedente della banca portoghese Caixa General de Depositos. Le norme UE sono state  teoricamente pensate per garantire la concorrenza, in realtà, applicano regole diverse ai paesi, favorendo le banche pubbliche che, con garanzie pubbliche, si finanziano a tassi più bassi e con la crisi, sono salvate dallo stato. Invece in Italia le banche private pagano lo spread più elevato e il rischio Italia è alimentato artificialmente dalle società di rating e dalla propaganda dell’informazione.

La Germania non ha voluto privatizzare la Nord Lb perché, per salvare le sue banche preferisce utilizzare denaro pubblico; per salvare soci e risparmiatori delle banche, in Usa ed Europa si è utilizzato denaro pubblico; comunque, alla fine, anche in Italia, per salvare banche popolari e MPS, che sono private, si è utilizzato denaro pubblico. (Per le notizie: Francesco Ninfole – Milano Finanza). 

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Il ministro dell’economia tedesco, Peter Altmer, con il piano industria 2030, prevede l’intervento dello stato nell’economia, la lotta alla deindustrializzazione, la difesa delle industrie nazionali dalle scalate ostili, investimenti pubblici nell’intelligenza artificiale, nelle connessioni informatiche, nelle biotecnologie, nella guida autonoma e nell’aerospaziale, portando il peso dell’industria sul Pil dal 22% al 30%.

Il Trattato di Lisbona, firmato il 13/12/2007, aveva promesso che nel 2020 l’UE sarebbe diventata l’area più innovativa del mondo, non è accaduto e la Germania, tramite le direttive dell’Unione, si è sforzata anche per favorire la deindustrializzazione dell’Italia; l’Agenda 2010 di Schroeder ha puntato alla deflazione e flessibilizzazione salariale.

Oggi in Germania, il tasso d’investimento rispetto al Pil è del 19%, cioè meno della metà della Cina, e non è servito a finanziare il salto tecnologico. La Cina sforna sei milioni di laureati l’anno, la metà in materie scientifiche, e negli ultimi anni 500.000 ricercatori cinesi sono rientrati in Cina dagli Usa, la preparazione tecnica dei lavoratori cinesi è elevata; invece la scuola tedesca è classista perché all’università non vanno i figli degli operai, come era permesso nella DDR prima del 1989.

La Germania deve rivedere il suo modello economico mercantilista, mitigare l’austerità di bilancio e contrastare la deflazione salariale; purtroppo, con la mediazione dell’UE, è stata imitata anche dall’Italia che, su sollecitazione tedesca, ha anche privatizzato alcune sue industrie statali, invece di proteggerle, favorendo con ciò la disoccupazione.  (Per le notizie: Pasquale Cicalese – Contropiano.org). 

ITALIA

Una decina di fondi speculativi specializzati stanno acquistando i crediti deteriorati delle banche italiane o NPL, la Bce pretende che siano smaltiti in 7 anni, quelli non coperti da accantonamenti bancari erano 341 miliardi di euro nel 2008 e oggi sono 200; sembra che in Italia gli NPL sono il 9,4% degli impieghi, mentre nell’UE, dopo i salvataggi precedenti delle banche in crisi, sono il 3,4%; però i dati della Bce non comprendono i derivati che, per la maggior parte, sono crediti deteriorati in mani tedesche.

I fondi acquirenti dei crediti deteriorati faranno un affare d’oro, nel 2017 ne sono stati ceduti 71 miliardi, nel 2018, 66 e nel 2019, 50, si prospetta una colossale speculazione per questi fondi speculativi che acquistano in media al 25% del loro valore nominale; aspettandosi poi un rimborso maggiore da famiglie e imprese in difficoltà, con un margine di profitto del 30%.

Tra i fondi interessati e banche ci sono Dobank, Cerved, un colosso svedese, Tages, Prelios, Ifis, Credito Fondiario, banca Intesa, Sga, tra i partecipanti ci sono anche finanzieri italiani, banche italiane e il Tesoro italiano. L’affare è gestito da ex banchieri collegati alle banche, più il prezzo di acquisto è basso, più i profitti sono interessanti, se i crediti sono garantiti da immobili, il loro valore cresce e viceversa.

Le banche potrebbero recuperare direttamente, in media, il 50% dei crediti deteriorati, una parte della perdita su crediti è coperta dal fondo svalutazione crediti, con la cessione a un valore più basso ci rimettono; la Sga ha acquistato crediti deteriorati da Carige e popolari venete e stima un utile loro sull’operazione del 35%. Declinati gli usurai, si tratta sempre di una gigantesca speculazione avallata dallo stato e dall’UE.

Il Fondo Monetario, diretto dalla francese Lagarde, per deprimere l’economia italiana, lamenta la decrescita italiana, il debito dello statp italiano e il deficit di bilancio italiano, afferma che l’Italia mette in  pericolo la stabilità dell’UE; il FMI; d’accordo con i mercati, con le società di rating e con la commissione europea, contando sull’informazione italiana e sui collaborazionisti italiani dello straniero, messi a capo d’istituzioni italiane, alimenta la speculazione sull’Italia, che invita a tassare la prima casa. Alcuni decenni fa, anche la Gran Bretagna fu colpita da decrescita industriale, del Pil e da deficit e debito dello stato e anche Soros speculò sulla sterlina, risolse temporaneamente i suoi problemi dedicandosi, a piene meni, alla finanza. (Per le notizie: Fabio Pavesi – Fatto Quotidiano).

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Lo spread e gli interessi del debito pubblico italiano, con i fondamentali italiani, dovrebbero diminuire, lo stato afferma di tutelare il risparmio, ma ci sono manine che influenzano il corso della borsa, indipendentemente dalla salute delle imprese quotate; non è questione di mercato e di domanda e offerta. Qualcuno vuole massimizzare i guadagni in anticipo e in qualsiasi situazione, anche di crisi, e lo stato non reprime e non controlla; perciò un titolo fluttua da un  giorno all’altro e, nell’interesse di creditori e speculatori, gli interessi e lo spread crescono anche quando dovrebbero diminuire. Per la speculazione, l’Italia è stata un laboratorio ideale, anche con le svalutazioni della lira, soprattutto a vantaggio di stranieri, aiutati da loro garanti locali, posti a capo delle istituzioni dello stato italiano.

Alle aste dei titoli di stato italiani, gli italiani acquistano i Bot senza interessi e la domanda supera l’offerta, a quella dei Btp decennali, remunerati a circa il 3%, la domanda supera ugualmente l’offerta, ma sono assegnati a banche italiane e straniere. Anche il Giappone ha un alto debito, collocato però sempre in patria, perciò l’Italia, se la domanda interna è alta, potrebbe vendere tanti Bot, quante sono le richieste, all’interesse dell’1% e, se c’è la richiesta, tutti i Btp a 10 anni da collocare, al 2%, alle banche italiane e agli italiani. Forse lo stato risparmierebbe interessi, sarebbe più generoso con gli italiani e meno ricattabile dallo straniero per il suo debito estero.

Sembra che il Pil italiano non cresca abbastanza, in modo da compensare, con il calo degli interessi, la crescita del debito pubblico; però, anche i governi collaborazionisti italiani, ossequiosi verso l’UE per volontà di Mattarella, affermano di volerlo ridurre. Morale: in economia e in medicina si sperimenta, per mezzo di uomini non indipendenti, sulla pelle del popolo, che non è stato mai sovrano.

Statistica, algoritmi ed econometria rischiano di mettere in crisi anche le certezze della matematica, infatti, a consuntivo, le previsioni statistiche risultano sempre sbagliate; la statistica è diventata l’oppio del popolo. La banca d’Italia è privata e non è un organo dello stato, è indipendente dal governo e spesso ha mancato al suo ruolo di presidio degli interessi nazionali, i suoi vertici vanno sostituiti perché sono emanazione, più dei mercati e delle banche, che del popolo italiano.

CINA

Mentre parte dei risparmi privati cinesi prende la via di Usa ed Europa, quelli delle imprese pubbliche hanno, con i loro investimenti, destinazioni interne, la Cina non compra più titoli di stato americani. Nel 2018 i colossi industriali e commerciali statali hanno fatturato 4.300 miliardi di dollari, pari a 1/3 del Pil cinese, che ora eguaglia quello americano ed europeo; i consumi interni hanno contribuito per il 76% alla crescita del Pil, ma i debiti delle società sono pari al 188% del Pil, in Italia sono molto meno.

Nell’ultimo decennio la Cina, secondo le statistiche, ha prodotto risparmio pari a quasi la metà del Pil (sembra incredibile). I numeri sono magici e le statistiche sono ingannevoli; nei paesi arretrati i contadini producono per l’autoconsumo, non vendono, non risparmiano e la loro produzione non entra nel Pil. Quando un’economia largamente agricola, come quella della Cina di qualche decennio fa, si converte gradualmente in economia industriale, anche con lo sviluppo dell’edilizia, risparmio e reddito nazionale aumentano velocemente; quindi, probabilmente, l’elevato risparmio cinese dipende dalla sottovalutazione della produzione agricola cinese.

Il governo cinese vuole ridurre il tasso di risparmio e potenziare previdenza e sanità pubbliche, ha concesso detrazioni e deduzioni fiscali ai lavoratori, vuole aumentare i consumi privati, ridurre i debiti societari, aumentare i salari e la produttività del lavoro; vuole fare maggiori investimenti pubblici in infrastrutture; ancorché il governo sia comunista, vuole  favorire il mercato e realizzare la via della seta verso l’Europa, pare una politica opposta a quella austera dell’UE. (Per le notizie: Pasquale Cicalese – Contropiano.org).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 4/2/2019)

ITALIA

Matteo Salvini è d’accordo con la linea dura espressa, contro Maduro, dall’UE e dagli USA che, ingerendo nella politica interna di un altro stato, chiedono il voto o, in difetto, il riconoscimento come presidente di Guaidò; ma Salvini è stato criticato da Alessandro di Battista, che teme un’escalation di violenza in Venezuela. Salvini è preoccupato per la sorte sociale degli italiani di Venezuela ma, così agendo, si avvicina agli europeisti; Conte afferma di volere una riconciliazione nazionale però anche lui sostiene la posizione dell’UE, patrocinata, con i suoi contatti, dalla Mogherini.

Manlio di Stefano, per le nuove elezioni, propone una mediazione italiana, ritiene che l’ultimatum a Maduro potrebbe compattare il suo potere; Maduro è stato eletto fraudolentemente ma, fare ora Guaidò presidente, senza un voto, equivale a un colpo di stato, perciò Cina e Russia, al momento, sostengono Maduro. Mattarella, Draghi, Conte, Tria, Mogherini e Moavero sono europeisti, mentre la maggioranza degli italiani sono italianisti, euroscettici o sovranisti.

Dopo il seggio al consiglio di sicurezza dell’Onu, richiesto dalla Francia per la Germania, invece che per l’Unione Europea, si potrebbe ipotizzate che l’Unione Europea riconosca la dominanza Usa in America Latina, in cambio del riconoscimento della dominanza franco-tedesca in Europa, a dispetto di Russia e Italia. Questa strategia servirebbe ad allontanare dall’Europa sia gli Usa che la Russia. (Per le notizie: Francesco Damato – ansa.it).

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Draghi ha affermato che il debito pubblico italiano fa perdere all’Italia la sovranità, in realtà, il debito, com’è accaduto alla Grecia, a volte rende anche schiavi, ma a volte, con gli investimenti, aiuta lo sviluppo di famiglie, imprese e stati; inoltre, gli Usa, grazie al dollaro, hanno più debiti dell’Italia, il Giappone ha più debiti dell’Italia ma solo verso i suoi cittadini, la Francia ha più debiti dell’Italia verso l’estero.

I paesi prestatori, con attivo commerciale, attenti alle garanzie dei paesi debitori, fanno prestiti a quelli con deficit di bilancio e deficit commerciale; i paesi creditori, cioè con attivi commerciali, hanno bisogno di paesi debitori a quali fare prestiti, è il caso della Germania con la Francia e l’Italia, i cui Btp sono, anche con il calo dello spread, ad alta remunerazione e perciò sono bene accettati dal mercato.

L’Italia, a copertura del debito, ha ampie garanzie, fatte di riserve auree e valutarie, crediti verso l’estero, patrimonio economico, tesori artistici mobili che, venduti all’asta, coprirebbero tutti i debiti italiani; perciò, anche i tedeschi hanno riconosciuto che l’Italia è un paese solido. Il Venezuela è un paese povero ma ha il petrolio, ha tre miliardi di dollari privati depositati a Londra, sui quali la Gran Bretagna, vista la situazione, ha posto il blocco, non credo sia giusto.

Con i cambi di regime, gli stati possono anche appropriarsi dei soldi altrui, l’Italia deve stare attenta perché ha miliardi di euro a Francoforte, Svizzera, New York e Londra; gli stati sono capaci di rubare in guerra e in pace, anche a carico dei loro cittadini; però, l’Inghilterra appoggiò l’unità italiana solo perché il Piemonte si accollò tutti i debiti degli stati italiani verso di essa.

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Continuano gli insulti francesi all’Italia, la Francia ha richiamato il suo ambasciatore in Italia, un tirapiedi di Macron, il quale vende la Francia alla Germania, ci ha definito straccioni, un altro ha detto che Tria, sempre pieno di paura, mastica gomma americana, Moscovici, con le sue imposizioni discriminanti sul bilancio pubblico italiano, vuole intimidirci. Ora Macron afferma che gli italiani hanno un governo che non meritano, ma la politica e il giornalismo italiano ospitano anche sinistri europeisti e economisti filo francesi, cioè uomini di paglia amici della Francia, come ne esistono della Germania.

Macron ha favorito la dissoluzione della Libia e l’emigrazione dalla Libia diretta in Italia,  vuole che solo l’Italia accolga gli immigrati. La commissione europea, a direzione franco-tedesca, relativamente al debito pubblico, usa due pesi e due misure verso la Francia e l’Italia. Ci vorrebbe almeno una nota di  protesta, ma gli stati non sovrani e sfruttati e le corti che vivono di regalie e privilegi, poiché non sono indipendenti, non possono protestare quando sono trattati male, lo possono fare solo gli alleati a pieno titolo e non sottoposti o gli stati nemici.

Sulla nave tedesca Sea Watch, ormeggiata fuori Siracusa, con bandiera olandese e con un carico di profughi raccolti da un’Ong “umanitaria”, si è arrivati a una soluzione, con il loro sbarco e distribuzione tra sette paesi europei; sempre che non si disperderanno prima, com’è successo in precedenza. Bisogna dire che le Ong, facendo del favoreggiamento all’immigrazione clandestina, non facilitano solo questi traffici di emigranti, ma sono finanziate da stati e, per copertura, da privati, per svolgere dei servizi che gli stati non possono svolgere direttamente; infatti, quando gli stati non hanno relazioni diplomatiche con altri stati, si servono, per informazioni e spionaggio, delle loro Ong presenti in questi paesi.

Sulla nave Sea Watch in mano a un’Ong tedesca, sta indagando il Viminale, sembra accertato che i barconi partiti dalla Libia, che contengono immigrati di altri paesi e non profughi di guerra, partono quando una nave di un’Ong è vicina alle acque libiche, ostacolando l’azione della guardia costiera libica. In prossimità della nave, per accelerare il soccorso, i gommoni sono fatti sgonfiare, lamentando l’affondamento; le chiamate di soccorso partono da un’Ong.

Distribuiti tra diversi paesi gli immigranti della Sea Watch, si è rilevato che la nave non è in regola per queste operazioni e che andrebbe sequestrata per associazione a delinquere e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina; ma probabilmente, grazie  ad alcune uscite della magistratura, a giorni partirà, con le stesse modalità, un altro gommone dalla Libia, raccolto magari da un’altra Ong e applaudito dagli umanitaristi. Comunque, al dilà della propaganda e d’interessi economici di parte, se si vuole dirimere la diversità d’interpretazione sui fatti, le riprese dai satelliti dei movimenti dei gommoni con emigranti, di navi di Ong e d’interventi della guardia costiera libica e italiana, sono documentabili perfettamente, senza pericolo di sbagliare.

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La televisione, disperata perché non riesce a fermare la crescita di Lega e M5S, ne sottolinea i loro contrasti interni e ha comunicato una lievissima flessione del Pil italiano, annunciando la recessione, che però lambisce anche la Germania; una crescita tedesca all’1% non è molto diversa ad una crescita italiana allo 0%. C’è da dire che i bilanci di stato, imprese e famiglie, quando gli scarti tra entrate e spese sono minimi, rispetto all’esercizio precedente, segnalano, in pratica, un’invarianza. Con i provvedimenti del governo, l’aumento dei consumi potrebbe far aumentare il Pil, ma mi piace ricordare che, in passato, la sinistra, forse per favorire lo sviluppo dei paesi emergenti, come sta  accadendo,  per l’Italia, invocava la crescita zero e il calo dei consumi, che significano calo del Pil.

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Uno degli handicap italiani è il numero elevato di dottori in legge che, come dirigenti, accedono a tutte le professioni, soprattutto nella pubblica amministrazione, e nella politica; gli avvocati sono causidici e spaccano i capelli in 64 parti, da legislatori, poiché odiano la semplicità, rendono le leggi più oscure e contraddittorie; dirigono il sistema economico al posto di laureati in economia. Perciò, in politica, la polemica di Calenda non va fatta tra laureati e diplomati; al parlamento o al governo, andrebbero meglio i laureati, però il diplomato in una materia specifica vale più di un dottore in legge inserito come dirigente in tutti i ruoli.

Naturalmente, poiché gli uomini non sono tutti uguali, ci sono le eccezioni; ci sono dottori in legge che, con un esame di economia all’università, sono diventati dirigenti di Banca d’Italia, di banche, del Tesoro e ministri dell’economia; mentre i laureati in economia, di questi esami, ne fanno 13. Questi laureati in legge, da dirigenti, si fanno assistere da consulenti o tecnici, come fanno i giudici con i periti; per la funzione giudicante sembra logico, ma non per quella di un ministro di un dicastero sòpecifico, dove vanno bene i laureati in  economia, medicina, fisica, ingegneria, ecc.; entrare in questa logica, in Italia significa patrocinare una rivoluzione.

EUROPA

Nel 2018 la banca europea per investimenti, che ha come vicepresidente l’italiano Dario Scannapieco, per le colonnine di ricarica elettrica delle auto, ha concesso all’Enel finanziamenti per 57,5 milioni di euro; ha concesso 340 milioni di euro alla Motork, che produce piattaforme digitali per auto, 30 milioni di euro alla ditta Acque Veronesi, prevalentemente pubblica, 37 milioni alla ditta bolognese Marposs, che produce apparecchi di precisione; 130 milioni all’università di Bologna, diversi milioni alla ditta Roboze di Bari, che produce stampanti 3D, 350 milioni alla ditta Oper Fiber, per la fibra ottica, 150 milioni all’aeroporto di Venezia, 650 milioni alle ferrovie di Milano Nord e 40 milioni alla Fiera di Milano.

Negli ultimi dieci anni la Bei ha concesso 108 miliardi di finanziamenti per gli investimenti nei paesi UE e l’Italia, anche per il valore della sue ricerca, pubblica e privata, è il secondo beneficiario di questi finanziamenti; in Italia le spese per la ricerca sono la metà che in Francia ma, secondo gli americani, in sostanza, hanno lo stesso valore. Nel 2018 i finanziamenti complessivi della Bei ai paesi dell’Unione, derivanti dagli apporti al bilancio comunitario da parte degli stati, sono stati pari a 8,5 miliardi di euro.

A questi finanziamenti, derivanti dalle contribuzioni dei paesi dell’Unione, si aggiungono quelli assegnati dal Fondo europeo per gli investimenti, partecipato dalla Bei, negli investimenti finanziati dalla Bei partecipano anche gli stati e i privati, in Italia sostengono investimenti complessivi, in più anni, per oltre 300 miliardi di euro. In questi investimenti, la Bei ha iniziato a partecipare al rischio, offrendo anche consulenza; il piano Junker per gli investimenti sembra che abbia fatto bene alla Bei e speriamo che l’Italia sappia trarne profitto e che riesca a utilizzare questi fondi.

Abbiamo il dovere di ricordare anche le cose buone fatte dall’UE; per quanto riguarda la posizione finanziaria dell’Italia verso l’UE, bisogna ricordare che essa, per aiutare i paesi più deboli dell’Unione, versa, in linea di competenza, 3 miliardi di euro in più di quelli che riceve; invece, dal punto di vista finanziario, considerate anche le multe all’Italia e l’insufficiente utilizzo, da parte dell’Italia, dei fondi europei, esse versa 4,4 miliardi più di ciò che riceve. Su questi squilibri, la Gran Bretagna riceveva restituzioni finanziarie e l’Italia no, perché era un paese governato da europeisti assenteisti. (Per le notizie: Lorenzo Bernardi – startmag.it).

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Secondo Journal du dimanche, la scalata nel 2017 del banchiere d’affari Macron all’Eliseo, è stata finanziata soprattutto dai ricchi, perciò egli, da presidente, ha ridotto le imposte ai ricchi e le ha aumentate ai salariati e agli stipendiati; i suoi finanziatori vengono soprattutto da Parigi, poi da Londra e dalla Svizzera, meno dalla provincia francese; il che ha favorito la rivolta dei gilet gialli, però in questo sbocco ha anche giocato un ruolo il depauperamento della classe operaia, impiegatizia e dei pensionati, la disoccupazione e l’avvicinamento della Francia alla Germania. (Per le notizie: Tino Oldani – ItaliaOggi).

USA

A causa delle incertezze finanziarie, monetarie e politiche, nel 2018 le banche centrali hanno acquistato oro per complessive 681,5 tonnellate, il che rappresenta il più alto livello di acquisti dal 1971; con un aumento del 74% rispetto al 2017, la domanda rimarrà alta anche nel 2019. La banca centrale russa ha acquistato oro per 274,3 tonnellate, le riserve della Federal Reserve sono costituite per il 73,9% di oro, nella Bundesbank per il 69,2%, in Bankitalia per il 65,5%; Usa, Germania e Italia sono i primi tre paesi detentori di riserve auree.

Hanno acquistato molto oro, tra gli atri paesi, oltre la Russia, Turchia, Ungheria, Polonia e Iran.  L’oro è utilizzato, come riserva, più dalle banche centrali, che dall’industria e dalla gioielleria, se le banche centrali lo vendessero tutto, il suo prezzo di mercato crollerebbe; questi acquisti hanno anche un significato cautelativo, ma alimentano anche la speculazione, perché gli acquisti delle banche centrali ne aumentano il prezzo e le vendite un deprezzamento, dai quali, come accade con la moneta, scaturisce una sua volatilità. (Per le notizie: Francesco Bertolino – Milano Finanza).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;    viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 28/12/2019)

ITALIA

La corte dei conti, nella seduta del 27/12/2018 ha emesso la sua relazione annuale che contiene anche i rapporti finanziari di entrate e uscita tra Italia e Unione Europea; con l’utilizzo di fondi comunitari, peraltro derivanti dai conferimenti fiscali degli stati aderenti; essa ha rilevato che nell’anno 2017, l’Italia è contribuente netto per 4,4 miliardi di euro. Sarebbero interessanti i confronti con gli altri paesi dell’UE, che non sono divulgati dall’informazione.

Sulla somma pesa la cifra di 547 milioni di euro per seconde condanne della corte di giustizia europea, per violazioni di obblighi, come ad esempio, la mancata raccolta della spazzatura; naturalmente, pesano maggiormente la restituzione di fondi europei non utilizzati, per investimenti e occupazione, e, in generale, la perdita di finanziamenti europei non utilizzati. I ritardi sono dovuti alla nostra pubblica amministrazione, in passato ai nostri politici era anche rimproverata la loro assenza nelle sedute del parlamento europeo; gli altri rappresentanti erano meno europeisti di noi, ma in Europa erano più presenti e sapevano tutelare meglio gli interessi dei loro paesi.

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Per coprire eventuali perdite bancarie dell’eurozona, la Bce chiede, in 4 anni, la ricapitalizzazione delle 38 maggiori banche dell’eurozona, con 450 miliardi di euro, di cui 95 per l’Italia. L’operazione andrebbe fatta con nuove emissioni azionarie per 60 miliardi di euro e trasformando 390 miliardi di titoli di stato in bond. Con l’operazione, ci potrebbe essere un impatto negativo sulla redditività del capitale, favorendo l’acquisizione estera di banche italiane.

I bond emessi in Italia avranno interessi più alti a causa dello spread e potrebbero aumentare gli interessi sui prestiti concessi dalle banche. La più grande banca italiana, banca Intesa, si era sempre espressa contro la ricapitalizzazione, che potrebbe anche aprile la strada alla scalata delle nostre banche da parte dello straniero. (Per le notizie: Francesco Ninfole – Milano Finanza).

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Per non cambiare l’Italia, con l’apporto determinante delle catene massoniche, sono europeisti Monti, Carli, Baffi, Mattarella, Corriere, Repubblica e televisione mainstream; dall’unità, l’Italia non è stata mai sovranista e orgogliosa della sua autonomia, è stata prima legata all’Inghilterra, poi alla Francia, alla Germania, agli Usa, ora a Bruxelles. Per gli europeisti nostrani senza cuore che ci vogliono subordinati, alleanze e vincoli esteri aiutano l’Italia.

I risultati recenti sono stati negativi e hanno favorito la speculazione a danno dell’Italia; con la crisi dell’UE, Tajani, Moscovici e altri dirigenti delle istituzioni europee sono rabbiosi con l’Italia, perché temono di perdere posizione e privilegi; diversamente dagli operai tedeschi, guadagnano oltre 20.000 euro il mese. I rappresentanti di piccoli paesi europei a basso reddito, sono europeisti per i soldi che ricevono dalle istituzioni europee; storicamente, le corti si sono sempre mosse così.

Per l’informazione, cioè stampa e televisione mainstream, il discorso è diverso, esse, direttamente o indirettamente, ricevono soldi da stato, stati esteri e privati, con apporto di capitale e pubblicità, che naturalmente servono a condizionarla e a fare propaganda. Adesso l’informazione che conta è europeista, a favore dell’immigrazione e contro il governo Lega-M5S.

Alla vigilia della prima guerra mondiale, arrivò dall’estero in Italia un fiume di denaro, destinato ai giornali, per spingerla a entrare in  guerra a favore della Francia o della Germania; si ruppe l’alleanza con la Germania e l’informazione scrisse che il cambio dell’alleanza era dovuto all’ambiguità degli italiani. Potenza del denaro e degli interessi, l’’imperatore di Germania promise al papa, in caso di vittoria, la città di Roma con un corridoio fino al mare, probabilmente il papa voleva farne un paradiso fiscale, poi Mussolini, per tutelarsi e rafforzare il regime, fece la pace con il Vaticano.

I capi delle nostre istituzioni, compensati con la carriera, il denaro o altri privilegi, prendono spesso ordini dall’estero, le leggi si fanno su commissione di UE, Chiesa, lobby, mafia e massoneria. E’ presumibile che l’Italia, con la sostituzione di uomini, cambierà veramente solo dopo le prossime elezioni europee, dopo le prossime elezioni politiche e dopo il prossimo presidente della repubblica.

Per recuperare veramente l’orgoglio nazionale, bisognerà cambiare Mattarella, Tria, Moavero e Fico, che sono europeisti e non italianisti; alcuni mandanti, dall’estero stanno ancora remando contro l’Italia. Per la faccenda Regeni, vogliono mettere l’Egitto, che è un paese amico, contro l’Italia, hanno cercato di farlo anche con la Libia. (Per le notizie: Lorenzo Lamperti – AffariItaliani.it).

EUROPA

Dopo il trattamento fiscale di favore ricevuto dalla ditta Nike dall’Olanda, per combattere l’elusione fiscale da parte delle multinazionali, la commissaria europea alla concorrenza, Margrethe Vestager, ha rilevato che l’evasione delle multinazionali nell’Unione, grazie ad accordi fiscali con i paesi, ammonta a circa 175 miliardi di euro l’anno. Pertanto, l’1 gennaio 2019 la commissione europea ha emanato una direttiva antielusione che accoglie le raccomandazioni dell’Ocse al riguardo.

Lo scopo è bloccare il trasferimento di utili verso paesi con tassazione inferiore, come Irlanda, Olanda e Lussemburgo, attuato trasferendo gli utili a una filiale estera e manipolando il prezzo delle transazioni con essa; la direttiva introduce anche limiti alla deducibilità degli interessi passivi, derivanti da prestiti ad alto interesse, da una filiale residente in un paradiso fiscale a un’altra con sede in un paese europeo ad alta tassazione.

Si vuole anche impedire la prassi delle multinazionali di avere filiali in paradisi fiscali e impedire l’attribuzione di brevetti a filiali nei paradisi fiscali, come impedire accordi con stati per ottenere vantaggi fiscali, evitando la doppia tassazione con paesi extra UE. Nel Regno Unito sono sotto indagine dalla commissione, per elusione, Nike e Ikea, per profitti trasferiti a sussidiarie o fondazioni esenti da imposte, attraverso operazioni infragruppo, come pagamenti d’interessi e royalities.

A causa di questa elusione, l’Italia, con la web Tax, ha fatto pagare a Google la modesta cifra di 306 milioni di euro e nel 2016 anche la commissione europea ha sanzionato Apple per 13 miliardi d’imposte non pagate, tramite due sussidiarie in Irlanda, non tassabili per il fisco Usa perché registrate in Irlanda. Tutti i profitti delle vendite UE erano registrati a Dublino, sottoposti a imposizione solo in minima parte perché attribuiti a una sede centrale esistente solo sulla carta.

Nella tassazione alle imprese esiste una forte disparità tra i paesi UE, con diversi regimi di deduzione d’interessi e ammortamenti e con una struttura diversa del capitale, in parte a debito e in parte azionario; inoltre, è difficile raggiungere accordi  di cooperazione e ragionevolezza con i paradisi fiscali extracomunitari, perciò bisognerebbe minacciarli d’invasione, ma la classe dirigente italiana e dell’UE è contraria perché è ufficialmente pacifista.

Nel 2016 le imposte pagate in UE dai giganti dell’hi-tech sono state molto inferiori a quelle pagate in Usa, perciò Trump ha fatto un taglio alle imposte alle imprese dal 35% al 21%, con il 15,5% sui profitti offshore. Trump ha anche voluto che per le imposte vigesse la competenza territoriale, cioè le imposte andrebbero pagate dove si producono gli utili (per la nostra televisione, Trump ha solo ridotto le imposte alle grandi imprese. (Per le notizie: Lorenzo Sala – Financial Times – Il Sole24 ore).

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Hanno detto Alessandro di Battista, Luigi Di Maio e Giorgia Meloni che, fino a che non sarà abolito il franco CFA, gli africani impoveriti continueranno a scappare dalle ex colonie francesi d’Africa, accusando la Francia di politica neocolonialista; il franco CFA, che non turba la commissione europea, fu introdotto nel 1945 in 14 paesi africani, ed è gestito  dal Tesoro francese, con un cambio fisso con l’euro.

Questo franco ha recentemente garantito la stabilità dei prezzi, ma ha lasciato nelle mani francesi il signoraggio monetario, anche le riserve valutarie di questi paesi sono depositate, per lo più, presso il Tesoro francese, si tratta di circa 10 miliardi di euro. Il franco CFA è accusato di non favorire lo sviluppo di quei paesi, anche perché, come accade con l’euro, non possono svalutarlo, ma favorisce gli investimenti francesi in questi paesi e non le esportazioni delle loro merci.

Macron ha detto che nessun paese africano ha chiesto la soppressione del franco CFA, non è vero e la classe dirigente delle colonie, generalmente, prende ordini dai colonizzatori (accade anche in Italia), e fornisce loro anche truppe in guerra, questo  accade anche con il Commonwealth britannico. Dal 6/12/1945 14 colonie francesi d’Africa occidentale e centrale hanno il franco CFA, come valuta prima legata al franco francese e poi all’euro, il 65% delle riserve valutarie di questi paesi è depositato presso il Tesoro francese, per essere utilizzate ci vuole l’autorizzazione di Parigi; a questi stati africani, si aggiungono le isole Comore dell’oceano indiano; invece le colonie francesi del Pacifico hanno il franco CFP.

Tra le colonie francesi, nel 1982 solo le Isole Ebridi hanno abbandonato il franco coloniale per una loro valuta. Le due zone d’Africa, con franco FCA, quella occidentale e quella centrale, hanno formalmente due banche centrali, comunque dipendenti dal Tesoro francese, ma le loro valute non sono tra loro convertibili. Le autorità francesi partecipano alla definizione della politica monetaria delle due zone; questi paesi, quando il franco CFA era legato al franco, si avvantaggiavano delle svalutazioni del franco, ora con l’euro, più stabile, hanno perso questa possibilità, perdendo anche in competitività.

Invece la Gran Bretagna, anche con il Commonwealth, non ha aderito all’euro e nel 1947 ha consentito all’Egitto di abbandonare la sterlina, poi l’hanno fatto altre 54 sue colonie, l’ultima è stato il Brunei nel 2001; evidentemente, la sovranità monetaria è vantaggiosa, per i paesi che possono rivendicarla. Le colonie francesi hanno, a volte, richiesto di abbandonare il franco CFA, l’ultimo è stato il Ciad, confinante con la Libia, perciò i servizi segreti francesi hanno fornito armi al gruppo terroristico islamico Boko Haram, legato a Daesh.

Ad agosto del 2018 il presidente del Ciad, Idriss Deby, voleva introdurre una sua moneta, perciò Boko Haram ricevette altre armi francesi, a intercettarle furono le forse dell’ordine del Camerun, che arrestarono anche due cittadini francesi; Boko Haram colpisce solo le ex colonie francesi dotate di franco CFA. La nostra informazione, come al solito, al servizio dello straniero, fornisce solo mezze notizie e l’altra metà è rimpiazzata dalla propaganda, in questo caso a favore della Francia.

Il 31/10/2010, in Costa d’Avorio, vinse le elezioni presidenziali Alassane Quattara, contro il vecchio presidente Laurent Gbagbo, sostenuto dalla Francia che, per mantenere lo status quo, intervenne su mandato dell’ONU, fra l’altro zelante anche contro l’Italia e a favore dell’immigrazione in Italia, come Francia, papa e Soros; per conseguenza, Gbagbo fu rovesciato e recluso come prigioniero politico nel suo paese.

Si era mosso contro Chirac, Sarkozy, Hollande e Macron, perché voleva tutelare gli interessi economici del suo paese, opponendosi anche alle privatizzazioni a favore dei francesi. Nelle colonie francesi d’Africa, i francesi hanno il controllo dell’economia, sono i primi fornitori e i primi clienti, controllano banche, acqua potabile, elettricità, edilizia, trasporti, porti, telefoni, tabacco e petrolio.

Finalmente, un governo italiano ha chiesto alla Francia la restituzione di 30 terroristi italiani rifugiati in quel paese, i governi precedenti non l’hanno fatto, forse perché ne hanno protetto la fuga; sono stati accolti e protetti dalla Francia che li controllava, infatti, non si può bussare alle porte che non ti aprono. (Per le notizie: Francois Hollande – ItaliaOggi.it - ilpost.it).

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L’Unione europea è investita dalla crisi e la produzione industriale tedesca è calata del 4,7%, la Germania, con le esportazioni, ha perseguito un programma mercantilista e, per abbattere il debito pubblico dei paesi UE, per essa da alimentare solo in guerra, ha puntato sul contenimento salariale, degli investimenti pubblici e delle spese per la sanità e le pensioni; in tale quadro, la Bce è stata più interessata al controllo dell’inflazione che all’occupazione, ora obbliga le banche alla copertura dei crediti deteriorati fino al 100% del loro ammontare, appesantendo il loro bilancio.

Invece la Cina, temendo il calo del commercio internazionale, poco preoccupata per il deficit e il debito pubblici, per favorire i consumi, vuole aumentare i salari, abolire le tasse sui salari e ridurre le imposte alle piccole imprese, vuole aumentare gli investimenti pubblici e favorire i prestiti alle imprese produttive; in Usa, che hanno deficit e debiti cronici, per stimolare il mercato interno, si riducono le imposte alle imprese, si concedono incentivi per il ritorno d’industrie in Usa e si aumentando i salari.

La gestione della crisi da parte di Bruxelles, ha spaccato l’Europa tra paesi creditori e paesi debitori, ha negato gli stimoli fiscali interni e i paesi dell’UE soffrono della perdita della loro sovranità monetaria, perché gli stati sovrani si sono sempre finanziati con i dazi e con la moneta. L’Unione Europea dovrebbe avere una politica fiscale omogenea, con funzioni anticicliche; per stimolare l’economia, dovrebbe favorire gli investimenti e combattere la disoccupazione, gli investimenti pubblici non dovrebbero essere calcolati nel deficit di bilancio dello stato. (Per le notizie: Claudio Conti – contropiano – sinistrainrete).

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Tralasciando le mezze notizie e la propaganda dell’informazione e di alcuni storici di corte, i trattati internazionali sono fonti di diritto come le costituzioni, gli stati hanno sempre fatto trattati di amicizia, poiché hanno tre facce, a questi trattati aggiungono anche protocolli segreti che affermano cose diverse. Secondo le convenienze del momento, spesso questi trattati sono violati, abbandonati o traditi, del resto, gli stati lo fanno anche con le loro costituzioni interne.

Violando i trattati UE, il recente trattato di Aquisgrana, antica capitale del sacro romano impero, a direzione franco-germanica, senza ufficialmente debordare dal trattato nord atlantico del 4/4/1949 e senza denunciare i trattati dell’Unione Europea, prevede, tramite consultazioni, la cooperazione e il coordinamento, tra Francia e Germania, in politica estera, sicurezza, economica, monetaria, fiscale e militare.

Con un programma comune di difesa, è rafforzata la cooperazione militare reciproca, potenziando l’industria della difesa e creando un consiglio comune per la difesa; i due stati, facendo seguito a precedenti accordi internazionali, s’impegnano alla protezione dell’ambiante e alla ricerca energetica. Puntano a creare una zona economica comune franco – tedesca e a cooperare sul piano legislativo e nel campo della ricerca e dell’innovazione.

Il trattato promuove l’insegnamento reciproco di francese e tedesco, creando, in materia d’informazione, un Erasmus di alti funzionari reciprochi. Germania e Francia vogliono essere il locomotore del treno dell’UE, gli altri stati si dovrebbero far trascinare; l’accordo punta anche su una difesa comune europea. Le reazioni negative della pubblica opinione italiana, in maggioranza euroscettica, non sono nate dal fatto che l’Italia si è sentita esclusa dal patto, ma dal fatto che i due paesi hanno spesso cercato di calpestarla.

Ci sono stati anche vertici bilaterali annuali tra Francia e Italia, Mattarella è un patito della Francia, perciò nel settembre del 2017 ci fu un summit, detto del Quirinale, e si è anche pensato a un trattato tra Italia e Francia. Speriamo che non si faccia; anche se i governi italiani, collaborazionisti dello straniero, hanno sempre fatto trattati sbilanciati contro gli interessi dell’Italia.

In questo momento, l’Italia deve tenersi stretti gli Usa e al Nato, non perché sono stati sempre diligenti, ma perché sono il male minore per l’Italia, che non potrebbe mai pesare in UE come Francia e Germania, a prescindere da quello che dicono i trattati, perché la si vuole paese subalterno e schiavo da sfruttare. Al momento Francia e Italia potrebbero coordinarsi in sede europea, per una maggiore flessibilità dei loro bilanci, ma alla Francia le cose fanno bene così come sono, perché la commissione europea non vede gli sforamenti francesi e i deficit di bilancio e commerciali francesi sono coperti da acquisti di titoli pubblici francesi da parte della Germania.

La comunità franco-tedesca, prevista dal trattato di Aquisgrana di gennaio 1919, unisce due stati non omogenei, però anche le regioni degli stati non sono omogenee; nel 2017 la Germania ha avuto un avanzo commerciale di 41 miliardi di euro con la Francia e possiede 427 miliardi di euro di titoli pubblici francesi, che alleviano deficit di bilancio e il debito commerciale francesi; poi la Germania fa dell’allarmismo sul debito estero italiano che è la metà di quello francese.

In confronto, il disavanzo commerciale Usa con la Germania è di 50 miliardi, però il Pil Usa è sei volte più grande di quello francese; la forza delle esportazioni tedesche è derivata dal basso costo del lavoro e dalle subforniture estere. La cooperazione industriale franco-tedesca include l’Airbus, costruito in Francia, Germania e Gran Bretagna; però, le progettate fusioni di aziende dei due paesi non sempre hanno avuto fortuna, nel settore nucleare, telefonico, ferroviario e automobilistico, le imprese tedesche del settore non hanno  ben visto  nemmeno la fusione tra Fincantieri e STX.

Il Trattato di Aquisgrana si riallaccia alla proposta di comunità di difesa europea degli anni cinquanta, sabotata dalla Francia, con esso si mette in comune la forza nucleare francese con gli attivi commerciali tedeschi, che servono a ripianare deficit di bilancio e debito pubblico francese. Questo trattato supera la sfera economico-commerciale, ma ha un significato soprattutto militare, anche nella relativa ricerca, indebolisce l’Unione Europea e ne accelera il processo di disgregazione.

La Germania si schiera contro gli Usa che minaccia i dazi le sue esportazioni e attenta alla sovranità franco-tedesca sull’Europa, in prospettiva, vuole allontanare gli Usa dall’Europa;  il trattato propone una forza d’intervento franco-tedesca e, con la probabile ammissione della Germania al consiglio di sicurezza dell’ONU, sulla stampa tedesca si comincia a parlare di dotare il paese di una potenza nucleare, violando con ciò il trattato di non  proliferazione nucleare del dopoguerra.

Del resto, i trattati li violano tutti, ma la Germania critica solo l’Italia di violarli; questo trattato di Aquisgrana ha un significato soprattutto per l’Italia, che ha un‘industria militare di alto livello e il suo popolo, diversamente dai suoi dirigenti, rifiuta l’asservimento a Francia e Germania; per contenere l’Italia e rimetterla nei ranghi, Macron e Merkel si sono opposti alla cessione dei cantieri navali francesi Stx a Fincantieri. (Per le notizie: Jean Pierre Dernis – Guido Salerno Aletta – Tino Oldani -startmag.it).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (21/1/2019)

ITALIA

Il varo del provvedimento governativo, per l’introduzione congiunta della quota cento sulle pensioni e reddito di cittadinanza per i poveri, previsti dal contratto di governo, suscita delle perplessità, soprattutto riguardo al secondo intervento; infatti, più che oneroso, sembra troppo generoso. Anche con gravi sanzioni penali, si temono abusi perché l’amministrazione italiana non fa controlli.

Da vari segnali, sembra che l’economia europea e italiana potrebbero andare verso la stagnazione o la recessione, la crescita del Pil e la produzione rallentano, perciò sarà difficile che la disoccupazione possa diminuire. Secondo il suo progetto, il reddito di cittadinanza è nato, non come misura assistenziale, ma per favorire, con i centri per l’impiego, l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

Un reddito minimo, per ragioni sociali, doveva essere introdotto, a favore di poveri e disoccupati, ma con la recessione, potrebbero arrivare gli esuberi che ingrosseranno la platea di disoccupati che chiedono il reddito di cittadinanza; perciò l’istituto si trasformerà in misura assistenziale. Alcuni faranno la domanda per il beneficio e intanto lavoreranno in nero.

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La cassa di risparmio di Genova è andata in crisi perché il suo presidente Bernaschi, che è stato condannato, con l’aiuto di banche offshore e paradisi fiscali, aveva distratto fondi per l’arricchimento personale. Trattasi di una replica di quanto successo a MPS, aiutata, per il suo salvataggio, da miliardi di euro di aiuti di stato; per Carige, la Bce ha richiesto la ricapitalizzazione, naturalmente ancora con i soldi dello stato italiano.

Dal 2008 a oggi gli stati dell’UE, per coprire le perdite su crediti delle banche europee, hanno pagato 1.400 miliardi di euro, con quei soldi si poteva fare un piano gigantesco d’investimenti pubblici, invece lo stato ha tolto alla CDP anche 250 miliardi di euro di risparmio postale, prima destinato agli investimenti dei comuni; per il ministro Savona, sono velleitarie le richieste della BCE che vogliono un aumento di capitale delle banche.

Socio al 27,5% della Carige é la famiglia Malacalza, che ha intenzione di adire la corte di giustizia europea per danni alla Carige e alla sua famiglia; intanto ha spedito lettere a Bce, Bankitalia e Consob. Carige, con un piano concordato con la Bce, doveva aumentare il capitale ma i bond relativi sono stati rifiutati dal pubblico, timoroso per la sorte della banca, perciò il prestito è stato sottoscritto dal Fondo interbancario di garanzia. Pertanto, Malacalza chiede alla Bce anche documentazioni e spiegazioni sul provvedimento di commissariamento della sua banca. 

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Matteo Salvini ha criticato la Bce per la sua politica indiscriminata, anche contro banche sane, tesa a ridurre i crediti deteriorati delle banche, che hanno favorito la speculazione, reso più difficile la ricapitalizzazione, perché i clienti si sono allontanati e colpito risparmi, capitale delle banche e reso più instabili le banche colpite. La Bce ha denunciato altri crediti deteriorati del MPS e ha chiesto a tutte le banche di azzerare, in sette anni, i crediti deteriorati, molti dei quali sono ceduti alla finanza speculativa.

Questi sono già in parte ammortizzati dai fondi svalutazione crediti e le banche sono sorrette dalle crisi dal fondo interbancario di garanzia; a causa dell’azione della Bce, MPS è stato sospeso dalle quotazioni per eccesso di ribasso e ha sofferto della fuga di clienti.  Per la Bce, su MPS pesano anche troppi BTP in portafoglio, i quali però sono generalmente appetibili per italiani e banche italiane e straniere e sono stati sempre rimborsati dallo stato italiano.

Bce chiede accantonamenti e cessione di crediti deteriorati e BTP, a vantaggio di speculatori e accaparratori, per conseguenza, le banche colpite riducono gli utili, svalutano il capitale, aumentano le coperture assicurative ai crediti e svalutano i crediti deteriorati. Nel sistema bancario italiano pare che esistano 37,5 miliardi di euro di sofferenze, che dovranno essere gradualmente svalutate, ma ne arriveranno altre perché c’è sempre chi non paga i debiti e in banca chi paga, con una maggiorazione dell’interesse, paga anche per chi non paga.

Banca Intesa, la prima banca italiana, non ravvisa impatti significativi nei provvedimenti della Bce e ha un piano di copertura dei creduti deteriorati; l’Unione bancaria ha alimentato la crisi del sistema bancario, ha indirettamente colpito risparmi e capitale proprio delle banche; in precedenza, il sistema bancario italiano era quello che aveva resistito meglio alla crisi bancaria del 2008; afferma Salvini che l’atteggiamento della Bce è sicuramente prevaricatore e foriero di ulteriori crisi bancarie e di regali alla speculazione. (Per le notizie: Fernando Soto – Startmag).

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Le spread cala e all’ultima asta dei Bot a 12 mesi, c’è stata una richiesta superiore all’offerta, cioè 10,7 miliardi di euro invece di 7, anche con un interesse in calo dello 0,285%, gli acquirenti hanno acquistato più Bot che analoghi titoli tedeschi con rendimento negativo. Le banche italiane li usano come garanzia per prestiti a 4-5 anni, allo 0,15%, presso la Bce, tra questi, i prestiti Titro sono destinati all’economia reale.

Altra garanzia dei Bot è data dal fatto che, con eventuale uscita dall’euro, i prestiti sarebbero sempre rimborsati in euro. Entro marzo 2021 andranno in scadenza 740 miliardi di euro di finanziamenti Titro, un terzo dei quali a istituti bancari italiani, che perciò acquistano Bot, come garanzia collaterale, per il rinnovo del finanziamento. Questa situazione si è creata anche perché la Bce ha imposto la svalutazione dei crediti deteriorati e perciò alcune piccole banche italiane, non quotate, fanno fatica a trovare sottoscrittori per le loro obbligazioni..

Recentemente Piazza Affari, al netto del rally di borsa, ha segnato una performance rispetto alle altre piazze finanziarie, le banche italiane vedono aumentare le quotazioni dei loro titoli e i BTP sono premiati dai mercati; il rendimento dei BTP di nuova emissione cala e le relative aste trovano tutte collocazione. La borsa di Milano sembra la migliore piazza azionaria in Europa, l’indice FTSE Mib è percorso da un’ondata rialzista, in contropartita, i bund tedeschi, a causa delle incertezze economiche della Germania, hanno avuto un modesto rialzo del rendimento.

La banca d’Italia, pur non essendo organo costituzionale dello stato, ma una società privata, più indipendente del parlamento dal Quirinale, è tuttavia vicina ai mercati e all’opposizione; essa vuole essere precisa, ma sbaglia spesso le previsioni e ora  prevede tempi bui per l’Italia. Il governo aveva previsto un aumento del Pil dell’1% per il 2019, ma la banca afferma che aumenterà solo dello 0,6%.

E’ bello giocare con i numeri che sono magici e che spesso, a consuntivo, non collimano con le previsioni; infatti, con la decrescita della popolazione e con l’emigrazione italiana verso l’estero, il Pil pro capite italiano, in termini reali, potrebbe anche aumentare dell’1% e quello nominale pro capite, che tiene conto dell’aumento dei prezzi, anche del 2%. Istat e bankitalia amano essere precisi, ma in queste cose è meglio aggiungere la parola circa.

Comunque, visto il calo demografico, l’immigrazione compensativa dall’estero andrebbe sempre regolata secondo le necessità del mercato del lavoro italiano, il che, vista la crisi economica perdurante, richiederà del tempo per un intervento oculato da parte del governo. (Per le notizie: Vito Lops - Ilsole24ore – Giuseppe Sersale – Startmag).

EUROPA

Poiché l’UE rischia un progressivo impoverimento, l’Italia ha chiesto una riforma dell’architettura istituzionale dell’UE, dei suoi trattati interni, della sua politica e della sua legislazione; perciò, gli euroburocrati e i politici impiegati nelle istituzioni europee, temendo di perdere il loro posto, sono in allarme: Il ministro Savona ha chiesto un fondo salva stati, il M5S, per risparmiare, ha chiesto di chiudere la sede di Strasburgo e i francesi hanno chiesto un fondo europeo contro la disoccupazione.

La crescita è bassa, la disoccupazione è alta e i salari crescono poco, secondo The Economist, i debiti sovrani e la crisi finanziaria iniziata nel 2008, hanno iniziato a segnare la fine dell’euro; con la sua politica, l’UE ha ridotto del 25% il Pil della Grecia e la Germania si rifiuta ancora di pagare i danni di guerra a questo paese impoverito. La BCE, prima di Draghi, ha praticato una politica monetaria restrittiva, che ha favorito la recessione e non ha reagito prontamente al crash finanziario del 2008 e la commissione europea ha raccomandato ai paesi l’austerità di bilancio.

Gli squilibri commerciali interni, contro lo spirito dei trattati che non li volevano, hanno diviso i paesi europei tra creditori e debitori, dirottando le eccedenze monetarie tedesche in attività finanziarie speculative. L’UE non ha una politica fiscale comune di tipo anticiclico, tesa agli investimenti pubblici e all’occupazione; contro l’Italia, la commissione ha cavalcato la spinta della speculazione.

The Economist afferma che la crisi economica è ancora in atto, il che mette a rischio la sopravvivenza dell’eurozona, ma in Italia gli europeisti negano questa realtà e incolpano di tutto il governo gialloverde. Per uscire da questa situazione, occorre una riforma dell’architettura istituzionale, della legislazione, dei trattati interni e della politica dell’UE, anche se con la contrarietà di europeisti dogmatici, di singoli paesi dell’UE, della commissione e della Bce. Comunque, non vero, come amar ripetere il PD, che l’Italia è isolata in Europa.

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Le materie prime, soprattutto petrolio, gas, grano e soia, hanno prezzi fluttuanti influenzati dalla speculazione che opera nei contratti a termine, ma anche dal ciclo economico, nel senso che il prezzo aumenta quando l’economia cresce e diminuisce quando rallenta; un aumento del prezzo delle materie prime era previsto per il 2018 ma ora è previsto per la metà dell’anno 2019.

Anche le guerre commerciali incidono sul prezzo, gli Usa esportano in Cina un terzo della loro produzione di soia, ma la Cina, reagendo ai dazi americani, ne ha sospeso l’importazione e perciò gran parte della produzione Usa è rimasta accatastata nel Midwest, con riflesso sul suo prezzo. Anche il prezzo del petrolio è volatile e, in questi anni, il prezzo del barile è andato da 58 a 86 dollari al barile, perciò l’OPEC minaccia di tagliare la produzione, il prezzo del gas è legato al prezzo del petrolio. Da considerare anche che, nelle materie prime, esistono anche grandi scorte da smaltire, che possono giocare un effetto anticiclico sui prezzi.

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La magistratura contabile europea della corte dei conti, ha denunciato che la BCE di Francoforte, che vigila per prevenire e risolvere le crisi bancarie, non risponde alle sue richieste d’informazioni rilevanti, com’è suo diritto viste le crisi bancarie; così facendo, mette da parte la trasparenza, si giustifica affermando che alcune di esse hanno carattere confidenziale. Ci chiediamo a chi Draghi risponda effettivamente.  

La BCE monitora costantemente le banche, però non vuole poteri di controllo sulla sua attività, nella vigilanza della BCE esistono anche conflitti d’interesse; eppure la Corte ha dichiarato di non voler interferire nella sua gestione e che le informazioni richieste servono all’espletamento delle se funzioni perché la gestione bancaria presenta rischi notevoli per i bilanci pubblici. La vigilanza bancaria è stata sottratta alle banche centrali degli stati e conferita alla BCE che, ritenendosi indipendente, non vuole essere vigilata dalla corte dei conti; i soci della BCE sono le banche centrali dell’eurosistema, e i soci di queste sono le banche maggiori. (Per le notizie: Michele Arnese – Startmag).

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Le banche centrali, dopo anni di politiche monetarie espansive volte a mitigare la crisi del 2008, adesso hanno deciso di fare una politica monetaria più restrittiva, elevando i tassi e creando meno moneta; però Trump, contro l’indirizzo della Riserva Federale, diretta da Jerome Powell, teme che questa politica possa penalizzare la produzione industriale americana in ripresa.

Powell, in questo momento, è contro una politica monetaria espansiva, contro l’aumento del debito pubblico e contro l’apoteosi della finanza internazionale. Il 31/12/1918 in UE è finita la politica del QE della Bce e, con la riduzione degli interessi sul debito pubblico, ne hanno beneficiato la finanza pubblica e la finanza privata, ma non la crescita dell’economia reale. (Per le notizie: Christian Marazzi – tysm – sinistrainrete).

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Olivier Blanchard, dirigente dell’FMI, afferma che il debito pubblico, come quello di famiglie imprese, se è ben investito, può essere occasione di sviluppo, afferma anche che la Grecia è stata massacrata dalle imposizioni della Troika; però, per chi difende l’austerità, se la realtà non corrisponde alla teoria, è la realtà che è sbagliata. Blanchard afferma che, quando il tasso di crescita di un paese è superiore al costo del suo debito pubblico, il debito si riduce senza bisogno di austerità, cioè senza di tagli alla spesa e senza aumenti d’imposte.

Dal 1950 in Usa, Giappone, Europa e GB l’aumento del Pil ha superato il costo del debito, purtroppo, dal 2008, con la crisi finanziaria, le cose sono cambiate; Blanchard afferma che l’ossessione per il debito pubblico è sbagliata e che sono sbagliate le regole europee per contrastare la crisi, le quali hanno fatto uscire l’Italia dai binari dello sviluppo.

Se fosse possibile, bisognerebbe rompere, con un referendum, la gabbia dell’Unione Europea, denunciando i trattati europei, il discorso vale per i paesi, come la GB, che se lo possono permettere, avendo conservato un briciolo di sovranità; l’UE è nata su un progetto dell’élite e, in subordine, per contrastare le conseguenze dell’inconvertibilità del dollaro in oro nel 1971.

Le classi dirigenti europee non hanno mai sottoposto il disegno dell’Unione Europea al voto dei cittadini e quando la sua costituzione è stata sottoposta nel 2005 a referendum in Francia e Olanda, è stato bocciata. A decidere i trattati sono i governi degli stati, traditori dei cittadini, riuniti nel consiglio dei ministri europeo, poi i trattati sono ratificati dai parlamenti nazionali.

I trattati internazionali prevedono obblighi che discendono sui cittadini senza loro consenso, quelli europei operano con regolamenti, direttive e raccomandazioni; i regolamenti sono generali e obbligatori, le direttive lasciano più libertà di scelta, cioè Bruxelles decide l’obiettivo da raggiungere e i Parlamenti nazionali ne decidono i modi. Ciò ha consentito di accentrare le decisioni in mano a governi, commissione e Bce, che non rispondono ai parlamenti e nemmeno ai cittadini.

L’UE innova le leggi di tutti i paesi aderenti e l’articolo 75 della costituzione italiana non consente un referendum contro i trattati internazionali come quelli che reggono l’Unione, sottraendo potere decisionale al parlamento nazionale, che rappresenta i cittadini, e ai cittadini medesimi. Anche i poteri di controllo del parlamento europeo sono ridotti.

Jared  Bernstein ha affermato che si è data troppa importanza al debito pubblico, mentre è importante la ragione per la quale si fa il debito, infatti, non si può fare debito per togliere le tasse ai ricchi e si può fare per investimenti pubblici. Comunque c’è chi è a favore dell’austerità espansiva, affermando che tagliare la spesa pubblica, stimola la crescita, ma è stato smentito da Olivier Blanchard; infatti,m la spesa pubblica può creare anche domanda occupazione e aumento del Pil.

Tutti hanno bisogno di tempo per capire quello che succede e perciò qualche economista si sta ravvedendo. Bruxelles ha imposto politiche di austerità che hanno liberalizzato il lavoro, privatizzato la sanità e i servizi pubblici, innalzato l’età pensionabile; ha voluto il sostegno alle banche e ridotto quelli ai comuni, trasferendo il controllo dei bilanci statali a Bruxelles. Le raccomandazioni di Bruxelles derivano da un’oligarchia occulta, l’Italia non può continuare a sottostare al diktat di un’oligarchia, per lo più straniera, che decide le entrate e le uscite dello stato. (Per le notizie: Carlo Clericetti – soldi e potere – Franco Russo – euro stop . sinistrainrete).

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In dieci anni vari paesi europei, con la corruzione di funzionari o in cambio d’investimenti, hanno venduto a stranieri 133.000 passaporti o la residenza; in tal modo, sono arrivati russi, libanesi, turchi, brasiliani, venezuelani, sudafricani, cinesi, ucraini, kazaki, uzbeki, bielorussi, azerbaigiani e sauditi. I paesi europei destinatari sono Cipro, Irlanda, Malta, Spagna, Portogallo, Inghilterra, Lettonia, Ungheria e Bulgaria; poiché questo commercio può comportare corruzione, evasione fiscale e riciclaggio mafioso, l’Unione Europea ha invitato i paesi a fare controlli sui richiedenti ma, grazie al potere dei soldi, senza risultato; cioè, generalmente, gli stati d’arrivo non fanno controlli sugli arrivati.

Il Portogallo garantisce anche esenzione fiscale ai pensionati, Malta respinge gli extracomunitari ma non i ricchi, del resto anche l’Australia accetta solo i ricchi. Il governo maltese promuove la vendita di cittadinanza, la società di consulenza scozzese, con sede in Jersey, Henley & partners, con 25 uffici nel mondo, si occupa di vendita di passaporti maltesi, con l’impegno a fare investimenti a Malta. (Per le notizie – Roberto Galullo – ilsole24ore).

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Senza approvazione degli altri paesi UE e degli Usa, il 22/1/2019   e Germania, facendo seguito al trattato dell’Eliseo del 1963, firmeranno un trattato, di 28 articoli, per l’integrazione franco tedesca; con convergenze in politica estera, difesa, sicurezza, ricerca e armamenti. Sarà creato un consiglio di difesa franco-tedesco, con la richiesta di fare la Germania membro permanente del consiglio di sicurezza dell’Onu.

Dopo la rivolta anti Macron dei gilet gialli, a causa di questo trattato, Marine Le Pen ha accusato di Macron di alto tradimento e di vendere la Francia alla Germania; tutto questo avviene alla vigilia del rinnovo del parlamento europeo che così, con qualsiasi maggioranza, è destinato a contare sempre di meno. (Per le notizie: Tino Oldani – startmag).

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Nel settore ferroviario europeo vi è il progetto di fusione tra la tedesca Siemens e la francese Alstom, pretestuosamente presentato per fronteggiare la concorrenza cinese e americana; l’Antitrust europea segue il caso come la concentrazione Fincantieri-Stx. A difesa della concorrenza è intervenuto il commissario signora Vestager, la quale nel 2015 intervenne contro la fusione di quattro piccole banche italiane, però il consorzio Airbus, retto da francesi e tedeschi, fu approvato; perciò Financial Times afferma che le regole dovrebbero valere per tutti. .

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I trattati di libero commercio TTIP e Ceta, tra Usa, Canada e UE, non sono stati definitivamente archiviati perché le trattative sono ancora in corso, la commissione europea continua a trattare, ma il Congresso Usa afferma che l’accordo ci sarà solo inserendo in esso l’agricoltura. Trump vuole l’abbattimento delle barriere doganali europee sui prodotti agricoli e l’eliminazione del divieto a importare gli Ogm.

Dopo il blocco delle importazioni cinesi di soia, come ritorsione ai dazi americani, in barba ai paesi dell’UE, un accordo informale di luglio scorso, tra Junker e Trump, ha fato aumentare l’importazione di soia Ogm dagli Usa. Solo a queste condizioni Trump revocherebbe i dazi americani del 25% sulle auto europee importate, che sono, soprattutto tedesche. L’attuale maggioranza di governo italiana è sempre stata contro Ttip e Ceta, se con il parlamento non cambierà linea, inevitabilmente, come avviene nel gioco della politica, sarà attaccato dall’opposizione (Per le notizie: Monica Sisto – Il Fatto Quotidiano).

Nunzio Miccoli  www.virusibertario.it;    viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (14/1/2019)

EUROPA

Da novembre 2017, gli ordini all’industria tedesca sono diminuiti del 4,3%, sono diminuiti del 3,2% gli ordini dall’estero e dell’11,6% quelli dell’eurozona, è il segno di una recessione mondiale; i maggiori paesi esportatori, cioè Cina e Germania, per il 2019, hanno rivisto al ribasso le previsioni di crescita.

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L’Esma, l’autorità di vigilanza europea sui mercati finanziari, ha pubblicato il suo rapporto annuale sui derivati, questo afferma che, a fine 2017, il mercato europeo dei derivati è stato pari a 660.000 miliardi di euro, dei quali 542.000, i più rischiosi, sono stati contrattati fuori dei mercati regolamentati, cioè fuori banca. Il Pil dell’eurozona è pari a circa 15.000 miliardi di euro e si stima che nel 2020 dovrebbe diminuire, esso rappresenta il 2,2% dei derivati europei.

La banca dei regolamenti internazionali, che ha sede a Ginevra, su questa materia, si serve di dati forniti dalle banche centrali, in base a questi, alla fine del 2017, ha stimato che i  derivati mondiali ammontavano a 622.000 miliardi di dollari e che il mercato dei derivati europei sarebbe un quarto del totale; cioè, i due dati sono discordanti.

La durata di questi contratti è generalmente inferiore a un anno, quelli sulle monete sono il 12%, quelli legati ai tassi d’interesse sono il 69%, il 19% è legato alle materie prime, cioè petrolio, gas e grano, sono i cosiddetti futures o contratti a termine; alcuni  enti pubblici italiani hanno stipulato quelli legati all’interesse e il Tesoro è dovuto intervenire per ripianare le loro perdite. Questi contratti a rischio o scommesse speculative, sono stipulati da società d’investimento e da banche; il 33% dei derivati è stipulato in dollari, il 28% in euro e l’11% in sterline.

I principali mercati europei dei derivati sono Londra, Francoforte e Parigi, la City di Londra, con le attività finanziarie complessive, produce il 12% del Pil inglese. Tra le 12 maggiori banche internazionali impegnate in questo tipo di speculazioni, 9 sono europee, la prima è Deutsche Bank; a causa di questo quadro, sembra che le maggiori banche europee si stiano allontanando dalla speculazione e pensano di rilanciare il credito commerciale per lo sviluppo. (Per le notizie: Mario Lettieri e Paolo Raimondi – startmag.it).

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Francia e Germania hanno deciso di contrastare insieme l’acquisizione, da parte del cantieri italiani Fincantieri, dei cantieri francesi STX; come succede ai sottoposti subordinati, la commissione è europea ha sposato la loro linea, sostenendo che l’operazione nuoce alla concorrenza nel settore delle navi da crociera, perciò l’Antitrust europea è chiamata a intervenire. E’ la solita politica di figli e figliastri, invece all’Airbus, a controllo franco tedesco, pare che vada tutto bene; purtroppo. l’Italia è in queste condizioni perché i suoi massimi dirigenti sono filotedeschi o filo francesi e Francia e Germania,  dominare l’Europa, hanno fatto cartello e la Francia fa da coperchio alla Germania.

Dopo l’aggiudicazione all’asta dei cantieri navali Stx a Fincantieri, prima controllati dai coreani con una partecipazione del 66%, il governo francese di Valls lasciò all’Italia la maggioranza del capitale, ma il 27.7.2017, il nuovo governo Macron nazionalizzò Stx, lasciando a Fincantieri il 50% della società, più un prestito francese revocabile dell’1%.

Un accordo simile è stato fatto con il governo americano dalla Fiat, che in pratica è servito a far emigrare la Fiat in Usa; contemporaneamente, tra Francia e Italia, si decise di costituire una joint venture per la costruzione di navi militari, tra Fincantieri e Naval Group; oggi la Germania ospita il più grande competitore europeo di Fincantieri, cioè Meyer Werft.

L’Unione Europea, cioè la Francia e la Germania, vuole costruire una difesa europea e un’industria europea della difesa, speriamo che l’Italia ne resti fuori; in Italia, il settore ha 200.000 dipendenti ed esporta molto, l’industria italiana, se protetta da governi lungimiranti, invece che svenduta dai nemici nostrani dei sovranisti, potrebbe essere protagonista in Italia e nel mondo. Gran parte del commercio tra Usa e Italia, riguarda prodotti ad alta tecnologia.

La Francia compra piccole imprese italiane, acquisisce i loro brevetti, chiude i loro  impianti in Italia e li trasferisce in Francia, per la fusione tra Essilor-Luxottica, ha voluto la sede a Parigi e la quotazione azionaria solo a Parigi, sospendendo quella che Luxottica aveva a Milano; con questa fusione, gli azionisti italiani pagheranno imposte del 35% sugli utili modesti, alla Francia e all’Italia, perciò si libereranno delle azioni e così il gruppo rimarrà nelle mani francesi.

Invece la Germania, che compra aziende italiane, le lascia in Italia. Macron, come un feldmaresciallo, afferma che Di Maio deve rispettare la Francia (che ha la force de frappe) e non deve sostenere la rivolta dei gilet gialli; probabilmente, nella sua ignoranza, dimentica che la Francia concesse l’asilo politico a un terrorista rapinatore pluriomicida come Cesare Battisti.

Nella storia le crisi,  politiche ed economiche, dei paesi, alimentate anche da complotti esteri, con l’aiuto di agenti operanti nei paesi da asservire, hanno favorito la conquista di questi paesi; Macron, forse per smantellare l’Italia con la crisi, d’accordo con la Germania, è a favore dell’immigrazione solo in Italia, a tal fine, conta su Mattarella, su Soros e su papa Francesco.

E’ singolare che la Francia, paese laico che, diversamente dall’Italia, non paga la protezione alla chiesa, dai tempi di Napoleone III, sia sempre intervenuta in Italia a favore del papa e contro i governi laici italiani. I tedeschi hanno puntato a piegare e dominare, anche con l’aiuto dell’informazione e di politici collaborazionisti dei due paesi, la Grecia e l’Italia, perché sono sempre stati molto attratti dalla cultura classica greca e romana.

La crisi politiche, determinate da crisi dinastiche, economiche, carestie, catastrofi naturali e guerre, determinano il vuoto interno di potere che, con l’aiuto di collaborazionisti interni, chiama lo straniero. In fisica non esiste il vuoto assoluto, questo generalmente è riempito da aria, acqua e polvere, quando esso si crea artificialmente in un fusto, si crea il collasso delle sue pareti. In famiglia, quando, con la scusa dell’eguaglianza, c’è la lotta di potere tra marito e moglie, se il marito non cede disciplinatamente lo scettro di comando alla moglie, si ha la disgregazione della famiglia e lo sbando dei figli adolescenti.

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La banca statale di Sassonia NordLB, carica di NPL o crediti deteriorati del settore navale, ha in Germania il peggiore stress test e perciò nel 2019 vuole ridurre i crediti deteriorati da 7,7 miliardi a 5 miliardi di euro; per ricapitalizzare, ha cercato, senza successo, grossi investitori privati. La banca è partecipata per il 59,13% dalla Bassa Sassonia e per il resto da casse di risparmio.

La fusione con altra Landesbank è fallita perché queste banche sono legate a un territorio e le Landsbanken forti non si vogliono fondersi con quelle deboli, in Italia lo fanno con gli aiuti di stato; la banca è pubblica e appartiene a un Land, non è quotata in borsa e, senza modificare la legge, non è previsto l’ingresso di privati. Per la ricapitalizzazione, si pensa di ricorrere a bond convertibili sottoscritti da società di private equity; il bilancio del 2018 è in perdita e dal 2005 la banca ha perso la garanzia pubblica. Lo stato della Sassonia vorrebbe conservare il 51% del capitale e cedere il resto ai privati. (Per le notizie: Isabella Bufacchi - ilsole240re. com).

Dal 2008, con l’euro e, malgrado la crisi, la pubblica amministrazione tedesca, con i bassi tassi d’interesse, ha risparmiato 368 miliardi di euro, hanno risparmiato lo stato federale, i singoli stati, comuni e assicurazioni sociali; la Germania è il paese che ha risparmiato di più, seguita dalla Francia, la quale però, a causa dei salvataggi delle sue banche, ha aumentato di molto il suo debito pubblico. La Germania, consociata alla Francia, con i crediti e gli investimenti, ripiana il suo deficit di bilancio e il suo deficit commerciale.

Nel 2007 il rendimento dei bund era del 4,2%, superiore all’attuale costo dei Btp italiani e al costo medio attuale del debito pubblico italiano;  però, con la crisi, produzione ed esportazioni tedesche vanno scemando, nell’ultimo anno sono calate del 4,7%; accade anche in Italia, dove l’opposizione ne incolpa al governo. Il mercato principale delle esportazioni tedesche è la Cina, poi vengono Usa, Francia e Italia.

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Nella vigilanza bancaria europea esiste un enorme numero di contenziosi messi su da banche che si sentono danneggiate dai provvedimenti della Bce per la risoluzione delle crisi bancarie; dal 2012 la vigilanza dell’unione bancaria è esercitata su 120 banche dell’eurozona, però la Germania non ha accettato la garanzia comune sui depositi. A causa della disciplina europea delle crisi bancarie, dal 2016 l’indice di borsa italiano delle banche è crollato, sono quasi scomparse le obbligazioni ed è crollata la fiducia nel sistema bancario, anche la tutela statale sul risparmio è diminuita.

700 ricorsi e azioni legali sono stati fatti dalle banche contro la Bce, diminuiscono investimenti e consumi; davanti a obiettivi altisonanti non realizzati varrebbe la pena, da parte del governo italiano, di porre un veto sul bilancio comunitari ma, come al solito e per rispetto verso Mattarella, l’Italia non lo fa e anzi accetta che l’UE si rifiuti anche di discutere il piano di Savona sulla Bce. Accade ai paesi sottosviluppati e con senso d’inferiorità, controllati surrettiziamente dallo straniero.

All’inizio degli anni settanta, la corte costituzionale italiana, senza chiedere l’adeguamento della nostra costituzione, non ha ritenuto che fosse negativo l’impatto delle norme europee sull’Italia e la sua costituzione; si è dato per scontato che i trattati europei fossero compatibili con l’articolo 11 della costituzione e l’interesse nazionale è stato messo da parte. Eppure la costituzione italiana riteneva centrale l’interesse nazionale, da allora abbiamo fatto quello che ci chiedeva l’UE, un’Italia che era incapace di riformarsi da sola, si sottometteva alla disciplina europea, era quello che volevano Carli e Schioppa.

Oggi, di fronte agli insuccessi dell’UE, i cittadini italiani, in precedenza i più europeisti, chiedono meno Europa, invece i tedeschi hanno sempre difeso, anche di fronte a Bruxelles, la loro costituzione. Nell’Ue i tedeschi hanno imposto una loro visione; l’articolo 11 della nostra costituzione consente una limitazione della sovranità, però per assicurare la pace, non afferma che il deficit di bilancio di alcuni è ammissibile e quello di altri no, la Francia ha sforato i parametri europei dieci volte in 11 anni e nessuno l’ha richiamata.

L’articolo 4 del trattato Ue precisa che l’Unione rispetta la struttura costituzionale degli stati, ma oggi, chi in Italia lo cita, è accusato di antieuropeismo; i governi italiani hanno sempre l’ansia di non essere accettati, di essere isolati, perciò si accodano sempre e rinunciano a pretendere parità di condizioni. L’Italia potrebbe chiedere una verifica sistematica di ciò che ci arriva da Bruxelles, deciso in segreto da Francia e Germania nei corridoi e non nelle sedi istituzionali europee, ma non lo fa; perciò, l’ultima legge di bilancio italiano è stata peggiorata, con più tasse e meno investimenti e l’opposizione ne dà la cola al governo. Udite, udite: l’Ue ha gridato che l’Italia, con i suoi deficit di bilancio, mette a rischio la sopravvivenza dell’euro.

Gli investitori internazionali e le banche fanno causa alla Bce che, per la risoluzione delle crisi bancarie, nel 2017 ha chiesto la liquidazione del Banco Popular Espagnol, provocando perdite ad azionisti e obbligazionisti per 4,1 miliardi di euro e la cessione della banca al banco Santander per 1 dollaro; naturalmente, hanno reagito gli hedge fund che hanno fatto causa. Nel 2017 99 di questi procedimenti sono stati intentati presso la corte di giustizia europea, per il Banco Popular Espanol pare ci siano state violazioni del segreto professionale e la fuga d’informazioni; in generale, il piani della Bce prevedono tagli dei costi e perciò cliente e risparmiatori fuggono dalle banche colpite, ma anche da quelle sane, è accaduta anche in Italia.

Fed e Bce hanno chiesto risoluzione immediata per la banca lituana ABLV che faceva riciclaggio di denaro sporco e la Bce ha chiesto la sua liquidazione con la procedura fallimentare lituana. Ci sono cause intentate da investitori per la disparità di trattamento e per confusione normativa, di fronte ai nuovi problemi, la Bce opera con discrezionalità e i tedeschi impongono la linea, nel 2015 è accaduto anche alle nostre banche popolari.

L’unione monetarie e l’unione bancaria favoriscono squilibri e asimmetria, visto il quadro, politici e superburocrati europei, con il collasso dell’Unione, temono di perdere il posto e qualche volta della situazione danna la colpa all’Italia. Con le elezione europee di maggio prossimo, se l’Ue non vuole cessare, s’impone una revisione del processo d’integrazione europea, l’austerità e l’euro hanno tradito le promesse.

Dopo lo sganciamento del dollaro dall’oro nel 1971, per difendere la Germania dalle svalutazioni competitive che aiutavano le esportazioni, nel 1972 nacque il serpente monetario europeo a cambi flessibili e negli anni ottanta il sistema monetario europeo a cambi fissi. Nel 1992 la Germania, con il trattato di Maastricht, chiedeva la riduzione dei disavanzi di bilancio e dei debiti pubblici, queste regole furono poi sistematicamente violate da Germania e Francia, ma gli europeisti non lo ricordano.

Nel 1944, invece dell’euro, Keynes aveva proposto il bancor, come moneta di regolamento delle banche centrali, avente una certa flessibilità, nel 2000 fece la sua comparsa l’euro, però l’UE non aveva progetti d’integrazione fiscale e politica; perciò l’euro era una moneta senza direzione politica e priva di un bilancio adeguato, che avrebbe dovuto essere pari ad almeno il 10% del Pil dell’eurozona, doveva essere amministrato dalla Bce che doveva essere anche prestatore di ultima istanza, invece questa prese a operare attraverso le banche commerciali.

La Germania proteggeva la sua produzione industriale e le sue esportazioni e i disavanzi commerciali degli altri paesi favorivano i suoi impieghi finanziari internazionali; con i movimenti di capitali, la finanza, baipassando gli stati, imponeva dinamiche nuove. Dal 2007 su sviluppò una crisi finanziaria nord atlantica, con banche europee impegnate nella speculazione; in tale situazione, la liquidità non veniva più dalle banche centrali ma dal commercio internazionale squilibrato a favore di alcuni paesi come Germania e Cina.

Quando esplose la crisi del debito greco, anche il Belgio aveva un debito pari al 100% del Pil, comunque, con la globalizzazione, l’industria tedesca si estese in Europa orientale e le catene produttive, come accaduto anche in Usa, divennero transnazionali.  In tale quadro, il parlamento europeo e quelli nazionali europei sono diventati ininfluenti; la commissione europea raccomanda riforme strutturali e austerità e commina sanziona, manca una vera regolazione, senza discriminazioni, di tutto il sistema.

L’austerità, invece che ai lavoratori, dovrebbe essere pretesa all’oligarchia, anche se, la finanziarizzazione dell’economia e le delocalizzazioni industriali per ridurre il costo del lavoro, più degli aiuti esteri, hanno favorito lo sviluppo dei paesi emergenti; ma dal 2007 la crisi ha segnato l’inizio della fine della finanza speculativa e perciò ora, anche se c’è chi non vede il cambiamento del tempo, come difesa dal deficit commerciale, s’invoca il protezionismo. L’economia è ciclica e le scelte politiche sono reversibili, perciò si chiede di nuovo un New Deal per gli investimenti pubblici e l’occupazione, con il corollario del deficit di bilancio dello stato. (Fonti: sinistrainrete – startmag).

ISLAM

Trump ha dichiarato che l’Iran, a causa della sua crisi interna, favorita dalle sanzioni, si vuole ritirare dalla Siria, perciò ha deciso il ritiro anche delle truppe Usa, entro 4 mesi, naturalmente, Israele è contraria. Trump ha anche detto che l’Isis sunnita è diretta soprattutto contro l’Iran e che odia più l’Iran che Israele, sembra anche che la Siria si voglia sganciare dall’Iran.

In Siria, l’Isis, nelle zone sotto controllo di Mosca e Damasco, è stata sradicata, ma non in quelle sotto controllo Usa colpite dagli aerei americani; d’altra parte gli Usa, che hanno problemi economici, non possono contrastare contemporaneamente Isis e Iran. Sembra che Trump, neocon e tribuno della plebe, dopo il protezionismo e la denuncia dei trattati internazionali, voglia togliere agli Usa il ruolo di gendarme del mondo, conferito loro da Francia e Gran Bretagna, indebolite dalla seconda guerra mondiale. Questo ruolo fu sostenuto anche da romani e da inglesi.

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Il 17-18 dicembre scorso, le autorità doganali libiche hanno scoperto, in due containers, enormi quantità di armi leggere provenienti dalla Turchia, sbarcate nel porto occidentale di Khoms, destinate ai terroristi della fratellanza musulmana. Dalla caduta di Gheddafi, il consiglio di sicurezza dell’Onu aveva posto l’embargo su queste armi, nel paese ci sono molte milizie islamiche armate.

I governi di Serraj a Tripoli e di Haftar a Tobruk, nemico, assieme all’Egitto di Al Sisi, dei fratelli musulmani, hanno entrambi protestato; diversi paesi islamici forniscono armi ai terroristi libici dell’Isis o di Al Qaeda; altre armi turche, dirette in Libia, sono state individuate dalla Grecia, anche provenienti dall’Ucraina. Il procuratore generale della Libia ha emesso mandato di arresto su 826 terroristi islamici che sono fuggiti in Turchia e Qatar, sostenitori dei fratelli musulmani; il Qatar è vicino all’Iran e ha fornito alla Libia anche gruppi islamici armati.

Il generale Haftar è il principale nemico della penetrazione turca in Libia, l’Onu lavora per la riconciliazione fra Tripoli e Tobruk, a novembre scorso Haftar si oppose alla partecipazione turca alla conferenza di Palermo promossa dall’Italia; generalmente i media sono poco interessati alla questione, sono favorevoli agli emigranti su cui speculano anche i trafficanti e i terroristi, che acquistano armi con il ricavato del loro trasporto.

La Turchia di Erdogan, tiene i piedi in due staffe, è legata alla Nato e alla Russia, ma la commissione europea è preoccupata solo per il nazionalismo di Salvini; la Turchia ha fermato i profughi partenti dalla Turchia in cambio di 5 miliardi di euro dall’UE, ora, d’accordo con i gruppi islamici, li fa partire dalla Libia. La Turchia continua la sua penetrazione nel territorio del vecchio impero ottomano, fino al Mar Rosso, Sudan, Eritrea e Golfo persico.  (Per le notizie Zvi Mavel - Informazione Corretta).

ITALIA

Dopo l’insuccesso dell’aumento di capitale di Banca Carige, dopo la decisione della Bce di nominare tre commissari per la banca, dopo che il titolo è stato sospeso dalle quotazioni, dopo le dimissioni dei suoi consiglieri, sulla crisi della banca, il governo Conte, ufficialmente a tutela dei suoi clienti e risparmiatori e per il suo consolidamento patrimoniale e il suo rilancio, coma fatto da Renzi, invece di lasciarla fallire, ha deciso alcune forme di sostegno pubblico a suo favore.

Banca Carige dovrebbe ricevere aiuti dal fondo Interbancario di garanzia, finanziamenti da Bankitalia e Bce e, come ultima ipotesi, come avvenuto per MPS, un aiuto del Tesoro italiano, puntando anche sulla sua ricapitalizzazione e sulla fusione con altra banca. I suoi crediti deteriorati Npl dovrebbero essere rilevati dalla società Sga del ministero dell’economia. Per il suo rafforzamento patrimoniale e per la garanzia statale sulla emissioni di obbligazioni, in assenza di nazionalizzazione, lo stato dovrebbe impegnare 1,3 miliardi di euro.

Il salvataggio di Carige da parte del governo è stato previsto da apposito decreto che ricalca quello precedente per il salvataggio di MPS, allora il governo Gentiloni, seguendo le norme europee, puntò anche sulla nazionalizzazione della banca. Ora il governo Conte ha stanziato a favore di Carige  un  miliardo per la partecipazione al suo capitale e 300 milioni come garanzia statale sull’emissione di obbligazioni.

Il governo afferma di voler salvare obbligazionisti e correntisti, alla ricapitalizzazione potrebbe seguire la nazionalizzazione, però attenzione, il Tesoro ha rilevato MPS  con 5,4 miliardi di euro, mentre oggi la banca  vale in borsa solo 1,2 miliardi; i risparmiatori sono un pretesto, da sempre, dallo stato le banche non sono trattate come gli esodati. L’UE limita il costo dei salvataggi bancari;  per la Carige, prima della nazionalizzazione, il Tesoro dovrebbe azzerare il capitale  e convertire le obbligazioni in azioni.

I tre commissari dell’UE  chiedono la garanzia statale all’emissione di obbligazioni poi, se ci sono investitori privati, si può pensare alla ricapitalizzazione, spetterebbe al fondo interbancario di garanzia fissare le condizione per il prestito obbligazionario di 300 milioni di euro La vigilanza europea di Francoforte ha rilevato che le banche italiane hanno un Npe ratio, cioè un rapporto medio tra crediti deteriorati e crediti totali,  del 21,4% e perciò ha invitato a ridurlo in  tre anni.

Tenuto anche conto degli accantonamenti al fondo svalutazione crediti, per le nostre due maggiori banche, Banca Intesa vuole portarlo al 6% netto e Unicredit al 4%, ciò potrebbe, oltre che aiutare gli speculatori con le cessioni dei crediti, causare minusvalenze alle banche che poi richiederebbe ricapitalizzazioni. Perciò Bankitalia ha suggerito il recupero interno dei crediti deteriorati, perché dal 2006 al 2015,  così operando, si sono recuperati il 47% dei crediti, mentre con le cessioni solo il 23%, con un bell’utile per gli speculatori. (Per le notizie: ilsole24ore.com).

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Tra chiesa cattolica e Lega i rapporti non sono buoni, con il suo giornale Avvenire, la conferenza episcopale italiana contesta il decreto sicurezza di Salvini e il raddoppio dell’imposta Ires al Terzo Settore del volontariato non profit e il giornale Civiltà Cattolica dei gesuiti auspica la caduta del governo Conte. Matteo Salvini afferma che esiste una frattura tra gerarchie cattoliche e popolo cristiano, per Salvini le parrocchie e l’attaccamento alla messa vengono prima del Vaticano, del papa e della conferenza episcopale, non è kil solo a pensarla così  e perciò ia televisione lo esorcizza.

Per Salvini il cattolicesimo è un segnale identitario verso l’Islam, invece papa Francesco vuole immigrati di tutte le razze e religioni e fraternizza con i fratelli musulmani egiziani; il giornale Famiglia Cristiana sostiene l’immigrazione e perciò ha paragonato Salvini a Satana.  Civiltà Cattolica attacca sovranismo e  secolarismo e ha più fiducia verso Di Maio.

Vista la situazione, alcuni vescovi propongono la nascita di un partito laico cristiano, il che dimostra che la chiesa ha sempre fatto politica e che il Vaticano non è stato mai indipendente dai partiti; ma la laicità si vede più dai fatti che dallo statuto di un partito. Sul problema dei migranti ci sono stati scontri tra Viminale e gerarchie, papa Francesco, in televisione, non trascura mai di dire parole a favore dei migranti; da considerare che, nella chiesa, sono preminenti gli interessi economici, lo ha riconosciuto lo stesso papa Francesco

Civiltà Cattolica lamenta il caos politico italiano e chiede l’integrazione e non la lotta all’immigrazione, ma l’integrazione si ottiene con la buona politica, con il tempo e la pazienza; invece Salvini afferma che la sicurezza e la democrazia si possono avere solo con un popolo omogeneo etnicamente, solo il trascorrere dei secoli e le guerre civili, con la fusione di popoli diversi, hanno superato questa visione, creando le nazioni e gli stati. (Per le notizie: agi.it).

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Nel corso della consueta campagna mediatico-terroristica, l’informazione mainstream nostrana aveva scritto che l’aumento degli spread avrebbe comportato l’aumento dell’interesse sui mutui; ciò non è avvenuto perché questi dipendono dai tassi applicati dalla Bce alle banche, rimasti bassi per contrastare il rallentamento dell’economia. Tuttavia in Italia, l’aumento dello spread ha fatto crescere l’interesse sulle nuove emissioni di Btp, svalutando i Btp offerti al mercato secondario.

CINA

La Cina, per compensare la caduta delle esportazioni, vuole spingere la domanda interna e ridurre le imposte ai lavoratori e ai consumatori; perciò, a beneficio d ricchi e poveri, ha ridotto l’Iva e, per i lavoratori, ha aumentato le detrazioni fiscali sul reddito, su corsi di formazione, affitto, figli a carico e spese mediche. In Cina la sanità è per il 70% a carico dello stato e per il 30% a carico dei lavoratori, lo stato progetta la creazione di un sistema universale della sanità.

USA

Trump, senza darne comunicazione a Bruxelles, ha snobbato l’UE, declassando, con i protocolli, la sua rappresentanza diplomatica, da stato membro a organizzazione internazionale; perciò, al funerale di George Bush, l’ambasciatore dell’Unione  è stato spostato dai primi posti all’ultimo; si discute se sarà corretta l’attuale scelta, ripristinando lo status precedente dell’Unione.

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Nel 1987 fu stipulato un trattato di non proliferazione nucleare tra Urss e Usa, che eliminò i missili nucleari a corta gittata tra Europa e Urss, ora UE e Usa lo vogliono rigettare perché la Russia avrebbe sperimentato un missile di categoria proibita; l’installazione di nuovi missili nucleari americani in Europa, spingerà la Russia fare altrettanti, gli Usa tengono nel mirino anche la Cina.

Giuseppe Conte, come hanno sempre fatto i governi italiani, anche in questo caso si è accodato all’Ue e il parlamento italiano non è stato chiamato a decidere in merito, come non ha chiesto agli Usa di rimuovere dal paese le bombe nucleari. Ancora una volta, si è violata la sovranità del popolo e la libertà e completezza dell’informazione, anche un piano di uscita dall’euro dovrebbe essere un diritto, la Germania l’ha, ma per i governi italiani è stato prioritario appiattirsi e aderire incondizionatamente e disciplinatamente ai trattati dell’UE.

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (7/1/2019)

ITALIA          

Un militare napoletano, in servizio a Motta di Livenza - Treviso, ha disobbedito ai superiori, rifiutando di partecipare alla messa di Pasqua perché non credente e perché riteneva che la partecipazione alle cerimonie religiose non rientrasse nei suoi compiti; perciò è stato degradato e licenziato, la sentenza è stata confermata dal Tar del Lazio, la partecipazione alla messa, per il comando, era prevista come attività di servizio, al militare era rimproverata anche una cattiva condotta disciplinare.

Non sembra che l’Italia appaia sempre come uno stato laico ma confessionale, purtroppo anche oggi. Circa quaranta anni fa, la Direzione Generale degli istituti di Pena del ministero della Giustizia, diramò una circolare che esonerava i detenuti dall’obbligo di partecipare alla messa cattolica, perché tra loro c’erano membri di confessioni non cattoliche e atei; in precedenza, anche con la nostra costituzione “democratica e laica” erano costretti a partecipare. (Per le notizie: Rubina Bon - La Stampa 30/12/2018).

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Sotto pressione da parte di Bruxelles, con la manovra economica, relativa al 2019, del governo, sono state introdotte sette flat tax o imposte sostitutive dell’imposta sul reddito, che, assieme agli altri balzelli, ridimensionano purtroppo l’Irpef, quale imposta generale progressiva sul reddito delle persone fisiche; la riforma è stata introdotta per le partite Iva, le locazioni, le ripetizioni e per i redditi occasionali diversi. Essa farà salire il gettito complessivo delle imposte sostitutive, nel 2017 pari a 16 miliardi di euro; ripropone anche la rivalutazione dei terreni e fissa al 7% anche l’imposta sostitutiva per i pensionati, ora residenti all’estero, che decideranno di trasferirsi nei piccoli centri dell’Italia meridionale. (Per le notizie: Cristiano Dell’Oste - IlSole24ore.com).

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Il reddito di cittadinanza del governo gialloverde al momento sembra che, salvo modifiche, riguarderà 1,375 milioni di famiglie, per una spesa annua di 8,1 miliardi di euro, ne usufruiranno cittadini e pensionato con un Isee massimo di 9.360 euro, esclusa la prima casa; questi non potranno avere risparmi superiori a 6.000 euro, aumentati di 2.000 euro per ogni componente della famiglia e 5.000 per i disabili. Sembrano proposte generose e ne beneficerà soprattutto la Campania.

Le entrate annue non potranno essere superiori a 6.000 euro, maggiorate di 1.200 per ogni minorenne e di 2.400 per ogni maggiorenne; per chi abbia una casa in affitto, la soglia di partenza è elevata a 9.360 euro, per i pensionati a 7.560. Non avranno diritto al sussidio i richiedenti  dimissionari nei dodici mesi precedenti il sussidio, ne avranno diritto gli stranieri con permesso di soggiorno, residenti in Italia da almeno dieci anni.

L’assegno sarà di 500 euro al mese più 280 per l’affitto o la rata di mutuo, per i pensionati 150 euro. Chi ottiene il sussidio deve firmare un patto per il lavoro, di durata 18 mesi, e non potrà rifiutare offerte di lavoro attraverso i centri per l’impiego o i comuni, pena la perdita del diritto. (Per le notizie: Andrea Bassi e Luca Cifoni - il messaggero.it).

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Nel 2019 l’euro compirà 20 anni e Bloomberg ne dà un giudizio negativo, dal 1985 al 2001 il Pil italiano era cresciuto del 44% e dal 2002 al 2017 del 2%, nel primo periodo, le esportazioni erano cresciute del 136,3% e nel secondo del 40,9%. Dal 1999 a oggi, il Pil pro capite e la disoccupazione sono rimaste invariati, ma dal 2007 la produzione industriale è diminuita del 22% e la produttività è diminuita del 5%, mentre è aumentata in Germania, Francia e Spagna.

In Passato l’Italia, per stimolare l’economia e l’esportazione, ricorreva alla svalutazione della lira, forse si sarebbe ottenuto lo stesso risultato anche con l’innovazione tecnologica, gli investimenti pubblici e la ricerca. (Per le notizie: Giuseppe Cordasco – panorama.it).

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Alla chiusura dell’anno borsistico 2018, il listino milanese ha ceduto il 16,2% mentre il Dax di Francoforte, con il calo delle esportazioni, i problemi di Volkswagen e DeutscheBank, ha perso il 18,3%; la capitalizzazione della borsa italiana è scesa in termini assoluti e rispetto al Pil, gli scambi di azioni si sono mantenuti stabili, ma le società quotate sono arrivate a 387. Le società quotate hanno raccolto meno denaro sul mercato italiano e il risparmio italiano ha preso la via di Francoforte, aumentando il saldo del Target2 a credito dell’Italia, l’anno 2019 potrebbe essere migliore.

Fondi d’investimento, banche e privati si sono dedicati alla speculazione su titoli di stato e sulle azioni e, anche se sono diminuite le loro quotazioni, a causa del calo del loro prezzo, sono aumentati i dividendi percentuali che, con la prossima distribuzione, in Italia paiono i più generosi d’Europa. Nel prossimo anno, a causa del calo del commercio internazionale, in Germania ci potrebbe essere una frenata; però in Usa, con i dazi, pare ci sia una ripresa industriale. (Per le notizie: Maximilian Cellino – ilsole24ore.com).

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Dopo lo scandalo, della seconda metà del XIX secolo, della Banca Romana, a controllo vaticano, dichiarata insolvente per aver fatto prestiti di favore ai politici, mai rimborsati, nel 1929 il fascismo stipulò il concordato con la chiesa e la indennizzò per la perdita di territorio subita; poi ci fu la crisi bancaria del 1929, il fascismo fu costretto al risanamento delle banche e così la Banca Romana fu irizzata.

Il fascismo, anche con il pareggio di bilancio, fece investimenti pubblici e, con Inps e Inail, potenziò il welfare. Con la riforma bancaria italiana del 1936, voluta dal fascismo, c’erano grandi banche pubbliche, grandi banche IRI, giuridicamente private, banche commerciali, banche d’affari, banche popolari e cooperative.

Le banche commerciali erano divise tra banche di credito a breve termine e banche di credito a medio e lungo termine, le banche private erano divise in società per azioni, banche popolari e banche cooperative. Dopo la seconda guerra, seguendo le mode americane, ci furono gradualmente molti cambiamenti, crebbero le banche miste e universali; le banche di credito ordinario a breve termine furono autorizzate a creare sezioni per il credito a medio e lungo termine e tutte le banche facevano impieghi finanziari.

Secondo il progetto fascista, la divisione e specializzazione tra banche, assieme alla legge bancaria, erano serviti per prevenire un’altra crisi bancaria, a garantire l’equilibrio economico con le garanzie richieste ai clienti  e con il fondo svalutazione crediti; quello finanziario doveva garantire la liquidità, facendo corrispondere la raccolta a breve con gli impieghi a breve, la raccolta a lunga scadenza, fatta con obbligazioni e cartelle fondiarie, con gli impieghi a lunga scadenza.

Per prevenire l’insolvenza delle banche, esistevano i fondi di  riserva e il Fondo interbancario di garanzia, che esistono ancora adesso, ma sono stati depotenziati e sono utilizzati con finalità diverse. Oggi tutti gli steccati, creati dal fascismo per prevenire le crisi bancarie, sono crollati, i fondi citati esistono ancora, ma le banche non hanno più rispettato l’equilibrio di liquidità; cioè hanno prestato oltre la raccolta e il capitale proprio, anche a favore di amici senza garanzie, come era stato fatto dalla Banca Romana.

Con la crisi attuale, di fronte ai risparmiatori e allo stato, al quale hanno chiesto aiuto, ne hanno incolpato i privati debitori insolventi. Le banche prestano con garanzie ai debitori e guadagnano commissioni con gli impieghi finanziari, per conto dei propri clienti, nei fondi comuni internazionali, che generano anche perdite per loro; inoltre guadagnano con la speculazione finanziaria su valute, materie prime e sui debiti degli stati.

Il loro utile, destinato ai soliti ignoti, sparisce nei paradisi fiscali, mentre agli stati rimangono le loro perdite da risanare. Da un punto di vista pratico e non giuridico, le banche sono società private come gli stati, assieme costituiscono un Pool a controllo massonico, finalizzato alla globalizzazione e al nuovo ordine mondiale o governo mondiale; per raggiungere quest’obiettivo; la prima mossa era esautorare, come ha fatto l’UE, gli stati nazionali, vincolandoli a norme internazionali volute dai governanti occulti del mondo.

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Diversamente da quanto raccontato da televisione e settori dell’opposizione, secondo un rapporto della Banca d’Italia, il recente aumento dello spread non ha fatto aumentare il costo medio del nostro debito pubblico che, in realtà, è diminuito. Da maggio a novembre  2018 il costo dei Btp di nuova emissione, è però aumentato, facendo diminuire, al mercato secondario, il prezzo dei titoli già emessi.

Con il costo medio diminuito diminuisce il costo del debito pubblico contabilizzato nel bilancio dello stato; le dichiarazioni terroristiche e incaute, di segno contrario, di Renzi, Gentiloni, commissione europea e delle società di rating, utili a far salire lo spread, nel 2018 hanno però favorito l’aumento degli interessi. Contemporaneamente, gli acquisti di Btp della Bce si sono ridotti a 3 miliardi mensili, ma l’Italia ha trovato sempre compratori per i suoi titoli, al mercato primario e secondario,  perché i creditori preferiscono fare credito ai debitori più solidi e perciò, a dispetto dei profeti di sventura, non è fallita.

Il costo medio del nostro debito pubblico continuerà a diminuire come in precedenza; nel 2008, nel 2011, nel 2012 e nel 2018, il costo delle nuove emissioni ha superato il costo medio, mentre, negli altri anni, il costo delle nuove emissioni è stato inferiore. Oggi il costo medio del debito pubblico italiano, che è pari a 62 miliardi di euro, continua a diminuire ed è pari al 2,2% del debito complessivo  che è di 1.300 miliardi di euro; nel costo medio va tenuto conto dei Bot che non rendono e delle imposte che riducono il costo sui titoli. (Per le notizie: Fabio Dragoni e Antonio Rinaldi – startmag.it).

EUROPA

Le azioni di Deutsche Bank sono crollate a 7 euro, la banca accumula e nasconde perdite, è dedita alla speculazione, possiede derivati pari 20 volte il Pil della Germania, è accusata di evasione fiscale, riciclaggio di denaro sporco e ha operato con paesi sotto embargo. Ha manipolato tassi di cambio, Libor ed euribor, ha speculato con i titoli subprime, ha arbitrariamente alzato gli interessi sui mutui, ha truccato il mercato dei metalli preziosi, perciò gli Usa hanno iniziato una class action contro di essa, mentre in Italia è indagata a causa del derivato Santorini stipulato con Mps.

Tra sanzioni e multe, DB dovrebbe pagare 15 miliardi di euro, poiché da tre anni presenta bilanci in perdita, la Bce di Draghi l’ha sottoposta a stress test, stranamente senza rilievi notevoli. Sembra che Deutsche Bank e Commerzbank si siano sottratte alla vigilanza; per risanarle, si prospetta la loro fusione, con la riduzione del personale e la chiusura di sportelli, però, anche così, il loro indebitamento sarà superiore al Pil italiano, quindi le azioni di DB sono sopravvalutate anche a 7 euro e la più grande banca tedesca dovrebbe essere dichiarata fallita.

Probabilmente, poiché non tutti i paesi dell’UE sono uguali e con pari diritti e obblighi, sarà la Bce a salvare DB e Commerzbank, che è a partecipazione statale; infatti, sembra che, Weidmann, ex presidente di DB, dovrebbe succedere a Draghi come presidente della Bce. Anche da questi fatti, sembra che le banche centrali continiano a supportare la speculazione finanziaria internazionale delle banche private.

Probabilmente, le regole di Schauble sui salvataggi bancari, che prevedono il bail in, saranno sospese, a vantaggio delle due banche; eppure, l’unione bancaria è stata inflessibile nella vigilanza sulle banche popolari italiane in difficoltà, per crediti scriteriati concessi e per investimenti speculativi sbagliati, costringendole a svendere le sofferenze a fondi speculativi internazionali, controllati da banche più grosse.

Fra le altre cose, in Italia le banche popolari, ufficialmente controllate da piccoli imprenditori che spesso sono in realtà solo dei prestanomi, dalla loro nascita e fino a oggi, sono controllate in buona parte, da padroni occulti, cioè dai vescovi, i quali hanno sempre dettato la linea gestionale e le scelte di queste banche, cioè anche le loro scelte fallimentari. (Per le notizie: Francesco Cappello – startmag.it).

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La commissione europea impone austerità e sacrifici, però, per stimolare l’economia e andare oltre l’euro, potrebbe essere utile una moneta complementare o fiscale, con la riduzione temporanea di alcune tasse, in sintonia con altre agevolazioni fiscali che non entrano nel debito pubblico. La sovranità monetaria è il diritto di creare moneta e appartiene allo stato, infatti, la BCE versa il signoraggio monetario agli stati dell’Unione.

Secondo i trattati europei, l’obiettivo della banche centrali europee e della Bce è salvaguardare la stabilità dei prezzi, ma anche lo sviluppo economico, l’occupazione, la coesione economica e la solidarietà tra stati; purtroppo ora la politica dell’UE, a difesa dalle esportazioni dei paesi emergenti, pare  orientata verso la deflazione salariale, favorendo indirettamente la disoccupazione.

Stante la speculazione delle banche private, per l’Italia sarebbe utile avere banche pubbliche e una banca centrale pubblica, anche la politica fiscale e di bilancio dovrebbe appartenere agli stati; oggi il 90% della moneta è creata dalle banche, con i prestiti e i relativi interessi, questa moneta bancaria, soprattutto elettronica, non ha carattere legale ed è accettata volontariamente.

Con la sovranità monetaria, fiscale e di bilancio degli stati, Bce e banche centrai nazionali hanno il diritto a emettere banconote a corso legale; attualmente, con l’approvazione della Bce, gli stati coniano anche monete metalliche; però la Germania conia monete metalliche di taglio superiore ai due euro, che possono circolare solo all’interno del suo territorio. Perciò gli stati possono emettere anche biglietti di stato valevoli solo per il loro territorio e, poiché le monete fiscali sono di accettazione volontaria, possono essere emesse dallo stato come la monta elettronica, come fanno le banche private.

La quantità di moneta in circolazione è controllata dalle banche e non dallo stato, che ha rinunciato volontariamente alla sovranità monetaria, costringendo i cittadini a servirsi della moneta elettronica, creata da banche private, che genera debito e interessi, mentre lo stato dovrebbe creare moneta, come strumento di pagamento e misura dei valori, senza debito. (Per le notizie: Fabio Conditi – sinistrainrete.info).

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Dal 1979 siamo abituati a eleggere i rappresentanti al parlamento europeo  e, alla fine di maggio di quest’anno ci sarà un altro rinnovo,  con  il quale ci dovrebbero essere delle grosse novità, infatti, avanzeranno i partiti sovranisti che ne vogliono cambiare le regole. Questi rimproverano all’UE di non proteggere i confini, la mancanza di poteri del parlamento, gli abusi della commissione europea  e l’austerità.

Gli Stati Uniti d’Europa non sono nati, la comunità di difesa  nemmeno, se da una parte s’invocava la deregolamentazione, si constata che nell’UE vi è un eccesso di regolamentazione e di proliferazione normativa; le si rimprovera anche un’austerità sbagliata che non ha ridotto i debiti pubblici degli stati. Tuttavia diversi paesi hanno recuperato i livelli dei redditi  di prima del 2008 e l’Italia non è tra questi.

Alcuni di essi, come la Germania, hanno anche incrementato il tasso d’occupazione;  hanno avuto maggior successo i paesi che, scontentando le masse, hanno contenuto le spese senza aumentare le imposte, l’Italia non l’ha potuto fare perché aveva da pagare gli interessi sul debito, fatti salire dalla speculazione. L’UE ha voluto l’equilibrio di bilancio e il contenimento del deficit, senza individuare gli strumenti migliori per raggiungerlo, non si è dotata di strumenti efficaci contro la crisi, non ha previsto le crisi, non ha operato per ridurre le disparità tra i paesi UE con la concorrenza, con l’armonizzazione fiscale e con la lotta ai paradisi fiscali interni, non ha previsto deroghe all’austerità dettate dalla crisi.

Viste le rivolte in Francia, i cui rappresentanti, come Moscovici, volevano dare lezioni all’Italia, bisogna dire che l’austerità sta impoverendo anche questo paese che, a causa del suo elevato deficit commerciale, aumenta velocemente il suo debito pubblico, che dovrebbe raggiungere la percentuale del debito pubblico italiano sul Pil tra cinque anni; a quel punto vedremo cosa sentenzierà la commissione europea, se l’Ue sarà ancora in piedi a quella data. (Per le notizie:  Luca Ricolfi – panorama.it).

ISLAM

I nostri informatori hanno sempre parlato di muri di confine costruiti da Israele e da Trump, in realtà, questi muri di confine si sono costruiti da migliaia di anni, in quasi tutti i paesi del mondo; ora, senza che se ne faccia menzione, anche l’Algeria vuole costruire un miro fortificato, lungo 6.343 chilometri, al confine con Marocco, Mauritania, Mali, Niger, Libia e Tunisia; sembra un altro schiaffo alla globalizzazione.

Lo scapo è arginare terroristi, trafficanti di droga, di armi e migranti illegali; l‘Algeria spende 4 miliardi di euro l’anno solo per difendere i confini con Tunisia e Libia E il confine con la Libia è chiuso dalla caduta di Gheddafi; I terroristi sono divisi in tre gruppi, uno è affiliato ad Al Qaeda, uno all’Isis e un terzo gruppo è indipendente. Tra Marocco e Algeria esiste una disputa di confine e perciò la frontiera è chiusa, il Marocco è il più grande esportatore di hashish nel mondo, come l’Afganistan lo è dell’oppio; esiste anche un collegamento fra trafficanti di droga, armi e uomini. (Per le notizie: Francesco Semprini e Giordano Stabile - La Stampa)

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (31/12/2018)

USA

In America Trump, a causa della crisi del debito americana, attacca la politica della Fed, dei motivi, veri o presunti, devono esserci, ma Trump e l’informazione non li spiegano; diciamo che le banche centrali, sia in Usa sia in Europa, sono state spesso coinvolte, assieme alle grandi banche, nell’omissione di controllo o nella connivenza con la speculazione internazionale, accade anche in Germania.

La polemica ha fatto crollare temporaneamente la borsa americana, stessa evoluzione subita dal dollaro, sia nei confronti dell’euro sia dello yen, il che è una buona cosa per chi, come le banche, specula sulle valute; per attirare i capitali esteri, sono saliti anche gli interessi. Forse a causa dei conflitti commerciali tra Usa e Cina, è crollata anche la borsa di Tokyo; a causa della crisi economica di alcuni paesi importatori, è crollato anche il prezzo del petrolio, sul quale si specula nei contratti a termine;  i paesi Opec, per sostenerne il prezzo, hanno deciso di ridurne la produzione.

A causa della crisi del debito americano, cioè deficit di bilancio, deficit commerciale, debito delle imprese e delle famiglie, per risparmiare, Trump ha deciso di ritirare le truppe americane dalla Siria ma non d’all’Iraq, in Siria l’Isis non è stata ancora completamente sconfitta; naturalmente i curdi di Siria, alleati degli americani, hanno protestato, mentre la Turchia di Erdogan, nemica dei curdi, aspirante a ricostituire l’impero ottomano, a cominciare dalla Siria, ha festeggiato.

EUROPA

Il Bilancio dello stato è in deficit quando serve a favorire l’espansione economica, in pareggio o in attivo quando mira ad attuare una politica deflattiva e di austerità, in pratica di minore sviluppo; tuttavia, quando è attivo, è naturale che i contribuenti chiedano una riduzione delle tasse. Il bilancio dello stato in pareggio è raro perché ha natura finanziaria, con prestiti compensativi con l’estero, senza movimenti di capitali, si verifica raramente.

Come il deficit commerciale, il deficit di bilancio alimenta i prestiti e i debiti, ciò avviene per lo stato, per le imprese, che hanno bilanci economici, e per le famiglie; il debito può rendere schiavi mettendo il debitore sotto ricatto, ma anche stimolare, quando lo stato è indipendente, lo sviluppo con gli investimenti. Con il debito, le famiglie comprano la casa, con i loro stipendio non lo potrebbero fare mai, le imprese investono e s’ingrandiscono e lo stato, se è ben gestito, può fare investimenti in opere pubbliche. La commissione europea non consente all’Italia di fare debito nemmeno per gli investimenti.

Sono quattro anni che la Germania, dopo il largo attivo della bilancia commerciale, denuncia anche un avanzo nel bilancio dello stato e nel 2018 questo potrebbe raggiungere i 10-12 miliardi di euro, derivanti soprattutto dalle maggiori entrate fiscali; il governo è pressato dalle richieste di ridistribuire la manna, a favore della difesa, portandola al 2% del Pil come vuole Trump, delle ferrovie, della rete elettrica, delle pensioni o di utilizzare la somma per ridurre il debito pubblico, pari al 64% del Pil.

Il governo però non vuole eliminare la tassa di solidarietà, pari a 20 miliardi di euro l’anno, nata per sostenere il costo della riunificazione; è sempre difficile eliminare queste tasse, come gli enti pubblici, perché sono governate da superburocrati con alti emolumenti, amici  della politica che non vogliono perdere il loro posto. Infine, è contraddittorio che la Germania, che ha perso due guerre mondiali, dopo essere stata disarmata, le sono state ridotte le riparazioni di guerra, oggi è invitata dagli Usa a riarmarsi; comunque, anche la Germania sembra voler prendere le distanze dagli Usa e, tramite uomini di paglia della commissione europea e dei governi europei, sembra voler dominare l’Europa.

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Gli Usa hanno debiti maggiori dei paesi europei e la crisi economica si trascina dal 2007 a oggi; alla crisi dei derivati subprime americani del 2007, utilizzati anche per rilanciare la domanda interna americana, si aggiunse negli anni 2010-2012 l’aumento dei debiti pubblici dei paesi europei, causato soprattutto dagli aiuti statali alle banche in dissesto, che risaliva a speculazioni, crediti incauti e operazioni in eurodollari.

A causa della speculazione delle banche, i prezzi dei titoli non dipendeva più solo dal loro rendimento, dai loro bilanci e dal rischio, ma dalle manovre dei mercati, trasmesse dall’informazione e dalle società di rating. I cinesi hanno investito in Usa le loro eccedenze commerciali e le banche europee si sono indebitate in dollari, sostenendo così la quotazione di questa moneta, che invece, a  causa dei debiti americani, andava svalutata. Da allora il prezzo altalenante dei titoli è stato determinato soprattutto dall’abbondante circolazione monetaria anche dei QE e dalla speculazione bancaria e non dalle garanzie sottostanti delle imprese e degli stati.

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A New York si è tenuto un incontro tra rappresentanti della Federal Reserve e della Banca d’Italia, lo scopo era analizzare lo stato di salute del sistema finanziario internazionale; in quella sede, la Banca d’Italia ha messo in rilievo la vulnerabilità del sistema finanziario non bancario, come le Sim, i gestori di risparmio, i fondi d’investimento, gli hedge fund, le assicurazioni, i collateral loan obligation e tutti gli altri organismi dediti alla speculazione. Nel 2016 i loro attivi erano pari a 160.000 miliardi di dollari, il doppio del 2008, mentre quelli del sistema bancario non sono aumentati.

Anche la banca d’Italia, che è una società privata controllata, in conflitto d’interesse, dalle banche,  è stata accusata di non aver  controllato adeguatamente le banche. Purtroppo, il sistema finanziario non bancario opera anche con la vendita automatica di titoli, per mezzo di computer che operano con algoritmi sofisticati e queste tecniche possono portare al crollo dell’intero sistema finanziario, provocando, per contagio, una raffica di vendite.

Anche le banche, ricevendone delle commissioni, si rivolgono a questi gestori, i quali però non sono soggetti alle stesse regole del sistema bancario; inoltre, le norme finanziare nazionali sono diverse e manca una regolamentazione unitaria della finanza, perciò, in omaggio alla deregolamentazione, le società di gestione operano senza controllo. (Per le notizie: startmag.it - Mario Lettieri e Paolo Raimondi).

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Il fallimento dell’euro, vantaggioso per la sua stabilità e per i viaggi all’estero, è palese e il quantitative easing non ha rilanciato la produzione; la commissione europea, inseguendo i trattati europei, ha provocato la diminuzione della domanda interna, la riduzione di salari, investimenti,  potere d’acquisto, pensioni e produzione, mentre sono aumentate la disoccupazione, l’indebitamento e le tasse.

L’UE è la zona del mondo a più bassa crescita, la crescita potrebbe essere recuperata con una moneta nazionale svalutabile, temporaneamente anche con una moneta complementare all’euro; l’aumento dei costi dovuto alla svalutazione monetaria sarebbe compensato dall’indicizzazione dei salari e, con la maggiore inflazione e svalutazione della moneta, aumenterebbe l’esportazione e diminuirebbero i debiti pubblici e privati.

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Il quantitative easing finirà al 31/12/218, fino al 30/11 la Bce ha immesso liquidità nel sistema per 2.563 miliardi di euro, creando moneta scritturale dal nulla, come facevano, con operazioni di mercato aperto, gli stati nazionali europei con sovranità monetaria. Lo scopo della Bce era contrastare la deflazione, stimolare la produzione e riportare l’inflazione al 2% annuo.

Questo risultato non è stato raggiunto, l’economia reale non ne ha beneficiato, mentre 300 miliardi di euro dell’Italia sono affluiti, come movimento di capitale, a Francoforte con i saldi del Target2. Adesso il tasso di crescita dell’Italia dovrebbe essere solo dell’1%, come l’inflazione, il QE doveva favorire la svalutazione dell’euro e aumentare la competitività dell’eurozona, ma non è riuscito e l’inflazione dipende soprattutto dal costo dell’energia, dalle tariffe pubbliche e da alcune imposte come l’Iva.

L’acquisto di titoli pubblici e privati da parte del QE è stato effettuato nel mercato secondario, però in passato la Banca d’Italia, operando con lo stesso strumento, retrocedeva allo stato gli interessi percepiti sui titoli acquistati e la nuova moneta entrava direttamente nel sistema dei pagamenti pubblici, favorendo la domanda. Tra l’altro, l’UE non ha favorito investimenti infrastrutturali e per l’innovazione, capaci di creare occupazione e sviluppo.

Con il QE, la Bce ha solo cercato di rendere meno duro il Fiscal Compact che, con il bilancio in pareggio, anche per fronteggiare la concorrenza dei paesi emergenti, aveva puntato sulla deflazione salariale; per conseguenza, l’eurozona è diventata un’area a elevata conflittualità sociale; come vogliono i globalizzatori, l’UE ha creduto erroneamente alla capacità del mercato di autoregolarsi.

La Germania, tramite i suoi accoliti piazzati nella commissione europea e nel governo degli stati dell’eurozona, volendo mettere in ginocchio l’Italia e farla diventare colonia tedesca e capro espiatorio della situazione, ha sempre puntato il dito contro la situazione di dissesto finanziario dell’Italia, sostenendo che metteva in pericolo la stabilità dell’eurozona e che correva il rischio di non trovare più compratori per i suoi titoli. Questa sequela di giudizi errati contro l’Italia ha favorito, a vantaggio degli speculatori, il rialzo dell’interesse delle sue nuove emissioni di titoli pubblici.

E’ soprattutto la Germania che ha beneficiato degli interventi dei trattati e della BCE, rafforzandosi commercialmente con le esportazioni, finanziariamente con i movimenti di capitale in arrivo e remunerando a tasso zero i suoi titoli pubblici, favorendo con ciò il contenimento del suo debito pubblico; con  l’attivo commerciale ha fatto investimenti all’estero e ha comprato politica e informazione nei vari paesi europei.

Invece l’Italia è stata penalizzata dai trattati europei e il sistema bancario italiano è stato penalizzato dalla normativa bancaria, europea e italiana, su capitale, liquidità, sofferenze, stress test e politica fiscale; il che ha penalizzato anche l’economia reale, perché il sistema bancario non ha favorito l’accesso al credito (Per le notizie: Startmag.it – Guido Salerno Aletta).

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In coordinamento con la direttiva europea sul Copyright, il Consiglio df’Europa sta introducendo una specie di censura sulle opinioni scomode, perciò Youtube è scesa in campo contro questa nuova mossa contro la libertà della rete; sembra che si voglia fare piazza pulita di chi sfugge alle maglie dei media mainstream. (Per le notizie: Super User - sinistrainrete.info).

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La Bce e altre banche centrali, per monitorare le banche, si affidano alla consulenza di società private e, a tal fine, anche la banca centrale di Francia si è rivolta a BlackRock  per gli esami di Crash Test, è evidente il conflitto d’interesse. Dopo la Brexit, Parigi desidera diventare la sede del mercato europeo dell’oro, così Londra perderà parte del mercato dei derivati e la custodia dell’oro sovrano; Parigi è stata anche scelta come sede dell’Autorità Bancaria Europea.

La Banca di Francia ha costituito anche una società con JP Morgan, il più grande gestore di fondi d’investimento speculativi Hedge Fund, questa banca gestisce la metà dei derivati in lingotti d’oro, mentre l’altra metà è in mano a Goldman Sachs; la banca centrale di Francia è socia di JP Morgan anche per la custodia e la gestione delle riserve auree, per trading speculativo e affitto di lingotti.

Mentre Trump vuole reindustrializzare gli Usa, la Francia, incapace di raggiungere la Germania nell’industria e nell’esportazione, si è gettata nella finanza speculativa, per cui, d’ora in poi, ai maggiori centri finanziari preposti alla speculazione, cioè New York, Londra e Francoforte, si dovrebbe aggiungere Parigi. (Per le notizie: Fernando Soto - startmag.it).

ITALIA

Il maxiemendamento alla manovra di bilancio del governo italiano, premuto o messo in scacco da Bruxelles, per il 2019 prevede una rivalutazione delle pensioni del 100% del tasso d’’inflazione per quelle fino a tre volte il minimo, del 77% per quelle tra 4 e 5 volte il minimo, del 52% per quelle tra 5 e 6 volte il minimo, del 47% per quelle tra 6 e 8 volte il minimo, del 45% per quelle tra 8 e 9 volte il minimo e del 40% per quelle oltre 9 volte il minimo, con ricalcolo contributivo per le pensioni sopra i 4.500 euro netti il mese.

Secondo il professor Gustavo Piga, a causa del Fiscal Compact, che avrebbe dovuto essere abrogato con un referendum, la manovra del governo è stata peggiorata da Bruxelles; afferma che il maggior debito sarebbe stato giustificato se fosse stato impiegato in investimenti pubblici e che le regole europee sono sbagliate perché non hanno previsto le crisi di alcuni paesi, forse favorite anche da queste regole, invece la commissione ha preteso più tasse e meno investimenti pubblici, aiutando con ciò la recessione.

Ha costretto il governo a varare una manovra più restrittiva e meno espansiva; Piga si dichiara anche contrario al reddito di cittadinanza, ignorando i più bisognosi e che la pubblica amministrazione è lenta ha impiegare i soldi pubblici destinati a investimenti, che perciò non risultano più di stimolo all’economia e a volte sono anche spesi male, mentre la domanda popolare aiuta subito la produzione.

Malgrado l’atteggiamento francese verso l’Italia, quest’ultima ha accettato la Web Tax proposta dai francesi, la quale si ripercuoterà sugli utilizzatori della rete; forse questo diktat europeo favorirà la dissoluzione dell’UE, poi Junker ne incolperà l’Italia, Tajani perderà il suo posto e gli europeisti dell’opposizione, della Banca d’Italia e del Quirinale  piangeranno.

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La televisione italiana, senza organizzare dibattiti religiosi con la partecipazione delle varie religioni e degli atei, si presta volentieri a pubblicizzare la figura di papa Francesco e dei suoi interventi, con 137 ore l’anno contro le 75 di Benedetto XVI; eppure l’Italia, a dispetto della politica, risulta un  paese sempre più laico e secolarizzato. Nel 2014 i matrimoni cattolici sono stati il 57% quelli civili il 43%, sono aumentate separazioni e divorzi e sono diminuiti gli annullamenti rotali del vincolo matrimoniale, i battezzati sono stati il 76,6%, gli studenti che hanno rifiutato l’insegnamento cattolico sono stati il 21% e la corte costituzionale ha invitato il parlamento a introdurre l’eutanasia. (Per le notizie: Carlo Troilo - Il Fatto Quotidiano).

ISLAM

Mentre si afferma che le donne cambieranno in meglio il mondo, Mogherini adora il governo iraniano e Boldrini afferma che l’occidente dovrebbe accogliere a braccia aperte la cultura islamica. In realtà, risulta che iI governo iraniano è preoccupato per il proselitismo cristiano sotto le feste di Natale e imprigiona molti cristiani, assieme a giornalisti, donne ed ebrei; le esecuzioni capitali sono numerose e i convertiti al cristianesimo finiscono sulla forca. Nel mondo, le dittature sono in maggioranza e le democrazie sono una frode.

Corrono rischi anche sunniti, sufi, zoroastriani e seguaci della dottrina Bahai, questi ultimi hanno trovato rifugio in Usa e Israele; sono tante le spie pagate dal regime, le donne contrarie al velo finiscono in galera. Al riguardo, le femministe nostrane non hanno niente da dire e la sinistra e il papa non amano parlare male dell’Islam, con il quale tanti fanno affari. Le persecuzioni religiose nell’Islam denunciano una mancanza di libertà religiosa, però mancano anche le altre libertà e intanto l’ONU, dominata dai paesi islamici, accusa l’Italia di razzismo. (Per le notizie: Deborah Fait – Informazioe Corretta).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it; viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (24/12/2018)

EUROPA

Con il secondo rapporto del 2018 sulla stabilità finanziaria, la Banca d’Italia ha affermato che il debito pubblico italiano è tra i più sostenibili dell’eurozona, che la situazione finanziaria delle famiglie italiane, anche con il calo delle quotazioni dovuto allo spread, è solida, che l’anno 2018 è stato particolarmente difficile per tutte le piazze finanziarie del mondo.

Ad aprile 2018 alcuni investitori esteri, che, diversamente dai piccoli risparmiatori, vogliono guadagnare sul capitale e sulle plusvalenze, spaventati dalle incertezze politiche italiane, ricordate dall’informazione propagandistica, hanno venduto temporaneamente BTP; purtroppo la Francia può fare il deficit di bilancio che vuole, ma l’Italia deve fare quello che vuole l’UE, alla quale è legato Mattarella.

L’Italia ha un indicatore della sostenibilità del debito pubblico che è migliore di quello della Francia, In Italia il debito pubblico è pari al 130% del Pil e in Francia è pari al 100%; il debito pubblico italiano detenuto da stranieri è pari al 37% del totale, in Francia è pari al 61%. In Italia il debito privato è limitato, invece le imprese francesi siedono su una montagna di debiti.

L’Italia ha un saldo positivo della bilancia commerciale pari al 3% del suo volume, mentre la Francia ha un deficit; dopo la Germania, l’Italia è il secondo esportatore d’Europa e la seconda potenza industriale d’Europa. La Francia finanzia deficit di bilancio e deficit commerciale con il credito estero e ha più difficoltà economiche dell’Italia; il commissario europeo, il francese  Moscovici, ama fare rilievi solo all’Italia, secondo Marine Le Pen, che condanna l’austerità, è stato il peggiore ministro dell’economia della Francia  (Per le notizie, fonte: Startmag.it – Giuseppe Liturri). 

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I crediti derivati, detenuti soprattutto dalle banche, sono pari a 33 volte il Pil mondiale, furono inventati dalla Goldman Sachs di Soros, ben introdotto nelle istituzioni europee, e sono garantiti da un sottostante fantasioso e frutto di creatività; trattasi di un calderone meno sicuro dei casinò. Questi crediti, in maggioranza insoluti anche se non dichiarati, se ricevessero un rendimento del 2%, questo  sarebbe pari a 2/3 del Pil mondiale; cioè essi sono inevitabilmente senza reddito e irrealizzabili al valore nominale, sono molto peggio delle obbligazioni subordinate di banca Etruria.

283:000 miliardi di euro di derivati, pari al 42%, sono in mano a banche europee, in testa Deutsche Bank, Barclays e Credit Suisse; in Usa, vengono in ordine, JP Morgan, Citigroup e Bank of America, assorbita da Deutsche Bank. La crisi del 2008 nacque con il mercato dei derivati, subprime immobiliari, americani; rispetto ad allora, oggi i derivati, in tutto io mondo, sono triplicati; allora gli Usa, per salvare le loro banche, le aiutarono finanziariamente, gli stati dell’Europa settentrionale fecero la stessa cosa con le loro banche, facendo aumentare con ciò il loro debito pubblico, oggi arrivato, in media, al 100% del Pil..

Poi la Germania cambiò le regole, introducendo il bail-in o risoluzione interna alle banche delle crisi bancarie, a danno dell’Italia che aveva alcune banche in difficoltà; per stimolare l’economia e aiutare le banche, le banche centrali d'Europa, Usa e Giappone, puntarono sul quantitative easing, stampando denaro e prestandolo alle banche a tasso zero; in Italia questo denaro non servì a stimolare l’economia, ma, per la sua maggior parte, fu esportato a Francoforte, facendo aumentare il saldo del Target2 a favore dell’Italia.

L’Antitrust dell’UE accusa quattro banche europee, Deutsche Bank, Credit Suisse, Credit Agricole e Bank of America di ave fatto cartello contro la concorrenza nel mercato secondario internazionale dei bond, con lo scopo di influenzarne i prezzi e, come si fa con la speculazione finanziaria, di guadagnarci in plusvalenze. Il governo tedesco, per fronteggiare la crisi dei derivati, vuole fondere Deutsche Bank con Commerzbank.

La crisi di Deutsche Bank, nonostante i finanziamenti pubblici, non è finita, infatti, ha in cassaforte titoli derivati spazzatura pari a 15 volte il Pil della Germania, che andrebbero ripudiati o svalutati. La quotazione di questa banca in borsa è scesa da 116 a 7,65 euro, ha 15 miliardi di euro di capitale proprio a fronte di 1.500 miliardi di derivati, perciò dovrebbe essere dichiarata fallita, ma tranquilli, la Bce processa le sofferenze private delle banche italiane ma non i titoli  derivati tedeschi. Forse si avvicina un’altra crisi, anche il Pil tedesco, con il calo delle esportazioni, diminuisce; purtroppo, la Germania, dietro le quinte, fissa le regole europee, gestisce e interpreta i trattati e la commissione europea esegue.

Questi derivati senza reddito sono un’illusione e andrebbero svalutati enormemente, come si fece con il marco dopo la seconda guerra mondiale, solo le guerre sono in  grado di resettare un marcato drogato come quello attuale; comunque, l’informazione e gli europeisti continuano a insegnare che la Germania, diversamente dall’Italia, è un paese provvido, virtuoso, serio e dà l’esempio agli altri paesi.

Sono titoli di credito le banconote, le cambiali, gli assegni, in titoli di stato, le obbligazioni private e i derivati, la gran parte di questi ultimi andrebbero messi tra gli insoluti perché sono crediti irrecuperabili, ma la commissione europea, a direzione tedesca, non se ne preoccupa. Le imprese private insolventi sono escusse, invece gli stati no, a meno di fare loro la guerra o di togliere loro temporaneamente altro credito; l’Italia, sempre tra gli imputati, paga i suoi debiti esteri, peraltro oggi pari ai suoi crediti esteri, e ha pagato i derivati dei suoi enti locali. (Per le notizie, fonte: Francesco Piccioni – lantidiplomatico.it – Contropiano -  Ferdinando Soto – startmag.it). 

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Per gli stress testi sulle banche europee del 2014 e del 2016, la Bce si è rivolta a società private di consulenza e a fondi d’investimento americani; nel 2014 si rivolse alle società di consulenza Oliver Wyman e Mckinsey, pagando 8,3 milioni di euro, e nel 2016 si rivolse al fondo investimenti Blackrock e a Oliver Wyman, pagando 26 milioni di euro. Blackrock è il più grande investitore internazionale nel settore bancario.

Perciò, a causa del suo duplice ruolo, Blackrock è in conflitto d’interesse, anche se, come si fa di consueto, si è impegnata alla riservatezza sui dati acquisiti e a non conferire incarichi o dare valutazioni d’investimento su banche per le quali erano stati fatti i test. C’è da dubitare su questa garanzia, perché i grandi investitori ricercano notizie riservate e affidabili sulle società e sulle banche in cui investire.

A Schauble, padre spirituale dell’austerità dell’UE, non è sembrato nemmeno trasparente l’incarico conferito alla società Oliver Wyman che ha affermato che, a causa della fretta, non c’era stato un bando regolare per l’assegnazione dell’incarico. I superburocrati e i politici europei sono contro l’Italia che minaccia le loro entrate, anche in  Italia è stato difficile abolire gli enti inutili,   anche i superburocrati di Bruxelles guadagno con gli appalti, non accade solo in Italia. (Per le notizie, fonte: Il Sole 24 Ore – Fernando Soto).

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Il Global Compact dell’Onu, emesso a favore dell’emigrazione, fa rientrare l’emigrazione nei diritti umani, già tutelati dalla carta dei diritti umani dell’Onu; invita a chiedere agli emigranti la carta d’identità, ad accoglierli e a garantire loro un lavoro. Chiede di raccoglierli in mare, di sradicare la tratta, di garantire loro assistenza, i servizi pubblici, l’inclusione sociale, l’integrazione e di combattere la discriminazione razziale.

Chiede di favorire le loro rimesse economiche all’estero e un’emigrazione ordinata, però non equipara i profughi, bisognosi di maggiore tutela, ai migranti economici. Purtroppo, il loro diritto al lavoro e ai servizi si scontra con la politica europea di austerità, con la privatizzazione dei servizi pubblici e con il pareggio di bilancio. L’Onu chiede anche di ridurre i fattori negativi che spingono all’emigrazione, senza accennare allo sfruttamento coloniale e alle guerre.

Alcuni paese emergenti si stanno sviluppando, l’Onu non si rende conto che l’emigrazione irregolare ostacola quella regolare e aiuta il traffico e lo sfruttamento di esseri umani da parte della criminalità. Il Global Compact è il cavallo d Troia della globalizzazione, del nuovo ordine mondiale e della Società aperta d Soros, i grandi capitalisti, di tutte le razze, hanno sempre collaborato contro l’interesse del popolo comune.

La mano invisibile del grande capitale finanziario vuole rendere regolare l’emigrazione clandestina gestita da criminalità e ONG. Per favorire quest’immigrazione, l’ONU ha inviato in Italia un team per controllarne e denunciarne il relativo razzismo; in Italia il papa è a  favore dell’emigrazione. L’equiparazione tra migranti economici e rifugiati ignora che l’unica legislazione di tutela in materia riguarda i rifugiati, gli altri immigrati sono rifugiati da respingere per la legge.

Il risultato del Global Compact, potrebbe essere una pressione continua all’accoglienza sugli stati, favorirà l’aumento dei conflitti interni negli stati di arrivo, il rafforzamento delle destre e la destabilizzazione di tanti paesi; con i muri interni contro l’emigrazione, metterà a rischio anche l’esistenza dell’UE. L’emigrazione di massa è stata sempre dovuta a guerre e carestie, il primo diritto dei popoli dovrebbe essere quello di sopravvivere dignitosamente e di non emigrare. (Per le notizie, fonte: Ugo Boghetta – Rinascita- sinistrainerete.info).

ITALIA

Ai soliti problemi della giustizia, se ne sta aggiungendo un altro, facendo aumentare i costi della giustizia e gli affollamenti delle aule dei tribunali. Il gratuito patrocinio offerto dallo stato, con spese legali e giudiziarie a carico dello stato, a favore d’immigrati e italiani poveri, sta alimentando artificialmente un mercato, con avvocati che incoraggiano a fare cause; la prassi funziona sempre in sede di conciliazione.

Poiché lo stato non paga la parcella dell’avvocato, generalmente con poche cause, che assiste il povero, quando la causa è temeraria, cioè senza fondamento, questo, per avere una soddisfazione giudiziaria, si mette d’accordo con l’avvocato della parte avversa, con scambio di favori per le cause a venire. Questo modo di procedere fa diminuire la fiducia dei cittadini nella giustizia e negli avvocati, l’ordine degli avvocati dovrebbe intervenire; anche i ritardi della giustizia e gli appelli dipendono soprattutto da loro, inoltre, sono soprattutto loro, al governo o al parlamento, a fare le leggi che regolano i processi civili e penali.

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Mattarella non fa altro che richiamare il governo al rispetto della costituzione, spesso baipassata dai presidenti della repubblica, nella composizione del governo, nella promulgazione delle leggi, nel rispetto della separazione dei poteri; Non si sa di quale costituzione parli Mattarella, perché in Italia si sono fatte leggi incostituzionali promulgate dai presidenti della repubblica, perciò si afferma che una costituzione materiale ha preso il sopravvento su quella scritta.

Per la costituzione italiana è imputabile il presidente che attenta alla costituzione e quello che trama con potenze straniere. Mattarella plaude anche al cedimento del governo verso l’UE, che ha comportato meno spesa pubblica e più imposte, per questo obiettivo s’è impegnato molto, infatti, il governo si è rimangiata parte delle sue promesse elettorali, cosa che i partiti fanno spesso.

La frase di Schauble che afferma che se l’Italia esce dell’UE è la fine dell’UE, è diretta ai superburocrati di Bruxelles che s’ingrassano con il palo della cuccagna chiamata UE e perciò anche il presidente del parlamento europeo, Tajani, è preoccupato dalle minacce provenienti dal governo italiano; Moavero e Tria appartengono al partito di Mattarella, Berlusconi e PD sono europeisti e sono, sotto sotto,  felici dell’involuzione nel governo.

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Secondo logica, con il Pil stagnante, la disoccupazione si combatte abolendo doppio lavoro, straordinario, riducendo l’orario di lavoro, anticipando l’età della pensione e riducendo la produttività; la cura contraria non serve all’occupazione, ma serve a  fronteggiare la concorrenza dei paesi emergenti e a diminuire il costo industriale per unità di prodotto. Il welfare si potenzia fiscalizzando i contributi e tagliando le pensioni più alte; la riforma fiscale si fa aumentando le detrazioni e le deduzioni ai lavoratori più poveri, aumentando le imposte ai lavoratori e ai cittadini più ricchi, eliminando le imposte minori, combattendo esportazioni di capitali, delocalizzazioni industriali, paradisi fiscali e introducendo un’imposta patrimoniale di successione.

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I governi PD hanno concesso agli immigrati 40.000 permessi di soggiorno per motivi umanitari, ma solo 3.200 di loro lavorano, il beneficio è stato concesso, dal 2014 al 2017, a circa il 20% degli immigrati irregolari e senza permesso; con l’avvento al governo di Salvini e del suo decreto sulla sicurezza, gli immigrati, autorizzati al soggiorno umanitario, sono crollati al 5% dei loro arrivi. Questi permessi, in genere, non hanno favorito inclusione sociale, lavorativa e integrazione; quando Roma concedeva tali tutele umanitarie, le altre capitali europee le concedevano solo raramente. (Per le notizie, fonte: ilgiornale.it – Giuseppe De Lorenzo).

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I trattati europei di Maastricht e MES obbligano al 60% del debito sul PIL e al 3% del deficit di bilancio, nel 2012 il Fiscal Compact derogò da essi, puntando al pareggio di bilancio, inserito in Italia in costituzione con l’articolo 81, imponeva anche la riduzione del debito pubblico con ammortamento annuale. La riduzione del debito sarebbe stata più facilmente raggiungibile con la crescita, invece che con l’austerità; i nostri soci europei hanno operato per indebolire l’Italia e tenerla sotto ricatto.

Il governo illegittimo di Monti, non votato ma benvisto dal Quirinale, mettendo da parte la nostra costituzione, volle il Fiscal Compact, che però non fu inserito nei trattati e fu rifiutato da repubblica Ceca e Gran Bretagna, invece l’Italia ha sempre formato tutti i trattati internazionali ed europei. Il MES fu adottato con procedura illegittima, per salvare alcuni paesi dell’UE, e impose all’Italia un esborso finanziario che aumento il suo debito; poi la mafia delle agenzie di rating, con l’aumento dello spread, ha fatto aumentare ulteriormente il debito italiano.

In caso di mancata riduzione del debito e del deficit, i governi europeisti italiani che firmarono questi impegni, avevano promesso l’aumento dell’Iva e le privatizzazioni sollecitate dalle multinazionali: Ad ogni modo, nonostante le manovre recessive e austere, il debito pubblico, è passato dal 132% del Pil del 2016 a 130,8% del Pil del 2018, inoltre, in dieci anni, in Italia la spesa pubblica è aumentata meno che negli altri paesi europei, impoverendo il paese.

La commissione europea è preda dell’ossessione della spesa per le pensioni, in Italia pari al 15% del Pil, perciò ha richiesto la riduzione delle pensioni, l’allungamento dell’età per la pensione, il calcolo contributivo, la riduzione dei salari e un’imposta patrimoniale. Ha chiesto di tassare tutte le case, di rivedere gli estimi catastali e di ridurre le agevolazioni fiscali; è contraria al pagamento in contanti, a favore dei pagamenti elettronici e della fattura elettronica; vuole l’accelerazione dei processi civili e la dichiarazione d’insolvenza stragiudiziale, cioè il pignoramenti dell’immobile senza il giudice.

Vuole la liberalizzazione dei servizi professionali, abolendo le relative corporazioni, dei trasporti pubblici, degli appalti pubblici, vuole trasformare le piccole banche in spa, la rinegoziazione dei crediti bancari deteriorati, privatizzazioni; cioè vuole un programma politico che nessuno ha votato, anche perché l’Italia non è più un paese sovrano ma una colonia dell’UE. Comunque, alcun richieste dell’UE sono giuste.

Mentre l’Italia rispettava tanti impegni, grazie e governi e informazione collaborazionisti o agenti dello straniero, negli anni scorsi, Spagna e Francia avevano deficit di bilancio dell’’8%, è per questo che la Spagna, anche con gli aiuti europei, si è sviluppata velocemente, come si è sviluppata velocemente la Polonia, grazie alle delocalizzazioni e ai trasferimenti finanziari dell’Unione.

Trattasi di un accanimento trentennale sull’Italia, che si vuole svendere e smembrare, con l’appoggio d’informazione e istituzioni dello stato, sulla base di procedure illegittime e incostituzionali che non turbano Mattarella e gli altri europeisti; purtroppo ora pare che anche il governo gialloverde stia cedendo alla dittatura europea, alla finanza internazionale e gli europeisti plaudono. (Per le notizie, fonte: Nicoletta Forcheri – sinistrainrete. Info).

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Con l’intervento censore di Bruxelles, per gli anni 2019.21 la manovra economica di bilancio del governo è stata emendata, l’economia dovrebbe crescere dell’1% l’anno, per lo 0,6% dovuto al commercio estero, il deficit di bilancio sarà nel 2019 del 2,04%, grazie a una maggiore spesa riconosciuta di 3.644 miliardi di euro per mettere in sicurezza il territorio, augurandoci che le procedure amministrative consentano di aprire in fretta i cantieri.

Il governo si è impegnato a trovare maggiori risorse per 38,5 miliardi di euro nel triennio, con lo scopo di far scendere il deficit all’1,5% nel 2021, l’aumento dell’Iva dovrebbe pesare per il 59%, ma Di Maio ha affermato che non ci sarà, ma ci saranno tagli alle spese e maggiori imposte, con riduzioni di sgravi, taglio all’indicizzazione delle pensioni e al reddito di cittadinanza e riduzione della spesa per investimenti.

Malgrado le dichiarazioni e le promesse di Di Maio, è una vera Caporetto o ritirata del governo, peraltro assediato da informazione, istituzioni, opposizione, lobby, Ocse, mercati e commissione europea, che non vogliono che il paese cambi in meglio, che sia  indipendente e progredisca; l’UE ha attuato il suo progetto acquisendo il controllo di moneta e bilancio dello stato, a parlamento, governo e cittadini italiani è rimasto ben poco. L’ideale sarebbe uscire dall’UE, che si sente forte perché spalleggiata da settori della politica, istituzioni e informazione italiana. (Per le notizie, fonte: Gianfranco Politto – startmag.it).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (17/12/2018)

EUROPA

Macron, diventato presidente con un programma popolare avanzato (ma le promesse elettorali sono come la promessa del regno di Dio), è stato definito un “incapace” da Jean Fitoussi; a causa delle proteste e della ventata rivoluzionaria francese contro il suo governo, attribuita dal suo governo a provocatori stranieri, sarà costretto ad abbassare le tasse e a violare il Fiscal Compact. Così c’è chi spera che il commissario europeo, il francese amico di Macron, Moscovici, forse la finirà di fare l’intransigente con l’Italia e il presidente della commissione europea, Junker, non potendo fare rilievi alla Francia, dovrà chiudere un  occhio anche sul deficit del bilancio italiano.

Aderendo alla cura Merkel, osannata dalla nostra televisione, Macron voleva rilanciare l’austerità, la disciplina di bilancio e l’Europa, ma forse, secondo il professor Piga, sta mettendo fine al Fiscal Compact, cioè non è solo questione del superamento del deficit di bilancio del 3%, come affermato dagli economisti di corte, ma sembra un funerale per lì’UE; infatti, nei suoi discorsi, Macron non menziona più l’Europa, ma solo la Francia, cioè sembra diventato un sovranista.

Ora annuncia più spese, più provvidenze sociali e salariali e meno tasse, ha abbandonato la politica della Merkel e, nonostante l’esterofilia dell’informazione italiana e dell’amore verso la Francia da parte di Mattarella, in pratica sembra che ha abbia vinto l’Italia; mentre Macron si è suicidato politicamente e la Merkel si allontana gradualmente dalla politica; l’uno sta per essere licenziato e l’altra sta disertando con disonore.

Macron aveva rimbrottato l’Italia, con l’approvazione di opposizione e informazione italiane, perché abituata a prendere schiaffi in faccia dalla Germania, per aver rifiutato gli immigrati; nessuna parola di critica al fatto  che l’Europa dell’est ha bisogno di lavoratori, ma non vuole immigrati, manda i sui lavoratori in Europa occidentale perché colà guadagnano di più. Adesso l’Italia dovrà resistere alle offerte di amicizia di Francia e Germania, per non restare vittima, come successo in passato, dei loro intrighi.

Negli anni novanta i disoccupati tedeschi erano arrivati a 4 milioni, la Germania, dopo essersi dissanguata con oltre 1000 miliardi di euro di aiuti alla Germania dell’est (però ci specularono anche uomini d’affari tedeschi che rilevarono le sue fabbriche e si dedicarono alla sua ricostruzione), dal 2000 la Germania cercò di uscire dalla crisi con il programma Agenda 2010, varato del cancelliere socialdemocratico Schroeder.

Per favorire la riunificazione e lo sviluppo della Germania dell’est, (quest’operazione non si è ancora conclusa, perché il sottosviluppo esiste in aree di tutti i paesi) la Germania, in dieci anni, spese dai 1.000 ai 1.500 miliardi di euro, s’impoverì e raggiunse i cinque milioni di disoccupati; per curarla, Schroeder mise in discussione i pilastri dell’economia sociale, come fosse di destra. Si dice che per andare a destra bisogna passare per la sinistra, altrimenti il popolo si ribella.

Dal 2000 la Germania cresceva meno della media dei paesi dell’UE e meno dell’Italia, Schroeder, con la riforma Harz IV, intervenne nel mercato del lavoro e ridusse prestazioni sociali, salari e welfare, favorì il lavoro temporaneo, i minijob, i contratti aziendali, ridusse pensioni e prestazioni sanitarie. Con questa cura da cavallo, la produttività crebbe più dei salari e aumentò l’esportazione, purtroppo però la Germania era uno dei paesi con più anziani che chiedevano prestazioni.

Furono ridotte le imposte sul reddito e aumentati gli investimenti pubblici, i sussidi di disoccupazione aumentarono assieme ai disoccupati e crebbe il deficit del bilancio tedesco che superò il fatidico 3%, accadde sia in Francia che in Germania, violando così il patto di stabilità. Nel 2010 l’intero pacchetto del programma Agenda 2010 era entrato in  vigore, con l’aiuto della precarizzazione del lavoro, erano stati creati 3 milioni di posti di lavoro o di finto lavoro.

Per favorire le esportazioni tedesche, che conducevano all’indebitamento di paesi con la bilancia commerciale in deficit, si puntò sulla precarizzazione del lavoro, sussidiando poi anche i lavoratori; questo modello fu poi imposto dai trattati a tutti gli europei. La deflazione salariale attuata dalla Germania l’ha resa più competitiva all’estero; inevitabilmente però, il programma Harz IV fu coperto da critiche e fu la crisi politica del partito socialdemocratico tedesco.

Con i trattati europei, con la sua influenza politica e con il suo esempio, la Germania esportò il suo modello negli altri paesi dell’UE, oggi la Germania vanta i tassi di crescita e produttività più alti d’Europa e la disoccupazione è pari a 3 milioni di persone, che ricevono un’indennità; però alla fine del 2018, forse a causa dei dazi americani, la sua produzione industriale, la sua esportazione e il suo Pil stanno diminuendo. In Italia la richiesta di un reddito minimo è giustificata dal fatto che, a causa dei vincoli di bilancio, i disoccupati che non hanno mai lavorato o hanno lavorato in nero, non hanno tutele e le spese per i giovani e la famiglia sono al disotto della media europea.

La Merkel, che è successa a Schroeder, ha proseguito nelle riforme sociali, costringendo gli stati dell’UE a introdurle indirettamente con i trattati; secondo un centro studi di politica estera tedesco, l’insuccesso di Macron è dovuto più all’accondiscendenza francese verso la Merkel che alla sua presunzione. La stampa tedesca non ha parlato delle conseguenze nefaste sulla Germania della sua politica sociale e poi sulla politica europea, realizzate attraverso la commissione europea, influenzata subdolamente dalla Germania.

Con una politica egemonica avallata dalla Francia, la Germania, prima si è accanita sulla Grecia e poi, senza motivo, visti i suoi fondamentali, sull’Italia, mentre i paesi europei sottosviluppati dell’est erano aiutati con denaro tedesco, dell’Unione e con le delocalizzazioni industriali in loco; non bisogna nemmeno ignorare che le potenze egemoni comprano istituzioni, uffici, politici e informazione. La Germania ha chiesto riforme strutturali anche a Macron, ha sostenuto l’asse franco-tedesco per dominare l’Europa, ha preteso risparmi su spesa pubblica, salari, pensioni e welfare, poi la Merkel ha presenziato alla consegna a Macron del premio Carlo Magno.

Tuttavia la Merkel, sentendosi più forte, ha fatto cadere le richieste francesi di una riforma dell’eurozona, del suo bilancio e della creazione di un esercito europeo a guida francese, ha bloccato anche la proposta di una web tax a carico delle multinazionali Usa, forse perché voleva proteggere le sue esportazioni dalle ritorsioni Usa; invece  dell’esercito europeo, la Germania preferisce una cooperazione militare europea, peraltro già avviata.

A seguito della rivolta dei francesi, Macron si sta rendendo conto che le regole europee sono insostenibili, nel 2000 la Germania era il malato d’’Europa e la Francia lo è nel 2018; il fatto è che, purtroppo, la Francia ha un grande deficit commerciale, invece la Germania ha un largo attivo, con cui compra istituzioni, politici, informazione e presta e investe all'estero; fino a ieri la Francia aveva accumulato risorse finanziarie che investiva all’estero ma oggi queste si sono esaurite.

Il capitale tedesco penetra anche in Francia, l’impresa francese che produce treni ad alta velocità è stata acquisita al 51% dai tedeschi, il paese s’indebita con l’estero e il bilancio dello stato ha passivi come quello italiano, però l’Italia ha un commercio estero attivo e grandi risparmi privati ancora inutilizzati. La Francia ha deficit commerciale, deficit di bilancio, il suo debito pubblico è arrivato al 100% del Pil, il suo risparmio diminuisce e s’indebita all’estero, l’Italia ha solo deficit di bilancio e debito pubblico al 130%, .

Dal 2002 al 2007 la Francia violò i parametri di Maastricht perché il suo deficit di bilancio era superiore al 3%, ma il suo commercio estero aveva un saldo positivo e perciò non ricevette rilievi dalla commissione europea; oggi l’Italia, che è in condizioni migliori, li riceve. Dopo la crisi del 2008, la bilancia commerciale francese è andata in deficit e la Francia, invece di prestare soldi all’estero a iniziato a prenderli in  prestito.

Nel 2017 il suo deficit pubblico era finanziato dai privati e dall’estero e il FMI, presieduto dalla francese Lagarde, non se ne preoccupava, nemmeno  la commissione europea se ne preoccupava. La deflazione salariale di Macron doveva restituire competitività commerciale alla Francia, come ottenuto dalla Germania,  perché non poteva svalutare una sua moneta, ma fino ad oggi, a causa del deficit commerciale, non è accaduto.

Con la crisi, anche in Francia si parla di riduzione di spesa pubblica, flessibilizzazione del lavoro e si favorisce il lavoro precario; però tranquilli, con la cura Merkel, pare che anche in Germania stia crescendo la rivolta, dopo gli scioperi dei ferrovieri francesi, sono iniziati quelli dei tedeschi, queste categorie vogliono difendere i loro privilegi. Le riforme tedesche, con la riduzione del costo del lavoro, sono nate anche dalla necessità, con l’apertura dei mercati, di difendere la produzione nazionale e le esportazioni tedesche, messe a rischio dal costo del lavoro estero più basso e dalle delocalizzazioni che hanno giustificato i dazi americani.

Poiché la televisione, che è politicamente corretta, non ha chiarito la questione, ritengo che la Gran Bretagna, con la Brexit, abbia deciso di uscire dall’Unione Europea perché è critica verso la burocrazia dell’Ue, è sovranista, teme la Germania e vuole difendere i suoi confini; come quasi tutti i paesi dell’Ue, è contraria all’immigrazione, è contro l’austerità e a favore della spesa pubblica, crede che i costi sostenuti per l’adesione all’UE abbiano sottratto risorse alla sanità inglese. (Per le notizie, fonte: Startmag – La Stampa).

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Secondo un copione già scritto, Deutsche Bank, che ricicla denaro ed è piana di derivati di difficile realizzo e che perciò andrebbero svalutati, progetta una fusione con Commerzbank, che ha gli stessi problemi con i derivati; dovrebbe essere salvata con nuove regole europee, da cambiare poi, per evitare che siano utilizzate anche dall’Italia, è success con il bail bancario. Come sono seri i nordici, che sono stati coinvolti dalla filiale estone della banca danese Danske Bank a ripulire o riciclare 180 miliardi di dollari depositati da suoi clienti russi.

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Gli Usa volevano smarcare l’Europa dal gas russo, ma la Germania ha potenziato il suo gasdotto proveniente dalla Russia e ora anche il gasdotto Tap proveniente dall’Azerbaigian e diretto in Italia, potrebbe essere rifornito di gas russo; eppure era nato per ridurre la dipendenza di gas dell’Europa dalla Russia colpita da sanzioni.  Il fatto è che il prezzo del gas è aumentato e l’Italia dipende per il 92% dal gas d’importazione, inoltre è il maggiore consumatore di gas in Europa.

Fino a oggi, la Germania ha preferito il carbone che inquina di più, perciò gli ecologisti tedeschi sono insorti. L’80% del gasdotto Tap è già pronto, il gasdotto South Stream, proveniente dalla Russia è stato bloccato, il raddoppio del gasdotto North Stream, diretto dalla Russia alla Germania attraverso il Baltico è in via di ultimazione, il terzo gasdotto in funzione è il Turkish Stream che ha un collegamento che arriva anche in Italia.

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Stretta dalle sanzioni americane ed europee, a causa del calo degli investimenti esteri, la Russia, che coopera in vari campi con la Cina, per gli investimenti si è rivolta a questo paese; purtroppo, forse preoccupata dalle tensioni internazionali tra Usa e Cina, anche questo paese sta disinvestendo in Russia. Nel primo semestre 2018 i sui disinvestimenti sono stati del 24%, mentre ha investito 65 miliardi di dollari in aziende straniere; inoltre sono state bloccate partnership russo-cinesi, tra cui la linea ferroviaria Pechino-Mosca–Berlino e rinviata la costituzione di un’area di libero scambio tra Cina e Russia; pare che stia finendo anche la luna di miele tra Cina e Russia.  (Per le notizie, fonte: Startmag)

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Secondo gli amministratori del grande fondo d’investimenti americano Blackrock, che ha in gestione oltre 6.000 miliardi di dollari in fondi comuni, i Btp a lunga scadenza sono meglio dei Bund tedeschi, per il loro rendimento e per le garanzie offerte dall’Italia; perciò ha deciso di mantenere una posizione lunga sui Btp e corta sui Bund tedeschi. Il Fondo comune punta anche su posizioni selezionate in obbligazioni societarie europee e riserva anche una forte attenzione ai titoli azionari, spesso maltrattati, da informazione e stato italiano, per i relativi rischi e quindi, per la tutela dei risparmiatori.

Eppure, contando su un efficace controllo della Consob, public company e azionariato popolare andrebbero diffusi; l’analisi di Blackrock dovrebbe essere una risposta ai profeti di sventure che avvertono sempre che l’Italia potrebbe non trovare più compratori per i suoi titoli di debito pubblico.

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La disputa sui cambiamenti climatici iniziò nel 1992, anno di crisi economica, perciò nel 1997 a Kioto, in Giappone, furono fissati i limiti di emissione inquinanti, poi ci fu l’accordo di Parigi del 2015 che, eliminando i combustibili fossili, soprattutto il carbone, puntava a limitare il riscaldamento della terra a due gradi. Il 14 dicembre si è quasi conclusa in Polonia l’ennesima conferenza sul clima.

In questa riunione, il presidente polacco ha affermato che la Polonia non può rinunciare al carbone che produce e che copre l’80% del bilancio energetico della Polonia. La Germania, che ha molte centrali a carbone, ha affermato che non può prendere una decisione perché una sua commissione finirà di esaminare il problema e ne farà una relazione l’anno prossimo.

Il suo ministro delle finanze, Olaf Scholz ha chiesto al suo governo quando saranno messi a disposizioni delle regioni i fondi per favorire la transizione dal carbone all’energia pulita. La Francia, a causa della rivolta dei gilet gialli, ha revocato l’aumento delle imposte su gasolio e benzina, che ufficialmente doveva servire a ridurre il consumo di questi carburanti.

Nel 2017 Trump ha fatto uscire gli Usa da questi accordi costosi sul clima, miranti a ridurre le emissioni, perché non ne condivide le analisi e gli effetti e perché non vuole dare aiuti al terzo mondo, destinati a essere sperperati con la scusa di proteggere l’ambiente, è l’opinione anche di altri. Nell’accordo di Parigi del 2015 era stato previsto uno stanziamento per la difesa dell’ambiente, a favore dei paesi poveri, di 100 miliardi di dollari, ma a fine 2017 ne sono stati spesi solo 10,3.

In Polonia non è stato raggiunto un vero e definitivo accordo e l’anno prossimo si terrà un vertice mondiale sul clima; in rappresentanza degli stati, tanti partecipano a queste assemblee mondiali, assieme al coniuge e spesati, così girano il mondo a spese dei contribuenti. Un dirigente sindacale della Finsider mi ha detto che così ha girato tutto il mondo.

L’Europa si è ritagliata una posizione leader sul clima, però, non bisogna ignorare che i cambiamenti climatici dipendono anche da altri fattori naturali, periodici o imprevisti, perché la terra si muove tra riscaldamenti climatici ed ere glaciali; a cause dell’asse inclinato della terra, essa ruota come una trottola in un ciclo di 26.000 anni. Fra 10.000 anni ci dovrebbe essere una’altra era glaciale, poi ci sono le mini ere glaciali intermedie, sofferte anche nei secoli non troppo lontani, favorite dall’aumento periodico delle macchie solari e ad altri fattori eccezionali.

ITALIA

Sulle conseguenze nefaste del rialzo dello spread che avrebbe fatto crescere i tassi su prestiti e mutui, gli italiani hanno subito il bombardamento della narrazione televisiva e degli economisti di corte; però, secondo Abi e banca d’Italia, anche se sono aumentati i tassi sui Btp, con riflessi negativi sul servizio del debito pubblico, il tasso alle imprese è rimasto intorno all’1,5%, quello alle famiglie intorno allo 2,25%. Il contenimento dei tassi è stato dovuto, anche per effetto del QE, alla liquidità in eccesso delle banche, rispetto alla riserva obbligatoria depositata in Banca d’Italia, cioè 71 miliardi di euro, rispetto ai 15 obbligatori.

Con questo denaro le banche hanno comprato Btp a lunga scadenza, pari a 373 miliardi di euro, che rendono più del 3% netto; è una situazione diversa da quella del 2011 quando le banche, per carenza di liquidità, ridussero i prestiti e aumentarono gli interessi. La salute delle banche italiane è generalmente buona, anche i saldi del Target 2 tra Banca d’Italia e Bce, che registrano le operazioni contabili con l’estero, cioè commercio e investimenti con l’estero, è stabile e pari, con un  saldo attivo per l’Italia, di 492 miliardi di euro; questi soldi italiani starebbero meglio in Italia, ma purtroppo, siamo sudditi dell’UE e perciò devono essere depositati presso la BCE di Francoforte.

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Ha detto il commissario francese Moscovici che la Francia può sforare il 3% di deficit sul Pil e l’Italia no, anche se temporaneamente, per due anni e per motivi eccezionali; ma la Francia ha sforato già altre volte; Moscovici ha ammonito che la commissione europea sorveglia il debito italiano da molti anni. A causa della sua rivolta popolare, la Francia prevede maggiori spese per 10 miliardi, inoltre la commissione europea afferma che il Pil francese sia, diversamente all’Italia, al disotto del suo potenziale, è commovente la fede di Moscovici verso la Francia. Per la commissione, la Francia va nella direzione giusta, mentre l’Italia in quella opposta rispetto agli impegni presi, inoltre afferma che l’Italia non ha migliorato il deficit strutturale, il che non permette di riassorbire il debito.

Nel 1991 fu siglato il trattato di Maastricht, reiterato nel 2007 e nel 1999 fu firmato il patto di stabilità, i quali fissavano il deficit massimo annuale al 3% rispetto al Pil, con lo sforamento soggetto a sanzioni; questo però fu superato da vari paesi che non rispettano i patti, in più anni e senza sanzioni. Il debito massimo previsto è del 60% rispetto al Pil, ma senza sanzioni, questo è stato superato da tutti i paesi e oggi il debito medio dell’ UE è pari al 100%, quello italiano arriva al 130%; la commissione trascura l’equità di giudizio.

Nel 2012 fu siglato il Fiscal Compact o patto di bilancio che, derogando da Maastricht, imponeva il pareggio di bilancio e favoriva l’austerità; non è vero che solo l’Italia è confusionaria. Secondo la commissione il deficit è strutturale quando un paese continua a registrare un deficit, anche se la sua economia in ripresa, cioè non è dovuto alla congiuntura economica negativa.

Ma l’economia italiana non opera al massimo, con la crisi hanno chiuso tante aziende e altre, con l bassa domanda, hanno impianti industriali sottoutilizzati; ma la commissione ribatte che il deficit italiano non è normale ma strutturale, in realtà, è stato favorito anche dal rialzo dello spread, organizzato dalla speculazione finanziaria, che ha fatto aumentare gli interessi sul debito pubblico..

Sono questioni di lana caprina, come accaduto negli ultimi trent’anni, i nostri soci, secondo un disegno dei mercati, vogliono mettere in ginocchio l’Italia e Mattarella non se ne rende conto; secondo la commissione, la politica di austerità può essere ammessa sia in tempo di recessione che di crescita e guarda alla produzione potenziale che nemmeno lei sa valutare; ma la commissione, per mettere in riga il governo italiano, conta sulla collaborazione di banca d’Italia e di Mattarella e preferisce dialogare con Tria che è un  pulcino.

Dal 2008 al 2014 il bilancio strutturale non è stato mai in pareggio in nessuno dei paesi Pigs, i parametri della commissione e le sue misure correttive sono del tutto arbitrari, la commissione può sovrastimare o sottostimare a discrezione le prospettive di crescita dei paesi, per i conti a discrezione della commissione, i bilanci italiani non reggono. Il deficit pubblico include anche gli interessi che, dal 2000 al 2009, nell’eurozona sono stati in media pari al 3,2% del Pil, con avanzi primari rispetto al Pil.

Per i più, gli interessi a debito non sono una spesa produttiva, ma lo sono gli impieghi finanziari delle imprese perché forniscono ad esse un reddito. A volte la commissione europea, con i suoi pretesti, sembra volere l’avanzo obbligatorio di bilancio, perché gli stati dovrebbero ridurre il debito otre il 60% del Pil, del 5% l’anno, il che favorirebbe l’austerità permanente (Per le notizie, fonte; oneeuro.it).

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Di Maio è diventato europeista come Berlusconi, perciò, come accade spesso in politica, il governo sta accantonando parte delle promesse elettorali, cedendo a Bruxelles; infatti, ha accettato di ridurre i deficit di bilancio, accetta Tav e Tap, ha ridimensionato la riduzione delle pensioni d’oro e reddito di cittadinanza e sembra stia accettando i termovalorizzatori.

Il M5S è filo islamico e la Lega è filoisraeliana, l’opposizione di sinistra rimarca la contraddizione o l’involuzione dei partiti al governo, ma dovrebbe essere contenta perché avvicina M5S a PD, che però, sorretto solo dalla polemica, sta esalando gli ultimi respiri; la Lega sovranista dovrebbe avere un grande successo alle prossime elezioni europee di maggio prossimo.

Generalmente la televisione fornisce opinioni contrarie alla Brexit, una regia occulta vorrebbe dissolvere gli stati sovranisti, infatti, anche Tony Blair ha esaltato l’euro e l’Unione Europea, invece Cameron, prima della Brexit, era personalmente contrario a Fiscal Compact, Unione bancaria ed ESM, forse temeva anche il ruolo della Germania in Europa. Dopo la Brexit, le trattative tra Ue e il primo ministro inglese May sono al palo, la commissione europea vuole che chi lascia l’UE, il nuovo impero europeo, riceva una dura punizione.

Draghi, grazie alla sua posizione al vertice della BCE, si dice europeista ma afferma anche di essere orgoglioso di essere italiano; però ha detto che l’euro ha mantenuto in parte la sovranità monetaria degli stati perché, con lo Sme, nell’UE, la politica monetaria era decisa solo dalla Germania, sembra un’ammissione del ruolo esorbitante della Germania, che si serve di uomini di paglia, nell’Unione.

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;    viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (10/12/2018)

ITALIA

Banca Intesa si è unita alla società svedese Intrum, che è stata preferita alla cinese Cefc, nella cessione dei suoi Npl o crediti deteriorati, costituendo perciò un consorzio, appartenente al 51% a Intrum e al 49% a Intesa; si tratta di 11 miliardi di euro di crediti deteriorati relativi al periodo 2018-2021. Questi sono ceduti al 28,7% del valore nominale, sono cartolarizzati e valutati 3,1 miliardi, il che si traduce in una plusvalenza per Intesa di 400 miliardi, rispetto agli accantonamenti al fondo svalutazione crediti; dal 2015 al 2017 erano stati ceduti altri crediti deteriorati pari a 26 miliardi.

Il capitale per l’operazione di cessione di crediti in portafoglio sarà fornito da un consorzio di banche, costituito al 60% da Imi, Mediobanca, Goldman Sachs, Credit Suisse e Hsbc e al 40% da Intrum con una quota al 51% e Intesa al 49%; con quest’operazione, le sofferenze di banca Intesa scenderanno sotto il 6% dei crediti totali.

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Uno stato è sovrano e libero quando ha una sua moneta e, attraverso il parlamento, vota liberamente il bilancio dello stato, per Bruxelles e i trattati europei, l’Italia non ha questa libertà; il popolo è sovrano quando con i referendum impone il suo indirizzo nella stesura dei trattati internazionali, in Italia non abbiamo questa libertà. Si dice che L’Italia è una democrazia perché c’è il suffragio elettorale e una costituzione avanzata, ma la costituzione, esaltata da Mattarella, è inattuata nella parte migliore e in parte andrebbe riformata per affermare una vera sovranità.

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Sembra che il ministro dell’economia Tria, forse per i prossimi cambi di direzione del governo, abbia intenzione di dimettersi, il governo ha nominato Conte come interlocutore di Bruxelles sulla manovra. Il posto di Tria dovrebbe essere preso dall’economista Gustavo Piga che, per aiutare occupazione e domanda, propone un new deal, cioè un piano d’investimenti pubblici, in piccole opere pubbliche, di 16 miliardi di euro, spostando risorse dalle pensioni e dal reddito di cittadinanza.

Piga, sostenuto da Savona, è a favore del Fiscal Compact, vuole ridurre i tempi di pagamento della pubblica amministrazione, che hanno un ritardo medio di 84 giorni, superiore a quello autorizzato dall’Europa che è di 60 giorni. Accade che la pubblica amministrazione, con alcuni trucchi, per evitare l’aumento del debito pubblico, violando i trattati di Maastricht e Fiscal Compact, spesso prevede in contratto ritardi nei pagamenti superiori a 60 giorni; chiede di rinunciare agli interessi di mora, di posticipare l’emissione della fattura o il suo invio e di ritardare l’emissione degli stati di avanzamento dei lavori.

Piga non approva il Def com’è stato formulato, perché viola normativa europea e italiana, anche se il voto del 4/3/2018 ha contestato il fiscal Compact e parlamento europeo e parlamento italiano hanno rifiutato l’inserimento dei vincoli di bilancio nell’ordinamento giuridico comunitario. Ciò malgrado, Di Maio continua a ripetere che vuole ridurre le pensioni d’oro, difendere il reddito di cittadinanza e riformare la legge Fornero, cioè non vuole che il programma di governo sia solo una promessa elettorale, come spesso accade.

Per altri versi, sembra che il governo, purtroppo, anche con la riduzione del deficit di bilancio, esca sconfitto dal braccio di ferro con la commissione europea e perciò riscrive la manovra economica sotto dettatura di Bruxelles; forse Tria sarà sacrificato pur essendo stato, da europeista ossequioso e timido verso la commissione, ligio, al precedente indirizzo del governo.

La riscrittura della manovra riguarda la riduzione del deficit per gli anni 2019-21, abbassandolo dal 2,4% al 2%, la riduzione degli impegni per reddito di cittadinanza e pensioni, il che porterà a una riduzione della spesa di 7 miliardi di euro; ma l’UE pretende una riduzione di 16 miliardi di euro, con cifre precise votate dal parlamento, consentendo con ciò di abbassare, oltre il deficit, anche il debito in più anni. Conte sta predisponendo un superemendamento al riguardo, il rigorismo dell’UE a direzione tedesca  e solo nei confronti dell’Italia, rafforzerà Salvini alle elezioni di maggio prossimo e forse spingerà l’Italia a uscire dall’UE e dall’eurozona, Di Maio si professa sempre europeista.

EUROPA

La banca d’Italia ha segnalato che le banche francesi e tedesche hanno in portafoglio, crediti illiquidi pari a 6.800 miliardi di euro, che rappresentano un multiplo dei crediti deteriorati e in sofferenza; con una loro svalutazione del 5% eroderebbero tutto il capitale di queste banche, essi comprendono i derivati bancari e su di essi la Vigilanza bancaria europea avrebbe il dovere di intervenire e di pretenderne la riduzione. Generalmente, per crediti liquidi s’intendono i titoli di stato solvibili, per crediti illiquidi s’intendono crediti deteriorati, sofferenze, partecipazioni, immobilizzazioni, derivati e crediti a rischio.

Per stabilire il valore di questi crediti, le banche dell’Europa settentrionale ricorrono a stime arbitrarie; per migliorare l’aspetto dei loro bilanci, i valori sono opinabili e la loro svalutazione è discrezionale e a vantaggio dei bilanci delle banche. Questi crediti illiquidi sono classificati ai livelli 1 - 2 e 3, questi ultimi sono i più tossici o illiquidi secondo il rischio; una forte svalutazione di questi titoli si potrebbe avere solo con una guerra, lo insegnano prima e seconda guerra mondiale. (Per le notizie, fonte: Startmag.it – Ferdinando Soto).

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La Bce, nel corso della consueta revisione quinquennale, a seguito della diminuzione del Pil dell’Italia, ridurrà dal 12,31% all’11,80% la quota azionaria di partecipazione dell’Italia al suo capitale, mentre aumenteranno le quote di Germania e Francia, il che determinerà l’acquisto di meno titoli pubblici italiani. Ciò non è fonte di preoccupazione perché l’Italia ha sempre trovato compratori, italiani e stranieri, pubblici e privati, per i suoi titoli; oggi la Bce ha 350 miliardi di euro di titoli italiani, acquistati con il quantitative easing, i quali scadranno nel 2019 e dovranno essere rinnovati, per quanto detto, il rinnovo sarà naturalmente inferiore.

L’attuale quota di partecipazione della Germania è pari al 17,9973%; ai fini di stimolo economico, il QE, che dovrebbe cessare, prevedeva che la Bce acquistasse titoli di debito pubblico degli stati dell’eurozona in proporzione alla loro quota di partecipazione; con le nuove stime dei Pil, perdono quote Italia, Spagna e Grecia, che perciò potranno cedere meno debito. Da considerare però che spesso le regole, con l’aiuto del padrone, sono bypassabili, perché questi paesi, con l’eccezione dell’Italia, sono stati soccorsi anche dal Fondo Salvastati o Mes.

La riduzione di titoli italiani ceduti potrebbe anche arrivare a 28 miliardi di euro, ma si dice che la Bundesbank potrebbe acquistare quote addizionali di titoli da paesi che hanno migliorato la loro posizione, naturalmente esclusa l’Italia; in precedenza ha ceduto titoli italiani per farne cadere la valutazione e fare aumentare l’interesse delle nuove emissioni. Per il prossimo anno, la BCE ha già fissato, a un livello inferiore, l’acquisto di titoli italiani, anche perché detiene titoli italiani, da rinnovare, a più lunga scadenza, sono quelli che rendono di più, quelli che rendono meno, cioè i Bot, sono riservati agli italiani.

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Al congresso tedesco della CDU, dopo 18 anni, la Merkel ha perduto la carica di segretario del partito, ma conserva quella di capo del governo fino al 2021; c’erano tre candidati, i conservatori Merz e Spahn e l’esponente della sinistra, la signora Kramp- Karrenbaur, sostenuta dalla Merkel, che è divenuta segretario del partito. Il nuovo segretario, per motivi di sicurezza, è contro la politica delle porte aperte all’immigrazione della Merkel e vuole una riforma fiscale.

Merz è un europeista e vuole riformare l’eurozona e semplificare l’imposta sul reddito, Spahn vuole ridurre le tasse alle imprese. Secondo i sondaggi, come i democratici italiani, i socialdemocratici dell’Spd sono in  crisi d’identità e perciò vogliono recuperare idee di sinistra, in materia di lavoro e di stato sociale; i verdi, diventati il secondo partito, sono vicini alla piccola borghesia, con le prossime elezioni politiche, dovrebbero governare assieme alla CDU.

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Com’è accaduto in Italia, in Germania gli immigrati sono sottopagati, senza contratto di lavoro, senza contributi e con straordinario non retribuito, a causa delle tensioni provocate dall’immigrazione, la Merkel ha fatto dietro front all’accoglienza indiscriminata; gli stranieri sono soggetti a grave sfruttamento nei luoghi di lavoro, ne soffrono soprattutto romeni, bulgari e latinoamericani, pagati con salari inferiori al minimo salariale e alloggiano in luoghi insalubri. Negli anni a venire, in Germania occorreranno 1,5 milioni di lavoratori stranieri, da accogliere, secondo la Merkel, con permesso di soggiorno temporaneo, potranno rimanere solo se entro sei mesi ottengono un contratto di lavoro.

Nel 2018 si sono creati 700.000 nuovi posto di lavoro, metà riservati ai tedeschi e l’altra metà agli immigrati, si tratta di operai senza contratto che non hanno nemmeno la possibilità di difendere i loro diritti. Contemporaneamente, la Germania, che soffre di squilibrio o calo demografico, fa entrare diplomati e laureati dagli altri paesi dell’UE, ma adesso è colpita anche dalla recessione economica, perciò ci potrebbero essere altre novità; Schengen .non sarà un tabù per la Germania che è autorizzata a violare i trattati. (Per le notizie, fonte: Ilgiornale.it – Giuseppe De Lorenzo)

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Sul fronte del debito globale, l’Italia sta meglio di tanti altri paesi, generalmente, i mercati temono più il debito privato che quello pubblico, più il deficit valutario che il deficit di bilancio; considerano penalizzante la rinuncia alla sovranità monetaria e tengono conto anche del debito pensionistico. Oggi il debito pubblico globale, cioè del mondo, ha raggiunto i 260.000 miliardi di dollari, più dei due terzi è dato dal debito privato, i paesi più indebitati, rispetto al Pil, sono Usa, Giappone e Cina.

Generalmente il debito globale cresce con la dimensione dell’economia, il default degli stati, esorcizzato dai creditori e soccorso dal FMI, cancella il loro debito e impone il risanamento dei loro bilanci; la commissione europea, con l’avallo di Bankitalia e di Mattarella, l’ha imposto, senza logica, solo all’Italia, l’assenza di debito significa anche mancanza di fiducia da parte dei prestatori. Il Lussemburgo al primo posto per debito totale, pari al 434% del Pil, fatto soprattutto di debiti societari, poi viene il Giappone, con il 373% del Pil, fatto soprattutto di debito pubblico in mano alla banca centrale, da fondi pensione e da debiti verso le banche; a causa soprattutto del debito privato, poi vengono Francia, Spagna, Regno Unito, l’Italia è al nono posto, per il debito pubblico.

La Germania non figura nella graduatoria perché non inserisce nel calcolo i derivati, che sono notevoli e la commissione europea non ha niente da eccepire; Argentina e Turchia hanno poco debito globale, ma hanno la bilancia valutaria in deficit e perciò hanno poco credito. Misteri della statistica: In Argentina gli interessi sono mostruosi, mentre il Giappone, che ha un debito mostruoso, li ha bassi. I creditori valutano anche la percentuale del debito detenuto dai creditori esteri, valutano se il debito è detenuto sotto legge estera, come la crescita del Pil, l’inflazione, il patrimonio pubblico e privato e il reddito medio dei cittadini.

Poiché l’Italia non può gestire autonomamente bilancio e moneta, il suo debito è soggetto alla legge estera ed è valutato più negativamente; nel debito globale, generalmente, non è incluso quello implicito nascente dalle pensioni, che non esiste quando la gestione delle pensioni è in equilibrio e quando le pensioni sono pagate dai lavoratori in servizio. Con questo debito implicito, il debito globale degli Usa, Spagna, Lussemburgo e Irlanda, aumenterebbe enormemente; per tanti aspetti, l’Italia sembra il paese più virtuoso, infatti, resiste agli attacchi speculativi dei mercati che vorrebbero vederla fallire.

Infine ci sarebbe da considerare il debito scaturante dai derivati in portafoglio delle banche, né Wall Street, né Londra né Francoforte, che sono le sedi centrali dei mercati, opportunisticamente, ne vogliono tener conto, si tratta di un multiplo elevato del Pil mondiale. La restrizione del credito, dovuta alle insolvenze, alla riduzione di liquidità, ovviata dal QE, come la crisi dei derivati subprime del 2008, fa diminuire domanda, Pil e investimenti, facendo crescere il rapporto debito/Pil globale. (Per le notizie, fonte: Marcello Minenna – voci dall’estero - sinistrainrete.info).

USA

Nel corso del G20 di Buenos Aires, Usa è Cina hanno concordato una tregua di tre mesi sui nuovi dazi sulle importazioni, gli Usa avevano già dazi del 10% sulle importazioni cinesi; nel 2017 il disavanzo commerciale americano è stato di 650 miliardi di dollari, compensato dagli investimenti cinesi in Usa, fatto in azioni o attività economiche Usa o in titoli pubblici americani, il che si traduce in acquisto di debito americano. Trump vuole anche proteggere produzione intellettuale, brevetti e difendersi dalla sottovalutazione della moneta cinese, dalle minori imposte cinesi su industrie ed esportazione e, in genere, dalle barriere non tariffarie cinesi.

Per proteggere gli interessi nazionali, chiede anche una riforma del Wto, Trump è sovranista, attacca il multilateralismo, le regole internazionali e l’Onu e ha annunciato il ritiro degli Usa dagli accordi di Parigi sul clima. La Cina ha accettato di aumentare le importazioni agricole, energetiche e meccaniche dagli Usa e di ridurre i dazi cinesi sulle auto americane che ora arrivano al 40%; il presidente cinese Xi ha promesso il rispetto della proprietà intellettuale, di cessare gli attacchi cibernetici e di abbandonare le barriere non tariffarie al commercio.

I dazi commerciali, assieme alla svalutazione della moneta, sono una difesa commerciale utile ai paesi deficitari nel commercio estero, tuttavia, sono bypassati dal contrabbando e dai containers che lo favoriscono. A causa della ventata protezionista, fatta passare dall’informazione per una moda combattuta dai globalizzatori, e della relativa decrescita economica, anche le esportazioni tedesche diminuiscono; Cina e Germania dovrebbero compensare la caduta dell’esportazione con l’aumento della domanda interna.

Intanto aumentano le tensioni, fatte lievitare dall’Ucraina, sostenuta da Germania; la Germania e la Cina vorrebbero mantenere la coesione dell’UE, mentre Usa e Russia temono l’egemonismo tedesco in Europa. A causa della situazione in Ucraina, rifornita di armi dalla Nato, dopo le sanzioni alla Russia, aumentano le minacce di guerra della Nato alla Russia, che ha un patto militare con la Cina.

Dopo l’introduzione dei dazi e la critica ai trattati internazionali, non sarebbe sbagliato che Trump suggerisse lo scioglimento, come fu fatto per il patto di Varsavia, anche della Nato, rifiutandosi, invece di minacciare Mosca, di farsi invischiare nei confronti militari ucraini.  L’esercito integrato europeo, visti i chiari di luna, per il momento è inopportuno; bisogna difendersi dalle provocazioni e dalla propaganda, la quale è tipica di partiti, religione e commercio, invece stampa e televisione non dovrebbero fare propaganda, ma devono solo informare, purtroppo non è così.

ISRAELE

Tanto per ripetere cose che già si sanno, all’Onu, l’Italia continua a votare risoluzioni contro Israele, come il Vaticano, condanna la sua annessione di Gerusalemme est e di aver fatto di Gerusalemme la capitale; l’Onu accusa Israele di non garantire la libertà religiosa a Gerusalemme e promuove attività anti israeliane, addebita solo a Israele la responsabilità del conflitto tra arabi e israeliani. Conte e il papa hanno ricevuto il presidente della Palestina, Abu Mazen, come fosse un capo di stato.

In UE è favorevole a Israele solo l’Ungheria, generalmente l’UE, a direzione tedesca, per interessi commerciali con l’islam, fatto di paesi arabi o sciiti, e per l’inveterato antisemitismo, è contro Israele e vuole prendere le distanze dagli Usa, sostenuti da Australia, GB e Canada, è anche contraria ai dazi americani. Salvini è amico di Israele e contrario all’immigrazione, ma il ministero degli esteri italiano, che lavora in autonomia, e il ministro Moavero, voluto da Mattarella, come la Mogherini sono filo islamici.

Il M5S è anti israeliano e sostiene soprattutto l’Iran, sono anti israeliani Fico, favorevole all’immigrazione, e Di Stefano. L’Italia è allineata all’Ue sulla Brexit e sulle sanzioni, comminate dal parlamento europeo, con la scusa della difesa della democrazia, a Polonia e Ungheria, per l’Ungheria il M5S ha votato a favore e la Lega contro; del resto, gli altri paesi UE sono a favore delle sanzioni dell’Ue all’Italia. Per certi versi, le politiche estera e interna europea, fiancheggiate dall’informazione, sembrano antiamericane e filotedesche; però le informazioni sembrano commissionate dai potentati mondiali.

Censurando la storia, secondo le risoluzioni Onu, la maggior parte dei paesi del mondo non riconoscono i legami storici degli ebrei con Gerusalemme, da Gaza si lanciano palloni incendiari contro Israele, che reagisce; l’Iran lancia contro Israele missili dalla Siria, costringendola a riaprire i rifugi, inoltre ha creato cellule terroristiche che colpiscono Israele e lancia missili sul Golan israeliano, Israele risponde con gli aerei.

L’Iran sta in Siria non per aiutare Assad, vuole un suo impero ed è una minaccia come l’Isis che, al momento ridimensionato, ora vuole creare uno stato islamico nel Sinai, sempre alle porte di Israele. Tuttavia, lo stato d’Israele, grazie alla sua tecnologia, si è rafforzato, cede a pagamento droni armati alla Germania e ha contribuito a sventare decide di attentati nel mondo, diretti soprattutto contro l’occidente.

L’Indonesia è il più grande stato islamico, non ha rapporti diplomatici con Israele, tuttavia, lo sceicco Staguf, che è nemico di Iran e Isis ed è a favore del dialogo interreligioso, come fanno l’Egitto e l’Arabia, sta rafforzando i rapporti con Israele. La celebrazione del giorno della Russia, d’accordo con questo paese, è stata spostata da Tel Aviv e Gerusalemme, riconosciuta da Usa e Russia come capitale di Israele, vi hanno spostato l’ambasciata senza riconoscere però l’annessione di Gerusalemme est; la Germania, su sollecitazione islamica, preme sui paesi alleati, per non spostare la loro ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme (Per le notizie, fonte: Israele.net - progetto Dreyfus – Ugo Volli).

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (3/12/2018)

ITALIA          

Ufficialmente, per evitare la procedura d’infrazione, un vertice del governo, dando parziale soddisfazione a informazione, Bruxelles, opposizione e alle massime istituzioni, ha deciso di annacquare il programma di governo; infatti, per ridurre deficit e favorire gli investimenti, i governo progetta di rimodulare la riforma delle pensioni, cioè della quota 100, e di procrastinare a giugno prossimo il reddito di cittadinanza, ma ancora non si conoscono la platea dei beneficiari e i criteri d’attribuzione definitivi.

Si spera che rimanga la riduzione delle pensioni elevate di persone che non hanno nemmeno versato i contributi corrispondenti, Boeri afferma falsamente che questa riduzione renderebbe poco, forse preferirebbe aumentare l’imposta sul sale che rende ancora meno. Il governo vuole varare un provvedimento per la tutela dei risparmi, il che potrebbe significare altri aiuti alle banche, soprattutto alla banca Carige e alla banca Popolare di Bari.

Comunque, il governo parolaio o predicatore conferma gli obiettivi del contratto e Salvini conferma l‘abolizione integrale della legge Fornero che, in realtà, con la quota 100 e con la modifica della stessa con il restringimento della platea dei beneficiari con le penalizzazioni, sicuramente riceverà un ritocco di un certo rilievo. Visto il cambiamento di direzione, per perdere tempo, si attendono le relazioni tecniche sulle spese, le quali, come si sa, sono sempre di parte, cioè servono a giustificare un indirizzo.

Intanto continuano i negoziati con Bruxelles, Draghi è fiducioso in un accordo e la lega vorrebbe trasformare il reddito di cittadinanza in una riduzione fiscale a favore delle imprese che assumono. Nessun cenno alla Flax tax, il governo ci aveva fatto credere di essere fermo verso le richieste europee, ma ora pare calare le braghe; per sanare i nostri mali, potevamo anche adottare una nostra moneta e uscire dall’UE, ma Mattarella è l’uomo di fiducia dell’UE.

Complessivamente, com’è successo con i precedenti governi, poiché il popolo non è sovrano ed è orbato, direttamente o indirettamente, del potere, si tratta di un tradimento delle promesse elettorali e del relativo contratto (l’ha fatto anche Berlusconi), e si ratta di un cedimento verso Bruxelles; alle prossime elezioni, sarà difficile ingannare gli elettori. probabilmente aumenteranno le astensioni, Intanto, i registi dello spread, visto il chiaro di luna, lo stanno facendo scendere.

Di Maio voleva un  referendum sull’euro, ma ora non perde occasione per dichiararsi europeista; anche sull’emigrazione ci sono novità, i migranti arrivano ancora in barconi e per aereo e Salvini li va a ricevere; inoltre, dalle frontiere francese, svizzera e slovena continuano ad arrivare immigrati e Salvini, per rispetto verso il papa, non sembra esserne turbato; vedremo come lo stato si regolerà con il nuovo decreto sulla sicurezza.

Visti i problemi dell’Italia, favoriti dalla politica, dalla mafia, dalla chiesa  e dalla classe dirigente, l’UE, obbedendo ai mercati, invece di sanzionarla o multarla, avrebbe potuto indirizzarla per migliorare la funzionalità dello stato; invece, proteggendo i paradisi fiscali dentro l’UE e favorendo, con le sue concessioni, alcuni paesi europei, ha approfittato delle sue debolezze per favorirne la dissoluzione.

Fortunatamente, Salvini, dopo le dichiarazioni di segno contrario del ministro degli esteri, Moavero e di Conte, ha affermato che il governo non parteciperà al summit di Marrakech favorevole alla liberalizzazione, in tutto il mondo, dell’emigrazione; secondo un piano dell’Onu appoggiato da Soros e dal papa, al quale si sono già opposti alcuni paesi europei e gli Usa. Nella situazione attuale, l’avversario di Mattarella, il quale è il garante dell’UE e dei mercati,  è Salvini.

Informazione e opposizione denunciano che il governo è responsabile della procedura d’infrazione della CE, la quale però non è stata data per deficit eccessivo ma per aver superato il rapporto tra debito e Pil; il che però è una conseguenza della flessibilità concessa dalla commissione ai precedenti governi; perciò negli anni 2015-2017 il debito è rimasto inchiodato al 131,8%, mentre, secondo la commissione avrebbe dovuto essere ridotto al 120% entro il 2021.

Perciò il 21/11/2018 la commissione europea ha bocciato la manovra italiana per il 2019, secondo i trattati, il rapporto debito Pil avrebbe dovuto essere del 60%, ma oggi, la media del debito dei paesi UE è al 100%, comunque, il deficit di bilancio è entro il limite del 3% consentito. Secondo il Def del governo, con un deficit del 2,4%, l’economia avrebbe dovuto crescere dell’1,5%, ma la crisi economica europea sta mettendo i bastoni tra le ruote.

Secondo il modello econometrico seguito da Banca d’Italia, commissione europea, Istat e Fmi hanno ridotto questo tasso di crescita a valori più bassi, ma diversi, in genere a poco più dell’1%; ma il FMI prevede una caduta del debito che dovrebbe arrivare al 125% del Pil nel 2023. Ad ogni modo, secondo gli esperti, la previsione del governo sembrerebbe sovrastimata, perciò l’opposizione chiede una modifica del Def, con l’abbandono del reddito di cittadinanza e della riforma della legge Fornero.

Nelle previsioni dei critici del Def non si tiene conto degli effetti sulla domanda del reddito di cittadinanza, del quale non si conoscono i contorni, e del turnover derivante dalla riforma della legge Fornero, l’Istat valuta un impatto positivo sul Pil dello 0,2%. Un’altra incertezza sulle prospettive è data dalla differenza tra Pil potenziale raggiungibile e Pil reale; a tale proposito Fmi e CE forniscono dati molto diversi. I modelli devono tener conto dell’incremento previsto dei salari e della dinamica dei prezzi, in questi anni i salari italiani sono stati stagnanti, per il 2019 il pil potenziale stimato dal Fmi è maggiore di quello della CE di un punto di Pil.

I pasdaran dell’equilibrio di bilancio e dell’austerità non demordono e non vogliono una politica espansiva della domanda, comunque, negli ultimi anni l’Italia ha raggiunto complessivamente gli 800 miliardi di euro di avanzi primari che, come avviene nelle persone e nelle imprese usurate, non sono serviti a ridurre il debito, ma a pagare gli interessi; perciò il rapporto debito/Pil è cresciuto.

Compresa l’ansia dei creditori di non ricevere più il dovuto, val la pena di ricordare che la crescita d’imprese e famiglie si ottiene anche grazie all’indebitamento, esorcizzato dalla CE, il default colpisce solo alcuni e l’Italia, con le sue garanzie, pare ne sia immune. Oltre a rilanciare i consumi, occorrono investimenti pubblici, combattere la povertà e la disoccupazione, ma la CE e la confindustria preferiscono solo il sostegno alle imprese.

Per interesse economico, la speculazione fa crescere lo spread italiano e così guadagna acquistando titoli di stato svalutati, favorendo in qualche caso la sottocapitalizzazione delle banche che hanno questi titoli, che perciò dovrebbero essere tenuti in bilancio al valore di acquisto; comunque, altre banche guadagnano plusvalenze quando vendono questi titoli a reddito fisso, rivalutati dal calo dell’interesse.

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Il professor Sergio Cesaratto, economista dell’Università di Siena ed esperto economico dell’Unione Europea, afferma che nell’UE è la Germania che non rispetta le regole e non l’Italia; l’Italia ha fatto operazioni di risanamento fiscale fin dagli anni novanta e ha tagliato la spesa pubblica, con effetti negativi sulla domanda interna. La Germania, perseguendo un disegno egemonico, ha calmierato il suo costo del lavoro e ha interessi più bassi, perciò, con il cambio fisso dell’eurozona, ha guadagnato in competitività nei confronti dell’Italia che, con interessi più alti, non può svalutare la sua moneta; questa situazione ha alimentato le esportazioni tedesche e perciò la Germania, violando le regole di Maastricht, ha superato il limite del 6% di squilibrio commerciale con gli altri partner dell’UE.

L’indebitamento dei paesi periferici dell’eurozona è stato aiutato da prestiti tedeschi che alimentavano le esportazioni tedesche, poi il risanamento dei debiti di questi paesi è stato pagato anche dall’Italia, con il piano salva stati; la crisi nasce quando è impossibile pagare i debiti, l’Italia non ne è stata toccata. Gli Usa, per superare la crisi, chiedono a Germania, Giappone e Cina di aumentare la domanda interna, poi, viste le risposte insoddisfacenti, per proteggere la loro produzione, sono ricorsi ai dazi protettivi con l’estero.

La Germania, con un’alleanza paravento con la debole Francia, dirige l’UE, invece di sostenere il prezzo dei titoli pubblici italiani, manovrando dietro le quinte le istituzioni della UE, per il suo debito e il suo deficit di bilancio, vuole sanzionare in tutti i modi l’Italia; l’austerità c’è costata 30 punti del rapporto debito/Pil, cioè quelli che abbiamo in più della Francia. Il tasso d’interesse dei bund è allo 0,35%, ma la Bce, per garantire la concorrenza, dovrebbe operare per stabilire interessi uguali in tutti i paesi dell’UE; anche il sistema fiscale dovrebbe essere lo stesso e dovrebbero essere eliminati i paradisi fiscali dentro l’Unione.

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La banca d’Italia costringe le banche a cedere i crediti di difficile realizzo a investitori speculativi stranieri al 25% del valore nominale, ricevendo così 30 miliardi al posto di 120, questa procedura favorisce i processi esecutivi in tribunale e il deprezzamento del mercato immobiliare; sarebbe invece utile dare la possibilità ai debitori di saldare il proprio debito al 25%, come concesso agli speculatori.

Si decongestionerebbero le aule de tribunali, occorrerebbe un obbligo di preventiva conciliazione, prima del recupero forzoso; in tal modo, i debitori morosi riconquisterebbero la verginità bancaria e giudiziaria. Per rendere possibile questa procedura di alto valore sociale, occorrerebbe una modifica parziale dell’articolo 58 del Testo Unico Bancario che prevede la cessione alle banche dei beni dei debitori insolventi, poi assegnati in blocco agli speculatori internazionali. (Fabio Dragoni e Antonio Rinaldi – Startmag.it).

USA.

Il decreto sicurezza di Salvini contiene il diritto illimitato alla legittima difesa, è contestato dall’Associazione Nazionale partigiani che pure deve averlo esercitato in guerra; tra uomini e animali, si difendono quelli più forti, mentre non lo fanno i deboli, i vecchi e i malati, che perciò sono destinati a soccombere. Sembra che taluni siano più interessati a tutelare gli aggressori dalle conseguenze delle loro azioni che gli aggrediti, invece i malviventi è utile che capiscano che il loro mestiere è più rischioso di quello dei comuni lavoratori, perché si può anche essere uccisi.

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Si è chiuso il vertice annuale del G20 tenuto a Buenos Aires, non c’è stata la condanna del protezionismo, l’Organizzazione Mondiale del Commercio ha riconosciuto che ha bisogno di essere riformata; sul commercio estero si dovrebbe trovare un accordo tra Usa e Cina, le due parti concordano che nel commercio internazionale qualche cosa non funziona.

Lagarde, presidente del Fondo Monetario Internazionale, ha invitato a contenere il debito pubblico, ha detto che le riforme strutturali aumentano la crescita mondiale e ha criticato i dazi perché rallenterebbero la crescita globale. In realtà, sono gli avanzi commerciali che, con i conseguenti prestiti dei paesi eccedentari, alimentano il debito, assieme al deficit di bilancio. Gli Usa hanno preso le distanze dall’accordo di Parigi sul clima, però s’impegnano a utilizzare il più possibile le fonti di energia rinnovabili.

EUROPA

Sembra che l’Ucraina voglia usare l’incidente marittimo tra Russia e Ucraina, nel tratto del mare d’Azov, Mar Nero, che ha comportato la cattura di navi e marinai ucraini da parte dei russi, per coinvolgere la Nato in uno scontro con la Russia; non si sa come sia capitato l’incidente, visto che le parto si accusano di complotto e un’inchiesta ancora non esiste. L’Italia ha già criticato le sanzioni contro la Russia, mentre la Germania, che domina l’UE, ed euronews sembrano sostenere le ragioni dell’Ucraina.

Poroshenko rimprovera a Putin di voler restaurare l’impero sovietico, però in Ucraina esistono settori neonazisti e truppe ucraine combatterono contro i russi nell’esercito di Hitler; oggi esiste un contenzioso con la Russia sulle regioni autonome dell’Ucraina e sulla Crimea.  L’UE ha condannato l’azione russa, però sarà difficile ottenere una convergenza europea su altre sanzioni o ritorsioni alla Russa, visto che è richiesta l’unanimità.

Il presidente del consiglio UE, il polacco Tusk, ha espersso la sua solidarietà al presidente ucraino Poroshenko, il responsabile della politica estera dell’UE, Federica Mogherini, ha invitato la Russia a restituire navi ed equipaggi, definendo inaccettabile il suo uso della forza, chiedendo anche il libero accesso al mare di Azov. Il presidente dell’europarlamento Tajani si è unito alla richiesta e, facendo felice l’Ucraina e la Germania, ha definito fondamentale l’integrità territoriale dell’Ucraina, il ministro degli esteri austriaco Keneissi ha chiesto altre sanzioni per la Russia.

Estonia, Lettonia, Lituania e Gran Bretagna premono per una reazione decisa contro la Russia, mentre Italia, Grecia, Bulgaria e Cipro invitano alla distensione e al dialogo con la Russia, cioè vogliono bloccare l’escalation. Con mossa volpina, la Merkel ha offerto a Putin e Poroshenko la sua mediazione, ma è stata rifiutata dalla Russia perché la Germania è dalla parte dell’Ucraina contro la Russia. L’Ucraina chiede a Nato e UE sostegno politico, aiuti economici e militari e anche una base Nato missilistica sul suo territorio, come quelle impiantate dagli Usa in Polonia e nel Baltico. Sulle sanzioni, sarà difficile che al consiglio UE di dicembre si raggiunga l’unanimità.

L’economia ucraina è in crisi, le banche nazionali sono deboli e non arrivano più investimenti dall’estero, il 78% degli ucraini giudica negativamente la situazione economica e politica; il paese soffre di corruzione, di stretta creditizia e di ridotti nuovi investimenti esteri, il Pil è crollato. Fino al 2013 c’era stato il boom edilizio e arrivavano investimento stranieri, soprattutto tedeschi.

Il precedente presidente filorusso Yanukovich era contrario all’associazione del paese all’Ue, con l’avvento di Poroshenko, si è perduta Crimea e Donbass e si è inasprito lo scontro, anche militare, con Mosca; da allora si sono in intensificati i rapporti tra Germania e Ucraina. Il voto potrebbe riportare al potere Julia Tymoshenko, già appoggiata dalla Germania, la quale è in lista nei sondaggi.

Tymoshenko ha annunciato che, in caso di vittoria, dimezzerà il prezzo del gas, riducendo le entrate tributarie; perciò il FMI ha minacciato di far saltare il pacchetto di aiuti di 17 miliardi di dollari euro. In Ucraina, il reddito pro capite è di 2.553 dollari e lo stipendio medio mensile è di 260 dollari, Poroshenko aveva promesso le riforme della pubblica amministrazione e della giustizia ma non le ha fatte.

Gli ucraini emigrano in Germania e in Polonia e i polacchi in Germania e in Gran Bretagna, perciò in Ucraina non si trova più manodopera, l’inflazione è al 10%;  2000 aziende tedesche danno lavoro a 600.000 ucraini e l’interscambio commerciale tra Berlino e Kiev è notevole. La Germania è diventata il protettore dell’Ucraina e si proposta come mediatore con Mosca, per la pace nella guerra civile ucraina, aveva appoggiato gli accordi di Minsk e poi ha cercato di mediare nell’incidente dello stretto di Kerch, nel mare d’Azov, ma Putin ha rifiutato questa mediazione.

La Germania che desiderava penetrare in Ucraina, ora teme che l’instabilità Ucraina possa mettere in discussione il raddoppio dl gasdotto Nord Stream tra Russia e Germania, contestato dagli americani e dai paesi dell’Europa orientale, che ora sembrano temere più la Russia che la Germania. Nonostante la fragilità economica e politica dell’Ucraina, dietro la politica esiste sempre una solida oligarchia che tira anonima i fili dietro le quinte e, verosimilmente, oggi è più legata alla Germania che alla Russia. (Per le notizie, tra le fonti: startmag.it – Pierluigi Menniti).

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Dopo che i governi europei e la commissione europea, grazie a concessioni economiche, seguendo l’indirizzo tedesco, hanno rigettato la richiesta di maggiore flessibilità per il bilancio pubblico italiano, l’europarlamento ha detto no all’inserimento del Fiscal Compact, che contiene il patto di stabilità sul bilancio, nell’ordinamento giuridico europeo, cioè hanno contestato l’austerità di bilancio, imposta dalla commissione europea solo all’Italia.

L’articolo 16 del trattato Fiscal Compact prevedeva la verifica dei risultati conseguiti dall’austerità, ma pare che la commissione se ne sia dimenticata; eppure occorrerebbe portare dei correttivi al trattato, non si dovrebbe più guardare solo al deficit e al debito dello stato, ma guardare anche al debito privato, come alle garanzie economiche offerte da ogni singolo paese e dalla situazione della bilancia valutaria.

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La Deutsche bank di Francoforte è sospettata di riciclaggio nell’inchiesta Panama Papers, infatti, aiutava i clienti che volevano riciclare ad aprire conti off-shore nei paradisi fiscali, poi i clienti avrebbero trasferito i soldi dai conti illeciti a Deutsche Bank e questa non segnalava i casi di riciclaggio; il tutto avveniva tramite una società delle Isole Vergini britanniche.

Centinaia di clienti sarebbero stati serviti in questo modo, ora sarebbero urgenti misure da parte dell’UE contro il riciclaggio ed evasione fiscale internazionale, si dovrebbe chiedere maggiore trasparenza e maggiore vigilanza sui mercati finanziari, ma la finanza governa e perciò manca la volontà politica. Al parlamento europeo è stata votata una mozione che condanna operazioni di evasione fiscale nate in Germania, che hanno causato perdite di parecchi miliardi di euro nei bilanci degli stati.

Panama Papers è un fascicolo che contiene 11 milioni di documenti con 200.000 società off-shore, contenenti nominativi di manager e leader politici anche italiani; in Italia si aspetta che a maggio prossimo sia pubblicata la lista completa d’imprese e persone coinvolte nell’inchiesta, le quali dovrebbero rispondere di evasione fiscale. 

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Se la Germania è stata investita dalla crisi, la Francia sta peggio e non sta meglio dell’Italia, il Pil francese cresce dell’1,7% l’anno, cioè meno della media europea che è del 2,1%, l’export è fermo, la bilancia commerciale è passiva, la disoccupazione è al 10% e aumenta; il mercato del lavoro denuncia una certa rigidità, la tassazione sul lavoro e la pressione fiscale sono elevate come Italia; in genere, gli stati Ocse fanno pagare meno imposte ai lavoratori.

Gli investimenti pubblici francesi sono inferiori a quelli della Spagna, la Francia dovrebbe ridurre il welfare di cui beneficiano anche gli agricoltori; nessuna riforma promessa è stata attuata, la povertà è cresciuta e il costo della vita è aumentato, la burocrazia è costosa. A causa dell’immigrazione, i francesi si sentono insicuri e, come la Lega, accusano Macron di volere una sostituzione etnica e la scristianizzazione della Francia.

Macron ha creato un centro di potere attorno  a se, ma un’ondata di scandali si è abbattuta sull’Eliseo, l’arroganza di Macron ha spinto molti ministri alle dimissioni, l’ha fatto il ministro dell’ambiente Hulot, il ministro dello sport Flessel e il ministro dell’interno Collomb; Macron ha assunto le fattezze di un despota e si circonda di oligarchi, è legato al mondo finanziario e tecnocratico e vuole essere un monarca repubblicano, ma la Francia è già una repubblica presidenziale, anche se ha anche un primo ministro.

Un’inchiesta per corruzione ha coinvolto il segretario generale dell’Eliseo, Kohler, accusato di traffico d’influenze e d’interessi e di legami con l’armatore MSC (ci avevano informato che corruzione e mafia esistono solo in Italia); il ministro della cultura Nyssen è stato accusato di conflitto d’interesse e di abusi edilizi ma non si è dimesso.  Macron, seguendo il piano di Sarkozy, è in conflitto con l’Italia per la Libia, gettando nel caos il paese. Esalta l’Unione Europea e condanna i populisti, criticando con ciò la storia francese, che è stata rivoluzionaria e nazionalista, anche Macron, socio delle Merkel, è un prodotto delle oligarchie.

Nunzio Miccoli   www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

ECONOMIA E POLITICA NEWS (26/11/2018)

ITALIA

Quest’anno la Francia prevede un deficit di bilancio al 2,8%, mentre l’italia, un deficit del 2,4%, tuttavia, per la commissione europea, l’Italia non ha diritto alle deroghe al Fiscal Compact e alla flessibilità, concesse in situazioni eccezionali ad altri paesi dell’UE, perché non ha criticità e cresce, anche se di poco; quindi, secondo il patto di stabilità, è tenuta all’equilibrio strutturale del bilancio, riducendo del 5% l’anno la parte del debito pubblico eccedente il 60% del Pil.

Probabilmente la commissione europea non sanzionerà l’Italia, ma, con la sua posizione, favorendo la speculazione finanziaria, la vuole punire favorendo, con l’allarmismo alimentato dalla nostra informazione, il rialzo dello spread che produce maggiori interessi a quelli che acquistano titoli di stato. Però, la difficoltà a collocare Btp Italia a tasso variabile, è dovuta solo al fatto che, in periodo di deflazione, i titoli legati all’inflazione non convengono; in Italia esiste grande risparmio e l’edilizia, come segno di ripresa, si sta riprendendo.

La procedura d’infrazione a carico dell’Italia, che richiederebbe un aggiustamento dei conti, ha colpito la Francia nel 2017 e la Spagna nel 2018, però le sanzioni minacciate all’Italia e rimarcate dall’informazione terroristica e di parte, non sono mai state applicate. All’apparenza, la commissione europea pretende il ritiro della manovra italiana sul bilancio e il rispetto delle regole, mentre il governo italiano, con le sue misure, vorrebbe solo rilanciare la domanda.

Il motivo ufficiale della bocciatura è il debito fuori controllo e la rinuncia italiana a ridurre, da subito, anche se in più anni, il debito pubblico, ma queste regole non sono state rispettate nemmeno negli anni passati, quando al governo italiano c’erano gli europeisti, perciò trattati meglio dalla commissione europea. Dal 2008 l’Italia è stata massacrata dai mercati speculativi, tramite il loro braccio armato, cioè la Troika, perciò nel 2019 il suo Pil reale sarà ancora inferiore del 4% rispetto a quello del 2007, allora pari a 1687 miliardi di euro, mentre sarà di 1.630 miliardi di euro l’anno prossimo. 

Oltre alle garanzie offerte ai creditori dei titoli di stato, in questi anni solo Italia e Germania hanno avuto un avanzo primario del bilancio, ma la Germania beneficia d’interessi più bassi sul debito che è più basso sdi quello italiano, dell’elevato avanzo nel commercio estero e, come avviene nei paradisi fiscali, di elevate rimesse di denaro, anche mafioso, dall’estero. Per altri versi, l’Italia si è distinta in rigore di bilancio, anche perché ha adottato una politica di deflazione salariale e con l’avanzo primario del bilancio, ha compensato gli interessi sul debito pubblico.

La conseguente austerità ha frenato la crescita dell’economia e la riduzione del rapporto debito/Pil, perciò la commissione ha dato il via alla procedura per debito eccessivo; a mettere nei guai l’Italia sono stati anche i governi Renzi e Gentiloni che non hanno rispettato il piano di riduzione del debito, ai sensi del patto di stabilità;  anzi, sono arrivati a chiedere flessibilità in cambio dell’accettazione degli immigrati che gli altri paesi europei rifiutavano.

L’Italia non ha sfondato il rapporto deficit/Pil, fissato al 3%, come hanno fatto negli anni passati Francia e Spagna, inoltre anche gli altri paesi non rispettano il tetto del debito avendo superato per esso il limite del 60% del Pil, oggi la Francia supera il 100%. Da quanto esiste l’euro, l’Italia non ha mai rispettato la regola sul debito e solo oggi, con un governo gialloverde, la commissione si accorge della regola violata.

Il rientro del debito italiano richiederà molti anni, a meno che tutti i paesi non arrivino al 130% del Pil come l’Italia, al momento la media del dedito UE è del 100%, cioè superiore al 60% fissato da Maastricht; a causa di questa evoluzione, la commissione, ipocritamente, sarà costretta ad assolvere tutti. Nonostante la propaganda europeista dell’informazione, a causa di questa situazione, gli italiani sono diventati, in maggioranza, euroscettici, però il 57% di loro crede all’euro, che ci ha dato stabilità dei prezzi, la deflazione non è sempre una disgrazia.

L’Italia ha risparmio che presta all’estero perché, con una domanda fiacca, non è in grado di utilizzarlo al suo interno e perciò non cresce. La politica di bilancio dovrebbe utilizzare questi risparmi, favorire la domanda e aumentare gli investimenti pubblici, il che favorirebbe l’aumento dell’occupazione e l’aumento del Pil; purtroppo, le regole dell’UE impediscono questa politica. Ai problemi dell’Italia e alle regole europee si sono aggiunti quelli derivanti dalla crisi mondiale che sta aggredendo anche la Germania e gli altri paesi europei.

L’Unione Europea chiede il rispetto delle regole e il governo italiano chiede il buonsenso, Questo, per risolvere il contenzioso con la commissione europea, invia in UE Tria e Conte, che, di fronte a Macron e Junker,  sembrano due pulcini timorosi con la coda in mezzo alle gambe; poiché le massime istituzioni italiane sono legate a filo doppio con l’UE e sono spalleggiate dall’informazione italiana, in questa situazione, la Germania era certa che l’Italia le sarebbe caduta in mano come una pera matura.

La Vicenda Nissan-Renault denota quanto sono capaci d’imporsi all’estero paesi come il Giappone e quanto sia arrendevole l’Italia, i cui governi, per omaggiare lo straniero, hanno solo praticato lo sport di mortificare gli italiani e perciò gli italiani sono diventati in maggioranza da europeisti ad antieuropeisti. Gli stati nascono con la guerra e non con la sovranità popolare e si confederano per volontà comune e con il tempo, poi, come hanno fatto gli Usa, si consolidano territorialmente e combattono il separatismo degli stati interni.

Gli italiani devono stare attenti, con il decorso del tempo, il governo centrale degli stati confederali, come l’UE, non accetta la devoluzione e non rispetta, come gli altri stati, autonomia e autodeterminazione; con il consolidamento territoriale, fa la guerra agli stati interni che decidono la secessione; infatti, dopo poco più di cento anni dalla costituzione federale, gli stati americani unionisti dichiararono la guerra agli stati confederali del sud che volevano separarsi.

La Lega ha cambiato nome, ora si chiama solo Lega, al posto di Lega nord per l’indipendenza della Padania, però, seguendo un vecchio programma della lega, ha approvato il regionalismo differenziato o rafforzato, cioè una speciale autonomia simile a quella concessa alle regioni a statuto speciale, il che potrebbe portare, con l'adesione delle altre regioni, a uno stato federale. Le regioni al momento interessate a questo programma sono Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna.

La prima regione a ratificare l’accordo sarà il Veneto, bisognerà ripartire le imposte tra stato e regioni, 23 materie rimarranno alla regione, tra cui scuola e sanità, allo stato rimarrà giustizia, interneri, esteri, difesa e interessi sul debito pubblico; i concorsi per gli insegnanti saranno regionali e finirà il sistema sanitario nazionale con prestazioni uguali per tutti. Colpa della maggiore inefficienza delle regioni meridionali e del Lazio, perché, per la sanità, hanno avuto dallo stato risorse uguali o maggiori rispetto alle altre regioni.

Non è detto che l’Italia con il federalismo si spacchi, perché esistono stati federali, come Svizzera e Germania, la cui pubblica amministrazione funziona meglio di quella italiana; la Sicilia, regione a statuto speciale, per colpa della politica e della mafia, tra loro alleate, non è stata capace di utilizzare al meglio la sua autonomia. Il contributo di solidarietà dalle regioni più ricche a quelle più povere rimarrà ma, se nessuno controlla, chi sarà in grado di garantire i risultati?

L’Italia aveva inutilmente chiesto all’UE che le spese per investimenti degli stati non fossero conteggiate nei parametri europei, ora, dopo che di Maio ha proclamato la sua fedeltà all’UE, Merkel e Macron hanno proposto un fondo europeo per gli investimenti statali approvati dall’Eurogruppo, che è composto dai ministri delle finanze e opera riservatamente e non risponde a nessuno; evviva la democrazia!

La quota destinata a ogni paese sarebbe pari allo 0,2% del Pil, con l’impegno a rispettare le regole comunitarie e a ristrutturare il debito, trasformando l’Esm in organo esercitante il controllo sui conti pubblici. Paolo Savona ha suggerito per iscritto all’Europa una nuova politica e, come forma di mancato rispetto, non ha ricevuto nessuna risposta: Per prevenire un’eventuale procedura d’infrazione, l’Italia dovrebbe ridurre il debito pubblico di 18 miliardi di euro in tre anni, magari privatizzando, le multinazionali sono ansiose e in aspettativa, intanto deve scontare l’aumento dello spread alimentato dall’allarmismo della speculazione collegata a settori dell’informazione.

A questo fondo per gli investimenti potrebbe accedere solo chi è in  sintonia con gli obblighi europei su deficit e debito, cioè, in teoria, potrebbero essere esclusi tutti, ma, visti i precedenti, rischia di essere esclusa solo l’Italia da schiavizzare, la quale già versa più di quanto ricevuto dall’UE. Gli aiuti in cambio di riforme sono stati già concessi a favore di paesi in difficoltà, per la flessibilità, la partecipazione all’euro, il Fiscal Compact e Schengen; questo rigore avrebbe un senso solo per i paesi che ricevono più di quello che versano, ma l’Italia non appartiene a questa categoria e purtroppo, grazie alla sua pubblica amministrazione e alle sue leggi e procedure interne, non sa usare gli aiuti dell’UE come la Spagna.

Secondo l’ex capo ufficio studi di Mediobanca, Fulvio Coltorti, nei suoi rapporti, la Banca d’Italia dovrebbe essere neutrale con tutti i governi e dovrebbe ridurre le tensioni invece di favorire la speculazione; l’Italia non sta per fallire, il fatto è che la Banca d’Italia è un’impresa privata che, come la Bce, appartiene al conglomerato che si chiama “mercati”, in pratica alle banche.

Giornali e televisione hanno interpretato in un certo modo il suo rapporto sulla stabilità finanziaria italiana e perciò hanno segnalato che, con l’aumento dello spread, sono a rischio i risparmi delle famiglie, in realtà già ampiamente tassati dallo stato che li dovrebbe proteggere. Se Bankitalia avesse segnalato anche aspetti positivi dell’economia italiana,  avrebbe ridotto le tensioni, all’informazione pilotata non si può chiedere la stessa sensibilità.

Gridare “al lupo al lupo” svaluta i titoli di chi li ha in portafoglio, ma fa un regalo a chi li compra svalutati e con gli acquisti e con la bisca della borsa fuori controllo, questi si possono anche rivalutare. Alla loro scadenza, i titoli di stato sono rimborsati al valore nominale, cioè senza perdite, mentre, per le azioni fluttuanti, abbiamo un altro indice tranquillizzante, in genere, i profitti delle aziende quotate aumentano dal 2013.

Una tabella della Banca d’Italia afferma che nel 2018 i crediti deteriorati delle banche, dopo le svalutazioni, sono solo 13 miliardi di euro e un crash test della Bce ha affermato che ora le banche italiane sono solide e non hanno nemmeno bisogno di ricapitalizzazione; inoltre, a fronte di questi crediti deteriorati, stanno 141 miliardi di garanzie reali e personali dei clienti, fatti da imprese e famiglie.

USA

La telefonia di ultima generazione 5g, utilizzata dalla cinese Huawei è la più utilizzata nel mondo, ora gli Usa, a difesa della sicurezza informatica e militare, tentano di boicottarla facendo leva sui loro alleati. La maggior parte del traffico internet dei militari viaggia attraverso reti commerciali e non via satellite e, purtroppo, Huawei, non è indipendente, ma è legata al governo cinese; sembra un’altra tappa della guerra commerciale e tecnologica tra Usa e Cina. Alla presa di posizione Usa si sono associati GB e Australia, il presidente cinese Xi e Trump s’incontreranno presto al G20 di Buenos Aires, per discutere sui rapporti commerciali e sul 5g.

EUROPA

In Germania l’indice delle vendite è in forte calo e la componente manifatturiera è al minimo da 32 anni, con ridimensionamento della produzione automobilistica, delle esportazioni e dei consumi interni; questi ultimi sacrificati da bassi salari per fronteggiare la concorrenza estera e per favorire l’aggressività commerciale tedesca che, con l’avanzo commerciale, ha dopato l’economia. Nel 2018 la crescita del Pil sarà dell’1,4% e sarà inferiore l’anno prossimo; comunque, mengtre la bilancia commerciale europea con l’estero è sempre attiva, un intervento della speculazione, ha favorito una svalutazione temporanea dell’euro, infatti c’è chi specula anche sulle valute, cioè sui cambi.

L’ex ministro ebreo rumeno, Laufer, afferma che la Merkel ha chiesto al presidente rumeno Iohannis, di origine tedesca, di non trasferire l’ambasciata rumena da Tel Aviv a Gerusalemme, forse per compiacere i paesi arabi o forse per un inveterato antisemitismo, secondo i punti di vista. Il governo tedesco non ha negato il fatto, Iohannis ha anche impedito a Laufer di ricevere un incarico ministeriale e questo lo accusa anche d’essere legato a settori neonazisti. A volte sembra che la Germania, come il Vaticano, sia a fianco della finanza ebraica americana, ma contro Israele, il fatto è che oggi massoneria e finanza internazionale hanno come centri decisionali Wall Street, Londra e Francoforte (Informazione Corretta 23/11/2018).

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Mentre Malta dirotta continuamente migranti sui barconi verso l’Italia, senza reazioni da parte dell’UE e pare che anche la voce di Salvini si sia affievolita, l’assemblea dell’Onu, dominata da paesi islamici, dopo aver condannato i respingimenti di migranti da parte dell’Italia, ha varato il trattato Global Compact, che sostiene illimitatamente il diritto all’immigrazione di migranti di guerra ed economici; affermando che l’emigrazione è un diritto umano e che gli stati devono difendere il multiculturalismo (ma gli stati islamici spesso non lo fanno).

Il trattato impegna i governi a rivedere le leggi in questione; si tratta di patto globale sull’immigrazione che mette a rischio sovranità e controllo delle frontiere, che hanno giustificato l’esistenza di stati indipendenti; sembra il programma di Soros e della sua società aperta. La Germania, che vuole controllare i flussi immigratori, è perplessa, hanno già deciso di non sottoscrivere il trattato Usa, Ungheria, Austria, Repubblica Ceca e Polonia.

Il ministro degli esteri italiano Moavero si è detto stranamente d’accordo, il papa sarà contento, ma l’Italia ancora non ha firmato; le risoluzioni nell’Onu, come tanti trattati internazionali, spesso non sono rispettate e il patto non sembra vincolante, però, se l’Italia lo firma, senza reazioni negative di Salvini, dimostra di essere ambigua. L’immigrazione deve essere selezionata e controllata, secondo le richieste dei mercati, tutti i paesi la devono accogliere; in Italia, in crisi di disoccupazione, continuano ad arrivare migranti, in barca, attraverso le frontiere terrestri o in aereo, il flusso si è ridotto e il trattato Onu è corso ai ripari, la denatalità non è un problema, se in Itala fossimo 50 milioni, staremmo meglio.

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Dopo i massacri di Parigi del 13/11/2015, organizzati dall’Isis, che provocarono la morte di tanti civili, i servizi segreti francesi, che non avevano interpreti in arabo e non avevano infiltrati tra le file islamiche, si sono riorganizzati e, con l’aiuto di altri servizi segreti e del Mossad israeliano, hanno ucciso o fatto uccidere tutti i partecipanti a quelle stragi; in qualche caso, l’hanno fatto passando informazioni sui nominativi dei ricercati ai servizi segreti iracheni e americani.

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (21/11/2018)

EUROPA

I comportamenti singolari di Macron verso l’Italia hanno dei precedenti nei presidenti suoi predecessori, da Mitterand, a Sarkozy a Hollande; la Francia ha concesso asilo a terroristi italiani rifiutandone l’estradizione in Italia. Prima di allearsi, nei giorni nostri, con la Germania per dominare l’Europa, la Francia era stata ostile all’espansionismo tedesco, ma proteggeva il proprio. Essa ha sempre cercato di contenere l’Italia e d’intervenire nelle cose italiane, si dice che Mattarella sia filo francese, il che spiega il suo piglio contro il governo gialloverde, finalmente però, pare che questo abbia riconosciuto la crisi dell’UE.

Nel medioevo, i franchi intervennero in Italia contro i longobardi, che volevano unificare l’Italia, perché chiamati dal papa che non voleva perdere io suo territorio; pagati con terre italiane, i francesi intervennero in Italia nel risorgimento. Napoleone III, anche se dichiaratamente laico, intervenne in Italia, per difendere il papa dalla repubblica romana. Ciò malgrado, nel 1870 Garibaldi, senza contropartite, andò in Francia a combattere i tedeschi.

Nel primo conflitto, l’Italia, contesa dalle due coalizioni contrapposte, intervenne a fianco della Francia perché questa e la Gran Bretagna comprarono partiti e giornali italiani, ma poi la Francia sottrasse all’Italia il frutto della sua vittoria. Per espansionismo la Francia, ufficialmente laica, intervenne a favore del papa e contro il partito laico italiano; questo interventismo francese a favore del papa era ed è giustificato anche dal potere economico e dai privilegi fiscali goduti in Italia dalla chiesa e dalle sue attività economiche; la cosa è stata oggi segnalata anche da una sentenza della corte di giustizia europea.

Non è un mistero che chiesa e Vaticano hanno investito all’estero, prima in Francia e Inghilterra e poi in Usa, Svizzera e Germania, in pratica a Francoforte; nel rinascimento, l’Inghilterra non  onorò i suoi debiti verso i banchieri italiani e poi nel risorgimento aiutò l’unità italiana in cambio dell’assunzione del debito estero di tutti gli stati italiani in capo all’Italia unita; da notare che l’informazione asservita afferma che l’Europa settentrionale è più seria dell’Italia. 

Con le esenzioni, le donazioni e i privilegi, cioè con i soldi dello stato italiano, la chiesa, oltre gli investimenti all’estero, fa beneficenza, così lo stato è criticato per le sue esazioni e la chiesa è benedetta per l sua beneficenza. Oggi Macron e papa, appoggiando la relativa speculazione economica, sostengono l’immigrazione in Italia che, visti i precedenti storici, con la crisi economica, potrebbe far collassare l’Italia e, come già successo in  passato,  potrebbe favorire un intervento militare pacificatore straniero.

A proposito di privilegi e carità pelosa, si dice anche che l’UE abbia concesso all’Italia una spesa straordinaria di miliardi di euro per gli immigrati che, secondo Macron, dovevano arrivare solo in Italia, ma anche questi sono soldi italiani. Quelli versati dall’Italia all’UE, sono dirottati dall’UE a favore di regioni italiane, immigrazione, imprese e agricoltura, ma sono sempre soldi versati dall’Italia. Quando lo stato italiano spende in deficit e senza una propria moneta, spende sempre del suo, comunque, l’Italia versa all’UE più di quanto riceva da essa, non solo per colpa delle multe.

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La riforma del lavoro tedesca, voluta da Peter Hartz e dall’ex cancelliere socialdemocratico Schroeder, ha mirato a combattere la disoccupazione e, indirettamente, abbassando il costo del lavoro, ad aiutare il sistema produttivo; prevede dei sussidi come integrazione salariale per i lavoratori precari e a tempo determinato.

Per favorire questo piano, Schroeder ha ridotto i sussidi di disoccupazione, introdotto il reddito minimo di lavoro e, senza volerlo, ha favorito il precariato; ha creato job center per il collocamento e la formazione e ha creato agenzie private per l’impiego. I job center devono accertare le condizioni di bisogno, chi riceve un sussidio deve accettare il lavoro  che gli è offerto dal job center, anche se il relativo salario è inferiore a quello previsto dai contratti collettivi; tra i motivi di esonero sono i figli minori di 3 anni, assistenza a familiari non autosufficienti, formazione scolastica e un progetto imprenditoriale.

In tal modo, anche a causa della concorrenza tra lavoratori, le aziende pagano meno gli operai e li fanno lavorare di più, cancellando diritti, in caso di rifiuto del lavoro  il sussidio è progressivamente ridotto e poi sospeso; le agenzie del lavoro a tempo determinato ti  escludono dai benefici anche se il datore di lavoro non riceve benefici dal tuo lavoro. I job center ritengono spesso che i beneficiari dei sussidi non  vogliano emanciparsi e che preferiscono rimanere nel welfare.

Quelli che ricevono un sussidio devono documentare come lo spendono, perciò tanti ci rinunciano, nel 2012 son stati circa un milione; il sistema sanziona chi vuole mantenere arbitrariamente lo stato di bisogno. I minijob prevedono una remunerazione massima di 450 euro mensili più 400 di sussidio, la paga oraria non supera i 2,5 euro, ne beneficiano circa 4,5 milioni di persone.

In Germania la riforma ha fatto diminuire la disoccupazione, facendo figurare come occupati i titolari di minijob; le imprese speculano sui sussidi, riducono il costo del lavoro e fronteggiano la concorrenza dei paesi emergenti a basso costo del lavoro: I sindacati sono ridimensionati e si sentono poco o non reagiscono, i loro iscritti sono solo il 18% dei lavoratori.

La situazione deprime il costo del lavoro anche dei lavoratori regolari, il governo è corso ai  ripari fissando il salario lordo minimo a 8,5 euro l’ora. Lo stato afferma di offrire un’opportunità di lavoro, chi non lo accetta è visto come un approfittatore, si ritiene che i disoccupati siano persone con poca voglia di lavorare e che l’etica del lavoro aiuti l’economia e la coesione sociale.

USA

Lo sviluppo industriale cinese e le esportazioni cinesi sono state favorite dalle delocalizzazioni industriali in Cina da parte di Usa, Germania e Giappone; perciò, a causa degli squilibri commerciali degli Usa con la Cina, cresce la tensione tra Usa e Cina e pare che la politica di Trump sia più diretta contro la Cina che contro la Russia. Alla vigilia del G20 di fine mese a Buenos Aires, il presidente Usa Donald Trump torna ad accusare la Cina di aver utilizzato la sua adesione al WTO, concessa da Bill Clinton, senza rispettarne le regole della concorrenza e senza rispettare i brevetti, ricorrendo anche a dumping e alle facilitazioni fiscali alle esportazioni.

Trump vuole impedire alla Cina d’impossessarsi di dati scambiati tra i cittadini e di accedere all’intelligenza artificiale, alla scienza genetica, alla scienza americana in genere e alla tecnologia americana G5 d’internet superveloce; rimprovera alla Cina un’aggressività militare nel Mar cinese meridionale. Trump vuole ridurre il surplus commerciale di Pechino con i dazi doganali, vuole ostacolare gli investimenti cinesi in Europa, Africa, Messico e Canada, anche con la revisione degli accordi Nafta con stati del continente americano.

La Germania è il paese leader negli scambi con Pechino e la Cina, con la nuova via della seta, sembra volersi avvicinare all’Europa, per la parte terrestre, attraverso l’Asia e, per la parte marittima, attraverso Suez e Mediterraneo, fino ai porti di Monfalcone e Trieste, dai quali le merci cinesi arriverebbero facilmente, per una via più breve, in Europa continentale, baipassando Rotterdam.

La Cina vorrebbe gestire direttamente il porto di Monfalcone e il governo gialloverde italiano è pronto a una collaborazione con la Cina anche nella realizzazione di una rete 5G in Italia, vedremo quale sarà la reazione degli Usa. Ad Atene i cinesi già gestiscono il porto del Pireo e, per conseguenza, all’Onu e nell’UE, il governo greco difende gli interessi sella Cina, votando a suo favore.

ISLAM

Con le guerre in Irak e Siria, si è fatto largo uso di contrabbando di petrolio, trafugato ed esportato a prezzi stracciati, da questi due paesi verso la Turchia, dove questo petrolio è raffinato e, assieme ai suoi derivati, è esportato a prezzo scontato del 50% in Italia e in Europa; è per questo che in Italia stanno sorgendo tanti distributori autonomi di carburante. Nell’esportazione si sono poi aggiunti anche i gruppi armati libici che stanno saccheggiando le risorse economiche della Libia e fanno affari anche con l’emigrazione diretta in Italia.

In queste operazioni, la mafia siciliana collabora con quella maltese, meno tallonata dalla politica di quelle italiana; perciò, coma ha scritto la giornalista maltese Caruana uccisa, Malta non è più solo un paradiso fiscale ma, nell’indifferenza dell’UE, è diventata centro di traffici illeciti e di criminalità. Le importazioni di petrolio e derivati di contrabbandono consentono larghi margini alle mafie, mentre lo stato perde le imposte relative; la mafia non potrebbe fare questi affari senza un rapporto privilegiato e senza un accordo con la politica di tanti paesi.

AMERICA LATINA

All’inizio di questo millennio, governi progressisti erano insidiati nella quasi totalità degli stati dell’America Latina, la leadership era riconosciuta al bolivariano Hugo Chavez in Venezuela; con il Mercosur si erano fatto un progetto d’integrazione economica tra gli stati, mente gli Usa erano stati isolati. Con il nuovo secolo e millennio, c’è stato un ribaltamento di forze, come quello che sta avvenendo in EU, che segna un progresso delle destre.

In Argentina Il peronismo ha ceduto il passo alla destra di Mauricio Macri e in Brasile, colpito da guerra civile e crisi economica gravissima, si è affermata la destra di Bolsonaro, così si è chiuso il ciclo progressista. I petrodollari e i deficit americani avevano favorito l’aumento di liquidità internazionale, l’indebitamento degli stati e il processo di finanziarizzazione dell’economia; ora, con la decolonizzazione, le banche hanno trovato clienti da indebitare nei paesi del terzo mondo.

Paul Volcker, alla guida del FED aumentò i tassi d’interesse, favorendo, in concomitanza con il calo del prezzo delle materie prime, l’insolvenza dei paesi del terzo mondo, poi il FMI impose a essi, per ridurre il debito estero, riforme e austerità. Gli Usa avevano imposto a questi paesi prima regimi autoritari e poi la cura del FMI;  intanto cresceva economicamente la Cina, quindi, la vittoria di Donald Trump ha contrassegnato il nuova paradigma di destra.

La recessione mondiale è stata caratterizzata dai debiti esteri, alimentati dai deficit di bilancio e valutari degli Usa e dall’aumentata liquidità internazionale, dal crollo del prezzo delle materie prime, che peggiorava la ragione d scambio dei paesi esportatori e dal calo della domanda; in tale quadro, le condizioni politiche latino americane sono peggiorate, favorendo l’affermazione delle destre, ora però, paradossalmente, l’oligarchia mondialista, che ha tanti amici a sinistra, a causa del ciclo economico negativo, vede messa in pericolo la sua supremazia.

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

 ECONOMIA E POLITICA NEWS (12/11/2018)

ITALIA

Nel 2017 il debito pubblico italiano era pari a 2.300 miliardi di euro, gli interessi lordi sul debito erano pari a 65 MD, al netto d’imposte 57 MD; il costo medio di questo indebitamento dello stato è di circa il 2,5%. I Bot rappresentano 1/3 della raccolta e, con le tasse e i bassi rendimenti, non costano praticamente niente allo stato, i Btp hanno invece un costo medio del 3%, e sono destinati, prevalentemente e in prima Emissione, a banche e investitori esteri, mentre sono acquisiti dai privati nel mercato secondario e le banche ne guadagnano plusvalenze.

All’interno del debito pubblico, il debito italiano verso l’estero è pari al credito verso l’estero, il debito privato interno, rispetto agli altri paesi europei, è limitato e le riserve auree e valutarie italiane sono le quarte del mondo, in parte sono depositate presso la BCE; il bilancio dello stato, al netto degli interessi, ha un avanzo primario di 25 miliardi di euro.

Se l’Italia non pagasse gli interessi sul debito pubblico, avrebbe un bilancio, non in pareggio, ma in attivo, il suo debito aumenta con gli interessi, come avviene per le persone usurate; a causa della contrazione della domanda interna, l’Italia, che ha un sistema produttivo, esporta di più e ne ha anche un avanzo commerciale di 50 miliardi. Gli enti pubblici hanno un patrimonio edilizio alienabile di 50 miliardi di euro, gli italiani hanno un patrimonio privato pari a 4.000 miliardi di euro e risparmi pari a 800 miliardi di euro; l’Italia ha riserve auree e valutarie pari a oltre 100 miliardi di euro, ha un tesoro in opere d’arte mobili, ha un elevato risparmio privato interno, maggiore che negli altri paesi, circa il 10% del Pil annuo è risparmiato e investito.

Perciò l’Italia, nonostante l’austerità che deprime domanda, occupazione e Pil, come ha affermato Deutsche Bank, ha una posizione economica solida; ciò malgrado, la BCE non vuole o non può calmierare lo spread italiano a 300 punti, facendo salire gli interessi. Gli stati dell’UE hanno ceduto ai mercati la sovranità monetaria e la BCE, diversamente dalle altre banche centrali, stampa moneta per le banche, che sono controllate dai soliti ignoti, e non per gli stati. La Bce non interviene per difendere l’Italia dagli attacchi speculativi e i mercati chiedono interessi più alti ai paesi solvibili come l’Italia, mentre quelli in default sono soccorsi dal FMI; malgrado questi dati, economisti, politici e giornalisti di corte hanno affermato che l’Italia era in pericolo di default.

La moneta non è ricchezza ma stimola la crescita del reddito, senza una loro moneta, Cina e Corea del sud non avrebbero potuto svilupparsi, il monopolio dell’emissione monetaria nell’UE è detenuto dalla BCE; per stimolare l’economia italiana, l’Italia dovrebbe uscire dall’euro o dovrebbe adottare una moneta complementare, mentre il debito estero dovrebbe essere denominato in euro e non aumenterebbe. L’Italia ha un patrimonio artistico mobile inestimabile, considerate le quotazioni alle aste, non può fallire; a garantire i creditori stanno il patrimonio, il Pil e il fatto che l’Italia, diversamente dalla Germania, ha sempre pagato i suoi debiti, la posizione ultimativa della commissione europea verso l’Italia è intimidatoria e assurda.

Il vice presidente della commissione, il lituano Dombrovskis, attacca l’Italia per il suo debito pubblico, ma sbaglia perché l’Italia rispetta il limite del deficit massimo del 3% del bilancio dello stato, altri paesi l’hanno sforato e non sono stati richiamati, né sanzionati; la commissione ha cambiato le regole più favorevoli quando dovevano essere adottate dall0’Italia, è successo anche con il bail-in.

L’atteggiamento di Dombrovskis nasce anche dal fatto che Lituania, Polonia e Ucraina accusano l’Italia di essere amica della Russia, le provocazioni fatte da questi paesi alla Russia, hanno coinvolto gli Usa e rischiano di coinvolgerci in una guerra; è la Germania che, volendo dominare l’Europa, dopo essersi accostata alla Francia, beneficia della propaganda antirussa e dell’isolamento della Russia.

Gli agenti dei mercati e dell’UE hanno favorito deregolamentazioni, delocalizzazioni, privatizzazioni e paradisi fiscali, favoriscono le speculazioni sui debiti degli stati, l’hanno fatto anche con la lira, sono contro gli aiuti di stato; vista la crisi dell’UE, Francia e Germania hanno un piano per uscire dall’euro, ma in Italia non se ne può parlare, per gli agenti dello straniero, l’UE e l’euro sono un dogma.

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In Italia l’indice manifatturiero è ai minimi e il Pil non cresce, non è colpa del governo gialloverde come blatera l’opposizione e l’informazione mainstream, gli ordinativi interni sono scarsi e diminuiscono quelli esteri; con una caduta del commercio mondiale, diminuiscono, in tutta l’UE, le esportazioni e per l’Italia diminuiscono anche le subforniture alla Germania.

La Germania, come l’Italia, puntava molto sulla domanda estera, diversamente dagli Usa; l’austerità e il pareggio di bilancio voluti dalla Germania dovevano servire a ridurre i debiti  pubblici anche per difendere i suoi crediti da eccedenza commerciale; per conseguenza, ha ridotto la domanda interna dell’intera UE, provocando anche disoccupazione e calo d’investimenti. I trattati, violati dalla Germania, avevano cercato d’impedire  questa evoluzione, ponendo un tetto del 6% all’attivo commerciale tedesco.

L’eurozona e soprattutto la Germania concorrono ampiamente alla creazione del deficit commerciale americano, naturalmente assieme alla Cina, perciò gli Usa hanno introdotto dazi commerciali; l’UE e la Cina non possono più continuare a puntare sulle esportazioni che inquinano con i trasporti. La Cina l’ha capito e, dopo aver accelerato lo sviluppo produttivo anche grazie a delocalizzazioni e investimenti dall’estero, ora punta sullo sviluppo del mercato interno, ridimensionando il commercio estero che è destinato a diminuire, anche perché si stanno industrializzando India, Vietnam, Messico e altri paesi, destinati a divenire concorrenti.

EUROPA

L’informazione vuole dare a intendere che i paesi dell’Europa settentrionale sono migliori e più democratici dell’Italia, eppure il governo del Lussemburgo, presieduto, da Juncker, aveva schedato tutti i cittadini del suo paese; poi Juncker divenne presidente della commissione europea, ora è vicino alla scadenza, contro l’Italia, il vicepresidente della commissione, il lettone Dombrovskis, gli dà manforte.

Il Lussemburgo è la capitale europea dell’elusione fiscale, è un paradiso fiscale, dove le multinazionali portano i capitali e i profitti per non pagare le tasse; con accordi fiscali segreti, 340 multinazionali pagano meno dell’1% di tasse sui profitti, lo fanno anche gli armatori della povera Grecia, con la collusione delle istituzioni dell’UE; nel sistema sono coinvolti anche Belgio, Olanda, Irlanda e Malta.

Con questa concorrenza sleale fatta agli altri stati dell’UE, si sono sottratte centinaia di miliardi di euro alle casse degli stati, spesso deficitari, si tratta di una truffa ai danni degli stati membri, spesso oltraggiati come l’Italia; invece la commissione europea fa la morale sui debiti pubblici, fortunatamente però, anche il partito di Juncker perde consensi e l’UE, anche a causa di questi fati, rischia di saltare. L’Europa diventa sovranista e le elezioni europee caleranno come una mannaia sui superburocrati e politici europei che rischiano di perdere il posto, perché responsabili della disfatta dell’UE; curiosamente, per l’UE e i suoi accoliti, la sovranità è diventata una bestemmia, Macron ha affermato che la patria degli europei è l’Europa.

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Con la guerra civile in Libia e i bombardamenti di Francia e Inghilterra, pare che il Belgio, paradiso fiscale, abbia usato il denaro libico o fondo sovrano,, congelato nel paese, circa 14 miliardi di euro, per finanziare guerriglieri libici, terroristi libici e l’immigrazione verso l’Italia; a congelare i beni libici contribuirono anche alcune risoluzioni dell’ONU. L’Italia, in caso  di conflitti con l’UE, dovrebbe tenere presenti questi fatti perché ha denaro depositato a Francoforte.

Come le guerre commerciali, economiche e militari, anche le multe sono diventate strumento di ritorsione; lo scopo dell’iniziativa belga, appoggiata dalle istituzioni europee di Bruxelles, era quello di destabilizzare la Libia e di favorire l’immigrazione in Italia; invece il denaro avrebbe dovuto rimanere congelato nelle banche belghe e non inviato a gruppi terroristici libici nemici di Gheddafi, alimentando con ciò anche il traffico di armi. (Fonte Mauro Indelicato – Gli occhi della guerra – sinistrainrete. Info).

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Il presidente della commissione europea, Juncker, auspicando la riforma degli accordi di Dublino sull’immigrazione, che altri paesi UE non vogliono toccare e nessuno li critica per i respingimenti; in deroga al patto di stabilità, per affrontare la spesa per i migranti, ha concesso al bilancio italiano una flessibilità, cioè una maggiore spesa, di 30 miliardi di euro.

Macron voleva fare arrivare i migranti tutti in Italia, Salvini criticando Malta per la sua politica verso i migranti, per rappresaglia, ha minacciato di bloccare, con il voto italiano, il bilancio comunitario che richiede l’unanimità. Circa le minacce alla pace cui ha alluso la Merkel, Salvini ha detto che la commissione europea ha distrutto il sogno europeo e che gli italiani hanno già dato troppo alle regole europee; il ministro italiano dell’economia Tria ha affermato che, per rispettare le regole UE, il governo italiano dovrebbe fare una manovra economica suicida.

USA

La maggioranza degli ebrei americani è contro Israele e contro Trump, che è amico di Israele; in altre parole è in atto un divorzio tra la diaspora ebrea americana e Israele; invece gli israeliani approvano il modo in cui Trump ha gestito i rapporti tra Usa e Israele. Gli ebrei d’Israele sono ebrei di popolo, cioè populisti, quelli americani sono spesso finanzieri e uomini d’affari vicini al partito democratico, accade anche con i democratici italiani.

In Usa gli ebrei e la finanza sono, in maggioranza, con il partito democratico e non sono contrari all’immigrazione, anche islamica, invece i repubblicani di Trump sono contrari all’immigrazione e all’Islam, esattamente come la destra di Kurz in Austria e la destra di Orban in Ungheria. In passato, gli Usa non hanno operato sempre correttamente nelle loro sfere d’influenza, in America Latina e in Italia, tuttavia sono stati coinvolti in guerre mondiali da paesi dell’Europa occidentale e oggi sono sotto ricatto bellicista da parte di  Arabia Saudita e dei paesi dell’Europa orientale.

Nella seconda guerra mondiale, gli Usa hanno guadagnato con gli armamenti, con la finanza e con le esportazioni, però non hanno chiesto agli alleati territorio in compenso del loro intervento, come ha fatto la Francia con l’Italia nel Risorgimento; se avessero voluto, gli Usa, per entrare nel secondo conflitto, senza attendere l’aggressione giapponese, avrebbero potuto chiedere in compenso agli alleati, Canada, Guaiane, Haiti, San Domingo, Cuba e Portorico e li avrebbero ottenuti.

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La Francia era nazionalista, contraria alla riunificazione tedesca e contraria a integrarsi nella Nato, oggi si è legata alla Germania e, per prendere le distanze dagli Usa, vorrebbe un esercito europeo. L’Italia partecipa alle esercitazioni militari della Nato e invia truppe alla base Nato in Lituania, Mattarella, amico della Francia, è andato in visita in Lituania, la quale è preoccupata dall’atteggiamento amichevole dell’Italia verso la Russia, soggetta a sanzioni americane però, stranamente, la Russia collabora, in parte, al programma spaziale americano.

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Gli Usa hanno reintrodotto le sanzioni alle esportazioni del petrolio iraniano soppresse da Obama con un accordo sul nucleare, si tratta di blocco all’esportazione di petrolio, sanzioni finanziarie, divieto di esportazione in Iran di tecnologia e metalli; alle sanzioni sono obbligati anche i paesi alleati, pena ritorsioni. L’Italia è esonerata per sei mesi, assieme a Cina, Taiwan, Giappone, Corea del sud, India, Turchia e Grecia.

L’Iran è accusato di volersi dotare di armi nucleari e di finanziare il terrorismo in Medio Oriente, non è il solo, il paese è aiutato nel commercio estero da Russia, Cina e Turchia; gli Usa non perdono occasione per elevare il livello di scontro anche con la Cina e la Russia; perciò, le relazioni tra Turchia, Iran e Russia sono sempre più intense, mentre peggiorano quelle tra Usa e Turchia.

Macron e il consiglio europeo erano a favore del mantenimento dell’accordo sul nucleare con l’Iran firmato da Obama; l’Italia è in conflitto con Bruxelles sulla politica di bilancio e con la Francia per l’immigrazione e la Libia, è sostenuta dagli Usa e vorrebbe fare da mediatore di pace tra Russia e Usa e tra Iran e Usa che applicano sanzioni alla Russia, ma hanno accordi di cooperazione spaziale con essa. La Germania vorrebbe allontanare dall’Europa Usa e Russia.

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Trump è arrivato a Parigi per il centenario della fine della prima guerra mondiale, tra gli altri capi di stato c’e anche Putin; Trump ha manifestato la sua contrarietà alla creazione di un esercito europeo. La discussione verterà sul commercio estero, sui dazi americani, sulle sanzioni a Iran e Russia e sulla situazione in Siria; le relazioni tra Usa e UE sono tese.

Gli Usa hanno rimesso in piedi le vecchie sanzioni con l’Iran, ma l’UE vuole mantenere in vigore l’accordo sul nucleare di Obama e, per proteggere il suo commercio, cerca di aggirare le sanzioni. Anche la Russia ha ricevuto sanzioni, aggirate dalla Germania accedendo alle forniture russe di gas tramite un nuovo gasdotto; con la Russia è in ballo anche un trattato riguardante i missili nucleari; in altra sede, gli Usa devono anche affrontare un nuovo negoziato sugli accordi Nafta con Canada e Messico.

ISLAM

Grazie a un accordo segreto tra Israele e Arabia saudita, tra il genero di Trump, Kushner, e il principe ereditario saudita Bin Salman, da alcuni mesi, i palestinesi si vedono rifiutare da Riad il visto per il pellegrinaggio alla Mecca. Lo scopo è spingere Giordania, Libano a naturalizzare i rifugiati palestinesi, a concedere loro la cittadinanza, a porre fine al diritto al ritorno per i rifugiati palestinesi e a negoziare la pace tra Israele e Olp. All’iniziativa sono naturalmente contrari la fratellanza musulmana, cui apparteneva il giornalista Khashoggi ucciso, Hamas, Turchia e Qatar, da cui trasmette l’emittente televisiva Al Jazeera, e naturalmente, l’Iran sciita (Fonte: Il Giornale 9/11/2018).

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Sembra che il generale Haftar non voglia più partecipare al summit di Palermo per la Libia, perché non vuole sedere al tavolo assieme ai rappresentanti di Qatar, Al Qaeda e fratelli musulmani, invisi al presidente egiziano Al Sisi, principale sponsor di Haftar. Il capo del governo italiano, Conte, insiste per la partecipazione, ma afferma di non voler interferire tra le parti libiche, russi e americani hanno cercato inutilmente di convincere Haftar a partecipare al summit..

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (5/11/2018)

ITALIA

Salvini e Di Maio hanno promesso di aiutare la piccola impresa, i lavoratori e la classe media e di voler combattere la mala gestione dello stato, hanno promesso di nazionalizzare alcune banche, ore le vogliono aiutare come Renzi e vogliono conservare per lo stato Alitalia, che andrebbe regalata perché è fonte di continue perdite, anche perché trasporta gratis papa e politici.

Gli stati, non solo l’Italia, se tornavano loro utili, hanno sempre tollerato illegalità, corruzione, favori, ricatti e tradimenti; l’alta finanzia ha espropriato popolo e classe media e la piccola impresa è stata spesso rovinata dalle imposte e dalla crisi, ma, la miseria di tanti non giustifica la ricchezza di pochi. Il patto di stabilità europeo del 1997, per il controllo del bilancio dello stato, è assurdo in periodi di depressione, per i quali Keynes suggeriva il disavanzo, i lavori pubblici e maggiore spesa pubblica.

La commissione europea la pensa diversamente e ha detto falsamente che solo l’Italia non rispetta gli impegni presi, i quali sono stati imposti dai mercati all’Italia per metterla in  ginocchio; l’infaticabile europeista Mattarella fa loro eco, sostenendo che del disordine dei conti pubblici, esistente anche ieri ma lui non lo ricorda, fanno le spese i più deboli; in realtà, ora i più deboli fanno le spese del dogma del pareggio di bilancio.

Si vuole ignorare che, se si riducono gli interessi sul debito pubblico, si riduce anche il debito, lo spread è un’arma terroristica di attacco utile a mandare a picco l’Italia e a metterla sotto tutela del FMI. Le banche centrali possono favorire la riduzione degli interessi sul debito italiano comprando i suoi titoli pubblici, invece preferiscono far decidere al mercato, cioè alle banche e agli speculatori che, con l’altalena dei tassi, guadagnano vendendoli o comprandoli. L’UE dovrebbe fare controlli sugli interessi e non sui bilanci gestiti dai parlamenti ch dovrebbero essere sovrani.

Savona ha affermato che la BCE può intervenire selettivamente sui nostri titoli di stato comprandoli, come fece nel 2011 con alcuni paesi dell’UE, invece preferisce non comprare e perciò questi titoli, nel suo portafoglio e in quello delle banche, si svalutano. Fortunatamente l’Italia, per le sue garanzie, trova ampio credito e compratori tra italiani e grandi paesi stranieri al di fuori dell’UE. 

Contrariamente a quanto asserito dai profeti di sventure, con la salita degli interessi causata dall’aumento dello spread, gli investitori esteri, che operano tramite fondi, stanno assorbendo il 50% dei titoli italiani, agli italiani va l’altro 50%. L’Italia è un  paese solido e uno di quelli capaci di trovare più facilmente credito; Germania e Francia sono i nostri nemici, altro che solidarietà europea; comunque la Merkel, visti i recenti risultati elettorali tedeschi, ha deciso di gettare la spugna e di allontanarsi dalla politica, vedremo cosa succederà con le elezioni europee del maggio 2019.

Europa orientale e Spagna hanno fatto un matrimonio d’interesse con l’UE, l’Italia voleva un matrimonio d’amore ed è stata tradita dalla Germania, perciò all’ingresso era il paese europeo più europeista e oggi è il meno europeista Di Maio sbaglia a dire, forse per tranquillizzare Mattarella, che non vuole uscire dall’euro e dall’UE, i paesi sovrani, in queste condizioni, come ha fatto la Gran Bretagna, hanno il diritto e il dovere di farlo; perciò l’uscita e una moneta nazionale dovrebbero essere una scelta logica, anche se ha dei costi; sembra che anche la Germania, al riparo della seduzione europeista d’informazione e politici, ci stia pensando, perciò oggi l’arroganza verso l’Italia è soprattutto di marca francese.

La massoneria internazionale cammina e si regge sue due gambe, cioè banche e informazione, ma poggia anche su politici, magistrati, poliziotti e accademici; come la mafia, coltiva segretezza, complicità, favori, illegalità, ha per scopo il potere e la ricchezza e, per raggiungere questo fine, distribuisce favori ai suoi adepti che la servono fedelmente. La massoneria, nata, come i partiti, ufficialmente a difesa della libertà, dell’eguaglianza e della fratellanza, froda la legge e il popolo, al quale però raccomanda di rispettare la legge.

L’Italia è sotto attacco dei mercati e dell’UE che non tiene conto nemmeno dei terremoti italiani, come di altri disastri naturali e delle alluvioni, è sotto attacco soprattutto con lo strumento dello spread; poliziotti, magistrati, capi di governo, presidenti della repubblica e governatori della banca centrale, quando aderiscono alla massoneria, tradiscono lo stato, la legge e il principio di equità e indipendenza. Le potenze e la massoneria, per farsi servire, con la corruzione, piazzano i loro uomini nel gangli del potere dei paesi, anche in Italia. 

Per coartare gli aderenti, la massoneria, oltre a distribuire favori che alimentano la loro vanità, fa firmare a essi un contratto a vita; si tratta di un giuramento di sangue come quello della mafia, i cui capi aderiscono alla massoneria. All’interno della massoneria internazionale, con le sue logge, gli aderenti di basso grado non conoscono i segreti custoditi dai capi o maestri, accade anche nella chiesa, i cui vescovi, a volte, aderiscono a una loggia massonica.

Dice Maurizio Blondet che la massoneria pratica riti e sacrifici e, con il ricatto, tiene in pugno gli aderenti; la parte più esclusiva dei massoni, chiede fiducia agli aderenti, spesso inconsapevoli, e applica al popolo la psicologia di massa; entro di se, sa che la morale e la legge sono solo per il popolo, mentre le azioni dei capi massoni non hanno limiti. La massoneria, grazie al denaro, manipola popolo e media, falsa tutto perché vede la gente come pecore o ovini, ritiene che sia facile manipolare le masse programmate, ma le ultime elezioni italiane, grazie anche all’insipienza dell’informazione, dimostrano che spesso si sbaglia.

I massoni disprezzano l’uomo, poiché lo stato non aiuta le famiglie numerose, sono favorevoli all’immigrazione di nassa che destabilizza i paesi e alimenta la criminalità, che è per loro fonte di altri profitti. Gli ebrei, perseguitati spesso nella storia, appartengono a tutte le classi, soprattutto in Israele, ma in occidente, rispetto al loro numero, sono economicamente sovrappesati e i loro  leader sono spesso legati alla finanza e alla massoneria.

Non è un segreto che alcuni membri dell’élite ebraica dominano la finanza e la massoneria, tra loro sono Soros, Rotschild, Rockefeller, Goldman, Sachs, Warburg, Schiff, Lazare, Warburg e Monsanto; nel nome del liberismo e della globalizzazione, essi dirigono le nostre sorti. Tenuto conto che gli ebrei sono uomini come gli altri, Israele e gli ebrei si difendono e bene dall’antisemitismo che generalizza, però dovrebbero fare un’analisi non su chi lo alimenta, ma del perché è nato; non è possibile che i cristiani credano che gli ebrei hanno ucciso Dio, ma l’antisemitismo potrebbe dipendere dalla lotta di classe.

La crema dell’ebraismo è riunita in associazioni, come i comuni partiti, che danno protezione, lavoro e favoriscono la carriera dei loro membri. Nella loro azione sono aiutati da direttori di grandi giornali o grandi reti televisive, che spesso sono ebrei o comunque massoni di altro ceppo, che perciò garantiscono la collaborazione ad altri massoni; questi ebrei d’élite, come gli aristocratici e i vescovi, a volte hanno anche figli illegittimi, che non sono abbandonati, ma valorizzati e piazzati nei gangli del potere.

Come l’aristocrazia e la chiesa, i massoni più importanti, nelle attività politiche e d’impresa,  si servono di prestanomi; nella ricerca del profitto, la massoneria si muove come un’organizzazione criminale segreta, favorendo, per profitto, speculazioni, fondamentalismo, complotti, divisioni tra uomini e guerre; la massoneria finanzia tutte le fazioni armate, una loggia massonica esiste anche in Vaticano.

Nel 1992 Georges Soros fece svalutare la lira del 30% e l’Italia ci rimise 60 miliardi di dollari, una cifra pari alla spesa dell’Italia per il fondo salva stati europeo che, nel momento del bisogno, con i nuovi regolamenti europei, non ha potuto utilizzare per se stessa. Soros, bene accetto nell’UE, d’accordo con il papa, è a favore della globalizzazione, ha finanziato l’immigrazione islamica e sostiene un governo mondiale occulto senza frontiere ma, mezza Europa si è ribellata a questo disegno.

Per speculare sulla lira, Soros fece una colossale vendita di lire allo scoperto, che cioè non aveva e poi le ricomprò svalutate; l’attacco ebbe successo con l’acquiescenza di Bankitalia, di Ciampi e Amato che, per la difesa della lira che non volevano svalutare, regalarono i miliardi a Soros; allora la Bundesbank non volle spendere un marco per la difesa della lira, cioè non aveva voluto comprare lire, ovviamente, doveva fare gli interessi degli speculatori.

La fede nell’Europa sta distruggendo l’Italia; come l’euro, anche la lira, con sue svalutazioni pilotate, è stata una tragedia per l’Italia, ora anche il Venezuela e il Brasile, paesi ricchissimi di risorse naturali, sono spinti a svendere i loro gioielli, naturalmente anche  a causa del debito pubblico. Nel 1992 le banche d’affari comprarono a prezzo stracciati le imprese dell’IRI e Renzi voleva ripetere l’azione con le banche popolari italiane.

La Gran Bretagna partecipò all’operazione di privatizzazione del 1992 e magistrati e stampa attaccarono Craxi che si opponeva alla svendita. Per questi meriti, Amato divenne capo del governo e il venerabile maestro massone, Ciampi, divenne presidente della repubblica, esaltato da Corriere e Repubblica, è così che si fa carriera. La lobby italiana a favore dell’operazione di Soros comprendeva anche Prodi, Cuccia, Rossi, Albertini, Benetton e Caracciolo; le procure insabbiarono le indagini, evviva l’indipendenza della magistratura!

Dopo le insolvenze in alcune banche popolari italiane, peraltro verificatesi anche in altri paesi dell’UE, su tutte le banche italiane si è abbattuta recentemente una bufera alimentata dalla mala gestione, dalla speculazione e dalla cattiva informazione; perciò la BCE ha compiuto un crash test sulle maggiori banche dell’UE, di cui 4 italiane, per attestare lo stato di salute di queste banche.

La commissione europea, fedele alle lobby, ha sempre gli occhi rivolti sull’Italia, paese ricco da spogliare, una direttiva europea aveva già imposto il bail in o risoluzione interna delle crisi bancarie, le quali possono nascere da insolvenze, mala gestione e per scarsa capitalizzazione. A sorpresa dell’informazione italiana, che presenta l’Italia come il paese più sciagurato dell’UE, le grandi banche italiane sono risultate più solide di quelle tedesche, per capitalizzazione e solvibilità.

Gli economisti di corte, con l’aumento degli spread e con la svalutazione, peraltro temporanea, dei Btp, ci avevano detto che forse le banche italiane, a garanzia dei risparmiatori, avrebbero dovuto fare degli aumenti di capitale, che cioè avrebbero dovuto ricapitalizzarsi, ma il presidente di banca Intesa aveva affermato che questa banca non ne aveva bisogno.

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Dopo il referendum consultivo del 22/10/2017, con esito positivo sull’autonomia del Veneto, nel silenzio prevalente dell’informazione, con il sostegno di Salvini e nel rispetto della costituzione, è arrivato al consiglio dei ministri il disegno di legge sull’autonomia del Veneto, ne seguiranno due analoghi per Lombardia ed Emilia. Il presidente della Regione Veneto, Zaia, ha affermato che tutte le comunità e regioni italiane hanno diritto all’autonomia, in pratica a uno stato federale; potrebbe essere la strada per bloccare l’uscita di comuni veneti verso regioni limitrofe perché più dotate di trasferimenti statali.

La maggioranza di governo è d’accordo e il parlamento potrà esprimere solo un si o un no sulla proposta di legge; dovrebbe seguire la promulgazione di Mattarella; con l’approvazione, il Veneto potrà gestire esclusivamente 23 materie, tra cui sanità, trasporti, ambiente e scuola, scegliendo per questa i programmi, mentre assunzioni e trasferimenti saranno solo locali. Il Veneto potrà contare su più generose entrate perché, nel progetto ottimistico, il 90’% delle imposte del Veneto rimarrà in Veneto.

Lo stato è nato con la guerra, per riscuotere imposte e dare protezione, dalla rivoluzione francese, il parlamento ha preteso di dire la sua sulla spesa pubblica; purtroppo, soprattutto in Italia, il bilancio dello stato è un’alchimia misteriosa senza troppa trasparenza e, a prima vista e al netto degli sprechi, le maggiori risorse destinate al Veneto saranno sottratte alle altre regioni; perciò, probabilmente, si affermerà gradualmente l’autonomia di tutte le regioni e l’Italia potrebbe divenire amministrativamente quasi come la Svizzera; a quel punto, Roma capitale che fine farà? Le capitali, con la loro superburocrazia, sono sempre vissute sulle spalle della provincia; a Roma, capitale dei disservizi, esiste un poliziotto ogni 90 abitanti, cioè, in proporzione, molti più che a Bergamo e, curiosamente, Salvini ha promesso a essa altri poliziotti contro la criminalità. S sa che i poliziotti devono difendere principalmente papa, presidente della repubblica e le altre alte cariche dello stato.

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L’Unicef e un’Ong e un’Agenzia dell’Onu senza fini di lucro, con il suo Fondo per l’infanzia e con il denaro di benefattori, finanzia l’assistenza ai bambini poveri e malati del terzo mondo; la procura di Firenze ha accertato che ha destinato due terzi del denaro raccolto, pari a 10 milioni di euro, per fini privati, ma l’Unicef ha deciso di non querelare nessuno per la presunta appropriazione indebita e nemmeno di approfondire la questione.

Le organizzazioni che raccolgono denaro per beneficenze non sono soggette ad alcun controllo, lo stato le ignora e i loro appelli televisivi sono probabilmente gratuiti; tra i beneficiari della somma raccolta dall’Unicef ci sarebbero la società Play Therapy Africa, la famiglia di Matteo Renzi e i fratelli Concini, Matteo Renzi minaccia querele. La televisione, che ha parlato ripetutamente di fondi della Lega distratti a fini privati, pare, per lo più, ignorare la questione. (Per la notizia - fonte: Il Fatto Quotidiano – Davide Vecchi).

EUROPA

A volte sembra che venti di guerra si affaccino nuovamente in Europa, la Nato, nata nel 1949 e poi allargatasi ad altri paesi, è un’alleanza difensiva, rivolta soprattutto contro la Russia ma non solo. Nel passato recente, abbiamo assistito a frizioni tra Grecia e Turchia, aderenti alla Nato, e ne potrebbero nascere anche tra i paesi dell’Europa occidentale; se un paese Nato attacca un altro paese Nato, quale sarà il ruolo dell’alleanza? Questa è tenuta a difenderlo?

Gli esperti di cose militari, forse per esorcizzarlo, non hanno mai chiarito il dilemma, quasi tutti i paesi Nato hanno basi americane, in caso di attacco da parte di un paese ufficialmente alleato, devono reagire? I paesi dell’Europa orientale temono stupidamente solo la Russia; la Nato dovrebbe essere soppressa, se deve rimanere, è il momento di ripensare che le difese Nato, come radar e missili, devono essere orientate in tutte le direzioni e contro qualsiasi paese, anche se è ufficialmente alleato, e non solo contro la Russia.

Quando si progettava di aprire il tunnel tra Francia e Inghilterra, in Gran Bretagna i contrari affermavano che l’isolamento dal continente europeo aveva preservato la Gran Bretagna dalle invasioni, se allora ci fosse stata l’immigrazione selvaggia, avrebbe usato anche quest’argomento. Oggi la Francia, in forte crisi interna a causa dell’immigrazione, come altri paesi UE,  eleva barriere alla frontiera con l’Italia e vorrebbe inaugurare una galleria ferroviaria per l’alta velocità sotto le Alpi, per la tratta Torino - Lione, laddove Pietro Micca si fece saltare in aria per sbarrare il passo ai francesi.

A parte i risvolti economici della questione, in nome dell’europeismo, non si vuole tener conto delle ragioni che reclamano più sicurezza per l’Italia e del fatto che paesi stranieri hanno agenti nelle istituzioni, nei partiti e nell’informazione italiana. L’Italia partecipa alle recenti manovre militari della Nato e, contemporaneamente, Salvini e il suo governo proclamano l’amicizia con la Russia e criticano le sanzioni americane ed europee, sollecitate dall’Ucraina, contro la Russia.

Sembra che il governo italiano voglia fare da mediatore di pace tra Russia e Usa, mentre gli eredi del comunismo e Berlusconi, sono diventati solo filo tedeschi e, in subordine, filoamericani; comunque, i filotedeschi definiscono fascista e razzista Trump, Salvini e Bolsonaro, al potere in Brasile, anche se dichiaratamente nemico degli antisemiti; da ricordare che i comunisti diedero del fascista anche ai socialdemocratici, da essi chiamati socialfascisti. 

Nunzio Miccoli   www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (29/10/2018)

EUROPA

Dopo la Catalogna, le Fiandre, regione del Belgio, chiedono l’indipendenza dal Belgio; il nazionalista fiammingo Gerolf Annemans ha elogiato Matteo Salvini per la sua politica sull’immigrazione, su flessibilità di bilancio e sovranità; assieme alla Lega di Salvini, a Viktor Orban in Ungheria e al Front National francese di Marine Le Pen, vuole accrescere la compagine sovranista nel parlamento europeo, puntando alla maggioranza per le prossime elezioni europee del maggio 2019.

Anche il governo belga è accusato di non tenere i conti del bilancio in ordine e sta chiedendo maggiore flessibilità di bilancio alla commissione europea, in passato l’hanno ottenuta, senza sanzioni, diversi paesi tra cui Francia, Germania e Spagna, ora però, contando sulla collaborazione di mercati, di politici italiani agenti dei mercati, e dell’informazione italiana, le sanzioni sono minacciate all’Italia.

Le discriminazioni europee sono tante, l’Italia non ha potuto usufruire del fondo salva stati, e non ha potuto evitare il bail-in con gli aiuti di stato alle banche, come già fatto da altre banche europee, Contando anche sull’ungherese Viktor Orban, diversi paesi chiedono di rivedere l’euro, anche a costo di farlo saltare; dopo le elezioni vogliono cambiare le istituzioni europee, consentendo misure nazionali per uscire dalla crisi.

Oggi è difficile uscire dall’UE e ancora di più dall’euro, come se l’UE fosse un impero in mano ad anonimi, in cui l’Italia è trattata quasi come una colonia; Annemans afferma che l’Italia vuole flessibilità per costruire una politica economica e sociale nazionale, afferma che l’euro non è un dogma e che i paesi del sud dell’Europa devono avere la possibilità di sviluppare un sistema economico e di bilancio nazionale.

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Hitler arrivò al potere in Germania con l’aiuto della chiesa cattolica locale e del relativo partito del centro cattolico, tuttavia non si astenne dal criticare la pedofilia dei preti cattolici tedeschi; ancora oggi, una commissione della conferenza episcopale tedesca ha rilevato che, dal 1946 a 2014, in Germania ci sono stati 1.670 casi di pedofilia per opera di sacerdoti tedeschi; inoltre, i vescovi tedeschi sembrano ancora antisemiti. Da ricordare che solo nel 1965 Giovanni XXIII tolse l’accusa cattolica di deicidio rivolta al popolo ebraico, mentre oggi la chiesa cattolica, per ricordare da che parte sta, sostiene incondizionatamente le azioni dei palestinesi.

Nel 2007, 27 vescovi cattolici tedeschi hanno partecipato a un pellegrinaggio in Israele e, in quell’occasione, Maria Hanke, vescovo di Eichstatt, ha paragonato il ghetto di Varsavia a quello palestinese di Ramallah, il vescovo Walter Mixa di Augsburg, poi dimessosi per pedofilia, ha pure paragonato Ramallah a un ghetto. L’arcivescovo negazionista di Colonia, Joachim Meisner, ignorando le tante barriere erette nel mondo, ha paragonato la barriera con la West Bank al muro di Berlino e ha paragonato la pillola antiaborto alla Shoah e al gas Zyklon usato dai nazisti nelle camere a gas.

I vescovi tedeschi sono ancora antisemiti e non fanno autocritica per i loro casi di pedofilia; in tutto il mondo, da 2.000 anni, la chiesa cattolica ha coltivato, incubato e protetto, con la sua giurisdizione autonoma, la pedofilia, ma l’ha fatto anche l’alta aristocrazia, mentre governi, informazione politicamente corretta e giustizia hanno teso spesso a ignorare il fenomeno. Obbedendo alle lobby danarose in grado di condizionare, l’informazione e la maggior parte della politica sono implacabili solo con Trump e con il nuovo governo italiano (Per le notizie, fonte: Manfred Gerstenfeld -- Informazione Corretta).

CINA

Dopo essersi fatta superare da Germania, Francia e Inghilterra, l’Italia sta diventando una delle principali destinazioni degli investimenti cinesi in Europa; a tale fine, la Cassa Depositi e Prestiti italiana collabora con la Cina che ha fatto investimenti e Joint venture con Terna, Snam e Ansaldo; CDP e Cina hanno creato un fondo di 100 milioni di euro, destinato a essere investito in piccole e medie imprese italiane cinesi.

In Cina, come in Italia, esistono tante piccole e medie imprese, fino ad ora l’Italia non ha adottato una strategia economica globale con la Cina, avente lo scopo di negoziare accordi d’investimento e commerciali; con la realizzazione della via della seta, per la parte marittima attraverso Suez, questa via dovrebbe avere come sbocco finale l’alto Adriatico e Trieste.

Anche se la Germania, il Giappone e gli Usa investono in Cina, fino ad oggi Italia e UE sono state contro gli investimenti cinesi in UE; la Cina ha grandi progetti internazionali e il commercio italo cinese cresce costantemente: La Cina vuole sfruttare la posizione geografica dell’Italia in Europa e nel Mediterraneo, in tal modo l’Italia può riguadagnare posizioni nel commercio estero perse con la scoperta dell’America.

Il ministro dello sviluppo economico italiano ha costituito una task force per la Cina, si vuole anche una cooperazione tecnica e scientifica con questo paese, come si vuole aiutare le piccole imprese italiane a connettersi con la Cina; si vuole anche cooperare con la Cina nel continente africano, per far diventare l’italia, il principale partner commercial della Cina in Europa.

ISLAM

L’assassinio, avvenuto presso l’ambasciata saudita in Turchia, del giornalista saudita Jamal Khashoggi, seguace dei fratelli musulmani, ordinato dal governo del principe ereditario saudita Bin Salman, è stato condannato da Trump e denunciato dal presidente turco Erdogan, a sua volta persecutore di giornalisti e dissidenti nel suo paese. L’Arabia Saudita è custode dei luoghi santi, strappati agli ottomani, e Turchia e Arabia si contendono la guida dei paesi sunniti.

In Egitto, Libia e Siria, la primavera araba fu ispirata da Turchia, Qatar e fratelli  musulmani; Arabia waabita ed Egitto sono nemici dei fratelli musulmani e appoggiano Al Sisi in Egitto e Haftar a Tobruk in Libia, inoltre, sono contrari al sogno neo-ottomano di Erdogan; nella penisola arabica e nel golfo persico, l’Arabia è alleata con Dubai e Abu Dhabi e nemica di Qatar, Turchia e Iran.

Gli Usa sono interessati ai buoni rapporti con l’Arabia per il petrolio, le loro forniture di armi e per proteggere Israele, però Khashoggi, come l’imam Gulen, oppositore di Erdogan, risiedeva in America; perciò Erdogan, per avvicinarsi agli Usa, ha appena restituito agli Usa il pastore evangelico Andrew Craig Brunson, detenuto ad Ankara, a causa del quale gli Usa avevano colpito di sanzioni la Turchia.

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Nel 1979 ci fu l’assedio alla Mecca da parte di fanatici islamisti wahabiti e salafiti, perciò il re saudita fu costretto a concedere al partito religioso, in cambio del sostegno alla monarchia, il finanziamento di miliardi di dollari per la diffusione del wahabismo nel mondo; perciò si addestrarono imam missionari nell’università islamica di Medina e nel mondo si crearono tante moschee.

Da allora, la lega islamica mondiale è diventata il braccio religioso della monarchia saudita e, in tutto il mondo, si sono costruite moschee, centri musulmani, istituti islamici e madrase; lo scopo era promuovere il fondamentalismo e attaccare occidente, ebrei, gay, diritti delle donne, sciiti e islamici moderati. Lo scopo è islamizzare l’occidente e bloccare le riforme moderate dell’Islam, rallentando l’evoluzione dell’Islam; perciò, le riforme di Bin Salman sono forse un bluff.

Oggi i sauditi finanziano università occidentali e l’Arabia controlla la maggior parte delle moschee del mondo. Finito il comunismo, i sauditi hanno reimpiantato l’Islam fondamentalista in Albania, Kosovo e Bosnia, controllano la maggior parte delle case editrici islamiche, inviano missionari e distribuiscono gratuitamente copie del corano in tutte le lingue; i loro imam sono finiti sotto inchiesta giudiziaria per aver insegnato l’odio. Tra gli immigrati dalla Libia c’erano cristiani e musulmani e i musulmani hanno buttato in mare i cristiani, poi il governo italiano è stato accusato dall’ONU, dominata dall’Islam, di non aver soccorso immigrati naufragati o di averli respinti.

ITALIA

Le società di rating valutano le obbligazioni di stati e imprese, ma sono state benevoli con Francia e Spagna e implacabili con l’Italia, discriminando, diedero ottime valutazioni sui subprime immobiliari del 2008 che portarono all’implosione del sistema finanziario statunitense. Con il rating, queste agenzie aiutano la speculazione su stati e imprese, poiché le loro valutazioni sono pagate da stati e imprese indebitati, sono in  conflitto d’interesse e sono più benevole con chi paga di più, sembra quasi che esercitino il ricatto.

Sui derivati, in mano a banche tedesche, non dicono niente, questi sono titoli tossici di dubbio realizzo e la commissione europea non li include nei segnali di allarme per le banche come fa per i deficit di bilancio degli stati e per le insolvenze in mano alle banche popolari italiane. Purtroppo, i fondi pensione sono obbligati, per regolamento, ad acquistare solo obbligazioni che abbiano un certo rating.

Chi chiede un rating riceve una visita da un impiegato dell’agenzia che fa un’ispezione ed esamina i documenti, per gli stati questi esami si basano su informazioni varie su cui hanno accesso. Raramente i loro giudizi influenzano le scelte dei mercati ma, con l’aiuto dell’informazione e di tecnici di parte prezzolati, possono far salire gli spread. I titoli Btp dello stato italiano ad alto reddito, riservati in pratica alle banche in prima emissione, sono molto richiesti e hanno trovato sempre compratori, perché l’Italia è un paese solido, solvibile e  con molte garanzie.

I paesi piccoli, deboli e indebitati non ottengono credito dalle banche internazionali e perciò chiedono aiuti economici al Fondo Monetario Internazionale che, per il loro risanamento e il pagame4nto dei loro debiti, impone l’austerità del bilancio pubblico; l’Italia non ha avuto bisogno di percorrere questa strada, ma la commissione europea, a direzione franco-tedesca, per indebolirla economicamente, le ha imposto ugualmente una politica di austerità. 

Per avere liquidità, le famiglie americane facevano mutui garantiti dalla propria casa e la cartolarizzazione dei mutui americani, assieme alle emissioni di banconote del Tesoro Usa, aumentò la liquidità delle famiglie e i consumi;  ma univa mutui sicuri con mutui rischiosi e tanti mutui erano senza garanzie, comunque le valutazioni delle agenzie di rating erano sempre alte, non indagavano e perciò la bolla, inevitabilmente, scoppiò.

Le istituzioni europee, come l’informazione e gran parte della dirigenza e della politica italiana, hanno fatto un fuoco di sbarramento contro il governo italiano gialloverde; però; anche se la televisione italiana generalmente non lo ricorda, l’informazione anglosassone segue un indirizzo diverso e perciò Washington Post, Financial Times e Bloomberg hanno accusato la BCE di manipolare il mercato per far salire lo spread italiano, la magistratura italiana, al riguardo, ha indagato.

Bruxelles e Francoforte, cioè Parigi e Berlino, il gatto e la volpe, criticano la manovra italiana, però Deutsche Bank, indebolita dai derivati nel suo portafoglio, ha affermato che l’Italia ha fondamentali solidissimi e ha definito i membri della commissione europea dei bulli, anche JP Morgan ha dato attestati di fiducia al debito pubblico italiano. Per quanto riguarda l’atteggiamento europeista delle istituzioni italiane e degli alti dirigenti italiani, come dei direttori dell’informazione, sono tutti debitori della politica passata e oggi dello straniero.

Ha ricordato Mimmo Porcaro di Rinascita, che Guido Carli, governatore di Bankitalia, aveva dichiarato che aveva aggirato più volte il parlamento per favorire i soci dell’UE,  forse vendendo ai fondi pensione esteri Btp al 10% mentre agli italiani andavano Bot all’1%; la Banca d’Italia e la BCE sono stati sempre covo di europeisti e ci hanno fornito  anche dei capi di governo. A Volte, i debiti aiutano lo sviluppo, l’importante è che, nell’interesse del creditore, vengano pagati.

L’Italia ha sempre pagato i suoi debiti, è il paese ideale per i creditori esteri, i quali tengono anche a tassi elevati per i loro crediti e perciò vogliono favorire il rialzo dello spread; l’Italia ha sempre trovato credito presso italiani e stranieri, mentre, per le imprese italiane, non si può dire sempre la stessa cosa. Le perdite delle banche sui titoli in portafoglio sono perdite virtuali se non li vendono, esse, con il movimento speculativo degli interessi, guadagnano in  plusvalenze quando li vendono a privati. L’UE è contraria alla democrazia, espressa dal voto popolare e dal parlamento, opera in nome di un disegno mondialista e globalizzatore ed è a favore di mercati e della speculazione bancarie a direzione massonica.

Sono appetibili per lo straniero alcune imprese e banche italiane, nel 2011 alcune voci asserivano che l’UE voleva che Unicredit fosse ceduta al Qatar e Banca Intesa a un gruppo anglo tedesco; oggi, poiché le grandi banche tedesche sono indebolite dai derivati in loro portafoglio, le banche popolari italiane potrebbero esse scalate da banche francesi e spagnole, forse per questo Renzi le voleva trasformare in società per azioni. Le banche popolari hanno scarsa capitalizzazione, sono state aiutate dallo stato e il Monte dei Paschi dei compagni è stato salvato dal Tesoro con miliardi di euro.

L’UE aveva approvato tutte le decisioni dei governi italiani di sinistra e ora spara a zero contro quello gialloverde, anche Wall Street Journal si è schierato contro la commissione europea per i suoi diktat contro l’Italia; Bloomberg giudica irragionevole la fissa di Bruxelles sul deficit, che però fa aumentare lo spread a vantaggio delle banche straniere che comprano titoli di stato italiani.

Molti paesi europei non hanno le carte in  regola, nel 2012 la Francia aveva un deficit di bilancio del 4% e la Spagna del 9%, poi soccorsa anche dal credito italiano. I parlamenti sovrani sono nati per la gestione autonoma del bilancio dello stato, privati di questo potere, i loro governi si vedono sottratto ogni potere. I burocrati europei hanno una strategia arrogante verso l’Italia, lo afferma anche la grande stampa anglosassone.

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A causa delle varie manomissioni al sistema delle pensioni da parte di vari governi italiani, alzate le pensioni minime e previsto un reddito minimo per i più poveri, il governo gialloverde progetta di aiutare i giovani, alternativamente precari, disoccupati o occupati regolarmente, prevedendo per essi, con 20 anni di contributi, una pensione minima di 780 euro al mese, a 60 anni di età.

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (22/10/2018)

PREAMBOLO

Per rispetto verso la sovranità popolare, si dice che lo stato, nei suoi processi, dovrebbe essere trasparente come una casa di vetro, a volte è lo stesso stato che sembra garantire questo suo aspetto, in pratica, poiché è un buon predicatore, non è così perché esistono i segreti di stato. Con una finzione, lo stato è definito persona giuridica, cioè, come le persone fisiche, è un soggetto di diritti con capacità di agire e di difendersi in giudizio e in guerra; a causa dei suoi segreti e delle sue trame, sembra però anche una società segreta privata.

Comunque la si veda, pare che in dottrina si voglia preservare la privacy, sia a vantaggio delle persone giuridiche che delle persone fisiche; ciò che è lecito allo stato non è lecito ai sudditi, il che rappresenta una disuguaglianza di fondo rispetto alla legge, poiché anche lo stato dovrebbe essere soggetto alla legge, invece ha tre facce, spia i cittadini e  custodisce segreti.

Con l’aiuto dei servizi segreti e della polizia, con la posta, il telefono, i satelliti, la rete e la videosorveglianza, lo stato spia e scheda in segreto i suoi cittadini. Nell’amministrazione della giustizia, il casellario giudiziario è stato creato per conservare i dati penali sensibili delle persone condannate; non è questione di dittatura e di democrazia, lo stato zarista spiava i cittadini con l’aiuto dei preti che violavano il segreto della confessione.

Naturalmente, gli stati non hanno lo stesso grado di rispetto verso i cittadini che, comunque, non sono mai sovrani. Secondo la scienza futuristica, quando gli uomini acquisiranno la telepatia, lo stato finirà di spiare perché si saprà in anticipo cosa l’uomo pensa, cosa fa e cosa vuole, perciò non sarà più necessaria la confessione o sanzionare le bugie dei bambini e la falsa testimonianza, però l’uomo potrebbe perdere l’uso della parola. 

Perciò, al momento, non ci rimane che difendere la privacy solo nei confronti dei privati, cioè imprese e  cittadini; però la privacy è difficile da tutelare anche nei rapporti privati, in commercio; questa privacy, tutelata dalla legge, sembra proprio uno scherzo. Infatti, a causa dei rapporti burocratici e commerciali, i cittadini diffondono i loro dati e c’è chi fa di loro commercio, inoltre, le banche schedano i clienti, con i loro dati, il loro patrimonio e le loro abitudini commerciali, lo fanno soprattutto per prevenire le insolvenze, soprattutto quando sono inadempienti.

ITALIA

A gennaio o a maggio del 2019 il ministro dell’economia Giovanni Tria, inviso a Di Maio, secondo alcune voci, forse potrebbe essere sostituito o costretto alle dimissioni, assieme al ministro degli esteri Enzo Moavero, inviso a Salvini; superata la crisi sulla nota di aggiustamenti al Def, c’è stata una battaglia sulla legge di bilancio; Tria, seguendo le indicazioni europee, intendeva fissare il deficit di bilancio all’1,6%.

Di Maio non sopporta Tria e si è scontrato con lui anche su Alitalia, tra i sostituti di Tria ci potrebbe essere l’accademico Gustavo Piga, esperto di debito pubblico e di politica monetaria oppure, in seconda fila, Rainer Masera, già ministro del bilancio del governo Dini ed ex dirigente di Banca d’Italia, San Paolo, Lehman Brothers e Banca Europea  degli investimenti, un uomo delle banche  e, probabilmente, anche della massoneria, che perciò, non può rassicurare.

Il governo gialloverde è sempre sotto la lente critica di UE, Mattarella, mercati, banca d’Italia, Inps e informazione, gli si dovrebbe dare il tempo per esprimersi governando, anche se manifesta delle temporanee contraddizioni, invece si evidenzia che è stato colto da un altro incidente; di Maio si è accorto di un’interpolazione o manipolazione, non concordata con la maggioranza, al testo del decreto legge fiscale, che prevede un grosso condono sulle esportazioni di capitali. La responsabilità potrebbe essere di un dirigente politico, forse dei sottosegretari leghisti Giorgetti e Garavaglia, legati a Berlusconi; Salvini afferma che l’articolo era stato letto e votato nella sua interezza, cioè con la presunta manipolazione, il che mette in cattiva luce Di Maio.

Al decreto sicurezza, presentato dalla Lega, che revoca protezione umanitaria e cittadinanza agli immigrati sottoposti a procedimento penale, il M5S ha presentato 81 emendamenti, alcuni penta stellati, come Fico, sono ostili alla linea di Salvini sull’immigrazione; a sua volta, Salvini ha criticato il condono edilizio per Ischia colpita dal terremoto. Sono altri incidenti della maggioranza, accade anche nei matrimoni e all’interno dei partiti.

I conservatori di tutti i colori, all’opposizione del governo giallo verde, denunciano un attacco alla democrazia liberale da parte dei populisti e sovranisti, contrari ai mercati e alla globalizzazione. Il liberalismo e il liberismo nacquero, però, prima della democrazia e del suffragio universale, in precedenza il voto era un appannaggio di minoranze; ancora oggi, le élite hanno paura di riforme sociali e della maggioranza che scaturisce dal voto allargato, mentre l’estensione del concetto di democrazia cerca di difendere il welfare al posto del mercato, purtroppo, anche l’UE è dominata dalle lobby e da Soros.

Per Marx la politica è un’emanazione dell’economia, però oggi, in Italia, la politica illuminata si vuole affrancare da questa sudditanza e vorrebbe prendersi una rivincita sull’economia, chiedendo il ritorno alla sovranità popolare e allo stato nazione; Germania, Francia e commissione europea sono in  ansia per la situazione italiana.

Secondo un sondaggio, gli italiani sono più favorevoli alla lotta all’evasione legale che ai condoni, sono più interessati alla sicurezza che alla libertà personale, più favorevoli all’espulsione degli immigrati che alla loro accoglienza, più interessati alle tutele sul lavoro che alla sua flessibilità e più interessati all’occupazione che all’assistenza sociale. Il PD potrebbe dire che in Italia e in Europa spira un’aria di destra, ma di chi è la colpa? Comunque, il PD non  è un partito di sinistra.

Secondo il presidente della Rai, Marcello Foa, il PD o i suoi deputati sono  finanziati da George Soros, il finanziere ebreo favorevole all’immigrazione, al governo mondiale e alla globalizzazione; Soros ha molta influenza anche dentro l’UE, non è una novità che i partiti sono finanziati dalle lobby . Foa afferma che delle organizzazioni internazionali hanno enormi poteri e sono al riparo dalla sovranità popolare, se n’erano accorti anche gli italiani, così si spiega il risultato  alle elezioni politiche. David Sassoli, vicepresidente del parlamento UE, ha annunciato querela contro Foa, i “democratici” affermano che l’elezione di Foa è stata irregolare.

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L’agenzia di rating Usa, Moody’s, che spara sentenze e scorazza senza controllo in finanza, ha abbassato il rating dell’Italia a Baa3, ora il suo debito è di un gradino sopra la spazzatura; eppure non esistono paesi solvibili, cioè non in pericolo di default, come l’Italia, che però, come il Giappone, dovrebbe riservare i BTP soprattutto agli italiani, invece sono acquistati da fondi comuni e banche che speculano sulle variazioni di spread.

Il rialzo dello spread fa aumentare l’interesse sulle nuove emissioni e l’interesse sui mutui a tasso variabile, le banche perdono virtualmente con il calo di valore dei titoli in portafoglio ma ci guadagnano con quelli di nuova emissione; quando li vendono, guadagnano realmente in plusvalenze.

Oggi si possono aprire conti correnti presso una banca tedesca, direttamente da casa, con il proprio computer, trasferendo i propri risparmi, questi conti hanno spese più basse di quelli italiani e interessi sulle giacenze, il che favorirà il trasferimento di risparmio legalmente conseguito da Italia a Germania, che seguirà quello illegale. Con questi soldi le banche tedesche possono comprare i BTP di nuova emissione i cui interessi sono stati fatti salire dai rialzi dello spread, favoriti dal terrorismo finanziario delle società di rating.

Acquistano i BTP italiani i fondi comuni, i fondi pensione esteri e le banche italiane e straniere, che guadagnano le plusvalenze quando li vendono con la riduzione degli spread; agli italiani vanno i Bot senza reddito, anche se le domande di titoli di stato da parte loro sono maggiori delle offerte, quindi alle aste, potrebbero essere offerti anche a loro: Perciò sono costretti a comprarli al mercato secondario, dopo che le banche italiane hanno guadagnato in plusvalenze.

L’informazione, mal diretta contro l’Italia, lamenta che, a causa del rialzo dello spread, si rischia di non trovare compratori per i titoli di stato italiani, in realtà, il rialzo degli spread, con l’aumento degli interessi, favorisce gli acquisti e la speculazione internazionale; dal 1963 l’Italia è il mercato prediletto dalla speculazione internazionale, i soldi da essa guadagnati sono stati tolti all’Italia come fosse una colonia; l’Italia ha sempre pagato i suoi debiti e non è ricorsa agli aiuti del FMI, anzi, con la mafia e il Target2, trasferisce liquidità in Germania.

I mercati, che si sono riempite le tasche con la lira e con le crisi annuali di governo italiano, che favorivano anche crisi economiche e svalutazioni della lira, non possono accettare che un paese solido, con un attivo valutario e con un grande patrimonio pubblico si sottragga alla speculazione dei mercati; i quali, d’accordo con politica e informazione nostrana, cooperano nel  hanno il progetto di distruggere l’Italia e di mettere le mani sulle sue ricchezze.

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La Cina non accetta più rifiuti riciclabili dall’Italia perciò a Milano la ndrangheta, alleata con settori della politica e degli affari, per liberare i siti di stoccaggio, appicca tanti incendi nei depositi, con il rischio di rilascio di diossina. Il governo concede tanti incentivi alle piccole centrali idroelettriche, che si stanno aprendo soprattutto in Lombardia, le quali hanno impatto  ambientale e cancellano specie animali e vegetali; questa fonte energetica riciclabile sarebbe, comunque, quantitativamente poco rilevante. In Italia, visti i vantaggi economici, aumentano le richieste di passaggio di comuni e provincie da una regione all’altra, dal Piemonte e dall’Emilia alla Lombardia e dal Veneto al Trentino Alto Adige.

EUROPA

Com’è noto, alcune banche favoriscono il riciclaggio di denaro sporco criminale o frutto di corruzione o evasione fiscale; l’informazione italiana pone sempre l’accento sulla serietà dei paesi dell’Europa settentrionale, eppure la banca danese Danske Bank, cioè il più grande gruppo bancario danese, pare sia diventata la banca europea che ricicla più denaro sporco.

Svolge questa sua attività tramite la sua filiale estone che, con il riciclaggio, ha trasferito all’estero 234 miliardi di dollari, a beneficio soprattutto di russi e di cittadini dell’Europa orientale; i russi riciclano denaro anche a Cipro e gli italiani lo riciclano a Francoforte e in Svizzera. Danske Bank opera attraverso corrispondenti bancari esteri, come Deutsche Bank, e banche inglesi, lo fa tramite bonifici in dollari della filiale estone. Poiché le banche hanno ricevuto segnalazioni su operazioni sospette della banca danese, alcune banche americane hanno smesso di fare affari con essa.

Il governo dell’Azerbaigian ha usato la banca danese per pagamenti riservati fatti attraverso banche britanniche, a beneficio di politici e giornalisti, a scopo sospetto di corruttela; tra i beneficiari, ci sono anche membri del Consiglio d’Europa e della banca europea per la ricostruzione  e lo sviluppo (BERS). La banca danese si è giustificata affermando d non aver svolto controlli adeguati sulla filiale estone che svolgeva il riciclaggio, ma potrebbe essere una scusa perché il controllo era doveroso da arte della sede centrale. 

Comunque, l’agenzia nazionale per il crimine del Regno Unito ha avviato un’indagine su questo riciclaggio, che avrebbe coinvolto banche britanniche; è probabile che la banca danese Danske Bank, a causa di queste operazioni, possa essere multata di miliardi di dollari dalle autorità di regolamentazione bancaria statunitensi ed europee. (Per le notizie, fonte: Informazione Corretta).

Nunzio Miccoli   www.vuiruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (15/10/2018)

PREAMBOLO

Si è voluto combattere la riduzione della popolazione, dovuta soprattutto all’aumento dei morti causato dall’invecchiamento, favorendo subdolamente l’immigrazione, al momento, a causa della crisi, poco richiesta dal mercato del lavoro; l’aborto lecito o illecito e il controllo delle nascite erano più che giustificati quando le famiglie erano ricche di figli ma, se dovessero ridursi di molto gli autoctoni, l’aborto, che è curiosamente un diritto concesso solo alla madre e non al marito, potrebbe tornare a essere illegale.

Non è questione di morale o d’ideologia, l’aborto e il controllo delle nascite dovrebbero essere leciti soprattutto quando la popolazione aumenta o un paese o una famiglia sono sovrappopolati, ma dovrebbero essere vietati se la popolazione autoctona rischiasse di estinguersi. Al popolo è stato insegnato che sono inviolabili, sacre ed eterne le leggi, i trattati e i contratti, che però si cambiano perché sono convenzionali, infatti, hanno sempre seguito i costumi, le mode e le contingenze; una legge che autorizza l’aborto potrebbe anche divenire, come si dice in diritto, una legge eccezionale, come il coprifuoco in tempo di guerra. Il provvedimento del comune di Verona, mirante a scoraggiare l’aborto, è solo un’anticipazione di cambio di passo, non è questione di destra e di sinistra, di laici e bigotti.

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Soprattutto per i paesi con sovranità monetaria, la moneta si crea con il deficit di bilancio e con l’attivo commerciale, ma gli Usa, avendo il dollaro usato per la liquidità internazionale, la creano con il passivo commerciale, inondando il mondo di dollari che alimentano il debito estero americano e favoriscono speculazioni finanziarie, crisi economiche e indebitamento di paesi. Grazie a mafia, massoneria, chiesa, banche, paradisi fiscali, QE e attivo commerciale, l’Italia esporta capitali a Francoforte, con i quali, senza i vincoli europei, potrebbe fare investimenti interni.

Mentre gli Usa, a causa del deficit commerciale, sono costretti a introdurre dazi sulle importazioni, la Cina ha alimentato le sue esportazioni, favorite dagli investimenti sul suo territorio da parte di americani, giapponesi e tedeschi; le ha spinte anche con il dumping commerciale, poi è entrata nel WTO e ha reso convertibile la sua moneta. Vista la situazione, probabilmente sarà costretta a rivalutare lo yuan, mentre il dollaro si svaluterà, anche se la nostra televisione non fa che esaltare i successi economici americani e rimarcare gli insuccessi economici italiani.

La Cina crea moneta con il deficit di bilancio e, come la Germania, usa gli attivi commerciali per fare investimenti all’estero, usa la moneta di conto corrente con l’estero ma rifiuta le banconote estere in contanti, sa che la moneta cartacea è un bluff; ha regolamenti in conto con i vari paesi, usando le monete più importanti, paga le importazioni con le esportazioni e con i crediti eccedenti fa investimenti all’estero.

Poiché non ha certezze sulla sorte dell’enorme debito estero americano, sta riducendo il suo portafoglio in titoli del Tesoro americani ma, UE e informazione, favorendo la speculazione contro l’Italia, puntano il dito solo sul debito pubblico italiano. L’Italia dovrebbe seguire l’esempio cinese, ma non lo può fare perché si è sposata alla Germania; il deficit del bilancio dello stato, come affermava Keynes, assomiglia al deficit del bilancio finanziario di una famiglia o di un’impresa che acquistano, accendendo un debito bancario, un immobile; perciò gli investimenti pubblici non dovrebbero essere calcolati nel deficit, perché se i debiti sono onorati, come ha fatto sempre l’Italia, non fanno che creare ricchezza, non si capisce il rigore della UE verso il deficit di bilancio dell’Italia.

L’ansia che nasce dalla preoccupazione di non recuperare i propri crediti, l’hanno avuta anche i banchieri italiani dei secoli passati, i quali finanziavano i monarchi per la guerra; parte di questi debiti non furono mai pagati. La Germania, che non ha pagato il suo debito  di guerra, invita l’Italia a onorare i suoi debiti e a rispettare i trattati che tutti gli stati, inclusa la Germania, hanno regolarmente violato. Società di rating e allarmismo europeo sul deficit italiano, fanno salire lo spread e l’interesse sui titoli pubblici italiani a lunga scadenza, a vantaggio dei possessori stranieri, il che rivela l’intento speculativo del can can televisivo sullo spread.

ITALIA

Ottaviano Del Turco, assolto o difeso ripetutamente dall’informazione dall’accusa di corruzione, è stato definitivamente condannato dalla Cassazione, dopo le condanne di Tribunale e Corte d’Appello, il che vuol dire che, a volte, l’informazione, come la magistratura, fa solo politica a favore di una tifoseria di partito. I partiti invitano a rispettare le sentenze che fanno loro comodo, concretamente però, queste sentenze, non sono rispettate perché sono spesso impugnate e riformate in appello.

Dal 2019 il governo sopprimerà i finanziamenti ai giornali, però rimane il canone TV; anche a vantaggio delle piccole emittenti private; una rivoluzione pacifica è in atto, secondo la costituzione, richiamata stranamente anche dall’europeista Mattarella, ma spesso disattesa da legislatore e da presidente che promulga leggi anticostituzionali, la sovranità non appartiene ai mercati, all’UE, al Vaticano o alla banca d’Italia, ma al parlamento e al popolo.

Anche la Spagna dovrebbe essere soggetta alla procedura d’infrazione, per deficit di bilancio, da parte della commissione europea, il deficit previsto per il 2019 è dell’1,8%, ma ha ricevuto l’OK dall’Europa; come la Francia, la Spagna ha un debito pubblico pari al 100% del Pil e il suo Pil aumenta del 4% l’anno. Il governo di minoranza, costituito da socialisti e Podemos, vuole indicizzare le pensioni, aumentare le pensioni minime, rilanciare l’edilizia, ridurre le tasse universitarie, ridurre precariato e contratti a termine; è un buon programma, chissà se manterrà queste promesse.

Il governo italiano, poiché l’Italia ha una crescita più bassa e un debito pubblico maggiore, per favorire una maggiore crescita, per il 2019 ha previsto un deficit di bilancio del 2,4%, le reazioni dell’Europa paiono negative, essa, per favorire la speculazione contro lò’Italia, è sempre pronta a sanzionarla. Se è vero che la sovranità, teoricamente e secondo la costituzione, appartiene al popolo e non ai mercati, all’UE, al Vaticano o alla banca d’Italia, c’è da dire che i vincoli esterni al bilancio dello stato italiano sono stati rafforzati dall’art.81 della costituzione italiana che prevede il pareggio di bilancio, perciò quest’articolo, antitetico rispetto alle lezioni di Keynes, andrebbe abolito.

La giornalista maltese Daphne Caruana, è stata uccisa per aver denunciato la corruzione politica del suo paese, dove il governo di Muscat controlla racket, polizia, magistratura e dove si vendono passaporti europei e si favoriscono network criminali: Pare che Malta non abbia ricevuto buoni insegnamenti dalla dominazione inglese, è un paradisio fiscale e l’UE, sempre attenta a ciò che avviene in Italia, sta a guardare apparentemente indifferente.

Nunzio Miccoli   www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (3/10/2018)

ITALIA

Il ministro italiano Paolo Savona, accusato dall’europeista Mattarella di essere a favore della reversibilità dall’euro e dall’Unione Europea, ha inviato recentemente un documento a Bruxelles con cui difende concorrenza, mercati e trattati europei, che hanno indebolito lavoro e stato sociale, ma in Italia, non l’assistenza statale ai ricchi. I trattati di Maastricht e Lisbona avevano promesso agli europei piena occupazione, benessere economico, solidarietà tra gli stati e libera circolazioni di merci, capitali e persone, ma ha difeso solo il movimento dei capitali e ci ha difesi dall’inflazione .

Savona afferma che l’UE ha utilizzato mezzi inadeguati per i suoi fini e poi è stata messa in crisi dai flussi migratori; anche se l’Europa cresce poco, Savona non è interessato alle disuguaglianze, al reddito di cittadinanza, alla redistribuzione della ricchezza e al welfare. In una visione tecnocratica, propone una riforma della Bce, per farla diventare prestatore  di ultima istanza a favore degli stati, cioè propone un nuovo fondo salva stati, accusa anche Draghi di aver introdotto in ritardo il quantitative easing.

Suggerisce nuovi strumenti per fronteggiare gli attacchi speculativi espressi dagli spread; per combattere disoccupazione e disuguaglianze, chiede più investimenti in infrastrutture da parte degli stati; con la mediazione della Bce, propone un piano dei rimborsi dei debiti pubblici per la parte eccedente il 60% del Pil, con garanzia da parte delle entrate degli stati indebitati e del loro patrimonio.

Paolo Savona sostiene i trattati europei che  però, nella fattispecie, definisce sbagliati, sostiene il mercato, il liberismo, il rispetto della legge, il profitto e il salario, ma è contrario alla rendita, cioè è a favore delle attività produttive; le rendite sono costituite da pensioni, assistenza pubblica, rendimenti finanziari e affitti, afferma che l’assistenza sociale alimenta la spesa pubblica.

Fatta eccezione per gli amici dello stato, abituato a concedere privilegi, esenzioni, immunità e pensioni immeritate, generalmente, le pensioni sono pagate dai lavoratori, gli affitti discendono da investimenti edilizi che hanno creato occupazione e aumento del Pil e gli impieghi finanziari collocati all’estero dagli imprenditori, denunciano una stanchezza nella loro attività e la volontà di difendersi dalla voracità del fisco italiano.

Per il progresso del popolo è necessaria la cultura, che è il risultato di memoria, istruzione scolastica, personale, familiare, religiosa, di classe e di gruppo; tuttavia, l’istruzione e l’educazione tendono a condizionare e programmare l’individuo, il che ne riduce il libero arbitrio. L’arrivismo sociale alimenta le discriminazioni ed è aiutato da scaltrezza, spregiudicatezza, ricatto, corruzione e politica delle relazioni, cioè aderendo a un partito, una religione, mafia, massoneria o altra associazione, in ciò si è aiutati anche dal peso dalla propria famiglia.

Nel 1960 la lira ricevette l’oscar della stabilità, dal 1963, per la gioia degli speculatori internazionali sulla lira, iniziò la crisi economica italiana che dura fino ad oggi; la valanga di xeno dollari in cerca d’impieghi ha alimentato questa crisi ed ha alimentato, con la politica dell’UE; la crisi del bilancio dello stato e quella bancaria; in precedenza, la crisi era controllata efficacemente dalla legge bancaria italiana del 1936 e dal Tesoro e dalla Banca d’Italia che cooperavano.

Prima dei trattati europei, la legge bancaria proteggeva il risparmiatore e la normativa  consentiva alla banca d’Italia di finanziare il Tesoro; per tutelare il risparmio, separava le banche commerciali da quelle d’affari e il credito a breve  termine da quello a medio e lungo termine. In motori dell’economia italiana sono stati le esportazioni, le costruzioni edilizie e le opere pubbliche, ma ora edilizia e opere pubbliche sono state fortemente ridimensionate, mentre lo sviluppo edilizio ha consentito, prima della crisi, lo sviluppo di Spagna e Irlanda.

Nel 1971 gli Usa, mancando di coperture adeguate in oro per i dollari in circolazione, posero fine alla loro convertibilità e ai cambi fissi, introdotti nel 1944 con gli accordi di Bretton Woods. L’Europa adottò i cambi fluttuanti e nel 1974 ci fu la crisi petrolifera, poi in Italia ci fu l’attacco allo stato delle brigate rosse; negli anni ottanta, per combattere la stagflazione, Thatcher e Reagan puntarono su deregolamentazione e privatizzazione; il debito pubblico italiano raggiunse il 90% del Pil; il trattato di Maastricht prevedeva il 60%, oggi esso raggiunge il 130% e quello della Francia è del 100%.

L’Italia ha risparmio inutilizzato che, con la mediazione bancaria, prende la via dell’estero e compensa il debito estero, la maggior parte del debito pubblico italiano è posseduto da italiani, l’Italia ha anche una bilancia dei pagamenti in attivo e un avanzo primario di bilancio, il patrimonio dello stato che garantisce i creditori è notevole; nel 1989 crollò il muro di Berlino.

Nel 1992 fu firmato il trattato di Maastricht, scoppiò mani pulite, crebbe la crisi economica e si fecero privatizzazioni; l’1 gennaio 1999 l’euro sostituì la lira; nel 2001 la Cina, con cambio fisso sottovalutato e con una politica di dumping, entrò nel WTO e aumentarono le sue esportazioni; la BCE, per regolamento, non poteva intervenire sul cambio dell’euro che, fortunatamente, poteva essere solo rivalutato, perché la bilancia commerciale era in attivo.

La globalizzazione, non avendo previsto un sistema di cambi regolati, consenti alla speculazione di agire liberamente, aprendo la strada alla possibilità di un ritorno al protezionismo. Nel 2008 in Usa, con la crisi edilizia dei subprime, fallì la banca Lehman Brothers, nel 2011 in Italia cadde il governo Berlusconi e furono introdotti i vincoli di bilancio europei del fiscal compact.

Il Pil italiano cadde del 10%, le grandi imprese chiedevano sempre protezione e aiuti allo stato e, rispetto al 1960, la lira si svalutò di tre volte. Non avendo l’Italia sovranità monetaria, con il suo debito pubblico espresso in euro, se non trovasse più credito, sarebbe maggiormente esposta al default dello stato. L’Italia è entrata nella gabbia europea con stati ostili verso l’Italia e gli immigrati, d’altra parte, non è possibile considerare lecita l’immigrazione illecita.

Per Savona, il governo della legge è il fondamento della democrazia, per gli ebrei e i romani, la legge era sacra, però la legge non è immutabile e si può cambiare, anche i trattati sono legge; inoltre la legge è commissionata da lobby, chiesa, banche, mafia, UE e non è fatta dal popolo, nemmeno per interposizione parlamentare; i potenti si sottraggono facilmente alla legge, inoltre, nell’UE la burocrazia opera come potere costituito.

Il concetto d’inflazione programmata, come quella fissata dai trattati europei, significa che lo stato, con imposte indirette, tariffe e monetazione, può stabilire il tasso di svalutazione della moneta.  L’UE deve sapere che gli italiani non sono cretini, la politica si è alleata con la burocrazia, Keynes valorizzò lo stato nazionale, che l’UE vuole smantellare, e cercò di combattere la disoccupazione con il deficit di bilancio e gli investimenti pubblici.

Con il suo deficit, la bilancia valutaria americana ha assunto il ruolo di una banca centrale mondiale che crea liquidità internazionale; superati gli accordi di Bretton Woods, si è passati al regime dei cambi liberi o flessibili e oggi anche le criptovalute ledono il principio di sovranità monetaria e il signoraggio monetario; anche le banche, con i depositi, alimentano la liquidità. La BCE non può intervenire sul cambio estero dell’euro o finanziare gli stati membri; per la UE, con i bilanci statali in pareggio o quasi, si salvaguarda la stabilità monetaria.

Con il fiscal compact, l’UE ha puntato sul pareggio di bilancio, rinunciando al coordinamento delle politiche fiscali e a varare una scuola comune; l’economia italiana, come quella tedesca e cinese, con le esportazioni, dipende dalla domanda mondiale, che, a sua volta, dipende anche da dazi e crisi; perciò, per aiutare l’occupazione interna, sarebbe utile, rilanciare i salari e la domanda interna, perché la domanda mondiale non è controllabile dal governo italiano.

L’inflazione può dipendere da costi, da imposte, da moneta e da domanda, cioè da redditi e salari, la concorrenza, senza accordi di cartello tra produttori e venditori, teoricamente dovrebbe prevenire l’inflazione. Per aumentare gli investimenti, nel 1993 il governo Ciampi, tributario verso idee estere, varò la banca universale, mettendo fine a quella specializzata e mettendo a rischio le banche; fu un errore perché favorì il credito a imprenditori incapaci o furbacchioni, mise a rischio i depositi e favorì le rendite e l’assistenza alle imprese.

Le banche italiane non avevano procedure interne per il controllo dei derivati, perciò persero anche con questi impieghi, con ricadute anche su stato e enti locali, inoltre, hanno diversificato gli investimenti a favore di titoli esteri, favorendo le esportazioni di capitali, in passato ostacolate, e sottraendo il risparmio interno all’economia italiana. Impedendo il riciclaggio interno del denaro, lo stato ha favorito il riciclaggio a favore di banche estere, la Merkel ha affermato che la Germania è impreparata a controllare il riciclaggio, ma probabilmente non vuole farlo.

Gli euroburocrati non sono infallibili, a volte pensano al loro tornaconto, Il rigore di bilancio ha favorito la crisi e oggi i condizionamenti dell’UE hanno un peso determinane negativo sull’economia italiana, cioè è cessata la gestione dell’economia italiana da parte del governo italiano, non è solo questione di euro. L’UE si è impegnata nella lotta per la stabilità monetaria, mentre gli stati vorrebbero lottare per lo sviluppo.

Savona, per bloccare il nervosismo dello spread,  ha offerto, a garanzia del debito estero, il patrimonio dello stato, ha proposto l’azzeramento del deficit di bilancio con un fondo speciale della BCE che accogliesse la percentuale eccedente il 60% rispetto al Pil; ma la Bce ha preferito acquistare titoli sovrani con il QE, alimentando con ciò una posta aggiuntiva del debito italiano con i saldi del Target2.

La tassazione sugli immobili da parte di Monti ha bloccato l’investimento in abitazioni, sostituiti in parte, dalle spese per manutenzione e ristrutturazione che, per fortuna dell’occupazione, non sono poche perché in Italia esistono tante abitazioni. Poiché si sentono deboli sul piano commerciale, Brexit, Trump e Macron non vogliono il mercato aperto; la libera concorrenza della globalizzazione non tiene conto d’imposte diverse, costi sociali e per l’ambiente e favorisce il dumping  commerciale e sociale.

Nel 1205 la Magna Charta pose un limite al potere del sovrano, a vantaggio dell’aristocrazia, anche in Russia, contro lo zar, vinsero i boiardi, simili agli attuali boiardi di stato; nel secolo XVIII la costituzione americana, replicata da quella francese, separò i poteri dello stato e stabilì i diritti dei cittadini. La sovranità popolare avanzò nel XIX secolo, ma nel XX secolo si affermò il potere della burocrazia, che attua una dittatura subdola degli uffici pubblici, succeduta al dispotismo monarchico e all’oligarchia.

Lo stato dovrebbe essere al servizio del cittadino ma, nato per riscuotere imposte in cambio di protezione, sembra, in realtà, un’impresa privata occulta, che oggi si vuole rimangiare anche lo stato sociale; il mercato detta leggi e gli organi dello stato, depotenziando la sovranità dello stato, sono al suo servizio. Il potere autonomo della burocrazia, i vincoli del mercato e dell’UE, con l’aiuto dell’informazione, hanno introdotto un nuovo modo di governare; oligarchie e UE operano al di sopra della volontà democratica del popolo.

Le costituzioni dovevano esser lo scudo della volontà popolare e dovevano difendere il cittadino dalle burocrazie e dal mercato, ma non sono riuscite in questo intento, per Mattarella la costituzione italiana, sostanzialmente, deve difendere la politica dell’UE. La costituzione italiana è nata come un misto tra liberalismo, comunismo e confessionalismo; l’espansione del bilancio pubblico non è dovuto solo alle spese sociali per la ricerca del consenso, ma anche a quelle militari e a quelle a favore di banche, imprese e chiesa.

L’impreparazione del parlamento ha spinto ad approvare i trattati europei, la pace di Vestfalia del XVII secolo, oltre la pace religiosa, identificava lo stato da territorio, popolazione e leggi, l’UE ha svuotato gli stati da territorio, nazioni e leggi proprie, gettando le basi dello stato sovranazionale autoritario, grazie a trattati regolarmente disattesi, non solo dall’Italia. Il popolo chiedeva uno stato che ridistribuisse ricchezza, invece hanno sottoposto la volontà del popolo a vincoli esterni e gli hanno tappato la bocca.

Per Smith la concorrenza avrebbe ridistribuito il reddito, però per Ricardo questo compito spettava allo stato, per Keynes la spesa pubblica favoriva l’occupazione, per Marx era la rivoluzione che doveva unire socialmente gli uomini. Aristocrazia e dittatura illuminate non aiutano il popolo perché è la finanza che fissa gli interessi e le regole del gioco; gli uomini non dovrebbero essere governati da altri uomini ma da leggi socialmente giuste e sentite dal popolo, magari da lui suggerite, il potere costituente, conferito sulla carta al popolo, non deve essere definitivamente annullato.

Il trattato di Lisbona del 2007, all’art.3, abolisce le frontiere interne, garantisce libera circolazione delle persone, controllo delle frontiere e dell’immigrazione, lotta alla criminalità e si batte per la solidarietà tra stati e per l’eliminazione della povertà. Oggi i cittadini non sono uguali socialmente ma, a causa dei favori concessi dallo stato, nemmeno nei diritti e nei doveri; la moneta doveva nascere solo con l’unione politica, a questo punto non più auspicabile; non correggendo i difetti dell’UE, le sue promesse non possono essere mantenute.

La costruzione europea è incompleta perché non prevede terapie per la risoluzione delle crisi, per Berlusconi i cittadini non sanno votare, ma lo sanno fare i dirigenti illuminati, per il potere, gli italiani non possono decidere con i referendum, l’Italia si è messa con cattivi compagni di strada. Aveva chiesto il rinvio per l’entrata in guerra e nell’euro, ma la Germania si oppose, poi Prodi fece pagare agli italiani una pesante eurotassa per entrare.

Il mercato comune era nato con gli accordi di Roma del 1957; la sovranità fiscale italiana è stata intaccata nel 1992 da Maastricht e poi dal fiscal compact che voleva il pareggio di bilancio. Con il consenso della cultura accademica e il dominio dei trattati, sta nascendo un impero europeo a trazione tedesca; le libertà degli stati sono state ridotte, i burocrati di Bruxelles sono attenti alle violazioni dei vincoli europei da parte dell’Italia, ma non di Francia e Germania, alle segnalano le violazioni o inadempienze relative all’art. 3 del trattato di Lisbona.

I paesi europei dominanti, prima rimproveravano l’assenza dell’Italia, ma ora vogliono essere seguiti passivamente, con la forza economica e militare, vogliono ignorare coesione volontaria e solidarietà, l’UE ha ignorato i paradisi fiscali ed è favorevole alla rendita dell’alta finanza. La sovranità monetaria dello stato è stata trasferita alle istituzioni dell’’UE ma non alla BCE, la sovranità fiscale è restata nominalmente ai membri, ma con dei vincoli, con esiti deflazionistici, inoltre, rifiutando l’armonizzazione fiscale, si favorisce concorrenza sleale e dumping fiscale.

Con la libera circolazione del lavoro, le differenze salariali tra i paesi dell’UE, che esistono anche all’interno degli stati, in teoria dovrebbero attenuarsi, ma i gruppi dominanti, per diminuire i costi e aumentare i profitti, non le vogliono eliminare. Il libero mercato è diventato una finzione e dilaga la corruzione politica; il consiglio europeo dei capi di stato e di governo è organo di governo, ma tutela solo l’interesse dei paesi leader, la commissione europea è un organo di controllo dei vincoli.

Il parlamento è organo consultivo, la Bce può finanziare le banche ma non gli stati, i rappresentanti degli stati stanno a sentire principalmente ciò che dice il rappresentante della Germania; anche Francia e Spagna non hanno rispettato i parametri di Maastricht, la Germania ha violato il limite alle sue esportazioni. I gruppi dominanti apprezzano i vincoli europei, perché favoriscono movimenti di capitali e paradisi fiscali e sfruttano i bassi salari delle aree meno sviluppate, non sono interessati a una scuola comune.

La Bce non ha strumenti adeguato per contrastare gli attacchi speculativi contro gli stati e il risparmio depositato in banca, la conversione cinese di dollari in euro ha favorito la variazione del cambio tra euro e dollaro. L’Italia non si è ripresa perché è dominata da lobby sovranazionali e dai loro agenti, i problemi sociali non dovrebbero essere solo di competenza nazionale, l’armonizzazione fiscale avrebbe risolto il problema e ostacolato il movimento dei capitali. Una sana politica fiscale incide su crescita, occupazione, imposte, inflazione e investimenti pubblici.

L’eccesso di risparmio italiano deriva soprattutto dall’attivo valutario con l’estero, ma non può essere usato per gli investimenti pubblici perché, contrastando l’indebitamento pubblico, le norme europee sul deficit di bilancio lo impediscono. La Germania viola i patti accumulando crediti commerciali e la Francia non rispetta il limite al deficit di bilancio, l’Italia, con le sue esportazioni di capitali, s’indebita con i saldi di Target2, pur essendo creditore verso l’estero; l’UE pretende la riforma del mercato del lavoro e della pubblica amministrazione e non è interessata agli investimenti infrastrutturali e alla scuola.

Per i suoi contenuti e per il localismo, esiste un’economia più esposta alla concorrenza di altra, le piccole imprese italiane non fanno ricerca, l’euro ha sostituito il rischio di cambio con il rischio  di default dello stato. Gli italiani hanno accettato l’euro perché sedotti da informazione e da una politica impreparata, però, uscire dall’euro creerà altri costi, difficoltà e aggiustamenti.

E’ stato sbagliato consegnare la sovranità fiscale a FMI-BCE e commissione europea, però l’euro non è irreversibile, non si può pagare per l’euro senza esiti positivi, l’Italia dovrebbe almeno dotarsi di una moneta complementare. La BCE deve favorire, oltre la stabilità monetaria, la crescita, deve finanziare gli stati e intervenire, come fanno le altre banche centrali, sui cambi: Bisogna attribuire al parlamento europeo e alla commissione europea poteri legislativi e al consiglio europeo dei capi di stato e di governo compiti di vigilanza; purtroppo, fino a oggi, i governi italiani hanno chiesto passivamente solo flessibilità.

La mediocrità soffoca originalità, anticonformismo, talento e autogoverno; il 1990 il PCI cambiò nome e pian piano si trasformò nei contenuti, nel 1991 scoppiò mani pulite, nel 1992 fu firmato il trattato di Maastricht e gli interessi sul debito pubblico raggiunsero il 15%, la lira fu svalutata e gli italiani furono colpiti dall’eurotassa. Si decise di privatizzare le partecipazioni pubbliche, nella prima repubblica comandavano il Vaticano e gli Usa, nella seconda i mercati e la Germania.

Savona e Ciampi, poveri illusi, erano favorevoli a un’alleanza con i francesi, invece si sviluppò l’asse franco-tedesco; in un sistema competitivo e senza accordi di monopolio, teoricamente il profitto tende a zero e non esistono rendite, però ci sono rendite giuste per la giustizia sociale e rendite e privilegi concessi agli amici dello stato. Altri temi ricorrenti sono la lotta alla corruzione e per la produttività, la quale però deriva anche da infrastrutture, costi energetici, investimenti, giustizia e da produzioni con alto valore aggiunto.

La crisi nasce anche quando il vecchio muore e il nuovo stenta a nascere, Savona ha una grande stima dei tecnici della Banca d’Italia che non ha vigilato bene sulle banche; l’esterofilia italiana crea dipendenza culturale e bassa autostima, tipica di chi non vuole passare da provinciale, eppure in Italia esiste una ricerca scientifica e imprese avanzate, ma, diversamente dal passato, oggi il paese è emarginato dalle scelte globali.

Il deficit valutario americano inondò il mondo di dollari; petrodollari ed eurodollari aumentarono la massa monetaria mondiale alimentando crisi, debito estero, instabilità dei cambi e inflazione, tra i detentori della liquidità internazionale ci sono i fondi sovrani di paesi islamici che alimentano guerre e terrorismo. Questa liquidità internazionale è nata, non per volontà degli stati, cioè con il deficit di bilancio statale combattuto da Germania e commissione europea, ma è nata autonomamente con il deficit valutario americano.

Nel 1968 Carli aveva creato i Bot, all’inizio acquistati solo da banche, oggi i Bot sono riservati agli italiani e sono senza reddito, mentre agli stranieri vanno i BTP ad alto reddito. Poiché s’incolpava solo il salario dell’inflazione, il sindacalista Carniti affermava che con l’indicizzazione, il salario voleva essere una variabile indipendente del mercato, poi fu abolita scala mobile fiscal drag.

La Cina ha rivalutato parzialmente lo yuan, rendendolo convertibile, e la Germania non intende finanziare il fondo comune europeo a protezione dei depositi, poi questo è stato sostituito da una riserva dell’1% sui depositi. La Vigilanza della Banca d’Italia aveva commesso errori ed omissioni nel corso delle crisi bancarie italiane, però non poteva accedere a notizie riservate interne alle banche. La produttività dipende anche da burocrazia, norme e giustizia; oggi le idee dominanti sono quelle degli accademici di corte, alla ribalta grazie all’informazione, non sono quelle della cultura e della ragione.

Carli volle l’adesione all’euro che oggi tanti vorrebbero riformare, anche per uscire dall’euro bisognerà pagare, la politica mercantilista e di dominio tedesca ha messo in crisi l’UE; la liquidità internazionale è stata sottratta al controllo delle autorità statali, ha alimentato credito, finanzia e delocalizzazioni americane, comunque, gli investimenti in settori esposti alla concorrenza rendono meno.

Abbiamo ereditato errori sui quali hanno prosperato personaggi illustri, l’Italia ha un sistema tributario demenziale che ostacola la produzione di reddito, avrebbe dovuto resistere ai vincoli europei, il mercato deve essere sostenuto solo quando crea benessere e non crisi. Alcuni considerano inconciliabile il mercato con la democrazia, il nuovo governo italiano e il nuovo parlamento italiano sono ostacolati nel ridistribuire il reddito, il capitale finanziario ha vinto la lotta di classe. La Banca d’Italia, fiduciaria dei poteri finanziari, ha espresso presidenti della repubblica e ministri economici, fino a oggi, la classe dirigente ha scelto il governo al posto del popolo.

USA

All’assemblea generale dell’ONU c’è stato uno scontro fra Trump e Macron, da una parte c’è la visione sovranista di Trump e dall’altra quella multilaterale di Macron; Trump ha detto di essere contrario a cedere la sovranità nazionale a una burocrazia sovranazionale non eletta e ha rigettato il globalismo. Ha magnificato la ripresa economica americana e si è detto a favore della cooperazione al posto della governance globale, inoltre, vuole bloccare l’arrivo di clandestini. Trump è contro le regole del commercio internazionale, contro il WTO, contro corte penale internazionale, contro ONU, contro multilateralismo e libero commercio, ritiene assurde le regole delle organizzazioni internazionali, sostiene l’America first e propone il ritorno al protezionismo.

Trump ha poi accusato l’Iran di essere sponsor del terrorismo e ha annunciato nuove sanzioni contro di esso; l’Iran sostiene economicamente i talebani afgani rifugiati in Iran, che fanno corsi di aggiornamento militare organizzati dalle guardie della rivoluzione iraniane, questi operano anche con attentati suicidi, contro gli americani e contro la frangia afgana dell’Isis, legata all’Arabia, sostenuta a sua volta da Usa, Israele e paesi arabi sunniti.

Trump ha accusato la Cina di pratiche commerciali ingiuste, con sottovalutazione dell’yuan e dei salari, sussidi fiscali all’esportazione e dazi all’importazione; con questi mezzi la Cina, industrializzatosi con le delocalizzazioni americane, tedesche e giapponesi, ha prevalso nell’interscambio con gli Usa. Ha criticato la Germania perché si rifornisce di gas dalla Russia, tramite gasdotto, invece che dagli Usa, con navi trasportanti gas liquefatto; la Germania ha puntato sulla vicinanza del fornitore e sulle spese di trasporto più contenute, cioè fa i suoi interessi economici e non riduce nemmeno le centrali a carbone, molto inquinanti, perché produce carbone.

Al palazzo di vetro, il presidente iraniano Rohani ha accusato Trump di voler demolire le istituzioni internazionali, di aver denunciato l’accordo sul nucleare tra Usa e Iran, stipulato nel 2015, e di voler rovesciare il governo del suo paese; Rohani ha il sostegno di Federica Mogherini, ministro degli esteri dell’UE, la quale, indifferente ai vincoli interni della UE,  vuole eludere sanzioni e vincoli Usa al commercio europeo con l’Iran, perciò, poiché gli Usa vogliono escludere l’Iran dal sistema dei pagamenti internazionali Swift, per il regolamento, propone canali diversi dal mercato del dollaro, minacciando la posizione del dollaro.

Macron, anche se in precedenza la Francia era nazionalista, difende multilateralismo, universalismo e cooperazione, attaccando nazionalismo e populismo, indirettamente sta forse lavorando per la vittoria di Le Pen; contro Trump, ha difeso la corte penale internazionale e l’Unesco e, legato da un patto con la Merkel, ha accusato Trump di voler disfare l’Europa.

Macron è contrario al nazionalismo e, contro l’Italia, ha difeso l’immigrazione dalla Libia; guadagnandosi il plauso dell’Islam, ha difeso i diritti dei palestinesi e l’idea dei due stati in Palestina. L’Onu progetta un Global Compact per l’emigrazione, per la gestione comune del fenomeno, ma Trump, in difesa della sovranità degli stati, assistito da diversi paesi europei, si è detto contrario al progetto.

Trump ha rilevato che l’Europa spende poco per la sua difesa, il che potrebbe portare al disimpegno militare Usa in Europa. Siamo forse alla fine di un ciclo politico, militare ed economico; gli Usa, con la Gran Bretagna, erano stati la culla della democrazia, del  globalismo e del liberismo, hanno delocalizzato industrie, hanno sofferto di deficit nel commercio estero e gli stati in attivo, come Cina e Germania, con la liquidità internazionale acquisita, sono diventati creditori degli Usa.

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (24/9/2018)

PREAMBOLO

Con gli insuccessi di liberismo e globalizzazione, c’è chi si chiede se c’era del buono nel marxismo e nel socialismo di vecchio stampo, cioè non riformati. Premesso che gli stati autoritari possono essere capitalistici, socialisti o comunisti, la lotta ai privilegi e all’emarginazione fu fatta dai borghesi contro gli aristocratici, dai contadini contro i latifondisti e dai proletari contro i capitalisti associati ai finanzieri.

Perciò Marx aveva evidenziato la perenne lotta di classe e affermò ottimisticamente che il plus valore, cioè il guadagno del capitalista sul lavoro dipendente, sarebbe stato eliminato dal comunismo; d’altra parte, bisogna dire che il parassitismo esiste tra uomini, animali e piante, sembra una legge biologica ineliminabile. Con l’invenzione del denaro, che è un artificio innaturale, ma probabilmente utile all’età moderna, tra gli uomini sono entrati in  gioco i soldi ed è evidente che i soldi veri, cioè tanti soldi, si fanno solo utilizzando il lavoro degli altri, sia in industria, che in commercio e finanza.

I piccoli imprenditori usano il lavoro dipendente cercando di pagarlo il meno possibile, il costo del lavoro non dipende solo dalla domanda e dall’offerta perché, con i ricavi, devono pagare anche imposte, oneri bancari, costi energetici, e fare, con un  po’ di fortuna, anche tanto profitto; poiché stato, finanza e servizi pubblici sono collegati, è evidente che è lo stato che li spinge a sfruttare a basso costo il lavoro umano, anche con le delocalizzazioni che mettono a rischio la domanda e l’occupazione interna.

I finanzieri dicono che fanno i soldi facendo lavorare, al posto loro, il denaro, il quale però, senza gli impieghi, cioè senza lavoro umano, sarebbe improduttivo; anche gli alti burocrati e gli alti dirigenti, coperti di privilegi, quando lavorano e quando sono in pensione, vivono grazie al lavoro degli altri. Lo stato e chi sta dietro ad esso, è abituato a comprare uomini selezionati, generalmente con poca cultura, che hanno la caratteristica di essere obbedienti, discreti, ricattabili e corruttibili; per fare più facilmente carriera, spesso sono collegati a chiesa, massoneria, lobby, grandi banche, mafia e potenze straniere.

Con la lotta al populismo, si evidenzia che il vero nemico dello stato è il popolo, la democrazia e la sovranità del popolo non esistono, dietro lo stato, che è un’impresa privata occulta, sono i soliti ignoti; tra gli uomini, i più disprezzati sono stati i contadini, soprattutto quando reclamavano la terra. E’ tanto difficile modificare questi meccanismi, favoriti dal fatto che il popolo si mette in mano ad altri per reclamare ordine e sicurezza, anche quando i poteri lo tradiscono; con le elezioni, il popolo può solo cambiare la classe al governo e sperare; un augurio al nuovo governo italiano.

Eppure, quando la terra è comune o appartiene allo stato che l’assegna in concessione, si evita il suo frazionamento con la successione, si evita latifondo privato con le relative differenze sociali; in generale però, come si sa, lo stato è occupato da categorie che, al suo riparo si vendono a chi le paga e fanno i loro interessi e quelli dei loro mandanti, tradendo le promesse sociali della politica illuminata.

ISLAM

L’asse tra Roma e Serraj, che governa a Tripoli, forse si sta frantumando, Haftar, che governa a Tobruk, sostenuto da Francia, Russia ed Egitto, con le sue milizie minaccia la capitale. Il governo italiano e l’Onu avevano puntato sul governo di unità nazionale di Serraj, ma ora Roma è costretta a dialogare con Haftar. Il ministro degli esteri italiano, Moavero, si è recato a Bengasi per un incontro con Haftar e ha affermato di volere il dialogo con tutte le parti libiche, di battersi per l’autodeterminazione e la sovranità della Libia e di ritenere che i libici debbano decidere liberamente, con elezioni trasparenti, il loro destino.

Haftar ha proposto un’onorevole uscita di Serraj dal governo di Tripoli, con la sua nomina ad ambasciatore in un paese importante; l’ambasciatore italiano Perrone, amico di Serraj, poiché non  è gradito a Tobruk, è stato mandato in ferie. Roma e l’Onu avevano puntato sul cavallo sbagliato, ma l’Italia ha troppi interessi in Libia, soprattutto petrolio, gas, ricostruzione e immigrati.

Il governo italiano aveva conquistato una posizione di forza in Tripolitania, ma ora, per salvare l’unità del paese e la presenza italiana in Liba, è costretto a dialogare con Haftar che sta per prendere Tripoli; poiché Serraj sta perdendo Tripoli, non può essere il capo della Libia pacificata. Russia ed Egitto sono in buoni rapporti con l’Italia e perciò possono favorire il disegno italiano; l’assalto alla sede della compagnia petrolifera nazionale, che sosteneva il governo di Tripoli e, contemporaneamente, teneva i collegamenti con le varie fazioni e l’Eni, attesta che alcune milizie erano contrarie alla sua politica e a quella di Serraj. (Per le notizie, fonte: Lorenzo Viola – Gli occhi della guerra - sinistrainrete).

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Secondo gli europeisti italiani, l’Olanda è un paese serio, perciò non dovrebbe avere tre facce come l’Italia (opinione dei tedeschi), ora però risulta che finanzia gruppi terroristici islamici di varia provenienza, che combattono contro Assad e contro i curdi; dal 2015 ha elargito 70 milioni di euro, soprattutto in equipaggiamenti militari; alcuni gruppi beneficiari, alcuni gruppi beneficiari erano stati inclusi dal ministero della giustizia tra le organizzazioni terroristiche.

Il parlamento olandese è in subbuglio, tra le organizzazioni beneficiarie vi è la FSA, Free Syrian Army, che massacra civili curdi, anche bambini, buona parte di quelli che combattono per questa formazione possono essere chiamati terroristi, essa è infiltrata da Al Qaeda, turchi, Al Nusra, ex membri di Isis e membri della brigata Sultano Murad, già accusata di crimini di guerra contro i civili curdi.

Foreign fighters olandesi, di origine islamica, sono andati a combattere in Siria, questi guerriglieri che combattono contro Assad e contro i curdi andrebbero giudicati per le loro azioni e non per le loro parole di propaganda; teniamo conto di quanto la propaganda dell’informazione affermi, con notizie capziose o favorevoli al mondo islamico, sulle azioni di Israele contro i resistenti palestinesi e contro i civili palestinesi. (Per le notizie, fonte: Mirko Molteni - Informazione corretta - Libero 22/9/2018).

EUROPA

A luglio scorso una direttiva europea sul copyright, liberticida per la rete, fu bocciata, ufficialmente serviva a limitare lo strapotere di Google e Facebook; ora una nuova legge del parlamento europeo, approvata il 12/9/2018, minaccia di mettere più potere nelle loro mani e di ridare slancio alla carta stampata mainstream, al momento in forte crisi. Gli articoli 11 e 13, ufficialmente a tutela del copyright, prevedono una tassa a carico di Google e Facebook e renderebbe difficile il lavoro d Wilkipedia; con delle penali, impedisce che materiale protetto dal copyright sia caricato nei siti.

La normativa è complicata e i problemi che hanno portato alla bocciatura della direttiva a luglio, rimangono aperti, per evitare battaglie legali, il risultato sarà la generale applicazione di queste norme, a danno dei piccoli siti d’informazione. E’ un duro colpo per internet, il parlamento europeo ha messo le multinazionali della rete davanti alla libertà di espressione; con la legge sulla privacy, anche molte piattaforme importanti sono state oscurate.

Il M5S ha votato contro questa legge sul copyright che, fra l’altro, contiene il divieto di pubblicare immagini e contenuti di link, ma essa ha anche contenuti oscuri, con questa legge Google e Facebook possono impedire la libera divulgazione di notizie e contenuti; cioè; le due piattaforme, per individuare i siti non gratuiti che non pagano i diritti di copyright, si dovranno servire di costosi algoritmi.

La difesa del diritto d’autore è solo un pretesto per fermare la libera informazione e la circolazione delle idee; per abbattere i costi di controllo, Google e Facebook potrebbero bloccare tutta l’informazione non-mainstream, cioè quella che ha favorito Trump, Brexit e sovranisti; anche una foto può favorite il blocco del blog. Speriamo nel rinnovo del parlamento europeo che avverrà a maggio del 2019, il quale potrebbe regalare delle novità su questo fronte (Per le notizie fonte: Rhett Jones – Massimo Bordin – sinistrainrete).

ITALIA

Le banche centrali sono autonome dal governo ma non è vero il contrario, nell’agosto del 2011 una lettera della BCE favorì la caduta del governo Berlusconi e in Italia, in ossequio alla Bce e alla commissione europea, Napolitano e Mattarella sono intervenuti pesantemente nella nomina dei governi. Ora anche Mario Draghi è intervenuto pesantemente contro il governo giallo-verde, per lui e gli europeisti, la legge sul bilancio italiana dovrebbe rispettare i vincoli di bilancio previsti dai trattati.

L’UE spera nella collaborazione del capo dl governo italiano Conte, ne ministro degli esteri Moavero e nel ministro dell’economia Tria, che ha scippato il posto a Savona, la televisione italiana tifa per tutti quelli che sono contro l’alleanza tra Salvini e Di Maio, rimarcando alcuni diverbi interni al governo. L’alto commissario europeo agli affari economici e monetari, Pierre Moscovici, con la solita litania, ha detto che la legge di bilancio italiana deve essere credibile. Malgrado l’informazione italiana accenni a dissidi tra Lega e M5S, Salvini e Di Maio paiono compatti, cercano di guadagnare tempio e resistono alle sirene di Berlusconi, che è diventato europeista e, con l’ultimo colpo di coda, vuole presentarsi alle elezioni europee.

Salvini e Di Maio affermano che, fra otto mesi, con le lezioni europee, questa commissione europea non esisterà più, perché le urne travolgeranno popolari e socialisti e in Italia forse ci si potrà sbarazzare della quinta colonna europeista al governo. Se Lega e M5S avranno successo elettorale, la maggioranza si potrà anche scegliere un altro presidente della repubblica; i poteri esteri hanno sempre contato su agenti interni collaborazionisti, collocati tra le altre cariche di banca centrale, governo, parlmento e presidenza della repubblica; romani, spagnoli e inglesi potevano dominare ampi territori solo con la collaborazione di principi locali.

Per disfare l’UE e i trattati, bisognerebbe tornare a prima dell’euro e di Maastricht, l’uscita unilaterale italiana sarebbe un atto politico sovrano se la politica interna, emancipata dallo straniero, lo richiede, il che però potrebbe portare alla fine di UE ed eurozona; in questo caso, l’UE potrebbe alimentare una guerra contro la secessione italiana, ma l’Italia potrebbe contare sull’aiuto di Usa, Russia e Cina.

Il ministro Padoan aveva definito l’UE un problema, ora però è Mario Draghi che è severo sul governo italiano e Moscovici ha definito l’Italia un problema, ha puntato ancora il dito sul debito pubblico che l’Italia ha sempre onorato, favorendo con ciò la sua recessione. Il tedesco Gunter Oettinger, titolare al bilancio, a proposito del rialzo dello spread, ha affermato che i mercati hanno dato una lezione agli elettori italiani, però questo rialzo ha favorito gli acquirenti esteri dei titoli di stato italiani, mentre agli italiani vanno titoli di stato senza interessi.

Queste incursioni dei mercati, ben rappresentati a Bruxelles, hanno fatto salire interessi e costo del debito pubblico italiano; secondo Draghi, i professori del governo, cioè Conte, Tria e Moavero, sono una garanzia per i poteri forti europei e i mercati finanziari, vedremo se per loro è più importante conservare il posto; i passati governi di centro-sinistra sono stati i più fedeli esecutori dei diktat europei e ora il PD, per i dissidi interni, si sta smembrando, mente Forza Italia perde sempre più consensi, gli italiani non  sono stupidi..

L’informazione italiana difende l’indipendenza delle banche centrali dai governi, ma non l’indipendenza dei governi da esse, succede quando esse intervengono pesantemente sull’indirizzo politico, come d’altra parte fanno i presidenti della repubblica italiana che, secondo la costituzione scritta, è una repubblica parlamentare, ma non è vero, la costituzione materiale afferma il contrario. 

Mentre le sirene di Forza Italia, criticano il governo e cercano di staccare Salvini da Di Maio, il PD e la sua informazione, pagata dagli italiani, con pettegolezzi e toni propagandistici, attaccano il governo; bisogna dare un po’ d tempo al governo per esprimersi, poi, com’è previsto in democrazia, verrà il giudizio degli elettori. In materia di emigrazione, Salvini sta operando bene con l’UE, speriamo che lo faccia anche con  i trattati; Di Maio sta elaborando il suo programma sociale e sembra temporeggiare su di esso e con la UE, perché deve difendersi dagli agenti dei mercati presenti nel governo e nella presidenza della repubblica. (Per le notizie:, fonte: Sergio Cararo – Piemme - sinistrainrete).

Nunzio Miccoli   www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (16/9/2018)

PREAMBOLO

Lo stato italiano ha i suoi segreti e non è trasparente, invece i cittadini sono da esso spiati, devono confessare i propri atti delittuosi o peccati alla chiesa, alleata o controllore dello stato, e devono essere trasparenti e senza vera privacy perché sono sudditi senza sovranità, non solo sullo stato, ma nemmeno sulla propria persona. Un piccolo segreto, le banche centrali, indipendenti dagli organi dello stato senza previsione costituzionale, sono controllate da grandi banche e quindi, dai soliti ignoti, sono la lunga mano o i garanti locali del governo occulto massonico mondiale.

In Europa, la libertà d’informazione è minacciata da leggi e regolamenti che minano questa libertà; Google può oscurare la pagina di un sito e quindi delle notizie scomode per il potere, che perciò non possono essere rese pubbliche. Nell’oligarchia dell’UE, degli individui anonimi possono ostacolare la diffusione di una notizia e un’opinione pericolosa, si tratta di una forma di censura che mina lo stato di diritto.

Questa pratica era comune anche da parte dei media tradizionali che censuravano le notizie scomode; a volte, come paravento, si afferma che l’omissione è fatta a tutela della privacy e poi, a dimostrazione della loro obiettività, si condannano le persecuzioni di giornalisti in tutti i paesi. Naturalmente, l’informazione drogata, che nasconde le notizie e può servire a confondere le idee, assieme alla propaganda e alla censura, palese o occulta, sono pagate da sudditi contribuenti, lettori e telespettatori.

Un accenno va fatto anche al copyright o diritto d’autore o diritti di proprietà intellettuale, recentemente l’UE ha emanato una direttiva che sanziona quelli che, in rete, copiano notizie dell’informazione mainstream a scopo di profitto. Anticamente non esisteva diritto d’autore, i libri appartenevano a chi li stampava e a chi li comprava, l’autore era spesso sconosciuto, perciò, dalla tradizione anche i vangeli, opera di anonimi, sono stati attribuiti arbitrariamente a degli apostoli.

Anche la difesa del copyright può essere usata per impedire la circolazione di notizie scomode, in Italia l’informazione è sotto ricatto o controllo dello stato grazie alla legge fascista sulla stampa ancora in vigore; poi l’informazione è condizionata da aiuti economici dello stato, della pubblicità, di lobby e privati. Comunque, nella logica dei grandi numeri, qualche notizia scomoda passa ugualmente, perciò, da parte dello stato, con vari appigli, legali si vorrebbe reprimere il fenomeno.

Non esiste solo la tutela statale sulla proprietà immobiliare e finanziaria, ma anche quella sulle idee, delle quali lo stato cerca, con appigli causidici o a difesa della proprietà, di ostacolare la libera circolazione, perché è meglio che il popolo continui a dormire. Fortunatamente, le barzellette circolano e nessuno ne reclama il diritto d’autore, ad ogni modo, in Italia, anche una banda musicale che suona un pezzo di musica in piazza deve pagare i diritti d’autore alla SIAE; con la stessa logica, sono nati anche i brevetti industriali, a danno dei paesi poveri che vedono aumentare il costo dei medicinali; le spese sostenute per la ricerca sono una scusa, perché sono stati ritirati dal commercio molti medicinali che facevano ammalare.

Grazie alla collaborazione dei giudici che sono ufficialmente indipendenti, ma sono pagati dallo stato, per lo stato italiano, visti i costi della giustizia o degli avvocati, le norme repressive s’interpretano a favore degli amici e si applicano con rigore ai nemici; l’informazione deve essere politicamente corretta, cioè deve sostenere il potere e la televisione deve essere il megafono del papa di turno, soprattutto la Rai o Radio apostolica italiana.

Mentre il diritto naturale è limitato, ma obbedisce a una logica, quello dello stato è illimitato e serve, non ad attuare giustizia ed eguaglianza, ma a tutelare interessi; inoltre, è convenzionale perché gli stati modificano continuamente le loro norme e, nella stessa epoca e nella stessa materia, gli stati hanno norme diverse. Mentre s’invoca una legge certa per il popolo, il potere, per far lavorare gli avvocati, i burocrati e i consulenti, è abituato a produrre leggi caotiche e contraddittorie che paralizzano giustizia e pubblica amministrazione.

ITALIA

Per l’Italia, l’informazione è diventato il problema principale, assieme all’UE e alla giustizia, la politica viene dopo. La televisione, con l’aiuto di un esperto di corte, per criticare l’attuale governo con una notizia apparentemente tecnica e obiettiva, ha detto che, come segno di crisi, il valore di mercato dei BTP a lunga scadenza è calato. In realtà, è accaduto che, con l’aumento dello spread, favorito dai mercati, sono aumentati gli interessi delle nuove emissioni.

Questi BTP ad alto rendimento sono stati acquistati da banche italiane ed estere poi, prevedendo il calo dello spread e degli interessi, le banche li hanno venduti guadagnando le plusvalenze e facendone calare le quotazioni; a quelli che li hanno acquistati al mercato secondario, hanno detto che la loro perdita è derivata dalla politica del nuovo governo italiano.

OCCIDENTE

Il premio nobel dell’economia Joseph Stiglitz, per superare la crisi mondiale, propone di aumentare i salari, regolare la finanza e lottare contro i monopoli; è un fatto che l’evasione fiscale, autorizzata dalla globalizzazione con i paradisi fiscali e dagli stati con l’evasione legale, privano gli stati di risorse per la sanità e l’istruzione, poi l’informazione ne incolpa i piccoli evasori che spesso evadono per sopravvivere.

Per conto di ricchi clienti, le banche internazionali riciclano denaro sporco, anche nel settore immobiliare; le grandi banche, aiutate dalle banche centrali da loro controllate, sono una lobby e un gruppo di pressione sui governi, ai quali commissionano leggi a loro favore. Crescono le disuguaglianze e in Usa l’1% della popolazione ha un reddito pari a un quarto di quello di tutti gli americani, in Europa non è diverso.

Tuttavia in Usa, malgrado i suoi debiti commerciali, dello stato, delle imprese, delle famiglie e degli universitari, grazie all’appetibilità internazionale del dollaro, si magnifica il tasso di disoccupazione ai minimi storici e la crescita della borsa e del Pil. Riducendo i salari a favore dei profitti e abbassando le imposte alle grandi imprese, sono cresciuti gli indici di borsa; tuttavia, i dati statistici economici possono essere anche il risultato di una propaganda che disinforma, perché in Usa la povertà aumenta.

Trump, anche con i dazi doganali, vuole riscrivere le regole del commercio internazionale che, in una discussione serena e senza dispetti tra paesi, evidenza sicuramente delle anomalie da correggere; dopo le delocalizzazioni industriali americane in Cina e Messico, bisognerà vedere se avranno successo le azioni di Trump che vuole far ritornare la produzione automobilistica in Usa, anche a difesa dei posti di lavoro, noi glie lo auguriamo.

Gli americani poveri non hanno un sistema sanitario adeguato e l’indebitamento degli studenti universitari americani ha raggiunto i 1.500 miliardi di dollari, le scuole e gli ospedali americani sono spesso privati e in mano alla chiesa cattolica. La riforma fiscale d Trump sembra a favore delle imprese e non del lavoro, mentre l’UE sta affondando con l’austerità; gli sforzi per riformare l’euro sono diminuiti perciò è facile che nascano, prima della sua implosione, delle monete parallele.

L’UE ha favorito la svalutazione interna dei salari, riducendo con ciò domanda e occupazione; se si vuole risolvere il problema delle disuguaglianze, bisogna aumentare salari e occupazione, ridistribuire il reddito, potenziare l’istruzione e la sanità pubbliche e creare una vera imposta di successione che assorba altre imposte. Il mercato non funziona, eppure ci sono enormi richieste di lavoro e di casa, come per la manutenzione delle città, per opere pubblica per la salvaguardia del territorio e per la cura degli anziani; a volta, a sentire l’informazione, sembra che la colpa della crisi sia degli anziani e dei pensionati che vivono troppo, perciò si favorisce l’immigrazione di chi poi non lavora, la democrazia moderna, più nominale che reale, è veramente inadeguata e insulsa.

ISLAM

Trump ha revocato gli aiuti economici ai palestinesi dell’Olp e ha chiuso la sede diplomatica palestinese in Usa perché i palestinesi hanno ostacolano il processo di pace con Israele; i palestinesi minacciano anche di denunciare Israele davanti alla corte penale internazionale dell’Aja. Gli Usa ritengono la corte penale internazionale dell’Aja, da cui si sono ritirati, uno strumento in mano ai paesi islamici.

Bisogna ricordare che Avvenire e il Manifesto, cioè il cartello catto comunista, sono  con i palestinesi contro Israele, la corte dell’Aja ha anche avviato un’indagine sui crimini dei soldati Usa in Afghanistan. Anche l’Onu è ormai abbondantemente screditata perché appoggia anche l’invasione islamica in Italia, il suo alto commissario per i diritti umani, la cilena Michelle Bachelet, ha accusato l’Italia di razzismo contro immigrati islamici e rom e l’ha accusata di ostacolare il lavoro umanitario di raccolta dei migranti da parte delle ONG.

Val la pena di ricordare che la Bachelet ha sostenuto i regimi autoritari di Cuba, Nicaragua e Venezuela, è stata criticata dagli attivisti per i diritti umani per aver sostenuto Raul Castro e di aver rifiutato d’incontrare i dissidenti cubani; non ha mai condannato le repressioni di Raul Castro e ha appoggiato Fidel Castro, Chavez, Maduro e Ortega. Ha fatto presiedere la conferenza sul disarmo da Assad e ha voluto la Turchia, che ha fatto incarcerare giornalisti e oppositori, come vicepresidente del comitato di controllo delle organizzazioni non governative sui diritti umani.

Gli Usa hanno abbandonato l’alto commissariato il giugno scorso, reputandolo inutile, nel 2015 la Bachelet non impedì che l’Iran entrasse nell’agenzia Onu per l’emancipazione femminile. Tra i membri del commissariato Onu sui diritti umani ci sono Arabia, Cina, Qatar, Venezuela, Cuba, Irak, Emirati, Pakistan, Afghanistan e Siria; nel 2003 la commissione fu presieduta dalla Libia di Gheddafi. La commissione costa molto e non si è occupata dei fatti di Tibet, Cecenia, di Mugabe e Saddam, ma si è impegnata a contrastare le campagne di diffamazione contro l’Islam; l’Arabia è sempre in prima fila nella commissione, eppure non ha mai firmato la dichiarazione universale sui diritti dell’uomo del 1948.

La commissione emana tante risoluzioni contro Israele, la cui esistenza favorisce la coesione tra stati islamici, comunque conta poco, l’occidente chiude un occhio per continuare a fare affari con i paesi autoritari o islamici; però questi fatti attestano che anche l’ONU, come la società delle Nazioni, dovrebbe essere chiusa, il grattacielo che la ospita fu concesso in uso gratuito dal governo Usa che ora dovrebbe dargli lo sfratto.

Mentre l’ONU emette risoluzioni a favore dell’Islam e contro Israele, né l’Onu né il papa condannano le persecuzioni e la pulizia etnica di cristiani, in Siria, Irak, Pakistan e altrove, da dove presto scompariranno. Si dice che il candidato di Haftar alle prossime elezioni libiche sia amico dei gesuiti, in fondo, anche papa Francesco, favorevole all’immigrazione islamica, è vicino ai fratelli musulmani. La Mogherini, dopo il ritiro degli aiuti americani ai palestinesi, ha deciso di aumentare il contributo dell’UE a loro favore.

EUROPA

Il presidente francese Emmanuel Macron, con le sue smargiassate e la sua arroganza, mostra i muscoli e, contro i populisti, si erge a europeista, però vari ministri del suo governo, con le loro dimissioni, l’hanno abbandonato mentre il suo tasso di popolarità è sceso al 31%. Lo scandalo Benallà, la sua guardia del corpo magrebina, travestita illecitamente da poliziotto, che ha usato la violenza contro manifestanti, gli ha rovinato l’immagine.

La sua megalomania e la sua mancanza di equilibrio l’hanno spinto ad accettare la presenza di lobby nella sua cerchia di potere; oggi dimissioni e inchieste giudiziarie scuotono il suo potere e la sua amministrazione è nel caos; la procura nazionale francese indaga su reati finanziari e casi di corruzione del suo governo, come su un contratto dai contorni illeciti tra il porto di Le Havre e l’armatore svizzero MSC.

La Francia di Macron è paralizzata tra immobilismo e mania di grandezza; com’è accaduto in Italia con il PD, lo stato francese è stato occupato da un‘élite vicina a Macron, che è malato di bonapartismo; si è presentato ai francesi con grande credito che ha subito dilapidato con le riforme sul lavoro e sulle ferrovie, comunque, non ha perso la sua retorica.

Per contrastare il populismo di Le Pen, il radicalismo di Malenchon e il governo italiano fatto da Lega e M5S, il sistema mediatico italiano e francese e il PD si sono schierati con Macron. Oggi la Francia è in attrito con l’Italia in materia migratoria; inoltre, l’acquisizione dei cantieri Saint-Nizaire da parte di Fincantieri, si è risolta molto male per l’Italia perché i nostri governi papisti non hanno mai saputo difendere gli interessi nazionali, infatti, amano lo straniero e odiano gli italiani.

Per la missione militare italiana in Niger, che doveva servire anche a indagare e a bloccare l’emigrazione che nasceva da quelle parti, come a contrastare gli jihadisti, la Francia voleva che militari italiani combattessero sotto comando francese; ma Roma, per avere libertà d’indagine, non ha accettato; la Francia, che forse sostiene quest’emigrazione, li avrebbe sacrificati senza successo nelle indagini.

Anche i confini tra Francia e Italia hanno alimentato un contenzioso, a Bardonecchia, in provincia di Torino, cinque poliziotti francesi, con le proteste italiane, sono entrati nel centro migranti per fare il test dell’urina a un nigeriano spacciatore. Il trattato di Caen del 2015, firmato da Gentiloni, definisce, a danno della pesca italiana, i confini marittimi tra i due paesi, come quello fatto con la Tunisia, che ora confisca pescherecci italiani; con questo trattato, la Francia si è annessa acque pescose davanti alla Sardegna, però il trattato non è stato ancora ratificato dal parlamento italiano.

Per dominare l’UE con un duopolio, la Francia si è sempre presentata a fianco della Germania che all’inizio non voleva nell’UE, però ora sembra voler cautamente scardinare l’egemonia tedesca, relegando in posizione subalterna l’Italia; comunque, malgrado Macron sia un fanfarone, è ben visto dal PD che, per le prossime lezioni europee, si vuole alleare con lui, senza aver maturato un’idea dell’interesse nazionale e dopo essere stato attratto dagli USA, dalla Germania e dall’URSS, perché il PD discende dal PCI e dalla DC.

In questa situazione, a causa della speculazione internazionale contro l’Italia, vista la stabilità dell’euro (la lira era soggetta a grande speculazione internazionale), al momento l’Italia non dovrebbe uscire dall’euro; ma deve dotarsi di una moneta complementare nazionale e ignorare i trattati capestro che gli altri stati non rispettano. Poiché il commercio estero italiano è attivo per l’Italia, questa deve puntare sulla libertà di commercio in Europa e ostacolare le sue esportazioni di capitali, le sue delocalizzazioni e i paradisi fiscali; deve conservare un’alleanza militare solo con gli Usa e aiutarlo a trovare la via della conciliazione con Russia e Cina.

Negli anni antecedenti la prima guerra mondiale, l’Italia aveva aderito provvisoriamente alla triplice alleanza con Austria e Germania perché la Francia si era annessa la Tunisia e aveva alimentato una guerra agricolo commerciale con l’Italia; la Francia, ricca di colonie, aveva anche scippato il Marocco alla Germania. Nel 1981 la Francia impose il suo protettorato alla Tunisia perché questo paese si era avvicinato all’Italia, oggi il commercio estero con i paesi del Mediterraneo vede l’Italia prevalere sulla Francia.

Comunque, fino al 2008, i rapporti italo francesi erano soddisfacenti e c’erra stata collaborazione tra i due paesi nel Mediterraneo, ad agosto fu firmato il trattato di amicizia tra Italia e Libia, che rinunciava a sostenere il terrorismo; Italia e Francia s’impegnavano a contrastare i paradisi fiscali, a controllare gli hedge-fund o fondi speculativi, a combattere la speculazione finanziaria e puntavano anche sulla cooperazione militare.

Gli ultimi dieci però hanno contrapposto l’Italia alla Francia, l’UE è un tavolo da gioco in cui tutti hanno barato, dove tutti, dietro lo schermo dei trattati, perseguono obiettivi nazionali, i governi italiani hanno voluto essere ligi alla e regole dell’UE calpestando gli italiani; il clima tra i due paesi si è deteriorato anche a causa dell’asse tra Parigi e Berlino. Dal 2011, anno di crisi, l’Italia è diventata terreno di conquista per la Francia, con incursioni su Tim, Mediaset, Unicredit e Generali; ora la Francia, con le privatizzazioni, la finanza e la borsa, punta ad acquisire imprese italiane nei settori del lusso, distribuzione, telecomunicazione, televisione, alimentare, energia e banche, invece la Germania si dirige verso il settore metalmeccanico italiano.

Nel 2011, l’intervento anglo francese in Libia, sostenuto da Obama e Clinton, diede avvio alle primavere arabe contro i vecchi regimi e poi al terrorismo islamico; mentre l’Italia era investita dalla speculazione finanziaria internazionale, nel 2011 nacque l’asse franco tedesco. La situazione economica francese, per tanti versi, non è migliore di quella italiana; come la Spagna, la Francia ha un deficit di bilancio del 4%, concesso per favore dalla commissione europea, che all’Italia chiede sacrifici maggiori.

La Francia ha un deficit commerciale complessivo di 62 miliardi di euro (con la Germania di 41 miliardi), con il suo attivo, la Germania detiene titoli di stato francesi per 404 miliardi; invece l’Italia ha un avanzo commerciale di 40 miliardi di euro e un disavanzo commerciale limitato con la Germania per 10 miliardi. La Francia ha un deficit commerciale con l’Italia di 6,7 miliardi di euro, l’Italia possiede titoli di stato francesi per 153 miliardi e la Francia titoli di stato italiani per 277 miliardi.

Il Mediterraneo è diventato l’area di maggiore frizione tra Italia e Francia, in Libia la Francia, mentre l’Italia punta sulla pacificazione, sobillando le fazioni armate, mira al settore petrolifero e al suo fondo sovrano, che ha partecipazioni anche in Unicredit, mira anche, per la fine della guerra civile, alle commesse per la ricostruzione. La Francia si è legata alla Germania e si è staccata dalla Gran Bretagna e dagli Usa:

Dal 2011 la Francia ha scommesso sulla debolezza finanziaria italiana, alimentata dalla speculazione internazionale di Francoforte, Londra e Wall Street; invece che sulla collaborazione con l’Italia, ha puntato sullo scontro con essa nel Mediterraneo, dove l’Italia ha un commercio estero con i paesi rivieraschi più florido di quello francese: La Francia, cedendo alle pressioni economico finanziarie tedesche, ha puntato a destabilizzare Italia e  Mediterraneo, lavorando per la rivincita tedesca e la disgregazione dell’Italia. (Per le notizie, fonte: Andrea Muratore – sinistrainrete – Contropiano).

Nunzio Miccoli   www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (10/9/2018)

ISLAM

A Gaza, Hamas gestisce gli aiuti Unrwa, un’agenzia dell’Onu, li utilizza, assieme a quelli dell’UE, per la scuola e la sanità, ma anche per lanciare missili e fare attentati terroristici contro Israele, li usa anche per indottrinare all’odio contro Israle e a mantenere i palestinesi in condizioni di profughi, sia da un punto di vista economico che psicologico; la Gran Bretagna, dopo la decisione degli Usa d’interrompere i suoi finanziamenti, ha deciso di aumentare il suo contributo all’Unrwa. (Per le notizie, fonte: Informazione Corretta).

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Al Serraj è sotto assedio a Tripoli da parte di milizie ribelli, comandate dal generale Asl Kani; il governo di unità nazionale, sostenuto da Usa, UE e Onu, doveva portare stabilità al paese, ma è contrastato dai Tobruk, dove governa il generale Haftar, sostenuto da fratelli musulmani, Francia ed emirati. Le milizie ribelli sono arrivate nei pressi  dell’aeroporto e accusano il governo di essersi impossessato di soldi pubblici, riferendosi ai finanziamenti dell’UE e dei proventi del petrolio.

L’Italia sta allestendo una task force di corpi speciali, ma la sua diplomazia lavora per disinnescare la guerra civile, l’ambasciatore italiano Perrone è inviso a Haftar perciò, come atto d’intimidazione, un missile è esploso vicino all’ambasciata italiana. Gli americani portano avanti un piano di riconciliazione nazionale sostenuto dall’ONU, vogliono contrastare i terroristi, impedire la guerra civile e fermare gli emigranti.

Lo stato islamico è stato scacciato da Sirte, ma nel Magreb Al Qaeda è ancora attiva e rifornisce di armi gli Jihadisti; gli Usa, conducono raid aerei contro cellule terroristiche e Italia, Francia, Usa e GB hanno diffuso un comunicato generico che condanna la violenza a Tripoli. Haftar governa a Tobruk e vuole far cadere il governo di Tripoli, l’Italia cerca di capire quali sono le reali intenzioni della Francia, a parte le dichiarazioni ufficiali; l’azione italiana è sostenuta da Trump.

Il 3/9/2018 le forze di Misurate sono accorse in difesa del governo di Tripoli, per imporre un nuovo cessate il fuoco e si sono insediate nell’aeroporto per riattivare lo scalo; gli agenti rivali della Cirenaica sono foraggiati dagli emirati e dalla Francia, interessata al petrolio sfruttato dall’Eni e a destabilizzare con l’emigrazione l’Italia. Anche seguaci di Gheddafi appoggiano Haftar, il che è paradossale perché fu la Francia ad abbattere Gheddafi; le forze anti Serraj puntano anche a vincere le elezioni farsa del 10 dicembre prossimo.

Le forse di Misurata, guidate dal generale Al Zein, in genere, concordano le loro azioni con Roma, infatti, è esistita una triangolazione Tripoli-Misurata-Roma, mirante a dare il controllo di Tripoli alle milizie di Misurata; purtroppo, il governo di Tripoli sembra debole ed è attaccato da varie milizie rivali, con l’accordo precedente di pacificazione internazionale, purtroppo era stato anche colpito dall’embargo internazionale delle armi, sicuramente violato anche da esso..

Tra le altre cose, in Libia, Erdogan sta sfidando l’Arabia Saudita, l‘attacco del generale Al Kani al governo di Al Serraj è stato organizzato da Salah Badi di Misurata, tornato nel 2014 dalla Turchia, con un programma anticorruzione e con milizie legate ai fratelli musulmani; fece fuggire a Tobruk il parlamento appena eletto, poi fu fatto sloggiare dal generale Haftar, quindi Onu e Usa imposero il governo di unità nazionale di Tripoli, con a capo Al Serraj.

Da allora Tripoli è controllata da milizie islamiche rivali di Badi, più vicine all’Arabia Saudita che alla Turchia; a Misurata Al Serraj conta anche sull’appoggio del generale Al Zein, ma parte della sua milizia appoggia Badi. Misurata è la città più filo turca della Libia, che è stata l’ultima colonia Turca in Africa, al tempo dell’’occupazione italiana del 1911. I fratelli musulmani, invisi al governo di Al Sisi in Egitto, hanno come punto di riferimento la Turchia.

Turchia e Qatar sono alleati e il Qatar è alleato con l’Iran nello Yemen, il senato libico è retto da Khaled Al Mishri che è un fratello musulmano, una specie di massoneria islamica; così in Libia, alla rivalità tra Al Serraj e Haftar e tra Italia e Francia, si aggiunge quella tra Turchia e Arabia e il paese stenta a trovare la via della pace, intanto l’emigrazione dal paese, fonte di denaro per le milizie armate, continua. 

A Tripoli è fragile il cessate il fuoco negoziato dall’Onu giorni fa, perché poche milizie di Misurata, dopo aver sconfitto Gheddafi nel 2011 e poi l’Isis a Sirte, hanno deciso di andare a combattere per Serraj; sono contro gli jihadisti ma non a favore della guerra civile, desiderano un dialogo nazionale anche con Haftar; non sono d’accordo per le elezioni politiche il 10/12 prossimo, non vogliono soldati stranieri sul suolo libico.

Se gli scontri riprenderanno, i trafficanti di uomini ne approfitteranno per mettere in mare sempre più migranti, almeno 50.000 sono pronti a imbarcarsi per l’Italia; medici senza frontiere denuncia che migliaia di migranti sono rinchiusi in centri di detenzione. Nel 2018 sono arrivati in Italia meno immigrati che nel 2017, però sono aumentate le partenze da Tunisia, Algeria ed Egeo. (Per le notizie, fonte: La Stampa - Corriere – Il Giornale).

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Tramite la sua fondazione Open Society (che è a favore dell’immigrazione come il papa), Soros finanzia l’Iran che, a sua volta, è uno degli stati che finanziano il terrorismo; Open Society opera in più di 100 paesi; l’ebreo Soros si vanta di difendere la libertà di espressione, in Ungheria è sopravvissuto all’occupazione nazista. Nel suo programma, non è un mistero, vuole la distruzione d’Israele, critica la politica di Gerusalemme, ha promosso il boicottaggio internazionale economico-commerciale contro Israele, che accusa di crimini di guerra e di praticare l’apartheid.

Anche Barack Obama aveva sostenuto un’operazione mediatica a favore dell’Iran (l’informazione serve a questo), del resto, anche Federica Mogherini ed Emma Bonino sono a favore dell’Iran che, per amore dell’obiettività; è uno stato confessionale e autoritario come tanti altri e, come la Corea del Nord, vuole la bomba atomica, da usare come deterrente, perché  l’hanno monopolisticamente solo pochi stati, del resto, essa rappresenta un grave pericolo per l’umanità, se fosse messa al bando, alcuni stati la nasconderebbero come hanno fatto per le armi chimiche. (Per le notizie, fonte: La verità 6/9/2018).

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L’immigrazione islamica è sponsorizzata e finanziata da Soros, stati islamici e sceicchi, gli immigrati sono uno spaccato dell’umanità, perché includono aspiranti lavoratori, disposti a farsi sfruttare con salari di fame, terroristi, mendicanti, criminali, profughi di guerra, bambini per pedofili (migliaia di loro sono scomparsi), prostitute, donne per assistere anziani, colf, donatori involontari di organi e spacciatori di droga. La mafia materiale italiana, con quella virtuale, predicatrice e finanziaria, dell’Europa settentrionale, sono all’erta per sfruttare, a 360 gradi, il relativo business, informazione, papa e PD fanno da battistrada.

Perciò l’Italia è diventata nel mondo il principale paese esportatore di organi da trapianto, a parte quelli utilizzati direttamente in Italia; nel 2017 ne sono stati esportati 528, le autorizzazioni sono date dagli Uffici di sanità Marittima aerea e di frontiera. Nei prelievi sono impegnati medici, anestesisti, chirurghi e infermieri, tutti pagati profumatamente, mentre i donatori, volontari o involontari, donano gratis i loro organi.

Il direttore del Centro Nazionale Trapianti, Alessandro Nanni, dispone, in base alla legge 91/99, di molti milioni di euro annui e il Consiglio d’Europa invita il nostro governo a non lesinare i finanziamenti per lo sviluppo dei trapianti; in lista di attesa di un trapianto in UE  ci sono 60.000 persone, (Per le notizie, fonte: Lega Nazionale contro la predazione degli organi).

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A causa della sua scarsa collaborazione nella lotta contro il terrorismo islamico e i talebani, Al Qaeda e Bin Laden avevano trovato rifugio nel paese e tuttora i talebani hanno basi in Pakistan, protetti dai servizi segreti pakistani (in tanti paesi, i servizi segreti rappresentano sempre un lato oscuro della guerra e della politica); gli Usa hanno sospeso gli aiuti economici al Pakistan, dal 2002, 33 miliardi di dollari; anche i palestinesi ricevono aiuti dall’estero e perciò il loro terrorismo contro Israele non cessa.

Gli aiuti americani saranno riattivati quando Islamabad cambierà politica e gli americani non si ritireranno dal paese finché i talebani non si decidano a negoziare la pace; per rappresaglia, il premier pakistano Imran Khan ha minacciato l’abbattimento di droni americani che violano lo spazio aereo pakistano senza permesso; (Per le notizie, fonte: Paolo Mastrolilli – La Stampa 3/9/2018).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;    viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (3/9/2018)

ITALIA

Sulle privatizzazioni italiane, il professor Marcello De Cecco fornisce delle illuminanti argomentazioni, accusando molti economisti e tecnocrati di fare solo ideologia, afferma che lo stato può essere proprietario d’imprese; infatti, ancora oggi Francia e Germania hanno importanti imprese pubbliche, mentre l’Italia, con la scusa del debito pubblico e dell’economia di scala, ha puntato sulla privatizzazione, anche a vantaggio d’imprese straniere.

Le imprese pubbliche italiane erano gestite senza capitale e si procuravano i capitali con le obbligazioni e, dopo la crisi degli anni trenta, costruirono importanti infrastrutture. Dal 1870 anche la Germania favorì l’intervento pubblico in economia e anche il sistema previdenziale tedesco dava le pensioni ai vecchi con i contributi dei lavoratori; le banche miste tedesche finanziavano le imprese che alimentavano i depositi, favorendo la nascita di tante imprese.

In Italia, dopo la prima guerra mondiale, nacquero IMI, Iri ed Eni, l’Iri fu creata sulle spoglie della Banca Commerciale Italiana e del Credito Italiano, l’industria controllate da queste due banche passò allo stato e la piccola industria privata lavorava all’ombra della grande impresa pubblica; l’autostrada del sole fu costruita in cinque anni, mentre le auto erano costruite dai privati, soprattutto dalla Fiat.

Negli anni ottanta e novanta l’industria siderurgica accumulò perdite e debiti a causa dell’aumento dei tassi d’interesse, favorito dalla speculazione internazionale sulla lira; con la crisi del 1992, anche per ridurre il debito pubblico e delle imprese di stato, si è puntato sulle privatizzazioni, perciò le imprese irizzate e in perdita furono messe sul mercato, archiviando con ciò l’economia mista italiana. Per combattere la corruzione dei boiardi di stato, invece di mandare via questi personaggi, si è preferito demolire le partecipazioni pubbliche, gonfiare artificialmente il debito  serve ad aumentare imposte e a svendere le imprese di stato.

Dal 1980 al 1992 il debito pubblico, diversamente dall’estero, era quasi interamente assorbito dagli italiani, mentre le banche finanziavano le imprese. Il debito pubblico italiano era diventato il risparmio previdenziale delle famiglie; invece oggi, un terzo del debito pubblico è in mano straniera e del Vaticano. Si tratta di BTP a lunga scadenza e di maggior rendimento; li comprano francesi e tedeschi, per assicurarsi la loro pensione integrativa, mentre le banche li comprano per rivenderli e guadagnare una plusvalenza quando gli interessi calano, agli italiani invece vanno i Bot che non rendono, è così’ che la repubblica tutela il risparmio, oltre che con l’inflazione alimentata dalla monetazione.

Le banche d’affari e d’investimento sono state coinvolte nel processo di privatizzazione e gestiscono parte del debito pubblico italiano e, con le fluttuazioni di borsa e la speculazione finanziaria, condizionano il debito pubblico. Con la globalizzazione, la grande l’industria italiana è presente solo in due casi, mentre i francesi e i tedeschi hanno diverse grandi imprese di stato perché non hanno privatizzato.

L’Italia è protagonista solo nella piccola impresa che, aiutata, invece che vessata con le imposte, potrebbe anche diventare grande; purtroppo, la piccola impresa non fa ricerca e non produce brevetti. Si è attaccata la rigidità del mercato del lavoro e dei salari e oggi cerca del consenso politico si fa solo con l’aiuto dell’informazione di parte, il che ha fatto perdere voti alla sinistra.

La preoccupazione dei governi e dell’UE è stata solo quella di combattere il deficit di bilancio e il debito pubblico, adottando una politica ufficialmente interclassista, in realtà spostata a vantaggio del capitale finanziario (Per le notizie, fonte: Italo Nobile – Contropiano.org).

L’oligarchia finanziaria e burocratica europea ha dichiarato guerra all’Italia; Bruxelles, spalleggiata dal papa, non vuole procedere al ricollocamento dei migranti, mentre la sinistra chic, europeista, papista, islamista e amica dei mercati, sostiene l’immigrazione. Anche i berlusconiani sono europeisti e papisti, alta burocrazia, economisti di corte, finanza e lobby vogliono ridurre l’Italia al livello della Grecia.

Si contrappongono loro Lega, M5S, nuove sinistre francesi e tedesche e i laburisti di Corbyn; Trump ha offerto a Conte di acquistare titoli di stato italiani, a causa della fine del QE da parte della Bce, voluta dalla Germania. Gli europeisti, a difesa di grandi interessi, affermano che sono preoccupati per le riforme promesse dal nuovo governo, in materia fiscale, previdenziale, per le minacciate rinazionalizzazioni, per la denuncia delle concessioni e per la violazione dei trattati europei, soprattutto in materia di deficit di bilancio e di riforma delle pensioni.

Fino a oggi anche Wall Street, con le sue banche d’affari e le società di rating, ha favorito la speculazione contro l’Italia, ora però Trump offre un aiuto contro le manovre speculative di Francoforte contro l’Italia che vogliono riportare al potere il renzisconismo.  Con la crisi del debito americana, anche la Cina avrebbe un vantaggio a investire in titoli pubblici non denominati in dollari. (Per le notizie, fonte: Il simplicissimus).

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Secondo diversi economisti, per l’Italia una valuta parallela all’euro è possibile, la speculazione internazionale è terribile, gli ultimi due presidenti della repubblica hanno imposto presidenti del consiglio non eletti, dei tecnocrati disposti ad azzerare i diritti sociali: Il governo Monti e i seguenti fino a Gentiloni; sono stati il governo Napolitano, sorretto da Bruxelles; anche Mattarella ha influito sulla formazione del nuovo governo, avrebbe voluto un governo tecnico di minoranza diretto da Cottarelli ed era contrario a nominare ministro dell’economia Savona, che è euroscettico.

Non si vuole ripristinare la sovranità italiana, però un gruppo di economisti, tra cui Sylos Labini, propone accanto all’euro una moneta fiscale con sconti fiscali su imposte future, senza aumentare il debito, la quale sarebbe accettabile dai trattati europei. Anche Joseph Stiglitz propone una valuta parallela per l’Italia, la quale però violerebbe le regole dell’euro, se il governo intende rispettarle; in fondo anche Berlusconi aveva proposto una moneta parallela, ma oggi, da europeista, rinnegherebbe l’idea; inoltre, nemmeno la Germania ha rispettato tutti i trattati europei.

Con la proposta di Labini e di altri economisti, il governo dovrebbe emettere obbligazioni trasferibili e negoziabili, da utilizzare per i regolamenti fiscali due anni dopo, con lo scopo di ottenere, per imprese e privati, risparmi fiscali da utilizzare come l’euro per acquistare beni e servizi. La moneta fiscale sarebbe assegnata a gitolo gratuito, per integrare il reddito dei dipendenti, finanziare investimenti pubblici e spesa sociale e per ridurre le imposte sul lavoro alle imprese; essa farebbe aumentare la domanda interna, ridurre il costo del lavoro e aumentare il Pil. La moneta fiscale è coerente con le regole dell’eurozona, tuttavia assegna solo alla politica monetaria la cura dei mali dell’UE.

Questa moneta fiscale non sarebbero debito dello stato con rischio d’insolvenza, la quale  sarebbe a carico dei possessori come il relativo deprezzamento, non sarebbe registrata nel bilancio pubblico fino a che non fosse utilizzata per rimborsi fiscali due anni dopo. Con essa, l’Italia colmerebbe il gap tra produzione potenziale e effettiva, recuperando il Pil perduto con la politica europea di austerità e il debito pubblico smetterebbe di crescere; inoltre, con l’inflazione e l’incremento del Pil, il debito diminuirebbe realmente rispetto al PIl.

In caso d sovraemissione, solo i destinatari della moneta fiscale rischierebbero, in questo caso, il valore della moneta diminuirebbe, ma non quello dell’euro, cioè sarebbe una moneta più fragile dell’euro. Tra il 1998 e il 2017 l’Italia è stata l’unico paese dell’eurozona ad avere un avanzo primario nel bilancio dello stato, con effetti recessivi; rispetto al 2007, oggi il Pil italiano è più basso di 100 miliardi di euro, con aumento di disoccupazione, emigrazione e precariato.

Savona vuole anche un grande piano d’investimenti pubblici, se la burocrazia sarà capaci di utilizzare bene e tempestivamente il denaro stanziato e se politica e informazione non remeranno a favore dello straniero; la Bce sta esaurendo il piano QE, perciò questi Certificati di credito fiscali o CCF, per alcuni, potrebbero risolvere il problema, sempre che euro e UE non implodano prima. Questa moneta copia i Sardex, una moneta nata in Sardegna, accettata dai commercianti e ancorata all’euro. (Per le notizie, fonte: Pino Cabras – Democrazia nella comunicazione).

USA

Recentemente hanno deciso di disfarsi o di non acquistare più titoli del Tesoro americano Cina, Russia, Turchia, Messico, India, Taiwan e Giappone, riducendo anche i loro investimenti in Usa; ufficialmente l’azione si è svolta a causa di sanzioni e dazi americani, in realtà, anche a causa della crisi del debito americana, foriera di svalutazioni di titoli pubblici americani e dollari e anche della possibile denuncia del debito estero americano; e dire che l’informazione e i mercati hanno puntato sempre il dito solo contro il debito pubblico italiano.

Gli Usa hanno anche provocato, svendendola, il crollo della lira turca; la Cina è il maggiore creditore degli Usa, questi paesi non intendono più fargli credito, la Cina ha crediti per 1,2 trilioni di dollari; il panico dei mercati sarà inevitabile, con la svalutazione del dollaro, molto più efficace dei dazi americani, ne sarebbero colpite anche le esportazioni cinesi e tedesche in Usa, mentre aumenterebbero quelle americane. (Per le notizie, fonte: Remocontro).

EUROPA

La crisi bancaria italiana è il frutto soprattutto di alcune normative europee che hanno generato delle asimmetrie, la Germania ha provveduto, prima della loro entrata in  vigore, a salvare le sue banche, poi ha ottenuto di esentare dalla supervisione bancaria le sue casse di risparmio e le sue banche popolari; anche in questo caso, l’arrendevolezza della classe politica italiana ha accettato regole contrarie all’interesse nazionale italiano.

Con la crisi del 2008 i prestiti transfrontalieri si erano fortemente ridotti, il che poneva a rischio l’esistenza dell’euro, con la bancarotta di alcuni stati, perciò nel 2013 nacque l’Unione bancaria europea che, con i suoi tre pilastri, impostò un sistema unico di vigilanza bancaria, una procedura per la risoluzione delle crisi bancarie e una garanzia europea sui depositi. Le procedure di salvataggio delle banche in crisi, tenuto conto del divieto di salvataggio pubblico nazionale, hanno discriminato l’Italia perché furono adottate dopo che molti paesi europei avevano elargito aiuti pubblici alle proprie banche, violando la normativa europea che proibiva gli aiuti di stato e alterando la concorrenza bancaria europea.

Oggi impedendo all’Italia il salvataggio da parte dello stato delle sue banche, si crea perciò una disparità di fondo, infatti, la normativa europea prevede il bail-in o risoluzione interna alla banca, cioè non a carico degli stati, ma di azionisti, obbligazionisti e correntisti, fino al fallimento; tuttavia, la garanzia europea sui depositi e rimasta inattuata, minando la solidarietà europea e lasciando la garanzia sulle spalle dei singoli paesi.

Inoltre, l’Unione bancaria è stata introdotta senza una fase transitoria, come si faceva con i decreti catenaccio dei governi italiani partoriti in una notte, in contrasto con gli articoli 43 e 47 della costituzione, sacrificando i possessori di obbligazioni subordinate italiane e favorendo la corsa agli sportelli delle banche popolari italiane colpite. Tra le altre asimmetrie, si è trascurato il problema dei derivati finanziati, ponendo sotto osservazione solo i rischi su crediti, curati più della finanza dal sistema bancario italiano; inoltre, si è trascurato da parte della vigilanza della BCE il rischio di mercato, che è spesso d’importazione cioè extra eurozona.

La Deutsche  Bank di Francoforte è immersa i derivati dei quali non si conosce il vero ammontare svalutato. Contro ogni logica ed equità, a favore delle casse di risparmio e banche popolari tedesche è stato fissato un tetto di 30 miliardi di euro di asset minimo per essere soggette alla vigilanza della BCE, secondo i desideri dral ministro delle finanze tedesco Schauble, le banche beneficiate sono tutte legate alla CDU.

Un’altra asimmetria è data dal fatto che in Germania gli IPS sono fondi bancari di garanzia non soggetti alla disciplina europea sui requisiti di capitale e liquidità, invece, le banche cooperative italiane, spesso riunite in consorzio, rientrano pienamente nella normativa europea; a causa delle loro dimensioni, due di esse su tre hanno le dimensioni per essere sottoposte alla vigilanza della BCE.

Nel 2013 partì l’Unione bancaria europea solo con due pilastri dei tre previsti, perché le casse di risparmio e le banche popolari tedesche non vogliono partecipare al sistema di garanzia europeo e non vogliono la vigilanza europea sulle banche minori tedesche.  Schauble ha anche contestato alla BCE il suo duplice ruolo di vigilanza bancaria e di guida in politica monetaria, poi ha subordinato la garanzia europea sui depositi al recepimento del bail-in da parte degli stati, quindi ha chiesto che le banche europee riducessero i titoli di stato in portafoglio, spostando il rischio bancario verso il rischio paese.

Perciò le casse di risparmio tedesche potranno continuare a beneficiare di requisiti di capitale più laschi e a beneficiare di una vigilanza solo nazionale; le casse di risparmio e le banche popolari tedesche pretendono la loro autonomia e non vogliono essere sotto la vigilanza di un’autorità europea, hanno preteso e ottenuto una disparità di trattamento. In Italia i crediti deteriorati delle banche derivano dalla grande crisi del 2008 e all’affarismo e alla speculazione interna bancaria, comune al resto del mondo. Da allora, non è stata intrapresa nessuna azione di salvataggio delle banche, a parte l’intervento a favore del Monte dei Paschi, collaterale al PD, i partito dell’oligarchia, poi è arrivata la regolamentazione europea, con l’invito a cedere i crediti problematici, anche a basso prezzo, naturalmente a vantaggio degli speculatori.

Nel 2015 la commissione europea impedì al fondo interbancario italiano di salvare, a tutela dei depositi, quattro banche popolari, nel 2016 entrò in vigore, senza transizione, il bail-in, perciò, senza garanzia europea sui depositi, così si bruciano 46 miliardi di capitalizzazione, con la fuga dei depositi che non si sarebbe verificata con la normativa bancaria nazionale. Senza bail-aut o garanzia sui depositi, la normativa europea è stato un altro fattore di rischio e non di stabilizzazione per le banche italiane, la Germania però se n’è sottratta in parte.

Nel 2016 è stato sospeso il trattato di Schengen sulla libera circolazione delle persone, ma non il bail-in, che contraddice la nostra costituzione; consideriamo che anche la corte costituzionale tedesca si è opposta a normative europee contrarie alla costituzione tedesca, ma la politica italiana tace. La politica europeista italiana ha taciuto, forse perché i nostri politici sono venduti o non capiscono o sono agenti dello straniero. (Per le notizie, fonte Vladimiro Giacché – Voci dall’estero).

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In Gran Bretagna, la privatizzazione dei servizi pubblici, che dovrebbero essere un monopolio pubblico naturale, è stata un disastro e un regalo a privati, con peggioramento dei servizi; nella difesa dei concessionari privati, come si vede nel crollò del ponte di Genova, sono in sintonia destra britannica e sinistra italiana (per andare a destra bisogna passare dalla sinistra, altrimenti il popolo si ribella). In Gran Bretagna ferrovie, energia, acqua e poste sono state privatizzate dalla Thatcher e ora i laburisti ne rivogliono il controllo statale.

I privatizzatori avevano promesso efficienza, investimenti e proprietà diffusa, è accaduto il contrario, danneggiando contribuenti e utenti. La proprietà delle società assegnatarie è in  mano a un piccolo gruppo d’investitori internazionali con sede nei paradisi fiscali, i prezzi sono aumentati del 40%, in gran parte destinati a profitti e interessi sul debito fatto lievitare artificialmente, i benefici della concorrenza non si sono visti; perciò, secondo i laburisti, le utilities dovrebbero tornare in mano pubblica, statale o locale.

Con la privatizzazione di questi servizi, il denaro degli utenti va a sostenere i profitti privati, i loro prezzi aumentano, i servizi peggiorano e il debito delle società assegnatarie aumenta. Perciò nel 1977 in Gran Bretagna i cantieri navali sono stati nazionalizzati, anche se la televisione italiana non ne parla, nel mondo c’è un’inversione nel processo di privatizzazione, in Usa l’85% delle forniture di acqua viene dal settore pubblico e l’80% dell’elettricità tedesca è gestita da regioni e comuni.

In Gran Bretagna molti di questi servizi sono finiti in mano a società pubbliche straniere, il che sembra un’anomalia economica, i laburisti, con la rinazionalizzazione, vogliono il controllo democratico locale sui servizi; invece politici conservatori hanno tratto profitto personale dalle privatizzazioni, va evidenziato che le tangenti non vanno solo ai politici italiani (Per le notizie, fonte: John McDonnel – Voci dall’estero).

Nunzio Miccoli   www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (22/8/2018)

ISLAM

Con la crisi delle relazioni tra Turchia e occidente, la lira turca si è svalutata a causa del deficit del bilancio dello stato e, soprattutto, della crisi economica e politica, delle esportazioni di capitali; inoltre perché le banche centrali, incluse quella turca, invece di sostenere, con gli acquisti, le lire, le hanno vendute per acquistare dollari ed euro. La Turchia ha anche un deficit commerciale, ma il suo Pil aumenta del 7% l’anno, cioè a un tasso cinese; con l’aumento dei tassi d’interesse influenzati dalla banca centrale. la speculazione è sicuramente coinvolta nel deterioramento economico, dal quale può trarre profitto. Da annotare che le banche centrali, coordinate da Bce, Fmi e Banca mondiale,  lavorano anche di concerto e a favore dei soliti ignoti, facendo danno all’economia nazionale e all’erario.

La banca centrale turca, per sostenere la lira turca, come suggerito anche da Erdogan, dovrebbe vendere valuta estera delle sue riserve ad acquistare lire turche; però l’operazione si risolverebbe in una perdita sui cambi, perciò la banca centrale, pubblica e soprattutto privata, alla fine, per profitto, si comporta come un finanziere speculatore privato, cioè vendendo lire e acquistando valuta estera. L’aumento del costo del denaro, favorito dalla banca centrale, alimenta l’inflazione. In Italia, la banca centrale è privata perché  posseduta da banche privatizzate, assicurazioni  e Inps; gli utili della banca centrale provengono generalmente dal signoraggio monetario e dall’utile sui cambi e sui saldi valutari, oggi ridotti con l’adesione italiana all’euro.

Anche l’Iran è investito dall’inflazione, la quale è favorita da deficit di bilancio, aumento d’interessi, fuga di capitali e politica della banca centrale, ma soprattutto dalle sanzioni americane che impediscono al paese di acquisire valuta estera con le esportazioni e di aiutare l’economia con gli investimenti pubblici. Poiché la speculazione è sempre al varco per approfittare delle crisi dei paesi, anche in Iran pesano le esportazioni di capitali e la politica della banca centrale, che mira più a fare profitto che a sostenere, con il suo acquisto, la moneta del paese. Una crisi economica e politica in Turchia e Iran, può fare arrivare altri immigrati in Europa occidentale.

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In Iran, l’ayatollah Khamenei ha criticato il capo del governo Rohani per la sua linea troppo morbida con gli Usa, ha vietato nuovi colloqui con gli Usa e nuove trattative sul nucleare; ha affermato che la crisi economica è dovuta più alla negligenza del governo che alle sanzioni americane; per interessi economici, l’UE tiene rapporti cordiali con Teheran, mentre s’intensifica la collaborazione mili