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Nunzio Miccoli


 

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 18/11/2019)

PREAMBOLO

Dai tempi antichi, il mondo è stato sempre dominato da guerre, complotti, provocazioni, sfruttamenti coloniali di popoli, ricatti, corruzione  e terrorismo, gli stati, per aumentare di territorio e contribuenti, si espandevano profittando delle crisi interne di altri paesi; i governi di Islam e occidente non sono stati pacifisti e oggi l’Islam ha rilanciato il terrorismo.

Tuttavia, l’Islam potrebbe provocare una guerra nucleare tra oriente e occidente, non con il terrorismo, ma con una provocazione; un attacco nucleare, addebitato ingiustamente a un una delle due parti, potrebbe provocare la reazione nucleare dell’altra. Vale la pena di ricordare che, non solo che i complotti sono stati commessi e i benpensanti li negano, ma che i corsari, in tempo di pace, assalivano le navi con licenza di un re che compartecipava al loro bottino e che, ancora oggi, le guerre si fanno anche per procura; cioè, lo stato spesso getta il sasso e nasconde la mano.

EUROPA

Le azioni di Commerzbank e Deutsche Bank si svalutano progressivamente, le prime sono arrivate a 5 euro e le seconde a 6,9 euro, Commerzbank è partecipata dallo stato per il 15%; un progetto di fusione tra i due gruppi e con altre banche è fallito. DB, nelle varie trimestrali, segna perdite per miliardi di euro e perciò ha previsto tagli al personale per 18.000 persone; le due banche devono fronteggiare la concorrenza delle casse di risparmio tedesche che sono partecipate dagli enti locali, ma anche alcune di loro sono in difficoltà.

Ora DB punta di più verso le tradizionali attività bancarie, trascurano gli investimenti speculativi, nel 2000 fece investimenti speculativi in derivati Usa, relativi ai mutui subprime immobiliari, per 24 miliardi di euro, con perdite paurose (il governo italiano ha pagato regolarmente le perdite sui derivati fatte dagli enti locali italiani); a tale proposito, DB creò anche una bad bank alla quale conferì questi crediti deteriorati. Agli spregiudicati investimenti in Usa, si aggiungono le decine di miliardi di multe applicate a DB dall’autorità di vigilanza bancaria americana e ora anche dalla Banca d’Italia.

In Commerzbank aumentano i clienti insolventi, oggi anche le due banche applicano tassi negativi ai depositi e perciò l’UE ha chiesto anche a esse un rafforzamento patrimoniale; però le due banche sono aiutate economicamente da Bundesbank e dalla BCE con il Tiering, con lo scopo di evitare i tassi negativi sulle loro riserve depositate presso la BCE; inoltre sperano su aiuti da parte del governo tedesco.

Tanta generosità non è stata prevista per le banche italiane in difficoltà e quella concessa dal governo italiano è stata criticata dall’UE a direzione franco-tedesca. Con il Tiering, Draghi ha tagliato i tassi sui depositi delle banche presso la in Bce (a -0,50%),  però il tasso negativo non si applica a tutti i depositi, perché è stato introdotto un sistema di esenzioni.

Perciò i depositi delle banche italiane sarebbero esentati dai tassi negativi  per 90 miliardi di euro (oltre i 15 miliardi della riserva obbligatoria); quindi, le banche italiane possono prendere a prestito fondi a tassi negativi sul mercato interbancario e poi depositarli presso la Bce a tasso zero, lucrando la differenza, ma drenando liquidità e facendo salire i tassi dei BTP. E’ una forma di speculazione santificata dalla BCE.  

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La Germania, per completare l’unione bancaria, con la scusa del debito pubblico italiano, sembra abbia lanciato un altro attacco contro banche e titoli di stato italiani; il ministro delle finanze tedesco Scholz, seguendo un progetto di Schauble, vuole l’unione bancaria, con la politica di vigilanza sulle banche e con il meccanismo unico di risoluzione bancaria.

Egli chiede un meccanismo unico per la gestione delle insolvenze bancarie, la riduzione delle sofferenze bancarie, la riduzione del rischio sui titoli pubblici riducendone il numero e facendo adeguati accantonamenti; inoltre, propone la garanzia sui depositi con il fondo di garanzia nazionale, il fondo di garanzia europeo e aiuti dei governi nazionali, fino a ora vietati. Chiede anche l’armonizzazione delle imposte alle imprese; forse quest’ultima proposta è la migliore.

Però in Germania le casse di risparmio, che hanno un proprio fondo di garanzia, non sono d’accordo e le banche popolari, protette da Schauble, si sono sottratte alla vigilanza (quando impareremo che anche i tedeschi sono furbi!). Non è d’accordo con il progetto di Scholz nemmeno il ministro delle finanze italiano Gualtieri; con il completamento dell’unione bancaria, il paese che avrebbe più vantaggi sarebbe la Germania, se ne avvantaggerebbero Commerz Bank e Deutsche Bank che potrebbero sistemare i loro conti.

In pratica, queste due banche punterebbero su fusioni transazionali che richiedono l’unione bancaria, una proposta in tal senso è stata già fatta a Unicredit. Ha detto l’ex ministro Saccomanni che nel 2013 il bail-in fu imposto all’Italia con un ricatto, che faceva leva ancora sul suo debito  pubblico; ora la Germania tenta ancora un attacco distruttivo al nostro debito pubblico e alle nostre banche, dopo che l’Italia ha subito l’affondamento di diverse piccole banche.

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La commissione europea, non ancora rinnovata, ha presentato la bozza di bilancio pluriennale comunitario, a 27 stati, per il periodo 2021-2027, che naturalmente è in crescita, ma sicuramente sarà modificato da parlamento e consiglio; in media, i cittadini europei verseranno all’Unione 289 euro l’anno.  E’ previsto un taglio alla PAC o politica agricola comune e un aumento alla politica di coesione, a ricerca, sicurezza, Erasmus e immigrazione.

Per la PAC l’Italia subirà un taglio di 4,7 miliardi, come al solito, saremo il quarto paese beneficiario, dopo Francia, Spagna e Germania. Le entrate derivano, per oltre il 98%, da dazi commerciai all’importazione e multe per inadempienze degli stati e la parte rimanente deriva dai contributi degli stati, in tutto si tratta di oltre 1.000 miliardi di euro.

 Alcuni paesi vorrebbero limitare i contributo complessivo all’1% del Pil di ogni nazione,  come nel periodo precedente 2017-2021, altri vogliono portarla all’1,11%-1,16%; la Francia non vuole la riduzione per l’agricoltura, che oggi assorbe il 35% della spesa totale, fino a oggi, ha ricevuto 62,3 miliardi di euro l’anno, mentre l’Italia 36,3.

Come si vede, anche l’UE applica dazi all’importazione, ma non sono elevati come quelli  Usa. Sui finanziamenti europei all’agricoltura si specula in tutta l’UE, ma pare che se ne siano accorti soprattutto la guardia di finanza e la magistratura italiana; con il denaro, l’UE compra il consenso dell’informazione, della politica e dei governi dell’Unione, la corruzione non è solo italiana.

Infine, non sembra logica la quarta posizione dell’Italia tra i paesi beneficiari per gli aiuti all’agricoltura, anche perché l’Italia è il secondo contribuente netto dell’UE e ha un’agricoltura importante; se ci daranno qualche cosa con l’immigrazione, ce la toglieranno con l’agricoltura; colpa dei nostri rappresentanti, che sono europeisti ma non italianisti. (Per le notizie, fonte: Andrea Mainardi – startmag.it). 

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La commissione europea ha approvato il salvataggio, con fondi regionali pubblici, della banca sassone NordLB di Hannover, per 3,6 miliardi di euro e di Casse di risparmio tedesche in difficoltà; affermando che non violano la concorrenza e il divieto di aiuti di stato, mettendo da parte due offerte private di acquisto della banca; sono le solite ipocrisie tedesche e doppie misure discriminanti; il governo italiano dovrebbe rimarcarlo ma, purtroppo, è europeista.

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Macron ha affermato che la Nato è in morte cerebrale, ma il governo italiano ha gettato acqua sul fuoco, riaffermando la sua fedeltà alla Nato e mantenendo, su richiesta americana, militari italiani all’estero. Macron si batte per una diesa europea, prima complementare e poi autonoma dalla Nato, naturalmente sotto comando francese perché la Francia è potenza atomica, questo arsenale è usato dagli stati come strumento di ricatto; seguendo i desideri francesi, sono state create le iniziative militari europee E12 e  la Pesco.

Nell’UE, con il patto di Aquisgrana, esiste un asse militare tra Francia e Germania, che assieme dirigono l’UE e mirano a dominare l’UE; in questo momento non c’è un coordinamento tra gli alleati della Nato. La Turchia, che è un paese della Nato, si è confrontata con la Grecia, altro paese Nato, e ora rischia di confrontarsi con la Siria che è appoggiata dalla Russia. La Merkel ha criticato gli Usa, vuole apparentemente la distensione con la Russia, con la quale fa affari, è contraria al comando militare francese e si dice ancora legata alla Nato.

La Nato è stata giudicata inutile da Trump, che la usa per contropartite commerciali e per vendere armi, applicando però anche dazi all’Europa. Gli Usa promettono protezione militare a Europa e Arabia, in cambio di acquisto di armi e di beni in Usa; naturalmente, la Russia, che favorì la dissoluzione del patto di Varsavia, dopo aver appoggiato i sovranisti europei contro la Germania, appoggia la posizione francese sulla Nato.

Contro la Russia, nel 2014 gli Usa hanno appoggiato il golpe militare in Ucraina, mentre la Germania, anche se favorevole agli ucraini, si dice ufficialmente favorevole alla distensione con Mosca; nel 1986 Francia, Inghilterra e Usa vollero il bombardamento della Libia di Gheddafi, creando problemi all’Italia. Sarebbe ora che il governo italiano imparasse a seguire gli interessi dell’Italia e a ragionare con la propria testa; l’ultimo europeista italiano sarà Mattarella.

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Con il programma QE, la BCE, ha preso ad acquistare molte obbligazioni corporate, sia al mercato primario sia in quello secondario, di grandi aziende francesi, tedesche e olandesi, invece di concentrarsi solo sui titoli di stato acquisiti al mercato secondario; tra i beneficiari spiccano Shell, Daimler, Aeroporto di Parigi e la Dassault francese. Come si sa, in Europa settentrionale, prima degli aiuti alle banche, hanno pesato più i debiti privati che quelli pubblici, che tuttavia, a danno dell’Italia, sono stati nel mirino della commissione europea e  della BCE.

L’eurozona, anche a causa dei bassi tassi, sta diventando l’eldorado per le obbligazionarie corporate private, soprattutto nel mercato primario; Intanto in Italia, anche se lo spread è in rialzo, svetta la Borsa di Milano, trainata dal comparto bancario. Il Tiering di Draghi mira a mitigare gli effetti negativi, per le banche italiane, dei tassi negativi sulle riserve bancarie presso la BCE e ora pare ci sia anche un deflusso di capitali dal Nord Europa all’Italia.

La BCE ha stabilito un trattamento di favore sui depositi presso la BCE pari ad almeno sei volte la riserva minima obbligatoria presso la BCE, perciò le banche italiane possono raccogliere denaro all’estero e depositarlo presso la BCE, evitando il prelievo previsto. Se il Tiering dovesse minare gli stimoli monetari della BCE, si può sempre cambiare il livello di esenzione.

Il sostegno al mercato obbligazionario aiuta anche il sistema industriale tedesco, però, anche certe banche tedesche vivono in affanno; questi fatti hanno forse spinto Merkel e Scholz a premere l’accelerazione sull’unione bancaria. Non bisogna dimenticare che grandi industrie, grandi banche e stati vivono anche riparandosi dietro le alchimie e i misteri, come quelli della finanza. (Per le notizie,

fonte: Mauro Bottarelli – businessinsider.it).

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L’austerità di bilancio imposta, dalla commissione europea e la relativa disciplina di bilancio, impedendo un bilancio espansivo, ha ridotto consumi, occupazione e Pil; la deflazione salariale, cioè il contenimento dei salari, è servita a ridurre domanda e consumi e, in Germania, a favorire le esportazioni tedesche. Il debito pubblico è cresciuto con la crisi delle banche e con la speculazione, che ha fatto aumentare gli interessi sul debito pubblico.

Gli attivi commerciali tedeschi hanno fatto crescere, per compensazione, i debiti degli altri paesi in deficit commerciale. L’Unione Europea e l’euro sono serviti solo a contrastare l’inflazione e a garantire prezzi stabili; se n’è avvantaggiata l’Europa orientale, India e altri paesi emergenti, che hanno potuto svilupparsi in modo più veloce, mentre nell’UE s è imposta la stagnazione economica.

ITALIA

Lo stato è l’impresa privata di maggior successo economico, riscuote imposte in cambio di protezione e, per giustificare l’elevata tassazione ed evitare che i cittadini chiedano la riduzione delle imposte, presenta deficit di bilancio, elevati debiti pubblici, debiti fuori bilancio, residui passivi ed è perennemente in mora per i rimborsi, gli indennizzi e i pagamenti agli altri privati.

Francia e Germania e finanza internazionale, per soggiogare l’Italia e per speculare su di essa, con l’aiuto dello spread, dell’informazione e di agenti italiani, hanno fatto leva su queste sue debolezze; facendo finta di ignorare che l’Italia, con i crediti, verso l’estero, le riserve e il patrimonio artistico mobile non esposto, venduto alle aste di Londra e Milano, potrebbe portare il debito pubblico italiano al 60% del Pil, come previsto dai trattati europei.

Così facendo però si toglierebbero argomenti contro l’Italia alla società di rating, al FMI e alla commissione europea e non si potrebbe più speculare sul debito pubblico italiano, mentre lo stato sarebbe assalito dalle richieste di riduzione delle imposte, che sono la prima ragione dell’esistenza dello stato. Anche la chiesa predica contro l’avidità, e per cautelarsi da chi può farle i conti in tasca, presenta i sui conti sempre in passivo; in pratica, i debiti sono negativi solo per il popolino che, a causa loro, ne è usurato, pignorato, espropriato, fallisce ed è privato del credito bancario.

In Italia si continua ancora a scrivere che gli interessi sul debito pubblico sono pari a 65 miliardi di euro l’anno, ma con la riduzione degli interessi, il debito dovrebbe avere un costo medio del 4%, il che è irrealistico e nasconde un falso in bilancio. Probabilmente gli interessi passivi sono la metà e la differenza è usata per coprire spese militari fuori bilancio, che esistono nei bilanci pubblici di tanti paesi, compresa l’ex URSS.  

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 11/11/2019)

EUROPA

Il 12/12/2019 in Gran Bretagna ci saranno le elezioni politiche anticipate, la campagna elettorale non verterà solo sulla Brexit, ma anche sulla spesa pubblica perché, sia i conservatori di Johnson, sia i laburisti di Corbyn, vogliono aumentare la spesa pubblica, facendola arrivare ai livelli degli anni settanta, archiviando l’austerità. Conservatori e laburisti hanno promesso di aumentare la spesa in infrastrutture e in spese sociali.

Naturalmente, la spesa pubblica aumenterà il deficit del bilancio dello stato, secondo alcune stime, essa dovrebbe raggiungere il 41,3% del Pil per i conservatori e il 43,3% del Pil per i laburisti, negli anni settanta era al 42%; comunque, la Gran Bretagna continuerà a spendere meno, rispetto al Pil, di Italia, Francia e Germania. La spesa pubblica, bene indirizzata, può fare aumentare occupazione, consumi e produzione, quindi anche il Pil. Comunque, la miopia della commissione europea, si ostina ancora a censurare il piccolo aumento del deficit di bilancio dello stato italiano, sempre dovuto alla spesa pubblica. (Per le notizie, fonte: Marco Cimminella – it.businessinsider.com).

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Dopo la trimestrale del 30/10/2019 di Deutsche Bank, fondata nel 1852, il giornale tedesco Die Welt afferma che i maggiori soci della banca, con un CDA parallelo tenuto al di fuori dì Francoforte, stanno cercando di eliminare, prima della scadenza, il suo presidente. E’ previsto un piano di ristrutturazione della banca, con la creazione di una bad bank, capace di ripulire il suo bilancio dai crediti a rischio e dalle perdite.

Tra luglio e settembre 2019, DB ha segnato una perdita economica di 942 milioni di euro, i derivati sono un  capitolo a parte, nel terzo trimestre di quest’anno la banca ha registrato un calo dei ricavi del 15%, però sono cresciuti impieghi e risparmio gestito; sul bilancio pesano i crediti derivati in sofferenza, che sono scommesse bancarie e contratti a termine su debiti pubblici e di grandi imprese.

Perciò la banca d’affari JP Morgan ha tagliato il prezzo obiettivo del titolo a 6 euro, che è molto più basso dei suoi massimi storici e potrebbe ancora ridursi, però ci sono sempre analisti che invitano ad acquistare il titolo; DB, con il QE, deve subire i tassi negativi per le grandi imprese, perciò cerca di conservare i clienti retail. In queste condizioni, nessuno dovrebbe comprare le sue azioni, invece qualcuno le sta comprando.

Dipende da fatto che la speculazione, dà ancora un valore al titolo e compra con i ribassi, comunque, la banca è stata costretta ad abbandonare la borsa di New York. ma è troppo grande per fallire, probabilmente spera in un aiuto da parte del governo tedesco, che non è stato approvato dall’UE per le banche italiane in difficoltà. La Fed, acquistando azioni della DB, ha cercato di calmierare il mercato, anche Trump ha un conto presso DB.

La banca francese BNP Paribas ha acquistato il ramo trading di una hedge funds speculativa della DB e perciò 1.000 dipendenti di DB sono passati a BNP Paribas; ora un tracollo della banca non gioverebbe al governo tedesco, a Trump e ai francesi della BNP Paribas. (Per le notizie, fonte: Mauro Bottarelli - it.businessinsider.com).

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A settembre del 2021 ci saranno le nuove elezioni politiche in Germania, ma non è escluso che queste possano essere anticipate, la Merkel è attaccata dal quotidiano Die Weit, che l’ha sempre sostenuta, e dal giornale socialdemocratico Der Spiegel, che le rimprovera il risultato elettorale in Turingia. Le si rimprovera la crisi economica che ora lambisce anche la Germania e, soprattutto, di non aver chiuso le frontiere nel settembre del 2015 e l’accordo sull’immigrazione con Erdogan, che fecero entrare in Germania 1.100.000 profughi, soprattutto islamici, che fecero violenze alle donne e agli ebrei.

Il che favorì l’affermazione di destra, di neonazisti e il crollo dei socialdemocratici, è accaduto anche in Italia, dove il partito dell’immigrazione controlla anche papa, PD e televisione; alla guida della CDU, il successore della Merkel, Annegret Kramp Karrenbauer, non riscuote tanti consensi; sembra l’era dell’ascesa delle donne, le quali però, con la loro affermazione,  non sembra che cambieranno il mondo in meglio.

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Il ministro delle finanze tedesco Scholz, per far progredire l’Unione bancaria europea, vuole subordinare la garanzia sui depositi bancari a una valutazione prudenziale dei titoli  di stato posseduti dalle banche, aumentando, a titolo di garanzia, gli accantonamenti di capitale a riserva. Egli propone anche la riassicurazione europea sui depositi, per l’Italia, richiama l’attenzione sui crediti deteriorati e sui titoli di stato, senza accennare ai titoli illiquidi, come i derivati detenuti dalle banche tedesche e francesi.

A causa di essi, nei primi nove mesi dell’anno, Deutsche Bank ha perso molti miliardi di euro, anche sembra perciò, assurdamente, che la Germania voglia ridurre i rischi delle banche italiane e condividere con l’UE quelli delle banche tedesche. Berlino chiede di portare i crediti deteriorati al 2,5% dei prestiti totali, al netto del fondo svalutazione crediti, ora le banche italiane sono al 4,3%. Da considerare che le banche italiane, come quelle tedesche, non hanno tutte la stessa solidità economica.

Berlino chiede anche requisiti di capitale in base al rating e all’esposizione verso un solo stato, il che potrebbe costringere le banche italiane a liberarsi dei BP ad alto rendimento, a vantaggio di banche franco-tedesche. Lo spread della Grecia oggi è uguale a quello dell’Italia, perciò l’informazione, al servizio della speculazione e a danno dell’Italia, è tornata ripetere che Spagna e Grecia sono più solide dell’Italia, ma non è vero, i debiti della Grecia e della Spagna li ha pagati anche l’Italia.

Secondo Scholz che, grazie all’assenza italiana,  pare palare per la Germania e per l’UE,  con le nuove misure non dovrebbero essere richieste maggiori garanzie patrimoniali per le esposizioni fino al 33% del capitale; il che però potrebbe avere conseguenze negative sul patrimonio delle banche e potrebbe far crescere di nuovo lo spread italiano. Fra l’altro i BTP servono alle banche italiane anche per la gestione della liquidità, mentre le banche estere speculano, come hanno fatto con la Grecia, soprattutto sui loro interessi e plusvalenze, che le società di rating e la commissione europea fanno aumentare con il loro allarmismo.

L’Italia si è sempre opposta alla modifica del regolamento sui titoli di stato, la condivisione comunitaria dei rischi attraverso l’EDIS è limitata e la ponderazione dei rischi, fatta con il rating, potrebbe produrre instabilità finanziaria. Il coefficiente Tier1 è il coefficiente patrimoniale usato, secondo gli accordi di Basilea, per determinare il patrimonio di una banca. Nel novembre 2015 la commissione europea ha proposto di creare un sistema europeo di assicurazione dei depositi (EDIS), che è il terzo pilastro dell'unione bancaria. Questa proposta è stata ufficialmente adottata come parte di un pacchetto di misure capaci di migliorare l'unione economica e monetaria e di completare l'unione bancaria.

La proposta di EDIS si basa sui sistemi nazionali di garanzia dei depositi recepiti dalla direttiva 2014/49 dell’UE; questo sistema già garantisce che tutti i depositi, fino a 100.000 euro, siano protetti, con gli SGD o garanzie nazionali, in tutta l'UE. Con il QE, Draghi ha aiutato il bilancio pubblico dell’Italia, facendo cadere i tassi sui titoli pubblici,, ma la Germania, grazie ai suoi agenti collaborazioni italiani, è interessata soprattutto al fallimento dell’Italia e al suo asservimento.

Alla Francia e alla Germania interessa dividere materialmente l’Italia, mentre la finanza  Usa era interessata solo a speculare su di essa, ora però Trump, confessandosi, ha affermato che l’Italia starebbe meglio fuori dell’UE. Macron ha affermato che la Nato è moribonda e perciò vuole un esercito europeo, da impiegare eventualmente, secondo le sue intenzioni, anche contro paesi recalcitranti dell’Unione come l’Italia; pare che, purtroppo, anche l’Italia abbia aderito, senza dibattito parlamentare, al progetto. Come può essere una democrazia l’Italia?

Il direttorio franco-tedesco vuole dominare l’UE, asservire l’Italia e, con un’alleanza militare con la Cina, estromettere gli Usa, unificare il continente fino agli Urali. Putin ne è consapevole e perciò, per difendere la Russia, sostiene i sovranisti europei; mentre gli Usa sono decisi a ritirarsi dall’Europa, magari con un pretesto, quando se ne presenterà l’occasione.

La proposta del ministro delle finanze tedesco, Scholz, di completare l’unione bancaria europea con misure da lui suggerite, è stata respinta dal ministro dell’economia italiano Gualtieri; Scholz propone di calibrare il rischio dei titoli di stati sul rating del debito sovrano, il che avvantaggerebbe la Germania, e penalizzerebbe le banche italiane, che hanno forti quote del debito italiano.

La BCE non è prestatore di ultima istanza agli stati, però Draghi ha consentito alla BCE di acquistare titoli di stato in cambio di riforme e indirettamente, con il QE, la BCE acquista titoli di stato; l’idea di Scholz è la stessa di Schauble che voleva spezzare il legame tra banche e debito sovrano, disincentivando le banche a prestare allo stato. Chiedere alle banche, come fa Scholz, di fare accantonamenti proporzionali alla loro quota di debito sovrano avrebbe effetti distruttivi sulla competitività delle banche.

Sarebbero considerati rischiosi gli investimenti in titoli di stato italiani, si dovrebbero chiedere più interessi allo stato e più accantonamenti alle banche italiane. La nuova presidente della BCE, Lagarde, pare però che, con questa manovra, voglia anche mettere al sicuro Deutsche Bank, rendendo più facili aggiustamenti di capitale e di liquidità e più facile per la banca trovare un partner bancario, a prezzo però di una perdita in competitività per le altre banche europee. (Per le notizie, fonte: Ferdinando Soto – Marco Onado – Francesco Russo- . startmag.it – ilsole24ore – Milano Finanza).

 

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Sulle politiche economiche applicate, dopo la riunificazione, della Germania dell’est con la  Germania dell’ovest, i risultati sono deludenti, a parte le luci di Lipsia e Berlino che sono all’est; Philipp Ther, dell’università di Vienna, punta l’indice contro la politica economica di Bonn degli anni novanta e critica lo shock liberista applicato all’economia pianificata della DDR, infatti, ritiene che le privatizzazioni la misero in ginocchio.

Con le privatizzazioni di industrie o loro svendite, furono favoriti interessi e banche dell’ovest, distruggendo un patrimonio industriale e favorendo provvisoriamente la disoccupazione; l’agenzia creata da Bonn per gestire le privatizzazioni operò dal 1991 al 1994 e, purtroppo, allora il ministro Schroeder e la sinistra tedesca abbracciarono acriticamente le teorie neoliberiste; ufficialmente però, II governo centrale voleva solo archiviare le inefficienze comuniste e favorire gli investimenti privati.

Purtroppo, nella Germania dell’est, dopo aver perso i mercati dell’Europa orientale, esistevano dei buoni prodotti ma nessun mercato in occidente, perciò era destinata a soccombere nella competizione; il cambio tra marco dell’est e dell’ovest fu fissato gradualmente alla pari, perché bisognava contenere la fuga all’ovest dei tedeschi dell’est, ma questi se ne andarono ugualmente. Si vendettero le industrie della DDR a privati, anche perché la produttività dei lavoratori era più bassa.

Ora, con l’emigrazione verso ovest, la disoccupazione è bassa, ma all’est pare stia scoppiando, con il decremento demografico, lo squilibrio demografico, che l’immigrazione, per le competenze richieste, non potrà sanare a breve. Perciò lo squilibrio economico tra est e ovest è destinato ad aggravarsi, anche perché le regioni orientali hanno soprattutto una predominanza di zone rurali. (Per le notizie, fonte: Pierluigi Minnitti – starmag.it).

ITALIA

Si minaccia la chiusura delle acciaierie Ilva di Taranto, che occupano 10.000 dipendenti, più l’indotto, l’impresa siderurgica era stata acquisita dalla società franco-indiana Arcelor-Mittal, che ora ha rescisso il contratto di acquisto, perché il governo italiano ha eliminato la protezione legale ai dirigenti, relativamente al piano per l’ambiente, e perché il gruppo ha intenzione di ridurre il personale di 5.000 persone; esso ha perdite d’esercizio in Italia e nel mondo.

Produrre acciaio inquina e l’industria italiana questo metallo lo può acquistare anche altrove, i maggiori produttori mondiali sono Cina, India e alcuni paesi islamici, i governi italiani non hanno mai avuto una vera politica industriale; privatizzano e sono tesi soprattutto alla difesa dell’occupazione, invece occorre difendere soprattutto le industrie di punta, con una tecnologia e che inquinano poco.

Anche a Liverpool e Detroit sono state chiuse delle grandi industrie, anche società aeree inglesi e americane sono fallite; la società finlandese Nokia, miracolosamente, si riconvertì dalla cellulosa ai cellulari, l’Ilva potrebbe essere nazionalizzata dal governo italiano. Oltre le varie considerazioni fornite dalla televisione, val la pena di ricordare che, con la globalizzazione, Francia e Germania non hanno privatizzato tutto ma, per difendere soprattutto occupazione e tecnologia, hanno conservato importanti industrie e banche, infatti, la Renault appartiene allo stato francese ed è in perdita.

Sarebbe ora il caso di fare anche in Italia alcune nazionalizzazioni, purtroppo, gli amici italiani di Francia e Germania puntano a fare altre privatizzazioni; da considerare anche che la Francia ha in atto un’offensiva per la sua penetrazione politica ed economica in Italia, fatta con la sua acquisizione anche di grandi imprese italiane, mentre per quelle piccole, come la Nivea, acquisiti i brevetti e sposta la produzione in Francia; contemporaneamente, è gelosa della penetrazione commerciale italiana in Cina.

Intanto, poiché i parlamentari considerano il seggio in parlamento un palo della cuccagna, per paura di perdere questi privilegi, con lo scopo di confluire in un altro partito, si stanno spaccando M5S e Forza Italia; se ne dovrebbero avvantaggiare i partiti sovranisti Lega e Fratelli d’Italia che, secondo i sondaggi, avranno la maggioranza nel prossimo parlamento italiano e così, si spera, sarà la resa dei conti con i mercati e l’UE, ma Mattarella ne dovrebbe soffrire.

L’Italia non è messa economicamente e politicamente peggio della Spagna, eppure la Merkel, che è, di fatto, il supremo potere europeo, d’accordo con Napolitano, nel 2008 commissariò, con il governo Monti-Fornero, solo l’Italia, Se Salvini dovesse vincere le prossime elezioni politiche, vedremo fin dove arriverà il presidente Mattarella che potrebbe emulare Napolitano, perché l’Italia non è un paese sovrano. La Merkel, in tutta l’EU, tramite agenti locali, ha sostenuto europeisti contro sovranisti, ma poi i partiti europeisti hanno perso le elezioni, rovinando l’immagine ideale che gli italiani avevano dell’UE, della Merkel e della Germania.

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Carlo Cattaneo era uno dei padri maggiori del nostro risorgimento, era liberale, laico, federalista e repubblicano, con gli eventi incalzanti, fu messo un po’ da parte perché l’unità italiana si potette fare solo con la forza militare della dinastia dei Savoia e dell’astuzia di Cavour, che lavorarono in accordo con la Gran Bretagna, la Francia e, segretamente, con i repubblicani Mazzini e Garibaldi (fu il primo compromesso storico italiano), mentre non potettero cooperare a lungo con Carlo Cattaneo, restio agli intrighi. I Savoia, in incognito e con l’aiuto dell’esercito, riuscirono a controllare anche Mussolini, lo accettarono al potere e poi, con la sconfitta militare,  lo fecero cadere.

Caduto il fascismo, nacque la repubblica italiana, sotto tutela provvisoria americana e definitiva vaticana, perciò l’Italia cessò di essere un paese veramente laico e liberale, ammesso anche che lo sia mai stato, e si liberò anche del mito federalista che spaventava i centralisti romani, monarchici o repubblicani che fossero. Nei decenni successivi, lo stato cattolico fece un compromesso nascosto con i comunisti, che così, diventati democratici, accesero alle massime cariche e istituzioni, pubbliche  e private, cioè, non fu Berlinguer il primo a sostenere una politica di  compromesso.

Perciò lo stato accantonò il progetto federalista di autonomia, che non si realizzò nemmeno con la creazione delle regioni, nate depotenziate nel 1970 e previste dalla costituzione repubblicana, le quali hanno un limitato potere legislativo e un riconoscimento storico e culturale e non una vera autonomia amministrativa, come avviene nel federalismo. Sembrano solo il riconoscimento di una realtà culturale e non affermano la solidarietà, anche se lo stato creò degli strumenti, come la Cassa per Mezzogiorno, nata nel 1950 e poi soppressa nel 1984, mirante ad aiutare le regioni più povere dell’Italia meridionale, ma fece bene soprattutto alla politica.

Per rilanciare il federalismo, nel 1991 nacque la Lega Nord che, usando come ricatto la secessione delle regioni del nord, riportò alla ribalta la questione. Il federalismo esiste in Usa, in Germania e in Svizzera, è una forma di governo che rafforza il principio costituzionale di sovranità popolare, la democrazia diretta e l’istituto del referendum popolare; come detto, però ferisce il centralismo romano.

Potrebbe anche servire a ottimizzare l’uso delle risorse consegnate, con le imposte, allo stato, invece oggi il bilancio dello stato, come quello del Vaticano, è un mistero e un buco nero, perciò è impossibile risanarlo; le regioni non hanno le stesse risorse, non hanno, in termini di qualità, gli stessi servizi e la rappresentanza politica è stata distorta dai movimenti migratori interni che hanno fatto aumentare la popolazione di alcuni comuni e regioni e diminuire quella di altre.

Questa situazione non può essere risolta dai partiti che tradiscono gli elettori, ma solo da un vero movimento di popolo, ora l’élite, in difesa dei vari privilegi,  tiene ancora in pugno la situazione deteriorata, lo fa con la propaganda, i favori e la corruzione; fa di tutto perché il popolo continui a dormire e perché l’Italia non cambi in meglio, come obiettivamente meriterebbe.

Per logica, allo stato competerebbe difesa, esteri, interni, giustizia, istruzione e sanità, alle regioni competerebbe autonomia fiscale e monetaria con una moneta complementare, industria, commercio, agricoltura, servizi pubblici e opere pubbliche. La ricerca dovrebbe essere una competenza concorrente tra stato e regioni; l’UE è quasi uno stato che  impone agli stati dell'Unione una politica di bilancio e una politica monetaria con una banca centrale e l’euro, ha una politica agricola e ha un parlamento.

Per il momento ha rinunciato ad altre competenze ma, se dura, purtroppo non sarà una rinuncia definitiva; i partiti che vogliono più Europa chiedono più poteri a suo vantaggio, cioè lavorano per allontanare lo stato dai cittadini, sono nemici delle autonomie. Gli stati, retti da grandi interessi economici, anche oscuri, sono nati con la guerra e non con la partecipazione popolare poi, con il tempo, si sono cementati con il diritto, la religione, la lingua e la cultura; gli stati nati per mutuo consenso, come l’UE, a volte tornano a dividersi, perciò gli Usa, con la guerra, impedirono la secessione degli stati confederati del sud.

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I politici, come Mattarella, non vogliono ascoltare gli elettori e l’informazione preferisce solo fornire, in salotti televisivi, propaganda, pettegolezzi e mezze notizie. Sull’immigrazione, a causa dei vari governi, l’Italia è apparsa indubbiamente ambigua all’estero, Malta ha fatto accordi con la Libia per il rimpatrio degli immigrati clandestini, l’Italia non pare muoversi con altrettanta chiarezza; per le persone ragionevoli, l’immigrazione utile è quella selezionata.

Pare che il fisco italiano voglia controllare gli evasori dai loro risparmi cioè, chi risparmia molto, rispetto al guadagno ufficiale, è un evasore o svolge attività illegali. Per applicare questa strategia l’Italia dovrebbe prima controllare gli afflussi di risparmio verso l’estero e verso i paradisi fiscali, altrimenti la misura colpirebbe solo i piccoli evasori. Un’imposta patrimoniale esiste anche in Usa, dove la pressione fiscale è minore che in Italia, questa imposta si paga in sede di successione; però in Italia un’imposta patrimoniale del genere dovrebbe assorbire quelle esistenti, che sono, anche se in forma camuffata, 14. Queste imposte danno ora un gettito di 46 miliardi di euro l’anno, le principali sono l’imposta sugli immobili, il bollo auto e quella sulle attività finanziarie e i risparmi.

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Napolitano sosteneva, a capo del governo italiano, il commissario Mario Monti, dopo un accordo tra Washington e Bruxelles, invece Mattarella ha legittimato il governo tra M5S e PD, dopo un accordo tra Vaticano e Bruxelles; però la commissaria europea alla concorrenza, Margrethe Vestager, ha affermato che non si può ostacolare le forze sovraniste, come hanno fatto la Merkel e Macron; perciò ora anche la cornice catto-europeista si sta sgretolando.

Lo stesso cardinale Ruini, a capo della CEI, ha fatto delle aperture alla Lega e a Salvini, perciò l’informazione mainstream italiana, veramente poco indipendente, si è rapidamente adeguata; vedremo quali saranno le prossime mosse di Mattarella, magari potrebbe anche indire nuove elezioni politiche. Speriamo che Salvini, sedotto dagli europeisti, non cambi rotta, perché deve contribuire a riformare la stessa UE, che credeva ai suoi agenti italiani e non agli italiani in generale.       

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Nel 1947 a Gorizia fu costruito un muro, molto prima di quello di Berlino, costruito nel 1961 e abbattuto nel 1989; nel 1947 i soldati inglesi applicarono un filo spinato che divideva Gorizia italiana da Nova Gorica slava, nata con la divisione della città. Andarono alla Jugoslavia i 3/4 del suo territorio, con il 15% della popolazione; la popolazione della città era prevalentemente slovena, invece Trieste, privata del suo entroterra, tornò italiana nel 1953.

Con degli incentivi, il fascismo aveva inviato maestri d’italiano nella città; nel 1945 i partigiani comunisti tennero la città per 40 giorni e fecero sparire 665 persone; la divisione postbellica della città non risparmiò il cimitero e l’ospedale, però ai cittadini si chiese in quale parte della cortina di ferro volessero stare. La città era stata un po’ italiana, un po’ austriaca e un po’ slava, Nova Gorica, in pratica. fu costruita ex nuovo.

Il muro, in filo spinato, che divideva la città era presidiato e si minacciavano con le pallottole gli italiani che, da Nova Gorica, volevano attraversare il confine per andare a trovare i parenti a Gorizia. Dopo al caduta del muro di Berlino, nel 1992 si concesse un  permesso provvisorio per attraversare il confine e visitare i parenti. le famiglie avevano fatto la domanda e si scambiavano doni, le forze dell’ordine erano inadeguate a controllare la marea di gente.

Si riempirono le trattorie e si facevano doni e baratti, nel 1991 ci fu il crollò l’URSS e nel 1992 quello della Jugoslavia, ma il muro di Gorizia fu soppresso solo nel 2004, cioè quando la Slovenia entrò nell’UE, il governo italiano era distratto da altri temi, ma le due città erano in due stati diversi. E’ ingiusto che l’informazione non abbia ricordato questi fatti, oggi il confine lo attraversano solo gli italiani, Nova Gorica è una città moderna, con un grattacielo, un’università con docenti stranieri, piste ciclabili, scuole e divertimenti. Invece a Gorizia ci sono pensionati e vi arrivano gli immigrati dall’est, perciò i maligni dicono che Salvini voglia costruirci un altro muro. (Per le notizie, fonte: Francesco Cancellato – Ilpost.it).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 4/11/2019)

EUROPA

In Germania è la crisi della produzione industriale e dell’esportazione, perciò gli industriali chiedono più investimenti pubblici e l’aumento della domanda interna, sono anche a favore dell’iniezione di liquidità fatta dalla BCE; qualcuno afferma che Draghi ha salvato l’euro, mentre le banche, a causa dei tassi negativi, sono contrarie al suo QE. La democrazia cristiana della Merkel è divisa e il suo piano green non sarà sufficiente per risolvere la crisi del paese, è la crisi del sistema economico mercantilista tedesco e della globalizzazione, perciò la Germania vuole rilanciare i consumi interni, l’esito elettorale in Turingia, certifica la crisi politica ed economica della Germania.

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Lagarde, nuova presidente della BCE, è favorevole a una moneta digitale della BCE,  aperta a banche, grandi imprese e stati, invece Draghi, ex presidente della BCE, per il momento pare contrario; adesso solo le banche possono avere conti presso la BCE; la moneta legale è messa in circolazione dalle banche centrali nazionali, che funzionano come sportelli della BCE, mentre la moneta bancaria è creata dalle banche commerciali, quando concedono prestiti a interesse, la moneta bancaria costituisce il 90% del circolante totale.

Le banche centrali fissano il tasso d’interesse di riferimento o euribor, favorendo e disincentivando i prestiti; la massa monetaria in circolazione dipende dalla domanda del mercato, se l’economia va bene, le banche forniscono credito e la domanda di moneta aumenta. Una moneta digitale legale potrebbe essere utilizzata per i pagamenti con il computer e con lo smartphone, avrebbe lo stesso valore legale delle banconote e solo la BCE controllerebbe la massa monetaria in circolazione.

Questa moneta rafforzerebbe il ruolo di BCE, Francia e Germania, mentre le criptovalute private danno spazio al sovranismo. Però anche la moneta digitale della BCE, come le monete private, la Libra, l’attuale moneta legale e la moneta bancaria, possono  alimentare la speculazione, l’instabilità monetaria e l’inflazione. Con le monete digitali, c’è però il rischio che i privati trasferiscano i depositi dalle banche alla rete.

Oggi i tassi d’interesse della BCE sono praticamente a zero, il QE ha aiutato le banche, ma non ha rilanciato l‘economia, il credito bancario ristagna e le riserve di liquidità delle banche, presso la BCE, scoppiano; sono tutti segni di strozzature monetarie. La moneta digitale pubblica della BCE potrebbe fornire liquidità e finanziare direttamente l’economia reale, cioè banche, grandi imprese e stati.

Le monete o banconote sono certificati di debito e strumenti di pagamento, in senso lato, sono fatte dal comune denaro, da assegni, cambiali, titoli di stato e derivati, tutti strumenti negoziabili. Noi siamo passati dalla moneta d’oro o d’argento, al gold standard, al gold exchange standard, al dollar standard e alla moneta attuale inconvertibile, ora stiamo arrivando alla moneta digitale perché il denaro sta ancora cambiando; però questa moneta digitale, secondo Lagarde, deve essere regolamentata dalla BCE e sotto il controllo degli stati dell’eurozona.

Diverse banche centrali del mondo, con la crisi del dollaro, stanno esaminando seriamente il problema, anche perché tanti cittadini non hanno un conto corrente ma hanno solo un computer e uno smartphone; se i conti digitali della BCE offrissero anche un interesse, tante grandi imprese rinuncerebbero al loro conto presso una banca commerciale. Per aiutare le banche a evitare la crisi, la BCE e le banche centrali nazionali collegate, potrebbero concedere alle banche, che sono loro socie di capitale, la gestione della ricchezza dei clienti, commissioni, interessi, consulenze, prestiti e gestione dei titoli.

Ma dei sistemi di pagamento internazionali si occuperebbe, con la sua moneta digitale, la banca centrale. Le banche centrali del mondo si concentrerebbero sul sistema clearing di compensazione di pagamento, di debiti e crediti, mentre le istituzioni finanziarie e le banche commerciali private si occuperebbero della gestione dei clienti. Secondo Lagarde, bisogna essere aperti ai cambiamenti, però la BCE si è già schierata contro la Libra, Draghi non ha voluto aprire la BCE ai privati, cioè non ha voluto consentire a soggetti non bancari di aprire dei conti correnti preso la BCE, che non prevede la creazione di una moneta digitale da parte sua.

Se la BCE gestisse conti per i privati, farebbe concorrenza ai depositi del settore bancario, in ogni caso, la BCE immetterebbe direttamente moneta elettronica nei conti correnti privati e rafforzerebbe la sua politica monetaria, ora fatta attraverso le banche commerciali. Secondo le decisioni della BCE, la moneta potrebbe aumentare o diminuire, indipendentemente dai prestiti bancari.

Con la crisi monetaria e quella del dollaro, se non si torna all’oro, la faccenda è stata studiata dalle banche centrali di Canada, Cina, Svezia, Uruguay, Inghilterra e Svezia; le due ultime banche centrali sono all’avanguardia nella sperimentazione della moneta digitale; oggi esistono anche monete complementari private, digitali o meno. Con la moneta digitale della BCE, ci sarebbe la separazione dei pagamenti gestiti dalla Bce, rispetto alle altre attività bancarie.

Le banche concederebbero credito ma dovrebbero raccogliere denaro dal mercato, invece di crearlo dal nulla, cioè, il potere della moneta tornerebbe alla banca centrale e ai governi, sottraendo alle banche la creazione di moneta; tutta la politica monetaria sarebbe consegnata alla BCE. Con la nazionalizzazione della banca centrale, che, purtroppo, pochi propongono, la politica monetaria s’integrerebbe con la politica statale di bilancio o politica fiscale. (Per le notizie, fonte: Enrico Grazzini – Economia e Politica – sinistrainrete.info).

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Aumentano le preoccupazioni sul futuro dell’UE, ma Mattarella non se ne accorge, l’inserimento della nuova commissione è stato rinviato di un mese, il parlamento ha bocciato la candidatura della francese Sylvia Goulard, mentre Macron ha posto il veto alla candidatura di Manfred Weber; sono contesi i redditizi portafogli d’industria, difesa e digitale, il candidato francese Thierry Breton ha ricoperto troppi incarichi che lo espongono al conflitto d’interesse.

In Spagna si sono svolte quattro elezioni in quattro anni, mentre in Italia Mattarella, per amore verso l’UE e antipatia verso Salvini, non vuole sciogliere il parlamento e indire nuove elezioni Podemos pone condizioni a favore dei poveri che i socialisti, diventati liberali come in Italia, ritengono eccessive: Dirigenti catalani indipendentisti sono stati condannati; l’UE voleva l’abbattimento delle frontiere ma ora subisce i muri di confine interni contro l’immigrazione, però Macron ha chiesto porti aperti all’Italia.

In UE, i divari economici tra le regioni, che avrebbero dovuto essere colmati, fanno aumentare le richieste di autonomia, però l’Europa dell’est, diversamente da quella dell’ovest, grazie alle delocalizzazioni, si sta sviluppando velocemente. Per bloccare la germanizzazione dei Balcani, la Francia si è opposta all’ingresso nell’UE di Albania e Macedonia nell’Unione; con l’ingresso delle truppe turche in Siria, la Germania ha lanciato un appello per fermare l’offensiva e ha sospeso le vendite di armi alla Turchia, ora teme la riapertura dei campi profughi turchi e l’arrivo di altri emigranti attraverso i Balcani.

Per lo sfruttamento dei giacimenti d’idrocarburi ciprioti, esistono tensioni tra Turchia, Grecia, Cipro, Francia e Italia, sono tutti paesi alleati della Nato; fino a ora, si è dimostrato poco utile il rappresentante europeo agli esteri, cioè l’italiana Mogherini. (Per le notizie, fonte: Guido Salerno Aletta – startmag.it).

ITALIA

Settori dell’anfiteatro parlamentare e della televisione sentenziano che l’economia italiana è in stagnazione e in crisi, altri settori affermano che la crisi colpisce tutta l’eurozona; però la televisione non pare sottolineare che in Germania produzione industriale ed esportazioni diminuiscono, mentre in Italia aumentano; invece in Italia la l’occupazione non aumenta perché il governo non sblocca le somme, già stanziate, per le opere pubbliche, potrebbe essere colpa della burocrazia, ma potrebbe anche dipendere da una carenza di mano d’opera.

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La televisione ci ha informato che, per lo più, la destra non ha aderito alla proposta di condanna, da parte della sinistra, dell’antisemitismo, dell’incitamento all’odio e del razzismo; la televisione non deve fare solo propaganda, pettegolezzi e dare mezze notizie, ai telespettatori interessano anche le motivazioni di chi dissente, per fare ciò, non occorre intervistare le persone per strada.

E’ chiaro che la condanna dell’odio e del razzismo si prestano a strumentalizzazioni politiche di parte, il problema non riguarda solo gli ebrei; non possiamo processare tutti quelli che hanno delle idiosincrasie. Anche la sinistra ha alimentato l’odio, soprattutto in passato, non si può rischiare di ridurre la libertà di espressione e di manifestazione del pensiero. Se si condanna l’odio, bisogna condannare anche la vecchia lotta di classe, la rivoluzione e il sequestro proletario, tutti sentimenti nati a sinistra.

Gli ebrei sono come gli altri uomini, cioè belli e brutti, intelligenti e stupidi, onesti e disonesti, però in Usa e UE si distinguono in finanza, come professionisti, in affari e dirigenza, cioè sono una classe superiore, spesso osteggiata per i suoi trascorsi; invece in Israele esistono anche ebrei contadini, soldati, tecnici e scienziati. Se non ci fossero l’odio religioso e i pregiudizi, con la lotta di classe, l’occidente potrebbe avercela con gli ebrei; invece Israele si deve confrontare anche con l’Islam, che non ammette la sua esistenza.

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Conte è stato coinvolto in uno scandalo per una sua consulenza a un fondo speculativo immobiliare vaticano, per l’acquisto di immobili a Londra, fatto con utilizzo di fondi dell’obolo di San Pietro, cioè con distrazione illegale di fondi; per la faccenda, Salvini accusa Conte di conflitto d’interesse. tra gli investimenti spicca quello nella società Retelit, per la quale era stato richiesto un parere a Conte.

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Mattarella e il papa sono sempre esaltati dalla televisione italiana, Mattarella ha detto che non si può riscrivere la storia, altrimenti si destabilizza lo stato; però esistono segreti di stato e, poiché l’uomo è dominato dalle passioni, esistono diverse versione della storia. Poiché lo stato ha anche esercitato la censura, se s’impedisce la ricerca storica, s’impedisce la ricerca della verità, s’’impedisce la trasparenza dello stato, la democrazia e la libertà di ricerca e d’informazione.

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La missione segreta a Roma del ministro della giustizia americano Barr, tesa a incontrare in capo dei servizi segreti Dis, generale Vecchione, e i capi delle agenzie d’informazione esterna Aise e interna Aisi, mirava a indagare sulle inchieste relative alla campagna presidenziale di Trump; cioè sull’inchiesta russiagate, promossa da Hillary Clinton e su quella successiva di Trump, fatta sulla base di lettere della Clinton, che dovevano far luce sui rapporti tra Usa e Russia.

Nell’indagine pare sia anche coinvolta la Link università di Roma, che sembra ospitare dei membri dei servizi, alcune lettere compromettenti di Hillary Clinton pare siano state passate dai russi a Trump. In Italia il presidente del consiglio ha la delega alla guida dell’organo parlamentare collegiale Copasir, fatto di dieci membri, che controlla i servizi segreti, però Conte non ha avvertito, come avrebbe dovuto fare, il Copasir degli incontri segreti di Barr.

Conte, tra le altre cose, nomina i direttori delle due agenzie Aise e Aisi e il Dis che, per il rispetto delle direttive emanate dal presidente del consiglio, vigila su queste due agenzie; in pratica, Conte ha permesso a Barr d’incontrare segretamente i vertici dei servizi, senza avvertire il Copasir.  Nell’inchiesta russiagate si sosteneva che la Russia avesse interferito a favore dell’elezione di Trump.

George Papadopulos, consigliere di Trump, ha attaccato Renzi perché al servizio di Obama, ha accusato il professore maltese Mifsud, dell’università citata, di essere un agente della CIA e di aver agito, d’accordo con i servizi italiani, per sabotare la campagna elettorale di Trump, che perciò accusa il governo italiano. L’indagine di Barr va in direzione opposta a quella del procuratore americano  Mueller che, con l’inchiesta russiagate, ha affermato che la Russia aveva interferito nella campagna elettorale a favore di Trump, servendosi di alcune email  segrete di Clinton, consegnate dai russi. (Per le notizie, fonte: open.online).

CINA

In Cina vi è una classe media in espansione e cresce il numero dei consumatori, però tante piccole aziende italiane si sono tenute lontane da questo paese, timorose dei costi per poterci entrare, della distanza e della scarsa conoscenza del mercato. L’antica via della seta non era ostacolata dalle distanza tra Cina ed Europa; In Cina, Usa e Germania non producono solo per esportare all’estero o per risparmiare sul costo della mano d’opera, ma anche per il mercato interno. In Cina il Singles day è una giornata di sconti che frutta 31 miliardi di euro l’anno, l’uso di Internet, smartphone e nell’e-commerce Alibaba, procura grandi affari, il 60% della popolazione li usa, è un numero che supera i 300 di affezionati della rete milioni degli Usa.

Però le imprese devono farsi conoscere e devono dimostrarsi credibili, usando i moderni strumenti di comunicazione, registrando il nome della propria ditta anche in caratteri cinesi, dotandosi di un account su diverse piattaforme, permettendo i pagamenti digitali, mettendosi in contatto con aziende cinesi del proprio settore e cooperando con società  cinesi apprezzate.

Si può fare ciò senza avere una società sul territorio cinese, vanno bene tanti prodotti italiani, tecnologici e di consumo, la nuova via della seta ha rafforzato queste possibilità; l’Italia deve favorire un suo commercio privilegiato con la Cina e deve diversificare i mercati di esportazione, anche perché nell’eurozona, anche per colpa di Francia e Germania e dei loro tirapiedi italiani, non cresce; oggi la Cina attrae società e imprenditori da tutto il mondo.

I generi alimentari soffrono delle spese di trasporto e di conservazione e delle abitudini alimentari, all’olio d’oliva i cinesi preferiscono l’olio di arachide, mentre il vino francese, a causa del suo migliore e precoce marketing, ha maggiore prestigio di quello italiano, moda e design italiano sono apprezzati. Per vendere in Cina non è sufficiente un motore di ricerca o un sito di e-commerce, i cinesi preferiscono i negozi online di Allibata.

Si può vendere in Cina senza un rappresentante in loco, per il commercio in rete, la Cina applica un’imposta di consumo dell’11%, le società più forti aprono punti vendita nei centri commerciali; si possono creare società di venture capital, fondare una società cinese, essere presenti sul web; però non è indispensabile avere un socio cinese. Per chi vuole creare una società in Cina, sono previsti terreni gratuiti e, per due anni, l’esenzione fiscale, scuola per i figli e alloggio; però ogni provincia applica agevolazioni differenti. (Per le notizie, fonte: Marco Cimminella – it.businessinsider.com).

Nunzio Miccoli   www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 28/10/2019)

ITALIA

La corte dei conti regionale di Trieste, alla quale dovrebbero aggiungersi quelle di altre regioni italiane, ha sollevato la questione di legittimità, davanti alla corte costituzionale, per il taglio delle pensioni superiori a 100.000 euro lordi l’anno e per il blocco delle relative rivalutazioni, previsti dalla legge 145/2018, perché violerebbero gi articoli 3-36-38-53 della costituzione.

La corte afferma che la legge viola i principi di ragionevolezza, adeguatezza e affidamento, è discriminatoria e non è dettata dall’eccezionalità del settore previdenziale, perché non esiste l’esigenza del contenimento della spesa pubblica e di quella previdenziale. Queste osservazioni paiono ignorare il principio di equità e i rilievi europei sui deficit del bilancio pubblico e sulla necessità della riduzione del debito pubblico italiano, ma i giudici non amano fare sacrifici.

Contri questi tagli alle pensioni, anche le associazioni di pensionati Federspev e Confedir hanno presentato, in tutta Italia, migliaia di ricorsi; fino a oggi, le riforme delle pensioni hanno colpito solo i comuni lavoratori che, con l’acquiescenza sindacale, hanno finanziato, con i loro contributi, l’assistenza e tante pensioni privilegiate. (Per le notizie, fonte: Michele Poerio – startmag.it).

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L’Italia è sempre sotto tiro, da parte dell’UE, per il suo debito pubblico,  ma ora sembra che anche Mario Monti critichi la politica di austerità della commissione europea, però l’Italia  non è realisticamente in default; invece e apparentemente, sembra che il Vaticano sia vicino al fallimento, ma i suoi debiti possono servire anche a celarne la ricchezza. Nel 2018 il bilancio dell’Apsa, la banca centrale che gestisce gli immobili del Vaticano, ha presentato un passivo ma, non è riuscita a determinare, in maniera precisa, il vero deficit.

La santa sede ha 4.421 immobili, per mezzo milione di metri cubi, del valore di 2,7 miliardi di euro; per 41% sono case, per il 26% uffici e per l’8% negozi, spesso sono il risultato di lasciti testamentari di vedove che volevano conquistarsi un posto in paradiso. 800 di questi immobili sono sfitti e papa Francesco, invece di limitarsi predicare a favore dell’immigrazione, potrebbe destinarli agli immigrati, 3.200 di essi sono in locazione.

Il canone medio è di circa 8 euro al metro quadro, con uno sconto sul prezzo di mercato di circa il 45%, i morosi sono in aumento; a volte, la chiesa usa questi immobili in locazione come moneta di scambio a favore della politica, per ottenerne dei benefici. L’obolo di san Pietro arriva, da tutto il mondo, per il papa, ma è usato a favore della beneficenza solo per il 13% circa, la parte maggiore serve per mantenere le strutture ecclesiastiche del Vaticano.

In Italia l’8°% dell’Irpef è destinato, per il 50%, al mantenimento dei preti, mentre l’altro 50% è gestito dai vescovi, che controllano banche popolari e hanno investimenti speculativi all’estero. La chiesa è amministrata male, le offerte dell’obolo vengono da diocesi, fondazioni e fedeli, i paesi maggiormente contribuenti sono Germania, Stati Uniti e Italia, ma i contributi diminuiscono.

L’Apsa ha anche cospicui depositi, ma non ha ancora fatto un vero censimento delle sue proprietà immobiliari; per il 2019 ha previsto un deficit di quasi 100 milioni di euro, pesano le spese per il personale e quelle per le nunziature di tutto il mondo. Scendono i contributi a favore dell’Apsa di Ior e governatorato, il bilancio consolidato del 2018 ha presentato una perdita di 43,9 milioni, è peggiorata sia la gestione operativa che quella finanziaria.

I deficit più importanti della chiesa vengono dalla Segreteria di stato e dall’Apsa che, con l’Ior, costituiscono le tre banche del Vaticano. La segreteria di stato ha depositi per 650 milioni di euro, l’Apsa è la banca centrale e perde nella gestione operativa e in quella finanziaria speculativa. In Vaticano manca un vero inventario del patrimonio e un bilancio consolidato patrimoniale, economico e finanziario.

Spesso è stato soccorso dallo stato italiano, ad esempio, è successo con la crisi del banco Ambrosiano; non paga al comune di Roma elettricità, gas e smaltimenti dei rifiuti, al governo italiano non paga i trasporti in aereo del papa e 200 carabinieri fanno servizio in Vaticano, pagati dal governo italiano. La chiesa ha esenzioni fiscali, però partecipa al capitale di banche nazionali e popolari, queste seconde in mano ai vescovi.

Vive in  mancanza di regole economiche e di bilancio e di normative interne, ha una gestione clientelare e una contabilità evanescente. Chi ne beneficia è contrario alle riforme di papa Francesco in materia economica e finanziaria; tante sono le resistenze al cambiamento e alle riforme e le lotte di potere. I vertici della chiesa, che non è una democrazia di popolo, sono nominati dal papa, che ha anche nominato il revisore generale dei conti, Milone, i quale però, sconsolato, ha dato le dimissioni, che il papa ha accettato, nominando alla carica il suo vice.

Sono tante le zone d’ombra economico finanziarie, Il prefetto della segreteria per l’economia, l’australiano George Pell, per difendersi dalle accuse per pedofilia, rinunciando all’immunità diplomatica, ha dato le dimissioni ed è tornato in Australia; la chiesa chiede la castità ai preti, ma in Vaticano i pedofili sono protetti e gli omosessuali non sono discriminati, cioè fanno carriera e vi costituiscono anche un partito.

Pell investigava sui conti e sugli investimenti del Vaticano e sull’Aif, l’autorità antiriciclaggio vaticana, perciò qualcuno ne ha favorita l’epurazione, la pedofilia potrebbe anche essere stato un pretesto; ora il papa, per le sue riforme, si appoggia sul cardinale Marx, dell’arcidiocesi di Monaco. In quella città i fedeli disertano le chiese ma, aderendo a una religione cristiana, pagano la tassa ecclesiastica obbligatoria e ne beneficiano le chiese protestanti e cattolica.

Il patrimonio dell’arcivescovado ammonta a 3,5 miliardi di euro e aumenta tutti gli anni, esso dà lavoro a 16.000 persone, mentre 20.000 lavorano gratuitamente per la caritas.  Papa Ratzinger aveva criticato l’imposta ecclesiastica, affermava che, grazie a essa, per i fedeli la chiesa era diventata solo un datore di lavoro e non erano mossi dalla fede, ma avevano solo un contratto con la chiesa, rappresentata dalla sua burocrazia.

Chiesa e stato, fin dalla loro nascita, hanno sempre promesso riforme, per la chiesa cattolica occorrerebbe trasparenza, poche prediche e un vero bilancio consolidato e revisionato, sotto controllori, occorrerebbe un bilancio onnicomprensivo patrimoniale, economico e finanziario; quello patrimoniale dovrebbe includere l’inventario di tutti gli immobili posseduti, in Italia e all’estero, con il loro valore di mercato, aggiungendo a esso partecipazioni azionarie e bond.

Il ricavato della gestione economica e finanziaria non dovrebbe servire a remunerare gli alti prelati, ma dovrebbe servire a fare opere di beneficenza. La speculazione finanziaria, fatta dai dirigenti della chiesa cattolica, deve essere combattuta, la gerarchia della chiesa dovrebbe essere un’emanazione democratica dei fedeli, e dei vescovi; ordini e congregazioni devono partecipare a tutte le decisioni della chiesa, della quale il papa dovrebbe essere solo il rappresentante. Insomma urge una riforma anche del governo della chiesa.

La chiesa deve rivedere la morale sessuale, la sua posizione su aborto, divorzio ed eutanasia, deve abolire il celibato ecclesiastico, deve fare una revisione della dottrina e della storia della chiesa; mentre lo stato ha fatto alcune riforme, la chiesa cattolica le ha subite da altre chiese, il concilio Vaticano II è stato svuotato e Giovanni Paolo I è stato boicottato. Senza queste riforme, il cattolicesimo, e il cristianesimo in genere, incalzati dal mondo moderno e dall’Islam, sono destinati a estinguersi; però, poiché la chiesa cattolica ha potere politico ed economico, esisteranno sempre cattolici per convenienza e per fare carriera. (Per le notizie, fonte: Gianluigi Nuzzi – Il giudizio universale – Andrea Mainardi - startmag.it).

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I debiti pubblici servono allo stato per giustificare l’elevata tassazione, a sua volta giustificata dalla protezione dello stato concessa ai sudditi, che genera sprechi e privilegi; essi servono agli stati esteri per vincolare, in materia politica, economica e militare, le scelte degli stati semisovrani; servono alla speculazione internazionale per lucrare, con interessi usurai, sul debito pubblico. Se dal 1089 l’Italia avesse pagato interessi molto più bassi sul suo debito pubblico, oggi questo non supererebbe il 60% del Pil, come vogliono i trattati europei.

Dopo l’unità italiana, l’Italia era sotto controllo inglese perché doveva rimborsare all’Inghilterra i prestiti contratti con l’epopea risorgimentale, inoltre, l'Italia si era accollati anche i debiti esteri dei singoli stati italiani preunitari. Dopo la seconda guerra mondiale, gli alleati vincitori si fecero in quattro per limitare i rapporti italiani, dettati soprattutto da ragioni economiche, con la Russia e con i suoi alleati e, anche se gli italiani non se ne accorsero, perché l’informazione e le massime istituzioni li avevano assopiti, misero l’Italia sotto la tutela soft francese, perché la Francia aveva vinto gloriosamente la seconda guerra mondiale.

Le società di rating, la commissione europea e il Fondo monetario, diretto dalla francese Lagarde, con le loro analisi, facevano salire l’interesse dei BTP, che perciò impediva la riduzione del debito, come succede anche ai debitori privati usurati. La Francia si accaparrava i BTP ad alto interesse e a lunga scadenza e l’Italia faceva prestiti a 30 e 50 anni, ad alto interesse, riservati agli amici, cioè a stati e banche, che gli italiani non riuscivano ad accaparrarsi alle aste, in prima emissione, ma li compravano al mercato secondario, venduti dalle banche, che ne guadagnavano la plusvalenza.

Io ritengo che uno stato amico degli italiani avrebbe dovuto fare emissioni in Bot a basso rendimento, e per tutto il fabbisogno. Per la somma non sottoscritta, dopo 15 giorni avrebbe dovuto fare un’asta in BTP a 5 anni, a tasso leggermente più alto, e dopo altri 15 giorni un’altra asta di BTP a 10 anni, per la cifra rimanente, con tasso ancora un po’ più alto; tra i sottoscrittori andava data la precedenza agli italiani che, dal 1945 in poi, non sono mai fuggiti dai titoli pubblici dello stato.

In tal modo l’Italia, come ha fatto il Giappone, avrebbe risparmiato tanti interessi, avrebbe ridotto il suo debito pubblico e si sarebbe sottratta al ricatto dei paesi creditori; speculatori internazionali e banche avrebbero guadagnato meno. Al vertice delle maggiori istituzioni italiane, ci sono agenti di stati esteri, prima dell’unità italiana, in Vaticano e in altri stati si vendevano gli uffici pubblici e chi li comprava, faceva un investimento e li faceva fruttare; queste cose accadono ancora oggi.

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Secondo i dati aggiornati di Bankitalia e BCE, ricordati da Paolo Savona, presidente della Consob, il quale aveva ricordato alla commissione europea che l’Italia era solvibile e poteva indebitarsi anche per un importo pari al 200% del Pil, il saldo annuale del conto corrente valutario italiano con l’estero, che include commercio e altre partite, presenta un saldo positivo di 51 miliardi di euro.

Il saldo attivo dei redditi di capitale finanziario è pari 17 miliardi di euro, la posizione finanziaria netta del paese è vicina al pareggio. Invece il passivo francese è pari al 17% del Pil, quello spagnolo è passivo e pari al 77% del Pil, quello portoghese è passivo e pari al 100%, quello greco è passivo e supera il 100% del Pil; quello Usa è passivo e pari al 35% del Pil, però non include i derivati e i dollari che sono debiti insoluti.

In pratica, grazie ai governi coloniali italiani, gli italiani sono stati spremuti dall’UE e dalle imposte e i risparmi italiani sono finiti, in gran parte, all’estero, invece di finanziare lo sviluppo del paese. Così si spiega perché la Germania e la Francia, sostenuta da Mattarella, non vogliono nuove elezioni che potrebbero portare all’avvento di un governo Salvini-Meloni capace di rendere sovrana l’Italia. (Per le notizie, fonte: Pasquale Cicalese - sinistrainrete).

USA

Secondo il FMI, nel mondo ammontano a 15.000 miliardi di dollari le obbligazioni statali e private a tasso negativo, mentre ammontano a 19.000 miliardi di dollari i debiti delle imprese a rischio di default; questa situazione è stata favorita dal QE attuato dalle maggiori banche centrali del pianeta, per prevenire il rallentamento delle economie. Quest’ondata di liquidità senza costo, ha spinto le imprese a indebitarsi di più e ha spinto gli investitori istituzionali, in cerca di rendimenti, a dirigersi verso impieghi più rischiosi.

La capitalizzazione di mercato di alcune banche è bassa, sono aumentate le esposizioni in dollari e i prestiti in dollari sono diventati più rischiosi; per prevenire un’altra grande crisi economica, occorrerebbe rafforzare la cooperazione finanziaria internazionale, che oggi esiste solo per criticare il debito pubblico italiano. I debiti delle imprese sono un rischio imminente, d’altra parte, queste aziende, con utili ridotti o in perdita, non sarebbero in grado di pagare interessi più elevati.

Ad ogni modo, il governatore della banca d’Italia, Ignazio Visco, ha affermato che in Italia l’indebitamento delle imprese è in proporzione minore che in Usa e in Europa settentrionale, fino a oggi, FMI e UE hanno preferito rimarcare solo il debito pubblico italiano. (Per le notizie, fonte: Vittorio da Rold – Financial Louge – business insider Italia).

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Wall Street Journal afferma che le agenzie di rating Standard&Poor’s, Moody’s e Fitch, che danno valutazioni sul debito di stati e imprese, hanno dato valutazioni sopravvalutate a diverse grandi imprese, rinnovando la valutazione precedente con il rating BBB sul debito. Per il giornale, l’impresa Newell Brands ha debiti enormi, quadruplicati anche a causa di una fusione, eppure Moody’s non ha abbassato il suo rating.

Altri nomi altisonanti hanno ricevuto valutazioni favorevoli sul loro debito, è il caso di IBM che, per un’altra fusione, ha recentemente raddoppiato il debito; queste valutazioni ottimistiche tengono però conto anche del precedente storico di un’azienda e delle sue capacità di rimborsare i prestiti. Le banche centrali hanno consentito di portare il rendimento dei bond a livelli negativi e questa situazione ha fatto crescere l’indebitamento, mentre i risparmiatori sono alla disperata ricerca di rendimenti.

Le società di rating sono restie ad abbassare i rating, spinte dalla speculazione, l’hanno fatto solo con l’Italia; molti bond pubblici e privati sono detenuti da fondi pensionistici e previdenziali, che non potrebbero sostenere le perdite sui loro crediti. Solo oggi il FMI si è accorto che nel mondo, oltre i debiti degli stati, anche 19 trilioni di dollari di debito delle grandi imprese del mondo sono a rischio, ma la commissione europea guarda solo al debito degli stati dell’eurozona.

La società di rating S&P’s non ha ridotto il rating al debito della Kraft, per garantire alla stessa un po’ di respiro. Le tre sorelle di rating hanno anche cominciato a litigare per le loro valutazioni, cercano di difendere la loro credibilità in un mercato sempre più incerto. Solo adesso la Fed si è accorta della situazione, forse ha deciso, con FMI, che è il momento per una risoluzione controllata dell’economia del debito, magari con la denuncia unilaterale, da parte degli stati, dei loro debiti, perché l’inflazione non li riduce. Intanto l’attuale governo europeista italiano, indifferente, sta a guardare. (Per le notizie, fonte: Mauro Bottarelli – it.businessinsider.com).

ISLAM

Gli Usa hanno deciso di ritirarsi dalla Siria; dopo la caduta dell’Urss, d’accordo con la Turchia, sono intervenuti varie volte, a capo di una coalizione internazionale, in Irak, Afghanistan, Somalia e Siria, come la Francia lo ha fatto in Libia; contro l’Isis, gli Usa si sono appoggiati ai curdi, si dice che un Kurdistan indipendente non è nato perché mancava di uno sbocco al mare, che però manca anche alla Svizzera. Poi gli Usa, in Siria, hanno appoggiato i curdi contro Assad, alleato dei russi.

Ora Trump vuole ritirare gli Usa dal Medio Oriente, per dedicarsi ai problemi americani, perciò gli Usa hanno chiesto per la Siria una forza d’interposizione europea; però, l’attuale intervento turco non è stata una sorpresa, Francia, GB e Usa hanno ritirato preventivamene le loro truppe dalla Siria e ora i russi fanno da cuscinetto tra turchi e curdi. Nel 2016 Trump ha vinto le elezioni presidenziali promettendo il ritiro americano dal Medio Oriente.

Ora gli Usa sono autosufficienti per il petrolio, che non manca e può solo subire la speculazione sul suo prezzo, ma vendono armi all’Arabia Saudita che è loro alleata, applicano dazi e sanzioni a Cina, Russia ed Europa e, per gli Usa, l’Europa è diventata un competitore come gli altri due; perciò Francia e Germania vogliono affrancarsi dagli americani, vogliono un esercito europeo da loro controllato e vogliono dirigere l’Europa, che potrebbe entrare in rotta di collisione con la Russia. La storia del mondo è sempre andata così.

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L’Assemblea dell’Onu ha eletto i 14 nuovi membri del consiglio per la difesa dei diritti umani nel mondo, tra questi stati ci sono il Venezuela, la Libia e la Mauritania, accusati di non essere democratici; ma nessuno ha ancora dato una definizione univoca del termine democrazia, che sembra tanto una frode. In Mauritania, ex colonia francese, la schiavitù, abolita ufficialmente nel 1981, non è mai veramente scomparsa ed esiste in altri cinque paesi, anch’essi a dirigenza islamica.

Il paese è stato contrassegnato da diversi colpi di stato, l’attuale presidente Mohamed Ould Ghazouani, appartenente all’élite arabo-berbera, che è una minoranza rispetto agli africani autoctoni, pare sia stato eletto con brogli elettorali, accade in altri paesi del mondo, che si fingono democratici perché indicono le elezioni. La Mauritania è un ponte tra Magreb arabo e Africa nera sub-sahariana, la sua popolazione è divisa in caste, la minoranza arabo-berbera occupa il vertice della società, mentre al gradino più basso sono gli africani che, in condizioni spesso schiavistiche, soprattutto se di religione non islamica, sono la maggioranza del paese e svolgono i lavori più umili.

Lo status di schiavo è trasmesso dalla madre al figlio o s acquista, come in tanti paesi del terzo mondo, per debito, lo schiavo non riceve alcuna paga per il suo lavoro di contadino, mentre le donne schiave fanno lavori domestici, i loro figli non ricevono istruzione. Nel paese si arrestano gli attivisti di organizzazioni anti-schiavistiche, è praticata la tortura e gli africani neri sono discriminati, e considerati una razza inferiore. La difesa degli interessi economici francesi nella regione, grazia anche al franco CFA e all’indifferenza dell’UE, non è interessata a risolvere la situazione. (Per le notizie, fonte: ilpost.it).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 21/10/2019)

ITALIA

L’adesione di Conte al progetto di Macron per una forza militare europea d’intervento rapido (E12), al di fuori di Nato e della cooperazione militare PESCO, non ha avuto nessuna attenzione da parte dell’informazione, che preferisce occultare le notizie scomode. La forza militare sarà sotto comando francese e ufficialmente servirà a normalizzare situazioni di crisi, ma si potrebbe anche impiegare contro governi ostili europei.

L’Italia, a difesa della sua autonomia, nella prima e nella sonda guerra mondiale, rifiutò il comando unificato con gli alleati, perché i militari obbediscono a chi li comanda, anche se è straniero. Sono passati 15 giorni dall’adesione al trattato ed è necessaria l’approvazione del parlamento, però né Conte, né il ministro della difesa hanno ritenuto di doverlo informare; i ministeri della difesa e degli esteri hanno delle perplessità.

Washington e Berlino guardano, con diffidenza, all’iniziativa di Parigi, mentre, per la difesa europea e per lo sviluppo di armi, un’iniziativa franco-tedesca già esiste. La firma di Conte rientra nella politica filo francese di Conte, PD e Mattarella. (Per le notizie, fonte: Gianandrea Gaiani - startmag.it).

EUROPA

La Brexit è stata fissata per il 31.10.2019, ora le ipotesi sono un ennesimo rinvio, l’esecuzione del referendum popolare del 2016 favorevole all’uscita o un’uscita morbida della GB dall’Unione.  Al momento, la televisione informa che Johnson e UE, ma non il parlamento inglese, pare che abbiano trovato un’intesa sulla Brexit, qualcuno invoca un altro referendum.

Sulle trattative nel tappeto c’è la sorte dell’Irlanda del nord, i contributi dovuti dagli inglesi all’UE per 39 miliardi di sterline, una unione doganale con l’UE, i limiti alla pesca, i divieti degli aiuti di stato, la politica fiscale per le imprese transnazionali, il sistema di difesa europeo e il diritto da applicare nei contratti transazionali. L’attuale separazione politica tra Irlanda del Nord e Irlanda del sud, dal punto di vista doganale, complica il quadro, Londra, intrisa di finanza, manifesta a favore dell’UE.   

Per quanto riguarda la futura giurisdizione, questo tema è importante per le banche franco-tedesche che hanno stipulato contratti derivati per migliaia di miliardi di euro, che pesano per il 18% sui crediti di due loro banche.  Questi contratti generano dei contenziosi, fino a oggi, la loro compensazione o regolazione è avvenuta a Londra, sottoposta al diritto inglese, con la Brexit, non si sa quale sarà il diritto di riferimento e dove i contenziosi saranno affrontati e risolti.

Se non esiste un automatismo contrattato precedentemente, è difficile esportare un contratto nato sotto un’altra legislazione, un legale potrebbe opporsi al pagamento di un differenziale in interessi sui derivati, contestando la legittima giurisdizione; perciò un’ondata d’incertezze si riverserebbe sulle banche franco-tedesche, soprattutto BNP Paribas e Deutsche bank.

Oggi queste banche, al riparo della vigilanza della BCE, valutano autonomamente in bilancio i loro derivati, il cui prezzo non è stato valutato nemmeno dai tribunali; queste banche franco- tedesche hanno bilanci sui quali la Vigilanza stenta a capirci qualche cosa, anche perché la BCE ha permesso loro di sottrarsi alle regole comuni, sottraendole così alla Vigilanza bancaria, cioè ha concesso loro discrezionalità, come alle banche popolari tedesche. (Per le notizie, fonte: Fabio Dragoni e Giuseppe Liturri – startmag.it).

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Fino a poco tempo fa, il debito pubblico greco era considerato non onorabile e la Grecia, soccorsa dal FMI, era considerata in default, ora, a causa della caduta dell’interesse e dei tassi negativi, gli investitori esteri fanno a gara per sottoscrivere debito pubblico italiano e  greco ma, purtroppo, non c’e n’è molto per contentare tutte le richieste; comunque, la banche centrali di Austria e Italia si sono dette contrarie ai tassi negativi. Come è comico il mondo, ora gli investitori puntano sui titoli pubblici relativamente più rischiosi che, con le  scadenze medie e lunghe, possono garantire un interesse positivo.

Questa situazione dà maggior respiro alla ripresa economica greca e, con il risparmio negli interessi, al suo bilancio pubblico, perciò la Grecia segna una forte ripresa; la performance dei suoi titoli azionari supera quella degli altri paesi dell’Unione e il nuovo governo di centro-destra di kyriakos Mitsitakis ha promesso più lavoro e crescita del Pil. Con la riduzione del tasso di riferimento da parte della BCE, i paesi europei approfittano per vendere titoli di stato a interesse negativo, il che però fa aumentare il loro debito, ma procura un risparmio economico.

Con gli interessi ridotti, anche imprese e famiglia, se hanno garanzie, approfitteranno della situazione per accedere maggiormente, secondo gli auspici di Draghi, al credito bancario; Il governo italiano, fedele ai dettati europei e vittima della speculazione, invece di profittare dell’occasione per fare più debiti e investimenti, punta ancora sulla riduzione del debito pubblico. In questa situazione, i governi europei, ma non quello italiano, per prevenire un’altra recessione, cercano di stimolare gli investimenti, anche scontando un deficit di bilancio maggiore e maggiore debito pubblico.

Da un punto di vista pratico, iI QE di Draghi ha dato scacco alla disciplina di bilancio della commissione europea e della Germania. Anche in Grecia, i prestiti a breve termine hanno un interesse negativo, mentre quelli a medio e lungo termine un tasso positivo ma accettabile; la Grecia ha ricevuto altri prestiti dal FMI e gli investitori hanno iniziato a far crescere la domanda di debito greco. Dall’inizio dell’anno, l’indice della borsa di Atene è cresciuto del 36%, con una performance migliore di quella degli altri paesi dell’UE. (Per le notizie, fonte: Ben Winck – it.businessinsider.com).

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Non ci sarà l’embargo UE alle esportazioni di armi in Turchia, ma i singoli paesi si sono impegnati a limitarne l’export, l’Italia ha deciso di bloccare le forniture future e non quelle in corso. L’UE, senza minacciare sanzioni, ha condannato le azioni turche, ma l’embargo totale delle armi è difficile perché la Turchia fa ancora parte della Nato, comunque, anche la Turchia ha sviluppato una sua industria delle armi.

Come se gli stati non cambiassero sempre politica estera e trattati (ma l’Italia è criticata quando lo fa), l’Austria ha proposto il blocco definitivo dell’adesione della Turchia all’UE; come forma di ricatto, la Turchia, per bloccare l’emigrazione, ha chiesto all’UE altri soldi, oltre i 6 miliardi ricevuti nel 2016.

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L’FMI, grazie ai tassi negativi, afferma che il governo tedesco può espandere di più la spesa pubblica in investimenti pubblici e infrastrutture, inoltre, riducendo il cuneo fiscale ai lavoratori, può stimolare la domanda interna, facendo aumentare produzione industriale e Pil. Con questa politica ridurrebbe anche l’attivo della sua bilancia commerciale e favorirebbe la riduzione dell’indebitamento di paesi dell’UE che hanno bilance valutarie passive; l’FMI è impegnato a eliminare le barriere commerciali al commercio e a favorire il rilancio dell’industria, perciò raccomanda una politica fiscale espansiva, dopo la già attuata politica monetaria espansiva della BCE.

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Con il QE illimitato di Draghi, la BCE acquista ogni mese, dagli stati dell’eurozona,  20 miliardi di euro di titoli di stato e, in parte minore, obbligazioni di grandi imprese, in proporzione alla loro partecipazione al capitale della BCE, con un tetto pari al 33% del debito pubblico di ogni stato. Con queste regole, la BCE non potrebbe più acquistare bond tedeschi e olandesi e occorrerà cambiare le regole per acquistare altri titoli dei paesi più indebitati, come Italia e Spagna.

La Francia, contestando la politica del QE di Draghi, che fra poco sarà sostituito, alla guida della BCE, da Lagarde, ha dichiarato che questi acquisti dovrebbero avere solo il carattere di emergenza; occorrerebbe pertanto cambiare il limite del 33% e far sottoscrivere a Spagna e Italia quote più consistenti del capitale della BCE, anche con vincolo sulle loro riserve auree nazionali.

Ora, queste quote dipendono dalla popolazione e dal Pil degli stati dell’eurozona; la Germania era contraria alla prosecuzione del QE, ma i bond italiani rendono più di quelli tedeschi; i bond di Berlino, detenuti dalla Bce, sono inferiori dell’1.3% alla sua quota, quelli dell’Italia sono superiori dell’8,4%, quelli della Spagna del 7,4% e quelli della Francia del 3,9%.

L’utile di bilancio annuale della BCE è diviso tra le banche centrali dell’eurozona, partecipanti al suo capitale, queste dividono la loro quota, assieme al loro utile d’esercizio,  tra le banche ordinarie partecipanti al loro capitale, le quali lo destinano, parte a imposte allo stato, parte a riserva e parte agli azionisti. (Per le notizie, fonte: Alberto Pizzoli – agi.it).

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Cina e Russia si stanno liberando dei dollari, hanno deciso di non acquistare più bond americani e aumentano le loro riserve in oro, le infrastrutture della nuova via della seta favoriscono contratti in diverse valute. Il deficit del bilancio federale Usa è fuori controllo, in il problema è stato in parte affrontato con il QE della Fed, ma a spese dei creditori. La banca centrale olandese tesse le lodi dell’oro, come garanzia per la ricostituzione di un sistema monetario internazionale e, per ragioni di sicurezza, ha deciso di trasferite le sue riserve auree nel complesso militare di Zeist; però, anche il prezzo, dell’oro, come i bond e le azioni, oscilla.

L’Olanda teme la crisi dell’eurozona e del sistema dei pagamenti Target2; la banca centrale olandese ha anche chiesto la registrazione delle aziende che trattano in criptovalute. Le banche centrali tedesca, olandese e austriaca stanno rimpatriando le riserve auree detenute presso la Fed di New York, presso la banca d’Inghilterra e presso la banca di Francia; Germania e Olanda lavorano in accordo nell’UE, per l’euro, per le regole del bilancio pubblico  e nella gestione dell’oro.

Nel 1637 l’Olanda, con il mercato dei tulipani, aveva inventato i contratti speculativi derivati future, destinati ad alimentare l’attuale castello monetario, ora, con i derivati, si   specula, soprattutto, sulle nuove emissioni di bond, cioè sulle variazioni degli interessi dei debiti pubblici. Le banche centrali europee, su impulso franco-tedesco perché qualcuna non era d’accordo, hanno disdetto l’accordo aureo tra banche centrali del 1999 (le malelingue affermano che solo l’Italia viola gli accordi), mirante a coordinare le vendite dell’oro, per stabilizzarne il valoreM; ora, con la benedizione della BCE, lo potranno vendere liberamente.

Il governatore della banca d’Inghilterra ha detto che si sta per archiviare l’attuale ordine monetario mondiale basato su dollaro, che forse sarà sostituito da un paniere di valute e da una valuta virtuale. Intanto il governo italiano e Mattarella, fiduciosi verso lo straniero e l’UE, ma non verso gli italiani, stanno, come al solito, a guardare, convinti che l’oro italiano depositato all’estero sia al sicuro; devono solo combattere l’evasione fiscale, non autorizzata dallo stato e riservata solo agli amici, e tenersi legati all’UE, alla Nato e alla Chiesa. (Per le notizie, fonte: Mauro Bottareli - it.businessinsider.com).   

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 14/10/2019)

USA

Il presidente della FED, Powell, per stimolare l’economia, ha deciso di abbassare il tasso di riferimento all’1,75% - 2%; il Pil USA aumenta del 2% l’anno, l’inflazione è all’1,9% e la disoccupazione al 3,7%. Sembrano dati più che lusinghieri, rispetto a quelli europei, se sono veri, oggi la propaganda si fa anche con le statistiche taroccate; infatti, rimangono i debiti di tutti i tipi, favoriti dai deficit e dalla posizione internazionale del dollaro.

Gli Usa contano sui loro investimenti all’estero, sulle loro speculazioni finanziarie e sulle spese militari che aiutano l’economia; tuttavia, se non ci fossero i crediti, non ci sarebbero i debiti e viceversa, non ci sarebbe denaro e finanza e sarebbe più difficile aiutare i paesi poveri; occorrerebbe tornare al baratto e servirsi di una moneta di conto virtuale, come i DSP dei Fondo monetario internazionale. La globalizzazione è ufficialmente diretta da liberisti, che in realtà sono bari che si appropriano, illecitamente, di risorse di altri paesi, come fa l’Olanda, che è un paradiso fiscale europeo difeso dalla Germania.

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C’è chi alza la voce contro la spesa per il reddito di cittadinanza, però anche per l’immigrazione irregolare l’Italia spende miliardi di euro, per il soccorso in mare, il mantenimento e l’integrazione dei rifugiati o meno (anche quella cattiva costa qualche cosa), per le espulsioni e i rimpatri, per il recupero in mare delle salme degli annegati, ai quali offre regolari casse di legno e posti al cimitero.

Intanto il patto di Malta per la spartizione d’immigrati con i requisiti è stato accettato solo da tre stati, la Merkel ha anche precisato, a patto che il loro numero non aumenti, in pratica, non c’è stata nessuna svolta; quindi, la politica di Salvini di chiusura all’immigrazione, condivisa dalla maggioranza degli italiani, non era sbagliata, in generale, le immigrazioni non regolate e di massa generano timore negli animali e negli uomini abitanti in un territorio.

E’ logico che più immigrati arrivano, più ne arriveranno e più morti in mare ci saranno, altri immigrati arrivano attraverso le frontiere terrestri; la tesi alternativa di aiutare economicamente i paesi di partenza, richiede tempi lunghi, cioè cinquant’anni, come la lotta ai cambiamenti climatici; d’altra parte ci sono state sempre emigrazioni di popoli, con il collasso di altri popoli preesistenti, ma l’informazione televisiva e il papa non la presentano così.

EUROPA

Draghi ha criticato la discrezionalità concessa, in alcuni casi, dall’UE e dalle autorità nazionali europee a diverse banche dell’’Unione Europea, perché queste discrezionalità distorcono il mercato, minano la libera concorrenza e la parità di trattamento. Succede anche nella politica economica dello stato, per esempio con l’evasione fiscale legale concessa dallo stato a categorie e classi amiche, il che lede il principio di eguaglianza sancito dalla costituzione.

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La corte europea dei diritti dell’uomo di Straburgo ha respinto il ricorso italiano contro la sua precedente condanna per il carcere a vita applicato al mafioso Marcello Viola, condannato al carcere duro, in base all’articolo 41 bis, per non aver collaborato con la giustizia italiana, cioè per non aver parlato, confessato o fatto il nome di complici. Il condannato era ricorso alla corte perché, secondo i suoi avvocati, il suo ergastolo violava l’articolo 3 della convenzione europei dei diritti dell’uomo; i suoi avvocati avevano detto che non aveva collaborato per non mettere in pericolo i suoi familiari, com’era successo, in effetti, al mafioso pentito e collaborazionista,  Buscetta.

Oggi, per la giustizia italiana, questi mafiosi rappresentano un pericolo, ma non è stato sempre così, perché lo stato ha anche collaborato con la mafia; per la corte europea, dopo essersi espressa contro i trattamenti inumani applicati ai mafiosi detenuti, per mitigare la pena, occorreva tener conto solo del processo di reintegrazione. Giudici italiani, familiari delle vittime di mafia e quasi tutto ilo parlamento si sono espressi contro la sentenza delle corte.

Anche al mafioso Giovanni Brusca, che sciolse nell’acido il piccolo Matteo, figlio di un mafioso collaboratore di giustizia, sono stati negati i domiciliari e perciò, resta in carcere. Quest’Europa costa molto all’Italia, fra l’altro, i mafiosi continuano allegramente a riciclare denaro, riveriti dalle banche, in Europa settentrionale, mentre in Italia, con la condanna, sono espropriati dei loro beni.

ISLAM

Il presidente Trump, volendo ridurre gli impegni militari Usa all’estero, ha minacciato di ritirare le truppe americane e abbandonare i curdi di Siria, che hanno combattuto l’Isis, ora questi curdi sono minacciati dalla Turchia che, ambiguamente, sostiene la fratellanza musulmana, che è molto simile; la Turchia combatte i guerriglieri autonomisti curdi del PKK, ma in Siria ha anche mire espansioniste.

In Medio Oriente, potrebbe divampare la guerra generalizzata, perché l’Iran sostiene il governo di Damasco, i curdi e gli hezbollah libanesi; a sua volta, l’Iran è sostenuto dalla Russia e dal Qatar, mentre l’Egitto è nemico dei fratelli musulmani e quindi della Turchia, come minimo, potrebbe fornire delle armi ai curdi, che sono malvisti da Turchia e Iran. L’Arabia saudita e gli emirati sono nemici dell’Iran, ma entrambi finanziano terroristi islamici di diverse matrici, potrebbe scoppiare la guerra tra Iran e Israele. Il quadro è molto confuso e nemico della pace, ma evidenzia un risorgimento militarista del mondo islamico, carezzato dal papa.

Erdogan ha problemi economici e politici anche in  Turchia, avrebbe fatto meglio a non impegnarsi troppo in Siria; il risultato della sua politica potrebbe essere, malgrado gli aiuti economici ad esso ricevuti dall’UE, un’altra ondata migratoria, con il collasso dell’Europa. Con la dissoluzione dell’impero ottomano, il trattato di pace seguito alla prima guerra mondiale, tradendo le promesse della dottrina del presidente americano Wilson, non consentì ai curdi, abitanti in un territorio di confine contiguo, tra Turchia, Siria, Irak e Iran, di avere un loro stato indipendente. L’autodeterminazione è sbandierata dai trattati e dalla propaganda degli stati cosiddetti “democratici”, ma non è stata mai applicata, reciprocamente, nei loro territori; la sovranità del popolo è scritta solo sulla costituzione, bisogna ricordarlo a Mattarella.

ITALIA

Perché il Pil italiano non cresce? Dipende dal deficit annuale tra incassi e versamenti con l’UE per 5 miliardi di euro, dai miliardi di euro stanziati dall’UE per l’Italia e non spesi, dai mancati miliardi di euro di rimborsi fiscali da parte dello stato italiano, dagli 8 miliardi di euro di stanziamenti dei governi italiani per opere pubbliche mai completate e dall’eccessivo drenaggio fiscale dello stato italiano, pari al 43% del Pil, non compensato parzialmente dai mancati investimenti pubblici.

L’Italia non è un paese in default che riceve prestiti del FMI, ma con la propaganda, è stata costretta a emettere BTP ad alto interesse, sottoscritti da paesi ”amici” come la Francia, ultimamente ne è stato emesso uno di durata cinquantennale; anche questi titoli riducono la possibilità di spese, per investimenti in infrastrutture, da parte dello stato; inoltre, Il Pil potrebbe crescere anche con il rilancio dell’edilizia e con la ricostruzione delle città terremotate.

Oggi il risultato matematico di tanta inerzia governativa, è la riduzione di consumi, produzione e Pil e la pauperizzazione coloniale del popolo italiano; però la situazione non può dipendere solo dall’incapacità dei nostri governi e della nostra pubblica amministrazione, i governi di cosiddetti stati “amici”, d’accordo con mafia, finanza internazionale e Vaticano, vigilano perché l’Italia non cambi, per l’élite, i cambiamenti politici possono essere anche in perdita.

L’Italia unita si fece con il sostegno di Piemonte, Inghilterra, Francia e mafia (ottenne il nulla osta inglese perché il Piemonte si accollò i debiti esteri dei precedenti stati Italiani, (ma gli inglesi non avevano pagato i debiti verso i banchieri italiani del rinascimento); gli americani sbarcarono in Sicilia con il sostegno della mafia, poi anche il Vaticano si volse verso di loro.

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 7/10/2019)

ITALIA

Alla vigilia della prima guerra mondiale, a causa della rivalità tra Italia e Francia per il possesso della Tunisia e della Libia e della guerra commerciale tra Franca e Italia, per le esportazioni agricole dell’Italia meridionale e per il protezionismo industriale dell’Italia, l’Italia era alleata dell’Austria, suo vecchio nemico, e della Germania. La guerra fu scatenata dalla Francia e dalla Germania e l’Italia poteva rimanere neutrale perché l’alleanza era difensiva.

Come aveva fatto la Francia con l’Italia durante il risorgimento, per rimanere neutrale o per entrare in guerra a fianco dell’Austria, l’Italia chiese come compenso Trento e Trieste, l’Austria promise che lo avrebbe fatto a fine guerra con la sua vittoria, i Savoia non si fidavano; del resto, anche Mussolini temeva di vincere la guerra a fianco della Germania, perché avrebbe potuto fare la fine della Francia sconfitta.

Un fiume di denaro si riversò su giornali e politici italiani, per convincerli a entrare in guerra a fianco di Francia o Germania, rompendo la precedente alleanza e la neutralità, alla fine l’Italia si decise a entrare in guerra a fianco della Francia. La seconda guerra mondiale fu la continuazione della prima, la Germania voleva il suo impero europeo, Hitler, esaltato dai suoi primi successi, con la guerra lampo sul fronte occidentale, con un tradimento, si decise ad attaccare la Russia, con la quale aveva un trattato di amicizia e fu l’inizio della  fine per la Germania.

Dicono che giocare al raddoppio, come fece Hitler, è una politica perdente perché, appena si perde una mano, si perde tutto, però anche i romani avevano perso tante battaglie; invece Cavour, con la politica del carciofo, cioè occupando le regioni italiane a rate, alleandosi con diverse potenze e cambiando trattati di alleanza, aveva realizzato l’unità italiana in 22 anni, cioè dal 1848 al 1870, ma senza Trento e Trieste, annesse dopo la prima guerra mondiale; l’Italia non poteva comportarsi diversamente, cioè in  maniera così spregiudicata, in così breve tempo.

In generale, tutti gli stati, che hanno tre facce, non rispettano mai a lungo i trattati e le alleanze militari, perciò gli altri stati non sono stati meno spregiudicati dell’Italia; ma Francia e Spagna avevano raggiunto l’unità nel corso di alcuni secoli, perciò nessuno rimproverò loro doppiezze e tradimenti; comunque, per salvare le apparenze, i Savoia minacciarono storici e giornalisti di stare attenti a quello che scrivevano sul risorgimento, perché correvano il rischio di provvedimenti disciplinari, licenziamenti e galera. Secondo lo statuto albertino, l’Italia era uno stato confessionale e sicuramente non era una vera democrazia, se la democrazia esiste davvero.

Oggi la Germania, che vuole dominare Italia e l’Europa, rimprovera all’Italia di averle fatto perdere, con il suo tradimento, un’occasione nella prima guerra mondiale e ora, con le sue esportazioni esasperate, che costringono gli altri paesi a indebitarsi, delocalizzando, subappaltando e imprestando all’estero, comprando giornali e politica di diversi paesi, grazie ai trattati dell’’UE, pensa di coronare finalmente il suo sogno imperiale.  

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Sul voto ai sedicenni proposto dal governo e già applicato da diversi paesi europei, ci sarebbe da aggiungere che questo  dovrebbe accompagnarsi alla maturità e alla responsabilità personale, nella scuola e in giudizio, invece oggi, tale responsabilità è accollata ai genitori. Purtroppo, nessun politico, favorevole al voto ai sedicenni, ha rilevato l’anomalia

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Secondo gli ultimi dati della BCE, In Italia, rispetto agli altri paesi dell’eurozona, stanno calando i prestiti bancari alle imprese, infatti, recentemente sono calati dell’1,1% (5,7% con la cessione delle sofferenze), tornando ai livelli del 2006; diminuiscono soprattutto i prestiti d’esercizio a  breve termine. Dal 2015 al 2019, la cancellazione dei crediti in sofferenza, con le relative cartolarizzazioni, hanno eliminato circa 80 miliardi di prestiti dai bilanci di piccole banche.

Con il bail-in voluto dalla BCE, sono state azzerate azioni, obbligazioni e depositi e perciò la cessione delle sofferenze, oltre a favorire gli speculatori, si è risolta in una riduzione dei prestiti, con perdite sofferte dai bilanci bancari. Le banche affermano che, con il calo degli interessi, non conviene economicamente prestare, perché gli interessi devono garantire un margine d’intermediazione e remunerare il rischio d’insolvenza; adesso lo spread, tra tassi attivi e passivi, è di circa il 2%. Per i prestiti ai privati, le banche chiedono garanzie ma, al di fuori di questi, preferiscono acquistare più BTP, che sono più sicuri; ne detengono per 400 miliardi di euro, perché l’interesse sui BTP è, diversamente che in Germania, ancora attivo, anche se ridotto rispetto al passato.

Le imprese insolventi o uscite malconce dalla recessione, perdono spesso l’accesso al credito perché colpite dalla legge fallimentare italiana, più penalizzante rispetto all’estero,  e dalle regole europee, fatte per economie diverse dalla nostra e poi applicate con subalternità, dal 2011, dai governi italiani, invece di contestarle, come fanno i governi attenti ai bisogni dei loro paesi; non è escluso che commissione europea e BCE abbiano profittato di questa disattenzione italiana. (Per le notizie, fonte: Giuseppe Liturri – La Verità – starmag).

EUROPA

Sul nuovo QE di Draghi e sugli interessi sui depositi presso la BCE, questa si è spaccata, il governatore della Bundesbank, Weidmann, è contrario alla politica dei tassi bassi e negativi; in Germania diminuisce produzione industriale ed esportazione, aumentano i salari, ma si criticano i tassi negativi, perciò il giornale Bild ha definito Draghi il conte Dracula che colpisce i risparmi tedeschi.

Anche i rappresentanti di Francia, Olanda e Austria si sono detti contrari alla ripresa del QE, in questi paesi e in Germania, i tassi sui Bond sono negativi per tutte le scadenze, invece in Italia sono attivi, anche se in misura ridotta rispetto al passato. La Germania sta entrando in recessione industriale, eppure ha un saldo attivo nel bilancio dello stato, un debito pubblico in calo, una bilancia commerciale valutaria con un largo avanzo, una posizione finanziaria internazionale solida, un’inflazione contenuta e salari in forte crescita.

La BCE, acquistando con il QE titoli pubblici, immette liquidità nel sistema economico che fa scendere i tassi, mentre il Fiscal Compact della commissione europea punta a ridurre i deficit dei bilanci pubblici. Il mercantilismo tedesco si ritiene minato dai tassi d’interesse negativi; in Germania, l’eccesso di risparmio o di liquidità deriva anche dall’avanzo strutturale della bilancia dei pagamenti tedesca e dagli scarsi investimenti interni.

Anche se l’Italia trova sempre compratori, italiani e stranieri, banche e privati, per i suoi BTP poliennali, la BCE dovrebbe essere libera di acquistare titoli di stato italiani, senza essere costretta ad acquistare titoli tedeschi che rendono sempre meno. Le banche tedesche e francesi sono quelle che detengono, presso la BCE, i più elevati depositi, oltre la riserva obbligatoria, anche se la penalizzazione dello 0,5% è stata recentemente eliminata per gli importi oltre sei volte la riserva obbligatoria. Senza una politica fiscale espansiva del bilancio dello stato, a favore degli investimenti, la situazione di crisi non migliorerà; in Germania vi è un eccesso di risparmio rispetto agli investimenti, pari al 7% del Pil.

Tra il 2008 e il 2019, l’avanzo cumulato della bilancia dei pagamenti corrente ha superato i tre trilioni di dollari, le esportazioni sono pari al 40% del Pil, perciò il debito pubblico si è ridotto a 1.973 miliardi di euro; la BCE, con il QE, la BCE ha acquistato una quota del debito tedesco, per 519 miliardi di euro. Nell’ultimo anno, i prezzi sono saliti dell’1,5%, i salari del 4,3%, i prezzi degli immobili del 5%, cioè pare che la domanda interna stia salendo.

Il calo degli interessi sul debito pubblico ha fatto crollare il costo annuale del debito pubblico da 63 miliardi di euro del 2012 a 30,9 miliardi nel 2018, destinato ancora a scendere con interessi in discesa, ora in media allo 0,5%.  Per le loro garanzie, nel 2017, gli investitori esteri hanno acquistato bund per 982 miliardi di euro, i non residenti ne posseggono per il 63% e la BCE per 459 miliardi di euro; però i tassi negativi stanno riducendo l’afflusso di risparmi esteri. In tutti  paesi, i risparmi monetari sono falcidiati da commissioni bancarie, imposte, inflazione, insolvenze di banche, imprese e stati e da interessi negativi. (Per le notizie, fonte: Guido Salerno Aletta – sinistrainrete – Milano Finanza).

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Stampando moneta, le banche centrali, che appartengono a banche private e quindi sono private anch’esse, per lucro e in cambio di titoli di stato, immettendo liquidità nel sistema economico, hanno prestato soldi allo stato, che hanno alimentato il debito pubblico che, come quello privato, alimenta la schiavitù, però lo stato avrebbe potuto stampare denaro direttamente e senza costo.

In alcuni paesi, ci fu il divorzio tra stato e banca centrale, la banca centrale non finanziava più il Tesoro, ma immetteva liquidità acquistando titoli di stato al mercato secondario, cioè dalle banche ordinarie (operazione di mercato aperto), il che alimentava  inflazione e speculazione. Nemmeno la BCE può finanziare lo stato direttamente, ma con il QE, acquista dalle banche, al mercato secondario, titoli di stato dei paesi dell’eurozona e così alimenta la liquidità.

Per statuto, la BCE, per calmierare deficit di bilancio e per contenere l’inflazione, non può prestare soldi ai paesi dell’eurozona. La BCE, tramite le banche, fa anche prestiti agevolati Tltro alle multinazionali, ampiamente rappresentate presso le istituzioni europee; queste multinazionali, tramite le banche, esportano capitali nei paradisi fiscali. Questa macchinosità monetaria e bancaria serve a nascondere, le prassi oneste sono poche prassi, chiare, trasparenti e con pochi passaggi, stato e persuasori occulti ci hanno condotti a questa situazione; il denaro è un bene illusorio e virtuale, amplificato dai mercati finanziari e dalle istituzioni internazionali, sempre a favore della speculazione.

L’attuale gestione della moneta allontana il popolo dalla sovranità, alla fine il capitale, eliminando anche la democrazia, gli lascerà solo un lavoro dipendente, la proprietà della casa e un pezzo di terra, così riuscirà ad appropriarsi della parte maggiore della ricchezza mondiale, materiale e non mondiale. Nell’anonimato e nell’evasione legale delle imposte, avrà tutto il potere economico e politico, abolirà la moneta, il parlamento e la democrazia e farà tornare in auge l’aristocrazia e la servitù della gleba.

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Prima del QE di Draghi, il MES o ESM è stato un meccanismo europeo di stabilità finanziaria; in cambio di titoli pubblici, ha concesso prestiti agli stati dell’eurozona in crisi, chi non li rimborsa, perde il diritto di voto al suddetto fondo intergovernativo o fondo salva stati.  Per i prossimi due anni, un progetto tedesco di nuovo trattato ESM, sembra una nuova sfida tedesca all’Italia, da mettere Ko; infatti, con la collaborazione dei massimi dirigenti italiani, renderà in Italia impossibile una politica per la crescita e l’occupazione e, con gli aggiustamenti fiscali, porterà alla recessione e impedirà una politica di bilancio anticiclica.

Secondo le nuove regole, Il salvataggio di uno stato sarà precluso a causa del mancato rispetto delle regole sul debito pubblico, che ne prevedono una riduzione annuale graduale, cioè l’Italia non potrà beneficiare del credito fatto alla Grecia. Il nuovo governo giallorosso italiano ha già aderito acriticamente al nuovo impianto del trattato, che prevede il non intervento dell’ESM in caso di procedura d’infrazione da due anni, per deficit superiore al 3% e debito superiore al 60% del Pil, senza rientro annuale.

L’acquisto di titoli di stato di un paese in crisi, al mercato primario e secondario, diventa  discrezionale o è vagliato, per la concessione di credito si deve ristrutturare il debito; si limita ulteriormente la politica di bilancio degli stati in crisi, imponendo un programma di aggiustamento economico e un piano di stabilità del MES. Si riducono gli interventi delle banche centrali nazionali, il bail-in tra stati e la loro solidarietà, si vieta alla BCE di acquistare titoli pubblici.

Questa politica metterà a rischio anche il risparmio e la solidità delle banche che dovranno essere ricapitalizzate e dovranno applicare, in caso di loro insolvenza, il bail-in interno; la BCE assumerà un ruolo ancora più centrale, i debiti pubblici non saranno più da essa monetizzati e perciò sarà improbabile un nuovo QE. Per ridurre il debito pubblico, ci sarà probabilmente un’imposta patrimoniale sui risparmi, lo smantellamento del sistema pensionistico e sanitario; in pratica, si favorirà la stagnazione, sarà la crisi finanziaria globale e la recessione.

Con deposito delle riserve presso la BCE, gli stati debitori a rischio verso le altre banche centrali, dovranno prestare cauzioni, inoltre, dovranno dare garanzie sulle importazioni da pagare, il che, con l’assicurazione, ne determinerà un sovrapprezzo, con aumento dei prezzi dei beni importati. Sarà la dissoluzione del sistema dei pagamenti Target2 dell’eurozona, la Germania considera il saldo attivo del Target2 un attivo della sua banca centrale, anche se oggi la contribuzione italiana arriva a 120 miliardi di euro.

Contro la modifica dei trattati europei promessa dal M5S, si capisce che si tratta di un piano per la germanizzazione accelerata dell’eurozona, soprattutto a danno dell’Italia, a presidio dei patti, la supervisione sull’eurozona spetterà alla Bundesbank; per tenere buona la Francia, con benestare tedesco, oggi le banche francesi e lo stato francesi hanno accesso, senza controllo, al credito BCE, questo privilegio dovrebbe cessare. La Francia vuole prendere il controllo del sistema industriale e finanziario italiano, ma sarà difficile che la Germania, che è attratta dall’Italia, l’assecondi in tutto, alla fine potrebbero litigare per il controllo dell’Italia, alla Francia non basterà la solidarietà di Mattarella.

A causa dei rendimenti negativi dei suoi nuovi titoli pubblici, la Francia si è opposta al nuovo QE di Draghi, ha 300 miliardi di euro investiti in titoli pubblici italiani ad alto rendimento, però anch’essa ha bisogno di un assestamento fiscale o di bilancio; conta sulla cooperazione di Mattarella e PD e sull’acquiescenza della Germania ai suoi sforamenti e ai suoi privilegi; comunque, vuole il dominio sulla penisola, la Germania starà a guardare? La storia dell’Italia insegna. (Per le notizie, fonte: sinistrainrete – orizzonte48).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 30/9/2019)

ITALIA

Chi ha venduto recentemente BTP italiani, sulla base di notizie dell’informazione italiana, sempre disposta a giurare sulle falle della politica, di qualsiasi colore, e dell’economia italiana, ha sbagliato; questa informazione, finanziata dallo stato, favorendo il rialzo dello spread, è abituata a usare i dati contro l’Italia e favore dell’UE e dei mercati, ignorando gli acquisti di questi titoli dall’estero, i quali denotano fiducia.

Nell’ottobre 2018, per fare un dispetto al governo giallo-verde, fu comunicata la notizia della fuga di capitali dall’Italia, causata dalla vendita, da parte di stranieri, dei nostri titoli; anche se questi avevano provvisoriamente parcheggiato il ricavato di 66 miliardi di euro presso banche italiane, dimostrando ancora fiducia verso l’Italia. I dati del 19.9.2019 della banca d’Italia, dopo il cambio di governo, ci presentano una situazione ribaltata.

Gli stranieri hanno alimentato i loro investimenti in titoli italiani per 66 miliardi di euro, di cui 54 miliardi in titoli pubblici, come conseguenza, c’è stato il calo della passività Target2, da parte della banca d’Italia con la BCE, per 51 miliardi di euro. Questo calo ha migliorato anche la posizione finanziaria dell’Italia verso l’estero; la variazione è coincisa con l’avvento del governo giallo-rosso, salutato clamorosamente da Francia, Germania e commissione europea.

A giugno 2019 la BCE ha manifestato la volontà di riprendere ad acquistare titoli pubblici, perciò è iniziata la corsa all’acquisto dei titoli di stato italiani, considerati dagli investitori tra i migliori, per rischio e rendimento; per conseguenza degli acquisti, è iniziata la discesa dei tassi dei BTP; a dimostrazione della fiducia degli investitori, l’Italia non conosce aste deserte per questi titoli, infatti, le domande sono molto più elevate delle offerte.

Quando accadevano questi fatti, la commissione UE, nemica dell’Italia, aveva tenuto aperto, per pochi decimali, un contenzioso con l’Italia sul suo debito pubblico, poi, con il nuovo presidente Ursula von der Leyen, rinnegando il suo precedente pensiero, ha approvato una politica di bilancio più espansiva, probabilmente perché la Germania ne aveva bisogno per fronteggiare la sua recessione.

Comunque, i gestori di fondi esteri, vittime dei profeti di sventure e delle società di rating che avevano fatto salire lo spread italiano, hanno lamentato di essere rimasti sotto pesati sui titoli di stato italiani che avevano prenotato e non avevano acquistato; vittime dell’informazione, facevano fatica a capire cosa succedeva tra governo italiano e UE. In questa situazione, alle aste di BTP, hanno fatto la parte del leone le banche italiane, invitate, in precedenza, dalla commissione europea a ridurre il loro portafoglio in BTP, forse perché questi titoli, a causa del loro alto interesse e della loro solidità, interessavano a diverse banche straniere.

Le banche italiane hanno acquistato titoli italiani per 63 miliardi di euro e la Banca d’Italia ne ha acquistati per 29 miliardi; in quest’ultimo anno i tassi dei BTP decennali sono scesi dal 3,5% allo 0,90%, con grande risparmio di interessi per il Tesoro italiano e facendo un regalo gradito al governo giallo rosso; chi ha venduto quelli ad alto interesse, perché sedotto dall’informazione dei profeti di sventure, ora si sta mordendo le mani. (Per le notizie, fonte: Giuseppe Liturri – startmag.it).

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Di Maio è accusato dai suoi di avere troppi poteri e una fronda interna del suo partito, temendo di non essere rieletta, poiché non esiste il vincolo di mandato, che sarebbe giusto, minaccia di passare alla Lega. Se ci sarà la sconfitta del governo giallo rosso alle prossime elezioni amministrative umbre, ci potrebbe essere il passaggio di questi parlamentari dal M5S alla Lega e perciò la maggioranza giallo rossa diventerebbe minoranza; in quel caso, Mattarella, anche se è seguace di Macron, che è nemico di Salvini, potrebbe indire le elezioni anticipate.

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L’opinione espressa da Salvini sul fine vita o aiuto al suicidio assistito, che è conforme all’indirizzo della chiesa e contraria a una sentenza più liberale della corte costituzionale, poiché gli italiani sono in maggioranza a  favore di una qualche forma di eutanasia, potrebbe costargli cara alle prossime elezioni politiche. Di Maio, appoggiando la sentenza, ha detto che la questione non riguarda destra e sinistra ma la coscienza degli italiani e perciò dovrebbe liberamente decidere il parlamento.  Secondo alcuni sondaggi, pare che gli italiani, che sono in maggioranza a favore di divorzio, aborto ed eutanasia, sostengano più l’eutanasia, in qualsiasi forma, che l’aborto.

EUROPA

Draghi, per poter avviare un nuovo programma di QE, ha previsto aiuti o agevolazioni finanziarie alle banche centrali dell’eurozona, che andranno per il 50% alle banche tedesche e per il 12% a quelle italiane. Si spera che sappiano quello che fanno; pare che il flusso dei ricavi e dei profitti delle banche dell’eurosistema, senza il correttivo del Tiering della BCE, scenderà di 3-4 miliardi di euro, scenderanno anche i profitti delle banche centrali, trasferiti in parte ai loro governi.

La commissione europea ha ostacolato la politica espansiva del bilancio degli stati, ma il presidente della BCE, Draghi, ha attuato una politica monetaria espansiva e del taglio dei tassi; poi, accennando ai bilanci dei governi, ha invitato i governi di Germania e Olanda a spendere di più, perché hanno i conti pubblici in ordine, che permettono di rimanere nel patto di stabilità, anche con le maggiori spese; la Germania intende farlo con l’aumento della spesa per la lotta al cambiamento climatico, che dovrebbe favorire anche l’aumento del PIL.

L’operazione di tiering della BCE, sulla scia di quanto già fatto dalla FED, punta a un ulteriore taglio dei tassi d’interesse e a introdurre un nuovo QE; secondo le banche, il ribasso del costo del denaro ha avuto anche delle conseguenze negative sulle banche dell’eurozona e perciò, per ovviare ai problemi, interverrà il tiering della BCE di Francoforte, con un approccio graduale e differenziato.

Sui depositi in eccesso ai bisogni delle banche europee, una parte, cioè circa l’1% della raccolta, è depositata, come riserva obbligatoria minima, presso la BCE, ed è remunerata allo 0%. Dal 2015 la BCE, con il QE, ha acquistato dalle banche titoli di stato e bancari, perciò la liquidità degli istituti è aumentata e questi hanno iniziato a detenere, presso la BCE, più riserve del dovuto, sui quali la BCE ha applicato interessi negativi dello 0,4%, che hanno intaccato gli utili delle banche.

Le banche sono preoccupate per i tagli ai tassi d’interesse, nel mercato e presso la BCE, che ridurrebbero la loro redditività, senza il tiering, gli istituti continuerebbero a pagare tassi d’interesse negativi sui loro depositi presso la BCE, con esso invece potranno pagare o incassare lo 0%, riducendo l’impatto negativo della politica monetaria sui loro bilanci e sui loro utili. 

Tedeschi e olandesi si lagnano per la politica monetaria espansiva del QE e dei Tltro, ma il maggiore beneficiario di questa politica è stato la Germania, tra il 2008 e il 2018 Berlino, grazie al taglio dei tassi di Draghi, ha risparmiato 370 miliardi di euro in interessi sul debito pubblico, invece l’Italia ne ha pagati di più, con il rialzo dello spread favorito dalla speculazione. Per l’introduzione del nuovo QE, nel consiglio dì’amministrazione della BCE, è stata raggiunta con difficoltà la maggioranza, il governatore della banca centrale olandese ha affermato che la misura imposta da Draghi distorce i prezzi del mercato finanziario (già ampiamente distorto dalla speculazione) e, nel settore immobiliare, aumenta i rischi.

Da parte della BCE, a dicembre, si attende un altro taglio dei tassi e le banche temono che  ogni ulteriore riduzione inciderà sull’utile delle banche; con la nuova politica del tiering sulle riserve, per le banche dei paesi dell’Europa settentrionale, il beneficio anno  sarà di circa 4 miliardi di euro l’anno. La commissione europea ha vietato la politica espansiva di bilancio degli stati ma, con l’attuale politica monetaria espansiva della BCE, questi aiuti andranno per 50% alle banche tedesche e per il 12% a quelle italiane; si dice che la concessione è servita a Draghi per ottenere, dalle banche centrali del Nord Europa, l’approvazione del nuovo QE.

Gli stimoli monetari della BCE avvantaggeranno soprattutto le banche centrali core dell’Europa settentrionale. Le riserve depositate dalle banche europee presso la BCE, in eccesso sulla riserva obbligatoria, ammontano a 2 trilioni di euro che, con il tasso negativo dello 0,4% rappresentano un costo per le banche di 7,5 miliardi di euro annui. Per aiutare la redditività delle banche, il tiering sui depositi presso la BCE permetterebbe di non pagare l’interesse negativo dello 0,4%. Da rimarcare che la BCE ha concesso alla Germania di sottrarre le sue piccole banche popolari al servizio di vigilanza bancaria della BCE, mentre le casse rurali italiane non sono state sottratte, non si capisce la ragione di questo privilegio.

Attualmente, le banche sono disincentivate ad acquistare titoli pubblici a breve termine, i quali hanno rendimenti negativi anche inferiori allo 0,4%. La riserva obbligatoria è pari all’1% dei depositi ed è remunerata al tasso dello 0% d’interesse; sulla parte eccedente, la BCE percepisce lo 0,4%; sembra che la politica monetaria espansiva abbia alimentato i tassi negativi, riducendo i profitti delle banche che perciò, anche per questo, riducono il personale.

Draghi è convinto che l’euro è destinato a durare, chiede però l’unione fiscale dell’eurozona, cioè un bilancio comunitario UE con imposte proprie; da non confondere con l’armonizzazione fiscale, che si guarda bene dal chiedere, perché implica, per rafforzare il liberismo ed eliminare la concorrenza sleale, unificare i sistemi fiscali e abolire i paradisi fiscali. (Per le notizie, fonte: Ivo Invernizzi – riskcompliance.it – Gianluca Zappa – startmag.it – money.it).

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Le critiche mosse a Trump dagli “esperti” della televisione e dagli amanti del libero commercio, per il suo protezionismo, non tengono conto del deficit commerciale Usa, che Trump vorrebbe sanare; sarebbe strano che fosse protezionista la Germania, che ha un grande attivo commerciale e perciò, opportunisticamente, è contraria al protezionismo. Comunque, gli Usa possono affrontare il loro problema anche svalutando il dollaro, come ha sempre fatto l’Italia quando aveva, con la sovranità monetaria, la lira.

Lo stato è sovrano quando ha la potestà su un suo territorio, ha una sua moneta e un suo ordinamento esclusivo imposto al suo territorio, soggetto all’imposizione fiscale solo a suo favore; aderendo all’UE, l’Italia ha rinunciato a tutti questi privilegi. Lingua e religione sono caratteristiche meno importanti per lo stato, perché possono essere comuni con altri paesi.

Il popolo è teoricamente sovrano quando l’ordinamento giuridico discende solo da esso, con i referendum o tramite i suoi rappresentanti seduti in parlamento; in realtà, non è stato mai sovrano, è stato espropriato della sovranità da lobby, banche, società finanziare, partiti, multinazionali e da religioni organizzate per il potere. Il popolo è vittima dei predicatori  laici e religiosi e dell’informazione di stato, di religione o di parte. 

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 23/9/19)

ISLAM

Dopo agli attacchi iraniani alle petroliere nel golfo di Oman, il bombardamento di una grande raffineria Aramco saudita e dei relativi impianti petroliferi, può essere dovuto allo stato dell’Iran, colpito dalle sanzioni americane per il suo desiderio di dotarsi di armi nucleari e dalla crisi economica perché non riesce a vendere il suo petrolio. L’Iran sciita è nemico dell’Arabia e in Yemen sostiene gli Huthi, che alimentano una guerra civile contro il governo filosaudita; quest’azione bellica contro gli impianti petroliferi di Riad  ha, come conseguenza, l’aumento temporaneo del prezzo del petrolio che procura grossi guadagni agli speculatori.

Non dimentichiamo che gli stati, che hanno tre facce, sono abituati ad alimentare, oltre le guerre, complotti, provocazioni e terrorismo; anche la Siria è stata colpita da bombardamenti sulle sue infrastrutture petrolifere e da sanzioni sulle esportazioni di petrolio e perciò dei gruppi privati siriani l’hanno trasportato, in autobotti, in Turchia, a prezzo maggiorato, ma con uno sconto sul prezzo internazionale fatto lievitare dal conflitto.

Anche la Russia è stata colpita da sanzioni sulle esportazioni di petrolio e gas e perciò lo vende ai paesi che lo accettano, con lo sconto sul prezzo internazionale; è una grande occasione di guadagno per gli intermediari. In Teoria, l’aumento del prezzo del petrolio e questa grande speculazione potrebbero essere stati decisi da chi, sotto mentite spoglie, ha voluto l’attacco alla raffineria. Nel 1956, anche la crisi di Suez, con l’intervento militare di Francia, Egitto e Israele, fece aumentare di molto il prezzo del petrolio.

Accennando alle furbizie dello stato, in Egitto, l’ebreo Giuseppe, diventato coppiere del faraone, interpretò un suo sogno, che evidenziava che, a sette vacche grasse e sette spighe grandi di grano, sarebbero succedute sette vacche magre e sette spighe rinsecchite; perciò egli disse che, a sette anni di abbondanza agricola, sarebbero succeduti sette anni di carestia.

Il faraone, per sostenere la popolazione nei periodi di magra, negli anni di abbondanza, impose ammassi di grano. Con la carestia, il prezzo del grano aumentò, il faraone lo vendette agli altri paesi, riempì i suoi forzieri d’oro e il popolo rimase a pancia vuota e non ricevette benefici dal sogno interpretato da Giuseppe, né dalla politica degli ammassi del faraone. 

ITALIA

Pare che Salvini e Meloni, assecondando Berlusconi, vogliano essere meno sovranisti e vogliano riformare l’UE, per farla tornare alle sue origini; però Macron non è d’accordo e preferisce dirigere le mosse di Mattarella e Conte, con l’Italia protettorato dell’UE, cioè ha riformato il governo italiano. Macron e il presidente della repubblica tedesca, per rabbonire l’Italia e tenerla nell’UE, lisciano Conte e fanno continue visite a Mattarella,

Da parte dell’informazione televisiva italiana, stimatrice di Macron, in passato, si è parlato di Opa di Salvini su  Forza Italia, molto indebolita; ora si parla di Opa di Renzi sul PD, il quale vuole fondare un suo partito, che potrebbe avere un potere di veto o ricatto sul governo PD e M5S, soprattutto in vista delle nomine e poi per la scelta, nel 2022, del presidente della repubblica.

Come Renzi, Berlusconi potrebbe avere un potere di veto su un governo di destra, perciò Salvini farebbe meglio a tenerlo fuori, comunque, sembra che il sistema elettorale maggioritario, che Salvini chiede, non favorisca i ribaltoni.  L’Opa è un’offerta pubblica d’acquisto di azioni da parte di chi vuol assumere il controllo di una società, il quale fissa, inderogabilmente, un cospicuo numero di azioni da comprare e il relativo prezzo che, per incentivare l’operazione, è maggiore di quello di borsa.

L’Opa è subordinata al raggiungimento del numero di azioni da acquistare, cioè è un pacchetto chiuso, senza modifiche di quantità o di prezzo; è un forfait e significa prendere o lasciare. OPA significa offerta pubblica di acquisto e, rivolta al parlamento, significa offerta pubblica d’acquisto di parlamentari, come se il parlamento fosse un supermercato.

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In Italia per favorire il ricorso alle carte di credito e ai bancomat e per fare la guerra all’evasione fiscale, si parla di tassare il contante in c/c e al momento del prelievo; per l’uso di questi strumenti innovativi, basterebbe abbassare, per gli esercizi commerciali, i relativi costi bancari, perché spesso questi esercizi, anche senza carte, già rilasciano lo scontrino fiscale, mentre i professionisti e i piccoli riparatori domestici evadono.

Per favorire l’uso di moneta elettronica, invece di accanirsi solo sulla moneta Libra, occorrerebbe anche, coinvolgendo l’UE, limitare progressivamente le banconote in circolazione a quelle da 20 – 10 e 5 euro e limitare anche le monete a 10 – 20 - 50 centesimi, 1 e 2 euro, inoltre bisognerebbe abolire i paradisi fiscali, che favoriscono riciclaggio ed evasione; però la mafia, che è una lobby che vigila anche sulla legislazione, non è d’accordo, come farebbero gli spacciatori di droga, i corruttori e i corrotti?

EUROPA

Le banche, grazie a QE e Tiltro, sono piene di liquidità, ma banche, imprese e famiglie non vogliono indebitarsi, nemmeno a interessi zero; la recente liquidità a tre anni, offerta dalla Bce alle banche, è stata rifiutata, infatti, sono stati assegnati solo 2 miliardi di euro sui 35 offerti; le banche non si sono presentate all’appuntamento perché hanno fin troppa liquidità e hanno grandi depositi presso la BCE, oltre la riserva obbligatoria.

Mentre la commissione europea insiste con riforme strutturali, i governi puntano sulla flessibilità di bilancio, sulla creazione di posti di lavoro e sul rilancio dei consumi, la BCE e le banche cercano in tutti i modi di trovare nuovi debitori, anche se assistiti da garanzie. Tutti vogliono vendere e pochi comprano, perciò i prezzi scendono; mentre l’Italia è invitata a ridurre il suo debito pubblico, le banche rifiutano di indebitarsi con la BCE, nessuno vuole indebitarsi, nessuno vuole fare debiti, nemmeno a tasso zero.

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Il governo Conte 2, sedotto dall’UE, ha aderito all’accordo europeo d’intervento militare E12, che fa seguito al precedente accordo PESCO di cooperazione militare, nato nel 2017, ma le due organizzazioni non saranno fuse. Partecipano all’E12 Francia, Germania, Regno Unito, Italia, Spagna, Portogallo, Olanda, Belgio, Danimarca, Estonia e Finlandia e l’accordo potrebbe estendersi ad altri paesi. La Gran Bretagna non ha aderito al Pesco.

Ufficialmente e al momento, l’accordo integra la Nato e l’attività italiana si esplicherà soprattutto nel Mediterraneo, l’E12 sarà coordinato da un segretariato permanente nominato dalla Francia, che così assume il coordinamento militare dell’UE, aiutato da ufficiali di collegamento dei paesi aderenti. All’inizio la Germania aveva rifiutato la direzione francese, forse ha poi aderito perché consapevole che non avrebbero accettato una direzione tedesca.

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Dopo che gli Usa hanno deciso di tutelarsi dalle intromissioni tecniche, spionistiche e contrarie alla privacy del telefonino 5G cinese di Huawei, ora la violazione della privacy pare sia stata messa in atto anche con la SMART TV, la violazione dei dati personali è attuata da società di diversi paesi. Germania e Francia, per rendersi più autonome e sicure da Usa e Cina, hanno deciso perciò di creare un’infrastruttura autonoma di dati sovrani, memorizzati ed elaborati per l’Europa, creando un Claud europeo.

Anche il governo giallo-verde italiano aveva deciso di sganciarsi dalle imprese multinazionali del settore, come, Amazon, Microsoft, Google e Alibaba, affidando i servizi Claud della pubblica amministrazione a un Claud nazionale, nel quale sono però presenti Amazon, Microsoft, altre società private e società pubbliche come Infocamere. Ora il governo giallo-rosso dovrà decidere se accodarsi, com’è suo costume, alle mosse di Francia e Germania; sembra che sia il solo sistema per non essere isolati nell’UE.

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 16/9/2019)

PREAMBOLO

Oggi le armi nucleari sono, generalmente, un privilegio concesso alle grandi potenze e soprattutto a quelle vincitrici della seconda guerra mondiale, che siedono anche nel consiglio di sicurezza dell’ONU; i paesi possessori di armi nucleari fanno interventi militari all’estero ma, a causa  della loro deterrenza nucleare, non possono essere attaccati, ma subiscono solo attentati terroristici isolati. Non è sufficiente criticare solo le armi nucleari, che in pratica non si usano e funzionano solo da deterrente, bisogna sottolineare anche questo fatto.

L’allarme militare e nucleare serve agli Usa per aumentare le spese militari, la produzione industriale interna, l’occupazione e la domanda. In pratica, lo stato che ha armi nucleari, fa la guerra solo nel territorio di altri paesi, con le inevitabili distruzioni, allontanando la guerra dal suo territorio; l’Iran e la Corea del Nord l’hanno capito, perciò vogliono la bomba nucleare. La Liba e l’Irak non l’avevano capito, perciò hanno dovuto soccombere senza poter reagire; ciò detto, indipendentemente dalla caratteristica e dai demeriti dei regimi di Gheddafi e Saddam.

Deficit di bilancio e debito pubblico attestano, ufficialmente o apparentemente, lo stato di bisogno finanziario, evidenziato dall’informazione, da parte dello stato, che perciò può, con questo quadro, aumentare le tasse o mobilitare alla guerra. Per la sua condizione di bisogno o per lo stato di guerra, vero o conclamato, lo stato tassa, espropria, confisca, fa violenza, nazionalizza beni a carico di minoranze; mobilita anche i vecchi per la guerra. In pratica, ciò che è lecito allo stato, odierno o venturo, Italia o UE, non è lecito ai privati. 

ITALIA

Finalmente, l’europeista Mattarella, per superare la crisi economica, ha invitato l’UE a riformare il patto di stabilità, a ridurre l’austerità e i vincoli di bilancio, anche Conte si è mosso in tal senso e pare che l’UE, per fermare Salvini, sia disposta a concessioni in questi campi e nell’immigrazione, anche a riformare il trattato di Dublino; l’Italia ha proposto anche delle multe per i paesi che non accettano gli immigrati. Il presidente del consiglio d’Europa, il polacco Donald Tusk, con grande ignoranza, afferma che l’UE non si vuole accollare i debiti italiani; l’Italia non ne ha bisogno ma, con il fondo salvastati, ha pagato quelli di altri paesi, evidentemente egli ignora la situazione finanziaria, economica e patrimoniale di tutti i paesi dell’Unione.

Per il governo Austriaco, l’Austria non è una sala d’attesa per i profughi o presunti tali, per la Francia, che ci restituisce immigrati clandestini, deve esserlo solo l’Italia; con questa tesi, in Italia sono d’accordo mafia, televisione, chiesa, mercati, cooperative e ONG, mentre l’attuale governo italiano vorrebbe essere d’accordo, ma teme le reazioni negative all’immigrazione dell’elettorato; in fondo, è nato per bloccare l’ascesa di Salvini, impedendo il ricorso anticipato alle elezioni.

Anche il papa, che fa politica contro Salvini e a favore dell’immigrazione, ha i suoi grattacapi con altri uomini di chiesa e con i politici; ha detto che non teme uno scisma nella sua chiesa, in passato sempre sofferto, per cause dottrinarie e di potere nella chiesa. Si riferiva agli americani ma forse anche ai tedeschi; infatti, il cardinale tedesco Reinhard Marx è stato richiamato dal papa, che ha giudicato non vincolante, ma non l’ha vietato o condannato, un sinodo dei vescovi indetto dalla chiesa cattolica tedesca sui temi del celibato ecclesiastico, della morale sessuale e del potere dell’alto clero. 

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Roberto Gualtieri, laureato in lettere e professore di storia alla Sapienza, è diventato ministro dell’economia del governo Conte, senza una laurea in economia, pensavo che queste cose accadessero solo agli avvocati; dal 2014 al 2019 Gualtieri è stato presidente della commissione per i problemi economici e monetari del parlamento europeo; egli è stato acclamato dalle agenzie di rating e perciò la borsa di Milano sale e lo spread scende. Naturalmente, le maggiori imprese italiane si sono accodate e giudicano positivamente il nuovo governo di cui fa parte, si vuole che l’Italia rimanga fedele ai suoi padroni, cioè dentro la Nato, l’UE e l’euro e che mantenga l’equilibrio della sua finanza pubblica.

La collocazione euroatlantica dell’Italia è garantita dal PD, erede del PCI, finanziato con mille miliardi di lire, dall’URSS, con questa involuzione il PD, che ha sostituito la Lega al governo, è diventato l’interfaccia dell’UE, dei mercati e delle banche e offre maggiori garanzie alle istituzioni europee che si sono accanite contro l’Italia. Perciò Davide Sassoli è diventato presidente dell’europarlamento, Paolo Gentiloni è diventato membro della commissione europea per l’economia e Roberto Gualtieri è diventato ministro italiano dell’economia, appoggiato da Christine Lagarde, presidente della BCE.

Il PD, ufficialmente di sinistra, è in realtà un partito di destra, (Per andare a destra bisogna passare, diversamente dalle rotatorie, per la sinistra, altrimenti i lavoratori si ribellano); nel 2011 Gualtieri è stato negoziatore del Fiscal Compact, costringendo l’Italia a inserire in costituzione il pareggio di bilancio, inasprendo con ciò i vincoli di bilancio del patto europeo di stabilità, impedendo una politica espansiva anticiclica e favorendo il contenimento della spesa pubblica sociale e per gli investimenti pubblici. Gualtieri tranquillizza il grande capitale internazionale, che controlla, indirettamente, le istituzioni italiane, il governo italiano, la banca d’Italia e l’informazione italiana.

Poiché anche la Germania, senza rilievi della commissione  europea, vuole fare un deficit di bilancio, ora nell’UE anche Gualtieri critica le manovre restrittive di bilancio, chiede flessibilità di bilancio e vuole spese in deficit per il controllo climatico. Intanto il Canada pare stia robottizzando la sua agricoltura e, per la difesa europea svincolata dalla Nato, la Germania si rifiuta di lasciare il comando alla Francia. Nella prima e nella seconda guerra mondiale, l’informazione italiana, al servizio dello straniero, aveva criticato la decisione dell’esercito italiano di rifiutare un comando alleato unificato. 

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Mattarella, europeista e uomo del PD, ha chiesto all’UE una nuova politica sull’immigrazione e l’allentamento dei vincoli di bilancio, però il bilancio in deficit non era permesso a Salvini, il collante tra UE, PD, M5S e informazione era l’odio verso Salvini, ma nessuno ha sanzionato questo odio. Ora, per incitamento all’odio nella comunicazione, hanno oscurato su Facebook e Istagram,  Casa Pound e Forza Nuova.

Sembra il ritorno della censura, infatti, anche i No-Tav sono stati violenti nella comunicazione, naturalmente senza conseguenze; per combattere discriminazioni e neofascismo, vero o presunto, l’articolo tre della costituzione, la legge 205/1993 e l’articolo 604 del codice penale, difendono l’eguaglianza giuridica e la dignità delle persone, anche dalla violenza e dall’odio verbale, e condannano l’incitamento all’odio, razziale o meno.

La democrazia è un grande paravento propagandistico, perché la discriminazione politica, religiosa, di classe, di razza e di sesso permangono; incitano all’odio politica e religione e, chi dovrebbe sanzionarle, spesso fa finta di non vedere e di non sentire; anche le tribù arabe o africane si odiano e non se ne vergognano. Una chicca per tutte, in Usa i falliti sono espropriati della casa e poi possono riprendere a lavorare tranquillamente, come niente fosse successo.

In Italia, la loro casa è svenduta all’asta agli speculatori, rimane il loro debito residuo, sono iscritti nel registro dei falliti ed è loro revocato il credito bancario.  Per reagire agli attacchi a suo carico e al tradimento di Di Maio, Salvini fa male ad accostarsi a Berlusconi, che è europeista, papista e a favore dell’immigrazione incontrollata, potrebbe pagare di fronte ai suoi elettori, i quali però, per il momento, non sanno più a quale santo voltarsi. (Per le notizie, fonte: Marco Zacchera – Il Punto n.732).

EUROPA

La BCE ha come principale fine il controllo dell’inflazione, che perciò, secondo il suo statuto, non dove superare il 2% annuo; poiché quest’obiettivo, a causa della stagnazione economica e della domanda che non cresce adeguatamente, non è stato raggiunto, ha pensato di aumentare la massa monetaria, acquistando, al mercato secondario, titoli di stato degli stati dell’Unione. Quest’aumento della circolazione però non ha contribuito all’aumento dei consumi, della produzione e dei prezzi.

E’ molto strano il fatto che lo stato si debba preoccupare perché i prezzi sono troppo bassi, questi non aumentano, naturalmente a favore dei consumatori, perché la domanda è scarsa; ammettendo che per lo stato l’inflazione sia un salvavita, per aumentar i prezzi, basterebbe ridurre l’orario di lavoro a parità di salario, aumenterebbero costi di produzione, prezzi, occupazione, consumi, produzione e Pil. Sembra una cura socialista e sindacale, purtroppo oggi queste forze politiche, sedotte dal liberismo, sono appiattite sugli interessi dell’alta finanza e del capitale e perciò non ritengono di poter fare un torto a essi con un’idea del genere.

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Per i nuovi QE e Tltro della Bce, c’è scontro tra Draghi da una parte e Bundesbank, Germania, Olanda e Austria dall’altra, le nuove misure potrebbero abbassare i tassi sui mutui, favorire il credito per l’acquisto di abitazioni nuove o acquisite all’asta a basso prezzo e favorire la rinegoziazione dell’interesse sui mutui in essere; secondo Draghi, questi stimoli potrebbero favorire la crescita del Pil e ridurre le sofferenze bancarie. Difficile crederlo senza un aumento di salari e pensioni bassi.

Fino a ieri i depositi delle banche presso la BCE erano remunerati al tasso negativo dello --0,4%, adesso questo passa allo -0,5%, però chi, come banca Intesa, ha depositi oltre sei volte la riserva obbligatoria, ha un tasso pari a zero e perciò risparmia annualmente 100 milioni di euro. Secondo Draghi, in tal modo, le banche avranno più liquidità per i prestiti, minori costi, calerà ancora il rendimento dei titoli di stato e l’euro s’indebolirà, favorendo le esportazioni.

Queste misure dovrebbero penalizzare i piccoli istituti bancari con poca liquidità, ma non le grandi banche italiane. La politica monetaria della BCE ha, per statuto, il controllo dell’inflazione, per Draghi, l’aumento della domanda interna è compito del governo che la attuano con la politica fiscale o di bilancio o della spesa pubblica, tenendo però i conti in ordine, cioè escludendo il deficit, che, in realtà, può rilanciare la domanda.

Draghi ha detto che i paesi in surplus di bilancio e di esportazione devono fare più investimenti pubblici, ridurre le tasse e aumentare la domanda interna e, come Junker, ha ricordato che la Germania, con l’eccesso delle sue esportazioni, ha violato i parametri di Maastricht, favorendo l’indebitamento degli altri paesi; ma la commissione europea ha guardato solo al debito pubblico italiano e non pare essersene accorta.

Draghi ha poi ripetuto la solita litania della commissione europea, affermando che gli stati devono mettere in  ordine i conti, stimolare la crescita e ridurre la spesa corrente, cioè anche salari e pensioni; il che è contraddittorio con l’aumento di Pil e domanda. Alla prossima offerta di prestiti agevolati Tltro della BCE, le grandi banche italiane non  risponderanno, per le piccole banche europea c’è la disponibilità di 750 miliardi di euro. (Per le notizie, fonte: Gianluca Zappa – startmag.it).

USA

Negli Usa, nella gestione di risparmi e investimenti, i fondi BlackRock, Vanguard e SSGA hanno superato il sistema bancario, essi investono nelle azioni di grandi imprese, votano nelle loro assemblee e sono quotati in borsa; gestiscono 14.000 miliardi di dollari che costituiscono l’80% dei capitali gestiti da tutti i fondi, nelle prime 500 società Usa, la loro partecipazione azionaria è del 20,7%.

Questi fondi sono azionisti dominanti in imprese senza azionisti di controllo, perciò il dipartimento di giustizia e il governo federale vigilano a tutela della concorrenza, delle leggi antitrust, sui conflitti d’interesse e sulle manipolazioni del mercato e della borsa. Fino a oggi, si è detto che le banche sistemiche erano troppo grandi per fallire, ma oggi in Usa sono questi fondi che costituiscono il più grande oligopolio finanziario e ora si dirigono verso i mercati asiatico ed europeo.

La finanza poggia sui castelli di denaro che hanno un loro fragilità, polizze vita delle assicurazioni e fondi pensione delle banche, a causa del calo degli interessi, con  le spese di gestione, inflazione e insolvenze negli investimenti, non sono in grado di restituire il capitale versato in forma di rendita. Volevano fare concorrenza alla previdenza pubblica, ma hanno fallito, in Usa alcune assicurazioni private sono fallite.

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Nel 2018 il debito pubblico Usa, a causa del deficit annuale di bilancio, è arrivato a 22 trilioni di dollari, gli investitori stranieri detengono titoli pubblici americani per 19,4 trilioni di dollari. La bilancia commerciale americana è in forte passivo, la posizione finanziaria netta totale con il resto del mondo è stata negativa per 9,5 trilioni di dollari; perciò la Germania, che  critica il debito pubblico italiana, cresciuto con gli alti interessi alimentati dalle società dio rating, fa credito agli Usa, acquistando bond americani.

Nel 2018 il passivo commerciale con la Cina è stato di 420 miliardi di dollari, con l’UE per 169 miliardi di dollari, di cui 68 con la Germania e 32 con l’Italia, il passivo con il Canada è stato di 20 miliardi di dollari, di 67 miliardi con il Giappone; quello con la Cina, con i dazi, diminuisce e perciò la Cina disinveste in Usa. Gli Usa, per colmare il deficit di bilancio, s’indebitano con bond ad alto interesse, come ha fatto, fino al QE, l’Italia.

Il debito, essendo denominato in dollari inconvertibili, a parte gli interessi annuali, non sarà mai onorato, a meno che, il passivo commerciale, in cinquant’anni, non si trasformi in attivo commerciale che lo compensi; per raggiungere quest’obiettivo, bisognerebbe svalutare il dollaro del 50% e imporre dazi adeguati sulle merci importate prodotte anche in Usa. A causa di questa situazione, Trump si scontra con la Fed, chiedendo il ribasso dei tassi che fanno aumentare il deficit di bilancio americano.

Un’altra strada da percorrere, dopo aver riequilibrato bilancia commerciale e bilancio dello stato, è la denuncia unilaterale dei debiti, nel rinascimento l’Inghilterra lo fece con i banchieri italiani; gli Usa hanno la forza militare per farlo, dopo la seconda guerra mondiale, anche loro annullarono i debiti per le riparazioni di guerra dei tedeschi e quelli degli altri paesi europei. (Per le notizie, fonte: Salerno Aletta – startmag,it).

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 9/9/2019)

PREAMBOLO

Sulla spinta degli interessi economici e finanziari internazionali e non per volontà del popolo, si è affermata la globalizzazione economica e l’apertura delle frontiere, facendo perdere di vista gli interessi nazionali; il che, secondo un disegno occulto, avrebbe portato all’estinzione degli stati e al governo mondiale, allontanando il popolo dai centri del potere.  Da questa situazione ne è scaturito del malessere.

L’occidente si è indebolito economicamente e il resto del mondo, con i costi di lavoro, d’energia e imposte più basse e senza leggi contro l’inquinamento, grazie alle delocalizzazioni industriali, si è rafforzato; per il rafforzamento della paesi più deboli, queste scelte hanno funzionato meglio dei aiuti internazionali e dell’emigrazione. Dell’inquinamento non bisogna incolpare solo le multinazionali, gli stabilimenti industriali dei paesi emergenti, con la supervisione dell’ONU, dovrebbero essere soggetti alle stesse regole contro l’inquinamento di quelli occidentali, ma le multinazionali, che commissionano le leggi e influenzano la politica, per risparmiare, non le hanno volute.

Non bisogna ignorare che gli impianti delocalizzati in Cina e in India appartengono a multinazionali occidentali controllate da patti sociali, da consorzi di controllo o da grandi soci di riferimento, che ne influenzano le scelte, i piccoli azionisti, detti parco buoi, sono un paravento e contano poco, accade anche ai piccoli stati dell’UE; questi soci di riferimento sono anche uomini dei paesi orientali, come il sultano del Brunei.

Le istituzioni internazionali si stanno sfilacciando e il consiglio di sicurezza o dei privilegiati dell’Onu è separato dall’Assemblea, che è dominata dall’Islam, il G7 si è diluito nel G8 e nel G20, aumentando i conflitti interni. E’ cresciuta l’indifferenza, la diffidenza e l’ostilità, verso le istituzioni internazionali; anche le regole GATT sul commercio internazionale vanno strette, probabilmente questi conflitti saranno risolti, in qualche maniera, dai paesi deficitari nel commercio estero, come gli Usa, denunciando i loro debiti.

L’UE è divisa tra Francia e la Germania che ne rivendicano il dominio e il popolo italiano che, diversamente dai suoi governanti, vorrebbe essere indipendente; gli Usa e la GB da una parte e l’UE a trazione franco-tedesca dall’altra, pare si stiano staccando e si temono ritorni ai venti di guerra. Però tranquilli, c’è sempre chi afferma che, per amore della pace, è sempre meglio essere schiavi; l’Italia è un protettorato di Usa, Vaticano e UE; Cina e Russia fanno accordi e manovre militari e quest’ultima guarda con apprensione, non solo agli Usa, come afferma l’informazione, ma anche alla Germania e alla Francia, che è il suo paravento.

L’uomo non può autodeterminarsi o essere indipendente ideologicamente, perché vittima di una cultura e di una classe, per convenienza o per scelta ideologica, ha scelto di aderire a un partito o a una religione; come ai militari, il governo, sostenuto dall’informazione e dalla propaganda, gli  chiede di obbedire e di subire e non di manifestare libere preferenze con le elezioni.

Per gestirli meglio, i governi non vogliono uomini diversi perché essi sono animali sociali che seguono la logica di gruppo; con l’aiuto dell’informazione e della propaganda, sempre remunerate adeguatamente, li vogliono omologati al potere, spossessandoli della propria ragione, ma non sempre riescono in questa strategia che, in ogni modo, non favorisce il progresso dell’uomo ma i parassiti.

EUROPA

E’ guerra all’interno della BCE, tra chi, per lasciarsi alle spalle la crisi, chiede una politica monetaria espansiva, con il QE, con meno vincoli di bilancio e con il ribasso dei tassi, e dall’altra parte, i governatori delle banche centrali tedesca e olandese sono di parere opposto e sono legate all’equilibrio di bilancio; mentre il governatore della banca centrale francese è su posizioni intermedie e il governatore della banca centrale italiana è senza opinioni o, timidamente, non le manifesta.

I primi affermano che la BCE non può essere in ostaggio del mercato, però le misure attuate dopo il 2008, non sono state efficaci e ora le banche centrali, quando creano liquidità, sono sfidate anche dalle criptovalute private, mentre le banche commerciali creano denaro con i prestiti. Insomma, le banche centrali, come la FED e la BCE e come la banca centrale giapponese, hanno creato liquidità senza stimolare l’economia, non hanno incrementato il credito all’impresa e i consumi e il denaro creato è rimasto bloccato nei depositi bancari; però Mario Draghi, ha cercato, con qualsiasi medicina, di salvare l’euro.

Perciò il sistema delle banche centrali e delle banche commerciali hanno perso il ruolo di moltiplicatori della massa monetaria e ora sono minacciate anche dalla privatizzazione nella creazione del denaro che, togliendone il monopolio alle banche centrali, ne riduce il ruolo anche nella politica monetaria. In alcuni casi l’indipendenza della banca centrale è stata messa a rischio dal potere politico, infatti, in Turchia, Erdogan ha licenziato il governatore della banca centrale e Trump si è scontrato con il presidente della Federal Reserve. Erdogan, assillato dalla crisi, ha affermato se se non si trova usa soluzione per la Siria, malgrado i 6 miliardi di euro ricevuti dall’UE per contrastare l’emigrazione dei profughi siriani, riverserà in UE milioni di profughi; è’ un altro caso di mancato rispetto degli accordi, anche se la Germania afferma che solo l’Italia non li rispetta.

Ora le banche centrali nazionali dell’UE svolgono la funzione di sportelli della BCE, sia nella creazione di moneta sia nella vigilanza bancaria, perciò sono diventate quasi inutili; del resto, a Praga esiste ancora l’ambasciata d’Italia, anche se la repubblica ceca fa parte dell’UE e in Italia, per non licenziare dei  burocrati, non si riesce ad eliminare gli enti inutili. Il progetto di moneta privata Libra di Facebook è appoggiato da Visa, MasterCard e PayPal e perciò potrebbe diventare una moneta privata parallela di successo che, togliendone il monopolio alle banche centrali, dopo che queste l’hanno tolto agli stati, contribuirebbe alla dissoluzione degli stati.

Fino a oggi, con la moneta, gli stati hanno finanziato il loro bilancio e le banche commerciali hanno guadagnato lucrando con la moneta bancaria, perciò la moneta è stata il moltiplicatore e il distributore di pane e pesce, a vantaggio delle banche che controllano le banche centrali delle quali sono soci; stringendo i cordoni della borsa, finanziano e controllano lo stato e i giornali.

Le banche centrali, più che puntare al bene comune, hanno tenuto alla loro indipendenza dal potere politico, cioè verso lo stato, il quale ha rinunciato alla sua indipendenza dalla banca centrale, cioè i due poteri non sono reciprocamente indipendenti, come accade agli organi costituzionali dello stato; infatti, si afferma che, in Italia, la banca d’Italia, con l’insipienza della politica, ha divorziato dal Tesoro dello stato.

Con l’emissione delle banconote, in teoria, spesso smentita, secondo i fautori delle banche centrali e dalla loro indipendenza, queste possono regolare le fluttuazioni economiche cicliche e fare da stabilizzatori economici; mentre in guerra gli stati, con l’emissione monetaria incontrollata, alimentano l’iperinflazione e, in tempo di pace, anche il deficit spending può portare a questo risultato e non alla stabilizzazione economica e monetaria. Probabilmente la medicina deve essere dosata e limitata e deve essere somministrata dallo stato, se vuole essere sovrano, e non dalle banche centrali o commerciali che sono  società private, però anche lo stato, per tanti versi,  sembra un’impresa privata.

Il presidente della BCE, Lagarde, pari si sia messa sulla scia di Draghi, vuole una politica monetaria e chiede agli stati una politica di bilancio, con il rispetto del patto di stabilità del 1997; il presidente della commissione europea, Ursula Von Der Lyen, è favorevole a ridurre il rigore di bilancio, l’austerità e a concedere maggiore flessibilità di bilancio, purché sia salvaguardata l’attuazione, da parte degli stati, delle riforme strutturali in materia di lavoro, imprese e imposte. Forse Ursula vuole rabbonire gli italiani, staremo a vedere perché l’UE, che era un dogma per tanti politici e giornalisti nostrani, si è dimostrata spesso fallace.

ITALIA

L’Italia deve uscire dalla gabbia dell’euro e riconquistare la sovranità monetaria e normativa e deve nazionalizzare la Banca d’Italia, sottoponendola al controllo del Tesoro; l’istituto d’emissione, con l’autorizzazione dello stato, deve mettere in circolazione la nuova lira e il Tesoro deve vendere titoli pubblici solo agli italiani, a basso interesse,   perché il risparmio e la domanda interna non mancano. In tal modo, lo stato non avrà più bisogno di venderli a speculatori esteri; però, dovrà cercare di combattere l’inflazione e di lottare contro la disoccupazione e la povertà, dovrà tutelare il risparmio.

Lo stato italiano  può forzosamente abbassare gli interessi dei titoli pubblici in circolazione o allungarne la scadenza, oggi l’abbassamento degli interessi non è opportuno perché questi sono scesi di molto e perché si andrebbe, ingiustamente, a colpire il mercato secondario che ha acquistato i titoli a prezzo più alto del valore nominale. L’allungamento delle scadenze è utile solo quando i titoli non si possono rinnovare e lo stato è in pericolo di default; per ridurre il debito estero, si può compensarlo con i crediti verso l’estero o denunciarlo.

Sui media imperversa il terrorismo europeista però, secondo alcuni studi che valutano la posizione valutaria degli stati con l’estero e il loro bilancio pubblico, la lira si svaluterebbe nei confronti della Germania e si rivaluterebbe nei confronti di Francia e Spagna: Oggi il governo italiano, non potendo svalutare la moneta, ha invece proceduto alla deflazione o svalutazione interna di salari e pensioni, sacrificando con ciò, domanda e produzione interne. Ad ogni modo, viste le fluttuazioni monetarie, sarà opportuno, per garantire la domanda, reintrodurre anche la scala mobile.

Con la lira, il debito estero deve essere fissato in lire, nel rapporto di uno a uno, l’uscita dall’euro deve essere accompagnata dal controllo sul movimento dei capitali; del resto, nel 2013 Cipro introdusse misure contro l’uscita dei capitali, avallate dall’Unione Europea, in UE non ci possono essere figli e figliastri. Nel nuovo quadro, devono essere nazionalizzate le banche maggiori, sottraendole così alle norme penalizzanti dell’EU, come il bail-in e altre regole che non hanno salvato dal dissesto altre banche europee. In tal modo, si ridurrà il debito pubblico.

Le maggiori banche italiane e la banca centrale devono acquisire i BTP detenuti dalla Bce, pari a 250 miliardi di euro; la speculazione internazionale ha troppo guadagnato con il debito pubblico italiano e con le regole dell’UE sull’austerità. Il Giappone non è esposto verso la speculazione internazionale, anche se ha un debito pari al 220% del Pil, mentre l’Italia ne ha uno pari al 135%, perché ha la sovranità monetaria e perché i suoi bond sono acquistati solo dai suoi cittadini.

Lo stato deve nazionalizzare i settori strategici dell’economia, nei settori energia, banche, telecomunicazioni, acqua, trasporti pubblici e difesa; la rottura con l’eurodittatura è la premessa per far ripartire, oltre l’economia italiana, la lotta per l’eguaglianza, per la sovranità nazionale e popolare, per la democrazia, per la solidarietà e per la liberazione del popolo. (Per le notizie, fonte: programma 101 – sollevazione - sinistrainrete.info).

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I tedeschi non si fidano degli italiani perché li ritengono schiavi comprati che si potrebbero ribellare, non è accaduto solo nel corso della seconda guerra mondiale; infatti, la Germania fa grandi affari con la Cina e sta realizzando una via della seta ferroviaria con essa ma, per la via della seta marittima tra Italia e Cina, l’UE, a trazione tedesca, ha affermato che l’Italia doveva chiederle l’autorizzazione. In Generale, francesi,  tedeschi e austriaci, nel corso di secoli, per il dominio della penisola, si sono scontrati in Italia, ma adesso, si sono alleati contro l’Italia; il fatto è che i tedeschi hanno un alto senso della storia e perciò, conservando le loro ambizioni, dalla storia imparano.

La storia è maestra della vita e le sue vicende, come affermava Giambattista Vico, si ripetono, d’altra parte, la Germania è sempre attratta dall’Italia, il disprezzo di francesi e tedeschi per gli italiani è quello della volpe che, non potendo arrivare all’uva, afferma che è acerba. Karlheinz Deschner, nella “storia criminale” ha scritto che la Germania, desiderando l’Italia, con le guerre aveva esaurito tutte le sue energie, soprattutto però per andare in soccorso del papa, minacciato dagli stati italiani, perciò la Germania, come l’Italia, aveva raggiunto l’unità in ritardo.

Anche i franchi erano accorsi, chiamati dal papa contro i longobardi che volevano unificare l’Italia; i francesi intervennero, durante il risorgimento, anche contro la repubblica romana di Mazzini, invece gli italiani hanno combattuto, con Napoleone e con Garibaldi, contro i tedeschi. Recentemente, l’Italia era diventato il paese più europeista, ma ora, con l’asse franco-tedesco, nonostante gli impieghi finanziari tedeschi a favore di media e politica italiana, l’Italia è diventato il paese europeo meno europeista; ora i tedeschi, sempre attratti dall’Italia, per risolvere il loro travaglio esistenziale, si sono alleati con i francesi contro gli italiani.

Macron sta al gioco, sempre insultante contro gli italiani, la sua alleanza con Merkel, con il papa e con Mattarella e con il suo sostegno all’immigrazione solo in Italia, ne dovrebbero favorire la dissoluzione. Storicamente, Francia e Germania, compresa l’Austria, hanno potuto contare sulle divisioni italiane e sulla collaborazione dei papi di turno. Il papa chiamava lo straniero per difendersi dagli italiani e per impedire l’unità italiana.

Durante la prima guerra mondiale, i’imperatore di Germania promise al papa, in caso di vittoria, Roma con un corridoio fino al mare, forse il papa voleva farne un paradiso fiscale. Finita la guerra, il governo italiano impedì al papa di partecipare alla conferenza di pace, di questi fatti, la televisione papista italiana, cioè la RAI o radio apostolica italiana, non ci ha raccontato niente.

Ancora oggi Vaticano, Francia e Germania, sono uniti contro il popolo italiano, sostenuti da governi collaborazionisti italiani, com'è spesso accaduto nella storia italiana; il risultato di questi sforzi, con  o senza dissoluzione dell’UE, potrebbe portare alla divisione dell’Italia tra Francia, Germania e Vaticano e Di Maio, adeguatamente compensato, potrebbe diventare il governatore di Napoli. 

Per favorire la crisi del governo tra Lega e M5S e per impedire le elezioni anticipate, la Merkel ha esercitato pressioni su PD e Mattarella, tuttavia, l’informazione, parla dai disordini in Russia, della crisi in Iran e dei dazi di Trump, ma non fa piena luce sulla situazione negli altri grandi paesi dell’Unione. La Spagna ha rinnovato più volte il governo con le elezioni, non ha un governo stabile e ha una situazione critica del bilancio e dell’economia.

In Germania le esportazioni diminuiscono progressivamente e alla maggioranza tra democristiani e socialdemocratici sta subentrando una maggioranza tra destra e verdi; la legge elettorale francese ha ostacolato la rappresentanza di destra e sinistra e il governo, a causa delle accese manifestazioni di piazza, non riesce a fare le riforme strutturali, soprattutto in materia di pensioni e di pubblico impiego.

In Italia il governo PD-M5S ha la maggioranza nel parlamento ma non nel paese e perciò Mattarella non vuole le elezioni anticipate, le banche appoggiano sempre il PD e, con il nuovo governo, i ministri e i sottosegretari sono in maggioranza meridionali; alle elezioni europee di maggio scorso, la Lega ha dominato nel nord e nel centro, dove ha soppiantato il PD, mentre in Italia meridionale PD e M5S sono la maggioranza. Questa crisi non è solo economica, ma anche politica e pare stia spaccando l’Italia.

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (2/9/2019)

EUROPA

L’Unione bancaria europea e la relativa vigilanza esclusiva sulle banche dell’eurozona da parte della BCE, con le banche centrali nazionali diventate sportelli della stessa, è nata nel 2012, con lo scopo di interconnettere le banche dell’Unione; questo processo, già iniziato, si era arrestato con la crisi del 2008, che aveva fatto scendere di molto questa interconnessione.

Con la crisi bancaria, i capitali investiti erano stati rimpatriati in Germania e Francia e le banche creditrici di questi paesi hanno beneficiato del meccanismo europeo di stabilità, cioè del rimborso dei loro crediti verso la Grecia e altri paesi; a detta degli economisti di corte, questa situazione però metteva in pericolo la permanenza della moneta unica e poteva comportare il default di alcuni paesi. L’Unione bancaria prevedeva la vigilanza bancaria unica in capo alla BCE, la garanzia sui depositi e imponeva la risoluzione interna a copertura dei crediti deteriorati o il bail-in, a carico di azionisti, obbligazionisti e risparmiatori, fino al fallimento della banca.

Però, la garanzia europea sui depositi non è mai entrata in vigore e, senza una norma transitoria per il passaggio al nuovo regime, in Italia sono stati penalizzati i detentori di obbligazioni subordinate presso banche locali, che sono state colpite anche dalla corsa agli sportelli e dalla crisi di liquidità. Al vertice della BCE, l’italiano Mario Draghi, al servizio della Germania, aveva ignorato, tra i crediti a rischio, i derivati in mano alle banche tedesche e il rischio della speculazione di mercato che la BCE non ha ostacolato ma, contro l’Italia, ha anzi favorito, si parla della speculazione sui debiti sovrani.

Il rischio dei derivati tedeschi non era stato rilevato, per un singolare privilegio e per la discrezionalità riconosciuta dalla BCE ai revisori bancari tedeschi; inoltre, per strabismo di Draghi e per distrazione dei rappresentanti italiani nelle istituzioni europee, le piccole banche tedesche e le casse di risparmio hanno beneficiato del limite di 30 miliardi di euro, fino al quale, non sono soggette alla vigilanza della BCE, un singolare privilegio tra stati disuguali.

Queste piccole banche erano legate alla CDU, quindi, come diverse banche popolari italiane, legate ai vescovi o alla chiesa cattolica; erano difese anche da Schauble che, senza esenzioni dalla vigilanza, minacciava di porre il veto contro la vigilanza della BCE; ad ogni modo, esse rappresentano il 22% degli impieghi delle banche tedesche, per 1.000 miliardi di euro, che sono una cifra non piccola. Per volontà della Provvidenza, invece le banche cooperative italiane hanno dovuto rispettare i requisiti europei di capitale e di liquidità, il che ha snaturato il loro carattere mutualistico.

Ufficialmente, la Germania di Schauble, rifiutando la solidarietà, rifiutava di pagare per i debiti delle banche degli altri paesi, mentre l’Italia e altri paesi dell’eurozona, lo avevano fatto con il Meccanismo Europeo di Stabilità; Schauble contestava anche il ruolo di vigilanza bancaria attribuito alla BCE. Comunque. Non tutti i paesi dell’eurozona hanno recepito le norme del bail-in; inoltre, la Germania ha spostato il problema dal rischio bancario al rischio sovrano e Renzi, per miracolo, finalmente si decise a porre il veto sui bond nei bilanci bancari italiani che la Germania voleva limitare, mettendo a rischio il finanziamento del debito pubblico italiano.

Sembrava che la Germania e la Francia, con la collaborazione di agenti italiani, lavorasse per far fallire l’Italia e per acquistarla a prezzi di realizzo; ancora oggi, le casse di risparmio tedesche beneficiano della vigilanza nazionale, mentre i crediti deteriorati o NPL delle piccole banche italiane, senza norme transitorie, sono stati svenduti alla speculazione. A tale proposito, la commissione europea bloccò anche un intervento, in tal senso, in Italia, del fondo interbancario di garanzia, un fondo comune bancario creato per coprire le perdite sui crediti delle banche, perciò in Italia, il bail-in entrò in servizio bruciando miliardi di capitalizzazione delle banche.

Nel 2016 l’Italia chiese di sospendere il bail-in, non fu ascoltata, invece fu sospeso il trattato di Schengen sulla libera circolazione delle persone. L’Italia è sola nell’UE, perché è stata emarginata da Francia e Germania e perché i suoi uomini, per posizioni di potere, sono europeisti e nessuno vuole difendere le sue ragioni; questa Europa non può durare. L’Italia, con i suoi governi fantoccio, è incapace di difendere i suoi interessi all’estero, anche per amore della pace che sta a cuore a Monti; fra l’altro, con la crisi greca, anche con soldi italiani, si sono salvate banche creditrici tedesche, però l’Unicredit aveva aperto delle filiali in Europa orientale, a causa delle loro perdite su crediti, è stata costretta a chiuderle o a cederle. 

Ora Macron e Merkel, il gatto e la volpe, hanno dato il loro benestare a Conte, presidente del consiglio incaricato che, con il suo naso, rappresenta Pinocchio, il quale è in rotta con Salvini. Lo spread italiano scende, la borsa sale, gli interessi scendono, per favorire il suo governo, sono tutti favori fatti a Conte dai mercati, perché sono tutti il risultato di manipolazioni artificiose; la commissione europea, per combattere la crisi, ha anche proposto, in funzione espansiva, di alleggerire i vincoli di bilancio  (Per le notizie, fonte: Vladimiro Giacché – contropiano – sinistrainrete).

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La Spagna, retta dal socialista Sanchez, alleato con due partiti catalani, torna alle urne per la terza volta in quattro anni, invece agli italiani non è consentito da Mattarella; i catalani chiedevano un referendum per l’indipendenza della Catalogna, il loro leader Puigdemont è rimasto in Germania, perché la magistratura tedesca ha rifiutato l’estradizione; ora si profila una maggioranza di centrodestra, tra nazionalisti, popolari e liberali.

Mentre la Germania e la televisione italiana informano che la situazione economica della Spagna è migliore di quella dell’Italia, in realtà, la situazione della Spagna risulta molto precaria. Anche se la speculazione non fa rialzare il suo spread come quello italiano, i problemi della Spagna sono derivati dalla sua adesione all’euro, perciò oggi la sua bilancia dei pagamenti ha un passivo enorme, il debito pubblico è pari al 95% del Pil, come quello francese, i debiti verso l’estero sono notevoli e i debiti privati interni sono pari al 219,5% del Pil, cioè molto maggiori che in Italia, non è assente il deficit del bilancio statale.

La Spagna è oberata da debiti pubblici e privati verso l’estero, lo spread non si muove perché la Germania non vuole destabilizzarla, infatti, vi ha investito in edilizia, turismo e industria e l’ha soccorsa finanziariamente, anche con il contributo italiano, con il Meccanismo Europeo di Stabilità. Anche la Grecia ha notevoli deficit commerciali, deficit di bilancio, debiti privati e debiti pubblici, accade anche in Islanda, Irlanda, Cipro, Portogallo, Croazia, Polonia, Ungheria, Lettonia e Slovacchia. E’ il risultato dell’enorme attivo commerciale tedesco verso gli altri paesi dell’Unione.

Nell’UE, solo l’Italia e la Germania hanno un attivo nel commercio estero, la Germania l’ha conseguito, in violazione dei trattati, aumentando le esportazioni e contenendo i consumi interni e la spesa pubblica. La vera anomalia è l’Italia, sempre sbeffeggiata dalla Germania, dai suoi agenti e dalla televisione italiana (quando al volpe non  arriva all’uva dice che è acerba); la commissione europea si è concentrata solo sul debito pubblico e sul deficit di bilancio italiano, peraltro inferiore a quello francese, non sui debiti privati, sulle garanzie reali, sui crediti verso l’estero.

La commissione europea, su impulso tedesco è sempre stata comprensiva verso la Spagna, perché la Germania vuole comprare l’Europa con l’indebitamento dei vari paesi, l’operazione si può fare solo con l’accordo con la Francia, altrimenti, come è già accaduto in passato, ne nasceranno dei conflitti tra i due paesi; la storia insegna che le persone, le famiglie e gli stati si possono rendere schiavi grazie ai loro debiti.

In passato i franchi occuparono l’Italia su richiesta del papa, contrario all’unificazione italiana voluta dai longobardi, ora il megafono del papa è la televisione italiana, che è europeista e a favore dell’immigrazione in Italia, come la Francia che è un paese laico.

Se la Spagna avesse conservato la peseta, con la sua svalutazione avrebbe ridotto gli squilibri accumulati, invece ha aderito all’euro e perciò è andata incontro a un disastro; i suoi debiti, come quelli degli Usa e degli altri paesi europei citati, non saranno mai pagati, la storia è andata avanti anche così. Nel rinascimento, alcuni banchieri italiani non furono mai rimborsati da sovrani europei che avevano finanziato per le loro guerre, e poi c’è chi afferma che l’Italia rischia di diventare insolvente, la Germania l’ha ammonita affermando che i debiti devono essere pagati.

Gli Usa sono immuni dal contagio perché hanno una moneta di riserva internazionale come il dollaro, cioè possono indebitarsi verso l’estero senza costo e possono denunciare i loro debiti; l’Italia ha fatto diverse manovre correttive di bilancio, comunque, rispetto ai paesi citati, i suoi cittadini hanno pochi debiti verso le sue banche e, dal punto di vista finanziario, il paese ha pochi debiti verso l’estero; tra i maggiori creditori dello stato ci sono i suoi cittadini. 

La Germania, gli europeisti italiani e la televisione italiana si preoccupano solo del debito pubblico italiano e del deficit di bilancio italiano, invece l’Italia, come ha sempre fatto, può onorare il debito con i crediti verso l’estero, con gli attivi commerciali, con le riserve, con il grande risparmio e con le garanzie patrimoniali e artistiche. Il debito è rinnovato alla cadenza, ma non conviene rimborsarlo o ridurlo notevolmente, altrimenti gli italiani pretenderebbero una sostanziale riduzione delle imposte; infatti, lo stato è nato per riscuotere le tasse, in cambio di una protezione.

Salvini ha aperto formalmente la crisi del governo gialloverde, ma questa era stata, in realtà, decisa su mandato europeo, come succede agli stati semisovrani; con lo scopo di bloccare l’ascesa di Salvini e le elezioni anticipate, è sorto il governo bis di Conte. E’ probabile che l’UE, per favorire il successo di questo esperimento, ponga fine alla sua politica vessatoria verso l’Italia, favorita dai suoi agenti italiani, il primo sintomo di questo cambiamento di passo è stato la riduzione dello spread. (Per le notizie, fonte: Guido Salerno Aletta – progettoalternativo.com).

ITALIA

La clausola di salvaguardia sull’IVA, raccomandata dall’UE, prevede l’aumento graduale dell’Iva, entro il 2021, dal 22% al 26,5%, con aumento complessivo del gettito fiscale annuo di 51 miliardi di euro, a meno che il governo non riesca a reperire altre entrate o preveda riduzioni di spese. L’Iva è un’imposta sui consumi strettamente regressiva, a carico soprattutto dei lavoratori, fu introdotta nel 1972 dal ministro Preti, con l’aliquota fiscale iniziale del 12%, in attuazione di una direttiva europea che, nel tentativo di ridurre il deficit di bilancio, indirettamente spingeva il governo italiano, per compensazione, a ridimensionare gradualmente l’imposta progressiva sul reddito, prevista dalla costituzione italiana.

Alla fine degli anni settanta, gli scaglioni dell’imposta sul reddito erano 32, un’esagerazione che incentivava l’evasione fiscale e l’esportazione dei capitali, l’aliquota più alta era dell’80%, il PCI era contrario all’Iva, ai suoi aumenti e alla rimodulazione dell’imposta sul reddito. Con la riforma complessiva delle due imposte, la pressione fiscale, negli anni successivi, ha continuato ad aumentare, ma l’aliquota massima sui redditi scese progressivamente.

Però l’imposta sul reddito cessava di essere un meccanismo di redistribuzione del reddito e questo ruolo era assunto dall’imposta patrimoniale, nelle sue varie forme camuffate. Oggi il gettito dell’Iva è pari al 25% delle entrate fiscali dello stato, nel luglio del 2011, su pressione dell’UE, il quarto governo Berlusconi accettò la clausola di salvaguardia sull’Iva, se il suo governo non riusciva a reperire altre risorse capaci di soddisfare i vincoli di bilancio europei.

Berlusconi diede le dimissioni dal governo che fu commissariato dall’UE, perciò la clausola di salvaguardia fu attivata nel 2011 da Monti e nel 2013 da Letta, il governo gialloverde non l’ha messa in discussione ma si è limitato a rinviare la sua entrate in vigore; con i bilanci dello stato in deficit e con lo stato di crisi dell’economia, gli aumenti dell’Iva hanno sempre coinciso con l’aumento dei prezzi e con la riduzione dei consumi.

Per evitare la trappola dei mercati e le macchinazioni contro l’Italia, bisognerebbe ripudiare i vincoli di bilancio europei e il trattato di Maastricht, Berlusconi era sorto promettendo di ridurre le innumerevoli imposte a sette, ma non mantenne la promessa elettorale; Il fatto è che i mercati vogliono che le imposte le paghi solo il popolo, infatti, in passato, l’aristocrazia era esente da imposte e oggi l’oligarchia finanziaria è la sua erede. I padroni del mondo non vogliono pagare le imposte, del resto, nemmeno i proprietari pagano per entrare nella loro casa.

Lo stato si potrebbe reggere su tre imposte, un’imposta sul reddito al 50%, con fiscalizzazione dei contributi, con deduzione di 13.000 euro annui, senza deduzioni e deduzioni per i redditi sopra i 100.000 euro annui; il risultato sarebbe un’imposta progressiva. Per ridistribuire la ricchezza, dopo aver abolito evasione legale, paradisi fiscali ed esportazioni di capitali, lo stato dovrebbe introdurre un’imposta patrimoniale di successione, con l’aliquota del 50% e con franchigia di 300.000 euro. Un’imposta patrimoniale di successine esiste in Usa, che ha una pressione tributaria molto più bassa dell’Italia

La terza imposta sarebbe l’IVA al 10%, destinata agli enti locali, da applicare solo ai beni non di prima necessità, con esenzione per gli esercizi commerciali al dettaglio che hanno al massimo un dipendente, per difenderli dalla concorrenza della grande distribuzione. Io penso che l’oligarchia, sulla pelle degli italiani, stia facendo degli esperimenti, per vedere se il suo modello economico può funzionare senza far scoppiare la rivoluzione. Sono almeno trent’anni che l’Italia è un laboratorio sperimentale della finanza internazionale. (Per le notizie, fonte: Thomas Fazi – sinistrainrete).

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Sulle orme dell’UE, che commissariò l’Italia semisovrana con Monti, l’esagitato Grillo ha chiesto che il nuovo governo italiano sia fatto da non politici, cioè da tecnici, è un altro indice dell’involuzione del M5S; i tecnici non sono tutti uguali e ne esistono di destra e di sinistra, di laici e di bigotti, quelli papabili, per l’UE e per i mercati, sono uomini controllati e agenti, sono garanti locali e uomini di fiducia della nomenclatura finanziaria internazionale, cioè sono gli occhi e le orecchie dell’oligarchia mondialista. alla quale devono obbedire.

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Secondo il professore Federico Ferraù, non si vota perché la Lega è sgradita all’Europa e perché nel 2011 e nel 2012 Berlusconi e Monti hanno modificato la costituzione, perciò oggi i trattati e gli organi dell’UE che li hanno emanati, fanno parte del nostro ordinamento costituzionale e alcune scelte del nostro esecutivo devono avere la fiducia di Bruxelles; bell’affare per l’Italia, patria del diritto, e per la sovranità del popolo.

Per dovere di fedeltà all’UE, Mattarella ha conferito l’incarico di governo a Conte perché una consultazione elettorale può far nascere un conflitto tra l’Italia e l’UE; questa riforma costituzionali impone al governo gli equilibri di bilancio e la riduzione del debito pubblico. L’Italia ha interiorizzato il Fiscal Compact senza che ci fosse stato richiesto, riducendo così, la sovranità italiana di fronte allo straniero.

In tal modo, alcuni governi europei, dominanti nell’UE, governano gli italiani con il loro consenso e l’Italia è diventata un paese soggetto allo straniero; queste modifiche costituzionali, tra cui il pareggio di bilancio, non erano state richieste dai trattati europei e gli altri paesi non le hanno fatte. In pratica questi trattati europei non vincolano le scelte dei paesi dell’Unione, invece l’Italia, come accadeva in passato, si è affidata al governo di paesi stranieri, rinunciando alla sua indipendenza.

L’Italia ha scelto di diventare dipendente da altri stati senza contrappesi e senza autorizzazioni, ratifiche e referendum popolari, rinunciando alla sua sovranità. E’ stata più europeista degli altri paesi dell’Unione, ha modificato la costituzione in senso europeista e perciò, quando Macron s’intromette negli affari italiani, è come se s’intromettesse negli affari interni francesi.

Per attuare l’orientamento sovranista del popolo italiano, occorre urgentemente un’altra revisione della costituzione, anche se gli europeisti e Mattarella non fanno altro che esaltare l’attuale testo.  Il M5S pagherà il suo tradimento verso gli elettori; come accade ai grandi politici dismessi ed agli ex segretari generali, anche Conte e Di Maio, prevedendo la loro fina politica, probabilmente si aspettano un posto adeguato.

Infatti, la Fornero insegna in Germania e Letta è in Francia, al servizio del governo francese, Monte ha tanti incarichi ed è un  fiduciario della massoneria, come dire che sono stati sempre compensati i servitori discreti e obbedienti. La UE, in pratica la Germania e la Francia, ha tratto profitto dalla disponibilità di Mattarella, dei collaborazionisti italiani e della permeabilità verso lo straniero della costituzione italiana. (Per le notizie, fonte: Mario Esposito – Federico Ferraù – ilsussidiario.net – sinistrainrete.info).

Nunzio Miccoli   www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 26/8/2019)

ITALIA

Lega e M5S sono divisi su temi come l’alleanza militare, perché la Germania, con l’asse franco-tedesco, vuole allontanare gli Usa dall’Europa, magari anche con un accordo con la Russia, che Macron vuole riammettere al G7; però anche Trump, in funzione anticinese, vuole riavvicinarsi alla Russia. Lega e M5S soni divisi sull’adozione da parte dell’Italia degli aerei F35 americani che, peraltro, sono fabbricati anche in Italia, sull’ancoraggio dell’Italia all’UE nella formula attuale, contestata oggi dalla maggioranza degli italiani. Hanno posizioni un po’ diverse sull’immigrazione, infatti, il M5S ha smesso di sostenere la politica dei porti chiusi.

Sono divisi sul sostegno, da parte del M5S, a Ursula Von der Leyen, sostenuta dalla Germania e dalla Francia, alla presidenza della commissione europea; sono divisi su Tav, ufficialmente non voluta dal M5S, ma sollecitata da Francia e Germania, anche con contributi europei, e voluta dalla lega; su esito delle campagne elettorali, che hanno esasperato e spiazzato il M5S, sulla Flax Tax voluta dalla lega, mentre il M5S chiede la riduzione del cuneo fiscale per i lavoratori, sull’autonomia alle regioni del nord voluta dalla lega, invisa al M5S, e sulla legge di bilancio.

La manovra di bilancio contiene il grimaldello dell’aumento dell’Iva che ufficialmente nessuno vuole, anche perché il bilancio italiano è migliore di quello francese, fatte salve le spese ulteriori previste; comunque, Salvini ha detto che il bilancio di previsione era pronto senza aumento dell’Iva. Intanto Boris Johnson ha deciso per l’uscita dall’Unione e ha rinsaldato l’alleanza con Trump e ora l’America mira a contenere la Cina più che la Russia. In questo quadro, Mattarella e la Banca d’Italia sembrano più vicini all’UE che agli Usa, anche se pure gli Usa influenzano i cosiddetti mercati, cioè la finanza e le banche, a spese dell’Italia; ci piacerebbe che Mattarella ascoltasse più la voce degli italiani che quella dei mercati, come fanno, purtroppo, i massoni al vertice delle istituzioni.

Salvini ha contro papa, opposizione, UE, mercati, istituzioni nazionali e internazionali, informazione mainstream e M5S, ma i suoi nemici obbediscono soprattutto all’UE, cioè alla Francia e alla Germania; la maggioranza degli italiani l’ha capito e perciò lo sostengono; hanno capito tutto delle trame europee, anche i suoi nemici le conoscono ma non possono dissociarsi perché andrebbero contro i loro interessi, perciò sono costretti a mistificare.

Il mercato domina dove non dovrebbe entrare, cioè nel parlamento, nel governo, in chiesa e nelle istituzioni, perciò è molto difficile il governo del popolo, perciò la sovranità popolare è una chimera. Lo stato della chiesa vendeva gli uffici pubblici ai privati che li facevano fruttare a loro vantaggio, la regina di Cipro vendette l’isola ai veneziani, Genova vendette la Corsica ai francesi, anche, gli Usa, per comprare la Groenlandia non devono chiedere il permesso a chi la abita. Alla vigilia della prima guerra mondiale, i giornali italiani ricevettero un fiume di denaro, per spingere l’Italia a entrare in guerra a fianco di Francia o Germania, si muovono così gli amici italiani di Francia e Germania.

Per vendere grandi imprese statali allo straniero, non occorre chiedere il permesso al popolo, magari con un referendum; la democrazia moderna, è una frode democratica, la sua costituzione è citata falsamente come il corano, essa consiste nell’emarginazione del popolo dal governo dello stato, al massimo deve contentarsi di elezioni manipolate. Non sarebbe sbagliato seguire la volontà del popolo, anche con elezioni straordinarie; ma l’oligarchia e i suoi servi hanno paura del voto e perciò qualche volta l’ha disatteso, qualche volta l’ha tradito, vanificando le promesse elettorali dei partiti e, qualche volta, l'ha abolito.

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A Salvini, che ha contro informazione, papa e UE, è stata rimproverata l’ostentazione del rosario con il crocefisso e qualche politico, difendendo strumentalmente la laicità dello stato, perché la politica e la televisione sono ai piedi della chiesa, naturalmente l’ha attaccato. Salvini doveva astenersi da quell’esibizione, comunque, io non ritengo che sia un bigotto, come non lo sono i politici papisti e arrivisti, egli vorrebbe solo fare da scudo alla cultura cristiana, di fronte a quella islamica in espansione.

D’altra parte, ci sono vescovi che si tolgono il crocefisso di fronte alle moschee d’Israele, chiamato da essi, per un favore all’Islam, Terrasanta, e politici, come la Mogherini, che si mettono il velo davanti alle autorità politiche e religiose dell’Iran, e i politici nostrani, che non sono mai veramente laici, ma sono stati sedotti dal Vaticano, non hanno niente da dire. Salvini dovrebbe anche spiegare perché ha approvato il finanziamento pubblico a favore di radio radicale, che è europeista e ufficialmente laica; televisione, radio e giornali non dovrebbero avere finanziamenti pubblici. I mercati sono contro il governo gialloverde caduto, secondo il settimanale economico inglese the Economist, il governo PD-M5S è un’ottima cosa, invece le elezioni anticipate sono sbagliate, ma il PD è a favore dell’UE che la Gran Bretagna non digerisce bene. i partiti non sono omogenei, coerenti e lineari.

 

In Francia, Nicolas Seneze, sul quotidiano cattolico La Croix, afferma che gli Usa, con Trump e l’ex nunzio a Washington, Carlo Maria Viganò, prefetto della segreteria vaticana, assieme a Steve Bannon, Bolsonaro e Matteo Salvini, avevano sperato nelle dimissioni di papa Francesco; il generale de gesuiti,  Arturo Sosa, conferma, ma aggiunge che forse si vuole solo spianare la strada al prossimo papa, d’indirizzo diverso.

Si rimprovera a Bergoglio tatticismo, disordine finanziario, di tollerare la pedofilia e gli omosessuali e di favorire l’immigrazione. Il cardinale tedesco Kasper conferma che alcuni vogliono che questo pontificato finisca prima possibile; in Italia, anche i sondaggi danno in diminuzione le simpatie per il papa, in alcuni Salvini ha ricevuto più approvazioni del papa; tuttavia, alla fine è stato Viganò a dare le dimissioni dalla sua carica. Sono cose che succedono in politica e il papa di turno ha sempre fatto politica.

L’episcopato tedesco, per ostacolare pedofilia, omosessualità e adulterio, vuole l’abolizione del celibato ecclesiastico e l’apertura al sacerdozio femminile, il regime attuale permette un risparmio alla chiesa perché i preti sposati costerebbero di più. Però, Ninolas Seneze accenna alla critica, da parte dei conservatori, all’enciclica papale "Laudato Si" a favore della tutela dell’ambiente, che avrebbe urtato petrolieri, finanza e agroindustria americani, generalmente conservatori.

Probabilmente Seneze riceve impulsi dal governo francese, impegnato contro gli Usa, per dominare l’Europa assieme alla Germania, estromettendo gli Usa; la chiesa non è umile, è una multinazionale e, con le sue branchie, ha interessi economici in tutti quei settori, inoltre in banche, scuole e ospedali, con le sue divisioni, possiede tanta terra, in tutto il mondo; speriamo che, alla fine, ci sia fornito un dossier completo al riguardo, anche se la televisione è tanto discreta.

Pertanto, si tratta di una fake news, non segnalata come tale dall’informazione di parte perché la televisione italiana è il megafono del papa, vi si po’ nominare invano Dio ma non il papa; il dissenso al papa ha ben altre ragioni, anche queste da approfondire, se si baipassa la discrezione, perché il Vaticano non è una casa di vetro. (Per le notizie, fonte: ilmessaggero.it).

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La chiesa cattolica, alleata con gli europeisti e con la sinistra, contraria come Soros, ai confini, al nazionalismo e favorevole all’immigrazione, ha dichiarato guerra ai sovranisti; i nemici dei sovranisti desiderano un superstato europeo, dominato da Francia e Germania, favorevole all’immigrazione in Italia, in grado di disgregarla. A causa del sovraffollamento delle sue carceri, la Francia ha deciso di liberare il 60% dei terroristi islamici detenuti, che potrebbero arrivare anche in Italia.

La sfera d’influenza franco-tedesca in Europa aumenta con il sostegno di Vaticano, mafia, finanza e massoneria, il Vaticano esporta capitali, ha esenzioni fiscali, ma non è stato mai favorevole all’unità italiana. I governi dell’est dell’Europa sono inglobati nell’UE con gli investimenti in loco, con gli aiuti europei, comprando politica e informazione e con alte indennità ai loro rappresentanti nelle istituzioni europee. In Italia l’adesione all’europeismo si fa, con lo slogan “più Europa”, controllando politica, informazione e istituzioni e alimentando la disgregazione politica dell’Italia, anche con l’immigrazione incontrollata.

Ad ogni modo, con il tempo, sia l’Italia sia l’Europa potrebbero evolversi a vantaggio dei lavoratori e dei contribuenti, ma la chiesa cattolica non è facile che si riformi veramente o che scompaia, il suo megafono è la televisione italiana ed è alleata con l’UE; a causa del secolarismo e della scienza, è più facile che si fonda con l’islamismo. Salvini ha accennato che la crisi del governo gialloverde italiano è stata voluta dall’Europa, vedremo come risponderanno, alle prossime elezioni politiche, gli italiani.

EUROPA

Il rapporto mensile della banca centrale tedesca afferma che la produzione industriale tedesca è in diminuzione e perciò la Germania potrebbe entrare in recessione, sono calate l’edilizia, l’esportazione e la produzione automobilistica; poiché la debolezza delle esportazioni incide sulla domanda interna, il governo tedesco progetta un aumento della spesa pubblica in deficit di bilancio, fino a oggi criticato all’Italia dalla Germania.

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Gli investitori istituzionali sono il Meccanismo Europeo di Stabilità, la BCE e il FMI, negli stati sovrani anche la banca centrale, quelli privati, cioè il mercato, sono le banche e i privati, nazionali  stranieri; assieme finanziano stati, imprese e famiglie, gli strumenti di  finanziamento sono i titoli di stato, le obbligazioni e le azioni. In Grecia, gli investitori istituzionali detengono l’80% del suo debito pubblico, in Portogallo e Irlanda circa un terzo, in Italia il 21% in Spagna il 47%. Quindi l’Italia è meno esposta ai ricatti di queste istituzioni sovranazionali e più esposta alle speculazioni del mercato, sia sui titoli di stato che sulle azioni; avrebbe potuto in parte evitarle, vendendo i titoli di stato, come fa il Giappone, solo agli italiani, il che gli avrebbe permesso anche di risparmiare interessi sul debito pubblico.

 

Il parlamento europeo tiene sotto osservazione, per il basso livello d’interessi, i crediti su mutui di alcune banche di Svezia e Danimarca, anche se questi paesi non fanno parte dell’eurozona ma solo dell’UE, perciò non sono soggetti al controllo della BCE, ma a quello della loro banca centrale. La banca svedese Swedbank, la danese Danske Bank e la danese Jyske Bank, hanno concesso mutui ipotecari al tasso d’interesse negativo dello -0,5%, mentre la svedese Nordea Bank fa mutui a un tasso pari a zero.

L’agenzia americana Bloomberg ha confermato che, in Danimarca, diverse banche offrono crediti al tasso dello –0,5%, naturalmente maggiorati di spese e commissioni; gli Usa temono che il paese sia in difficoltà, perciò hanno fatto un’offerta, senza esito, per l’acquisto della Groenlandia. Sembra che, così agendo, queste banche vogliano evitare una bolla immobiliare come il subprime Usa del 2008.

In Usa i contratti di mutuo ipotecario sono pari a 9.410 miliardi di dollari, superiori a quelli del 2008, da allora la situazione sembra migliorata, mentre nell’UE con i QE e i Tltro, il mercato non pare sia riuscito a sfruttare l’opportunità offerta dai bassi tassi d’interesse; intanto la BCE annuncia un nuovo QE. (Per le notizie, fonte: Stefano Masa – startmag.it). 

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Paolo Savona, presidente della Consob, ha affermato che la Bce ha introdotto il QE con quattro anni di ritardo rispetto all’inizio della crisi del 2008, cioè nel 2012, e non ha gli strumenti per intervenire contro la speculazione; essa ha sede a Francoforte dove ha sede anche la banca centrale tedesca. La BCE censura le insolvenze bancarie italiane e ha chiuso un occhio su quelle di Deutsche Bank, causate dai derivati speculativi nel suo portafoglio. All’inizio il QE fu osteggiato dalla Germania, ma ora ne dovrebbe essere varato un nuovo programma perché Ursula, presidente della BCE, gode della fiducia della Merkel e la BCE dovrà intervenire a favore delle crisi bancarie tedesche.

La Federal Reserve americana ha abbassato il tasso di sconto al 2,25%, nel 2007 era al 5,25%, da allora il suo bilancio è cresciuto da 1.000 miliardi di dollari a 4.500 e il 55% dei suoi impieghi sono ad alto rischio (bisogna dirlo alla televisione italiana che, per aiutare la speculazione contro l’Italia, parla solo di crisi del debito italiano). A settembre la BCE attiverà nuove forme di QE; con i titoli pubblici e privati acquisiti, il suo bilancio è quintuplicato; purtroppo, la liquidità immessa non è andata al settore produttivo ma alle banche, che l’hanno usata anche per speculare.

Le banche americane, europee e giapponesi sono esposte a derivati di tipo speculativo e l’inglese Barclays Bank rileva che 12.000 miliardi di dollari di obbligazioni private e pubbliche hanno un tasso d’interesse negativo, in genere dello –0,5%; la metà delle obbligazioni pubbliche europee ha un tasso negativo, come il 20% delle obbligazioni private europee.

In Usa le imprese industriali hanno una caduta dei profitti del 12% e le imprese, con l’indebitamento, hanno riacquistato loro azioni per 1.000 miliardi di dollari; il popolo non è sovrano, malgrado quello che recita la costituzione, poiché le leggi sono commissionate non dal popolo, anche per interposto parlamento, ma da banche, lobby, mafia, Vaticano, Nato e Ue; anche con la presenza della Consob, il risparmio è sacrificato da inflazioni, imposte, commissioni bancarie, interessi negativi, insolvenze bancarie e d’imprese.

L’acquisto di azioni proprie da parte di una banca è permesso dalla legge, ma dovrebbe essere vietato perché è un regalo agli azionisti pagato dai risparmiatori depositanti, di solito, è fatto con fondi di riserva straordinari creati per sostenerne le quotazioni; in realtà, le banche ci speculano per guadagnare sulle fluttuazioni delle quotazioni; del resto, le banche hanno molto fluttuante e devono pur speculare su qualche cosa che ritengono relativamente più sicuro. Anche perché conoscono bene la situazione della loro banca; ad esempio acquistano loro azioni quando la speculazione, che anche esse alimentano, fa cadere, senza ragioni economiche interne,  le loro azioni.

In Germania, nel secondo trimestre del 2019, Deutsche Bank ha registrato una perdita di 3,15 miliardi di euro, dei quali 2,94 derivano dal settore dei derivati, che perciò vorrebbe ridurre. Questa banca ha in portafoglio derivati per 48.000 miliardi di euro, che è la quantità più alta del mondo. Inoltre in Usa, Deutsche Bank è indagata per riciclaggio in Estonia, come Goldman Sachs per riciclaggio in Malesia. (Per le notizie, fonte: Mario Lettieri e Paolo Raimondi – startmag.it).

CINA

Come il solito, l’informazione non ha voluto fare vera luce sulle proteste di Hong Kong, ma ha voluto fare solo propaganda anticinese; ufficialmente queste sono nate dal trattato di estradizione con la Cina, rifiutato dai cittadini di Hong Kong; ebbene, un trattato identico è stato firmato dalla Cina con altri 49 paesi, tra cui l’Italia che, molto spesso, ha evitato di farlo per il rimpatrio degli immigrati irregolari, cioè, ambiguamente, per tenerseli, nell’interesse della nostra criminalità interna.

La rivolta di Hong Kong è stata alimentata anche dalla disoccupazione giovanile, poi è stata strumentalizzata da una classe imprenditoriale locale legata ai poteri criminali della Triade e dall’alta burocrazia cittadina che vuole procrastinare la consegna dei poteri a Pachino; questa consegna era prevista dai trattati stipulati nel XIX secolo, dopo la guerra dell’oppio, scoppiata contro la Gran Bretagna, per contrastare la tossicodipendenza cinese.

La guerra dell’oppio scoppiò perché gli inglesi, superando le resistenze del governo cinese, volevano esportare l’oppio in Cina, la vinsero e imposero ai cinesi trattati ineguali cioè discriminanti, ma i cinesi si ribellarono e poi li denunciarono. Gli stati sovrani si riconoscono da una loro moneta e dal fatto che impongono un loro diritto al territorio di loro giurisdizione, la lingua è meno importante perché può essere comune a diversi paesi; la Cina vuole sottoporre Hong Kong a un’unica giurisdizione nazionale, alla quale, nei secoli passati, anche la chiesa cattolica si oppose in Italia e in Europa, cercando di conservare una sua giurisdizione autonoma.

I finanziamenti alla rivolta anticinese di Hong Kong arrivano da Usa e Gran Bretagna e, con la rivolta, la bandiera britannica è stata di nuovo issata a Hong Kong, è un attacco alla sovranità cinese sulla città e un’altra rivoluzione colorata come quelle sostenute dagli Usa in tutto ilo mondo.  Ciò malgrado, la polizia cinese, accusata dalla propaganda di violenze, nella repressione ha deto prova di grande moderazione, anche se ha minacciato la legge marziale, ma l’informazione occidentale non la racconta così.

E’ la conseguenza della guerra commerciale tra Usa e Cina, Trump aveva rimproverato alla Cina di aiutare le esportazioni con le imposte e il cambio favorevoli, perciò la Cina ha aumentato i consumi interni e limitato le esportazioni; poi è esplosa l’ostilità americana verso la tecnologia cinese 5g di Huawei. Gli Usa, che circondano la Cina con tante basi militari, ora la vogliono costringere a ridurre la proprietà statale di banche e imprese e a eliminare la pianificazione nazionale; le banche più grandi del mondo sono statali e cinesi e le prime dodici imprese cinesi sono di proprietà statale.

Hong Kong è un grande centro finanziario, sviluppatosi anche con gli investimenti esteri, e ospita molte banche straniere, fu presa dalla Gran Bretagna durante la guerra dell’oppio del 1842. Nel 1997 il suo Pil era pari al 27% di quello cinese ora, con lo sviluppo della Cina, è il 3%, oggi Hong Kong ha un tasso di povertà del 20%, mentre quello della Cina è molto più basso. Oltre il fiume, si è sviluppata la città di Shenzhen, che conta venti milioni di abitanti, il triplo di Hong Kong, ed è popolata da tante fabbriche, con parchi, strade alberate e trasporti elettrici pubblici. (Per le notizie: Marco Pondrelli – Sara Flounders – workers.org – sinistrainrete).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;    viruslibertario@gmail.com.

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 19 agosto 2019)

EUROPA

La comica.  I trattati europei, per contenere i debiti pubblici, impongono di contenere gli attivi commerciali e i deficit di bilancio statale, però la Germania non ha rispettato il tetto alle sue esportazioni, costringendo gli altri paesi a indebitarsi, perché debiti e crediti si compensano e sono a somma zero. Poi la Germania, presa dall’ansia di non riscuotere i suoi crediti, ha imposto l’austerità di bilancio e ha sentenziato che questi debiti dipendevano da troppi consumi, da troppe spese statali e dal fatto che gli europei producevano meno di quello che consumavano, imponendo, come correttivo, una politica di bilancio e salariale deflattiva. Per corollario, i problemi dell’UE sono nati soprattutto dall’enorme attivo commerciale della Germania, utile però a favorire l’espansionismo tedesco.

ITALIA

A causa dei rendimenti e alla sicurezza dei BTP, derivante dalle garanzie offerte dell’Italia, la Francia ha investito 300 miliardi di euro nel debito italiano; ora anche le assicurazioni giapponesi hanno preso ad acquistare in massa questi titoli italiani, che rendono in interessi e plusvalenze, mentre i relativi bond tedeschi e giapponesi hanno rendimenti negativi. In pratica, l’Italia finanzia la previdenza di altri stati e la Germania, se trova compratori, può indebitarsi, a lungo termine, anche con tassi negativi.

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Salvini, cambiando il nome alla Lega, ha rinunciato alla devolution dell’Italia settentrionale o Padania e ha steso una mano all’Italia meridionale, voleva il controllo dell’immigrazione, aumentare il peso dell’Italia nell’UE da riformare e vere riforme in Italia; ma i conservatori, sotto qualsiasi veste, e la camorra non hanno voluto perché, per loro l’Italia va bene così com'é.

Obiettivamente, il contratto di governo tra Lega e M5S è troppo generico, non ha un valore pratico ed è pieno di elucubrazioni; poiché i governi fanno promesse elettorali che poi non mantengono, anche Berlusconi fece un contratto di governo con gli italiani, che anche lui non rispettò. Ora, con la crisi di governo e lo stop temporaneo al programma di Salvini, che farebbe bene a non accostarsi a Berlusconi, c’è il rischio del ritorno a una devolution che favorisca una scissione tra nord e sud d’Italia; non è questione di autonomia delle regioni che, di per se, è una cosa buona.

In questa scissione, con una possibile guerra vivile, potrebbe perdere il Nord perché il sud controlla, con i suoi uomini, istituzioni, alta burocrazia, magistratura, comandi di esercito, carabinieri  e polizia, come, del resto fece il Nord al tempo dell’unità italiana, poi preferì dedicarsi a grandi  affari; l’UE, con la crisi italiana che ha favorito, potrebbe favorire la divisione dell’Italia.

Visto che non vuole disciplinare paradisi fiscali, movimenti di capitali e armonizzazione fiscale, per il momento, ritengo che la riduzione del cuneo fiscale sui salari e sulle pensioni sia meglio della Flax Tax, voluta da Salvini, Meloni e Berlusconi; anche perché le grandi industrie hanno già dei buoni sconti fiscali, con i crediti d’imposta, con gli ammortamenti anticipati e maggiorati, con gli aiuti di stato, ecc., che però, con la Flax Tax alle imprese, andrebbero probabilmente aboliti.

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Il debito pubblico italiano, che alimenta la speculazione contro l’Italia e fa lievitare gli interessi, andrebbe ridotto, ma lo stato non lo fa perché altrimenti gli italiani chiederebbero una riduzione delle imposte; tutti gli stati sono nati con la guerra, concedendo poi protezione in cambio d’imposte. Lo stato potrebbe ridurre il debito pubblico utilizzando riserve, crediti verso l’estero e tesori artistici immagazzinati e non esposti, che possono essere venduti alle aste, soprattutto a Londra.

Questi tesori artistici, con quelli esposti nei musei, come i bronzi di Riace, possono essere anche usati come garanzie dello stato verso i creditori, in modo da ridurre gli interessi; tra l’altro, nel Monte Rosa, tra l’Italia e la Svizzera, è stata scoperta un giacimento aurifero di 20 milioni di km quadrati, che ha alimentato l’affluente del Po, Dora Baltea, è la più grande miniera d’oro d’Europa; sicuramente, gli svizzeri, senza riguardo per la montagna, non ci penseranno due volte a sfruttarlo.

La storia insegna che le ricchezze esposte nei musei, in pace e soprattutto in guerra, fanno gola ai ladri, l’Italia è un paese controllato e sfruttato, non è sovrano, ma sotto controllo di Vaticano, Bruxelles e Usa e perciò non può muoversi liberalmente; gli agenti italiani collaborazionisti dello straniero e l’informazione italiana, con la propaganda, impediscono di perseguire gli interessi del popolo italiano.

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Dopo il crollo del ponte di Genova, sulla revoca proposta dal M5S alla concessione autostradale ad Atlantia, se si facesse un  referendum tra gli italiani, questi, anche se, in genere, non sostengono Di Maio, sarebbero d’accordo, perché l’Italia ha conservato diverse istituzioni medievali, cioè i pedaggi autostradali, le corporazioni professionali, che non sono conformi al liberismo, e lo strapotere del Vaticano che abbiamo in casa.

Salvini ha detto che l’abolizione delle province, per ritardi amministrativi, ha bloccato l’erogazione di miliardi stanziati per la manutenzione delle strade, in realtà, sempre per ragioni burocratiche, anche stato e regioni ritardono nelle spese per investimenti, facendo danni a Pil e occupazione. Ciò non è accaduta per caso, questi denari sono rimasti, senza remunerazione, nella disponibilità delle banche che li impiegano nella speculazione finanziaria o acquistando BTP.

Questo denaro, si somma a quello straordinario immesso dalla BCE, fa diminuire gli interessi e le banche non sanno cosa farne, esso aumenta il saldo attivo italiano Target2 alla BCE di Francoforte e c’è chi suggerisce, per ridurre il deficit dello stato, un’imposta patrimoniale sul risparmio, per colpire il notevole risparmio privato, perché gli italiani, timorosi per l’avvenire, pare che non vogliano consumere molto. E’ inutile sperare nella ragionevolezza dello stato.

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Sull’immigrazione incontrollata in Italia, salutata da Vaticano e mafia, ci sono studi che affermano che, tra soli cinquanta anni, la maggioranza degli italiani sarà fatta da immigrati e da figli di stranieri o di coppie miste. Spesso si usano la magia dei numeri e le statistiche, scelte ad arte, come la forma più moderna di propaganda, perciò io non voglio dare i numeri.

Diciamo che ogni generazione è di circa trenta anni, gli italiani fanno pochi figli, mentre gli immigrati ne fanno di più, i morti superano le nascite e agli immigrati naturalizzati è concesso il ricongiungimento familiare. Anche nei secoli passati in Italia c’è stata una fusione di popoli, autoctoni o immigrati, ma ciò che oggi fa impressione è il previsto ridotto lasso di tempo per il nuovo processo, cioè cinquanta anni; ne nasceranno sicuramente dei conflitti, ma il papa, gli affaristi e i mafiosi non se ne preoccupano. C’è un altro dato, a parte i criminali immigrati, gli adulti che arrivano per lavorare non sono costati niente per la loro crescita e istruzione, lo stato ha preferito tassare le famiglie, invece di aiutarle per l’allevamento di figli.

Bisogna imparare a dare valore alle dimensioni relative dei numeri e alla proporzione tra le grandezze, ad esempio, dal 1870 a oggi, nel mondo, sono emigrati milioni d’italiani; con i figli, questi oriundi italiani arrivano a sessanta milioni, una cifra pari agli attuali abitanti dell’Italia. Naturalmente, in Usa, Australia, Brasile, Argentina, Francia, ecc., sono migrate persone anche di altri paesi, ora è il momento dell’Africa come continente di migranti. Quindi, l’immigrazione prevista in Italia potrebbe essere plausibile, bisogna solo augurarsi che sia fatta di persone istruite e disposte a lavorare e non da criminali che seminano paura tra gli italiani residenti.

Papa e PD hanno affermato che gli immigrati sono solo profughi di guerra, naufraghi e bisognosi di cure mediche, il PD che, con il loro lavoro, ci pagano la pensione; Salvini ha affermato che gli immigrati ci costano cinque miliardi l’anno per la raccolta e l’accoglienza mentre qualcuno fa traffico d’immigrati per profitto. Sono tutte considerazioni di parte e l’informazione, preferendo i discorsi nei salotti e le interviste in strada, risparmiando il costo di un approfondimento, dà spazio alla propaganda, senza fare completa luce sul fenomeno epocale. La televisione, in genere, mette alla berlina Salvini.

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Se continua lo stallo del governo giallo verde, che è stato un errore nato dal fatto che Salvini aveva pochi parlamentari, sotto la direzione di Mattarella, saranno approvate, a maggioranza parlamentare variabile, le scadenze inderogabili di governo e poi si arriverà alle elezioni politiche, anticipate o meno. Mercati, Vaticano, camorra, UE e televisione sono sempre contro Salvini, che invece è stato apprezzato dalle recenti elezioni e dai sondaggi, per la sua posizione ferma verso immigrazione e l’UE, in questo secondo caso, senza risultati pratici.

Se Salvini conserverà il sostegno degli italiani, alle prossime elezioni politiche, a causa della riduzione del numero dei parlamentari, il M5S avrà un terzo dei suoi attuali parlamentari, forse Di Maio non sarà più in parlamento. Forza Italia potrebbe scomparire e forse potrebbe nascere un governo tra Lega e Fratelli d’Italia. Contro la propaganda, in quel caso Salvini, visto come nemico numero uno del sistema, deve resistere per attuare le riforme che l’Italia aspetta da cinquant’anni, nella prossima legislatura; comunque, anche se guarda a Berlusconi, che è europeista, papista e a favore dell’immigrazione, erede naturale di Salvini è la Meloni.

CINA

Per solidarietà verso il Pakistan, la Cina ha criticato la revoca da parte dell’India dell’autonomia già concessa al Kashmir e ha minacciato sanzioni economiche all’India se revoca la concessione del 5G alla Huawei cinese. Tra le frontiere di India e Pakistan e tra quelle tra Cina e India e tra Cina e Vietnam ci sono territori contesi; la Cina amministra la regione ksai Chin del Kashmir, facente parte del Xinjiang cinese, di religione islamica  e razza iugura, ma questa regione è rivendicata anche dall’India; anche la regione dell’Arunachal Pradesh è contesa da India e Cina, per la quale fa parte del Tibet ora cinese.

La Cina intende anche imporre la sua sfera d’influenza sul mar cinese meridionale e nell’oceano indiano, controlla il corridoio della via della seta, che va dal porto di Gwadar in Pakistan e attraversa Sri Lanka, Bangladesh e Myanmar e serve a garantire il suo collegamento con il Pakistan e la Persia. In queste terre la Cina ha costruito numerose infrastrutture di collegamento e controlla, oltre al porto di Gwadar, anche l’arcipelago delle Maldive.

La Cina ha appreso dagli inglesi, che controllavano Hong Kong, quando sia importante il controllo dei porti stranieri per il proprio commercio, per questo oggi, nel Mediterraneo, controlla il porto di Atene e con gli accordi con il governo italiano, punta a raggiungere lo stesso risultato anche con Genova, Trieste e Palermo, ma con benefici anche per l’Italia.

Trump non ha il diritto di intervenire, a parole, sulla rivolta di Hong Kong, al massimo lo potrebbe fare la Gran Bretagna, vecchia potenza dominante sulla città, come non ha diritto d’intervenire la Cina su una rivolta che dovesse scoppiare a New Orleans contro il governo federale americano. Un conto è la difesa della democrazia a mezzo stampa e un conto sono le interferenze politiche fatte con il paravento della democrazia, alle quali noi italiani, grazie agli agenti italiani collaborazionisti dello straniero, siamo ormai abituati. (Per le notizie, fonte: Giuseppe Gagliano - startmag.it).

USA

Su impulso di alcuni accademici di Harvard, l’Antitrust americana, preoccupata, ha intensificato i controlli sui Fondi comuni americani BlackRock, Vanguard e State Street Globe Advisor; i quali gestiscono 14.000 miliardi di dollari di risparmi, con potere di rappresentanza e di voto nelle assemblee delle società, con il 40% delle azioni delle principali grandi aziende americane.

Anno dopo anno, i loro asset finanziari crescono esponenzialmente, hanno anche fondi   indicizzati etf e applicano una commissione annua dello 0,2%, in diminuzione; nel 2018 negli Usa, BlackRock e Vanguard hanno raccolto il 57% dei fondi comuni americani e si sono estesi anche in Europa e Asia, richiamando l’attenzione dell’Antitrust europea. BlackRock, con il programma Aladdin, fa consulenza a governi e banche, mentre in Usa Vanguard, con 5.600 miliardi di dollari di raccolta, è prima per volumi trattati nei fondi comuni.

Vanguard è controllata dagli stessi fondi che amministra, cioè è in conflitto d’interesse e non può essere sempre trasparente. Questi castelli finanziari preoccupano e potrebbero alimentare la crisi finanziaria americana e mondiale e crollare, anche se l’informazione giura sempre sulla solidità della finanza e dell’economia americana e sulla debolezza finanziaria dell’Italia, gravata da un alto debito pubblico.

La droga della finanza ha spinto la Germania a impiegare i suoi attivi commerciali anche nei derivati e in Usa è servita, con l’acquisto di titoli pubblici in dollari, a coprire i deficit commerciali e di bilancio statale, il che ha tenuto su anche la quotazione del dollaro, inoltre ha favorito il credito a imprese e famiglie; ma quanto potrà tenere a galla i paesi questa droga? I persuasori occulti e gli economisti di corte, soprattutto italiani e tedeschi, si preoccupano solo del debito pubblico italiano che, in rapporto al Pil,  è inferiore a quello giapponese. (Per le notizie, fonte: Vincenzo Beltrami – Milano Finanza - startmag.it).

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La banca dei regolamenti internazionali di Basilea sostiene che Il rallentamento dell’economia mondiale ha avuto ripercussioni negative soprattutto per le imprese ed ha affermato che i debiti delle imprese preoccupano più di quelli degli stati sovrani (la commissione europea, per diversi anni, per l’Italia ha sentenziato l’opposto). In Usa I crediti ad alto rischio alle imprese hanno raggiunto i 3.000 miliardi di dollari, una cifra paragonabile ai crediti immobiliari subprime, di difficile realizzo, degli anni 2007-2008.

Aumentano anche i derivati che, per il 60%, sono detenuti da banche americane. La Banca d’Inghilterra condivide le preoccupazioni della Bri e ha affermato che, se la situazione continua a deteriorarsi, le conseguenze economiche travolgeranno diverse banche; in occidente, la quantità dei crediti deteriorati alle imprese, in alcuni casi, è arrivata al 45%, ma non in Italia, con eccezione per alcune banche popolari.

La conferenza delle nazioni unite ha anche affermato che il tasso zero offerto dalla Fed ai crediti concessi ai privati del terzo mondo, cioè imprese e famiglie, ha spinto questi a indebitarsi e perciò nel 2017 questi debiti sono arrivati al 26% del totale mondiale. In questi paesi il totale del debito privato è arrivato al 105% del Pil, il che ha favorito l’instabilità di Argentina, Brasile, India, Indonesia, Turchia e Sud Africa.

Bank of America e Goldman Sachs, relativamente a Usa e resto del mondo, per il 2020 hanno previsto una probabile recessione, rilevabile dalla caduta dei mercati borsistici azionari, dalla caduta degli investimenti da parte delle imprese e dalla caduta di produzione industriale e delle vendite; inoltre, poiché il rendimento dei bond decennali Usa è sceso sotto quelli a tre mesi, questo fatto preconizza una caduta generale degli interessi. (Per le notizie, fonte: Mario Lettieri e Paolo Raimondi – startmag.it – money.it).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 12/8/2019)

 PREAMBOLO                    

La falsa dicotomia dell’informazione tra notizie o fatti e commenti o opinioni, è reale solo se gli uomini che scrivono sono in buona fede, ai quali si può solo perdonare l’ignoranza; le fake news possono essere anche della stampa e della televisione, inoltre, anche le mezze notizie, che spesso sono solo il risultato dell’omertà e della censura di stato, assieme alle false notizie, drogano l’informazione, come la drogano la faziosità.

Perciò si rimproverano alcune espressioni pesanti di Salvini, ma quando Macron ha definito gli italiani “rivoltanti”, l’informazione e la politica italiana, di marca europeista, non si sono offese e perciò non hanno reagito e l’europeista francofilo Mattarella non ha inviato una nota di protesta a Parigi.  Del resto anche Berlusconi, criticando il voto popolare, ha offeso gli italiani perché ha detto che non sanno votare e ragionano con la pancia, a noi sembra che lui ragioni con lo stomaco.

EUROPA

Italia e Ungheria sono accusate di fare affari con la Russia. colpita dalle sanzioni commerciali degli Usa, però il Financial Times rinfaccia a Germania e Francia, definite dall’informazione italiana paesi più seri dell’Italia, di appoggiare a parola le sanzioni americane contro la Russia, ma di fare, in realtà, grandi affari con Mosca. Nel 2018 le aziende tedesche hanno investito quasi quattro miliardi di euro in Russia, tra gli investimenti complessivi degli ultimi anni spicca, il potenziamento dell’oleodotto nord Stream 2, inoltre, nel 2018, gli scambi commerciali russo-tedeschi sono cresciuti dell’8%.

Nello stesso anno, il commercio tra Francia e Russia è aumentato dell’11% e gli investimenti francesi in Russia hanno raggiunto complessivamente i 18 miliardi di euro; la Mercedes tedesca ha aperto uno stabilimento vicino a Mosca e la Total francese compartecipa a un progetto russo per lo sfruttamento del gas artico. Forse l’impulso a fare affari con la Russia è stato favorito anche dal fatto che nel 2019 la produzione industriale e l’esportazione di Francia  Germania sono diminuite; per fermare la Germania, gli Usa devono avvicinarsi i Russia e Cina, invece di sanzionarli.

Anche la francese Auchan fa investimenti in Russia; in nome del pragmatismo, anche imprese del Regno Unito vogliono fare affari con la Russia. Invece l’Italia, che aveva, per prima, iniziato a fare grandi affari e collaborazioni industriali con la Russia comunista, perciò redarguita dall’occidente, a causa delle sanzioni commerciali degli Usa e dei doppi standard dell’UE, è arretrata nel commercio e negli investimenti con la Russia. (Per le notizie, fonte: Alessandro Sperandio – startmag).

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Come in Italia, anche in Germania aumenta la criminalità degli immigrati, ciò malgrado, ora anche le chiese tedesche e Amazon finanziano le ONG che aiutano l’immigrazione africana e islamica clandestina, con l’obiettivo finale della sostituzione dei popoli europei. Teoricamente, la Germania divide i paesi islamici sicuri, cioè senza diritto di asilo, da quelli che mandano rifugiati che hanno questo diritto, ma, con i documenti falsi, questa distinzione non regge e lo stato può fingere di non  accorgersi, perché a esso tutto è permesso.

A causa dell’immigrazione clandestina dai paesi vicini, per dare soddisfazione ai tedeschi, il ministro degli interni tedesco ha promesso controlli più severi anche alle frontiere con la Svizzera e con l’Austria. L’accoglienza delle ONG tedesche Sea Eye, Sea Watch e Alan Kurdi, è finanziata dalle chiese cattolica, luterana ed evangelica, assieme ad Amazon, sindacati, scrittori, artisti, compagnie telefoniche.

Poiché le donazioni private alle ONG, a causa loro abusi, sono crollate, sono intervenute in soccorso le chiese, poi Marx, capo della conferenza episcopale tedesca, e Bedford Strohm, presidente degli evangelici, hanno criticato l’EU per non aver aperto le porte agli immigrati e, per rispetto verso l’Islam, si sono tolta la croce dal collo ad Al Aqsa a Gerusalemme e davanti al muro del pianto. In Germania le ONG raccolgono anche fondi per la difesa di Carole Rackete. (Per le notizie, fonte: Daniel Mosseri – Il Giornale – Informazione corretta).

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In Italia sono stati scoperti depositi di armi in Piemonte, Lombardia e Toscana, anche secondo l’impulso del battaglione ucraino Azov, poi trasformato in reggimento, che nel 2014, con il sostegno di Nato e Germania, ispirò il putsch neonazista di piazza Maidan e portò alla guerra civile contro gli autonomisti russi del Donbass. II reggimento Azov predica la difesa della religione cristiana e la purezza razziale della nazione ucraina, in realtà, fondata da unni o magiari o ungari, prevalentemente di razza mongola.

Il battaglione Azov si è distinto per la sua ferocia negli attacchi ai russi di Ucraina, come reggimento ora è inquadrato nella guardia nazionale e dipende dal ministero degli interni ucraino; questo reggimento ha reclute neonaziste e collabora anche con neonazisti tedeschi. Durante la seconda guerra mondiale, i nazisti ucraini hanno combattuto contro i russi, a fianco dei tedeschi.

Oggi i neonazisti ucraini, inquadrati nel reggimento ucraino, assieme ad altre organizzazioni militari ucraine, ricevono l’addestramento dalla Nato e reclutano neonazisti in tutta Europa, in Germania, in Italia e in Usa; è l’Ucraina e non l’Italia che mette a rischio la pace in  Europa, da ricordare che l’Ungheria fa parte della Nato, dove pare che spesso la mano destra non sa quello che fa la mano sinistra (Per le notizie, fonte: Manlio Dinucci – Il manifesto – sinistrainrete).

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Il modello economico tedesco, basato sulla produzione automobilistica, sull’esportazione e sull’espansione economica e politica all’estero, è in difficoltà e la produzione industriale tedesca diminuisce, infatti, è al minimo da sette anni; contro quanto riferito dai germanofili dell’informazione televisiva italiana, pare che i relativi indici di Italia ed eurozona sono migliori, perciò 85.000 lavoratori tedeschi saranno espulsi dalla produzione, coinvolgendo banche, industrie automobilistiche  e le imprese Basf, Siemens e Bayer.

In queste imprese si riducono gli utili e i loro titoli crollano in borsa, in Germania l’esportazione è pari al 40% del Pil, mentre in Italia, Francia e Gran Bretagna è pari a circa il 20%. Brexit, dazi americani e disciplina di bilancio europea hanno fatto male anche alla Germania, che dovrebbe fare maggiori investimenti in infrastrutture e dovrebbe aumentare i consumi, invece ha usato gli attivi commerciali e di bilancio per aumentare la sua penetrazione economica e politica all’estero.

Bisogna considerare che l’attivo commerciale di alcuni paesi favorisce l’indebitamento di altri paesi, i quali, paradossalmente e senza dazi, sono visti negativamente dalla Germania, che domina e indirizza la commissione europea; il che è assurdo perché debiti e crediti si compensano con i finanziamenti monetari. (Per le notizie, fonte: Domenico Moro – Il Laboratorio – sinistrainrete).

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Il primo ministro britannico, Boris Johnson, nel 2016 affermò che la Germania con il paravento dell’UE, perseguendo ufficialmente il federalismo europeo, in realtà sta perseguendo il disegno del dominio germanico sull’Europa, che fu di Hitler, anche se ora lo fa con mezzi finanziari e con l’aiuto francese; infatti, a parole, Hitler faceva ampio uso anche dell’ideologia federalista ed europeista.

Boris Johnson ha deciso di appoggiare gli Usa nella crisi con l’Iran per il nucleare e per le petroliere bloccate e sequestrate nello stretto di Hormuz, che violano la libertà di navigazione; Francia e Germania, che avevano dato un sostegno iniziale alla politica Usa verso l’Iran, ora si sono dissociate e puntano a incrementare gli affari con l’Iran e la Russia; l’Iran sciita intende perseguire la sua superiorità economica e militare sull’Arabia sunnita sostenuta dagli Usa e da Israele. E’ il segno dell’inizio della crisi tra Usa e UE e della fine della solidarietà occidentale e, con la difesa europea promossa da Francia e Germania, potrebbe essere l’inizio della fine anche della Nato.

Destra e sinistra, nel difendere l’Unità europea e il federalismo europeo, hanno criticato la sovranità nazionale e il nazionalismo, con la motivazione che le nazioni portavano ai conflitto militare; tuttavia e contraddittoriamente, Hitler non rinunciò veramente al nazionalismo tedesco e all’idea della superiorità razziale tedesca. Comunque, Hitler voleva l’Europa Unita sotto i tedeschi, come Carlo Magno e Napoleone la volevano sotto i francesi, perciò oggi Francia e Germania, aiutate da agenti collaborazionisti europei, hanno stipulato un patto che rievoca Aquisgrana, la capitale dei franco-germani.

Anche democratici e politici di sinistra, come Spinelli, hanno affermato che le nazioni, nate sulle ceneri del medioevo, alimentano i conflitti armati e di classe, ma la nazione francese fu esaltata dalla rivoluzione francese; i fascisti italiani affermavano che la federazione europea poteva contrastare i partiti comunisti. Insomma, per la destra e la sinistra, la sovranità statale e popolare può essere destabilizzante e può minare la pace.

Oggi abbiamo anche imparato che, per andare a destra, come si fa con le rotatorie, bisogna passare per la sinistra, altrimenti il popolo si ribella, perciò è stata lanciata la globalizzazione e l’abolizione delle frontiere voluta da Soros. Obiettivamente, trasporti e telecomunicazioni hanno favorito l’integrazione europea, perciò tanti hanno ritenuto inevitabile la creazione di uno stato federale più vasto.

Anche Einaudi auspicava organizzazioni sovranazionali, capaci di superare gli stati nazionali, fino a progettare la globalizzazione senza frontiere; l’economista tedesco Friedrich List, ignorando la Svizzera, affermava che l’Europa, per competere con i grandi stati, doveva unirsi sotto la direzione tedesca; l’espansionismo imperiale è stato prima francese e poi tedesco. In questa logica, anche Hitler voleva ampliare lo spazio vitale della Germania.

Nel 1940 Hermann Goring presentò un piano per l’unificazione economica e politica dell’Europa sotto la Germania, che prevedeva un’unione doganale e un’unica moneta, con l’abolizione delle frontiere, come la società aperta di Soros e della globalizzazione finanziaria; con il tempo contemporaneo, i finanziamenti alla stampa e ai partiti sarebbero serviti a far entrare l’idea nella testa dei cittadini.

Oltre la destra, anche democratici e sinistra hanno avversato lo stato nazionale, associato ai nazionalisti di destra, e hanno dichiarato di volere l’Unione Europea per preservare la pace, lo ha ribadito anche il plenipotenziario europeo Mario Monti; tuttavia, l’ideologia anti sovranista sminuisce il popolo e il parlamento e ha implicazioni autoritarie. Inventando la dicotomia tra nazionalismo ed europeismo, allontana i cittadini dallo stato, che diventa sempre più distante, riducendo la partecipazione democratica dei cittadini alla vita politica.

I poteri sono collegati contro il popolo, i capi di chiesa, di grandi istituzioni, anche internazionali, di multinazionali, di lobby, di stati, di massoneria e della mafia cooperano in segreto e attaccano il populismo; la sinistra ha dimenticato popolo e lavoratori ed è internazionalista e antisovranista. Il papa è antisovranista e a favore dell’immigrazione; questi poteri sono tutti d’accordo con le massime istituzioni EU che, con l’immigrazione, vogliono creare un impero europeo autoritario e dissolvere gli stati europei, la sovranità popolare e i valori democratici che l’Europa ha conquistato con tanta fatica.

Forse, per fare l’Europa Unita e creare uno stato federale europeo più grande, bisognerebbe prima smantellare i grandi stati europei, a cominciare dalla Germania, creando delle macroregioni con uguali diritti, altrimenti si ha, surrettiziamente, il dominio della Germania sull’Europa. Però la Francia non accetterà il suo smembramento, invece i piccoli stati dell’UE stanno nell’Unione per i vantaggi economici che ne ricevono, mentre l’Italia ha ricevuto solo danni dall’Unione, è stata emarginata e discriminata perché la sua classe dirigente preferisce obbedire a Francia e Germania.

In generale, circa la sorte delle unioni tra stati o imprese, dal punto di vista economico, sappiamo che le fusioni tra imprese favoriscono economie di scala, ma anche la chiusura di rami d’imprese e la disoccupazione; l’Unione tra stati può avere la stessa controindicazione, inoltre, invece di favorire la riduzione di prezzo con la concorrenza, può favorire l’avvento di giganteschi monopoli. (Per le notizie, fonte: Thomas Fazi – L’Antidiplomatico – sinistrainrete).

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A causa della politica monetaria espansiva del quantitative easing da parte della BCE, nell’UE i tassi dei bond decennali e trentennali olandesi, irlandesi e tedeschi hanno tutti rendimenti sotto zero, solo i BTP decennali italiani hanno un rendimento positivo dell’1,57%, poi aumentato con l’attuale crisi di governo italiana; la Bce è anche pronta ad abbassare i tassi sui depositi, che ora sono a zero, e progetta un nuovo programma di QE con l’acquisto di titoli di stato.

La tensione tra Usa Cina, i nuovi dazi sulle importazioni Usa dalla Cina e la svalutazione dello yuan cinese hanno anche favorito il calo delle borse europee; tuttavia, in Usa il tasso dei bond a 10 anni è allo 2,02% e Trump ha attaccato la Fed per il ribasso dei tassi che, quando sono elevati, attirano capitali dall’estero, alleviando il deficit commerciale americano. Nell’UE, con l’abbondante liquidità e con il Pil stazionario, secondo la teoria quantitativa, i prezzi avrebbero dovuto andare alle stelle, non è accaduto perché la moneta circolante è solo in misura minore di tipo cartacea e perché la disciplina di bilancio dell’UE ha contribuito a calmierare i prezzi.

L’austerità è stata un dogma di Merkel e Junker, però ora il governo tedesco, con lo scopo di combattere il cambiamento climatico e la recessione, progetta di abbandonare il pareggio del bilancio, aumentando il debito pubblico; tutte le cure dell’economia operate dai governi sono come quelle della salute, perciò possono anche fare ammalare. (Per la notizia, fonte: agenzia di stampa Reuters – startmag.it ).

ISLAM

Sembra che la Turchia, facente parte della Nato, e gli Usa hanno raggiunto un accordo per il controllo del confine tra Turchia e nordest della Siria (notizia della Stampa dell’8/8/2019); però, da altre fonti di segno contrario, apprendiamo che tra le file degli alleati della Turchia ci sono anche uomini dell’Isis. A ovest dell’Eufrate, l’esercito turco, che sostiene anche i fratelli musulmani e Al Qaeda, può contare sull’appoggio di jihadisti dell’Isis, cioè di uomini del califfato o Isis o Daesh o stato islamico.

Il califfato controlla ancora dei territori tra Irak e Siria e questi ribelli siriani sono armati da Ankara, hanno carri armati e armi pesanti; la Turchia li ha inquadrati come truppe ausiliarie, con lo scopo di dominare il nord della Siria e tenere divisi i curdi sostenuti dagli americani. Per sfuggire dai turchi che bombardano anche i civili, i curdi fuggono dalla Siria del nord.

Dopo la sconfitta parziale di Daesh, per opera di curdi, russi e americani, alcuni miliziani si sono rifugiati in Turchia, dove hanno trovato protezione, eppure la Turchia fa parte della coalizione internazionale anti Isis, ma in realtà, la sostiene. Obama aveva detto ai turchi di controllare il confine con la Siria e Trump vuole ritirare le truppe americane da questo confine.

Probabilmente, I militari turchi collaborano con gli islamisti con lo scopo di estendere i loro confini nazionali, perciò vogliono destabilizzare il nord della Siria, alla fuga dei suoi abitanti, dovrebbe seguire l’invasione turca; mentre le forze democratiche siriane, guidate dai curdi e sostenute, fino ad adesso, dagli americani, dovrebbero essere sacrificate. (Per le notizie, fonte: Alberto Marzocchi - Ilfattoquotidiano).

ITALIA

Le costanti punzecchiature e dispetti di Di Maio a Salvini che, al riguardo, fino adesso, si era dimostrato un buon incassatore, sono nate dall’invidia per i successi di Salvini ai sondaggi e dagli insuccessi di Di Maio agli stessi sondaggi; queste punzecchiature, messe in rilievo dalla televisione, hanno portato alla crisi del governo giallo-verde, nato perché pare non ci fosse un’altra maggioranza, ma ora, con le nuove elezioni, che Di Maio vorrebbe procrastinare, ci sarà una maggioranza più omogenea.

Con la crisi di governo italiana, com’era prevedibile, cade la borsa e sale lo spread; accade ciò perché la speculazione finanziaria internazionale, fatta da banche e capitalisti privati, che fanno lavorare il denaro al posto loro, hanno sempre approfittato di eventi politici e di altre catastrofi, per guadagnare dalle fluttuazioni delle borse che essi stessi alimentano, come alimentano le stesse crisi di governo. La speculazione finanziaria contro l’Italia è stata alimentata anche da Wall Street e nemmeno Trump ne conosce tutti i contenuti.

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 29/7/2019)

USA

Per le elezioni presidenziali americane del 2020, il rinnovo del mandato a Trump, secondo i sondaggi, è sostenuto dai repubblicani e avversato dalla maggior parte dell’informazione, dai democratici che sono la maggioranza e da Bruxelles; però pare che Trump abbia il sostegno della maggioranza degli americani. Alle elezioni giocheranno un ruolo dazi e guerra commerciale, il rapporto con l’Iran, la limitazione all’immigrazione islamica e la situazione economica americana che sembra buona.

Grazie al meccanismo del collegio elettorale americano, Trump potrebbe essere favorito e ottenere un secondo mandato alla Casa Bianca, il collegio è formato da 538 grandi elettori che, ogni quattro anni, scelgono il presidente, essi sono aumentati con l’incremento della popolazione. Questi delegati sono almeno tre per stato, i cittadini di ogni stato li eleggono con un sistema elettorale maggioritario diverso per ogni stato.

Le elezioni sono a scrutinio segreto e senza vincolo di mandato; con l’aumento della popolazione ispanica, che vota in prevalenza per il partito democratico, naturalmente, in Congresso il voto democratico è aumentato; tuttavia, pare che Trump sia ancora favorito, nonostante il suo gradimento, secondo i sondaggi, sia inferiore al 50%; però in Italia, a causa  del problema dell’immigrazione, esso è superiore a quello del papa e inferiore a quello di Salvini.

EUROPA

In un rapporto del bollettino mensile della Bundesbank si afferma che l’economia tedesca è in recessione perché la sue esportazioni e la sua produzione industriale diminuiscono, il che porterà alla diminuzione del suo Pil e anche alla sua decrescita; perciò la BCE sta valutando l’opportunità d’introdurre altri stimoli monetari che, come i precedenti, sicuramente non serviranno a raddrizzare la situazione. Pare che la Germania sia la prima vittima della guerra commerciale e della Brexit, val la pena di ricordare che l’informazione italiana mainstream ha invece sottolineato che la recessione è soprattutto italiana e non tedesca.

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Alla fine del primo trimestre del 2019 il debito pubblico francese, pari al 100% del Pil, ha superato, in valore assoluto, quello italiano, con 2.358,897 miliardi di euro contro i 2.358,537 miliardi di euro di quello italiano, che però è pari al 134% del suo Pil; è accaduto, senza rilievi da parte della commissione europea e causato dalle maggiori spese statali volute da Macron per fronteggiare le proteste dei gilet gialli.

Fino a oggi la Francia, rispetto all’Italia, ha beneficiato di migliori rapporti di Ocse, Bce, commissione europea, Fondo Monetario e propaganda dell’informazione, perciò, con la disattenzione della speculazione, ha potuto godere d’interessi più bassi nel collocamento dei suoi titoli pubblici; infatti, i bond decennali francesi hanno uno spread quasi nullo rispetto a quelli tedeschi.

A giugno del 2018 però, la corte dei conti francese ha definito preoccupante l’aumento del debito pubblico francese e il Fondo Monetario, diretto dalla francese Christine Lagarde, ha invitato il governo a tagliare le spese; la Francia è il paese europeo che più spesso ha violato il limite del 3% del deficit di bilancio, ma l’Italia, rispetto alla Francia, ha superato più spesso il limite fissato per il debito pubblico, pari al 60% del Pil; entrambi i limiti sono fissati dai trattati europei.

Però i rilievi della commissione europea sono stati fatti più all’Italia che alla Francia, questo fatto ha alimentato il rialzo dello spread e degli interessi dei BTP italiani e perciò i francesi, senza temere un improbabile default italiano, ne hanno acquistati per 300 miliardi di euro, mentre i tedeschi compravano i loro titoli poveri di rendimento. Macron era stato eletto con la promessa elettorale di azzerare il debito pubblico in cinque anni.

Il bilancio dello stato francese è in deficit dagli anni settanta, del resto, la Francia, a causa del deficit valutario, era abitata a svalutare il franco come l’Italia la lira; quest’anno il deficit del bilancio francese potrebbe arrivare al 3,1%, mentre quello italiano è al 2,04%; perciò Macron ha promesso di portarlo al 1,2% alla fine del suo mandato, cioè nel 2022. Tutto sommato, la situazione economica italiana pare migliore di quella francese, nell’attivo commerciale, nei debiti delle famiglie, nel risparmio nazionale, nella sua produzione industriale; quindi, non si capisce lo zelo della commissione contro di essa;  forse è dipeso dalla volontà di alimentare, con l’allarmismo, la salita degli interessi sul debito pubblico italiano, naturalmente, a vantaggio della speculazione.

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La finanziarizzazione dell’economia ha dirottato risorse dall’economia reale alla finanza, il drenaggio d risorse è stato fatto a favore della finanza speculativa, rafforzando il dominio del mercato finanziario, dei paradisi fiscali e dell’oligarchia. Il casinò finanziario è gestito soprattutto da New York, Londra e Francoforte, mentre il popolo s’impoverisce; accadde la stessa cosa con la decadenza della potenza commerciale e industriale di Venezia.

Con il declino dell’impero britannico, la City si è trasformata in centro finanziario globale che ha attirato ricchezze finanziarie da tutto il mondo; dopo il 1957, nel mondo fu creata dalla Gran Bretagna una rete di paradisi fiscali che tolsero risorse agli stati, ne pagarono il prezzo, sopratutto, il terzo mondo, l’Italia e tanti stati formalmente indipendenti.  (Per le notizie, fonte: Mauro Miccolis – sinistrainrete.it).

CINA

L’informazione usa spesso le notizie per sostenere gli interessi dell’oligarchia, il giornalista Paul Krugman, dalle colonne del New York Times, afferma che la politica e l’informazione galleggiano sulla corruzione, con compensi delle conferenze, con contributi, con la proprietà dei giornali e con le inserzioni pubblicitarie.

Con queste premesse, con la scusa della difesa dei diritti umani, ma in realtà, per interessi speculativi, si attaccano i governi, non è solo questione di Russiagate, che può essere una bufala  per Trump e Salvini. Da sempre, si afferma che nel parlamento italiano, fino a oggi, definito un mercato, siedono amici di Francia, di Germania e di Usa, però, come afferma Krugman,  questo non è diverso da altri parlamenti e dal parlamento europeo.

Le manifestazioni di Hong Kong contro il governo cinese e contro le estradizioni di criminali in territorio cinese, sono state presentate come violazioni dei diritti umani; Hong Kong è una regione autonoma della Cina, annessa nel 1997, alla fine del dominio britannico, imposto dagli inglesi per vendere liberamente oppio ai cinesi, il che ne favorì lo sviluppo dell’ambiente criminale. La Cina denunciò i trattati ineguali imposti dall’impero britannico, che imponevano diritti agli inglesi e doveri ai cinesi (però la Germania afferma che tutti i trattati devono essere rispettati).

Il governo cinese ha conservato le istituzioni democratiche introdotte a Hong Kong dagli inglesi e la maggioranza dei suoi cittadini sono filocinesi; l’estradizione, contestata dai ribelli, abroga la giurisdizione autonoma ma riguarda i delitti comuni e non i diritti politici. Hong Kong è diventato il ricettacolo della delinquenza, è ancora uno dei maggiori paradisi fiscali ma, come centro finanziario, è retrocesso rispetti ad altre città cinesi. La Cina ha imposto l’estradizione di criminali da Hong Kong per giudicarli in Cina, anche la chiesa cattolica, per secoli, ha difeso la sua giurisdizione autonoma, rispetto agli stati, per  giudicare i suoi preti pedofili e per assolverli.

In Cina, l’impetuosa crescita della produzione industriale cinese ha tolto spazio al potere della finanza, una parte degli abitanti di Hong Kong però vorrebbe che la città, oltre a conservare una sua giurisdizione autonoma, con tribunali indipendenti dallo stato,  tornasse a essere anche un hub finanziario e perciò, in nome della democrazia liberale, attacca, con manifestazioni violente, il governo cinese di Xi Jinping. (Per le notizie, fonte: Pino Arlacchi – Il Fatto Quotidiano - L’Antidiplomatico.it).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 22/7/2019)

EUROPA

La BCE, formalmente indipendente dai governi, è diretta da un comitato esecutivo di sei membri e dai governatori delle banche centrali dei paesi dell’UE, di fatto, è guidata dal suo presidente di turno che è il vero dominus. Praticamente però, la nuova presidente della BCE, Lagarde, è controllata dal presidente Macron, mentre Draghi, più tecnico, non era controllato da Mattarella.

Draghi ha preso decisioni che hanno fatto infuriate la Bundesbank, prima di lui, la BCE ha agito come braccio esecutivo di Francia e Germania, paesi creditori della Grecia; Lagarde è buona a intessere rapporti, perciò ascese alla guida del FMI, è stata legata a Sarkozy, come oggi a Macron, che è stato un banchiere d’affari. In questi anni abbiamo imparato che BCE e commissione europea, seguendo lo spirito tedesco, quando la realtà smentisce la teoria, generalmente non cambiano politica.

Poiché Macron, presidente ombra della BCE, come Moscovici, ha di mira l’Italia, è difficile che i rapporti tra UE e Italia migliorino; nella seconda istituzione dell’UE, la commissione europea, il nuovo presidente Ursula von der Leyen, molto contestata in patria, senza il voto dal M5S, non sarebbe stata eletta; così il movimento ha creato un’ulteriore grande frattura con la Lega.

Questa signora è stata dura con l’Italia, perciò gli italiani, contro le valutazioni della televisione, hanno poco da stare allegri, pare che il M5S si sta avvicinando agli europeisti anti sovranisti. In materia d’immigrazione, Francia e Germania hanno proposto l’accoglienza temporanea solo ai paesi del Mediterraneo, mentre la loro ripartizione tra gli stati dell’UE sarebbe volontaria; intanto la Francia rinvia in Italia gli immigrati chiusi in containers. (Per le notizie, fonte: Carlo Clericetti – sinistrainrete – Eguaglianza e Libertà).

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Obiettivamente l’UE, che doveva essere una libera confederazione, è una costruzione realizzata male, per favorirne la coesione è stato creato l’euro, che ha favorito la crisi economica in diversi paesi e, insieme, le esportazioni tedesche. L’UE è difesa militarmente dalla Nato, ma sembra che la Germania, con il suo paravento francese, si voglia sganciare, il che offende gli Usa e alimenta le divisioni e i sospetti tra i paesi europei e tra questi e gli Usa.

L’UE, solo dopo aver omogeneizzato i sistemi scolastici, avrebbe dovuto puntare sulla libertà di movimento delle persone e doveva puntare al libero movimento dei capitali solo dopo aver omogeneizzato i sistemi fiscali, vietando paradisi fiscali interni, evasioni fiscali legali, riciclaggio bancario e rendite fiscali. Contro l’immigrazione irregolare, doveva prevedere la difesa comune delle frontiere esterne, creando regolamenti comuni per gli immigrati ammessi in tutti gli stati dell’Unione.

Per una rappresentanza democratica degli stati, doveva avere un parlamento sovrano, soprattutto in materia di bilancio, e doveva impedire il direttorio franco-tedesco e la comunità europea di difesa, ora limitata a 10 paesi. Per non favorire le delocalizzazioni industriali e gli squilibri economici interni, andavano previsti, oltre le imposte comuni, anche salari, stipendi e pensioni minimi e massimi comuni e un prezzo comune per l’energia; anche per l’inquinamento, la raccolta dei rifiuti e il controllo sugli alimenti doveva esistere una disciplina comune.

Al posto di queste misure l’UE, che, in collaborazione con le lobby,  ha difeso efficacemente gli interessi delle imprese capitalistiche, per controllare il debito pubblico degli stati, in default o meno, si è impegnata per l’austerità e la disciplina di bilancio, che hanno fatto piombare nel caos le economie e hanno favorito la recessione italiana.

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L’UE a trazione tedesca, su impulso anche di Francia e GB, nel tentativo di salvaguardare i legami commerciali con Teheran, di preservare il vecchio accordo nucleare tra Iran e Nato e per affrancarsi economicamente e militarmente dagli Usa e dal dollaro, con lo scopo di aggirare le sanzioni americane all’Iran, relativamente al commercio estero con questo paese, ha varato il programma Instex, che si basa sul baratto.

Cioè gli esportatori europei sarebbero pagati da importatori europei di prodotti iraniani, cercando d’impedire il riciclaggio di denaro sporco, pare che però l’accordo non includa le esportazioni iraniane di petrolio. Dall’accordo si sono sfilati Polonia e Italia, che teme di allontanarsi dagli Usa e dalla Nato, ma vorrebbe preservare l’accordo sul nucleare con l’Iran, vuole continuare a commerciare con questo paese e non approva le sanzioni americane.

Negli anni a venire, la comunità europea di difesa, di cui non fa parte l’Italia, potrebbe favorire la dissoluzione della Nato e favorire, machiavellicamente, uno scontro militare tra Usa e Russia, regalando, con il benestare dei mercati e della Francia, l’Europa all’impero germanico; ciò detto anche in considerazione dell’attuale inadeguatezza dell’esercito tedesco, che era tale anche nella Germania di Weimar, prima dell’avvento di Hitler.

CINA

L’ultimo rapporto del Fondo Monetario internazionale afferma che la bilancia commerciale cinese, a causa dei dazi americani, della politica di bilancio del governo cinese e della rivalutazione dello Yuan, è in pareggio e non più in attivo; è accaduto ciò perché, negli ultimi 4 anni, i consumi interni sono cresciuti e hanno contribuito per il 60% alla crescita del Pil cinese. Il debito complessivo della Cina, incluso il debito dello stato, quello delle imprese e quello delle famiglie, è pari a 40.000 miliardi di dollari, cioè il 310% del Pil, una percentuale superiore a quella giapponese e italiana.

Invece la Germania, per il 2019, presenta ancora un avanzo commerciale pari al 7,3% del Pil, superiore al limite del 6%, previsto dai trattati europei, fissato per non creare squilibri economici all’interno dell’UE. La bilancia commerciale americana presenta un deficit pari al 2,3% del Pil; il Fondo Monetario Internazionale invita a ridurre i debiti tra stati che creano squilibri.

Il bilancio dello stato americano è in deficit  per 1.500 miliardi di dollari, pari al 7,9% del Pil  nel 2019 il debito complessivo dello stato americano, è aumentato del 10,4% arrivando a 22.000 miliardi di dollari, pari al 116% del Pil, che è pari a 19.000 miliardi di dollari; però questo debito pubblico ignora le banconote circolanti che sono anche un debito, anche se irredimibile.

Il debito complessivo americano, tra deficit commerciali, deficit di bilancio, debiti di famiglie e debiti d’imprese, è pari a 70.000 miliardi di dollari, ai quali andrebbero aggiunti i derivati, probabilmente superiori ai 200.000 miliardi di dollari, che sono debiti d’imprese ed enti pubblici, cartolarizzati come crediti in mano alle banche. I derivati sono crediti bancari di difficile realizzo e, nell’UE, hanno portato al dissesto di Deutsche Bank.

La finanza si regge non sul Pil o sulla produzione di beni, ma su una montagna di debiti, che fanno fallire o rendono schiave le persone, ma gli stati spesso non li pagano e nessuno può farci niente, perché lo stato è, generalmente, al disopra delle leggi, dei trattati e dei contratti; lo stato cioè, applica doppie misure, per cui, ciò che è lecito allo stato, non è lecito ai cittadini. Comunque, generalmente, il debito è addebitato solo all’Italia, per specularci sopra.

I governi italiani hanno voluto essere trasparenti con l’UE e non con i cittadini, perciò i nostri soci europei hanno emarginato, discriminato e reso serva l'Italia; l’hanno fatto rifiutando i cambiamenti italiani che minano gli interessi della speculazione, perciò in Italia hanno messo informazione, opposizione e istituzioni italiane ed europee contro l'attuale governo italiano.

ITALIA

Continuano le polemiche tra Lega e M5S, come le inchieste su Salvini, però gli italiani abituati alla politica fatta con polemiche, informazione e magistratura, osservano che Salvini è un buon incassatore, attendono risultati pratici dal suo governo, e perciò, per il momento, non gli tolgono il sostegno. Non sarebbero sbagliate le elezioni politiche anticipate, ma bisogna preparare il DEF prossimo, portare a termine le riforme in programma, anche se di compromesso, com’è sempre successo nei governi di coalizione italiani.

Alle prossime elezioni politiche, con una nuova maggioranza, probabilmente con Lega e Fratelli d’Italia, e un nuovo presidente della repubblica, ci potrebbero essere molte novità; l’Italia deve sganciarsi dalla speculazione internazionale e dalla sudditanza franco-tedesca, favorita da infiltrazioni straniere nelle sue istituzioni, nella politica e nell’informazione italiana. Per ragioni economiche, deve stare con Usa, Cina e Russia, anche se, purtroppo, le sanzioni americane ostacolano questa politica.

Salvini è temuto da Germania e Francia e riceve continue minacce, spero sia efficacemente difeso da una scorta. Comunque, entrando nel merito delle riforme, osservo che Di Maio ha ragione a difendere l’acqua pubblica, ha ragione sulla revoca delle  concessioni autostradali, ma ha torto sul salvataggio di Alitalia che è stato un buco nero nel bilancio dello stato, anche perché trasporta gratis onorevoli e papa.

Per aiutare Alitalia e Ilva, il M5S, come comunisti e postcomunisti, usa il tema strumentale della difesa dell’occupazione. Di Maio teme che le autonomie tolgano gli aiuti al sud, che però ha amministrato male le gravose tasse dei cittadini per l’asportazione dei rifiuti; accanto alle discariche e in attesa dell’economia circolare, i termovalorizzatori producono energia, esistono in tutta Europa e, come i forni crematori, inquinano poco. Gli stanziamenti statali per la sanità, in proporzione agli abitanti, sono stati maggiori per Lazio, Campania, e Sicilia e Puglia, ma con risultati peggiori; infine, con le autonomie,  bisognerebbe abolire i privilegi economici e fiscali delle regioni a statuto speciale, autonomia deve significare solo autonomia amministrativa e legislativa.

Il M5S teme che l’autonomia regionale possa danneggiare le regioni meridionali che, dotate di pari risorse, devono imparare e a gestirsi meglio. Politica ed economia hanno sempre delle ambiguità, per un principio di eguaglianza, Di Maio è contro le gabbie salariali e a favore del salario minimo, però anche i contratti di lavoro prevedono minimi salariali, superati da incentivi che hanno favorito i lavoratori del nord.

Bisogna riconoscere che le imprese, per risparmiare sul lavoro, si spostano in Slovenia e in altri paesi dell’UE, mentre al sud pagano in nero o con contratti irregolari e pagano salari più bassi. Il governo tedesco, dopo la riunificazione, per favorire lo sviluppo della Germania dell’est, stabilì di omogeneizzare salari e stipendi, pubblici e privati, gradualmente, in dieci anni, non credo che lo facesse per discriminare i lavoratori.

Per la stessa ragione, le imprese, per pagare meno tasse, spostano capitali, produzioni e sedi all’estero, se l’UE non interviene in materia, è facile che il nostro governo pensi a una riduzione delle imposte per le imprese. Flax Tax e riduzione del cuneo fiscale nei salari possono andare anche insieme; con due aliquote, detrazioni e deduzioni, la prima ridurrebbe anche il cuneo fiscale; l’Italia è il paese delle regioni e delle capitali, perciò anche la strada del federalismo fiscale va perseguita.

Un intervento andrebbe fatto anche sui contributi obbligatori, che andrebbero fiscalizzati, in modo da dare il via al vero stato sociale, la pensione diventerebbe una prestazione sociale, per la maggior parte slegata dagli emolumenti e dal reddito. Infine, M5S e Lega si sono divisi anche sulla sorte di un orso che fa danni in Trentino, il M5S non vuole che sia abbattuto però, da animalista, osservo che  gli animali selvatici vanno tutelati solo fino a che non creano danni o situazioni di pericolo per gli uomini. Gli animali selvatici devono anche imparare a stare lontani dall’uomo, perché è pericoloso,

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Gli economisti di corte hanno sempre chiesto un’economia italiana competitiva e, quando la bilancia commerciale italiana era passiva, si postulava che gi italiani consumassero meno di quanto producevano, cioè vivevano al disopra della loro possibilità; ora, anche grazie a un bilancio dello stato deflazionistico, con bassi salari, bassa domanda interna e con un cospicuo attivo commerciale, si dovrebbe affermare che gli italiani vivano al disotto delle loro possibilità.

Nei primi 5 mesi del 2019 il surplus commerciale italiano è stato di 16,4 miliardi di euro, con un incremento del 4% e l’Italia è diventato il quinto paese al mondo per attivo commerciale, al quale va aggiunto l’attivo della bilancia turistica, anch’esso in aumento. Tra le industrie italiane impegnate nell’esportazione, quella farmaceutica ha avuto un incremento del 49%, seguono i settori tessile, pelletteria, agroalimentare e macchinari industriali, che hanno una performance superiore a quelli tedeschi.

In Italia aumentano le esportazioni di beni di consumo; dal 2014 al 2017 le esportazioni di settore manifatturiero sono cresciute del 12%, quelle del settore dei beni di consumo del 14%; contro le critiche dell’opposizione che denuncia solo le difficoltà italiane, se ne sono accorti gli investitori esteri che, oltre a richiedere Btp italiani, hanno aumentato i loro investimenti produttivi in Italia. (Per le statistiche, fonte: Pasquale Cicalese – sinistrainrete - contropiano).

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L’acquisto di titoli pubblici da parte delle banche centrali va a finanziare il bilancio dello stato, in prima emissione fino al 1981, data del divorzio in Italia tra Tesoro e banca centrale, o al mercato secondario con il QE iniziato nel 2015, perche le banche centrali non potevano finanziare direttamente gli stati. In entrambi i casi, l’aumento della circolazione monetaria, attuata ufficialmente anche a favore delle imprese,  attuata per evitare il default di stati e per garantire maggiori risorse ai loro bilanci, comunque, è una rinuncia al controllo della quantità di moneta e dell’inflazione, che fortunatamente ora non è aumentata.

In Italia si è avuta una buona crescita economica dagli anni ‘80 al 2007, poi il rigore di bilancio e l’austerità dell’UE, favorirono la decrescita. Con il QE le banche centrali si sono riempite di titoli pubblici e l’operazione ha ridotto gli interessi delle nuove emissioni e quelli alle imprese; parte degli interessi riscossi sui titoli acquisiti dalle banche centrali sono retrocessi al Tesoro, riducendo il costo medio dell’indebitamento pubblico.

L’acquisto di titoli di stato al mercato secondario da parte delle banche centrali, o Quantitative Easing, denominato in Italia, fino al 1981, operazione di mercato aperto, fu attuato nel 2001 dal Giappone, nel 2008 dagli Usa e nel 2015 in UE; da allora in Giappone i titoli pubblici detenuti dalla banca centrale sono arrivati a 466 trilioni di Yen, negli Usa a 2.537 miliardi di dollari, nell’eurozona a 1.536 miliardi di euro.

Però, contemporaneamente, la BCE ha fatto anche prestiti a basso interesse alle banche, con operazioni Tltro, utilizzate dalle banche commerciali anche per acquistare titoli pubblici; le alchimie della finanza sono notevoli, ma sempre a vantaggio delle banche che controllano stati e Bce. I fondi sono stati erogati alle banche centrali in proporzione alla loro partecipazione al capitale della BCE, perciò il debito pubblico tedesco in mano alla Bce è salito al 17,7%, quello della Spagna al 19,3%, quello della Francia al 15,5% quello dell’Italia al 17,3%.

Con la retrocessione al Tesoro di parte degli interessi sui titoli, il costo medio del debito pubblico Usa  è sceso al 3,72%, in Giappone allo 0,71%, in Germania all’1,5%, in Francia all’1,73%, in Spagna al 2,54%, in Italia al 2,80% lordo, meno le imposte; il che significa che il costo del debito pubblico è molto inferiore ai 70.000 miliardi annui, denunciati da economisti di corte, opposizione e informazione, il che ha ridotto anche il deficit di bilancio, ma senza troppe spiegazioni per gli italiani.

Come voleva Keynes con il deficit di bilancio e contro gli euroburocrati e l’austerità dell’UE, le banche centrali, allentando le redini monetarie, hanno dato sostegno all’economia, hanno ridotto il deficit e abbassato gli interessi, ma l’economia produttiva, il Pil e la domanda non ne hanno tratto vantaggio, il debito pubblico italiano non è diminuito; ma le banche commerciali hanno migliorato la loro posizione economica, messa a rischio dalle insolvenze della clientela e dalle loro speculazioni. (Per le notizie, fonte: Congiuntura Ref – Startmag.it).

ISLAM

Le ONG sono finanziate anche da governi europei, tra cui l’Italia, e dall’ONU, e sostengono anche il terrorismo palestinese, l’Italia lo fa con circa 5 milioni di euro l’anno; ne beneficiano l’Autorità Nazionale Palestinese e il Fronte Nazionale per la Liberazione della Palestina; gli stanziamenti servono anche alla riabilitazione di ex detenuti palestinesi condannati per terrorismo.

L’ONG tedesca SEA Watch è finanziata dalla Germania, da un’associazione islamica e dalla Turchia di Erdogan, è collegata a Hamas, a gruppi terroristici islamici e ai fratelli musulmani, attivi in Africa settentrionale, Medio Oriente e Albania; in Italia, l’Ucoii è legata alla fratellanza musulmana,  che gli Emirati Arabi Uniti hanno messo fuorilegge.

L’organizzazione di riferimento di tante ONG è la fratellanza musulmana, che riceve finanziamenti da Turchia e dai paesi del Golfo, opera tramite organizzazioni caritatevoli, per la diffusione della fede islamica, punta a modificare lo stile di vita delle popolazioni; donazioni pubbliche e private sostengono le ONG del mondo islamico, l’Ucoii mette a disposizione dei detenuti di fede islamica 14 avvocati.

Queste Ong sono legate alla Fratellanza Musulmana e si espandono in Albania e Kosovo, regioni prossime all’Italia, Erdogan afferma che l’Europa è malata e vuole conquistare Roma, pare che anche papa Francesco sia vicino alla Fratellanza Musulmana. (Per le notizie, fonte: Stefano Piazza – Luciano Tirinnanzi - Informazione Corretta - Panorana 18/7/2019).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it - viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 15/7/2019)

EUROPA

Horst Seehofer, dal 2018 ministro degli interni tedesco, appartenente al partito Csu, nel 2017, quando era leader dei cristiano-sociali bavaresi, voleva chiedere il Brennero e le frontiere all’immigrazione, era a favore della linea restrittiva e perciò si scontrò con la Merkel; ora chiede all’Italia di aprire i porti e annuncia che la Germania è pronta ad accogliere alcuni migranti delle navi ONG.

Ha aperto un centro di espulsione per migranti senza permesso d’entrata, ha limitato i ricongiungimenti familiari per quelli con permesso, respingendo i profughi alla frontiera; ha affermato che l’integrazione è possibile solo limitando l’immigrazione, che è la madre di tutti i problemi politici, e si è unito al fronte anti-migranti. Con Salvini e il cancelliere tedesco Kurz, vuole una soluzione europea all’immigrazione e la protezione della frontiera esterna dell’UE e vuole negare i sussidi ai migranti approdati in Italia e poi arrivati in Germania.

Il presidente della repubblica federale tedesca e Macron, a sostegno di Carole Rackete, premiata dal presidente francese per le sue bravate ,invitano il governo italiano a salvare gli emigranti naufraghi che essi espellono, mentre il nuovo presidente del parlamento europeo, dopo aver esaltato l’UE, invita a modificare il trattato di Dublino sull’immigrazione. Delle sei ONG più attive nel salvataggio dei migranti, cinque sono tedesche, gli emigrati partono dalla Libia in disgregazione, ma provengono, al 65%, dall’Africa sub sahariana, soprattutto francese. 

Si dice che i tedeschi sono stanchi delle guerre, amano il verde ma non la solidarietà e gli immigrati africani, tuttavia, i loro dirigenti politici sognano sempre l’egemonia sull’Europa, soprattutto sui paesi fondanti la cultura europea; con la finanza ci sono riusciti con la Grecia, ma arrancano con l’Italia.

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In Grecia, Tsipras ha perso le elezioni politiche vinte da Mitsotakis, banchiere formatosi in Usa, che non rappresenta un’alternativa alla Troika, come non la rappresentava Varoufakis, giornalista e professore in Usa; probabilmente, con l’elezione di Mitsotakis, si spera che Bruxelles faccia delle concessioni alla Grecia. Quando l’oligarchia controlla finanza, partiti e informazione, non c’è spazio per la vera democrazia.

In genere, l’oligarchia teme i grandi cambiamenti che mettono in pericolo il suo potere, d’altra parte l’UE, a direzione franco-tedesca, non si può cambiare dall’interno, il suo parlamento ha solo un ruolo consultivo, mentre dominano le sue istituzioni come la commissione europea, la BCE e il consiglio dei ministri europei, in definitiva, i fiduciari delle lobby e della massoneria.

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Secondo la narrazione della televisione italiana, che è germanofila e attinge a previsioni statistiche spesso smentite, l’economia tedesca, a causa dei dazi americani, perde colpi ma sta meglio di quella italiana; in realtà, otto delle maggiori imprese tedesche prevedono, con la riduzione delle esportazioni, riduzioni consistenti della produzione e quindi, del Pil nazionale. Nel 2019 l’azienda chimica Baesf prevede una riduzione dell’utile del 30%, il settore manifatturiero prevede, in media, una caduta della produzione dell’8,6%, ne soffrono soprattutto auto e settore chimico farmaceutico.

La Germania esporta per 1.600 miliardi l’anno, con un attivo ci circa 500 miliardi,  spiazzando gli altri paesi europei che s’indebitano con le importazioni, ma non l’Italia che invece s’indebita con la spesa pubblica; il fatto è che l’economia tedesca, violando i trattati europei, che fissavano l’attivo massimo dell’export al 6%, dipende molto dalle esportazioni.

Il paese desiderava conquistare il mondo finanziariamente e, per ridurre i costi, negli anni scorsi ha contenuto salari e domanda interna; infatti, con le vendite all’estero, si acquisiscono risorse finanziare utili a conquistare all’estero mercati, imprese, informazione e politica. I regolamenti europei sull’inquinamento e le multe americane sulle auto Volkswagen alimentate a diesel, aumentano i costi, le auto elettriche e quelle a guida autonoma richiedono grandi investimenti che riducono gli utili; perciò in borsa, Daimler Benz, BMW e Volkswagen registrano cospicue perdite.

La borsa tedesca non è ballerina come quella italiana, spesso vittima della speculazione, quando gli indici continuano a calare per tutte le aziende, la situazione è preoccupante non solo per i risparmiatori. Nel trasporto aereo Lufthansa soffre della concorrenza delle compagnie low-cost e dell’aumento dei prezzi del carburante; le prime due banche tedesche, Deutsche Bank e Commerzbank, perdono vistosamente in borsa, soprattutto DB che voleva competere con le banche d’investimento di Wall Street.

Insomma, sono in difficoltà soprattutto i settori automobilistico, chimico e finanziario, l’assemblea dell’azienda chimico-farmaceutica Bayer ha criticato l’acquisto della Monsanto americana, produttrice di Ogm invisi agli europei, dai quali si temono danni alla salute. Si è rimproverato troppo il debito pubblico italiano e non quello privato di GB, Francia Germania e Usa. Il risparmio senza euro era colpito dall’inflazione, quello in euro è colpito dall’insolvenza dei debitori privati che travolgono le banche e quindi i risparmiatori.

Nel 2008 è accaduto in Usa e poi in vari paesi europei, poi con i salvataggi di banche fatti con il programma ESM, cioè con soldi degli stati dell’UE, a favore di Grecia, Irlanda, Spagna, Cipro e Portogallo in default, Anche Germania e Francia intervennero a salvare le loro banche, poi l’ha fatto l’Italia a favore di banche popolari, senza aiuti dell’UE. Questa crisi finanziaria che, nonostante il QE di Draghi, perdura, favorirà ì’impoverimento e la concentrazione della ricchezza e finirà per travolgere prima il dollaro e poi l’euro. (Per le notizie, fonte: Francesco Bertolino - startmag.it).

ISLAM

Missili anticarro, venduti nel 2010 dagli Usa alla Francia, con il divieto di trasferirli a terzi, sono stati trovati in un campo di miliziani di Haftar a Gherian, vicino a Tripoli. La vendita di armi alla Libia è stata vietata anche da un trattato Onu (la Germania afferma che solo l’Italia viola i trattati). La Turchia sostiene militarmente i fratelli musulmani (che sono amici del papa) e Al Serraj a Tripoli, il cui governo è sostenuto da Onu e Italia; gli emirati arabi, la Francia e l’Egitto sostengono Haftar a Tripoli; Arabia e Qatar sostengono l’Iran. Il mondo islamico, anche se è diviso al suo interno, è in guerra con Israele, con l’occidente e per la sua supremazia in Europa, Africa e Medio Oriente.

ITALIA

Nel 2018 in Italia le imprese controllate da multinazionali straniere erano 3.519, queste multinazionali ricevono spesso incentivi pubblici, chiudono impianti, delocalizzano e riducono personale; in tutto hanno 568.000 dipendenti, con 507 miliardi di euro di fatturato, cioè quasi un milione per dipendente. Non male, anche se la narrazione dominante afferma spesso che in Italia la produttività del lavoro è scarsa, è certo però che, nei paesi poveri, le imprese guadagnano di più con lavoratori sottopagati.

Dividendo il fatturato per il numero dei lavoratori, si ha quasi un milione di euro di ricavi per dipendente, con il quale remunerare stato, banche, soci, lavoro, costi industriali e commerciali; con il costo medio del lavoro pari a 30.000 euro annui, le imprese ci dovrebbero riuscire e, riducendo il costo del lavoro, non guadagnerebbero molto di più. Da considerare però, che la produttività va calcolata, oltre che sul fatturato, anche sulla quantità di beni prodotti.

Osservo che la produttività non dipende solo dall’impegno dei lavoratori, ma anche dagli investimenti interni, dall’organizzazione, dai costi energetici e dai servizi statali alle imprese; le imprese capitalistiche internazionali sono avide di guadagni, sui quali, con i paradisi fiscali, non pagano nemmeno le imposte. Se non si mette riparo a queste cose, è facile che, con la globalizzazione, si scivoli nella decadenza economica, nella disoccupazione di massa e nella schiavitù.

In ossequio alla globalizzazione e all’evaporazione delle frontiere, conformemente alla società aperta di Soros, le imprese che delocalizzano all’estero sostengono minori costi del lavoro, spendono meno per l’energia, pagano meno imposte e inquinano liberamente; cioè, alla fine, fanno maggiori profitti che poi, con l’acquiescenza dell’UE, inviano nei paradisi fiscali europei e del resto del mondo, favorendo con ciò la decadenza inarrestabile dell’Italia e dell’Europa.

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Lo stato italiano, sui suoi titoli del debito pubblico, non remunera i risparmiatori italiani con i Bot, ma remunera banche italiane e straniere con i BTP, i cittadini privati non riescono mai ad aggiudicarsi questi tioli alle aste, ma li possono acquistare al mercato secondario, dopo che le banche hanno fatto cassa con le loro plusvalenze. Il rialzo dello spread, favorito dalla propaganda finanziaria e dai catastrofisti italiani, rialza l’interesse dei BTP a 10 anni, ora in decrescita perché gli investitori sanno che l’Italia è un paese solido e non è a rischio d’insolvenza.

Senza farsi influenzare dalle diverse scadenze di questi titoli, forse, come fa il Giappone, non sarebbe sbagliato remunerare meglio gli italiani o remunerarli come gli investitori esteri, dando loro la precedenza nelle sottoscrizioni, in modo da avere una domanda interna pari all’offerta di titoli pubblici, mettendo così l’Italia al riparo della speculazione internazionale. Recentemente lo stato ha emesso BTP con scadenza a 50 anni e interessi naturalmente più elevati, trattasi di un altro regalo alle banche e allo straniero.

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Salvini, definito da The Economist il politico più pericoloso d’Europa,  fa paura ai mercati e all’UE e pertanto, per indebolirlo, fra le altre cose, è stato accusato di aver ricevuto finanziamenti dalla Russia, sotto forma di compartecipazione ai profitti delle esportazioni in Italia di fonti energetiche russe. La corruzione si fa nell’esportazione di armi e per condizionare politica e informazione, questa seconda è finanziata anche dallo stato che così, surrettiziamente, la condiziona.

Politica e informazione sono finanziate regolarmente da lobby, banche, industrie e potenze straniere, succede sia in periodo di crisi, sia in periodo di pace, il M5S ha chiesto, al riguardo, una commissione parlamentare d’inchiesta; scopo dei finanziamenti è condizionare la politica, baipassando la volontà del popolo che dovrebbe essere sovrano, in democrazia succede regolarmente. In cuor mio, preferirei che non fosse vera l’accusa mossa a Salvini, però non è sufficiente a togliergli il sostegno degli italiani che, assuefatti agli episodi di corruzione, vorrebbero solo vedere una politica fatta nell’interesse dei cittadini e dell’Italia.

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L’Inpgi, la cassa previdenza dei giornalisti ha un bilancio in grave dissesto ed è perciò vicina al commissariamento, perciò il decreto crescita del 2019 gli ha imposto di ridurre costi, di aumentare i contributi e di allargare la platea degli assicurati ai comunicatori; probabilmente, a danno degli altri lavoratori e, in genere, dei contribuenti, confluirà nell’Inps. Del resto, professionisti, invalidi, agricoltori, alti dirigenti, sindacalisti e altre categorie al di fuori dell’Inps, come gli onorevoli, hanno già beneficiato di prestazioni largamente superiori ai contributi versati.

C’è il rischio che la cassa, i cui trattamenti erano su base retributiva, dopo aver accumulato gravi perdite, sia trasferita all’Inps, infatti, l’Inpgi ha un ammanco di 200 milioni di euro, la pensione media dei giornalisti è di 5.000 euro il mese. Il passaggio di queste gestioni private all’Inps, in genere, è stato fatto quando il loro patrimonio era stato bruciato dalle perdite, a causa delle loro prestazioni superiori alle contribuzioni.

Lo stato, con l’assorbimento dell’Inpgi nell’Inps, farebbe un regalo ai giornalisti come ha già fatto con altre categorie protette e da gratificare, lo farebbe per condizionarli, come già fa con i finanziamenti all’informazione; ha bisogno della propaganda dell’informazione che serva a tenere su lo stato.

Nunzio Miccoli   www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 8/7/2019)

ITALIA

La capitana Carola Rackete, della nave ONG Sea Watch, agli arresti domiciliari, è stata prosciolta dal giudice per le indagini preliminari, perché avrebbe salvato delle persone in mare; Salvini è adirato, Francia e Germania ci fanno la morale, ma la Germania tratta male gli immigrati clandestini e li rimanda in Italia e la Francia, oltre a rispedirli in Italia, ha condannato un’italiana per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, ora questa si è appellata alla cassazione.

Quanto impareranno il capo del governo e Mattarella a protestare contro le angherie franco-tedesche? L’amore sconsiderato per l’UE sta costando caro all’Italia che vogliono disgregare. Carola sarà interrogata anche dal pubblico ministero, per favoreggiamento dell’immigrazione  clandestina; nessuna decisione è stata ancora presa sulla confisca della nave dell’ONG, che sicuramente è intenzionata a continuare nelle sue imprese; le altre ONG vogliono cavalcare la sentenza del GIP a favore di Carola, per continuare le loro imprese.

In Italia pare che diminuisca la disoccupazione, ma non per i giovani, era esplosa con il blocco del turnover causato dalla riforma delle pensioni dell’agente e commissario UE Fornero. Probabilmente, nei prossimi anni, se riprenderà l’economia, l’Italia avrà bisogna di operai per edilizia, lavori pubblici, industria, agricoltura e alcuni servizi; con delega dei governi precedenti, fino a ora il business dell’immigrazione, per fini di lucro, è stato gestito da ONG, ONLUS, Soros e criminali, invece bisognerà puntare su un’emigrazione controllata e regolata, secondo le necessità del mercato interno.

Pare che, per aiutare Carola, il governo tedesco, pressato da parte della sua opinione pubblica, abbia fatto pressioni su politica, informazione e magistratura italiana; altre due navi di ONG sono in agguato per portare altri immigrati in Italia, dove vi arrivano anche immigrati in barconi o gommoni e quelli regolari introdotti dalla comunità di Sant’Egidio, dal governo e da altre organizzazioni.

L’ONG spagnola Open Arms, con la nave Oscar Camps, prendeva migranti nelle acque internazionali prossime alla Libia, portandoli in porti, relativamente più lontani, italiani, perciò fu bloccata per tre mesi dal governo spagnolo; dopo che la Sea Watch di Carola Rackete ha forzato il blocco a Lampedusa, con l’approvazione del sindaco di Barcellona, pensa di emularla.

Per queste operazioni illegali di Open Arms, il governo spagnolo, senza reazioni franco-tedesche, ha previsto una sanzione di 900.000 euro, mentre il decreto sicurezza di Salvini ha previsto una sanzione di 50.000 euro. Forse il governo spagnolo di Sanchez, ritenuto da Macron suo alleato, ha compreso l’assedio cui è sottoposta l’Italia, soprattutto tramite la Libia, da parte di Francia e Germania, e, per non subire la spessa sorte, è corso ai ripari; il governo italiano farebbe bene ad ampliare i rapporti anche con la Spagna, oltre che con i paesi di Visegrad.

La nave ONG, Sea Eye, con 65 migranti a bordo, con l’approvazione tedesca, è diretta a Lampedusa, l’altra nave ONG italiana, Mediterranea, ha rifiutato di portare i suoi migranti a Malta; potrebbe dipendere anche dal fatto che l’Italia ha raccolto spesso i migranti, li cura, li ospita e li smista in altri paesi, al limite, li rimpatria a sue spese; sono tutti servizi costosi, ma comodi per gli emigranti irregolari. Mediterranea, tramite banca Etica, riceve aiuti da comuni, province e regioni italiane.

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Dopo il bombardamento della Francia sulla Libia che, anche per contrastare il franco CFA, voleva creare una moneta sovrana africana, si addensano nuove nubi sull’immigrazione, usata da alcuni paesi e da criminali per mandare a fondo l’Italia; Al Serraj è sostenuto da Onu, Italia e Turchia, Haftar dalla Francia, dall’Arabia e dall’Egitto, però la Turchia sostiene anche i fratelli musulmani e gli Usa si stanno avvicinando a Haftar. Dopo il provvedimento di proscioglimento di Carola, caldeggiato del presidente della repubblica tedesca e da larga parte della politica e dell’informazione italiana, ostili all’Italia, in Libia, il generale Haftar ha bombardato il centro di accoglienza emigranti di Tripoli, definendo Salvini un razzista.

Poi Haftar ha accusato Al Serraj, aiutato dall’Italia, di aver usato gli emigranti come scudi umani, ora Al Serraj minaccia di rilasciare gli emigranti, diventati strumenti di ricatto, dai centri di raccolta. Né Onu, dominato dall’Islam, né l’UE, dominata da Francia e Germania, sono intenzionate ad aiutare l’Italia, anzi, con la collaborazione di mafia e chiesa, giocano alla sua dissoluzione. Solo Trump, che non piace alla televisione italiana, capisce il dramma italiano; per difendersi, il governo gialloverde italiano si accosta a Usa, Cina e Russia.

Prima del trattato di Aquisgrana tra Francia e Germania, Adenauer aveva proposto l’unione tra Francia e Germania e De Gaulle, anche se diffidente verso la Germania, era tacitamente anche d’accordo, lo scopo era dominare insieme l’Europa, superando le vecchie rivalità. A causa della smania di dominio e della chiave per il successo, anche Hitler, quando sapeva di aver perso la guerra, affermava, amaramente, che avrebbe dovuto allearsi con la Gran Bretagna. L’informazione italiana non sottolinea questi fatti, perché è spesso disfattista, antiitaliana e al servizio di potenze straniere e di lobby.

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La spazzatura non raccolta a Napoli e a Roma è diventata una tragedia, al riguardo, l’UE ci multa, ma non  multa le centrali a carbone tedesche, il caso alimenta la propaganda anti italiana; il servizio di raccolta è dominato, con complicità politiche, anche dalla mafia. La sinistra si è sempre opposta ai termovalorizzatori, che esistono in tutte le grandi città europee, certo, sarebbe meglio il riciclo totale o l’economia circolare, ma, finché non lo rendiamo possibile, per togliere i rifiuti dalle strade, servono anche i termovalorizzatori e le discariche.

Per lucro, la mafia si è infiltrata anche nei settori rifiuti e immigrazione, naturalmente collaborando con politica, chiesa e affari, dall’unità a oggi ha collaborato con inglesi, americani, governi italiani e con l’UE; tra l’altro, ricicla anche a Francoforte, le grandi banche, legate allo stato tedesco, naturalmente ringraziano. In Italia ha fatto scandalo l’affidamento dei minori, la spazzatura abbandonata, l’immigrazione incontrollata, il traffico di droga, gli appalti, gli scandali della sanità, l’’informazione di parte e la giustizia che procura solo lavoro ad avvocati e giudici.

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La Fed, criticata spesso da Trump, come la BCE, afferma esageratamente che i conti pubblici italiani mettono a rischio anche la stabilità finanziaria americana; probabilmente, ambienti americani si sono accorti che gli Usa, come la Germania, fino a oggi hanno guadagnato dalla situazione italiana e perciò, non desiderano un cambio di passo, perché l’Italia ha contribuito al benessere economico della speculazione internazionale.

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Le statiste ufficiali hanno spesso ignorato i debiti privati e rimarcato il debito pubblico italiano, però in Italia i debiti delle famiglie sono minori che in Francia, mentre i risparmi privati sono maggiori. Per misurare il reddito medio, le statistiche comparano il Pil pro capite dei vari paesi però, per determinare il vero reddito spendibile delle famiglie, sarebbe anche logico tener anche conto dei debiti privati che sottraggono reddito alle famiglie e aggiungere i risparmi che danno reddito; con questa rettifica, il reddito pro capite italiano non sarebbe inferiore a quello francese.

Il debito pubblico italiano è pari a circa 2.300 miliardi di euro, con un costo dichiarato in interessi di 65 miliardi l’anno che, con il calo degli interessi, è destinato a scendere; tenuto conto che le emissioni pluriennali sono state fatte a diversi interessi, il costo medio di questo debito è ufficialmente del 2,9%, i BTP decennali costano in media il 2,6%, questi dati sembrano però incongrui.

Bisogna tener conto che i Bot non sono remunerati e che gli altri titoli sono soggetti a ritenute fiscali che ne riducono il costo in interessi; la durata media del debito è di 7 anni, tuttavia, lo stato paga anche interessi sui derivati fatti dagli enti locali, per 4 miliardi di euro l’anno. Come i privati, anche gli stati hanno la tendenza a falsificare i bilanci, con spese fuori bilancio o alterandone i dati, magari per nascondere spese militari.

Ciò che è lecito allo stato non è lecito ai privati; tolte le ritenute fiscali totali, Bot e Btp a tre anni, cioè due terzi del debito complessivo, non costano niente, il rimanente costa un 2%, cioè il costo annuale del debito pubblico sembrerebbe di circa 16 miliardi, più i 4 miliardi in derivati, per scommesse fatte sugli interessi passivi, in tutto 20 miliardi, mi scusino i professori e gli economisti di corte, come si fa allora ad arrivare ai 65 miliardi denunciati?

EUROPA

Sulle nomine dell’UE, anche di prestanomi filotedeschi, ha deciso sempre, in incognito, la Germania, però adesso la Germania è stata più diplomatica con l’Italia, mentre la Francia di Macron, che si è inserita nel gioco, ha espresso solo boria. Conformemente agli accordi del duopolio Francia-Germania, per le nomine all’UE, la francese Lagarde, sempre severa sul debito e sul deficit di bilancio italiano quando era alla guida del FMI, andrà alla guida della BCE, mentre la tedesca Von Der Leyen, legata alla Merkel, ma dichiaratamente atlantista, andrà alla presidenza della commissione. Al catalano Joseph Michel, contrario agli indipendentisti, andrà il posto della Mogherini agli esteri.

All’Italia, non per volontà del direttorio franco-tedesco, ma per volontà dell’assemblea,  è andata la presidenza del parlamento, il nuovo presidente del PD, Davide Sassoli, eletto dal parlamento, ha dichiarato la sua fedeltà incondizionata all’UE e ha detto che bisogna riformare il trattato di Dublino, speriamo che riesca. Il presidente del consiglio europeo Tusk è stato sostituito con Charles Michel; all’Italia dovrebbe anche andare il commissario economico alla concorrenza.

Per quanto riguarda la concorrenza, l’Antitrust italiana ha evidenziato i danni economici fatti all’Italia dai paradisi fiscali dei piccoli paesi dell’UE, sarà difficile abolirli, come sarà difficile costringere i paesi di Visegrad ad accettare gli immigrati. In UE, per favorire la libera circolazione di merci, capitali e persone, occorrerebbe anche un’’armonizzazione fiscale e scolastica; ma sembra che le istituzioni europee, con le diverse tassazioni,  siano solo intenzionate a favorire, con l’esportazione dei capitali, l’evasione legale delle, imposte.

Conte si è dichiarato contento delle nomine, ha torto, perché si è rafforzato l’asse franco-tedesco, che però è sconcertato dalla resistenza del governo italiano e dell’economia italiana al loro disegno per il suo affondamento; Salvini ha affermato che era importante cambiare le regole e non i nomi, soprattutto in materia d’immigrazione, però si fa illusioni, la Francia si muove più spregiudicatamente.

In precedenza, a capo delle istituzioni europee, l’Italia aveva tre nomi, Mogherini, Tajani e Draghi, che però erano un paravento della Germania, dalla quale prendevano ordini; con le nuove nomine, pare avere meno peso e sembra anche che si sia arresa a Bruxelles; dopo le vicende giudiziarie di Thyssenkrupp, del CSM e di Carola, non si può credere, come afferma Mattarella, che in Italia, in Francia e in Germania, la magistratura sia sempre indipendente dal governo e dalla politica.

Erano in ballo il processo a Carola e la procedura d’infrazione contro l’Italia mentre, stranamente, la Francia non era imputabile per le stesse violazioni di bilancio; probabilmente questa procedura, come la liberazione di Carola, sono state oggetto di trattative da parte di Mattarella e di Conte che, come Tria, sembra un pesce in balia delle acque europee, è la sorte degli europeisti.

Comunque, Mattarella, già europeista oltranzista, pare si sia avvicinato un po’ al governo gialloverde, al quale però ha imposto il capo del governo e cercato d’inculcare l’amore per l’UE. In genere, gli europeisti non sono, come si dice spesso, gli amanti della pace in Europa; tra gli italiani e gli europei, tra alti burocrati e politici, nazionali e dell’UE, sono tali quelli che mangiano con l’EU.

Parlo soprattutto degli alti euroburocrati, che ne temono la dissoluzione in stati sovrani e perciò cercano in tutti i modi di farla sopravvivere e di esorcizzare la sovranità nazionale, presentandola come fosse una bestemmia, come il populismo che deriva da popolo. Gli inglesi lo hanno capito e si vogliono tenere alla larga dall’Europa a trazione tedesca; grosse novità ci saranno, con le prossime elezioni presidenziali in Francia, con le prossime elezioni politiche in Italia e con la scadenza del mandato di Mattarella; intanto, l’attuale  governo italiano si accosta a Usa, Cina e Russia.

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Con le elezioni al parlamento europeo, l’Italia ha perso tre rappresentanti importanti nelle istituzioni UE, ma il suo governo pare brindare alla vittoria, un anno fa Francia e la Germania firmarono una dichiarazione per rinnovare gli impegni europei di solidarietà, giustizia e pace, per affrontare assieme la crisi migratoria,  per una tassazione comune; purtroppo però, dopo le elezioni europee, l’asse franco-tedesco, a causa delle diffidenze reciproche, pare scricchiolare.

Macron e Merkel hanno rilevanti problemi di consenso interno, Berlino non vuole più il ministro delle finanze europeo, non vuole un consistente bilancio europeo, capace di sostenere le riforme; inoltre, per il controllo delle istituzioni europee, è iniziato uno scontro tra Francia e Germania, mentre in UE sono nate nuove temibili formazioni politiche.

Macron si è opposto al disegno di fare presidente della commissione europea il rappresentante del gruppo politico più numeroso a Strasburgo, che doveva essere il tedesco Manfred Weber del partito popolare; vuole essere l’ago della bilancia europea, ma, sul piano politico interno, sta per essere superato da Le Pen e Salvini, che avanza grazie all’assenza di una politica europea sull’immigrazione.

Come accade in Italia, la maggioranza che sostiene il governo francese è eterogenea,  fino a oggi, le istituzioni europee sono state controllate surrettiziamente dalla Germania, tramite suoi agenti sotto altra bandiera; questo paese, economicamente florido, non vuole la condivisione dei rischi, la solidarietà e i riequilibri economici interni, mentre in Francia il processo di risanamento delle finanze procede a rilento.

Quest’anno in Francia, il deficit di bilancio arriverà al 3,1%, costringendo il governo a rinviare ancora l’obiettivo del pareggio di bilancio; è un risultato peggiore di Spagna e Italia. La Germania, per non perdere la faccia, non può più fare altri sconti alla Francia, come già fatto in precedenza, il commissario francese Moscovici, tanto fazioso, sta per lasciare il posto e pare ignorare il particolare.

Macron ha capito le trame sotterranee tedesche, ha fatto un patto di dominio sull’UE con la Germania e poi, nell’interesse sovranista del primato di Parigi, per il controllo delle istituzioni europee, si è messo in competizione con la Germania; perciò l’alleanza tra i due paesi, sostanzialmente, non esiste più. I dirigenti tedeschi, delusi dagli sviluppi della situazione e dalle reazioni italiane, come la volpe che, quando non arriva all’uva, afferma che è acerba, ora affermano che possono fare a meno dell’UE e dell’Europa.

Intanto anche in Germania, ricca di riserve finanziarie per gli attivi commerciali e di bilancio, utilizzati per favorire la penetrazione politica in paesi come l’Italia, anche se con pochi disoccupati, con la crisi di sovrapproduzione, cresce la disperazione dei lavoratori tedeschi più poveri, a Parigi la situazione non è migliore. 

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 1/7/2019)

ITALIA

Curiosità monetarie: chi rifiuta una banconota legale, anche se a corso forzoso o senza copertura e senza garanzia statale, secondo la legge, deve essere condannato. Anche i falsari di banconote sono condannati, chi le distrugge anche. Lo stato può ripudiare le sue banconote, che sono certificati irredimibili di debito pubblico, ma garantisce il risparmio solo fino a una certa cifra, però non garantisce dall’inflazione che esso alimenta e che, come le imposte, toglie potere d’acquisto alle banconote. Il debito pubblico può essere consolidato dallo stato, allungandone la scadenza, può essere denunciato, in tutto o in parte, e può esserne ridotto forzatamente l’interesse dei titoli di stato già emessi e in circolzione, con imposte o senza; l’Italia lo potrebbe fare agevolmente, perché trova facilmente finanziatori del suo deficit di bilancio.

Allo stato non conviene azzerare debito pubblico e deficit di bilancio, perché i sudditi contribuenti pretenderebbero una riduzione sostanziale delle imposte; lo stato è una società segreta nata per la riscossione delle imposte, in cambio di una protezione o scurezza concessa ai sudditi contribuenti; nel diritto commerciale, quando l’oggetto sociale non si può raggiungere, la società deve essere sciolta.

Come esiste il plus valore d’impresa, o profitto, esiste il plus valore di stato, che è quanto va ai soci occulti dello stato e ai suoi alti burocrati, comprati con privilegi economici, per averne obbedienza, omertà e complicità. I plus valore destinato ai soci dello stato scaturisce dalla loro fornitura, a prezzi monopolistici incontrollati, di beni come le armi, servizi bancari, ospedalieri e scolastici privati e di grandi appalti, anche tramite fiduciari o prestanomi; da sottolineare che la copertura per la flax tax non è richiesta per le spese militari, i paesi piccoli fanno debiti all’estero, ma le armi le pagano in contanti.

L’Italia era il paese più europeista e ora è quello che lo è di meno, è entrata in Europa perché non  riusciva a riformarsi o cambiare da sola e la Germania, alleata di chiesa, mafia e mercati, ha cercato di affondarla, per annettersela completamente. Monti, agente dei mercati, ha cinicamente affermato che dovrebbe adattarsi, altrimenti in Europa torneranno i venti di guerra.

La crisi economica della fabbrica di elettrodomestici Whirlpool di Napoli, controllata dagli americani, che aveva ricevuto aiuti dallo stato italiano per continuare a produrre e per salvaguardare l’occupazione, probabilmente, con l’intervento dei sindacati e di Di Maio e con le manifestazioni degli operai dell’azienda, avrà un esito a spese dello stato. Bisogna dire che chiudere un’industria significa perdere tecnologie e occupazione; inoltre, da un’impresa che non fa profitto, lo stato trae sempre Iva sul venduto e imposte sui salari dei lavoratori che, a volte, pareggiano gli aiuti di stato.

Bisogna considerare che gli investimenti nelle opere pubbliche creano occupazione, mentre oggi, quelli nelle industrie private, anche con incentivi fiscali, servono prevalentemente a ridurre i costi del lavoro e non ad aumentare l’occupazione; inoltre, le imprese delocalizzano per ridurre i costi di lavoro, energia e imposte. Perciò, vista l’apertura dei mercati, il salario minimo, che esiste in altri paesi, non dovrebbe essere troppo alto e dovrebbe essere variabile secondo il tipo d’industria e secondo la sua produttività e redditività.

Non hanno diritto solo le donne di lamentarsi, con gli incentivi, lo straordinario, il grado e l’anzianità, il salario e lo stipendio uguali per tutti non esistono, non esistono tra stati dell’UE e nemmeno all’interno degli stessi stati, anche se, con le delocalizzazioni dettate dalla globalizzazione, a volte sarebbe necessario introdurre nell’UE un salario minimo, per evitare che l’occupazione diminuisca in Italia e aumenti in Europa orientale.

Secondo la Bce di Mario Draghi, la proposta di Lega, Fratelli d’Italia e M5S di acquisire, da parte dello stato italiano, l’oro e le riserve della banca d’Italia, confligge con i trattati europei, con lo statuto della banca, con la costituzione italiana, con l’indipendenza della banca centrale e con la proprietà privata. L’europeista Draghi afferma che la BCE ha competenze esclusive per la politica monetaria e per la destinazione delle riserve, già vendute dalla GB, e che le relative decisioni della Banca d’Italia dipendono dalla BCE e non dallo stato italiano, afferma che, se lo stato se ne appropria, contro o  trattati europei, finanzia il suo bilancio.

Con i trattati europei, sarebbe stato utile uniformare lo stato giuridico di tutte le banche centrali europee, ma li governi italiani preferivano fare regali ai mercati. Per procedere alla nazionalizzazione della banca centrale risparmiando, la Meloni propone di abolire la riforma del 2013 che rivalutò il capitale della banca e quindi le riserve, la quale fece un regalo agli azionisti di Bankitalia; comunque, occorre ribadire che le riserve della banca centrale appartengono allo stato italiano e non alla Banca d’Italia o alla Bce, la banca ne è solo il custode per conto dello stato, come lo sono le banche private per i depositi privati.

Uno scandalo ha investito il CSM, organo di autogoverno dei magistrati, che non esiste in altri paesi democratici, che ha ottenuto maggiore indipendenza di altri organi costituzionali; il CSM è competente per le nomine negli uffici giudiziarie e per le azioni disciplinari contro i magistrati. Bisognerebbe riflettere liberamente se quest’organo ha un senso o debba essere abolito, lo stato deve funzionare e non serve invocare sempre e inutilmente la democrazia; al momento, i suoi giudici pare lo stiano riformando, dando più peso alle componenti di sinistra.

Con la caduta del fascismo e con l’attuale costituzione, per esorcizzare l’autoritarismo, sono stati depotenziati presidenza del consiglio dei ministri, ministro della giustizia, ministro degli interni e, con la Nato, ministro della difesa; mentre è stato potenziato, a danno del parlamento, il ruolo del presidente della repubblica. Poi l’UE, togliendo altre fette di sovranità allo stato italiano, al parlamento italiano e agli italiani, ha provveduto a depotenziare il ruolo del ministro del bilancio, della banca d’Italia e, ancora una volta, del parlamento italiano.

Le competenze del consiglio superiore della magistratura andrebbero conferite, con delega del ministro della giustizia, ad alcuni dirigenti del ministero, assistiti da consulenti; mentre, per quanto riguarda la riforma della giustizia, che dovrebbe essere, oltre che indipendente, anche più veloce, più economica e meno farraginosa, la riforma dei codici dovrebbe fare capo al ministro della giustizia e al parlamento. Vale la pena di ricordare che, con il patto sociale, in cambio di sicurezza e giustizia, i sudditi hanno accettato di pagare imposte, rinunciando a  farsi giustizia da se.

Poiché l’accordo di Schengen sulla libera circolazione non riguarda l’immigrazione  clandestina ma i cittadini dell’UE, Salvini, in mancanza di ripartizione degli immigrati, per bloccare l’immigrazione clandestina, anche dal nordest, oltre alle espulsioni, quando riesdcono, ha proposto il pattugliamento del confine con gli sloveni o la costruzione di un muro. Su questa immigrazione, contro il governo italiano, l’informazione fa spesso, a favore di Francia, Germania e Vaticano, del terrorismo mediatico.

L’Olanda si è rifiutata di accogliere gli emigranti dell’ONG tedesca Sea Watch, battente bandiera olandese, e deputati del PD sono saliti sulla nave, guidata dal capitano Carole Rackete, con lo scopo di sostenere la sua azione in violazione delle leggi italiane e di promuovere a suo favore una raccolta straordinaria di fondi; intanto altri barconi o gommoni sono salpati per l’Italia, partenti anche dalla Turchia, a volte messi in mare, senza motori, da navi vicine alle acque territoriali italiane.

A parte il denaro versato dai migranti agli scafisti e ad altri intermediari, con le donazioni, tra il 2017 e il 2018, l’ONG tedesca Sea Watch, ha incassato 3,5 milioni di euro;  i volontari che vi prestano servizio, per tre settimane di lavoro, ricevono 2.000 euro e perciò ha molte domande. Tra i requisiti richiesti, c’è la conoscenza dell’Italiano, perché la destinazione preferita della nave è l’Italia e non il porto più vicino, come vuole la legge del mare.

La corte europea dei diritti dell’uomo sostiene le ragioni dell’Italia; la nave, a causa delle sue violazioni, è stata minacciata di sequestro, di una multa e dell’arresto del capitano, sostenuto da Lerner, Cacciari e pseudo intellettuali di sinistra  (si fa per dire). Ciò malgrado, la capitana Carole ha forzato il blocco e la nave Sea Watch è arrivata a Lampedusa, schiacciando una motovedetta della guardia di finanza; è stata arrestata e gli immigrati dovrebbero essere distribuiti tra diversi paesi, ma in passato sono fuggiti dai centri di accoglienza e si sono dispersi; la nave è stata sequestrata, in precedenza, per atti analoghi, era  stata già sequestrata e poi dissequestrata. 

La procura di Reggio Emilia sta indagando sul business degli affidi retribuiti di minori, arrestando assistenti sociali, medici, politici, un giudice e un sindaco del PD; gli assistenti sociali accusavano i genitori di essere pedofili, poi l’associazione per delinquere, portava via i figli e faceva i soldi con l’affido, affidandoli anche a genitori pedofili, mettendoli in case famiglia gestite da cooperative che ricevevano molti contributi dai comuni.

In conflitto d’interesse, alcuni giudici avevano anche incarichi nelle cooperative che gestivano case famiglia, le quali hanno fruttato un miliardo di euro; con elettroshock e torture si convincevano falsamente i bambini di avere una patologia post traumatica da abuso. Preparando il terreno con il solito tam tam, la televisione italiano ha insistito molto, sugli immigrati profughi di guerra, sull’abuso dei genitori sui figli e sulle violenze alle donne, accorgendosi in ritardo delle violenze delle donne a danno di bambini e anziani; al momento, la proposta di un’indagine parlamentare sulle comunità che accolgono i minori è bloccata, bisognerebbe indagare anche sull’opaco sistema degli affidi familiari.

EUROPA

 Il Consiglio d’Europa di Strasburgo ha votato a favore della riammissione della Russia, sospesa dopo il suo scontro con l’Ucraina, anche con lo scopo di garantire ai russi l’accesso alla corte europea dei diritti umani. Per eleggere il nuovo segretario generale, ora si attende che la Russia nomini una sua delegazione; la Russia, sospesa nel 2014, ha smesso di versare la sua quota annuale, causando un ammanco di 60 milioni di euro. Queste istituzioni costano come gli enti inutili italiani e, per conservare i posti, è difficile abolirle, perché tanti vivono da nababbi tra le loro file, anche se con risultati scarsi, mentre gli operai devono lottare per l’occupazione e il salario minimo.

 

Mario Draghi, per favorire banche, grandi imprese e le esportazioni tedesche, vuole tagliare i tassi e, con il QE, vuole dare più denaro alle banche, perciò Trump ha accusato la Bce di puntare alla svalutazione dell’euro che danneggerebbe la ripresa economia americana. Lo stimolo monetario del QE fu varato nel 2015, cioè dopo il fallimento del piano LITRO del 2011, trattasi di operazioni di rifinanziamento, a lungo termine, della BCE, che rifornì di liquidità solo le banche e le imprese esportatrici tedesche, non le piccole imprese dell’UE; è accaduto anche con il QE.

Invece di aiutare la produzione, queste risorse hanno alimentato, fino a oggi, il circuito finanziario e speculativo; comunque, Draghi afferma di voler tenere sotto controllo, con le sue misure, il debito pubblico e lo spread italiano, però condivide la politica di austerità imposta all’Italia e il rispetto delle regole europee. Questa politica ha ostacolato gli investimenti pubblici, sacrificato il rilancio della domanda interna, l’aumento dei salari e delle pensioni e ha ostacolato la riduzione delle tasse e, con il rigore dei conti pubblici, ha imposto la spending review e attaccato i minibot, sollecitando al governo italiano un’altra manovra di bilancio con carattere recessivo.

La Mogherini, Tajani e Draghi non hanno mai difeso il governo italiano, ma la commissione europea; a capo delle istituzioni italiane ed europee, l’Italia ha sempre nominato agenti dei mercati; è per questo che Draghi potrebbe diventare il successore di Juncker, a capo della commissione europea. Con l’aiuto di Mattarella, ligio all’UE, è iniziato il negoziato sulla procedura d’infrazione contro l’Italia, mentre la Francia, che ha commesso le stesse violazioni, non si può toccare perché è il paravento della Germania.

CINA

Un cinese è stato eletto presidente della FAO, agenzia dell’Onu per la lotta alla fame nel mondo, con sede a Roma, la Cina guarda soprattutto all’Africa, maggiore beneficiaria di questi aiuti internazionali, infatti, si sta espandendo nel continente, anche a spese della Francia e del franco neocoloniale FCA. Per il suo collegamento con l’Africa, beneficia dell’utilizzo del porto di Palermo, concesso dall’Italia e, per la via marittima della seta verso l’Europa continentale, di Genova e Trieste.

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it; viruslibertario@gmail.com.

 

  ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 24/6/2019)

ITALIA

Diversamente da ciò che sostiene la commissione europea, il Fondo monetario e gli speculatori, che si fanno sentire tramite l’informazione, l’Italia, tra riserve, crediti verso l’estero, risparmio privato, scarsi debiti privati e patrimonio pubblico e privato, ha ampie ricchezze in grado di garantire i creditori del suo debito pubblico; eppure l’UE, a trazione tedesca, insiste ancora, con minacce di procedura d’infrazione, nel proporre altre misure recessive all’Italia che, diversamente dalla Francia, da 37 anni, per ridurre il suo debito, ha avanzi primario di bilancio, che hanno tolto risorse alla spesa pubblica e all’economia, perciò è ancora in recessione e il suo Pil non aumenta.

Il Pil italiano, in termini reali, è ancora inferiore a quello del 2008, mentre Francia, Germania e Spagna l’hanno aumentato, inoltre, in Italia, il rapporto debito/Pil non migliora. Dal 1992 al 2007 l’Italia era riuscita a ridurre questo rapporto, ma Francia e Germania sono state meno severe nella gestione del loro bilancio; l’Italia, su impulso tedesco, è stata sempre fustigata dalla commissione europea, però, anche in Francia e Germania, con le crisi bancarie, il rapporto debito/Pil è peggiorato.

L’Italia ha usato gli avanzi primari per pagare gli elevati interessi del suo debito pubblico, fatti salire dalla speculazione; i governi italiani sono stati sempre troppo zelanti e remissivi con l’UE, in pratica con Germania e Francia che la dirigono. Perciò, il credito all’economia si è ridotto e poi è crollato, è andato meglio in Francia, che però, per aiutare le sue banche in dissesto, violando il limite del 60% sul Pil fissato dai trattati, è stata costretta a portare il suo indebitamento al 100% del Pil; poi la Germania, dopo ave comprato i nuovi titoli del debito pubblico francese, ha cercato di impedire all’Italia d’intervenire allo stesso modo a favore delle sue banche in crisi.

Nonostante il ruolo dell’UE contro l’Italia, secondo Savona, l’Italia rimane un paese solido e oggi si deve confrontare da solo contro il problema dell’emigrazione; in alcuni paesi africani, i crediti e gli aiuti internazionali sono utilizzati dalla classe dirigente anche per finanziare l’emigrazione, diventata un business, su cui guadagnano carovanieri, scafisti, mafia, ONG, Soros, criminali, produttori agricoli italiani, sfruttatori di prostitute, pedofili, trafficanti di organi, di droga, ricettatori e spacciatori. In generale, in difetto di sovranità monetaria, gli immigrati servono a calmierare i salari, cioè a favorire la svalutazione interna dei prezzi.

Le ONG hanno traghettato gli immigrati dalle coste libiche, bloccati poi da un decreto di Salvini, ora li rilasciano, su dei gommoni, fuori delle acque territoriali italiane, da dove arrivano in Italia, con il plauso del papa e con l’inerzia o l’impotenza di Salvini. L’unico argine all’immigrazione clandestina sono i 6.000 euro richiesti dai trafficanti, se avessero fatto prezzi popolari, senza guadagni per gli intermediari, quanti sarebbero stati gli immigrati arrivati in Italia?

A causa del ruolo svolto dall’informazione italiana e dalla banca d’Italia, ostili al governo gialloverde, solo una minoranza di politici europei, in buona fede, è riuscita a capire la vera situazione italiana, che non è drammatica come la si descrive e i mercati l’hanno capito; in pratica, la commissione europea, succube della Germania, che calpesta l’Italia, si fa influenzare anche dalle chiacchiere dell’informazione italiana.

Il disfattismo europeista, tramite i suoi esperti di parte, è dominato dalla propaganda dell’informazione, al riguardo, paradossalmente, euronews sembra più obiettiva della televisione italiana che fa propaganda a favore dell’UE, del PD, del Vaticano e dei mercati. In Germania il governo controlla la televisione, mentre in Italia la controlla l’opposizione e il governo la finanzia.

Con il ruolo di sudditanza dell’Italia, perché i suoi massimi dirigenti sono controllarti dallo straniero, l’UE ha comunque affermato che il governo gialloverde tenta di controllare l’informazione; in realtà, le nuove nomine alla Rai non hanno cambiato il quadro, il governo finanzia l’informazione che è in prevalenza a favore dell’opposizione, che perde voti, mentre la stampa perde lettori.

PD, papa Francesco, Soros e informazione sono stati i grandi sponsor dell’immigrazione, quella regolare e certificata non avrebbe garantito questi guadagni; l’Italia è diventata il primo esportatori di organi da trapianto e l’UE ne chiede sempre di più, la chiesa e i suoi uomini fanno eco. Intanto coop rosse e bianche sfruttano i lavoratori, immigrati o meno, i quali svolgono anche servizi esternalizzati dai comuni.

I rappresentanti italiani presso le istituzioni europee, per lo più massoni, hanno fatto gli interessi della Germania e gli euroburocrati e i parlamentari europei, per conservare i loro privilegi, assecondano le trame contro l’Italia. Draghi si è espresso contro i minibot e i corrispondenti Rai in Usa si sono espressi contro Trump e Israele, la Mogherini si è espressa a favore dell’Iran, Juncker, Moscovici e Dombrovskis sono sempre contro l’Italia.

L’informazione ha assecondato il disegno imperiale della Germania e perciò in Italia la stampa ha perso lettori, ma ora, visti i successi di Salvini e Trump, pare si stia in parte  ravvedendo, cioè ha cambiato un po’ il tono. Tria, Moavero e Mattarella sono filo europei e potrebbero essere cancellati dopo le prossime elezioni  politiche e presidenziali; Fico e Di Battista, con un governo fatto da Lega e Fratelli d’Italia, potrebbero seguire la stessa sorte.  Di Maio ha richiamato Di Battista affermando che indebolisce il governo, secondo un  sondaggio, Salvini è il politico italiano più amato in Francia, la televisione italiana non  lo avrebbe mai detto.

Lo statista Salvini si deve confrontare con Pd, alleati, UE, informazione e Mattarella, gli italiani capiscono, perciò potrebbe raggiungere il 51% dei suffragi. Nelle trattative sul deficit di bilancio italiano (che è inferiore a quello francese) e sulla minacciata procedura d’infrazione all’Italia, Conte ha dichiarato che il governo italiano, nelle nomine europee e nella commissione europea, ha deciso di appoggiare i nomi di quelli disposti a ridiscutere le regole europee.

Savona ha affermato che, con il suo patrimonio e il suo risparmio, l’Italia potrebbe avere un debito pubblico anche pari al 200% del Pil, infatti, il Giappone ne ha uno del 250%; però il Giappone ha notevoli vantaggi sull’Italia, ha una sua valuta, il suo governo s’indebita solo presso i giapponesi e remunera a basso interesse i suoi bond, mentre gli spread italiani sono fatti salire dalla speculazione.

Savona afferma che i giudizi negativi espressi dalle istituzioni internazionali sull’Italia e le denigrazioni delle istituzioni europee sono il risultato di un pregiudizio e un aiuto alla speculazione contro l’Italia; questi pregiudizi sono rafforzati dal ruolo svolto contro l’Italia da Mattarella, Visco e Boccia. Dal 1981, con il divorzio tra Tesoro e Banca d’Italia, questa non presta più denaro al bilancio dello stato e l’Italia è diventata vittima di euro e spread.

Speculatori e tecnocrati europei sono in combutta contro l’Italia, all’Italia occorrono più investimenti, il nostro paese non è insolvente perché paga i suoi debiti e perciò trova ampio credito all’estero; tuttavia, per sfuggire alle grinfie della finanza internazionale, gli italiani, invece di inviare risparmio all’estero, anche per ragioni fiscali, come fa il Giappone, devono indirizzarlo al finanziamento dello stato e agli investimenti interni. Il risparmio italiano supera i 4.000 miliardi di euro ed è superiore al debito pubblico, così l’Italia si sottrarrebbe al ricatto della speculazione internazionale; tra gli esportatori di capitali nei paradisi fiscali ci sono Vaticano, vescovi, ordini religiosi, capitalisti, mafia e alti dirigenti pubblici e privati.

Dopo aver accusato la Banca d’Italia di non aver vigilato per prevenire le crisi bancarie, Lega e M5S hanno proposto una riforma della banca dì’Italia, rispettandone l’autonomia e ispirandosi allo statuto della banca centrale tedesca; la riforma modifica le regole di nomina del governatore e del direttivo e attribuisce al parlamento il potere di modificare il suo statuto.

Fino ad oggi le modifiche dello statuto erano deliberate dall’assemblea straordinaria, in pratica dalle banche che partecipano al suo capitale, il PD è stato il guardiano dell’autonomia della banca centrale e delle grandi banche. Lega e M5S vogliono che i membri del direttivo siano nominati da governo e parlamento, così la nomina di governatore, direttore generale e dei due vice direttori generali, secondo il progetto, passeranno al governo e al parlamento.

Oggi i ruoli della banca centrale, privata da UE ed euro dell’emissione monetaria, del controllo sulle banche e della tesoreria unica, sono molto ridotti rispetto al passato, perciò anche la banca d’Italia, se perdurano UE ed euro, dovrebbe dimagrire in termini di competenze, personale e privilegi economici. Oggi il governatore è indicato dal governo e nominato dal presidente della repubblica, mentre il direttivo è nominato dal consiglio superiore della Banca.

Con la riforma, cresce il ruolo del governo sulle sue nomine, con ciò, l’Italia mira ad avvicinarsi agli standard europei e a sottrarre la banca centrale alle influenze esterne o internazionali. In Italia esiste però un’altra anomalia da sanare, diversamente dalla Germania, il paese, con le privatizzazioni, sollecitate anche dall’estero, non ha più banche pubbliche, quindi il capitale della banca centrale è controllato dalle banche. La banca d’Italia paga imposte sui suoi profitti allo stato, come fosse un’impresa privata e non un organo pubblico, rivendicando contemporaneamente, diversamente da altre istituzioni, la sua autonomia dallo stato. 

Per pagare debiti arretrati verso le imprese per 30 miliardi di euro, il governo vorrebbe emettere minibot, che sarebbero altro debito a breve, ma, visti i rendimenti dei BOT, senza remunerazione; tuttavia, tralasciando le polemiche di Draghi al riguardo, che si è chiesto se i minibot sono denaro o titoli del debito pubblico, in economia si afferma che il concetto allargato di moneta include anche prestiti bancari, depositi in c/c, criptovalute, assegni, cambiali, derivati e titoli di stato come i BTP e i BOT, perché sono tutti mezzi di pagamento circolanti valorizzati da chi li accetta, anche se senza copertura o garanzia statale.

Se l’Italia uscisse dall’euro, sarebbe per essa un affare, potrebbe rimborsare il debito con gli euro in suo possesso, materiali o scritturali, e poi lo stato potrebbe emettere una sua moneta; gli Usa, per azzerare i loro debiti pubblici e privati, potrebbero ripudiare il dollaro dandosi un’altra moneta, senza dover rimborsare niente a nessuno, lo potrebbero fare quando gli operatori disinvestono in Usa, la potenza militare americana sarebbe in grado di dissuadere, da qualunque reazione, i paesi creditori.

Ora gli Usa, con il loro grande deficit commerciale, possono solo svalutare il dollaro, aumentare i dazi all’importazione e agire sui tassi d’interesse, cioè aumentando gli interessi sui bond e abbassandoli per i prestiti a imprese e famiglie. Anche i debiti pubblici si possono ripudiare, rinegoziare, consolidare, mentre in Italia i privati falliti  sono esposti alla gogna, iscritti nel registro dei falliti e non possono iniziare un’altra imprese se prima non pagano tutti i debiti; invece in Usa, se trovano altro credito bancario, possono farlo.

Il neocolonialismo francese, con il franco FCA, affama larga parte dell’Africa, alimentando l’immigrazione, con la chiusura delle frontiere, Francia e Germania ci restituiscono immigrati arrivati dall’Italia e la Svizzera chiude alcuni valichi con l’Italia; è la naturale conclusione o controindicazione alla globalizzazione e alla società aperta di Soros e di papa Francesco, che hanno patrocinato l’abolizione delle frontiere e l’emigrazione.

La sinistra italiana è a favore di UE, banche, papa e immigrazione, ha voltato le spalle ai lavoratori italiani, i quali gli hanno tolto il voto. Le privatizzazioni non funzionano perché lo stato continua a pagare per i servizi privatizzati, per far decollare l’Italia, occorre utilizzare i fondi europei, fare investimenti con la spesa pubblica, ridurre gli sprechi della pubblica amministrazione, contrastare la burocrazia e la corruzione, tagliare tasse a imprese e famiglie, tagliare pensioni ed emolumenti elevati e abolire l’elusione o evasione legale delle imposte, della quale la televisione non parla mai, ma condanna l’evasione privata.

Gli azionisti dello stato, che assomiglia a una società segreta, sono preoccupati da questa prospettiva, come dell’abolizione dei paradisi fiscali e dell’elusione fiscale. Salvini, boicottato dall’informazione, è stato premiato dagli elettori e si sta rivelando un vero statista, ora il bavarese Manfred Weber chiede il sostegno dell’Italia per la sua  nomina a presidente della commissione europea, da dove potrà aiutare l’Italia concedendole più flessibilità di bilancio e meno rigorismo e austerità.

Non è sufficiente partecipare alle decisioni europee alle quali l’Italia è stata spesso assente, i grandi attori, come Francia e Germania, concertano in anticipo le loro proposte da portare in assemblea, quindi l’Italia, per stare nell’UE, deve ricercare delle alleanze. Dopo i successi elettorali della lega e con un rimpasto nel governo italiano, alla lega potrebbero andare i lavori pubblici e la difesa e Dio Maio potrebbe cedere anche un suo ministero, ma Mattarella, che è europeista, si oppone, anche Fico e Di Battista, per far durare questo governo, andrebbero  tacitati.

La chiesa, assediata da omosessuali, pedofili e affaristi, con Avvenire, il quotidiano dei vescovi italiani, fa pubblicità all’Islam, se un quotidiano islamico facesse la stessa cosa, la sua redazione sarebbe messa a fuoco, del resto; la chiesa si è accorta in ritardo anche delle persecuzioni islamiche nei confronti dei cristiani. Con il decreto sicurezza di Salvini, ora le navi delle ONG rischiano il sequestro, le corrette azioni della magistratura politicizzata erano state depotenziare a favore dell’immigrazione; come capo del consiglio superiore della magistratura, della corruzione sulle nomine da parte del CSM, Mattarella doveva essere a conoscenza.

Per pagare i 30 miliardi di debiti dello stato, si è proposta anche un’imposta del 15% sul contenuto delle cassette di sicurezza, che naturalmente aumenterebbe la pressione  tributaria, sembra che nelle cassette siano custoditi 200 miliardi di euro in contanti, anche perché, in banca, i depositi non sono più remunerati; sulla proposta, apparentemente rientrata, l’informazione alimenta la sua bagarre.

Nelle scuole islamiche di Pisa, per insegnare il Corano, si puniscono bambini con mazze, bastioni e barre di ferro. Le sentenze della magistratura possono essere anche curiose, ad Aosta, un vice procuratore ha sentenziato che non è reato affermare che i napoletani sono tutti ladri, un altro giudice affermò che la parola terrone non rappresenta un’offesa ma cafone si. Come fatto con la rottamazione delle auto vecchie, nonostante l’Italia manchi ancora delle relative colonnine per il rifornimento, il governo ha votato incentivi per l’acquisto di auto elettriche, che l’Italia non produce, ma le produce la Francia, sembra un aiuto alla Francia che ci maltratta.

Salvini ha confermato il finanziamento pubblico annuo, per tre milioni di euro, a radio radicale, che è sempre stata contro il governo gialloverde; il partito radicale è stato prima laico, poi a favore dei detenuti, europeista e a favore dell’immigrazione. Pannella affermava che le carceri italiane erano, non solo sovraffollate, ma anche dei lager, però, un detenuto americano, recluso in carcere italiano per droga, ha affermato che le carceri italiane sono meglio di quelle americane, che assomigliano a gabbie di ferro singole. Probabilmente Salvini, criticato da Di Maio, ha ceduto al ricatto dell’informazione che tratta bene quelli che la finanziano, mentre i suoi lettori diminuiscono.

In realtà, per superare la crisi, non bisogna finanziare i predicatori laici o religiosi, ma fare credito a chi non ha risorse e ha poche garanzie, ma ha buoni progetti; invece Avvenire ha lanciato un appello ai bambini, per saldare le spese dell’elemosiniere del papa, sostenute per la corrente  elettrica non pagata di un edificio occupato da immigrati, intanto in chiesa si rubano offerte e arredi. Contro la psicosi alimentata da Moscovici e informazione contro l’Italia, gli investitori esteri fanno incetta di BTP italiani, anche con gli interessi in calo, dimostrando di voler concedere credito all’Italia.

In Piemonte, il presidente Chiamparino è stato sostituito da Cirio del centro destra, che ha tolto il sostegno economico al raduno antileghista del gay pride. Nel carcere di Padova la direzione ha concesso una cella matrimoniale a due gay tunisini spacciatori, in Tunisia non avrebbero avuto tanta fortuna. Il prete brianzolo Giorgio De Capitani celebra le funzioni religioso e non è stato spretato, tuttavia, senza conseguenze giudiziarie, ha invitato a uccidere Salvini.

A proposito della nave traghettatrice di un’ONG tedesca, Sea Watch, la commissione europea ha stabilito che la Libia non è un posto sicuro, perciò sarebbe meglio accogliere gli immigrati imbarcati in Italia. La CGIL senza accennare allo sfruttamento della donna, per non danneggiare corpo e carriera delle donne benestanti, si batte per l’utero in  affitto.

EUROPA

Nei paesi dell’UE, c’è stata una bassa affluenza alle elezioni europee, soprattutto nei paesi dell’Europa dell’est, da esse risulta che la Germania, per i vantaggi che riceve dall’UE, è prevalentemente europeista, Francia, Italia e GB sono prevalentemente sovraniste e la Spagna, che ha utilizzato sapientemente i fondi europei, ha confermato il sostegno ai socialisti che perdono in tutta l’UE.

La Germania va però anche a destra e, dagli ultimi sondaggi, pare che i verdi siano diventati il primo partito, in Gran Bretagna è cresciuto il partito Brexit di Farange e il prossimo cancelliere dovrebbe essere Boris Johnson che è a favore della Brexit. L’UE, attualmente telediretta dalla Germania, per superare la sua crisi politica, dovrebbe riformarsi e dare più spazio alle regioni e agli stati partecipanti, archiviando l’austerità di bilancio; in Italia sono antieuropeisti sia la Lega che il M5S, nel paese ci saranno grosse novità con le prossime elezioni politiche e con la scadenza del mandato di Mattarella che è europeista come Tria.

Facebook, con la collaborazione di grandi aziende di servizi, vuole creare una nuova criptovaluta, la libra, che dovrebbe fare concorrenza a dollaro ed euro. Dopo il bitcoin, nato dieci anni fa, che non ha avuto grande diffusione, ma ha favorito la speculazione sulla sua quotazione, a questo nuovo progetto di criptovaluta o valuta digitale dovrebbero partecipare anche Amazon e grandi banche. Al progetto Libra partecipano, con capitale, 100 società, del sistema si avvantaggeranno i paesi sottosviluppati con poche banche; a causa dei dati personali acquisiti dalla nuova piattaforma, sono sorte preoccupazioni per la tutela dalle privacy.

La moneta virtuale Libra non dipenderebbe da banche o dalle banche centrali e priverebbe gli stati, come fatto dall’euro, della sovranità monetaria e forse della sovranità popolare, purtroppo, potrebbe favorire anche l’avvento di un governo mondiale; formalmente e inizialmente, sarebbe collegata alle maggiori monete internazionali, come il dollaro e l’euro, e avrebbe un valore più stabile dei bitcoin, garantirebbe pagamenti istantanei: Con questa moneta, Savona teme l’emarginazione del sistema bancario internazionale, delle banche centrali, forse anche di FMI e Banca Mondiale.

Tra gli economisti c’è chi sostiene che la moneta non è un valore ma un velo insignificante al cospetto dell’economia reale, e c’è chi sostiene che l’emissione monetaria con il deficit del bilancio dello stato e con le  operazioni di mercato aperto, anche dette quantitative easing, in sigla QE, possono stimolare l’economia; al riguardo però, pare che, con l’insuccesso del QE europeo, che non  ha aiutato la produzione, Mario Draghi sia stato smentito. Ora Trump attacca il progetto di Draghi che, per aiutare l’economia europea, vorrebbe svalutare l’euro, perché gli Uisa hanno una  bilancia commerciale passiva e l’UE ne ha una attiva.

Con il ruolo di UE e BCE, pare che la moneta sia divenuta importante, però sono più importanti produzione agricola, artigiana e industriale, come l’occupazione, inoltre è importante la domanda nazionale ed estera che stimolano la produzione e l’occupazione; perciò è importante sostenere i consumi con meno imposte e difendere salari, pensioni e stipendi. I lavoratori dipendenti non si costruiscono patrimoni personali, ma allevano figli e favoriscono la crescita del Pil; proletario viene da prole.

Macron, con idee confuse, è sovranista ed europeista, vuole una revisione di Schengen, un giro di vite sugli Imam predicatori e vuole fare concorrenza a Le Pen; la Svizzera vuole chiudere i valichi dall’Italia perché afferma che vi arrivano rapinatori italiani, è un altro attacco alla libertà di circolazione in Europa. La corte UE ha condannato l’Italia per il carcere a vita e un giornale tedesco chiama gli italiani straccioni, Macron ci dice rivoltanti, nessuna protesta e Mattarella si scusa con Macron per le reazioni italiane, dovremmo imparare ad avere più dignità e orgoglio.

Trump chiede la rivalutazione dell’euro e la riduzione dell’attivo commerciale tedesco che ha rafforzato il ruolo della Germania, però, senza chiedere permesso a nessuno,  potrebbe anche svalutare il dollaro, aumentare i dazi all’importazione, agire sui tassi d’interesse e tassare le società americane che hanno delocalizzato e non hanno fatto rientrare i profitti in Usa.

Le elite europee, prevalentemente di sinistra, si fa per dire, vogliono l’Eurabia e vogliono cancellare l’identità giudaico cristiana dell’Europa. Con il sincretismo religioso si può fare, con le crisi dei valori precedenti nacquero ebraismo, cristianesimo, zoroastrismo, manicheismo, islamismo e buddismo; comunque, per il quotidiano dei vescovi italiani, l’Islam è religione di pace, naturalmente come il cristianesimo delle crociate.

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 10/6/2019)

ITALIA

Quando i superburocrati si sentono inutili e improduttivi, per dimostrare che lavorano molto, s’inventano regolamenti e procedure amministrative inutili e più lunghe, che ritardano i tempi di esecuzione, aumentano il lavoro degli addetti all’amministrazione e richiedono nuove assunzioni; la loro numerosa platea di dipendenti serve poi a giustificare il loro ruolo o grado e il loro elevato stipendio. Ciò detto vale per l’Italia e per Bruxelles, Il blocco degli appalti italiani potrebbe dipendere anche da questo..

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Conte ha affermato che l’Italia ricostruirà 600 chiese distrutte dal terremoto, ma la chiesa cattolica avrebbe i mezzi economici per farlo da sola, del resto lo fa anche in Francia, il cui governo non  paga nemmeno la protezione alla chiesa cattolica, come fa l’Italia. Finita la seconda guerra mondiale, in Germania si pensò a ricostruire prima le fabbriche, invece In Italia, a spese del governo, si pensò a ricostruire prima le chiese, perciò è impossibile negare che l’Italia sia un paese confessionale; l’Italia non è stata mai indipendente nelle sue scelte, non bisogna dimenticare che è, di fatto, un protettorato dei mercati e del Vaticano.

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A volte le statistiche, diffuse dalla televisione, sono solo una forma di propaganda, il governo indiano è stato accusato dall’opposizione di aver falsificato le statistiche, aumentando il Pil e sottostimando la disoccupazione. Per l’Italia, in materia di corruzione, è tipica, ma poco convincente, la sua posizione statistica mondiale non lusinghiera, che serve a diminuire l’autostima degli italiani e a renderne più facile la sottomissione allo straniero.

EUROPA

Polonia e Spagna, grazie anche agli aiuti dell’UE, si sviluppano più velocemente dell’Italia meridionale, però la Spagna ha una disoccupazione di oltre il 17%, cioè più alta dell’Italia.

In Germania è stato assassinato il politico locale democristiano Walter Luebcke, inviso alla destra di Pegida, il quale, a favore della solidarietà cattolica, si era speso a favore degli immigrati. Le proteste popolari contro il governo non esistono solo in Francia, ma anche in Germania.

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Non è vero, come è stato sostenuto l’informazione mainstream, che, con le elezioni europee niente è cambiato, in Germania i socialdemocratici sono crollati e, secondo i più recenti sondaggi, i verdi sono diventati il primo partito, mentre in Italia la Lega continua ad avanzare e ora è arrivata a oltre il 36%; forse è stato aiutata dagli inviti a favore dell’immigrazione del papa e del suo megafono, cioè la televisione italiana, come dalla prese di posizione in materia, del presidente della camera Fico. Anche Fratelli d’Italia avanzano, mentre Forza Italia s’indebolisce e, di questo passo, alle prossime elezioni politiche, forse Lega e Fratelli d’Italia saranno in  grado di formare un governo da soli

In Germania gli industriali reclamano più investimenti in infrastrutture e digitale, in teoria, lo stato, grazia all’attivo commerciale e a quello del bilancio dello stato, avrebbe i mezzi per farlo, ma forse preferisce usarli per favorire, con la propaganda e acquistando amici, l’espansione economica e politica tedesca all’estero e soprattutto in Europa.

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Le religioni hanno patrimoni che investono nella terra, negli immobili e in borsa, la chiesa anglicana è importante azionista di Exxon Mobil, che l’anno scorso ha avuto un utile netto di 20,8 miliardi di dollari; la chiesa anglicana ha imposto, alle elezioni nell’assemblea della società, un nuovo presidente ambientalista, favorevole alla riduzione delle emissioni inquinanti, è sicuramente una prova di sensibilità, invece il papa preferisce spendersi a favore dell’immigrazione.

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L’autonominatosi direttorio dell’UE, cioè Francia e Germania, nelle persone del ministro delle finanze francese, Le Maire, e della cancelliera tedesca, Merkel, alla federazione degli industriali tedeschi hanno criticato le regole antitrust dell’UE, che non consentirebbero di competere alla pari con Cina e Usa; in quella sede, la Merkel ha criticato la bocciatura da parte della commissione europea della fusione tra Siemens e Alstom.

Recentemente, la commissione, presieduta da Margrethe Vestager, per proteggere le produzioni dell’UE, si è concentrata soprattutto sulle acquisizioni straniere in UE e sulla posizione dominante nel marcato di  Amazon e Google, ma la Merkel l’accusa di non permettere un’UE più competitiva; tuttavia, si sa che la Germania, violando i trattati europei, esporta più della Cina. Secondo Francia e Germania, la commissione europea dovrebbe favorire la nascita di campioni economici europei nell’ UE e nei mercati pertinenti come l’Africa.

Affermano che la politica sulla concorrenza non deve essere troppo restrittiva, però è scritta sui trattati, che la Merkel invita spesso a rispettare; ora questa vuole cambiare le regole dell’Antitrust e vuole che, con il cambiamento della commissione, in materia, si pronunci il consiglio europeo, cioè i governi. Comunque, è da ricordare che, dal 2010, la commissione ha respinto solo sette concentrazioni, anche così però, Le Maire ha richiesto la revisione delle regole antitrust europee ma, per il settore digitale, a dominio americano e cinese, chiede di ostacolare la concentrazione e invoca regole antitrust più severe; ha anche invitato a combattere i comportamenti anticoncorrenziali delle società più tecnologiche.

Tenuto conto che l’Italia è stata sempre assente nelle decisioni europee, bisognerà vedere cosa ne penseranno le lobby europee al servizio anche di Usa e Cina; la Merkel, secondo i telegiornali italiani, seria e rigorista, in questa questione rivela il suo opportunismo. La Germania ha violato i trattati con l’eccesso di esportazioni; per andare incontro ai creditori tedeschi e francesi, ha salvato le banche greche con soldi anche italiani, vietando poi all’Italia i salvataggi statali delle sue banche e imponendole il bail-in.

Con il trattato franco-tedesco, ha minato la sopravvivenza dell’UE, senza il permesso dell’UE e irritando gli Usa, ha fatto collegamenti ferroviari con la Cina e gasdotti diretti in Russia, poi all’Italia ha detto che, per la via marittima della seta, doveva chiedere il permesso all’UE. (Per le notizie, fonte: Chiara Rossi – startmag.it).

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Germania e Francia, con la partecipazione della francese Dassault e del consorzio europeo Airbus, hanno costituito un consorzio per la costruzione del caccia di sesta generazione FCAS; Gran Bretagna, Italia e Svezia hanno fatto altrettanto con il Tempest, al quale partecipano Rolls Royce e Leonardo-Finmeccanica. L’FCAS dovrebbe sostituire Tornado ed Eurofighter, la Francia punta anche all’esportazione di questo aereo che dovrebbe entrare in servizio dal 2040, gli Usa hanno già sostituito gli F22 con gli F35; per la difesa europea, l’UE progetta anche un nuovo carro armato franco-tedesco, che dovrebbe sostituire il Leopard 2A6-7 e il Leclerc francese. (Per le notizie, fonte: Aurelio Giansiracusa – startmag.it).

ISLAM

Pare che in Siria siano nate delle frizioni tra Russia e Iran, Mosca vuole garantire anche la sopravvivenza di Israele, mentre, nel Golan, l’Iran sostiene gli Hezbollah che, con i loro attacchi, vorrebbero distruggere Israele. L’Iran vuole il suo controllo politico sulla Sira mentre Mosca vuole solo sostenere Assad al potere; come accade nei paesi capitalisti che alimentano le guerre, Russia e Iran, finita la guerra in Siria, sono concorrenti nel business della ricostruzione della Siria; inoltre Mosca, per contenere il terrorismo sunnita in Russia, vuole un dialogo con Riad, nemica di Teheran.

Anche a causa delle loro posizioni verso Israele, cioè non solo per motivazioni religiose, gli stati sunniti si dividono dagli sciiti, ma si dividono tra loro anche i sunniti, infatti, il Qatar sunnita collabora, anche militarmente, con l’Iran sciita. Oggi il mondo islamico non pare trovare la pace, si arma, come già fatto nella storia da tanti stati, alimenta il terrorismo e alcune sue frange vogliono uno stato islamico integralista religioso, cioè un nuovo impero, impegnato nella distruzione di ebrei e cristiani,  con la falsa motivazione religiosa, perché la religione aiuta l’immolarsi dei combattenti.

Per favorire la loro penetrazione politica, Arabia e Turchia finanziano la costruzione di moschee in Europa, Russia e Africa; la Turchia, anche se appartenente alla Nato, si è avvicinata alla Russia, dove opera il terrorismo islamico e dove sono immigrati siriani e iracheni. Anche a causa delle sanzioni americane, la Russia è colpita da crisi economica e inflazione e perciò la popolarità di Putin è in calo; con la riforma delle pensioni, gli uomini vanno in  pensione a 65 anni, mentre la durata media della loro vita è di 66 anni; nel paese, soprattutto in città, aumentano povertà e proteste.

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 3/6/2019)

EUROPA

Alle elezioni europee, in Germania hanno vinto ancora gli europeisti, anche se ridimensionati, mentre i verdi sono aumentati di molto, il paese è europeista perché, diversamente dall’Italia, ha avuto grandi benefici dall’UE; però i sovranisti sono annidati anche tra nazionalisti, popolari, liberali, socialisti e verdi. I partiti verdi, ambientalisti ed ecologisti sono animati da buoni sentimenti, anche se spesso espressi male o non tradotti in pratica.

In Europa si consuma ancora carbone che inquina, gli allevamenti di bovini e suini inquinano, si fanno troppi contenitori e imballaggi poi gettati, i contenitori di alimenti, bevande e detersivi dovrebbero essere in vetro standard riutilizzabile con lavaggio, come si faceva una volta con le bottiglie della centrale del latte. Oltre all’impegno su raccolta e smaltimento dei rifiuti, bisognerebbe ostacolare l’uso della plastica e l’interesse delle industrie a favorire la sostituzione di macchine e apparecchi, invece della loro riparazione; alcuni componenti di macchinari di varie marche, dovrebbero essere standardizzati e comuni.

Le fotocopiatrici, spesso, costano meno del kit delle relative cartucce. Si dice spesso che l’UE dovrebbe puntare all’unione politica, Il fatto è che l’UE è nata a tavolino con un immaginario, anche se non immediato, disegno politico, che si è poi concretato in un disegno economico in mano a lobby di banche, industrie, ordini professionali e produttori agricoli. I politici non vedono l’ora di mettersi al servizio di chi li può pagare, non accade solo in Italia, anche i privilegi economici, derivanti dalla carica, sono un sistema di corruzione che vuole il consenso, a tutti i costi, da parte dell’alta dirigenza e dell’informazione.

La lega ha criticato la progettata riduzione degli aiuti europei all’agricoltura italiana ed europea, ma l’UE spende il 38% del suo bilancio a favore dell’agricoltura e il paese che se ne avvantaggia di più è la Francia; concede finanziamenti agevolati a vantaggio soprattutto dei paesi dell’Europa settentrionale che hanno favorito la produzione zootecnica che inquina, riducendo le importazioni da paesi, come l’Argentina, che avevano bisogno di esportare carne allevata nei pascoli.

In un disegno neo-imperiale, la Germania ha usato le esportazioni per avere risorse per condizionare politica e informazione e per comprare industrie degli altri paesi, favorendo la sua penetrazione politica ed economica in Europa e nell’Islam. In Ungheria Orban, grazie agli aiuti europei, si stringe alla Merkel e perciò rifiuta di collaborare con Salvini però, come l’Italia, rifiuta l’immigrazione, anche se nel suo paese c’è piena occupazione.

ITALIA

Dopo il successo, alle elezioni europee, del partito italiano della Lega, questa, per rafforzare la sua posizione, dovrebbe proporre una fusione con Fratelli d’Italia e lanciare una specie di Opa su Forza Italia, cooptando, per non disorientare gli elettori, solo i membri giovani che non hanno avuto responsabilità nel partito o che non ne sono stati portavoci.

I risultati italiani alle elezioni europee, a danno del M5S, sono soprattutto dovuti al protagonismo e all’eccesso di polemiche di Di Maio, che non ha capito che, a causa dell’UE e dell’immigrazione, il vento della politica italiano spinge a destra. Di Maio, a causa dell’insuccesso elettorale del suo partito, è sotto accusa ma, con le consultazioni in rete attraverso la piattaforma Rousseau, per il momento, è stato confermato ma, se va alle elezioni politiche anticipate, rischia di vedere dimezzata la sua rappresentanza parlamentare.

Bisogna tenere presente che i parlamentari pentastellati, come gli altri  non vogliono perdere il loro posto in parlamento che equivale a una vincita alla lotteria; quindi, in caso di disaccordi nel governo, il M5S non chiederà le elezioni politiche anticipate, ma le potrebbe chiedere la Lega, per bloccare la scelta di Di Battista alla guida del M5S e per contestare le prese di posizione di Fico, del ministro Trenta e altre riforme del M5.

Poiché i comunisti italiani, che hanno un piccolo partito, col tempo si fanno sedurre dal potere e dal denaro, infatti, con il trasformismo, in passato si sono evoluti passando da sinistra a destra e cambiando nome, privandoli di rappresentanza gli elettori, alle elezioni europee; hanno preferito loro un PD che è, praticamente, un partito di  destra che usa sempre i soliti slogan contro il governo, senza fare dell’autocritica, ma adesso pare essere corso ai ripari  con delle proposte di riforma.

E’ scaduta la convenzione con radio radicale, non rinnovata dal governo, al quale costava 3,5 milioni di euro l’anno, un’incredibile elargizione, come quella fatta alla stampa e alla  televisione, il partito radicale, che non ha superato lo sbarramento del 4% alle elezioni europee, ha accantonato la laicità dello stato e perciò la Bonino non affascina più nessuno.

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Il sottosegretario grillino alla difesa, Tofalo, ha criticato le scelte del ministro della difesa Trenta, del M5S, affermando che il nemico da combattere non è Salvini, ma l’apparato amministrativo del ministero che rifiuta il controllo politico; come dire, che la difesa, come la magistratura e il Quirinale, vuole essere autonoma dal governo. Dall’altra parte, il generale Mario Arpino e altri tre generali in pensione non hanno partecipato, dalla tribuna, alla parata militare del 2/6/2019, per la festa della repubblica, hanno accusato il ministro di avere scarso interesse all’efficienza delle forze armate.

Il ministro ha affermato che le forze armate devono esser tese all’inclusione sociale, Fico ha precisato,m anche a vantaggio di zingari e immigrati, intanto i gommoni, carichi d’immigrati, soccorsi dalla marina militare italiana, continuano ad arrivare, Salvini ha affermato che li ridistribuirà tra altri paesi europei. Un professore dell’Università privata cattolica Luiss di Roma ha affermato che i paesi più forti hanno più PIL, più forze armate e accolgono l’immigrazione, però ci sono paesi piccoli che hanno un Pil pro capite più alto e il benessere dei paesi si valuta anche con altri indici; l’alta spesa militare alimenta le guerre, ma contribuisce ad alzare il Pil.

Bisogna sempre ricordare che nel calcolo del Pil è più importante l’industria dei servizi, i grandi paesi che abbandonano l’industria decadono e che, nella storia, le immigrazioni di massa si sono risolte in invasioni che hanno fatto crollare civiltà. A proposito dell’accoglienza verso gli immigrati  e in riferimento agli inviti del papa a favore di essa, val la pena di ricordare che, complessivamente, nel mondo esistono, in media, circa 50 persone per chilometro quadrato, invece in Italia ci sono 200 abitanti per chilometro quadrato. L’immigrazione dovrebbe essere regolata secondo le necessità del paese di arrivo e andrebbe diretta soprattutto verso i paesi con minore densità di popolazione.

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 27/5/2019)

EUROPA

Gli alleati, Usa, GB e Francia, vincitori della seconda guerra mondiale, hanno delocalizzato industrie e ora hanno un grande deficit commerciale, colmato in parte con le attività speculative finanziarie e dagli Usa anche con il dollaro, che è un certificato di debito irredimibile, solo all’Italia è rimproverato il suo debito pubblico.  invece i paesi sconfitti, Germana, Giappone e Italia, hanno un attivo commerciale, usato dalla Germania per accrescere, con un piano di rivincita, la sua influenza politica in Europa, mentre anche i lavoratori tedeschi soffrono per l’austerità.

La Germania oggi è per il controllo del bilancio e per la bassa inflazione, però finanziò la prima e la seconda guerra mondiale con il deficit di bilancio, che le procurò grande inflazione; per finanziare la guerra, si indebitò utilizzando anche prestiti Usa; utilizzò anche i beni degli ebrei e dei paesi occupanti e il lavoro schiavo. Dopo la seconda guerra mondiale, non rimborsò il suo debito di guerra; oggi vuole disciplina di bilancio e controllo dei salari, ma, con il paravento francese, ha nel cassetto ancora un suo piano egemonico per l’Europa, anche con una sua politica di avvicinamento al mondo islamico.

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I rappresentati italiani della Lega hanno chiesto alla BCE perché, per gli stress test sulle banche italiane, è ricorsa alle consulenze pagate del Fondo investimenti speculativo americano Blackrock, evidenziando il conflitto d’interesse, perché il fondo investe 6.000 miliardi di dollari anche nel settore bancario. Anche se Blackrock aveva garantito la riservatezza sui dati raccolti e la loro separazione rispetto ai suoi investimenti, è un fatto che esso ha rifiutato un finanziamento alla banca italiana Carige in difficoltà. Pare che i conflitti d’interesse esistano in Italia e in Europa e il diritto è impotente a dirimerli.

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La PAC, politica agricola comunitaria dell’UE, per i suoi interventi impegna il 38% dei fondi dell’Unione, facendo concorrenza sleale a Usa, Argentina, Brasile e altri grandi paesi esportatori di derrate alimentari, favorendo la produzione interna di carne che inquina aria e acque e calmierando i prezzi agricoli europei. Sembra che l’UE abbia più a cuore l’agricoltura che gli investimenti pubblici e la politica sociale; infatti, gli agricoltori sono meno del 10% della popolazione attiva, cioè circa 20 milioni, il maggiore beneficiario di questi aiuti è la Francia che la Germania vuole tenere buona.

Sembra che l’UE, con la sua politica agricola, abbia favorito in Italia l’importazione di prodotti alimentari, dal punto di vista sanitario, meno garantiti di quelli italiani, ma più economici, danneggiando i produttori italiani, che hanno costi di produzione più alti, e tollerando i falsi alimenti made in Italy. Nella prima repubblica italiana lo stato aveva previsto diverse provvidenze per gli agricoltori, cioè prestiti agevolati per conduzione, zootecnia, formazione della piccola proprietà contadina, aiuti per le avversità atmosferiche, ecc.; con l’avvento dell’UE, queste misure furono abolite, oggi l’UE concede aiuti con i soldi degli stati e riceve i ringraziamenti degli agricoltori, mentre i singoli stati tassano, accade anche con la beneficenza della chiesa.

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Secondo i germanofili, tutto quello che nasce in Germania e serio e non può essere il risultato di furbizia, si è proposta la connessione delle reti elettriche dell’UE, senza rimborso delle spese di trasporto. L’Italia è stata il primo paese ad acquistare gas dalla Russia, con un gasdotto costruito dall’Eni, a causa delle pressioni americane, ha abbandonato questo fornitore e ora la Germania, che ha sempre inquinato con il suo carbone,  è il primo acquirente di gas russo e lo vuole fornire anche all’Italia.

Le critiche, per ragioni ambientali, ai metanodotti provenienti da Balcani, Turchia, Cipro e Israele, hanno ritardato l’allacciamento dell’Italia a fonti alternative e ora la Germania, per rifarsi delle spese di trasporto del gas russo, come fanno i paesi africani attraversati da oleodotti, esige dall’Italia il rimborso di 500 milioni di euro l’anno per le spese di trasporto di un gas, che l’UE potrebbe far circolare liberamente come l’elettricità.

Il gasdotto tedesco proveniente dalla Russia e stato costruito, per ragioni strategiche ed economiche, con soldi tedeschi, però, anche così, ciò che chiede la Germania può essere definito un dazio, una tangente, una tariffa o pedaggio come quelle autostradali. Il rimborso preteso dalla Germania sarà a carico di consumatori e industria italiana che già paga l’elettricità più cara, rispetto ai concorrenti europei.

Quando l’UE proponeva all’Italia di predisporre nei porti italiani degli impianti di rigassificazione del gas, trasportato liquido via mare, da distribuire con gasdotti in Europa, il tema del rimborso delle spese non fu affrontato; l’Italia anche in quel caso, su pressione degli ecologisti, paventò l’inquinamento dei mari, ma non chiese il pagamento delle spese, con una maggiorazione del prezzo del gas.

Il migliore sovranismo è quello della Brexit e dall’accordo di Aquisgrana, con cui, con la crisi dell’UE, Francia e Germania difendono i propri interessi economici e decidono politica estera europea, puntando su un loro esercito comune e sulla politica industriale comune. Già Montanelli aveva affermato che nell’Unione Europea i francesi sarebbero entrati da francesi, i tedeschi da tedeschi e gli italiani, svendendo l’italianità, da europei.

 

ITALIA

Costatiamo che, secondo la costituzione materiale italiana, anche se il presidente della repubblica non è eletto, la repubblica italiana è indubbiamente presidenziale, il presidente del consiglio, chiunque esso sia, secondo la costituzione scritta, sempre esaltata da Mattarella, è evanescente, ma si è ritagliato un ruolo con quella materiale. Il parlamento, sovrano secondo la costituzione scritta, ha abdicato al suo ruolo legislativo secondo quella materiale, infatti, si dedica solo alle polemiche o è assenteista, anche il parlamento dell’UE non è molto diverso, però, a parole, nessuno vuole seppellire il parlamento.

Di Maio, per fermare l’ascesa della lega, oltre le sue invettive e polemiche televisive, ha cercato di usare Mattarella, che è europeista e filo francese, contro Salvini, fortunatamente, il presidente usa anche le informazioni dei servizi segreti e dei carabinieri; comunque Salvini, vista l’aria che tira nel governo, ha rinviato la presentazione e la votazione del nuovo decreto di scurezza a dopo le elezioni europee, che hanno segnato il successo della Lega, divenuto il primo partito italiano.

Alle elezioni europee si sono presentati partiti minori, spesso smarcati da televisione e partiti generalisti, che sostengono ottime tesi su UE, euro, immigrazione e problemi sociali, ma, per questa tornata elettorale, non hanno raggiunto la soglia di sbarramento del 4%; purtroppo, nessun partito difende più la laicità dello stato, qualche voce isolata, paradossalmente, è venuta solo dalla chiesa, la televisione è sempre il megafono del papa; il partito pirata lotta contro brevetti e diritto d’autore e per la libertà della rete.

Bisogna lottare per la diffusione della conoscenza e contro i segreti, quelli che non vogliono che si copi, anche in termini non letterali, sono quelli che copiano di più, parlo dei professori che a volte, vietando di copiare, sembrano gli autarchici della cultura. L’uomo dovrebbe copiare in libertà e non essere semplicemente condizionato o programmato, la conoscenza si è diffusa ed è cresciuta con lo scambio d’informazioni e, con la memoria, produce cultura; la quale, a sua volta, incrementa l’intelligenza, perché l’uomo senza cultura è simile a una bestia. Grazie alla cultura, l’uomo è bipede, parla e scrive, i bambini allevati dai lupi, camminano a quattro zampe, non parlano e non scrivono, invece i gatti, anche se allevati dall’uomo, camminano sempre a quattro zampe.

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La chiesa cattolica ha sempre avuto la fissa del sesso, per risparmiare, ha imposto ai preti il celibato dei monaci, indirettamente alimentando nei preti pedofilia, omosessualità, adulterio e abbandono del sacerdozio da pare di preti buoni, ma casti per libera scelta. La chiesa cattolica, per privilegio, ha concesso il matrimonio ai preti di alcune regioni della terra e ora, a causa delle parrocchie rimaste senza sacerdoti, anche se, apparentemente, sempre vincolata da scelte precedenti, con una riforma, potrebbe ammettere il matrimonio di preti e suore che però poi, con le sentenze della sacra rota, potrebbero anche separarsi.

ISLAM

Trump ha predisposto un nuovo piano per la pace tra Israele e i palestinesi e l’agenzia dell’Onu, Unrwa, che eroga gli aiuti economici ai palestinesi, ai quali si aggiungono quelli arabi, europei e americani, è entrata in agitazione perché preferisce gli aiuti internazionali, che potrebbero ridursi, alla pace; i palestinesi, in più generazioni, hanno rinunciato all’integrazione nei vari stati della regione e ora sono diventati cinque milioni.

Va da se che i dirigenti palestinesi, con questi soldi, vivono in ville milionarie e con cospicui conti in banca, da Gaza, Hamas controlla l’Unrwa e sta preparando una terza intifada o rivolta contro Israele, dopo quelle del 1987 e del 2000; anche Onu, Vaticano e conferenza episcopale italiana, sostengono le ragioni dei palestinesi, i vescovi cattolici e armeni lo fanno perché desiderano rimanere a Gerusalemme, mantenendosi con la religione.

Nel 1948, dopo una guerra civile tra israeliani e palestinesi, l’ONU sancì la divisione del territorio palestinese, conteso tra Israele e palestinesi, la decisione fu accettata da Israele, ma palestinesi e arabi, non desiderando lo stato d’Israele, si opposero alla spartizione; perciò, dopo la guerra del 1948 che vide la nascita dello stato d’Israele, scoppiarono, tra Israele e paesi arabi,  le guerre del 1956, 1967 e 1973, tutte vinte dallo stato d’Israele.

Indipendentemente dalle ragioni delle parti in guerra e di chi inizia la guerra come aggressore o di chi è la vittima o l’aggredito, tutti sanno che in guerra chi vince acquista territorio e chi perde, lo perde, ma sembra che per Israele queste ragioni non valgono, Israele ha già restituito Sinai e Gaza,  perciò, per distruggere Israele, i dirigenti palestinesi alimentarono il terrorismo contro i civili palestinesi. Comunque, nacquero conflitti con i palestinesi anche all’interno dei paesi arabi.

Negli anni ’60, all’interno della Giordania, nacque uno stato palestinese che riscuoteva autonomamente le imposte o protezione, perciò re Hussein, con l’operazione settembre  nero, cancello questo stato e negli anni ’70 i palestinesi fuggirono in Libano, dove  attaccavano i cristiani locali e dal Libano i civili israeliani con i missili. Con l’intervento di forze internazionali, i rivoltosi palestinesi furono cacciati anche dal Libano.

Nel 1993 con gli accordi d Oslo, ci fu il reciproco riconoscimento di Israele e dell’OLP o Organizzazione per la liberazione della Palestina; Israele si ritirò da Gaza e da parte della Cisgiordania, mentre, al momento, il problema di Gerusalemme e dei coloni israeliani di Cisgiordania fu accantonato; l’OLP governava su alcune città della Cisgiordania e l’esercito israeliano cominciò a ritirarsi.

Nel 1994 in Cisgiordania nacque perciò, con funzione amministrativa autonoma, ma sotto occupazione dell’esercito israeliano, l’Autorità Palestinese o ANP che, con i soldi dei donatori, progressivamente continuò ad alimentare il terrorismo contro i civili israeliani. Nel 2007 a Gaza, Hamas, per ragioni economiche e di potere, fece un colpo di stato ammazzando i rivali palestinesi di Al Fatah e impose la sharia; contemporaneamente, all’ONU, l’assemblea, dominata da paesi islamici, votava numerose risoluzioni contro Israele, con l’indifferenza dell’occidente che faceva affari con l’Islam.

Impossibile credere che i donatori occidentali e arabi facciano donazioni solo per carità, perché fanno affari con la vendita di armi, mentre paesi islamici fanno affari con gas, petrolio, droga e immigrazione illegale, soprattutto islamica; però, parte degli aiuti occidentali rimangono nelle tasche degli occidentali. Quando il primo ministro albanese si lamentò con il ministro italiano De Michelis di aver ricevuto solo la metà dei soldi stanziati dall’Italia per l’Albania, De Michelis rispose che la differenza serviva a coprire le spese di amministrazione. (Per le notizie, fonte: Deborah Fait – Informazione Corretta 25/5/2019).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 20/5/2019)

EUROPA

La corte dei diritti europea ha sentenziato che gli immigrati clandestini, a rischio di persecuzione nei loro paesi d’origine, non possono essere rimpatriati, senza eccezione, nemmeno quelli che hanno fatto strage contro cristiani o contro altri civili nei loro paesi o che si sono macchiati di delitti nel paese ospitante. Questa sentenza mette a rischio i rimpatri di Salvini e fornisce un aiuto economico agli avvocati che difendono, con il gratuito patrocinio, criminali immigrati, proponendo a essi il ricorso contro il provvedimento d’espulsione. In materia giudiziaria, sbagliano le istituzioni europee e quelle italiane, c’è tanto da fare, anche per rivedere i codici italiani.

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A parte le multe, che colpiscono, per i suoi ritardi, soprattutto l’Italia, nei primi mesi del 2019, i paesi dell’Unione Europea hanno presentato un bilancio finanziario contenente entrate e uscite con l’Unione, che è il seguente; la Slovacchia ha ricevuto 560 milioni di euro in più di quanto ha versato, la repubblica Ceca 523 milioni in più, l’Ungheria 462 milioni in più, la Grecia 448 milioni in più, la Romania 256 milioni in più, la Polonia 240 milioni in più, la Spagna 78 milioni in più, l’Italia, con la distrazione dei rappresentanti italiani presso l’UE, ne ha ricevuti 59 milioni in meno.

Probabilmente, tutti questi paesi, inclusi quelli di Visegrad, sono stati aiutati per favorire il loro sviluppo, quasi tutti sono contrari alla ripartizione degli immigrati; eccetto l’Italia, tutti quanti, poiché non sono nati europeisti, hanno presentato larghe astensioni alle elezioni europee precedenti; forse, con una strategia tedesca, sono stati comprati, come ha fatto l’Italia con l’Alto Adige, per farli entrare nell’Unione, perciò ora anche l’Albania, grazie ai vantaggi finanziari, desidera entrarvi. (Fonte: Il Messaggero 18/5/2019).

ITALIA

A Roma, un vescovo romano ha riallacciato abusivamente le utenze elettriche di occupanti abusivi di un immobile, sospese per mancati pagamenti; la chiesa è abituata a fare beneficenza con i soldi degli altri, cioè con obolo di San Pietro, donazioni, lasciti, 8°% Irpef; 200 carabinieri garantiscono la sicurezza del papa, che viaggia gratis sugli aerei Alitalia. Contro gli occupanti abusivi dei suoi immobili, la chiesa usa le ruspe o li fa sloggiare, un terzo dei senza tetto italiani risiede a Roma, dove la chiesa è il primo proprietario di immobili, ne ha più dello stato italiano e del comune di Roma.

Lo stato fa manutenzione di chiese e di San Pietro e finanzia i giubilei, da parte sua, la chiesa cattolica, evade legalmente le tasse, esporta capitali all’estero e usa i suoi immobili per farne alberghi e immobili commerciali esentasse, poi, per fare un favore al suo braccio secolare, cioè allo stato, invita gli italiani a non evadere le tasse. Sull’immigrazione clandestina, la chiesa è sulla stessa linea di PD, Forza Italia e criminalità, la quale fa profitto con questi immigrati, a volte criminali essi stesi, mentre gli italiani si sentono sempre più insicuri e perciò aumenta il voto a destra.

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Riguardo all’imposizione fiscale, le imposte sono pagate da consumatori, percettori di reddito e proprietari, ma il beneficiario è sempre lo stato, che guadagna anche con imprese in perdita, perché percepisce l’Iva sui loro prodotti e Irpef sugli stipendi dei loro dipendenti che sono anche consumatori. Il che significa che lo stato e non gli imprenditori, dovrebbe avere un interesse alla sopravvivenza anche di imprese in perdita.

Se lo stato e l’UE fossero equi, dovrebbe esistere solo un’imposta sul reddito, con fiscalizzazione dei contributi e con alta detrazione per i lavoratori; questa imposta andrebbe affiancata da un’imposta patrimoniale di successione, con una detrazione; le altre imposte dovrebbero essere abolite. L’UE, per favorire la concorrenza su un piano di parità, dovrebbe abolire i paradisi fiscali interni e combattere le distorsioni economiche, derivanti dalle diverse normative statali, le quali favoriscono le esportazioni di risparmi, inoltre, dovrebbe favorire l’armonizzazione fiscale interna.

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Le sanzioni e i provvedimenti disciplinari contro i dipendenti pubblici assenteisti sono doverose, però è più importante l’obbligazione di risultato, cioè il rendimento dei lavoratori; se un dipendente arriva in ritardo in ufficio, ma esamina più pratiche degli altri, non dovrebbe essere sanzionato, i capi ufficio dovrebbero controllare. Però si dice che questa verifica è difficile, in realtà, accade che gli impiegati godano di protezioni clientelari; nelle industrie si rileva il costo per unità di prodotto e i tempi medi per la sua lavorazione, questo secondo indice si può utilizzare anche nella pubblica amministrazione; non è vero che a Roma mancano poliziotti, perché ce n’è uno ogni 90 abitanti.

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Chi, come la chiesa, gli ebrei e la massoneria, controlla in incognito le banche, con i soldi dei risparmiatori, fa credito a costo zero e specula sui debiti pubblici e privati e sulla borsa. Ormai tutti sanno, per quanto riguarda il malcostume della chiesa cattolica, che presso di essa esiste la pedofilia, però, al suo interno, gli omosessuali sono più numerosi e formano un partito; più numerosi di tutti sono i preti adulteri che hanno figli ospitati in collegi riservati e destinati a grande carriera; un alto prelato ha affermato che è difficile tenere le donne, anche sposate, lontane dai preti, perché sanno che la chiesa ha il potere e può distribuire favori.

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Al 31/3/2019 le start up innovative digitali, costituite on line, in Italia sono state 2181, esse sono finanziate anche dai PIR o piani di risparmio individuali, investimenti privati canalizzati dal governo per mezzo delle banche; i loro tempi medi di costituzione sono di 23,6 giorni. E’ noto che la maggior parte di queste imprese, come avviene nella vita animale, non sopravvive, ma alcune sopravvivono è crescono, rafforzando il patrimonio imprenditoriale italiano che è notevole.

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Nel governo è in discussione la riforma della giustizia, il ministro Buonafede vuole potenziare il ruolo dell’avvocato, che spesso, con i ricorsi, è la causa principale del ritardo della giustizia; il ministro ha rilanciato il gratuito patrocinio per gli indigenti, a spese dello stato, il quali alimenta il lavoro degli avvocati. Il gratuito patrocinio ha aumentato i processi anche a favore degli immigrati, spesso prosciolti e risarciti dai magistrati. La riforma prevede anche l’equo compenso per chi si deve pagare gli avvocati, però questo compenso sarà stabilito, per legge, dagli avvocati che siedono in parlamento e al governo, è avvenuto anche con l’indennità parlamentare.

Osservo che la giustizia dovrebbe essere gratuita per tutti, perché, con il patto sociale tra stato e cittadini, lo stato concesse la protezione giudiziaria dello stato in cambio delle imposte, così il cittadino rinunciò a farsi giustizia da solo, evitando il rischio che si facesse giustizia anche chi aveva torto. Con la riforma, sembra che non si dia maggior rilievo alla velocizzazione dei processi civili e commerciali, richiesta dalle imprese.

La lega osserva che, per snellire i processi penali, non bisogna rinunciare alla tutela degli indagati e che la riforma aumenta soprattutto i poteri di procure, pubblici ministeri e avvocati; anche la lega è però a favore del potenziamento del ruolo degli avvocati, una lobby potente in parlamento e al governo. Per Salvini bisogna ridurre la durata dei processi, riducendo i tempi di prescrizione, afferma che la riforma della giustizia non deve essere fatta contro magistrati, pm e avvocati, per noi non deve essere fatta nemmeno contro l’informazione, i diritti dei cittadini, le tasche dei cittadini e contro le persone chiamate in processo. (Per le notizie, fonte: Luca Martino - Policy Maker).

ISLAM

ONG tedesche, finanziate dal governo tedesco, con apposite navi, alimentano l’immigrazione clandestina in Italia; il ministro degli esteri tedesco, Helko Maas e la cancelliera Angela Merkel hanno fatto spesso dichiarazioni a favore di Israele, in realtà, fin dalla prima guerra mondale, la Germania è a favore del mondo islamico, che oggi alimenta il terrorismo e l’immigrazione. Il settimanale tedesco Der Spiegel ha accostato la Merkel ai nazisti.

La Germania finanzia ONG che vogliono la distruzione di Israele e promuovono il boicottaggio economico o BDS contro Israele, queste, indirettamente, oltre l’immigrazione, sostengono il terrorismo e la distruzione d’Israele. L’UE a direzione tedesca e la Germania, con fondazioni e ONG, sono impegnate indirettamente in questo ruolo, tra i beneficiari vi è l’ONG Al Haq, guidata da un terrorista appartenente al Fronte di Liberazione palestinese, il suo direttore generale, Snawan Jabann, è stato condannato per terrorismo.

La Germania Usa l’UE come un suo paravento, all’Onu vota generalmente a favore delle risoluzioni contro Israele e l’ambasciatore tedesco all’Onu, Christoff  Heusgen, ha paragonato Israele a Hamas, però, sicuramente, Hamas gli è più simpatica; Vaticano e chiesa cattolica palestinese sono sulla stessa linea. La Germania rivendica un ruolo di maggior rilievo all’ONU, vuole entrare nel suo consiglio di sicurezza e perciò è allineata ai regimi islamici del golfo; anche gli interessi economici e quelli imperiali tedeschi favoriscono lo strabismo politico e l’antisemitismo. (Per le notizie, fonte: Benjamin Weinthal – Informazione Corretta 15/5/2019).

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Due imprese tra loro indipendenti, ma controllate con la partecipazione azionaria, apparentemente, dalle stesse poche persone, che però possono essere anche prestanomi, possono trasferire reddito tassabile dall’una all’altra, aumentando o diminuendo i prezzi di merci e materie prime tra loro negoziate; nel commercio estero avviene la stessa cosa, trasferendo profitti e reddito tassabile da un paese all’altro. Gli accordi di commercio internazionali non prevedono uniformità di tassazione dei capitali e nel commercio internazionale non sono adeguatamente tutelati i prodotti agricoli originali.

Con le triangolazioni si possono evitare le sanzioni commerciali degli USA, rischiando però un aumento del prezzo del prodotto acquistato; gli stati vogliono tutelare i loro brevetti industriali ma, quando acquistano aziende estere private o privatizzate, acquistano anche i loro brevetti e la loro tecnologia. Insomma, con le esportazioni di capitali e i paradisi fiscali, la globalizzazione ha tutte queste controindicazioni; ha impoverito paesi industriali ma, con le delocalizzazioni ha favorito lo sviluppo di paesi emergenti, mentre la beneficenza internazionale si è risolta in sprechi a favore di politici e loro accoliti e di chi fa affari con la miseria e l’emigrazione.

Nunzio Miccoli   www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 13/5/2019)

PREAMBOLO

E’ accaduto spesso che In nuovi partiti della salvezza, laici e religiosi, rappresentati da predicatori di partiti eredi delle vecchie società segrete, soprattutto prima delle elezioni, propongono riforme, spesso abbandonate quando riescono a occupare seggi e, soprattutto, quando sono al governo. Comunque, con il trascorrere del tempo, con periodiche e parziali riforme e con la propaganda, da un punto di vista più formale che sostanziale, hanno poi effettivamente cambiato il volto di religioni, democrazia, socialismo.

Prima dei partiti, hanno partorito riforme anche induismo, ebraismo, cristianesimo e islamismo e oggi si propone, giustamente, di riformare l’Unione Europea. Lo stato, per combattere le frodi e dare certezza, si è dato pesi e misure certificate, che hanno funzionato; ha ripetuto però, senza successo, l’operazione con il diritto, modificando spesso le norme. Il fatto è che al diritto e alla politica manca la stabilità, accade ciò perché l’élite vuole conservare poteri e privilegi e il popolo vorrebbe vere riforme e certezza del diritto.

E’ il dilemma della democrazia e del socialismo, che perciò con il tempo, hanno cambiato di significato e si sono snaturati, anche la chiesa ha sostituito il regno di Dio con la curia romana. E’ una continua lotta tra chi, come le società segrete, ha il potere in incognito e chi, come il popolo, s’illude di averlo; l’élite non ha mai voluto il governo del popolo, governa per interposte persone sempre corrotte perché comprate con i privilegi. L’èlite governa favorendo l’illusione popolare della salvezza alle vicine votazioni. Tra aristocrazia, oligarchia e democrazia moderna, da un punto di vista reale e non formale, le differenze sono poche perché le lobby pesano tanto sul governo e sulla legislazione.

Per il potere, il debito pubblico italiano non è sempre una iattura, perché serve a tenere alta la pressione fiscale, perché le imposte sono la prima finalità dello stato; teoricamente, se c’è la volontà politica,  deficit di bilancio e debiti pubblici si possono ridurre compensando crediti esteri con debiti esteri, vendendo alle aste beni artistici mobili non esposti nei musei e vendendo l’oro e le riserve della Banca d’Italia. Non si è seguita questa politica perché, riducendo deficit di bilancio e debito pubblico, i cittadini avrebbero richiesto la riduzione delle imposte.

La sovranità dello stato, del parlamento e dei cittadini è stata consegnata a Nato, UIE, mafia, lobby, chiesa, istituzioni internazionali, potenze straniere, banche e affari in genere; l’euro e il controllo dell’UE sul bilancio dello stato minano la sovranità dello stato e del parlamento. Grazie agli agenti dei mercati presenti nell’informazione e nelle istituzioni italiane, le leggi sono commissionate da Nato, UE, banche, lobby, mafia e chiesa, tra loro corrispondenti.

A vantaggio di Wall Street, Francoforte e Londra, anche la mafia ricicla all’estero, mentre al popolo è lasciata la passione sportiva del voto periodico, purché niente cambi. Dall’unità in Italia, contro il rinnovamento proposto da nuove forze politiche, si sono sempre coalizzati mafia, chiesa, affari e potenze straniere, rappresentati da istituzioni e informazione; poiché hanno guadagnato molto con il vecchio regime, i grandi interessi, grazie a questi legami, sono stati sempre contrari ai cambiamenti favorevoli al popolo.

ISLAM

La diplomazia italiana, sostenendo i piani dell’ONU e dell’ENI, non ha capito che in Libia gli stati sunniti, con interferenze dell’Iran sciita, stanno lottando tra di loro; a fianco di Al Serraj, sono scese in campo anche milizie islamiche, fratelli musulmani e tante tribù. Ora Al Serraj controlla Tripoli e Misurata ed è sostenuto da Italia, Onu, Qatar, Turchia e Iran, invece Haftar domina in Cirenaica ed è sostenuto da Arabia, Egitto, Emirati, Francia e Russia, questi secondi paesi sono impegnati a combattere gli jihadisti islamici, soprattutto i fratelli musulmani ospitati a Tripoli.

Poiché i fratelli musulmani, con le loro milizie, sostengono Al Serraj, gli Usa, che ora li riconoscono come terroristi, si sono smarcati e l’hanno abbandonato per appoggiare Haftar; perciò l’Italia deve aggiornare la sua politica verso la Libia, non sono solo in  gioco gli interessi petroliferi dell’Eni, anche senza la Libia, che è un fornitore di petrolio comodo e vicino di casa, l’Italia riuscirà ad approvvigionarsi di petrolio che non manca.

La politica estera italiana deve svincolarsi dall’Eni e da potenze straniere; se vogliamo recuperare sovranità, non possiamo impiccarci con Nato, UE e sanzioni americane, ma dobbiamo mediare per riavvicinare gli Usa a Russia e Cina. I dazi americani non sono scelte egoistiche che modificano i trattati, come afferma la televisione, perché la bilancia commerciale cinese e tedesca è in attivo e quella americana è in passivo; gli Usa dovrebbero anche svalutare il dollaro, non lo fanno e tengono gli interessi più alti, per attirare capitali dall’estero, la ragione sta sempre nel loro deficit valutario.

Bisogna evitare l’arrivo in Italia d’immigrati e jihadisti islamici e rivedere la nostra politica verso alcuni paesi islamici; non cessano i venti di guerra, è probabile che Turchia, Iran e Arabia saranno i prossimi paesi a possedere la bomba atomica. Con il passaggio degli americani all’altro fronte, forse gli Usa si stanno avvicinando alla Russia ma, per sostenere la loro spesa militare con la tensione internazionale, non lo possono dare a intendere; per la sopravvivenza dell’Italia in Europa e nel mondo, è essenziale l’avvicinamento degli Usa a Russia e Cina. (Per le notizie, fonte: Maurizio Molinari - La Stampa 5/5/19 – Informazione Corretta).

ITALIA

L’economista olandese Servaas Storm ha affermato che l’Italia è stato il paese più ligio alle regole europee sui conti pubblici, per ridurre inflazione e debito pubblico, ha favorito la deflazione salariale e mortificato domanda, occupazione e crescita; ha privatizzato banche e industrie pubbliche ed ha abbandonato l’economia mista, ha ridotto la sanità pubblica e le pensioni, eliminando, per un’infatuazione verso l’Europa, il controllo democratico del parlamento italiano sul bilancio dello stato.

Con l’intenzione di abbattere l’inflazione e stabilizzare il cambio della lira, spesso soggetta a svalutazioni, nel 1979 l’Italia aveva aderito al sistema monetario europeo a cambi fissi, per conseguenza, perse competitività, crebbe il debito pubblico e diminuì la domanda; se si fosse contratta anche la spesa pubblica, la crescita sarebbe diminuita ancora di più, perciò si preferì far crescere il debito pubblico.  Fra l’altro, le banche centrali e la banca d’Italia, spesso, invece di sostenere il cambio fisso della lira comprando lire, la vendevano per comprare altre monete, speculando al suo ribasso.

Dal 1995 al 2008 si ebbe l’avanzo primario del 3% sul bilancio dello stato, uno sforzo notevole, considerati gli interessi elevati sui titoli di stato, quest’avanzo era servito a portare il rapporto debito/Pil al disotto del 100%; purtroppo, con la crisi del 2008, il rapporto arrivò al 130% del Pil. Invece la Francia aveva conservato un deficit di bilancio e un deficit primario, con cui espanse la sua domanda per 461 miliardi di euro, mentre l’Italia la ridusse di 227.

Per conseguenza, crollarono gli investimenti e il capo economista della Deutsche Bank, David Folkerts Landau, fu costretto a riconoscere la frugalità italiana; per abbattere il debito si era sacrificata la crescita. Ora David Folkerts Landau afferma che l’Italia, per ridurre il rapporto debito/Pil, dovrebbe esigere dall’UE la riduzione degli interessi sui titoli pubblici italiani, bloccando, con l’aiuto dell’UE, le trame, al riguardo, della speculazione.

Purtroppo, la speculazione finanziaria internazionale, che ha sede a New York, Londra e Francoforte, ha imposto un’altra agenda; la Germania, che vuole dominare l’Europa, con il sostegno pagato di settori dell’informazione e della politica italiana ed europea, ha favorito la crisi italiana, Chiudere, con la crisi, il credito bancario alle imprese, come spesso è stato fatto, alimenta la crisi, però permette alle multinazionali di acquistare industrie italiane a prezzo di liquidazione e di acquisire tecnologie.

Nonostante la cura mortale tedesca somministrata all’Italia, questa, come affermato erroneamente da economisti di corte agenti dello straniero, non è ancora un paese insolvente  incapace di onorare i suoi debiti esteri. Quando non interviene la speculazione, nel “libero mercato” le banche prestano a interesse diverso e in base al reddito e alle garanzie del richiedente, però per l’Italia si sono affermati altri principi discriminatori come, ad esempio, le crisi politiche e la mancanza di riforme, in realtà, gli italiani hanno più risparmio e patrimonio dei francesi e dei tedeschi; la Banca d’Italia ha più riserve della banca di Francia, la bilancia commerciale italiana è attiva, quella francese è passiva.

Il debito estero italiano è pari al credito estero, il patrimonio pubblico italiano è il primo del mondo, considerando soprattutto i beni artistici mobili che si possono vendere alle aste; purtroppo, informazione, soprattutto televisiva, economisti di corte e politici venduti hanno sostenuto tesi diverse, forse per favorire, a breve, il rialzo dello spread a favore di speculatori esteri e, a termine, la spoliazione, con l’aiuto dell’immigrazione, dei beni artistici italiani. Recentemente, un quadro di Leonardo è stato venduto, all’asta, per 400 milioni di dollari (Per le notizie, fonte: Sergio Cesaratto - startmag.it).

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it;  viruslibertario@gmail.com.

    

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 6/5/2019)

ITALIA

Le assegnazioni mensili dei BTP, ad alto rendimento e di nuova emissione, è fatta alle aste mensili, tramite banche italiane ed estere, se li fanno assegnare clienti e stati importanti e gli italiani ne vengono esclusi, a loro vanno i Bot, che non rendono niente, e i BTP al mercato secondario, dopo che le banche ne hanno guadagnato in plusvalenze con il calo degli interessi. Con l’aumento degli spread, la domanda di BTP è sempre superiore all’offerta, gli assegnatari sono favoriti, rispetto alla massa dei richiedenti, da Banca d’Italia, Tesoro, banche e autorità monetarie in genere.

Grazie alla propaganda finanziaria e giornalistica, in testa società di rating, Ocse, commissione europea, Banca Mondiale e FMI, lo spread italiano e gli interessi sui BTP sono spesso saliti e perciò la Francia è riuscita a farsi assegnare, complessivamente e in più anni, 380 miliardi di euro in BTP; mentre i suoi deficit di bilancio statale e commerciale sono finanziati, a un interesse più basso, dalla Germania, che ha deciso di ingraziarsi il paese.

Questa, in collaborazione con i mercati, ha affermato spesso, con toni allarmistici,  che il default dell’Italia potrebbe minare l’UE, perciò aiuta la Francia, mentre la Francia aiuta la Spagna, anche se, Francia e Spagna non hanno posizioni finanziarie più solide dell’Italia. Ha affermato Junker, prossimo alla scadenza del suo mandato che, a violare i trattati europei. sono stati Germania, Francia e Italia, e che la Germania ha un’ossessione per l’Italia. La volpe, quando non riesce ad arrivare all’uva, afferma che è acerba.

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A fine 2018, i titoli pubblici dell’eurozona acquistati dalla BCE, con il programma QE, con lo scopo di favorire i prestiti alle imprese UE, sono stati pari a 393 miliardi di euro, tra cui 320 miliardi di BTP italiani; la somma, invece di entrare nell’economia reale, è stata, per lo più, depositata dalle banche presso la BCE e va a costituire, con i saldi commerciali e le esportazioni di capitali,  il saldo del Target2 a credito dell’Italia.

L’oro di riserva, depositato presso la Banca d’Italia, ammonta a 89 miliardi di euro, in parte depositato, in garanzia, presso la Federal Reserve americano, presso la banca centrale di Londra e presso la BCE di Francoforte; a esso si aggiungono altre valute di riserva per 37 miliardi di euro. Come ha fatto la Gran Bretagna, questa disponibilità monetaria, pari a 126 miliardi di euro, poteva essere usata per ridurre il debito pubblico o il deficit di bilancio; ma l’Italia, retta da governi servili verso lo straniero, si è sempre mossa come una colonia priva di sovranità e indipendenza.

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Le costituzioni, norme fondamentali dello stato, contengono dei buoni principi e l’intelaiatura dell’organizzazione dello stato, ma sono spesso disattese nella realtà o incoerenti; l’articolo uno della costituzione italiana afferma che l’Italia è una repubblica democratica non fondata sul malaffare, ma sul lavoro, cioè che appartiene ai lavoratori. Per il diritto commerciale, le società commercial sono fondate su un capitale messo dai soci, che conferisce loro il diritto al voto nell’assemblea societaria.

Il corollario è che nella repubblica, chi non lavora, come i disoccupati, anche se involontari, e i cittadini che vivono come parassiti, non dovrebbero votare; naturalmente i costituzionalisti, andando oltre l’analisi letterale, darebbero un’interpretazione diversa. La mia analisi è un paradosso e una provocazione però, se il diritto fosse logico e consequenziale, oltre che equo, non si dovrebbe arrivare a queste contraddizioni. 

EUROPA

Dal punto di vista finanziario, la situazione della Spagna, coltivata da Macron, non è ideale, nel 2008 il suo debito pubblico era pari al 39,8% del PIl, poi, con la crisi immobiliare, per salvare le sue banche, esplose; ora è pari al 96,23% del Pil, sforando con ciò il limite del 60% fissato a Maastricht; il paese non ha fatto grandi progressi nella riduzione del suo debito pubblico e, diversamente dall’Italia, ha un cospicuo deficit commerciale  e un alto debito privato.

Nel 2009 il suo debito privato, soprattutto verso le banche, era pari al 219,5% del Pil, cioè molto maggiore di quello italiano. Nel 2001 la sua posizione finanziaria netta con l’estero era passiva per 225 miliardi di euro, nel 2018 era passiva per 525 miliardi di euro, cioè circa la metà del suo Pil; l’Italia ha percentuali più basse. La commissione europea, agli ordini della Germania, è pero più comprensiva verso la Spagna e la Francia, che verso l’Italia; in ogni modo, con l’Unione Europea, la Spagna è cresciuta economicamente, invece l’Italia no. (Fonte: Guido Salerno Aletta – startmag.it).

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Contro i profeti di sventure, pare che l’Italia stia uscendo dalla recessione, mentre la Germania vi stia entrando; questo paese, che esporta per un valore pari al 40% del suo Pil mentre l’Italia per il 25%, per favorire le sue esportazioni con i bassi salari, ha sacrificato la domanda interna e perciò ora ha una crisi di sovrapproduzione, nel senso che le sue esportazioni diminuiscono, come risultato si avrà una riduzione del suo Pil, che significa recessione.

Come ha ricordato Junker, l’attivo commerciale tedesco ha violato il limite del 6% previsto dai trattati e nell’eurozona alimenta squilibri economici, occupazionali e i debiti esteri dei paesi; la Germania usa i suoi crediti per acquisire aziende di altri paesi e, in un disegno imperiale, per comprare governi, politici, istituzioni europee e informazione.   

La Germania ha un’economia meno equilibrata dell’Italia, la quale conta su industria, agricoltura e turismo, inoltre la sua produzione industriale è concentrata soprattutto nella produzione automobilista in crisi. La produzione automobilistica tedesca è stata colpita dal calo della domanda mondiale, dall’avversione verso le auto diesel inquinanti e dalla fase di attesa del mercato di fronte alle auto elettriche più care.

Mentre Lega e M5S litigano, con il giubilo dell’opposizione, che però non se ne avvantaggia sul piano elettorale; i due partiti al governo, secondo i sondaggi, sono approdati a posizioni di forze relative invertite; comunque, il trasformismo politico in Italia è sempre dominante, dirigenti sindacali, PD e confindustria ora sono tutti a favore dell’Unione Europea, non era così in passato, quando la confindustria era in posizione dialettica verso sindacati e partiti di sinistra, mentre il PCI era contrario a Nato e Unione Europea.

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In Europa è ancora forte l’antisemitismo, alimentato da vecchi pregiudizi cristiani e dall’immigrazione islamica, tuttavia, contro il parere sbagliato dei più, oggi razziamo, antisemitismo e discriminazione ed emarginazione sociale non sono sinonimi; infatti, gli antisemiti ce l’hanno con gli ebrei che sembrano della stessa razza degli europei, ma di diversa cultura e spesso di classe superiore. I razzisti sono contro quelli che sembrano somaticamente di razza diversa, la discriminazione sociale ed economica è stata diretta verso i ceti bassi di tutto il mondo e, nei secoli passati, fu estesa agli ebrei, ma questi oggi non la soffrono più.

I progressisti, negano le razze e sono spesso antisemiti per odio di classe, assistiti da uomini di scienza, (ma anche la scienza può essere dogmatica), affermano che gli uomini appartengono a un’unica razza, tuttavia, si notano differenze tra bianchi, pigmei, boscimani, ottentotti e bantù; riconoscere i criteri di differenziazione razziale e farne delle classificazioni e delle categorie, non è razzismo se queste differenze non danno origine a discriminazioni e persecuzioni.

Contro la vecchia cultura ebraica, spagnola e tedesca, contrarie ai matrimoni misti, le razze sono nate con l’isolamento e si sono mischiate con l’ibridazione, dando luogo a differenze razziali locali; è stato evidenziato anche con alcune razze di pesci e di uccelli, anche le varie specie di cani si sono incrociate. Recentemente è stato riscontrato che l’uomo moderno, proveniente dall’Africa, ha anche dei geni dell’uomo europeo di neanderthal e dell’uomo asiatico di denisova, che erano specie diverse di uomo e non razze umane diverse.

E’ probabile che questi incroci abbiano anche rafforzato l’uomo moderno, uscito dall’Africa 100.000 anni fa e arrivato in Europa, perciò la difesa della razza pura fatta in passato da ebrei, spagnoli e tedeschi e da tanti altri paesi potrebbe essere sbagliata; l’uomo moderno proveniente dall’Africa, incrociandosi con l’uomo europeo di neanderthal, probabilmente, in era glaciale e postglaciale, è stato più capace di resistere al freddo.

Gli ebrei affermano che la loro vecchia contrarietà al matrimonio misto non era razzismo ma difesa della cultura nazionale dalle contaminazioni straniere, può essere vero anche per cristiani e musulmani; ad ogni modo, per amare nella stessa intensità cani e gatti, non è necessario affermare, come fanno i progressisti, che essi sono della stessa razza o di un’unica razza.

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La Francia confida su Mattarella, è ai primi posti mondiali per la spesa militare e, avendo vinto a tavolino la seconda guerra mondiale, per privilegio riconosciuto ai vincitori, siede nel consiglio di sicurezza Onu e ha la bomba atomica, che dovrebbe essere messa al bando per tutti. La maggiore spesa militare della Francia rispetto all’Italia, curiosamente, corrisponde alla maggiore spesa italiana per interessi sul debito pubblico. 

USA

Recentemente Trump ha inserito i fratelli musulmani, che in precedenza aveva sostenuto, tra le organizzazioni terroristiche, al momento; il gesuita papa Francesco, favorevole alla fratellanza islamica, all’immigrazione islamica e contrario ai sovranisti, non è intenzionato a seguirne l’esempio; ma anche in questo, com’è sempre capitato ai papi, è contrastato da altre alte personalità della chiesa e della curia romana, la televisione italiana è papista e perciò non dà rilievo alla cosa.

Pare che Trump, al riguardo, abbia allertato il governo italiano e perciò Salvini è segue la faccenda con attenzione all’erta; fra l’altro, il governo di Al Serraj, a Tripoli, sostenuto dall’ONU, pare che sia anche appoggiato da milizie dell’ISIS. Imperi e stati in espansione hanno sempre alimentato il terrorismo estero, i fratelli musulmani sono collegati, nelle varie denominazioni, a stato islamico, califfato, Isis, Daesh, Hamas di Gaza, Al Qaeda e all’UCOII italiana, ufficialmente moderata  per la sinistra.  Anche Iran e Qatar appoggiano il terrorismo, ma da posizioni diverse, contrastati dagli Usa e appoggiati dalla Russia. 

Lo studente universitario Regeni fu mandato in Egitto da un’insegnante londinese, seguace della fratellanza musulmana; il presidente egiziano Al Sisi, che aveva messo l’organizzazione fuori legge, afferma che era stato inviato in Egitto come spia, ma potrebbe sbagliare. Grillini e sinistra italiana, ignorando questi fatti, più interessati a fare giustizia a Regeni che a sostenere l’Egitto, chiedono la condanna degli agenti egiziani, assassini di Regeni nel corso di un interrogatorio. Al Sisi, per proteggere la polizia, non si adegua, è successo varie volte anche in Italia; vale la pena di ricordare che però, recentemente, anche i carabinieri italiani hanno ucciso il giovane italiano Cucchi, a suon di botte, e perciò sono stati scaricati dai loro comandanti e processati.

Nunzio Miccoli   www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

  

 ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 29/4/2019)

ITALIA

Il comico Totò faceva ironia sulle frontiere, perché affermava che, ai due lati della frontiera, gli alberi erano gli stessi; a causa di guerre, persecuzioni, carestie e pulizia etnica, i popoli sono stati sempre costretti a spostarsi, poi gli stati sono nati per iniziativa di principi che hanno imposto, con la forza delle armi, la loro protezione a popoli diversi che poi hanno omologato, creando lo stato nazione.

Le stimmate degli stati sono diverse, tra stati in espansione e stati consolidati, per i primi è normale la pirateria, il terrorismo, la guerra e la violazione dei trattati e dei diritti; per i secondi, è consueto esaltare propagandisticamente la democrazia e la sovranità popolare, d’altra parte, è abominevole dire ai bambini che babbo natale non esiste.  Gli stati in espansione sono spregiudicati e alieni alla pace, ad esempio, è accaduto con il macedone Alessandro, con il franco Carlo Magno e con il mongolo Gengis Khan, che erano sempre in guerra.

La rivoluzione cristiana ha invitato a porgere l’altra guancia e così cadde l’impero romano, con la guerra fredda, il PCI propose per l’Italia il disarmo unilaterale di esercito e polizia, oggi il suo erede PD si preoccupa della sorte dei rapinatori, che non accettano i rischi del loro mestiere, quando il rapinato reagisce con forza alle loro rapine; inoltre è contro la leva militare obbligatoria dei periodi rivoluzionari.

Le divisioni tra stati nazione, da un punto di vista etnico, sono nate per iniziativa statale, perché ogni stato voleva essere sovrano del suo orto, imponendo perciò, anche subdolamente, lingua, diritto, religione, scuola, circolazione a destra o a sinistra, pesi e misure, moneta, abbigliamento e divise, urbanistica, architettura e vitto. Perciò, a parte il colore della pelle, sono nati popoli apparentemente diversi.

L’Unione Europea, per omologare gli europei, ha imposto una moneta e il programma Erasmus per studenti, ma ha rinunciato a una scuola comune e all’armonizzazione fiscale che dovevano essere propedeutici alla libera circolazione di lavoratori e capitali, non ha lavorato per una difesa comune europea; in materia fiscale ha agito cosi per favorire la rendita fiscale di alcuni paesi dell’UE, minando il concetto di liberismo e danneggiando l’Italia.

L’emigrazione, per non provocare reazioni inconsulte, dovrebbe essere regolata con i paesi di provenienza, selezionando le persone nel rispetto delle legalità e in base alle professioni richieste, ad esempio, in Italia mancano medici e fornai. A parte l’interesse speculativo e criminale verso l’immigrazione, le prese di posizione ideologiche sono sbagliate; ci sono anche forze che patrocinano l’immigrazione illimitata, soprattutto islamica e oggi nel mondo la religione più perseguitata è il cristianesimo, ma i papi, per lo più, non se ne sono accorti.

I papi non hanno sempre parlato con una voce sola, Giovanni Paolo II, contro l’emigrazione forzata, ha detto che gli uomini hanno il diritto di vivere nella propria terra, Benedetto XVI ha detto che anche il diritto a non essere costretto a emigrare o fuggire deve essere salvaguardato; invece papa Francesco ha affermato il diritto illimitato a emigrare, senza riguardo per le frontiere e ignorando i conflitti che ne possono scaturire. Con la crisi libica, in Italia, potrebbero arrivare tanti emigranti forzati, sarà una vera boccata d’ossigeno per tanti criminali italiani.

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Nonostante la promessa di ridurre imposte a imprese e lavoratori, che porta consensi elettorali, ma poi la promessa è accantonata dai governi, dai dati del bilancio di previsione italiano del 2019, pare che la pressione fiscale sul Pil, comprendente imposte e contributi, non sia destinata a scendere; anche se ci saranno leggere variazioni da un anno all’altro. Il discorso, nonostante i richiami dell’UE, vale anche per il debito pubblico che, se non  aumenta il Pil, non diminuirà a breve, dipende soprattutto dalle spese per la sanità, dagli interessi passivi sul debito pubblico, dalle spese per la difesa e dalle spese per le pensioni.

Pare che i paesi che hanno percentualmente la maggiore pressione  fiscale hanno anche  maggiori spese, altrimenti diminuirebbe il loro debito, cioè, per ridurre le spese, bisogna ridurre le entrate e viceversa. Ad ogni modo in Italia, diversamente dalla Germania, e fortunatamente, le esportazioni crescono, il che, apparentemente, avrà a breve un leggero effetto positivo sull’incremento del Pil italiano e non su quello tedesco.

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A causa dei vincoli europei, Il declino dell’economia italiana dura da trent’anni, non è dipeso da cure sbagliate, ma da una strategia interna all’UE da parte di chi la vuole egemonizzare, immobilizzando l’Italia; a causa dello spread, le banche francesi detengono nei loro bilanci 385 miliardi di euro di titoli di stato italiani, ad alto interesse a causa dello spread, alimentato ad arte dai mercati, mentre il debito francese è finanziato dalle eccedenze tedesche.

La crisi attuale deriva dalle regole di Maastricht del 1992 e dall’avvento dell’euro del 2002, infatti, nel 1990 il Pil pro capite italiano era il 97% di quello francese, oggi è il 76%; in questi trent’anni l’Italia è stato l’unico paese dell’UE che, per miopia e fede dell’Europa, si è impegnato veramente nella politica di austerità e nelle riforme strutturali europee. A causa della moderazione salariale e all’impossibilità di svalutare il cambio, l’Italia ha sacrificato domanda interna, produzione e occupazione.

In quegli anni, i governi italiani, per ridurre il debito, hanno conseguito continui avanzi primari, mentre i governi francesi hanno realizzato disavanzi primari, a causa dello spread, gli interessi più elevati hanno spinto in alto il debito pubblico, invece di ridurlo; con un Pil stazionario, le misure imposte dall’Unione hanno rallentato la crescita economica italiana. La Francia, con la politica del deficit, ha stimolato l’economia per 461 miliardi di euro, mentre l’Italia ha tagliato la domanda per 227 miliardi di euro, perciò ora in Italia la spesa per il welfare è pari al 70% della Francia.

Prima di Maastricht, l’inflazione italiana era addebitata alle rivendicazioni dei sindacati, ai sindacati si addebitava la bassa produttività del lavoro, alti salari e bassi profitti, perciò, con le riforme strutturali, si puntò alla graduale deregolamentazione del mercato del lavoro. Per conseguenza, oggi l’Italia non ha un salario minimo garantito, come altri paesi europei, e non ha un generoso sistema di sussidi alla disoccupazione, al di fuori dei dipendenti regolari estromessi dal lavoro.

In Italia i lavoratori a tempo determinato sono percentualmente molto maggiori che in Francia e i salari crescono meno che nel resto dell’UE; la moderazione salariale ha ridotto l’inflazione da domanda, ma ha fatto aumentare la quota di profitto sul Pil, quindi, con il sacrificio della domanda, si è fermata la crescita. Nel 2015 l’utilizzo degli impianti industriali si è fermato al 63%, il che non aiuta i nuovi investimenti; senza la domanda, non servono nemmeno superammortamenti; comunque, l’Italia soffre anche della concorrenza di paesi a basso costo di mano d’opera. Oggi in Francia e Germania i lavoratori industriali guadagnano 35 euro l’ora e in Italia 23, in Italia la produttività, che dipende dagli investimenti, è più bassa.

ISLAM

In Libia il generale Haftar è sostenuto dalla Francia per il petrolio, dalla Russia che vuole basi militari in Libia, dall’Egitto che desidera fermare i fratelli musulmani e riceve petrolio dalla Libia e rimesse dai lavoratori egiziani emigrati in Libia; Haftar è sostenuto dall’Arabia che vuole l’egemonia sui paesi arabi e, con la guerra, punta al rialzo del prezzo del petrolio che già sta aumentando.

Invece Trump, concentrato nella difesa degli interessi americani, soprattutto in America Latina, ha puntato a fare ingenti accordi militari con l’Arabia e perciò ha scaricato Al Serraj; d’accordo con Israele, l’ha fatto anche per sostenere l’Arabia contro l’Iran, contro il quale ha imposto sanzioni commerciali anche agli alleati e all’Italia. Non bisogna dimenticare che sanzioni, dazi e multe sono imposte per lo stato che li riscuote.

Dall’inizio del 2019 i futures sul petrolio sono rincarati del 35% e in Italia è rincarata la benzina alla pompa, il che farà rialzare l’inflazione tanto invocata dagli economisti di corte; oggi a causa della guerra, la produzione di petrolio libico è un terzo di quella del periodo di Gheddafi, però il petrolio non manca come nel 1967, quando ci fu la guerra di Suez tra paesi arabi e Israele.  L’Eni, a causa delle discutibili sanzioni americane, ha sostituito fornitori di energia come Russia, Iran e Libia, con paesi arabi del golfo persico.

Con il suo petrolio, l’Arabia deve pagare le forniture militari Usa, del quale è il primo acquirente, con il 60% delle forniture militari e il 40% di armi prodotte in Arabia, su licenza americana. Dopo il dollaro, le armi sono sempre un grande affare per l’economia americana, le armi anche per altri paesi, mentre petrolio e gas lo sono per i paesi islamici, il che, naturalmente, non può aiutare la pace.

GIAPPONE

L’economia giapponese, collegata a quella mondiale, è naturalmente ciclica, nel 1987, dopo anni d’espansione ed esportazioni, ci fu il crollo; nel 1995 finì il periodo di deflazione e depressione e perciò il Pil e i prezzi ripresero a crescere. Dal 2017 i prezzi sono aumentati del 2%, però nel 2018 sono iniziate le vendite massicce, da parte di investitori esteri, di azioni giapponesi poco redditizie, diverse erano state anche in perdita.

La popolazione invecchia e diminuisce quella in età lavorativa, comunque, nel 2019 la partecipazione al lavoro dei giapponesi, grazie al contributo di donne e anziani, è stata del 63,23%; il tasso di disoccupazione è molto basso e i lavoratori stranieri sono il 2% della forza di lavorio. La bilancia valutaria è in attivo e i turisti stranieri sono 20 milioni.

A causa della piena occupazione e per risparmiare costo del lavoro, il Giappone ha delocalizzato industrie in altri paesi asiatici, ai quali ha anche affidato delle subforniture; ora gli investimenti produttivi interni, viste le perdite di tante imprese, si contraggono e sono selezionati guardando più alla redditività che al fatturato; perciò i profitti stanno tornando di nuovo, comunque, la valutazione estera del mercato azionario giapponese è diminuita.

Le esportazioni giapponesi, sul totale mondiale, si sono stabilizzate e sono costanti e le imprese giapponesi si stanno riorientando verso il mercato interno, piuttosto che verso l’esportazione, come avveniva negli anni passati. In tutti i modi, il Giappone finanzia molto la ricerca e rimane un paese avanzato. (Fonte: Alex Lee - startmag).

EUROPA

La vigilanza bancaria europea afferma che piccole banche popolari italiane sono a rischio d’insolvenza, ignorando le condizioni delle banche tedesche Deutsche Bank e Commerzbank; perciò l’UE ha costretto le banche italiane a subire il bail-in e a cedere i prestiti in sofferenza, a prezzi stracciati, a fondi speculativi, imponendo, con la scusa che si trattava di aiuti pubblici, anche l’utilizzo del fondo interbancario privato di garanzia.

Parte del capitale delle due grandi banche tedesche è in mano al ministero delle finanze tedesco, queste banche non hanno solo derivati di dubbio realizzo, ma anche crediti incagliati verso le imprese. In Germania le piccole banche locali sono al di fuori delle regole di tedesche ed europee e l’’UE non ha niente da eccepire, perciò Deutsche Bank è costretta ad adeguarsi alle loro condizioni.

Deutsche Bank e Commerzbank si sono impegnate in impieghi finanziari a rischio e hanno costi più alti delle grandi banche italiane, i loro lavoratori siedono nel consiglio di sorveglianza che si è opposto al taglio di 30.000 lavoratori, mentre in Italia, con accordi sindacali, i dipendenti sono stati tagliati di un quarto. Prima dell’introduzione del bail-in, le banche tedesche sono state spesso tenute in piedi perché ricapitalizzate dallo stato, con miliardi di euro. (Fonte: Nicola Porro – ilgiornale.it).

USA

Negli anni settanta gli investimenti Usa erano in calo e il settore produttivo rivolse i suoi investimenti in quello finanziario; con la stagnazione dei redditi da lavoro, gli Usa decisero di favorire il credito al consumo, perciò esplosero la finanza e le attività speculative. Nel 1980 le attività finanziarie Usa erano pari al PIL, mentre nel 2007, data della crisi immobiliare, arrivarono al 356%. Nel 2005 in Usa, a causa dei bassi interessi, si era sviluppato il mercato immobiliare, e perciò nel 2008 esplosero i mutui subprime.

Nel 2007 la quota dei profitti finanziari sul totale dei profitti era del 40% in Usa, la crescita economica era favorita dalla finanza, ma era destinata a far esplodere le crisi; la conseguente crisi bancaria del 2007 fu poi pagata dai governi, più in Europa che negli Usa, si fece con la socializzazione delle perdite.  Allora come adesso, con il mercato borsistico, le quotazioni di borsa erano svincolate dal reddito delle imprese.

La politica del tasso zero d’interesse delle banche centrali a favore delle altre banche, fece salire velocemente i debiti rispetto al Pil, dal 2008 triplicarono le obbligazioni pubbliche e private; le imprese riacquistavano le proprie azioni per sostenerne il prezzo e per speculare, le famiglie s'indebitavano per la casa e per la laurea. Le delocalizzazioni all’estero ridussero la produzione interna, risultato della globalizzazione furono dazi d’importazione e disoccupazione.

Nell’UE, il trattato di Maastricht ha prodotto deflazione salariale e riduzione dei diritti sociali e del lavoro. Nel 2000 il 72% delle monete in  possesso delle banche centrali erano dollari, poi veniva l’euro, oggi avanza anche lo yuan cinese, che si rivaluta gradualmente; è entrato nel paniere dei DSP del FMI e si ha aperto a Shanghai il mercato dei future sul petrolio in yuan.

Pechino è collegata Mosca, paesi Brics, Venezuela, Iran, questi paesi lavorano tramite una camera di compensazione, anche Swift, cioè con telecomunicazioni, la quale però è egemonizzata dal dollaro. Gli Usa hanno debiti fuori controllo per derivati, emissioni di dollari, debito pubblico, deficit di bilancio, deficit commerciale e debiti d’imprese e famiglie. I dollari in circolazione sono certificati di debito, quando non saranno più accettati, non saranno nemmeno rimborsati.

Ufficialmente e propagandisticamente, il rapporto debito/PIL è del 107%, sicuramente sottostimato, il deficit di bilancio è del 4%, nel 2018 il disavanzo commerciale è stato di 621 miliardi di dollari, con una posizione finanziaria passiva netta con l’estero di 9.627 miliardi di dollari. Poiché le imprese avevano delocalizzato, il governo americano, per riequilibrare i conti con l’estero e attirare capitali ha aumentato gli interessi e ridotto le tasse alle imprese.

Per ridurre le importazioni, ha puntato sui dazi, ha aumentato la liquidità con il QE e ha concesso agevolazioni creditizie. Anche con queste alchimie, ora il debito delle imprese ammonta a 9,1 trilioni di dollari, quello delle famiglie a 13,5 e gli acquisti di T-bond da parte di stranieri sono diminuiti. Questi dati non sembrano in sintonia con l’esposizione totale verso l’estero, di cui sopra.

Per fare altri miracoli, si sono trasferiti capitali dal mercato azionario a quello obbligazionario, si è ricorsi alle variazioni di tasso e alle strette  monetarie e si è iniziata, a colpi di dazi, una guerra commerciale con Cina e UE. La Cina non acquista più debito Usa, l’Arabia vende petrolio agli Usa in  cambio di armi e ad altri paesi in cambio di dollari, il Giappone investe in Usa per riceverne protezione; le guerre hanno fatto aumentare il prezzo del petrolio, a vantaggio dei produttori e degli Usa che riciclano petrodollari.

E’ un fatto che le guerre sono una boccata d’ossigeno per l’economia americana, che fa affari con le armi e la guerra. Ora anche gli Usa producono petrolio, l’Arabia vende petrolio anche alla Cina, in yuan agganciati all’oro, vende petrolio anche a Giappone, India, EU. Oltre la guerra e la vendita di armi, gli Usa operano nel mercato finanziario anche con i Credit Default Swap, o assicurazioni sui crediti, con il risultato di influenzare il rating sul debito pubblico italiano, il che favorisce il suo declassamento provocando il rialto dello spread e degli interessi sul debito pubblico.

In questa logica finanziaria, anche la Nato si è trasformata in strumento di polizia internazionale che, indirettamente, con le guerre, alimenta le speculazioni finanziarie, favorisce l’esportazione n Usa di capitali che vogliono mettersi al riparo della guerra e arresta il processo di dedollarizzazione. Da ricordare che il bombardamento della Libia del 2011 pose fine al progetto di dinaro d’oro di Gheddafi, che doveva fare concorrenza al dollaro; a queste ritorsioni e strategie, si aggiungono sanzioni, dazi e multe che fanno male anche all’Italia. (Per le notizie: Vladimiro Giacché - Giacomo Gabellini – Guido Salerno Aletta – sinistrainrete.info).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;    viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 22/4/2019)

ITALIA

La situazione libica è poco chiara, succede quando interessi esteri e lotte intestine di potere favoriscono la divisione interna di paesi. Emerge che Haftar, leader a Tobruk, sostenuto da Russia, Egitto, Arabia, Emirati e Francia, è stato un esule in Usa, esattamente come i terroristi italiani ospitati in Francia; ci sono sempre paesi che, per farsi le scarpe o intrattenere rapporti profittevoli in futuro, tengono buone relazioni con gli oppositori di governi stranieri.

A Tripoli l’avversario di Haftar, Al Serraj, è sostenuto da Onu, Turchia, Usa, Qatar e Italia, in pratica dall’Eni, Al Serraj, come gli Usa e il papa, sostiene i fratelli musulmani, ai quali sono contrari Egitto e Qatar, è anche appoggiato da milizie di Al Qaeda e Isis. Gli Usa, non volendosi impegnare nella guerra civile, hanno ritirato i loro uomini dalla Libia, anche l’Eni ha richiamato dei suoi dipendenti; comunque Trump, criticato spesso dalla nostra televisione, dimostra sempre la sua stima all’Italia, anche se sembra che i servizi segreti italiani abbiano cooperato contro Trump nella vicenda Russiagate.

L’Egitto sostiene Haftar per il petrolio e perché tanti egiziani lavorano in  Libia da dove fanno rimesse in denaro in Egitto; nelle ultime ore anche Trump, accusato nell’inchiesta  Russiagate di collusione con la Russia, in corso di archiviazione,  pare si sia riaccostato ad Haftar, gettando nello scompiglio la cabina di regia Usa-Italia per la Libia e soprattutto il governo di Tripoli, che accusa gli Usa di tradimento. E’ probabile che l’Italia, per fare un favore all’Eni e per dimostrarsi cooerente, abbia sbagliato nella scelta dei suoi compagni di viaggio.

La Francia continuando la sua politica neocolonialista, non ha riguardi per l’Italia, però smentisce il suo ruolo ambiguo in Libia, rilevato dalle intercettazioni telefoniche dei servizi segreti italiani; ad ricordare che in Ruanda, la Francia, per interesse, sostenne gli hutu contro i tutsi sostenuti dagli Usa. Il pericolo di un’immigrazione incontrollata dalla Libia alimenta la polemica del moccioso Di Maio contro Salvini, inviso a PD, Francia, Germania e informazione. Sembra che Di Maio si stia avvicinando al PD; informazione, UE, PD e Berlusconi lavorano per far cadere il governo italiano, senza valutare bene le alternative.

Mentre la Germania lavora nell’ombra come la faina, la Francia di Macron, come i suoi  predecessori, continua a muoversi contro gli interessi dell’Italia, ha accolto, a braccia aperte, i suoi terroristi, che Macron ha promesso di restituire; Macron ha anche  difeso l’emigrazione libica solo in Italia; tuttavia le ambizioni imperiali della Francia non le hanno risparmiato la brutta figura della rivolta della sua piazza, il che significa che i francesi non lo stimano troppo, ma l’informazione italiana e francese, per lo più, non lo possono dire. Del resto, Tria è fiduciario di Mattarella e questo è fiduciario della Francia e del’Unione Europea, che si accanisce contro lì’Italia.

L’incendio, probabilmente fortuito, alla chiesa di Notre Dame, che è un simbolo nazionale, potrebbe anche essere un’estensione degli incendi ai cassonetti; da ricordare che,  senza troppo clamore mediatico, pare che in questi anni in Francia siano state incendiate oltre 200 chiese; per non essere accusati di populismo e razzismo, i responsabili non si possono nominare.

In queste vicende gioca un ruolo anche la crisi economica, qualcuno incolpa Salvini che, dopo aver archiviato la devoluzione dell’Italia settentrionale, vorrebbe salvare l’Italia dagli immigrati e da quest’Unione Europea; la crisi economica postbellica del 2019, in Italia portò all’occupazione delle fabbriche e perciò, per paura della rivoluzione, Savoia, militari, chiesa, industriali e agrari (la chiesa era principale agrario) consegnarono il potere a Mussolini.

Dopo la crisi economica del 1929, sofferta dalla Germania più dell’Italia, Hitler, imitando Mussolini e con il sostegno delle stesse categorie economiche che avevano appoggiato Mussolini, prese il potere in Germania. Non è la personalità di singoli uomini che porta alla dittatura, è la situazione economica che alimenta le rivolte sociali, anche teledirette e, per reazione, nazionalismo, sovranismo ed autoritarismo, poi se ne incolpa un catalizzatore umano o capro espiatorio, dietro il quale però, potentati anonimi tirano le fila.

Se questi avessero conosciuto l’evoluzione dei comunisti, spinti dalla paura, non avrebbero consegnato il potere a Mussolini e Hitler, infatti, i comunisti, per arrivismo di potere, sono diventati sovietisti, atlantisti, europeisti, islamisti, liberali e amici dei mercati; anche Berlusconi, archiviando il popolo, è amico dei potenti, è stato attaccato da PD e UE, ha guardato con simpatria a Renzi e ora si dice europeista e a favore dell’immigrazione e di tutti i papi, che non ha mai tradito.

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L’UE, accedendo all’informazione italiana che fa sempre l’elenco dei disastri italiani, continua a multare l’Italia, che fino ad oggi ha pagato oltre 500 milioni di euro per aria inquinata, assenza di depuratori e mancata asportazione di rifiuti. Si sa che, per consuete incapacità politiche e amministrative e per speculazioni private, i ritardi italiani sono tanti, basta vedere Roma; tuttavia, anche se l’informazione non ne parla, è impossibile che certe lacune non esistano anche nell’Europa orientale ed è anche probabile che questi paesi dell’Unione non vengano multati; inoltre, Germania e Francia, utilizzando il carbone, devono inquinare parecchio.

Queste statistiche della televisione, che ci mettono sempre all’ultimo posto in Europa, probabilmente sono false, anche se di altra fonte, e servono solo a gettare giù il morale degli italiani, per renderli rassegnati e farli schiavi di paesi stranieri come la Francia e la Germania. Non è mia intenzione difendere Mussolini, ma questo, consapevole di questi fatti, volendo tutelare l’immagine dell’Italia, vietò all’informazione di raccontare fatti che evidenziassero la mancanza dello stato.

Non rispettava la libertà sfrenata, polemica, amante dei pettegolezzi, della propaganda e l’irresponsabilità della stampa, però allora l’Italia era stimata e considerata di più in patria e all’estero; in Francia e Germania, quando lo stato è assente, l’informazione è reticente, mi chiedo cosa faccia il nuovo presidente della RAI, che doveva aprire un’era nuova nell’informazione televisiva; l’informazione dovrebbe fare un servizio pubblico a chi la legge o l’ascolta e non a chi la paga; oltretutto, il canone RAI è obbligatorio.

Anche gli Usa hanno multato Unicredit per operazioni con l’Iran in violazione delle sanzioni, a sua volta l’UE ha multato Google per abuso di posizione dominante; è da evidenziare che dazi, sanzioni e multe milionarie non sono solo pene, ma anche entrate fiscali per gli stati che li riscuotono, osservo che, viste le cifre in ballo, i lavoratori dipendenti preferirebbero il licenziamento a una multa salata comminata per le loro violazioni.

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Le statistiche sugli interessi del debito pubblico italiano paiono ignorare che i Bot non rendono e che gli interessi sono colpiti da imposte, perciò gli interessi annui, al netto, arriverebbero a circa 40 miliardi di euro e non a 68, come si afferma normalmente; fra l’altro, in questi anni, gli interessi sarebbero anche diminuiti e variano da un anno all’altro. La lamentela sul debito pubblico e sui relativi interessi, serve agli agenti dei mercati, come Tria, a ridurre spese e aumentare le imposte, lamentando i debiti, ai sudditi si possono chiedere più facilmente sacrifici.

L’Ue, con una politica economica depressiva e con l’austerità, con la scusa dell’equilibrio di bilancio e dei vincoli ai bilanci statali, indirettamente, mira allo stesso fine. Il bilancio dello stato è un mistero insondabile, stati ed enti locali predicano la correttezza e hanno spese fuori bilancio, a volte le spese militari, invise ai più, sono nascoste tra le altre spese; si tratta di falsi in bilancio. Riguardo alla tassazione, non bisogna dimenticare che lo stato è nato per riscuotere imposte in cambio della protezione, ancora, le somme stanziate in bilancio e spese in ritardo, sono depositate in banca, remunerate a tasso zero e impiegate a interesse, magari prestandole allo stesso stato.

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Qualificare, da parte dello stato, la Banca d’Italia come istituto di diritto pubblico è fuorviante, probabilmente la qualificazione è prevista dalla legge e dal suo statuto, perché una volta le banche partecipanti al suo capitale erano pubbliche; ora questa banca centrale è partecipata solo da grandi banche italiane privatizzate, assicurazioni e Inps. Allo stato, senza una partecipazione al capitale, come succede alle imprese private, è girato come imposte, gran parte dell’utile; i soci della banca d’Italia, per la loro partecipazione, sono remunerati al 6%, è un buon rendimento visto che le banche non pagano la raccolta di risparmio; l’Inps partecipa al capitale anche per concedere al sistema delle banche la benevolenza di PD e sindacati. Il PD domina tra i lavoratori dell’Inps e in Banca d’Italia la CGIL è il sindacato dominante.

La storia dell’Inps dei lavoratori dipendenti privati, è approssimativamente questa, essa nacque con aliquote contributive elevate rispetto ad altri paesi, a carico dei lavoratori e dei datori di lavoro; accantonava le somme riscosse in regime di capitalizzazione e impiegava la raccolta in titoli di stato, i quali, con la guerra, furono falcidiati dall’inflazione, perciò il sistema, giocoforza,  fu sostituito con quello a ripartizione: Quindi lo stato ammise nel suo sistema previdenziale Inps anche professionisti e agricoltori che, diversamente dai lavoratori, versavano molto meno di quello che ricevevano come pensione.

Poi visto che il bilancio dell’Inps era ancora in attivo, lo stato attinse ai suoi fondi per l’assistenza sociale, senza versamenti da parte sua; quindi l’UE, grazie a diverse riforme, pretese per tutti i paesi dell’Unione, con la scusa dell’allungamento della vita, l’allungamento graduale dell’età della pensione e la riduzione della stessa. Malgrado questo, dal punto di vista finanziario, la gestione era ancora in attivo e lo stato usava Inail e Inps come bancomat per i bisogni del bilancio dello stato, impossessandosi dei suoi avanzi annuali, ignorando che i fondi Inps erano a destinazione specifica; il sindacato non interveniva a difesa dei diritti dei lavoratori e i dirigenti sindacali facevano carriera.

Con un bilancio ancora attivo, si fece confluire la gestione delle pensioni dei lavoratori pubblici nella gestione Inps, per i quali lo stato non aveva fatto accantonamenti, con riserva di versare quanto abbisognava per coprire le spese; da allora c’è stato il can can e le lamentele dell’informazione sulla disastrosa situazione dei conti dell’Inps, addebitata ancora all’aumento della durata della vita e quindi delle pensioni.

A parte l’alta dirigenza, premiata con pensioni da nababbi, esorbitanti rispetti ai contributi da essa versati, per la sua fedeltà ai padroni occulti dello stato, oggi i comuni lavoratori, con il sistema retributivo o contributivo, che si sono succeduti, considerata inflazione, spese di gestione, imposte e contribuiti di solidarietà, a causa dell’uso che lo stato fa dei contributi Inps, ricevono una pensione inferiore ai contributi versati aumentati dell’interesse, in Svizzera sono trattati meglio. L’ha evidenziato un lavoratore italiano che ha voluto, per un colpo di sole,  trasferire in Italia i suoi contribuiti per la pensione versati in Svizzera.

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Da parte di un paese, l’attivo commerciale è utile per accumulare riserve, crediti, investimenti esteri e per comprare, in una logica espansionista, la politica e l’informazione estere; in generale, per favorire le esportazioni, bisogna ridurre la domanda interna, con bassi salari e imposte; questa politica, su impulso tedesco, è attuata dall’UE con l’austerità, che sacrifica i salari interni anche per fronteggiare le importazioni dai paesi emergenti.

Analogamente, la bilancia commerciale in deficit è generalmente la conseguenza dell’alta domanda interna, come accade in Usa e come sta avvenendo in Cina che sta azzerando il suo attivo commerciale. Per proteggere produzione interna e profitti, si sfruttano gli impianti industriali con la domanda interna o con quella estera; al momento però, tra gli alleati occidentali, gli Usa criticano l’enorme attivo commerciale tedesco che alimenta l’indebitamento di altri paesi. Anche il deficit del bilancio dello stato alimenta il suo indebitamento.

USA

Il giornalista australiano Julian Assange, ricercato in GB e Usa e rifugiato nell’ambasciata ecuadoregna di Londra, n’è stato espulso e arrestato dalla polizia inglese per essere consegnato a quella americana. Grazie all’autocensura dell’informazione, in generale, questa non ha ricordato le ragioni della cattura di un giornalista di fama mondiale, che fa notizia da 15 anni ed è stato anche premiato molte volte.

Il giornalismo mainstream serve solo a bollare persone scomode al sistema, Julian Assange, con la sua fondazione Wikileaks, ha scritto di crimini di guerra americani contro  civili iracheni bombardati; ha anche pubblicato email scottanti della Clinton, difesa dalla televisione italiana contro Trump, ha scritto anche della frode elettorale americana alle primarie democratiche, a danno di Bernie Sanders.

Assange ha denunciato che le guerre americane a difesa della “democrazia” sono utili ai produttori americani di armi, questi, fra l’altro, sono anche editori di giornali e finanziatori di partiti e giornalisti. Quest’apparato propagandistico è in grado d’innalzare in politica o di distruggere la carriera delle persone; in Unione Europea, perseguendo un programma imperiale della Germania, accade la stessa cosa.

I gruppi difensori dei diritti umani, che sostengono l’immigrazione di massa, non protestano con manifestazioni per l’arresto di Assange, la disinformazione dilaga e il vero giornalismo scompare sotto i colpi della censura, dell’autocensura o dell’intimidazione giudiziaria; si vuole impedire il cambiamento di un mondo unipolare in uno multipolare, imporre la globalizzazione e un Nuovo Ordine Mondiale e, da parte degli Usa, apparentemente, si vuole fermare Russia e Cina.

La libertà d’informazione non interessa più a nessuno, l’informazione deve essere solo la copertura d’interessi, tanti i giornalisti scrivono bugie o mezze notizie su commissione; il giornalista tedesco Udo Ulfkottes ha scritto articoli falsi per la CIA. Ulfkottes pubblicava articoli con il suo nome, ma scritti da agenti della CIA, in accordo con i servizi segreti tedeschi e occidentali in genere; in Usa accade anche con l’informazione farmaceutica, scritta dalle stesse case farmaceutiche. Ci sono giornalisti, favoriti nella carriera, che lavorano per la CIA e altri che lavorano per Wall Street, per grandi multinazionali o per la commissione europea.

Visto la situazione dell’UE, con la Francia e la Germania in pole position, per il momento all’Italia conviene essere ancora legata agli Usa, che, diversamente dai governi di Francia e Germania, hanno ancore del rispetto per l’Italia. Però l’Italia deve anche ampliare i rapporti economici e commerciali con la Cina, che la Germania voleva riservare a se stessa, pretendendo che l’Italia, per muoversi autonomamente, dovesse chiederle l’autorizzazione.

Purtroppo, la disinformazione giornalistica dei neocon, dei neoliberisti e dei finti intellettuali di sinistra, ha conquistato destra e sinistra, demonizza populisti e sovranisti (i qualunquisti dove sono finiti?), sostiene i mercati e alimenta le tensioni con Russia e Cina e la speculazione contro l’Italia. (Fonte: Federico Pieraccini.- sinistrainrete – l’Antidiplomatico).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

     

ECONOMIA E POLITICA NEWS (15/4/2019)

EUROPA

Il professore Wolfgang Streeck, sociologo ed economista, direttore del Max Planck Institute, ha affermato che l’UE è un impero neoliberale a direzione finanziaria che, con la globalizzazione, mira allo smantellamento delle barriere commerciali e della protezione sociale europea, imponendo agli stati una politica e capi di governo come Monti. All’inizio l’UE, con sei paesi fondatori, era un’organizzazione per la pianificazione economica in alcuni settori, poi divenne un mercato comune senza dazi, per la libera circolazione di merci, lavoro e capitale.

Con la fine del comunismo, i trattati europei e l’euro hanno puntato al controllo dei bilanci degli stati, mentre l’UE si è allargata a 28 stati eterogenei, diretti a livello centrale, dalla Germania e dalla Francia, per il tramite di commissione europea e BCE; perciò, i trattati dell’UE sembrano una costituzione rigida e irreversibile che non si può cambiare. L’UE rifiuta l’autonomia nazionale e punta alla spoliazione della politica democratica e sovrana delle nazioni; perciò sono nati dei conflitti interni tra i paesi europei, com’è sempre successo quando uno stato europeo voleva dominare gli altri.

Nell’UE i lavoratori devono competere con costi del lavoro più bassi, all’interno e all’estero, cioè sono messi gli uni contro gli altri, senza tutele giuridiche e sindacali, praticamente, i sindacati e la sinistra classica hanno smobilitato; con l’euro, gli stati sono stati privati della sovranità monetaria, dell’autonomia di bilancio e della possibilità di aggiustare il cambio, perciò sono finiti la solidarietà sociale e lo stato nazionale che ridistribuisce la ricchezza. Se ne sono avvantaggiate le multinazionali che godono anche di privilegi fiscali

L’Ue è un’istituzione antidemocratica sostenuta dalla sinistra, che, durante il suo governo,  ha occupato tutti i posti dirigenziali; l’UE importa mano d’opera a basso costo o prodotti fabbricati all’estero con mano d’opera sottopagata, deprimendo i salari interni e il livello di vita della popolazione: Nell’UE il centro impone la sua politica alla periferia, l’obbedienza degli stati è compensata con il trasferimento di fondi strutturali, mentre, chi non rispetta le regole, è punito, i paesi europei dell’est, per i benefici economici che ricevono, stanno al gioco, invece, paesi centrali come la Francia, non sono puniti, per le loro infrazioni.

La Gran Bretagna è stata aiutata dai fondi strutturali europei ad alleviare gli squilibri regionali, questi denari derivano dai fondi di dotazione di tutti i paesi europei, rispetto ai quali la GB è stata in attivo, invece l’Italia, a causa dei ritardi della sua pubblica amministrazione nel loro utilizzo e delle multe, in passivo. Prima di questa involuzione, in Gran Bretagna e Italia esistevano sindacati potenti, collegati alla sinistra che oggi, per arrivismo al potere,  trascura lo stato sociale e i lavoratori.

Stati e imperi non sono mai nati con accordi o per sovranità popolare, ma con la forza delle armi, l’UE, espressone dei mercati, cioè delle istituzioni finanziarie e dei fantocci politici da loro controllati, contiene la finzione di sovranità popolare; in generale, i popoli antichi hanno occupato terre, saccheggiato, sterminato, fatto fuggire e fondendosi con altri popoli, quindi hanno imposto la protezione, creando con ciò gli stati. Le guerre si fanno per rubare terre e ricchezze e per acquistare altri contribuenti, la protezione, con il controllo del territorio, è propedeutica allo stato.

La ricchezza si raggiunge velocemente rubando; rispetto al lavoro, con la guerra, si fatica di meno e per un breve periodo, ma si rischia di più; la rivoluzione e la lotta di resistenza non aboliscono le classi, come affermato, a torto, da Marx, ma favoriscono la promozione sociale dei vincenti, cioè il passaggio a una classe superiore; in pratica, a chi rimane nella stessa classe, non conviene fare la rivoluzione; anche i rivoluzionari, veri o presunti8, rubano ai contribuenti, esattamente come lo stato, lo fanno all’opposizione e al governo.

Lo stato è effettivamente nato per la riscossione delle imposte, è l’’impresa economica e di potere di maggior successo che, senza le imposte, si estinguerebbe; tutte le imprese, se non riescono a raggiungere l’oggetto sociale, si estinguono. Adesso pare che anche l’Italia abbia aumentato il suo contributo all’UE, che, secondo gli europeisti, con tanti politici ed euroburocrati, è dotata di poche risorse; però, anche la moneta fornisce le entrate per governare, è stato così per tutti gli stati sovrani che si sono finanziati con il signoraggio monetario.

In UE alcuni paesi stringono accordi riservati con le multinazionali che desiderano pagare meno tasse, questi paradisi fiscali sottraggono all’Italia miliardi di euro l’anno, se ne avvantaggiano Olanda, Lussemburgo, Irlanda, Malta, Cipro e Belgio. In Olanda, per le multinazionali, l’aliquota fiscale è dell’1%, questi paradisi agiscono senza trasparenza, non danno informazioni, stabiliscono in anticipo l’imposta, garantiscono l’anonimato ai proprietari e le royalities non sono tassate. L’UE, che per tanti è una cosa seria, permette tutto questo; generalmente chi, tra uomini e stati, fa la morale agli altri, è più immorale di loro.

In tutto il mondo, i paradisi fiscali sono 58, da 20 anni l’Olanda impartisce lezioni di austerità, in Lussemburgo 12.000 società e 80 multinazionali vi tengono una sede che ha solo un indirizzo con una cassetta per le lettere, ogni anno l’Olanda sottrae 50 miliardi di euro di tasse ad altri stati. I giganti del digitale, Google, Apple, Facebook e Amazon inviano i loro profitti in Irlanda, Lussemburgo e Paesi Bassi e l’UE è impossibilitata a introdurre una web tax.

Nel Lussemburgo le entrate fiscali da società estere sono pari al 208% del Pil, a Malta l’80%, in Olanda il 21%; ci si chiede quanto l’UE affronterà questo problema economico. Intanto aumentano nuovamente i debiti privati che portarono alla crisi del 2008, le imprese, profittando dei bassi tassi d’interesse dovuti all’aumento della liquidità, aumentano i loro debiti. Le banche non fanno impieghi nelle attività produttive ma nella finanza e poi, a causa delle insolvenze, devono essere salvate dallo stato.

Riacquistano azioni proprie e fanno investimenti speculativi e in derivati, nelle banche, il rapporto tra capitale proprio e impieghi è debole, cioè manca l’equilibrio di liquidità, acquistano titoli di stato di scarsa redditività o a rischio e ora si avvicina a un’altra bolla immobiliare, perché gli immobili, prima sono aumentati di prezzo e ora non si vendono. Ci s’indebita, stato e privati, per pagare altri debiti.

Le grandi banche private, che in Italia sono padrone di Bankitalia, sono sostenute e aiutate dalle banche centrali, mentre le banche centrali dell’UE sono uno sportello della Bce, i conflitti d’interesse sono infiniti; la BCE concede prestiti a banche interconnesse, allo 0%, con il quale queste acquistano titoli di stato. Questo è il quadro, però la commissione europea si limita a denunciare solo troppa spesa pubblica e troppo debito pubblico.

Mentre l’informazione afferma che la recessione alle porte è solo italiana, in Germania diminuisce produzione ed esportazione, che si tradurranno in diminuzione del Pil e recessione, comunque, la crescita rallenta anche in Usa, Cina e Francia e tanti paesi del terzo mondo sono prossimi alla crisi del debito pubblico. La Bce ha favorito le concentrazioni di banche che ora, si afferma, sono troppo grandi per fallire.

L’euro è una camicia di forza per le economie più deboli che non possono svalutare per recuperare competitività, permangono le asimmetrie economiche tra paesi europei che l’UE doveva appianare; aumentano i profitti internazionali esentasse e calano i salari occidentali; la Grecia, dopo le cure ricevute, non é ancora capace di rimborsare i suoi debiti, l’Italia invece ci riesce.

Bisognerebbe far pagare i salvataggi bancari ai responsabili dei fallimenti bancari e non ai risparmiatori o ai contribuenti, bisognerebbe nazionalizzare le banche sistemiche; il debito fatto per salvare le banche private è illegittimo; le banche centrali devono essere pubbliche e devono tornare a svolgere il ruolo di creatori di moneta legale a favore dello stato e non delle banche, ammettendo anche moneta bancaria complementare in circolazione.

Le Germania, che è abituata ad alimentare l’inflazione solo in periodo bellico, ha ritenuto che compito principale della BCE fosse la stabilità di prezzi, la strategia serviva anche a difenderla dalle svalutazioni competitive, soprattutto dell’Italia. Dal 1968, con l’unione doganale, lo sviluppo europeo è stato lasciato nelle mani del mercato e delle multinazionali, si riteneva che il mercato comune non sarebbe stato tale senza una moneta comune, ma l’euro, con la stabilità dei cambi,  assomiglia ai cambi fissi tra monete e al gold standard.

Nel 1970, con il serpente monetario, era prevista un’oscillazione tra monete del 2,25% rispetto all’Ecu, il marco, sempre grazie alle esportazioni, si apprezzò e per rimanere nel serpente, gli altri paesi dovettero svalutare le loro monete. Ad ogni modo, nel caso di squilibri persistenti, la parità centrale poteva essere rivista e le banche centrali potevano concedere assistenza, comprando le monete di paesi in difficoltà; ma a volte preferivano comprare monete più forti.

La quantità di Ecu a disposizione dei paesi era creata con il trasferimento a un Fondo europeo del 20% delle riserve delle banche centrali, queste riserve auree sono ancora oggi in mano alla BCE; da allora, vi sono state varie crisi e disallineamenti valutari e nel 1992 la crisi ha portato alla dissoluzione dello Sme. Con una politica a favore del mercato e della lotta all’inflazione si é voluto combattere l’incertezza legata ai cambi flessibili; i cambi flessibili consentono di correggere gli squilibri della bilancia dei pagamenti ma favoriscono l’inflazione, che però è anche associata allo sviluppo produttivo e al prezzo dell’energia e de salari.

La politica monetaria dovrebbe essere indirizzata anche all’occupazione, è previsto anche dalla Fed, invece la Bce fissa l’interesse di riferimento per i paesi dell’eurozona ed è interessata soprattutto a combattere l’inflazione. Con il controllo sul bilancio della politica fiscale manca la solidarietà tra i paesi, l’euro non prevede strumenti di stabilizzazione, ma prevede solo un attivo limitato nel commercio estero (violato dalla Germania), per non ristringere le risorse monetarie dei paesi in deficit.

Perciò la politica fiscale ha imposto i trattati di Maastricht, patto di stabilità e Fiscal Compact, con criteri di convergenza obbligatori e controllo centralizzato. Allargando il mercato interno non si era però previsto lo sviluppo e la regolamentazione preventiva delle attività finanziarie, il che, per prevenire i dissesti bancari, ha favorito la nascita dell’unione bancaria. L’impalcatura europea non è nata con un progetto valido e complessivo, perciò richiede continui aggiustamenti.

La Germania, animata ad un disegno egemonico, facilitato dalle esportazioni che le danno i mezzi per comprare politica e informazione dell’UE, con le banche ricicla l’attivo commerciale prestandolo ai paesi in deficit ed esponendo paesi insolventi al default. Negli anni duemila, con gli interessi bassi, i prestiti finanziavano l’acquisto d’immobili, che poi rimasero vuoti e perciò scoppiò la bolla immobiliare: L’EU incolpò della crisi i paesi indebitati, obbligati, per pagare i debiti, a tagliare la spesa pubblica e ad aumentare le tasse; la crisi delle bilance dei pagamenti è stata presentata come crisi del debito pubblico, poi l’UE ha preteso austerità e riforme strutturali.

I paesi perdendo la flessibilità del tasso di cambio di una loro moneta, il controllo del tasso d’interesse e del bilancio dello stato, hanno puntato sulla deflazione salariale, chiedendo un mercato del lavoro sempre più flessibile, riducendo la domanda e accrescendo le disuguaglianze sociali; però, anche con l’austerità, il sistema bancario, che controlla gli stati, è stato salvato.

Con la globalizzazione si riducono i prezzi ma i profitti rimangono all’estero, perciò cala domanda e occupazione e peggiora per tanti paesi, ma non per l’Italia, la bilancia di pagamento, la commissione europea incolpa di tutto il debito pubblico. A chi chiede condivisione dei rischi e dei debiti pubblici, solidarietà, assicurazione europea sui depositi ed eurobonds, l’UE risponde di fare prima i compiti a casa, è una specie di medicina che potrebbe essere mortale, mentre quelle precedenti hanno fatto solo ammalare.

USA

Se gli Usa non fermano il progetto di legge Nopec, che colpisce i cartelli petroliferi e   espone i membri Opec alle cause antitrust, l’Arabia Saudita ha minacciato di vendere il petrolio in valuta diversa dal dollaro; probabilmente, poiché è legata agli Usa, la minaccia non sarà attuata. L’Arabia controlla il 10% dell’offerta mondiale di petrolio, i contratti sono denominati in dollari e la moneta saudita, il riyad, è agganciata al dollaro.

Oggi, Russia, Iran, Venezuela e Cina non sono più legate al dollaro e la dedollarizzazione del commercio internazionale potrebbe favorire la svalutazione del dollaro che, per la sua natura di moneta di riserva internazionale, allevia i deficit di bilancio e commerciali americani. L’Ue, per compensare la protezione militare americana, paga, in dollari americani, l’80% della sua importazione d’energia, per 300 miliardi di euro l’anno, il che contribuisce a tenere alta la quotazione del dollaro.

ITALIA

Gli esperti della televisione, che sono sempre di parte, denunciano che l’Italia sta andando verso la recessione, contrassegnata da una riduzione del Pil, ma i dati della Germania non sono molto migliori, anzi in Italia, al contrario della Germania, stanno aumentando consumi, produzione ed esportazione, il che si tradurrà in aumento del Pil, anche se modesto; però gli anni a venire, grazie alla politica del governo giallo-verde, potrebbero essere migliori. Quando si raggiunge il fondo, con un Pil ridotto del 10% dai massimi storici, bisogna pur risalire, altrimenti i cicli economici sono privi di significato.

In regime misto di neoliberismo, protezionismo, aiuti di stato e privilegi fiscali, in genere, le grandi imprese vogliono essere protette quando producono in patria, non vogliono essere ostacolate quando esportano capitali e linee di produzione, vogliono aiuti di stato, vogliono imposte ridotte per le loro produzioni all’estero e, dopo queste agevolazioni, si rifiutano di reimportare i loro profitti realizzati all’estero. Il risultato può essere solo la decadenza industriale ed economica dei grandi paesi industriali, gli Usa se ne stanno accorgendo solo adesso, mentre la sinistra, amica dei mercati, se ne accorgerà più avanti.

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Nel 2009 la Cina puntava sulle esportazioni, dal 2018 però, per contrastare la crisi, ha puntato sulla domanda interna, invece Germania e Italia, puntando su contenimento della domanda interna e dei salari, hanno continuato a puntare sulle esportazioni. Nel 2009 la Cina, accusata di dumping, aveva un attivo commerciale pari al 4,9% del Pil, per 243 miliardi di dollari, nel 2018 è stato solo dello 0,7% del Pil, per 97 miliardi, mentre in Italia è stato del 2%, per 41 miliardi; quello della Germania è stato l’8% del Pil per 327 miliardi, sforando i limiti fissati al 6% dai trattati, senza richiami della commissione europea.

Oggi il Pil tedesco dipende quasi al 50% dalle esportazioni, quindi la Germania, avendo sacrificato la domanda interna con le riforme Hartz del lavoro, è fortemente esposta alla crisi internazionale che penalizza il commercio, assieme all’Italia che le fa da subfornitrice. In Italia la deflazione salariale e la riforma del lavoro sono state favorite da Treu, Biagi e Renzi, per quest’ultimo  con l’abolizione dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori.

Per rilanciare la domanda interna occorrerebbero maggiori salari e riduzione d’imposte a lavoratori e pensionati, ma si ridurrebbe l’attivo commerciale  perché le esportazioni sono uno sbocca alla domanda interna debole; ora nemmeno il saldo primario del bilancio dello stato è utilizzato per fini sociali e per investimenti pubblici. Il mercantilismo tedesco, che ha ispirato i nostri governi, è responsabile della caduta dell’economia italiana che, con la crisi internazionale, dopo la caduta della domanda interna, è destinata a soffrire, come la Germania, anche della caduta dell’esportazione.

Fino agli anni ottanta, l’imprenditoria italiana contava poco rispetto alle imprese pubbliche, poi l’UE, anche a causa del debito pubblico italiano, impose le privatizzazioni, contemporaneamente, diminuirono le tutele del lavoro e la politica, per fronteggiare la concorrenza estera, puntò solo a risparmiare sul costo del lavoro; per difendere il loro potere d’acquisto, i lavoratori risposero con la denatalità (Fonte: Guido Salerno Aletta – Claudio Conti - sinistrainrete – contropiano).

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Dopo aver remunerato le banche partecipanti al suo capitale, la banca d’Italia ha trasferito al Tesoro 6 miliardi di euro, come quota utili del 2018. In generale, lo stato s’indebita emettendo titoli presso banche private o presso la banca centrale, anche le banche private ottengono prestiti dalla banca centrale, garantiti anche da titoli di stato; tuttavia, quando la banca centrale finanzia lo stato lo fa a costo zero per lo stato, perché crea denaro dal nulla.

Nel 1999, con l’introduzione dell’euro, ogni banca centrale dell’eurozona è diventata indipendente dal governo nazionale, perciò gli stati si possono finanziare solo presso le banche; fino al 1981 in Italia la banca centrale era alle dipendenze del governo e acquistava dallo stato i titoli non acquistati dai privati e dalle banche, permettendo allo stato notevoli risparmi; nel 1981, con il divorzio tra Tesoro e Banca d’Italia, la banca df’Italia fu sciolta dall’obbligo di acquistare titoli, poi nel 1992, le banche partecipanti al suo capitale furono privatizzate.

Per contenere l’inflazione, secondo le direttive dell’Unione Europea, si voleva rendere indipendente la creazione di moneta dal deficit del bilancio dello stato, perciò le banche centrali non potevano più finanziare il debito pubblico, ma lo potevano fare a interesse le banche private; tuttavia, dal 2015 al 2018, la BCE, con il QE, prese ad acquistare titoli di stato dalle banche al mercato secondario, diventando creditore dello stato italiano tramite il suo sportello della Banca d’Italia, acquistando così 300 miliardi di titoli, che hanno poi fruttato i 6 miliardi di cui sopra, trasferiti allo stato.

Sembra il gioco delle tre carte; eppure, il denaro creato dal nulla da una banca centrale pubblica di uno stato sovrano potrebbe essere una risorsa strategica per gli investimenti pubblici e per la spesa sociale, invece oggi il finanziamento del debito pubblico è lasciato in balia dei mercati e della speculazione che alimenta lo spread e fa salire il costo del debito pubblico. Se la Banca d’Italia acquistasse, alla loro emissione, i titoli del debito pubblico, questo non peserebbe allo stato.

Il Giappone colloca i titoli distato al 60% presso i giapponesi, a un tasso modesto, e al 40% presso la banca centrale senza costo, invece l’Italia si rivolge al credito bancario, anche straniero, che è invitato a nozze per usufruire di un interesse e per speculare sul debito pubblico italiano. (Fonte: coniarerivolta – sinistrainrete).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it; viruslibertario@gmail.com.

   

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì (8/4/2019)

RUSSIA

Sembra che le relazioni tra Russa e Cina stiano peggiorando, mentre la diffidenza di Mosca verso la Cina aumenta; Mosca, con una Russia asiatica spopolata, teme la crescita del potere economico e militare della Cina, che l’ha tagliata fuori dalla via terrestre della seta e penetra, via mare, nel Mediterraneo. La Russia, per contenere la Cina ha cercato, con un certo successo, di avvicinarsi all’India, ma Giappone e Usa sono rimasti freddi.

Aldilà delle sanzioni americane e delle relazioni dell’informazione, per migliorare le relazioni con gli Usa e l’UE, Mosca, che teme di perdere il controllo dell’Asia centrale, vorrebbe appianare le divergenze su Ucraina, Iran, Siria e Corea del Nord; al riguardo, esiste un dialogo segreto tra Usa e Russia. L’Ue potrebbe avvicinarsi a Mosca, ma la Germania,  con il cappello francese, vuole dominare l’Europa, perciò potrebbe anche spingere a un accordo con la Cina, contro la Russia che si trova in mezzo; i venti di guerra sono solo sopiti. Non è un caso che la via della sete terrestre abbia tagliato fuori la Russia, preferendo passare per i Balcani.

Per Mosca sarebbe il caso, come fece con l’Alaska ceduta agli Usa per timore dei britannici che controllavano il Canada, di fare un’alleanza politica e militare con la Cina, cedendole metà della Russia asiatica, in cambio di un aiuto allo sviluppo dell’altra metà  rimasta nelle sue mani. Per favorire il suo sviluppo, la Russia potrebbe, disinnescando il problema ucraino, avvicinarsi di più all’UE fornendole energia e materie prime e aprendo le porte all’immigrazione, riducendo la relativa pressione sull’UE e portando il paese a oltre a 10. milioni di chilometri quadrati, con 350 milioni di abitanti. (Per le notizie, fonte: Carlo Pelanda – startmag.it).

ITALIA

La stagnazione economica di UE e Italia è anche colpa della commissione europea, la quale, contrariata dalla mancata riduzione del deficit strutturale, cioè non temporaneo o dovuto alla congiuntura, del bilancio dello stato italiano, che doveva essere dello 0,8% nel 2019, dopo tante trattative, ha accettato un deficit di bilancio dello 2,04%, però destinato ad aumentare nel corso dell’esercizio. Nel 2019, a causa della crisi economica che investe anche  Usa e Germania, il Pil italiano non dovrebbe aumentare e, con la decrescita, si andrà verso la recessione.

Un accenno va fatto sull’allarmismo dell’informazione sui conti pubblici dello stato italiano, secondo Unimpresa e opposizione, nel 2018 il debito pubblico è aumentato di 71 miliardi di euro, contro i 35 dell’anno precedente; però il fabbisogno complessivo della pubblica amministrazione si è ridotto da 62 miliardi di euro a 42. Secondo la Banca d’Italia, il debito pubblico sarebbe passato da 2.263 miliardi di euro a 2.317, con aumento di 54 miliardi, ma, con le disponibilità liquide di tesoreria om cassa, passate da 7 miliardi di euro a 32 miliardi, in realtà, il debito pubblico è passato da 2.317 miliardi di euro a 2.357.

Il maggiore debito di 40 miliardi è servito a elevare la scorta di cassa del Tesoro, per prevenire, comprando titoli di stato italiani, l’incremento dell’interesse da parte del Tesoro americano; per conseguenza, oggi il Tesoro ha 75 miliardi di euro di scorta, superiori al deficit di bilancio previsto per il 2019. E’ una conseguenza delle alchimie della contabilità pubblica. Il Fiscal Compact prevedeva che, in condizioni di economiche avverse, per favorire la crescita, fosse concessa maggiore flessibilità al deficit, invece, la commissione europea ha chiesto ancora la riduzione del debito e del deficit strutturale.

Viste le protese di piazza e la recessione in arrivo, la Francia ha impegnato in bilancio altri 10 miliardi di euro, tra minori tasse e nuove spese, informando a posteriori la commissione europea e sforando nuovamente il 3% del deficit pubblico; il governo francese non teme gli ammonimenti della commissione europea e la procedura d’infrazione, perché nell’UE esistono figli e figliastri e la Francia è sposata alla Germania che dirige nell’ombra la commissione.

Alla vigilia della recessione, anche il Pil di Usa e Germania crescono poco, perciò, se l’Italia sarà la prima a entrare nella recessione, nemmeno i corridori arrivano assieme al traguardo, quindi anche la Germania sta per entrare in recessione; tuttavia, il governo italiano, per non deprimere ulteriormente consumi e Pil, non è intenzionato, come ipotizza l’opposizione, a varare una manovra di bilancio correttiva, con l’aumento d’imposte. In passato, la politica economica di uno stato sovrano mirava a massimizzare crescita e occupazione, mantenendo in equilibrio i conti con l’estero e contenendo salari e deficit di bilancio, per contrastare l’inflazione.

Oggi, con l’Italia semisovrana o poco sovrana, la politica  economica è regolata dalla politica del bilancio pubblico voluta dalle direttive dell’UE e dalla commissione europea, e da quella monetaria regolata dalla BCE che, per far ripartire l’economia reale, con il QE, ha aumentato la liquidità e vantaggio della speculazione finanziaria, ignorando che oggi la maggior parte della moneta in circolazione è attivata con i prestiti concessi dal sistema bancario, cioè dall’economia reale.

Dal 2008 al 2019, l’Italia ha speso 800 miliardi di euro in interessi passivi sul debito  pubblico, oltre  le spese militari delle quali, poiché esistono spese fuori bilancio, non si conosce il preciso ammontare e gli Usa ne chiedono l’aumento; la somma spesa per interessi è finita in mano al sistema finanziario ed ha preso la via dell’estero. Visti i salari più bassi dei paesi emergenti, c’è chi, come gli industriali, per consolarsi, affermano che la disoccupazione è un freno positivo alla crescita interna dei salari, che si è voluta contenere in Usa, Germania, Italia e Francia. Visti i risultati di questa politica economica, secondo il parere della Banca di Francia, la BCE e la commissione europea non sono attrezzate per affrontare una nuova crisi economica sistemica, dopo quella del 2008. (Per le notizie, fonte: Guido Salerno Aletta - startmag.it).

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Storicamente, la lotta al capitalismo si è concretizzata nella lotta al latifondo, nella richiesta dell’abolizione della proprietà privata e nella ridistribuzione della ricchezza; però, nessuno contesta più la proprietà della casa o di un pezzo di terra per i bisogni della famiglia, però bisognerebbe riservare la proprietà della terra a chi la lavora, anche con la successione. Le multinazionali, per non favorire l’impoverimento di paesi industriali, non devono essere premiate sul piano fiscale, ma devono essere penalizzate; per favorire l’azionariato popolare, le partecipazioni azionarie non devono pagare maggiori imposte rispetto alle obbligazioni pubbliche o private.

Poiché abbiamo appurato che a volte le obbligazioni possono essere più rischiose delle azioni, lo stato non deve disincentivare la partecipazione al capitale dei lavoratori, soprattutto nelle imprese in cui lavorano; perciò, nelle società per azioni dovrebbe essere tassato solo l’utile a bilancio e non le azioni. Invece i possessori di grande capitale in partecipazione dovrebbero  pagare un’imposta patrimoniale annuale e una di successione.

In tal modo i lavoratori, con risparmio, eredità e liquidazioni, accederebbero alla proprietà  di aziende in cui lavorano; con le piccole banche, artigiani e lavoratori non hanno mai raggiunto effettivamente questo obiettivo. Lo stato dovrebbe anche dotarsi di procedure per assegnare ai lavoratori, anche con incentivi pubblici, la proprietà di aziende in liquidazione, impedendo la chiusura di produzioni. I lavoratori conserverebbero il lavoro e potrebbero rilanciare imprese in perdita economica ma con dei clienti; da ricordare che le multinazionali, delocalizzando, chiudono imprese ancora attive.

EUROPA

In questi ultimi anni le autorità di vigilanza bancaria europee hanno concentrato l’attenzione sui crediti deteriorati delle banche italiane, ma in precedenza c’era stato scarso controllo sulle attività illegali e scorrette delle banche dell’Europa settentrionale. Dal 2012 al 2018 le banche europee sono state multate di 14,3 miliardi di euro, per il 75% per opera delle autorità preposte americane, per riciclaggio, soprattutto di denaro russo, violazioni di sanzioni economiche e per scarso controllo nelle operazioni.

Sono state multate la banca olandese Ing, Deutsche Bank, Bnp Paribas, la banca danese Danske, la svedese Swedbank, la Nordea, la lettone Ablv, la Hsbc, la Commerzbank, la Rabobank, Standard Chartered e la Societé  Générale. La banca d’Italia, a sua volta, ha bloccato le attività della banca olandese Ing e ha sanzionato la banca Ubi, per mancanza di collaborazione e scarsa trasparenza nelle segnalazioni.

Pnp Paribas ha ricevuto una multa di 8,9 miliardi di dollari per transazioni finanziarie illegali con Cuba, Iran e Sudan, tutti paesi soggetti a sanzioni americane. In alcuni casi, i supervisori hanno rinviato l’apertura della procedura d’infrazione, in cambio di futuri maggiori controlli e del rispetto della normativa. Una recente direttiva antiriciclaggio dell’UE, con l’intervento dell’Autorità bancaria europea, ha potenziato i controlli sulle banche, perciò in futuro dovrebbero ridursi le sanzioni alle banche, per violazioni di norme. (Per le notizie, fonte: Francesco Ninfole – startmag.it).

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La sospensione dal partito popolare europeo del partito del leader ungherese Orban, la posizione dei partiti sovranisti e antieuropei, la Brexit, l’allontanarsi dei membri della lega anseatica e dei partner orientali della Germania e l‘ostilità di Usa Italia, hanno mandato in fibrillazione il partito CDU diretto dalla cancelliera Merkel, alla quale sta per succedere Annegret Kramp Karrenbauer, che vuole favorire la politica tedesca rispetto a quella europea.

Anche le relazioni tra Berlino e Parigi si raffreddano, perciò Macron non ha partecipato alla conferenza sulla sicurezza di Monaco, mentre Parigi appare più debole nei confronti di Madrid; perciò la Germania pare allontanarsi dall’europeismo di Macron e il parlamento tedesco ha rifiutato la votazione congiunta con il parlamento francese, come previsto dagli accordi di Aquisgrana.

La Merkel aveva spostato il suo partito CDU verso socialdemocratici e verdi e aveva proposto di fare entrare in Germania altri milioni d’immigrati, ora la prossima cancelliera AKK guarda al partito di  destra AfD, che probabilmente si affermerà nelle prossime elezioni regionali d’autunno in Brandeburgo, Sassonia e Turingia. Fra le altre cose, gli elettori attribuiscono l’aumento di affitti e del costo delle abitazioni all’afflusso d’immigrati.

L’avversario di AKK è Wolfgang Schauble; mentre la CDU sta abbandonando sinistra ed europeismo, l’SPD socialdemocratico della coalizione di governo sta abbandonando la svolta liberale e propone l’aumento della spesa sociale e un reddito universale. Dopo le elezioni regionali d’autunno, tra i partiti della coalizione si aprirà il confronto sul contratto di governo e la Merkel lascerà la guida del governo. (Per le notizie, fonte: Carlo Bastasin – ilsole24ore.com).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 1/4/2019)

ITALIA

Dalle ultime battute del governo gialloverde sulla via della seta, pare che Salvini sia filoamericano, Mattarella filoeuropeo e Di Maio filocinese; l’Italia, boicottata dall’UE, cerca alleanze, mentre si rinsaldano le alleanze tra Germania e Francia, che prendono le distanze dagli Usa e da Israele. La Germania, controllando parte dell’informazione e della politica italiana,  vuole dominare l’Italia, si accosta all’Islam, vuole fare affari con Cina e Russia, ma teme la potenza russa, perciò ci saranno altri sviluppi.

Dall’informazione apprendiamo che la Lega, che, tra le altre cose, è contro le unioni civili, sostiene l’integralismo cattolico, però è significativo che il papa, non ha voluto ricevere Salvini perché è contro l’immigrazione; in realtà, secondo me, la Lega, in genere, usa l’ombrello cattolico come schema identitario, per difendere l’Italia dalla penetrazione islamica.

Da sinistra, si fa per dire, il PD attacca le riforme sociali del M5S e Francia e Germania, controllando settori politici e dell’informazione italiana, hanno attaccato spesso Salvini, vogliono sempre dare lezioni all’Italia, permettendosi di fare con la Cina ciò che all’Italia è negato; come pretesto, affermano che in UE, con la Cina, bisogna muoversi uniti; questi sono i fatti, eppure, anche con la fine della luna di miele, la Germania si sente molto attratta dall’Italia, ma la vuole dominare.

Si sta aprendo una nuova era politica, ci saranno grosse novità con le prossime elezioni europee e italiane e con il rinnovo della presidenza della repubblica italiana; diversi paesi dell’UE stanno nell’UE per interesse, l’Italia spera di non rimetterci più, gli europeisti, fuori e dentro l’Italia, la tengono d’occhio, allarmati dalle sue mosse contrassegnate dall’autonomia.

Il sovranismo italiano ha urtato la Germania, ma un po’ anche gli Usa che, a causa del predominio tedesco nell’UE, potrebbero tornare a essere isolazionisti, passando il testimonial alla Cina, dall’Usa definita autoritaria,  ma anche la democrazia è una frode. La Germania, che parla con la bocca di Macron e Junker, ha affermato che l’uscita dell’Italia dall’UE, ne potrebbe comportare lo scioglimento, il che significa che i legami interni sono molto deboli, rimarrebbe però, finché dura,  l’asse franco-tedesco.

Dopo la condanna della commissione europea da parte del tribunale europeo, per il fallimento da essa provocato, con il bail-in, di piccole banche italiane, adesso risalta un’altra anomalia dei mercati, a dominio anglo, tedesco, americano; lo spread italiano, fatto salire dalle società di rating e dall’allarmismo dell’informazione, ha dato come risultato che i bond americani a 10 ani e i Btp italiani a 10 anni hanno praticamente lo stesso interesse.

Il che è strano perché gli interessi, per stati, imprese e persone, in genere dipendono dal reddito, dai debiti e dalle garanzie; infatti, gli Usa hanno più debiti, tra pubblici e privati, dell’Italia; ciò malgrado, la televisione italiana giudica meglio la situazione economica americana e la sua solvibilità rispetto all’Italia; che sia un'altra manipolazione artificiosa dei tassi da parte dei mercati, che vogliono mettere in ginocchio l’Italia?

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Sulla nuova via della seta o Bri e relativo memorandum firmato dal governo italiano con il presidente cinese Xi Jin Ping, si sono indirizzati i moniti critici di Washington e Bruxelles, che non vogliono che l’Italia si muova con indipendenza; sembra che l’Italia abbia sdoganato la Cina, è anche il primo paese occidentale ad aver aderito anche alla Banca Asiatica d’investimento e infrastrutture. Sulla sicurezza delle telecomunicazioni 5G di Huwaei e Zte, il governo si riserva il controllo con la golden power.

Però l’Italia è spiata anche dagli alleati e la Germania, in rotta con gli Usa per il dominio dell’Europa, è intenzionata a fare il 5G con la Cina ed anche la Gran Bretagna; la via della seta terrestre, tra Pechino e la Germania, è già in allestimento, inoltre la Merkel ha accusato gli americani di averla intercettata con le telecomunicazioni; tutti gli italiani sono stati schedati dallo stato.

I gesuiti avevano richiesto al presidente cinese, in visita a Roma, anche una sua visita a papa Francesco, per il momento l’incontro non è avvenuto, però il papa è stato invitato in Cina; in passato, russi e cinesi avevano rifiutato questi inviti perché sospettosi delle ingerenze vaticane, fortissime in Italia. L’incontro tra Cina e Vaticano ha risvolti non solo a favore della libertà religiosa, ma ha anche risvolti politici ed economici e servirà ad avvicinare la Cina all’Italia; i governi italiani sono stati sempre supini ai desideri della chiesa cattolica, con eccezione per l’immigrazione. (Fonte, Marco Orioles – startmag.it).

 

L’economista Joseph Stiglitz, premio nobel per l’economia ed ex presidente della Banca Mondiale, ha affermato che se l’Italia esce dall’UE è una tragedia per l’UE, se resta è una tragedia per l’Italia; egli afferma che bisogna riscrivere i trattati europei perché i paesi aderenti hanno regole fiscali diverse, che permettono il dumping fiscale rimproverato dagli Usa alla Cina. Queste asimmetrie possono portare al collasso economico e sociale dell’UE.

Stiglitz afferma anche che le regole rigide e uguali per tutti sono sbagliate, esattamente come la mancanza di autonomia; l’austerità ha permesso alla Germania di dominare l’Europa, ma non ha permesso di colmare le disuguaglianze sociali com’era stato promesso. Stiglitz aveva già consigliato all’Italia di uscire dall’euro, ha affermato che, se i trattati non si possono cambiare, si possono interpretare diversamente e per mutuo accordo.

Sembra un ragionamento italiano condannato dalla Germania, però è quello che fanno spesso, per opportunità, la giurisprudenza, la politica o gli avvocati. Disuguaglianze, disoccupazione e globalizzazione stanno distruggendo l’Unione Europea, occorrerebbe più solidarietà perché l’euro funziona solo per paesi simili che hanno ispirato i trattati nel loro interesse. (Fonte: Joseph Stiglitz – sinistrainrete.info – L’Huffington Post).

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Il presidente Mattarella ha promulgato la legge sulla costituzione della commissione d’inchiesta sulle banche, cioè non solo su quelle in crisi, che sono anche sotto indagine giudiziaria, invitando i presidenti delle camere a controllare per non debordare nel controllo sul credito, perché le banche sono private e indipendenti da parlamento e governo, ma soggette alla vigilanza di Bankitalia, Bce, Consob, ESMA, Ivass, Covip, a loro volta istituzioni autonome dal parlamento.

Da queste note non sembra che l’Italia sia una repubblica parlamentare, forse, come si afferma da taluni e secondo la costituzione materiale, è una repubblica presidenziale; compito della commissione è però investigare su società di rating, derivati, fondazioni bancarie e tutela del risparmio. Recentemente, la Consob ha multato la dirigenza di Veneto Banca per aver venduto ai propri clienti, azioni proprie in portafoglio, con la banca ormai in dissesto.

Per Mattarella, la commissione non deve entrare nella gestione del credito personale, non deve interferire con le indagini della magistratura, non deve condizionare la gestione del credito, travalicando i ruoli di competenza di altre istituzioni; deve trattare con cautela le informazioni sui clienti detenute dalle banche, rispettando il segreto bancario, che esiste nei confronti del parlamento e  del governo, ma non nei confronti della magistratura, non deve suscitare allarme tra i risparmiatori e il mercato, influendo sul corso della giustizia che indaga autonomamente, però anche la televisione esercita tale influenza.

Dopo che al parlamento è stata tolta la sovranità sul bilancio, conferita alla commissione europea, ci manca solo che si dica che anche il governo, che è un’emanazione di una maggioranza parlamentare, è autonomo dal parlamento; i mercati alla riscossa, hanno vinto, solo i cittadini non sono sovrani, perché si devono muovere solo con licenze, concorsi pilotati, raccomandazioni, concessioni e autorizzazioni. Le istituzioni hanno a capo garanti, in termini massonici, di poteri occulti, questi garanti, che sono gli occhi e le orecchie dei loro padroni, sono premiati profumatamente, con privilegi, per la loro obbedienza e discrezione. 

Si dice che i cittadini sono sovrani e indirettamente lo sarebbe il parlamento, possibile che così pochi poteri abbiano avuto i vecchi sovrani? Per rendere proficuo il potere d’inchiesta delle televisioni e delle commissioni parlamentari, queste, in caso di violazione di legge, dovrebbero fare sempre delle denuncie alla magistratura, in questo modo però, per il  lavoro, scoppierebbe la magistratura. L’Italia, effettivamente, non è una repubblica parlamentare, gli organi costituzionali non sono uguali, autonomi e indipendenti, prima c’è il presidente e ultimo è il parlamento, che ha perso anche parte del potere legislativo; critichiamo le dittature, ma la democrazia è un imbroglio. 

EUROPA

La Brexit, a causa delle trattative sulle condizioni per l’uscita tra UE e GB,  sembra abbia messo in fibrillazione i cittadini britannici, che perciò si sono divisi, tuttavia la televisione, maestra in propaganda europeista, non ha ritenuto di sentire quali sono veramente i sentimenti del popolo britannico in materia; si sono fatte solo interviste pilotate da parte della televisione italiana e di euronews, infarcite di  propaganda, miranti a dimostrare l’irrazionalità della Brexit. Io ritengo che gli inglesi abbiano individuato Ie nuove mire egemoniche della Germania e perciò si vogliono tenere lontani da quest’Unione Europea, fra non molto, anche gli Usa seguiranno il loro esempio.

La classe dominante, quando è intelligente, sa come vanno le cose e ritiene che alla morale comune e alla verità di comodo sia soggetto solo il cittadino comune; per omertà e interesse non evidenzia i lati oscuri della nostra “democrazia”; scuola, religione, stato, propaganda politica e informazione, sono tarate solo per la ricerca del consenso e per tenere docile il popolo: Con la predica, politica e religiosa, siamo allevati nell’illusione, la schiavitù è accettata quando si riconosce il proprio ruolo vile e perciò non ci si ribella; affermare che tutti gli italiani sono corrotti, ladri, mafiosi e traditori, come sono spesso i nostri dirigenti, serve ad avvilirli in modo che accettino le loro condizioni e non si ribellino ai soprusi e alla schiavitù.

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (25/3/2019)

EUROPA

Il tribunale dell’UE, su ricorso della banca popolare di Bari, che ha assorbito la Cassa di Risparmio di Teramo, ha rigettato la tesi della commissione europea che aveva definito aiuto di stato l’intervento a favore della banca da parte del Fondo Interbancario di Garanzia, provocandone il fallimento. Come sostiene l’Abi e Bankitalia, nell’intervento del Fondo Interbancario non c’era aiuto di stato, il quale, come si sa, è escluso anche dalla più recente normativa europea del bail-in.

A vietare l’intervento di salvataggio che portò al fallimento della cassa di risparmio di Teramo fu il commissario europeo, a capo dell’Antitrust, Margarethe Vestager; la decisione fu poi applicata anche ad altre quattro banche italiane, cioè le casse di risparmio di Ferrara, Chieti, Marche ed Etruria, lasciate fallire dopo il bail-in, con danni per i risparmiatori. Abi e Bankitalia hanno chiesto, pertanto, di procedere con un’azione risarcitoria, chiedendo anche le dimissioni di Vestager, la commissione europea, da parte sua e a vantaggio degli avvocati, ha deciso per il ricorso contro la sentenza, presso la Corte Europea.

ITALIA

Sulla via della seta si moltiplicano gli appelli privi di senno, poiché l’Italia appartiene alla Nato, s’invoca la fedeltà agli Usa; l’Italia ha basi Nato, dopo la seconda guerra, i suoi governi hanno sostenuto le imprese militari americane, gli Usa controllano esercito e apparati di sicurezza italiani, accade anche al Giappone, che, per avere la protezione militare degli Usa, deve  anche comprare bond americani.

Bisogna dire che, da sempre, ma per un limite ragionevole di tempo che non supera  quasi mai i cento anni, i paesi sconfitti in guerra, sono stati aggregati ai vincitori, perdendo la sovranità; però anche i romani spesso affrancavano gli schiavi di guerra, li facevano liberti e alcune volte sposavano donne liberte. Italia, Giappone e Germania non possono sedere nel consiglio di sicurezza perché hanno perso la seconda guerra e non possono avere armi nucleari, che dovrebbero essere proibite per tutti.

Le istituzioni come l’Onu, il Fmi e la Banca Mondiale sono nate, su impulso Usa, dopo la seconda guerra, conferendo dei privilegi ai paesi vincitori inseriti nel consiglio di sicurezza dell’Onu, ora dominato nell’Assemblea dai paesi islamici; però, in democrazia, tutti i paesi dovrebbero avere la stessa dignità. Anche le sanzioni economiche minacciate dagli Usa agli alleati, per affari da loro fatti con Russia e Cina, paiono sproporzionate.

Dico queste cose non per animosità verso gli Usa, dove vivono 40 milioni di persone di origine italiana, infierire contro gli Usa sembrerebbe come infierire contro la propria madre, scrivo per giustizia. In tutte queste vicende la Francia, che ha vinto la seconda guerra mondiale a tavolino, siede al consiglio di sicurezza dell’Onu e ha la bomba atomica;  in UE, Macron, erede di Vichy, spadroneggia appoggiandosi alla Germania e insulta l’Italia.

Il consiglio di sicurezza dell’Onu dovrebbe essere totalmente elettivo, a rotazione, senza veto, con una scadenza e rinnovabile, altrimenti è meglio abolire quest’organizzazione. La Germania, tramite burocrati, politici e informazione, si è impegnata molto per la rovina dell’Italia e perciò i mercati, tramite Macron, le hanno promesso un posto al consiglio  di Sicurezza dell’Onu e la bomba atomica; purtroppo, Trump è contro Wall Street e contro la Merkel. Grazie alla propaganda dell’informazione, le persone sono spesso condizionate nelle opinioni, se hanno un ruolo, obbediscono ai superiori, sono pochi gli uomini liberi in grado di capire dove siamo diretti e come siamo manipolati.

Nell’ottocento gli europei, avendo esaurito l’argento sudamericano, per pagare la seta cinese, chiesero a questo paese di accettare l’oppio in pagamento della seta, ne nacque la rivolta dei boxer cinesi e la guerra dell’oppio che la Cina perse e gli europei, con trattati ineguali, cioè riservati ai paesi senza sovranità, costrinsero la Cina a importare oppio e a cedere alcuni porti.

Adesso la Cina chiede liberamente l’uso di alcuni nostri porti e qualche agente dello straniero lamenta la perdita di sovranità italiana e la globalizzazione economica portata avanti dalla Cina, eventi che ci sono stati già imposti da Usa e Germania. La Cina ha una storia simile a quella di Roma, è stata soggiogata dai mongoli, come l’Italia dai germani, e tuttavia è riuscita conservare la sua unità ed è risorta economicamente, mentre l’impero romano si è dissolto e l’Italia è ancora schiava degli alleati.

Contro l’intesa con la Cina, si moltiplicano i falsi appelli alla solidarietà occidentale, che però è stata violata anche dai nostri alleati, con i loro commerci e investimenti con la Cina, nella lotta contro il terrorismo italiano e con la mafia che ricicla all’estero; i nostri alleati hanno calpestato gli interessi economici italiani in Russia, Iran e Ue. Bisogna anche ricordare che il Fondo monetario, controllato dal governo americano, è stato in prima fila nell’alimentare la speculazione contro l’Italia, assieme a società di rating americane, controllate da banche d’affari americane; queste banche hanno potuto operare indisturbate contro l’Italia, senza richiami da parte del governo americano.

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L’informazione non è libera, soprattutto a causa di chi la fornisce. All’informazione si chiede di separare i fatti o notizie dalle opinioni o commenti, però non mancano notizie false, imprecise, parziali o mezze notizie; inoltre, mentre i commenti s’individuano tra le notizie e i pettegolezzi servono a riempire il vuoto lasciato da mezze notizie, queste sono anche dovute all’autocensura di un partito mandante; l’informazione è condizionata dal denaro e da chi sceglie i giornalisti, la libertà personale dell’informazione è una chimera. I fatti e la propaganda non devono mai essere separati o espellere la verità.

In televisione le notizie si danno anche nei salotti che ospitano illustri personaggi, questi salotti costano poco rispetto ad altri programmi televisivi e riempiono le trasmissioni televisive, in esse sono prevalenti le opinioni politiche che non sono notizie. Sarebbe anche opportuno che gli intervistatori della televisione non blocchino gli intervistati in mezzo alla strada, se questi non rispondono nemmeno dalla loro sede all’intervista, se ne dà notizia alla TV, accedendo alle informazioni da altri canali legali.

La televisione italiana d’inchiesta e i suoi salotti, con i dibattiti d’approfondimento  e propaganda, avrebbe anche il dovere di comunicare notizie sugli scandali, gli stipendi e i favoritismi della televisione, che coinvolgono giornalisti, dirigenti, conduttori televisivi e moderatori. I moderatori dei dibattiti televisivi dovrebbero solo dare i tempi d’intervento, invece intervengono più degli ospiti, smettono di parlare solo con gli annunci pubblicitari.

USA

Gli Usa hanno deciso che la protezione militare americana ai paesi ricchi, facenti parte della Nato, e a Giappone e Corea del sud, deve essere pagata al 100%, con una maggiorazione del 50%; per l’Italia si tratta dello stipendio di 12.000 militari, delle spese per gli aerei di base ad Aviano e Sigonella e per la sesta flotta di base e Gaeta, più la manutenzione e la sostituzione delle armi nucleari; si tratta di una spesa che si aggiunge alle nostre spese militari ed è sottratta agli investimenti pubblici. Attualmente, non si sa quale sia la compartecipazione dei paesi a queste spese perché è un segreto militare, accettato dai precedenti governi, ma il parlamento ne dovrebbe essere informato, secondo alcuni studi, si tratta di circa il 34% della spesa.

La Francia ha un sistema di difesa autonomo e dovrebbe risparmiare, mentre i costi per gli altri alleati potrebbero salire anche del 600%, ai quali vanno aggiunte le spese militari dirette dei singoli paesi; però è previsto uno sconto per i paesi che appoggiano le operazioni militari Usa all’estero, come l’invio di truppe italiane in Polonia e nei paesi baltici, per fronteggiare la minaccia russa, vera o presunta. (Fonte. il Manifesto).

Naturalmente, la pretesa americana sarà oggetto di trattativa con gli alleati, purtroppo i governi italiani sono sempre stati supini con papa, Usa e Germania; anche nell’antichità, i paesi protetti si dovevano pagare la protezione, accade anche con la mafia; però gli Usa hanno anche delle difficoltà di bilancio pubblico, che spiegano queste misure, non evidenziate dalla televisione italiana che, generalmente, per avvilire gli italiani ed esaltare l’UE, parla solo di difficoltà italiane.

Gli imperi, per mano militare, impongono la protezione e accumulano sudditi, contribuenti, territorio, capitale e forza, quando le loro imprese economiche diventano meno profittevoli o non rendono più, i loro dirigenti e potentati economici (perché stato e grande capitale sono alleati), con la decadenza economica e militare, si dirigono verso impieghi edilizi in patria e finanziari all’estero.

E’ accaduto a tutti gli imperi e, per stare agli ultimi secoli, secondo lo schema di Giovanni Arrighi “Il lungo secolo XX”, accadde all’impero spagnolo, assistito dalla finanza genovese che finanziava le sue imprese belliche, poi all’Olanda, alla Gran Bretagna e agli Usa, ora è il momento della Cina. Alla lista si potrebbe aggiungere Portogallo, Francia e la Germania del sacro romano impero che oggi, con la sua industria e la sua finanza, ha conservato le sue aspirazioni imperiali, che hanno come paravento l’UE.

Ogni ciclo si chiude con l’avvento di altre potenze, che puntano principalmente all’accumulazione di capitale, mentre quelle decadenti sono immerse nella speculazione finanziaria; in Italia hanno finanziato le guerre di grandi stati europei, Genova, Venezia, Firenze, Milano, che, a volte, hanno perso i loro crediti (ora la Germania, che non ha pagato i suoi debiti di guerra, invita l’Italia a pagare i suoi debiti esteri).

Le collette raccolte dal papa erano utilizzate dai banchieri Medici per finanziare le guerre della Francia. I nuovi imperi, come le nuove imprese economiche, sono caratterizzati da slancio e voglia di successo, quelli vecchi puntano ad amministrare ricchezze finanziare accumulate che, con l’inflazione, le insolvenze, le esazioni di stato (in assenza di esenzioni) e le guerre, si erodono e allora si chiude la fase finale dell’era  di decadenza, si chiude un ciclo e se ne apre un altro.

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 18/3/2019)

EUROPA

Dicono che gli uomini sono uguali e di un’unica razza, però in Europa perdura l’antisemitismo e, di riflesso, l’avversione verso Israele, accade in Germania, Francia, Inghilterra e in tutta l’Europa orientale e settentrionale, questa seconda giudicata dai tedeschi più assennata degli italiani. In Germania, la maggioranza degli immigrati islamici è antisemita, mentre i tedeschi lo sono al 20%.

All’Assemblea dell’Onu, la Germania vota le risoluzioni contro Israele, che sono la grande maggioranza; al consiglio per i diritti umani dell’Onu, oltre la metà delle risoluzioni sono contro Israele; in queste sedi, la Germania, forse per opportunità di affari con l’Islam, è regolarmente schierata contro Israele, accusato di essere uno stato apartheid. Gli Usa hanno revocato il loro finanziamento all’agenzia dell’Onu, Unrwa, che aiuta economicamente i palestinesi, e la Germania si è offerta di coprire la cifra mancante.

Come nelle due guerre mondiali, la Germania è vicina all’Islam e all’Iran, uno degli sponsor del terrorismo, che vuole la distruzione di Israele; in Germania le statistiche sui crimini antisemiti sono falsamente addebitate solo alla destra revanscista, in realtà, vi partecipano soprattutto islamici. Nelle scuole tedesche, Israele è presentato in modo negativo e i palestinesi in modo positivo, gli scontri tra israeliani e palestinesi sono sempre addebitati a Israele, in Italia lo fa anche la stampa della chiesa cattolica.

Con la propaganda della religione e dello stato, hanno usato l’antisemitismo, in Europa e nell’Islam, per nascondere il malgoverno e per dare uno sfogo alla rabbia del popolo. A chi afferma giustamente che le differenze con gli ebrei sono culturali e non razziali, io ribatto che tutti gli uomini sono condizionati e programmati da famiglia, religione, scuola, stato, classe e condizione sociale e che gli ebrei, secondo natura, non sono peggiori di cristiani e islamici. 

Per proteggersi dalle accuse rivolte loro, purtroppo, gli ebrei dovrebbero comportarsi meglio degli altri uomini, invece si comportano come i cristiani e perciò sono bollati, in segno dispregiativo, come finanzieri ebrei, capitalisti ebrei, giornalisti ebrei, speculatori ebrei, avvocati ebrei e medici ebrei: Gli ebrei, generalmente conservatori, come tutti, partecipano, a mezzo stampa, alla tifoseria politica e in Italia sono contro il governo giallo-verde, anche questo serve a procurare loro dei nemici. (Per le notizie: Manfred Gerstenfeld - Informazione Corretta 10/3/2019).

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Nel giugno del 2018, il presidente della Bce, Mario Draghi, ha affermato che il quantitative easing ha funzionato bene, facendo aumentare i Pil dell’eurozona del 1,9% e l’inflazione dell’1,9%; questi dati sono strati contestati dal ministero dell’economia olandese, che afferma che l’effetto sulla crescita è stato nullo, mentre i maggiori benefici li hanno avuti Francia e Germania.

Il QE è stato adottato anche in Usa e Giappone, però, laddove ha raggiunto la soglia del 2% d’inflazione, è dipeso soprattutto dall’aumento di prezzo delle materie prime e non dall’aumento della domanda; del QE hanno beneficiato le banche, che invece avrebbero dovuto aiutare l’economia reale con i prestiti, perciò la liquidità aggiuntiva è rimasta in mano al settore finanziario, aiutando i bilanci delle banche, ma ha tenuto bassi gli interessi.

Così facendo però, si sono mantenute in vita imprese piccole, vecchie, marginali e con bassa produttività, le quali hanno anche difficoltà a pagare i debiti; in Italia ci sono stati molti fallimenti di queste imprese, ma la loro quota sul totale delle imprese, dal 2007 al 2013, è aumentata dal 7% al 19%. Per il presidente di Bankitalia, Ignazio Visco, con la crisi, c’è stata una riduzione del credito, della concorrenza e della redditività, il QE ha solo aiutato la sopravvivenza delle imprese marginali. (Fonte: Riccardo Sorrentino – ilsole24ore.com).

ITALIA

La Banca Europea per gli Investimenti nacque, per iniziativa dell’Italia, con il trattato di Roma del 1957, da allora questo paese è stato tra quelli che ha beneficiato di più dei suoi prestiti, dal 2008, in tutto, 108 miliardi di euro. La Bei ha finanziato le Pmi dell’eurozona con 43 miliardi di euro, altri finanziamenti sono stati destinati alle infrastrutture, alle conseguenze di sismi, di disastri idrogeologici, la Bei ha concesso finanziamenti alla ricerca, alle università e a progetti di difesa dell’ambiente.

La Bei è il braccio finanziario della commissione europea, dal 2015, con il piano Junker, ha stanziato 375 miliardi di euro per rilanciare l’economia europea, l’Italia è al secondo paese  per gli utilizzi. La Bei fa operazioni di contrasto contro terrorismo, riciclaggio e contro l’attività economica criminale in genere, fa l’analisi della sostenibilità economica e ambientale dei progetti. (Fonte: Dario Scannapieco - startmag.it).

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Il 22/3/2019, il presidente cinese Xi, il 23/3/2019, sarà in visita a Roma, per siglare memorandum o accordo sulla partecipazione italiana alla nuova via della seta o BRI; Usa, Francia e Germani, che non apprezzano l’autonomia italiana, sono contrarie; comunque, Trump, vuole disinnescare la guerra commerciale con la Cina. Per motivi di sicurezza, l’accordo tra Roma e Pechino sembra momentaneamente non includere la tecnologia cinese 5G delle comunicazioni mobili.

In Italia gli investimenti cinesi sono pari a 22 miliardi di euro, inferiori a quelli realizzati in Gran Bretagna, il terminale marittimo della nuova via della seta dovrebbe essere il porto franco di Trieste e Genova, al progetto marittimo cinese si sono già associati Malta, Anversa, Egitto e Israele, assieme ad altri 66 paesi per le relative vie terrestri; per tutti questi paesi gli Usa non hanno protestato, si dice perché l’Italia fa parte del G7 e dell’Alleanza Atlantica.

La materia sembra però di competenza del ministro per il commercio e non del ministro degli esteri; l’opera è una grande opportunità per lo sviluppo dell’Italia, già tagliata fuori dall’apertura dei grandi traffici con l’Asia e l’America. Il progetto serve a incrementare il traffico marittimo, in partenza e in arrivo, coinvolgendo imprese italiane nella realizzazione dell’opera, le imprese italiane Leonardo-Finmeccanica e Terna sono state già consultate.

Il 6/3/2019, l’adesione italiana alla BRI ha assunto una risonanza mondiale, si teme una deriva che allontani l'Italia dall’Alleanza Atlantica; d’altra parte, i nostri alleati, con l’aiuto della nostra televisione, hanno voluto l’isolamento dell’Italia favorendo, in ossequio ai mercati, la speculazione internazionale a suo carico. Sulla questione Huawei, gli Usa si dicono preoccupati per la sicurezza e per i dati dei cittadini.

Affermano che l’Italia è un hub importante per la provenienza del cavo sottomarino 5G dall’Africa; ora l’Italia deve mettere al lavoro le sue strutture di cyber sicurezza, per verificare se questi rischi esistono e, eventualmente, per intervenire. A ogni modo, le intrusioni sulla rete e lo spionaggio militare, politico e industriale lo hanno fatto, a carico dell’Italia, anche i nostri cauti alleati.

L’Italia ha un’economia equilibrata in grado di esportare tanti prodotti, perciò la nuova via della seta non sarà riservata solo alle merci cinesi d’esportazione; non bisogna essere sudditi degli Usa o della Germania, dall’unità italiana, la classe dirigente italiana, in cambio di privilegi per la casta agente dello straniero, ha voluto che l’Italia fosse sempre serva dello straniero.

Dalla televisione abbiamo sentito le riserve italiane e straniere su quest’opera, i cinesi non si offenderanno perché ne erano preparati, vogliono utilizzare e valorizzare la posizione strategica italiana nel Mediterraneo. Secondo la banca mondiale, la nuova via della seta ridurrà i costi di trasporto e inquinamento, migliorerà le infrastrutture, aumenterà investimenti nella realizzazione dell’opera, Pil, occupazione, esportazioni italiane e, in generale, investimenti esteri in Italia; così finiremo di correre dietro a Francia e Germania.

Tria e Conte sostengono il progetto, mentre Mattarella e Salvini, per rispetto verso gli Usa, sono più cauti, questa connettività euroasiatica, già prevista dalle agende europee 2020 e 2030, per il momento implica che l’impresa è squisitamente commerciale e perciò non dovrebbe rompere i vincoli italiani, inoltre  e segue le indicazioni dell’Onu ma, seguendo la storia di tutti i paesi, con il tempo, non si può mai sapere.

L’accordo con l’Italia segue altri 13 accordi fatti dalla Cina con altri paesi europei, punta a favorire la cooperazione e lo sviluppo tra Europa e Cina; Lyndon LaRouche è stato il primo a proporre la nuova via della seta. Nel Mediterraneo ne beneficeranno Genova e Trieste e, con i trafori delle Alpi, anche l’Europa settentrionale, mentre l’Italia meridionale potrebbe diventare l’hub per l’Africa. I cinesi sono già in diversi porti del Mediterraneo, soprattutto ad Atene, e vogliono già costruire un nuovo molo a Trieste; il 15% della capacità portuale europea è in mano cinese, perciò, chi chiede una politica comune dell’UE con la Cina, non sa cosa dice.

Per i trasporti di merci, per via ferroviaria, con la Cina, in Germania, Duisburg è diventata l’hub principale per l’Europa e la Germania non si è dovuta giustificare, anche la Tav Torino-Lione, ignorando, come ha fatto la televisione italiana, la discriminante dei costi di realizzazione tra Francia e Italia, s’inserisce in questo nuovo sistema di trasporti; l’Europa non la stiamo dividendo noi, è già divisa da austerità, immigrazione, discriminazioni verso l’Italia e dal trattato di Aquisgrana tra Francia e Germania.

Usa, Germania e altri paesi hanno già investito in Cina e la Cina ha già fatto molte acquisizioni in Gran Bretagna, Germania e altri paesi europei, gli investimenti cinesi ammontano a 225 miliardi di dollari; questi accordi sono stati patrocinati da governi europei, in testa la Merkel e la May, Gentiloni e Tria si sono associati, perciò ora non si capisce l’allarme della commissione europea e di Trump sugli accordi tra Cina e Italia.

Già si sapeva che la Cina ha un diverso modo di governance dell’economia, a parte il problema della segretezza violabile dalle reti 5G, l’Italia è stata spiata con le telecomunicazioni anche dagli alleati, che controllano i nostri servizi segreti e hanno loro agenti nelle istituzioni italiane che hanno svenduto l’Italia; non bisogna nemmeno ignorare che la Cina, senza riserve da parte di Bruxelles, ha una larga partecipazione al porto di Rotterdam.

Spero pertanto che il governo italiano resista alle vessazioni e alle imposizioni di Usa e Ue, deve dimostrare che ha un briciolo di sovranità, che vuole tutelare i suoi interessi economici e che rifiuta le discriminazioni; sono 168 i gruppi cinesi che hanno investito in Italia, con diversi miliardi di euro e 12,7 miliardi di fatturato, l’investimento maggiore è stato fatto alla Pirelli. I cinesi non hanno verso l’Italia la stessa arroganza dei suoi alleati, diversamente da Usa e Francia, con le loro partecipazioni, i cinesi non si appropriano di marchio e tecnologia, per poi chiudere le aziende in Italia. (Federico Fubini - Marco Orioles - startmag.it – Manola Piras – Policy Maker – Dario Ronzoni – linkiesta.it – Tino Oldani – Italia oggi).

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Secondo i dati della banca d’Italia, l’Italia ha investito 800 miliardi di euro all’estero, il dato si rileva dal saldo Target 2 della BCE e dagli attivi, in più anni, della bilancia valutaria con l’estero, mentre dall’estero sono stati investiti in Italia 300 miliardi di euro; si tratta di 500 miliardi di euro di risparmi o capitali esportati all’estero che potevano essere impiegati in Italia. A causa dei vincoli di bilancio dei trattati europei, l’Italia non può utilizzare questi soldi per gli investimenti interni in infrastrutture e per la spesa sociale.

Per imprese, famiglie e stato, i debiti fatti con la spesa reggono se ci sono le garanzie patrimoniali e di reddito, come accade per l’Italia; la Germania, imponendo l’austerità, usufruisce di tassi negativi sui bund, mentre l’Italia deve pagare tassi maggiorati con lo spread. Lo stato non può limitarsi solo a giustizia, difesa e sicurezza interna, come accade con la politica dell’UE che oggi ha fatto si che in Germania giacciono i  risparmi italiani remunerati a tasso negativo.

A causa dei trattati europei, l’Italia non può bloccare questa fuga di capitali, negando ai cittadini servizi adeguati, se questi capitali rientrassero in Italia, crollerebbero gli interessi interni, si salverebbero le piccole banche, aumenterebbe spesa pubblica, produzione e investimenti. La Germania, con la sua disponibilità finanziaria, presta soldi a Spagna e Francia, compra governi e informazione e vuole piegare l’Italia. (Per le notizie: Giuseppe Masala – sinistrainrete – Megachip).

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Dopo il QE, la Bce ha varato un nuovo piano TLITRO di rifinanziamento per le banche che, fino a oggi, grazie a questi piani, hanno ricevuto 700 miliardi di euro, i nuovi TLTRO servono anche a rimborsare quelli in scadenza del 2016 e 2017; lo scopo è fornire alle banche liquidità a tasso zero, per concedere prestiti all’economia reale. Purtroppo, dal 2015 al 2019, a causa della recessione, i crediti a famiglie e imprese italiane sono scesi da 1.420 miliardi di euro a 1.300.

Imponendo alle banche la svendita delle sofferenze bancarie, la Bce ne ha peggiorata la situazione patrimoniale, aiutata però dalle plusvalenze sui titoli di stato; grazie al QE, di   liquidità le banche italiane ne hanno a sufficienza, infatti, hanno 70 miliardi di euro di riserve oltre i loro depositi presso la Bce. I bilanci in deficit, con la spesa pubblica, avrebbero consentito di mettere più denaro nelle tasche dei privati, favorendo i consumi e la produzione; ora le banche detengono anche tanti titoli di stato che probabilmente dovranno essere ceduti alla Bce con un nuovo QE. (Fabio Dragoni e Antonio Rinaldi – scenari economici – startmag,it).

ISLAM

L’autorità nazionale palestinese, per amministrare il suo territorio, riceve aiuti internazionali dall’ONU, dagli Usa, dall’EU, dal mondo islamico e da altri paesi; negli ultimi dieci anni,  circa tre miliardi di dollari l’anno, pari a circa 1.000 dollari a testa per una popolazione di circa tre milioni di persone. I palestinesi ricevano i maggiori aiuti dal resto del mondo, l’Onu, tramite la sua agenzia Unrwa,  invia 540 milioni, è la sua maggiore contribuzione ed è la stessa cifra che l’Onu invia all’Irak, afflitto dalla guerra, che ha una popolazione dieci volte superiore.

Ora è accaduto che L’ANP si è dichiarata in crisi  economica e perciò ha dimezzato lo stipendio ai suoi dipendenti che guadagnano più di 500 euro il mese; da considerare però che, compito dell’ANP è finanziare il terrorismo contro Israele e non la crescita economica, nel suo territorio è anche diffusa la corruzione. Ramallah e Gaza vogliono la distruzione d’Israele, perciò pagano i terroristi reclusi in carcere e le famiglie di quelli morti, le cifre variano da 400 a 2.500 euro il mese, in  proporzione alla condanna.

Perciò Norvegia, Australia e Usa hanno ritirato i loro aiuti e Israele ha ridotto le tasse doganali versate all’ANP, in proporzione a queste elargizioni che sono pari a 350 milioni di dollari l’anno; per conseguenza, l’ANP ha accusato Israele di aver violato gli accordi di Oslo del 1993, i quali però proibivano il sostegno palestinese al terrorismo contro Israele. In questa vicenda, per tenere buono il mondo islamico e i palestinesi, la Germania, la Francia e la Gran Bretagna non hanno seguito le mosse degli Usa e perciò hanno continuato a versare aiuti all’ANP, contemporaneamente, fanno accordi militari ed economici con Israele.

L’ONU, con sede a New York, ha 100.000 dipendenti, ha un bilancio annuo di 18 miliardi di euro, ne fanno parte 193 stati, l’assemblea ha 27 enti, il segretariato 14, il consiglio economico 28; ognuna di queste realtà ha consiglio, segretario e consulenti; i posti sono lottizzati, la maggioranza è islamista e terzomondista. L’Onu condanna Israele, senza accennare al terrorismo e ai missili scagliati contro questo stato che si difende, condanna le reazioni di Israele e difende i diritti dei palestinesi, Del consiglio dei diritti umani dell’Onu fanno parte stati che non rispettano questi diritti, contro Israele si fanno, a getto continuo, mozioni, rapporti e risoluzioni. (Fonte: Ugo Volli – Progetto Dreyfus).

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 11/3/2019)

USA

Gli Usa hanno cercato di disinnescare la minaccia nucleare nordcoreana, anche per proteggere Corea del sud e Giappone, legati agli Usa dal punto di vista economico e militare; gli Usa, nel confronto economico e militare con la Cina, hanno bisogno di alleati, con questo paese vogliono riequilibrare i rapporti commerciali e non intendono più trasferire alla Cina tecnologia americana.

A prescindere da quello che raccontano Wall Street e i notiziari della televisione, nel 2018 gli Usa hanno avuto un deficit  commerciale di 600 miliardi di dollari, il bilancio federale ha un deficit del 4% rispetto al Pil e lo stato ha un debito pubblico di 22.000 miliardi di euro, con gli interessi che costituiscono, per importanza, la terza voce di spesa, mentre le armi sono la prima. Questi interessi, fino a oggi, sono serviti ad attirare i capitali esteri che pareggiano il deficit commerciale.

Invece il Giappone, che ha un debito pubblico pari al 240% del Pil, come la Germania, paga interessi zero sul debito pubblico, pareggia il deficit annuale con l’attivo commerciale e vende i bond di stato soprattutto ai suoi cittadini; il Giappone, con il disavanzo di bilancio, finanza spesa pubblica e investimenti infrastrutturali, all’Italia è vietato dallo spread e dall’UE. La delocalizzazione industriale americana, nata negli anni ottanta per ridurre i costi, ha portato a questa situazione e le imprese americane che fanno profitti all’estero, non li fanno ritornare in patria, ma li usano per speculare nel mercato finanziario internazionale.

Oltre i debiti dello stato americano, esistono quelli delle famiglie e delle imprese, nel 2018 la posizione debitoria netta degli Usa è stata di 8.000 miliardi di dollari, ai quali vanno aggiunti i derivati, che sono debiti per amministrazione pubblica, imprese e privati e crediti deteriorati di difficile realizzo in mano alle banche. Per pareggiare la bilancia commerciale, gli Usa non svalutano adeguatamente il dollaro, perché, assieme agli interessi, attirano capitali dall’estero e difendono il ruolo del dollaro come moneta di riserva e di commercio internazionale, anche questo ruolo ne tiene su la quotazione e aiuta il deficit commerciale americano.

In questo momento d’incertezza, Cina, Giappone e i paesi del Golfo non comprano più Titoli del Tesoro americano e, probabilmente, non rinnoveranno quelli a scadenza nelle loro mani, la Russia si è già disfatta di questi titoli. A rigor di logica, per una nazione militarmente agguerrita e al riparo di aggressioni, è questo il momento per denunciare il suo debito estero, sottraendosi anche ai suoi impegni internazionali.

Tra Usa e Filippine esiste un trattato di difesa del 1951 e le Filippine lo vogliono usare per lottare contro le rivendicazioni cinesi sul mare cinese meridionale, ma gli Usa non vogliono difendere queste pretese territoriali delle Filippine, anche perché la Cina ha promesso altri investimenti in Usa. Di fronte alle sanzioni Usa, la Russia, che è legata da un patto militare con la Cina, con la quale fa anche esercitazioni militari, ha affermato che la politica estera di Mosca poggia sulla pazienza strategica.

Per ridurre le spese, gli Usa ritirano le truppe da alcuni paesi e chiedono agli alleati di aumentare il loro impegno militare. Secondo alcuni esperti, nel 2019 il terrorismo, coltivato, come la guerra, a turno da tutte le potenze, come modo di fare politica, e poi sfuggito anche dalle loro mani, declinerà momentaneamente nel mondo. Gli Usa affermano di aver sconfitto il califfato in Siria, ma i curdi combattono ancora.

Migliaia di civili fuggono da Baghouz, enclave siriana fino a oggi controllata dall’Isis, dove sono trincerati miliziani e terroristi che non vogliono arrendersi; tra gli sfollati ci sono arabi, europei, asiatici e africani, tutti di fede islamica e soprattutto donne e bambini; Trump ha invitato i paesi europei a riprendersi i loro cittadini, ma questi nicchiano. L’Isis si difende con droni, mine antiuomo, razzi e kamikaze, gli Usa attaccano con gli aerei; in una fossa comune di Baghouz sono state trovate le teste mozzate di donne yazide rapite dall’Isis, che hanno rifiutato di convertirsi all'islam. (Fonte: Guido Salerno – Marco Orioles startmag.it - . teleborsa.it – policymakermag.it .)

EUROPA

Per sostenere la liquidità interna delle banche dell’E, per il 2019 la BCE ha deciso di fare prestiti Tltro alle banche in difficoltà allo 0% e, per stimolarle le banche a prestare alle imprese; ha deciso di remunerare i depositi bancari allo 0,4% negativo; per quanto riguarda il programma di quantità easing scaduto il 31/12/2018, relativo all’acquisto di obbligazioni pubbliche e di grandi aziende europee, i rimborsi dei titoli in scadenza saranno reinvestiti fino al rialzo dei tassi.

Gli stati sovrani finanziano il deficit pubblico emettendo titoli di stato e stampando moneta, ora l’Italia può solo vendere i Btp, in prima emissione e ad alto rendimento, alle banche e non a Bankitalia, ma la Bce vorrebbe che le banche italiane riducessero i Btp nel loro portafoglio, i quali sono per esse anche una riserva di liquidità, la Bce chiede anche la loro ricapitalizzazione ed è ferma a imporre il limite del 2% annuo per l’inflazione.

La vendita di questi titoli molto redditizi, anche a causa dello spread, apprezzati anche nel mercato internazionale, rispetto a quelli tedeschi che non rendono niente, andrebbe a vantaggio di banche dell’Europa settentrionale, di Bundesbank, Bce e DeutsheBank; inoltre, l’aumento di capitale delle nostre banche più solide, come banca Intesa, che s è sempre espressa contro la ricapitalizzazione, potrebbe comportare il loro assorbimento da parte di altre banche nordeuropee. Per quelle piccole e in  difficoltà, la politica della Bce pare più adeguata, anche se discriminatoria con il bail-in, il FMI loda la decisione della Bce di rimandare il rialzo dei tassi d’interesse.

L’inflazione controllata, tenuta a bada dalle Bce, si è accompagnata alla stagnazione del Pil e della domanda e denuncia la deflazione e il calo dei salari reali; con la scusa dell’equilibrio di bilancio, per contrastare il basso costo del lavoro dei paesi emergenti, la commissione europea ha puntato sull’austerità, poi la Bce, per stimolare la produzione e i prestiti alle imprese, ha varato il QE che ha solo favorito, con l’aumento della liquidità, la speculazione finanziaria.

Con l’aumento della liquidità, il quantitative easing doveva aumentare, con i prestiti, anche i prezzi, perché i prestiti alimentano la moneta bancaria e con essa anche i prezzi; la Bce ha mancato di raggiungere suo obiettivo e ora il problema è il calo del Pil e della domanda e non i prezzi, che aumentano con l’aumento della domanda che non c’è stata. Non si possono curare i sintomi, come fa la medicina, ignorando la causa delle malattie che non si riescono a curare.

Per chi non ha mutui a tasso variabile, l’inflazione è un trasferimento di risorse dal creditore al debitore, il che è positivo, mentre i lavoratori devono essere indennizzati con l’indicizzazione dei salari. La moneta può essere d’oro, d’argento, costituita da grano o altra materia prima, cartacea, bancaria, di conto, di conto corrente, virtuale, elettronica, ecc; quella che produce inflazione, quando è creata in eccesso, è soprattutto quella cartacea.

La moneta, prodotta senza limiti, favorisce l’inflazione, cioè la sua perdita di valore; sotto questo aspetto, sono inflattivi il deficit del bilancio dello stato e l’attivo commerciale con l’estero. Tutti i paesi sovrani, per i regolamenti interni, dovrebbero avere una moneta interna; invece, per i regolamenti monetari internazionali, servirebbe una moneta di conto, fatta dalla media ponderata delle maggiori monete del mondo, simile ai DSP del Fmi; il commercio internazionale andrebbe fatto con il baratto regolato in questa moneta.

I paesi dovrebbero acquistare all’estero in base a ciò che vendono all’estero, tenendo conto anche di turismo e di rimesse degli emigranti; tutti i paesi, per difendere la loro produzione, hanno diritto di applicare dazi all’importazione, ma non lo potrebbero fare quando hanno con l’estero una bilancia valutaria attiva; in tal modo, cesserebbe credito e debito estero, assieme alla massa finanziaria utilizzata dalla speculazione internazionale. I regolamenti valutari esteri andrebbero fatti in clearing, cioè con compensazione e con la moneta internazionale di conto.

ITALIA

La Cina e l’Italia, con la partecipazione delle sue società Leonardo - Finmeccanica e Terna, hanno deciso di cooperare nello sviluppo della nuova via della seta o BRI, il testo dell’accordo sarà firmato a breve e perciò il presidente Xi è atteso a Roma; si prevedono cinque corridoi terrestri e uno marittimo, con terminale marittimo, via Suez, il porto franco di Trieste, che dovrebbe collegare la Cina all’Italia.

Il piano di collaborazione infrastrutturale prevede la realizzazione di autostrade, reti ferroviarie, ponti, porti e telecomunicazioni; l’Italia è il primo paese del G7 a partecipare al progetto, dopo altre settanta nazioni del mondo; poiché l’Italia fa parte dell’alleanza atlantica, gli Usa, gelosi dei successi cinesi, stizziti, hanno reagito negativamente al progetto e alla disponibilità italiana, il governo italiano ha cercato di fornire loro delle rassicurazioni.

L’Italia diverrebbe partner privilegiato della Cina, in materia di commercio, finanza, investimenti e cooperazione in genere; essa s’impegna a fare lobbying a Bruxelles a  favore della Cina; al momento l’UE non sembra interessata a cooperare, a questi progetti, con Pechino, gli Usa sono contrari,  Conte e M5S sostengono il progetto, invece la Lega, filoamericana, pare più tiepida.  

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E  POLITICA NEWS (lunedì 4/3/2019)

EUROPA

Il ministro dell’’Industria tedesco, Peter Altmaier, con un documento, ha impostato la strategia industriale del paese per il 2030; ha affermato che la Germania è in ritardo nell’innovazione tecnologica, rispetto a Cina e Usa, eppure al summit dell’UE, tenuto a Lisbona nel 2000, si era promessa la coesione sociale e un’economia basata sulla conoscenza e sull’innovazione.

Invece non si è fatto nulla e la Germania è rimasta ancorata al modello industriale tradizionale, soprattutto automobilistico, e, con l’austerità, ha imposto ai paesi dell’Unione di migliorare la competitività e l’equilibrio di bilancio, sacrificando il salario. Dal 2000, quattro riforme Hartz sul lavoro, nel 2017 hanno fatto scendere la sua remunerazione dal 62,11% al 52,94% del Pil, in Italia dal 50,7% al 44,2% del Pil.

Nello stesso periodo in Germania gli investimenti sono passati dal 23% al 20,3% del Pil, la prossima crisi potrebbe far saltare le banche tedesche, per i suoi impiegati in derivati e prestiti rischiosi a paesi esteri e senza garanzie. Grazie alle esportazioni, nel 2017, la posizione finanziaria della Germania verso l’estero presenta un attivo di 1.771 miliardi di euro, mentre gli investimenti esteri in obbligazioni pubbliche e private tedesche, con gli interessi soprattutto negativi, sono pari a 1.111 miliardi di euro, con 982 miliardi di debito pubblico in mano soprattutto a stranieri.

Oggi la riduzione del peso dei salari non basta a garantire la competitività dell’industria, lo stato dovrebbe creare le condizioni ottimali per la crescita economica e contrastare le acquisizioni estere, soprattutto cinesi, d’imprese tedesche ad alta tecnologia; un fondo sovrano tedesco dovrebbe acquisire le partecipazioni in aziende strategiche da nazionalizzare. Il governo tedesco so sta muovendo in questa direzione.

L’industria tedesca non ha esteso adeguatamente l’informatizzazione, i computer, i robot, le biotecnologie e l’intelligenza artificiale, oggi la produzione di televisori è in mano giapponese e coreana e quella di smartphone è in mano cinese e coreana. La Germania, per ridurre i costi, ha delocalizzato industrie in Europa orientale, esportando all’estero tecnologia e produzione, ma dovrebbe imparare proteggere dagli stranieri la tecnologia delle sue grandi industrie.

Secondo le statistiche, la Germania è in recessione nel settore manifatturiero, nei servizi, nelle costruzioni e nel commercio estero, perciò le previsioni di crescita del Pil all’1%, sono a rischio di ribasso; anche a causa dei dazi americani; come accade in Cina, il saldo del commercio estero è largamente positivo e, con la sottovalutazione dell’euro, favorisce gli squilibri di altri stati e il loro indebitamento; ad ogni modo, come ha fatto con i derivati americani, a causa della diarchia Francia-Germania, la Germania, per aiutare la Francia, ha acquistato parte del debito estero francese. (Per le notizie: Guido Salerno Aletta – starmag.it).

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Anche se l’UE, seguendo gli Usa, ha riconosciuto la presidenza Guaidò in Venezuela, esageratamente, gli Usa hanno minacciato Maduro d’intervento militare e lì’UE gli ha inviato un ultimatum; però l’Ue, aggirando le sanzioni Usa, vorrebbe continuare a fare affari con l’Iran e la Russia, il che, alla lunga, potrebbe portare al divorzio tra Usa e UE. L’UE, a direzione franco-tedesca, slitta verso est; gli Usa sono contrari al gasdotto Nord Stream 2 proveniente dalla Russia e hanno avvertito che le compagnie tedesche partecipanti al progetto potrebbero essere sanzionate dal governo americano.

Trump vuole fornire gas liquefatto all’Europa, al posto della Russia, perciò ha fatto accordi con la Polonia, gli oppositori del gas russo sono Polonia, paesi baltici, Regno Unito,  Irlanda, Danimarca, Svezia e Croazia; per solidarietà verso gli Usa, anche Francia e Italia. Per lo più, questi paesi vogliono contrastare la penetrazione russa in Europa occidentale. La posizione dell’Italia è singolare perché è stato il primo paese europeo a importare gas dalla Russia, con  un gasdotto costruito dall’Eni.

Per quanto riguarda i negoziati commerciali tra Usa e UE, per il momento gli Usa non hanno imposto i dazi del 25% sulle auto europee, però vogliono includere nell’accordo l’agricoltura e gli europei sono contrari. Bruxelles non vuole riaprire la partita sugli accordi di libero scambio, ha sabotato gli accordi TTIP e ha fatto concessioni solo per l’importazione di soia e gas dagli Usa.

E’ in gioco il legame transatlantico e le cose, probabilmente, non cambieranno con il prossimo presidente degli Usa. La Nato sta svolgendo una esercitazione navale nel Mediterraneo e Trump vuole che Usa e UE facciano fronte comune contro la Cina, che accusa di pratiche commerciali scorrete, sussidi alle imprese esportatrici, furto di tecnologia Usa e basso valore dello yuan. Vuole proteggere gli Usa dai giganti delle telecomunicazioni cinesi Huawei e ZTE, perciò gli Usa stanno esercitando pressioni sugli alleati europei per dissuaderli, per motivi di sicurezza, dall’affidare le reti 5G alle due compagnie cinesi.  (Federico Punzi – La Stampa).

ITALIA

I servizi segreti italiani hanno presentato una relazione al capo del governo italiano, che afferma che Usa, Gran Bretagna, Francia e Germania stanno facendo lo screening degli investimenti stranieri in questi paesi; l’Italia pare in ritardo anche su questo fronte. La Francia ha sottratto alla libertà degli investimenti dall’estero la sicurezza interna e la difesa, includendo cyber sicurezza, intelligenza artificiale, robotica, stampa 3D e semiconduttori.

La Germania ha fissato al 10% la partecipazione estera nei settori della sicurezza interna, della difesa, energia, telecomunicazioni e informazione. La Gran Bretagna ha limitato la partecipazione estera in piccole aziende innovative iglesi operanti nella difesa, computer, tecnologia quantistica, inasprendo i controlli. Non sappiamo se la vecchia politica italiana, amante del liberismo, della globalizzazione, dell’europeismo e dell’atlantismo, abbia deciso di adeguarsi a queste novità.

Gli Usa, per mezzo dell’intelligence, sorvegliano tutti i tentativi esteri di acquisire il controllo d’imprese statunitensi, nel campo di tecnologie e infrastrutture critiche e dei dati sensibili personali. Sorvegliano gli investimenti capaci di favorire lo spionaggio, come gli investimenti immobiliari esteri vicini a installazioni militari, a porti e aeroporti. (Fonte: Startmag.it).

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Antonio Fazio, ex governatore della Banca d’Italia, dope le diatribe sull’oro depositato presso la banca d’Italia, che si è proposto di vendere, ha affermato che in UK e USA l’oro della banca centrale appartiene al Tesoro, invece in Italia, Francia e Germania appartiene alla banca centrale, che in Italia è, purtroppo, privata. I nazisti sottrassero quest’oro alle banche centrali e furono costretti a restituirlo, nel 1997 il governo italiano utilizzò parte di queste riserve auree per ridurre il deficit di bilancio.

Gli statuti di Bce e delle banche centrali disciplinano la materia, nell’UE quest’oro s dice che serva a garantire la stabilità dell’euro, una parte dell’oro italiano è depositata a Francoforte, Londra e New York; tuttavia, l’Inghilterra ha venduto parte delle sue riserve auree, senza soffrire della svalutazione della sterlina. Fratelli d’Italia ha presentato una proposta per nazionalizzare la Banca d’Italia ora privata e il M5S è d’accordo.

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La separazione tra Tesoro e banca d’Italia fece aumentare il debito pubblico e costrinse l’Italia ad aggrapparsi all’euro, ora il governo vuole intervenire nelle nomine dei vertici di Bankitalia. L’euro è servito a far retrocedere economicamente l’Italia; la Germania è il paese che ha guadagnato di più dall’eurozona, l’Italia è quello che ci ha rimesso di più, lo dicono anche ambienti tedeschi.

Nel 1979 furono incriminati Paolo Baffi e Sarcinelli, per favoreggiamento, interessi privati, mancata vigilanza sulle banche, poi furono prosciolti e non subirono nemmeno il processo, ma furono costretti a dimettersi; poiché la politica la fanno anche la chiesa e la giustizia, forse una manovra politica fu ordita contro di loro. Comunque, Baffi fu il primo a rivendicare l’autonomia della banca df’Italia dal Tesoro, che fu concessa nel 1982; era però contrario all’entrata dell’Italia nello Sme e ai cambi fissi; anche con l’euro, i cambi interni dell’UE sono fissi.

L’incriminazione di Baffi e le scelte successive di Bankitalia, dettate dalla politica, che si muove anche attraverso la magistratura, oggi, sotto la spinta della Germania, hanno portato l’Italia all’attuale situazione. Dalle direttive europee è derivata la dipendenza del bilancio dello stato dai vincoli europei, l’indebolimento del welfare e il dominio della finanza; l’egemonismo tedesco è passato per via fiscale o di bilancio e monetaria, riducendo la competitività italiana basata sulle svalutazioni della lira.

Contro i difensori dell’indipendenza della banca centrale, Matteo Renzi era contrario alla riconferma di Visco alla carica di governatore di Bankitalia, oggi Di Maio e Salvini, visti i mancati controlli su banche e borsa, rilevano l’inefficacia di una regolamentazione bancaria che mette a rischio i risparmi e la tenuta delle banche; perciò, vogliono intervenire sulle nomine dei vertici di Bankitalia e Consob.

Naturalmente, a questo disegno, sono contrari Repubblica, Pd, vertici UE, economisti della scuola di Chicago e neoliberisti, i quali ritengono che i mercati riescano e autoregolarsi da soli e che perciò Bankitalia sia meritevole d’’indipendenza verso il parlamento e il governo. Essi però non tengono conto che la banca centrale non è un organo dello stato e perciò, secondo la costituzione, non ha diritto all’indipendenza dagli altri organi dello stato, perciò il governo ha il potere di regolamentare l’azione della banca centrale; essi ritengono l’intervento del governo sulle azioni o omissioni della banca centrale, un’interferenza turbativa della sua indipendenza e della libertà di mercato.

Il neoliberismo si è affermato con la riduzione dei poteri dei parlamenti, valorizzando le istituzioni internazionali e difendendo l’indipendenza delle banche centrali dal governo; perciò la Banca d’Italia è diventata una succursale della Bce, che è contigua ai settori finanziari sovranazionali, dei quali Bankitalia è complice e corresponsabile, anche perché il suo capitale è in mano a grandi banche e assicurazioni italiane; essa è diventata una copertura dei poteri forti, capaci di dirottare il potere decisionale dal parlamento e dal governo, a favore della finanza.

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Dal 2000 al 2017 la Cina ha investito 13,7 miliardi di euro in 600 aziende italiane, che hanno 18 miliardi di euro di fatturato e 30.000 dipendenti, in Europa l’Italia è il terzo paese, dopo Gran Bretagna e Germania; invece le aziende cinesi, a capitale parzialmente o totalmente italiano, sono oltre 2.000, con 160.000 dipendenti e 25 miliardi di euro di fatturato. L’interscambio complessivo supera i 50 miliardi ed è in crescita, crescono soprattutto le esportazioni italiane.

Con l’allargamento del canale di Suez e l’apertura della via marittima della seta, è cresciuto l’interesse cinese per le crociere nel Mediterraneo, conteso dalla società italo-svizzera Msc e dalla società tedesca Costa; le navi da crociera del mondo sono realizzate al 60% dalla società italiana Fincantieri, che è molto interessata alle commesse cinesi, Costa è sostenuta da M5S, Cina e Germania.

Al centro della via marittima della seta, passante per il Mediterraneo, che riguarderà anche il traffico merci, c’è l’Italia, la Cina vuole lanciarsi nel mercato del turismo e delle crociere e Costa punta ai porti dell’alto Adriatico, mentre Msc a quelli sul Tirreno e a Genova; la Cina vuole fare anche un’autostrada, con sbocco nel Montenegro, in Grecia ha il controllo del Pireo. (Per le notizie: Michelangelo Colombo – startmag.it).

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Il ministro dell‘economia Tria, fino a ieri innamorato europeista, assieme a Mattarella e Moavero, alla commissione finanze del Tesoro, sul dossier banche italiane, ha rimarcato gli errori di Berlino e Bruxelles; ha detto che al bail-in erano contrari lui stesso, il ministro Stammati, l’Abi e la banca d’Italia, ma che il ministro delle finanze tedesco aveva minacciato che, se l’Italia non avesse accettato il bail-in o risoluzione interna delle crisi bancarie, avrebbero diffuso la voce che le banche italiane stavano per fallire. Era una forma di ricatto terroristico dei mercati che, con il benestare degli euroburocrati e la grancassa dell’informazione e delle società di rating, hanno alimentato la speculazione finanziaria sull’Italia.

A causa dei danni collaterali della globalizzazione, Tria afferma che la protezione pubblica del risparmio deve essere fatta; è da ricordare però che, anche la Germania, con soldi pubblici, ha salvato dall’insolvenza le sue banche, poi, a danno dell’Italia, poiché è un paese serio, ha cambiato le regole. Comunque, il principio che soci e creditori non privilegiati rispondano delle perdite e del fallimento di un’impresa è previsto anche dal nostro diritto fallimentare, mentre la costituzione italiana promette di proteggere i risparmi. Sembra una promessa da marinaio, difficile da mantenere, perché i risparmiatori sono storicamente colpiti da inflazione alimentata dal bilancio dello stato, imposte, commissioni bancarie, bassi rendimenti e insolvenze bancarie e societarie.

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Savona ha affermato che, per favorire crescita e occupazione e per fare concorrenza ai bund tedeschi e ai T-bond americani, l’UE deve ammettere bond rilasciati dal Meccanismo Europeo di Stabilità o ESM, che ha questo potere, in tal modo avremmo delle attività finanziarie prive di rischio. I bund tedeschi, a causa del surplus del bilancio dello stato, sono insufficienti a soddisfare la domanda europea, perciò, fino ad oggi, i risparmi europei, facendo un favore agli Usa, si sono diretti verso i bond americani, alterando interessi, tasso di cambio e neutralizzando gli sforzi per ridurre i deficit di bilancio.

Per accrescere la posizione dell’euro, l’emittente deve essere un’autorità sovranazionale europea, però gli stati dell’Unione dovrebbero garantire i debiti reciproci, in tal modo si ridurrebbe il costo dell’indebitamento statale, si farebbero più investimenti pubblici e si ridurrebbe il peso dei titoli sovrani detenuti dalle banche. La Germania non ha voluto mettere in  comune il debito degli stati dell’Unione, ora però, stringendosi alla Francia, con il suo attivo valutario, ha risolto il problema del deficit e dell’indebitamento solo per questo paese.

Con i trattati di Maastricht e il Fiscal Compact, sono stati fissati i vincoli posti alla Bce di divieto di finanziamento agli stati e di garanzia di stabilità dei prezzi, escludendo la promozione dello sviluppo; perciò il risparmio si è diretto verso i titoli pubblici tedeschi senza reddito e verso i titoli pubblici americani, mentre i paesi con alto debito pubblico, come l’Italia, sono costretti a pagare interessi più alti, privandosi di risorse per gli investimenti.

Nel 1945, dopo gli accordi di Bretton Woods, per stabilizzare i bilanci di paesi in mancanza di liquidità, nacque il FMI, mentre la Banca Mondiale concedeva loro prestiti; invece nell’UE, l’ESM richiede, come il FMI, riforme strutturali, poi concretamente definite dalla commissione europea, ma manca una banca centrale come la Banca Mondiale, capace di concedere prestiti per lo sviluppo. Perciò l’ESM, garantendo la sicurezza ai risparmiatori, dovrebbe raccogliere risparmio a basso interesse per gli investimenti, riducendo i titoli di stato nei portafogli delle banche.  Purtroppo in UE l’euro è diventato uno strumento di dominio in mano ai paesi core e non di solidarietà e così, per reazione, è nato il sovranismo.

Comunque, il Tesoro italiano ha sempre trovato credito presso gli italiani, le banche italiane considerano i BTP in portafoglio anche un investimento, diversamente esporterebbero più capitali, la pubblica amministrazione italiana non è ancora in grado di mobilitare prontamente i mezzi economici in suo possesso per gli investimenti; cioè, prima di avviare la riforma proposta da Savona, il governo giallo verde deve anche risolvere questo problema, pare ci stia pensando.

ISLAM

In Libia operano società petrolifere di ricerca italiane, francesi, spagnole, inglesi austriache e norvegesi, nel 2011 l’aggressione a Gheddafi fu appoggiata da Francia e Lega Araba, Qatar ed Emirati presero anche parte al bombardamento; oggi però, Doha sostiene i fratelli musulmani, invisi all’Egitto, e Abu Dhabi, con Arabia ed Egitto, le forze islamiste.

In Libia, gli Emirati Arabi Uniti sostengono Haftar, assieme a Francia ed Egitto, invece il Qatar e l’Onu sostengono al Serraj; le due fazioni hanno partecipato anche alla guerra civile libica del 2014. L’Eni ha rafforzato il suo rapporto con gli Emirati, che stanno estendendo la loro influenza oltre la penisola araba e fino allo Yemen; però anche Al Sisi dipende dal sostegno finanziario degli Emirati e dell’Arabia.

USA

Pare che gli Usa usino il sistema giudiziario per fini economici e politici, non accade solo in Italia, il che prova che, a volte, la magistratura non è indipendente; dal 1993, il Dipartimento per il commercio, quello della giustizia e l’intelligence, nell’interesse delle grandi imprese americane, hanno operato per estendere la propria giurisdizione all’estero. Per favorirne l’acquisizione di imprese da parte di società Usa, hanno fatto processi contro imprese europee; Frederic Pierucci, presidente di una filiale francese di Alstom, fu accusato di corruzione in Indonesia e il 24/4/2014 il ramo energia di Alstom è stato acquisito da General Electric.

Con lo scopo di favorire l’acquisizione del gruppo francese da parte della General Electric, Pierucci è stato rinchiuso in carcere;  l’Alstom è un’impresa strategica nel settore nucleare, ora gli Usa potrebbero impedire la fornitura, da parte di GE, di pezzi d ricambio, intanto GE riduce i suoi posti di lavoro negli stabilimenti francesi. Gli Usa vogliono impadronirsi di industrie del vecchio continente e lo fanno anche comminando ammende esorbitanti;  GE ha acquisito quattro società francesi ricorrendo agli stessi mezzi e l’Alstom è stata condannata a un’ammenda di 772 milioni di dollari; gli Usa volevano anche impedire il trasferimento di tecnologia Alstom ai cinesi.

Anche l’Italia fu accusata di corruzione per la vendita di mezzi militari all’India e così l’affare andò a monte, comunque, nemmeno la Francia è stata sempre corretta nei progetti di fusione tra imprese italiane francesi. Nel 1996 la Francia, con le privatizzazioni, stava vendendo Thomson, leader dell’elettronica, alla coreana Daewoo, per entrare nell’affare, la giustizia Usa si servì del principio di extraterritorialità e delle lotta alla corruzione.

Gli Usa hanno recentemente inflitto alle imprese francesi ammende per 13 miliardi di dollari; con il pretesto della lotta alla corruzione, gli Usa colpiscono imprese europee per favorire le proprie nel mercato mondiale; con l’extraterritorialità della loro giurisdizione, sanzionano imprese europee che hanno avuto rapporti con paesi soggetti all’embargo Usa o per casi di corruzione, è accaduto ad Alcatel, Alstom, Technip, Total, BNP Paribas, Credit Agricole e Aveva.

Con il potere dell’extraterritorialità della giustizia americana, la tedesca Commerzbank e il gruppo bancario europeo HSBC sono stati condannati per riciclaggio; Deutsche Bank dovrebbe pagare una penalità di 14 miliardi di euro, per il suo ruolo avuto nella crisi dei subprime, Volkswagen è stata sanzionata per inquinamento. Per un nesso di tipo commerciale, questa legge Usa permette di perseguire imprese estere all’estero, è ’ sufficiente che abbiano fatto una transazione in dollari, usato una banca o usato un host o un server Usa.

Airbus potrebbe finire in giudizio Usa per sospetta corruzione in dollari in Francia e Inghilterra; la società cementiera Lafarge, sotto inchiesta per finanziamento a Daesh in Sira, che pagava per poter continuare a fare affari, pagava in dollari tramite una banca statunitense, sottoponendosi così alle sanzioni Usa. Oggi si usano il diritto e la giustizia a difesa della potenza economica di un paese o per favorire la sua politica estera.

Gli Usa, per raccogliere le informazioni, usano tutti i servizi d giustizia e d’intelligence, negli ultimi dieci anni, 40 miliardi di dollari di ammende sono stati inflitti dalla giustizia Usa a imprese europee. I parlamentari europei, contro al legge Usa dell’extraterritorialità,  hanno invocato il regolamento europeo del 1996, la legge Usa ha rafforzato l’embargo contro Cuba e proibiva investimenti esteri nel gas iraniano e nel petrolio libico.

L’8/5/2018 gli Usa hanno reiterato le sanzioni all’Iran, vogliono anche evitare che le imprese europee acquistino quote di mercato dei paesi colpiti dalle loro sanzioni; già nel 1977 gli Usa, per affari di tangenti nella Lockheed, adottarono una legge anticorruzione. Gli americani rimproveravano ai francesi di pagare tangenti nella vendita di armi e ora, per far fronte alla concorrenza economica dell’Europa, stanno adottando gli stesi mezzi da essi usati contro l’Unione Sovietica.

Perciò nel 1996 la legge anticorruzione è stata estesa a tutti i paesi, agendo per  corruzione, violazione dell’embargo e frode fiscale. Gli Usa, che, dopo le loro delocalizzazioni, anche se con indici economici positivi (se non sono falsi), sono pieni di debiti e sono economicamente decadenti, vogliono contenere economicamente la Cina e impedire che si venda tecnologia a russi e cinesi, perciò utilizzano l’arma anticorruzione. Nel 2014 BNP Paribas è stata condannata a pagare 9 miliardi di dollari di ammenda per non aver rispettato l’embargo contro Cuba e Iran.

La giustizia Usa ha collaborato, per il suo rafforzamento economico, con le imprese americane; nel 2014, l’impresa Alcatel fu accusata di aver pagato tangenti a un politico del Costarica e fu costretta a fondersi con l’Impresa Usa Lucent, con diminuzione del potere decisionale dei dirigenti francesi; è accaduto anche con la fusione tra Fiat e Chrysler e con la fusione d’imprese francesi con imprese italiane come Luxottica.

La giustizia Usa si è messa anche al servizio dello spionaggio industriale, perché le imprese multate sono messe sotto sorveglianza per tre anni; perché rispettino gli obblighi, un esperto ha accesso a tutte le informazioni che riguardano l’Impresa e deve farne rapporto al ministero della giustizia americano; per evitare altre sanzioni, l’impresa sorvegliata è costretta ad accettare queste interferenze. Gli elementi sensibili sono comunicati alle agenzie governative che se ne servono per la guerra economica, queste procedure tolgono ai paesi europei qualsiasi parvenza di sovranità.

Nella guerra economica non ci sono amici e gli Usa usano pratiche commerciali sleali, corroborate dalla loro giustizia, è come se l’Europa non avesse leggi anticorruzione; in materia di corruzione, gli Usa sanzionano meno le loro imprese rispetto a quelle europee, colpite anche all’estero. Visti i rischi legati all’uso del dollaro, ora in EU si propone di usare di più l’euro nel commercio internazionale.

Comunque, la commissione europea ha chiesto un rimborso di 13 miliardi di euro all’Apple americana, per evasione fiscale, Google, Apple, Facebook e Amazon impediscono alle società europee di affermarsi nei loro settori. Nel diritto interno nessuno può essere condannato due volte per lo stesso reato, invece ora, nel diritto internazionale, uno può essere condannato due volte per lo stesso reato, ma da due stati diversi. E’ il risultato della globalizzazione, della guerra commerciale e dell’utilizzo americano della giustizia a fini economici; nel 2017, il congresso Usa ha approvato una legge che applica sanzioni contro Corea del Nord, Iran e Russia, imponendo al resto del mondo di rispettarle; gli Usa vogliono impedire la cooperazione economica europea con Russia e Cina.

Le imprese che non rispettano questi obblighi, perdono il diritto a partecipare a gare d‘appalto negli Usa ed è reso più difficile il loro accesso a banche americane; le nuove sanzioni contro la Russia penalizzano le imprese europee e sono contrarie al diritto internazionale. Gli Usa sono diventati il primo decisore della politica economica internazionale che gli altri devono subire, mentre l’EU, come i singoli stati europei, di fronte agli Usa, appaiono timidi e privi di sovranità e indipendenza. (Per le notizie: André Chamy – voltairenet.org).

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Secondo Wikileaks, FMI, Banca Mondiale, Ocse e Bri sono usate dagli Usa come un’arma finanziaria internazionale, per far indebitare e fallire, con prestiti e sanzioni, paesi come l’Argentina, il Venezuela, la Corea del Nord e Iran; il governo americano esercita influenza sulle istituzioni finanziarie internazionali. Queste istituzioni sono nate dopo gli accordi di Bretton Woods, condizionano i flussi finanziari, manipolano commercio, tassi, interessi, proteggono i paradisi fiscali e fanno un favore agli speculatori.

Applicano sanzioni e negano prestiti e aiuti o li concedono a certe condizioni, queste sono armi improprie usate per incentivare o dissuadere azioni dei governi, coordinate dal dipartimento di stato e dai sevizi segreti americani; manipolano le scelte economiche indipendenti e integrano gli strumenti economici e finanziari con quelli militari.  Secondo un dogma, si afferma che anche Fmi e la Banca Mondiale sono indipendenti, in realtà, la Banca Mondiale ha sede a Washington e il suo presidente è un americano scelto dal presidente degli Usa.

Il board della banca si è sempre adeguato alle direttive di Washington, gli Usa sono il maggior azionista della banca, con una quota dell’85%, il che gli conferisce il potere di veto; il governatore della banca mondiale è il segretario al Tesoro americano, Steve Mnuchin, che è anche un ex banchiere di Goldman Sachs. Gli Usa sono i maggiori azionisti del Fmi, con il 17,46% del capitale, ogni anno gli versano miliardi di dollari e controllano il Fmi minacciando di trattenere questi soldi.

Queste istituzioni hanno usato i prestiti per sequestrare nazioni indebitate, imponendo a esse aggiustamenti strutturali, privatizzazioni, deregolamentazioni e austerità, avvantaggiando così, in nome della società aperta, multinazionali straniere. Saddam, Gheddafi, Chavez e oggi Cina e Russia hanno avuto il progetto di creare una banca autonoma e una moneta sovranazionale concorrente del dollaro, perciò questi paesi sono tutti finiti nel mirino americano. Nel 2012 l’Ecuador ha concesso asilo ad Assange e gli Usa hanno minacciato di colpirlo con misure commerciali punitive, il FMI ha fatto prestiti all’Argentina e nel 2001 ne ha causato il collasso economico.  (Per le notizie: Whitney Webb – sinistrainrete.info).

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L’anno scorso, le banche centrali hanno comprato 640 tonnellate di oro; il 29.3.219, in conformità agli accordi di Basilea 3, potrebbe rinascere, non sotto forma di certificati, il gold standard, soppresso nel 1971 da Nixon; BRI, FED, BCE, Banca d’Inghilterra e  Banca di Francia, cioè gli alleati allargati alla Germania, vogliono trasformare l’oro in denaro per le banche, parificandolo ai bond sovrani, al dollaro e all’euro.

In economia, c’è chi capisce in ritardo e chi arriva in ritardo, sembra il caso dell’Italia, dipende dal fatto che un nucleo di paesi coordina, in segreto e in anticipo, le azioni, perciò è più tempestivo; dal 1945 l’Italia è stata coltivata nella fede nell’Europa, ma, nelle istituzioni europee, ha fatto sempre la comparsa passiva, tenuta a distanza dai progetti rilevanti della potenza imperiale europea, la Germania, nobilitata dai mercati, assieme al suo cappello, la Francia, questi due paesi sono sempre stati i coordinatori di quest’Unione Europea.

Le banche hanno il più alto ammontare di titoli di stato, in Italia 400 miliardi di euro, e alcune banche potrebbero sostituire i titoli di stato con l’oro, con danni per gli stati indebitati; le banche centrali di diversi stati hanno comprato oro, Mosca ha liquidato l’intero portafoglio di titoli di stato americani, sostituiti con l’oro; tonnellate d’oro sono state ritirate dalle banche centrali, prima custodite nella Federal Reserve di New York e nella Banca d’Inghilterra.

A Londra e New York avviene il 90% delle contrattazioni dell’oro, il cui valore oscilla perché sull’oro si specula nei contratti a termine, ma anche perché è richiesto da banche centrali e dal mercato dei preziosi. Cina india e Russia vedono nell’oro un rifugio sicuro, perciò hanno raddoppiato le loro riserve auree, che, anche in Italia, sono elevate. (Per le notizie, fonte: Alessandro Plateroti – ilsole24ore.com). 

Nunzio Miccoli www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì  25/2/2019)

USA

Da cinquant’anni, il capitalismo finanziario neoliberista ha preso il potere in occidente, così ha aumentato le disuguaglianze e ridotto la crescita del salario, esso fa perno su New York, Londra e Francoforte che, per essere accolta nel club dei vincitori del secondo conflitto, anche all’ONU, con le eccedenze valutarie ha assorbito gran parte dei derivati americani, che sono crediti deteriorati e del debito francese.

Wall Street e UE operano in accordo e non tengono conto delle opinioni, dei cittadini ma dei desideri dei mercati espressi da banche, lobby e comitati di affari.  Questi governi, invece di puntare sugli investimenti, hanno voluto l’austerità ed hanno aiutato a piene mani le banche. Il dollaro è l’ultimo pilastro dell’impero americano in declino, dall’altra parte del mondo i paesi Brics, l’Asean e la comunità euroasiatica puntano, in alternativa al dollaro in crisi, a un ritorno a un paniere di valute come i DSP, alle compensazioni commerciali in clearing e al baratto internazionale.

La finanza è diretta dalle banche ed è alleata con gli stati occidentali, soprattutto con gli Usa, l’informazione, a danno dell’Italia, favorisce la speculazione e aiuta il rialzo dello spread; anche in passato il declino delle potenze imperiali è avvenuto con il dominio della finanza nell’economia, è accaduto a Genova, Venezia, Olanda, Inghilterra e oggi agli Usa, che è un debitore insolvente e difende con la forza militare, dai suoi creditori.

In occidente, il mercato vuole autoregolarsi soprattutto in finanza, al riparo dello stato che è controllato dallo stessa finanza, invece in Cina è lo stato che, con l’economia sociale di mercato, controlla il mercato; la Cina non è subordinato al mercato ma lo controlla. In Cina lo stato è proprietario delle maggiori imprese e delle banche, dirige l’economia e fa anche un a politica sociale.

La finanza è la componente più instabile del capitalismo, ha prodotto le crisi del 1929, quella del 2008 e quella attuale e ispira il fondamentalismo dell’informazione che si esprime a favore del mercato; in occidente, generalmente, i profitti dell’industria non sono investiti in attività produttive e restano in mano alla finanza speculativa, solo il 10% dei risparmi è diretto all’economia reale, il resto va ad alimentare la speculazione finanziaria e perciò oggi l’1% della popolazione mondiale detiene la metà della ricchezza.

Dopo gli accordi di Bretton Woods del 1944, al dollar standard si sostituì il gold dollar standard e nel 1971 il dollar standard, in UE poche decine di persone, fiduciarie dei mercati, impongono, sotto emergenza, misure di austerità, senza dibattito democratico; l’Italia, a causa della pochezza della sua classe politica, asservita allo straniero, non ha mai votato contro provvedimenti dell’UE lesivi della sua economia.

I media europei sono succubi e al soldo dei poteri finanziari, con la scusa del debito pubblico, hanno appoggiato l’austerità, la finanza ha guadagnato sugli stati con i prestiti e poi con le misure di risanamento del bilancio; la Grecia è stata messa nelle mani delle banche d’affari e poi la Troika le ha imposto, per il risanamento, una cura da cavallo. Alla sorte segnata per la Grecia, doveva seguire quella dell’Italia che si è ribellata con il governo giallo-verde.

I rappresentanti degli stati presso l’UE non hanno obiettato, perché contenti di ricevere i loro lauti privilegi economici; quando la Grecia voleva entrare in UE o non trovava più credito, Goldman Sachs, JPMorgan e Chase Manhattan, gli avevano fatto stipulare dei derivati. Questa cura è stata applicata anche ad altri paesi, grazie a loro ex dipendenti passati al servizio d’istituzioni statali.

Nei mercati finanziari si registrano i maggiori guadagni, sono legati alla finanza speculativa le grandi banche, l’informazione, le banche centrali e i ministri economici; secondo Greenspan, gli hedge fund speculativi non possono essere regolati perché altrimenti i loro clienti si rivolgono ai paradisi fiscali esteri; banche e stati non sono trasparenti ma i cittadini devono esserlo, così diventano più vulnerabili agli attacchi speculativi.

Le grandi banche americane hanno concesso prestiti agli hedge fund per attività speculative e la Fed era responsabile di omesso controllo, un cartello di grandi banche americane ed europee usano informazioni riservate; tra gli investitori nei fondi speculativi ci sono anche diverse banche centrali; il dogma ricorrente è che si devono aiutare le banche perché così si aiutano i risparmiatori.

Le operazioni di trading includono borse, obbligazioni, valute e derivati, queste operazioni sono sottratte al controllo dello stato, la globalizzazione è nata con il consenso degli stati, che, in occidente, sono in sintonia con il grande capitale; in Italia gli esperti di corte invitano il governo a rassicurare i mercati che alimentano la speculazione contro l’Italia. Il volume degli scambi finanziari mondiali supera di molto il Pil del pianeta, la finanza è esplosa dopo il 1971, con il denaro virtuale senza copertura.

Come accade nei casinò, i futures sono derivati e scommesse su altre scommesse. L’instabilità è congenita, dilapida ricchezze private e poi lo stato soccorre le banche coinvolte e in crisi, mentre le piccole imprese industriali non trovano credito; quando non s’investe, il 90% dei prestiti bancari rimane dentro il sistema bancario, usati per le speculazioni. Le grandi imprese industriali si sono fatte delle imprese finanziarie che impiegano i loro profitti in finanza e fanno prestiti ai clienti, guadagnano più con la finanza che con l’industria.

Politica, commissione europea, Bce, università e informazione sono, in genere, al servizio della finanza, i cui uomini sono al vertice delle istituzioni, di banche centrali, sono primi ministri e ministri del Tesoro; il connubio stato-finanza è curato a Wall Street, City di Londra e Francoforte, accettata per le attività liquide tedesche. Otto banche d’affari europee e americane operano assieme a hedge fund e società di rating; dopo la crisi del 1929, le banche d’affari erano separate da quelle commerciali, oggi non è più così, in Italia, la banca centrale è separata anche dal Tesoro e appartiene a grandi banche private.

I difensori di spread e Troika, decidono i corsi di borsa, i cambi tra valute, i prezzi delle obbligazioni e delle materie prime, con l’aiuto dell’informazione favoriscono le crisi, guadagnando al rialzo e al ribasso della borsa; è un potere antidemocratico, i cui uomini soni compensati bene. Le pensioni pubbliche sono sostituite dai fondi pensione e dalle polizze vita, si specula sui debiti e lo stato non protegge il risparmio, colpito da imposte, oneri bancari, insolvenze, speculazione e inflazione.

L’inflazione però, redistribuzione ricchezza e riduce il debito statale e privato. I dirigenti di banca manipolano i mercati e si assegnano bonus e stock options, tuttavia, con le crisi del 1929 e del 2008, in Usa fallirono diverse banche d’affari, perciò vi sono rimaste solo cinque grandi conglomerati bancari, con in testa Goldman Sachs, collegata al Tesoro Usa, ma anche alle istituzioni europee. La finanza americana ed europea ospita ex dirigenti di Goldman Sachs, Wall Street sostiene le campagne elettorali di politici e presidenti americani. I massoni si aiutano anche da posizioni apparentemente dialettiche.

Perciò si chiede di nazionalizzare alcune banche e di regolamentare il mercato delle banche, chiedendo l’aumento della loro liquidità, della loro solvibilità e il controllo sui paradisi fiscali, ma senza risultati; però, nel 2009 il governo inglese è entrato nel capitale delle maggiori banche inglesi, offrendo la sua garanzia sui depositi, si è chiesta anche la creazione di società di rating europee e l’attribuzione al Fmi di compiti di sorveglianza sulle banche, purtroppo, anche il Fmi fa parte della combriccola.

Non è cambiato niente e ora si aspetta la prossima bufera finanziaria perché c’è chi guadagna con la speculazione finanziaria senza regolazione statale; i capitalisti sacrificando la domanda, rimandano gli investimenti e con i loro profitti fanno speculazioni, qualcuno investe in beni rifugio come oro, diamanti e opere d’arte, nelle privatizzazioni e nei fallimenti di imprese e stati. E’ accaduto anche negli anni trenta, solo la spesa pubblica in disavanzo può aiutare la domanda, al posto dell’austerità promossa da UE e FMI, utile a far affluire risorse liquide in Usa, per colmare i suoi debiti.

Le case automobilistiche guadagnano più con le loro società finanziarie che con le automobili, si sono convertite in banche e guadagnano denaro facendo lavorare il denaro, gli investitori istituzionali possiedono la metà del capitale delle imprese quotate in borsa, così riescono a guadagnare anche il 15% annuo, non contano più fatturato, numero dei dipendenti e tecnologia; gli imprenditori fanno spezzatini delle loro imprese e delocalizzano all’estero delle produzioni.

Si riducono i salari reali e si esternalizzano le produzioni, si chiudono produzioni ancora attive per altre più redditizie delocalizzate in paesi emergenti, trasferendo dai lavoratori ai capitalisti otto punti del Pil. Esiste un legame tra capitalismo finanziario e stagnazione economica; l’età d’oro del capitalismo occidentale è andata dal 1944 al 1971, poi ci siamo avviati verso la stagnazione e la finanziarizzazione dell’economia, i profitti industriali, con la concorrenza e gli alti salari, si sono abbassati e la finanza ha imposto la deregolamentazione del mercato, le privatizzazione e la riduzione del salario reale.

Il capitalismo ha cicli di espansione e di recessione, con lo sviluppo della finanza, questa seconda fase ha coinciso, poiché la ruota della storia gira, con la caduta del primato di Genova, che prestava alla Spagna, e di Venezia che prestava all’Inghilterra, poi di Olanda, l’Inghilterra e Usa. Ora è il momento della Cina che ha a cuore la sua industria, esporta e perciò si sviluppa; per Marx il capitalismo industriale entra in crisi con la caduta del profitto, dovuta alla concorrenza, ai miglioramenti salariali e alle imposte.

Nel 1944 Bretton Woods diede respiro alla instabilità monetaria che aveva messo da parte il gold standard, purtroppo, nel 1971 ci fu lo sganciamento del dollaro dall’oro imposto da Nixon e nel 1973 ci fu la crisi petrolifera; il ciclo si stava chiudendo e così ritornò la depressione degli anni trenta, sanata da Roosevelt con gli investimenti in opere pubbliche. Da allora, la produttività del lavoro, dipendente dagli investimenti e dal valore aggiunto del prodotto, ha preso a calare.

Dal 1945 al 1973, in occidente, il Pil è cresciuto all’incirca e in media del 4,5% l’anno, dal 2012 al 2017 è crollato a meno del 2% e l’incremento di produttività è crollato dal 4% a meno dell’1%, mentre la disoccupazione è tornata al 10%; gli investimenti produttivi, che prima erano al tasso dell’8% annuo, si fermarono. Nel 2009 fu introdotto il QE, prima in Usa e poi nell’UE, ma non se ne avvantaggiò la produzione perché la domanda era scarsa e le imprese produttive si erano date alla finanza.

Dagli anni novanta iniziò lo sviluppo industriale dei paesi Brics e dell’Asia, dove il capitalismo occidentale aveva delocalizzato, attratto da minori imposte, salari e costi energetici; in occidente, alla caduta del profitto, era seguita la caduta della domanda, mentre i risparmi s’indirizzavano soprattutto verso la speculazione. Il tasso di risparmio mondiale era sceso in media al 20% rispetto al Pil e la redditività degli investimenti o Roe era caduta del 20% rispetto al 2007.

A causa dell’abbondante liquidità, dovuta anche al QE, gli interessi reali sui risparmi sono diventati negativi, solo una guerra generale, con l’inevitabile enorme inflazione, avrebbe potuto riportare i profitti e l’incremento del Pil degli anni cinquanta e sessanta, l’anarchia dei mercati finanziari aveva devastato la società. Dopo la seconda guerra mondiale, Roosevelt aveva proposto l’ONU, un governo mondiale e una politica di sviluppo.

Con lui, Bretton Woods aveva eliminato i movimenti di capitali internazionali, offerto credito all’economia reale, la resurrezione del gold standard con la mediazione del dollaro e la guerra alla rendita che aveva portato, secondo Keynes, alla crisi degli anni trenta. Usando  la direzione pubblica per combattere l’instabilità, Roosevelt voleva estendere al mondo il suo programma di New Deal e inaugurare un governo mondiale; voleva la decolonizzazione e varò un piano Marshall di aiuti economici ai paesi usciti dalla guerra, per la ricostruzione, voleva sbarrare il passo alla guerra e al collasso economico.

L’Onu doveva garantire la pace, invece la Società delle Nazioni, nata tra le due guerre, era un congresso di nazioni a cui gli Usa non parteciparono, l’ONU fu la prima istituzione sovranazionale della storia; però la guerra fredda, con l’esplosione della prima bomba atomica sotto Truman, si profilava all’orizzonte, nel progetto americano non fu più coinvolta la Russa e poi fu ridimensionato e sommerso da critiche il ruolo dell’ONU.

Con le su armi e le sue basi Nato, gli Usa esercitavano il governo sui paesi occidentali, difendendo anche il ruolo del dollaro, le riserve auree americane eguagliavano quelle di tutti gli altri paesi occidentali, però dal 1971 gli Usa si trasformarono da paese creditore in paese debitore, perciò, con riserve auree insufficienti, gli Usa sospesero la convertibilità del dollaro in oro.

Per sopperire all’esigenza del commercio internazionale, per una situazione del genere, Keynes aveva proposto una clearing house dove gli attivi e i passivi del commercio si compensassero, grazie ad un’unità di conto sovranazionale, il bancor. Si diceva che la depressine degli anni trenta avesse portato alla seconda guerra mondiale, perché Hitler era andato al potere con la crisi economica. Bisognava introdurre una cooperazione internazionale, prevenire la crisi e riportare il gold standard, collegandolo al dollaro, c’era l’antipatia verso la finanza che aveva condotto alla crisi.

Per eliminare la speculazione sulle valute, Bretton Woods impose cambi fissi ma aggiustabili periodicamente, stabilì bassi tassi d’interesse e proibiti gli investimenti e i prestiti speculativi; ai grandi istituti di credito fu imposta una riserva di liquidità pari a circa il 25% del denaro prestato, banche e fondi pensione furono obbligati a detenere il debito dei loro paesi.

Nel 1945 il debito pubblico dei paesi sviluppati era vicino al 90% del Pil, con l’inflazione, i tassi d’interesse reali erano negativi perciò, con l’aumento del Pil, nel 1973 questi debiti raggiunsero il 25% del Pil; da allora questo debito è risalito in media al 90% circa; cessò il controllo statale sul movimento dei capitali e iniziò l’era neoliberista. Nel 1951 il Pil dell’Europa, con l’edilizia e i lavori pubblici, tornò ai livelli prebellici, dal 1945 al 1973 l’occidente si sviluppò al 4,5% annuo, aumentò la produttività e si raggiunse la piena occupazione.

In Europa lo stato aveva preso il controllo di banche e imprese strategiche, la spesa sociale raddoppiò dall’8% al 16% del Pil, fu contenuto il potere della proprietà privata e del mercato. Alla fine dell’ottocento le monete erano convertibili in oro e la sua scarsità frenava il commercio estero, rendendo debitori paesi con la bilancia commerciale in deficit, obbligandoli a una politica di austerità della spesa pubblica. Nel 1944 il gold standard fu restaurato con un dollaro cartaceo convertibile in oro, mentre le altre monete erano convertibili in dollari; l’oro era quotato a 35 dollari l’oncia, le altre monete avevano cambi fissi, ma aggiustabili, in base alla situazione dei loro conti con l’estero.

Il gold dollar standard obbligava gli Usa alla copertura dei dollari in oro e li faceva fornitori della liquidità internazionale, per assicurarla, gli Usa dovevano mantenere in deficit la loro bilancia dei pagamenti e il loro bilancio statale, cioè dovevano indebitarsi; a tal fine, gli Usa furono aiutati dalla guerra fredda e dal riarmo. La tecnica continuò con la guerra di Corea del 1950, quella del Vietnam del 1964, quelle in America Latina, Africa e Medio Oriente; più gli Usa erano in debito, più il gold dollar standard andava a regime.

Neò1960 il dollaro raggiunse i 40 dollari l’oncia, con difficoltà di copertura in oro da parte del Tesoro Usa; i dollari erano un debito estero degli Usa e cresceva il debito del Tesoro Usa verso le altre banche centrali che pretendevano la conversione dei dollari in oro. Gli Usa avrebbero potuto tagliare le spese militari, ridurre le importazioni con i dazi, favorire  la deflazione salariale e svalutare il dollaro, ma nel 1971 Nixon preferì dichiarare la fine della convertibilità del dollaro in oro, così nacque il dollar standard inconvertibile e resuscitò il capitalismo finanziario; il dollaro inconvertibile era prodotto dalla Federal Reserve e rilasciato con l’’acquisto di buoni del Tesoro Usa o T-bond.

Quando finirono i cambi fissi, gli Usa avevano il signoraggio sul dollaro e potevano manipolare il suo valore, che dipendeva anche dalla sua domanda per il commercio e dal deficit di bilancio e della bilancia commerciale. Nel 1973 il prezzo del petrolio quadruplicò, i depositi in eurodollari passarono a 97,7 miliardi di dollari nel 1971 a 258,7 nel 1975, gli Usa potevano accumulare deficit senza limiti. Nel 1971, con il dollar standard di Nixon, sono rinati finanza privata, cambi fluttuanti, movimenti liberi di capitali, la deregolamentazione dei mercati finanziari ed è cessato lo sviluppo dell’economia reale e il controllo pubblico sull’economia e finanza, a favore della libertà del mercato.

La crisi petrolifera del 1973 favorì lo sviluppo dei petrodollari il cui riciclaggio era in mano alle banche americane, l’aumento del prezzo del petrolio portò momentaneamente al passivo le bilance commerciali europee e giapponesi. Gli Usa svalutarono il dollaro e aumentarono l’interesse, finanziando debito e riarmo, poi l’Unione Europea e gli Usa imposero la libertà di movimento dei capitali e la concorrenza tra i paesi faceva scendere i profitti.

Mentre in Europa aumentavano salari e produttività, nel 1970 la quota americana sulle esportazioni mondiali era scesa dal 33% al 16%, cadevano i profitti e Thatcher e Reagan operarono per la diminuzione del costo del lavoro. Nell’anno 2000 i prezzi del mercato azionario avevano recuperato le perdite precedenti, era aumentata la disoccupazione e la disciplina nelle fabbriche, l’inflazione era sotto controllo e la crescita dei salari si era fermata.

I salari reali americani cominciarono a decrescere e i profitti cominciarono a risalire, nel resto dell’occidente accadeva la stessa cosa; ci fu l’attacco alle torri gemelle dell’11/9/2001, con le reazioni militari americane. Oggi l’1% della popolazione possiede quasi la metà della ricchezza mondiale, in occidente va ai salari il 60% del Pil; purtroppo i salari sono una componente centrale della domanda che è stata combattuta dal mercato favorendo l’indebitamento privato, che nel 2011 in occidente ha raggiunto il 160% medio del Pil.

Questo fatto accelerò la crescita della finanza, nel 2008 in Usa fu il crack del settore dei mutui immobiliare Usa, l’Italia non era colpita dal debito privato, ma dalla politica di austerità europea; le banche facevano operazioni a rischio e poi ne soffrivano le conseguenze. Nel 2010 il tasso di profitto era sceso dal 24% del 1950 al 12% e l’economia occidentale entrava nuovamente in recessione.

Le industrie compensavano la caduta dei profitti industriali con gli impieghi finanziari; comunque, nonostante i bassi interessi, gli investimenti scarseggiavano, i derivati avevano mandato a pezzi la finanza americana, parte di essi furono ceduti alla Germania, per accettarla nel club dei padroni della finanza internazionale; con i suoi attivi commerciali, la Germania acquistò anche parte del debito francese.

Cresceva la disuguaglianza e nel 2013 i patrimoni dei superricchi avevano superato del 30% quelli del 2007, dagli anni ottanta al duemila si gonfiarono i prezzi delle azioni e degli immobili, mentre le banche facevano profitti con le commissioni. La finanziarizzazione dell’economia era iniziata negli ultimi decenni del novecento, l’espansione finanziaria segnava la fine di un ciclo produttivo e la decadenza economica, politica e militare degli Usa.

Il capitalismo vive di relazioni riservate e invisibili, non è trasparente e vive di opacità, opera in collaborazione con lo stato e mina l’economia di mercato, le lobby controllano gli stati; i cicli economici sono esistiti con Olanda, Inghilterra, Usa e nel secolo XXI è iniziato il ciclo cinese; le guerre hanno fatto emergere nuove potenze e cadere quelle precedenti, ricchezze finanziarie sono state perdute perché stati insolventi non hanno pagato e perché il risparmio è stato falcidiato dall’inflazione. Gli stati, con eccedenze commerciali, hanno finanziato quelli indebitati deficitari, alimentando il debito internazionale e le guerre, nel rinascimento la Spagna era indebitata con Genova e l’Inghilterra con Venezia, alla quale non rimborso i crediti.

L’età dell’oro di Bretton Woods finì nel 1971, con le guerre d Bush del 2001-2003, la protezione americana fu pagata con l’elezione del dollaro a moneta mondiale, la guerra fredda fu contrassegnata dalla crescita degli armamenti americani; l’Unione sovietica sosteneva movimenti rivoluzionario e nazionalisti, evitando lo scontro con gli Usa, mentre i paesi dell’Europa occidentale avevano partecipato alla creazione della Nato.

Nel 1989 cadde il comunismo, ma l’America, ufficialmente lottando sempre contro il comunismo, intervenne in decine di conflitti nel mondo, rovesciando governi e finanziando colpi di stato; lottando contro i cambiamenti politici e contro movimenti popolari, intervenne in Egitto e Iran. Contro Nasser utilizzò i fratelli musulmani, alimentò al Qaeda e Isis, usava i fondamentalisti islamici in funzione anticomunista, seguendo gli inglesi, si legò ai wahabiti sauditi.

Tutto ciò portò alla teocrazia di Khomeini, alla distruzione dell’Afganistan, all’avvento di Saddam in Irak, al terrorismo di Bin Laden e alla guerra civile siriana. Ufficialmente si combatteva per il petrolio e contro il comunismo; nel 2017 la spesa militare Usa arrivò a 492 miliardi di dollari, con 400 basi in 36 paesi; agli alleati gli Usa chiedevano di sostenere il dollaro, in cambio della protezione americana.

In Vietnam gli Usa avevano combattuto da soli, mentre gli alleati si rafforzavano economicamente. Reagan, sapendo di non potere impegnare l’esercito americano in tutte le guerre, iniziò le guerre per procura in Libano, Nicaragua, Angola, Afganistan e Cambogia; gli Usa perdevano il controllo dell’Onu e, per difendere la posizione del dollaro, usarono la forza in Kosovo, Afganistan, Irak, Siria, Libano e Yemen, offrivano la protezione militare dopo aver creato la minaccia.

Gli Usa si erano trasformati da garante della pace in fonte della destabilizzazione, intervenivano violentemente negli affari internazionali e applicavano le sanzioni a Iran e Russia, ma non si dimenticarono di chiedere al Giappone di finanziare il deficit commerciale e del bilancio americano; sotto Reagan, aumentarono i tassi, attirando i capitali dall’Europa, trasformando gli Usa nel maggiore debitore del pianeta.

Negli anni novanta ci fu una ripresa dell’economia americana, ma i profitti della finanza superavano sempre quelli delle imprese produttive, in Usa, l’indebitamento di stato, imprese e famiglie, iniziato negli anni settanta, continuò ad aumentare. Oggi gli Usa sono il paese più indebitato verso l’estero, il Giappone lo è solo con i giapponesi, l’Italia, vista la larga domanda interna di titoli di stato, potrebbe esserlo, ma preferisce vedere Btp a 10 anni agli stranieri, che perciò fanno aumentare lo spread italiano.

In precedenza la sterlina era il frutto di prestiti della City e non di debiti ed era ancorata all’oro, l’India forniva truppe a Londra, a carico dei contribuenti indiani, invece il dollaro era messo in circolazione a volontà, senza preoccuparsi dell’indebitamento americano. Sono alti i rischi d’insolvenza degli Usa, che potrebbero denunciare debiti e ripudiare il dollaro, facendosi scudo della loro forza militare verso i creditori.  I maggiore creditori degli Usa sono Cina, Germania e Giappone, che hanno impiegato gli attivi commerciali per acquistare titoli del Tesoro Usa; però la Cina ha cessato di comprare titoli americani, seguiranno sicuramente Germania e Giappone, con la Germania ci sono già varie occasioni di attrito.

I paesi europei, per favorire gli Usa, pagano importazioni in dollari invece che in euro, tenendo su la quotazione del dollaro che, a causa del deficit commerciale americano andrebbe svalutato, accompagnando l’operazione con l’introduzione dei dazi, che non sono una scelta ideologica, ma dettata dal deficit commerciale, inoltre sono un’entrata fiscale. La Cina punta invece a favorire la domanda interna e a difendere la produzione nazionale.

Gli Usa si sono fatti pagare dagli alleati la loro protezione militare, incentivata anche ad arte, hanno provocato crisi e recessioni nei paesi emergenti. La crisi dei paesi asiatici del 1997-98 ha costretto questi paesi a mettersi nelle mani del Fondo monetario che lì ha sottoposti  a dure condizioni di risanamento; è successo, complice l’UE, anche con la Grecia. L’Indonesia cedette al Fmi la sovranità economica, il quale impose l’abolizione dei sussidi alimentari alla popolazione in Indonesia, Tailandia, Malesia e Corea del Sud. Oggi, tramite l’UE, nell’obiettivo c’è l’Italia, le politiche fiscali e monetarie euro-americane hanno provocato danni a tanti paesi.

Le riserve dei paesi esportatori sono custodite dal Tesoro americano e coprono ’80% del deficit commerciale Usa, il dollaro si è svalutato del 40% rispetto all’euro, il Tesoro Usa favorisce la svalutazione del dollaro, che riduce il peso del debito e stimola le esportazioni, gli Usa remunerano i T bond a basso interesse. Vista la situazione, gli Usa cercano di impedire la dedollarizzazione dell’economia mondiale, infatti, si erano rifiutati di usare il dollaro Saddam e Gheddafi e furono puniti; Russia, Cina e Iran hanno imboccato  la stessa strada, perciò Russia e Iran sono colpite dalle sanzioni americane.

Cina e Russia hanno creato una clearing house di compensazione commerciale, mentre il simile sistema Swift dell’UE è controllato dagli Usa, perciò l’euro è diventato una moneta anticrescita. I paesi dell’eurozona godono di cambi fissi interni ma, per non urtare gli Usa, l’internazionalizzazione dell’euro si è fermata, malgrado il Pil dell’eurozona sia pari a quello americano; nei momenti di panico, gli operatori di mercato si aggrappano al dollaro e non all’euro.

L’UE ha consegnato la Grecai nelle mani della Troika, facendo un favore ai creditori europei e alle banche d’affari di Wall Street, gli americani della Federal Reserve vogliono eliminare la concorrenza dell’euro; Wall Street opera in sintonia con Tesoro americano, società di rating, grandi banche, banche centrali e massoneria.  L’euro, in vece di favorire la crescita dell’economia europea, l’ha affossata, favorendo la stagnazione economica; gli eurocrati sono antikeynesiani e hanno paralizzato l’azione dei governi europei in periodo di crisi.

Secondo Stiplitz, si dovrebbero abbassare gli interessi, stimolare consumi e investimenti, promuovere le esportazioni, ridurre i tassi di cambio di alcune valute, aumentare la spesa pubblica e ridurre le tasse; invece, in periodo di recessione, si sono ridotte le spese e alzate le tasse. Mentre la Federal Reserve ha un mandato più largo, la Bce ha il compito esclusivo di lotta all’inflazione, non presta agli stati dell’eurozona ma alle banche; l’emissione di denaro da parte degli stati sovrani è nata per colmare i disavanzi del bilancio dello stato, per la spesa sociale e per promuovere l’occupazione.

La Bce, per statuito, non può prestare denaro agli stati, ma alle banche, se gli stati hanno bisogno di denaro, si devono rivolgere alle banche, naturalmente, a un certo tasso d’interesse; le banche versano alla Bce parte dei fondi raccolti, questi soldi non vanno all’economia reale e restano nel circuito finanziario. Fiscal compact, patto di stabilità e pareggio di bilancio in costituzione, hanno tarpato le ali a paesi europei come l’Italia.

Dal 2007 al 2015 il Pil procapite dell’eurozona è decresciuto del 2%, mentre quello degli altri paesi europei è cresciuto, i trattati di Maastricht, allontanandosi dal trattato di Roma del 1957, ha tolto agli stati ogni discrezionalità fiscale, monetaria e sociale, mettendo al bando il keynesismo. Gli stati dovrebbero proteggere la società dalle tendenze distruttive del capitalismo, purtroppo oggi l’Ue è al servizio dei mercati, della finanza e del governo americano.

Gli Usa dipendono dall’afflusso di capitali esteri, stampano dollari, comprano e si armano con l’indebitamento, perciò la banca mondiale ha detto che il dollaro perderà lo status di moneta di riserva nel 2025; per allora occorrerà sostituire il dollaro con un paniere di valute, come i diritti speciali di prelievo del Fondo monetario internazionale, ne hanno parlato banca centrale cinese e l’Onu; le agenzie di rating minacciano di abbassare il rating agli Usa, il Fondo monetario prevede anche una crisi di fiducia sul debito degli Usa. 

Le delocalizzazioni industriali hanno favorito il deficit commerciale americano, i paesi eccedentari hanno finanziato gli Usa e ora tutta l’impalcatura sta per crollare. Il capitale è stato il motore dell’imperialismo e del militarismo, oggi la Cina ha il potere economico e gli Usa quello militare, la competizione tra grandi imprese accompagna quella tra stati; la Cina ha sviluppato l’economia sociale di mercato, con controllo statale e con un’estesa proprietà statale in grandi imprese e banche.

L’espansione economica dell’Asia è cominciata con il Giappone, proseguita dalla Corea del sud e quindi dalla Cina e dall’India e da altri paesi. L’Asia ha sofferto la guerra di Corea, quella cambogiana e quella vietnamita, oggi è in pace e si sviluppa economicamente e socialmente, l’Asean è l’associazione di dieci paesi asiatici: Cina e Giappone non praticano sanzioni economiche, nemmeno per Taiwan.

A parte gli incidenti nel mar cinese meridionale, questi paesi hanno, generalmente, relazioni pacifiche e non aumentano le loro spese militari, generalmente queste sono pari al 2% del Pil, quelle di India e Cina sono al 2,5%, quelle del Giappone all’1%, nessuno pensa di doversi difendere dalla Cina. Alcune potenze, come l’Urss, sono cadute non a causa della guerra, accadrà anche agli Usa, anche se, ancora oggi, il militarismo americano ha bisogno di un nemico e perciò la Cina che ha preso il posto dell’Urss.

In Usa esiste il connubio tra stato, finanza, grande industria e apparato militare, finche gli Usa ricevono investimenti dall’estero, non possono fare guerra ai loro investitori; in Usa cresce la disuguaglianza sociale, i redditi dei lavoratori americani non crescono dal 1967. La finanza ha svuotato i processi democratici, l’egemonia Usa è alla fase terminale, negli anni settanta fu la fine del gold standard e iniziò l’era di Nixon, Reagan e Thatcher, aumentò l’indebitamento e diminuirono i salari reali, invece l’Asia sta riducendo la povertà.

Nel 2017 la Cina ha speso per le armi 228 miliardi di dollari, gli Usa 600 miliardi, in Asia la riduzione della povertà è iniziata dopo la seconda guerra mondiale, con le riforme agrarie, riducendo il potere e le terre dei proprietari terrieri, come fu fatto in Europa; aiutando i poveri, si stimola la domanda e si aiuta la produzione; la Cina vuole il governo statale del mercato, il consenso interno e lo sviluppo economico e sociale.

I governi cinesi son pragmatici e hanno copiato la politica giapponese di promozione dell’industria e nell’innovazione; alla fine  degli anni ottanta, anche Tokio si è convertita alla finanza, hanno puntato sulla deregolamentazione del mercato e si è arrestata la crescita del paese, hanno preferito guardare agli Usa decadenti invece che alla Cina. La Cina ha rafforzato i controlli sui mercati e si è sottratta alla crisi, anche a quella asiatica del 1997-1998, ha alimentato la crescita industriale con i risparmi nazionali, ha controllato le sue banche.

Attua politiche redistributive del reddito, favorisce l’impresa privata, l’India è sulla stessa strada, invece il Giappone ristagna; in Cina lo stato è il proprietario della maggior parte delle imprese del paese, il governo non dipende dalla finanza: Realizzando infrastrutture, la Cina ha creato milioni di posti di lavoro, un quarto del Pil cinese deriva dall’edilizia e dalle infrastrutture, il governo ha ordinato alle banche di aprire il credito.

Il debito cinese è in moneta nazionale, la banca centrale ha molte riserve e stampa denaro senza copertura, il debito è interno e le banche sono pubbliche, la Cina non vuole l’abolizione della proprietà privata e la pianificazione centralizzata. La Cina ha il controllo dell’economia e vuole eliminare la povertà, controlla il movimento dei capitali; la Russia e la Cina, con i paesi Brics, minacciano la posizione del dollaro, vogliono sostituire il dollaro con cinque valute.

L’Asia vuole entrare attivamente nel governo delle istituzioni internazionali, in occidente non c’è un progetto di riforma delle istituzioni finanziarie, Wall Street è associata a Tesoro Usa, City di Londra, Bce e commissione europea; New York, Londra, Parigi e Francoforte non hanno progetti di riforma, Washington e Bruxelles sono d’accordo e la Germania fa finta di criticare gli Usa. L’economia occidentale ristagna e ci vorrebbe una nuova Bretton Woods, hanno devastato l’economia giapponese e quella italiana, in un mondo multipolare, il pil occidentale non cresce.(fonte: Pino Arlacchi – I Padroni della finanza mondiale).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it   viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 18/2/2019)

ITALIA

Lega e M5S stanno pensando di usare parte dell’oro della banca d’Italia per coprire alcune spese pubbliche, la banca d’Italia è la terza banca centrale detentrice di oro nel mondo, dopo Federal Reserve e Bundesbank e la quarta dopo il FMI, che, al netto del deposito presso la Bce, pari a 141 tonnellate, è pari a 2.452 tonnellate. Parte dell’oro della Banca d’Italia è anche depositato nella Federal Reserve e nella Banca d’Inghilterra e non se ne capisce la ragione,

Altri paesi europei, quando le quotazioni dell’oro erano alte, ne hanno venduto dal 20% al 60%. Poiché il vicedirettore generale di Bankitalia, Luigi Federico Signorini, ha criticato reddito di cittadinanza, quota cento per le pensioni e non ha vigilato sulle crisi bancarie, il M5S non lo vuole riconfermare. L’europeista Tria, a difesa dell’indipendenza della Banca d’Italia, s’è opposto e Mattarella pare contrario alla proposta.

La Bce, reagendo alle critiche del governo gialloverde alle azioni della dirigenza di Bankitalia, soprattutto per l’omessa vigilanza sulle banche, ha affermato che questa, come prevede la legge italiana, è indipendente dal Tesoro italiano, cioè, indirettamente conferma che dipende dal mercato finanziario, cioè dalle banche.

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A parte l’analisi dei costi, l’opposizione del M5S alla Tav Torino Lione è sbagliata, è evidente che l’Italia settentrionale ha bisogno di collegamenti ferroviari, anche ad alta velocità e autostradali con l’Europa settentrionale, per mezzo di tunnel sotto le Alpi. Che si siano fatte grandi opere di collegamento per aiutare i grandi affari è vero, dopo l’Unità dell'Italia, la rete ferroviaria, con l’urbanesimo, collegava le città ma, con le montagne, seguiva anche tracciati discutibili.

Dopo la seconda guerra mondiale, la rete autostradale seguiva la stessa logica, un ministro si fece anche costruire un casello vicino a casa sua. Per quanto riguarda l’Italia peninsulare e marittima, quando le città costiere erano poco sviluppate, personalmente avrei fatto collegamenti ferroviari e autostradali lungo le coste adriatica e tirrenica, con raccordi  autostradali interni  e servizi di corriere.

Per liberare le strade da tanto traffico su gomma, bisognava puntare sulle ferrovie e per le persone, puntare sulla navigazione fluviale e sulla navigazione sottoscosta, tramite aliscafi. In questa logica, la Norvegia che, per certi aspetti, somiglia all’Italia, non ha sviluppato l’alta velocità; per l’Italia, i porti di riferimento in Adriatico potrebbero essere Trieste, Venezia, Ravenna, Ancona, Pescare, Bari; nel mar ligure e nel Tirreno Genova, Livorno, Ostia, Napoli, Palermo, Cagliari. Per spostarsi, d’estate sarebbe stato come fare una vacanza, forse questo progetto potrebbe essere riaperto.

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Il presidente del consiglio italiano, Giuseppe Conte, definito dal belga Verhofstadt, burattino di Salvini e Di Maio, al parlamento di Strasburgo ha invitato a discutere sul futuro dell’UE, perché il suo progetto ha perso la spinta; ha affermato che l’UE ha sbagliato a imporre una politica di rigore o austerità anche di fronte alla crisi, che l’Unione è apparsa oligarchica e distante dal popolo europeo; senza citare Macron, Conte ha difeso il legame dell’Europa con gli Usa. Ha affermato che l’UE è incapace di gestire l’immigrazione africana; agli insulti indirizzati all’Italia, agli italiani e al capo del loro governo, non seguono mai le proteste del filo francese Mattarella, solo Macron ha diritto di pretendere il rispetto dell’Italia per la Francia.

EUROPA

In questi anni la crescita dell’economia francese, senza eccessivi rilievi della commissione europea, è dipesa soprattutto dalla spesa pubblica e dal deficit di bilancio, invece in Germania è dipesa dalle esportazioni; invece l’Italia, anche grazie alle esportazioni, è decresciuta poco; dal 2015 in Germania, per fronteggiare la concorrenza dei paesi emergenti, i salari, in termini reali, sono scesi.

Gli stati dell’UE non sono tutti uguali, perciò, fino adesso, la finanza francese, giustamente, non ha imboccato la strada europea dell’austerità, raccomandata da commissione europea e Germania. La spesa pubblica francese ha avuto un effetto espansivo,  il bilancio pubblico francese non ha avuto un attivo primario con i suoi effetti negativi; i bilanci annuali francesi sono stati in passivo più di quelli italiani, ma, con l’aiuto tedesco che ha assorbito i suoi titoli pubblici, ha avuto interessi più contenuti. La Francia ha finanziato la spesa pubblica con il deficit di bilancio, invece in Italia la maggiore spesa è stata sostenuta per pagare gli interessi pubblici, senza ridurre il debito. Nel 2018 in Italia l’onere per gli interessi è stato pari al 3,4% del Pil.

In Italia, tallonata dalla commissione europea, il contributo alla crescita del Pil da parte della spesa pubblica è stato pari a zero, la politica fiscale del bilancio ha agito in senso restrittivo verso le famiglie e i consumi che perciò diminuiscono; però ora anche in Francia i consumi sono in decrescita ed è esplosa la protesta del gilet gialli. In Italia il contributo positivo dell’export non basta a sostenere la crescita e la spesa pubblica, anche a causa dell’avanzo primario. (Per le notizie: Guido Salerno Aletta – Milano Finanza.

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Il presidente francese Macron ha deciso un giro di vite contro l’informazione, una legge votata dal parlamento è diretta contro le fake news, soprattutto nei tre mesi precedenti le elezioni; il governo minaccia di oscurare i canali televisivi controllati da un paese estero e vuole nazionalizzare il sistema radiotelevisivo nazionale. La commissione europea si preoccupa solo delle minacce all’indipendenza dell’informazione italiana, sollevate dall’opposizione italiana.

Per garantire l’indipendenza e la neutralità dell’informazione, Macron vuole introdurre il finanziamento statale dell’informazione e una censura preventiva come quella della Pravda; cioè vuole imporre una verità di stato, si tratta, in sostanza, di un attacco alla libertà d’informazione. In Italia, con la legge sulla stampa, la televisione pubblica e il finanziamento statale di giornali e televisione, siamo già in questa situazione, però, stranamente, per ora a vantaggio dell’opposizione, dell’UE e dei mercati.

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In Un decennio, con la crisi del 2008, i governi hanno salvato diverse banche Usa e della GB, ma l’Europa si è mossa in ritardo, l’Italia per ultima, alcune banche hanno ancora crediti deteriorati e devono ricapitalizzarsi. Nel 2008 gli Usa fecero alle banche, con crediti deteriorati delle iniezioni di capitali da parte della Federal Reserve e la banca d’Inghilterra fece altrettanto, anche in Irlanda ci furono altre iniezioni di capitale, mentre le banche greche furono aiutate dal fondo salva stati europeo.

La Spagna, con 50 miliardi di euro, creò una bad bank per fronteggiare i crediti immobiliari insoluti; le banche popolari tedesche avevano investito nei subprime immobiliari americani, entrarono in difficoltà e il governo le ha ricapitalizzate, la Commerzbank privata è stata salvata dallo stato. Ora in Usa la crisi bancaria pare sia passate e l’economia si è ripresa, in UE non è così e diverse banche hanno ancora crediti deteriorati e devono essere ricapitalizzate.

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Le banche dell’UE hanno liquidità in eccesso, oltre la riserva obbligatoria, per 1.250 miliardi di euro, per il 67% depositata in banche tedesche e per il 24% in quelle francesi; i tedeschi sono stati contrari alla politica espansiva QE della Bce e poi se ne sono avvantaggiati, ora questa applica a questi depositi l’interesse negativo dello 0,4%. Italia e Spagna, pur avendo avuto il 56% dei finanziamenti agevolati dalla Bce, a volte non utilizzati, spiccano per la loro dipendenza dalla Bce che perciò sarà costretta a erogare nuovi finanziamenti Tlitro.

Poiché le crisi bancarie, con il tempo, si dimenticano, a metà gennaio 2019 le banche italiane hanno ripreso a finanziarsi con le obbligazioni per 10 miliardi di euro; il sistema bancario europeo pare obiettivamente squilibrato e spesso, in difficoltà, le azioni di Francia e Germania che si sono autonominate la guida dell’UE, sono sicuramente coordinate. (Per le notizie. Morya Longo – ilsole24.com).

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Forse sta per finire il governo di coalizione tedesca tra Cdu e Spd, che dura dal 2006 diretto dalla Merkel per quattro mandati; la Cdu critica la politica migratoria della Merkel e l’Spd vuole un cambio di passo in campo sociale. Le riforme economiche di Schroder, dal 2000, hanno favorito lo sviluppo economico tedesco, ma oggi sono sostenute solo da Cdu e industriali.

L’Spd vuole aiutare gli emarginati, che esistono anche in Germania, e potenziare il welfare, perciò anche in Germania chiede una forma di reddito di cittadinanza, per i disoccupati  chiede di allungare i tempi del sussidio di disoccupazione e corsi di riqualificazione;  chiede maggiore sostegno statale per figli e un salario minimo di 12 euro l’ora, inoltre, chiede l‘aumento delle pensioni minime. In tal modo, l’Spd pensa di recuperare il consenso perso con la coabitazione con la Merkel.

Per la copertura della spesa relativa a queste riforme, l’Spd propone di aumentare le tasse, anche reintroducendo l’imposta patrimoniale; perciò la Cdu accusa i socialdemocratici di volere la fine dell’economia sociale di mercato. L’Spd critica la politica migratoria della Merkel, però, secondo gli industriali, la Germania, dopo la recente ondata immigratoria, ha ancora bisogno di altra manodopera.

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La società americana Exxon ha scoperto che intorno  a Cipro, oltre il petrolio, c’è un vasto giacimento di gas, gli Usa sostengono l’autorità greco-cipriota, la Turchia occupa la parte settentrionale dell’isola e rivendica le sue acque territoriali, dove gli Usa svolgono esercitazioni militari assieme agli israeliani; vista la situazione, gli Usa hanno deciso anche di abolire l’embargo di armi ai greco-ciprioti, imposto nel 1974.

Per il momento, gli Usa non hanno chiesto una base militare a Cipro, perché ne hanno una in Grecia e una in Israele, il 29/1/2019, a Cipro, si è svolto il summit dei paesi dell’UE e si è parlato anche di lotta al terrorismo e di riunificazione dell’isola, divisa dal 1974 quando ci fu l’occupazione della parte settentrionale da parte dei turchi. Ad Ankara è stato proposto lo sfruttamento comune delle risorse energetiche dell’isola, ma questa ha rifiutato e ha definito le iniziative dell’UE nell’isola, ingerenze interne.

Total ed Eni hanno diritti di sfruttamento nell’isola e il governo di Cipro ha offerto una base navale alla Francia, dal 1959 la Gran Bretagna vi ha un’importante base della RAF, gli israeliani vi hanno gruppi aeronavali e truppe nella linea di demarcazione tra le due zone. Perciò la Turchia ha potenziato la sua presenza militare nella zona settentrionale dell’isola, senza l’aiuto estero, i greco-ciprioti non potrebbero resistere a un attacco turco.

ISLAM

Spinto dagli Usa, l’erede al trono saudita, bin Salman, ha deciso di fare la guerra al terrorismo islamico e alle sue reti di finanziamento, in mano ad emiri sauditi, per i responsabili di omicidi, prevede anche la pena di morte. Il denaro saudita che arriva in Europa finanzia moschee, associazioni, distribuisce pubblicazioni nelle carceri e, fino a oggi, ha coperto i terroristi sunniti di obbedienza saudita.

I tedeschi accusano gli emiri di aizzare, fin dagli anni ottanta, le comunità musulmane sunnite contro lo stato tedesco e contro la comunità sciita di Germania; a causa di questo contrasto sono a rischio gli scambi commerciali tra Germania e Arabia, erano 10 miliardi di euro nel 2015, sono scesi a 6,6 nel 2017 e nel 2018 scenderanno ancora; a pagare il prezzo più alto saranno le imprese tedesche del settore edilizio in Arabia saudita. (Per le notizie: Stefano Piazza - Libero 12/2/2019).

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In Libia il generale Haftar che, da Tobruk, comanda le forze armate libiche, appoggiato dalla Francia, sembra abbia occupato il campo petrolifero di Sharara, nel Fezzan, da dove partono delle ondate migratorie. Haftar è contrastato da Al Serraj, che governa a Tripoli ed è sostenuto dall’Onu e dall’Italia; l’Unione africana è al lavoro per tentare una riconciliazione. A Sharara, l’Eni ha concessioni fino al 2042, la popeline arriva a Tripoli e poi in Italia, paese di naturale destinazione del petrolio libico.

Nel 2004 a Parigi ci fu un accordo di collaborazione tra i paesi delle due sponde del Mediterraneo, per conseguenza, una missione italiana è arrivata a Tripoli, lo scopo è aiutare Al Serraj a contrastare le milizie locali e Haftar, presto arriverà un’altra missione francese.

ASIA

Netanyahu sta trattando con Putin l’adesione di Israele all’Unione Eurasiatica o Eau, una comunità di stati indipendenti, legati da vincoli economici, nata nel 2014, simile all’Unione Europea, di cui fanno parte Russia, Bielorussia, Kazakhstan, Kirghizistan, Armenia e si potrebbero aggiungere anche Egitto, Iran, Israele e India. La presenza contemporanea di Israele e Iran dovrebbe implicare la pacificazione tra i due paesi.

Per Israele, il nodo centrale è la presenza iraniana in Siria, lo stato ebraico bombarda le postazioni militari dei pasdaran iraniani e, per spingere i russi a bloccare la presenza militare iraniana in Siria, ha messo nel piatto la tecnologia israeliana dell’intelligenza artificiale e delle biotecnologie, alle quali i russi sono molto interessati. Israele è anche legata agli Usa e potrebbe giocare un ruolo nel miglioramento delle relazioni tra Russia e Usa; con una comunità del genere, la Russia non avrebbe più niente da temere dalle sanzioni americane. (Per le notizie: Giordano Stabile – La Stampa 12/2/2019).

CINA

La Cina, con il Pil che aumenta del 6% l’anno, diversamente dall’UE, persegue una politica di crescita; con la crisi mondiale che ha portato a un rallentamento del settore manifatturiero e dell’export, ora punta sui consumi interni; perciò per favorire i prestiti a favore delle famiglie, la banca centrale del popolo ha abbassato il coefficiente di riserva obbligatoria delle banche. Conseguentemente, il credito totale è arrivato al 252% del Pil ed è cresciuto più del Pil stesso, il tasso di risparmio arriva al 50% del Pil mentre in Usa è del 18%.

Per sostenere il mercato interno, Il governo ha attuato degli sgravi fiscali alle famiglie e ha aumentato gli investimenti pubblici. Nel 2018 in Usa il deficit commerciale, per merci e servizi con il mondo, è arrivato a circa 600 miliardi di dollari, per il 47% verso la Cina, poi vengono Germania e Giappone; a causa della guerra commerciale tra Usa e Cina, recentemente, le importazioni cinesi di merci americane sono diminuite, mentre le importazioni americane di merci cinesi sono aumentate.

A causa dei dazi cinesi e americani, ora la Cina si fornisce di soia in Argentina e Brasile e la soia americana è esportata in Europa; Cina, Germania e Giappone sono creditori netti verso gli Usa che, a loro volta, sono debitori netti verso il mondo. Pare che i debiti americani, grazie al dollaro, si concilino con l’aumento del Pil e dell’occupazione, invece, la politica di austerità e di riduzione del debito dell’UE ha minato la crescita dell’eurozona e l’occupazione, inoltre la Germania, per aiutare le sue esportazioni, ha puntato sulla deflazione salariale.

La crisi migratoria, non affrontata e risolta dall’UE, ha messo in crisi l’Unione euro-mediterranea, nata nel 2008; i paesi dell’eurozona, più che cooperare, sono tra loro competitori. In quest’Europa a trazione franco-tedesca con l’avallo dell’informazione, crescono le frizioni e le divisioni interne, mentre Usa e Cina puntano su una politica di crescita economica, in Usa rilevabile dall’incremento dell’occupazione e del Pil, ma non delle esportazioni, in Cina anche nelle esportazioni. (Per le notizie: Guido Salerno Aletta – startmag.it).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmaIL.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS ( lunedì 11/2/2019 )

EUROPA

Con lo scopo di contrastare la recessione, il QE della Bce ha creato moneta per 2.600 miliardi di euro, pari al 20% del Pil dell’eurozona; ne hanno beneficiato soprattutto le maggiori banche dell’eurozona, afflitte da crediti deteriorati, soprattutto derivati, detenuti da Germania e Francia, per 6.800 miliardi di euro, pari a metà del Pil dell’eurozona; questa liquidità è stata immessa  anche per coprire le difficoltà di bilancio e i debiti di Spagna, Portogallo, Irlanda e Grecia.

I derivati sono crediti deteriorati in mano soprattutto a banche tedesche, la commissione europea e la Bce si rifiutano di affrontare il problema e di spingere la Germania alla loro riduzione; i derivati in mano alle banche sono spesso crediti deteriorati, come parte dei crediti verso l’estero degli stati. La Bce, per statuto, deve combatte l’inflazione e non può stampare moneta, non può aiutare lo sviluppo con il deficit di bilancio perché deve tutelare il suo equilibrio; tuttavia, il QE o operazioni di mercato aperto, è un modo surrettizio di creare liquidità.

Per contrastare la deflazione e aiutare l’economia reale, con il QE, la Bce ha pensato di favorire i prestiti all’economia reale, fornendo liquidità alle banche acquistando da esse, al mercato secondario, titoli di stato e obbligazioni, al mercato secondario, di grandi imprese multinazionali europee, con ciò ha puntato a contrastare la politica d’austerità voluta dalla Germania, richiedendo anche riforme strutturali, riduzione della spesa pubblica, smantellamento del Welfare e deflazione salariale.

Oggi,di norma, sono soprattutto le banche che, concedendo prestiti, creano moneta, con il QE la Bce ha puntato a incrementare le riserve di liquidità delle banche, che però, per far ripartire la domanda, in realtà, non hanno incrementato i prestiti garantiti, ma, in alcune banche, solo quelli di favore fatti agli amici; per far ripartire la domanda, bisognava dare denaro, non alle banche, ma a famiglie, imprese ed enti pubblici.

Con il QE, la Bce ha comprato dalle banche 2.100 miliardi di euro di titoli di stato e 500 miliardi di obbligazioni di multinazionali europee, ha acquistato bond di stato in  proporzione al Pil dei paesi dell’eurozona, cioè 515 miliardi di euro dalla Germania, 418 dalla Francia e 363 dall’Italia. Con questa massa di liquidità, in maniera imprevista, si sono avvantaggiate le esportazioni tedesche, si è svalutato temporaneamente l’euro, si è fatto scendere il rendimento dei titoli di stato tedeschi in negativo, si è ridotto il debito pubblico tedesco che ora è al 60’% del Pil, in precedenza era aumentato a causa dei salvataggi bancari. In  una parola, se n’è avvantaggiata la Germania.

Nel 2018 nell’UE, l’inflazione è stata dell’1,8%, l’acquisto della Bce dei titoli di stato al mercato secondario ha azzerato i rendimenti delle nuove emissioni, perciò ora rendono solo i titoli di durata superiore ai cinque anni, per conseguenza, gli investitori si sono diretti verso il mercato azionario, gonfiando le borse europee, che nel 2018 hanno cominciato a sgonfiarsi.

Prima del QE, i prestiti a famiglie e imprese arrivavano a 10.400 miliardi, nel 2018 sono arrivati a 11.100 miliardi, un piccolo risultato per 2.600 miliardi di liquidità immessa; i prestiti all’economia reale non sono aumentati, non è aumentata la domanda, il Pil e l’occupazione, nell’eurozona; nell’UE, la disoccupazione media, è dell’8%. La maggior parte del denaro creato dalla Bce è tornata alla Bce, come deposito delle banche per 1.800 miliardi di euro, oltre le riserve obbligatorie, prima del QE erano 150.

Con il quantitative easing, le banche si sono liberate dei titoli a rischio e non hanno aumentato significativamente i prestiti all’economia, sui loro depositi la Bce, per spingerle agli impieghi, applica tassi negativi dello 0,4%. Le banche rifiutano prestiti interbancari perché non si fidano delle altre banche; comunque, gli interessi sui prestiti bancari sono diminuiti e se ne sono avvantaggiate le multinazionali.

La banca centrale Svizzera, la Banca del Giappone e la Bce, applicano interessi negativi sui depositi liquidi delle banche presso di esse, oltre le riserve obbligatorie detenute che, nella Bce, sono pari all’1% dei depositi della clientela e non pagano nessuna tassa.  Dal 2014 il piano Litro della Bce ha lanciato prestiti, al tasso dello 0% a 4 anni, a favore delle banche, nel 2016 i prestiti T-litro sono stati elargiti anche a favore dell’economia reale. Nel 2015 è entrato in  funzione il quantitative easing, per incentivare i prestiti all’economia reale, con il 0,4% di ritenuta sui depositi; però la banca del Giappone e la banca centrale Svizzera, per aumentare gli utili delle banche, applicano due tassi negativi.

La Bce ha acquistato 178 miliardi di obbligazioni di multinazionali europee, francesi per il 30%, tedesche per il 25%, italiane per il 12% e spagnole per il 10%; se i soldi della Bce fossero stati consegnati all’economa reale, sarebbero aumentata domanda e produzione. Con questo sistema, negli anni 2015 – 2018 in Italia, la liquidità immessa è stata il doppio dei deficit di bilancio, lo spread italiano è diminuito e, con il calo degli interessi, si è ridotto il costo del debito pubblico.

I titoli italiani acquistati al mercato secondario non hanno aumentato la liquidità interna, infatti, il credito  bancario interno è passato dai 1420 miliardi di euro del 2015 ai 1329 del 2018. Quando, prima dell’euro, la Banca d’Italia acquistava titoli di stato alle aste, aumentavano liquidità, risorse statali, produzione e occupazione e la banca retrocedeva allo stato gli interessi percepiti al netto delle commissioni. Ora la banca d’Italia paga imposte allo stato e utili a banche e assicurazioni partecipanti al suo capitale.

Le banche italiane hanno ceduto i titoli di stato alla Bundesbank che li ha girati a Bankitalia che è diventata debitrice di Bundesbank e creditrice, con il saldo del Target 2, dello stato italiano. Nel 2018 le banche italiane detenevano titoli di stato per 395 miliardi di euro, mentre nel 2015 erano 387; non hanno venduto i titoli per ottenere liquidità, ma li hanno tenuti in portafoglio per incassare gli interessi, senza fare nuovo credito all’economia reale; a questo errore si è aggiunto l’avanzo primario del bilancio e la riduzione del deficit di bilancio statale imposto dall’UE, che hanno contribuito a favorire la caduta d’investimenti, domanda e Pil.

La Bce dell’europeista Draghi, obbediente massone, ha anche richiesto alle banche di ridurre i titoli di stato in  portafoglio, danneggiando il bilancio dello stato che, al mercato primario, si finanzia con essi e le banche italiane che li considerano, sia in prima emissione che al mercato secondario,  un  solido investimenti di portafoglio; in tal modo Draghi, fa un favore alle banche estere che acquistano i Btp per i loro alti interessi e le loro alte garanzie.

Lo spread misura il rischio sul credito, è il differenziale o scarto tra Btp a dieci anni e Bund tedeschi a 10 anni, riguarda sia le nuove emissioni alle aste che gli interessi su questi titoli al mercato secondario. In questi giorni la televisione italiana, nonostante i Btp di nuova emissione siano stati molti richiesti, perché l’Italia offre buone garanzie ai creditori, ha denunciato l’aumento dello spread.

Correttamente, potrebbe essere accaduto a causa del calo dei tassi tedeschi, con gli interessi italiani rimasti invariati, il che ha generato un aumento dello spread italiano; la televisione, che fa l’opposizione al governo, non lo ha spiegato. Secondo logica, spread e interessi dovrebbero aumentare quando non si trova facilmente credito; al di fuori della circostanza suggerita, non si capisce quest’aumento che genera allarmismo, a meno che non sia intervenuta la mano dei mercati speculativi e delle banche centrali.

In assenza di pareggio di bilancio, se lo stato non avrà più modo di finanziare il deficit di bilancio, andrà in default, cioè sarà insolvente e fallirà, svendendo i suoi asset; com’è successo lla Grecia, è quello che desidera per l’Italia la commissione europea e il Fondo Monetario Internazionale, che ha gettato nel lastrico tanti piccoli paesi. Il governo italiano, che ha contro informazione italiana, banca d’Italia e Quirinale, dovrebbe spendersi per informare gli altri paesi dell’UE su cosa si trama contro l’Italia, anche perché il PD afferma che l’Italia è isolata in Europa; Salvini e Di Maio dovrebbero incontrarsi spesso, per una conciliazione e per raccordare le loro mosse e dichiarazioni.

Nel 2019 si prevede una crescita dell’eurozona dell’1,5%, per evitare il rischio di recessione, occorrerebbe modificare i trattati europei, eliminare l’austerità, modificare la politica di bilancio europea e imporre l’armonizzazione fiscale o fare una politica fiscale europea. L’UE pratica una politica  a favore dei paesi più poveri dell’eurozona, aiutandone lo sviluppo, la Spagna se n’è avvantaggiato e ha saputo utilizzare meglio dell’Italia i fondi europei; ma la Germania, per un’Europa Unita, non vuole mettere in comune i debiti nazionali, come fu fatto con l’unificazione italiana e tedesca. (Per le notizie: Enrico Grazzoni – MicroMega).

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Quando si tratta di salvare banche tedesche, la Germania, invece di applicare il bail-in, usa denaro pubblico e non i depositi e il capitale delle banche, è successo con la landesbank Nord LB della Sassonia, con l’intervento di altre due landesbank sassoni e di una cassa di risparmio, tutte a controllo pubblico, mentre l’Italia, ha privatizzato tutte le banche e la banca centrale.

Però la Germania è convinta di rispettare le regole e nessuno la richiama, per il momento, la commissione europea non ha eccepito niente, si tratta però dell’ennesimo salvataggio bancario tedesco fatto con denaro pubblico; la banca in questione era piena di crediti deteriorati del settore marittimo, ora la Nord LB, con i soldi pubblici non sarà più a rischio di dissesto. La commissione europea predica il rispetto dei trattati, ma la Nord Lb viola le regole Ue sulle banche.

Sembra che la commissione darà il via libera al salvataggio sulla base del precedente della banca portoghese Caixa General de Depositos. Le norme UE sono state  teoricamente pensate per garantire la concorrenza, in realtà, applicano regole diverse ai paesi, favorendo le banche pubbliche che, con garanzie pubbliche, si finanziano a tassi più bassi e con la crisi, sono salvate dallo stato. Invece in Italia le banche private pagano lo spread più elevato e il rischio Italia è alimentato artificialmente dalle società di rating e dalla propaganda dell’informazione.

La Germania non ha voluto privatizzare la Nord Lb perché, per salvare le sue banche preferisce utilizzare denaro pubblico; per salvare soci e risparmiatori delle banche, in Usa ed Europa si è utilizzato denaro pubblico; comunque, alla fine, anche in Italia, per salvare banche popolari e MPS, che sono private, si è utilizzato denaro pubblico. (Per le notizie: Francesco Ninfole – Milano Finanza). 

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Il ministro dell’economia tedesco, Peter Altmer, con il piano industria 2030, prevede l’intervento dello stato nell’economia, la lotta alla deindustrializzazione, la difesa delle industrie nazionali dalle scalate ostili, investimenti pubblici nell’intelligenza artificiale, nelle connessioni informatiche, nelle biotecnologie, nella guida autonoma e nell’aerospaziale, portando il peso dell’industria sul Pil dal 22% al 30%.

Il Trattato di Lisbona, firmato il 13/12/2007, aveva promesso che nel 2020 l’UE sarebbe diventata l’area più innovativa del mondo, non è accaduto e la Germania, tramite le direttive dell’Unione, si è sforzata anche per favorire la deindustrializzazione dell’Italia; l’Agenda 2010 di Schroeder ha puntato alla deflazione e flessibilizzazione salariale.

Oggi in Germania, il tasso d’investimento rispetto al Pil è del 19%, cioè meno della metà della Cina, e non è servito a finanziare il salto tecnologico. La Cina sforna sei milioni di laureati l’anno, la metà in materie scientifiche, e negli ultimi anni 500.000 ricercatori cinesi sono rientrati in Cina dagli Usa, la preparazione tecnica dei lavoratori cinesi è elevata; invece la scuola tedesca è classista perché all’università non vanno i figli degli operai, come era permesso nella DDR prima del 1989.

La Germania deve rivedere il suo modello economico mercantilista, mitigare l’austerità di bilancio e contrastare la deflazione salariale; purtroppo, con la mediazione dell’UE, è stata imitata anche dall’Italia che, su sollecitazione tedesca, ha anche privatizzato alcune sue industrie statali, invece di proteggerle, favorendo con ciò la disoccupazione.  (Per le notizie: Pasquale Cicalese – Contropiano.org). 

ITALIA

Una decina di fondi speculativi specializzati stanno acquistando i crediti deteriorati delle banche italiane o NPL, la Bce pretende che siano smaltiti in 7 anni, quelli non coperti da accantonamenti bancari erano 341 miliardi di euro nel 2008 e oggi sono 200; sembra che in Italia gli NPL sono il 9,4% degli impieghi, mentre nell’UE, dopo i salvataggi precedenti delle banche in crisi, sono il 3,4%; però i dati della Bce non comprendono i derivati che, per la maggior parte, sono crediti deteriorati in mani tedesche.

I fondi acquirenti dei crediti deteriorati faranno un affare d’oro, nel 2017 ne sono stati ceduti 71 miliardi, nel 2018, 66 e nel 2019, 50, si prospetta una colossale speculazione per questi fondi speculativi che acquistano in media al 25% del loro valore nominale; aspettandosi poi un rimborso maggiore da famiglie e imprese in difficoltà, con un margine di profitto del 30%.

Tra i fondi interessati e banche ci sono Dobank, Cerved, un colosso svedese, Tages, Prelios, Ifis, Credito Fondiario, banca Intesa, Sga, tra i partecipanti ci sono anche finanzieri italiani, banche italiane e il Tesoro italiano. L’affare è gestito da ex banchieri collegati alle banche, più il prezzo di acquisto è basso, più i profitti sono interessanti, se i crediti sono garantiti da immobili, il loro valore cresce e viceversa.

Le banche potrebbero recuperare direttamente, in media, il 50% dei crediti deteriorati, una parte della perdita su crediti è coperta dal fondo svalutazione crediti, con la cessione a un valore più basso ci rimettono; la Sga ha acquistato crediti deteriorati da Carige e popolari venete e stima un utile loro sull’operazione del 35%. Declinati gli usurai, si tratta sempre di una gigantesca speculazione avallata dallo stato e dall’UE.

Il Fondo Monetario, diretto dalla francese Lagarde, per deprimere l’economia italiana, lamenta la decrescita italiana, il debito dello statp italiano e il deficit di bilancio italiano, afferma che l’Italia mette in  pericolo la stabilità dell’UE; il FMI; d’accordo con i mercati, con le società di rating e con la commissione europea, contando sull’informazione italiana e sui collaborazionisti italiani dello straniero, messi a capo d’istituzioni italiane, alimenta la speculazione sull’Italia, che invita a tassare la prima casa. Alcuni decenni fa, anche la Gran Bretagna fu colpita da decrescita industriale, del Pil e da deficit e debito dello stato e anche Soros speculò sulla sterlina, risolse temporaneamente i suoi problemi dedicandosi, a piene meni, alla finanza. (Per le notizie: Fabio Pavesi – Fatto Quotidiano).

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Lo spread e gli interessi del debito pubblico italiano, con i fondamentali italiani, dovrebbero diminuire, lo stato afferma di tutelare il risparmio, ma ci sono manine che influenzano il corso della borsa, indipendentemente dalla salute delle imprese quotate; non è questione di mercato e di domanda e offerta. Qualcuno vuole massimizzare i guadagni in anticipo e in qualsiasi situazione, anche di crisi, e lo stato non reprime e non controlla; perciò un titolo fluttua da un  giorno all’altro e, nell’interesse di creditori e speculatori, gli interessi e lo spread crescono anche quando dovrebbero diminuire. Per la speculazione, l’Italia è stata un laboratorio ideale, anche con le svalutazioni della lira, soprattutto a vantaggio di stranieri, aiutati da loro garanti locali, posti a capo delle istituzioni dello stato italiano.

Alle aste dei titoli di stato italiani, gli italiani acquistano i Bot senza interessi e la domanda supera l’offerta, a quella dei Btp decennali, remunerati a circa il 3%, la domanda supera ugualmente l’offerta, ma sono assegnati a banche italiane e straniere. Anche il Giappone ha un alto debito, collocato però sempre in patria, perciò l’Italia, se la domanda interna è alta, potrebbe vendere tanti Bot, quante sono le richieste, all’interesse dell’1% e, se c’è la richiesta, tutti i Btp a 10 anni da collocare, al 2%, alle banche italiane e agli italiani. Forse lo stato risparmierebbe interessi, sarebbe più generoso con gli italiani e meno ricattabile dallo straniero per il suo debito estero.

Sembra che il Pil italiano non cresca abbastanza, in modo da compensare, con il calo degli interessi, la crescita del debito pubblico; però, anche i governi collaborazionisti italiani, ossequiosi verso l’UE per volontà di Mattarella, affermano di volerlo ridurre. Morale: in economia e in medicina si sperimenta, per mezzo di uomini non indipendenti, sulla pelle del popolo, che non è stato mai sovrano.

Statistica, algoritmi ed econometria rischiano di mettere in crisi anche le certezze della matematica, infatti, a consuntivo, le previsioni statistiche risultano sempre sbagliate; la statistica è diventata l’oppio del popolo. La banca d’Italia è privata e non è un organo dello stato, è indipendente dal governo e spesso ha mancato al suo ruolo di presidio degli interessi nazionali, i suoi vertici vanno sostituiti perché sono emanazione, più dei mercati e delle banche, che del popolo italiano.

CINA

Mentre parte dei risparmi privati cinesi prende la via di Usa ed Europa, quelli delle imprese pubbliche hanno, con i loro investimenti, destinazioni interne, la Cina non compra più titoli di stato americani. Nel 2018 i colossi industriali e commerciali statali hanno fatturato 4.300 miliardi di dollari, pari a 1/3 del Pil cinese, che ora eguaglia quello americano ed europeo; i consumi interni hanno contribuito per il 76% alla crescita del Pil, ma i debiti delle società sono pari al 188% del Pil, in Italia sono molto meno.

Nell’ultimo decennio la Cina, secondo le statistiche, ha prodotto risparmio pari a quasi la metà del Pil (sembra incredibile). I numeri sono magici e le statistiche sono ingannevoli; nei paesi arretrati i contadini producono per l’autoconsumo, non vendono, non risparmiano e la loro produzione non entra nel Pil. Quando un’economia largamente agricola, come quella della Cina di qualche decennio fa, si converte gradualmente in economia industriale, anche con lo sviluppo dell’edilizia, risparmio e reddito nazionale aumentano velocemente; quindi, probabilmente, l’elevato risparmio cinese dipende dalla sottovalutazione della produzione agricola cinese.

Il governo cinese vuole ridurre il tasso di risparmio e potenziare previdenza e sanità pubbliche, ha concesso detrazioni e deduzioni fiscali ai lavoratori, vuole aumentare i consumi privati, ridurre i debiti societari, aumentare i salari e la produttività del lavoro; vuole fare maggiori investimenti pubblici in infrastrutture; ancorché il governo sia comunista, vuole  favorire il mercato e realizzare la via della seta verso l’Europa, pare una politica opposta a quella austera dell’UE. (Per le notizie: Pasquale Cicalese – Contropiano.org).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 4/2/2019)

ITALIA

Matteo Salvini è d’accordo con la linea dura espressa, contro Maduro, dall’UE e dagli USA che, ingerendo nella politica interna di un altro stato, chiedono il voto o, in difetto, il riconoscimento come presidente di Guaidò; ma Salvini è stato criticato da Alessandro di Battista, che teme un’escalation di violenza in Venezuela. Salvini è preoccupato per la sorte sociale degli italiani di Venezuela ma, così agendo, si avvicina agli europeisti; Conte afferma di volere una riconciliazione nazionale però anche lui sostiene la posizione dell’UE, patrocinata, con i suoi contatti, dalla Mogherini.

Manlio di Stefano, per le nuove elezioni, propone una mediazione italiana, ritiene che l’ultimatum a Maduro potrebbe compattare il suo potere; Maduro è stato eletto fraudolentemente ma, fare ora Guaidò presidente, senza un voto, equivale a un colpo di stato, perciò Cina e Russia, al momento, sostengono Maduro. Mattarella, Draghi, Conte, Tria, Mogherini e Moavero sono europeisti, mentre la maggioranza degli italiani sono italianisti, euroscettici o sovranisti.

Dopo il seggio al consiglio di sicurezza dell’Onu, richiesto dalla Francia per la Germania, invece che per l’Unione Europea, si potrebbe ipotizzate che l’Unione Europea riconosca la dominanza Usa in America Latina, in cambio del riconoscimento della dominanza franco-tedesca in Europa, a dispetto di Russia e Italia. Questa strategia servirebbe ad allontanare dall’Europa sia gli Usa che la Russia. (Per le notizie: Francesco Damato – ansa.it).

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Draghi ha affermato che il debito pubblico italiano fa perdere all’Italia la sovranità, in realtà, il debito, com’è accaduto alla Grecia, a volte rende anche schiavi, ma a volte, con gli investimenti, aiuta lo sviluppo di famiglie, imprese e stati; inoltre, gli Usa, grazie al dollaro, hanno più debiti dell’Italia, il Giappone ha più debiti dell’Italia ma solo verso i suoi cittadini, la Francia ha più debiti dell’Italia verso l’estero.

I paesi prestatori, con attivo commerciale, attenti alle garanzie dei paesi debitori, fanno prestiti a quelli con deficit di bilancio e deficit commerciale; i paesi creditori, cioè con attivi commerciali, hanno bisogno di paesi debitori a quali fare prestiti, è il caso della Germania con la Francia e l’Italia, i cui Btp sono, anche con il calo dello spread, ad alta remunerazione e perciò sono bene accettati dal mercato.

L’Italia, a copertura del debito, ha ampie garanzie, fatte di riserve auree e valutarie, crediti verso l’estero, patrimonio economico, tesori artistici mobili che, venduti all’asta, coprirebbero tutti i debiti italiani; perciò, anche i tedeschi hanno riconosciuto che l’Italia è un paese solido. Il Venezuela è un paese povero ma ha il petrolio, ha tre miliardi di dollari privati depositati a Londra, sui quali la Gran Bretagna, vista la situazione, ha posto il blocco, non credo sia giusto.

Con i cambi di regime, gli stati possono anche appropriarsi dei soldi altrui, l’Italia deve stare attenta perché ha miliardi di euro a Francoforte, Svizzera, New York e Londra; gli stati sono capaci di rubare in guerra e in pace, anche a carico dei loro cittadini; però, l’Inghilterra appoggiò l’unità italiana solo perché il Piemonte si accollò tutti i debiti degli stati italiani verso di essa.

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Continuano gli insulti francesi all’Italia, la Francia ha richiamato il suo ambasciatore in Italia, un tirapiedi di Macron, il quale vende la Francia alla Germania, ci ha definito straccioni, un altro ha detto che Tria, sempre pieno di paura, mastica gomma americana, Moscovici, con le sue imposizioni discriminanti sul bilancio pubblico italiano, vuole intimidirci. Ora Macron afferma che gli italiani hanno un governo che non meritano, ma la politica e il giornalismo italiano ospitano anche sinistri europeisti e economisti filo francesi, cioè uomini di paglia amici della Francia, come ne esistono della Germania.

Macron ha favorito la dissoluzione della Libia e l’emigrazione dalla Libia diretta in Italia,  vuole che solo l’Italia accolga gli immigrati. La commissione europea, a direzione franco-tedesca, relativamente al debito pubblico, usa due pesi e due misure verso la Francia e l’Italia. Ci vorrebbe almeno una nota di  protesta, ma gli stati non sovrani e sfruttati e le corti che vivono di regalie e privilegi, poiché non sono indipendenti, non possono protestare quando sono trattati male, lo possono fare solo gli alleati a pieno titolo e non sottoposti o gli stati nemici.

Sulla nave tedesca Sea Watch, ormeggiata fuori Siracusa, con bandiera olandese e con un carico di profughi raccolti da un’Ong “umanitaria”, si è arrivati a una soluzione, con il loro sbarco e distribuzione tra sette paesi europei; sempre che non si disperderanno prima, com’è successo in precedenza. Bisogna dire che le Ong, facendo del favoreggiamento all’immigrazione clandestina, non facilitano solo questi traffici di emigranti, ma sono finanziate da stati e, per copertura, da privati, per svolgere dei servizi che gli stati non possono svolgere direttamente; infatti, quando gli stati non hanno relazioni diplomatiche con altri stati, si servono, per informazioni e spionaggio, delle loro Ong presenti in questi paesi.

Sulla nave Sea Watch in mano a un’Ong tedesca, sta indagando il Viminale, sembra accertato che i barconi partiti dalla Libia, che contengono immigrati di altri paesi e non profughi di guerra, partono quando una nave di un’Ong è vicina alle acque libiche, ostacolando l’azione della guardia costiera libica. In prossimità della nave, per accelerare il soccorso, i gommoni sono fatti sgonfiare, lamentando l’affondamento; le chiamate di soccorso partono da un’Ong.

Distribuiti tra diversi paesi gli immigranti della Sea Watch, si è rilevato che la nave non è in regola per queste operazioni e che andrebbe sequestrata per associazione a delinquere e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina; ma probabilmente, grazie  ad alcune uscite della magistratura, a giorni partirà, con le stesse modalità, un altro gommone dalla Libia, raccolto magari da un’altra Ong e applaudito dagli umanitaristi. Comunque, al dilà della propaganda e d’interessi economici di parte, se si vuole dirimere la diversità d’interpretazione sui fatti, le riprese dai satelliti dei movimenti dei gommoni con emigranti, di navi di Ong e d’interventi della guardia costiera libica e italiana, sono documentabili perfettamente, senza pericolo di sbagliare.

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La televisione, disperata perché non riesce a fermare la crescita di Lega e M5S, ne sottolinea i loro contrasti interni e ha comunicato una lievissima flessione del Pil italiano, annunciando la recessione, che però lambisce anche la Germania; una crescita tedesca all’1% non è molto diversa ad una crescita italiana allo 0%. C’è da dire che i bilanci di stato, imprese e famiglie, quando gli scarti tra entrate e spese sono minimi, rispetto all’esercizio precedente, segnalano, in pratica, un’invarianza. Con i provvedimenti del governo, l’aumento dei consumi potrebbe far aumentare il Pil, ma mi piace ricordare che, in passato, la sinistra, forse per favorire lo sviluppo dei paesi emergenti, come sta  accadendo,  per l’Italia, invocava la crescita zero e il calo dei consumi, che significano calo del Pil.

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Uno degli handicap italiani è il numero elevato di dottori in legge che, come dirigenti, accedono a tutte le professioni, soprattutto nella pubblica amministrazione, e nella politica; gli avvocati sono causidici e spaccano i capelli in 64 parti, da legislatori, poiché odiano la semplicità, rendono le leggi più oscure e contraddittorie; dirigono il sistema economico al posto di laureati in economia. Perciò, in politica, la polemica di Calenda non va fatta tra laureati e diplomati; al parlamento o al governo, andrebbero meglio i laureati, però il diplomato in una materia specifica vale più di un dottore in legge inserito come dirigente in tutti i ruoli.

Naturalmente, poiché gli uomini non sono tutti uguali, ci sono le eccezioni; ci sono dottori in legge che, con un esame di economia all’università, sono diventati dirigenti di Banca d’Italia, di banche, del Tesoro e ministri dell’economia; mentre i laureati in economia, di questi esami, ne fanno 13. Questi laureati in legge, da dirigenti, si fanno assistere da consulenti o tecnici, come fanno i giudici con i periti; per la funzione giudicante sembra logico, ma non per quella di un ministro di un dicastero sòpecifico, dove vanno bene i laureati in  economia, medicina, fisica, ingegneria, ecc.; entrare in questa logica, in Italia significa patrocinare una rivoluzione.

EUROPA

Nel 2018 la banca europea per investimenti, che ha come vicepresidente l’italiano Dario Scannapieco, per le colonnine di ricarica elettrica delle auto, ha concesso all’Enel finanziamenti per 57,5 milioni di euro; ha concesso 340 milioni di euro alla Motork, che produce piattaforme digitali per auto, 30 milioni di euro alla ditta Acque Veronesi, prevalentemente pubblica, 37 milioni alla ditta bolognese Marposs, che produce apparecchi di precisione; 130 milioni all’università di Bologna, diversi milioni alla ditta Roboze di Bari, che produce stampanti 3D, 350 milioni alla ditta Oper Fiber, per la fibra ottica, 150 milioni all’aeroporto di Venezia, 650 milioni alle ferrovie di Milano Nord e 40 milioni alla Fiera di Milano.

Negli ultimi dieci anni la Bei ha concesso 108 miliardi di finanziamenti per gli investimenti nei paesi UE e l’Italia, anche per il valore della sue ricerca, pubblica e privata, è il secondo beneficiario di questi finanziamenti; in Italia le spese per la ricerca sono la metà che in Francia ma, secondo gli americani, in sostanza, hanno lo stesso valore. Nel 2018 i finanziamenti complessivi della Bei ai paesi dell’Unione, derivanti dagli apporti al bilancio comunitario da parte degli stati, sono stati pari a 8,5 miliardi di euro.

A questi finanziamenti, derivanti dalle contribuzioni dei paesi dell’Unione, si aggiungono quelli assegnati dal Fondo europeo per gli investimenti, partecipato dalla Bei, negli investimenti finanziati dalla Bei partecipano anche gli stati e i privati, in Italia sostengono investimenti complessivi, in più anni, per oltre 300 miliardi di euro. In questi investimenti, la Bei ha iniziato a partecipare al rischio, offrendo anche consulenza; il piano Junker per gli investimenti sembra che abbia fatto bene alla Bei e speriamo che l’Italia sappia trarne profitto e che riesca a utilizzare questi fondi.

Abbiamo il dovere di ricordare anche le cose buone fatte dall’UE; per quanto riguarda la posizione finanziaria dell’Italia verso l’UE, bisogna ricordare che essa, per aiutare i paesi più deboli dell’Unione, versa, in linea di competenza, 3 miliardi di euro in più di quelli che riceve; invece, dal punto di vista finanziario, considerate anche le multe all’Italia e l’insufficiente utilizzo, da parte dell’Italia, dei fondi europei, esse versa 4,4 miliardi più di ciò che riceve. Su questi squilibri, la Gran Bretagna riceveva restituzioni finanziarie e l’Italia no, perché era un paese governato da europeisti assenteisti. (Per le notizie: Lorenzo Bernardi – startmag.it).

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Secondo Journal du dimanche, la scalata nel 2017 del banchiere d’affari Macron all’Eliseo, è stata finanziata soprattutto dai ricchi, perciò egli, da presidente, ha ridotto le imposte ai ricchi e le ha aumentate ai salariati e agli stipendiati; i suoi finanziatori vengono soprattutto da Parigi, poi da Londra e dalla Svizzera, meno dalla provincia francese; il che ha favorito la rivolta dei gilet gialli, però in questo sbocco ha anche giocato un ruolo il depauperamento della classe operaia, impiegatizia e dei pensionati, la disoccupazione e l’avvicinamento della Francia alla Germania. (Per le notizie: Tino Oldani – ItaliaOggi).

USA

A causa delle incertezze finanziarie, monetarie e politiche, nel 2018 le banche centrali hanno acquistato oro per complessive 681,5 tonnellate, il che rappresenta il più alto livello di acquisti dal 1971; con un aumento del 74% rispetto al 2017, la domanda rimarrà alta anche nel 2019. La banca centrale russa ha acquistato oro per 274,3 tonnellate, le riserve della Federal Reserve sono costituite per il 73,9% di oro, nella Bundesbank per il 69,2%, in Bankitalia per il 65,5%; Usa, Germania e Italia sono i primi tre paesi detentori di riserve auree.

Hanno acquistato molto oro, tra gli atri paesi, oltre la Russia, Turchia, Ungheria, Polonia e Iran.  L’oro è utilizzato, come riserva, più dalle banche centrali, che dall’industria e dalla gioielleria, se le banche centrali lo vendessero tutto, il suo prezzo di mercato crollerebbe; questi acquisti hanno anche un significato cautelativo, ma alimentano anche la speculazione, perché gli acquisti delle banche centrali ne aumentano il prezzo e le vendite un deprezzamento, dai quali, come accade con la moneta, scaturisce una sua volatilità. (Per le notizie: Francesco Bertolino – Milano Finanza).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;    viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (lunedì 28/12/2019)

ITALIA

La corte dei conti, nella seduta del 27/12/2018 ha emesso la sua relazione annuale che contiene anche i rapporti finanziari di entrate e uscita tra Italia e Unione Europea; con l’utilizzo di fondi comunitari, peraltro derivanti dai conferimenti fiscali degli stati aderenti; essa ha rilevato che nell’anno 2017, l’Italia è contribuente netto per 4,4 miliardi di euro. Sarebbero interessanti i confronti con gli altri paesi dell’UE, che non sono divulgati dall’informazione.

Sulla somma pesa la cifra di 547 milioni di euro per seconde condanne della corte di giustizia europea, per violazioni di obblighi, come ad esempio, la mancata raccolta della spazzatura; naturalmente, pesano maggiormente la restituzione di fondi europei non utilizzati, per investimenti e occupazione, e, in generale, la perdita di finanziamenti europei non utilizzati. I ritardi sono dovuti alla nostra pubblica amministrazione, in passato ai nostri politici era anche rimproverata la loro assenza nelle sedute del parlamento europeo; gli altri rappresentanti erano meno europeisti di noi, ma in Europa erano più presenti e sapevano tutelare meglio gli interessi dei loro paesi.

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Per coprire eventuali perdite bancarie dell’eurozona, la Bce chiede, in 4 anni, la ricapitalizzazione delle 38 maggiori banche dell’eurozona, con 450 miliardi di euro, di cui 95 per l’Italia. L’operazione andrebbe fatta con nuove emissioni azionarie per 60 miliardi di euro e trasformando 390 miliardi di titoli di stato in bond. Con l’operazione, ci potrebbe essere un impatto negativo sulla redditività del capitale, favorendo l’acquisizione estera di banche italiane.

I bond emessi in Italia avranno interessi più alti a causa dello spread e potrebbero aumentare gli interessi sui prestiti concessi dalle banche. La più grande banca italiana, banca Intesa, si era sempre espressa contro la ricapitalizzazione, che potrebbe anche aprile la strada alla scalata delle nostre banche da parte dello straniero. (Per le notizie: Francesco Ninfole – Milano Finanza).

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Per non cambiare l’Italia, con l’apporto determinante delle catene massoniche, sono europeisti Monti, Carli, Baffi, Mattarella, Corriere, Repubblica e televisione mainstream; dall’unità, l’Italia non è stata mai sovranista e orgogliosa della sua autonomia, è stata prima legata all’Inghilterra, poi alla Francia, alla Germania, agli Usa, ora a Bruxelles. Per gli europeisti nostrani senza cuore che ci vogliono subordinati, alleanze e vincoli esteri aiutano l’Italia.

I risultati recenti sono stati negativi e hanno favorito la speculazione a danno dell’Italia; con la crisi dell’UE, Tajani, Moscovici e altri dirigenti delle istituzioni europee sono rabbiosi con l’Italia, perché temono di perdere posizione e privilegi; diversamente dagli operai tedeschi, guadagnano oltre 20.000 euro il mese. I rappresentanti di piccoli paesi europei a basso reddito, sono europeisti per i soldi che ricevono dalle istituzioni europee; storicamente, le corti si sono sempre mosse così.

Per l’informazione, cioè stampa e televisione mainstream, il discorso è diverso, esse, direttamente o indirettamente, ricevono soldi da stato, stati esteri e privati, con apporto di capitale e pubblicità, che naturalmente servono a condizionarla e a fare propaganda. Adesso l’informazione che conta è europeista, a favore dell’immigrazione e contro il governo Lega-M5S.

Alla vigilia della prima guerra mondiale, arrivò dall’estero in Italia un fiume di denaro, destinato ai giornali, per spingerla a entrare in  guerra a favore della Francia o della Germania; si ruppe l’alleanza con la Germania e l’informazione scrisse che il cambio dell’alleanza era dovuto all’ambiguità degli italiani. Potenza del denaro e degli interessi, l’’imperatore di Germania promise al papa, in caso di vittoria, la città di Roma con un corridoio fino al mare, probabilmente il papa voleva farne un paradiso fiscale, poi Mussolini, per tutelarsi e rafforzare il regime, fece la pace con il Vaticano.

I capi delle nostre istituzioni, compensati con la carriera, il denaro o altri privilegi, prendono spesso ordini dall’estero, le leggi si fanno su commissione di UE, Chiesa, lobby, mafia e massoneria. E’ presumibile che l’Italia, con la sostituzione di uomini, cambierà veramente solo dopo le prossime elezioni europee, dopo le prossime elezioni politiche e dopo il prossimo presidente della repubblica.

Per recuperare veramente l’orgoglio nazionale, bisognerà cambiare Mattarella, Tria, Moavero e Fico, che sono europeisti e non italianisti; alcuni mandanti, dall’estero stanno ancora remando contro l’Italia. Per la faccenda Regeni, vogliono mettere l’Egitto, che è un paese amico, contro l’Italia, hanno cercato di farlo anche con la Libia. (Per le notizie: Lorenzo Lamperti – AffariItaliani.it).

EUROPA

Dopo il trattamento fiscale di favore ricevuto dalla ditta Nike dall’Olanda, per combattere l’elusione fiscale da parte delle multinazionali, la commissaria europea alla concorrenza, Margrethe Vestager, ha rilevato che l’evasione delle multinazionali nell’Unione, grazie ad accordi fiscali con i paesi, ammonta a circa 175 miliardi di euro l’anno. Pertanto, l’1 gennaio 2019 la commissione europea ha emanato una direttiva antielusione che accoglie le raccomandazioni dell’Ocse al riguardo.

Lo scopo è bloccare il trasferimento di utili verso paesi con tassazione inferiore, come Irlanda, Olanda e Lussemburgo, attuato trasferendo gli utili a una filiale estera e manipolando il prezzo delle transazioni con essa; la direttiva introduce anche limiti alla deducibilità degli interessi passivi, derivanti da prestiti ad alto interesse, da una filiale residente in un paradiso fiscale a un’altra con sede in un paese europeo ad alta tassazione.

Si vuole anche impedire la prassi delle multinazionali di avere filiali in paradisi fiscali e impedire l’attribuzione di brevetti a filiali nei paradisi fiscali, come impedire accordi con stati per ottenere vantaggi fiscali, evitando la doppia tassazione con paesi extra UE. Nel Regno Unito sono sotto indagine dalla commissione, per elusione, Nike e Ikea, per profitti trasferiti a sussidiarie o fondazioni esenti da imposte, attraverso operazioni infragruppo, come pagamenti d’interessi e royalities.

A causa di questa elusione, l’Italia, con la web Tax, ha fatto pagare a Google la modesta cifra di 306 milioni di euro e nel 2016 anche la commissione europea ha sanzionato Apple per 13 miliardi d’imposte non pagate, tramite due sussidiarie in Irlanda, non tassabili per il fisco Usa perché registrate in Irlanda. Tutti i profitti delle vendite UE erano registrati a Dublino, sottoposti a imposizione solo in minima parte perché attribuiti a una sede centrale esistente solo sulla carta.

Nella tassazione alle imprese esiste una forte disparità tra i paesi UE, con diversi regimi di deduzione d’interessi e ammortamenti e con una struttura diversa del capitale, in parte a debito e in parte azionario; inoltre, è difficile raggiungere accordi  di cooperazione e ragionevolezza con i paradisi fiscali extracomunitari, perciò bisognerebbe minacciarli d’invasione, ma la classe dirigente italiana e dell’UE è contraria perché è ufficialmente pacifista.

Nel 2016 le imposte pagate in UE dai giganti dell’hi-tech sono state molto inferiori a quelle pagate in Usa, perciò Trump ha fatto un taglio alle imposte alle imprese dal 35% al 21%, con il 15,5% sui profitti offshore. Trump ha anche voluto che per le imposte vigesse la competenza territoriale, cioè le imposte andrebbero pagate dove si producono gli utili (per la nostra televisione, Trump ha solo ridotto le imposte alle grandi imprese. (Per le notizie: Lorenzo Sala – Financial Times – Il Sole24 ore).

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Hanno detto Alessandro di Battista, Luigi Di Maio e Giorgia Meloni che, fino a che non sarà abolito il franco CFA, gli africani impoveriti continueranno a scappare dalle ex colonie francesi d’Africa, accusando la Francia di politica neocolonialista; il franco CFA, che non turba la commissione europea, fu introdotto nel 1945 in 14 paesi africani, ed è gestito  dal Tesoro francese, con un cambio fisso con l’euro.

Questo franco ha recentemente garantito la stabilità dei prezzi, ma ha lasciato nelle mani francesi il signoraggio monetario, anche le riserve valutarie di questi paesi sono depositate, per lo più, presso il Tesoro francese, si tratta di circa 10 miliardi di euro. Il franco CFA è accusato di non favorire lo sviluppo di quei paesi, anche perché, come accade con l’euro, non possono svalutarlo, ma favorisce gli investimenti francesi in questi paesi e non le esportazioni delle loro merci.

Macron ha detto che nessun paese africano ha chiesto la soppressione del franco CFA, non è vero e la classe dirigente delle colonie, generalmente, prende ordini dai colonizzatori (accade anche in Italia), e fornisce loro anche truppe in guerra, questo  accade anche con il Commonwealth britannico. Dal 6/12/1945 14 colonie francesi d’Africa occidentale e centrale hanno il franco CFA, come valuta prima legata al franco francese e poi all’euro, il 65% delle riserve valutarie di questi paesi è depositato presso il Tesoro francese, per essere utilizzate ci vuole l’autorizzazione di Parigi; a questi stati africani, si aggiungono le isole Comore dell’oceano indiano; invece le colonie francesi del Pacifico hanno il franco CFP.

Tra le colonie francesi, nel 1982 solo le Isole Ebridi hanno abbandonato il franco coloniale per una loro valuta. Le due zone d’Africa, con franco FCA, quella occidentale e quella centrale, hanno formalmente due banche centrali, comunque dipendenti dal Tesoro francese, ma le loro valute non sono tra loro convertibili. Le autorità francesi partecipano alla definizione della politica monetaria delle due zone; questi paesi, quando il franco CFA era legato al franco, si avvantaggiavano delle svalutazioni del franco, ora con l’euro, più stabile, hanno perso questa possibilità, perdendo anche in competitività.

Invece la Gran Bretagna, anche con il Commonwealth, non ha aderito all’euro e nel 1947 ha consentito all’Egitto di abbandonare la sterlina, poi l’hanno fatto altre 54 sue colonie, l’ultima è stato il Brunei nel 2001; evidentemente, la sovranità monetaria è vantaggiosa, per i paesi che possono rivendicarla. Le colonie francesi hanno, a volte, richiesto di abbandonare il franco CFA, l’ultimo è stato il Ciad, confinante con la Libia, perciò i servizi segreti francesi hanno fornito armi al gruppo terroristico islamico Boko Haram, legato a Daesh.

Ad agosto del 2018 il presidente del Ciad, Idriss Deby, voleva introdurre una sua moneta, perciò Boko Haram ricevette altre armi francesi, a intercettarle furono le forse dell’ordine del Camerun, che arrestarono anche due cittadini francesi; Boko Haram colpisce solo le ex colonie francesi dotate di franco CFA. La nostra informazione, come al solito, al servizio dello straniero, fornisce solo mezze notizie e l’altra metà è rimpiazzata dalla propaganda, in questo caso a favore della Francia.

Il 31/10/2010, in Costa d’Avorio, vinse le elezioni presidenziali Alassane Quattara, contro il vecchio presidente Laurent Gbagbo, sostenuto dalla Francia che, per mantenere lo status quo, intervenne su mandato dell’ONU, fra l’altro zelante anche contro l’Italia e a favore dell’immigrazione in Italia, come Francia, papa e Soros; per conseguenza, Gbagbo fu rovesciato e recluso come prigioniero politico nel suo paese.

Si era mosso contro Chirac, Sarkozy, Hollande e Macron, perché voleva tutelare gli interessi economici del suo paese, opponendosi anche alle privatizzazioni a favore dei francesi. Nelle colonie francesi d’Africa, i francesi hanno il controllo dell’economia, sono i primi fornitori e i primi clienti, controllano banche, acqua potabile, elettricità, edilizia, trasporti, porti, telefoni, tabacco e petrolio.

Finalmente, un governo italiano ha chiesto alla Francia la restituzione di 30 terroristi italiani rifugiati in quel paese, i governi precedenti non l’hanno fatto, forse perché ne hanno protetto la fuga; sono stati accolti e protetti dalla Francia che li controllava, infatti, non si può bussare alle porte che non ti aprono. (Per le notizie: Francois Hollande – ItaliaOggi.it - ilpost.it).

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L’Unione europea è investita dalla crisi e la produzione industriale tedesca è calata del 4,7%, la Germania, con le esportazioni, ha perseguito un programma mercantilista e, per abbattere il debito pubblico dei paesi UE, per essa da alimentare solo in guerra, ha puntato sul contenimento salariale, degli investimenti pubblici e delle spese per la sanità e le pensioni; in tale quadro, la Bce è stata più interessata al controllo dell’inflazione che all’occupazione, ora obbliga le banche alla copertura dei crediti deteriorati fino al 100% del loro ammontare, appesantendo il loro bilancio.

Invece la Cina, temendo il calo del commercio internazionale, poco preoccupata per il deficit e il debito pubblici, per favorire i consumi, vuole aumentare i salari, abolire le tasse sui salari e ridurre le imposte alle piccole imprese, vuole aumentare gli investimenti pubblici e favorire i prestiti alle imprese produttive; in Usa, che hanno deficit e debiti cronici, per stimolare il mercato interno, si riducono le imposte alle imprese, si concedono incentivi per il ritorno d’industrie in Usa e si aumentando i salari.

La gestione della crisi da parte di Bruxelles, ha spaccato l’Europa tra paesi creditori e paesi debitori, ha negato gli stimoli fiscali interni e i paesi dell’UE soffrono della perdita della loro sovranità monetaria, perché gli stati sovrani si sono sempre finanziati con i dazi e con la moneta. L’Unione Europea dovrebbe avere una politica fiscale omogenea, con funzioni anticicliche; per stimolare l’economia, dovrebbe favorire gli investimenti e combattere la disoccupazione, gli investimenti pubblici non dovrebbero essere calcolati nel deficit di bilancio dello stato. (Per le notizie: Claudio Conti – contropiano – sinistrainrete).

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Tralasciando le mezze notizie e la propaganda dell’informazione e di alcuni storici di corte, i trattati internazionali sono fonti di diritto come le costituzioni, gli stati hanno sempre fatto trattati di amicizia, poiché hanno tre facce, a questi trattati aggiungono anche protocolli segreti che affermano cose diverse. Secondo le convenienze del momento, spesso questi trattati sono violati, abbandonati o traditi, del resto, gli stati lo fanno anche con le loro costituzioni interne.

Violando i trattati UE, il recente trattato di Aquisgrana, antica capitale del sacro romano impero, a direzione franco-germanica, senza ufficialmente debordare dal trattato nord atlantico del 4/4/1949 e senza denunciare i trattati dell’Unione Europea, prevede, tramite consultazioni, la cooperazione e il coordinamento, tra Francia e Germania, in politica estera, sicurezza, economica, monetaria, fiscale e militare.

Con un programma comune di difesa, è rafforzata la cooperazione militare reciproca, potenziando l’industria della difesa e creando un consiglio comune per la difesa; i due stati, facendo seguito a precedenti accordi internazionali, s’impegnano alla protezione dell’ambiante e alla ricerca energetica. Puntano a creare una zona economica comune franco – tedesca e a cooperare sul piano legislativo e nel campo della ricerca e dell’innovazione.

Il trattato promuove l’insegnamento reciproco di francese e tedesco, creando, in materia d’informazione, un Erasmus di alti funzionari reciprochi. Germania e Francia vogliono essere il locomotore del treno dell’UE, gli altri stati si dovrebbero far trascinare; l’accordo punta anche su una difesa comune europea. Le reazioni negative della pubblica opinione italiana, in maggioranza euroscettica, non sono nate dal fatto che l’Italia si è sentita esclusa dal patto, ma dal fatto che i due paesi hanno spesso cercato di calpestarla.

Ci sono stati anche vertici bilaterali annuali tra Francia e Italia, Mattarella è un patito della Francia, perciò nel settembre del 2017 ci fu un summit, detto del Quirinale, e si è anche pensato a un trattato tra Italia e Francia. Speriamo che non si faccia; anche se i governi italiani, collaborazionisti dello straniero, hanno sempre fatto trattati sbilanciati contro gli interessi dell’Italia.

In questo momento, l’Italia deve tenersi stretti gli Usa e al Nato, non perché sono stati sempre diligenti, ma perché sono il male minore per l’Italia, che non potrebbe mai pesare in UE come Francia e Germania, a prescindere da quello che dicono i trattati, perché la si vuole paese subalterno e schiavo da sfruttare. Al momento Francia e Italia potrebbero coordinarsi in sede europea, per una maggiore flessibilità dei loro bilanci, ma alla Francia le cose fanno bene così come sono, perché la commissione europea non vede gli sforamenti francesi e i deficit di bilancio e commerciali francesi sono coperti da acquisti di titoli pubblici francesi da parte della Germania.

La comunità franco-tedesca, prevista dal trattato di Aquisgrana di gennaio 1919, unisce due stati non omogenei, però anche le regioni degli stati non sono omogenee; nel 2017 la Germania ha avuto un avanzo commerciale di 41 miliardi di euro con la Francia e possiede 427 miliardi di euro di titoli pubblici francesi, che alleviano deficit di bilancio e il debito commerciale francesi; poi la Germania fa dell’allarmismo sul debito estero italiano che è la metà di quello francese.

In confronto, il disavanzo commerciale Usa con la Germania è di 50 miliardi, però il Pil Usa è sei volte più grande di quello francese; la forza delle esportazioni tedesche è derivata dal basso costo del lavoro e dalle subforniture estere. La cooperazione industriale franco-tedesca include l’Airbus, costruito in Francia, Germania e Gran Bretagna; però, le progettate fusioni di aziende dei due paesi non sempre hanno avuto fortuna, nel settore nucleare, telefonico, ferroviario e automobilistico, le imprese tedesche del settore non hanno  ben visto  nemmeno la fusione tra Fincantieri e STX.

Il Trattato di Aquisgrana si riallaccia alla proposta di comunità di difesa europea degli anni cinquanta, sabotata dalla Francia, con esso si mette in comune la forza nucleare francese con gli attivi commerciali tedeschi, che servono a ripianare deficit di bilancio e debito pubblico francese. Questo trattato supera la sfera economico-commerciale, ma ha un significato soprattutto militare, anche nella relativa ricerca, indebolisce l’Unione Europea e ne accelera il processo di disgregazione.

La Germania si schiera contro gli Usa che minaccia i dazi le sue esportazioni e attenta alla sovranità franco-tedesca sull’Europa, in prospettiva, vuole allontanare gli Usa dall’Europa;  il trattato propone una forza d’intervento franco-tedesca e, con la probabile ammissione della Germania al consiglio di sicurezza dell’ONU, sulla stampa tedesca si comincia a parlare di dotare il paese di una potenza nucleare, violando con ciò il trattato di non  proliferazione nucleare del dopoguerra.

Del resto, i trattati li violano tutti, ma la Germania critica solo l’Italia di violarli; questo trattato di Aquisgrana ha un significato soprattutto per l’Italia, che ha un‘industria militare di alto livello e il suo popolo, diversamente dai suoi dirigenti, rifiuta l’asservimento a Francia e Germania; per contenere l’Italia e rimetterla nei ranghi, Macron e Merkel si sono opposti alla cessione dei cantieri navali francesi Stx a Fincantieri. (Per le notizie: Jean Pierre Dernis – Guido Salerno Aletta – Tino Oldani -startmag.it).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (21/1/2019)

ITALIA

Il varo del provvedimento governativo, per l’introduzione congiunta della quota cento sulle pensioni e reddito di cittadinanza per i poveri, previsti dal contratto di governo, suscita delle perplessità, soprattutto riguardo al secondo intervento; infatti, più che oneroso, sembra troppo generoso. Anche con gravi sanzioni penali, si temono abusi perché l’amministrazione italiana non fa controlli.

Da vari segnali, sembra che l’economia europea e italiana potrebbero andare verso la stagnazione o la recessione, la crescita del Pil e la produzione rallentano, perciò sarà difficile che la disoccupazione possa diminuire. Secondo il suo progetto, il reddito di cittadinanza è nato, non come misura assistenziale, ma per favorire, con i centri per l’impiego, l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

Un reddito minimo, per ragioni sociali, doveva essere introdotto, a favore di poveri e disoccupati, ma con la recessione, potrebbero arrivare gli esuberi che ingrosseranno la platea di disoccupati che chiedono il reddito di cittadinanza; perciò l’istituto si trasformerà in misura assistenziale. Alcuni faranno la domanda per il beneficio e intanto lavoreranno in nero.

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La cassa di risparmio di Genova è andata in crisi perché il suo presidente Bernaschi, che è stato condannato, con l’aiuto di banche offshore e paradisi fiscali, aveva distratto fondi per l’arricchimento personale. Trattasi di una replica di quanto successo a MPS, aiutata, per il suo salvataggio, da miliardi di euro di aiuti di stato; per Carige, la Bce ha richiesto la ricapitalizzazione, naturalmente ancora con i soldi dello stato italiano.

Dal 2008 a oggi gli stati dell’UE, per coprire le perdite su crediti delle banche europee, hanno pagato 1.400 miliardi di euro, con quei soldi si poteva fare un piano gigantesco d’investimenti pubblici, invece lo stato ha tolto alla CDP anche 250 miliardi di euro di risparmio postale, prima destinato agli investimenti dei comuni; per il ministro Savona, sono velleitarie le richieste della BCE che vogliono un aumento di capitale delle banche.

Socio al 27,5% della Carige é la famiglia Malacalza, che ha intenzione di adire la corte di giustizia europea per danni alla Carige e alla sua famiglia; intanto ha spedito lettere a Bce, Bankitalia e Consob. Carige, con un piano concordato con la Bce, doveva aumentare il capitale ma i bond relativi sono stati rifiutati dal pubblico, timoroso per la sorte della banca, perciò il prestito è stato sottoscritto dal Fondo interbancario di garanzia. Pertanto, Malacalza chiede alla Bce anche documentazioni e spiegazioni sul provvedimento di commissariamento della sua banca. 

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Matteo Salvini ha criticato la Bce per la sua politica indiscriminata, anche contro banche sane, tesa a ridurre i crediti deteriorati delle banche, che hanno favorito la speculazione, reso più difficile la ricapitalizzazione, perché i clienti si sono allontanati e colpito risparmi, capitale delle banche e reso più instabili le banche colpite. La Bce ha denunciato altri crediti deteriorati del MPS e ha chiesto a tutte le banche di azzerare, in sette anni, i crediti deteriorati, molti dei quali sono ceduti alla finanza speculativa.

Questi sono già in parte ammortizzati dai fondi svalutazione crediti e le banche sono sorrette dalle crisi dal fondo interbancario di garanzia; a causa dell’azione della Bce, MPS è stato sospeso dalle quotazioni per eccesso di ribasso e ha sofferto della fuga di clienti.  Per la Bce, su MPS pesano anche troppi BTP in portafoglio, i quali però sono generalmente appetibili per italiani e banche italiane e straniere e sono stati sempre rimborsati dallo stato italiano.

Bce chiede accantonamenti e cessione di crediti deteriorati e BTP, a vantaggio di speculatori e accaparratori, per conseguenza, le banche colpite riducono gli utili, svalutano il capitale, aumentano le coperture assicurative ai crediti e svalutano i crediti deteriorati. Nel sistema bancario italiano pare che esistano 37,5 miliardi di euro di sofferenze, che dovranno essere gradualmente svalutate, ma ne arriveranno altre perché c’è sempre chi non paga i debiti e in banca chi paga, con una maggiorazione dell’interesse, paga anche per chi non paga.

Banca Intesa, la prima banca italiana, non ravvisa impatti significativi nei provvedimenti della Bce e ha un piano di copertura dei creduti deteriorati; l’Unione bancaria ha alimentato la crisi del sistema bancario, ha indirettamente colpito risparmi e capitale proprio delle banche; in precedenza, il sistema bancario italiano era quello che aveva resistito meglio alla crisi bancaria del 2008; afferma Salvini che l’atteggiamento della Bce è sicuramente prevaricatore e foriero di ulteriori crisi bancarie e di regali alla speculazione. (Per le notizie: Fernando Soto – Startmag).

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Le spread cala e all’ultima asta dei Bot a 12 mesi, c’è stata una richiesta superiore all’offerta, cioè 10,7 miliardi di euro invece di 7, anche con un interesse in calo dello 0,285%, gli acquirenti hanno acquistato più Bot che analoghi titoli tedeschi con rendimento negativo. Le banche italiane li usano come garanzia per prestiti a 4-5 anni, allo 0,15%, presso la Bce, tra questi, i prestiti Titro sono destinati all’economia reale.

Altra garanzia dei Bot è data dal fatto che, con eventuale uscita dall’euro, i prestiti sarebbero sempre rimborsati in euro. Entro marzo 2021 andranno in scadenza 740 miliardi di euro di finanziamenti Titro, un terzo dei quali a istituti bancari italiani, che perciò acquistano Bot, come garanzia collaterale, per il rinnovo del finanziamento. Questa situazione si è creata anche perché la Bce ha imposto la svalutazione dei crediti deteriorati e perciò alcune piccole banche italiane, non quotate, fanno fatica a trovare sottoscrittori per le loro obbligazioni..

Recentemente Piazza Affari, al netto del rally di borsa, ha segnato una performance rispetto alle altre piazze finanziarie, le banche italiane vedono aumentare le quotazioni dei loro titoli e i BTP sono premiati dai mercati; il rendimento dei BTP di nuova emissione cala e le relative aste trovano tutte collocazione. La borsa di Milano sembra la migliore piazza azionaria in Europa, l’indice FTSE Mib è percorso da un’ondata rialzista, in contropartita, i bund tedeschi, a causa delle incertezze economiche della Germania, hanno avuto un modesto rialzo del rendimento.

La banca d’Italia, pur non essendo organo costituzionale dello stato, ma una società privata, più indipendente del parlamento dal Quirinale, è tuttavia vicina ai mercati e all’opposizione; essa vuole essere precisa, ma sbaglia spesso le previsioni e ora  prevede tempi bui per l’Italia. Il governo aveva previsto un aumento del Pil dell’1% per il 2019, ma la banca afferma che aumenterà solo dello 0,6%.

E’ bello giocare con i numeri che sono magici e che spesso, a consuntivo, non collimano con le previsioni; infatti, con la decrescita della popolazione e con l’emigrazione italiana verso l’estero, il Pil pro capite italiano, in termini reali, potrebbe anche aumentare dell’1% e quello nominale pro capite, che tiene conto dell’aumento dei prezzi, anche del 2%. Istat e bankitalia amano essere precisi, ma in queste cose è meglio aggiungere la parola circa.

Comunque, visto il calo demografico, l’immigrazione compensativa dall’estero andrebbe sempre regolata secondo le necessità del mercato del lavoro italiano, il che, vista la crisi economica perdurante, richiederà del tempo per un intervento oculato da parte del governo. (Per le notizie: Vito Lops - Ilsole24ore – Giuseppe Sersale – Startmag).

EUROPA

Poiché l’UE rischia un progressivo impoverimento, l’Italia ha chiesto una riforma dell’architettura istituzionale dell’UE, dei suoi trattati interni, della sua politica e della sua legislazione; perciò, gli euroburocrati e i politici impiegati nelle istituzioni europee, temendo di perdere il loro posto, sono in allarme: Il ministro Savona ha chiesto un fondo salva stati, il M5S, per risparmiare, ha chiesto di chiudere la sede di Strasburgo e i francesi hanno chiesto un fondo europeo contro la disoccupazione.

La crescita è bassa, la disoccupazione è alta e i salari crescono poco, secondo The Economist, i debiti sovrani e la crisi finanziaria iniziata nel 2008, hanno iniziato a segnare la fine dell’euro; con la sua politica, l’UE ha ridotto del 25% il Pil della Grecia e la Germania si rifiuta ancora di pagare i danni di guerra a questo paese impoverito. La BCE, prima di Draghi, ha praticato una politica monetaria restrittiva, che ha favorito la recessione e non ha reagito prontamente al crash finanziario del 2008 e la commissione europea ha raccomandato ai paesi l’austerità di bilancio.

Gli squilibri commerciali interni, contro lo spirito dei trattati che non li volevano, hanno diviso i paesi europei tra creditori e debitori, dirottando le eccedenze monetarie tedesche in attività finanziarie speculative. L’UE non ha una politica fiscale comune di tipo anticiclico, tesa agli investimenti pubblici e all’occupazione; contro l’Italia, la commissione ha cavalcato la spinta della speculazione.

The Economist afferma che la crisi economica è ancora in atto, il che mette a rischio la sopravvivenza dell’eurozona, ma in Italia gli europeisti negano questa realtà e incolpano di tutto il governo gialloverde. Per uscire da questa situazione, occorre una riforma dell’architettura istituzionale, della legislazione, dei trattati interni e della politica dell’UE, anche se con la contrarietà di europeisti dogmatici, di singoli paesi dell’UE, della commissione e della Bce. Comunque, non vero, come amar ripetere il PD, che l’Italia è isolata in Europa.

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Le materie prime, soprattutto petrolio, gas, grano e soia, hanno prezzi fluttuanti influenzati dalla speculazione che opera nei contratti a termine, ma anche dal ciclo economico, nel senso che il prezzo aumenta quando l’economia cresce e diminuisce quando rallenta; un aumento del prezzo delle materie prime era previsto per il 2018 ma ora è previsto per la metà dell’anno 2019.

Anche le guerre commerciali incidono sul prezzo, gli Usa esportano in Cina un terzo della loro produzione di soia, ma la Cina, reagendo ai dazi americani, ne ha sospeso l’importazione e perciò gran parte della produzione Usa è rimasta accatastata nel Midwest, con riflesso sul suo prezzo. Anche il prezzo del petrolio è volatile e, in questi anni, il prezzo del barile è andato da 58 a 86 dollari al barile, perciò l’OPEC minaccia di tagliare la produzione, il prezzo del gas è legato al prezzo del petrolio. Da considerare anche che, nelle materie prime, esistono anche grandi scorte da smaltire, che possono giocare un effetto anticiclico sui prezzi.

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La magistratura contabile europea della corte dei conti, ha denunciato che la BCE di Francoforte, che vigila per prevenire e risolvere le crisi bancarie, non risponde alle sue richieste d’informazioni rilevanti, com’è suo diritto viste le crisi bancarie; così facendo, mette da parte la trasparenza, si giustifica affermando che alcune di esse hanno carattere confidenziale. Ci chiediamo a chi Draghi risponda effettivamente.  

La BCE monitora costantemente le banche, però non vuole poteri di controllo sulla sua attività, nella vigilanza della BCE esistono anche conflitti d’interesse; eppure la Corte ha dichiarato di non voler interferire nella sua gestione e che le informazioni richieste servono all’espletamento delle se funzioni perché la gestione bancaria presenta rischi notevoli per i bilanci pubblici. La vigilanza bancaria è stata sottratta alle banche centrali degli stati e conferita alla BCE che, ritenendosi indipendente, non vuole essere vigilata dalla corte dei conti; i soci della BCE sono le banche centrali dell’eurosistema, e i soci di queste sono le banche maggiori. (Per le notizie: Michele Arnese – Startmag).

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Le banche centrali, dopo anni di politiche monetarie espansive volte a mitigare la crisi del 2008, adesso hanno deciso di fare una politica monetaria più restrittiva, elevando i tassi e creando meno moneta; però Trump, contro l’indirizzo della Riserva Federale, diretta da Jerome Powell, teme che questa politica possa penalizzare la produzione industriale americana in ripresa.

Powell, in questo momento, è contro una politica monetaria espansiva, contro l’aumento del debito pubblico e contro l’apoteosi della finanza internazionale. Il 31/12/1918 in UE è finita la politica del QE della Bce e, con la riduzione degli interessi sul debito pubblico, ne hanno beneficiato la finanza pubblica e la finanza privata, ma non la crescita dell’economia reale. (Per le notizie: Christian Marazzi – tysm – sinistrainrete).

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Olivier Blanchard, dirigente dell’FMI, afferma che il debito pubblico, come quello di famiglie imprese, se è ben investito, può essere occasione di sviluppo, afferma anche che la Grecia è stata massacrata dalle imposizioni della Troika; però, per chi difende l’austerità, se la realtà non corrisponde alla teoria, è la realtà che è sbagliata. Blanchard afferma che, quando il tasso di crescita di un paese è superiore al costo del suo debito pubblico, il debito si riduce senza bisogno di austerità, cioè senza di tagli alla spesa e senza aumenti d’imposte.

Dal 1950 in Usa, Giappone, Europa e GB l’aumento del Pil ha superato il costo del debito, purtroppo, dal 2008, con la crisi finanziaria, le cose sono cambiate; Blanchard afferma che l’ossessione per il debito pubblico è sbagliata e che sono sbagliate le regole europee per contrastare la crisi, le quali hanno fatto uscire l’Italia dai binari dello sviluppo.

Se fosse possibile, bisognerebbe rompere, con un referendum, la gabbia dell’Unione Europea, denunciando i trattati europei, il discorso vale per i paesi, come la GB, che se lo possono permettere, avendo conservato un briciolo di sovranità; l’UE è nata su un progetto dell’élite e, in subordine, per contrastare le conseguenze dell’inconvertibilità del dollaro in oro nel 1971.

Le classi dirigenti europee non hanno mai sottoposto il disegno dell’Unione Europea al voto dei cittadini e quando la sua costituzione è stata sottoposta nel 2005 a referendum in Francia e Olanda, è stato bocciata. A decidere i trattati sono i governi degli stati, traditori dei cittadini, riuniti nel consiglio dei ministri europeo, poi i trattati sono ratificati dai parlamenti nazionali.

I trattati internazionali prevedono obblighi che discendono sui cittadini senza loro consenso, quelli europei operano con regolamenti, direttive e raccomandazioni; i regolamenti sono generali e obbligatori, le direttive lasciano più libertà di scelta, cioè Bruxelles decide l’obiettivo da raggiungere e i Parlamenti nazionali ne decidono i modi. Ciò ha consentito di accentrare le decisioni in mano a governi, commissione e Bce, che non rispondono ai parlamenti e nemmeno ai cittadini.

L’UE innova le leggi di tutti i paesi aderenti e l’articolo 75 della costituzione italiana non consente un referendum contro i trattati internazionali come quelli che reggono l’Unione, sottraendo potere decisionale al parlamento nazionale, che rappresenta i cittadini, e ai cittadini medesimi. Anche i poteri di controllo del parlamento europeo sono ridotti.

Jared  Bernstein ha affermato che si è data troppa importanza al debito pubblico, mentre è importante la ragione per la quale si fa il debito, infatti, non si può fare debito per togliere le tasse ai ricchi e si può fare per investimenti pubblici. Comunque c’è chi è a favore dell’austerità espansiva, affermando che tagliare la spesa pubblica, stimola la crescita, ma è stato smentito da Olivier Blanchard; infatti,m la spesa pubblica può creare anche domanda occupazione e aumento del Pil.

Tutti hanno bisogno di tempo per capire quello che succede e perciò qualche economista si sta ravvedendo. Bruxelles ha imposto politiche di austerità che hanno liberalizzato il lavoro, privatizzato la sanità e i servizi pubblici, innalzato l’età pensionabile; ha voluto il sostegno alle banche e ridotto quelli ai comuni, trasferendo il controllo dei bilanci statali a Bruxelles. Le raccomandazioni di Bruxelles derivano da un’oligarchia occulta, l’Italia non può continuare a sottostare al diktat di un’oligarchia, per lo più straniera, che decide le entrate e le uscite dello stato. (Per le notizie: Carlo Clericetti – soldi e potere – Franco Russo – euro stop . sinistrainrete).

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In dieci anni vari paesi europei, con la corruzione di funzionari o in cambio d’investimenti, hanno venduto a stranieri 133.000 passaporti o la residenza; in tal modo, sono arrivati russi, libanesi, turchi, brasiliani, venezuelani, sudafricani, cinesi, ucraini, kazaki, uzbeki, bielorussi, azerbaigiani e sauditi. I paesi europei destinatari sono Cipro, Irlanda, Malta, Spagna, Portogallo, Inghilterra, Lettonia, Ungheria e Bulgaria; poiché questo commercio può comportare corruzione, evasione fiscale e riciclaggio mafioso, l’Unione Europea ha invitato i paesi a fare controlli sui richiedenti ma, grazie al potere dei soldi, senza risultato; cioè, generalmente, gli stati d’arrivo non fanno controlli sugli arrivati.

Il Portogallo garantisce anche esenzione fiscale ai pensionati, Malta respinge gli extracomunitari ma non i ricchi, del resto anche l’Australia accetta solo i ricchi. Il governo maltese promuove la vendita di cittadinanza, la società di consulenza scozzese, con sede in Jersey, Henley & partners, con 25 uffici nel mondo, si occupa di vendita di passaporti maltesi, con l’impegno a fare investimenti a Malta. (Per le notizie – Roberto Galullo – ilsole24ore).

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Senza approvazione degli altri paesi UE e degli Usa, il 22/1/2019   e Germania, facendo seguito al trattato dell’Eliseo del 1963, firmeranno un trattato, di 28 articoli, per l’integrazione franco tedesca; con convergenze in politica estera, difesa, sicurezza, ricerca e armamenti. Sarà creato un consiglio di difesa franco-tedesco, con la richiesta di fare la Germania membro permanente del consiglio di sicurezza dell’Onu.

Dopo la rivolta anti Macron dei gilet gialli, a causa di questo trattato, Marine Le Pen ha accusato di Macron di alto tradimento e di vendere la Francia alla Germania; tutto questo avviene alla vigilia del rinnovo del parlamento europeo che così, con qualsiasi maggioranza, è destinato a contare sempre di meno. (Per le notizie: Tino Oldani – startmag).

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Nel settore ferroviario europeo vi è il progetto di fusione tra la tedesca Siemens e la francese Alstom, pretestuosamente presentato per fronteggiare la concorrenza cinese e americana; l’Antitrust europea segue il caso come la concentrazione Fincantieri-Stx. A difesa della concorrenza è intervenuto il commissario signora Vestager, la quale nel 2015 intervenne contro la fusione di quattro piccole banche italiane, però il consorzio Airbus, retto da francesi e tedeschi, fu approvato; perciò Financial Times afferma che le regole dovrebbero valere per tutti. .

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I trattati di libero commercio TTIP e Ceta, tra Usa, Canada e UE, non sono stati definitivamente archiviati perché le trattative sono ancora in corso, la commissione europea continua a trattare, ma il Congresso Usa afferma che l’accordo ci sarà solo inserendo in esso l’agricoltura. Trump vuole l’abbattimento delle barriere doganali europee sui prodotti agricoli e l’eliminazione del divieto a importare gli Ogm.

Dopo il blocco delle importazioni cinesi di soia, come ritorsione ai dazi americani, in barba ai paesi dell’UE, un accordo informale di luglio scorso, tra Junker e Trump, ha fato aumentare l’importazione di soia Ogm dagli Usa. Solo a queste condizioni Trump revocherebbe i dazi americani del 25% sulle auto europee importate, che sono, soprattutto tedesche. L’attuale maggioranza di governo italiana è sempre stata contro Ttip e Ceta, se con il parlamento non cambierà linea, inevitabilmente, come avviene nel gioco della politica, sarà attaccato dall’opposizione (Per le notizie: Monica Sisto – Il Fatto Quotidiano).

Nunzio Miccoli  www.virusibertario.it;    viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (14/1/2019)

EUROPA

Da novembre 2017, gli ordini all’industria tedesca sono diminuiti del 4,3%, sono diminuiti del 3,2% gli ordini dall’estero e dell’11,6% quelli dell’eurozona, è il segno di una recessione mondiale; i maggiori paesi esportatori, cioè Cina e Germania, per il 2019, hanno rivisto al ribasso le previsioni di crescita.

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L’Esma, l’autorità di vigilanza europea sui mercati finanziari, ha pubblicato il suo rapporto annuale sui derivati, questo afferma che, a fine 2017, il mercato europeo dei derivati è stato pari a 660.000 miliardi di euro, dei quali 542.000, i più rischiosi, sono stati contrattati fuori dei mercati regolamentati, cioè fuori banca. Il Pil dell’eurozona è pari a circa 15.000 miliardi di euro e si stima che nel 2020 dovrebbe diminuire, esso rappresenta il 2,2% dei derivati europei.

La banca dei regolamenti internazionali, che ha sede a Ginevra, su questa materia, si serve di dati forniti dalle banche centrali, in base a questi, alla fine del 2017, ha stimato che i  derivati mondiali ammontavano a 622.000 miliardi di dollari e che il mercato dei derivati europei sarebbe un quarto del totale; cioè, i due dati sono discordanti.

La durata di questi contratti è generalmente inferiore a un anno, quelli sulle monete sono il 12%, quelli legati ai tassi d’interesse sono il 69%, il 19% è legato alle materie prime, cioè petrolio, gas e grano, sono i cosiddetti futures o contratti a termine; alcuni  enti pubblici italiani hanno stipulato quelli legati all’interesse e il Tesoro è dovuto intervenire per ripianare le loro perdite. Questi contratti a rischio o scommesse speculative, sono stipulati da società d’investimento e da banche; il 33% dei derivati è stipulato in dollari, il 28% in euro e l’11% in sterline.

I principali mercati europei dei derivati sono Londra, Francoforte e Parigi, la City di Londra, con le attività finanziarie complessive, produce il 12% del Pil inglese. Tra le 12 maggiori banche internazionali impegnate in questo tipo di speculazioni, 9 sono europee, la prima è Deutsche Bank; a causa di questo quadro, sembra che le maggiori banche europee si stiano allontanando dalla speculazione e pensano di rilanciare il credito commerciale per lo sviluppo. (Per le notizie: Mario Lettieri e Paolo Raimondi – startmag.it).

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Francia e Germania hanno deciso di contrastare insieme l’acquisizione, da parte del cantieri italiani Fincantieri, dei cantieri francesi STX; come succede ai sottoposti subordinati, la commissione è europea ha sposato la loro linea, sostenendo che l’operazione nuoce alla concorrenza nel settore delle navi da crociera, perciò l’Antitrust europea è chiamata a intervenire. E’ la solita politica di figli e figliastri, invece all’Airbus, a controllo franco tedesco, pare che vada tutto bene; purtroppo. l’Italia è in queste condizioni perché i suoi massimi dirigenti sono filotedeschi o filo francesi e Francia e Germania,  dominare l’Europa, hanno fatto cartello e la Francia fa da coperchio alla Germania.

Dopo l’aggiudicazione all’asta dei cantieri navali Stx a Fincantieri, prima controllati dai coreani con una partecipazione del 66%, il governo francese di Valls lasciò all’Italia la maggioranza del capitale, ma il 27.7.2017, il nuovo governo Macron nazionalizzò Stx, lasciando a Fincantieri il 50% della società, più un prestito francese revocabile dell’1%.

Un accordo simile è stato fatto con il governo americano dalla Fiat, che in pratica è servito a far emigrare la Fiat in Usa; contemporaneamente, tra Francia e Italia, si decise di costituire una joint venture per la costruzione di navi militari, tra Fincantieri e Naval Group; oggi la Germania ospita il più grande competitore europeo di Fincantieri, cioè Meyer Werft.

L’Unione Europea, cioè la Francia e la Germania, vuole costruire una difesa europea e un’industria europea della difesa, speriamo che l’Italia ne resti fuori; in Italia, il settore ha 200.000 dipendenti ed esporta molto, l’industria italiana, se protetta da governi lungimiranti, invece che svenduta dai nemici nostrani dei sovranisti, potrebbe essere protagonista in Italia e nel mondo. Gran parte del commercio tra Usa e Italia, riguarda prodotti ad alta tecnologia.

La Francia compra piccole imprese italiane, acquisisce i loro brevetti, chiude i loro  impianti in Italia e li trasferisce in Francia, per la fusione tra Essilor-Luxottica, ha voluto la sede a Parigi e la quotazione azionaria solo a Parigi, sospendendo quella che Luxottica aveva a Milano; con questa fusione, gli azionisti italiani pagheranno imposte del 35% sugli utili modesti, alla Francia e all’Italia, perciò si libereranno delle azioni e così il gruppo rimarrà nelle mani francesi.

Invece la Germania, che compra aziende italiane, le lascia in Italia. Macron, come un feldmaresciallo, afferma che Di Maio deve rispettare la Francia (che ha la force de frappe) e non deve sostenere la rivolta dei gilet gialli; probabilmente, nella sua ignoranza, dimentica che la Francia concesse l’asilo politico a un terrorista rapinatore pluriomicida come Cesare Battisti.

Nella storia le crisi,  politiche ed economiche, dei paesi, alimentate anche da complotti esteri, con l’aiuto di agenti operanti nei paesi da asservire, hanno favorito la conquista di questi paesi; Macron, forse per smantellare l’Italia con la crisi, d’accordo con la Germania, è a favore dell’immigrazione solo in Italia, a tal fine, conta su Mattarella, su Soros e su papa Francesco.

E’ singolare che la Francia, paese laico che, diversamente dall’Italia, non paga la protezione alla chiesa, dai tempi di Napoleone III, sia sempre intervenuta in Italia a favore del papa e contro i governi laici italiani. I tedeschi hanno puntato a piegare e dominare, anche con l’aiuto dell’informazione e di politici collaborazionisti dei due paesi, la Grecia e l’Italia, perché sono sempre stati molto attratti dalla cultura classica greca e romana.

La crisi politiche, determinate da crisi dinastiche, economiche, carestie, catastrofi naturali e guerre, determinano il vuoto interno di potere che, con l’aiuto di collaborazionisti interni, chiama lo straniero. In fisica non esiste il vuoto assoluto, questo generalmente è riempito da aria, acqua e polvere, quando esso si crea artificialmente in un fusto, si crea il collasso delle sue pareti. In famiglia, quando, con la scusa dell’eguaglianza, c’è la lotta di potere tra marito e moglie, se il marito non cede disciplinatamente lo scettro di comando alla moglie, si ha la disgregazione della famiglia e lo sbando dei figli adolescenti.

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La banca statale di Sassonia NordLB, carica di NPL o crediti deteriorati del settore navale, ha in Germania il peggiore stress test e perciò nel 2019 vuole ridurre i crediti deteriorati da 7,7 miliardi a 5 miliardi di euro; per ricapitalizzare, ha cercato, senza successo, grossi investitori privati. La banca è partecipata per il 59,13% dalla Bassa Sassonia e per il resto da casse di risparmio.

La fusione con altra Landesbank è fallita perché queste banche sono legate a un territorio e le Landsbanken forti non si vogliono fondersi con quelle deboli, in Italia lo fanno con gli aiuti di stato; la banca è pubblica e appartiene a un Land, non è quotata in borsa e, senza modificare la legge, non è previsto l’ingresso di privati. Per la ricapitalizzazione, si pensa di ricorrere a bond convertibili sottoscritti da società di private equity; il bilancio del 2018 è in perdita e dal 2005 la banca ha perso la garanzia pubblica. Lo stato della Sassonia vorrebbe conservare il 51% del capitale e cedere il resto ai privati. (Per le notizie: Isabella Bufacchi - ilsole240re. com).

Dal 2008, con l’euro e, malgrado la crisi, la pubblica amministrazione tedesca, con i bassi tassi d’interesse, ha risparmiato 368 miliardi di euro, hanno risparmiato lo stato federale, i singoli stati, comuni e assicurazioni sociali; la Germania è il paese che ha risparmiato di più, seguita dalla Francia, la quale però, a causa dei salvataggi delle sue banche, ha aumentato di molto il suo debito pubblico. La Germania, consociata alla Francia, con i crediti e gli investimenti, ripiana il suo deficit di bilancio e il suo deficit commerciale.

Nel 2007 il rendimento dei bund era del 4,2%, superiore all’attuale costo dei Btp italiani e al costo medio attuale del debito pubblico italiano;  però, con la crisi, produzione ed esportazioni tedesche vanno scemando, nell’ultimo anno sono calate del 4,7%; accade anche in Italia, dove l’opposizione ne incolpa al governo. Il mercato principale delle esportazioni tedesche è la Cina, poi vengono Usa, Francia e Italia.

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Nella vigilanza bancaria europea esiste un enorme numero di contenziosi messi su da banche che si sentono danneggiate dai provvedimenti della Bce per la risoluzione delle crisi bancarie; dal 2012 la vigilanza dell’unione bancaria è esercitata su 120 banche dell’eurozona, però la Germania non ha accettato la garanzia comune sui depositi. A causa della disciplina europea delle crisi bancarie, dal 2016 l’indice di borsa italiano delle banche è crollato, sono quasi scomparse le obbligazioni ed è crollata la fiducia nel sistema bancario, anche la tutela statale sul risparmio è diminuita.

700 ricorsi e azioni legali sono stati fatti dalle banche contro la Bce, diminuiscono investimenti e consumi; davanti a obiettivi altisonanti non realizzati varrebbe la pena, da parte del governo italiano, di porre un veto sul bilancio comunitari ma, come al solito e per rispetto verso Mattarella, l’Italia non lo fa e anzi accetta che l’UE si rifiuti anche di discutere il piano di Savona sulla Bce. Accade ai paesi sottosviluppati e con senso d’inferiorità, controllati surrettiziamente dallo straniero.

All’inizio degli anni settanta, la corte costituzionale italiana, senza chiedere l’adeguamento della nostra costituzione, non ha ritenuto che fosse negativo l’impatto delle norme europee sull’Italia e la sua costituzione; si è dato per scontato che i trattati europei fossero compatibili con l’articolo 11 della costituzione e l’interesse nazionale è stato messo da parte. Eppure la costituzione italiana riteneva centrale l’interesse nazionale, da allora abbiamo fatto quello che ci chiedeva l’UE, un’Italia che era incapace di riformarsi da sola, si sottometteva alla disciplina europea, era quello che volevano Carli e Schioppa.

Oggi, di fronte agli insuccessi dell’UE, i cittadini italiani, in precedenza i più europeisti, chiedono meno Europa, invece i tedeschi hanno sempre difeso, anche di fronte a Bruxelles, la loro costituzione. Nell’Ue i tedeschi hanno imposto una loro visione; l’articolo 11 della nostra costituzione consente una limitazione della sovranità, però per assicurare la pace, non afferma che il deficit di bilancio di alcuni è ammissibile e quello di altri no, la Francia ha sforato i parametri europei dieci volte in 11 anni e nessuno l’ha richiamata.

L’articolo 4 del trattato Ue precisa che l’Unione rispetta la struttura costituzionale degli stati, ma oggi, chi in Italia lo cita, è accusato di antieuropeismo; i governi italiani hanno sempre l’ansia di non essere accettati, di essere isolati, perciò si accodano sempre e rinunciano a pretendere parità di condizioni. L’Italia potrebbe chiedere una verifica sistematica di ciò che ci arriva da Bruxelles, deciso in segreto da Francia e Germania nei corridoi e non nelle sedi istituzionali europee, ma non lo fa; perciò, l’ultima legge di bilancio italiano è stata peggiorata, con più tasse e meno investimenti e l’opposizione ne dà la cola al governo. Udite, udite: l’Ue ha gridato che l’Italia, con i suoi deficit di bilancio, mette a rischio la sopravvivenza dell’euro.

Gli investitori internazionali e le banche fanno causa alla Bce che, per la risoluzione delle crisi bancarie, nel 2017 ha chiesto la liquidazione del Banco Popular Espagnol, provocando perdite ad azionisti e obbligazionisti per 4,1 miliardi di euro e la cessione della banca al banco Santander per 1 dollaro; naturalmente, hanno reagito gli hedge fund che hanno fatto causa. Nel 2017 99 di questi procedimenti sono stati intentati presso la corte di giustizia europea, per il Banco Popular Espanol pare ci siano state violazioni del segreto professionale e la fuga d’informazioni; in generale, il piani della Bce prevedono tagli dei costi e perciò cliente e risparmiatori fuggono dalle banche colpite, ma anche da quelle sane, è accaduta anche in Italia.

Fed e Bce hanno chiesto risoluzione immediata per la banca lituana ABLV che faceva riciclaggio di denaro sporco e la Bce ha chiesto la sua liquidazione con la procedura fallimentare lituana. Ci sono cause intentate da investitori per la disparità di trattamento e per confusione normativa, di fronte ai nuovi problemi, la Bce opera con discrezionalità e i tedeschi impongono la linea, nel 2015 è accaduto anche alle nostre banche popolari.

L’unione monetarie e l’unione bancaria favoriscono squilibri e asimmetria, visto il quadro, politici e superburocrati europei, con il collasso dell’Unione, temono di perdere il posto e qualche volta della situazione danna la colpa all’Italia. Con le elezione europee di maggio prossimo, se l’Ue non vuole cessare, s’impone una revisione del processo d’integrazione europea, l’austerità e l’euro hanno tradito le promesse.

Dopo lo sganciamento del dollaro dall’oro nel 1971, per difendere la Germania dalle svalutazioni competitive che aiutavano le esportazioni, nel 1972 nacque il serpente monetario europeo a cambi flessibili e negli anni ottanta il sistema monetario europeo a cambi fissi. Nel 1992 la Germania, con il trattato di Maastricht, chiedeva la riduzione dei disavanzi di bilancio e dei debiti pubblici, queste regole furono poi sistematicamente violate da Germania e Francia, ma gli europeisti non lo ricordano.

Nel 1944, invece dell’euro, Keynes aveva proposto il bancor, come moneta di regolamento delle banche centrali, avente una certa flessibilità, nel 2000 fece la sua comparsa l’euro, però l’UE non aveva progetti d’integrazione fiscale e politica; perciò l’euro era una moneta senza direzione politica e priva di un bilancio adeguato, che avrebbe dovuto essere pari ad almeno il 10% del Pil dell’eurozona, doveva essere amministrato dalla Bce che doveva essere anche prestatore di ultima istanza, invece questa prese a operare attraverso le banche commerciali.

La Germania proteggeva la sua produzione industriale e le sue esportazioni e i disavanzi commerciali degli altri paesi favorivano i suoi impieghi finanziari internazionali; con i movimenti di capitali, la finanza, baipassando gli stati, imponeva dinamiche nuove. Dal 2007 su sviluppò una crisi finanziaria nord atlantica, con banche europee impegnate nella speculazione; in tale situazione, la liquidità non veniva più dalle banche centrali ma dal commercio internazionale squilibrato a favore di alcuni paesi come Germania e Cina.

Quando esplose la crisi del debito greco, anche il Belgio aveva un debito pari al 100% del Pil, comunque, con la globalizzazione, l’industria tedesca si estese in Europa orientale e le catene produttive, come accaduto anche in Usa, divennero transnazionali.  In tale quadro, il parlamento europeo e quelli nazionali europei sono diventati ininfluenti; la commissione europea raccomanda riforme strutturali e austerità e commina sanziona, manca una vera regolazione, senza discriminazioni, di tutto il sistema.

L’austerità, invece che ai lavoratori, dovrebbe essere pretesa all’oligarchia, anche se, la finanziarizzazione dell’economia e le delocalizzazioni industriali per ridurre il costo del lavoro, più degli aiuti esteri, hanno favorito lo sviluppo dei paesi emergenti; ma dal 2007 la crisi ha segnato l’inizio della fine della finanza speculativa e perciò ora, anche se c’è chi non vede il cambiamento del tempo, come difesa dal deficit commerciale, s’invoca il protezionismo. L’economia è ciclica e le scelte politiche sono reversibili, perciò si chiede di nuovo un New Deal per gli investimenti pubblici e l’occupazione, con il corollario del deficit di bilancio dello stato. (Fonti: sinistrainrete – startmag).

ISLAM

Trump ha dichiarato che l’Iran, a causa della sua crisi interna, favorita dalle sanzioni, si vuole ritirare dalla Siria, perciò ha deciso il ritiro anche delle truppe Usa, entro 4 mesi, naturalmente, Israele è contraria. Trump ha anche detto che l’Isis sunnita è diretta soprattutto contro l’Iran e che odia più l’Iran che Israele, sembra anche che la Siria si voglia sganciare dall’Iran.

In Siria, l’Isis, nelle zone sotto controllo di Mosca e Damasco, è stata sradicata, ma non in quelle sotto controllo Usa colpite dagli aerei americani; d’altra parte gli Usa, che hanno problemi economici, non possono contrastare contemporaneamente Isis e Iran. Sembra che Trump, neocon e tribuno della plebe, dopo il protezionismo e la denuncia dei trattati internazionali, voglia togliere agli Usa il ruolo di gendarme del mondo, conferito loro da Francia e Gran Bretagna, indebolite dalla seconda guerra mondiale. Questo ruolo fu sostenuto anche da romani e da inglesi.

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Il 17-18 dicembre scorso, le autorità doganali libiche hanno scoperto, in due containers, enormi quantità di armi leggere provenienti dalla Turchia, sbarcate nel porto occidentale di Khoms, destinate ai terroristi della fratellanza musulmana. Dalla caduta di Gheddafi, il consiglio di sicurezza dell’Onu aveva posto l’embargo su queste armi, nel paese ci sono molte milizie islamiche armate.

I governi di Serraj a Tripoli e di Haftar a Tobruk, nemico, assieme all’Egitto di Al Sisi, dei fratelli musulmani, hanno entrambi protestato; diversi paesi islamici forniscono armi ai terroristi libici dell’Isis o di Al Qaeda; altre armi turche, dirette in Libia, sono state individuate dalla Grecia, anche provenienti dall’Ucraina. Il procuratore generale della Libia ha emesso mandato di arresto su 826 terroristi islamici che sono fuggiti in Turchia e Qatar, sostenitori dei fratelli musulmani; il Qatar è vicino all’Iran e ha fornito alla Libia anche gruppi islamici armati.

Il generale Haftar è il principale nemico della penetrazione turca in Libia, l’Onu lavora per la riconciliazione fra Tripoli e Tobruk, a novembre scorso Haftar si oppose alla partecipazione turca alla conferenza di Palermo promossa dall’Italia; generalmente i media sono poco interessati alla questione, sono favorevoli agli emigranti su cui speculano anche i trafficanti e i terroristi, che acquistano armi con il ricavato del loro trasporto.

La Turchia di Erdogan, tiene i piedi in due staffe, è legata alla Nato e alla Russia, ma la commissione europea è preoccupata solo per il nazionalismo di Salvini; la Turchia ha fermato i profughi partenti dalla Turchia in cambio di 5 miliardi di euro dall’UE, ora, d’accordo con i gruppi islamici, li fa partire dalla Libia. La Turchia continua la sua penetrazione nel territorio del vecchio impero ottomano, fino al Mar Rosso, Sudan, Eritrea e Golfo persico.  (Per le notizie Zvi Mavel - Informazione Corretta).

ITALIA

Dopo l’insuccesso dell’aumento di capitale di Banca Carige, dopo la decisione della Bce di nominare tre commissari per la banca, dopo che il titolo è stato sospeso dalle quotazioni, dopo le dimissioni dei suoi consiglieri, sulla crisi della banca, il governo Conte, ufficialmente a tutela dei suoi clienti e risparmiatori e per il suo consolidamento patrimoniale e il suo rilancio, coma fatto da Renzi, invece di lasciarla fallire, ha deciso alcune forme di sostegno pubblico a suo favore.

Banca Carige dovrebbe ricevere aiuti dal fondo Interbancario di garanzia, finanziamenti da Bankitalia e Bce e, come ultima ipotesi, come avvenuto per MPS, un aiuto del Tesoro italiano, puntando anche sulla sua ricapitalizzazione e sulla fusione con altra banca. I suoi crediti deteriorati Npl dovrebbero essere rilevati dalla società Sga del ministero dell’economia. Per il suo rafforzamento patrimoniale e per la garanzia statale sulla emissioni di obbligazioni, in assenza di nazionalizzazione, lo stato dovrebbe impegnare 1,3 miliardi di euro.

Il salvataggio di Carige da parte del governo è stato previsto da apposito decreto che ricalca quello precedente per il salvataggio di MPS, allora il governo Gentiloni, seguendo le norme europee, puntò anche sulla nazionalizzazione della banca. Ora il governo Conte ha stanziato a favore di Carige  un  miliardo per la partecipazione al suo capitale e 300 milioni come garanzia statale sull’emissione di obbligazioni.

Il governo afferma di voler salvare obbligazionisti e correntisti, alla ricapitalizzazione potrebbe seguire la nazionalizzazione, però attenzione, il Tesoro ha rilevato MPS  con 5,4 miliardi di euro, mentre oggi la banca  vale in borsa solo 1,2 miliardi; i risparmiatori sono un pretesto, da sempre, dallo stato le banche non sono trattate come gli esodati. L’UE limita il costo dei salvataggi bancari;  per la Carige, prima della nazionalizzazione, il Tesoro dovrebbe azzerare il capitale  e convertire le obbligazioni in azioni.

I tre commissari dell’UE  chiedono la garanzia statale all’emissione di obbligazioni poi, se ci sono investitori privati, si può pensare alla ricapitalizzazione, spetterebbe al fondo interbancario di garanzia fissare le condizione per il prestito obbligazionario di 300 milioni di euro La vigilanza europea di Francoforte ha rilevato che le banche italiane hanno un Npe ratio, cioè un rapporto medio tra crediti deteriorati e crediti totali,  del 21,4% e perciò ha invitato a ridurlo in  tre anni.

Tenuto anche conto degli accantonamenti al fondo svalutazione crediti, per le nostre due maggiori banche, Banca Intesa vuole portarlo al 6% netto e Unicredit al 4%, ciò potrebbe, oltre che aiutare gli speculatori con le cessioni dei crediti, causare minusvalenze alle banche che poi richiederebbe ricapitalizzazioni. Perciò Bankitalia ha suggerito il recupero interno dei crediti deteriorati, perché dal 2006 al 2015,  così operando, si sono recuperati il 47% dei crediti, mentre con le cessioni solo il 23%, con un bell’utile per gli speculatori. (Per le notizie: ilsole24ore.com).

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Tra chiesa cattolica e Lega i rapporti non sono buoni, con il suo giornale Avvenire, la conferenza episcopale italiana contesta il decreto sicurezza di Salvini e il raddoppio dell’imposta Ires al Terzo Settore del volontariato non profit e il giornale Civiltà Cattolica dei gesuiti auspica la caduta del governo Conte. Matteo Salvini afferma che esiste una frattura tra gerarchie cattoliche e popolo cristiano, per Salvini le parrocchie e l’attaccamento alla messa vengono prima del Vaticano, del papa e della conferenza episcopale, non è kil solo a pensarla così  e perciò ia televisione lo esorcizza.

Per Salvini il cattolicesimo è un segnale identitario verso l’Islam, invece papa Francesco vuole immigrati di tutte le razze e religioni e fraternizza con i fratelli musulmani egiziani; il giornale Famiglia Cristiana sostiene l’immigrazione e perciò ha paragonato Salvini a Satana.  Civiltà Cattolica attacca sovranismo e  secolarismo e ha più fiducia verso Di Maio.

Vista la situazione, alcuni vescovi propongono la nascita di un partito laico cristiano, il che dimostra che la chiesa ha sempre fatto politica e che il Vaticano non è stato mai indipendente dai partiti; ma la laicità si vede più dai fatti che dallo statuto di un partito. Sul problema dei migranti ci sono stati scontri tra Viminale e gerarchie, papa Francesco, in televisione, non trascura mai di dire parole a favore dei migranti; da considerare che, nella chiesa, sono preminenti gli interessi economici, lo ha riconosciuto lo stesso papa Francesco

Civiltà Cattolica lamenta il caos politico italiano e chiede l’integrazione e non la lotta all’immigrazione, ma l’integrazione si ottiene con la buona politica, con il tempo e la pazienza; invece Salvini afferma che la sicurezza e la democrazia si possono avere solo con un popolo omogeneo etnicamente, solo il trascorrere dei secoli e le guerre civili, con la fusione di popoli diversi, hanno superato questa visione, creando le nazioni e gli stati. (Per le notizie: agi.it).

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Nel corso della consueta campagna mediatico-terroristica, l’informazione mainstream nostrana aveva scritto che l’aumento degli spread avrebbe comportato l’aumento dell’interesse sui mutui; ciò non è avvenuto perché questi dipendono dai tassi applicati dalla Bce alle banche, rimasti bassi per contrastare il rallentamento dell’economia. Tuttavia in Italia, l’aumento dello spread ha fatto crescere l’interesse sulle nuove emissioni di Btp, svalutando i Btp offerti al mercato secondario.

CINA

La Cina, per compensare la caduta delle esportazioni, vuole spingere la domanda interna e ridurre le imposte ai lavoratori e ai consumatori; perciò, a beneficio d ricchi e poveri, ha ridotto l’Iva e, per i lavoratori, ha aumentato le detrazioni fiscali sul reddito, su corsi di formazione, affitto, figli a carico e spese mediche. In Cina la sanità è per il 70% a carico dello stato e per il 30% a carico dei lavoratori, lo stato progetta la creazione di un sistema universale della sanità.

USA

Trump, senza darne comunicazione a Bruxelles, ha snobbato l’UE, declassando, con i protocolli, la sua rappresentanza diplomatica, da stato membro a organizzazione internazionale; perciò, al funerale di George Bush, l’ambasciatore dell’Unione  è stato spostato dai primi posti all’ultimo; si discute se sarà corretta l’attuale scelta, ripristinando lo status precedente dell’Unione.

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Nel 1987 fu stipulato un trattato di non proliferazione nucleare tra Urss e Usa, che eliminò i missili nucleari a corta gittata tra Europa e Urss, ora UE e Usa lo vogliono rigettare perché la Russia avrebbe sperimentato un missile di categoria proibita; l’installazione di nuovi missili nucleari americani in Europa, spingerà la Russia fare altrettanti, gli Usa tengono nel mirino anche la Cina.

Giuseppe Conte, come hanno sempre fatto i governi italiani, anche in questo caso si è accodato all’Ue e il parlamento italiano non è stato chiamato a decidere in merito, come non ha chiesto agli Usa di rimuovere dal paese le bombe nucleari. Ancora una volta, si è violata la sovranità del popolo e la libertà e completezza dell’informazione, anche un piano di uscita dall’euro dovrebbe essere un diritto, la Germania l’ha, ma per i governi italiani è stato prioritario appiattirsi e aderire incondizionatamente e disciplinatamente ai trattati dell’UE.

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (7/1/2019)

ITALIA          

Un militare napoletano, in servizio a Motta di Livenza - Treviso, ha disobbedito ai superiori, rifiutando di partecipare alla messa di Pasqua perché non credente e perché riteneva che la partecipazione alle cerimonie religiose non rientrasse nei suoi compiti; perciò è stato degradato e licenziato, la sentenza è stata confermata dal Tar del Lazio, la partecipazione alla messa, per il comando, era prevista come attività di servizio, al militare era rimproverata anche una cattiva condotta disciplinare.

Non sembra che l’Italia appaia sempre come uno stato laico ma confessionale, purtroppo anche oggi. Circa quaranta anni fa, la Direzione Generale degli istituti di Pena del ministero della Giustizia, diramò una circolare che esonerava i detenuti dall’obbligo di partecipare alla messa cattolica, perché tra loro c’erano membri di confessioni non cattoliche e atei; in precedenza, anche con la nostra costituzione “democratica e laica” erano costretti a partecipare. (Per le notizie: Rubina Bon - La Stampa 30/12/2018).

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Sotto pressione da parte di Bruxelles, con la manovra economica, relativa al 2019, del governo, sono state introdotte sette flat tax o imposte sostitutive dell’imposta sul reddito, che, assieme agli altri balzelli, ridimensionano purtroppo l’Irpef, quale imposta generale progressiva sul reddito delle persone fisiche; la riforma è stata introdotta per le partite Iva, le locazioni, le ripetizioni e per i redditi occasionali diversi. Essa farà salire il gettito complessivo delle imposte sostitutive, nel 2017 pari a 16 miliardi di euro; ripropone anche la rivalutazione dei terreni e fissa al 7% anche l’imposta sostitutiva per i pensionati, ora residenti all’estero, che decideranno di trasferirsi nei piccoli centri dell’Italia meridionale. (Per le notizie: Cristiano Dell’Oste - IlSole24ore.com).

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Il reddito di cittadinanza del governo gialloverde al momento sembra che, salvo modifiche, riguarderà 1,375 milioni di famiglie, per una spesa annua di 8,1 miliardi di euro, ne usufruiranno cittadini e pensionato con un Isee massimo di 9.360 euro, esclusa la prima casa; questi non potranno avere risparmi superiori a 6.000 euro, aumentati di 2.000 euro per ogni componente della famiglia e 5.000 per i disabili. Sembrano proposte generose e ne beneficerà soprattutto la Campania.

Le entrate annue non potranno essere superiori a 6.000 euro, maggiorate di 1.200 per ogni minorenne e di 2.400 per ogni maggiorenne; per chi abbia una casa in affitto, la soglia di partenza è elevata a 9.360 euro, per i pensionati a 7.560. Non avranno diritto al sussidio i richiedenti  dimissionari nei dodici mesi precedenti il sussidio, ne avranno diritto gli stranieri con permesso di soggiorno, residenti in Italia da almeno dieci anni.

L’assegno sarà di 500 euro al mese più 280 per l’affitto o la rata di mutuo, per i pensionati 150 euro. Chi ottiene il sussidio deve firmare un patto per il lavoro, di durata 18 mesi, e non potrà rifiutare offerte di lavoro attraverso i centri per l’impiego o i comuni, pena la perdita del diritto. (Per le notizie: Andrea Bassi e Luca Cifoni - il messaggero.it).

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Nel 2019 l’euro compirà 20 anni e Bloomberg ne dà un giudizio negativo, dal 1985 al 2001 il Pil italiano era cresciuto del 44% e dal 2002 al 2017 del 2%, nel primo periodo, le esportazioni erano cresciute del 136,3% e nel secondo del 40,9%. Dal 1999 a oggi, il Pil pro capite e la disoccupazione sono rimaste invariati, ma dal 2007 la produzione industriale è diminuita del 22% e la produttività è diminuita del 5%, mentre è aumentata in Germania, Francia e Spagna.

In Passato l’Italia, per stimolare l’economia e l’esportazione, ricorreva alla svalutazione della lira, forse si sarebbe ottenuto lo stesso risultato anche con l’innovazione tecnologica, gli investimenti pubblici e la ricerca. (Per le notizie: Giuseppe Cordasco – panorama.it).

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Alla chiusura dell’anno borsistico 2018, il listino milanese ha ceduto il 16,2% mentre il Dax di Francoforte, con il calo delle esportazioni, i problemi di Volkswagen e DeutscheBank, ha perso il 18,3%; la capitalizzazione della borsa italiana è scesa in termini assoluti e rispetto al Pil, gli scambi di azioni si sono mantenuti stabili, ma le società quotate sono arrivate a 387. Le società quotate hanno raccolto meno denaro sul mercato italiano e il risparmio italiano ha preso la via di Francoforte, aumentando il saldo del Target2 a credito dell’Italia, l’anno 2019 potrebbe essere migliore.

Fondi d’investimento, banche e privati si sono dedicati alla speculazione su titoli di stato e sulle azioni e, anche se sono diminuite le loro quotazioni, a causa del calo del loro prezzo, sono aumentati i dividendi percentuali che, con la prossima distribuzione, in Italia paiono i più generosi d’Europa. Nel prossimo anno, a causa del calo del commercio internazionale, in Germania ci potrebbe essere una frenata; però in Usa, con i dazi, pare ci sia una ripresa industriale. (Per le notizie: Maximilian Cellino – ilsole24ore.com).

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Dopo lo scandalo, della seconda metà del XIX secolo, della Banca Romana, a controllo vaticano, dichiarata insolvente per aver fatto prestiti di favore ai politici, mai rimborsati, nel 1929 il fascismo stipulò il concordato con la chiesa e la indennizzò per la perdita di territorio subita; poi ci fu la crisi bancaria del 1929, il fascismo fu costretto al risanamento delle banche e così la Banca Romana fu irizzata.

Il fascismo, anche con il pareggio di bilancio, fece investimenti pubblici e, con Inps e Inail, potenziò il welfare. Con la riforma bancaria italiana del 1936, voluta dal fascismo, c’erano grandi banche pubbliche, grandi banche IRI, giuridicamente private, banche commerciali, banche d’affari, banche popolari e cooperative.

Le banche commerciali erano divise tra banche di credito a breve termine e banche di credito a medio e lungo termine, le banche private erano divise in società per azioni, banche popolari e banche cooperative. Dopo la seconda guerra, seguendo le mode americane, ci furono gradualmente molti cambiamenti, crebbero le banche miste e universali; le banche di credito ordinario a breve termine furono autorizzate a creare sezioni per il credito a medio e lungo termine e tutte le banche facevano impieghi finanziari.

Secondo il progetto fascista, la divisione e specializzazione tra banche, assieme alla legge bancaria, erano serviti per prevenire un’altra crisi bancaria, a garantire l’equilibrio economico con le garanzie richieste ai clienti  e con il fondo svalutazione crediti; quello finanziario doveva garantire la liquidità, facendo corrispondere la raccolta a breve con gli impieghi a breve, la raccolta a lunga scadenza, fatta con obbligazioni e cartelle fondiarie, con gli impieghi a lunga scadenza.

Per prevenire l’insolvenza delle banche, esistevano i fondi di  riserva e il Fondo interbancario di garanzia, che esistono ancora adesso, ma sono stati depotenziati e sono utilizzati con finalità diverse. Oggi tutti gli steccati, creati dal fascismo per prevenire le crisi bancarie, sono crollati, i fondi citati esistono ancora, ma le banche non hanno più rispettato l’equilibrio di liquidità; cioè hanno prestato oltre la raccolta e il capitale proprio, anche a favore di amici senza garanzie, come era stato fatto dalla Banca Romana.

Con la crisi attuale, di fronte ai risparmiatori e allo stato, al quale hanno chiesto aiuto, ne hanno incolpato i privati debitori insolventi. Le banche prestano con garanzie ai debitori e guadagnano commissioni con gli impieghi finanziari, per conto dei propri clienti, nei fondi comuni internazionali, che generano anche perdite per loro; inoltre guadagnano con la speculazione finanziaria su valute, materie prime e sui debiti degli stati.

Il loro utile, destinato ai soliti ignoti, sparisce nei paradisi fiscali, mentre agli stati rimangono le loro perdite da risanare. Da un punto di vista pratico e non giuridico, le banche sono società private come gli stati, assieme costituiscono un Pool a controllo massonico, finalizzato alla globalizzazione e al nuovo ordine mondiale o governo mondiale; per raggiungere quest’obiettivo; la prima mossa era esautorare, come ha fatto l’UE, gli stati nazionali, vincolandoli a norme internazionali volute dai governanti occulti del mondo.

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Diversamente da quanto raccontato da televisione e settori dell’opposizione, secondo un rapporto della Banca d’Italia, il recente aumento dello spread non ha fatto aumentare il costo medio del nostro debito pubblico che, in realtà, è diminuito. Da maggio a novembre  2018 il costo dei Btp di nuova emissione, è però aumentato, facendo diminuire, al mercato secondario, il prezzo dei titoli già emessi.

Con il costo medio diminuito diminuisce il costo del debito pubblico contabilizzato nel bilancio dello stato; le dichiarazioni terroristiche e incaute, di segno contrario, di Renzi, Gentiloni, commissione europea e delle società di rating, utili a far salire lo spread, nel 2018 hanno però favorito l’aumento degli interessi. Contemporaneamente, gli acquisti di Btp della Bce si sono ridotti a 3 miliardi mensili, ma l’Italia ha trovato sempre compratori per i suoi titoli, al mercato primario e secondario,  perché i creditori preferiscono fare credito ai debitori più solidi e perciò, a dispetto dei profeti di sventura, non è fallita.

Il costo medio del nostro debito pubblico continuerà a diminuire come in precedenza; nel 2008, nel 2011, nel 2012 e nel 2018, il costo delle nuove emissioni ha superato il costo medio, mentre, negli altri anni, il costo delle nuove emissioni è stato inferiore. Oggi il costo medio del debito pubblico italiano, che è pari a 62 miliardi di euro, continua a diminuire ed è pari al 2,2% del debito complessivo  che è di 1.300 miliardi di euro; nel costo medio va tenuto conto dei Bot che non rendono e delle imposte che riducono il costo sui titoli. (Per le notizie: Fabio Dragoni e Antonio Rinaldi – startmag.it).

EUROPA

Le azioni di Deutsche Bank sono crollate a 7 euro, la banca accumula e nasconde perdite, è dedita alla speculazione, possiede derivati pari 20 volte il Pil della Germania, è accusata di evasione fiscale, riciclaggio di denaro sporco e ha operato con paesi sotto embargo. Ha manipolato tassi di cambio, Libor ed euribor, ha speculato con i titoli subprime, ha arbitrariamente alzato gli interessi sui mutui, ha truccato il mercato dei metalli preziosi, perciò gli Usa hanno iniziato una class action contro di essa, mentre in Italia è indagata a causa del derivato Santorini stipulato con Mps.

Tra sanzioni e multe, DB dovrebbe pagare 15 miliardi di euro, poiché da tre anni presenta bilanci in perdita, la Bce di Draghi l’ha sottoposta a stress test, stranamente senza rilievi notevoli. Sembra che Deutsche Bank e Commerzbank si siano sottratte alla vigilanza; per risanarle, si prospetta la loro fusione, con la riduzione del personale e la chiusura di sportelli, però, anche così, il loro indebitamento sarà superiore al Pil italiano, quindi le azioni di DB sono sopravvalutate anche a 7 euro e la più grande banca tedesca dovrebbe essere dichiarata fallita.

Probabilmente, poiché non tutti i paesi dell’UE sono uguali e con pari diritti e obblighi, sarà la Bce a salvare DB e Commerzbank, che è a partecipazione statale; infatti, sembra che, Weidmann, ex presidente di DB, dovrebbe succedere a Draghi come presidente della Bce. Anche da questi fatti, sembra che le banche centrali continiano a supportare la speculazione finanziaria internazionale delle banche private.

Probabilmente, le regole di Schauble sui salvataggi bancari, che prevedono il bail in, saranno sospese, a vantaggio delle due banche; eppure, l’unione bancaria è stata inflessibile nella vigilanza sulle banche popolari italiane in difficoltà, per crediti scriteriati concessi e per investimenti speculativi sbagliati, costringendole a svendere le sofferenze a fondi speculativi internazionali, controllati da banche più grosse.

Fra le altre cose, in Italia le banche popolari, ufficialmente controllate da piccoli imprenditori che spesso sono in realtà solo dei prestanomi, dalla loro nascita e fino a oggi, sono controllate in buona parte, da padroni occulti, cioè dai vescovi, i quali hanno sempre dettato la linea gestionale e le scelte di queste banche, cioè anche le loro scelte fallimentari. (Per le notizie: Francesco Cappello – startmag.it).

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La commissione europea impone austerità e sacrifici, però, per stimolare l’economia e andare oltre l’euro, potrebbe essere utile una moneta complementare o fiscale, con la riduzione temporanea di alcune tasse, in sintonia con altre agevolazioni fiscali che non entrano nel debito pubblico. La sovranità monetaria è il diritto di creare moneta e appartiene allo stato, infatti, la BCE versa il signoraggio monetario agli stati dell’Unione.

Secondo i trattati europei, l’obiettivo della banche centrali europee e della Bce è salvaguardare la stabilità dei prezzi, ma anche lo sviluppo economico, l’occupazione, la coesione economica e la solidarietà tra stati; purtroppo ora la politica dell’UE, a difesa dalle esportazioni dei paesi emergenti, pare  orientata verso la deflazione salariale, favorendo indirettamente la disoccupazione.

Stante la speculazione delle banche private, per l’Italia sarebbe utile avere banche pubbliche e una banca centrale pubblica, anche la politica fiscale e di bilancio dovrebbe appartenere agli stati; oggi il 90% della moneta è creata dalle banche, con i prestiti e i relativi interessi, questa moneta bancaria, soprattutto elettronica, non ha carattere legale ed è accettata volontariamente.

Con la sovranità monetaria, fiscale e di bilancio degli stati, Bce e banche centrai nazionali hanno il diritto a emettere banconote a corso legale; attualmente, con l’approvazione della Bce, gli stati coniano anche monete metalliche; però la Germania conia monete metalliche di taglio superiore ai due euro, che possono circolare solo all’interno del suo territorio. Perciò gli stati possono emettere anche biglietti di stato valevoli solo per il loro territorio e, poiché le monete fiscali sono di accettazione volontaria, possono essere emesse dallo stato come la monta elettronica, come fanno le banche private.

La quantità di moneta in circolazione è controllata dalle banche e non dallo stato, che ha rinunciato volontariamente alla sovranità monetaria, costringendo i cittadini a servirsi della moneta elettronica, creata da banche private, che genera debito e interessi, mentre lo stato dovrebbe creare moneta, come strumento di pagamento e misura dei valori, senza debito. (Per le notizie: Fabio Conditi – sinistrainrete.info).

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Dal 1979 siamo abituati a eleggere i rappresentanti al parlamento europeo  e, alla fine di maggio di quest’anno ci sarà un altro rinnovo,  con  il quale ci dovrebbero essere delle grosse novità, infatti, avanzeranno i partiti sovranisti che ne vogliono cambiare le regole. Questi rimproverano all’UE di non proteggere i confini, la mancanza di poteri del parlamento, gli abusi della commissione europea  e l’austerità.

Gli Stati Uniti d’Europa non sono nati, la comunità di difesa  nemmeno, se da una parte s’invocava la deregolamentazione, si constata che nell’UE vi è un eccesso di regolamentazione e di proliferazione normativa; le si rimprovera anche un’austerità sbagliata che non ha ridotto i debiti pubblici degli stati. Tuttavia diversi paesi hanno recuperato i livelli dei redditi  di prima del 2008 e l’Italia non è tra questi.

Alcuni di essi, come la Germania, hanno anche incrementato il tasso d’occupazione;  hanno avuto maggior successo i paesi che, scontentando le masse, hanno contenuto le spese senza aumentare le imposte, l’Italia non l’ha potuto fare perché aveva da pagare gli interessi sul debito, fatti salire dalla speculazione. L’UE ha voluto l’equilibrio di bilancio e il contenimento del deficit, senza individuare gli strumenti migliori per raggiungerlo, non si è dotata di strumenti efficaci contro la crisi, non ha previsto le crisi, non ha operato per ridurre le disparità tra i paesi UE con la concorrenza, con l’armonizzazione fiscale e con la lotta ai paradisi fiscali interni, non ha previsto deroghe all’austerità dettate dalla crisi.

Viste le rivolte in Francia, i cui rappresentanti, come Moscovici, volevano dare lezioni all’Italia, bisogna dire che l’austerità sta impoverendo anche questo paese che, a causa del suo elevato deficit commerciale, aumenta velocemente il suo debito pubblico, che dovrebbe raggiungere la percentuale del debito pubblico italiano sul Pil tra cinque anni; a quel punto vedremo cosa sentenzierà la commissione europea, se l’Ue sarà ancora in piedi a quella data. (Per le notizie:  Luca Ricolfi – panorama.it).

ISLAM

I nostri informatori hanno sempre parlato di muri di confine costruiti da Israele e da Trump, in realtà, questi muri di confine si sono costruiti da migliaia di anni, in quasi tutti i paesi del mondo; ora, senza che se ne faccia menzione, anche l’Algeria vuole costruire un miro fortificato, lungo 6.343 chilometri, al confine con Marocco, Mauritania, Mali, Niger, Libia e Tunisia; sembra un altro schiaffo alla globalizzazione.

Lo scapo è arginare terroristi, trafficanti di droga, di armi e migranti illegali; l‘Algeria spende 4 miliardi di euro l’anno solo per difendere i confini con Tunisia e Libia E il confine con la Libia è chiuso dalla caduta di Gheddafi; I terroristi sono divisi in tre gruppi, uno è affiliato ad Al Qaeda, uno all’Isis e un terzo gruppo è indipendente. Tra Marocco e Algeria esiste una disputa di confine e perciò la frontiera è chiusa, il Marocco è il più grande esportatore di hashish nel mondo, come l’Afganistan lo è dell’oppio; esiste anche un collegamento fra trafficanti di droga, armi e uomini. (Per le notizie: Francesco Semprini e Giordano Stabile - La Stampa)

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it;   viruslibertario@gmail.com.

  

ECONOMIA E POLITICA NEWS (31/12/2018)

USA

In America Trump, a causa della crisi del debito americana, attacca la politica della Fed, dei motivi, veri o presunti, devono esserci, ma Trump e l’informazione non li spiegano; diciamo che le banche centrali, sia in Usa sia in Europa, sono state spesso coinvolte, assieme alle grandi banche, nell’omissione di controllo o nella connivenza con la speculazione internazionale, accade anche in Germania.

La polemica ha fatto crollare temporaneamente la borsa americana, stessa evoluzione subita dal dollaro, sia nei confronti dell’euro sia dello yen, il che è una buona cosa per chi, come le banche, specula sulle valute; per attirare i capitali esteri, sono saliti anche gli interessi. Forse a causa dei conflitti commerciali tra Usa e Cina, è crollata anche la borsa di Tokyo; a causa della crisi economica di alcuni paesi importatori, è crollato anche il prezzo del petrolio, sul quale si specula nei contratti a termine;  i paesi Opec, per sostenerne il prezzo, hanno deciso di ridurne la produzione.

A causa della crisi del debito americano, cioè deficit di bilancio, deficit commerciale, debito delle imprese e delle famiglie, per risparmiare, Trump ha deciso di ritirare le truppe americane dalla Siria ma non d’all’Iraq, in Siria l’Isis non è stata ancora completamente sconfitta; naturalmente i curdi di Siria, alleati degli americani, hanno protestato, mentre la Turchia di Erdogan, nemica dei curdi, aspirante a ricostituire l’impero ottomano, a cominciare dalla Siria, ha festeggiato.

EUROPA

Il Bilancio dello stato è in deficit quando serve a favorire l’espansione economica, in pareggio o in attivo quando mira ad attuare una politica deflattiva e di austerità, in pratica di minore sviluppo; tuttavia, quando è attivo, è naturale che i contribuenti chiedano una riduzione delle tasse. Il bilancio dello stato in pareggio è raro perché ha natura finanziaria, con prestiti compensativi con l’estero, senza movimenti di capitali, si verifica raramente.

Come il deficit commerciale, il deficit di bilancio alimenta i prestiti e i debiti, ciò avviene per lo stato, per le imprese, che hanno bilanci economici, e per le famiglie; il debito può rendere schiavi mettendo il debitore sotto ricatto, ma anche stimolare, quando lo stato è indipendente, lo sviluppo con gli investimenti. Con il debito, le famiglie comprano la casa, con i loro stipendio non lo potrebbero fare mai, le imprese investono e s’ingrandiscono e lo stato, se è ben gestito, può fare investimenti in opere pubbliche. La commissione europea non consente all’Italia di fare debito nemmeno per gli investimenti.

Sono quattro anni che la Germania, dopo il largo attivo della bilancia commerciale, denuncia anche un avanzo nel bilancio dello stato e nel 2018 questo potrebbe raggiungere i 10-12 miliardi di euro, derivanti soprattutto dalle maggiori entrate fiscali; il governo è pressato dalle richieste di ridistribuire la manna, a favore della difesa, portandola al 2% del Pil come vuole Trump, delle ferrovie, della rete elettrica, delle pensioni o di utilizzare la somma per ridurre il debito pubblico, pari al 64% del Pil.

Il governo però non vuole eliminare la tassa di solidarietà, pari a 20 miliardi di euro l’anno, nata per sostenere il costo della riunificazione; è sempre difficile eliminare queste tasse, come gli enti pubblici, perché sono governate da superburocrati con alti emolumenti, amici  della politica che non vogliono perdere il loro posto. Infine, è contraddittorio che la Germania, che ha perso due guerre mondiali, dopo essere stata disarmata, le sono state ridotte le riparazioni di guerra, oggi è invitata dagli Usa a riarmarsi; comunque, anche la Germania sembra voler prendere le distanze dagli Usa e, tramite uomini di paglia della commissione europea e dei governi europei, sembra voler dominare l’Europa.

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Gli Usa hanno debiti maggiori dei paesi europei e la crisi economica si trascina dal 2007 a oggi; alla crisi dei derivati subprime americani del 2007, utilizzati anche per rilanciare la domanda interna americana, si aggiunse negli anni 2010-2012 l’aumento dei debiti pubblici dei paesi europei, causato soprattutto dagli aiuti statali alle banche in dissesto, che risaliva a speculazioni, crediti incauti e operazioni in eurodollari.

A causa della speculazione delle banche, i prezzi dei titoli non dipendeva più solo dal loro rendimento, dai loro bilanci e dal rischio, ma dalle manovre dei mercati, trasmesse dall’informazione e dalle società di rating. I cinesi hanno investito in Usa le loro eccedenze commerciali e le banche europee si sono indebitate in dollari, sostenendo così la quotazione di questa moneta, che invece, a  causa dei debiti americani, andava svalutata. Da allora il prezzo altalenante dei titoli è stato determinato soprattutto dall’abbondante circolazione monetaria anche dei QE e dalla speculazione bancaria e non dalle garanzie sottostanti delle imprese e degli stati.

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A New York si è tenuto un incontro tra rappresentanti della Federal Reserve e della Banca d’Italia, lo scopo era analizzare lo stato di salute del sistema finanziario internazionale; in quella sede, la Banca d’Italia ha messo in rilievo la vulnerabilità del sistema finanziario non bancario, come le Sim, i gestori di risparmio, i fondi d’investimento, gli hedge fund, le assicurazioni, i collateral loan obligation e tutti gli altri organismi dediti alla speculazione. Nel 2016 i loro attivi erano pari a 160.000 miliardi di dollari, il doppio del 2008, mentre quelli del sistema bancario non sono aumentati.

Anche la banca d’Italia, che è una società privata controllata, in conflitto d’interesse, dalle banche,  è stata accusata di non aver  controllato adeguatamente le banche. Purtroppo, il sistema finanziario non bancario opera anche con la vendita automatica di titoli, per mezzo di computer che operano con algoritmi sofisticati e queste tecniche possono portare al crollo dell’intero sistema finanziario, provocando, per contagio, una raffica di vendite.

Anche le banche, ricevendone delle commissioni, si rivolgono a questi gestori, i quali però non sono soggetti alle stesse regole del sistema bancario; inoltre, le norme finanziare nazionali sono diverse e manca una regolamentazione unitaria della finanza, perciò, in omaggio alla deregolamentazione, le società di gestione operano senza controllo. (Per le notizie: startmag.it - Mario Lettieri e Paolo Raimondi).

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Il fallimento dell’euro, vantaggioso per la sua stabilità e per i viaggi all’estero, è palese e il quantitative easing non ha rilanciato la produzione; la commissione europea, inseguendo i trattati europei, ha provocato la diminuzione della domanda interna, la riduzione di salari, investimenti,  potere d’acquisto, pensioni e produzione, mentre sono aumentate la disoccupazione, l’indebitamento e le tasse.

L’UE è la zona del mondo a più bassa crescita, la crescita potrebbe essere recuperata con una moneta nazionale svalutabile, temporaneamente anche con una moneta complementare all’euro; l’aumento dei costi dovuto alla svalutazione monetaria sarebbe compensato dall’indicizzazione dei salari e, con la maggiore inflazione e svalutazione della moneta, aumenterebbe l’esportazione e diminuirebbero i debiti pubblici e privati.

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Il quantitative easing finirà al 31/12/218, fino al 30/11 la Bce ha immesso liquidità nel sistema per 2.563 miliardi di euro, creando moneta scritturale dal nulla, come facevano, con operazioni di mercato aperto, gli stati nazionali europei con sovranità monetaria. Lo scopo della Bce era contrastare la deflazione, stimolare la produzione e riportare l’inflazione al 2% annuo.

Questo risultato non è stato raggiunto, l’economia reale non ne ha beneficiato, mentre 300 miliardi di euro dell’Italia sono affluiti, come movimento di capitale, a Francoforte con i saldi del Target2. Adesso il tasso di crescita dell’Italia dovrebbe essere solo dell’1%, come l’inflazione, il QE doveva favorire la svalutazione dell’euro e aumentare la competitività dell’eurozona, ma non è riuscito e l’inflazione dipende soprattutto dal costo dell’energia, dalle tariffe pubbliche e da alcune imposte come l’Iva.

L’acquisto di titoli pubblici e privati da parte del QE è stato effettuato nel mercato secondario, però in passato la Banca d’Italia, operando con lo stesso strumento, retrocedeva allo stato gli interessi percepiti sui titoli acquistati e la nuova moneta entrava direttamente nel sistema dei pagamenti pubblici, favorendo la domanda. Tra l’altro, l’UE non ha favorito investimenti infrastrutturali e per l’innovazione, capaci di creare occupazione e sviluppo.

Con il QE, la Bce ha solo cercato di rendere meno duro il Fiscal Compact che, con il bilancio in pareggio, anche per fronteggiare la concorrenza dei paesi emergenti, aveva puntato sulla deflazione salariale; per conseguenza, l’eurozona è diventata un’area a elevata conflittualità sociale; come vogliono i globalizzatori, l’UE ha creduto erroneamente alla capacità del mercato di autoregolarsi.

La Germania, tramite i suoi accoliti piazzati nella commissione europea e nel governo degli stati dell’eurozona, volendo mettere in ginocchio l’Italia e farla diventare colonia tedesca e capro espiatorio della situazione, ha sempre puntato il dito contro la situazione di dissesto finanziario dell’Italia, sostenendo che metteva in pericolo la stabilità dell’eurozona e che correva il rischio di non trovare più compratori per i suoi titoli. Questa sequela di giudizi errati contro l’Italia ha favorito, a vantaggio degli speculatori, il rialzo dell’interesse delle sue nuove emissioni di titoli pubblici.

E’ soprattutto la Germania che ha beneficiato degli interventi dei trattati e della BCE, rafforzandosi commercialmente con le esportazioni, finanziariamente con i movimenti di capitale in arrivo e remunerando a tasso zero i suoi titoli pubblici, favorendo con ciò il contenimento del suo debito pubblico; con  l’attivo commerciale ha fatto investimenti all’estero e ha comprato politica e informazione nei vari paesi europei.

Invece l’Italia è stata penalizzata dai trattati europei e il sistema bancario italiano è stato penalizzato dalla normativa bancaria, europea e italiana, su capitale, liquidità, sofferenze, stress test e politica fiscale; il che ha penalizzato anche l’economia reale, perché il sistema bancario non ha favorito l’accesso al credito (Per le notizie: Startmag.it – Guido Salerno Aletta).

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In coordinamento con la direttiva europea sul Copyright, il Consiglio df’Europa sta introducendo una specie di censura sulle opinioni scomode, perciò Youtube è scesa in campo contro questa nuova mossa contro la libertà della rete; sembra che si voglia fare piazza pulita di chi sfugge alle maglie dei media mainstream. (Per le notizie: Super User - sinistrainrete.info).

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La Bce e altre banche centrali, per monitorare le banche, si affidano alla consulenza di società private e, a tal fine, anche la banca centrale di Francia si è rivolta a BlackRock  per gli esami di Crash Test, è evidente il conflitto d’interesse. Dopo la Brexit, Parigi desidera diventare la sede del mercato europeo dell’oro, così Londra perderà parte del mercato dei derivati e la custodia dell’oro sovrano; Parigi è stata anche scelta come sede dell’Autorità Bancaria Europea.

La Banca di Francia ha costituito anche una società con JP Morgan, il più grande gestore di fondi d’investimento speculativi Hedge Fund, questa banca gestisce la metà dei derivati in lingotti d’oro, mentre l’altra metà è in mano a Goldman Sachs; la banca centrale di Francia è socia di JP Morgan anche per la custodia e la gestione delle riserve auree, per trading speculativo e affitto di lingotti.

Mentre Trump vuole reindustrializzare gli Usa, la Francia, incapace di raggiungere la Germania nell’industria e nell’esportazione, si è gettata nella finanza speculativa, per cui, d’ora in poi, ai maggiori centri finanziari preposti alla speculazione, cioè New York, Londra e Francoforte, si dovrebbe aggiungere Parigi. (Per le notizie: Fernando Soto - startmag.it).

ITALIA

Il maxiemendamento alla manovra di bilancio del governo italiano, premuto o messo in scacco da Bruxelles, per il 2019 prevede una rivalutazione delle pensioni del 100% del tasso d’’inflazione per quelle fino a tre volte il minimo, del 77% per quelle tra 4 e 5 volte il minimo, del 52% per quelle tra 5 e 6 volte il minimo, del 47% per quelle tra 6 e 8 volte il minimo, del 45% per quelle tra 8 e 9 volte il minimo e del 40% per quelle oltre 9 volte il minimo, con ricalcolo contributivo per le pensioni sopra i 4.500 euro netti il mese.

Secondo il professor Gustavo Piga, a causa del Fiscal Compact, che avrebbe dovuto essere abrogato con un referendum, la manovra del governo è stata peggiorata da Bruxelles; afferma che il maggior debito sarebbe stato giustificato se fosse stato impiegato in investimenti pubblici e che le regole europee sono sbagliate perché non hanno previsto le crisi di alcuni paesi, forse favorite anche da queste regole, invece la commissione ha preteso più tasse e meno investimenti pubblici, aiutando con ciò la recessione.

Ha costretto il governo a varare una manovra più restrittiva e meno espansiva; Piga si dichiara anche contrario al reddito di cittadinanza, ignorando i più bisognosi e che la pubblica amministrazione è lenta ha impiegare i soldi pubblici destinati a investimenti, che perciò non risultano più di stimolo all’economia e a volte sono anche spesi male, mentre la domanda popolare aiuta subito la produzione.

Malgrado l’atteggiamento francese verso l’Italia, quest’ultima ha accettato la Web Tax proposta dai francesi, la quale si ripercuoterà sugli utilizzatori della rete; forse questo diktat europeo favorirà la dissoluzione dell’UE, poi Junker ne incolperà l’Italia, Tajani perderà il suo posto e gli europeisti dell’opposizione, della Banca d’Italia e del Quirinale  piangeranno.

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La televisione italiana, senza organizzare dibattiti religiosi con la partecipazione delle varie religioni e degli atei, si presta volentieri a pubblicizzare la figura di papa Francesco e dei suoi interventi, con 137 ore l’anno contro le 75 di Benedetto XVI; eppure l’Italia, a dispetto della politica, risulta un  paese sempre più laico e secolarizzato. Nel 2014 i matrimoni cattolici sono stati il 57% quelli civili il 43%, sono aumentate separazioni e divorzi e sono diminuiti gli annullamenti rotali del vincolo matrimoniale, i battezzati sono stati il 76,6%, gli studenti che hanno rifiutato l’insegnamento cattolico sono stati il 21% e la corte costituzionale ha invitato il parlamento a introdurre l’eutanasia. (Per le notizie: Carlo Troilo - Il Fatto Quotidiano).

ISLAM

Mentre si afferma che le donne cambieranno in meglio il mondo, Mogherini adora il governo iraniano e Boldrini afferma che l’occidente dovrebbe accogliere a braccia aperte la cultura islamica. In realtà, risulta che iI governo iraniano è preoccupato per il proselitismo cristiano sotto le feste di Natale e imprigiona molti cristiani, assieme a giornalisti, donne ed ebrei; le esecuzioni capitali sono numerose e i convertiti al cristianesimo finiscono sulla forca. Nel mondo, le dittature sono in maggioranza e le democrazie sono una frode.

Corrono rischi anche sunniti, sufi, zoroastriani e seguaci della dottrina Bahai, questi ultimi hanno trovato rifugio in Usa e Israele; sono tante le spie pagate dal regime, le donne contrarie al velo finiscono in galera. Al riguardo, le femministe nostrane non hanno niente da dire e la sinistra e il papa non amano parlare male dell’Islam, con il quale tanti fanno affari. Le persecuzioni religiose nell’Islam denunciano una mancanza di libertà religiosa, però mancano anche le altre libertà e intanto l’ONU, dominata dai paesi islamici, accusa l’Italia di razzismo. (Per le notizie: Deborah Fait – Informazioe Corretta).

Nunzio Miccoli  www.viruslibertario.it; viruslibertario@gmail.com.

 

ECONOMIA E POLITICA NEWS (24/12/2018)

EUROPA

Con il secondo rapporto del 2018 sulla stabilità finanziaria, la Banca d’Italia ha affermato che il debito pubblico italiano è tra i più sostenibili dell’eurozona, che la situazione finanziaria delle famiglie italiane, anche con il calo delle quotazioni dovuto allo spread, è solida, che l’anno 2018 è stato particolarmente difficile per tutte le piazze finanziarie del mondo.

Ad aprile 2018 alcuni investitori esteri, che, diversamente dai piccoli risparmiatori, vogliono guadagnare sul capitale e sulle plusvalenze, spaventati dalle incertezze politiche italiane, ricordate dall’informazione propagandistica, hanno venduto temporaneamente BTP; purtroppo la Francia può fare il deficit di bilancio che vuole, ma l’Italia deve fare quello che vuole l’UE, alla quale è legato Mattarella.

L’Italia ha un indicatore della sostenibilità del debito pubblico che è migliore di quello della Francia, In Italia il debito pubblico è pari al 130% del Pil e in Francia è pari al 100%; il debito pubblico italiano detenuto da stranieri è pari al 37% del totale, in Francia è pari al 61%. In Italia il debito privato è limitato, invece le imprese francesi siedono su una montagna di debiti.

L’Italia ha un saldo positivo della bilancia commerciale pari al 3% del suo volume, mentre la Francia ha un deficit; dopo la Germania, l’Italia è il secondo esportatore d’Europa e la seconda potenza industriale d’Europa. La Francia finanzia deficit di bilancio e deficit commerciale con il credito estero e ha più difficoltà economiche dell’Italia; il commissario europeo, il francese  Moscovici, ama fare rilievi solo all’Italia, secondo Marine Le Pen, che condanna l’austerità, è stato il peggiore ministro dell’economia della Francia  (Per le notizie, fonte: Startmag.it – Giuseppe Liturri). 

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I crediti derivati, detenuti soprattutto dalle banche, sono pari a 33 volte il Pil mondiale, furono inventati dalla Goldman Sachs di Soros, ben introdotto nelle istituzioni europee, e sono garantiti da un sottostante fantasioso e frutto di creatività; trattasi di un calderone meno sicuro dei casinò. Questi crediti, in maggioranza insoluti anche se non dichiarati, se ricevessero un rendimento del 2%, questo  sarebbe pari a 2/3 del Pil mondiale; cioè essi sono inevitabilmente senza reddito e irrealizzabili al valore nominale, sono molto peggio delle obbligazioni subordinate di banca Etruria.

283:000 miliardi di euro di derivati, pari al 42%, sono in mano a banche europee, in testa Deutsche Bank, Barclays e Credit Suisse; in Usa, vengono in ordine, JP Morgan, Citigroup e Bank of America, assorbita da Deutsche Bank. La crisi del 2008 nacque con il mercato dei derivati, subprime immobiliari, americani; rispetto ad allora, oggi i derivati, in tutto io mondo, sono triplicati; allora gli Usa, per salvare le loro banche, le aiutarono finanziariamente, gli stati dell’Europa settentrionale fecero la stessa cosa con le loro banche, facendo aumentare con ciò il loro debito pubblico, oggi arrivato, in media, al 100% del Pil..

Poi la Germania cambiò le regole, introducendo il bail-in o risoluzione interna alle banche delle crisi bancarie, a danno dell’Italia che aveva alcune banche in difficoltà; per stimolare l’economia e aiutare le banche, le banche centrali d'Europa, Usa e Giappone, puntarono sul quantitative easing, stampando denaro e prestandolo alle banche a tasso zero; in Italia questo denaro non servì a stimolare l’economia, ma, per la sua maggior parte, fu esportato a Francoforte, facendo aumentare il saldo del Target2 a favore dell’Italia.

L’Antitrust dell’UE accusa quattro banche europee, Deutsche Bank, Credit Suisse, Credit Agricole e Bank of America di ave fatto cartello contro la concorrenza nel mercato secondario internazionale dei bond, con lo scopo di influenzarne i prezzi e, come si fa con la speculazione finanziaria, di guadagnarci in plusvalenze. Il governo tedesco, per fronteggiare la crisi dei derivati, vuole fondere Deutsche Bank con Commerzbank.

La crisi di Deutsche Bank, nonostante i finanziamenti pubblici, non è finita, infatti, ha in cassaforte titoli derivati spazzatura pari a 15 volte il Pil della Germania, che andrebbero ripudiati o svalutati. La quotazione di questa banca in borsa è scesa da 116 a 7,65 euro, ha 15 miliardi di euro di capitale proprio a fronte di 1.500 miliardi di derivati, perciò dovrebbe essere dichiarata fallita, ma tranquilli, la Bce processa le sofferenze private delle banche italiane ma non i titoli  derivati tedeschi. Forse si avvicina un’altra crisi, anche il Pil tedesco, con il calo delle esportazioni, diminuisce; purtroppo, la Germania, dietro le quinte, fissa le regole europee, gestisce e interpreta i trattati e la commissione europea esegue.

Questi derivati senza reddito sono un’illusione e andrebbero svalutati enormemente, come si fece con il marco dopo la seconda guerra mondiale, solo le guerre sono in  grado di resettare un marcato drogato come quello attuale; comunque, l’informazione e gli europeisti continuano a insegnare che la Germania, diversamente dall’Italia, è un paese provvido, virtuoso, serio e dà l’esempio agli altri paesi.

Sono titoli di credito le banconote, le cambiali, gli assegni, in titoli di stato, le obbligazioni private e i derivati, la gran parte di questi ultimi andrebbero messi tra gli insoluti perché sono crediti irrecuperabili, ma la commissione europea, a direzione tedesca, non se ne preoccupa. Le imprese private insolventi sono escusse, invece gli stati no, a meno di fare loro la guerra o di togliere loro temporaneamente altro credito; l’Italia, sempre tra gli imputati, paga i suoi debiti esteri, peraltro oggi pari ai suoi crediti esteri, e ha pagato i derivati dei suoi enti locali. (Per le notizie, fonte: Francesco Piccioni – lantidiplomatico.it – Contropiano -  Ferdinando Soto – startmag.it). 

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Per gli stress testi sulle banche europee del 2014 e del 2016, la Bce si è rivolta a società private di consulenza e a fondi d’investimento americani; nel 2014 si rivolse alle società di consulenza Oliver Wyman e Mckinsey, pagando 8,3 milioni di euro, e nel 2016 si rivolse al fondo investimenti Blackrock e a Oliver Wyman, pagando 26 milioni di euro. Blackrock è il più grande investitore internazionale nel settore bancario.

Perciò, a causa del suo duplice ruolo, Blackrock è in conflitto d’interesse, anche se, come si fa di consueto, si è impegnata alla riservatezza sui dati acquisiti e a non conferire incarichi o dare valutazioni d’investimento su banche per le quali erano stati fatti i test. C’è da dubitare su questa garanzia, perché i grandi investitori ricercano notizie riservate e affidabili sulle società e sulle banche in cui investire.

A Schauble, padre spirituale dell’austerità dell’UE, non è sembrato nemmeno trasparente l’incarico conferito alla società Oliver Wyman che ha affermato che, a causa della fretta, non c’era stato un bando regolare per l’assegnazione dell’incarico. I superburocrati e i politici europei sono contro l’Italia che minaccia le loro entrate, anche in  Italia è stato difficile abolire gli enti inutili,   anche i superburocrati di Bruxelles guadagno con gli appalti, non accade solo in Italia. (Per le notizie, fonte: Il Sole 24 Ore – Fernando Soto).

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Il Global Compact dell’Onu, emesso a favore dell’emigrazione, fa rientrare l’emigrazione nei diritti umani, già tutelati dalla carta dei diritti umani dell’Onu; invita a chiedere agli emigranti la carta d’identità, ad accoglierli e a garantire loro un lavoro. Chiede di raccoglierli in mare, di sradicare la tratta, di garantire loro assistenza, i servizi pubblici, l’inclusione sociale, l’integrazione e di combattere la discriminazione razziale.

Chiede di favorire le loro rimesse economiche all’estero e un’emigrazione ordinata, però non equipara i profughi, bisognosi di maggiore tutela, ai migranti economici. Purtroppo, il loro diritto al lavoro e ai servizi si scontra con la politica europea di austerità, con la privatizzazione dei servizi pubblici e con il pareggio di bilancio. L’Onu chiede anche di ridurre i fattori negativi che spingono all’emigrazione, senza accennare allo sfruttamento coloniale e alle guerre.

Alcuni paese emergenti si stanno sviluppando, l’Onu non si rende conto che l’emigrazione irregolare ostacola quella regolare e aiuta il traffico e lo sfruttamento di esseri umani da parte della criminalità. Il Global Compact è il cavallo d Troia della globalizzazione, del nuovo ordine mondiale e della Società aperta d Soros, i grandi capitalisti, di tutte le razze, hanno sempre collaborato contro l’interesse del popolo comune.

La mano invisibile del grande capitale finanziario vuole rendere regolare l’emigrazione clandestina gestita da criminalità e ONG. Per favorire quest’immigrazione, l’ONU ha inviato in Italia un team per controllarne e denunciarne il relativo razzismo; in Italia il papa è a  favore dell’emigrazione. L’equiparazione tra migranti economici e rifugiati ignora che l’unica legislazione di tutela in materia riguarda i rifugiati, gli altri immigrati sono rifugiati da respingere per la legge.

Il risultato del Global Compact, potrebbe essere una pressione continua all’accoglienza sugli stati, favorirà l’aumento dei conflitti interni negli stati di arrivo, il rafforzamento delle destre e la destabilizzazione di tanti paesi; con i muri interni contro l’emigrazione, metterà a rischio anche l’esistenza dell’UE. L’emigrazione di massa è stata sempre dovuta a guerre e carestie, il primo diritto dei popoli dovrebbe essere quello di sopravvivere dignitosamente e di non emigrare. (Per le notizie, fonte: Ugo Boghetta – Rinascita- sinistrainerete.info).

ITALIA

Ai soliti problemi della giustizia, se ne sta aggiungendo un altro, facendo aumentare i costi della giustizia e gli affollamenti delle aule dei tribunali. Il gratuito patrocinio offerto dallo stato, con spese legali e giudiziarie a carico dello stato, a favore d’immigrati e italiani poveri, sta alimentando artificialmente un mercato, con avvocati che incoraggiano a fare cause; la prassi funziona sempre in sede di conciliazione.

Poiché lo stato non paga la parcella dell’avvocato, generalmente con poche cause, che assiste il povero, quando la causa è temeraria, cioè senza fondamento, questo, per avere una soddisfazione giudiziaria, si mette d’accordo con l’avvocato della parte avversa, con scambio di favori per le cause a venire. Questo modo di procedere fa diminuire la fiducia dei cittadini nella giustizia e negli avvocati, l’ordine degli avvocati dovrebbe intervenire; anche i ritardi della giustizia e gli appelli dipendono soprattutto da loro, inoltre, sono soprattutto loro, al governo o al parlamento, a fare le leggi che regolano i processi civili e penali.

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Mattarella non fa altro che richiamare il governo al rispetto della costituzione, spesso baipassata dai presidenti della repubblica, nella composizione del governo, nella promulgazione delle leggi, nel rispetto della separazione dei poteri; Non si sa di quale costituzione parli Mattarella, perché in Italia si sono fatte leggi incostituzionali promulgate dai presidenti della repubblica, perciò si afferma che una costituzione materiale ha preso il sopravvento su quella scritta.

Per la costituzione italiana è imputabile il presidente che attenta alla costituzione e quello che trama con potenze straniere. Mattarella plaude anche al cedimento del governo verso l’UE, che ha comportato meno spesa pubblica e più imposte, per questo obiettivo s’è impegnato molto, infatti, il governo si è rimangiata parte delle sue promesse elettorali, cosa che i partiti fanno spesso.

La frase di Schauble che afferma che se l’Italia esce dell’UE è la fine dell’UE, è diretta ai superburocrati di Bruxelles che s’ingrassano con il palo della cuccagna chiamata UE e perciò anche il presidente del parlamento europeo, Tajani, è preoccupato dalle minacce provenienti dal governo italiano; Moavero e Tria appartengono al partito di Mattarella, Berlusconi e PD sono europeisti e sono, sotto sotto,  felici dell’involuzione nel governo.

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Secondo logica, con il Pil stagnante, la disoc